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bacino02/10/17

Le Curve di frequenza accumulata relativa dei campioni tendono a convergere ad una curva che prende il
nome di curva di probabilit di non superamento.
Dobbiamo cercare di interpretarla e adattarci sopra una distribuzione di probabilit e quale si adatta meglio
al nostro campione. Parlando di una variabile limitata superiormente, dobbiamo scegliere delle probabilit
non limitate superiormente.
Una delle distribuzioni di probabilit che si adatta bene a questa variabile la distribuzione di Gumbel:

( )

() =
Per x che tende a infinito, la curva tende a 1. (1-39)
Nel caso in cui la distribuzione vada bene, devo trovare i parametri e u.

Come si disegna il campione e assegnare una probabilit di non superamento:


-se vado al 10 valore, la frequenza relativa 10/56
-Bernulli dice che la frequenza tende a tendere alla probabilit del numero di valori che tende a infinito.
- probabile che man mano che aumenta il numero di osservazioni pu darsi che il valore aumenti
-Quando abbiamo un campione di numerosit limitata, facciamo in modo che anche lultimo campione
abbia una piccola probabilit di essere superata, quindi si corregge la probabilit relativa:

( ) = ( ) = +1
formula di Weibull
Quindi lultima frequenza relativa sar 56/57 che < di 1.
Successivamente dovremo disegnare i punti sul piano in cui in ascissa ci sono i valori (variabile) e in ordinata
le frequenze relative.
Quindi si effettua una trasformazione dellasse delle ordinate in modo che i punti si possano distribuire su
di una retta. E la variabile y prende il nome di variabile ridotta di Gumbel:

=

Cos come anche la F era crescente, anche la y crescente.

DENSITA DI PROBABILITA: per una variabile continua la derivata della derivata di non superamento fatta
rispetto alla variabile x:
()
() =

Lintegrale della densit di probabilit uguale a 1.

MOMENTI DI DISTRIBUZIONE DI PROBABILITA:

+

0 = ( 0 ) ()

r: ordine del momento


0 : valore della variabile rispetto al quale effettuiamo il momento

Il momento di ordine 1 prende il nome di MEDIA DELLE DISRIBUZIONI ha dimensioni della densit di
probabilit (reciproco variabile), moltiplicato della variabile, ha le dimensioni della variabile
Il momento del 2 ordine rispetto alla media e prende il nome di VARIANZA DELLA DISTRIBUZIONE, e ha le
dimensioni del quadrato della variabile.
Per ricondurci alla variabile, si fa il quadrato, e prende il nome di SCARTO QUADRATICO MEDIO e serve per
vedere quanto spanciata rispetto al valore medio.
Il rapporto tra la media e lo scarto quadratico medio il COEFF. DI VARIAZIONE, ed adimensionale.

La media della distribuzione d Gumbel legata ai parametri e u : 0.5772 +u


2 2
La varianza della distribuzione d Gumbel legata ai parametri e u :
6

Mentre lo scarto quadratico medio, risulta:
6
Invertendo la prima e la terza, ottengo e u:
=0.78 (x)
u= (x)- 0.5772 +u= (x)- 0.45 (x)

Lo scarto quadratico medio di una serie di valori, sarebbe (1-46), ma si dimostra che questo risultato,
distorto se dividiamo per N, mentre se dividiamo per N-1, lo rende indistorto.
Quindi i parametri della distribuzione di Gumbel possono essere:
=0.78 s
u= m- 0.45 s

Una volta determinati i parametri possibile tracciare sulla carta di Gumbel la retta che rappresenta la
distribuzione.

Dalla espressione 1-47, posso ricavare il valore dellaltezza di pioggia di unora in un determinato luogo;
attraverso anche i dati della tabella terza degli annali.

Fissando un certo valore di probabilit di non superamento, posso determinare il valore dellaltezza di
pioggia in 1,3,6,12,24 ore che ha quei valori di probabilit.
Tra la probabilit di non superamento e il tempo di ritorno sono correlate da una relazione. 1-49
Per ciascuna delle 5 durate, posso fissare un tempo di ritorno, e ricavare laltezza di pioggia nel tempo
considerati. Cambiando il tempo di ritorno, otterr risultati diversi.
Con questa operazione vuol dire andare sul grafico 1-48 e fissato il tempo di ritorno, intersecare le rette e
determinare il valore. Questi 5 valori sono 5 valori equiprobabili, e posso disegnarli su un piano in cui in
ascissa c la durata, espressa in ore (h), e in ordinata c laltezza di pioggia espressa in millimetri (mm).
Questo andamento curvilineo con la concavit rivolta verso il basso.
Questo piano mi dice come in base al tempo di ritorno, come aspettarmi la curva, ma quello che posso fare,
cercare di trovare quale espressione dare alla curva che meglio approssima i punti, essa prende il nome di
CURVA DI POSSIBILITA PLUVIOMETRICA, perch dice il modulo che posso aspettarmi di quanto piova in
quel luogo; e la curva deve crescere meno che linearmente.
In Italia, lespressione che sida alle curve di possibilit pluviometrica quella di una espressione di potenza:
(, ) = () ()
h: altezza, espressa in mm
d: durata di pioggia, espressa in ore
a(T): altezza di pioggia di durata 1 ora
n: un parametro, debolmente dipendente da T, compreso tra 0 e 1

passando ai logaritmi, ottengo:


log() = log() + ()
Il valore di a non esattamente il valore dellaltezza di pioggia ottenuto dalla crocetta, ma dalla retta.
03/10/17

Metodo diretto curve possibilit pluviometrica (RIASSUNTO)


-le curve esprimono landamento delle precipitazioni in funzione del tempo di ritorno
-dati nella tabella terza degli annali
-costruisco una tabella: 1

Voglio capire se la distribuzione si adatta ad interpretare il campione.


Disegno i punti su un piano, detto piano probabilistico, in cui gli assi sono opportunamente deformati in
modo che la distribuzione diventi una retta; per fare questo devo modificare lespressione P(h) estraendo il
logaritmo in modo da arrivare a:
1 1
ln[ ln(()] =
1
Che prende il nome di variabile di Gumbel.
E costruisco il grafico dove nellasse x metto le altezze h e in ordinata la y, ovvero il -ln[.], dove i punti si
dispongono in ordine crescente, ma non detto che venga una retta. Ma se si dispongono in modo
crescente e simile ad una retta pu andare
-stimo i parametri e u che sono legati allo scarto quadratico medio e alla media della distribuzione di
Gumbel
=0.78 (x)
u= (x)- 0.5772 +u= (x)- 0.45 (x)

-confondo n con e s con e costruisco la retta


-la stessa cosa lo faccio con le rimanenti 4 colonne e ottengo grafico 1-48.
Ora posso sostituire allasse delle ordinate, lespressione della probabilit di non superamento, non
scalata linearmente, e ricordo che la probabilit P :
1
=

E posso scrivere:

() = ln[ln ( )]
1
tenendo fisso il tempo di ritorno, ma cambiando le due variabili e u.
-ora costruisco in grafico dove in ascissa avr la durata d e in ordinata laltezza h che cresce meno che
linearmente in funzione del tempo di ritorno. In Italia si usa a formula:
(, ) = () ()
se estraggo il logaritmo, e costruisco un piano dove sulle x ho log(d) e in y ho log (h) e i punti si
dovrebbero disporre su una retta e il coefficiente angolare della retta, corrisponde ad a e laltezza dallo
zero allinizio della retta, rappresenta il log(a) da cui poi posso ricavare a. lintercetta della retta a non
coincide col punto.
La dipendenza di n dal tempo di ritorno non particolarmente significativa.

METODO VINCOLATO DELLE CURVE DI POSSIBLITA PLUVIOMETRICA

I parametri c, e n sono le mie incognite.


lho gi calcolato. c, n come li calcolo?
Procedimento 1-56
Mi trasporto in un piano bi-logaritmico: grafico 1-59
Questo metodo vincola n ad essere costante in funzione del tempo di ritorno.

09/10/17

Bacino: acque che scorrono nel reticolo che confluiscono in una sezione di chiusura

Spartiacque topografico: zona in cui laltimetria abbastanza accentuata.

Se prendo il bacino idrografico del Po, dipende da dove lo prendo, perch in molti casi ci sono affluenti
che potrebbero entrare.

Sponda sinistra/destra: mi metto spalle alla sorgente (guardare verso dove sfocia) e definisco la desta
e sinistra del fiume.

Stessa cosa quando traccio una sezione di un corso dacqua, essa vista con spalle alla sorgente.

Spartiacque freatico: pu essere molto diverso da quello superficiale, avendo acqua che si infiltra nel
sottosuolo

Superficie di un bacino: la sua proiezione su un piano orizzontale

Stima della precipitazione che cade nel bacino (2-3): la linea nera rappresenta la proiezione sul piano
orizzontale

Solido di pioggia: base la superficie del bacino e come altezza z laltezza di pioggia che cade nel bacino

Metodo di Thiessen che si basa sullestrapolazione delle misure a terra: per prima cosa si effettua una
triangolazione tra le stazioni non sovrapposti tra di loro.

Criterio di Delaunay: metodo in modo tale che quando traccio il cerchio che circoscrive le stazioni, non
devono esserci dentro, altre stazioni; ovvero il pi piccolo cerchio che posso fare

Metodo dei topoieti: attribuire ad ogni triangolazione unarea di competenza. Come faccio? Ad ogni
lato associo il suo segmento medio; e devono convergere a tre a tre e confluiscono nel circocentro del
triangolo. Gli assi di quanto lo prolungo? Fino ad arrivare contro lo spartiacque.

In questo modo, ho individuato aree che sono di competenza/influenza della stazione.

Se le stazioni rimangono quelle nel tempo, le aree di competenza rimangono quelle; e la sommatoria
delle aree corrisponde alla zona dello spartiacque.

Il metodo dei topoieti immagina che la spartizione delle piogge sia uniforme nel tempo.

FORMULE PAG. 2-8

altezza di pioggia media (pesata) il rapporto tra il volume totale stimato sulla superficie che caduta
nel bacino

Se introduco una nuova stazione esterna allo spartiacque, e effettuo tutte le triangolazioni con la
divisione dellarea di competenza, anche la stazione esterna ha unarea di competenza (2-10), quindi
vanno ridisegnati i topoieti.
caso di prendere in considerazione le stazioni fuori?

Se la stazione aggiunge le informazioni alle stazioni interne, dovrei prenderle; per dipende.
Se prendo una stazione allesterno nel punto pi alto, allora NO, perch possono succedere cose
diverse; se la prendo nel punto basso, tipo in pianura, allora posso prendere in considerazione le
stazioni esterne perch i risultati possono essere abbastanza simili.

Metodo delle isoiete: ipotizza che laltezza di pioggia vari in modo lineare nelle stazioni.
Definendo un certo n di valori di altezza di pioggia, ottengo una rappresentazione come pag. 2-12.

Se faccio le isoiete di un giorno e costruisco la relativa mappa, il giorno dopo devo costruirne unaltra e
quindi eliminare il lavoro precedente.

Metodo a griglia (onora le stazioni): supponendo di prendere un bacino con relative stazioni e
sovrapporgli una griglia a maglia quadrata; con dimensione abbastanza piccola da avere allinterno del
bacino almeno 100 nodi di maglie di griglia. Poi faccio una stima dellaltezza di pioggia in ciascuno dei
nodi di griglia i e le stazioni j e lo divido in quadranti e cerco in ogni quadrante la stazione pi vicina al
nodo. Ad ogni stazione, e attribuisco un peso rispetto ai punti i di cui voglio stimare, ed inversamente
proporzionale alla distanza dal punto, elevata ad una potenza n (numero compreso tra 1 a 3, di solito
pari a 2; adimensionale); quindi dopo lo divido per la sommatoria del reciproco dei pesi.
1


=
1
=1

Con k numero delle stazioni che prendo in esame

Quindi laltezza di pioggia: = =1

Stessa cosa se utilizzo un altro nodo allinterno della griglia.

Cos facendo ottengo una superficie regolare (formule pag. 2-15) e mi sono stimato le altezze di
pioggia in tutti i nodi di griglia.

La media dellaltezza di pioggia che calcolo una media aritmetica e non pesata.

10/10/17

Immaginiamo di avere n stazioni e una sequenza relativa ad un certo anno per la stazione e calcolarci
laltezza di pioggia media ragguagliata sul bacino ora per ora con un metodo visto in precedenza pag 2-
17) utilizzando i pesi:

, ,
=1

Solo se i valori sono contemporanei.

Questa sequenza essendo frutto di una media contemporanea fatta ora per ora, avr massimi minori
dei massimi delle stazioni.
Se ogni stazione avesse stessi dati, otterrei la stessa curva; ma se poi effettuo loperazione di media,
otterr la curva nello stesso tempo di ritorno pi bassa rispetto alla precedente (pag. 2-18).

Il problema che le sequenze temporali non sono pubblicate sugli annali, quindi non posso farla.

Quindi si introduce un coefficiente di ragguaglio dellarea:


(, , )
=
(, )

Esso minore di 1. Per se la superficie molto piccola allora il coeff. tender allunit; quindi sar
sempre pi piccolo, man mano che la sezione cresce

= 1

Dove d la durata e a e b sono parametri in funzione del bacino; oppure utilizzo delle tabelle

Bacino idrografico caratteristiche:

-planimetriche

-forma

-rilievo

-pendenza

-reticolo idrografico

Planimetriche:

-area bacino: porzione planimetrica del bacino sul piano orizzontale chiuso dalla linea che rappresenta
lo spartiacque.

-perimetro: lunghezza della proiezione orizzontale che rappresenta lo spartiacque

-Lunghezza dellasta principale del bacino

Sia la lunghezza dellasta che il perimetro non sono semplici da misurare, perch su amplia scala
difficile individuare tutte le tortuosit che rappresenta sia lasta principale, sia il perimetro.

Quindi la lunghezza funzione della scala di osservazione, e non possibile trattarla come una
caratteristica normale.

CARATTERISTICA DI FORMA: FORMULE OAG. 2-23,24,25.

Peer dare lindicazione della forma di un bacino, uso i coefficienti, esempio il RAPPORTO DI
CIRCOLARITA,

COEFICIENTE DI UNIFORMITA
RAPPORTO DI ALLUNGAMENTO

FATTORE DI FORMA

CARATTERISTICHE DI RILIEVO

Curva ipsografica: curva decrescente rappresentata in un piano che ha in ascissa la superficie del
bacino e in ordinata le quote del bacino.

Come riferimento conviene prendere la quota della sezione di chiusura, quindi ri-scalare il tutto non
rispetto al livello del mare

Altitudine mediana: quota per cui il 50% della superfice del bacino si trova sopra il grafico come
riferimento la quota .

Altitudine media: la media tra le quote minimo e massimo del bacino. (2-28)

PENDENZA MEDIA DEL BACINO (2-29)

Metodo di Alvard-Horton: considerando una generica isoipsa k a quota z e di lunghezza l e le due


isoipse immediatamente al di sopra e al di sotto ad un dislivello pari a /2, dove z e lequidistanza
tra le due curve di livello. Detta la distanza media della striscia e larea di essa, la pendenza
media :

(inserire formule)




=1

Con k il numero delle isoipse a equidistanza .

Metodo a griglia per la pendenza del bacino: si sovrappone al bacino una griglia quadrata di cui si
conosce laltimetria attraverso le curve di livello. Mettiamoci in un punto e cerchiamo di calcolare la
pendenza media in quel punto. Io devo individuare la distanza MINIMA tra le due curve di livello
adiacenti (tra quella centrale e una delle due):

=

Quindi:

1


=1

E quindi:

1


=1
Dove N il numero dei nodi di griglia nel bacino.

PENDENZA MEDIA DELLASTA RINCIPALE (2-31)

Essa definita come il coefficiente della retta di compenso tracciata sul profilo. Ovvero ha come punto
finale la fine della curva nel grafico e che le due aree che si dovrebbero formare, siano equivalenti.

FORMULA

Un altro modo per calcolare la pendenza il metodo di Taylor-Schwartz che la definisce come quella
pendenza a cui corrisponde, in moto uniforme e turbolento, il medesimo tempo di percorrenza lungo
tutta lasta. Quindi suddivido.. (2-32)