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PERCORSO SULLA STORIA DEL FLAUTO

E DELLA SUA LETTERATURA

Luca Gasparotto Bologna 2017

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Indice :

1.1 Premessa

1.2 Origini del Flauto Il Flauto dei popoli antichi

1.3 Origine del Flauto Lavvenuta del Cristianesimo

1.4 Origine del Flauto La ripresa del Flauto in Europa Centrale e


Europa Occidentale

Origine del Flauto Letteratura del Flauto nel XVI e XVII secolo

1.5 Origine del Flauto La comparsa del Traversiere

1.6 Origine del Flauto Levoluzione del Traversiere da G.C.Denner


a Ziegler

1.7 Origine del Flauto Tobaldo Bhm

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1.1 Premessa

Il Flauto uno fra i pi antichi strumenti musicali. Le sue origini


risalgono ai primordi della vita umana e si perdono nel tempo, in un
velo di leggenda e poesia. Riesce assolutamente impossibile
determinare unepoca sulla sua prima apparizione, tanto meno se ne
possono precisare le fonti di invenzione. Si pu soltanto presupporre
che a concepire i primi rudimenti esemplari del genere siano stati gli
antichi pastori, i quali pi degli altri uomini primitivi a contatto delle
varie manifestazioni della natura, sentirono destarsi nel loro animo
listinto musicale e quindi il bisogno di riprodurre i suoni. La storia
del Flauto una storia che occupa molto spazio tanto che la sua storia
pu essere divisa in tre gruppi principali : Flauto Dritto, Traversiere e
Flauto Traverso.

1.2 Origini del Flauto Il Flauto dei popoli antichi

Tutti i popoli antichi (Greci, Sumeri, Persiani, Egizi, Indiani,)


hanno conosciuto e adottato tipi di strumento a fiato simili o affini
al Flauto. Questa conoscenza dello strumento arriva a noi anche
grazie a bassorilievi, sculture, incisioni murali, .
Tipi di Flauti dritti o Traversi che si suonavano cio in direzione
del proprio asse o tenuti in posizione trasversale, che possiamo
trovare nellantichit possono essere:

- Jo o Tsche dagli antichi Cinesi


- Mem o Sebi dagli antichi Egizi
- Suffarah dagli antichi Indiani
- Nekabim o Halil dagli antichi Ebrei
- Ney dagli antichi Persiani
- Sambuca o Subolo dagli antichi Etruschi

nell antica Ellade, il Flauto acquista un valore artistico ben


definito al quale veniva associato il nome di Siringa o Flauto del
Dio Pan al quale si attribuiva origine divina:

Pan era fondamentalmente un dio silvestre che amava la natura, amava ridere e
giocare. Am e sedusse molte donne tra le quali la ninfa Eco e Piti, la dea
Artemide e Siringa, figlia della divinit fluviale Ladone, della quale si innamor
perdutamente. La fanciulla per non solo non condivideva il suo amore ma
quando lo vide fugg inorridita, terrorizzata dal suo aspetto caprino. Corse e
corse Siringa inseguita da Pan e resasi conto che non poteva sfuggirgli inizi a
pregare il proprio padre perch le mutasse l'aspetto in modo che Pan non
potesse riconoscerla. Ladone, straziato dalle preghiere della figlia, la trasform
in una canna nei pressi di una grande palude. Pan, invano cerc di afferrarla ma
la trasformazione avvenne sotto i suoi occhi. Afflitto, abbracci le canne ma pi

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nulla poteva fare per Siringa. A quel punto recise la canna, la tagli in tanti
pezzetti di lunghezza diversa e li leg assieme.
Fabbric cos uno strumento musicale al quale diede il nome di "siringa" (che ai
posteri anche noto come il "flauto di pan") dalla sventurata fanciulla che pur di
non sottostare al suo amore, fu condannata a vivere per sempre come una canna.

La siringa nella realt uno strumento formato da un numero variato


di canne, che vanno da tre a nove, digradanti in lunghezza, chiuse da
un lato e tenute insieme con della cera. Il suono si ottiene facendo
scorrere le aperture delle canne che lo compongono lungo il labbro,
soffiandoci dentro.

In Grecia ebbero sviluppo altri tipi di Flauti, indicati con il nome


generico di Aulos, i quali si distinguevano in Monauli, formati da una
sola canna, e in Diauli, formati da due canne divergenti fra loro ma
con imboccatura comune. I Diauli erano capaci di produrre due suoni
alla volta per cui col tubo destro si eseguiva il canto mentre con
quello di sinistra si eseguiva laccompagnamento, il bordone. I Greci
con gli Aulos accompagnavano danze, voci recitanti,
rappresentazioni teatrali, funzioni liturgiche, .

Allo stesso tempo i Romani imitarono i Greci sia nella costruzione


degli Aulos sia nel modo di usarli. I Romani chiamarono questi tipi di
strumento Tibie potendosi tali strumenti costruire oltre che con la
canna, di legno o avorio anche con le tibie degli animali. Importante
la comparsa delle Tibie nel mondo romano in quanto questo
strumento apr la possibilit di far della musica non solo ai cittadini
maschi, colti raffinati ma a chiunque.

1.3 Origine del Flauto Lavvenuta del Cristianesimo

Con lavvenuta del Cristianesimo la multiforme attivit delle tibie


ebbe a cessare, sostituita dalla musica puramente vocale corale
dei primi cristiani, i quali ripudiavano tutto quanto quello che
venisse e ricordasse i riti pagani. Inizi in questo periodo una
sorta di periodo di Oscurantismo per la storia del Flauto che si
accentuer poi nel Medioevo.

1.4 Origine del Flauto La ripresa del Flauto in Europa Centrale e


Europa Occidentale

La ripresa del Flauto si verific specialmente in alcuni paesi


Europei dove luso delle Tibie, non era stato del tutto messo in
disparte. Allinizio del Secolo XIV, alcune specie di pifferi
chiamati, a seconda del paese di origine Schwegel in Germania e
in Inghilterra, il Galoubet in Francia e il Flaviol in Spagna. Queste

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tipologie di flauti erano muniti di una pivetta a forma di becco, ed
avevano tre fori di cui uno era nella parte posteriore; si
suonavano in posizione dritta e con una sola mano, la sinistra,
mentre quella destra era impegnata a battere su un tamburello.
Da queste tipologie di Flauti derivarono i Flauti Dritti o chiamati
anche Flauti a Becco. Con lapparire del Flauto Dritto la
denominazione dello strumento cambi da Tibia a Flauto. Flauto
deriva dal latino flatus flare = soffio soffiare o come
sostengono alcuni studiosi dalla composizione di tre note
musicale Fa La Ut.
I Flauto Dritti si costruivano in bossolo ed erano di diverse
grandezze e diverse tonalit. I principali Flauti Dritti erano il
Discanto, l Alto , il Tenore, il Baritono e il Basso, in
corrispondenza alle voci umane. Non esistendo un manuale per
suonare queste tipologie di Flauti, la posizione e la diteggiatura
era a libera scelta dello strumentista.
In quello stesso periodo apparirono in Inghilterra i Recordes che
si differenziarono dai Flauti Dritti solo per un leggero
rigonfiamento sotto limboccatura, apparirono in Francia i
Flageolets che erano muniti di chiavi per semitoni, pi facili per
intonarsi. In Italia in quegli anni si svilupp il Flauto Dolce.

1.5 Origine del Flauto Letteratura del Flauto nel XVI e XVII secolo

Durante i secoli XVI e XVII tutta una vasta letteratura fioriva in


omaggio a questi strumenti, cui parteciparono i pi celebri
maestri dellepoca. Claudio Monteverdi e Johann Sebastian Bach
usarono il flauto dritto in alcune partiture dorchestra. Questi
strumenti vennero integrati nelle orchestre anche di Gluck I
Pellegrini alla Mecca e di W. A. Mozart Il ratto del Serraglio.
A. Vivaldi scrive concerti dedicati al Flauto Dritto, B. Marcello e
Telemann dedicano allo strumento diverse sonate e fantasie. Fra
la letteratura didattica ha notevole importanza storica la opera
intitolata la Fontegara, per lavvenimento allo studio del Flauto
Dolce o a Becco, scritta da S. Ganassi del Fontego nel 1535 a
Venezia. Altro manuale Syntagma Musicum di
M. Praeteorius del 1590.

1.6 Origine del Flauto La comparsa del Traversiere

Contemporaneamente ai Flauti Dritti erano apparsi alcuni altri


tipi di Flauti che si suonavo tenuti in posizione traversale, da
destra verso sinistra. Proprio per questo modo di suonarli
vennero chiamati Flauti a Traversa o pi comunemente
Traversiere. I traversieri si costruivano in bossolo, con un unico

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tubo cilindrico di forma piuttosto tozza, intonato allincirca al re.
Nella parte superiore chiusa da un tappo, si praticava il foro
dellimboccatura; altri sei fori si praticavano nel tubo, in
corrispondenza delle dita centrali delle mani. Il Traversiere non
ottiene grande successo tra gli amanti della musica, deve
trascorrere un po di tempo prima che si affermino nel campo
musicale. Merito di ci va dato soprattutto alla Francia, all
Inghilterra, alla Germania e alla Svizzera.
Con lavvento del Traversiere si pu affermare che inizia
ufficialmente la storia del Flauto Traverso. Levoluzione del
Traveersiere inizia nel XVII secolo con la costruzione degli
strumenti con legni pregiati (bossolo, ebano, granatiglia, cocco,
avorio) e ornamenti in oro, argento e madreperla. Lo strumento
venne costruito concependo la sua direzione da sinistra verso
destra, arrichendolo di fori per ottenere trilli, semitoni con
relative chiavi. Venne irrobustito per ottener maggior intensit
sonora. Il primo foro praticato fu quello per ottenere il Re# con
chiave azionata dal dito mignolo della mano destra. Se ne
attribuisce linvenzione al flautista e fabbricatore Philibert.

1.7 Origine del Flauto Levoluzione del Traversiere da G.C.Denner


a Ziegler

- .Giovanni Cristoforo Denner (1665 1707) famoso fabbricante di


strumenti a fiato, inventore del clarinetto, fu il primo a costruire
Flauti, dividendoli in tre pezzi di testata, corpo centrale e
trombino (1700). Ci venne fatto per facilitare manutenzione e
trasporto.
- Johann Joseph Quantz (1697 1773) celeberrimo flautista,
compositore e costruttore e maestro dellimperatore flautista
Federico II, ide il tappo a vite che applicato alla pompa di
intonazione della testata, rendeva pi facilmente traspositore lo
strumento. A Quantz si deve anche lallungamento del trombino
che perfor per lottenimento del mi b, e poi del do # e del do
naturale sotto i righi.
- Giuseppe Tacet intorno al 1700 perfor lo strumento per
lottenimento del sol # e del si b con delle chiavi azionate
rispettivamente dal mignolo e dal pollice dalla mano sinistra.
- Carlo Augusto Grenser (1720 1802) inser la chiave del do
medio, azionata dal dito indice della mano destra per il trillo si
do, e di quella del fa, azionata dal mignolo della mano sinistra.
- I. N. Cappeller nel 1811 applic un foro con chiave relativa, per
il trillo do # - re in seconda ottava.
- Ziegler perfezion i suoi Flauti dotandoli di ben 17 fra chiavi e
doppie chiavi, cos da rendere pi ricca e semplificata
lesecuzione di trilli, di alcuni passaggi e cos da rendere pi facile

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il suonare in diverse tonalit. I flauti di Zieger avevano
unestensione molto ampia: potevano partire dal la, dal si o dal
si b grave fino al do sopracuto.

1.8 Origine del Flauto Tobaldo Bhm

Ma se a taluno a d nostri venisse lidea di produrre composizioni in la, re


bemolle, si o fa diesis sur un flauto ad una chiave, luditorio sarebbe
probabilmente dellopinione di Mozart che interrogato: Che cosa vi fosse di
peggio di un flauto, rispose: Due flauti. (Theobald Bhm)

Per la sua invenzione T. Bhm (1794 1881) rinomato flautista e


compositore tedesco, si valse di alcune esperienze gi compiute
da William Gordon, appassionato dilettante di Flauto, nato in
Svizzere da genitori di nazionalit inglese, vissuto nella prima
met dell800. Il Gordon fu il primo ad adoperare per la
costruzione dello strumento, tubi cilindrici di lega metallica
anzich di legno, che perfor cromaticamente. Per la chiusura di
questi fori ide un meccanismo di chiavi aperte e ad anelli, che
permetteva di azionare due chiavi contemporaneamente con un
dito solo. Dopo alcuni esperimenti Gordon si fece costruire dalla
ditta Rudall e Rose di Londra, alcuni esemplari di Flauti di
metallo secondo i suoi modelli e on le sue invenzioni meccaniche.
Nello stesso anno Bhm passando per Londra ebbe loccasione
di conoscere e apprezzare questi strumenti. Pensiero su quanto
aveva potuto osservare a Londra inizi a pensare che una riforma
nella costruzione del Flauto era possibile. Per i suoi esperimenti
us i modelli di Gordon, tenendo conto dei preziosi consigli che
Carlo Emilio di Schafhaut (1803-1890) gli aveva lasciato . Da qui
part la vera riforma di Bhm che lo vede depositare due
importanti brevetti dedicati alla costruzione del Flauto, il primo
nel 1832 mentre il secondo nel 1847.

- Primo Brevetto 1832


Il modello del 1832 rappresent unimportantissima novit per i
flautisti dellOttocento. Il merito principale di Bhm fu quello di
raccogliere tutte le pi importanti novit tecniche, gi comunque
in uso, ed inserirle in uno strumento 16 progettato in modo
razionale. Il principio di una foratura laterale cromatica, in cui le
aperture siano disposte in modo omogeneo sullo strumento, era
stata gi illustrata nel 1800 da Johann George Tromlitz nel suo
trattato sul flauto a pi chiavi e successivamente il reverendo
Frederick Nolan brevett un modello di flauto dotato di chiavi ad
anello, ossia quei dispositivi che consentono la chiusura di due
fori con lazione di un solo dito. Queste innovazioni contengono i
principi fondamentali che saranno alla base del progetto del

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primo modello di flauto Bhm, ossia il definitivo passaggio ad
una foratura cromatica e non pi diatonica, l'uso di fori di
dimensione omogenea, la loro disposizione acusticamente
corretta lungo il tubo e la possibilit di controllare pi fori
attraverso le chiavi ad anello, con una meccanica che consentiva
lutilizzo di una diteggiatura assai simile a quella moderna e
senza il continuo ricorso alle posizioni a forchetta (fig. 8). Questo
modello di flauto, nonostante gli indubbi miglioramenti,
manteneva tuttavia un forte legame con gli strumenti gi in uso,
era di legno, aveva una testata con cameratura cilindrica ed un
corpo con conicit inversa ed i fori, seppur di dimensioni
maggiori rispetto agli altri flauti, erano notevolmente pi piccoli
al confronto dei flauti moderni, poich essi erano ancora chiusi
direttamente con i polpastrelli e non, come fu successivamente,
attraverso dei piattelli. Lobiettivo seguente fu quello di far
conoscere e apprezzare lo strumento, cercando di convincere
flautisti e costruttori della bont e della praticit delle nuove
soluzioni. Bhm inizi cos a insegnare e a suonare in pubblico
esclusivamente con il nuovo modello, esibendo il suo flauto nei
centri pi importanti. A Londra lo strumento trov subito
estimatori nei flautisti John Clinton e Richard Carte e nei
costruttori Gerock & Wolf e in seguito in Rudall & Rose. I
rapporti tra il costruttore tedesco e Gordon, iniziati a Londra nel
1831 e proseguiti cordialmente e fattivamente nel laboratorio di
Monaco, diedero vita nell'Ottocento a una controversia
riguardante la paternit dell'invenzione della meccanica Bhm.
Successivamente, sulla base di una ricca documentazione, si
riconobbe l'onest morale di Bhm. N egli, n Gordon si
dichiararono mai propriamente inventori del principio delle
chiavi ad anello ed i meriti di ciascuno riguardano, invece, lo
sviluppo di un sistema meccanico razionalmente concepito.

- Secondo Brevetto 1847


Bhm riprese lattivit di costruttore di flauti nel 1846 con un
rigore scientifico mai avuto in precedenza; per comodit us per i
suoi esperimenti alcuni tubi di vetro di forma cilindrica,
allinterno dei quali, con lutilizzo di sabbia molto fine, poteva
verificare le caratteristiche del flusso daria allinterno dello
strumento e stabilire i punti pi idonei dove aprire i fori laterali.
Questa ricerca avvenne in modo ancor pi sperimentale,
attraverso lutilizzo di un corpo dotato di fori mobili, assemblato
con diverse sezioni di tubo dotate di incastri telescopici; questo gli
consent di calcolare, anche ad orecchio, la giusta posizione di
ciascun foro ed ottenere una perfetta foratura cromatica. Questa
soluzione di tipo matematico-proporzionale fu poi sintetizzata
nello Schema del 1862; la foratura laterale proposta da Bhm

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risulta essere, ad un esame che utilizzi gli strumenti di cui ora
disponiamo, leggermente crescente sulle note pi prossime alla
boccoletta ed plausibile che queste venissero corrette attraverso
una particolare tecnica di imboccatura; per ovviare a questo
difetto la distanza dei fori stata ricalcolata da Albert Cooper
negli anni settanta del Novecento ed in seguito anche da altri
costruttori. Il nuovo flauto aveva il corpo cilindrico, era
discendente al do centrale e la conicit presente nel corpo dei
flauti precedenti, necessaria all'intonazione delle armoniche, era
spostata in corrispondenza della testata, elaborata con un lieve
disegno parabolico; cos la struttura del tubo dello strumento
diveniva esattamente l'inverso rispetto a quella dei flauti
precedenti.13 Lo strumento era costruito in metallo, solitamente
argento (anche se negli ultimi anni della sua vita Bhm ritorn ad
usare flauti in legno) e lampio corpo cilindrico consentiva di
ingrandire ulteriormente i fori laterali per dare maggior potenza
al suono. I fori pi ampi richiesero che dalle chiavi ad anello si
passasse a quelle a piattello pieno per consentirne la perfetta
chiusura; tutto il meccanismo delle chiavi fu realizzato in modo
ancor pi razionale, incernierandole su due lunghe stanghe poste
sul lato interno dello strumento. Come gi detto la promozione
del nuovo strumento fu organizzata con grande attenzione dal
suo ideatore, a Parigi Bhm concesse i diritti in esclusiva a Clair
18 Goderono ed al suo socio Louis Lot, che in seguito divenne il
pi rinomato costruttore di flauti francese; a Londra il flauto
Bhm venne messo in produzione da Rudall & Rose, presso il cui
laboratorio diversi flautisti elaborarono successive migliorie
meccaniche, tra questi Giulio Briccialdi che nel 1849 invent la
leva del si bemolle oggi universalmente adottata. Lo strumento
venne premiato all'Esposizione Universale di Londra (1851) e di
Parigi (1855); in quest'ultima vennero premiati anche un oboe e
un fagotto costruiti da Tribert con sistema di chiavi Bhm. E
importante ricordare anche linteresse di Bhm per le taglie pi
gravi della famiglia del flauto, per le quali scrisse diverse
composizioni.

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Bibliografia

Johann Joachim Quantz, Saggio di un metodo per suonare il flauto traverso, Milano,
Rugginenti Editore 1992 (edizione italiana)

Domenico Vinci, Appunti sulla storia e letteratura del Flauto, Bologna, Bongiovanni Edizioni

Theobald Bhm, Il flauto nei suoi aspetti acustici, tecnici e artistici, Pompei (NA), Falaut 2006
(edizione italiana)

Giuseppe Fagnocchi, Lineamenti di storia della letteratura flautistica, Mobydick edizione


1999

Francesca Cilione, Il flauto e la sua storia, Udine 2010, Tesi desame

Gianni Lazzari, Il flauto traverso, storia, tecnica acustica (con Il flauto nel Novecento di Emilio
Galante), Torino, EDT 2003

AA.VV., Enciclopedia della musica, Milano, Garzanti 1996

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