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Professione insegnante (6 luglio)

Teoria e armonia e musicale moderna innanzitutto sbagliato improvvisare.


Argomenti corso teoria principiante

Tonalit:
Approccio della prima volta: pi facile parlare del concetto di tonalit partendo da una concezione scalare
(che comunque sbagliato).
Quindi, data la struttura intervallare della scala maggiore ( T T S T T T S) possiamo costruire tutte le scale
maggiori. Scriviamo quindi tutte le scale in ordine (DO Sol Re etc) e facciamo notare che le alterazioni
sono sempre sul settimo grado. Faccio quindi notare che si tratta del circolo delle quinte.
N.B. inutile fare analogie e parallelismi evocativi, perch generano molta insicurezza negli adulti (agevola
invece i ragazzini e i giovani).

Dal II livello posso invece parlare del concetto di tonalit:


N.B. non possiamo dire che le scale generano la tonalit ( stato analizzato e spiegato dal trattato
dell'armonia di Soenberg): le scale sono, semplicemente, degli elenchi di note.

Definizione: la tonalit l'insieme (non la successione) dei suoni consonanti* ottenuti per mezzo della
sovrapposizione delle quinte giuste consecutive** la cui tonica data dal tritono diatonico***.

Suoni consonanti* = non c' una regola a priori che definisce quali suoni scegliere, ma questi sono
selezionati in base alle consonanze, eliminando le dissonanze (possiamo quindi spiegare cosa suono i suoni
dissonanti e consonanti, spiegare i battimenti, i cluster, ovvero un gruppo di note adiacenti).
Il primo suono consonante l'ottava, poi abbiamo la quinte, etc (infatti i suoni consonanti sono consonanti
perch ho utilizzato un intervallo consonante per selezionarli, ovvero l'intervallo di quinta). Cos facendo,
all'interno della scala non avr dissonanze verso la tonica (le uniche dissonanze saranno il cluster e il
tritono)

**Quindi inizio a cercare i suoni tramite la sovrapposizione di quinte


Chiamo quindi i vari suoni: suono 1, suono 5, suono 9, suono 13, suono 17, suono 21, suono 25 e poi li
metto all'interno della stessa ottava.
suono 1 suono 9 (2) suono 17 (3) suono 25 (4) suono 5 suono 13 (6) suono 21 (7)
N.B. Il suono 1, per, non la tonica, bens il suono 5 che si chiama dominante e genera la scala. Infatti,
dando il nome alle note (suono 1 = Do), avremo un Fa# quindi tonalit di Sol maggiore.

***La tonica data dal tritono diatonico, ovvero l'intervallo di tre toni che abbiamo all'interno della tonalit ( T
T S T T T S).
diatonico perch va analizzato in senso diatonico, perch essendo un intervallo simmetrico va verso due
toniche e diatonicamente riconosco la tonica verso cui sto andando: in Do maggiore va visto quindi come
Fa Si e non Dob Fa (presente invece in Solb maggiore)
Esempio:
Tonalit di Solb maggiore
Solb Lab Sib - Dob Reb Mib Fa (il quarto grado un Si, mentre la sensibile il Fa)
Solb maggiore ha lo stesso tritono di Domaggiore e proprio per questo il tritono va analizzato in senso
diatonico.

Il circolo delle quinte si chiamerebbe progressioni delle sensibili, perch sono le sensibili delle tonalit
maggiore (Fa# la sensibile di Sol maggiore, Do# la sensibile di Re maggiore, etc). Si tratta quindi della
successione delle sensibili delle varie tonalit.
Il circolo delle quinte l'elenco delle armature in chiave delle tonalit con diesis e bemolle.
N.B. Non esiste il circolo delle quarte, bens il circolo delle quinte discendenti.

Trattato di armonia di Schoenberg.


Le specie degli accordi si chiamano per una sovrapposizione di suoni armonici. La prima sar quindi
l'accordo di dominante, perch la prima che incontriamo (secondo il principio della sovrapposizione di
quinte).

Tutta l'armonia stata spiegata dai compositori russi della fine del XIX secolo. I jazzisti hanno solo siglato gli
accordi, sbagliando, in quanto c' un'anarchia assurda nel siglarli.
Quando iniziamo a preparare le lezioni, dobbiamo pensare anche alla gestualit, ai movimenti del corpo.
Teoria degli intervalli (file audio 12)
Approccio verso gli allievi che non conoscono il tema: necessario definire l'intervallo:
L'intervallo la distanza tra un suono e un altro.
Per misurare questa distanza ho bisogno di un parametro, ovvero un'unit di misura.
Mi occupo quindi del grado dell'intervallo, che definisce il posto occupato dalla seconda nota (ovvero la nota
che genera l'intervallo) nella scala diatonica della prima.

N.B. Il grado dell'intervallo non influenzato dal numero di toni e semitoni che vi sono tra la prima e la
seconda nota: Do fa un intervallo di quarta, come lo Do Fa##, etc.
Una volta scritto il grado, possiamo procedere a descrivere il genere dell'intervallo, ovvero il modo.
N.B. se l'allievo al primo livello, utile far riferimento al libro Lizard, leggendolo, perch gi perfetto cos.

Gli intervalli possono essere maggiori o giusti (o perfetti). Quelli maggiori si chiamano in questo modo perch
rivolatati diventano minori; quelli giusti, rivoltati, rimangono giusti. (Il rivolto dell'intervallo il contrario
dell'intervallo stesso).
Gli intervalli maggiori e minori sono quelli che dividono in parti simmetriche l'ottava (l'intervallo di II minore
divide l'ottava in 12 parti, quello di II maggiore in 6 parti, quello di terza minore in 4 parti e quello di terza
maggiore in 3 parte).
Le quarte dividono in due parti uguali l'ottava producendo un intervallo dissonante (il tritono). L'intervallo di
quarta e quinta dividono l'ottava in parti asimmetriche.

Do Sib = calcolo Sib Do, ovvero una seconda maggiore. Un intervallo maggiore, rivoltato, diventa
minore, quindi Do Sib una settima minore.

Intervalli congiunti (I II, II - III, etc) e disgiunti (V VII, I III, etc), discendenti e ascendenti (Do Sol = V
ascendente; Do Fa = V discendente)

Sistema del centro tonale:


Re Si = sesta maggiore, pensa all'armatura di chiave di Re maggiore.
un sistema che meglio utilizzare dopo, ad un secondo livello perch gli allievi fanno comunque fatica a
ricordare l'armatura di chiave delle scale.

Intervalli giusti (o perfetto): divide in due parti asimmetriche l'ottava.

N.B. Non esistono intervalli deficienti (al posto di diminuito), come non esistono differenze tra intervallo
eccedente e aumentato (sono sinonimi, anche se l'intervallo eccedente, mentre l'accordo aumentato).

Scala maggiore: sistema di consonanza, perch genera intervalli consonanti, ovvero I, VIII, IV e V giuste e II,
III, VI e VII maggiori.
L'intervallo di ottava un intervallo composto. Se non specifico nulla, allora semplice. C' un caso in cui
non devo specificare se composto, ovvero quando la prima nota pi acuta della seconda (Es: Do# Do).

Teoria della siglatura degli accordi (II livello)


Si basa sulla comprensione della funzione dei grandi all'interno dell'accordo, che da poi origine alla sigla.
Questo argomento, in realt, corrisponde all'argomento voci dell'accordo, addizioni ed estensioni.

1) Voci dell'accordo: costruisco un accordo tramite la sovrapposizione di intervalli di terza

F 3 5 7 - 2 4 6

Queste sono le voci dell'accordo, ovvero quelle voci che appagano l'ottava. Ci non vuol dire che verranno
effettivamente suonate all'interno dell'ottava, anche perch se andiamo oltre le due ottave, il nostro orecchio
percepir un basso (accordo) e una melodia, ovvero due cose distinte e non pi un unico accordo.

Quando utilizziamo il termine funzione l'allievo si perde (anche se significa lavora per conto di
qualcos'altro, in questo caso dell'accordo o della tonica).

Funzioni della fondamentale (non tonica):


(la tonica esprime il cento tonale, la fondamentale la nota che giustifica la funzione degli altri suoni rispetto
ad essa re dorico la fondamentale all'interno della tonalit di Do maggiore, sul quarto grado della tonalit
di Sol maggiore ho l'accordo Do, la cui fondamentale Do).
I toni (meglio chiamati gradi, anche perch non si intende tono come distanza) neutri sono quelli che non
caratterizzano l'accordo e non danno quindi alcun connotato di identit all'accordo, ovvero la fondamentale e
la quinta giusta (ovvero quelle in stato di consonanza, se la quinta alterata non pu essere omessa).
I gradi caratteristici, o toni guida, sono le terze, le settime e le quinte alterate.

Le terze caratterizzano il modo (maggiore/minore)

Le quinte in relazione con le terze definiscono gli altri generi di triadi (diminuita o aumentata). Questo perch
noi abbiamo quattro generi di triadi : maggiore minore aumentato diminuito. Quando utilizziamo
l'accordo in funzione tonale, i generi sono i quattro sopra elencati; quando suoniamo in funzione modale
(svincolato quindi dal movimento preparazione tensione - risoluzione), abbiamo un altro genere di triade
che non classificata: triade minore con quinta eccedente (contemplo un accordo maggiore con il suo primo
rivolto Cmaggiore = Mi Sol Do (Si#).

Le settime, in correlazione con la triade, definiscono la specie, ovvero la descrizione della funzione
dell'accordo stesso a livello tonale e modale. In italiano i modi si dovrebbero chiamare specie. I modi
esprimono la funzione di un basso o di un accordo all'interno di un sistema musicale che pu essere di
consonanza (ovvero un sistema tonale) o di dissonanza.
Esistono 142 strutture intervallari che definiamo modali in quanto non rappresentano un centro tonale.

Quando utilizzo le triadi in senso tonale, le possibilit sono quattro.


Quando utilizzo le triadi in senso modale, la triade ha una funzione modale e non classificato dall'armonia
classica (triade minore con quinta eccedente).
La triade maggiore ha bisogno solo di due suoni, ovvero I e III, perch la V gi presente nella
fondamentale. Per questo motivo non posso siglare un accordo con la terza maggiore e la quinta diminuita,
perch la quinta diminuita la posso avere solo quando ho la terza minore. Questa quinta diminuita sar
un'undicesima eccedente. Anche perch se suono una terza maggiore, questo grado mi compensa l'accordo
al posto della quinta.

++Le seconde, quarte e seste sono gradi di sospensione. Possiamo avere una sospensione di modo o
sospensione di specie. Le seconde e le quarte sono funzionali alle terze., infatti sospendono l'accordo del
modo (sospendere = suggerisce). Le quarte sospese suggeriscono le terze maggiore, perch
controsensibile alla terza maggiore (perch dista un solo semitono). Ad un accordo sus4 non posso
aggiungere la settima maggiore perch genero un tritono e l'accordo diventa instabile. Quindi un accordo di
sus4 detto derivato di prima specie, in quanto posso aggiungere solo una settima minore.
Sospensione vuol dire suggerire (un accordo sospeso contiene un grado che suggerisce un altro grado che
non c').
La settima che io aggiungo non pu essere maggiore. Quindi non esiste l'accordo X7b5, bens X7#11
L'accordo di sus2 invece un derivato di seconda specie, dato che la seconda maggiore controsensibile
alla terza minore e preferisce la settima minore (dato che l'accordo mmay7 instabile).
Questi accordi funzionano solo se i gradi di sospensione non sono alterati: dal momento che le altero
diventano delle estensioni di 9, 11 o 13a.

I specie 7ima di dominante = misolidio (non un modo maggiore, un modo di dominante , di I specie un
modo di tensione)
II specie = m7
III specie = m7b5
IV specie = maj7
(c' un ordine delle specie, in base all'ordine delle armoniche)

La quarta controsensibile con la terza maggiore e non pu convivere con la settima maggiore, perch
genera un tritono, l'accordo diventa instabile e la vecchia fondamentale non i sentir pi.
Su Csus4, se aggiungo il si naturale, la fondamentale sar Sol con il basso Do
Qualunque accordo che contiene il tritono diventa un rivolto di accordo di dominante.
Un accordo dell'aria di sottodominante, dal momento in cui estendo l'accordo al tritono, questo diventa
dell'aria di dominante.
Tutte le volte che inserisco il tritono, questo cambia aria tonale, diventando dell'aria di dominante.
L'accordo di sus4 derivato di prima specie perch l'unica settima che posso aggiungere una settima
minore (accordo maggiore con settima minore = accordo di prima specie)
L'accordo di sus2 derivato di seconda specie. La seconda maggiore sensibile alla terza minore. Anche
questo accordo predilige la settima minore, per cui derivato di un Xm7 = II specie.

Le seconde, le seste e le quarte, se le vogliamo usare come gradi di sospensione, non devono essere
alterate. Dal momento che si alterano diventano addizioni.
Attenzione: non si scrive quarta diminuita (sar sempre una terza maggiore), come la tredicesima minore
enarmonicamente una quinta aumentata. Per questo stesso motivo non si parla di locrio sesta maggiore
come modo della minore melodica, ma di dorico seconda minore.

Le addizioni sono i gradi aggiunti all'accordo che utilizzo dal momento in cui interrompo la sovrapposizione
per terze.
Per scrivere le addizioni posso utilizzare ADD (addizione) o lo slash (rivolto o basso aggiunto)
C/E = accordo di C basso Mi = rivolto
C/D = sto aggiungendo una nota non dell'accordo C = basso aggiunto
Cmay7/13 = Cmay7add13

N.B. Quando troviamo sia a quarta che la seconda (F 2 4- 5) dovremo chiamare l'accordo come 9sus4,
perch tra la quarta e la seconda vince la quarta, dato che risolve sul grado pi forte, ovvero la terza
maggiore (infatti quando abbiamo un accordo con la terza maggiore e la terza minore, la terza minore viene
rearmonizzata come 9 eccedente)

N.B. Se ho la terza minore e la quinta diminuita, la sesta maggiore sar sempre e solo una settima diminuita.

N.B. la quinta al basso una forma neutra, perch la quinta un grado neutro, le altre forme del rivolto
snaturano l'accordo
N.B. Bordone = pedale, ovvero una nota fissa. Quando dico pedale di basso, si fa riferimento all'organo. Si
tratta di un basso continuo che dura per tante battute. Il bordone non si riferisce per forza al basso, fa
riferimento ad un accordo, nota, etc che non ha un suono grave sui bassi.
N.B. Drop il contrario del rivolto, la caduta della voce al basso, mentre nel rivolto io porto la fondamentale
al canto.

Le addizioni sono i gradi aggiunti che utilizzo dal momento che interrompo la sovrapposizione per terze
(questo perch quando costruisco un accordo sovrappongo delle note per terze). Non giusto dire che
un grado aggiunto ad una triade. Posso segnare un addizione tramite add o tramite lo slash =
Cmay7add13 = Cmay7/13.

Le estensioni sono invece quelle voci (9, 11 e 13) che vengono utilizzate rispettando la sovrapposizione per
terze.

(7 luglio) (audio 16)


Professione insegnante Teoria e armonia e musicale moderna

Modo Ionico
F 2/9* 3 4** 5 6/13 7

*2/9 perch questo grado lo posso usare sia come sospensione, che estensione e addizione.
**Non posso scrivere 4/11 perch non posso mettere la quarta come addizione. Questo perch nel modo
ionico l'11 non esiste, perch se utilizzo l'11 vado a cambiare i connotati del tipo di accordo (avendo la
settima maggiore nel modo ionico creo un tritono). A livello modale posso comunque utilizzarlo.
Questi sono tutti gradi in stato di consonanza che mi producono tutte le combinazioni di accordi possibili:
C Csus2 Csus4 C6 Cadd9 C9 Cadd11, etc.

N.B. Nelle successioni modali gli accordi perdono efficacia a livello di area tonale e le sostituzione diatoniche
non hanno pi senso. La caratteristica che non c' mai il movimento di preparazione tensione
risoluzione.

La quarta e la seconda suggeriscono la terza, la sesta suggerisce la settima. La sesta maggiore sensibile
alla settima minore, quindi la suggerisce.
L'accordo m6 a livello tonale una dominante rivoltata (abbiamo un tritono tra a terza minore e la sesta
maggiore) = abbiamo quindi un accordo di dominante con il basso sul secondo rivolto.
Per esempio:
G7 = sol si re fa
Dm = re fa la se aggiungo la sesta avr re fa la si, ovvero un G7 con basso Re (secondo rivolto)

N.B. Il C6/9 un accordo sia addizionato (di 9) che sospeso (di specie, 6). Si tratta dell'armonizzazione
della pentatonica maggiore (F II III V VI). I rivolti che ottengo dal C6/9 sono i gradi dell'armonizzazione della
pentatonica maggiore.
Lamin7add11 l'armonizzazione della pentatonica di la minore (che ha le stesse note della pentatonica di
Do maggiore)

Modo Dorico
F 2/9 3m 4/11 5 6/13 7m

In questo modo ho descritto tutte le funzioni dei gradi nel modo dorico e posso fare le varie combinazioni di
accordi.

Modo Superlocrio
F 9m* 3m(#9) 3** 5dim(#11)*** 6m(13m, #5) 7m

* non esistono le 2 minori, sar sempre una nona (un'addizione o estensione) = la seconda solo un grado
di sospensione.
** inutile scrivere la quarta diminuita, non troveremo mai una sigla con la quarta diminuita.
*** la 5dim la uso solo con la terza minore, la 11# la uso con la terza maggiore come estensione.

L'accordo pi importante che viene fuori :


F 3 5# 7m = ovvero un accordo di dominante alterato che pu avere la 9m, la 9eccedente e
la quarta eccedente come estensioni. I jazzisti siglano questo accordo con ALT.

N.B. Se abbiamo la 2 e la 4 vince la 4giusta, perch richiama la 3maggiore, che un grado pi forte.
In presenza di una terza maggiore, la quinta diminuita non esiste. Cos in presenza della quinta diminuita, la
sesta maggiore non esiste, sempre una settima diminuita.

I modi e le note caratteristiche


I modi sono l'espressione della funzione di un basso all'interno di un sistema musicale. I modi maggiori si
individuano per mezzo della relazione tra il tritono diatonico e la nota fondamentale. Quindi il tritono diatonico
la nota caratteristica del modo.

Fa sol la si do re mi
I gradi caratteristici sono Fa e si, ovvero la fondamentale e la quarta eccedente. In questo caso la
fondamentale fa parte del tritono.

Si do re mi fa sol la
I gradi caratteristici sono Fa e si

Re mi fa sol la si do
I gradi caratteristici sono Fa e si

Il tritono diatonico mi indica la tonica.

N.B. un claster non viene generato dalle sensibili (quarta eccedente alla quinta giusta e settima maggiore
alla fondamentale). Il claster viene generato dalle controsensibili ai gradi neutri e alla fondamentale (seconda
minore alla fondamentale e sesta minore alla quinta giusta)

N.B. Con il nome del modo, esprimo la funzione del modo stesso. Per questo motivo non posso parlare di
lidio minore per indicare il dorico quarta eccedente, per indicare il quarto grado della scala minore armonica,
perch il lidio minore il quarto grado della scala maggiore armonica. anche sbagliato indicare il secondo
grado della scala minore melodica come frigio sesta maggiore, perch la funzione di quel modo di
preparare l'arrivo della dominante sul quinto grado. Per questo motivo si tratta di un dorico seconda minore .
Infatti le funzioni del frigio sono l'estensione dell'aria di tonica e dominante della tonalit minore.

La tonalit minore e armonizzazione


Scala minore naturale o modo eolio diverso da tonalit minore.

|| Am7 | Am7 | Fmay7 | G7 ||

Questo una successione modale eolia, non una tonalit minore.


Per avere la tonalit minore dovr avere, ad esempio:

|| Am7 | Dm7 | Fmay7 | E7 ||

Siamo in tonalit di la minore in quanto E7 la dominante di la minore che contiene il tritono che mi
suggerisce che la tonalit la minore
E7 = mi sol# si re ----- il tritono sol# - re
Nella tonalit di la maggiore il tritono sol# - re, ovvero lo stesso della tonalit di la minore. Questo perch i
tritono diatonico suggerisce solo la tonica, non il modo. Infatti le tonalit maggiore e minore hanno in comune
lo stesso tritono.
Ottengo E7 aumentando la settima minore a maggiore. Dopo per, per poter risolvere, la settima deve
tornare minore, anche perch Ammay7 non appartiene all'area di tonica ma di dominante. Per questo motivo
un sistema ottofonico.
E7 pu essere considerato anche un interscambio modale. Per c' un paradosso, in quanto l'interscambio
viene fatto tra tonalit parallele, in questo caso non abbiamo accordi tra tonalit, ma tra modi. Infatti la scala
minore naturale e la scala minore armonica sono dei modi. Quindi non si tratta propriamente di un
interscambio modale, ma di una sovrapposizione modale.

Definizione: la tonalit minore un sistema ottofonico, ha infatti otto suoni.


F 2/9 3m 4/11 5 6m/13m/5ecc 7m 7
La tonalit minore ha, infatti, due settime, quella minore e quella maggiore.

La si do re mi fa

Am7 Bsemdim Cmay7 Dmin7 Emin Fmay7


Ammay7 Bdim7 Cmay7#5 Dsem7 E7 Fm
Ddim7 E7#5 Fm6
E7#9 Fmmay7
E7b9 Fdim7

sol sol#

G7 G#dim7
G7b9 G#aug

N.B. Le scale minore melodica, simmetrica, napoletana, etc, non vanno considerate nell'analisi musicale,
bens in un'analisi funzionale, ovvero un'analisi melarmonica (osservo le note di un solo in base agli accordi
dell'armonia)
Quando facciamo l'analisi musicale con lo scopo di identificare la funzione degli accordi all'interno delle
tonalit dobbiamo utilizzare solo gli elementi che rappresentano una tonalit. La scala melodica, esatonale
etc non rappresentano una tonalit quindi non le devo utilizzare. L'obiettivo di questa analisi tonale di
stabilire le direzione degli accordi rispetto ai centri tonali, ha senso farla, quindi, solo per i brani tonali.

I V bVII IV*
|| Am | E | G | D |

bVI bIII IVm V7


| F | C | Dm | E7 ||

*dominante secondaria non funzionale armonizzata come triade. Non interscambio modale poich, nella
maggior parte dei casi prendo in prestito un grado della tonalit minore quando sono nella tonalit maggiore,
e non al contrario.

Blue bossa

bbb
Im7 IVm7
|| Cm7 | % | Fm7 | % |

IIsem7 V7#5 Im7


| Dsem7 | G7#5 | Cm7 | % |

bbbbb
IIm7 V7#5 Imay7
| Ebm7 | Ab7#5 | Dbmay7| % | Ab7#5 un interscambio modale
MI*
bbb
IIsem7 V7#5 Im7 IIsem7 V7
| Dsem7 | G7#5 | Cm7 | Dsem7 G7 |

N.B. devo scrivere l'armatura di chiave all'inizio per indicare le possibili modulazioni. Abbiamo una
modulazione se essa viene confermata tramite la risoluzione.

N.B. Scrivere il numero romano e il grado utile per trasportare il brano in un'altra tonalit.

* l'interscambio modale si sigla MI

(9 luglio)
Le sostituzioni cromatiche (audio 26 dal minuto 28:00)
La prima sostituzione cromatica, che genera tutte le altre sostituzioni, l'interscambio modale, ovvero la
sovrapposizione di modi. Dall'interscambio modale nasce la sostituzione della nona minore, ovvero la
sostituzione dell'accordo di dominante con quello di settima diminuita come estensione cromatica ma fatta
come approccio diatonico del settimo grado vero il quinto grado. Infatti il frigio dominante esteso fino alla
nona minore e senza il basso genera l'accordo di settima diminuita. Questo accordo simmetrico mi porta
quattro dominanti.

Esempio
Siamo in tonalit di Do maggiore
G7b9 = sol si re fa lab
da questo accordo genero Bdim7, un accordo simmetrico.
Considerando i gradi dell'accordo come none minori, posso armonizzare:
1) Si = nona minore => accordo di Bb7b9 ovvero la dominante della scala minore di Do
2) Re = nona minore => accordo di Db7b9 ovvero la sostituzione di tritono
3) Fa = nona minore => accordo di E7b9 ovvero la dominante costruita sul La minore
4) Lab = nona minore => accordo di G7b9 ovvero la dominante primaria

(presente nel libro di Path Martino Creative force)

In questo senso, l'interscambio la genesi delle sostituzioni cromatiche, quindi quando abbiamo delle
alterazioni, il modo minore la pi naturale giustificazione. Dove il modo minore non riesce a giustificare
tutte le alterazioni, allora utilizziamo alti modi, ovvero la scala minore armonica, melodica e napoletana
(ovvero i modi che completano la tonalit minore).

L'ultimo sistema, che non appartiene alla tonalit minore ma serve per completare i sistemi di consonanze,
la scala maggiore armonica.

Dominante secondarie: una modulazione momentanea dovuta alla presenza di un accordo di dominante
estraneo alla tonalit d'impianto, ma armonizzato su basso diatonico. Pu essere funzionale (dominante
funzionale al basso che essa precede e conclude sempre in cadenza perfetta) o non funzionale (non risolve
su un accordo). Per essere funzionale, non deve essere funzionale all'accordo, bens al basso. Per questo
motivo, quando sigliamo una dominante secondaria, non va mai scritto il modo dell'accordo:
NO = V7/IIm
SI = V7/II

Esempio 1
|| C6 | E7 | Fmay7 | G7 ||
G7 = dominante primaria
E7 = dominante secondaria non funzionale

Esempio 2
|| C6 | E7 | A7 | G7 ||
E7 = dominante secondaria funzionale (anche se A7 non appartiene alla tonalit)

Aree tonali delle tonalit maggiori


La nota che caratterizza gli accordi dell'area di tonica la sensibile (il VI grado non fa parte di questa area,
un grado neutro, se parliamo di tonalit maggiore. Facendo parte di un'area neutra pu far parte sia dell'aria
di sottodominante, sia dell'area di tonica. Infatti in La minore vicino sia al Do maggiore che al Fa maggiore:
Lam= La Do Mi; Do = Do Mi Sol; Fa = Fa La Do).
La nota che caratterizza gli accordi dell'area di sottodominante la controsensibile (quarto grado)
La nota che caratterizza gli accordi dell'area di dominante il tritono.

Scala Napoletana
Si tratta di una scala frigia con settima maggiore. Questa si divide in due modi:
se ha la sesta maggiore scala napoletana maggiore
se ha la sesta minore scala napoletana minore

Scala napoletana minore


s t t t s t+s s
F b2 b3 4 5 b6 7 8

Do Reb Mib Fa Sol Lab Si Do

Sul secondo grado avr: Reb Fa Lab C =Dbmay7


Se addiziono sol all'accordo Dbmay7 avr Dbmay7#11 = questo accordo il secondo rivolto della dominante
Ogni volta che ho una dominante (se funzionale, anche se un tritono o dominante secondaria) la posso
sostituire con gli accordi mayor/minore #11 armonizzati dalla scala minore maggiore napoletana. SI tratta
quindi di un interscambio modale con la scala minore napoletana, sostituendo l'accordo di dominante con i
secondo grado bemolle considerato rivolto del Sol della scala napoletana. In questo modo sottolineo un
movimento cromatico verso il primo grado.

|| Dm | G7 | C | C ||

Posso suonare al posto di G7 il Dbmay7#11 (secondo rivolto di G7 nella scala maggiore napoletana).
Mantengo, infatti, l'intervallo di tritono (G7 --- tritono Db7 = l'intervallo di tritono reb lab che mantengo
anche nel Dbmay7#11).

Repertorio
Sistema Caged
Sistema della forma vuota e de trasporto degli accordi.
uno schema ciclico

L'acronimo Caged (che vuol dire in gabbia). Ogni lettera rappresentare la forma della scala, dell'accordo e
dell'arpeggio che andremmo a suonare.
Possiamo osservare una analogia tra la forma di do e di sol: gli intervalli sono gli stessi. Questo vuol dire che
se voglio suonare un accordo che si appoggia sulle 2, 4 6, devo utilizzare queste voicing.
Questo perch con le altre forme ho delle note diverse (F 5 F 3 5 F).
L'accordo genera una scala.
vietato aprire la mano: ogni mano deve coprire un range di massimo 4 tasti.