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Decameron

Giovanni Boccaccio
Nona Giornata Novella Seconda

(Trascrizione in italiano moderno a cura di Ilaria Zolesi)




Una badessa si alza dal letto in fretta e al buio, per cogliere sul fatto una
giovane monaca del suo convento che era stata accusata dalle altre di trovarsi nel
letto con il suo amante; ma la badessa anche lei a letto con un prete e, credendo
di essersi messa in testa i veli da suora, si copre invece il capo con le brache del
prete. La giovane monaca se ne accorge e la accusa pubblicamente, cos viene
liberata e pu starsene tranquillamente con il suo amante.
Filomena aveva terminato e tutti avevano lodato la saggezza della donna
che si era liberata degli amanti importuni (vedi la novella precedente di
Madonna Francesca), e cos la superbia degli amanti era stata scambiata per
pazzia e non per amore, quando la regina disse con grazia ad Elissa:
- Elissa, prosegui.
Ed Elissa subito cominci.
Care ragazze, madonna Francesca, come si detto, fu molto abile a trarsi
dimpaccio; ma una giovane suorina, con un briciolo di fortuna, si liber da un
incombente pericolo con una battuta veramente azzeccata. Come sapete, ci sono
un sacco di persone, stupide, che si atteggiano a maestri e criticano le colpe degli
altri, ma che, come potrete vedere nella mia novella, ogni tanto vengono
giustamente bastonati dalla sorte; ci accadde alla badessa che comandava
proprio in quel monastero dove era costretta a vivere la giovane suora di cui
parler.
Dovete sapere che in Lombardia cera un famosissimo monastero pieno di
donne sante e pie, fra cui, tra le altre monache, cera una giovane nobile e
bellissima, ma veramente bella, che si chiamava Isabetta; un giorno un suo
parente era venuto a trovarla e si parlavano alla grata. (Sapete? Quella rete
spessa di ferro attraverso la quale le suore di clausura parlano a quelli di fuori.
Una volta i conventi erano quasi tutti cos; ora ce ne sono pochi, ma c ancora
qualche donna che decide di vivere l). Insomma, insieme al suo parente, alla
grata era venuto anche un bel giovane e lei si innamor subito. E anche a lui
bast uno sguardo attraverso la grata per innamorarsi allo stesso modo, tanto
Isabetta era carina. Ma cos cominciarono le pene, perch per un bel po non
riuscirono nemmeno a toccarsi con un dito.
Infine, quando ormai tutti e due non ne potevano pi, il giovane riusc ad
escogitare un modo per andare di nascosto dalla sua suorina; dato che anche lei
era molto contenta di ci, non una, ma molte volte lui and a farle visita, e
finalmente ambedue poterono provare un intenso piacere. La cosa andava
avanti, ma una notte una delle suore vide il giovanotto che si allontanava dalla
camera di Isabetta. La notizia pass subito di bocca in bocca e l per l le monache
pensarono di denunciarla alla badessa, che si chiamava Usimbalda, e, a detta di
tutti, era un brava e santa donna; poi per si misero daccordo in modo che
proprio la badessa potesse cogliere sul fatto Isabetta. Se ne stettero zitte e di
notte facevano la guardia a turno per pescare insieme i due amanti.
Isabetta non stava molto attenta e non si era accorta di nulla, cos una notte lo
fece venire. Non appena le altre suore se ne accorsero, prima fecero passare un
po di tempo e nel bel mezzo della notte si separarono: una parte rimase a far la
guardia davanti alla porta della cella (cio della camera) di Isabetta e le altre
filarono a bussare alla stanza della badessa dicendole:
- Presto signora, alzatevi, abbiamo trovato Isabetta insieme ad un giovane
nella sua camera.
Proprio quella notte la badessa era in compagnia di un prete che spesso
faceva venire in camera sua nascosto dentro una cassa. Udendo quello che le
suore dicevano, per paura che aprissero la porta, agitate comerano, si alz in
fretta e furia e si vest al buio; afferr il velo che le suore portano in testa e si
chiama saltero; o meglio, pens di aver preso il velo, ma le venne fatto di
prendere per sbaglio le brache del prete; la fretta fu tale che, senza accorgersene,
se le mise in testa al posto del saltero, usc fuori, chiuse subito la porta dietro di
lei e disse:
- Dov questa screanzata peccatrice? e con le altre suore che, tutte
infervorate di beccare Isabetta sul fatto, non facevano certo caso a cosa avesse in
testa la badessa, arriv davanti alla porta della cella e, aiutata dalle altre, la
sfond proprio; entrate tutte dentro, trovarono i due abbracciati nel letto, i quali
frastornati, rimasero l fermi. Del resto, che potevano fare?
La giovane fu presa subito dalle monache e, per ordine della badessa,
portata in capitolo (la stanza delle riunioni). Il giovanotto rimase l e, dopo
essersi rivestito, stava ad aspettare come si risolvesse la faccenda, con
lintenzione di sistemare per le feste tutte quelle monache che avrebbe potuto
acchiappare se solo si fossero azzardate a far qualcosa alla sua ragazza, e poi di
portarsela via di l.
La badessa, sedutasi al suo posto nel capitolo, davanti alle suore che
avevano gli occhi puntati sulla colpevole, comincio ad insultarla in tutti i modi,
accusandola di aver compromesso lonore e il buon nome del monastero con le
sue sconcezze, che se si fosse saputo fuori, chiss che conseguenze la cosa
avrebbe avuto; in pi, oltre gli insulti, la minacciava in ogni modo.
La ragazza, vergognosa e timida, consapevole di averla combinata grossa,
non sapeva che cosa rispondere e stava zitta zitta tanto che, quasi quasi, le altre
ormai provavano compassione per lei; ma, mentre la badessa continuava con lo
stesso tono, la giovane per un attimo alz lo sguardo e vide che razza di
copricapo aveva in testa la badessa, con gli usulieri (una specie di bretelle, non
per tener su le brache, ma per tenerle ferme agli stivali), che pendevano di qua e
di l.
Accortasi di quello strano velo, con un po pi di coraggio dentro di s
disse:
- Madonna, la prego in nome di Dio, si allacci la cuffia e poi mi dica tutto
quello che vuole.
La badessa che non capiva, disse:
- Ma che cuffia, disgraziata? Ti sembra il momento di scherzare? Ti
sembra di aver fatto una cosa su cui si possa scherzare?
Allora la ragazza disse di nuovo:
- Madonna, la prego di allacciarsi la cuffia e poi mi dica pure tutto quello
che vuole. A questo punto molte delle monache alzarono lo sguardo alla testa
della badessa; anche lei si port le mani al capo e tutte si accorsero del perch
Isabetta diceva cos. La badessa, vedendo che tutte ormai si erano rese conto che
anche lei era una peccatrice tale e quale, cambi subito il tono del discorso e
cominci a parlare in tuttaltro modo. Concluse dicendo che era impossibile
difendersi dagli stimoli della carne e che proprio per questo, dora in poi,
continuassero a comportarsi come si era sempre fatto, e ognuna di loro cercasse
di trovare il suo piacere quando possibile.
Liberata la giovane, se ne torn a dormire con il suo prete e lIsabetta con
il suo giovanotto. Isabetta, a dispetto delle invidiose, lo fece poi venire molte
altre volte. Le altre, che non avevano amante, si arrangiarono come meglio
seppero, in segreto.