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INTRODUZIONE ALLIDEALISMO TEDESCO

IL DIBATTITO SUL KANTISMO E SULLA COSA IN S


1.
I problemi irrisolti del criticismo kantiano al centro del dibattito filosofico ad inizio dellOttocento
possono essere riassunti nei punti che seguono:
le categorie non sono state dedotte, ma assunte come valide (ricavandole dalla tavola dei giudizi);
libert (morale) e necessit (natura) risultano inconciliabili e incompatibili;
la nozione di cosa in s un concetto problematico se non contraddittorio.

2. Reinhold, tra i maggiori continuatori e studiosi della filosofia kantiano osserva inoltre che:
Kant ha trascurato di indagare la radice del conoscere stesso, che la stessa facolt della
rappresentazione;
infatti la Critica della Ragion Pura ha chiarito che lintelletto costituisce gli oggetti come fenomeni
(o rappresentazioni), ma non spiega cosa una rappresentazione;
per fondare il criticismo quindi necessaria una teoria della facolt rappresentativa, che parta
dallunico e certo principio dellattivit rappresentativa, la coscienza.

3.
Il principale bersaglio polemico dei continuatori della filosofia trascendentale tuttavia la nozione di
cosa in s in particolare vengono sollevate le seguenti questioni:
restando coerenti ai principi e al metodo della filosofia critica, quali prove si possono addurre per
dimostrare lesistenza della cosa in s?
alla cosa in s non si pu applicare la categoria della causalit (in base al principio che essa
sarebbe la causa delle nostre rappresentazioni sensibili), perch le categorie valgono solo
nellambito dei fenomeni (Schulze);
inoltre, quando pensiamo la cosa in s pensiamo una cosa indipendentemente dal nostro modo di
conoscere ci significa che
tale cosa viene considerata indipendentemente dal pensiero e tuttavia tale cosa un oggetto

di pensiero;
la nozione di cosa in s il concetto di una cosa che esiste indipendentemente dal pensiero

ma che al tempo stesso oggetto di pensiero: una cosa indipendente e dipendente dalla nostra
facolt di pensiero;
ne segue che il concetto di cosa in s ingiustificabile e contraddittorio: non esiste alcuna cosa

che esiste indipendentemente dallattivit dellIo o dal Pensiero;


non fuori luogo affermare che questultima tesi o assunzione segna il passaggio dalla filosofia
trascendentale allIdealismo (in base al quale lessenza pi profonda della realt lIo, il Pensiero,
la Ragione): infatti, se non esiste alcuna cosa in s vale a dire: non esiste alcuna realt al di l
della dimensione del pensiero allora, ne risulta che la dimensione del pensiero e quella
dellessere coincidono: tale dimensione unitaria (essere = pensiero) verr espressa dai filosofi
dellIdealismo tedesco tramite la nozione di assoluto (nella quale convergono i concetti di infinito e
totalit).