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Testo n3

La Fig.1 mostra il gruppo ruota motrice di una piccola macchina agricola. Lalbero 1 comanda
il pignone a denti dritti 5 tramite un innesto a ruota libera, posto in sostituzione del differenziale.
Il pignone ingrana con la ruota dentata 6 collegata tramite una corona di bulloni 12 al corpo ruota
7, ricoperto dalla ruota gommata 8. Il corpo ruota e montato con due cuscinetti 9, 10 sullasse 11,
solidale al telaio 13 tramite un accoppiamento cilindrico e un cordone di saldatura.
La forza verticale agente sulla ruota 8 si assume costituita da una componente costante FV,m
dovuta al peso e da una componente alternata FV,a dovuta alle irregolarita del suolo. Il motore
eroga alla ruota una potenza W quasi costante per periodi abbastanza lunghi, durante i quali la
macchina avanza a velocita V costante.
Saltuariamente sulla ruota puo agire una forza impulsiva massima verticale pari a FV,m K0 .
Si richiedono:
1. Gli schemi di equilibrio al fine di quantificare i carichi: dellassieme, del sottoassieme della
ruota, dellasse della ruota 11, e dellalbero motore e relativo pignone.
2. Le caratteristiche della sollecitazione dellasse 11.
3. La verifica statica e a fatica dellasse 11, in corrispondenza della sezione critica.
4. La verifica della resistenza della ruota dentata 6, a fatica alla base del dente e a fatica
superficiale.
5. La verifica del collegamento bullonato fra corpo ruota 7 e ruota dentata 6.

Dati:
Potenza erogata in condizioni di moto uniforme: W = 200 W.
Velocita davanzamento del mezzo: V = 1.1 m/s.
Componente media della forza verticale trasmessa alla ruota dal suolo: FV,m = 400 N.
Componente alterna della forza verticale trasmessa alla ruota dal suolo: FV,a = 200 N.
Coefficiente di sovraccarico dovuta a fenomeni impulsivi: K0 = 3.
Cicli di durata a fatica richiesti per lasse 11: Nf > 106 , mentre per la ruota dentata 6:
Nf = 109 .
Affidabilita richiesta nelle verifiche a fatica: R = 99%.
Tensione ultima dellacciaio bonificato della ruota dentata: SU,6 = 1 000 MPa.
Durezza superficiale della ruota dentata: H6 = 360 Bhn.
Ruota dentata 6, realizzata alle macchine utensili.
Resistenza dellacciaio normalizzato usato per lasse 11: SY,11 = 420 MPa, SU,11 = 510 MPa.
Massa dei componenti trascurabile rispetto alle forze verticali.
Bulloni M6, classe 5.8.
Quote: DR = 220 mm, Dp = 40 mm, Dg = 80 mm, d = 18 mm, modulo della dentatura
m = 2.0 mm, angolo di pressione dentatura = 20 , dedurre le altre quote per similitudine.

1
5 2

1
DP

7 3
B4 4 13
6
10
9
DR
DG d
n. 3 Bulloni

11

12 5

Figura 1: Complessivo ruota motrice.

2
1 Analisi dei carichi
Come primo passo per analizzare sia lequilibrio dellassieme sia quello dei singoli componenti
e necessario calcolare la componente della forza tangenziale scambiata tra la ruota gommata
8 ed il suolo. Applicando la conservazione della potenza, ed assumendo rendimento unitario
dellingranamento ed altre perdite trascurabili:
W
FH = = 182 N (1)
V
Analogamente e possibile ottenere, dal bilancio della potenza, la coppia T1 applicata allalbero 1,
proveniente dal motore:
V Dg
6 = 8 = = 10.0 rad/s, 5 = 6 = 20.0 rad/s
DR /2 Dp
(2)
W
T1 = = 10.0 N m
5

1.1 Equilibrio dellassieme


A questo punto si puo impostare lequilibrio dellassieme, definendo le interfacce dove lassieme
si considera delimitato, Fig.2.

?
(13 2)

T1
(Motore 1)

?
(13 11)

Y
Z X

FH
FV (Suolo 8)

Figura 2: Impostazione dello schema di equilibrio dellassieme.

Le interazioni fra il telaio 13 e il supporto cuscinetti 2 e fra il telaio e lasse 11 sono due incastri

3
e quindi non possono essere risolte mediante il semplice equilibrio dellassieme. E necessario
risolvere lequilibrio di altri sottoassiemi per poi completare lequilibrio dellassieme.

1.2 Equilibrio della ruota


Il gruppo ruota e costituito dalla ruota gommata 8, dal corpo ruota 7 e dalla ruota dentata 6.
Interagisce con il suolo, con i cuscinetti radiali 9 e 10, ed infine la ruota dentata interagisce con il
pignone 5. Lo schema di equilibrio della gruppo ruota e mostrato in Fig.3.

Fr
(5 6)

Ft

(9 7) (10 7)

H9 H10
V9 V10

L2 L3 Y
Z X

L1
FH
FV (Suolo 8)

Figura 3: Schema di equilibrio del gruppo ruota.

La forza tangenziale Ft che il pignone esercita sulla ruota puo essere facilmente ottenuta dal-
lequilibrio a momento in direzione X con polo di calcolo un qualunque punto dellasse di
rotazione:
DR Dg
FH Ft =0 (3)
2 2
risolvendo:
DR
Ft = FH = 500 N (4)
Dg

La forza Ft poteva anche essere determinata imponendo il bilancio della potenza, come in prece-
denza.
La forza di ingranamento ha la componente radiale oltre a quella tangenziale che puo essere

4
determinata dalla semplice relazione geometrica valida per le ruote dentate cilindriche a denti
dritti:

Fr = Ft tan = 182 N (5)

Imponendo lequilibrio in direzione Z e lequilibrio a momento in direzione Y (polo di calcolo il


centro del cuscinetto 9) si possono determinare le reazioni orizzontali dei cuscinetti. Applicando
la similitudine si deducono le lunghezze L1 = 15 mm, L2 = 18 mm, L3 = 30 mm.

H9 + H10 FH Ft = 0
(6)
Ft L2 + FH L1 H10 (L2 + L3 ) = 0

risolvendo:
Ft L2 + FH L1
H10 = = 244 N
L2 + L3
(7)
H9 = FH + Ft H10 = 438 N

Imponendo lequilibrio in direzione Y e lequilibrio a momento in direzione Z (polo di calcolo il


centro del cuscinetto 9) si possono determinare le reazioni verticali dei cuscinetti (si considera
soltanto la componente media della forza verticale):

V9 V10 + FV,m Fr = 0
(8)
FV,m L1 Fr L2 V10 (L2 + L3 ) = 0

risolvendo:
FV,m L1 Fr L2
V10 = = 57 N
L2 + L3
(9)
V9 = FV,m Fr V10 = 161N

I valori V9 ,V10 sono da intendersi medi, ossia calcolati considerando il valore medio della FV .
Tuttavia, lEq.9 puo essere usata di nuovo per determinare i valori massimo e minimo delle due
reazioni verticali dei cuscinetti:
V9,min = 24 N V9,max = 299 N
(10)
V10,min = 6 N V10,max = 119 N

Il valore negativo della forza V10,min sta a significare il verso contrario a quello indicato nello
schema di Fig.3.

1.3 Equilibrio dellalbero motore e pignone


In Fig.4 si mostra lo schema di equilibrio del sottoassieme albero motore e pignone.
Le forze incognite sono le azioni che i cuscinetti esercitano sullalbero. Essendo cuscinetti a
rullini le forze sono radiali (2 componenti). Imponendo lequilibrio in direzione Y e lequilibrio

5
L4 L5

(4 1) V3 (3 1)
H4 H 3 T1
(Motore 1)
Ft
Fr (6 5)
V4
Y
Z X
Figura 4: Schema di equilibrio del sottoassieme albero motore e pignone.

a momento in direzione Z (con polo di calcolo il centro del cuscinetto 4) si possono deter-
minare le due reazioni verticali V3 ,V4 . Applicando la similitudine si deducono le lunghezze
L4 = 35 mm, L5 = 20 mm.
Fr V4 +V3 = 0
(11)
V3 L5 Fr L4 = 0
risolvendo:
L4
V3 = Fr = 318 N
L5
(12)
V4 = Fr +V3 = 500 N
Analogamente, imponendo lequilibrio in direzione Z e lequilibrio a momento in direzione Y
(con polo di calcolo il centro del cuscinetto 4) si possono determinare le due reazioni orizzontali
H3 , H4 .
Ft H4 + H3 = 0
(13)
Ft L4 H3 L5 = 0
risolvendo:
L4
H3 = Ft = 875 N
L5
(14)
H4 = Ft + H3 = 1375 N
Nota: Lequilibrio a momento in direzione X e gia verificato, indipendentemente dalle reazioni
dei cuscinetti, avendo precedentemente imposto la conservazione della potenza. Tuttavia, tale
equilibrio si puo calcolare semplicemente per verifica (polo di calcolo un qualunque punto dellasse
di dellalbero):
Dp 40
T1 Ft = 10 000 500 = 0 (15)
2 2

6
1.4 Equilibrio supporto rullini
Anche se non richiesto esplicitamente e necessario risolvere anche lequilibrio del supporto dei
rullini che a sua volta si interfaccia con il telaio, in modo da concludere lequilibrio dellassieme.
Lo schema di equilibrio e mostrato in Fig.5.

L5
= =

(1 4)

V4 H2 M 2Z
(13 2)

H 4 V2 V3
(1 3)
H3
Y M 2Y
Z X
Figura 5: Schema di equilibrio del supporto dei rullini.

Il supporto rullini e incastrato con il telaio. Imponendo lequilibrio in direzione verticale e


orizzontale si determinano le forze di reazione:
H2 + H4 H3 = 0
(16)
V2 +V4 V3 = 0
risolvendo:
H2 = H4 H3 = 500 N
(17)
V2 = V4 V3 = 182 N
Imponendo lequilibrio a momento in direzione Y e Z (con polo di calcolo il punto sullasse
equidistante dal centro dei due cuscinetti, rispetto al quale si considerano applicate le forze H2 ,V2
precedentemente trovate) si ottengono le coppie di reazione M2Y e M2Z rispettivamente:
L5 L5
M2Y + H4 + H3 = 0
2 2
(18)
L5 L5
M2Z V4 V3 = 0
2 2
risolvendo:
L5
M2Y = (H3 + H4 ) = 22 500 N mm = 22.5 N m
2
(19)
L5
M2Z = (V3 +V4 ) = 8 190 N mm = 8.19 N m
2

7
1.5 Equilibrio dellasse della ruota
Infine, si risolve lequilibrio dellasse al fine di determinare le reazioni dincastro con il telaio. Lo
schema di equilibrio e mostrato in Fig.6.

L2 + L3 L6

(7 9) (7 10)

V9 V10 M 11Y
M 11Z
H9 H10
H11
V11
Y (13 11)

Z X
Figura 6: Schema di equilibrio dellasse della ruota.

Analogamente al caso precedente si impone lequilibrio delle forze in direzione Y e Z e lequilibrio


a momento in direzione Y e Z (con polo di calcolo il centro della sezione dincastro).

V9 +V10 V11 = 0

H9 H10 + H11 = 0
(20)
M11Y H9 (L2 + L3 + L6 ) H10 L6 = 0

M11Z V9 (L2 + L3 + L6 ) V10 L6 = 0

risolvendo:
V11 = V9 +V10 = 218 N

H11 = H9 + H10 = 682 N


(21)
M11Y = H9 (L2 + L3 + L6 ) + H10 L6 = 31 200 N mm

M11Z = V9 (L2 + L3 + L6 ) +V10 L6 = 11 000 N mm

1.6 Equilibrio dellassieme completo


Dopo aver determinato le reazioni di incastro con il telaio, sono note tutte le azioni che interven-
gono nellequilibrio dellessieme, per cui lo schema di Fig.2 puo essere completato, Fig.7.
E evidente che non ci sono forze incognite nello schema di Fig.7, lequilibrio delle forze e le-
quilibrio a momento deve essere soddisfatto. Tuttavia, le condizioni di equilibrio possono essere

8
(13 2)
M 2Z
H2
T1
V2 (Motore 1)

M 2Y
M 11Y
M 11Z
H11
(13 11)
V11

Y
Z X

FH
FV (Suolo 8)

Figura 7: Schema di equilibrio dellassieme completo.

ricalcolate semplicemente per verifica. Ad esempio, lequilibrio a momento in direzione X (con


polo di calcolo il centro della sezione dincastro):
DR Dp + Dg 220 80 + 40
FH H2 + T1 = 182 500 + 10 000 = 0 (22)
2 2 2 2

2 Caratteristiche della sollecitazione dellasse 11


Si procede alla determinazione delle caratteristiche della sollecitazione dellasse. Dallo schema
di equilibrio di Fig.6 si possono determinare taglio e momento flettente nelle due direzioni (per
brevita si considerando solo le sollecitazioni medie in direzione verticale dei cuscinetti V9 ,V10 ).
Le caratteristiche della sollecitazione dellasse 11 sono mostrate in Fig.8.
I valori notevoli di tali diagrammi sono:

Taglio AB: TY = V9 = 161 N, TZ = H9 = 438 N


(23)
Taglio BC: TY = (V9 +V10 ) = 218 N, TZ = H9 + H10 = 682 N

Momento flettente: MZ (A) = 0, MY (A) = 0,


MZ (B) = V9 (L2 + L3 ) = 7 740 N mm, MY (B) = H9 (L2 + L3 ) = 21 000 N mm,
(24)
MZ (C) = V9 (L2 + L3 + L6 ) +V10 L6 = 11 000 N mm,
MY (C) = H9 (L2 + L3 + L6 ) + H10 L6 = 31 200 N mm

9
Y M 11Y
Z X V9 V10 C
M 11Z
H9 A H10 H11
B
TZ = H 9 + H10
V11
TZ = H 9
TY = (V9 + V10 )
TY TY = V9 TZ
A B + B
C A C

Y
Y
Z X X
MZ MY Z
A B A B
C C
+ +
M Z (B) = V9 ( L2 + L3 )
M Y (B) = V9 ( L2 + L3 )
M Z (C) = V9 ( L2 + L3 + L6 ) + V10 L6
M Y (C) = V9 ( L2 + L3 + L6 ) + V10 L6

Figura 8: Caratteristiche della sollecitazione dellasse della ruota.

3 Verifica statica e a fatica dellasse della ruota


3.1 Verifica statica
Lasse della ruota deve essere verificato secondo il criterio di snervamento nel caso di massima
sollecitazione.
Il momento flettente nella sezione critica viene calcolato considerando il sovraccarico e le due
componenti di momento flettente contemporaneamente agenti. Inizialmente, si calcolano le forze
verticali dei cuscinetti nellistante del sovraccarico.
FV,m K0 L1 Fr L2
V10,K0 = = 307 N
L2 + L3
(25)
V9,K0 = FV,m K0 Fr V10,K0 = 711 N
Successivamente, si valutano le componenti di momento flettente in corrispondenza del punto C
nellistante di sovraccarico:
MZ0 (C) = V9,K0 (L2 + L3 + L6 ) +V10,K0 L6 = 49 400 N mm,
MY (C) = H9 (L2 + L3 + L6 ) + H10 L6 = 31 200 N mm,
(26)
M 0 (C) = MZ0 (C)2 + MY (C) = 58 500 N mm
p

Si calcola la tensione di flessione massima (non si considerano nessuna concentrazione di tensione,


assumendo materiale duttile).

W = d 3 = 573 mm3
32
(27)
M 0 (C)
max = = 102 MPa
W

10
Infine, si puo dedurre il coefficiente di sicurezza statico di sovraccarico ns :
SY,11
ns = = 4.1 (28)
max

3.2 Verifica a fatica


Si considerano le forze verticali dei cuscinetti massime e minime al fine di calcolare i valori
estremi del momento flettente:
MZ,max (C) = V9,max (L2 + L3 + L6 ) +V10,max L6 = 20 600 N mm,
(29)
MZ,min (C) = V9,min (L2 + L3 + L6 ) +V10,min L6 = 1 411 N mm

da cui si deducono media e alternata della componente di momento secondo Z:

MZ,max (C) + MZ,min (C)


MZ,m (C) = = 11 000 N mm
2
(30)
MZ,max (C) MZ,min (C)
MZ,a (C) = = 9 600 N mm
2
A questo punto e bene notare che oltre la componente di momento secondo Z ce da considerare
anche la componente di momento secondo Y che ha solo il termine medio essendo costanti le
forze orizzontali. Fig.9.

Y Media
Mm
M Y ,m Alternata

Z M Z ,m M a
Y

Z X

Figura 9: Sollecitazioni agenti sulla sezione C dellasse della ruota.

Per semplicita si considera il momento totale delle due componenti medie come se fosse allineato
con la componente alternata. A rigore, componente media di tensione m (generata da Mm ) e
alternata a (generata da Ma ) sono su due punti diversi lungo il perimetro della sezione. Assumere
che siano sullo stesso punto e tuttavia cautelativo.

MZ,m = MZ,m (C), MY,m = MY (C)


q
Mm = 2 + M 2 = 33 000 N mm
MY,m (31)
Z,m

Ma = MZ,a (C) = 9 600 N mm

Si determinano quindi le componenti di tensione media e alternata. Si tiene conto di un fattore di


concentrazione di tensione a fatica, indicativamente stimato pari a K f = 2.0, essendo in presenza

11
di un incastro con una geometria non facilmente calcolabile.
Mm
m = K f = 116 MPa
W
(32)
Ma
a = K f = 34 MPa
W
A questo punto si determina il limite di fatica per lacciaio normalizzato al dato livello di affidabilita
richiesta (R = 99%):
SU,11
Sn0 = = 255 MPa
2

CS = 0.78, CG = 0.9, CR = 0.814 (33)

Sn = Sn0 CSCGCR = 146 MPa


Si ottiene quindi il coefficiente di sicurezza a fatica secondo il modello di Goodman:
1
nf = m = 2.2 (34)
a
+
Sn SU,11

4 Verifica della ruota dentata 6


4.1 Verifica alla base del dente
La verifica della ruota dentata 6 viene effettuata considerando come forme di cedimento sia la
rottura per fatica alla base del dente, sia la fatica superficiale sul fianco.
Si determina il fattore geometrico della ruota Jg (numero di denti ruota Zg = Dg /m = 40, numero
denti pignone Zp = Dp /m = 20):
Jg = 0.4 (35)
Si determinano inoltre i coefficienti di servizio (calcolando la velocita di ingranamento Vi e
deducendo per similitudine la larghezza della fascia del dente b = 15 mm):
Dg
Vi = V = 0.4 m/s Kv = 1.1
DR

Ko = 1.5 (urti moderati) (36)

b = 15 mm Km = 1.6 (montaggio non eccessivamente accurato)


Si determina la tensione massima alla base del dente:
Ft
b = Kv Ko Km = 110 MPa (37)
mbJg
Analogamente al caso precedente si determina il limite di fatica:
SU,6
Sn0 = = 500 MPa
2

CS = 0.7, CG = 1.0, CL = 1.0, CR = 0.814, kms = 1.4 (38)

Sn = Sn0 CSCGCLCR kms = 399 MPa

12
La verifica a fatica alla base del dente risulta pertanto soddisfatta, con un coefficiente di sicurezza
pari a:
Sn
nb = = 3.6 (39)
b

4.2 Verifica a fatica superficiale


Per effettuare la verifica a fatica superficiale sul fianco del dente e necessario calcolare il
coefficiente geometrico I:
Dg
R= =2
Dp
(40)
sin() cos() R
I= = 0.107
2 R+1
Essendo un contatto acciaioacciaio, il coefficiente elastico CP vale:
s
1 E
CP = = 191 MPa (41)
2(1 2 )

Si determina quindi la tensione di contatto


s
Ft
H = CP Kv Ko Km = 864 MPa (42)
bDp I

Nota: nellequazione precedente e stato fatto riferimento al valore del diametro del pignone Dp
e alla definizione di R = Dg /Dp , riferendosi al diametro della ruota e allinverso di R il risultato
ottenuto sarebbe stato lo stesso, del resto la pressione di contatto fra i due fianchi e la stessa per il
principio di azione e reazione.
Il valore della pressione di contatto viene confrontato con il limite di fatica superficiale del
materiale sul fianco del dente, calcolato in base alla durezza:

Nf = 109 CLi = 0.8

R = 99% CR = 1.0
(43)
Sfe = 2.8 H6 69 = 939 MPa

SH = SfeCLiCR = 751 MPa

La verifica a pitting non e soddisfatta dato che H > SH . Si osserva che la durata garantita sarebbe
di un ordine di grandezza inferiore con le tensioni superficiali agenti sul fianco del dente. Tuttavia,
per soddisfare le specifiche richieste, senza peraltro modificare le dimensioni delle parti, basterebbe
aumentare la durezza superficiale del materiale. Lutilizzo di un acciaio da cementazione trattato
permette di ottenere facilmente una durezza superficiale almeno pari a Rockwell 50 HRC, a
cui corrisponde una durezza Brinell 480 Bhn e quindi una resistenza superficiale maggiore di
1 000 MPa che quindi potrebbe garantire la durata richiesta.

13
5 Verifica del collegamento bullonato
Nel collegamento tra la ruota dentata 6 e il corpo ruota 7 la trasmissione della coppia e affidata
alle forze dattrito che nascono tra i due corpi per effetto della pressione di contatto garantita dalla
corona di bulloni 12.
E importante notare che le sollecitazioni di taglio (considerando la sezione della flangia) si
scaricano sullaccoppiamento alberomozzo fra i due corpi cilindrici, mentre la coppia torcente
deve essere garantita dalla flangia bullonata essendo laccoppiamento alberomozzo liscio. La
coppia da trasmettere e:
DR Dg
MT = FH = Ft = 20 000 N mm (44)
2 2
Essendo 3 bulloni alla distanza rispetto allasse della ruota di RB = 35 mm, la forza tangenziale
che deve garantire ciascun bullone e pari a:
1 MT
FT = = 222 N (45)
3 RB
Conoscendo le sezione resistente e la classe dei bulloni si puo calcolare il precarico ottimale da
applicare:

M6 At = 20.1 mm2

SAE 5.8 S p = 380 MPa (46)

Fi = 0.8At S p = 6 110 N

Quindi la semplice condizione da verificare e ( f = 0.1):

FT = 222 N < Fi f = 611 N (47)

Laderenza e pertanto garantita con un fattore di sicurezza circa pari a 3.

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