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Esercizi per casa e soluzioni

10/1/2014

Esercizio 1. Si consideri lo spazio ane A2 (C). Scrivere


 le equazioni
  pa- 
1 3
rametriche e cartesiane della retta passante per i punti e ,
1 2i
considerando C come spazio vettoriale complesso.
2

Come cambiano le risposte se consideriamo C2 come spazio vettoriale


reale?
   
1 3
La retta passante per i punti P = eQ= P Q.
1 2i
   
1 4
P Q= +
1 1 + 2i

Le equazioni parametriche sono



z1 = 1 + 4s
z2 = 1 + (1 + 2i) s

per s C (e ovviamente z1 , z2 C). Correttamente le equazioni para-


metriche dipendono da un solo parametro complesso s perch la retta ha
dimensione complessa 1.
Ci aspettiamo un'equazione cartesiana. Ricaviamo s dalla prima equa-
zione e sostituiamo nella seconda.
s = z14+1


z2 = 1 + (1 + 2i) z14+1

4z2 = 4 + (1 + 2i) (z1 + 1)


(1 + 2i) z1 4z2 3 + 2i = 0

1
Abbiamo ottenuto l'equazione cartesiana della retta, dove z1 e z2 sono varia-
bili complesse.
Se pensiamo C2 come spazio vettoriale reale, in A2 (C) lavoriamo nel
sistema di riferimento canonico
         
0 1 i 0 0
C= , , , , ,
0 0 0 1 i
per cui nelle coordinate rispetto a C si ha


1 * 4 +
0 0
P Q= +
1
.
1
0 2
Le equazioni parametriche sono


x1 = 1 + 4t
y1 = 0


x2 = 1 + t
y2 = 2t

per t R. Ci aspettiamo 3 equazioni cartesiane perch ora A2 (C) ha


dimensione 4. Ricavando t dall'ultima equazione e sostituendo nelle altre
abbiamo y
x1 = 1 + 4 22
y1 = 0
x2 = 1 + y22


x1 2y2 + 1 = 0
y1 = 0 .
2x2 y2 + 2 = 0

Le equazioni cartesiane e parametriche della retta nel caso di C2 spazio vet-


toriale reale non sono compatibili con quelle ottenute per C2 spazio vetto-
riale complesso. Infatti, nel caso complesso, la parte immaginaria di z1
in generale non nulla perch s C; nel caso reale, interpretando y1 come
parte immaginaria di z1 , questa nulla perch ora il parametro reale e
non complesso. Ci non deve sorprendere: i due spazi vettoriali sono proprio
diversi!
Esercizio 2. Rispondere ai seguenti punti.

2
1. Le matrici hermitiane formano uno spazio vettoriale su C? Se s, qual
la sua dimensione?
2. E su R?
3. vero che il prodotto di due matrici hermitiane una matrice hermi-
tiana?
Risolviamo i vari punti.
1. La somma di due matrici hermitiane hermitiana. Infatti se A e B
sono matrici hermitiane

(A + B) = A + B = A + B

perch sia la trasposizione che la coniugazione sono operazioni lineari


sulle matrici.
In generale per non vero che il prodotto di una matrice hermitiana
per uno scalare complesso ancora una matrice hermitiana.

(A) = A = A

Basta prendere infatti = i e si ha (iA) = iA. Quindi le matrici


hermitiane non formano uno spazio vettoriale su C perch in generale
6= .

2. Il problema non c' pi se R, per cui le matrici hermitiane formano


uno spazio vettoriale su R. Cerchiamone la dimensione. Una matrice
hermitiana di ordine n del tipo

x11 x12 + iy12 . . . x1n + iy1n
x12 iy12 x22 . . . x2n + iy2n
.. .. ... ..

. . .


x1n iy1n x2n iy2n ... xnn

Questa scrittura, in cui xjk e yjk sono reali per ogni j, k , pu essere
interpretata come le equazioni parametriche dello spazio vettoriale del-
le matrici hermitiane pensato come sottospazio dello spazio vettoriale
(reale!) Mn (C). Per capire la dimensione, basta allora contare quanti
parametri (reali) ci sono. Vediamo che ci sono due parametri reali per

3
ognuno dei termini sopra la diagonale principale e poi ci sono n para-
metri reali nella diagonale principale.
Contiamo quanti sono le entrate sopra la diagonale principale. Ce n'
una nella penultima riga, due nella terzultima e cos via no alla prima
riga dove ce ne sono n 1 (il numero di entrate sopra la diagonale
principale aumenta di un man mano che si sale dal basso). Sono allora
1 + 2 + . . . + n 1. Com' noto,1 1 + 2 + . . . + n 1 = n(n1)
2
. Per
ognuna di queste entrate abbiamo 2 parametri reali. Contando anche i
parametri reali sulla diagonale principale abbiamo
n (n 1)
n+2 = n (1 + n 1) = n2
2
Allora lo spazio vettoriale reale delle matrici hermitiane di ordine n ha
dimensione n2 .
3. Siano A e B matrici hermitiane. Dalle propriet della trasposizione di
un prodotto di matrici

(AB) = B A = BA

Dunque non sempre vero che il prodotto di due matrici hermitiane


hermitiana. Ci vero se e solo se A e B commutano, ossia [A, B] = 0.
Esercizio 3. Si studi la diagonalizzabilit di

1 0 0
A= a 2 0
a 0 1a

al variare di a R. Laddove sia possibile, si diagonalizzi A.


Vediamo subito che due autovalori di A sono 2 e 1 a, con autovettori
corrispondenti e2 ed e3 . Completiamo l'analisi degli autovalori e autovettori
di A calcolando il polinomio caratteristico.

x1 0 0
= (x + a 1) x 1 0

PA (x) = a x 2
0 a x 2
=

a 0 x+a1
1 Se non fosse noto, lo si pu dimostrare per induzione.

4
= (x + a 1) (x 1) (x 2) .
Se 1a 6= 1, ossia a 6= 0, abbiamo tre autovalori distinti e quindi la matrice
sicuramente diagonalizzabile. Calcoliamo l'autospazio relativo all'autovalore
1. Dobbiamo risolvere

0 0 0 x 0
a 1 0 y = 0 ,
a 0 a z 0
ossia 
ax y = 0
.
ax + az = 0
Visto che a 6= 0, possiamo semplicare a nella seconda equazione, ottenendo
x = z . Sostituendo nella prima, abbiamo y = az . Allora la soluzione del
sistema
x=z
y = az
z=z

Quindi l'autospazio relativo a 1 nell'ipotesi a 6= 0


* 1 +
W (1) = a .
1
Ovviamente gli autospazi relativi a 2 e a 1a sono W (2) = 2i e W
he (1 a) =
1 0 0
he3 i. Se a 6= 0, la matrice allora diagonale nella base B = a , 1 , 0
1 0 1

ed
1 0 0
D= 0 2 0 .
0 0 1a
Se a = 0 abbiamo la matrice

1 0 0
A = 0 2 0 ,
0 0 1
che gi diagonale nella base canonica. L'autospazio relativo a 1 (che ha
molteplicit 2 nel polinomio caratteristico) W (1) = he1 , e3 i, quello relativo
a 2 W (2) = he2 i.
La matrice allora diagonalizzabile per ogni a reale.