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La natura per i filosofi greci

Finalismo
Aristotele

Physis per i presocratici greci corrispondeva a ci che originava le cose


caratterizzate da nascita, accrescimento, degenerazione e morte per cui secondo
Aristotele, il primo filosofo a fondare una scienza complessiva della natura, la
natura la sostanza di quelle cose che hanno un principio di movimento in se
stesse[3]. Vi sono infatti sostanze sensibili corruttibili, che hanno in s il
principio di moto e che generano altre cose simili, distinte dagli enti eterni e
ingenerati di cui tratta la metafisica e la matematica.
Gli enti naturali corruttibili vanno poi distinti da ci che per caso o per
fortuna o da ci che per arte risultato cio dell'azione dell'uomo.

Anche i sofisti avevano precedentemente operato una distinzione sul piano etico-
giuridico tra ci che per natura e quello che viene considerato come originato
dalle convenzioni umane. Da qui il loro relativismo etico fondato sul superamento
del criterio ionico della legge[4] che esiste oggettivamente nell'ordine stesso
della natura e che gli uomini riprendono e applicano alla loro citt.

Osservano infatti i sofisti che le leggi cambiano da societ a societ e se


vogliamo trovare un criterio unico valido per tutti ci dobbiamo riferire a ci che
nell'uomo sempre presente e permane immutabile, cio alla natura che non
soggetta alle convenzioni umane e che prescrive che giusto ci che piace al pi
forte[5] cio a colui che sa bene usare la parola per sovrastare le altrui
convinzioni.[6]

La natura dei sofisti introduce la concezione di uno stato di natura dove il


comportamento dell'uomo non differisce da quelli degli altri esseri naturali basati
su istinti primordiali che l'uomo conserva nonostante le diversit culturali
acquisite nel tempo.

Anche per Aristotele nell'uomo presente un principio connaturato che agisce in


modo da fargli realizzare ci che lo caratterizza nella sua essenza di modo che, ad
esempio, il seme destinato da questa forza naturale immanente a divenire albero.
Una visione finalistica della natura che spiega il divenire e come il movimento si
diriga verso i suoi "luoghi naturali".

La natura un principio e una causa del movimento e della quiete in tutto ci


che esiste di per s e non per accidente.[7]

Tutta la natura organizzata secondo una costruzione piramidale dove ogni gradino
materia per lo sviluppo del grado superiore per cui, ad esempio, il mondo
vegetale materia per quello superiore degli erbivori che traducono in atto le
potenzialit di sviluppo contenute nell'inferiore. In questo modo Aristotele pone
al vertice della piramide l'uomo, il signore della natura, in grado di trasformare
in atto tutte le potenzialit contenute nei gradi inferiori e per questo
giustificato per ogni uso ed abuso degli esseri naturali.[8]
Zenone di Cizio

Lo stoicismo riprendeva la teleologia naturale di Aristotele che la concepiva


secondo uno schema evolutivo diacronico. Per gli stoici invece tutto avviene
sincronicamente nel senso che gli elementi costitutivi di un organismo funzionano
complessivamente per mantenerlo in vita rispondendo all'azione finalistica di un
fuoco artefice o soffio vitale, un pneuma che permea di s tutto l'universo
rendendolo armonico e connotato da necessit razionale. Lo pneuma, che nella
biologia aristotelica era usato per spiegare i meccanismi della respirazione e del
movimento, per gli stoici rende l'universo una specie di unico grande essere
vivente armonicamente ordinato dove la legge morale corrisponde alla legge di
natura che ispira il comportamento del saggio.

Il vivere secondo natura vivere secondo virt, cio secondo la natura singola e
la natura dell'universo, nulla operando di ci che suole proibire la legge a tutti
comune, che identica alla retta ragione diffusa per tutto l'universo ed
identica anche a Zeus, guida e capo dell'universo.[9]