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Diritto commerciale

Capitolo 1 limprenditore

1. IL SISTEMA LEGISLATIVO

La disciplina delle attivit economiche nel nostro sistema giuridico ruota intorno alla figura
dellimprenditore. Il legislatore ne d una definizione generale nellart. 2082 (vedi dopo).
Il cod. civ. distingue tra vari tipi di imprenditori (e di imprese) in base a 3 criteri:

a) Oggetto b) Dimensione c) Natura*


Individuale
Agricolo Piccolo In forma di societ
Commerciale Medio/grande Pubblica

*La distinzione per natura si rileva solo per gli imprenditori commerciali per definire lambito di
applicazione del relativo statuto speciale.

Tutti gli imprenditori sono soggetti a una comune disciplina di base: lo statuto generale
dellimprenditore. Esso comprende:
Parte della disciplina dellazienda
Parte dei segni distintivi dellazienda
Disciplina della concorrenza e dei consorzi

Inoltre, sono anche tutti assoggettati alla disciplina a tutela della concorrenza e del mercato
introdotta dalla legge 287/1990.

Vi sono poi alcune disposizioni applicabili esclusivamente ad una sola categoria di imprenditori

Solo gli imprenditori commerciali non piccoli sono assoggettati ad un ulteriore e


specifico statuto, integrativo di quello generale: lo statuto tipico dellimprenditore
commerciale. Esso comprende:
Iscrizione nel registro delle imprese (effetti di pubblicit legale)
Disciplina della rappresentanza commerciale
Scritture contabili
Fallimento e altre procedure concorsuali disciplinate dalla legge fallimentare
Amministrazione straordinaria della grandi imprese insolventi

Il piccolo imprenditore deve comunque iscriversi al registro delle imprese.


sottratto alla disciplina dellimprenditore commerciale anche se esercita attivit
commerciale (es.: non fallisce).

2. LA NOZIONE GENERALE DI IMPRENDITORE

Definizione (art. 2082): imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economica


organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Questa definizione fissa i requisiti minimi che un soggetto deve avere per essere considerato
imprenditore (e non semplice lavoratore autonomo) e che lo espongono allapplicazione delle
norme del cod. civ. dettate per limpresa e per limprenditore. I requisiti minimi sono:

1) attivit (serie coordinata di atti)


2) caratterizzata da specifico scopo (produzione/scambio di beni o servizi)
3) e da specifiche modalit di svolgimento (organizzazione, economicit,
professionalit)

Inoltre vi sono dei requisiti impliciti su cui si discute:


a) liceit dellattivit svolta
b) scopo di lucro
c) destinazione al mercato dei beni o servizi

3. LATTIVIT PRODUTTIVA

Limpresa unattivit (serie coordinata di atti) di produzione o scambio di beni o servizi, cio
attivit produttiva di nuova ricchezza.
Non impresa unattivit di mero godimento (es. proprietario che affitta il suo immobile), ma
impresa unattivit che costituisce anche mero godimento (es. proprietario adibisce il suo
immobile ad albergo; impiego di proprio denaro per investimenti, speculazioni o finanziamenti se
coordinato in unattivit con carattere professionale e organizzato). Al mero godimento si deve
aggiungere un nuovo bene/servizio.
Lattivit illecita (= oggetto o esercizio dellattivit contrari a norme imperative, ordine pubblico o
buon costume) porta a riconoscere comunque la qualit di imprenditore, ma limprenditore non si
pu avvalere delle norme che lo tutelano nei confronti di terzi (perch non possono derivare effetti
favorevoli per chi svolge un comportamento illecito).

4. ORGANIZZAZIONE. IMPRESA E LAVORO AUTONOMO.

Lattivit di impresa ha necessariamente bisogno di un impiego coordinato fattori produttivi (cio


capitale e lavoro).
Limprenditore crea generalmente un complesso produttivo, cio un complesso di beni e persone
organizzati per lesercizio dellimpresa, e questo aspetto tipico del fenomeno imprenditoriale
sottolineato dal legislatore (infatti definisce limpresa come attivit organizzata).
Quali sono gli elementi essenziali che rendono unattivit produttiva organizzata in forma di
impresa? Si pu infatti attribuire la qualit di imprenditore, quanto al requisito
dellorganizzazione, anche quando lattivit esercitata senza ausilio di collaboratori autonomi o
subordinati e quando non si concretizza nella creazione di un complesso aziendale materialmente
percepibile. Quindi:
Limpresa pu comportare organizzazione di soli capitali e del proprio lavoro
intellettuale/manuale.
Le prestazioni lavorative altrui autonome o subordinate sono considerate superflue nella
determinazione dellorganizzazione in forma di impresa.
Gli unici mezzi materiali di cui limprenditore si serve possono essere mezzi finanziari, non
devono essere per forza beni mobili o immobili (organizzazione del fattore capitale).

Tuttavia,
Non si considera organizzazione di tipo imprenditoriale una semplice auto-
organizzazione a fini produttivi del proprio lavoro.
necessario un minimo di eteroorganizzazione = organizzazione di lavoro altrui o di
capitale.

5. ECONOMICIT DELLATTIVIT E SCOPO DI LUCRO

Perch si tratti di unimpresa, oltre ad avere scopo produttivo, lattivit deve essere condotta con
metodo economico, cio con modalit che consentano quantomeno la copertura dei costi con i
ricavi ed assicurino lautosufficienza economica (per avere produzione e non consumo di
ricchezza).

Non necessario che vi sia scopo di lucro, n lucro soggettivo (cio movente psicologico
dellimprenditore), in quanto non ha senso basare la disciplina dellimpresa sulle mere intenzioni,
n in senso oggettivo. Es. imprese della PA, societ cooperative (hanno scopo mutualistico),
imprese sociali (non possono distribuire utili).
Il requisito minimo per essere considerata impresa quindi leconomicit della gestione. Sono
imprese anche gli enti di diritto privato con scopo ideale/altruistico che producono beni/servizi
con metodo economico es. associazioni, fondazioni

6. LA PROFESSIONALIT
Ultimo requisito richiesto dallart. 2082 la professionalit, cio lesercizio abituale e non
occasionale dellattivit produttiva, il che non significa continuativo e senza interruzioni, ma con
ripetizione costante secondo la cadenza propria dellattivit (es. attivit stagionali).
Sono considerati imprenditori anche i soggetti che incontrano queste specificit:

Pluralit di attivit: per professionalit dellattivit non si intende che debba essere lunica
o principale attivit di chi la compie (uno pu avere unaltra professione per lui principale).
Unico affare: si pu avere unimpresa che opera per il compimento di un unico affare
qualora comporti molteplici operazioni e utilizzo di un apparato produttivo complesso.
Impresa per conto proprio: qualificato imprenditore anche chi produce beni o servizi
destinati ad uso o consumo personale; la destinazione al mercato

7. IMPRESA E PROFESSIONI INTELLETTUALI

I liberi professionisti (avvocati, commercialisti, notai, ecc.) sono esonerati in quanto tali dalla
disciplina dellimpresa, anche qualora si avvalgano di una vasta schiera di collaboratori e di un
complesso apparato di mezzi materiali dando vita ad unorganizzazione complessa di capitale e/o
lavoro, a meno che lesercizio della professione costituisca elemento di una attivit organizzata
in forma di impresa.
In questi casi si presentano due distinte attivit: quella intellettuale e quella di impresa. Di
conseguenza il soggetto che le esercita sottoposto a due discipline diverse, quella per la
professione intellettuale (es. necessit di essere iscritto allalbo professionale) e quella per
limpresa.
La motivazione di questo esonero , in definitiva, una libera scelta del legislatore, che deriva
dalla considerazione sociale che tradizionalmente circonda queste professioni e che ha indotto il
legislatore a dettare per esse uno specifico statuto. Questo ha dei vantaggi, come la sottrazione al
fallimento, e degli svantaggi, come linapplicabilit di disciplina dellazienda, di concorrenza
sleale, ecc.
Il moderno svolgimento di queste attivit (es. per ingente investimento di capitali) ha reso
anacronistica questa scelta politica del codice del 1942.

Capitolo 2 Le categorie di imprenditori

A. IMPRENDITORE AGRICOLO E IMPRENDITORE COMMERCIALE

A.1. RUOLO DELLA DISTINZIONE

La distinzione agricolo/commerciale una distinzione per oggetto, che comporta profonde


differenze nellapplicazione della disciplina dellattivit di impresa.
Limprenditore agricolo:

sottoposto alla disciplina per limprenditore in generale.


Non si deve iscrivere al registro delle imprese.
Non deve tenere scritture contabili.
Non soggetto a fallimento e alle altre procedure concorsuali dellimprenditore
commerciale salvo accordi di ristrutturazione dei debiti.
Pu per accedere alle procedure concorsuali da sovraindebitamento.

In sostanza gode di un trattamento di favore, accentuato anche dalla legislazione speciale


(nazionale e comunitaria) con una serie di incentivi ed agevolazioni per promuovere il settore.
Proprio per questo motivo importante stabilire larea di esonero dalla pi rigorosa disciplina
dellimprenditore commerciale.

A.2. IMPRENDITORE AGRICOLO E LE ATTIVIT AGRICOLE ESSENZIALI

Per definirlo dobbiamo guardare, in primo luogo, la nozione originaria e, in secondo luogo, le
modifiche e gli ampliamenti che ad essa sono stati fatti.
Il testo originario dellart. 2135 il seguente:
imprenditore agricolo chi esercita unattivit diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura,
allallevamento del bestiame e attivit connesse; si reputano connesse le attivit dirette alla
trasformazione o allalienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nellesercizio normale
dellagricoltura.

Esso innanzitutto pone una distinzione tra due grandi categorie, che rester invariata:
a) attivit agricole essenziali
b) attivit agricole per connessione

diventato necessario ampliare la nozione originaria in seguito allevoluzione tecnologica e


allavvento dellagricoltura industrializzata (utilizzo di prodotti chimici per la terra e mangimi
chimici, coltivazioni artificiali o fuori terra che non si servono di alcun fondo, allevamenti in
batteria, ecc.).
La domanda che ci si posti : fino a che punto limpresa si pu considerare agricola?
Le posizioni in merito erano sostanzialmente due: (1) chi pensava che fosse agricola ogni impresa
che produce specie vegetali o animali, la cui produzione si fonda sullo svolgimento di un ciclo
biologico naturale e (2) chi pensava che fossero imprenditori agricoli solo coloro che sfruttano la
terra e le sue risorse, mentre chi non utilizza il modo di produzione tipico dellagricoltore fosse da
qualificare come imprenditore commerciale.
Con la riforma del 2001 il legislatore ha optato per la prima posizione, dando una nuova nozione
di imprenditore agricolo che amplia quella precedente:

imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo,
selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse. Per coltivazione del fondo e per
allevamento di animali si intendono le attivit dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico
o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono
utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

In definitiva, questa nuova nozione:


comprende tutta la produzione di specie vegetali ed animali
non riguarda leffettivo sfruttamento della terra
comprende quindi orticoltura, serre e vivai, floricoltura, coltivazione fuori terra
per silvicoltura per si intende solo la coltivazione del bosco e non lestrazione di legname
disgiunta dalla coltivazione
il termine bestiame stato sostituito con il pi generico animali, che comprende animali
da cortile e acquacoltura
sono riconosciute come attivit agricole essenziali anche la zootecnica fuori dal fondo,
come gli allevamenti in batteria
per allevamento di animali si intendono anche cavalli da corsa, animali da pelliccia, attivit
cinotecnica e allevamento gatti
limprenditore ittico (pesca professionale e attivit connesse) equiparato allimprenditore
agricolo (essenziale)

A.3. ATTIVIT AGRICOLE PER CONNESSIONE

La nozione originaria le individuava in:

a) quelle diretta alla trasformazione o allalienazione di prodotti agricoli che rientravano


nellesercizio normale dellagricoltura
b) tutte le altre attivit di carattere accessorio esercitate in connessione con la coltivazione
del fondo, la silvicoltura e lallevamento del bestiame (es. agriturismo, trebbiatura e
motoaratura per conto di terzi).

La nuova nozione le individua in:

a) attivit dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e


valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da unattivit agricola essenziale
b) le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di
attrezzature o risorse normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata, comprese
quelli di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale e le attivit
agrituristiche.

Essa comprende attivit oggettivamente commerciali, pertanto affinch vengano considerate


attivit agricole sono necessari due requisiti:
1) Connessione soggettiva = che il soggetto sia gi imprenditore agricolo tipico per unattivit
coerente con quella connessa. Costituisce uneccezione a questo requisito la qualifica di
imprenditori agricoli estesa alle cooperative di imprenditori agricoli e ai loro consorzi
(cantine sociali, oleifici sociali) dove non c' identit soggettiva tra chi produce luva o le
olive (i soci) e chi produce il vino o lolio (la societ).
2) Connessione oggettiva = lattivit deve avere ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente
dallesercizio dellattivit agricola essenziale. Il criterio della prevalenza sostituisce i due
precedenti requisiti (attivit che rientrino nellesercizio normale dellagricoltura o
accessorie).

A.4. LIMPRENDITORE COMMERCIALE

Lart. 2195, 1 comma fa un elenco di imprese da qualificare come commerciali (attivit industriale
diretta alla produzione di beni o servizi, attivit intermediaria nella circolazione di beni, attivit di
trasporto, attivit bancaria o assicurativa, attivit ausiliarie alle precedenti cio imprese di agenzia,
di mediazione, di deposito, di commissione, di spedizione, di pubblicit). Tuttavia evidente che
questo elenco non sia esaustivo. Ne consegue che venga considerata commerciale ogni
impresa che non sia qualificabile giuridicamente come agricola.

B. PICCOLO IMPRENDITORE.

Trattiamo qui il secondo criterio di differenziazione della disciplina degli imprenditori, quello
dimensionale, in base al quale distinguiamo piccolo imprenditore e imprenditore medio-grande.
Il piccolo imprenditore:

sottoposto allo statuto generale dellimprenditore


esonerato, anche se esercita attivit commerciale, dalla tenuta di scritture contabili
esonerato dal fallimento e dalle altre procedure concorsuali dellimprenditore
commerciale
pu usufruire solo delle procedure concorsuali da sovraindebitamento
liscrizione nel registro delle imprese non ha funzione di pubblicit legale
destinatario di una ricca legislazione speciale che ha la finalit di favorirne sviluppo e
sopravvivenza attraverso agevolazioni finanziari, lavoristiche e tributarie

Questa nozione ha rilievo negativo in quanto serve a restringere lambito di applicazione dello
statuto dellimprenditore commerciale.

La nozione del piccolo imprenditore data dallart. 2083 cod. civ. la seguente:

Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro
che esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei
componenti della famiglia.

Essa enuncia il criterio distintivo di individuazione: la prevalenza del lavoro proprio e familiare.
Essa va intesa in senso qualitativo-funzionale, cio che questo lavoro personale caratterizzi il
bene o servizio prodotto (es. sarto).

Per aversi una piccola impresa quindi necessario che:


1) limprenditore presti il proprio lavoro nellimpresa
2) il suo lavoro (e quello degli eventuali familiari che collaborano nellimpresa) prevalga sia
rispetto al lavoro altrui sia rispetto al capitale proprio o altrui investito nellimpresa (non
mai piccolo imprenditore chi investa ingenti capitali).
Capitolo 4 Lo statuto dell'imprenditore commerciale
(vedi slide per riassunto pi breve)

Lo statuto speciale dell'imprenditore commerciale quella parte propria e specifica della


disciplina dellattivit dellimprenditore commerciale. Tuttavia, parte di questa normativa
(pubblicit e scritture contabili) di pi vasta applicazione. Oltre ad essa, la sua attivit
sottoposta alla disciplina comune a tutti gli altri imprenditori, cio lo statuto generale degli
imprenditori. N.B. non sono trattati qui fallimento e altre procedure concorsuali.

A. PUBBLICIT LEGALE

Pubblicit legale = sistema che prevede lobbligo di rendere di pubblico dominio, secondo forme
e modalit predeterminate, determinati atti o fatti relativi alla vita dellimpresa.
Funzione: esiste affinch gli operatori del mercato possano disporre di informazioni veritiere e
non contestabili.
La pubblicit legale comprende due ulteriori concetti:
Pubblicit notizia = rendere delle informazioni accessibili ai terzi interessati.
Conoscibilit legale = le informazioni sono opponibili a tutti indipendentemente dalleffettiva
conoscenza.
La pubblicit legale comporta anche la conoscibilit legale (cosa che invece non succede con la
pubblicit notizia). La pubblicit legale ha anche effetto di pubblicit notizia.

Lo strumento di pubblicit legale per imprese commerciali non piccole e societ commerciali il
registro delle imprese commerciali.
Il registro delle imprese rimasto inoperante fino al 1997. Durante questo tempo ha trovato
applicazione il regime transitorio, che prevedeva pi registri e bollettini e si affidava in parte
alle cancellerie dei tribunali. Si trattava di un sistema complesso e disorganico (vedi pag. 50 per i
dettagli).
Nella nuova disciplina (quella che vige tuttora) vi sono delle importanti novit:
o Liscrizione estesa agli imprenditori agricoli (con effetto di pubblicit legale), ai piccoli
imprenditori e alle societ semplici (con effetto di pubblicit notizia)
o Il registro anche strumento di informazione sui dati organizzativi di tutte le imprese
o tenuto dalla camera di commercio
o Utilizza tecniche informatiche

REGISTRO DELLE IMPRESE (oggi unico strumento di pubblicit legale)

Istituzione: in ogni provincia, presso la camera di commercio


Vigilanza: un giudice delegato dal presidente del tribunale del capoluogo di provincia vigila
sullattivit dellufficio
Articolazione: una sezione ordinaria, varie sezioni speciali, che aumentano in base alle
leggi speciali.

Sezione ordinaria: vi sono iscritti tutti gli imprenditori per cui liscrizione nel registro delle
imprese produce gli effetti di pubblicit legale previsti dal codice. Essi sono:
o Imprenditori individuali commerciali non piccoli
o Tutte le societ tranne le societ semplici
o Consorzi tra imprenditori con attivit esterna
o Gruppi europei di interesse economico con sede in Italia
o Enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale unattivit commerciale
o Societ estere che hanno in Italia la sede dellamministrazione, ovvero loggetto principale
della loro attivit.

Sezioni speciali: gli imprenditori vi sono iscritti secondo le leggi speciali. Le sezioni speciali sono:
1) Sezione speciale degli imprenditori agricoli e dei piccoli imprenditori: comprende
imprenditori agricoli individuali, piccoli imprenditori, societ semplici, inoltre anche gli
imprenditori artigiani.
2) Sezione speciale delle societ tra professionisti: societ di avvocati e altre societ tra
professionisti; efficacia di pubblicit notizia.
3) Sezione speciale dei soggetti che esercitano attivit di direzione e coordinamento:
pubblicit dei legami societari di gruppo
4) Sezione speciale delle imprese sociali
5) Sezione speciale degli atti di societ di capitali in lingua straniera: sono pubblicate le
traduzioni di atti la cui iscrizione o il deposito sono obbligatori. La pubblicazione in lingua
straniera facoltativa.
6) Sezione speciale delle start-up innovative e degli incubatori certificati

Atti/fatti da registrare:
o Elementi di individuazione di imprenditore e impresa (dati anagrafici, sede)
o Struttura e organizzazione (ad es. per societ di capitali, atto costitutivo e atti di cessione
dei rami)
o Modifiche agli elementi gi iscritti

Procedimento
o Dove: nella provincia in cui limpresa ha sede
o Come: su domanda dellinteressato oppure dufficio (qualora sia obbligatoria ma
linteressato non labbia fatta, ma questo punito con sanzioni pecuniarie). Inoltre
possono essere rimosse dufficio le iscrizioni prive di condizioni stabilite dalla legge e
cancellata unimpresa che ha definitivamente cessato lattivit.
1) Controllo formale della documentazione (regolarit formale)
2) Controllo dellesistenza e veridicit dellatto o del fatto (regolarit sostanziale)
Eccezione: per societ per azioni, quando liscrizione richiesta sulla base di un atto pubblico
o di una scrittura privata autenticata, laccertamento delle condizioni richieste dalla legge
spetta al pubblico ufficiale che ha ricevuto o autenticato latto.
3) Iscrizione nella memoria elettronica e messa a disposizione del pubblico su terminali per la
visione diretta. Possono essere rilasciate copie (anche con tecniche telematiche).

Effetti
a) Sezione ordinaria pubblicit legale, cio rende conoscibili i dati e inoltre ha anche
efficacia dichiarativa/costitutiva/normativa a seconda di casi che verranno qui esaminati.

Efficacia dichiarativa. Questa lefficacia che ha di regola liscrizione nella sezione


ordinaria. Essa comporta due cose:
o Efficacia positiva immediata = fatti e atti soggetti ad iscrizione e iscritti sono
opponibili a chiunque e i terzi non possono eccepirne lignoranza (tuttavia, se si
tratta di societ di capitali, questo decorre dopo 15 giorni dalliscrizione;
durante questi 15 giorni i terzi devono provare di non aver potuto conoscere
latto iscritto).
o Efficacia negativa = lomessa iscrizione impedisce lopponibilit; ma
limprenditore pu provare di averlo reso noto a terzi (ad es. con una lettera).

In alcune ipotesi, tassativamente previste, liscrizione produce effetti ulteriori e pi rilevanti.

Efficacia costitutiva = liscrizione presupposto perch latto sia produttivo di effetti.


o Efficacia costitutiva totale = latto diventa produttivo di effetti sia fra le parti
che per i terzi. Vale per latto costitutivo delle societ di capitali e delle societ
cooperative.
o Efficacia costitutiva parziale = latto diventa produttivo di effetto solo per i
terzi. Vale per la registrazione della deliberazione di riduzione reale del capitale
sociale di una societ in nome collettivo. Entro 3 mesi i creditori possono
proporre opposizione. Se viene omessa la registrazione, la riduzione per i
creditori improduttiva di effetti.

Efficacia normativa = liscrizione presupposto per la piena applicazione di un regime


giuridico.
Le societ in nome collettivo e in accomandita semplice vengono in esistenza anche
senza registrazione, ma non pu operare il regime di autorit patrimoniale proprio di
tali societ (bens quello per le societ semplici, pi gravoso). In tal caso la societ si
definisce irregolare.

b) Sezione speciale certificazione anagrafica e pubblicit notizia (non di per s


opponibile a terzi).
B. SCRITTURE CONTABILI

Nozione
Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini
quantitativi e/o monetari, dei singoli atti di impresa, della situazione del patrimonio
dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta.

Obbligatoriet: per chi sono obbligatorie


Di regola esse sono tenute spontaneamente dallimprenditore, tuttavia sono obbligatorie per gli
imprenditori commerciali, escluse le societ semplici, e per le imprese sociali.
N.B. le scritture contabili non sono disciplinate solo dal cod. civ. ma anche dalla legislazione
tributaria con criteri in gran parte diversi (ad es. sono tenuti a tenerle anche i liberi professionisti).

Scritture contabili obbligatorie

Principio generale: bisogna tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura e
dalle dimensioni dellimpresa (proprio perch esse variano in funzione di queste due variabili).

Vi sono due libri contabili, pi il bilancio complessivo, compreso nel secondo:


1) Libro giornale = registro cronologico-analitico, dove dovrebbero essere indicate le
operazioni giorno per giorno. In realt basta che siano in ordine cronologico e si possono
raggruppare pi operazioni in registrazioni omogenee.
2) Libro degli inventari = registro periodico-sistematico che fornisce quadro della situazione
patrimoniale fornisce indicazione e valutazione delle attivit e passivit
dellimprenditore, anche estranee allimpresa.
Il libro degli inventari si chiude con il bilancio complessivo di SP e CE = prospetto contabile
riassuntivo in cui devono risaltare con evidenza e verit la situazione patrimoniale e gli
utili/perdite generati.

Disciplina
rinviata alla disciplina in tema di societ per azioni, che deve essere quindi osservata da tutti
gli imprenditori.

Altre scritture contabili


Vanno tenute qualora lo implichi il rispetto del principio generale. Esempi: libro mastro, libro
cassa, libro magazzino.
Inoltre bisogna tenere i libri contabili previsti dalla legislazione tributaria e lavoristica.

Regolarit delle scritture contabili


Esistono regole formali e sostanziali per la tenuta delle scritture contabili che ne garantiscono la
veridicit.
Libro giornale e libro degli inventari devono essere numerati (per pagina) prima di essere
utilizzati
Tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo norme di una ordinata
contabilit, altrimenti sono irregolari (es. senza interlinee, abrasioni, le cancellature
devono essere visibili). N.B. si possono usare sistemi informatici.
Le scritture contabili e la corrispondenza commerciale devono essere conservati per 10
anni (anche su supporti informatici).

Sanzioni
Limprenditore che non le tenga regolarmente non le pu utilizzare come mezzo di prova a
proprio favore. Inoltre egli soggetto a sanzioni penali per reati di bancarotta semplice o
fraudolenta in caso di fallimento.

Efficacia probatoria
a) Dei terzi nei confronti dellimprenditore. Possono essere utilizzate contro limprenditore
che le tiene le scritture contabili sia regolari che irregolari. N.B. non si pu scindere il
contenuto, cio prendere solo le parti favorevoli per s, limprenditore pu provare con
qualunque mezzo che non sono veritiere.
b) Dellimprenditore verso terzi. Vigono regole pi rigorose nellutilizzo delle proprie scritture
contabili contro i terzi. Sono necessarie infatti 3 condizioni: (1) che le scritture siano
regolarmente tenute, (2) che la controparte sia un imprenditore, (3) che la controversia sia
relativa a rapporti inerenti allesercizio dellimpresa. In ogni caso si rimette
allapprezzamento del giudice riconoscere il valore probatorio.

C. RAPPRESENTANZA COMMERCIALE

Limprenditore pu avvalersi della collaborazione di altri soggetti nello svolgimento della sua
attivit. Questi soggetti possono essere ausiliari interni o subordinati (stabilmente inseriti
nellorganizzazione aziendale) oppure ausiliari esterni o autonomi (esterni che collaborano in
modo occasionale oppure anche stabile).
Sia luno che laltro tipo di collaboratori possono agire in rappresentanza dellimprenditore.

Regolamento
Questo fenomeno regolato in via generale nel cod. civ. e da norme speciali quando si tratti di
atti inerenti allesercizio di impresa commerciali posti in essere da alcune figure tipiche di ausiliari
interni: institori, procuratori e commessi, che, per la loro posizione nellimpresa, sono destinati ad
entrare stabilmente in contatto con i terzi e a concludere affari per limprenditore.

Sistema speciale di rappresentanza


Il potere di rappresentanza un effetto naturale di una particolare posizione nellimpresa ed
commisurato alle mansioni che essa comporta. Le 3 figure sono automaticamente investite del
potere di rappresentanza e possono vincolare direttamente limprenditore. Questo principio
facilita le contrattazioni di impresa, infatti chi conclude affari con uno di tali ausiliari dovr solo
verificare se limprenditore ha modificato con atto espresso e reso pubblico i loro naturali poteri
rappresentativi.

LINSTITORE

Nozione
Colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o di un ramo
particolare della stessa.

Posizione nellimpresa
in pratica il direttore generale dellimpresa o di una sua filiale o settore produttivo.
normalmente un lavoratore subordinato con qualifica di dirigente, al vertice della gerarchia del
personale (assoluta o relativa nel caso sia direttore di una parte dellimpresa). Possono esserci pi
institori contemporaneamente, nel qual caso agiscono disgiuntamente se non diversamente
previsto.

Potere
stato investito dallimprenditore di un potere di gestione generale e un generale potere di
rappresentanza, sia sostanziale che processuale.
Rappresentanza sostanziale: pu compiere anche in mancanza di espressa procura tutti
gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa (o sede o ramo cui preposto), non pu
compiere atti che esorbitano dalla gestione quali vendita o affitto, non pu alienare o
ipotecare beni se non autorizzato.
Rappresentanza processuale: pu stare in giudizio sia come attore (rappresentanza
processuale attiva) sia come convenuto (rappresentanza processuale passiva) per le
obbligazioni dipendenti da atti compiuti nellesercizio dellimpresa a cui preposto, quindi
anche per atti posti in essere direttamente dallimprenditore.

Obblighi
Adempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e tenuta delle scritture
contabili (congiuntamente con limprenditore)
In caso di fallimento le sanzioni penali a carico del fallito trovano applicazione anche nei confronti
dellinstitore, anche se pu essere dichiarato fallito solo limprenditore e solo lui sar esposto agli
effetti personali e patrimoniali del fallimento.

Modifica e revoca
I poteri possono essere ampliati o limitati dallimprenditore (con procura originaria o successivo
atto di limitazione) e devono essere pubblicati nel registro delle imprese per poter essere
opponibili a terzi, salva la prova da parte dellimprenditore che i terzi fossero effettivamente a
conoscenza dellesistenza di limitazioni al momento della conclusione dellaffare.
Per la revoca valgono principi analoghi.

Responsabilit dellinstitore
Egli deve rendere palese al terzo con cui contratta tale sua veste spendendo il nome del
rappresentato affinch latto e i relativi effetti ricadano sul rappresentato. Altrimenti linstitore
ad essere personalmente obbligato. Tuttavia, se linstitore compie atti pertinenti allesercizio
dellimpresa cui preposto, diventa personalmente obbligato anche il preponente. In altre parole,
quanto incerto se linstitore abbia operato per s o per limprenditore, rispondono entrambi
solidalmente nei confronti del terzo.

I PROCURATORI

Nozione
Coloro che in base ad un rapporto continuo hanno il potere di compiere per limprenditore gli atti
pertinenti allesercizio dellimpresa, pur non essendo preposti ad esso.
Essi sono ausiliari subordinati con potere decisionale in un certo settore operativo (es. direttore
settore acquisti, dirigente del personale).

Poteri rappresentativi
Potere di rappresentanza generale dellimprenditore, ma rispetto alla specie di operazioni per le
quali sono stati investiti di autonomo potere decisionale
Non hanno rappresentanza processuale neppure per gli atti posti in essere da essi stessi.
Limprenditore non risponde per gli atti, pur pertinenti allesercizio dellimpresa, compiuti da un
procuratore senza spendita del nome dellimprenditore stesso.

I COMMESSI

Nozione
Sono ausiliari subordinati che svolgono mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto
con i terzi.

Poteri rappresentativi
Potere limitato di rappresentanza dellimprenditore, per atti che ordinariamente comporta la
specie di operazioni di cui sono incaricati.
Non possono esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, concedere
dilazioni di pagamento, sconti che non siano duso.
Se preposti alla vendita nei locali dellimpresa non possono esigere il prezzo fuori dei locali stessi
n esigerlo allinterno quando alla riscossione destinata apposita cassa.
Limprenditore pu ampliare i poteri ma non previsto un sistema di pubblicit legale, quindi
le limitazioni saranno opponibili ai terzi se portate a loro conoscenza con mezzi idonei (es. avvisi
affissi nei locali) o provandone leffettiva conoscenza.

Capitolo 5 Lazienda

1. AZIENDA, ORGANIZZAZIONE E AVVIAMENTO

Nozione: Lazienda il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio


dellimpresa (art. 2555).

quindi un insieme di beni eterogenei che costituisce lapparato strumentale allo svolgimento e
nello svolgimento dellattivit dellimprenditore.

Quello che conta la destinazione che si imprime ai beni aziendali, non leffettiva propriet
dellimprenditore (infatti sono considerati beni aziendali quelli in leasing o in affitto, di propriet
di terzi, ma non sono considerati beni aziendali i beni di propriet dellimprenditore che non sono
destinati a svolgere lattivit di impresa come, ad esempio, la sua abitazione).

La caratteristica principale lunit funzionale dellazienda, cio il coordinamento di diversi


elementi con ununitaria destinazione ad un fine produttivo. I singoli elementi sono tra di loro
strumentali e complementari.
(1) Organizzazione e (2) destinazione ad un fine produttivo sono i due elementi che
attribuiscono sia ai beni che allazienda stessa un particolare rilievo economico, che nasce dal
fatto che lazienda in grado di creare un nuovo valore, cio produce nuova ricchezza.
Questo fa s che il valore di scambio dellazienda sia maggiore della somma dei valori dei singoli
beni che la costituiscono.
Il maggior valore si definisce avviamento, ed in sostanza rappresentato dallattitudine a
consentire la realizzazione di un profitto. Lo si distingue in:
Avviamento oggettivo = ricollegabile a fattori che non mutano con il titolare dellazienda,
ma sono insiti nel coordinamento tra i beni
Avviamento soggettivo = che si deve allimprenditore e alla sua abilit nel procurarsi la
clientela.

2. CIRCOLAZIONE DELLAZIENDA. OGGETTO E FORMA.

Lazienda (o una parte di essa) pu essere: venduta, conferita in societ, donata, data in affitto o
in usufrutto (diritti rispettivamente reali e personali).

Quando avviene un trasferimento dellintera azienda oppure di un suo ramo dotato di organicit
operativa (non singoli beni aziendali) si applica la disciplina per la circolazione di un complesso
aziendale. Essa si preoccupa di favorire il mantenimento dellunit economica del

Perch questa disciplina sia applicabile,


a) sufficiente e necessario che linsieme di beni in oggetto sia potenzialmente idoneo ad
essere utilizzato per lesercizio di una determinata attivit di impresa, anche diversa da
quella svolta in origine e con lintegrazione di ulteriori fattori produttivi per farlo
funzionare (es. materie prime)
b) necessario che la sottrazione di questi beni non alteri lunit economica e funzionale
dellazienda di provenienza.

Forma negoziale del trasferimento

Validit del trasferimento. La disciplina identica per ogni tipo di azienda (agricola o
commerciale) e prevede che siano osservate le forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei
singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto.

Prova. Per imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicit legale ogni atto di
disposizione dellazienda deve essere provato per iscritto.

Pubblicit. Per tutte le imprese soggette a registrazione necessario che i contratti di


trasferimento siano iscritti nel registro delle imprese entro 30 giorni e che il contratto sia redatto
per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Oltre agli effetti dedotti in contratto, lalienazione dellazienda produce ex lege effetti ulteriori che
riguardano: divieto di concorrenza dellalienante, contratti, crediti e debiti aziendali.

3. DIVIETO DI CONCORRENZA DELLALIENANTE

Il divieto: Chi ha unazienda commerciale deve astenersi, per un periodo massimo di cinque
anni dal trasferimento, dalliniziare una nuova impresa che possa comunque per loggetto,
lubicazione o altre circostanze sviare la clientela dallazienda ceduta.

Aziende agricole il divieto opera per attivit connesse, sempre che per esse sia possibile lo
sviamento della clientela.

Questa norma contempera due esigenze, quella dellacquirente di trattenere la clientela e


godere dellavviamento, che ha pagato, e quella dellalienante di poter avere libera iniziativa
economica dopo un certo periodo di tempo (ritenuto dalla legge necessario perch lacquirente
consolidi la sua clientela).
Il divieto derogabile e ha carattere relativo, cio limitato alleffettiva possibilit che la nuova
impresa dellalienante sottragga clienti allazienda ceduta. Ma pu anche essere ampliato (senza
impedire ogni attivit professionale allalienante n prolungare i 5 anni).
Ha valore anche per limprenditore fallito quando la vendita della sua azienda coattiva.
In ipotesi di
1) divisione ereditaria con assegnazione dellazienda caduta in successione a uno degli
eredi
2) scioglimento di una societ con assegnazione dellazienda sociale a uno dei soci quale
quota di liquidazione
si applica il divieto a favore dellerede o socio che subentra nellazienda, a carico degli altri
eredi/soci, anche se non avviene un vero e proprio trasferimento.

Infine il divieto si applica anche allipotesi di vendita dellintera partecipazione sociale o di una
partecipazione sociale di controllo in una societ di persone o capitali perch il risultato
economico sostanzialmente uguale alla vendita.

4. SUCCESSIONE NEI CONTRATTI AZIENDALI

Per garantire il mantenimento dellunit economica, il subingresso dellacquirente nei contratti


in corso di esecuzione (stipulati in precedenza dallalienante e non aventi carattere personale)
agevolato con deroghe alla disciplina generale della cessione dei contratti.
La deroga consiste nel fatto che non necessario il consenso del terzo contraente. A questi
offerta una tutela legislativa molto limitata, cio poter recedere entro 3 mesi dalla notizia del
trasferimento, ma solo con giusta causa da lui provata. Il recesso determina la definitiva estinzione
del contratto. Il terzo contraente pu chiedere allalienante risarcimento danni per non aver
osservato normale cautela nello scegliere lacquirente dellazienda (ma difficile da provare).

Il cod. civ. dice che se non pattuito diversamente, lacquirente dellazienda subentra nei
contratti stipulati per lesercizio dellazienda stessa che non abbiano carattere personale. Al terzo
contraente riconosciuto il diritto di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del
trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit dellalienante.

5. CREDITI E DEBITI AZIENDALI

Crediti e debiti sono invece il residuo dopo che limprenditore o il terzo contraente hanno
adempiuto lobbligazione a loro carico. Anche in questo caso sono previste deroghe alla disciplina
di cessione dei crediti e successione nei debiti.
Crediti. Per le imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicit legale, anzich esserci
notifica al debitore ceduto e accettazione, sufficiente come notifica liscrizione del trasferimento
dellazienda nel registro delle imprese. Il debitore ceduto tuttavia liberato se paga in buona fede
allalienante. Per le altre imprese vale la disciplina generale.
Debiti. Non ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore (che del
resto un principio generale). Invece nel trasferimento delle aziende commerciali risponde dei
debiti anche lacquirente dellazienda, in solido con lalienante (regole diverse nella vendita
fallimentare), ma solo per debiti nei libri contabili obbligatori.
Per i debiti da lavoro vige una disciplina pi favorevole per i lavoratori che vale anche per aziende
non commerciali. Lazienda risponde per essi in solido con lalienante anche se non risultano dai
libri contabili e anche se lacquirente non ne ha avuto conoscenza durante in trasferimento.
Per quanto riguarda crediti e debiti tra acquirente e alienante si ritiene che crediti e debiti non
passino automaticamente in testa allacquirente ma si a tal fine necessaria unespressa
pattuizione.

6. USO E USUFRUTTO DELLAZIENDA

Lazienda pu essere oggetto di diritto reale di godimento usufrutto


Oppure di diritto personale di godimento affitto

Disciplina per lusufrutto (che si applica anche allaffitto). Allusufruttuario vengono


riconosciuti dei poteri-doveri affinch abbia libert operativa per gestire limpresa e non alteri
lefficienza dellazienda. La violazione determina la cessazione dellusufrutto:
1) Esercitare lazienda sotto la ditta che la contraddistingue (?)
2) Condurre lazienda senza modificarne la destinazione
3) Conservare lefficienza dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di
scorte
Viene redatto allinizio e alla fine dellusufrutto perch usufruttuario oltre che godere dei beni
aziendali ne pu disporre e pu comprarne di nuovi, quindi al termine dellusufrutto lazienda
potr risultare composta diversamente. La differenza viene regolata in denaro.
Affitto. Diversamente dalla locazione di un immobile per lesercizio dellattivit dimpresa,
loggetto del contratto un complesso di beni organizzati (eventualmente comprensivo
dellimmobile).

In entrambi i casi, si applicano, come per la vendita:


Divieto di concorrenza
Disciplina della successione dei contratti
Solo per usufrutto disciplina dei crediti aziendali

Non si applica: disciplina per i debiti aziendali. Per i debiti aziendali anteriori a usufrutto/affitto
rispondono solamente il nudo proprietario o il locatore, salvo per debiti accollati espressamente.

Capitolo 10 Le societ

Impresa collettiva: esercizio in forma associata dellattivit di impresa. La categoria pi numerosa


e importante di imprese collettive nonch lassetto organizzativo di regola assunto dalle imprese
medio-grandi la societ.
Societ: organizzazione di persone e di mezzi creata dallautonomia privata per lesercizio in
comune di unattivit produttiva.

Esiste una pluralit di tipi di societ:

Societ semplice
Societ semplice in nome collettivo societ di persone
Societ in accomandita semplice

Societ per azioni


Societ in accomandita per azioni societ di capitali
Societ a responsabilit limitata

Societ europee (societ regolate dal diritto comunitario)


Societ cooperativa europea

Nozione del cod. civ. art. 2247.

Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune
di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili.

In passato il contratto di societ si poteva concludere solo con altri.


Oggi S.r.l. e S.p.a. possono essere costituite da una sola persona, con atto unilaterale.

Ci sono 3 elementi peculiari che caratterizzano una societ:

1) Conferimenti dei soci

2) Esercizio in comune di unattivit economica

3) Scopo di divisione degli utili

I CONFERIMENTI

I conferimenti sono prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. Sono i contributi
al patrimonio iniziale della societ, destinati stabilmente allattivit comune. Il socio si espone al
rischio di impresa (= non ricevere remunerazione oppure subire delle perdite).

Tutti i soci devono eseguire un apporto. Possono per variare loggetto o lammontare.
Oggetto: beni o servizi (in propriet o in godimento), valida ogni entit valutabile
economicamente ed utile allo svolgimento dellattivit dimpresa.
Bisogna distinguere due elementi: patrimonio sociale e capitale sociale.
Patrimonio sociale = complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla societ.
Inizialmente sono i conferimenti promessi o eseguiti dai soci. Periodicamente esso viene accertato
con la redazione del bilancio di esercizio. (A P = PN). L'attivo patrimoniale la garanzia per i
creditori della societ.
Garanzia principale se per le obbligazioni sociali i soci rispondono anche con il loro patrimonio.
Garanzia esclusiva se per le obbligazioni sociali risponde solo la societ con il suo patrimonio.

Capitale sociale nominale = valore in denaro dei conferimenti allatto costitutivo della societ
(valore storico).
Pu essere modificato da aumenti o riduzioni (nuovi conferimenti o perdite). Ha due funzioni
o Funzione vincolistica: in questo senso, la quota ideale di PN che non pu essere
distribuita tra i soci ed assoggettata ad un vincolo stabile di destinazione dellattivit
sociale. Per i creditori un margine di garanzia supplementare. (c.d. capitale reale)
o Funzione organizzativa: in questo senso un termine di riferimento per accertare
periodicamente se la societ ha conseguito utili o subito perdite. Inoltre la base di
misurazione per il diritto di voto e il diritto agli utili e alla quota di liquidazione.

ESERCIZIO COMUNE DELLATTIVIT PRODUTTIVA

lo scopo-mezzo del contratto di societ.


Oggetto sociale = attivit economica che i soci si propongono di svolgere ( predeterminata
nellatto costitutivo).

Lattivit deve essere unattivit di impresa = attivit produttiva (=> condotta con metodo
economico e finalizzata alla produzione/scambio di beni/servizi).

La societ una cosa diversa dalla comunione = godimento di beni conferiti.


Sono vietate le societ di mero godimento.
Le societ immobiliari di comodo (cio che semplicemente affittano immobili) sono societ nulle.

Dalla comunione si pu passare alla societ qualora i comproprietari si servano dei beni relativi
per lesercizio comune dellattivit di impresa.

Societ fra professionisti


Le attivit dei professionisti sono qualificate come attivit economiche e non attivit di impresa.
Tuttavia esistono due tipi di societ in cui partecipano professionisti, e sono:
1) Societ di mezzi tra professionisti.
= societ costituite da professionisti per lacquisto e la gestione in comune di beni
strumentali allesercizio individuale delle rispettive professioni (loggetto dimpresa NON
la professione che esercitano)
2) Societ di servizi imprenditoriali.
= societ che offrono un servizio complesso per la cui realizzazione sono necessarie anche
prestazioni professionali di terzi o dei soci. Le prestazioni hanno carattere strumentale
rispetto al servizio unitario. Es. societ di engineering: oltre alla semplice progettazione
ingegneristica, realizzano e vendono impianti e attrezzature industriali.

Oltre a queste due tipologie, esiste una DISCIPLINA GENERALE delle societ fra professionisti,
necessaria a causa dellevoluzione delle professioni intellettuali, in particolare quelle che
richiedono ingenti investimenti di capitali.

Disciplina generale delle societ fra professionisti


Consente la costituzione di societ per lesercizio di attivit professionali (esercizio
riservato agli iscritti ad albi professionali)
Deve essere indicata come societ fra professionisti
Possono partecipare soci non professionisti (per prestazioni tecniche o per finalit di
investimento) ma questi non possono essere pi di 1/3 del totale. I soci professionisti
devono determinare una maggioranza di 2/3 nelle decisioni/deliberazioni dei soci. Questa
situazione, qualora venga meno, deve essere ristabilita entro 6 mesi altrimenti la societ si
scioglie ed cancellata dufficio dallalbo.
I soci possono praticare professioni diverse, allora si parla di societ multiprofessionale
Lesercizio dellattivit pu essere svolto esclusivamente dai soci
Principio di esclusivit della partecipazione: la partecipazione ad una societ di
professionisti incompatibile con la partecipazione ad altre societ di professionisti
Il socio deve osservare il codice deontologico del suo ordine, pu opporre agli altri soci il
segreto professionale
La cancellazione dallalbo di un professionista comporta lesclusione dalla societ
La societ soggetta al regime disciplinare dellordine
La societ deve assicurare i rischi da responsabilit dei soci

A tutela dellutente:
Lincarico deve essere eseguito da un socio con requisiti necessari allesercizio della
professione
Lutente pu chiedere che sia svolto da un professionista in particolare
Principio di individuazione del professionista incaricato della prestazione = il professionista
incaricato deve essere comunicato preventivamente e per iscritto

Oltre a queste societ, i professionisti possono costituire semplici associazioni professionali, i c.d.
studi professionali. Ne viene esaminato uno in particolare.
Societ fra avvocati
Forma societaria fra professionisti preesistente alla riforma 2012 e attuata dopo direttiva CE per
facilitare lesercizio della professione nella UE.
Oggetto: esercizio in comune dellattivit di rappresentanza, assistenza, difesa in giudizio da parte
di soci (vedi libro x dettagli).

LO SCOPO-FINE DELLA SOCIET

Lart. 2247 enuncia uno scopo perseguibile, ma ne esistono di pi

Scopo lucrativo o di profitto: lucro oggettivo (conseguire utili) + lucro soggettivo (distribuire gli
utili tra i soci).
Societ lucrative: possono esserlo sia societ di persone che societ di capitali

Scopo mutualistico: fornire direttamente ai soci beni, servizi, occasioni di lavoro a condizioni pi
vantaggiose di quelle ottenibili sul mercato. Quindi c un vantaggio patrimoniale diretto (e non
utili) che consiste in un risparmio di spesa o in una maggiore remunerazione.
Societ mutualistiche: societ cooperative. Devono per legge perseguire questo scopo.

Scopo consortile: definizione al Cap. 9.4. Forniscono un vantaggio patrimoniale per gli
imprenditori consorziali (minori costi o maggiori guadagni nelle rispettive imprese).
Societ consortili: possono esserlo tutte le societ tranne le semplici

Sotto il profilo dello scopo distinguiamo quindi tra


societ lucrative, societ mutualistiche, societ consortili.
Comune Variabili
attivit di benefici
impresa patrimoniali Lelemento costante che le societ sono enti associativi
che operano con metodo economico per la realizzazione
di un risultato economico a favore esclusivo dei soci.

Membri

Nella legislazione speciale esistono societ (in genere


S.p.a.) istituzionalmente senza scopo di lucro, ma sono da considerarsi scopi eccezionali. Vale per:
Societ di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari
Societ per la gestione accentrata di strumenti finanziari
Imprese sociali (qualsiasi forma societaria)
TIPI DI SOCIET
Il legislatore ha previsto 8 tipi di societ, cio 8 tipi di modelli organizzativi. Possono essere
aggregati in categorie basate su alcuni criteri:

Scopo istituzionale perseguibile


societ lucrative*
societ cooperative
societ mutualistiche
*Attivit esercitabile (solo per societ lucrative)
non commericale (societ semplici)
commerciale
Personalit giuridica
dotate di personalit giuridica
non dotate di personalit giuridica
Responsabilit dei soci

Scopo istituzionale perseguibile


Contrappone le societ cooperative e le mutue assicuratrici a tutte le altre, dette lucrative.

Natura dellattivit esercitabile


Societ semplice attivit NON commerciale
Tutte le altre societ attivit commerciale e non. SEMPRE soggette a iscrizione nel registro delle
imprese con effetti di pubblicit legale.

Personalit giuridica

Societ di capitali (S.p.a., S.a.a., S.r.l.) dotate di personalit giuridica


Societ cooperative

Societ di persone (societ semplice, S.n.c., S.a.s. non dotate di personalit giuridica

Si descrivono alcune caratteristiche tipiche delle due tipologie (soc. di capitali/soc. di persone).
Come si vedr, queste caratteristiche proprie di ciascuna tipologia si ricollegano alla scelta
legislativa di dotare o meno la societ di personalit giuridica.

Societ di capitali
o Organizzazione di tipo corporativo, cio con pi organi investiti per legge di determinate
funzioni. legislativamente prevista e inderogabile tranne che per le S.r.l.
o - Il principio maggioritario domina il funzionamento degli organi sociali
- la maggioranza calcolata in base alla partecipazione al capitale sociale
- anche per modificare latto costitutivo sufficiente la maggioranza
o il socio non ha potere diretto di amministrazione e di controllo eccetto che nelle S.r.l.

Societ di persone
o Non c organizzazione basata su una molteplicit di organi
o - i soci con responsabilit illimitata hanno potere di amministrare la societ
- di regola richiesto il consenso di tutti i soci per le modificazioni dellatto costitutivo
o Ogni socio ha potere di amministrazione e rappresentanza indipendentemente
dallammontare del capitale conferito
o Viene dato forte rilievo alla persona del socio nellorganizzazione e funzionamento della
societ e al rapporto fiduciario tra soci.

Responsabilit
Il regime di responsabilit per le obbligazioni sociali pu essere di 3 tipi.
1) Rispondono a) con il patrimonio sociale
b) i singoli soci personalmente e illimitatamente
in modo inderogabile le S.n.c. e con possibilit di deroga pattizia per soci non
amministratori le societ semplici

2) Rispondono illimitatamente gli accomandanti e limitatamente gli accomandatari nelle


societ in accomandita

3) Rispondono di regola solo con il patrimonio della societ le S.p.a., S.r.l. e le cooperative

La responsabilit non univocamente ricollegabile alla personalit giuridica.

Personalit giuridica e autonomia patrimoniale

Personalit giuridica e autonomia patrimoniale sono due diverse tecniche legislative che servono a
ottenere le adeguate condizioni di:
a) Tutela dei creditori sociali (in quanto in via di principio il patrimonio sociale aggredibile
da loro e non dai creditori personali)
b) Separazione per i soci tra patrimonio personale e obbligazioni sociali (in quanto il
patrimonio personale sottratto allaggressione da parte dei creditori personali)

Societ di capitali e cooperative. La personalit giuridica crea entrambe le condizioni e la societ


gode di piena e perfetta autonomia patrimoniale. La societ titolare del proprio patrimonio.
Societ di persone. Non hanno personalit giuridica e tutti i suoi effetti, ma sono state previste
disposizioni per rendere il patrimonio dei soci autonomo da quello sociale.
o i creditori personali non possono aggredire il patrimonio della societ per soddisfarsi
(finch c la societ)
possono far valere i loro diritti sugli utili spettanti al proprio debitore e sulla quota ad esso
spettante nella liquidazione della societ
o i creditori della societ non possono aggredire direttamente il patrimonio personale dei
soci e illimitatamente responsabili ma solo dopo aver infruttuosamente escusso il
patrimonio sociale (responsabilit sussidiaria rispetto a quella della societ)
a titolo di garanzia si aggiunge la responsabilit dei soci

Soggettivit
Anche se le societ di persone costituiscono soggetti di diritto separati dalle persone dei soci, la
societ diventa titolare dei diritti e delle obbligazioni relative.
Es. obbligo di trascrivere gli acquisti immobiliari a nome della societ (anche iscrizione ipoteche)
i beni sociali sono di propriet della societ
le obbligazioni sociali sono della societ (la responsabilit dei soci a titolo di garanzia)
limprenditore la societ

Tipi di societ e autonomia privata


La scelta di quale tipo di societ adottare libera, tuttavia vi sono delle limitazioni.

Attivit commerciali tutti i tipi ma non societ semplice


Attivit non commerciali tutti i tipi

Esistono leggi speciali per particolari categorie di imprese commerciali (ad es. per imprese
bancarie o assicurative).

Non necessario scegliere un tipo particolare di societ. In tal caso si applicano regimi di societ
semplice per attivit non commerciali e societ in nome collettivo per attivit commerciali. Questi
sono quindi regimi residuali e di solito conviene specificare un tipo per godere di regimi pi
favorevoli.

Clausole atipiche
Scelto un tipo di societ, le parti possono disegnare un assetto organizzativo parzialmente diverso
dalla disciplina legale del tipo scelto. Le clausole introdotte non devono essere incompatibili con la
disciplina.

Societ atipiche
Sono inammissibili. Per societ atipiche si intendono tipi inconsueti e stravaganti di societ. I tipi
previsti dalla legge sono un numero chiuso per esigenze di tutela dei terzi.