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Mano guidoniana

Mano guidoniana in un manoscritto medievale.


Nella musica medievale, la mano guidoniana fu un sistema mnemotecnico utilizzato per aiutare i cantanti nella
lettura a prima vista. Alcune forme di questo sistema possono essere state implementate da Guido d'Arezzo,
musicologo medievale autore di diversi trattati sulla teoria musicale.
Storia
La mano appare in diversi manoscritti, precedenti all'epoca in cui oper Guido, come strumento per trovare
i semitoni. Sigebrtus Gemblacensis (c. 1105) ha descritto come Guido utilizzasse le articolazioni della mano per
aiutare ad imparare il suo esacordo. D'altra parte, la mano guidoniana appare strettamente legata alle nuove idee
di Guido in materia di istruzione musicale, compreso l'uso degli esacordi e della solmisazione, La solmisazione
(dal nome delle note musicali sol e mi) un metodo di solfeggio basato sulle sillabe che individuavano le
note dell'esacordo: Ut - Re - Mi - Fa - Sol - La. Il concetto che sta dietro la mano guidoniana, che ogni
porzione della mano rappresenta una nota specifica nell'esacordo, con una tessitura vicina alle tre ottave da " ut"
(o vale a dire "Gamma ut", la cui contrazione "gamut" pu fare riferimento al palmo intero) a "E la" (in altre parole,
dal Sol della moderna chiave di basso al Mi superiore della moderna chiave di Sol. Per insegnare il sistema,
l'insegnante indica una serie di note sul palmo della mano, e lo studente deve cantarle, utilizzando i gesti usati
nel solfeggio. Ci sono state un certo numero di variazioni nella posizione delle note sulla mano: nell'esempio in
figura gamut si sovrappongono mentalmente alle articolazioni e alla punta delle dita della mano sinistra. Cos
gamma ut indicata nella punta del pollice, "Re" sulla nocca, "Mi" nell'articolazione, e cos via.
Il sistema permetteva la visualizzazione dei semitoni e della posizione dell'esacordio, ut, re, mi, fa, sol, la costituito
dalle iniziali dell'inno Ut queant laxis.