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Sulla costruzione della frase negativa in

italiano
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Quesito:

In molti chiedono delucidazioni sul rapporto tra la costruzione della frase negativa in italiano e
la doppia negazione in latino e la risposta che segue offre un quadro su questo tipo di
costrutto. In particolare si risponde a Daniela Belli che domanda se in italiano, quando sia gi
espressa una negazione, non sia opportuno scegliere un indefinito non negativo (ad esempio
alcuno invece di nessuno) e a Barbara Falistocco che chiede se anche in italiano due
negazioni affermino.

Sulla costruzione della frase negativa in italiano

In ambito grammaticale, si indica con la locuzione sostantivale doppia negazione la presenza


in una stessa frase di due espressioni di senso negativo (GRADIT, s.v. doppio). In relazione
ad essa, occorre anzitutto distinguere l'italiano dal latino. Nel latino classico due negazioni
affermano in maniera pi o meno piena e assoluta, a seconda che l'avverbio di negazione
segua o preceda il pronome (o l'aggettivo, oppure l'avverbio) negativo, come ad esempio
nelle seguenti frasi: nemo non haec dixit 'tutti hanno detto ci', non nemo haec dixit '
qualcuno ha detto ci'; numquam non mendacia dixit 'sempre ha detto bugie', non
numquam mendacium dixit 'qualche volta ha detto una bugia'. Dalla tendenza del latino
volgare a rafforzare la negazione mediante un'altra negazione ha avuto invece origine la
doppia negazione in italiano. In questo caso si mantiene infatti il significato negativo, come ad
esempio nell'espressione "non voglio niente".
In italiano gli indefiniti negativi sono: le forme aggettivali e pronominali nessuno, nessuna e
veruno, veruna (usato per prevalentemente come aggettivo e decisamente antiquato rispetto
ai sinonimi nessuno e alcuno); il pronome niente; il pronome nulla. Inoltre, il pronome e
aggettivo indefinito alcuni, alcune impiegato nelle frasi negative, come sinonimo di nessuno,
esclusivamente nelle forme al singolare alcuno, alcuna (nelle frasi affermative invece usato
solo al plurale): "medici? Non ne ho visto alcuno"; "senza alcun dubbio", "non ho alcuna
riserva". Per quanto riguarda in particolare l'uso della negazione in presenza di un
quantificatore (ossia di un'espressione che indica la quantit, come appunto gli indefiniti, che
esprimono una quantit approssimativa) negativo, opportuno tenere presente che nessuno,
niente, nulla e mai vengono impiegati senza la particella non soltanto nel caso in cui
precedano il verbo. Qualora siano usati dopo il verbo, richiedono invece un'altra negazione
all'interno della frase: nessuno ha parlato / non ha parlato nessuno; niente rester
impunito / non fa nulla; Mai ci avrei pensato / Non ci avrei mai pensato. A tale proposito
Serianni nota che Questa norma va oggi osservata scrupolosamente, almeno nello scritto
formale (Luca Serianni, Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria, Torino,
Utet, 1991, p. 305).

Vi sono tuttavia alcuni casi in cui, specie nel parlato, si verifica l'ellissi del non preverbale in
frasi negative, soprattutto con mica o altri avverbi. Nell'italiano popolare questo particolare
fenomeno rappresenta in genere l'esito di un processo di semplificazione linguistica, per cui
una coppia di elementi lessicali negativi si riduce a un solo membro, come nel caso delle
espressioni ho mica soldi e adesso sei pi una bambina. La particolarit vede inoltre un
chiaro parallelo nell'impiego in francese dell'espressione je sais pas in luogo di je ne sais
pas. Nell'ambito dell'italiano regionale, questa tendenza costituisce una caratteristica della
variet settentrionale, ed pertanto attestata anche in scrittori le cui documentazioni letterarie
riflettono il parlato (Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini: Fa niente. Vuol dire che intanto ne
prenderemo una tazza noi). In proposito, interessante che gi in Dante si trovi la frase
l'anima semplicetta che sa nulla. L'ellissi della negazione inoltre frequente nel caso in cui i
pronomi niente e nulla siano usati per marcare una contrapposizione con concetti indicanti
una totalit o una certa quantit: secondo la tecnica massimalistica, ben nota a Mussolini, di
chiedere moltissimo per ottenere niente (Bocca, Storia dell'Italia partigiana). La doppia
negazione infine assente in alcune espressioni idiomatiche, come nel caso dell'espressione
e questo niente!

Pur tenendo dunque presenti eventuali particolarit, riguardanti soprattutto il parlato e diffuse
nell'italiano popolare e nella variet settentrionale, si pu tuttavia concludere che di norma, in
particolare nello scritto formale, i negativi nulla, niente, nessuno non ammettono la negazione
se precedono il verbo: "nessuno ha risposto"; se seguono il verbo esigono invece la doppia
negazione: "non ho visto niente".

Per approfondimenti:

Gaetano Berruto, L'italiano popolare e la semplificazione linguistica, Vox Romanica,


XLII, 1983, pp. 37-79.
Jaqueline Brunet, Grammaire critique de l'italien, 4 (Le dmonstratif, les numraux, les
indfinis), Parigi, Universit di Parigi VIII, Vincennes, 1981.
Manlio Cortelazzo, Avviamento critico allo studio della dialettologia italiana. III.
Lineamenti di italiano popolare, Pisa, Pacini, 1972.
Paolo D'Achille, L'italiano contemporaneo, Bologna, il Mulino, 2003.
Maurizio Dardano - Pietro Trifone, La nuova grammatica della lingua italiana, Bologna,
Zanichelli, 1997.
GRADIT = Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell'uso, Torino, Utet, 1999, 6
voll., con l'aggiunta del vol. VII, Nuove parole italiane dell'uso, 2003 (con CD-rom).
Lorenzo Renzi - Giampaolo Salvi (a cura di), Grande grammatica italiana di
consultazione, vol. II, I sintagmi verbale, aggettivale, avverbiale. La subordinazione,
Bologna, il Mulino, 1991.
Luca Serianni, Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria, Torino, Utet,
1991.
A cura di Emanuela Cainelli
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca
7 dicembre 2007

URL di origine: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-


risposte/costruzione-frase-negativa-italiano