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Geografia politica ed economica

Unit 3: libro a scelta

Razzisti per legge, LItalia che discrimina Clelia Bartoli

Introduzione
LItalia come paese razzista per cause capillare ed estese. In Italia si avviata la costruzione di un
sistema razzista reso efficace e duraturo dalla legge che rischia di portare a una frattura della
popolazione dagli effetti di lunga durata, analogo in un certo senso al sud.
Il razzismo istituzionale di straordinaria importanza per affrontare la discriminazione sistemica,
cogliere, giudicare e contrastare in Italia la crescente istituzionalizzazione della xenofobia.
Questo libro si focalizza inoltre sulla discriminazione da parte dello stato di cui sono vittime in
Italia le persone di origine straniera. Si riferisce inoltre come razzismo istituzionale a molti italiani
autoctoni.

CAP 1: CHE COS IL RAZZISMO ISTITUZIONALE

1. Identikit dellistituzione razzista

Aneddoto su ragazzo di origine straniero ucciso da un gruppo di ragazzi per motivi razzisti, la
polizia fa indagini negligenti sul caso, si accantona lipotesi di omicidio di matrice razzista e contro
ogni evidenza si continua a sostenere che il ragazzo se la sia cercata.
Se questo determina che la giustizia funzioni peggio per la popolazione migrante allora ci troviamo
in presenza di razzismo istituzionale. (ragionamento condotto da MacPherson incaricato di
vagliare le inadempienze della polizia britannica nelle indagini relative alla morte di Stephen).
Sostiene che appunto le organizzazioni non sono in grado di riconoscere e affrontare in modo
aperto la sua esistenza, il razzismo non riconosciuto, e di conseguenza non attuato un piano per la
sua eliminazione, esso pu diffondersi come parte della cultura di unorganizzazione.

Si pu riconoscere unistituzione affetta da razzismo quando prima si sa il significato, ovvero, il


razzismo istituzionale definito come un complesso di leggi, costumi e pratiche vigenti che
sistematicamente riflettono e producono diseguaglianze nella societ e se non sono riconosciute,
vengono definite come tali.
Basta che una legge, una politica, una pratica vigente di fatto crei la diseguaglianza di minoranze
etniche, culturali, religiose o nazionali, per determinare il razzismo di unistituzione.
(es. liter burocratico per il rilascio dei permessi di soggiorno sia lento, astruso e incerto), anche se
questo non necessariamente un intento discriminatorio, causano fastidi e violazione dei diritti.
2. Il razzismo istituzionale secondo il Black Power

Furono Charles Hamilton e Stokely Carmichael autori del libro manifesto del Black Power, che
diedero e diffusero lespressione razzismo istituzionale.
Secondo loro esiste un razzismo individuale che si manifesta quando individui bianchi feriscono o
offendono i neri, facilmente riconosciuto e rigettato dalla maggioranza delle persone.
Poi vi il razzismo istituzionale che meno esplicita e deriva dalle forze costituite e rispettate
dalla societ. (es. dei terroristi bianchi bombardano una chiesa e uccidono 5 bambine,
commettono un atto di razzismo individuale, ma quando in quella stessa citt, Birminghman
nellAlabama, muoiono 500 bambini negri per condizioni precarie, mancanza di cibo e tetto, si
tratta di razzismo istituzionale).
Il razzismo istituzionale permette di leggere il razzismo in una prospettiva sistemica, che deriva
dallo Stato che genera effetti di etichettamento, emarginazione.
MacPherson si concentra sulle svariate istituzioni affette da razzismo, Carmichael e Hamilton si
riferiscono con razzismo istituzionale per indicare un intero sistema sociale discriminatorio verso
una minoranza.

Il razzismo istituzionale nella societ americana, secondo il loro manifesto Black Power, pervade
ogni settore della vita pubblica, ad esempio la dimensione dellabitare: il ghetto luogo confinato,
segnato dal degrado in cui vive e cresce la comunit afroamericana.
Cultura e istruzione sono baluardi della discriminazione sistemica (es. labitante del ghetto non
potr sperare che il figlio offra a loro unottima istruzione)
La forza del razzismo istituzionale difficilmente percepito.
Il razzismo istituzionale costituisce col sostegno di atteggiamenti razzisti individuali mascherato.

3. Obama e la pervicacia del razzismo di sistema

Il celebre discorso di Obama sulla razza, durante la campagna per le primarie presidenziali,
spiegava la durevolezza degli effetti delle cosiddette Jim Crow Laws, una serie di provvedimenti
normativi, emanati negli Stati Uniti dal 1877 fino alla met degli 60, accomunati dal contribuire al
mantenimento della supremazia bianca attraverso la separazione e la disparit razziale. Leggi che
poi furono annullate dalla Corte Suprema ma che lasciarono comunque disparit allinterno della
societ come le norme e politiche che avevano stabilito scuole separate per razze, proibizioni ai
neri di ottenere mutui e finanziamenti, la popolazione afroamericana era stata impedita dalla
possibilit di produrre ricchezza e accumulare un capitale da trasmettere ai figli.

Questa disuguaglianza economica e il divario culturale producono una serie di conseguenze a


catena nel campo dellabitazione, come laccesso alla salute, allimpiego, possibilit di difesa legale
e anche sul piano psicologico.
Il discorso di Obama ha inoltre il pregio di dimostrare come il pregiudizio istituzionale funzioni da
profezia che si auto avvera.
Se il politico o il legislatore ritiene che la popolazione afroamericana non sia tagliata per svolgere
lavori decenti e di studiare ma che sono utili per lavori umili e avendo quindi scuole scadenti si
perder linteresse per lo studio e penser di essere tagliato per svolgere lavori umili rafforzando
infine il pregiudizio.
La stessa cosa accadrebbe anche con le minoranze ritenute pericolose o sgradevoli che vengono
confinate nel ghetto, sar probabile che manifestino devianza e degrado. Il pregiudizio delle
istituzioni dannoso in quanto diventa vero.

4. Dieci fattispecie di razzismo istituzionale italiano

Le dieci fattispecie vanno da quelle pi vicine al razzismo individuale in cui presente unesplicita
intenzione discriminatoria, a quelle di carattere pi sistemico di cui effetti discriminatori possono
prodursi anche senza intenzione discriminatoria. La gravit del razzismo va misurata giudicando
lentit dei danni che determina.
(1) Azioni e dichiarazioni razziste o lesive dellimmagine dei migranti da parte di
autorit e uomini delle istituzioni. Comportamenti razzisti e xenofobi da parte dei
leader politici o uomini delle istituzioni sono da considerarsi forme di razzismo
istituzionale perch il comportamento delle autorit produce emulazioni e legittima
intolleranza e violenza. (es. Calderoli che a Lodi fece passeggiare un maiale su un
terreno destinato alla costruzione di una moschea; Letizia Moratti ex sindaco di
Milano disse in una conferenza: un clandestino se clandestino normalmente
delinque).
(2) Atteggiamenti pregiudiziali, discriminatori e razzisti di funzionari ed agenti garanti
di diritti o erogatori di servizi pubblici. Fattispecie non molto studiata in Italia, ma le
agenzie ne registrano alcuni casi.
(a) Nel mondo anglosassone invece spesso oggetto di dibattito pubblico, come in
Gran Bretagna (presenti numerosi pestaggi e decessi di appartenenze a
minoranze etniche per i quali stato indagato il personale di polizia) negli Stati
Uniti (bianchi, protestanti e middle class sarebbero inconsapevolmente pi
severi nei confronti di afroamericani, latinos o working class). Il comportamento
pregiudiziale o discriminatori di agenti e funzionari considerato una forma di
razzismo istituzionale, poich si tratta di persone che garantiscono un diritto
sancito o un pubblico servizio. (se un insegnante ritiene che i figli degli
immigrati siano un disturbo e non meritino la stessa attenzione dei giovani
autoctoni, listruzione pubblica funzioner peggio per gli alunni di origine
estere.
(3) Regolamenti, ordinanze e provvedimenti di amministratori locali esplicitamente o
velatamente xenofobi. Negli ultimi anni diversi politici, sindaci e consiglieri si sono
fatti promotori di norme e politiche apertamente o direttamente xenofobe,
contando sul consenso elettorale che potevano fruttare. Molte di queste
disposizione vengono subitamente bocciate perch contrastano con il principio di
uguaglianza e leggi contro la discriminazione, dato queste bocciature, alcuni
amministratori hanno introdotto formule meno esposte al vaglio censorio dei
tribunali, es. piuttosto che escludere determinati servizi agli stranieri, si stabilisce
che i beneficiari siano coloro che vantano una lunga residenza sul territorio,
penalizzando nei fatti la popolazione migrante come i bonus beb che un
contributo economico per i nuovi nati venisse erogato solo ai bambini con almeno
un genitore italiano (Adro, palazzo, tradate e altri comuni con giunte leghiste hanno
stabilito ci).
(4) Produzione di leggi nazionali che comprimono i diritti della popolazione straniera
residente, che diffondono un immotivato allarmismo e rinforzano unimmagine
negativa e stereotipa del migrante. La legge Bossi- Fini sullimmigrazione prevede
che un cittadino extracomunitario che si trovi nel suo paese di origine, per poter
entrare regolarmente in Italia e soggiornarvi, debba essere gi in possesso di un
contratto stipulato con un datore di lavoro che presumibilmente non lo ha mai
conosciuto. La norma istituendo una procedura irrealistica, obbliga gli immigrati a
restare per un lungo periodo di tempo senza documenti prima di potersi
regolarizzare. Dal momento in cui la clandestinit la prima fase della gran parte
delle storie di immigrazione data la restrittiva dei criteri per il rinnovo del permesso
di soggiorno risulta altamente pericolosa tutta quella produzione legislativa che
comprime i diritti fondamentali degli immigrati irregolari.
(5) Politica estera che inficia i diritti fondamentali dei migranti o che ingerisce
negativamente sulla situazione di certi paesi inducendo la popolazione a migrare. La
politica estera italiana volta al controllo dellimmigrazione clandestina ha spesso
comportato gravi violazioni dei diritti fondamentali degli stranieri (come nel caso
dei respingimenti in Libia), es. non stato sufficientemente indagato e represso il
fenomeno dello sversamento illegale in Somalia di rifiuti tossici prodotti da ditte
italiane. Da una parte il governo sbarra lingresso agli immigrati, dallaltra alimenta
le cause che spingono ad emigrare insidiando il benessere economico, politico ed
ecologico di diversi paesi in via di sviluppo.
(6) Cattiva qualit tecnica della normativa relativa allimmigrazione: norme presto
dichiarate incostituzionale, produzione e convulsa di leggi affette da unelevata
presenza di antinomie e lacune, eccessivo ricorso ai decreti, alle circolari e allo stato
demergenza. Non solo il contenuto delle norme relative allimmigrazione a
produrre conseguenze discriminatorie, ma la loro cattiva qualit tecnica ad
incidere negativamente sulla vita degli immigrati. Un numero statisticamente alto di
leggi che disciplinano la condizione dello straniero stato annullato dalla Corte
Costituzionale e altre non sono state varate presagendo bocciatura certa, queste
non leggi lasciano degli effetti sulla vita concreta della gente.
(7) Ingerenza di una burocrazia lenta, cangiante e complicata nella vita degli
extracomunitari residenti in Italia. Le persone che non sono cittadini dellUnione
Europea e che intendono vivere in Italia risiedendovi legalmente hanno necessit di
passare per una lenta procedura per ottenere il permesso di soggiorno. (il testo
unico sullimmigrazione allart. 5, comma 9, prevede che il permesso venga
rilasciato in un tempo massimo di 20 giorni) nei fatti le amministrazioni impiegano
diversi mesi per produrre il documento e molti sono i casi nei quali a volte il
documento arriva gi scaduto, quindi dopo un anno o due. Questa burocrazia pu
aggravare la precariet esistenziale e compromettere i diritti di chi soffre di una
fragilit sociale. Quindi non vi possono godere di una vita normale come viaggiare,
studiare, lavorare sono per un extracomunitario estremamente complessi a causa
dei documenti, timbri, tasse che loro imposta. es. (un ragazzino cresciuto in Italia
figlio di immigrati pu essere costretto a rinunciare al viaggio di istruzione allestero
con la scuola perch gli uffici della questura tardano a rinnovargli il permesso di
soggiorno. I migranti quindi sono obbligati ad un maggior esborso di denaro per via
della difettosa burocrazia italiana, in attesa che documenti e permessi vengano
approvati o respinti.
(8) Forme di organizzazione istituzionale che producono sia tra gli utenti che tra gli
operatori disfunzioni, conflitto e devianza. Quando atteggiamenti pregiudiziari o
razzisti si manifestano con frequenza allinterno di una determinata istituzione,
accadono frequentemente casi di conflitto tra diversi gruppi etnici o episodi di
autolesionismo significa che occorre guardare al sistema. Es ( se i richiedenti asilo
che non di rado hanno subito traumi, torture, vengono mandati in centri asettici e
periferici, negando loro la possibilit di lavorare, dovendo attendere per mesi
nellansia e nella noia il verdetto di restare in Italia, non bisogna sorprendersi se si
diffonde lalcolismo e si verificano numerosi tentativi di suicidi.)
(9) Politiche scolastiche, abitative, lavorative, ecc., che indirettamente hanno effetti
sulla popolazione migrante. Scelte politiche che non hanno come oggetto la
popolazione di origine straniera possono comunque avere importanti conseguenze
sugli immigrati e sui loro figli (es. riduzione del tempo-scuola ha come primo
impatto la possibilit di impiego delle donne, spinge a molte madri di far crescere i
figli lontano). Politiche abitative e interventi urbanistici che tendono a separare
nettamente i contesti residenziali dalle aeree popolari dove si concentra il disagio,
hanno spesso leffetto di creare depressione e violenza (es. ceto povero autoctono
e quello immigrato). la poca carenza di controlli, relazioni di corruzione, alimenta in
Italia il lavoro schiavistico come quello in cui migliaia di migranti svolgono nelle
campagne, nei cantieri, capannoni industriali.
(10) Carenza e precariet degli interventi sociali di cui usufruisce la popolazione
migrante. Gli indigeni e i migranti pagano a caro prezzo il fatto che gli interventi
destinati a combattere le disuguaglianze e a promuovere linclusione sociale non
abbiano in Italia la forma di servizio stabile (es. se nelle scuole, ospedali, uffici
pubblici mancano i mediatori culturali) scontato che lintenzione politica di
promuovere lintegrazione degli stranieri parta sconfitta.

Casi italiani: I respingimenti in Libia: legali, efficaci, convenienti e giusti, o no?

Il 6 maggio 2009 stato eseguito il primo respingimento in mare: persone originarie dellAfrica
subsahariana dirette in Europa sono state riportate alle coste di Tripoli da cui erano salpate e
consegnate alle autorit libiche.

I respingimenti sono legali?

Il cardine della Convenzione di Ginevra il principio di non respingimento.


Larticolo 33 dal titolo divieto despulsione e di rinvio al confine, dispone che nessuno stato
espeller o respinger un rifugiato dove la sua vita e libert sono in pericolo.
Il divieto di respingere un rifugiato in un territorio non sicuro comporta lobbligo delle autorit di
informare lo straniero sul suo diritto a presentare richiesta dasilo, dopo questa procedura
possibile respingere chi risulta privi di documenti necessari al soggiorno. Ad ogni modo non
possono essere respinti donne incinte, bambini, persone in pericolo di vita e malati.
Durante i respingimenti in mare NON sono state attuate queste procedure da parte dei militari
italiani, cos la commissione del consiglio dEuropa ha inviato al governo italiano un rapporto in cui
vengono denunciate numerose infrazioni con loperazione di riconsegna alla Libia dei migranti in
mare che poi hanno finito di confermare molte delle accuse che gli vengono rivolte.
Viene appunto indicata la presenza di bambini, donne incinte e persone malate nei respingimenti,
anche somali ed eritrei i quali date le condizioni di guerra ottengono quasi dufficio la protezione
internazionale.
Lillegalit dei respingimenti in Libia dipende anche se si fosse trattato da solo migranti clandestini,
infatti larticolo 3 del consiglio dEuropa rammenta che nessuno stato pu espellere una persona
verso un altro stato se quella persona rischia veramente di essere sottoposta alla tortura, in ci la
Libia di Gheddafi non era un posto sicuro, idoneo dove respingere dei potenziali rifugiati dato che
in Libia erano praticate sistemi di tortura, abusi nei confronti dei cittadini non libici.

I respingimenti sono efficaci?

I migranti privi di documenti sono overstayers (persone entrate regolarmente e divenute irregolari
allo scadere del visto o permesso di soggiorno.
Gli accordi tra Roma e Tripoli, pi che aver attuato un valido contrasto dellimmigrazione
clandestina, sono stati un efficace mezzo di compressione del diritto dasilo, dimezzando il numero
dei rifugiati.
Si potrebbe continuare a difendere lopportunit dei respingimenti nonostante il loro difetto sul
piano della legalit e dellefficacia sostenendo che riducono la spesa per assistenza e la gestione
degli immigrati, portando un certo beneficio economico alle casse del bel paese.

I respingimenti sono convenienti?

Un confronto tra i costi della repressione e quelli dellaccoglienza (tra le operazioni pi a buon
mercato vi stata quella denominata Nautilus che ha intercettato 3173 migranti ed costata circa
1600 euro a persona, mentre pi onerosa stata loperazione Hermes per cui si speso ben 63
mila euro a migrante fermato).
Un rifugiato che dopo la fase di accoglienza e inserimento, trova un lavoro regolare pu risultare
perfino vantaggioso per i suoi versamenti al fisco.
Va menzionato che lItalia ha finanziato i voli di rimpatrio dalla Libia di migliaia di stranieri anche
verso paesi in guerre o dittature dai cui i migranti erano fuggiti.
Sembra emergere che i respingimenti non siano n legittimi, n efficaci, ne convenienti, ma forse
sono moralmente accettabili in quanto impediscono ai migranti di morire per mare o evitano loro
la grama esperienza della clandestinit ecc.

I respingimenti sono giusti?

Le persone che sono respinti, in alcuni casi sono stati espulsi verso i paesi di origine e quindi
affidati alle mani dei loro persecutori.
Altri abbandonati, alcuni sono morti nelle guerre dalle quali fuggivano.
Molte donne e bambini sono torturati e violentati.
Sta a uno di sondare le ragioni e i vantaggi che hanno ravvisato governanti italiani di destra e di
sinistra nel condurre trattative e stipulare accordi per il controllo dellimmigrazione con paesi in
cui il rispetto dei diritti umani lento.

CAP 2: LA LEGGE DELLA DISUGUALIANZA

1. La legge non uguale per tutti

Sono poche le norme che hanno per soggetto tutti gli esseri umani, la gran parte delle leggi si
applica a tutti gli esseri umani membri di una certa classe di individui, come la classe dei cittadini,
dei lavoratori, delle donne ecc. tali distinzioni hanno raramente unintenzione discriminatoria ma
stabiliscono diversit di trattamento ragionevoli. Quindi il principio di uguaglianza in accordo al
quale la legge uguale per tutti, non pu che tradursi nel principio di ragionevolezza: non si vieta
di fare differenza ma si autorizza a distinguere in modo ragionevole.

2. Come accadde che lumanit si ritrov suddivisa in razze

Dopo la fuga di tre schiavi (uno nero non cristiano e due bianchi protestanti) nel 1640 da una
piantagione della Virginia, furono sottoposti a una sentenza e ricevettero pene molto severe, ma
lo schiavo africano fu quello che sub la pena peggiore, la schiavit a vita, in quanto negro,
secondo la motivazione della corte.
La schiavit unistituzione antichissima ma prima del 1640 non era stata stabilita ufficialmente
alcuna connessione tra essa e la carnagione, n tanto meno il concetto di razza che non era ancora
stato compiutamente formulato.

NellEuropa del 700, scienziati e ottimi uomini di ingegno, mossi dallideale illuministico di recare
ordine e chiarezza sulla Terra, stabil che lumanit fosse divisa in razze, diverse e diseguali per
bellezza, sapienza e civilt. Ma era ambiguo, contradditorio e privo di evidenza e riscontro (giacch
alcuni sostenevano che erano belli quelli con la sporgenza della mascella rispetto alla fronte, altri
proponevano come modello le statue della Grecia antica, gli occhi blu e i capelli biondi, ecc.)
Il concetto di razza provvide a giustificare le dovute eccezioni, di volta in volta furono il razzismo
mut per forma e destinatari: giustific la schiavit e linferiorit dei neri nel nuovo mondo,
lolocausto divenne annientatrice del nazionalsocialismo ecc.
Le caratteristiche della razza superiore erano corrispondenti alle stimate virt del ceto medio.

3. La razza: una questione di melanina o di leggi?

Melanina= una sostanza che dona alla pelle o ai capelli il suo colore naturale, pigmenti neri o
bruni che determinano il colore pi o meno scuro della pelle, dei capelli, dei peli.
Gli ordinamenti giuridici razzisti non inventarono n la religione ebraica n altrettanto il
quantitativo di melanina consociati, ma dal momento che la razza fu assunta come fondamentale
criterio per la questione giuridica, essere di razza ebrea o negro costitu un nuovo status,
unidentit con profili non ancora conosciuti, perfino indipendente dal credere nella Torah o
dallavere la pelle bruna.
La razza una bugia divenuta un fatto: dallidea stravagante, sorta da indagini scientifiche
contradditorie si poi trasformata in una realt socio-giuridicamente determinata.

4. Il diritto costituisce le identit?

Il sistema giuridico influenza ci che noi sembriamo, il significato ascritto al nostro aspetto e la
realt materiale che conferma i significati dati al nostro aspetto. Il diritto costituisce la razza.
Il diritto ha il potere non solo di diffondere e legittimare una certa identit, ma anche di
strutturare un intero sistema conformemente allesistenza di quella identit.
Le identit sancite dal diritto appaiono naturali, corretti i giudizi che ad esse si accompagnano,
scontate le relazioni tra gruppi e individui che ne conseguono.

5. Dalle vecchie alle nuove razze?

La razza la categoria che radicalizza tutte le differenze.


Si possono inventare e istituzionalizzare nuove razze rispetto a quelle che ci ha consegnato il XX
secolo, se nuovi tratti distintivi diventano criterio di una insuperabile alterit.
Parliamo di razzismo quando una certa categoria (occhi blu e occhi marroni) diventa la ragione per
alterizzare un gruppo di persone quando vengono costruiti gruppi dissimili di noi e loro.
I migranti stanno subendo un processo di razzializzazione in quanto si istituisce un sistema di
rapporti tra gruppi che si considerano diversi per essenza. Quando letnia, la nazionalit, la cultura
e la religione non sono trattate come categorie aperte ma come un dato naturale che determina
comportamenti e le opinioni dellindividuo e decreta la diversit dal noi, divengono nomi criptati
del concetto di razza.
Il razzismo si produce quando la minoranza inchiavistellata in una categoria razzializzata. Il
meccanismo invenzione giuridica di una categoria razzializzata attraverso la significazione delle
sue distinzioni e la perimetrazione dello spazio e delle relazioni, produce lillusione che i propri
artefatti siano naturali.

6. Stranieri e clandestini: le neo-razze inventate dal diritto italiano

Limmigrato costituisce una figura ibrida: esso simile allo straniero per essere originario di
un altro Paese, ma molto simile anche al cittadino perch vive e lavora sullo stesso
territorio, soggetto alle leggi dello Stato ospite e vi paga le tasse.
La clandestinit una condizione definita dalle leggi, e a cui le leggi connettono
determinate conseguenze, una stessa persona passa dallessere regolare a irregolare e
viceversa senza che il suo profilo di personalit sia particolarmente alterato. La
clandestinit divenendo reato, per il senso comune si apparentata ad un vizio dellanima,
ad una inguaribile condizione di degenerazione morale che invoca un trattamento duro e
speciale. In accordo alle norme e alle prassi istituzionali un clandestino su territorio italiano
pu essere privato della libert senza regolare processo (non ha diritto alle cure, non ha
diritto allistruzione)

Casi italiani: Rosa di Montesanto

Rosa una ragazza di 19 anni che nata a Napoli, ha sempre abitato ma Montesanto e non ha mai
avuto modi di viaggiare.
Rosa straniera, clandestina. Al suo diciannovesimo compleanno, il suo ragazza la porta a fare un
giro a Ravello ma sono stati fermati dai carabinieri, Ciro (il suo ragazzo) ha mostrato la patente e
libretto, fin qui tutto bene, poi chiedono i documenti di Rosa e scoprono che lei straniera,
clandestina poich la mamma originaria di Capoverde venuta qui a 20 anni, ha avuto Rosa, lha
cresciuta e lha mandata a scuola, credendola italiana appunto perch andava a scuola, parlavo
solo litaliano, conosceva solo lItalia ma quello che la madre di Rosa non sa e che in Italia vige lo
ius sanguinis cio che non sufficiente nascere sul suolo italico ma avere anche i globuli italici per
godere dei diritti connessi alla cittadinanza italiana, italiana la mamma di Rosa non sapeva che i
ragazzi nati in Italia, figlia da genitori stranieri possono ottenere la cittadinanza italiana
chiedendola dopo i 18 anni e non oltre i 19 altrimenti le procedure diventano lunghe.

Oltre ad essere straniera anche clandestina perch la mamma non le ha mai rinnovato il
permesso di soggiorno credendo appunto la figlia italiana, inoltre difficile richiedere il permesso
di soggiorno perch non studia e non lavora.
Quindi lo stato italiano prevede che Rosa torni al suo paese, che sia riportata in patria ma lei sente
che la sua patria stia cacciando lei, per Rosa il suo mandato di rimpatrio come un verdetto di
esilio, di deportazione in un arcipelago molto lontano, lontano da Montesanto.

CAP 3: IL RAZZISMO RAZIONALE E TRAVERSALE

1. Si ha davvero paura dello straniero?

Il timore non in s uno dei principali tra i sentimenti che gli autoctoni nutrono nei confronti degli
immigrati in carne e ossa e gli immigrati non sono pi cos estranei.
Conviviamo da decenni con immigrati, li vediamo ovunque, nel lavoro, a scuola, al supermercato e
dal parrucchiere, inoltre molto italiani sposano immigrati.
La globalizzazione ha fatto il suo corso e gli stili di vita, le aspettative, gli interessi e i valori degli
immigrati (tranne pochi casi) non sono tanto diversi da quelli che si possono trovare tra le famiglie
di italiani e molte generazioni.

vero che il relazionarsi tra gruppi che si percepiscono come differenti ancora carico di
pregiudizi, ma oltre alla paura esistono sentimenti nei confronti dei migranti (la distanza,
lindifferenza, il senso di superiorit, la piet).
La paura cui si imputa lorigine del razzismo, andrebbe trattata come un sentimento profondo
umano e legittimo, proprio di chi fragile ed esposto al pericolo.
Il razzismo pi che paura dellaltro costruzione dellalterit, non scaturisce da unemozione
irrazionale, al contrario rappresenta una delle strategie sociali pi razionali nella competizione per
le risorse materiali e simboliche.

2. Un superattico per dieci rom

A Palermo, come noto, il disagio abitativo grave, le case popolari sono del tutto insufficienti e
non si riesce a soddisfare i bisogni alloggiativi a famiglie italiane e straniere. Per risolvere tale
problema, stato confiscato alla mafia i beni di cui disponevano e sono stati assegnati in base a
una graduatoria alle famiglie bisognose.
In lista come primi, cera una famiglia rom alla quale avevano assegnato un superattico di 180 mq
in un condominio prestigioso. Ci sono state varie proteste da parte dei condomini (ritenevano che
loro non avevano il diritto di avere una casa perch nomadi e ladri) proteste da parte dei
senzatetto (in quanto ritenevano che gli italiani devono avere la precedenza in avere una casa),
proteste da parte degli amministratori (in quanto non sapevano cosa fare con lassegnazione del
condominio che in fine ha avuto una destinazione istituzionale).
Gli assegnatori in questione, una famiglia composta da padre e madre e 8 figli, regolari, hanno il
permesso di soggiorno e i figli vanno a scuola (loro si sentivano impauriti nel vivere in un
condominio lussuoso per paura delle discriminazioni) non hanno ottenuto il superattico,
nemmeno i seguenti appartamenti per stesse proteste. Finalmente dopo 4 tentativi sono riusciti
ad avere finalmente un appartamento di 100 mq, luminoso con ampi balconi, doppi servizi in una
palazzina circondata.. solo da aperta campagna.
3. A ciascuno il suo razzismo

Il razzismo si compone sempre con numerose variabili, quali la classe sociale, il genere, la
nazionalit, lorientamento sessuale, ecc. pregiudizio e discriminazione su basi etniche sono
connessi a dinamiche di competizione tra gruppi sociali.
Ci sono due tipi di pregiudizi etnici tipiche di ceti sociali diversi: il pregiudizio di chi vuole
estromettere e di vuole sottomettere.

Il pregiudizio etnico che aspira alla estromissione concorre con il gruppo sociale discriminato,
manifestano atteggiamenti di ostilit e xenofobia verso gli allogeni, percepiti come degli intrusi
che vengono ad insidiare le poche risorse a disposizione (immigrati di lunga data manifestano
atteggiamenti di superiorit sprezzante verso coloro che sono appena arrivati). pi facile
individuarlo poich la vicinanza dei gruppi antagonisti, fanno in modo che si esprima in forme
eclatanti e violente.
Il secondo genere di razzismo, quello della sottomissione pi discreto e difficile da cogliere. il
genere di pregiudizio etnico che coinvolge la classe media e le lite, la classe media e le lite non
hanno bisogno di alloggi popolari giacch possono permettersi di andare in scuole private o
frequentare posti dove hanno unutenza selezionata. Si esprime con manifestazioni di odio,
violenza e persecuzioni.
Esiste un razzismo dei cattivi che si esplica nellattaccare e umiliare il debole di turno. Esiste anche
un razzismo dei buoni di chi nutrendo e curando, sorveglia gli oppressi e ne alimenta la
dipendenza. Esiste anche un razzismo delle minoranze discriminate (tra rom e neri, tra neri e cinesi
ecc.)

4. I campi nomadi e la spazializzazione della disuguaglianza

Linvenzione dei campi nomadi sbalorditivo.


Le popolazioni roman (sinti, rom ecc. cui gi erano emarginati fin dallinizio e che nonostante il
loro stato di marginalit sono riusciti ad avere un ruolo nella socio-economico, dando vita a
mestieri tradizionali quali musicisti, venditori, circensi, ecc. dopo la crisi politica ed economica
dellEuropa dellEst, sono stati costretti quindi a spostarsi e richiedere asilo per persecuzioni ecc.)
Norme ed enti hanno trasformato le popolazioni roman in nomadi e il campo creazione fittizie
degli amministratori, stato designato loro naturale luogo di residenza.
Un campo nomade, anche quando regolare (cio istituito dalle amministrazioni comunali) un
luogo che per sua struttura generatore di disagio, pericolo, umiliazione e devianza. Sorgono
generalmente in estrema periferia, vi si vive in baracche e roulotte, circondato sovente da ampie
stradali prive di sottopassaggi (cosa che ha provocato la morte di bambini e adulti) e non sempre
fornito di luce, gas e acqua. Sono spesso lontani da centri abitati. una spazializzazione della
disuguaglianza in quanto la permanenza prevista per un tempo ristretto e quando il malumore
del cittadino si fa sentire, vengono facilmente smantellati e i suoi abitanti spostati senza un piano
preciso che li costringe quindi a continuare a spostarsi.

5. I muri invisibili e il razzismo interiorizzato

I muri immateriali invisibili che tagliano le citt (dividendo in questo caso i rom, costretti a vivere al
di fuori delle citt, lontani da tutti i cittadini) costituiscono la struttura del razzismo istituzionale.
Leffetto pi perverso del razzismo istituzionale quello di generare in chi patisce segregazione e
rifiuto il razzismo interiorizzato. Le stesse vittime della discriminazione credono allopinione
dominante, non disponendo di una visione alternativa della societ, perdono cos il rispetto di se
stessi, della propria famiglia e del proprio gruppo. Prendono a desiderare contro il loro interesse,
non ritenendosi allaltezza di meritare altro e di meglio.

Casi italiani: Per due centimetri a settemila chilometri di suo figlio.

La casa di Kubra

Kubra vive in Italia da 12 anni e ha un figlio di 3 anni. Lavora come colf e babysitter da diverse
famiglie. Gode di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato e ogni anno le tocca rinnovare
il permesso. Vorrebbe per ottenere il permesso di soggiorno di lunga durata al quale per poterlo
avere bisogna rispettare una lunga serie di requisiti compreso un contratto daffitto registrato
regolarmente e che lalloggio dove abita il richiedente sia conforme ai criteri regionali per ledilizia
residenziale pubblica. Kubra procede con tutta la documentazione necessaria. Lappartamento
andava bene, rispettava i requisiti dellalloggio, per si accorsero che il soffitto distava dal
pavimento 268 cm, anzich i 270 cm minimi richiesti dalla normativa e dunque fin quando lei e il
figlio vi avrebbero soggiornato, non potevano ottenere il permesso Ce. Kubra decise di avviare le
ricerche incaricando unagenzia immobiliare. Lagenzia finalmente riuscita a trovare un
appartamento adatto, per i locatori siccome diffidenti le chiedono di avere un datore di lavoro
che garantisca in caso di insolvenza, lo trova, firmano il contratto per poi accorgersi che
lappartamento aveva una porta nascosta dietro larmadio e scoprono che lappartamento ha una
porzione abitativa pi grande ma che quella porta sarebbe stata chiusa. Scoprono che si tratta di
un appartamento modificato abusivamente, la casa rispettava le normative ma quella parte
dellappartamento non corrispondeva con la planimetria catastale e che non sarebbe andata
comunque andata bene per ottenere il documento. Lei procede nuovamente con la ricerca di un
appartamento idoneo e costretta ad aspettare tanto per il permesso Ce e dovr rimediare al
disdetto del vecchio contratto daffitto e intanto versare la caparra ai proprietari della casa dalla
porta segreta.

La famiglia di Chandra

Chandra e Surya sono una coppia dello Sri Lanka. I coniugi sono sposati da 10 anni e hanno un
bambino di 8 anni. Dopo una crisi economica, Chandra costretta a emigrare da Colombo per
trovare un nuovo lavoro, lasciandosi indietro marito e figlio. Chandra arriva in Italia e riesce a
trovare lavoro e di conseguenza il suo reddito le permette di rinnovare il permesso di soggiorno
ma non per richiedere il ricongiungimento dei suoi familiari. Il marito decide di ricongiungerla con
un visto turistico, per poi si ritrova in una condizione di illegalit, rimane in clandestinit per due
anni e lavora in nero. Surya finalmente si regolarizzato ed entrambi accumulano stipendi da
lavoro regolare idonei a chiedere il ricongiungimento del figlio.
Dopo tante ricerchi riescono finalmente a trovare un appartamento, lex appartamento di Kubra
sembra andar bene, rispetta le condizioni necessarie per poter alloggiare per c sempre lo stesso
problema del soffitto che dista dal pavimento di 268 cm quando la norma chiede che sia di 270
cm, la casa quindi non dotata di idoneit abitativa per due centimetri di tetto il figlio dovr
restare ancora in Sri Lanka.

Sono molti i migranti che si trovano in questa condizione per via di una legge capricciosa e
incompleta, molte famiglie italiane che vivono in quel palazzo, sono ignari di questa condizione del
tetto che deve rispettare una certa normativa, infatti a nessun italiano richiesto quando decide
di acquistare una casa e viverci con la famiglia. La cosa pi ingiusta che tanti migranti si ritrovano
privati di diritti fondamentali per la scorrettezza di locatori che non vogliono registrare affitti, di
proprietari che fanno magagne edilizie o di datori di lavoro che assumono in nero.

CAP 4: DI CHI LA COLPA?


LA RESPONSABILIT DEL SISTEMA

1 Leffetto Lucifero: istituzioni che rendono cattivi e razzisti

Il comportamento individuale fortemente influenzato dal contesto e dalle istituzioni, lambiente


condiziona.
I cattivi sistemi creano cattive situazioni, che creano mele marce, che erano cattivi comportamenti
anche in brave persone.
Zimbardo fece un esperimento presso luniversit in una simil-prigione, di metterci dentro degli
studenti nei panni di guardie e detenuti e di osservare se e come quella situazione avrebbe influito
sulle persone. Fu selezionato un gruppo di cavie accomunate dallessere dei bravi ragazzi, senza
nessun disturbo psichico ne atteggiamenti razzisti. Lattribuzione delle parti avvenne per
sorteggio. Ci che avvenne fu sconvolgente: in poche ore i ragazzi che impersonavano le guardie
assunsero atteggiamenti vessatori tanto che la mattina del secondo giorno scoppi una rivolta dei
carcerati. La situazione degener con abusi da parte delle guardie e di forte turbamento,
depressione e panico nei detenuti. Lesperimento dur 6 giorni per i gravi effetti sulle persone
coinvolte. Il caso della Stanford Prison desta sconcerto poich mostra il rapido rassegnarsi al ruolo
di vittime di giovani sani e intelligenti. Turba anche lassistere alla trasformazione di buoni studenti
in crudeli aguzzini, nel crescere in loro il germe razzista, i ragazzi che impersonavano i prigioneri
risultavano una razza inferiore agli occhi degli studenti che impersonavano le guardie.
Le scoperte di Zimbardo dei suoi ulteriori esperimenti e situazioni reali hanno sempre confermato
ci che egli chiama leffetto Lucifero; lincattivimento di soggetti esposti a situazioni tossiche.

Qualunque atto che un essere umano abbia commesso, per quanto orrendo sia, pu commetterlo
chiunque di noi, nelle circostanze situazionali giuste o sbagliate.

2. Il processo al cesto delle mele

Con la sostituzione della metafora delle mele marce con quella dei cattivi cestini, allinterno dei
quali facilmente la frutta si guasta. Bisognerebbe imporre ai sistemi disfunzionali una revisione o,
per restare nella metafora, sarebbe necessario aggiustare o sostituire i cestini, affinch non
facciano guastare le nuove mele che conterranno, una volta espulse le marce. Per fare ci bisogna
spostare lattenzione da coloro che compiono gli atti incriminati al contesto dove questi si
svolgono
(es. del carcere iracheno dove in primo luogo il luogo fisico era situato in una citt odiata e
temuta, dove si eseguivano torture da parte di nemici politici di Hussein, il luogo rimase ancora in
piedi per volere degli americani per rinchiudervi l i sospetti di terrorismo, le condizioni di vita
erano tremende. I reclusi del penitenziario si trattava in gran parte di persone innocenti chiuse l
per sospetto, le crudelt nei confronti dei prigionieri erano svolti dalle pi alte cariche della
Nazione che si adoperava ad imbastire unideologia che giustificasse pratiche estreme; la selezione
delle guardie e il training di preparazione difficile, lorganizzazione del lavoro era eccessivo. Coloro
che vennero imprigionati subirono azioni violente, atroci torture, mentre chi lavorava nel carcere
iracheno si ammalava di cattiveria e razzismo.

Zimbardo, conferm dalle analisi che stato il cestino a far guastare le mele, la gestione del
carcere iracheno da parte dellamministrazione statunitense vista come un cattivo sistema che
ha prodotto cattive situazioni che a sua volta ha prodotto mele marce (persone condotte alluso
della violenza, incitate al razzismo, si trattava di un cattivo cestino.
Gli artefici di cattivi sistemi generano sofferenza e umiliazione, possono essere considerati
colpevoli coloro che con azioni o intenzione hanno contribuito a edificarli.

3. Cronologia di unemergenza evitabile

Lemergenza a Lampedusa nel 2011, dopo una rivolta dei tunisini iniziano ad arrivare gruppi di
migranti. Il ministro dellinterno Maroni si dimostra ospitale e dispone che i tunisini siano
alloggiati in alberghi lussuosi. A febbraio gli sbarchi si intensificano e ed erano 1500 ma il
ministro stavolta non offre disponibilit dalloggio. Caruso (commissario straordinario
allemergenza immigrazione) apre il centro accoglienza ma le persone sono troppe e non c
disposizione per tutti, intanto arrivarono altri sbarchi e aprirono le porte. Gli sbarchi iniziano a
crescere a dismisura ( arrivarono subsahariani in fuga dalla guerra di e dal regime di Geddhafi) e
molte persone muoiono in acqua cercando di arrivare a Lampedusa. La situazione a
degenerare, no ci sono abbastanza posti, e gli sbarcati superano gli abitanti dellisola, c
carenza di cibo e acqua lasciando sia gli autoctoni e stranieri in pericolo e condizioni precarie.
Gli autoctoni iniziano ad aver paura e arrabbiati per la situazione, protestano e cercano di
chiudere il porto. Viene promesso da Berlusconi che avrebbero migliorato la situazione. Intanto
continuano ad arrivare gli sbarchi e ancora proteste da parte degli immigrati che chiedono di
essere trasferiti. Viene annunciato finalmente che entro il 5 aprile potranno godere del
permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi e invece chi arrivato dopo verr rimpatriato.
Iniziano nuovamente la protesta e alcuni si fanno addirittura male apposta pur di andare in
ospedali fuori da Lampedusa per poter scappare. Alla fine gli immigrati non si vedono pi per
strada ma gli sbarchi continuano ad esserci ma stavolta gli immigrati sono in attesa che comuni
e regioni li aiutino. La situazione degenera nuovamente dopo che stato avvisato che
avrebbero rimpatriato gli immigrati da Lampedusa e ci furono proteste da causare un grosso
incendio e si dispone che gli immigrati siano trasferiti con la forza su grosse navi.
Lemergenza appare ingovernabile perch saltato il virtuoso sistema di gestione dei migranti
approdati, introdotto nel 2006 nel quale gli immigrati non dovevano restare sullisola pi di 48
ore, le procedure per la richiesta asilo dovevano essere svolte in altri centri del territorio
nazionale e che eventuali trasferimenti, salvataggio non doveva essere da ostacolo per il
turismo. Il modello Lampedusa stato infattibile perch e stata gestita dalle autorit di
disorganizzazione, cinismo, disinformazione ecc. pensavano che avrebbero potuto espellere i
tunisini direttamente da Lampedusa e in massa ma ci era pericoloso dato che estremamente
rischiosi anche per la popolazione locale.
Ci sono voluti parecchi mesi per accorgersi che dare i permessi di soggiorno temporanei
avrebbe fatto calmare le acque ma purtroppo non andata cos.
4. Anomalia Lampedusa

Unanomalia lampedusana che durante la gravissima situazione creata nella primavera 2011,
non scattato il meccanismo capro espiatorio, ovvero che la vita degli isolani non era facile a
prescindere dagli arrivi dei barconi: per fare acquisti, studiare, curarsi, bisognava viaggiare
pagando spostamento ed alloggio.
Le autorit governative sono state ostili verso gli immigrati e sorde nei confronti di Lampedusa,
mentre le autorevolezze locali (Comune) sono stati vicini alla popolazione e hanno dato
esempio di apertura verso i migranti mettendo a disposizione una residence e altre strutture
pubbliche affinch gli sbarcati trovassero ricovero. Dopo un anno di mal gestione di emergenza
senza turismo e mancanza di fiducia in istituzioni che non hanno accordato le promesse, gli
autoctoni abbiano risposto con rabbia alla rabbia degli immigrati portando cos Lampedusa
come zero tolleranza nei confronti degli stranieri.
Gli artefici del sistema versione Lampedusa, sono quindi responsabili per i disagi causati alla
popolazione, per le violazioni dei diritti fondamentali dei migranti e per lopera di
imbastardimento e adulterazione dellistinto di solidariet.

5. Militari senza frontiere

Le forze dellordine sono stati competenti nella loro dedizione e umanit con la quale hanno
fronteggiato la situazione di Lampedusa, hanno condotto le operazioni di salvataggio in mare:
ragazzi meridionali sotto i trenta anni della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Queste
operazioni si recupero dei barconi non sono semplici. I finanzieri e i marinai della Guardia Costiera
fanno di tutto pur di aiutare chi si trova nei barconi stando attenti a chi cade in acqua, salendo nei
barconi per aiutare i migranti a salire sulla motovedetta. incredibile vedere come le forze
dellordine impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo, il cui carico ufficiale sarebbe la difesa
politico-militare dei confini, siano divenute una sorte di corpo cosmopolita che di fatto aiuta i
migranti a bruciare le frontiere.

Casi italiani: Perch tanti detenuti stranieri in Italia?

Gli stranieri e la giustizia penale

Gli stranieri in Italia sono circa il 7,5% della popolazione totale, ma il 36% di quella carceraria.
Sembrerebbe che gli immigrati abbiano una maggiore propensione al crimine. Se delinquono di
pi lo fanno perch spinti da maggiore bisogno. vero che marginalit e povert sono dei fattori
che aumentano il rischio di devianza indipendentemente dalle origini della persona. Laltro
numero di stranieri nelle galere non una prova di una loro maggiore criminalit ma che sono
facilmente puniti dimostrando una grave forma di discriminazione istituzionale. Non tutti i
criminali finiscono in giudizio, non tutti i gli imputati scontano una pena, non la scontano tutta
perch a causa dei tempi della giustizia italiana impossibile che molti colpevoli siano puniti
perch i loro reati vanni in prescrizione prima che il processo si chiuda, quindi i processi che si
concludono con una sanzione detentiva sono i processi che riguardano i reati stradali, furto e
spaccio, quindi pi facile arrestare chi ha fasce sociali deboli, quelle pi riconoscibili e con
minore risorse per pagare buoni legali. Gli stranieri, sono i meno garantiti che a parit di reato o
senza che questo venga nemmeno accertato, restano pi a lungo detenuti (ci avviene anche
perch i migranti spesso non dispongono di abitazioni idonee per domiciliari). Il numero dei
detenuti in Italia rapidamente salito, per il reato di clandestinit che solo gli stranieri possono
commettere.

La detenzione amministrativa

La detenzione amministrativa una prassi istituzionale per la quale la persona viene privata della
libert senza accusa e senza processo. Contrasta gravemente con i principi che ispirano il diritto
penale moderno, con le costituzioni europee e con il diritto internazionale umanitario. stata
ampliamente utilizzata verso soggetti giudicati pericolosi dal comune sentire: migranti, presunti
terroristi, vagabondi ecc. lo straniero privo di permesso di soggiorno viene trattenuto in un centro
fino a 18 mesi in attesa che vengono espletate le pratiche per lidentificazione e lespulsione.
La detenzione amministrativa si configura quindi come una prassi poliziesca discrezionale e
disinvolta per togliere dalla strada un po di gente indesiderata, mossa dal desiderio di far colpo
sullelettorato.

CAP 5: CONCLUSIONI

Decalogo per ripensare le politiche dellimmigrazione

Ideare istituzioni che includano e che rendano meno duro le disuguaglianze importante non solo
per il bene dei gruppi svantaggiati ma per tutti, poich gli effetti di esclusione sociale non
riguardano solo gli esclusi, se una parte resta indietro, alla lunga tutti ad eccezione di qualche lite
ne pagano le conseguenze. Se una minoranza non cresce economicamente, se ha pi basse
opportunit di istruzione e scarso peso politico, il suo disagio si ripercuote sulla maggioranza. Un
forte divario sociale aumenta la devianza, frena lo sviluppo e linnovazione.
Il decalogo va considerato come un esercizio euristico di inventiva politica e normativa, offerto al
lettore per essere integrato, corretto, proseguito:

1. Dalle culture ai contesti

Linfluenza dei contesti sugli immigrati spesso cambiata per un dato culturale o ancor peggio
naturale. Questo errore produce razzismo, perpetua lesclusione e soprattutto non aiuta a trovare
soluzioni perch fa trarre conclusioni errate sulle cause dei problemi. Per es. se un sindaco ritiene
che i rom siano per cultura portati a vivere nel degrado, a rubare o ad essere nomadi
probabilmente si incaponir nellinfruttuosa politica degli sgomberi, se invece riconosce che il
problema nel contesto, la sua lotta si rivolger alle matrici del degrado (dispersione scolastica,
povert, disagio abitativo, ecc.) per risolvere il problema sociale. Tali politiche potrebbero rivelarsi
efficaci sia per i rom e per tutti coloro che abitano nel contesto. Affrontare limmigrazione dando il
giusto perso ai contesti conduce a rendere meno intensi la distanza tra forestieri e indigeni.

2. Dalle segregazioni dei campi alla sociopromiscuit abitativa

La segregazione lapproccio pi gettonato per fronteggiare limmigrazione. Lideologia razzista


che reputa il migrante un essere a parte, un irriducibile altro, si sostanzia nella politica degli spazi,
con listituzione formale e informale di campi dove confinare gli emarginati. Lo scopo di questa
segregazione dei campi sempre la stessa: la sicurezza. Emarginare, escludere, allontanare ci
che si teme essere minaccioso, questa strategia per coltiva odio verso di s e odio verso gli altri,
non trova un lavoro decente, non si istruisce bene, cos si imbruttisce e si incattivisce da solo.
La migliore politica securitaria e per il benessere della popolazione consiste nel mescolare,
ideando spazi socialmente promiscui, ma non va trascurata, la convivenza di gruppi che si
percepiscono rivali pu scatenare guerre per il territorio (per es. aiutando a contribuire con chi ti
da una mano).

3. Dallassimilazione alla condivisone

Chi propugna lassimilazione del tipo: per stare con noi diventa come noi lo fa sia per evitare che
tradizioni e costumi di persone provenienti da diverse parti del mondo possano inquinare
lidentit nazionale, sia per rivendicare una gerarchia. Facendo cosi si ha una concezione ben
misura della cultura chi pensa di difenderla da incursioni esterne, vietando moschee e ristoranti
che servono cucine estere.
La condivisione a differenza dellassimilazione, non solo cancella la gerarchia tra allogeni e
autoctoni ma elimina i termini mio e tuo in riferimento allo Stato. Lo stato non prioritario, n
di chi viene prima ne di chi viene dopo, cosa pubblica, cosa di cui tutti possono sentirsi parte e
che tutti devono concorrere a sostenere. La condivisione conviene poich i nuovi cittadini si
impegnano volentieri a sostenere la comunit se posti in uno stato di parit.

4. Dalla cittadinanza nepotistica alla cittadinanza di partecipazione

Affinch la condivisione sia una cosa fattibile, bisogna considerare e ripensare al titolo di accesso
alla comunit politica, cio alla cittadinanza.
La cittadinanza potrebbe definirsi nepotistica dal momento che hanno il diritto di diventare italiani
solo figli, discendenti o coniugi di italiani, mentre per gli stranieri che vivono, studiano e lavorano
da tanto tempo sul territorio, devono aspettare tempi lunghissimi per poterla richiedere e tante
faccende burocratiche. Ci vuole una legge che faccia divenire la parola immigrato sinonimo di
cittadino, anzich di straniero, affinch la nozione di cittadinanza non sia intesa come privilegio e
recuperi il suo significato etimologico di azione politica (tessitura di rapporti e legami che non sono
di sangue, ma civici appunto).

5. Dallassistenzialismo allempowerment

Gli interventi assistenzialistici nei confronti dei migranti, sono una sconfitta e si limitano a
tamponare un bisogno senza mirare alla piena autonomia.
Lenpowerment un obiettivo politico pi ampio: significa che le persone acquisiscono potere
sulla propria vita e sul loro mondo; le strategie di empowerment sono importanti affinch la
vittima di discriminazione possa uscire dalla marginalit, vincendo lodio di s e il razzismo
interiorizzato; rappresenta allora la possibilit di esercitare e mostrare le proprie capacit,
evitando che si cerchi il senso di s ripiegando sulla nuda condizione naturale e a scapito di
qualcun altro.
6. Dai paladini dei migranti allauto rappresentanza

I migranti hanno bisogno di divenire titolari di diritti e doveri al pari degli altri cittadini, i migranti
devono poter essere autori delle proprie vite e protagonisti delle loro battaglie. Direttivi di
commissioni, enti, associazioni, partiti e sindacati che si occupano di stranieri, gli stranieri
scarseggiano, nelle conferenze e nelle pubblicazioni che trattano di immigrazione i migranti sono
raramente interpellati. Va potenziata la rappresentanza dei migranti nei media, la politica,
leconomia, in particolar modo nei contesti in cui sono i diretti interessati.
Bisogna riconoscere loro il diritto di voto perch se lo si nega, rende pi fragili anche gli altri diritti,
poich chi non vota non ha potere contrattuale nei confronti dello stato.

7. Dalla criminalizzazione dei migranti alla responsabilizzazione degli architetti


di sistema

I migranti sono criminalizzati due volte: 1) lazione sinergica di diritto, politica e media li fa
percepire come criminali anche quando non lo sono; 2) la difficolt normativa e burocratica di
accedere alla regolarit, con la conseguente emarginazione socioeconomica, rischia di agevolarne
la trasformazione in delinquenti per davvero.

8. Dalla lotta allimmigrazione alla lotta alle cause delle migrazioni

giusto desiderare fermare la lotta allimmigrazione internazionale e volere che diminuiscano


poich esse sono il segno di una grave disuguaglianza globale, di ingiustizia, povert, oppressione
e inquinamento. Il migrante spesso mette a repentaglio la propria vita, soffre lo sradicamento, si
espone a un duro fallimento.
Bisogna combattere alla lotta alle cause delle migrazioni, facendo in modo di aiutare i paesi in via
di sviluppo non cercando di danneggiarli (LItalia alimenta le cause dellemigrazione, es. molte
persone abbandonano il loro paese per via delle dittature, in cui Italia abbia contribuito alla tenuta
di regimi odiosi pascendoli e onorandoli come per es Geddhafi, Ben Ali; molti migranti fuggono da
guerre e terrorismo e sono poco noti i dati e le inchieste sulla vendita delle armi prodotte in
aziende italiane; il caso del petrolio, ecc.)
indispensabile rimuovere le cause dellemigrazione con unintelligente cooperazione allo
sviluppo, soprattutto attraverso la logica del non si danneggino le terre dove uomini progettano
di vivere.

9. Dallemergenza al progetto

In Italia manca una legge che sappia guardare agli immigrati come nuovi cittadini e non pi come
disperati, criminali e invasori, occorre impiegare un po di sapienza e creativit istituzionale.
Urge un diverso principio per il rilascio dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno.
Bisognerebbe creare una scuola di emigrazione da istituire nei paesi di origine: avrebbero titolo ad
entrare in Italia coloro che hanno svolto una formazione allemigrazione, per sostenerlo nel
progetto migratorio, fornendo un quadro onesto della situazione del paese, rudimenti linguistici,
nozione di diritto e di autotutela giuridica, riconoscimento di titoli di studi e dellesperienza
professionale ecc. potrebbe essere una politica vantaggiosa per gli Stati di emigrazione, che
guadagnerebbero sia in termini di consenso popolare che di rimesse. Garantirebbe ai paesi di
immigrazione una maggiore organizzazione dei flussi di ingresso e larrivo di persone meno fragili e
sbandate.
Sarebbe poi utile ai migranti che eviterebbero i viaggi pericolosi e la clandestinit, arrivando
preparati e con un progetto pi chiaro per affrontare unesperienza comunque ardua.

10. Dalla esportazione di democrazia allimportazione di democrazia

Le istituzioni dOccidente, credendosi lapice delle civilt umane, difficilmente pensano di aver
qualcosa di cui imparare da Africa, America Latina, Asia o anche dallEst Europa.
Politici e intellettuali europei o nordamericani hanno la convinzione che lOccidente sia lautentico
depositario della democrazia poich questa fu ideata in Grecia, ma se cosi allora la democrazia
dovrebbe essere affacciata nei paesi del mediterraneo, medio oriente e nord Africa compresi. Ha
poco senso confinare ad unarea geografica una buona invenzione umana solo perch ha avuto la
sua culla. Secondo questa teoria, lalgebra la userebbero solo gli africani, le cifre decimali gli
indiani e cos via. Alcuni sostenitori della democrazia occidentali hanno ritenuto che la democrazia
fosse per tutti e ne hanno tentato lesportazione a forza di missili e carri armati. Non cera alcun
bisogno di esportarla, bastava non foraggiare i depositi, perch quei popoli probabilmente
avrebbero conquistato la democrazia in autonomia, come la Primavera Araba evidenzia.
Bisogna dunque importare da quei paesi la democrazia, che sono stati trattati con pietistico
paternalismo. Bisogna iniziare a pensare che dal non Occidente ci pu essere da imparare, si
potranno trarre soluzioni e ispirazione per democratizzare loligarchia, apatica, invecchiata
democrazia italiana.

Casi italiani: Mineo lose lose, Riace win win

Due modelli istituzionali di accoglienza di rifugiati tra loro opposti, definibili in gergo aziendale
come lose lose luno e win win laltro.
La logica che prevale nei rapporti umani e a maggior ragione in quelli economici, generalmente
quella win lose: io vinco e tu perdi, la logica competitiva in cui una parte si avvantaggia a scapito
delle altre; in tema di immigrazione quella di chi sostiene prima gli italiani. Nel rapporto
familiare come nel volontariato, si afferma sovente un rapporto lose win io mi sacrifico affinch
tu possa star bene.
La dinamica peggiore lose lose di chi per poter fare un torto al proprio avversario disposto a
rimetterci.
La logica pi proficua sarebbe invece quella del win win, in cui si trova una soluzione vantaggiosa
per tutte le parti.

Modello Mineo

Dal momento in cui le frontiere tunisine erano divenute facilmente valicabili, il governo italiano ha
deciso di realizzare un macrocentro per migranti nella zona di Mineo in Sicilia. La struttura
ospitante un residence costituito da circa 400 villette con una capienza di 7000 posti, dove per
dieci anni avevamo risieduto militari statunitensi.
Il governo per non aveva intenzione di alloggiare i numerosi tunisini che affollavano Lampedusa,
bens vi ha trasferito i richiedenti asilo che gi da tempo si trovavano in Italia. Sono stati svuotati i
dieci centri di accoglienza per richiedenti asilo, dislocati sul territorio nazionale e i loro ospiti sono
stati concentrati tutti a Mineo, in pi vi sono stati trasferiti altri migranti (contrariamente alle
norme), il cui status era differente. Questa idea apparsa bizzarra perch non aveva senso
interrompere il percorso di integrazione che tanti richiedenti avevano intrapreso nelle diverse citt
italiane in cui risiedevano, trasferendoli altrove. La situazione a Mineo era degenerata, ci sono
stati ben 7 tentativi di suicidio in soli 3 mesi.
Cerano per altre alternative per accogliere gli immigrati, presso campi diversi e comunit
diverse. La logica dellemergenza ha consentito di trasgredire le procedure affidando il tutto alla
Croce Rossa. A Mineo hanno perso entrambi, stranieri e locali; inascoltati, scavalcati, gestiti
dallalto senza cura per le loro necessit, volont e capacit. Per ironia della sorte, proprio da un
ministro leghista si proclama orecchio dei territori e difensore delle autonomie locali.

Modello Riace

A Riace giunsero dal mare i santi siriani Cosimo e Damiano. Qualche anno dopo approdarono 180
kurdi che i riacesi ospitarono e rifocillarono. Ad ospitare stranieri i riacesi ci presero gusto e
decisero di aderire ad un programma nazionale di accoglienza dei rifugiati, ma lo fecero in modo
creativo; aiutando ci siamo aiutati.
Riace un posto in un borgo medievale in collina, affacciato sullo Ionio.
A primo occhio, Riace si presenta come un posto con poco per i suoi abitanti e meno ancora per
chi viene da fuori. In realt era pieno di casa abbandonate. Fatto sta che ai rifugiati, invece di un
posto letto in un grande centro di accoglienza, veniva dato un appartamento, in questo modo le
case e le strade venivano aggiustate, larrivo dei bambini ha fatto riaprire la scuola. Laumento
della popolazione ha migliorato i servizi per tutti.
Il programma di sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati cui ha aderito il comune
prevede un contributo di 24 euro giornalieri per un totale di 6 mesi con questi soldi Riace riesce a
dare, casa, vitto, corso di italiano, doposcuola per i bambini, cure mediche e mediazione culturale
e linguistica. Questi soldi hanno portato un po di movimento alleconomia del luogo. La cosa che
pi rendi fieri i riacesi il turismo solidale.
E a riprova di come le buone idee si possa trovare rimedio ai problemi.
Il modello Riace riesce a gestire laccoglienza con costi ridottissimi, distribuisce i benefici su tutti,
senza collocare italiani e stranieri in due classi separate e antagoniste, ma provando ad allearli in
un progetto di crescita per ciascuno e per il paese.