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CORSO DI COSTRUZIONI IDRAULICHE

A.A. 2016/2017
Docente: Prof. Gianfranco Becciu
Collaboratori: Ing. Claudia Dresti

SPECIFICHE DEL PROGETTO

La prima parte dellelaborato progettuale riguarda lapprovvigionamento idrico dei


comuni C, E, F. Il sistema preso in considerazione riportato in figura 1:

C
E

A P1 B P2 D
F

Figura 1: schema rete di adduzione.

RETE DI ADDUZIONE

E necessario preparare una presentazione in Power Point e compilare un file Excel


con i risultati che comprendano:
- il sistema di equazioni risolvente la rete ad albero;
- la soluzione di tale sistema per trovare i diametri teorici;
- la verifica dei picchi P1 e P2;
- la determinazione dei diametri commerciali;
- la verifica delle velocit;
- la determinazione delle perdite delle valvole di dissipazione (sia tubi usati, sia
tubi nuovi);
- il posizionamento delle valvole di sfiato;
- il tracciamento delle linee piezometriche.
I dati necessari sono riportati di seguito:

Centro urbano Popolazione residente Popolazione fluttuante


C 5500 100
E 4000 50
F 7000 200
Tabella 1: Popolazione residente e fluttuante dei centri urbani serviti dallacquedotto.

La dotazione idrica media annua e la quota di A dipendono dalle cifre del codice
caratteristico di ogni gruppo:

Qa=(250+6X2+6X4) l/ab/giorno
zA= (770 0.5X3) m s.l.m.

essendo X2, X3 e X4 rispettivamente la seconda, la terza e la quarta cifra del codice


assegnato ad ogni gruppo.

Il coefficiente di punta per il giorno di massimo consumo Cres risulta pari a 1.5,
mentre quello per la popolazione fluttuante Cflutt pari ad 1.
Le portate mediamente richieste nel giorno di massimo consumo per ciascun
serbatoio saranno:

QG=(CresPres+CfluttPflutt) Qa

Si assuma un valore dellesponente per lequazione di minima passivit pari a 1.2.

I dati relativi alla geometria del sistema sono riportati in Tabelle 2 e 3.

Tratto Lunghezza [m]


A-P1 600
P1-B 500
B-C 500
B-P2 900
P2-D 500
D-E 500
D-F 600
Tabella 2: lunghezze dei tratti della rete.
Punti noti Quota [m s.l.m.]
P1 750
C 700
P2 700
E 690
F 685
Tabella 3: quote dei punti noti

Risulter necessario ipotizzare i valori dei coefficienti di Strickler nelle condizioni di


tubi nuovi e usati.
SERBATOIO DI COMPENSO

Il centro urbano F dotato di un serbatoio di compenso giornaliero in testata, da


dimensionare per ottenere una regolazione completa.
Si consideri una portata entrante costante per le 24 ore, pari alla portata media del
giorno di massimo consumo QgF, gi determinata per il dimensionamento della rete di
adduzione. Landamento orario delle portate uscenti nel giorno di massimo consumo
riportato come percentuale rispetto alla QgF in tabella 4.

Dalle ore Alle ore % Qentrante F


0 1 30
1 2 30
2 3 30
3 4 30
4 5 30
5 6 30
6 7 120
7 8 140
8 9 90
9 10 70
10 11 140
11 12 170
12 13 190
13 14 190
14 15 130
15 16 60
16 17 60
17 18 120
18 19 150
19 20 200
20 21 160
21 22 110
22 23 60
23 24 60
Tabella 4: andamento orario delle portate uscenti nel giorno di massimo consumo.

Si determini la capacit totale del serbatoio come somma di:


- minimo volume di compenso Wc;
- volume antincendio Want (con portata antincendio data dalla formula di Conti
Qant=6P da garantire per un tempo T = 3 ore);
- volume di riserva Wris (pari al 20% di Wc + Want).
Sulla presentazione sar necessario riportare il grafico delle curve dei volumi
cumulati entranti ed uscenti.
RETE DI DISTRIBUZIONE

La rete di distribuzione urbana da dimensionare quella che serve il centro urbano F.


Essa dotata di un serbatoio di compenso giornaliero in testata avente anche funzione
antincendio e di riserva e precedentemente dimensionato.
Il percorso delle maglie principali della rete di distribuzione mostrato in figura 2.

B F

C E

D
Figura 2: schema rete di distribuzione.

Potendo scegliere i diametri allinterno di una gamma commerciale avente diametri di


60, 80, 100, 125, 150, 175, 200, 250, 300, ecc, e coefficiente di scabrezza Strickler
ks= 70 m1/3/s a tubi usati, si chiede di:
- dimensionare i diametri di tutti i lati della rete di distribuzione principale;
- verificare che tale dimensionamento sia tale da soddisfare le richieste minime
dellutenza in tutte le condizioni di esercizio.
Le verifiche da effettuare sono:
1) situazione di portata massima del giorno di massimo consumo: su ogni nodo il
carico piezometrico deve essere non inferiore a 20 metri sul piano stradale;
2) situazione di portata minima: su ogni nodo il carico piezometrico deve essere
non superiore a 80 m sul piano stradale;
3) su ogni nodo la massima oscillazione fra la piezometrica massima (portate
circolanti nulle) e quella minima (ora di massimo consumo) non deve superare
i 25 m.
4) Emergenza antincendio: la portata antincendio, data dalla formula di Conti,
deve essere erogata nel nodo pi sfavorevole mantenendo un carico
piezometrico di almeno 10 m sul livello stradale in tutti i nodi, incluso quello
ove essa viene erogata, assumendo che in tutti i nodi lerogazione allutenza
rimanga pari al 75% di quella mediamente richiesta nel giorno di massimo
consumo. Nella situazione attuale si assuma che il nodo pi sfavorevole sia il
nodo D;
5) Situazione di rottura del lato pi sfavorevole, ammettendo che esso possa
essere isolato dal resto della rete di distribuzione per mezzo di opportune
valvole di sezionamento in prossimit dei nodi ad esso adiacente, occorre
erogare, mantenendo un carico piezometrico di almeno 20 m sul livello
stradale in tutti i nodi, una portata pari al 50% di quella da essi mediamente
richiesta nel giorno di massimo consumo. Nella situazione attuale si assuma
che il lato soggetto a rottura sia il lato AF;
6) Velocit: in situazione di portata massima del giorno di massimo consumo, le
velocit di ogni lato devono mantenersi preferibilmente comprese fra 0.5 m/s e
1.5 m/s, in nessun caso superando il limite massimo di 2 m/s. Non risulta
necessario effettuare la verifica sulle velocit nelle situazioni di emergenza.

Si specifica che nel nodo A si ha solo portata entrante, mentre nei nodi B, C, D, E, F
le portate uscenti sono calcolate come percentuali della portata entrante in A. Le
percentuali di riferimento sono riportate in Tabella 5.

I dati necessari al dimensionamento sono riportati nelle tabelle 5, 6 e 7:

Portate uscenti % QA richieste ai nodi


QB 0.05
QC 0.08
QD 0.7
QE 0.1
QF 0.07
Tabella 5: percentuali della portata entrante in A richieste ai nodi.

Nodo Quota [m s.l.m.]


A 654
B 647
C 639
D 632
E 635
F 641
Tabella 6: quote dei nodi.
Ramo Lunghezza [m]
serbatoio F - A 970
A-B 350
A-F 350
B-C 500
F-E 450
C-D 400
D-E 550
B-F 450
C-E 450
Tabella 7: lunghezze dei tratti.

SUGGERIMENTI

Il dimensionamento di primo tentativo dei diametri pu essere effettuato


immaginando di spezzare la rete a maglie con un sezionamento per ogni maglia, cos
da ottenere una rete ad albero nella quale ipotizziamo un regime di portate verosimile
e congruente con le richieste ai nodi e con lequazione di continuit; i medesimi
diametri commerciali di primo tentativo possano essere individuati ammettendo che
le portate ipotizzate transitino con velocit di circa 1 m/s. Le portate per il
dimensionamento di primo tentativo saranno quelle massime del giorno di massimo
consumo.
Scelti i diametri commerciali di primo tentativo, occorre individuare i carichi ai nodi
e le portate con il metodo di Hardy-Cross per il bilanciamento dei carichi (e le
relative velocit) che si instaurano effettivamente nelle varie condizioni di esercizio
da verificare. Qualora una o pi di tali condizioni non risultasse soddisfatta,
occorrerebbe modificare in modo opportuno uno o pi fra i diametri di primo
tentativo, tenendo presente quanto segue:
- una modifica, anche modesta, di una qualsiasi caratteristica di una tubazione
(diametro, coefficiente di scabrezza, lunghezza), modifica il comportamento
dellintera rete di distribuzione, bench tale influenza diventi meno rilevante
via via che ci si allontana dal tratto modificato;
- un incremento dei diametri conduce a un innalzamento delle piezometriche ma
anche, contemporaneamente, a una riduzione delle velocit;
- linfluenza delle modifiche non di tipo lineare, data la non linearit del
legame fra cadente, portata e diametro.