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I microfilamenti e altri tipi di filamenti del citoscheletro costituiscono una struttura di sostegno per i

microvilli.
Le giunzioni aderenti sono formate da filamenti sottili disposti trasversalmente rispetto allasse
maggiore della cellula. I microfilamenti non si legano direttamente alla membrana ma c un
proteina mediatrice.

Le caderine sono una grande famiglia di proteine che mediano le interazioni fra cellule.

Giunzioni a macula o a bottone rientrano nella categoria delle giunzioni aderenti per la funzione e
la presenza di caderine ma sono pi resistenti.
La zona viene rinforzata dallaccumulo, sulla membrana interna della porzione interessata, di
proteine che costituiscono una sorta di placca/ piastra proteica. Sulle placche ci sono delle strutture
filamentose ( filamenti intermedi, tonofilamenti) coinvolti prevalentemente nel mantenere la
struttura della cellula; come se facessero unansa quando entrano in rapporto con la placca.

Le cellule interagiscono non solo tra loro ma anche con sostanza intercellulare.
Ad esempio lenterocita prende contatto anche col tessuto su cui poggia. La cellula riesce a fare
delle modificazioni strutturali importanti apprezzabili al microscopio.

La cellula sul suo versate forma una struttura che richiama tantissimo i desmosomi, zona ispessita e
filamenti intermedi . Sullaltro versante non c niente di tutto questo, sul versante extracellulare
come proteine transmembrana non abbiamo le caderine ma unaltra grande famiglia di proteine
recettoriale, le integrine.
Sulle integrine si legano poi proteine presenti nella sostanza extracellulare che hanno affinit con le
integrine. questo tipo di giunzioni sono chiamate emidesmosomi. I filamenti hanno
uninterazione meno forte con la placca rispetto ai desmosomi, non formano unansa.

Giunzioni intercellulari di tipo comunicante.

Giunzioni gap o nexus ( il nome deriva dallaspetto laterale della membrana con questo tipo di
giunzioni) mediano un ambiente creando un unico canale (connessone) tra due cellule, formato
da proteine connessine.
Attraverso questo canale possono passare solo alcune molecole, molto piccolo con diametro di
circa 2 nm ( possono passare proteine molto piccole come lAMPciclico).
Lo spazio che lasciano tra due cellule molto piccolo, anche questo circa 2 nm, non deve esserci
dispersione di proteine quando passano.
Queste sono le giunzioni pi dinamiche, le cellule le fanno e disfanno continuamente a seconda
della necessit.
Aumento di ioni Ca++ o del pH pu determinare una chiusura di questi canali in questo modo il
danno di una cellula non si trasmette a quelle vicine, un meccanismo di difesa.

OLTRE LA MEBRANA: CITOPLASMA, ORGANULI, INCLUSI

Ci sono due categorie principali di oggetti: organuli e inclusi.

Organuli sono componenti citoplasmatici presenti in tutti i tipi cellulari.


Naturalmente ci sono delle cellule che non presentano tutti i tipi di organuli, ma sono eccezioni.
Si distinguono in membranosi e non membranosi
Ci sono infatti anche strutture complesse formate da macromolecole, ma non rivestite da membrana.
Mentre certe volte gli organuli sono poco rappresentati, altre volte sono molto abbondanti e ci
permetteranno di mettere in relazione la loro presenza con la funzione delle cellule.

Inclusi sono attributi di natura e significato diverso che troviamo solo in alcuni tipi cellulari.

Spesso organuli presentano una topografia molto precisa, ma in ogni caso il tutto accolto in una
matrice cellulare, una soluzione molto densa: lo ialosol o citosol.
A seconda dello stato e delle zone della cellula questa matrice cellulare pu essere pi o meno
densa: pi solubile in alcune zone (simile ad una soluzione acquosa), in altre pi simile ad una
soluzione gelatinosa.
n.b ialosol, citosol sono la parte amorfa del citoplasma.

Basofilia citoplasmatica

Il citoplasma un ambiente complesso, costituito da una soluzione a gel acquoso chiamata citosol.
Nel citosol sono contenuti gli organuli se quellorganulo presente in grande quantit in una
determinata cellula possiamo vederlo al MO a seguito di una colorazione selettiva.
tecniche istologiche tecniche aspecifiche che utilizzano vari coloranti e ci permettono di avere
un quadro generale del nostro tessuto senza info particolari
tecniche istochimiche sono pi specifiche

Ad es. lepitelio intestinale viene colorato con ematossilina ed eosina, una colorazione che ci
permette di distinguere varie parti della cellula.
Lematossilina un colorante basico, ci permette di vedere i nuclei (sono basofili, poich il materiale
genetico contiene acido desossiribonucleico), mentre leosina un colorante acido, e colora il
citoplasma delle cellule che non hanno basofilia.
Ematossilina rosa, e non tutte le cellule presentano basofilia citoplasmatica.
in alto a snepitelio intestinale, utilizza una delle colorazioni pi diffuse in istologia, impiego di
due coloranti, uno acido ( eosina, colora il substrato di rosa), e basico ( ematossilina, colore
violetto)
Dalla colorazione emerge che tutti i nuclei di tutte le cellule sono basofili perch contengono lacido
debole desossiribonucleico.
Con questa tecnica per non possiamo definire quali organuli siano presenti nella cellula.

alto a dx globuli rossi con al centro cellula precursore da cui originano che si trova nel midollo
emopoietico. Questa cellula presenta una peculiariet ha un nucleo enorme e una sottile striscia
periferica, una cellula intensamente basofila.

Basso a sn tessuto ghiandolare, abbiamo una cellula con zona colorata basofila a forma di
fiore il centro corrisponde alla zona in cui la struttura ghiandolare ha un lume, i petali basofili si
trovano nella porzione pi periferica (la parte che circonda il nucleo).
identificabile il nucleo di tutte queste cellule, piuttosto vuoto e poco colorato. Il DNA ha uno
strato fisico per cui non si riesce a evidenziarlo per bene come materiale colorato. Queste cellule
presentano un citoplasma basofilo

basso a dx neurone con nucleo piuttosto chiaro, dentro c una sferetta pi piccola intensamente
colorata ( nucleolo).
Il citoplasma nel neurone basofilo, ma una basofilia non omogenea , chiazzata ( fu chiamato
sostanza tigroide)

I RIBOSOMI

Le cellule evidenziate come basofile sono molto ricche di ribosomi.


Quando un citoplasma basofilo, contiene tanti ribosomi.
Sono formati da due subunit, che stanno separate a meno che non stiano traducendo lmRNA.
Quando questi ribosomi si accoppiano, quando le due subunit si attaccano per cominciare la
traduzione, la loro distribuzione citoplasmatica pu variare, dipende dal messaggio che stanno
traducendo, dalla proteina che stanno polimerizzando.
A seconda del destino di questa proteina possono rimanere liberi nel citosol sotto forma di
poliribosomi oppure, se le proteine hanno un destino particolare loro stesse contengono il
messaggio necessario a far aderire questi ribosomi ad un altro organulo cellulare membranoso.
Si configurano quindi due situazioni diverse:
poliribosomica quando restano solubili nel citosol
adesi al reticolo endoplasmatico

Ribosomi liberi
Quando la proteina viene sintetizzata, se origina dal poliribosoma necessariamente solubile:
mantiene la conformazione adeguata nel citosol, e sar quindi una proteina del citosol
(tipo enzimi del ciclo di Krebs o della glicolisi anaerobica, o alcuni neuroni che permettono la
produzione dei neurotrasmettitori, o proteine nucleari, cio quelle che nel nucleo rappresentano i
fattori di trascrizione o di inibizione della trascrizione; potranno essere proteine ribosomiali, che
vengono tradotte per raggiungere i ribosomi a giro nel citosol, componenti del citoscheletro,
formato da proteine filamentose tutte solubili, o anche proteine della membrana, almeno quelle che
si legano al versante intracellulare).
Quando le proteine hanno funzioni diverse, entra in gioco il reticolo endoplasmatico.

Proteine citosoliche sui ribosomi liberi vengono sintetizzate tutte le proteine che rimangono
dentro la cellula come proteine del citosol.
Solubili nel citosol, in grado di mantenere la loro conformazione e funzionare.
Possono essere anche proteine che trasportano altre proteine nel nucleo.

Proteine nucleari o mitocondriali es. enzimi del circlo di Krebs, sintetizzate da ribosomi liberi
proteine estrinseche di membrana che si legano sul versate intracellulare del plasmalemma es.
distrofina.

Proteine sintetizzate sul RER proteine non solubili nel citosol, destinante ad uscire dalla cellula
o proteine di membrana. Tutte le proteine che escono dal reticolo sono circondate da una struttura
membranosa.

RETICOLO ENDOPLASMATICO RUVIDO

Se la cellula ha la funzione nello specifico di produrre materiale che esca dalla cellula stessa il suo
RER estremamente ampio.
Il RER un sistema membranoso in perfetta continuit in ogni cellula che poi assume una
particolare morfologia a seconda della funzione della cellula.
Questo sistema di membrane comunicanti forma delle cisterne (pi raramente forma dei tubuli).
Necessariamente accanto alle cisterne ci sono delle vescicole dentro a cui le proteine possono essere
concentrate o trovarsi sulla membrana stessa del reticolo.
Perch le proteine vanno a finire sul reticolo?
Questo dipende da una sequenza caratteristica dellmRNA, sequenza di segnale che viene
riconosciuta da una proteina citosolica che permette alla proteina in traduzione di avvicinarsi e
interagire con la membrana del reticolo vi entra dentro o interamente o per un primo tratto, in
ogni caso vengono sempre glicosilate un processo importante che rende pi stabile la proteina
in modo che non vada via.

Il reticolo endoplasmatico ruvido a servizio delle proteine ribosomiali, che devono essere
contenute o nello spessore della membrana, o allinterno di una struttura membranosa.
E un sistema di cavit rivestite da membrana tutte intercomunicanti, come ununica struttura
ripiegata tantissime volte dentro la cellula.
La basofilia citoplasmatica ci dice che le cellule hanno tanti ribosomi, ma non se sono liberi o adesi
o entrambe le cose.
A dircelo il tipo di cellula: il RE tutto intorno al nucleo; se vedo tanto reticolo, che tipo di
secreto potrebbe produrre, ad esempio, una cellula ghiandolare?
Enzimi, tanti enzimi diversi, destinati a uscire dalla cellula per uscire bisogna che siano
contenuti in delle vescicole, che si formano solo da organuli che hanno membrana (e i ribosomi non
ce lhanno).
I neuroni sono ricchissimi sia di ribosomi liberi sia di reticolo endoplasmatico, perch fanno tante
cose diverse.

Quali proteine finiscono sul RER?


Sono le proteine che devono uscire dalla cellula (tipo i neurotrasmettitori, che dovranno poi uscire
dai neuroni per esocitosi).
Se queste sostanze sono proteine, dovranno essere tradotte al livello del reticolo e uscire
successivamente.

Finiscono nel RER:


- proteine dei lisosomi: in genere sono enzimi, che si intercalano lungo la membrana, e
necessariamente passeranno attraverso i sistemi membranosi;
NB. Le proteine che costituiscono la membrana del lisosoma sono sintetizzate nel reticolo proprio
perch sono di membrana anche se restano allinterno della cellula.

- le proteine estrinseche destinate al versante extracellulare (per stare sul versante intracellulare
ci sono vari mezzi di trasporto che le conducono a destinazione; quelle che staranno sul versante
extracellulare hanno bisogno di vescicole; due modi per avere queste proteine: o proteina dentro la
vescicola, o proteina viene secreta e poi interagisce con la membrana sullesterno. In ogni caso ci
vuole una vescicola)

- proteine per la membrana: la membrana cellulare contiene circa il 50% di proteine che si
intercalano tra i due foglietti e viene continuamente rinnovata essendo a contatto con lambiente
esterno, con cui interagisce continuamente. E una delle zone che si usurano di pi, e questa usura
particolarmente manifesta nelle cellule muscolari e nei neuroni: consumano una enorme quantit di
ATP per rinnovare la membrana che continuamente chiamata a funzionare, e poi ci sono tante
pompe e tanti recettori. Le piccole porzioni di membrana provengono dalle strutture membranose in
cui si intercalano nuove proteine, che sono state sintetizzate dai ribosomi, e che poi vanno nel
reticolo e cos via. Tutte le proteine di membrana necessitano del reticolo endoplasmatico ruvido.

Breve riepilogo sui ribosomi

I ribosomi sono apprezzabili quando sono molto numerosi; li vedo con colorazione con colorante
basico (basofilia citoplasmatica).
Possono essere liberi o adesi, in base alle proteine che devono sintetizzare.
I ribosomi liberi sono responsabili di proteine citosoliche o destinate a entrare nel nucleo, proteine
estrinseche su versante intracellulare della membrana.
Per quanto riguarda i ribosomi adesi, le proteine che devono sintetizzare contengono una sequenza
segnale che obbliga il ribosoma a spostarsi sul reticolo, reticolo che poi glicosiler queste proteine.
Sono tutte proteine che non possono rimanere solubili nel citoplasma o perch precipiterebbero, o
perch sono proteine di membrana. Sintetizzano quindi proteine destinate a uscire dalla cellula,
proteine dei lisosomi, proteine estrinseche, proteine intrinseche della membrana; di fatto
sintetizzano anche la membrana stessa, proteine rimuovono pezzetti vecchi perch non pi
funzionanti e usurati.

Nelle cellule c unaltra struttura membranose che si organizza in cisterne appiattite, in continuit
col RER il REL
il REL svolge numerosissime funzione , si specializza nei vari tessuti in cui si trova (il RER
fondamentalmente sintetizza sempre proteine)

RETICOLO ENDOPLASMATICO LISCIO


E un macrosistema di cavit rivestite da membrana, di tubuli che occupano il citoplasma e che si
presentano come cavit a se stanti: rappresentano un organulo distinto da un punto di vista
funzionale rispetto al reticolo endoplasmatico ruvido, mentre da un punto di vista morfologico in
perfetta continuit con il RER.
Non ha i ribosomi, ha unaltra funzione: per questo, chiamato reticolo endoplasmatico liscio.
Questi sistemi membranosi sottili descrivono strutture che possono essere tubulari, soprattutto
parlando di REL, o pi appiattite, e quindi le chiamiamo cisterne, parlando di RER (e quindi
morfologicamente non sono identici, ma sono in continuit e comunicanti).
Per quanto comunque siano comunicanti, le membrane si continuano ma le loro caratteristiche si
differenziano: il REL ha tutte altre funzioni, perch rispetto al RER ( che in fondo un raccoglitore
di tutta quella serie di proteine che veicola ad altri organuli ) il REL ha in comune solo la continuit
con il RER, ma capace di svolgere funzioni diverse a seconda anche del tipo cellulare in cui lo
andiamo a cercare.
Varia moltissimo in quantit e in funzioni, si specializza in maniera distinta.
Ci sono alcuni distretti in cui si fa estremamente numeroso.
Da notare che insieme a tutti questi tubulini c un mitocondrio, e questo rapporto
REL/mitocondrio non casuale. In molte delle sue funzioni associato al mitocondrio, e spesso
luno dipende dallaltro.
In generale non facile vederlo(mentre il RER pi o meno si vede in tutte le cellule). Essere c, e
anche dove sembra che sia poco, quel poco fondamentale.

Il REL degli epatociti: riserva di glicogeno, detossificazione


Troviamo REL in grande quantit e capace di svolgere pi funzioni nellepatocita, cio quella
cellula che drena tutti i nutrienti che provengono dallintestino, che sono stati selezionati e
endocitati e portati nel circolo sanguigno e linfatico per arrivare al fegato.
Nel fegato gli epatociti sono in grado di fare tante cose, accumulare lipidi, ferro, glicogeno.
In particolare, per il glicogeno estraggono dal sangue venoso tutto il glucosio e lo accumulano per
tutte le altre cellule per opera della glicogenosintetasi, un enzima citoplasmatico sintetizzato dai
ribosomi liberi; per metterlo a disposizione, ogni volta che la glicemia si abbassa e il fegato
stimolato a metterlo in circolo, entra in gioco un enzima membranoso si trova sulla membrana del
REL - che idrolizza. Questo accade in tutte le cellule che hanno glicogeno come lepatocita, ma
anche nelle cellule muscolari e cartilaginee ci sar un po di REL che svolger lazione di messa a
disposizione del glucosio a partire dal glicogeno. Queste reazioni di coniugazione sono tipiche
dellepatocita e sono legate alla solubilizzazione di molecole altrimenti non stabili in soluzione
acquosa, che vengono legate a dei sali i quali successivamente verranno eliminati (anche se una
piccola parte rimarr in circolo).
Reazioni redox che attivano o bloccano lattivit che arrivano dallambiente esterno, partecipa al
catabolismo delle cellule che devono essere eliminate attraverso la bile o le urine.

Il REL degli epatociti si occupa anche di tutte le reazioni di detossificazione la capacit di


modificare sostanze nocive che vengono assunte, in modo da eliminarne la tossicit.
Talvolta il fegato capace di modificare anche i farmaci: quelli assunti per via orale passano
necessariamente dal fegato, e l e sono modificati. Questa capacit del fegato a volte utilizzata per
attivare un farmaco, mentre in altri casi il farmaco attivo ma via via che passa dal fegato il fegato
agisce e in parte lo rende inattivo.
Il REL non solo detossifica insieme ai mitocondri, ma la presenza del farmaco induce la produzione
di due enzimi che degradano i farmaci; compare quindi la tolleranza. In questo modo la terapia
farmacologica non funziona pi.
La scoperta di questa conseguenza del lavoro del REL fu fatta con luso dei barbiturici, che sono
stati i primi farmaci utilizzati nel trattamento dellepilessia.
Furono i primi che si dimostrarono efficaci, ma si assisteva ad una progressiva perdita dellefficacia
del trattamento: si aumentavano le dosi ma non era sufficiente, perch il fegato dopo un po
cominciava a eliminarne troppo ( si tratta di farmaci che hanno capacit di bloccare o comunque
rallentare lattivit della membrana delle cellule inserendosi nelle membrane anche uno
stupefacente, rallenta la velocit di azione dei neuroni ma aumentando troppo il dosaggio gli
effetti non erano pi controllabili).

Il REL delle cellule muscolari: riserva di calcio

Altra funzione caratteristica del REL la si vede nelle cellule muscolari: la capacit di contrarsi
dipende da vari eventi, ma sicuramente leffettore fondamentale il calcio, senza il quale non c
contrazione poich non si innescano delle modificazioni a livello dei filamenti contrattili che
permettono linterazione tra miosina ed actina.
Il calcio fondamentale, ma anche tossico: non pu essere costantemente libero nel citosol ad alte
concentrazioni, soprattutto a quelle necessarie per una contrazione rapida ed efficace, richiesta ad
esempio dalla muscolatura scheletrica.
Le cellule muscolari non solo contengono un apparato contrattile, ma anche un enorme quantit di
REL: questi tubuli diventano cisterne, si allargano, si dilatano per poter contenere pi spazio per
contenere una sempre maggiore quantit di calcio.
Il Reticolo funziona quindi come deposito per il calcio, deposito particolarmente efficiente con
calcio a concentrazioni molto pi elevate rispetto a quelle nel citosol.
Lo pu fare per due ragioni:
possiede pompe per il calcio sulla sua superficie che concentrano il calcio contro gradiente
allinterno del REL in queste cavit cos estese c una proteina particolare che in grado di
legare il calcio in modo che la minor quantit possibile resti libera, altrimenti troverebbe il modo di
uscire la reticolo
Dentro il reticolo ci sono delle proteine della famiglia delle calsequestrine che sono proteine con
bassa affinit per il calcio (quindi lo legano solo quando molto concentrato, come nel caso del
REL) ma sono estremamente capaci, riescono a legare moltissimi ioni Ca++
Tutto il tessuto muscolare svolge questa funzione.

Produzione di fosfolipidi e di ormoni steroidei.

Il REL insieme ai mitocondri in grado di produrre fosfolipidi.


E una funzione presente in tutte le cellule, tutte hanno bisogno di ricambiare periodicamente i
fosfolipidi della membrana.
Questa specifica attivit proporzionale allemivita delle cellule: quelle che vivono poco sono
direttamente sostituite da altre cellule, senza la necessit di rinnovare pi di tanto la membrana.

E inoltre in grado di produrre ormoni steroidei, cio quelli che derivano dal colesterolo.
Il colesterolo normalmente viene assunto con la dieta, ma le cellule sono in grado anche di produrlo
da sole.
Questo colesterolo viene depositato nelle cellule che producono gli ormoni steroidei come incluso
che appare come una struttura sferica (normalmente negli allestimenti tradizionali non si vede
perch, essendo un lipide, viene estratto durante la preparazione; rimane per nel citoplasma, come
interruzione del citoplasma che ci dice che l cera colesterolo. In alcuni tipi cellulari queste zone
sono talmente numerose da perforano il citoplasma, queste cellule sono chiamate spongiociti).
Una volta che ho colesterolo depositato come incluso, interviene il REL, che lunico ad avere gli
enzimi per produrre gli ormoni steroidei, insieme ai mitocondri.
I mitocondri delle cellule a secrezione steroidea sono diversi dagli altri mitocondri.

Riepilogo funzioni:
detossificazione (ossido-riduzione, coniugazione)
riserva ioni Ca++
glicogenolisi (processo metabolico che degrada molecole di glicogeno fino ad ottenere il
monosaccaride glucosio)
sintesi lipidica ( fosfolipidi, steroidi)
sintesi di apolipoproteine (proteine capaci di legare lipidi e sono costituenti delle lipoproteine,
aggregati molecolari deputati al trasporto di colesterolo e trigliceridi attraverso la circolazione ai
vari tessuti e organi)

APPARATO DI GOLGI

Il RER si trova spesso lontano dalla superficie cellulare, poich ci che esce di l non deve
immediatamente uscire dalla cellula ma deve per forza passare attraverso un altro organulo in
contiguit con il RER: lapparato di Golgi.
Ovviamente si chiama cos perch lha scoperto Golgi.
Golgi stava studiando delle cellule che per lappunto hanno un enorme apparato di Golgi; successe
qualcosa che cambi le caratteristiche della soluzione che stava preparando e dette un risultato
inaspettato.
Golgi stava studiando i neuroni, che sono le cellule che hanno lapparato di Golgi pi sviluppato, e
voleva capire come funzionavano: cera una diatriba tra lui e un altro morfologo spagnolo, Cajal
(alla fine fu dato il nobel a entrambi).
I due discutevano se lencefalo fosse fatto o no da un grande sincizio di neuroni, e quindi se i
neuroni in realt non esistessero come entit singole: non si capiva come facessero a comunicare, e
con limpregnazione non si riusciva assolutamente a vedere le sinapsi.
Golgi sosteneva che si trattasse di un sincizio.
Entrambi misero a punto dei metodi per impregnare i neuroni, con sali di metalli pesanti in modo
da non colorarli ma da impregnarli.
Quando aveva fortuna, otteneva un vetrino in cui si impregnavano soltanto alcuni neuroni, lo
studiava e lo descriveva (dimensione, forma, lunghezza dei prolungamenti ecc )
Con questa tecnica riusc a fare una classificazione dei neuroni semplicissima ma fondamentale.
Una volta un vetrino si impregn nel citoplasma in un modo particolare, mettendo in evidenza un
sistema complesso localizzato intorno al nucleo che fino ad allora non era mai stato descritto.
Suppose che non doveva essere un caso, e riprov varie volte, notando che mantenendo certe
condizioni alcuni vetrini davano risultati diversi.
Chiam questo oggetto apparato reticolare interno.
Per molti anni nessuno ha creduto allesistenza di questo apparato, e solo dopo la sua morte, con la
microscopia elettronica, stata dimostrata la sua esistenza.
Lapparato presente in tutte le cellule ed ha una serie di caratteristiche.

Si trova sempre vicino al nucleo e, se c, vicino al RER anche se non sono dipendenti (se il RER
scarso il Golgi pu benissimo essere presente in quantit abbondanti).

Svolge tante funzioni: coinvolto ad esempio nella sintesi di proteine le proteine che vengono
dal RER vanno al Golgi.

Nel neurone perinucleare (normalmente paranucleare), circonda tutto il neurone.

E un organulo membranoso, una serie di membrane descrive delle cavit , si dispongono a formare
cisterne appiattite un po concave, e queste cisternine si mettono una sopra laltra formando una pila
di cisterne con una faccia convessa (versante CIS) e una concava (versante TRANS)
Anche qui, si tratta di fatto di ununica cisterna in continuit che si ripiega.
La faccia convessa e quella concava hanno una posizione ben precisa: la convessa guarda sempre il
nucleo, la concava dallaltra parte, normalmente verso la membrana cellulare.
Motivazione questo ordine di cisterne non messo a caso, tra le cisterne delle due estremit ci
sono delle differenze di composizione della membrana e delle differenze funzionali.
Nella zona pi vicina la nucleo avvengono le prime attivit e modificazioni della data molecola che
saranno terminate sulla faccia pi lontana.
Inoltre, la faccia convessa quella pi vicina al reticolo, da cui arrivano attraverso vescicole
proteine non ancora mature. Queste proteine che ormai non usciranno mai pi da strutture
membranose, a meno che non siano riversate allesterno.
Abbiamo quindi un RER dove la proteina ad esempio stata glicosilata ed ha assunto la sua
conformazione finale, viene inserita nella sua vescicolina e va allapparto di Golgi.
Queste vescicoline di transizione hanno la stessa conformazione delle varie membrane (il doppio
foglietto fosfolipidico), cos da poter interagire le une con le altre.
Quando la proteina arriva al Golgi sulla parte cis, entra attraverso una sorta di endocitosi: la
vescicola si fonde e il suo contenuto riversato allinterno dellapparato ( non detto che ci sia un
contenuto, potrebbe trattarsi di una proteina di membrana).
In ogni caso, mentre la vescicolina si fonde unaltra dovr tornare al reticolo, altrimenti si
consumerebbe il reticolo dando vita ad un Golgi enorme.
Questo fenomeno di riciclo continuo vale sempre, poich la quantit di membrana deve essere
conservata.
Passano dal Golgi anche proteine pure che hanno la necessit di uscire allinterno di vescicole,
anche se magari si limitano ad attraversarlo.
Il Golgi non sempre uguale, pu cambiare di dimensioni: cambia il numero delle cisterne, dipende
da quante funzioni deve svolgere e da quanto sono complesse le molecole che lo attraversano.
Alla fine quasi sempre la vescicola esce dalla faccia trans, ma non la regola: per risparmiare
tempo ed energia, se si tratta di una proteina molto semplice, invece di arrivare fino al versante trans
pu essere fatta uscire lateralmente da qualche cisterna precedente.
Guardando lapparato di Golgi al microscopio elettronico, ci sono alcune porzioni laterali dilatate,
pi grandi, sono zone da cui possono uscire vescicole che contengono proteine.
Questo un modo per risparmiare tempo soprattutto quando il Golgi molto sviluppato ma lavora
per altri scopi.

Normalmente le prime vescicole che fuoriescono sono voluminose e molto idratate, ma la cellula
non si pu permettere di perdere tanta acqua.
Questi granuli abbastanza voluminosi vengono ridotti di dimensioni attraverso delle pompe che
buttano fuori soluto: si chiamano proprio granuli di condensazione, perch via via subiscono una
sorta di condensazione del loro soluto.
Alcune vescicole sono rivestite possono rimanere dentro la cellula ed essere selezionate;
contengono clatrina: non solo si formano sulla membrana quando c lendocitosi, ma possono
formarsi anche sullapparato di Golgi.
Spesso si tratta di piccole porzioni di membrana con funzioni altamente qualificate (ad esempio
sistemi di pompe) che in questo modo vengono protette finch non arrivano a destinazione, poich
nel tragitto potrebbero subire degli attacchi da parte dei lisosomi.
Anche queste vengono dal Golgi, che la sede di maggior ricambio della membrana, tra queste due
componenti c un continuo scambio di informazioni.

E fondamentale la sua funzione di smistamento: necessario che quello che viene dal reticolo
passi da qua.
E coinvolto nel turnover del plasmalemma, produce granuli di secreto/granuli di condensazione,
glicosila sui residui azotati glicosilazione specifica, solfatazione (per glicogeno o
glicosamminoglicani);
in grado di produrre una serie di zuccheri complessi, fosforila, partecipa alla sintesi di lipidi e
fosfolipidi insieme al REL.
I granuli appena secreti sono molto grandi, poi subiscono un processo di condensazione fino a
diventare dei granulini piccolissimi.
Dal Golgi originano anche i lisosomi tramite marcatura con mannosio-6fosfato.

Funzioni del Golgi:


-smistamento
-turn over del plasmalemma
-produzione di granuli di secreto (condensazione)
- N-glicosilazione
- O-glicosilazione
- solfatazione
- fosforilazione
-sintesi di glicosamminoglicani ( GAG)
-partecipa alla sintesi di lipidi e fosfolipidi
MITOCONDRI

Organuli cellulari membranosi le cui dimensioni variano


molto allinterno della cellula.
Si possono avere mitocondri quasi invisibili al microscopio
ottico o con dimensioni aumentate.
Lavoriamo sulla lunghezza, non sul diametro
la lunghezza media intorno a 1/1,5 micron
i pi grandi possono arrivare anche 6-7 micron, nei globuli rossi
e nei miocardiociti sono molto grandi
i neuroni sono cellule grandi che hanno mitocondri molto piccoli,
a volte anche sferici.
E uno degli organuli pi noti. Fondamentale per la vita della cellula, ma alcune cellule possono
vivere anche senza mitocondri (i procarioti non hanno mitocondri).

Morfologicamente: sono organuli, e quindi presenti in tutte le cellule in quantit variabile.


E difficile studiarli al microscopio ottico, per quanto possano raggiungere anche dimensioni
notevoli: non si riesce a colorarli con le colorazioni comuni.
Si usano quindi degli artifici, tipo la colorazione regressiva: ci vogliono coloranti particolari, devo
metterne in grande quantit e con un colorante molto concentrato.
Comincio poi a lavare, molto pi a lungo del solito. Il mitocondrio si colora male perch ha una
doppia membrana: i coloranti sono idrofili, sono soluzioni acquose, e non passano bene attraverso le
membrane biologiche; per questo ho bisogno di coloranti molto concentrati.
Con il mitocondrio bisogna esagerare, avendo due membrane che devono essere attraversate.
Grande quantit di colorante, e si lava cos tanto che tutta la cellula si scolorisce: si toglie il
colorante fino al punto in cui se ne andato da tutte le strutture cellulari tranne che dai mitocondri:
ci ha messo tanto a entrare, ci metter tanto anche a uscire, deve attraversare due membrane.
In questo modo si vedono dei pallini dentro la cellula. In realt non hanno proprio forma sferica,
sono piuttosto allungati, hanno forma a bastoncino, tipo un polmone.
Possono essere sferici quando sono molto piccoli e si riducono tutti gli assi.
In ogni caso la forma ortodossa a bastoncino, poi ogni tanto se ne trovano tondi.
Posso utilizzare anche sistemi istoenzimatici per mettere in evidenza i mitocondri, che in ogni caso
si studiano meglio al microscopio elettronico

Dimensioni: molto variabili, hanno tante dimensioni, non si possono ridurre facilmente in un range
ristretto.
In media hanno dimensioni che vanno dai 5-600nm di lunghezza fino ad 1-1.5 micron, ma ci sono
mitocondri lunghi anche 5-6 micron, grandi quanti un globulo rosso (ovviamente li troviamo in
cellule che sono grandi in proporzione).
Ci sono anche mitocondri estremamente piccoli, con diametro inferiore al potere di risoluzione del
microscopio ottico ( meno di 200 nm).
Caratteristica dei mitocondri la doppia membrana: ci sono due membrane diverse tra loro anche
come funzioni.
Abbiamo una membrana esterna, uno spazio intermembrana chiamato camera mitocondriale
esterna, e una membrana mitocondriale interna che fa una serie di invaginazioni verso la camera
mitocondriale interna: sono le creste mitocondriali.
La camera mitocondriale interna contiene granuli densi, talvolta glicogeno, DNA e ribosomi.

La membrana mitocondriale esterna ha dimensioni di 6-7 nm, ed la parte del mitocondrio


coinvolta nella sintesi di ormoni steroidei.
Questa membrana ha una composizione chimica sovrapponibile a quella delle membrane di tutti gli
altri organuli cellulari: possiede fosfolipidi, colesterolo e proteine.

La camera mitocondriale esterna ha dimensione variabili a seconda di quanto funzioni il


mitocondrio, e pH acido perch l si concentrano gli ioni H+.

Membrana mitocondriale interna: un po pi spessa, ma soprattutto ha composizione diversa


( oltre a una diversit morfologica).
Contiene una quantit di proteine decisamente superiore rispetto allaltra membrana: la proporzione
fosfolipidi/proteine si sposta radicalmente verso le proteine, che arrivano ad essere fino al 70% dei
costituenti della membrana.
Ci sono anche tutti gli enzimi della catena ossidativa.
E priva di colesterolo, e non un dato trascurabile: il colesterolo, filogeneticamente, assente nei
procarioti e compare solo nelle cellule eucariote: probabilmente, con levoluzione, la comparsa del
colesterolo ha dotato la membrana di maggiore fluidit e rigidit, propriet che spesso la cellula
procariota si guadagna con la parete (che invece non c nelle cellule eucariote).
La camera mitocondriale interna grande e contiene tante cose: siccome non esistono spazi vuoti, la
camera contiene un sol, una soluzione, un liquido dentro il quale pu essere contenuto tutto il resto;
il liquido attraversato dalle creste.
Le creste hanno forme diverse in base allattivit funzionale; nella gran parte dei mitocondri sono
lamellari, sono delle pieghe piatte e larghe (appunto delle lamelle) che hanno un decorso
trasversale. Questo vero se il mitocondrio a bastoncino (ma gli sferici sono rari).
Ci sono poi delle eccezioni, che riguardano due tipi cellulari, due tessuti diversi tra loro:

Differenza direzionale:
Nel tessuto adiposo bruno la direzione longitudinale invece che trasversale.
Sono i mitocondri di questo tessuto che gli conferiscono la capacit di produrre calore riscaldando il
sangue allinterno dellorganismo, in particolari periodi della vita.
Lo pu fare, appunto, perch contiene mitocondri particolari:
in queste creste non presente lenzima fosforilasi, e quindi non c la fosforilazione dellATP
alla fine del processo di glicolisi, ma possiede un altro enzima, termogenina, che utilizza lenergia
liberata durante questo flusso di idrogenioni non per fare ATP ma per produrre calore.
E importante ricordare che si tratta di un tessuto molto vascolarizzato, in modo che tanto sangue
passi di l.
Differenza morfologica:
Laltro tipo di cresta mitocondriale si ritrova in un altro tessuto. A cambiare la forma, che non
lamellare ma tubulare.
Queste creste sono strettamente coinvolte nella funzione che svolgono le cellule nelle quali si
trovano.
Si ritrovano nelle cellule del tessuto a secrezione steroidea.
Nella camera mitocondriale interna troviamo il DNA, che si replica e contiene messaggi importanti
(ci sono addirittura malattie che si trasmettono solo per via materna perch riguardano il DNA
mitocondriale).
Contiene informazioni che la cellula utilizza, e quindi difetti di questo DNA comportano difetti
nella cellula.
E un DNA particolare, circolare, non rivestito di proteine, uguale a quello che troviamo nei batteri.
Ci sono ribosomi, pi piccoli (mitoribosomi), diversi da quelli della cellula.

Teoria endosimbiontica Il fatto che la membrana mitocondriale interna sia priva di colesterolo
ha portato a formulare un ipotesi sullorigine dei mitocondri.
Vengono da fuori, e sono stati endocitati dalla cellula.
Il mitocondrio ha cambiato lesistenza della cellula, fondamentale da un punto di vista evolutivo.
I mitocondri sono gli unici organelli che si possono dividere, per scissione binaria.

PRO: DNA mitocondriale ad anello, mitoribosomi, scissione binaria, doppia membrana, membrana
interna senza colesterolo

CONTRO: struttura ad inserti dei geni mitocondriali, micronucleo dei protozoi

Funzioni principali
Producono ATP
partecipano allossidazione degli acidi grassi (usati se non c il glucosio)
sintetizzano il gruppo eme dellemoglobina (i mitocondri contengono anche ferro al loro interno),
producono steroidi insieme al reticolo
accumulano, fungono da deposito di ioni calcio e magnesio.

Magnesio: poco concentrato, difficile da assumere, e avere delle riserve di magnesio


fondamentale, non contenuto in nessun altro distretto.

Calcio: si vedono i depositi di calcio.

Nella matrice ci sono granuli densi glucosio concentrato in questi cationi, presenti nella matrice
e in particolare in alcune cellule, come le cellule muscolari. La funzione contrattile molto poco
controllata, ma controllata dalle stesse cellule che non sono innervate in maniera capillare.
C un sistema locale che controlla la concentrazione di calcio non solo nel reticolo ma anche nei
mitocondri:
ci sono degli enzimi, come lossidonitricosintetasi (NOS) che produce ossido nitrico (che sta nel
viagra, concentrato di ossido nitrico con azione vasodilatante) il quale agisce sulle cellule
muscolari, rilassandole.
Questo rilassamento coinvolge in parte anche i depositi di calcio nei mitocondri, perch la
contrazione calcio-dipendente: lossido nitrico blocca luscita di calcio dai mitocondri.
In ogni caso anche lenzima calcio-dipendente, funziona solo con accumulo di calcio.
Questo equilibrio molto complesso, il calcio uno degli ioni pi misteriosi, sempre disponibile ed
continuamente controllato, in tutti i distretti in cui si trova c un sistema che dipende dal calcio.

(miei appunti)
Possono variare in dimensioni
I mitocondri piccoli si trovano nei neuroni, perch i neuroni hanno una morfologia molto complessa
e possiedono prolungamenti che possono farsi estremamente sottili allontanandosi via via dal corpo
della cellula, i mitocondri per localizzarsi nelle estremit pi lontane devono essere trasportati e
quindi essere piccoli.
Le dimensioni medie di un mitocondrio dovrebbero permettere la sua visualizzazione a MO ma
molto difficile colorarli si usa colorazione regressiva con ematossilina ferrica; reazioni
istoenzimatiche ; colorazioni sopravitali

morfologicamente presentano doppia membrana con creste mitocondriali sono gli unici organuli
costituiti da due membrane diverse
membrana esterna composizione chimica sovrapponibile a quella presente nel resto delle
membrane della cellula
insieme a quella interna delimita la camera mitocondriale esterna, ambiente particolare a pH acido
membrana interna pi estesa di quella esterna, per essere contenuta nel volume del mitocondrio
deve infatti fare delle pieghe; 70% proteine, 30% lipidi
le proteine sono quella serie di enzimi che mediano le redox della respirazione cellulare
Non contiene colesterolo, ha un composizione chimica simile a quella dei batteri
Le creste sono pieghe molto sottili, sono lamellari ( laminari) a percorso trasversale rispetto allasse
del mitocondrio.

Membrana mitocondriale esterna : 6nm, enzimi per la sintesi del colesterolo e dei suoi derivati,
trasportatori

membrana mitocondriale interna : 8 nm, molto ricca di proteine, priva di colesterolo

camera mitocondriale esterna: variabile in ampiezza, pH acido ( qua dentro che vengono pompati
gli idrogenioni per creare un gradiente elettrochimico e produrre ATP)

camera mitocondriale interna : matrice mitocondriale

creste mitocondriali: variabili in forma ed estensione; ci sono delle eccezioni:


- nel tessuto adiposo bruno sono riscontrabili creste lamellari longitudinali
- nelle cellule del sistema endocrino che producono ormoni steroidei troviamo creste tubulari

Nei mitocondri troviamo DNA mitocondriale e ribosomi mitocondriali (mitoribosomi 55s)


DNA circolare ( non forma cromosomi) ancorato nella camera mitocondriale interna, codifica per
alcuni geni che poi vengono espressi allinterno della cellula stessa ci sono malattie
mitocondriali che sono trasmesse esclusivamente per via materna, il DNA mitocondriale codifica
per proteine poi usate dallorganismo, un difetto sullinfo per queste proteine si riverbera
sullorganismo.
Nella matrice ci sono anche delle piccole strutture amorfe dette granuli densi che rappresentano
accumuli di sali di magnesio e di calcio il mitocondrio una riserva di calcio ( in primis) e
magnesio la cellula pi aumentare o diminuire la concentrazione di calcio anche attraverso il
mitocondrio

funzionalmente sono coinvolti nel ciclo di Krebs e nella fosforilazione ossidativa, nella sintesi di
ormoni steroidei e fosfolipidi ( attraverso membrana esterna), rappresentano una riserva di calcio e
magnesio per la cellula e allo stesso tempo una modo per eliminare questi ioni dal citoplasma della
cellula se in eccesso, prendono granuli di emosiderina che contengono il ferro

LISOSOMI

PROTEASI
endopeptidasi
esopeptidasi (amino-& carbossipeptidasi)
NUCLEASI
DNAasi
RNAasi
GLICOSIDASI
LIPASI
SOLFATASI
FOSFATASI ACIDA

Sono corpi litici che effettuano eterofagia e autofagia


Servono fondamentalmente ad eliminare il materiale in eccesso o invecchiato macrofagi
A volte materiale di natura lipidica o materiale non organico non pu essere degradato e quindi si
accumula allinterno del lisosoma quando il materiale lipidico accumulato non vine degradato i
lisosomi sono detti lipofuscine il lisosoma non pi funzionante, funge da magazzino.
Le cellule perenni invecchiano anche per questo, poich non rinnovabili completamente alcune
componenti come le lipofuscine rimangono al loro interno ( ad esempio le cellule del miocardio,
fibre muscolari, neuroni).
Fisiologicamente lunico materiale che si accumula sono le lipofuscine, ma a causa di agenti esterni
possono esserci anche dei corpi residui lisosomi che hanno accumulato materiale esterno tipo
particelle di carbone non degradabili ( fumo, smog)
Le dimensioni dei lisosomi variano moltissimo ( 0,2-0,7 micrometri)

I lisosomi sono chiamati cos perch sono dei corpi litici, contengono enzimi litici idrolasi acide
Un particolare tipo di lisosoma l acrosoma ( sulla testa dello spermatozoo). Se non ci fosse, lo
spermatozoo non riuscirebbe ad accedere alloocita, essendo esso protetto da una struttura
molecolare complessa che solo gli enzimi dellacrosoma sono in grado di degradare.

Si originano dal Golgi, che seleziona tutte le componenti del lisosoma.


Dal Golgi escono vescicoline con una membrana che ha le caratteristiche della membrana cellulare,
ma la cui caratteristica fondamentale lavere un pH acido allinterno, fondamentale sia nel
metabolismo normale della cellula, sia come ultima risorsa quando c materiale da eliminare.
Per mantenere questo pH, sulla membrana hanno pompe idrogenioniche apposite.
Morfologicamente si vedono in certe condizioni e con una determinata topografia:
quando viene fuori dal Golgi, si distribuisce secondo un gradiente, in modo che i lisosomi pi
giovani e funzionalmente pi efficaci vadano a finire pi lontano dalla zona di origine, subito sopra
il plasmalemma, l dove incontreranno ad esempio le vescicole di endocitosi. Quella la zona dove
ci sono i naive, che appunto sono i lisosomi che non hanno ancora conosciuto materiale da
elaborare.
I lisosomi col tempo cambiano perch lattivit del lisosoma non pi efficiente al 100%:
le molecole che deve degradare, soprattutto se sono derivanti da un processo catabolico, non sono
tutte facilmente eliminabili (o meglio, riducibili a molecole che possono essere poi facilmente
eliminate dalla cellula).

Allinterno delle cellule i lisosomi accumulano quindi materiale di scarto, fanno un po da discarica.
Questo direttamente proporzionale alla vita della cellula: trovare dei lisosomi vecchi in una cellula
dipende da quanto questa cellula vive. Se le cellule hanno vita breve i lisosomi verranno eliminati
insieme alla cellula e non possibile che si accumulino.
Se invece le cellule hanno vita molto lunga, o addirittura son cellule perenni (tipo i miocardiociti),
facile trovare residui visibili anche al microscopio ottico.
Ad accumularsi materiale accumulato spontaneamente, visibile anche in una preparazione
convenzionale.
Questi lisosomi vecchi e pieni di scarti aumentano nel tempo ingombrando il citoplasma;
anche questo fenomeno un effetto dellinvecchiamento e va di pari passo con la diminuzione
dellefficienza dellorganulo.
Un esempio di materiale di scarto la lipofuscina, un materiale di natura lipidica; in genere i lipidi
complessi, tipo i lipidi di membrana come gli sfingolipidi o i gangliosidi, sono difficilmente
degradati e si accumulano nella cellula. Siccome si ossidano, acquisiscono un colore giallastro tipo
il grasso esposto alla luce, e si vedono direttamente.

I lisosomi sono evidenziabili tramite colorazione vitale


Per i mitocondri, utilizzo una colorazione sopravitale: si vedono iniettando una sostanza che va a
legarsi specificamente con gli enzimi della fosforilazione ossidativa e li blocca, comportando
necessariamente la morte delle cellule ( detta sopravitale proprio perch viene fatta su cellule
morte, comporta la morte delloggetto trattato) e ci permette di vedere i mitocondri.
Nel caso dei lisosomi invece basta somministrare particelle microscopiche che siano colorate.
Immediatamente i macrofagi vanno a vedere dove sono e le mangiano.
Questo colorante in genere costituito da particelle molto piccole chiamate blu tripan.

Per quanto riguarda le dimensioni, sono in genere al di sopra del potere di risoluzione della
microscopia ottica (quindi pi di 200nm di diametro), ma molto difficile vederli: o uso la
colorazione vitale, o sono modificati rispetto alla loro funzione canonica.
Svolgono la funzione che svolgono perch possiedono in teoria tutti gli enzimi per degradare
materiale anche se come gi detto ci sono molecole difficilmente accessibili, tipo quelle di natura
lipidica.
Queste proteine sono contenute sia sulla membrana che allinterno dei lisosomi e sono attivati dal
tipico ambiente acido dei lisosomi.
Ci sono i lisosomi dei macrofagi, che eliminano i materiali estranei; ci sono i classici lisosomi di
ogni cellula, che cercano di eliminare molecole derivanti da processi catabolici.
I lisosomi intervengono anche in tutti i fenomeni che riguardano la degradazione degli organuli
invecchiati, dei frammenti di membrana vecchi che vengono continuamente rinnovati (le vescicole
contenenti frammenti vecchi di membrana vengono spolverate dai lisosomi).
E sulla membrana che stanno i lipidi pi difficili da degradare.