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francesco zambon alessandro grossato

Il mito della fenice


in Oriente e in Occidente

Marsilio
LAssociazione Amici della Fenice
ringrazia i Soci che hanno
contribuito alla pubblicazione

Cecilia Alessandri Venezia Sergia Jessi Ferro Padova


Giovanni Alliata di Montereale Venezia Paolo Jucker Milano
Michela Alliata di Montereale Venezia Giovanna Larghieri Pitteri Milano
Mario Alver Venezia Lawrence Lovett Venezia
Federico Bano Padova Luisa Lunardoni Rocca Venezia
Paolo Baratta Roma Ferruccio Macola Padova
Laura Barbiani Roma Teresa Maestri Benetton Treviso
Alberto Bastianello Venezia Giulio Malgara Milano
Adriana Bedin Creazzo (VI) Antonella Marcello del Majno Venezia
Luciana Bellasich Malgara Londra Enrico Marchi Conegliano (TV)
Gilberto Benetton Ponzano (TV) Wanna Marchi De Carli Trieste
Toto Bergamo Rossi Venezia Florence Marzotto Vicenza
Antoine Bernheim Trieste Paolo Marzotto Vicenza
Laura Biagiotti Guidonia (Roma) Manfredo Moretti degli Adimari Venezia
Lavinia Biagiotti Guidonia (Roma) Antonio Pagnan Padova
Carla Bonsembiante Padova Marina Parisi Trieste
Mario Bonsembiante Padova Francesco Pasetti Bombardella Venezia
Marie Brandolini dAdda Venezia Carlo Pellegatta Mestre (VE)
Rinio Bruttomesso Venezia Irene Pellegrini Venezia
Agostino Cacciari Venezia Federico Pellegrini Venezia
Antonio Carraro Padova Franco Pianon Venezia
Luciana Carraro Padova Renato Pirota Cittadella (PD)
Alessandro Chiari Parigi Paola Quinati Padova
Yaya Coin Masutti Venezia Fernanda Radici Noventa (PD)
Giorgiana Corsini Firenze Paoletta Ratti Venezia
Emilio Crippa Venezia Piero Rizzi Pianiga (VE)
Davide Croff Venezia Max Rocca Venezia
Tosca Da Lio Venezia Arturo Romanin Jacur Padova
Raffaello De Banfield Trieste Manuela Romei Pasetti Venezia
Vittorio Domenichelli Noventa Padovana (PD) Pierre Rosenberg Venezia
Pietro Draghi San Don di Piave (VE) Luigino Rossi Venezia
Roberta Droulers Milano Roberta Rossi Venezia
Eugenio Fabris Venezia Francesca Scaroni Milano
Orietta Falck Agostini Padova Lorenza Scarparo Padova
Davide Fiore Padova Federico Spinola Poirino (TO)
Gabriella Flaibani Gamberini Venezia Orsola Spinola Ginevra
Marina Forni Bologna Lucio Stevanato Mestre (VE)
Barbara Foscari Del Vicario Venezia Alberto Terrani Padova
Umberto Frank Padova Margherita Tescari Galan Padova
Ferdinando Frescobaldi Firenze Paola Tittarelli Pesaro
Giovanna Frizziero Venezia Paolo Trentinaglia de Daverio Venezia
Paola Gamba Thiene (VI) Gaetano Trotta Roma
Jacopo Gardella Milano Elena Valenzin Venezia
Irene Gemmo Arcugnano (VI) Betty di Valmarana Venezia
Mauro Gemmo Arcugnano (VI) Mario di Valmarana Venezia
Grazia Giol Venezia Maria Luisa Zacchello Venezia
Maria Francesca di Giura Roma Romain Zalesky Segrate (MI)
Marino Golinelli Bologna Hlne Zalesky de Prittwitz Segrate (MI)
Franzo Grande Steven Torino Gigliola Zecchi Balsamo Roma
Marina Gregotti Milano Jrme Franois Zieseniss Venezia
Maria Donata Grimani Venezia Silvana Zonin Vicenza
Peggy Guetta Finzi Venezia Milena Zucchetta Venezia
Anna Rosa Jarach Venezia
Il mito della fenice aleggia da secoli tra Oriente e Occidente. Il suo il volo
di una allegoria leggendaria che esprime antichissime dottrine e che ha affa-
scinato diversi popoli di vasti continenti, di diverse culture, diverse creden-
ze e diversi costumi. Giappone, Cina, India, Egitto fino allEuropa occiden-
tale rappresentano la sua misteriosa figura sui templi e sui monumenti,
quale splendido e potente simbolo del dono divino dellimmortalit.
Non conosciamo con certezza lorigine dellorigine di questa leggenda cos
largamente condivisa, ma questo splendido volume ci aiuter a rintracciar-
ne le radici.
Desidero ringraziare gli autori dei saggi: i professori Francesco Zambon e
Alessandro Grossato, la casa editrice Marsilio, alla quale abbiamo affidato
tutte le nostre pubblicazioni, Banca Aletti-Banco San Marco, Banca Anton-
veneta, Banca Intesa, Cassa di Risparmio di Venezia, lingegner Giovanni
Pandini e i Soci che hanno generosamente contribuito a questa edizione.
Che vi sia ciascun lo dice | dove sia nessun lo sa si canta della fenice in
Cos fan tutte, ma dove sia per noi non pi mistero: ancora una volta la
Fenice ha saputo trovare la forza di risorgere. Abbiamo assistito alla sua
rinascita da un fuoco devastante e da orribili ceneri. Questa immagine ora
fa parte del nostro passato. La Fenice ci riappartiene, sta a noi custodirla con
amore.


Presidente Amici della Fenice
e del Teatro Malibran
INDICE

La ricerca iconografica stata realizzata a cura di IL MITO DELLA FENICE


Il mito della fenice in Occidente
IN ORIENTE E IN OCCIDENTE
Archivio storico del Teatro La Fenice, Venezia
Archivio storico della Cassa di Risparmio di Venezia
Biblioteca civica Angelo Mai, Bergamo Il mito della fenice in Occidente
Biblioteca medicea laurenziana, Firenze
Biblioteca nacional de Lisboa Francesco Zambon
Biblioteca reale di Torino
Biblioteca trivulziana, Archivio storico civico, Milano Le origini del mito
Bibliothque nationale de France, Parigi La fenice greco-romana
Bodleian Library, Oxford
British Library, Londra La simbologia cristiana
Comune di Padova, Assessorato alla cultura, Musei civici, Padova La fenice amorosa
Comune di Suzzara (Mantova) La fenice nella simbologia alchemica, rosacrociana
Depositi Archeologici di Pompei
Fondazione Giorgio Cini, Venezia e massonica
Foto S. Fabi e M. Mancini, Roma Riapparizioni della fenice dal Quattrocento a oggi
Foto Toso, Venezia
Muse du Louvre, Parigi
Museo archeologico di Napoli
Museo archeologico, Aquileia La fenice in Oriente
Museo Bottacin, Padova Alessandro Grossato
Museo Egizio, Torino
Museo Pio Clementino, Roma
Pontificia commissione di archeologia sacra, Roma Gli equivalenti orientali della fenice
Real academia espaola, Madrid Nel Giudaismo
Nellarea islamica
La fenice in Oriente
Ajit Mookerjee, Nuova Delhi NellIndia interna ed esterna
Archivio Grossato, Abano Terme () In Estremo Oriente
Archivio iconografico Istituto Graf, Bologna La fenice e lo sciamano
Archivio Maraja, Verona
Archivio Romio Shrestha
Bodleian Library, Oxford
British Library, Londra
British Museum, Londra
Fototeca storica Ando Gilardi, Milano
Galleria Ethnologica, Forl
Progetto grafico Galleria regionale della Sicilia, Palazzo Abatellis, Palermo
The Metropolitan Museum of Art, New York
Tapiro, Venezia Muse des arts dcoratifs, Parigi
Muse Guimet, Parigi
Cura redazionale e impaginazione Museo darte orientale, Venezia
redazioni, Venezia Museo dellErmitage, San Pietroburgo
Museo diocesano, Chiavari
by Marsilio Editori s.p.a., Venezia Museo nazionale Duca di Martina, Napoli
Museo nazionale dArte Moderna, Tokyo
Prima edizione: novembre Museo nazionale dArte Orientale, Roma
Museo Topkapi, Istanbul
--- Museum of East Asian Arts, Bath
Museum of Fine Arts, Boston
www.marsilioeditori.it National Library of Medicine, Bethesda
National Museum, Nuova Delhi
Senza regolare autorizzazione vietata Pierpont Morgan Library, New York
la riproduzione, anche parziale o a uso Publishing Relics of China, Pechino
interno didattico, con qualsiasi mezzo Staatliches Museum, Berlino
effettuata, compresa la fotocopia Staatliches Museum fr Vlkerkunde, Monaco di Baviera
Ringraziamenti IL MITO DELLA FENICE
Il presente lavoro non avrebbe potuto Berti dellIstituto Graf di Bologna; IN ORIENTE
essere realizzato senza la cortese e generosa
collaborazione di numerose persone
il dottor Andrea Filippi della Galleria
darte Ethnologica di Forl.
E IN OCCIDENTE
e istituzioni. Un sentito ringraziamento, infine, al dottor
In primo luogo gli autori desiderano Franco Casini, dellIstituto per le lettere,
ringraziare la professoressa Maria Ida Biggi, il teatro e il melodramma della Fondazione
dellIstituto per le lettere, il teatro Giorgio Cini di Venezia, che ha attivamente
e il melodramma della Fondazione Cini e validamente collaborato al reperimento,
di Venezia e dellUniversit Ca Foscari alla preparazione e alla gestione
di Venezia, che ha messo a disposizione del materiale raccolto per questo volume
le proprie ampie competenze scientifiche e alla dottoressa Alessandra Duca,
nella ricerca iconografica relativa al volume, che ha seguito le ultime e delicate fasi
collaborando, inoltre, costantemente della sua preparazione.
al reperimento e alla richiesta dei materiali
ad esso destinati. .. e ..
Un vivo ringraziamento anche
alla dottoressa Anna Cadelano,
della Biblioteca nazionale marciana Questo volume viene pubblicato
di Venezia, che ha fornito preziose in occasione della mostra
indicazioni sulliconografia della fenice Il mito della fenice
nei manoscritti e nei libri di alchimia in Oriente e in Occidente,
e nelle marche tipografiche. realizzata grazie al contributo
Si ringraziano i responsabili di tutti i musei, del Rotary Club Venezia.
le biblioteche, gli archivi e gli altri enti
o istituzioni che ci hanno cortesemente
fornito i materiali richiesti. In particolare
gli autori desiderano ricordare,
per il prezioso aiuto prestato, il dottor
Marino Zorzi, direttore della Biblioteca
nazionale marciana di Venezia; madame
Isabelle Lhoir, responsabile dei diritti
di riproduzione per le esposizioni
del Muse du Louvre di Parigi;
la dottoressa Roberta Parise,
vice conservatore del Museo Bottacin
di Padova; il dottor Davide Banzato,
direttore del Settore musei e biblioteche
del Comune di Padova; il dottor Pietro
Giovanni Guzzo, soprintendente
archeologico di Pompei; la dottoressa Anna
Bonini, sindaco del Comune di Suzzara
(Mantova); la dottoressa Fiorella
Spadavecchia, direttrice del Museo darte
orientale di Venezia; la dottoressa Donatella
Mazzeo, direttrice del Museo nazionale
darte orientale di Roma; il professor
Alfredo Cadonna, direttore dellIstituto
Venezia e lOriente della Fondazione
Giorgio Cini di Venezia, e la signora Carla
Bon; il dottor Aldo Colleoni, console
onorario di Mongolia; la dottoressa
Andreina Parpajola; il dottor Giordano
IL MITO DELLA FENICE IN OCCIDENTE

Francesco Zambon

Le origini del mito Nella fase pi antica della religione egiziana, il benu svol-
ge un ruolo importante nel mito della creazione elabora-
Se si eccettua un breve frammento di Esiodo (fr. ) cita- to a On-Heliopolis: in un testo delle piramidi (n. )
to da Plutarco nel Tramonto degli oracoli, la pi antica esso infatti considerato come una delle forme assunte da
testimonianza sul mito della fenice in Occidente costi- Atum, presto identificato al dio del sole Ra. In questo
tuita da un passo delle Storie di Erodoto, che sembra aver testo viene anche stabilita una corrispondenza fra la colli-
attinto le sue informazioni alla Periegesis di Ecateo di na che sorge dalle acque primordiali e il cosiddetto ben-
Mileto (circa a.C.). Essa figura in una sezione del ben, una pietra di forma conica custodita nel tempio di
libro in cui sono descritti gli animali egiziani: animali reali Eliopoli: il benu e il benben (termini che derivano entram-
secondo lo storico, bench egli avverta che tutti gli ani- bi dal verbo wbn, sorgere fulgidamente, splendere)
mali che si trovano in Egitto sono ritenuti sacri. Cos, simboleggiano cos, rispettivamente, il dio e la collina
dopo aver trattato del gatto, del coccodrillo, dellippopo- della creazione. Dato che il dio del sole spesso chiama-
tamo e di alcuni pesci e uccelli, Erodoto fornisce questa to lautogenerato, tale epiteto viene riferito anche al
notizia: benu, considerato come il ba di Ra, ossia la sua anima o
essenza. In quanto ba del dio del sole, il benu dunque
C anche un altro uccello sacro: si chiama fenice. Io, per, lho ritenuto anche una manifestazione del principio della
visto solo in pittura. Di rado infatti compare tra di loro: come
dicono gli abitanti di Eliopoli, ogni cinquecento anni. Dicono che vita, come nel capitolo del Libro dei morti, dove il
venga quando gli muore il padre. Se come lo si dipinge, ha que- defunto dice: La mia purezza la purezza di questa
ste dimensioni e questo aspetto: alcune delle sue piume sono grande fenice [benu] che in Eliopoli, poich sono io
dorate, altre rosse; nella sagoma e per la grandezza somiglia mol- questo Naso signore del respiro, che fa vivere tutte le
tissimo a unaquila. Dicendo cose per me incredibili, raccontano
che la fenice compia questa impresa: muovendo dallArabia,
genti questo giorno della pienezza dellugat in Eliopoli.
porta il padre tutto avvolto in mirra nel santuario di Helios, e lo Sulla base di tale associazione con il dio del sole, possi-
seppellisce in quello stesso santuario. Lo porta cos. In primo bile che il benu sia stato inoltre identificato con la stella
luogo modella un uovo di mirra tanto grande quanto gli possi- del mattino e della sera, Venere, come lo sar in modo pi
bile portarlo; quindi prova a portarlo; dopo che ci riuscito, esplicito la fenice in un apocrifo composto probabilmen-
svuota luovo e ci mette dentro il padre; con altra mirra ricopre la
parte delluovo da cui ha praticato la cavit per introdurvi il te in Egitto nel - secolo d.C., lApocalisse greca di
padre; quando il padre nelluovo, si riproduce il peso di prima. Baruc. Sembra per da escludere che questa identifica-
Dopo aver avvolto il padre cos, lo porta in Egitto nel santuario zione adombri, come stato sostenuto da alcuni egittolo-
di Helios. Ecco limpresa che questo uccello, a loro dire, compie. gi, la scoperta astronomica dellidentit fra stella del mat-
tino e stella della sera.
Diversi elementi di questo racconto sul quale Erodoto Frequente invece nella religione egiziana lidentificazio-
non nasconde il proprio scetticismo (lho visto solo in ne del defunto con il benu, come nel testo del Libro dei
pittura, cose per me incredibili) rinviano pi o meno morti citato sopra. Essa dipende dalla concezione del
esplicitamente alla tradizione faraonica e in particolare benu come ba di Ra, il dio che porta la vita nel regno dei
alla figura di un uccello solare che porta il nome di benu morti, o come forma assunta dallo stesso Osiride, il dio
Benu, raffigurato come un uccello simile allairone (bnw): oltre al riferimento a Eliopoli e ai suoi abitanti del regno dei morti. A ci si riferiscono le parole poste in
con due lunghe penne dietro la testa. Papiro C ,
collezione Drovetti, XXI dinastia, - a.C. (invocati come garanti delle informazioni riportate), si bocca allanima del defunto nel capitolo dello stesso
(Torino, Museo Egizio) possono indicare la somiglianza della fenice con laquila, Libro dei morti: A me appartiene lo ieri, io conosco il
il suo ritorno periodico, la morte, luovo di mirra. Il benu domani. Fu fatta la lotta degli dei al mio comando. Io
Benu azzurro con la corona bianca, adorato dallarchitetto viene infatti considerato da molti come il vero e proprio conosco questo dio grande [Ra o Osiride] che in esso.
Anherkhau. Dettaglio della decorazione pittorica
della tomba di Anherkhau, Tebe, XX dinastia
archetipo della fenice, il cui mito rappresenterebbe una Io sono questa grande fenice [benu] che in Eliopoli che
(da G. Posener, S. Sauneron e J. Yoyotte, Dizionario rielaborazione greco-romana di nozioni cosmologico-reli- custodisce ed enumera per Quel che . Secondo uno dei
della civilt egizia, Milano, Il Saggiatore, ) giose egiziane. commenti sacerdotali incorporati al testo, si tratterebbe
qui del suo cadavere (quello di Ra/Osiride oppure (o dalla sua fonte, Ecateo), costituisce una trascrizione del mito. Ma in un altro passo della sua opera (, , alcun padre ancora in vita, n altri progenitori. Quando la spin-
dello stesso benu). Anche in altri documenti si fa allusio- in chiave mitologica di tradizioni egiziane concernenti il ) Plinio allude, sarcasticamente, a un presunto farmaco ge il suo destino, essa giunge non si sa da dove in Egitto, ed
essendosi costruita una pira di mirra e di cassia sopra di questa
ne al cadavere del dio del sole e alla mummificazione del benu, che assumono il carattere di una narrazione artico- ricavato dalle ceneri e dal nido della fenice, mostrando viene a morte. Quando la pira bruciata, dicono che dopo un
benu: secondo la credenza egiziana, infatti, durante il suo lata arricchendosi progressivamente di nuovi elementi cos di conoscere anche una tradizione diversa. In ogni certo tempo dalla cenere nasca un verme, il quale cresce e poi si
viaggio notturno nel mondo inferiore questo dio possiede attinti alla civilt e alla religione greco-romana. caso, solo con due poeti della fine del secolo d.C. trasforma assumendo di nuovo laspetto di fenice; quindi vola
un corpo, che abbandona dietro di s al momento di sor- Marziale e Stazio che appare la versione secondo la via dallEgitto col donde venne laltra fenice esistita prima di
essa. Cosicch se si dicesse che chi ha visto questo sogno privo
gere a Oriente. Un altro aspetto importante nella simbo- quale luccello morirebbe nel rogo del suo nido e rinasce- di genitori, secondo questa versione della storia non si sbaglie-
logia del benu la sua associazione con lidea di un rin- La fenice greco-romana rebbe dalle proprie ceneri. curioso che lallusione di rebbe.
novamento periodico del mondo o della natura. Esso Marziale sia suggerita da un reale incendio, quello avve-
svolgeva infatti un ruolo importante sia nelle feste di Sed, Rari sono, dopo Erodoto, i riferimenti alla fenice fino al nuto nellanno al Campo di Marte; nellEpigramma , Entrambe le versioni presentano numerose varianti su
durante le quali il re rinnovava il suo ufficio regale e secolo a.C. Tra i pi importanti va annoverato un passo, , riferendosi al successivo avvento di Domiziano nell, punti di dettaglio e si trovano spesso contaminate fra
sacerdotale, sia nella celebrazione del primo giorno del conservatoci da Eusebio di Cesarea nella Praeparatio egli paragona infatti la nuova Roma che sta nascendo alla loro: per esempio, la rinascita delluccello da un verme
nuovo anno, quando avveniva linondazione del Nilo. evangelica, della Exagog di Ezechiele il Tragico, un ebreo fenice: Come il fuoco rinnova il nido assirio, ogniqual- che sorge dai resti del padre morto comprensibile solo
Uno degli autori greci che si riferiscono esplicitamente di Alessandria che mise in versi il racconto biblico dellE- volta luccello unico al mondo vissuto dieci secoli, cos nella prima delle due versioni, quella di Manilio tal-
allEgitto, Orapollo, dir ancora nei suoi Geroglifici ( sodo: il favoloso uccello, di cui ci resta unampia descri- la nuova Roma ha deposto il suo vetusto aspetto e ha volta inclusa abbastanza incongruamente anche nella
secolo d.C.) che gli egiziani quando vogliono simboleg- zione, sarebbe stato incontrato dagli ebrei nelloasi di assunto il volto del suo sovrano. Ancor pi esplicito seconda, quella che lo fa rinascere dalle ceneri. In ogni
giare uninondazione raffigurano la fenice, perch essa Elim. Nel secolo, invece, le sue menzioni si intensificano Stazio che, nellepicedio del pappagallo di Meliore, ne caso, nel secolo d.C. il mito della fenice appare ormai
simbolo del sole. La ragione di questo ruolo del benu ventuno in dieci autori diversi, secondo i calcoli di Van paragona il rogo funebre a quello del mitico uccello: Le pienamente sviluppato, anche se la frammentariet delle
sta nel fatto che al momento della creazione esso spicc il den Broek e la fenice fa la sua apparizione anche nella sue tenere piume sono impregnate di assirio amomo e fonti precristiane induce a ritenere che lorigine dei suoi
volo dalla collina primordiale, la prima cosa a emergere letteratura latina. In questo abbondante materiale lettera- respirano lincenso degli arabi e lo zafferano dei siculi, n elementi fondamentali sia molto pi antica: gli autori che
dalle acque del caos. rio, si possono distinguere abbastanza agevolmente due pi sontuosamente, sfinita dalla sua inerte vecchiaia, vi fanno riferimento, del resto, si limitano ovviamente a
Se si confrontano questi dati frammentari relativi al benu diverse versioni del mito. La prima era sviluppata in un salir sul rogo la fenice. Secondo questa versione che menzionare solo i dati pertinenti al loro discorso, dando
egiziano con il mito della fenice sviluppatosi successiva- perduto poema sulla fenice composto, al tempo di Silla, ha poi prevalso ed diventata quella corrente luccello, per scontato il resto.
mente nel mondo classico, appaiono dunque numerosi dal senatore romano Manilio: ne possiamo ricostruire il giunto a una estrema vecchiaia, si adagia in un nido pieno Il carattere principale della fenice classica senza dubbio
punti di contatto: entrambi gli uccelli hanno natura sola- contenuto grazie a un riassunto fornito da Plinio nel di aromi preziosi e vi si incendia, per effetto del calore quello di essere un uccello solare. Sotto questo aspetto,
re e sono stati collegati alla citt di Eliopoli, entrambi libro della Naturalis historia. Pur essendo in gran parte solare o per virt intriseca degli aromi; dalle ceneri che ne sono evidenti i suoi rapporti con il benu egiziano (segna-
sono associati a un ciclo di morte e di resurrezione, riconducibile alla notizia di Erodoto, la narrazione di restano nasce infine la nuova fenice. Alcuni autori antichi lati anche dal frequente riferimento alla citt di Eliopoli);
entrambi sono raffigurati talvolta sulla sommit di un Manilio pi completa e probabilmente riflette in modo furono ben consapevoli dellesistenza di tradizioni diver- secondo Van den Broek, tuttavia, essa avrebbe piuttosto
colle (oppure di un albero: il salice nel caso del benu, la pi fedele la versione originaria della leggenda: se relative al favoloso uccello. Il problema si pose in par- la sua origine nella diffusa concezione orientale
palma in quello della fenice), entrambi possono rappre- ticolare ad Artemidoro, alle prese con linterpretazione di delluccello del sole, che nel mondo miceneo era pre-
sentare la vita dopo la morte, entrambi sono connessi Il primo fra i romani che abbia parlato della fenice, mostrando la un sogno in cui esso compariva. Nel suo Libro dei sogni valentemente il grifone (po-ni-ke, da cui egli fa derivare il
allidea dellorigine del mondo e di eventi che la ripetono massima esattezza, Manilio, quel senatore famoso per la sua ( secolo d.C.) egli scrive: greco phonix): si tratterebbe dunque di una creazione
periodicamente. Lo stesso nome greco phonix stato grande scienza che non gli era stata insegnata da nessuno. Nessu- puramente greca. Comunque sia, il suo rapporto con il
no, egli dice, lha mai vista mangiare; in Arabia, sacra al Sole;
fatto derivare da alcuni studiosi da benu (pronunciato vive cinquecento quarantanni; quando diventa vecchia, costrui- Riguardo alle storie che hanno due versioni poich alcuni dicono sole costantemente indicato nelle fonti: animale sacrum
*boin o *boine). Molto diverso invece, fin dalla descri- sce un nido con dei ramoscelli di cannella e di incenso, lo riempie che le cose stanno in un modo e altri in un altro, farai bene a Soli lo dichiarano Manilio e Tacito, mentre Orapollo
zione di Erodoto, laspetto fisico della fenice greco-roma- di aromi e su di essi muore. Poi dalle sue ossa e dal suo midollo seguirne una pensando che si realizzer, anche se poi dovessi afferma esplicitamente che la fenice simbolo del
nasce dapprima una specie di vermicello, che in seguito diventa ingannarti; ma meglio conoscere ed esporre entrambe le versio-
na rispetto a quello del benu, che nel periodo pi antico ni. Ad esempio, un tale sogn di dipingere luccello fenice; e le- sole. Come ha mostrato Marcel Detienne, questo lega-
un uccellino; incomincia con il rendere gli onori funebri a quella
rappresentato come un airone con due lunghe penne che lha preceduta, quindi porta lintero nido in prossimit della giziano che narrava questo sogno disse che costui giunse a tale me trova conferma anche nella sua stretta affinit e quasi
dietro il capo. Infine, sono completamente assenti nel Pancaia, nella citt del Sole, dove la depone sopra un altare. punto di miseria, che alla morte di suo padre egli per lestrema consustanzialit con gli aromi di natura ignea in par-
simbolo del benu alcuni dei tratti pi caratteristici del povert se lo caric sulle spalle e lo port cos alla sepoltura: ticolare il cinnamomo, la mirra e lincenso di cui essa
infatti la fenice seppellisce il proprio padre. Se in effetti il sogno
posteriore mito classico, come la morte nel fuoco e la Se qui descritta per la prima volta la morte e la rinasci- avesse avuto questo esito, lo ignoro; ma certo quello lo interpre- riempie il suo nido prima di decomporsi o di incendiarsi,
periodica apparizione a un preciso intervallo di anni. Si ta della fenice, non fatto per alcun cenno a quelle fiam- tava secondo tale versione della storia. Ma alcuni dicono che la a seconda delle versioni. La natura solare della fenice
pu concluderne che questultimo, a partire da Erodoto me e ceneri che sarebbero diventate gli elementi pi noti fenice non seppellisce affatto il proprio padre; anzi, che non ha assume tutto il suo significato nelle descrizioni che la met-
tono in rapporto con il ciclo giornaliero o annuale della-
stro. Si gi accennato alla Apocalisse greca di Baruc, nella
quale il profeta, guidato da un angelo, assiste al levarsi del
sole preceduto sullorizzonte dalla fenice (descritta come
un uccello grande come nove montagne), che accom-
pagna lastro cinto da una corona doro lungo tutto il
suo percorso diurno, facendo da schermo ai suoi raggi
perch non brucino gli esseri viventi sulla terra; luccello-
satellite riappare, stremato dal calore che ha dovuto fil-
trare per tutta la giornata, allora del crepuscolo, mentre
gli angeli tolgono al sole la sua corona per rinnovarla.
Riappare qui lidentificazione tra luccello e il pianeta
Venere, che rinvia al benu egiziano e si ritrova anche nei
frammenti di un poema del secolo a.C., il Pterygion
phoenicis (lala della fenice) di Levio, dove la fenice defi-
nita accompagnatrice e ancella di Venere.
Assai pi frequente tuttavia lassociazione del favoloso
uccello a un lungo ciclo danni, sulla cui durata peraltro
le fonti divergono. Proprio alla determinazione di un
esteso periodo di tempo legata la prima menzione della
fenice nella letteratura greca, quella del frammento di
Esiodo. Si legge qui che la fenice vive nove volte pi del
corvo, cio novecentosettantadue generazioni: questa
cifra che corrisponderebbe, secondo complessi calcoli,
a un mese del secondo dei quattro periodi del mondo
stando a una antichissima dottrina cosmologica di origine
babilonese (strettamente connessa alla dottrina indiana
degli yuga) fu poi indicata come corrispondente alla
durata delle peregrinazioni che lanima deve compiere
dopo la morte, secondo la dottrina orfico-pitagorica della
metempsicosi, prima di una nuova incarnazione. Erodo-
to, seguito da numerosi altri autori, fornisce, come si
visto, la cifra di cinquecento anni. Vicino al suo il dato
che offriva il perduto poema di Manilio, cinquecentoqua-
ranta anni, che corrisponderebbe esattamente in base al
calcolo su base sessagesimale di origine mesopotamica
alle novecentosettantadue generazioni di Esiodo e di
cui cinquecento rappresenterebbe un arrotondamento.
Marziale e Plinio indicano invece una durata di mille anni
(a sua volta arrotondamento di novecentosettantadue?),
La fenice sul rogo. Affresco della catacomba di Priscilla,
che si trova riferita alla fenice o a uccelli corrispondenti
cappella greca, a Roma, prima met del III secolo d.C. anche in testi ebraici, copti, persiani e turchi (per esem-
(foto Pontificia commissione di archeologia sacra, Roma) pio nel Bereshit Rabbah si legge che il hol, la fenice ebrai-

Fenice in una pittura parietale della taverna di Euxinus


a Pompei, con la scritta PHOENIX FELIX ET TU, I secolo d.C.
(Pompei, Depositi archeologici, inv. )

Fenice in un affresco del tempio di Iside a Pompei, I secolo d.C.


(Napoli, Museo archeologico di Napoli, inv. )
ca, vive mille anni, ed alla fine dei mille anni il suo corpo
si consuma, le sue ali si spennano e rimane di esso come
un uovo e poi tornano a riscrescere le sue membra).
Quanto a Tacito, a conoscenza di due tradizioni diver-
se: una quella erodotea, che fa vivere la fenice cinque-
cento anni, laltra, invece, fissa a millequattrocentosessan-
tuno anni, n pi n meno, la durata della sua vita. Se
questultima cifra si riferisce al cosiddetto periodo sotia-
co (lintervallo di tempo necessario perch la stella pi
luminosa del cielo, Sothis o Sirio, torni a sorgere insieme
al sole nel primo giorno dellanno secondo il calendario
egiziano), le altre stanno in vario modo a indicare il
Grande Anno, ossia il ciclo al termine del quale secon-
do la cosmologia classica il sole, la luna, i pianeti e le
stelle fisse completano la loro corsa e ritornano alla posi-
zione di partenza. Manilio fa del resto coincidere espres-
samente la vita della fenice con il Grande Anno: Secon-
do lo stesso Manilio scrive Plinio la rivoluzione del
Grande Anno coincide con la vita di questo uccello e il
suo ritorno segnato dallo stesso ciclo di stagioni e di
costellazioni. Essa diventa cos simbolo dellapokatasta-
sis, del periodico rinnovamento delluniverso che segue la
sua distruzione alla fine di ogni ciclo e d inizio a una
nuova et delloro. Lo afferma esplicitamente Orapollo,
riferendosi alla tradizione egiziana: Quando [gli egizia-
ni] vogliono simboleggiare il grande rinnovamento ciclico
degli astri raffigurano la fenice; alla sua nascita, infatti, ha
luogo un rinnovamento delle cose.
Il rapporto fra rinascita della fenice e rinnovamento del
mondo o ritorno dellet delloro ha fatto s che la pre-
senza del rarissimo uccello sia stata spesso associata, a
Roma e nellEgitto ellenistico, allavvento di un nuovo
sovrano. Nella sua notizia Tacito scrive:

Sotto il consolato di Paolo Fabio e di L. Vitellio [ d.C.], dopo


un lungo spazio di secoli, giunse in Egitto la fenice, offrendo cos,
ai pi dotti di quel popolo e dei greci materia di lunghe disserta-
zioni []. diffusa credenza che essa [la vita della fenice] duri
Moneta di bronzo dellimperatore Costanzo II recante cinquecento anni; vi sono poi coloro che credono che fra luna e
sul rovescio una fenice nimbata sopra un globo, - d.C. laltra apparizione passino millequattrocento sessantuno anni e Fenice nimbata sopra una palma (lAlbero della Vita)
(Padova, Museo Bottacin, collezione Ravazzano) che le fenici apparse in precedenza siano state prima sotto il in una rappresentazione della Gerusalemme celeste.
regno di Sesoside, poi sotto quello di Amaside e che pi tardi, Roma, mosaico absidale della basilica di San Giovanni
Moneta di bronzo dellimperatore Costante recante sul rovescio sotto il regno di Tolomeo della dinastia macedone, essa vol in Laterano, circa, ma riproducente in qualche misura
una fenice posta su un mucchio di rocce di forma piramidale, nella citt di Eliopoli, seguita da uno stormo di altri volatili, un mosaico databile allepoca di Costantino
- d.C. (Padova, Museo Bottacin, serie romana inv. ) ammirati del suo strano aspetto. Fatti cos lontani sono, tuttavia, (foto Pontificia commissione di archeologia sacra, Roma)
oscuri; fra Tolomeo e Tiberio vi furono meno di duecentocin-
quantanni, per cui alcuni credettero che questa fenice fosse ine-
sistente e che non fosse neppure mai venuta dalle terre degli
arabi, e che non avesse mai compiuto nessuno di quegli atti, che
la tradizione ha affermato.

Anche Plinio riporta informazioni analoghe:


Cornelio Valeriano riferisce che la fenice vol in Egitto sotto il
consolato di Q. Plauzio e di S. Papinio [ d.C.]. Fu persino por-
tata a Roma, durante la censura dellimperatore Claudio, nellan-
no di Roma ed esposta al Comizio, fatto attestato dagli Atti,
ma nessuno mette in dubbio che si trattava di una falsa fenice.

probabile che le due apparizioni descritte da Tacito e


da Plinio si riferiscano allo stesso evento, che il primo
avrebbe datato erroneamente due anni prima. Bench
entrambi gli autori manifestino un profondo scetticismo
circa lautenticit delluccello e degli atti prodigiosi che
gli venivano attribuiti, evidente che questa presunta
apparizione della fenice, come le precedenti, rientra in un
preciso disegno propagandistico: quello del nuovo sovra-
no che intende suggerire la coincidenza fra il suo avvento
al trono e linizio di una nuova et delloro. Nel caso di
Claudio, a questo riferimento si aggiunge anche la cele-
brazione del nuovo saeculum che iniziava nella storia di
Roma. Questuso politico del simbolo della fenice allo-
rigine della sua raffigurazione in numerose monete roma-
ne. Proprio quando Tacito scriveva i suoi Annali, lim-
peratore Adriano fece coniare in onore di Traiano divi-
nizzato una moneta, sul cui rovescio raffigurata una
fenice, simile a un trampoliere e con il capo nimbato, che
simboleggia la pietas di Adriano nei confronti del prede-
cessore e la promessa di essere per i suoi sudditi come un
nuovo Traiano. Lo stesso imperatore riprodusse in altre
due monete limmagine della fenice. La prima di esse
(coniata nel - d.C.) raffigura, sul circolo dello
zodiaco, Adriano oppure il genio del tempo che
regge un globo sormontato da una fenice, con la legen-
da saec aur (et delloro): rappresentazione che diven-
ter frequente in monete successive. Nel - d.C. il
suo erede Antonino Pio riprese limmagine della fenice
in una moneta sul cui rovescio essa ritratta in modo
simile a quella di Adriano in onore di Traiano, accom-
pagnata dalla legenda (eternit, ma anche

Fenice nimbata sopra una palma (particolare).


Roma, mosaico della chiesa dei Santi Cosma e Damiano,
catino absidale, - d.C. (foto S. Fabi e M. Mancini, Roma)
Pavimento musivo raffigurante una fenice nimbata
Fenice nimbata sopra una palma (particolare). sopra una pila di rocce di forma piramidale.
Roma, mosaico della basilica di Santa Prassede, - d.C. Dafne (presso Antiochia), fine del V secolo d.C.
(foto S. Fabi e M. Mancini, Roma) (Parigi, Muse du Louvre)
Grande Anno, di cui Censorino annunciava il rinno- testo afferma che si tratt della decima volta che luccel- Abbastanza simile quella fornita circa un secolo dopo
vamento per quel ). Circa un secolo pi tardi, fra il lo si sacrific dal principio del mondo: poich la durata dal romanziere greco Achille Tazio nel suo Leucippe e Cli-
e il d.C., Treboniano Gallo ed Emiliano coniaro- della sua vita qui fissata a cinquecento anni e poich tofonte, dove la raggiera di penne sul capo esplicita-
no due monete sulle quali la fenice che sormonta il bisogna calcolare che altri cinquecento anni abbiano mente paragonata ai raggi del sole:
globo accompagnata rispettivamente dalle legende preceduto il sacrificio di Abele, la nascit di Ges sareb-
aeternitas e Roma aeterna. Altrettanto significativi sono be dunque avvenuta cinquemilacinquecento anni dopo Fenice il nome di questo uccello, etiope di nascita, della gran-
i medaglioni in bronzo con i quali Costantino volle com- la creazione del mondo, unidea frequente nella lettera- dezza quanto un pavone: per il colore il pavone viene secondo in
memorare nel d.C. i suoi ventanni di regno: qui egli tura cristiana antica. Come nelle monete di Adriano e di bellezza. Le ali sono un misto di oro e di porpora: vanta il Sole
come suo padrone, e il suo capo lo attesta, giacch gli fa da coro-
rappresentato in trono con lo scettro, nellatto di offri- Antonino Pio, la fenice considerata in questo sermone na un cerchio magnifico, e questa corona costituita dal cerchio
re il globo sormontato da una fenice nimbata di raggi al il simbolo di un grande rinnovamento storico. Ogni sua il simbolo del sole. di colore cianeo, simile a quello delle rose,
Cesare che gli sta davanti, con la legenda Gloria saeculi apparizione segna infatti linizio di una nuova era nella bello alla vista, ha una chioma di raggi, ed questa raggiera di
Virtus Caess (Gloria del secolo, valore dei Cesari). storia della salvezza: con Abele ha inizio il periodo ante penne simile ai raggi del sole nascente.
Non forse casuale che questi medaglioni commemora- legem, con Mos quello sub lege, con Ges quello sub
tivi siano grosso modo contemporanei al grande poema gratia. Il testo afferma che dopo la nascita di Ges, nes- Uno dei tratti pi caratteristici e costanti della descrizione
di Lattanzio, il De ave Phoenice, che tuttavia non pre- suno ha mai pi visto questo uccello fino al giorno pre- della fenice proprio questo nimbo o questa corona di
senta espliciti riferimenti politici. Anche i figli di sente. raggi (abitualmente sette) sulla testa. Esso riflette proba-
Costantino, Costante e Costanzo , fecero coniare delle Alla natura solare della fenice strettamente legata anche bilmente una tradizione iconografica precedente, testimo-
monete che mostrano la fenice posta ora su un globo, la sua rappresentazione fisica che, come si visto, si dif- niata dalla moneta fatta coniare nel d.C. da Adriano,
ora su una piramide di rocce. Di poco precedenti al ferenzia fin dal principio da quella del benu egizio. La pi dove la fenice appunto raffigurata con il capo nimbato.
poema di Claudiano, Phoenix (scritto fra il e il antica descrizione che ci sia stata conservata quella di Tale tradizione sembra essere nata nel secolo d.C. in Egit-
d.C.), sono infine le monete fatte coniare dagli impera- Ezechiele il Tragico: to, dove anche altri animali solari incominciarono a essere
tori Graziano, Valentiniano e Teodosio : in esse il sim- raffigurati con una corona di raggi: cos appare, per esem-
bolo della fenice intende essere una affermazione della Abbiamo scoperto uno strano animale, pio, il benu nel cosiddetto abito liturgico di Saqqara. Esi-
continuit del potere imperiale, allora gravemente meraviglioso, quale non vide mai alcun mortale. ste peraltro una precisa corrispondenza fra questa corona
Era grande circa il doppio di unaquila.
minacciato dai goti. Il suo piumaggio era di svariati colori, e il disco solare presente sopra la testa del benu in alcune
Lassociazione dellunica avis allidea di un grande rin- la porpora si spandeva su tutto il petto, rappresentazioni risalenti al Nuovo Regno. Per quanto
novamento cosmico presente anche nella simbologia le zampe erano vermiglie e, intorno al collo, riguarda il resto del corpo, prevalgono nettamente i due
cristiana. In un Sermone su Maria copto, risalente al si formava un collare di piume color zafferano. colori oro e rosso, i colori dellaurora gi indicati da
secondo quarto del secolo d.C., sono infatti descritte La sua testa era simile a quella dei nostri galli. Erodoto; ma sia nei testi sia nelliconografia si registrano
I suoi occhi avevano riflessi di smeraldo:
tre successive apparizioni della fenice in tre momenti la pupilla fiammeggiava come una rossa cocciniglia. innumerevoli varianti circa la loro distribuzione sul corpo
fondamentali della storia sacra. La prima, afferma il Il suo canto era il pi armonioso di tutti: delluccello. In molte descrizioni appaiono anche il rosa, il
testo, ebbe luogo in occasione del sacrificio di Abele: il sembrava il re di tutti gli esseri alati. giallo, il verde e il blu (che talvolta il colore del nimbo,
fuoco che discese allora dal cielo per consumare loffer- Non si poteva dubitarne, perch tutti gli uccelli, come nei mosaici dei Santi Cosma e Damiano e di Santa
rispettosamente, si lanciavano insieme dietro di lei.
ta incendi anche la fenice. La seconda avvenne quando Essa avanzava davanti a loro, fiera come un toro,
Prassede a Roma). Nel De ave Phoenice di Lattanzio e nel
Mos guid gli ebrei fuori dallEgitto: in questa circo- con passo rapido e maestoso. Libro di Enoc slavo (cap. ) presente inoltre un parago-
stanza luccello si mostr sul tempio di On, la citt del ne fra le penne delluccello e larcobaleno, paragone che si
Sole. Questa seconda apparizione deve essere probabil- In ambito latino una delle descrizioni pi complete trova anche nella descrizione del simurgh-anka persiano.
mente ricollegata alla narrazione contenuta nella Exa- quella di Plinio, che riprende anchegli il paragone ero- Frequenti sono poi le menzioni di pietre preziose come
gog di Ezechiele il Tragico, secondo cui gli ebrei come doteo con laquila: lo zaffiro e lo smeraldo che rinviano certamente a sug-
si visto avrebbero incontrato la fenice durante leso- gestioni orientali. In questo senso significativa la descri-
do dallEgitto. La terza apparizione, infine, ebbe luogo Si dice che abbia la grandezza dellaquila, uno scintillante collare zione che chiude il poema di Claudiano e in cui la fenice
doro, il resto del corpo di porpora, penne rosa che spiccano sul- Fenice nimbata graffita su di una lastra marmorea.
alla nascita di Ges a Betlemme: questa volta la fenice si lazzurro della coda, la gola decorata di piume e la testa di un accompagnata dagli altri uccelli ritratta come un genera- Roma, catacombe di San Callisto, met del IV secolo d.C.
incendi sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme. Il ciuffo di penne. le parto scortato dai suoi cavalieri: (foto Pontificia commissione di archeologia sacra, Roma)
Tale il partico re del biondo Tigri guida
barbare torme: e con un ricco ornamento di gemme
decora con ostentazione il capo di corone regali,
regge il suo destriero con aureo freno; labito tinto di porpora
ricamato dago dAssiria e orgoglioso per il comando
con alto imperio insuperbisce tra le schiere soggette.

Quasi tutti gli elementi che caratterizzano la fenice come


uccello sacro al sole si ritrovano nella descrizione di altri
uccelli di natura solare come laquila e il pavone, ai quali
come si visto frequentemente paragonata. Ma essa
presenta anche straordinarie analogie con i due misterio-
si uccelli solari lorion e il catreus descritti da Eliano e
da Nonno, che li collocano in India, con il simurgh-
anka arabo-persiano e con il gallo cosmico orientale. Ci
confermerebbe lipotesi secondo la quale il mito classico
della fenice riprenderebbe una tradizione orientale
riguardante il simbolo delluccello del sole. Questa tra-
dizione si sarebbe saldata con elementi provenienti dal
simbolo del benu egiziano in quel grande crogiolo di reli-
gioni e di culture che era allora Alessandria dEgitto, alla
quale rinviano numerosi autori o testi concernenti il
mito.
Una sua mirabile sintesi si legge nel gi citato carme attri-
buito a Lattanzio ( secolo d.C.), dove tutti i dati tradi-
zionali comprese le due versioni della morte e della
rinascita sono fusi in una narrazione visionaria ed enig-
matica. Lo scrittore racconta che la fenice nasce in un
luogo beato situato a Oriente, il boschetto del Sole, esen-
te da ogni male umano e al centro del quale scaturisce una
fonte che lo inonda dodici volte allanno: unico al mondo,
luccello segue costantemente il suo signore Febo nel suo
corso, segnando le ore diurne e notturne. Trascorsi mille
anni, la fenice sente il suo corpo appesantito dalla vec-
chiaia e parte per il nostro mondo allo scopo di rinnovar-
si; giunge cos in Siria (che da essa avrebbe ricevuto il
nome di Fenicia), sceglie unalta palma (albero che le
dovrebbe il suo nome greco phonix) e vi costruisce in
Fenice. Roma, mausoleo di Santa Costanza cima il nido: il nido ossia il sepolcro: | infatti muore per
(foto S. Fabi e M. Mancini, Roma) vivere ancora, creando se stessa. Dopo averlo riempito
con i pi preziosi aromi orientali, si immerge per dodici
Fenice nimbata che arde.
Mosaico proveniente dalla basilica di Aquileia, volte in unonda sacra e si installa nel nido stesso, atten-
seconda met del IV secolo d.C. dendo il sorgere del sole. Allo spuntare del primo raggio,
(Aquileia, Museo archeologico) rivolge allastro un canto sacro; poi, quando il disco sola-
re si interamente svelato, lo saluta tre volte battendo le il mito in s sia per la sua cornice, a cominciare dalla gi nel mondo gli arconti, i quali avevano maledetto la allorigine. Dopo aver seppellito suo padre, la giovane fenice
ali, spande sul proprio corpo i profumi che aveva raccol- lunga descrizione iniziale del locus amoenus in cui dimo- sua co-immagine, lautore prosegue: ritorna verso la patria dorigine; cos, lo gnostico, al termine della
sua apodmia nel mondo, ritorna al luogo da cui venuto.
to e si infiamma, colpita da un raggio celeste che si con- ra luccello, descrizione nella quale le allusioni al Para- Uccello di ogni giorno, ma anche presente allorigine e alla fine,
giunge al calore scaturito dal suo stesso corpo: rapita da diso ebraico e cristiano si intrecciano con gli influssi Lei [Sofia Zoe] mand un uccello affinch fossero nel loro la fenice signora del tempo. quindi abilitata a svolgere il ruolo
una morte vitale genitali morte si riduce cos in cene- classici in particolare quello della mitica Pancaia mondo i mille anni del Paradiso, un animale pieno di vita, detto di tipo o di testimone dellesistenza giusta e felice, sia nellet del-
la fenice. Esso muore e si ravviva quale testimonio del giudizio loro che nella parusia []. Uccello delle palme e del sole, dive-
re. Ma la natura inumidisce questa cenere, la condensa e descritta da Diodoro Siculo e da Pomponio Mela, che ne contro di essi, poich agirono ingiustamente verso Adamo e la sua
la feconda: ne esce cos una larva lattiginosa senza mem- fa proprio lhabitat della fenice. Tuttavia Lattanzio teo- nuto, dopo aver percorso i tre momenti del tempo, testimone del-
stirpe fino al termine dellene. lesistenza giusta, la fenice il simbolo perfetto dello gnostico,
bra, che a poco a poco cresce assumendo la forma di un rizz esplicitamente nelle Divinae Institutiones linter- Fino al termine del mondo vi sono tre uomini con le loro stirpi: il anche lui viaggiatore in paese straniero, ma che sempre si ricorda
uovo: da questo, terminato il periodo di incubazione, esce pretazione cristiana dei miti classici, i cui racconti favo- pneumatico dellene, lo psichico, e il terrestre. della sua patria e vi fa ritorno.
infine la nuova fenice. Questa cresce, nutrendosi solo del losi vanno considerati a suo giudizio come una prefigu- Allo stesso modo tre sono le fenici del Paradiso: la prima
immortale; la seconda dura mille anni; della terza scritto, nel
nettare piovuto dal cielo e, una volta divenuta adolescen- razione delle verit cristiane e diventano cos un Antico Libro Sacro, che sar consumata.
te, ritorna al proprio paese scortata dal coro di tutti gli Testamento dei pagani. Certo la fenice qui, in gene- Allo stesso modo, vi sono tre battesimi: il primo pneumatico; il La simbologia cristiana
esseri alati; prima, per, avvolge i resti paterni in un globo rale, un simbolo di resurrezione. Ma considerato il forte secondo di fuoco; il terzo di acqua.
di mirra, di balsamo e di incenso e li porta a Eliopoli, accento che lo scrittore pone sulla sua androginia e ver- Gi dal secolo d.C. la fenice era entrata a pieno titolo
deponendoli sopra laltare del santuario. Qui tutti accor- ginit, possibile che egli intenda fare riferimento in Dopo aver ricordato la tripartizione antropologica degli nella simbologia cristiana. Il pi antico testo che la men-
rono a vedere la meravigliosa creatura: le sue piume sono modo pi specifico alluomo escatologico reintegrato gnostici (pneumatici, psichici, ilici), lo scrittore paragona zioni lapocrifa Lettera ai Corinzi di Clemente Romano
vermiglie, con riflessi dorati e iridescenti; il suo becco dopo la resurrezione nella sua pienezza e perfezione ori- dunque le tre fenici del Paradiso (quella immortale, (- d.C.), dove luccello citato come argomento a
risplende come avorio e diamante, i suoi occhi brillano ginaria, nella condizione di immortalit che gli apparte- quella che dura mille anni e quella che sar consuma- favore della resurrezione della carne. Scrive Clemente:
come due ametiste che proiettano una fiamma scarlatta, il neva nel Paradiso terrestre; nello stesso tempo egli ta) ai tre battesimi: pneumatico, di fuoco e di
suo capo circondato da un nimbo di raggi che riprodu- potrebbe aver fatto della fenice un simbolo del virgo, del acqua. Le tappe progressive della conversione sono cos Carissimi, notiamo come il Signore ci mostri di continuo la futu-
ra resurrezione di cui ci diede come primizia il Signore Ges Cri-
ce il sole, il suo passo lieve e maestoso. Dopo che stata cristiano che grazie alla purezza della sua vita, esente da segnate dalle diverse fasi che alcune fonti quale il poema sto risuscitandolo dai morti. Osserviamo, carissimi, la resurrezio-
scolpita la sua immagine e inciso il giorno del suo avven- ogni rapporto sessuale, realizza leschaton gi in questa di Lattanzio assegnano al rinnovamento della fenice: ne che avviene di volta in volta. Il giorno e la notte ci mostrano la
to, la fenice riparte per la sua dimora scortata per un esistenza terrena. Non diversa sembra essere la simbo- immersione nellacqua, incendio nel fuoco, rinascita. resurrezione; cessa la notte e sorge il giorno; se ne va il giorno e
breve tratto dagli altri uccelli. Il poema si conclude con logia implicita in varie sue raffigurazioni paleocristiane Uccello unico, che compendia in s i tre momenti del sopraggiunge la notte. Prendiamo i frutti. In che modo e in qual
alcuni versi che esprimono efficacemente il nucleo essen- come il graffito della Catacomba di Priscilla a Roma o il tempo, essa ha naturalmente il suo habitat nel Paradiso, parte germoglia il seme? Usc il seminatore e gett nella terra i
semi; secchi e nudi caduti nella terra si dissolvono. Poi la gran-
ziale di tutto il mito feniceo: mosaico della Basilica di Aquileia, che alludono alla terra delle origini e regno escatologico, qui identificato dezza della provvidenza del Signore li fa rinascere, e da uno solo
resurrezione della carne e alla vita nel Paradiso o nella con lEgitto: Questi grandi segni spiega il testo crescono molti e portano frutto.
Fortunato per la sua sorte e la sua fine, luccello Gerusalemme celeste. Questa interpretazione trova apparvero soltanto in Egitto. Nessunaltra regione con-
a cui Dio accord di nascere da se stesso! sostegno anche in uno scritto apocrifo di chiara ispira- trassegnata cos da assomigliare al Paradiso di Dio. In Segue la narrazione del mito feniceo, presentato nella ver-
Femmina o maschio, o senza sesso alcuno,
felice di non obbedire alle leggi di Venere. zione encratita, la Lettera di Tito discepolo di Paolo (- definitiva la fenice che riunisce in s tutti gli opposti: sione erodotea e perci senza alcun riferimento al rogo e
Per lui, Venere la morte, il solo piacere nella morte: secolo d.C.), dove la fenice appunto evocata come un origine e fine, vita e morte, Oriente e Occidente, maschio alla rinascita dalle ceneri. E Clemente conclude:
al fine di poter nascere, aspira subito a morire. simbolo di verginit: e femmina diventa nellOrigine del mondo una figura
Prole a se stessa, padre e suo stesso erede, dello gnostico, che ha operato in s la congiunzione degli Riteniamo, dunque, cosa grande e straordinaria che il creatore
nutrice di s e sempre alunna di se stessa. delluniverso operer la risurrezione di coloro che lo hanno servi-
La fenice identica a s, non per la medesima,
Uomo, che non capisci proprio per nulla i frutti di giustizia, per- estremi e raggiunto la condizione perfetta di monachos. Si to santamente nella sicurezza di una fede sincera. Non ci com-
ch Dio ha creato luccello fenice e non gli ha dato alcuna fem- legge infatti:
giunge alla vita eterna col bene della morte. prova anche in un uccello la grandezza della sua promessa?.
mina, ma lo lasci solitario? chiaro! Per manifestare che i santi
devono rimanere nello stato giovanile di eunuchi volontari senza Ma il verme generato dalla fine anche un uomo; a suo riguardo
Dubbio rimane il significato simbolico del racconto di alcuna comunione con la femmina, e la sua resurrezione prote- La stessa idea fu ripresa e magnificamente sviluppata da
Lattanzio. In un apologeta come lui ci si attenderebbe sar scritto: Il giusto crescer come fenice; ora la fenice prima Tertulliano nel suo trattato De resurrectione mortuorum
sa alla vita. appare viva, poi muore, e risorge nuovamente, essendo essa un
un riferimento alla resurrezione dei corpi o a quella di segno per colui che si manifester al termine dellene. (scritto fra il e il d.C.). Anche Tertulliano, per soste-
Cristo, che altri scrittori cristiani avevano gi paragona- A queste idee pu essere in qualche modo avvicinata la nere la tesi della resurrezione futura, parte dallosservazio-
to a quella della fenice. Ma nel poema assente qualsia- simbologia esoterica della fenice che figura in uno dei Ha osservato in proposito Michel Tardieu: ne della natura che continuamente distrugge per rinnova-
si interpretazione esplicita in questo senso. Non solo: il testi gnostici di Nag Hammdi, la cosiddetta Origine del re, con lalternanza del giorno e della notte, quella delle sta-
testo dipende in larga misura da modelli profani sia per mondo (, ). Dopo aver narrato che la Sofia Zoe scacci Lapocatastasi, che rigenerazione escatologica, anche ritorno gioni e con il ciclo di morte e di rinascita nella vegetazione:
Meraviglioso il modo: conservatrice da rapinatrice, afferra per luccello chiamato fenice. Esso, come scrive Clemente e i pi nar-
restituire, distrugge per custodire, uccide per vivificare, per rein- rano, unigenito e venendo nella terra dEgitto a intervalli di cin-
tegrare danneggia, per ingrandire, prima sbriciola, se vero che quecento anni dimostra la resurrezione. [La dimostra] non nei
restituisce tutte le cose pi ricche e pi belle di quando le ha luoghi deserti, ma perch sia conosciuto il mistero che avviene in
distrutte, davvero, con una distruzione che un profitto, con una citt illustre in modo che lincredibile sia toccato con mano.
unoffesa che unusura e con un danno che un lucro. Mi basti Costruitosi un nido di mirra, di incenso e di altri aromi in un ciclo
dirlo una volta sola: tutto quanto luniverso ricorrente: tutto completo di anni, entratovi, agli occhi di tutti muore e imputridi-
quello che tu incontri, stato, tutto quello che perderai, sar: sce. Poi dalla putrefazione della carne morta, nasce un verme e
niente non sar una seconda volta: tutto quanto ritorna nel suo questo crescendo prende la forma di un uccello []. Poi la sud-
stato dopo che se ne allontanato, tutto quanto incomincia quan- detta fenice, mettendo le penne e divenuta perfetta quale era la
do ha finito, tutto finisce perch possa nascere: niente perisce se prima fenice, vola nellaria, come anche quella che era morta,
non per salvarsi. mostrando agli uomini apertamente la resurrezione dei morti.
Meraviglioso uccello la fenice, ma uccello irragionevole che mai
Ma lo scrittore africano, prevenendo una possibile obie- canta a Dio. Vola nellaria, ma non sa chi sia lunigenito figlio di
Dio. A questo animale irrazionale che non conosce il suo creato-
zione degli avversari, indica con mossa analoga a quella re data la resurrezione dai morti. A noi, poi, che glorifichiamo
di Clemente un esempio a suo giudizio ancora pi con- Dio e osserviamo i suoi precetti non data la resurrezione?.
vincente: quello appunto, paradossale, della fenice. E
scrive: A questa interpretazione del simbolo se ne affianc pre-
sto una seconda, che accostava la morte e la resurrezione
Se luniverso non ti raffigura a sufficienza il fenomeno della della fenice a quelle di Cristo. Essa fu sviluppata per la
resurrezione, se niente del genere ti sigilla ci che stato creato prima volta nellarchetipo di tutti i bestiari cristiani, il
da Dio, in quanto si sostiene che le singole cose delluniverso
non tanto muoiono quanto cessano e si pensa che esse non tanto Physiologus graecus, redatto nel - secolo d.C. ad Ales-
siano rianimate quanto riformate, accetta il seguente esempio, sandria dEgitto. In esso si legge questa descrizione,
completo e sicuro, che vale per questa speranza, se vero che seguita da uninterpretazione allegorica:
esso riguarda una cosa animata, soggetta tanto alla vita quanto
alla morte. Mi riferisco a quelluccello che tipico dellOriente, Esiste in India un uccello detto fenice: ogni cinquecento anni se
famoso perch unico, straordinario a causa della sua discen- ne va verso gli alberi del Libano, ed empie le sue ali di aromi, e si
denza, il quale, eseguendo di sua spontanea volont il suo fune- annuncia con un segno al sacerdote di Eliopoli, nel mese nuovo,
rale, si rinnova, con una morte che la sua nascita morendo e Nisan o Adar, cio nel mese di Famenth o di Farmouth. Il sacer-
succedendo a se stesso, di nuovo fenice quando non pi oramai dote, avvertito, giunge e carica laltare di sarmenti di vite: luccel-
nessuno, di nuovo lui stesso quando non gi pi, il medesimo- lo allora entra in Eliopoli, carico di aromi, e sale sullaltare, e il
altro. Che cosa c di pi evidente e di pi testimoniato a van- fuoco si accende da s e lo consuma. Lindomani, il sacerdote fru-
taggio di questa causa, o in favore di quale altra cosa esiste una gando laltare scopre nella cenere un verme; il secondo giorno, lo
prova siffatta? Lo dice anche Dio nella sua scrittura: e fiorirai trova divenuto un piccolo uccello, e il terzo, lo trova divenuto un
come una fenice [Sal , ], cio rifiorirai dalla morte, dal tuo uccello adulto; il quale saluta il sacerdote, e se ne va nella propria
funerale, in modo da credere che anche dal fuoco si pu ricava- dimora.
re la sostanza corporea. Che noi valiamo pi di molti passeri, ce Se dunque questuccello ha il potere di uccidersi e di rinascere,
lo ha assicurato il Signore: niente di straordinario, se noi valiamo come possono gli insensati Giudei indignarsi contro le parole
di pi anche delle fenici. del Signore: Ho il potere di deporre la mia anima, e il potere
di riprenderla [Giov , ]? La fenice unimmagine del Sal-
Se Tertulliano sembra riferirsi alla versione del mito che vatore nostro: Egli sceso infatti dai cieli, ha steso le sue due ali,
contempla il rogo della fenice, un secolo e mezzo pi tardi e le ha portate cariche di soave odore, cio delle virtuose paro-
Cirillo di Gerusalemme si rifar esplicitamente allautorit le celesti, affinch anche noi spieghiamo le mani in preghiera, e
facciamo salire un profumo spirituale mediante buoni compor-
di Clemente nella delle sue Catechesi prebattesimali tamenti.
Fenice marmorea, epoca incerta (Museo Pio Clementino, Roma) (circa d.C.). Dopo aver accennato allincredulit dei
La fenice sul rogo accanto al sacerdote. Miniatura del Bestiaire greci riguardo alla resurrezione, cos egli prosegue: Per favorire il paragone con Cristo lanonimo autore
di Guillaume le Clerc (Parigi, Bibliothque nationale de France, che riprende la versione pi corrente del mito, contami-
ms. fr. , fol. v. Foto Bibliothque nationale de France) Dio conosceva tale incredulit degli uomini e per questo cre nandola per con quella erodotea introduce anche un
elemento originale: la scansione in tre giorni della rinasci- che il terzo giorno torn da morte a vita, custodire e proteggere nel giorno della morte Cristo, che dice: la leggenda fa nascere la nuova fenice luccello non
ta (verme, uccellino, uccello adulto), che allude ai tre lo troviamo nella scrittura La mia faretra lo ha protetto. soltanto unimmagine di Cristo, ma diventa una cifra
e per le ali intendiamo Occorre prepararsi al giorno della morte come gi san Paolo che
giorni trascorsi dalla morte alla resurrezione di Ges. i comandamenti della Legge
della stessa natura anagogica dei simboli dissomiglianti,
dice: Ho combattuto onestamente, ho compiuto il corso della
Nellallegoria, il prodigio additato come una prova che si trovano nei due Testamenti. vita e ho conservato la fede. in serbo per me la corona della giu- che dagli abissi della materia ci sollevano fino alle altezze
naturalistica della resurrezione stessa, mentre gli aromi stizia. Ed entr come la buona fenice nel suo rifugio che profu- divine: il simbolo pi sacro paragonato a uno sconcio e
sui quali si incendia luccello sono intesi come un simbo- Ma alcune ampie compilazioni zoologiche del e del mava dellodore del suo martirio. ripugnante verme dal quale una fenice occulta spiccher
lo degli insegnamenti spirituali di Ges. Questa interpre- secolo non dimenticano nemmeno lantica interpretazio- Il rifugio la fede. Occorre riempirlo dei balsami delle virt, che infine, prodigiosamente, il suo volo.
tazione godette di una fortuna immensa nella letteratura ne della fenice come simbolo della resurrezione delluo- sono carit, misericordia e giustizia. Allora luomo pu entrare Ma la pi estesa trattazione sulla fenice che ci abbia
sicuro nella parte pi interna, profumata della soavit delle azio-
come nellarte cristiana sino alla fine del medioevo e mo, per lo pi riferita alla versione erodotea del mito. il ni. Ivi lo trover la morte, rivestito di fede, e le sue ossa saranno lasciato il medioevo il poemetto anglosassone The Phoe-
anche oltre, soppiantando o mettendo in secondo piano caso degli ampi capitoli dedicati alla fenice nel Bestiario feconde, come un ricco e verde giardino i cui semi godono di una nix, contenuto nel celebre Codex o Liber exoniensis (che
la precedente: la fenice divent uno dei simboli per eccel- di Oxford (ms. Ashmole , Bodleian Library), conte- pronta fioritura. si fa risalire agli anni -) e attribuibile a un chierico
lenza di Cristo. Essa ripresa soprattutto nei bestiari, sia nente anche una splendida miniatura delluccello che della cerchia di Cynewulf. La prima parte del testo una
latini che volgari, derivati dal Physiologus, che assicuraro- arde nel suo nido, e nel Bestiario di Cambridge (ms. , , Tra gli svariati sviluppi simbolici che gli scrittori cristiani fedele parafrasi del poema di Lattanzio, nella quale spic-
no quindi un definitivo successo al tema del rogo e della , Cambridge University Library); essi rappresentano del medioevo concepirono intorno alla fenice, uno dei pi cano soprattutto le splendide descrizioni delluccello e
rinascita dalle ceneri. Un tipico esempio costituito dal vere e proprie summae dei suoi significati simbolici in sorprendenti quello che si legge nelle Expositiones in della sua dimora paradisiaca; la seconda, invece, ne svi-
Bestiaire antico-francese di Gervaise ( secolo), dove si ambito cristiano. In questultimo testo si legge: ierarchiam coelestem dellirlandese Giovanni Scoto Eriu- luppa sistematicamente la simbologia cristiana. Lanoni-
legge: gena ( secolo). Riferendosi alla dottrina dello pseudo mo autore interpreta la leggenda nel suo complesso come
La fenice araba prende il nome dal colore purpureo del piu- Dionigi Areopagita secondo la quale gli esseri pi vili una grandiosa illustrazione della storia spirituale delluo-
maggio.
C un uccello che ha nome fenice; uccello singolare e unico, che vive oltre cinquecento anni. sono i simboli pi divini e pi santi perch, evitando ogni mo, dal peccato originale fino alla resurrezione celeste. La
nel sacro scritto troviamo Quando si accorge di essere ormai giunto alla fine della sua esi- rischio di attaccamento alle realt sensibili, si avvicinano terra meravigliosa e inaccessibile in cui abita la fenice
che quelluccello non comune, stenza, con rami di piante aromatiche innalza una pira su cui si maggiormente alle vere negazioni che contraddistin- unimmagine del Paradiso terrestre, in cui Dio pose gli
perch non ne mai esistito che uno. dispone, rivolto ai raggi del sole. Nel rogo cos acceso, e che ali-
[]
guono la forma pi alta di teologia, quella apofatica uomini in principio; la sua partenza da quella dimora,
menta col battito delle ali, la fenice muore volontariamente. Dopo
un uccello che canta molto bene. nove giorni, da queste ceneri nasce un uccello.
Giovanni Scoto scrive: quando si sente opprimere dal peso degli anni, rappre-
Quando ha cinquanta anni La fenice un simbolo di Cristo che depose e fece rivivere la pro- senta quella di Adamo ed Eva che, dopo aver peccato,
cerca un albero, nessuno mai ne dubiti, pria anima. Se la fenice ha questo potere di resurrezione, perch I divini sapienti, ossia i teologi, tramandarono che la Sapienza furono costretti ad abbandonare il Paradiso e dovettero
chiamato libano. dunque gli stolti confutano irosamente le parole del Vangelo: medesima si attribu una forma di verme, forse nel luogo in cui sopportare pene e affanni sulla terra; il nido che si
L trova preziosi unguenti Pace agli uomini. sceso dal cielo il Salvatore. Egli ha riempito per bocca del Profeta detto: Io sono verme e non uomo [Sal
e buoni aromi: , ]. Ci si deve intendere riferito a Cristo, il quale non nato
costruisce su un alto albero il luogo in cui il vero cri-
il Vecchio e il Nuovo Testamento del profumo della sua dolcezza,
sappiate che se ne va tutto carico morto per noi sulla Croce e il terzo giorno risuscitato? da un seme virile ma, allo stesso modo in cui il verme nasce dalla stiano deve ritirarsi per praticare le virt (le erbe e gli
e ne fa un grande mucchio. Di questo uccello e della sua morte esiste anche unaltra versione. semplice natura della terra, ha ricevuto la sua carne dalle viscere aromi con cui formato il nido) e per pregare Dio che lo
Cerca spezie molto efficaci Esso nasce sempre in Arabia e raggiunge la molto longeva et di di una perpetua e incontaminata Vergine. Cos, nulla vi nella liberi da questa vita terrena; il rogo simboleggia la fine del
e buone pietre preziose; cinquecento anni; quando avverte prossima la fine si costruisce natura di pi spregevole di un verme, che nasce dalla semplice mondo, quando tutte le realt materiali periranno nella
ne ammucchia molte da pi parti. un nido di mirra, incenso e altri aromi, nel quale, una volta com- terra, e nondimeno in esso si raffigura lincarnazione del Verbo di
Fa questa raccolta in marzo. pletato il ciclo della sua esistenza, entra e muore. Dalla corruzio- Dio, che supera ogni sensazione e ogni intelligenza []. E tale fiamma e gli uomini, buoni e cattivi, dovranno affrontare
Raccoglie queste cose in un unico luogo, ne del suo corpo nasce un verme che col passare del tempo si rive- mistico verme non forse quello stesso a immagine del quale, il giudizio divino; la rinascita dalle ceneri, infine, rappre-
fa sprizzare il fuoco dalle pietre, ste di ali e assume laspetto della fenice da cui nato. ogni cinquecento anni, nasce un verme dalle ceneri dellarabico senta la resurrezione degli eletti che, purificati dallardo-
prende a far vento con le ali La fenice, pur non essendo dotata di razionalit, e senza ispirarsi uccello, la fenice, che stata consumata dalle fiamme sprigiona- re del fuoco e di nuovo rivestiti di carne, godranno per
finch lo fa accendere bene. agli esempi di chi lha preceduta, ci insegna a credere nella resur- tesi dal suo petto, e torna a rifiorire come prima? Cristo infatti
Si lascia cadere nel fuoco
sempre della beatitudine celeste. La trattazione si conclu-
rezione, di cui rinnova il solenne rito, avvicinandoci alle creature stato consumato dal fuoco della Passione, che aveva accettato di
e l dentro si lascia bruciare completamente. umane. sua spontanea volont e, mirabile verme, disceso allInferno. Ma de con un inno messo in bocca a Giobbe:
Il primo giorno, dovete sapere, Dio non ha permesso alle sue creature di morire in eterno e ha dopo tre giorni ritornato; i suoi Apostoli, che lo avevano visto
quella cenere diventa un verme; voluto rinnovarne lesistenza attraverso il frutto della loro stessa ardere sulla croce, lo videro risorgere in un corpo spirituale e, Io non disdegno nei pensieri del cuore
il secondo giorno quel vermicello corruzione: questo ci ricorda la fenice. Se Dio invia avvertimenti, volando sulle ali della virt, ascendere al Padre suo. di cercare letto di morte nel mio nido,
ridiventa un uccelletto, perch le sue creature si costruiscano un rifugio ove ritirarsi e lo uomo fiaccato nel corpo, di partire abietto di qui
e il terzo giorno riprende forma riempiano di aromi preziosi che cancellino lodore della morte. per lungo viaggio, coperto di polvere,
di fenice ed tutto rinnovato. Anche luomo deve prepararsi un rifugio dove purificher la sua In questa grande pagina che valorizza simbolicamente, triste per antiche azioni, in grembo alla terra,
Quelluccello significa Cristo vecchiaia, adornandola di buone azioni. Linvolucro che lo pu attraverso il riferimento al salmo, anche il verme dal quale e poi dopo la morte per dono del signore

La fenice che arde nel suo nido. Miniatura del Bestiario


di Oxford, XIII secolo (Oxford, Bodleian Library, University
of Oxford, ms. Ashmole , fol. r) La fenice che arde sullaltare di Eliopoli, mentre un eremita
incontra un mostro. Miniatura del Livre des merveilles
La fenice che raccoglie gli aromi e poi si arde sul rogo. di Jean de Mandeville, inizio XV secolo
Miniatura di Bestiario, Inghilterra (Durham [?]), inizio XIII secolo (Parigi, Bibliothque nationale de France, ms. fr. , fol. v.
(Londra, British Library, ms. Royal , CIIX, fol. v) Foto Bibliothque nationale de France)
di poter avere come luccello fenice due volte, fino a Guittone, Chiaro Davanzati e Dino Fre- nella poesia trobadorica, si ritrova in un manoscritto del
vita nuova dopo la resurrezione, scobaldi, il quale la colloca in apertura della grande can- galante Bestiaire damours (circa ) di Richard de Four-
gioie con il signore, dove la cara schiera
loda lamato. Di quella vita
zone Per gir verso la spera. La fenice diventa qui una figu- nival, dal quale passa nella versione toscana del trattato
mai in eterno potr vedere la fine, ra del martire damore, nella sua paradossale condizione nota con il titolo di Diretano Bando. Il corteggiatore
della luce e della letizia. Bench il mio corpo di vita/morte, associandosi spesso a quelle di altri anima- dichiara qui allamata:
dovr corrompersi nella tomba li che incarnano lo stesso paradosso come la farfalla che
a diletto dei vermi, tuttavia il dio delle schiere si brucia alla candela o la salamandra che vive nel fuoco Cos siete sola al mondo come uno uccello cha nome fenice, che
dopo lora della morte liberer lanima unqua non se ne truova se non una. E quando vecchia, allora
e la dester nella gloria. La speranza di ci e riducendosi gradualmente a un semplice clich del lin-
s sarde. Veramente anzi che la se arda, reca al fuoco unerba cha
mai verr meno nel mio petto, perch io ho sicura guaggio lirico medioevale. natura, che poi ch arsa nascie adesso una altra fenice; e cos non
nel principe degli angeli gioia duratura. Pi significativo il riferimento al mito della fenice nel se non una.
secondo romanzo di Chrtien de Troyes, il Cligs (circa
), dove vi allude chiaramente il nome stesso della pro- Ma in area italiana dove peraltro, come si detto, ebbe
La fenice amorosa tagonista femminile, Fenice. Il Cligs narra la storia da- larghissima diffusione la similitudine fra il rogo delluc-
more di due giovani, Cligs, legittimo erede al trono di cello e la fiamma della passione che arde linnamorato il
Innumerevoli, anche al di fuori della simbologia cristiana, Costantinopoli, e Fenice, figlia dellimperatore di Germa- creatore di un vero e proprio mito della Donna-fenice fu
sono le menzioni della fenice nella letteratura medioeva- nia e sposa contro la propria volont dello zio di Cligs, Cecco dAscoli. Nel capitolo secondo del libro dellA-
le, specialmente nei resoconti sulle meraviglie dOriente, Alis. Intendendo mantenersi vergine per il suo amato, cerba, egli tratta di una misteriosa Donna beatificante e
dalle versioni latine del Romanzo di Alessandro dello Fenice assume una pozione che la fa sembrare morta e celeste che rappresenta la divina Sapienza o Intelligenza,
pseudo Callistene ai Viaggi di Mandeville ( secolo). viene sepolta. Ma Cligs la esuma e la porta in una torre cio la rivelazione divina che illumina con la sua luce la
Essa svolge un ruolo importante perfino nella leggenda situata allinterno di un magnifico verziere, dove i due parte superiore della nostra mente lintelletto attivo e
del Graal: nel Parzival di Wolfram von Eschenbach (circa giovani possono coronare il loro sogno damore. Gli stacca gli uomini dalle cose materiali per innalzarli alla
) si legge infatti che la fenice arde e si incenerisce per amanti saranno poi scoperti ma, dopo la provvidenziale contemplazione delle realt eterne. Di essa Cecco afferma
la virt di una pietra chiamata lapsit exllis, nome esoteri- morte di Alis, potranno infine sposarsi e recuperare il che preesiste a tutte le cose (fu nanti l tempo e nanti l
co del Graal. Ma, soprattutto, alcuni trovatori provenza- trono. lo stesso Chrtien, nella presentazione di Fenice, cel sua vista), di natura puramente spirituale anche se
li incominciarono a elaborare una versione profana del a fornire la spiegazione del suo nome citando il mitico appare fra gli uomini, illumina di splendor divin lin-
mito, sviluppando la similitudine tra la fenice e lamante uccello: telletto attivo, che si accresce mirando di bellezza la
che si consuma nella fiamma amorosa. Il primo sembra salute, e in questo modo fa volar la mente nostra acce-
essere stato Rigaut de Berbezilh che la include, insieme a Fenyce ot la pucele a non: sa | nel gram disio de lo ben divino, assicurandogli sal-
quelle di altri animali, nella celebre canzone Atressi con ce ne fu mie sanz reison, vezza e beatitudine: E lanima chen luce fu creata | per
car si con fenix li oisiax
lorifanz: est sor toz les autres plus biax, sormontare ne le dolci scale, | per i ochi de costei devien
ne estre nan pot cuns ansamble, beata. Al culmine della visione beatificante, che provo-
E sieu pogues contrafar ausi Fenyce, ce me sanble, ca unuscita della mente dai suoi limiti umani, si realizza
fenis, don non es mais us, not de biaut nule paroille. la trasformazione del contemplante nella Donna celeste,
que sart e pois resortz sus, Ce fu miracles et mervoille
conques a sa paroille ovrer la unio mystica con lei:
eu marsera, car sui tan malanans
e mos fals ditz messongiers e truans; ne pot Nature recovrer.
resorsera en sospirs et en plors Io so dal terzo cielo trasformato
la on beutatz e iovenz e valors Ma il nome di Fenice ha nel romanzo anche una motiva- in questa donna, chi non so chi fui,
es []. zione pi profonda, evocando tacitamente il nucleo stes- per cui me sento ognora pi beato.
Da lei comprese forma il mio intellecto,
so del mito: la morte e la resurrezione. Attraverso la sua mostrandome salute i ochi soi
La similitudine fu poi ripresa da altri trovatori come falsa morte, infatti, Fenice muore a una falsa esperienza mirando la vert dil suo cospecto.
Fenice tra le fiamme. Xilografia del Libellus de natura
Raimbaut dAurenga e Peire Vidal, dal troviero Thibaut amorosa, imposta con la forza, e con la sua resurrezio-
animalium, Mondov, Vincenzo Berruerio de Champagne e soprattutto da numerosi poeti siciliani e ne nasce al vero amore, quello per Cligs. Donque, io son ella, e se da me se scombra,
(Torino, Biblioteca reale) toscani, a partire da Giacomo da Lentini, che la impiega Il paragone fra la donna e la fenice, praticamente assente alor di morte sentirazzo lombra.

La fenice che si uccide colpendosi con il becco


come immagine di Laura, sullo sfondo di Valchiusa
(RVF, CCCXXIII, str. ). Affresco della casa di Petrarca,
Arqu (Padova), su gentile concessione del Comune
di Padova Assessorato alla cultura Musei civici

La fenice che arde nel suo nido. Miniatura di Bestiario,


Inghilterra (Salisbury [?]), secondo quarto del XIII secolo
(Londra, British Library, ms. Harley , fol. )

La fenice che arde sul rogo, raffigurata come unaquila


con lunghe penne dietro il capo. Miniatura dellAcerba
di Cecco dAscoli (Firenze, Biblioteca medicea laurenziana,
ms. Laur. Plut. ., c. r, su concessione del Ministero
per i beni e le attivit culturali
Questa Donna incarna evidentemente la stessa realt parlato qualche verso prima che dissolve in essi le Sapienza, quanto lascia intuire anche un passo oscuro tinuamente rinasce per tornare ad ardere in questo fuoco;
metafisica dellAngelo purpureo o della Natura perfetta tenebre dellignoranza. Rispetto alla precedente descri- del sonetto attribuito a Cino da Pistoia Infra gli altri difet- un tema classico della poesia amorosa, che si ritrova in
descritti nei racconti mistici di Sohraward, cio come zione e al capitolo di Bartolomeo sulla fenice, questa ti del libello, in cui Dante rimproverato di non aver altre formule di sapore feniceo come quella del sonetto
ha spiegato Henri Corbin il nostro Io celeste, la interpretazione allegorica introduce un nuovo tema, saputo riconoscere, quando contempl la sua Donna in , v. : mille volte il d moro et mille nasco. Al
nostra paredra o guida divina il cui incontro ci dischiude appartenente tuttavia al nucleo tradizionale del mito: Paradiso, lunica fenice | che con Sion congiunse lAp- modello simbolico dellAcerba sono invece riconducibili,
la rivelazione degli orizzonti sovrumani. Ed proprio quello del canto in punto di morte, simbolo della amoro- pennino. Dante per non associ mai la fenice alla malgrado qualche differenza negli elementi descrittivi, i
nel cuore di questa trattazione che Cecco ricorre al mito sa dottrina che la Sapienza santa trasmette ardendo, Donna amata; il suo unico riferimento al mito si trova nel testi in cui luccello diventa una figura di Laura: si tratta
della fenice, inaugurando un vero e proprio bestiario cio morendo al mondo e al tempo. Ad esso Cecco fa allu- canto dellInferno, dove serve a illustrare la pena di dei sonetti , , , e della canzone
della Sapienza divina, che in seguito muta progressiva- sione anche nel sonetto (in verit di dubbia attribuzione) un ladro che, dopo essere stato incenerito dal morso di un delle visioni (). In questo gruppo di liriche, inti-
mente carattere e assume la forma di un pi tradizionale Io non so chio mi dica, sio non taccio, dove la fenice non serpente, subito rinasce e torna a essere quello di prima: mamente connesse tra di loro, non si trova rappresentata
bestiario moralizzato. Questa Donna, egli dice, simile pi immagine della Donna ma del poeta stesso che, soltanto la bellezza e lunicit della donna, ma cifrato
alla fenice che morendo nasce: quando si sente gravata combattuto da opposti sentimenti, canta in punto di Cos per li gran savi si confessa anche e soprattutto il grande mito della morte e della
dallet, accende infatti una fiamma con il battito delle morte: S chio ridendo vivo lagrimando, | come fenice che la fenice more e poi rinasce, rinascita in una dimensione puramente immateriale di
sue ali nelle calde regioni dellOriente e si incendia. Dopo nella morte canto. Sembra cos delinearsi quella identi- quando al cinquecentesimo anno appressa; colei che n terra morendo, al ciel rinacque. Nei primi
essersi cos trasformata in polver trita, riprende vita per ficazione fra amante e Sapienza divina, quel mistico con- erba n biado in sua vita non pasce,
due sonetti, che appartengono alle Rime in vita, non viene
virt della luna e torna nel suo stato primitivo, rimanen- giungimento con la paredra o con lIo celeste, che egli ma sol dincenso lagrime e damomo, ancora fatto alcun riferimento al sacrificio delluccello:
do sempre unica al mondo (al mondo non fu mai pi che aveva descritto al culmine della precedente trattazione: e nardo e mirra son lultime fasce. sono evocati soltanto gli splendidi colori del suo piumag-
una). La descrizione che, come avviene nella maggior Donque, io son ella. Il canto della fenice, del resto, gio, la sua origine orientale, la sua unicit. Ma probabi-
parte del bestiario dellAcerba, segue fedelmente il capi- potrebbe essere riferito di riflesso anche allanima che, Non sorprende invece che nel Canzoniere petrarchesco la le che la scelta dellemblema prefigurasse gi in qualche
tolo sulla fenice del De proprietatibus rerum di Bartolo- illuminata dalla luce della Sapienza, proclama la vera dot- fenice diventi uno dei grandi emblemi poetici di Laura: modo, per il Petrarca, il funereo destino di Laura. Nei
meo Anglico sintetizza dunque, con la sola eccezione trina: tanto pi che, poco pi avanti, nel capitolo dedica- come tale essa sarebbe stata poi ritratta nella cosiddetta sonetti e , invece, il volo altero di Questa
di un insolito riferimento allinflusso lunare, i dati pi to al cigno detto che lanima desiderosa di conquistare stanza delle visioni della casa di Arqu. Nelle Rime in fenice (che per lo nostro ciel s altera vola) ormai un
correnti della leggenda. Ma del tutto originale la spie- questa Donna canta, ne la morte, inamorata | andando al vita, Petrarca riprendendo una ormai consolidata tradi- ultimo volo, quello della morte: sulla terra non riman-
gazione allegorica che segue: suo Factor cos beata. E gli ardui versi dellAcerba si zione lirica aveva gi riferito a se stesso la leggenda nella gono pi che il nido vuoto e la cenere. Questo scenario
illuminano di un cupo bagliore se si pensa che, per non prima strofa della canzone, di gusto tipicamente medioe- trova la sua rappresentazione pi compiuta nella penulti-
Cos chostei, che al tempo mre aver rinunciato a dissipare lignoranza cantando delle vale, Qual pi diversa et nova (), dove il mitico ma strofa della canzone Standomi un giorno solo a la fene-
per la griffagna gente obscura e ciecha,
accende fiama de desio nel cuore: iuste note, il poeta ascolano tragica fenice fin arso uccello la prima delle meraviglie convocate a rappre- stra, dove limmagine della fenice segue altre rappresen-
ardendo canta delle iuste note, sul rogo. sentare la sua strana condizione di amante: tazioni simboliche della morte di Laura e in particolare
col dolce fuocho la ignorantia sprecha, Il mito feniceo elaborato da Cecco si ricollega stretta- quelle del lauro schiantato dalla folgore (str. ) e della fon-
e torna al mondo per le excelse rote. mente a un grande tema della poesia amorosa italiana del L onde il d vn fore, tana inghiottita dallabisso (str. ):
medioevo, quello della morte della Donna. Del tutto mar- vola un augel che sol senza consorte
La guida de li cieli la conduce di volontaria morte
ne lalma, che disposta per sua luce. ginale nella lirica dei trovatori, esso incomincia ad avere rinasce, et tutto a viver si rinova. Una strania fenice, ambedue lale
un certo sviluppo gi nei poeti siciliani, per assumere Cos sol si ritrova di porpora vestita, e l capo doro,
La morte della fenice raffigura dunque la condizione di unimportanza decisiva in Dante e in Petrarca. Se la lo mio voler, et cos in su la cima vedendo per la selva altera et sola,
de suoi alti pensieri al sol si volve, veder forma celeste et immortale
esilio e di persecuzione in cui versa la divina Sapienza nel morte di Beatrice nella Vita nova, come avevano gi sug- prima pensai, fin cha lo svelto alloro
et cos si risolve,
mondo, abitato dalla gente obscura e ciecha, cio da gerito Perez e Pascoli, deve essere messa in rapporto con et cos torna al suo stato di prima: giunse, et al fonte che la terra invola:
uomini privi di occhi spirituali e incapaci di contemplare quella della biblica Rachele che, secondo lesegesi mistica arde, et more, et riprende i nervi suoi, ogni cosa al fin vola;
le realt celesti. A questo mondo essa muore per rina- di Riccardo di San Vittore, rappresenta lexcessus mentis et vive poi con la fenice a prova. ch, mirando le frondi a terra sparse,
e l troncon rotto, et quel vivo humor secco,
scere in una dimensione pi alta e poi ridiscendere, gui- per mezzo del quale si superano i limiti umani e ci si eleva volse in se stessa il becco,
data da Dio, verso le anime disposte ad accogliere la sua alla contemplazione di Dio, il suo senso profondo non Il volo della fenice che si incendia volontariamente nel quasi sdegnando, e n un punto disparse:
luce. Il dolce fuocho che accende nei cuori non una differisce molto da quello che Cecco dAscoli attribuisce sole rappresenta dunque il voler del poeta che si con- onde l cor di pietate et damor marse.
fiamma di volutt o di amore carnale, ma quella di un alla morte della sua Donna-fenice. Che il mito di Beatri- suma nel suo amore per Laura, identificata qui con il sole
desiderio mistico il disio soverchio di cui Cecco aveva ce avesse qualche rapporto con quello della fenice- secondo una simbologia frequente nel Canzoniere, e con- La descrizione iniziale (piume di porpora e doro, alteri-
gia, unicit) riassume i dati descrittivi dei sonetti , una luce che tutto illumina, mentre quello dellIo-poeta
e , ossia la visione trionfale di Laura viva: spiccato dallo stesso nido incendio amoroso in questa
veder forma celeste et immortale | prima pensai. Ma fiamma. Ma, sorprendentemente, le ceneri di questo rogo
nella seconda parte della strofa il mito della fenice si risol- si rivelano quelle di Laura, vittima del suo funereo desti-
ve ormai completamente nella sentenza ogni cosa al fin no, mentre a Francesco riservata in quanto amante e
vola: la fenice il volare verso la fine, il ridursi in cene- poeta una dolorosa resurrezione. La fenice petrarchesca
re di Laura e di tutte le cose, tema centrale di tutta la can- diventa cos cifra del necessario e inesorabile dileguare
zone. Questa immagine ingloba in s, nella costruzione a della Donna in quanto essere reale, fisico, e del suo risor-
scatole cinesi delle strofe -, anche quelle immediata- gere come fantasma interiore o mito poetico; essa per
mente precedenti del lauro e della fontana. Attraverso la eccellenza la figura di ogni cosa che al fin vola e pro-
lente del mito tradizionale, la morte della Donna diventa prio in questo suo atto estremo raggiunge eternit, perfe-
cos il nucleo dal quale si innerva una complessa rete zione, bellezza assoluta. La sua rinascita non pu essere
metaforica che si estende a tutto il Canzoniere, quella che detta: essa coincide con la poesia stessa, la possibilit
si potrebbe chiamare con Contini la sindrome linguisti- stessa del ragionare, dello scrivere di Laura. Dalle ceneri,
ca della fenice e che non comprende soltanto come nelle quali si sono consumati insieme il poeta e la sua
egli ha indicato solitudine, alterigia e piume purpuree e Donna, nasce la nuova fenice del canto poetico, del
doro, ma anche numerosi altri temi: sole, fiamme, cene- supremo canto petrarchesco, del suo canto feniceo.
re, ali e volo, nido. Sono in gran parte temi classici del
linguaggio amoroso medioevale, privi in partenza di qual-
siasi rapporto con il mito della fenice: in esso trovano La fenice nella simbologia alchemica, rosacrociana
per la loro ricapitolazione e quasi il loro centro segreto. e massonica
Nessuno di questi testi accenna alla resurrezione. Ma pro-
prio il riferimento alla fenice che come si visto era nel In epoca rinascimentale e barocca, diverse correnti filo-
medioevo una figura Christi e che Cecco dAscoli aveva sofiche, religiose e artistiche si appropriarono del mito
gi eletto a emblema di una Donna la cui morte rinasci- della fenice, adattandolo alle proprie esigenze simboliche
ta in una dimensione pi alta (morendo nasce) desti- o espressive. Una delle pi importanti fu senza dubbio
na lultimo volo di Laura agli spazi celesti in cui essa quella ermetico-alchemica, che gli riserv un posto di
risorge, nella seconda parte del Canzoniere, come Donna rilievo nel suo immaginoso linguaggio e nella sua icono-
angelo e guida spirituale del poeta. La resurrezione di grafia visionaria, pretendendo addirittura di custodirne il
Laura resta taciuta perch, nel mito petrarchesco, essa significato originario. Praticamente assente nei trattati
spetta non tanto alla Donna quanto piuttosto allIo-poeta, di alchimia medioevali, la fenice appare con frequenza in
che la fenice non raffigura soltanto nella canzone , quelli del e del secolo, come testimonia la sua pre-
ma in maniera pi dissimulata anche nel gruppo di senza nei dizionari specializzati e in numerosi titoli, fino
liriche in cui luccello diventa unimmagine di Laura. A alle celebri Cantilenae intellectuales de Phoenice redivivo
entrambi gli amanti si riferiscono con significati diversi (), canto del cigno o piuttosto della fenice di
lunicit, il nido, il volo verso lalto, la morte volontaria; Michael Maier (-). Pur subendo variazioni, alme-
a Laura soltanto spettano la luce e la cenere; al solo Fran- no apparenti, nei vari testi, il simbolismo alchemico della
cesco il fuoco e la rinascita. La similitudine tradizionale di fenice ruota essenzialmente intorno a due nuclei fonda-
Qual pi diversa et nova non dunque superata dalle suc- mentali. Da una parte essa rappresenta la Natura origina-
cessive, ma continua a essere operante nello sviluppo di ria e perfetta quale uscita dalle mani di Dio, la sostanza
un mito poetico che intreccia le figure di Francesco e di base di tutte le cose che costituisce anche la materia
Laura in un unico emblema di morte e di rinascita. Il volo prima dellOpera; e di conseguenza un simbolo del
celeste della Donna fusione nel sole e irradiazione di sale, ermafrodita o rebis che contiene in s gli altri due

Il Bestiario alchemico con la fenice che arde e altri animali


simbolici. Illustrazione di Basilio Valentino, De Magno Lapide,
Frankfurt , in Museum Hermeticum
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .d.. Foto Toso)
princpi chimici fondamentali, lo zolfo e il mercurio. Dal-
laltra la fenice unallegoria della realizzazione della cri-
sopea, del suo oggetto ultimo, cio la Pietra filosofale o
Elisir; e in quanto tale rappresenta spesso per citare la
formula usata da Dom Pernety nel suo Dizionario mito-
ermetico () lo zolfo rosso dei Filosofi, lOpera al
rosso, ultima fase che segue quelle al nero e al bianco.
Uno dei primi alchimisti a sviluppare questi temi fu Para-
celso (-), anche se i testi del suo Corpus riguar-
danti la fenice furono pubblicati tardivamente e la loro
autenticit dubbia. In essi appaiono entrambi i signifi-
cati esposti sopra: se nel Thesaurus thesaurorum alchimi-
starum essa raffigura il risultato della Grande Opera con-
cepito come Elisir, nel Liber Azoth () Paracelso stabi-
lisce un parallelo fra la fenice alchemica e quella che egli
chiama la vita iliastrica, ossia lo stato di divina perfe-
zione in cui si trovavano Adamo ed Eva prima della cadu-
ta e di cui sussiste una traccia, la cosiddetta anima ilia-
strica, anche nelluomo attuale, che vive in uno stato di
corruzione, la vita cagastrica. Ecco la spiegazione che
egli fornisce nel Liber:

Appare ora che la Salamandra quella Fenice che deve vivere nel-
lelemento del fuoco []. E sappiate che se la Fenice lanima
iliastrica, allora questanima vive nel fuoco, cio nel cuore, in cui
tutti i pi grandi ardori del fuoco microcosmico culminano e abi-
tano essenzialmente. E notate che se lanima abita nel fuoco, vuol
dire che non sente nulla, che non si pu infliggerle n ferita n
dolore. Lanima cagastrica, al contrario, ha in s lo spirito della
sensibilit, che sente la morte, il dolore e la malattia. Per questo
deve nuotare sullacqua della capsula [del cuore], e cos rinfre-
scarsi e riconfortarsi. Per la stessa ragione il polmone deve cos
spesso insufflare dellaria nel cuore, poich lanima cagastrica ha
bisogno daria e di fresco []. Lanima iliastrica, invece, cos
fatta che nessun freddo e nessun calore possono nuocerle, ma il
calore la sua vita e il suo nutrimento, la sua aria e il suo piacere,
la sua gioia e la sua delizia. In altri termini, la Fenice salamandri-
ca abita nel fuoco ed lanima iliastrica nellessere umano.

La simbologia di Paracelso coincide dunque sostanzial-


mente, a distanza di secoli, con quella dellOrigine del
mondo di Nag Hammdi, dove la fenice raffigurava La produzione della pietra filosofale, dove la fenice nel terzo
appunto luomo primordiale, lo gnostico che dopo lesilio cerchio della figura simboleggia il fuoco che scalda
senza bruciare, fondendo in s anche le immagini del corvo
nel mondo ritorna alla perfezione della sua natura origi- e del pavone. Calcografia di H. Kunrath, Amphiteatrum
naria. La fenice divenne cos unimmagine frequente negli sapientiae aeternae, Hanoviae, G. Antonius
scritti e nelliconografia alchemica: essa fu ripresa da (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .D.. Foto Toso)

La fenice come simbolo della Pietra filosofale in cima


alla cupola del Palazzo dellOpera alchemica.
Calcografia di S. Michelspacher, Cabala, Speculum Artis
et Naturae in Alchymia, S.l., I. Wah
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, Misc. .. Foto Toso)
seguaci e commentatori di Paracelso come Jacques Maier narra un viaggio allegorico alla ricerca della
Gohory (-), Antonio Ricciardi (circa -) e Medicina pi efficace per ricondurre tutte le affezioni
Michele Sendivogius detto il Cosmopolita (-). contrarie alla natura umana nellequilibrio desiderato
Pur rifiutando le stravaganze di questi autori, anche della salute, medicina che fu inventata dagli egiziani a
Andreas Libavius (-) accolse nelle sue opere la Eliopolis e il cui simbolo appunto il favoloso uccello.
simbologia paracelsiana. Secondo la spiegazione dello Dopo averlo cercato attraverso i quattro continenti, che
stesso autore, la fenice raffigurata sulla sommit delledi- rappresentano i quattro elementi, il viaggiatore si reca
ficio dellOpus philosophicum in una incisione inclusa dalla Sibilla eritrea, che gli illustra il suo significato
nella sua Alchimia () il segno dellaumento e della alchemico attraverso erudite citazioni di scrittori classici
moltiplicazione. e gli d informazioni sufficienti per trovare colui che
Ad alcuni scritti del Libavius si forse ispirato anche lo potr mostrargli la Fenice e la Medicina che se ne pu
scrittore che diede il massimo sviluppo al mito alchemico trarre, Mercurio figlio del Nilo. Maier finir in effetti
della fenice, il gi ricordato Michael Maier, nelle cui opere per incontrare Mercurio in una foce del fiume egiziano e
esso ritorna come un vero Leitmotiv. Lunica avis gi la farsi indicare il luogo in cui esse si trovano; ma rinuncer
protagonista dello Jocus severus (), una difesa allegori- ad andare in questo luogo e torner in Germania senza
ca dellalchimia nella quale si immagina che in una foresta aver potuto ottenere la tanto desiderata fenice. Presen-
varie specie di uccelli, simboli dei vari tipi di uomini colti o te anche nella Atalanta fugiens (), dove evocata a
incolti, assalgano e cerchino di ferire la Civetta, che rap- proposito dellemblema dellermafrodita morto (),
presenta la stessa arte delle arti e scienza delle scienze e nel Tractatus de volucri aurea (), in cui ribadito il
lalchimia quotidianamente messa sotto accusa dagli suo valore di simbolo della tintura, ossia della Pietra
uomini. Sopraggiunge allora la Fenice che istituisce un tri- filosofale, in quanto tinge del suo colore e muta in oro
bunale per giudicare la Civetta, di cui si fa avvocato il fulgente, appena le ha toccate, tutte le cose che le sono
Falco. Maier illustra ampiamente nella sua prefazione il apparentate, la unica avis diventa infine, come si
mito della fenice, citando Tacito e Orapollo e insistendo sul detto, la protagonista dellultima opera di Maier, le Can-
suo rapporto con il sole, ma non spiega che cosa essa rap- tilenae intellectuales de Phoenice redivivo. Si tratta di un
presenti nella sua allegoria: probabilmente non altro che poema costruito sulla base di una complessa struttura-
loggetto ultimo dellarte, la Pietra filosofale. Tale in effet- zione musicale in nove triadi a tre voci (contralto,
ti il significato che egli le attribuisce nei suoi successivi tenore e basso), che alludono rispettivamente ai tre
Symbola aureae mensae (), dove afferma esplicitamente princpi alchemici. Dopo aver dettagliatamente riferito il
che gli egiziani intesero con luccello fenice la tintura mito nella prima triade, Maier ne fornisce linterpreta-
doro. In questopera Maier insiste soprattutto, come zione ermetica nella parte centrale (tenore) della secon-
aveva gi fatto Gohory, sul significato essenzialmente da, introducendo la successiva descrizione delle varie
alchemico delle favole relative alla fenice e di tutti gli altri fasi della crisopea:
miti antichi, i quali non sono che allegorie dellOpus:
Nessuno ignora
Sarebbe come voler sbiancare un Etiope volerci convincere della lorigine della :
verit letterale di questo racconto, noi che sappiamo da innume- essa percorre tutte
revoli prove che la maggior parte delle poesie mitologiche degli le regioni di questo mondo;
Antichi sugli di, le dee, gli eroi, gli animali, le feste, i giochi e le non c alcun luogo sulla terra
istituzioni costituiscono in modo segretissimo dei veli della Chi- nel quale non sia presente:
mica, tesi davanti agli occhi degli imprudenti affinch non veda- non manca n sui monti
no la luce del Sole se non per mezzo delle ombre. n nelle valli profonde.
La fenice e altri uccelli come simboli delle fasi dellOpera.
Illustrazione di Janitor Pansophus, in Museum Hermeticum
La fenice riappare nella conclusione dei Symbola, dove la Pietra pi conosciuta (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .d.. Foto Toso)
di tutte le pietre, assume un ruolo centrale. In particolare, la parte centrale
che moltissimi Sapienti della sesta giornata dedicata alla descrizione delle varie
offrono allintelligenza
di chi pratica lArte,
fasi dello sviluppo della fenice da un uovo prodotto al ter-
celandola agli avversari. mine di una complessa lavorazione. Una volta perfetta-
mente cresciuto, luccello deve affrontare una lotta furi-
un Avvoltoio che sulla cima bonda con un serpente bianco, di cui costretto a bere il
di una montagna fa il suo nido sangue, e viene infine decapitato e ridotto in cenere:
sopra un albero; il pulcino
che ne esce in volo
un Corvo, che giorno Quando fu annunciata dalla piccola campana la terza congiun-
e notte grida ad alta voce: zione, il povero uccello appoggi il collo sul libro e si fece taglia-
dammi ci che mi spetta re volontariamente la testa da uno di noi, che era stato destinato
e ti render ci che tuo. a questo compito dalla sorte. Il suo sangue zampill cos fresco e
chiaro da sembrare una piccola fonte di rubino. La sua morte ci
un Re immerso in un mare commosse profondamente, ma poich eravamo certi che ci aves-
dalle cui profondit se giovato, ci rassegnammo. Sgombrammo il piccolo altare e aiu-
cerca di risalire tammo la Vergine a ridurre in cenere luccello al fuoco del picco-
per ritornare nel suo Regno. lo lume. La cenere fu poi purificata pi volte e custodita in un
cofano di legno di cipresso.
un candido Cigno;
un Pavone dalle penne dorate; Naturalmente questa narrazione visionaria adombra le
un Pellicano varie fasi della Grande Opera e, al tempo stesso, della
che con il proprio sangue perfetta realizzazione interiore che comporta lunione di
resuscita i figli; un doppio tutti gli opposti cielo e terra, mondo materiale e mondo
Leone, che si sostiene
con le sue forze e subito spirituale, Dio e anima ossia le Nozze chimiche fra il re
cade per terra. e la regina. Dalla cenere della fenice infatti, attraverso una
ulteriore procedura, si formano le statuette dei due sposi,
il Serpente che cinge il re e la regina, i quali, dopo aver bevuto il sangue della
il pesante caduceo di Mercurio, fenice e ricevuto dal cielo tre lingue di fuoco ciascuno,
con il quale il messaggero degli Di
compie miracoli: tornano in vita e celebrano infine, il settimo giorno, le
d e toglie il sonno loro nozze; quindi partono insieme allo stesso Christian
a chi vuole, Rosenkreutz e ai suoi compagni per raggiungere il castel-
restituisce la vita ai morti lo in cui si svolger la fase conclusiva delliniziazione, con
e porta la morte ai vivi.
la loro elezione a cavalieri della Pietra dOro.
Come ha mostrato Frances A. Yates, il movimento rosa-
Alla simbologia alchemica della fenice si ricollega diretta- crociano non ebbe solo un carattere esoterico e scientifi-
mente quella sviluppata nello stesso periodo dal movi- co, ma fu direttamente coinvolto in una importante quan-
mento dei Rosa-Croce. Michael Maier fu del resto stretta- to sfortunata vicenda politica durante linverno del -
mente legato a filosofi rosacrociani come John Dee e , il breve regno in Boemia di Federico , elettore
Robert Fludd e gravit nellorbita di Federico del Palati- palatino del Reno, e di sua moglie Elisabetta, figlia di Gia-
nato, intorno al quale nacque e si diffuse il movimento. como . Le loro nozze, avvenute a Londra nel febbraio del
Ora nel testo fondatore dei Rosa-Croce, Le Nozze chimi- ed esaltate in Inghilterra come un evento che sem-
che di Christian Rosenkreutz () di Johann Valentin La fenice che arde nellathanor. Illustrazione di J.C. Barchusen, brava continuare let elisabettiana attraverso lunione fra
Andreae un romanzo alchemico che narra liniziazione Elementa chemiae, T. Haak, Lugduni Batavorum una nuova, giovane Elisabetta e il capo dei protestanti
spirituale del protagonista attraverso una serie di prove (Milano, Biblioteca trivulziana Archivio storico civico) tedeschi, nipote di Guglielmo il Taciturno, furono can-
mistiche scandite in sette giorni il simbolo della fenice tate da John Donne in un epitalamio (On the Lady Eliza-
La fenice che arde nellathanor. Miniatura della Sapientia Veterum
Philosophorum De summa medicina
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, ms. lat. V, = .
Foto Toso)

La fenice che arde sopra una roccia mentre lalchimista


intento nellOpera. Miniatura della Aurora consurgens, XIV
secolo (Zurigo, Zentralbibliothek, Codex Rhenovacensis ,
fol. v)
beth and Count Palatine being married on St. Valentine
Day) in cui lunione dei due sposi celebrata come quel-
la, inusitata, di due giovani Fenici nelle quali rivive
colei che morta (str. ). La vecchia fenice naturalmen-
te la regina Elisabetta, che aveva fatto proprio della feni-
ce uno dei suoi emblemi preferiti: essa figura, in partico-
lare, sul rovescio di un gioiello che la regina porta in uno
dei suoi ritratti degli anni -, il cosiddetto Phenix
Portrait. La stessa immagine si ritrova in una medaglia
coniata nel e nota con il nome di Phenix Badge.
Come osserva Jean-Paul Pittion, indubbio che Elisa-
betta vedeva nella fenice, nella figura dellunica avis, sim-
bolo di singolarit, di resurrezione e di perennit, lem-
blema del proprio destino. Infatti essa, oltre a comme-
morare latto con il quale il Parlamento inglese aveva sta-
bilito il diritto al trono delle donne e ristabilito quindi
lordine normale della successione, era stata limpresa
di Maria Stuarda, discendente per parte di madre del fon-
datore della dinastia, Enrico , associata al motto En ma
fin gt ma [sic] commencement. La fenice rappresentava
dunque la continuit di una dinastia trasmessa attraverso
le donne. Questuso politico dellemblema rinnova, in
La fenice come prodotto delle nozze chimiche fra il re e la regina.
un nuovo contesto storico, quello che ne avevano fatto
Illustrazione del Rosarium philosophorum. Secunda pars alchimiae, come si visto alcuni imperatori romani, da Adriano a
c. Cr, in De alchimia opuscula complura, Francoforti, ex officina Costantino e ai suoi figli. Con un significato simile esso fu
C. Iacobi ripreso anche dai re francesi Enrico , Enrico e soprat-
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.. Foto Toso) tutto Luigi , che fu anche soprannominato le petit
La regina Elisabetta I fra il pellicano e la fenice. Incisione phnix a significare che le Roi ne meurt pas. Nel
di Crispin de Passe Senior secondo quadro del programma della sua incoronazione a
(da F. Yates, Astrea. Lidea di Impero nel Cinquecento, Torino, Reims () raffigurata una giovane fenice che rinasce
Einaudi, ) dalle ceneri e spiega le ali per prendere il suo primo volo,
La fenice che arde sulla croce, simbolo del XVIII grado del Rito scozzese
con le parole: Vivit morte refecta sua (Riprende vita gra-
antico e accettato zie alla sua morte). Simbolo di continuit e di rinnova-
(da S. Fabrizio-Costa, Phnix, signe(s) et mythe(s), Bern, mento, limmagine della fenice sar utilizzata anche da
P. Lang, , p. ) monarchi successivi, come Carlo di Borbone, re delle
due Sicilie, e suo figlio Ferdinando , che la ritrassero in
Mezzo tallero dargento () di Annibale degli Ippoliti, marchese
di Gazzoldo, con fenice sul rovescio varie monete fra il e la fine del secolo.
(Padova, Museo Bottacin, Zecca di Gazzoldo, inv. ) Fu certo attraverso la tradizione rosacrociana che la feni-
ce entr nella simbologia massonica, riconducibile per
Oncia doro con fenice sul rovescio () di Carlo III re di Sicilia questo tramite alla scienza ermetica. Essa si incontra
(Museo Bottacin, Padova, Zecca di Palermo, inv. c) infatti nel degli Alti Gradi, il cui rituale, attestato per
Oncia doro con fenice sul rovescio () di Carlo III re di Sicilia la prima volta nella massoneria inglese nel , esiste
(Padova, Museo Bottacin, Zecca di Palermo, inv. ) ancora ai giorni nostri, sotto il nome di Heredom di
Oncia dargento da tar con fenice sul rovescio ()
di Ferdinando IV re di Sicilia
(Padova, Museo Bottacin, Zecca di Palermo, inv. )

Oncia dargento da tar con fenice sul rovescio ()


di Ferdinando IV re di Sicilia
(Padova, Museo Bottacin, Zecca di Palermo, inv. )
Kilwinning. In questo grado, che assunse la denomina- soave piaga e dilettosa arsura, cro ecc.) e diventa una delle espressioni privilegiate di
zione di Sovrano Principe Massone Rosa+Croce, Cava- dove, quasi fenice incenerita, quella identit dei contrari, di quella unione degli oppo-
ha culla insieme il core e sepoltura;
liere dellAquila e del Pellicano, la fenice ha solo un onde da duo begli occhi alma ferita sti per usare lespressione del trattatista Matteo Pere-
ruolo marginale, ma la sua simbologia si intreccia con muor non morendo e l suo morir non cura grini che del resto era gi stata enfatizzata nel finale di
quella degli altri due uccelli presenti nel rito, laquila e il e, trafitta damor, sospira e langue un poema molto amato in questo periodo, il De ave Phoe-
pellicano. Linnalzamento al grado passa attraverso senza duol, senza ferro e senza sangue. nice di Lattanzio. Trattando nel suo Canocchiale aristote-
due stadi: il primo comporta un confronto con lApoca- lico dellenigma oratione ingegnosa, composta di pi
lisse e una relazione con laspetto di desolazione in cui si Similitudini o metafore analoghe sono presenti anche in termini disparati, come un mostro che riunisce mem-
trova luomo che cerca, quando si accorge che il suo uni- poeti francesi, inglesi, spagnoli. Talvolta il tema della rina- bra di distinta natura il Tesauro cita proprio lesempio
verso distrutto; il secondo passa per la presentazione scita dalle fiamme si associa a quelli dellunicit e deller- della fenice. Il poeta metafisico inglese Richard Crashaw
di una parola ritrovata sotto lala della fenice e che mafroditismo, come in The Canonization di John Donne, le dedic una lirica latina che, fin dal titolo Genetliaco
risulta essere la parola .... legata al nome di Ges, dove la fenice rappresenta la perfetta unione dei due ed epicedio della Fenice, interamente costruito sulle
inteso qui non come un messia ma come un simbolo di amanti: antitesi:
ricerca della perfezione. Siamo quindi di fronte a un
processo ciclico di morte iniziatica e di rinascita su un The Phoenix ridle hath more wit Fenice, figlia della morte,
by us, we two being one, are it. mirabile puerpera!
piano morale e spirituale pi elevato. La fenice, associata So to one neutrall thing both sexes fit, Tu non tinnalzi al nido, ma al rogo.
a Cristo come nei bestiari medioevali, possiede qui un wee dye and rise the same, and prove Come pronta, non a partorire, ma a perire:
significato analogo a quello presente nella simbologia mysterious by this love. morte levatrice; tu generi te stessa, da te stessa,
alchemica e rosacrociana: essa raffigura la fase conclusiva tu sei per te
madre e figlia.
del percorso iniziatico che, passando per la discesa nelle Donne, come si gi visto, aveva riferito il simbolo della Tu sorgi cos, frutto
profondit dellIo e per la sua dissoluzione, conduce infi- fenice alla principessa Elisabetta e al conte palatino Fede- fragrante del tuo funerale;
ne alla sua rinascita come S immortale. La parola che si rico nel componimento scritto in occasione delle loro tu succedi a te stessa
legge sotto la sua ala corrisponde infatti a quella Parola nozze. Anche altri poeti lo utilizzano in epitalami o con rinnovata dal tuo annientamento; o morte
perduta il cui ritrovamento, secondo la formulazione del riferimento a coppie di sposi. Shakespeare ne fa la figura feconda! O sacri profitti di un sacrificio prezioso!
Vivi, o dolce prodigio,
rituale, costituisce il compito del nuovo eletto: Cerchia- della Donna nel misterioso poemetto dedicato alla morte Vivi e basta a te stessa!.
mo dice il Sapiente che dirige la Loggia di ritrovare di due perfetti amanti e noto con il titolo di The Phoenix
grazie a una nuova Legge la nostra Parola perduta e di and the Turtle (): Tanto stucchevoli diventarono le variazioni sul tema da
ricostruire il Tempio. suscitare caricature e parodie. Gi Cervantes, ridicoliz-
So between the love did shine, zando i rancidi concetti dei poeti amorosi nel racconto
that the turtle saw his right
flaming in the phoenix sight; della Dama Tribolata (Don Chisciotte, , cap. ), men-
Riapparizioni della fenice dal Quattrocento a oggi either was the others mine. zionava coloro che si mettono a promettere la fenice
dArabia. Un intero romance burlesco le dedic Queve-
Sulla scia dei trovatori e del Petrarca numerosi poeti Property was thus appalled, do, La Fnix, dove antitesi e paradossi sono portati al
that the self was not the same;
ripresero il paragone tra il rogo della fenice e le fiamme single natures double name
parossismo:
amorose. Con particolare frequenza esso appare nella liri- neither two nor one was called.
ca concettosa del Cinquecento e del Seicento, sia in Italia []
t, linaje de ti propria,
che altrove. Lo troviamo per esempio in una lirica del Analogamente, Gngora paragona al meraviglioso uccel- descendiente de ti misma,
Tasso (Rime : Amorosa fenice, | nel sol che solo lo la sposa della prima Soledad (), che esce seguita abreviado matrimonio,
adoro | ardendo vivo e moro) e nelle parole con cui dalle villane cual nueva Fnix en flamantes plumas, | marido y esposa en cifra,
Venere, nellAdone del Marino (c. , ), invita lamato matutinos del Sol rayos vestida (vv. -). Per gli
mayorazgo del Oriente,
Frontespizio di J. Pellicer de Ossau y Tovar, El Fenix y ad abbandonarsi senza remore al piacere dei sensi: scrittori dellet manieristica e barocca il mito della feni- primogenita del da,
su historia natural, Madrid ce costituisce una inesauribile miniera di paradossi, enig- tlamo y tmulo junto,
(Madrid, Real academia espaola, S. Coms -A-). O dolcezza ineffabile infinita, mi, antitesi (vita/morte, morte/resurrezione, culla/sepol- en donde eres madre y hija.

Inizio del capitolo sulla fenice in F. Picinelli, Mondo simbolico,


Milano , l. IV, cap. XXX, p.
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.. Foto Toso)

Antiporta di L. Mancini, La Fenice, Bologna, Tebaldini


(da S. Fabrizio-Costa, Phnix, signe(s) et mythe(s), Bern,
P. Lang, , p. )

Inizio del capitolo sulla fenice, in S. Bochart, Hierozoicon,


Lugduni Batavorum , vol. II, coll. -
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.-. Foto Toso)

Prima pagina de La fenice di Torquato Tasso, estratta


da Il Mondo Creato. T. Tasso, Delle rime, Venezia,
E. Deuchino & G.B. Pulciani, , p.
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .T.. Foto Toso)

Inizio del De ave phoenice di Lattanzio con annotazioni autografe


di Torquato Tasso, Lepida Lactantii Firmiani Opera, J. Petit
(Roma, Biblioteca apostolica vaticana, Stampati Barb. Cr. Tasso. )
Vi furono per anche scrittori che intesero ricreare in
vasti affreschi narrativi il mito antico, rifacendosi soprat-
tutto ai poemi di Lattanzio e di Claudiano. Uno dei primi
fu il poeta protestante francese Guillaume Du Bartas,
autore di un lungo poema, La Sepmaine, ou la Cration du
Monde (), che narra appunto le sei giornate della crea-
zione delluniverso seguendo il modello degli Hexaemera
di san Basilio e di santAmbrogio. Nel Cinquiesme Jour,
inizia la rassegna degli uccelli con la descrizione del
Phoenix terrestre che opera del Phoenix cleste,
cio di Dio seguito come un re da une infinit dai-
les, dalla schiera degli altri volatili. La sua morte e rina-
scita ci insegna, secondo Du Bartas, quil nous faut et de
corps et desprit | mourir tous en Adam, pour puis renai-
stre en Christ.
Particolarmente ricettiva nei confronti della leggenda si
dimostr la penisola iberica. Lopera pi significativa
nella letteratura spagnola la Fbula de la fnix () del
Conde de Villamediana, un poema di cinquecentosessan-
tanove versi che divent un punto di riferimento per gli
scrittori successivi. Esso fu poi incluso, insieme a nume-
rose altre fonti antiche e moderne, da Joseph Pellicer de
Salas y Tobar in un suo eruditissimo trattato sulluccello,
El Fenix y su historia natural, pubblicato a Madrid nel
. Si tratta di una sorta di enciclopedia sulla fenice,
divisa in venti diatribes o exercitationes che non trascura-
no alcun aspetto della Phoenicologia o scienza fenicolo-
gica: dal nome agli aspetti fisici, alla patria, ai costumi,
per finire con le diverse prospettive (storica, poetica, Frontespizio di A. do Nascimento e Passos, Fenix symbolico,
morale, mistica, medicinale ecc.) sotto le quali la fenice Lisboa, Antonio Pedrozo Galram,
pu essere considerata. Unopera simile, bench molto
Prima pagina di G. Manso, La Fenice, in Poesie nomiche,
pi breve, il Fenix simbolico, e discurso critico contra o Venezia , pp. - (Venezia, Biblioteca nazionale marciana,
abuso da sua reproduco, pubblicato a Lisbona oltre un .C.. Foto Toso)
secolo pi tardi () dal frate Antnio do Nascimento e
Passos. Di poco anteriore la sterminata trattazione di Frontespizio de La Fenice o la Vita mistica. Apologo arabico
tradotto dallabate Melchior Cesarotti P.P. di Padova
Samuel Bochart sugli animali della Sacra Scrittura, lo Hie- in occasione de sacri sponsali della n.d. Morosina Grimani,
rozoicon, sive bipartitum opus De animalibus S. Scripturae circa (Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Fondo Malipiero,
(), che contiene anche un documentatissimo capitolo Mal. T. )
sulla fenice.
Ma il capolavoro di questo revival del mito tra fine Cin- Fregio con la fenice sullultima pagina de La Fenice o la Vita
mistica. Apologo arabico tradotto dallabate Melchior
quecento e Seicento certamente la sezione dedicata alla Cesarotti P.P. di Padova in occasione de sacri sponsali
fenice un vero e proprio poema nel poema nel Mondo della n.d. Morosina Grimani, circa (Venezia, Fondazione
creato (-) di Torquato Tasso. Questa sezione fu in Giorgio Cini, Fondo Malipiero, Mal. T. )
effetti percepita come unopera autonoma: essa fu inseri- quel d che prima dispiegar le penne
ta con il titolo La Fenice nella raccolta delle Rime del per laria vaga al suo de lalta voce,
fe la Fenice ancor, come si crede,
Tasso pubblicata a Venezia dal Deuchino nel e poi se pur degna di fede vecchia fama.
varie volte ripubblicata fino allOttocento senza che alcun E n s mutabil forma il Padre eterno
editore ne riconoscesse lorigine. Il poeta napoletano di mortal, rinascente, unico augello
alluse spesso nella sua opera allunica avis. Si gi visto figurar volle quasi in raro esempio
limmortal e rinato unico Figlio,
come essa appaia, in una stilizzata cornice petrarcheg- che rinascer devea, come prescrisse,
giante, nelle rime amorose; poi evocata a pi riprese sia quando ei ne gener leterno parto.
nella Gerusalemme Liberata sia nella Conquistata. Infine,
essa citata nel contesto di una ampia riflessione sul Il rapporto simbolico con la morte e la resurrezione di
significato della scrittura geroglifica in uno dei suoi ulti- Cristo poi ripreso e sviluppato nei versi conclusivi (vv.
mi dialoghi, Il Conte overo delle imprese (), dove -). Li precede un intenso brano, che pur model-
ricordata come simbolo araldico con liscrizione landosi sui versi finali del Phoenix di Claudiano (vv. -
, tratta da un verso del De ave Phoenice del cardi- ), forse la parte pi originale di tutta la sezione. Con
nale Cristoforo Madruzzo, vescovo-conte di Trento. Nel accento ben intonato allautunno della sua esistenza e a
Quinto Giorno del Mondo creato, il Tasso ricostruisce quello del Rinascimento, il Tasso contrappone infatti alli-
scrupolosamente la leggenda tradizionale in circa trecen- nesorabile trascorrere del tempo leterna fenice, sol
to versi (vv. -), riprendendo e talvolta traducendo testimonio di tante et scomparse:
fedelmente i poemi di Claudiano e di Lattanzio, ma risa-
lendo spesso direttamente o indirettamente alle altre Tu, poich la vecchiezza i mari e i monti
fonti antiche che gli erano accessibili. Il suo attento stu- cangiato ha quasi, e variato il mondo,
dio del De ave Phoenice testimoniato dalle numerose perpetuo ti conservi e quasi eterno
a te medesmo ognor pari e sembiante.
postille autografe apposte al poema in una copia delle E tu sei pur del raggirar de tempi,
opere di Lattanzio da lui posseduta e conservata nel e de secoli tanti in lui trascorsi,
fondo Barberini della Biblioteca Apostolica Vaticana. di tante cose, e di tante opre illustri
Pur rifacendosi alla Sepmaine del Du Bartas, il Tasso col- sol testimonio, o fortunato augello.
loca la trattazione della fenice svolta con un abbondan-
te uso di antitesi e di ossimori che annunciano gi gli svi- In et barocca, la fenice largamente presente anche
luppi barocchi del tema al termine e non allinizio della nella letteratura religiosa. I tradizionali riferimenti sim-
sua rassegna degli uccelli. A differenza del poeta france- bolici alla resurrezione di Cristo e a quella delluomo
se, inoltre, egli interpreta il favoloso uccello come un sim- sono ripresi sia nelle poesie sacre sia nei sermoni o nelle
bolo di Cristo. Il suo odorato rogo | di chiare laudi opere edificanti. In Italia, le dedicato il libro di Luigi
come definisce il suo canto si apre infatti con questi Manzini, La Fenice. Esercizii Spirituali Divisi nellAnima
versi solenni: Crocifissa Risorta Inspirata, stampato a Bologna nel
e presto tradotto in francese. Alludendo allincisione
Or a te mi rivolgo, e tu supremo dellantiporta dove, sotto un grande sole sfolgorante,
Sonetto di Giacomo Cantoni in morte di Lope de Vega, fra gli altri onore avrai ne gli alti carmi,
in Essequie poetiche overo Lamento delle Muse Italiane immortal, rinascente, unico augello. rappresentato un albero spoglio sul quale si trova, in un
in morte del Sig. Rime, e Prose raccolte E questo fia quasi odorato rogo nido ardente, la fenice il Manzini spiega come lanima
dal Signor Fabio Franchi Perugino, Venezia, Imberti , p. di chiare laudi, in cui la fama antica sia Fenice, mentre dibattendosi per compassione, sul-
(Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.. Foto Toso) si rinovi nel mondo, e lali spanda, larbore della Croce, in faccia al Sole di Giustizia pazien-
e per questo sereno e puro cielo
Fenice nella marca del tipografo Francesco Nicolini. Gli scherzi lieta si spazi e gloriosa a volo,
te, ne concepisce fiamme di Carit: e rimanendo con lui
di fortuna, Venezia, F. Nicolini , frontespizio (Venezia, a scherno avendo omai gli Arabi monti. , e tosto con lui, indi dallo Spirito di
Fondazione Giorgio Cini, Fondo Rolandi, Ziani P.A. A-Z) Dio fra gli altri dipinti e vaghi augelli lui , vola per il Cielo della grazia, immortale.

Fenice nella marca del tipografo Grazioso Fenice con il motto SEMPER EADEM nel marchio
Percaccino. Proclus Diadochus, In primum del tipografo Gabriel Giolito de Ferrari,
Euclidis Elementorum librum A. Benedetti, Il fatto darme del Tarro,
commentariorum, Patauii, G. Perchacinus , in Vinegia, G. Giolito de Ferrari , c. []r
frontespizio (Venezia, Biblioteca nazionale (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .D..
marciana, .D.. Foto Toso) Foto Toso)

Fenice nel marchio del tipografo Alessandro Fenice nel marchio del tipografo Guglielmo
Bindoni, F.M. Grapaldi, De partibus aedium, Fontaneto, P.A. Gambari, Dialectica legalis, Fenice nel marchio del tipografo Gabriel Giolito de Ferrari,
impressum Venetiis per A. de Bindonis , Venetiis, per Gulielmum de Fontaneto , c. Lv F. Petrarca, Il Petrarcha con lespositione dAlessandro Vellutello,
frontespizio (Venezia, Biblioteca nazionale (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, in Vinegia, G. Giolito de Ferrari , frontespizio
marciana, .D.. Foto Toso) Misc. .. Foto Toso) (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.. Foto Toso)
Daniello Bartoli ne fa invece, nel suo trattato su La viva, ed illumina? Tu mi prometti un amore eterno: ohim, viven-
povert contenta descritta e dedicata a ricchi non mai con- te di pochi istanti tu parli deternit! Io non sono insensibile alla-
more; ma non mi lusinga un maritaggio ch foriero di vedovan-
tenti (), unimmagine dei poveri giusti per i quali il za. Consolati, il tuo rivale troppo alto perch il mio rifiuto possa
morire un nascere, e l chiudersi nel sepolcro un met- umiliarti. Vieni al mio paese nato; io tinvito alle mie nozze:
tere come nel nido a covarsi il corpo, perch indi schiu- vedrai allora sio poteva esser tua.
so rinasca dalla corruzione a vita incorruttibile. Ana-
logamente il predicatore portoghese Antnio Lopes Nella poesia barocca italiana ricorrente, in chiave mora-
Cabral dedic un sermone intitolato A Fnix renascida le, la combinazione del simbolo della fenice con quello
() allentrata in convento di una giovane nobile che, del baco da seta. Nel sonetto Verme da seta, Ciro di Pers
attraverso la professione francescana, rinasceva cos a stigmatizza gli abiti fastosi ricavati dal sepolcro dun
nuova vita. Particolarmente interessante una raccolta verme dopo che una pargoletta fenice ne rinata.
di sermoni, intitolata Serafici Splendori (Venezia ), Pi conforme ai temi della predicazione, Giacomo Lubra-
del cappuccino veneziano Mario de Bignoni, dove la no, in uno dei sonetti del suo memorabile ciclo sul baco
fenice un geroglifico di Rinovato penitente e viene da seta, paragona al verme-fenice luomo che mortifica
associata in particolare alla figura di Maria Maddalena. la sua carne e glorifica lo spirito:
In questi sermoni i temi edificanti si intrecciano, in uno
stile concettoso e visionario, alla simbologia alchemica Cifra animata di prodigii un Verme,
a le viscere sue la guerra indice,
ampiamente sviluppata e ad altri riferimenti esoterici, rorario invitto, e venturiero inerme,
tanto che lopera fu messa allIndice da vari decreti per cangiarsi in trofeo lurna felice.
papali.
Una tarda ripresa di questa tematica costituita da un Gli stami di sua et sudando elice,
vivendo a lombra di funereo germe:
raro opuscolo di Melchiorre Cesarotti, La Fenice o la Vita poi risorge sepolto, e lali ferme
mistica, edito in occasione dei sacri sponsali di Morosi- addestra al vol domestica Fenice.
na Grimani. Lo scritto che si ispira liberamente alle
fonti classiche presentato con scoperta finzione come Quindi impara, mortal, or che ti affanni,
un apologo arabico, tratto da un Codice Greco dissot- come degenerar la tua fralezza
pu nobilmente, ed eternarsi gli anni.
terrato nelle rovine di Palmira e tradotto dallautore.
Qui la fenice, dopo aver respinto le lusinghe dellaquila, Chi vincitor di s la vita sprezza,
del pavone e del colombo che incarnano rispettivamen- simpenna nel morir mistici vanni,
te il potere, il lusso e il matrimonio prende il volo per la da porsi in Cielo un Angiolo in bellezza.
citt di Eliopoli in Pancaia dove, una volta preparato il
suo nido di aromi e cantato un inno al Sole, si unisce a lui Tanto fu il prestigio di cui godette il mito della fenice in
incendiandosi nella sua fiamma. Essa appunto un sim- questepoca, che il nome delluccello fu impiegato sia in
bolo della vita mistica, come spiega nella sua replica al ambito sacro che in ambito profano per esaltare la rarit
colombo: e leccellenza di determinate persone. Gli esempi sono
innumerevoli. Ancora nel Don Chisciotte (, ), Ambro-
La mia origine, le mie qualit, la mia destinazione non son le tue. sio attribuisce al pastore Grisstomo il titolo di fenice
Tu ti satolli di cibi terrestri, io non mi pasco che deffluvj odoro- nellamicizia. Una fenice ebrea Iudit nellomonima
si; tu sei pago del presente, io mi slancio nellavvenire. Atta a tragedia di Della Valle, come la Fenice del Po Giulia
guardar il Sole con ciglia immobili, posso io starmene a lungo dEste nel canto (, v. ) dellAdone del Marino. Nello
Frontespizio di T.G. Scandianese, La Fenice, in Vinegia, cogli occhi a terra? Guernita dale possenti a sollevarmi nella
regione delletere, vorr io riposarmi in quella dei vapori, e delle
stesso canto dellAdone (, v. ), Anna dAustria la Frontespizio de La fenice. Oratorio per la Frattura Miracolosa
G. Giolito de Ferrari e Fratelli, (da Studi in onore
di Vittorio Zaccaria, a cura di M. Pecoraro, Milano, Unicopli, tempeste? Spettatrice oziosa dellimmensa scena della natura, fenice dIberia, mentre nel canto (, v. ) lappellati- delle Coste di S. Filippo Neri, Brescia, Rizzardi
, p. ) marrester in essa, senza immergermi col pensiero in chi la rav- vo attribuito anche al marito, il re di Francia Luigi , (Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai)
al quale come si visto era del resto abitualmente asso-
ciato: la fenice per sar de regi. Nella letteratura reli-
giosa esso riferito comprensibilmente come scriveva
Filippo Picinelli nel suo Mondo simbolico () a quei
Santi Martiri, i quali, quasi tante fenici, passando per la
voracit dei fuochi e delle fiamme, ottennero la felice eter-
nit della vita. Cos, non favolosa Fenice fu per Carlo
Pona san Lorenzo, arso vivo sui carboni ardenti, e fnix
do amor fu per Antnio Vieira san Giovanni Evangelista,
uscito vivo dallolio bollente. Ma fenici furono anche, per
differenti motivi, dei santi che non passarono attraverso il
martirio del fuoco: Fnix de los Santos san Giovanni
Battista, Fenis de la Grecia san Basilio Magno, Phenix
de Europa san Francesco dAssisi, fenix de Alemania
santa Cristina, fenix de la Escriptura san Girolamo,
Fenis de Africa santAgostino, Fenis de Portugal
santa Isabella. La denominazione ebbe largo uso anche in
campo letterario. Giovanni Pico della Mirandola, per
esempio, fu detto fenice delle scienze e fenice de vir-
tuosi da Traiano Boccalini, e Fenice deglingegni da
Daniello Bartoli e da Francesco Fabio Frugoni; Lope de
Vega proclam fnix [] de sus despojos il Marino e
fnix portugus Luiz de Camens, mentre il Gracin
defin Giambattista Guarini Fnix de Italia. Ma la feni-
ce per eccellenza, anche per una abituale associazione al
suo nome Flix, fu indiscutibilmente lo stesso Lope de
Vega, che del resto evoca pi volte sia in chiave sacra che
in chiave profana il mitico uccello nelle sue opere:
Fnix de los ingenios, Fenis en nuestros tiempos,
Fnix de los Siglos, Fnix de Espaa, Fnix nico
de Europa, Fnix del Mundo sono solo esempi degli
appellativi con i quali fu designato. Alcune di queste
denominazioni ricorrono per esempio in un volume
miscellaneo di rime e di prose, uscito a Venezia nel
per commemorare lo scrittore da poco scomparso: le Esse-
quie poetiche overo Lamento delle Muse Italiane in morte
del Sig. LOPE DE VEGA, raccolte da Fabio Franchi. In qual- Fenice, con il motto SEMPER EADEM nella marca del tipografo
che sonetto compare anche lassociazione fenice/cigno, Gabriel Giolito de Ferrari. G.B. Giraldi Cinthio, Orbecche,
gi presente nei poeti spagnoli: se Giovanni Simeone de G. Giolito de Ferrari, Venezia , frontespizio (Venezia,
Grazia dichiara che egli sembr nel cantar Cigno, e nel Fondazione Giorgio Cini, Fondo Rolandi, Antenati -)
morir Fenice, Claudio Achillini, gareggiando con lui in Tavole illustrative del balletto di corte La Fenice Rinovata,
concettosit, si rivolge alla Morte con questa accusa: La Fossano, febbraio (Torino, Biblioteca nazionale
Fenice dei Cigni hai morto, el Vega. universitaria)

Costumi di scena con rappresentazione della fenice


per il balletto di corte La Fenice Rinovata, Fossano,
febbraio (Torino, Biblioteca nazionale universitaria)

Costumi di scena con fenice ardente sullo scudo per il balletto


di corte La Fenice Rinovata, Fossano, febbraio (Torino,
Biblioteca nazionale universitaria)

Stendardi con fenice ardente per il balletto di corte La Fenice


Rinovata, Fossano, febbraio (Torino, Biblioteca nazionale
universitaria)
Parallelamente agli sviluppi letterari, il simbolo della feni-
ce invadeva ridotto per lo pi al suo nucleo essenziale,
la morte nelle fiamme e la resurrezione anche molti altri
campi dellarte, della cultura e del costume. Largo uso ne
venne fatto nella letteratura sui geroglifici, gli emblemi e
le imprese, a partire dalla riscoperta dellopuscolo di Ora-
pollo, il cui testo greco fu stampato per la prima volta da
Aldo Manuzio nel (e tradotto in italiano da Pietro
Vasolli da Fivizzano nel ). Particolarmente ampia la
trattazione di Giovanni Pierio nei suoi Hieroglyphica
(Lione ), dove sono minuziosamente esaminati sulla
falsariga dello stesso Orapollo i diversi significati sim-
bolici della leggenda. Lemblema della fenice fu anche
adottato come marca tipografica da vari stampatori del
Cinquecento, come Innocenzo Ringhieri e Giovanni Mar-
tinelli a Roma, Guglielmo Fontaneto e Girolamo Giberto
a Venezia, Grazioso Percaccino a Padova. Il pi impor-
tante fu per senza dubbio Gabriel Giolito de Ferrari,
nella cui impresa luccello che arde nelle fiamme asso-
ciato ai motti e -
. Nel Gabriel Giolito dava addirittura alle
stampe un volumetto di Tito Giovanni Scandianese, inti-
tolato La Fenice e contenente una silloge di poesie e di
prose sul tema, che si apre con un poema in terzine libe-
ra traduzione del De ave Phoenice di Lattanzio dello
stesso Scandianese (cio Tito Giovanni Ganzarini). Di
questopera ci pervenuto un esemplare postillato con
ogni probabilit da Torquato Tasso, che ne tenne certa-
mente conto nel comporre la sezione sulla fenice del
Mondo creato. Il motivo poi frequente in araldica, atto
com a simboleggiare la perpetuit della casata. Si gi
visto il caso dei Madruzzo, menzionato dallo stesso Tasso;
altri esempi sono quelli delle famiglie Papadopoli e
Pedretti. Infine, il simbolo della fenice fu ripreso in
diversi libretti per musica, sacri e profani, del Seicento e
LImpresa del Gran Teatro la Fenice. Incisione, del Settecento. Ci sono pervenuti in particolare alcuni
(Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice)
libretti che hanno come protagonista un santo-fenice,
Rilievo con lemblema del Teatro la Fenice (). Scultura come La Fenice. Oratorio per la Frattura Miracolosa delle
di Domenico Fadiga collocata nella facciata posteriore sul rio Coste di S. Filippo Neri (Brescia ) di autore anonimo,
(Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice) La Fenice dAvila Teresa di Gies (Napoli ) di Giu-
Frontespizio del libretto dellopera inaugurale rappresentata
seppe Castaldo, e La Fenice sul Rogo overo la morte di Manifesto della prima rappresentazione dellErnani
al Teatro la Fenice, I giuochi dAgrigento, San Giuseppe (Napoli ) di autore anonimo. Nei tre di Giuseppe Verdi () con la fenice in alto
(Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice) testi il paragone con luccello si impernia sul tema del- (Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice)

Manifesto-preavviso della prima rappresentazione Manifesto della prima rappresentazione


dellOtello di Giuseppe Verdi () con la fenice de La Gioconda di A. Ponchielli con la fenice in alto
in alto (Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice) (Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice)

Frontespizio di libretto dopera novecentesco Frontespizio di libretto dopera novecentesco


con rappresentazione della fenice (Venezia, Archivio con rappresentazione della fenice (Venezia, Archivio
storico del Teatro La Fenice) storico del Teatro La Fenice)
lardore di carit, della fiamma amorosa nella quale il dramma in musica I Giuochi dAgrigento di Giovanni Pai-
santo di volta in volta celebrato si consuma per rinascere siello (libretto di Alessandro Pepoli) e del balletto Amore
in Dio: si assiste dunque a una riconsacrazione della e Psiche di Onorato Vigan; sul frontespizio del libretto
metafora che la poesia profana, a partire dai trovatori e dei Giuochi, come di numerosi altri, ritratta una fenice.
dal Petrarca, aveva applicato alla passione erotica. Nello- A questa data riportabile anche una scultura attribuita a
ratorio su san Filippo Neri, per esempio, il protagonista Domenico Fadiga e collocata sulla facciata posteriore del
dichiara: In queste fiamme | quando morir presumo, | teatro. Fin dalle prime raffigurazioni, la fenice ha laspet-
ardo, ma non consumo, | e se di lor mi pasco, | qual - to di unaquila con le ali spiegate che brucia su una cata-
dAmor moro e rinasco (, ). E cos, nel terzo libret- sta di legna. Dopo lincendio avvenuto nel , la rico-
to, un arcangelo illustra il titolo, descrivendo san Giusep- struzione fu affidata ai fratelli Giambattista e Tommaso
pe morente sul suo povero letto: Quasi di acceso rogo | Meduna: lArchivio della Cassa di Risparmio di Venezia
su i bei rami odorosi, | gi tra sacri profumi | fortunata conserva alcuni loro schizzi per linsegna del teatro, sor-
Fenice il sen consumi (, ). Lo stesso protagonista, al montata dal mitico uccello. Immagini della fenice si trova-
momento della fine, innalza questo canto pieno di misti- no nella parte alta di quasi tutti i manifesti delle successi-
co ardore: Son tutto fiamme, e sbocca | dal petto il ve stagioni operistiche e concertistiche, come per esempio
foco mio, che mi consuma, | fuma il corpo fra glincendi in quello della stagione , quando venne rappresentato
[] (, ). In ambito profano invece oltre al balletto per la prima volta lErnani di Giuseppe Verdi. Un nuovo
di corte La Fenice rinovata, rappresentata a Fossano il modello iconografico si osserva in alcuni pregevoli libretti
febbraio in onore di Madama Reale, la duchessa degli anni -; e limmagine della fenice si trova
Maria Cristina di Savoia si possono ricordare due libret- ancora sulla copertina dei libretti di sala del periodo belli-
ti il cui titolo auspicio di rinascita per due citt: La Feni- co, malgrado le ristrettezze finanziarie che portarono alla
ce gloriosa, overo Pusilipo rinato alla venuta del Gran Mar- riduzione del formato e del numero di pagine.
chese dAstorga Nuovo Vicer e Capitano Generale del Qualche dubbio sulla effettiva esistenza della fenice affio-
Regno di Napoli (Napoli ), di anonimo, e La Fenice. ra fin dalle pi antiche testimonianze sulla leggenda, a
Cantata a tre voci (Venezia ) di Domenico Lalli (pseu- cominciare da quella di Erodoto che afferma di averla
donimo di Sebastiano Biancardi), dove il mitico uccello vista solo dipinta. Ma anche se a poco a poco essa diven-
metafora di Venezia, celebrata malgrado lormai irre- ne un semplice simbolo religioso o letterario, non sono
versibile declino politico e militare come erede e restau- mancati gli autori che hanno mostrato di credere nella sua
ratrice della gloria di Roma antica. realt. Questa credenza implicita, per esempio, negli
In questa pi recente storia del simbolo si inscrive anche apologeti cristiani che si servirono del suo esempio come
la sua adozione come nome del teatro veneziano oggi rico- prova naturalistica a favore della resurrezione della carne
struito dopo il rovinoso incendio di sette anni fa. Nel giu- o di quella di Cristo. Eppure gi fra gli scrittori cristiani
gno del la Nobile Societ, proprietaria del teatro di antichi ci fu chi come Massimo il Confessore ( seco-
San Benedetto, perse una causa con la famiglia Venier cui lo) sostenne con decisione linesistenza delluccello. La
apparteneva il fondo ove sorgeva ledificio e decise di sua dimostrazione svolta in una Epistola contro i mono-
costruire un nuovo teatro. Larea idonea venne individua- fisiti, i quali avevano creduto di poter provare la natura
ta nella parrocchia di Santa Maria Zobenigo lattuale puramente umana di Cristo ricorrendo proprio allesem-
Santa Maria del Giglio e la costruzione, iniziata nel pio dellunica avis. Se la fenice un uccello, argomenta
su progetto dellarchitetto Giannantonio Selva, fu portata Massimo, sotto ogni riguardo un animale; ma se un
a termine in meno di due anni. Al teatro fu dato appunto animale, deve avere un corpo animato e dotato di perce-
il nome di Fenice, i due significati abbracciando e dellu- zione, dunque essere soggetta a generazione e corruzione.
nicit e del rinascimento del favoloso uccello. Linaugu- Ma un corpo soggetto a queste condizioni non pu esse-
razione avvenne nel con la rappresentazione del re singolo: la legge che lo governa la successione di ogni

Frontespizio di libretto dopera novecentesco con rappresentazione


della fenice (Venezia, Archivio storico del Teatro La Fenice)

Schizzi dei fratelli Giambattista e Tommaso Medusa Inizio del capitolo sulla fenice in P. Le Brun, Storia critica
per la nuova insegna del Teatro La Fenice, bruciato delle pratiche superstiziose, trad. dalla seconda ed. francese
nel (Venezia, Archivio storico della Cassa di F. Zannino Marsecco, Mantova , p.
di Risparmio di Venezia) (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, .C.. Foto Toso)
individuo dagli altri della sua specie. Lo conferma la sacra Converr desistere dal ricercarla e contentarci dignorare la verit
Scrittura, nel passo in cui Dio ordina a No di portare quanto a questo punto. Forse le ricerche che faremo intorno alla
patria della Fenice e al luogo della sua dimora ordinaria saranno
nellarca sette paia maschio e femmina di animali puri pi fortunate.
e sette di animali impuri, insieme ad altrettanti uccelli
(Gen , -). Se la fenice era compresa fra questi, conclu-
de lo scrittore, non pu certamente essere di una sola Ma su questo punto i pareri si rivelano non meno discor-
natura. A partire dal tardo medioevo scrittori ed erudi- danti, come quelli sulle modalit della sua morte e della
ti sempre pi numerosi incominciarono a manifestare sua resurrezione. E Leopardi conclude la sua trattazione
apertamente la loro incredulit. Un pioniere in questo attenendosi, come al partito pi certo, agli autori anti-
senso fu Alberto Magno, di cui si gi riportato il giudi- chi che mostrarono di non credere allesistenza della feni-
zio; opinioni analoghe che come si visto non impedi- ce, a cominciare da Aristotele che, nella sua storia degli
vano tuttavia un impiego letterario della fenice espri- animali, non fece motto di questo uccello, il che mostra
meranno nei secoli successivi Traiano Boccalini, Lorenzo che egli lo tenea per favoloso. Il saggio leopardiano, in
Magalotti, Antnio do Nascimento e molti altri. Aperta cui la verit appare gi come qualcosa che incupisce e
lironia di Cervantes nel racconto della Dama Tribolata; avvelena limmaginazione, chiude emblematicamente
in una celeberrima arietta del Demetrio (), Pietro la millenaria storia del mito in Occidente e apre forse
Metastasio far definitivamente della fenice lessere che quella di un nuovo mito di assenza e di illusione.
non esiste per antonomasia, paragonandole la fedelt fra La letteratura e le altre arti contemporanee non sembra-
gli amanti (atto , scena ): no aver nutrito un interesse particolare per il simbolo
della fenice, ormai fig e banalizzato come avviene nei
la fede degli amanti suoi innumerevoli usi come insegna commerciale, nome
come laraba fenice:
che vi sia, ciascun lo dice; di imprese o di associazioni, titolo di collane editoriali
dove sia, nessun lo sa. (fra cui La Fenice, storica collana di testi poetici pub-
blicata dalleditore Guanda). Le sue apparizioni pi signi-
Ma la pi accurata anatomia del mito fu quella compiuta ficative si inscrivono, non casualmente, nellarte simboli-
agli inizi dellOttocento, con dotta ironia, dallancora sta e post-simbolista. In Italia esso ha trovato accoglienza
diciassettenne Giacomo Leopardi nel capitolo inti- e sviluppo soprattutto nellopera di Gabriele dAnnunzio
tolato appunto Sulla fenice del suo Saggio sopra gli erro- e in particolare nel Notturno (), di cui la fenice costi-
ri popolari degli antichi (), che prende lo spunto dai tuisce quasi una cifra segreta. Essa diventa infatti limma-
secentesci Pseudodoxia Epidemica, or Vulgar Errors () gine per eccellenza dellIo immerso nel buio della cecit
di Thomas Browne. Dopo aver premesso che non gran ma pur sempre fiammeggiante di eroismo e destinato alla
tempo che la Favola della Fenice divenuta lo scherno rinascita e allimmortalit.
dei dotti e aver citato un certo numero di eruditi e di
scienziati Bochart, Aldovrandi, Gessner, Le Brun e altri Chi mi fascia di cenere cocente? Lapice del cuore sfavilla, e tra-
che lavevano gi sottoposta a un esame critico, Leo- versa la cenere.
pardi ricostruisce in ogni dettaglio la leggenda tradizio- Sono la mia cenere e sono la mia fenice. Sono opaco e risfolgoro.
nale sulla base delle fonti antiche e medioevali, maneg-
giate con grande sicurezza. Ma il suo intento, pi che di Sopravvivo al rogo, ebro dimmortalit.
esibire la propria erudizione, quello di mostrare la
variet di opinioni e le incongruenze che abbondano nelle linizio della visionaria conclusione della offerta,
testimonianze sulla fenice. Una volta passate in rassegna una sorta di battaglia apocalittica tra fuoco e contro-
quelle che riguardano la durata della sua vita senza aver fuoco che si sviluppa dalle allucinazioni endo-ottiche
potuto raggiungere una conclusione, egli osserva: prodotte dalla malattia e riduce ogni cosa a nero tizzo e

Costume di Leon Bakst per la prima rappresentazione


de Loiseau de feu di Igor Stravinskij, Parigi,
(da Ch. Spencer, Leon Bakst, New York, Rizzoli, )
bracia e cenere calda, culmine del male e della sofferen- Nellaffiorare e sprofondare degli inesistenti oggetti, delle
za. Di qui si leva il finale inno allOlocausto, con linvo- vuote cornici, degli incomprensibili scintillii stellari sullo
cazione alle Fenici, simbolo della rinascita fisica e spiri- specchio, in una notte fatta di assenza e di interrogazio-
tuale che sar narrata nella offerta del Notturno: ne, la Fenice che per un attimo si disegna nelloscurit
al tempo stesso fiamma che arde quella di un sole
Odo cantare le Fenici! morente e cenere dispersa di un sogno che pu essere
Lebriet si precipita
in me come fiumana celeste. raccolto solo in unanfora inesistente:
Sento in me il mio dio.
Ses purs ongles trs haut ddiant leur onyx,
Odo cantare le Fenici lAngoisse, ce minuit, soutient, lampadophore,
un canto che ha lodore della mirra maint rve vespral brl par le Phnix
e il giubilo dellamarezza. que ne recueille pas de cinraire amphore
Sento in me il mio dio.
sur les crdences, au salon vide: nul ptyx,
Tutta la cenere seme, aboli bibelot dinanit sonore,
tutti gli sterpi son germogli, (car le Matre est all puiser des pleurs au Styx
tutto il deserto primavera. avec ce seul objet dont le Nant shonore).
Sento in me il mio dio.
Il secondo testo, non meno enigmatico, un racconto di
[] Jorge Lus Borges aggiunto alla seconda edizione di Fin-
zioni (), La setta della Fenice. Vi descritta una stra-
O Fenici degli Olocausti, na setta nata a Eliopoli in Egitto allepoca della restau-
non dir la vostra porpora oriente
n il vostro cimiero dastri ignoti. razione religiosa che segu la morte del riformatore Ame-
Vedo in me il mio dio. nophis e diffusa in tutti i paesi e in tutte le epoche
che unita, e sar sempre unita fino alla fine dei tempi, da
O Fenici degli Olocausti, una sola cosa: il Segreto. Tanto che il vero nome degli
non riveler la parola votiva
che apre e chiude ogni giro dellinno. uomini della Fenice Gente del Segreto: il riferimento
Servo in me il mio dio. alla fenice spiega ironicamente il narratore non
anteriore a Rabano Mauro. Questo Segreto un rito,
La fenice ha un ruolo di un certo rilievo anche nellopera unica pratica religiosa osservata dai settari, ma la cui
di alcuni scrittori stranieri del primo Novecento, come natura sfuggente e indefinibile:
per esempio D.H. Lawrence, che la elesse fra laltro a
emblema di una comunit che sognava di fondare, Rana- Latto in s banale, momentaneo e non richiede descrizione.
nim. poi la figura centrale del celebre balletto di Igor I materiali sono il sughero, la cera o la gomma arabica (nella litur-
gia si parla di fango, e anche questo si adopera). Non ci sono tem-
Stravinskij, LUccello di fuoco, rappresentato per la prima pli dedicati specialmente alla celebrazione di questo culto, ma
volta a Parigi nel e largamente ispirato al folclore una rovina, un sotterraneo o un androne si ritengono luoghi pro-
russo. Ma questa breve ricostruzione del mito in Occi- pizi. Il Segreto sacro, ma pur sempre un po ridicolo; il suo eser-
dente pu concludersi, provvisoriamente, con due testi cizio furtivo, quando non clandestino, e gli adepti non ne par-
nei quali la morte e la resurrezione della fenice diventano lano. Non ci sono parole decenti per nominarlo, ma sintende che
tutte le parole lo nominano o, per dir meglio, inevitabilmente vi
fantomatico rito segreto, nominazione di ci che non ha alludono. Cos, parlando con adepti, io ho pronunciato una paro-
nome, riflesso o bagliore del nulla. Il primo il sonetto in la qualsiasi e quelli hanno sorriso o si sono turbati, perch senti-
yx di Stphane Mallarm, sonetto allegorico di se stes- vano che avevo toccato il Segreto.
so come ne aveva intitolato la prima redazione lo stesso
Insegna del Comune di Suzzara (Mantova) con la fenice ardente poeta, nel quale il senso evocato da un miraggio inter- Alla fine del racconto il narratore dichiara di aver meri- Insegna del Comune di Suzzara (Mantova) con la fenice ardente,
(foto Paolo Bernini, Suzzara) no delle parole (Lettera a Henry Cazalis, luglio ). tato in tre continenti lamicizia di numerosi devoti della particolare (foto Paolo Bernini, Suzzara)
Fenice. Egli conclude: strano che il Segreto non si sia
Cfr. Van den Broek , p. .
Origine del mondo, , -, in Testi gnostici, Apocrifi del Nuovo Testamen- Carabba , p. . Sul problema attributivo e sui rapporti fra questo sonet-

Erodoto, Storie, , , , in Erodoto, Le storie, : Libro II. LEgitto, a cura di to, a cura di L. Moraldi, Torino, , , pp. -. to e il petrarchesco Pace non trovo (), si veda Santagata , pp. -
perso gi da tempo; malgrado le vicissitudini del mondo, A.B. Lloyd, trad. it. di A. Fraschetti, Milano, Fondazione L. Valla - A. Mon-
Ibid., , -, p. . .
malgrado le guerre e gli esodi, esso giunge, tremenda- dadori, , p. .
Ibid., , -, , p. .

LAcerba, III, , vv. -.
mente, a tutti i fedeli. Mai descritta, qui la fenice Ibid., , , -, p. . Cfr. Valli , p. .


Tardieu , p. .

Cfr. in particolare Sbordone , Rusch e Walla , pp. - e -.
Clemente, Cor , -, in I Padri apostolici, a cura di A. Quacquarelli, Roma,

Se ne veda il testo in Marti , pp. -.
dunque cifra di una misteriosa comunit di uomini,
Libro dei morti, , in Testi religiosi egizi, a cura di S. Donadoni, Torino, Citt Nuova, , p. .

Dante Alighieri, Inferno, , vv. -.
dispersi ovunque e quasi invisibili, uniti dal solo rappor- , , p. .
Ibid., , , p. .

RVF , vv. -. Il Canzoniere citato secondo il testo critico di G. Con-
to che si istituisce ritualmente fra un oggetto qualsiasi e Cfr. pi avanti, p. . tini riedito in F. Petrarca, Il Canzoniere, a cura di M. Santagata, Milano, Mon-

Tertulliano, De resurrectione mortuorum, , -, in Tertulliano, Opere scel-

Cfr. Van den Broek , pp. -. te, a cura di C. Moreschini, Torino, , , p. . dadori, .
una parola qualsiasi. Ma questo rito oscuro assicura agli
Libro dei morti, , p. .
Ibid., , -, p. .

Il Sannazzaro, del resto, la ricollegher esplicitamente alla fenice: Cos
adepti limmortalit. facile supporre che lo scrittore
Orapollo, Geroglifici, , , in Orapollo, I geroglifici, a cura di M.A. Rigoni e
Catechesi prebattesimali, , , in Cirillo e Giovanni di Gerusalemme, Le fenice al sole il nido allumo; | e moro, e nasco mille volte volte al giorno.
alluda al linguaggio e che la setta della Fenice sia quel- E. Zanco, Milano, Rizzoli, , p. . catechesi ai misteri, a cura di A. Quacquarelli, Roma, Citt Nuova, , pp.

RVF , v. .

Cfr. in particolare Hubaux e Leroy , p. , Van den Broek , pp. - -. Una argomentazione analoga svolta anche da santAmbrogio nel suo

Ibid. , vv. -.
la della letteratura, di questa attivit insieme banale e , Nagy , p. . Exameron, , , .

Contini , p. .
sublime che unisce uomini di tutti i continenti intorno a
Ma cfr. pi avanti, p. .
Physiologus graecus, cap. , in Il Fisiologo, a cura di F. Zambon, Milano,

Cfr. Zambon , pp. -. Cfr. anche Fachard .
un Segreto impossibile, anche volendo, da svelare. Come

Cfr. Nagy , p. . Adelphi, , p. .

Si veda in proposito lesauriente Matton , da cui abbiamo tratto gran

Plinio, Naturalis historia, , , , trad. nostra.
Cfr. Charbonneau-Lassay , pp. -. parte delle notizie e delle citazioni che seguono.
quella di Mallarm, dunque, anche la fenice di Borges
Marziale, Epigrammi, , , in Marco Valerio Marziale, Epigrammi, a cura di
Cfr. in particolare McCulloch , pp. -, e Maurice .

Dom A.-J. Pernety, Dictionnaire mytho-hermtique, texte conforme ldi-
assente, nascosta tra fiamma e cenere: la sfuggente alle- G. Norcio, Torino, , , pp. -.
Gervaise, Bestiaire, vv. -, in Morini , pp. -. tion de , Paris, Denol, , p. .

Stazio, Selve, , , vv. -, in Publio Paninio Stazio, Opere, a cura di A. Tra- Cfr. Le Bestiaire, texte intgral traduit en franais moderne par M.-F.

Paracelso, Opera. Bcher und Schriften, ed. Huser, , , p. ; cfr. Mat-
goria della propria nominazione, lepifania eclittica del

glia e Giuseppe Aric, Torino, , , pp. -. Dupuis et S. Louis, Paris, Philippe Lebaud, , pp. -. ton , pp. -.
linguaggio e della scrittura. In questa cenere ancora calda
Artemidoro, Libro dei sogni, , , in Artemidoro, Il libro dei sogni, a cura
Il Bestiario di Cambridge, trad. it. di S. Ponzi, Milano, F.M. Ricci, , pp.

Cfr. Matton, , p. , e Roob , pp. -.
si dissolto o rinato? lantichissimo mito delluccel- di D. Del Corno, Milano, Adelphi, , pp. -. -.

M. Maier, Symbola aureae mensae duodecim nationum, Frankfurt , p. ;

Sulletimologia di fenice si veda anche Guilleux .
Giovanni Scoto, Expositiones in ierarchiam coelestem, , , - e - cfr. Matton , p. .
lo unico ed eterno, tante volte evocato o sognato dagli
Cfr. Plinio, Naturalis historia, , , - e Tacito, Annali, , , , in Tacito, ; trad. nostra.

Ibid., p. ; cfr. Matton , p. .
uomini, inafferrabile proiezione di un Segreto che non Annali, trad. di B. Ceva, Milano, Rizzoli, .
La stessa interpretazione sar ripresa anche da Pietro Damiani (Opuscoli,

Ibid., pp. -; cfr. Matton , pp. -.
pu essere detto altrimenti. Cfr. Orapollo, Geroglifici, , , p. . M. Maier, Chansons intellectuelles sur la rsurrection du Phnix [],

, ; PL , B-A). Cfr. Maspero-Granata , pp. -.

Si veda Detienne , p. .
The Phoenix, vv. -, in Basile , pp. -. Alenon, Bailly, , pp. -.

Cfr. Hubaux e Leroy , pp. - e -.
Wolfram von Eschenbach, Parzival, , .

Si veda il fondamentale Yates , specialmente pp. -. Cfr. anche

Cfr. Van den Broek , pp. -.
E se potessi fare come | la fenice, che una sola, | e sarde e poi risorge, | Arnold , pp. -, e Edighofer , pp. -.

Ibid., pp. -. marderei, perch tanto sono sventurato | per le mie parole false, ingannatrici

J.V. Andreae, Le Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, a cura di E. Aich-

Ibid., pp. -. e bugiarde; | risorgerei in sospiri e pianti | l dov bellezza, giovent e valore ner, Milano, , , p. .

Cfr. Tacito, Annali, , , . [], Rigaut de Berbezilh, Liriche, a cura di A. Varvaro, Bari, Adriatica Edi-

Yates , p. .

Cfr. Hubaux e Leroy , pp. -. trice, , pp e .

Pittion , p. .

Plinio, Naturalis historia, , ,, trad. nostra.
La fanciulla si chiamava Fenice, | e non senza ragione: | perch, come luc-

Ibid., pp. -.

Orapollo, Geroglifici, , , p. . cello fenice | pi bello di tutti gli altri | ed unico al mondo, | cos Fenice, a

Cfr. Gouhier , pp. -.

Tacito, Annali, , , -. mio parere, non aveva uguale in bellezza. | Fu un miracolo e un prodigio: | mai

Cfr. Arnold , pp. -, e Edighofer , pp. -.

Plinio, Naturalis historia, , , , trad. nostra. Natura pot operare | in modo da farne una simile, Chrtien de Troyes,

Si veda Druet , p. . Per la storia e i rituali del grado di Cavaliere

Si veda in proposito Lecocq . Cligs, ed. Ph. Walter, vv. -, in Chrtien de Troyes, Oeuvres compl- Rosa+Croce, cfr. anche Naudon , pp. -, - e -.

Cfr. Van den Broek , pp. - (testo e traduzione inglese del Sermone) tes, Paris, La Pliade, , p. .

Ibid., p. .
e - (commento).
Si pu indicare soltanto il senhal Bels Fenics in una canzone di Raimon

Ibid., p. .

Eusebio, Praeparatio Evangelica, , , , cfr. Hubaux e Leroy , pp. -. Bistors di Arles.

G.B. Marino, LAdone, a cura di G. Pozzi, Milano, Mondadori, , , p.

Plinio, Naturalis historia, , , , trad. nostra.
Lo Diretano Bando, ed. G. Grion, in Il Propugnatore, , , p. . .

Tazio, Leucippe e Clitofonte, , , in Il romanzo antico greco e latino, a cura
Cecco dAscoli, LAcerba, III, , v. ., in Cecco dAscoli, LAcerba, a cura

Lenigma della Fenice da noi | sillumina: e poich noi siamo uno, | lo siamo entrambi.
di Q. Cataudella, Firenze, Sansoni, , p. . di M. Albertazzi, Trento, La Finestra, . Cos ad una sola | neutra cosa i due sessi si accordano: | come quella moriamo e risorgia-

Cfr. Van den Broek , pp. -.
Ibid., III, , vv. -. mo, noi | fatti misteriosi in questo amore, J. Donne, Poesie amorose. Poesie teologiche, trad.

Claudiano, Phoenix, vv. -, in Basile , pp. -.
Ibid., III, , vv. e -. di C. Campo, Torino, Einaudi, , p. .

Si veda in proposito Hubaux e Leroy , pp. -.
Ibid., III, , vv. -.

Cos fra loro risplendeva amore | Che il colombo vedeva quel che gli era

Cfr. Van den Broek , pp. -.
Ibid., III, , vv. -. dovuto | fiammeggiare nellocchio della Fenice; | ciascuno era la miniera del-

Lattanzio, De ave Phoenice, vv. -, in Basile , pp. -.
Ibid., III, , vv. -. laltro. || Il senso di propriet era offeso cos | poich lessere non era il mede-

Ibid., vv. -, pp. -.
Cfr. Corbin , soprattutto pp. -. simo: | il doppio nome della singola Natura | non si chiamava n due n uno,

Cfr. Hubaux e Leroy , pp. -.
LAcerba, III, , vv. -. Melchiori , p. .

Lespressione di Goulon , p. .
Cfr. Zambon , pp. -.

[] una fenice di fiammanti piume | con la veste di raggi mattutini, L. de

Cfr. Van den Broek , pp. -.
LAcerba, III, , vv. -. Gngora, Solitudini, a cura di C. Greppi, Milano, Guanda, , p. . Ciro

Ibid., pp. -.
Cfr. ibid., III, , v. . di Pers, invece, la riferisce allo sposo nel componimento Per le nozze de signo-

Lettera di Tito, , , in Apocrifi del Nuovo Testamento, a cura di L. Moraldi,
Il testo edito in Cecco dAscoli, LAcerba, con prefazione, note e biblio- ri Federigo e Massimilla ambo de signori di Colloreto: Amorosa fenice | in s
Torino, , , , p. . grafia di P. Rosario e, in appendice, i sonetti attribuiti allo Stabili, Lanciano, bel rogo ardendo | rinascerai morendo, Ciro di Pers, Poesie, a cura di M.
Rak, Torino, Einaudi, , p. . Melchiori, G. (), Poeti metafisici inglesi del Seicento, Milano, Bompiani.

Melchiori , p. . Morini, L., a cura di (), Bestiari medievali, Torino, Einaudi.

Tu, lignaggio di te stessa, | discendenza di te medesima, | matrimonio Arnold, P. (), Storia dei Rosa-Croce [], trad. it., Milano, Bompiani. Nagy, A.M. (), Le Phnix et loiseau-benu sur les gemmes magiques. Trois
abbreviato, | marito e moglie in cifra, || maggiorasco dellOriente, | primoge- Baldassarri, G. (), Il Giolito, il Tasso, la Fenice. Un postillato disperso?, notes sur le phnix grco-gyptien, in Fabrizio-Costa a, pp. -.
nita del giorno, | talamo e tumulo insieme, | in cui sei madre e figlia, trad. in Studi in onore di Vittorio Zaccaria in occasione del settantesimo com- Naudon, P. (), Histoire et Rituels des Hauts Grades Maonniques, Paris,
nostra. Si veda il testo integrale del romance e una sua approfondita analisi in pleanno, a cura di M. Pecoraro, Milano, Unicopli, pp. -. Dervy.
Nider . Basile, B. (), La fenice. Da Claudiano a Tasso, Roma, Carocci. Nider, V. (), La Fnix, in La Perinola, , pp. -.

G. Du Bartas, Cinquime Jour de la Sepmaine, in Potes du XVIe sicle, d. Charbonneau-Lassay, L. (), Le Bestiaire du Christ [], rist. anast. Mila- Pedretti, C. (), La Fenice di Leonardo, in Fabrizio-Costa a, pp. -
tablie et annote par A.-M. Schmidt, Paris, Gallimard, , p. . no, Arch. .

Cfr. Zatti , p. . Conrieri, D. (), Apparizioni della Fenice nellet barocca, in Fabrizio-Costa Pittion, J.P. (), En ma fin gt mon commencement, in Fabrizio-Costa a,

Si tratta dei Lepida Lactantii Firmani Opera, editi da Jean Petit nel . a, pp. -. pp. -.

T. Tasso, Il Mondo creato, vv. -, in T. Tasso, Aminta, Il Re Torri- Contini, G. (), Saggio dun commento alle correzioni del Petrarca volgare, Roob, A. (), Alchimie et mystique, Kln, Taschen.
smondo, Il Mondo creato, a cura di B. Basile, Roma, Salerno, , pp. -. in Id., Varianti e altra linguistica. Una raccolta di saggi (-), a ed., Rusch, A. (), Phoinix, in Pauly-Wissowa, Real-Encyclopdie der classischen

Ibid., vv. -, ibid., pp. -. Torino, Einaudi. Altertumwissenschaft, Stuttgart, Metzler, , , coll. -.

L. Manzini, La Fenice, Bologna, Tebaldini, , pp. -; cfr. Conrieri Corbin, H. (), En Islam iranien. : Sohravard et les Platoniciens de Perse, Sala Di Felice, E. (), La Fenice: ardore di Carit, Splendore di Gloria, in
, pp. -. Paris, Gallimard. Fabrizio-Costa a, pp. -.

Delle Opere del P. Daniello Bartoli della Compagnia di Gies Le Morali, Cudini, P. (), Variazioni novecentesche sulla fenice, in Fabrizio-Costa Santagata, M. (), Per moderne carte, Bologna, il Mulino.
Roma, nella Stamperia del Varese, , col. , B-E; cfr. Conrieri , pp. . a, pp. -. Sbordone, F. (), La fenice nel culto di Helios, in Rivista indo-greco-italica

Cfr. ibid., pp. -. Damiani, R. (), Allapparir del vero. Vita di Giacomo Leopardi, Milano, di filologia-lingua-antichit, , pp. -.

Si veda in proposito lo studio analitico di Fabrizio-Costa b. Mondadori. Tardieu, M. (), Trois mythes gnostiques. Adam, Eros et les animaux dgyp-

M. Cesarotti, La Fenice o la Vita Mistica. Apologo arabico tradotto dalla- Delasalle, D. (), Le Phnix et loeuvre de D.H. Lawrence: prennit de te dans un crit de Nag Hammdi (II, ), Paris.
bate Melchior Cesarotti P.P. di Padova in occasione de sacri sponsali della n.d. loeuvre et du mythe, in Fabrizio-Costa a, pp. -. Vaccaro, E. (), Le marche dei tipografi ed editori italiani del secolo XVI nella
Morosina Grimani, s.d., p. . Detienne, M. (), I Giardini di Adone [], Torino, Einaudi. Biblioteca Angelica di Roma, Firenze, Olschki.

Ciro di Pers, Poesie, p. . Druet, Y. (), La Symbolique du Phnix dans la franc-maonnerie des hauts Valli, L. (), Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli dAmore [],

G. Lubrano, Scintille poetiche o Poesie sacre e morali, a cura di M. Pieri, grades, in Fabrizio-Costa a, pp. -. Luni, Milano.
Trento, La Finestra, , p. . Edighoffer, R. (), Les Rose-Croix, Paris, Presses Universitaires de France. Van den Broek, R. (), The Myth of the Phoenix according to Classical and

Si veda lampia panoramica di Conrieri . Egido, A. (), La fnix y el fnix. En el nombre de Lope, in Otro Lope no Early Christian Traditions, Leiden, E.J. Brill.

F. Picinelli, Mondo simbolico, Milano, nella Stampa di Francesco Vigone, ha de haber. Atti del Convegno internazionale su Lope de Vega (- feb- Yates, F.A. (), Lilluminismo dei Rosa-Croce. Uno stile di pensiero nellEu-
, p. ; cfr. Conrieri , p. . braio ), a cura di M.G. Profeti, Firenze, Alinea, , pp. -. ropa del Seicento [], trad. it., Torino, Einaudi.

Cfr. Egido . Fabrizio-Costa, S., a cura di (a), Phnix: mythe(s) et signe(s). Actes du col- Walla, M. (), Der Vogel Phnix in der antiken Literatur und die Dichtung

Cfr. Conrieri . loque international de Caen (- octobre ), Bern-Berlin-Bruxelles- des Laktanz, Tesi, Wien.

Cfr. Vaccaro . Frankfurt am Main-New York-Oxford-Wien, Lang. Zambon, F. (), Gli animali simbolici dellAcerba, in Medioevo Roman-

Ibid., pp. -. Fabrizio-Costa, S. (b), Un Phnix baroque lIndex?, in Fabrizio-Costa zo, , pp. -.

Cfr. in proposito Baldassarri . a, pp. -. Zambon, F. (), Sulla fenice del Petrarca, in Miscellanea di studi in onore di

Cfr. Pedretti , pp. -. Fachard, D. (), Image et ide du Phnix dans la posie de Ptrarque, in Vittore Branca. I: Dal Medioevo al Petrarca, Firenze, Olschki, pp. -.

Cfr. Sala Di Felice . Fabrizio-Costa a, pp. -. Zatti, S. (), La Fenice tassiana e il topos della maledizione epica, in Fabri-

Epist., , PG , D-E. Cfr. Van den Broek , pp. -. Gouhier, P. (), Le roi est mort, vive le roi, in Fabrizio-Costa a, pp. - zio-Costa a, pp. -.

P. Metastasio, Tutte le opere, a cura di B. Brunelli, Milano, Mondadori, , , .
p. . Goulon, A. (), Loiseau Phnix de Lactance et ses attaches loeuvre apo-

G. Leopardi, Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, in G. Leopardi, Poe- logtique, in Fabrizio-Costa a, pp. -.
sie e prose. . Prose, a cura di R. Damiani, Milano, Mondadori, , p. . Gramusset, F. (), DHrodote Borges: Phnix de la lettre, Phnix de la

Ibid., p. . parole, cendres de litrature, in Fabrizio-Costa a, pp. -.

Damiani , p. . Guilleux, N. (), Ltymologie de phnix: un tat des lieux, in Fabrizio-

Cfr. Cudini , pp. -. Costa a, pp. -.

G. DAnnunzio, Notturno, a cura di G. Turchetta, Milano, Mondadori, Hubaux, J. - Leroy, M. (), Le Mythe du Phnix dans les littratures grecque
, p. . et latine, Lige-Paris, Droz.

Ibid., p. . Lecocq, F. (), LEmpereur romain et le Phnix, in Fabrizio-Costa a,

Cfr. Delasalle , pp. -. pp. -.

Le pure unghie altissime la loro onice offrendo | in questa mezzanotte Marti, M. (), Poeti del Dolce Stil Novo, Firenze, Le Monnier.
lAngoscia, lampadofora, | regge serali sogni arsi sulla Fenice | che non racco- Maspero, A. - Granata, A. (), Bestiario medievale, Casale Monferrato,
glie sugli stipi unanfora || nello spoglio salone: nessun murice | abolito gingil- Piemme.
lo dinanit sonora (and | ad attingere lacrime allo Stige il Padrone | con Matton, S. (), Le Phnix dans loeuvre de Michel Maier et la littrature
quelloggetto solo di cui il Nulla sonora, S. Mallarm, Poesie, Introd., trad. alchimique, saggio introduttivo a M. Maier, Chansons intellectuelles sur la
e commento di L. Frezza, Milano, Feltrinelli, , pp. -. rsurrection du Phnix [], rist. anast., Alenon, Bailly, pp. -.

J.L. Borges, Tutte le opere, a cura di D. Porzio, Milano, Mondadori, , , Maurice, J. (), Limage du Phnix dans les bestiaires moraliss franais des
p. . XIIe et XIIIe sicles, in Fabrizio-Costa a, pp. -.

Ibid., , p. . McCulloch, F. (), Mediaeval Latin and French Bestiaries, Chapel Hill, The

Cfr. Gramusset , p. . University of North Carolina Press.
IL MITO DELLA FENICE IN ORIENTE

Alessandro Grossato

O meraviglia! La prima apparizione della Fenice si ebbe in Cina uccelli, compiva nello stato di sogno o mimandolo con la
nel profondo della notte. Esattamente nel centro di quel paese sua danza rituale lascesa lungo il tronco dellAlbero
cadde una sua piuma, e questo bast per seminare lo scompiglio
in tutti i reami della terra. Ogni uomo si fece di lei unimmagine cosmico ed oltre fino al sole, ridiscendendo quindi sulla
particolare e conform la sua azione a quanto di essa pot coglie- terra trasfigurato dalla sua luce e reso definitivamente
re. Quella piuma ora conservata nei dipinti cinesi, e da questo immortale. soprattutto nelle iconografie asiatiche della
il detto: Cerca la sapienza, financo in Cina!. Certo, se limma- fenice che ancora possibile riconoscere una chiara trac-
gine di questa piuma non avesse trovato ulteriore diffusione, il
mondo non avrebbe sofferto tanto tumulto. Effetti cos straordi- cia di questa antica origine. Molte sono infatti ancor oggi
nari sono il segno inconfondibile della sua gloria, e in verit ogni le immagini o le maschere di fenici antropomorfe che
anima fu forgiata a immagine e somiglianza di quella piuma. Ma palesemente rinviano a quellantico costume sciamanico
poich una qualsiasi descrizione non avrebbe n capo n coda, da cui deriva il simbolo della fenice. E molto diffuso
non il caso di insistere. risulta luso della maschera e del costume della fenice sia
(Fard ad-dn Axxr, -)
nelle danze rituali che nelle sacre pantomime teatrali tut-
tora eseguite dallIndia al Tibet, dallIndonesia al Giap-
pone, fino alla Mongolia.
Gli equivalenti orientali della fenice La fenice condivide con altri animali simbolici puramen-
te immaginari la funzione di simbolo centrale per la
In tutte le tradizioni dellEurasia il simbolismo degli propria categoria. Infatti non solo essa visibilmente riu-
uccelli stato sviluppato per significare gli esseri spiri- nisce in s le caratteristiche di molte specie di uccelli esi-
tuali che abitano i cieli sopra la terra, esseri considerati stenti in natura, dei quali costituisce dunque una sorta di
come di dai cosiddetti politeismi, e come angeli dalle sintesi emblematica e spirituale, ma soprattutto detto
tre religioni abramiche. Infatti gli uccelli si prestavano a tradizionalmente, in particolare in Cina, chessa in
significare perfettamente almeno due caratteristiche fon- realt lorigine di tutte le specie esistenti di uccelli, specie
damentali di tali esseri, e cio il loro canto sovraumano, che, sempre i cinesi, ritengono non superare il numero di
che costituisce una lingua incomprensibile per gli uomi- trecentosessanta, proprio come i giorni dellanno. Una
ni, e la loro natura alata che ne fa gli abitanti perfetti corrispondenza chiaramente solo simbolica, che merite-
del cielo, e quindi anche i mediatori fra questo e la terra. rebbe comunque di essere approfondita. Diremo soltan-
In questo contesto, lecito chiamare fenice quel tipo to che per tutte le civilt antiche le divisioni dellanno in
di uccello, puramente immaginario, che, nelle diverse tra- giorni, settimane, mesi e semestri costituiscono la pi
dizioni, non solo riunisce in s al massimo grado entram- usata griglia di corrispondenza fra i principali nomi divi-
be queste caratteristiche, ma ne aggiunge delle altre, sem- ni o aspetti della divinit, e le sue esatte corrispondenze
pre conformi alla sua natura celeste, e pi esattamente temporali e spaziali con la classificazione simbolica delle
quelle proprie al sole, di cui la fenice in definitiva sem- principali categorie di esseri viventi e non. questo in
pre unipostasi: la natura ignea e luminosa, la ciclicit effetti lo stesso schema, semplificato, che, come vedremo
legata non solo ai ritmi diurno/notturno ed annuale, ma pi avanti, fa s che i trenta uccelli protagonisti di una
anche a quello precessionale, ed infine, soprattutto, famosa narrazione simbolica del Sufismo persiano, si
limmortalit. In realt molto verosimile che lorigine riconoscano tutti, e viceversa, nel Simurgh-fenice il cui
della fenice, intesa come visualizzazione dellimmagina- nome, scomposto, significa appunto trenta uccelli.
zione creativa, risalga ad unepoca talmente arcaica da Affrontare nelle pagine che seguono il tema della fenice
precedere non solo le tre religioni abramiche, ma anche il in Oriente significa fingere di dare per scontata una con-
periodo in cui si svilupparono le diverse tradizioni poli- troversia che in realt tale ancora non . Ossia lequiva-
teistiche. La fenice in origine altro non fu in realt che lenza o meno del simbolo della fenice, quale lo conoscia-
lo stesso re-sacerdote sciamano che, rivestito il costume mo da molti secoli in Occidente, con i diversi simboli
dellaquila, eventualmente arricchito dalle parti di altri asiatici in apparenza ad esso corrispondenti. E qui gli stu-

Scena del banchetto messianico alla fine dei tempi, secondo


lescatologia giudaica; al centro e nella cornice si riconoscono tre
fenici i cui tratti ricordano il Senmurv iranico. Miniatura
dal manoscritto Laud (Oxford, Bodleian Library,
ms. Laud, Or. , fol. b)
diosi si dividono. Molti sostengono che in realt ci tro- quella indiana e dallindiana allislamica. Fino a ricolle-
viamo dinnanzi a simboli e tradizioni totalmente diverse garsi attraverso le vie pi impensate a quella fenice che
dalla nostra e diverse anche tra loro, salvo poche coinci- noi conosciamo, o crediamo di conoscere, in Occidente,
denze casuali, in parte forse spiegabili con le comuni frutto in realt dellamalgama secolare o millenario delle
caratteristiche immaginative della specie umana; altri che pi diverse tradizioni, ovviamente non solo occidentali.
certe somiglianze sono dovute alla trasmissione sia di miti Al punto che si pu dire e di questi giorni non certo
che di iconografie occidentali pi o meno assimilate e poco che la fenice uno dei simboli che pi unisce da
deformate; e infine pochi, compreso chi scrive, sono con- tempo, sia sul piano letterario che su quello figurativo,
vinti che la fenice sia in realt un simbolo di origine asia- lEuropa allAsia.
tica, e pi precisamente cinese, arrivato solo in seguito, e Nel mondo asiatico la tipologia della fenice, sia per quan-
attraverso molte trasformazioni, anche in Occidente. Un to riguarda il mito che liconografia, si articola in quattro
indizio significativo sussiste in tutti quegli autori classici o cinque varianti fondamentali, riconducibili ad altret-
che, com noto, individuano la terra natale della feni- tante grandi tradizioni culturali. Partendo ancora una
ce non tanto in Egitto, bens in Oriente. Alcuni nellAra- volta dallEgitto, ma procedendo da ovest verso est,
bia felix, altri addirittura in India. Non pretendiamo di incontriamo per prima la fenice giudaica, anchessa sim-
risolvere qui la questione, anche se abbiamo alcune con- bolo non solo del sole ma anche dellimmortalit in quan-
vinzioni di cui diremo in conclusione. In effetti la fenice to, secondo certe leggende popolari, sarebbe stato il solo
uno dei pochi simboli che, per la sua diffusione, animale del Paradiso a non condividere con Eva il frutto
potremmo tranquillamente definire eurasiatici. Questo proibito, e a rimanervi quindi fino alla fine del mondo.
lascia presumere una sua grande antichit. Inoltre, la sua Nella vastissima area islamica invece riscontrabile una
caratteristica precipua di uccello immaginario, sempre sintesi complessa e solo parziale, fra tradizioni di origine
composto da pi parti di diversi altri uccelli, ha determi- sia occidentale che orientale, che ha avuto il suo fulcro in
nato di fatto storicamente una grande variet di combi- Persia, dove gi esisteva un importante nucleo leggenda-
nazioni nella sua rappresentazione iconografica, a secon- rio preislamico, dando vita ad almeno tre diverse fenici:
da delle specie di volatili esistenti nelle diverse aree geo- il Simurgh8, il Rukh, lo Ank. Tutte sono particolar-
grafico-culturali. E cos, anche allinterno di una stessa mente esaltate nella letteratura appartenente al Sufismo,
tradizione culturale, come il Giudaismo, lIran antico, lI- ma, data liconoclastia che lIslam condivide con il Giu-
slam, lInduismo, la Cina e il Giappone antichi, esistono daismo, la sua rappresentazione figurativa presente solo
in realt addirittura pi uccelli immaginari, diversamente nella pittura persiana ed in quella moghul che da essa
denominati, ciascuno dei quali condivide parte delle deriva e si sviluppa in India, dove si arricchisce di altri
caratteristiche che noi occidentali siamo soliti attribuire influssi. Se le tradizioni letterarie rivelano una prevalente
ad una sola fenice. Un fenomeno dovuto non solo alle ascendenza occidentale, liconografia delle fenici islami-
precipue modalit secondo le quali funziona limmagina- che, non a caso figurativamente molto vicina a quella del
rio tradizionale, ma anche al fatto che, storicamente, le drago, invece di pi diretto influsso cinese, anche se
diverse culture si sono spesso scambiate pi volte le non mancano altri echi, in particolare indiani. In India
rispettive fenici, dando talvolta luogo a fenomeni di essa assume le sembianze del Garuwa ind e buddista,
degradazione e marginalizzazione pi o meno accentuata cavalcatura di Viu, ma il cui mito e la cui iconografia
di tali simboli, non sempre esattamente compresi ed assi- conservano tracce evidentissime della sua diretta deriva-
milati. Ed comunque solo studiando tutte queste tradi- zione dalla tradizione del volo sciamanico centroasiatico
zioni orientali in modo comparato che ci si accorge di e paleosiberiano. Un altro ramo di questo antichissimo
come tutte queste fenici trascolorino in realt luna simbolo eurasiatico si ritrova quindi in Estremo Oriente,
nellaltra, e non solo allinterno duna singola tradizione, dove ogni giorno il sole rinnova il mito di rinascita della
ma anche da quella siberiana a quella cinese, da questa a fenice dalle ceneri della notte. Qui si declinano le poche

Il Senmurv, lantica fenice iranica, in realt un tetramorfo con testa


di cane, corpo di leone, ali daquila e coda di pavone.
Piatto sasanide in argento e oro proveniente dallIndia settentrio-
nale, VII secolo d.C. circa (Londra, British Museum,
donazione del National Art Collections Fund, inv. ANE )
varianti significative di una precisa tipologia, che resta
fedele alla sua originaria concezione e rappresentazione
di un uccello esistente sempre e solo come una coppia di
maschio e femmina. Ex Oriente Lux recita ladagio, in
riferimento al moto apparente del sole attorno alla terra.
E molto probabilmente anche la fenice, simbolo per
eccellenza della luce e del calore solare, ha a sua volta
unorigine asiatica, anzi estremo orientale. Non a caso il
suo simbolismo ha avuto la massima diffusione in Cina,
ed in tutte le aree culturalmente legate ad essa. questa
unipotesi gi formulata da de Saussure (, p. ), e
ripresa da altri studiosi, fra i quali il sinologo Willetts
(s.d., p. ). In realt la sua origine potrebbe essere addi-
rittura mongolo-siberiana.
Come abbiamo esposto gi in unaltra nostra opera, tutti
i simboli tradizionali, compresi quindi quelli animali,
hanno la loro suprema chiave interpretativa nel rapporto
con luomo. Tradotto in termini ermeneutici questo signi-
fica che, per quanto riguarda il mondo delle immagini,
cio dei simboli visivi, le figure chiave sono sempre quel-
le a met strada fra il simbolo animale propriamente
detto e la figura umana. Tale principio vale soprattutto
per quegli animali simbolici di natura puramente mitica,
che risultano da un complesso assemblaggio di parti sim-
boliche tratte da diverse specie animali esistenti, compre-
so luomo. Questi animali nelle diverse tradizioni del-
lEurasia sono in realt molto pochi, riducendosi il loro
elenco a soli cinque: il tetramorfo nelle sue diverse
varianti la principale delle quali la sfinge, il grifone, la
fenice, il drago e lunicorno. Non a caso ciascuno di que-
sti animali di pura immaginazione presiede ad una preci-
sa zona di confine fra due o pi sottocategorie del mondo
animale. Il grifone infatti a met strada fra gli uccelli
rapaci e i carnivori terrestri; il tetramorfo addirittura il
punto in cui convergono luomo, i volatili, i quadrupedi
e i rettili; lunicorno lincrocio di almeno tre categorie
di animali erbivori terrestri quali i cervidi, gli equidi e gli
ovini; il drago risulta da una mescolanza di caratteristiche
prese a prestito dai rettili, chirotteri, pesci e anfibi, con
laggiunta per della caratteristica di emettere fiamme
dalla bocca. Le varianti di simili creature che in Eurasia
le diverse culture hanno espresso sono solo dovute agli
oggettivi riferimenti zoologici alle specie che effettiva-

Imperatore sasanide con la veste decorata da Senmurv.


Dal rilievo rupestre di Taq-i-Bustan (Iran), V secolo d.C. circa

Ciotola mamelucca decorata con fenici ad ali spiegate, di tipo Il Simurgh trasporta il principe Zal sul monte Elbruz.
estremorientale. Ottone incrostato dargento, inizio XIV secolo Miniatura dallo Shh-nma (Libro dei Re). Da Tabriz,
(Palermo, Museo della Zisa) (Istanbul, Museo Topkapi, Album Sarai, H. , fol. )
mente vivevano nelle rispettive aree geografiche. Ciascu- tradizioni, giungendo talvolta ad alternarlo anche allin-
na di queste creature andrebbe studiata con attenzione terno di una sola forma tradizionale. Tali colori sono
prima scomponendola nei suoi elementi principali, e appunto il celeste del Benu egizio, che ritroviamo anche
quindi riconsiderando profondamente il perch di un nel vessillo medievale inglese della famiglia Verney, e il
simile assemblaggio, solo in apparenza arbitrario. Fra rosso la cui diffusione, talvolta mutuato in oro, va da un
laltro, probabilmente, non nemmeno un caso il fatto capo allaltro dellEurasia.
che tali animali siano cinque, anche se bisogna riconosce- Ma tutte queste caratteristiche pur importanti della feni-
re che in realt uno di questi, la sfinge, ha avuto una dif- ce non arrivano ancora a circoscrivere il significato pi
fusione limitata alla sola area mediterranea. In simili crea- alto e pi vero che tale animale simbolico per eccellenza
ture si condensa, quasi si cristallizza, una plurimillenaria ha rivestito nelle culture pi arcaiche, e la cui tradizione
tradizione che discendendo dalla pi remota preistoria si mantenuta in seguito quasi esclusivamente nelle pi
arriva sino ai nostri giorni. In questi veri e propri sigil- elitarie vie iniziatiche tanto dOriente quanto dOcciden-
li figurativi zoomorfi infatti condensata la scienza del- te, come il Taoismo cinese e lAlchimia occidentale. Infat-
linterpretazione simbolica di tutti gli animali. Se consi- ti la chiave di tutto sta in quella primordiale danza con la
deriamo quindi la fenice, forse lesempio pi largamente quale uno sciamano alato e mascherato da uccello mima-
diffuso tanto in Oriente quanto in Occidente di tali ani- va ad un tempo sia il volo possente dellaquila che quello
mali mitici, esso ci appare sempre come la fusione di parti pi alto e divino del sole stesso, e che cos volava sem-
simboliche delle pi diverse specie di uccelli, tant che le pre pi in alto fino a identificarsi e a scomparire in quan-
principali differenze iconografiche vertono proprio sul- to uomo nella luce e nella fiamma eterna del sole stesso.
luso delluna piuttosto che dellaltra specie di uccello a Gi i miti greci di Fetonte e di Icaro, non a caso figlio del
seconda dellarea geografica. Ma, cos come nel caso del primo architetto e quindi padre della civilt urbana, rap-
drago, anche in quello della fenice presente un elemen- presentano il segno eloquente di un grande distacco della
to costante apparentemente estraneo alla natura di qual- cultura occidentale da tale situazione originaria. Icaro
sivoglia uccello. E si tratta ancora una volta del fuoco, infatti fallisce e cade nel suo tentativo di raggiungere il
anzi, per essere pi precisi, diversamente dal drago ancor sole. il segno eloquente che tale privilegiata esperienza
pi importante del fuoco e pi spesso presente in tutte le spirituale comincia a diventare impraticabile, e che quin-
sue varianti la connotazione luminosa prima ancora che di lo stesso mito della fenice sta per ridursi superstiziosa-
ignea. Questo perch lUccello che la fenice esprime mente a quella semplice curiosit che prima gli autori
simbolicamente dal mar Mediterraneo allOceano india- greci e poi quelli latini relegheranno geograficamente nel-
no il pi grande, pi caldo e pi luminoso volatile del lArabia felix, cio nella terra degli aromi da cui proviene
cielo che lumanit conosca fin dalle sue proprie origini, soprattutto quella mirra che essi bruciano nei sacrifici,
il sole. Sole che anche sempre o la suprema divinit o senza pi ben sapere perch. Sar necessario lavvento
unentit divina che ad essa comunque correlata, pi o del Cristianesimo perch la fenice sia restituita anche in
meno direttamente, e che ne condivide, oltre alla luce e al Occidente al suo fondamentale referente umano. La feni-
calore vivificante, anche unaltra caratteristica essenziale, ce viene infatti assimilata giustamente al Cristo morto e
quella dellimmortalit. Ma di una immortalit che, pro- risorto dalla sua tomba nella luce trasfigurante e abba-
prio come quella del sole che sorge e tramonta ogni gior- gliante del suo corpo di gloria. Ma in Occidente, nono-
no, si articola nellalternanza ciclica di vita, morte e resur- stante tale esplicita assimilazione ed identificazione, lico-
rezione, in una continuit assolutamente indefinita. Que- nografia della fenice perde pressoch completamente
ste due caratteristiche fondamentali della fenice, e cio tutti, o quasi, i suoi riferimenti antropomorfi, salvo
quella di essere celeste in quanto divina e la sua identit appunto ritrovarli anche ad abundantiam nella particola-
col sole, spiegano anche il perch dei due colori fonda- rissima iconografia dellErmetismo e dellAlchimia. In
mentali che questo uccello mitico manterr nelle diverse ogni caso proprio questo allontanamento iconico dalla

Il principe Zal nutrito dal Simurgh. Miniatura attribuita


ad Abd ul-Aziz, dallo Shh-nma di propriet
dello Shah Tahmap. Da Tabriz, circa
(Berlino, Staatliches Museum, fol. v)

Re Zal fa apparire il Simurgh, bruciandone una penna sul braciere. Apparizione del Simurgh alla nascita delleroe Rostam.
Miniatura da un manoscritto indiano dello Shh-nma, Miniatura indiana da un manoscritto dello Shh-nma, XVI secolo
(Londra, British Library, inv. , Or. , fol. ) (New Delhi, National Museum)

Il Simurgh, qui dal piumaggio completamente dorato, mentre


assiste alla nascita delleroe Rostam. Da un manoscritto
dello Shh-nma, XIX secolo, proveniente dallIndia settentrionale
(Londra, British Library, inv. Or. , fol. v)

Il Simurgh cura le ferite di Rostam, mentre il suo cavallo Rakhsh


aspetta l vicino. Miniatura da un manoscritto indiano
dello Shh-nma, (Londra, British Library, inv. Add. ,
c-, fol. )

Esfandiyr mentre si accinge a scendere dal suo carro per uccidere Combattimento fra Esfandiyr e il Simurgh. Il principe indossa
il Simurgh. Miniatura dal manoscritto dello Shh-nma un tipico costume militare mongolo. Miniatura da un manoscritto
di propriet dello Shah Ismail II, firmato da Siyavush. persiano dello Shh-nma. Shiraz,
Qazvin (Iran) - (Hazine , fol. )
figura umana fa s che in Occidente la fenice resti fonda- Nel Giudaismo
mentalmente incompresa ed enigmatica nella sua natura.
Tutto il contrario avviene in Asia, dove, salvo il Giudai- Per tutta la durata del nostro itinerario verso Oriente,
smo e lIslam che aborrono per principio qualunque sempre troveremo allinterno di ciascuna tradizione ben
antropomorfismo, la natura essenzialmente umana della pi di un solo uccello simbolico avente caratteristiche
fenice tenuta sempre esplicitamente presente in un simili a quelle della nostra fenice. Cos, nel Giudaismo ne
modo o in un altro. E se ci trasferiamo anche nella lonta- troviamo almeno tre, in apparenza distinti tra loro abba-
na Mongolia, troviamo, come agli inizi preistorici di tale stanza nettamente, anche se, in definitiva, quasi del tutto
mito e iconografia, la maschera sciamanica del Garuwa- intercambiabili dal punto di vista simbolico. I loro nomi
fenice tuttoggi indossata ritualmente dal sacerdote per ebraici sono rispettivamente Ziz, Malzam e Hol, e tutti
quella stessa danza solare che ancora praticano taluni denotano in modo diffuso la loro diretta derivazione
sciamani siberiani, mancesi, e tibetani. In India il dalla tradizione iranica, mentre linfluenza di quella egi-
Garuwa-fenice conserva perfettamente riconoscibili nella zia solo marginalmente riconoscibile nelliconografia.
sua iconografia le caratteristiche delluomo-aquila. Se Il nome Ziz menzionato nel Libro dei Salmi (, ). Si
infatti testa, ali, coda e artigli sono daquila, umane resta- tratta di un uccello gigante, talmente grande da riuscire
no le gambe, le braccia, il torso e le mani, e talvolta, in teoria a bloccare il sole con la sua apertura alare:
anche se gli esempi sono pi rari, la testa, come avviene
in Nepal, essendo lInduismo ed il Buddismo nepalesi La fenice chiamata anche custode della sfera terrestre perch
pi vicini al retaggio sciamanico che insiste in tutta la segue il sole nel suo giro e dispiegando le ali ghermisce i raggi
vasta area himalayana. E persino in Giappone dove la infuocati del sole. Se non li intercettasse, n luomo n alcun altro
essere sopravvivrebbe. Sulla sua ala destra sono scritte a lettere
fenice sembra aver assunto pi laspetto di un qualunque cubitali, alte circa quattromila stadi, queste parole: Non stata
gallinaceo, di un fagianide o addirittura di un pappagal- la terra a generarmi, e nemmeno i cieli, ma solo le ali di fuoco.
lo, a sorpresa ritroviamo nel suo teatro tradizionale lo Si ciba della manna del cielo e della rugiada della terra. Il suo
sciamano-attore che indossa linquietante maschera della escremento un baco il cui escremento a sua volta il cinnamo-
fenice per ripetere dal palcoscenico leterna pantomima mo, usato da sovrani e principi.
delluomo che vuole ritornare ad essere pura luce. Si pu
dire che, paradossalmente, solo con le rappresentazioni Lo Ziz sarebbe stato creato da Dio assieme a Behemot e
teatrali de LUccello di fuoco di Igor Strawinskij, lOcci- Leviathan, ciascuno dei tre essendo a capo, rispettiva-
dente ha in qualche modo recuperato la situazione origi- mente, dei tre regni animali dellaria, della terra e dellac-
nale della messa in azione del mito della fenice. Non a qua:
caso grazie alla mediazione di una cultura russa che, ad
uno sguardo profondo, appare ancora assai pi radicata Il quinto giorno il Santo, sia Egli benedetto, prese luce e acqua e
in Asia che in Europa. Ma anche la Cina, che di fenici ne ne cre il Leviatano e la sua compagna, oltre a tutti i pesci del
mare; poi appese il mondo alle pinne del Leviatano. Rimest
conosce addirittura due in quanto coppia di maschio e della fanghiglia e ne fece lo Ziz silvestre e tutti gli uccelli del
femmina, cos come del resto anche lunicorno cinese ed cielo; poi appese le zampe dello Ziz silvestre alle pinne del Levia-
il drago si presentano appunto a coppie, anche la Cina tano, e la testa di fronte al trono della gloria.
che pure fra tutte le culture asiatiche ha dato la versione
pi animale, cio paradossalmente naturalistica di anche detto che lo Ziz fu creato per proteggere tutti gli
questuccello simbolico, riprende nella sua arte figurativa appartenenti alla classe degli uccelli, e che se non esistes-
il tema tradizionale del volo sciamanico, questa volta se, tutti gli uccelli pi piccoli sulla terra sarebbero stati
nella variante dellimperturbabile viaggio dellimmortale privi di protezione, e quindi uccisi:
taoista, tranquillamente seduto sul dorso di unaurea
fenice. Nel mese di Tiri, al tempo dellequinozio dautunno, il grande

Fenice su di unisola, nello stile tipicamente cinese introdotto


in Persia dopo linvasione mongola. Da un manoscritto
del Manafi al-Hayawan (Lutilit degli animali) di Abu Said
Ubayd Allah ibn Bakhtishu. Maragha (Iran), -
(New York, Pierpont Morgan Library)
uccello Ziz sbatte le ali e lancia il suo grido, cos che gli uccelli Nella maggior parte delle leggende su Ziz risulta evidente la deri-
rapaci, le aquile e gli avvoltoi, si ritraggono e non ardiscono vazione dalla mitologia iranica. Il cantore e veggente celeste
piombare sugli altri per divorarli con tutta la loro avidit (Ginz- naturalmente il gallo sacro di Avesta (Vendidad , ss.). [] Di
berg , pp. -). origine iranica anche lidea che le ali dello Ziz oscurino il sole.
A esso vanno assimilati gli uccelli del sole di Baruc Greco - e i
Che lo Ziz sia un equivalente della fenice dimostrato dal Chalkedri in Enoch ; cfr. Bousset, Religion . Molto inte-
fatto che anchesso considerato dalla tradizione ebraica ressante il seguente passo di Konen , che precede la descri-
la figura centrale di tutti gli uccelli: zione della creazione di Ziz: ed Egli cre sulla terra un ofan
(una sorta di angelo), il cui capo raggiunge le sante zayyot e che
Come Leviathan il re dei pesci, cos Ziz ha ricevuto la sovranit lintermediario fra Israele e il suo Padre celeste. Ha nome San-
sugli uccelli. Il suo nome deriva dalla variet di sapori di cui dalfon e con le preghiere intreccia ghirlande (o corone) per la
dotata la sua carne; sa di questo, zeh, e di questaltro, zeh. Ziz maest divina, che si posano sul capo del Signore quando egli
un animale gigantesco come Leviathan. Le sue zampe poggiano pronuncia il santo nome. Quanto qui detto a proposito di San-
sulla terra e il capo giunge a toccare il cielo. dalfon tratto da Zagigah b. Per cogliere il nesso tra San-
Un giorno alcuni naviganti notarono un uccello che stava ritto sul dalfon e Ziz per necessario ricordare che Ziz era in origine
pelo dellacqua, con le zampe appena coperte dai flutti e il capo considerato il cantore celeste; perci egli corrisponde esattamen-
che toccava il cielo. Essi pensarono che in quel punto lacqua non te a Sandalfon. A un ciclo affatto diverso di leggende appartiene
fosse profonda e sapprestarono a tuffarsi, quando una voce dal- limmagine di Ziz come uccello gigantesco di cui si ciberanno i
lalto li ammon: Non scendete dalla vostra nave! Una volta un giusti nel mondo a venire (ibid., p. , n. ).
falegname lasci cadere in quel punto la sua scure, e questa
impieg sette anni per toccare il fondo. Luccello che i navigan- Esattamente come la fenice, anche lo Ziz e la sua compa-
ti avevano visto altro non era che Ziz. Le sue ali, cos immense da
oscurare il sole quando si dispiegano, proteggono la terra dalle gna possono vivere un lunghissimo periodo di tempo,
tempeste del meridione; senza il loro ausilio essa non potrebbe addirittura di settemila anni, alla fine del quale, prima di
resistere ai venti che soffiano di laggi. Una volta un uovo di Ziz morire, depongono sulla cima della Montagna cosmica
cadde al suolo e si ruppe; il fluido che ne usc inond sessanta due sole uova, dalle quali schiuder la nuova coppia rin-
citt e lurto schiant trecento alberi di cedro. Per fortuna tali novando il ciclo:
incidenti sono rari: di solito luccello depone delicatamente luo-
vo nel nido. Quella sciagura accadde perch luovo era marcio e
luccello lo gett via con noncuranza. Ziz viene anche chiamato Accade che, appena creata, la femmina di Ziz spicc il volo e
Renanim perch il cantore celeste. In virt di questo suo lega- and a posarsi sul pi alto picco della pi alta montagna della
me con le regioni celesti esso anche detto Sekwi, il veggente, e terra. Il posto le piacque e volle invitare Ziz a raggiungerla, per
figlio del nido, perch i suoi pulcini escono dal guscio senza costruire subito il nido assieme a lui. Che fece allora? Un uovo,
che la madre covi luovo, come dire che nascono direttamente dal senza star su tanto a pensarci. Luovo intempestivo, nato senza
nido (ibid., p. ). nido, rotol lungo il fianco della montagna, urt contro una spor-
genza della roccia, si ruppe e il suo contenuto sommerse settemi-
Limmortalit di questuccello cesser con la fine dei la valli. Le valli si trasformarono in stupendi laghi, ma lEterno
non pu permettere che un gesto incauto, anche se dettato dalla
tempi quando Behemot sar macellato, Leviathan sar pi amorosa delle intenzioni, abbia conseguenze tanto gravi per
squartato da Ziz, questultimo sar a sua volta ucciso da chi da quelle stesse amorose intenzioni non toccato. Pens: Un
Mos, e la carne di tutti e tre sar servita nel banchetto solo uovo di questa coppia ha distrutto la vegetazione di settemi-
del Messia: la valli, privando del cibo le creature che avrebbero dovuto abi-
tarle. Che cosa accadrebbe se una nidiata di simili animali fosse
Al pari di Leviathan, anche Ziz una prelibatezza destinata a lasciata libera di razzolare per tutto come fanno i pulcini? E che
essere ammannita ai giusti alla fine dei giorni, per ricompensarli cosa diverrebbero il fondo del mare e tutto il resto della terra,
dessersi astenuti dal mangiare volatili impuri (ibid., p. ). una volta che i cuccioli del Leviathan e di Behemoth comincias-
sero a giocare e a rincorrersi fra loro?.
molto importante ricordare che, secondo i Rabbini, il Cos lEterno concesse a Ziz e alla sua compagna due sole uova
ogni settemila anni, in cambio dellimpegno a far loro trovare
Simurgh, la fenice iranica che diverr poi una delle feni- pronto un nido adatto. I due grandi uccelli si spengono nel Sindbad, o il Mahdi, a cavallo del Simurgh. Manoscritto
ci islamiche, era lequivalente simbolico dello Ziz. Scrive momento in cui le uova si aprono e la giovane coppia inizia un del periodo gialairide. Tabriz, - circa
Ginzberg riguardo a questa derivazione: nuovo ciclo di vita (Limentani , pp. -). (Istanbul, Museo Topkapi, H. , fol. r)

Combattimento tra la fenice e il drago, un soggetto di origine


tipicamente cinese. Disegno a penna in nero, con acquerello grigio
e grigio-azzurro. Da Herat (Afghanistan), - circa
(Istanbul, Museo Topkapi, inv. H. fol. v [n. ])

Teste di fenice e drago affrontate. Disegno a penna in nero, Coppia di Simurgh divisi dallAlbero della Vita, raffigurati
inizi del XV secolo (Istanbul, Museo Topkapi, alla base di un tappeto iraniano con scene di caccia, XVI secolo
inv. H. , fol. v [n. ]) (Parigi, Muse des arts dcoratifs)
Vi un altro uccello gigantesco citato varie volte nel Tra gli uccelli la fenice il pi meraviglioso. Quando Eva offr a
Talmud: il suo nome Bar Yokni che significa Figlio tutti gli animali un pezzetto del frutto dellalbero della conoscen-
za, la fenice fu lunico che rifiut di mangiarlo e venne ricom-
del Nido. Taluni identificano questuccello con lo pensata con limmortalit. Quando ha vissuto mille anni si rat-
struzzo citato in Giobbe , , poich la femmina dello trappisce e perde il piumaggio, finch diventa piccola come un
struzzo non cova le uova ma si limita a deporle nel nido, uovo. Che poi il nucleolo del nuovo uccello.
altri invece lo collegano con liranico Verethraghna
(nome che significa Vittoria) menzionato nellAve- Secondo la leggenda la fenice era presente sullArca di
st (Yat Varharan ), ma giacch in alcuni testi si dice No illuminandola tutta e, poich a differenza degli altri
che la carne del Bar Yokni sar servita nel banchetto dei animali non mangiava nulla, No la benedisse dicendo:
Giusti, Ginzberg commenta dicendo che era naturale Dio voglia che tu non muoia mai.
che gli scritti successivi identificassero Bar Yokni con Le fonti pi antiche chiamano la fenice Hol, riconoscen-
Ziz. do un riferimento a tale uccello in Giobbe, , : Io
Il nome Malzam una parola dorigine assai oscura che morr nel mio nido, e moltiplicher i miei giorni come la
ritroviamo in Alfa Bet de-Ben Sira e Bereit Rabbati. fenice. La descrizione pi completa della fenice ebrai-
Infatti la maggior parte delle leggende che riguardano la ca contenuta senzaltro nel Libro dei segreti di Enoch
fenice si sono sviluppate ai margini della Torah, in parti- (cap. ):
colare nei Midrashim. Secondo la variante midrashica del
Genesi, Eva, dopo aver mangiato la mela, divenne gelosa Spiriti volanti con forma di due uccelli, luno come il Fenice, lal-
dellinnocenza e dellimmortalit degli altri animali. Cos tro come il Chalkedri, le loro forme (sono) di leoni, le zampe e
li persuase tutti a mangiare di quel frutto, e quindi a con- la coda e la testa di coccodrillo, il loro aspetto di porpora come
larcobaleno delle nubi, la loro grandezza di novecento misure,
dividere la sua disgrazia agli occhi di Dio. Cos sintetizza le loro ali (sono) di angeli e dodici ali (ha) ciascuno di essi che tira
lepisodio Louis Ginzberg: il carro del sole, portando la rugiada e il calore e come il Signore
ordina cos lo fanno voltare e discende e sale nel cielo e sulla terra
Non ancora paga, ella diede del frutto a tutti gli altri esseri viven- con la luce dei suoi raggi.
ti perch fossero anchessi soggetti alla morte. Tutti ne mangiaro-
no e tutti sono mortali, ad eccezione delluccello Malzam, che
rifiut il frutto con queste parole: Non ti bastato aver peccato Enoch dunque descrive la fenice come avente le zampe e
contro Dio, arrecando ad altri la morte? Devi proprio venire da la coda del leone e la testa del coccodrillo. Dettagli che
me e cercare di persuadermi a disobbedire al comandamento di ricordano nitidamente la rappresentazione sia testuale
Dio, affinch io mangi e ne muoia? Non lo far mai. Allora si
ud una voce dal cielo dire ad Adamo ed Eva: Il comando era
che iconografica del Simurgh iranico, che ritroviamo ad
stato dato a voi, ma non lavete ascoltato. Lavete trasgredito e esempio nellarte sasanide.
avete cercato di persuadere luccello Malzam, che non ha cedu- Sporadiche sono le tracce iconografiche che Ziz, Hol e
to perch ha avuto timore di Me, sebbene a lui non avessi impo- Malzam hanno lasciato dietro di s, ad esempio in una
sto alcun divieto. Perci non sentir mai il sapore della morte, n miniatura eseguita ad Ulm, in Germania, nel , raffi-
lui n i suoi discendenti vivranno tutti per leternit nel paradi-
so (Ginzberg , p. ). gurante il banchetto messianico e i tre animali mitologici
Ziz, Leviathan e Behemot.
Solo la fenice si rifiut dunque di infrangere la legge divi- Una tradizione iconografica, che non collima esattamen-
na. Allora Dio premi questuccello lasciandolo nel Para- te con le descrizioni testuali, quella che si ritrova negli
diso terrestre trasformato in una citt murata, la mitica amuleti gnostici provenienti dallEgitto, il cui uso era
citt di Luz, a vivere in pace per mille anni. Poich, alla ufficialmente proibito e quindi clandestino, ma abba-
fine di ogni millennio, la fenice muore consunta dal stanza diffuso. Non bisogna infatti dimenticare che, in
fuoco ma poi rinasce, i Rabbi, come del resto i Padri della linea di principio, il Giudaismo proibisce la produzione e
Chiesa, la citavano come prova della rigenerazione dei luso idolatra delle immagini. Il principale studioso della
giusti nel mondo a venire: simbologia giudaica, Goodenough (, pp. -),

Simurgh allattacco di una creatura composita, dalla testa


delefante. Tappeto di caccia moghul, inizio del XVII secolo
(Boston, Museum of Fine Arts)
segnala che sul rovescio di molti di questi amuleti, usati
abitualmente dagli ebrei, ci sono talvolta delle figure di
uccelli dal lungo becco e dalle lunghe gambe, quindi dei
trampolieri, il pi delle volte rappresentati nellatto di
divorare serpenti. Egli inoltre conviene con un altro stu-
dioso, Bonner, che quando la testa delluccello appare
radiata, ci troviamo dinnanzi ad una fenice. Raffigurata
da sola, talvolta al fianco o al di sopra di un altare, essa,
cos come lIbis, secondo Goodenough sarebbe comun-
que sempre intesa nella sua associazione mitica e simbo-
lica con il dio egizio Thoth, nemico giurato del serpen-
te che attacc, sempre secondo il mito, locchio di
Horus.

Nellarea islamica

Come avviene anche per le altre due tradizioni abrami-


che, Giudaismo e Cristianesimo, anche per lIslam la
fenice svolge uno strano ruolo di permanenza di un sim-
bolo e di un mito di per s poco consono alla dimensio-
ne religiosa di queste tre fedi. In definitiva si tratta infat-
ti di uneredit assai antica, risalente ad un periodo che
precede addirittura la forma religiosa propriamente detta
in quanto tale. C da chiedersi allora il perch della
sopravvivenza e financo della vitalit della fenice in que-
ste tre tradizioni, due delle quali, il Giudaismo e lIslam,
sono oltretutto caratterizzate da una forte iconoclastia. A
guardar bene la sopravvivenza della fenice dovuta fon-
damentalmente a due buone ragioni: limportante ruolo
chessa mantiene negli esoterismi giudaico, cristiano ed
islamico; linsostituibile capacit che essa ha, pi di qua-
lunque altro mito o simbolo, di esprimere efficacemente
il senso ultimo e pi elevato della funzione regale. Questi
due aspetti finiscono in realt con il coincidere molto pi
profondamente di quanto possa sembrare. Proprio la
Il Simurgh-Ank, sovrastato da unupupa. Da un esemplare
delle Ajaib al-makluqat wa-gharaib al-mawjudat (Meraviglie forma religiosa in quanto tale ci ha abituati a distinguere,
delle cose create e aspetti meravigliosi delle cose esistenti), opera pi di quanto non facciano le altre tradizioni orientali, il
geografica di al-Qazwini (-), XVII secolo (ms. P, fol. b) momento politico da quello spirituale, anche se solo luo-
mo moderno e contemporaneo ha finito con il separare
Garuwa indiano interpretato come dmone. Si riconoscono
tutti gli elementi del costume sciamanico, dal copricapo cornuto
del tutto il sacro dal profano. Ma, in tutte le societ tra-
al campanello sul petto. Miniatura del pittore Kalender. dizionali, religiose o non, il potere politico si sempre
Turchia, XVII secolo (Istanbul, Museo Topkapi) espresso nella forma monarchica o imperiale che non pu
mai essere completamente disgiunta dalla sua dimensio-
ne sacra. Se in Cina ed India imperatori e re hanno con-
tinuato fino a poco tempo fa a fregiarsi ostentatamente
del simbolo della fenice, anche nelle tre religioni abrami-
che, nonostante tutto, la fenice mantiene salda, anche se
sporadica, la sua naturale connessione con prodigiosit,
ciclicit e splendore del potere regio in tutte le sue
varianti. Cos avviene anche per il Simurgh nellIslam, la
cui leggenda consente di mantenere come esemplare il
riferimento alla forma della sovranit iranica. Anche se la
ragione profonda di tale esemplarit diviene consapevole
solo nellesoterismo islamico, al punto che il simbolo
della fenice torna ad essere associato allarchetipo sciita
del sovrano nascosto ma occultamente sempre presente
ed agente. Certo il senso pi puro di tale simbolo viene
espresso solo nella letteratura arabo-persiana, che si ispi-
ra pi o meno direttamente al Sufismo, dove la fenice
altro non che lo spirito immortale risiedente in ciascun
essere umano, e che sidentifica non solo con quello spi-
rito mohammadiano che precede la Creazione, ma addi-
rittura con la stessa essenza Divina. Per ogni uccello-
anima, impigliato nelle reti del mondo sensibile, esiste
luccello inaccessibile che simbolo di Dio, la fenice
appunto (Ank, o Simurgh o Sana). A ciascun uomo
spetta dunque la scelta di spiccare il volo, sia caval-
cando la fenice sia facendosi ghermire dai suoi artigli, o
restare per sempre legato ai laccioli del mondo. In defi-
nitiva si tratta ancora dellantico volo sciamanico, questa
volta del tutto interiorizzato e compiuto con lausilio
della sola contemplazione illuminata dalliniziazione. Si
pu comprendere allora quanto facile e naturale sia
stato il reciproco riconoscimento di simboli e riti fra sufi
e sciamani allepoca delle invasioni turco-mongole che
ben lungi dallestinguere queste tradizioni, anzi le rinvi-
gorirono, arricchendole di quanto essi stessi avevano
potuto assorbire a questo riguardo dalla cultura cinese
Garuwa in forma di pappagallo, ma dallorecchio umano. Disegno
di un rilievo buddista proveniente da Kankali Tila, Mathura, Uttar ed indiana.
Pradesh (India), I-II secolo. d.C. (Museo di Lucknow) Come si visto, le fenici del Giudaismo derivano in gran
parte dalla tradizione iranica, ed in misura minore da
Garuwa. Sigillo in steatite proveniente da Mohra Moradu, quelle egizia e greco-romana. Assai pi complessa la
Taxila (Pakistan), V secolo d.C.
situazione di quelle conosciute dallIslam, che, per la sua
Garuwa antropomorfo in bronzo. India settentrionale, XVII secolo espansione dal Maghreb alla Cina, e per lapporto dato
(collezione Andrea Filippi, Ethnologica, Forl) dalle invasioni turco-mongole, finir con il fare proprie

Hasa-Garuwa con due teste dal becco fiammeggiante,


Viu e la sua sposa Lakm a cavallo del Garuwa. corpo di cigno e quattro mani femminili sporgenti dalle ali.
Guazzo su carta, XIX secolo Miniatura tantrica indiana, XIX secolo
ancor pi vivacemente molte delle tradizioni classiche,
giudaico-cristiane, africane, iraniche, indiane ed estremo
orientali relative a questi uccelli immaginari, talora fon-
dendole, altre volte mantenendole distinte. Talch ancor
oggi non disponiamo di uno studio veramente compren-
sivo sullargomento. comunque del tutto verosimile che
molte di queste tradizioni, in particolare quelle confluite,
fra laltro, nelle Mille e una notte, fossero giunte gi nel-
lArabia preislamica lungo la cosiddetta Rotta delle Spe-
zie, che attraversava tutto lOceano indiano ed il mar
della Cina. quindi assai probabile che la convinzione
espressa da molti eruditi greci, ripresa quindi da quelli
romani ed ebrei, che la penisola arabica fosse addirittura
lhabitat originario della fenice, sia dovuta al fatto che gi
in antico la cosiddetta Arabia felix era il terminale princi-
pale per le culture del Mediterraneo di un patrimonio
leggendario sviluppatosi da tempo molto pi ad oriente,
come gli storici e geografi arabi riconosceranno, e come
queste stesse leggende dicono esplicitamente, facendo
dellIndia la vera terra della fenice, ovvero del Simurgh,
o Simurgh-Ank. Ma procediamo con ordine.
Si detto dellimportanza che ha, anche per la fenice isla-
mica, leredit iranica. Data la sua complessit, ne ricor-
deremo brevemente le caratteristiche essenziali. Il Simur-
gh citato nellAvest (Yat , e , ) col nome di
Sana meregha e nei testi mediopersiani col nome di
Senmurv. Sempre nellAvest (Yat , ) descritto il
luogo in cui sorge il nido del Sana: in mezzo al mare pri-
mordiale (Vourukasha) sorge lAlbero primordiale, lo-
rigine di tutte le piante, descritto nellAvest come
lAlbero di tutti i semi di tutte le piante medicinali.
Sopra questAlbero cosmico, vi il nido del leggendario
uccello Sana (Senmurv in Pahlavi, Simurgh in Persiano).
Quando luccello lascia lalbero lo scuote cosicch i semi
vanno in tutte le direzioni. Luccello Chamrosh sta sem-
pre nelle vicinanze, e raccoglie le sementi che cadono dal-
lalbero. Limmagine canonica del Simurgh, come emble-
ma di regalit, si delinea in epoca sasanide (- secoli
d.C.), e compare soprattutto sugli abiti del sovrano, come
ad esempio nel grande rilievo rupestre di Taq-i-Bustan (
secolo d.C. circa), ma anche su ciotole, vasi preziosi, e
mattonelle di terracotta. Nelliconografia si presenta
quasi sempre come un cane-pesce alato, talvolta con un

Viu in maest sul Garuwa. Imponente scultura in pietra


da Belahan, (Giava, Museo di Mojokento)

Garuwa bicefalo. Dipinto parietale risalente alla dinastia Sui Garuwa antropomorfo e orante. Scultura in pietra, VI-VII secolo,
(- d.C.) nella grotta a Kizil (Cina) Changu Narayan (Nepal)

Viu a cavallo del Garuwa. Scultura in pietra a Changu Narayan


(Nepal), VIII-IX secolo

Garuwa posato su di una ninfea, con le mani atteggiate a difesa.


Statua in legno policromo da Bali, XX secolo
(collezione Alessandro Grossato)

La stessa immagine, vista dal retro, mostra appieno il colore


rosso-fuoco del suo piumaggio da fenice
volto umano, per indicare il suo dominio su terra, acqua lare, persino in Occidente, dalla descrizione che ne fece
e aria, esattamente come la triade di animali immaginari il sufi persiano Fard ad-dn Axxr (-) nella sua
che abbiamo visto presenti nel Giudaismo, e che, come si opera Il verbo degli uccelli. In essa narrata la ricerca del
detto, deriva appunto da un prototipo iranico. Anche mitico Simurgh da parte di tutte le specie di uccelli, che
il Senmurv sembra che fosse associato con il dio iranico si ridurranno infine a trenta. Essi sono alla ricerca di un
della Vittoria (Verethragha). sovrano e lupupa li istruisce:
Dopo lavvento dellIslam, il Simurgh viene descritto
principalmente nel Shh-nma (Libro dei re), un poema Noi abbiamo un re senza rivali che vive oltre la montagna di Qf.
Il suo nome Simurgh, ed il sovrano di tutti gli uccelli. Egli ci
epico che narra dei leggendari re di Persia, scritto da Fir- vicino, ma noi siamo ad una distanza infinita da lui. La sua
dusi (/-/). In questopera, che, con loccasio- dimora protetta da gloria inviolata, il suo nome non accessi-
ne, riprende vari temi mitici e simbolici importanti della bile ad ogni lingua! Pi di centomila veli celano lui, che oltre la
defunta tradizione iranica affinch non vadano del tutto luce e la tenebra. Non esiste nessuno nei due mondi che abbia
lardire di contrastarlo; egli , in eterno, assoluto sovrano e vive
dimenticati e perduti, il Simurgh fa la sua apparizione immerso nella pienezza della sua maest.
diverse volte. La prima quando rapisce e porta nel suo Come potrebbe lintelletto di un uccello volare l ovegli risiede?
nido linfante Zal che stato abbandonato dal padre per- Quando mai scienza o ragione potranno giungere alla sua dimo-
ch nato con i capelli bianchi. Inizialmente vuol darlo in ra? Non si conoscono vie che conducano a lui, eppure senza di
pasto ai suoi nidiacei, ma poi, impietosito, lo alleva inse- lui non possibile vivere! Infinite creature si tormentano nel
desiderio di lui, ma anche lanima pi pura impotente a descri-
gnandogli la lingua del suo paese e coltivando la sua intel- verlo e lintelletto incapace di percepirlo: per questo anima e
ligenza. Quando Zal cresciuto ed diventato un gran- intelletto annichilirono nello stupore, accecati dai suoi attributi.
de e potente guerriero suo padre lo rivuole indietro ma Non v saggio che abbia percepito la sua assoluta perfezione, n
sfortunatamente egli non pu raggiungere il regno degli veggente che abbia contemplato la sua bellezza. Il creato non
dei. Il Simurgh ha piet di lui e Zal viene riportato nel ebbe mai modo di penetrare una simile perfezione e la sapienza
ne perse le tracce e la vista si confuse. Ma se tu smettessi di deli-
mondo degli uomini. Ma prima di andarsene il Simurgh rare capiresti che le creature del mondo partecipano della sua
dona a Zal una delle sue penne da usare in caso di estre- perfezione e della sua bellezza.
mo bisogno: se gettata nel fuoco essa ha il potere di far
apparire Simurgh allistante. Questa penna servir a Zal Fatto di estremo interesse, fin dallinizio si fa esplicito
per far apparire il Simurgh, durante il difficile parto di riferimento alla Cina come vero paese dorigine della
suo figlio Rostam, da parte di sua moglie Rudabeh, ed fenice:
anche questa una scena molto celebrata nelle miniature
islamiche. O meraviglia! La prima apparizione di Simurgh si ebbe in Cina
Lultima volta che il Simurgh appare nello Shh-nma nel profondo della notte. Esattamente nel centro di quel paese
quando Rostam affronta il nemico Esfandiyr e viene cadde una sua piuma, e questo bast per seminare lo scompiglio
in tutti i reami della terra. Ogni uomo si fece di lei unimmagine
mortalmente ferito. Il Simurgh cura le ferite di Rostam (il particolare e conform la sua azione a quanto di essa pot coglie-
suo tocco in grado di guarire anche le ferite mortali) e re. Quella piuma ora conservata nei dipinti cinesi, e da questo
lo aiuta a uccidere Esfandiyr, con uno stratagemma: il il detto: Cerca la sapienza, financo in Cina!. Certo, se lim-
principe va nel campo di battaglia assieme al Simurgh e magine di questa piuma non avesse trovato ulteriore diffusione,
il mondo non avrebbe sofferto tanto tumulto. Effetti cos straor-
vestito con una armatura lucidata a specchio, in modo dinari sono il segno inconfondibile della sua gloria, e in verit
tale che Esfandiyr viene accecato dal riflesso dellabba- ogni anima fu forgiata a immagine e somiglianza di quella
gliante luce della fenice e cade da cavallo. Allora Rostam piuma. Ma poich una qualsiasi descrizione non avrebbe n
lo uccide con due frecce fatte con due piume del Simur- capo n coda, non il caso di insistere.
gh, mentre, secondo alcune versioni pi tarde, anche Garuwa con le mani in atteggiamento difensivo.
Roc ritratto nellatto di sollevare un elefante. luccello viene ucciso da Esfandiyr. Tutti gli uccelli quindi partono alla ricerca del Simurgh, Statua in legno policromo, posta allangolo di un tempio
Illustrazione dellOrnithologica () di Ulisse Aldrovandi Il mitico uccello Simurgh venne quindi reso assai popo- ma solo trenta uccelli, letteralmente s-murgh in Persiano, buddista a protezione del tetto. Zona imprecisata del Ladakh

Viu sul Garuwa affronta iva a cavallo del toro Nandin,


Simurgh solleva nove elefanti. Guazzo su carta, XIX secolo particolare dalla storia di U e Airudda.
(collezione Ajit Mookerjee, New Delhi) Dipinto su cotone, XVIII secolo (Parigi, Muse Guimet)
alla fine delle Sette Valli mistiche giungono alla meta Io sono il Khizr degli uccelli e di verde mammanto a somiglian- creature immortali, nessuno giunge, anche se sembra incredibile, to un flagello. a uno dei cosiddetti Profeti dellinter-
agognata e qui, dice lautore, conobbero unineffabile za di lui, affinch possa un giorno dissetarmi con la sua acqua. preparato alla morte! Bench la morte sia con noi aspra e crude- vallo (fatra) che tradizionalmente attribuito il merito
Cammino per la via come un folle, vagando senza meta, ma non le, necessario porgerle il collo: infiniti sono i nostri travagli, ma
presenza, posta al di l dei confini dellintelletto. Gli ho forze bastanti per raggiungere la corte di Simurgh: a me basta questo in verit fra tutti il pi duro.
di aver messo fine ai danni provocati da questuccello.
uccelli si identificano nella fenice al punto tale da smarri- qualche sorso della sorgente di Khizr. Se un giorno trover trac- Con lavvento dellIslam lAnk venne assimilato al
re se stessi, ed annullarsi cos in lei: cia dellacqua di vita, nella mia schiavit sar re. Simurgh iranico (nei testi si trova infatti spesso la deno-
Lo stesso riferimento al magico canto della fenice si ritro- minazione di Simurgh-Ank e, secondo Pellat (),
Finalmente il fulgido sole dellintimit rifulse su di loro e i suoi In un altro capitolo (cap. della Seconda serie di dialo- va in una lirica di Sohravardi, un maestro sufi del probabilmente anche al Garuwa indiano.
raggi vennero riflessi dallo specchio delle loro anime. Nellimma-
gine del volto di Simurgh contemplarono il mondo e dal mondo ghi), intitolato La morte della fenice, troviamo una lunga secolo, intitolata Lincantesimo di Simurgh: Particolarmente interessante il fatto che un gruppo set-
videro emergere il volto di Simurgh. Osservando pi attentamen- ed interessante digressione sulla fenice in India: tario sciita, i Shumaytiyya, inser la fenice fra gli attributi
te si accorsero che i trenta uccelli altri non erano che Simurgh, e Sappi che tutti i colori derivano da Simurgh, principali dellImam duodecimano nascosto. Il che dimo-
che Simurgh era i trenta uccelli: e ne furono tutti stravolti e sba- La fenice uno strano e affascinante uccello che vive nelle terre sebbene essa stessa sia priva di colore []. stra, ancora una volta, la stretta connessione che collega
lorditi n potevano comprendere cosa fossero divenuti. Infatti, dIndia. Possiede un becco lunghissimo che provvisto come il Tutta la conoscenza deriva dal canto di Simurgh.
volgendo nuovamente lo sguardo verso Simurgh, videro i trenta I meravigliosi strumenti musicali, come lorgano e altri,
tale simbolo a taluni aspetti fondamentali della funzione
flauto di numerosi fori, non meno di cento. Vive priva di compa- regale, in questo caso ai cicli di manifestazione e di occul-
uccelli, e guardando ancora se stessi rividero lui. E se guardavano gno e anzi la solitudine la sua ragion dessere. Da ogni foro del sono stati prodotti tramite la sua eco e le sue risonanze [].
da una parte e dallaltra al contempo, nullaltro appariva che un suo becco sgorga una diversa melodia, tra le cui note si cela un Il suo nutrimento il fuoco []. tamento dei rappresentanti del potere considerato legitti-
unico Simurgh. O meraviglia, questo era quello e quello era que- arcano. Quando da quei fori sinnalza il suo triste lamento, pesci mo da questo o quel gruppo religioso, da questa o quella
sto! Quando mai nel mondo si era assistito a un simile prodigio? e uccelli diventano inquieti per lei, tutte le belve si placano e per- Nellopera di Sohravardi, intitolata lIntelletto Rosso, dinastia. A questo proposito vale la pena ricordare che,
Gli uccelli, sgomenti e confusi, rimasero un poco a pensare pur dono quasi coscienza per la dolcezza di quel canto. Un filosofo
senza pensieri, ma non venendo a capo di nulla interrogarono lautore incontra un uomo dal volto e dalla barba rossa secondo alcuni autori coevi, i sovrani appartenenti alla
che un tempo fu intimo amico della fenice, venne iniziato da lei
senza parole quellaugusta presenza, implorando la spiegazione di alla scienza della musica. che dice di venire dal monte Qf, la sede mitica del dinastia dei Fatimidi avrebbero posseduto alcuni esem-
questo assoluto mistero per cui il noi e il tu apparivano uniti. Ella, che vive quasi mille anni, presagisce il momento della morte e Simurgh, e gli narra del suo nido sullAlbero Tb, che plari di fenici nei propri giardini zoologici. Sulla base di
E giunse senza parole la risposta di quella presenza: Noi siamo quando sta per giungere, rassegnata, raduna attorno a s della ster- lalbero origine di tutte le piante e i frutti del mondo: quanto detto, si tratta di un evidente fraintendimento
uno specchio grande come il sole e chiunque in esso si guardi, paglia, poi vola su quella pira e, inquieta, canta a se stessa lugubri dellimportanza simbolica che anche tale dinastia attri-
vede limmagine di se stesso, del corpo e dellanima. Poich voi nenie. Da ognuno dei fori del suo becco pare che sgorghi un diver- Rispose: Il Simurgh ha il nido sullAlbero Tb. Allalba il
qui arrivaste in trenta, nello specchio apparite trenta, ma se foste buiva alla fenice in relazione ad un proprio legittimo
so lamento di morte, che sale dal profondo della sua anima incon- Simurgh esce dal suo nido ed apre di nuovo le penne sulla terra.
di pi non temete di mostrarvi! Per quanto siate mutati, vedrete taminata: come esperto menestrello, modula arie diverse e, mentre per effetto delle sue penne che appaiono i frutti sugli alberi e esercizio della sovranit. Col tempo, la progressiva degra-
voi stessi, e in verit voi avete visto esattamente voi stessi. Chi mai canta, trema come una foglia nellangoscia della morte. sulle piante della terra. []. dazione di questo simbolo indusse diversi autori a cerca-
potr spingere il suo sguardo sino a Noi? Quando mai una for- Al suono di quel flauto lamentoso, belve e uccelli vengono a lei Chiesi al Vecchio: Sembra dunque che nel mondo ci sia sempre re di fornirne una precisa descrizione naturalistica e a
mica potr contemplare le Pleiadi o sollevare un incudine, oppu- per ascoltarla, dimentichi come per incanto delle cose del stato quello stesso Simurgh?
re una zanzara trascinare un elefante? ritenere che si trattasse di una specie realmente esistita
mondo, e a migliaia le muoiono dinnanzi, sopraffatti dalla pena Rispose: Colui che non sa cos pensa. Ma invece, in ogni tempo
Quanto sin qui avete visto o conosciuto, in realt non accade, e per la sua triste sorte, e infiniti altri cadono in profondo deliquio, un Simurgh scende dallAlbero Tb sulla terra, e quello che
ma estinta.
quanto avete detto e udito non che pura illusione. E neppure incapaci di sostenere la malinconia del suo canto. Davvero sulla terra contemporaneamente dun tratto scompare []. Men- Con laumentare degli scambi mercantili tra la Persia e la
mai sono esistite le valli attraverso le quali faticosamente avanza- straordinario quel giorno! Mentre diffonde il suo struggente tre luno viene sulla terra laltro va verso le Dodici Officine. Cina, ma anche fra la Persia e lIndia, sincrementarono
ste o le stazioni ove virilmente poteste maturare. In realt voi tutti lamento pare che la fenice trasudi sangue, poi quando giunta anche gli scambi culturali di motivi iconografici e simbo-
avete marciato senza mai deviare dallalveo della Nostra Azione e lora della morte, ella agita furiosamente le ali e le piume da cui
avete sostato nelle profonde valli delle Nostre Qualit. Voi siete Facendo ora un passo indietro, comunque lAnk la lici. Cos, ad esempio, si pu notare che nei moltissimi
si sprigionano scintille, e in breve tempo avvolta dal fuoco. Lin-
trenta uccelli in preda allo stupore, ormai privi del cuore, della- cendio si propaga agli sterpi che bruciano lentamente finch pi antica fenice conosciuta dagli Arabi, e fin dallet manoscritti persiani illustrati risalenti al - secolo,
nima e della serenit, ma Noi siamo oltre e prima di voi, giacch tutto, e legno e uccello, si trasforma in ardenti tizzoni che ben preislamica. Viene descritta come una sorta di airone, cos come nelle ciotole la classica iconografia persiana del
formiamo lessenza di Simurgh. Annullatevi in Noi, nella gloria presto si riducono in cenere. Quando si spenta anche lultima esattamente come il Benu egizio, ed anzi assai probabi- Simurgh (con la testa di un cane, quattro ali, la coda di
eterna, e in Noi troverete la porta di voi stessi. brace, una nuova fenice sorge dalle ceneri.
E gli uccelli si annullarono eternamente in lui: lombra si dissolse
le che lAnk derivi proprio dal Benu, come del resto pavone e gli artigli di leone) risulta completamente stra-
Mai una creatura mortale pot, come la fenice, rinascere o parto- molti altri elementi del pantheon sincretico degli Arabi volta dagli influssi delle iconografie cinese, indiana, ecc.
nel sole, e cos sia. rire dopo la morte. Ebbene, anche se ti fosse concesso di vivere
quanto una fenice, dopo infiniti dolori dovresti ugualmente preislamici. quindi assai probabile che tale leggenda Prevale soprattutto il motivo iconografico del fenghuang
Ciascuno di questi uccelli presenta delle caratteristiche morire. La fenice per mille anni ha vagato per il mondo piangen- sia stata direttamente allorigine della convinzione diffu- cinese, che vedremo nel capitolo dedicato allEstremo
simboliche o delle qualit che lo rendono significativo sul do su s stessa, levando il suo doloroso lamento in perfetta soli- sa fra gli autori greci e latini che la terra dorigine della Oriente, la cui immagine probabilmente era giunta in
piano spirituale. Il pi interessante a questo riguardo tudine. In nessuna parte del mondo, infatti, strinse legami e mai fenice fosse appunto lArabia. Esso riceve la sua consa- Persia attraverso i disegni delle fenici spesso presenti sui
nutr affetto per alcuno. La morte infine le rende giustizia, spar-
senzaltro il pappagallo, che giunge addirittura a descri- gendo al vento le sue ceneri. crazione in un hadith, riportato da Ibn Abbs, dal quale tessuti di seta e sulle ceramiche recate dai mercanti. Un
versi come lequivalente del profeta al Khidr fra gli uccel- Nessuno potr sottrarsi agli artigli della morte, ricordalo, e allo- risulta che, creato da Allah, lAnk dotato primitiva- motivo che perdurer nei tappeti persiani e moghul.
li per via del colore verde: ra liberati dallinganno! Ma sebbene nel mondo non esistano mente di tutte le perfezioni, a un certo punto era divenu- Pi marginale il ruolo simbolico del Roc, in lingua
araba Rukh, un uccello che rapisce gli uomini, getta
rocce sulle navi, depone uova grandi come cupole che si
possono rompere solo a colpi di ascia, e con le cui penne
si possono fare enormi barili. Egli , in definitiva, molto
pi un semplice uccello gigante piuttosto che una vera
fenice. Di fatto, spesso viene comunque assimilato al
Simurgh. In esso si pu sostanzialmente riconoscere, sia
dal punto di vista mitico che iconografico, unantica ma
deformata assimilazione del Garuwa indiano in epoca
preislamica, ovvero la sua interpretazione degradata non
tanto come un importante simbolo dellInduismo e del
Buddismo, bens come un uccello realmente esistente.
noto nella letteratura araba a partire da Jhiz (morto nel
) in poi, e compare, ad esempio, nei celeberrimi rac-
conti de Le mille e una notte, nelle Meraviglie delle cose
create e aspetti meravigliosi delle cose esistenti, opera geo-
grafica di al-Qazwini (-), ne I viaggi di Ibn Bat-
tuta ( secolo), e in numerose altre opere. Il Rukh
citato ne Le mille e una notte precisamente in quattro
occasioni (notti , , e ). I due episodi pi noti sono
quelli che vedono per protagonista Sindbad il marinaio.
Nel primo episodio Sindbad, durante il suo secondo
viaggio, si ritrova solo su di un isola deserta imprecisata e
gli appare un oggetto bianco gigantesco:

Era una grande cupola, molto alta e con una grande circonferen-
za: [] cinquanta passi abbondanti. [] a un tratto laria diven-
ne buia e il sole, nascondendosi, spar dalla vista: pensai che sul
sole fosse passata una nuvola ma, dato che eravamo destate, mi
meravigliai e, alzata la testa mentre stavo guardando, vidi un
uccello di grande mole, con ali larghe, che volava nellaria: era
esso che aveva coperto locchio del sole nascondendolo allisola.
Perci il mio stupore fu ancora pi grande, e mi ricordai di una
storia che i viaggiatori e i viandanti mi avevano raccontato e cio
che in certe isole vi era un uccello smisurato chiamato ar-Rukh,
che cibava i suoi piccoli di elefanti; constatai allora che la cupola
che avevo visto non era altro che un uovo del Rukh: mi meravi-
gliai perci di quanto aveva creato Iddio altissimo. Mentre stavo
cos pensando, ecco quelluccello si pos sulla cupola per covarla
con le sue ali e stese le sue zampe dietro a s in terra mettendovi-
si a dormire sopra. [] mi legai alle zampe di quelluccello [].
Quando albeggi e si fece giorno, luccello si alz dalluovo,
emise un alto grido e si lev in aria portandomi via tanto in alto
che credetti di essere giunto alla volta celeste; ma in seguito si
abbass fino a scendere a terra posandosi su un luogo alto ed ele-
Gawabheruwa a due teste come appariva nello stemma vato. Giunto a terra mi affrettai a sciogliere il legame: avevo timo-
del regno del Mysore re delluccello, ma esso non si accorse di me. [] Il Rukh afferr

Garuwa antropomorfo, in atteggiamento di orante dinanzi


al tempio di Viu a Patan (Nepal). Bronzo dorato, XVIII secolo
nei suoi artigli qualcosa da terra e vol via verso la volta del cielo. Ancora sappiate che quelle isole che sono cotanto verso il mez-
Guardando con attenzione quello che aveva afferrato vidi con zod, le navi non vi vanno volentieri per lacqua che corre cos
grande stupore che luccello aveva agguantato un serpente grosso forte. Dicomi certi mercanti che vi sono iti, che v uccelli grifo-
e smisurato con cui se nera andato in direzione del mare. ni, e questi uccelli apaiono certa parte dellanno, ma non sono
cos fatti come si dice di qua, cio mezzo uccello e mezzo lione,
Nel suo quinto viaggio Sindbad simbatte nuovamente in ma sono fatti come aguglie, e sono grandi comio vi dir. Egli
unisola deserta dove giace abbandonato un uovo gigan- pigliano lalifante e prtallo su in aire, e poscia i lasciano cadere,
e quelli si disfa tutto; poscia si pasce sopra lui. Ancora dicono
tesco di Rukh ed invano tenta di impedire che luovo quelli che lnno veduti, che lalie sue sono s grandi che cuopro-
venga rotto dai suoi compagni di viaggio: no .. passi, e le penne sono lunghe .. passi, e sono grosse
come si conviene a quella lunghezza. Quello chio n veduto di
Quando il Rukh giunse e vide che il suo uovo era stato rotto, ci questi uccelli, io il vi dir in altro luogo [].
segu e cacci un grido contro di noi. Giunse la sua femmina, e Elli nno s divisate || bestie e uccelli ch una maraviglia. Quelli
tutti e due cominciarono a volteggiare sulla nave, urlando con un di quella isola s cchiamano quello uccello ruc, ma per la gran-
verso che era pi forte del tuono. [] essi ci inseguivano, por- dezza sua noi crediamo sia grifone.
tando ognuno nelle zampe un macigno del monte. Il Rukh
maschio lanci su di noi quello che aveva. [] la femmina del Nel commento di Giovan Battista Ramusio a questo epi-
Rukh lanci a sua volta su di noi il macigno che era pi piccolo
del primo, ma che, secondo il destino, cadde sulla poppa e la
sodio detto che anche il Gran Khan, avendo udito il
squarci facendo volare il timone in moltissimi pezzi. Tutti quel- racconto di Marco Polo, si fece procurare subito una
li che si trovavano sulla nave finirono in mare. penna di quelluccello. Anche il frate domenicano Jour-
dain Catalani, nel suo Mirabilia descripta (), cita il
Il Rukh viene descritto come una montagna in mezzo al mitico uccello Roc: in ista Yndia termia sunt aves quae-
mare da Ibn Battuta, uno storico arabo del secolo, dam quae Roc vocantur, ita magnae quod de facili elevant
che asserisce di aver visto lenorme uccello mentre navi- unum elephantem in aere. Una interessante dicitura
gava nel mar della Cina: riportata poi nel Mappamondo di fra Mauro. Presso li-
sola di Diab fra Mauro scrive che i marinai di una nave
Al quarantatreesimo giorno di navigazione, dopo spuntata lau- verso il videro
rora, ci apparve in mare una montagna, distante da noi circa dieci
miglia, verso la quale ci portava il vento. I marinai si stupirono: uno ovo de uno oselo nominato chrocho, el qual ovo era de la
Non ci troviamo vicini a terra, n si conosce alcuna montagna grandea de una bota danfora; e la grandea del oselo era tanta
che sorga dal mare, e se il vento ci sbatte a quella volta, siamo che da un pio del ala a laltro si disse esser passa; e con gran
perduti. Cos tutti ricorsero ad atti di umiliazione e devozione, facilit lieva uno elefante e ogni altro grande animal e fa gran
rinnovarono il pentimento dei loro peccati, rivolsero supplici danno a li habitanti del paese e velocissimo nel suo volare.
preghiere a Dio e impetrarono lintercessione del suo Profeta. I
mercanti fecero voti di grande elemosine, che io annotai loro di
mia mano in un registro. Il vento si calm un poco, e al levar del Riguardo al Roc scrive giustamente Rudolf Wittkower
sole vedemmo quella montagna che si era innalzata nellaria, e (, p. ) che:
che si era fatta luce tra essa e la superficie del mare, con nostra
gran meraviglia. Vidi allora i marinai piangere e dirsi lun laltro Questa leggenda ha la sua origine mitologica nelluccello solare
addio, e chiesto cosa avessero risposero: Quello che ci parve un Garuda, e la trasformazione del Garuda cosmologico nel
monte il Rukh, e se ci vede ci fa perire. Eravamo allora a una mostruoso Roc la si pu tracciare e seguirne le migrazioni dal-
distanza di meno di dieci miglia da lui. Poi Iddio ci fece la grazia lIndia attraverso la Persia fino al mondo arabo, quando il Roc
di un buon vento, che ci distolse da quella direzione, e noi non lo comparve persino nella letteratura scientifica.
vedemmo pi, n potemmo conoscere la sua vera forma.

Anche Marco Polo cita il leggendario Rukh nel suo Milio-


ne riportando i racconti dei mercanti che sono stati in
alcune isole situate fra il Madagascar e lIndia (cap. ,
-):

Chog Tse, tavolo rituale pieghevole tibetano in lacca rossa cinese


con decorazioni in foglia doro. Il coperchio decorato
con un fenghuang e quattro pipistrelli, nel classico stile cinese,
XIX secolo (collezione Andrea Filippi, Ethnologica, Forl)
NellIndia interna ed esterna aspetto, ma con i piedi deformati ad artiglio. Dallaltra
moglie del si nacquero mille piccoli serpenti, capostipi-
Identificato fin dallepoca vedica con i raggi del sole, il ti di tutti i rettili della terra, futuri irriducibili avversari
Garuwa lequivalente ind della fenice. NellAtharva- del Garuwa. In un episodio del Bhgavatapura (cap.
veda viene infatti descritto come unaquila rossa (, , ), il Garuwa lotta contro il terribile serpente Kliya:
) e come lAquila divina che corre sul dorso del Cielo
(, , ). In un passo del Mahbhrata (, , -) egli Allinizio di ogni mese tutti i serpenti solevano ricevere unoffer-
viene descritto come un uccello immensamente grande e ta sotto un albero [] e ognuno dei serpenti, per proteggere se
stesso, soleva donare una parte della propria offerta al nobile [a.] [b.]
forte, uguale per il suo splendore al dio del fuoco Agni: Supara [Quello dalle belle penne epiteto di Garuwa] allini-
zio di ogni quindicina lunare. Ma Kliya, figlio di Kadr, era
Egli cos splendente che al momento della sua nascita gli dei lo pieno di orgoglio per la tossicit del suo veleno, e disprezzando
adorarono scambiandolo per Agni. Egli virile e lascivo e pren- Garuwa si mangi anche la sua parte di offerta. Quando il Signo-
de a piacere la forma chegli desidera. Egli va dove vuole. ter- re Garuwa amato dal Signore Viu venne a saperlo si adir e
rificante come lattizzatoio arrossato del sacrificio. I suoi occhi vol veloce da Kliya per ucciderlo. [] piomb su di lui con
sono rossi e lucenti come il lampo. Egli splende come il fuoco che un fiero assalto e molto velocemente colp il figlio di Kadr con
distrugger il mondo alla fine dei tempi. lala sinistra che risplendeva come loro.

Il termine Garuwa deriverebbe dalla radice gr, che Garuwa chiamato spesso Ngntaka, ovvero il
significa parola. Un significato che va in parallelo con Distruttore di serpenti. Spesso per il serpente fem-
la definizione tradizionale secondo la quale il triplice mina viene solo afferrato e sollevato in alto nel cielo: il
Veda, che si dice sia un uccello, reca su di s Viu, il dio tema del ratto della Ng o Ngin. Il Garuwa non rapi- [c.] [d.]
del sacrificio (Danilou , p. ). Cos lo descrive la sce il serpente per distruggerlo, ma, come ha messo in
Garuwa Upaniad, : luce A.K. Coomaraswamy (), per spogliare il ser-
pente o la serpentessa della sua pelle e conferirgli e ricon-
La triplice parola magica la tua testa. Gli inni del Smaveda ferirgli quella natura splendente e luminosa che sta nel
sono i tuoi occhi. Il tuo cuore costituito dagli altri inni. Gli inni profondo di tutti gli esseri manifestati. In questa immagi-
del Vmadeva formano il tuo corpo. La Bhad e Rathntara sono
le tue ali. I canti rituali sono la tua coda. Le altre parole sacre ne dunque contenuta la chiave del significato pi
sono le tue membra e la tua schiena. I versi della Yajurveda sono profondo delleviterna lotta fra il Garuwa e il serpente.
i tuoi talloni. Quelli dellAtharva, le altre parti del tuo corpo. Le La differenza fra questi due punti di vista, secondo i quali
tue ali sono possenti, o Garutmn! Slanciandoti verso il Paradi- si pu considerare lopposizione fra il Garuwa e il nga
so tu fori il cielo. o la ng, corrisponde anche esattamente alla differenza
che esiste nellInduismo fra il punto di vista vishnuita e
Questaltro passo dimostra invece quanto simile sia la quello shivaita.
funzione cosmologica del Garuwa ind a quella dello Ziz Un altro importante mito che riguarda il Garuwa certa-
ebraico, e di altre fenici: mente quello in cui egli ruba agli dei lamita, ossia la
bevanda dimmortalit, conservata nel Cielo di Indra, il
Questo uccello capace di arrestare con il vento delle sue ali la pi alto di tutti (Mahbhrata, Adiparva, e ). Lo fa Due fenici arcaiche con il tipico becco girato allindietro:
rotazione dei tre mondi (Mahbhrata, , , ). [a.] da uno tsun conservato al Museo dellUniversit
per ottenere la liberazione di sua madre Vinat, prigio- della Pennsylvania e da un chih del British Museum;
niera di Kadr, laltra sposa di suo padre, nonch proge- [b.] da un ricamo su seta, VI-IV secolo a.C. conservato
I miti a lui legati si sviluppano pi estesamente sia nel Khyung tibetano. Dipinto contemporaneo del pittore tradizionale nitrice di tutti i serpenti. Garuwa riesce a sottrarre il net- al Museo dellErmitage di San Pietroburgo
Mahbhrata (, , ; , -) che nei Pura. Romio Shrestha tare degli dei, nonostante essi avessero messo ogni tipo di
[c.] Due motivi decorativi a forma di fenice: da un vaso
Secondo tali narrazioni, egli sarebbe nato da un uovo Khyung nero tantrico. Da una thangka tibetana del XIX secolo
difesa, ma lo pone di fronte ai serpenti su di un letto di riportato alla luce nel nella Provincia di Liaoing;
deposto da una delle due mogli del si Kayapa. Quan- steli acuminati. Cos, nel leccarlo, i serpenti acquisiscono [d.] due versioni del carattere wang (imperatore) dai vasi Zhou
do luovo si schiuse apparve un giovane di meraviglioso Khyung. Da una thangka tibetana contemporanea per sempre la lingua biforcuta. Successivamente il dio conservati al Museo nazionale di storia cinese di Pechino

Disegno di un dipinto su seta, raffigurante una figura femminile


e una fenice che lotta con un drago, proveniente da Changsha,
periodo degli Stati Combattenti (- a.C.) Coppia di fenici maschio e femmina, da una enciclopedia cinese,
(Pechino, Museo nazionale di storia cinese) XVII secolo

Fenice. Placca traforata in caolinite, risalente alla cultura Longshan


(- a.C. circa). Dalla tomba di Sunjiagang (Lixian)
nello Hunan

Puntale in bronzo raffigurante un uomo-uccello trovato


in una tomba a Sanxingdui, XII secolo a.C.

Giacca festiva con drago e fenici, di una bambina di stirpe Han,


Cina, XIX secolo
(Venezia, Museo darte orientale, inv. [deposito])
Indra riesce a recuperare il nettare, restituendolo agli dei. testi ha il viso bianco e le ali dun rosso scarlatto, oppure
Il Garuwa prima ancora di divenire la cavalcatura (vha- ha tutto il corpo di colore bianco e rosso. Le braccia, poi,
na) del dio Viu e della sua sposa Lakm, la sintesi possono essere addirittura quattro, due per tenere un
emblematica di tutte le figure divine del pantheon ind, ombrello e una tazza di ambrosia, e due in atteggiamen-
tradizionalmente descritte come simili agli uccelli, cos to di adorazione. A riprova che la sua immagine, come in
come invece i serpenti (nga) simboleggiano gli Asura, e altri rari casi nellInduismo, non di quelle canonizzabi-
cio gli avversari per eccellenza dei Deva. Egli quindi, li in senso stretto, e resta sempre potenzialmente poli-
sia dal punto di vista mitologico che iconografico, il sigil- morfa e policroma. Di fatto liconografia tradizionale lo
lo della lotta senza fine fra demonico e divino nel Cosmo rappresenta spesso come uno straordinario uomo-aqui-
manifestato. Da un punto di vista pi esoterico, che si la di cui vengono pi o meno accentuati, a seconda del
ritrova anche nel Lamaismo tibetano, egli soprattutto luogo e del periodo, i tratti antropomorfi. Pi raramente,
Vinyaka, cio Colui che rimuove gli ostacoli che si assume laspetto di un pappagallo, fra gli esempi sculto-
frappongono alla conoscenza suprema, e quindi alla libe- rei pi antichi, nellarchitrave mediana del toraa orien-
razione. Sempre da questo punto di vista, il Garuwa tale dello Stpa I a Sc del secolo a.C. o nel pan-
viene assimilato al lampo dellilluminazione intellettuale, nagana di un rilievo Mathur conservato al Museo di
che si precipita come un rapace su colui che realizza lil- Lucknow nel quale lunico elemento antropomorfo
luminazione suprema, sollevandolo quindi con i propri dato dallevidente orecchio umano sulla testa del pappa-
artigli fino al cielo pi alto, ove risiede la luce eterna gallo. Come uomo-pappagallo raffigurato in talune
divina. Per lo stesso motivo, egli stato preso a simbo- miniature nelle quali, oltre alla forma del becco, anche il
lo per eccellenza della sovranit regale da diverse dinastie colore verde del suo piumaggio lo connotano chiaramen-
e monarchi ind sia in India che in altre aree geografiche te come tale. La sua impressionante immagine stata
influenzate dallInduismo o dal Buddismo. Infatti, secon- continuamente ripresa attraverso i secoli, con notevoli
do la tradizione sia ind che buddista, il vero sovrano variazioni stilistiche, in tutte le regioni dellIndia sia
pu essere solo colui che ha compiuto sia lascesa che la interna che esterna, in immagini sia fisse e di notevoli
ridiscesa spirituale lungo lasse di luce che attraversa tutti dimensioni o mobili e molto piccole, adatte al culto
i piani del Cosmo. facile riconoscere in queste conce- domestico, sia plastiche eseguite in pietra, stucco, metal-
zioni la pi arcaica simbologia del volo sciamanico degli lo, legno (soprattutto in Indonesia), che dipinte su pare-
antichi capi politici e spirituali. Sempre in connessione te o miniate.
con il significato realizzativo che detiene il Garuwa, si Sicuramente la sua leggenda, di origine ind, ma fatta
spiega anche il fatto, solo apparentemente contradditto- propria anche da Jainismo e Buddismo, alla base di
rio, che pur essendo egli la cavalcatura di Viu, viene quella del Rukh islamico, e, come si detto pi sopra, ha
considerato una manifestazione di Rudra-iva (cfr. modificato in parte quella del Simurgh, specie dal punto
Agni Pura , p. ), proprio per la sua funzione di di vista iconografico. Grazie alla diffusione del Buddismo
distruttore che consiste, in realt, nella prerogativa segre- in Asia centrale ed estremo orientale, entrato a far parte
ta di trasformare in luce tutto ci che afferra, scendendo delle iconografie di molte altre culture diverse da quella
precipitosamente, come il lampo che egli detto padro- indiana, raggiungendo addirittura il Giappone e la Mon-
neggiare con maestria, dal cielo sulla terra. golia.
La Paramevara Samhit (, , -) lo descrive Larrivo del Garuwa in Indonesia (paese del quale costi-
come enorme ed aggressivo, dal colore complessivo dora- tuisce tuttora lemblema nazionale) risale al secolo
to, con la testa daquila, un becco rosso e delle ali piu- d.C., al seguito di commercianti e navigatori provenienti
mate, un largo ventre e due braccia simili a quelle di un dallIndia meridionale, che recavano con s il corpus leg-
uomo. Quando trasporta Viu sulla sua schiena, le mani gendario dellInduismo, in particolare i Pura, conte-
devono fare da supporto ai piedi del dio. Secondo altri nenti la storia mitica delle origini degli dei e dellumanit.

Coppia di fenici affrontate poste al centro dello stendardo


funerario a T proveniente dalla tomba I a Mawangdui (Hunan); Disegno dello stesso stendardo funerario, nel quale si riconosce
le scene descrivono le diverse tappe del destino postumo pi facilmente lo schema dei tre mondi (Terra, Atmosfera, Cielo)
della defunta. Pittura su seta, II secolo a.C. secondo il quale sono suddivise le diverse scene

Il Bodhisattva Avalokitevara, reggente con la mano destra


la sfera del sole e con la sinistra la luna. Allinterno della sfera
La dea Hrt, riconoscibile dal bambino in braccio, a cavallo solare si riconosce una fenice, di tipo cinese.
di una fenice. Inchiostro su carta, dinastia Tang (fine del IX secolo) Cinque Dinastie o Song del Nord, fine del X secolo.
(Londra, British Museum, Stein Collection, Stein Painting , Inchiostro su seta (Londra, British Museum, Stein Collection,
Ch. ) Stein Painting , Ch. Xl. )
Si svilupp cos una letteratura locale, che fin nel primo
suo testo, ldiparva, contiene il racconto delle imprese
del Garuwa. Anche in Indonesia il simbolo del Garuwa
entra ben presto a far parte dei paraphernalia dei sovrani
locali che vengono quindi riconosciuti come manifesta-
zioni semidivine dello stesso Viu, e le sue prime raffi-
gurazioni nei templi risalgono gi all secolo, intensifi-
candosi subito dopo la fine del . Giustamente famosa
quella del tempio Cawi Belahan ( secolo), a Giava,
oggi conservata nel museo di Mojokorto. Molto note
sono anche le splendide maschere rituali in legno prove-
nienti da Bali, che ricalcano liconografia delle statue di
Garuwa affisse nei templi balinesi, sempre con le ali spie-
gate di un intenso e brillante colore rosso vermiglio, a
rimarcarne laspetto di fenici, e con un caratteristico becco
dai denti aguzzi, che non ha corrispettivi nel mondo ani-
male in nessuna specie di volatile, se non quelli risalenti
alla preistoria, come il famoso Archaeopterix! E per con-
cludere non si pu non accennare alle marionette del
Wayang Golek, il teatro delle marionette indonesiano,
fra le quali compare anche il personaggio di Garuwa.
In India esiste un altro uccello mitico, apparentato sia al
Garuwa che al Rukh in quanto divoratore di elefanti: il
Gawabheruwa. Il suo nome significa Che ha terribi-
li ganasce. In genere raffigurato quasi sempre di colo-
re bianco, con una cresta rossa e degli elefanti nel becco,
fra gli artigli e persino fra le lunghe piume della coda.
Uneco indonesiana di questuccello prodigioso stata
raccolta dal Pigafetta, che scrive:

Anco ne dissero che sotto Giava Maggiore, verso la tramontana,


nel golfo de la Cina, la quale li antichi chiamano Signo Magno,
trovarsi un arbore grandissimo nel quale abitano uccelli detti
garuda, tanto grandi che portano un bufalo e uno elefante al
luogo ove larbore.
I guardiani dei quattro palazzi del cielo e le costellazioni Questuccello, essendo il simbolo per eccellenza di forza
ad essi attribuite. Esisteva anche un quinto palazzo,
quello centrale, che comprendeva la Stella Polare, e potenza, appare raffigurato, sempre di colore bianco
lOrsa Maggiore e altre stelle circumpolari sempre visibili ma stavolta con due teste e con caratteristiche anserine,
in alcuni stemmi reali ind, come ad esempio quelli del-
Il Buddha mentre chiama a testimonianza della sua Illuminazione lantico regno di Vijayanagara e quello del regno del
la terra e il cielo, significato dal sole; al centro della sfera di luce
si riconosce una fenice, dinastia Tang (-), inchiostro su seta
Mysore, soppresso solo nel . Costituisce inoltre un
(Londra, British Museum, Stein Collection, Stein Painting & , motivo ornamentale ricorrente nei gioielli dellIndia del
Ch. xxii. ) Sud, almeno fino al periodo Nayaka.

Fenice, particolare di un pilone di Kiuhien (Sechuan), d.C. circa


(Han orientali)
Specchio in bronzo con i quattro animali guardiani detti Si Ling:
Specchio di bronzo con coppia di fenici maschio e femmina la fenice, in alto, indicante lestate e il meridione, il drago
in composizione con fiori, dinastia Song (-) la primavera e loriente, la tartaruga avvolta dal serpente linverno
(Roma, Museo nazionale darte orientale, e il settentrione, la tigre lautunno e loccidente,
dono di Antonia Gisondi, inv. /) dinastia Tang (-)

Placca in nefrite verde in forma di drago e fenice,


periodo degli Stati Combattenti (- a.C.) Lastra di argilla, proveniente da una cappella funeraria, probabilmente lanima del defunto,
(Bath, Museum of East Asian arts, inv. PE ) secondo la tradizione esistente a Ching-ping-hsien, danzante sul tetto della dimora di Xiwangmu,
Shangtung, tarda dinastia Han ( d.C. circa) la Regina Madre dellOccidente
Frammento di laterizio raffigurante una fenice con una perla nel becco, (New York, The Metropolitan Museum of Art)
cavalcata da una figura umana, probabilmente un immortale, Intero (a sinistra) e particolare raffigurante Lastra di terracotta del II secolo risalente
epoca degli Stati Combattenti, Regno di Qin (- a.C.) una coppia di fenici, maschio e femmina, agli Han orientali, raffigurante un edificio imponente
(Museo civico di Xianyang) e fra loro una figura umana vestita da fenice, con sopra una fenice, simbolo di buon auspicio

Fenice. Ceramica con invetriatura turchese. Arazzo di seta tipo Kesi, con fenici, pavoni e leoni.
Statuetta originariamente collocata a protezione di un tetto Cina, epoca della dinastia Qing (-), XVIII secolo
(Monaco di baviera, Staatliches Museum fr Vlkerkunde) (Roma, Museo nazionale darte orientale, inv. /)
Nellinterpretazione buddista, detto che i serpenti e gli che, lo tsam Garuwa chiamato il Signore delle
altri rettili che il Garuwa ghermisce e distrugge, altro non Quattro Montagne. Non a caso questa montagna
sono che loscurit dellignoranza colpevole e altri vinco- anche la dimora dellUccello di Tuono (Han garid) che
li e legami negativi nei quali ogni singolo essere avvi- si manifesta sotto forma di Garuwa, equivalente al fen-
luppato a causa delle azioni negative compiute nella vita ghuang cinese che, come vedremo nel prossimo capitolo,
presente e in quelle passate. Egli quindi considerato secondo la cosmologia cinese domina proprio il quadran-
non solo uno degli otto guardiani del Buddha, ma addi- te meridionale. Ritornando brevemente allo Spirito del
rittura una diretta manifestazione di questultimo, identi- Bogdo Ula, le maschere mongole che lo rappresentano
ficazione che viene particolarmente sviluppata in tutte le hanno sempre corna di toro verdi, capelli rossi fiammeg-
vie realizzative del Buddismo tantrico, compresa quella gianti e due serpenti nel becco. Il colore del viso aran-
pi riservata dello Dzog chen. Con il Buddismo il Garuwa cione e dei gioielli gli coronano la testa. Assieme alla
diventa la cavalcatura di Vajarapi, la controparte del maschera va indossato un costume con delle maniche
dio ind Indra, e di Amoghasiddhi (il quinto dhyni- lunghe che sembrano delle ali e tutto contornato da bordi
buddha). Il Garuwa gioca inoltre un importante ruolo rossi e blu (i colori predominanti nella fenice). Come si
nel Buddismo tibetano, a causa della sua identificazione pu notare questo costume assai simile a quello degli
con il mito locale delluccello Khyung. Questi si presenta sciamani siberiani.
simile al Garuwa con becco, ali, coda e artigli da uccello Abbiamo gi ricordato come in tutta lEurasia i miti della
e corpo umano, ma in testa ha due corna, un gioiello regalit comportino spesso un simbolismo legato alle
doro preso dal regno dei Nga, e i capelli che vanno aquile o alle fenici, in quanto questi uccelli sono conside-
verso lalto come fiamme. Talvolta sta su di un disco sola- rati messaggeri della divinit suprema, e quindi segno
re o seduto su di un loto rosa, stringendo fra gli artigli dellapprovazione celeste. Secondo i Mongoli, unaquila
due serpenti. Il Garuwa nero, in tibetano khyung nag po, dalle ali doro avrebbe dato loro le yasa, le leggi fonda-
usato dai lama per trasmutare i vari veleni dellesisten- mentali della vita nelle steppe, e li avrebbe aiutati a fon-
za mondana, specialmente quelli inoculati dai serpenti. dare limpero mongolico insediando sul trono Chinggis
Khyung inoltre protegge le quattro direzioni dello spazio Khan.
e appare in compagnia degli spiriti delle montagne sacre
durante le danze rituali Bon, la religione pre-buddista del
Tibet. Esiste inoltre una sua forma particolare, nota come In Estremo Oriente
Tsogyel Khyung, di colore blu scuro, in cui si manifesta
Yesh Tsogyel. Secondo de Saussure () lorigine della fenice occi-
Sempre in Tibet, che unarea di influenza cinese oltre dentale sarebbe da ricercare in Cina. In effetti le radici
che indiana, troviamo spesso artisticamente riprodotto della fenice cinese, che, come in altre tradizioni, si iden-
anche il motivo estremo orientale del fenghuang, soprat- tifica con unintera famiglia di uccelli immaginari, sono
tutto sul mobilio e altri oggetti, quale simbolo di felicit, estremamente antiche, soprattutto dal punto di vista figu-
specie se unito al pipistrello (fu) che in cinese ha la stes- rativo, poich affondano addirittura nella protostoria. E
sa pronuncia della parola fortuna. sono radici che ci conducono direttamente allimportan-
In Mongolia, ultima propaggine nord-orientale dellarea za che rivestiva allora, pi in generale, tutto il complesso
di influenza indiana, che si interseca peraltro con quella simbolismo degli uccelli, fantastici e non, ancora stretta-
cinese e con i residui assai vitali del locale sciamanismo, mente legato al rito ancestrale del volo sciamanico.
il Garuwa rappresenta lo Spirito del Bogdo Ula, una Purtroppo, gran parte degli studi dedicati ai complessi
delle quattro Montagne sacre e precisamente quella posta motivi simbolici che decorano i bronzi rituali risalenti
a sud della moderna capitale Ulaanbaatar. Presso i bud- alle dinastie Shang (- secoli a.C.) e Zhou (/-
disti mongolo-tibetani, impregnati di credenze sciamani- a.C.), si sono concentrati pi sullevoluzione stilistica,

Vaso meiping a forma di fenice, fine dinastia Yuan-inizi Ming


(seconda met XIV secolo), con coperchio di fattura europea,
Vaso in ceramica con limboccatura a forma di testa di fenice, loriginale essendo andato perduto
dinastia Tang (-) (Napoli, Museo nazionale della ceramica Duca di Martina,
(Pechino, Museo del Palazzo della Citt Proibita) inv. D.M. )
che non sui loro reali contenuti e relativi contesti. le di polarit del simbolo, che, a sua volta, altro non
Manca quindi uno studio veramente definitivo sul mate- che unapplicazione pi particolare di quella legge della
riale archeologico cinese pi antico, che ci consenta una dualit cosmica, che i cinesi considerano fondamenta-
puntuale ricostruzione di tutte le tappe di sviluppo e le, e che esprimono con il famoso binomio yin-yang.
adattamento del simbolo della fenice in Cina. Ne possia- Oltre a questo, vi quindi tutta una serie di altre motiva-
mo dare qui solo una breve sintesi. Si gi ricordato che zioni simboliche secondarie, che sarebbe qui troppo
molti studiosi ritengono assolutamente improprio ricono- lungo prendere in considerazione. Particolarmente signi-
scere una vera fenice nel feng cinese, che sarebbe solo ficativa ci sembra quella che rinvia al simbolismo lumi-
un uccello fantastico tradizionalmente descritto come noso e soprattutto solare di questuccello, secondo diver-
un incrocio variopinto tra un pavone e un fagiano. Ad se combinazioni. Da un lato vi infatti un marcato riferi-
ogni modo, il carattere pittografico da cui deriver poi li- mento alla coppia luni-solare che si divide lilluminazio-
deogramma corrispondente a feng, che pu significare ne del giorno e della notte, dallaltro il riferimento sem-
anche vento, appare gi nelle pi antiche testimonian- bra essere alle due coppie simmetriche costituite dai
ze della scrittura cinese, le ossa oracolari del periodo quattro momenti cruciali del sole ai solstizi ed agli equi-
Shang. Ed in questo contesto sembrerebbe venire inteso nozi. Nella tradizione cinese esistono comunque, come
principalmente come la manifestazione di uno spirito vedremo, molte altre applicazioni secondarie di tale sim-
del vento. Con le dinastie Shang e Zhou prende svilup- bolo.
po anche un altro uccello immaginario assimilabile alla Il motivo della fenice mantiene costantemente la sua
fenice, il lung, che secondo il mito sarebbe in grado di importanza in tutti i periodi successivi, noti come Prima-
ascendere dalla terra al cielo, per raggiungervi la dimora vere e Autunni (- a.C.), e degli Stati Combattenti
di Shang Ti, la Divinit suprema. in particolare con la (- a.C.). Il miglior esempio figurativo di questulti-
dinastia Zhou che i motivi simbolici ornitomorfi prendo- mo periodo, un dipinto su seta del secolo a.C., pro-
no nuovo vigore, divenendo da periferici addirittura cen- veniente dalla tomba di Changsha nellHunan, nel quale
trali nelle decorazioni dei vasi. In alcuni casi, essi pre- raffigurata una dama sorvolata da una fenice, che com-
sentano delle caratteristiche, come la doppia cresta e la batte con un drago. In effetti il tema, pi o meno stilizza-
coda divisa, che diverranno pi tardi tipiche del fen- to, della lotta della fenice con il drago, senzaltro allusivo
ghuang, la classica fenice cinese, rendendola assoluta- dellopposizione pi generale fra luce ed oscurit, rester
mente inconfondibile. In altri essi sono in modo assai una delle pi tipiche e frequenti raffigurazioni dellarte
significativo associati allideogramma wang, imperato- cinese, arrivando fino ai nostri giorni. Daltra parte, esi-
re, forse alludendo allo spirito ancestrale della dinastia. ste anche unimportante variante ierogamica delluso
Nei secoli successivi, al feng andr infatti quasi sempre abbinato di questi due simboli, perch lemblema del fen-
aggiunta la sua simmetrica controparte femminile, huang, ghuang sar sempre pi spesso usato per rappresentare
i due termini venendo quindi tradizionalmente fusi in limperatrice, e quello del drago limperatore. Cos, ad
quello coniugale di fenghuang. Diversamente dalle esempio, ritroviamo questi simboli ricamati sulle vesti dei
tradizioni occidentali, le fenici cinesi sono cos rappre- membri della famiglia imperiale, compresi gli eredi al
sentate quasi sempre in coppia, e qualche volta persino trono. Sar comunque a partire dalla dinastia Han (
in gruppi pi numerosi. Ma quel che potrebbe sembrare, a.C.- d.C.) che il motivo della fenice comparir sem-
almeno ad un osservatore superficiale, come una sorta di pre pi spesso. Lastre di terracotta e mattoni risalenti al
Candeliere a forma di fenice. Ceramica, epoca Ming (-) semplice connotazione naturalistica estesa a degli anima- periodo degli Han orientali presentano motivi di fenice
(Istanbul, Museo Topkapi) li immaginari, considerato che quasi tutti gli animali esi- maschio e femmina. Talvolta invece ununica fenice com-
Vaso policromo, lavorato a traforo, con fenice su di una nube,
stenti in natura sono generalmente maschio e femmina, pare sul tetto degli edifici ad indicare che in quella casa
periodo Wanli (-) ha in realt ben altre ragioni. Vi si deve innanzitutto rico- regna la concordia e la pace, o anche sopra le tegole a
(Pechino, Museo del Palazzo della Citt Proibita) noscere una puntuale applicazione della legge tradiziona- protezione contro gli incendi. Due fenici maschio e fem-
mina affrontate compaiono nel famoso stendardo funera-
rio di Mawangdui del secolo a.C., dove segnano sim-
bolicamente il punto di passaggio dello spirito della
defunta, dal rischioso mondo psichico intermedio a quel-
lo celeste e divino. Sempre del periodo Han, nella zona
dello Szechwan, sono state trovate lastre decorate di alta
qualit artistica provenienti da una tomba sul Fenghuang
Shan (Monte della fenice) presso Chng-tu. Nei periodi
seguenti, in particolar modo durante le dinastie Tang
(-), Song (-) e Yuan (-) il motivo
della fenice continuer ad abbondare su specchi, giade,
ceramiche e sete che, esportate in Occidente, andranno
ad influenzare a loro volta la produzione tessile, soprat-
tutto veneziana.
Di particolare importanza il ruolo sia cosmogonico che
cosmologico attribuito tradizionalmente al fenghuang.
Secondo la cosmogonia cinese Pan Ku, ovvero lArchitet-
to dellUniverso, aveva per compagni un drago, una feni-
ce e una tartaruga, ovvero i progenitori di tutte le specie
animali. Nello Huainanzi (, -) vi a questo riguar-
do un passaggio molto interessante, a conferma del fatto
che gli animali mitici, specie quelli del tipo del tetra-
morfo, sono considerati tradizionalmente come lorigine
di tutti gli altri animali. In esso infatti la nascita di tutte le
specie viene attribuita a cinque draghi diversi, uno per
categoria, e nella sezione dedicata agli uccelli, scritto
che il fenghuang diede vita alluccello luan niao, che
Sterckx identifica addirittura con il Simurgh:

LEccellenza alata diede vita al Dragone Volante. Il Dragone


Volante diede vita alla fenice (fenghuang). La fenice diede vita al
simurgh (luan niao) e il simurgh diede vita agli uccelli comuni. In
generale tutte le creature piumate sono nate dai comuni uccelli
(Sterckx , p. ).

Nello Shuowen jiezi (, ), la fenice appare come un


animale composito:

Davanti un cigno, dietro un unicorno; ha collo di serpente e


coda di pesce, gola di gru e guance di anatra mandarina; ha stri-
sce di drago, dorso di tigre, mandibole di rondine e becco di
gallo. Le sue piume sono di cinque colori. Si alza in volo dallo
Vaso cinese con fenice e drago. Ceramica bianca e blu, seconda Stato delluomo esemplare ad Oriente, si libra fin aldil dei quat-
met del XVIII secolo (Venezia, Museo darte orientale, sala , inv. tro Mari, supera il monte Kunlun, si disseta presso il Dizhu, si
) pulisce le piume presso le Ruoshui; al tramonto la sua dimora

Arazzo in seta con la celebrazione del compleanno di Xiwangmu,


la Regina Madre dellOccidente. A destra della regina vola
la fenice che le fa da cavalcatura. Dinastia Ming
(Pechino, Museo del Palazzo della Citt Proibita)

Particolare di un cielo di baldacchino processionale,


con due fenici maschio e femmina ruotanti attorno ad una peonia.
Cina, XVI-XVII secolo (Chiavari, Museo diocesano)

Fenice-Garuwa, con due serpenti nel becco,


dinastia Sui (- d.C).
Dipinto parietale nella grotta n. a Kizil (Cina)
sono le caverne dei venti. La sua apparizione segno di pace nel
Tianxia (p. ).

Dunque il fenghuang era considerato a tutti gli effetti la-


nimale centrale fra tutti i volatili. Nel Kin King, opera del
secolo dedicata allornitologia, precisato che il fen-
ghuang il capostipite di ciascuna delle trecentosessanta
specie di uccelli. Secondo il Lun Y Tseh Shwai Shing,
il corpo della fenice sarebbe addirittura strutturato in
corrispondenza del modello del Cosmo: la sua testa il
Cielo, locchio il sole, la schiena la Luna, le ali il Vento, i
piedi la Terra e la coda la Trama dellUniverso. Numero-
sissimi sono gli specchi nei quali il fenghuang compare
come uno dei quattro animali guardiani (Si Ling),
dotati di propriet soprannaturali, descritti nel Li chi: il
Drago, la Tartaruga, lUnicorno, e, appunto, la Fenice.
Secondo la cosmologia cinese, questi animali sono in cor-
rispondenza simbolica anche con le quattro costellazioni
principali del cielo, chiamate i Quattro Spiriti (Si
Shen), e che sono: il Drago Verde, la Fenice Vermiglia,
la Tigre Bianca e la Testuggine Nera, chiamata anche
Guerriero Nero. Nel Lunheng jiaoshi (, -) trovia-
mo scritto che: Il Cielo contiene le essenze delle quattro
costellazioni e le fa scendere gi per produrre i corpi dei
quattro animali celesti. Intermediari fra il cielo e la
terra questi animali mitologici rappresentano, sul piano
orizzontale, i quattro quadranti dello spazio. Il termine
usato nei testi Han e nelle iscrizioni sugli specchi per
denominare lUccello Rosso del Quadrante Meridionale,
che corrisponde allestate, chu niao. Il Willetts a questo
riguardo scrive che

riferendoci a questa creatura [] le abbiamo dato il nome di


Fenice, com duso; ma in realt Fenice la traduzione con-
venzionale non di chu niao, ma del termine in cinese classico fng
huang, che designa un uccello mitologico. Dunque chu niao lo
stesso che fng huang, e il termine Fenice pu essere corretta-
mente usato nei due casi (Willetts s.d., p. ).

Unulteriore prova dellequivalenza simbolica fra il fen-


ghuang e il chu niao, almeno nel contesto astronomico, ci
viene da quanto scrive un taoista del secolo a.C.,
Hokuanzu: La fenice (fenghuang) luccello del cuore
della quaglia; lessenza del principio yang. Ma la feni-
Disegno di due fenici affrontate, del tipo luan. Dal catalogo
Guyutupu, XII secolo (Hargett , p. )

Disegno dal Chin shih so che riproduce un bassorilievo


Immortale a cavallo di una fenice. della dinastia Han, raffigurante parte della costellazione dellOrsa
Statuetta originariamente collocata a protezione di un tetto. Maggiore in forma di carro, sul quale siede un funzionario
Ceramica con invetriatura gialla e nera della Corte del Grande Orso, alla sua sinistra vola una fenice
(Monaco di Baviera, Staatliches Museum fr Vlkerkunde) e alla sua destra un drago

Fum Hoam (Fenghuang), lUccello Reale.


Da Athanasius Kircher, La Chine illustre de
plusieurs monuments tant sacrs que profanes,
et de quantit de recherches de la nature &
de lart, Amsterdam, Jean Jansson Waesberger,

Xiwangmu, la Regina Madre dellOccidente


a cavallo della fenice. Da una stampa popolare
cinese

Il Dio del Tuono in una stampa popolare cinese


della fine del XIX secolo. La sua immagine ricorda
molto da vicino il Garuwa indiano (Roy , p. )

Fenice. Kakemono dipinto su seta da Tosa Mitsuoki (-),


Coppia di fenici maschio e femmina in volo ai lati del sole. esponente della scuola Tosa
Arazzo cinese del XVI secolo (Milano, Fototeca storica nazionale Ando Gilardi)
ce, assieme al drago, anche in rapporto con lOrsa Mag- occidentali allinterno del mare), sempre contenuta nello
giore, o per meglio dire con la stella Polare, come risulta da Shanhai jing, assieme al fenghuang troviamo descritto
un bassorilievo della dinastia Han. Frequentissima inoltre anche il mitico uccello luan, simbolicamente non trop-
limmagine della Regina Madre dellOccidente (Xiwang- po dissimile, ad esempio per la sua associazione allAlbe-
mu) che celebra il suo compleanno sul monte Kunlun, che ro del Mondo:
cavalca una fenice, o siede su di un cocchio trainato da
fenici, per recare doni preziosi, come la giada bianca o A ovest di Kaiming vi sono fenici e uccelli luan; hanno tutti dei
pesche considerate frutti di immortalit e longevit, agli serpenti sul capo e sotto le zampe. Sul petto hanno un serpente
imperatori della Cina, giungendo appunto da Ovest (tal- rosso. A nord di Kaiming vi sono shirou, alberi che danno perle,
giada venata e pietre yuqi, e lalbero dellimmortalit. Tutte le feni-
volta si parla espressamente del deserto dei Gobi). ci e i luan hanno uno scudo (fa) sul capo [] (ibid., pp. -).
Per quanto riguarda laspetto esteriore del fenghuang,
quale generalmente descritto nei testi e riprodotto sia
da artisti che da artigiani, di solito lo si vede raffigurato Troviamo citato luccello luan o luanniao anche nello
con la testa piccola, il collo lungo, la coda con tre o cin- Shuowen jiezi, una sorta di dizionario etimologico com-
que piume, il becco spesso aperto o che stringe una perla, pilato da Xu Shen (-):
le zampe molto simili a quelle della gru, ma con speroni
e artigli da rapace. detto che il fenghuang ha le piume [il luan ] lessenza dello Spirito Incarnato. Il suo colore quel-
di cinque colori, e che su tutto il suo corpo ci sono i lo della carne, con disegni pentacromatici, e la sua sembianza
caratteri che indicano i cinque precetti fondamentali: sul assomiglia a quella di un uccello. Il suo canto include le cinque
note. Quando viene composto un inno musicale esso appare. Gli
capo la virt, sulle ali la giustizia, sul dorso i riti, sul petto elementi semantici [dei caratteri di luan] vengono dalla parola
lumanit, e sul ventre la sincerit. Troviamo questo elen- uccello; lelemento fonetico luan. Durante il Regno dellIm-
co di caratteristiche ad esempio nello Shanhai jing (Libro peratore Chen della Dinastia Zhou, [le trib di] Di e Qiang gli
dei monti e dei mari), nella sezione intitolata Haineijing offrirono un luan come tributo.
(Libro dei paesi allinterno del mare):
Il luan presenta dunque in definitiva quasi le stesse
I segni sulla testa delluccello feng dicono virt (de); i segni caratteristiche peculiari del fenghuang, come le cinque
sulle ali dicono accordo (shun); i segni sul petto dicono uma-
nit (ren); i segni sul corpo dicono giustizia (yi). La sua com- note musicali del suo canto e i cinque colori, e viene
parsa significa armonia nel Tianxia [] (ibid., p. ). definito dagli scrittori cinesi successivi come un uccello
di buon auspicio (ruiniao). Secondo Carl Hentze
Nel primo libro dello Shanhai jing, si trova descritta (, p. ) luccello luan sarebbe inoltre connesso al
anche la dimora del fenghuang, situata nei Monti meri- culto dei defunti, in quanto simbolo della parte pi
dionali: nobile dellanima.
La fenice considerata un simbolo di pace e di buon
li pi a est [dal monte Daoguo] sorge il monte detto Danxue governo legato allimpero, caratteristica questa rilevata
[Cavit del Cinabro]. In alto vi sono molti metalli e giada. L
sgorga il fiume Dan, che scorre verso sud e si getta nel Bohai. C da quasi tutti gli antichi testi cinesi. Per questo il fen-
un uccello simile al pollo, con piumaggio variegato di cinque ghuang, analogamente allunicorno (qilin), rappresenta
colori. chiamato fenghuang. I segni che reca sul capo dicono de lanimale pi bello e pi buono, e appare soltanto quan-
[virt]; quelli sulle ali dicono yi [giustizia]; quelli sul dorso dico- do il paese ben governato, o quando ci vive un santo.
no li [ritualit]; quelli sul petto dicono ren [umanit]; quelli sul
ventre dicono xin [sincerit]. [v.] Questo uccello beve e si nutre
Nel Furui zhi (Trattato sui prodigi) di Shen Yue (-)
secondo natura, canta e danza spontaneamente, e la sua com- scritto:
parsa significa pace nel Tianxia (Fracasso , pp. -).
La fenice un uccello benevolo []. Ha la testa simile a quella
Nella sezione denominata Hainei xijing (Libro dei paesi di un serpente, il dorso e laddome squamati come la tartaruga, il

Sh, strumento musicale con cassa armonica in lacca nera,


decorata con due H in makie, periodo Edo (-)
(Venezia, Museo darte orientale, sala , inv. )

H sopra il tetto di un Mikoshi, carro processionale


che contiene leffigie di una divinit e che viene portato a spalla
dai devoti durante le feste shintoiste. Grafica contemporanea
collo di una gru e il becco di una gallina, mentre la coda come
quella di un pesce e il petto quello di un cigno. Ha la testa blu
e le ali unite. [Il suo corpo presenta i caratteri che indicano le sue
straordinarie virt:] sulla testa appare il carattere de (virt), sul
dorso ren (benevolenza); sulla testa porta il carattere yi (rettitu-
dine), tiene nel grembo il carattere xin (sincerit), mentre coi suoi
passi forma il carattere zheng (ordine) e alla coda legato il carat-
tere wu (combattimento) []. Quando distende il collo e sbatte
lievemente le ali, brillano i suoi cinque colori. in grado di far
alzare gli otto venti e di far scendere le piogge stagionali, nel
cibarsi osserva il cerimoniale, ha portamento ed eleganza, ovun-
que vada profonde i principi della civilt, mentre lascia la felicit
nei luoghi che ha appena abbandonato, non vaga senza meta ma
sceglie sempre i luoghi in cui fermarsi []. Soltanto la fenice
in grado di raggiungere le diecimila cose, comunicare con le divi-
nit, pervenire alla perfezione reale e armonizzare suoni e virt,
instaurare i principi della civilt e predisporre lo stato al com-
battimento per poi fondare limpero. Perci il sovrano [ottiene]
i segni della fenice: quando riceve il primo segno, la fenice gli
passa accanto, quando riceve il secondo segno, essa si libra sopra
di lui, quando riceve il terzo, gli si posa, quando riceve il quarto,
risiede in quel luogo primavera e autunno, e quando ottiene il
quinto segno, essa vive nello Stato per sempre (Shen Yue ,
pp. -).

Narra Shen Yue nella sua Storia della Dinastia Liu Song,
che le fenici avrebbero fatto la loro prima comparsa
durante il regno del mitico imperatore Huangdi:
Mentre [Huangdi] attraversava in barca il fiume Xuanhu, nel
punto di confluenza con il fiume Lao si adunarono fenici maschi
e femmine; non si nutrivano di insetti n calpestavano lerba.
Alcune cercarono riparo nel giardino orientale dellImperatore,
altre costruirono il nido sul Padiglione dei Quattro Pilastri, men-
tre altre ancora si misero a cantare presso la corte; i maschi gor-
gheggiavano mentre le femmine danzavano []. Nellautunno
del quindicesimo anno di regno, nel giorno del gengshen del set-
timo mese, giunsero nuovamente le fenici (ibid., p. ).

E sempre nello stesso testo:


Tian Lao [ministro dellImperatore Huangdi] rispose: Mi
stato insegnato che quando regna la pace e il sovrano si prodiga
nella sua opera civilizzatrice, nel suo regno giungono le fenici e vi
Immortale che cavalca una fenice. Teiera con supporto ligneo, dimorano.
periodo Edo (XIX secolo), manifattura di Kyoto Quando invece in un paese vige il disordine e il sovrano predili-
(Venezia, Museo darte orientale, inv. /) ge le attivit belliche, le fenici se ne vanno. Ora le fenici stanno
volando sui confini orientali, cantano e le loro arie sono in armo-
Coppia di H maschio e femmina, le fenici giapponesi, dipinte ai nia con il Cielo. A giudicare da ci, pare che il Cielo stia impar-
lati del sole assieme ad altri animali mitologici, su di un ventaglio tendo degli insegnamenti solenni a Vostra Maest; Vostra Maest
usato per il teatro N, periodo Tokugawa (-) non deve disobbedire (ibid., p. ).
Com annotato in molti testi cinesi, sporadiche appari- base al canto della fenice: sei sarebbero derivati dalle
zioni di fenici si ebbero anche durante i regni degli impe- melodie della fenice maschio e sei dalla femmina. In
ratori Shi, Ku, Yao e Shun, e particolarmente durante il unode perduta dello Shijing, citata nello Xunzi, si dice
regno di Chen della dinastia degli Zhou occidentali, fino che il canto della fenice somiglia a quello del flauto
alla famosa apparizione che avvenne in coincidenza della xiao. Nel Trattato sui prodigi invece detto che il suo
nascita di Confucio ( a.C.). Dopo tale data, simili pro- richiamo nel tono basso simile al suono di un gong, nel
digi si fecero sempre pi rari: Shen Yue descrive una sola tono alto a un tamburo, e Shen Yue individua ben nove
apparizione durante il regno dellimperatore Guangwu varianti nelle melodie intonate dal mitico uccello. In un
(-), della dinastia Han posteriore, ed una nel Periodo testo depoca Han, citato da Sterckx (, p. ), spe-
dei tre regni con limperatore Wen di Wei (-). cificato il verso del fenghuang: la fenice maschio intona
Anche nello Zhuangzi detto: tsit-tsit, la femmina tsjuk-tsjuk. Nel tono basso il suo
canto corrisponde a quello della campana, nel tono alto a
Mentre Kong-zi si recava al paese di Chu, il pazzo di Chu, Jie Yu quello di un tamburo.
pass davanti alla sua porta dicendo: Non va infine dimenticato che la fenice acquista la sua
Oh Fenice! Oh Fenice!
Com decaduta la tua virt! maggiore valenza simbolica nel Taoismo. I taoisti la chia-
Non si pu contare sullavvenire; mano luccello del cinabro (tanniao), in riferimento
non si pu risalire al passato. non solo al suo colore rosso, ma soprattutto identifican-
Quando il mondo in ordine, do la sua natura spirituale con quella del cinabro, una
il Santo compie la sua missione. sostanza considerata sorgente dimmortalit, sia in senso
Quando il mondo in disordine,
il Santo preserva la sua vita. letterale per lalchimia esterna, che solo simbolico per
Oggi si cerca solo di evitare la tortura: quella interna. Spesso la vediamo cos cavalcata da uno
la felicit pi leggera di una piuma; xianren (Immortale), tema di diretta derivazione scia-
nessuno sa afferrarla (Zhuangzi, cap. , p. ). manica. Ecco ad esempio un episodio significativo, che
compare in un racconto di Pu Sung Ling (-), con-
E Shen Yue nel suo Furui zhi ribadisce: tenuto nel Pai Y Y:
La Tradizione del Classico dei Mutamenti recita: Ovunque, in [] A un tratto la fenice, librandosi dal pantano a forma di para-
cielo e in terra, tutte le cose sono in comunicazione, luomo sag- sole cinese, venne gi. Il ragazzo [Pai] la prese e disse a Wu: La
gio e i virtuosi sono gloriosi, come responsi alla virt del sovrano strada oscura e assai difficile percorrerla. Potrete assidervi su
si riuniscono le fenici e gioiscono le moltitudini, che non ci saran- questo uccello che far la strada per voi []. Wu fece come gli
no pi calamit (Shen Yue , p. ). era stato detto e [] luccello dopo aver emesso un grido si slan-
ci a volo nello spazio []. [In seguito Wu raggiunge con la feni-
Unaltra caratteristica fondamentale del fenghuang il ce la Porta del Cielo, entra nel Palazzo della Luna e incontra Pai,
che in realt un immortale; tornato sulla terra dopo qualche
suo canto in rapporto sia con la musica, che con gli stru- anno abbandona la famiglia per seguire la via ascetica e diviene
menti musicali destinati a produrla. La fenice infatti immortale anchegli].
lemblema di Ngua, la prima imperatrice secondo il
mito, la quale, fra le altre cose, invent anche il cheng, Anche in Giappone, dove si fondono tradizioni dorigine
uno strumento musicale a fiato a forma di fenice, che cinese ed indiana, la fenice, detta H ma anche Karura,
imita il suo canto sovrannaturale. Esiste un preciso evidente deformazione del termine snscrito Garuwa,
legame sia simbolico che rituale tra il fenghuang e gli stru- costituita da una coppia di maschio (H) e femmina ().
menti musicali a fiato. Nel Lshi Chunqiu, testo risalen- Simbolo del sole, ma anche della fedelt e dellobbedien-
te al periodo degli Stati Combattenti compilato nel za, la si ritrova, con caratteristiche pi marcatamente
a.C., viene narrato come limperatore Giallo ordin al aquiline che in Cina, in dipinti su carta, stoffe, statue,
ministro Lin Lun di creare il flauto a dodici toni (tong) in decorazioni di armi ed armature, strumenti musicali, ven-

Karura (deformazione di Garuwa) con perla nel becco.


Maschera antropomorfa, in legno laccato e dipinto,
del teatro giapponese Gigaku, epoca Nara (VIII secolo)
(Parigi, Muse Guimet)

Brucia profumi in bronzo dorato a forma di H.


Opera di Shd Sasaki (-)
(Tokyo, Museo nazionale darte moderna)

Il padiglione doro in fiamme ().


Opera di Kawabata Ryushi (-).
Si noti la statua dello H sulla sommit del tetto,
e come landamento impresso alle fiamme e al fumo ricordi
intenzionalmente corpo alato, collo e testa della fenice
(Tokyo, Museo nazionale darte moderna)
tagli, paraventi, mobilio, oggettistica, sul tetto dei carri za in quel periodo del Buddismo, trasmesso per mezzo nuovo corpo, un corpo magico in forma di animale
processionali (mikoshi), ma soprattutto, proprio come in dei monaci cinesi, indiani e dellAsia meridionale. Questi (Eliade , p. ). Tre sono le categorie principali di
Cina, sopra i tetti degli edifici. Ne troviamo un esempio arrivarono allora in Giappone, accompagnati da artisti animali in cui lo sciamano si metamorfosa, in corrispon-
sul tetto del ricostruito Padiglione doro di Kyoto, anda- che trasmisero un repertorio artistico costituito dalle denza con i Tre Mondi infero, umano e supero: il ser-
to a fuoco nel . Ecco come la ricorda lo scrittore varie tradizioni culturali presenti lungo la Via della Seta. pente, la renna o cervo, e luccello. Per tutti i popoli
Yukio Mishima, che alla distruzione di questedificio ha Queste maschere, per i loro elementi stilistici e iconogra- siberiani, cos come per i turco-mongoli, laquila luc-
dedicato un suo famoso romanzo: fici, non dimostrano solamente linfluenza della Cina ma cello del sole. E si tratta certo di unaquila-fenice, poi-
anche quella dellAsia centrale. Lattore che indossa la ch le sue penne doro o di ferro sono tradizionalmente
Spesso pensavo anche alla fenice doro e di rame che coronava il maschera e il costume completo del Karura diventava, associate con le origini del fuoco. In realt, poi, aquila e
tetto, esposta da anni ed anni alle intemperie. Quel misterioso esattamente come il prototipo mitico ind e buddista, un sciamano sono in definitiva la stessa cosa. Essa infatti
emblema non cantava al sorgere dellalba, n mai sbatteva le ali,
indubbiamente dimentico della sua natura duccello. Era tuttavia uomo-uccello dal corpo umano dorato, ma con le ali e il considerata la genitrice del primo sciamano, ed ha un
un errore pensare che non volasse: gli altri uccelli volano nella- grifo di unaquila. Una sopravvivenza fin troppo eviden- ruolo centrale anche nel corso delliniziazione sciamani-
ria, ma quella fenice doro volava nelleternit sulle sue ali splen- te dellantico costume e rito sciamanico. ca. Il viaggio che lo sciamano compie sotto forma daqui-
denti. Il tempo aveva colpito quelle ali, le aveva colpite e poi nella la quindi il pi importante di tutti, poich si svolge in
sua corsa era passato oltre: la fenice era rimasta immobilizzata
nellatto del volo, con una luce dira negli occhi, le ali ferme a direzione ascendente, lungo la verticale di quellAlbero
mezzaria, irte le piume della coda, puntando spavalda i suoi La fenice e lo sciamano del Mondo sulla cui cima, in corrispondenza del sole, la-
magnifici artigli dorati (Mishima , p. ). quila costruisce il suo nido. I miti e liconografia sia dO-
Non potremmo concludere questo nostro studio senza riente che dOccidente pongono sempre la fenice, cir-
Col nome di Karura nota soprattutto una maschera risa- riprendere brevemente il filo conduttore che ci ha guida- confusa dei suoi raggi luminosi, sulla cima dellAlbero
lente allantica tradizione teatrale monastica buddista, ti lungo tutto il suo corso, durante il quale abbiamo cer- del Mondo, posto a sua volta sulla vetta della Montagna
chiamata Gigaku, proveniente dallIndia e giunta in Cina cato di porre in evidenza la probabile derivazione del cosmica.
e poi in Giappone nel secolo. Questa forma teatrale simbolo eurasiatico della fenice dal complesso mitico, Abbiamo pi volte accennato nelle pagine che precedono
aveva fondamentalmente tre personaggi di repertorio: un simbolico e rituale nel quale si inseriva, in origine, il volo come la struttura del costume sciamanico tenda spesso a
uccello, un leone ed il signore di Wu. Le maschere del di ascesa verso il sole dello sciamano preistorico. Una ricordare la forma stilizzata di un uccello. Le stesse cal-
Karura, scolpite nel legno e dipinte con lacche dai colori delle pi antiche esperienze spirituali dellumanit. Li zature artigliate possono imitare le zampe di un volatile.
vivaci, di cui resta traccia anche negli esemplari pi anti- ritroviamo, infine, significativamente assieme ed affronta- Talvolta sulla pelle del costume sono cuciti dei fiocchi
chi, raffigurano un tipo di fenice molto antropomorfizza- ti, la fenice e lo sciamano, rivestito del suo costume com- che stanno a significare le sue piume. Esse possono allu-
ta, e dalle caratteristiche che ricordano pi spesso quelle pleto, raffigurati in un frammento di tessuto appartenen- dere al cigno e alloca o allanitra selvatica, tre uccelli sim-
di un pappagallo verde piuttosto che di unaquila. Ha un te alla cultura dellAltai, risalente al - secolo avanti bolicamente intercambiabili123, ma soprattutto allaquila.
lungo becco adunco che tiene stretta una perla, simbolo Cristo. Unimmagine assai bella, che stata gi variamen- In realt luccello mitico della tradizione sciamanica, pro-
dimmortalit, e delle piume rosse che formano sia una te interpretata, ma di cui ci sembra che solo una sia la babile prototipo di quello che sar poi noto come feni-
piccola cresta che una sorta di bargigli pendenti dalllat- giusta chiave di lettura. La fenice vi ritratta forse nel ce nel mondo classico, uno strano uccello a due teste,
taccatura superiore del becco. Lespressione conferitagli momento in cui sta per prendere il volo assieme allo scia- una di cigno e laltra di aquila. Anche fra le decorazio-
dagli intagliatori quasi sempre feroce o semplicemente mano, associandolo a quel viaggio verticale che conduce ni usate dagli sciamani siberiani sul loro costume, fre-
grottesca, volutamente caricaturale. Le rappresentazioni allimmortalit. Perch un unico filo conduttore lega ed quente la figura molto schematizzata dellaquila, spesso
del teatro Gigaku univano infatti larte del mimo, le unisce, sub specie lucis, tutte le diverse metamorfosi dello metallica. Ad essa sono agganciati nastri, pendenti e
danze mascherate e la musica, e, nonostante il loro carat- sciamano, dalla trasparenza del suo scheletro e dei suoi lunghe pellicce. Come sappiamo si tratta di simboli di
tere in apparenza profano, erano strettamente legate ai organi interni, alla ricomposizione dellandrogino grazie serpenti, ed tanto pi interessante questo loro abbi-
riti dei grandi templi buddisti. Il Karura presente nel alla sua met invisibile, e dallidentificazione con laquila- namento con la figura dellaquila. Infatti laquila ed il ser-
pantheon buddhista giapponese come una delle otto divi- fenice solare fino a questa assimilazione finale alla luce pente sono anche le principali cavalcature dello sciamano
Disegno dei due padiglioni effimeri, takamikura e michodai
nit protettrici del Buddha. Lo troviamo infatti rappre- del sole. Come correttamente aveva intuito Mircea Elia- nei suoi due viaggi verticali, verso lalto con luna, e verso con sopra le due H maschio e femmina; essi vengono eretti
sentato, ad esempio, da una grande statua nel tempio de, chiaro che grazie a tutti questi avvenimenti il il basso con laltro. Il che ci riporta al tema mitico ed ico- in occasione della consacrazione della nuova coppia imperiale
Sanjusangendo a Kyoto. Esso testimonia la forte influen- costume sciamanico tende a fornire allo sciamano un nografico dellaquila-fenice, che come il Garuwa rapisce del Giappone (Maraini , p. )
in volo i serpenti, e pi in particolare quelli femmina. Un
tema che, come si visto, fra quelli pi vastamente dif-
fusi in Asia, e non solo. Ma il simbolo della fenice in Asia
non rimasto, come in Occidente, solo morta iconogra-
fia. Da secoli o millenni lattore e il danzatore ind, indo-
nesiano, tibetano, mongolo e giapponese ne rivestono
ritualmente maschera e costume, sempre consapevoli del
suo significato.

Frammento di tappezzeria con fenice e sciamano affrontati.


Cultura dellAltai, V-IV secolo a.C. (San Pietroburgo,
Museo dellErmitage, inv. GE /)

Vaso doro con fenici, dalla collezione siberiana di Pietro


il Grande, di datazione incerta tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C.
(San Pietroburgo, Museo dellErmitage, inv. Z-)

Disegno ricostruttivo del frammento di tappezzeria


a p.

Aquila-fenice cavalcata dallo sciamano. Legno e cuoio, Negidal,


Distretto di Udsky, foce del fiume Amgun, tardo XIX-inizio XX
(San Pietroburgo, Russian museum of ethnography, Siberian
collection, inv. -)

Aquila con serpenti, usata dallo sciamano per invocare Buga,


la Regina dellUniverso. Ferro con pellicce e nastri di cuoio,
da Evenk, regione di Ilimpian, fine XIX-inizio XX secolo
(San Pietroburgo, Russian museum of ethnography, Siberian
collection, inv. -)

Aquila a due teste. Amuleto in legno rappresentante lo spirito


guida dello sciamano. Yakuzia (Siberia Orientale), fine XIX-inizio
XX secolo (San Pietroburgo, Russian museum of ethnography,
Siberian collection, inv. -)

Sul simbolismo degli uccelli in generale, vedi Charbonneau-Lassay , bero). Tale sinonimia probabilmente originata dalla credenza, sia greca che
Fard ad-dn Axxr , pp. -. linterpretazione data dal Sufismo il termine Rukh sarebbe simbolica-
Chevalier e Gheerbrant , Cattabiani , Zambon . ebraica, che la palma fosse propriamente lalbero prediletto dalla fenice, e che
Il che dimostra non solo una sorprendente consapevolezza storica e cultu- mente assimilabile alla parola araba ruh che significa Spirito.

Sullimmaginazione creativa vedi Corbin . quindi ne condividesse selettivamente certe prerogative simboliche. rale, ma soprattutto un riconoscimento del patrimonio spirituale duna tradi-
Si tratta di un tipico errore di fraintendimento del simbolo, nel quale incor-

Sulla natura essenzialmente antropomorfa di tutto il simbolismo tradiziona-
Ginzberg afferma (Ginzberg , nota ) che letimologia della parola zione, quella estremo orientale, cos diversa e lontana da quella islamica. sero, di frequente, anche molti eruditi greci e romani.
le eurasiatico, vedi Grossato . Chalkedri assai oscura, e che il Bousset suppone per che tale termine
Di notevole interesse anche questa frase. Se da un lato, il pi importante,
In questopera geografica citato il Simurg-Ank che vive mille e sette-

Sulla nozione di simbolo centrale vedi Grossato , pp. -. sia di origine iranica. essa si riferisce in primo luogo al fatto che ogni uomo, a seconda del suo svi- cento anni allo scadere dei quali accende un rogo e si brucia.

Le specie di uccelli attualmente conosciute nel mondo sono circa novemila.
Sacchi , p. . luppo intellettuale, ha una comprensione pi o meno profonda del signifi-
Le mille e una notte, vol. , pp. -.

Vi una traccia di ci nellattribuzione che tradizionalmente viene fatta di
Si tratta di amuleti aventi, per cos dire, un carattere oltre che sincretistico cato spirituale di questo simbolo, dallaltro certo anche la semplice con-
Ibid., p. .
una data specie duccello, o altro animale, alle diverse figure divine, e che anche internazionale, se si considera che tali gemme o pietre semipreziose statazione erudita del fatto, gi evidente nella cultura dellepoca ma forse
Gabrieli , pp. -.
sopravvive anche nel Cristianesimo con taluni attributi animali propri a diver- abbinano ad immagini prevalentemente egizie, brevi iscrizioni in caratteri anche prima, che ogni popolo ne ha sviluppato una sua propria specifica
Polo , pp. -.
se figure di Santi del calendario. greci, nomi angelici ebraici, e molto altro ancora. variante.
Citato nelledizione del Milione del : Polo , p. .

Come ricorda sinteticamente Jean-Paul Roux, ma trascurando stranamente
Gli amuleti esaminati da Goodenough sono soprattutto quelli appartenen-
Nellinterpretazione data correntemente dal Sufismo, questo hadith del
Del resto nella nostra letteratura, vi un altro accenno ad una meraviglio-
la Cina, laquila-fenice luccello leggendario di tutta lAsia, il simurg del- ti alla collezione Bonner, e da questi pubblicati (Bonner ). Bonner rico- profeta Muhammad si riferirebbe precisamente alla ricerca, senza pregiudizi sa piuma (questa volta dangelo) nella novella del Boccaccio intitolata: Frate
lIran, il rokh degli Arabi, garuda degli Indiani (questultimo, ben introdotto nosce in tali uccelli prevalentemente degli ibis e delle cicogne. religiosi (cio exoterici) della dottrina esoterica ed iniziatica financo in Cina, Cipolla e la penna dellAgnolo Gabriello (Decameron, , ).
nelle steppe e spesso citato) (Roux , p. ).
Goodenough , p. ; Bonner , pp. ss., figg. -. se necessario.
Cordier , p. . La capacit di afferrare elefanti e portarli in aria ,

In realt bisognerebbe sempre dire la Simurgh, perch questo nome di
Assimilato a sua volta, in questo contesto estremamente sincretistico, sia al
Limportanza della penna o piuma della fenice, dalla quale essa pu rina- come vedremo nella sezione indiana, una caratteristica tipica del Garuwa e
genere femminile. dio greco Hermes, che al nome divino Iao e allArcangelo Michal. Scrive scere come dalle propri ceneri, e alla quale sono comunque attribuite diver- del Gawabheruwa.

Si pu peraltro notare che lo sviluppo della figura dellangelo in queste due Goodenough: Perci sembra ovvia la confluenza di Thoth nel Giudaismo se virt miracolose, ricorre in varie tradizioni. Considerato che, essenzial-
Isola che il Cerulli ha identificato con al-Diyb di Dimaq, ma che per que-
tradizioni, come del resto nel Cristianesimo, ha in parte ripreso i pi arcaici (che dovremmo aspettarci sulla base degli stessi scritti ermetici), e mi sembra mente, la fenice un uccello di fuoco, pars pro toto qualunque sua parte sti comprende Mogadiscio, Sofala e Soqotra, cfr. Cerulli -.
riferimenti mitici e simbolici sia alla fenice che al volo sciamanico. Il pro- che questo sia stato fatto sia dagli Ebrei che dai pagani. Su questa base, quindi uno sbaffo in cui del tutto presente il principio di quella fiamma.
Citato da G.R. Cardona nellIndice ragionato delledizione toscana del Tre-
totipo ebraico dellangelo cristiano il Kerubim veterotestamentario, la cui appare dunque probabile che si debbano riconoscere degli Ibis-Fenici anche
Fard ad-dn Axxr , pp. -. cento del Milione di Marco Polo a cura di V. Bertolucci Pizzorusso: Polo ,
trasposizione iconografica, probabilmente solo a decorazione dellArca della nella decorazione di alcune antiche Sinagoghe: Se possiamo presumere che
Le Sette Valli rappresentano ciascuna una tappa delliter iniziatico e sono: pp. -.
Legge prima del Cristianesimo, quella di una testa umana circondata da questo simbolo sia stato accettato e assimilato da un buon numero di Ebrei, ricerca, amore, conoscenza, distacco, unificazione, stupore e annientamento.
Sullidentificazione del Roc con il Garuwa indiano si veda Mitra -,
diverse ali fiammeggianti; il tipo appunto attribuito da diverse tradizioni diventa significativo che in sinagoghe come quelle di Beth Alpha e Hammam
Fard ad-dn Axxr , pp. -. p. .
affacciatesi sul Mediterraneo, compresa quella ebraica, alla fenice, un uccello Lif, siano stati trovati raffigurati principalmente trampolieri. Nel fare simili
Limportanza del simbolismo del pappagallo riconosciuta non solo nellI-
Il suo nome vedico, che ricorda quello delliranico Sana (vedi pi sopra p.
tutto di fiamma, della natura del sole, immortale. Cfr. Grossato , pp. - disegni i toni mistici probabilmente accompagnano il senso della protezione slam ma ancor di pi in India, da dove certamente tale simbolismo proviene. ), al quale del resto direttamente connesso, yena Grutman, ripor-
. del simbolo come tale. Ma negli amuleti ci sembra di vedere una penetrazio- NellInduismo il pappagallo la cavalcatura del dio dellAmore, Kma. Ed tato ad esempio in gveda , , , quando Indra abbandonato da tutti gli

Ginzberg , p. . ne dentro la vita degli Ebrei (Goodenough , p. ). per questo motivo che talune significative varianti iconografiche della fenice dei, e il yena lo soccorre recandogli la bevanda dimmortalit. In altri due

E questi tre animali mitologici erano anche la decorazione preferita dai Rab-
Come vedremo, questa caratteristica di divoratore di serpenti propria indiana, il Garuwa, si presentano con laspetto di un pappagallo dal piumag- inni (gveda , e ) assistiamo invece alla sua consacrazione di traslato-
bini che vivevano in Germania. anche del Garuwa, la fenice ind e buddista. gio verde, uniconografia che, come vedremo, arrivata e si mantenuta fino re presso gli dei di tutte le libagioni sacrificali.

Essi adempiono quindi a quel ruolo di simbolo centrale per le rispettive
In particolare si veda il trattato di Ibn Arab Rislat al-ittizd al-kawn ad oggi nella tradizione di certe maschere teatrali giapponesi. notevole
Cos, nel Pura che porta il suo nome, Garuwa spiega agli uomini lorigi-
categorie, di cui si diceva nellintroduzione, ad un tempo sintesi ed origine di (noto come il Libro dellalbero e dei quattro uccelli), in cui si d linterpreta- ricordare che queste caratteristiche simboliche del pappagallo sono arrivate ne dellUniverso.
tutte le specie animali. zione esoterica del simbolismo del corvo, della colomba, dellaquila e della per qualche via anche in Occidente, e si ritrovano ad esempio sia nellopera
Citato in Doniger OFlaherty , pp. -.

Citato da Busi , p. . fenice, poste sullAlbero del Mondo. Cfr. Grill . di Rabelais che ne Il flauto magico di Mozart.
Nella tradizione popolare gli viene per questo motivo attribuito il potere di

Questo termine designa di solito il gallo selvatico, ma Ginzberg (vol. , p.
Sul complesso simbolismo delluccello-anima nella vasta letteratura del
Il profeta al Khidr considerato nellIslam come un alter ego del profeta guarire dal morso dei serpenti anche solo abbracciando una statua del dio.
, nota ) dice che qui devessere identificato con Ziz, sebbene nella leg- Sufismo persiano si veda in particolare Bausani , pp. -. Elia, ma in talune narrazioni le due figure spirituali sono compresenti e quin-
Questa Principessa serpente per gli ind rappresenta la forma pi espli-
genda di Salomone designa un uccello completamente diverso.
Questa parola etimologicamente identica al sanscrito yen che significa di mantenute. In quanto assimilato al profeta Elia, al Khidr condivide la sua cita della akti, la potenza divina declinata al femminile, presente in tutti gli

Da notare che Sandalfon anche citato nella letteratura del Maaseh Merka- aquila o falco. simbologia ignea e solare, che ne fa un perfetto equivalente del simbolo enti manifestati. Nelluomo essa kuwalini ovvero quel serpente psichico
vah come un angelo di fuoco che i mistici incontrano al termine della loro
Identificato ora col mar Nero ora con il lago dAral. della fenice ed anche del suo prototipo sciamanico per via sia del tema del- avvolto nel mldhra cakra che si pu far risalire fino alla sommit del cra-
ascesa e per questo da taluni identificato con il profeta Elia.
Il Chamrosh vive (come Simurgh) in cima al monte Alburz; assieme a lui lascensione in cielo che di quello dellimmortalit. Cfr. Grossato . nio mediante le pratiche esoteriche dellHaxhayoga. Sulliconografia della

In realt questo essere che uccide i nemici oltre allaspetto di uccello sono citati altri tre animali fantastici: il pesce-serpente Kar, il pi grande degli
Citato da Fard ad-dn Axxr , p. . Ng vedi Grossato , pp. -.
assume varie sembianze: vento, toro, cavallo, cammello, cinghiale, montone, esseri creati da Ahuramazda, che corrisponderebbe al Leviathan; lasino a tre
Ibid., pp. -.
detto che ogniqualvolta Viu si sveglia lo trova gi pronto per essere
daino e persino di uomo. Ma sotto forma di corvo che esercita appieno la zampe, chiamato Khara, che sta in mezzo alloceano (Yasna , ), ed a
Citato in Corbin , p. . montato (Danilou , p. ).
sua potenza magica e dissemina il terrore fra le fila nemiche. Daltra parte non met fra Behemot e Leviathan; il toro Hadhayosh, che prepara il cibo dim-
Citato in Bausani , pp. -. Le Dodici Officine sarebbero il Ple-
Tutta liconografia relativa al cosiddetto ratto dellaquila, cos ampia-
va dimenticato che il corvo anche un simbolo solare in molte tradizioni, mortalit, che anchegli una sorta di Behemot (cfr. Avest, Bundahis - roma Angelico. mente diffusa da un capo allaltro dellEurasia, e nella quale rientra anche
come quella cinese e quella greca, che lo considera lemblema del dio Apol- ). Come lo Ziz nella tradizione ebraica, il Chamrosh, essendo considerato
Il nome Ank deriverebbe dal termine arabo anq, ovvero il collare di quella pi rara del ratto della fenice, ha in realt sempre questo preciso
lo. il capostipite di tutti gli uccelli, anche il guardiano protettore di tutta lavi- piume bianche che si trova attorno al collo delluccello e che risulta essere la significato spirituale fin dalla sua forma pi antica che propriamente ind e

Alberti , pp. -. fauna esistente sulla terra. caratteristica principale della fenice araba, come testimonia anche Gaio Pli- che si presenta, come abbiamo visto, sotto forma di ratto della donna-ser-

Ginzberg , n. , p. . Sullidentificazione di Bar Yokni con Ziz vedi
Come ricorda Borges Il Thalaba () di Southey e la Tentazione di nio Secondo nel libro della sua Historia Naturalis: La fenice dArabia []. pente, in sanscrito ng.
anche Windischman , pp. -. SantAntonio () di Flaubert parlano del Simorg Anka; Flaubert lo abbas- Si narra che abbia le dimensioni di unaquila con un bagliore doro intorno al
questo anche il vero significato del mandato celeste degli imperatori

interessante ricordare che la parola luz, che in ebraico significa man- sa a servitore della regina Belkis e lo descrive come un uccello di piumaggio collo [] (cit. in Murgia , p. ). cinesi, e quindi della loro stretta associazione simbolica con la fenice.
dorlo, connessa tradizionalmente, proprio come la fenice, sia con lidea di aranciato e metallico, dalla testina umana, provvisto di quattro ali, di artigli
Ad esempio nellEpistola dellUccello di al-Ghazl lAnk posta sullo
Si veda lesempio di Tukrma (-), un bottegaio del Maharashtra
immortalit che di sopravvivenza oltre la morte. Cfr. Gunon , p. . di avvoltoio e di unimmensa coda di pavone (Borges , p. ). stesso piano del Simurgh persiano. che abbandon la famiglia per dedicarsi interamente alla preghiera e compo-

Cfr. Ginzberg , n. , p. .
Sulliconografia del Senmurv si veda Harper , Schmidt e Trever .
In alcune miniature persiane riconoscibile il Garuwa indiano, addirittura se dei versi, uno dei quali dice: Vola mio cuore, uccello regale. La tradizio-

Ibid., p. .
Cfr. nota . nella sua variante, sviluppatasi nellarte indonesiana. ne vuole che alla sua morte, il dio Viu discese dal cielo sul Garuwa e fece

Graves e Patai , p. .
In Iran ancor oggi si tramandano oralmente fiabe che hanno per protago-
Lorigine del nome sarebbe, secondo alcuni, legiziano rh, un piviere salire il suo devoto per portarlo in Paradiso.

Il termine ebraico hol alcuni lo traducono con palma. Del resto anche il nisti principi dello Shh-nma, il Simurgh e lAlbero della Vita (di solito un (Vanellus cristatus) spesso raffigurato sui monumenti; per altri si tratterebbe
Le caratteristiche iconiche del rapace, possono in realt ricordare dappres-
greco phoinix pu significare sia fenice che dattero (sia il frutto che lal- melograno, simbolo per eccellenza dimmortalit). invece di una corruzione dal greco rnkhos, che significa becco. Secondo so anche il falco o il nibbio.

Per liconografia di Garuwa si veda soprattutto Grunwedel , Rao ,
Questo dato conferma perfettamente la nostra ipotesi secondo la quale, teste incaricata di richiamare la forza della Stella polare per distruggere le
Banerjea . tradizionalmente, gli animali mitici sono considerati i precursori di tutti gli impurit (Despeux , p. ). La fenice anche uno dei sei animali che

Cfr. Liebert , p. . altri animali realmente esistenti nelle rispettive categorie (volatili, quadrupe- rappresentano i sei organi interni (ibid., p. ).

Citato in Bausani , p. . di, pesci, ecc.). Cfr. Grossato , , pp. -.

Citato in Don , p. . Agni Puram (), trad. di M. Nth Dutt Shastr, voll., Varanasi, The

Queste costituiscono certamente il ricordo del coronamento di un pi anti-
Citato in Sterckx , p. .

Un esempio tra i pi famosi quello del tempio Byodo-in (), nella regio- Chowkhamba Sanskrit Series Office.
co costume sciamanico, e si ritrovano anche nelle maschere mongole.
Il Willetts aggiunge che, Il Fuoco, per motivi evidenti, corrisponde nella ne di Uji, che anche chiamato Palazzo della fenice, sia perch la sua forma Alberti, A., a cura di (), Avest, Torino, .

Il terzo Dalai Lama si premur di convertire al Buddismo tibetano gli dei cosmogonia cinese allEstate; esiste quindi un nesso nascosto, oltre a quello ricorda quella del mitico uccello sia perch un paio di fenici adornano il tetto. Armstrong, E.A. (), The Folklore of Birds. An Enquiry into the Origin and
corrispondenti alle quattro montagne sacre. evidente del colore, fra il Fuoco e lUccello rosso (Willetts s.d., p. ).

Gli sciamani Yakuti rappresenterebbero sul loro costume uno scheletro Distribution of some Magico-Religious Traditions, London.

Anche il dio del Tuono appare in Cina e in Giappone con le sembianze del
Citato in Willetts (s.d., p. ), il quale commenta: Abbiamo cos in un completo di uccello fatto di ossa di ferro, ma pi probabile che si tratti in Baer, E. (), Sphinxes and Harpies in Medieval Islamic Art. An Icono-
Garuwa indiano. colpo solo la probabile equazione fenghuang = quaglia = chu niao [] Feng realt anche in questo caso dello scheletro trasparente dello sciamano, che graphical Study, Jerusalem, The Israel Oriental Society.

Questuccello descritto come unenorme aquila che pu coprire con le ali huang lo stesso che Uccello Rosso, quello che regna sul quadrante meridio- appunto, come si detto, un uomo-uccello. Banerjea, J.N. (), The Development of Hindu Iconography, New Delhi,
il sole e la luna ed rappresentato con un serpente nel becco. nale, lessenza di Yang, il cui elemento il Fuoco. Il nome di fenice pu adat-

Si noti che sono le stesse categorie, ad esempio, dello Ziz, del Behemot e Munshiram Manoharlal.

Allestremo opposto della Via delle Steppe, troviamo che anche il popo- tarsi ad ambedue questi esseri. Va infatti precisato che, astronomicamente, del Leviathan per la tradizione ebraica. Bausani, A. (), Persia religiosa. Da Zaratustra a Bahullh, Milano, Il Sag-
lo ungherese ritiene di esser stato guidato nella sua migrazione verso ovest da per i cinesi il settore centrale dei tre gruppi duodeni che costituiscono il Qua-

Non a caso Prometeo, che secondo il mito occidentale ruba il fuoco agli giatore.
unaquila divina. drante Meridionale si chiama appunto cuore della quaglia. dei, viene punito proprio dallaquila di Zeus. Bausani, A. (), LIndonesia nella Relazione di Viaggio di Antonio Pigafet-

Secondo Paper (, p. , nota ), la protostoria cinese si estende fino
Nella variante vietnamita della fenice cinese, nota come Phoung, il petto

Scrive Eliade nel capitolo dedicato al simbolismo ornitologico: Abbiamo ta, Roma, Is.M.E.O.
all secolo a.C. di rondine. incontrate le piume di uccelli un po dappertutto, nelle descrizioni dei costu- Bechis, G., a cura di (), Pacatantra, Milano, Guanda.

Cfr. ancora Paper: Gli storici dellarte specializzati in manufatti cinesi,
Essi simboleggiano i cinque elementi e le cinque direzioni dello spazio: mi sciamanici; non solo: la stessa struttura dei costumi cerca di riprodurre il Bonner, C. (), Studies in Magical Amulets, Ann Arbor, University of
specialmente bronzi antichi, si concentrano sulla decorazione dal punto di legno Est azzurro, fuoco Sud rosso, metallo Ovest bianco, acqua Nord nero pi fedelmente possibile la forma di un uccello []. Si cerca soprattutto di Michigan Press.
vista dello sviluppo stilistico. Cos facendo, molti allievi hanno ignorato il e terra Centro giallo. rappresentare laquila []. Anche quando il costume non presenta una strut- Birrell, A. (), Chinese Mythology: an Introduction, Baltimore-London,
contenuto e il contesto delle decorazioni, vedendo i motivi decorativi soltan-
Come abbiamo visto nella tradizione ebraica, anche in Cina la fenice non tura visibilmente ornitomorfa [] sincontra unacconciatura della testa con J. Hopkins University Press.
to come dei semplici disegni astratti (Paper , p. ). beve e non mangia nulla (Chuxue ji, , ). piume tale da far pensare ad un uccello. Lo sciamano mongolo ha delle ali Blois, F.C., de (), Smurgh, voce dellEncyclopdie de lIslam, , Leiden-

Paper (ibid., p. ), che in realt riferisce qui lopinione, datata, di W.P.
Il luan connesso con lo sciamano e la divinazione: infatti luomo che sulle spalle e si sente trasformato in uccello quando indossa il costume []. Paris, pp. -.
Yetts . Come ricorda Volker (, p. ), i fagiani sono ben presenti nel interroga gli spiriti con una tavoletta chiamato luansheng (uomo-luan). cos che in una leggenda, una donna-sciamano spicca il volo dopo che ella Borges, J.L. (), Manuale di zoologia fantastica, Torino, Einaudi.
nord della Cina, cos come in Giappone, dove, secondo lo Shintoismo, sono
Il Kaiming un animale simile a una tigre con nove teste, tutte con volto ha ottenuto la piuma magica (Eliade , pp. -). Busi, G. (), Simboli del pensiero ebraico. Lessico ragionato in settanta voci,
considerati i messaggeri delle divinit. umano, ed posto a guardia di nove porte sulla cima monte Kunlun.

Oltre al cigno e allaquila dorata, il gufo nero o bruno. Torino, Einaudi.

Sulle decorazioni dei vasi cinesi dellet del bronzo, vedi in particolare
Chishen un essere sconosciuto del quale non si sa nulla se non che il suo

Ed anche questo delluccello bicefalo sar, come sappiamo, un simbolo Catalani, J. (), Les Merveilles de lAsie, traduction franaise avec intro-
Loehr . colore rosso. destinato ad una grande fortuna, non solo iconografica, in tutta lEurasia. duction et notes par H. Cordier, Paris.

Sia la doppia cresta che la coda divisa ci sembrano alludere alla forma sfran-
Citato in Hargett , p. .

Come scrive Manabu Waida: Anche se ancora incerto che lo sciamani- Cattabiani, A. (), Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli,
giata della fiamma secondo un tipico stilema cinese, che ritroviamo, ad esem-
Le cinque note (wuyin) corrispondono ai cinque toni della scala pentatoni- smo abbia avuto origine nellet paleolitica, gli uccelli occupano indubbia- insetti, creature fantastiche, Milano, Mondadori.
pio, nella forma e nella decorazione di alcuni antichi stendardi e vessilli. ca cinese: gong, shang, jue, zhi, yu. mente un posto molto importante nel mondo spirituale dei cacciatori in gene- Cerulli, E. (-), Somalia. Scritti vari editi e inediti, Roma, Libreria dello

Tale termine coniugale restituisce cos, almeno linguisticamente, quel-
Granet scrive che: Lo cheng, che serve ancora ai nostri giorni per accom- rale, e in particolare di quelli dellEurasia settentrionale, dove lo sciamanismo Stato.
landroginia spirituale che una caratteristica precipua e fondamentale, pagnare danze sessuali, esiste in due forme: c uno cheng maschio e uno stato una forza magico-religiosa dominante. In effetti, lo sciamano dellAsia Charbonneau-Lassay, L. (), Le Bestiaire du Christ, Milano, Arch.
anche se non sempre cos evidente, della fenice sia orientale che occidentale, cheng femmina; in ambedue i casi, la disposizione delle canne fatta, ci viene centrale e della Siberia riceve aiuto dagli spiriti degli animali selvatici e degli Chebel, M. (), Dizionario dei Simboli Islamici. Riti, mistica e civilizzazio-
perch legata alla sua natura angelica ed informale, e quindi essenzialmen- detto, per rappresentare le due ali di un uccello (fenice o fagiano). Quando si uccelli quando intraprende il suo viaggio estatico. Gli spiriti degli uccelli ne, Roma, Arkeios.
te asessuata. danza al suono dello cheng, in realt la coppia di fenici o di fagiani a dan- (specialmente quelli di anatre, aquile, civette e corvi) scendono dal cielo ed Chevalier, J. - Gheerbrant, A. (), Dictionnaire des symboles, mythes, rves,

Anche nei tessuti islamici, specie centroasiatici, appare di frequente il tema zare: lo cheng che danza e che viene danzato (poich gli esecutori danzano entrano nel corpo dello sciamano per ispirarlo quando egli batte il suo tam- coutumes, gestes, formes, figures, couleurs, nombres, Paris, Laffont-Juppiter.
degli uccelli affrontati allAlbero della Vita. Un tema che, almeno in parte, suonando lo cheng) (Granet , pp. -). In Giappone gli esemplari buro indossando il costume sciamanico da uccello. Altrimenti, entrano nel Coomaraswamy, A.K. (), The Rape of a Ng: An Indian Gupta Seal, in Bul-
certamente di antica tradizione mesopotamica e quindi iranica, ma che in dello strumento musicale chiamato sh vengono spesso decorati con limma- suo tamburo o si poggiano sul suo costume sciamanico. proprio allora che lettin of the Boston Museum of Fine Arts, , -, pp. -, -.
realt, come ha dimostrato Leroi-Gourhan, ha unorigine ancora pi antica, gine di due fenici, maschio e femmina. si verifica lestasi sciamanica. Nella sua esperienza interiore, lo sciamano Corbin, H. (), Limagination cratrice dans le Soufisme dIbn Arab, Paris,
preistorica, ed orientale. Tale iconografia potrebbe essere quindi direttamen-
Oltre agli strumenti a fiato, esiste anche una specie di cetra chiamata chin, trasformato in un essere spirituale, un uccello. Si muove, canta e vola come Aubier.
te allorigine del raddoppiamento della fenice in Cina. Va ricordato che, in uno strumento a cinque corde, che poi divennero sette, le cui due aperture un uccello; la sua anima lascia il corpo e sale verso i cieli, accompagnata da Corbin, H. (), En Islam iranien, II. Sohraward et les Platoniciens de Perse,
generale, gli animali affrontati allAlbero della Vita alludono sempre alla riso- centrali venivano chiamate rispettivamente lo stagno del drago, che simbo- spiriti-uccelli. Questo motivo dello spirito-uccello che ascende stato rivalo- Paris, Gallimard.
luzione delle dualit cosmiche (giorno-notte, luce-oscurit, maschio-femmi- leggiava gli otto venti, e lo stagno della fenice, che rappresentava le quat- rizzato dal Taoismo su di un piano spirituale nuovo: nel Chuang-tzu ( seco- Corbin, H. (), LArchange empourpr, Paris, Fayard.
na, ecc.) nellelemento centrale ed assiale costituito appunto dallAlbero. tro stagioni. Lo fece costruire Chi Ta, il ministro dellimperatore Yen Ti (Cfr. lo a.C.), per esempio, compare un enorme uccello di nome Peng come sim- Curatola, G. (), Draghi. La tradizione artistica orientale e i disegni del teso-

Ad esempio, non da escludere che tale sdoppiamento derivi non tanto da Schneider , pp. -). proprio il caso di dire, data lopposizione sim- bolo dello spirito ascendente che gode di libert assoluta ed emancipato dai ro del Topkap, Eurasiatica. Quaderni del Dipartimento di Studi Eurasia-
motivazioni naturalistiche, o dalla sola applicazione della legge relativa alle- bolica fra la fenice e il drago, che tale strumento era in grado di esprimere, sia valori e dai problemi mondani. Tra gli Iakuti, i Tungusi e i Dolgani quando tici, Universit di Venezia, , Venezia.
quilibrio delle dualit cosmiche, bens soprattutto dalla tradizione simbolica musicalmente che simbolicamente, una perfetta concordia discors. uno sciamano muore costume erigere sulla sua tomba pali o pertiche con un Danilou, A. (), Le polythisme hindou, Paris, Buchet/Chastel.
molto pi antica, e anchessa di origine sciamanica, delluccello a due teste.
Sempre Schneider (, p. ) descrive uno strumento musicale a fiato uccello di legno ad ogni estremit. Luccello simboleggia lanima dello scia- Davy, M.-M. (), Simbologia degli uccelli, Genova, Ecig.

Come si visto, tale tema ha influenzato anche larte della miniatura nella dellantica Cina che si chiama fong syao, le cui dieci canne formano le ali della mano morto (Waida , p. ). De Gubernatis, A. (), Mythologie zoologique ou Les lgendes animales,
Persia islamica, e non solo. Cfr. Curatola . fenice, e che corrisponderebbe al cosiddetto flauto di Pan.

Oggetti che rappresentano questi animali erano spesso offerte o regali che voll., Milano, Arch.

per questo motivo che il simbolo della fenice compare ancor oggi in Cina
Non a caso alcuni tamburi giapponesi sono decorati col simbolo della feni- venivano attaccati allimmagine in metallo del dio-aquila in segno di gratitu- Despeux, C. (), Taosme et corps humain. Le Xiuzhen tu, Paris, Guy Trdaniel.
soprattutto in occasione dei matrimoni: troviamo infatti una fenice sulla torta ce. Tutte queste corrispondenze simboliche riguardanti sia le note che gli dine per delle guarigioni ottenute dallo sciamano. Detienne, M. (), I Giardini di Adone, Torino, Einaudi.
nuziale, ma anche ricamata sul copriletto, a simboleggiare lamore coniugale strumenti musicali asiatici, sono di grande interesse, e meriterebbero ben Diny, J.P. (-), Le Fenghuang et le phnix, in Cahiers dExtrme-
e per augurare concordia fra gli sposi. altro approfondimento. Asie, , pp. -.

Si veda lo studio di Larre e Rochat de la Valle .
La fenice sopraggiunge tuttavia nel Taoismo in un periodo precedente i Dimand, M. (), LArte dellIslam, Firenze, Sansoni.

In questo testo per indicare la fenice viene usato un carattere pi arcaico Tang, ma in un diverso contesto: quello dei riti dello Zhengyi in rapporto con Don, C. (), Per le vie dellaltro mondo. Lanimale guida e il mito del viag-
(peng) che significa uccello gigantesco. Cfr. anche nota . la pratica della marcia sulla rete (bugang), dove si trova una fenice a nove gio, Soneria Mannelli (Catanzaro), Rubbettino.
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