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Capitolo 13

STAFILOCOCCHI
DEFINIZIONE
- forma sferica, riuniti in ammassi irregolari, aspetto di grappolo;
- immobili;
- capsula;
- asporigeni; cmq mostrano notevole resistenza a condizioni ambientali sfavorevoli;
- Gram-positivi(+);
- Aerobi-anaerobi facoltativi, utilizzano i citocromi in presenza di O2 mentre in ambiente
anaerobio il metabolismo energetico fermentativo.
- crescita su normali terreni di coltura; su terreni solidi: colonie di 2-3mm, rotonde, margini
netti, opache e con pigmentazione (aurea S.aureus, bianca S.epidermidis). Sviluppo fra i 10
e 45C (temperatura ideale quella corporea ), pH fra 4 e 9.

INFEZIONI SOSTENUTE DA S.A


- cute e tessuti molli foruncoli, favi, impetigine, infezioni di ferite (traumatiche o
chirurgiche), infezioni di zone ustionate;
- apparato scheletrico osteomielite;
- apparato respiratorio faringite, laringite, bronchite, polmonite;
- apparato circolatorio endocardite;
- sistema nervoso centrale meningite, ascessi cerebrali ed epidurali;
- apparato urogenitale nefrite, infezione delle basse vie urinarie;
- batteriemia diffusione ai linfonodi e al sangue (setticemia) con disseminazione estesa;
- intossicazione alimentare gastroenterite successiva allingestione di cibi (ex crema,
panna, roast-beef) contaminati da stipiti produttori di enterotossine
- Sindrome da shock tossico solo gli stipiti produttori di tossina dello shock tossico (TSST-
1) e di tossine pirogene (stimolano la produzione di IL-1, TNF, citochine)
- Sindrome della cute (pseudo)ustionata negli stipiti produttori di esotossine

STAPHYLOCOCCUS AUREUS
Diffuso in molte specie animali. Luomo continuamente esposto al rischio di infezione
streptococcica, poich la > parte degli individui adulti li ospita sulla cute e al livello del naso-
faringe. Lo stato di portatore pu essere: transitorio, continuo(portatore sano), intermittente.
- Gli S.A sono gli agenti + frequenti delle infezioni cutanee (foruncolosi, favi) che iniziano a
livello delle ghiandole sebacee e dei follicoli piliferi; infatti i batteri producono enzimi lipolitici
che consentono leliminazione di alcuni componenti dei lipidi cutanei (sebo) dotati di azione
antimicrobica e dallaltra lutilizzazione come sorgente di energia dei lipidi stessi.
- Alcuni streptococchi produttori di enterotossine sono causa di intossicazioni alimentari quando
contaminano alcuni cibi ricchi di lipidi (panna, crema).
- Staphylococchi sono molto sviluppati in ambiente nosocomiale e presentano in alcune varianti
resistenza agli antibiotici : 1) MRSA (S.A resistente meticillina)
2) MRSE (S.Epidermidis resistente alla meticillina)
La resistenza alla meticillina, presuppone anche una resistenza anche a tutti i lattamici.

STRUTTUTA SUPERFICIALE
S.A provvisto di una capsula (ac. glucosaminoglicano) e si distinguono 11 antigeni. dotata di
potere antifagocitario che x neutralizzato dagli specifici anticorpi. Sulla cellula di S.A sono
presenti alcune proteine che svolgono il ruolo di adesine in grado di interagire con fibronectina,
laminina, fibrinogeno preseti nella matrice intercellulare. Ex clumbing factor o coagulasi legata
alla cellula che pu legarsi al fibrinogeno causandone la precipitazione.
Nella parete cellulare collocata una proteina di superficie Antigene A ke si proietta allesterno,e
ha carattere di antigene specifico, infatti lega con grande affinit la porzione Fc degli anticorpi IgA
e IgM.

MECCANISMO DAZIONE PATOGENA


Avviato il processo di infezione lo S.A si moltiplica negli spazi intercellulari e pu essere causa di
focolai di infezione piogena (suppurativa) a diversa localizzazione (cute, tessuti molli,
app.scheletrico, app. respiratorio).
Principali strumenti di azione patogena nelle forme piogeniche:
- adesine;
- azione antifagocitaria di capsula e antigene A;
- produzione di catalasi, superossidodismutasi (garantire protezione dai meccanismi di
killling intrafagocitari ossigeno-dipendenti H2O2 H2O + O2 )
- tossine:ke intervengono nella patogenesi delle infezioni piogeniche rappresentate dalle
emolisineo citolisine , , , (evidenziabili su agar-sangue) e la leucocidina-PV
codificate da geni a localizzazione cromosomica.
1. tossina epidermolitica o esfoliativa prodotta solo da alcuni stipidi di S.A e provoca
la Sindrome della cute ustionata da stafilococco;la tossina si diffonde x via ematica,
raggiunge lo strato granuloso dellepidermide dove si attiva provocando la rottura dei
legami intercellulari.
2. tossina dello shock tossico (TSST-1) prodotta solo da alcuni stipiti di S.A
codificata da un gene a localizzazione cromosomica. Descritta x la 1 volta in donne
durante il periodo mestruale, segni generali di tossiemia con manifestazioni cutanee
eritematose e malfunzionamento di numerosi organi. Questa sindrome riconducibile
ad una elevata colonizzazione vaginale da S.A e favorita dalla presenza del liquido
mestruale e dalluso di tamponi assorbenti. La tossina ha la capacit di diffondere in
circolo attraverso le mucose senza la necessit della preventiva colonizzazione
batterica e della conseguente lesione dellepitelio mucoso.
3. enterotossina prodotta da alcuni stipiti di S.A che causano gastroenteriti da
intossicazione alimentare (si manifestano in focolai epidemici) che coinvolgono i
consumatori della stessa preparazione alimentare. La gastroenterite la conseguenza
della ingestione di cibi (i + pericolosi sono quelli a elevato contenuto di lipidi, dove la
crescita degli S.A favorita dalla capacit del batterio di produrre lipasi)nei quali
siano prodotte sufficienti quantit di enterotossina. Le enterotossine sono resistenti ai
succhi gastrici e termoresistenti. Pervenute nellintestino interagiscono con i
macrofagi e i linfociti del MALT, stimolando lattivazione dei linfociti T e la
conseguente liberazione di citochine proinfiammatorie cui segue la comparsa di
lesioni flogistiche a carico della mucosa che si accompagnano a sintomi enterici.
- esoenzimi una serie di enzimi idrolitici con la funzione principale di digestione dei
materiali organici; lipasi -> in grado di idrolizzare i TG, fostatidilcolina ; nucleasi ->
idrolizzare RNA e DNA; ureasi -> idrolizza urea ad ammonio e bicarbonato; jaluronidasi
-> capace di abbattere le barriere ricche di jaluronati della sostanza fondamentale del
connettivo; serino-proteasi -> idrolizzare legame peptidico di amminoaci delle proteine
1. coagulasi : che reagendo con un fattore plasmatici capace di trasformare il
fibrinogeno in fibrina;
2. stafilochinasi : in grado di legarsi al plasminogeno attivandone la conversione in
plasmina capace di dissolvere i coaguli di fibrina.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
1. ESAME COLTURALE
piastra di agar-sangue : le colonie di stafilococco appaiono circondate da un alone di emolisi
piastra di agar-sale+mannite: (mannite uno zucchero fermentato da S.A). Viene aggiunto inoltre
un indicatore di pH come il rosso fenolo, la piastra detta di Chapman dove le colonie di S sono
circondate da un alone giallo causato dal viraggio dove sono diffusi gli acidi prodotti dalla
fermentazione dello zucchero. Le colture esaminate dopo 24-48 h di incubazione a 37C e vengono
individuate x la presenza della pigmentazione giallo-oro (S.A) e bianchi (S.E), x lalone di emolisi.
2. ANALISI MICROSCOPICA dalle colonie sospette si allestisce un preparato microscopico
colorato con metodo di Gram x controllare che le colonie siano formate da cocchi Gram+
con disposizione a grappolo.
3. IDENTIFICAZIONE 1) S.A si differenzia da streptococchi e pneumococchi x la
produzione di catalasi;2) si differenzia dai micrococchi x la capacit di produrre acidi dal
glucosio in anaerobiosi; 3) ricerca dellattivit Dnasica; 4) x identificazione di stipiti
produttori di tossina esfoliativa, TSST-1 e enterotossina si pu ricorrere ad indagini
immunologiche( tecniche immunoenzimatiche, agglutinazione passiva di particelle di lattice
ricoperte dagli anticorpi specifici x la tossina)
a) TIPIZZAZIONE FAGICA S.A sensibile a numerosi batteriofagi virulenti (si
moltiplicano nella cellula batterica e ne provocano la lisi. sufficiente inoculare una
piastra di agar con un notevole numero di batteri, depositare sulla superficie in
corrispondenza di diversi quadratini una goccia delle diverse sospensioni di
batteriofagi, poi incubare a 37C x 10-12h. La presenza di lisi in corrispondeza del
quadratino indica la sensibilit dello stipite batterico a quel determinato batteriofago.
b) REAZIONE SIEROLOGICA il notevole numero di antigeni tipo specifici presenti
alla superficie degli S. e la notevole diffusione degli anticorpi relativi nei sieri di
soggetti normali (numerose occasioni di esposizione), nn permettono di utilizzare la
reazione sierologia x la diagnosi di uninfezione stafilococcica.

TERAPIA
S.A uno dei batteri che + spesso presenta il fenomeno dellantibiotico-resistenza e si manifesta
molto fra i ceppi in ambiente ospedaliero e responsabile delle stafilococcie nosocomiali. La scelta
del mezzo terapeutico deve essere sempre guidata dallantibiogramma.

METODI DI IMMUNIZZAZIONE

AUTOVACCINO allestiti con lo stipite di S.A isolato dalla lesione di un singolo paziente. Si fa in
caso di foruncolosi disseminata. Si isola lo S.A dalla lesione del paziente, si purifica e si uccide con
formalina, poi si effettuano prove biologiche su animali (inoculazione x via intraperitoneale e
registrazione della T) se nn compaiono brividi dopo inoculo e lanimale vive x 1 sett allora si
esegue una microiniezione al paziente -> controllo dopo 2h e dopo 48h, se tutto ok si esegue il
vaccino x via intramuscolare dose >3miliardi/ml di cellule x ogni inoculazione. Questo autovaccino
usato x le persone che nn hanno avuto successo con il vaccino normale.
Capitolo 14

STREPTOCOCCHI

DEFINIZIONE
- forma sferica, disposti in coppie o catenelle.
- immobili;
- capsula;
- asporigeni; cmq mostrano notevole resistenza a condizioni ambientali sfavorevoli;
- Gram-positivi(+) e ossidasi negativi.
- Aerobi-anaerobi facoltativi, preferiscono la crescita in anaerobiosi, xk capaci di un
metabolismo energetico fermentativo.
- catalasi negativi
- crescita su terreni di coltura arricchiti con laggiunta di liquidi organici (liquido ascetico,
siero e sangue).
Costituisco gran parte della popolazione microbica orale e faringea, sono cmq rinvenuti lungo tutto
il tratto intestinale ma anche a livello vaginale e cutaneo. Se ne conoscono alcune specie (dotate di
un notevole potere patogeno):
- Streptococcus pyogenes
- Streptococcus agalactiae
- Streptococcus pneumoniae (pneumococco)
Altre specie sono invece commensali dellorganismo umano:
- cavo orale, x quanto riguarda la patogenesi delle carie; possono essere causa di processi
morbosi in seguito alla penetrazione accidentale nel torrente circolatorio e si localizzano in
distretti come endocardio
- streptococchi fecali, sono stati classificati nel genere Enterococcus.

Gli Streptococchi sono raggruppati in base al tipo di emolisi prodotta su piastra di agar-sangue e in
rapporto alle caratteristiche antigeniche di alcuni polisaccaridi della parete.
- EMOLISI 3 gruppi : 1) -emolitici o viridanti, sono circondati da un ristretto alone di
emolisi incompleta (ex S.pneumonite e la > parte degli S presenti nel
cavo orale).
2) -emolitici, circondati da un alone ben evidente di emolisi completa
(ex S.pyogenes);
3) non-emolitici o -emolitici (ex S.agalactiae)
- ANTIGENE C di policcasaccaride C estraibile(mediante tecniche enzimatiche)e identificabile in
prove di precipitazione con sieri immuni specifici, xci gli S sono divisi in 20 gruppi indicati con
lettere dellalfabeto (ex S pyogenes fa parte del gruppo A; S agalactiae del gruppo B; S
pneumoniae e S viridanti orali nn possiede nella parete un antigene polisaccaridico C estraibile)

STREPTOCOCCUS PYOGENES
- uno streptococco -emolitico con antigene polisaccaridico di gruppo A.
- responsabile di una serie di manifestazione infiammatorie piogeniche acute a cui possono
seguire alcune conseguenze nn suppurative (xch nn collegate alla presenza di un focolaio di
infezione attiva).
INFEZIONI SOSTENUTE DA S.PYOGENES :
Forme infiammatorie acute
- Angina (faringo-tonsillite) streptococcica acuta soprattutto nei soggetti in et pediatrica,
mette febbre elevata ed adenopatia satellite. A questa possono accompagnarsi complicanze
complicanze infettive localizzate: ascesso peritonsillare;
o a distanza: otite media, polmonite, meningite;
- Scarlattina si ha nel caso in cui lo stipite batterico infettante sia in grado di produrre
tossina eritrogenica.
- Endocardite acuta ulcerativa in seguito a localizzazione degli streptococchi a livello del
tessuto valvolare cardiaco
- Infezioni cutanee impetigine, erisipela, piodermiti (gli S.pyogenes tra i + frequenti agenti
di infezioni cutanee)
- Sindrome da shock tossico le infezioni da stipiti produttori di tossine pirogene (agiscono
come superantigene) possono provocare in soggetti con elementi predisponenti TSST-1.
Conseguenze nn suppurative
- glomerulonefrite post-streptococcica correlata ad una pregressa infezione streptococcica
acuta (a livello cutaneo), sembra la conseguenza della formazione di una notevole quantit
di complessi antigene-anticorpo solubili (x eccesso di anticorpi) in soggetti che presentino
una abnormemente elevata risposta anticorpale nei confronti di antigeni secreti (tossine ,
esoenzimi). I complessi antigene-anticorpo finiscono con il depositarsi a livello del filtro
renale con il richiamo di notevole quantit di complemento che in grado di innescare un
processo infiammatorio localizzato, con distruzione del parenchima renale.
- febbre reumatica acuta caratterizzata da lesioni a livello dei tessuti delle articolazioni e
la relativa complicanza della malattia cardiaca reumatica (in cui prevalgono lesioni dei
tessuti valvolari), lesioni flogistiche dei tessuti connettivali e/o muscolari (noduli di
Aschoff formati da unarea centrale di degenerazione fibrinoide, circondata da linfociti,
monociti e granulociti) con un andamento subacuto (tendente alla cronicizzazione) e con una
probabile componente autoimmune, la cui comparsa associata ad una pregressa lesione
infiammatoria acuta a localizzazione faringea (angina streptococcica ) da S. pyogenes.
- eritema nodoso dovuto alla deposizione di complessi antigene-anticorpo a livello dei
capillari del derma e del sottocutaneo pu innescare un processo infiammatorio localizzato
(vasculite, panniculite) che si traduce nella comparsa di noduli eritematosi a livello degli arti
inferiori

STRUTTURE SUPERFICIALI, CARATTERI ANTIGENI


- Lo S.pyogenes presenta nella parete cellulare lantigene polisaccaridico di gruppo A.
- Presenza della capsula, conferisce alla colonie in vitro un aspetto mucoso; questa provvista di
elevato potere antifagocitario e la sua presenza indice di > patogenicit del batterio. La capsula
formata da acido jaluronico e nn immunogena (xch indistinguibile, grazie al mimetismo
antigenico, dallacido jaluronico della sostanza fondamentale del connettivo)
- Fibrille: sono formate da una proteina fibrillare proteina M che complessata ad acidi teicoici,
si proietta allesterno della cell e conferisce un aspetto a spazzola. La proteina M un
importante fattore di virulenza, azione antifagocitaria (capacit di resistenza alla fagocitosi);
cmq sono presenti anticorpi anti-proteina M protettivi nei confronti dellinfezione. Esistono 100
diversi sierotipi di proteina M x cui uno stesso individui pu presentare ripetute infezioni da
S.pyogenes ad opera di stipiti diversi. Sierotipi di proteina M divisi in 2 classi: Classe I e Classe
II(associata con la produz di una lipoproteina che in vitro ha la capacit di attaccare le
lipoproteine del siero e liberare la porzione lipidica inducendo lopacizzazione del terreno di
colutura). La > parte degli streptococchi associati con la comparsa di febbre reumatica,
esprimono proteine M di classe I (troveremo anticorpi x gli epitopi delle proteine M di classe I).
Le proteine M dividono varie propriet fisiche e chimiche con numerose proteine fibrillari
umane, ci fornisce una base teorica alla presenza di (auto) anticorpi cross-reattivi con tessuti
dellospite nelle sequele autoimmuni dellinfezione streptococcica acuta, nei soggetti
geneticamente predisposti.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Batterio a circolazione interumana e la sorgente di infezione rappresentata dalluomo.
Le streptotossine prodotte da S. pyogenes sono:
- lesotossina principale : Streptolisina-O che fa parte del gruppo delle emolisine, ossigeno-
labile e agisce sulle membrane cellulari formando pori. dotata di notevole potere immunogeno
(si possono ricercare anticorpi specifici).
- Streptolisina-S -> dopo la sintesi rimane associato alla superficie del batterio. ossigeno-
stabile ed responsabile dellalone di emolisi completa che si osserva intorno alle colonie di S.
pyogenes alla superficie di piastre di agar-sangue incubate in aerobiosi. La sua azione emolitica
sembra conseguente alla formazione di pori nei fosfolipidi delle membrane. La citotossicit
elevatissima. Ha scarsa o assente immunogenicit e dalla mancanza di risposta anticorpale nei
soggetti infetti.
- SPE-A (tossina eritrogena) -> o tossina della scarlattina, codificata da un fago temperato. Ha
una potente azione pirogena, ed la principale responsabile delleritema caratteristico della
scarlattina (x azione sugli endoteli dei capillari cutanei).
Esoenzimi prodotti da S. pyogenes:
- streptochinasi -> agisce sul plasminogeno catalizzandone la trasformazione in plasmina in
grado di dissolvere i coaguli di fibrina. Ha attivit cisteino-proteasica
- Jaluronidasi -> in grado di favorire la diffusione di S. pyogenes nei tessuti circostanti il
sito della colonizzazione primaria.
- C5a-peptidasi (serino-protesi) -> capace di distruggere il componente C5a del
complemento, eliminando la sua azione di fattore chemiotattico positivo.
- NAD-asi -> in grado di danneggiare (x esaurimento del pool intracell di NAD) i leucociti
che abbiano fagocitato il batterio;
- Neuraminidasi -> agisce depolimerizzando le secrezioni mucose presenti sugli epiteli delle
prime vie respiratorie, e favorisce cos la colonizzazione dellepitelio.
- Tossine pirogene e superantigene streptococcico-> prodotte da alcuni stipiti, presentano i
caratteri di superantigene e la conseguente azione patogena. Le infezioni cutanee da S.
pyogenes produttori di tossine pirogene possono essere seguiti dalla comparsa di una
sindrome da shock tossico(clinicamente indistinguibile da quella provocata da Stafilococcus
aureus, TSST-1.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
S. pyogenes viene ricercato nellessudato faringeo, e in prelievi fatti su cute infetta. Nella farige
sono presenti come commensali altri streptococchi (viridanti orali), e lesame microscopico
diretto sul campione non ha significato, si ricorre alla ricerca colturale.
Per lisolamento si procede alla semina in piastre di agar sangue. Le colonie hanno un aspetto
mucoso e sono circondate da un alone di emolisi. Un 2 metodo di isolamento quello
dellagar-batteri: il materiale prelevato viene sospeso in una piccola quantit di brodo, si in
semina con 2 o 3 goccie di questa sospensione una provetta di agar liquefatto e raffreddato a
45C, si aggiunge il sangue di pecora e si versa in piastra. Le colonie di streptococco cresciute
in profondit hanno una forma a navetta e appaiono circondate da un alone di emolisi molto +
netto di quelle cresciute in superficie.
Lidentificazione presuntiva viene fatta in base alla sua > sensibilit alla bacitracina rispetto ad
altri streptococchi, ponendo un disco imbevuto sulla piastra in cui si seminato il ceppo in
esame. Per lidentificazione rapida posso ricorrere ad una reazione di immunofluorescenza.
Lantigene (streptococco) viene posto a contatto con anticorpi polivalenti di gruppo A coniugati
con isocianato di fluorescina. Allosservazione microscopica con luce UV, gli streptococchi di
gruppo A appaiono fluorescenti alla periferia cellulare.
REAZIONI SIEROLOGICHE
Tutti i tipi di S. pyogenes producono streptolisina-O e dato che essa fortemente immunogena
si ricorre alla ricerca degli anticorpi verso questa tossina.
SENSIBILITA AD ANTIBIOTICI E CHEMIOTERAPICI
La penicillina usata sia nella terapia delle infezioni acute che nella profilassi delle sequele non
suppurative. In alternativa si pu utilizzare anche leritromicina ed i sulfamidici.
STREPTOCOCCHI DI GRUPPO B (S. agalactiae)
EZIOLOGIA
noto da tempo come agente della mastite bovina, e di occasionali infezioni umane (delle vie
urinarie e complicanze post partum).
divenuto ultimamente uno dei + importanti agenti di infezioni neonatali, di meningiti neonatali
di cui la causa + freq dopo E. coli.
E presente assai spesso come commensale della popolazione microbica delluretra maschile e
della vagina, pu essere trasmesso da un soggetto allaltro durante il rapporto sessuale. Il neonato si
infetta al momento del parto.
Manifestazioni cliniche:
- sindrome polmonare acuta -> insorge entro i primi 2-3gg dalla nascita ; (letalit > 50%).
- meningite purulente -> che insorge tardivamente (da 1 a 2 mesi dopo la nasciata), bassa
letalit (20%).
S. agalactiae possiede lantigene polisaccaridicodi gruppo B, e non emolitico, produce il fattore
CAMP, che in grado di completare la lisi di emazie esposte alla -citolisina (emolisina)
streptococcica. In base ad altri antigeni polisaccaridici e proteici, S. agalactiae suddivisibile in 5
sierotipi, ma il tipo III dotato di > patogenicit.
Per lidentificazione: ricerca dellantigene polisaccaridico di gruppo B, e il CAMP-test che
consiste nel mettere in evidenza lemolisi completa di emazie di pecora, esposte alla emolisina
streptococcica.

STREPTOCOCCHI VIRIDANTI
Con questa denominazione di designano diverse specie che possono essere isolate dal cavo orale
o da altre sedi corporee e che sono dotate di propriet -emolitica.
Le specie + freq isolate in patologia umana:
- S. mutans
- S. salivarius
- S. sanguis sono produttrici di glucani, che ne favoriscono ladesione a superfici lisce
- S. mitior smalto dentale, o di strutture connettivali (endocardio, valvole cardiache)
- S. milleri -> non produce glucani
o Lidentificazione dei diversi batteri affidata allanalisi del profilo biochimico del batterio.
o La terapia: sensibili agli antibiotici beta-lattamici (penicillina).

ENTEROCOCCHI
Cocchi tondeggianti, disposti in corte catenelle
Non-emolitici (raramente -emolitici).
Si ritrovano costantemente nel materiale fecale dei vertebrati,nuomo compreso, sono ospti
costanti dellintestino crasso ed occasionalmente causa di processi infettivi piogenici
(mastoiditi, ascessi) o di endocarditi e di infezioni delle basse vie urinarie.
Per la patogenesi umana: - Enterococcus faecalis
- Enterococcus faceum
Lidentificazione: si basa sulle propriet strutturali (antigene di gruppo D) e fisiologiche
(capacit di sviluppare a 45 C)
Terapia: lampio spettro di resistenza nei confronti di numerosi farmaci antibatterici pu porre
seri problemi alla terapia.
Capitolo 15

PNEUMOCOCCHI

Pneumococco o streptococco pneumoniae


Cocchi, GRAM +
Disposizione: appaiati a 2 a 2 (diplococchi). Le singole cellule hanno una forma lanceolata e
nelle forme a diplococco, sono appaiati in corrispondenza della parte + espansa della cellula. Le
colonie + vecchie hanno un aspetto a pedine di dama con i bordi rilevati e il centro depresso.
Capsulati
Immobili
Asporigeni
Anaerobi facoltativi , utilizzano un metabolismo energetico di tipo fermentativo (con
produzione finale di acido lattico), possono svolgere reazioni di tipo ossidativo in presenza di
ossigeno, prodotto finale H2O2.
Catalasi
Perossidasi
X evitare luccisione nei terreni di coltura occorre aggiungere una fonte di catalasi (globuli
rossi). Anche il pH acido (x accumulo di metaboliti della fermentazione tossico)
In piastre di agar-sangue le colonie sono piccole (1mm), di aspetto mucoso, circondate da un
alone di -emolisi in presenza di ossigeno e di -emolisi in anaerobiosi ( x la produzione di una
emolisina ossigeno-labile detta pneumolisina).
EZIOLOGIA
un ospite frequente delle prime vie respiratorie (il 30-70% dei soggetti umani normali sono
portatori sani) e in presenza di concause predisponenti (infezioni respiratorie da virus,
inalazione di anestetici irritanti, traumi toracici, insufficienza cardiaca) pu raggiungere le vie
respiratorie profonde provocando la polmonite (di cui 1 dei + freq agenti eziologici). Dalle
lesioni polmonari, superando la barriera dei linfonodi mediastinici, andare al dotto toracico e da
qui nella circolazione generale. Alla batteriemia pu seguire la localizzazione dellinfezione
allendocardio, al pericardio, alle meningi, al peritoneo e alle cavit articolari.
Dalle prime vie aeree il batterio pu raggiungere anche i seni e lorecchio medio e da qui pu
diffondersi ulteriormente provocando linsorgenza di mastoiditi e meningiti.
STRUTTURE SUPERFICIALI E CARATTERI ANTIGENI
La parete cellulare formata da peptidoglicano ed acidi teicoici. Parte degli acidi teicoici
contengono fosfatidilcolina e sono legati ai residui di acido N-acetilmuranico del
peptidoglicano, formando lantigene C pneucoccico, che si trova uniformemente distribuito
sulla faccia interna ed esterna della parete cellulare.
Lantigene C reagisce con una delle principali proteine della fase acuta (proteina C-reattiva),
prodotte dallorganismo umano durante il processo infiammatorio. Gli acidi teicoici contenenti
fosforilcolina condizionano la digestione della parete cellulare ad opera dellautolisina
pneumococcica. Nelle cellule in attiva divisione, lenzima inattivo. Nel caso in cui la
moltiplicazione batterica si arresta, lautolisina si libera dal legame con lantigene di Forssman
inizia la lisi della cellula batterica.
La struttura superficiale + importante costituita dalla capsula polisaccaridica che rappresenta
un fattore essenziale di virulenza del batterio. Questa formata da polisaccaridi di varia
struttura ed hanno potere antigene e consentono di distinguere fino a 90 sierotipi diversi di S.
pneumoniae.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
La capsula ha potere patogeno x la sua azione atifagocitaria.
La sopravvivenza di S. pneumoniae alla superficie delle mucose favorita dalla produzione di
IgA1-proteasi, in grado di distruggere gli anticorpi secretori IgA.
Lazione patogena dipende anche dalla produzione di sostanze tossiche:
- pneumolisina (tossina citolitica);
- neuraminidasi -> in grado di attaccare glicoproteine e glicolipidi delle membrane
cellulari.
- jaluronidasi -> (invasina) favorisce la diffusione dellinfezione nei tessuti.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Il reperto di diplococchi Gram + lanceolati provvisti di capsula, nellespettorato di un individuo
affetto da polmonite o in materiale purulento sufficiente x sospettare leziologia
pneumococcica, ma si deve sempre ricorrere alla coltura del batterio. Nel materiale come
lespettorato in cui pu essere presente una popolazione batterica mista preferbile usare terreni
resi selettivi dallaggiunta di farmaci (acido nalidixico) ai quali il pneumococco insensibile.
Lincubazione deve avvenire in atmosfera di CO2 al 5%
Le colonie di pneumococco possono essere distinte da quelle degli altri pneumococchi viridanti
in base al test di sensibilit alloptochina. Ponendo un disco di optachina su una piastra di agar-
sangue e seminandovi il ceppo in esame se si in presenza di pneumococco sar evidente
intorno al disco una zona di inibizione. Un altro test lagglutinazione, si usa un siero
polivalente in grado di agglutinare tutti i tipi di pneumococco. Un altro metodo si basa sulla
sensibilit ai sali biliari esibita dai pneumococchi, che si lisano rapidamente.
TIPIZZAZIONE
Si conoscono 90 diversi sierotipi capsulati di pneumococco a loro volta riuniti in 40 sierogruppi.
In particolare: - tipo 1 -> forme polmonari invasive, accompagnate da batteriemia;
- tipo 3 -> predominante nelle otiti medie acute;
- tipo 23 -> nelle meningiti
Per lidentificazione del tipo, si pu ricorrere allagglutinazione su vetrino.
REAZIONI SIEROLOGICHE
La ricerca di anticorpi contro gli antigeni tipo-specifici capsulari dello pneumococco non usata ai
fini diagnostici, x la notevole variet di tipi antigeni.
Nelle infezioni accompagnate da batteriemia e nelle meningiti si pu usare la ricerca mediante
elettrosineresi o altri metodi immunologici.
TERAPIA
sensibile alla penicillina, x sono presenti stipiti resistenti che hanno subito unalterazione delle
proteine che legano la penicillina (PBP)
VACCINO
Attualmente disponibile un vaccino contenente 23 tipi di polisaccaride capsulare.
Capitolo 16

BACILLI
GRAM +
Aerobi o anaerobi facoltativi
Mobili o immobili
Sporigeni: spora ha posizione centrale e non eccede il diametro della cell madre (sporangio)
Capsulati
Assai diffusi in natura, saprofiti che vivono negli strati superficiali del suolo.
Solo 2 specie sono patogene x luomo:
1. BACILLUS ANTHRACIS (o bacillo del carbonchio)
2. BACILLUS CEREUS (responsab di alcune forme di intossicazione alimentare)

BACILLUS ANTHRACIS
Il carbonchio o antrace unaffezione setticemica che colpisce molti animali, che si infettano x
via alimentare ingerendo foraggio contaminato da spore. Il rischio di infezione umana x:
- via gastrointestinale a seguito dellingestione di carni di animali infetti;
- la penetrazione di spore attraverso soluzioni di continuo della cute; si ha la
formazione di pustole caratterizzate da edema circostante, con febbre, malessere
generale, cmq tendente alla guarigione spontanea.
- via inalatoria: iniziale localizzazione polmonare, accompagnata da sintomi di una
modesta affezione respiratoria, fa seguito la disseminazione dellinfezione ai
linfonodi mediastinici e a tutto il resto dellorganismo (forma setticemica) con febbre
elevata e dspnea, collasso cardiocircolatorio e mortalit elevatissima.
Bacillo che tende a disporsi in catene, essendo gli estremi cellulari squadrati a canna di
bamb.
GRAM +
Immobile
Sporigeno
Capsula : di natura polisaccaridica , formata da un polimero dellacido D-glutamico e si
conosce 1 solo tipo antigene. Nella parete cellulare sono stati identificati un antigene di natura
polisaccaridica e un antigene proteico.
Aerobio-anaerobio facoltativo (cresce meglio in presenza di O2, e la produzione di spore si ha
solo in ambiente aerobio);
Cresce bene nei comuni terreni di coltura, forma colonie grandi 3-4mm, aspetto rugoso, a
margini frastagliati, che a piccolo ingrandimento hanno un aspetto simile a un ammasso di
capelli ondulati (colonie a caput medusae) provocato dallintreccio delle lunghe catenelle di
bacilli.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Nelle infezioni x via transcutanea le spore che si trovano negli spazi intercellulari, vanno
incontro a germinazione con produzione delle forme vegetative che resistono alla fagocitosi
grazie allazione antifagocitaria della capsula (principale fattore di virulenza).
Nelle infezioni x via inalatoria le spore vengono captate dai macrofagi alveolari nei cui
fagosomi esse sopravvivono, dando luogo alle fome vegetative (bacilli) che vengono trasferite
attraverso la barriera alveolare dagli stessi macrofagi, dai quali si liberano x immettersi negli
spazi tissutali extracellulari o ematici (setticemia), in seguita alla morte e alla lisi dei macrofaci
causata dallazione della tossina carbonchiosa. La tossina formata da 3 componenti:
- fattore I (edema factor EF) unadenilato ciclasi, e provoca un incremento della
concentrazione intracellulare di cAMP, ed una serie di conseguenze metaboliche, la
+ evidente rappresentata dallazione edematogena x laccumulo di liquidi negli
spazi intercellulari (lesioni cutanee o pustole)
- fattore II (protective antigen PA) una volta ancorato alla superficie della
membrana cellulare, in corrispondenza di una proteina trasmembrana, viene
attaccato da proteasi che ne distaccano un frammento, scoprendo una porzione della
molecola che a questo punto che rappresenta un recettore in grado di consentire
lancoraggio del fattore I e/o del fattore III. La tossina viene introdotta nella cellula x
endocitosi mediata da recettore e i componenti tossici (I e III) sono traslocati nel
citosol.
- fattore III (lethal factor LF) lunico componente della tossina carbonchiosa
capace di uccidere lanimale da esperimento se inoculato insieme al fattore II; una
metalloproteasi, in grado di attaccare alcune chinasi che intervengono nelle cascate
di segnali. La tossina carbonchiosa ha il suo bersaglio preferenziale nelle cellule del
reticolo endoteliale, in particolare nei macrodagi.
La tossina carbonchiosa e la capsula rappresentano i principali fattori di virulenza. Entrambe
sono codificate da 2 plasmidi diversi, rispettivamente pX01 (perso dal batterio a temperature
>43C) e pX02 (perso dal batterio spontaneamente o dopo coltura in presenza di novobiocina).
B. anthracis elimina nellambiente una serie di esoenzimi (fofolipasi-C, proteasi, collagenasi)
che contribuiscono alla patogenesi del danno nellorganismo infetto.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Esame microscopico : dellessudato di una pustola o del sangue (nel caso di forma setticemica)
pu consentire, nel caso di reperto bacillare con la morfologia di B. anthracis il sospetto
dellinfezione carbonchiosa.
Esame colturale: x confermare la diagnosi, si isola il batterio in piastre di agar sangue. Si
identificano le colonie x laspetto a caput medusae.
Diagnosi differenziale: B. anthracis immobile, mentre la grande > del genere Bacillus sono
mobili con flagelli peritrichi.
Per una definitiva identificazione: dimostrazione del potere patogeno nei confronti di animali da
laboratorio. Il topino o la cavia inoculati x via sottocutanea vengono a morte dopo 24-48 h x
setticemia e il bacillo repertabile nel sangue.
Le colonie di B. cereus in agar-sangue sono emolitiche (B. anthracis no); inoltre B. anthracis
sensibile alla penicillina mentre B. cereus resistente x la produzione di penicillinasi.
REAZIONI SIEROLOGICHE
Il breve periodo di incubazione dellinfezione carbonchiosa non permette di far ricorso a reazioni
sierologiche x la diagnosi dellinfezione. E cmq possibile una diagnosi post-mortem
TERAPIA
B. anthracis sensibile alle penicilline e alle tetracicline. In passato prima della scoperta degli
antibiotici si utilizzava il siero anti-carbonchioso.

METODI DI IMMUNIZZAZIONE
La prevenzione dellinfezione carbonchiosa nelluomo si ottiene controllando linfezione degli
animali (erbivori) in allevamento con idonei programmi di vaccinazione. Il vaccino x uso
veterinario consiste di spore di batteri attenuati sospesi in glicerolo 50%, addizionata dello 0,5 %
con saponina che ha il compito di provocare unirritazione locale seguita da unintensa reazione
infiammatoria (ascesso da fissazione) localizzata che impedisce la diffusione sistemica.
Linteresse della vaccinazione umana di scarso impiego nei paesi industrializzati.
BACILLUS CEREUS
GRAM +
Sporigeni
Aerobi-anaerobi facoltativi
Diffusi nel suolo e nei vegetali
Scarsamente virulenti, le infezioni sono state documentate in soggetti debilitati x altre malattie .
B. cereus produce alcune sostanze esotossiche: emolisina e altre tossine di natura proteica.
EZIOLOGIA
responsabile di alcune intossicazioni alimentari umane conseguenti allingestione di cibi nei quali
il batterio si sia moltiplicato, producendo notevole quantit di tossina.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Si conoscono 2 forme cliniche ad interessamento intestinale:
1. diarrea acuta -> simile a quella prodotta da Clostridium perfringens, ha un periodo di
incubazione di 10-15 h , comporta dolori addominali, diarrea. Questa forma conseguente
allingestione di alimenti (carni, budini, creme, vegetali, zuppe) contaminati da elevate
quantit del microrganismo a causa delle cattive condizioni di conservazione;
2. gastrite o gastroenterite -> ha un periodo di incubazione + breve, caratterizzata da nausea e
vomito, in grado di simulare lintossicazione stafilococcica. Lalimento maggiormente
incriminato il riso cotto in cui B. cereus sembra poter sopravvivere dopo il trattamento e
moltiplicarsi.
La sintomatologia morbosa sembra riconducibile allazione di diverse tossine ad azione citolitica
( cereolisina, fosfolipasi C, sfingomielinasi).
Capitolo 17

CORINEBATTERI

BACILLI a forma di clava (x la presenza di una dilatazione della cellula ad uno degli estremi)
GRAM + o variabile
Sprovvisti di capsula
Asporigeni
Immobili
Aerobi-anaerobi facoltativi
Crescono bene in terreni arricchiti con liquidi organici (siero). Crescono in presenza di tellurito
di potassio, tossico x la > parte degli altri batteri.
Catalasi +
Nella divisione cellulare: la separazione delle cellule figlie avviene x progressivo scollamento
lungo il piano in cui si sono formate le nuove membrane, le 2 cellule sono portate a ruotare,
facendo perno sulla zona il cui distacco avviene + tardivamente , assumendo una disposizione
ad L e poi a V per finire, a separazione avvenuta, parallele luna allaltra.
I corinebatteri presentano un aggruppamento a lettere cinesi. La tendenza delle cellule a
rimanere riunite, parallele luna allaltra a formare delle palizzate
Il principale Corynebacterium medico : CORYNEBACTERIUM DIPHTHERIAE

CORYNEBACTERIUM DIPHTHERIAE
EZIOLOGIA
o bacillo difterico, lagente etiologico della difterite. In natura esso infetta solo la specie
umana e pertanto la difterite unaffezione esclusivamente delluomo.
La difterite -> consiste nellinfiammazione localizzata di una mucosa, il cui epitelio va
incontro a necrosi e viene inglobato in un essudato ricco di leucociti e fibrina, dando luogo alla
formazione di una pseudomembrana grigiastra, che aderisce al connettivo sottomucoso.
Linfezione difterica si localizza al naso-faringe, alle tonsille, allugola, alla congiuntiva e
allorecchio medio. I bacilli difterici rimangono localizzati al focolaio infiammatorio senza
alcuna tendenza a invadere il torrente circolatorio.
La sorgente di infezione: a) ammalati di difterite; b) portatori (naso-faringei) sani di C.
diphtheriae. Sia la condizione di portatore, sia la malattia conclamata sono un appannaggio
esclusivo dellet infantile (in epoca pre-vaccinale).
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
La tossina difterica: che essi producono lunico strumento di patogenicit, diffonde x via
ematica in tutto lorganismo e provoca gravi lesioni degenerative a carico del miocardio, del
fegato, dei reni, delle ghiandole surrenali. Essa codificata dal gene tox di un fago temperato
integrato nel cromosoma batterico che viene trascritto in condizioni di stress da carenza di
Ferro. La tossina di tipo A-B (di tipo pantropo); loligomero B serve a legare la tossina ad
alcune glicoproteine della superficie cellulare ed a favorire la traslocazione intracellulare del
componente A, la quale ha unazione ADP-ribosil-trasferasica. Il bersaglio rappresentato dal
fattore di allungamento EF-2 che interviene nella sintesi della catena peptidica a livello della
traslocazione; il complesso EF-2 -ADP-ribosio inattivo e di conseguenza la sintesi proteica
viene bloccata, portando a morte la cellula.
La produzione di tossina un esempio di conversione lisogenica, lespressione del gene tox del
profago sotto il controllo di un repressore funzionale solo dopo combinazione con ioni ferro
CARATTERI ANTIGENI
Nella parete cellulare, collegate alla porzione peptidoglicanica, si trovano notevoli quantit di
polisaccaridi formati da arabinogalactani esterificati con acigi grassi saturi. + superficialmente
presente uno strato proteico e notevole quantit di diesteri del trealoso.
La porzione polisaccaridica forma lantigene O, un antigene di gruppo (comune a molte
specie di corinebatteri)
La porzione proteica rappresenta lantigene K, tipo-specifico, che consente di dividere i
corinebatteri in numerosi tipi sierologici.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Lidentificazione microscopica: pu trarre vantaggio dallimpiego di sieri immuni anti-tossina
coniugati con fluorescina, i quali colorano i corinebatteri tossigeni alla cui superficie presente
una certa quantit di tossina. Con la sola identificazione microscopica non si ha mai la certezza
assoluta, la diagnosi va confermata con :
Lesame colturale: il materiale viene inoculato in terreno di Loffler (siero di vitello coagulato),
nel quale i bacilli difterici crescono molto rapidamente (in 4-8 ore); contemporaneamente il
materiale viene inoculato in una piastra di terreno selettivo (terreno di Hoyle) costituito da agar-
sangue-tellurito di potassio (agar cioccolato -> dopo la preparazione e prima della
distribuzione nella piastra, viene scaldato a 60C fino a che il sangue non prenda un colore
rosso-bruno, lo scopo quello di provocare la fuoriuscita dei globuli rossi dai materiali che
diventano disponibili x il batterio) sul quale i corinebatteri crescono producendo colonie (in 24-
48 h) di colorito nerastro. Nel terreno al tellutito: le colonie possono avere 2 aspetti:
a) colonie di (2-3mm) tondeggianti, a margini netti e calotta convessa; queste
colonie sono anche dette di tipo mite ;
b) colonie di (3-4 mm) con centro rilevato, margini frastagliati e superficie
percorsa da pliche radiali;
I batteri sviluppati in terreno di Loffler entro le prime 8 ore dalla semina, vengono esaminate
microscopicamente.
Lidentificazione definitiva: complicata dal fatto che la popolazione batterica normale
delloro-faringe umano comprende specie non patogene come i corinebatteri pseudodifterici.
Quindi lidentificazione si basa sulla dimostrazione della produzione di tossina :
a) in vivo -> inoculazione intradermica di 0,2 0,4 ml di una brodocoltura del batterio in
esame, in 2 cavie, in 1 delle quali si inoculano da 500 a 1000 unit di antitossina
difeterica. La comparsa di lesioni e la morte della cavia non protetta consentono di fare
una diagnosi sicura;
b) in vitro -> mediante la prova di precipitazione in agar; consiste nel deporre al fondo di
una piastra una striscia di carta bibula imbevuta di antitossina, versandovi sopra agar-siero
(viene fatto gelificare). Il batterio in esame viene in seminato sulla superficie dellagar,
lungo una linea perpendicolare allasse > della striscia di carta. Lantitossina contenuta
nella carta e la tossina (prodotta dal batterio) diffondono lungo direttrici perpendicolari,
formando un precipitato (in 24 h) lungo il fronte dincontro (in corrispondenza della
bisettrice dellangono retto formato dalla coltura e dalla striscia di carta).
REAZIONI SIEROLOGICHE
- La difterite unaffezione acuta la cui diagnosi urgente, non quindi possibile ricercare
anticorpi.
- Per stabilire se un soggetto sano o no immune nei confronti della tossina difterica, si pu
ricorrere alla reazione di Schick che consiste nellinoculazione nel derma della faccia volare di un
avambraccio di 0,1 ml, una quantit purificata di tossina. Nei soggetti che possiedono anticorpi
antitossici, la tossina viene neutralizzata e non si osserva nessuna reazione nel punto di
inoculazione; mentre nei soggetti non immuni la tossina provoca un danno localizzato, che si
traduce nella comparsa di una papula e di una piccola zona necrotica.
TERAPIA
I corinebatteri difterici sono sensibili alle: penicilline , cefalosporine, tetracicline, eritromicina.
Cmq il solo trattamento antibiotico non sufficiente, poich la tossina la protagonista della
lesione. Quindi lo scopo della terapia impedire che la tossina si leghi alle cellule, ci si pu
ottenere tramite la neutralizzazione della tossina mediante la somministrazione dei relativi anticorpi
gi preformati (siero antidifterico).
METODI DI IMMUNIZZAZIONE
- Limmunizzazione attiva (vaccinazione) : si pratica mediate la somministrazione di vaccini a
base di anatossina.
- Limmunit passiva (sieroterapia) : nel corso della malattia, si usano sieri di animali di grossa
taglia (cavallo o bue) immunizzati artificialmente ; o mediante preparazioni di gamma-globuline
umane iperimmuni.

ALTRI CORINEBATTERI PATOGENI X LUOMO


C. PSEUDOTUBERCULOSIS molto simile a C. diphtheriae (pu essere lisogenizzato con
un fago a produrre tossina difterica); produce normalmente unesotossina causa di linfangiti
ulcerative ed infezioni purulente nelle pecore, occasionalmente anche nelluomo.
C. ULCERANS produce una tossina molto simile a quella difterica ed una tossina non
distinguibile da quella di C. pseudotuberculosis. Nelluomo pu provocare lesioni faringee e
cutanee simili a quelle difteriche classiche.
C. MINUTISSIMUM sembra lagente eziologico delleritrasma (una lesione cutanea
caratterizzata da ipercheratosi e da una fluorescenza rosso-corallo alla illuminazione con luce di
Wood)
C. PYOGENES commensale occasionale delle mucose faringea e vaginale, possono causare
uretriti e vaginiti.

LISTERIA MONOCYTOGENES
Bacilletti piccoli, pleomorfi
GRAM +
Si dispongono a V o a palizzate (x tali motivi sono stati assimilati ai corinebatteri)
Aerobi-anaerobi facoltativi
Sprovvisti di capsula
Asporigeni
Mobili (presenza di flagelli polari)
Catalasi +
Idrolizzano lesclulina
In vitro: in piastre di agar-sangue le colonie sono circondate da uno stretto alone di emolisi
completa, dovuto alla produzione di una emolisina listeriolisina-O
Le infezioni da essa provocane nelluomo e negli animali, sono caratterizzate da un elevato
numero di grossi monociti nel sangue circolante.
EZIOLOGIA
- Linfezione da Listeria largamente diffusa tra gli animali, buona parte delle infezioni umane
sembrano derivare dalla ingestione di carni fresche, insaccati o latticini, prodotti con materiali
provenienti da animali infetti.
- Le forme cliniche + frequentemente isolate: meningiti purulente, meningoencefaliti,
setticemie.
MECCANISMO DI AZIONE PATOGENA
La listeriosi rappresenterebbe una delle + frequenti cause di aborto negli ultimi periodi della
gravidanza.
un parassita intracellulare e ha una profonda influenza sul citoscheletro cell, in grado di
indurre una drammatica polimerizzazione dellactina (che il batterio sfrutta x muoversi
allinterno della cellula e trasmettersi alle cellule vicine). Dopo pochi minuti dallingresso
nella cellula, il batterio si rende libero nel citosol lisando la membrana del vacuolo endosomico;
si riveste invece di actina polimerizzata, iniziando a dividersi. La continua polimerizzazione di
actina finisce con il formare una coda di materiale fibroso che il batterio si trascina
movendosi allinterno della cellula. I batteri giunti nei pressi della membrana, utilizzano la
spinta della coda di actina, x indurre sulla membrana la formazione di protuberze che si spinge
nella membrana di una cellula vicina, forzandone la introflessione, che finisce col dar luogo a
una sorta di vescicola ( con doppia membrana) dalla quale il batterio si libera x la dissoluzione
di alcuni tratti dellinvolucro membranoso.
Lazione sullactina e la motilit intercellulare dipendono da una proteina : ActA, si attiva solo
dopo lingresso del batterio nella cellula ospite.
Nellazione patogena, intervengono alcuni lipidi collocati nella membrana e nella parete
cellulare che sono in grado di provocare alterazioni nel metabolismo dei carboidrati
(diminuzione della gluconeogenesi, diminuzione del tasso di glucosio circolante) e aumento
dellazoto ureico nel sangue. Il gliceride A responsabile dellintensa risposta monolitica in
tutte le infezioni da Listeria.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
- Lidentificazione nei materiali patologici possibile solo mediante isolamento colturale. Listeria
cresce bene nei comuni terreni di coltura. Per la ricerca colturale si utilizzano piastre di agar-sangue,
in cui le colonie sono rotonde, a margini netti, circondate da un alone di emolisi torbida.
- I batteri presenti nelle colonie sospette devono essere differenziati da i corinebatteri
pseudodifterici, ci possibile esaminando la motilit dei batteri al MO, le Listerie sono mobili. La
differenziazione con streptococchi e enterococchi si basa sulla dimostrazione di catalasi, sempre
presenti nelle colture di Listeria.
REAZIONI SIEROLOGICHE
- Agglutinazione e fissazione del complemento, hanno poco significato, dato che Listeria
monocytogenes presenta alcuni antigeni comuni a vari altri batteri Gram + (Corinebatteri
pseudodifterici e stafilococchi)

GARDNELLA VAGINALIS
Bacilletto
Immobile
Asporigeno
GRAM variabile (+ nella fase di crescita esponenziale)
Cresce solo in terreni arricchiti di liquidi organici (sangue, siero). In agar-sangue le colonie sono
circondate da un alone di -emolisi.
Produce acidi da glucoso, maltoso, amido, glicogeno
Catalasi
Perossidasi
Ureasi
EZIOLOGIA
- Causa vaginite, caratterizzata da perdite vaginali grigiastre, con un pH = o > di 4,5, caratteristico
odore sgradevole.
- In preparati microscopici a fresco dellessudato vaginale, costante il reperto di numerose cellule
epiteliali ricoperte da bacilli di piccole dimensioni.
- La specie Gardnella vaginalis comprende 7 diversi gruppi antigeni.
- Occasionalmente presente nella popolazione vaginale anche in soggetti sani, associata con la
presenza di vaginite aspecifica pu trasmettersi x contagio sessuale; stata infetti repertata
anche nelluretra del partner di sesso maschile.
- Numerosi batteri anaerobi Mobiluncus sp, potrebbero giocare un ruolo nellaffezione, in
associazione con Gardnella vaginalis, e sarebbero favoriti nello sviluppo proprio dalla presenza di
Gardnella. Lodore sgradevole causato dalla presenza di amine prodotte ad opera di vari batteri
anaerobi e non causato dallattivit metabolica di Gardnella.
TERAPIA
Questo tipo di vaginite sensibile al trattamento con metronidazolo, che un farmaco attivo sui
batteri anaerobi
Capitolo 18

MICOBATTERI

Bacilli

CARATTESISTICA TINTORIALE DELLACIDO-RESISTENZA


Involucri esterni caratteristici: come nei Gram +, la cellula micobatterica presenta allesterno
della membrana cellulare uno strato di peptidoglicano. Il peptidoglicano ricoperto, verso la
superficie cellulare esterna, da una complessa struttura ricca di carboidrati e di lipidi; essa
formata da arabino-galattani che legano al peptidoglicano una serie di acidi grassi acidi
micolici cui sono legate una serie di molecole di glicolipidi fenolici. La struttura attraversata
da altre molecole glicolipidiche ancorate alla membrana cellulare.
Le strutture periferiche dei micobatteri, rendono la cellula impervia ad una vasta serie di
sostanze potenzialmente dannose. Da tale caratteristica dipende la propriet tintoriale dell
acido-resistenza dei micobatteri, infatti, tali batteri (anche fissati =uccisi) sono difficilmente
penetrabili dai coloranti usanti in batteriologia, che devono essere fatti agire in soluzioni
concentrate e a temperature elevate 75-80 C. Dipendente dalla struttura degli involucri esterni
il rallentamento degli scambi selettivi di nutrienti e altre molecole con lambiente, e inoltre il
lungo periodo di duplicazione cellulare.
Colorazione micobatteri, metodo di colorazione di Ziehl-Neelsen:
- si tratta il preparato x 2-3 min con una soluzione di fucsina addizionata di acido
fenico, riscaldando il vetrino fino che la soluzione del colorante emetta dei vapori
visibili;
- lavare con acqua
- decolorare x 30-60 secondi con una soluzione di HCl al 3% in alcool etilico
- eseguire una colorazione di contrasto con blu di metilene
Solo i micobatteri mantengono in colorante rosso della fucsina dopo il
trattamento, mentre tutti gli altri materiali vengono decolorati e sono ricolorati in
blu. I micobatteri sono apprezzabili come bacilli rossi in campo blu. Lacido-
resistenza dovuta alla formazione di aryl-metano.micolati tra fucsina e gli acidi
micolici.
TERRENI DI COLTURA ARTIFICIALI
Le strutture periferiche dei micobatteri rendono la cellula impervia ad una serie di sostanze
potenzialmente dannose (basi e acidi minerali forti). Gli scambi metabolici con lambiente sono
rallentati, e ci legato anche ad un ritmo di moltiplicazione assai lento (sviluppo microbico in
coltura primaria apprezzabile solo dopo 3-4 settimane di incubazione a 37C
Le esigenze nutrizionali possono essere soddisfatte con numerosi terreni, la > parte si possono
coltivare su terreni abiotici, con uneccezione x Mycobacterium lepre che non coltivabile in
vitro.
I terreni di coltura utilizzati sono 3:
1. terreni a base di tuorlo duovo (come sorgente di lipidi)
2. terreni a composizione chimica definita solidificati con agar
3. terreni a composizione chimica definita liquidi: ex un terreno liquido selettivo con
laggiunta di palmitato marcato con carbonio radioattivo, che viene metabolizzato dai
micobatteri con liberazione di CO2 radioattiva, utilizzato x lisolamento dei micobatteri
da materiali patologici
MICOBATTERI DI INTERESSE MEDICO
MYCOBACTERIUM TUBERCULOSIS agente eziologico della tubercolosi umana
MYCOBACTERIUM AFRICANUM in Africa, patologia, sovrapponibile a M. tuberculosis
MYCOBACTERIUM BOVIS agente eziologico della tubercolosi bovina, trasmissibile alluomo
(zoonosi) x via alimentare (carni o latte non pastorizzato, proveniente da animali infetti).
MICOBATTERI NON TUBERCOLATI (MOOT) in genere sono contaminanti ambientali o
parassiti di varie specie animali, che sono occasionalmente in grado di infettare la specie umana,
cmq richiedono la concomitanza di condizioni ( immunodepressione, denutrizione, presenza di
traumi)favorenti. Micobatteri opportunisti.
MYCOBACTERIUM LEPRAE agente eziologico della lebbra.

MYCOBACTERIUM TUBERCULOSIS
lagente eziologico della tubercolosi
Caratteri antigeni 2 classi di antigeni :
1) natura polisaccaridica
2) natura proteica
I lipidi degli involucri esterni hanno una potente azione coadiuvante limmunogenicit delle
porzioni antigeniche polisaccaridiche e proteiche, favorendo il reclutamento delle cellule
immunocompetenti.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
non produce esotossine proteiche (anche se si osservata la produzione di emilisine e lipasi)
la capacit del batterio di resistere al killing intracellulare nelle cellule fagocitarie lelemento
centrale del meccanismo della sua azione patogena; questo pu avvenire attraverso linibizione
della fusione fagosoma-lisosoma sia attraverso la liberazione della acidificazione del contenuto
del fagolisosoma. Un ruolo importante nella tossicit dato dal fattore cordale.
Linfezione si contrae x via aerogena.
Nel soggetto resistente, il processo infiammatorio rimane localizzato, coinvolgendo alcuni
linfonodi mediastinici satelliti complesso primario :
Una volta depositati negli spazi alveolari dei polmoni, si innesca un processo
infiammatorio di tipo essudativo, con una prevalente componente vascolare, seguito da
intenso accumulo di cellule fagocitarie di tipo macrofagico. I bacilli vengono fagocitati
dai macrofagi alveolari e in gran parte uccisi con la presentazione di diversi materiali
antigeni micobatterici ai linfociti Th e il conseguente innesco della risposta immune.
Alcuni batteri x, riescono a sopravvivere e a moltiplicarsi allinterno dei macrofagi,
uccidendoli e liberandosi nellambiente extracellulare e danneggiando i tessuti circostanti.
La comparsa di macrofagi attivati, e di linfociti CD8 citotossici riesce a contenere
linfezione, con lattivazione di un processo infiammatorio di tipo granulomatoso con un
denso infiltrato di cellule mononucleate che circonda un insieme di cellule. La lesione
denominata tubercolo e viene circondata da unintensa reazione connettivale (fibrosi) ad
opera di fibroblasti e la porzione centrale, va in contro a necrosi caseosa, che diviene la
sede successiva di precipitazione di sali di calcio.
In una % di soggetti la lesione granulomatosa iniziale, si traduce in una infezione cronica
paucibacillare, asintomatica, ma con la persistenza di micobatteri, che possono rimanere vitali x
lunghissimi periodi (decenni). Ci necessita una sorveglianza immunologica continua ed il
persistere dei macrofagi attivati e di linfociti CD4 e CD8 di memoria.
Occasionalmente, una diminuita efficacia del sistema immune (infezione da HIV) possono
portare alla riattivazione del complesso primario, con la ripresa della moltiplicazione dei
batteri e la formazione di lesioni granulomatose multiple che confluiscono, in seguito alla
necrosi e alla colliquazione della porzione centrale; possono svuotare il loro contenuto in circolo
con la diffusione metastatica dellinfezione in altre sedi polmonari i extrapomonari (tubercolosi
miliare, tubercolosi meningea, renale, ossea).
DIAGNOSI DI INFEZIONE
- La diagnosi di infezione tubercolare possibile solo mediante la ricerca di M. tubercolosis in un
idoneo materiale patologico.
RICERCA MICROSCOPICA Il reperto di bacilli acido-resistenti in un preparato
microscopico opportunamente colorato e osservato al MO, rappresenta una 1 evidenza
della presenza di M. tuberculosis. Il materiale patologico rappresentato da espettorato
( xch la tubercolosi unaffezione primitivamente a sede polmonare). Inoltre se viene in
contatto con la popolazione batterica residente del cavo orale e delle vie aeree, in questi tipi
di batteri non esistono bacilli acido resistenti (M. tubercolosis).
ESAME COLTURALE inoculando il materiale patologico, adeguatamente emulsionato,
sulla superficie di provette contenenti uno dei vari terreni solidi al tuorlo duovo e verde di
malachite. A causa del lento sviluppo il materiale da esaminare deve essere preventivamente
decontaminato dalla popolazione microbica accessoria, x evitare la crescita delle altre specie
microbiche che possono esaurire la disponibilit di nutrienti. Ci si ottiene sfruttando la
capacit dei micobatteri di sopravvivere alla esposizione a basi forti (lespettorato viene
mescolato con N-acetil-cisteina ed il 2-3% di NaOH a temperatura ambiente x 10 min) in
modo da uccidere gran parte degli altri microrganismi presenti. Il verde di malachite ben
tollerato dai micobatteri ed in grado di impedire lo sviluppo di microrganismi (miceti).
IDENTIFICAZIONE Nelle colture incubate a 37C, lo sviluppo di M. tuberculosis
comincia ad essere apprezzabile dopo 2-3 settimane. Le colonie sono facilmente
riconoscibili, x laspetto rigoglioso (eugonico) con leggera pigmentazione giallastra.
Lidentificazione definitiva pu avvalersi di rilevazioni di alcuni parametri biochimici o
biologici; oppure mediante sonde molecolari specifiche x sequenze di DNA esclusive x M.
tuberculosis, infatti la ricerca di sequenze specifiche di DNA di M. tuberculosis, mediante
tecniche di amplificazione genomica (P.C.R.) seguita dalla ibridazione con idonee sonde
molecolari, possibile fare diagnosi di infezione in 1-2gg.
RICERCA DI M. TUBERCULOSIS MEDIANTE PROVA BIOLOGICA X lisolamento dei
micobatteri da materiali patologici, si pu ricorrere alla inoculazione del materiale in esame
nel sottocutaneo di una cavia che viene a morte dopo 25-40 gg, con un quadro di tubercolosi
generalizzato.
INDAGINI SIEROLOGICHE INTRADERMOREAZIONE CON TUBERCOLINA
Di notevole utilit ai fini epidemiologici laccertamento della presenza di immunit
cellulo-mediata specifica x M. tuberculosis, mediante linoculazione intradermica di
tubercolina (reazione di Mantoux). La tubercolina o (PPD) formata da proteine
micobatteriche purificate mediante successive precipitazioni con solfato dammonio. La
reazione viene praticata mediante reazione intradermica di 0,1 ml di una adeguata
concentrazione di PPD nella faccia volare dellavambraccio. Il trattamento non provoca
alcuna reazione nei soggetti indenni da infezione tubercolare. Mentre nei soggetti che
abbiano subito uninfezione si osserva localmente dopo 24-48h (allergia ritardata), una
reazione infiammatoria che si appalesa con la comparsa di una papula eritematosa. Poich
lallergia ritardata, nellinfezione tubercolare, una volta instauratasi si mantiene x tutta la
vita, anche quando le lesioni siano guarite, la positivit della reazione, non sta ad indicare
uninfezione attiva ma soltanto un precedente contatto con M. tuberculosis.
TERAPIA
- Alcuni antibiotici: streptomicina, rifampicina, e chemioterapici come : isoniazide, etambutolo,
sono efficaci contro M. tuberculosis.
- Poich presenta facilmente la comparsa di varianti farmaco-resistenti, consigliabile saggiare in
vitro la efficacia nei confronti dello stipite micobatterico (antibiogramma).
- Si ricorre molto spesso alla multi-terapia: isoniazide + rifampicina + pirazinamide + etambutolo,
che devono essere somministrati x almeno 2 mesi, alla quale deve poi seguire una terapia di
mantenimento con isoniazide e rifampicina 3 volte alla settimana x 4 mesi.
IMMUNIZZAZIONE
- il vaccino antitubercolare, oggi disponibile, costituito da una variante apatogena di
Mycobacterium bovis, scoperto da Calmette e Guerin, denominata B.C.G. (bacillo di Calmette e
Guerin). Linoculazione di B.C.G. x via intracutanea, si accompagna a modesti segni di reazione
locale, ed seguita dallinstaurarsi di immunit cellulo mediata specifica (dimostrabile con la
positivit alla intradermoreazione di Mantoux). Nei paesi industrializzati la vaccinazione non viene
praticata.

MICOBATTERI NON TUBERCOLARI


Si tratta di contaminati ambientali o di parassiti di varie specie animali, occasionalmente in
grado di infettare luomo (immunocompromesso) e con la coinfeizione (batteri opportunisti).
4 gruppi principali che si basano a seconda del ritmo di crescita nelle colture:
1. fotocromogeni a crescita lenta: simili nei tempi a quella di M.tuberculosis e
producono unintensa pigmentazione (giallastra) nelle colture, che si produce
solo dopo esposizione a una forte sorgente luminosa
2. scotocromogeni a crescita lenta:
3. non cromogeni a crescita lenta: non producono pigmento
4. non cromogeni a crescita rapida: non producono colonie pigmentate, con uno
sviluppo completo nelle colture in meno di 7gg.
DIAGNOSI DI INFEZIONE
- E basata sullisolamento colturale dal materiale patologico in esame.
- Alcuni micobatteri non tubercolari presentano esigenze nutrizionali o crescono con estrema
lentezza o possono non essere repertate nelle colture allestite x M. tuberculosis. Quindi
necessario limpiego di terreni arricchiti e incubazione della coltura x tempi molto lunghi.
- Lidentificazione : si basa sullanalisi del profilo biochimico o con > rapidit sullimpiego di
sonde molecolari specifiche x il genoma delle singole specie micobatteriche. Limpiego di sonde
molecolari deve essere accompagnata allimpiego di tecniche di amplificazione (P.C.R.) delle
sequenze genomiche bersaglio.
TERAPIA
- La sensibilit ai farmaci antimicobatterici pu cambiare da una specie allaltra, xci necessario
uno studio preliminare dello spettro dei farmaci attivi in vitro nei confronti dei singoli stipiti isolati.

MYCOBACTERIUM LEPRAE
BACILLO
un bacillo acido-resistente, non possibile coltivare in vitro.
EZIOLOGIA
Agente eziologico della lebbra. La lebbra una malattia cronica a lungo decorso con un
lunghissimo periodo di incubazione (alcuni anni), clinicamente caratterizzata dalla presenza di
lesioni granulomatose (istologicamente simili a quelle tubercolari) cutanee e mucose (noduli
leprosi) che vanno incontro ad ulcerazione (ma non a caseificazione) provocando spesso
mutilazioni deformanti (volto) e da lesioni che coinvolgono varie terminazioni nervose
periferiche con comparsa di vaste aree di anestesia cutanea.
La malattia si trasmette x contagio interumano.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Linfezione umana localizzata nel citoplasma dei macrofagi, in cui sembra potersi replicare e
dove si dispone in ammassi di batteri paralleli a mazzo di sigari.
DIAGNOSI
in genere clinica ed confermata dal reperto microscopico di bacilli acido-resistenti nel
citoplasma dei macrofagi (cellule leprose) presenti nel materiale proveniente dai granulomi cutanei
o mucosi.
TERAPIA
Utilizzo della terapia multipla: clofazimina + dapspone + rifampicina + clofazimina. Si ottiene
leradicazione dellinfezione in 15-20 mesi.
Capitolo 19

ACTINOMICETI

Sono : - Gram +
- immobili
- ritmo di riproduzione lento, danno luogo alla produzione di un micelio settato (simile a
quello degli ifomiceti);
- aspetto delle colture formate da colonie o patine, secche, compatte, rugose e talora
coperte da un micelio aereo.
Gruppo di batteri che si trovano:
- commensali delluomo o di vari animali;
- saprofiti del suolo.

Sono caratterizzati da morfologia cellulare e da meccanismo di riproduzione che ha analogie con i


miceti filamentosi. Analogia con i miceti:
- riproduzione x frammentazione dei filamenti in elementi bacillari da ognuno dei quali
prende origine un muovo micelio,
- gli actinomiceti patogeni si trovano nelle lesioni tissutali disposti in ammassi(microcolonie)
circondati da una raggiera di formazioni clavate.

Actinomiceti considerati dei batteri:


1. struttura cell di tipo procariotico (miceti sono eucarioti);
2. parete cellulare formata da peptidoglicani;
3. sensibilit ad alcuni antibiotici batterici e insensibili a farmaci antifungini:

Actinomiceti di interesse medico:


- Actinomyces anaerobi obligati o microaerofili, producono un micelio ramificato e si
riproducono x frammentazione dei filamenti miceliali in elementi con aspetto bacillare;
- Nocardia aerobi, producono un esteso micelio vegetativo, con micelio aereo, nn
producono spore su ife differenziate, e si riproducono x frammentazione dei filamenti del
micelio di base; sono acido-resistenti;
- Streptomyces aerobi, esteso micelio vegetativo con micelio aereo, la riproduzione si
verifica x produzione di spore simili a conidi che si formano su ife del micelio aereo. Hanno la
propriet di produrre antibiotici.

ACTINOMYCES ISRAELII
- anaerobio obligato;
- Gram + ;
- commensale abituale del cavo orale, occasionalmente invade i tessuti profondi
(actinomicosi);
- x la coltivazione richiede terreni ricchi e lo sviluppo favorito dalla presenza di CO2
- colture aspetto microscopico di lunghi filamenti ramificati, si frammentano in elementi
bacillari simili ai corinebatteri
- antigeni comuni ai micobatteri e corinebatteri, xci sono debolmente immunogeni e nn
stimolano la formazione di evidenti livelli di anticorpi
PATOGENESI
Lactinomicosi una malattia endogena, la causa + probabile data da un indebolimento delle
difese antimicrobiche che consente a A. israeliti (presenti nel cavo orale) di guadagnare i tessuti
profondi, dove provoca uninfezione granulomatosa simili ai granulomi micotici. caratterizzata
dalla formazione di ascessi che raggiungono la cute, attraverso una serie di tortuosi seni di
drenaggio e scaricando allesterno materiale purulento. Nelluomo le localizzazioni + frequenti sono
: cervico-facciale, polmonare, addominale. Nel pus sono presenti granuli di colorito giallo-zolfo
grandi (possono andare sino ad alcuni mm) che schiacciati ed esaminati a MO appaiono come una
microcolonia di actinomiceti; zona centrale formata da intreccio di filamenti ramificati e circondata
da grosse formazioni clavate.

DIAGNOSI DI LABORATORIO
Si basa:
- sul reperto dei granuli actinomicetici nelle lesioni o
- sullisolamento colturale dellactinomicete dal materiale purulento.

TERAPIA
Penicillina e Tetracicline, necessario associare drenaggio chirurgico delle formazioni asessuali.

NOCARDIE
- aerobi;
- crescono in terreni di coltura templi
- saprofiti negli strati superficiali del suolo
- numerosi antigeni in comune con i micobatteri e con i corinebatteri

Possono occasionalmente infettare luomo:


- N. asteroides
- N. Brasiliensis

PATOGENESI
Le nocardiosi sono malattie esogene possono infettare luomo:
- via inalatoria nocardiosi polmonare : con formazione di lesioni suppurative circondate da
tessuto di granulazione, e le nocardie possono diffondere x via ematica anche a cervello e
meningi;
- soluzioni di continuo della cute infezione attraverso lesioni cutanee : si ha formazione di
ascessi sottocutanei fistolizzati, diffondono facilmente alle ossa (si osserva freq nei piedi di
persone che camminano senza scarpe, piedi di Madura).
Nel pus delle lesioni da nocardia si osservano granuli gialli formati da colonie di nocardie che x
mancano della raggiera di formazioni clavate.

DIAGNOSI
- esame microscopico del materiale patologico;
- esame colturale

TERAPIA
Sensibili a penicilline e sulfamidici.
Capitolo 20

NEISSERIE

COCCHI
GRAM
Forma della singola cellula reniforme; sono disposte in coppie (diplococchi) e i batteri
assumono una forma a chicco di caff
Aerobi-anerobi facoltativi
Immobili
Apsorigeni
Spesso capsulati
Catalasi +
Ossidasi + (citocromo c)
La > parte delle Neisserie sono innocui commensali delle prime vie aeree
2 specie sono altamente patogene x luomo:
1. NEISSERIA MENINGITIDIS agente eziologico della meningite cerebrospinale
epidemica
2. NEISSERIA GONORRHOEAE agente eziologico della blenorragia.

NEISSERIA MENINGITIDIS
La manifestazione morbosa classica dellinfezione da (MENINGOCOCCO) rappresentata da
uninfiammazione purulenta delle meningi, accompagnata da lesioni infiammatorie a carico
dellencefalo e del midollo spinale.
Clinicamente caratterizzata da: rigidit nucale, cefalea, febbre, irritabilit, disturbi mentali,
nausea e vomito. Spesso presente un esantema che da una lieve manifestazione
maculopapulare che pu andare fino alla formazione di petecchie confluenti con estese aree di
necrosi cutanea. La meningite da meningococco pu essere rapidamente mortale, la morte segue
a poche ore di distanza dalla comparsa dei primi sintomi.
Le infezioni meningococciche si verificano come casi sporadici o in forma di focolai epidemici.
Linfezione + frequente nelle collettivit chiuse (scuole, prigioni, ospedali, caserme), ma pu
diffondersi anche tra la popolazione residente di una citt, provincia o regione. Nella
popolazione civile, i casi + frequenti sono nella prima infanzia e negli adulti al di sopra dei 45
anni.
La presenza di casi clinici di infezione associata alla presenza nella stessa popolazione di
soggetti che ospitano il meningococco (nel naso-faringe) senza presentare sintomi morbosi
(portatori) e funzionano da sorgente di infezione.
Linfezione si contrae x via inalatoria dai portatori e il meningococco si localizza al livello del
naso-faringe, da qui diffonde x via ematica localizzandosi a livello delle meningi e del SNC.
CARATTERI ANTIGENI
Possiedono un antigene presente nella membrana esterna (come tutti i Gram -) comune a tutti i
meningococchi.
Provvisti di una capsula di natura polisaccaridica che pu presentare caratteri antigeni diversi, e
la > parte dei meningococchi pu essere divisa in 10 gruppi. I sierogruppi : A,B,C,Y,W-135
sono i responsabili della grande maggioranza dei casi clinici. In Italia sono segnalati 250/300
casi/anno di meningite meningococcica, con prevalente incidenza nei bambini fino a 4 anni di
et ( quasi tutti sostenuti da microrganismi dei sierotipi B e C.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
I meningococchi non sono capaci di sopravvivere allinterno dei fagociti e sono quindi
parassiti extracellulari.
Uno dei fattori fondamentali di virulenza rappresentato dal potere antifagocitario della
capsula, ed dimostrata anche dallazione protettiva degli anticorpi nei confronti dellantigene
capsulare.
I meningococchi non producono esotossine e la loro azione patogena dovuta allazione
dellendotossina alla cui azione segue un esteso danno vascolare, complicato da reazioni
infiammatorie localizzate e generalizzate.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Il reperto microscopico di diplococchi Gram nel sedimento del liquor di un paziente affetto da
meningite pu far avanzare il sospetto di una meningite meningococcica. Cmq non possibile
porre la diagnosi esclusivamente in base al reperto morfologico.
Se il materiale in esame ricco di batteri lidentificazione delle neisserie pu ottenersi mediante
rezioni di immunofluorescenza eseguita direttamente sul materiale patologico con un pool di
sieri specifici.
Il altri casi la certezza diagnostica si ottiene mediante isolamento colturale e successiva
identificazione. Perch lisolamento colturale abbia successo necessario che i materiali
patologici x la ricerca delle neisserie siano prelevati prima di qualsiasi terapia antibiotica, e in
seminati negli adatti terreni di coltura.
Per lisolamento colturale: piastre di agar-ascite o agar-sangue cotto a 60C (agar cioccolato)
incubate a 37C in presenza del 5% di CO2. Le colonie compaiono in 24-48 h e si presentano
tondeggianti di 2-3mm, traslucide e di aspetto mucoso.
Le colonie possono essere identificate in base alla propriet delle neisserie incubate in aerobiosi,
di provocare, in presenza di ossigeno libero, lossidazione di alcuni composti aromatici incolori,
trasformandoli in derivati colorati.
Lidentificazione pu essere + complicata quando la ricerca del batterio si esegue nel muco
naso-faringeo di soggetti apparentemente sani, allo scopo di identificare i portatori. Infatti il
naso-faringe delluomo ospita spesso diverse neisserie apatogene. La differenziazione si pu
basare sui:
- caratteri delle colonie (solo le neisserie patogene danno colonie tralucide di aspetto
cremoso, mentre le colonie delle neisserie apatogene sono secche e assai spesso
pigmentate in giallo);
- inoltre le neisserie apatogene crescono sui comuni terreni di coltura, mentre le
neisseerie patogene richiedono un terreno arricchito di sangue o liquido ascetico
- nei casi dubbi le indagini sierologiche sono condotte con antisieri verso gli antigeni
capsulari.
TERAPIA
Neisseria meningitidis sensibile alla penicillina e ai sulfamidici.
METODI DI IMMUNIZZAZIONE
- Limmunizzazione passiva a scopo terapeutico mediante somministrazione di sieri anti-
meningococci era lunica arma terapeutica prima della scoperta dei sulfamidici.
- I vaccini anti-meningococco: in commercio un vaccino contenente i polisaccaridi capsulari
purificati di meningococchi di gruppo A,C, Y, W-135. Il vaccino efficace a 2-3 settimane dalla
inoculazione (sottocutanea) x scarsamente immunogeno nei bambini, e negli adulti conferisce
unimmunit breve 3-4 anni. Questo viene utilizzato in ambito militare.

NEISSERIA GONORRHOEAE
GONOCOCCO -> agente eziologico della gonorrea o blenorragia.
Ha gli stessi caratteri generali di N. meningitidis
un parassita esclusivo della specie umana, in cui si localizza, primitivamente a livello
dellapparato genitale e si trasmette da soggetti infetti a soggetti sani, solo attraverso i rapporti
sessuali.
Nelluomo: il gonococco penetra attraverso lepitelio stratificato colonnare delluretra anteriore,
raggiungendo il connettivo subepiteliale. In questa sede affluiscono numerosi leucociti
neutrofili, e molti fagocitano attivamente i gonococchi che poi trasportano dalla zona
infiammata al lume delluretra. La grande quantit di leucociti che dal focolaio infiammatorio si
scaricano nelluretra, provoca la caratteristica secrezione purulenta e rappresenta uno dei primi
sintomi che compare entro i primi 3 giorni dal contagio. Linfezione pu diffondere x continuit
attraverso i linfatici e quindi x via ematica provocando, artriti, orchiti, endocarditi e meningiti.
Nelluomo linfezione gonococcica rarissimamente asintomatica, quindi il soggetto infetto sa
benissimo di esserlo.
Nella donna: la sede di infezione primaria rappresentata dalle ghiandole del Bartolini (situate
ai lati dellorifizio vaginale). Luretra interessata in maniera transitoria. Nella donna una serie
di complicanze rappresentata da: salpingo-ooforite che pu portare alla sterilit. La
sintomatologia nella gonorrea femminile modesta e pu passare a lungo asintomatica. Una
eccezione alla via di trasmissione sessuale quella attraverso il canale del parto che causa nel
neonato: oftalmo-blenorragia dei neonati.
CARATTERI ANTIGENI E MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
- Tutti gli stipiti possiedono abbastanza antigeni comuni x reagire nei confronti di un unico siero
immune.
- Al momento dellisolamento, N. gonorrhoeae possiede un antigene capsulare di natura
polisaccaridica antigene K che si perde rapidamente nelle colture.
- Nel meccanismo dazione patogena intervengono:
1) lazione antifagocitaria del polisaccaride superficiale (antigene K)
2) lazione tossica della endotossina (LPS).
- Gli stipiti patogeni sono provvisti di pili, la cui presenza favorisce ladesione delle neiserrie alle
cellule delle mucose genitali.
- La colonizzazione delle mucose favorita dalla produzione di proteasi in grado di inattivare le
IgA1.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Lapparato genito-urinario rappresenta la sede elettiva e primitiva della localizzazione di N.
gonorrhoeae, e possiede una popolazione batterica residente nella quale non sono comprese
neisserie; quindi il semplice reperto microscopico di diplococchi a chicco di caff, Gram - in
un essudato purulento da una forma infiammatoria acuta, localizzata nella sede elettiva
dellinfezione gonococcica sufficiente ad avanzare il sospetto di infezione gonococcica.
Nei materiali patologici in cui il reperto microscopico sia negativo,si ricorre alla ricerca
colturale, utilizzando i terreni e le modalit specifiche; o alla ricerca diretta di antigeni specifici
nel materiale patologici mediante reazioni immunoenzimatiche.
TERAPIA
Le penicilline sono il medicinale di elezione dellinfezione gonococcica.
Capitolo 21

ENTEROBATTERI

Comprendono un gran numero di batteri a prevalente habitat intestinale nelluomo e negli


animali, correlati biochimicamente e antigenicamente
GRAM
BACILLI
Apsorigeni
Mobili x flagelli peritrichi o immobili, provvisti di pili
Aerobi-anaerobi facoltativi;
- coltivati in aerobiosi producono citocromi e ricavano energia dalla completa ox
dellacido piruvico attraverso il ciclo di Krebs(eccetto Erwinia e Yersinia, che
riducono i nitrati a nitriti, cio sono in grado di utilizzare i nitrati come accettori
inorganici di idrogeno nella respirazione anaerobia);
- coltivati in anaerobiosi, sono tutti in grado di utilizzare il glucosio x via fermentativa
con produzione di acidi e di gas.
Tutti crescono bene nei normali terreni di coltura; in alcuni generi (Escherichia, Shigella,
Edwardisiella, Salmonella) lo sviluppo in terreni di coltura inibito dalla presenza di piccole
concentrazioni di cianuro di potassio).
Laspetto delle colture simile x tutte le specie e non costituisce un carattere utile x
lidentificazione; nei terreni solidi le colonie di batteri in fase S sono rotondeggianti, lucide,
consistenza cremosa, e con incubazione di 24h raggiungono i 2-3mm di diametro.
Eccezione: le colonie del gruppo Klebsiella-Enterobacter-Serratia, che sono provvisti di una
capsula molto evidente, hanno xci un aspetto mucoso; e i Proteus, le cui colture in terreni solidi
tendono ad invadere tutta la superficie disponibile (colonie sciamanti) x la notevole mobilit dei
batteri.
Ossidasi (nn possiedono il citocromo c)
La loro identificazione possibile in base a una serie di caratteri biochimici:
1. capacit di utilizzare particolari substrati come unica fonte di carbonio;
2. preseza di particolari enzimi;
3. produzione di specifici prodotti metabolici;
4. capacit di fermentare particolari zuccheri;
CARATTERI ANTIGENI
La superficie come quella di tutti i Gram presenta numerose molecole di LPS (endotossina)
sulla membrana esterna. La componente lipopolisaccaridica della membrana esterna
responsabile sia delle propriet tossiche dei batteri (endotossina) dovute alla sua porzione
lipidica, sia della componente antigene della superficie del soma batterico che viene indicato
come antigene O , la cui specificit conseguente alla composizione e alla disposizione della
porzione polisaccaridica. La composizione dellantigene-O (ossia della porzione polisaccaridica
dellLPS) degli enterobatteri complessa, formata da 2 porzioni:
1 -> + profonda costituisce uno scheletro comune, identico in tutti gli enterobatteri, a questa
comune porzione basale sono attaccate; indicata come antigeneR, si appalesa nelle
varianti rugose (che hanno perso la capacit di sintetizzare le catene specifiche del
polisaccaride O)
2 -> + differenti e specifiche catene saccaridiche, che rappresentano i determinanti antigeni
specifici.
Antigene K situato + superficialmente rispetto allantigene O presente un involucro di
polisaccaridi acidi, che ne rappresentano lo strato mucoso e che talora assume le dimensioni di
una capsula (ben sviluppata nel gruppo Klebsiella,-Enterobacter-Serratia). Nelle Salmonella
indicato come antigene Vi (virulenza). La presenza dellantigene K o Vi rende i batteri in
agglutinabili dai sieri contenenti anticorpi anti-O, xk la presenza dellantigene K tende a
mascherare lantigene O. E sufficiente scaldare la sospensione batterica a 100 C x unora, x
eliminare lantigene K (viene denaturato) e rende gli enterobatteri di nuovo O-agglutinabile
(lantigene O termostabile).
AZIONE PATOGENA
Gli enterobatteri sono coinvolti in una serie di manifestazioni morbose umane:
1. Infezioni sistemiche rappresentate dalle febbri enteriche (tifo e paratifo) in cui
linteressamento dellintestino si accompagna a una diffusione
dellinfezione a tutto lorganismo (x via ematica e/o linfatica) con
localizzazione extraintestinali (epatiche).
2. Infezioni esclusivamente intestinali sono rappresentate da varie forme di gastriti e gastro-
enteriti, causate da batteri dei generi Salmonella e Shigella e da alcuni stipiti di Escherichia
coli. Le enteriti da enterobatteri fanno parte di una vasta gamma di sindromi morbose,
caratterizzate da sintomi diarroici (diarrea = anomala ed elevata frequenza e liquidit delle
emissioni di materiale fecale) e/o dissenterici (dissenteria = processo infiammatorio della
mucosa del colon, accompagnato da tenesmo, dolori addominali ed emissione di muco o di
sangue nelle feci). Dal punto di vista del meccanismo dellazione patogena gli enterobatteri
enteropatogeni si distinguono in :
- invasivi -> Shigelle, Salmonelle, ed alcuni tipi di E. coli. essi si localizzano nella
porzione distale dellintestino (porz distale del tenue e > nel colon) penetrando nella
mucosa dove provocano alterazioni istopatologiche evidenti. Il digiuno ha mucosa
intatta, ma in stato secretivo. I sintomi clinici di queste enteriti sono: di tipo
dissenterico x le alterazioni infiammatorie della mucosa della porzione distale
dellintestino, con una variabile proporzione di sintomi diarroici a causa
dellaumentata secrezione digiunale che si sovrappone alla diminuita capacit di
assorbimento dei liquidi nella porzione distale. Gli enterobatteri invasivi non
producono enterotossine.
- Non invasivi -> alcuni stipiti di E. coli. Essi si localizzano nellintestino tenue (ileo)
ed elaborano enterotossine che agiscono stimolando lattivit secretoria della mucosa
intestinale, senza provocarvi lesioni. I difetti di trasporto (eccesso di secrezioni di
liquidi) sono limitati allintestino tenue e la sintomatologia di tipo diarroico ed
conseguente al superamento della capacit di assorbimento di liquidi da parte del
colon.
- Le infezioni a localizzazione sistemiche o intestinali sono infezioni esogene, e seguono
allingestione di cibi contaminati con materiali fegali di individui infetti.

3. Infezioni a localizzazione extraintestinale sono rappresentate da infezioni urinarie (cistiti,


cisto-pieliti, pieliti) nella > parte dei casi sostenute da E. coli. Queste infezioni
sono nella > parte dei casi infezioni endogene e fanno seguito alla diffusione in altre sedi
dellorganismo (ex vescica urinaria) di enterobatteri (ex E. coli) che sono innocui commensali
del contenuto del grosso intestino.
Il meccanismo dazione patogena complesso, intervengono:
- lattivit antifagocitaria delle strutture di superficie (polisaccaride dello strato
mucoso o della capsula);
- ladesivit legata alla presenza di fimbrie specifiche;
- tossicit della endotossina, di cui responsabile la porzione lipidica dellLPS.
- elaborazione di tossine proteiche (in alcuni casi).
ESCHERICHIA
Il genere Escherichia comprende ununica specie, Escherichia coli
Bacillo del colon
Ospite normale dellorganismo umano e rappresenta la specie predominante della comunit
batterica aerobia-anaerobia facoltativa residente nellintestino crasso.
dotato della capacit di fermentare il lattosio
Dal punto di vista sierologico gli stipiti di E. coli si dividono in numerosi sierotipi sulla base
dei diversi antigeni O (171 tipi) e nellambito di ciascun sierotipo sulla base dei diversi antigeni
K (80) e H(56).
PRINCIPALI QUADRI PATOLOGICI SOSTENUTI DA E. COLI
1. INFEZIONI (ENDOGENE) DELLE VIE URINARIE sostenute da molti sierotipi, > da quelli
provvisti di fimbrie (pili) denominate PAP
2. INFEZIONI (ESONGENE) INTESTINALI
a) stipiti EPEC (entero-pathogenic E.coli) e gli stipiti ETEC (entero-toxigenic E. coli)
si localizzano a livello dellintestino tenue e provocano la comparsa di enteriti
diarroiche x azione diretta (distruzione dei microvilli) sugli epiteli mucosi (stipiti
EPEC) o la produzione di enterotossine (stipiti ETEC).
b) Gli stipiti EIEC (entero-invasivi E. coli) e gli stipiti EHEC (entero-hemorrhagic E.
coli) si localizzano a livello dellintestino crasso e provocano la comparsa di enteriti
dissenteriche a seguito dei fenomeni infiammatori conseguenti allinvasione della
mucosa (stipiti EIEC) o x la produzione di tossine Vero (o Shiga-like). Le infezioni
da EHEC, possono essere complicate da colite emorragica, sindrome uremica
emolitica.
3. ESCHERICHIA COLI probabilmente il + frequente agente di meningite neonatale (da
infezione esogena intra partum) sostenuta dagli stipiti provvisti di antigene capsulare K1.

Primo gruppo di E. coli patogeni rappresentato dagli stipiti uropatogeni, agente eziologico di
infezioni endogene delle vie urinarie. Questi stipiti sono produttori di emolisina (contribuisce
al meccanismo di azione patogena). Inoltre sono dotati di particolari adesine (fimbrie P)in grado
di garantire ledesivit del batterio alla superficie delle cellule delle mucose delle vie urinarie.
Altro gruppo di E. coli rappresentato dagli stipiti enteritogeni agenti eziologici di enteriti
(particolarmente gravi tra i bambini nella prima infanzia) in conseguenza di infezioni (esogene)
contratte x ligestione di alimenti contaminati con materiale fecale di soggetti infetti in modo
asintomatico (portatori sani). Alcuni stipiti enteritogeni devono la loro azione patogena alla
capacit di invadere la mucosa intestinale (crasso) provocandovi lesioni infiammatorie
accompagnate da sintomi dissenterici, altri sono patogeni x la loro capacit di produrre
enterotossine in grado di agire sulla mucosa intestinale (tenue) provocando la comparsa di
sintomi diarroici. A seconda del meccanismo patogeno si distinguono diversi gruppi:
- E coli enteropatogeni o EPEC non producono tossina
- E. coli enterotossigeni o ETEC producono 2 enterotossine: 1. tossina
termolabile o LT; 2. tossina termostabile o ST
- E. coli enteroinvasivi o EIEC non producono tossina
- E. coli enteroemorragici o EHEC producono 2 tossine: Shiga-like I e II
STIPITI EPEC sono responsabili di patologia intestinale, nella nostra area geografica sono
frequentemente responsabili di malattie infantili, caratterizzate da febbre, malessere, vomito,
diarrea (con abbondante muco e poco sangue), talora la diarrea pu anche protrarsi x + di 14 gg.
Sono privi di potere tossinogeno o invasivo, mentre hanno una peculiare adesivit.
STIPITI ETEC costituiscono la principale causa di diarrea infantile nei Paesi in via di
sviluppo; sono gli agenti + frequentemente responsabili della diarrea del viaggiatore.
Determinano una tipica diarrea acquosa con nausea, crampi addominali e febbre. Gli stipiti
ETEC sono provvisti di adesine (fimbrie) specifiche x la mucosa intestinale e devono la loro
patogenicit alla produzione di 2 potenti enterotossine : 1 ) termolabile (LT) che molto simile
nella struttura e nel meccanismo dazione alla tossina colerica; 2) termostabile (ST). La
produzione delle tossine enteritogene codificata da un plasmide. A differenza della tossina
colerica, LT e ST sono poco diffusibili, e tendono a rimanere associate alla cellula batterica.
STIPITI EIEC prediligono la mucosa del colon e sono responsabili di una forma dissenterica
(Shigella-like) clinicamente caratterizzata da febbre, intensi crampi addominali, malessere ed
abbondante emissione di feci prima acquose, quindi muco-sanguinolente e ricche di elementi
polimorfonucleati. Gli stipiti entero-invasivi si attaccano alla mucosa dellintestino crasso e ne
invadono le cellule e ne vengono inglobati attraverso fenomeni di endocitosi. Allinterno della
cellula essi lisano il vacuolo endocitico, si moltiplicano allinterno della cellula che viene uccisa
e diffondono alle cellule contigue, causando una notevole distruzione dei tessuti ed una intensa
reazione infiammatoria.
STIPITI EHEC elaborano, x un fenomeno di conversione lisogenica, 2 potenti citotossine : 1 )
Verotossina 1 (Shiga-like 1) apparentemente identica alla tossina di Shigella dysenteriae 1
(tossina di Shiga) e viene neutralizzata dagli anticorpi specifici x tale tossina.; 2) Verotossina 2 o
(Shiga-like 2) invece antigenicamente differente. Questi stipiti sono sprovvisti di potere
invasivo, e provocano quadri enteritici con scarsi sintomi dissenterici clinicamente meno gravi
di quelli provocati da Shigella. La tossina di Shiga e Shiga-like, diffondendo attraverso la
mucosa raggiungono il circolo ematico e si legano, attraverso recettori glicolipidici di
superficie, alle cellule vascolari endoteliali che ne risultano danneggiate. Il danneggiamento
delle cellule si accompagna alla liberazione di varie citochine ed a un aumentato eccesso di
endotossina in circolo con fenomeni coagulativo-emorragici che possono interessare
direttamente il colon (colite emorragica) o attraverso la disseminazione sistemica delle tossine.
La complicanza + grave rappresentata dalla sindrome uremico emolitica causata da
insufficienza renale acuta, anemia emolitica microangiopatica, trombocitopenia.
Laccertamento diagnostico delle diarree sostenute da E. coli affidato alla dimostrazione
dellappartenenza degli isolati clinici ai sierotipi che + frequentemente sono apparsi associati a
manifestazioni epidemiche della malattia.

PRATICA DIAGNOSTICA:
a) valutazione delladesivit batterica, mediante lo studio della capacit emoagglutinante del
batterio x particolari tipi di emazie o della capacit del batterio di aderire alla superficie di
cellule coltivate in vitro;
b) la ricerca della produzione di enterotossine mediante prove immunologiche (tecniche immuno
enzimatiche);
c) la ricerca della produzione di tossine Vero (Shiga-like) mediante la dimostrazione di azione
citotossica nei confronti di linee cellulari coltivate in vitro;
d) la ricerca di potere invasivo, mediante la dimostrazione della capacit di penetrare allinterno di
cellule coltivate in vitro.

SHIGELLE
Sono distinte in 4 specie, ognuna delle quali comprende diversi sierotipi.
Sottogruppo A: SHIGELLA DYSENTERIAE (10 sierotipi)
Sottogruppo B: SHIGELLA FLEXNERI (8 sierotipi)
Sottogruppo C: SHIGELLA BOYDII (15 sierotipi)
Sottogruppo D: SHIGELLA SONNEI (2 sierotipi)
Le forme + frequenti in Italia sono: S. flexneri e S. sonni
GRAM
Immobili
Lattosio
Antigene-O
Antigene K (termolabile)
Le Shigelle sono gli agenti eziologici della dissenteria bacillare, malattia con breve periodo di
incubazione (3-6 gg) e da una sintomatologia con violente scariche diarroiche
mucosanguinolente con emissione di materiale costituito da muco vitreo, striato di sangue,
talora con lembi di mucosa in sfaldamento. Alla diarrea si associano, febbre modica, dolori
addominali, tenesmo e vomito, insieme a segni di compromissione generale.
La malattia si contrae x ingestione di alimenti contaminati da feci di malati o di portatori sani
(convalescenti).
Le Shigelle sono parassiti esclusivi delluomo che rappresenta xci lunica sorgente di
infezione. Le mosche sembrano favorire la disseminazione meccanica dellinfezione.
Le Shigelle introdotte con gli alimenti riescono a superare la barriera dellacidit gastrica, e
vanno a localizzarsi nella mucosa del colon dove moltiplicandosi esercitano la loro azione
patogena.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Lazione patogena dovuta alla loro capacit di penetrare nelle cellule dellendotelio mucoso
integro, passando poi nella lamina propria della mucosa intestinale dove si moltiplicano con
accumulo di prodotti metabolici e liberazione di endotossina (in seguito alla lisi dei corpi
bacillari)
Nelle forme di dissenteria sostenute da Shigella dysenteriae di tipo 1 che producono una potente
tossina citotossica (tossina Shiga).
Tutte le Shigelle non producono tossine proteiche e la loro azione tossica e la loro azione tossica
riconducibile alla componente lipoproteica (endotossina) della parete cellulare.
DIAGNOSI MICROBIOLOGICA
La principale prova di patogenicit : consiste nella dimostrazione della capacit delle Shigelle
di penetrare allinterno di cellule in vitro o nella propriet di causare cherato-congiuntivite in
cavia.

SALMONELLE
Le salmonelle sono responsabili di diffuse ed ubiquitarie patologie che sono rappresentate da:
- gastroenteriti (modesta gravit)
- forme sistemiche (decorso di > gravit)
Il genere Salmonella comprende numerosi enterobatteri differenziati sulla base dei diversi
caratteri antigeni, somatici (antigene-O), capsulari (antigene Vi) e flagellari (antigene H).

PRINCIPALI QUADRI PATOLOGICI SOSTENUTI


1. GASTROENTERITI manifestazioni morbose che si osservano con > frequenza, con tendenza
alla guarigione spontanea, sono causate da serovar ubiquitari ampiamente diffusi in animali da
allevamento (salmonellosi minori)
2. SALMONELLOSI SISTEMICHE (TIFO e PARATIFI ) esclusivamente da serovar adattati
alluomo.(Salmonella typhi , S. paratyphi A..)
Le salmonelle che incidono con > frequenza nella patologia umana sono:
SALMONELLA TYPHI
SALMONELLA PARATYPHI A
SALMONELLA PARATYPHI B
SALMONELLA PARATYPHI C
SALMONELLA TYPHIMURIUM
I serovar adattati alluomo (S. typhi e S. paratyphi A) sono responsabili di gravi forme
sistemiche (tifo, paratifi, setticemie) e si trasmettono direttamente da uomo a uomo, senza ospiti
intermedi attraverso il circuito oro-fecale.
I serovar ubiquitari (S. typhimurium) sono responsabili di gastroenteriti (senza tendenza
alla diffusione sistemica), fanno seguito dopo un breve periodo di incubazione (limitato a poche
ore) allingestione di cibi contaminati.
SALMONELLA TYPHI = tifo o febbre enterica
La forma tipica e + grave di infezione sistemica da salmonella rappresentata dal TIFO (tifo
addominale, febbre tifoide) il cui agente eziologico Salmonella typhi.
Linfezione si contrae x ingestione di alimenti contaminati da feci di malati o + freq di portatori.
La malattia ha inizio subdolo, preceduto da un periodo di incubazione di 7-14gg con prodromi
costituiti da astenia, dolori muscolari, cefalea, insonnia.
1 settimana: Compare la febbre, che ha un andamento caratteristico (curva di
Wunderlich) caratterizzato da un periodo di ascesa durante il quale la temperatura sale a
sega, con la temperatura serale superiore a quella del mattino dopo, che a sua volta
superiore a quella del mattino precedente.
2 settimana: seguita poi da un periodo di stato, in cui la temperatura si mantiene sub-
continua (valori elevati 39-40C) x unaltra settimana.
3 settimana: Si assiste a un periodo di decremento, nella 3 settimana, in cui landamento
della temperatura riproduce in forma speculare quello della prima settimana.
Alla febbre si accompagnano segni di compromissione dellapparato digerente (anoressia,
lingua impaniata, irregolarit dellalvo) del SN (stordimento), sopore, dellapparato circolatorio
(ipotensione), dellapparato emolinfopoietico (splenomegalia, leucopenia), dellapparato
urinario (albuminuria). A questi sintomi possono accompagnarsi, complicanze rappresentate da
emorragie intestinali o perforazione intestinale.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
- Le salmonelle introdotte con i cibi raggiungono lintestino, e alcune riescono, penetrando
attraverso la mucosa, a raggiungere i linfonodi mesenterici, da qui attraverso il dotto toracico
si riversano nel circolo ematico provocando una fugace batteriemia, localizzandosi nelle
cellule reticolo-endoteliali della milza, del fegato, nel cui interno riescono a moltiplicarsi
attivamente.
- Dopo il periodo di incubazione le Salmonelle, raggiunta una notevole consistenza numerica,
passano nel sangue, provocando una batteriemia persistente x alcuni giorni (coincide con
linizio della sintomatologia morbosa e del rialzo termico).
- seguita da una localizzazione massiccia a livello di vari organi e in particolare della
colecisti, da dove attraverso la bile, riesce ad infiltrarsi nellepitelio intestinale fino a
raggiungere la lamina propria dove si moltiplicano. Contemporaneamente la mucosa
intestinale viene colonizzata dalle Salmonelle anche a livello delle placche di Peyer e dove x
lintensa reazione infiammatoria si producono delle ulcerazioni ricoperte da escare, il cui
distacco precoce (prima della cicatrizzazione) la causa delle emorragie intestinali o delle
perforazioni.
Nel 1 periodo dellinfezione le Salmonelle riescono a moltiplicarsi allinterno dei monociti, la
guarigione si accompagna alla comparsa di un elevato potere battericida dei macrofagi nei confronti
delle Salmonelle fagocitate, x lintervento dellimmunit cellulo-mediata.
In alcuni soggetti, dopo la guarigione clinica, Salmonella typhi, pu persistere a lungo a livello
della colecisti, provocando uninfezione subacuta asintomatica. Questi soggetti che eliminano il
batterio con il materiale fecale (portatori sani)

GASTRO-ENTERITI
rappresentano la manifestazione clinica + diffusa dellinfezione da serovar ubiquitati di
salmonella.
Sono caratterizzate da uninsorgenza acuta con dolore addominale, diarrea, nausea, vomito.
Linsorgenza delle gastro-enteriti da salmonella la conseguenza dellingestione di cibi a base
di carne, uova, contaminati da SALMONELLA TYPHIMURIUM.
Pu presentarsi in forma epidemica in collettivit che accedono allo stesso alimento, x questo
motivo le salmonellosi acute sono classificate tra le intossicazioni alimentari di origine
microbica (botulismo, intossicazione da enterotossina stafilococcica). Le gastro-enteriti da
salmonella possono diffondere anche x contagio interumano (collettivit infantile, infezioni
nosocomiali) e la loro diffusione favorita dalla presenza di portatori sani. Le infezioni da
salmonelle sono appannaggio della collettivit a basso standard economico-sociale di vita.

KLEBSIELLE
Enterobatteri
Capsulati
Immobili
Reperibili nel materiale fecale umano, sono spesso associate a diverse forme morbose
interessanti lapparato respiratorio.
KLEBSIELLA PNEUMONIAE : frequente commensale delle prime vie respiratorie, la quale pu
causare varie affezioni respiratorie (polmoniti) in soggetti debilitati x altre malattie respiratorie
infettive. Oltre a malattie dellapparato respiratorio pu essere causa di infezioni dellapparato
urinario.
KLEBSIELLA OZENAE: associata ad una particolare forma di rinite atrofica (ozena),
caratterizzata da un odore fetido dovuto ad un progressivo processo di atrofia della mucosa
nasale.
KLEBSIELLA RHINOSCLEROMATIS: associata ad uninfiammazione granulomatosa del naso-
faringe (rinoscleroma).

ENTEROBACTER
Batteri mobili
capsulato
2 specie: ENTEROBACTER CLOACAE
ENTEROBACTER AEROGENES
frequenti commensali dellorganismo umano
possono provocare infezioni urinarie ed infezioni opportuniste in varie sedi extraintestinali

SERRATIA
I batteri di questo gruppo si ritrovano + freq negli strati superficiali del suolo
La specie S. marcescens, fu identificata nel 1823, come la causa del miracolo della polenta
sanguinante, le colonie mucose e pigmentate in rosso vivo, simulano laspetto di goccioline di
sangue coagulato.
I batteri del gruppo Serratia sono divisi in 6 specie ma 3 sono state isolate nelluomo:
1. SERRATIA MARCESCENS tipico patogeno opportunista, stato isolato da numerose
infezioni a sede extra-intestinale che in ambiente ospedaliero possono verificarsi anche
come focolai epidemici coinvolgenti numerosi pazienti. Si ritrova nei filtri daria e pu
infestare sale operatorie quindi penetrare attraverso una ferita e dare batteriemia
2. SERRATIA LIQUEFACIENS
3. SERRATIA RUBIDAE
PROTEUS
Si ritrova negli strati superficiali del suolo e come componente della popolazione batterica
intestinale delluomo.
Batteri mobili: le colonie si estendono fino al margine del vetrino
Rappresentano i + frequenti agenti eziologici di infezioni urinarie dopo Escherichia. La
produzione di ureasi e la conseguente alcalinizzazione dellurina x la produzione di ammoniaca
contribuiscono alla severit dellinfezione x il danneggiamento dellepitelio renale e la possibile
formazione di calcoli (x la precipitazione di sali di calcio e magnesio)
Oltre a infenzioni urinarie possono provocare infezioni delle vie respiratorie, che in pazienti
debilitati, possono essere accompagnate da manifestazioni setticemiche con elevata mortalit e
infezioni in varie sedi extraintestinali (+ presenti come infezioni nosocomiali).
Le specie P. VULGARIS e P. MORGANII sono patogeni nosocomiali e sono resistenti a
Amicillina e Cefalosporina.

METODI DI IDENTIFICAZIONE
1. LOCALIZZAZIONE INTESTINALE: degli enterobatteri enteropatogeni
si manifesta clinicamente con diarrea o con il + complesso quadro delle febbri enteriche (tifo e
paratifi). I possibili batteri agenti eziologici sono: stipiti enteropatogeni di E. coli ; Shigella;
Salmonella. - Per la ricerca degli stipiti enteropatogeni di E. coli, in caso di diarea,
sufficiente inoculare una sospensione di feci in piastre di terreni addizionati di sostanze dotate di
azione batteriostatica nei confronti dei batteri Gram + ed addizionati di lattosio e un indicatore
di pH; dopo 16-20 h di incubazione, le colonie di batteri lattoso-fermentanti, saranno facilmente
identificabili x il viraggio dellindicatore dovuto alla produzione di acidi dalla fermentazione
dello zucchero. Alcune di queste colonie vengono isolate x lidentificazione e lo studio dei
caratteri antigeni, delle propriet invasive, della capacit a produrre enterotossine.
- Nei confronti di soggetti in cui il sospetto clinico orienti x una diagnosi eziologica da
Shigelle o da Salmonelle: la ricerca dei relativi enterobatteri nel materiale fecale facilitata
dallimpiego di terreni contenenti sostanze che oltre ad inibire i Gram +, inibiscono la
moltiplicazione di E. coli. Questo il terreno S-S (Salmonella-Shigella) che contiene sali biliari
a concentrazioni + elevate. Altri terreni ancora + selettivi sono: lagar al solfito di bismuto e
lagar al verde brillante. Da alcune di queste colonie si allestiscono delle subcolture. Una volta
stabilito che il batterio in esame una Shigella, si procede allidentificazione del sottogruppo in
base allo studio dei caratteri biochimici; quando si abbia a che fare con Salmonella necessario
procedere allo studio dei caratteri sierologici.
Nel caso di sospette infezioni sistemiche (tifo e paratifi): la ricerca delle Salmonelle durante il
1 periodo ha buone probabilit di successo se eseguita nel sangue (emocoltura) dato che la
colonizzazione intestinale preceduta da una batteriemia che persiste x alcuni gg.
2. MATERIALI PATOLOGICI DI PROVENIENZA EXTRAINTESTINALE: il
reperto di enterobatteri sempre casuale. Nelle colture allestite con materiali di provenienza
extraintestinale, si usano terreni non selettivi, ma terreni arricchiti di varie sostanze, sangue,
siero.. allo scopo di favorire lo sviluppo del > numero di specie batteriche. Ogni colonia
costituita da bacilli Gram -, che siano negativi al test della indofenolo-ossidasi, deve essere
considerata come formata da possibili enterobatteri, i quali vanno identificati in base ai caratteri
biochimici-
REAZIONI SIEROLOGICHE
(scopo diagnostico)
AFFEZIONI EXTRAINTESTINALI : sostenute da enterobatteri (le + frequenti a carico
dellapparato urinario e delle vie respiratorie), la possibilit di utilizzare reazioni sierologiche a
scopo diagnostico, a causa della grandissima variet di tipi antigeni non nemmeno
teoricamente pensabile.
Le uniche affezioni da enterobatteri in cui possibile impiegare la ricerca di anticorpi a scopo
diagnostico sono rappresentate dal: tifo e paratifi. In questi casi la malattia preceduta da un
periodo di incubazione, x cui gi pochi giorni dopo linizio della fase febbrile, gli anticorpi
sono presenti in circolo. 3 salmonelle soltanto: S. typhi, S. paratyphi A e S. paratyphi B. La
ricerca di anticorpi in caso di sospetta febbre enterica, si esegue ricercando il potere
agglutinante di diluizioni progressive del siero del paziente nei confronti di sospensioni di
ciascuna delle salmonelle (ricerca di anticorpi anti-salmonelle tifo-paratifose detta anche
reazione di Widal); questa ricerca viene fatta in associazione con la ricerca di anticorpi anti-
Brucelle (reazione di Wright).

TERAPIA
Nelle affezioni da Salmonelle , il farmaco di scelta il cloramfenicolo, ma posso utilizzare anche
ampicillina e cefalosporine.
Tutti gli altri enterobatteri presentano una spiccata restenza a molti farmaci antibatterici, cos la
scelta del medicamento da usare deve essere guidata attraverso la determinazione della sensibilit ai
vari farmaci (antibiogramma).

METODI DI IMMUNIZZAZIONE
Nei confronti dellinfezione da Salmonella typhi: possibile una profilassi immunitaria attiva a
mezzo di vaccini. I vaccini antitifici, sono costituiti da vaccini a cellula intera di (S. typhi uccisi con
acetone) da somministrare x via orale; da vaccini preparati con il polisaccaride capsulare Vi
purificato da somministrare x via intramuscolare.
Lefficacia protettiva dei vaccini allestiti con Salmonelle tifo-paratifi buona ma non assoluta, xci
la prevenzione deve poggiare su misure di igiene generale (risanamento ambientale, igiene delle
abitazioni, alimenti).

ANCHE LE YERSINIE APPARTENGONO AL GENERE ENTEROBATTERI

Capitolo 22
VIBRIONI

Bacilli
GRAM
Curvatura lungo lasse > , assume una forma a C o a virgola ,.
Mobili, presenza di 1 flagello ad un polo della cellula
Asporigeni
Non capsulati
Aerobi-anaerobi facoltativi
Crescono bene nei comuni terreni di coltura, prediligono quelli a pH alcalino
Fermentano alcuni zuccheri con produzione di acidi (non di gas), producono indolo
La > parte sono saprofiti, si trovano negli strati superficiali del suolo o come parassiti
commensali di alcuni animali.
I vibrioni che interessano la patologia umana sono rappresentati dalla specie:
- VIBRIO CHOLERAE
- VIBRIO PARAHAEMOLYTICUS agente eziologico di forme diarroiche conseguenti
allingestione di molluschi o crostacei consumati crudi
- VIBRIO ALGINOLYTICUS e V. VULNIFICUS raramente possono infettare ferite
cutanee o provocare manifestazioni setticemiche in soggetti immunodepressi.

VIBRIO CHOLERAE
Comprende una notevole variet di gruppi sierologici, definiti in base alle caratteristiche
antigeniche dellantigene O.
Tutti gli stipiti sierologici di V. cholerae, sono produttori di enterotossina, le epidemie e le
pandemie sono state sostenute solamente da stipiti appartenenti al sierogruppo O1, i quali a loro
volta sono suddivisi in base a altri antigeni (proteici) in 3 tipi sierologici:
1. Inaba;
2. Ogawa;
3. Hikojima
Questi 3 sierotipi, possono presentare caratteristiche biologiche diverse, xci si sono individuati
2 biotipi: 1. Vibrio cholerae O1 biotipo classico; sostiene il colera e ha
avuto la sua principale zona endemica
nelle aree intorno al delta del fiume Gange
e in India, da qui si diffuso lungo gli
itinerari seguiti dai pellegrini;
2. Vibrio El Tor isolato nella penisola di Sinai nel 1905
Gli stipiti di V. cholerae appartenenti agli altri sierogruppi O da (O2 a O138) sono stati
isolati da casi sporadici di diarrea o da infezioni intestinali (raramente).
Colera :
unenterite caratterizzata dalla emissione di grandissime quantit di feci acquose, di aspetto
opalescente acque di riso; possono ammontare ad alcuni litri al giorno (fino a 10-14 litri) con
un contenuto di potassio molto elevato. Labbondante perdita di acqua provoca, una rapida
disidratazione, seguita da acidosi, emoconcentrazione, squilibrio elettrolitico ( < quantit di
potassio) pu seguire shock empodinamico e morte anche nel giro di ore o gg.
Lenterite colerica fa seguito alla ingestione di cibo o bevande (acqua) contaminate da
materiale fecale di malati o convalescenti (che eliminano i vibrioni nelle feci fino a 3-4
settimane dopo la guarigione clinica). La diffusione del colera favorita dal fatto che i vibrioni
pur essendo facilmente uccisi dai disinfettanti, riescono a sopravvivere x molto tempo in
materiali ad elevato tenore di umidit e nelle acque superficiali.
Lunica sorgente di infezione luomo infetto.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
si moltiplicano nellintestino, alla superficie della mucosa, aderendo alle cellule dellepitelio
senza penetrarvi, e non causano alterazioni istopatologiche.
I virioni eliminano alcuni esoenzimi: - neuraminidasi
- emolisina (il biotipo El Tor).
Lazione patogena riconducibile alla produzione di una esotossina enterotossica. Questa
tossina appartiene al gruppo di tossine insieme alla tossina termolabile (LT) di E.coli
enterotossigeni e alla tossina pertossica, le quali agiscono modificando il contenuto cellulare di
cAMP, a seguito della loro azione catalitica ADP-ribosilante. Le tossine si legano agli
enterociti attraverso linterazione del componente B con gangliosidi (GM1); Linterazione con
la superficie cellulare seguita dalla traslocazione della componente A (formata da 2 peptidi A1
e A2 tenuti insieme da ponti di solfuro). Il bersaglio della componente A1 rappresentato da
una proteina trimerica di membrana proteina G (GTP-binding) che regola positivamente
lattivit delladenilato ciclasi. A seguito dellinterazione della tossina con la proteina G, si ha
una stimolazione continua delladenilato ciclasi e unaumentata concentrazione di cAMP nel
citosol degli enterociti, che provoca una rapida eliminazione nel lume intestinale di una serie
di elettroliti,e conseguentemente di una notevole quantit di acqua, che finisce con il superare
la capacit di riassorbimento del colon -> risultato profusa diarrea (con shock ipovolemico,
acidosi,)
La produzione di enterotossina pu essere messa in evidenza in vivo: isolando mediante
legatura, tratti di anse intestino tenue di animali (coniglio) inoculando poi la tossina nel lume.
La presenza della tossina si evidenzia con una distensione del tratto di ansa isolato x laccumulo
di grandi quantit di liquido.
Le enteriti da vibrioni del biotipo El Tor sono meno gravi di quelle sostenute da vibrioni
classici, ma i convalescenti possono rimanere a lungo eliminatori di vibrioni, facilitando la
diffusione dellinfezione.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
I vibrioni hanno scarsa tendenza alla diffusione oltre la mucosa e la ricerca si esegue sul
materiale fecale. Xci nelle zone endemiche il reperto microscopico di numerosi vibrioni in
preparati microscopici del materiale fecale eliminato con le scariche diarroiche indicativo x
una diagnosi di colera.
La certezza diagnostica: isolamento colturale e identificazione sierologica. Il materiale fecale
viene incubato x 10-18h in una soluzione di peptoni a pH alcalino e poi si procede alla semina
su piastre di agar, Terreno di Monsur: addizionato di taurocolato sodico (inibire Gram + e
E.coli), di bicarbonato (avere un pH alcalino), tellurito di potassio (inibisce altri Gram - ).
Le colonie sono esaminate microscopicamente e identificate biochimicamente ( catalasi +,
ossidasi +, producono indolo e riducono nitrati, fermentano il saccaroso e mannite con
produzione di acidi e nn di gas). I vibrioni El Tor sono anche emolitici.
Non possibile ricorrere alla diagnosi sierologica a causa della brevit de periodo di
incubazione.
TERAPIA
I vibrioni colerici sono sensibili a molti antibiotici: tetracicline, cloramfenicolo, streptomicina. V.
cholerae poco virulento e linfezione tende a esaurirsi spontaneamente. importante ai fini
terapeutici il mantenimento dellequilibrio idrico ed elettrolitico dellorganismo.
METODI DI IMMUNIZZAZIONE
I vaccini anti-colerici oggi in uso sono allestiti con sospensioni di vibrioni colerici uccisi di sierotipi
Inaba e Ogawa, appartenenti sia al biotipo classico che a quello El Tor e vengono somministrati x
via sottocutanea in 2 dosi a distanza di 7 gg luna dallaltra. Questi vaccini hanno poca efficacia. La
migliore protezione il controllo dellinfezione colerica, evitando luso di cibi e acqua contaminate.

SPIRILLI
Bacilli., con 2 o + curvature lungo lasse principale che conferiscono una forma a spirale.
La cellula rigida e mobile (a diff. delle spirochete) x la presenza di flagelli a disposizione
polare.
1 specie patogena x luomo: SPIRILLUM MINOR
S. minor ospite abituale del cavo orale di ratti, topi; luomo si infetta x il morso di un animale.
Laffezione caratterizzata da: unulcera molle nel punto della morsicatura con interessamento
linfoghiandolare satellite, esantema maculo-papuloso e febbre di tipo ricorrente (linfezione
definita Sodokum = veleno di topo).
TERAPIA: penicillina.

CAMPYLOBACTER
Bacilli curvi
GRAM
Mobili x flagelli polari
Asporigeni
Metabolismo respiratorio, non fermentano zuccheri
Ossidasi +
Crescono bene nei comuni terreni di coltura.
EZIOLOGIA
I campilobatteri che interessano la patologia umana sono:
- Campylobacter jejuni agenti eziologici di manifestazioni enteriche
- Campylobacter coli
La riserva naturale rappresentata da numerosi animali vertebrati, tra cui i volatili da
allevamento che costituiscono la sorgente + importante di infezione umana (ingestione di carni
contaminate e non trattate adeguatamente).
MECCANISMO PATOGENO
Le enteriti da campilobatteri sono caratterizzate da: manifestazioni diarroiche, con frequente
frequenza di sangue e muco nelle feci.
DIAGNOSI BATTERIOLOGICA
- Nei casi di enterite si basa sulla ricerca colturale dei campilobatteri nel materiale fecale.
- Isolamento: si usano colture in terreni selettivi (addizionati di alcuni antibiotici cui i
campilobatteri sono resistenti) e arricchiti di sangue. Le colture sono incubate a ridotta
concentrazione di ossigeno e a 42C.
- Lidentificazione: si basa sui caratteri biochimici.
TERAPIA: sensibili alleritromicina.

HELICOBACTER
Bacillo , ricurvo a spirale
GRAM
Mobile x presenza di 5-6 flagelli unipolari
Aerobio-anaerobio facoltativo (microaerofilo)
Cresce bene nei terreni abiotici di coltura
Ossidasi +
Catalasi +
Attivit ureasica
Habitat naturale: mucosa gastrica della specie umana.
HELICOBACTER PYLORI un patogeno specifico x la specie umana, in grado di
colonizzare cronicamente la mucosa gastrica e duodenale; correlato allinsorgenza di gastrite
antrale seguita in alcuni soggetti dallinsorgenza di ulcera gastrica e ulcera duodenale.
correlato dal punto di vista epidemiologico, allinsorgenza di adenocarcinoma gastrico.
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
H. pylori possiede un lipopolisaccaride (LPS o endotossina) poco tossico; con una particolare
composizione di acidi grassi del lipide A che ne spiega la scarsa pirogenicit.
La porzione glicidica contiene sequenze di zuccheri identiche agli antigeni Lewis x e Lewis y
presenti alla superficie delle cellule della mucosa gastrica, che inducono una forte risposta
anticorpale autoimmune che pu contribuire al danno della mucosa.
1 stadio di infezione: si ha quando il batterio raggiunge la mucosa gastrica. I fattori
principalei che condizionano la colonizzazione batterica della mucosa sono:
1) la produzione di ureasi -> con la quale si protegge dallestrema acidit dei succhi
gatrici. Idrolizza lurea = ammonio + bicarbonato, i quali vengono espulsi
allesterno neutralizzando il pH nellambiente circostante la cellula batterica.
2) la presenza di alcune molecole di superficie con funzione di adesine,
3) la motilit batterica (garantita da alcuni flagelli unipolari) -> che permette al
batterio di penetrare nelle cellula (anche grazie alla spinta dei flagelli).
Nellambito di H. pylori si distinguono 2 diverse popolazioni caratterizzate da diverso grado di
patogenicit.
- 60% degli stipiti di E. pylori possiede la capacit di produrre (codificata dal
gene vacA) una citotossina detta tossina vacuolante A o VacA che viene
internalizzata dalle cellule della mucosa gastrica e gioca un ruolo essenziale nella
patologia gastrica, infatti induce la formazione di canali selettivi x gli anioni
consentendo un anormale flusso di anioni, con il conseguente sbilanciamento
osmotico di vari compartimenti a contenuto acido e porterebbero alla
vacuolizzazione del citoplasma. Potrebbe anche indurre il processo di apoptosi.
- 65% possiede un altro gene che codifica una proteina che rappresenta un marker
della capacit dei batterio di produrre tossina vacuolante. Il gene stato definito
cagA e il prodotto proteico CagA (isola di patogenicit legata a cag),
consente leliminazione allesterno della tossina vacuolante.
- TIPO I batteri con genotipo vacA+ e caA+, dotati di >
patogenicit, associati alla evoluzione ulcerosa della infezione;
- TIPO II batteri associati a una evoluzione benigna o
asintomatica della colonizzazione gastrica.
Una volta che H. pylori di tipo I, sia adeso alla superficie dellepitelio mucoso, inizia il
danneggiamento delle cellule ad opera della citotossina vacuolante. Allo stesso tempo le cellule
dellepitelio mucoso sono indotte alla produzione di IL-8 (fattore chemiotattico in grado di
convogliare localmente i granulociti neutrofili, monociti, linfociti T) che infiltrano la mucosa,
innescandovi un processo infiammatorio. Anche se internalizzato da cellule fagocitarie in
grado di sfuggire al killig intracellulare (xch produce catalasi e superossido-dismutasi),
danneggiando nello stesso tempo i fagociti x mezzo della tossina vacuolante. Linsieme dei
fenomeni lesivi, portano ad unalterata funzionalit della mucosa gastrica che si traduce in un
aumento della produzione di gastrina e in unaumentata produzione di acido. Laumentata
produzione di acido pu indurre metaplasia delle cellule della mucosa duodenale (ke x
resistenza allaumentata acidit gastrica) si trasformano in cellule gastriche (con la possibilit di
impianto dei batteri di tipo I). La cronicizzazione dellinfezione e lincapacit della reazione
dellorganismo portano alla formazione della lesione ulcerosa.
DIAGNOSI DI INFEZIONE
- Esame microscopico : di campiono bioptici della mucosa (zona antrale) o
- Isolamento colturale: se si deve saggiare la sensibilit/resistenza del batterio ai diversi farmaci
antibatterici;
- Altra metodica: test del respiro o breath test, si basa sul fatto che lureasi di H. pylori
produce, nella idrolisi dellurea, anche acqua e CO2 e che questa viene assorbita in circolo e
eliminata attraverso i polmoni con il respiro. Il testi si esegue somministrando per via orale una
piccola quantit di urea contenente 13C o 14C e misurando, dopo 30 min, la presenza di CO2
radioattiva nel respiro ( che si osserva solo in presenza di colonizzazione gastrica da H. pylori).
- Ricerca di anticorpi-specifici: mediante immunoblotting (Western blot)
TERAPIA
Trattamento con antibiotici: ampicillina, claritromicina, sali di bismuto e un inibitore della
produzione di acidi (inibitore della pompa protonica).

Capitolo 23

YERSINIE
Appartiene alla famiglia delle Enterobacteriaceae
Le yersinie sono batteri patogeni x varie specie animali dalle quali possono occasionalmente
trasmettersi alluomo (zoonosi)
3 specie di interesse medico: YERSINIA PESTIS
YERSINIA PSEUDOTUBERCULOSIS mobili x flagelli peritrichi
YERSINIA ENTEROCOLICA riproduzione a 22C in colture

YERSINIA PESTIS

cocco-bacillo
GRAM (presenta una colorazione bipolare, cio tendenza a ipercolorarsi agli estremi
Asporigeni
Immobili
Capsulati
Aerobi-anaerobi facoltativi
Cresce male nei comuni terreni di coltura, necessita di terreni arricchiti (siero, sangue).
Si moltiplica bene anche a temperature di 25-28C a differenza della > parte dei batteri patogeni
che si moltiplicano solo a temperature vicine a quelle corporee (36-37C)
EZIOLOGIA
La peste unaffezione limitata ad alcune aree dellEstremo Oriente, nella costa occidentale
degli USA, e in zone remote del Sud America e dellAfrica.
Il serbatoio naturale costituito da diversi roditori infetti (x linfezione umana la sorgente +
importante il ratto), tra i quali si trasmette attraverso la puntura di ectoparassiti (pulce del ratto
Xenopsylla cheopis) ematofagi, infettatisi x ingestione di sangue da animali infetti.
Nellintestino della pulce i bacilli pestosi si moltiplicano bloccando il lume del proventricolo e
impedendo il passaggio del cibo. Linsetto affamato rigurgita il contenuto del proventricolo
durante la suzione violenta del sangue inoculando i batteri. Allo stesso modo linfezione si pu
trasmettere dagli animali alluomo.
Linfezione umana pu essere trasmessa da uomo a uomo anche dalla pulce delluomo (Pulex
irritans) o x via inalatoria, quando le yersinie siano eliminate con le goccioline di saliva dai
malati con localizzazione polmonare.
Linfezione pestosa diffonde dal punto di inoculazione lungo i linfatici, fino ai linfonodi
regionali,che diventano sede di fenomeni infiammatori intensi (bubboni) seguiti da
colliquazione purulenta. Dai linfatici le yersinie diffondono nel circolo linfatico, localizzandosi
nella milza, fegato, polmoni, meningi.
CARATTERI ANTIGENI
Possiedono almeno 3 antigeni superficiali, tutti importanti x la loro azione antifagocitaria e xci
devono essere considerati fattori di virulenza, presente unefficacia protettiva degli anticorpi
nei loro confronti. Questi sono:
1. antigene capsulare o Frazione I , di natura proteica
2. antigene V localizzati alla superficie della cellula
3. antigene W -> una lipoproteina
MECCANISMO DAZIONE PATOGENA
Molto importante sembra lattivit antifagocitaria degli antigeni superficiali (Frazione I,
antigene V, antigene W)
Le yersinie fagocitate dai granulociti vengono distrutte, quelle fagocitate dai monociti si
riproducono allinterno della cellula, sintetizzando gli antigeni superficiali e si liberano poi dai
monociti (che vengono uccisi) complete delle strutture superficiali che ne ostacolano la
successiva fagocitosi ad opera dei granulociti.
Tossina murinica, una tossina proteica e ha elevata tossicit nei topi, ma non stato dimostrato
lo stesso nelluomo. Questa tossina ha la capacit di inibire numerose reazioni coinvolte nei
processi di fosforilazione ossidativa che si svolgono a livello dei mitocondri.
METODI DI IDENTIFICAZIONE
Per la ricerca di Y. Pestis nei materiali patologici si ricorre:
1) allsolamento colturale o alla inoculazione in animali da laboratorio (topi, cavie).
2) Anche lesame diretto al MO di preparati colorati con il metodo di Giemsa abbastanza
indicativo.
3) Utile anche limpiego di reazioni di immunofluorescenza (con sieri fluorescenti
immuni nei confronti della Frazione I)
Per lisolamento da materiali patologici utile limpiego di terreni addizionati di emina, che
viene accumulata dalle yersinie le cui colonie appaiono pigmentate di rosso bruno e ci permette
di distinguerle dalle colonie non pigmentate. Un processo alternativo limpiego di terreni al
rosso congo inoculato con Y. Pseudotuberculosis, Y. Pestis produce una batteriocina (pesticida)
che inibisce lo sviluppo di Y. Pseudotuberculosis e le sue colonie accumulano il rosso congo e
appaiono circondate in rosso e circondare da un alone di inibizione.
Lisolamento negli animali da laboratorio si esegue mediante inoculazione del materiale
patologico nel peritoneo del topino o sottocute nella regione inguinale della cavia, il topino
muore x una forma setticemica.
Lidentificazione delle colonie si esegue attraverso esame sierologico (agglutinazione).
REAZIONI SIEROLOGICHE
Nei casi meno gravi e in assenza di reperti batteriologici si pu ricorrere a scopo diagnostico alla
ricerca di anticorpi nel siero dei pazienti mediante agglutinazione di sospensioni di particolari
stipiti di Y. Pestis uccise al calore.
TERAPIA
sensibile allazione antibatterica della streptomicina , del cloramfenicolo, delle tetracicline. La
terapia x essere efficace deve iniziare abbastanza rapidamente, altrimenti il decorso quasi sempre
fatale.
METODI DI IMMUNIZZAZIONE
Per la prevenzione si impiegano vaccini allestiti con bacilli pestosi uccisi con formolo.

YERSINIA PSEUDOTUBERCULOSIS
Bacilletto
GRAM
Mobile x flagelli peritrichi (quando coltivato a temperature < di 30C); immobile a 37C
Fermenta zuccheri senza produrre gas
Intesa attivit ureasica
In base agli antigeni O e H la specie divisa in 11 gruppi O e vari sierotipi.
Agente eziologico di infezioni caratterizzate da lesioni granulomatose e microascessuali diffuse
in varie specie animali;
Occasionalmente trasmissibile alluomo, pu causare infezioni setticemiche generalizzate molto
gravi in soggetti immunodepressi.
La manifestazione patologica + frequente nelluomo costituita da : adenite mesenterica con
sintomi di appendicite acuta (lappendice la sede principale della localizzazione infettiva)e
pu essere seguita da un eritema nodoso.
Linfezione si contrae x contatto diretto con animali infetti, roditori domestici, criceti, cavie,
gatti o x ingestione di alimenti contaminati dagli escrementi di animali infetti.
La diagnosi : si basa sullisolamento del batterio dallorganismo infetto (isolamento colturale
delle feci) e sulla ricerca di anticorpi sierici mediante prove di agglutinazione.
Terapia: linfezione rapidamente dominata dal trattamento con streptomicina o tetracicline .

YERSINIA ENTEROCOLITICA
Cocco-bacillo
GRAM
Immobile a 37C, mobile a 22 C
Commensale di varie specie animali patogena solo x i cincill.
Nelluomo la patologia comprende manifestazioni identiche a quelle sostenute da Y.
Pseudotuberculosis (setticemia in soggetti immunodepressi, adenite mesenterica, eritema
nodoso).
Linfezione si contrae x ingestione di alimenti contaminati e i soggetti infetti senza
manifestazioni cliniche (portatori sani ) giocano un ruolo essenziale nella diffusione
La diagnosi si basa sullisolamento del batterio dallorganismo infetto ed il trattamento
identico a quello x le infezioni da Y. Pseudotuberculosis.

Capitolo 25

PASTEURELLE
Piccoli batteri
GRAM
Forma ovale o bacillare
Catalasi +
Ossidasi +
Terreni di coltura sangue o emina a una temperatura fra 25 e 40C

Nel genere Pauteurella sono comprese 4 specie: 1. P. multocida


2. P. pneumotropica
3. P. haemolytica
4. P. ureae
Le varie specie si differenziano x caratteri biochimici e antigenici.

EZIOLOGIA
Batteri parassiti di vari animali, che possono occasionalmente trasmettersi alluomo attraverso
morsicatura o ferite o x via inalatoria.
P. multocida + freq responsabile di infezioni umane.

MECCANISMO DAZIONE PATOGENA


Dalle ferite infette linfezione pu diffondere x via ematica (setticemia) e provocare localizzazioni
asessuali multiple a distanza.

TERAPIA
Sono sensibili a penicillina ed eritromicina, cloramfenicolo e sulfamidici