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LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

LINEAMENTI SISTEMATICI
In materia di giustizia tributaria, concorrono tutte le discipline volte alla risoluzione
dei conflitti, tra contribuenti e pubblica amministrazione. Allinterno degli
ordinamenti positivi, questi conflitti vengono composti seguendo tre particolari
misure:
1) La possibilit di definire i conflitti in maniera stragiudiziale, consentendo
benefici sul piano delle sanzioni, ai contribuenti o permettendo di raggiungere
intese con gli uffici finanziari;
2) La possibilit di definire i conflitti allinterno degli stessi ordinamenti
amministrativi con rimedi giudiziali;
3) La possibilit di risolvere i conflitti affidandoli a giudici speciali.
In molti casi, lordinamento italiano ha sempre preferito i mezzi di tutela
giurisdizionale e il periodico ricorso al condono, per sfoltire molti carichi tributari.
Nel nostro ordinamento appunto, le pendenze tributarie sono definite tramite gli
istituti del:
a) Condono fiscale, una misura di carattere eccezionale, alla quale il legislatore
fa ricorso molte volte, per alleggerire il carico fiscale degli uffici tributari. Il
procedimento predeterminato dalla legge, con la possibilit di estendere la
definizione non solo alle controversie pendenti, ma anche a quelle suscettibili
di controllo e rettifica. La definizione standardizzata e prevede il pagamento
forfetario di somme, corrispondenti ad una percentuale determinata sulla base
delle maggiori imposte.
b) Laccertamento con adesione, a cui si pu ricorrere solamente prima
dellimpugnazione giudiziale dellatto di accertamento. In questo caso, al
contribuente viene data la possibilit di abbattere le sanzioni di un terzo del
minimo stabilito dalla legge. Lambito di operativit di questo procedimento
illimitato per le imposte dirette e lIVA, mentre risulta limitato alla sola
definizione dei valori imponibili nel campo delle imposte indirette. Dal punto di
vista procedimentale, laccertamento con adesione pu aversi o a
procedimento gi iniziato (su richiesta del contribuente o su iniziativa
dellufficio) o anche prima che venga notificato lavviso di accertamento.
c) La conciliazione, lo strumento attraverso il quale possono essere definite le
controversie pendenti dinanzi le commissioni tributarie di primo e secondo
grado. Il vantaggio di questa risoluzione comporta per il contribuente, la
riduzione delle sanzioni, in percentuali che variano a seconda del grado di
giudizio. A differenza con laccertamento con adesione, la conciliazione pu
essere richiesta anche dentro ludienza, su richiesta del contribuente o di altre
parti. In ogni caso, non preclusa la possibilit che possano esservi,
successivamente integrazioni o modificazioni dellaccertamento.
RECLAMO MEDIAZIONE
E listituto con la quale permesso, facendo ricorso in sede amministrativa, di
controversie dal limitato valore economico (non si possono superare i 20.000 euro).
Dal punto di vista procedimentale, il ricorso presso il giudice tributario pu produrre
anche gli effetti di un reclamo e contenere la proposta di mediazione, con la
rideterminazione dellammontare. Lufficio che per non intende accogliere il
reclamo, pu a sua volta formulare una propria proposta di mediazione. In questa
fase preliminare, le sanzioni amministrative vengono applicate in misura del 35% e le
spese giudiziali sono maggiorate del 50%.
TUTELA GIURISDIZIONALE
Con lintroduzione nel 1992 del D.Lvo n.546, le controversie tributarie, tra cittadino e
pubblica amministrazione, vengono definite attraverso un sistema giurisdizionale
speciale, diverso da quello ordinario e amministrativo, ripartito in tre gradi:
1) Commissioni tributarie provinciali
2) Commissioni tributarie regionali
3) Corte di cassazione
Appunto, si ha lesigenza di definire tali controversie in un sistema speciale di
giurisdizione, proprio per lelevato numero di controversie, che metterebbero in crisi
il sistema ordinario. In secondo luogo, si ha lesigenza di definire in maniera
specializzata, tali controversie proprio perch pi tecniche.
Lesistenza per di questo sistema speciale di risoluzione delle controversie, ha fatto
sorgere non poche questioni di ordine costituzionale, proprio in merito ad alcuni
articoli della Costituzione. Infatti:
1) Art. 102 della Costituzione, in cui si dispone che non possono essere istituti
giudici straordinari o speciali, attribuendo cos alla magistratura ordinaria la
risoluzione delle controversie di ordine tributario. Ci, per ha fatto sorgere nel
tempo vari dubbi, sullefficacia di questa norma, facendo s che ormai si pu
pacificamente attribuire rilevanza ai giudici speciali, per la risoluzione delle
controversie tributarie;
2) Artt. 24 e 113 della Costituzione, in cui si afferma che deve essere sempre
assicurata al cittadino, la tutela giurisdizionale dei suoi diritti e dei suoi interessi
legittimi nei confronti della pubblica amministrazione. Ci, in particolare, per
quanto riguarda le parti pi significative, delle controversie tributarie, che non
possono essere sottratte al vaglio giurisdizionale delle commissioni tributarie.
3) Art. 108 della Costituzione, in cui si prevede che la legge debba assicurare
lindipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali. Questa indipendenza
stata assicurata nel tempo, sia sul piano processuale che sulle modalit di
composizione e funzionamento delle commissioni tributarie.
4) Riformulazione dellart. 111 della Costituzione, in cui si osserva che i processi si
svolgano in condizioni di parit tra le parti (amministrazione e cittadino). Si
osservava per, che in fase di giudizio lamministrazione poteva procedere a
riscossioni provvisorie, mentre per il contribuente era possibile pervenire ad un
rimborso solo dopo la fine del processo, oppure linammissibilit per il cittadino
di servirsi di testimoni.
Lambito di operativit della giurisdizione tributaria speciale, non fa riferimento alle
situazioni soggettive, ma a controversie gi tipicamente individuate, proprio per
snellire il procedimento giurisdizionale. I limiti che vengono posti alla materia del
giudice speciale sono due:
1) Limiti esterni, in cui secondo la legge sono oggetto di controversia tutti i tributi
di ogni genere e specie, da cui si escludono soltanto le controversie riguardanti
gli atti di esecuzione forzata successivi alle cartelle di pagamento, che invece
possono essere impugnate solo innanzi il giudice ordinario;
2) Limiti interni, in cui si afferma secondo la legge, che si pu fare ricorso alle
commissioni tributarie solo per una serie di avvisi e ricorsi.
Secondo la legge, non preclusa al cittadino, in materia tributaria, di ricorrere agli
organi di giustizia amministrativa, quando ne ricorrano i presupposti. Infatti sono
previsti una serie di atti che possono essere impugnati di fronte al giudice
amministrativo (vedi pag. 423).
Rimane nel nostro ordinamento, la problematica relativa al rapporto tra processo
penale e processo tributario quando hanno ad oggetto gli stessi fatti. Tale
problematica si pone in particolare per:
1) Le accise e i dazi doganali, soprattutto per i reati di contrabbando, in cui in
ultimo stato disposto che la controversia tributaria venga risolta dal giudice
penale.
2) Le imposte dirette e dellIVA, in cui inizialmente si era disposto che, per
salvaguardare luniformit dei giudicati, si doveva subordinare lazione penale
a quella tributaria. Successivamente, per, data la poca immediatezza nella
risoluzione dei conflitti, di quel sistema, si passati ad un sistema definito a
doppio binario, in cui si ha una sorta di autonomia tra i processi. In particolare,
ad oggi si dispone che, per gli stessi fatti, il processo tributario e amministrativo
non possono essere sospesi per la presenza del processo penale.

IL PROCESSO TRIBUTARIO
La disciplina del processo tributario, viene definita con D.Lvo n.546 del 1992, ed i suoi
aspetti strutturali possono essere definiti dallart. 19, in cui si prevede che:
1) Il ricorso del contribuente nei confronti di uno degli atti stabiliti, secondo i limiti
interni ed esterni, latto introduttivo al processo;
2) Ogni atto impugnabile deve contenere il termine di 60 gg, entro la quale
possono essere proposti avanti le commissioni tributarie;
3) Ogni atto pu essere impugnato solamente per vizi propri.
Da ci si vede come il processo tributario abbia natura prevalentemente
impugnatoria, e come questi sia abbastanza canalizzato nelle forme e nelloggetto
della controversia.
Secondo quanto stabilito dalla legge, al processo tributario si applicano le norme del
codice di procedura civile. Come il processo civile, anche il processo tributario
fondato sul principio dispositivo, secondo cui rimesso alle parti lindividuazione del
contenuto e i limiti alle domande che il giudice chiamato a pronunciare. Invece a
differenza del processo civile, il processo tributario dominato dallimpulso officioso,
sia per lo svolgimento del giudizio che per la ricerca e acquisizione delle prove. Nel
processo tributario manca la distinzione tra fase istruttoria e decisoria, in quanto la
controversia viene trattata in sede collegiale.
Quanto alla competenza delle commissioni tributarie, non rileva la materia o il valore
delle controversie, ma il criterio territoriale (che inderogabile). Invece le parti del
processo tributario sono identificate, nel ricorrente e nellufficio finanziario, con
lobbligo per il primo di essere assistito tecnicamente da un difensore abilitato
(avvocati, dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro,
ingegneri), solamente nei primi due gradi di giudizio, perch in cassazione si fa
riferimento alle regole del processo civile.
Il legislatore ha voluto poi, disciplinare, con le disposizioni sul litisconsorzio e
dellintervento nel processo tributario, circa la presenza di pi soggetti nel processo.
(vedi pagg. 435/436).