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Pubblicato sul numero 400 1 gennaio 2017 de Il Giornale di Rodaf. Rivista online di liturgia del quotidiano.

La kenosis di Dio nel suo amore di gallina

Piotr Zygulski
Inter scapulas suas obumbrabit tibi, et sub alis eius sperabis

Il quarto versetto del Salmo 90 (che nella odierna numerazione ebraica corrisponde
al 91) era letto in questa formulazione da Agostino dIppona, che lo esamin allinterno
delle sue Enarrationes in Psalmos. Nel suo commento il Doctor Gratiae paragona Dio ad
una gallina, diversamente dalle pi diffuse esegesi che, a partire da quel versetto,
continuano a volare alto con paragoni pi nobili; si pensi alla splendida aquila che descrive
Jan Michael Joncas nel canto On eagles wings: unaquila che rialza e risolleva, sino a farci
brillare come il sole sulla brezza dellalba. La metafora delluccello rapace presente in
molti altri testi; ad esempio in Deuteronomio 32:11 troviamo scritto: Come unaquila che
veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spieg le ali e lo prese, lo sollev sulle
sue ali. Analogamente, in molti salmi si ritrova lespressione btsl knphey (allombra
delle [tue] ali, vedasi Sal 16:8, 35:8, 60:5, 62:8, nella numerazione CEI e LXX) e tante
altre metafore volatili, dalla colomba (yonh, Sal 54:7 e 67:14) sino al pellicano (qath, Sal
101:7), che divenne un simbolo eucaristico cos caro a Tommaso dAquino che lo inser
nellAdoro Te devote.
Da dove Agostino invece tragga linusuale immagine della gallina da associare al
Salmo 90 lo rivela lui medesimo, nel corso della sua esposizione: lo stesso Cristo nostro
Signore e Salvatore che si paragona alla gallina citando testualmente Mt 23:27, che
praticamente identico a Lc 13:34, in quanto tratto dalla fonte Q Gerusalemme,
Gerusalemme, quante volte ho voluto riunire i tuoi figli come fa la gallina con i suoi pulcini
e non hai voluto?. Se Gerusalemme non volle, e cos venne rapita dalle potest aeree
perch si fidava delle sue forze mentre era debole, al contrario Agostino invita luomo a
riconoscere le proprie fragilit umane, appunto e a trovare rifugio sotto le ali di Dio,
che sar per noi come la gallina che protegge i suoi pulcini.
Probabilmente la similitudine con la gallina agevolata anche dalla traduzione che
dispone Agostino, riportata in apertura; essa di fatto rendeva con scapula il termine
(lett. parte dietro il diaframma) presente nella LXX, che costituiva un libero
adattamento dallebraico ebrah (penna, ala) e knph (ala, estremit), quasi sinonimi che
danno vita ad una sorta di variatio. Ma come la traduzione in latino dalla Settanta era
letterale, parimenti Agostino adotta unesegesi letterale del Salmo 90, osservando
attentamente: Puoi intendere che ti coprir con la schiena e con il petto, dato che le
scapole sono presso la testa. Ma poich dice: Sotto le sue ali spererai, manifesto che,
proteggendoti lui con le sue ali aperte, tu verrai a trovarti tra le scapole di Dio, e sarai nel
mezzo mentre le ali di Dio ti staranno da una parte e dall'altra. In questo circolo
ermeneutico si rafforzano le sembianze della gallina, che con istinto o amore? materno
protegge i suoi pulcini, che non possono temere alcun male, perch nessun nemico osa
avvicinarsi alla covata, a detta di Agostino.
Se al giorno doggi alcuni accostamenti animali dai cani ai porci, attorno ai quali
continua a permanere un alone di impurit che il cristianesimo non ancora riuscito a
mondare vengono utilizzati per pronunciare invano il Nome pi Santo, ci si potrebbe
domandare se parlare di un Dio gallina non sia una forma di bestemmia. Agostino lo
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Pubblicato sul numero 400 1 gennaio 2017 de Il Giornale di Rodaf. Rivista online di liturgia del quotidiano.

nega in modo categorico: Non infatti ingiurioso chiamarlo gallina. Ad un paragone con
tutti gli uccelli che accudiscono uova e nuovi nati, la gallina gli sembra quella che pi di
ogni altro si abbassa alla debolezza dei propri pulcini; inoltre riconoscibile la sua
maternit dal tono della sua voce, mentre se vediamo le rondini, i passeri, le cicogne
volare al di fuori del loro nido, non sappiamo se abbiano figli.
La gallina presentata quindi dal Doctor Gratiae come figura kenotica e parola di
misericordia al tempo stesso; in questa luce, non affatto un idolo come il vitello di
metallo fuso di Esodo 32:4, anzi: un animale anti-idolatrico, perch gli idoli sono
rappresentati, nel commento di Agostino, dagli avvoltoi che rappresentano il diavolo e
i suoi angeli, i quali, essendo potest dell'aria, volano attorno [] per rapire il debole
pulcino. Volano alto, pi degli uomini, ma con superbia. La topografia qui non
assiologica lalto non il bene e il basso non il male ma organizzata verticalmente
sulla base del potere, che sconvolge soprattutto lordine morale; indispensabile quindi la
, labbassamento di Dio che si fa carico delle debolezze umane. Sulla scia di Paolo
che affermava di essersi fatto debole con i deboli ( , si tratta del
noto poliptoto di 1Cor 9:22), esso latteggiamento cristiano par excellence, che evita le
idolatrie degli egoismi e della prepotenza. Non a caso il Salmo 90 quello menzionato
dallAccusatore nella seconda delle tre tentazioni che Ges ha affrontato nel deserto (dalla
fonte Q, in Mt 4:6 e in Lc 4:10-11), ed quella pi esplicitamente sul potere; lo stesso
Salmo per a rivelare una potenza emancipatrice che va ben oltre il letteralismo degli
angeli che sorreggerebbero luomo dalla caduta fisica: Egli ti liberer dal laccio del
cacciatore, anche da quello che con i suoi fucili spara citazioni bibliche per creare un
ritratto diverso dal volto di Dio, caldo e accogliente, da noi riconosciuto nel Cristo.
Se laquila pu essere vista come troppo spavalda, la gallina a mostrare il vero
potere di Dio, che gi in principio con la sua Parola compie un atto kenotico: La
Creazione da parte di Dio non un atto di espansione di s, ma un ritrarsi, un atto di
rinuncia. Dio insieme a tutte le creature meno di Dio da solo. Egli ha accettato questa
diminuzione. Ha svuotato di s una parte dellessere. Egli si svuotato gi in questo atto
della sua divinit, scriveva Simone Weil in Attesa di Dio. Per non parlare del mistero
dellincarnazione, menzionato da Agostino nella medesima Enarratio sul Salmo 90: Il
Verbo si fece carne e abit tra noi perch noi potessimo sperare sotto le sue ali, o di Ges
Abbandonato che, spalancando le sue braccia come ali, attrae sulla Croce tutta lumanit
con la quale si integralmente unito. La figura kenotica della gallina allora, con il suo
istinto di protezione trasfigurato in agape, la gallinit che si fa integralmente umanit:
quel concentrato dellumanit di un Dio il cui nome Misericordia. Tornando alla Weil, la
grande teologa afferma che le religioni per le quali la divinit comanda ovunque ne ha il
potere sono false. Anche se monoteistiche, sono idolatrie; se Dio si incarna in un bambino
che ad oggi potrebbe suscitare sensazioni sdolcinate che potrebbero persino essere
fuorvianti loffrirsi nellimmagine di una gallina sembra ancora pi suggestiva anti-
idolatrica, si diceva nelleconomia di una redenzione cosmica.
Per questo motivo, protezione e liberazione sono assicurate non tanto da un uccello
spavaldo, quanto da mamma chioccia. La quale lo si pu sottolineare unimmagine
femminile. Solo oggi finalmente riusciamo a riscoprire quanta maternit presente da
sempre in Dio come insegnano esplicitamente pure i papi, da Giovanni Paolo I allattuale
Francesco e si accompagna alla sua viscerale misericordia.
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