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Cross-Correlazione

fornasaris
25.10.17

Sorgenti non-impulsive
Le sorgenti sismiche non impulsive sono caratterizzate da una durata estesa,
una forma donda definita analiticamente e frequenza variabile nel tempo: di
conseguenza la source signature per sorgenti non impulsive e nota
  
df
A(t) = A0 sin 2t f0 + t
dt

Si parla di up-sweep se df
dt > 0, ovvero se la frequenza e crescente nel tempo
mentre si parla di down-sweep se df
dt < 0, ovvero se la frequenza e decrescente
nel tempo.

Vibroseis
Il metodo Vibroseis, originariamente inventato da Conoco, rappresenta una sor-
gente sismica non-impulsiva che sfruttano elementi piezoelettrici o peneumatici
per generare la vibrazione.

Cross Correlazione
La cross-correlazione rappresenta una misura della similitudine di due segnali
come funzione di uno sfasamento temporale applicato ad uno dei due.
Consideriamo due sequenze temporali xm e ym , la loro cross-correlazione e
definita come: X
(x ? y)(n) := xm ym+n
n

I segnali coincidono quando x ? y ha un massimo1 .


Notiamo che nel caso di serie limitate [come nel caso delle acquisizioni sperimen-
tali], i termini non presenti nella serie sono considerati nulli durante il calcolo
della cross-correlazione.
1 Notiamoche nel caso di un inversione di polarita, la cross-correlazione dei segnali presenta
un minimo assoluto.

1
Si parla di auto-correlazione nel caso in cui si calcola la cross-correlazione di
una funzione con se stessa: in questo caso si ha sempre un massimo relativo
nellorigine, che corrisponde con lenergia del segnale.
Luso dellauto-correlazione e utile per individuare periodicita nel segnale.
** immagine cross-correlazione: ***

Sensori
***

Geofoni
A terra i sensori utilizzati in sismica sono geofoni: ancorati al terreno, ne mis-
urano lo spostamento dalla posizione di equilibrio o laccelerazione.
I geofoni generalmente prevedeeono un magnete permanente inserito in un avvol-
gimento sospeso tramite molle.
Lavvolgimento tende a mantenere per inerzia la sua posizione mentre il magnete
si muove solidalmente al terreno: il moto relativo dellavvolgimento rispetto al
campo magnetico generato dal magnete permantente produce una differenza di
potenziale agli estremi dellavvolgimento.
**Immagine*** Ogni geofono e caratterizzato da uno smorzamento h che ne
caratterizza anche la sensitivita.
Lequazione differenziale che descrive la dinamica di un geofono e
d2 i di d3 z
2
+ 2h0 + 02 i = (f racKR) 3
dt dt dt
K2
2h0 = +
m mR
*** La grandezza 0 e detta frequenza naturale del geofono: si utilizzano geofoni
con frequenza naturale molto minore delle frequenze nello spettro della sorgente:
questa scelta permette di identificare fedelmente tutte le frequenze al di sopra
della frequenza naturale. Definiamo la sensitivita del geofono come il rapporto
tra voltaggio in uscita e velocita del moto del geofono: considerando
h i la curva
di sensitivita del geofono e possibile individuare una regione 0 > 10 in cui le
frequenze sono registrate fedelmente mentre nellaltra regione si hanno possibili
amplificazioni o riduzioni dellampiezza di alcune componenti in frequenza ad
opera del geofono.
E inoltre inevitabile che il geofono sia caratterizzato da un ritardo di fase: si
cerca dunque di avere un ritardo di fase quanto piu lineare possibile in frequenza
[il che facilita la correzione del ritardo di fase].
**immagini 2016-PG3 slide 22***
Si noti che per indagini terrestri le onde di volume rappresentano circa il 30%
dellenergia generata dalla sorgente: circa il 70% dellenergia generata dalla sor-
gente e convertita in onde di superficie che, nel caso della sismica a riflessione,

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costituiscono una fonte di rumore.

Idrofoni
*** I geofoni sono generalmente utilizzati in array per far fronte al rumore
dovuto al moto ondoso: il moto ondoso genera variazioni di pressioni differenti
per i vari geofoni; sommando i segnali ai vari geofoni tale rumore si annulla.