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Sezione VI: Delle distanze nelle costruzioni, piantagioni e scavi

dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi


Art. 873 Distanze nelle costruzioni
Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non
minore di tre metri. Nei regolamenti locali pu essere stabilita una distanza maggiore.

Art. 874 Comunione forzosa del muro sul confine


Il proprietario di un fondo continguo al muro altrui pu chiederne la comunione (2932) per tutta
laltezza o per parte di essa, purch lo faccia per tutta lestensione della sua propriet. Per ottenere la
comunione deve pagare la met del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la met del
valore del suolo su cui il muro costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non
danneggiare il vicino.

Art. 875 Comunione forzosa del muro che non sul confine
Quando il muro si trova a una distanza dal confine minore di un metro e mezzo ovvero a distanza
minore della met di quella stabilita dai regolamenti locali, il vicino pu chiedere la comunione del
muro soltanto allo scopo di fabbricare contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della met del
muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca
estendere il suo muro sino al confine.
Il vicino che intende domandare la comunione deve interpellare preventivamente il proprietario se
preferisca di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione. Questi deve manifestare
la propria volont entro il termine (2964) di giorni quindici e deve procedere alla costruzione o alla
demolizione entro sei mesi dal giorno in cui ha comunicato la risposta.

Art. 876 Innesto nel muro sul confine


Se il vicino vuole servirsi del muro esistente sul confine solo per innestarvi un Capo del proprio muro,
non ha lobbligo di renderlo comune a norma dellart. 874, ma deve pagare unindennit per linnesto.

Art. 877 Costruzioni in aderenza


Il vicino, senza chiedere la comunione del muro posto sul confine, pu costruire sul confine stesso in
aderenza (904), ma senza appoggiare la sua fabbrica a quella preesistente.
Questa norma si applica anche nel caso previsto dallart. 875; il vicino in tal caso deve pagare soltanto
il valore del suolo.

Art. 878 Muro di cinta


Il muro di cinta e ogni altro muro isolato che non abbia unaltezza superiore ai tre metri non
considerato per il computo della distanza indicata dallart. 873.
Esso, quando posto sul confine, pu essere reso comune anche a scopo dappoggio, purch non
preesista al di l un edificio a distanza inferiore ai tre metri.

Art. 879 Edifici non soggetti allobbligo delle distanze o a comunione forzosa
Alla comunione forzosa non sono soggetti gli edifici appartenenti al demanio pubblico e quelli soggetti
allo stesso regime (822 e seguenti), n gli edifici che sono riconosciuti di interesse storico,
archeologico o artistico, a norma delle leggi in materia. Il vicino non pu neppure usare della facolt
concessa dallart. 877.
Alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme
relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano.

Art. 880 Presunzione di comunione del muro divisorio


Il muro che serve di divisione tra edifici si presume comune fino alla sua sommit e, in caso di altezze
ineguali, fino al punto in cui uno degli edifici comincia ad essere pi alto.
Si presume parimenti comune il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei
campi.

Art. 881 Presunzione di propriet esclusiva del muro divisorio


Si presume che il muro divisorio tra i campi, cortili, giardini od orti appartenga al proprietario del
fondo verso il quale esiste il piovente e in ragione del piovente medesimo.
Se esistono sporti, come cornicioni, mensole e simili, o vani che si addentrano oltre la met della
grossezza del muro, e gli uni e gli altri risultano costruiti col muro stesso, si presume che questo spetti
al proprietario dalla cui parte gli sporti o i vani si presentano, anche se vi sia soltanto qualcuno di tali
segni.
Se uno o pi di essi sono da una parte, e uno o pi dalla parte opposta, il muro reputato comune: in
ogni caso la positura del piovente prevale su tutti gli altri indizi.

Art. 882 Riparazioni del muro comune


Le riparazioni e le ricostruzioni necessarie del muro comune sono a carico di tutti quelli che vi hanno
diritto e in proporzione del diritto di ciascuno (1104), salvo che la spesa sia stata cagionata dal fatto di
uno dei partecipanti.
Il comproprietario di un muro comune pu esimersi dallobbligo di contribuire nelle spese di
riparazione e ricostruzione, rinunziando al diritto di comunione (1350, 2643), purch il muro comune
non sostenga un edificio di sua spettanza.
La rinunzia non libera il rinunziante dallobbligo delle riparazioni e ricostruzioni a cui abbia dato causa
col fatto proprio.

Art. 883 Abbattimento di edificio appoggiato al muro comune


Il proprietario che vuole atterrare un edificio sostenuto da un muro comune pu rinunziare alla
comunione di questo, ma deve farvi le riparazioni e le opere che la demolizione rende necessarie per
evitare ogni danno al vicino.

Art. 884 Appoggio e immissione di travi e catene nel muro comune


Il comproprietario di un muro comune pu fabbricare appoggiandovi le sue costruzioni e pu
immettervi travi, purch le mantenga a distanza di cinque centimetri dalla superficie opposta, salvo il
diritto dellaltro comproprietario di fare accorciare la trave fino alla met del muro, nel caso in cui egli
voglia collocare una trave nello stesso luogo, aprirvi un incavo o appoggiarvi un camino. Il
comproprietario pu anche attraversare il muro comune con chiavi e catene di rinforzo, mantenendo la
stessa distanza. Egli tenuto in ogni caso a riparare i danni causati dalle opere compiute.
Non pu fare incavi nel muro comune, ne eseguirvi altra opera che ne comprometta la stabilit o che in
altro modo lo danneggi.

Art. 885 Innalzamento del muro comune


Ogni comproprietario pu alzare il muro comune, ma sono a suo carico tutte le spese di costruzione e
conservazione della parte sopraedificata (903). Anche questa pu dal vicino essere resa comune a
norma dellart. 874.
Se il muro non atto a sostenere la sopraedificazione, colui che lesegue tenuto a ricostruirlo o a
rinforzarlo a sue spese. Per il maggiore spessore che sia necessario, il muro deve essere costruito sul
suolo proprio, salvo che esigenze tecniche impongano di costruirlo su quello del vicino. In entrambi i
casi il muro ricostruito o ingrossato resta di propriet comune, e il vicino deve essere indennizzato di
ogni danno prodotto dallesecuzione delle opere. Nel secondo caso il vicino ha diritto di conseguire
anche il valore della met del suolo occupato per il maggiore spessore.
Qualora il vicino voglia acquistare la comunione della parte sopraelevata del muro, si tiene conto, nel
calcolare il valore di questa, anche delle spese occorse per la ricostruzione o per il rafforzamento.

Art. 886 Costruzione del muro di cinta


Ciascuno pu costringere il vicino a contribuire per met nella spesa di costruzione dei muri di cinta
che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. Laltezza di essi, se non
diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere di tre metri.

Art. 887 Fondi a dislivello negli abitati


Se di due fondi posti negli abitati uno superiore e laltro inferiore, il proprietario del fondo superiore
deve sopportare per intero le spese di costruzione e conservazione del muro dalle fondamenta
allaltezza del proprio suolo, ed entrambi i proprietari devono contribuire per tutta la restante altezza.
Il muro deve essere costruito per met sul terreno del fondo inferiore e per met sul terreno del fondo
superiore.

Art. 888 Esonero dal contributo nelle spese


Il vicino si pu esimere dal contribuire nelle spese di costruzione del muro di cinta o divisorio,
cedendo, senza diritto a compenso, la met del terreno su cui il muro di separazione deve essere
costruito. In tal caso il muro di propriet di colui che lha costruito, salva la facolt del vicino di
renderlo comune ai sensi dellart. 874, senza obbligo per di pagare la met del valore del suolo su cui
il muro stato costruito.

Dispositivo dell'art. 886 Codice Civile


Fonti Codice Civile LIBRO TERZO - Della propriet Titolo II - Della propriet (artt. 832-
951) Capo II - Della propriet fondiaria Sezione VI - Delle distanze nelle costruzioni, piantagioni
e scavi, e dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi
Ciascuno pu costringere il vicino a contribuire per met nella spesa (1) di costruzione di muri di cinta (2)
che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati [888]. L'altezza di essi, se non
diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere di tre metri.

Note

(1) Si tratta di un'obbligazione propter rem.


(2) Perch tale disposizione sia applicabile necessario che esista un muro divisorio di case, cortili e
giardini negli abitati, oppure che vi sia la contiguit degli edifici in questione. Tale articolo non si
applica alle recinzioni che non possano considerarsi muro in senso stretto.
Ad esempio, la giurisprudenza ha escluso che si possa qualificare come muro quello la cui altezza di
almeno tre metri raggiunta solo grazie alla rete metallica installata sopra di esso.

Dispositivo

Relazioni

Giurisprudenza

Consulenza

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

422 In ordine ai muri di cinta, riconosciuto, in conformit del codice del 1805 (art. 559), il diritto di
costringere il vicino a concorrere per met nella spesa di costruzione di essi, quando separano le
rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. La loro altezza, in mancanza di regolamenti locali
o di convenzione, rimane fissata in tre metri (art. 886 del c.c.). Se i fondi finitimi sono a dislivello,
l'onere di contribuzione grava interamente sul proprietario del fondo superiore per la parte del muro che
va dalle fondamenta all'altezza del fondo predetto, mentre entrambi i proprietari devono concorrere
nella spesa per l'altezza ulteriore del muro (art. 887 del c.c., primo comma). Il diverso criterio di
contribuzione, gi accolto nel codice del 1865 (art. 560), giustificato dalla funzione di sostegno, oltre
quella di recinzione, che il muro esercita rispetto al fondo superiore. Per eliminare controversie, il
secondo comma dell'art. 887 precisa che, anche nel caso di fondi a dislivello, il muro di cinta deve
essere costruito per met sul terreno del fondo inferiore e per l'altra met sul terreno del fondo
superiore. Dall'obbligo di contribuire nella spesa di costruzione del muro di cinta il vicino pu esimersi,
cedendo, senza diritto a compenso, la met del terreno necessario per la costruzione. Egli per conserva
la facolt di renderlo comune quando voglia; e poich, all'atto della costruzione, ha gi contribuito con
la cessione della met del terreno, pu ottenere la comunione pagando soltanto la met del valore del
muro (art. 888 del c.c.).

Dispositivo

Relazioni
Giurisprudenza

Consulenza

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 6174/2015

Il proprietario di un fondo, che eriga un muro sul confine, ha diritto ad ottenere, dal proprietario del
fondo contiguo, un contributo per met nella spesa di costruzione solo se il manufatto integri i requisiti
del muro di cinta ex art. 886 cod. civ., raggiungendo un altezza non inferiore a tre metri e semprech lo
stesso, fino a tale livello, sia integralmente in muratura.

Cass. n. 24752/2013

Il contratto tra proprietari confinanti, relativo alla costruzione di un muro di cinta con ripartizione delle
relative spese, non richiede la forma scritta "ad substantiam", ai sensi dell'art. 1350 c.c., poich esso
non ha ad oggetto beni immobili, limitandosi a creare un rapporto di dare-avere tra le parti.

Cass. n. 2485/2012

Il proprietario di un fondo, che innalzi il muro di confine sino a portarlo all'altezza di tre metri ex art.
886 c.c., sopporta per intero le spese di sopraelevazione e non pu pretendere che vi concorra il
proprietario del fondo contiguo, atteso che quest'ultimo, ai sensi degli artt. 874 e 885 c.c., ha soltanto la
facolt, e non l'obbligo, di entrare in comunione della parte sopraedificata.

Cass. n. 10709/2003

Poich le norme tecniche di attuazione dei piani territoriali paesaggistici della Regione, che hanno la
finalit di tutelare interessi generali o urbanistici o di salvaguardia dell'ambiente, non sono integrative
del codice civile, le disposizioni in esse contenute sulle modalit costruttive dei muri di cinta non sono
modificative delle previsioni di cui all'art. 886 c.c.

Cass. n. 7675/1986

L'art. 886 c.c., prevedendo un obbligo, a carico del vicino, di contribuire per met nella spesa di
costruzione del muro di cinta, norma per sua natura eccezionale e, pertanto, insuscettibile di
applicazione analogica ad altre ipotesi, come quella in cui si tratti di recinzione realizzata con rete
metallica.

Cass. n. 1687/1982

Il limite di altezza per i muri di cinta di propriet comune posto dall'art. 886 c.c. (tre metri, ovvero
altezza diversa determinata convenzionalmente o dai regolamenti locali) concerne soltanto l'obbligo di
contribuzione del vicino e, pertanto, salva l'esistenza di un diritto di servit in favore del vicino (di
veduta altius non tollendi) o di una convenzione escludente il sopralzo, il singolo comproprietario ben
pu innalzare detto muro oltre il limite pattuito, sopportando per intero le spese di sopraelevazione, ai
sensi dell'art. 885 dello stesso codice, ed osservando la disciplina delle distanze fra costruzioni in
ipotesi di sopraelevazione oltre i tre metri.

ART.100 RECINZIONI [1]

Le recinzioni devono avere un aspetto decoroso, intonato all'ambiente e rispettare tutte le caratteristiche
e distanze dal ciglio stradale e dalle curve, richieste dall'ente preposto alla gestione della viabilit su cui
prospettano. Le recinzioni su strada in muro pieno non debbono superare l'altezza di ml. 1.00 nelle
curve o in zona di visibilit scarsa e di ml 1.50 nella restante parte. La parte a giorno dovr avere
altezza massima ml 2.00.
I cancelli di ingresso su strade e spazi pubblici fuori dai centri abitati, ove consentiti, devono essere
arretrati dal ciglio stradale in moda da permettere la sosta di un autoveicolo in entrata o in uscita
dinanzi al cancello stesso, fuori dalla sede stradale.

1. Salta Vedasi artt. 16,17 e 18 del D. Leg. 3/4/92, n. 285 e successive modificazioni ed
integrazioni.