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Facolt di Scienze della

Formazione

Seminario di matematica e
statistica
1^ parte

Marina Chiaro

Settembre 2005
Agenda

Simbologia di base
Il concetto di funzione
Significato della derivata
Concetto di integrale
Elementi di algebra delle matrici
Il calcolo combinatorio
Elementi di calcolo delle probabilit

2
La simbologia di base: la sommatoria
Insiemi di numeri:
3,7,5,.,12
Quali operazioni possiamo effettuare?

Con due numeri: 3+7=10


Con tre numeri: 3+7+5=15
Con n numeri: 3+7+5++12= Il risultato dipende dai
valori che sommiamo

Come scrivere sinteticamente la somma di tanti (n)


numeri?
Il simbolo di sommatoria

3
La simbologia di base: la sommatoria
Consideriamo n elementi:
a1 , a2 , a3 ,......an
n
la loro somma : a 1 + a 2 + a 3 + . . . . . . + a n =
i=1
ai
Di solito:
lindice in basso rappresentato con la lettera i o j
lultimo elemento della serie viene rappresentato con la
lettera n, m, h, k.

Consideriamo m elementi diversi dai precedenti:


b1 , b2 , b3 ,......bm
e lelemento generico ai b j
La somma di tutti gli elementi una doppia sommatoria:
n m

ab
i =1 j =1
i j
4
La simbologia di base: il prodotto
Insiemi di numeri:
3, 7, 5, ...,12
Quali operazioni possiamo effettuare?

Con due numeri: 3*7=21


Con tre numeri: 3*7*5=105
Con n numeri: 3*7*5**12= Il risultato dipende dai
valori che moltiplichiamo

Come scrivere sinteticamente il prodotto di tanti (n)


numeri?
Il simbolo di produttoria

5
La simbologia di base: il prodotto
Riprendiamo i nostri n elementi:
a1 , a2 , a3 ,......an n
Il loro prodotto : a 1 * a 2 * a 3 * ...... * a n = a
i =1
i

Di solito:
lindice in basso rappresentato con la lettera i o j
lultimo elemento della serie viene rappresentato con la
lettera n, m, h o k.

Consideriamo m elementi diversi dai precedenti:


b1 , b2 , b3 ,......bm
e lelemento generico ai b j
Il prodotto di tutti gli elementi una doppia produttoria:
n m


i =1 j =1
a ib j
6
Le funzioni
Un problema elementare: in una classe quale relazione
esiste fra laltezza ed il peso?
Che tipo di relazione c?
Aumenta una variabile e diminuisce laltra?
Aumentano entrambe nella stessa direzione?

Alcuni esempi di grafici:


Peso

75

35
30
25

120 130 140 150 160 170 180 Altezza


7
Le funzioni
Peso

75

35
30
25

120 130 140 150 160 170 180 Altezza

Peso y Ordinata

75

35
30
25

120 130 140 150 160 170 180

Altezza x Ascissa
8
Le funzioni
La relazione tra la variabile x e la variabile y si indica
genericamente con:
y=f(x)

dove:
x la variabile indipendente
y la variabile dipendente

Alcune funzioni elementari:


y=a+bx (retta)
2
y=a+bx+cx (parabola)

9
Le funzioni
Il grafico della retta:

Il grafico della parabola:

10
Classificazione delle funzioni
La funzione si dice:
Algebrica: se le operazioni tra le variabili si possono ridurre alle quattro
operazioni algebriche; esempio: y=x3-x2 -5x-3

Trascendente: caso contrario al precedente; esempio y=logx o y=senx+cosx

Le funzioni sia algebriche che trascendenti possono essere:


Fratte
Irrazionali

Logaritmiche
Naturalmente si possono cumulare gli effetti ed avere ad esempio una funzione
logaritmica fratta

Esempi:

Funzione fratta: y=(x+1)/(x-2)

Funzione irrazionale:y = ( x 3)

Funzione logaritmica: y=log(x+4)


11
Lanalisi infinitesimale
Perch il calcolo infinitesimale?

Nelle applicazioni della Matematica allo studio dei fenomeni


naturali e sociali, si presentano problemi quali il calcolo di aree,
di lunghezze, di volumi, determinazione di centri di gravit, di
momenti di inerzia per risolvere i quali i metodi della
Matematica elementare risultano insufficienti

Nel Seicento la Matematica si basava fondamentalmente sui


principi della geometria euclidea limitata a figure formate da
linee rette e da cerchi.

Nello stesso periodo con i progressi della scienza e della


tecnica necessario operare con nuove importanti figure quali
ellissi, parabole, iperboli (per esempio per descrivere la
traiettoria dei pianeti). 12
Lanalisi infinitesimale
E stato necessario ricorrere a procedimenti di natura pi elevata:
due figure poligonali di stessa area, sono decomponibili in uguale
numero finito di parti rispettivamente identiche

Non altrettanto pu dirsi di un quadrato e di un cerchio aventi


stessa area, oppure di due piramidi aventi uguali basi ed altezze
e quindi lo stesso volume.

Limpossibilit di scomporre due figure in un numero finito di parti


uguali maggiore quando si considerano figure piane o solide,
equiestese, di forma meno elementare.

In questi casi la decomposizione in parti uguali si pu ottenere


solo con la suddivisione delle due figure in un numero infinito di
elementi, che quindi dovranno essere infinitamente piccoli
(almeno alcuni di essi).
13
Lanalisi infinitesimale
Pertanto non possibile in genere calcolare aree e volumi se
non mediante decomposizioni in infinite parti, o con procedimenti
equivalenti a tali decomposizioni, e quindi facendo ricorso -
direttamente o indirettamente- allinfinito e allinfinitesimo.

Si esce dal campo della Matematica elementare per entrare in


quello dellAnalisi infinitesimale, in cui, con il sussidio
dellinfinito e dellinfinitesimo, si giunge alla valutazione di
grandezze finite.
I due grandi capitoli dellAnalisi infinitesimale sono costituiti dal
calcolo integrale e dal calcolo differenziale.
Calcolo integrale: si risolvono i problemi delle aree (ed altri
analoghi).
Calcolo differenziale: conoscenza delle condizioni locali o
istantanee di un certo fenomeno.
Insieme: si individua la legge integrale del fenomeno stesso,
cio la legge che ne permette la completa valutazione. 14
La derivata
Un modo semplice di capire cos' la derivata lintrepretazione
geometrica:

la derivata di una curva in un suo punto x0 la misura della


pendenza (il coefficiente angolare, ovvero la tangente
dell'angolo fra la retta tangente e l'asse orizzontale) della
tangente ad una curva in quel punto.

Nel caso di funzioni di una sola variabile, continue e derivabili


in tutto il loro dominio, o almeno in un intervallo di questo, si
ricava con operazioni algebriche una nuova funzione che ne
rappresenta la derivata al variare di x: nel linguaggio comune
a questa che ci si riferisce quando si parla genericamente di
derivata di una funzione, perch unica a parte il segno, che
dipende dalla direzione che viene considerata durante la
derivazione (in avanti o all'indietro).
15
La derivata

Il valore della derivata di f(x) calcolata in xo ha un significato geometrico:


il coefficiente angolare della retta tangente alla curva che rappresenta il
grafico di f(x), nel punto di coordinate (xo f(xo)).

L'equazione della retta tangente in x0 risulta:


y = f(xo) + f(x0)'(x x0) 16
La derivata
In analisi matematica la derivata di una funzione reale di variabile
reale f(x) nel punto x0 definita come il limite per h tendente a 0 del
rapporto incrementale.
Sia e sia x un punto di (a,b) la funzione f si dice
derivabile se esiste finito il limite:

Se tale limite esiste unico e finito, allora la funzione f(x) si dice


derivabile nel punto x0 la funzione derivata viene indicata con uno dei
seguenti simboli:

D [f(x0)] df ( x0 ) f(x0) f dy y y
dx dx x x

17
La derivata
Se f(x) derivabile in x0 allora f(x) anche continua in x0.

Una funzione continua pu essere non derivabile

Derivate successive
f'(x) la derivata prima della funzione f(x) definita come limite del rapporto
incrementale.
Se f'(x) derivabile in un intervallo chiuso [a,b] allora si ha che f(x) la
derivata seconda della funzione f(x).

Principali regole di derivazione

Somma:

Prodotto:

Quoziente:
18
Alcune derivate fondamentali

19
Lintegrale definito
Come anticipato il calcolo dell area sotto una curva, ossia
dellarea della regione di piano compresa fra una data curva e
lasse delle ascisse (entro la fascia di piano delimitata da due
ascisse fissate), un problema il cui interesse enorme non solo
in matematica pura, ma anche in svariati altri campi, scientifici e
tecnici.

20
Lintegrale definito
Per risolvere il problema del calcolo dellarea della curva stato
necessario approssimare il grafico come segue:

Lintervallo [a,b] stato suddiviso in n parti uguali, ciascuna di


ampiezza x = (b-a)/n, e gli estremi delle suddivisioni sono stati indicati
con xk:
x0 = a, x1 , x2 ,........, xn = b 21
Lintegrale definito
Il poligono ombreggiato viene chiamato plurirettangolo inscritto
e la sua area fornisce, evidentemente, unapprossimazione per
difetto dellarea del trapezoide, approssimazione tanto pi precisa
quanto pi alto il numero n delle suddivisioni di [a,b] (in fig. 2a
n=4, e lapprossimazione molto imprecisa; ma in fig. 2b, con n=8,
lapprossimazione si fa gi pi soddisfacente).

Area plurirettangolo inscritto =


= approssimazione per difetto dellarea del trapezoide =
= somma aree rettangoli ombreggiati = f(x0)x+ f(x1)x+. +f(xn-1)x

Le figure mostrano anche il cosiddetto plurirettangolo circoscritto


(dai contorni superiori tratteggiati), la cui area rappresenta
unapprossimazione per eccesso dellarea cercata, tanto pi precisa
quanto pi alto il numero n delle suddivisioni di [a, b]

Area plurirettangolo circoscritto =


= approssimazione per eccesso dellarea del trapezoide =
= somma aree rettangoli pi alti =f(x1)x+ f(x2)x+. +f(xn)x
22
Lintegrale definito condizione di integrabilit

Nella ipotesi che la funzione f(x) sia continua su [a,b] le altezze dei
singoli rettangoli costituenti il plurirettangolo inscritto e il plurirettangolo
circoscritto non saranno pi, in generale, i valori assunti dalla funzione
alle estremit dellintervallino [xk-1 , xk ], ma saranno, rispettivamente, il
minimo mk e il massimo Mk della f(x) su [xk-1 , xk ].

M3

m3

23
Lintegrale definito
Le aree possono essere scritte:
Area plurirettangolo inscritto = m1x+ m2x+. +mnx
Area plurirettangolo circoscritto = M1x+ M2x+. +Mnx

Si definiscono quindi:
SOMMA INTEGRALE INFERIORE
n
sn = m1x + m2 x + ........ + mn x = mk x
k =1

SOMMA INTEGRALE SUPERIORE


n
Sn = M 1x + M 2 x + ........ + M n x = M k x
k =1
Si dimostra che la successione delle somme integrali inferiori e di quelle
superiori convergono allo stesso limite.

Tale limite viene definito integrale definito della f(x) su [a,b] e si indica
con il simbolo:
b

f ( x )dx
a 24
Lintegrale indefinito
Si dice integrale indefinito di una funzione f(x), la famiglia di tutte e sole quelle
funzioni la cui derivata uguale a f(x).
Se una funzione F(x) tale che F(x) = f(x), allora si dice che F(x) una
antiderivata, o una primitiva, della f(x). Il termine pi usato primitiva.

Poich:
a) se due funzioni differiscono per una costante additiva, allora hanno la stessa
derivata;
b) e, viceversa, se due funzioni hanno la stessa derivata, allora differiscono per
una costante additiva (conseguenza del Teorema di Lagrange),
se ne deduce che, data una funzione f(x), se essa ammette una primitiva
F(x), ne ammetter infinite: si tratter di tutte e sole le funzioni che si
possono scrivere sotto la forma F(x) + C, C R

Il simbolo di integrale indefinito il seguente:

f ( x)dx
25
Lintegrale indefinito
Poich, dunque, il simbolo di integrale indefinito indica la FAMIGLIA di
tutte le primitive della funzione f(x) esso contiene implicitamente una
costante additiva arbitraria: ad esempio:

4x dx = x
3 4
+C

Il teorema fondamentale del Calcolo Integrale (Teorema di Torricelli-


Barrow
Se y = (x) una funzione continua sullintervallo [a,b], allora la derivata della
funzione integrale: x
F ( x ) = f (t )dt
a
uguale al valore della funzione integranda y = f(x) in corrispondenza dellascissa
nella quale deriva:

F ' ( x ) = f ( x ), x [a , b]

26
Come si calcola lintegrale definito
Una volta acquisito il Teorema Fondamentale la formula per calcolare
lintegrale
b


a
f ( x ) dx

la seguente:
b b

f ( x )dx = [ F ( x )]
a
= F (b) F ( a )
a

Esempio:
2


3 4 2 4 0
4 x dx = [ x ]0 = (2) (2) = 16 0 = 16
0

27
Tavole di alcuni integrali

28
Elementi di algebra delle matrici
La nozione di matrice si incontra spesso nella matematica e in tutte
le sue applicazioni: statistica, fisica, chimica, elettrotecnica,
ingegneria delle struttura, sociologia, etc....
Le matrici hanno grande importanza nella pratica computazionale e
sono prese in precisa considerazione da tutti i linguaggi di
programmazione procedurali, dal Fortran, a quelli di livello medio
come Matlab, ai linguaggi per le elaborazioni simboliche come
Mathematica e Maple.
Diversi tipi di matrice:
numeriche formate da numeri reali o complessi;
altre formate da entit meno usuali come classi di resti, funzioni,
linguaggi, insiemi, etc;
finite ed infinite.

In questa sede trattiamo prevalentemente matrici numeriche finite a


partire da una definizione semplice, non molto generale, ma di grande
utilit.
29
Elementi di algebra delle matrici
Consideriamo due interi positivi m ed n.
Per matrice numerica finita m x n si intende uno schieramento rettangolare di
numeri associati a due indici aij con i = 1, 2, ..., m e j = 1, 2, ..., n.

a11 a1n

A =  aij 
mxn a  a
m1 mn

Per un valore fissato del primo indice i numeri ai1 , ai 2 ,......ain sono
disposti orizzontalmente e costituiscono la cosiddetta riga i della matrice.

Per un valore fissato del secondo indice i numeri a1 j , a2 j ,......amj sono


disposti verticalmente e costituiscono la cosiddetta colonna j della matrice.

30
Elementi di algebra delle matrici
L'intero positivo m detto numero delle righe della matrice A;
n detto numero delle colonne di A; m e n sono chiamate anche le
dimensioni di A.

Una matrice A con m righe e n colonne, cio una matrice m x n, viene


chiamata anche matrice di ordine m x n o matrice di dominio {1,2,...,m}
{1,2,...,n}.

Le matrici con m=n si dicono matrici quadrate.

Il numero che si trova nella i-esima riga e nella j-esima colonna chiamato la
i,j-entrata o entrata relativa alla casella (i,j). In generale i componenti di una
matrice A vengono chiamati elementi di A e si indicano in sintesi:
A = ( ai, j )

In alcuni linguaggi di programmazione come Fortran, Basic e Pascal viene


scritto A(i,j), mentre in linguaggi come C e Java viene scritto A[i][j]; occorre
dire anche che in questi ultimi linguaggi gli indici delle matrici, come gli indici
di ogni altro array, corrono o variano da 0 ad m-1 o da 0 a n-1.
31
Elementi di algebra delle matrici
Un esempio di matrice 4 3 :
1 2 3
1 2 0
a11 a12 a13

a21 a22 a23 4.5 0 2

6

a31 a32 a33 1 5
a
41 a42 a43

Un esempio di matrice quadrata con m=n=3 :

a11 a12 a13 1 2,5 0, 4


a a a23 14 3
21 22
2
a a33 9
31 a32 5 7
32
Elementi di algebra delle matrici
Ancora qualche definizione:
le caselle relative ai due indici uguali, cio relative a coppie di indici uguali (i,i)
costituiscono la diagonale principale della matrice (m=n).

a11 a1m
 a
A =
ij 

mxm a  a
m1 mm

Una matrice con una sola riga, di ordine 1 n viene detta matrice riga o
vettore riga; una matrice con una sola colonna, di ordine m 1 viene detta
matrice colonna o vettore colonna.
a1,1

a
2,1 vettore

1 xn
(
A = a1,1a1,2 a1,n ) A = a3,1 colonna
mx1
vettore riga

a
m ,1
33
Operazioni fra matrici: la somma
Due matrici si dicono simili se hanno lo stesso ordine (es. m x n).

La loro somma A + B una matrice di ordine m x n i cui elementi sono


ottenuti sommando gli elementi corrispondenti, cio,

( AIJ + BIJ )  AIJ + BIJ

Esempio:

34
Operazioni fra matrici: il prodotto
Data una matrice A e un numero c, definiamo moltiplicazione scalare di c
per A:

cA  ( cA)ij  c * Aij

Esempio:

Combinando le operazioni di somma e moltiplicazione per uno scalare si


possono effettuare anche combinazioni lineari di matrici simili. Conviene indicare
Mat(m, n, F) l'insieme delle matrici m n con entrate nel campo F (che potrebbe
essere l'insieme dei reali R o l'insieme dei complessi C). Con le due precedenti
operazioni questo insieme si comporta come uno spazio vettoriale (sui reali o sui
complessi) di dimensione mxn.
35
Operazioni fra matrici: il prodotto
Una coppia (ordinata) di matrici (A,B) si dice coppia di matrici conformabili
se il numero di colonne della A lo stesso del numero delle righe della
B.
La moltiplicazione di due matrici definita solamente se costituiscono una
coppia di matrici conformabili. Supponiamo che A sia di ordine m x n (cio
che abbia m righe ed n colonne) e B n x p (n righe e p colonne):
si definisce come loro prodotto la matrice che si indica AB ed ha ordine m p
(m righe, p colonne).

Esempio:

36
Operazioni fra matrici: esempi
Somma (analogo procedimento per la sottrazione)

1 2 1 3 4 1 1 + 3 2 + ( 4) 1 + 1 4 2 0
4 0 2 + 1 5 0 = 4 + 1 0+5 2 + 0 = 5 5 2

2 5 1 2 2 3 2 + 2 5 + ( 2) 1 + 3 4 7 4

3x3 3x3 3x3


Prodotto fra matrici:

1 2 1 3 4 1(3) + 2(1) + 1( 2) 1( 4) + 2(5) + 1(2) 3 8


4 0 2 x 1 5 = 4(3) + 0(1) + 2( 2) 4( 4) + 0(5) + 2(2) = 8 12

2 2

2x3 3x2 2x2
Prodotto fra matrice e vettore:

2 3 4 1
1 5 6 x 2 = 2(1) + 3(2) + 4(3) = 20
1(1) + 5(2) + 6(3) 29
3

37
Operazioni fra matrici: propriet
Somma e moltiplicazione hanno le seguenti propriet:

A+B = B+A per tutte le coppie di matrici simili ("commutativit della somma").
(A+B)+C = A+(B+C) per tutte le terne di matrici simili ("associativit della
somma").
(AB)C = A(BC) per tutte le terne di matrici conformabili a coppie
("associativit della moltiplicazione").
(A + B)C = AC + BC per ogni terna di matrici con A e B di aspetto m n 'B
e con C matrice n p ("distributivit a sinistra").
C(A + B) = CA + CB per ogni terna di matrici con A di aspetto m n ed A e
B di aspetto n p ("distributivit a destra").

importante osservare che in generale non si ha la commutativit: se due


matrici A e B possono fornire due prodotti confrontabili, cio se sono
entrambe quadrate e simili, allora in generale AB BA.

38
Il determinante
Il determinante una funzione che associa ad ogni matrice quadrata
A uno scalare che denotiamo preferenzialmente det(A).

Il significato geometrico principale del determinante si ottiene


interpretando la matrice quadrata A di ordine n come trasformazione
lineare dello spazio vettoriale a n dimensioni: il valore assoluto del suo
determinante il fattore per il quale vengono moltiplicati tutti i volumi n-
dimensionali in conseguenza della applicazione della A.

Il segno del determinante indica se la trasformazione A preserva o


cambia l'orientazione dello spazio.
I determinanti sono importanti sia nel calcolo infinitesimale multivariato,
dove si incontrano nelle formule di sostituzione delle variabili, sia
nellalgebra multilineare.
I determinanti consentono anche di esprimere esplicitamente la
soluzione di un sistema di equazioni lineari mediante la regola di
Cramer.
Il determinante della matrice A si denota anche con |A|.
39
Il determinante
Determinante di una matrice di una matrice quadrata con n=2:

a11 a12
A = = a 11a 22 a 12 a 21
a 21 a 22

Per una matrice 3 3 la formula pi complicata:

e si pu anche scrivere:

a11 a12 a13


a a22 a23 a21 a23 a21 a22
a a23 = a11 a +a
21 22
a

a32 a33 12 a31 a33 13 a31 a32
31 a32 a33

40
Il determinante

Per una matrice di aspetto n n, il determinante venne definito da Gottfried


Leibniz con quella che oggi nota come formula di Leibniz

La somma viene valutata su tutte le permutazioni dell'insieme numerico


{1,2,...,n} e sgn() denota la segnatura della permutazione: = + 1 se
una permutazione pari; 1 se la permutazione dispari.

41
Il determinante
Matrice 2 x 2

2 1
7 3 = 2(3) 1(7)

Formula di Leibniz per una matrice 3

2 2 3
1 1 3 = 2 1 3 (2) 1 3 + (3) 1 1 = 2[(1)(1) (0)(3)] (2)[(1)(1) (2)(3)] 3[(1)(0) (1)(2)] = 2(1) 2(+1 6) 3(2) = 18
0 1 2 1 2 0
2 0 1

42
Operazioni fra matrici: partizione
Una matrice partizionata o matrice a blocchi una matrice di matrici.
Per esempio, si consideri la matrice:

Possiamo partizionarla in una matrice di aspetto 22 servendoci delle seguenti


sottomatrici:

Ottenendo:

Queste riscritture spesso consentono di controllare meglio le elaborazioni di matrici


con determinate caratteristiche generali o relative ad applicazioni particolari di
elettronica, come quelle relative alla progettazione dei chips in tecnologia VLSI 43
Applicazioni delle matrici numeriche

Le applicazioni pi studiate e utilizzate che riguardano le matrici


numeriche finite sono quelle che permettono di rappresentare gli
operatori lineari, ovvero le trasformazioni lineari.

Per ogni operatore lineare su uno spazio vettoriale di n dimensioni


esiste una matrice n n che lo rappresenta, e viceversa per ogni
matrice quadrata n n ed ogni base di uno spazio ad n dimensioni
esiste un unico operatore lineare su tale spazio rappresentato
dalla matrice.

44
Applicazioni delle matrici numeriche
Consideriamo in generale una trasformazione lineare di uno spazio a n
dimensioni in uno spazio a m dimensioni rappresentata dal seguente
sistema di equazioni:

a11 x1 + a12 x2 + ..... + a1n xn = h1


a x + a x + ..... + a x = h
21 1 22 2 2n n 2

..............................................
am1 x1 + am 2 x2 + ..... + amn xn = h
m

Si pu sostituire l'equazione matriciale:

a11 a12  a1n x1 h1


a2 n x2 h2
a21 a22  =
    

a m1 a m 2  amn xn hm
In sintesi:
AX = H 45
Elementi di calcolo combinatorio

Riprendiamo i nostri n elementi:

a1 , a2 , a3 ,......an

OBIETTIVO

studiare il numero e le propriet dei vari gruppi che si


possono formare con gli elementi dati, gruppi che avranno
denominazioni diverse secondo la legge in base alla
quale essi saranno stati costituiti.

46
Disposizioni semplici
Si dicono disposizioni semplici di n elementi diversi
presi a k a k (o di classe k) (con k<n) tutti i possibili gruppi
che si possono formare prendendo k degli n elementi in
modo da considerare distinti quei gruppi che differiscono, o
per la natura degli elementi, o per il loro ordine.

Esempio: consideriamo i cinque elementi distinti:


a1 , a2 , a3 , a4 , a5
i due gruppi:
a2a4a5 a1a2a5
sono distinti perch differiscono per un elemento; mentre i due gruppi:
a1a3a4 a1a4 a3
sono distinti perch differiscono per lordine con cui sono stati presi i tre
elementi (cio per la loro disposizione)
I gruppi precedenti sono disposizioni semplici di 5 elementi presi a
3 a 3 (o di classe 3)
47
Quante sono le disposizioni semplici?
Il numero delle disposizioni semplici di n elementi
diversi presi a k a k (o di classe k) (con k<n) dato dal
prodotto di k numeri interi consecutivi decrescenti a
partire da n, ovvero:

Dn;k = n(n-1)(n-2).(n-k+1)

Nel caso del precedente esempio, il numero delle disposizioni


semplici di 5 elementi diversi presi a 3 a 3 dato dal prodotto di 3
numeri interi consecutivi decrescenti a partire da 5 e cio:

D5;3 = n(n-1)(n-k+1)= 5 (5-1)(5-3+1)=5*4*3=60

48
Alcuni esercizi
Con 10 oggetti distinti quante quaterne ordinate posso costruire?

D10,4 = n(n-1)(n-2).(n-k+1)= 10(10-1)(10-2)(10-4+1)= 10x9x8x7=5040

Se ho 8 ragazzi, in quanti modi posso scegliere: un portiere, un arbitro


e un raccattapalle?

D8,3 = n(n-1).(n-k+1)= 8(8-1)(8-3+1)= 8x7x6 = 336

49
Disposizioni con ripetizione
Finora i k oggetti di ciascun raggruppamento sono stati considerati
tutti distinti, se si rimuove questa ipotesi un elemento pu apparire pi
di una volta nel singolo gruppo.

Ad esempio, le disposizioni di classe tre dei due oggetti a e b sono:


aaa, abb, bab, bba, aba, baa, aab, bbb.

Tali gruppi vanno sotto il nome di disposizioni con ripetizione

Quante sono le disposizioni con ripetizione?


(r) k
D n ;k =n
Ad esempio il numero delle disposizioni con ripetizione di classe tre, che
si possono formare con quattro elementi, :
Dn( ;rk) = n k = D4;3
(r)
= 43 = 64
50
Alcuni esempi
Utilizzando, con possibilit di ripetizione, i 3 simboli A, B, C, quante
stringhe (sequenze di caratteri) di 5 lettere posso comporre?

(r) 5
D 3;5 = 3 = 243

Se si lancia una moneta 10 volte quanti sono gli esiti possibili?

(r)
D2;10 = 210 = 1024

51
Permutazioni semplici
Si dicono permutazioni semplici le disposizioni di n
elementi presi ad n ad n, ovvero:

Pn = Dn;n

Il numero delle permutazioni che si possono ottenere con


n elementi quindi:

Pn = n(n-1)(n-2)3*2*1= n! fattoriale = il prodotto del


numero stesso per tutti gli
interi consecutivi decrescenti
a partire dal numero
Esempio: Quante parole di significato noto si possono ottenere
anagrammando la parola Roma?
Si hanno 4 lettere che permutate danno luogo a: P4 = 4*3*2*1= 24
52
Alcuni esercizi
Date 5 persone, in quanti modi si possono mettere in coda davanti ad
uno sportello?

P5 = n!= 5! = 5x4x3x2x1 = 120

In quanti modi diversi si possono disporre 7 libri sopra lo scaffale di


una libreria?

P7 = n!= 7! = 7x6x5x4x3x2x1 = 5040

53
Permutazioni con ripetizioni
Nel caso in cui gli n oggetti non sono tutti diversi tra loro, le
permutazioni sono in numero inferiore ad n!.
Considerando, ad esempio, le tre lettere a,a,b, le permutazioni sono:
aab, baa,aba
Precisamente la met di quelle che si avrebbero se i tre oggetti fossero
tutti diversi tra loro. La riduzione del numero delle permutazioni
dovuto al fatto che, non essendo distinguibili gli elementi uguali, le
permutazioni ottenute scambiando due o pi oggetti uguali fra loro
sono coincidenti.

In generale con n oggetti, dei quali m<n uguali fra loro, il numero delle
permutazioni con ripetizione :

(m) Pn n!
P n = =
m! m!

54
Permutazioni con ripetizioni
Siano dati n oggetti, dei quali m uguali fra loro, r uguali fra loro, s uguali
fra loro.(m+r+s=n). Quante n-uple ordinate distinguibili potremo
costruire con questi oggetti?

( m ,r , s ,...) n!
Pn =
m!r ! s!

Esempio: Se abbiamo 3 palline bianche identiche fra loro, 6 palline rosse


identiche fra loro e 5 palline verdi tutte identiche fra loro, quante sequenze
distinguibili potremo costruire con questi 3+6+5=14 oggetti?

(3,6,5) 14!
P 14 =
3!6!5!

55
Combinazioni semplici
Si dicono combinazioni semplici di n elementi diversi
presi a k a k (o di classe k) (con k<n) tutti i possibili
gruppi che si possono formare prendendo k degli n
elementi in modo da considerare distinti quei gruppi che
differiscono per la natura degli elementi.

Confrontando questa definizione con quella delle disposizioni


semplici, si pu affermare che i due gruppi:

abc e acb,

costituiscono due disposizioni diverse (differiscono per lordine degli


elementi) ma formano la stessa combinazione.

56
Quante sono le combinazioni semplici?
Ogni combinazione pu generare tante disposizioni
quante sono le permutazioni dei suoi k elementi.

Nel caso del precedente

Dn ;k n( n 1)( n 2)........(n k + 1)
Cn ;k = =
Pk k!

Nel caso del precedente esempio, il numero delle disposizioni


semplici di 5 elementi diversi presi a 3 a 3 dato dal prodotto di 3
numeri interi consecutivi decrescenti a partire da 5 e cio:

D8;5 8 x 7 x 6 x5 x 4
C8;5 = = = 56
P5 5 x 4 x 3x 2 x1

57
Quante sono le combinazioni semplici?
La formula precedente pu essere scritta come:

n!
Cn ;k =
k !( n k )!

n
Coefficiente binomiale k

In definitiva il numero delle combinazioni semplici di n elementi diversi


di classe k :

n
C n ;k =
k

58
Alcuni suggerimenti

Disposizioni importante lordine


Combinazioni non centra lordine

n
Il coefficiente binomiale risponde alla domanda:
k
dati n oggetti, in quanti modi ne posso scegliere k?

Permutazioni: modi in cui possibile permutare lordine di n oggetti

59
Esercizi
Con 10 oggetti distinti quante quaterne non ordinate posso costruire?

10! 10! 10x9 x8x7 x6! 10x9 x8x7


C10;4 = = = = = 210
4!(10 6)! 4! x6! 4! x6! 4 x3x3x2 x1

Ho un insieme di 7 oggetti distinti. In quanti modi posso sceglierne 3?

n n! 7 x 6 x5 x 4! 7 x 6 x5
C n ;k = = = = = 35
k k !(n k )! 3!(7 3)! 3!

60
Esercizi
Ho un insieme di 7 oggetti distinti. In quanti modi posso sceglierne 6?

n n! 7 x 6! 7
C7;6 = = = = =7
k k !( n k )! 6!(7 6)! 1!

Con i 90 numeri del lotto, quanti terni posso costruire?

n 90! 90x89x88x87! 90x89x88


C90;3 = = = = =117480
k 3!(903)! 3!x87! 3x2

61
Combinazioni con ripetizione
Si considerino ora i raggruppamenti che si possono formare con n
oggetti, rimuovendo la condizione che il singolo oggetto si presenti non
pi di una volta in ciascun gruppo.
Si ottengono allora le combinazioni con ripetizione.

Date le due lettere a e b, le combinazioni con ripetizione di classe


quattro che si possono formare sono:
aaaa, aaab, aabb, abbb, bbbb

Si dimostra che il numero delle combinazioni con ripetizione di n oggetti


di classe k, con k che pu essere maggiore di n, dato da:

(r) n + k 1 ( n + k 1)!
C n ;k = Cn + k 1;k = =
k k !(n 1)!
62
Elementi di calcolo delle probabilit

Il concetto di probabilit - utilizzato a partire dal 600 - diventato


con il passare del tempo la base di una branca della statistica (la
statistica inferenziale), cui fanno ricorso numerose scienze sia naturali
che sociali.

Ci sono 4 modi di porre la definizione di probabilit:


a) definizione classica
b) definizione frequentista
c) definizione assiomatica
d) definizione soggettivista

63
Elementi di calcolo delle probabilit
a) Def. classica:
probabilit = n casi favorevoli evento/n casi possibili,
con lipotesi che i casi possibili siano valutati tutti equipossibili, o
equiprobabili.

b) Def. frequentista (o statistica):


probabilit = frequenza relativa dellevento, calcolata su di un numero
sufficientemente elevato di prove.

c) Def. assiomatica (Kolmogorov, 1933):


non si preoccupa di stabilire cos la probabilit, ma solo di definirla
tramite un insieme di assiomi considerando la teoria degli insiemi.

d) Def. soggettivista (De Finetti e altri, 1931):


probabilit = misura il grado di fiducia che un certo individuo ha nel
verificarsi di un determinato evento

64
Elementi di calcolo delle probabilit
L' "insieme dei casi possibili" viene anche chiamato "insieme universo", o "spazio
degli eventi", o talvolta "spazio campionario".

Un sottoinsieme dell'insieme universo viene chiamato "evento".

Un "evento" unitario (costituito cio da un solo caso) viene detto "evento


elementare".

In questa trattazione ci occuperemo di eventi aleatori, ovvero di eventi il cui


verificarsi dipenda esclusivamente dal caso.

Linsieme delle caratteristiche di tempo, spazio, di modo o di altra natura in cui


un evento pu verificarsi o no, costituiscono una prova.

Esempio: una prova pu essere considerata lestrazione a caso di una carta


da gioco da un mazzo preventivamente mescolato; in questa prova uno dei
tanti eventi aleatori pu essere estrazione di una qualsiasi carta di picche.

65
Elementi di calcolo delle probabilit
Altro esempio.
Se la "prova" cui ci riferiamo il "lancio di un dado", l' "insieme dei casi
possibili" U = {1, 2, 3, 4, 5, 6}.

U
2
1 3 5
4
6

Un "evento" potrebbe essere il seguente: E ="esce un numero minore di 5".


Tale "evento" coincide, sostanzialmente, con l'insieme {1, 2, 3, 4}.

U
2
E 1 3 5
4
6

Un altro "evento": "esce un numero primo". Tale evento si identifica con


l'insieme {2, 3, 5}.

Altro evento ancora: "esce il 6". Si tratta di un "evento elementare", che coincide
con l'insieme unitario {6}
66
Elementi di calcolo delle probabilit
I diversi risultati che una prova pu dare costituiscono I cosiddetti casi possibili;
quelli di essi che verificano un determinato evento formano linsieme dei casi
favorevoli.

Esempio: se da un mazzo di 40 carte se ne estrae una a caso e si considera


levento estrazione di una carta di denari, i casi possibili sono 40 (il totale delle
carte) e quelli favorevoli 10 (le 10 carte di denari).

Indicando con
p(A) la probabilit dellevento A
n il numero dei casi favorevoli ad A
n il numero dei casi ugualmente possibili

si ha quindi:
n' 10 1
p ( A) = p ( A) = =
n 40 4

67
Elementi di calcolo delle probabilit
Evidentemente:

la probabilit p(A) di un evento A sempre tale che 0 p( A) 1

p(A) = 0 se e solo se A levento impossibile

p(A) = 1 se e solo se A levento certo.

Osserviamo per inciso che quanto detto vale qualunque sia


lapproccio scelto (classico, frequentista, assiomatico,
soggettivista).

Alcune definizioni prima di proseguire:


si chiama unione di due eventi A e B e si indica con A B,
linsieme dei punti appartenenti o ad A o a B o a entrambi.

si chiama intersezione dei due eventi A e B e si indica con A B,


linsieme costituito dai punti che appertengono simultaneamente ad
A e a B.
68
Elementi di calcolo delle probabilit
Due o pi eventi si dicono incompatibili quando il verificarsi di uno
qualsiasi di essi esclude il verificarsi di tutti i rimanenti; in caso
contrario gli eventi si dicono compatibili.
Esempio: il risultato di una partita di calcio fra due squadre X e Y
rappresentato da tre eventi incompatibili:
vittoria di X
pareggio
vittoria di Y
Un evento A si dice totale quando il suo verificarsi dipende dal
verificarsi di uno solo fra due o pi eventi incompatibili: A1, A2,.An.
Il principio della probabilit totale
La probabilit di un evento totale data dalla somma delle probabilit
dei singoli eventi parziali (meno la P della loro intersezione)
P(A B) = P(A) + P(B) P(A B)
Se gli eventi sono incompatibili:
P(A B) = P(A) + P(B)
69
Elementi di calcolo delle probabilit
Applicazione del principio ad un caso numerico.
Unurna contiene 90 palline cos ripartite: 15 bianche, 20 rosse, 25
verdi, 30 nere.
Trovare la probabilit nei seguenti casi:
a) che, estraendo una pallina, essa sia o bianca o verde;
b) che, estraendo contemporaneamente due palline, esse siano dello
stesso colore.

a) In questo caso levento considerato totale, perch il suo


verificarsi dipende dal verificarsi di uno solo fra I due eventi parziali
incompatibili:
estrazione di pallina bianca
estrazione di pallina verde.
Per il principio della probabilit totale:
15 25 40 4
p = pb + pv = + = =
90 90 90 9
70
Elementi di calcolo delle probabilit
b) Per le due palline estratte, relativamente ai colori, si potranno avere I
seguenti casi:
bb rb vb nb
br rr vr nr
bv rv vv nv
bn rn vn nn
E un caso di evento totale, perch si verifica quando accade uno qualsiasi
degli eventi parziali, inoltre sono incompatibili.
p = pbb + prr + pvv + pnn
90
Casi possibili: sono tanti quante le combinazioni delle 90 palline a 2 a 2:
2
Casi favorevoli ai singoli eventi parziali: combinazioni a 2 a 2 delle palline
dello stesso colore: 15 20 25 30
2 2 2 2

15 20 25 30
2 2 2 2
206
p= + + + =
90 90 90 90 801
2 2 2 2
71
Elementi di calcolo delle probabilit
Due o pi eventi compatibili si dicono indipendenti, quando il verificarsi
di uno qualsiasi di essi non altera la probabilit del verificarsi dei
rimanenti; in caso contrario gli eventi si dicono dipendenti

Un evento A si dice composto quando il suo verificarsi dipende dal


verificarsi da tutta una successione di eventi : A1, A2,.An, che si
dicono parziali

Il principio della probabilit composta


La probabilit di un evento composto data dal prodotto delle
probabilit dei singoli eventi parziali (eventi indipendenti)

P(A B) = P(A) x P(B)

Per eventi dipendenti

P(A B) = P(A) x P(B/A) oppure P(A B) = P(B) x P(A/B)

72
Elementi di calcolo delle probabilit
Applicazione del principio ad un caso numerico.
Unurna contiene 90 palline cos ripartite: 15 bianche, 20 rosse, 25
verdi, 30 nere.
Trovare la probabilit che estraendo successivamente due palline(la
seconda dopo aver reimbussolato la prima) essa siano:
a) la prima bianca e la seconda verde;
b) una bianca e una verde.
L evento E composto da due eventi parziali successivi ed
indipendenti (la composizione dellurna non viene modificata)

a) Viene specificato lordine, quindi E bv

15 25 5
p = pbv = pb xpv = x =
90 90 108

73
Elementi di calcolo delle probabilit
a) Non viene specificato lordine quindi si devono considerare tutti gli
ordini possibili

bv
E
vb
p = pbv + pvb

Ogni evento parziale a sua volta un evento composto:

p = pb xpv + pv xpb

15 25 5
p = 2 pb xpv = 2 x x =
90 90 54
74
Elementi di calcolo delle probabilit
Si indica con A levento contrario dellevento A (ossia quellevento
che si verifica se e solo se non si verifica A.
Il principio della probabilit dellevento contrario

P( A) = 1 - P(A)

oppure

P(A) = 1 - P( A )

Esempio: si lancia successivamente per 10 volte una moneta; qual la


probabilit che esca almeno una volta testa?
Il problema si risolve pi agevolmente se si considera levento contrario: non
esce mai testa, ossia esce sempre croce.
Per tale evento c un unico caso favorevole (CCCCCCCCCC) sui 210=1024
casi possibili.
Quindi: p(esce sempre croce)= 1/1024
p(esce almeno una volta testa)= 1-(1/1024)= 1023/1024
75
Esercizi
Alcune indicazioni

Letto il testo del problema, si stabilisce in cosa consiste la "prova",


analizzando bene tutte le modalit della medesima;

Si pensa di eseguire la prova e si immagina uno qualsiasi dei


risultati che possono verificarsi eseguendo la prova

Si concepisce, si costruisce" quindi, linsieme universo" di tutti i


possibili risultati, l' "insieme dei casi possibili", lo "spazio degli
eventi";

Si analizza con cura se gli eventi considerati si realizzano "pari


facilitate".

76
Esercizi
Esempio 1)
Si lanciano due dadi. Qual la probabilit che esca lo stesso numero
su entrambi?

Risoluzione:
posto M = {1, 2, 3, 4, 5, 6}, linsieme dei casi possibili sar M X M e avr
perci 36 elementi; i casi favorevoli sono 6. Quindi:

p (stesso numero sui due dadi) = 6/36 = 1/6.

Osserviamo che linsieme universo si pu rappresentare molto bene, in


questo problema, con una tabella a doppia entrata:

1 2 3 4 5 6
1 E
2 E
3 E
4 E
5 E
6 E
77
Esercizi
Esempio 2)
Lanciando successivamente per 10 volte una moneta, che probabilit
c di ottenere:
a. tutte Teste;
b. Testa le prime 4 volte, Croce le rimanenti;
c. esattamente 4 Teste.

Risoluzione:
per tutti e tre i quesiti, i casi possibili sono tanti quante le sequenze di 10
simboli, ciascuno dei quali pu valere T o C; ad esempio, un caso possibile
TTTCCTCTTC.
Perci abbiamo 2 * 2 * 2 * * 2 = 210 = 1024 casi possibili.

a: Il caso favorevole 1 solo: T T T T T T T T T T. La probabilit richiesta


p(tutte T) =1/1024 = 0.0009765

b: Il caso favorevole 1 solo: TTTTCCCCCC. La probabilit richiesta


p(TTTTCCCCCC) = 1/1024.

78
Esercizi
c: I casi favorevoli sono tanti quante le sequenze di 10 simboli, ciascuno dei
quali possa essere T o C, contenenti esattamente 4 T. Per determinare tale
numero, possiamo pensare al numero di modi in cui, in uno schema come il
seguente, costituito da una sequenza di 10 caselle vuote:

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
noi possiamo scegliere quelle 4 nelle quali collocare T.

Tale scelta pu essere effettuata in (10 * 9 * 8 * 7)/(4 * 3 * 2 * 1) modi possibili,


10
ossia in 4 modi possibili.

La probabilit richiesta perci


p(esattamente 4 T) = 10 /1024 = 0.205
4

79
Esercizi
Esempio 3
Trovare la probabilit che, accadendo m eventi su n ugualmente possibili, fra
essi ve ne siano k prefissati (kmn)

I casi possibili si possono identificare, non tenendo conto dellordine, nelle


n
combinazioni di ordine n e di classe m, quindi il loro numero sar
m

I casi favorevoli si possono identificare in quelle combinazioni fra le precedenti,


che contengono i k numeri prefissati. Per determinare il loro numero
ragioniamo cos: escludiamo dagli n eventi possibili i k prefissati e combiniamo
i rimanenti n-k ad m-k ad m-k.
nk
Otterremo combinazioni formate da m-k eventi ciascuna, se ad
m k

ognuna di esse aggiungiamo I k eventi prefissati, otterremo I casi favorevoli
cercati.
La probabilit richiesta sar dunque: n k
m k
p=
n
m
80
Esercizi
La precedente serve per determinare la probabilit di una vincita al
lotto. Basta infatti porre in essa n=90, m=5 e dare a K i valori 1,2,3,4,5
secondo che si sia puntato rispettivamente su un solo numero estratto,
oppure su 3, oppure su 4, oppure su 5.

Per K=1:

90 1 89
5 1 4
89 x88 x87 x86 1x 2 x 3 x 4 x 5 5 1
p1 = = = x = =
90
90
x x
1 2 3 4x x x x x
90 89 88 87 86 90 18
5 5

81