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IL DOLORE

neuroscienze ?

filosofia Schopenhauer, Freud

italiano Montale, leopardi

arte Guernica, Munch

storia Shoah

latino Seneca, Lucrezio

NEUROSCIENZE?
Il dolore una sensazione fisiologica percepita in modo cosciente a livello della corteccia cerebrale
e in grado di determinare una triplice risposta da parte dellorganismo: vegetativa (reazioni pupillari
e cardiache), emotiva (per esempio mimica) e comportamentale (per esempio reazione di fuga).
Nella percezione e nella reazione al dolore sono in gioco numerose strutture nervose: i recettori
del dolore (le terminazioni nervose periferiche attivate da stimoli dolorifici); la giunzione
radicolomidollare, con i suoi meccanismi attivatori e inibitori; i due fasci midollari ascendenti (che
servono a individualizzare lo stimolo doloroso e responsabili della qualit e intensit del dolore) e
le vie sopra-midollari, deputate ai meccanismi di vigilanza e reazione vegetativa, endocrina,
emozionale e psichica.

Origine e regolazione del dolore


I recettori vengono attivati da vari stimoli che possono provocare dolore tramite la liberazione di
numerose sostanze: istamina, serotonina, ecc. La regolazione del dolore avviene a livello midollare
e centrale con lintervento di varie sostanze: acetilcolina, serotonina, endorfine, ecc. Lorganismo
reagisce al dolore con reazioni immediate e secondarie: il dolore dapprima avvertito come
sensazione nitida, pungente e localizzata, che in seguito si traduce in una sensazione pi estesa e
diffusa; lintervallo di tempo tra le due sensazioni proporzionale alla distanza dal cervello del
punto di origine dello stimolo. Le reazioni immediate coinvolgono livelli nervosi successivi di
risposta al dolore: midollare (per esempio riflessi viscerali), mesencefalico (tachicardia),
diencefalico (tremore, sudorazione), corticale (manifestazioni emotive, con passaggio dal dolore
alla sofferenza psichica).

TERAPIA DEL DOLORE ?


Placebo ?

LATINO
Lucrezio
Lucrezio elegge suo punto di riferimento concettuale il filosofo Epicuro.
Il dolore, che costituisce ogni desiderio, per gli epicurei era ci di cui ognuno si doveva liberare per
raggiungere il piacere. (cit. "il culmine del piacere la pura e semplice distruzione del dolore).
Lucrezio riprende i temi principali della dottrina epicurea per scrivere il De rerum Natura, poema
didascalico di natura epico-filosofica, scritto nel I secolo a.C. e costituito da 6 libri.
[ Egli aveva prescritto di evitare i desideri innaturali e non necessari, e di badare solo al
soddisfacimento di quelli necessari: gli unici requisiti essenziali per essere un uomo veramente
felice sono il non provare la fame, la sete e il freddo. Bisogna abbandonare gli sprechi inutili per
indirizzarsi verso i piaceri naturali ]
ARTE
Munch
Munch andr controtendenza con i suoi quadri, infatti larte era allora ancora sinonimo di bellezza,
di armonia, di forma; non di bruttezza e di dolore.

Il dramma psichico che caratterizza i personaggi dellartista non solo dramma individuale, ma
anche l'incarnazione di un sentire cosmico del dolore; l'espressione cupa del volto, gli occhi fissi,
le guance smunte, le figure spettrali non hanno un riferimento intimistico alla realt, ma servono a
rappresentare la realt per simboli universali. Del suo dipinto pi famoso, Il grido , Munch disse:
Ho sentito questo grande grido venire da tutta la natura. E in effetti il volto al centro del dipinto
una sorgente sonora nella quale si riflettono la ribellione e la pena di vivere.

Munch lascia intendere nei suoi quadri la sensazione di essere solo al mondo e di non poter
condividere il dolore espresso attraverso linsolita estetica dei suoi quadri, con nessuno.

Momenti che sono facilmente rintracciabili nella vita dell'artista: l


a sua infanzia ancora "felice";
l'incontro con la malattia e la morte della madre e della sorella;
la consapevolezza che l'esistenza non sar altro che dolore; la morte.
DOLORE PSICHICO NEUROSCIENZE
Traduzioni da articoli vari:
1) Proprio come un colpo sul braccio con un attizzatoio bollente, lesclusione sociale fa male.
Letteralmente. Un nuovo studio ha evidenziato che il nostro cervello non differenzia il dolore di
essere esclusi dai propri colleghi, o da un amante, capo o familiare, e il dolore fisiologico che
scaturisce da un infortunio o da una ferita. I ricercatori della University of Michigan, della
Columbia University e della University of Colorado, hanno messo 40 individui, che erano stati
lasciati recentemente, in uno scanner celebrale mentre ciascuno di essi osservava una foto di
colui/colei che lo aveva scaricato, e riflettevano sul dolore provato ad essere stati lasciati. In
sezione di scanning" separate i soggetti sperimentavano lequivalente di avere un attizzatoio
bollente premuto sul proprio avambraccio. La risonanza magnetica ha scansionato i pazienti e
ha mostrato che i loro cervelli rispondono sia al dolore fisico che emotivo con un aumento del
flusso di sangue in una vasta gamma di regioni comuni, un chiaro segno di sovrapposizione
neurale nel modo in cui elaboriamo e sperimentiamo il dolore fisico e sociale. Incluse tra le
regioni che mostravano uninnalzata attivit mentre i soggetti contemplavano il loro dolore
emotivo ve ne erano due in particolare, che i neuroscienziati avevano precedentemente
associato esclusivamente al dolore fisico: linsila anteriore e la corteccia cingolata anteriore.
2) Quando le persone provano dolore emotivo, vengono attivate le stesse aree del cervello di
quando viene sperimentato dolore fisico: linsila anteriore e la corteccia cingolata anteriore. In
uno studio queste regioni sono state attivate quando le persone sperimentavano una virtuale
repulsione sociale dai colleghi. In un ulteriore studio, pi simile alle condizioni di vita
quotidiane, le stesse regioni sono state attivate quando persone che avevano recentemente
rotto con i loro compagni vedevano le foto dei loro ex. Allora, se il dolore fisico ed emotivo
hanno le stesse risposte neurali perch non prendere paracetamolo (tachipirina) per la
disperazione e la sofferenza? Alle persone che avevano subito una recente esclusione sociale
stato assegnato casualmente di prendere paracetamolo vs un placebo ogni giorno per tre
settimane. Le persone che avevano assunto paracetamolo in quel periodo hanno registrato
meno sentimenti feriti in quel periodo. Quando i loro cervelli sono stati scansionati alla fine del
trattamento, coloro che avevano assunto acetaminofene avevano una minore attivazione
dellinsila anteriore e della corteccia cingolata anteriore. Questo studio stato effettuato non
per convincere a prendere paracetamolo e altri analgesici come farmaci psicoattivi. Piuttosto,
lidea era di enfatizzare che durante il corso dellevoluzione, i nostri corpi hanno deciso di
prendere la strada pi economica e di usare un solo sistema neurale per individuare e provare
dolore, indifferentemente dal fatto che sia fisico o emotivo. Il dolore, ovviamente, sempre
unesperienza sia fisica che emotiva: il dolore psicologico non si sente solamente nel cervello,
bens in tutto il corpo. Questo perch il nostro cervello connesso massivamente con tutto il
resto del nostro corpo: ci sono vie dirette che collegano il cervello alla spina dorsale; inoltre i
sistemi circolatorio e linfatico trasportano neurotrasmettitori che trovano i siti dei recettori nel
cervello che modulano i collegamenti tra corpo e cervello. In questo modo ogni cellula del
nostro corpo collegata al sistema nervoso. Con il dolore fisico, c un ovvio collegamento tra
lesperienza psicologica del dolore e la consapevolezza del suo collocamento fisico nel corpo.
Il dolore sembra venire da un ginocchi, da una caviglia, ecc. Stranamente possiamo sentire il
dolore in quel luogo nonostante gran parte della sua elaborazione avvenga nel cervello. I
sentieri neurali, sanguigni e immunitari tra corpo e cervello sono segnati con informazioni di
localizzazione corporale, che iniziano nella spina dorsale e con ulteriori aggiunte lungo lo stelo
celebrale e il talamo, ognuno aggiungendo un altro strato di ripetizione e complessit, finch
lesperienza non diventa conscia e successivamente identificato come mio nellinsula, nella
corteccia parietale e motrice. Cos, con questo tipo di logica , possiamo tornare alle
somiglianze neurali tra dolore fisico ed emotivo. Se la somiglianza non solo nel cervello, ma
nellintero corpo, perfettamente ragionevole chiedersi: dove fa male il dolore emotivo? Se
davvero esiste ha una rete economica del dolore che include sia dolore fisico che emotivo e se
il dolore fisico ha una locazione corporea, facile giungere alla conclusione che il dolore
emotivo deve avere una locazione nel corpo. Il dolore emotivo pu essere localizzato in quei
posti dove unespressione sarebbe dovuta avvenire ma non si poi, in realt, materializzata. Se
sento la necessit di urlare, ad esempio, a una persona che ha lasciato un oggetto appuntito
nella sala che poi si conficcato nel mio piede, ma poi non ho urlato, e di conseguenza non ho
riversato la mia rabbia al di fuori, su questa persona, potrei avere ancora una tensione
muscolare residua nel mio collo, gola e mascella. Gli studi citati allinizio riguardavano
esclusione sociale. Dove viene sentita questa nel mio corpo? Nel mio cuore spezzato? Lamore
e la sua perdita sono connessi al cuore e al petto? Alcune ricerche dicono di s. Il senso di
sicurezza che viene dallessere in compagnia di persone amate creato in parte
dallattivazione dallattivazione parasimpatica e promuove una collaborazione tra la
respirazione e la frequenza cardiaca, entrambe localizzate nel petto. Sensazioni di insicurezza
mettono il cuore e il respiro fuori sincronia e attivano il sistema nervoso simpatico come se
stessimo affrontando una minaccia e creano un senso di disagio nel petto, e anche dolore