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26 Febbraio 2010

Prof. Giacomo Olivero


Dottore in Scienze Agrarie
Fitopatologo
Sanfr - via pi di Carle 35
Cell. 3479427684
giacomo42@hotmail.com

Valutazione dellimpatto sugli agroecosistemi


viticoli circostanti la Centrale di produzione
elettrica e termica a biomassa in progetto a
Canale (loc. Torretta) per la ditta Vigoenergia
- Premessa

- Stima dellentit economica del settore vitivinicolo presente


nellarea circostante la centrale in progetto

- Prodotti della combustione del legno ed emissioni previste


con lentrata in funzione dellimpianto in progetto

- Stima dellimpatto sui vigneti e sui vini delle emissioni


previste con lentrata in funzione dellimpianto in progetto

- Conclusioni

- Bibliografia
Premessa
Lagricoltura italiana, per la limitata estensione delle aree coltivabili , per la piccola
dimensione delle aziende, per i vincoli posti dallampia urbanizzazione del territorio
non pu competere sul piano quantitativo con i sistemi produttivi agricoli presenti in
altri continenti (america, australia, cina) dove le estensioni territoriali, i costi della
mano dopera e la storia culturale sono profondamente diverse dalle nostre.

Solo gli ambiti produttivi che mirano alla realizzazione di prodotti di alta qualit
riescono a raggiungere risultati economicamente validi e a competere con successo
sul mercato internazionale.

Negli ultimi 30 anni nel Roero lagricoltura per effetto delle condizioni socio culturali
ed economiche si sviluppata privilegiando produzioni dotate di caratteristiche
qualitative cos ben legate al territorio tanto da essere irripetibili in altri luoghi.

Canale, cuore del Roero, dopo un lungo e fortunato periodo (1935-1965) di successi
produttivi frutticoli (pesche in particolare) ha visto svilupparsi una viticoltura di
grande pregio con produzione di vini eccellenti (Arneis e Roero in particolare).

La costruzione e la successiva messa in funzione della centrale in progetto andranno


dunque ad incidere su unarea peculiare caratterizzata da una attivit agricola di
altissimo livello qualitativo dove emergono problematiche di estrema raffinatezza che
in altre aree agricole, caratterizzate da produzioni ordinarie (es. mais, frumento,
allevamenti animali), sarebbero del tutto trascurabili.
Ad esempio: il profumo di un vino, nato da delicati biochimismi naturali, rischia
perturbazioni drammatiche in presenza di alterazioni anche minime di parametri
ambientali, che per le coltivazioni di frumento o di soia, apprezzate
fondamentalmente per le loro rese quantitative in sostanze proteiche e amilacee, non
costituiscono fonte di preoccupazione.

Risulta per tanto fondamentale valutare quali potranno essere i danni che la
costruzione e lentrata in funzione dellimpianto in progetto avranno sul settore
viticolo enologico di Canale e del Roero.
Stima dellentit economica del settore
vitivinicolo presente nellarea circostante la
centrale in progetto.
La quantificazione economica effettuata in base ai dati ufficiali forniti dalla Camera
di Commercio di Cuneo Albo Vigneti 2008.
Il valore delle superfici vitate in Canale mediamente stimato in 100.000 euro ad
ettaro, cifra di tutto rispetto ma ancora molto lontana dai valori raggiunti nelle non
lontane aree viticole di Barbaresco e di Barolo.
Il valore complessivo lordo della produzione annua stimato rispetto al prezzo medio
finale di vendita della bottiglia. Tale stima consente di valutare nel suo complesso
limportanza del settore comprendendo tutti gli elementi della filiera produttiva.

Comune di Canale

Nebbiolo dAlba
d.o.c. D.P.R. 28\5\1970

Vitigneti superficie 41,7 ha valore stimato 4.170.000 euro

Produzione effettiva in vino 1.718 hl nbottiglie 229.080

valore stimato della plv 3.665.000 euro


Roero
d.o.c.g. decreto 7\12\2004 - d.o.c. D.P.R. 18\3\1985

Vitigneti superficie 62,67 ha valore stimato 6.267.000 euro

Produzione effettiva in vino 1.647 hl nbottiglie 219.650

valore stimato della plv 3.514.400 euro

Roero Arneis
d.o.c.g. decreto 7\12\2004 - d.o.c. D.P.R. 31\1\1989

Vitigneti superficie 127,16 ha valore stimato 12.716.000 euro

Produzione effettiva in vino 6.505 hl nbottiglie 826.140

valore stimato della plv 13.218.200


euro

Barbera dAlba
d.o.c. D.P.R. 27\5\1970

Vitigneti superficie 104,86 ha valore stimato 10.486.000 euro

Produzione effettiva in vino 5.210 hl nbottiglie 694.750

valore stimato della plv 11.111.600 euro


Langhe Arneis
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 2,25 ha valore stimato 225.000 euro

Produzione effettiva in vino 323 hl nbottiglie 43.100

valore stimato della plv 689.000 euro

Langhe Chardonnay
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 6,2 ha valore stimato 620.000 euro

Produzione effettiva in vino 250 hl nbottiglie 33.500

valore stimato della plv 536.000 euro

Langhe Favorita
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 7,7 ha valore stimato 770.000 euro

Produzione effettiva in vino 440 hl nbottiglie 58.600

valore stimato della plv 937.000 euro


Langhe Bianco
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 3,9 ha valore stimato 390.000 euro

Produzione effettiva in vino 300 hl nbottiglie 40.400

valore stimato della plv 400.000 euro

Langhe Freisa
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 1,1 ha valore stimato 110.000 euro

Produzione effettiva in vino 40 hl nbottiglie 5.200

valore stimato della plv 52.000 euro

Langhe Dolcetto
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 3,6 ha valore stimato 360.000 euro

Produzione effettiva in vino 510 hl nbottiglie 68.000

valore stimato della plv 450.000 euro


Langhe Nebbiolo
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 1,79 ha valore stimato 170.000 euro

Produzione effettiva in vino 235 hl nbottiglie 31.600

valore stimato della plv 250.000 euro

Langhe Rosso
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 5 ha valore stimato 500.000 euro

Produzione effettiva in vino 250 hl nbottiglie 34.000

valore stimato della plv 200.000 euro

Piemonte Barbera
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 0,6 ha valore stimato 60.000 euro

Produzione effettiva in vino 46 hl nbottiglie 6.300

valore stimato della plv 30.000 euro


Piemonte Bonarda
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 4,87 ha valore stimato 480.000 euro

Produzione effettiva in vino 285 hl nbottiglie 38.000

valore stimato della plv 250.000 euro

Piemonte Grignolino
d.o.c. D.M. 22\11\1994

Vitigneti superficie 1,58 ha valore stimato 158.000 euro

Produzione effettiva in vino 84 hl nbottiglie 11.000

valore stimato della plv 88.000 euro

Superficie a vigneto d.o.c e d.oc.g. in Canale 375 ettari

Valore stimato dei vigneti attualmente presenti in Canale

37.500.000 euro

Valore stimato della plv complessivamente generata annualmente in Canale dalle


produzioni viticole enologiche

35.391.200 euro\anno
Importanza occupazionale del settore viticolo-enologico
in Canale
La coltivazione della vite richiede mediamente 600 ore di mano dopera per ettaro
allanno. Dunque per i 375 ha di vigneto coltivati in Canale sono attualmente
impegnate 225.000 ore di mano dopera annue.
A questo gi rilevante dato va aggiunto quello relativo alle operazioni di
vinificazione, confezionamento, commercializzazione dei prodotti e lindotto
terziario (dalla meccanica, commercio di prodotti per la viticoltura ed enologia,
servizi finanziari ecc.).

Il rischio derivante dallentrata in funzione della centrale in progetto coinvolge


dunque una entit economica di notevole interesse sia per valore dei beni implicati,
sia per il valore delle produzioni ottenute, sia per il numero delle persone che questa
ricchezza producono e condividono.

Un qualunque tipo di inquinamento del territorio in esame comporter una


diminuzione della ricchezza e della capacit produttiva attualmente in essere.

La realizzazione e la successiva entrata in funzione delle opere in progetto


comportano dunque un elevato rischio di diminuzione del valore dei vigneti e delle
produzioni enologiche per effetto delle alterazioni paesaggistiche e per la riduzione
della qualit ambientale che verr a determinarsi.
Prodotti della combustione del legno ed
emissioni previste con lentrata in funzione
dellimpianto in progetto.

Il legno un materiale complesso fondamentalmente costituito da:

- Cellulosa
- Emicellulose
- Lignina
- Resine

La combustione della cellulosa potrebbe essere semplicemente interpretata come una


disidratazione con successiva ossidazione del carbonio:

ma i fenomeni sono pi complessi e si generano molti composti volatili:


Una pi drastica disidratazione porta alla formazione di idrossimetilfuraldeide, furani
ed alla condensazione di composti fenolici.
Dalla combustione delle emicellulose e dei pentosani, che sono i primi composti a
decomporsi durante la pirolisi del legno si producono:

acido acetico, aldeide formica, monossido di carbonio ed anche furfurale e furani


La combustione della Lignina particolarmente produttiva di composti aromatici

Prodotti generati dai nuclei aromatici della lignina:

Prodotti generati dalle porzioni di catene lineari della lignina:


La combustione delle Resine vegetali (costituite da miscele complesse di isopreni)
origina diossani, formaldeide, ossidi di carbonio.

Il legno contiene in oltre metalli, cloro, zolfo, composti azotati che lalbero ha captato
dallambiente in cui vissuto ed ha prodotto durante la sua vita. In seguito a
combustione vengono dunque prodotti:

Ossidi ed acidi del cloro, ossidi ed acidi di azoto, ossidi ed acidi di zolfo ed anche
idrocarburi aromatici policiclici (anthracene, benzofluoranthene, cyclopentapyrene,
benzanthracene, chrysene/triphenylene, benzo(a)pyrene, indenopyrene,
benzoperylene), molecole organiche clorurate come policlorodibenzodiossine,
policlorobifenili, policlorofurani.

Gli ossidi dei non metalli (NOx , SOx , CO, CO2) combinandosi con le acque (di
origine meteorica o di altra origine) producono i corrispondenti acidi e sono la causa
delle cos dette piogge acide.

Per numerosi composti idrocarburi aromatici policiclici, per le diossine e PCB sono
noti gli alti livelli di tossicit e la cancerogenicit sulluomo.

La combustione del legno (anche la combustione teoricamente completa) produce poi


una quantit relativamente importante di poveri sottili.

Dunque con lentrata in funzione dellimpianto in esame, come previsto dalle analisi
fornite dai progettisti, si avr:

- un incremento dellacidit delle piogge e delle nevi


- incremento dellozono e dello smog fotochimico prodotti per reazioni degli
ossidi di azoto sotto linflusso della radiazione solare
- un incremento dei livelli di contaminazione ambientale da parte di
formaldeide, idrocarburi aromatici policiclici, diossine e PCB
- aumento delle polveri sottili presenti nellatmosfera
Nel progetto presentato evidente una grave lacuna
informativa:
- Dalla combustione del legno si prospettano emissioni di elementi semplici
e\o ossidi di zolfo, azoto, carbonio.
- Viene fornito un sommario dato COT (composti organici totali) e PM 10
trascurando di stimare lemissione dei composti organici pi pericolosi per
la salute umana e per lambiente : formaldeide, idrocarburi aromatici e\o
alifatici ciclici e policiclici, composti clorurati (diossine e PCB).

- La produzione di ozono e di smog fotochimico non viene considerata ne


valutata in senso qualitativo e\o quantitativo.

- Sono prospettate misure di abbattimento degli ossidi di azoto utilizzando


urea: dalla reazione prospettata si produrr e si emetter allesterno un
quantitativo di ammoniaca che non viene stimato ne qualitativamente ne
quantitativamente.

- Sono prospettate misure di abbattimento del cloro e dello zolfo con utilizzo
di carbonato acido di sodio che permetteranno una riduzione delle
emissioni del: 30% di acido cloridrico e del 16% di ossidi di zolfo

Il progettista attesta dunque, in via indiretta, lemissione di HCl e


conseguentemente degli altri acidi del cloro dallimpianto insieme agli ossidi
ed agli acidi dello zolfo senza valutare le conseguenze che queste avranno
sugli ecosistemi ed in particolare sulle colture di vite.
Stima dellimpatto sui vigneti e sui vini delle
emissioni previste con lentrata in funzione
dellimpianto in progetto.

Deposizione degli inquinanti al suolo


Le mappe progettuali relative alle valutazioni di ricaduta degli inquinanti al suolo
mettono in evidenza che:

- la localizzazione dellimpianto in un fondovalle circondato da colline,


impedisce una omogenea dispersione delle emissioni e la loro diluizione su un
ampio territorio

- i maggiori quantitativi di deposizioni andranno a concentrarsi sui versanti


collinari a sud e a nord del sito di insediamento della centrale in progetto. Su
tali versanti, in particolare su quello a sud, sono localizzati alcuni dei vigneti di
maggior pregio del comune di Canale.

Valutazione della ricaduta degli inquinanti al suolo

Piogge acide

Secondo i dati progettuali, con lentrata in funzione della centrale, annualmente


verranno immessi nellatmosfera 79.110 kg di SO2 , 79.110 kg di NOx, 79.110 kg
di CO. ( flussi di massa previsti : 9,67 kg\h x 8.181 ore annue = 79.110,27 kg\anno)

Laumento dellacidit delle piogge, dellozono, dello smog fotochimico che si


generer con lentrata in funzione dellimpianto determiner sulle foglie delle viti e
sugli acini una erosione delle cuticole cerose.
Questo fatto, lesivo dellintegrit anatomica e fisiologica della pianta di vite,
ampiamente sperimentato e documentato in tutte le aree soggette ad incremento
dellacidit delle piogge, comporter una maggior perdita di acqua da parte delle
piante ed un forte rischio di danni da eccesso di calore con allessa mento delle foglie
e dei grappoli.
Laumento delle temperature estive e dellinsolazione verificatosi negli ultimi 20 anni
porter ad incentivazione del danno con conseguenze sulla stessa vitalit delle piante.

Lacidificazione delle precipitazioni meteoriche porta sempre a conseguenze sui


suoli, la loro acidificazione comporta alterazioni nella microflora e microfauna ed
anomalie nellassorbimento dei nutrienti da parte delle piante.

Ozono
Foglie di vite con danni fogliari dovuti allozono (da G.Lorenzini, C.Nali Facolt
di Agraria, Universit di Pisa)

La vite stata la prima specie per la quale sono stati identificati con certezza danni
fogliari indotti da questo inquinante (1958 in California).
Lagenzia statunitense per la protezione dellambiente (EPA) a partire dagli anni 80
del secolo scorso ha messo in atto una serie di studi (progetto NCLAN National Crop
Loss Assessment Network) da cui risulta che questa sostanza riconosciuta
responsabile di almeno il 90% delle perdite subite dalle colture agrarie a causa
dellinquinamento atmosferico.
Olszyk DM, Cabrera H, Thomson CR (1988) J Air Pollut Cont Assoc, 38:928-931
considerando la media giornaliera delle 7 ore con la concentrazione consecutiva pi
elevata hanno misurato che gi a 27ppb di O3 , sulla vite si manifesta una perdita
produttiva media del 22,4%.

Purtroppo la vite risulta essere una delle piante pi sensibili allazione tossica
dellozono. Nelle medesime condizioni sperimentali solo la cipolla ed il fagiolo
manifestano maggiori perdite mentre il mais e lerba medica presentano perdite
produttive medie rispettivamente dell8,9% e 6,1%.

Si dimostrato poi che le piante di vite sottoposte allazione dellozono sono pi


vulnerabili agli attacchi di muffa grigia (da Botrytis cinerea) avversit molto temuta
per i danni sul vigneto e sulla qualit dei vini.

Cadmio, Cromo, Zinco


Dai dati progettuali risulta che per ogni kg di legna bruciata si abbia una emissione
media di 1 mg di cromo, 0,5 mg di cadmio, 50 mg di zinco.
Stante una previsione progettuale di circa 90.000 tonnellate di legna bruciate allanno
risulta una emissione totale annua di 90 kg di cromo, di 45 kg di cadmio e 4.500 kg
di zinco.
Per quanto riguarda il cadmio rilevante il fatto che i livelli ordinari di Cd presenti
nei cibi coprono gi il 50% dellassorbimento massimo ritenuto tollerabile per
luomo. Sulle piante interferisce negativamente con lassorbimento radicale del ferro
e del fosforo.
IL cromo, secondo i dati progettuali, non dovrebbe interferire negativamente sulle
piante. Degno di attenta considerazione invece laspetto legato alla tossicit di
questo metallo sulluomo.
Lo zinco alle dosi emissive indicate dal progetto, pu dare interazioni negative per le
piante in quanto interferisce sullassorbimento del magnesio (indispensabile per
costituire la clorofilla) e sul trasporto della linfa allinterno della pianta.

Composti Organici
Il progetto in esame prospetta che allentrata in funzione la centrale emetter in
atmosfera 12.271,5 kg\anno di composti organici (COT flussi di massa previsti :
1,5 kg\h x 8.181 ore annue = 12.271,5 kg\anno) tra cui sono comprese, come pi
sopra descritto, un gran numero di sostanze tossiche e cancerogene.
Gli incrementi delle quantit di composti organici altamente tossici e cancerogeni
quali idrocarburi aromatici policiclici, diossine, PCB, formaldeide, fenoli, furani che
si genereranno con lentrata in funzione degli impianti in progetto saranno contenuti
entro i limiti di legge oggi vigenti?

Secondo i dati forniti dai progettisti degli impianti, a questa domanda il progetto non
fornisce risposta.

E logicamente plausibile che la progettazione e la gestione dellimpianto preveda di


avere emissioni nei limiti di legge.

Ma questa considerazione non sufficiente ad evitare linsorgere di danni al delicato


sistema viticolo-enologico presente nellarea dove andranno a distribuirsi le emissioni
generate dalla centrale in progetto.

E necessario considerare che i consumatori di prodotti nobili e pregiati, quali sono i


grandi vini, esigono una assoluta tutela della qualit: il rilievo della presenza di
tracce, bench minime, di sostanze nocive comporta lesclusione dal mercato: ogni
turbativa dellimmagine del prodotto foriera di gravi conseguenze commerciali.

Bisogna poi tenere ben presente che la concorrenza nazionale ed internazionale molto
sovente porta ad utilizzare come arma commerciale la ricerca di tracce minime di
inquinanti nei prodotti, al fine di escludere dai mercati, rivali altrimenti imbattibili.
La scoperta di tracce, anche infinitesime, di diossine o idrocarburi policiclici clorurati
nei vini del Roero sarebbe disastrosa.

E necessario poi considerare che nelle produzioni agricole di tipo cerealicolo (es.
mais o frumento) quando si riscontra una partita contenente tracce di inquinanti (sia
pur sotto la soglia dei limiti di legge) per rimediare si ricorre alla diluizione con
partite non contaminate raggiungendo cos concentrazioni impercepibili o comunque
estremamente ridotte.

Tale procedura tecnica risulta inapplicabile nellambito della produzione di vini di


alta qualit, il pregio dei vini doc e docg sta proprio nel loro stretto legame con un
ben preciso territorio od anche una piccola area omogenea tra i vigneti di una singola
azienda. In caso di micro-contaminazioni la diluizione di queste produzioni
comporterebbe la scomparsa stessa degli elementi di pregio che le caratterizzano.

In Canale molte aziende vinicolo-enologiche producono splendidi vini ben


riconoscibili per caratteristiche qualitative legate a ristretti ambiti territoriali (es.
Roero di Monpissano, Roero Arneis di San Vittore, Barbera di San Michele, Barbera
di Mulassa) la loro scomparsa per effetto dellincremento di inquinanti ambientali
sarebbe una gravissima perdita per la nostra economia e per la nostra plurisecolare
secolare cultura che trova nella vite e nel vino uno degli elementi di pi alta qualit e
prestigio.

Tra i composti organici prodotti per effetto della combustione presente letilene.
Questo semplice alchene, non viene mai stimato tra gli inquinanti dellaria e
nellambito della tossicologia umana\animale in quanto si tratta di un ormone proprio
delle piante che esplica effetti sulla vegetazione a concentrazioni ambientali
dellordine di 1ppm.
I suoi effetti fitotossici sono noti sin dal 1870. Letilene influenza numerose attivit
metaboliche quali la maturazione dei frutti, la senescenza, la caduta delle foglie, il
distacco dei frutti.
Incrementi, anche minimi, di questo composto nellatmosfera possono provocare
sulla vite la precoce cascola degli acini, senescenza anticipata degli apparati
vegetativi.

Conclusioni
Alla luce di quanto esposto, considerato che nellarea in cui si intendono realizzare le
opere in progetto:

- il settore vitivinicolo riveste una grande importanza socio-economica


- i rilevamenti dellARPA nel 2006 in Canale evidenziano livelli di
inquinamento gi rilevanti per importanti sostanze fitotossiche

- le emissioni previste con lentrata in funzione dellimpianto in progetto


incrementeranno in maniera rilevante gli inquinanti fitotossici

- tra i prodotti di emissione saranno presenti composti altamente tossici e


cancerogeni in grado di ledere, anche con presenze minime, la qualit dei
pregiati vini del Roero

Si ritiene dunque incompatibile con le condizioni ambientali attuali la realizzazione


della Centrale di produzione elettrica e termica a biomassa in Canale secondo il
progetto in esame.

Bibliografia

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literature-Chemist Forest Products Laboratory, Forest Service
U. S. Department of Agriculture

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