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Nicola Spinosi

Libri usati
dal 2011 al 2017, quasi in ordine alfabetico promemoria.
Da una decina di anni segno su carta, di ogni libro letto o riletto, autore e titolo;
dal 2011 al 2017, mese pi mese meno, ho aggiunto a questo anche qualche riga
scritta in fretta, molto direttamente sgorgata dallo stato d'animo lasciatomi dal
libro appena finito. Il malloppo di carte era ordinato cronologicamente, tipo
diario di letture, ma per trascriverlo ho usato l'ordine alfabetico, grossolano nel
senso che un Pavese pu precedere un Parise. Della cronologia resta una traccia
in forma di data scritta al termine di ogni scheda. Le mie letture e, meglio, le
mie note di lettura, mi definiscono per quel che sto diventando in questi anni,
ma ci interessa solo a me. A chi legge spero che interessino i libri segnalati,
quasi tutti vecchi. Da ci la formula: libri usati. Si tratta di narrativa, soprattutto
italiana del novecento, Arpino, Berto, Bigiaretti, Cancogni, Comisso, Parise,
Piovene e molti altri; di qualche incapricciamento momentaneo, Nemirowski,
Pamuk, Simenon; un recupero: Zweig; di storia, in particolare del periodo
43/45, e di cultura politica, oltre che di pochi testi che rimandano alla mia
attivit di docente in materie psicologiche. Caso unico la raccolta di scritti
sulle bellezze di Roma di Nigro. (1 Novembre 2017).

spinnic@libero.it
A
G. Arpino. Una nuvola d'ira.

La cosa migliore di Arpino, che ne ha fatte delle buone. Un marito di circa


quarant'anni, ammalato ed in procinto di venir operato, scappa
dall'ospedale, torna a casa e scassa oggetti e arredi vari. La moglie, con il
giovanotto che suo pensionante ed amante insieme, torna a trova lo
sfacelo. Il marito sparito. Lo trovano molto lontano, ha avuto un
incidente di moto, muore. Sapeva, e loro sapevano che lui sapeva.
Credevano i due giovani di stare gestendo in modo innovativo un copione
tradizionale, invece la pratica gli si rovescia addosso. E ci scappa il morto.
Per essere della fine dei Cinquanta (esce nel 1962) il libro davvero
precursore del tema poi scoppiato nei Settanta: il personale politico. Solo
che non cos. (7 Marzo 2016).

G. Arpino. Racconti di vent'anni.

Grossa raccolta. Inferiore da ogni punto di vista rispetto all'ottimo La suora


giovane, a Delitto d'onore, a Una nuvola d'ira, perfino a L'ombra delle
colline, che pure patisce le schermaglie di coppia. Risalta nella massa di
questi numerosissimi racconti, quasi tutti brevi, un certo squallore, una
sorta di malattia arpiniana. Vent'anni di depressione? Segnalo in positivo Il
talento umano; Atto di dolore; Una serata a teatro; Il lottatore; La prossima
dignit; Il processo; Una proposta di matrimonio; Una corsa in campagna;
Una vita semplice; Vecchio di l; Diario di Rodrigo; Falstaff cerca
mecenate ottimo. Divertente come trovata La moglie infedele, il cui
penetratore illegittimo l'ha fatta sua con l'argomento della necessit di
perfezionarne la gravidanza lasciata incompiuta dal marito assente.
L'ingenua!
Possibile che questi racconti siano stati marchette scritte per giornali.
Non ci siamo proprio. (18 Febbraio 2014).

S. Atzeri. Passavamo sulla terra leggeri.

Marquez; Storia segreta dei Mongoli; Bibbia. Mitologistica storia della


Sardegna antica. Scritto bene, anche abbastanza divertente. Isteria
maschile applicata al patriottismo insulare. E comunque qualcosa s'impara.
V. Millant' anni di tale Angioni. (9 Marzo 2014).

G. Arpino. L'ombra delle colline.

Due trentenni viaggiano da Roma al Piemonte, da cui lui proviene. Il


racconto s'interrompe con immagini del tempo di guerra (la seconda), le
immagini del tempo di guerra s'interrompono con il racconto delle
schermaglie tra lui, Stefano, e lei, Laura. Il libro interessante come
materiale narrativo sul periodo della guerra, in particolare sui due anni
43/45. La vicenda direi che si svolge nel 1963. (26 Dicembre 2013).

G. Arpino. Un delitto d'onore.

Rilettura. E' un bel romanzo, forse il pi ricco tra quelli di Arpino che ho
letto. Forse la piemontesit dell'autore ha premuto sulla sua forza
rappresentativa. Ma i dettagli tornano, funzionano per la perfezione
dell'insieme. L'argomento tornato in auge con il fenomeno detto
femminicidio. E il libro anche. Psicopatologia dell'assassino indagata e
circostanziata bene. (1 Gennaio 2014).

J. Ackerley. Mio padre e io.

Uno scrittore scopre dopo la morte del padre che costui aveva un'altra
famiglia segreta. Comincia a raccogliere notizie e memorie sul defunto,
mirando a dimostrare che in giovent il padre ha fattola puttana, genere
che il figlio, biografo, conosce molto bene in qualit diciamo di
homocruiser. Interessante la pagina sulla battaglia della Somme (prima
guerra). In appendice lo scrittore segnala al lettore che la sua sessualit
guarita dalla eiaculazione precoce e dalla impotenza. (14 Febbraio 2014).

G. Arpino. La suora giovane.

Ottimo racconto. Il progetto amoroso/matrimoniale chiaro se si fa caso al


dettaglio delle buste aperte che la novizia consegna al protagonista al fine
che lui le invii alla famiglia di lei, che poi risponder usando l'indirizzo di
lui. Lui non le legge, per correttezza, quindi non coglie il progetto
matrimoniale della novizia, celato sotto l'innegabile romanticismo del
contatto nato tra i due. (23 Settembre 2013).

E. Arsan. Emmanuelle.

Appesantito da una quantit di pagine di teorie libertine, come ne La


filosofia del boudoir, non un brutto libro. Molto efficace come narrativa
erotica etero ed omosessuale. La protagonista una diciannovenne sposata
che a Bangkok, dove il marito appartiene all'alta societ internazionale,
entra in un altro mondo, tutto quanto proteso al piacere e per nienete
afflitto dal bisogno o dal lavoro. Le teorie libertine sono esposte
lungamente nella seconda parte del romanzo e direi che sono paragonabili
a quelle sadiane, magari con la sordina e senza sadismo. In rapporto a
Histoire d'O questo, scritto in seguito (pare da un uomo), celebra la libert
femminile, non la passione per l'asservimento. Ma HdO nettamente
superiore come opera d'arte. Non ti ci rompi i denti, come con un sasso nel
piatto dove mangi, incontrandoci delle teorie. (20 Agosto 2012).

N. Algren, Le notti di Chicago.

Dell'autore de L'uomo dal braccio d'oro, tradotto in anni lontani secondo


gusti lontani oggi all'incirca intollerabili; l'editore (E/O) ha deciso non
saprei perch (per risparmiare?) di non farlo ritradurre. Qua e l balugina
qualche buon colpo, ma nel complesso la misera umanit che Algren
rappresenta (mette in scena) non suscita alcuno spunto. Ragione per cui
leggo incuriosito, nella nota che chiude il volumetto, che N.A. Era
comunista. Bisognerebbe leggere l'originale. Trovato per caso e preso solo
per stima dell'editore. (17 Febbraio 2016).

S. Amiry. Sharon e mia suocera.

In nome della leggerezza questo testo autobiografico d'una palestinese


rappresenta la vita quotidiana a Ramallah durante l'occupazione israeliana.
S'imparano alcune cose che la distanza c'impedisce di immaginare. La
visione quella d'una donna non giovane, intellettuale, cosmopolita, che
forse rappresenta poco le masse palestinesi costrette a vivere sotto il giogo
non leggero d'Israele. Spirito di patata incluso. (19 Marzo 2013).

N. Ammaniti. Io e te.
Sceneggiatura in forma di racconto. Ingegnosa. Non ci siamo. (25
Dicembre 2011).

Angioni. Millant'anni.

Storia della Sardegna dall'et prenuragica alla fine degli anni settanta del
novecento. A parte qualche smagliatura e correttezza politico/intellettuale
non un brutto libro. Si tratta di racconti. Qua e l comico, v. la scoperta
dell'America fatta da un sardo. (23 Gennaio 2012).

Agus. Il vicino.

Breve racconto scritto bene, i personaggi sono 4, una madre di un bambino


handicappato, e il padre di un ragazzino in cerca di amici. L'uomo
bellissimo, la ragazza, sotto il travestimento da peppa, nasconde ogni ben
di Dio. Il quartetto funziona, ognuno a casa sua. (4 Aprile 2013).

G. Almirante. Brasillach.

Si divide in due parti, nella prima Almirante introduce e informa il lettore


in merito a Robert Brasillach in modo piuttosto analitico, per quanto non
senza scivolate retoriche. Nella seconda si legge un'antologia di tutta
l'opera di B. L'italiano della traduzione non sempre all'altezza. (4
Gennaio 2017).
B
Bertani e Ranchetti (a cura di). La psicoanalisi e l'antisemitismo.

Interessantissima l'introduzione, che volge in vantaggio della psicanalisi


la sua ebraicit. Bello il testo di Fenichel, gli altri non molto, a parte la
scapigliata lacaneria di Sibony. Bisognerebbe dar luogo a una psicanalisi
del filosemitismo. (2 Dicembre 2013).

G. Bernanos. Diario di un prete di campagna.

Scrive le sue tormentate impressioni sulle giornate di servizio, sugli


incontri con i confratelli, con i parrocchiani, sulle sue incursioni nel
mondo della nobilt locale, tormentatissimo, un parroco giovane ma
malato come si sapr da ultimo di un cancro allo stomaco che lo costringe
ad una dieta crudele. Bel libro, ricco di osservazioni sul ruolo della Chiesa
nella societ della prima met del novecento, conservatrici; ricco di
immagini professionali del lavoro di parroco. Il protagonista affetto da
una sorta di isteria emotivo/intellettuale, sbancata per dalla vera malattia
che lo uccide. (19 Dicembre 2016).

N. Baker. L'ammezzato.

D la palla agli oggetti di cui ci serviamo e che non l'hanno mai.


Minimalismo affettivo. Rappresentazione per di vuoto disperato e di
mania oggettistica. (31 Luglio 2012).

N. Baker. L'antologista.

Saggio sulla metrica della poesia in lingua inglese espresso in forma di


romanzo. Stavolta Baker esercita la sua folle acribia sulla metrica fingendo
un poeta che sta preparando un'antologia mentre recupera il suo rapporto
con una certa Roz. E viceversa, poi va a un convegno internazionale di
poesia in Svizzera. Non so se gli autori citati sono reali o frutto della
fantasia di Baker. (15 Ottobre 2013).
G. Berto. Il cielo rosso.

Narrativa delle rovine, testimonia la devastazione e morte provocate dalla


guerra aerea (anglo/americana). Quattro orfani adolescenti organizzano la
loro sopravvivenza nelle rovine tra la fine del 44 e il dopo liberazione, ma
uno di loro muore ucciso durante un'azione forse furtiva; una muore di tisi;
uno si uccide sotto le ruote di un treno; la sopravvissuta fa la prostituta.
Non bello, ma importante come documento antieroico. Da riflettere c'
sullo stile di Berto, passato non si sa come a Il male oscuro. (7 Agosto
2013).

A.Breton. Nadja.

Un giovane di talento incontra per strada una donna visibile con cui
trascorrer molto tempo rapito dallo stile di vita di lei, una povera
provinciale talvolta dedita alla prostituzione. Niente sesso tra i due,
sembra, in compenso una quantit di eventi che sfuggono
surrealisticamente alla realt di ogni giorno. Genere sincronicit, che
Breton non menziona. (10 Luglio 2013).

L. Bigiaretti. Esterina.

Nella forma di memorie scritte da un uomo ancora giovane durante una


vacanza, la storia di un amore iniziato bene ma guastato, dopo il
matrimonio, dalla premura di lui di avere figli, a quanto pare fuori dalla
portata della moglie, Esterina. Misteriosamente costei muore, e piano
piano la vita del narratore riprende quota e sembra che si riassesti nel
punto da dove l'amore per Esterina l'aveva fatta deragliare. (10 Giugno
2016).

R. Bacchelli. Il diavolo a Pontelungo.

Del 1927. Narra di Bakunin, Cafiero e di altri anarchici. Si divide in una


parte svizzera ed in una bolognese. In Svizzera Bakunin e Cafiero, con i
soldi del secondo, sembrano Bouvard e Pecuchet. Pecuchet alle prese con
agricoltura ed altri piaceri proibiti agli incompetenti. A Bologna, nel 1874,
una rivolta organizzata male da Bakunin fallisce.
Dopo aver letto tre libri di Bacchelli chiaro che si tratta di uno scrittore
reazionario di quelli simpatici e intelligenti. Il ritratto dell'anarchismo
alquanto impietoso, ma non privo di affetto. Piacevole dev'essere la lettura
della seconda parte per chi conosce Bologna. C' anche Andrea Costa,
prima che diventasse socialista. (20Luglio 2015).

T. Bernhard. Goethe muore.

Testi brevi che non apportano niente di nuovo a chi gi conosce T.B.
Semmai il primo, che d il titolo al libretto, propone il paradosso ucronico
di un Goethe che vuol conoscere Wittgenstein. Confermato il tipo di prosa
che sappiamo. Di valido c' che i nuovi lettori potrebbero essere attirati
nella sua rete dalla brevit dei testi. Confermata la netta tendenza
autoironica che serve a distruggere la distruzione che le voci
rappresentano, di famiglia, Austria eccetera. In fondo si resta con nulla tra
le mani? Forse s. (14 Febbraio 2013).

G. Brera. Parola di Brera.

Articoli scritti per Repubblica dal 1982 sotto l'incalzare della quotidianit.
Molti mostrano la corda, resta il vizio divertente di infiorettare il testo con
ghirigori barocchi e rutti di cultura pi o meno inarrivabile dai comuni
lettori di sport. Traspare la ideologia dell'autore, fortemente riferibile alla
psicologia dei popoli di anziana memoria. (14 Gennaio 2013).

G. Berto. Racconti.

Di paragonabile allo stile de Il male oscuro c' solo un racconto, uno degli
ultimi. Non male alcuni dei primi, di argomento afro/bellico. Nel
complesso l'opera di raccolta, apprezzabile per la comodit dell'eventuale
studioso, sembra un tributo eccessivo ad uno scrittore piuttosto incerto
circa i suoi argomenti e il suo stile. Penoso l'ultimo, Spersonalizzazione.
Orribile quello sul meccanico che parte per la Luna. Non malaccio quello
sul seduttore ladro che in treno si fa una maestra zitella. Berto non un
granch, ma il suo romanzo pi famoso un capolavoro. (13 Dicembre
2012).

G. Berto. Il male oscuro.

Il libro vale moltissimo per il modo come scritto, liquido, in barba alle
costrizioni della punteggiatura. Porta della psicosomatica narrativa, della
psicanalisi freudiana competente, e un finale nel segno della
individuazione. Nello stesso tempo porta la ferrata e minuziosa biografia
di un uomo italiano nato durante la prima guerra in provincia e passato da
adulto a Roma come sceneggiatore. E' il capolavoro cui il narratore
accenna tante volte, compiuto. Rilettura. (3 Febbraio 2012).

T. Bernhard. Der Stimmenimitator.

Gi letto e riletto in traduzione, in tedesco l'ho tradotto abbastanza


rapidamente ed ho appreso a prendere le distanze dalle esagerazioni
comiche o folli di questo scrittore che fa del vittimismo da Antigone la sua
cifra borghese individualistica e anarcoide. Esercizio utile, per alla fine
insostenibile. (21 Aprile 2016).

A. Baldoni. Storia della destra.

Via via che si avvicina all'oggi il libro perde d'interesse, che invece suscita
quando inizia dal secondo dopoguerra, dal MSI, Almirante eccetera. Cosa
vuoi che me ne fotta di Fini, Matteoli, Alemanno, Gasparri, che ho visto in
tv. E' il passato subito dopo la guerra, quando gli ex fascisti mordevano il
freno, che mi stuzzica. Secondo l'autore il MSI ebbe una gran bastonata
nell'estate del 1960, quando scopr che la democrazia non era tanto
democratica da garantirgli un congresso in territorio nazionale (Genova).
(5 Aprile 2016).

R. Brasillach. Il nostro dopoguerra.

Dal 1919 al 1933 in Francia e pi precisamente a Parigi cresce e vive R.B.,


scrittore, giornalista e critico di successo che per sua disgrazia si schier
dalla parte destinata alla sconfitta e pag assai caro il suo essere fascista.
Con la fucilazione per intelligenza con il nemico. Il libro una
autobiografia dove si parla assai poco di s e moltissimo del mondo che sta
intorno a un giovane colto abitante a Parigi. Com' ovvio i secondi anni
trenta portano il lettore dentro la vivezza delle opinioni di B., quanto al
fascismo, al nazismo, alla guerra di Spagna ed al Fronte popolare, ci che
al lettore crea qualche disagio e qualche utile scoperta. Un conoscitore
della cultura francese tra le due guerre potrebbe trarne giovamento, da
questo libro. (15 Gennaio 2016).

M. Bontempelli. Vita e morte di Adria e dei suoi figli.

Una signora assai bella non vuole neppure esser toccata per non sciuparsi,
n dal marito n dai figli. Quando attorno ai trenta anni crede di procedere
verso un imbruttimento si ritira da Roma a Parigi e non si fa pi vedere se
non dalla cameriera. Come la Garbo, o Mina. I figli, due, finiscono l'una in
guerra,, fucilata dagli austriaci come spia, l'altro pi tardi sparisce in sud
America dove fuggito per non finire in prigione dopo aver ucciso un
conoscente che stava contemplando un ritratto di Adria, la madre.
Quest'ultima, costretta a lasciare la casa parigina per motivi di
demolizione, si d fuoco. Interpretabile. Non lascia indifferenti. (0
Giugno 2016).

C. Bernari. Tre operai.

Questo romanzo piuttosto rinomato (1934) mi pare stracarico di


malinconia e id fallimento. Il titolo bello, non so perch; ma non
corrisponde molto, se non ai tre operai che da ultimo offrono una mano a
Teodoro, il protagonista. Noto dell'autore (1965) confusa e direi
presuntuosa. Interessante la cartellonistica segnaletica dei titoli dei
capitoli; la lingua e la sintassi; a parte una tavola blu; ha ragione Piovene
(pag.42): Sironi. (15 Aprile 2014).

C. Boito. Senso.

Rilettura: Molto bene il racconto Solo un giorno. E quello che d il titolo.


Ci ha fatto un film Visconti, ed uno Brass, ambientato questo nel 43/45.
Donne che amano troppo, ma, come la protagonista, si vendicano
eccome! Vale la pena per rovesciare i valori e rivalutare Remigio, il vile
seduttore, vedendolo come uno sciupafemmine intrepido, intrepido anche
nell'evitare una guerra di cui non gl'importa un fico secco. Scroccare soldi
ai ricchi non mai male, ne hanno troppi. (7 Aprile 2015).

L. Bigiaretti. Le indulgenze.
La grande bellezza nei primi anni sessanta. Racconto di una serata con
seguito fino all'alba. Vernissage, cena, dopocena in villa, ritorno in citt,
passeggiata nel vuoto finale dell'alba, letto. La dolce vita. Non male, come
al solito. (15 Giugno 2015).

G. Bedeschi. Il peso dello zaino.

E' il seguito di Centomila gavette di ghiaccio, che non ho letto.


Interessante, ancorch deamicisiano nel senso di Cuore. Perch
rappresenta il 25 Luglio/8 Settembre 43 e quel che ne venne. Perch
aperto a discutere verit conformistiche. Perch rivela a chi non ne sa
abbastanza curiose circostanze del dopo 8 Settembre. (10 Settembre 2016).

G. Bassani. L'airone.

Bel racconto lungo una giornata. Un quarantenne depresso scopre, siamo


nel 47, che la vita non ha senso e trova letizia nel pensare che si suicider.
Al termine di una giornata di caccia cui ha partecipato senza sparare, da
cui l'airone del titolo, fa ritorno a casa e, tardi, va a salutare la vecchia
madre. Finisce qui. Molto buono, ricco, riferito alla provincia ferrarese,
all'epoca ed a quel che era appena finito. Il protagonista un ebreo sposato
con una non ebrea. (17 Settembre 2016).

G. Bedeschi. Centomila gavette di ghiaccio.

Lungo racconto che, dopo l'Albania come antipasto amaro, narra la Russia
come piatto forte, caff e ammazza caff. La famosa sacca costringe
gl'invasori a ritirarsi malmessi, ed a morire in maggioranza. 1943. Pezzi
consistenti di retorica deamicisiano/alpinica, ma grande forza
rappresentativa della pazza tragedia. (24 Novembre 2016).

R. Bacchelli. La passione coniugale.

Del 1930. direi controbilanciante la moda dannunziana del piacere - con


l'impostazione cattolica. Due coniugi sono legati secondo modalit
passionali erotiche che, lei ammalata, li portano a morire, lei della sua
malattia, lui di suicidio. I materiali che lasciano sono esplorati da una
zitella loro amica. Grande abilit di costruzione. Sensualit che non si fa
annegare nell'acqua santa. (22 Giugno 2015).

R. Bacchelli. La citt degli amanti.

Brutto, penosamente satirico delle idee del novecento che B. non ama. La
citt una creazione caribica dove si pratica ci che decentemente
negato altrove per ricchi. Nel brutto libro, brutto perch non funziona, c'
un idillio in Francia durante la prima guerra, tra un americano e una
francese, che invece buono. Come le pagine della rotta post Caporetto.
(23 Giugno 2015).
S. Bertoldi. Sal.

Si occupa della RSI esplicitamente ed unicamente. Fino alle pagine sulla


fucilazione di G. Ciano il libro funziona e marcia spedito. Alla fucilazione
di C. sono dedicate troppe pagine, troppa attenzione. Bertoldi deve essere
un giornalista prestato alla storiografia, per occuparsi in definitiva di una
quisquilia familiare. La posizione dell'autore antifascista e conferma
l'ipotesi di Deakin circa la assoluta subalternit della RSI ai tedeschi. Il
libro, che dopo Ciano si frammenta su argomenti non tutti imperdibili,
come le copule repubblichine, utile e di sicuro insegna molte cose, nel
senso della informazione. Per esempio che la guerra dei tedeschi in Italia
fu a spese della RSI. (6 Luglio 2014).

L. Bigiaretti. Un'amicizia difficile.

Ottimo. Un giovane di provincia passa in citt dove fa l'impiegato,


parrebbe, in un ufficio statale. Conosce presto Mario Negri, un collega
meno giovane, donnaiolo, automobilista, fascista, che lo conquista. Il
racconto la storia di questa conquista desiderata e vissuta dal giovane,
Paolo, direi edipica. Per Mario Negri , se non Mussolini, il fascismo.
Incombe la guerra. Paolino torna in provincia, Pasqua. Bigiaretti
moraviano, certo. (14 Giugno 2016).

P. Bowles. Lo scorpione.

Tre racconti di cui il secondo bello, il terzo truculento, il primo onirico.


Evidenti preoccupazioni omosessuali. Non male. (26 Dicembre 2016).

M. Bontempelli. La scacchiera allo specchio.

Alicio nel paese della stucchevolezza. Ingegnoso, ozioso, mentalissimo.


Banale la soluzione finale, coperchio per ogni pentola. (2 Settembre 2015).

V. Brancati. Don Giovanni in Sicilia.

Il quarantenne benestante Giovanni trascina la sua sensualit tra puttane e


languori da innamorato. B. ci d un'accezione del termine nuova. Gli
innamorati di Catania sono spasimanti a distanza di donne poste su altari
d'irraggiungibilit. Per Giovanni ne sposa una, che lo fa trasferire a
Milano, dove Giovanni dimagrisce e perde la sua neghittosit. Solo che,
tornato in visita a Catania, si concede un riposino postprandiale di cinque
ore. Ottimo. (3 Settembre 2015).

V. Brancati. Il bell'Antonio.

Terza lettura. Bellissima storia tra politica e cultura della minchia in


Sicilia. La vicenda nota. Tra gli anni trenta e il dopoguerra il benestante
bellissimo laureato nullafacente Antonio Magnano, sospirato da ogni
femmina, soffre di impotenza (erigendi o senn penetrandi) spesso e
malvolentieri, diciamo che classicamente pi d'una donna gli cale e meno
probabile che la minchia gli tiri. Illuso dal desiderio che, invece, prova per
la figlia del notaio Puglisi, l'avvenente Barbara, desiderio che si dispiega in
quanto deve non essere soddisfatto prematrimonialmente, si sposa, ma...
Quando la giovane viene edotta da una serva su quel che deve succedere
tra marito e moglie, lei si ribella allo sposo diciamo ingannatore e
propalatore di teorie sessuali infantilistiche, chiede ed ottiene
l'annullamento.
Vergogna e putiferio sulla famiglia >magnano, sul padre don Alfio
soprattutto. Intanto la guerra spazza la scena, il fascismo eccetera. Restano
rovine. Stupendo il finale. Ottimo.
La cultura della minchia sospettata come fomentatrice di indifferenza
politica, in Sicilia, ma un sospetto di cui non importa nulla a chi della
minchia non si serve che per orinare. (14 Settembre 2015).

V. Brancati. Paolo il caldo.

Incompiuto. Un possidente catanese di grande dotazione erotica giunto sui


cinquanta si sposa con una giovane che invece ne risulta priva. Tale
circostanza gli fa scoprire di essere sesso dipendente e vorrebbe guarirne
anche per proseguire il suo lavoro di scrittore. E' costretto ad andare a
puttane senza tregua.
Romanzo di gran densit, ma forse per questo non vale n Don Giovanni
n Antonio, che, al confronto, sono di estrema nitida semplicit. Disastroso
il secondo capitolo della seconda parte, pettegolo a vuoto. Psicologia
letteraria a fiotti. Proust. Affettazione. Roma, naturalmente. Dopo la
Milano di Don Giovanni, dopo la Catania di Antonio, Roma. (2 Ottobre
2015).
M. Bontempelli. L'amante fedele.

Racconti scritti assai bene, per quanto la discordanza temporale dei verbi
non mi trovi consenziente. Un po' freddini, qua e l oziosi, se non
addirittura melensi. Geometrie situazionali ed interpersonali. Non male il
racconto del titolo, n L'ottuagenaria, n Madina, felliniano.
V' del futurismo e del surrealismo (Chagall). Quando stavo per
abbandonarne delusamente la lettura, la raccolta mi ha trattenuto dal mio
proposito con un racconto brevissimo, La bella addormentata. V' del
Savinio, qua e l. No, comunque. (10 Ottobre 2015).

R. Brasillach. Memorandum.

Breve testo di preparazione scritto da B. in vista del suo processo. Le


domande e le risposte sono della stessa mano, quella di B. Nelle domande
possono leggersi le accuse che B. si rivolge, per. A quanto capisco e in
modo provvisorio B. aveva diretto un periodico (Je suis partout) che aveva
pubblicato nomi di resistenti partigiani ed ebrei, inclusi gli indirizzi,
durante il lungo periodo della occupazione tedesca della Francia (40/45).
Il libretto corredato da scritti solo di ebrei, per l'esattezza quattro. Volpe
giudicata da una corte di galline, o viceversa. (21 Dicembre 2015).

L. Bianciardi. La vita agra.

Rilettura. In prima persona, centrato sul lavoro di traduttore dall'inglese e


sull'adattamento di un intellettuale di provincia a Milano durante il
cosiddetto miracolo economico. Ironico, auto ironico, qualche concessione
alla cultura di cui dotato l'autore. Il protagonista progetta di far saltare la
Montecatini come vendetta per la sciagura mineraria di Ribolla.
Anarchicamente triste. (25 Novembre 2015).
C
G. Comisso. Gente di mare.

Quando vuole sa scrivere senza i suoi erroretti, comunque qui ci sono due
parti, la prima tratta quasi da etnografo poeta la vita di chi sta in luoghi
bagnati dal mare Veneto. Nella seconda si riferisce di viaggi tra Chioggia
e la costa slava, su un veliero che trasporta merce anche di piccolo
contrabbando. Questa davvero le pi bella. Comisso sa farsi amare con
leggerezza e semplicit. (12 Luglio 2016).

G. Comisso. La donna del lago.

Non mi convince, questo romanzo, che il primo di C. che leggo. I


racconti o i testi brevi mi sembrano molto migliori. Una localit
montano/lacustre si rivela al protagonista (ce ne son tracce in altri testi)
feroce, morti dopo morti, selvaggi modi. Infine il giallo si chiude
mostrando che la fonte ne una donna apparentemente innocua. Sogni,
mescolati alla realt, minacce della natura. (22 Agosto 2016).

L. Capuana. Giacinta.

Sapienza psicologica. Una bambina prima trascurata poi fatta oggetto di


attenzioni fuori luogo da parte di un compagno di giochi proletario,
malfamata figlia di una madre arrivista e malfamata, da grande escogita
una provocatoria situazione matrimoniale con amante annesso.
Tiranneggiando quest'ultimo lo martirizza fino a quando non si uccide, lei,
liberandolo. (26 Ottobre 2016).

P. Chiara. Il piatto piange.

Storie luinesi anni trenta, nemmeno malaccio, un po' da dopocena tra


vecchi amici. Forte il finale con l'aborto abortito, rosso sangue eccetera,
con tonfo nel lago. Il lago testimonia. Accenni ripetuti al gioco. (16
Gennaio 2017).

P. Chiara. Il cappotto di astrakan.


Non male. Un italiano a Parigi si accolla una sorta di fidanzamento con
una ragazza il cui ex, carcerato, evade e la rapisce. Ci genera nell'italiano
una gelosia che per gli serve per prendere distanza dal fidanzamento con
la parigina. (10 Febbraio 2017).

M. Cancogni. Gli squadristi.

Racconta la storia dello squadrismo fascista dagli arditi alla marcia su


Roma, alla liquidazione delle squadre. Divertente, ironico, privo di
retorica, forse pecca in fatto di chiarimento degli eventi detti del biennio
rosso (19/21). Cio mostra il fascio sempre all'attacco e i rossi sempre in
difesa e fuga a parte Sarzana e Parma. Mi volato in un baleno. (16
Aprile 2014).

G. Casanova. Lussurie veneziane.

E' l'inizio dell'opera. In edizione carina narra di come G.C. Non divenne
quel che doveva, un prelato. Solo perch destinato direi per punizione a
fare il segretario di una vescovo in un posto calabro assai privo di
attrattive? Chiss. Pi che altro la lettura stata un passatempo. Il tipo
pien di s, ma non un cretino. (12 Marzo 2015).

G. Casanova. Histoire de ma vie.

Antologia in francese. Interessante l'episodio con Voltaire, quello di


Ancona con Lia, rizzacazzi ebrea, ed il genere pedofiliaco in fondo. Ho
acquistato una vecchia traduzione di tutta l'opera, che diverte ed insieme
insegna cose del mondo settecentesco - e il modo di pensare di C., che
scrive di s ma non solo. (17 Marzo 2015).

P. Chiara. La spartizione.

Non malvagio e scritto bene. Chiara lavora il tema dello squallore senza
caderci dentro, cio mantenendo una distanza di sicurezza. Ottima la scena
dei due preti che temono di aver causato la morte del seduttore sedotto.
Disturba la lettura aver visto il film. (Senza data).

P. Chiara. I gioved della signora Giulia.


Scritto in ottimo italiano d prova di una bravura costruttiva, dal niente
alla complessit irrisolvibile. Due colpevoli, come fossero una carta da
gioco, rovesciabili, dell'assassinio della signora Giulia. (28 Gennaio 2017).

E. Ciano. La mia vita.

E' la trascrizione di un'intervista filmata, pare. La figlia di Mussolini,


moglie di G. Ciano, ministro fascista finito fucilato dopo il 25 luglio
(molto dopo) sembra un'oca alquanto ben situata nella sua ocaggine. Il
libro, che ho trovato per caso ai Ciompi, vale poco o nulla dal punto di
vista documentario, e insegna poco. La psicologia del personaggio, finito
dopo la guerra in manicomio in Svizzera, prima del confino breve a
>Lipari, invece interessante per la mancanza di spessore e la brutale
semplicit. Non si nega certo l'onda di dolore che deve aver colpito E.
Ciano, personaggio d'una tragedia che qui per non s'esprime.
Tragicamente. (30 Giugno 2014).

C. Cassola. La ragazza di Bube.

Gi letta una riduzione scolastica presa inconsapevolmente. Tocca il dopo


45 in provincia, sotto il velo di una triste storia di fedelt. Mentre la
resistenza al nazifascismo, quella rossa, tradita, ovviamente dalla
reazione, meno ovviamente dal PCI, e i partigiani che hanno seguitato,
anche a capocchia, a punire i nemici, sono incarcerati, Mara, una ragazza
di pese di diciassette, diciotto anni, rimane fedele al suo Bube, avviato a
farsi quattordici anni di galera. Direi che tutto sta qui, nella polarit
fedelt/tradimento. In effetti anche Bube, una volta finito in prigione e
condannato, sembra tuttavia perdere il suo contatto con i compagni, che
anzi accusa di averlo spinto a fare quel che poi gli costato la libert. Il
resto noto. Siamo noi. (6 Agosto 2014).

R. Cairoli. Dalla parte del nemico.

Varie forme di collaborazione e/o appartenenza al progetto RSI da parte di


donne per lo pi ventenni. Libro noioso, con pochi approfondimenti,
affetto da criticismo femministico, ma anche interessante e di fatto
rivelatore di una notevole consistenza repubblichina anche dal punto di
vista passionale e politico. Fermi restando gli interessi peculiari delle
ragazze, ben pagate da fascisti e tedeschi. Le signorine qui elencate
trovarono quasi tutte la via d'uscita dalla galera entro pochi semestri. (3
Novembre 2014).

L. Capuana. Il Marchese di Roccaverdina.

Buon romanzo da ripensare in vista del suo finale alquanto troncante. Il


marchese impazzisce perch la sua mente non sa contenere la colpa di aver
ucciso per gelosia ed aver lasciato un innocente in prigione al posto suo.
N le favole spiritistiche, n la rassicurazioni positivistiche, n le
convenzioni che gli han fatto perdere l'amante di sua volont e sposare
una fiamma del tempo adolescenziale. N basta il suo lavoro di produttore
di olio e vino a salvarlo. Ma che impazzisca non mi convince. (12
Novembre 2014).

C. Cassola. Il soldato.

Un lombardo fa il servizio militare nel sud e viene catturato da una


sterminatrice di cuori, Rita. Bugiarda, rizzacazzi, traditrice, fa a modo suo
quel che fanno gli uomini si in epoca fascista, la guerra ancora sta solo
nei discorsi sul futuro. Il giovanotto viene congedato e rimandato nel nord
a scopo di salvaguardia. Eh, l'esercito!
Non male. (15 Agosto 2014).

E. Corradi. La ritirata di Russia.

Confrontato con i libri di Rigoni e di Negri, questo pi panoramico e


consta inoltre d'una retoricit notevole. Meno critico degli altri due rispetto
al fascismo ed alla disorganizzazione dell'armata, mostra forte antipatia per
i tedeschi e tende a svalutare il fatto che i russi stavano a casa loro.
Esaltazione degli alpini. Per non brutto, d anzi un'immagine tragica pi
forte (o truculenta) degli altri. (10 Dicembre 2014).

L.F.Cline. Voyage.

Letto l'originale, nebbiosamente: ma pur sempre la quarta volta che leggo


Voyage. Robinson fa dunque una morte mica male, in quanto la Madelon
gli spara nella pancia dopo che lui le ha detto che dell'amore disgustato,
del suo e in genere, specie in rapporto alla merda che ci circonda. Idea
forte, quella di Robinson, che manca a Bardamu, parole sue. Bardamu e il
pensiero debole? Quanto alla traduzione del titolo in italiano, non mi
convince. Au but de la nuit. Il romanzo finisce con un transito in taxi fatto
alla fine della notte, ma l'espressione suggerisce anche che sia in questione
un'andata in fondo alla notte.
Il narratore un poco di buono, Robinson un fallito. (17 Dicembre
2014).
A. Camilleri. Piramide di fango.

Bench al tramonto Montalbano riesce a capire che il solito delitto


attribuito a fatti cornei invece legato ad una faccenda di appalti falsa
concorrenza e mafia. Mi pare che il siculo/italiano sia pi forte qui che in
altri che ho letto. Piacevole. (22 Luglio 2015).

R. Carver. Da dove sto chiamando.

Pare che sia l'antologia voluta da C. prima di morire. Credo di aver gi


letto tutta questa cosa a pezzi nei vari libri che ho avuto in mano almeno
venti anni fa. C. non racconta moltissimo, ma moltissimo rappresenta, e
ci che rappresenta la vita di chi non scrive, e ci che essa pensa. Alla
fine viene a noia. (3 Agosto 2015).

A. Camilleri. Una voce di notte.

Montalbano a cinquantotto anni si sente invecchiato. Troppo complesso


romanzo giallo, questo, per i miei gusti. Mafia antimafia antiterrorismo
piani numerosi sovrapposti. Restano le mangiate di Montalbano e l'impasto
siculo/italiano. (5 Agosto 2015).

A. Campanile. Vite di uomini illustri.

Riesce a sollevarsi, ma non sempre, dallo spirito di patata con una


notevole abilit lavorando nella dimensione del Wortwitz. (11 Agosto
2015).

A. Camilleri. La caccia al tesoro.

Un giovane epistemologo si aggrega a Montalbano per conoscerne i


metodi di ragionamento investigativo. Da Ultimo M. comprende che costui
un assassino, in realt. Grand Guignol! Ma l'idea dell'epistemologia di
M. resta interessante. (24 Agosto 2015).
M. Cancogni. Allegri, giovent!

Inesita esplora i danni d'un temporale insieme a Carlo, ingelosendo Oscar


il colonnello in pensione, che ruzzola, con la serva Marianna, per le terre.
Lo stesso colonnello fa ritorno a casa passando per la propriet della
Peggy, la incontra, le si fa incontro, le entra in casa, non sa come
giustificarsi, essi cadono sul canap, si abbracciano. La Peggy esce a sua
volta di casa e vaga fino a dove abita il contadinaccio Gildo, che la trova e
la violenta. Nicola, amante e mantenuto della Peggy, trovatala con Oscar il
colonnello, perde l'aplomb e geloso vaga nella notte fino a casa di Inesita,
dove infine entra accolto dall'esterrefatta Marianna, tuttavia cercava Peggy.
Dettogli da Marianna che Peggy di sopra Nicola (che intanto ha
mangiato e bevuto) va su ed entra nudo in camera della Inesita credendo
che sia la camera di Peggy. Copulano.
Firmato, cugino di Marianna, viste le moine che costei ha fatto a Nicola,
entra in casa e si picchia con Nicola, poi smettono e Firmato esce per
fumare. Fa ritorno a casa Oscar il colonnello, trova Marianna, con cui
ruzzolato in terra poco prima, e prosegue la cosa. Copulano.
E' assai probabile che Carlo (antico filarino mancato della Inesita), recatosi
dalla medesima, dopo l'approccio constatazione danni temporaleschi, a
scopo di copula, sbagli di camera e vada a letto con Peggy, riparatasi da
Inesita dopo essere stata violentata dal contadinaccio Gildo.
Nicola salta addosso a Gildo credendolo Carlo, colpevole di avergli
trombato la Peggy, ma in fondo non sbaglia.
Carlo definito responsabile del temporale che d inizio al romanzo.
Come si vede il racconto necessita di una rubrica personaggi, ma
divertente. (10 Ottobre 2015).

B. Cicognani. La nuora.

Lungo. La protagonista, Clara, si sposa con uno che non ama allo scopo di
non cedere alla parte oscura di se stessa. Logicamente alla prima romantica
occasione tradisce il marito e lo lascia, bench un incidente d'auto le porti
via l'amato. Dopo questa avventura invero disastrosa vive in solitudine a
Roma, perde il controllo una sera accoppiandosi con uno sconosciuto,
infine torna a Firenze dal marito, e dalla suocera. Documenta un'epoca
(direi anni trenta) e una mentalit. (30 Maggio 2016).
J. Cercas. L'impostore.

Un tipo ha raccolto in Spagna fama spacciandosi per combattente


antifranchista, oppositore attivo del franchismo e soprattutto per ex
internato politico in Germania durante la seconda guerra. Da ultimo lo si
smaschera. Cercas ne ricostruisce la vicenda, ma allunga il brodo con le
vicissitudini del suo proprio rapporto con l'impostore. Stucchevole.
Tuttavia coglie il punto: la cosiddetta memoria un lago dove prospera la
menzogna, magari a fin di bene. Quindi fidarsene da ingenui. (26 ottobre
2015).

A. Camilleri. La relazione.

Un ispettore di faccende bancarie ha l'incarico di stendere una relazione su


certe malversazioni. Tale relazione spaventa i malversatori che tentano di
confondere l'ispettore. Una lo seduce, mentre a lui pare che lei lo protegga
nel suo momento difficile. Lo droga, fotografandolo e filmandolo mentre
lui fa sesso con un bambino. Quindi fa pervenire il materiale ai capi
dell'agenzia bancaria dell'ispettore. I capi tolgono l'incarico all'ispettore,
forse non tanto dispiaciuti che non sia lui a finire la relazione. Lo
licenziano e lo liquidano per riccamente. L'ispettore innamorato ed
ingannato fa perdere le sue tracce, si appropria di un'identit e si mette a
fare il rappresentante di commercio, in attesa di trovar la seduttrice e di
farla fuori.
La storia non tanto male proprio perch termina in questo modo, ma la
scrittura di C. scialba e sciatta, imparagonabile con la ricchezza solita,
tanto che sospetto che lui si serva di un cosiddetto negro. E non la prima
volta. (3 Novembre 2015).

M. Cancogni. L'amore lungo.

Quasi trecento pagine, su un matrimonio che inizia durante le ultime fasi


della seconda guerra ed arriva, direi, agli inizi dei Settanta. Silvio, lui,
Sara, la moglie. Continuano a combattere la lor battaglia
erotico/sentimentale, lei su uno spartito dipendentistico, lui
indipendentistico, allevano due figli, infine approdano, restati in due, a una
vita troppo presto pensionistica che logicamente denuda i loro tormenti, in
particolare quelli di lui, il nevrotico. L'accenno ripetuto alla >Pania, oltre
che darci informazione sul dove si svolge la storia, almeno nella seconda
parte, suggestiva dell'impaniamento dei due. Che si amano moltissimo.
(6 Novembre 2015).

O. Cecchi. Il caff di Kant.

Due racconti, di quest'autore che ho incontrato credendolo Emilio Cecchi,


da letterato che vuol fare il narratore e non riesce ad evitare di esporre i
cartellini dei prezzi. Narrativa indebitata. Nel primo testo si gira intorno
all'idea che il vero suicidio sia continuare a vivere controvoglia. Nel
secondo si infiora un ricordo adolescenziale neanche brutto con accenni a
Joseph Conrad. Da buttare. (8 Gennaio 2016).

L.F.Cline. Mort crdit.

Come in Voyage colpisce la sequela di fallimenti cui prende parte il


protagonista, Ferdinand. L dove il fallimento non incombe (in Voyage,
sezione americana, Molly) il protagonista taglia la corda per tornare al
suo tran tran. Il Mort fallisce la famiglia, il lavoro del ragazzo,
l'apprendistato in Inghilterra ed infine i due momenti dell'esperienza con
Curzial, prima il parigino, poi il campagnolo. Questa la morte, te la
danno a credito, pagarla infine quando non ne puoi pi. Mort per me
pi bello di Voyage.

B. Cicognani. Villa Beatrice.

Del 1931. Offre una spiegazione della anaffettivit femminile (le donne
sono fredde, scrisse una volta Sciascia) come difesa e protezione di un
cuore dal funzionamento fragile. Cuore in senso stretto. Ragion per cui in
definitiva qui si d un senso di natura fisiologica a quel che appare come
affettivo e relazionale. Quando la protagonista, Beatrice, si libera della sua
anaffettivit il suo cuore inizia a protestare, da ultimo si arrende. I tre
romanzi di Cic. che ho letto sono altrettanti ritratti di donna, la felice Velia,
l'isterica contessina e questa povera Bartleby al femminile. (5 Luglio
2016).
B. Cicognani. La Velia.

Ottimo romanzo dove s'illustra le decadenza e la fioritura, la demenza e la


esuberanza. Alle Cure (Firenze) d'inizio novecento. Molto meglio de La
nuora, pi schietto, veramente fiorentino, mi ci son voluti tre vocabolari
per discernerlo. (27 Giugno 2016).

G. Comisso. Un gatto attraversa la strada.

Racconti. Notevole la prefazione di G. Piovene. Belli, veloci, secchi,


simpatici. Imperdibili. (17 Giugno 2016).

G. Comisso. Busta chiusa.

Altri brevi testi, meno narrativi, pi cronachistici. Ottimo Forestieri a


Venezia sul 43/45. Notevole ma stucchevolmente sentenzioso l'ultimo,
Viaggio in America, inventato. E' difficile distinguere questi testi dagli altri
del Gatto, solo che questi sono peggiori. (17 Giugno 2016).

G. Comisso. Mio sodalizio con De Pisis.

Vi si parla della vita del grande pittore ferrarese visto dal suo amico C. Il
sodalizio d luogo a un ritratto di De Pisis che ce lo fa, se non amare, certo
prendere in simpatia. Il pittore si ammal attorno ai cinquantacinque anni
di polinevrite, credo, perse il sonno e fu costretto lungamente in clinica.
Mor a poco pi di sessant'anni. Secondo queste pagine, la sua produzione
dev'essere stata immensa. Visse a Parigi, Venezia, in clinica fu a Brugherio
(Milano). Il titolo del libro, anzi in particolare la mancanza di articolo
davanti a mio sodalizio, m'incuriosisce. Sembra una voce di un lungo
elenco autobiografico, d'un curriculum. (6 Luglio 2016).

F. Cardini. L'ipocrisia dell'occidente.

Istruttiva critica del discorso mediatico circa la minaccia islamista basata


sulla storia dei rapporti tra europei ed arabi nei secoli. Il punto debole della
critica mi sembra che si trovi nella insufficiente attenzione al ruolo di
Israele nei guai che ci affliggono, e nell'essere Cardini un credente attento
alle banali preghiere del papa Bergoglio. Resta una voce non conformista,
per. (22 Gennaio 2016).

J. Cortzar. Vita di E.A.Poe.

Biografia ben fatta, comprata per il nome dell'autore, che ho apprezzato ai


tempi di Bestiario. Non scavalca i limiti, cio non mescola vita ed opera,
quindi da leggere, per sapere che Poe fu un autore famoso nel suo Paese,
che visse poco e bevve molto non senza far uso di laudano. Di famiglia
adottiva (Allen) benestante visse in miseria e crep solo come un cane. Ma
un certo Baudelaire, di qua dal mare, lo aveva notato. (12 Settembre 2013).

G. Casanova. Madame F.

Due storie prese dall'autobiografia, la prima piuttosto efficace dal punto di


vista del procedere erotico, e rapida nell'uscita dall'incanto; la seconda
vede il protagonista in un momento di floridezza economica che viene
devoluta alla conquista di una francese in fuga travestita da uomo. Si
svolge tra Cesena e Parma, lungo la via Emilia. Meno squisita storia
dell'altra, ma accennante alla felicit (durata: tre mesi). (18 luglio 2013).

G. Carofiglio. Le perfezioni provvisorie.

Un avvocato riesce a scoprire come sparita e morta una studentessa.


L'inchiesta senza tregua condita di scene e pagine forse inutili. Se il
Carofiglio non pagato un tanto a pagina si direbbe che il giallo (non
male) serve da pretesto per la sua vena bozzettistica da brav'uomo
progressista. Il testo penoso. (28 marzo 2013).

C. Cassola. Ferrovia locale.

Notevole costruzione minimalistica di C; sono scene di vita di persone di


stato sociale modesto negli anni trenta tra Pisa, Cecina, il mare, Saline,
Follonica, come perline tenute insieme da un filo che la ferrovia locale.
Non grandi viaggi, piccoli spostamenti, piccole debolezze, accenni
timidissimi a quel che non si vede, non importa mica insisterci. Basta
rappresentarlo. Incidentalmente trovo una descrizione dell'effetto sulla
battigia del ritira della marea, che una meraviglia da esposizione
letterario/linguistica. Opera davvero senza pari, in Cassola e a quanto ne so
in altri. Penso a Carver. (4 Ottobre 2012).
C. Cassola. Il taglio del bosco.

Si svolge, come apprendiamo nelle ultime pagine con chiarezza,


all'indomani della guerra di Spagna, quindi nel 39. Come al solito C. mi
piace; stavolta con la scusa degli aspetti tecnici del lavoro di taglio del
bosco i sentimenti stanno in sordina. Duro lavoro in Maremma, non
lontano da Gerfalco, Massa Marittima, Boccheggino. Con un po' di
pagine dedicate alla fabbricazione del carbone tramite stufatura del
legname. Fatto a mano, trasportato con i muli, il taglio e i suoi risultati
durano diversi mesi. C. sembra competente in materia.
Le citt, Siena, Firenze, Roma, sembrano qui pianeti lontanissimi,
irraggiungibili dai boscaioli. Il peggior lavoro per resta, leggiamo, quello
del minatore. Il protagonista, se non lo la natura, un vedovo da poco
tempo alle prese con il lutto. Rosa non c' pi. Toccher riprendere
moglie? (28 Maggio 2012).

A. Camilleri. L'intermittenza.

Giallo scritto in italiano. Cattivi industriali fanno porcherie ai danni di altri


cattivi industriali e degli operai impiegati nelle loro industrie. Insieme si
mettono le corna. Il cattivo o meglio uno dei cattivi da ultimo crepa mentre
guida sull'autostrada.
C' un po' di sesso. Sospetto che C. sia ormai una griffe e che la scrittura
non sia sua e basta. E' ora di smettere di leggerlo. (14 Febbraio 2012).

A. Camilleri. Il sorriso di Angelica.

Ripassiamo Ariosto, non troviamo omicidi, ma furti, ritroviamo le


tentazioni di Montalbano, meno casto di altre volte, ma crescentemente
incline alla femmina svelta. Senilit, secondo l'autore. Lettura piacevole ,
ma ripetitiva. Montalbano non esce di scena, costretto dal suo inventore a
sbattersi. C. un bravo giallista, sa scrivere, ha creato un linguaggio
divertente, ma il troppo stucca. (22 Dicembre 2011).
D
R. De Felice. Fascismo.

E' una voce della Enciclopedia italiana pubblicata extra. Spacchettamento


del significante F. che cos acquista significati vari, mosse, e non statici.
Naturalmente il nucleo di ogni significato sta nell'azione di Mussolini. Non
a caso De Felice un biografo di M. Diagnosi differenziale: il F. viene
messo a confronto con regimi antidemocratici e conservatori (v. Spagna), e
con il nazionalsocialismo. (22Ottobre 2013).

F. Duerrenmatt. Il giudice e il suo boia.

Tradotto dall'originale. Da ultimo un lettore si sente preso per il culo dalla


rivelazione che il giovane pula l'assassino del collega con cui inizia la
storia. Che Baerlach, il commissario, lo sapeva e cos via. Prima di arrivare
in fondo la storia, l'ambiente e i personaggi sono buoni. Per protesta ho
interrotto traduzione e lettura a due pagine dalla fine. (16 marzo 2016).

P. C. Dominioni di Sillavengo. Alamein 36-62.

L'autore si preso l'onere di lavorare alla restituzione della memoria ai/dei


morti italiani e non durante la battaglia di El Alamein (fine ottobre 1942.
El A. si trova a circa 100 Km ad ovest di Alessandria, in Egitto, sulla costa.
Trattasi di nullit topografica divenuta celebre). Il libro fatto di scene, di
pezzi di racconto diaristico, e narra dal punto di vista dei guastatori italiani
come andarono le cose. Male agli italiani ed i tedeschi, bene agli inglesi ed
ai loro sudditi imperiali. Bel libro, anche simpatico. L'autore inserisce se
stesso in terza persona con il suo nome nobiliare, Sillavengo. Notevole la
lettera a Montgomery che sta in fondo, in cui si contesta che l'operazione
effettuata dagli inglesi nella parte meridionale del fronte della battaglia sia
stata dimostrativa, o diversiva, e si sostiene che la Folgore fu vincente. (22
Gennaio 2015).
M. Duras. L'amante inglese.

Bellissimo testo che mette in scena la follia d'una donna disperatamente


amareggiata dalla fine del suo grande amore giovanile. Uccide una parente
sordomuta che vive in casa sua, dove vive anche il marito della pazza. La
fa a pezzi e la butta a pezzi su vari treni, dall'alto di un viadotto. Non la
testa. Il titolo un gioco di parole involontario della poco scolarizzata
protagonista: non in questione alcun amante inglese, ma, nell'orto di
casa, la menta nella terra argillosa, la menthe en gleise. (25 Novembre
2016).

D. Diderot. La monaca.

In prima persona - nella forma di un lungo resoconto autobiografico reso


ad un nobiluomo individuato dalla protagonista come protettore. Susanna
narra la sua storia, risultante da fattori esterni e certo anche da un fattore
personale. E' costretta cio a prendere i voti in quanto figlia illegittima con
due sorelle, una sorta di Cenerentola, la figlia d'altra madre: lei invece
d'altro padre. I suoi tentativi di uscire dallo stato monacale per le vie legali
sono lunghi e accidentati, nonch fallimentari. Conosce tre madri
superiori, una ispirata, una sadica, una lesbica. Diciamo che Susy fa
ingrullire sia la seconda che la terza. Questo sarebbe il fattore personale,
costituito da avvenenza e seduttivit.
La madre vera in quanto cornificatrice pentita dovutamente crudele.
Infine Susy scappa insieme a un frate e diventa una proletaria, per senza
prole. Intruglio aggiuntivo, messo in appendice: l'epistolario finale. Pare
che D. abbia preso spunto da una storia avvenuta in Francia. (25 Dicembre
senza altre indicazioni).

D. Diderot. Questo non un racconto.

Una donna tormenta un uomo, infine costui muore di malattia polmonare.


Un uomo sfrutta una giovane a lui devota e da ultimo la ripudia parrebbe a
causa di una risipola che le orna una spalla. Morale con spiritosaggini. (28
Luglio 2015).
Stesso autore. La signora de La Carlire.

Uno scavezzacollo promette alla signora di cui il titolo eterna fedelt,


invece la tradisce. Lei lo ripudia, si ammala e muore. Lui, disperato, ma
disprezzato dai pi. Cinico, salottiero il racconto. (Stessa data).

P.C. Dominioni. Alamein.

Leggendo questo libro viene da riflettere sul servire come valore avulso
dal contesto sociopolitico. Com' in Conrad (Cuore di tenebra): valore di
per s del lavoro ben fatto dal protagonista.
Per i signori ufficiali disponibili alla sfida, si pensa, ci era tutto
sostenerla anche a costo di morire. Del resto, raccomandati ed imboscati a
parte, il servire era un obbligo. Forse la cornice del valore e della sfida
l'obbligatoriet forse la fedelt allo Stato, alla Corona, alla Patria.
Nonostante il fascismo. E i proletari in divisa? Erano e sono mano d'opera
bellica deperibile cento volte pi di chi li comanda, obbligata senz'altro e
con meno scappatoie. Ma non detto che anche tra loro non funzioni il
valore del servire. (14 Gennaio 2015).

De Risio. Generali, servizi segreti e fascismo.

Ottimo libro sulla guerra 40/43 che consente un ripasso delle fasi e
introduce tra i fattori anche ovvii della disfatta anche quello della
ignoranza militare del nemico in quanto organizzazione armata quali
e quantitativamente, grazie alla diffidenza verso i servizi
d'informazione (spio e controspionaggio), per altro suddivisi tra le tre
armi e frammentati. Il libro, anni settanta, ritiene esagerato il ruolo
del sistema Super Secret inglese in quanto decrittatore del sistema
tedesco Enigma. L'autore si libra non senza bravura tra antifascismo
ed amor di patria. (5 Ottobre 2016).

C. De Michelino. La Giudeofobia in Russia.

Riletto dopo aver letto Mein Kampf, che in parte, come i libelli di
Cline, deriva dai Protocolli dei Savi di Sion, testo centrale nel libro
di De Michelis. I Protocolli derivano da una visione conservatrice,
antimoderna, teocratica e zaristica, nazionalistica, e fin qui: perch
no? La critica alla modernit otto/novecentesca viene calata in una
finzione narrativa (fantapolitica) dove tutto ci che la modernit
porta attribuito ad un piano ebraico. In definitiva agli ebrei data
troppa importanza, primo, e, secondo, si ritiene che quel che accade
nel mondo segua un piano occulto. E il caso? (22 Ottobre 2014).

C. David. Kafka.

Utile guida alla vita ed alle opere di K, peccato che mescoli con le opere la
vita, raggiungendo esiti comici in fondo, quando tratta de Il castello.
Esempio negativo di critica biografica. (31 Gennaio 2013).

E. De Amicis. Il romanzo di un maestro.

Letto per larghi brani, in disordine e logicamente in modo lacunoso. Mette


in scena la miseria dell'insegnamento elementare in provincia, anzi in
campagna, quando i maestri dipendevano dai sindaci. Il protagonista si
chiama Ratti, cosa che rimanda ai nomi ridicoli presenti in Cuore e in
Amore e ginnastica. De Amicis attento al desiderio, che anima com'
giusto ogni parte del romanzo, logicamente da sotto. Vedi Freud. La
miseria dei maestri elementari, impegnati per solo tre ore al giorno a
scuola, ha altri strati socioeconomici al di sotto di s, infatti qualcuno di
loro pu permettersi della minima servit. (23 Dicembre 2011).

E. De Amicis. La lettera anonima.

E' una conferenza tenuta dal gi celebre Ed sul fenomeno dell'anonimato


epistolare. Sa di poco, ma il paragone tra le deprecate lettere anonime e la
maldicenza cui tutti secondo Ed indulgiamo uno spunto. Carino il modo
di chiamarle lettere cieche.
Secondo l'anonimo prefatore l'autore tratta di un argomento di sua patita
competenza. A me interessa mettere in rapporto questo testo con un
racconto scritto dal punto di vista di una mosca vagante dentro un
appartamento: , la mosca, una spia dei segreti come la lettera anonima?
(12 Dicembre 2011).
F. Dostoevskij. Il Giocatore.

In prima persona. Ottimo. Una parte al presente, una registrata su un


mese fa. L'ultima su un anno e mezzo fa. Forma: memoria: il
protagonista e narratore un precettore che diventa per dir cos schiavo
dell'azzardo dopo una tempestosa avventura al casin fortunata. Il libro
(1867) fornisce utili spunti sul senso del gioco d'azzardo. Tra loro: abolito
il valore della differenza tra somme piccole e grandi, o grandissime. (28
Novembre 2011).
F
J. Fante. Full of Life.

Un giovane figlio di immigrati italiani in Usa, che ha lo stesso nome e


cognome dell'autore, sposato ed attende la nascita di un figlio dalla
moglie Joice. Va a trovare i genitori in campagna: Interessante
rappresentazione delle curiosit abruzzesi trapiantate in Usa. La casa del
protagonista a L.A. Ha problemi ed il padre viene chiamato dal figlio
perch li risolva. La gravidanza arriva in fondo. Con crisi cattolica della
madre. Fante, gi lo sapevamo, scodinzola. Qui attribuisce a se stesso gli
scodinzolamenti e le scene di cuore in mano. (6 Febbraio 2014).

K. Follet. La cruna dell'ago.

Sta per avvenire lo sbarco in Normandia, solo che agli alleati serve che i
tedeschi non li aspettino l in forze. Ecco il contesto storico del romanzo,
che ha per protagonista un agente segreto tedesco pi o meno infallibile ed
assolutamente goal oriented (anche a colpi di stiletto). Scopre che lo
sbarco sar effettuato in Normandia e non a Calais (dove i tedeschi lo
aspettano), ma non riesce a darne comunicazione via radio. Glielo
impedisce in definitiva una donna che riesce a distrarlo. Ho preso questo
libro di F. perch casualmente ho visto il film trattone. Il finalino da
buttare, ma non mancano pagine (quelle dove il villain domina) di valore.
(22 Novembre 2013).

D. Fusaro. Europa e capitalismo.

Esige competenze filosofiche che mi difettano non poco, tuttavia, al di l


della luminaria delle evocazioni/citazioni, fastidiosissime, il discorso di F.
da tenere in grande considerazione perch schierato contro l'andazzo
politico/economico attuale. Insomma, diciamo che F. esprime in un modo
che non mi piace cose che mi piacciono. Interessante l'ultima parte, dove si
fa l'apologia dell'idealismo, o meglio gli si fa la respirazione bocca a
bocca. (23 Marzo 2016).
M. Franzinelli. Prigioniero a Sal.

Chi abbia letto la cosiddetta storia della repubblica di sal di Deakin, testo
che F. non cita, trova poco in questo costoso breve libro, a parte stralci
dall'epistolario tra Mussolini e C. Petacci, che situazionalmente sposta gli
enunciati del duce in merito al suo caso ed alla RSI su un piano
consolatorio e di sfogo che ha ben poco a che fare con la politica. Per
principianti va bene. Notevole l'allegato sul discorso tenuto da M. al teatro
Lirico nel dicembre del 1944, l'ultimo di rilievo. (10 Gennaio 2013).

E. Falqui. La gran baraonda.

E' una raccolta di scritti pubblicati da F. fino al 1966 circa su vari giornali
e o riviste. Su letteratura ed editoria. Si tratta d'un autore alquanto
conservatore di gusto, per informato e comunque ben testimoniante un
mondo oramai lontano. Quando io ero pi o meno un adolescente. Il titolo
giustificato dalle non poche pagine che F. dedica ai premi letterari ed al
movimento editoriale che port ai libri tascabili ed a basso prezzo. La
rivoluzione! Qua e l la scrittura (di solito encomiabile) pecca di eccessiva
verbosit, se non di astrazione. (27 Dicembre 2014).

U. Facco de Lagarda. Il commissario Pepe.

In una citt del Veneto un commissario di PS sui sessanta incaricato di


indagare su vari giri di prostituzione della citt. In modo discreto a causa
del ceto alto e medio alto degli attori. Pepe indaga interrogando, e verifica
che esistono molti centri di prostituzione come volevasi dimostrare. Il tutto
visto pi come immorale che illegale. Svolgendosi la ovattata indagine di
Pepe nella casa della di lui amante, l'uomo scopre una stanza fin l a lui
ignota (come nei sogni) che rivela come anche l la signora o chi per lei
puttaneggi. A tali rivelazioni pepe resta abbastanza freddo (meno,
dell'ultima) come a quella che d'altronde gli prospetta un malaccio
all'apparato digerente. Mi pare che il libro non sia un giallo, ma sia invece
una sorta di referto sull'inutilit di tutte le cautele che un uomo mette in
atto per ripararsi dalle complicazioni della vita. E come un referto scritto
Non male davvero. (21 Settembre 2015).
M. Franzinelli. Disertori.

Buon libro anche favorevolmente leggibile in vista di un ripasso della


guerra 40/45, inclusa la guerra fratricida 43/45.
Molti dopo l'8 Settembre 43, i disertori, pochi prima (in Russia non rari,
anche a scopo erotico). I pi, prima e dopo l'8 Settembre, si dileguano
nonostante il rischio della fucilazione e di pene gravissime, non per motivi
etico/politici, ma per vivere. A posteriori si tentato di nobilitarne l'agire.
(19 luglio 2016).

E. Fachinelli. Su Freud.

Ottima la sintesi iniziale, e il testo di chiusura sulla sorpresa in analisi.


Non mi era capitato di vedere l'uscita, anni fa, di questa raccolta postuma
di scritti di Fachinelli. Inedita la voce psicoanalisi che poi non venne
pubblicata. (20 Novembre 2013).

M. Frisch. Stille.

Lungo complicato romanzo mal riuscito. Un uomo sostiene di non essere


colui che tutti affermano che sia. E' il contrario di Martin Guerra. Da
ultimo emerge che gran parte delle cause della mattana risiedono in un
rapporto coniugale infelice di Stiller con una certa Julika. (9 Febbraio
2017).

S. Freud. Introduzione alla psicoanalisi.

Opera monumentale che consente a chiunque di farsi un'idea del freudismo


nel tempo, visto che alla prima serie si aggiunge una seconda serie di
lezioni scritte pi oltre nel tempo. Il freudismo piano di errori, appare
come una costruzione pseudoscientifica legata ad idiosincrasie sia di F. che
della minoranza culturale cui lui appartenne, gli ebrei. Resta del freudismo
per la sua tendenza a smascherare il soggetto, insincero, ipocrita e
smemorato. Post educazione, direbbe F. Sono gli effetti formativi della
psicanalisi a restare interessanti. (30 Ottobre 2013).
G
W. Goethe. Wilhelm Meister.

Pieno di idee e di considerazioni sul teatro, sull'arte, sulla vita, che


possono esser prese in considerazione, ma, come romanzo, e sia pure di
formazione, brutto, a tratti ridicolo. Insomma una valigiata (544
pagine) di roba su cui meriterebbe rimettere le mani. Confrontato a
Stendhal fa pena; e pure confrontato a Potocki. (11 Agosto 2016).

S. Gotta. La pi bella donna del mondo.

Protagonista, come ne L'amante provinciale, sto Claudio romanticone e


passionale, non so in che rapporto di tempo rispetto a quel romanzo. Qui
lui, una certa Furia, bella cortigiana sua intermittente compagna, e Juana,
una bellissima spagnola destinata al bel canto. Furia, dissipatrice
tubercolotica, sparisce e muore; Juana si lascia prendere da Claudio, ma da
ultimo, per arrivare alla Scala, va a letto con un pezzo grosso della musica
italiana. Il titolo dovuto alla illusoriet d'una attrazione da luna park. Non
troppo brutto. (18 Agosto 2016).

C. Greppi. Uomini in grigio.

Storia: libro narrativo e congetturale che nonostante la fatica ho letto fino


in fondo. Si tratta del 43/45 a Torino, con i fascisti repubblicani i partigiani
e in mezzo i tanti cosiddetti in grigio, tra i quali alcuni attivi ad uscire ed
entrare dalle e nelle fila fasciste ed antifasciste. Un certo Antonio M. non
si sa se abbia fatto quello per cui ha trascorso nove anni di galera, o se sia
stato un opportunista per anche fascista eccetera. (5 Settembre 2016).

Centigrada. Un gomitolo di concause.

Stavolta il destinatario P. Citati, cui si deve un saggio in fondo al libro,


che raccoglie lettere di G. - che non si muove perch gli fa fatica e gli
rompe stare ospite. Semmai interessante come G. fosse dilaniato tra i
suoi molteplici editori, Garzanti, Einaudi, senza dire quelli di prima,
quando non aveva avuto il successo. (14 Ottobre 2013).
T. Gautier. Le capitain Fracasse.

Molto movimentato, ironico, moderno in fatto di sensibilit


all'autocoscienza dell'essere narrativa, forse comico nel finale
eccessivamente vissero felici e contenti. Una vera miniera.
Baracconesco nell'assalto al castello di Valleombrouse da parte di
Sigognac.
Interessante il personaggio di Chiquita, da far giocare con quello di
Carmen e della mimma in W. Meister. (4 Settembre 2013).

G. Galli. Credere, obbedire, combattere.

Lettura del fascismo recente di Galli, non nel senso che il fascismo
recente, ma la lettura. Non mi pare scritto o meglio composto come si
deve, ci lo rende ostico. Trascurata la Rsi, dato troppo spazio al fascismo
tra virgolette ed al dibattito tra gli storici sulla possibilit di una sua
riproposizione.
Galli contrario alla teoria di Nolte per cui il nazifascismo fu una replica
al comunismo guerra civile. Sulla Rsi G. afferma che fu un cuscinetto tra
l'occupante tedesco e il popolo italiano. Bene la trattazione delle fasi della
guerra fino al 43. Mi aspettavo di meglio. (3 Settembre 2014).

S. Gotta. L'amante provinciale.

(1947) In una citt assai piccola, Ivrea, un giovane inquieto si avvicina a


una giovane inquieta con il risultato che i due diventano amanti segreti,
segretissimi dopo il matrimonio di lei con un musicista per convenienza
tra famiglie. Un lutto nella casa della ragazza divenuta sposa la convince a
staccarsi dall'amante segreto. Il provincialismo applicato al mondo delle
passioni il tema di questo buon romanzo. (26 Ottobre 2016).
G. Galli. La svastica e le streghe.

Non avrei messo insieme la trattazione della componente esoterica del


nazismo con la trattazione del possibile significato della persecuzione delle
streghe come manifestazione del conflitto tra maschile e femminile. Il
libro lo fa, invece, nel segno di una storiografia probabilistica che da
ultimo viene esposta in appendice. Essa sarebbe manifestazione d'un
pensiero alternativo di cui avrebbero fatto parte oggettivamente le streghe.
E gli storici come Galli, a quanto pare, che d tanta importanza alla
probabilit del fondamento esoterico del nazismo. (17 Novembre 2014).

G. Galli. Hitler e il nazismo magico.

Interessante perch sembra dimostrare quanto il nazismo ai suoi vertici


avesse a che fare con l'occultismo. E quanto d'altra parte l'occultismo fosse
trasversale agli schieramenti, ai Paesi, ragion per cui l'autore sostiene che
certe convergenze tra la Germania nazista e l'Inghilterra aristocratica erano
fondate sulla comune appartenenza occultistica. Oltre che sul fatto che gli
aristocratici inglesi credevano che il nazismo potesse salvarli dal
comunismo per cui meritava lasciare mano libera in Europa al nazismo, in
cambio della conservazione del dominio inglese del mondo. Erravano, i
nobili inglesi, infatti un nuovo padrone si stava manifestando, gli Usa.
Opera congetturale. (7 Aprile 2016).

N. Gogol. Due racconti pietroburghesi.

Uno sciocchino segue ignaro una professionista lungo la prospettiva


Nevskij e resta fregato, infine si fa fuori. Un suo amico ne segue una, di
femmine, maritata con un artigiano tedesco che, una volta trovatolo a
baciar la sposa, con l'aiuto di un paio di amici lo carica di botte. Ben
costruito con spiritosaggini patatiche fatuamente condivise dalle note colte
di De Michelis, il traduttore.
Un impiegato, incapricciatosi della figlia di un superiore, diventa matto e
scrive un diario finisce in manicomio.
De Michelis crede che le fonti spieghino tutto, ma, ammesso che siano
fonti note a chi ha scritto, resta da spiegare perch lo scrittore usa certe
fonti e non altre. (21 Maggio. 2012).

N. Gogol. Taras Bul'ba.

Da certi dettagli del racconto si forma l'idea che si legga o si veda una
rappresentazione teatrale di marionette cosacco/polacche. I dettagli sono,
in battaglia soprattutto, la riduzione dello spazio che permette ai
personaggi di parlarsi e darsi la voce come se appunto si trovassero in
scena o fossero marionette. Qui Gogol un cantastorie, anche, che gonfia
il suo racconto variamente iperbolico. Tars Bul'ba pesa 320 chili
La vertenza polacco/cosacca di tipo religioso, il testo nazionalistico. Da
seguire per conto suo la serie di immagini che il racconto d dei giudei.
(3 Maggio 2012).

Gary. Tutta la vita davanti.

In prima persona un bambino di origine araba, tenuto da una vecchia ebrea


ex prostituta insieme ad altri figli di puttana in senso stretto, racconta.
Degli ultimi tempi di Rosa, la vecchia asilante. Notevole il linguaggio
rudimentale del narratore (Mom) e naturalmente l'esperienza degli arabi
in Francia negli anni settanta. Un colpo, anche, alla diatriba arabi/ebrei.
Buono, nell'insieme , ma un po' noioso. Opera notevole dev'essere stata la
traduzione in italiano. E' del 1977. (Novembre 2011).
H
A. Hitler. Mein Kampf.

Letta l'edizione Kaos curata da G. Galli. Doppia rispetto all'edizione che


circola di nascosto, infatti contiene anche la prima parte, diciamo
autobiografica, non solo la seconda.
Il testo dev'essere inquadrato nel passato, rispetto alla sua redazione
(1926), e nei circa due decenni successivi.
Bisogna dire che H tent di realizzare quanto scritto in MK, e che quasi ci
riusc.
Quanto al passato, rispetto alla redazione del libro, esso riguarda la
sconfitta della Germania nella guerra 14/18; il passaggio alla repubblica;
la rivoluzione guidata dai comunisti; l'invasione (1923) della Ruhr da parte
dei francesi. Il testo di H risente di tali sconfitte ed umiliazioni della
nazione tedesca, per H sacra. Ci detto il libro infestato da nazionalismo,
razzismo assurdo e visionario, ed afflitto epistemologicamente dall'abuso
di una chiave universale esplicativa: l'Ebreo. (8 Ottobre 2014).

H. Hesse. Dall'India.

Appunti, pezzi sapienziali, scritti vari su India, dove HH non mette piede,
avendolo messo invece in Indonesia eccetera.
Bellino il racconto sul missionario cacciatore di farfalle che s'incapriccia
d'una hindu e poi non si accorge che, quando la incontra di nuovo, non
lei, ma la di lei gemella. (2 Gennaio 2017).

H. Hesse. La cura.

Riferisce di un soggiorno a Baden a causa di sciatica. Pian piano si


abbrutisce e sprofonda nelle abitudini termali, ragione per cui si distacca
dalla sua individualit d'intellettuale oder lupo della steppa. Poi per
integra l'Ombra eccetera.

Pellegrinaggio in Oriente. Trattasi di racconto mitico/onirico poco


interessante: Morgenlandfahrt, ecco la parola. Il servo si rivela come
guida, il viaggio avviene nello spazio e nel tempo. (29 Dicembre 2016).
J. Hessing. La maledizione del profeta.

E' un insieme di studi su Freud che psicanalizza ebraicamente la


psicanalisi e F stesso. Si tratta di critica biografica applicata qui non alla
narrativa, ma ad una pratica con pretese scientifiche com' la psicanalisi. Il
libro molto interessante e distrugge direi con amorevolezza F. per la
critica biografica a me non sta bene. Il freudismo sbagliato non perch F
era com'era, ma perch un gioco teoretico truccato ed un imbroglio di cui
non resta che la cura della sincerit nostra con noi stessi. (6 Novembre
2014).

E.T.A. Hoffmann. La finestra d'angolo...

Un malato che mi somiglia quanto alle idiosincrasie alimentari osserva con


un cannocchiale la piazza d'un mercato berlinese ed al cugino in visita
indica qua e l personaggi di sua costruzione immaginaria in base alle
persone vere che si muovono nella piazza. Impagabile il racconto che il
malato fa al cugino, d'essersi presentato a una fanciulla recante un di lui
libro in mano, come autore del medesimo. Confondendola, come se lei
credesse che i libri si scrivano da s. (20 Novembre 2013).

E.T.A. Hoffmann (attribuitogli). Sorella Monika.

Quanto ho penato per ritrovarlo, smilzo com', tra tanti altri.


Pornografia uscente dalla bocca d'una suora di alto lignaggio, che narra in
modo confuso certe scene della sua vita alle sorelle. Ripetitivo.
V' un giovane travestito da ragazza. Preti lubrici. Molte copule,
nient'altro, omoerotismo femminile. Iperboli, belt, freschezza. Riferimenti
a Justine di Sade, nel testo. Ma qui nessun si fa male. A parte l'insistenza
delle battiture sul sedere. Pistolotto verso la fine. Filosofia del boudoir in
convento. Meriterebbe d'essere studiato, perch ricco di riferimenti colti e
non solo. (18 Novembre 2013).
I
P. Istrati. Kira, Kyralina.

Parte d'un testo pi lungo. Che avevo letto parecchi anni fa. Tradotto dal
francese, non mostra alcunch di europeo, ma pienamente turco, siriano,
libanese, accende la fantasia con molti personaggi e passioni.
Racconta un certo Stavros, vita travagliata d'un venditore ambulante di
salep (bevanda calda a base di farina) indotto da un certo suo talento a dai
casi della vita alla omosessualit. Simpatica lettura inerente la terra
ottomana dove allora eri libero purch ti rendessi invisibile. (13 Gennaio
2015).
J
E. Juenger. La battaglia come esperienza interiore.

L'autore partecip alla guerra 14/18 e ne trasse anche questo libro che,
come indica il titolo, pratica la soggettivit dell'esperienza di trincea.
Volutamente il testo svincolato da considerazioni storiche, politiche, e
marcia come in un vuoto che animato da immagini. L'esperienza
formativa, la guerra una scuola cui l'autore deferisce. Anche se non sono
pacifista, ci mi mette l'autore, molto di destra, in una luce sinistra. (14
Agosto 2014).

E. Juenger. Trattato del ribelle.

Scritto nel secondo dopoguerra da un tedesco ferito dalla disfatta e dalla


divisione della Germania, mi sembra un testo individualistico e anarchico
orientato in modo tradizionalistico, se non reazionario. Il pensiero di J, mi
pare, vuole esser privo di fondamento. Fin qui ho letto pochissimo di
questo ultracentenario, ma il suo romanticismo, che rifiuto prima di tutto
sul piano politico, mi sembra innegabile. E innegabile il suo interesse.
Waldgang significa andatura boschiva, forse imboscamento, darsi alla
macchia, non mi piace passaggio al bosco, come risolve il traduttore
adelphiano. (2 Febbraio 2016).

F. Jovine. Le terre del Sacramento.

Nel 1921, alla vigilia della presa del potere fascista, si nel Molise, per
quanto la toponomastica sia finta. Le TDS sono l'oggetto del contendere
nell'ambito della modernizzazione di una propriet fondiaria vecchio
stampo abbandonata dal NH Enrico Cannavale all'arbitrio del contado e
della superstizione, che le vuole maledette. La modernizzazione prende il
sembiante d'una signora, Laura, che il Cannavale, signore e socialista
insieme, sposa. Costei vuol liberare dal sortilegio le terre , ma servono
molti soldi: cos s'indebita con privati, in attesa di potersi indebitare con le
banche. Ferve il rinnovamento, il contado, miserrimo, rappresentato da
uno studente di legge, Luca Marano, che si fida della signora Cannavale,
di cui preso passabilmente. Ma erra: quando sembra che i contadini
abbiano la loro terra da coltivare regolarmente suddivisa, il gioco, passato
in ciniche mani (abbandonatovi dalla signora) si fa amaro. Niente terre
buone, solo sassi. E finisce, pochi giorni dopo la marcia su Roma (28
Ottobre 1922), a fucilate. Luca muore ammazzato in combattimento da
alcuni fascisti, che, a proposito, hanno rintronato di bastonate anche il NH
Cannavale. A me pare che compositivamente il finale precipitoso stoni con
l'andamento del romanzo, placido. Comunque si tratta di un'opera pi che
buona. Ricca. Verga, Capuana, ma anche, al presente (uscito nel 1950),
Brancati. (21 marzo 2016 70 anniversario delle nozze dei miei genitori).

C.G. Jung. La psicologia dell'inconscio.

Mai letto prima, ottima introduzione a Jung, tono qua e l antipatico, da


segnalare la traducibilit della teoria degli archetipi dell'inconscio
collettivo nel discorso sulla intertestualit. (4 Novembre 2013).
K
E. von Kleist. Santa Cecilia.

Contiene SC, carino, dileggio della iconoclastia. Il duello, ottimo, ironico,


sorta di giallo. Sulla passera. Il teatro delle marionette, sulla danza e i suoi
limiti che risiedono nella non innocenza umana.
Ottimo come sempre. (28 Luglio 2015).

A. Kesserling. Soldato fino all'ultimo.

Tradotto in cattivo italiano, al punto che il groviglio (alleati da una parte


contro alleati dall'altra) a momenti indipanabile. Ci detto il testo utile
a capire qualcosa della guerra dal punto di vista, a tratti recriminatorio, di
uno sconfitto che si trova incarcerato. Comunque capisco di pi della
guerra in Africa settentrionale, quando i tedeschi con gli italiani dovettero
sloggiare (1943).
Si direbbe opera di un benpensante. Meticoloso, non vanaglorioso, forse
burocratico. Spassosi i brani circa la lotta partigiana in Italia, contraria
alla convenzione di Ginevra. (12 Febbraio 2015).

Kuki Shuzo. La struttura dell'Iki.

Marrone grigio blu sono tendenzialmente colori Iki. In architettura Iki la


perpendicolarit.
Si tratta di un libro che l'ignaro della cultura giapponese novecentesca
potr gustare come da dietro un vetro alquanto spesso e non troppo
trasparente. In sintesi estrema si analizza l'Iki, una parola difficile da
tradurre in italiano, magari con grazia inseparabilmente dalla sua
cornice, che la seduzione (anche in ambito prostitutorio). Mi faccio
l'idea che Iki sia il contrario di kitschig (di cattivo gusto), e di Kitsch
(cattivo gusto in ambito artistico). Che abbia un poco a che vedere con il
dandismo. A lunghi tratti l'opera oziosa. L'autore un uomo che ha
gustato anche la cultura occidentale e filosofo. (19 Gennaio 2016).
F. Kafka. Diari.

Lettura volante alla ricerca di spunti di racconti, ne ho contati minimo


dieci. E' questo il pregio del testo, infatti l'anima tormentata non
m'interessa, non ora, almeno. I racconti sono non banali, specie La ferrovia
di Kalda, ottimo. (6 Febbraio 2013).
L
L. Longanesi. In piedi e seduti.

Storia del periodo fascista, ricca di ironia e sminuente l'impresa


mussoliniana. Lettura facile e non antipatico. Sottolineata la complicit
degli italiani con il fascismo. Lettura appendicolare, direi, utile a
schiarire le idee a chi sappia gi qualcosa. (31 Ottobre 2016).

T. Labranca. A. Wharol era un coatto.

Da poco defunto l'autore doveva essere un dandy. Qui tratta del cosiddetto
Trash (spazzatura) dandone la fenomenologia e la definizione. Tratta pure
del Kitsch e del Camp (che sarebbe una sorta di Trash consapevolmente
esibito alla Arbore, direi).
Mi pare che la seconda parte, fatta di brevi pezzi di bravura dedicati ad
oggetti trash sia la migliore delle due. Nato nel 1962, il Labranca, che ho
cercato e non trovato, ma trovato quando non lo cercavo, morto
quest'anno. (9 Novembre 2016).

M. de La Fayette. Zayde.

Letta dopo anni la seconda parte di questo romanzo del 17 secolo. Quel
che importa dire la quantit di fatti che in fretta vorace sono raccontati
fino alla noia ed alla confusione del lettore che non tenga un'agendina per
gli appunti. Nonostante tal tecnica che non possiamo criticare dopo tanti
secoli, vi sono perle di sapienza in rapporto all'amore, alla gelosia,
eccetera. Interessante che due tra i protagonisti parlino due lingue diverse
prima, e poi l'uno la lingua dell'altro. Colta ed accademica la prefazione di
E. Trevi macchinina celibe. (13 Giugno 2016).

M. Lattes. Il castello d'acqua.

E' un'attrazione della esposizione di cento anni fa a Torino, da cui prende


le mosse il viaggio che una famiglia torinese, oggetto di osservazione assai
ravvicinata e priva quasi di ogni pretesa extrasensoriale (Pizzuto docet),
compie fino agli anni settanta. V. L'incendio del Regio. (15 maggio 2013).

R. La Capria. Ferito a morte.

Bella la pesca subacquea, e Napoli vista dall'acqua. L'insofferenza, ma


anche l'adesione, allo sbraco partenopeo. Da ultimo, nei ritorni a Napoli da
Roma, a Capri, lo struggimento degli anni sessanta per chi allora ne aveva
quaranta, RLC. (26 maggio 2016).

M. Lattes. L'incendio del Regio.

Rilettura. In prima persona: impiegato in un'azienda che promuove la


stenografia, ebreo, sposato o similmente connesso con una certa Lu, che
lo cornifica alquanto. Da ultimo costui va da un avvocato che gli prescrive
di lasciar la casa dove abita con Lu e una bambina.
Come dice bene il curatore, tale Ferrero, il protagonista (poco agonistico)
non contento di s, del lavoro, della Lu, ma nello stesso tempo (direbbe
Bernhard) felice della sua infelicit.
Quel che per interessa di ML come mette e toglie di scena questa
materia banale. Tutto pi o meno banale, visto da fuori. Visto da dentro
un'altra cosa, che diviene non dico sublime, ma almeno interessante
tramite lo stile, che fa baluginare la banalit. (7 Agosto 2014).

M.V. Llosa. L'eroe discreto.

Due racconti paralleli che si riuniscono mediante un trucchetto verso la


fine. A parte qualche curiosit peruviana il libro brutto e scritto tanto per
tirar su moneta. Gi Il narratore ambulante mi aveva deluso a causa del suo
manierismo, ma constava di una certa forza etnologico-poetica, noiosa
eppure apprezzabile. In questo romanzo in uso il passaggio da una scena
discorsiva (dialogica) all'altra senza scosse, in definitiva abile. La storia
banale. Non fidarsi della famiglia. (5 Dicembre 2014).

T. Landolfi. Rien va.

E' un diario 58/60 che L pubblic nei primi sessanta, quindi da


considerare un diario in cui io volutamente personaggio pubblico. In
scena pare una sorta di stato depressivo che non risparmia nulla della vita,
tanto bella, e nulla per me. Neppure la tenerezza per la piccola appena
nata figlia. Note interessanti sul gioco d'azzardo. (22 Luglio 2015).

M. Lattes. Il castello d'acqua.

Rilettura. Narrare non si vuole o non si pu, sort of Pizzuto, ma meno


radicale, o meglio: da una distanza meno piccola, si osserva, si vede, si
percepisce. Ricordi disorganizzati si dichiara verso la fine. Autobiografia
passata al tritacarne. (8 Dicembre 2014).

M. Lattes. Il borghese di ventura.

Fino a un certo momento il testo abbastanza narrativo, e sia pure in


posizione ravvicinata rispetto alla materia (sfuggire alle grinfie tedesche
prima a Roma, poi verso Chieti). Quando la pelle finisce d'essere a rischio
la narrazione torna lattesiana in pieno, vicinissima alla materia (far da
interprete agli inglesi su su verso la vittoria e il nord). Bello, in definitiva,
ma troppo compiaciutamente rappresentato, il narratore, come indeciso,
debole, incerto, sia quel che sia. La guerra per un contenitore mica
malvagio. Finita, iniziano i guai. (19 Dicembre 2014).

M. Lattes. L'incendio del Regio.

Volutamente con poco capo e poca coda quanto alla trama, questo romanzo
consente a chi l'ha scritto di esercitare la scrittura e la composizione. Non
Pizzuto, ma alquanto malagevole da leggere, normalmente condotti dalla
trama, s. In scena un tizio modestamente impiegato che si arrabatta con
una moglie, Lu, inaffidabile, desiderante e desiderata (da) altri. Cornuto, di
poco denaro, scontento, il protagonista non agonistico; lo Lattes, con la
sua scrittura. La prefazione di Ferrero non inutile. (31 maggio 2012).

S. Lefanu. Carmilla.

Vampirismo femminile nettamente omosessuale, intreccio tra testo e


pseudoavvertenza oscuro, stucchevole l'anagramma Carmilla Mircalla,
ottime le descrizioni di paesaggi naturali. Romanticismo. (14 Gennaio
2013)

M.V. Llosa.
Etnokitsch tra il reazionario ed il filosemitico. MVL parla di cose che ci
riguardano (Gnosi, cristianesimo, ebraicit) trattando di una storia di
riconoscimento. Un amico ebreo, segnato da una voglia sul viso,
Mascarita, diventa, come si scopre, narratore ambulante presso nativi
peruviani. Da ultimo il romanzo prende quota quando si capisce l'intento.
Interessante l'interpretazione che si fornisce della Verwandlung kafkiana,
mascherata, come perdita dell'identit ebraica. (7 Agosto 2012).
M
M. Moretti. La vedova Fioravanti.

(1941) Una donna da giovane incline a mettere le corna al marito dopo la


morte di lui si dedica alla carriera del figlio, prete. Convivono, madre e
figlio, in una casetta tutta sistemata dalla non inope signora in vista del
benessere del giovane prete. Invano un tentatore insidia la signora, invano
una tentatrice insidia il prete. Restano non accessibili ed uniti,
perch/purch uniti. V' qualcosa di incompiuto nel romanzo, forse per
autocensura. Competente in materia pretesca. Non inevitabile. (31 Marzo
2015).

T. Mann. Mario und der Zauberer.

Gi letto in italiano, ci che mi ha privato di sorprendermi del botto finale.


Ottimo testo che prendo come un racconto e non come un resoconto. C'
una lunga introduzione al luogo, al clima ed all'aria che tira in Italia. Si
verso la fine degli anni venti, per quanto nel testo non lo si precisi. I
quattro vacanzieri settentrionali sono un uomo, il narratore, una donna e
i loro due bambini, una femmina e un maschio. A parte le idiosincrasie del
narratore (se la prende con il gran caldo e con il fervore nazionalistico da
spiaggia) i quattro subiscono un paio di seccature, una di tipo fobico
(paura della tosse convulsa residuale del maschietto) e l'altra pure (rifiuto
della breve nudit della bambina sulla spiaggia). Poi c' la serata del
cavalier Cipolla, un notevole ipnotista che incanta il disgustato narratore, il
quale ultimo pena assai a causa delle perdite subite dai soggetti
teatral/sperimentali in fatto di dignit e volont. Il cavalier Cipolla certo
un tanghero, almeno esce cos dalla penna di Mann, ma forse un
poveraccio che si sbatte in una serata al mare. Infine trova Mario, che si fa
ipnotizzare ma poi, quando si rende conto di quel che ha fatto in ipnosi,
spara al mostruoso Cipolla. Che costui sia Mussolini pu essere.
Indimenticabile a pag. 96 (ed. Fischer) quel che si legge sulle mani dei
meridionali. (14 Giugno 2016).

T. Mann. La volont di essere felici.


Come sempre noiosino o noiosone. Sfiga di danarosi annoiati. Da ultimo
ambasce di scrittore. L'armadio, racconto, lo avevo gi letto. Donna nuda
racconta storie da un armadio. A tratti si copula, anche. Sogno. Appunto.
(28 Luglio 2015).

E. Morante. La Storia.

Una maestra elementare, ebrea, vedova, violentata da un soldato tedesco


all'inizio della guerra ed ha un secondo figlio cui d il nome di Giuseppe.
La guerra le dona fame e sfollamento, come a molti, insieme alla paura, a
far data dal 1938, di essere catturata come ebrea. Il figlio grande, Nino,
pieno di salute ed energia, diventa partigiano, finita la guerra si mette a
fare il trafficante, infine muore in un incidente stradale. Il piccolo, Useppe,
prima si manifesta alquanto precoce, a parte la statura, poi, finita la guerra,
appare tardivo, infine gli si rivela l'epilessia. Da ricordare che la madre,
Ida, stata, diremmo, convulsionaria. La storia si conclude con la morte di
Useppe ed il ricovero in manicomio di Ida.
Il romanzo, lungo circa seicento pagine, costruito intorno a Useppe ed ai
suoi cani, Blitz, poi Bella. Direi che questa intesa, con i bambini e gli
animali, la cosa migliore del libro, anzi: di Elsa Morante.
Troppa sfiga, per. (22 Maggio 2015).

P. Monelli. Le scarpe al sole.

Diario della prima guerra pubblicato negli anni venti. Trattasi di alpini. Il
diarista volontario. Scrive molto, tra un morto e l'altro, tra una bevuta e
l'altra, con una retorica da insider che allarma non poco. Gerarchicamente,
ovvio, soddisfatti i rapporti di classe, piramidali, tutti muoiono, molti
soldati, meno ufficiali, zero generali. Qui. In Africa settentrionale nella
seconda guerra non ce ne fu per nessuno.
Retorica, vino, donne infide perch lontane.
La guerra il terzo sesso direbbe Bernhard (v. Frost). (22 Luglio 2015).

C. Mazzantini. A cercar la bella morte.

Ri riletto. Bel libro nell'insieme, scritto senza pretese di documentare, ma


con la voglia di dare macchie di esperienza della guerra 43/45 vista dalla
parte fascista repubblichina. Documento formidabile e buon romanzo. Qua
e l dettagli inutili, ma coloriti, sul rapporto uomo/donna. (12 Agosto
2016).

G. Manzini. La sparviera.

Del 1956. Storia d'un benestante valetudinario non lasciato mai in pace da
un qualche male o vulnerabilit ai polmoni. Che lo fulmina, infine. Tale
malattia viene detta sparviera. Brutto romanzo, ma scritto in modo non
privo d'interesse, considerando che ha pi di 50 anni. Scrittura femminile.
Brutto, patetica se non comica la scena della donazione ai contadini delle
terre di famiglia. (1 Luglio 2014).

G. Marotta. A Milano non fa freddo.

A parte un testo lunghetto su due sposi giovani e poveri si tratta con ogni
probabilit di pezzi scritti per giornali. Milano agli occhi d'un napoletano.
Fatalista e di idee assai moderate, ma consapevole di che cosa la fatica e
la miseria. Scarso. (22 Giugno 2014).

G.G. Marquez. I 12 racconti raminghi.

Non aggiungono nulla alla produzione di M, mentre le tolgono qualcosa.


I latinoamericani di questi racconti hanno in comune di trovarsi, magari
per poco tempo, in Europa, un posto che costoro non amano. Fin qui!
Ma agiscono come fossero quel tipo di bagnino che afftta superiorit
vitalistica sui cittadini (da cui dipende) per compensare la sua inferiorit di
provinciale. Lo stesso fanno i campagnoli, del resto. Alcuni di questi autori
latinoamericani (anche senza piazzare i loro personaggi in Europa)
sbandierano vitalismo e machismo in mancanza d'una storia e d'una
civilt paragonabili con quelle europee. (10 Settembre 2014).

T. Mann. Felix Krull.

E' l'ultimo, lasciato incompiuto. Molto piacevole, racconta la storia di un


picaro. Probabile che sarebbe venuto un romanzo di mille pagine, perch
qui finisce sulle trecento e non si a nulla, a poco pi dei venti anni di
Felix. E' un ragazzo il cui padre fallisce e si uccide, ragione per cui egli
deve ripartire da uno status sociale ed economico molto pi basso del suo
iniziale. Grazie al suo acume ed alla sua avvenenza incanta all'incirca tutti
e tutte quelle che incontra, dalla commissione medica che lo riforma ad
una prostituta ungherese, Rosza, che lo istruisce, ad una scrittrice che
sedotta lo seduce trovandolo lift in un albergo parigino, dove il tedesco
Felix passato. Trattasi della sua base di lancio. Un cliente che lo incontra
fuori dall'albergo e lo riscopre, vestito da signore, gli propone di
scambiarsi con lui allo scopo di far credere ai genitori che lui, il cliente,
partito davvero per un tour scacciapassioni. Felix accetta: ora il marchese
tal de'tali. La storia si sospende a Lisbona, dove Felix seduce due donne,
madre e figlia. La vicenda ha come terminus ante il 1910, anno della fine
della monarchia in Portogallo. Felix, o Louis, il marchese, ricevuto dal re
grazie alla sua fama sociale lisbonese appena realizzata. (8 Gennaio 2016).

F.T. Marinetti. Come si seducono le donne.

Dichiara l'autore il testo esser frutto d'una dettatura ad un sodale. In prima


persona narra di conquiste e d meno consigli che non definizioni
dell'oggetto. Quel che mi ha colpito, in questa mia prima lettura
marinettiana, l'impronta futuristica e l'esaltazione, sciocchina, della
guerra. (29 Marzo 2016 un secolo ha il testo).

M. Moretti. I coniugi Allori.

Due vecchi sono trattati al risparmio dal figlio, che pure un medico di
successo. Il padre in visita nella casa del figlio per dispetto, dopo una sua
senile marachella, viene informato del fatto che la moglie anticamente
l'avrebbe tradito. Ci turba la vita dei coniugi Allori, Carolina viene
esiliata da certi parenti, poi torna, ma Paterniano muore presto. Carolina
finisce in un ospizio, ma un giorno compra un biglietto della lotteria che le
frutta cento milioni, una cifra enorme, se siamo verso la fine degli anni
trenta. Naturalmente le ristrettezze anche umilianti si trasformano in
larghezze e trionfi. Tra i questuanti un ricattatore sostiene di aver sedotto la
moglie del figlio di Carolina, l'avaro di cui sopra. Viene pagato, la prova
poi sar usata da Carolina per rimettere al suo posto la nuora, scornandola.
Marchigiano. Carino. Niente pi. (14 Aprile 2016).

G. Marotta. Le milanesi.

A parte la definizione di immaginario anni cinquanta sulla donna, si


tratta di una raccolta di racconti scritti in prima persona femminile dove si
esplora il mondo visto dalla donna, se non le donne stesse. E' anche
milanese, il libro, forse la sua componente pi notevole per un lettore
che vuole di Milano un'immagine lontana. In pi rispecchia il mondo di
allora, dico in genere. (19 Aprile 2016).

C. Malaparte. La pelle.

Dal sud, Napoli, al nord, Firenze, insieme ai vincitori, CM, ufficiale del
corpo italiano come si chiama, racconta le meraviglie e gli orrori della
liberazione, della sconfitta, della gioia dei vinti, tra cui lui stesso. Infiora di
erudizione da liceo classico ben fatto quel che ricorda, e s'impone ai suoi
ospiti con il suo anticonformismo. Mi viene l'immagine del pappagallo
dei pirati. (18 Luglio 2013).

A. Moravia. Gli indifferenti.

Terza lettura. Molte volte, moltissime, si ritrova il termine indifferente,


indifferenza, sia nel senso banale che in quello nichilistico. Il romanzo
del 1929, non v' alcun accenno specifico a qualcosa di italiano. A parte i
loro nomi, i personaggi potrebbero agire in qualsiasi citt d'Europa.
Ottima, anzi, la mancanza di riferimenti topografici. Gli indifferenti sono
Michele e Carla, fratelli giovani, che da ultimo accettano, sembra, di
rientrare nel ballo in maschera che la normalit. Il fatto che M abbia
scritto questo libro a 22 anni mi riempie di stupore ed ammirazione.
Il divoratore invincibile Leo Musumeci, se vogliamo, potrebbe essere
un'allusione a Mussolini (in un punto si legge di mussolina - la stoffa) che
trionfa lugubre, ma non me ne frega niente. Moravia mira pi in alto. (11
Aprile 2013).

G. Marotta. S. Gennaro non dice mai no.

Scritti organizzati in capitoli, tappe di un viaggio a Napoli di un


napoletano trasferitosi a Milano. Esperienza post bellica (1947) di
affettuosissima partecipazione alla napoletanit, accettazione della citt e
della sua gente cos com'. Se vogliamo fare un paragone, visto che la
prima volta che leggo Marotta, ben famoso ai tempi suoi, lo definirei un
Ceronetti sereno, ma ugualmente conservatore, se non reazionario. Quel
che vale veramente, in questo libro trovato per caso, la scrittura, ottima,
scorrevole e letteraria e giornalistica insieme. Mi ha anche ricordato Il
ventre di Napoli di Matilde Serao. (11 Marzo 2913).
N
I. Nievo. Le confessioni di un italiano.

Terminato dopo anni di metti e leva, con un passaggio dall'edizione Bietti


intitolata Confessioni di un ottuagenario a quella corretta, trovo l'enorme
romanzo pi o meno sgraziato, ma non antipatico. L'idea del prefatore De
Michelis, che la Pisana rappresenti Venezia una bischeratella - come che
Lolita rappresenti l'America, o la lingua americana - ma pur sempre uno
spunto. La parte migliore quella riferita a Fratta, all'infanzia e poco pi.
(22 Ottobre 2014).

C. M. Negri. I lunghi fucili.

Ritirata in Russia 81943) riferita da un tenente attento al mestiere che il


caso e la sua classe sociale lo hanno chiamato a fare. I tedeschi ed i loro
alleati italiani ed ungheresi presi dietro dai russi in zona Don sono costretti
ad attaccare il nemico (che dispone anche dei partigiani) allo scopo di
sfondare verso occidente. Per far ci muoiono ammazzati, anche dal
freddo. Il mestiere di ufficiale riesce piuttosto bene, sembra, al tenente, ma
attorno l'armata non bene fornita: si d luogo al paradosso del male (una
guerra di aggressione) che non funziona bene, ma il tenente non pu certo
rallegrarsene. (12 Novembre 2014).

S. Negro. Roma, non basta una vita.

Raccolta di scritti anche giornalistici ripubblicati dopo 50 anni. L'autore


un veneto che si trasformato in cultore di Roma, che da ogni punto di
vista pare conoscere molto bene. Non so come ho fatto, a leggerlo, in
mancanza all'incirca di quasi tutti i punti di riferimento che avrei avuto se
si fosse trattato di Firenze. Cos ho visitato Roma con la mediazione di uno
che potrebbe essere stato mio nonno, senza capire molto. Ma di Roma
Negro sa dare il senso della infinit e della ricchezza di oggetti, per i
quali non bastano n una n pi vite. Pare per che la citt di cui lui si
occupa non esista pi. (2 Dicembre 2014).
E. Nolte. Controversia.

Seconda parte di un libro pi corposo. Nolte sostiene che il nazismo fu una


risposta al comunismo sovietico e che la sua furia antiebraica dipese dal
fatto che parecchi ebrei in Russia collaborarono al comunismo. Che si
temesse il comunismo ed i suoi eccessi un ragionevole punto di vista.
Il metodo di Nolte, qui, di ragionare metastoricamente. Il libro a tratti
difficile o, forse, la traduzione non aiuta. Comunque un testo non
conformistico, questo va bene. E coraggioso. (30 Agosto 2016).

V. Nabokov. Una risata nel buio.

Anni trenta in Germania. Un critico e studioso d'arte figurativa, benestante,


si incapriccia d'una bella ragazzetta proletaria, e va in rovina. Il titolo si
giustifica con lo stato di cecit non metaforica del protagonista, Albert,
causata da incidente stradale. Albert, o Albinus, scopre finalmente che la
ragazzetta copula con un altro, tale Rex. Dopo la cecit i tre seguitavano
nel loro modo triangolare, solo che Albinus non se ne accorgeva. Viene ora
ricoverato dal cognato nella casa dell'ex moglie. Tenta di vendicarsi, ma la
bella lo fa fuori. Loliteggiando, Nab offre una immagine di sventura
borghese come premio ad una trasgressione sessuale. Piuttosto
deprimente, antipatico e stronzo. (31 Ottobre 2016).

I. Nemirowski. I fal dell'autunno.

Allude ad una pratica agricola (v. la luna e i fal di Pavese?) somigliante a


certi momenti della vita umana, privata e collettiva. Alcuni personaggi
sono seguiti dalla prima alla seconda guerra mondiale. Imparagonabile a
Suite francese. Esterno, quasi giornalistico, moraleggiante. Si d il caso
che nel leggerlo io abbia anche letto Piovene ed Arpino, che entrano, si
perdono. I.N. sa tutto, osserva, sapientissimamente fredda. (31 Dicembre
2013).

I. Nemirowski. Una pedina sulla scacchiera.

Borghese decaduto e afflitto da depressione, alcolista, Christophe galleggia


tra la moglie che non ama e l'amante che non ama pi. Il lavoro che
svolge, resto della passata grandezza paterna, non gli piace. Infine si taglia
apposta con un rasoio, esita, ma la ferita si infetta e lui muore, semisuicida.
Ambiente ebraico, crisi anni trenta. (19 Dicembre 2013).

I. Nemirowski. La preda.

Racconto lungo, pi che romanzo, su un piccolo borghese arrampicatore


sociale per mezzo della politica genere portaborse. Cinico, riesce ad
arrivare, sennonch cade preda di una mancanza di amore che gli si
rappresenta nel rapporto con una donna altrui. Una trappola amorosa
possibilissima. Perde tutto quel che ha conseguito, Jean Luc, ed infine si
spara, nella sua bella casa da arricchito. In fondo, non male. (19 Dicembre
2013).

I. Nemirowski. Cinema parlato.

Due testi, uno sul declino finale di una soubrette di almeno 50 anni, che
ritorna di colpo la ragazzina offesa dai coetanei in quanto figlia di tenutaria
di bordello, davanti stavolta al suo pubblico - che l'ha smascherata come
vecchia.
L'altro su una vita di provincia borghese che una donna conduce, tra
matrimonio infelice ma incrollabile e naufragi di piccole passioni, finch
lei non si trova ad essere nonna. Ottimo. (16 Settembre 2013).

I. Nemirowski. Suite francese.

Mette in scena il 40/41 in Francia, quando il Paese fu conquistato


dall'esercito tedesco e diviso in due zone, una sotto il diretto controllo ted,
l'altra governata da Laval e Ptain dai pi, detti collaborazionisti.
Nella prima parte si seguono alcuni personaggi in fuga da Parigi perch
impauriti dall'avanzata dei Boches, che vuol dire Crucchi. Nella seconda si
sosta in un piccolo centro non lontanissimo da Parigi nella zona controllata
dai ted. Mi sembra che il merito del romanzo incompiuto sia quello di
rappresentare la vita francese in questo periodo cos penoso e difficile
sconfitta, occupazione, collaborazione. Nella prima parte i ted incombono
ma non si vedono quasi, nella seconda sono mescolati ai francesi, ed i
rapporti tra f e t sono raccontati con abilit e finezza psicologico-sociale.
La Nemirowski descrive in grande quello che nel Silenzio del mare si
descrive in piccolo.
Libro scritto in presa diretta, sincronico, quando il mistero della
mescolanza tra dominati e dominanti tutto in fieri. La N., ebrea,
scomparve nel 1942. (28 marzo 2013).
O
O. Ottieri. Il divertimento.

Non malvagio, colpisce la borghesia medio alta milanese tra vernissages e


sfilate di moda nella persona di una quarantenne che soffre di una
dipendenza sessuale in rapporto ai ragazzi giovani, che lei vuole baciare,
senza virgolette. Lo stile di O.O. ossessivo come la protagonista. Pare
che non se ne esca. (22 Luglio 2016).

O. Ottieri. Contessa.

Elena, benestante studiosa di psicologia sociale, va una volta alla settimana


da Milano a Zurigo in analisi da uno junghiano. Sposata con un figlio,
molto bella, non vede n il marito n il figlio, ha diverse relazioni in
potenza e patisce di frigidit. Non esce dal suo stato di disperazione pi o
meno fatua ed infine si taglia un po' le vene, ma dentro la clinica, a Zurigo.
Noiosa! Il titolo non mi porta altro che ad una canzone di sinistra degli
anni settanta. Anche piacevole da leggere. (14 Ottobre 2016).

G. Oliva. I 600 giorni di sal.

Sintesi efficace, letto in un'ora, non troppo sbilanciato, privilegia


giustamente la riforma Tarchi. (14 Febbraio 2015).
P
G. Parise. La grande vacanza.

Letto con lunghe pause e non senza difficolt, anzi a tratti con irritazione,
un romanzo non lungo, enigmatico, da rileggere, se la prospettiva non
spaventasse. Un certo Claudio va in collina insieme alla nonna, siamo nel
dopoguerra, in un albergo asilo con strani personaggi che divengono pi
strani ancora quando (p.77) si apre un registro nuovo, sognante,
sotterraneo (il sotterraneo dell'albergo), dove prevale si direbbe un
polimorfismo perverso leggermente fastidioso e per farla breve non si
capisce un tubo. Da ultimo una gita di Claudio con due o tre altri ospiti,
adulti, partigiani a cose fatte (1951), termina davanti a una villa. Accenno
al barone di Muenchhausen. La nonna, in albergo, morta. (8 Luglio
2014).

G. Parise. Il padrone.

Un giovane di provincia s'impiega in una azienda di citt e diviene oggetto


di attenzione da parte del padrone, intento a fare dei suoi dipendenti
altrettante unit in suo possesso e potere. Il giovane non si sottrae a tale
asservimento, che l'argomento del libro, fino a quando non si trova
incastrato in un matrimonio con una ragazza mongoloide protetta dal
padrone. Ci che mi ha colpito il suo lato diciamo kafkiano,
precisamente ho pensato al Castello. Per altro, tutta la parte centrale
abbastanza fitta di ragionamenti che la rendono fastidiosa. L'inizio e la
fine, invece, sono perfino spassosi, nel segno di Kafka l'inizio, nel segno
dell'assurdo la fine. In definitiva nichilistico. (2 Marzo 2015).

G. Preti. Giovinezza, giovinezza.

Un giovane piccolo borghese emiliano, Giulio, crede nel fascismo, cui


stato educato fin dalle elementari, ma pian piano (e velocemente in tempo
di guerra) cambia opinione politica, diventa socialista e partecipa alla
guerra partigiana. Non un gran libro, ma insegna qualcosa della vita
quotidiana, in provincia, durante il fascismo. Insegna qualcosa in tema di
mutazioni politiche, che non sono sempre da catalogare come
trasformismi. Animo moderato, Preti, che fu ministro repubblicano, non
descrive la tragedia 43/45. (8 Luglio 2014).

O. Pamuk, Il mio nome rosso.

Ambientato in Turchia alla fine del secolo sedicesimo. Gelosie e paure


inerenti la crisi del disegno e della pittura tradizionale sotto l'urgere
dell'arte europea, della prospettiva e del ritratto somigliante, realistico, in
ci blasfemo in quanto idolatrico e costitutivamente nemico dell'Islam,
danno adito all'uccisione di un miniaturista e di un maestro, sospettati di
essere fautori del nuovo. Grosso lavoro, grosso sforzo, accostamento al
remoto, ma eccesso di mercanzia esposta, nel mercato pamukiano. Pamuk,
qui ricordante Eco (Il nome della rosa), oscilla con coraggio sopra il
cattivo gusto. Senza caderci. Molto interessante la questione della
prospettiva in rapporto alla religione. (9 Aprile 2015).

O. Pamuk. Il libro nero.

Un uomo trova tornando a casa una breve lettera di addio scritta da sua
moglie. All'assai numerosa cerchia famigliare cela il fatto e si mette a
cercare, nell'immensa Istanbul, tracce della fuggitiva. Non ne trova, in
senso proprio, in compenso ogni cosa diviene traccia, intanto che la
narrazione interrotta, a capitoli alternati, da articoli d'una rubrica che un
famoso giornalista pubblica sulla stampa locale. Costui ha una parentela
sia con la fuggitiva, sia con il marito di lei, a sua volta cugino, se non mi
confondo, della donna. Si ritiene che tra il rubrichista e la fuggitiva sia da
trovare il cuore della questione. Trascurando la sua professione di
avvocato, il marito insegue le tracce del rubrichista, anche lui sparito, si
installa in uno degli appartamenti del rubrichista, e rovista (rima voluta)
nel materiale pi o meno immenso inerente l'archivio del padrone di casa.
Riceve telefonate di aficionados del rubrichista che lo scambiano per il
rubrichista. Verso la fine del libro, che ancora non ho raggiunto, telefona
un marito che racconta una storia analoga a quella patita dall'avvocato,
credendolo il rubrichista.
A me pare che nel romanzo ci siano troppi ingredienti, che sia un
contenitore di fascinose ambasce turche e istanbulesi che faticano a stare
insieme. E troppi siano i significati, i rimandi impliciti ed espliciti. Reali o
inventati. Lo scambio tra l'avvocato e il rubrichista ricorda quello tra lo
schiavo e il padrone ne Il castello bianco, di Pamuk. Penso a Borges. Ma
non algido, anzi marquezianamente caldo. Non un merito.
Raccoglie amicizia per i turchi e per Istanbul. (24 Febbraio 2015).
Infine l'avvocato, oramai metamorfosato nel rubrichista sparito, scopre la
moglie e il rubrichista uccisi per strada, da credere, dal marito cornuto
telefonante (v. sopra) all'avvocato, credendolo il rubrichista.
Perch la moglie, Ruya, dell'avvocato, stava con Celal, il rubrichista? Per
fargli da scrivana, per raccoglierne le memorie in tempo, prima che Celal
le perda tutte. Situazione anticipata da una storia delle tante scritte dal
rubrichista, quella del principe erede al trono che detta a uno scrivano le
sue impressioni di viaggio lungo la via che dovrebbe portarlo ad essere se
stesso.
(26 Febbraio 2015).

O. Pamuk. Il castello bianco.

E' il primo Pamuk che ho letto. Un contemporaneo riscrive i brani via via
da lui letti nell'originale d'un manoscritto da lui trafugato. Ne risulta la
storia d'un italiano preso prigioniero per mare dai turchi e dato, dopo la
prigionia, come schiavo ad un intellettuale con tendenze scientifiche. I due
si assomigliano fisicamente. Il padrone nel corso dei due decenni
abbondanti di convivenza da scapoli con lo schiavo fa carriera alla corte
del Sultano come astrologo, narratore di storie, scienziato ed ingegnere
militare. Ci si riflette sulla vita dello schiavo somigliante al padrone,
anch'egli portato alle scienze ed al pensiero. Intercambiabilmente i due,
dunque, fanno carriera presso il Sultano. Il padrone in una campagna
militare in Europa durante la quale si sperimenta una sua realizzazione
bellica, ma ci si trattiene anche assai nei luoghi conquistati costringendo le
popolazioni ad esercizi di trasparenza abbastanza folli, di confessione, si
stanca e si scoraggia ed abbandona lo schiavo. Come? Mettendosi al suo
posto e dirigendosi verso la di lui patria, sita in Toscana. L'ex schiavo
divenuto padrone fa ulteriore carriera come astrologo eccetera.
Questa la storia, che nichilistica quanto basta per piacermi, in fatto di
politica, epistemologia, psicologia. Il tema del doppia rimanda l'autore, mi
riferisco alla postfazione, ad autori alquanto classici. Ma pamuk non
dichiara chi sia il suo vero maestro, al posto del quale lui si messo:
Borges. (2 Febbraio 2015).
O. Pamuk. Il museo dell'innocenza.

Perch dell'innocenza non ho capito. Un ricco imprenditore trentenne


s'invaghisce di una bellissima diciottenne. Si amano per un mese e mezzo,
poi, dal momento che lui fidanzato con una ragazza in vista del
matrimonio, la diciottenne sparisce di circolazione. Il ricco imprenditore
passa il resto della vita a tentare di riconquistarsi le grazie della ragazza,
infine, dopo essere stato innumerevoli volte a cena da lei e dai suoi
genitori, raggiunge il suo scopo. Peccato che quasi subito una mattana
della bella, unitamente alla di lei imperizia automobilistica, ne causino la
morte. Allora il ricco imprenditore, che negli anni ha continuato ad
accumulare oggetti appartenenti alla bella, fonda un museo dove espone al
pubblico tale collezione. La storia di amorosa pena mi ricorda Proust,
Buzzati, Nabokov, Marquez, ed convincente. Brillante l'idea di
intercalare la narrazione con accenni al museo di cui sopra. Meno brillante
il pasticcio finale tra narratore e scrittore che si confondono. Pamuk un
autore di valore, magari un po' all'ingrosso. (21 Maggio 2015).

W. Prueller. Diario di un soldato tedesco.

Edizione non so quanto curata e quanto snellita, tradotta dalla traduzione


inglese non senza che sia stato tenuto d'occhio l'originale. Il libro srotola il
racconto della guerra, specie in Russia, com' vista da un soldato che tiene
un diario dove ha come interlocutrice la moglie. Il soldato ingenuo e
naturalmente molto disciplinato e fedele, almeno stando al diario.
L'esercito funziona magnificamente, le terre invase sono viste come un
incubo di miseria, poi arriva l'inverno 41/42 e le pagine rivelano che la
faccenda si fa seria. Dal 44/45 al diario danno il cambio lettere alla moglie.
Il soldato ha fatto carriera, ora un Leutnant, che significa sottotenente.
Peccato per lui che la guerra e la Germania siano perdute. La gravit delle
ultime pagine mostra che Prueller maturato nei 5/6 anni trascorsi, non
pi solo una marionetta hitleriana, ma non rinnega il suo credo. (12
Febbraio 2016).
C.E.L. Phillips. El Alamein.

Ricostruzione molto dettagliata direi da scuola militare della famosa


battaglia (autunno 42) vinta dagli inglesi e dai loro sudditi imperiali.
Nonostante che l'autore, militare, tenti di inserire nel suo racconto elementi
discorsivi e riferiti alla sfera personale dei vari personaggi (ufficiali, capi,
generali), il testo rimane disumano, contrariamente a quello scritto da
Caccia Dominioni, e totalmente omissivo di qualsiasi considerazione della
mostruosa carneficina che, anche ai vincitori, la battaglia cost. Definirei
inoltre l'opera tronfia, irresponsabile sul piano umano, mistificante a
tratti sembra un resoconto sportivo. Non perdono all'autore l'aver
denominato la sua parte come amici della libert. (22 Gennaio 2015).

P. P. Pasolini. Petrolio.

Terza lettura? Forse. A quanto immagino, in assenza di ogni mio studio


della materia, si tratta di un testo, pubblicato dopo anni e anni dalla morte
dell'autore (1975; 1992), che non pare una chiamata rivolta al lettore
affinch collabori a crearne un senso. PPP non chiama. Einaudi pubblic
una valigiata di pagine, dunque, che non stanno insieme - crearne un senso
significa intendersi con Einaudi, non con PPP.
Petrolio?
Malintendendo, dunque, il testo, o valigiata di pagine, leggibile come
una macedonia narrativo/saggistica dove possibile trovare cose
interessanti e cose belle, tra sociologia, narratologia e narrativa. L'astio
dell'autore per gli anni settanta spicca su tutto. (10 Dicembre 2015).

Libro pieno di tesori di vario genere che per stanno insieme per forza,
quindi, diciamo, deposito di materiali. La lettera ad Alberto (Moravia)
esprime la perplessit dell'autore, e, sia pure postmodernisticamente,
rimanda la palla al lettore, ci che contraddice quel che ho scritto io qui
sopra in merito alla non chiamata di PPP.
Notevolissimi i brani erotici, specie quello del Pratone sulla Casilina.
(27 Gennaio 2016).
G. Prezzolini. Vita di Machiavelli.

Scritto nel 1926. Lettura d'altri tempi. Mi pare che serva per ad
inquadrare M nel suo tempo. In tutta franchezza: qui si parla molto della
vita e molto poco dell'opera, supponendo forse di introdurre il lettore al
Principe. (14 Dicembre 2015).

G. Piovene. Inferno e paradiso.

Racconti giovanili. Non mi trovo d'accordo con quel che scrive la curatrice
della raccolta. Si tratta di testi diversi per tono e spirito dai romanzi che io
ho letto fin qui e sto leggendo. C' meno filosofare, pi gioco e perfino
leggerezza, qui. Semmai qua e l, in uno dei primi, trovo suoni tozziani,
certo meno ruspanti. (13 Gennaio 2014).

G. Piovene. I falsi redentori.

Giulio torna da Maria, sua ex, ora sposata con Pietro Donghi, che per ha
una relazione con Alda. Pietro invita in campagna Giulio, che finisce per
copulare con Maria e poi con lei fugge da V(icenza?) a M(ilano?). I due in
campagna presso M si dilaniano, non copulano, fin quando Giulio decide
di ricondurre Maria dal marito Pietro, a V. Ma a V scopre che Pietro ha
fatto pari con la mossa di Maria portandosi in casa Alda. Conduce, Giulio,
Maria nella magione dei Donghi, nella parte abitata da Carlo, fratello di
Pietro. Maria non sa di Alda. A questo punto la storia diviene farsesca, una
pochade, ma triste.
Nonostante che sia in corso la seconda guerra mondiale.
Gli uomini, Giulio e Carlo, muovono le donne come pedine (dama). Anche
Pietro, irresoluto, ha mosso Alda da casa di lei alla magione dei Donghi.
Ora Carlo mette in contatto Maria e Alda. I cinque (Giulio, Carlo, Pietro,
Maria e Alda) trascorrono qualche giorno in casa Donghi. Da ultimo Maria
sparisce portando con s la pistola presa nella valigia di Giulio, va in una
sua villa in disarmo, e Giulio con Pietro ce la trovano morta. I falsi
redentori del titolo sono Pietro e Giulio. Il romanzo non certo riuscito,
eppure qualcosa resta. (16 Gennaio 2014).
G. Piovene. La gazzetta nera.

Una vicenda fa da filo cui sono infilate diverse storie, oggetti di


pubblicazione da parte di una Gazzetta nera, foglio edito da una societ di
oppositori della pena capitale convinti che l'omicidio sia presente in tutti
come intenzione e non sia che un momento, dunque che non sia
comprensivo dell'interezza della vita d'una persona.
Il protagonista un nobile squattrinato con il vizio del gioco d'azzardo che
si fa assumere dalla patronessa della suddetta societ, cui partecipa con
successo, ma senza convinzione alcuna.
Il suo matrimonio un disastro, argomento questo di cui l'autore certo
assai bravo, qui e altrove, illustratore. (24 Dicembre 2013).

G. Piovene. Le stelle fredde.

Rilettura. Non mi convince.


Un uomo, il narratore, che non sta bene lascia il lavoro e la casa dove abita
per andare in una sua grande villa dove lui proprietario, non il padre, che
per vi abita. Mentre un persecutore del narratore viene misteriosamente
ucciso, il narratore inizia a vivere in un casotto in mezzo alla vegetazione,
davanti alla villa. Si prende cura di lui un sedicente poliziotto che (non)
indaga sull'omicidio. Da un pertugio, apertosi alla base della terrazza
antistante la villa dopo che l'amato ciliegio del narratore stato reciso,
appare Fedor Dostoevskij, cosa che imbroglia la lettura gi alquanto
spiazzata, tanto che, FD a parte, si ha l'incertezza data dal genere
fantastico. FD un morto che dopo 88 anni torna tra i vivi e narra la vita
nell'aldil. E' in definitiva la parte pi interessante del libro, il modo come
vivono i defunti. Il narratore, il poliziotto e FD vanno a parlare con un
prete interessato alla esperienza del rinato FD. Non funziona, e FD si
allontana. Il narratore - intanto suo padre morto - fa ritorno nella villa e si
mette, con la scusa di catalogare i mobili che il padre ha venduto nel corso
del tempo, a catalogare tutto. E' la sua nuova occupazione.
Dalla catalogazione generale poi passa alla catalogazione dei morti; il
mondo esiste per essere catalogato. Straziante ultimo libro di GP,
rappresenta un ritiro tenero e pazzoide in una campagna che non pi la
sua, veneta. (12 Dicembre 2013).
G. Piovene. Le furie.

Una fila di personaggi della vita del narratore in marcia nei suoi luoghi di
giovent, verso un asilo dove una parente l'ha convocato. Su tutti Angela,
nichilista e minimalista insieme, religiosa e pratica, infallibile
demistificatrice. Poi Antonio, fratello di lei, un fallito ingegnoso sposato
con una professionista, e quest'ultima, Carla, sua implacabile
accusatrice. A tratti splendido. (3 Dicembre 2013).

G. Piovene. Lettere di una novizia.

Rita, una novizia, ritiene di non essere adatta al suo destino di suora, ma
non riesce a trovare il modo di uscire dalla sua condizione, se non
impiantando un castello di bugie inutili in s, forse comprensibili facendo
invece ricorso alle circostanze. Sedotta da sua madre, vedova, ad un clima
di confidenza circa una relazione - della madre - con un uomo, la ragazza
si presta per compiacenza. Un suo fidanzato muore a quanto pare
s'intende che il romanzo epistolare e quindi lascia lacune al lettore - a
causa del disgraziato colpo di fucile che un confronto sbadato tra Rita e lui
provoca. La madre la fa chiudere in convento, di nuovo. Rita continua ad
ordire intrighi epistolari, pare che seduca un prete che vorrebbe salvarla.
Infine uccide un uomo, un servitore della madre, venuto a rilevarla nella
casa dove riparata con l'aiuto del prete. E va in prigione, dove muore.
Nella prefazione l'autore parla con piet della malafede. Il romanzo ne la
rappresentazione. Davvero notevole. (25 Novembre 2013).

G. Parise. Il prete bello.

Bel titolo, ma stretto. Infanzia, diciamo preadolescenza, di un veneto


povero nei secondi anni trenta. V', stile a parte, del Cline, in fatto di
particolari sordidi, legati alla miseria. Il bel prete, fascista, adorato da un
pugno di zitelle, ma pare loro indifferente fino a far sospettare che non sia
un uomo. Senonch appare una splendida ragazza, nel casamento sede
della storia, che lo scardina via dal suo ritegno. Portandolo quasi alla morte
per sfinimento. Bel libro. (31 Maggio 2013).
G. Parise. L'odore del sangue.

Seconda lettura. Una cinquantenne lasciata molto sola dal marito, che ha
una relazione con una ragazza di campagna, s'innamora di un giovane sui
25 anni. Il narratore della storia il marito, uno psicanalista che non
sembra molto operativo e soprattutto non coglie il fatto che la sua
ossessione (la moglie intenta ad una fellatio con il giovanotto) lo riguarda
in quanto i reticenti racconti della moglie sul giovane lo coinvolgono in
modo diretto relativamente alla poderosa erezione da lui attribuita al
giovane. A parte la scarsa competenza in materia psicanalitica di Parise, il
testo notevole e rimanda al gusto proustiano per i segni (v. Deleuze) che
l'oggetto d'amore in fase di tradimento emette e che sono leggibili da
quell'attento analista che il geloso.
Notevole la prefazione di Garboli. (9 Aprile 2013).

G. Parise. Sillabario n. 2.

Rilettura. Davvero un ottimo compagno di lettura, questo. Sono favole. In


un punto (Sesso) si trova l'embrione de L'odore del sangue. I titoli si
riferiscono ad argomenti di grande portata, ma le storie sono tutte piccole e
minime addirittura. Grande sapienza, eccellente scrittura. Malinconia. (4
Aprile 2013).

C. Pavese. Il compagno.

Prosa poetica, come altrove. Spesso. Imitazione di voci di persone


semplici. Americanismi. Qualcosa di falso, qualcosa di bello.
Un giovane torinese con spaccio di tabacchi alle spalle diverte gli altri con
il suo talento di chitarrista. S'incapriccia di una Linda che lo strazia
alquanto. Camionista per elezione, passa a Roma, dove conosce
l'antifascismo e una vedova, sua datrice di lavoro. Conosce un po' di
galera, costretto a tornare a Torino dalla questura romana. La vedova
dovrebbe raggiungerlo. Roma, addio! (22 Gennaio 2014).
G. Paciello. La questione sionista.

E' il terzo volume edito da Aginform con questo titolo. Lettura utile, ricca
di informazioni su come Israele gestisce i territori occupati durante la
guerra lampo del 1967. Lettura incrociabile con la visione, in questi giorni,
del film Il giardino dei limoni. Tutto il potere nelle mani dei governatori
territoriali militari. Mi pare per che il testo manchi di spirito dialettico,
perch omette la menzione della parte palestinese nel processo in corso.
Per esempio non parla della guerra del 1948, poco e nulla di quella del
1967, meno dell'Intifada, per cui pare che Israele abbia agito da solo. Che
per i sionisti moderni siano gentaglia fuori discussione. (1 Agosto
2013).

Piretto. Vita privata degli oggetti sovietici.

L'autore, conoscitore dell'Urss e coinvolto nella vita sovietica in anni


lontani, descrive una serie di oggetti sovietici, che in realt appartengono
alla civilt industriale. Poche le differenze. Comunque il libro dispone di
piccole illustrazioni e fa trascorrere qualche tempo interessante. Notevole
che la parola che in russo significa rosso indichi anche qualcosa
d'inerente alla bellezza, se non sbaglio, squillante.
Inevitabile l'anticomunismo, ma blando. (10 Gennaio 2013.

B. Pronzini. C'est pas un mestier!

Ad un investigatore capita una settimana difficile, tre lavori uno peggio


dell'altro, sullo sfondo il naufragio del suo rapporto con una donna.
Termina la settimana e l'investigatore si trova solo e con la prospettiva che
gli sia ritirata la licenza per esercitare il suo mestiere. Alterna colpi di
genio a botte di sfortuna, i primi mi sembrano un po' eccessivi. (4
Settembre 2012).

Pilkington. La barriera per conigli.

Tre ragazzine met indigene met inglesi rifilate in una istituzione


formativa dalle autorit, scappano a piedi e percorrono pi di 1000
chilometri, lungo la barriera costruita dagli inglesi per contenere
l'invasione dei conigli, allo scopo di tornare a casa. La storia si svolge
nell'est dell'Australia nel 1931. Una delle tre fuggiasche l'autrice.
Il libro abbastanza noioso, ma felicemente privo del drammatismo
(significa non farla troppo lunga) che ho trovato in M. Morgan, a suo
tempo. Anche in rapporto alla penosa, ma forse inevitabile, realt del
dominio degli inglesi. Interessante che la barriera fatta contro i conigli
serva da riferimento alle tre ragazzine. Come a un mio zio marchigiano
serviva arrivare sempre all'Arno, per raccapezzarsi a Firenze. (11 Giugno
2012).

G. Pontiggia. Nati due volte.

In prima persona il prof. Frigerio offre spunti e quadri della sua esperienza
con il figlio Paolo, handicappato grave dalla nascita a trenta anni dopo. E
famiglia. Il titolo si riferisce all'altra nascita, dopo quella naturale, ma non
ricordo che cavolo sia, forse ho letto troppo in fretta.
Pontiggia dona al suo protagonista e narratore il suo gusto per le frasi
significative e intelligenti secondo una formula (rovesciamento dell'
atteso in sorprendente) che ho gi apprezzato nella raccolta di
articoli che stata la mia prima - pontiggiana.
Prodiga antipatia in forma d'intelligenza. (24 Dicembre 2011).

G. Pontiggia. La grande sera.

Uno sparisce e la sua ricerca consente una serie di passaggi/ritratti di


persone o situazioni. Bravo Pontiggia, che per indulge in sentenze che
stufano. Moralista travestito da cinico, o viceversa. Comunque il punto per
lui sta nella sostanziale mendacit di ogni detto umano. A sto punto ho
letto 4 libri di P. e l'idea me la sono fatta. Si fa leggere con appetito, quindi
un buon compagno per chi ha da ammazzare il tempo. (10 Gennaio
2012).
R
Reage. Histoire d'O.

In scena il masochismo della protagonista, che trae i suoi discutibili


piaceri dall'essere schiavizzata e torturata, oltre che penetrata nelle sue tre
entrate, da vari uomini, prima da un certo Ren, poi da un cosiddetto sir,
infine da un terzo padrone. Senza contare gli altri membri di una societ
segreta di stile sadiano.
A parte alcuni dettagli disgustosi, si tratta di un delirio femminile di
sottomissione all'uomo ed insieme della sua analisi psicologica.
Quest'ultimo fattore mi sembra che collochi l'opera in un posto di rilievo
nel pensiero europeo novecentesco come contributo alla comprensione di
certe derive dell'animo femminile, se non dell'animo umano in genere.
Non so se il femminismo abbia preso in considerazione l'opera, penserei di
s. Devo ancora leggere, del resto, quel che scrive J.Paulhan nella
postfazione. Nemmeno tanto sottotraccia vive nell'opera il tema della
omosessualit femminile e della omosessualit dei padroni di O., che
condividono le schiave, in mancanza di rapporti diretti tra loro. (12 Aprile
2012).

P. Roth. L'umiliazione.

Il suicidio finale dona seriet ai manierismi americani del racconto, non


seri. Interessante la descrizione del fallimento dell'attore che non si sente
pi capace di recitare - incubo universale. (25 Dicembre 2011).

P. Roth. Lamento di Portnoy.

Un uomo di poco pi di 30 anni racconta ad un analista silente e paziente


la sua storia di erotomane.
Interessante come provocazione ebraico/americana.
Uno dei genitori d'un ebreo, non saprei pi se la madre (sono a copiare il
27 Ottobre 2017) inventa alla fidanzata goy (significa non ebrea) che il
figlio ha una malattia contagiosa, per impedire un matrimonio misto.
Peggio di Auschwitz, i matrimoni misti!
Il protagonista, fidanzato a sua volta con una goy, arrivato al matrimonio
le dice provocatorio: naturalmente ti convertirai. Al che lei replica: non
vedo perch dovrei fare una cosa del genere. E la storia finisce.
V' qualcosa di Cline, in Roth, certo in fatto di dettagli disgustosi (per
esempio la stitichezza del padre): ma anche la rappresentazione della
diciamo piccineria ebraica fa di Roth un Cline ebreo.
Comunque il protagonista una sorta di ebreo che odia se stesso. (22
Novembre 2013).

P. Radiguet. Il diavolo in corpo.

Un quindicenne seduce una diciottenne sposata con un soldato al fronte


(14/18), e ne risulta un bambino. Di chi?
Guai grossi, per i due, sul piano della reputazione, finch la ragazza non
muore, di parto. Precocissimo, l'autore, ventenne, sputa massime che fanno
in definitiva un effetto ridicolo. E' antipatico come solo i francesi - unico
requisito l'intelligenza. (29 Agosto 2016).

S. Romano. I falsi Protocolli.

Come nel caso di De Michelis, i protocolli qui sono ripubblicati (insieme


al documentario sui castori, per far volume). L uno studio sulla
giudeofobia russa, qui una ricostruzione storica che spiega come
vennero fuori questi protocolli e come si diffusero in Europa ed in
America. Da quanto ho letto, incluso U. Eco, credo che sia fuori
discussione che il testo non opera di ebrei, invece mi pare fuor di dubbio
che oggettivamente esso sia una interpretazione della presenza attiva di
questa aristocrazia mondiale (cos Romano) scritta con fini particolari
(russi) ed oramai fuori dal tempo (oltre un secolo fa), ma, evidentemente,
ancora ricca di fascino. Del resto la paranoia, il delirio, colgo il vero pur
mancando di concreta veridicit. (7 Febbraio 2013).

G. von Rezzori. Edipo a Stalingrado.

Una cascata di parole, frivolo e scodinzolante, sulla formazione di un


europeo tra le due guerre. GvR era un grafomane? Da Mio fratello Abele si
direbbe di s. Insiste su dettagli irrilevanti. Donne, abiti, vini, nobili, molto
sullo sfondo, il nazismo visto da Berlino. (14 Febbraio 2012).
S. Romano. In lode della guerra fredda.

Buona sintesi sugli ultimi 70 anni. Prevalenza finita del peso della politica
estera, prevalenza attuale della politica esterna. Usa ed Israele, adesso il
rapporto di comando si invertito. Non male. (20 Aprile 2015).

O. Rosai. Il libro di un teppista.

Le pagine che raccontano in prima persona la coscrizione sono molto belle


e vanno avanti che una meraviglia. Quelle successive, sulla guerra, il
ferimento, il ritorno al fronte, assai meno. Il testo intitolato a Via
Toscanella raccoglie brevi prose pi o meno politiche, adeguate all'occhio
del pittore che Rosai fu. Di teppismo mi pare che nel libretto ce ne sia
pochino, un po' di boheme, magari, a meno che non sia, quella del teppista,
un'assunzione orgogliosa d'un epiteto antifascista. (3 Aprile 2016).

S. Romano. Storia d'Italia.

Da Cavour a Berlusconi. Buono il lavoro, utile la cronologia finale.


Interpretativo, ambizioso, anche dotato di spirito (v. la teoria del colpo di
fortuna come tema italiano), al poco preparato lettore fa imparar qualcosa,
a parte il pregiudizio antiborghese che lo abita. Il guaio grosso dell'Italia
post unitaria sta secondo SR nel fatto che l'unit pi o meno capit e che
fare gli italiani fu e sar difficile, sia a colpi di guerre che a colpi di
riforme. Inoltre, ai tempi del libro, corpi estranei al risorgimento (Chiesa,
DC, PCI) fecero paradossalmente quel che il risorgimento non aveva fatto.
Sorvola troppo sulla guerra seconda, e su Berlusconi. Discutibile, in senso
proprio. (6 Aprile 2016).

J. Roth. Zipper e suo padre.

Rilettura. Piuttosto colmo di livore, antipatico: il quadro del prenazismo in


ambito cinematografico non basta a liberare chi legge dalla sensazione che
l'autore sia troppo coinvolto in quel che narra. (12 gennaio 2012).
G. von Rezzori. Memorie di un antisemita.

Alla seconda lettura ancora mi piace perch d immagini di un mondo


vicino e lontano, succulento. Ma trovo tracce evidenti di un sapere
psicologico che un po' mi disturbano ed abbassano il livello della
narrazione, le mettono una sorta di museruola. Certo al punto del
ventesimo secolo in cui il libro fu scritto era difficilissimo scansare la
psicanalisi junghiana e freudiana, ma lo stesso ne sarebbe valsa la pena.
Tali saperi possono infatti dare adito a dell' autoindulgenza. Turbano la
narrazione? S.
Quanto all'antisemitismo, il libro offre un campionario di opinioni
sprezzanti gli ebrei da cui chi narra la storia prende le distanze non
dissimulandole. In questo non c' autoindulgenza.
Un giovane di ottima famiglia nato al tramonto dell'impero austroungarico
poteva ben essere intriso di opinioni antisemitiche, se non giudeofobiche.
Il narratore, archeologo della sua vita, trova pezzi di stereotipi e
pregiudizi, e non li nasconde.
A un tratto dice all'amica tal de'tali di chiamarsi Arnulf, quindi la informa
di avere altri nomi, a scelta. Arnulf, comunque, non Gregor, il nome
dell'autore del romanzo. Quello autobiografico un genere letterario. Il
punto, coerentemente con il titolo, non se si racconta di GvR, essendo
invece che si racconta della formazione dell'antisemita in Europa centrale
in ambito socialmente privilegiato (il mensile del giovanotto bastante per
una famiglia di sette ebrei.
S
L. Sepulveda. Diario di un killer.

Divertente, stupido, finale ridicolo, da far tirare lo sciacquone.


(26 Dicembre 2016).

I. I.B. Singer. Nemici.

Ricorda Il mago di Lublino, ma ambientato in Usa nei Cinquanta, tra


ebrei scampati; un uomo ha all'incirca tre mogli, ragione per cui finisce nei
guai. Pateticamente grato al Paese Libero per eccellenza. (26 Dicembre
2016).

Soccorso rosso (a cura del). Brigate rosse.

Probabile rilettura. Stavolta la distanza misurabile in quattro decenni


consente le degustazione di questo libro dove si narra una storia che mi ha
visto ventenne/trentenne interessato alle circostanze. A differenza del libro
sulla Volante rossa, il cui tempo rimanda alla mia data di nascita. Il libro,
del 1976, arriva fino all'arresto definitivo di Curcio ed alla uccisione di
Mara Cagol. Le BR stanno uscendo dal seminato, ci che le porter
all'avventura Moro. Il libro piuttosto vicino politicamente alla BR, per
questo, io credo, senza nomi d'autore. Riporta una quantit di documenti,
quindi molto utile per ripassare il periodo. Le disquisizioni teoriche BR
non sempre sono facili da seguire. Loro lato debole: sono riferite al Nord.
L'Italia un po' pi grande. (30 Aprile 2014).

G. Simenon. La scala di ferro.

Uno ha la prove di essere avvelenato, con ogni probabilit dalla moglie,


una vedova di qualche anno maggiore di lui. Corre a vomitare dopo ogni
pasto fatto in casa. Sospetta che la moglie voglia eliminarlo per accasarsi
con uno pi giovane. Stavolta, dopo il primo marito della rott/amatrice, sta
a lui! Compra una rivoltella per uccidere il rivale dopo aver scoperto chi
sia e dove soggiorni, a Parigi. Lo fronteggia, ma non spara. Invece si spara,
un poco dopo. Non male, come al solito. (11 Luglio 2016).

M. Sarsini. Mirans.

Trattasi di localit prossima a Villamagna, non lungi da Rosano, da


Pontassieve, da Firenze. Il libro alterna parti stampate in corsivo riferibili
ad un io che narra, diciamo la nipote, a parti non in corsivo riferibili
diciamo alla nonna. E' un'autobiografia cubista di famiglia. Copre il
ventesimo secolo e si chiude, toccante, con la morte della nonna. Scritto
benissimo, inanella nei corsivi soluzioni concettuali insolite e brillanti,
forse oziose. Fattaccio centrale, la morte violenta ma casuale della nipote.
Intensamente malinconico. (15 Giugno 2016).
M.Sarsini. Crepapancia.

L'interessante, nei libri di MS che conosco, sta nella scrittura, perch quel
che la scrittura convoglia astratto, informale, esoterico, in genere. La
scrittura che conosco trova il suo meglio in Mirans. S'intravede una
intrisione familiare pazzesca. Forse col tempo diminuente. (23 Giugno
2016).

M. Sarsini. Crepapelle.

Meno ben scritto degli altri che conosco, oziosetto, ricorda M.Jakob,
Borges, Kafka (Odradek), a tratti richiama l'idea d'una trasfigurante
tipologia psicologica. (20 Giugno 2016).

E. Shafak. La bastarda di Istanbul.

Polpettone politicamente corretto dove tutto si stigmatizza fuorch le


donne, le minoranze e la cucina turca. Si confida, per risolvere problemi di
famiglia, nel cianuro. Prodotto per il mercato internazionale, forse pagato
un tanto a parola. (20 Agosto 2016).
M. Serao. La mano tagliata.

Romanzo di circa un secolo fa: dell'editore Salani, 1931, la mia edizione.


Una specie di stregone tedesco tenta per gran parte della sua vita di
conquistare una donna, non riesce nell'impresa causando per alla donna,
al marito di lei ed alla figlia una serie di guai. Il titolo dovuto ad
un'ablazione che lo stregone esegue sulla donna allo scopo di risvegliarla
da un coriaceo sonno ipnotico da lui indottole. Sta mano dimenticata in
uno scompartimento ferroviario conquista il cuore di un gentiluomo
italiano. A parte che il romanzo non mi pare che spieghi com' che la
menomata poi di nuovo abbia la sua mano, colmo di astio nei confronti
degli ebrei, tanto da rappresentare bene l'antisemitismo tradizionale
prima di Auschwitz. Interessanti le pagine dedicate al convento di clausura
di Suor Orsola Benincasa. (31 Agosto 2016).

G. Simenon. Il passeggero del

Nove passeggeri in rotta da Amburgo alla Norvegia, tante soste, nella nave
un misterioso assassino, fuori bei paesaggi costieri invernali. Un capitano
un po' conradiano, una passeggera allumeuse. Troppi personaggi. (18
Ottobre 2016).

G. Scerbanenco. Europa. Molto amore.

Due ragazze, della quali una ha senza volere ucciso un verme, sono
braccate in giro per l'Europa, insieme per aiutate da vari personaggi che
sembrano rappresentare appunto un'idea d'Europa cara a Scerbanenco, qui
molto meno incattivito del solito, direi paterno. Non un giallo come recita
la retrocopertina, ma un romanzo di avventure. E anche di innamorati
maschi delle due ragazze, una tedesca, l'altra italiana. (24 Febbraio 2014).

A. Schnitzler. Sulla psicanalisi.

Frammenti poco significativi ma chiaramente indicanti come S. vedesse


bene i limiti dogmatistici della cosa freudiana. Che due famosi viennesi
reciprocamente contemporanei si conoscessero e avessero rapporti diretti e
indiretti abbastanza ovvio. F. pi schnitzleriano di quanto S. sia
freudiano. Operazioncina editoriale con pisciatina finale del germanista
Reitani. (26 Febbraio 2014).
G. Scerbanenco. Dove il sole non sorge mai.

Un'adolescente coinvolta dalla giustizia nella responsabilit penale di


una rapina e finisce prima in riformatorio, poi in un istituto di
rieducazione. Ma innocente, per sfortuna e scambio di persona. Fugge e
tenta di contattare un suo amato non riamante per convincerlo della sua
innocenza. Finale lieto.
L'individualismo anarcoide e reazionario di S. si mescola con una patetica
inclinazione verso la nobilt la protagonista una contessina. (28
Febbraio 2014).

G. Scerbanenco. I milanesi ammazzano il sabato.

Una bella ragazzona ritardata presa e messa a fare la prostituta, poi viene
uccisa perch danno fastidio le sue frequenti chiamate a pap. Costui,
messo sulle tracce degli assassini da una loro ex complice, li uccide,
precedendo di un pelo il noto Duca (refuso) Lamberti. Interessante il
corpo della ragazza che S. evoca, per il resto abbiamo la solita bile da
maggioranza silenziosa, o da Callaghan, che caratterizza l'indignato S. (26
Dicembre 2013).

G. Scerbanenco. Ladro contro assassino.

Un ladro cerca l'assassino della sua ragazza in giro per il centro e il nord,
tra Orvieto e Milano. Infine lo trova, il racconto termina non
malvagiamente, si pensa a un film d'azione Usa. Gravi errori di
grammatica. Curiosa rappresentazione di contestatori anarchici per i
quali S non mostra antipatia. Goffaggini. Geografia. Manca Duca (refuso)
Lamberti, e senza asse la ruota non gira troppo bene. Tuttavia il tentativo
di dare protagonismo a un ladro, vale. (3 Gennaio 2014).

G. Scerbanenco. Al mare con la ragazza.

Due giovani rapinano un garagista che spara uccidendo la ragazza. L'altro


vaga, fugge confuso finch non incontra una tipa benestante che si occupa
di lui e lo nasconde. Infine il ragazzo riscappa e torna nei luoghi della fuga
fatta il giorno della rapina. Qui sta per uccidersi sulla spiaggia ma una
bambina che si perduta lo riporta a vivere. Si costituisce, infine. (7
Gennaio 2014).
A. Skarmeta. Il postino di Neruda.

Racconto anni ottanta che si rivolge al Cile del periodo che precedette e
segu la vittoria di Unit Popolare alle elezioni. Un ragazzo che fa il
postino diventa amico di Neruda, in vacanza a Isla Negra, dove ha luogo il
racconto. Con il golpe dell'11 Settembre 1973 anche Neruda muore, di
malattia, e il suo postino viene arrestato. Mi ha colpito il provincialismo
americano che sprizza in questa ed altre opere ed operine. Siamo nati in
fondo al mondo, ma siamo dei ganzi, sembra che si dica in quest'opera. A
parte questo il libro piacevole, ma il suo vago umorismo eccede la mia
capacit di sopportazione. Testimonianza politica non del tutto priva
d'interesse. (2 Febbraio 2014).

G. Scerbanenco. Milano calibro nove.

Scritti in fretta, bisognosi di forte o almeno attento editing, nel complesso


scadenti, questi racconti mostrano la mentalit dell'autore, un uomo che sta
dalla parte della legge e delle nazionalit, anche locali (i milanesi),
forcaiolo alla Eastwood. (5 Febbraio 2014)

G. Scerbanenco. I ragazzi del massacro.

Una insegnante serale uccisa dopo violenze sessuali varie della sua
classe guidata ed aizzata da una prostituta che vuol vendicarsi di una
denuncia fatta dalla vittima. Il ferreo Duca (refuso) Lamberti scopre tutto
quanto ricostruendo la vicenda, enfio di schifo per il mondo che lo
circonda. La colpevole tenta il suicidio, ma finisce solo in ospedale. 819
Dicembre 2013).

J.-P. Sartre. L'enfance d'un chef.

Ri riletto. Prende quota quando Lucien conosce Berliac. Davvero un


libretto formidabile, tra l'altro riduce l'antisemitismo o meglio la
giudeofobia, qui, ad un'opzione casuale e priva di sostanza, a un indirizzo
eticopolitico che serve a tappare un buco esistenziale e identitario. A
proposito, l'episodio omosessuale che respinge Lucien indietro nel suo
percorso intellettuale (psicanalisi, surrealismo, Freud, Breton). Ottimo. (30
Settembre 2013).
A. Scotto di Luzio. La scuola che vorrei.

Si mette fuori dalla scuola e la guarda senza farsi fregare dalla retorica di
questi ultimi decenni (costituzione, democrazia,
politicamentecorrettologia). Tante critiche che a me capita di fare, da
esterno, le ritrovo qui sistemate in un linguaggio un po' fumoso e troppo
privo di immagini e racconti. Non sono d'accordo che l'istruzione sia altro
che istruzione in merito al fare pensare scrivere calcolare. Ne risulta il
cittadino, appunto: ne risulta, senza che la sua idea sia stata perseguita. (29
Agosto 2013).

Stendhal. La certosa di Parma.

Breve intensa vita di Fabrizio - muore a meno di trenta anni chiuso nella
Certosa di Parma, che nell'ultima pagina giustifica il titolo. Interessante dal
punto di vista della politica in un piccolo Stato, o meglio nella sua Corte.
Avventuroso quanto basta. Tipino diverso da Julien, Fabrizio non simula,
calcola ben poco, per bisogna considerare che non un povero come
Julien, ma un nobiluomo ricco. Romantico come l'altro. Stucchevole
l'autore nel rimarcare l'italianit di certe situazioni, di certi atteggiamenti.
La narrazione procede come se l'autore di essa una storia e ce la
raccontasse. (3 Luglio 2013).

Stendhal. Il rosso e il nero.

Rilettura. Molto piacevole l'intrigo, si tratta di materia interessante. St. ha


in mano strumenti teorici oggi del tutto indegustabili, ma un ingegno e
uno spirito vivacissimi che lo rendono davvero simpatico. Prova ne sia che
in una libreria periferica ne ho trovate ben tre edizioni diverse. Non
capisco come Julien venga condannato a morte per omicidio quando non
ha ucciso, ma ferito, la signora sua ex amante, certo con l'intenzione di
ucciderla.
Julien uno Jago meno vile. Il rosso la carriera militare, il nero la
ecclesiastica. (9 Maggio 2013).
Stendhal. La badessa di Castro.

Contrariamente a I promessi sposi non finisce con la soddisfazione della


promessa, ma con la morte di lei, la Badessa di Castro, che si uccide in
quanto che non pi intatta e ne ha fatte di tutti i colori un po' per dispetto
e un po' per disperazione. Badessa per forza e poi per i soldi di sua madre;
lui creduto morto e invece che carriera1
Storia romantica. St ritiene che gli italiani siano un popolo molto diverso
dai francesi. Forse ha ragione. Briganti, principi intriganti, boschi assillanti
attorno a Roma (16 Aprile 2013).

M. Soldati. Il cappello di cuoio.

Dai Racconti del maresciallo. Sa di poco, se non che nei baci di dama salta
fuori qualcosa che psicologicamente soddisfa. Un marito cornuto,
pasticcere, si rivela meno tonto del solito quando un cinematografaro di
Roma nella cittadina per la lavorazione d'un film, cinematografaro che il
pasticcere sospetta a conoscenza della faciloneria prezzolabile della moglie
(trasferitasi a Roma per tentare il cinema), continua a mandargli in bottega
un acquirente di baci di dama con i quali cioccolatini premiare un piccolo
figurante del luogo. Questa lingua batte dove il dente duole, e il pasticcere
scaglia infine sul cinematografaro (cliente della moglie semidedita alla
prostituzione) il vaso contenente i baci di dama. Tra Boccaccio e Freud.
(28 marzo 2013).

G. Scerbanenco. Racconti.

Piccola raccolta di racconti pubblicati su riviste femminili negli anni


cinquanta da Scerbanenco, cognome italianizzato di uno scrittore nato in
Ucraina nel 1911 e morto presto, nel 1969. Il migliore mi sembra quello in
cui una malafemmina braccata variamente vaga in taxi per Milano alla
ricerca di un suo ex per averne protezione. L'uomo il conducente del taxi,
ma la donna non lo riconosce, e lui evita di rivelarsi. L'idea buona, ma
come S gioca le sue carte insoddisfacente. Non male neanche il racconto
in cui una signorina di buona famiglia francese si rivela come assassina del
suo seduttore amato, uomo di malaffare.
Si letto un po' di S, a questo punto, parecchi racconti, a parte questi.
Bisognoso qua e l di editing, destrorso alquanto, moralista in senso
deteriore, S. per bravino, fa compagnia. (24 Aprile 2012).
M. Soldati. L'attore.

Il gioco d'azzardo e l'attaccamento molesto amoroso di un sessantenne per


una trentenne sembrano essere gli ingredienti di questo romanzo della fine
degli anni sessanta insieme al mestiere di attore ad alle pratiche della
Rai. Il finale, con l'amata molestamente morta in un incidente d'auto che
pare sospetto aggiunge un qualcosa di giallo al romanzo, abbastanza
divertente e ricco di osservazioni intelligenti. Soldati, qui, usa troppe
virgole, se posso. (10 Aprile 2012).

C. Samon. Fratelli.

L'interesse di questo testo, a tratti meticoloso, a tratti spaesante, tra un


Calvino Italo e un Borges, sta su vari piani. Quello in fondo ovvio della
descrizione della cura d'una persona, il narratore, per il fratello ritardato,
quello d'una epistemologia degli stili cognitivi del ritardo in questione
(mentale, verbale, comportamentale) fenomenologica e rispettosa; quello
della problematicit della scrittura del testo, che sembra il difficile
fratello del narratore; quello simbolico, metaforico, intrapsichico, per cui
il fratello del narratore una sua parte psichica. Il testo disperato; lucido,
ma cupo. (5 Marzo 2012).

Sade. Le sventure della virt.

Tra Justine e Lucia Mondella si finisce con lo stabilire un tenue nesso; se


la seconda sfuggita a Don Rodrigo, la prima serve da zimbello della
virt, infilzato senza tregua da cattivoni svergognati (preti, educatori,
nobili, e borghesi.
La passione per il coito anale soprattutto, sembra indurre il marchese De
Sade alla narrativa ed al pensiero.

Ne La filosofia nel boudoir Dolmance il maestro della contromoralit:


omosessuale, delle donne ammette l'orifizio anale, da cui fa passare la sua
visione anticristiana. Interessantissimo il testo interno Francesi ancora uno
sforzo. (28 Febbraio 2012).
G. Simenon. Il gatto.

Corrisponde fino a un certo punto alla sua traduzione cinematografica


(Granier-Deferre). Quest'ultima offre una trama semplificata e in
definitiva, al di l delle apparenze, riguarda due personaggi diversi rispetto
a quelli del libro di S. Ci tra l'altro illustra la realt della differenza di
mezzi espressivi che separa la narrativa dal cinema. A mezzi diversi
corrispondono racconti diversi. I mezzi della narrativa, cio le parole, sono
a disposizione, mentre quelli del cinema (immagini in movimento e suoni)
no. (31 Dicembre 2011).

O. Sacks. Su una gamba sola.

Rinforza in me il sospetto di ciarlataneria, oltre alla antipatia per il tipo che


dice io e si chiama come l'autore, O. Sacks.
Dunque, OS si rompe un ginocchio e dintorni poich fugge sgangherato in
discesa da un un toro (nel copiare avevo letto untore!) seduto dietro
una roccia, in Norvegia, ed inciampa. Lungi dal chiedersi se il toro non
sedesse nella sua immaginazione suscitata dal cartello visto a valle, Os si
dedica alle sue sensazioni di malato, poi di convalescente, ed infine di
guarito di professione neurologo.
Propone una neurologia del s e dell'identit non cos dure come lo sono la
neurologia classica e la psiconeurologia (Lurja) - di fatto fonda e rifonda la
sua via, che quella narrativa. Science fiction con OS un'espressione che
acquista un significato nuovo.
A parte questo, nei resoconti di OS si propone al lettore la sospensione
dell'incredulit, insomma di credere a chi, anestetizzato dal dentista, ha
bisogno di uno specchio per rassicurarsi di avere ancora la mascella. (29
Novembre 2011).

O. Sacks. Musicologia.

Ci ho messo tre anni e passa per leggere questo libro. Ha avuto il merito di
consolidare la mia diffidenza per OS. I suoi racconti su racconti di gente
che sente musica senza che ci sia mi hanno fatto pensare alla simulazione
ed all'autoinganno. Oltre che al desiderio di finire, quella gente, in un libro
di OS. Il tono pacifico e privo di ogni spunto critico/sociale mi d ai nervi.
La soggettivit viene valorizzata con energia da OS, e la memoria, quanto
c' di pi ingannevole e idiosincrasico. Oggi in tv sento una certa Foa sul
processo ad Heichmann dire cose di grande interesse sulla memoria e sulle
costruzioni della memoria, che mi rimandano ai racconti di OS. (9
Dicembre 2011).

Salinger. The Catcher in the Rye.

Terza lettura. E' stata abbastanza piacevole. Simulazione d'un discorso


adolescenziale fatto da un ragazzo di famiglia benestante newyorchese,
molto poco dotato in fatto di gusti e disgusti di vita e sociali. Qui il genio
dell'autore. Sul linguaggio con le sue ripetitive formule e formulette: forse
serve a dare compattezza alla narrazione. Sort of. (15 Maggio 2014).

G. Simenon. I clienti di Avrenos.

Un nobile francese decaduto vive in Istanbul facendo il dragomanno per


l'ambasciata del suo paese. Viene sedotto da una giovinetta di origine
austriaca, Nouchi, apparentemente una escort, in realt allumeuse perfetta
desiderosa di vivere in modo agiato. Negandosi agli uomini che la
corteggiano accumula crediti che le consentono di realizzare le sue
aspirazioni. Sposa il dragomanno e contribuisce, negandoglisi, a rendere
perfetto il suo esser arenato in Istanbul.
Godibile immagine della citt, vista attraverso la griglia dei parassiti
cosmopoliti che la abitano, come il dragomanno.
Neppure violentando una ragazza, che poi si getta dalla finestra, egli riesce
a produrre uno scarto nella sua deriva di morbido fallimento. (30 Dicembre
2014).

G. Simenon. I complici.

Un uomo, responsabile di un gravissimo disastro stradale in quanto


occupato a tenere la destra non sul volante ma tra le cosce della ragazza
seduta accanto, tenta di sfuggire alla sua responsabilit penale, ma in breve
tutto il suo ambiente gli pare richiamarlo alla posizione di colpevole
ricercato. Non v' prova che lo sia, invece. Addirittura braccato, invece, lui
si sente infine, e si uccide. Ottima acida rappresentazione di un caso di
immaturit umana conservata dentro una scorza di buoni risultati esteriori.
Nello stesso tempo, facilitazione offerta al lettore della questione io che
cosa avrei fatto al posto suo?
Interessante che il protagonista si creda capace di ritrovare la consistenza
perduta nell'amplesso con la muta complice sua testimone al momento
dell'incidente. (1 Marzo 2015).

G. Simenon. Il caso Saint Fiacre.

Un colpo al cuore causato dalla lettura improvvisa di un foglio, di


contenuto assai penoso, stampato a cura dell'assassino, provoca la morte
d'una nobildonna sui sessanta che ama i giovanotti. Il caso si risolve da
solo, Maigret fa da testimone, coinvolto perch i luoghi sono quelli della
sua infanzia. (16 Luglio 2015)

G. Simenon. La casa del giudice.

Viene ucciso un medico che ha stabilito lo stato di gravidanza d'una


ragazza facile e svanita. L'assassino il fratello della ragazza, il quale
progettava di piazzare la sorella a nozze con un gonzo ignaro della
gravidanza.
Il gran mangiare e bere di Maigret si giustifica con il bisogno della sua
testa di lavorare tanto? (8 Luglio 2015).

G. Simenon. La rivoltella di Maigret.

M. in Inghilterra per fermare un giovane prima che lui uccida, con


la rivoltella rubata a casa del commissario, una ricattatrice che ha
inguaiato suo padre. Lieve ironia francese in merito agli inglesi.
Dialoghi privi di soggetto e verbo introduttivi. Abile. (9 Luglio
2015).

A. Schnitzler. Fama tardiva.

Notevole che nessun membro del circolo letterario, a parte Meier e


l'attrice, abbia letto la raccolta di poesie del vecchio poeta per cos dire
richiamato in servizio. La serata di letture a lui sembra un mezzo fiasco, ne
parla solo un giornale. Qualcuno dice povero diavolo. La delusione per
non tremenda, e il vecchio poeta fa ritorno alle sue abitudini d'impiegato.
(2015).
A. Saccoman. La guerra in Africa settentrionale.

Fornisce dati tecnici e biografici (Rommel eccetera). Procede con ritmo


tranquillo verso il termine, ma soprattutto tiene conto del sistema di
decodifica detto Enigma, fino a non molto tempo fa tenuto segreto, che fu,
pare, decisivo per le sorti della guerra in AS. (30 Luglio 2015).

G. Simenon. Il pensionante.

Un giovane fa fuori un uomo a scopo di rapina e per punirlo della colpa


di essere quello che il giovane non ). L'oggetto conteso, una
intrattenitrice, aiuta l'assassino a trovar rifugio a casa sua, dove la madre fa
l'affittacamere. Il giovane ci si trova cos bene che non esce pi, fino al
momento in cui la polizia non lo arresta. Ottimo. (30 Luglio 2015).

I.B. Singer. Ricerca e perdizione.

Titolo abusivo. Lungo racconto autobiografico che mostra IBS inerme nel
mondo che lo circonda, prima in provincia, poi a Varsavia, da ultimo a
New York, dove IBS emigra nel 1935 allo scopo di sfuggire all'imminente
presa della Polonia da parte dei tedeschi. A causa della sua formazione
religiosa il giovanotto si pone problemi soprattutto teologici e filosofici,
racconta di leggere molto eccetera. Intanto scrive in yiddish e raccoglie
qualche successo letterario. Molto povero e timido, frequenta intimamente
diverse donne, nonostante che dipinga se stesso come uno brutto.
Civettuolamente.
Rompe di continuo le scatole con la routine del povero ebreo, direi che
poche pagine sono prive di riferimenti a ebrei. Il resto non interessa, non
c', e se c' il male, Hitler, Stalin. Si ripensa tuttavia ad un romanzo
piacevole come Il mago di Lublino. (4 Agosto 2014).

I.B. Singer. Il re dei campi.

Selvaggi centroeuropei sanguinari e politeisti in attesa oscura che la


Polonia si formi, cristiana. Non manca l'ebreo, naturalmente. Trattasi di un
pacco. (27 Agosto 2014).
R.L. Stevenson. L'isola del tesoro.

Rilettura. Il tesoro pertiene ad una banda di pirati forse non in possesso dei
mezzi per navigare fino alla lontana isola che lo serba. I mezzi sono invece
di un ricco signore che, venuto in possesso, della carta rivelatrice, pu
organizzare la spedizione. Il di cui equipaggio in parte costituito da
membri della banda di cui sopra. Il ciarliero capitalista si lasciato
sfuggire le sue intenzioni.
In prossimit dell'isola un ragazzo, narratore in prima persona della storia,
ode per caso due tre dei pirati ingaggiati sulla Espaniola parlare dei loro
intenti di ammutinamento con lo scopo di rimettere le mani sul tesoro, cio
sul capitale. Il confronto tra i buoni capitalisti e i cattivi capitalisti si fa
duro sull'isola, e del tesoro il lettore quasi si scorda, ma eccolo nelle ultime
pagine, in buone mani, in nome del re e della patria. Non male davvero.
(28 Settembre 2015).

L. Sciascia. Il consiglio d'Egitto.

Un tale traduce un testo scritto in arabo, lingua nel secolo 18 ignota ai


pi, a modo suo, ed anzi modifica l'originale, piegandolo ai suoi fini. Cos
una Vita di Maometto diventa un testo importante dal punto di vista
politico siciliano perch documenta che certi privilegi medievali dei
nobili proprietari terrieri vanno aboliti. Ottimo spunto, peccato che S.
tenda alla perenne erezione intellettuale (C.Garboli lo disse di Borges) e
sia in preda alla mania di grandezza siculo/campanilistica. (26 Gennaio
2016).
T
M. Tarchi. Esuli in patria.

Mi scontenta in quanto eccessivamente politologico ed inerente, direi, alla


carriera accademica dell'autore. Probabilmente il titolo la cosa migliore.
Gli EIP sono i fascisti dopo la Liberazione. (31 Marzo 2016).

F. Trento. La guerra non era finita.

Nuova ricostruzione della storia della Volante Rossa milanese, attiva nel
secondo dopoguerra. Bel libro non afflitto dallo spirito del tempo attuale -
anticomunista a prescindere. La guerra non era finita, il fascismo aveva
perso, ma di fascisti nelle istituzioni o ancora militanti ve n'erano ancora
moltissimi. In pi c'era la lotta di classe da garantire: ecco la Volante Rossa
a far da servizio d'ordine piuttosto autonomo dal PCI. Un omicidio politico
male organizzato e forse erroneo nel suo obbiettivo segn la fine della VR.
(8 Aprile 2014).

E. Taylor. The devastating boys.

L'autrice si chiama come la nota attrice, i racconti sono di qualcosa che,


sempre, non va, nei rispettivi personaggi e nelle loro relazioni reciproche.
Fly paper il racconto che ho letto per primo, in italiano su Adelphiana, ed
il pi mosso, direi ad effetto. Ottimo. Gli altri, senza soluzioni ad effetto,
sono migliori, non li caratterizza la cronaca nera, ma il fallimento e la noia.
Senza btti n brividi. (6 Giugno 2014).

M. Tarchi. Contro l'americanismo.

Articoli scritti attorno al 2001, quando gli Usa subirono il cosiddetto 11


settembre. T. un autore di provenienza neofascista pervenuto al
cosiddetto antiamericanismo, ci che lo trasforma in nemico dei miei
nemici, cio in mio amico. Scrive sulle boiate che gli Usa hanno fatto in
quegli anni attorno al 2001 e sulle ruffianate che qui da noi i leccapiedi
filoimperialisti hanno scritto. Scrive anche sull'ostracismo riservato ai
critici degli Usa, come lui; qui si ha per la penosa sensazione che a T.
dispiaccia non essere ospitato alla tv o in qualche giornalone, cosa che
inaccettabile perfino in uno come lui, che sembra prendere sul serio la
democrazia. (16 Novembre 2015).

P. A. Taguieff. Sulla nuova destra.

Studio troppo esteso di un movimento metapolitico francese facente


capo ad Alain De Benoist, il quale, giornalista e diciamo animatore
intellettuale, si assai trasformato nel corso della sua vita (n. 1943), da
destra verso dove non facile capire. Lo studio di T. risale al 1994.
A me pare che ADB sia un personaggio di straordinaria elasticit
intellettuale che sfugge alle definizioni semplicistiche. In tutta immodestia,
che io abbia letto questo libro troppo lungo dimostra che c' una crisi in cui
converge sia chi viene da destra che chi viene da sinistra. Si attirati dalla
solidit della critica all'americanismo. (26 Novembre 2015).

M. Tobino. Per le antiche scale.

Insieme di quadri manicomiali compattati dal luogo, dal tempo e dal


protagonista, il dottor Anselmo. Che uno psichiatra che crede nella
esistenza della follia come danneggiatrice dell'intelletto a discapito delle
emozioni; n rifugge dal riconoscere ai malati la loro narrabilit di
personaggi. Un po' come chi si rivolgesse ai suoi sogni come se fossero
racconti di natura appena appena stravagante, ed appunto li raccontasse e
basta.
Merita del resto segnalare che la scrittura di T. meritevole di essere
guardata da vicino per via di certe sue soluzioni di stile non poco
interessanti anche se non sempre convincenti. Vecchio amico di lettura, T.
(2 Dicembre 2015).

M. Tobino. Il deserto della Libia.

E' il suo pi bel libro, scritto con disinvoltura poetica e linguistica, e


sintattica, un po' da primitivo. La guerra in Africa settentrionale degli
italianuzzi prima e dopo l'arrivo del soccorso tedesco. Ottimo. (2 Febbraio
2017).
M. Tarchi (a cura di). La rivoluzione impossibile.

Voluminosa raccolta di scritti inerenti tre occasioni di raduno dette Campi


Hobbit, a cavallo tra la fine dei settanta e l'inizio degli ottanta,
organizzate da giovani missini pi o meno dissidenti rispetto alla segreteria
del partito. I giovani di destra e i giovani di sinistra, pur ignorandosi ed
odiandosi, talora mandandosi all'ospedale, se non al cimitero, a me pare
leggendo questo librone , che condividessero parecchie manifestazioni,
tanto che leggere i documenti o i resoconti dei Campi H mi d lo stesso
fastidio che mi darebbe leggere roba simile della parte avversa. O che mi
dette ai tempi.
Due sono gli spunti da non buttare, quello della intitolazione tolkieniana
dei campi e quello della Nuova destra. Mi sembra di capire che l'estraneit
del mondo tolkieniano in rapporto al novecento sia stata presa (anche) dai
lettori di destra come veicolo per opporsi a questo mondo che non vuol la
fantasia, avrebbe detto Celentano; e a questo mondo che non ci vuole
pi, avrebbe detto Lucio Battisti. Del resto ho letto decine di anni fa solo
Lo Hobbit, quindi ho poco da dire. Diciamo che nella Heroic fantasy i
fascisti possono intingere i loro biscotti. L'altro aspetto, secondo Tarchi,
che la Nuova destra in Italia ha avuto nei Campi H un suo momento
sorgivo, e di uscita dal nostalgismo. (18 Dicembre 2015).

A. Tyler. Beni terreni.

Una donna matura viene presa in ostaggio da un giovane durante una


rapina in banca. Costui la trascina in un viaggio verso la Florida, fino a
quando la donna non gli d dei soldi e se ne va libera. Torna alla sua vita di
madre di famiglia, di cui un capitolo s e uno no lei racconta. Non
mancano spunti da pensare, come la discrepanza tra ci che della vita di
una persona visibile e ci che invisibile.
Per il racconto troppo americano e on the road. 830 Gennaio 2017).

A. Trizzino. Gli amici dei nemici.

Scritto nei primi anni sessanta sulla guerra in Africa settentrionale, fino
alla ripresa di Tobruk da parte degli italiani e dei tedeschi. L'autore
costruisce una cronistoria della guerra prima e dopo Rommel, sostenendo
che il colpo di grazia ai britannici, presso Tobruk, non fu dato per colpa
di generali italiani stranamente omissivi in merito alle intenzioni di
Rommel. (14 Luglio 2015).

Tasciotti. Monte Cassino 1944.

Storia del bombardamento alleato che distrusse il 15 Febbraio l'Abbazia.


Piuttosto noiosa, in quanto ripete troppo la questione della utilit del
bombardamento, esagerata dagli alleati, sminuita dai tedeschi, con il
Vaticano nel mezzo alquanto neutrale. Non ho trovato quel che cercavo,
ma ho imparato qualcosa. (14 Febbraio 2014).
V
S. Vicini. Le stelle del duce.

Tratta di famosi sportivi (Carnera, Binda, Nuvolari) ed attori (De Sica,


Valenti, Noris, Calamai, Ferida, Valli) fioriti nel periodo tra le due guerre,
quindi tenuti ad un qualche rapporto con il fascismo, del resto interessato
alle stelle per motivi di propaganda. In realt il libro una collezione di
storie di personaggi di fama oramai sbiadita, a parte Nuvolari e De Sica, e
scava poco o nulla nel tema che il titolo farebbe supporre. Tanto che si pu
pensare il titolo come specchietto per allodole, tra le quali io. (20 Giugno
2014).

A. Vitali. Regalo di nozze. La suora storta.

Due, letti in fretta, AV inizia a stufare con i suoi capitoletti alterni e


discronici. Mi pare che il migliore sia Le palle di Kafka, dal titolo bieco.
(24 Gennaio 2017).

A. Vitali. Le Cece.

Ambientato negli anni trenta in un centro prossimo a Lecco, Bellano,


un racconto che ridicolizza il fascismo di provincia (mamma mia che
impressione!) nel contempo arzigogolando sullo stereotipo della grandezza
del membro africano. Interessante il linguaggio e il modo come l'autore
snocciola i dialoghi. (26 Maggio 2016).

G. Verga. Vita dei campi.

I racconti contadineschi siciliani danno ragione al titolo, l'ultimo


appartiene a un altro genere, v. Felis Mulier; V. ha competenza eccelsa in
fatto di vita dei campi, in fatto di vita dei salotti solo molto bravo. (13
Aprile 2015).
A. Vitali. Dopo lunga e penosa. Il segreto di.

1. Mezzo giallo senza polizia n detective privato, ma con un medico


sensibile ai dettagli. Perch puzza di fritto il cadavere del suo
paziente ed amico? Bello.
2. Tratta di bassezza e materialit anche troppo cinica, oggetto di
microscopio in zona lombardo/lacustre. V. bravo, ma sta troppo
basso, potrebbe salire un po'. (2 Gennaio 2016).

R. Vigan. L'Agnese va a morire.

Ottimo, racconta la guerra in zona delta del Po, 44/45, dalla parte dei
partigiani, anzi dalla parte di Agnese, contadina sui cinquanta che, perduto
il marito, diventa una militante e si prodiga rischiando la vita nella palude.
Racconto competente, tra i migliori, chiaro, netto, senza sconti agli alleati;
garibaldina, Stella rossa, Agnese da ultimo riconosciuta da un ufficiale
tedesco sfuggito ai partigiani, e uccisa a colpi di rivoltella in faccia. Ottima
la marcia nella nebbia nevosa dei partigiani guidati da un conoscitore che
per perde la strada. (6 Dicembre 2015).

E. Vittorini.

Bella storia ambientata in Sicilia nel 1924. Protagonista un ragazzo


borghese che fa il liceo e il fascista insieme ad altri suoi compagni di
incompetenza politica, intanto che corteggia una certa Giovanna. Tornato
in citt per gli esami di riparazione da casa, non ritrova la ragazza, ancora
via, e qui salta il ritmo del racconto, infatti il protagonista s'incapriccia
d'una prostituta magnificatagli da un amico. Ci trascorre del tempo senza
tempo, non si presenta agli orali, riesce dal casino, e scopre che l'amico ha
copulato con Giovanna. Scambio. Un fazzoletto macchiato con il sangue
della deflorazione quel che resta del garofano rosso da lei datogli a suo
tempo.
Nella edizione che ho c' una postfazione di EV che spiega perch secondo
lui la censura viet il libro come lui l'aveva scritto negli anni trenta. (27
Aprile 2016).
A. Vitali. Le mele di Kafka.

Storia brianzola anni cinquanta, di bocce e amori repressi, terminante con


la morte crudamente scema di uno dei personaggi principali. Interessante il
metodo narrativo di AV e il suo inserire pezzetti di dialetto. Le mele di K
sono un titolo pertinente a mala pena e senz'altro impertinente se riferito a
K. (17 Ottobre 2016).

J. Verne. La fantasia del dottor Ox.

Togliere ai fiamminghi la compostezza tramite immissione di ossigeno


nei luoghi chiusi ed aperti della cittadina questa la fantasia del dottor Ox.
Non capisco l'ironia sui fiamminghi, ma ne apprezzo oggi la scorrettezza,
ieri banale. E' un racconto di fantascienza, quanto al fatto che le passioni
siano preferibili alla compostezza (fiamminga o no), da vedere. (31
Luglio 2012).
W
E. Wharton. Madame de Treynes.

Presenta raffinatezze nevrotiche pi o meno sublimi nel quadro della


differenza tra americani e francesi (ricchi) in Europa, esagerata nel segno
dell'individualismo americano e del familismo europeo.
Un certo Durham vuole sposare una certa Malrive, americana sposata male
con un francese, ma l'intenzione dei due cozza contro l'ostilit al divorzio
della famiglia di Malrive, di cui rappresentante la Treynes del titolo.
Costei finge di chiedere un finanziamento, per certi debiti del di lei
amante, all'americano, Durham, che non accetta perch gli sembra brutto
corrompere il suo amore per la Malrive. Quando sembra che gli ostacoli
siano superati la Treynes inchioda Durham al fatto che la famiglia abbia
deciso di permettere il divorzio in cambio della conservazione della tutela
del bambino della Malrive: se Durham lo riferisce alla sua bella trover un
rifiuto; se non lo riferisce e la sposa, sar visto come uno che sapeva ed ha
omesso di dire la verit. Doppio legame: come fai sbagli. (21 maggio
2012).
Z
R. Zangrandi. Il lungo viaggio attraverso il fascismo.

Culmina con l'arresto del narratore cui, non senza forzature, da


connettere il romanzo La tradotta del Brennero. E' una autobiografia
politica d'un gruppo di giovani fascisti crescentemente critici nei confronti
del fascismo fino alla fondazione di un clandestino Partito socialista
rivoluzionario. Antifascisti fascisti o viceversa, costoro fanno il doppio
gioco, rischiando di disgustare tutti quanti. S'impara molto. (8 maggio
2014).

R. Zangrandi. La tradotta del Brennero.

Ottimo l'inizio, ritorno a Roma, e la fine, quando Paolo si mette in viaggio


con i reduci che, come compagnia, sono meglio dei di lui famigliari. Nel
mezzo una storia utile da raccontare, in cui brillano le pagine della
battaglia perversa di Berlino, e il dopo guerra, in rapporto alla comunit
dei 10/15 milioni di ospiti forzati della Germania nazista ed alla loro
sopravvivenza fuori dall'ordinario. Energizzante, Poi, dicevo, la
frustrazione.

S. Zweig. Tramonto d'un cuore.

Un anziano uomo d'affari si sveglia in albergo a causa d'un dolore allo


stomaco, si alza ed esce. Nel corridoio nota la figlia uscente da una camera
che non la sua. Il mondo gli cade addosso, prima s'adira con la figlia e la
moglie, che fanno la bella vita che lui mai ha avuto; poi ammutolisce e
termina la sua vita, dopo un'operazione chirurgica. Solo e deluso, a parte il
legame con il suo essere ebreo. (11 Giugno 2015).

S. Zweig. Gli occhi dell'eterno fratello.

Leggenda indiana - non so se escogitata da Z. Un prode guerriero uccide il


fratello e capisce che ogni omicidio fratricidio (v. Kafka, un racconto
intitolato Un fratricidio), quindi rinuncia agli onori della vittoria e si fa
giudice. Un giudizio gli reca dubbi in merito ai diritti che chiunque ha di
giudicare, quindi si fa carcerato in incognito. Rinuncia anche a tal
condizione e si fa eremita. Nullafacente in senso ecologistico, fa proseliti.
Una donna lasciata dal marito divenuto nullafacente manifesta al
protagonista il suo rancore di moglie eccetera. Ragione per cui il nostro
lascia ogni pretesa e sia pure involontaria di magistero e si fa guardiano
dei cani del sovrano, fino alla morte, fattosi nulla. Non malaccio, a parte
un certo quale Kitsch indianeggiante. (6 Luglio 2015).

S. Zweig. Ventiquattro ore nella vita di una donna.

Una vacanza si conturba a causa della fuga d'amore di una signora con uno
sconosciuto appena arrivato. Ne segue una discussione tra gli ospiti
dell'albergo. Un di loro, il narratore, ammette che tali cose possano perch
no avvenire, gli altri si oppongono. Una signora piuttosto anziana
parteggia per il possibilismo (banale - come l'impossibilismo) del narratore
e lo invita in privato per raccontargli una sua avventura giovanile.
Magnetizzata dalle mani d'un giocatore alla roulette, lei lo aveva seguito
per ore fino al momento in cui lui, perdente, non era uscito dal Casino.
Lo soccorre, esausto e presumibilmente disposto a suicidarsi, lo porta in un
albergo dove lo conforta non poco. Il giorno seguente la donna seguita a
curarsi del giovane, lo porta a spasso e gli fa giurare, in una chiesa, che
mai pi giocher. Gli paga anche il treno affinch torni a casa, ma le
dispiace che lui ora la veda solo come un'entit salvatrice e non come una
donna. Si precipita al treno, lo perde e vaga sconsolata. Torna al Casino, e
chi ci trova?
Respinta e sputtanata scappa, torna in Inghilterra, da Monte Carlo, e tenta
di non pensarci pi. Ci riesce, fino ad oggi, quando lo scandaletto di cui
sopra non le riapre la ferita. (15 Giugno 2015).

S. Zweig. Impazienza del cuore.

Felicit proibita - nell'edizione Sperling & Kupfer del 1947.


Un ufficiale si fa intrappolare da una ragazza paralitica ricca fino al punto
di prometterle amore eterno, solo che, subito dopo, la rinnega davanti ai
suoi camerati motteggianti. Mentre la piccola si uccide a causa della eco
del rinnegamento, l'ufficiale assorbito dalla guerra (14/18).
Il romanzo in prima persona una successione di ricordi scritti da un
sopravvissuto alla guerra, ma non alla vergogna di aver rinnegato la
piccola per timore del giudizio dei camerati.
Psicologico al massimo, mi pare che metta in scena un animo colmo di
incertezze. (10 Giugno 2015).

S. Zweig. Sovvertimento dei sensi.

Un celebrato studioso narra una sua vicenda giovanile, quando lo stretto


contatto con un professore di letteratura inglese lo fece innamorare e gli
fece scoprire che il professore stesso, omosessuale in incognito, era a sua
volta innamorato di lui. Si tratta di un lungo racconto che rappresenta e
descrive le pene che una volta gli omosessuali dovevano sopportare.
(2015).

S. Zweig. Novella degli scacchi.

Un fenomenale scacchista, contadino analfabeta esposto dal caso alla


scacchiera, diviene campione. Lo si sfida, durante una crociera, da parte di
dilettanti. Trionfa, ma un suggeritore dei dilettanti si mette in luce per il
suo acume. Costui, altro fenomeno, divenuto un folle scacchista mentale
a causa di certe circostanze di reclusione e deprivazione. Procuratosi
furtivamente un manuale di scacchi, costui ha passato il tempo della
prigionia imparando partite celebri dal libro, e giocando contro se stesso.
(17 Giugno 2015).

S. Zweig. Amok.

Un medico in colonia Asia interpellato da una dama desiderosa di


abortire. La donna sprezzante e il medico lavora in colonia proprio per
aver perso di status in Europa a causa di una donna sprezzante. Chiede alla
dama di averla, in cambio dell'aborto. Lei rifiuta e se ne va. Di qui inizia la
corsa amok (variante amorosa). Il medico tenta di recuperare, non conosce
ostacoli, vorrebbe garantire, ora da devoto servitore, l'operazione alla
donna. Costei tenta di risolvere il suo caso tramite mani non esperte,
indigene. Finisce che muore, per assistita dall'adoratore. (11 Giugno
2015).

S. Zweig. La paura.

Racconti. La paura: marito che inventa una ricattatrice contro la moglie


fedifraga, per farla confessare.
L'inflazione: collezionista cui, essendo diventato cieco, i famigliari hanno
venduto una collezione di stampe sostituendola con fogli vuoti che egli
illustra compiaciuto ad un mercante dai famigliari supplicato di regger la
parte.
Conoscenza d'una professione: flaneur segue le gesta d'un borsaiolo e
infine sta per venir borseggiato.
Mandel: il conoscitore di libri Mandel troppo patetico e
vittimistico/ebraizzante. (6 Ottobre 2015).