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Capitolo 1 Incertezza di Misura_____________________________________________________

Incertezza di Misura

Richiami di Fondamenti della Misurazione


Misurare significa caratterizzare una grandezza fisica o un suo parametro, in termini quantitativi. A
tale scopo necessario eseguire un procedimento sperimentale avente come fine la suddetta
caratterizzazione, il quale definito misurazione. Invece loggetto della misurazione (il parametro
da caratterizzare quantitativamente) detto misurando. Il risultato della misurazione, infine,
denominato misura. Per poter associare la misura al misurando necessario utilizzare unulteriore
grandezza, omogenea con il misurando, che viene assunta come grandezza di riferimento: lunit di
misura. In tal modo, la misura pu essere espressa come il rapporto tra il valore del misurando e
lunit di misura. Ununit di misura, per essere tale, deve essere universalmente riconosciuta o,
meno rigorosamente, riconosciuta almeno nellambito in cui ha senso la misura.
Il procedimento di misurazione tramite rapporto con ununit di misura non sempre possibile (non
tutte le grandezze avranno requisiti di fattibilit di somme, rapporti e prodotti per una costante). In
generale, le grandezze fisiche possono essere classificate in tre gruppi:
1) Grandezze misurabili: sono grandezze per le quali si possono definire e realizzare
fisicamente le operazioni di somma e rapporto. Per queste grandezze, la misurazione si pu
eseguire applicando direttamente la definizione di misura. Infatti, per tali grandezze la misura
si ottiene eseguendo il rapporto tra il valore del misurando e lunit di misura corrispondente.
La lunghezza, ad esempio una grandezza misurabile. Infatti possibile sommare la
lunghezza di due segmenti e definirne il rapporto. Quindi la misura della lunghezza di un
segmento si ottiene direttamente eseguendo il rapporto della lunghezza con lunit di misura
corrispondente (il metro).
2) Grandezze classificabili: sono grandezze per le quali non hanno senso le operazioni di
somma e rapporto ma per le quali si possono definire solo le operazioni di confronto
(uguaglianza e disuguaglianza). Anche a queste grandezze pu essere associato
convenzionalmente un numero al quale, per estensione si attribuisce il nome di misura.
Lassociazione di un valore numerico a tali grandezze avviene costruendo scale
convenzionali. In pratica, utilizzando le operazioni di confronto, possibile creare un insieme
ordinato contenente un certo numero di queste grandezze fisiche indicate con i simboli G1,
G2,....,Gn. Una volta realizzata la scala di valori ordinati secondo le relazioni di uguaglianza e
disuguaglianza, si pu associare a ciascuna grandezza, in modo convenzionale, un numero
progressivo P1, P2,,Pn. La grandezza da misurare viene confrontata (usando sempre le
relazioni di uguaglianza e disuguaglianza) con i valori della scala, in modo da determinare il
valore Pi cui pi prossima che si assume come misura della grandezza. Un classico esempio
costituito dalla durezza dei minerali. La scala Mohs definisce una scala di 10 minerali
ordinati per durezza crescente. Per quantificare la durezza di un minerale, si confronta la
Talco 1
Scalfito dallunghia
Gesso 2
Calcite 3 Scalfito da una moneta di rame
Fluorite 4
Scalfito da una lama di coltello o da un pezzo di vetro
Apatite 5
Feldspato 6
Quarzo 7 Scalfisce una lama di coltello o un pezzo di vetro
Topazio 8
Corindone 9
Diamante 10 Scalfisce qualunque materiale
Tabella 1 - Scala di Mohs 1
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durezza del suddetto minerale con le durezze dei minerali della scala. Loperazione di
classificazione, in tal caso, consiste nel verificare sperimentalmente se il minerale riesce a
scalfirne un altro (e quindi pi duro) o se ne rimane scalfito (e quindi meno duro).
3) Grandezze misurabili solo per via indiretta: sono grandezze fisiche che si estrinsecano solo
quando sono sottoposte a particolari stimoli. La misurazione di tali grandezze pu essere
ottenuta solo in maniera indiretta, ovvero, tramite la misurazione di altre grandezze
relazionate a quella dinteresse tramite una determinata legge fisica. La resistenza elettrica
una grandezza misurabile solo per via indiretta. Infatti, la grandezza resistenza elettrica si
manifesta solo se il resistore attraversato da una corrente o se sottoposto ad una differenza
di potenziale. La misurazione di una resistenza pu essere eseguita, allora, facendo ricorso
alla legge di Ohm, misurando separatamente sia la corrente I che attraversa il resistore che la
tensione V applicata ai suoi capi. Poi, dalla legge di Ohm si ottiene, per via indiretta, la misura
della resistenza R.
Bisogna precisare, comunque, che talvolta si ricorre a misurazioni indirette anche per misurare
grandezze che in principio si potrebbero misurare in maniera diretta. Per esempio la misurazione
della distanza tra due oggetti pu essere ottenuta misurando il tempo impiegato da un corpo che,
spostandosi con velocit costante, percorrere la distanza tra i due oggetti.

Fattori di influenza nella misurazione


In teoria il rapporto ottenuto dal confronto tra misurando e unit di misura potrebbe essere espresso
con un numero infinito di cifre. Per come stato definita, per, una misurazione un procedimento
sperimentale, ovvero un processo nel quale intervengono diversi fattori variabili che fanno s che
ripetendo la misurazione pi volte si ottengano risultati diversi. Questi fattori invalidano la misura
ottenuta, ovvero al risultato di misura ottenuto indispensabile associare una certo grado di
indeterminazione che stabilisce il grado di precisione con cui possibile conoscere il misurando.
Tale grado di indeterminazione definito incertezza di misura. Le cause di incertezza sono
svariate e coinvolgono tutte le parti che intervengono nel processo della misurazione. Ad esempio,
una causa di incertezza costituita dallo strumento di misura adoperato che pu essere pi o meno
preciso o dalloperatore che esegue la misura. Un altro fattore che determina lincertezza della
misurazione legata al modello del misurando adottato. Si tratta di incertezza intrinseca del
misurando, riscontrabile ad esempio quando si vuol misurare una lunghezza di una superficie che si
ipotizza perfettamente liscia ed invece, nella realt, ha una certa rugosit: la lunghezza misurata sar
affetta da errore. In pratica, modelli pi semplici semplificheranno il procedimento di misura, ma
comporteranno una maggiore incertezza.
A tale scopo viene definita lincertezza desiderata, come la massima incertezza che si disposti a
tollerare sul valore del misurando. Lincertezza estesa determina il limite superiore al grado di
indeterminazione del valore del misurando e quindi, in pratica, stabilisce il metodo di misura da
adottare e, di conseguenza, i costi della misurazione. Tale concetto, comunque, sar ripreso in
maniera pi esaustiva dopo aver esposto i metodi per stimare lincertezza associata ad una
misurazione.
I fattori che influenzano la misurazione si distinguono in effetti sistematici ed effetti aleatori. I
primi, al ripetere delle misurazioni, intervengono sempre con lo stesso segno. Ne un esempio una
misurazione di lunghezza eseguita con un metro reale, di lunghezza, ad esempio, minore del
metro campione; misurando pi volte la stessa lunghezza, si otterr una misura errata di una
determinata quantit sempre per difetto. Proprio perch si presentano sempre con lo stesso segno,
gli effetti sistematici, se valutati, possono essere compensati, correggendo opportunamente il
risultato della misurazione. Gli effetti aleatori, invece, agiscono come un contributo casuale di
errore, di segno qualunque, in dipendenza da tanti fattori non prevedibili. Pertanto essi non possono
essere stimati a priori, ma, al massimo, si pu stimare un intervallo allinterno del quale ricade il
misurando a causa dellintervento di tali effetti. In questo capitolo saranno esposti i metodi per

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stimare correttamente lincertezza associata alla misurazione di una grandezza; a tale scopo, nel
seguito, si considerer che sono stati compensati tutti gli effetti sistematici e gli unici effetti da
prendere in considerazione nel processo sono aleatori.

La misurazione come esperimento aleatorio


Per le cause di incertezza esposte nel precedente paragrafo, il risultato di un processo di
misurazione pu essere visto come una variabile aleatoria. Ad esempio, se si effettuano misurazioni
ripetute su di una stessa grandezza, si verifica sperimentalmente che le misurazioni non producono
sempre gli stessi risultati. Le misure ottenute, diverse tra loro a causa di fattori di influenza variabili
e non prevedibili, sono per comprese allinterno di una fascia di valori come mostra la Figura 1.

Figura 1

Maggiore il numero di misurazioni eseguite, maggiore il grado di fiducia che si pu porre


nellipotesi che il valore del misurando (ossia la misura) sia contenuto allinterno di questa fascia di
valori.
Per stimare il valore di un misurando necessario, quindi, ripetere un certo numero di volte la
procedura di misurazione e occorre realizzare unanalisi statistica sullinsieme dei risultati ottenuti.
A tal fine vengono di seguito introdotti alcuni concetti dellanalisi statistica.

Frequenza statistica e probabilit di un evento


Definito evento (E) il singolo risultato di un esperimento aleatorio, si definisce frequenza statistica
dellevento in esame, il rapporto tra il numero di volte ni che si verificato quel dato evento e il
numero totale N degli esperimenti:
n
0 i 1
N
Al crescere del numero degli esperimenti eseguiti, la frequenza statistica di un evento E approssima
sempre meglio la probabilit di occorrenza P(E) dellevento stesso:
lim n( E )
P( E ) (1)
N N
Si noti che, essendo, nella pratica, il numero delle prove effettuabili sempre limitato, si potr avere
solo una stima della probabilit di occorrenza di un evento.

Funzione di distribuzione e di densit di probabilit


Per studiare il processo di misurazione come un esperimento aleatorio, necessario considerare i
risultati di N determinazioni sperimentali di una stessa grandezza come una variabile aleatoria X

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X {x1 , x2 ,..., xN } . La funzione di distribuzione cumulativa P(xi) di una variabile aleatoria X


esprime quale la probabilit che X assuma valori inferiori a xi.
La funzione di densit di probabilit fX(x) si definisce come la derivata della funzione cumulativa:
Px
f X x (2)
x
Tale funzione esprime la probabilit che ha la variabile aleatoria X di essere compresa tra il valore x
e il valore x+dx. Conoscendo la funzione di distribuzione di probabilit di una variabile aleatoria, ,
allora, possibile valutare la probabilit che il valore di tale variabile rientri in un determinato
intervallo di valori.
Come stabilito dal teorema del limite centrale, la distribuzione di probabilit di un fenomeno
aleatorio complesso (come una misurazione) in cui confluiscono molteplici contributi (e quindi si
compongono diverse funzioni densit di probabilit), tende a essere una distribuzione gaussiana, la
cui funzione di densit di probabilit (pdf) :
x 2
f X x
1 2 2
e (3)
2

Figura 2
dove la media statistica e la deviazione standard, la quale, come si nota dalla Figura 2,
fornisce il grado di dispersione della variabile aleatoria intorno al valore medio.
Come gi accennato, la pdf di una variabile aleatoria esprime una probabilit; se si volesse
esprimere la pdf della variabile aleatoria rappresentata dal risultato di una misurazione sarebbero
necessarie infinite misure. Nella pratica, si dispone solo di un numero finito di misure, ovvero
possibile ottenere le frequenze statistiche della variabile aleatoria; se, per, il numero di misurazioni
ripetute sufficientemente elevato, come dimostra la (1), si pu ritenere che le frequenze statistiche
approssimino le probabilit. In particolare, delle N misure della variabile aleatoria X si esegue un
istogramma delle occorrenze. Innanzitutto, il range xmax-xmin di tutti i risultati di misura ottenuti
viene suddiviso in M intervalli (per meno di 50 misurazioni in genere si adottano 5 intervalli) di
ampiezza x data da:
x xmin
x max (4)
M
Si otterrano, quindi, M intervalli: [xminxmin+x[, [xmin+x xmin+2x[,,[xmax-xxmax].
A questo punti si conta quante delle N misure ricadono in ognuno degli intervalli; il valore n(i) del
numero di misure che ricade nelli-simo intervallo la frequenza di occorrenza dellintervallo i.
Rapportando la frequenza di occorrenza al numero totale N delle misure si ottiene la frequenza
relativa e, come mostrato in Figura 3, listogramma relativo delle occorrenze. Come anticipato, al
crescere del numero di misure N, listogramma relativo approssima sempre meglio la funzione
densit di probabilit del risultato della misurazione. In tal caso, si osserva che la distribuzione

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ottenuta simmetrica rispetto ad un valore centrale x0, intorno al quale si addensa il maggior
numero di risultati; inoltre, pi ci si allontana dal valore centrale, pi si riduce la probabilit di
ottenere risultati di misura, come risulta dallarea del rettangolo corrispondente.
n (i)
N

Figura 3

Parametri sintetici di una variabile aleatoria


Il parametro fondamentale per caratterizzare una variabile aleatoriamedia statistica , definita
come:

x f x dx

x (5)

Dove fx(x) la funzione densit di probabilit della variabile aleatoria X.


Nel caso della variabile aleatoria costituita dal risultato di una misurazione, non si dispone della
pdf, ma si ottiene un campione costituito da N misure. In tal caso, discretizzando la (5), e
considerando che ognuno dei valori xi ottenuti dalla misurazione ha frequenza relativa 1/N, si ha:
1 N
x xi (6)
N i 1
Il valore cos trovato la media campionaria (o sperimentale) che, naturalmente, non la media
statistica, ma, se N elevato, ne costituisce una buona stima. Tale valore medio, quindi, viene
utilizzato come migliore stima del misurando il quale, per un numero infinito di misure, sarebbe
pari a .
Se, per, i risultati ottenuti xi sono molto diversi tra di loro, non corretto ritenere che il loro valore
medio rappresenti la migliore stima del misurando. Linformazione relativa alla dispersione di una
variabile rappresentata dalla varianza, definita come:

2 x f x dx
2
(7)

Che, nel caso della variabile aleatoria si conosce solo un numero di valori finito N, diventa:
1 N
s
2
xi x 2 (8)
N 1 i 1
detta varianza campionaria (o sperimentale), che, al crescere di N, costituisce sempre pi una
buona stima di 2. Nellambito delle misurazioni non comodo ragionare con la varianza poich
questa ha ununit di misura che il quadrato dellunit di misura del misurando. Per tale motivo,
pi frequentemente si utilizza la deviazione standard o scarto quadratico medio, definito come la
radice quadrata positiva della varianza:
1 N
s s2 xi x 2 (9)
N 1 i 1

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Valutazione dellincertezza di categoria A e B


Il metodo per stimare lincertezza associata ad una misurazione sancito dalla normativa UNI CEI
ENV 13005 Guida allespressione dellincertezza di misura. In tale norma viene stabilito che
lincertezza deve essere valutata componendo due termini che si ottengono dai due seguenti
approcci:
Valutazione dellincertezza di categoria A : il termine che si ottiene attraverso lanalisi
statistica dei risultati provenienti da misurazioni ripetute. Il risultato di misura sar costituito
dalla media sperimentale delle N misure. Per tale motivo, lincertezza proveniente da queste
misure legata al fatto che, poich N finito, possibile ottenere solo una stima della media
statistica (che rappresenta il valore atteso del misurando) e che tale stima migliora
allaumentare di N. Dunque come termine di incertezza si utilizza il rapporto tra lo scarto
quadratico medio e la radica quadrata del numero di prove effettuate:
s
uA (10)
N
Il termine uA detto incertezza tipo di categoria A. Un approccio di questo tipo definibile,
per quanto detto, un approccio a posteriori in quanto la valutazione di tali parametri
possibile solo dopo il rilevamento dei risultati delle misurazioni ripetute nelle stesse
condizioni sperimentali.

Valutazione dellincertezza di categoria B: il termine ottenuto tramite informazioni


disponibili sulla misura senza effettuare prove ripetute. Esempi di tali informazioni sono: dati
acquisiti in misurazioni precedenti, esperienza delloperatore, informazioni sulla
strumentazione utilizzata. Questo , quindi, un approccio a priori.

Esempio:Interpretazione delle specifiche strumentali del manuale di uno


strumento di misura
In tale sezione viene preso in esame un esempio di valutazione di tipo B dellincertezza attraverso
lesame delle specifiche dello strumento fornite dal costruttore. Si supponga, ad esempio, di aver
eseguito delle misurazioni ripetute di una tensione continua ottenendo, come media sperimentale, il
valore di 8.5V.
Ogni strumento dispone di un manuale duso in cui sono presenti le caratteristiche peculiari dello
strumento stesso tra le quali le cosiddette tabelle di Accuracy Specifications ovvero delle tabelle
riportanti lincertezza associata allo strumento. La Figura 4 ne mostra un esempio.
In essa si notano i seguenti campi:
- Function : in questo caso, lo strumento un multimetro, per cui questo parametro definisce per la
misura di quale grandezza impiegato il multimetro; in questo caso, la riga da considerare sar DC
Voltage.
- Range: definisce il fondo scala dello strumento. Il multimetro in questione adatta automaticamente
il fondo scala scegliendo il range pi basso che consenta di eseguire la misura senza saturare; in
questo caso, dove il valore medio della tensione misurata di 8.5V, si sceglier la riga
corrispondente al range di 10V.
- Le successive tre colonne indicano il tempo trascorso dallultima calibrazione dello strumento (24
ore, 90 giorni o 1 anno; si consideri, ad esempio, la colonna 1 anno. Si ottengono, cos, due
coefficienti che, in questo caso, sono 0.0035 e 0.0005.
- Si verifica, inoltre, se la temperatura ambiente a cui si esegue la misurazione sia interna o esterna
alla fascia 23C 5 C. Qualora non lo sia, si valutano i rispettivi coefficienti di correzione. In
particolare, i coefficienti trovati precedentemente dovranno essere maggiorati di 0.0005 e 0.0001
rispettivamente per ogni grado centigrado esterno alla fascia 23C 5 C.

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Figura 4

Come specificato nella parte superiore della tabella, i due coefficienti trovati definiscono due
aliquote percentuali:
o Percentuale della lettura (% of reading);
o Percentuale del fondo scala (% of range).
Per questo strumento, allora, lincertezza si ottiene sommando due contributi. Il primo il prodotto
tra il primo coefficiente, diviso per 100, e il valore letto; come valore letto si assume la media delle
misure, quindi, in questo caso, il primo termine 0.0035*8.5/100. Il secondo termine costituito
dal prodotto tra il secondo coefficiente, diviso per 100, ed il fondo scala: 0.0005*10/100. La somma
di questi due contributi costituisce la fascia di incertezza dello strumento fornita dal costruttore. In
realt, per questo particolare strumento, il costruttore non fornisce lincertezza tipo, ma lincertezza
moltiplicata per 4; in seguito si chiarir il motivo per cui, nella pratica, lincertezza associata ad una
misurazione viene fornita maggiorata, moltiplicando lincertezza tipo per un fattore numerico. In
questo caso, allora, per comporre i due termini di categoria A e B necessario risalire allincertezza
tipo di categoria B uB, ovvero bisogna dividere il valore ottenuto dalle specifiche dello strumento
per 4.

Incertezza globale
Le cause di incertezza in un sistema di misura possono essere molteplici e possono essere valutate
in modo differente a seconda che si eseguano misure ripetute (valutazione di categoria A) o che ci si
affidi a conoscenze acquisite in vario modo (valutazione di categoria B). La norma prescrive di
combinare quadraticamente le incertezze tipo delle varie categorie con una relazione del tipo:

u u A2 u12B u 22B ... u nB


2
(11)
in cui uA lincertezza tipo di categoria A ed i termini uiB sono le incertezze tipo di categoria B. Il
termine u dellespressione (11) fornisce lincertezza globale della misurazione.

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Lincertezza estesa
Si supponga di aver eseguito delle misurazioni ripetute ottenendo una valore medio x ed
unincertezza globale pari a u. Come affermato in precedenza, il risultato di una misurazione
considerato come una variabile aleatoria con pdf gaussiana; in particolare, tale pdf centrata
intorno al valore medio x delle misurazioni ed ha deviazione standard pari allincertezza globale u
(Figura 5). Si pu dimostrare, per la distribuzione gaussiana, che la probabilit che la variabile
aleatoria assuma un valore compreso nellintervallo [-, +] pari al 68.4% (si ottiene valutando
larea sottesa dalla pdf gaussiana in tale intervallo). Ci significa che quando viene fornito, come
risultato della misurazione, lintervallo x u, implicitamente si sta considerando che la probabilit
che il valore del misurando ricada in questo intervallo del 68.4%. La probabilit che il misurando
abbia un valore compreso nellintervallo fornito (in questo caso 68.4%) detto livello di
confidenza (o livello di fiducia) in quanto esprime proprio il grado di fiducia che ha loperatore nel
ritenere che il valore del misurando si trovi nellintervallo determinato dallincertezza.
Nelle applicazioni pratiche, per, un livello di confidenza del 68% pu non bastare, cio lutente
finale pu avere interesse ad ottenere un risultato di misura con un livello di confidenza pi elevato.
A tale scopo si introduce lincertezza estesa U, ottenuta moltiplicando lincertezza tipo u per un
fattore numerico k detto fattore di copertura, che pu avere valori compresi tra 1 e 4.
U ku (12)

Figura 5

Naturalmente, la (12) indica che lincertezza viene aumentata, ma ci porta ad ottenere una fascia di
valori con un livello di confidenza molto pi alto. Per una distribuzione gaussiana, il livello di
confidenza associato ai diversi fattori di copertura sono indicati in tabella:
Fattore di copertura Livello di confidenza

1 68.4%

2 95.4%

3 99.7%

4 99.994%

Quindi, se si sceglie un fattore di copertura pari a 3, sar fornito, come risultato della misurazione,
la fascia:
x U x ku x 3u (13)
e tale risultato sar fornito con un livello di confidenza del 99.7%.
Lincertezza pu essere espressa in tre modi diversi:

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in valore assoluto: in questo caso corrisponde alla semiampiezza di valori in cui si ritiene
ricada il valore del misurando ed ha le stesse dimensioni del misurando;
in valore relativo: in tal caso essa esprime il rapporto tra lincertezza assoluta e il valore
centrale della fascia. Essa adimensionale e pu anche essere espressa in valore percentuale o
in parti per milione;
in valore relativo ad un valore convenzionale: in tal caso essa esprime il rapporto tra
lincertezza assoluta e un valore convenzionale che solitamente coincide con il valore di
fondo scala dello strumento.

Incertezza desiderata
A questo punto pu essere ripreso il concetto di incertezza desiderata, la quale, in maniera pi
rigorosa, la massima incertezza estesa che si disposti a tollerare sul valore del misurando.
Dunque quando viene stabilita lincertezza desiderata deve essere specificato il fattore di copertura,
cio il livello di confidenza associato a quella incertezza. Dunque, una volta fissata lincertezza
desiderata, dividendo per il fattore di copertura si ottiene lincertezza tipo ed in base a questa si
determina il metodo di misura da impiegare.

Le cifre significative
Idealmente, il rapporto tra il misurando e lunit di misura pu essere un valore rappresentato con
un numero infinito di cifre significative. Anche nel caso di misurazioni ripetute, loperazione di
media pu dar luogo ad un risultato con molte cifre significative, in base al modo in cui la
calcolatrice presenta il risultato. In realt, lincertezza fornisce uninformazione sul numero di cifre
con le quali corretto rappresentare il risultato. Si supponga di aver eseguito delle misurazioni
ripetute di resistenza ottenendo come valore medio 10.241254 mentre dalla stima dellincertezza
stato ottenuto un valore pari a 0.002638 Per la rappresentazione del risultato, la norma
prescrive, innanzitutto, di arrotondare lincertezza e di rappresentarla con una sola cifra
significativa, visto che le altre sarebbero prive di significato. Infatti, nel caso in esame, se
lincertezza di 0.002, le altre cifre decimali sono senza significato perch non si possiede
lincertezza per poterle stimare. Arrotondando il valore di incertezza dellesempio, si ottiene,
quindi, 0.003. A questo punto, osservando lincertezza, si nota che sul risultato di misura si ha
unindeterminazione che dellordine di grandezza dei m. Poich non si ha il grado di
accuratezza per poter stimare le cifre successive al m, queste sono prive di significato ed il
risultato di misura deve essere arrotondato al m. In generale, il risultato di misura deve essere
arrotondato allultima cifra decimale dellincertezza. Nellesempio considerato, il modo corretto per
esprimere il risultato della misurazione il seguente: (10.2410.002).

Valutazione dellincertezza nelle misure indirette


Quando viene eseguita una misurazione indiretta, diverse grandezze vengono misurate direttamente
ed ognuna di esse viene stimata con una determinata incertezza. Naturalmente, applicando la
relazione analitica per ottenere il valore del misurando, tutte queste incertezze influiscono su quella
che sar lincertezza della grandezza misurata in maniera indiretta.
Indicando con y il misurando, questo pu essere espresso come funzione di n grandezze misurabili
in maniera diretta: y=f(x1,x2,,xn). Siano x1 , x2 ,, x n i valori ottenuti dalle misurazioni ed
u1,u2,un le incertezze associate alle misurazioni dirette. Per valutare lincertezza della grandezza y,
la norma suggerisce di utilizzare la legge di propagazione delle incertezze che, nellipotesi che le
grandezze misurate direttamente siano statisticamente indipendenti :

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2
n
f 2
u y u xi (14)
i 1 xi

f
Le derivate parziali sono dette coefficienti di sensibilit e devono essere valutate nel punto
x i
x1 x1 , x2 x2 ,..., xn xn

Interpretazione geometrica della propagazione delle incertezze


La legge di propagazione delle incertezze proviene da una considerazione di carattere matematico.
Si supponga, per semplicit, che la grandezza misurata direttamente sia una sola e che il legame tra
il misurando y e il parametro misurato x venga espresso dalla generica funzione f:
y=f(x)
Il valore del misurando y0 si ottiene calcolando il valore della funzione in corrispondenza del valore
misurato (indicato con il pedice 0) di x:
y 0 f x x x0

Se ux lincertezza della misura di x, in Figura 6 indicata la fascia allinterno della quale pu


variare x, pari a 2ux. Per valutare lincertezza su y bisogna individuare la fascia 2uy allinterno della
quale varia y in corrispondenza dellintervallo di variazione di x. Sviluppando in serie di Taylor, nel
punto x0,y0, la funzione f e considerando, come incrementi, i valori di incertezza si ottiene:
df x 1 d 2 f x
uy ux 2
u x 2 ..... (15)
dx x x0 2! dx x x0

Se, come avviene usualmente:


L incertezza assoluta ha un valore talmente basso da poter trascurare il contributo dei termini
di ordine secondo e superiore
il valore della derivata prima della f in x0 non nullo
allora si pu approssimare l'espressione (15) con la sua forma linearizzata:
df x
uy ux
dx x x0

Graficamente ci viene illustrato dalla Figura 6.

y0+uy uy
y0
y0-uy ux

X0-ux x0 X0+ux x
Figura 6
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Lapproccio deterministico e la tolleranza


Tutte le considerazioni ed i metodi fin qui esposti fanno riferimento ad un approccio
probabilistico alla stima dellincertezza, dove, lincertezza del misurando, nella misura indiretta
ottenuta propagando le varianze.
Esiste anche un altro tipo di approccio, detto approccio deterministico, che considera il worst case
e mira ad individuare lintervallo di valori nel quale sicuramente (con probabilit del 100%) si trova
il misurando. In questo caso, la semiampiezza della fascia di valori in cui si trova il misurando non
lincertezza, ma viene indicata come tolleranza. Per capire cos la tolleranza, si prenda in esame
il caso dei resistori, per i quali, spesso, il costruttore fornisce il valore nominale R ed il valore di
tolleranza R. Con la tolleranza il costruttore sta fornendo linformazione che il valore del resistore,
al 100% delle probabilit, compreso tra R-R e R+R e che i valori compresi in questa fascia
sono tutti equiprobabili. In pratica, il valore del resistore una variabile aleatoria, ma, questa volta,
con una funzione densit di probabilit uniforme, come quella mostrata in Figura 7.
In una distribuzione uniforme, di semiampiezza , la funzione densit di probabilit rappresentata
da un rettangolo di base 2 ed altezza 1/2 (dovendo la pdf avere area unitaria). Quindi la variabile
aleatoria X ha sempre la stessa probabilit, pari a 1/2, di assumere uno qualunque dei valori
dellintervallo.
fx(x)

1/2

x
Figura 7
Per passare dalla tolleranza di una grandezza alla sua incertezza, si deve valutare la deviazione
standard di una variabile aleatoria a pdf uniforme; applicando la (7) si ottiene:


u x
1
dx
2
(16)
2 3
Nel caso di misurazioni indirette, con lapproccio deterministico possibile ottenere il valore di
tolleranza della grandezza y. Se x1 , x2 ,, x n sono i valori ottenuti dalle misurazioni e x1,
x2,xn sono le corrispondenti tolleranze, la tolleranza di y :
n
f
y x i (17)
i 1 x i

Si sommano, cio, i prodotti dei valori assoluti dei coefficienti di sensibilit e delle tolleranze delle
relative grandezze di ingresso. Ladozione dei valori assoluti garantisce che, indipendentemente dai
segni assunti dalle varie grandezze, i contributi allincertezza complessiva vadano sempre a
sommarsi, in modo da mettersi sempre nella condizione pi sfavorevole.
Si noti che in tal caso non ha senso parlare di fattore di copertura.

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Capitolo 1 Incertezza di Misura_____________________________________________________

Compatibilit tra misure


A causa dellinevitabile incertezza che caratterizza ogni misurazione non si pu parlare di relazione
di uguaglianza tra misure. Infatti, ripetendo la misurazione di una grandezza, cambiando ad esempio
operatore o strumento di misura, si perviene, in generale, a differenti stime del misurando e
differenti intervalli di incertezza o tolleranza. La relazione di uguaglianza sostituita dalla relazione
di compatibilit. Due misurazioni sono dette compatibili tra di loro soltanto se lintersezione tra i
due intervalli di valori un insieme non nullo. In Figura 8 mostrato un esempio grafico.

Figura 8

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