Sei sulla pagina 1di 20

DIRITTI E LIBERTA

ART. 16 DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLUOMO E DEL CITTADINO (1789)


Ogni societ in cui la garanzia dei diritti non assicurata, n la separazione dei poteri stabilita, non ha una
costituzione.

E lidea base del costituzionalismo sottoporre il potere a regole, subordinandolo ai bisogni della societ e degli individui. I contenuti
delle Carte degli albori del costituzionalismo moderno costituiscono la base per un significativo processo di arricchimento e
trasformazione che ha come esito lestensione sostanziale del riconoscimento dei diritti alla generalit degli individui e
laffermazione di un impegno concreto dello Stato alla rimozione delle disuguaglianze.

Non si pu sostenere che la tradizione greco-romana e quella cristiana siano approdate ad una compiuta affermazione dei diritti
individuali cos come nellet medievale. E con il superamento del particolarismo feudale e con la fondazione di un nuovo ordine
sociale imperniato sulla centralit della persona, che si apre la strada per una diversa concezione dei diritti individuali. La
trasformazione si realizza (nellet delle rivoluzioni) sotto la spinta dello sviluppo delleconomia mercantile e della ascesa della
borghesia e si traduce in documenti costituzionali che segnano il riconoscimento di diritti intangibili dellindividuo, assisti da garanzie
giuridiche. Ma solo con il superamento delle basi oligarchiche, su cui si reggeva la prima incarnazione dello Stato moderno di diritto,
che soggetti estranei alla classe borghese potranno effettivamente divenire titolari di diritti costituzionali.

A mutare il ruolo stesso delle Costituzioni, chiamate a costituire la trama unificante di un tessuto sociale pluralistico e percorso da
forti antagonismi. La Costituzione si apre alla societ , non regola pi in chiave astratta la posizione del sog.to privato nei confronti
dei pubblici poteri, non pi indifferente alle reali condizioni di vita del sog.to.

La stessa teoria dei diritti non pu pi fondarsi solo sullidea dellautolimitazione dello Stato ma trova il suo proprio fondamento nella
posizione centrale riconosciuta alla persona e,pi specificatamente, come accade nella Costituzione italiana, nel nesso tra il
riconoscimento dei diritti inviolabili e laffermazione del principio di eguaglianza sostanziale.
E attorno ai principi della dignit e della libert della persona che ruotano le Costituzioni e le principali codificazioni internazionali dei
diritti del secondo dopoguerra, positivizzando principi giuridici etici assunti come presupposti. Principi che sono stati riconosciuti da
tutti e, non solo dalla maggioranza politicamente dominante. La Costituzione vista come un sistema di valori e i diritti fondamentali
come elementi costitutivi dello stesso, i quali, si garantiscono, condizionano e si rafforzano reciprocamente, trovando la loro matrice
unitaria in un certo concetto di libert.
Il rilevato condizionamento, sussiste anche tra i diritti fondamentali e il principio dello Stato sociale: le Costituzioni pretendono di
tutelare la libert reale, richiedendo la rimozione degli ostacoli di carattere materiali che di fatto escludono la possibilit stessa della
partecipazione dellindividuo alla vita della comunit. Garantire lo Stato sociale significa rendere effettivi i diritti di libert e assicurare
agli individui un minimo di beni materiali, senza i quali non potrebbero realizzare in pratica la loro libert.
E lapprodo al quale perviene la nostra Costituzione, che nel ripudiare lidea della priorit dello Stato sulla persona, non solo
riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, ma prevede uno specifico impegno alla realizzazione delleguaglianza
sostanziale. I diritti fondamentali ruotano intorno al perno del libero sviluppo della personalit. Lattributo sociale caratterizza la
dignit, come segno evidente della volont di superamento del individualismo liberale delle Carte dei diritti dell800.

IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI INVIOLABILI

ART 2 COST
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si
svolge la sua personalit(1), e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale
(2)
.

Note:
(1)Nelladisp in esame si evidenziano il principio personalista, che pone lo Stato in funzione dell'uomo
riconoscendogli i diritti pi ampi (prima fra tutti la libert), e quello dell'inviolabilit dei diritti tanto del singolo
individuo quanto come membro di formazioni sociali (principio pluralista e solidarista). Principi che, a loro volta, si
collegano al principio democratico(ART 1 COST) e necessitano, per una loro effettiva realizzazione, proprio della..
rimozione degli[] ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e l'eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese(ART 3, 2 COMMA).
Lart 2 sembra presupporre la preesistenza dei diritti riconosciuti rispetto allord.to riconoscente.
Una parte della dottrina tende a considerare tale articolo come norma a fattispecie chiusa. Ma gli esiti ai quali si potrebbe
pervenire considerando come inviolabili solo i diritti espressamente qualificati come tali sarebbero estremamente restrittivi,
traducendosi questi nella libert personale, in quella di domicilio, di comunicazione e nei diritti della difesa. Siffatta (simile) lettura
restrittiva dellart 2 non consentirebbe di cogliere il legame tra il loro riconoscimento e limpegno alla rimozione di condizioni sociali
di disuguaglianza contenuto nellart 3 al 2 comma.
Laltra parte della dottrina ritiene, invece, che lart 2, vada interpretato come norma a fattispecie aperta, riferibile cio ad ogni
situazione di libert emergente a livello di costituzione materiale. Questa tesi trascura il significato dellenumerazione dei diritti
fondamentali, non dandosi cura di ricercare il fondamento positivo di presunti nuovi diritti.
Entrambe le tesi appaiono insoddisfacenti a rispondere al quesito di fondo ovvero se vi sono o meno nuovi diritti costituzionali
rispetto a quelli enunciati e quale valore pu essere riconosciuto ai diritti emergenti dalla evoluzione sociale.
Come afferma la Corte costituzionale nella sent. n. 98\1979 : Non esistono altri diritti fondamentali inviolabili che non siano
necessariamente conseguenti a quelli costituzionalmente previsti.
Leventuale fondamento costituzionale di essi risiede nella possibilit di ricondurli allevoluzione di significato delle disposizioni
costituzionali.
Ai c.d nuovi diritti, non corrispondono sempre situazioni giuridiche soggettive effettivamente tutelabili, per cui affidato alla
legislazione ordinaria il compito di enuclearli e di specificarli, per assicurarne riconoscimento e protezione. Ma, se il legislatore non
interviene sar loperatore- interprete a doversi riferire alle previsioni costituzionali esplicite al fine di identificare e far valere la tutela
di un nuovo diritto. Questo compito di interpretazione estensivolutiva affidato alla Cassazione e alla Corte costituzionale.

Il problema dei nuovi diritti soprattutto un problema di tutela effettiva. Tale problema induce a riflettere sulle condizioni che
possono legittimare il sostanziale allargamento del patrimonio costituzionale dei diritti . Riflessione che induce a proporre una terza
soluzione interpretativa rispetto alle prime due. Si tratta della tesi secondo la quale lenucleazione dei c.d nuovi diritti non pu andar
disgiunta dal riconoscimento della loro inviolabilit. Con unulteriore specificazione, e limitazione, quella per cui il carattere della
inviolabilit andrebbe riferito al patrimonio irretrattabile della persona umana intesa come totalit ossia al principio supremo della
dignit umana, considerato come principio che pervade la Cost Rep.
In sostanza: la stessa possibilit di enucleare(mettere a fuoco la parte essenziale di un argomento\esporre\spiegare) un nuovo
diritto, sottoposta ad una duplice condizione, dovendo esso essere ricondotto a un diritto enumerato e, essere riferibile al principio
supremo della libert-dignit.

La libert personale, che lart 3, 1 comma COST qualifica come inviolabile, non pu essere esclusivamente riguardata come libert
fisica ma come libert psicofisica, come libert della mente e del corpo, con una significativa svolta interpretativa che permette di
isolare il concetto di libert della persona come diritto fondamentalissimo. La libert della persona intesa come psicofisica la
vera matrice dei singoli diritti personali. (*)

LE VARIE FORME DI GARANZIA DEI DIRITTI NELLORDINAMENTO COSTITUZIONALE ITALIANO


Il quantum di garanzia uno degli elementi decisivi per la definizione stessa della forma di Stato.

1) RISERVA DI LEGGE costituisce un vincolo al potere legislativo a disciplinare per legge le materie riservate. Il
vincolo ulteriormente specificato con riferimento alle possibili limitazioni dei diritti costituzionali, sia pure con la diversa
intensit che appare correlata al grado di vicinanza al nucleo essenziale della libert dellindividuo. ESEMPIO: la libert
personale, domiciliare e di comunicare riservatamente sono presidiate da riserve assolute. La libert di domicilio,
circolazione e di associazione sono garantite da riserve rinforzate od aggravate che vincolano anche quanto al contenuto o
agli scopi da perseguire.
2) RISERVA DI GIURISDIZIONE posta con rif.to alle restrizioni della libert personale, di domicilio, di corrispondenza
e di stampa, la quale comporta che le suddette limitazioni possano avvenire solo per atto motivato dallautorit
giudiziaria.
3) TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI Agire in giudizio per difendersi. Tale tutela assume pieno significato solo
se associata alle garanzie di indipendenza e imparzialit della magistratura, nonch ad unorganizzazione del processo
secondo regole garantiste.

LA GARANZIA DEI DIRITTI NEI CONFRONTI DELLA P.A: assicurata attraverso rimedi giurisdizionali e tramite dei controlli
preventivi di legittimit che spettano alla Corte dei conti. La Cost prevede la responsabilit diretta dei funzionari e dipendenti
pubblici che compiano atti in violazione dei diritti. In tali casi la responsabilit civile si estende allo Stato e agli enti pubblici, per cui il
cittadino pu richiedere il risarcimento del danno subito pretendendone ladempimento sia nei confronti dello Stato o dellente sia nei
confronti del dipendente ( c.d. responsabilit solidale).

ART 28 COST
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici [97, 98, 103, 113] sono direttamente responsabili, secondo
le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti (1) (2). In tali casi la responsabilit
civile si estende allo Stato e agli enti pubblici (3).

ART 113 COST


Contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi
legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa(1).
Tale tutela giurisdizionale non pu essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate
categorie di atti.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con
gli effetti previsti dalla legge stessa.

Note:
(1) Oltre ai ricorsi giurisdizionali la tutela in esame consta anche dei ricorsi amministrativi con i quali l'istanza viene sottoposta ad

un organo amministrativo che decide emettendo un provvedimento amministrativo. Il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario
ed amministrativo basata sulla posizione giuridica lesa: il primo conosce dei diritti soggettivi, il secondo degli interessi legittimi.
Tuttavia la separazione non netta: da un lato il giudice ordinario cui viene chiesta tutela per la lesione di un diritto a causa di un
atto della p.a. pu conoscere, in via incidentale l'illegittimit dell'atto e disapplicarlo d'altro lato nelle materie di giurisdizione esclusiva
il giudice amministrativo conosce anche dei diritti soggettivi.

FORMA INDIRETTA DI GARANZIA DEI DIRITTI FONDAMENTALI IL SINDACATO DI LEGITTIMITA


COSTITUZIONALE
Pu essere sollevato dal giudice nel corso di un giudizio. Spetta alla Corte costituzionale controllare che la legislazione ordinaria non
comprima le garanzie previste per i diritti fino ad annullarle.

IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

ART 3 COST
Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale (1) e sono eguali davanti alla legge , senza distinzione di sesso, di razza, di
(2)

lingua , di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali . (3)

compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all'organizzazione politica , economica e sociale del Paese (4).

Il primo comma proclama il principio delleguaglianza formale, una sorta di supernorma, un principio generale che condiziona
tutto lordinamento. Tale principio affonda le sue radici negli articoli 1 e 6 della Dichiarazione francese dei diritti delluomo e del
cittadino del 1789.
Art. 1 Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere
fondate che sullutilit comune.
Art. 6 La Legge lespressione della volont generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere,
personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che
protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le
dignit, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacit, e senza altra distinzione che quella delle loro virt e
dei loro talenti.

In un primo significato, il principio comporta anzitutto eguaglianza davanti alla legge, il che vuol dire che la legge si applica a
tutti. In questo senso la proclamazione della pari dignit sociale dei cittadini esprime la parit potenziale dei diritti. Inoltre non viene
a disciplinare il contenuto delle leggi, a cui anzi indifferente, dal momento che non impone alla legge il divieto di introdurre
discriminazioni, bens la loro efficacia nei confronti di tutti, ponendo cos il principio della generalit della legge.
In un secondo significato, il principio richiede eguaglianza nella legge, il che comporta un vincolo sul contenuto della legge,
nel senso non solo di conferire la massima generalit e universalit possibile alla legge, ma di realizzare soprattutto la pari
soggezione di tutti ad ununica legge, senza adottare trattamenti irragionevolmente differenziati. Ci significa che la legge
deve essere egualmente differenziata, dal momento che non pu essere affatto uguale per tutti perch un diritto che non distingue
situazioni da situazioni, considerandole,quindi, tutte uguali, sarebbe un diritto impensabile.

La Costituzione, ha tuttavia, affiancato al secondo comma anche laffermazione del principio delleguaglianza sostanziale.
Lart 3 il punto di riferimento fondamentale per comprendere il rapporto tra la nostra forma di Stato ed i diritti di libert; le moderne
democrazie pluralistiche hanno realizzato una sintesi fra eguaglianza e libert che vengono ad assumere una funzione
complementare. Il principio pluralista e il principio di eguaglianza sostanziale hanno un nesso molto stretto, in quanto entrambi
esprimono lopzione in favore ad una diffusione delle ciance di libert, il che smentisce la sussistenza di una presunta contraddizione
logica fra libert ed eguaglianza che sono comunque entrambe riconnesse al valore primario del libero sviluppo della personalit.
Il principio delleguaglianza sostanziale si sostanzia nella liberazione degli individui dal bisogno e nelleliminazione delle
disuguaglianze in fatto. La Corte costituzionale in data 14\06\1956 ha emesso la sua prima sentenza, dove sanciva la giustizi
abilit del programma costituzionale (delineato da diverse norme a favore dei sog.ti pi deboli) riconoscendone il suo pieno valore
normativo, estendendo la garanzia del controllo a tutto il piano costituzionale.
Si affermato in dottrina che larticolo possegga 3 effetti normativi:
- Interpretativo fondamentale nellinterpretazione delle clausole generali;
- Limitativo finalizzato al raggiungimento delleguaglianza di fatto;
- Di rottura delle altre garanzie costituzionali si fatto ricorso per giustificare scelte legislative che altrimenti si sarebbero poste in
contrasto con altri principi costituzionali.
LE AZIONI POSITIVE: rappresentano lo strumento normativo della politica delle discriminazioni alla rovescia. Sono degli
interventi diretti a favorire le pari opportunit tra i sessi; rappresentano una discriminazione che reagisce ad unaltra gi intervenuta
discriminazione.
Per concludere, il principio delleguaglianza sostanziale non rappresenta una negazione di quella formale, dal momento che i
due principi, si limitano e si completano a vicenda, ed dunque possibile addivenire ad uninterpretazione unitaria dei due
commi, come testimonia il giudizio di ragionevolezza.

Sulla base di uninterpretazione letterale dellart 3, il principio di eguaglianza andrebbe applicato ai soli cittadini, con esclusione
degli stranieri, ma in realt era un falso problema individuare i beneficiari delleguaglianza, dal momento che essa impedisce al
legislatore di dettare una disciplina che dia vita ad una non giustificata disparit di trattamento delle situazioni giuridiche,
indipendentemente dalla natura e dalla qualificazione dei soggetti. Tale impostazione, cos testuale, stata cos rapidamente
superata tanto dalla giurisprudenza costituzionale quanto dalla dottrina attraverso uninterpretazione sistematica dellart 2, che
sancisce il riconoscimento e la garanzia dei diritti inviolabili delluomo e non del solo cittadino e, dallart 10, 2 comma, che
riserva alla legge la disciplina dello status dello straniero in conformit delle norme e dei trattati internazionali.
In questo modo, si giustificato lestensione dellambito soggettivo di applicazione del principio anche agli stranieri e agli apolidi,
nonch alle persone giuridiche, siano esse private o pubbliche.
Anche a livello comunitario, la proclamazione generale delleguaglianza contenuta nellart 20 della Carta dei diritti fondamentali
dellUE si connota per il rif.to a tutte le persone.

La Corte costituzionale facendo leva su uninterpretazione sistematica, ha allargato lambito dei sog.ti destinatari anche laddove
un testuale rif.to ne limita il riconoscimento ai soli cittadini, pervenendo (arrivando) ad una sostanziale parificazione della posizione
giuridica di cittadini e stranieri, che non gode di copertura costituzionale e resta affidata alla discrezionalit del legislatore che lha
esercitata adottando una specifica disciplina dello status dello straniero con il d.lgs. n. 286\1998. In questo modo, si pu
riconoscere agli stranieri il god.to integrale del catalogo dei diritti, ad eccezione dei diritti politici, il cui esercizio tradizionalmente
collegato alla condizione di cittadino. Nel contempo agli stranieri vengono imposti i doveri pubblici costituzionalmente sanciti, ad
accezione del dovere di difesa e di fedelt alla Repubblica anchesso legato allo status activae civitatis.

TUTELA DELLA POSIZIONE DELLO STRANIERO


ART 10 COST
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero regolata dalla legge in conformit delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libert democratiche garantite dalla
Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici(1).
Note:
(1) ad esclusione dei delitti di genocidio, in base alla legge cost.n. 1\1967

Il trattato di Maastricht nel 1992, ha introdotto il concetto di cittadinanza europea che, per il suo carattere derivato e
complementare rispetto alla cittadina nazionale, si acquisisce in ragione del possesso della cittadinanza di uno degli Stati membri.
La cittadinanza dellUnione si sostanzia nel riconoscimento di una serie di diritti, primo fra tutti: il diritto di elettorato attivo e
passivo nello Stato in cui si risiede, seppur limitatamente alle elezioni comunali e a quelle per il Parl.to europeo. Ed i diritti politici
del cittadino europeo sono richiamati anche negli art 39 e 40 dell Carta dei diritti fondamentali dellUE.
lintroduzione della nozione di cittadinanza europea segna la fine del tradizionale e radicato collegamento tra cittadinanza ed
esercizio del diritto di voto.

Larticolo 3 al 1 comma detta il nucleo forte del principio di eguaglianza: sei specifici divieti di discriminazioni:

1) IN BASE AL SESSO trova applicazione nellambito della famiglia, in forza del principio delleguaglianza morale e
giuridica dei coniugi; nei rap.ti di lavoro, stante il riconoscimento della parit di trattamento tra lavoratori di sesso diverso;
nella previsione dellaccesso agli uffici pubblici ed alle cariche elettive, in condizioni di eguaglianza di tutti i cittadini
delluno e dellaltro sesso. Le discriminazioni di sesso si riflettono alche sulla posizione dei transessuali e degli
omosessuali.
2) IN BASE ALLA RAZZA determina un limite assoluto, dal momento che non incontra deroghe in altre norme
costituzionali.
3) IN BASE ALLA LINGUA La Rep si assume lobbligo di tutelare le minoranze linguistiche a garanzia della difesa
dellidentit cultural delle diverse comunit. Il che non significa, pervenire ad unequivalenza giuridica di tutte le lingue,
compresa quella italiana.
4) IN BASE ALLA RELIGIONE tale divieto va letto in stretta connessione con il principio delleguale libert di tutte le
confessioni religiose davanti alla legge (ART 8, 1 COMMA) (sul cui disposto la giurisprudenza ha fondato il principio di
laicit o non confessionalit dello Stato). Va posto, anche, in correlazione con il principio della libert religiosa (ART 19)
che garantisce a tutti, il diritto alla pari professione della propria fede religiosa in tutte le possibili manifestazioni in cui
insita anche la libert di non appartenere ad alcuna professione religiosa. Il diritto alla libert di religione trova oggi ampio
riconoscimento anche nellART 10 della Carta dei diritti fondamentali dellUE, in cui si precisa che tale diritto include la
libert di cambiare religione o credo, cos come la libert di manifestare la propria religione o il proprio credo. Unaltra disp
relativa alla libert religiosa quella posta dallART 20, che stabilisce il divieto di sottoporre a speciali gravami fiscali,
associazioni o istituzioni ecclesiastiche o con fini di religione o di culto.
5) IN BASE ALLE OPINIONI PUBBLICHE di cui sono corollario tutta una serie di altre disp, alcune, dirette a rafforzare
il contenuto come la libera manifestazione di pensiero (ART 21), il divieto di privare il cittadino della propria capacit
giuridica, della cittadinanza e del nome per motivi politici (ART 22) ed il riconoscimento delleguaglianza formale e
sostanziale del voto (ART 48). Altre norme in base alle quali specifici limiti al principio della libert politica possono
derivare dal divieto di associazioni (ART 18,2 COMMA), dalle limitazioni che incontra la libert di manifestazione del
pensiero (ART 21), dal vincolo gravante sui partiti politici di rispettare il metodo democratico nellorganizzazione interna
(ART 49), nonch dal dovere di fedelt dei cittadini alla Repubblica (ART 54)
6) IN BASE ALLE CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI norma di chiusura del sistema delleguaglianza formale.
Si pu considerare come un ponte di passaggio al 2 comma, relativo alleguaglianza sociale.

Dai sei specifici divieti di discriminazione possibile far discendere una presunzione di illegittimit costituzionale di tutte quelle leggi
che diano luogo a differenziazioni richiamandosi ai 6 parametri. Presunzione non assoluta, poich possibile andare in giudiziose
alla Corte.
Il principio delleguaglianza formale diviene cos principio di ragionevolezza, espressione di un pi generale canone di coerenza
dellordinamento, che vieta disparit di trattamento di situazioni simili e discriminazioni irragionevoli.

IL CONTROLLO DELLEGUAGLIANZA: Sulla base dellart 3 si sono sviluppati due tipi di controllo:
- a carattere ternario (diretto a sindacare le disparit di trattamento) Giudizio sul rispetto del principio di eguaglianza: alla
luce del parametro costituzionale, la norma og.to dellimpugnazione viene posta a confronto con unaltra norma che, assurge a
termine di raffronto, onde verificare leventuale sussistenza di una disparit di trattamento da doversi ritenere costituz illegittima, dal
momento che situazioni sostanzialmente identiche vengono ad essere disciplinate in modo ingiustificatamente diverso.
- a carattere binario (c.d. di ragionevolezza) Giudizio di ragionevolezza: dal momento che essa (intesa come razionalit della
disp impugnata), prescinde da raffronti con altri termini di paragone, richiedendo piuttosto un giudizio mirato sulla rispondenza degli
interessi tutelati dalla legge ai valori ricavabili dalla cost o al bilanciamento tra gli stessi. Un controllo che si limita a verificarne la loro
non arbitrariet, a loro coerenza con la ratio della legge stessa.

IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA IN AMBITO EUROPEO: E indicato nellART 2 e 10 del TFUE e nella Carta dei dirtti
fondamentali dellUE (CAPO III)

LE LIBERTA INDIVIDUALI
Premessa:
Per situazione giuridica si intende la posizione giuridicamente rilevante di un soggetto rispetto ad un altro. A seconda che implichino
un vantaggio o uno svantaggio per il soggetto che ne titolar, si suole distinguere tali situazioni in
ATTIVE (favorevoli), possono essere ricondotti:
- Il diritto soggettivo Designa la pretesa o il potere di agire dei sog.ti, siano essi persone fisiche o giuridiche, per il
soddisfacimento di un proprio interesse riconosciuto e tutelato dal diritto soggettivo. Ma resta fermo il divieto di abusare del proprio
diritto come mostrano lART 852 c.c (diritto di propriet). I diritti soggettivi vengono distinti in: diritti assoluti (ricadono sia i diritti
fondamentali delluomo, sia i diritti patrimoniali e possono essere fatti valere erga omnes. Per la loro realizzazione non necessaria
alcuna collaborazione da parte dei tersi, su cui grava, un dovere di astensione) e relativi (si tratta di diritti di credito e sono azionabili
nei confronti di uno o pi sog.ti nellambito di un det rap.to giuridico. Per la loro realizzazione esigono la collaborazione del terzo.)
- Il potere Possibilit attribuita ad un sog.to di produrre det effetti giuridici, ossia di costituire, modificare o estinguere un rap.to
giuridico. LART 70 COST, una norma ascrittiva di potere.
- La potest Si definisce come un potere-dovere attribuito ad un det sog.to non nel suo interesse, ma al fine di tutelare un
interesse altrui. E dunque potere, in quanto il titolare pu opporsi verso chiunque pretenda di esercitarla al suo posto, ma altres
dovere, poich il titolare non pu scegliere se esercitarla o meno, anzi deve necessariamente esercitarla nellinteresse del
beneficiario. Esempio ART 316 e 424 del c.c.
- Il diritto potestativo E riconosciuto nellinteresse dello stesso titolare. Si esaurisce nellesercizio di un potere, al quale si
contrappone la situazione di soggezione del destinatario. Esempio ART 470, 1331 e 1373 del c.c
- Il permesso Consiste nella possibilit di compiere liberamente un atto, unazione. Esempio: il permesso di fumare allaperto.
- La facolt uno dei modi attraverso i quali pu esercitarsi il diritto.
- Laspettativa Intesa come posizione di attesa di un ef.to acquisitivo incerto. Si tratta di un interesse privo di qualunque
protezione se e fino a quando non assurge al diritto soggettivo.
- Linteresse legittimo Consiste nella pretesa alla legittimit dellazione amministrativa da parte di chi si trovi in un det rap.to
con la P.A. Linteressa legittimo tutelato soltanto in via mediata ed indiretta, vale a dire se e nella misura in cui tale interesse
coincide o connesso ad un interesse pubblico. In caso di lesione, il privato potr adire il TAR e Consiglio di Stato (organi della
giustizia amministrativa)
PASSIVE (sfavorevoli), possono essere ricondotti:
- Il dovere E una situazione imputabile ad una pluralit di sog.ti non sempre determinabili.
- Lobbligo E la situazione giuridica in cui si trova colui* che tenuto ad adottare un comportamento al fine di soddisfare
linteresse del titolare del diritto soggettivo corrispondente. (Uno specifico rap.to giuridico)
- Lonere E quando un sog.to tenuto ad un det comportamento al fine di conseguire un proprio interesse; leventuale
inosservanza non implica alcuna sanzione in capo al sog.to, bens la realizzazione di un eff.to giuridico a lui sfavorevole.
- La soggezione * , pur non essendo tenuto a seguire una certa condotta in forza di un preciso obbligo, deve tuttavia subire gli
effetti della potest di altri. ESEMPIO: la soggezione del minore nei confronti dei genitori che esercitano la potest nel suo interesse.

INTERESSI COLLETTIVI
Lord.to riconosce soggettivit giuridica anche ai gruppi di sog.ti appartenenti ad una stessa categoria e legati da un vincolo
associativo (es: i lavoratori). La tutela dei loro interessi garantita attraverso lattribuzione ad ogni membro della collettivit o ad
organismi rappresentativi degli interessi di categoria (es: i sindacati) del potere di agire e resistere in giudizio.
INTERESSI DIFFUSI
Non riguardano una cerchia det di sog.ti, ma una serie aperta ed indeterminata di individui. Sono tutelati in funzione della loro
rilevanza sociale, in quanto collegati a bisogni della collettivit. ESEMPIO: gli interessi alla tutela della salute, alla salvaguardia del
paesaggio e alla conservazione dellambiente.
LA LIBERTA INDIVIDUALE (ART 13 COST)

(E garantita dallART 26 dello Statuto Albertino).

Si concreta in libert dagli arresti arbitrari. Larticolo contempla il diritto di disporre liberamente della propria persona senza
coercizioni fisiche compiute in assenza dellintervento dellautorit giudiziaria ed anche senza menomazioni della libert morale.
(*)

Gli aspetti essenziali della persona come unit psicofisica desunti dalla Corte dagli art 2,3, 2 comma e dallart 13, 1 comma.

I DIRITTI DI IDENTITA PERSONALE


- diritto al nome , ogg.to di tutela da parte dellart 22 Cost;
- diritto allimmagine;
- diritto allidentit sessuale
- diritto alla c.d. libert sessuale.
I DIRITTI ALLINTEGRITA PSICOFISICA DELLA PERSONA:
- diritto alla vita, considerato come un diritto implicito nella nostra Cost;
I DIRITTI ALLINTERIORITA ED ALLA COSCIENZA
- diritto allonere e alla reputazione, qualificati come valori fondamentali ed ascritti alla categoria dei diritti inviolabili delluomo;
- diritto alla rettifica di notizie che riguardano il singolo;
- diritto del decoro, della propria rispettabilit, riservatezza ed intimit, sanciti negli art 8 e 10 della Convenzione Europea sui diritti
delluomo;
- diritto di privacy. Il cui rispetto assicurato dallistituzione di un apposito Garante per la protezione dei dati personali.

LA LIBERTA DI COSCIENZA laspetto della personalit in cui si manifesta il valore della dignit umana, che rappresenta il pi
profondo ed intangibile diritto della persona, capace, in quanto tale, di prevalere anche rispetto ad altri diritti fondamentali ed
inviolabili. La sfera di potenzialit giuridiche della coscienza individuale rappresenta un valore cos elevato da giustificare la
previsione di esenzioni privilegiate dallassolvimento di doveri pub qualificati dalla Cost come inderogabili (c.d. obiezione di
coscienza)

Art 13, 2 comma:


Elenco delle restrizioni della libert personale, che possono essere disposte soltanto nei casi e nei modi previsti dalla legge e con
atto motivato dellautorit giudiziaria: detenzione; ispezione; perquisizione personale e qualsiasi altra restrizione della libert
personale.
Pertanto, la norma introduce due ordini di garanzie con riguardo alla disciplina restrittiva della libert personale:
1) La riserva di legge assoluta e riferita alla sola legge statale, laddove si precisa che la legge deve indicare tassativamente i
casi eccezionali di necessit ed urgenza, tra cui rientrano gli strumenti tradizionali, aventi finalit investigative ovvero: larresto in
flagranza e il fermo dellindiziato di delitto.
Art 13, 3 comma:
2) La riserva di giurisdizione laddove si prevede ladozione di un meccanismo procedurale rigorosamente scandito nei tempi e
nelle competenze. I provv.ti provvisori infatti, una volta effettuati, devono essere comunicati entro 48 ore allautorit giudiziaria e,se
questa non li convalida nelle successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di ogni eff.to.
Nellottica di rafforzare il sistema dei rimedi giurisdizionali, a questa garanzia si ricollega anche la previsione contenuta nellart 111,
7 comma Cost, secondo cui contro i motivati provv.ti sulla libert personale pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o
speciali, sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge, nonch la legge istitutiva del c.d. Tribunale della libert
e listituto del riesame delle misure coercitive.
Art 13, 4 comma:
Prevede che sia punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert, disp che si ricollega
allart 27, 3 comma, in base alla quale le pene non devono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit e devono tendere
alla rieducazione del condannato. Tale disp si ricollega allart 27, comma 4, che sancisce il divieto assoluto della pena di morte, a
seguito della modifica apportata con legge cost. n.1 del 2\10\2007, che ha abolito leccezione dei casi previsti dalla legge militare
di guerra. Labolizione definitiva, in quanto il legislatore non pu reintrodurre tale possibilit. Da tale previsione si ricava il
principio di umanizzazione della pena, con il connesso principio della tendenziale finalit rieducativa della pena stessa, i quali
rappresentano unestrinsecazione del principio supremo del rispetto della personalit e della pari dignit di tutti, ben pi ricco di
significato applicato nel caso di specie alla particolare condizione del detenuto, a cui la Cost riconosce il rispetto dei diritti
fondamentali.
Art 13, 5 comma:
Attribuisce alla legge la det dei limiti massimi della carcerazione preventiva (misura cui pu essere sottoposto colui che in
attesa di sentenza definitiva e che lattuale Codice di procedura penale denomina custodia cautelare, facendola rientrare
nellambito delle misure cautelari) nella consapevolezza che la tutela della libert personale un valore unitario ed indivisibile, che
non pu subire deroghe o eccezioni riferite a particolari vicende processuali. Quel che certo che la carcerazione preventiva non
pu trasmodare con il principio della presunzione di non colpevolezza dellimputato (art 27, 2 comma).

ALTRE MISURE LIMITATRICI DELLA LIBERTA PERSONALE


- Sono le misure di sicurezze personali previste dallart 25, 3 comma Cost, che le sottopone pure sempre al principio di legalit
e fondate sulla previa commissione di fatti di reato, e nelle misure di prevenzione previste dalle leggi di polizia, misure
specialpreventive ante o praeter delictum, non sanzionatorie ma fondate su fattispecie di sospetto che sono state ritenute
comunque legittime dalla Corte, sullassunto che [..] ci deve essere un parallelo sistema di adeguate misure preventive contro il
pericolo del loro verificarsi in avvenire.
- Sono state introdotte in tema di immigrazione e di trattamento degli stranieri extracomunitari, al fine di introdurre un maggior rigore
nella gestione dei flussi migratori. Nel caso di violazione degli obblighi relativi allingresso ed alla permanenza degli stranieri sul
territorio nazionale sono state previste le misure dellespulsione dello straniero ( a titolo anche di sanzione sostitutiva o
alternativa alla detenzione) e del suo trattenimento presso i centri di identificazione ed espulsione per un tempo non superiore
a 18 mesi.

La Corte fu chiamata a pronunciarsi sulle insufficienti garanzie per la libert personale riconosciute dalla legge Bossi-Fini in favore
del cittadino extracomunitario irregolarmente presente nel nostro territorio. E intervenuta, quindi, nel biennio 2004-2005, ribadendo
con chiarezza e fermezza il principio secondo cui il god.to dei diritti inviolabili delluomo non tollera discriminazioni fra la posizione
del cittadino e quella dello straniero. Ha specificato, che non pu risultare minimamente scalfito il carattere universale della libert
personale che spetta ai singoli in quanto esseri umani. Nel 2008, la Corte ha riconosciuto che la situazione dello straniero non
uguale a quella dei cittadini per quanto concerne lingresso e la circolazione nel territorio nazionale. Il legislatore ha introdotto come
nuova circostanza aggravante la clandestinit, prevedendo successivamente anche il reato di immigrazione clandestina.

ART 23, secondo cui nessuna prestazione personale pu essere imposta se non in base alla legge.
ART 24, 4 comma, che riserva alla legge il compito di det le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
ART 25, 2 comma, pone specifiche garanzie a limite della potest punitiva dello Stato.

LA LIBERTA PERSONALE A LIVELLO COMUNITARIO: garantita dallart 6 della Carta dei diritti fondamentali dellUE. Altre
disposizioni sono contenute allinterno della carta: diritto alla via (art 2), diritto allintegrit fiscale della persona (art 3) etc..
MANDATO DI ARRESTO EUROPEO Introdotto dallUE e recepito nel nostro ord.to con la legge n.69\2005. Con esso si
sostituisce, allinterno dellUE, listituto dellestradizione con un proc.to pi snello e semplificato, ma proprio per questo meno
garantista.

LA LIBERTA DI DOMICILIO (ART 14 COST)


Il domicilio viene in rilievo come proiezione spaziale della persona. La Corte ha esteso alla libert di domicilio (qualificata come
inviolabile), le stesse garanzie prescritte per la libert personale. Tuttavia c differenza tra le due inviolabilit, in quanto lart 14 al 3
comma introduce una deroga alla disciplina generale, che finisce cos per depotenziare la tutela domiciliare rispetto a quella
personale, prevedendo che le leggi speciali, per soli motivi di sanit e incolumit pubblica o per fini economici o fiscali, per cui
permane la riserva di legge assoluta, possano regolare taluni atti limitativi del domicilio, quali gli accertamenti e le ispezioni. Il che
vuol dire che la protezione accordata alla libert di domicilio non presenta carattere di assolutezza, ma incontra i limiti stabiliti dalla
legge ai fini della tutela di preminenti interessi costituzionalmente protetti.
Log.to della garanzia costituzionale si ritiene che non il domicilio cos come inteso dal Codice civile (lart 43 fa rif.to alla sede
principale degli affari e interessi della persona),bens la nozione contenuta nel Codice penale (lart 614 parla di luogo di privata
dimora), se non addirittura una nozione costituzionale autonoma di domicilio che si estende ad ogni luogo di cui il sog.to abbia
legittimamente la disponibilit a titolo privato per lo svolgimento di attivit connesse alla vita privata e dal quale egli intende
escludere i terzi.

LA LIBERTA DI CIRCOLAZIONE E DI SOGGIORNO (ART 16 COST)

Art 16, 1 comma:


Garantisce al cittadino la libert di circolare e soggiornare in qualsiasi parte del territorio nazionale. La suddetta libert si ritiene non
possa essere ricompresa nella libert personale come avveniva nello Statuto Albertino, stante la disciplina differenziata dei due
diritti, quanto ai sog.ti titolari,nonch alle garanzie e alle limitazioni consentite.
La libert di circolazione e di soggiorno non coperta da alcuna riserva di giurisdizione, ma semplicemente da una riserva di legge
rinforzata, ritenuta per di pi unanimemente relativa, dal momento che lArt 16 affida alla legge il compito di stabilirne le limitazioni in
via generale per motivi di sanit e di sicurezza, escludendo restrizioni determinate da ragioni politiche.
Art 16, 2 comma:
Garantisce la libert di espatrio, ovvero la libert di uscire dal territorio della Rep e di rientrarvi, non assoggettandola ad alcun
limite specifico, se non a quello dellaver adempiuto gli obblighi di legge (una riserva di legge assoluta ma non rinforzata), ossia di
dotarsi di un passaporto.

N.B:
Alla libert di espatrio collegata la libert di emigrazione riconosciuta dallart 35, 4 comma, fatti salvi gli obblighi stabiliti dalla
legge nellinteresse generale. Costituisce una forma di tutela del diritto di espatriare per prestare unattivit lavorativa allestero.

LA LIBERTA DI CIRCOLAZIONE E SOGGIORNO A LIVELLO COMUNITARIO: E direttamente collegata allesercizio di unattivit


lavorativa in uno dei Paesi membri (unitamente alla libert di stabilimento, ovvero quelle attivit non salariate). E oggi riconosciuta
ad ogni cittadino dellUE dallart 45 della Carta dei diritti fondamentali dellUE.
LITA riconosce il diritto di ingresso e di soggiorno,subordinando per questultimo per periodi non superiori a 3 mesi, ad alcune
condizioni: il cittadino ha diritto di soggiornare nel territorio nazionale se lavoratore o iscritto presso un istituto pubblico o privato
riconosciuto per seguirvi come attivit principale un corso di studi o di formazione professionale, ed se dispone per se stesso e per i
propri familiari di risorse economiche sufficienti.

LA LIBERTA E SEGRETEZZA DELLE COMUNICAZIONI (ART 15 COST)


Caratterizzata da due elementi: lintersoggettivit(la comunicazione deve essere indirizzata ad uno o pi soggetti det) e attualit.
Larticolo fa rif.to ad ogni forma di comunicazione e non alla sola corrispondenza in senso stretto (comprende quindi anche la posta
elettronica), deve essere inteso nel senso pi ampio possibile venendo a tutelare sia la posizione soggettiva del mittente che quella
del destinatario della comunicazione.

Le limitazioni alla libert e segretezza delle comunicazioni possono avvenire legittimamente soltanto per atto motivato dellautorit
giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge e sono anche in questo caso garantite da una doppia riserva, di giurisdizione e di
legge.

LA LIBERTA DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO (ART 21 COST)


Larticolo riconosce a tutti la libert di manifestare il proprio pensiero con qualsiasi mezzo di diffusione, nonch il libero uso dei
mezzi di divulgazione.
La Corte, nella sua prima sentenza, ha chiarito come il concetto di limite sia insito nel concetto stesso di diritto, nel senso che,
nellambito dellord.to, le varie sfere giuridiche devono di necessit limitarsi reciprocamente, affinch queste possano coesistere
nellordinata convivenza civile.

Art 21, ultimo comma:


Stabilisce il limite esplicito del buon costume concernente tutte le manifestazioni del pensiero, ad eccezione di quelle artistiche e
scientifiche, che godono della tutela rafforzata dallart 33 Cost.
ULTERIORI LIMITI IMPLICITI: quelli che discendono dai diritti alla personalit(tutela dellonere, reputazione e riservatezza altrui);del
diritto dautore, varie forme di segreto(di Stato, dufficio, professionale) e infine il limite dellordine pubblico.

LA LIBERTA DI INFORMAZIONE trova riconoscimento anche a livello comunitario nellart 1 della Carta dei diritti
fondamentali dellUE, ovvero un interesse generale della collettivit allinformazione (ad informare e ad essere informati). La
giurisprudenza ha dedotto lesigenza di una effettiva tutela del principio del pluralismo dellinformazione, che va difeso contro
linsorgere di posizioni dominanti o comunque preminenti, tali da comprimere sensibilmente questo valore fondamentale. E da
queste premesse che il legislatore ha dettato le diverse forme per assicurare il pluralismo nella stampa e nel sistema
radiotelevisivo. Per finire con la pi recente disciplina comunitaria delle comunicazioni elettroniche.

LA LIBERTA DI STAMPA lunica disciplinata analiticamente dalla Cost, quale mezzo di diffusione tradizionale.
Art 21, 2 comma:
La previsione costituzionale diretta a sottrarre la stampa a controlli preventivi (autorizzazioni o censure) e di sottoporla a misure
di controllo successivo alla pubblicazione, quale il sequestro, esclusivamente sotto la doppia garanzia.
Art 21, 3 comma:
Il sequestro possibile soltanto per atto motivato dellautorit giudiziaria nel caso di delitti o nel caso di violazione delle norme che
la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili.; e nel caso in cui vi sia assoluta urgenza di procedere al sequestro e
non sia possibile il tempestivo intervento dellautorit giudiziaria.
Art 21, 5 comma:
Prevede che il legislatore possa imporre lobbligo di rendere noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica, al fine di
assicurare la trasparenza della propriet. A questultima disp stata data attuazione con la legge di riforma delleditoria, la
n.416\1981, che ha introdotto il primo esempio di normativa antitrust applicato ad un settore economico, dettando norme , sulla cui
applicazione imparziale chiamata a vigilare lAutorit per le garanzie nelle comunicazioni, dirette ad impedire i processi di
concentrazione della propriet editoriale. E volta ad assicurare il pluralismo informativo.

La Corte ritiene che la legittimit della riserva allo Stato dellattivit radiotelevisiva su scala nazionale si possa giustificare onde
evitare laccentramento di questa attivit in situazioni di monopolio ed oligopolio di privati.

LA LIBERTA DI ESPRESSIONE E DI INFORMAZIONE A LIVELLO COMUNITARIO: La libert di pensiero tutelata dallart 10


della Carta dei diritti fondamentali dellUE, mentre lart 11 garantisce la libert di espressione, intesa come libert di comunicare
liberamente le proprie idee ed opinioni, precisando che tale libert include anche quella di ricevere informazioni o idee, senza alcun
tipo di ingerenza da parte delle autorit pubbliche. Nella disp, trova riconoscimento la libert dinformazione che viene in
considerazione in entrambi i suoi profili, tanto in quello attivo (di informare), quanto in quello passivo (di ricevere le informazioni).

LA LIBERTA DELLARTE E DELLA SCIENZA (ART 19 COST)


La Cost fa og.to di specifica protezione da indebite ingerenze da parte dello Stato (ai sensi dellart 33 cost), assicurando alle
istituzioni di alta cultura, universit ed accademie il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. La
Cost affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura(art 9,1 comma) concretizzandolo tanto nel
riconoscimento del potere dello Stato di dettare le norme generali sullistruzione, quanto nellintroduzione del principio del
pluralismo scolastico, ossia nellobbligo per lo Stato di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi (art 33, 2 comma) e nel
correlato diritto di istituire scuole ed istituti di educazione( la c.d. libert della scuola).

LA LIBERTA DELLARTE E DELLA SCIENZA A LIVELLO COMUNITARIO: Proclamate nellart 1 della Carta dei diritti
fondamentali dellUE

LA LIBERTA DINSEGNAMENTO DELLARTE E DELLA SCIENZA (ART 33 COST)


Lattivit dinsegnamento non si deve porre in contrasto con quelli che sono gli orientamenti ideologici o confessionali dellistituzione
privata.
LE LIBERTA COLLETTIVE
Il loro esercizio presuppone il concorso di una pluralit di sog.ti, accomunati da un unico fine.

LA LIBERTA DI RIUNIONE (ART 17 COST)


Inteso come uno degli strumenti necessari per la soddisfazione di quellinteresse fondamentale delluomo vivente in societ, di
scambiare con gli altri le proprie conoscenze, opinioni, convinzioni .(sent. n. 90/1970)

Art 17, 1 comma:


La riunione si deve svolgere pacificamente e senza armi, per escludere che il suo esercizio possa avvenire in modo socialmente
dannoso o pericoloso

La libert di riunione caratterizzata dalla volontaria compresenza di pi persone, in un medesimo luogo, per il perseguimento di
uno scopo comune. La plurisoggettivit e lo scopo comune rappresentano caratteristiche proprie anche della libert di associazione,
da cui , la riunione si differenzia sostanzialmente per lassenza del vincolo ideale intercorrente tra i componenti di una associazione.

Luogo privato: si pu accedere soltanto con il consenso del sog.to che ne abbia la giuridica disponibilit.
Luogo aperto al pubblico: pu accedere chiunque, anche se a det condizioni fissati da chi ne ha la disp giuridica (pagare biglietto).
Luogo pubblico: pu accedere chiunque, a prescindere da permessi di sorta, come pu essere una strada.

Larticolo prevede lobbligo di preavviso allautorit di pubblica


sicurezza. Preavviso che non significa richiesta di autorizzazione.
E alla possibilit del divieto preventivo soltanto per comprovati
motivi di sicurezza e di incolumit pubblica.

LA LIBERTA DI ASSOCIAZIONE (ART 18 COST)


Ritenuto dalla Corte espressione di una vera e propria libert sociale dei cittadini.

Art 18, 1 comma:


Il diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. (Introduzione di
una riserva in favore della sola legge penale).
Larticolo assicura alle associazioni una sfera di azione potenzialmente eguale a quella garantita ai singoli individui.

Art 18, 2 comma:


Introduce due limiti specifici, vieta espressamente: le associazioni segrete (ad essere vietata non sono le associazioni segrete in
s, ma soltanto quelle associazioni che perseguono il fine di condizionare i poteri pub, svolgendo unattivit di interferenza illecita sui
processi di decisione politica) e le associazioni paramilitari (lassociazione, per essere definita tale, deve essere organizzata sulla
base di una struttura gerarchica interna di tipo militare, e sotto il profilo finalistico, persegua scopi politici, anche indirettamente).

LA LIBERTA SINDACALE (ART 39 COST)

Art 39, 1 comma:


Riconosce la libert.
Larticolo si presenta come affermazione integrale della libert di azione sindacale; libert che stata rafforzata dallapprovazione
della legge n. 300\1970, il c.d. Statuto dei lavoratori che viene proprio a garantire a tutti i lavoratori la libert di costituire
associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivit sindacale allinterno dei luoghi di lavoro (art 14).

Art 39, 2 comma:


Ai sindacati non pu essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di
legge.
Art 39, 3 comma:
condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
Art 39, 4 comma:
I sindacati registrati hanno personalit giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare
contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce

La giurisprudenza ritiene che dispieghino efficacia anche nei confronti di quelli non iscritti, dal momento che fissano i trattamenti
retributivi minimi inderogabili dai contratti individuali.

LIBERTA DI ASSOCIAZIONE POLITICA (ART 49 COST)


Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica
nazionale.

LIMITAZIONE:
Art 98, 3 comma:
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i
funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.

La legge n. 121\1981, relativa al personale civile e militare dellamministrazione di pub sicurezza, se si esclude il divieto di svolgere
attivit inerenti ad un det partito politico stabilito dal legislatore per i giudici costituzionali e per i membri del CSM, nonch la
previsione delliscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa del magistrato a partiti politici.

Ad oggi, le uniche forme di controllo sulla vita interna dei partiti sono di carattere strettamente finanziario e sono state introdotte
con la legislazione sul finanziamento pub dei partiti, anche per via referendaria. Si disposta, inoltree, labolizione del
finanziamento pub diretto, secondo un meccanismo graduale attuatosi nel 2017. [vedere]

LE LIBERTA COLLETTIVE A LIVELLO COMUNITARIO: Sono riconosciute in maniera unitaria nellart 12, 1 comma della Carta
dei diritti fondamentali dellUE, che riconosce la libert di riunione pacifica e la libert di associazione a tutti i livelli e nellart 12, 2
comma, sul ruolo dei partiti politici nel contribuire ad esprimere la volont politica dei cittadini dellUnione.

I DIRITTI SOCIALI
I diritti sociali sono stati relegati in una situazione di minorit, conseguente alle vicende storiche della loro affermazione. Con la
Costituzione di Weimar nel 1919, avvenuta la prima codificazione nelle Costituzioni scritte.
Nella Costituzione italiana il catalogo dei diritti sociali contiene una classificazione sotto il profilo tematico, che pone al centro la
persona umana.
La giurisprudenza costituzionale ha finito per riconoscere i diritti sociali come diritti perfetti, offendo ad essi una piena protezione
di livello costituzionale.

Allinterno dei diritti sociali si propone una distinzione fra quelli:


- originari (o incondizionati) attengono ai rap.ti giuridici che si istituiscono su libera iniziativa delle parti (es: diritto alla retrib
proporzionata) e possono essere fatti valere direttamente dagli eventi di diritto nei confronti della controparte.
- derivati (o condizionati) il god.to dipende dallesistenza di unorganizzazione necessaria e idonea allerogazione della
prestazione og.to dei diritti stessi e presuppongono lintervento legislativo.
Lattuazione dei diritti sociali condizionati caratterizzata da necessaria gradualit, da ragionevole ponderazione con gli altri valori
costituz primari e con le esigenze del bilancio; il che non esclude che anche tali diritti siano valori costituzionali primari.

La Corte costituzionale ha tracciato un equilibrio fra la garanzia dei diritti sociali a prestazione e le esigenze economico-finanziarie
e di bilancio. La ricerca di questo equilibrio potrebbe essere rimessa in discussione dalla recente riforma costituzionale che ha
introdotto il principio del pareggio di bilancio. Questa riforma rischia di compromettere la possibilit di una tutela effettiva dei diritti
sociali. Tuttavia, la Corte, pur ribadendo la discrezionalit legislativa nella scelta degli strumenti volti a tutelare la finanza pubblica,
ha affermato che il criterio di ragionevolezza circoscrive tale discrezionalit e vincola tali scelte.
Recentemente si avanzata la proposta di un welfare generativo, ossia il riconoscimento dei diritti sociali quali diritti a
corrispettivo sociale, consistente nello svolgimento di attivit utili alla collettivit.

DIRITTO AL LAVORO (ART 35 COST)


Considerato come fondamentale diritto di libert della persona umana, che si estrinseca nella scelta e nel modo di esercizio
dellattivit lavorativa. Il disposto ha una funzione introduttiva rispetto a tutte le altre successive previsioni in materia lavoristica.

Lo Stato ha lobbligo di indirizzare lattivit di tutti i pub poteri, e dello stesso legislatore, alla creazione di condizioni economiche,
sociali e giuridiche che consentano limpiego di tutti i cittadini idonei al lavoro.

Art 35, 1 comma:


Impone ai pubblici poteri la tutela del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, perseguendo la cura della formazione e
dellelevazione professionale dei lavoratori.
Art 35, 2 e 3 comma:
Promozione degli accordi e delle organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

ART 36 COST
Il disp detta la regolamentazione su alcuni punti essenziali del rap.to di lavoro (retribuzione, durata della giornata lavorativa, riposi
settimanali e ferie annuali), offrendo una garanzia ai pi importanti diritti sociali interni al rap.to di lavoro stesso.

Art 36, 1 comma:


Disciplina il contenuto dellobbligo retributivo in termini di proporzionalit ed assume, cos, un concetto di giusta retribuzione che non
mero corrispettivo del lavoro, ma compenso del lavoro, proporzionale alla sua quantit e qualit e, che deve essere sufficiente ad
assicurare a costoro unesistenza libera e dignitosa (Corte, sent. n. 559/1987)

Art 36, 2 e 3 comma:


Larticolazione della prestazione lavorativa fatta og.to di garanzia costituzionale per quel che concerne la durata delle pause. La
ratio comune dei commi quella di tutelare la personalit morale e fisica del lavoratore al fine di consentirgli di vivere quella
esistenza libera e dignitosa, che rappresenta lautentica chiave di volta dellintera disciplina costituz del rap.to di lavoro.

ART 37 COST
Introduce il divieto di operare nellambito del rap.to di lavoro discriminazioni a danno delle donne e dei minori, imponendo nel
contempo una particolare tutela per la lavoratrice madre (1 comma), che si evoluta, da una tutela essenzialmente fisica ad una
tutela diretta ed autonoma della maternit e dellinfanzia, onde consentire alla donna ladempimento della sua essenziale funzione
familiare.

Art 37, 2 e 3 comma:


La Repubblica deve assicurare con norme speciali la tutela del lavoro dei minori, avendo particolare riguardo al limite minimo di
et per il lavoro salariato

ART 38 COST
Il disp prefigura lanalisi del sistema di sicurezza sociale.

Art 38, 1 comma:


Garantisce lassistenza sociale. Tutela generale accordata alla generalit dei cittadini che versano in stato di bisogno, in quanto
scaturante dallinabilit al lavoro collegata alla mancanza di mezzi necessari per vivere.
Art 38, 2 comma:
Garantisce la previdenza sociale, ovvero il diritto di avere mezzi adeguati alle loro esigenze di vita, al verificarsi di infortuni,
invalidit , vecchiaia etc..

RAGIONI DELLE DIFFERENZE TRA I DUE TERMINI: Sia nella diversit dei sog.ti beneficiari, nel contenuto finalistico e nel diverso
sistema di finanziamento delle due prestazioni: mentre, il rap.to giuridico assistenziale prevede dal lato attivo il diritto del cittadino
al mantenimento ed allassistenza sociale e dal passivo lobbligo di prestazioni assistenziali dirette a provvedere ai mezzi necessari
per vivere, fondate unicamente sulla solidariet generale; il rap.to giuridico previdenziale prevede dal lato attivo il diritto dei
lavoratori ad essere forniti dei mezzi adeguati alle loro esigenze di vita e,dal lato passivo lobbligo di prestazioni previdenziali idonee
a garantire la realizzazione di tale diritto, alimentate dalle contribuzioni versate durante i periodi lavorativi e, dunque, attraverso un
modello di tipo mutualistico assicurativo.

E evidente che resti poi affidata alla sua discrezionalit lattuazione dellarticolo, compatibile da un lato con le disponibilit della
finanza pubblica e, dallaltro, con la necessaria gradualit nellevoluzione del sistema di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

IL DIRITTO DI SCIOPERO (ART 39 COST)


Rappresenta lo strumento pi efficace di autotutela degli interessi collettivi dei lavoratori, ed il cui riconoscimento garanzia di
effettivit della stessa libert sindacale (ex art 39) e inoltre idoneo a favorire il perseguimento dei fini di cui al 2 comma dellart 3
Cost.

LArt 40 Cost riconosce costituzionalmente il diritto di sciopero (ma non di un contrapposto diritto di serrata, la quale si presenta
come un atto penalmente lecito).

LIMITI AL DIRITTO DI SCIOPERO:


La giurisprudenza determina lampiezza costituzionale del diritto di sciopero, qualificato come un diritto individuale ad esercizio
collettivo, condizionato s dallesistenza di un contratto di lavoro, ma non necessariamente relativo al rap.to giuridico istaurato con il
datore di lavoro, tanto da risultare esercitabile anche nei confronti di altri sog.ti.

Il diritto di sciopero di solidariet ed economico-politico sono riconosciuti legittimi nel loro esercizio. Infine, il legislatore, con la
legge n.146/1990 riconosce uno statuto speciale a due forme di sciopero: quello effettuato a difesa dellordine costituzionale e
quello posto in essere per gravi eventi lesivi dellincolumit e della sicurezza dei lavoratori. Si introduce, cos, la prima disciplina
legale che interviene a regolamentare lesercizio del diritto di sciopero limitatamente ai servizi pubblici essenziali e ,che opera
soltanto nella misura strettamente necessaria a garantirne il bilanciamento con gli altri diritti fondamentale della persona.

Il legislatore demanda allautonomia collettiva il compito di specificare il concetto di prestazioni minime che anche in occasioni di uno
sciopero debbono essere comunque assicurate e affida, invece, a unapposita Commissioni di garanzia per lattuazione della
legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, il potere di valutare lidoneit degli atti di autonomia collettiva posti in essere
per assicurare il contemperamento tra il diritto di sciopero e i diritti degli utenti dei servizi pubblici.

Il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata assicurato dallart 15 della Carta dei diritti
fondamentali dellUE, trova posto nel Capo II, intitolato alla Libert. Le restanti norme in materia lavoristica si trovano tutte
inserite nel Capo IV intestato alla Solidariet , per effetto di unimpropria assimilazione dei temi lavoristici alle politiche di welfare.
La sezione relativa alle norme lavoristiche riconosce:
- Il diritto dei lavoratori allinformazione e alla consultazione nellambito dellimpresa (art 27);
-Il diritto di negoziare e concludere contratti collettivi, nonch quello di intraprendere (in caso di conflitti di interessi), azioni collettive
per la difesa dei loro interessi, tanto ai datori di lavoro che ai lavoratori (art28);
-Il diritto di accesso ad un servizio di collocamento gratuito (art 29);
- Il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato (art30);
-Il diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose (art31,1 comma), in cui si pu rinvenire il diritto ad unequa retribuzione,
attraverso uninterpretazione estensiva dellespressione condizioni di lavoro;
-Il diritto ad una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali ed a ferie annuali retribuite
(art 31,2 comma);
-Il diritto del lavoro minorile e la protezione del lavoro svolto dai giovani (art32);
-I diritti della donna lavoratrice (art 33, 2 comma);
-Il diritto alla sicurezza ed allassistenza social (art 34).

IL DIRITTO ALLA SALUTE (ART 32 COST)


La giurisprudenza costituzionale ha definito tale diritto un valore costituzionale primario sia per la sua inerenza alla persona umana,
sia per la sua valenza di diritto sociale e ne ha riconosciuto la scomposizione nei due aspetti (fondamentali entrambi) di diritto
dellindividuo e di interesse della collettivit.
La Corte, con la sent. n. 455/1990, ha affermato la compatibilit del concetto di diritto inviolabile con quello di diritto sociale a
prestazioni positive, a sottolineare che nella tutela alla salute, sono ricomprese situazioni giuridiche diverse:
- Il diritto alla complessiva situazione di integrit psico-fisica della persona umana in tutte le attivit in cui si realizza la sua
personalit;
- Il diritto ai trattamenti sanitari ( garantito ad ogni persona come un diritto costituzionale. Il che comporta che tale diritto diviene per
il cittadino pieno e incondizionato nei limiti in cui lo stesso legislatore predisponga adeguate possibilit di fruizione delle prestazioni
sanitarie).

Art 32, 2 comma:


Introduce il tema dei trattamenti sanitari obbligatori, da considerarsi leccezione rispetto al principio generale.
Le condizioni di legittimit costituzionale alle quali deve sottostare qualsiasi legge impositiva di trattamenti sanitari obbligatori vanno
rinvenute oltre che nella riserva relativa di legge statale, anche in un limite di contenuto alla legge, rappresentato dal rispetto del
limite irriducibile della persona umana, e nella necessaria compresenza dellinteresse alla salute del singolo ed anche della
collettivit, questultimo quindi, prevale soltanto nei casi in cui la sua tutela non contrasti ma coincida con la tutela della salute
individuale.

IL DIRITTO ALLA SALUTE A LIVELLO COMUNITARIO: Garantito dallart 35 della Carta dei diritti fondamentali dellUE.
Il diritto alla salute trova un collegamento con lart 9, 2 comma Cost, come diritto ad un ambiente salubre. Il
valore dellambiente assurge a valore primario e assoluto e pu configurarsi sia come interesse della collettivit alla difesa
ambientale, sia come diritto soggettivo individuale.
Con il d.lgs n.195/2005, si riconosce e garantisce un vero e proprio diritto di accesso alle informazioni ambientali. Da tale istituto, si
poi sviluppato il c.d. accesso civico, introdotto dallart 5 del Codice della trasparenza.

IL DIRITTO ALLAMBIENTE SALUBRE A LIVELLO COMUNITARIO: Lambiente ha costituito da sempre uno degli scopi essenziali
della Comunit, anche se solo con lapprovazione, nel 1986, dellAtto Unico Europeo si effettivamente formalizzato, che ha
inserito un titolo espressamente dedicato allambiente nel testo dei Trattati. La tutela ambientale viene poi ribadita e rafforzata dal
Trattato di Maastricht nel 1992 e da quello di Amsterdam nel 1998, e ripresa, inoltre, anche dalla Carta dei diritti fondamentali
dellUE allart 37.

IL DIRITTO ALLABITAZIONE (ART 37 COST)


Tale diritto non pu essere accolto n nel suo significato forte (ovvero il diritto a ricevere in propriet un alloggio), n nel suo
significato intermedio (ovvero il diritto soggettivo del affittuario alla stabilit di god.to del proprio alloggio), perch sarebbero
incompatibili con le disp degli art 41 e 42 Cost.
Per poterlo configurare con il nostro ord.to costituz, bisogna accedere ad un suo significato DEBOLE, quale diritto strumentale e
concorrente risp.to ad altre situazioni soggettive riconosciute di bisogno.

La Corte ha riconosciuto il diritto allabitazione quale diritto inviolabile della persona diretto a garantire una vita dignitosa per
s e per gli eventuali figli, nonch la legittimit delladozione di una legislazione di sostegno allacquisto della prima
abitazione in favore dei giovani lavoratori subordinati. Tuttavia, ha precisato che anche quello allabitazione, come ogni altro
diritto sociale, tende ad essere realizzato in proporzione alle risorse della collettivit.
Il decreto legge n.47/2014, conv in legge n.80/2014, a norma del cui art 5 chiunque occupa abusivamente un immobile
senza titolo non pu chiedere la residenza n lallacciamento a pub servizi in relazione allimmobile medesimo e gli atti
emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge. Tale disp sembra presentare profili di illegittimit
costituzionale, in quanto va ad incidere su diritti fondamentali della persona.
IL DIRITTO ALLABITAZIONE A LIVELLO COMUNITARIO: Art 34, 3 comma della Carta dei diritti fondamentali dellUE
riconosce e tutela il diritto allassistenza abitativa, volto a garantire unesistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse
sufficienti.

IL DIRITTO ALLO STUDIO (ART 34 COST)


Si articola nella garanzia della libert di scelta della scuola e nel diritto a ricevere un insegnamento, grazie allintervento attivo di tutti
i pub poteri, a garanzia proprio delleffettivit del diritto allo studio.

Art 34, 1 comma:


Pone un principio nel quale la basilare garanzia dei diritti inviolabili trova espressione in rif.to a quella formazione sociale che la
comunit scolastica.

Art 34, 2 comma:


Listruzione dellobbligo garantita dalla sua gratuit
Art 34, 3 e 4 comma:
Listruzione superiore garantita anche a chi, capace e meritevole, (sia privo di mezzi), mediante borse di studio, assegni alle
famiglie ed altre provvidenze pubbliche.

Il 3 comma dellart 38 Cost, si occupa dellistruzione e dellinserimento lavorativo delle persone disabili, riconoscendo ad
essere il diritto alleducazione e allavviamento professionale. A tale norma costituz stata data attuazione soprattutto con
la legge n.104/1992, il cui art 12 sancisce il diritto soggettivo dei disabili alleducazione ed allistruzione a partire dalla
scuola materna e fino alluniversit. La Corte ha qualificato come diritto fondamentale il diritto del disabile allistruzione,
precisando che la sua fruizione deve essere assicurata attraverso misure di integrazione e di sostegno.

IL DIRITTO ALLISTRUZIONE A LIVELLO COMUNITARIO: Sancito dallart 14,1 e 2 comma della Carta dei diritti fondamentali
dellUE, ed contenuto nel Capo II relativo alle Libert, dal momento che riconosciuto come libert sia dei privati di creare istituti
di insegnamento, sia dei genitori di scegliere il tipo di istruzione da impartire ai propri figli.

LE LIBERTA ECONOMICHE
Titolo III, Parte Prima, dedicato alla disciplina dei rap.ti economici, nel cui il primo gruppo di articoli riguardano i rap.ti di lavoro (da
35 a 40 Cost), mentre gli altri investono le libert economiche (da 41 a 47 Cost).

Le forme di intervento pub nelleconomia sono costituz imposte sia dal programma di emancipazione sociale delineato dal 2
comma dellart 3 Cost, sia nel riconoscimento costituz dei diritti sociali.

Nel nostro sistema economico misto le libert economiche risultano inevitabilmente estromesse dalla sfera dellinviolabilit che
contrassegna il massimo livello di tutela dellautonomia individuale. Il che si risolve in limitazioni della sfera dei privati, realizzate
attraverso dei vincoli e riserve di carattere collettivo a carico di tali libert.

LIBERTA DI INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA (ART 41 COST)


Tale libert incontra il limite negativo dellutilit sociale, con cui non pu porsi in contrasto, ne pu recare danno alla sicurezza
umana ai sensi del 2 comma, ed il limite positivo dei fini sociali, sancito al 3 comma, verso i quali la legge pu indirizzare e
coordinare lattivit economica pub e privata.

Con la legge n.287/1990, si introdotta una legislazione generale antitrust, diretta ad impedire la formazioni di posizioni dominanti
sul mercato
ART 43 COST
Disciplina le nazionalizzazioni o le collettivizzazioni di det imprese o categorie di impse di preminente interesse generale , che
riguardino servizi essenziali di energia o situazioni di monopolio, condizionandole ad una riserva di legge rinforzata.
Proprio sulla base di questo disp si realizzato lunico caso di nazionalizzazione, quello delle imprese produttrici di energia elettrica
che ha dato vita allEnel. Tuttavia, ormai da tempo si va consolidando in una logica di libero mercato, verso la privatizzazione delle
imprese pubbliche.

IL DIRITTO DI PROPRIETA (ART 42 COST)


Lo Statuto Albertino dichiarava inviolabile tale diritto.
Riconosciuto e garantito dallart 42, incontra dei vincoli che sono finalizzati, da un lato ad assicurare la funzione sociale della
propriet ed a renderla accessibile a tutti e, dallaltro a prevedere la possibilit di pervenire sino al totale sacrificio del diritto di
propriet, attraverso il ricorso, nei casi previsti dalla legge, allespropriazione per motivi di interesse generale, salvo indennizzo (3
comma).

Il giudice costituzionale ha chiarito che sebbene lindennizzo non possa condurre allintegrale ristoro del sacrificio subito dal
proprietario a seguito dellespropriazione, non debba neppure essere apparente o puramente simbolico o non legato alle
caratteristiche del bene da espropriare, ma debba comunque costituire un serio ristoro per lespropriato. Tuttavia, ancora oggi
rimane affidato alla Corte costituzionale il difficile bilanciamento tra i rilevanti interessi pubblici e privati che entrano in giuoco nel
procedimento espropriativo. Sulla questione intervenuta anche la Corte di Strasburgo, sostenendo il diritto del privato a che
lindennizzo sia non solo equo e congruo,ma anche economicamente soddisfacente e sostanzialmente equivalente al valore della
propriet perduta.
A seguito della riforma dellart 117, 1 comma Cost, la Corte ha dovuto tenere in considerazione questa giurisprudenza, pur
affermando lesigenza di un suo bilanciamento con gli articoli costituz dedicati alla tutela della propriet e,con le sent. nn. 348 e 349
del 2007, ha dichiarato incostituzionali gli art 5-bis e 7-bis, del decreto legge n. 333/1992, conv. dalla legge n.359/1992,
relativi ai criteri di calcolo delle indennit da espropriazione ed occupazione acquisitiva.

LE LIBERTA ECONOMICHE IN AMBITO COMUNITARIO: Lart 119, 1 comma TFUE stabilisce che le politiche economiche
degli Stati membri si devono conformare ai principi,posti a fondam.to dellintegrazione europea, a favore di uneconomia di mercato
aperta e in libera concorrenza. E ci al fine di realizzare linstaurazione del mercato interno che alla base dellatto costitutivo della
comunit.
Lart 16 della Carta dei diritti fondamentali dellUE riconosce la libert dimpresa, ma per gli aspetti applicativi rinvia al diritto
comunitario ed alle legislazioni e prassi nazionali. Lart 17, 1 comma,della Carta dei diritti fondamentali dellUE riconosce il
diritto di propriet, riproducendo, in buona sostanza, lart 42 della Cost; Mentre il 2 comma introduce la tutela della propriet
intellettuale, ancora assente nel panorama costituz dei Paesi Europei.

I DOVERI COSTITUZIONALI
Sono distinti in doveri di solidariet economica e sociale e doveri di solidariet politica.
Tra i doveri in campo economico e sociale la Cost riconosce:

1. Il dovere del lavoro Art 4 Cost.


2. Lobbligo di prestazioni personali e patrimoniali Art 23 Cost , che vengono sottoposte ad una riserva relativa di legge,
secondo il principio dellautoimposizione.
3. I doveri dei genitori nei confronti dei figli Art 30, 1 comma Cost, di mantenerli, istruirli ed educarli, anche se nati fuori
dal matrimonio. A seguito dellentrata in vigore del d.lgs. n/., caduta definitivamente ogni ulteriore distinzione tra figli
legittimi e figli naturali.
4. Il dovere di sottoporsi ai trattamenti sanitari Art 32, 2 comma Cost.
5. Il dovere di istruzione Art 34, 2 comma Cost.
6. Il dovere di contribuire alle spese pubbliche Art 53 Cost, a conferma del principio delluniversalit del dovere tributario,
secondo il duplice criterio della proporzionalit (in ragione della capacit contributiva di ciascuno) e della progressivit
delle imposte (criterio che consente di ridistribuire la ricchezza sociale). In attuazione di tale articolo, stata approvata la
legge n. 212/2000, che ha introdotto lo Statuto dei diritti del contribuente, istituendo la figura del Garante del
contribuente.

Tra i doveri di solidariet politica, rientrano:

1) Il dovere di voto Art 48 Cost. dovere civico.


2) Il dovere di difesa della patria Art 52,1 comma Cost, definisce sacro dovere del cittadino, proseguendo, poi, a
disciplinare, il servizio militare, che costituisce un modo di rendere attuale il dovere di difesa. Il 3 comma richiede il
necessario adeguamento dellord.to delle Forze armate allo spirito democratico della Rep. Mentre, il 2 comma, precisa
che ladempimento dellobbligo del servizio militare, deve avvenire nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge. Il fatto che sia
stata demandata al legislatore ordinario la determinazione dei modi e dei limiti alladempimento ha indotto il legislatore
stesso a introdurre su questo fondam.to listituto dellobiezione di coscienza che a det condizioni, il servizio militare armato
pu essere sostituito con altre prestazioni di portata equivalente, riconducibili anchessere allidea di difesa della Patria, da
l momento che il vigente principio costituz dellobbligatoriet del servizio militare non esclude il riconoscimento della
coscienza individuale e dei suoi diritti. Sulla base del medesimo fondamento, il Parl.to, nellistituire il servizio militare
professionale, ha finito altres con l incidere progressivamente sulla stessa obbligatoriet del servizio, che fu
definitivamente sospeso a partire dal 1\01\2005.
3) Il dovere di fedelt alla Rep e di osservazione della Cost e delle leggi Art 54, 1 comma Cost.
4) Il dovere di adempiere con disciplina ed onere le funzioni pubbliche Art 54, 2 comma Cost

I DIRITTI FONDAMENTALI NELLA DIMENSIONE EUROPEA


Il compito della Comunit internazionale, si era affermato gradualmente e si ricollegava nella protezione dei diritti. Si tratta di un
processo segnato dalle due guerre mondiali che hanno indotto lumanit a ripensare le sue stesse strutture sociali. Il diritto
internazionale, comincia ad interessarsi degli individui e ad avvertire lesigenza di una tutela internazionale degli stessi. E la
caratterizzazione antropocentrica delle principali Carte internazionali si spiega anche come reazione agli orrori della guerra e dei
regimi totalitari.
In Europa, questo processo, si traduce nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert
fondamentali (CEDU), adottata nel 1950 dagli Stati membri del Consiglio dEuropa, la quale nasce nel solco della Dichiarazione
universale dei diritti delluomo, approvata e proclamata dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite, il 10/12/1948, cui hanno
seguito i Patti internazionali su diritti delluomo del 1966.
La CEDU si applica agli Stati membri del Consiglio dEuropa (attualmente 47), creata con il compito di instaurare una pi stretta
unione al fine di salvaguardare e attuare gli ideali che costituiscono il loro patrimonio comune, tra cui i diritti e libert fondamentali
delluomo e a tal proposto ha predisposto strutture come la Carta sociale europea riconosce i principali diritti sociali e la
Convenzione europea per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o delle pene inumani o degradanti.

LE GARANZIE GIURISDIZIONALI DEI DIRITTI RICONOSCIUTI DALLA CEDU: Le relative violazioni possono essere fatte valere
dinanzi alla Corte europea dei diritti delluomo. Ad essa possono ricorrere non solo le Parti contraenti della Convenzione ma
anche ogni persona fisica, organizzazione non governativa o gruppo di privati che pretenda di essere vittima di una violazione dei
diritti riconosciuti dalla CEDU, compiuta da uno degli Stati contraenti. La Corte non pu essere adita se non dopo lesaurimento
delle vie di ricorso interne.

MA QUALE RANGO ASSUMONO NEL DIRITTO ITALIANO LE DISP DELLA CEDU?


Le disp della CEDU svolgono una funzione promozionale nei confronti delle disp nazionali in termini di diritti. Oggi, dopo la riforma
del Titolo V, le disp della CEDU sono ritenute idonee a vincolare il legislatore, al punto da det lincostituzionalit di un intervento
normativo che non sia ad esse conforme. La Corte, afferma che leventuale incompatibilit tra una norma legislativa e una norma
CESU si presenta come questione di legittimit costituzionale per violazione dellart 117, 1 comma Cost.
Le disp della CEDU integrano il parametro costituzionale, ma non acquistano la forza delle norme costituzionali, rimanendo pur
sempre ad un livello sub-costituzionale e,inoltre, devono essere conformi a Cost.
Esiste un margine di apprezzamento nazionale che deve essere funzionale ad assicurare lintegrazione delle garanzie. Con rif.to
degli obblighi internazionali non pu mai essere causa di una diminuzione di tutela rispetto a quelle gi predisposte dallord.to
interno, ma deve costituire strumento efficace di ampliamento della tutela stessa.

LA CARTA EUROPEA DEI DIRITTI SOCIALI E nata con lo scopo di integrare e completare lo spettro di tutela dei diritti offerto
dalla CEDU. Non stata preposta una Corte ad hoc, ma nel 1996 stato istituito il Comitato europeo dei diritti sociali, preposto al
controllo del rispetto della Carta sociale da parte degli Stati. Esiste inoltre la possibilit di presentare reclami collettivi al Comitato
europeo dei diritti sociali, da parte di organizzazioni sindacali nazionali ed internazionali, organizzazioni di datori di lavoro ed ONG
internazionali.

Trattato sullUnione europea Art 6

1. L'Unione si fonda sui principi di libert, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali, e dello
stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri.
2. L'Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libert fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quali risultano dalle tradizioni
costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario.
3. L'Unione rispetta l'identit nazionale dei suoi Stati membri.
4. L'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche.

E stata fornita la base legale per ladesione dellUnione alla CEDU, la cui adozione richiede una deliberazione allunanimit del
Consiglio europeo, previa approvazione del Parl.to Europeo e degli Stati membri e, previo parere della Corte di Giustizia se richiesto
da uno Stato membro o dalla Commissione.
In assenza di un formale atto di adesione alla CEDU, ha avuto come suo motore principale la giurisprudenza della Corte di Giustizia
delle Comunit europee. In origine, infatti, i diritti delluomo avevano un riconoscimento solo parziale nei trattati istitutivi delle
Comunit europee.
A partire dalla met degli anni 60, di una rilevante giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema di diritti fondamentali, riconosciuti
come parte integrante del diritto comunitario in quanto principi generali e dai Trattati internazionali relativi alla tutela dei diritti
delluomo cui tali Stati hanno aderito, specie dalla CEDU.
La Corte di Giustizia rivendica a s anche il compito di garantire losservanza dei diritti fondamentali. Prevede una procedura
sanzionatoria nei confronti degli Stati che commettano violazioni gravi e persistenti dei diritti umani, nonch (per lef.to del Trattato di
Nizza del 2001), la possibilit di attivare in via preventiva analoga procedura per accertare se esista un rischio di violazione.
Listituto dellAgenzia dellUE per i diritti fondamentali ha il compito di raccogliere, analizzare e diffondere informazioni e dati
rilevanti in materia dei diritti fondamentali. In questo processo si inserisce la Carta dei diritti fondamentali dellUE adottata il
12\12\2007 a Strasburgo. Dal 1\12\2001 divenuta parametro di legittimit dellazione degli organi dellUE.

Diritto allintegrit della persona- Art 3

1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrit fisica e psichica.


2. Nellambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
- il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalit definite dalla legge,
- il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone,
- il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro,
- il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
La Carta consolida nuovi diritti, aggiornando, ma non cristallizzando, il catalogo dei diritti nella dimensione europea. Sono diritti
enumerati dai quali possibile enucleare diritti (ancor pi) nuovi, emergenti dallevoluzione sociale e riconducibili al nuovo
fondamento positivo costituito dalla Carta.
Quanto ai rap.ti con la CEDU e con le Costituzioni nazionali va ricordato che lart 53 della Carta stabilisce che

Livello di protezione- Art 53

Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti delluomo e delle
libert fondamentali riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dellUnione, dal diritto internazionale,
dalle convenzioni internazionali delle quali lUnione, la Comunit o tutti gli Stati membri sono parti contraenti, in
particolare la convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, e dalle
costituzioni degli Stati membri.

Portata dei diritti garantiti- Art 52

1. Eventuali limitazioni allesercizio dei diritti e delle libert riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste
dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libert. Nel rispetto del principio di proporzionalit,
possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalit di interesse
generale riconosciute dallUnione o allesigenza di proteggere i diritti e le libert altrui.

2. I diritti riconosciuti dalla presente Carta che trovano fondamento nei trattati comunitari o nel trattato sullUnione
europea si esercitano alle condizioni e nei limiti definiti dai trattati stessi.
3. Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli
conferiti dalla suddetta convenzione. La presente disposizione non preclude che il diritto dellUnione conceda una
protezione pi estesa.

Ad ogni modo, i diritti fondamentali proclamati nella Carta non attengono ai rap.ti tra gli Stati europei e i propri cittadini. Essi vengono
conferiti a tutti gli individui che vivono o si trovano in un Paese dellunione. Ci esclude, che la Carta costituisca uno strumento di
tutela dei diritti fondamentali oltre che le competenze dellUE.

Si profila un riconoscimento (e una tutela) multilivello dei diritti fondamentali che si articola, su 3 piani: livello europeo,
livello CEDU e livello nazionale.