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Comino Ocrito e LOkri sannita

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Claudio Conte

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Comino Ocrito e lOkri sannita


Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni?
Tu dicevi in cuor tuo Io salir in cielo, innalzer il mio trono al di sopra delle stelle di Dio;
Mi sieder sul Monte dell'Assemblea nella parte estrema del nord
salir sulle parti pi alte delle nubi, sar simile all'Altissimo
Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondit della fossa.
(Isaia 14, 12-15)

Ci sono luoghi legati alla storia dei quali si tramandato nel tempo nullaltro che il nome, ogni
ricordo della loro esatta collocazione topografica andato perduto sprofondato nelloblio o forse
cancellati definitamente dagli eventi umani o soltanto celati sotto qualche centimetro di terra. Uno
fra questi Cominum Ocritum una localit citata da Tito Livio nella narrazione degli eventi che
coinvolsero le terre sannite del beneventano durante la campagna annibalica in Italia. Quello che
segue un lavoro di indagine e di approfondimenti del brano liviano che rapporta gli accadimenti
reali storici narrati, alle inevitabili deduzioni personali di un escursionista che ama andar per
monti inseguendo le tracce lasciate dai nostri avi. In questa ricerca sul territorio ho cercato di
comprendere quali potessero essere le dinamiche strategiche che portarono Annone generale
cartaginese, a recarsi a Cominum Ocritum e da qui risalire alla funzione che questa localit
doveva svolgere a quel tempo. Percorrendo per questo sentiero storico tutto in salita nella ricerca
del filo conduttore fra narrazione e topografia ci si imbatte in numerose biforcazioni che non ho
potuto non percorrere a loro volta ottenendo nuovi ed importanti spunti che, sebbene in apparenza
sembrerebbero condurci fuori tema, hanno consentito di osservare, da angolazioni differenti, la
nostra Comino, collocandola, in una cornice geografica ben precisa che ovviamente, essendo
soltanto frutto di ipotesi personali, suscettibile sia di smentite che di conferme che nel tempo
potrebbero scaturire da auspicate ricerche archeologiche concrete. Approfondiremo letimologia di
Cominium Ocritum, sconfinando nelle sue omologie nelle lingue osco-umbre, fino a giungere allo
studio della particolare organizzazione basale delle comunit italiche ed in particolare quella degli
antichi Umbri che, nellinsieme, potrebbero farci da modello per quella, ancora discussa, dei
sanniti. Parallelismi che portano in modo quasi naturale, ad ipotizzare una ricostruzione della
organizzazione territoriale del telesino in particolare e delle aree circostanti del medio corso dei
fiumi Calore e Volturno.
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Estratto riassuntivo da Ab Urbe Condita di Tito Livio,


Libro XXV, 13-14
Anno 212 a.C Annibale si trova nei pressi di Taranto, i consoli Q. Fulvio Flacco e Appio Claudio
Pulcro, inviati dal senato di Roma, sono giunti nel Sannio e si sono accampati nei pressi di
Bovianum. Il movimento delle truppe romane allerta Annibale che da abile stratega qual intuisce
rapidamente che lobiettivo dei due eserciti inviati da Roma assediare Capua, la seconda citt pi
importante ricca e popolosa dItalia dopo Roma. Capua ha dimostrato pi volte la propria lealt
nei confronti del condottiero cartaginese. Annibale sa che deve raccogliere quanto pi frumento e
giumente da inviare il prima possibile ai capuani per far si che essi possano resistere il tempo
necessario affinch lesercito promesso da Cartagine abbia il tempo di unirsi al suo, troppo stanco
e logorato da mille battaglie. I Capuani cos come tutte le citt campane alleate ai cartaginesi,
erano state impossibilitate a coltivare e seminare le loro campagne per lazione di disturbo dei
romani, quindi quellanno non cera stato alcun raccolto e gi cominciavano a patire la fame.
Annibale cos, decise di inviare il generale Annone con un forte esercito nel Sannio in soccorso di
Capua. Il generale Annone alla guida delle sue armate cartaginesi lascia il Bruzio (Calabria) dove
si trovava e si sposta, evitando i romani, fino a giungere nei pressi di Beneventum, fedele colonia di
Roma che mai aveva pensato di passare dalla parte di Annibale neanche dopo la terribile disfatta
dei romani a Canne, solo lultima della lunga serie consecutive di disastrose sconfitte . Il generale
Annone stabilisce il suo accampamento a circa tremila passi (circa 4,5 km) dalla citt di
Beneventum in posizione sopraelevata su di un Colle o Monte ben difeso (forse Castelpoto?). Ai
piedi del Campo militare cartaginese, nei pressi del fiume Calore, giunsero beni di tutti i generi
compreso frumento, giumente e tutto il necessario per poter rifornire la citt di Capua . Ma il
giorno convenuto per il trasferimento dei prodotti verso la citt campana, giunsero un numero
esiguo di carri di molto inferiore a quanti pattuiti con i campani, per questo motivo la stragrande
maggioranza di quei generi alimentari restarono a terra e non presero la via di Capua. Livio
riferisce che Annone fu molto irritato della disorganizzazione ed indolenza dimostrata dai capuani
che, a parole sue neanche la fame che infiamma le bestie mute poteva smuovere la solita
indolenza dei campani. Probabilmente la reazione irritata di Annone derivava dalle possibili
ricadute strategiche sfavorevoli che quell episodio comportava e che al contrario,
avvantaggiavano i romani concedendo loro del tempo prezioso che avrebbero speso per
organizzare le opportune contromisure. Quel ritardo avrebbe potuto compromettere il successo
della missione affidatagli, egli era a conoscenza della posizione dei romani accampati molto vicino
nei pressi di Bojano e che avrebbero potuto raggiungerlo presto esponendolo ai rischi di un
inevitabile scontro. Nonostante ci costretto suo malgrado, a convenire con i campani una nuova
data per l'evacuazione di tutti i generi alimentari, nel frattempo egli decide di lasciare
laccampamento portando con s una parte dellesercito, in cerca di altro frumento. Forse la notte
stessa della sua partenza o successivamente , una delle due legioni romane stanziate a Bojano,
marcia in direzione di Beneventum raggiungendola prima del mattino, il comandante della legione,
entrato in citt, viene informato di tutti i recenti movimenti dei punici e del via vai di civili e carri
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dall'accampamento nemico. La mattina del giorno successivo al loro arrivo a Beneventum, i


romani attaccano il campo cartaginese, lazione offensiva viene respinta una prima volta dai
difensori, favoriti dalla loro posizione rialzata ma, dopo unincertezza momentanea dei romani,
lattacco viene ripetuto e questa volta riesce, i nemici vengono sbaragliati e i romani si
impossessano dellaccampamento nemico e di tutte le merci accumulate nei suoi pressi. Annone,
che si trovava a Comino Ocrito viene informato della caduta del campo cartaginese e rapidamente
lascia Comino e sia avvia in direzione del Bruzio.

I FATTI STORICI RICAVATI DAL RACCONTO LIVIANO


da Ab Urbe Condita Libro XXV, 13-14
1. Il generale Annone pone il suo campo a circa 3000 passi romani, circa 4,5 Km da
Beneventum in posizione sopraelevata
2. Annone era stato inviato nel Sannio da Annibale che temeva, dalla presenza di due eserciti
consolari nella regione, che essi si stessero apprestando ad unassedio a Capua. Per questo
motivo fu inviato il generale punico con la missione di racimolare quanto pi grano
possibile dai territori Campani liberi dai romani e parte del Sannio, da inviare a Capua
ridotta allo stremo dalle incursioni romane che non avevano consentito di effettuare la
seminagione e quindi la raccolta di grano e di altri prodotti agricoli.
3. I due eserciti consiliari romani, comandati da Fulvio Flacco e Appio Claudio Pulcro erano
gi accampati presso Bovianum, la loro presenza era gi nota ad Annone fin dallinizio
della sua missione quando era stanziato ancora nel Bruzio.
4. Annone ordina ai territori circostanti alleati dei cartaginesi (Irpini e parte dei campani) di
inviare generi alimentari, giumente e quantaltro al suo accampamento e ai campani di
inviare in un giorno prestabilito, numerosi carri per poterli prelevare.
5. Lesercito cartaginese in parte impegnato nello scortare i carichi di frumento dai
territori alleati fino allaccampamento.
6. I capuani inviano soltanto 400 carri e pochissimi animali da soma, per cui Annone, irritato
per il pericoloso contrattempo, costretto a riformulare una nuova data per il carico delle
merci restanti.
7. Annone con una parte dellesercito lascia il campo e va in cerca di altro frumento dai
territori circostanti.
8. Il Campo cartaginese fu allestito con opere fortificate sul versante pi accessibile al nemico
mentre sullaltro era protetto da unaccesso fortemente scosceso. Allinterno di questi vigeva
caos dovuto allandirivieni di civili campani, che ne aveva compromesso ogni disciplina
militare, una quota dellesercito di Annone era assente dal campo dato che era impegnato a
fare da scorta ai carri carichi di alimenti.
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9. Lesercito di Fulvio Flacco, avvisato da unambasceria beneventana dei movimenti


cartaginesi e campani e solo dopo il contrattempo del ridotto numero di carri inviati da
Capua, si sposta in una notte fin sotto Benevento (percorre circa 55 km)
10. Fulvio Flacco, giunto al mattino a Benevento fa montare un semplice ed essenziale
accampamento per la notte, poich alla quarta veglia notturna (intorno alle 3 di notte?) ,
avrebbero marciato verso il vicino campo nemico. Infatti lasciati gli impedimenta e bagaglio
a Benevento, vi giunger prima dellalba.
11. Lesercito romano attacca il Campo Cartaginese alle prime ore del mattino e ne viene
respinto una prima volta data la favorevole posizione in rilievo del campo nemico. Dopo
aver riordinato le idee riattacca e sbaraglia i punici, si impossessa di tutti i generi alimentari
ivi conservati e destinati ai capuani e li trasporta a Benevento. Tutto avviene nello stesso
giorno.
12. Annone che si trovava a Comino Ocrito, viene avvisato della caduta del campo
cartaginese e quindi fallita la missione principale, si ritira verso il Bruzio.

IPOTESI DEDOTTE

1. Annone, prima che i romani giungessero a Benevento, lascia il campo in cerca di altro
frumento dirigendosi verso Cominum Ocrito.
2. Annone non poteva ignorare la reale possibilit che le due legioni romane stanziate a
Bojano, iniziassero una manovra di avvicinamento alle posizioni dei cartaginesi, tenuto
conto che con il suo esercito si era appena accampato praticamente a ridosso delle mura di
una importantissima colonia romana qual era appunto Benevento.
3. Annone lascia laccampamento sicuramente dopo aver valutato attentamente i rischi di un
eventuale attacco nemico che avrebbe potuto svolgersi durante la sua assenza, certamente
la sua partenza risulta strana dato il contesto mutato in seguito allo spiacevole intoppo
rappresentato dall arrivo del carriaggio campano insufficiente al trasferimento dei
prodotti accantonati presso il campo.
4. Annone nel decidere di partire, portando con s una parte dellesercito ed indebolendo di
fatto le difese dellaccampamento, sembra confidare troppo nella posizione topografica
strategica del suo campo posto in posizione sopraelevata montuosa/collinare (forse
Castelpoto?), oppure valut attentamente le ricadute strategiche che avrebbero potuto
derivare a vantaggio della sua missione, nel recarsi a Comino Ocrito.

5. Andare a Comino Ocrito poteva far parte di una delle varie tappe del piano originario di
Annone, oppure costituire un ripiego strategico, una scelta suggerita date le mutate
condizioni del teatro operativo, derivate dalla negligenza dei campani nel gestire il
trasporto delle derrate alimentari. Recarvisi personalmente poteva rappresentare un
segnale di rispetto per la comunit o le comunit sannite ivi stanziate e quindi, forse, una
chance in pi di poter riparare in parte al prolungamento forzato della permanenza vicino
Benevento, dilatazione dei tempi tutta a vantaggio dei romani, giorni preziosi aggiuntivi che
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questi ultimi avrebbero potuto e saputo sfruttare appieno per approntare una pi efficace
reazione militare.

6. I romani avevano tutto linteresse ad affrettarsi in una reazione di contrasto al piano di


Annone affinch le carovane dei rifornimenti non giungessero a Capua rifornendola a tal
punto da rendere di conseguenza vano il loro intendimento originario di prenderla per fame
mediante assedio.

7. Cominum Ocritum non doveva essere situata troppo lontano da Benevento, per garantire
un breve tragitto alla carovana di rifornimenti che sarebbero partiti dal territorio che
chiamiamo Cominense in direzione del campo cartaginese, probabilmente quindi a non
pi di un giorno di cammino allincirca 2530 km.

8. Cominum Ocrito si doveva trovare in una posizione topografica dalla quale non era
possibile vedere n Benevento n lAccampamento cartaginese dato che Annone da Comino,
non assistette alla battaglia in quanto lesito di questa gli venne comunicata da messaggeri
che lo raggiunsero sul posto.

9. Gli unici alleati dei cartaginesi che potessero fornire frumento ad Annone, i cui
territori si trovavano nei dintorni di Benevento, erano rappresentati dai soli Irpini i
cui possedimenti si distendevano per molti Km in ogni direzione da Benevento tranne che ad
Ovest verso la Valle Telesina (o del Calore). I Campani come sappiamo, a parte aver
fornito un contributo di uomini utili solo per far funzionare (male) la logistica dei carri, non
poterono fornire nessun altro aiuto poich non era stato consentito loro la seminagione a
causa delle incursioni romane. Gli Irpini essendo alleati dei cartaginesi, avevano lobbligo
militare, morale e soprattutto tutto linteresse strategico affinch Capua e tutta la
Campania non capitolasse ai romani, avendo essi legato il proprio destino a quello delle
truppe di Annibale e quindi furono certamente i pi importanti fornitori di frumento
ammassato presso il campo di Annone .

10. Comino Ocrito o quello che essa rappresentava, non doveva essere ben disposta nei
riguardi dei cartaginesi se Annone ritenne necessario omaggiarla e allo stesso tempo
dare maggior peso e consistenza alla sua richiesta di viveri, recandovisi di persona
considerando quindi non sufficiente inviare semplicemente dei suoi ufficiali o alte figure
diplomatiche che gli facessero da portavoce, cosa che poteva essere sufficiente invece se la
richiesta fosse stata destinata ai fedeli alleati Irpini. Il fatto che egli si sia recato di persona
a Cominum estremamente importante tenuto conto degli alti rischi che il campo
cartaginese avrebbe corso in sua assenza privandolo oltre che del suo Comandante in
capo anche di parte del suo esercito che port con s nella missione a Comino. Da queste
considerazioni deriva il punto successivo: Cominum Ocritum non poteva trovarsi in
territorio Irpino.

11. Cominum Ocritum non poteva trovarsi nellIrpinia Beneventana.


Ripetendo quanto gi accennato nei punti precedenti, gli Irpini, alleati dei cartaginesi,
avevano tutto linteresse politico e militare affinch la campagna di Annibale avesse
successo partendo proprio dal garantire al cartaginese il possesso strategico e
fondamentale di Capua e della Campania. La perdita di Capua avrebbe reso pi probabile
la sconfitta totale di Annibale, e per gli irpini ci avrebbe significato dover subire la
terribile e inevitabile vendetta romana. Questi motivi erano pi che sufficienti per aderire
senza condizioni alloperazione vivandiera di Annone, perch mai quindi, egli si sent
costretto a lasciare il suo campo per recarsi di persona a Comino Ocrito?.
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12. Cominum Ocritum non poteva trovarsi in territorio Pentro dato che questo popolo fin
dallinizio delle campagne annibaliche in Italia, e unici fra i Sanniti, furono sempre fedeli
alleati di Roma. Lavvicinamento dellesercito romano da Bojano a Benevento, avvenuto di
notte in pieno territorio pentro, non poteva essere sfuggito allattenzione delle popolazioni
locali, i cartaginesi, a quanto pare, non vennero allertati di tali manovre, tant vero che il
campo cartaginese , da quanto ci riferisce Tito Livio, al momento dellattacco romano, fu
preso alla sprovvista. Quindi chiedere ai Pentri di inviare frumento non avrebbe avuto
alcun senso.

13. Cominum Ocritum, se non poteva trovarsi nellIrpinia Beneventana e nel Sannio Pentro, si
doveva trovare per forza di cose, in territorio Caudino, ma probabilmente non nella
Valle Caudina cio la valle di Caudio (Montesarchio o Arpaia), in quanto essa non
poteva offrire nulla, dato che il suo sistema agricolo e zootecnico erano stati messi in
ginocchio dalla dura reazione romana avvenuta due anni prima nel 214 a.C. Da quella
azione punitiva Caudio ne usc completamente devastata subendo oltre alle numerosissime
uccisioni dettate sia dal rancore romano che da calcolo strategico che facesse da monito
per il loro comportamento futuro. Venne azzerata ogni tipo di coltura agricola incendiando
campi e piantagioni, oltre alla requisizione di tutto il bestiame presente sul suo territorio.
Del resto fu proprio dal territorio della Valle caudina, percorrendo la via Appia, che la
carovana di carri con e senza il loro carico alimentare, scortati da parte dellesercito
cartaginese, transit, facendo la spola fra laccampamento Punico ad Est e Capua ad
Ovest, per cui quel poco che Caudio poteva offrire, trovandosi nel mezzo del percorso,
probabilmente era gi stato requisito dai soldati cartaginesi dallinizio della missione di
Annone e condotto a Capua. Se quindi queste erano le condizioni della vicina Valle
Caudina allora ad Annone non restava che volgere il suo sguardo verso la Valle Telesina
che, bench avesse anchessa subito insieme a Caudio la rappresaglia romana, questa fu si
severa ma meno devastatrice di quella che si abbatt nella Valle Caudina. La Valle Telesina
consentiva, allungandosi fino al Volturno, di allestire una linea di approvvigionamento
ideale, breve e veloce. Breve poich abbastanza vicino al Campo cartaginese vicino
Benevento, e veloce dato che era ben collegata sia dalla presenza del fiume Calore sia dai
rami collaterali della Via Latina che percorrevano la valle parallelamente alle due sponde
del fiume e che giungevano a Benevento.

14. Se Annone si rivolse alle popolazioni della Valle del fiume Calore (Telesino) resta da
chiarire perch si rec a Comino Ocrito e non a Telesia certamente una dei centri pi
importanti e influenti di tutta la valle. Questa decisione potrebbe far supporre che
Comino Ocrito rappresentasse un luogo di importanza superiore a Telesia, nel senso
che mentre Telesia aveva certamente una certa influenza nella Valle omonima, Comino
doveva possedere un ruolo istituzionale superiore, che poteva riflettersi attraverso
ununica possibilit e cio che Comino avesse una giurisdizione che riguardasse un
territorio pi ampio del solo Ager telesino e sotto il quale ricadesse anche quest
ultimo.

Ma se queste considerazioni ci suggeriscono il ruolo che Comino Ocrito rivest nella valle
telesina, resta da comprendere la sua natura stessa, cio essa cosa fosse, e in questa ricerca in
mancanza di altri elementi non rimane che scavare nel suo nome stesso attraverso una ricerca
etimologica.
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COMINUN OCRITUM, LE VARIANTI DEL NOME E SUA


ETIMOLOGIA
In letteratura viene spesso citata, in alternativa al nome Cominum Oritum unaltra variante
Cominum Ceritum italianizzata in Comino Cerito, nome che ha fatto supporre la collocazione del
sito storico presso la moderna Cerreto Sannita (BN). Esistono per altre varianti del nome di
Comino del tutto trascurate o ignorate, nomi che emergono da diverse copie medievali del brano di
Tito Livio il cui originale purtroppo andato perduto da lungo tempo e con esso, purtroppo, il nome
esatto della nostra localit. Secondo una ennesima copia del testo di Tito Livio T. Livii Patavini
Historiarum libri qui supersunt, Volume 21 in una nota relativa al nome di Comino, il trascrittore
menziona ben 7 nomi differenti di Comino riportate da altrettanti copisti (vedi figura 1).

Figura 1 immagine del testo dove si riportano le varianti del nome di Cominum, nel riquadro rosso.
(Glar. abbreviazione di Glareanus, Gebh. abbreviazione di Gebhardus)

VARIANTI DEL NOME DI COMINO

1) Comino Ocrito
2) Comino Cerito
3) Quomino Ocrito
4) Comino Corito
5) Comino Ocerito
6) Comino Accito
7) Comino Atico
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Ma qual il nome originale?


E quasi universalmente accettato che lesatto nome del luogo fosse Comino Ocrito poich lunico
fra i 7 nominativi esistenti che contiene le radici pi antiche di due termini tipicamente italici e che
hanno in s un significato compiuto quali Comino, derivato dallosco Comni , ed Ocrito derivato da
Okri termine anchesso osco. E probabile che i sei nomi diversi da Comino Ocrito possano essere
interpretazioni arbitrarie della grafia del nome originale. Per fare un esempio immaginiamo in
chiave moderna, di ricopiare il nome di Comino Ocrito immaginando che lautore labbia scritto
utilizzando uno stile di scrittura, che nellera digitale si definisce font, del tipo Harlow Solid
italic , la scritta Comino Ocrito appare cos :

Comino Ocrito Ognuno di noi dipendentemente dal proprio grado di acculturamento sui
termini italici potrebbe leggervi correttamente: Comino Ocrito oppure, non conoscendo affatto
il termine Ocrito, avere limpressione che riporti invece il nome di qualcosa di familiare
leggendo il similare Comino Cerito cio Comino Cerito che appare effettivamente molto
simile al nome corretto.

Un altro font che potrebbe generare lo stesso fraintendimento potrebbe essere il seguente

ossia Comino Ocrito, che potrebbe essere ricopiato come


.
Oppure adoperando un altro font del tipo Homemade Apple scrivendo Comino Ocrito, esso

appare cos: Comino Ocrito un copista potrebbe leggervi una A al posto della prima

O della parola Ocrito e ancora una cal posto della r ,soprattutto se questultima fosse appena
accennata, e ricopiare il nome come:

Comino Accito cio Comino Accito una delle effettive 7 varianti del nome originale.

Quindi se ognuno dei vari copisti succedutisi nel tempo, avesse riscritto il nome di Comino cos
come interpretato, ricopiandolo a loro volta ognuno con il proprio stile grafico personale,
avrebbe potuto ingenerare una serie di variazioni involontarie del termine in chi successivamente
avesse riletto e ricopiato quel nome con un effetto domino, errori tanto maggiori e distanti dal nome
originale quante dovessero essere state le copie successive che se ne fossero fatte del manoscritto.
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Fig. 2
Ancora oggi continua a perpetuarsi un tale tipo di errore di trascizione e sempre relativo alla
nostra Comino, infatti durante una mia ricerca sul web mi sono imbattuto su una pagina
dove al posto del termine Cominum Ceritum che si intendeva ricopiare da un testo
originale, riportato invece come Cominum Geritimi (figura 3) , errore certamente
involontario come lo furono i casi che lo hanno preceduto nelle epoche passate, dovuto
questa volta ad una svista digitale di un programma di lettura automatica il quale legge
le singole lettere secondo una propria interpretazione e le trascrive infine cos come
esso ha rilevato, errore questo, di natura comunque identica a quello che pu compiere
locchio umano soprattutto quando il cervello ignora il significato di un particolare termine.

Figura 3. errore di un software di copia digitalizzata da un testo reale. La parola Cominium Ceritum
diviene Cominium Geritmi

E interessante osservare comunque, che la parola Geritmi ha una notevole somiglianza


grafica sia con Ceritum che con Ocritum, come si pu evincere dalla figura seguente (fig. 4), e
potrebbe essere annoverata di diritto come una novella variante in epoca digitale, della
parola Ocritum.

Chiarito il probabile motivo delle numerose variazioni del nome di Comino Ocrito
cominciamo la nostra analisi sulletimologia del nome esatto.
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ETIMOLOGIA DI COMINUM OCRITUM


Il termine Cominum una parola latinizzata del corrispondente termine osco Comni come
riporta il Nazzari fra le iscrizioni di provenienza incertapervenute dal Sannio, col significato di
Luogo di Assemblea, di Riunione, del Comizio. Una variante del termine Comni riportata
nellepigrafe della Tavola Bantina dove incisa la parola Comenei che apperentemente sembra
differente ma in realt la stesso termine ma con una diversa desinenza attraverso la quale
aggiungendo la lettera e fra la m e la n di Com(e)ni e variando la finale i in ei fa
assumere al termine il significato di : Nel Luogo dellassemblea. Lo stesso etimo lo
ritroviano nell'antico umbro, lingua affine all'osco e che similmente si legge "Cumne" con il
significato identico di Collettivo, Assemblea, Comizio.
Comni quindi un luogo, un qualsiasi luogo, adibito a svolgervi delle riunioni, esso quindi pu
essere un Monte, un Bosco una Radura una Valle, un Teatro, una Citt o qualsiasi altro posto.
Probabilmente ogni Touta sannita aveva un proprio luogo di assemblea, una propria
Comino, ci suggerito dalla ripetitivit con cui ritroviamo questo toponimo, fra questi
ricordiamo la val di Comino presso Sora, oppure la nostra Comino Ocrito, e ancora una
Cominio compare presso gli Equicoli, cos come ancora era chiamata Cominio un luogo
preso dal console Carvilio durante la III guerra sannitica nella famosa battaglia di Aquilonia,
spesso confusa con la nostra Comino Ocrito ma molto probabilmente diversa dato che lo
stesso Livio le nomina entrambi in libri diversi ma soltanto ad una di esse vi aggiunge
laggettivo Ocrito, facendo intendere quindi che intendesse probabilmente distinguere i due
luoghi come territorialmente distinti.

Ci serviamo ancora una volta dellUmbro, per chiarire il significato della parola "Ocritum"
associato a Cominum, citato spesso nellitalianizzato Ocrito. Ocritum una parola che deriva
dalla radice osca Okri che come Comni ha subito una latinizzazione del termine originale, essa
ha solo apparentemente il significato di Monte, Vetta e loro sinonimi quali
Rocca,Cima Arce ma lOkri non un Monte qualsiasi, come varrebbe per il termine
similare Ocrim dei latini e dei greci, lOkri per i sanniti, cos come per gli umbri e i tutti i
popoli sabellici, il Monte, la Rocca, la Cima, lArce deccellenza con un forte significato
religioso ed istituzionale, esso il simbolo dellidentit comune.
Ci che conosciamo degli Okri in ambito sannita ben poca cosa, confondendo spesso lOkri
con le Arx (Arce) cime fortificate dei nostri monti ricalcando il significato che i romani e i
latini in generale ci hanno tramandato attraverso luso del loro termine che definisce invece
lOcrim. Per i latini lOcrim semplicemente sinonimo di un monte particolarmente
accidentato e questo ce lo rivelano le diverse fonti documentali fra le quali Festo che scrive,
riferendosi al significato del termine umbro Okrem come: Antiqui Montem confragosum
vocabant che in senso generale traduciamo come Monte precipitoso, ed ancora Tito Livio
utilizza il termine Ocrim quando afferma: Sed qui funt hi qui ascendunt altum Ocrim Chi sono
quelli che salgono quellalto Monte.. facendo intuire che lOcrim altro non che un monte. Ma
per i sanniti lOkri era ben altra cosa
I sanniti, cos come gli altri popoli di lingua osca avevano origini Sabine ossia originatisi da
quel popolo derivato a loro volta dagli antichi Umbri cos come ci riferisce Dionigi
d'Alicarnasso (II, 49), Gli Umbri cacciati dal territorio di Rieti hanno dato origine al popolo
Sabino, e poich la tradizione fa discendere dai Sabini i Sanniti (Strabone, V, 250) e dai
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Sanniti discendono i Lucani e dai Lucani i Bruzi, gli Umbri sono i capostipiti di quel gruppo
linguistico ed etnico ben definito che chiamiamo "osco-umbro" o "italico" in senso stretto. Per cui
molte delle tradizioni culturali, religiose, ed amministrative dei sanniti necessariamente
dovevano avere delle forti affinit al popolo che li aveva generati molto pi che con altri
popoli della penisola, una prova la forte somiglianza della lingua, dellalfabeto, del verso
della scrittura da destra a sinistra, dellorganizzazione federale delle varie comunit
(Toutas), delle figure dei magistrati (meddix), della verehia, del ver sacrum ossia le
primavere sacre quali sistema di colonizzazione di nuovi territori da parte di giovani
consacrati ad una divinit e chiamati sakrati, etc.
Lidentificazione delle cime di alcuni monti quali Okri cio luoghi sacri sui quali
stabilire un lucus o hortus (bosco sacro o orto recintato sacro) od anche solo una
piccola area sacra quale luko umbro, potrebbe aver poi caratterizzato pi tardi, luso
sannitico di costruire dei veri e propri templi proprio sulle cime di quei monti
probabilmente Okri, contrariamente alluso romano di edificarli nei centri abitati.
LOkri quindi la Cima sacra di un monte particolarmente accidentato,
precipitoso, un Arce, una Rocca naturale o arricchita con ulteriori opere di
edilizia militare, una Roccaforte, un rifugio con funzione alloccorrenza anche
militare, ma allo stesso tempo principalmente un santuario e soprattutto il
centro dell identit dellintera comunit (Touta).
LOkri Il Monte che assurge a simbolo distintivo della comunit locale (Pagus)
in altre parole lOkri lombellico comunitario, il punto di coagulazione delle
tante case disperse nel territorio (Trifu in umbro) e ne rappresenta il centro
religioso attraverso il quale si stabilsce il patto di alleanza fra gli elementi
umani della comunit (Touta) al cospetto dei testimoni divini tutelari di quella
comunit stessa celebrata sullOkri.

A sottolineare la profonda valenza sacra ed insieme istituzionale che lOkri riveste per la
civilt del popolo Umbro ed italico in generale ai quali i sanniti appartenevano ,
evidenziato nel testo contenuto nelle antiche Tavole Iguvine dette anche Eugubine o di
Gubbio.
Queste sono 7 tavole in bronzo ritrovate nellanfiteatro romano di Gubbio, le quali
riportano delle rigide e precise norme procedurali religiose degli antichi umbri.
In queste tavole viene citata numerose volte la parola Okre (variante locale del nome
Okri) nelle sue differenti desinenze (Okre, Okreper, Okrem etc) associata spesso a Fisiu
nella formula Okre Fisiu dal significato di Monte del Patto , tale monte oggi
identificato con il Monte Ingino praticamente addossato, contiguo e continuazione del
Monte Foce che nel suo nome parrebbe conservare lantico nome Fisiu, entrambi i monti si
trovano immediatamente alle spalle della citt di Gubbio.
LOkri Fisiu ha un importante valenza sacra tant vero che ad esso venivano sacrificati animali e
compiuti riti purificatori dellOkri stesso e della comunit iguvina (Tota iguvina) attraverso
formule invocatorie ripetitive del tipo:
-Pus veres: Treplanes: tref sif: kumiaf: feitu: Trebe: Iuvie: ukriper: fisiu: tutaper: ikuvina.- Dietro la
porta Trebulana sacrifichi tre scrofe gravide a Trebo Giovio, per il Monte Fisio e per la Comunit
Iguvina.
E ancora che il Monte Fisio fosse anche luogo di Assemblee lo si evince dalla frase:
Kumnahkle: atiieie: ukre. che si legge
Komnakle Atiiedi Okre cio:
Nel luogo delle Assemblee Atiediie sul Monte Sacro,
12

che riconducendo questa traduzione al tema principale del nostro studio, le parole
evidenziate in rosso, in latino si tradurrebbero come Cominum Ocrim e che definisce in
modo inconfutabile che il Luogo delle riunioni Iguvine si collocasse sul monte sacro e che
quindi lOkri Fisio rappresentasse lomologa Iguvina della nostra Cominium Ocritum.
Occorre ancora una volta sottolineare che nel mondo italico l Okri corrisponde al Monte
Sacro della Touta (comunit) dal profondo significato religioso e da un importante
valenza istituzionale di appartenenza identitaria, con la funzione di legante etnico al
fine di rinsaldare le comuni origini e i comuni interessi delle persone che vivevano
disperse su unarea molto ampia quale era il Pagus.
Le informazioni che ricaviamo dalle tavole Eugubine possono aiutarci a comprendere cosa si
intendesse con il termine Touta anche nel mondo parallelo sannita. Dallorganizzazione del
popolo Umbro la definizione di Touta (Tota in umbro) definisce semplicemente una comunit di
ordine di grandezza anche differenti ad esempio:

Comunit cittadina, ossia quella Touta , che vive allinterno di una Citt Stato sul modello
delle Poleis greche alla quale corrisponde anche il suo agro o territorio (Trifu) , questa
tipologia di Touta divengono sinonimo di civitas ossia quei cittadiniche vivono in quelle
citt e nellagro intorno ad essa, come per esempio la Touta Capuana o quella Pompeiana cos
come la Touta Nolana dopo la fondazione di questa (Nuvla)da parte dei sanniti, etc.

Comunit pagica, cio la Touta Pagica che vive dispersa nel territorio rurale (Trifu)
ben delimitato e prive di vere e proprie citt

Comunit Confederale o federale ossia la comunit rappresentata dallinsieme delle Touta


pagiche e/o cittadine strette in un patto federativo. Dalle tavole Iguvine le Toutas riunite in
confederazione andava sotto il nome unificante di Touta Iguvina .

Figura 4

Ad ogni Touta, indipendentemente che fosse di tipo paganica, protourbana o cittadina,


presidieva ad esse una carica istituzionale suprema quale il magistrato della comunit il
Meddiss Tuvticus (secondo Rosemberg).
13

Questo binomio concettuale (Touta, Okri, ) costituisce una specie di marcatore


culturale delle culture italiche preromane, come sostiene Prosdocimi in -Lessico
delle culture italiche- del 1978. Appare centrale quindi non solo nellumbro
delle Tavole Iguvine, ma anche nelle iscrizioni picene e sabelliche (Marrucini,
p.es.), e perfino presso i Siculi.

Poteva accadere che allinterno del Pagus vi fossero degli assembramenti di case che avevano
di conseguenza un accenno protourbano, generalmente essi si svilupparono in pianura e
definivano i Vici (Vicus) al singolare Vico, per cui un Pagus poteva comprendere al suo interno
uno o anche pi Vici di pianura. Un Pagus con il suo Vico principale era probabilmente quello
Telesino con Telesia come Vico pi importante o almeno lo fu al momento dellorigine di
quella comunit insediativa, cos come Pagus doveva essere quello Caudino con Caudium
quale Vico. Ogni Pagus nel mondo umbro e di conseguenza anche in quello italico, possedeva
un proprio Okri, simbolo di identit comunitaria e di sacralit comune e quindi con una
valenza unificatrice istituzionale oltre che etnica, e questa istituzione era estremamente
necessaria e funzionale in una societa cos dispersacome il Pagus tendenzialmente
soggetta a derive centrifughe che potevano allentare i vincoli identitari unitari e di
riflesso avrebbero potuto affievolire le azioni miranti alla cooperazione e al mutuo
soccorso tipiche di un popolo unico. Probabilmente le nuove Touta, e quindi i nuovi pagi, si
formavano attraverso dei riti simili a delle Primavere sacre utilizzate sia dagli umbri che dagli
altri popoli italici quando, giovani consacrati ad una divinit (sakrati) venivano fatti partire in
cerca di nuovi territori da colonizzare spesso seguendo un animale Totem reale o solo
raffigurato.
Probabilmente durante le festivit religiose che si svolgevano sullOkri (sulla cima), ai suoi
piedi si tenevano, come oggi per le feste patronali, dei veri e propri mercati e fiere di prodotti
che giungevano da tutti gli angoli del Pagus e dai Pagi vicini, cosa che contribuiva ad
accrescere sia gli scambi commerciali che la veicolazione delle informazioni rafforzando il
senso di fratellanza e appartenenza ad uno stesso popolo, sentimento sacralizzato dalla
solennit del contemporaneo rito religioso che si svolgeva sulla vetta del Monte sacro. molto
probabile che anche i i Pagi sanniti avessero la possibilit di confederarsi con altri Pagi a
formare una nuova Touta di livello pi ampio, una Touta Confederale a somiglianza di quella
Iguvina (di Gubbio). Informazioni sul numero di Pagi che occorressero a formare una Tota
Federale non se ne hanno, probabilmente il loro numero era differente a seconda delle
diverse aree regionali sui quali insistevano le federazioni, ma per quanto riguarda il popolo
umbro abbiamo uninformazione precisa sul loro numero costituivo, esso corrispondeva a 10
Touta, o almeno erano 10 al momento della sua costituzione, (10 touta sia pagiche che
cittadine) che formavano la Decade detta in umbro Dekuries.

Il Patto Federale della Decade iguvina (Deku o Dekuries)


La confederazione delle dieci Touta (Deku), dava prosperit ai commerci e agli
spostamenti stagionali di quel popolo di pastori. Facilitava la costruzione di nuove strade
e regolava la transumanza del bestiame lungo i tratturi che si intrecciavano tra le valli
(A. Ancillotti).
14

La cerimonia sullOkri ripete lantichissimo rituale della stipula originaria del patto federale
tra le dieci comunit fondative (la decade o dekuries), patto sancito da una opportuna
Confraternita chiamata Fratres ossia fratelli.

Figura 5. La decade Umbra, confini delle singole Tota confederate (ellissi colorate)
ed estensione complessiva del territorio della Tota Iguvina (esagono bianco), si
noti come i popoli confederati si estendessero da Ovest verso Est (freccia gialla)
per garantire allAppennino la via al mare e quindi ai commerci
15

Figura 6.

I FRATRES che in osco e umbro ha il significato di fratelli, era la Confraternita composta da


aristocratici detti Atiediii che nelle Assemblee sullOkri (nelle Comni sull Ocri),
presidiavano alle cerimonie religiose e agli affari di Stato, in tale occasione solenne si
ristabiliva e rinnovava lantico patto federativo costituitosi tempo prima. Le dieci
Toutas erano esclusivamente quelle legate dal Patto federale.
I Fratres provenivano dalle dieci Touta confederate (Decadi=Deku) in numero uguale per ogni
Touta, (10 patrizi da ogni Touta)
Ecco dalle Tavole Iguvine, come si svolgeva lassemblea della Confraternita sullOkri e
lelencazione delle Dieci Touta federate:

Alle riunioni della Dekuries (delle dieci Toutas)) [si] scelga un porco e un capro come decima a
carico della confraternita (Fratres). Al dodicesimo giorno del mese Quintile dica nella menzione:
Per l'Atiediiate e per la seconda Atiediiate; per i Claverni e per i secondi Claverni; per la Coreiate e
per la seconda Coreiate: per i Satni e per i secondi Satni; per la Peiediate e per la seconda
Peiediate; per la Talenate e per la seconda Talenate; per la Museiate e per la seconda Museiate; per
gli Iuiescani e per i secondi Iuiescani; per la Caselate, per la seconda Caselate e per la terza Caselate;
per i Peraznani.

Si noti che ai dieci popoli originari vi si sono aggiunti altri dieci, individuati da un numerale,
per un totale 20 Touta e che data la sacralit della Dekuries (decade) la quale non poteva
essere alterata nel numero, restava, con questo espediente, formalmente pari a 10 mantendo
fisso il numero originario dei nomi delle touta confederate.
16

Ogni Touta cio la Comunit del Pagus, rappresentava un microambiente rurale autonomo
sia in termini di autosufficienza alimentare che amministrativo, in pratica un mini Stato come
lo erano le Touta delle Citt Stato greco-etrusche dello stesso periodo con i loro relativo
Ager (territorio) quale loro comprensorio.
Le dimensioni territoriali del nuovo Pagus dovevano per forza di cose avere unestensione che
andava dalla minima ampiezza vitale per sostenere la popolazione in migrazione che
avrebbe costituito la sua comunit (Touta), fino ad una ampiezza territoriale massima tale da
consentire alla periferia, di poter coprire agevolmente la distanza che la separava dallOkri
affinch quest ultimo non fosse irraggiungibile e potesse quindi perdere la sua funzione
aggregante di tutta la comunit pagica. E probabile quindi che il Pagus, allatto della sua
nascita, abbia assunto inizialmente delle dimensioni minime, allargandosi poi nel tempo fino
allincontro di altri Pagus e in mancanza di questi fino ad incontrare degli importanti confini
naturali e, in mancanza anche di questi, fino a quando la distanza dei nuovi insediamenti
periferici divenisse troppo distante dal proprio Okri, distanza massima oltre la quale si
rendeva necessario fondare un nuovo Pagus imparentato a quello di provenienza con un
nuovo santuario, quindi un nuovo monte quale Okri simbolo della nuova Touta appena
costituita. Sul filo di questo ragionamento si potrebbe immaginare che i confini del Pagus non
distassero pi di un giorno di cammino dallOkri, quindi, a non pi di 20 - 25km di distanza da
questi.
LOkri quindi una Vetta sacra, unarea sacra, un santuario (non necessariamente un
Tempio) posto sulla cima di un monte accidentato, questo tipo di tendenza ad associare un
significato religioso alle vette dei monti come tramite fisico fra uomo e divino ancora
quanto mai attuale, basti pensare alle numerose Croci poste sulle vette pi significative e
panoramiche dei nostri monti. E da sottolineare che uno dei nomi attuali fra quelli ritenuti
derivati dalla antica radice Okri sia proprio Croce.

Le Touta del Medio Volturno-Calore


Allifae fece parte del Sannio fino al 326 a.C cio fino allinizio della II guerra sannitica ma gi in
precedenza nel periodo del 400- 395 a.C, cio ben prima che venisse separata dal resto del
Sannio, coniava propri didrammi.

Questo particolare potrebbe suggerire che il territorio alifano fosse una Touta
sannita con una propria autonomia tipica di un piccolo Stato che battesse una
propria moneta e probabilmente confederato ad altre Touta pagiche o
cittadine, se mai questultime ve ne furono, a formare una unica Lega
Regionale Confederata sul modello della Touta Iguvina (Figura 7), e linsieme
delle diverse Leghe Regionali Confederate, strette in alleanze suscettibili di
variazioni del loro numero, formassero lo Stato Confederale Sannita.

La tendenza a formare Touta Confederali a carattere Regionale doveva essere una esigenza
quasi spontanea per far si che le piccole comunit, quali erano le Touta pagiche, potessero
acquisire un maggior peso politico e militare su aree regionali pi vaste del loro stesso pagus,
aree regionali che spesso erano attraversate dalle principali vie che conducevano ad
importanti risorse che garantivano prosperit e potenza locale. Queste vie erano per esempio
17

gli accessi verso il mare, ai pascoli di pianura, alle vie delle transumanze o verso i ricercati
prodotti delle citt o delle colonie di altri popoli o provenienti da paesi doltre mare (leggere
la didascalia della figura 5 e figura 9). Quindi i popoli che entrarono a far parte per primi
nella confederazione dovevano essere necessariamente quelli che si trovavano lungo tali vie
di comunicazione, per garantire, agli uni e agli altri, laccesso e la protezione di quelle
direttrici tanto vitali e la forza militare necessaria per difenderle e mantenerne il possesso.
Come abbiamo visto in precedenza, una societ diffusa quindi dispersa in un esteso
territorio (trifu), quale era lorganizzazione del singolo Pagus sannita ed italico in generale,
aveva bisogno necessariamente, di un centro unificante che fungesse da legante fra gli
abitanti del pagus, basando la sua forza coesiva, su motivi religiosi ed etnici. Quindi il Pagus
con la sua comunit (Touta pagica) non poteva avere dei confini troppo distanti da questo
centro unificante. Probabilmente lOkri, per una popolazione dispersa su un vasto territorio,
avrebbe dovuto avere come caratteristica principale, quella di essere fisicamente visibile a
tutti gli abitanti della Touta. Entit territoriali troppo ampie con confini eccessivamente
distanti dallOkri e soprattutto questultimo, nascosto dal contatto visivo degli abitanti della
comunit, non avrebbe potuto assolvere in modo efficace alla loro principale funzione
unificatrice di tutta la Touta pagica.

Figura 7. Le dieci Toutas confederate a formare Figura 8. Sovrapposizione del territorio Iguvino
lunica Touta Iguvina con la sua area (esagono bianco) sullarea del territorio del
di estensione territoriale rappresanta Medio Volturno e Calore (stessa scala).
dallesagono in bianco

Da quanto sostenuto precedentemente riguardo la Touta Alifana molto probabile che in


passato possa essere esistita anche una Touta Telesina, ossia la comunit abitatrice del
Pagus Telesino che comprendeva linsieme delle case sparse nel Trifu ( Teres in osco)
rappresentato dallintera Valle Telesina e che comprendesse almeno un Vico, quello di Telesia
e magari con il Monte Acero come possibile Okri rappresentativo del pagus locale. Con un po
di immaginazione e in base alle caratteristiche dimensionali di un Pagus rispetto al suo Okri,
potremmo ricostruire le caratteristiche di questo territorio. Pu darsi che esso si estendesse
per tutta la lunghezza della valle del Calore a partire dai confini estremi ad Est al limite di
Benevento, forse i territori dellattuale Comune di Ponte, fino al fiume Titerno ad Ovest oltre il
quale cominciava il Pagus Alifano. A Nord, il territorio telesino, avrebbe potuto avere come
limite le falde, oppure le cime, dellErbano e quelle del Monte Cigno. Lungo tutto il confine Sud
il Pagus avrebbe potuto interrompersi alle falde o alle cime del complesso montuoso del
Taburno-Camposauro e che costituiva anche il confine con il Pagus della Touta Caudina (Valle
di Montesarchio), mentre sempre in direzione Sud verso lestremo Ovest del Taburno, il
confine poteva essere rappresentato dalla confluenza del fiume Calore nel Volturno oltre il
quale vi era il Pagus della Touta Saticulana e quella Caiatina (Fig. 9 e 10)).
18

Figura 9. I teorici Pagi dellarea del medio Volturno- Calore su modello Iguvino.
Lesagono in bianco rappresenta, come metro di paragone, larea corrispondente alle Dieci Touta
confederate Iguvine (le Dekuries). Le frecce colorate in marrone indicano le direttrici principali
che conducono ai tratturi (linee in giallo) e quella in rosa che portava in Campania. I popoli posti
lungo quelle Vie, avrebbero teso in modo naturale a legarsi in un patto federativo per garantire
agli uni e agli altri laccesso e la protezione di quelle direttrici, importanti e vitali vie commerciali.
Se ci fu una Confederazione delle Touta del medio Calore e Volturno queste si svilupparono
principalmente in senso Nord Est- Sud Est
19

RICOSTRUZIONE IPOTETICA DELLA SUDDIVISIONE TERRITORIALE IN PAGI, CON I


RISPETIVI VICI PRINCIPALI E GLI IPOTETICI OKRI APPERTENENTI ALLE VARIE
TOUTAS SANNITE DELLAREA DEL MEDIO CALORE E DEL VOLTURNO (il limite territoriale
dei singolo Pagi arbitrario e basato dalla uniformit territoriale e dai limiti determinati dai confini
naturali l dove sono presenti con una distanza massima, di circa 20-25 km dallOkri)

Figura 10

Pu darsi che lOkri di riferimento di tutta la confederazione, che mi piace immaginare simile
alla Dekuries umbra, fosse lOkri pi antico, quello del pagus originario dal quale
discendevano le altre comunit pagiche come da una sorta di gemmazione. Quindi esso si
doveva trovare nel territorio della Touta capostipite della Confederazione (o dekuries) che a
sua volta doveva essere quella Touta pi prossima alla Confederazione dalla quale a sua
20

volta si era essa stessa originata. In riferimento alla Valle del Calore e medio Volturno questo
Okri confederale rappresentativo della Confederazione delle Toutas del Volturno e Calore,
cio la nostra Comino Ocrito, potrebbe probabilmente ricercarsi fra quelli pi prossimi alle
possibili Vie di penetrazione, da Nord verso Sud, sia per la Valle Alifana che a per quella
Telesina, da parte dei giovani sacrati delle Toutas originarie stanziate pi a settentrione
intorno, o che comprendessero, il Matese. Seconda questa ipotesi gli Okri della Touta
confederale potrebbe collocarsi in una delle 4 rocche lungo lo sbocco di queste uniche vie
di accesso e cio:

1. Monte Cavuto nel comune di Pratella (CE)


2. Monte Cila di Castello Matese (CE)

Posti dal lato Nord Ovest e Nord rispetto la Valle Alifana e

3. Monte Cigno, condiviso fra i comuni di Cerreto e Cusano (BN)


4. Monte Toppo la Croce e Monte Croce rispettivamente alle spalle di Guardia
Sanframondi e San Lupo (Bn)

considerando le altre due vie di accesso alla contigua Valle Telesina .

Tenedo conto per della distanza che la nostra Comino Ocrito doveva avere dal campo
cartaginese di non oltre una giornata di cammino, mi sentirei di escludere le Rocche di
Monte Cila e Monte Cavuto restringendo il campo alla sola Valle Telesina.

Tornando alloggetto dello studio etimologico della nostra Comino Ocrito, in prima analisi
potremmo tradurla come Monte dellAssemblea ma non completamente corretto.
C un documento che testimonia effettivamente la consuetudine presso antichi popoli, di
tenere delle Assemblee su Monti speciali e questo documento la Bibbia. Precisamente nel
passo di Isaia 14, 12-15 in riferimento alla caduta di Lucifero dalle grazie di Dio, cita :

12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato gettato a terra,
tu che atterravi le nazioni?
13 Tu dicevi in cuor tuo: "Io salir in cielo, innalzer il mio trono al di sopra delle stelle di Dio;
Mi sieder sul Monte dell'Assemblea, nella parte estrema del nord
14 salir sulle parti pi alte delle nubi, sar simile all'Altissimo"
15 Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondit della fossa.

In osco quelle tre parole Monte della Assemblea le scriveremmo come Okri Komni
mentre in Umbro come Okre Komnakle e latinizzando entrambe le lingue le trasporremmo
in Ocrim Cominium o Cominium Ocrim col significato letterale di monte dellassemblea,
ma il nome della nostra Comino non riportato in quel modo ma come Cominum Ocritum il
che presuppone un significato differente.
Il termine Ocrito (Ocritum in latino) invece, contiene soltanto la radice Okri con laggiunta
della finale -to che in latino ha la funzione ben precisa di intensificativo e di esaltazione di
una propriet particolare che contenuta nel significato stesso della radice, per esempio
lintensificativo di Crinis Crinito, aggettivo questultimo dal significato di cosa munita di
Criniera. Ocrito quindi, in lingua italiana, si tradurrebbe con il termine in disuso di Roccato
ma purtroppo questo termine non chiarisce egregiamente il significato originale mentre, se
21

utilizziamo laltro sinonimo italiano di Okri quale Cima (precisamente Cima Sacra), la
trasformazione in aggettivo di questo termine diviene Cimato o Cimata che diversamente
dal verbo cimare, ossia privare di cima assume al contrario lunico significato di : piantato
sulla Cima (sacra), (santuario) Alto Locato, Posto sulla cima (sacra) di un Monte
precipitoso.
Quindi nel nostro caso specifico laggettivo Ocrito affiancato al nome Comino pu darle un
univoca interpretazione e cio che essa il luogo delle riunioni (assemblee) posto sullArce
Sacra. Da ci consegue che Comino possiede una duplice valenza, sia un luogo
istituzionale in quanto l che si svolgono le riunioni, che un luogo sacro, dato che si
trova su di unOkri cio una Cima santuario.

In lingua italiana peraltro il termine Acri (molto simile ad Okri) deriva dal greco Akros che ha
il significato proprio di Vetta, Cima (da Panlessico Italiano ossia Dizionario Universale della
Lingua Italiana di Marco Bognolo, anno 1839) e, ancora pi interessante, c una divinit greca
chiamato Apollo Acrita che significa proprio Apollo della Vetta poich pare che esso
fosse posto su unara proprio sulla cima di un monte ( da La Grecia descritta da Pausania di
Sebastiano Ciampi anno 1829). Da quanto detto possiamo ricavarne un parallelismo fra il
termine Apollo Acrita con il nostro Comino Ocrito ( tenendo presente per il significato italico
sacro di Okri) definendolo proprio come il Luogo di Riunione situato sulla Vetta Sacra
(Okrito).

Probabilmente il Generale Annone si rec a Cominium Ocritum proprio perch


quel luogo rappresentava il Santuario posto sulla vetta dove si svolgevano le
assemblee (Comni Okri) ma non di un singolo Pago, come poteva essere lokri
della sola Telesia (identificabile forse con Monte Acero o con Monte Pentime) , ma
dell intera Confederazione dei Pagi che comprendeva oltre a quello Telesino,
tutti quelli limitrofi che probabilmente si trovavano sulle vie che conducevano alla
pianura campana (forse lungo lattuale via per i ponti della Valle di Maddaloni) e
a quella che conduceva al tratturo per le Puglie e al Sannio Centrale attraversando
il Matese. Rivolgersi alla Comino della Confederazione significava per Annone
risparmiare tempo prezioso, in quellunica seduta confederale avrebbe potuto
chiedere sostegno alla sua missione a tutti i pagi di quel vasto territorio.

Una funzione quella di Comino Ocrito in tutto similare allOkri Fisio della
Confederazione Iguvina, l dove si riuniva la Confraternita, cio lassemblea
composta dai Fratres (fratelli), i rappresentanti Aristocratici , presi in ugual
numero da ogni Touta confederata, allo scopo di discutere decisioni attinenti al
campo politico, amministrativo, militare oltre che religioso.

Ma quali sono i Toponimi presenti nella Valle Telesina che potrebbero


conservare o derivare dallantica radice Okri che potrebbero suggerirci
una probabile collocazione di Comino ?

Innanzitutto analizziamo tutti i toponimi presenti in Italia che gli studiosi ritengono
conservare o derivare dalla la radice originaria del termine italico Okri od Okre, comprese
le loro varianti fonetiche che si attestano come (Akra-, Akri-) che ho evidenziate in verde. A
questi toponimi ne ho aggiunti altri che secondo me hanno una forte attinenza ai precedenti
che ho evidenziato in rosso ed essi sono:
22

Ocre: Comune sparso, (composto da casali sparsi) in provincia di Rieti e che deriva
in modo immutato da Ocre
Monte Ocre, comune di Ocre, Abruzzo
Otricoli: Comune della provincia di Terni, Umbria, derivato da Okriculum ossia piccolo Ocre
Antrodco: Comune della provincia di Rieti, Lazio, che deriva da Interocres ossia Inter Ocres col significato di
fra Ocres ossia fra Rocche/Arci o similarmente fra Aspri Monti
Ocri monastero in localit Balze, frazione di Verghereto, Emilia Romagna
Monte d Ocri presso comune di Leonessa, Rieti, Lazio
Ocre frazione di Leonessa, Rieti, Lazio presso Monte dOcri
Forca di Ocri, toponimo su Monte DOcri presso Ocre di Leonessa
Akri: Comune in provincia di deriva da Okri con sostituzione della O con la A con suono Akri similmente ad
unaltra derivazione in Akra
Acrito, Badolato (CZ), Calabria, a qualche chilometro dai Boschi di di Lacinia
Ocricchio, frazione di Norcia, Perugia, Umbria
Crecchio (CH), Abruzzo
Crocchia, Rossano, Calabria
Croco, nei pressi di Collemaggiore, Rieti, Lazio
Crocchi Pratella (CE)
Crichi (Calzecchi Onesti 1981, 178).: comune che comunemente inteso come derivazione del nome da Okri
Crichi Soprano, fraz. Comune di Serrastretta, Catanzaro, Calabria
Critoli, Santa Vittoria in Matenano, Marche, forse derivazione da Ocricoli (Ocriculum)
Croce/i, Crocicchio, Cerchio, potrebbero avere derivazione da Ocri/e (VI Congresso Nazionale di
Archeologia Medievale. Pr-tirages (L'Aquila, 2012)). E presumibilmente anche Cocchia, Trocchia (da Crocchia,
Crocchi), potrebbero avere una derivazione da Ocri

Foto da : VI Congresso Nazionale di Archeologia Medievale. Pr-tirages (L'Aquila, 2012)

La ricerca dei toponimi presenti nella Valle Telesina che potrebbero avere qualche
assonanza con quelli elencati sono 9, in particolare ve n uno che mostra pi toponimi
per lo stesso sito (evidenziati in blu) e sono:

1. Monte Acero per il motivo specificato precedentemete per il toponimo Akri che riassumo
nella sequenza evolutiva Okri/Akri/Akre/Acere-o

2. Localit Trocchia presso Monte Cigno fra Cerreto e Cusano (BN), che suppongo
potrebbe avere una possibile derivazione, similarmente al toponimo Antrodco, da Inter
23

Ocrim in latino, oppure Anter okri in lingua osca e dal medesimo significato di Posto fra
Okri ossia fra due o pi Okri, da Inter ocrim sarebbe derivato Inter ocri poi elimanata la
I iniziale dal nome divenuto ntrocri e quindi trocri o trocchi e quindi infine
Trocchia.
Oppure potrebbe anche derivare da DOcri nel senso di dellOkri cio che
appartiene allOkri, da cui Drochi e quindi Drocchi e infine Trocchia.
3. Toppo la Croce, Monte Sopra Guardia Sanframondi, Il nome Croce/i ritenuto
adettamento dei termini Ocre/i (VI Congresso Nazionale di Archeologia Medievale. Pr-
tirages - L'Aquila 2012)
4. Monte Croce appena dietro San Lupo
5. Santa Croce, localit presso il comune di San Lorenzo Maggiore a circa 600 m a sud
6. Croce del Gallo presso san Lupo a circa 1 Km
7. Crocelle Toppo presso San Lupo
8. Crocella a 2 Km da Casalduni dir sud-ovest
9. Tumulo Croce sul Monte Camposauro (versante telesino)

Le localit telesine che hanno una chiara FUNZIONE difensiva quale Rocca o Arce e fra
le quali potrebbe esserci la nostra Comino sono:
1. Monte Acero localit Rocca o Rocchetta
2. Monte Cigno localit La Rocca
3. Rocca di San Salvatore Telesino collina sita nel comune di S. Salvatore Telsino (BN)
4. Monte Pugliano nei comuni di S. Salvatore Telesino e Telese (BN)
5. Monte Pentime nel comune di Vitulano

La localit della valle telesina che presenta ben 6 toponimi sui 7 totali presenti
nella Valle Telesina che derivano da Okri e evoluti in Croce/Crocelle

Incrociando le localit che conservano sia la Funzione di Rocca che la


derivazione etimologica del nome Ocri otteniamo solo due localit:
1. Monte Acero
2. Monte Cigno
24

MONTE ACERO

Monte Acero visto dal Taburno

Il possibile collegamento col termine Okri sarebbe conservato nel suo stesso nome,
infatti possibile che loronimo abbia seguito un percorso etimologico simile a quello
subito dalla citt di Acri. Questultima deriva da Okri sostituendo la lettera O- con la
A-. Monte Acero quindi, potrebbe aver avuto la stessa evoluzione in Akri oppure Akre
e da questa aggiungendo la vocale e per epentesi, ossia quel fenomeno grammaticale
che interviene per addolcire un suono duro dato dallincontro di due consonanti, come
kr contenute in Akre, diviene Akere . Da qui Monte Akere che somiglia molto al
nome dellalbero Acero e quindi ne avrebbe assunto poi il nome, apparendo oggi, come
un suo fitonimo. Ma il nome potrebbe aver avuto anche un'altra evoluzione da Akre
originario che diventa in latino Arx, Arcis, sia per assonanza dei nomi, sia soprattutto,
per sinonimia di impiego quale Rocca difensiva appunto un Arce e da questa poi ne
sarebbe derivato il nome Acero.
Un altro elemento che potrebbe far risalire il nome di Monte Acero quale Ocri locale ed
la denominazione dellantico ponte chiamato di Fabio Massimo il famoso
temporeggiatore che con la sua tattica attendista e sabotatrice costitu una costante
spina nel fianco di Annibale nel Sannio. Quel ponte conosciuto dai locali anche col
nome di Ponte dell Occhio, nome quest ultimo che non trova plausibili spiegazioni,
qualcuno vorrebbe farlo derivare alla presenza in passato di piante di Olmo altri dalla
forma a schiena dasino del ponte che apparirebbe come un occhio, anche se di
campate ce ne sono almeno tre. Il nome Occhio invece potrebbe riferirsi allantico
nome del monte Acero appunto quale Ocri, quindi il ponte in et Annibalica avrebbe
potuto essere noto col nome di Ponte dell Ocri.
Nella porzione che si affaccia sulla vicina Faicchio presente una localit riportata
come Rocca che il Perugini in Memoria sullindole ed uso delle acque minerali di
Telese preceduta da un breve dettaglio istorico,1819, dichiara in un libro del 1819,
25

che vi fosse presente una struttura a pianta quadrata, che lui giudica una antica torre e
che gi alla sua epoca questa fosse dirupata e circondata da un vallo di grossi macigni
(Figura 11 )
Monte Acero presenta sulla sua sommit, che appare spianata per una evidente azione
delluomo, una delle pi estese e ben conservate cinte murarie in opera poligonale
presenti nel Sannio, che per la loro imponenza e sviluppo improbabile che essa sia
stata costruita dai pochi villaggi della zona ma sicuramente dal concorso di numerose
comunit che probabilmente andavano oltre la sola Valle Telesina. Il corretto
funzionamento del sistema difensivo simile ad una linea di sbarramento, costituita
dalle fortificazioni di San Pasquale di Faicchio alle pendici di Monte Monaco (Matese),
lo strapiombo del torrente Titerno, il collegato Monte Acero, la vicinissima Rocca di
San Salvatore, il prospiciente Monte Pugliano di Telese , il corso del fiume Calore, e
infine le pendici del Taburno, garantiva lintegrit di ben tre aree sannite
tradizionalmente tramandate con i nomi di : Caudine , Irpine e Pentre.
Un altro motivo che candiderebbe Monte Acero a Luogo speciale e di primo piano
nella valle del fiume Calore data dalla sua posizione topografica e dalla
particolarissima conformazione orografica che non poteva non colpire, ieri come oggi,
gli antichi abitatori della valle e non solo. Praticamente esso occupa una posizione
isolata ma prominente sul resto della Valle, osservabile da ogni posizione. E un
Monte che ancora oggi non passa inosservato ai visitatori che da qualunque punto
cardinale si affaccino in direzione della Valle , con la sua isolata alta sagoma a cono , si
staglia ben visibile ed inconfondibile da grandi distanze.. Ha tutti i versanti con forti
pendenze, presenta una notevole forticazione in opere poligonale che cinge la sua
sommit e che lo rende praticamente inespugnabile. Le sue caratteristiche orografiche
lo pongono in una posizione praticamente anomala nel paesaggio quasi uniforme
della Valle dove i pochi bassi rilievi non superano il dislivello di 150 - 200 metri
rispetto al resto della pianura il cui punto pi basso, si trova a circa circa 50 metri sul
livello del mare mentre, monte Acero si innalza a pi di 700 metri di altezza con circa
650 metri di dislivello dalla pianura. Esso un monte visibile da qualsiasi posizione
della Valle e oltre, ad Est visibile dai territori Irpini a Nord di Benevento (direzione
Benevento Pietralcina) e ad Ovest , oltre il fiume Volturno, svetta con la sua sagoma
ben oltre Alife fino ai Monti alle spalle di Venafro, dal lato Sud-Ovest fino vibile fino ai
Monti Tifatini a confine con la Campania storica. Dalla sua cima si pu vedere il Vesuvio
in direzione Sud Est oltre che il mare.
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Figura 11
Veduta del Monte Acero e in rosso la fortificazione apicale (posteriormente) e i ruderi
della localit Rocchetta (anteriormente)
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Ruderi di murature e cisterne dalla localit Rocca o Rocchetta di Monte Acero

Tracce di reperti ceramici in localit Rocca di Monte Acero

In definitiva Monte Acero ha tutte le caratteristiche sia morfologiche che etimologiche per
essere stato in passato un Ocrim nel senso latino del termine ossia un arce, rocca con la sola
funzione difensiva ma non abbiamo abbastanza elementi per individuarlo anche come
Okri di tipo italico ossia con una funzione religiosa/istituzionale

MONTE CIGNO
Nei dintorni di Cerreto Sannita vi un Monte, il Cigno, del tutto particolare e dalla posizione
estremamente suggestiva, esso da chi lo osserva dalla valle, appare come un altura che
continuandosi dagli altopiani ad est dei monti sopra Cerreto si impenna bruscamente verso
Ovest formando una cima appuntita e stretta che termina in un baratro, affacciandosi sulle
forre del torrente Titerno. Questa cima chiamata comunemente Rocca del Cigno.
Monte Cigno dicevamo, tagliato sul lato Ovest da uno profondo e brusco strapiombo a
perpendicolo, intagliato dallopera instancabile delle acque del torrente Titerno che,
proveniente dalla Conca di Cusano Mutri situata alle pendici Nord del Monte, si getta nel
Volturno passando per la Valle Telesina. Il Monte del Cigno rappresenta la chiusura dal lato
Sud della valle in quota di Cusano, tranne che per la via disegnata dal greto del Titerno. La
parte superiore di monte Cigno in parte occupato da un piccolo altopiano con pascoli e
terreni in coltura che sono la continuazione del territorio coltivato in quota di Cerreto
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Sannita e che, come un dito, si insinuano fino allo strapiombo delle Forre del Titerno. Il
burrone di monte Cigno delimita quasi tutto il contorno di questa montagna, presente sui
lati a Nord- Est, Nord, Ovest, Sud- Ovest e in modo pi attenuato ma con pendenze
significative, verso Sud ossia il lato che guarda la Valle Telesina e Cerreto Sannita. La porzione
Est invece, si continua come un istmo, con una pendenza decisamente pi dolce, allaltopiano
retrostante, e all incrocio del termine di questo collegamento si trova il Tempio Italico, oggi
chiesa della Madonna della Libera. Il tempio era probabilmente dedicato a qualche divinit del
Pantheon sannita: Mefite, Ercole, Flora o, come ritengo pi probabile, alle due Dee agresti
italiche cerearicole Kerres e Futrei Kerriai ossia figlia di Kerres, corrispondenti alle Dee
latine Cerere Dea dellagricoltura, e dalla quale deriverebbe il nome dellattuale Cerreto
Sannita, e la figlia Libera Dea della primavera, il cui culto assorbito dalla nuova religione
stato convertito in quello dellattuale Madonna della Libera che si svolge nella Chiesa
omonima che sorge proprio sulle spoglie dellantico Tempio.

Foto della Chiesa della Madonna della Libera su basamento di un tempio italico

Ricostruzione grafica del Tempio in localit Madonna della Libera a cura dellArch. Lorenzo
Morone

Tracce del legame delle terre di Cerreto con lantico culto pagano, potrebbe essere contenuto
nel nome stesso della citt di Cerreto. Infatti la parola latina Cerritum ha il significato di
posseduto da Cerere, questo potrebbe indicare che quei territori , anticamente fossero di
propriet del tempio.
Il pianoro posto in alto del Monte Cigno, presso la cima, presenta, oltre che a spazi coltivati,
anche residui significativi di fitti ed intricati boschi decidui, percorrendo i quali, data la poca
luce che ne filtra anche in piena estate, si ha la netta sensazione di percorrere dei luoghi senza
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tempo, bui ma ricchi di fauna selvatica favorita dalla ridotta frequentazione antropica e dalla
presenza di numerose pozze dacqua sia piovana che di ruscellamento.

Vista del Monte Cigno con la Rocca e il Tempio; dal versante che affaccia sulla Valle
Telesina

La rete tratturale sotto il controllo del Cigno e con cardine il Tempio italico

Questa posizione di vedetta a controllo delle uniche 2 vie di accesso fra la pianura Campana
e il cuore del Matese, (Figura in alto) lo rendono davvero una Rocca speciale nel contesto
telesino. Il complesso sistema tratturale di quella porzione di Matese, ha come arterie
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principali, due tronconi che si sviluppano in due direttrici, una in direzione Nord, verso
Sepino (e quindi Bojano) e da l al tratturo per Candela o, proseguendo da Sepino in direzione
Nord , in prossimit di Campobasso (forse lantica Imbrinium), ci si immetteva nellaltro largo
tratturo per Lucera. Laltro troncone si sviluppava in direzione Nord-Est/Est puntando su
Morcone/Pontelandolfo (questultima forse lantica Sirpium) e quindi sulla via che dall Alta
Irpinia conduceva a Benevento, che poi la strada che percorse lesercito di Roma nella
manovra di avvicinamento al campo di Annone e che lo port sotto le mura di Benevento .

Mappa delle direttrici principali (frecce in Bianco) che conducevano dalla Valle Telesina,
passando per il Tempio italico, alternativamente a Sepino (vs Nord), oppure a Morcone e
Sassinoro a Nord- Est, da entrambe le direzioni era possibile collegarsi al Tratturo
Pescasseroli Candela (linea verde), oppure in direzione est passando per Sirpium
(Pontelandolfo) raggiungere Beneventum.
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Posizione di Monte Cigno, crocevia che dalla Valle Telesina conduce al cuore del Sannio e alla
Puglia mediante i due sistemi tratturali pi importanti di tutto il Sannio (percorsi in giallo)

Veduta in direzione del tempio Traccia selciata di un vecchio Una delle 4 strutture regolari
della Rocca di M. Cigno tratturo su Monte Cigno sulla cima di M. Cigno, resa evidente
dalla diversit della vegetazione
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Tracce di alcune strutture individuate sulla Rocca di Monte Cigno: due cisterne, quattro
strutture interrate di forma rettangolare-quadrata (probabilmente edifici e due lunghi
terrazzamenti

Cisterna con acqua Presenza di blocchi in tufo sulla sommit a strapiombo del
Cigno

Tracce di manufatti ceramici


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La peculiare posizione di Monte Cigno rende impossibile non immaginare che quei luoghi
abbiano rappresentato unarea importantissima e strategicamente fondamentale, soprattutto
per le ricadute economiche per tutta la Valle Telesina. Quella posizione garantiva il controllo
dellimportante crocevia della rete tratturale fondamentale sia per le periodiche transumanze
verso le pianure pugliesi sia per gli scambi di merci, prodotti e metalli provenienti dalla
pianura campana a Sud-Ovest e dalle citt delle coste Daune e quindi con il mondo dellEgeo
ad Est.

L importanza di Monte Cigno sottolineata sia dalla presenza della Rocca


sulla sua sommit, che lo designerebbe quale Ocrim latino (ossia con funzione
di Rocca/Arce di difesa) e sia quale Okri italico data la contemporanea presenza
del Tempio che ne sottolinea la valenza Sacra e quindi Istituzionale e non solo
esclusivamente difensiva, caratteristiche queste tipiche di un vero e proprio Okri
probabilmente lunico fra i vari Ocrim (Rocche difensive) presenti nella valle
telesina. Semmai la nostra Comino Ocrito si fosse trovata effettivamente sul
territorio della Valle Telesina, Monte Cigno con la sua area sacra ne rappresenta
il luogo che incarna tutte le caratteristiche tipiche di un luogo sacro (quindi
Okri) dove tenere le assemblee (Comino) , esso potrebbe essere effettivamente
la Comino Ocrito cio il Luogo di Riunione locato sulla Vetta Sacra.

Localit Trocchia di Monte Cigno (Cerreto S.) e Localit


Troccola di Monte Caraceno (Pietrabbondante)
C un altro luogo di riunioni nel sannio Pentro, che con le dovute proporzioni, mi ha sempre
ricordato quale potesse essere la funzione di Comino Ocrito, questa larea sacra presso
Pietrabbondante (IS), considerato quale luogo di riunione dellintera Nazione sannita. In
ambedue i casi abbiamo la presenza di due aree sacre lungo i versanti dei rispettivi Okri,
quello di monte Caraceno per Pietrabbondante, con appunto alle sue pendici larea dei Templi
(dato che ve n pi di uno) unitamente al magnifico teatro nel quale si svolgevano le
adunanze, e Monte Cigno per Cerreto Sannita con il Tempio Italico lungo sue falde.
Particolare inoltre una singolare somiglianza fra due toponimi presenti in entrambi i due
Okri ed entrambi alle pendici Sud dei rispettivi monti e precisamente la localit Troccola
per monte Caraceno, e localit Trocchia per monte Cigno, che sembrerebbero avere una
evidente somiglianza fonetica che potrebbe indicare una comune origine dallo stesso antico
termine legato forse alla parola Okri (vedi precedentemente lorigine della parola Trocchia) .
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La somiglianza fra i due toponimi potrebbe essere anche del tutto casuale, ma la estrema
rarit dei due nomi indurrebbe a pensare il contrario, inoltre questa quasi omonimia diviene
ancor pi interessante nel momento in cui, sempre che la coincidenza toponomastica non sia
fortuita, nellarea Troccola furono rinvenute numerose sepolture sannite risalenti al V sec a.C.
quasi tutte maschili e con corredi di armi, in una di esse in particolare, fu ritrovata una
corazza a disco probabilmente del VI sec. a.C. In localit Trocchia invece, sul pianoro superiore
di questa, sono state notate dallarchitetto Lorenzo Morone di Cerreto Sannita, delle
interessanti strutture murarie in pietra, quasi completamente interrate e lungo le pendici di
tale area, delle strutture gradonate che farebbero pensare ad un sistema difensivo con
annessa Rocca, opere queste, che meriterebbero lattenzione di qualche esperto e che
potrebbe, come nel caso di Troccola, riservare delle sorprese ( vedi Foto in basso)
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Particolari dei gradoni in localit Trocchia, pendio Sud di Monte Cigno


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Muro apicale al margine della spianata superiore di localit Trocchia

Sistema Gradonato in Localit Trocchia, alle falde meridionali di Monte Cigno (Cerreto Sannita)
Immagine gentilmente concessa dallArch. Lorenzo Morone
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Fig. 11 Localit Trocchia, in evidenza le strutture gradonate e il muro di sbarramento inferiore


rettilineo a sbarramento della strada (in giallo) che conduce al tempio italico

Muro di sbarramento inferiore, ortogonale alla strada per il Tempio e che si collega al
sistema gradonato lungo il pendio superiore a sx della strada, vedi figura 11 (precedente)
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Localit Trocchia e Tutium Rouinata


La rilevanza della Zona chiamata Trocchia alle falde di Monte Cigno in Cerreto Sannita,
potrebbe essere sottolineata anche dal fatto che essa potrebbe essere stata riportata su delle
antiche mappe del XVI sec. Su queste mappe del Ligorio riportata una curiosa localit dal
nome particolare: "Tutium rouinata, posta presso il Titerno e alle falde di un monte, situata
a valle di Pietraroja e sul vertice di un triangolo con base Telese e Faicchio. La mappa in
questione nell'insieme presenta delle forti asimmetrie e distorsioni topografiche ma almeno
vicino ai corsi d'acqua mantiene una certa proporzione per cui Tutium dovrebbe trovarsi
proprio alle falde di Monte Cigno. Laggettivo rouinata ossia rovinata, fa pensare che gi 5
secoli fa, al tempo della stesura della mappa, fosse gi ridotta a ruderi. Queste caratteristiche
topografiche potrebbero farla coincidere con la presunta cittadella dellarchitetto Lorenzo
Morone ai piedi proprio di quel monte, ma in pi vi sarebbe anche un altro indizio, proprio
sotto la localit Trocchia sfocia il torrente "Turio" nel Titerno, lidronimo Turio , a mio avviso,
conserva il ricordo volgarizzato di Tutium translitterato in italiano arcaico ossia Tutio. Dato
che gli idronimi ben conservano il loro nome nel tempo ci farebbe supporre che quel luogo
sia conseguentemente molto antico. Il nome Tutium, potrebbe, come mi fece notare
larchitetto Morone, derivare dal termine latino, corrottosi nel tempo, di Turris ossia Torre.
Questo potrebbe suggerire che in localit Trocchia vi fosse stata edificata una antica Fortezza
o citt fortificata (cittadella) o Rocca, della quale ignoriamo lepoca, la cui presenza per
giustificherebbe due cose:

1. La prima che Tutium, la fortezza o la Torre, in localit Trocchia avrebbe avuto una
duplice funzione difensiva, sia a protezione e controllo della Via della Transumanza che
passando per il Tempio conduce al Tratturo Pescasseroli Candela ed inoltre, avrebbe
costituito un valido sbarramento allunico accesso agevole alla Rocca posta in cima al
Monte Cigno.
2. La seconda che la presenza della Fortezza, o Torre detta poi Tutium, giustificherebbe
lorigine stessa del toponimo Trocchia che larea in cui si trova, che confermerebbe la
mia ipotesi sullorigine del nome come derivazione da Inter Ocrim ossia Fra due
Rocche , una costituita dalla cima del Cigno e laltra appunto dalla fortezza Tutium.
Inter ocri sarebbe divenuto Inter ocri poi elimanata la I iniziale dal nome
diventato ntrocri e quindi trocri o trocchi e quindi infine Trocchia.
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Monte Cigno e in evidenza la Localit Trocchia con lindicazione di Tutium Rovinata, Il Tempio
italico, la Rocca di monte Cigno e la via (in giallo) che conduceva a Sepino e al tratturo per le
Puglie