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ACCUSATIVO

1) Verbi intransitivi in italiano, transitivi in latino (che sia di guida il dizionario!):


caveo: mi guardo da (cave canem);
despero: dispero di qualcosa, pu reggere, oltre allaccusativo, anche il dativo o de + ablativo
(desterare aliquid; desperare sibi; desperare de pugna);
deficio ha diverse costruzioni:
- nella diatesi attiva e come verbo transitivo nel significato di manco, vengo meno ha la persona
allaccusativo e nominativo di ci che viene meno (animus nos deficit);
- nella diatesi passiva e come verbo transitivo nel significato di perdere, sentirsi mancare, ha la
persona in nominativo e la cosa in ablativo semplice o retto da a, ab (deficior animo: perdo i sensi);
- nella diatesi attiva e come verbo intransitivo nel significato di disertare, ribellarsi a, si costruisce
con a, ab + ablativo e ad + accusativo (nonnulli cives a Pompeio ad Cesarem defecerunt: alcuni
cittadini passarono dalla parte di Pompeo a quella di Cesare);
- come intransitivo con ablativo nel valore di mancare, perdere (deficio animo: mi scoraggio);
- intransitivo nel senso di venir meno, eclissarsi (Sol, Luna deficit: c uneclissi di Sole, di Luna);
- con in + ablativo ha il valore di estinguersi (maiorum virtutes in eo defecerunt: le virt degli
antenati si estinsero in lui);
sequor e composti (tranne obsequor che regge il dativo) e sector: seguo, tengo dietro a (gloria
virtutem sequitur: la gloria segue la virt).

2) Verbi intransitivi in latino ed italiano che reggono laccusativo (alcuni possono costruirsi, per,
anche diversamente, sia di guida la fraseologia del dizionario) che esprimono sentimenti dellanimo
(verba affectuum):
- verbi di sentimento: doleo (mi dolgo di); fastidio (ho a noia); fleo, defleo, lugeo (piango); horreo,
perhorreo (ho orrore di); formido, reformido (ho paura, timore); maereo (mi affliggo); rideo,
derideo, irrideo (rido di, derido); lamentor (mi lamento); miror (mi meraviglio); queror, conqueror
(mi lagno) e sinonimi.
Es.: multi Catilinam horrebant: molti avevano orrore di Catilina; reformidare angues: aver ribrezzo
dei serpenti; sapiens suam fortunam non queritur: il saggio non si lamenta della propria sorte;
- verbi di sensazione, che esprimono cio sensazione fisica anche traslata: oleo, redoleo (puzzo);
sapio, resipio (ho sapore); sitio (ho sete) e sinonimi.
Es.: vinum resipit picem: il vino ha sapore di pece; honores non sitio: non ho sete di onori;
- verbi con laccusativo delloggetto interno: alcuni verbi intransitivi hanno laccusativo di un
sostantivo derivato dalla stessa radice del verbo o di significato affine, i pi comuni sono: cenare
cenam; prandere prandium; pugnare pugnam (proelium); somniare somnium; vivere vitam; currere
cursum; iurare iusiurandum e cos via.
Es.: omnes vitam beatam vivere optant: tutti desiderano vivere una vita felice; hac nocte somnium
pulcherrimum somniavi: la notte scorsa ho fatto un bellissimo sogno.

3) Verbi di moto: molti verbi intransitivi che indicano movimento come eo (vado), venio (vengo),
curro (corro), vado (vado), volo (volo), fluo (scorro), gradior (vado), scando (salgo) e sinonimi,
diventano transitivi quando sono composti con preposizioni (circum, per, praeter, trans, ob, in) che
reggono laccusativo; assumono un significato piuttosto diverso dal verbo semplice e, diventando
transitivi, possono avere forma e significato passivo.
Es.: Romani hostium aciem circumvenerunt: i romani circondarono la schiera dei nemici; aves
transvolant Boeotiae fines: gli uccelli sorvolano i confini della Beozia; murmur contionem pervasit:
un mormorio pervase lassemblea; flumen pedibus transiri potest: il fiume pu essere attraversato a
piedi.

4) Verbi impersonali
- assolutamente impersonali (usati alla III persona singolare e allinfinito):
piget (provare rincrescimento), pudet (vergognarsi), taedet (annoiarsi), miseret (aver compassione),
paenitet (pentirsi), tali si costruiscono:
a) Persona:
- accusativo della persona che prova il sentimento: me miseret: io ho compassione; te paenituit: tu ti
pentisti; nos pigebat: a noi rincresceva; vos puduit: voi vi vergognaste; puerulos taedebat: i
pargoletti si annoiavano.
- Se la persona rappresentata da un pronome di III persona si usa eum, eam, eos, eas, es. eos
paenitebat: essi si pentivano; se tali verbi sono inseriti in una proposizione infinitiva oggettiva si
usa il pronome se, es.: Gaius dicit se paenitere: Caio dice di pentirsi. Se esprimono un rapporto di
posteriorit, non avendo il supino, si user la circonlocuzione fore ut oppure futurum esse ut +
congiuntivo presente o imperfetto: credo fore ut te paeniteat tuae negligentiae: credo che ti pentirai
della tua negligenza.
- Nella coniugazione perifrastica passiva la persona che prova il sentimento si esprime al dativo
dagente, es.: tibi paenitendum est: tu devi pentirti; vobis pudendum erat: voi dovevate vergognarvi.
b) Ci che suscita il sentimento:
- genitivo del sostantivo di cui ci si pente, ci si vergogna, etc., es: nos peccatorum nostrorum
paenituit: noi ci pentimmo dei nostri peccati; dominum servorum miserebat: il padrone aveva
compassione degli schiavi.
- Se ci di cui ci si pente, ci si vergogna, etc. rappresentato da un pronome neutro questo
espresso al nominativo, ess.: nos id numquam pudebit: noi non ci vergogneremo mai di ci; vos hoc
paenitet: voi vi pentite di ci.
- Se espresso da un verbo, si pone allinfinito oppure con quod, quia + indicativo, ess.: me piget
falsum dixisse: mi rincresce di aver detto il falso; me piget vos falsum dixisse: mi rincresce che voi
abbiate detto il falso; vos piget quod falsum dixistis: vi vergognate di aver detto il falso; nos pudet
quia cum catenis sumus: ci vergognamo di essere in catene.

Tali verbi non avendo limperativo esprimono un comando attraverso luso del congiuntivo
presente con valore esortativo: pudeat te: vergognati; pudeat vos: vergognatevi.

Quando tali verbi sono retti da verbi servili (possum, queo, nequeo, incipio, coepi, desino, soleo...)
reso impersonale il verbo servile ed i verbi impersonali sono espressi allinfinito, ess.: puerulos
solet paenitere suorum errorum: i pargoletti sogliono pentisri dei loro sbagli; potest vos paenitere:
potete pentirvi.

Quando tali verbi sono retti da verba voluntatis (volo, nolo, malo, cupio...) questi si costruiscono
personalmente ed i verbi impersonali si esprimono alla III persona singolare del congiuntivo
presente o imperfetto o allinfinito, ess.: malo me paeniteat (oppure malo me paenitere): preferisco
pentirmi; nolo me paeniteat: non voglio pentirmi; nolebam te paeniteret: non volevo che tu ti
pentissi.

5) Verbi relativamente impersonali (usati alla III persona singolare e plurale)


me fallit, me fugit, me praeterit, me latet: mi sfugge, non so, mi ignoto; me decet: mi conviene, mi
si addice; me iuvat, me delectat: mi piace. Attinet, riguarda; pertinet, spetta; spectat, concerne.
La persona alla quale qualcosa sfugge, conviene, piace, ecc., si esprime nel caso accusativo (con ad
per attinet, pertinet, spectat);
ci che sfugge, conviene, piace, ecc. , si esprime nel caso nominativo (soggetto) singolare o plurale:
superbia ne reges quidem decet: la superbia non conviene neppure ai re; te laudes decent: a te
convengono gli elogi; iudicem irasci dedecet: al giudice non si addice adirarsi; hoc ad me pertinet:
ci riguarda me; haec ad religionem attinent: queste cose riguardano la religione.
Doppio accusativo
1) Alcuni verbi transitivi attivi richiedono nel caso accusativo sia, ovviamente, il complemento
oggetto sia il complemento predicativo delloggetto: legam Valerium amicum sceglier Valerio
come amico.
Tali verbi1 sono:
appellativi (appello, voco, dico, e sinonimi), elettivi (eligo, nomino, creo...), estimativi (existimo,
puto, iudico...); esempi:
Poetae Iovem patrem deorum appellant I poeti chiamano Giove padre degli di.
Milites Hannibalem imperatorem nominaverunt I soldati nominarono generale Annibale.

2) Numerosi altri verbi quando sono accompagnati da un aggettivo o da un sostantivo in funzione


predicativa del complemento oggetto, come:
do (do), addo, adiungo (aggiungo), sumo, adsumo (assumo), trado (consegno), pono, appono
(pongo, assegno), accipio (ricevo), reddo (rendo), habeo (ho), ostendo, praesto, praebeo (mostro,
dimostro), invenio (trovo), relinquo (lascio), aspicio, animadverto (vedo, noto, osservo), cognosco
(conosco) e simili:
Virtus sola homines beatos reddit La sola virt rende gli uomini felici.
Tiberius crudelem se ostendit Tiberio si mostr crudele.
Prudentem te cognovi Ti conobbi prudente.

3) Doceo (insegno, istruisco), edoceo (insegno bene), dedoceo (faccio disimparare), celo (nascondo)
si costruiscono con laccusativo della persona a cui sinsegna o si nasconde qualcosa e laccusativo
della cosa; esempi:
Magister puerulos grammaticam docet Il maestro insegna la grammatica ai pargoletti.
Rex Bocchus Iugurtham celavit insidias Il re Bocco nascose a Giugurta lagguato.
[Docere aliquem de aliqua re = certiorem facere aliquem de aliqua re: informare qualcuno di
qualcosa. Celo al passivo si costruisce personalmente con il nominativo della persona alla quale si
nasconde qualcosa e de con ablativo di ci che si nasconde: soror celata est de reditu fratris la
sorella fu tenuta alloscuro del ritorno del fratello].

Laccusativo con i verbi di chiedere, domandare, interrogare:


a) Posco (domando, chiedo), reposco (chiedo di nuovo), flagito (chiedo con insistenza) si
costruiscono:
-con due accusativi, della cosa e della persona:
Legati pacem regem poposcerunt Gli ambasciatori chiesero al re la pace
-con laccusativo della cosa e a, ab con lablativo della persona:
Legati pacem a rege poposcerunt Gli ambasciatori chiesero al re la pace

b) Oro (prego, chiedo), rogo (chiedo pregando) si esprimono con laccusativo della cosa, oppure
con laccusativo della persona e ci che si chiede espresso con una proposizione al congiuntivo
introdotta da ut oppure ne. Esempi:
Saguntinorum legati auxilium rogaverunt Gli ambasciatori dei Saguntini chiesero aiuto
Te rogo ut hoc facias Ti prego di fare ci
Filius patrem rogabat ne abiret Il figlio pregava il padre che non partisse
2
Rogo come sinonimo di interrogo (interrogo, domando, chiedo) si costruisce come questo, con
laccusativo della persona e de con lablativo della cosa, ma se un pronome neutro va nel caso
accusativo. Esempi:

1
Da notare che i medesimi verbi usati nella diatesi passiva hanno il doppio nominativo.
2
Attenzione alla formula legale: rogare aliquem sententiam (domandare ad uno il suo parere); al passivo: rogatus
sententiam (interrogato sul proprio parere). Esempi: Tiberius consulem sententiam rogavit (Tiberio domand al console
il suo parere); Caesar, rogatus sententiam, ita locutus est (Cesare, interrogato sul proprio parere, cos parl).
Consul perfugas rogavit de hostium numero Il console interrog i disertori sul numero dei nemici
Hoc unum te rogo Ti domando questo solo

c) Peto [chiedo, domando (per ottenere)], postulo (esigo), quaero [domando, chiedo (per sapere)],
sciscitor (minformo), imploro (imploro) si costruiscono con laccusativo della cosa e con a, ab
(quaero, di preferenza, e, ex) e lablativo della persona a cui si chiede o domanda. Esempi:
Saguntini auxilium a Romanis petiverunt I Saguntini chiesero aiuto ai Romani
Caesar eadem ex illis quaerit Cesare domanda loro le medesime cose