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MARIUS SCHNEIDER

PIETRE CHE CANTANO


Studi sul ritmo di tre chiostri catalani
di stile romanico

,, Prefazione di Elmire Zolla


Traduzione di Augusto Menduni

r Con un'appendice iconografica

ISBN 8S-7746-U4-1
Marius Schneider e Fondazione L. Keimer, 1972
Arch, Milano, l'-)76
19S0 Ugo Cuanda editore S.p.A,. Strada della Repubblica 56, Parma U G O G U A N D A EDITORE
Ter/,a edi^iune: marzo 1998 I N PARMA
Prefazione
di Elmire Zolla

Rari sono i libri che possono cambiare la vita d chi l i legge:


questo uno di essi. Chi sappia cavarne tutte le deduzioni, vede
in modo nuovo la storia, ascolta altrimenti i suoni della natura
e la musica, guarda diversamente le cose. Intanto le guarda
con l'orecchio: impara a coglierne l ritmo, la vibrazione essen-
ziale. A dire di che tratta, si fa presto: Scheneider osserv i
chiostri romanici di San Cugat, di Gerona e di RipoU in Cata-
logna, annot le figure fantastiche effigiate sui capitelli asse-
gnando a ciascuno un valore musicale, quindi lesse come simboli
di note le singole figure, basandosi sulle corrispondenze traman-
date dalla tradizione india, e scopr infine che la serie corrispon-
deva alla esatta notazione degli inni gregoriani dedicati al santi
di quei chiostri. Le pietre cantavano, a saperle leggere, melodie
precise.
Fin qui ci sarebbe soltanto da rallegrarsi per un'operazione
delle pi brillanti di archeologia musicale, per l'avvio alla let-
tura musicale di chiss quanti altri complessi di scultura roma-
nica. Ma a trarre tutte le conseguenze che l caso impone, ci si
accorge che vacilla i l nostro mondo culturale di tutti giorni,
che la storia e i valori comunemente accettati tremano come
figure d'un velo dipinto. Una lama di luce rade le tenebre della
storiografia medioevale, una storia ignota emerge, si ha la prova
che si trasmettevano nel Medioevo conoscenze metafisiche simili
a quelle che avevano generato la teoria musicale ind; esisteva
una conoscenza metafisica non trascritta su pergamene, ma ur-
lata dai capitelli.

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Gli edificatori di Cluny riempivano le chiese di mostri che di volta in volta l significato simbolico. Cos, spesso si vedono
divertivano le plebi, ma che erano un linguaggio, trasmettevano affrontarsi l leone e i l toro, dagli altorilievi dell'Iran a quelli
un messaggio ai pochi in grado di comprendere. Quando san medioevali europei, e simboleggiano l'intervallo di semitono
Bernardo condannava quelle decorazioni, non sapeva dunque fa-mi ovvero la tensione primaverile fra l'estate leonina e l'in-
quel che si dicesse (tutto l'equivoco, per cui le superiori co- verno bovino, ma al calar della notte i l leone spossato ad
noscenze cluniacensi furono represse e disperse, stato chia- emettere i ! mi e i l toro possente, che ora copre la volta del
rito recentemente da Margarete Riemschnedeir su Conoscenza cielo, dove rimbombano i suoi muggiti, risuona come fa.
religiosa). I chiostri catalani non offrono soltanto uno svolgimento me-
Bisognava visitarli sotto la pioggia battente, i duomi gotici: si lodico in pietra, ma insieme alla melodia configurano l ciclo
destavano allora in vita i loro doccioni a forma di draghi, dell'anno a partire dal momento dell'anno in cui quella melodia
ne brillavano allora gli smalti colorati e, intasandosi, i loro cantata, quel santo celebrato. Come non bastasse, mettendo
condotti muggivano: ululavano le fauci d pietra, barrivano insieme tutti i dati che si ricavano dall'esame dei chiostri, si
sputando i getti dell'acqua di vita. Bisognava udirle, le catte- scopre che la successione dei capitelli altres calcolata in modo
drali. Anche alla scultura e alla pittura di molti popoli primi- da definire i l tempo dell'esecuzione musicale (l'inno di San
tivi si deve porgere orecchio. I draghi con lingua penzoloni, Cacufane, rappresentato dal chiostro, appunto, di san Cugat,
che emettono dalla bocca piante, catene, nastri, l i troviamo dalla consta di 14 crome, un tempo tipico di molta musica popolare
Colombia britannica all'Oceania, fin sulle pareti della cattedrale balcanica e mediorientale: un avviso su come andrebbe cantato
di Fermo, il gregoriano).
Vanno ascoltati, come vanno ascoltate le silenziose facce dei La danza delle spade, che ancora si pu ammirare nel contado
Maori e d'altri, tatuate di consimili motivi. Rappresentano l'urlo spagnolo, corrisponde a un giro dell'anno simile a quello fissato
primordiale, i l Verbo creatore, i l vagito del cosmo. Stanno cio dalla successione dei capitelli dei chiostri: le figure della danza
dicendo: la realt in ultima analisi ondulatoria, ogni cosa si sono via via ad essi sovrapponibili. Chiostri, inni, danze tradi-
definisce dalla sua vibrazione specifica, cio dal suo ritmo ani- zionali fornivano dunque versioni distnte di un unico seguito
matore; l'essenza delle cose la loro musica: l musicista, specie di archetipi, erano diversi modi di fare una visita agli archetipi
il tamburino, la coglie e la riproduce, dunque tutto nasce, ha del cosmo e perci diversi aspetti d'un unico rito di guarigione.
origine del suono ed in ultima analisi timbro e ritmo. Si guarisce dallo squilibrio, di qualsiasi genere, riacclimatandoci
Gli archetipi, cio le categorie, le forme essenziali della realt a tutti gli archetipi di cui la vita intessuta, perci alle singole
(o se si preferisce gli di) sono i timbri-ritmi fondamentali. figure della danza, ai singoli capitelli, ai singoli timbri-ritmi.
Poich ogni animale ha un suo grido e ritmo, a ogni animale Tutto, scultura, architettura, musica, mirava a un solo fine: che
corrisponde dunque uno spicchio del cosmo. L'arte pi meta- l'uomo armonizzasse con i l cosmo. Togliete di mezzo questo fine
fisica fa che l'uomo imiti l'animale. e che cosa di razionale rimane? Fatevi ricondurre da Schneider
al Palazzo della Ragione.
Questo i l discorso che ripetevano le gargoglie delle catte-
drali muggendo sotto gli scrosci. Si spiega dunque perch in A che vi serve una filosofia se non la potete scolpire, cantare
India (e altrove) tradizionalmente si assegnassero a certi animali e danzare? A che vi serve scolpire, cantare, danzare se cos fa-
le varie note: al fa la tigre o la capra (e la mattina), al do l'ele- cendo non imparate a conoscere gli archetipi del reale? Esorto
fante (e i l mezzod), al sol la gru o i l pavone (e i l pomeriggio), a fare attentamente i l giro di questi chiostri musicali, i l periplo
al re l pavone (e i l crepuscolo), al la l'uccello canterino o l del mondo.
pavone (e la notte), al mi i l toro (e, ancora, la notte), al si i l E. Z.
cavallo o l pesce o la rana (e l'ultima met della notte). Ma
non una serie di rapporti meccanici: i l simbolo qualcosa da ' ' % .

trattare con sensibilit; ad esempio la tigre un animale solare


e i l suo suono specifico i l fa, tuttavia quando alla sera si sdraia
affaticata, diminuisce da fa a mi. Non l'animale in s, ma la sua
sostanza sonora e i l ritmo del suo movimento ne chiariscono

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N o t i z i a sull'autore

Marius Schneider i l massimo etnomusicologo vivente. Nato i l


1 luglio 1903 a Hagenau (Alsazia), ha studiato filologia, musico-
logia, pianoforte e composizione a Strasburgo (1921-24), Parigi
(1924-27) e Berlino (1927-30); in quest'ultima citt si laureato
con una dissertazione su L'ars nova en Italie et en Trance (1930),
prima di una serie di ricerche sulla polifonia che l'hanno portato ad
estendere le sue ricerche anche ai continenti extraeuropei. Questo
minuzioso lavoro gli ha permesso di trascrivere una notevole quan-
tit di materiale inedito, le cui registrazioni furono raccolte nel
Phonogramm-Archiv di Berlino, del quale egli divenne vicedirettore
nel 1932 e, due anni pi tardi, direttore. In questo periodo avvi
un imponente lavoro di comparazione tra la polifonia extraeuropea
e quella europea medievale, che costitu la base intorno a cui elabor
la sua monumentale storia della polifonia. Dopo aver prestato ser-
vizio militare durante la guerra, nel 1944 ebbe il permesso di tra-
sferirsi in Spagna per organizzare la sezione dedicata al folklore
dcirinstituto Espanol de musicologia di Barcellona, dove ebbe modo
di approfondire i suoi studi sull'origine delle tradizioni popolari e
delle relazioni esistenti fra l'architettura medievale e la musica. Dal
1947 professore all'universit di Barcellona, nel 1955 stato chia-
mato all'universit di Colonia quale litolare della cattedra di musi-
cologia. Da allora le sue ricerche hanno privilegiato lo studio dei
significati e delle relazioni simboliche esistenti tra la musica e la
filosofia nelle religioni antiche. Dal 1966 al 1970 ha insegnato nel-
l'universit di Amsterdam.

Le sue pubblicazioni principali sono: Geschichte lcr Mehrstimmigkeil,


in due volumi (i Nalurvolker, 11 Anfange in Europa; un terzo volume
ancora inedito), Berlino, 1934-35; H origen musical de los animales-
I I
simbolo! en la mitologia y la escultura antiguas, Barcellona, 1946; La
danza de espadas y la tarantela, Barcellona, 1948; Tipologia musical y
iiteraria de la cancin de cuna en Espana, in Anuario Musical, n i ,
1948; Los cantos de lluvia en Espana. Estudio etnologico y comparativo
sabre la ideologia de los ritos de pluviomagia, ibidem, iv, 1949; Canside-
raciones acerca del canto gregoriana, Ann Arbor, 1949; IM relation entre
la melodie et le langage dans la musique chinoise, in Anuario Musi-
cal , V , 1950; Cancionero de la provincia de Madrid, in due volumi,
Barcellona, 1951-52; Les fondements intellectuels et psychologiques du
chant magique, in Colloques de Wgimont , 1952; Primitive Music, in
The New Oxford History of Music, voi. i , London, 1957 (trad. it., Mi-
lano, Feltrinelli, 1 9 6 2 ) ; L'esprit de la musique et l'origine du symbole, in
Diogene , n, 27, luglio-settembre 1959; Le rte de la musique dans la
mythologie et les rites des civilisalions non europennes, in Histoire de la
musique, voi. I , Encyclopdie de la Pliade, Paris, i 9 6 0 ; Le style vocal
dans les pays mditerranens, in Cotloque d'Hammamet , 1, Tunisi,
1963. Nel 1970 uscita presso l'editore Rusconi col titolo // significato
della musica una scelta di saggi curata dallo stesso Schneider.
Collabora a numerose riviste, fra cui Conoscenza religiosa , diretta
da Elmire Zolla, Una bibliografia della sua opera apparsa nel dizionario
Musik in Geschichte und Gegenwari ( 1 9 6 4 ) e nella rivista Ethnomusl-
cology , X I I I , 1969.

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Tesi

I l contenuto di questo libro si fonda sui risultati d


ricerche di tipo archeologico, mitologico, folclorico e mu-
sicologico sull'origine, l'essenza e lo sviluppo della simbo-
logia musicale; tali risultati furono esposti nei miei lavori,
i n lingua spagnola, riguardanti i simboli animali (1946),
la danza delle spade (1948), i canti della pioggia (1949) e
i l mito di D o n Giovanni (1951). Poich questo studio ha
come finalit interessi che attengono strettamente alla storia
dell'arte, nel primo e nel terzo capitolo sono enunciate
concisamente le nozioni preliminari, tratte dalle ricerche
sopra menzionate, indispensabili per la comprensione del
secondo e del quarto capitolo. I l lettore che volesse appro-
fondire lo studio della loro documentazione potr comun-
que ricorrere agli scritti gi ricordati o alle pubblicazioni
tedesche pi recenti, citate nel corso di quest'opera. U n
lavoro pi ampio, che svilupp ulteriormente le tesi deli-
neate nel primo capitolo, apparve nel i 9 6 0 con i l titolo
La phlosophie de la musique chez les peuples non euro-
pens neir Encyclopdie de la Pleiade , Gallimard, His-
toire de la musique, tome i , p. 131.
Scopo del presente studio quello d i rendere fruttuose
per i lettori amanti dell'arte alcime conoscenze ricavate da
altri campi dello scibile, nonch indicare nuove vie nell'in-

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dagine dell'architettura romanica. I l risultato finale porta debba manifestarsi n primo luogo nel campo della ricerca
alla formulazione d i questo principio: i l posto d i volta i n artistica tradizionale evidente, poich una nuova conce-
volta occupato da ogni sngolo capitello nella successione zione, per quanto motivata essa sia, generalmente si afferma
delle colonne dei tre chiostri benedettini q u i esaminati non non tanto i n forza delle sue prove, quanto i n base al grado
mai casuale, ma sempre determinato da un ritmo com- di ricettivit che essa incontra nel modo d i pensare e d i
plessivo, musicale o ideologico. N 'fantasia sfrenata' n sentire d i una data epoca.
'arbitrio artistico' disposero casualmente nello spazio teste M.S.
e figure di santi, animali ed esseri fantastici, ornamentazione
vegetale e scene mitologiche o bibliche, ma una severa e Barcellona-Montesquiu, settembre 1952
consapevole volont ordinatrice suddivise ingegnosamente
le superfici secondo u n piano perfettamente congegnato.
Nel portale della Cattedrale d i Santa Maria d i Ripoll
sono scolpite nella pietra 12 statue, definite prodotto d i
libera fantasia fino a quando non si comprese che esse sim-
boleggiavano i l ritmo dell'anno. Con quale d i r i t t o d'altra
parte sarebbe lecito supporre che nel convento benedettino,
dove la vita a ogni ora del giorno e della notte era subor-
dinata a una ben precisa simbologia rituale {elaborata i n
ogni minimo particolare), sorgesse all'improvviso u n chio-
stro che l costruttore avrebbe progettato senza pensare
'assolutamente a niente' o lasciandosi guidare da m o t i v i
puramente decorativi o formalistici? N o n si vuole certo
giudicare negativamente l'analisi formale, rivolta alla sem-
plice apparenza, a patto che essa non venga considerata
come scopo finale e non soffochi i l precipuo anelito umano
a ricercare i l senso o i l ritmo del t u t t o .
Solo con esitazione consegno questo libro al lettore mo-
derno, poich esso presuppone d i fatto quella fusione d i
udito e d i vista che g l i antichi cinesi definivano 'luce degli
orecchi'. Per le culture superiori orientali e per la mistica
medievale europea, questa fusione non era affatto insolita;
ma l'uomo moderno avverte ormai appena la grande i m -
perscrutabilit del mondo acustico, la policromia, la poli-
ritmia e la forza lineare del suono, da cui le antiche leg-
gende cosmogoniche facevano procedere i l mondo visibile
e tangibile. Comportando l'applicazione pratica d i questa
idea una nuova considerazione dell'arte e presupponendo
nel contempo la sua comprensione alcune conoscenze mu-
sicali, m i rendo conto che questo saggio incontrer i n m o l t i
ambienti una resistenza non lieve. Che questa resistenza

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I
D e l l a natura del suono

La scienza delle arti figurative ha prestato sinora scarsa


attenzione alla grande scoperta d i E. Seler, secondo la quale
le singolari figure d i di delle antiche culture superiori su-
damericane non sono affatto i prodotti d i una fantasia sfre-
nata, ma i l frutto d i una composizione coerente d i simboli
sonori e d i attributi mitologici.' Nel decifrare manoscritti
aztechi e quelli maya lo studioso berlinese constat che,
disponendo ordinatamente i segni o le figure, non si poteva
mai individuare una frase grammaticalmente compiuta, ma
pur sempre un ragionamento del tutto univoco. Quanto sia
profonda la radice d i questa ideografia anche nel suono
stesso della parola, lo si pu arguire dal fatto che parole d i
suono uguale furono rappresentate con i l medesimo segno
senza alcun rapporto con l loro eventuale significato o con
la diversa ortografia. Questi doli sono i n realt suoni r i -
tuali scolpiti nella pietra, di che, per colui che sa inter-
pretarli, si trasformano i n pietre sonore.
M a anche nelle antiche culture asiatiche superiori non
mancano figure fantastiche con la bocca aperta, rappresen-
tazioni d i sacerdoti e d i di che ballano e cantano i n spoglie
animali. Ci che essi rappresentavano, noi Io possiamo
conoscere solo approssimativamente; ma ancor pi diffcile
intuire ci che la loro bocca un tempo diceva o cantava.

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M a senza alcun dubbio dicevano o cantavano ci che face- gressivamente con un r i t m o , in espansione spiraliforme, d i
vano e ci che erano. Le statue sono mute, essendo fatte vibrazioni sempre pi alte e variate e per trasformarsi a
d i materia inerte. M a non dobbiamo mai dimenticare che poco a poco i n pietra e in carne. Sia m i t i della creazione
sono copie di esseri viventi, la cui pi alta e pi intensa dei popoli p r i m i t i v i , sia le cosmogonie delle culture afro-
manifestazione si esprime nella lingua, nella danza e nel asiatiche superiori ricordano u n suono cupo, sovraconcet-
canto. Ci siamo ormai abituati a un'arte che ignora l tuale, come madre del creatore del mondo. Questa 'prima
suono e spesso, ad esempio, alla vista di doccioni gotici non parola' la prima manifestazione attiva, i l primo desiderio
pensiamo affatto che essi i n realt sono vivificati soltanto che nasce dalla quiete perfetta e dall'unit dell'abisso pri-
dallo scrosciare della pioggia. I l grido rappresentato nei ca- mordiale, ossia dalla bocca, che si apre come u n uovo, della
pitelli dai mostri fantastici e dalle teste di animali dalle morte che canta.^ I l creatore stesso la 'seconda parola',
fauci spalancate, dalla loro stessa policromia, trova oggi definita sia primo tuono lampeggiante o astro canoro, sia
diffcile accesso alla consapevolezza estetica dell'osserva- aurora risonante o canto luminoso. I n Egitto i l sole ca-
tore; ma gl i artisti della Nuova Zelanda, che intagliano noro che crea i l mondo con i l suo grido luminoso; oppure
teste fantastiche cosi simili a quelle della scultura romanico- T h o t h , i l dio della parola e della scrittura, della danza
bizantina, definiscono chiaramente nastri, le piante, le e della musica, che con una risata settemplice diede vita al
catene o le lunghe lingue sporgenti dalle bocche aperte mondo generando ogni volta una realt pi grande di l u i .
quali simboli del grido o del linguaggio. M o l t e figure di Lo stesso Prajapati, i l dio vedico della creazione, era sol-
di, d i animali sacri, perfino d i interi atti cerimoniali, fu- tanto un inno. I l suo corpo era formato da tre sillabe
rono rappresentate plasticamente nell'antico Per sopra un mistiche dal cui sacrifcio canoro derivarono i l cielo, i l mare
recipiente a fischietto o sopra due vasi, collegati da u n e la terra.
condotto, i n cui era incorporato un meccanismo a struttura
Questo suono d i luce, che dapprima cre soltanto u n
d i flauto che sicuramente non traeva la sua sola origine da
mondo puramente acustico e luminoso, costituisce la so-
un'idea bizzarra, ma costituiva una componente essenziale
stanza primordiale di tutto i l creato. Con questa seconda
dell'opera.
parola ebbero origine le forme prime, cio dei suoni che
Nelle antiche rappresentazioni delle azioni cultuali non divennero visibili e comprensibili allo spirito mediante le
bisogna neppure lasciarsi ingannare dalla molteplicit d i loro differenti strutture ritmiche. Secondo taU concetti i l
ornamenti, dalla quantit di attributi mistici, dall'abbiglia- suono della parola i l suo corpo, mentre i l senso della
mento singolare e dalla variet degli strumenti rituali. Nel parola la luce che rischiara i l suono. Le forme originarie,
rituale, l'avvenimento centrale acustico. Esso si svolge definite dalla tradizione vedica ritmi-primordiali irsi), sono
entro gl i ampi l i m i t i che sono attribuibili al suono - dal b i - immagini acustiche che costituiscono al contempo i l primo
sbiglio al linguaggio e al canto, fino al grido e costituisce sacrificio, che con i l suo risuonare e i l suo smorzarsi crea
sempre l'autentico punto cruciale del sacrifcio. La 'parola' i l tempo, e u n movimento immateriale. Secondo la dottrina
rende effettiva l'azione. Inoltre i l suono costituisce l'unico ind i l potere del sacrifcio del suono {vc, parola) cos
legame esistente tra i v i v i e i loro antenati defunti o i loro grande che sin dall'inizio dei tempi di e demoni lottarono
di. Fu gi evidenziato i n altra sede^ come nelle antiche gli u n i contro gli altri per impossessarsi del potere della
cosmogonie questo collegamento sonoro corrispondesse al forza canora. A chi si impadroniva d i questo canto, veniva
concetto d i 'espansione della parola' e avesse la sua radi- conferita un'autorit infinita. Tuttavia un giorno vac sfug-
ce i n quella forza canora che, quale prima manifestazione g agli di e si rifugi (come si legge nel Tndya-Mah-
d i un pensiero, cre i l mondo: i l suono della vibrazione Brhmana V I , 5, 10-13) " ^ i ^ ^ acque, negli alberi e infine
primordiale sacrific infatti se stesso per diffondersi pro- nei tamburi e nelle cetre, negli archi e negli assi dei carri.

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y
/ / Questo significa che l mondo, i n origine di natura pura- che muove i l cosmo, i l canto costituisce anche l'unico tra-
mente acustico-intellettuale, si materializz a poco a poco mite per entrare i n un rapporto reciproco, diretto e sostan-
I con una terza 'parola'. Materializzandosi parzialmente, le ziale, con le forze pi remote. I l cantare o i l parlare r i t m i -
I immagini acustiche si trasformarono i n immagini che, ora camente sono, nel senso pi profondo del termine, una
I anche concretamente, cominciarono a diventare visibili e partecipazione diretta alla sostanza originaria dell'universo
\. I n tal modo l suono puro and i n parte perduto e un attivo incitare, produrre e agire entro i l substrato
e nacque la materia. acustico del mondo: sono un'imitazione del comando riso-
I m i t i brahmanici della creazione raccontano che i p r i m i nante che un tempo diede vita al mondo e, insieme, u n
uomini erano esseri trasparenti, luminosi e sonori che vo- ponte tra cielo e terra sulla base della sostanza musicale
lavano sopra la terra. Solo quando scesero sulla terra e comune ai due mondi. Perci gli di, che sono pure essen-
cominciarono a mangiare piante, essi persero la loro leg- ze canore, vengono n u t r i t i , anche letteralmente, d i canti
gerezza e la loro peculiare luminosit. I loro corpi diven- laudativi.
tarono opachi e l'unica realt che rimase della loro sostanza Tuttavia non solo I divini idoli di pietra, ma anche m o l t i
musicale originaria fu la voce. attributi della divinit sembrano essere semplici segni ma-
Anche la pura materia ebbe origine dalla solidificazione teriah della loro forza sonora. Cosi come i l tamburo di Siva,
delle primarie forme sonore attraverso un impoverimento anche i l martello che ritorna i n mano a Thor sembra rap-
di suono (o apparentemente divenuto persino afono). Non- presentare la forza e l'eco del divino canto del tuono. La
dimeno, secondo l'antica concezione indiana, anche nella 'piuma canora' ruota sulle acque dell'origine e con essa gli
pura materia i l vero e proprio substrato , e rimane, acu- di californiani crearono i l mondo: ci simboleggia sicura-
stico. I I suono costituisce l'elemento primordiale comune a mente i l fruscio creativo delle ali dell'uccello del tuono
t u t t i i fenomeni cosmici. Soltanto la quantit e l'intensit nella sua fase originaria. Si dice per che gli di abbiano
del suono primordiale varia d i caso i n caso. G l i di sono perso improvvisamente, nel mondo gi creato. I l rispetto
puri suoni. A partire dagli altri esseri viventi capaci d i per la parola e, d i conseguenza, una gran parte del loro
espressione vocale spontanea, fino agH oggetti che emettono potere. Quando Yima cominci a mentire (a fare u n cattivo
suoni solo se toccati, la grandezza e la qualit dell'originaria uso della lingua), perse anche la maest. U n quarto della
realt sonora diminuiscono, per certo, gradualmente; tut- parola and a M i t r a sotto la forma dell'uccello Varegan;
tavia non esiste cosa che non abbia una qualche voce na- un altro quarto lo ottenne Trataona che aveva vinto I I
scosta. Partecipa i n modo specifico della sostanza originaria mostro Dahaka. I l terzo quarto fu dato all'eroe Keresaspa
la pietra sonora, In particolare la fonolite vulcanica, cons- e cos solo l'ultima parte rimase a Yima {Avest, Yast 19,
derata la materia pi antica. Rocce che presentano u n 33-38). Una simile scomposizione dell'originaria lingua ca-
_ , aspetto esteriore pi o meno slmile a quello degli u o m i n i nora ricordata anche nella letteratura ind. La lingua
originaria era del tutto inarticolata, finch I n d r a , dopo aver
o degli animali sono ritenute addirittura di o inni pietri-
gustato i l soma, bevanda inebriante, la divise i n quattro
,' ficati. Dalla stessa concezione della natura della materia
parti. D i queste gli uomini ricevettero soltanto la quarta
deriva anche l'idea che astri, uomini e animali potrebbero
parte: le rimanenti tre parti furono donate agli ' a n i m a l i ' ,
parimenti scaturire da pietre.
agli uccelli e agli insetti {Satapatha-brhmana i v , i , 3, 16).
Da questa antica filosofia naturale ha origine la posizione
primaria che l canto e i l suo manifestarsi negli idoli d i Le voci degli animali costituiscono dunque una compo-
pietra assumevano nel culto. Poich i l suono rappresenta nente indispensabile del canto rituale. Quando i sacerdoti
la sostanza originaria comune a tutte le cose e a t u t t i gli tentarono di ristabilire per i l rito la luminosa lingua ori-
esseri e poich i l suo svilupparsi i n canto la forza canora ginaria, dovettero necessariamente includere suoni emessi

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dagli animali. Verosimilmente essi crearono l testo con l canti i n onore degli altri di. Essa raccomanda emissioni
quarto che apparteneva loro e tentarono d i cantarlo con la velate, nitide o sommesse .
primordiale forza canora rimasta agli animali imitandone i Questa razionalizzazione di un'antica magia empirica tro-
versi. G l i animali fungono da intermediari tra gli di e i va la massima concretizzazione nel sistema d i corrispon-
mortali poich la loro espressione fonetica pi vicina alla denze del Vednta e dell'antica filosofia cinese, che mette-
lingua originaria d i quanto non lo sia i l discorso articolato vano in relazione diversi suoni non solo con animali, ma
dell'uomo. Perci soltanto ai sacerdoti e agli eroi, che anche con:
comprendono la lngua degli animali, concessa una cono-
scenza pi profonda della natura acustica delle cose. Giove Marte Venere Mercurio Saturno
I n considerazione del fatto che gli animali famelici erano Aria Fuoco Metallo Acqua Terra
Est Sud Ovest Nord Centro
ritenuti ora incarnazioni ora immagini originarie d i illustri Primavera Estate Autunno Inverno Met dell'anno
antenati defunti o d i di, non c' da meravigliarsi se nel Infanzia Giovinezza Virilit Vecchiaia Vita
culto si tent di comunicare con questi esseri per mezzo
della loro stessa voce e d i riprodurre nella pietra la loro e con m o l t i altri fenomeni (qualit spirituali, parti del
originaria forma sonora. Soltanto attraverso una comune corpo, piante e cosi via). I n queste corrispondenze simbo-
sostanza sonora era possibile gettare, a mezzo del suono, liche la successione dei suoni era ritenuta originariamente
un ponte tra le anime dei v i v i e quelle dei m o r t i . I l Rgveda- i l vero e proprio generatore delle altre serie. Indagini assai
pratiskhya x i i i , i o e 17 enumera tre ore del giorno e tre accurate n relazione all'armonia delle sfere hanno dimo-
sthns {registri o toni d i voce) dei quali i sacerdoti devono strato che la base musicale d i questo sistema deriva da una
tener conto durante i loro canti rituali. A l mattino devono successione di ipertoni."* Persino la teoria greca delle tona-
imitare con voce di petto i l ruggito del leone, al pomeriggio lit - cos come quella medievale europea , dove l rap-
l'oca con voce gutturale e alla sera i l pavone con voce d porto tra suoni ed astri fu simboleggiato dalle sirene d i
testa. I passi del Rgveda v i i , 103 e i x , ^7, 97 comprendono Platone che cantano presso i l fuso della necessit , attri-
inni che si devono eseguire con voce d i rana o d i avvoltoio, buisce ancora alle scale musicali la forza etica che corri-
mentre altre formule devono imitare i l muggito di un bue sponde d i volta i n volta, astrologicamente, alle stelle. I n
0 i l ronzio d i un'ape. Anche nella liturgia mitriaca ellenico- questa tarda fase dello sviluppo, tuttavia, al posto dell'idea
egiziana del I H secolo dopo Cristo, secondo R. Reitzen- del suono, quale fenomeno primordiale generatore (da cui
stein [Die hellenistischen Mysterienreligionen, p. 169), ave- derivano tutte le altre uguaglianze; pianeti, stagioni e cos
vano ancora una grande importanza i l fischiare, lo schioc- via) subentra a poco a poco u n sistema di analogie in cui la
care e i l ruggito animale con cui i misti comunicavano con successione dei suoni perde i l suo significato di autentica
1 loro di durante le sette fasi dell'iniziazione. Nel corso del depositaria della sostanza primordiale ed coordinata i n
tempo, tuttavia, i l canto liberamente intonato e l'imitazione base al suo valore con altre equivalenze. Una mera analogia
d i voci animali furono a poco a poco sostituiti da un sistema delle serie orizzontali sostituisce la gerarchia delle ugua-
razionale con suoni di altezza fissa. Dell'antica tradizione glianze. Da questo momento ogni equivalenza costituisce
restano solo una determinata colorazione del suono duran- una forma d i espressione specifica - del medesimo valore
te l'esecuzione e nomi di animali con cui sono indicati i tuttavia d i quello di ogni altra serie - di u n ordine ritmico
differenti gradi del sistema musicale. G i la Chndogya superiore cui sono uniformemente soggette tutte le ugua-
Vpanisad ( i l , 21, i ), che prescrive ancora la voce d i animali glianze, e quindi anche la successione dei suoni, senza di-
rapaci per gli inni ad A g n i e i l suono del grido dell'airone stinzioni gerarchiche. Ogni elemento, ciascuno al proprio
per i canti Brhaspati, d indicazioni meno precise per i livello (astri, elementi, note, punti cardinaH, anno, vita

24 25
umana), diviene cos i l simbolo specifico dell'idea generale emessi dai pavoni) possa talvolta raffigurare anche le due
della successione verticale in cui situato. note a l u i pi affini, sol e la (la sua dominante inferiore e
I l pi antico sistema musicale indiano finora noto men- la sua dominante superiore). gi stato ricordato n altra
zionato nel ventottesimo capitolo del Ntya-sstra, scrtto sede^ come i l pavone occupi i l posto dell'uomo nel carro
da Bharata nel I V o V secolo. I n questo trattato le sillabe divino del profeta Ezechiele ( i , 4-28) e come, quindi, i l te-
sa, ri, ga, ma, pa, dha, ni, abbreviazioni d parole sanscrite, tramorfo (leone-toro-uomo-aquila) costituisca la struttura
sono utilizzate per le distanze degli intervalli delle note re, melodica fa mi re do del prefazio nella messa gregoriana.
mi, fa, sol, la, si, do.^ Del periodo che intercorre tra Bharata La posizione mistica del pavone identica a quella del-
e i l X I I secolo, non finora venuto alla luce alcun trattato l'uomo. Esso partecipa sia della natura del giorno {sol) sa
di teoria musicale. Successivamente, per, ha inizio la ricca di quella della notte [la), poich la sua vera posizione co-
tradizione, definita classica, che interpreta nel modo se- smica si situa tra luce ed oscurit {re). inoltre ritenuto
guente, dal punto d vista etimologico, le abbreviazioni d i anche i l sovrano (nota fondamentale) del sistema musicale
parole ricordate nell'opera di Bharata:* Shadja: nato dal 6; (mentre gli altri animali sono i suoi ministri)'^ e governa l
Ksabha: toro; Gandhra: canto celeste; Mdhyama: cen- suono 'scisso' o 'binario' pa {la) che secondo i l Raghu-
tro; Pancama: la quinta nota; Dhaivata (Dhvan): canto vamsa d i Kaldasa ( i , 39, 40) assomiglia al suono sa, cio
del pescatore; Nisda (Nisad): colui che seduto in alto, alla sua quinta inferiore {re).
grido potente. Nel Sangita-ratnkra d i Sarngadeva ( X I I I
I l sistema musicale indiano dell'epoca classica" divide
secolo) e nel Naradasiksa'' si presentano le seguenti cor-
l'ottava i n 22 sruti e comprende due tonalit fondamentali,
rispondenze:
i l sa-grama e i l ma-grama:

re mt fa sol la si do re Si-grama
Pavone Toro Capra Gru Uccello Cavallo Elefante Pavone srul.
a 9 13 14 I J 16 17 18 19 21 21
1-3 4 IO II la 30
canterino pesce 7
INTERVALLI 4 3(4) 4(5) 2 4
(Kokila)
DEMOM.
INDIANA sa ri &o ma. pa dha ni

Se si completa questa serie con gli elementi vedici sopra DENOM.


ITALIANA re mi h sol la si do
menzionati e se si ordinano le note i n base al corso del ma-grama } 4 1 4(3) i(4) 2 4
giorno, secondo i l circolo delle quinte, usuale nell'antica l a h c 4 e f

teoria indiana, si hanno le seguenti equivalenze:


cio un modus re e un modus sol. Quale 'sovrano della tona-
ORGANI Naso Tutti gli Petto Gola Testa Testa Fronte* lit' i l pavone deve fungere ora da re ora da sol. I l suono
organi Gola scisso ipa = la) per i l suono alterno partecipe dei due
VOCE Torace Gola Testa Testa Testa modi, che spetta parimenti al pavone. I n altre parole l
TEMPO Mattino Mezzog. Pomerig. Crepusc. Notte pavone mantiene le tre funzioni principali della tonalit
NOTE ma sa pa dha
( ri (tonica, dominante e sottodominaiite).
fa do sol re la mi si
ANIMALI Tigre Elefante Gru Pavone Kokila Bue Cavallo
Nondimeno del pavone ci si avvale i n prevalenza per i n -
Capra Pavone Pavone Toro Pesce dicare la nota re. Sui 41 casi i n cui sar menzionato nel
(Rana) capitolo seguente, i l pavone compare solo sette volte per la
nota la e otto volte per quella sol. Questo significato tonale
Sembra infatti che i l pavone non rappresenti soltanto la alternato dello stesso animale consente d i fare altre osser-
nota centrale re, ma (conformemente alla variet dei suoni vazioni sulla natura dei simboli animali. Ogni animale ha

26 27
la sua nota fondamentale specifica, corrispondente al suo II
centro simbolico. Le altre note simboleggiano solo deter-
Le m e lodie l i t u r g i c h e n e i c h i o s t r i d i San Cugat
minate zone periferiche o l'inversione dell'idea che essi
rappresentano. La tigre animale solare; i l suo suono spe- e d i Gerona
cifico fa. Tuttava quando alla sera si sdraia, stanca e
affaticata per aver adempiuto i l proprio compito, diminuisce
da fa a mi. Una chiara dimostrazione di questa ambivalenza
del simbolo l'uccello Kapinjala, che viene espressamente
caratterizzato nel Rgveda i i , 43, i come l'animale dai due
gridi. N o n l'animale i n s, ma la sua sostanza sonora (le
varie espressioni del suo grido), cos come l ritmo del suo
movimento, determinano i n sostanza, d i volta in volta, la
situazione i n cui si trova l'animale e i l suo significato sim-
bolico. Questa ambivalenza del simbolo sar chiarita ulte-
riormente nel capitolo seguente analizzando la lotta tra i l
leone e i l bue.

I rapporti fra l'arte indiana e quella europea medievale


sono oggi ben conosciuti grazie alle ricerche d i A . K . Cooma-
raswamy, d i E. Male, di H . Sedlmayr e d i J. Strzygowsky.'^
I l lettore non dovrebbe quindi stupirsi se tenteremo d i
applicare a monumenti europei la rispondenza indiana tra
suoni e animali. Trattazioni puramente teoriche in cui si
paragonino suoni ad animali non sono state ancora rinve-
nute i n documenti del Medioevo europeo. Tuttavia nel
X V I I secolo A . Kircher, nella sua Musurgia universalis
(voi. X , p. 393), ci tramanda una tradizione la cui scala
musicale non applicata al sistema musicale indiano ma a
quello greco classico. Inoltre egli stabilisce (analogamente
a diversi sistemi indiani) serie particolari per angeli, pietre,
alberi, piante, animali acquatici, uccelli e quadrupedi. Le
sue fonti sono Proclo ed Edipo Egiziaco, Una traccia della
diffusione del sistema indiano in 'Occidente' (Europa, Bi-
sanzio?) si ha nel racconto di u n musicista di Kuca, giunto
i n Cina al seguito dell'imperatrice turca al tempo d i W u - t i
(560-578), che spieg come suo padre In 'Occidente' avesse
imparato un sistema musicale l cui settimo grado (nota mi,
pien kong) era stato chiamato i l suono del bue H u
Questo suono, i n realt, corrisponde esattamente a quello
del sistema musicale indiano i n questione.

28 29
Che l'idea d i riprodurre plasticamente fenomeni musicali vone', strana e costantemente mutevole, sembra doversi
esistesse anche nel Medioevo europeo, dimostrato dalla attribuire al fatto che questo singolare essere dalla testa d i
rappresentazione delle, tonalit sui capitelli d i Cluny. Q u i serpente e con coda spiraliforme simile a un ventaglio o
tuttavia le figure umane ( danzatori e gli strumentisti che ampiamente dispegantesi, corrisponde all'uccello del tuo-
servivano da simboli musicali) furono espressamente accom- no, l'animale pi importante dell'antica mitologia naturale.
pagnate da scrtte che ne indicavano d i volta i n volta la Esso evidentemente assume i l ruolo della fenice, del fa-
tonalit. L . Schrade e K. Meyer," che analizzarono accura- giano, della pernice e dell'uccello rapace appartenente al
tamente questi capitelli, giunsero alla conclusione che l ' i n - dio del tuono e della primavera, i l cui grido sull'albero della
terpretazione d i tratti essenziali delle 8 rappresentazioni d i vita rinnova la vita ogni anno. I l serpente, talvolta compe-
tonalit superasse la simbologia dei numeri ( L . Schrade) o netrato nell'animale, corrisponde all'elemento fuoco (lam-
fosse da ricercare nella parafrasi dei testi di antifone colle- po), i l fruscio delle ali al tuono.
gati alla teoria delle tonalit ( K . Meyer). Tuttavia questi <^ I l tentativo d i interpretare, secondo i l modello indiano,
simboli sono gi molto pi complessi delle semplici rappre- ( come simboli d i suoni gli animali raffigurati nei chiostri ro-
sentazioni musicali, d i cui si parler in questo capitolo, y manici incontra una prima difficolt: gallo, leone ed aquila
I capitelli di Cluny non rappresentano note singole, ma \ non sono menzionati da Sarngadeva. Consideriamo quindi
intere serie di note. - ( gallo e leone = tigre, aquila elefante, poich nella mito-
logia gallo e leone sono animali solari e ignei, mentre
elefante ed aquila, con l loro grido acuto e stridulo, sono
considerati gli animali bellicosi della 'Montagna Sacra'.
Le rappresentazioni di animali. L'elefante, spesso rappresentato nella mitologia indiana con
le ali, ritenuto ne! sistema musicale 'colui che seduto
Nei chiostri catalani d i San Cugat (piccolo paese nei din- i n alto', attribuzione che si addice all'aquila non meno
torni d i Barcellona) e d i Gerona, costruiti verso la fine del che all'animale di Indra. Le stesse concordanze si trovano
X I I secolo, si trova una serie d i capitelli con figure di ani- anche nelle corrispondenze di animali e d i suoni, traman-
mali. V i sono poi numerosi altri capitelli con raffigurazioni date da A . Kircher {leo~gallus; elephas aquila). Pi
d i m o t i v i biblici, storici o puramente ornamentali. Tra gli difficile si configura l'interpretazione tonale degli animali
animali - la cui stilizzazione presenta una profonda analogia fantastici, i l cui numero tuttavia molto limitato. Alcune
con i modelli bizantini arcaici, con i bestiari e i manoscritti delle loro corrispondenze sonore poterono infatti essere
spagnoli d i Beato - si possono distinguere, in linea d i mas- scoperte dopo che la trascrizione musicale era gi stata r i -
sima, due gruppi: i l primo comprende gli esseri fantastici; solta con l'aiuto dei rimanenti simboli musicali. I n tal modo
il secondo una serie d i animali, pi o meno stilizzati, la cui risult che animali dallo stesso significato tonale si assomi-
interpretazione zoologica d i solito non lascia dubbi (bue, gliano anche morfologicamente. I tre giganteschi animali
leone, aquila, gallo, uccelli canterini). Tra gli animali fan- fantastici (San Cugat, capitelli 48 e 55, Gerona, capitello
tastici si trovano alcuni esseri del tutto indefinibili, per lo 10), che divorano una v i t t i m a , simboleggiano sempre i l
pi animali giganteschi e 'pavoni', i cui piedi talvolta sono suono la. Ugualmente risuona i l /a nei leoni rampanti con
a forma di ferro d i cavallo e la cui coda e la cui testa asso- lunghe barbe (simboli del fuoco) delle colonne 17 e 40 d i
migliano al corpo e alla testa d i un serpente (figura 4 ) . San Cugat. M a anche l'uccello dal petto nudo e dalle ali
Simili figure di 'pavone' compaiono anche nell'arte indiana robuste che compare a Gerona (capitello 16) sembra rap-
{Sanc), in un Evangeliario armeno del X I I secolo'^ e nella presentare la nota /a. La sua posizione nel corso dell'anno
ceramica spagnola del X I I - X I V secolo.'* La figura del 'pa-

30 31
(Acquario) induce a considerare questo animale u n uccello I n antitesi con la lotta primaverile in cui i l leone solare
riferito all'anima. {fa) vince i l toro notturno o i l bue {mi) (fig. 2) la disputa
Si potrebbero interpretare i tre animali fantastici, model- serotino-autunnale. A l calare della notte l'animale solare
lati i n modo del tutto diverso, delle colonne 30 e 33 d i vinto dal toro notturno. Perci i l leone stanco emette la
San Cugat e 26 di Gerona, come simboli dei suoni che si nota mi, suono della sottomissione, mentre i l toro possente
trovano tra gli elementi aria e fuoco o tra aria e terra. Su fa udire i l vittorioso fa. N o n l'animale i n s, ma i l ritmo
entrambi i capitelli 30 e 33 v i un uccello dal corpo molto alterno della sua forza manifestata corrisponde al suo valore
magro, dalle gambe estremamente lunghe e dalla testa si- sonoro. La nota fa l'urlo d i vittoria dell'immolatore;
mile a quella di u n uomo. I l capitello 26 riproduce i l corpo, nella nota mi si esprime i l lamento dell'immolato. Per que-
slanciato ed alato, d i un mammifero la cui testa d i uccello sto motivo anche i giganteschi animali fantastici che dila-
ha orecchie molto lunghe. La trascrizione musicale dimostra niano una vittima potrebbero appartenere alla nota fa e
per che questi animali non rappresentano affatto suoni, l'agnello (San Cugat, capitello 67) alla nota mi. L'opinione
ma sono segni d i interpunzione. Essi indicano pause. che i l suono inferiore d i un intervallo di semitono sia una
Rimane ancora da trattare i l rapporto tra leone e bue, 'nota di compianto' (nel presente caso, dunque, mi) docu-
gi sfiorato alla fine del capitolo precedente. Solitamente mentata ancora nel X I I I secolo.'^ Sul mutevole significato
i l leone considerato simbolo del sole trionfante, della del valore simbolico di uno stesso animale hanno gi richia-
luce del giorno e del valore. La sua sostanza risuona nella mato l'attenzione A . de Gubernatis^ e C. Hentze.^' L'inter-
nota fa: Per contro i l toro sacrificale e i l bue simboleggiano dipendenza tra leone e bue 0 toro corrisponde per al rit-
la notte, l'umilt e i l lutto, la rinuncia e l'abnegaziore," e mo alternato cui sottoposta la forza dualistica del mondo
i f suono mi. La lotta, veramente classica nella scultura ro- nel corso del tempo. L'equilibrio delle forze espresso
manica, tra i l leone e i l bue o i l toro, rende visibile la ten- dalla nota del pavone re. Nei chiostri catalani i due t i p i di
sione acustica dell'intervallo d i semitono fa-mi, cio la leoni si possono distinguere molto chiaramente gli u n i dagli
lotta primaverile tra estate e inverno (giorno e notte). A n - altri. I l leone vittorioso incede altero, attacca e vince i l
cora oggi la forma musicale della lotta primaverile rivive bue inseguito. I l leone v i n t o giace a terra, viene trafitto
nella Spagna meridionale, quando gli Andalusi, nella notte da un cavaliere con la lancia o domato da Sansone.
del Venerd Santo, celebrano i l sacrificio d i Cristo. Con Quale risultato finale d i queste considerazioni otteniamo
mani contratte viene 'scagliata''^ la saeta {sagitta) {disparar
le seguenti equivalenze:
una sata) quando passa la processione funebre, mentre con
i l falsetto acuto ci si muove attorno al semitono centrale: ja do sol re la mi si fa

Gallo Aquila Gru Pavone Uccelli Toro sacrificale Pesce Toro


Leone Elefante canterini Leone domato Rana Animale
tAoitrato
Animale , Agnello, Bue fant.
fant.
1 . El que to - do lo FTP .n. Mattino Mezzog. Pomerg. Sera Notte
a. El que a-do ra - ron
LEI que al hom - bre re -
4.E11 tre tor men - tot
S. Ea U Cruz San - ta
interpretazione tonale dei capitelli.
Il 3. 114.
-iHV-T A ) San Cugat. La pianta del chiostro di San Cugat com-
3. lot Re -yci,. ]. di - mio',. 1. crucici S. ei-pl - r, prende 72 doppie colonne, che circondano u n piccolo giar-

32 33
dino, i n cui si trova u n pozzo. I capitelli d i queste colonne LATO V E R S O L E D I F I C I O LATO V E R S O I L GIARDINO

sono stati numerati nella tav. i , procedendo dall'ingresso


X 3 1 . Pavone Motivo ornamentale
sud-occidentale del giardino i n direzione del corso del sole.... 32. Gallo (Bai. fig. 57) Motivo ornamentale
Nella lista che segue sono enumerate t u t t e le scene raffigu- SJ 33. Animale fantastico (Bai.fig,99') Motivo ornamentale
Q 34. Uomo seduto, motivo ornamen- Motivo ornamentale
rate sui capitelli e sono citati i testi i n cui esse sono state tale (Bai. fig. 125)
riprodotte fotograficamente. Le abbreviazioni Bai. e Puig Q 35. Scena di lotta (Bai.fig.8 9 ) Motivo ornamentale
si riferiscono allo studio d i Jurgis de Baltrusaitis, Les cha- > 36. Danza dei giullari (Bai. fig. 132) Leoni (Bai. fig. 7 1 )
Ti 37. Pavone Motivo ornamentale
piteaux de San Cugat del Valls (Parigi 1931) e al volume ji. 38. Pavone (Bai.fig.4 8 ) Motivo ornamentale
I I I , I dell'ampia opera d i J . Puig y Cadafalch, L'arqui- ] ( 39. Scena di lotta (Bai. igg. 8 2 , 8 3 , Uccelli rapaci {Bai. fig. 4 7 )
tectura romnica a Catalunya (Barcellona 1918). Puig fig. 324)
X 4 0 . Lavanda dei piedi {Bai. fig, 118, Animale fantastico (Bai. fig. 70)
Puig fig. 319)
^ 4 1 , Scene di Natale (Bai. fig. 115, Motivo ornamentale
LATO V E R S O L ' E D I F I C I O LATO V E R S O I L GIARDINO Pmg fig. 314)
4 2 . Presentazione al Tempio Motivo ornamentale
X 1. Pavone, uomo seduto (Bai. Costruzione di un tino {Bai. (Bai. fig. 117)
fig- 79) figg. 9 1 , 9 2 ) y 4 3 . Scena di lotta (Bai. fig, 8 1 , Pavone (Bai.fig.4 9 )
2. Pastori e cani [Bai. fig, 9 6 ) Costruzione di un tino (Bai. . Puig fig. 324)
figg. 9 1 , 9 2 ) Q 4 4 . David (Bai. fig. 9 7 ) Motivo ornamentale
0 3- Scena di lotta {Bai. fig. 6 8 ) Motivo ornamentale X 45- Adamo {Bai. figg. 100, l o i , Pavone (Bai. fig. 6 3 )
y 4- Boscaiolo (Bai. fig. 80) Pavone Puig fig. 3 1 0 )
5- Sirena (Bai. fig. 6 6 ) Bue (Bai fig. 7 3 ) X 4 6 . No [Bai. figg. 102, 103, Puig Uccelli canterini {Bai fig. 4 4 )
a 6. I l ricco malvagio (Bai. fig. 119) Motivo ornamentale fig. 313)
X 7- Cavaliere che uccide leone Motivo ornamentale > 4 7 . Abramo (Bai. fig. 104, Puig Uccelli canterini
X
8. Pavone Motivo ornamentale figg. 311, 3 1 2 )
V
9- Scena di lotta (Bai. fig. 8 4 ) Bue (Bai. fig. 8 4 ) ^ 4 8 . Annuncio ai pastori (Bai. Toro (Bai. fig, 75)
.' I O . Salvataggio del boscaiolo, Uomini seduti (Bai fig. 77) fig. 105, Puig fig. 326)
Caccia (Bai. fig. 8 5 ) X 4 9 . Pavone (Bai. fig. 5 4 ) Motivo ornamentale
0 I I . Motivo ornamentale Motivo ornamentale X 5 0 . Cavaliere su pavone (Bai. Motivo ornamentale
> 12. Motivo ornamentale
13- Scena claustrale {Bai. fig. 121,
Pavone
Motivo ornamentale
fig. 8 7 )
X 51- Strage degli Innocenti, fuga in Pavone {Bai. fig, 52)
PM/J? fig, 323) Egitto {Bai. figg. 106, 107)
0 14. Motivo ornamentale Motivo ornamentale 0 52. Moltiplicazione dei pani {Bai. Motivo ornamentale
pi 15- Priore con monaci {Bai.fig,9 4 ) Leone che vince un bue (Bai. fig. 72, fig. 108)
r Pui& fig. 3 2 7 ) O 5 3 . Ingresso a Gerusalemme (Bij/. Motivo ornamentale
0 16. Motivo ornamentale Motivo ornamentale fig. 109)
X ! / Animale fantastico (Bai.fig.6 9 ) Motivo ornamentale X 54. Resurrezione {Bai. figg. n o , Centauro dietro due buoi (Bai.
;f 18. Pavone (Bai.fig.6 1 ) Motivo ornamentale ' 136, P:s fig. 3 2 1 ) fig. 76)
19. Motivo ornamentale Motivo ornamentale 55- Pavone {Bai. fig. 35) Animale fantastico che divora u<
K 20. Pavone (Bai. fig. 53) Motivo ornamentale mini (Bai. fig. 8 6 )
f> 21. Motivo ornamentale Motivo ornamentale 56. Motivo ornamentale Pavone
X 22. Pavone Motivo ornamentale 57. Profeti (Bd/. fig. I l i , Puig Motivo ornamentale
c 23. Motivo ornamentale Motivo ornamentale fig. 320)
X 24. Leone Motivo ornamentale , 58. Epifania (Bai. fig. 112) Motivo ornamentale
0 25- Motivo ornamentale Motivo ornamentale 59. Morte di Maria (Ba/. fig. i i j , Motivo ornamentale
26, Costruzione di un chiostro {Bai. Motivo ornamentale Puig fig, 322)
fig. 98) \ 60. Apoteosi delle virti (Bai Motivo ornamentale
27- Motivo ornamentale Motivo ornamentale fig, 114)
28. Giovani aquile (Bai. fig. 4 6 ) Motivo ornamentale 6 1 . Pavone {Bai. fig. 6 4 ) Motivo ornamentale
X 29. Giovani aquile (Bai. fig. 4 5 ) Aquila con lepre (Bai. fig. 56, Puig 62. Scena di lotta (Bai. fig. 8 8 ) Sacrificio animale {Bai. fig. 9 3 )
fig- 343) 63. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
30. Animale fantastico (Bai.fig.65) Motivo ornamentale 64. Motivo ornamentale Motivo ornamentale

34 35
LATO V E R S O L ' E D I F I C I O LATO V E R S O I L GIARDINO
Ogni conoscitore del corale gregoriano riconoscer su-
, 65. Motivo ornamentale Pavone bito nella struttura melodica data l'inno Iste Confessor
> 66. Pavone Motivo ornamentale
67. Pecora (Bai. fig- 74) Motivo ornamentale {Antiphonale romanum pr diurnis horis, Commune Con-
68. Lottatori [Bai fig. 90) Pavone (Bai fig. 50) fessori!' non Pontifids) (esempio i , riga d). Tuttavia questa
' 69. Motivo ornamentale Motivo ornamentale versione esige per la colonna 49 un mi e per l suono finale
( 70. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
V 71, Lottatori Motivo ornamentale un re, mentre i capitelli animali hanno i n questi punti le
y 72. Sansone che doma i l leone (Bai Motivo ornamentale note sol e mi. Meglio si accorda l'inno a S. Cacufane Quod
fig- 95) chorus (esempio 1, riga e), nel Liher consuetudinum^ del
X I I I secolo proveniente dal Convento d i San Cugat, f o l .
Da questa enumerazione risulta che le rappresentazioni 164 V. Q u i citato i l mi del capitello 5, che non compare
d animali costituiscono all'incirca la quarta parte dell'in- nQVAntiphonale romanum; al capitello 49, per, la discor-
tero materiale iconografico e compaiono 42 volte sulle 72 danza rimasta immutata. Troviamo una totale concordanza
doppie colonne. Rapportando i valori spaziali a quelli tem- d i capitelli e d i musica solo nella versione b, che contiene
porali (musicali) si presuppone che lo spazio costante che l'ultima strofa dell'inno a San Cacufane. La riga / (strofa
separa sempre due colonne corrisponda anche, d i volta i n decima dello stesso inno), tratta dal Liber consuetudinum,
volta, ad un medesimo intervallo. Quale unit d tempo fol. 177 V, presenta invece notevoli differenze. T u t t e que-
utilizzata, negli esempi musicali che seguono, una croma. ste melodie sono varianti dell'inno Iste Confessor; tuttavia
Se si traducono ora i simboli animali nelle note corrispon- solo un'unica versione (riga h), cio quella dell'ultima stro-
denti, si ottiene la melodia riportata nel rigo musicale a fa, si pu accordare interamente con l'ordinamento dei ca-
dell'esempio i . Da queste note risulta gi una chiara strut- pitelli. Quest'ultima strofa, purtroppo, non pii contenuta
tura melodica; ma con ci la frase non ancora compiuta, nel Codex 42 (Bihl. Cor. Aragn), ma nota soltanto at-
poich anche se t u t t i i suoni strutturalmente importanti traverso una copia tratta da un'altra Consueta d i San
sono gi presenti, manca tuttavia una serie d i note di colle- Cugat, andata persa durante la guerra civile. La copia che i l
I gamento. Si tratta ora d i cercare nel repertorio medievale D r . Griera, conservatore d i San Cugat, m i ha cortesemente
procurato, serve ancor oggi come modello d i canto nel gior-
' una melodia che riempia esattamente questi spazi v u o t i .
no della commemorazione d i San Cacufane (25 luglio). Sui
Tale melodia deve soddisfare a una condizione estrema-
capitelli 7, 17, 20, 49, 50, 56 appaiono tuttavia, i n questa
mente ardua: non soltanto essa deve seguire, e con estremo
versione, alcune modificazioni delle note della melodia, che
rigore, la struttura melodica data, ma anche presentare, per
sui capitelli non vengono meglio definite e che non sono
ognuno dei v u o t i esistenti, esattamente i l medesimo nu-
neppure contenute nelle versioni e-f (tranne i l capitello 7).
mero di note o d i pause che mancano (a causa dei capitelli
senza figure animali) nella rappresentazione simbolica della I 72 valori ( = 72 capitelli) d i questa melodia si dividono
melodia. i n 40 simboli animali per valori di croma realmente can-
Soddisfare a tali condizioni sarebbe semplicemente im- tati ( i , 2, 4, 5, 7, 8, 9, 12, 15, 17, 18, 20, 22, 24, 28, 29,
possibile se l'intero chiostro non fosse stato a p r i o r i con- 3 1 , 32, 36, 37, 38, 39. 40, 43> 45, 4^, 47. 4, 49. 50, 51,
^ cepito su una melodia, poich q u i non si tratta soltanto 54. 55. 56, 6 1 , 65, 66, 67, 68, 72) e i n due simboli animaU
d i rappresentare d i volta i n volta l'esatta altezza del suono, per pause d croma (30 e 33). Inoltre 16 valori ( 3 , 6, 11,
j ma anche i precisi rapporti d i tempo. Sono da considerare 13, 14, 16, 19, 2 1 , 23, 25, 26, 27, 34, 35, 52, 53) devono
^ contemporaneamente tre differenti principi ordinativi: l'al- essere aggiunti, secondo i l modello medievale, per comple-
tezza del suono, i l ritmo e la lunghezza complessiva del tare la struttura della melodia. 1 rimanenti 15 valori si
canto. suddividono i n tre pause (10, 44 e 64) e i n 11 prolunga-
36 37
menti che vengono provocati dai suoni cadenzati (41-42, presenta uno stato d i conservazione peggiore rispetto a San
57-60, 62-63, 69-71). Cugat e le figure di animali non sono cos varie. I l seguente
Otteniamo cos una rappresentazione (riga c) che ripro- elenco ne offre la descrizione iconografica:
duce l'inno in modo ancora pi chiaro del modello musicale
medievale, poich gli antichi manoscritti di corali, contra- LATO V E R S O L ' E D I F I C I O LATO V E R S O I L GIARDINO
riamente alla notazione musicale moderna, d i solito non
1. Spaccapietre che lavorano a ca- Motivo ornamentale
annotano espressamente le pause, perch queste erano date pitelli
ipso facto nel testo dalle conclusioni dei versi o dall'inter- 2. Consacrazione del chiostro da Motivo ornamentale
punzione. Dalla trascrizione si rileva che le cadenze richie- parte del vescovo
3. Toro Motivo ornamentale
dono in questo inno la durata d i quattro unit di tempo. 4. Due uomini, affatto uguah, si Motivo ornamentale
Alla cadenza in fa corrispondono i capitelli 41-44, alla con- prendono per i capelli e bran-
clusione le colonne 61-64 e 68-71. I l prolungamento della discono coltelli [Puig fig. 283)
5. Sirena Motivo ornamentale
vocale o nella parola finale canorem si spiega con la sua 6. Scena di lotta Motivo ornamentale
posizione nella cadenza finale della strofa. Solo la cadenza 7. Motivo ornamentale Testa dalla cui bocca spuntano rami
8. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
i n do (27-30), che appare molto irregolare anche nelle altre 9. Uomo che prende un bue per Motivo ornamentale
versioni, non ha che tre imita. Per q u i probabilmente la la coda
penultima sillaba accentata si deve comprendere nella 10. Toro gigantesco che divora un Motivo ornamentale
uomo (Puig fig. 2 8 7 )
cadenza. 11. Gallo Motivo ornamentale
Infine vogliamo aggiungere alcune osservazioni partico- 12. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
lari sui diversi capitelli. Sul capitello 43 sono raffigurati 13. Pavone Motivo ornamentale
14. Pavone Motivo ornamentale
contemporaneamente un pavone e una scena d i lotta tra 15. Pavone Motivo ornamentale
un cavaliere e u n leone alato." Anche nella colonna 55 si 16. Uomo, cane, lepre Uccello dal volto umano
distinguono un pavone e un animale fantastico che divora 17. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
18. Pavone Pavone
una vittima. Ci troviamo q u i d i fronte ad una variante [re 19. Motivo ornamentale Pavone
o fa)} G l i esempi musicali richiedono i n entrambi i casi 20. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
21. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
un fa. Sulle colonne 46 e 47 sono collocati due gruppi d i 22. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
uccelli canterini, uno dei quali rappresentato i n posizione 23. (Rovinato) Pavoni le cui code da serpente si
capovolta (con la testa all'ingi). A questi uccelli, molto 24. (Rovinato) attorcigliano intorno a figure umane
25. Pavone Motivo ornamentale
danneggiati, corrisponde la nota la che tuttavia concorda 26. Motivo ornamentale Lotta di animali fantastici
solo con la nota 4 6 , a meno che i l capitello 47 non rappre- 27. Pavone Motivo ornamentale
senti una gru [sol). Questa trascrizione potrebbe gettare 28. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
29. Pavone con uomo (molto rovi- Motivo ornamentale
anche nuova luce su un problema d i tecnica della notazione, nato)
finora insoluto. Essa indica cio che la flexa (capitelli 7, 17, 30. Arciere a cavallo contro leoni Piccolo uccello con testa da leone
{Puig fig. 2 8 2 )
20, 49, 50, 56), che riunisce due suoni in un segno, rap-
31. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
presenta soltanto i l valore di una unit d i tempo. Tuttavia 32. Pavone Motivo ornamentale
la distribuzione dei valori, ai capitelli 49 e 50, non del 35. Motivo ornamentale Pavone
34- Motivo ornamentale Motivo ornamentale
tutto chiara, poich a questo punto tutte le versioni diffe- 35- Motivo ornamentale Motivo ornamentale
riscono. Evidentemente i l canto, i n questo passo, era molto 36. Pavone Pavone
libero. 37. Motivo ornamentale Scena di lotta?
38. Sansone {Puig figg. 275, 276) Sansone
B) Gerona. I l chiostro della Cattedrale d i Gerona (tav. 11) 39. Vittoria sul leone Sansone

38 39
LATO V E R S O I L GIARDINO
infine persino una certa somiglianza con uccelli da rapina o
LATO V E R S O L ' E D I F I C I O
con pernici.
40. Giacobbe (Puig figg. 27}, 274) Pavone
Pavone Alla colonna 15 i l capitello esige un re, mentre la me-
41. Abramo (Puig fig. 272)
42. I l ricco privo di misericordia lodia richiede un mi. probabile che qui si tratti d i una
Uomini seduti
(Puig fig. 2 8 1 ) variante melodica. Dei capitelli 29 e 30 si parler i n seguito.
45. Morte di Maria Una difficolt sorge con la contemporanea raffigurazione,
Nascita di Maria
44. (Rovinato)
Pavoni che mordono le mani alzate sul capitello 54, di un 'pavone' e di un uccello fantastico
45. Nascita di Cristo, lavanda dei di alcuni uomini del tutto singolare, con testa umana e coda da serpente.
piedi (Puig figg. 277, 278) Lotta tra toro e leone (Puig fig. 286)
46. Ingresso a Gerusalemme Leone iPuig fig. 292) Dopo la lotta tra i l leone e i l bue e la scena di Daniele sulla
47. Inferno (Puig figg. 277, 278) (Rovinato) colonna 52, troviamo un capitello completamente rovina-
48. Liberazione delle anime Pavoni che mordono uomini alle to (53) che potrebbe rappresentare la nota fa. Seguono
spalle
49. (Greggi di montoni?) (Nido d'uccello) per un pavone e un animale fantastico sul capitello 54,
50. Presentazione al Tempio (Rovinato) cio, contemporaneamente, la nota re e un valore scono-
j r . Fuga in Egitto, strage degli In- Animali fantastici (grifoni?) sciuto dal punto di vista tonale. Si potrebbe tuttavia pen-
nocenti Arciere a cavallo, toro che trascina sare che i l singolare uccello-uomo corrisponda alla nota mi
52, Daniele nella fossa dei leoni via nella lotta i l leone e rappresenti unitamente al pavone i l gruppo mi-re. Come
(Rovinato)
53. (Rovinato)
Animali fantastici
a San Cugat (capitello 72), leoni domati (capitelli 39 e 57)
54. Pavoni che mordono le ginoc- fungono anche qui da suoni d i cadenza, a patto che animali
chia di uomini. No
55, Pavone Pavone fantastici (26, 51) non sostituiscano l'interpunzione.
56, Motivo ornamentale Motivo ornamentale
57, Cavaliere che uccide un leone Motivo ornamentale L'interpretazione tonale dei due chiostri ha provocato
58. Ripetizione del capitello 4 Motivo ornamentale diverse discussioni in occasione d i conversazioni private e
59. Testa capovolta, vendemmia Motivo ornamentale
non ci sembra inopportuno trattare qui brevemente le obie-
zioni sollevate i n queste occasioni.
Essendo la Cattedrale d i Gerona consacrata alla Madre
I. Che i l 'pavone' sia veramente u n pavone o un animale
d i D i o , ovvio cercare la melodia corrispondente nella let-
fantastico indefinibile, e del tutto indifferente per l'ipotesi
teratura mariana. L'unica melodia che potrebbe soddisfare
qui avanzata. stato ricordato i n precedenza come questo
alle condizioni sopra menzionate, sembra l ' i n n o alla Mater
animale sostituisca, molto probabilmente, l'uccello rapace
Dolorosa (esempio musicale 2, riga b dopo Antiph. rom. del dio della guerra (dell'autunno) e della primavera. Basti
Festa septembris 15). I l numero delle note indicate me- qui constatare che, laddove questo animale compare, sono
diante simboli animali leggermente inferiore a quello d i richieste anche dalla melodia le note che gli corrispondono.
San Cugat. Dei 53 suoni d i cui composta questa melodia,
I L La seconda obiezione la seguente: se gli animali
31 sono indicati da capitelli (riga a). L'uso quasi esclusivo
possono rappresentare una nota musicale, dovrebbero an-
del 'pavone', quale portatore della tonica e delle due domi-
che esserci note disegnate come animali. Risposta: g l i ani-||
nanti, sul lato nord sembra forse, i n un primo momento,
mali non sono una nota musicale, essi rappresentano una
un po' inconsueto. L'esame dell'ordinamento mistico delle materializzazione del suono (vedi pp. 21 sgg.). L'immagine
ore dimostrer tuttavia che gli uccelli canterini, che potreb- dell'animale non un segno del suono, ma u n equivalente
bero parimenti simboleggiare le dominanti, non possono materiale della nota. Eliminata questa concezione erronea
comparire nelle ore corrispondenti al lato nord. Si ha l ' i m - delle figure animali quali note musicali, si pu riportare la
pressione che lo scultore stesso si sia reso conto di questa riflessione alla sua formula logicamente esatta: se esistono
monotonia, poich i pavoni, da nord verso ovest, con me- figure animali con significato musicale, devono anche esserci
lodia ascendente, diventano sempre pi piccoli e presentano

40
melodie o singole note cantate con voce animale. Che que- dell'inno (prima della dossologia). Cos come non si appli-
sto corrisponda alla realt, stato gi detto nel capitolo cherebbe una gobba alla figura del leone, non si pu met-
primo. Anche i l concetto dello iubilus degli Alleluiatici gre- tere, tralasciare o aggiungere note a piacimento negU spazi
goriani si deve far derivare etimologicamente dal verbo p r i v i di figure animali nell'organismo della struttura melo-
iubilare che in origine designava i l grido dell'avvoltoio dica, espressa chiaramente dai capitelli. Varianti melodiche
[iubilat miluus). sono per possibili soltanto nella misura limitata i n cui
i n . Una melodia u n organismo i n cui non possibile esse possono comparire nell'interno d i una data famiglia d i
modificare, aggiungere o togliere note a piacimento. Questo animali. Se la concordanza d i note e d i capitelli dovesse
fondarsi sul caso, bisognerebbe, per quel che riguarda le
u n fenomeno che all'uomo musicalmente non dotato o
42 figure di animali d i San Cugat, tener conto d i 42 casi,
poco dotato sfugge molto facilmente. U n esempio analo-
sia per quanto attiene all'altezza del suono sia per i l metro.
gico, tratto da u n campo non specificamente acustico, chia-
senz'altro comprensibile che un amante dell'arte, non
rir questa situazione, e i l lettore che sa d i musica voglia
esperto di cose musicali, rifiuti istintivamente l'interpreta-
scusare queste verit per l u i ovvie. Supponiamo d i avere
zione musicale dei capitelli. I n tal modo non sarebbe per
scoperto, in un manoscritto del lascito del convento di San
risolto i l problema i n s, poich anche la critica negativa
Cugat, i l disegno d i u n leone, i cui contorni siano intera-
impone obblighi. Essa deve perlomeno trovare una spie-
mente indicati da 72 punti continui. Nello stesso convento gazione plausibile al fatto che i n due chiostri rispettiva-
si trova scolpita nella stessa epoca esattamente la medesima mente di 72 e d i 59 colonne, 71 e 56 'casi' (cio i n en-
figura d i leone, i cui contorni sono indicati su una pare- trambe le occasioni quasi i l cento per cento) presentino tre
te con 72 pietre. D i queste pietre, 41 sono i n rilievo, strane coincidenze; questi 'casi' si verificano, infatti, tanto
mentre-le rimanenti 31 non sporgono pi dalla superficie nella melodia, quanto nelle altezze del suono, e nel ritmo.
della parete. A ci si aggiunga i l fatto che, ad esempio, t u t t i 'Casuali' non sarebbero, per certo, solo le concordanze d i
i particolari interi (compiuti) della figura sono i n rilievo, suoni e d i animali, ma anche i l fatto che i capitelli p r i v i d i
e che solo sporadicamente singoli pezzi sono lisci (essi cor- figure animaU corrispondono ogni volta esattamente al nu-
rispondono alle colonne 3, 6, 10, 11, 13 ecc., che nel chio- mero e al posto delle note da inserire ( i n base al modello
stro non presentano alcuna raffigurazione animale). Quale d i melodia). Senza una spiegazione d i questi casi, che si
storico dell'arte, stando cosi le cose, dubiterebbe dell'affi- verificano contemporaneamente su tre piani diversi, ogni
nit del disegno con la plastica raffigurazione murale? A chi rifiuto della nostra interpretazione immotivato dal punto
verrebbe i n mente di supporre, ad esempio, che sulla schie- d i vista logico. I l semplice accenno alla mancanza d i u n
na del leone, chiaramente riconosciuto come tale, v i do- documento contemporaneo che faccia parola d i questo tipo
vrebbe essere una gobba del tutto inorganica, solo perch di simbologia animale nell'architettura romanica, non co-
i n questo punto una pietra andata perduta o stata stituisce controprova, tanto pi che molto probabilmente
appiattita? Esattamente gli stessi rapporti vigono anche ci troviamo di fronte a un segreto architettonico. Tuttavia
nella trascrizione musicale delle figure animali del chiostro. l'osservatore non influenzato dalle teorie dominanti nel no-
U n manoscritto del lascito del convento, che risale all'epoca stro tempo e che porta i n s ancora una traccia della musi-
della costruzione, tramanda i modelli esatti, cio la me- calit medievale, ha quasi l'impressione di conoscere nuove
lodia per i martiri in uso nella liturgia, i l cui testo si r i - profondit se la successione dei capitelli gli si rivela ricca
chiama, persino con menzione diretta del nome, a San d i significato e se la bellezza misteriosa di questi chiostri
Cacufane, i l martire e patrono del convento di San Cugat. comincia a cantare.
Sar compito delle pagine seguenti dimostrare che nel
chiostro illustrala non solo la melodia, ma l'ultima strofa IV. L'affermazione che una modesta melodia non

42 43
possa certo costituire la base per u n ordinamento d i capi- musica delle sfere come i l canto delle legioni celesti. Secon-
telli d i mistica cos eccelsa tesi di scarso valore, so- do Filone [De opific. mund. i , 34, 9) la lira a sette corde
prattutto se non specificato niente di pi preciso circa un'immagine del cielo. La musica udibile i n terra consi- / /
questa mistica eccelsa . Ammettiamo pure che l'idea derata un riflesso d i quella celeste, non udibile, e tra i due '^^'^c^
della 'pietra che canta' non appaia chiara ad un osserva- mondi fa da intermediario quel corpo invisibile del suono
tore non musicale e troppo moderno, cio non dotato che l'arte suole rappresentare i n forma di angelo musicante. ^'Jy
acusticamente; ma questo non ancora dimostrazione del del resto senz'altro possibile che anche gli angeli raffigu- "-V^^ ^
rati senza strumenti musicali siano stati originalmente con-
fatto che un'epoca e una teologia, che posero la Parola
siderati simboli sonori i n considerazione del loro manto d i
all'inizio della creazione e i l cantico d i lode al centro del-
piume fruscianti (vedi p. 23). I l vero e proprio compito
l'atto cultuale, non potessero avere una concezione diversa
degli angeli consiste nel loro diffondersi (Peterson) nel
a questo riguardo. Nessuna parte della liturgia cristiana del-
cantico di lode davanti al trono di D i o , e i l senso della pre-
l'anno ecclesiastico cos ricca come i l repertorio musicale.
ghiera liturgica nel monachesimo paleocristiano intonare
Uno sguardo al graduale, all'antifonario o al canto proces-
i l chorus mysticus, come dimostr E. Peterson nel suo l i b r o
sionale basta per convincersi degli sforzi attuati per attri-
sugli angeli.
buire ad ogni singolo rituale e a ogni giorno dell'anno
liturgico la sua musica specifica. Persino ai particolari, quali N o n meno importante i l suono per gli gnostici. Sia
ad esempio le altezze relative dei suoni, conferita grande nel Corpus hermeticum, sia negli Atti di Giovanni [Acta
importanza. Cos la liturgia del Sabato Santo, al momento apostol. apocrypha) incontriamo nuovamente l'antica con-
della consacrazione dell'acqua battesimale, prescrive espres- cezione della musica quale cibo, concezione che troviamo
samente che i l sacerdote, all'atto dell'immersione del cero continuamente nel Rgveda. A questo proposito gi M . Pul-
pasquale, canti tre volte con voce sempre pi profonda e ver {]esu Keigen und Kreuzigung, Eranos Jahrbuch 1942,
, tre volte con voce sempre pi alta. Se si vuole comprendere p. 148) fece espressamente notare come per certi gruppi
i n modo esatto lo spirito d i un'epoca bisogna ovviamente di gnostici i l cantico di lode costituisse i l vero e proprio
tentare d i capirne la cultura prendendo le mosse dalle idee compimento della cena eucaristica.
a essa peculiari. Si procede quindi da una falsa premessa Secondo G. Crisostomo [Epist. ad Coloss. i i i , 9, 2) e
se non si vuole accordare alla musica la grande importanza, Gregorio {Hom. in Ezecbiel i , i ) , i l salmo cantato pervade
addirittura una sorta d i onnipresenza, che ancora le veniva tutte le sfere, l'inno invece rivolto soltanto a forze me-
attribuita nel Medioevo. diatrici. Eusebio, Basilio, Gerolamo e Ilario d i Poitiers
accertato che i Padri della Chiesa e m o l t i teologi me- definiscono la pura melodia del salmo come via alla cono-
dievali combatterono la musica profana: ma sarebbe del scenza dei misteri celesti e come comprensione della verit
tutto falso trarne la conclusione che essi, i n genere, abbiano senza azione. I l salmo parlato, per contro, ritenuto u n
tollerato malvolentieri la musica nel culto. vero piuttosto moto dell'anima verso l buon o p e r a r e . I l salmo cantato
i l contrario nel caso della musica religiosa, i n cui trovava con parole rappresenta invece i l legame tra conoscenza e at-
espressione la moralitas artis musicae. Ma anche numerose tivit. Esso la vita activa. D i conseguenza l'espressione
idee pre-cristiane sopravvivono nel Medioevo. L'eredit an- psallere diventa nel Medioevo i l simbolo della condotta di
tica {e pre-antica) della musica delle sfere celesti, con la vita cristiana i n genere.^* Cantare salmi significa agire se-
quale i l creatore ordin i l cosmo come armonia, e l'analogia condo conoscenza pura, o meglio realizzare le buone opere
dei rapporti numerici e cinetici che intercorrono tra l'armo- richieste da D i o nella loro forma pi pura, cio acustica,
nia universale e l'anima umana, rimasta viva anche nel (Bruno H e r b i p o l , i n ps. 20, 13 e 26, 11). Questo significato
Medioevo cristiano.^"* I Padri della Chiesa interpretano la del salmo illustrato chiaramente anche da San Benedetto

44 45
I

nella sua Regola. Sant'Agostino dice: Cantate oribus, Su un totale d i 60 capitelli, ogni mese comprenderebbe 5
cantate morihus {Serm. 34, 6). 'Musica' nella concezione colonne.
del mondo antico non solo i l suono udibile, ma soprattutto I l chiostro per non ha 60, ma soltanto 59 colonne.
l'immagine pii pura della creazione, volta all'eternit e alla Dovrebbe forse, in teoria, possederne 60 e per determinate
morte. Adamo d i Fulda definisce la musica una meditatio ragioni (vedi pp. 74-75) essere stato ridotto a 59? U n moti-
mortis continua (Gerbert, Script, i i i , 335). vo musicale costringe a mettere in dubbio la posizione della
L'uomo che, ascoltando la musica, si ricorda delle armo- colonna 29, con pavoni, poich la melodia richiede in que-
nie celesti che la sua anima percep gi prima della nascita sto punto un si. Dato che i l pavone pu rappresentare l la,
del corpo (Giamblico, De myst. Uh. i i i , 9; Proclo, Comm. che nella melodia precede i l si, questo animale potrebbe
in Euclid. 2 1 , 14), diventa egli stesso strumento musicale," essere stato pensato in origine non per la colonna 29 ma
d i cui D i o si serve per annunciare la sua parola. U n tale per l ' u l t i m o capitello del lato nord-est (colonna 28) o ( i n
strumento musicale soprattutto i l Cristo Crocifisso, che caso di prolungamento della nota la del capitello 27) quale
definito da Agostino {Serm. 363, 4) u n tamburo che canta, colonna 2 8a, cio quale primo capitello dell'ala sud-est. Ag-
ossia pelle destinata al sacrificio, da cui sgorga i l canto della giungendo un capitello 28a, la pianta del chiostro potrebbe
grazia {In Ugno ... caro extenditur, ut tympanum fiat et ex diventare un trapezio regolare, assegnando a ciascuno dei
cruce discant suavem sonum gratiae confitert). Per Giovanni due lati lunghi 15 colonne (14-28 e 40-54). Tuttavia una
Tinctoris {Coussem. Script, i v , 154) Cristo i l summus simile rettifica dello spazio non , dal punto d i vista musi-
musicus. Solo a pochi uomini tuttavia concesso percepire cale, affatto indispensabile. Basterebbe attribuire i l pavone
chiaramente la musica della grazia o entrare i n rapporto della colonna 29 al capitello 28.
con i celesti mediatori che ricevettero u n riflesso della mu- Dalla suddivisione dell'anno e dalla corrispondente suc-
sica celeste^ e che per p r i m i portarono la musica sulla
cessione dei segni zodiacali si possono riconoscere alcuni
terra." La pura musica celeste, d'altronde, non pu essere
rapporti con la mitologia e con le usanze popolari. I l s o l - >
percepita da nessun uomo, salvo che egli non sia una d i v i -
stizio d'inverno (capitello 11) annunciato, come nella ^
nit (Filone, De somn. i i i , 212, 18).
Misa del gallo (messa d i mezzanotte) spagnola, dal c a n t e r i
del gallo. Nell'Acquario compare l'uccello delle anime o '
l'uccello del sole, risorto dai m o r t i , dei r i t i carnevaleschi.
Nel segno dell'Ariete (capitello 26) viene ucciso un mostro
La probabile rappresentazione del tempo nello spazio. (inverno). Sul capitello 30 (Toro) sembra raffigurata un'al-
lusione al classico sacrificio d i primavera. U n mostro viene
A ) Gerona {tav. 11). Poich la successione dei capitelli ucciso ( i l vecchio leone solare?) e l giovane uccellino dal
dei chiostri contessuta in u n canto e comprende quindi volto d i leone si innalza infine nei cieli. Entrambi gli ani-
u n determinato corso del tempo, ovvio supporre i n questi mali sono singolarmente rappresentati: non corrispondono
chiostri un'ulteriore suddivisione temporale motivata dal- n al leone vittorioso n a quello v i n t o . Dovrebbe, forse,
l'analogia. Se poniamo in autunno la vendemmia della co- questo piccolo leone {si) avere la funzione d i dominante
lonna 59, i n inverno la scena d i caccia del capitello 16, del leone immolato {mi), cosa che di solito si verifica solo
all'inizio d i primavera la lotta con l'animale fantastico con i l pavone? I l Cancro (capitello 40) segue immediata-
del capitello 26 (uccisione dell'inverno), le quattro stagioni mente i l leone v i n t o (capitello 39). Cos l'animale solare
si armonizzano con i quattro p u n t i cardinali i n modo tale vinto cade nel periodo della settimana precedente l 24 giu-
che la primavera va dal capitello 26 al 39, l'estate dal 40 gno, cio proprio nei giorni i n cui nel Medioevo veniva
al 54, l'autunno dal 55 al 10 e l'inverno d a l l ' i i al 25. festeggiato il solstizio d'estate. I due lottatori, stilizzati in

46 47
modo perfettamente simmetrico, che stringono i n una mano dell'universo. I n m o l t i casi essi sono avvinti soltanto da
un coltello e con l'altra si afferrano reciprocamente per i un anello o da un serpente che afferrano con le mani.
capelli (cap. 58 e 4 = ore 7 e 9 della sera), potrebbero raf- stato dimostrato i n altra sede" come queste figure, per
figurare'la" lotta tra estate ed inverno, l'equinozio. Dell'ana- l'identit dei loro contorni con quelli della carta stellare
logia tra ore e segni zodiacali si parler nel terzo capitolo. dell'astrolabio, rappresentino sia i l cielo notturno che quel-
I l chiostro sembra stare sotto i l segno dell'autunno, del lo diurno, sia la vita che la morte. Se si capovolgono le figu-
giorno calante e della notte crescente. Nel muro al quale si re d i bronzo del Luristan, ponendole a testa in gii, appare
appoggia la colonna i si trova u n rilievo raffigurante u n infatti la figura d i un morto. Questa dualit corrisponde
tagliapietre e alcuni capitelli, gi finiti, che giacciono a terra. al concetto dell'inversione delle cose tramite l'olocausto i n
Accanto v i sono diverse persone: un chierico, u n sacerdote occasione dell'equinozio, d i cui si parler pi dettagliata-
con i l turibolo e u n vescovo che benedice la prima pietra d i mente nel capitolo seguente. A proposito del chiostro d i
un edificio religioso. Poich questa rappresentazione av- Gerona sufficiente ricordare che questi simboli di olo-
viene nell'ambito dei capitelli d'ottobre, potrebbe essere causti compaiono non solo su capitelli ornamentali, ma
stata cosi fissata i n immagine (come a San Cugat) la posa talvolta anche al posto d i colonne pi piccole (alberi della
della prima pietra del chiostro. Ci non dimostrabile, vita?), come figure d i sostegno degli archi sopra i capitelli.
ma l'ipotesi che i l chiostro corrisponda ad un giorno d i L'iconografia d i questo elemento figurativo assai dififiiso
autunno e ad uno stato d'animo triste potr essere conva- sar trattata pi diffusamente i n un altro lavoro.
lidata ancora nei capitoli seguenti. B) San Cugat (tav. i ) . I n alto, nelle pareti verso i l giar-
I l trapezio d i Gerona forse caratterizzato essenzial- dino, sopra ognuno degH archi che uniscono u n capitello
mente dall'idea del bue o toro notturno. Una sola volta la all'altro, sono collocate ora una testa di leone ora una testa
nota fa (capitello 46, segno astrologico del Leone) raffi- umana. I l leone simboleggia la lotta continua, i l fuoco, i l
gurata dal leone vittorioso. Negli altri casi si trova i l toro carattere regale ed eroico e, in contrapposizione al bue,
(capitelli 3, I O ) , i l gallo e l'uccello delle anime (capitelli animale notturno incessantemente inseguito, la luce del
I I , 16). I l leone compare i n prevalenza quale animale v i n t o sole. Le teste umane si trovano prevalentemente sul lato
(capitelli 39, 45, 52, 57). D'altronde i l bue non appare sud. Poich dal punto di vista astrologico la testa corri-
solo durante la notte (capitello 9 ) , ma anche nelle tarde sponde all'Ariete (sole che sorge), i l chiostro d i San Cugat,
ore pomeridiane (capitello 52). costruito su pianta quadrata, sembra u n giardino solare.
1 Sui capitelli 44, 48 e 54, tra l'una e le sei del pomeriggio, Tra le 72 colonne del chiostro, due capitelli con leone
f. dunque, si vedono 'pavoni' che mordono ad u n uomo prima {36 e 72) spiccano in modo particolare. Essi dividono lo
le mani alzate sopra la testa, poi le spalle e infine le ginoc- spazio i n due parti uguali: una a sud e l'altra a nord.
% chia. Anche q u i (lato sud-ovest) viene forse accennato al Considerando ora le scene narrative, i l lavoro del bot-
% rapido calare del giorno. Figure simili d i u o m i n i seduti che taio (capitelli I e 2), i l taglialegna (capitelli 4 e 10) e la
fi stringono con entrambe le mani i 'pavoni', i cani, gli aironi caccia (capitelli 2 e 10), si pu ipotizzare la seguente sud-
o le piante sarmentose che l i circondano (vedi figg. 7 e 8 ) , divisione delle stagioni: i l lavoro del bottaio, quello del
compaiono con grande frequenza soprattutto nell'arte prei- taglialegna e la caccia sono attribuibili all'inverno. Se si
storica. assai probabile che questi m o t i v i puramente orna- pone l'aquila solare della colonna 29 quale punto d i par-
mentali siano, nell'arte romanica, residui d i quegli antichi tenza della stagione calda, l'estate va dal capitello 30 al 4 8 ,
simboli di gemelli, che raffigurino cio quei rituali reggitori l'autunno dal 48 al 66, l'inverno dal 66 al 12, la primavera
del cielo, seduti o con gambe corte, bisessuati, che simbo- dal 12 al 30. Ogni stagione comprende 18 colonne. Per
leggiano la forza dualistica (l'albero della vita e della morte) comprendere i 365 giorni dell'anno nelle 72 colonne, bi-

48 49
sogna attribuire ad ogni colonna 5 giorni (5 per 72 = 360) COLONNA GIORNI D A T E ZODIACO

e distribuire nello spazio i rimanenti 5 giorni nel modo pi 43 239-245


regolare possibile. Nella seguente tabella si specifica questa 44 244-248 244 =: 1 settembre
45 249-253
suddivisione, anche se probabile che la concezione origi- 46 254-258
naria considerasse l'antico anno d i 360 g i o r n i : d i conse- 47 259-263
48 264-268 267 = Bilancia
guenza i l problema della sistemazione dei 5 giorni residui 49 269-273
non si sarebbe affatto posto. 50 274-278,279 274 = I ottobre
51 280-284
52 285-289
COLONNA GIORNI D A T E ZODIACO 53 290-294
54 295-299 297 = Scorpione
55 300-304
a 30-34 32 = I febbraio 56 305-309 305 = I novembre
$ 35-39 57 310-314
4 40-44 58 315-319
5 45-49 _ . 59 320-324
6 50-54 50 = Pesa 60 325-329 327 = Sagittario
7 55-59 61 330-334
j 60-64 60 = I marzo 62 335-339 335 = i tlicembrc
9 65-69 63 340-344
10 70-74 64 345-349
11 75-79 . . 65 350-354
12 80-84 80 = Ariete 66 355-359
I, 85-89 67 360-364
14 90-94.95 91 = I aPc 68 365-4 1 = 1 gennaio
15 96-100 69 5-9
16 roi-105 70 10-14
17 106-110 71 15-19
18 111-115.116 I I I = Toro 72 20-24 21 = Acquario
19 117-121 121 = I maggio
20 122-126
21 127-131 Con questa ripartizione dei giorni dell'anno nelle 72
22 132-156 colonne, i l capitello centrale 36, con due leoni frontali,
14 142-146 142 = GemeUi ' corrisponde al periodo dal 22 al 26 luglio. Ora, i l 23 luglio
25 147-151 i l giorno i n cui i l sole entra nel segno del Leone. I l
26 152-136,157 152 = I giugno 25 luglio d'altra parte i l giorno della morte d i San Cacu-
27 158-162
28 163-167 fane. Potrebbe quindi essere verosimile che i leoni d i que-
29 168-172 sto chiostro, oltre al loro significato cosmico, simboleggino
30 173-177 173 = Cancro
51 178-182 182 = I luglio
anche i l santo stesso.
,2 183-187 Distribuendo le 24 ore del giorno secondo le 72 colonne,
^3 188-192 necessario assegnare ad ogni ora 3 capitelli. Assegnando
M 193-197
,5 198-202 all'aquila l'ora del mezzogiorno e facendola partire dal
203-207 204 = Leone capitello 2 9 , si desume anche l'ordinamento mistico delle
37 208-212 ore rappresentate dagli animali. I l leone del sole (capitello
38 213-217,218 213 = T agosto
)9 219-223 7), ucciso i n inverno, torna vittorioso alle 7 (capitello 15)
40 224-228 e alle 10 del mattino (capitello 24); quale astro calante si
229-253 mostra alle 2 del pomeriggio (capitello 36) e quale leone
234-238 236 = Vergine
50 51
v i n t o (come sole notturno) alle 2 del mattino (capitello 72). Rappresentazione figurativa e simbolica dei numeri.
Alle 8 d i sera compare i l bue (capitello 54) e simboleggia
nella terza e quinta ora (capitelli 5 e 9) la notte calante, Nelle rappresentazioni bibliche s pu a stento ricono-
finch viene messo i n fuga dal leone (capitello 15). L'aquila scere u n ordine particolare. Persino la successione pura-
ruota nella calura meridiana (capitello 29). L'uccello d'amo- mente storica non sempre rispettata. Tuttavia colpisce i l
re canta lamentoso quando i l sole volge al tramonto (capi- fatto che queste immagini si trovino, i n entrambi i chiostri,
telli 46 e 47) e prima che l toro e gli esseri fantastici delle i n prevalenza nel lato sud.
colonne 48 e 55 divorino con furia titanica i l giorno stanco.
A ) San Cugat. I l testo dell'inno a S. Cacufane, proba-
I n questo legame mistico d i determinati animali con ore bilmente composto dal poeta catalano Quirze, stato pub-
fisse da ricercarsi uno dei m o t i v i delle lacune riscontrabili blicato dal Migne nel Liber Mozarabicus Sacramentorum
nella successione dei capitelli con animali, le cui note cor- {Patrologia latina Voi. 86, Liturgia mozarabica 11, p. 1170).
rispondenti poterono essere individuate solo decifrando, per
mezzo del modello musicale medievale, gli altri capitelli con HYMNUS
animali. Essendo ogni animale congiunto a una determinata
ora, la sua raffigurazione plastica doveva mancare ogniqual- Barchinon laeto Cucufate vernans,
Girporis sancii tumulum honorans.
volta i l simbolo musicale richiesto dalla melodia era i n Et locum sacri venerans sepulchri,
contrasto con l'ordinamento delle ore relativo a questo Sparge ligustris.
animale. Alla formazione di queste lacune musicali con- Munus hoc clarum tibi Scilltana
corsero per anche altri r i t m i ideologici attinenti alla serie Civitas misit, dedit et beatum
delle raffigurazioni musicali, come, ad esempio, l'alleggeri- Quando Fdicem populus Gerundae
Sorte colendirm.
mento del materiale mediante l'ornamentazione, la succes-
sione delle scene bibliche e, non u l t i m o , i l testo del canto H i , sequestrato tumuli honore,
Proprias sedes adeunt tuendas:
d i cui nuovamente parleremo. Barcinone Hic celebratur aura
Ille Gerunda.
Questo ordine cronologico i n cui i l centauro (capitello
^4) occupa lo stesso posto che a R i p o l l (capitello 2). non Hinc cruor hujus Cucufatis almi
Factus est nostrae regionis heres:
corrisponde tuttavia ai p u n t i cardinali. L'estate a est e Inde hic nobis sua membra ponens,
l'inverno a ovest. Se per poniamo l'inverno sul lato n o r d Vivere praestat.
e l'estate sul lato sud, i lottatori dei capitelli 68 e 71 r i - Hic fide plenus, redamando Christum,
prendono la posizione autunnale della medesima scena a Lucis infestum patitur tyrannum;
Gerona (capitelli 58 e 4 ) . Anche la melodia avrebbe inizio, Moxque bis seno territur beandus
Milite tortus.
come a Gerona, sotto i l segno dello Scorpione. ( N e l mondo
arcaico la notte costituisce l'inizio della 2 4 ' unit oraria.) Caeda percussus nlmia furentis,
Viscera fudit quasi peritura;
L'aquila corrisponderebbe allora al sole del mattino e l Quae reformata recipit in alvum
mostro che divora una vittima (capitello 55) dovrebbe es- Sanus ad horam.
sere u n simbolo dei giorni canicolari. M a nel caso d i una Missus in flammis, precibus minacem
simile suddivisione delle stagioni, toro e leone sarebbero Ignis admoti perimit vigorem;
completamente al d i fuori d i u n ordinamento notturno Nequit adurere nimis in beato
Corpore flammam.
delle ore e anche gli uccelli canterini (capitelli 47 e 4 8 ) non
concorderebbero pi con la loro posizione serale. Gratis ignitae facibus cremari
Jussus ardoris nutrimenta gliscunt;
Sed nihil Christi famulo nocetur
Suppliciorum.

5i 53
Sustinet post hinc plus lle cardos istruisce i suoi fratelli? Pu rimanere i n dubbio se l'aquila,
Ferreos in se ferientis ictum: che con u n coniglio negli artigU (capitelli 29 e 30) conclude
Sicque decisi captis in aethera
Spiritus efflat. le parole Regna coelorum meritis tenentes, alluda al pos-
sesso dei meriti celesti o alla vita monacale offerta a D i o .
Jam fave, Martyr, precibus clientum;
Instrue et civem; populum tuere; A d ogni modo sul capitello 26 rappresentata la costru-
Et sacerdotum pia corda inulce zione di u n chiostro e subito a fianco (sul pilastro angolare
Pacis amore, tra le colonne 25 e 26) Catell, l'architetto catalano del
Crimine dempto, animus vrescat: chiostro, scolpi i l suo nome con u n mazzapicchio acumi-
Pane coelesti satiemur omnes: nato.^' A l l a parola Det {Deo canorem) u n i due giullari con
Carnis elapsae vitiata membra
Spiritus ornet. piffero e con strumenti a percussione (capitello 36) e due
danzatori che, analogamente al giullare d i Ntre Dame,
Non ruinoso perimamur actu,
Non cibis corpus, vitiisque pressum
sono riprodotti con la testa all'ingii. I capitelli con scene
Non in occultis animus cremetur d i lotta distribuiti i n tutto i l chiostro (capitelli 3, 7, 35, 68,
Igne malorum. 71) potrebbero raffigurare simbolicamente le continue lotte
Ut pia tecum, Cucufas beate, del Santo contro i pagani; purtroppo sono t u t t i assai rovi-
Regna coelorum meritis tenentes, nati. Secondo la leggenda i suoi giudici furono inghiottiti
Det Deo nostra resonans placentem dalla terra, ed egli fu quindi condannato al martirio dal
Lingua canorem.
proconsole Calerlo. Massimiano ordin la sua morte sul
Gloriam Patri celebrant honore: rogo, ma D i o spense i l fuoco. Quando f u rinchiuso i n una
Gloriam Nato recinent perenni,
Cum quibus Sanctus sociatus adstat segreta profonda e buia, i l Signore gli invi la sua luce. Egli
Spiritus unus. riprese sempre la lotta fino al martirio e alla morte.
Amen. B) Gerona. Nel chiostro della cattedrale d i Gerona, de-
dicata a Maria, non si possono stabilire rapporti d i alcun
Evidentemente la penultima strofa di questo inno ser- genere tra i l testo cantato e le poche scene non bibliche.
vita all'architetto del chiostro come modello per le scene N o n neppure certo se i l testo collegato oggi Antipho-
non bibliche. Se si inscrive questa strofa nella pianta del nale romanum con l'antica melodia risalga al Medioevo. Si
pu in ogni caso risalire solo fino al X V I I secolo. Comun-
chiostro, risulta una serie d i concordanze troppo puntuali
que sia, dobbiamo q u i rinunciare ad un commento sulla
tra testo ed immagine per essersi verificate casualmente.
scorta del testo. Sembra tuttavia esistere un legame con i l
Accanto ai m o t i v i , t r a t t i dall'arte paleocristiana, dei m i -
culto della Madonna Addolorata. Sebbene l'istituzione uffi-
racoli della salvezza, la colonna i o raffigura i l taglialegna,
ciale della festa sia avvenuta relativamente tardi, tuttavia
gi rappresentato nel capitello 4, che aggredito da una
la chiesa d i Monflorite {Huesca, Aragon), costruita n e l l ' X I
bestia ed salvato all'ultimo momento da u n arciere. La
secolo e consacrata alla Madre Addolorata d i D i o , attesta
parola tecum {Cucupbas beate), con cui i monaci implo-
che i l culto della Mater Dolorosa esisteva i n Spagna gi
rano l'aiuto del loro patrono, riempie esattamente lo spazio anticamente." A che epoca risalga i l culto i n Catalogna non
tra i due capitelli sunnominati. Con le parole Cucupbas stato finora appurato. Si ricordano due donazioni (a Bar-
beate si collegano due capitelli {13 e 15) che rappresentano cellona e Tarrassa) i n onore d i San Sebastiano e della Madre
scene claustrali. I n primo piano, sul capitello 15, siede u n Addolorata per la cappella di San Sebastiano prope Logiam
uomo (Baltrusaitis lo definisce i l 'pensatore') e intorno a Maris e per i l Corpus Cbristi et Dolores h/lariae?^ Queste
l u i si dispongono i monaci i n atteggiamento deferente. N o n donazioni risalgono per agli anni 1517 e 1558. L'et del
potrebbe essere, questo pensatore, Cacufane stesso che

54 55
culto della Madre Addolorata d D i o nel Medioevo testi- madre vergine attraverso cui i l D i o d i Israele entra nel
moniata soprattutto dall'ampia e rapida diffusione dello mondo. Questo portone, i l cui fronte largo 60 braccia,
Stabat Mater d i Jacopone da T o d i (morto nel 1306), deri- forma l'atrio del nuovo tempio. La lunghezza interna del
vato da quella particolare venerazione per la Madonna, che portone misura 50 braccia che, secondo Gerolamo, corri-
nel X I I secolo raggiunse i l suo apice nella Mariologia d i spondono alle 7 ottave (50 giorni).^^ La base trapezoidale
San Sebastiano. del chiostro di Gerona potrebbe rappresentare i l portone o
Due f a t t i potrebbero rendere verosimile la stretta rela- l'atrio del tempio? Un'altra mistica equivalenza ci appare
zione del chiostro con la Mater Dolorosa. I l primo la possibile. Se due lati con 6 colonne rappresentano M a r i a ,
consacrazione a Maria della cattedrale cui appartiene i l chio- i due gruppi d i > e 7 colonne potrebbero indicare le 5 pia-
stro. I l trapezio u n simbolo plurimillenario della testa del ghe di Cristo e i 7 dolori d i Maria. I n questo caso (a con-
bue,** cio dell'emblema del dolore, della dedizione e della dizione che la festa della Mater Dolorosa venisse celebrata
fedelt. Anche l'antica teologia cristiana conosce questo nel Medioevo, come oggi, i l 15 settembre) la strana figura
simbolo, soprattutto per la Passione d i Cristo. Ci che i l femminile nell'angolo tra i capitelli 54 e 55 (10-22 settem-
bre), potrebbe rappresentare la Madonna Addolorata.
costruttore volle esprimere scegliendo l'irregolare forma del
trapezio non si potr mai stabilire con certezza, conside- Infine una terza riflessione. Se la base del trapezio cor-
rando l'attuale stato della ricerca documentaria. Le propor- risponde all'autunno, alla sera, al dolore e al bue, sul lato
zioni spaziali vigenti nel periodo d i costruzione non lo opposto troveremo la primavera, i l mattino e la speranza.
costringevano, ad ogni modo, a questa impostazione asim- L'ala nord-est ombreggiata dalla fresca oscurit del pa-
metrica. Tuttavia presentiamo al lettore alcune ipotesi. vone, le cui ali punteggiate d i occhi sono considerate solita-
Le 59 colonne d i questo chiostro sono suddivise i n modo mente simboli della fede. I l caldo sud-ovest, al contrario,
stranamente irregolare i n 4 gruppi diversi. La serie d i 18 i n cui si incontrano continuamente i l bue e i l leone, po-
colonne della base del trapezio divisa i n tre gruppi d i 6 trebbe aver simboleggiato l'amore, poich leone e bue sono
colonne ciascuno da quattro grossi pilastri muraH. I l lato come giorno e notte, come uomo e donna, come l'imporre
opposto comprende due unit d i 6 colonne. L'ala d i nord- e i l subire. Cosi i l trapezio sta innanzi a noi come una porta.
est forma tre unit di 5 colonne ciascuna, mentre i l lato La soglia tagliata nella malinconia e nel dolore; nella
speranza la pietra che sovrasta la porta; i pilastri sui quali
sud-ovest composto da due gruppi d i 7 colonne.
poggia la speranza sono amore e fede nella vita d i Maria.
La somma dei moltiplicandi 2, 2, 3 e 3 d come risultato
i l numero 10, considerato l'espressione della perfezione. Una simile interpretazione certo del t u t t o priva d i
M a che pensare dei numeri 5, 6 e 7? I l numero 6, che per metodo scientifico, poich manca ogni documento scritto su
la sua duplice natura (2 per 3 e 3 per 2) aveva fin dai tempi cui poter fondare questa tesi. Tentiamo cosi d i situarci nel
antichi u n profondo significato magico e ancor oggi ha mondo ideale del religioso contemplatore per i l quale i l
grande importanza nel canto e nel costume popolare spa- chiostro f u creato e ci sforziamo d i uniformarci col pensie-
gnolo (scambio tra la battuta di 3/4 e d i 6/8 ), ro al senso dell'opera. Forse cosi riusciamo ad avvicinarci
serve al superamento dei contrasti d i valori binari e ternari anche alla concezione fondamentale dell'architetto: non
0 alla fusione del dualismo delle forze cosmiche. Nella m i - un'idea precisa, ma u n r i t m o determinato simile al r i t m o
stica cristiana i l numero 6 solitamente messo in relazione d i un rosario 0 d i una litania potrebbe essere stato decisivo
con i 6 giorni della creazione o con le 6 idrie d i Cana. per la concezione d i questi chiostri. Fondamentalmente
Gerolamo [Ezechiel 40, 5) interpreta per i l numero 6, i n questo succedersi di capitelli sembra ritmico-musleale, cio
base a una determinata misurazione, quale simbolo dell'in- chiaro nella forma ed univoco nel sentimento, ma fluido e
caleidoscopicamente mutevole nel suo contenuto concet-
tenzione che governa le buone opere e infine quale porta o

56 57
tuale. L'elemento primario costituito dal puro ritmo i n melodici. perci assai probabile che attorno al cantus
cui p o i , i n u n secondo tempo, si inserirono le p i l i svariate firmus musicale si intreccino anche altre linee ideologiche,
rappresentazioni concettuali, a condizione che esse corri- non musicali, d i contrappunto. La scene bibliche e storiche,
spondessero alla dinamica specifica d i ogni singolo caso. l'allusione alle stagioni e i rapporti numerici indicano chia-
M a si consideri nuovamente l'insuperabile bellezza e la ramente una polifonia del tutto. Una tale pluralit d r i t m i
fluidit del ritmo d i questa melodia. Come si sa, la nota- caratterizza anche i l mottetto medievale, i n c u i due o t r e
zione del corale gregoriano n o n offre alcuna indicazione voci indipendenti, con testi del tutto diversi, talvolta addi-
circa i l tempo musicale, molto probabilmente perch i l rittura i n lngue diverse, si univano contemporaneamente
ritmo scaturiva dall'accentuazione stessa delle parole. O r a , alla voce principale [cantus firmus) con cui entravano armo-
poich nel nostro caso la durata dei suoni determinata niosamente i n u n rapporto ora consonante ora dissonante.
dagli intervalli regolari delle colonne del chiostro, da que- Quando farisei consigliarono a Cristo d i punire i suoi
sto si deduce i l valore temporale delle singole note. Se discepoli esultanti poich questi lo ritenevano i l re del
si cerca p o i d i individuare i l tempo del canto secondo i l mondo venuto nel nome del Signore, Gesi rispose loro:
punto d i vista sopra esposto, ne consegue una chiara suc- Se questi taceranno, urleranno le pietre (Luca 19, 40).
cessione d i 8 + 6 o d i 6 + 8, cio una successione d i 14 Della musica latente nella natura parla anche la mistica
crome, u n tempo musicale che sia la musica popolare sia la spagnola. Secondo Giovanni della Croce,^ non soltanto i
musica d'arte dell'Europa sud-orientale e del Medio Oriente fiumi risonanti [rios sonorosos) e i l sibilare del vento {el
ancor oggi conoscono, non essendo state v i t t i m e della ra- silbo de los aires), ma anche la musica non udibile {musica
zionalizzazione e della schematizzazione del r i t o avvenute callada) della soHtudine sonora {soledad sonora) sono una
nel X V - I I I secolo. manifestazione della voce d i D i o , che giunge nelle profon-
opportuno studiare la melodia pii avanti riportata per dit dell'anima, originariamente acustiche. Per l u i l'ascol-
comprendere quale arte sublime gli odierni spregiatori del tare riverente premessa d quel vedere e d i quel compren-
corale gregoriano e della sua liturgia, per brutale ignoranza, dere che si compie al cospetto dell'occhio interiore. A tale
vorrebbero liquidare: riguardo, egU si richiama anche a Giobbe 42, 5: Auditu
auris audivi te, nunc autem oculus meus videt te . Cono-
I 8(3+2+3) 6(2 + 2+8) scere D i o significa apprendere la sostanza delle cose, i n
-^1 J i i l J>
primo luogo acusticamente, per vederle quindi rettamente.
Ut p i " ~ ^ te - cum, Cu-cu-faS^be-a - te, D'altra parte, anche i l vedere riverente nella soledad sonora
6(3+3) . 8 (4+4) porta l'osservatore ad ascoltare la voce dello Spirito Santo.
m ' ;^ U proprio della natura d i quanto sacro i l poter essere
Reg - na coe-lo - rum . r i -t3 te -neB7=^ca udito, ma i l voler essere visto i n modo velato o i l n o n
6(3+3) S(a+5) 18(4+4) voler essere visto affatto. I l destino d i colui che privo d i
Q 6(3+3J 8ta+5J
timore reverenziale consiste nel fatto che i l sacro non parla
m
Det De - 0 nostra. le-so-nans plicen-tem al suo cuore. Per lo stesso motivo l'imperscrutabile n o n
6(3+3) I 6(2+2+2) 8(3+3+2) diventa percettibile per colui che insensibile, non lo col-
pisce con la sordit n lo priva della vista, ma passa innanzi
lln-gua ca no - a l u i silenzioso e senza splendore.
Symphonalis est anima (Hildegard von Bingen).
Sia a San Cugat che a Gerona, non tutte le raffigurazioni
sono poste al servizio della riproduzione ritmica d i suoni

58 59
HI

L ' i m m a g i n e del m o n d o nelle antiche cosmologie

Una cosmologia u n tempo assai diffusa, che ebbe i l suo


periodo d i maggiore espansione nel tardo megalitico, ha
creato nel corso della storia dell'umanit un'immagine m i -
tica del mondo che, nonostante le sue innumerevoli varianti
geografico-culturali, ha conservato una straordinaria unit
nelle sue caratteristiche fondamentali. I l simbolo centrale
era costituito dalla pietra, ossia dalla colonna d i pietra o
albero del mondo, prodotto materiale d i un'invocazione che
univa i l cielo alla terra, d i un'invocazione creatrice divenuta
per quasi impercettibile all'orecchio degli uomini. M o l t i
elementi d i questa cosmologia si sono conservati nella sim-
bologia medievale, nelle fiabe e persino negli attuali co-
stumi dei popoli. D i queste rappresentazioni, della cui i n -
tima connessione tratteremo specificamente i n un'opera pi
vasta, forniamo q u i solo i cenni necessari per la compren-
sione del capitolo seguente. N o m i specifici d i di, m o n t i
o laghi, che inserirebbero quest'immagine del mondo i n
un'ambito culturale ben definito, saranno evitati i n questa
esposizione. Per quanto riguarda i particolari ci riferiremo
solo alla tradizione spagnola.
Secondo gli enunciati delle antiche cosmologie i l mondo
avrebbe avuto origine da una 'parola' creatrice, sarebbe cio
stato creato per mezzo d i u n r i t m o sonoro che scatur dal
6i
centro dell'attuale universo. Questo suono fu i l p r i m o sacri- trale orizzontale, dove i l monte N H l i B (sella) I H i N i
ficio, i l primo atto creativo. La sua concentrazione sonora regge la terra S l i I S B S e le sue montagne rituali S T B
la forza che non solo ha creato i l mondo, ma che anche lo e B T i Si.
conserva, rigenerandolo ad ogni primavera col suono del Le due cime ( T , T i ) rappresentano tuttavia solo u n m i -
tuono. Come l'acqua i n cui sia caduta una pietra si allarga i n nimo grado delle elevazioni H G B G H i ritualmente pos-
successive onde circolari, cos anche l suono originario (in- sibili. Proprio nella parte pi bassa appare la cima del
teso prima come tempo e poi anche come spazio) si sarebbe monte, i l P i T , che contiene l ' i m b u t o del mondo inferiore
diffuso i n cerchi concentrici. I l vettore di questa ritmica I l P I I . L o spazio fra cielo e terra (atmosfera e cielo stel-
parola che cre i l tutto f u i n u n primo tempo l'aria, i l lato) i l regno del mondo intermedio i n cui i r i t i sono
p r i m o soffio inteso come fenomeno periodico che nella proiettati al di l della terra. Tale spazio rituale delimi-
graduale concretizzazione della parola (formazione della tato nella tavola i i i dal cerchio tratteggiato i n cui si trovano
materia) considerato fondamento del dualismo. le linee (parimenti tratteggiate) dei monti N M E F E i
I n tal modo le onde concentriche creatrici del mondo M I N I e N H G F G H I N I . D a l rapporto fra la decli-
furono attraversate da due figure a forma d i V intersecan- nazione solare e l'ambito rituale risulta che questa linea
tisi che da u n punto d i vista astronomico - riflettono i l circolare tratteggiata corrisponde all'equinozio i n cui cielo
rapporto tra i l solstizio d'inverno e i l solstizio d'estate e terra o chiaro e scuro si incontrano, i n una certa misura,
(declinazione). i n modo paritetico, compenetrandosi l ' u n l'altra ( K K i ,
D'estate i l sole ha un'altezza sull'equatore d i + 2 3 , 5 BBi).
(o* i n primavera e autunno); d'inverno la sua posizione Questi p u n t i d i contatto corrispondono alla gola e al
rispett all'equatore - 2 3 , 5 . Questo rapporto rappre- sesso, cio alla forza creativa spirituale e alla forza creativa
sentato nella tavola i i i con la figura dell'antropocosmo, vale materiale dell'antropocosmo.
a dire con le linee O B i E D G B I - l i B G D i B i O i D a l punto d i vista astrologico la gola e la testa (cielo)
(testa e tronco) e con le linee che collegano A D A i e rappresentano la posizione del sole, mentre i genitali interni
C D I C I (braccia, gambe). La stessa figura riprodotta ed esterni (terra) sono lunari. Tenendo presente che questa
(in basso a destra) nella tavola i i i , i n formato pii piccolo. cosmologia originariamente collocava i l punto corrispon-
I medesimi rapporti sono raffigurati anche i n posizione oriz- dente alla primavera non nell'Ariete ma nel T o r o , u n tempo
zontale collegando i p u n t i O3 K Q K L O 5 e O 4 K i R K O 2 . gola e sesso non corrispondevano all'Ariete e alla Bilancia,
L'antropocosmo u n paesaggio vivente circondato da u n ma al Toro e allo Scorpione. Entrambi i segni sono ana-
altro paesaggio pii ampio. Esso sta fra due monti che hanno loghi come i due monti che si corrispondono, o omologhi
entrambi due cime ( O , O i e I , l i ) ; ma i l monte inferiore come monte e imbuto. Canto forza vitale e forza vitale
rappresenta l'inversione d i quello superiore, cio u n im-
canto. Entrambi sono manifestazioni d i una forza creatrice
buto, poich cielo e terra sono certamente analoghi, ma
fondata sulla disposizione a sacrificare soffio e forza vitale
stanno fra loro i n u n rapporto d i inversione. I l monte su-
'mediante i l canto', gioiosa affermazione di u n sacrificio
periore che si eleva al di sopra della linea orizzontale cen-
costruttivo.
trale L L I , da N attraverso M verso O i , forma una sella
i n B i per poi raggiungere la seconda cima O e declinare, A l centro d i questo spazio rituale, nella parte pi interna
attraverso M i , i n N i . Fra le due cime di questa montagna del cerchio, si trova T'ombelico del mondo' da cui questa
e dietro d i esse appare un monte ancora pi alto che sovra- forza creatrice si irraggia verso la periferia. I n questa 'ca-
sta i l cielo inferiore (la testa dell'antropocosmo) ( O i P O ) . verna' si trovano parimenti due monti e due i m b u t i deli-
L'immagine inversa si presenta al d i sotto della linea cen- m i t a t i dalle lnee della decHnazione solare e dei m o n t i del

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mondo intermedio. Sono i m o n t i D E F E i D i e i loro I l cammino della vita umana attraverso questo paesaggio
opposti D G F e F G D I in cui 'vivono' i m o r t i redenti. cosmico, che si ripete i n terra con immagine analogica pro-
D i questo mondo circumpolare, i n cui si trovano le ca- cedendo secondo i l corso del sole, incomincia con la nascita
verne, fanno parte la Stella Polare e i l Dragone, l'Orsa Mag- della zona 'melmosa', 'impura' del pericolo e della malattia.
giore e i l Cigno. I n margine al mondo primigenio appare La culla del bambino, costantemente circondata dagli spiriti
i l Delfino e, non lontano da l u i , l ' A q u i l a vola verso i segni dei m o r t i , si trova i n una laguna^ al margine dell'oceano
zodiacali dell'Acquario, del Capricorno e del Sagittario. settentrionale (oceano dei m o r t i . Acquario). Fino al rag-
L o zodiaco appare annotato due volte nell'illustrazione giungimento della maturit sessuale i l bambino simile
del mondo d i cui alla tavola I I I : una prima volta nel cer- a un 'morto vivente' (Pesci). La giovinezza si svolge sui
chio esterno i n direzione del corso del sole e una seconda colli sognanti del tempo che precede la primavera, nel-
volta i n senso contrario al corso del sole, nelle linee curve l'oriente dove arde senza fiamma i l mare d i fuoco. M a solo
accanto al cerchio rituale punteggiato (cerchio equinoziale). con la luce della prima aurora (Ariete) i l giovane freme per
I numeri inscritti nei quadratini corrispondono alle ore un lieve presentimento del lago di fuoco. I l periodo d i
diurne e notturne del normale corso del sole; i numeri digiuno e i l fidanzamento cadono nella zona delle prime
inscritti i n cerchi indicano le ore del rituale. A queste colline solatie. Solo allora l'uomo raggiunge i l primo alti-
stazioni rituali si ricollegano le caratteristiche paesaggi- piano dove, su un prato verdeggiante, scintilla quel lago
stiche dei segni dello zodiaco come vengono citati da A l dal cui fondo risuona una delle bocche del drago che
B i r u n i : " Ariete = deserto, T o r o = prati e laghi, Gemelli = erutta fuoco (Toro). Nell'ardore giovanile l'uomo rivolge
acrobati, ecc. i l suo passo verso i l castello sud-orientale della montagna,
dov'egli raggiunge i l pieno possesso della propria forza e
Dai Pesci al Toro (dalle 5 alle 7) si estende i l lago d i
guarda fiducioso verso i l mezzogiorno del tempo. Poi egli
fuoco dell'aurora, mentre fra la Vergine e lo Scorpione
riprende i l cammino: mentre i l sole raggiunge i l suo apo-
(dalle 17 alle 19) rosseggia i l tramonto. Ariete e Bilancia
geo, egli percorre la sella collinosa attraverso la quale
si trovano ai piedi del monte del mondo intermedio. I l
giunge al palazzo sulla cima della montagna antistante.
T o r o pascola sui verdi prati d i u n paesaggio montano per-
Dopo essersi ristorato alla fonte gorgogliante del giorno d i
corso da chiari ruscelli. La Vergine abita in una bella casa.
S. Giovanni, egli scala questa seconda montagna dall'alto
Sulle cime M e M i si trovano due castelli (Gemelli e
della quale, con un lieve senso d'angoscia, cerca d i abbrac-
Leone); fra loro si estende la chioma dell'albero del mondo ciare con lo sguardo i l tempo a occidente i n cui sta per
(Cancro, solstzio d'estate) sede della Magna Mater munita inoltrarsi. Intanto giunta l'ora della discesa. Uomo ma-
d i corna e dell'albero della vita le cui radici giungono fino turo, egli lascia la montagna e volge i suoi passi verso la
al centro (F). Dalle medesime radici nasce l'albero diame- valle. Q u i riconosce nel pomerggio d i u n autunno senza
tralmente opposto, che si estende fino al solstizio d'inverno. sogni la tragica bellezza del mondo ed ora i suoi anni flui-
Quest'albero u n albero d i m o r t i , ancora sede della Magna scono pi veloci nel rosso fiammeggiare della sera calante.
Mater, che nel solstizio d'inverno appare come filatrice Ancora una volta gli viene concessa, per breve tempo, una
(Juana). Dalla Bilancia (ore 18) attraverso i l Capricorno seconda giovinezza, finch nel freddo vento della sera l ' i n -
(24) fino all'Ariete ( 6 ) , quindi al d i sotto della linea centrale certa mano prende a tremargli. Meditando con animo gioio-
dell'orizzonte L L i , si estende la valle che nella sua parte so egli osserva nella vecchiaia i carri traballanti che traspor-
superiore fa parte del mondo intermedio, mentre i n quella tano grano dorato attraverso gli arcali, mentre le donne,
inferiore comprende la terra degli uomini con i segni fatali con i l capo cinto d i fazzoletti colorati, accendono nella luce
dello Scorpione e del Sagittario. L'uomo ha dimora i n una del crepuscolo i fuochi autunnali.
'laguna' dell'oceano dei m o r t i .

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Viene novembre. Egli riconosce serenamente l caccia- m o r t i diventano caverne di risonanza fatte d i pietra ( i n
tore in agguato al margine del bosco: ode i l sibilare della francese: envotement); a mezzo del 'desencanto' diven-
freccia e l'abbaiare del cane che vede l'approssimarsi della tano pioggia fecondatrice. indicativo dell'atteggiamento
sua morte. Poi tutto si fa buio e tranquillo. Una barca lo psicologico della nostra moderna cultura i l fatto che nel-
accoglie e lo trasporta all'isola dei m o r t i , a meno che u n l'uso odierno del linguaggio si intenda 'desencanto' come
fedele delfino non lo r i p o r t i nuovamente sulla terra. M a 'disillusione' e 'encanto' come 'incantesimo piacevole' (o
'illusion' come 'gioia'). Se qualcuno malato al punto che
quando l'uomo al mattino prova u n presentimento, come se
i l suo ritmo vitale sembra interrompersi, la zona d i maggior
in sogno fosse risuonato al suo orecchio u n vibrare d'arpa^^
pericolo si trova fra lo Scorpione e i l Sagittario (ore 20-22):
simile a un fiume d i fuoco, significa che ormai lo attende
nel delta del fiume della sua vita i l bianco uccello acquatico
dal lungo collo inarcato, per condurlo sul dorso nell'isola De la nueve a la dez
deja la noche a quien es.
dei suoi padri.
M o r i r e significa irrigidirsi, ammutolire, pietrificarsi. Tale
ammutolirsi trasforma i l morto in una cassa d i risonanza Presso i l Capricorno e l'Acquario (ore 24-2), fra U canto
fatta d i pietra che risponde ad ogni invocazione, poich le delle sirene e l'Oceano dei m o r t i , si decide i l destino del
anime dei m o r t i salgono dapprima nelle caverne d i pietra malato. L'Acquario pu portare i l rinnovamento; se non
dei m o n t i di nubi del dio del tuono che, se lo vuole, le fa 10 fa, i Pesci diventano la zona della morte. Per evitare
ricadere sulla terra sotto forma d i pioggia. I I rimbombo del questo si ricorre ai r i t i terapeutici che si basano sul presup-
tuono non certo i l primigenio verbo creatore, ma i l posto che la malattia incombente pu essere respinta inver-
suono che governa la circolarit della vicenda e quindi la tendo i rapporti esistenti. Perci l primo compito consiste
vita del mondo. Per questo si seppellivano i m o r t i i n sarco- nel trasferire i l paziente dal suo ambito terrestre (tav. i i i ,
faghi d i pietra, i n nicchie nella roccia o su piattaforme d i cerchio esterno) alla linea circolare del rituale. C"i avviene
pietra. Poich la pietra pareva i l miglior soccorso possibile nella direzione della freccia che a destra del Capricorno
per le anime d i coloro che non erano ancora scomparsi indica l'Acquario. Su questa via i l malato abbandona i l
definitivamente, si ponevano a memoria degli avi defunti normale cammino della vita inserendosi i n u n moto con-
cippi o colonne di pietra o menhir. La credenza popolare trario al corso del sole, cio i n u n moto regressivo. I l ri-
spagnola ammonisce di non gettar mai via con i l piede una torno nell'ambito terrestre avviene i n Bilancia 0 i n Sagit-
pietra, poich sempre possibile che i n essa dimori l'anima tario, nella direzione della freccia orientata verso sinistra.
di u n morto. Lushi ch'un ch^iu ( i x , i o ) riferisce che Chung- L'intera azione consiste i n uno spostamento degli avveni-
tse-Chi percep nel cuor della notte u n suono prodotto da menti, nella consapevolezza onirica del rituale che unisce
una pietra e proruppe i n alti lamenti, avendo i n tal modo 11 cielo alla terra, l'inconscio al conscio.
appreso che suo padre i n quel momento aveva ucciso u n Poich anche i l malato colpito dall'irrigidimento del
uomo perdendo in tal modo la sua stessa v i t a . * La lingua suo ritmo vitale, egli deve - proprio come un morto - su-
spagnola, che indica u n morto che ritorna (spettro) con i l bire i n primo luogo la pietrificazione, cio u n 'encanto'. I n
termine estantigua {estatua antigua), intende con la parola altre parole, egli deve trasformarsi i n una 'pietra che canta',
canto tanto 'pietra' quanto 'canto'. I l canto dei m o r t i cassa di risonanza del canto risanatore che i l medico gli
Ileco del tuono; e questa eco l sacrificio che i m o r t i por- prescrive cantando. I n assenza d i questo cammino attra-
tano alla pietrificata montagna di nubi quando vorrebbero verso i l 'sacrificale torchio d i pietra', non possibile salvezza
rinascere sulla terra. I m o r t i sono la parola del dio del alcuna. I n occasione d tali r i t i si ricorre spesso a una cor-
tuono dispensatore di fertilit. Attraverso T'encanto' i namusa con cui i l medico emette la sua diagnosi suonando

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per l malato le melodie proprie dei pi diversi demoni della tutta la durata della cura, medico e paziente sono come
malattia, finch anch'egli canta con l u i o, almeno, fornisce cavallo e cavaliere. Fra i numerosi r i t i terapeutici d i Spagna
un segno della sua adesione. M a i l medico terreno, pur ricordiamo i n particolare due cerimonie d i cui si riferisce
potendo allontanare nel segno dello Scorpione e del Sagit- ampiamente altrove:"^ la danza delle spade e la tarantella.
tario la sofferenza fisica, non i n grado d i cancellare la La danza delle spade suddivsa i n tre parti: a) le fasi
malattia intesa come 'peccato'. La remissione d questo introduttive, cio la prima 'uccisione', che nella tradizione
peccato prerogativa del medico celeste che assolve i l pa- spagnola viene indicata come la prima 'decapitazione' {de-
ziente dalla sua colpa nel segno del Toro e dei Gemelli. gollada) e la discesa agli inferi; b ) la seconda decapitazione;
Colei che viene i n aiuto a questo medico sta nella zona c) la lotta contro i demoni.
circumpolare. l'Orsa Maggiore che guarda Orione, i l Teoricamente la danza delle spade eseguita da otto o
T o r o , le Pleiadi, i Gemelli e i l Cancro. nove persone, a seconda che i l malato sia egH stesso colui
I l medico, nel suo rituale, u n essere duplice: possiede che conduce la danza (pazzo) dei sette danzatori o prenda
nello stesso tempo una natura terrena e una celeste. parte solo i n modo passivo alla danza d i sette danzatori
tanto nemico quanto amico del malato a cui cagiona dolori guidati dal medico. La danza comincia con una serie d i figu-
{'uccide') per guarirlo e da cui esige spirito d i sacrificio razioni che rappresentano i l cammino spiraliforme ('carcol',
e incondizionata fiducia, affinch possa recuperare anche la conchiglia, chiocciola) verso i l lago di fuoco e l'incipiente
sua salute spirituale. Poich agisce i n modo contrario al lotta contro lo spirito della malattia. La 'battaglia' l'espres-
corso del sole per allontanare i l male, egli si trova costan- sione del sacrificio offerto per e con l malato. Due file paral-
temente i n contraddizione con la vita normale e cos av- lele d i quattro uomini ciascuna, l'una d i fronte all'altra,
viene che nel curare i l malato egli compia azioni veramente formano una 'catena' i n cui ogni guerriero tiene la propria
grottesche. I n alcuni casi si mette a testa i n gii, oppure si spada orizzontalmente nella destra, mentre con la sinistra
affanna, ora alla testa ora ai piedi del letto del paziente, afferra la punta dell'arma del danzatore che gli sta d i fronte.
per raggiungere l'inversione dei rapporti (per annullarli). Q u i n d i i danzatori di una fila tengono la propria arma con
I l medico u n folle, u n acrobata che compie l'inverosmile, entrambe le mani al d i sopra del capo come a proteggerlo,
mentre l'altro gruppo si scaglia contro d i loro. Quando
ma egli esige che anche i l suo paziente partecipi a questo
ognuno tornato nella posizione iniziale, si crea una ca-
pazzo gioco fra la vita e la morte. I l popolo spagnolo defi-
tena e l'arma sollevata in alto, cos da formare u n 'ponte
nisce u n tale medico prodigioso, d cui ha fiducia, come
d i spade' che si disgrega man mano che i danzatori v i pas-
'gracioso', e con questa parola non intende u n semplice
sano sotto. I n altri casi si forma un tetto d i spade sotto i l
buontempone, bens - con estrema seriet - u n santo co-
quale i l malato siede 'nel profondo della terra' ed figura-
mico. U o m i n i simili possono incontrarsi particolarmente
tivamente decapitato. I n tal modo i l malato 'senza testa' o
tra i gemelli.*' La forza misteriosa d i questo gemello con-
con una testa di morto (spesso caratterizzata dal volto di-
siste nella capacit di sacrificare se stesso per i l malato pinto d i nero) viene trasformato in una figura del mondo
'estraendo' lo 'spirito maligno della malattia' (avversario infero intorno alla quale si danza a lungo.
fisico e psichico a un tempo) dal suo paziente e trasferen-
dolo nel proprio corpo. Perci si dice che questo 'pazzo', Dopo comincia la lotta vera e propria, e le armi vengono
con la sua viva partecipazione alla sofferenza del paziente, puntate contro la gola e contro i l petto. Ci simboleggia
i n certo modo colpito anch'esso dal male. Da questo as- la decapitazione. N e l corso dell'ultima danza lottano ancora
sorbimento della malattia e del peccato del paziente egli sei danzatori, finch i l 'soldato' cade all'indietro tra le brac-
pu liberarsi solo alla fine della cerimonia e, solo i n se- cia dei due partecipanti che i n quel momento non prendono
guito, mediante u n particolare r i t o d i purificazione. Ma per parte alla danza e 'muore'. Allora s'incrociano le spade su

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d i l u i (bara d i spade) e quindi si ritirano per aprire al morto sporca o v i affondano la testa e le braccia. Essi perdono
la via verso la nuova vita. Queste due scene ripropongono la memoria e l'uso della parola, cosi si considerano pesci
la 'rosa d i spade' che compare i n altre danze d i questo tipo m u t i 0 possono solo abbaiare come cani. T u t t o ci corri-
e che si forma quando danzatori disegnano u n cerchio sponde all'Oceano notturno della morte (Capricorno, Ac-
incrociando le armi. Se l'ammalato fa u n balzo su questa quario) e al purgatorio nel segno dei Pesci. Si appendono
rosa, lo si lascia cadere e sprofondare i n basso, oppure Io a testa i n gi, con i piedi legati agli alberi, e ci significa
si lancia i n alto sulla 'montagna' o sulla 'torre' dove si che essi i n quel momento (solstizio d'inverno) si pongono
aggrapper al ramo di u n albero o a una trave maestra.*^ i n consonanza con l'albero del mondo i l cui rovesciarsi
I n questa seconda decapitazione, che si svolge prima del causa del risorgere del sole rituale (testa).** I n tal modo essi
lancio i n alto, rientra a volte anche la formazione di una si pongono i n uno stato di inversione, i n quanto la loro
piramide (montagna) costituita da sei danzatori. U n uomo salvezza non pu seguire i l corso del sole nascente, ma
sta sulle spalle d i altri due che a loro volta si reggono sulle consiste nell'opporsi ad esso. Nella seconda fase portano
spalle d i tre danzatori che stanno con i piedi a terra. conchiglie spraliformi, le riempiono di acqua pura e v i
Considerata dal punto d i vista cosmologico, l'intera ce- immergono rami verdi. A l posto dell'immersione nell'acqua
rimonia mira, nell'ambito del rituale e per mezzo d i lotte e sporca subentra l'uso d i acqua pura. Essi aborrono i colori
dolori positivi, a vincere la malattia facendola regredire. I l scuri e si beano del rosso splendente (lago d i fiamme del-
male comincia nello Scorpione. L'intervento del medico l'aurora). I n tal modo riacquistano anche l'uso della parola
avviene per solo nel Sagittario, l dove si gi iniziato e la loro forza vitale. Ascendono, vestiti d i rosso, su luoghi
l'irrigidimento (pietrificazione) del malato che raggiunger elevati o montano su alberi dove si sentono re, soldati o
i l culmine nel Capricorno, alle porte del mondo infero. A pastori, tengono lunghi discorsi e cos lottano - a volte
questo punto ha luogo la prima decapitazione che conduce addirittura con le spade - contro gli spiriti della malattia.
colui che gi mortalmente malato al limite del massimo I l miglioramento e i l recupero delle forze sono per con-
sacrificio. Poi comincia i l cammino verso la zona della puri- cessi loro solo dal canto delle rondini o da quello d i donne
ficazione (Iago d i fuoco, mare d i febbre) che, dopo una lotta che lavano, oppure da un calice d i acqua pura.
vittoriosa contro i l male, termina nel segno dell'Ariete. Mentre durante i l solstizio d'inverno l'ammalato se ne
A questo punto i l malato viene decapitato per la seconda stava muto, mugghiante o latrante, appeso a testa i n gi
volta: a primavera cio, cade anche la sua testa d i morto. all'albero della morte, ora egli d i nuovo r i t t o i n piedi e
E solo ora egli i n grado d i salire sulla Montagna Sacra, parla ad alta voce nella chioma dell'albero della vita. I l
dove, nel segno del Cancro e all'ombra dell'albero della mutismo completo avrebbe significato la sua morte. Se egli
vita, recuperer completamente la salute. avesse recuperato solo la voce, ma non la facolt del lin-
Un'altra forma d i guarigione per mezzo della musica e guaggio umano, non si sarebbe verificata una piena rige-
della danza rappresentata dalla tarantella d i cui hanno nerazione. La sua salvezza definitiva si basa sulla possibilit
parlato G. Baglivio** e F.X. Cid.*^ Dopo aver trattato della d i riacquistare la parola. Queste scene che si svolgono dopo
vittoria sull'irrigidimento (pietrificazione) del malato che si i l sorgere dell'aurora appartengono all'ambito della mon-
ottiene solo per mezzo della musica della chitarra, F.X. Cid tagna (Toro, Gemelli, Cancro) e se si suol dire che la gua-
cita una serie d i 'extravagancias' a cui si abbandonano gli rigione i n genere avviene fra le 11 e le 12, si vuole cos
uomini morsicati dalla tarantola. Dovrebbe essere fuor d i alludere semplicemente alla vicinanza del Cancro (S. Gio-
dubbio i l fatto che anche queste 'extravagancias' si basano vanni, ore 12), cio al momento in cui si raccolgono i n
sull'osservanza d i u n r i t o ben stabilito. I malati si sdraiano Spagna le erbe salutifere, si adornano le fonti e ci si bagna
in sepolcri o i n bare, si rotolano i n buche colme d i acqua i n mare per recuperare la salute. U n altro metodo d i gua-

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rigione consiste nel far passare i malati fra due alberi o IV
attraverso la cavit d i un albero o nell'angusta spaccatura
d i una roccia pronunciando i n o m i d i Pietro e Paolo. I l probabile r i t o terapeutico nel chiostro d i R i p o l l

Pianta e capitelli.

I l chiostro d i Santa Maria de R i p o l l ha la forma d i u n


quadrilatero irregolare (vedi tav. i v ) . I l lato sud-orenta'e
comprende 16 colonne doppie (28-42). Q u i n d i c i capitelli
doppi (43-58) adornano l'ala sud-occidentale, mentre la
parte nord-orientale (59, 1-13) e i l lato nord-occidentale
(14-27) contano 14 colonne ciascuno.
Nello spazio cosi circoscritto sta u n pozzo. L'ala nord-
occidentale, costruita nel X I I secolo, costituisce la parte
pi: antica del chiostro. G l i altri tre lati furono costruiti
(ad eccezione del capitello con pavone, pienamente roma-
nico, della colonna 58) i n periodo gotico ( X I I I e X I V se-
colo), ma con la rigida indicazione d i discostarsi stilistica-
mente i l meno possibile dalla pi antica parte romanica.
L'ala nord-orientale, distrutta da u n incendio, fu ricostruita
nel X I X secolo cercando d i ricollocare al loro posto, per
quanto possibile, i capitelli sparsi al suolo fra le rovine.
La successione d i questi capitelli dunque incerta. Da
alcune riprese fotografiche, oggi nel museo della cattedrale,
effettuate prima della ricostruzione, risulta che ad ogni
estremit dell'ala crollata sono rimaste tre colonne intatte.
Conseguentemente i l tentativo di ricostruzione necessario
per l'interpretazione del chiostro dovr limitarsi ai capi-
telli 3-10.

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Nell'elenco che segue viene riprodotta la successione at- LATO D E L L ' E D I F I C I O LATO D E L GIARDINO

tuale dei capitelli. La successione dei capitelli riprodotta 27. 'Pavone' (uccello da rapina) Motivo ornamentale
nella tav. i v corrisponde all'ordinamento ipotetico. (Puig fig. 4 4 5 )
28. Motivo ornamentale (pigne) Motivo ornamentale (pigne)
LATO D E L L E D I F I C I O LATO D E L GIARDINO 29. Pietro e Paolo con chiavi e spa- Coppia in preghiera
da, due figure femminili
1. Due leoni divorano una pecora; Uomini, grappoli d'uva, motivi or- 30. Martire regale con ruota e palma Angeli con festoni e scritte
al di sopra, una testa namentali 31. Donna avvolta in un manto di Re con calice e con l'indice alzato
2. Centauro con arco (molto rovi- capelli (Maddalena)
nato) e cane Capitello non lavorato 32. S. Giorgio, drago, principessa Motivo ornamentale
3. ( 4 ) Capitello non lavorato 33. Teste, viticci Pecora
4. ( 3 ) Crocifissione, Resurrezione Aquila 34. Donna in barca a remi alle cui Drago
5. ( 5 ) Piccola testa virile Motivo ornamentale estremit tonde, a forma di spec-
6. ( 7 ) Testa coperta da un cesto Motivo ornamentale chio, si aggrappano delle sirene
7. ( 6 ) Monaca, di schiena, che en- Testa di donna 35. Pazzi Pazzi
tra in una roccia Testa di uomo barbuto 36. Testa barbuta, donna con ca- Uomo con pecora o scimmia; pel-
8. Fauci con grandi denti inghiot- Aquila gnolino in grembo licano
tono diversi esseri 37. Testa di donna con folta capi-
9. Catafalco, pianto e banchetto Coppia di sirene con remo e pettine gliatura Testa di donna
funebre {Puig fig. 4 5 7 ) 38. Pranzo di una coppia e donna
10. Capitello non lavorato Testa di uomo barbuto 39. Madre di Dio con bambino e Peonia
11. S. Pietro con le chiavi e S. Pao- Motivo ornamentale colomba Due leoni con folta criniera e donne
lo con la spada 40. Monaca che beve da una coppa Donna che tiene, vinti, due leoni
12. Testa di monaca Filatrice, che spinge i l pollice fra sotto le sue braccia
il medio e l'indice, siede in un se- 4 1 . Giovanni Battista, armigero e Testa d'uomo con barba, dorma con
micerchio costituito da un leone tedoforo (?) corna sul capo
sdraiato 4 2 . Uomo addormentato sdraiato in Una martire con corona e palma
13. Donna che siede su un drago Un pellicano nutre i suoi piccoli terra
che dilania un oggetto non iden- con i l sangue del suo petto 43. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
tificabile 44. Motivo ornamentale Motivo ornamentale (pigne)
14. Testa d'oca rovesciata Motivo ornamentale 45. Motivo ornamentale Cacciatore (?) con cane o lupo
15. Aquila Motivo ornamentale 46. Motivo ornamentale Testa in ornato
16. Daniele nella fossa mette le Motivo ornamentale (pigne) 47. Tre angeli con liuto (6 corde) Tre donne che si lavano e si pet-
mani nelle fauci di due leoni arpa ( 1 3 o 1 4 corde) e organo tinano
17. Aquila Motivo ornamentale a mano ( 1 2 canne)
18. Due corpi di leone con una Motivo ornamentale 48. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
sola testa {Puig fig. 4 5 2 ) 49. Madre di Dio con bambino e Donna con due grosse bestie sotto
19. Leoni frontali {Puig fig, 4 4 8 ) Motivi ornamentali costituiti da te- Barbara, Maddalena e Caterina il braccio
ste di leoni 50. Motivo ornamentale Gruppo femminile (carola), testa
20. Danza di angeli {Puig fig. 4 5 3 ) Motivo ornamentale d'uomo barbuto
2 1 . Sirena che spinge di lato, verso Uomini immersi in acqua fino alle 51. Capitello non lavorato Diavolo
l'alto, la propria doppia coda di anche {Puig fig. 4 4 9 ) 52. Motivo ornamentale Carola di donne
pesce {Puig fig. 4 4 9 ) 53. Motivo ornamentale Testa di monaca
22. Carola di angeli Uomini rannicchiati con le mani e 54. Sacerdote con corona e calice Piccolo animale grasso con lunga
i piedi legati {Puig fig. 4 5 0 ) coda
23. Testa d'uomo barbuto sul calice Grifoni 55. Motivo ornamentale Motivo ornamentale
di un fiore 56. Abate, vescovo Sacerdote eleva i l calice al di sopra
24. Demone rannicchiato {Puig Motivo ornamentale della corona
fig- 4 5 4 ) 57. Angeli con piffero, cornamusa Testa di donna
25. Motivo ornamentale Animale fantastico a forma di S con e strumenti a percussione
corpo di uccello, testa di leone e 58. 'Pavone' (uccello da rapina) Due leoni rampanti
coda di serpente (Puig fig. 4 4 6 ) 59. Leone che mette la zampa su! Cane
26. Motivo ornamentale {testa sul Daniele con due leoni dorso del drago, il quale sta
calice di un fiore) per ingoiare una pecora

74 75
Sancte Michael Archangelo, defende nos in proelio, ut non
Fra i l materiale elencato vanno messi i n rilievo iimanzi-
tutto alcuni capitelli sui quali (come risulta da iscrizioni o pereamus in tremendo judicis.
da chiari segni caratteristici) figure d i santi occupano tutto Nella leggenda entrambi i santi non sono soltanto guer-
lo spazio o, quanto meno, costituiscono i l centro della rieri e medici, ma hanno anche sconfitto i l drago, che nella
scena. i tradizione popolare cristiana appare pi come raffigurazione
I l centro numerico (capitello 31) costituito dall'Imma- : peculiare del male che come rappresentazione d i una es-
gine di Maria Maddalena penitente. Pii avanti incontriamo f senza dualistica. Questo male coincide nel campo spirituale
la madre d i D i o (capitelli 39 e 4 9 ) , S. Giorgio ( 3 2 ) , S. Gio- .\ con i l peccato, e sul piano biologico con la malattia. N e l
vanni Battista (41), S. Pietro e S. Paolo (11 e 29). Sosti- *- momento i n cui i l cavaliere conficca la sua lancia nelle fauci
tuendo S. Giorgio con l'arcangelo Michele, le ultime cinque * del mostro mugghiante, gli toglie la voce, cio la forza, cosi
figure citate corrispondono agli intercessori invocati nel come u n tempo Indra annient malvagi Asura 'togliendo
Confiteor liturgico: loro la voce'.
I l fatto che Maria Maddalena, la peccatrice, stia al centro
Gjnfiteor Deo omnipotenti, e le altre figure corrispondano ai santi invocati nel Con-
Beatae Mariae, semper Virgini, fiteor, ci fa supporre che nel chiostro d i R i p o l l sia rappre-
Beato Michael! Archangelo,
Beato Joanni Baptistae, sentato u n r i t o d i penitenza o d i guarigione. I l tentativo
Sanctis Apostolis Petto et Paulo, che abbiamo fatto per interpretare i l chiostro d i R i p o l l si
Omnibus Sanctis et vobis fratres:
Quia peccavi nimis cogitatione, basa, da u n lato, sull'analogia (riconosciuta anche sul piano
Verbo et opere... teologico) fra malattia e peccato** e, dall'altro, sull'equiva-
lenza d i cura, guarigione e convalescenza con indulgenza,
La sostituzione d i S. Michele con S. Giorgio appare am- assoluzione e remissione dei peccati (indulgentia, absolutio
missibile per v a r i m o t i v i . Entrambe le figure hanno due et remissio peccatorum). Questa interpretazione acquista
tratti comuni che possono facilmente portare a uno scambio una verosimiglianza anche maggiore considerando i l fatto
o a una sostituzione fra i due personaggi. che l'antico convento benedettino d i R i p o l l era dedicato a
Entrambi hanno ucciso u n drago e sono medici,*' anche S. Giovanni Battista { 2 4 giugno). I l 24 giugno proprio
se Giorgio i n Catalogna molto pi popolare d i Michele. i l giorno i n cui i l popolo adorna le f o n t i , si bagna con la
Egli i l santo patrono della Catalogna e dell'Aragona e i l rugiada o i n mare, fa passare i malati fra due alberi o due
chiostro di R i p o l l sin dai tempi pi antichi f u i l luogo d i rami d'albero e raccoglie piante medicinali per conservare
sepoltura d i principi catalani e aragonesi. Esiste per anche o riacquistare la salute.^'
un rapporto liturgico fra S. Giorgio e la remissione dei pec-
cati. N e l giorno dedicato al santo cavaliere (23 aprile) viene
espressamente invocata la sua intercessione per i l perdono
dei peccati, mentre nella liturgia d i S. Michele si chiede sem- La rappresentazione del tempo.
plicemente l'aiuto dell'arcangelo nella lotta i n occasione del
giudizio universale. Per la determinazione del corso dell'anno abbiamo i n -
nanzi tutto a disposizione due capitelli, la cui collocazione
Nella secreta del 23 aprile si legge: Munera, Domine,
nel tempo non soggetta ad alcun dubbio. I l capitello 32
oblata sanctijica, et, intercedente beate Georgio Martyre
(S. Giorgio) deve essere riferito al 23 aprile e l capitello 41
tuo, nos per haec a peccatorum nostrorum maculis emunda.
(S. Giovanni) al 24 giugno. Procedendo da queste date si
La secreta dell'S maggio (S. Michele) non si rivolge diret-
possono suddividere le ricorrenze dell'anno i n due modi
tamente all'Arcangelo; invece VAlleluia dice letteralmente:

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diversi lungo tutta la cerchia dei capitelli, a condizione d i cessioni del Corpus D o m i n i a Barcellona. A l t r i elementi
inserire nel mese d i giugno un'ipotetica colonna 40/a, che popolari saranno citati i n seguito.
porterebbe i l numero delle colonne da 59 a 60. Questo L'inserimento della colonna 40/a necessario per i mo-
numero dispari d i colonne ha certamente, come a Gerona, t i v i che ora esporremo.
una motivazione assai profonda. Tuttavia non siamo riusciti Se attribuiamo 6 giorni ad ogni colonna della fila A , ot-
a individuarla. teniamo per i 62 giorni che vanno dal 23 aprile (colonna
Nella fila A sono assegnati ad ogni colonna 6 giorni che, 32) al 24 giugno (colonna 41) solo 10 colonne, cio al mas-
moltiplicati per 60, danno come risultato 360 giorni del- simo 60 giorni, anche se si volesse considerare i l 23 aprile |
l'anno arcaico. Se si vuole portare l'anno a 365 giorni i l primo giorno (luned) della colonna 32 o i l 24 giugno
necessario ripartire g l i altri 5 giorni nell'insieme dello spa- l ' u l t i m o giorno (domenica) della colonna 4 1 . Si potrebbero j
zio. La fila B, fondamento delle righe che seguono, parte invero inserire qui 2 dei restanti 5 giorni dell'anno, ma
dalla considerazione particolare dei giorni che i n Spagna una tale suddivisione non realizzabile a causa delle altre
sono tradizionalmente dedicati all'esecuzione d i danze sacre festivit riprodotte sui capitelli.
nel corso delle processioni. Essa presuppone che ogni co- A una migliore ripartizione del tempo porta la versione
lonna corrisponda a una delle 52 settimane dell'anno e che B, che presuppone 7 giorni per ogni colonna. Se si ammette
ogni settimana si inizi con u n luned. I n questo caso riman- che la peonia (capitello 38) rappresenta la Pentecoste e che
gono 8 colonne (8 i l numero mistico della via della sa- la monaca portante un calice alla bocca (capitello 40) raffi-
lute, della via lattea, della disposizione per la danza delle gura l'elargizione d i grazia dell'Eucarestia (Corpus D o m i n i )
spade) attribuite alle date tradizionali per l'esecuzione delle o i r i t i salutiferi celebrati al solstizio d'estate, mentre la
danze:"" Natale (capitello 12), S. A n t o n i o o conversione d i donna con le corna raffigurata sulla colonna d i S. Giovanni
Paolo (capitello 16), carnevale (capitello 22), Pasqua (capi- (capitello 41 ) rappresenta la Juana della tradizione popolare
tello 30), S. Giorgio (capitello 3 2 ) , Corpus D o m i n i (ca- spagnola (la Magna Mater della piena estate) che s oppone
pitello 40) o festa di S. Orosia (capitello 4 2 ) , S. Lorenzo alla vecchia filatrice (la Vieja del solstizio d'inverno sul
(capitello 4 8 ) o S. Rocco e S. Bartolomeo (capitello 5 0 ) , capitello 12), si pu stabilire una pi verosmile suddi-
S. Michele (capitello 57). visione del tempo. Tenendo conto d i tali presupposti, ne
consegue che l'unica possibilit di ordnaire l corso del-
Se pi feste si susseguono a breve intervallo (capitelli l'anno nell'insieme de capitelli consiste nel suddividere le
40, 42 e 48, 50), la danza si svolge i n una festa o nell'altra. 52 settimane e le 8 festivit per l'esecuzione delle danze te-
U n gruppo per sembra comprendere festivit con intervalli rapeutiche sulle 60 colonne. I n tale ordinamento l giorno
d i quattro settimane, eppure esse si escludono a vicenda. d i S. Giovanni cade al limite estremo del capitello 41 (lu-
Nel periodo attorno al solstizio d'estate, in Aragona (a ned, 24 giugno), mentre i l giorno d i S. Michele pu essere
lungo legata politicamente alla Catalogna), specialmente ancora calcolato come u l t i m o giorno feriale nel capitello 56.
nella provincia d i Jaca, si svolge la danza salutifera in occa- Se per i l 24 giugno luned (colonna 41), la domenica d i
sione della festivit della santa del luogo, S. Orosia (capi- Pentecoste viene ad essere i l 2 giugno, cio l ' u l t i m o giorno
tello 4 2 ) , mentre altrove viene generalmente preferita la (domenica) del capitello 38, ove rappresentata la peonia.
festivit del Corpus Domni.^' Si pu desumere quanta im- Stabilita questa data. Pasqua deve essere celebrata i l 14
portanza rivestano questi elementi folcloristici nella costru- aprile (capitello 31) e i l Corpus D o m i n i l 13 giugno (capi-
zione del chiostro d i Ripoll dal fatto che i l drago riprodotto tello 40). D i conseguenza la Madre di D i o con la colomba
sul capitello 34 ha l'identica forma che ancora pochi anni (capitello 39) rappresenta la settimana d Pentecoste, men-
prima aveva i l 'drago' delle feste d i primavera e nelle pr- tre la colonna 49, che rappresenta la Madre d i D i o circon-

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C A P I T E L L I A (6 GIORNI) B (7 GIORNI) P E R I O D I F E S T I V I T
ZODIACALI
1. I ^ n e , pecora 289-294 16-21.X 287-293 i4'2oJC Scorpione 20 (22) 2o" domenica dopo Pentecoste
2. Centauro 295-300 22-27.X 294-300 21-27 21" domenica dopo Pentecoste
3. (Crocifissione) 301-306 28.X-2.XI 301-307 28.X-3JCI 22' domenica dopo Pentecoste
4. (Aquila) Ognissanti
307-312 3-8 JCI 308-314 4-ioJCI
5. (Testa) 23* domenica dopo Pentecoste
313-318 9-14.XI 315-321 11-17^11 24' domenica dopo Pentecoste
6. (Testa, dorso) 319-324 15-20.XI 322-328 18-24 JCI Sagittario 22 {24) 25" domenica dopo Pentecoste
7. (Testa) 325-330 21-26.XI 25JfI-lJ[II
329-335 I * domenica d'Avvento
8. (Letto di morte) 331-336 27.XI.2jfII 2-8JII
356-342 2' domenica d'Avvento
9. (Animale marino) 337-342 3-8JCII 343-349 9-iS.XII 3" domenica d'Avvento
10. Testa 343-348 9-14.XII 350-356 16-22 JCII 4' domenica d'Avvento
11. Pietro e Paolo 349-354 15-20.XII 557-363 23-29.XII Natale
12. Filatrice 355-360 2I-26,XII Natale (24.XII) Capricorno 24 (2)
13. Dragone, pellicano 361-1 27JfII-I.I 364-6 30JCII-6.I
14. Animali a testa in gi Epifania
2-7 2-7-1 7-15 7-15.I i ' domenica dopo l'Epifania
15. Aquila 8.1} 8-13.1 14-20 14-20.I
16. Daniele 2* domenica dopo l'Epifania
14-19 I4-I9-I S. Antonio (17.1) Acquario 2 (4) S. Antonio, S. Paolo
Convers. S. Paolo {25.I)
17. Aquila 20-25 20-25.1 21-27 21-27,1
18. Leoni 3* domenica dopo l'Epifania
26-31 26-31.I 28-34 28.I-3.II
19. Leoni 4" domenica dopo l'Epifania
32-37 1-6.II 55-41 4-IO.II Settuagesima
20. Danza di angeli 38-43 7-12.II 42-48 11-17.11 Sessagesima
21. Sirena solare 44-49 i3-i8.n 49-55 18-24.II Pesci 4 (6) Quinquagesima
22. Danza di angeli 50-55 19-24.11 sole nei Pesci (19-20.II)
2}. Grifoni 27. I l Mercoled delle Oneri
56-61 25.II-2.III 56-62 25-II-3.ni Quaresima
24. Demone 62-67 3-8.III 63-69 4-10.III 2 ' domenica di Quaresima
25. Animale fantastico 68-73 9-14III 70-76 II-I7.III 3' domenica di Quaresima
26. Daniele 74-79 15-20.III 77-83 18-24-III Ariete 6 (8) 4 ' domenica di (Quaresima
27. Pavone 80-85 21-26.III 84-90 25-31-III Domenica di Passione
28. Motivo ornamentale 86-91 27-in-i.IV 91-97 I-7.IV Domenica delle Palme
29. Pietro e Paolo 92-97 2-7.IV 98-104 8-i4.IV Settimana Santa
30. Martire regale 98-103 8-13.IV Pasqua {13, I 4 - I V ) S. Ermenegildo-Pasqua
31. Re con calice 104-109 I4-I9-IV IO 5-1II 15-21.IV i ' domenica dopo Pasqua
Toro 8 (10)
B (7 GIORNI) P E R I O D I F E S T I V I T
C A P I T E L L I A (6 GIORNI)
ZODIACALI
32. S. Giorgio I I O - I I 5 / 6 20-26.IV S. Giorgio 23.IV S. Giorgio
33. Testa 117-122 27.IV-2.V 112-118 22-28 .IV 2" domenica dopo Pasqua
34. Lago del drago 123-128 3-8.V 119-125 29.IV-5-V 3" domenica dopo Pasqua
129-134 9-14 V 126-132 6-12.V 4' domenica dopo Pasqua
35. Pazzo
133-139 15-19V 5 ' domenica dopo Pasqua
36. Pazzo 13 5-140/1 15-21.V
140-146 20-26.V Gemelli 10 (12) 6* domenica dopo Pasqua
37. Teste di doime 142-147 22-27.V
(Ascensione)
38. Peonia 148-153 28.V-2.VI 147-155 27.V-2.VI Pentecoste
39. Maria, (Colomba i54-i59 3-8VI 154-160 3-9VI i ' domenica dopo Pentecoste
40. Monaca che beve 160-165 9-14-VI 161-167 10-16.VI 2' domenica dopo Pentecoste
4oa. (colonna ipotizzata) 166-171 15-20.VI 168-174 17-25.VI 3" domenica dopo Pentecoste
175-181 24-30.VI Cancro 12 (14) 4* domenica dopo Pentecoste
41. S. Giovanni 172-177 21-26.VI
(25VI) S. Orosia, Sette dormienti
42. Dormienti 178-18^/4 27.VI-5.VII S. Orosia
I-7.VII 5' domenica dopo Pentecoste
43. Motivo ornamentale 185-190 4-9.VII 182-188
8-I4.VII 6" domenica dopo Pentecoste
44. Motivo ornamentale 191-196 10-15.VII 189-195 7* domenica dopo Pentecoste
45. Uomo con bastone 197-202 16-21.VII 196-202 15-21.VII
8' domenica dopo Pentecoste
46. Testa 205-208/9 22-28.VII 203-209 22-28.VII Leone 14 (16)
9* domenica dopo Pentecoste
47. Angeli musicanti 210-215 29.VII-3.VIII 210-216 29.VII-4.VIII
(29.VII) (29.VII Marta e Maria)
216-221 4-9.VIII 217-225 5-11.Vili io domenica dopo Pentecoste
48. Testa
222-227 10-15.VIII 224-230 12-18.VIII 11^ domenica dopo Pentecoste
49. Maria
(Assunzione di Maria)
50. Carola di dorme 228-233 16-21.VIII S. Rocco e Bart. (16-24.VIII) Vergine 16 (18) S. Rocco, S. Bartolomeo
251- 257 I9-25,VIII 12' domenica dopo Pentecoste
51. Diavolo 234-239 22-27.VIII
238-244 26.VIII-I.IX 13' domenica dopo Pentecoste
52. Carola di donne 240-245 28.VIII-2.IX
245-251 2-8.IX 14' domenica dopo Pentecoste
53. Testa 246-251 3-8-IX 15' domenica dopo Pentecoste
54. Sacerdote con calice 252-257 9-14.IX 252- 258 9-15.IX
16' domenica dopo Pentecoste
55. Motivo ornamentale 258-265/4 15-21.IX 259-265 16-22IX
Bilancia 18 (20) 17' domenica dopo Pentecoste
56. Sacerdote con calice 265-270 22-27.IX 266-272 23-29-IX
Ciosma, Damiano, Michele
57. Strumenti musicali 271-276 28.IX-3.X Cosma, Damiano, (27, 29.IX)
Michele
58. Pavone 277-282 4-9.X 273-279 50.IX-6JC 18" domenica dopo Pentecoste
280-286 7-15-X 19" domenica dopo Pentecoste
59. Leone e drago 283-288 10-15.X
data da tre santi, comprende la settimana dal 12 al 18 Questa suddivisione del tempo nello spazio ottiene ulte-
agosto e quindi la festivit dell'Assunzione (15 agosto). riore conferma considerando l'orientamento del chiostro, la
L'uomo che dorme sdraiato in terra {capitello 42) simbo- cui linea nord-sud coincide con i capitelli 12 e 4 1 , cio con
leggia chiaramente la festa dei sette dormienti (27 giugno) i l solstizio d'inverno e d'estate. Che l'ovest corrisponda alla
quando essi, secondo la leggenda, furono fatti riparare da primavera e l'est all'autunno risulta dal fatto che i l r i t o
D i o in una grotta durante l'epidemia della canicola e in tal terapeutico d i cui ci accingiamo a trattare si svolge tradi-
modo poterono salvarsi .^^ Anche nella leggenda popolare d i zionalmente i n direzione opposta al corso del sole.
S. Orosia (25 giugno), che sembra essere la martire raffigu- Se questa ipotetica suddivisione del tempo nello spazio
rata sul capitello 42 (poich fra i santi spagnoli d i questa esatta, lo stretto passaggio che porta i n giardino, fra le
settimana non si trova altra martire), si ricorda una caverna colonne 6 e 7, potrebbe significare i l termine dell'anno
i n cui la martire si rifugi per sfuggire ai M o r i e in cui f u liturgico. A l l o stesso modo i l passaggio fra le colonne 28
salvata dalla morte per sete da una fonte miracolosa." e 29 sembra indicare l'inizio del tempo pasquale. La setti-
La colonna 30, che comprende la settimana santa, pre- mana contenuta nel capitello 7 si chiude con la prima dome-
senta su d i un lato u n angelo e sull'altro un martire regale nica di Avvento. Nel tentativo di ricostruire l'ordine dei
molto giovane e dai t r a t t i quasi femminei, con corona, ruota capitelli distrutti dall'incendio sul lato settentrionale del
e palma. Fra i santi spagnoli di questa settimana si trova chiostro, potrebbe essere assai utile i l paragone della litur-
un solo martire regale {8-13 aprile): i l cattolico-romano gia della settimana con le rappresentazioni plastiche. Per
Ermenegildo, figlio dell'ariano re dei goti Leovigildo. Que- questa ragione i capitelli, nella disposizione della pagina
sto principe sub i l martirio e mor i l 13 aprile, sabato santo seguente, sono rapportati alle domeniche o alle festivit cui
dell'anno 586. Poich anche secondo la suddivisione del sembrano d i volta i n volta corrispondere.
tempo q u i indicata i l sabato santo cade i l 13 aprile, si pu
supporre che in questa figura riprodotta sul capitello 30 S U C C E S S I O N E A T T U A L E I P O T E T I C A F E S T I V I T

sia riconoscibile un monumento al giovane martire. La tra- S U C C E S S I O N E

dizione visigota del vecchio convento attestata chiara- ORIGINARIA

mente gi dai n o m i degli abati," e l'onore forse tributato 3. Aquila 3. Crocifissione e Re- 2 2 ' domenica dopo Pen-
con questo capitello al martire regale si potrebbe facilmente surrezione tecoste, Ognissanti,
commemorazione dei
spiegare con la grande importanza attribuita alla morte d i defunti
Ermenegildo. Gregorio Magno interpret la conversione al 4. Crocifissione e Re- 4. Aquila 2 3 ' domenica dopo Pen-
cattolicesimo romano di re Recadero e d i tutta la nazione surrezione tecoste
5. Testa ornamentale 5 . Testa ornamentale 2 4 ' domenica dopo Pen-
gotica d i Spagna come una conseguenza del sacrificio e delle tecoste
intercessioni d i Ermenegildo." 6. Dorso nella roccia, 6. Testa coperta da 25* domenica dopo Pen-
A prima vista appare strano i l fatto che Pietro e Paolo volto, testa barbuta un cesto tecoste
7. Testa coperta da 7. Dorso, volta, testa i " domenica d'Avvento
con le chiavi e con la spada siano raffigurati solo sui capitelli un cesto barbuta
I I e 29, mentre non appaiono nel giorno che la Chiesa ha 8. Fauci, aquila 8. Fauci, aquila 2* domenica d'Avvento
9. Cerimoniale fune- 9 . Cerimoniale fune- 3* domenica d'Avvento
dedicato specificatamente a loro (29 giugno). La ragione
bre, sirene bre, sirene
della loro assenza potrebbe risiedere nel fatto che i l capi- I O . Testa barbuta I O . Testa barbuta 4* domenica d'Avvento
tello corrispondente {41) era gi occupato da S. Giovanni
e dalla ]uana. Si potrebbe per ritenere che le due figure Potrebbe innanzitutto stupire che la crocifissione d i Cri-
maschili ( i l portatore di spada e i l tedoforo) che stanno a sto e la Resurrezione siano collocate verso la fine dell'anno
fianco d i S. Giovanni, indichino i due santi del 29 giugno. liturgico; i l capitello stilisticamente molto pi recente
82
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delle rappresentazioni plastiche vicine e potrebbe essere ulteriori indagini d i questo tipo effettuate i n altri chiostri
stato aggiunto successivamente. tuttavia possibile, e anche potranno dimostrare la validit o meno d i quest'ipotesi.
probabile, che esso rappresenti la copia d i u n antico origi- I l fatto che i Pesci (capitello 21) non corrispondano a una
nale riferentesi alla promessa, presente nella liturgia del testa, ma al segno specifico d i una donna con coda di pesce
giorno dei defunti, della Resurrezione dei m o r t i i n virt del (sirena come 'sole dell'acqua') non potrebbe essere una
sacrificio di Cristo ( G i o v . 5, 25-29). I n tal caso questa rap- obiezione essenziale; e neppure la straordinaria accentua-
presentazione, raffigurata ora sul capitello 4, dovrebbe es- zione dei due solstizi che sono messi i n evidenza, oltre che
sere attribuita alla colonna 3. dalle teste barbute, anche dai leoni solari, dalla Magna
L'immagine della schiena e della parte posteriore del Mater sui capitelli 39-41 e dalla filatrice dei capitelli 10-12.
capo d i una monaca (fig. 10) che entra i n una pietra e i l cui Pi grave invece i l fatto che l'Acquario (capitello 16) non
petto e volto riappaiono p o i sulla superficie laterale della compaia affatto; che l'Ariete (capitello 26) sia rappreseii-
'roccia', suggerisce l'interpretazione che si tratti dell'antica tato da una testa senza barba sul calice d i u n fiore e che l
rappresentazione della morte (pietrificazione), cio dell'in- capo barbuto del capitello 23 non possa rappresentare, per
gresso del morto nella pietra delle anime (ingresso agli la sua posizione, alcun segno zodiacale. improbabile che
inferi), tanto pi che questo capitello ricade, anche dal la testa sopra i l leone del capitello i corrisponda al segno
punto d i vista paesaggistico, nella zona della morte. Per que- dello Scorpione, poich queste teste barbute occupano sem-
sto motivo l'attuale capitello 7 potrebbe essere attribuito pre da sole l'intero capitello. I l segno del Leone (capitello
alla conclusione dell'anno liturgico, cio alla colonna 6. 46) presenta una piccola testa i n mezzo a una serie d i v i -
Per m o t i v i simmetrici potrebbero essere scambiati i ca- ticci: essa tuttavia non simile agli altri segni. La Bilancia
(capitello 55) presenta solo raffigurazioni ornamentali. No-
p i t e l l i 8 e 9. Facendo retrocedere i l banchetto del capi-
tevole anche la posizione della testa barbuta sul capitello
tello 9 sulla colonna 8, esso si troverebbe d i fronte al
36 (13-19 maggio), mentre i l segno dei Gemelli vero e
banchetto del capitello 38. Corrispondenze simili si verifi-
proprio (capitello 37, 20-26 maggio) occupato da una
cano anche fra i capitelli 22 e 52 (carole di angeli e d i
testa femminile. Ci fa supporre che alle teste femminili si
donne, figg. 15 e 19), e 12 e 41 (mediante inserimento d i
debba forse attribuire un significato affine. Poich la testa
un'ipotetica colonna 40/a) che rappresentano la Juana du-
barbuta sul capitello 6 (Sagittario) accompagnata da una
rante i l solstizio d'inverno nel suo aspetto d i filatrice e nel
testa femminile, i l capo di donna del capitello 57 potrebbe
solstizio d'estate i n quello d i donna cornuta. I due pavoni forse corrispondere alla Bilancia. comunque certo che i
equinoziali si trovano nei capitelli 27 e 58. v o l t i d i monaca sono al d i fuori d i quest'ordinamento.
Fra le teste che appaiono con cos grande frequenza sui
capitelli, possono forse avere importanza particolare le teste
barbute, poich non impossibile che esse si riferiscano
ai segni zodiacali (ai cosiddetti 12 vecchi). La testa barbuta
che, per i l suo rapporto spaziale con la pietra delle anime, Il paesaggio.
gi stata retrocessa alla colonna 6, corrisponderebbe al-
lora alla settimana che va dal 18 al 24 novembre (Sagit- Se si prende i n esame la distribuzione spaziale dei pi
tario). L'interpretazione delle teste barbute come segni importanti elementi figurativi del chiostro, balza evidente
zodiacali resta tuttavia problematica poich, anche se que- allo sguardo i l loro rapporto con i l paesaggio descritto nel
ste teste sui capiteUi 6, 10, 33, 41 e 50 corrispondono al terzo capitolo. Nel quadrilatero irregolare del chiostro i l
Sagittario, al Capricorno, al T o r o , al Cancro e alla Vergine, lato nord potrebbe rappresentare la terra e la zona dei
si possono riscontrare tuttavia non poche irregolarit. Solo m o r t i , mentre la parte sud-occidentale corrisponde alla

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montagna celeste. Le altre due ali rappresentano la zona d i Potrebbe perci anche non essere casuale i l fatto che pro-
passaggio attraverso i l lago di fuoco orientale e occidentale. prio questo capitello con angeli che lodano D i o e con donne
Accanto agli equinozi {capitelli 27 e 58) si trova i l 'pavone laboriose rappresenti i l 29 luglio, giorno della parabola d i
fantastico' {uccello da rapina, uccello del tuono), accanto Marta e M a r i a ,
ai solstizi d'inverno e d'estate (capitelli 12-13 e 41) la D i fronte alla carola degli angeli nel Iago d i febbre puri-
Magna Mater con i l pellicano, i l drago e i l leone. Le fauci ficatore agli albori della primavera (purgatorio, capitello
aperte {capitello 8) e i l giaciglio del malato (capitello 9) 22), sta la danza delle donne (capitello 52) nel rianimatore
alludono all'Oceano dei m o r t i . I l mare d i febbre ( r i t i d i gen- mare d i fiamme dell'autunno che, nel ritorno dei risanati
naio e febbraio che precedono la primavera) rappresentato alla vita normale ( i n direzione del corso del sole), si tra-
da aquila, leone, motivo d i Daniele {in lacu leonum), con- sforma in terrestre fuoco primaverile. Fra gli angeli musi-
chiglie e lumache, mare d i fiamme dei peccatori, schiere d i canti della colonna 47 e gli strumenti del capitello 57 si
angeli e sirena solare, corrisponde al purgatorio cristiano. I l pu riscontrare una relazione in cui si manifesta la distin-
bosco ai piedi della montagna sacra (capitelli 29-41) raffi- zione, comune nell'arte musicale del Rinascimento e dif-
gurato mediante le pigne e le ghiande dei capitelli 28, 29 e fusa ancor oggi nella danza popolare spagnola, fra musica
44. Nelle colonne 34 e 35 sono raffigurate l'uscita dal lago alta e musica baja. Musica alta in origine raffinata arte d i
del drago e la sede del santo folle. I l passaggio alla montagna corte, musica baja invece la musica popolare, meno raffi-
sacra simboleggiato dagli animali fantastici dei capitelli 23 nata, che si suona all'aria aperta. A l primo tipo di m.usica
e 25. Se si potesse effettuare uno scambio fra i capitelli 23 appartengono le arpe, i l i u t i e gli organi della colonna 47
e 24 situati sul pendio della montagna, i l demone corrispon- che s'innalza sul pendio della montagna celeste; l'orchestra
derebbe al diavolo che compare nella tentazione d i Cristo della musica baja, formata da zampogna, piffero e stru-
narrata dal Vangelo ( i ^ domenica d i Quaresima) e i grifoni menti a percussione, propria della valle degli uomini
alla trasfigurazione del Signore sulla montagna (2" domenica (capitello 57).
d i Quaresima). I l dubbio circa una probabile contraddizione
nella successione d i questi capitelli stato gi avanzato
nella discussione riguardante le teste barbute. I n tal modo
acquisterebbe verosimiglianza l'ipotetica inversione dei due La probabile epopea della discesa all'inferno e della mise-
capitelli, ma essa resta tuttavia non dimostrabile, poich ' ricordiosa salvazione di una peccatrice nel chiostro di Ripoll.
la testa barbuta del capitello 23, anche se viene trasferita
sulla colonna 24, non occupa una settimana i n cui i l sole Quando si percorra questo paesaggio mistico i n direzione
entri in u n determinato segno zodiacale. Quando salvatori opposta a quella del sole, si pone i l quesito se anche i n
e medici scendono dall'alto, gli angeli musicanti e le donne questa successione d i capitelli non sia rappresentato qualche
terrestri del capitello 47 sembrano assolvere un compito avvenimento. N o n possediamo precisi punti d i riferimento
simile a quello che g l i animali fantastici della colonna 23 all'infuori del carattere penitenziale del chiostro e d i una
assolvono nell'ascesa. Se i grifoni rappresentano gli avam- circostanza storica del secolo X I che pu forse essere posta
posti della montagna celeste, g l i angeli rappresentano i cu- i n relazione con i l chiostro. Da t u t t o ci risulta chiaramente
stodi sul lato opposto. I n entrambi i capitelli espressa che quanto sar esposto nelle pagine che seguono ha i l va-
visibilmente l'idea del passaggio dal cielo alla terra poich, lore d i una semplice supposizione, che viene avanzata solo
come nella figura bivalente dei grifoni si incrociano i due perch pu forse sollecitare u n esame d i altri chiostri in
mondi, cos anche gli angeli che suonano accanto alle donne relazione all'interna concatenazione de loro capitelli.
terrestri sembrano rappresentare i l contatto fra i due regni. M o l t i particolari sembrano rimandare a elementi tratti

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da antichi r i t i terapeutici ancora oggi parzialmente popolari, capitello, mentre nell'ombra del passaggio, sotto gli occhi
qui per inseriti pienamente nella liturgia cristiana. L'arma d i un vecchio, due bestie divorano una pecora. Forse que-
della danza delle spade diventa la spada d i S. Paolo, i l lago sta scena, che s trova nell'ambito dello Scorpione, rappre-
d i fuoco diviene i l purgatorio. I l calice colmo d i quell'acqua senta l'inizio della zona della morte e della sofferenza e
che poco prima del solstizio deve attingere i l massimo della mostra come un essere innocente possa diventare preda
sua forza, diventa i l calice dell'Eucarestia la cui istituzione del male (malattia e peccato). Sulla seconda colonna si vede
celebrata i l giorno del Corpus D o m i n i . un grosso cane, la cui testa assai bassa purtroppo a tal
Per illustrare i l rapporto fra i l paesaggio in cui si muove punto danneggiata che non possibile distinguervi alcunch
la monaca e quello che appare nell'antica immagine del d i sicuro. Tuttava, i n base alla sua collocazione i n ottobre,
mondo, i l suo cammino indicato nella tavola i i i , con molto probabile che l'animale, presagendo oscuramente
numeri non fra parentesi, lungo le montagne rituali M N i l destino incombente della sua padrona, stia scavando una
H H I N I M I . Questi numeri, che corrispondono alla nu- fossa (tomba),^ tanto pi che sullo stesso capitello appare
merazione dei capitelli, si riferiscono d i volta i n volta alla lateralmente u n centauro con arco e frecce. \
posizione dei segni zodiacali e al paesaggio che ad essi si I l significato del centauro oggetto di discussione. Esso,
riferisce.
mezzo uomo e mezzo cavallo, armato d u n arco, me-
N o i vediamo nel cammino lungo i l giardino del chiostro dico degli di. Si trova sul capitello 2 nel segno dello
un percorso rituale i n cui vengono cancellati la malattia e Scorpione che, dal punto d i vista astrologico, i l luogo dei
i peccati d i una monaca per mezzo d i una morte simbolica, medici. M a poich esso pu anche significare i l Sagittario,
cio attraversando i l lago d i fuoco (purgatorio) e la mon- possbile che racchiuda i n s due segni contemporanea-
tagna celeste. La peccatrice appare i n abito monacale fino mente. A simile combinazione (Sagittario con coda d i Scor-
al capitello 13 e a partire dal capitello 4 0 , dunque prima pione) ha gi rimandato J . Schwabe." A d ogni modo i ca-
e dopo i solstizi. Nel periodo intermedio ella compare meno pitelli che seguono si riferiscono senza dubbio alla morte o
vestita e con i capelli sciolti (capitello 13), in barca (capi- alla malattia. I l capitello 3 corrisponde alla festa d i Ognis-
tello 34) e a cena ( 3 8 ) . T u t t a la rappresentazione del viag-
santi e alla commemorazione de defunti, cio al perodo
gio appare essenzialmente come una successione d i impres-
i n cui i l mondo cristiano solito dedicarsi i n modo parti-
sioni visive che la peccatrice incontra sul suo cammino. La
colare ai m o r t i . D e l loro rapporto con la scena della Cro-
malata visibile solo nei momenti decisivi dell'azione. Ella
cifissione e della Resurrezione abbiamo gi parlato. Se
comunque non mai riprodotta nell'ala pi antica.
capitelli 2 6 3 rappresentano i l ferimento, la malattia e la
L'interruzione dei basamenti delle colonne che consen- speranza d i guarigione della peccatrice, l'uccello della co-
tono l'ingresso in giardino fra le colonne 59-1 e 6-7 rap- lonna 4 potrebbe essere l'aquila di mare,** presaga d sven-
presentano la prima parte del cammino (ottobre-novembre). tura, i l cui volteggiare segna l cammino che l'anima deve
I l viaggio incomincia nel periodo oscuro e sinistro d i cui percorrere sulla via che porta al lago d i fuoco (l'aquila sui
i l popolo dice: capitelli 4, 8, 15 e 17).
De las nueve e las dez
Deja la noche par quien es...
Da u n pensiero d'origine megalitica scaturisce l'imma-
gine d i una monaca che, volgendo le spalle all'osservatore,
La notte , secondo una concezione antica, l'inizio d i entra in una parete d i pietra, mentre sull'altro lato appare
tutte le cose. Anche nei due chiostri d i cui gi abbiamo un volto (capitello 6, fig. 10). Q u i si data una forma rea-
parlato le melodie cominciano al calar della notte. Sul lato listica all'idea, cui si gi accennato nel capitolo precedente,
del giardino l'autunno si riconosce dai vitcci del p r i m o della graduale pietrificazione, dell'ingresso del malato o del
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moribondo nella roccia. I l segno zodiacale che compare su esegue la danza della filatrice, s pone davanti alla porta
questo capitello corrisponde al Sagittario. della chiesa durante la messa d i mezzanotte una pastorella
I passaggi fra le colonne 6-7 e 28-29 delimitano la se- (la Juana pagana) con l fuso i l cui filo possiede forza r i -
conda parte del viaggio: Avvento, Natale e Quaresima i n sanatrice o si conducono per l villaggio come medici e
cui si svolgono gli avvenimenti nell'Oceano della morte, la folli S. Pietro e S. Paolo (che hanno patito molte ingiurie).*"
purificazione nel purgatorio d i fiamme e la Resurrezione Tuttavia questa rinascita s compie non senza sacrifici sia
dalla tomba (capitello 9, fg. 12). Con l'irrigidimento o pie- per i l medico che per l malato. Ci simboleggiato non
trificazione, l'uomo per non ancora morto. M a le ombre solo dal pellicano che nutre i suoi figli con i l sangue del
della morte sono gi sul suo volto, l che espresso (segno suo petto, ma anche dal drago vorace che porta sul dorso
della discesa) con u n cesto che viene calato (capitello 7) sul un essere femminile (la monaca) con capelli sciolti e
capo (sole) d i un uomo condannato a morire. che contemporaneamente ingoia una vttima (capitello 13,
Allora un mostro apre le sue f a u c i " e ingoia la peccatrice fig. 13). I n questo modo viene chiaramente espressa l'an-
(capitello 8, fig. 11). Mentre riappare l'aquila d i mare e tica rappresentazione cosmica del volgere dell'anno:" nello
cantano le sirene della morte, le monache piangono la stesso momento in cui l drago della vecchia filatrice ingoia
sorella distesa sul letto d i morte e consumano i l banchetto la sua vttima, esso s affretta, tenendo l'ammalata sul
funebre (capitello 9, fig. 12). La colonna 10 (mezzanotte e dorso, verso i l lago d i fuoco che purifica. I n forza della sua
Capricorno) induce a pensare che la peccatrice sia ora giunta duplice natura esso annienta e, contemporaneamente, crea.
a u n punto crtico. Nel suo viaggio attraverso l'Oceano dei La tradizione cristiana spagnola, che divide l'uno dall'altro
m o r t i la donna pietrificata incontra S. Pietro, colui che questi due elementi opposti, dice:
porta le chiavi, e S. Paolo, la cui spada annuncia l'ardore
del vicino Iago d i fuoco (purgatorio) c l'inzio del processo De las doce a la una
d i guarigione (capitello 11). Anda la mala fortuna;
De la una a las dos
La figura di Paolo con la spada, che ritorna sul capitello Anda la Madre de Dios.
29, comprende la zona che nella danza delle spade de-
limitata dalla prima e dalla seconda 'decapitazione'. D i Questa inversione d valori simboleggiata anche dalle
conseguenza, nel capitello 11 l'ammalata pietrificata sarebbe teste rovesciate d i animali presenti sulla colonna 14. Si
consegnata al mondo dei m o r t i che purifica; al posto del deve inoltre accennare al fatto che i l drago 'cattivo' i n
capo vivente subentra, con la 'decapitazione', una testa realt non l'avversario, ma lo 'strumento' con cui l me-
morta che scompare solo all'uscita (capitello 29) del purga- dico compie i l sacrificio necessario per i l paziente.
torio (seconda decapitazione) per essere nuovamente sosti- Mentre i l malato si accnge ad attraversare i l sotterraneo
tuita da una testa vivente. mare d fuoco, o mare d febbre, leoni sollevano le loro
ancora buio e freddo e per la peccatrice svanirebbe zampe spaventose.
ogni speranza se non apparisse i n lontananza la filatrice con La via che passa attraverso la caverna dei leoni (Daniele
a fianco i l leone e i l drago. La vecchia dea-madre sembra nella fossa dei leoni, capitello 16), disseminata d conchiglie
i n effetti decisa ad aiutare la poveretta. Spnge i l pollice fra e d i chiocciole ('caracol', capitelli 17 e 20), appare colma
l'indice e i l medio (fico) per scongiurare la morte definitiva. d i pericoli e d i sofferenza. Essa corrisponde all'Acquario.
Ella afferra la conocchia e comincia a filare una nuova vita Tuttavia le aquile della montagna assistono costante-
per la peccatrice (capitelli 12 e 13). I n questo caso le i m - mente l'ammalata con la grazia del Signore (capitelli 15 e
magini dei capitelli si riallacciano al costume popolare cata- 17). I l fuoco pi divorante del lago purificatore (aurora)
lano secondo l quale a Natale o nelle feste d'inverno si raffigurato sulla colonna 21 (luogo d i morte), su cui sono

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rappresentati i peccatori, vicinissimi al sole n o t t u r n o (si- Quando l'ammalata, nelle prime ore del mattino, ha at-
rena), immersi fino ai fianchi in un bagno d i fuoco, ovvero traversato la caverna del leone (capitello 26) ed ha lasciato
d i febbre (fig. 14). i l purgatorio, esce dalla 'tomba' e, al confine fra giorno e
Poich i l sole, per antica tradizione, trascorre la notte notte nel segno dell'Ariete (capitello 27), incontra l pa-
sul fondo del mare, esso raffigurato q u i (nel segno dei vone. Poi attraversa i l bosco d i p i n i e d i querce (capitello
Pesci) come una sirena che afferra con ciascuna delle sue 28). I l delirio del tempo preannunciante la primavera
mani le due parti della propria coda e le solleva fino passato e l corpo della paziente accarezzato dal fresco
all'altezza del petto. Questo atteggiamento potrebbe allu- vento d i marzo. La febbre del lago di fuoco si placata
dere alla preparazione dell'ascesa, cio al momento in cui poich l'ammalata, dopo la confessione della colpa, stata
ella lascia andare i due remi alzati per batterli assieme e 'lavata' e i l suo peccato stato cancellato dall'indulgenza
avanzare cos sulla superficie del mare. La colonna succes- {indulgentia). Tuttavia la peccatrice non ha ancora rag-
siva (22) mostra u n gruppo d i uomini che camminano, giunto la piena guarigione, n l'assoluzione {absolutio), n
oppure stanno seduti con le ginocchia piegate e volte d i lato la remissione [remissio) dei suoi peccati. Otterr questo
verso l'esterno. Le loro mani sono legate fra le cosce. Nella solo nella terza parte del suo cammino, quella che ha inizio
letteratura catalana moderna essi sono indicati come pri- con l'interruzione del basamento fra le colonne 28 e 29. :
Su u n sentiero i n salita l'ammalata s'avvicina all'altopiano
gionieri. verosimile che si t r a t t i d i penitenti (fig. 15).
dove incontra Pietro e Paolo con la spada (capitello 29).
Una relazione con le danze terapeutiche potrebbe verifi-
Nello svolgimento della danza delle spade si verificherebbe
carsi nei capiteUi 20 e 22 (fig. 15) e nei loro riscontri 50
la seconda decapitazione, cio la caduta della testa del mor-
e 52 ('fig. 19). I p r i m i rappresentano una danza di angeli, i
to. Q u i troviamo una coppia in preghiera che, durante la
secondi una danza circolare d i donne terrestri. Nelle co-
settimana santa, davanti all'immagine di S. Ermenegildo (ca-
lonne 20 e 22 forse rappresentato quel ballo i n circolo
pitello 30), sembra supplicare l'intercessione d i questo mar-
simboleggiato nelle danze mediche che con spade, bastoni
tire regale. L'angelo d i questo capitello rappresenta forse
o archi d inizio alla 'battaglia' e, a partire dal capitello 29,
quel messo celeste che vegliava presso la tomba d i Cristo
rende possibile all'ammalata l'ascesa alla montagna sacra o e che parl con Maria Maddalena (capitello 31) la dome-
'torre' per mezzo della 'rosa d i spade', cio con l'aiuto d i nica di Pasqua, come detto nel Vangelo del sabato santo
S. Pietro e d i S. Paolo, che porta la spada. A i piedi d i que- secondo Matteo (28, 1-7) e della prima domenica dopo
sta montagna la peccatrice incontra i due grifoni che ban- Pasqua secondo Giovanni. Accanto all'angelo vediamo una
chettano a u n tavolo sacrificale (capitello 23), poi u n de- figura regale d i sacerdote che tiene un calice nella mano
mone (lo spirito della tentazione secondo Matteo 4, i , nella sinistra e con la destra alzata indica i l cielo, con i l pollice e
seconda domenica di Quaresima) sul capitello 24 e infine l'indice tesi, mentre le altre dita aderiscono al palmo della
un animale fantastico a forma d i 'S' (capitello 25). Questo mano. Ritroviamo i l medesimo movimento della mano nel
strano 'uccello' con corpo d i serpe e volto d i leone ( = aria, gesto Varada del Buddha Krakucchanda: i l suo significato
terra, fuoco) lascia supporre una rappresentazione zoomor- 'donare misericordioso'. E ancora, nel Vangelo d i Gio-
fa dell'antico uncino sacrificale. Potrebbe anche darsi che vanni (20, 23) letto la prima domenica dopo Pasqua, det-
questo strano essere sia i n relazione con quella cacciata del to: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi U
diavolo, letta la terza domenica d i Quaresima (Luca 11, 14), riterrete saranno ritenuti . I n tal modo al capitello 31
per mezzo della quale u n m u t o riacquista la voce, poich sarebbe impartita l'assoluzione alla peccatrice.
proprio i l ritorno della voce (forza vitale) perduta fa parte Infine, in quest'ordine di idee si pone la questione se
d i una delle tappe essenziali degli antichi r i t i terapeutici. il sacerdote incoronato, col calice sacrificale i n una mano

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e con l'altra mano alzata, possa rappresentare Cristo Re. d i attraversare i l lago. Allora le sirene afferrano la barca
Ufficialmente la festa di Cristo Re stata istituita da Papa fornita a prua e a poppa d specchi, certamente contro l
Pio X I con l'Enciclica Quas prtmas d e l l ' i i dicembre 1925 malocchio (capitello 34, fig. 16), e con un gioco erotico
ed stata fissata all'ultima domenica prima della festa d i cercano d i distogliere la poveretta dal pentimento e di tra-
Ognissanti. I n questo modo si dovrebbe porre nuovamente scinarla nelle segrete profondit. Tuttavia i l Vangelo d
nella giusta luce la relazione fra la festa d Ognissanti {Re- questa domenica dice (secondo Matteo 10, 28): E non
surrezione dei m o r t i , capitello 3) e i l tempo pasquale {ca- abbiate timore d i coloro che uccidono i l corpo e non pos-
pitelli 31-36), cio la Resurrezione d i Cristo. Proprio i n sono uccidere l'anima . Cos l'ammalata resiste finch i l
questo perodo Cristo, incoronato d i spine davanti a Pilato, santo folle non viene i n suo aiuto (capitello 35, fig. 2 0 )
si definisce re (Giovanni 18, 37); e con i l suo sacrificio la scacciando le schiere vulcaniche (capitello 36, 8 maggio,
sua corona di spine diventa una corona regale con cui egli,
festa dell'Arcangelo Michele) i n presenza del pellicano della
dopo l'ascensione al cielo, 'siede alla destra del padre'.
montagna.
I l concetto d i 'Cristo Re' l'espressione riassuntiva Chi dunque questo drago diabolico che nelle nostre ,
della teologa d Cristo Re, che sin dai tempi pi antichi fiabe popolari ha sette lingue o sette teste e ogni sette anni
domina l'intero anno liturgico. L'unit e la totalit del divora un essere umano giovane e innocente? Questo drago
mistero d Cristo, ribadite nella riforma della settimana u n smbolo (non pi riconosciuto nella tarda tradizione)
santa, gli attribuiscono una maggiore importanza rendendo del concetto del sacrificio, lo Stirb und Werde dei servi
pi chiaro i l significato della Pasqua [Lexikon fiir Theo- del soccorritore folle. I l medico alla fine scaccia i l suo
logie und Kirche 1958, Art: Christkdnigfest). I n tal modo drago, poich l'ammalato non deve ancora morire; ma gi
la presenza d i Cristo Re sul capitello 31 sarebbe pienamente solo con l'apparire del drago egli ha raggiunto l suo scopo,
giustificata.
cio la rituale terapa del terrore che scuote l malato e
Nei capitelli seguenti si inserisce nuovamente la tradi- 10 porta, dopo la guarigione fisica, anche al riconoscimento
zione popolare, i n parte cristiana. Q u i troviamo i l cava- dei propri peccati; i l che l o risolleva e rafforza le sue capa-
liere Giorgio come rappresentante e precorritore pagano di cit d i resistenza. Senza dubbio ci troviamo d i fronte a una
S. Michele. I l cuore della terra, che quasi si era fermato fusione tra pensiero cristiano e precristiano. Nella prospet-
nel muto stupore del giorno della Resurrezione, batte i m - tiva cristiana i l drago v i n t o da Michele o da Giorgio, cio
provvisamente con furia tremenda. U n rumore d odio 11 male vinto dal bene. Secondo una rappresentazione pi
velenoso travolge la tranquilla chiarezza del mondo re- antica, per, entrambe le forze, i l drago e i l suo oppositore,
dento. Esso lacera la pelle della terra e nel fumo di u n sono fra loro collegate per mantenere l'equilibrio del mon-
cratere lo stridulo drago emerge dal mondo infernale per do. Sono simboli d combattenti anche numerosi leoni
gettarsi sulla sua v i t t i m a . M a Giorgio, i l cavaliere, si pre- solari ripartiti i n tutto i l chiostro. I l drago invece lunare
senta ora alla lotta con armi fiammeggianti, mentre animali e come tale l 'grande divoratore' che ad ogni primavera
ed angeli si nascondono fra alberi e cespugli appassiti at- reclama la sua vittima per rigenerare i l mondo e l'umanit.
torno al lago del drago {capitelli 32-33). dubbio per luogo comune della mitologa che questo divoratore, i l
che l'animale che fugge davanti alla voce dello straniero quale emerge ogni met mese dal groviglio delle anime
rapinatore, conformemente a quanto detto nella corri- morte, cada sempre vittima del sole sotto forma d luna
spondente seconda domenica dopo Pasqua nella parabola nuova e di elargitore d i pioggia. Tale lotta rappresentata
del Buon Pastore (Giovanni 10, 11-16), sia la pecora (ca- verosimilmente anche nel capitello 59, l dove un leone si
pitello 33). L'azione s svolge ora nel segno del T o r o (pra- getta su u n drago che vorrebbe divorare una pecora, ma
t i , laghi). Dopo la liberazione della 'principessa', si tratta che, nell'interpretazione cristiana, ormai dominato.

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La colonna 37 corrisponde alla festa dell'Ascensione d i guarita entra, come una volta S. Orosia, nella caverna dei
Cristo, i n cui i l Vangelo descrive la forza dei battezzati e dei sette dormienti (capitello 42). Poi si affretta verso i l ca-
veri credenti: essi cacceranno i diavoli e parleranno con stello della montagna nel segno del Leone (capitello 45,
nuove lingue; n serpenti n coppe d i veleno potranno Leone), mentre u n cacciatore passa da quei l u o g h i . " Nella
nuocere loro; e se essi imporranno le loro mani sugli am- zona intermedia fra cielo e terra, fra Leone e Vergine (pa-
malati, gli infelici guariranno (Marco 17, 17-18). I l segno lazzo e bella abitazione), ella incontra angeli musicanti e
zodiacale d i questa rappresentazione quello dei Gemelli. donne che si adornano e si pettinano (capitello 47). Tuttavia
Se l'indulgenza ha luogo per mezzo della seconda decapi- prima di scendere sulla terra le appare ancora una volta la
tazione (capitello 29) e Vabsolutio si ha a Pasqua, la remis- Vergine Maria (capitello 49, 15 agosto, Assunzione d i Ma-
sio peccatorum si compie nella colonna 38. ora compito ria), mentre una donna con entrambe le braccia si preme
sui fianchi due grassi animali (simboli del vizio?). Infine la
dell'ammalata rinnovare i n s lo spirito giusto e anelare
monaca ritorna sulla terra e i l demonio le si avvicina nuo-
alla ripartizione del male per raggiungere i l perdono finale.
vamente (capitello 5 1 , fig. 18), poich i l giorno d i S. Bar-
A ci invita la peonia (Ttai-wvia, la salvatrice) del capitello
tolomeo (24 agosto), quando le donne danzano la loro
38, su cui anche rappresentata un'agape i n posizione dia-
carola (capitelli 50-52, fig. 19), 'l diavolo fa quello che
metralmente opposta al banchetto funebre del capitello 8.
vuole'. Ghignando egli guarda in basso verso gli uomini
I l banchetto che prima si svolgeva nella valle dei moribondi
ed ancora oggi la gente di Spagna dice che Satana quel
diventa, sulla montagna, rinascita nello Spirito Santo. Sulla
giorno si strappa la catena con cui Bartolomeo l'ha tenuto
colonna 39 appaiono Maria e la colomba d i Pentecoste. Si legato per tutto l'anno."
avvicina ormai l'undicesima ora, quella i n cui, secondo la
tradizione popolare," si raggiunge la fine della sofferenza Si pu porre i n dubbio che questo pensiero sia antico,
attraverso i l canto o per mezzo d i u n calice d i acqua pura. ma non si pu negare che concordi con la situazione q u i
Ci sembra essere indicato, al mondo cristiano, nella co- riprodotta.
lonna 40 (10-16 giugno), essendo i l 13 giugno i l giorno del Con i l rinascere delle forze vitali nel serale mare d i fuo-
Corpus D o m i n i , giorno nel quale, secondo Giovanni ( 6 , co, l'ammalata ritorna alla vita normale. Ella per cosi dire
56), viene celebrato i l mistero dell'Eucarestia. Q u i la mo- scesa dalla 'torre' nel cerchio che rappresenta la fase con-
naca assolta dai peccati (capitello 4 0 , fig. 17) si comunica. clusiva delle danze terapeutiche. I n opposizione alle due
Poco prima del solstizio d'estate, cio poco prima dell'ora carole di angeli dei due capitelli del purgatorio (20 e 22)
i n cui comincia l'ascesa del leone solare, la forza vitale del rappresentata, sul lato della discesa a valle, la danza delle
mondo ha raggiunto i l suo apice; e i n questo apice si trova, donne terrestri che nel capitello 50 abbassano le braccia e
i l 24 giugno, Giovanni Battista (capitello 4 1 , 24-30 giugno) nel capitello 52 (fig. 19) si tendono le mani.
con Pietro e Paolo (29 giugno) e d i fronte a loro la Magna Difficile individuare i l senso dei capitelli che seguono.
Mater pagana, la Juana con le corna d'oro. A i r i t i celebrati L'interpretazione della figura regale, degli abati e dei ve-
nella notte di S. Giovanni (quindi prima dell'alba) la cre- scovi sulle colonne 54 e 56 presenta gravi difficolt, poich
denza popolare attribuisce i l potere d i mantenere la forza i l santorale spagnolo non registra in queste due settimane
vitale e di guarire molte infermit. Per questa ragione gi nessun santo col quale queste persone possano essere iden-
prima del sorgere del sole si beve l'acqua da determinate tificate. L'immagine del sacerdote che nel capitello 56 alza
f o n t i e si raccolgono erbe salutifere. un calice al d i sopra d i una corona, fa pensare che qui forse
Nella piena calura d i giugno comincia la discesa nella sia espresso un ringraziamento a S. Ermenegildo che con
valle, che comprende la parte d i muro fra i capitelli 42 e l suo martirio rinunci alla corona paterna ponendo in tal
modo i l calice del sacrificio al d i sopra della corona. Per
50. Per sfuggire al calore mortale della canicola la donna

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gli altri elementi pu venire i n aiuto i l periodo dell'anno di ottobre, la v i t t i m a dell'ultimo ricco covone che i l mieti-
i n cui ci si trova. Poich i n settembre si effettua l raccolto, tore - per la colpa degli u n i e i l castigo degli altri - strappa
possibile che l'animaletto grasso con la lunga coda (ca- al seno della terra dolente.
pitello 54) sia i l topo del grano e che i l calice raffigurato
sulla stessa colonna sia innalzato come ringraziamento per
i l raccolto e per la riacquistata salute. Si dovr i n seguito
ricordare ancora che nei Vangeli domenicali dei mesi di set-
tembre e d i ottobre si accumulano in modo particolare le Questa libera interpretazione presenta forse delle corri-
guarigioni miracolose. Perci quest'ala del chiostro potreb- spondenze con qualche avvenimento storico o leggendario?
be concludersi con i l giorno dei santi medici Cosma e I l materiale ricavato da fonti risalenti all'epoca della costru-
Damiano {27 settembre, capitello 57), con angeli che suo- zione non molto ricco, ma contiene alcune indicazioni*"
nano piffero e zampogna, cio con strumenti musicali i l che potrebbero essere importanti per i problemi q u i solle-
cui uso particolarmente caratteristico nelle antiche danze vati. Oliva (971-1046), abate del monastero d i R i p o l l , ve-
terapeutiche. scovo d i Ausona e fondatore dell'abbazia d i Montserrat,
I n tal modo si conclude i l racconto della discesa all'in- fu una delle piti grandi personalit nella vita spirituale della
ferno e del miracoloso ritorno della peccatrice. Dopo una Catalogna medievale. Gi nel X I I secolo troviamo la defi-
lunga lotta t u t t o si volto al meglio. L'eroina lascia i l nizione d i pater patriae per quest'uomo estremamente ope-
serale mare di fuoco per entrare, attraverso la porta for- roso e fornito d i profonda cultura generale. Sua sorella
mata da due leoni, i n una nuova esistenza (capitello 58). Ingilberga, badessa del convento femminile della vicina
Cos ella nuovamente ordina la propria vita secondo i l nor- cittadina d i San Juan de las Abadesas, f u accusata a Roma
male corso del sole e, mentre si conclude i l r i t o , la Bilancia da un altro suo fratello, i l principe Tallaferro, di condurre
(ore 18) si muta i n Ariete (ore 6), come se tutto non fosse vita scandalosa e nel 1017 f u cacciata dal suo monastero,
stato che u n sogno. in seguito a bolla del Papa Benedetto V i l i , come scele-
Come i l contadino taglia con l'affilato acciaio della sua ratoria... Inter meretrices . Ella si ritir quindi presso i l
falce la messe che si innalzata lenta e calma dal seno della cugino Guglielmo Vilfredo, e alla sua morte f u da t u t t i
terra per immagazzinare i n mucchi sempre pii grandi le pianta a V i c h come Abadesa de bona memoria e sepolta
spighe finalmente mature, cos anche colui al quale i peccati con grandi onori. N o n sono forniti altri particolari sulla
sono stati rimessi e perdonati porta lietamente i n un luogo sua penitenza. Potrebbe essere questa Ingilberga la monaca
sicuro la ricchezza della grazia. diventato u n altro uomo, la cui penitenza viene rappresentata nel chiostro di Ripoll?
un esempio di forza domata e tuttavia invitta. Analoga- Colpisce i l fatto che ella non compaia mai nell'ala pi an-
mente, anche i l leone appare al fianco del drago mugolante tica (romanica), bench non sia da escludere una stretta
che si scelto come vittima u n agnello. connessione tra quest'ala e gli altri lati per i l rapporto esi-
Esso pone agilmente le zampe sul collo della bestia, tran- stente fra i capitelli (22, 52 e 27, 58) di natura analoga.
quillizzando l'animale che S. Giorgio, guerriero vittorioso, Possiamo perci supporre che originariamente si volesse
port i n catene nella valle. rappresentare solo i n modo molto generico i l tema del pec-
Alla fine incontriamo i l cane, i l fedele compagno del- cato originale e della remissione dei peccati, o solamente
l'uomo. Esso morde u n nastro, o un'asse, teso a formare una mitica immagine del mondo, e che solo i n u n secondo
un piccolo arco quasi piatto sulla superfcie del suolo. I l tempo le rappresentazioni del chiostro siano state collegate
significato d i questo oggetto non del tutto chiaro; tut- con i l caso particolare di Ingilberga. Permane tuttavia i l
tavia verosimile che l'animale rappresenti i l cane del grano problema d i come si sia potuto giungere a rappresentare i n

98 99
un monastero benedettino, 200 anni pi tardi ( X I I - X I V se- Epilogo
colo), u n avvenimento accaduto a Roma all'inizio del seco-
lo X I . Sembra infatti che non t u t t i fossero d'accordo sul
contenuto della bolla papale ed anche gli studiosi contem-
poranei sono di opinione discordante sull'equit d i questo
giudizio. Pijoan ritiene che Tallaferro abbia accusato sua
sorella soprattutto per vendetta, poich ella, su consiglio
di Oliva, gli aveva rifiutato la cessione della sua parte d i
eredit che era stata assegnata al monastero d i San Juan.
I l silenzio d i Oliva circa la condanna non testimonia cer-
tamente a favore della monaca. Nondimeno, la solenne se-
poltura d i Ingilberga sembra essere una specie d i riabilita-
zione. Nello stesso spirito forse sorto anche i l chiostro
con cui si voluto erigere un monumento glorioso tanto al
grande abate Oliva quanto a sua sorella Ingilberga.
L'esame del chiostro di Ripoll, che qui si conclude, non
pu n vuole essere altro che un tentativo d i comprendere
i n modo u n po' pi profondo la struttura spirituale d i u n gi stata ripetutamente evidenziata una certa corri-
chiostro. Se questo tentativo stato compiuto nella dire- spondenza d i diversi capitelli con la liturgia domenicale
zione giusta, si potr decidere solo nella misura i n cui altri riferita ad ogni corrispondente settimana. Solo su poche
chiostri saranno analizzati procedendo da analoghi punti colonne appaiono immagini che alludono ai Vangeli delle
di vista. domeniche o dei giorni festivi. Sembra che questo sia stato
fatto solo quando si rendeva necessario per spiegare i l viag-
gio mistico. Talora la relazione palese; altre volte appare
meno sicura, soprattutto quando sono in gioco simboli
dichiaratamente pre-cristiani. Nell'elenco che segue sono
riportati t u t t i quei parallelismi che potrebbero avere rap-
p o r t i specifici o generali con la liturgia (condizionati da
simboli paesaggistici o dalla corrispondenza temporale).
I miracoli d i guarigione - poich nei Vangeli si compiono
repentinamente si trovano in occidente nel mare d i fuoco,
a meno che non si riferiscano a caratteristiche specifiche
del lago d i fuoco orientale (aurora), come accade, ad esem-
pio, nel caso della guarigione del cieco o del sordo. I l r i -
torno della luce e della voce** come simboli della forza*'
sono indizi tipici del mare d i fuoco orientale.
Sebbene la storia della costruzione** d i questo chiostro si
prolunghi per pi di due secoli, la successione dei capitelli
costituisce evidentemente un ritmo ideologico i n s con-
cluso. Dagli atti conservati, sia pure i n modo frammentario.

lOI
100
i6. Lago di fuoco 3* domenica dopo l'Epi- Guarigione del figlio del Coli e Jordi de Deu i capitelli dei tre lati pii recenti." Forse
fana capitano, minaccia di
punizione dell'Infer- furono questi architetti a inserire le teste barbute nelle ali
no (Matteo 28, i ) non romaniche.
21. Lago di fuoco Quinquagesima Guarigione del cieco
(Marco 6, 47)
23. Grifone (diavolo?) Quaresima
Tentazione di Cristo
24. Diavolo (grifone?)2" domenica di Quare-
sima
(Matteo 4, i )
Trasfigurazione di Cri- *
sto {Matteo 17, i )
25. Motivo ornamen- 3" domenica di Quare- I n virt dell'ordinamento classico delle ore {Capricorno,
tale Guarigione del muto
sima (Luca I I , 14) mezzanotte), la sirena del sole che riposa sul fondo del
32. S. Giorgio 23 aprile
36. Pazzi Festa di S. Giorgio mare della colonna 21 cade nella quarta ora del mattino.
5" domenica dopo Pa- Sul senso delle parabole
squa (Giovanni 16, 23) Se si ponesse i l sorgere del sole all'uscita del lago di fuoco
38. Peonia Pentecoste Discesa dello Spirito sotterraneo {capitelli 25-26), essa cadrebbe nella 6' ora
Santo (Atti 2, i )
40. Monaca che beve Co^us Domini ^ Istituzione del Sacra- mattutina corrispondente all'Ariete. Potrebbe anche darsi
mento dell'altare che la tradizione cristiana medievale cominciasse i l conteg-
(Giovanni 6, 56) gio delle ore con l'inizio dell'anno liturgico, cio con i l
41. S. Giovanni 25 e 27 giugno Festa di S. Giovanni
42. Donna martire dor- 29 luglio S. Orosia, Sette dor- segno del Sagittario {invece che con quello del Capricorno).
miente mienti
47. Dorme, Angeli I n tal caso, alle indicazioni d i tempo fornite a p. 51 do-
24 giugno Maria e Marta (Luca vrebbero essere aggiunte due ore (poste fra parentesi).
10, 38)
49. Madre di Dio 15 agosto Assunzione di Maria Allora la sirena inserita fra le due schiere d i angeli (capi-
}2. Lago di iuoco 13' domenica dopo Pen- Guarigione dei lebbrosi tello 21) rappresenterebbe i l momento i n cui abbandona
tecoste (Luca 17, I I )
54. Lago di fuoco 15* domenica dopo Pen- Resurrezione dei morti la duplice coda per salire, fra le sei e le sette del mattino,
tecoste (Luca 7, I I ) alla superfcie del mare. I l tempo di questo capitello, che
Lago d fuoco 16' domenica dopo Pen- Guarigione degli idropi-
tecoste
sta nel segno dei Pesci, corrisponderebbe in tal caso all'ora
ci (Luca 14, i )
57. Strumenti musicali 27 settembre I medici Cosma e Da- del sorgere del sole i l 20 febbraio: le 6 e 40 m i n u t i (ora
terapeutici miano (Luca 6, 17) locale). Se ora si sposta due ore pi avanti i l diavolo del
58. Lago di fuoco 18' domenica dopo Pen- Guarigione del paraliti-
tecoste giorno d i S. Bartolomeo, la cui carola d i donne costituisce
co (Matteo 9, i )
nel serale lago d fuoco i l riscontro alla danza degli angeli,
anche questo capitello (51 ) e la sua ora coincidono con l'ora
risulta comunque che si imponeva ai costruttori successivi (18 e 38 m i n u t i ) i n cui l sole tramonta i l 24 agosto,
d i adeguare i l pii possibile i l loro lavoro allo stile dell'an-
tica ala romanica. E. Junyent parla d i un'imitazione addi-
rittura servile dei modelli romanici.** Quest'unit ideologica, *
cosi come i suoi difetti d i cui diremo tra poco, va forse
ricondotta al fatto che l progetto originario, pur non con- Mentre nei chiostri d i S. Cugat e Gerona i l canto che l i
templando t u t t i i m i n i m i dettagli, era a disposizione degli cre procede secondo i l cammino del sole, i l viaggio mistico
architetti dei secoli successivi. del malato in S. Maria d i R i p o l l procede in direzione con-
Ignoriamo ancora oggi i l nome degli artisti pii antichi, traria. I l chiostro d i R i p o l l segue la regola della circumam-
quelli che eressero la prima ala sotto l'abate Ramon de bulatio da destra a sinistra, proprio com'era usuale negli
Berga ( 1172-1206).' I n seguito nominato u n certo Fedro antichi r i t i terapeutici e i n occasione della cacciata d i spiriti
Gregori d i Perpignan che cre con i maestri barcellonesi maligni. Poich, d i conseguenza, i capitelli occidentali rap-

102 103
presentano l'immagine orientale del mondo, mentre capi-
telli orientali corrispondono alla parte occidentale, i l sole
illumina tale situazione i n modo assai caratteristico. Nelle
ore mattutine esso illumina capitelli della parte occiden-
tale, cio le rappresentazioni del lago d i fuoco orientale
(purgatorio purificatore). Nell'ala sud-occidentale, rivolta
verso nord-est, domina la vigorosa e fresca aria della mon-
tagna sacra. I l lato nord-orientale (la zona ove ci si ammala)
sopporta invece tutto i l calore ardente del mezzogiorno,
tanto nocivo nei paesi meridionali. A l l a sera viene illumi-
nato i l viso del diavolo (capitello 51) dell'ala sud-orientale,
i n cui arde la parte serale, occidentale ed erotica, del lago
d i fuoco,

Dedichiamo infine poche ma audaci parole all'idea che


guid la costruzione. A l centro dei giardini delimitati dai
chiostri si trova sempre u n pozzo al quale, u n tempo, spesso
si attribuiva una forza miracolosa. Anche l'immagine mega-
litica del mondo conosce un pozzo nel centro. Essa corri-
sponde all'incrocio mistico che costituisce i l punto d'inter-
sezione delle forze dualistiche della vita. Se dunque u n
giorno i l pozzo traboccasse miracolosamente e la sua acqua
pura ricoprisse delicatamente tutto i l giardino i n modo da
consentire agli archi e alle colonne che lo circondano d i
riflettersi nell'acqua, non apparirebbe u n tale chiostro la
riproduzione dei tranquilli laghi dei templi i n cui ancora
oggi i malati India cercano guarigione e salvezza?
Approvare o negare questa supposizione sar compito
d i esami pii approfonditi. I n questo caso, tuttavia, non
senza importanza ricordare che anche i l mondo biblico co-
nosce u n simile lago terapeutico. la vasca Bezetha (Be-
thesda), circondata da quattro portici e tagliata nel mezzo
da u n quinto che forse corrispondeva al pozzo centrale."
Secondo Giovanni { 5 , i ) , i malati giacevano i n questi por-
ticati per potersi immergere rapidamente nell'acqua risa-
natrice al momento del suo misterioso muoversi.

104
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in Zeitsctir. f. Etimologie, 1888 (20), pp. 1 sgg.
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" M. Courant, Chine et Core, Encyclopdie Lavignac, Parigi, 1922,
P- 96. Menzionati nei documenti di donazione dell'archivio della Cattedrale
Di amiche relazioni tra Europa occidentale e India rende testimonianza di Barcellona.
anche Sa'di, Golestn, 1258 (Calcutta, ed. A. Sprenger, 1851, p. 144): ^ G . Contenau, La divination chez les Assyriens et les Babyloniens, Pa-
Vidi un mercante che possedeva 150 carichi di cammello e 40 schiavi... rigi, 1940, p. 311.
una notte disse: " H o in progetto un altro viaggio. Porter in Cina zolfo ^5 W. Neuss, Das Buch Ezechiel, cit., pp. 73-75.
dell'Iran, dove, da quanto ho sentito, lo si paga assai bene. Porter poi
ceramica cinese in Grecia, broccati greci in India, armi indiane ad Aleppo, ^ San Juan de la Cruz, Obras, edit. por ci P. Silvcrio de Santa Teresa,
vetrerie di Aleppo nello Yemen, stoffe a bande dello Yemen in I r a n " . Burgos, 1930, I I I , pp. 62-79.
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kirche zu Cluny, in D . Vierteljahrschr. f. Literaturwiss. u. Geistesgesch., Astrology, 1934, p. 221.
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K. Meyer, The eighl gregorian modes on the Cluny capitds, in The la cuna .
Art Bulletin , 1952 (34), p. 75. Circa l'identit simbolica di arpa e delfino, vedi: M. Schneider, Die
'5 M. V. Berchem e j . Strzygowsky, Amida, Heidelberg, 1910, fig. 320. historischen Grundlagen, cit., p. 136.
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sien, 1784, III, 18, 29, 43. ** G . Baglivio, Opera omnia medico-practica, 1737, pp. 458 sgg.
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1874, pp. 45 e 462. ** Il 'sole rituale' il sole del rituale in cui si procede a ritroso.
^ Di san Giorgio la leggenda, in verit, si limita a riferire che durante
^' C. Hentze, Mythes et symboles lunaires, Anversa, 1932, p. 164.
il suo martirio le ferite si chiudevano da sole. Nella tradizione popolare
^ H . Angls, La msica a Catalunya fins el segle Xlll, Barcellona, 1935, spagnola, per, egli considerato medico. Egli appare come promotore o
pp. 213, 216 (Bibl. de la Corona de Aragn, Codex 42). ordinatore delle danze terapeutiche, anche di quelle danze delle spade che
^ Secondo J. Gudiol y Cunill [San Cucufate del Valls, Museum. Bar- vengono eseguite il giorno di san Michele. Certo la figura dell'arcangelo
cellona, 1912, p. 437) questo cavaliere deve rappresentare il Conte Ro- dovrebbe essere d gran lunga la pi antica. San Michele citato gi nel
caberti. primo secolo dopo Cristo come colonna di fuoco o uccisore del drago e
^ Stob., EcL I, 749; Teodoreto, Cur gr. affect. v, 72, Sext. Matb., TV, 6; il suo culto sembra essere cosi diffuso fin dai tempi pi antichi (appari-
Clemente Aless,, Protrept. i ; Gregorio di Nissa, Di' occurs. Dom. 1, 422; zione sui monti del Gargano nell'anno 492) da poter sconfiggere quello di
Ambros., Hexaem. 11, 2, Enarr. in xii ps. Davidic; Agostino, De mu- una divinit pagana della medicina (F. Cabrol et H . Leclerq, Dictionnaire
sica IV, 11; Hrabanus Maurus, De Universo 18, 4; Regino di Priim, De d'archeologie chrlienne, Paris, 1933, xi, p. 905). Tuttavia in Spagna la
barman, institut. 4; Aurei. Reom., Mus. discipl. 8; Isidoro di Siviglia l , popolarit dell'arcangelo come medico e uccisore del drago sempre stata
21 a. inferiore a quella di san Giorgio. Ricorderemo ancora la funzione di san
^ H . Abert, Die Musikanschauung des Mitielalters, Halle, 1903, pp. 91, Michele da noi richiamata quando abbiamo analizzato i capitelli 35 e 36.
107-111, 214. La concezione della confessione come separazione da una parte ma-
^ H, Abert, Die Musikanschauung, cit., p. i r 2 . lata esistente all'interno dell'uomo presente gi in Oriente {Hom. 2 in
^ Filone, Quis rer. divinar, heres i i i , 59, 14; Qcmcnte Aless., Strom. Ps. 37. 6).
VI, i r . j ^ Sulla mescolanza di elementi cristiani e pagani nella tradizione po-
^ Nikomachus, Theolog. arithm., Ed. Ast., p. 43; Porphyrius, De abstin. \ polare spagnola vedi M. Schneider, Los cantos de lluvia en Espana, in
I I , 38; Aegidius Zamor., Ars mus., 2. Anuario musical , iv, 1949, p. 3.
^ Ruprecht, De Sancto Spiritu, 7, 16; Aurelianus Reom., Mus. di- * M. Schneider, La danza de espadas, cit., p. 35.
scipl., i ; Elias Salom., Proem. scient. art. mus.; Gerbert, Script. 111-17*. L'istituzione ufficiale della festa del Corpus Domni, in pratica cele-
^ M. Schneider, El origen musical, dr., figg. 124-143. brata gi da tempo, avvenne sotto Papa Urbano (1264). La ripartizione
- La danza de espadas, Barcellona, 1948, fig. 33. Secondo M. Rostovt- temporale, che corrisponderebbe a una esecuzione della danza delle spade
zcff, Ipck, 1931. nel giorno del Corpus Domini, ricordata alla fine dell'elenco delle attri-
^' HAEC EST ARNALLl SCULPTORIS FORMA CATELLI QUI CLAUSTRUM TALE buzioni specifiche della festivit.
CONSTRUXIT PERPETUALE. ^ Le festa dei sette dormienti era celebrata originariamente il 27 luglio;
pi tardi, il 27 giugno. Cfr. M. Schneider, La danza de espadas, cit., p. 150.
108 ^ P. J. Croisset, El ano cristiano, Parigi, 1877, 11, p. 818.
109
A p p e n d i c e iconografica
5* E . Junyent, La basilica del monasterio de S. Maria de Ripoll, Ripoll,
1948, p. I .

55 p.J. Croisset, op. cit., u , pp. 100-103.


^ Secondo la credenza popolare l'ululare del cane di cattivo presagio.
Se il cane, raspando, scava una buca, ci significa la morte prossima di
un membro della famiglia del suo padrone.
" J. Schwabe, Archetypus und Tierkreis, 1 9 5 1 , p. 4 8 sgg. e fgg. 17-20.
^ Secondo la credenza popolare spagnola l'aquila di montagna por-
tatrice di vita, l'aquila di mare, di morte.
^ Sembrerebbe ovvio vedere piuttosto in quest'animale, solitamente de-
finito caimano (coccodrillo), un delfino che, secondo un'antica leggenda,
nasconde i suoi piccoli nelle fauci (cfr. Pauly-Wissowa, Realencyclopedie,
I V , p. 2 5 0 4 ) . S'oppone per a tale ipotesi la sua possente dentatura. Non

potendosi prendere in considerazione neppure la balena, verosimile che


si tratti di un animale fantastico.
* J. Amades, Costumar calala, 1 9 5 0 , l , pp. 132, 137, 153, 597.
M. Schneider, Los cantos de lluvia en Espana, in Anuario musical .
1 9 4 9 , I V , p. 3 2 .
" I l tempo corrispondente al capitello 13 va dal 30 dicembre al 6 gen-
naio.
*2 M. Schneider, La danza de espadas, cit.. p. 16.
" Forse quest'uomo un pastore o - conforme al vangelo della corri-
spondente domenica - un falso profeta. Il capitello, molto danneggiato,
non consente una identificazione certa dell'arma, n dell'animale che ac-
compagna l'uomo. Nel vangelo della settima domenica dopo Pentecoste
(Matteo 7, 15-21) si dice: Attendite a falsis prophetis, qui veniunt ad
vos vestimentis ovium, Intrinsecus autem sunt lupi rapaces ,
A, Guchot y Sierra, Supersticiones populares recogidas en Anda-
lacia, 184, I , p. 2 3 3 .
^5 Dom A . M . Albareda, L'Abat Oliva, Montserrat, 1 9 3 1 , p. 2 8 7 ;
J. Pijoan, Els educators de la gent catalana, Empori, 1907 (i), pp. 1 1 6 ,
2 2 5 ; P.J. Villanueva. Viage literario a las iglesias de Espana, Valencia,
1821, vili, p. 237 (Bolla di Papa Benedetto V i l i ) .
** M. Schneider, La danza de espadas, cit., pp. 2 8 , 132.
M. Schneider, Il significato della musica, cit., p. 1 5 1 ; vedi: Die
Bedeutung der Stimme, in Jahrbuch des Lindenmuseums, n, Stutt-
gart, 1952.
E. Pellicier y Pages, Santa Maria del monasterio de Ripoll, Mataro,
1888; J. Danes y Verneda, Monografia de S. Maria de Ripoll, Barcel-
lona, 1923.
^ E . Junyent. La basilica, cit.. Capitolo: E l claustro .
^ L'effgie dell'abate Ramon de Berga scolpita nel pilastro d'angolo
fra le colonne 13 e 14.
E, Junyent, Notes inedites sabre el monastir de Ripoll, in Analecta
sacra Tarraconensia , 1923 ( 9 ) , fase. 2 . p. 8.
''^ H, Daniel-Rops, Jesus, MiJnchen, 1951, p. 312.

HO
7. Gerona. Capitello 42: uomini seduti.
6. Gerona, Bassorilievo su un pilastro del portico del chiostro: il peccato originale.
10. Santa Maria a Ripoll. Capitello 7 (6): volto e spalle di una monaca nella roccia.

12. Santa Maria a Rjpoll. Capitello 9 (8): coppia di sirene con remo e pettine, banchetto funebre.
11. Santa Maria a Ripoll. Capitello 8 (9): fauci con denti giganteschi ingoiano mi uomo.
16. Santa Maria a Ripoll. Capitello 34: 17. Santa Maria a Ripoll. Capitello 40:
donna in barca a remi. monaca che beve.

18. Santa Maria a Ripoll. Capitello 51: 19. Santa Maria a Ripoll. Capitello 52: 20. Santa Maria a Ripoll. Capitello 35: pazzi.
demonio. carola di donne.
Esplicitazioni musicali. Piante dei chiostri. L'Antropocosmo.

21. Santa Maria a Rjpoll, La porta trionfale: il Cristo Re.;


San Cugat del Valls: esplicitazione musicale (1).

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San Cugat del Valts: esplicitazione musicale (1). TAVOLA

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Santa Maria a Ripoll: pianta del chiostro.


Indice
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Prefazione di Elmire Zolla ' 1

Notizia sull'autore 11

Pktre che cantano

Tesi 15

I Della natura del suono 19

II Le melodie liturgiche nei chiostri di San Cugat e

di Gerona 29

III L'immagine del mondo nelle antiche cosmologie 61

IV II probabile rito terapeutico nel chiostro di Ripoll 73

Epilogo 101

Note al testo 105

Appendice iconografica 111

Esplicitazioni musicali. Piante dei chiostri. L'Antropocosmo. 129


Finito di siamparc
nel mese di marzo 199S
per conto della Ugo Guanda S.p.A.
dalle Nuove Grafiche Arlabano di Omegna
Printed in Italy