Sei sulla pagina 1di 7

QUANDO VIAGGIARE ERA UNARTE

CAPITOLO 1
Sotto il regno della regina Elisabetta si registrano le prime escursioni del continente, soprattutto in Italia,
fatte da giovani aristocratici con il desiderio di conoscere altri paesi e altre culture. Questi giovani
concludevano il loro percorso di studi universitari (soprattutto i corsi giuridici) attraverso il viaggio, si
discostavano quindi da tutti coloro i quali sceglievano di recarsi allestero per motivi di studio. Interessati
ad acquisire i rudimenti dellarte diplomatica, delle lingue e delle culture straniere, concludono il loro
viaggio nelle maggiori citt italiane, che rappresentano la matrice della cultura umanistica che si diffuse
in tutta Europa e non solo.

Le parole di Montaigne e di Evelyn contribuirono a fondare la tradizione del tour europeo ed italiano e a
diffonderla presso le famiglie aristocratiche e borghesi e presso gli uomini di cultura del loro paese.
Moryson scrisse la prima grande guida per chi voleva intraprendere il tour continentale per motivazioni
di studio e di diletto; il suo Itinerary interrompe la lunga serie delle guide per pellegrini diretti nei grandi
santuari europei o in Terra Santa.

Alla fine del XVII secolo nasce il Grand Tour in risposta alla nuova forma di viaggio che inizia a diffondersi
soprattutto dopo il declino delle universit italiane (che nei secoli XV e XVI erano molto frequentate da
studenti inglesi, tedeschi, francesi e di altre nazionalit) e la ristrutturazione degli atenei europei sulla
base dellinfluenza culturale dellempirismo baconiano o del razionalismo cartesiano. Il viaggio perde
quindi la concezione di pellegrinaggio e inizia ad essere una nuova esperienza da perseguire, capace di
rendere i figli di borghesi e aristocratici dei mercanti, burocrati di stato e dei professionisti, nonch degli
autentici gentiluomini e degli apprendisti diplomatici.
Il Grand Tour quindi diventa uno dei pi importanti fenomeni della moderna cultura europea, nel quale si
mescolano vari aspetti, tra i quali: duraturo ed effimero, gusto di osservazione, curiosit e spirito
davventura.

Gli avi dei giovani rampolli che intraprendono il Grand Tour sono i pellegrini, i mercanti, i banchieri, i
diplomatici di corte e di curia, i soldati di ventura e le compagnie di teatro. Inoltre, la lunga peregrinazione
verso Roma piuttosto che verso Venezia, porto di partenza verso la Terra Santa, sono un importantissimo
reticolo viario del quale si tenne conto quando si ricostruirono i grandi itinerari del sapere occidentale.

Tra la fine del Cinquecento e lOttocento non esiste intellettuale europeo, soprattutto anglosassone, che
non abbia compiuto il viaggio attraverso i paesi europei. LItalia diventa il titolo e il soggetto di numerosi
vademecum, diari, saggi, cronache, relazioni, epistolari e veri o simulati.

A termini travel, journey e voyage si unisce quello di tour, inteso come il giro di paesi continentali con
partenza ed arrivo nella stessa citt.

Le caratteristiche del viaggiatore del Grand Tour per quanto riguarda la mentalit e le motivazioni del
viaggio hanno subito linfluenza della cultura baconiana e della filosofia sperimentale.
Il viaggiatore seicentesco era unamante dellarte italiana e conosceva la cultura classica, ed era inoltre
appassionato nella ricerca dei fenomeni naturali. Egli era mosso dalla curiosit e tramite il viaggio
voleva raggiungere unesperienza.

In questo caso la curiosit era intesa come:


- raccolta e catalogazione di opere artistiche e di rarit naturali che dovevano servire per soddisfare
i desideri del virtuoso e del collezionista
- studio di usi e di costumi di popoli
- analisi delle loro forme di governo e delle magistrature
- esplorazione sistematica di ordini culturali.
Mentre lesperienza comprende, invece, il processo intellettuale che doveva soddisfare la stravagante
curiosit e promuovere la circolazione della moneta.
Agli inizi del Settecento Jonathan Richardson compie un viaggio in Olanda ed in Italia per stilare un elenco
delle statue e delle pitture esistenti; analogamente i viaggi del conte di Arundel e del conte di Burlington,
sono i capostipiti della tradizione britannica del collezionismo di opere italiane e della fortuna del
palladianesimo inglese.

Thomas Palmer elenca le cinque cause che attraggono il visitatore in Italia: clima, antichit, forme di
governo, universit e le corti; a queste cinque cause e alla voglia di conoscere si devono le pi suggestive
guide e relazioni di viaggio del XVII secolo e di quelli successivi.

Bisogna inoltre ricordarsi che in alcuni casi i forestieri impegnati nel tour di paesi europei svolgono la
funzione di informatori sui movimenti di compatrioti o di espatriati; in altri casi lo studio di un territorio o
della forma politica vengono usati per un controllo di eventi di rilievo internazionale.

Il termine Grand Tour compare per la prima volta nel volume di Lassels An Italian Voyage, or, Compleat
Journey through Italy del 1697, anche se probabilmente a quel tempo aveva un significato diverso.

Si presume che lespressione riguardasse la visita parziale di vari paesi europei, dalle Fiandre allItalia
(da sempre considerata la tappa culminante il GT), passando per Germania, Svizzera e Francia. Quindi,
con lespressione Grand Tour si indica il viaggio continentale, svolto tra il XVI e il XVII, svolto soprattutto
in Francia e in Italia ed intrapreso da intere generazioni di aristocratici e borghesi europei, soprattutto
inglesi, compiuto nel momento in cui dovevano passare dallet adolescenziale a quella adulta.

Nel Settecento raggiunge il culmine e diventa una consuetudine didattica, i grandtourists avevano unet
che oscillava tra i sedici e i ventidue anni e il fine era il coronamento di una buona educazione.

Si pensava inoltre che tramite lesperienza del GT il giovane potesse acquisire quelle doti di
intraprendenza, coraggio, attitudine al comando, capacit di rapide decisioni, conoscenza di costumi,
maniere, galatei e lingue straniere. Queste doti, che caratterizzavano i membri della nuova classe
dirigente e i rampolli dellaristocrazia che erano impegnati nellamministrazione dei propri patrimoni.

Al viaggio venivano comunque riconosciute le funzioni iniziatiche in modo che potesse sentirsi ammesso
nel mondo degli adulti. Questa finalit serve inoltre per evidenziare cosa pu e deve essere pubblicato e
cosa invece deve rimanere nella sfera privata nellambito della letteratura di viaggio.

Fonti preziose dalle quali possiamo scoprire le funzioni celate del Grand Tour sono le satire e la
trattatistica in lode o in biasimo di questa istituzione. Gi in epoca elisabettiana ci sono due testimonianze
le cui citazioni per molti anni saranno un monito esemplare:
1. Ascham, The Scholemaster, 1570. Nel quale si afferma che i rampolli che tornavano dai viaggi in
Italia disprezzavano il matrimonio e cercavano di convincere anche gli altri a condividere la loro
idea.
2. Hall, Quo Vadis? A just Censure of Travel, 1617. Nel quale si affermava che i giovani rampolli si
mettevano in viaggio in unet troppo giovane e non avevano dei tutori ed accompagnatori che
fossero sufficientemente dotti.

Nel 1764 Smith riassume e riprende i dati forniti da Hall ed esposti da Sterne, affermando che un giovane
che partiva allet di 17 o 18 anni e che torna a 21, generalmente si rivelava privo di principi, senza voglia
di studiare o di lavorare, a differenza di quanto sarebbe successo se fosse rimasto a casa.

A bilanciare la quantit crescente di libri di viaggio che nella fine del XVII secolo si imposero sui mercati
librari di mezza Europa, c un dibattito attivo sul clima di esaltazione ed eccessiva fiducia in merito al
potere formativo del Grand Tour. Gli induci dei letterati, primi tra tutti i giornalisti, derivano dalla diffidenza
verso ogni moda culturale, dai pregiudizi che pesavano sullItalia (che veniva considerata un paese di
corrotti politicamente e nei costumi; paese influenzato dal papa e da Machiavelli). Bisogna quindi
prendere con le pinze ci che dicono letterati e scienziati, che si aspettavano spesso mediocri risultati
dal Grand Tour (gli unici aspetti positivi erano lincentivo allo studio delle lingue straniere e la capacit di
togliersi i pregiudizi nazionali di dosso).
Verso la met del Settecento in Francia e in Italia si registrano circa quarantamila presenze annuali
straniere.
Sterne distingue alcune classi di viaggiatori: scioperati; curiosi; bugiardi; orgogliosi; ipocondriaci; traditori;
sciagurati; innocenti e i viaggiatori sentimentali.

In questa epoca, non facile stabilire lidentit o i caratteri generali del viaggiatore tipo, si sa per che
tra questi viaggiatori, siano essi borghesi o aristocratici; il pi delle volte erano accompagnati da nobili
decaduti, scrittori ed avventurieri. Tra i tanti accompagnatori possiamo annoverare: Robert Wood, Adam
Smith, John Locke, Franois Misson e Richard Lassels; a loro si deve la maggior parte delle osservazioni,
diari, epistolari, guide che costituiscono la letteratura di viaggio, che raggiunge lapice nel Settecento.

Tra i voyageurs pi intelligenti ci sono le donne scrittrici, che fornirono i prodotti migliori e pi innovativi;
le pi importanti scrittrici sono Madame Dubocage, Lady Mary Wortley Montagu e Hester Lynch Piozzi.

Il Settecento il secolo doro dei viaggi, lera di una cultura ancorata ai parametri della ragione ottimistica,
cosmopolita ed itinerante. Ci sono due eventi che consentono di circoscrivere precisamente il fenomeno
e la stessa definizione del Grand Tour distinguendolo dai viaggi che hanno sempre caratterizzato le
epoche precedenti.
PRIMO EVENTO: pubblicazione nel 1710 delle Remarks upon Several Parts of Italy di Joseph Addison. I
viaggiatori di anno in anno aumentano nel corso del secolo e fanno registrare un forte incremento con la
fine della guerra dei Sette Anni, nel 1763, dopo un miglioramento dei rapporti diplomatici tra Inghilterra
e le corti cattoliche del continente.
SECONDO EVENTO: allo scoccare del secolo le campagne napoleoniche mettono a soqquadro lEuropa
interrompendo per quindici anni la passione per i grandi viaggi, fungendo quindi anche da conclusione
del Grand Tour; i grandi viaggi ricominceranno dopo il Congresso di Vienna (1815).

Il Settecento ha delle caratteristiche inconfondibili, anche se sono complesse e variegate, rimangono


comunque omogenee con la struttura culturale del secolo. Il Grand Tour fu cos importante da lasciare
tracce profonde ed inconfondibili nella letteratura del secolo e soprattutto nel romanzo.
Tutto ci accade nel Settecento perch in questepoca la societ cosmopolita voleva conoscere il mondo
in cui viveva, credeva che luomo fosse in grado di comunicare con entit etniche e culturali diverse,
comprendendone le caratteristiche di usi e costumi e soprattutto abbattendo le barriere linguistiche.

La fortuna della letteratura di viaggio quindi data dallidea del movimento delle passioni e dalla
percezione di una morale comune e naturale, che supera la variet dei costumi, delle leggi, delle maniere,
delle lingue di genti e nazioni.

Un recensore settecentesco di libri di viaggio li definisce come dei trattati di filosofia sperimentale;
Hume, invece, afferma che lutilit della storia consiste nello scoprire i principi costanti ed universali della
natura umana, mostrando gli uomini in tutte le possibili circostanze e fornendoci il materiale da cui sia
possibile ricavare le nostre osservazioni e sulla cui base sia possibile informarsi sulle origini del
comportamento umano.

La percezione estetica del luogo che si va a visitare fondamentale, perch il viaggiatore scriver molto
sul la belle nature, ossia tutti gli aspetti piacevoli e ricorrenti; tende a nascondere gli aspetti sgradevoli e
unicamente pittoreschi del paesaggio naturale e umano; ignora tutti gli elementi di topografia che
caratterizzeranno lepoca successiva.

Il viaggiatore settecentesco portato a vedere, da oriente ad occidente, un mondo di uomini molto simili,
diversificati da caratterizzazioni locali, puramente accessorie, che non ne modificano lidentit di fondo.

Le descrizioni migliori instaurano un rapporto calzante con la natura fondamentale di tutti gli uomini;
esse, non appena vengono espresse, sono da tutti recepite come la novit e loriginalit fossero una
specie di rievocazione. Variet, novit, originalit sono aspetti che denotano il libro di viaggio e che ne
determinano seduzione e funzione. Questi principi etico-estetici rappresentano i canoni generali ai quali
si rif la letteratura di viaggio del XVIII secolo. Il diciottesimo secolo si apre con due testi che stabiliscono
le regole generali della letteratura di viaggio e cercano di distinguere il viaggio veritiero, dal quello
romanzato e da quello immaginario.

1. Joseph Addison, Remarks on Several Parts of Italy, 1705


I Remarks di Addison segnano linizio dellera del Grand Tour continentale e sono la prima guida
moderna. Questa guida era costantemente un confronto tra presente e memoria classica, ma allo
stesso tempo se ne discostava.
Il valore del testo di Addison consiste nello stabilire i canoni di un nuovo genere letterario, tramite
il quale i poeti hanno una descrizione di prima mano del paese e delle antichit classiche; il suo
esempio diventa inoltre determinante per gli autori che in vario modo sono interessati alla
tradizione antiquaria.
Ad Addison si deve inoltre linaugurazione dellatteggiamento sprezzante verso gli Italiani che dur
fino al momento in cui fin la moda del Grand Tour.
Addison fa da portavoce a quella borghesia che unisce alla forza della propria imprenditorialit la
consapevolezza secondo la quale la nuova cultura empiristica e razionalistica pu proporsi come
unica ed autentica erede della virt e della saggezza dellantica Roma.
2. Daniel Defoe, Tour Thro the Whole Island of Great Britain, 1724-1725
Defoe invece pone laccento sulle finalit pratiche del viaggio.
Per lui il viaggio preceduto da un dettagliato catalogo che comprende la descrizione:
citt e cittadine principali: della loro ubicazione; governo; grandezza; commerci;
costumi; maniere; lingua; suddivisioni; attivit ed impieghi della gente;
prodotti e migliorie dellagricoltura, del commercio e dellindustria;
porti e delle fortificazioni costiere, del corso dei fiumi e della navigazione fluviale;
edifici pubblici e dei palazzi della nobilt e dellaristocrazia
Con Defoe si rinnova un progetto di viaggio in cui interagiscono la cultura del geografo,
delleconomista, dellantropologo e dellarchitetto.

Addison e Defoe rappresentano i due volti dellepoca:


ADDISON DEFOE
Mette in pratica il motto di Lassels, filtrando il Considera il presente delle nazioni come un
presente attraverso lattualit di Cesare e Livio. fenomeno da studiare in s.
Differisce le finalit concrete del viaggio nella Ostenta le finalit concrete del viaggio nel fare
sedimentazione culturale di dati e citazioni pratico.
Nelle sue pagine si intravede il mito umanistico di Nelle sue pagine si intravede un nuovo spirito
un uomo indiviso che riflette sui classici; compara pratico, sostanzialmente specialistico, nonostante
antiche guide con quelle al presente e si diletta la variet di interessi ed orientato ad una
nella filosofia sperimentale. formazione tipicamente professionale.

Anche se molto distanti tra loro, Addison e Defoe stabiliscono quindi le regole generali del travel book,
conferendogli identit e dignit letterarie e formali, generalmente sconosciute nelle epoche precedenti.

Il compito e il fine del travel book quello di catturare la fantasia per istruire i viaggiatori e il lettore
(fireside traveller) sulla natura complessa senza dover ricorrere alla fantasia romanzesca.

La struttura diaristica o epistolare sono un accorgimento finalizzato ad accreditare la veridicit del


viaggio, dellesperienza vissuta con i propri occhi e con i propri sensi; tutto ci dimostrato dal fatto che
la maggior parte dei libri veniva scritto a posteriori, basando tutto il lavoro unicamente sulla memoria,
che comprende anche notizie tratte da altri volumi o fonti.

Il libro di viaggi settecentesco si divide spesso in due sezioni:


forma diaristica (o epistolare)
forma di saggio sotto la rubrica ricorrente delle Osservazioni generali
In questi testi, esaurito litinerario della citt, regione o paese, si possono trovare accenni alle
caratteristiche generali del luogo, dei suoi abitanti, dei costumi e delle consuetudini. Lequilibrio e la
disposizione delle due sezioni sono mutevoli e variano a seconda del destinatario al quale il volume
rivolto.
I libri di viaggio apparsi intorno alla met del secolo mantengono un equilibrio sostanziale tra la funzione
didattico-informativa e la narrazione effettiva del viaggio, inserendo eventi ed aneddoti che non mettono
mai in risalto il protagonismo del narratore.

La storia della letteratura di viaggio registra il progressivo spostarsi del baricentro del libro dalla scienza
(complesso di informazioni ambientali) alla trama degli eventi (trama tacitamente autobiografica che ne
consente la piacevole esposizione), facendo emergere lio narratore che Addison e Defoe avevano
cercato di nascondere.

Al viaggiatore filosofico del primo Settecento (che concentra la sua attenzione su maniere e costumi,
antichit e meraviglie naturali, fondendo istruzioni tramite la descrizione degli eventi di viaggio ma
tacendo sul proprio ruolo di teste itinerante), si uniscono quello ipocondriaco e quello sentimentale e
tutto ci che li caratterizza (instabilit emotiva, sentimenti, interferenze del cuore).

La prospettiva di unItalia considerata come unenorme e variegata riserva culturale, continua anche
in gran parte dellOttocento, anche se limitata durante lepoca romantica, quando si intravidero negli
italiani quelle doti di umanit e sensibilit che erano carenti nelle civilt puritane, e si scorse nellItalia
il luogo adatto per coltivare utopie e fantasie rivoluzionarie.

Quando il topos letterario del classico viaggiatore ipocondriaco diventa pi una moda che un bisogno
effettivo, o comunque legato a necessit terapeutiche, legocentrismo del viaggiatore avr la
possibilit di esibirsi con grazia o con presunzione a seconda del testo che abbiamo davanti.

Nonostante le diversit di esperienze, di itinerari e di personalit letterarie, i canoni della letteratura


di viaggio sono abbastanza vincolanti e consentono una relativa flessibilit.

Lopera che stravolge la tradizione letteraria del Grand Tour ed inaugura la moda del viaggiatore
sentimentale lopera di Sterne Sentimental Journey del 1768. Con questo libro, elabora la propria
parodia della letteratura di viaggio e dei suoi canoni fondando un nuovo genere, nel quale
linconsueto e il fugace prendono il posto delle rubriche classiche. In questo nuovo genere si esalta
ci che si cercava di occultare precedentemente, ossia la presenza soggettiva ed egoistica del
narratore; al quale ora concesso di selezionare quanto deve essere rappresentato e descritto. Il
viaggiatore sentimentale con il proprio soggettivismo la propria partecipazione alle minuzie
reintroduce la finzione romanzesca dalla cui esclusione allinizio del secolo era nato il genere di road
book. Sterne capovolge lottica degli autori di travel book, spostando lindagine dallesterno delluomo
(usi e costumi) al suo interno (sentimenti).

Il mutamento che si verifica nella letteratura di viaggio a partire dagli anni Settanta del XVIII secolo,
con la nuova dimensione del viaggiatore sentimentale, eleva un prodotto di indubbio valore letterario
al livello di scrittura innovativa, che estende la propria influenza nellambito della stessa tradizione
romanzesca.

La seconda met del XVIII secolo elabora comunque una complessa serie di poetiche attraverso le
quali la natura si costituisce in una nuova immagine per il viaggiatore disposto ad ascoltare il cuore
e i sentimenti che mutano con il paesaggio.

Il SUBLIME il particolare fascino del paesaggio inteso come occasione offerta allanimo umano di
misurarsi con la grandezza incommensurabile della natura, con la minaccia incombente delle sue forze
e allo stesso tempo con il sentimento della propria umana fragilit.

Il rapporto tra la fragilit individuale e la grandiosit naturale data sia dalla natura intesa come
paesaggio naturale (paesaggio selvaggio delle Alpi e quello desolato degli Appennini; lo squallore
sconfinato e malinconico della campagna romana e lirruenza di cascate e vulcani), e dalla natura intesa
come paesaggio storico (che in grado di far scaturire un giudizio morale ed un ammonimento nei
confronti della meschinit del presente esempio: le rovine di Roma).
Schiller afferma che il sentimento del sublime un sentimento misto, perch composto da un senso di
pena, che si manifesta come un brivido, e da un senso di spensieratezza, che si raggiunge con
lentusiasmo.

Gilpin nel 1772 sintetizza molto efficacemente linedito gusto del pittoresco, che era gi iniziato a
trasparire in altre opere. Gilpin rivela la propria radice illuministica nel suo inquadrare la natura attraverso
il filtro dellartificio e nella sua volont di considerare il paesaggio naturale in termini di unopera pittorica.
Tutto ci comporta una distinzione precisa tra la natura (che ricorre ad una scala visiva grandiosa) e larte
(che ricorre ad una scala visiva ridotta).
Lintento del PITTORESCO quindi quello di adattare allocchio delluomo i particolari salienti della
superficie della natura. Linquadratura pittoresca implica una continua dialettica tra lunit compositiva
dellarte e la variet delle cose naturali.
Linnovazione che deriva da Gilpin limmaginazione, la capacit di illuminare e non riflettere la scena
paesaggistica, conferendole vita autonoma e ricrearla.
Il picturesque traveller quindi condotto ad un certo punto a percorrere un cammino inverso, che lo porta
dalle raffinatezze dellarte allindefinito della natura.

NellEssay on the Picturesque di Price (1794-98) nel quale il pittoresco viene proposto come terza
categoria accanto a quelle di bello e di sublime, proprio nei confronti di questultimo il pittoresco si
propone come correttivo. Se il sublime persegue luniformit attraverso lenfasi riposta su un singolo
effetto dominante capace di monopolizzare la mente, il secondo sollecita linteresse con un gioco fondato
su variet, apparenza e incompiuto. Price individua degli elementi che si adattano alla categoria del
pittoresco:
rovine architettoniche come segno della rottura della compiutezza formale e simmetria
architettura gotica
strutture spontanee di case, capanne e mulini
specchi dacqua increspati
alberi nodosi e coperti di muschio
capretti, cervi e asini piuttosto che pecore e cavalli
zingari, mendicanti, villici, nobili personaggi vecchi ed esiliati

Gilpin afferma che tra tutti gli oggetti dellarte, locchio pittoresco attratto soprattutto dai ruderi, dalle
torri dirute, dagli archi gotici, dai resti dei castelli e delle abbazie; tutte queste sono leredit pi ricche
dellarte, in quanto consacrate dal tempo e meritano quasi la stessa venerazione riservata allopera della
natura.

Beckford scrive nel 1783 Dreams, Waking Thoughts, and Incidents, ma sono cos distanti dalla
panoramica dei libri di viaggio da decidere di distruggerli per poi pubblicarli nuovamente nel 1834 con il
titolo di Italy, with Sketches of Spain and Portugal. Quando Beckford intraprese il suo viaggio in Europa
era accompagnato da un precettore, un medico, un musicista, un pittore allacquarello, postiglioni e
servitori.
Ci che rende il testo di Beckford basilare laderenza ad una sorta di immaginazione visiva e di abilit
compositiva grazie alle quali ogni scena appare immobilizzata in una posa o in una prospettiva pittoresca.
Questanalogia tra prosa descrittiva, inquadratura pittorica e sensibilit cromatica deriva dalle lezioni di
acquarello; daltro canto, laltra componente essenziale la sua personale adesione alla lezione di Gilpin,
con particolare attenzione allinsistenza con cui sfuoca pittoricamente le cose viste o intraviste.

Il viaggiatore scrittore non pi quello che riflette su di un contesto ambientale, selezionando i particolari
di uno scenario secondo parametri precostituiti.

Il pittoresco determina un deciso mutamento nellottica del viaggiatore facendo emergere sulle pagine di
diari e sui fogli degli album la lunga sequela del paesaggio che si snoda da una citt allaltra.

Anche il meno ispirato dei viaggiatori pone linterrogativo di quanto sopravviva alla ripresa delle
comunicazioni nel 1814 del viaggiatore settecentesco; ossia di quel tipo di viaggiatore che disposto a
conversare di tutto, aperto di mente ma legato allosservazione delle cose piccole; sagace studioso delle
lingue e dei costumi di ogni paese; scaltro nelluso della penna, senza per concedersi alcuna libert.

Nella ricerca dello scabroso, del tenebroso, qualit tipiche del pittoresco, il viaggiatore romantico enuncia
in termini visivi lultimo appiglio dellimmaginazione creatrice, allo stesso modo in cui in altri contesti si
addentra nella ricerca storica, del folklore e del mito locale.

A differenza dei viaggiatori del secolo dei lumi, i romantici sono attratti proprio dallirriducibilit delle
differenze ambientali, storiche ed artistiche, etniche e culturali dei paesi visitati e dinnanzi allorrido, al
sublime e al pittoresco del paesaggio il loro sentimento inizier a vibrare e a farne motivo di canto e di
esaltazione. Da questa nuova dimensione derivano i libri e i diari di viaggio di pi godibile lettura;
godibilit dovuta alla registrazione di una eterogenea gamma di reazioni psicologiche, di episodi
accessori, bozzetti, descrizioni ambientali, minuzie aneddotiche come se la letteratura turistica volesse
rivendicare la propria creativit e il proprio timbro individuale.