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2 DEGRADO DEL LEGNO

In generale la difficolt nell'accedere e visionare i possibili elementi degradati (teste


delle travi, teste delle capriate, travature dormienti su murature) creano grossi vin-
coli per stabilire l'entit del degrado biologico che rappresenta appunto la forma di
degrado pi difficile da valutare sul legname in opera per il fatto che le sue mani-
festazioni visibili non sono sempre evidenti; quando visibili bisogna comunque
verificarne il danno prodotto. Per questo motivo un esame visivo non sufficiente
(anzi pu essere ingannevole) per stabilire l'entit del degrado biologico ed quin-
di necessario ricorrere alle tecniche di indagine strumentale addotte.
Nel cantiere non si ricorre, a meno di grossi dubbi, ad attrezzature sofisticate o ad
esami scientifici per la determinazione del degrado a meno che l'oggetto dell'inter-
vento non abbia una rilevante importanza artistica ed architettonica ed in ogni caso
queste operazioni sono riservate a personale altamente specializzato. Per un pri-
mo esame si usano metodi di analisi semplici che consentono una valutazione
sufficientemente attendibile sullo stato di salute del legno; in cantiere vengono al
proposito effettuate piccole demolizioni sulle murature in corrispondenza delle
teste delle travi, carotature, prove di infissione ed estrazione di chiodi o viti, rilievo
dell'umidit, prove di vibrazione dei solai, analisi visive ed acustiche, asportazione
di parti superficiali con accetta o coltello o pialletti.

2.2.1 Esame visivo e rilievo dell'umidit


In alcuni casi questi sistemi usati, in modo non distruttivo, non bastano per
conoscere lo stato di salute del legno soprattutto all'interno delle murature di
grosso spessore (legni passanti od inseriti profondamente nelle murature) o nei
punti di incontro sopra bordandoli oppure nell'attraversamento delle murature
esterne da parte dei falsi puntoni; in questi casi la metodologia di intervento potr
essere diversa da quella ipotizzata e sar decisa solo al momento della messa in
luce delle parti lignee.
I punti pi deboli delle strutture sono appunto quelli inseriti nelle murature; la prin-
cipale causa del deterioramento delle teste l'imputridimento. In alcuni edifici si
pu notare che la testa della trave lasciata scoperta a filo esterno della muratu-
ra; sufficiente questo accorgimento per evitare il deterioramento. E' quindi errato
intonacare la testa applicando chiodi e reti di ancoraggio. I chiodi soprattutto sono

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Esempio di trave di colmo ancora in buono stato lasciata a filo esterno della muratura su fabbricato rustico in
stato di avanzato degrado.

veicoli di umidit e condensa che provocano vie preferenziali all'ammaloramento


del materiale. In altri casi si trova la testa lasciata libera lateralmente ed anche in
questo caso (come in ogni altro caso in cui possa esserci il passaggio d'aria) la
testa risulta non ammalorata. In corrispondenza agli appoggi delle travi sulle mura-
ture la testa della trave quasi sempre danneggiata per effetto di umidit o per
l'attacco di funghi o insetti.
Per facilitare la verifica delle possibili condizioni del legno essenziale conoscere
l'orientamento dell'edificio: le pareti rivolte a Nord e quelle esposte a venti pre-
dominanti (Nord-Ovest e Nord-Est sono pi soggette a trattenere l'umidit anche

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Testa di trave ricoperta da intonaco: si intravede il degrado dovuto allumidit trasmessa dalla malta.

per la loro scarsa o nulla esposizione al sole e quindi a trasmetterla alla testa dei
legni. E' bene prestare particolare attenzione allo stato di conservazione dei legni
nelle superfici esposte in queste direzioni. Uno strumento utile in cantiere
l'igrometro elettrico alimentato a batteria che consente la misura dell'umidit
contenuta nelle travi in corrispondenza al punto del loro inserimento nelle murature.
Il legno un pessimo conduttore di elettricit tanto da poter essere inserito tra i
materiali isolanti.
All'aumentare dell'umidit la sua resistivit diminuisce seguendo una legge espo-
nenziale fino alla saturazione. Sfruttando la correlazione tra l'umidit del legno e
resistivit possibile una determinazione indiretta della prima misurando la secon-
da. Il campo utile degli strumenti va di solito dal 6% al 40%.
La percentuale d'acqua contenuta nel legno non dovrebbe superare il 12-15% del
volume totale. Se la verifica fornisce indicazioni anomale vuol dire che vi un
degrado in atto (parassiti, muffe, decomposizioni).
L'igrometro elettrico risulta utile anche al momento dell'arrivo in cantiere del leg-
name per l'opera di ricostruzione e permette di fare considerazioni sull'eventuale
ritiro o movimento di legname non opportunamente stagionato.

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2.2.2 Esame acustico e prova di vibrazione nei solai
Questi due sistemi sono tradizionalmente usati dai carpentieri.
L'esame acustico viene effettuato con una mazzetta o con la parte piana dell'ac-
cetta con la quale si batte la trave.
Se il rumore metallico e nitido significa che il legno in buono stato, mentre se il
suono prodotto sordo ed il ferro usato lascia un incavo nella superficie vi sicu-
ramente un attacco di funghi o insetti in atto.
Questo sistema attendibile per travi di dimensioni limitate come, ad esempio,
quelle dei solai. La prova delle vibrazioni nei solai viene quasi naturale al momen-
to di prendere visione delle opere da eseguire da parte dell'impresa per valutare se
i solai sono agibili o meno.
Dall'esito di questa prova si valuter la necessit o meno di intervenire con puntel-
lazioni, tirantature e controventoture per la sicurezza degli operatori nelle
lavorazioni da eseguire e per il sostegno delle attrezzature necessarie. A pre-
scindere dai calcoli statici, una prima osservazione consiste nel rilevare la
presenza o meno di vibrazioni nel piano soprattutto sui solai di maggiore luce; si
cammina con cautela e si fa un piccolo salto al centro del solaio in modo che una
seconda persona, ferma, riesca meglio a percepire la presenza di vibrazioni. Il fat-
to che un solaio in legno vibri e suoni normale; invece se rigido spesso occorre
un puntellamento perch la struttura vicina alla rottura. Va tenuto presente che,
essendo i nostri solai di castagno (essenza dura) sono soggetti a collassi repenti-
ni, mentre le essenze tenere quali abete e pino sono pi soggette alla flessione.

2.2.3 Carotature, prove di infissione ed estrazione, asportazione


superficiale
Un altro metodo consiste nel praticare fori nel materiale con punte da legno mon-
tate su avvitatori o trapani a bassa velocit: dalla velocit di penetrazione, dal
calore, dalla consistenza e dall'odore si pu stabilire con buona approssimazione
lo stato di conservazione della trave.
Sui legni attaccati dai parassiti si estrae dal foro pezzi di legno inconsistente se non
addirittura ridotto in polvere.
La difficolt di infissione di un chiodo da carpentiere o di una vite autofilettante
poi sinonimo di un legno sano come pure la difficolt di estrazione o la rottura di
un vecchio chiodo usato per il fissaggio del tavolato.

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A prima vista una trave di castagno pu sembrare compromessa dall'attacco di
insetti per la presenza in superficie di fori, gallerie e polvere finissima.
Spesso per accadeva che le travature venivano tagliate "fuori cuore" per poter
ricavare due travi dallo stesso tronco e messe in opera con una parte dell'alburno
soprattutto in corrispondenza degli spigoli.
Essendo questa la parte pi tenera, viene spesso ridotta all'inconsistenza tattile
senza per che sia compromessa la parte centrale (alburno).
Con uno strumento a mezza luna con due maniglie laterali o con un'accetta bene
affilata si asporta lo spigolo della trave e si vede se l'alburno ha ancora la consis-
tenza e la durezza originarie.

2.3 CAUSE DEL DEGRADO

Numerose sono le cause che portano al degrado del legno e va tenuto presente
che molto spesso queste cause interagiscono tra loro, provocando notevoli danni.
Un tipico esempio di questa interazione pu essere quella che avviene tra i funghi
e gli insetti xilofagi: i primi disgregano e rammolliscono la materia facilitando l'inse-
diamento e l'attacco in profondit dei secondi.
A questo si aggiunto negli ultimi decenni il decadimento dell'uso del legno nei
solai e nelle coperture per nuove costruzioni in favore dei manufatti in calcestruz-
zo; non trovando materiale adeguato al loro sviluppo, gli insetti xilofagi si
concentrano nelle vecchie strutture; si notato negli ultimi decenni un progressivo
mutamento delle abitudini di questi insetti che, spinti da problemi di sopravviven-
za, attaccano persino il durame di legni come il castagno e il rovere che un tempo
erano considerati esenti dal problema.
Un veicolo importante per la diffusione dei parassiti e funghi individuabile nelle
sostituzioni di legni ammalorati con legname nuovo o di risulta: non infrequente
che l'introduzione di legni infetti provochi notevoli danni a strutture rimaste in prece-
denza sostanzialmente sane ed quindi necessario cautelarsi con opportuni
trattamenti.
L'attacco di funghi si sta notevolmente diffondendo, soprattutto a causa di cambi di
destinazione d'uso dei locali; l'introduzione degli impianti di riscaldamento pu inoltre
creare le condizioni di umidit e temperatura ideali per lo sviluppo delle spore.

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