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Il potere dominante

Nelle societ ad economia capitalista di orientamento liberista, il potere dominante risulta il potere
economico. In queste societ, infatti, il denaro consente di ottenere potenzialmente qualsiasi bene.
Consente di acquisire il controllo di giornali e televisioni e quindi di influenzare, tramite i mass
media, lopinione pubblica. La privatizzazione di scuole e universit consente al potere economico
di condizionare e dirigere i programmi pedagogici e la ricerca scientifica e filosofica. Dal momento
che, in tali societ, la morale tende ad adeguarsi ai valori economici, anche i fenomeni corruttivi e la
prostituzione finiscono per essere accettati come fenomeni ordinari, cos che il potere economico
pu giungere a comprare impunemente e quindi a controllare direttamente anche cariche politiche e
istituzionali. Il neoliberismo radicale rende uguali tutti gli uomini dotati di pari risorse economiche,
cos riducendo le discriminazioni, razziali, di genere, ecc. a fenomeni di accumulo, di eccesso o
carenza, di potere economico in determinati gruppi. Ci avviene in particolare quando grandi
ricchezze si concentrano in poche mani o quando il grande capitale si organizza in lobby e
associazioni, siano esse trasparenti o segrete, in grado di disporre di ingenti capitali. Il danaro, in
questo contesto, pu essere usato per assoldare servizi di sicurezza, sicari e criminali pronti a
difendere con la violenza gli interessi dei loro mandanti, secondo pratiche di stile mafioso, o ancora
per stipendiare falsi blogger e attivisti allo scopo di infiltrare e corrompere le forme di resistenza al
potere economico costituito. In questo tipo di societ, il conflitto essenziale si gioca dunque tra
capitale e proletariato, o tra borghesia e ceti sociali dotati di scarse o precarie risorse economiche.

Nelle societ socialiste, non capitaliste, o di capitalismo di Stato, il conflitto non si localizza pi
essenzialmente al livello economico, ma invece si situa al livello delle burocrazie amministrative,
giuridiche e politiche che governano i diversi centri di potere dello Stato e delle sue istituzioni:
ovvero, tra le gerarchie pi elevate della burocrazia e le masse lavoratrici.

Tra questi due poli si situa una variet di situazioni in cui il potere economico e burocratico si
combinano secondo diversi gradi. In questi casi, il potere dominante si costituir per una opportuna
combinazione di questi poteri.

In generale, mentre i diversi diritti o gruppi di diritti, in linea di massima, possono essere
considerati eticamente equivalenti: la libert di pensiero e di religione, i diritti di uguale opportunit
tra uomini e donne o tra i diversi gruppi etnici, le libert relative alle preferenze sessuali, ecc. e
quindi tutti degni in ugual modo di essere sostenuti e conquistati attraverso particolari forme di
lotta, nello spazio sociale, il conflitto centrale si situa attorno ai poteri dominanti: si tratta in ogni
caso di combattere lo sviluppo pervasivo di tali poteri, o, dal punto di vista di chi detiene dei poteri
dominanti, di occultare la loro origine e nascondere e accrescere la loro forza.