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Riassunto libro "La quarta rivoluzione", Gino Roncaglia

Biblioteconomia (Universit degli Studi di Milano)

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LA QUARTA RIVOLUZIONE: SEI LEZIONI SUL FUTURO DEL LIBRO

Capitolo 1: Il libro e il cucchiaio

L'importanza del supporto: il supporto funzionale a certi tipi di testo e di situazioni e


contribuisce a creare uno spazio di possibilit che pu essere riempito in maniera differente. Questo
non significa che il supporto determini il messaggio, ma determina forme e modi diversi di
trasmetterlo. Il supporto ha il ruolo primario di interfaccia tra noi e il testo: con il termine
interfaccia si intende qualsiasi elemento che possa costituire una mediazione tra noi e la realt che
ci circonda (ad es. le posate); esiste poi la specializzazione delle interfacce: ad interfacce
generiche adattabili a pi situazione, si possono affiancare interfacce pi specifiche che risultino pi
efficienti, ma in un numero pi ristretto di situazioni. Le interfacce sono influenzate anche da
elementi appartenenti alla cultura di chi le utilizza.
Interfacce hardware\software: in ambito informatico, possibile fare questa distinzione:
interfacce hardware: rappresentano la superficie di contatto fra i nostri sensi e la macchina
interfacce software: il modo e la forma dell'organizzazione dell'informazione sul suo
supporto.
Il libro a stampa unisce queste due interfacce, le quali possono anche influenzarsi a vicenda: le
caratteristiche fisiche di un supporto possono escludere certe organizzazioni dei contenuto, e
viceversa certe organizzazioni dei contenuti possono escludere l'utilizzo di determinati supporti.
Le situazioni di fruizione del testo: esistono quattro tipi di situazione:
lean forward: si ha quando ci protendiamo in avanti verso l'informazione, ad esempio
durante lo studio o la scrittura; richiede un uso attivo dell'informazione, la quale va elaborata
e modificata. La nostra attenzione completamente assorbita dal lavoro di selezione ed
elaborazione attiva dei contenuti.
lean back: una fruizione rilassata, durante la quale l'informazione ci assorbe, ma non
siamo attivamente coinvolti in essa; l'unica interazione con l'informazione a livello
mentale. tipica del cinema o della televisione.
fruizione secondaria: si realizza quando l'informazione viene tenuta come sottofondo
mentre si compiono altre azioni, ad esempio ascoltare la radio mentre si legge. La nostra
attenzione rivolta a tratti al medium di sottofondo, ma prevalentemente rivolta altrove.
tipico del mezzo pubblicitario.
situazioni di mobilit: si ha quando riceviamo l'informazione mentre ci stiamo muovendo,
ad esempio mentre siamo in treno o in macchina. In questo caso, la nostra attenzione
prevalentemente rivolta al medium, e in minima parte a come ci stiamo muovendo.
Nel caso del libro, possiamo osservare che i casi di fruizione secondaria sono molto rari, mentre gli
altri tre si realizzano pi spesso, a volte anche incrociandosi.
La definizione di libro: non esiste una definizione unitaria di libro, ma ne esistono due, che
dipendono dalla dualit intrinseca del libro:
il libro un supporto fisico alla scrittura
il libro un oggetto testuale astratto, caratterizzato da un codice linguistico, da
un'organizzazione particolare dei contenuti ecc. Esistono, difatti, forme testuali molto
diverse, ad esempio il romanzo, il saggio, l'enciclopedia ecc.
Una possibile definizione di libro dovrebbe tenere conto di entrambe queste definizioni, poich il
libro supporto fisico, oggetto testuale e prodotto commerciale, tutto in una volta. Nel passaggio al
libro elettronico, per, spesso si tende a preferire l'ottica dell'oggetto testuale, poich il supporto
fisico incarnato semplicemente dall'ebook, visto come strumento.

Capitolo 2: Il libro magico del cancelliere Tusmann

Che cos' il libro elettronico: le definizioni sono ancora contrastanti e l'atteggiamento nei suoi

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confronti incerto. Non ci si accordati sul fatto di considerare il libro elettronico un libro a tutti
gli effetti, n su cosa sia esattamente un libro elettronico. (racconto di Hoffman e del libro del
cancelliere Tusmann) Chi non apprezza il libro elettronico, di solito, ritiene che esso sia un libro
privo della sua fisicit, che un elemento caratterizzante dell'oggetto, e per questo sia inferiore
rispetto al cartaceo. Con l'espressione e-book, si possono intendere tre cose, a seconda delle
definizioni:
il dispositivo fisico su cui viene letto il testo
il testo elettronico
il prodotto commerciale distribuito in rete e legato ad un licenza d'uso.
Le definizioni esistenti sono spesso contrastanti, perch alcune ritengono che l'e-book sia tutte e tre
le cose, altre che sia solo il testo di cui esiste anche un equivalente cartaceo, altre ancora che il
concetto sia estendibile a tutte i testi in formato digitali di lunghezza considerevole, come pagine
web o documenti word. Ogni definizione pone l'accento su un elemento diverso.
Due posizioni da sfatare: tra le definizioni di libro elettronico, si possono distinguere due poli
estremi, che per sono facilmente confutabili:
tesi dell'ubiquit dell'ebook nell'ambiente elettronico: qualunque testo elettronico di una
certa lunghezza pu essere considerato libro elettronico. Questa tesi non tiene conto del fatto
che il libro non formato solo dalla parte testuale, ma anche dal supporto fisico, che in parte
lo determina nella sua forma, struttura e modalit di fruizione, fungendo da mediatore per la
parte testuale. Tutte queste caratteristiche fanno parte del modo in cui viviamo il libro, di
una sorta di cultura del libro, che nel corso della storia ha creato il concetto di libro cos
come lo intendiamo. Il pericolo che l'editoria elettronica possa non tenere conto di questa
cultura: l'obiezione pi comune che leggere su formato elettronico sia pi scomodo
rispetto al formato cartaceo, che da questo punto di vista stato perfezionato con anni e anni
di tradizione. Per questo motivo, non si pu parlare di libro elettronico di fronte ad un
qualsiasi testo elettronico: le interfacce di cui disponiamo per usufruirne dovranno essere
un'evoluzione naturale di quelle costituite dal testo cartaceo; la mancanza di questa tesi
nel non considerare la dimensione fisica del libro, che invece fondamentale.
tesi della radicale eterogeneit di libro a stampa e media digitali: di solito
accompagnata da una delle seguenti assunzioni:
le interfacce informatiche sono scomode: un'assunzione fallace. Il testo digitale
prescinde dall'interfaccia su cui andr letto, poich su di essa non pone alcun vincolo.
Inoltre, il formato digitale astratto, quindi non il legame tra testo digitale e supporto di
lettura (ad esempio, lo schermo di un pc) non in nessun modo necessario.
la possibilit offerta dai media digitali di creare prodotti multimediali, organizzati
in maniera ipertestuale e interattiva porter alla proliferazione di oggetti
informativi lontani dal modello del testo a stampa: anche se dovesse accadere che
nascano questi nuovi oggetti informativi, questi non elimineranno le modalit di scrittura
precedenti n la cultura del libro, ma permetter di avere nuovi campi di
sperimentazione e di ricerca.
In quest'ottica, possibile dire che la realizzazione di libri elettronici che si possano definire libri
legata a due condizioni:
la vitalit della testualit scritta e lineare
lo sviluppo di interfacce di lettura che si avvicinino alla perfezione del libro
Queste condizioni, per svilupparsi, necessitano sia di una spinta culturale che tecnologica. Il libro
elettronico dovr quindi essere anche in grado di imitare le caratteristiche di un libro a stampa,
rispondendo ad un requisito di mimicit. Il libro elettronico deve anche tenere presente del
requisito di autosufficienza: il lettore non deve sentirsi forzato a cercare un formato alternativo al
testo elettronico, ad esempio i fogli stampati, ma deve poter utilizzare tale testo con comodit.
Le definizione di testo elettronico pu quindi essere riscritta affermando che un libro elettronico
un testo elettronico che:

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si riallaccia all'eredit della cultura del libro dal punto di vista della forma testuale
dal punto di vista della fruizione, pu essere utilizzato attraverso dispositivi di lettura
e interfacce che permettano una lettura agevole, senza far rimpiangere il supporto
cartaceo.
Perch occuparsi ora del testo elettronico? Se le premesse per l'esistenza del testo elettronico
sono le precedenti, ci si chiederebbe perch sia necessario occuparsi di esso, se nel frattempo
possiamo continuare ad utilizzare i testi a stampa, attendendo che si realizzino quelle condizioni,
che costituiscono lo stretto indispensabile per la realizzazione di testi elettronici. A questo riguardo
possiamo fare tre considerazioni:
il testo elettronico dovr anche scontrarsi con la possibilit di leggere i testi tradizionali in
forme nuove, grazie alla multimedialit e all'ipertestualit
i dispositivi nuovi dovranno anche portare nuove modalit di lettura
il libro elettronico non si riduce al solo dispositivo di lettura, ma esistono tante altri aspetti
da tenere a mente.

Capitolo 3: Dalla carta allo schermo (e ritorno?)

Le origini del libro elettronico (anni '60-'70):


Memex vedere gli appunti di Tissoni: prefigur l'idea che la tecnologia possa potenziare
le azioni di lettura e scrittura, le quali possono essere integrate in un unico dispositivo, che
semplifichi l'organizzazione e il reperimento delle informazioni
VERAC era basato sulle riproduzioni microfotografiche dei libri, accessibili tramite un
meccanismo che ne consentiva la visualizzazione su televisioni a circuito chiuso.
Douglas Engelbart riteneva che il passaggio dal cartaceo al digitale avrebbe comportato
la perdita della linearit.
Dynabook vedere appunti di Tissoni. Era insieme un dispositivo di scrittura, lettura ed
apprendimento. Allan Kay voleva creare un dispositivo che permettesse, da un lato, di fruire
dei testi in maniera tradizionale, e dall'altro, che sfruttasse anche le possibilit multimediali
e ipertestuali offerte dalla nuova letteratura. Riteneva che il digitale non dovesse
soppiantare il modello di lettura tradizionale, ma rispettarlo e al tempo stesso rimanere
aperto alle nuove possibilit.
Michael Hart e il progetto Gutenberg la sua esperienza si basava sulla trascrizione
manuale della scrittura sul terminale di un computer. Il suo progetto era quello di realizzare
una biblioteca di testi elettronici disponibili in rete, poich riteneva che il pi grande
vantaggio della computazione era nella possibilit di archiviare e recuperare facilmente ci
che era conservato nelle biblioteche. La prima opera digitalizzata stata la Dichiarazione di
Indipendenza americana, seguita dall'intera Costituzione, poi dalla Bibbia e dalle opere di
Shakespeare. Hart utilizz prevalentemente il formato ASCII per la codifica, aggiornandosi
poi con l'evolversi dei linguaggi di codifica. Il suo lavoro si pu considerare pionieristico
sotto diversi aspetti:
l'idea di una biblioteca digitale che renda disponibili i testi anche tramite i nuovi media
l'accesso alla biblioteca via rete
l'accesso libero e gratuito
la realizzazione collaborativa e volontaria
il riconoscimento di standard di codifica aperti e accessibili a tutti.
Le origini del libro elettronico (anni '80-'90; e-book = dispositivo interattivo di
consultazione):
la Franklin Computer Corporation: questa azienda fu tra le prime a concentrarsi sul
settore dei dispositivi elettronici portatili, in particolare sull'editoria elettronica. Un primo
esempio stato il correttore ortografico Spelling Ace, ma fino al '91 la Franklin si concentra
soprattutto su dispositivi di consultazione interattiva. Nel '91 arriva un primo dispositivo sia

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di lettura che di consultazione, una versione elettronica della Bibbia; nel '92 viene
introdotto invece il Digital Book System, dispositivo portatile che permette la
visualizzazione di diversi contenuti tramite cartucce, soprattutto dizionari ed enciclopedie.
Nel '99 arriva l'eBookMan, che sia lettore e-book che organizer tascabile.
la Sony: produsse dispositivi come Data Discman, che utilizzava dei mini CD che
potevano essere letti su uno schermo monocromatico a cristalli liquidi, e il Sony Bookman,
che aveva le dimensioni di un pc portatile.
OmniMedia: una piccola casa editrice specializzata in editoria elettronica, che inizia a
diffondere l'idea che i testi elettronici potessero anche servire a produrre contenuti originali
e contemporanei.
il progetto Manunzio: una versione italiana del progetto Gutenberg, fondato da un gruppo
di appassionati in un forum letterario.
Le origini del libro elettronico (a cavallo tra gli anni '90 e il nuovo millennio = il libro
elettronico viene sfruttato anche per la lettura lean back):
il Rocket eBook: era un dispositivo di lettura per i libri elettronici delle dimensioni di un
libro, con uno schermo in grado di leggere caratteri diversi e una memoria piuttosto ampia. I
libri venivano scaricati dal negozio on-line apposito tramite collegamento al PC. Ai tempi
venne accolto con entusiasmo, anche se a guardarlo oggi questo dispositivo era tutto fuorch
funzionale.
il SoftBook: era un secondo dispositivo, nato nello stesso periodo, che prometteva di essere
migliore sotto diversi aspetti (batteria, risoluzione dello schermo, peso ecc.), inoltre poteva
collegarsi ad internet tramite un modem incorporato. Nessuno di questi due dispositivi ebbe
un grande successo.
REB 1100 e REB 1200: si proposero come evoluzioni dei due dispositivi precedenti. Il
REB1100, rispetto al Rocket eBook, era pi leggero e includeva il modem; il REB1200,
rispetto al SoftBook, stato uno dei primi dispositivi touch con schermo a colori, ma il suo
prezzo rimase troppo alto. Entrambi questi dispositivi non ebbero il successo sperato, anche
perch il settore delle tecnologie conobbe in quegli anni un periodo di crisi; inoltre, l'azienda
produttrice dei due lettori, la Gemstar-RCA, commise per entrambi un grande errore: i
contenuti dei lettori potevano essere recuperati esclusivamente dal produttore dell'hardware,
che era il fornitore privilegiato di tali contenuti.
l'organizer tascabile o PDA (Personal Digital Assistant): era un piccolo computer
palmare, adatto a gestire appuntamenti, indirizzi e numeri di telefono, ma anche fare di
calcolo, prendere appunti e leggere testi brevi. In realt, i primi esempi di questi dispositivi
risalgono al decennio precedente, quando la Psion produsse lo Psion Organizer nell'84,
seguito dallo Psion 3 nel '91. Quest'ultimo usava il formato TCR per i file di testo, cio un
formato compresso che poteva essere decompresso anche se si possedeva solo una
qualunque porzione di file; stato il primo formato utilizzato per realizzare e-book. Altri
palmari in commercio sono stati:
Apple Newton: permetteva di scrivere sullo schermo usando uno stilo e possedeva
un software di riconoscimento della calligrafia che trasformava le parole scritte in
testo elettronico. Anche a causa del prezzo alto, Apple Newton fu un fallimento, ma
fu comunque il primo dispositivo palmare per il quale fu sviluppato un software
destinato alla lettura di e-book, incluso nel sistema operativo.
Palm Pilot: era un dispositivo meno pretenzioso rispetto all'Apple Newton, poich
aveva schermi di dimensioni ridotte, ma si diffusero con maggiore facilit.
Utilizzavano il formato PalmDOC, inserito nel sistema operativo Palm, che un
formato che ancora viene usato.
HP 200LX della HP
Windows CE della Microsoft.
Il fallimento della prima generazione di ebook: la prima generazione di ebook non stata in

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grado di imporsi nel ruolo di supporto alla lettura al pari del libro. Complici sono stati, da una parte,
un'insufficienza nelle tecnologie utilizzate, dall'altra la situazione economica di crisi, che non ha
favorito l'investimento in quel campo per sviluppare le tecnologie ottenute fino a quel momento.
Paradossalmente, hanno avuto maggior successo dispositivi, come i PDA e gli smartphone, non
pensati come supporti alla lettura, che hanno persino suggerito generi di testualit appositi (esempio
dei Keitai, pensati per essere letti da cellulare). Tra il 2004 e il 2005, il mercato era fermo, ma
Internet stava subendo quella serie di trasformazioni che hanno portato al Web 2.0; si inizia a
pensare all'ebook pi come contenuto digitale, che come dispositivo fisico, quindi ci si concentra
sulle modalit di fruizione pi adatta a questi nuovi generi di scrittura, cio il lean forward.
L'attenzione si sposta, dunque, sui contenuti disponibili in rete e viene meno l'attenzione verso
la fruizione lean back. Questo, per, non significa che l'ebook non sia adatto a questo tipo di
fruizione tout court; una prospettiva simile sarebbe rassicurante per figure come l'editore, il libraio e
i lettori meno giovani, pi abituati al cartaceo. Tuttavia si tratterebbe di un ragionamento fallace,
poich si basa sull'assunto che siccome una tecnologia, in un dato momento, si dimostrata
inadeguata a un certo tipo di fruizione, allora non potr esserlo nemmeno in futuro. In realt, stiamo
assistendo ad una seconda generazione di ebook, questa volta con l'ausilio del Web 2.0, che ha un
ruolo chiave, e della tecnologia dell'inchiostro elettronico e della carta elettronica.
La seconda generazione di e-book: grazie alla tecnologia dell'e-paper e dell'e-ink, sembra che
l'ebook si stesse finalmente avviando verso un futuro migliore, dati i vantaggi che queste tecnologie
apportavano, come una maggiore mimicit del libro e una maggiore durata della batteria. Purtroppo
queste tecnologie avevano, e hanno degli svantaggi: gli schermi sono disponibili solo in bianco e
nero, poich ancora non possibile usare i colori; le pagine ci impiegano poco meno di un secondo
a caricarsi e nel mentre sono illeggibili; non possibile ancora inserire animazioni e filmati, finendo
per non sfruttare al meglio le possibilit multimediali del mezzo. Nonostante tutto, ci sono stati
diversi tentativi, anche di successo, di utilizzare questa tecnologia:
Sony Libri: stato uno dei primi, nel 2004, a sfruttare queste tecnologie, ma ebbe poco
successo, poich si basava ancora sul formato proprietario, come i passati dispositivi.
iLiad iRex: uscito nel 2006 per la iRex Technologies, stato il primo lettore basato su e-
paper con schermo su cui prendere appunti tramite stilo e con la connessione Wi-fi. Lo store
principale era Mobi-pocket, ma era aperto anche ad altri store.
Sony PRS 500: uscito nel 2006, anche questo dispositivo presupponeva un sistema di
vendita chiuso. Fra il 2007-2008, con l'uscita di Kindle di Amazon, anche Sony fu costretta
ad abbandonare questo sistema per mantenere competitivi i propri prodotti.
Amazon Kindle: uscito nel 2007, era un dispositivo a vendita chiusa, poich si pu
acquistare solo tramite Amazon, ma nonostante questo ebbe un grande successo: questo
perch Amazon un colosso della distribuzione ed stato uno dei primi siti a proporre una
dimensione social nella vendita, tramite il sistema di collaborative filtering, che
personalizza l'esperienza di vendita per ciascun cliente, in base ai suoi gusti, alle recensioni
dei clienti, alle sue ricerche, e cos via. In virt di quest'ottica, il Kindle era visto come
un'estensione di Amazon, per migliorare la propria esperienza di lettura.
Nook: prodotto da Barnes&Noble, prima catena di negozi fisici, poi negozio on-line, stato
un altro dispositivo legato all'immagine dell'azienda, che aveva costruito i propri punti
vendita all'insegna della socialit e della familiarit (come le librerie Feltrinelli a Milano).
stato progettato con un'interfaccia innovativa, che prevede una parte superiore con l'e-paper
e una inferiore con touch screen per scorrere i libri e usare le impostazioni.
L'IPhone e il successo della Apple: quando nel 2007 venne lanciato l'IPhone, il suo design era
studiato nei minimi dettagli; due in particolare hanno colpito la clientela: la qualit dello schermo e
la sensibilit al tocco e la funzionalit dell'interfaccia. La qualit dello schermo, nonostante le
dimensioni ridotte, permetteva di leggere con comodit, anche se non si trattava di un dispositivo
dedicato. La quantit di testo visualizzata, considerato lo spazio ridotto, era meno estesa, ma era pi
facile e veloce cambiare pagina, poich questa veniva visualizzata immediatamente, a differenza
degli e-book reader. In ogni caso, si trattava di dispositivi pensati pi per la mobilit che per la

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fruizione lean back. L'IPhone utilizza un sistema operativo sviluppato da Apple, IOS, ma esiste
anche l'alternativa Android, sviluppata da Google, che concede anche a marche differenti di
utilizzarlo, a differenza di Apple. Non a caso, Android utilizzato anche dal Nook di
Barnes&Nobles.
OLED vs e-paper: OLED (Organic Light-Emitting Diode) una nuova tecnologia di
schermo, che funziona tramite delle piccole molecole organiche, che sono in grado di emettere
luce. Questi schermi non necessitano di retroilluminazione e la resa dei colori nettamente
superiore a e-ink e cristalli liquidi; inoltre, permettono di visualizzare filmati ed animazioni e il
refresh della pagina immediato. Lo svantaggio che emettono luce, a differenza di e-ink\paper,
nonostante sia meno fastidiosa per gli occhi rispetto alla retroilluminazione; questo li rende difficili
da leggere in condizioni di luce eccessiva. In ultimo, la visualizzazione di una pagina nero su bianco
richiede un notevole consumo di batteria, poich consuma di pi illuminare il bianco. Possiamo dire
che abbiamo una situazione di parit: per leggere testi in bianco e nero, l'e-book reader
tradizionale pi indicato, mentre per testi con immagini e animazioni sono pi indicati gli
schermo OLED.
I tablet: il tablet stata l'evoluzione di palmari e smartphone: dispositivi non dedicati, in grado
di fare pi attivit, ma che per la loro forma e dimensione possono essere utilizzati anche per la
lettura lean back. L'IPad stato pensato seguendo questa idea e lo dimostrano sia la sua interfaccia,
sia le dimensioni del dispositivo, simili a quelle di un portatile o di un libro, ma pi leggero e facile
da utilizzare. Inoltre, l'IPad possiede anche un app per la lettura, IBooks, che accetta il formato
ePub.

Capitolo 4: Problemi di forma

La rappresentazione del testo: un libro ha delle caratteristiche ben precise, che si traducono nei
diversi elementi che lo compongono (la copertina, il testo, il carattere, e cos via). Nella creazione
del libro, il supporto e il contenuto vanno di pari passo e vengono sviluppati insieme; nel caso del
libro elettronico, il supporto e il testo vengono creati, invece, separatamente e uniti
successivamente. Il problema come rappresentare le caratteristiche del testo cartaceo sul libro
elettronico: bisogna pensare sia a come rendere questa caratteristiche, sia come rendere il libro
rintracciabile dai lettori. Non si tratta solo di trascrivere il testo dal cartaceo all'elettronico. Per
questo motivo, sono nati i linguaggi di marcatura, che permettono di distinguere tra parte del
contenuto e i metadati del testo, cio i dati sui dati. Ogni linguaggio di marcatura ha scopi diversi, a
seconda del risultato che si vuole ottenere. Al momento non ci sono linguaggi di marcatura che
possano rappresentare adeguatamente il libro in tutte le sue caratteristiche; ci si dirige verso due
direzioni, che permettono l'utilizzo di due linguaggi diversi:
un atteggiamento tipografico-editorale, che porta all'utilizzo di Epub
un atteggiamento di tipo filologico-critico, che porta all'uso di TEI
Il formato PDF: era un formato destinato al desktop publishing, cio alla preparazione su
computer di documenti destinati alla stampa; i documenti in PDF, infatti, mantengono la stesa
impaginazione e resa grafica indipendentemente dal dispositivo. Questo pu essere un vantaggio
perch si ha il controllo totale della resa su pagina, ma anche uno svantaggio poich su schermi
piccoli, i file PDF risultano illeggibili ed possibile solo zoomare l'interno della pagina. Il PDF un
formato adatto alla lettura lean forward ma anche alla lettura lean back, se sono disponibili schermi
di dimensioni adeguata, ma non utile alla lettura in mobilit. Il file PDF pu anche essere
migliorati con un'operazione denominata reflow o riformattazione dinamica, che consiste nel
distribuire la pagina su due schermate e aumentare la dimensione dei caratteri, ma di solito la resa
grafica pessima. Adobe ha puntato su PDF come formato per la realizzazione e distribuzione di
libri elettronici, realizzando un programma specifico di visualizzazione, Adobe Digital Editions.
Inizialmente si era pensato di realizzare dei lettori dedicati, pensati per la fruizione lean forward, ma
la tendenza era di realizzare e-book di ricerca e reference pensati per l'uso su computer; da qui era
nato Adobe eBook Reader. Adobe ha poi preferito utilizzare anche il formato ePub.

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Il formato LIT: un formato sviluppato da Microsoft, basato su XML. Si tratta di un formato


responsivo al dispositivo utilizzato; l'interfaccia di Microsoft Reader pulita e ben organizzata:
possibile organizzare gli e-book in una biblioteca ed possibile anche svolgere ricerche e
annotazioni grafiche e testuali. Per quanto riguarda la protezione dei diritti, un e-book protetto pu
essere attivato utilizzando un account Microsoft Passport e dopo l'attivazione riconosce l'hardware
su cui viene letto, permettendo di effettuare fino a sei trasferimenti da un dispositivo all'altro; questa
caratteristica potrebbe risultare un ostacolo all'utilizzo di questo dispositivo. In compenso, per, la
vendita di e-book in formato LIT aperta a qualsiasi casa editrice o libreria. Questo formato non
ebbe un grande successo, nel periodo in cui venne pensato, poich i dispositivi Pocket PC non
avevano la stessa funzionalit degli smartphone e male si adattavano alla lettura; inoltre, non
raggiungevano i livelli di efficienza del formato PDF.
Mobipocket: un'azienda francese che ha iniziato pensando ai software di lettura destinati ai
dispositivi palmari e smartphone, concentrandosi soprattutto sulla lettura in mobilit. Il loro
software stato tra i primi ad orientarsi verso una integrazione tra e-book, lettura di fonti
giornalistiche e di documenti prodotti dall'utente. Successivamente stata anche pensata una
versione per PC, le cui principali funzioni erano permettere la lettura lean forward e il trasferimento
dei contenuti verso i dispositivi mobili.
Il formato ePub: potrebbe diventare un formato comune per gli e-book. La situazione di
partenza era che ogni dispositivo funzionava con il suo formato proprietario, che permetteva alle
aziende di impostare le protezioni tagliando fuori le altre aziende; esistevano dunque tanti formati
diversi. Tra il 1998 e il 1999 nacque un gruppo di lavoro per elaborare un formato comune: si tratta
del primo nucleo del OeBF (Open eBook Forum), che elabor OEB-PS, o OEB (Open eBoook
Publication Structure). Si trattava di un file compresso in ZIP, al cui interno si trovavano:
OEB Package File, un file XML suddiviso in:
manifest: specifica l'elenco dei file che costituiscono il contenuto, preceduto da un
identificatore univoco del pacchetto e dai metadati descrittivi in Dublin Core
spine: indica la sequenza lineare delle parti
tours: indica sequenze di lettura alternative
guide: elenco e riferimenti alle componenti strutturali
il contenuto del libro in formato XHTML
Nonostante le possibilit prospettate dall'esistenza di questo formato condiviso, le aziende non
erano interessate ad utilizzarlo, poich avevano pi interesse a creare ebook protetti, quando invece
OEB non si occupava della protezione, lasciando libera ciascuna azienda di adottare le misure che
ritenesse pi adatte. Fino al 2006-2007, questo lavoro venne abbandonato, per poi venire cambiato
in ePub, che si differenzia da OEB solo nell'estensione del file, da .zip a .epub. Questo formato,
per, viene utilizzato dalle aziende come formato sorgente per creare file protetti da meccanismi
proprietari, di conseguenza non si pu dire che abbia risolto la situazione. Nonostante ePub non si
occupi direttamente della protezione, esistono meccanismi non proprietari perfettamente compatibili
con esso, che aprirebbero l'aperto da dei dispositivi di lettura all'acquisto di contenuti attraverso
venditori diversi, ma questa possibilit non viene ancora sfruttata.

Capitolo 5: Da Kant a Google: gestione dei diritti e dei contenuti digitalizzata

Il rapporto tra editore e autore nell'era del digitale: nella situazione in cui siamo, a differenza
del passato, pu accadere che gli interessi dell'autore e dell'editore non vengano a coincidere. In
primo luogo, dobbiamo sottolineare come con il digitale, il testo possa viaggiare da supporto a
supporto; in quest'ottica, l'editore vorr comunque trattare il libro come una merce da vendere, ma
non fa i conti con la facilit con cui un testo elettronico pu essere copiato e trasferito. Di
conseguenza, l'autore si trover di fronte a tre tipologie di interessi per s stesso:
il riconoscimento della paternit intellettuale dell'opera
la massimizzazione della circolazione

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il guadagno economico
Grazie al web, ci sono anche mezzi non commerciali, per l'autore, di perseguire i primi due
interessi, che non passino per forza attraverso un editore. I costi di distribuzione di un testo
elettronico gratuito sono cos bassi da far propendere verso questa scelta, pur di ottenere del credito.
L'autore dovr quindi scegliere tra il guadagno economico derivante dalla distribuzione
controllata e il guadagno di fama derivante dalla diffusione gratuita in digitale. In questa
scelta, bisogna anche tenere conto del fatto che l'editore un mediatore culturale, quindi non si
occupa solo di stampare il libro e di distribuirlo, ma colui che permette la trasformazione del testo
in libro. Pi prestigioso l'editore, maggiore vantaggio ne trarr l'autore, ma se dovesse essere poco
noto o affidabile, l'ago della bilancia tender alla pubblicazione in rete. Il rischio maggiore a cui si
va incontro la disintermediazione: questo termine indica l'idea che gli utenti siano ormai in
grado di svolgere autonomamente, tramite la rete, una serie di attivit che di norma
richiedevano figure di mediazione. Questo si rifletterebbe anche sul modo di creare
l'informazione, che sia nel giornalismo, nell'editoria o nella vendita dei libri. In generale, la
prospettiva di eliminare totalmente le figure di mediazione in favore del solo digitale difficile che
si realizzi; nel campo specifico dell'editoria, possibile che cambieranno alcune forme di
mediazione editoriale, ad esempio nel mondo della ricerca, che potr rendere open source i propri
lavori e la comunit di riferimento potr validare distribuire personalmente i frutti delle proprie
ricerche. Nell'ambito dell'editoria di consumo, per, la situazione diversa, perch pi difficile
che si realizzi una mediazione fatta dall'utente stesso, per cui ci sar ancora bisogno di figure di
mediazione. L'editoria di consumo dovr imparare a muoversi nella rete, svolgendo la funzione che
gli propria: offrire servizi di mediazione informativa legati all'opera, come la validazione
scientifica, seguire un progetto editoriale, la valorizzazione degli autori, e cos via. Bisogna fare in
modo che sia l'editore che l'autore vengano remunerati dall'attivit sulla rete e ne siano armonizzati
gli interessi.
Il DRM e il rischio di pirateria: il DRM (Digital Rights Management) per gli e-book ruota
intorno a tre dimensioni, tra loro connesse:
le scelte dell'editore in materia di licenza d'uso e delle possibilit offerte all'acquirente
la concreta gestione dei diritti sul server del venditore, che deve ricordare l'utente
registrato
la protezione del pacchetto ePub, che lo trasforma in un file in formato proprietario,
rendendolo illeggibile su dispositivi di lettura diversi da quello su cui il libro stato
acquistato. La protezione viene imposta tramite una cifratura, grazie alla quale il server di
distribuzione pu dialogare con il dispositivo di lettura, usandone l'hardware per genereare
la chiave di cifratura.
Nonostante la presenza di questi meccanismi, rimane ancora facile piratare e diffondere
illegalmente i contenuti degli ebook. In primo luogo, perch meccanismi di protezione
impenetrabili ancora non ne esistono; inoltre possibile utilizzare programmi di riconoscimento
automatico dei caratteri (OCR=Optical Character Recognition) cos da ricavare il contenuto
testuale. Le case produttrici potrebbero utilizzare meccanismi chiamati TPM (Trusted Platform
Module), che proteggano i contenuti acquistati legalmente e blocchino quelli ottenuti illegalmente;
si tratta di una misura estrema, che per non garantisce che i contenuti pirata non vengano prodotti e
possono anche risultare controproducenti per gli utenti. In ogni caso, cercare un modo di proteggere
i contenuti digitali rimane fondamentale, anche se agli editori fa comodo poter rallentare lo sviluppo
dei contenuti digitali, poich lascia loro del tempo per decidere come muoversi in questo nuovo
campo. Inoltre, si impedisce che si crei un mercato unico, la cui conseguenza sarebbe
l'abbassamento dei prezzi. Esistono modelli alternativi di DRM che propongono l'uso di standard
condivisi, grazie anche alla neutralit di ePub; un esempio sono i modelli di social DRM:
nell'oggetto digitale vengono incorporate informazioni personali relative all'acquirente, che nel caso
in cui la copia venga piratata, rimarrebbero a testimonianza dell'atto di pirateria. Non sono soluzioni
definitive, poich probabilmente si trover il modo di intestare l'acquisto a utenti fittizi o di
rimuovere i dati personali, ma un modo per scoraggiare la pirateria.

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Google Books: il progetto di digitalizzazione lanciato da Google si basa su tre motivazioni


principali:
si tratta di lavorare con quantit di informazioni compatibili con quelle gi presenti in rete
i libri contengono principalmente informazioni validate, potenzialmente pi appetibili per
gli utenti
da la possibilit di essere al passo con i tempi, che si dirigono sempre pi verso il digitale
Google Books indirizzato pi verso la digitalizzazione libraria, che bibliotecaria, quindi a
Google interessa poco se il libro proviene da una biblioteca o da una casa editrice, ma accoglie tutti
i libri basandosi, come criterio fondamentale, sulla potenziale appetibilit dei contenuti rispetto alle
ricerche effettuate. Questo si scontra, per, con le diverse realt giuridiche e le diverse
caratteristiche dei testi digitalizzati. Per i libri recenti, pi appetibili per gli utenti, il problema
nell'atteggiamento delle case editrici che ne ritengono i diritti nei confronti del progetto Google
Books, il quale pu essere favorevole o contrario. I libri meno recenti richiedono accordi con le
grandi biblioteche di riferimento, ma spesso anche per questi si va incontro a problemi di carattere
giuridico, ad esempio pu essere difficile risalire all'autore o individuarne gli eredi. Secondo il
progetto originale, il lavoro di digitalizzazione doveva essere realizzato uniformemente rispetto alla
gestione delle diverse tipologie di libri, con lo scopo di indicizzare i contenuti di libri sotto diritti,
rendendo disponibili solo gli indici e piccole parti delle opere. Tuttavia, anche a causa della politica
cosiddetta opt-out, secondo la quale vengono esclusi dal progetto solo quegli editori che
facessero esplicitamente richiesta di esclusione (l'opposto di questa politica l'opt-in, che include
solo gli editori che richiedono di aderire), il progetto di Google venne fortemente criticato e nel
2005 la Authors Guild of America e l'Association of American Publishers intentarono causa a
Google, sostenendo che la realizzazione degli indici si basasse comunque sulla gestione di banche
di dati on-line contenenti il testo delle opere digitalizzate e questo costituiva una violazione dei
diritti.
Per quanto riguarda il formato utilizzato per la digitalizzazione e la qualit del lavoro, Google non
ha mai fatto dichiarazioni esplicite, quindi si conoscono poco questi elementi; presumibilmente si
tratta di una marcatura XML imparentata con ePub. Probabilmente questa reticenza dipende dal
carattere work in progress del progetto.
Open Content Alliance: fu un tentativo da parte di Microsoft e Internet Archive di proporre
un progetto rivale rispetto a Google Books. Part con Live Search Books, che si propose come
antitesi di Google Books, concentrandosi sulle opere di pubblico dominio e rifiutando la politica
opt-out di Google Books; il progetto aveva il chiaro intento di sottrarre credito a Google,
attaccandola nei suoi punti deboli. Dopo aver digitalizzato un buon numero di opere fuori diritti,
per, Microsoft si rese conto che queste non avevano lo stesso valore commerciale di testi del
secolo scorso o contemporanei, quindi il progetto avrebbe dovuto trovare un modo per poter
digitalizzare anche questi testi. Infine, nel 2008, Microsoft abbandon il progetto, lasciando
all'Open Content Alliance il patrimonio di testi digitalizzati.

Capitolo 6: Quali libri ci aspettano?

Le forme-libro alternative: accostare al testo contenuti non scritti, come immagini, filmati,
audio, o banalmente il suono della voce, la gestualit e le espressioni facciali, non una novit
portata dal mondo digitale, ma una tradizione consolidata nel corso dei secoli. Il mondo del
digitale, per, ha la possibilit di potenziare e migliorare questo intreccio di testualit scritta e
contenuti multimediali e interattivi. Il problema del testo scritto la mancanza di interattivit,
secondo Platone; il testo scritto non pu:
rispondere alle domande sul suo contenuto
adattarsi alle diverse tipologie di lettori
reagire alle interpretazioni sbagliate
Spesso interattivit e multimedialit vanno di pari passo, ma non devono essere confuse:

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multimedialit significa uso contemporaneo di codici comunicativi diversi su uno stesso oggetto
informativo; interattivit significa interazione con l'utente.
possibile che esistano libri interattivi che possano rimediare alle mancanze rilevate da
Platone?
In primo luogo dobbiamo osservare che tutta la nostra esperienza nasce dall'interazione con la
realt, quindi qualsiasi fenomeno per noi interattivo. Questo vale anche per gli atti di
comunicazione, anche nel caso di un testo scritto, poich il libro in qualche modo modifica il lettore
ed il lettore stesso a creare il libro che sta leggendo. Questa per non l'interattivit come la
intende Platone, parlando della forma dialogica; possibile dare un'altra definizione di interattivit:
un oggetto informativo interattivo se pu partecipare a un processo di comunicazione
modificando in maniera esplicita l'informazione stessa, in corrispondenza delle scelte degli
altri partecipanti a tale processo. Secondo questa definizione, il libro a stampa non interattivo,
perch immutabile indipendentemente dalle caratteristiche del lettore. Nel mondo digitale, invece,
la nostra partecipazione ha molta pi incisivit, ad esempio scrivendo un testo elettronico esso viene
modificato dalle nostre scelte, oppure in un videogioco. Nel caso di un libro, possibile esplorare
due possibilit di interattivit:
l'ipertesto: formato da due dimensioni, la complessit ipertestuale e la tipizzazione dei
link, che sono di diverso tipo (download, a siti, a immagini, e cos via). Esistono diversi tipi
di ipertesto, ad esempio ipertesti che propongono una rete di rimandi articolata che si
allontana dalla linearit, oppure ipertesti che propongono collegamenti di approfondimento
dell'orizzonte testuale, pur rimanendo sostanzialmente lineari. Esistono diversi livelli di
testualit:
un testo lineare, privo di note o rimandi, il grado zero di complessit ipertestuale
un testo con note pone il lettore davanti alla scelta di quando e se approfondire le note,
ma la linearit del testo poco intaccata
un testo con finestre e riquadri di approfondimento, come un manuale scolastico, ha
una direzione ben precisa, che corrisponde all'ordine in cui le competenze devono essere
acquisite, ma lascia libert di saltare parti e di approfondirne altre
Sono possibili diversi tipi di ipertesto, a seconda del tipo di orizzonte testuale e delle
caratteristiche del percorso che l'autore vuole tracciare per il lettore. Una difficolt
significativa negli ipertesti narrativi la caratterizzazione dei personaggi, che non
seguendo un percorso lineare pu risultare difficile da seguire e da tracciare; a questo si
aggiunge la difficolt di seguire la narrazione imponendo continuamente delle scelte. Da
questo punto di vista, l'ipertesto pu proporsi come una sperimentazione, ma non come una
nuova forma narrativa di larga diffusione, men che meno sugli e-book. Il discorso potrebbe
essere diverso per quanto riguarda la saggistica: data la loro natura prevalentemente
argomentativa, si potrebbe pensare che sia necessario che abbiano una struttura lineare,
quando invece questa struttura lineare dipende pi da ragioni di tipo retorico che strutturale.
Di conseguenza, un saggio organizzato come un ipertesto potrebbe permettere
un'organizzazione dei contenuti pi vicina alla struttura logica delle argomentazioni, oltre a
permettere una gestione pi efficace di apparati e rimandi. Nonostante questo, gli esempi di
saggistica ipertestuale rimangono pochi, poich prevalgono le ragioni di tipo retorico: questa
componente non secondaria in una trattazione, poich permette all'autore un maggiore
controllo del percorso del lettore nel testo e un maggiore coinvolgimento.
l'aggiunta di elementi interattivi all'interno di un testo lineare: si tratta, per il momento,
di una possibilit. A seconda dei contenuti e del percorso previsto dall'autore, si potr
scegliere se sfruttarla o meno, quindi non si tratta di una forma totalmente nuova che andr a
soppiantare il libro composto da sola testualit. L'ostacolo principale la mancanza di
tecnologie adatte a poter inserire con comodit filmati, audio e immagini all'interno del
testo, in modo che siano ben integrati e facili da usare. Potrebbe essere uno strumento
prezioso per la scrittura argomentativa, poich l'animazione dei dati potrebbe migliorare la
chiarezza e la forza argomentativa del testo.

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