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FRANCESCO PETROSELLI

IL LESSICO
DIALETTALE VITERBESE
NELLE TESTIMONIANZE
DI EMILIO MAGGINI
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
NELLE TESTIMONIANZE DI EMILIO MAGGINI


FRANCESCO PETROSELLI

Il lessico dialettale viterbese


nelle testimonianze di
Emilio Maggini

VOCABOLARIO DIALETTALE DELLA TUSCIA VITERBESE

REFERENZE FOTOGRAFICHE:
Archivio Banca di Viterbo: foto, p. 6
Archivio Famiglia Emilio Maggini: foto, pp. 97 - 179 - 273 - 305 - 347 - 409 - 529 - 625
Archivio Mauro Galeotti: foto, prima di copertina, pp.147 - 219 561
Archivio Francesco Petroselli: foto, pp. 447
Archivio Francesco Galli: foto, p. 595
Archivio Martin Harrebek: foto autore (1 risvolto di copertina).
Le foto si riferiscono alla vita di Emilio Maggini e ad alcuni aspetti del Quartiere di Pianosca-
rano del secolo ventesimo.

2009 - Francesco Petroselli


Nessuna parte di questa pubblicazione pu essere riprodotta, memorizzata o trasmessa con qualsiasi mezzo o
in qualsiasi forma (fotomeccanica, elettronica, filmica) senza lautorizzazione scritta dellautore.
INDICE

Premessa del Presidente Banca di Viterbo . . . . . . . . . . pag. 7

Presentazione del Prof. Corrado Grassi . . . . . . . . . . . . 9

Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

Documenti etnolinguistici e folklorici . . . . . . . . . . . . . 37

Avvertenza al vocabolario dialettale . . . . . . . . . . . . . . . 89

Abbreviazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95

Vocabolario dialettale viterbese . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99


7

PREMESSA


con vero entusiasmo e con malcelato orgoglio che, a nome della


Banca di Viterbo Credito Cooperativo nella mia veste di Presidente, sono a
presentare la pubblicazione del testo, da noi fortemente voluto, che ha per
titolo Il lessico dialettale viterbese nelle testimonianze di Emilio Maggini.
Con tale realizzazione abbiamo inteso raggiungere un triplice risultato. In-
nanzitutto quello di riscoprire e valorizzare - perch lo meritava - lopera let-
teraria di Emilio Maggini, gi nostro socio/amministratore, ma soprattutto
scrittore di grande spessore e umanit.
Devo subito precisare che il testo non deve essere inteso come unan-
tologia dellopera del Maggini, ma rappresenta piuttosto uno studio appro-
fondito ed una appassionata ricerca sulla sua attivit letteraria, soprattutto
nelle sue forme ed espressioni pi arcaiche e linguisticamente pi rilevanti.
In secondo luogo risulta essere un valido contributo al recupero del
dialetto viterbese ricorrente nel mondo contadino del quartiere di Pianosca-
rano.
Da ultimo con tale pubblicazione abbiamo voluto finalmente far co-
noscere soprattutto ai viterbesi la validit della ricerca che da anni nel set-
tore ha visto come esemplare protagonista il prof. Francesco Petroselli,
studioso viterbese, oggi anche cittadino svedese, peraltro parente prossimo
dello stesso Emilio Maggini.
Lautore, a cui mi lega da oltre 60 anni una vera amicizia e stima, ha
saputo mettere in risalto il vero significato della cultura popolare dellAlto
Lazio con una dedizione che ci ha portato a riscoprire molti valori sociali di-
menticati e addirittura negletti della nostra terra.
Nel quadro nazionale la provincia di Viterbo, dal punto di vista lingui-
stico, costituisce infatti unarea scientificamente molto poco documentata
fino ad oggi, ad eccezione di scarsi studi che per il loro contenuto hanno
per destato linteresse da parte dei maggiori specialisti italiani della mate-
ria.
Pertanto la presente opera, che fortemente ha voluto la Banca di Vi-
terbo nelle sue componenti tutte, oltre a costituire un riconoscimento sen-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
8

zaltro dovuto ad uno dei suoi soci, autentico scrittore viterbese, viene a col-
mare almeno in parte una riprovevole lacuna delle conoscenze dialettologi-
che e offre materiale utile per successivi studi e ricerche anche per le altre
discipline, quali ad esempio la storia della lingua italiana.
Voglio terminare rivolgendomi alla memoria di Emilio Maggini, il quale
rimane nei nostri pi vivi ricordi, per un sincero sentimento di gratitudine,
perch, a mo di aedo, con grande umilt contadina ha riferito di giorno in
giorno allautore i propri sentimenti pi veri, le usanze pi arcaiche, le con-
suetudini, i fatti e le circostanze della propria vita quotidiana attraverso il
filtro della sua poetica ineguagliabile ispirazione.
Grazie, grazie, indimenticato poeta della nostra Viterbo e della nostra
Banca!
LUIGI MANGANIELLO
9

PRESENTAZIONE


Ho avuto in sorte la fortuna di seguire, non solo a distanza, le fasi


successive dellelaborazione del Dizionario di Francesco Petroselli, che
viene ora presentato al pubblico. Come correlatore prima della sua tesi di
dottorato e, successivamente, della libera docenza conseguite nellUni-
versit di Gteborg, ambedue brillantemente superate, ho assistito alla
progressiva maturazione del progetto di dotare la comunit viterbese di
un archivio delle sue specificit linguistiche ed etnografiche, oggi in via
di rapido mutamento, se non di estinzione totale. Grazie a questopera, Vi-
terbo potr dora in poi disporre di una sua storia degli umili minuzio-
samente documentata e della messa in evidenza di vicende storiche, che
nessuno storico ufficiale ha pensato di tracciare.
In questo delicato impegno, portato a termine grazie a un paziente
lavoro di scavo durato decenni, Francesco Petroselli ha avuto la fortuna,
da lui utilizzata appieno, di potersi valere delle preziosissime esperienze
personali di Emilio Maggini, illustre cittadino viterbese, depositario dei
saperi e delle minute vicende della sua piccola patria.
Il Dizionario di Francesco Petroselli non un semplice, prezioso ar-
chivio della parlata viterbese, documentata nella fase storica che potrebbe
precedere la sua definitiva scomparsa, ma unopera che fa tesoro, sulla
traccia lontana ma ben percepibile da parte dei professionisti, del mo-
dello adottato in particolare dai grandi dizionari nazionali svizzeri, se-
condo i quali non si pu parlare di parole, se prima non si conoscono
e non si sono praticate direttamente o almeno descritte le cose, che alle
parole corrispondono. In questo senso, il Dizionario di Francesco Pe-
troselli si distingue da molti altri prodotti della lessicografia dialettale ita-
liana, alla quale viene a portare un prezioso contributo metodologico, che
mi auguro possa avere in futuro il successo che si merita.

CORRADO GRASSI
Professore Ordinario Emerito di Lingue Romanze
nella Wirtschaftsuniversitt di Vienna
Introduzione
11

INTRODUZIONE


Come avvenuto in tante altre citt italiane, anche Viterbo vanta nel sec. XX una
ricca tradizione locale di poeti in dialetto, dei quali Enrico Canevari (Viterbo 1861-
1947) da considerarsi il pi noto rappresentante. Appartenente ad una famiglia di
estrazione borghese, dopo aver frequentato lAccademia delle Belle Arti di Roma, nel
1891 fu nominato insegnante nella Scuola professionale, diventandone direttore allor-
ch questa fu trasformata in Scuola di Arti e mestieri fino al 1929, anno del suo pen-
sionamento. Fu animatore della vita artistica e culturale dellepoca, alternando
allinsegnamento, unattivit varia e multiforme: fu artista, scrittore teatrale, direttore
della filodrammatica S. Rosa, attore egli stesso e scenografo, poeta in vernacolo, in-
terprete della societ viterbese, tradizionalista e conservatrice.
I suoi componimenti pi riusciti prendono ad argomento leggende storiche lo-
cali, episodi biblici, personaggi tipici della sua citt. Non a caso la sua raccolta, com-
posta negli anni Trenta del secolo scorso, trae il titolo dalla giovane gentildonna
Galiana, che incarna il mito di una municipalit consapevole e sdegnosa1. Non poteva
mancare lomaggio alla santa patrona, anchessa viterbese, cio alla giovane eroina
santa Rosa, figura caratterizzata da una ferma volont e da una religiosit intensa, fatta
di dedizione e di rinunce. Ben impiantati risultano anche alcuni bozzetti teatrali, che
furono portati sulla scena con buon successo di pubblico. In sintesi si pu dire che la
sua esperienza poetica rappresenti lesempio pi evidente di quel tipo di letteratura
dialettale che il Croce defin riflessa, cio derivante dallottica borghese, che porta
lautore a scegliere a portavoce dei suoi componimenti umoristici la figura arguta e ti-
pizzata del villano, Meco Torso, dialettofono seminalfabeta, nel solco di un genere
letterario di ascendenza medievale2.

1
La bella Galiana ed altre poesie in dialetto viterbese, Viterbo 1961, Quatrini (II ediz., Viterbo, di-
cembre 1971, Tip. S. Leonardo; ristampa a c. di F. Turchetti, Viterbo 1980, Tip. Agnesotti).
Sulla leggenda di Galiana, vd. M.L. Polidori - A. Tiburli, La bella Galiana fra mito e leggenda, a
Viterbo e a Toledo, in Biblioteca e Societ, VI, 1-4, 1984, pp. 48-54.
2
Vd. Le confidenze di Meco Torso (in: La bella Galiana, cit., pp. 159-164); e dello stesso contenuto,
Il lamento del villano e Ancora il lamento del villano (ibid., pp. 122-124). Tuttavia, nelle sue opere
(bozzetti, monologhi, favole, aneddoti storici, satire politiche) scoperto il riecheggiamento dei mo-
delli romaneschi, come opportunamente rileva P. DAchille: A Viterbo allinizio del Novecento
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
12

Ben diverso risulta il profilo di Emilio Maggini (Viterbo 1900-1986), agricoltore,


viterbese di Pianoscarano, il quartiere pi popolare della citt (con circa 1.200 ab.).
Piccolo possidente, con un modesto grado di istruzione (era in possesso del titolo di
istruzione elementare), per tutta la vita coltiv la piccola propriet paterna, dalla quale
con solerte fatica seppe ricavare i mezzi di sostentamento per la sua non esigua fami-
glia, vivendo in condizione di certo non agiata, ma dignitosa3. Una volta pensionato,
pot dedicarsi con continuit allesercizio della poesia, affermandosi come capofila
del gruppo di poeti raccolti nel sodalizio di Tuscia dialettale, accanto a Edilio Meca-
rini, Ezio Urbani ed altri ancora4.

linflusso della poesia romanesca (soprattutto di Pascarella e di Trilussa) evidentissima nella pro-
duzione di Enrico Canevari (Il Lazio, in: Dialetti italiani. Storia struttura uso, a c. di M. Corte-
lazzo, C. Marcato, N. De Blasi, G. P. Clivio, Torino 2002, UTET, pp. 547-548).
3
Non sono molti i riferimenti autobiografici che si possono desumere dalle opere di Maggini (vd.
Tanto pi cuminci, in Viterbo cu le scarpe grosse, Viterbo 1972, Quatrini, pp. 11-13). La sua esistenza
non segnata da eventi eccezionali e, se si esclude il servizio di leva (che esplet a 18 anni nel
1918 a Volterra), si svolse interamente nella sua citt natale. Se ne allontan raramente per parteci-
pare o a pellegrinaggi presso vari santuari o, da pensionato, a viaggi con il sodalizio Tuscia dialet-
tale per incontri con associazioni omologhe di altre regioni. Dal matrimonio con Rosa Agostini (20
settembre 1924) gli nacquero cinque figli: Bartolomeo, Giovanni, Marcello, Gemma e Giacomo,
che divenne sacerdote giuseppino. La piccola propriet (circa 4 ettari), nella quale per decenni im-
pegn fatica ed energie, si trova in localit San Nicolao: dapprima vi coltiv cereali, misti ad olivi
e viti poi, a partire dagli anni 50, pass allorticoltura. Gest nel secondo dopoguerra una rivendita
di vino al minuto di produzione propria (L campanone di Viterbo aricconta. Storia dil passato di
gojaria vitorbese, Viterbo 1973, Quatrini, p. 83; La cuccagna, Viterbo 1977, Quatrini, p. 12). Come
agricoltore gli fu assegnato nel 1954 il primo premio provinciale (con medaglia doro) per il pro-
gresso economico e sociale (agricoltura innovativa con la bonifica del terreno e lirrigazione a piog-
gia) e nel 1973 un premio speciale per fedelt alla terra.
Pur essendo iscritto ai Coltivatori Diretti e alla Democrazia Cristiana nella sezione di Pianoscarano,
limitata fu la sua partecipazione alle iniziative politiche. Al contrario intensa fu la vita religiosa: ter-
ziario francescano, presidente dellUnione uomini dAzione Cattolica nella parrocchia S. Andrea di
Pianoscarano; fu membro della Confraternita del Sacramento nella stessa parrocchia ed ultimo se-
gretario della confraternita del Gonfalone; infine prese parte assiduamente allOpera dei ritiri con riu-
nioni mensili nella chiesa di S. Ignazio.
La sua formazione culturale, se cos si pu dire, si bas essenzialmente sulla lettura del quotidiano
LAvvenire, di riviste quali Famiglia Cristiana, Il coltivatore, Vita Giuseppina, fogli e no-
tiziari di poesia, periodici di carattere religioso. Tra gli autori preferiti che rileggeva vanno annove-
rati I miserabili, Guerra e pace, i romanzi di Alexandre Dumas, I Promessi Sposi, raccolte di poesie.
Era anche musicista dilettante: per accompagnare le canzoni in occasione di festicciole e di serenate,
suonava il mandolino o la mandola (L Campanone, cit., p. 44). Per le notizie biografiche riportate
in questa nota siamo debitori alla cortesia del figlio di Emilio Maggini, Giovanni, e del nipote An-
gelo. Per i riconoscimenti ottenuti ed i giudizi espressi dalla stampa, vd. le pp. 5-6 della raccolta La
Cuccagna, cit.
4
Vd. L capagno. Antologia di poesie in dialetto viterbese, Viterbo 1983, Edizioni Cultura (le poe-
sie di Maggini sono a pp. 81-93). La brevissima scheda di presentazione, sebbene ampollosa, coglie
comunque lessenza della sua ispirazione: voce di popolo, poesia con mitria e porpora; agreste,
Introduzione
13

Come poeta fu autodidatta, alieno da imitazioni pedisseque, estraneo a riecheg-


giamenti di scuola5. In una recente antologia stato definito il poeta viterbese per ec-
cellenza, non tanto perch stato capace di trovare una sua tonalit contenuta, intrisa
di sapida ironia, e una malinconica vena evocativa, ma quanto perch riuscito ad ele-
vare la parlata natia ad un buon livello di espressivit, senza rifarsi ai modelli domi-
nanti del romanesco o lasciarsi condizionare da quelli, antichi e moderni, della poesia
in lingua6. Egli affin via via il suo stile, imprimendo ai versi una cadenza pacata, fino
ad acquisire, attraverso lassiduo esercizio, decoro espressivo e dignit formale, senza
cedere alle artificiosit, rifuggendo da sovraccarichi esornativi.
Nella sua poesia possibile cogliere una navet spontanea, senza forzature, una
sensibilit ritmica, che si traduce in delicata musicalit; daltro canto, era per lui abi-
tuale in ogni situazione limpiego idiomatico della parlata materna, che fluiva dalle
sue labbra senza bisogno di pescare con fatica formulazioni adatte dal fondo della me-
moria.
Maggini deve la sua notoriet ad una produzione che, pur non essendo copiosa -
comprende tre raccolte di poesie e tre volumetti in prosa - si impone per un carattere
etico-religioso sentito, non superficiale, che appare legato pi che ai riti ai valori, per-
vaso di una umanit profonda. Non condizionato da correnti, mode o modelli, il suo
percorso artistico appare delineato a cominciare dalle prime prove fino a raggiungere

una scarpetta di Cenerentola, non scarpa grossa. Liutaio e fabbro nella fucina del dialetto viterbese
(ibid., p. 81).
Sulla semplicit e sul realismo insiste invece il giudizio espresso da Mario Menghini: Come in
ogni poeta in lui la natura si umanizza, prende cio i dolori, gli sforzi delluomo [...] a volte secca,
incisiva questa poesia di Maggini mira dritto al segno per la via pi breve, con mezzi espressivi di
edificante semplicit. Non arzigogoli n frasi ad effetto, ma toni lirico-realistici sostanziano questi
componimenti dialettali del buon Maggini che colora di note nuove la vita viterbese, che egli passa
sottilmente in rassegna verberata nei suoi aspetti pi caratteristici con tono semplice e penetrante
(Gni mese n canto: verse viterbese. Collana Tuscia dialettale, n 1, Viterbo, s.a., Tipolitografia
A. Quatrini & figli, p. 7).
5
Si potrebbero sollevare dubbi al riguardo e riconoscere un preciso imput colto o letterario nella
composizione della raccolta Gni mese n canto. Infatti Maggini potrebbe aver tratto ispirazione dai
cicli scultorei che adornano i portali delle chiese medievali o dal topos letterario delle corone dei
mesi in versione lirico-didascalica o parodistica della poesia medievale (si pensi a Folgre da San
Gemignano e alla replica per contrari di Cenne della Chitarra). Pur non potendola escludere, tale ipo-
tesi appare remota e, comunque, lanalogia soltanto apparente, perch largomento svolto dal vi-
terbese in tuttaltra maniera. Maggini, infatti, pu aver rielaborato in maniera personale, mediante
amplificazione, gli spunti dei piccoli componimenti sui mesi che compaiono nei libri di lettura delle
scuole elementari. A commento dei componimenti sui singoli mesi lautore riporta a pi di pagina
alcuni proverbi popolari.
6
S. Graziotti V. Luciani, La regione invisibile. Poesia e dialetto nel Lazio. Tuscia meridionale e
Campagna romana nord-occidentale. Presentazione di U. Vignuzzi, Roma 2005, Edizioni Cofine.
Su Maggini, vd. la breve scheda critica a p. 23, la scheda biografica a p. 47 e le poesie (due com-
ponimenti), pp. 48-49.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
14

forme pi mature7. Non bisogna dimenticare, accanto alla sua attivit di poeta, lim-
pegno nel sociale: per ventitre anni fu ininterrottamente membro del consiglio di
amministrazione della Cassa rurale ed artigiana di Viterbo, subentrando nel 1958 in-
sieme con un gruppo dirigente rinnovato, per fronteggiare un momento critico che
lIstituto di credito stava attraversando, e vi rimase fino al 1982, stimato per lattac-
camento, lo scrupolo, lequilibrio e la rettitudine morale, quando decise, per motivi di
salute, di dimettersi per cedere ad altri il posto di amministratore8.
Procedendo in maniera sommaria allesame contenutistico, cio alla individua-
zione dei principali temi ispiratori, possiamo rintracciare un primo filone nelle poesie
di occasione, composte per festeggiare anniversari nellambito familiare o nella cerchia
di amici, oppure per celebrare ricorrenze pubbliche. Esempi indicativi di questa se-
zione sono dati dal componimento Per il Cinquantesimo della Cassa rurale e arti-
giana, che egli declam durante la cerimonia di celebrazione dellevento9; o anche
dalla dedica A sua maest Gustavo VI Adolfo di Svezia, con la quale apre una rac-
colta e che ebbe il plauso del monarca, archeologo e cittadino onorario di Viterbo10. Per
Maggini, che non amava perdersi in parole inutili, la poesia assumeva anche una fun-
zione strumentale: ad essa egli assegnava il compito di comunicare con efficacia una
riflessione o un sentimento, di esprimere i suoi pensieri in circostanze particolari, come
quelle anzidette.
Non mancano, anzi sono numerosi, i componimenti nei quali sono rievocati con
delicatezza e liricit, sul filo della memoria, episodi autobiografici che si rifanno alla
prima infanzia, con i suoi giochi e il suo repertorio di filastrocche, e ripercorrono via
via momenti salienti delle esperienze individuali, dalla spensieratezza degli anni gio-
vanili, con linnamoramento e le serenate, a quelli della maturit responsabile, segnati
dalla fatica del lavoro assiduo della terra, nel trascorrere ciclico delle stagioni. Oltre che
provetto agricoltore, era un attento osservatore dei fenomeni naturali: grazie alla sua

7
autore di varie raccolte, tra le quali, limitandoci a segnalare soltanto quelle in dialetto, si anno-
verano: Viterbo al segno della Rosa. Poesie viterbesi, Viterbo 1970, Quatrini; Gni mese n canto:
verse viterbese, Collana Tuscia dialettale, n 1, Viterbo, s.a., Tipolitografia A. Quatrini & figli; Gni
tempo ha la su mpronta, in edizione postuma, Viterbo 1988, Quatrini; e tre libri di prose: Viterbo
cu le scarpe grosse. Gojaria vitorbese. Con un ricordo e appunti del sac. don Pietro Schiena, Vi-
terbo 1972, Quatrini; L campanone di Viterbo aricconta. Storia dil passato di gojaria vitorbese, Vi-
terbo 1973, Quatrini; La cuccagna, Viterbo 1977, Quatrini. Le sue poesie sono presenti anche in
raccolte antologiche: Cinque poeti viterbesi (Viterbo 1975, Tip. Quatrini, pp. 13-28); L Capagno,
cit., con 12 poesie; La fuscella. Antologia di poesie dialettali viterbesi, Viterbo 1999, Associazione
Tuscia dialettale, pp. 305-318.
8
L. A. Calandrelli, Una banca, una storia (da quarantacinque lire a settemiliardi 218.218.165 lire),
Edizioni Cassa rurale ed artigiana di Viterbo, Viterbo 1986, Tip. Grazini e Mecarini, pp. 58, 69, 73,
82, 86, 92, 96, 100.
9
In L. A. Calandrelli, Una banca, una storia, cit., pp. 67-68; il componimento ripubblicato in Gni
tempo ha la su mpronta, cit., pp. 56-57, con data: 9 aprile 1961.
10
L campanone di Viterbo aricconta, cit., pp. 9-11.
Introduzione
15

perizia, forn informazioni preziose nel corso di unindagine etnolinguistica svolta a


partire dai primi anni Settanta del secolo scorso sulla terminologia della viticoltura11.
Il suo vasto ed approfondito patrimonio di conoscenze tecniche sui cicli ergologici
in particolare di canapicoltura e orticoltura - era frutto dellesperienza diretta e perso-
nale, non appresa sui libri, ma accumulata grazie al lavoro quotidiano di decenni. Il suo
amore per la terra affiorava nel corso di ripetute conversazioni, ogni volta che riteneva
utile approfondire un argomento con passione e competenza. Inoltre, da questa visione
complessiva del reale il suo animo sensibile era capace di trarre spunti didascalici e
suggestioni per le sue poesie, di percepire e riesprimere le sensazioni della natura e il
senso misterioso della vita. Il lettore contemporaneo fatto cos partecipe del ritmo del-
lesistenza di generazioni passate, in cui alla fatica quotidiana e ai momenti di serenit
si alternano inevitabilmente le lacerazioni dei lutti familiari e i traumi provocati dalla
guerra distruttrice12. Nei suoi libri troviamo rispecchiata naturalmente la sua mentalit
contadina, forse un po chiusa, aliena dal consumismo, attenta ad evitare lo spreco inu-
tile: appaiono sottolineati pi volte i valori legati alla saggia gestione delle risorse, la
sobriet, loculatezza, la parsimonia, la virt del risparmio.
Grazie a questa semplicit e a questa aderenza, anche linguistica, alla concreta re-
alt, che egli seppe riproporre filtrata dalla sua pregnante umanit, ottenne un meritato
successo di ascolto nelle letture pubbliche delle sue poesie effettuate in varie occa-
sioni (nelle scuole, nelle sedi delle associazioni culturali, nelle radio locali ecc.). In-
somma, comprensibile che Maggini venga generalmente riconosciuto come il
portavoce, attraverso i suoi scritti, dellautentica tradizione locale, uno dei maggiori in-
terpreti dellanima viterbese.
Non meno interessante risulta la produzione in prosa, larga parte della quale offre
un ampio affresco ambientale del quartiere popolare di Pianoscarano come si presen-
tava nel primo Novecento, grazie alla rappresentazione realistica di scene della vita
quotidiana, alla caratterizzazione empatica degli umili abitanti. Dallo spazio angusto
dei vicoli medievali, costellati di laboriose botteghe artigiane, risonanti di voci e di ri-
chiami, la vista si allarga allo spazio sociale della piazza: attraverso le porte civiche,
esce per le cave etrusche sulla profondit della campagna.
In agili bozzetti viene presentato al lettore un caleidoscopio di tipi umani semplici
e di personalit originali, dalla battuta pronta e arguta, protagonisti di avventure pica-

11
F. Petroselli, La vite. Il lessico del vignaiolo nelle parlate della Tuscia viterbese, I, Romanica Go-
thoburgensia XV, Gteborg 1974; II, Il ciclo colturale, Romanica Gothoburgensia XXI, Gteborg
1983.
12
Per una sommaria informazione sui ripetuti bombardamenti cui Viterbo fu sottoposta e sulle di-
struzioni apportate si possono consultare, ad integrazione della testimonianza di Maggini, S. Vi-
smara, Cara Viterbo Aspetti, avvenimenti e personaggi della Tuscia dal 1945 al 1985, Viterbo
1985, Union Printing, pp. 11-18 (Ricordi degli anni terribili) e B. Barbini - A. Carosi, Viterbo e la
Tuscia dallistituzione della provincia al decentramento regionale (1927-1970), Viterbo 1988, Stab.
Litotipografico Agnesotti, pp. 98 sgg.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
16

resche, di burle sapide, di giochi di destrezza, di sfide ed epiche gare potatorie, di epi-
sodi fissati nella memoria collettiva fino ad assumere una valenza quasi di emblema13.
Cos, accanto ad umili operai, dediti ai mestieri tradizionali pi svariati - come
funai, canapicoltori, conciatori di pelli - fanno la loro apparizione raccoglitori di erbe
spontanee, venditori ambulanti e rigattieri, osti e muratori, ciabattini e sarti, guaritrici
e mendicanti, negozianti e sensali, frati questuanti e ladruncoli, guardie comunali e
nobili decaduti. In questa esistenza intessuta di lunghe giornate di lavoro, interrotta
soltanto dalla pausa domenicale, risaltano le grandi festivit religiose celebrate spesso
con processioni, fiere di merci e bestiame, merende in campagna. Notevole spazio
fatto alla descrizione puntuale di usanze trascorse: lalbero della cuccagna, la scam-
panata, le infiorate, le serenate, la festa di mezza estate; cui viene ad aggiungersi il
carnevale dun tempo, con maschere spontanee, satire e balli in piazza, manifestazione
collettiva non ancora commercializzata14. N mancano, allinterno dei componimenti,
interessanti allusioni a credenze, fino a tempi recenti diffuse tra la popolazione, con-
cernenti esseri fantastici, anime dei trapassati, licantropi, streghe, malocchio15.
Un posto di rilievo riservato allo spettacolare trasporto della macchina di santa
Rosa, momento corale della vita cittadina, di cui viene enfatizzato il ruolo di simbolo

13
Nel presentare la raccolta La cuccagna (p. 7), Maggini scriveva: A differenza di questi pi illu-
stri, i nostri personaggi hanno infatti vissuto e lavorato con umilt silenziosa; ma nella loro ingenuit
furono anchessi protagonisti della loro epoca e si pu dire che il loro nome corse sulla bocca di tutti
allinterno della comunit paesana, allora racchiusa nella cerchia delle mura castellane. Erano que-
sti gli interpreti estrosi di quellinconfondibile inoffensiva gojaria, non disonorevole o cattiva ma
bonaria ed arguta, fonte di riso schietto, a volte occorre riconoscerlo inventrice pure di satire pun-
genti e scherzi pesanti, oppure espressione prudente di proteste rassegnate. Numerosi episodi
sono rimasti famosi, divenuti proverbiali, il cui ricordo tramandato per mezzo di aneddoti allin-
terno della comunit: invidia e vendette, nozze, funerali, malattie, ubriacature solenni, scorpacciate,
satire e scherzi memorabili. Questi personaggi tipici compaiono in quasi tutte le raccolte: una car-
rellata presentata vivacemente nella sezione Discrizione di gente arinomata di L campanone di
Viterbo aricconta, cit., pp. 64-96 e in Viterbo cu le scarpe grosse, cit., pp. 19-20 e 23-24.
14
Nelle raccolte sono descritti: la cuccagna (La cuccagna, cit., pp. 10-11); la scampanata (ibid., pp.
25-27), le paure (ibid., p. 63), la festa di mezza estate (ibid., p. 22); le serenate (L Campanone, cit.,
pp. 44-45; Viterbo cu le scarpe grosse, cit., pp. 46-47); la festa di S. Antonio (L Campanone, cit.,
pp. 61-62), il carnevale (Viterbo cu le scarpe grosse, cit., pp. 49-50), la Pasqua (Viterbo cu le scarpe
grosse, cit., p. 32); i giochi tradizionali (ibid., pp. 27-28); le confraternite (L Campanone, cit., pp.
51-54; i mestieri tradizionali: es. i molini (L Campanone, cit., pp. 77-78); i matrimoni (La cucca-
gna, cit., pp. 35-37); i rapporti con i genitori (Viterbo al segno della rosa, cit., pp. 83-86). Non man-
cano cenni ad antiche leggende come quella dei Sette Dormienti (La cuccagna, cit., pp. 72-74),
nota anche in altri centri della provincia (ad es. Orte, Capranica) e gi presente nel Corano e nella
Historia Langobardorum di Paolo Diacono.
15
Vd. cenni sul licantropo (Viterbo cu le scarpe grosse, cit., pp. 51-52); sulle fatture e i malefici
(ibid., pp. 54-55); sulle espressioni protettive o apotropaiche (L campanone, cit., pp. 55-56). Per un
primo approccio di carattere storico con il fenomeno delle streghe nella nostra provincia, vd. il vo-
lumetto curato da G. Breccola e M. Lozzi, Il paese delle streghe. Con un inedito processo per stre-
goneria nella Tuscia viterbese, Latera 2006, Annulli editore.
Introduzione
17

identitario16, mentre, sul ritmo della ballata, utilizzando limmagine della campana
maggiore del palazzo comunale, sono sintetizzati momenti drammatici della vita cit-
tadina nel corso del secolo XX17.
Senza voler approfondire ancora, mettiamo in evidenza lo scoperto intento dida-
scalico e sociale manifestato con il proposito di trasmettere il patrimonio ereditario di
valori e operare da trait dunion ideale con le giovani generazioni in una continuit sto-
rica e culturale, senza soluzioni di continuit. Altro dato non secondario appare la con-
sapevolezza di salvaguardare il dialetto stesso in un periodo di veloci trasformazioni.
Cos nella premessa a una sua raccolta18, Maggini ribadisce in maniera esplicita que-
sta sua opzione programmatica di scongiurare una perdita irreparabile:
Avrei voluto riprodurre i suoni della parlata tradizionale viterbese, senza frammi-
schiarvi elementi del romanesco sempre pi invadente (troppo spesso composizioni con-
trabbandate per viterbesi non sono altro che un ridicolo guazzabuglio di forme ibride).
Ho tenuto soprattutto a riprodurre le forme grammaticali in uso a Viterbo quando ancora
la citt non aveva perduto la sua fisionomia dialettale per effetto degli sconvolgimenti
sociali e culturali derivati dalle traversie belliche e civili della prima met del secolo. Mi
sono sforzato di rispettare una certa coerenza nelluso delle forme, quindi.

La dichiarata fedelt al modello dialettale avviene anche a costo di compromet-


tere la stessa riuscita poetica, se ancora dichiara19:
Mi sono sforzato di esprimermi con i suoni della mia parlata nativa, anche a ri-
schio di compromettere la limpidezza del verso e la sua eleganza ritmica. Daccordo,

16
Vd. la prosa La machena de S. Rosa, pp. 58-62, in La Cuccagna (ristampato in: Gni tempo ha la
su mpronta, cit., pp. 56-60) e la poesia con lo stesso titolo (Viterbo al segno della rosa, cit., p.13).
Sul culto della patrona ci limitiamo a rinviare al lavoro pi recente: S. Cappelli (a c. di), Santa Rosa:
tradizione e culto. Atti della giornata di studio 25 settembre 1998, Dipartimento di storia e culture
del testo e del documento, Universit degli studi della Tuscia, Viterbo 1999, Serie prima Studi e
testi, numero 10, Manziana, Vecchiarelli ed.
17
Ne La ballata dil campanone (L Campanone di Viterbo aricconta, cit., pp. 111-116) sono rievo-
cate, assumendo a voce della citt e della sua aspirazione alla libert il campanone del Comune, le
vicende pi drammatiche della storia viterbese del XX secolo, a cominciare dalla resistenza popo-
lare opposta allassalto delle squadre fasciste per giungere al secondo dopoguerra, quando i Viter-
besi, al posto del vecchio campanone con il bronzo del quale erano stati colati cannoni, decisero di
farne fondere un altro nuovo. Sulluccisione di alcuni antifascisti succinte risultano le notizie rife-
rite in Quaderni della resistenza laziale n 3 (a c. di B. Di Porto, Roma 1977, Regione Lazio, p.
13, nota 13): Tra i caduti antifascisti si ricordano [...] Antonio Tavani, fratello di Luigi, colpito da
tre sicari la sera del 9 luglio 1922. In una sparatoria cadde anche un viaggiatore inglese, che passava
per Viterbo in automobile: era il conte Jaromir Czernin.
In effetti Maggini non solo era consapevole dellimportanza delle campane come manufatti artistici,
ma ne intuiva anche limportanza religiosa e civile nellambito della comunit. Infatti, nella rac-
colta L Campanone di Viterbo aricconta (cit., pp.15-35), prov ad abbozzare un piccolo corpus di
campane della sua citt, con le relative iscrizioni e favolette onomatopeiche (ibid., pp. 21, 25).
18
Viterbo al segno della rosa, cit., p. 7.
19
Ibid., p. 8.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
18

questa nostra parlata sembra poco adatta per raffigurazioni gentili, per astrazioni e ra-
gionamenti elevati; ma basta per dire lessenziale della nostra esperienza umana. Mo-
dificarla e violentarla non leale e preferisco rispettarla come ce lhanno tramandata i
padri.

Dunque, la scelta linguistica operata non mira a conferire alle composizioni una
superficiale patina paesana e ad esprimere una compiaciuta scelta formale, dettata da
motivi campanilistici. Pi seriamente, il dialetto viene considerato dallautore veicolo
privilegiato insostituibile per trasmettere con efficacia ai membri della comunit, in
unottica moderatamente conservatrice ma non retriva, i princpi portanti di unesi-
stenza dedita al lavoro, alimentata da un profondo senso religioso e morale, in cui i rap-
porti sociali sono ispirati a sentimenti di rispetto reciproco, solidariet e tolleranza,
corroborati dal senso della dignit e dellonore.
Scrivendo del dialetto usato in opere letterarie contemporanee, Nicola De Blasi
afferma che si pu insomma trattare un testo come una fonte di informazioni utili,
che il dialettologo o lo storico dei dialetti sapr mettere a frutto20. Non esitiamo ad af-
fermare che, in questo senso, Maggini rappresenta una fonte insostituibile per la co-
noscenza e lo studio della variet linguistica, utilizzata dai ceti popolari almeno fino
alla met del XX secolo, nella forma che appare ancora sostanzialmente immune da vi-
stosi influssi a distanza del romanesco moderno.
Occorre precisare che preziosi apporti in tal senso ci vengono non solo dagli
scritti, ma anche dalle registrazioni magnetofoniche effettuate su vari argomenti. Per
questo motivo ci parso opportuno dare spazio nel volume, in larga parte dedicato al
lessico dialettale21, anche ad una serie di documenti etnolinguistici e foklorici inediti,
sempre comunicatici da Maggini, notevoli per la loro significativit, a cominciare da
quattro testi narrativi composti intorno agli anni Ottanta del secolo scorso. Il primo
la traduzione in dialetto di una novella del Boccaccio, la nona della prima giornata del
Decamerone. Il testo che riproduciamo costituisce inoltre un utile termine di confronto
con una precedente traduzione viterbese22, effettuata per corrispondenza un secolo

20
N. De Blasi, Lanalisi dei testi nella storia linguistica, in Dialetti italiani, cit., pp. 83-96.
21
Per uno studio lessicale, disponiamo soltanto di due pubblicazioni precedenti alla nostra, per le
quali si pu parlare piuttosto di dizionarietti o glossari amatoriali, approssimativi (specie il secondo)
e spesso limitati alla registrazione della voce dialettale con accanto la corrispondente forma in lin-
gua: E. Urbani, Il vernacolo viterbese. Glossario viterbese-italiano, italiano-viterbese con note di
grammatica e accenni di fonetica, morfologia e sintassi, Viterbo 1999, Sette Citt; V. Galeotti- F.
Nappo, Dizionario italiano-viterbese, viterbese-italiano, Viterbo 2005, Sette Citt.
22
Nella seconda met dellOttocento, gli studiosi italiani cominciarono a rivolgere la loro attenzione
alla lingua parlata, per il cui studio era indispensabile avere a disposizione campioni di base auten-
tici delluso orale. Decisero quindi di sollecitare, con la collaborazione di intellettuali o cultori lo-
cali, la traduzione di brani letterari nei rispettivi dialetti che ne permettessero la comparazione. Nel
1875 Giovanni Papanti (1830-1893) si dedic alla prima raccolta sistematica in tutta Italia di oltre
700 campioni di differenti dialetti (651 di dialetti italiani e 52 di dialetti alloglotti), utilizzando come
Introduzione
19

prima, che assieme a quelle di altri quattro centri della nostra provincia, compare nella
raccolta pubblicata da Giovanni Papanti, allo scopo di riunire campioni autentici del-
luso orale, in base ai quali procedere ad una prima analisi comparativa dei dialetti ita-
liani, anche se per la sua brevit e per lo stile la novelletta boccaccesca non era certo
il testo pi adatto23.
Seguono altri due testi, pi estesi ed articolati questi: innanzi tutto la versione in
dialetto della Parabola del figliol prodigo (dove, per aggiungere maggior drammaticit
alla narrazione, egli arricchisce di toni realistici il dialogo del padre con il figlio mag-

testo di base la Novella del re di Cipri del Decamerone, la nona della prima giornata (I parlari ita-
liani in Certaldo alla festa del V centenario di messer Giovanni Boccacci, Livorno 1875). Malgrado
limiti e difetti, la raccolta offre tuttora un utile quadro complessivo della situazione linguistica del-
lepoca. Per la provincia di Viterbo, oltre a quella del capoluogo, furono raccolte le versioni di altri
quattro centri, precisamente: Acquapendente, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo, Ronciglione. Sui
limiti della raccolta di testi dialettali per corrispondenza, vd. le osservazioni di V. Matranga, Come
si fa unindagine dialettologica sul campo, in Dialetti italiani, cit., p. 64: Oggi, uninchiesta fatta
per corrispondenza, attraverso la quale si possono raccogliere soltanto informazioni su un dialetto
scritto da chi in grado di attivare quel complesso di operazioni che permettano di adattare alle
norme proprie della scrittura un codice tipicamente orale, e per di pi calcato su forme linguistiche
statiche e/o prestigiose - come nel caso della lingua evangelica o delle novelle boccaccesche -, non
pi praticabile per gli interessi della dialettologia moderna, orientati a perseguire le caratteristiche
proprie del parlato e le dinamiche tipiche della comunicazione orale.
23
Altre due versioni meno note della novella, rispettivamente nel dialetto di Soriano nel Cimino e
in quello canepinese risalenti allinizio del Novecento, si devono alliniziativa di un altro eminente
studioso, Ernesto Monaci (1839 1918), che fu ordinario allUniversit di Roma, autore di autore-
voli studi in vari campi della filologia romanza, soprattutto dellitalianistica, cofondatore nel 1901
della Societ Filologica Romana. Dapprima prese liniziativa di pubblicare una serie di manualetti
destinati alla scuola, per facilitare lapprendimento della lingua nazionale a partire dal dialetto. Nel
1903, con una lettera circolare invit tutti i maestri della provincia di Roma a collaborare inviando
la versione in dialetto locale della novella del Decamerone, in modo da poter completare la raccolta
Papanti almeno per la regione laziale. Per Soriano nel Cimino sappiamo che il segretario comunale
e storico locale Achille Ferruzzi (1842-1918) accolse linvito, pubblicando poi la traduzione assieme
al testo della lettera di Monaci in un raro opuscolo: Dischi fonografici, Viterbo, Tip. Cionfi, 1907.
Copia della traduzione nel dialetto di Canepina, redatta presumibilmente nello stesso periodo, stata
da noi edita in L. Cimarra - F. Petroselli, Contributo alla conoscenza del dialetto di Canepina con
un saggio introduttivo sulle parlate della Tuscia, Civita Castellana 2008, Tip. Punto Stampa, pp.
180-184. I dati relativi alla raccolta, nonostante alcune deprecabili (e forse irrimediabili) sottrazioni
o perdite, sono ora consultabili nellArchivio della Societ Filologica Romana, attualmente conser-
vato presso la Biblioteca Angelo Monteverdi (Centro Interdipartimentale di Servizi per gli studi fi-
lologici, linguistici e letterari dellUniversit La Sapienza di Roma) [vd. Monica Carzolari, a c.
di, Il fondo archivistico Ernesto Monaci (1839-1918) e larchivio storico della S.F.R. (1901-1959),
Roma 2005, Societ Filologica Romana, supplemento a Studj Romanzi, I, n.s.: Fondo archivistico
E. Monaci, p. 107, n. 492, Ferruzzi Achille (due lettere, 16 mar. 1907; 15 gen. 1909. Allegati: alla
lettera n. 2, versione della nov. I, 9 del Boccaccio nel dialetto di Soriano al Cimino); Archivio
della Societ Filologica Romana, p. 319 (busta 7 - 198. Pubblicazioni) - s.fasc. I Novella I, 9 del
Decameron di Giovanni Boccaccio tradotta nei parlari del Lazio: corrispondenza e manoscritti,
1903-1904)].
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
20

giore) e inoltre quella dellepisodio della samaritana24. Tuttavia, nel nostro caso, Emi-
lio Maggini, non si limita a tradurre, come troppo spesso avviene in occasioni analo-
ghe, i testi evangelici pedissequamente alla lettera, quasi in meccanica traslitterazione,
ma si sforza di riesprimere in veste idiomatica lo spirito della vicenda, adottando senza
forzature il tono popolare, dando prova di notevole sensibilit metalinguistica. Libe-
randosi dalla suggestione esercitata dal modello prestigioso, conferisce alla narrazione
un andamento naturale tramite il ricorso a particolari realistici, arricchendo il dialogo
di espressioni tipiche, interiezioni, clich, locuzioni fisse25. Lultimo testo della se-
zione, composto sullo schema della tenzone medievale, di cui rimane eco nelle gare dei
poeti improvvisatori26, lacqua e il vino personificati si esprimono con la voce bona-
ria e saggia di due popolani che, argomentando in contrasto, ne esaltano le rispettive
virt.
A seguire, presentiamo poi una serie di brevi documenti orali, forniti in maniera
spontanea da Maggini nel corso delle conversazioni. Pur avendo inserito le voci in essi
contenute nel vocabolario sotto i rispettivi lemmi, abbiamo ritenuto opportuno presen-
tarli in una sezione a s per blocchi omogenei, in quanto utilizzabili per altri tipi di ri-
cerche (demoiatria, farmacopea, etnobotanica, e cos via). Questi etnotesti liberi27, spesso

24
Pi ampio ed articolato di quello boccaccesco risulta il testo evangelico della Parabola del figliol
prodigo (Luca 15:11-32), che era gi stato adottato nel 1853 da Bernardino Biondelli (1804-1886).
La sua opera fu proseguita da Ugo Pellis (1882-1943), che, nelle sue inchieste sul campo per la rac-
colta di materiali per lAtlante Linguistico Italiano, ne sollecit dagli informatori la traduzione nel
loro dialetto. E, ancora negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, la Discoteca di Stato ne pro-
mosse unampia raccolta di versioni in tutta lItalia, anche se sono intuibili i rischi e limiti del pro-
cedimento adottato di traduzione dallitaliano letterario in dialetto.
25
Qualche citazione esemplificativa: ricorrono il pron. valtre, i sost. cico, bbcche, zzucca che de-
signa lortaggio svuotato e secco usato come recipiente, ordgne e palazztto; lagg. gjjo e il deri-
vato ngojjisse; i verbi assomijj rassomigliare, tralassat e guern; il tecnicismo: tocc e gguern
li bbstie; linter. guardarnne; le espressioni: ann ffurestiro; annarae a ccattanno; lo lassrno
cme ddn Farcuccio; ntanto lo stmmeco li carujjava; aridutto a li peluce; sto scialacqune gjjo
snza capccia; magnrno a ccrepapanza; caresta da cane, terribile.
26
Con il termine di tenzone si intende una serie (due o pi) di componimenti che si scambiavano
due o pi rimatori su un medesimo oggetto del contendere (Dizionario di linguistica, Torino, Ei-
naudi, 1994, s.v.). Sul fenomeno della poesia allimprovviso in generale, vd. G. Kezich, I poeti con-
tadini con saggio Cantar lottava di M. Agamennone, Roma 1986, Bulzoni editore; per la situazione
nella provincia, vd. D. Alessandrini, Le ottave della prigionia, introduz. di A. Ricci, bibliografia di
G. De Giovanni, Viterbo 1985, Consorzio delle biblioteche di Viterbo; G. De Giovanni- A. Ricci (a
c. di), Ottava rima e improvvisazione popolare, Viterbo 1988, Tip. Quatrini. Per la Tuscia, poesie in
ottava rima di argomento agropastorale si possono leggere in: P. Trap detto Magone, Un fonte in
mezzo a un prato. Poesie di un pastore, a c. di R. Cordovani e R. Vincenzoni, Montefiascone 1982,
Centro Iniziative Culturali [Grotte di Castro, Tipolit. C. Ceccarelli] (alle pp. 163-169, Contrasto tra
padrone e garzone, a. 1882). Pi attuali nei contenuti e con spunti di protesta sociale sono le ottave
di N. Baldini (poeta contadino), Quando la libert troppa, Viterbo 1979, Union Printing.
27
Con il termine tecnico di etnotesto si indicano quei testi orali che rappresentano unespres-
sione autonoma della cultura di una comunit linguistica, cio consistenti, come nel caso di Mag-
gini, in ricordi autobiografici, testimonianze di usi e di tradizioni, descrizioni di oggetti e di teniche
Introduzione
21

di tono autobiografico, in genere di limitata estensione, sono stati da noi suddivisi, per
comodit del lettore, in tre sottogruppi secondo largomento. Lungi dal rappresentare
mere curiosit, forniscono preziose informazioni sul modo di vivere e di pensare: in altri
termini, esprimono aspetti significativi della cultura (in senso antropologogico) indivi-
duale di Maggini e, per suo tramite, di quella della comunit di appartenenza.
Nella societ preindustriale di matrice agropastorale, nella quale vigeva, oltre alla
mancanza di servizi, un atteggiamento di diffidenza verso la scienza medica ufficiale,
assumeva notevole valore la medicina popolare. Erano le mammane ad assistere le ge-
stanti durante il parto; le guaritrici o i santoni, in possesso di un patrimonio di rimedi,
praticavano semplici interventi, usavano preparati naturali (pozioni, polveri, decotti,
eluttuari, sciroppi). Si trattava di una conoscenza empirica, intrisa di magia, che deve
essere messa in rapporto alla situazione, oltre che socio-economica, sanitaria del quar-
tiere e dei ceti popolari in genere28. I tipi di intervento riguardavano innanzi tutto ma-
lori, affezioni leggere e temporanee, ma potevano essere applicati anche a forme
morbose pi gravi come infiammazioni, otite, porri, lussazioni, odontalgia, infezioni,
ferite, itterizia, reumatismo, polmonite, dolor di ventre, raffreddore, rachitismo, orec-
chioni, bronchite, ecc. Oltre alle erbe medicinali, compaiono utilizzate anche altre so-
stanze come ragnatele, orina, pidocchi29.

ergologiche (Dizionario di linguistica, cit., pp. 291-292, s.v.). Quindi esso pu essere pi general-
mente inteso con Sabina Canobbio come produzione spontanea ed autonoma del parlante, espres-
sione della sua cultura e quindi della cultura della comunit a cui appartiene. Nel nostro caso noi
utilizziamo etnotesto nel senso di testimonianza sul modo di essere, di vivere, di lavorare, men-
tre consideriamo a parte altri etnotesti costituiti da formalizzati o semi-formalizzati elencati a s (nel
raggruppamento dei documenti folclorici) o immessi nel vocabolario (proverbi, modi di dire, espres-
sioni fisse, ecc.). Il concetto stato approfondito in varie occasioni da Sabina Canobbio (vd. Al di
l della raccolta dialettale: etnotesti e documentazione ergologica nellALEPO in: Atlanti regionali:
aspetti metodologici, linguistici e etnografici, Atti del XV convegno del CSDI 19, Pisa, Pacini
1989:83-111).
28
La situazione igienico-sanitaria dei quartieri popolari di Viterbo, alla fine del XIX secolo ed agli
inizi del successivo, non doveva differire da quella degli altri centri minori della Tuscia. Maggini ce
la tratteggia brevemente, senza remore o autocensure, in Li guardie del piscio (L campanone di Vi-
terbo aricconta, cit., pp. 39-41): A la fine dil secolo vecchio e sul principio del nostro, nun cerano
li commidit chi ci s adesso. Lacqua a casa n ci lliva gnuno, solo quanno pioviva; lu sciacqua-
toro pi butt lacqua sporca ci nnereno pche; l lococmmido pure adra na cosa rara: quarcuno
civa l butto difra a la finestra da na parte, attappato a la mejo cu n guperchio di legno, e pi con-
fonna quellodoraccio pi quanno saffacciavono da la finestra, ci tiniveno l vase di giragne, e tutte
lartre buttaveno gi nvece da la finestra su la strada. Il quadro non esagerato. A conferma e ad
integrazione si pu vedere il cap. I servizi igienici allinizio del secolo, in Zibaldone viterbese.
Folklore e vecchie cronache curiosit storiche e arte (a c. di E. Corsi, A. Giannotti, Matus Alemme),
Viterbo s.a. [1974?], Quatrini A. & figli, pp. 75-77.
Con informazioni desunte da atti conservati allArchivio di Stato di Viterbo lo studio di A. Porretti,
Magia, alchimia ed erboristeria in protocolli notarili del XVI secolo, Quaderno n 5 allegato a Bi-
blioteca e Societ, III, 4, 1981, pp. 20.
29
In mancanza di unopera specifica sulla medicina popolare viterbese, dati parziali e circoscritti ad
alcune localit della provincia si possono desumere da: AA.VV., I semplici. Rimedi popolari aque-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
22

A loro volta, credenze e superstizioni occupano nella tradizione locale un campo


vastissimo, spesso descritto rapsodicamente da dilettanti, che meriterebbe invece lat-
tenzione dellantropologo storico. Troviamo citate le streghe (con uninteressante ri-
serva sulla loro reale esistenza), accanto ad esseri fantastici e spiriti dei trapassati; n
mancano riferimenti ad altri temi che in progresso di tempo sono caduti in disuso: dalla
modalit seguita nella imposizione di nomi di battesimo, alle previsioni meteorologi-
che, che assumevano una rilevanza particolare per i pastori e gli agricoltori, dato che
svolgevano gran parte dei loro lavori in aperta campagna; alle cautele da adottare du-
rante la gestazione e la gravidanza, fase critica nella vita di una donna, stante lelevata
mortalit infantile e la numerosit dei casi di decesso per puerperio.
Sotto la rubrica Usanze e consuetudini stata raggruppata una eterogeneit di
testi, che riguardano le opere e i giorni. Appare evidenziato il rilievo economico rap-
presentato, soprattutto nella alimentazione dei ceti pi poveri, dalla raccolta di erbe
spontanee eduli accanto a bacche, funghi ecc., dieta che veniva integrata con la con-
sumazione di rane, granchi, gamberi e pesci catturati con la pesca di frodo nei ruscelli,
nonch di uccelli e piccoli animali che venivano presi con trappole e lacci. Si aggiunge
poi un inventario di altri fenomeni: dalla religiosit popolare e dalle feste, un tempo
molto pi frequenti nel corso dellanno, pause benvenute, che interrompevano la fatica
del lavoro (ad es. calendimaggio, ferragosto, ottobrata), ai punti nodali del ciclo della
vita umana (nascite, matrimoni, morti), ai giochi infantili praticati nelle strade rionali,
ai contratti agricoli che regolavano i rapporti di lavoro. Troviamo cenni agli scongiuri,
anche per allontanare gli insetti parassiti che minacciavano la vigna o le coltivazioni
in genere (tentativi di stornare le forze negative); alle scampanate di dileggio ai vedovi
che convolavano a nuove nozze, usanza che evidenzia il peso del controllo sociale; ai
pronostici agricoli (per es. dalla forma degli acini o dallaspetto dei cereali), che rap-
presentavano risposte rassicuranti nelle aspettative della famiglia contadina. Un gruppo
di testimonianze concerne avvenimenti locali e fatti di vita quotidiana: anzitutto i la-

siani, ricerca coordinata da L. Amici, Comune di Acquapendente, Viterbo 1991, AEMME Grafica;
Ead., Medicina popolare della Teverina, ASSINTEC, Collana di storia, tradizioni, folclore 2, Viterbo
1992, Union Printing; P. M. Guarrera, Il patrimonio etnobotanico del Lazio, Censimento del patri-
monio vegetale del Lazio, n 1, Roma 1994; P. M. Guarrera, G. Forti, S. Marignoli, G. Gelsomini,
Piante e tradizione popolare ad Acquapendente, Quaderni del Museo del fiore n 2, Acquapendente
2004; M. Casaccia - C. Pozzi, Sui nomi dialettali delle specie floristiche spontanee e coltivate. Loro
ambiente di diffusione sul territorio comunale di Bolsena e utilizzazioni tradizionali, in Bollettino
di Studi e ricerche, Bolsena, Biblioteca Comunale di Bolsena, VI, 1991, pp. 123-152; S. Magrini,
Infusi, tisane, acqua di rose: tradizione popolare e scienza, in I riti del fuoco e dellacqua nel fol-
clore religioso, nel lavoro e nella tradizione orale, (a c. di A. Achilli e D. Bertolini), Roma 2004,
EDUP, pp. 257-272 (lavoro incentrato su Bomarzo). Per una subarea umbra, vd. G. M. Nardelli,
Cultura e tradizione. Demomedicina nellAlta Umbria, Provincia di Perugia, Perugia 1987. Come
utile termine di confronto rimandiamo al vecchio, ma per certi versi ancora valido, lavoro di Z.
Zanetti, La medicina della nostre donne. Studio folk-lorico premiato dalla Soc. Ital. di Antropolo-
gia. La psicologia delle superstizione, lettera del sen. P. Mantegazza, Citt di Castello 1892, S. Lapi
Tip.-editore (ora disponibile in ristampa a c. di Il Formichiere sas, SantEraclio di Foligno 2007).
Introduzione
23

vori agricoli, di cui Maggini aveva esperienza diretta perch coltivatore (vd. ad es. il
riferimento alla fertilizzazione del terreno con il letame prezioso che si raccoglieva),
come pure i mestieri artigianali: si pensi al prestigio di cui godeva la figura dellarti-
giano, dal momento che svolgeva un ruolo fondamentale in una economia di sussi-
stenza e allinterno della comunit (il fabbro produceva o riparava aratri ed altri attrezzi
di lavoro; il maniscalco ferrava le bestie, correggendo difetti e malformazioni della
zampa o curando lesioni e malattie)30.
Segue una sezione dedicata a diversi prodotti riconducibili a forme del folklore
orale. Purtroppo manca per il capoluogo di provincia una raccolta folklorica comples-
siva, anche se sono disponibili i risultati di indagini parziali effettuate in un certo nu-
mero di centri minori31. Ad aggravare la situazione, si aggiunga la difficolt di reperire
articoli (di qualit variabile) dispersi in quotidiani, bollettini e riviste locali, numeri
unici effimeri, manifesti, calendari, pieghevoli stampati in occasione di sagre e feste,
ecc.32. I testi folklorici, che Maggini ci ha fornito, fissati dalla tradizione e facenti parte
del patrimonio spirituale collettivo, sono stati da noi suddivisi in due sottogruppi, ri-
spettivamente afferenti al mondo degli adulti e a quello dellinfanzia. Occorre preci-
sare che essi non sono stati da noi raccolti in maniera sistematica, cio nel corso di
una ricerca tematica appositamente strutturata, ma durante libere conversazioni in ma-
niera spontanea, sul filo del discorso. Si tratta, dunque, di materiali parziali; tra laltro
c da segnalare che sono assenti citazioni di ottave, che si componevano in maniera
estemporanea nelle gare di poesia a braccio, tradizione che nella Tuscia, soprattutto
nella subarea maremmana, rimasta vitale fino a tempi recenti.
Stornelli e strambotti costituiscono una categoria di formalizzati relativamente
numerosa (97 testi), che Maggini ben ricordava, poich, essendo suonatore di mando-
lino e mandola, aveva fatto parte da giovane di piccoli complessi musicali, che si esi-
bivano in occasione di festicciole, serenate, veglioni di carnevale. Questi formalizzati,
sicuramente tra i pi diffusi e numerosi nella nostra area, un tempo venivano intonati

30
Precise testimonianze sullutilizzazione del letame come fertilizzante, si possono leggere in F. Pe-
troselli, La vite, cit., vol. II, parr. 336-341, pp. 267-277. Per rapidi bozzetti sui vecchi mestieri, vd.
A. Apolito, Viterbo nei suoi mestieri, Viterbo 1997, Banca di Credito Cooperativo.
31
Con lintento di offrire un primo orientamento bibliografico, indichiamo alcune monografie etno-
folkloriche che riguardano centri della provincia: C. Nanni, Ischia di Castro: Terra uomini case, Vi-
terbo 1979, Edizioni Cultura; S. Cecilioni, Contributo allo studio delle tradizioni popolari di
Tuscania, Biblioteca comunale di Tuscania, Comune di Tuscania, Quaderni della Biblioteca comu-
nale, num. primo, [Grotte di Castro 1998, Tip. Ceccarelli] (rielaborazione della tesi di laurea). Una
ricca raccolta commentata costituita da: M. Arduini, M. D. Leuzzi, M. G. Palmisciano, Tradizioni
orali a Bomarzo. Alcuni repertori di ricerca, Viterbo 1983, Union Printing. (comprende: proverbi,
blasoni, wellerismi, chiapparelli); M. Cangani, Vox populi. vox Dei, Centro Ricerche e Studi, Ron-
ciglione 1998, Tip. Grafica 2000 (raccolta eterogenea di testi folklorici: proverbi, modi di dire, stor-
nelli e canti, filastrocche, aneddoti, cantilene per accompagnare i giochi, ecc.).
32
Q. Galli, Bibliografia della cultura popolare dellAlto Lazio 1945-2000, Consorzio per la gestione
delle biblioteche, Biblioteca di Studi Viterbesi VII, Viterbo 2001 [Tipolit. Quatrini].
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
24

in varie situazioni: accanto agli stornelli, con i quali si esprimevano i sentimenti deli-
cati nei confronti della donna, cerano quelli a dispetto di contenuto ingiurioso e
osceno, con i quali si dava sfogo al rancore, quando si subiva un rifiuto o un tradi-
mento o quando un rapporto si interrompeva; quelli di lavoro che accompagnavano la
dura fatica dei campi (per es. lolivatura, le mietitura, la vendemmia, la raccolta delle
nocciole e delle castagne) oppure loperazione del bucato nel lavatoio pubblico o sulle
rive dei ruscelli, la spannocchiatura durante la veglia nei cascinali, oppure le bevute al-
legre allosteria con sfide tra vari cantori, ed infine pi in generale nei momenti di
festa33. Insieme ai canti, elenchiamo battute e tiritere contenenti allusioni maliziose, un
tempo duso piuttosto frequente nella comunicazione quotidiana. Seguono le fila-
strocche, con espressioni e testi legati a funzioni fisiologiche, dove spesso non si ri-
fugge dalle espressioni drastiche e scatologiche, che allinterno delle classi subalterne
non erano ritenute sconvenienti, immorali, come invece avveniva secondo lottica pru-
riginosa nel ceto della borghesia bempensante. Alcune battute e canzoncine lasciano
trasparire pi evidenti contenuti socio-politici di tono contestatario o di sommesso
scontento34. Potrebbero apparire trascurabili i brevi formalizzati costituiti dai gridi di
venditori ambulanti o da testi pubblicitari legati al commercio: essi tuttavia forniscono
utili informazioni di tipo socio-antropologico sul rapporto esistente tra categorie al-
linterno della comunit.
Una categoria molto ricca ricorrente nella comunicazione orale allinterno di ogni
centro quella degli indovinelli, che vengono citati con intento didattico e ludico, qui
rappresentata da una ventina di esempi. Un tempo erano spesso argomento di vere e
proprie gare di acume e di intelligenza anche tra adulti, per es. durante la veglia, se-
condo una tradizione millenaria che rimanda alla soluzione di enigmi rituali e, in se-
guito, ai raffinati giochi delle corti. Anche in questo caso la formulazione ambigua,

33
A parte le raccolte ottocentesche di F. Nannarelli (Studio comparativo sui canti popolari di Arlena,
Roma 1871, Tip. E. Sinimberghi) e di A. Marsiliani (Canti popolari dei dintorni del Lago di Bol-
sena, di Orvieto e della campagne del Lazio, ristampa anastatica dellediz. di Orvieto 1886, Bolo-
gna, Libreria Editrice Forni, 1968), ricordiamo quella di G. Zanazzo, pubblicata nel 1910, nella
quale compaiono stornelli di Bomarzo, Capodimonte e Latera (opera ora disponibile nellediz. cu-
rata da G. Vettori: G. Zanazzo, Canti popolari di Roma e del Lazio, Roma 1977, Newton Compton
edd.). Nella seconda met del secolo scorso sono state edite per varie localit della provincia pic-
coli corpora di stornelli, strambotti ed ottave. Per Montefiascone: Circolo Arci di Montefiascone (a
c. di), Aspetti della poesia popolare a Montefiascone, Viterbo 1979, Union Printing; per Ronci-
glione: A. Anzellotti, Lisandrina. Stornelli e rime popolari, Ronciglione, fasc. I s.a. [1991], fasc. II
s.a., Tip. Spada; per Valentano: R. Luzi, Le Valentanese. Stornelli popolari raccolti a Valentano,
Comune di Valentano, 1986 [Empoli, La Toscografica]. Molti stornelli sono presenti nel lavoro di
Cecilioni (Contributo, cit., pp. 119-151).
34
Una messe di canti politici e di protesta sociale stata raccolta da chi scrive, in collaborazione di
Luigi Cimarra, in una indagine svolta intorno agli anni 80 del secolo scorso, soprattutto nel basso
viterbese. Tuttavia tra i materiali, rimasti fino ad oggi inediti, figurano anche testi registrati nel ca-
poluogo di provincia e risalenti agli anni 1920-22.
Introduzione
25

talora scabrosa, non era soggetta a censura35:


Chi la fa, la fa pe vvnne; / chi la cmpra, nu lladdpra; / chi laddpra, nu la vnne.
La cassa da morto.
Cra na vrta Marcccio, / llva lngo quanto m brccio: / quanno lo tirava fra, /
li gocciava la mazzla.
Il ramaiolo.
La sottocategoria di testi religiosi elenca alcuni esempi di preghiere non ufficiali
tra le molte tramandate oralmente nellambito familiare, di madre in figlia36; cui sono
aggiunti alcuni scongiuri con valenza magica, che rappresentano una riposta al timore
del negativo, per esorcizzare una presenza nociva. Un tipo di formalizzati sfruttato, in
passato pi di oggi, nello scambio orale quello che va sotto il nome di wellerismi. Si
tratta della citazione proverbiale di enunciati fissi sotto forma di discorso diretto, at-
tribuito ad un personaggio reale o fantastico37:

35
Giusto quanto asserisce G. R. Cardona (Introduzione, cit., p. 97; vd. anche pp. 200-203): buona
parte dellinsegnamento anche linguistico avviene non in forma diretta (per es. con la ripetizione a
memoria, di cui si detto) ma in forme indirette: un mezzo usato in molte culture lindovinello,
che al tempo stesso un esercizio di memoria e un concentrato di conoscenze simboliche e lingui-
stiche. Il ricco repertorio giocato di solito sullequivoco verbale, su una voluta ambiguit, su sot-
tili accorgimenti linguistici: prevale il doppio senso allusivamente osceno mediante associazioni
verbali e simboliche, che hanno attinenza alla sfera fisiologica o sessuale. Per un esempio di prove
per enigmi, si legga il celebre capitolo Astuzia di Bertoldo nel tornare innanzi al re nel modo chei
gli aveva detto (G. C. Croce, Le sottilissime astuzie di Bertoldo. Le piacevoli ridicolose semplicit
di Bertoldino. Col Dialogus Salomonis et Marcolphi e il suo primo volgarizzamento a stampa, in-
troduzione, commento e restauro testuale di P. Camporesi, Torino 1978, G. Einaudi ed., pp. 33-36).
Da parte degli storici delle religioni e degli antropologi stato ripetutamente sottolineato il valore
sacrale e rituale rivestito dagli enigmi nel mondo antico (come anche nelle culture arcaiche attuali):
Le oscure metafore e gli enigmi di cui erano colmi i vaticini era tuttaltro che un gioco, essi dove-
vano venir intesi e risolti per la salvezza degli uomini e degli stati. Nel proporli e risolverli, nellin-
dovinarli, stava tutta la scienza della divinazione (A. Seppilli, Poesia e magia, Torino 1962, G.
Einaudi ed., p. 302).
36
M. Brizi, A fulgure et tempestate. Ricerca sulle feste, i riti e le tradizioni della cultura popolare
tra Lazio, Umbria e Toscana, Proceno 1990, Edizioni Pro loco [Grotte di Castro, Tip. C. Cecca-
relli]. Una ricca raccolta, ancora inedita, di orazioni popolari e canti religiosi paraliturgici, che copre
una buona parte della provincia, stata da chi scrive, insieme a Luigi Cimarra, realizzata negli anni
1975-1995 con recuperi e ricontrolli in periodi successivi.
37
Il wellerismo un sottogenere del proverbio, che trae nome da Samuel Weller un personaggio dei
Papers of the Pickwick Club di Dickens, che amava appunto esprimersi in questa forma: il prover-
bio messo in bocca ad un personaggio, uomo o animale o anche oggetto personificato (G. R. Car-
dona, Introduzione alletnolinguistica, Bologna, 1976, Il Mulino, p. 195). E ancora espressione
attribuita a un personaggio pi o meno noto con la formula come diceva, come disse (B. Miglio-
rini, Dal nome proprio al nome comune. Ristampa fotostatica delledizione del 1927 con un sup-
plemento, Firenze 1968, Leo S. Olschki Ed., Suppl. p. LXXVIII, s.v. Weller). Per lanalisi formale,
vd. A. M. Cirese, Wellerismi e micro-rcits, in Lingua e Stile 5, 1970, pp. 283-292. Possiamo di-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
26

Scrzeme tarde e rricrzeme prsto, la vita dice.


cchece v!, ssgno bbrutto, disse l rspo, quanno vidde appinzut la canna.
ccoce qqu, disse Cicria, una cme qqusta m mra mae capetata!
Vale la pena segnalare che nella raccolta numerose battute proverbiali di questo
tipo sono attribuite non solo a piante o animali personificati, ma soprattutto a noti per-
sonaggi locali, designati con soprannome, evidenziando un gusto per la citazione ri-
petuta che facilita la trasmissione nel tempo. Invece il chiapparello, costruito sullo
schema di botta e risposta, tendeva a sorprendere, ingannare, stupire qualcuno con una
sintetica formulazione inattesa di tono scherzoso. Esso assumeva un tono drastico, ta-
lora scatologico:
Annama Rrma / Col zacco e la corna.
C l zle e ppive, / chi mmgneno li bbve? / Llrba! / La bbcca tua pina
di mmrda.
D vae? Fra Llcchje!
Il secondo grande raggruppamento presenta il folklore infantile, ovvero utiliz-
zato da e con bambini.
Anche per questo settore folklorico manca nella nostra provincia un lavoro din-
sieme, pur essendo stato oggetto di alcuni importanti studi parziali38. Appartenenti al
mondo dellinfanzia sono naturalmente le ninnenanne e le filastrocche riferite a fun-
zioni e movimenti del corpo, con lintento pedagogico di avviare il bambino alla co-
noscenza di s, del proprio corpo e delle sue parti. In esse si ripropongono i modi

stinguere tra wellerismo scherzoso in cui lautorit invocata puramente pretestuosa, e quello in
cui c un nesso non arbitrario tra il protagonista del wellerismo e le sue parole; questultima com-
prende i wellerismi che hanno effettivamente le caratteristiche di microracconto (Cardona, Intro-
duzione, cit., p. 196).
38
Segnaliamo di seguito le principali pubblicazioni sul folclore infantile: B. Blasi, Detti e giochi del
passato sui ritmi della canzone popolare, Bolletino dellanno 1987 della STAS, Suppl. n 16 alle
Fonti di storia cornetana, pp. 191-224 (proverbi calendariali, filastrocche, conte, tiritere, raccolta
di stornelli); L. Cimarra (a c. di), Pizzo pizzo ragno. Documenti di folclore infantile, Comune di Ca-
nepina, Quaderni di ricerca e documentazione n 1, s.l. [Viterbo] 1985, Union Printing; Q. Galli, Tra-
dizioni orali della Teverina: ninne-nanne, filastrocche, racconti ed altro, Collana di storia, tradizioni,
folclore 1, ASSINTEC, Viterbo 1992, Union Printing; M. R. Mechelli, I giochi, Viterbo 1994, Agne-
sotti; Gruppo Archeologico Verentum (G.A.V.), Ghiringhiringola. Valentano: antichi giochi, conte
e filastrocche dentro le mura, Lambiente locale 3, Collana di studi editi a c. del Comune di Va-
lentano Biblioteca Servizi culturali, Valentano 1994, [Grotte di Castro, Tip. C. Ceccarelli]; L. Ci-
marra, Mazzabbubb. Repertorio del folclore infantile civitonico, Biblioteca Comunale di Civita
Castellana, Ninfeo Rosa 4, Civita Castellana, 1997; G. Norcia (a c. di), Fiabe e filastrocche vetral-
lesi, Vetralla 2005, Davide Ghaleb Ed., Guide 5; S. Giorni, La vicitaria del ciocco tinto. Tradizioni
popolari caninesi, Montefiascone 2006, Tip. S. Pellico.
Per cenni e descrizioni di carattere storico sulle attivit ludiche attraverso i secoli, vd. F. Rossi (a c.
di), Musei per giocare. Atti del ciclo di conferenze, Sistema museale del Lago di Bolsena-Museo
della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese Valentano 2006 [Grotte di Castro, Tip. Ceccarelli].
Introduzione
27

espressivi usati dal bambino nella fase di sviluppo del linguaggio. Elemento funzionale
indispensabile del gioco la conta, che assume un andamento sillabato, o ritmato, per
assegnare specifici i ruoli ai partecipanti, spesso intessuta di onomatopee, di nonsense
o di parole prive di significato proprio, qui rappresentata da alcuni esempi. Seguono i
girotondi, soprattutto riservati alle bambine, come lo sono le filastrocche enunciate
nellesecuzione del gioco della pallamuro. Spesso inventate tra bambini, le tiritere ri-
mate dileggiative sui nomi di persona si trasmettevano poi agli adulti; parimenti, gli
scioglilingua con valenza ludica svolgevano in primo luogo funzione didattica per i
bambini, ma potevano ricorrere anche in autentiche sfide di abilit tra adulti. Come
avviene sopra per le conte, anche le formulette ricorrenti in molti giochi svolgevano
la stessa funzione dinamica.
Seguono sottocategorie meno numerose come le formule dileggiative, le favo-
lette, le formule incantorie di pertinenza al settore magico; sono riportati anche alcuni
testi sul tempo meteorologico, argomento di primaria importanza per i coltivatori; chiu-
dono la raccolta alcune formulette mnemoniche di uso prevalentemente scolastico.
Facciamo infine presente che proverbi e detti proverbiali39, blasoni popolari40 e altri
testi formalizzati di minore estensione, compaiono nel vocabolario inseriti a lemma, in
genere sotto la prima parola piena. Tra questi, un notevole numero di paragoni liberi,
del tipo agg. + come + comparante: rscio cme m billo, che meriterebbero di essere
raccolti sistematicamente, data la loro prolificit in ogni centro.
Non sfugge limportanza storica dei documenti etno-antropologici esibiti: anche
se costituiscono un dato parziale, essendo in numero esiguo rispetto ad un patrimonio
complessivo che doveva essere sicuramente pi ricco e vario, essi forniscono elementi
utili per una prima caratterizzazione della cultura locale e pongono una minima base
di partenza per lavvio di future raccolte ad opera di specialisti.
Passando a presentare il lessico utilizzato da Maggini, sar opportuno premettere
alcune sintetiche considerazioni di carattere generale. Da un punto di vista linguistico,
la provincia di Viterbo rientra nella vasta fascia dellItalia cosiddetta mediana, insieme
al resto del Lazio, alle Marche e allUmbria. La Tuscia viterbese non costituisce una
realt linguistica uniforme, dal momento che, al suo interno, sono chiaramente indivi-

39
Dedicato ad Ischia di Castro il lavoro di G. Baffioni, Il dialetto ischiano. Raccolta di detti e pro-
verbi, estratto da Giornale Italiano di Filologia, XXI (1968), Napoli, Armanni. Contiene, oltre ad
un glossarietto, trecentosessanta proverbi e modi dire, un elenco di nomi e soprannomi, ed un altro
elenco di toponimi, in buona parte non raccolti direttamente dallautore.
Per lintera area, vd. L. Cimarra - F. Petroselli, Proverbi e detti proverbiali della Tuscia viterbese,
Viterbo 2001, Quatrini (con informazioni su altre raccolte precedenti, pp. 68-69). Tralasciando le rac-
colte minori, meritevole di menzione ci sembra il maneggevole contributo di G. Braconcini, dedi-
cato al mondo contadino, alle colture ed ai lavori agricoli e alla meteorologia: Si l cuntadino fusse
nduno La meteorologia e la campagna nei proverbi viterbesi, Viterbo 2003, Stampa Agnesotti.
40
F. Petroselli, Blasoni popolari della provincia di Viterbo, I-II, Viterbo 1978-1986, Tipolit. Qua-
trini A. & figli.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
28

duabili numerose subaree dalle caratteristiche proprie, in cui si notano variazioni si-
gnificative anche a distanza ravvicinata. In assenza di una trattazione descrittiva din-
sieme della complessa situazione, ci permettiamo di rinviare, per un primo
orientamento, al provvisorio profilo descrittivo con schematica esemplificazione che
abbiamo tentato recentemente di delineare41.
Ricordiamo che alcuni centri della Provincia furono scelti, nella prima met del
sec. XX, come punti di inchiesta ove raccogliere dati per lAtlante linguistico ed et-
nografico italo-svizzero (AIS): Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Tarqui-
nia; successivamente, i rilievi per lAtlante linguistico italiano (ALI, in corso di
pubblicazione) sono stati effettuati, oltre che a Montefiascone, anche a Bagnaia (poi
divenuta fraz. del capoluogo provinciale), Cellere, Montalto di Castro, Monteromano
e Vetralla. Negli anni Cinquanta, Michele Melillo raccolse al magnetofono documenti
linguistici, poi depositati nellarchivio della Discoteca di stato, in otto localit della
provincia: Proceno, Acquapendente, Bagnoregio, Lubriano, Montefiascone, Chia (fraz.
di Soriano nel Cimino), La Quercia (fraz. di VT) e Caprarola42.
La prima opera lessicografica di ampio respiro realizzata nella nostra provincia
con intenti scientifici quella dedicata dal compianto Paolo Monfeli al dialetto natio
di Fabrica di Roma43. Per il resto la lessicografia disponibile, per lo pi di tipo amato-
riale, tradisce, come avviene sovente in questi casi, lassenza di adeguati criteri meto-
dologici che ne rende insicura la consultazione a fini scientifici. Appare di valore
disuguale per le modalit con cui stata condotta la raccolta dei materiali, che in ge-
nere non sono esplicitate o sono vagamente accennate, ugualmente incerti sono i cri-
teri adottati per la lemmatizzazione; altrettanto gravi risultano le carenze circa la

41
A parte i ripetuti interventi di Ugo Vignuzzi (di cui vd. almeno Marche, Umbrien, Lazio, in Le-
xikon der Romanistischen Linguistik, IV, Tbingen, Niemeyer, pp. 606-642), rinviamo allesauriente
presentazione di T. De Mauro L. Lorenzetti, Dialetti e lingue del Lazio, in Il Lazio, Storia dIta-
lia, Le regioni dallUnit a oggi, Torino, Einaudi, 1991:309-364; a P. Trifone, Roma e il Lazio, To-
rino, UTET libreria, 1992:540-593; e soprattutto alla trattazione di P. DAchille, Il Lazio, in:
Dialetti italiani, cit., pp. 515-567 (in particolare pp. 520-524, dove sono illustrate le principali ca-
ratteristiche dei dialetti laziali). Per alcuni tratti linguistici della Tuscia viterbese, oltre agli utili
cenni schematici di E. Mattesini (in: M. Casaccia, Pesci del lago di Bolsena, Quaderni ALLI CLA,
La casa Usher, Firenze, 1986:18-19), vd. L. Cimarra F. Petroselli Proverbi, cit., pp. 47-53; ad in-
tegrazione, un primo e, sinora, unico profilo sui dialetti della provincia si trova in L. Cimarra - F. Pe-
troselli, Contributo, cit., in particolare pp. 28-34.
42
M. Melillo, Confini linguistici tra lAlto Lazio e lUmbria, in I dialetti dellItalia mediana con
particolare riguardo alla regione umbra Atti del V Convegno di studi umbri Gubbio 28 mag-
gio-1 giugno 1967, Perugia, 1970, pp. 491-542; M. Cortelazzo, Avviamento critico allo studio della
dialettologia italiana, I. Problemi e metodi, Pisa 1976, Pacini ed., pp. 59-60.
43
P. Monfeli, Cento gusti non si possono avere di essere bella e di saper cantare. Vocabolario del
dialetto di Fabrica di Roma, Roma 1993, Abete Grafica (rielaborazione della tesi di laurea, discussa
nellUniversit La Sapienza di Roma con il prof. U. Vignuzzi). Due centri (Acquapendente e Mon-
tefiascone) sono compresi nel Vocabolario del dialetto del territorio orvietano (a c. di E. Mattesini-
N. Ugoccioni), Opera del vocabolario umbro 8, Perugia 1992.
Introduzione
29

trascrizione delle voci dialettali, luso degli accenti, lesatta definizione delle entrate44.
Nostro oggetto di studio la variet linguistica utilizzata allinterno del capo-
luogo provinciale, in particolare nel quartiere di Pianoscarano, socialmente omogeneo
in quanto abitato fino ad epoca recente in prevalenza da agricoltori, artigiani, operai.
Rimasto fisicamente appartato per secoli, ha conservato a lungo una precisa identit
culturale e una propria fisionomia linguistica nei confronti di altri quartieri, sia quello
contiguo di San Pellegrino, sia quelli del centro, abitati dalla classe media e pi espo-
sti ai modelli dellitaliano regionale e del romanesco.
La raccolta sistematica di dati, che ebbe inizio nel 1960, prosegu negli anni suc-
cessivi, praticamente fino alla morte di Emilio Maggini avvenuta nel 1986. Le con-
versazioni (ovviamente libere, non strutturate in un questionario) si svolsero in
massima parte allinterno dellabitazione, facilitate dal rapporto affettivo di stretta pa-
rentela che legava il raccoglitore con il depositario in unatmosfera distesa e tranquilla,
criterio metodologico indispensabile per garantire lautenticit dei materiali.
Il materiale linguistico che presentiamo, risultato dallo spoglio dei testi scritti e
da parte delle registrazioni magnetofoniche disponibili da noi effettuate, stato orga-
nizzato lessicograficamente in diverse migliaia di entrate (cui si aggiungono le varianti
formali) presentate in ordine alfabetico. Il repertorio che ne risulta costituisce un do-

44
Tra le raccolte lessicali amatoriali di varia entit e valore ricordiamo: G. Gianlorenzo, Scialimata
de parole stente (Dizionarietto dialettale montefiasconese), in L campo de le rose, Montefiascone
1980, Centro di Iniziative Culturali [Tip. G. Graffietti], pp. 177-208; B. Blasi, Il dialetto cornetano,
Bollettino dellanno 1983 della STAS, suppl. n. 12 alle Fonti di storia cornetana, pp. 21-69 (con
appendice ed aggiunte nei bollettini degli anni successivi); AA.VV., Capranica. Invito a conoscerla,
Capranica 1984, Centro Maria Loreta [Roma, Tip. Giorgetti] (proverbi e modi di dire, filastrocche,
soprannomi, glossario); L. Porri, Decch chiacchiaramo accoss. Vocabolarietto bassanellese- ita-
liano secondo L.P., ciclostilato 1989 (con elenco di soprannomi e toponimi); id., Supplemento al vo-
cabolarietto bassanellese-italiano Decch chiacchiaramo accoss, ciclostilato 1990; F. Rigucci, Voci
e forme del dialetto gallesino, Museo di Gallese Centro Culturale Marco Scacchi, Gallese 2002,
Stampa in proprio; L. Fanti-A. L. Clementi (a c. di), Elenco di soprannomi sorianesi e raccolta di
vocaboli del dialetto, Roma 2003, II ediz., Grafica San Giovanni; G. Nasetti, Il richiamo della me-
moria. Collana di studi e ricerche del dialetto ortano. I. Caratteristiche dialettali Glossario - Modi
di dire, Orte, Dopolavoro ferroviario 2003 [Civita Castellana, Tip. Punto Stampa]; P. Stefanelli, Vo-
cabolario cellerese-italiano, cap. 10 Appendice, in Cellere, i percorsi della memoria. Ambiente, sto-
ria, personaggi e cultura di un paese della Maremma, Cellere 2003 [Grotte di Castro, Tip.
Ceccarelli], pp. 325-345; D. Calvaresi, Cos se dice allUriolo. Vocabolario illustrato oriolese-ita-
liano, Roma 2004, Grafica Giorgetti (su Oriolo Romano); Cesare Corradini (a c. di), Cos parlavano
a Castiglione. Vocabolario ragionato di una lingua che scompare, Comune di Castiglione in Teve-
rina, Collana di studi e ricerche n. 9, Acquapendente 2004, Tipolit. Ambrosini; M. Casaccia P.
Tamburini, Il vernacolo di Bolsena, Sistema Museale del Lago di Bolsena, Quaderni 3, Acquapen-
dente 2005, Tipolit. Ambrosini; F. Frediani, Glossario di parole andate. Bassano Romano gi Bas-
sano di Sutri, Isola Liri 2007, Grafiche del Liri; F. Ranucci, Cronaca e storia a Valentano (VT) tra
le due guerre mondiali (1920-1950), vol. IV, s.l., s.a., s.e. (tra laltro: la toponomastica, pp. 142-
143; il vocabolario, pp. 144-159; i proverbi, pp. 161-170; le frasi scherzose, pp. 171-173; le fila-
strocche, pp. 188-199) .
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
30

cumento affidabile delluso idiolettale di Maggini, attento osservatore, oltre che de-
positario, della parlata della comunit dallinizio del sec. XX e riconosciuto sensibile
interprete-portavoce, nelle sue opere, della cultura tradizionale45. In proposito va sot-
tolineata limportanza dei chiarimenti da lui forniti con insolita sensibilit linguistica
sulle sfumature semantiche di molti lemmi, sul valore dei sinonimi, sulle marche duso,
datazione e vitalit delle voci, ecc. Non esitiamo a giudicare il lessico utilizzato da
Maggini rappresentativo delluso collettivo delle generazioni anziane nel quartiere
contadino ed operaio di Pianoscarano46.
Dal corpus di cui disponevamo ci stato possibile estrarre una grande quantit di
voci clte nelluso concreto e presentate allinterno di minicontesti di frase autentici,
che ne chiarivano il significato. Nei limiti di spazio consentiti, abbiamo inoltre curato
la ricchezza fraseologica, con la citazione di modi di dire tipici, costruzioni fisse, pa-
ragoni liberi, clich, battute, intercalari.
Riconosciamo che la definizione proposta, corrispondente al termine dialettale
ad esponente, pu risultare talora poco trasparente per il lettore medio odierno; dal-
tro lato, per il taglio semidivulgativo del volume, data la sede di pubblicazione, oltre
che per motivi di spazio, la descrizione fornita di alcuni referenti (operazioni tecniche
o attrezzi per esempio) si presenta necessariamente contenuta e sommaria:
arato, s.m., aratro di legno a due ali con vomere di ferro, a trazione animale: ~ a
cchjdo co le bbstie vaccine || dim. aratllo.
bbarzza, bbarrzza, s.m., barroccio.
maclla, s.f., 1. gramola. 2. pezzo di tavola inchiodata, per sorreggere il tavolato di una
cassaforma orizzontale.
perticara, s.f., aratro di legno a tavola fissa con due manici || dim. perticartta | accr.
perticarne.
Lamentiamo altres la mancanza di annotazioni etnografiche ed antropologiche
esaurienti, che pure sarebbero indispensabili in molti casi per la giusta comprensione
dei valori semantici delle voci47.

45
Ricorda Nicola De Blasi: quanto sarebbero utili, anche per le opere dialettali contemporanee,
glossari che non siano concepiti solo come puntuale ausilio per lettori ignari di dialetto, ma anche
come documentazione certa, ad uso degli studiosi, di un lessico non sempre presente nei dizionari
dialettali. (Lanalisi, in Dialetti italiani, cit., p. 92).
46
In proposito si sottolinea che le opere dialettali contemporanee (o antiche) sono infine da consi-
derare non solo come mezzo per lacquisizione di dati, ma anche come fine di unindagine lingui-
stica, per esempio indirizzata alla descrizione della lingua usata da un autore dialettale di riconosciuto
valore, sulle cui scelte di stile e di lingua c ancora molto da studiare (De Blasi, Lanalisi, cit.,
pp. 92-93).
47
Si prenda ad esempio il termine curiato, col quale si indica il correggiato; da noi definito un at-
trezzo costituito da due bastoni uniti a snodo da un legaccio, di corda o di cuoio, che veniva usato
un tempo per battere cereali ed oggi i legumi. A chi non ha mai visto questo strumento di lavoro,
oggi conosciuto da pochi anziani, sarebbe necessario, oltre ad una definizione congrua, un com-
Introduzione
31

Scorrendo il repertorio lessicale, spicca in primo luogo la ricchezza di espres-


sioni che riguardano il corpo umano e le sue funzioni, il mondo della famiglia con i suoi
valori tradizionali e le attivit legate alla casa, lallevamento dei figli, i sentimenti e la
vita spirituale; parallelamente, risultano altrettanto frequenti i termini riferiti alla vita
sociale di quartiere, a realt concrete peculiari del luogo e a forme della cultura mate-
riale.
Si noter che stato possibile recuperare un gran numero di voci antiquate o ad-
dirittura arcaiche, che rischiano di cancellarsi in breve dalla memoria collettiva, in
quanto appartenenti a campi semantici legati a forme di vita tradizionale, del tutto
scomparse, superate o profondamente modificatesi nel giro di pochi decenni. Si tratta
di voci annotate non tanto per il gusto antiquario, o per un atteggiamento nostalgico del
tradizionale o del genuino, quanto per la consapevolezza di salvaguardare documenti
utilizzabili per una ricerca di taglio storico ed etimologico. Ci riferiamo in particolare
alla articolata terminologia delle tecniche di produzione agricola, differenziata a se-
conda delle colture e delle stagioni48:
mase, majjse, s.f., 1. prima aratura, su cui viene gettata la semente. 2. maggese; stato
del terreno lasciato incolto in riposo, per seminarvi lanno successivo: na ~ che sse
fa ddestate pe ffajje pijj l zle, nd sha dda f la smena del grano. 3. terreno la-
vorato.
nnfa, s.f., linfa della pianta.
vrga, s.f., vascone per irrigazione dei campi.
Lattenzione del coltivatore nei confronti della natura circostante dimostrata
dalle espressioni afferenti alla geomorfologia e ai fenomeni atmosferici, come pure
agli aspetti della flora e fauna. Unaltra ricca macroarea semantica quella dellarti-
gianato, attivit fiorente e differenziata: anche se non sono state oggetto di indagine si-
stematica, le diverse attivit artigianali, specialmente quelle che sono in pi stretto
rapporto con quelle agricole, risultano adeguatamente rappresentate nel vocabolario,

mento etnografico adeguato che ne mettesse la morfologia in relazione con le modalit dutilizza-
zione e che ne evidenziasse inoltre il valore di documento facente parte del sistema comunicativo
della comunit (M. Luisa Meoni, Lo studio antropologico della cultura materiale: funzioni, simboli,
comunicazione, in A Falassi, Tradizioni italiane: codici, percorsi e linguaggi, Univ. per stranieri di
Siena, Siena 1992, pp. 244-257).
48
Per limitarci ad un solo esempio, si pensi alle colture del lino e della canapa, per la cui produzione
Viterbo era nota fin dal Medioevo. Della canapa, in particolare, Maggini tratta in L Campanone, pp.
78-83. Sullargomento si veda inoltre, F. Petroselli, Canapicoltura viterbese. Documenti di storia
orale, Viterbo 1981, ciclostile; B. Barbini, Coltivatore e scotolatore: la canapa dal seme al tessuto,
in Lunario Romano, Roma 1995, Newton Compton, pp. 85-97; Gli scotolatori, in Zibaldone
viterbese cit., pp. 66-67; G. Sorrentino, Canapicoltura e tessitura, Museo delle Tradizioni popolari
di Canepina, Viterbo 2006, Tipolit. Quatrini. Per altri centri della provincia: R. Chiovelli-R. Peppa-
rulli, La lavorazione della canapa ad Acquapendente, Grotte di Castro 1987, Comune di Acqua-
pendente; Il lino e le pettinatrici di Bagnaia, in Bagnaia. Un nucleo della comunit montana
dei Cimini, Viterbo 1990, Amici di Bagnaia, pp. 32-35.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
32

come sono individuabili la denominazione dei prodotti della cultura materiale, le tec-
niche di costruzione e di trasporto, gli usi commerciali, le costumanze religiose e so-
ciali.
Appare evidente alla lettura la scelta consapevole operata da Maggini, nel for-
nire testimonianze esatte delluso linguistico risalente fino ai primi decenni del sec.
XX, anche col rischio di essere imputato di privilegiare scelte arcaizzanti. Daltro
canto, a fronte del patrimonio lessicale trdito, risalta netta lattenzione posta nella co-
municazione quotidiana allemergere di nuove realt, specialmente in epoca recente,
per denominare le quali si rende necessario utilizzare, con accezioni nuove, voci dia-
lettali esistenti; in altri casi si ricorre alle risorse dellitaliano regionale, oppure si adot-
tano voci italianeggianti, che entrano cos a far parte del sistema linguistico tra-
dizionale. questo ovviamente il caso dei moderni ritrovati della tecnica, della medi-
cina, della scienza, dei mezzi di trasporto, dellinformazione, dei nuovi prodotti com-
merciali; come pure delle nuove maniere di vivere e comportarsi, di abbigliarsi, di
alimentarsi, di abitare, veicolate dai mass-media. Non di rado bandite in raccolte ana-
loghe, per una sorta di purismo misoneista, che intende privilegiare la forma arcaica
come sola legittima del vero dialetto49, queste espressioni costituiscono altrettante
preziose spie della dinamica con cui il dialetto, adattandosi a pratiche esigenze sotto
la spinta di fattori esterni, si configura in nuove sembianze.
Nella provincia di Viterbo, come nel resto del Paese, la situazione complessiva ri-
sulta essersi radicalmente mutata a partire dal secondo dopoguerra, per cause struttu-
rali: migrazioni interne, passaggio dal primario al terziario, mobilit nel territorio (nel
nostro caso il pendolarismo verso la capitale), accresciuto livello di istruzione, benes-
sere (boom economico degli anni Sessanta), meccanizzazione generalizzata e poi au-
tomazione della produzione, miglioramento delle infrastrutture (rete stradale ed
autostradale, trasporti), grandi catene di distribuzione dei prodotti (supermercati, cen-
tri commerciali), ecc. Come conseguenza, sono scomparse alcune coltivazioni tradi-
zionali (ad es. canapa, lino), la manodopera agricola ha subito una drastica riduzione,
sono via via cessate attivit tradizionali come la panificazione a legna, lattivit dei
mulini ad acqua, la tessitura al telaio, i mestieri di calderaio, carradore, sediaio, fu-
naio, bottaio. In unanalisi pi approfondita, sarebbe utile poter precisare cronologi-
camente con maggiore esattezza il processo di rarefazione crescente o la scomparsa di
una data attivit o indicarne il grado attuale di sopravvivenza, mettendola in relazione
con il grado di vitalit attuale delle corrispondenti espressioni dialettali che la desi-
gnano.
Valga un esempio. Oggi molti ignorano il significato del termine mnnolo con il

49
De Blasi (Lanalisi, cit., p. 89) parla del persistere di un ingenuo mito del dialetto puro e inva-
riante, possibilmente arcaico, identificabile come lunica parlata dialettale e tradizionale di un
certo luogo, mentre la linguistica contemporanea intende affrontare lo studio del dialetto in una
prospettiva di variazione linguistica, che tiene conto del contatto e dellinterferenza tra variet di-
verse.
Introduzione
33

quale si indica il fruciandolo o spazzaforno, costituito da un lungo bastone cui legato


uno straccio che, immerso nellacqua, serve a pulire il forno a legna dalla cenere. Ep-
pure esso apparteneva, insieme a numerose altre espressioni, ad un campo semantico
molto ricco, da noi documentato nei primi anni Sessanta, prima che il forno a legna di
Pianoscarano a Valle Cupa cessasse lattivit in seguito alle nuove disposizioni sani-
tarie. Lo stesso pu dirsi della canapicoltura, entrata in crisi negli anni Cinquanta, op-
pure dellordinanza comunale che proib la presenza di asini o animali da cortile entro
labitato, e di altre usanze.
A questo proposito, importante far notare che termini da noi documentati, pur
numerosi, che si riferiscono a realt o situazioni scomparse, non costituiscono pi come
un tempo un insieme coeso, ma rappresentano oggi forzatamente soltanto alcuni aspetti
isolati, frammentari, marginali, sopravvissuti, quasi evanescenti, del lessico e ci sono
stati rievocati per nostra sollecitazione, talora a fatica, sul filo del ricordo. Infatti, ap-
pare evidente che una considerevole quantit di espressioni linguistiche, un tempo
anche centrali e di alta frequenza, non facenti pi parte del registro attivo quotidiano,
risultano oggi emarginate o irrimediabilmente dimenticate. Una minoranza di esse so-
pravvive in modo latente ormai soltanto nella memoria di una minoranza esigua di an-
ziani che ne ha una conoscenza passiva: non a caso, parecchie espressioni del genere
ci sono state restituite spesso da Maggini per associazione didee grazie alla sua sen-
sibilit linguistica.
Osservazione analoga riguarda il mondo religioso, struttura portante nellopera di
Maggini, che stato caratterizzato, a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, da
profonde trasformazioni, soprattutto a seguito della riforma conciliare. La terminolo-
gia di numerosi settori attinenti alla chiesa, al culto, alla liturgia, alla venerazione dei
santi ha infatti subto cancellazioni, riadattamenti e ristrutturazioni o ammodernamenti
(basti pensare, ad es., alla celebrazione della messa in italiano): ne sono stati oggetto
molte pratiche religiose, linguaggio delle campane, rituale, devozioni, organizzazione
ed attivit delle confraternite, religiosit popolare privata, pellegrinaggi.
Alla stessa stregua, avvenuto per altre usanze sociali un tempo salde nei nostri
centri. Raramente dato oggi osservare giochi infantili che un tempo si svolgevano in
strada; forme di farmacopea e veterinaria popolare, vita maschile dosteria, fiere e feste
popolari, veglia funebre: questi ed altri sono altrettanti fenomeni scomparsi o in via di
sparizione. Tuttavia, occorre avvertire che il processo di cancellazione, con conse-
guente indebolimento delle rispettive espressioni linguistiche, non pu dirsi uniforme
e generalizzato: in parecchi campi a differenza di altri, per cause psicologiche che oc-
correrebbe approfondire o per maggiore adesione sentimentale, le forme dialettali che
vi si riferiscono sembrano godere di un maggior grado di stabilit e opporre efficace
resistenza nei confronti delle innovazioni neologiche.
Per concludere, non sar inutile ribadire che la documentazione da noi raccolta in
questo volume intende illustrare solo una parte del patrimonio lessicale. In sostanza
quello in uso allinterno del quartiere contadino ed operaio di Pianoscarano, limitata-
mente alle generazioni pi anziane, di tendenza conservatrice, qui rappresentate dalla
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
34

testimonianza di un autorevole portavoce. La scelta di privilegiare la rilevazione ur-


gente di questa variet comunicativa, dipende dal ruolo importante che svolge tuttora
allinterno della realt linguistica nella sua totalit.
Nostro obiettivo infatti non era quello molto pi impegnativo di offrire un qua-
dro dettagliato della situazione odierna riscontrabile nel quartiere. Divenuta molto pi
complessa e poliedrica in seguito alle trasformazioni socioculturali cui abbiamo ac-
cennato, sopravvenute negli ultimi decenni, appare caratterizzata dallagonismo dia-
lettico tra resistenza di forme del dialetto tradizionale e irruenza di spinte innovative.
Chi volesse oggi affrontare questa problematica sarebbe costretto ad intraprendere
unindagine molto pi articolata ed approfondita che tenesse nel dovuto conto lottica
sociolinguistica50. Non dovrebbe limitare il suo interesse allo studio delle forme del dia-
letto tradizionale, ma allargarlo a quello dellintero repertorio stratificato, quindi com-
prensivo delle variet ditaliano in dinamico rapporto, a disposizione dai parlanti.

Mi sia concesso esprimere il mio sincero ringraziamento al collega e fraterno amico


Luigi Cimarra, con il quale ho avuto il privilegio di discutere numerosi particolari ri-
cevendone preziosi consigli e suggerimenti, in particolare riguardo alla presentazione
dei documenti etno-folklorici.
Ringrazio altres la Banca di Viterbo, nella persona del Presidente Avv. Luigi Man-
ganiello, per aver sovvenzionato la stampa del volume.

50
Vd. R. Sornicola, Dialettologia sociologica, in particolare per quanto riguarda la metodologia
da applicare, in Dialetti, cit., pp. 42-63.
35

DOCUMENTI ETNOLINGUISTICI E FOLKLORICI

Testi narrativi
- G. Boccaccio, Decameron, Novella 1.9
- Parabola del Figliuol prodigo (Luca XV, 11-32)
- Episodio evangelico della Samaritana (Giovanni, IV, 1-30)
- Dialogo dellacqua e del vino

Etnotesti brevi
- Medicina popolare e farmacopea
- Credenze e superstizioni
- Usanze e consuetudini, fatti di vita quotidiana

Testi folklorici
Mondo degli adulti
- Stornelli e strambotti
- Canzoni
- Canzoncine e battute di contenuto socio-politico
- Canti, tiritere e battute contenenti allusioni maliziose
- Tiritere e battute legate a funzioni fisiologiche
- Gridi di artigiani e di venditori ambulanti, avvisi commerciali
- Indovinelli ed enigmi
- Wellerismi
- Chiapparelli e scambi di battute
- Orazioni, invocazioni, giaculatorie
- Formule magiche
Mondo dellinfanzia
- Ninnenanne
- Filastrocche e battute legate a movimenti del corpo
- Formule per la conta
- Formule di gioco
- Filastrocche per il girotondo
- Filastrocche per il gioco della pallamuro
- Tiritere dileggiative su persone e situazioni particolari
- Tiritere dileggiative sui nomi di persona
- Filastrocche legate al tempo meteorologico e ai corpi celesti
- Filastrocche legate al tempo cronologico e al ciclo dellanno
- Orazioni
- Inizi e chiuse di favole, favole senza fine
- Formule incantatorie
- Scioglilingua
- Formulette mnemoniche
Documenti etnolinguistici e folklorici
37

DOCUMENTI ETNOLINGUISTICI E FOLKLORICI




TESTI NARRATIVI
G. Boccaccio, Decameron, Novella 1.9 (Il re di Cipri, da una donna di Guascogna
trafitto, da cattivo, valoroso diviene)

Dnqua, dice chi mmal tmpantiche quanna Ccipro cra l primo r, dppo
chi Ggufrdo di Bbujjne va pijjato la Trra Santa, succsse chi na signra fu-
ristira annide m pilligringgio a vvisit l zeprcro. Ntramnte che rridavad-
ditro pann ccasa, quanno chi ffu rrivata Ccipro, llagguantnno crtmmene
scellarate.
Nun trovanno cunzulazzine da gnuno, a la fine pinz dann llamentasse dal
r. Quanto quarcuno li disse chi ssarbbe stato fiato spregato, pirch qqullo ra
trppo cojjne e nu li fregava prpio pi gnnte dil trte che ffacvono mallaltre.
Anze, passava spre pure man crte bbirbonate chi li facvono ma sso, tant
vvro che quanno quarcuno civa no mbrjjo llannava sfoc spra a sso e ccus
lo svergognava.
La dnna quanno sap la csa, smagnsa comadra de vennicasse, paricon-
zolasse di qullo chva passo, pinz bbne di stuzzic la cojjonggene dil r. Al-
lra che ffa? Annide da sso a ppiagne e li disse accus: Io nad cchi mmi
prisnto miqqu davanta tt a cchjdete dajjutamme, pirch ttanto me s bblla
charissegnata di qullo chh ppatito. Nvce sarbbe curisa di sap sslo na
csa. Mha da d ccme fae tu abbozz bbno bbno le cse de tutte li culre che
tte fanno questro. Che Ddio slo sa che ssio potvo f llistsso lu farbbe bblla
sudisfatta, armno mpararbbe da t a ssopport l trbbole mie cu la stssa pa-
cnza cme lo sa f ttu.
L r chi ffinanta qquel mumnto rarimasto marimpriorito, a ssent la
bbojjata chveno fatta man qulla pra cristiana, dtte no strzo chi pparva
guase che sse svejjava dal znno. Man qulla fmmena li fce ggiustzzia e dda
qul girno n avante ncuminci a ttratt l dilingunte a bbrutto muso e nun sop-
portava ppi quanno li ggnte volvonoffnna llonre di la corna sua.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
38

Parabola del Figliuol Prodigo (Luca, XV, 11-32)

N mo cva du fijje e l pi cciuco n girno ann ll e li fce: h, t! Dteme la


parte di la rbba chi mmasptta! A sti parle l patre si sent tralassat. E ppirch
mi vngha cchjda la parte di la rbba chi ddiche chad la tua? Perch io me s
pprpio stufato de st miqqu cun valtre a ff sta vita, a ttocc li bbve e gguern li
bbstie. Io vjjann vvia de qqu a ggodmme la vita. Ma fijjo mio, si p ssap ndu
vae? E mmjjo di qu ddi vita, chi nun ti manca gnnte? Io vjjo ann vvia a ddi-
vertimme. Dteme la parte mia!
E mmi lu sa d ccme fae a ddivertitte cu la parte chi tti tcca? Cme sarbba
dd: la trra, li bbstie, llordgne dil lavro.
Vennar gnicsa e ppijjar l quatrine! Nun ann vvia, ncontrarae li pne.
V vvia lustsso, a st mmiqqu s stufo, vjjo ann ndu si gde la vita.
Mi farae mor schjattato. Num mi frga gnnte! Vjjo ann vvia, te capito?
Pnzece bbne! Ch ppenzato.
Annarae a rrovina, annarae a ccattanno Num memprta.
Gurdeme! Ggi mmi s nvecchjato Mjjo! Accus mmorte prima.
Ammzzete che ffijjo sciagurato! Mammazzar quanno chi ssar ra.
E ccus qul pro patre li tocc ff stim la rbba dal pirito pi dd la parte mal
fijjo, chi ttutto cuntnto mont sul mjjo cavallo, snza d n zaluto, cu na bbrza
pina di bbcche, e ppart. Annide mar un antro pase luntano e ssi mise a scia-
lacqu cun quste qqullo. Li si msero ntrno crte scroccne, maschje e ffm-
mene, chi n quattre qquattrtto llaripulinno llrteme srde, e pp lo lassrno slo
cme ddn Farcccio. Manco a ffallo appsta, de qulle tmpe vinne prpio na ca-
restia da cane. Allra sso, aridutto a li peluce, nun avnnoce ppi gnnte da magn,
prov ann cchjda lavro n giro, ma cu qqulla carestia grzzia Ddio chi a la fine
trov n vellano chi lu prse pi ccumpassine a gguard l majjale. E ntanto va
smpre fame, e qquarche vvrta li toccava magn ppure la jjanna nvce de
dalla mal cico. Allra ancuminci a ppinz ma la su casa chva lassato e mmal zu
patre.
Portta mm! Ma guarda m p chh ffatto! H llasso la casa chi num man-
cava gnnte e mmiqqu n girno o llantro morar dde fame. Ma cme f a rripre-
sentamme dal mi p, dal mi fratlle? Co cche ffccia? Dppo qullo chh ffatto,
ch vverggna.
E ntanto lu stmmeco li caraujjava e li dicva: Chae fame. E sso facia:
S, annamo! S stato prpio nfame, num mreto cumpassine.
E vvia, ariseguet quarchantro ggirno, ma na sra, ntramnte chi gguardava
ma li stlle, sintse scta cme da na vce: li parva l zu p chi lu chjamava.
Emb, sne! Annar ll, li dicar mal mi patre si mme gurna, dda mtteme pi
ssrvo, armno mill ad ssicuro chi sse magna.
E ffu ccus chi na mattinabbonra emp la zzucca dillacqua dil pzzo e ppijj la
strada pann vrzo casa. Gnitanto si sintiva avvampasse su ppil viso da la verggna
Documenti etnolinguistici e folklorici
39

e ffacva: M arid arrto. Ma pe aridicva: Ma nne, avante! Nun zar ppi l


zu fijjo, far l garone.
E ntanto manco si naccorgva ppi ddavcce n vistitccio lgro, la bbarba lnga
chi pparva n vcchjo e gnuno llavrbbe assomijjato. E stu viaggio travajjato dur pi
qquarche ggirno e adra prpio finito. Dice: M, mi crco e mmro. Quanno che
arzanno llcchje cus a ccaso vidde davante a llue nfra la nbbia la casa sua, ancra
m p lluntano, cus chi llarivnne m p ddi frza, e ariprse via co ppi ccre. Ntanto
l zu patre tutte li mattine stava mell sul palazztto di casa sua a spettallo, e vvidde n
mo mo strppio ven vvrzo casa. Quanto llariconbbe: Qu ad l mi fijjo!
Sibbench vvcchjo cumadra, curze ggi ppi li scale cme n gioventto, e l
zrve dcheno: Rig, qu ad ngojjito! Ma che ngojjito! Nu lo vedte? l mi fijjo
ch rrivato, rrivenuto! E li va ncntro a bbrcciaprte.
Bbench gnissunantro llariconoscsse, lue adra sicuro chi ddrnto a qqulle
stracce e qquel barbne cadra l zu fijjo. Va ll, llabbrccica e li fa: Fijjo mio,
adro sicuro chariverrae!.
E l fijjo dice: Ah t, s no sciagurato, num mreto ppi ddssa vstro fijjo, ma
l pggio de li srve! rzete, n, s smpre l fijjo mio suspirato! Sapsse quanto th
spettato! Ma m s ccontnto cha la fine s rivenuto a ccasa: adre mrto e ss ari-
suscetato! E mmal zrve li fa: Valtre sbrigteve! Annata ppijja l mjjo vistito, fa-
ctele la bbarba e llavtelo, nfiltele mal dto llanllo dro ppi ggrsso,
ammazzate l vitllo pi ppatllo che ccmo, annata cchjama l parnte e tutte
llamice! Sha dda magn e bbva e ff ffsta e bball ttutto l vicinato!
cchete che ssul pi bbllo di la magnata, l fijjo pi ggranne chi vvne da la fra
stracco mrto. Sentnno tutto quel baccano chi manco si sa, domanna ma n zrvo
chad succsso.
Ad ssuccsso chi l tu fratllo, qullo chra partito cu la rbba, ad rivenuto
sprco e ppovartto che n ce se crde, e l tu patre jjha vvorzuto fajje la fsta.
Prca madro! Guardarnne! Sintite m p chi rrbba! Sha dda f ffsta ma no
sciagurato, n vagabbnno pggio di li latre? Sto scialacqune gjjo snza capc-
cia? E nun volva jjentr drntal festino. Chjamnno l vcchjo e allra l fijjo
granne jje fce: Ah s? Io th sservito smpre, h ffatto llintersse di la casa, h
llavorato llanne e llanne cme m bvo a ccapccia bbassa, e ttu manco mhae dato
mae n craptto picch mi lu potsse magn cullamice mie, e nvce pi sto scioparato
che ttha mmagnato l quatrine e sse ll ggiocate cu le trjje fae na fsta chi n z
vvista mae, e ddae da bbva ma ttutto l vicinato!
L patre carmo carmo jjarispse accus: E ppure tu hae raggine, fijjo! ssa
bbno! ssmpre l tu fratllo. Per ha da penz chi l tu fratllo, povartto, sra
przo, ra ito furestiro, quase chi mmoriva de fame a gguard li bbstie pillantre
e io stavo pe mmoricce da la pna. Nvce adsso chad rrivenuto, carmo la ppace
drnto casa e ddrnto l cre. E ppe lu sae bbne: qullo chad mmio ttuo e gnuno
te lo tcca! Ma adra ggiusto chi ssi facsse fsta, n te pare?.
E magnnno tutte quante felice ccuntnte a ccrepapanza e ssembriacnno spg-
gio chi pe ssanta Rsa.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
40

La Samaritana (Giovanni, IV, 1-30)


Arrivate chi ffunno al pzzo, si fermnno, e Ggis si misa ssda mill vvicino,
ntramnte chi llapstele annidono al pase a ccromp l damagn. Dill m po-
chtto cchete charriva na dnna cu la bbrcca e ssi mise a ttir ss llacqua. Al-
lra Ggis li disse: Mi fae bbva, chi cch sste?. Qulla lu guard m p
trasecolata e li disse: E ccme! Tu chi sse ggiudo chjde da bbva ma mm chi
ss ssamaritana? Allra sso llarispse: E ggi! Ma si ttu ssapve chi ss io chi
tti chjdo da bbva, sarste tu a cchjdemolo, e io te darbbe acqua viva. La
dnna chi n capiva qulle parle, li chjse: E ccme p f a ddamme da bbva ma
mm chi nun chae gnnte pi ttir ss llacqua?. Dnna, dnna! Tu nun zae chi
llacqua chi ddico io, man chi la bbve nu le vne ppi sste. E la dnna segui-
tava a nun cap.
Ntramnte arrivnno llapstele e ssi meravijjnno na massa a vvda l Zignre
che pparlava cun qulla fmmena, perch l ggiude cul zamaritane nun ze la fa-
cveno pi gnnte, e li dsseno: Mastro, magna, t!. Ggis arispse: Io h dda
magn n damagn che vvantre mica lu conoscte. Llapstele si guardvono ntra
de lro e mmanco lro capveno. E allra Ggis, seguitanno a pparl cun qulla
dnna, li disse: Va a cchjama l tu marito!. Nun ce llh, llarispse.Ad vvro!
Ci nnhae avute cinque e qqullo che cci stae adsso nad l tu marito. La dnna
si sturb e ddide m passo arrto e ddisse: Chae raggine. E ccerc di cambi
ddiscurzo: Vggo chi ttu se prufta. Dimme m p ndad che ssha dda preg?
Mill sul mnte cme facvono li nstre patre? E vvaltre dicte chi ssha dda preg
a Ggirusalmme. Dnna, sa che tte dico?, choramae ad vvinuto l tmpo chi ssi
prga dapertutto. E va bb, mapr io s chha dda vin l Missa e qquanno ven-
gar ci dicar sso cme sha dda f. L Missa s io chi st a pparl cun t!.
Tutta m btto qulla cap gnicsa e ccrse e pp curze a cchjam ttutte l paesane:
Currte rig! Ggi mmal pzzo c n cristiano chi ddice da ssa l Missa e ha
nduvinato tutta la vita mia. E ttutte crzono ggi e li bbattinno li mano.

Dialogo dellacqua e del vino


Dicva llacqua mal vino: Snte, fratllo! Tu tavante da port lligra mal
mnno e mma llmo dae la frza. Ma aricrdete chi ssi ttu nun ci fusse, l mnno
annarbbavante lustsso; nvce si mmancasse io, manco tu ci sarste e l mnno
sarbbe na palla arinzecchita e ssnza vita. Lu s chi llmmene vnno pi bbne
ma tt chi mm, ma qu ssuccde pirch llmmene si scrdeno trppo di qulle chi
li fanno dil bne. Lu s chi qquanno la tu matre ua ad mmatura, m piacre a ssa-
purilla, ma ppirch io th ttinuta n vita e ttu sce da li vscere e sse piacvele
a ggustatte, e nfina qqu va bbne. Ma quanno mi pjjeno e mmi fanno divent
vvino snzua, avarste da ssa tu l primo a sintitte offso pi qquellimbrjjo. Lu
vgghe, io pirch s ttrppo bbna st zzitta, sinn avarbbe davantamme di quel
Documenti etnolinguistici e folklorici
41

cambiamnto e dditte: Ah bbllo, lu vgghe, io bbinanche chi ss acqua, psso


pure divent vvino. Eh, chi ni diche? E pp a li prze, male chi vvada, in acqua s-
lusse, va bb?
Cara surlla acqua, tu cchae cnto e na raggine. La prima cchi s la rig-
gina di la vita, nfino chi vvnghe ggi ggiudizzisa. Ma quanno ti pjjeno chi ddi-
vnte alluvine, lu sanno qulle poracce chi li prte via gnicsa, pure la casa, e li
fae mur affugate li vacche e l zumaro e mma llro li tcca arrampicasse sullar-
bre e ssul ttto dil casale pi ssarvasse. E ppo m chi llmo s ncivilizzato chi ttha
pprto drnto li case cu la funtanlla pi la su commidit, tha pportato pure ma li
stabbolimnte e ddrnto ma la frbbiche. E qquanno ariscappe di ll ha cambiato
di culre e ss avvelenata, e mma li ggnte li tcca scapp vvia chi mmanco pi l
muso ci si pnno lav e nun ti pnno pi bbva chi li fae mmal l fdeco e llartre
vscere, e pp mreno snza sap chi mmale channo avuto. E ssi nun ci fusse io
chi llaristorasse cu n gocctto di dabbva! E pp lu sae chi ddicva Mco di Ti-
mitillo? H ttrvo um mdeco bbravo davro: mha ddtto chi h dda bbva l
vino! E allra sa chi tti dico? Cercamo da st bbne n zalute nue, pirch si ttu di-
vnte sprca pillinguinamnto e io pijjo di cerqune e ddi muffa, allra n valmo
ppi gnnte n io n ttu. Ma pir n ccrpa nstra e ss ssmpre llmmene chi
cci fanno divent ccuss, si nun ci custudsciono cmad priscritto. Ma pir
ppggio pi llro!
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
42

ETNOTESTI BREVI

MEDICINA POPOLARE E FARMACOPEA

Acqua e jjo sbattuto.


Nel sederino infiammato del bambino.

Co la scrza dellrmo se fasciava la ferita, llaringomava. Co le bborziche


dellrmo, cra lljjo de san Giuvanne. Se cojjvono la mattina de san Gio-
vanne, pe le ferite, se sfragnvono dntra n recipinte pariccjja lljjo che
sserviva paringomm le ferite.
(vd. sotto: Se uno si fa na firita...).

Co le gocctte djjo callo ce pulvono llorcchje a le fijje co la pzza.


Rimedio per lotite.

La bbrra de bbasto pe li prri fa bbno.


Si lega il porro con un crino per farlo seccare e cadere.

La conzleda nrba a ffjje rade, cme na spce la spinace, e ppr fa l frutto


sottotrra, tutte radechtte bbrotozzolse, che ssi pstono, e cce se fa ccme n
empiastro, si fscia ndve c l male. Si uno se smve m pide cme sia, se fa
na fasciatura co qqulla rbba ch ccme l gsso.

La gmma dellolivo dice che ffa bbne pel mal de dnte.


Lenisce lodontalgia.

La ragnatla pure su le piaghe se mettva, spce la fulina del cammino, spce


le piaghe de le bbstie.
Come disinfettante asettico per ferite o piaghe.

La sanguenlla nrba cme la gramgna, che ffa n fire cme na stlla, con
tre quattro rame che ss rraspse. Allra, se pijja, se fa m mazztto de ste file
raspse, e sse mtte su ppel naso e sse fa m p de vrte s e ggi fino chsce l
zangue. Ce se ggiocava.
Usanza di ambito infant.

Le pnte del rgo, crte per agsto, se mettvono dntro n fiasco, na crta quan-
tet, p se tngono ar zerno a la ntte e al girnar zle, fina che ss, hanno
scolato ggi l zugo, che vvne cme n unguentino dnzo. E qqullo se mtte ne
le crtte del ptto di le dnne. Pure pe le morrede.
Documenti etnolinguistici e folklorici
43

L crispigno facva bbne ppure pe la frussine dellcchi, ce facvono llim-


piastri.

L fle de majjale sattaccava su ppel cammino, saddoprava pe le ferite. Spce


le bbstie li si mettva la fulina del cammino ne le piaghe.
Come disinfettante antisettico per le ferite.

L fumestrno m medecenale, mapr nun z perch ffa bbne. S cche ffa mmale
se la mgnono l cunijje. Cce mrono.

L mi p quanno stide male pi mmor, li frate cappuccine li dideno nrba chi


li fce bbne.

Man qulle chadreno ammalate di tirzzia, pi gguarille, dice chi li dveno a


bbva llva frsche cul pidcchje drnto. Li facveno magn le pidcchje snza
che sse nnaccorgvono, dntrallva, le mannvono ggi, li facvono bbno.
Rimedio contro litterizia.

Panechino, lue le conoscva tutte llrbe, che llannava ff ppe le frate, che ffa-
cvono le medicine. Sar mmrto, n ze vde ppi.

Pel mal dsse ce mettvono l mattne calle.

Pi la pormonite se mettvono le mignatte.

Pil mal di panza se bbeviva llcqua panata.

Pil rifreddre se facvono l fumnte de smmala bbruciata e sse bbeviva l vino


callo col zzccoro.

Se facva l bagno nel vino a li fijje dbbole de zzampe, racchidinse.

Se facvono le bbagnle de pajja bbagnata su li cotgnele.

Se mettvono le pectte de fichi dndia stto le tmpie pel mal dcchje.

Se metta lljjo ndun tegamino, se faca lljjo ferrato pellorecchjne.


Applicazione di impacchi dolio caldo, in cui si immerge un ferro rovente, contro i dolori reu-
matici o per ungere le ghiandole gonfie.

Se uno si fa na firita, quann dde sti tmpe, pijja n ramtto de rmo, lva la cc-
cia, co na strisctta, e cce se fscia la firita. Com pche ggirne sarimrgena.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
44

Si n fijjo cva la bbronchite, si pijjava n fjjo de guadrno co ttutti bbuchi fatti


collaco e jje se mettva sul ptto, pe se sgocciolava spre la cra de na can-
nla de sgo.

Su le ferite se mtte la tla de ragno; su le crtte e le piaghe la pce o la fjja


del rgo distillata; le bbagnle cul vino pe rrinforz la vista; le chjarate e rr-
dica de conzlida pistata su le smsse del pide; cnnere calla pel mal dssa;
fjje de crispino pel mal de dnte. Parifresc llcchje, fanno bbno le bba-
gnle cullacqua dil fire de sammuco oppuramnte acqua co ccnnere di pajja
abbruciata. Lljjo ferrato pillorecchjne, fumnte co la smmala pil catarro,
petrjjo pil pidcchje. L dnte frace le cavvono l frate cappuccine de sam
Polo.
Rimedi di vario genere.

Su le piaghe del zumaro, pe n fccele ann le msche, ce mettvono llossign-


ne de la rta del carrtto.

CREDENZE E SUPERSTIZIONI

Adsso n ce s ppi, na vrta dice che ccrono davro le strghe. Pijjveno


frma de gatto nro, uscvono l venerd. Si mettva la scpa su la finstra pi
scongiuro.

A le creature n zha dda mtte l nme de ggnte vive, perch li saccrcia la vita.

Bborbtta la marina, l tmpo se cmbia. Quanno la marina sborbtta, ssgno


che l temporale vvicino.

Canta la raganlla, dumane pive. Chjama llacqua.

Caros l plo de le bbstie e li caplle de li cristiane n zha dda tajj co la luna


crescnte, senn ricrsce sbbito.

Co la canna e ccol zanguinllo n ze p mmen le bbstie, perch channo me-


nato l Zignre. Le vetturale num menvono le bbstie co la canna, perch
ccvono menato l Zignre.

Dppo tre nnbbie a ffila si dice che ppive.

Era cme n zgno di bbn agrio pe ttutto llanno, a mmagn llua a ccapo-
danno. Magnvono llua acciocch ttutto llanno gna bbne.
Documenti etnolinguistici e folklorici
45

La cratura che nra bbatiata nusciva di casa.

La dnna grveda m potva f ss l cotne, sinn l fijjo nasciva col budllo nel
cllo. E non dovva pass sstto le filagne de le vite.

Le patate fanno divent ssrde.

L fijjo bbatte llgne del ditne pi n f ppive, ccus l patre rsta n campagna a
llavor.

Li prime ggirne dillanno reno se dicva illnice, dalluno al ddice, p si tor-


nava nditro. Secnno l tmpo che ffacva n qulli ggirni, se nduvinava l tmpo
dellanno.

Llmo ciuco, che scappa gni venticinquanne, mettva paura.

L primo dellanno, se ssgne l frate sgno che tte vne a pport vvia, se campa
pco. Se incntre n vcchjo, se campa parcchjo.

Na bbottijja djjo che ccasca prta disgrzzia, una de vino allegria.

Pi ppot ssegn, na dnna va da ssa matre de stte fijje.


Requisito necessario perch si ritenga una donna dotata dei poteri magici di guaritrice.

Pi qquaranta ggirne dppo sgravato, facva male a llavasse collacqua frdda.

Quanno se comnciona sbianc llorcchje e a ddivent ggialle, la mrt


vvicina.

Quanno se spezzava n ombrico, allra piovva.

Quanno vde la luna col crchjo, llacqua vvicino.

Rotolasse pe ttrra a li prime trne de marzo fa bbno pel mal de panza.

Se l gatto gratta la scpa, cmbia tmpo.

Se la dnna ncinta le vne vjja de magn quarche ccsa, ha dda st ttnta


ttoccasse, senn lo fa ssegnato.
Sulle voglie insoddisfatte delle gestanti. Se la madre tocca con la mano una parte del corpo,
alla vista di un frutto, di un cibo appetibile o di una bevanda, che non pu gustare, di un ani-
male o cosa ripugnante, in quel punto il figlio recher fin dalla nascita una macchia della
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
46

stessa forma e colore. Onde occultare la voglia, le gestanti si toccano alla bisogna nelle parti
meno in vista (glutei, cuoio capelluto dietro la nuca, sotto lascella).

Se lva cul dnte lo stizzo mal gatto, ditro la cda, pe ffallo ssa pi ttaccato a
ccasa.

Se ppive ne la ggiornata, vrzo sra, quann la mattina ggi sse p nn lla-


vor uguale. Perch qquanno canta l cucco, la sra mmllo e la mattina
sciutto.

Si uno nasce dppo l primo venard, se dice ch ggjjo pirch li manca n ve-
nard.

USANZE E CONSUETUDINI, FATTI DI VITA QUOTIDIANA

A Cncia! Llte ntso dnn Arcste? Quanno vde n frcciolo de tmpo cattivo
ncomncia a sduendel le campane.

Al Bojjicame smpre che mme toccava de ntte, na vrta me succsse che vvdde
che mme se secc llacqua, e mme tocc ann ss a vvde che ssuccedva, che
ra e cche non ra. E ddefatto arrevae s ne le piscine, e la trovae che llvono
mannata dntro la piscina pe ff l bagno. Crono du mmene che ddntro, che
stvona ff l bagno. Du carabbignre! Col zappne che ccavvo, arivortae
llacqua pe rremannalla ggi ppe llrvio. Nzmma me fce sent che llacqua
lladdopravo io, che nun ra bbenfatto che llro llsseno ggirata. Ma se io n
qur momnto, snza dille gnnte, sse prso le vestite ce llsse portate via,
cmannava ffin? Si ro n antro, llavrbbe pure fatto.

Allpoca de la potatura veniva n ucelltto che ccol fischjo dicva: pot pot pot!
P, dppo quarche ggirno dicva: putimpala, putimpala, putimpala!
Il verso delluccello viene reinterpretato come esortazione a potare e palizzare le viti.

Cannveno a rriccjje le fiche de sumaro co la scoptta, la paltta, l capagno


o la carila.
Sulla raccolta delle deiezioni animali da utilizzare come concime.

Co la scabbisa ce se fanno le scpe pe ppul llara. rresistnte.

Co le cde de vitbbia quann pprimavra che cccciono, che ss cco le punte


tnere, se cciono, se lssono, e pp se connsciono glio sale acto o llimne,
Documenti etnolinguistici e folklorici
47

e sse mgnono cminzalata. Qulle de lppolo lo stsso. Appna nsciono s


dda la trra, fina che ss ttnere, ce se fa la frittata. Ppure le strgole.

n zomaro chha ppotato pe pprimo. Che pprima dice lluva no lla potvono, l
zumaro nvce va magnato nvce n qualche ppsto chva spuntato le cape, e
ll lluva ce vnne mjjo, e ccos mparrno a ppotalla.
Vedi infra: La potatura...

ra qullo che sse prze la mammana pi la strada. Stava de casa n campagna


co la mjje chva da partor. Attacc l carrtto e ann a ppijja la mammana a
Vvetrbo. Salinno: Tenvete h, comm!. A ccianche ritte ccascata a parte
dditro, tutta na vrta. Lue n ze n ccrto. Quann rrivato ggi ch scso:
Comm, smo rivate!. Va ll e la mammana n cra ppi. Aripijja a ccapzza
la bbstia, arid dditro, a ccerc la mammana, e anze che llancontr non tanto
distante. Comm, ve ste fatta male? h, stavo mjjo prima! L, mett-
teva ssda dntra la cassa nvce de st dditro su la tala!

ttradizzine che Nno ha scoprto per caso sto frutto che nva visto mae.
Nha ffatto na bblla magnata, ha ntso chra bbno, e le vinne penzato da
mtta pparte l zugo, llha ffatto ferment, e nha ffatto na bblla bbevuta e cci
s imbracato.

Fina la prima gurra, pi ssantAntgno cra la cavarcata de fascinare e ca-


vallare al Dmo. L zignre de la fsta portava n cro grsso a ssantAntgno,
dava man tutte le ciammlle pe rrigalo e l pranzo.

La pianta ccme la vita dun mo. C ppco da f. La linfa, quel zugo che nn
chjamamo linfa, ccme l zngue, che ccrcola nel crpumano, n.
Sulla vite.

La potatura llha nventata l zomaro. Che pprima dice lluva no lla potvono, l
zumaro nvce va magnato n qualche ppsto chva spuntato le cape, e ll llua
vnne mjjo, e ccos mparrno a ppotalla.

La vita sta mmjjo coprta. Quanno la trra llavorata, che ccomncia vven
llestate, ha dda ssa coprta. Pe mmanten la frescura pe ttutta la staggine.
E ppe bbesognerbbe a scarapalla spsso, im mdo che la trra fsse smpre
sffice. Perch sse cci pive, la bbattuta dallacqua, pare che, dice, ha ppiovuto
e mmantne. Envce n! Dppo m p de ggirne, sasciutta de ppi. Nvce,
quanno che la trra llavorata, n zasciutta la trra, se mantne frsca.
Sulla coltivazione della vite.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
48

Le pste, appinzutate, se bbattvono col majjo de lgno fatta ppippa. Piantato


l psto, se passava a ff llincrcca col rncio, co n antro psto ditro pac-
conzent. Sullincrcca ce se mettva la prteca. Se legava col zarcino, se facva
na legatura gni psto, co n zarcino grsso, chjamato bbacchettne.
Sulla costruzione della pergola.

Llrba mra, speciarmnte quanno che ccra l zme che ffa ttutte palline, se
psta bbne bbne fina fina, che vvne chjamata cccola, e sse bbutta
dntrallacqua ndo c l psce, e lo fa mmor.
Sulla pesca di frodo.

Llottobbrate le facvono tuttanzime le socet di la Rsa, de la Stlla, de li


Stranite, co na rillegrata pi ttutte le famijje co ppranzo e bballe.

L lutto pel mrto se portava pi n anno.

L muratre fanno fsta l girno de santAntgno.

Lo chjamvono imbratto pel majjale crta rbba ctta, l cavolccio speciar-


mnte. Channvona ccerc l cavolccio dinvrno, ggi ppe le cannte ma le
prde, ntrna Vvetrbo, e lo facvono bboll.

Lo spaccaculo se apre, ce se ggiocava cu le fijje. Si dice: Apre m p qqusto!


Quannuno llva aprto, dice: Ha spaccato l culo cme na gallina!
Gioco infant.

L patrne dovva compr l zorfato de rame. E l zccio pompava l ramato su la


vigna. Le canne, l patrne le dovva mtte, l legname l patrne. Dppo, n rtimo,
spartvona mmo.

L piccasrce appna scappa da la trra ccme li sprici. Fa bbno pi li rne.


Io llh mmagnato, bbno, ctto cme li punte de le vitbbie, ssaporite
bbno.

L zammuco na pianta che ccha llnema dntro. Se pijjava u rramtto de na


crta grosszza, se levava llnema. P se facva l mneco de lgno, se facva
d palle de cnepe, simpasticava, se nciancicava m p cu la bbcca, p se fa-
cva d palltte, unapprssallartra, e scoppiava. Facva bb! P sarimettva
la palla da capo, nantra bbtta: ntn! bb!
Gioco infant.

Mariccontava la mi scera, quannrono ggiovantte col zu fratllo chann-


vena bball, e annveno pura ffreg qquarche vo dntral gallinaro. Allra
Documenti etnolinguistici e folklorici
49

m ar bujjo, l zu fratllo Ggiacomino annde ll mal gallinaro e pprse n vo.


Cra qullo slo. Ll al bujjo, lo ropp pe bbvelo, e qquanno lo mise ma la
bbcca m momnte moriva, chra qullo gjjo, da quanto puzzava. Stava ll
ppe llnece.
Me dicva l mi scero che llue cva na vigna, che cce s le confine, sta vvicino
a nantra. E ccos vnne na grndene, al vicino suo fu ccolpita da la grndene.
Lo sae, qui arriva e ddi qqua non fa ddanno, e qqulla sua nvce nun cra ri-
vata. Allra qulle srono rrabbiate: Cump, e vve che ccte n antro patre-
trno? Varda che ssha dda vda, qusta mia ttutta rovinata, e la vstra nun
c gnnte! E ccos, n girno quannanntte ggi, trov che ccrono le vite
tajjate. Qulle pellinvdia llvono tajjate m p de vite.
Me la raccontava la Naarna de mastro Pitro Cccia chro fijjo. Maricrdo
slo li stroftte chhanno cantato al pranzo. Dice la spsa: Vigna ro e vvigna
s, / curtivata ro e ppi nun z, / e nun z pi qqual raggine, / mi ha bbando-
nata l mio patrne. L marito: Vigna re e vvigna se, / curtivata re ppi nun
ze, / ve saprne la raggine, / cco l guanto e l padigline. Lu stmma. L r:
Alla vigna io ci andae, / una pmpina toccai, / ma per la corna che h in tsta,
/ non toccai uva ne bbna ne ccrsta.
Protagonisti della favoletta, nota gi dal medioevo, sono un uomo, sua moglie, sospettata di
adulterio, e il re che inavvertitamente entrato nella camera, dove stava riposando la donna.
Questa, nel corso di una tenzone in versi, servendosi della metafora della vigna, dissipa il so-
spetto del marito nei confronti del re. Una versione viterbese di tradizione orale stata gi
pubblicata, alla fine del sec. XIX, da S. Prato (Lorma del leone, racconto orientale consi-
derato nella tradizione popolare: saggio critico, Romania, XII, 1883, pp. 535-565; XIV,
1885, pp. 132-135).

A mmtta na bbiffa su le trre dartri. Passato l venticinquaprile l girno de sam


Marco, se piantava la bbiffa, sabbiffava la vigna, ce se mettva na bbiffa arta
na canna, anche n cannne due aggiuntate. Pe ccojjonlla. Che navvano nco-
minciato a llavor la trra chra tutta sda.
Vedi infra: P qqui cra nosanza che pprima

N lavro fatto male presmpio ne la vigna, quanno se sfonnellava, se ccra


quarcuno m p ffiacco, pe sseguit n qullaltre facva le copertre. Tirava la
trra di qqua ddi l, e sstto rimanva sdo. E ccos, se facva bbravo cme
qqullaltre, per quann charicarzava, qullo che llavorava bbne, annave
mjjo di qullaltro. Perch qqullo dppo, de stto trovava la trra tsta. Ari-
manva male e ffatecava de ppi.

N campagna se piantava na crce de canna co sspre tre rramtte de parma


bbenedtta legate.
Usanza con funzione apotropaica per scongiurare la grandine e i temporali.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
50

Nvce im princpio lo facvono col cardo scco, chanc ccva li picchi, e scar-
dvono la lana co qqullo, co la pianta del cardo.

Pi la grndene fino a la prima gurra sonvono la campana e sparvono le fu-


cilate.

Pi Nnatale, l fijje mparveno l zermne e pp nu lo dicveno chveno verggna.


La cenarlla de la viggijja, prima de mttesa mmagn si dicva l Crdo, p ve-
nvono l parnte, spce si ccreno li fidanzate, e ccu la tmmela saspettava
pann a mmssa de meantte.

Pi ssam Bicio l prte ognva la gla co na canneltta nta djjo pil mal de
gla e spce le spine de psce. P se comprvono a la fira le ficha ppalla nfi-
late ma la vitbbia.

Pi ssam MicchlArcngelo si preparveno li sme dillua e ssi dava l via a la


vennmmia.

Pi ttutta llottava dppo li mrte, crono dnne channvonal camposanto a


dd llorazzine pel mrte di le famijje che le pagvono appsta e li dvono
ppure na bbottijja djjo pel lume.

P qqui cra nosanza che pprima, quanno che sse zzappava la vigna col frro,
che ssi sfonnellava, se ppassava l venticinque del mse daprile, allra ce met-
tvono la bbiffa. Pijjvono na canna, ce mettvono n giornale da capo, e llab-
biffvono. La bbiffa vorrbbe d, la mettvono su m prato, dovva sse
riguardata che n ce dovva pascol nnessuno.

Primma esestva qusto, che qquanno n crono nzetticide, se ssi vedvono le


purcine ne le facile, e le ruche ma la vigna, allra se chjamava l prte. San-
nava ggi e sse facva la bbenedizzine.

Quanno cra quarcuno chi pparlava scorrtto, si ccreno li fijje ciuche, li si


dicva: Sta attnte, chi cc la quarsema!
Quarsema, al pari di frasca in altre espressioni analoghe, termine sostitutivo per bam-
bino. Si usa per avvertire di non trattare argomenti osceni o sconci in presenza di minori.

Quanno no sciamo dape va vvia, si crca dannallapprsso, e sse dice: Ab-


basso la mastra! abbasso! P se bbatte con du pzze de frro, oppuramnte
un campano. Se chjmono fino che sse vannattacc n qualche rramo, ne na
pianta quarzasi, tutto n rampazzo fanno, ll sse frmono. E ddppo, se va ll co
n zcchjo, co na bbtta spra cscono tutte dntro.
Documenti etnolinguistici e folklorici
51

Quanno se faciva la scampanata a li vdove, li spse scennvono ggi cul quar-


tarne del vino e ttutte cuntnte. Mal mi nnno, quanno spos la trza mjje, a
la scampanata bbussveno pure na bbtte vta.

Quanno se lavorava n campagna, se bbeva tutte da la stssa bbarlzza. Se dica:


Attnte a num prda l turo! Abbada che tte tcca ann ddorm co la patrna!

Quanno sariccjjono le vite, se mttono, se stnnono davante uno che sta bbas-
sato, e mana mmano se raccjjono fina che cce se cava rrggene na bbrac-
ciata, o se lgono sbboto l ppe ll. Oppuramnte dppo, se passa n zguoto,
saccppiono magare le manciate, secndo le fasce quanto s ggrsse. Ebb, le
vite tanto, cme le mtte ssmpre n vrzo slo. Si mettvono tutte da na parte,
che pp dppo servvono pellinvrno pe ff l fco.

Quanno se svinava, se mettva la chjave ne la callara pe n f ppijj dde rame l


msto. Ce s che mmettvono l zrde de rame pe ffalle pijj ffrza. L catenc-
cio nfocato o l tizzne ardnte.

Quanno se vde pinzo, v dd dice: Questanno ce nn ppca. Quanno


llcchje s ttnne, pine, ch ggrvido, si spra bbonnnzia. Si rritndo, al-
lra ssgno che cc lluva dntro. Si ppinzuto, allra nun c. L prunsteco
si f llanno prima, quanno che la vignha ccacciato.
Pronostico sulla vendemmia.

Sam Martino ra la fsta dellmmene sposate.

SantAntgno pi la su fsta nvita ma ssa Llurnzo a ccasa sua ch ffrdda, e ssa


Llurnzo pi la su fsta nvita ma ssantAntgno ma la su casa ch ccalla.
Sunto di favoletta, riferita alle date in cui si celebrano le feste dei due santi: quella di san Lo-
renzo cade nel cuore dellestate (10 agosto), invece laltra di santAntonio abate in pieno in-
verno (17 gennaio).

Se ra qulle coltrinucce co na bbstia, che llavrono da na parte sla, se ggi-


rava ntrno, e ccos si lavra smpre da na parte. Si sse riva scarz la vigna, si
bbuttava la ftta in fri, e qquanno se dovvaricarz, se ggirava a ccontro-
snzo, e sse bbuttava la trraddssa le viti.

Se ggiocava col brchjo de nce, spaccato n du parte vte. Una se metta su la


bbcca e qquellaltra si strscia spra. Movnno la bbcca fa n crto sno.
Di ambiente infant.

Se potava tarde, perch sse dicva che la vigna cacciava pi ttardi, im mdo da
potlla sarv ddal glo, da le bbrinate. Cme pprovrbio non ze dicva, ma ssi
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
52

sapva nzmma, parcchi ce stvonattnti. Pr, si facva ppure l danno che


ddppo la vigna, la vita piagnva e sse levava m p di fertelet nzmma. Quanno
che mmovva la vigna, allra, ggi ra n zugo, e pperci ra danno.

Tante vrte, quanno qqui ccra un ragazztto chancra a sfonnell no ra b-


bele, li facva bbatte l fnno avante. Ccos qqullo che vvenvapprsso fatecava
de mno. E ste ragazztte cavvono um bednte, che ssarbbe l frro, che sse
chjamava cardinale. Perchra n ferrtto m p ppi lleggro. E ccon qullo ce
bbattva l fnno avantal patre, e llajjutava.

TESTI FOLKLORICI

Mondo degli adulti


STORNELLI E STRAMBOTTI

Affccete a la finstra, si ammazzata, / mnico di paltta arruunita, / copr-


chjo di marmtta mporvarata.

Affcciate a la finstra, ricciolna, / de tui caplli dmmene na rama, / li mtto


nellorlggio pi ccatna.

Al Bbujjicame llacqua calla bblle, / bbna pi ffacce li bbagne calle, / pec-


cato pir chi ppuzza di ciplle.

Allarmi allarmi, che l tamburo sna, / li turchi snarmati a la marina, / la


pvera Rosina ppriggionira.

A Ppiazza drba ci s qquattro lne, / da quanno stanno ll s bbne bbne, /


fanno figura di quattro minchjne.

Bblla di qqua ddi ll, bblla pir tutto / e nni la legatura dil zinale, / quanno chi
ppisce mi pare n condutto, / mi pare la cascata chi vva l mare.

Bblla mia, / si vv vin cu mm, ti prto fra, / si tti piace da tribbol, s na si-
gnra.

Bblla, non ti vant si mmhae lassato, / che io mi vanter di altre cse: / th


mmsso la manal ptto e tth bbaciato, / nel giardintto tuo h ccrto na rsa.
Bbellina, llaltra ntte vnni al tu ltto, / pe vvde se ddormivi o sse vvegliavi, /
una mano la tenvi al ptto, / un ngelo del clo me sembravi.
Documenti etnolinguistici e folklorici
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Bbianca cme la nve di montagna, / bbianca cme desdera l mio cre, / mi s


venuta apprsso cme na cagna, / quanto s bbrutte le pne damre.

Bbtteme ggi la ggiacca cul curtllo, / vjjo ann bbve allosteria del gallo /
e vv dd na lezzine al tu fratllo.

Cavte le ricctte fatta mmlla, / stto c l pidocchjtto che cce bballa, / la


prcia ce la fa la sintinlla.

C n impiegato a ccnto lire al mse, / la mjje mrcia n bbito de raso / e cce


le fa pport le pnne tse.

Centmmene vistite tutte bbianche, / centmmene gajjarde assae distinte, / na


fscia rssa li guarnisce l fianche.
Sui facchini della macchina di santa Rosa.

Che ssrve chi vvinite piano piano, / tanto la camminata la capimo / e la ca-
pimo um mijjo di lontano.

Chi la fa la pnza: / se smo pesate tutte a na bbilncia, / vorrbbe f co vve


la conoscnza.

Colr anchnne / cme la fijja de Cintte la ppi ggranne, / qulla che dda na
parte smpre pnne.
Vd. infra: Fiore dacchnne...

Curre, vorptta mia, curre, vorptta, / non zmpre trovarae la strada piana, / ma
quarche vvrta pure llaristrtta, / curre, vorptta mia, curre, vorptta.

Dntro la casa mia ce sta na cunna, / vne, Nintta mia, a ff la ninna, / che tti
la canter la ninna nanna (var.: che io ti canter).

Dntro Reggina Cli c na bbranda, / vne, Nintta mia, a ff la ninna, / che tti
la canter la ninna nanna.

Di stornlli io ni s na lga, / llh llegate tutte a ffila ffila, / e llh pportate a


la fontana a bbva.

Divolo dillinfrno, fatte frate, / p valla ccunfess la bblla mia; / si nun ti


dice tutte l zu peccate, / diavolo, vne e pprtetela via.

E cchi mmimprta mm si nun z bblla, / tanto c lo mi amre che ffa l pit-


tre, / e mmi dipinger cme na stlla, / e cche mimprta mm si nun z bblla
/ lar llal, lar llal.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
54

E ll ggi nntte e lo patr ssuspira, / dice ch stata curta la ggiurnata; / ari-


spnne l rigazzo de bbottga: / stata curta n cazzo che tte frga! (var.:
nntte nntte e lo patrn sospira / u!, cm stata curta sta jjurnata!).

Finstra ti si fatta ggiardinira, / ti si coprta di mnta romana, / vorri chi


ssaffacciasse la patrna, / mi la bbuttasse ggi na ggentil rsa.

Fir damaranto / l bne che mmi volvi ra finto, / e qqullo che tti vjjo
ffarzo tanto.

Fir de purnlle / levtela levtela ch ra, / annama vvennemmi a le Cam-


morlle.

Fir drba bblla, / levtela levtela ch ra, / bbutttela dal ltto llEmma-
rlla.
Vd. infra: Fir di gagga

Fir di mentrasto, / la mi regazza odra di merluzzo: / quanno la vdo, mi ci


snto pazzo.

Fir di mentrasto, / la mi regazza puzza de merluzzo: / quanno la vdo, me se


rizza l cazzo.

Fir di mentccia, / pijjate lu schjopptto e annata ccccia, / portate llucelltto


a la Mariccia.
Vd. infra: Fir dua spina

Fir di limne, / cme si smo accompagnate bbne, / tu la migragna e io la di-


sperazzine.

Fir di spinace, / nun ttuttro qullo chariluce: / sito da la padlla su la


bbrace.

Fir ddrba bblla, / l nstro vitturale na cargna, / n bbno manco a ff


na mostarlla.

Fir di gagga, / levtela levtela ch ra, / bbutttela dal ltto la Lucia.

Fir di gginstra, / lccica a li gcce di la guazza, / s tanto bblla su la tu fi-


nstra.

Fir di mughtto, / l regazzo e la regazza stannal frsco, / fanno finta da cjja


l fincchjo / e ntanto si lu danno m bl bactto.
Documenti etnolinguistici e folklorici
55

Fir di pisllo (var.: Fiorn fiorllo), / la scoppoltta la prta l vassallo, / crre,


amre mio, a ffatte l cappllo.

Fir dua spina, / levtela levtela ch ra, / bbutttela dal ltto llEsterina.
Vd. infra: Fiortte rare

Fire dacchnne, / la sorlla del mi amre qulla granne, / quanno cammina,


da na parte pnne.

Fire danto, / quanno si far stu parentato, / quanno Bbagnajja divnta Cor-
nto.

Fire di mnta, / chi ccha la mjje bblla smpre canta, / chi ccha ppche qua-
trine smpre cnta.

Fire di mnta, / chi ddice chi la mnta nun zi pianta, / la mnta si pianta e ssi
semnta.

Fiortte rare, / levtela levtela ch ra, / bbutttela dal ltto la cummare.

Fiorn di nce / quanno la bblla mia riccama e ccuce, / canta li stornlli a


mma vce.

Garfolo piantato a la lindira, / vorri parl cco la tu mamma unra, / co tt


ccarina na ggiornata intra.
Ggiovanottino, chappoggiate al muro, / ste rimasto cu le msche im mano, /
di tante amanti n ce navte gnuno.

Ggira la rta, pi ggiralla ci v la fune, / la mamma la ruffiana di le fijje, / l


babbo lo tne l lume.
Sul lavoro del funaio.

Ggi ppi stu vicinato c na bblla, / che ppe ttenlla ci vle la bbrglia: / sm-
bra na cavallccia sfacciatlla.

Im mal mare c na vita dua, / l marinare chi scnne e cchi ppiana, / cus
ffanno llamanti a ccasa tua.
Im mal mare ci sta na culnna, / quattrdici pittri a ppitturalla, / ci fanno
a ggara cchi la fa ppi bblla.
Im mo al ptto mio c n zerpnte, / chi mmi lavra a ppunta di diamante, /
chi num prva llamr nom prva gnnte.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
56

L turista chi vvna ssam Pilligrino, / si scrda pure da ssa rumano / sttal
merltto di stu peparino.

L vistito bbianco cu li scarpe fine, / la fscia rssa spicca e li romane / ci vn-


gheno pi vvda li facchine.
Sui facchini della macchina di santa Rosa.

La Paranzana ad Mmnte Cimino, / lu p vde pure da luntano, / ma ppi


bbllo si li vae vicino.

La passeggiatal Crzo a llungo mtro, / cu la scusa dann vvda l quatro, /


li regazze si spcchjeno mal vtro.
Vd. infra: Ll ppil Crzo

Li bbillzze di la Filumna / se ll pportate via la tramontana, / pvera Filu-


mna, quanto pna.

Llacqua di lu mare tturchinlla, / la lingua di li dnne cuce e ttajja, / ma spe-


ciarmnte qulla di la mi bblla.

Ll ppil Crzo si fa vante nditro, / ni li vitrine ci p vda n quatro, / msso m


mstra prpio ditral vtro.

Li vgghe qulla sra la sfilata / a Strada nva su ppi la salita: / vanna ppijj
la Mchena fatata.
Sui facchini della macchina di santa Rosa.

Lo mi amre che ssi chjama Pppe, / l mjjo ggiocatre di li carte, / pijja stu
cre e ggichela ttresstte.

Lo tngo n cortellino a sstte lame, / nom mi trad sinn lu prdo llume, / pe ffe-
ritte l cre se mmabbandne.

Lu mi amre fa lu fascinaro: / va la stalla e mbasta li sumare, / va a la mcchja


e llga li fascine.

Lu mi amre si chjama si chjama, / nun vi lu psso d chi mmi si lgra, / si


chjama Pepparllo Bellarama.

Madnna dellarchtto, / fate che l mi marito vne matto, / cos mme spso
Pppe [---]
Testo incompleto.
Documenti etnolinguistici e folklorici
57

Mi chjamo Pepparllo sfortunato, / bbutto na pajja mmare e mmi va ffnno, /


llaltri bbttono l pimmo a ggalleggiare.

Mi chjamo Peppinllo sfortunato, / la mjje llh ttrovata collamico, / appsta


da Citavcchja s scappato.

Mi chjamo Pisellino di Livrno, / s ddi Livrno li prti del mare, / lvete, ri-
gazzino, da qqui da trno, / senn da mii fratlli ti f ppicchjare.

O Pppe Pppe, / a la regazza tua falle li scarpe, / fccelo l zinalino pi li fste.

Passa ripassa la finstra cchjusa, / dve sar la mi nnamorata? / Saffccia la


su matre e mmi saluta, / la poverina sta lltto malata.

Piescarano ffatto pir inggno, / n zi sa n qquann nntte e qquann ggirno:


/ cra n urlggio e llhanno dato m pgno, / pi nun zapllo caric nissunal
mnno.

Quanno passi di qqui, scppie la frusta / Nu la scppio pe vvi, bblla ri-


gazza, / la scppio pel mi cavallo che vva di crza.

Quanno tamavo io, tamava l zle, / la luna si ferm dda camminare, / li stlle
si cambinno di colre.

Quanno vedte l nspolo, piagnte, / pirch llrtimo frutto dellistate; / ma ce


nn n antro che nun conoscte, / e qqullo caccavllo lo chjamate.

Quanto ste bblla a ppartadditro, / chi ddavante n vavvo veduto: / sem-


brate na colnna di sam Pitro.

Qulle di casa tua male mi vnno, / che ffrze non z n mo cme llaltre; / ri-
dmmelo l mio cre che llarivjjo, / sta mjjo im ptto mio che m ptto daltri.

Se ccsse la mintccia, lljjo e l zale, / farbbe llacquactta, se ccsse l pane.


Testo frammentario.

Se dice chi Vvitrbo ccitt bblla, / cme n amre di fijja ni la culla, / ppi la
varde e ppi divnta bblla.

Si llacqua di lo mare fsse vino, / farsti innamor chi lluntano, / ma spe-


ciarmnte chi vvi sta vvicino.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
58

Sna meoggirno e ssna a ttcche, / li sartortte vanna llecc le piatte, / le


bbarbiertte ammzzeno l pidcchje.

S nnata pe li bbaci e bbaci vjjo, / li vjjo su la bbcca e ssu i caplli, / s


nnata pe li bbaci e vvjjo qulli.

S nnato a la marina a pprnde l zale, / me llhanno dtto cun chi ffae llamre,
/ io llamre lo f con chi mme pare.

S stata a la marina a ppijj llacqua, / l marinaro mha rrtto la bbrcca, /


cme far io che ss rragazza.

Statte zzitto chi nun zae cantare, / li stornlli nu li spighi bbne, / e ssi nnu li
sae m, mai ppi llimpare.

Su la finstra chi cci stata ffare, / li bbrccia vi si pssono ndolire, / llamre


a la lontana n zi p ffare.
Ti pssa pijj n crpo su la zzucca, / quanno vne llacqua ti lammlla / e
qquanno vne l zle ti lasciutta.
Va a mmor ammazzato che tti ci manno, / cme th ccomprato tarivnno, / e
nun ch ffatto n zrdo di guadagno.

Vi d la bbna sra si la volte, / sinn la bbutto pi sti cantonate, / quanno pas-


sate ve llariccojjte.

Vi d la bbna sra e ppi non canto, / vi vjjo ariver, stlla dargnto, / che
ffra le bblle lo portate l vanto.

Vitrbo ad ttuttariccamata / di palazztte chi li danno vita, / spce si la patrna


c affacciata.

Vitrbo bbllo mio, Vitrbo bbllo, / s state li scarpelline a ffrabbicallo / e li


mjjo pittre cul pennllo.

Vitrbo cha na csa assae carina, / di vedlla tutte hanno la bbrama, / un cam-
panile accso chi ccammina.

Vitrbo chi ssi vanta di na csa, / ci llhanno data la pi bblla casa, / tutte van-
na ttrovalla santa Rsa.
Vitrbo llastricato a ppeparino / e ppaggustallo ci vae piano piano, / ti fr-
mallarche de sam Pilligrino.
Documenti etnolinguistici e folklorici
59

Vjja de lavor srteme addsso, / famme trov la casa bbm pulita, / la vde
sprca e nu la ve scop, / se ttu dduri accus, fae na gran vita (var.: Vjja de
lavor srtemaddsso, malincona nom mabbandonare).

CANZONI

Allalba a la mattina / prndo la rcca e l fuso / e ppe secnno lluso / me mtto


a llavor // d r mi fa sl la si d (bis).

Amre amre amre un crno: / l girno nom magno e la ntte non drmo, / l
girno nom magno, perch non ce llh; / la ntte non drmo da la fame che
cch.

E ggrala la rta / e ggrala la rta arrovellata, / te snte chjam mmamma / e


nun z maritata.

E ggrela la rta / al zn di guidarra, / lu vjjo um morettino, / lu vjjo pi cca-


parra.

na sorchtta ntrpida, / che ddal cammino entr, / tutta la ntte rsica / l cas-
stto del com.
Testo riutilizzato scherzosamente, rivolgendosi a una bambina.

Fr di Prta Fiorintina channo msso li lampine, / pi ff lluma sti bbucne,


/ chi cci vanno a ff llam.

Ggira la rta fra ppne e ddjje, / me snto chjam bbabbo e nun ch mmjje.

Io s na contadinlla, / a la campagnavvzza, / nun curo la ricchzza, / me


prme la citt / d r mi fa sl la si d (bis). // Se io fssi na reggina, / sari nco-
ronata, / ma ssno contadina / e ddvo lavor / d ecc.

La bbarchtta im mal mare / ddirtta a Ssanta F, / vvenuta ccaricare /


mo chilo di caff. / La comanna l capitano co la bbarba rsse bbl, / fuma
l zghero toscano che pprovine dal Per.

La pvera Rosina si snte tanto male, / andata allospedale, / ma non ci vle


st. / Allospedale de Ggnova io non ci vglio andare, / ma in qullo di Torino
l mmi guarir. / Ma pprima di partire, lui la va ttrovare, / lui la va ttrovare, per
vde cme sta. / L Mortto ntra n cmmera, / si mise a ppidal ltto, / cul
bianco fazzoltto si mise a llagrim. / Nun lagrim, Mmortto, se io s mmo-
ribbnda, / la mrte mi circnda, / si rivedrmo in cl.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
60

Le cmice e l pidcchje / facvena ccazztte, / currte, polizzitte, / ventelar-


rest.
L pilligrino bbojjccia futtuto / ci mise lu sputo pi ffccelo entr.
Frammento di canzone.

L pvero sordato nun ha vuto mae bb: / nnato su la pajja e mmorar sul fi.
Id. c.s.

Lu mi amre sta su qqulle pgge, / mha rtto li cojjne e n ti naccrge.

Smo rovinati / E rrovinati, Ggiggi mio, perch?/ Pacicca, mi s pprzo


l portafjjo, / ndu crono li srdi pi spos: / penziro che mmi d ttanto cordjjo,
/ artri rigali nun te pzzo f. / Volvo fatte n bbito di sta / co la cda sciar-
mante da nun d. / La cda la lassamo a la comta, / a mm mabbasta sta po-
lacca qqu.

Quannaritrno ti prto n fire, / evviva llamre e cchi lu sa ff!

S ttrecnto cavaglire / co la tsta nzanguinata, / co la spada mpugnata, / ndo-


vina ndovina che ccos? / Sno sno le ciligge, / che mmatranal giardino /
e ttira e mmlla e mmlla e ttira e llasciand.

Sapte ch ssuccsso a Vvalle cupa, / ggi mmal molino a Vvalle de la trjja?


/ scappato Trucchetrucche da na bbuca, / tutta la ggnte ddiventata gjja. /
Daccrdo l tabbaccaro cu Llarine / che Trucchetrucche cha le scarpe de
bbandne.
Frammento di poesia sulla vita di quartiere.

Tototata chi vvne da Rma / cu li scarpe rtta li pi.


Frammento di canzone.

ico ico aco / tu mmha rtto llaco, / mhae ferito l cre, / me farae mor.
Id. c.s.

CANZONCINE E BATTUTE DI CONTENUTO SOCIO-POLITICO

Duce duce / pijja llaco e ccuce.


L duce cummanna, / l r ubbidisce, / la panza patisce.

La panganlla non ze p ccant, / perch Vvittrio ce mtte m priggine.


Frammento di canzoncina politica.
Documenti etnolinguistici e folklorici
61

Prima magnave a mmzzeche, / adsso a mmullichlle, / li przze di gni ggnere


/ ti f aggricci la plle.

Se dil pip? Magna! Se dil Tignlo? Bbve!


I fascisti rispettivamente ai seguaci del Partito Popolare e di Toniolo, esponente cattolico.

Signre mio, taringrzzio / che, ppe ppisci, n ze paga l dzzio, / e ppe falla na
bblla cacata, / nun ce vle la carta bbollata.

CANTI, TIRITERE E BATTUTE CONTENENTI ALLUSIONI MALIZIOSE

Cincirinlla cavva cavva, / Cincirinlla cavva na mula, / Cincirinlla


cavva la mjje, / Cincirinlla la dava vvettura.

Diasilla diasilla, ch na purce ne la zzinna.

La bbarca dillAntgna ssnza fnno, / da quanti ggioventti chi cci vanno: /


ci s stato pure io n girno, / h ccamminato zzppo pi ddun anno.

La mi mjje se chjama Costanza, / che gnitanto li si gnfia la panza; / se cce


scappa n tantino de tmpo, / ci llatturo e nun scappa ppi vvnto.

La mi rigazza ggbba, / la vjjo addirizz, / li chjse qulla rbba, / nom me


la vlze d. / cchete n zrdo e ffalla fenita, / arza la cianca e ddamme la fica.

Llucell de la cummare, / snza pnne e ssnza ale, / m p ppi ss volvann,


/ pi dd ggusto a la cumm.

Mi llhae promssa e ddmmela, / dmmela sul com. / N n n, / nun te la


ngo e nun ti la d.

Mortta tnna, / pi la scarptta tua ci v sta frma.

Piripcchja piripcchja, / ndu li tnghe li mano a la ntte? Li tngo ma la na-


tcchja / piripcchja piripcchja.

Quattro cntro tr / ve ce sapte mtte, / metttejje le mantte, / porttelim prig-


gi.

Qulla dnna chi ffilava / dalle la fava!


Battuta allusiva derivata dallabitudine delle filatrici di tenere in bocca una fava per au-
mentare la saliva con cui umettare il filo.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
62

Te llavanzo n z, / te llavanzo n z, / te llavanzo n zgaro / e lo v.

Te pssa pijj qur che pprse a Rrsa: / dicanne de cacarlla e pp fu spsa.

Tiritalla tiritalla / l prte sna e la srva bballa; / pi nun fasse minchjon, / pure
l prte si misa bball.

Tiritalla tiritalla / morerae snzassaggialla / la pizza col zibbibbo calla calla.

TIRITERE E BATTUTE LEGATE A FUNZIONI FISIOLOGICHE

Bbertllo mre / pi nom pot mmagn rrape ffacile.

Bbrutto bbirbante, bbrutto bbirbne, / va m priggine!


Brindisi, pronunciato rivolgendosi al bicchiere di vino personificato.

Cvele ctte cantveno l frate (var.: cazzo santo, cantveno l frate), / chi nun
cveno gnnte a ccna / e ccavveno le patate / cvele ctte cantveno l frate.

Favorite e n vaccostate, / l pane rtto no lo toccate, / qullo da rppe no lo


roppte, / favorite se ppotte.

Fijje mie, magnate magnate, / l pane rtto nu lu toccate, / qullo sano nu lu rop-
pte, / fijje mie magnate bbevte.

Llnima a Ddio e l culo al zomaro.


Detto a chi spetezza.

Magna castagne, bbve cquatllo / e spara castllo.


Sulle flatulenze provocate dalle castagne.

Magna l panctto / fa li cicce bblle e l culo grsso.


Nd scappato sto pto / ce nascsse m marruchto, / m marruchto e na for-
tzza, / cnto crna de manztta, / cnto pzziche de gallo, / cnto cazze de ca-
vallo, / cnto fabbre a ff na zzppa, / nantre ccnto a ddajje s, / tutte l fabbre
de Forl / tutte quante a ppicchj ll. / Caca culo e ccaca carde, / caca n crpo
che ttarrbbie. / Pce grca e ttormentina / pe qquante cazze psciono a la mat-
tina. / Co na rdica de nce / se spaccasse l culo a ccrce. / Scppia la mina /
n crpo a cchi llha ffatta / e ppure man chi no llha ffatta, / n crpo ma cchi llha
ntsa, / jje potsse cac tutte llattrzze dellara: / l coriato, la scpa, la vanga
e la stanga, / n crno de bbue n culo jje rimanga.
Imprec. rivolta a chi spetezza.
Documenti etnolinguistici e folklorici
63

Pro e mmlo / dimme l vro; / dimme la santa verit: / chi ha ccacato, se pssa
sbudell.
Imprec. rivolta a ciascun membro di un gruppo per sapere chi ha spetezzato.

Se sse pranza, nun ze cna; / si sse cna, nun ze pranza; / nun vvita da dur.

Vino vinllo, / jjntre da la bbcca e scappe dallucllo.


Brindisi.

Vino vinllo, / co na mano ti pijjo, collaltra ti lscio, / co m bcio dam ti man-


da spasso.
Id. c.s.

Ve che sste dottre de la lgge, / che ppzzano di ppi le lffe o le scorrgge?


Dilemma scherzoso.

Te vjjo bbne e ttamo: / quanno v a ccac, tte chjamo.

GRIDI DI ARTIGIANI E DI VENDITORI AMBULANTI, AVVISI COMMERCIALI

Alto l, / qui ccrednza non zi f, / ma ssi paga a pprnta cassa / cme l gurno
v la tassa.
Scritta in locale pubblico.

Acto frte! Paracqua!


Gioco di parole sul grido del venditore di aceto e dellombrellaio.
Ariscallteve, cinque bballne n zrdo!
Grido del venditore di caldarroste.

Chi ccha rramccio, ottne ppimmo?


Grido del robivecchi.

Chi li v, chi li v / vada ggi dda Patern / li d ssghere ssigartte / ci li vta


li saccocctte.
Sulla borsanera di sigarette nel primo dopoguerra.

Chi vv nnspele? Chi vv mmre ccrgnele?


Grido di venditrice ambulante di bacche selvatiche.

Cnque sante n zrdo, l papa a uffo.


Grido del venditore dimmagini sacre.

Curindele ighirinate! Du srde al pacco! Stlle filante!


Grido del venditore di coriandoli.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
64

ccolo l zardinaro! quattro al zldo, e a cchi mme d no schjaffo, jje ne d ccin-


que!
Grido del venditore di sardine sotto sale.

L gelato di Pionno / senttelo quant bbno! ttutta viscioltta e rrsso dvo.


Piagnte fijje! Tirate l zinale ma li vstre matre!
Grido del gelataio.

L gelato di Pizzecccio / chi lu pijja mi d m bcio!


Grido del gelataio.

Ombrellaro accmodombrlle! chi ccha ombrlle daccomod? In galra!


In vita!
Scambio di battute tra lombrellaio e un passante.

Piatte, bbaccintte, concoline, ire schiftte daccomod!


Grido dello sprangaio.

Qust la campana de Verna, crednza si far quanno chi ssna.


Scritta in negozio sotto il disegno di una campana.

Rggete, muro, / finch n te vrto l culo!


Espressione attribuita al muratore.

Signri, la tri bbuna!


Grido del venditore di giornali (con gioco verbale: latri / la Tri-buna).

INDOVINELLI ED ENIGMI

Bbentornato, Pitro, / pijja la sdia e ssde, / sta qqui n antro pco, / p an-
namo a ddurm assime.
Il sonno.

Cra na vrta Marcccio, / llva lngo quanto m brccio: / quanno lo tirava


fra, / li gocciava la mazzla.
Il ramaiolo.

Chi la fa, la fa pe vvnne; / chi la cmpra, nu lladdpra; / chi laddpra, nu la


vnne.
La cassa da morto.
Documenti etnolinguistici e folklorici
65

Ch n linzlo tutto riccamato, / nun c ppassato n ffilo n ago.


Il cielo.

Ggi ppel fsso del Risire / ci s qquattro cavaglire / col cappllo rivoltato, /
a cchi ndovina jje d m bcio.
(?)

Io ch n campo tutto sorcato, / nun c ppassato n bbve n arato.


Il cielo.

Lo manno s bbianco, lo tiro ggi rrsso. L curtllo pammazz.


Il coltello.

Non mmia sorlla, / non mmio fratllo, / per ffglia di mia madre e ddi mio
padre.
(?)

Qullmo spra la cassa / pare che ffila e ppare che nnaspa, / pare chi ffa na
gran fatica: / nfila llucllo dntro la fica.
Sullatto di infilare fichi in una serta.

Sttal pnte de le Bbussta / ce s qquattrcchje e qquaranta dta, / na bblla


palla fiorentina, / ad bbravo chi llandovina.
Su due morti?

Tnno bbistnno, / bbicchjre snza fnno, / bbicchjre nun , / nduvina chad.


La ciambella.

Tnno bbistnno, / bbicchjre snza fnno, / fnno non , / ndovina che ccos.
Il rubinetto della botte.

Tutti fratlli carnali carnali / se crronapprsso e n zarrvono mae.


Larcolaio.

Una ftta tu, / una ftta io, / io la tua / me la magno.


La mela.

Ve lo dico e vve lo spigo / e vve lo trno a nnomin.


Il velo.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
66

WELLERISMI

Abbzza e ssa bbno, dicva Bborgon.

Ah ppuzzolso, ve ste scrto pure l psto, dicva Fngole.

Bbonantte Gges, chi lljjo ccaro!, dice l zagrestano spegnnno l lume


(var.: Bbonantte Gges, chi l lum spnto!, fce l zagrestano e ffreg lljjo pe cconnicce
llanzalata).

Chi sse ne frga, / disse l mago a la strga.

Culorito roso, rispse Spazziano, quannanntte ff l zordato.

Disse la mrla al trdo: / Ti naccorgerae, si nun z srdo.

Disse la vrpe a li su fijje: / Quanno a ttrde e qquanno a ggrille. (var.:


Quanno a piccioncine e qquanno a grille, / disse la vrpe a li su fijje).

D mattacco mro, dice llllera.

cchece v!, ssgno bbrutto, disse l rspo, quanno vidde appinzut la canna.

cchece qqu, disse Cicria, nun ce capiter ppi na frgna uguale!


Frase che avrebbe pronunciato prima di essere giustiziato.

ccoce qqu, disse Cicria, una cme qqusta m mra mae capetata! (var.:
num mra capetata mae na frgna uguale).
Id. c.s.

La frgna te puzza, n le violtte!, fce la Caterina a la mjje del preftto.

La vce di Lombardo si sent: Mre chi vvjja, purch rrimanga m.

Me la vggo bbrutta, disse la srva, che ccamminava su lo spcchjo.

Me parveno mlla, nvce s va, disse Patrzzio al mercato.

M ffava!, dicva Mbtta.


Enunciato a proposito di azione tardiva.

M cc ppure la pavura ma sta casa, disse a nantra dnna la mjje, quanno


Montamsche sappicc.
Documenti etnolinguistici e folklorici
67

Na bbtta a tt e nantra a mm, dice l zegatre.

Nannar ssmpre ccos, disse Cicria.

Quanno la trra bbagnata, dice: Nom me tocc, che ss mmalata!

Quante tcca mannalle ggi!, dicva qullo che mmagnava l bign.

Sarta chi zzmpa, disse l rspo.

Scrzeme tarde e rricrzeme prsto, la vita dice.

Smpre l pggio vne derto, disse qullo che ccacava sngue.


Te ce sa mtte co m pro nfelice!, dicva Almidro.
Espressione rivolta a chi lo beffava.

Ti lamnte di ffico? Sentarae l przico collsso!, dice l canepinse.

Ve ch ppzzeco!, disse l canepinse al zrce.

CHIAPPARELLI E SCAMBI DI BATTUTE

Annama Rrma / Col zacco e la corna.

C l zle e ppive, / chi mmgneno li bbve? / Llrba! / La bbcca tua


pina di mmrda.

Che ? / Llrgeno che tti vi!. Se dicva quanno sannava a bbuss pi le


case.

Chi ccommanna? L papa! / Sassate man chi ccaca!

Chi ttmpo f? M p de nuvoltto stellatllo, per nnizzollla piano piano e


ttira n vnto del divolo.

Com la rbba? La cnepe al collo, li fave mal culo!

Dio ve bbenedica / Co la crsta e la mollica!

Disse la mentccia al zarapllo: / Chi ssi le godar ste bblle solate? / Are-
spse la frce ggi ddar fnno: / Chi ssi potr ssarv da ste ggelate?
Testo con struttura di strambotto.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
68

D vae? Fra Llcchje!

E cchi ffae? Ammanto l cce.


Risposta di chi fu sorpreso a defecare.

E le promsse? / Li pzze mal culo chi cci llha mmsse?

llana del Giappne! / scappata la lana, c rrimasto l cotne.


Chiapparello giocato sul grido del venditore.

M, cch ffame Tira la cdal cane, / che tte d ppane ssalame! M,


cch sste Pscie bbve!
M, che cc a ccna? / L capofco e la catna.

Mb / La mamma nun c! / ita a la vigna, / quanno vne, te d la zzinna.

Pigrzzia, lu ve l brdo? S! Pijja la tazza! N, allra nu lo vjjo ppi.

Perch qquanno passo io, smpre ridte? Perch qquanno io rido, smpre
passate?
Quattro e qquattrtto, / vjjo la vstra fijja tto e tto sdece, / nun ve la
vjjo d Sdece e ssdece trentadue, / morite daccednte tutte ddue!

ORAZIONI, INVOCAZIONI, GIACULATORIE

A lltto a lltto me ne v, / llnima mia a Ddio la d, / la d a Ddio e a ssan


Ggiuvanne, / che l nimico num minganne / n ddi d e nn ddi ntte, / n ssul
punto di la mrte, / n ddi ntte e nn ddi d, / n ssul punto di mur.

Acquarlla, nun vin, / san Giuvanne sta ddurm / su li bbrccia dil Zignre, /
allnta llacqua e vvne l zle. Pi ff smtta de pive.
Scongiuro nembifugo.

Madnna delibberatrice, pnzece tu!

Prima ro io cme si tu, / tu verrae cme s io, / pnza bbne e sta ccon Dio.
Monito del defunto ai vivi.

Sam Pasquale Bbailnne, / protettre de le dnne, / fteme trov m marito, /


bbianco rsse ccolorito, / cme vve tale qquale, / o ggloriso sam Pasquale.
Orazione recitata dalle ragazze nubili per trovare marito.
Documenti etnolinguistici e folklorici
69

Santa Bbrbara bbenedtta, / bbuttate ggi qulla pitra maladtta, / bbutttela


mal mare, / bbutttela ppi ggi, / che nom pzza torn ppi.
Scongiuro nembifugo.

Santa Bbrbara bbenedtta, / sarvtece dal fco e la satta.


Id. c.s.

Santa Bbrbara e ssanta Lisabbtta, / delibbertece dal trno e dda la satta.


Id. c.s.

Santssimo Sarvatre dil Rllo, / famme trov mmarito prsto e bbllo; / si nu


llh ttrovato de qqu um mse, / annar da qullo di Pantanse.
Orazione recitata dalle ragazze nubili per trovare marito.

Signre, facte piva / snza lampe e ssnza trne E ssnza grnena nane-
nan!
Invocazione nembifuga delle ragazze, cui rispondevano i vecchi cantilenando il finale
(epoca: inizi sec. XX).

FORMULE MAGICHE

Frmate velno, cme Ddio ferm l fiume Ggiordano, matre Maria mmene.
Formula magica contro gli effetti di un veleno.

Mondo dellinfanzia

NINNENANNE

stato l vnto chha bbutto ggi la canna, / fate la ninna nanna, / che l babbo
sta ddorm.

Fate la nanna che la cunna nnva, / e l mastro che llha ffatta nun ze trva; /
fate la ninna che la cunna vvcchja, / e l mastro che llha ffatta a Ccitavc-
chja.

Fate la ninna, bbambinllo rccio, / la mamma vi li d li scularciate, / e vvi far


ddurm sul pajjarccio, / fate la ninna, bbambinllo rccio.

Fate la ninna ch ppassato llupo, / tutte le fijjarlle s mmagnato, / e Ttota-


rllo mio nu llha vvoluto.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
70

Fate la ninna ch ppassato Pppe, / l mjjo ggiocatre di li carte, / pijja stu cre
e ggichelo a ttresstte.

Fate la ninna pupa di pzza, / llha bbadeata la cummare pazza, / qulla chi
ccuce nil girno di fsta.

Fate la ninna, puparllo bbinno, / vaddrme Ddio e li ggnte dil mnno.

Fate la ninna, fate la nanna, / ccco bbllo di la mamma.

Ninna nanna cantava la mamma, / quanno l pupo nun vle durm, / ma se vvne
cme la mamma, / o che ggalla che vvle vin!

Ninna nanna, ninna pop, / la mamma drme e le fijje n.

Ninna h, ninna pop, / vvenuto pap, / ha pportato l coc.

Ninna h, ninna h / chi ppacnza chi cci v: / cu li fijje nun c ppace, / la pap-
ptta nu li piace, / l panctto nu lo v, / ninna h, ninna h.

Ninna h, ninna h, / sta fijja a cchi la d? / La darmo allmo nro, / chi la


tne n anno ntro; / la darmo allmo bbianco, / chi la tne n ze sa qquanto.

FILASTROCCHE E BATTUTE LEGATE A MOVIMENTI DEL CORPO

Annamo a la gurra / lo schjppo per trra / llacqua pel mare / pumpurum-


pare.
Annamo annamo a Rrma / cu la cavalla zzppa. / Chi llha zzoppata? / La
stanca di la prta. / Ndu la prta? / Llha bbruciata l fco. / Ndu l fco? /
Llha spnto llacqua. / Ndu llacqua? / Llha bbuta la pcora. / Ndu la p-
cora?/ Llhanno spellata. / Ndu la plle? / Channo fatto le tamburlle, / pi ff
spass tutte sti fijje bblle (var.: le ciucciurummlle / pi ff ggioc ~).

Bbcca mia, bbcca tua, / ch ppi bblla la mia o la tua?


Imboccando il bambino.

Dindol di la catna, / chjama l babbo chi vvnga ccna; / e ssi nun v vvin, /
chjude la prta channama ddurm (var.: e ssi nun v vven / annama ddurm).
Dindol dindol / la campana de san Zim.
Tenendo il bambino sulle ginocchia.
Documenti etnolinguistici e folklorici
71

Doman ffsta, / si magna la minstra. / La minstra nun cctta, / si magna


la rictta. / La rictta ssalata, / si magna llinzalata. / Llinzalata nun c
lljjo, / si va al Campidjjo, / se tira na cordicina, / saffccia Pincchjo, / ce
d m piatto de maccarne, / se fa ttutte n um boccne.

cco Martino che vvi ddallara, / pumpurumpara pumpurumpara, / con un


zacco di ciammlle, / pumpurumpara quanto s bblle.

Fico fico scco, / bbttolo su ppel ttto, / l ttto e la ficuna, / zzmpa ggi nav
ppaura!
Recitato mentre si fa saltare il bambino dal tavolo tenendolo per le mani.

Li dnne s ddi sta, / llmmene s ddi stppa, / tiritppela!

Nino nino / stte pvole e n quatrino.


Si recita prendendo tra pollice ed indice il naso del bambino.

[---] per andara la bbattajja, / la bbattajja ncominciata, / Madalna incavar-


cata, / incavarcata su lo stornllo, / pzzica e mmzzica tarantllo.
Testo acefalo.

Rcca roccccia (var.: Sta setccia) / chi ffila e cchi nnaspa, / chi ffa li mac-
carne, / la fijjtta bblla se li magna tutte n um bboccne.
Vd. infra: Seta setaccia...

Rosina ndve vae? / A Rrma nun ci sta, / al rmbo dil cann / pappa cccia e
mmaccar.
Sga sga la mjje del rccio, / bbanche ttvele e ppajjerccio, / gge la fsta
del gmbero ctto, / a cchi bbve na fojjtta, cha na ftta de capocllo.
Sta monta / le dnne de Gata, / che fflono la sta, / la sta e la bbambace, /
me piace Ggiovanni, / che ffa ccant li galli, / li galli e le galline / co ttutti li pul-
cini. / Guarda in qul pzzo, / che cc n galltto rsso; / guarda n qullaltro,
/ che cc n galltto bbianco; / guarda llass, / che cc n gallo che ffa ccuccu-
ruc, / qusto fijjo bbttalo ggi!

Sta monta / le dnne de Gata, / che ffilono la sta, / la sta e la bbambace, /


Peppino num me piace, / me piace Ggiuvanne, / chi ffa ccant li galle, / li galle
e le galline, / la chjccia e li pulcine, / la bblla zzitlla, / chi ggica a ppia-
strlla, / col fijjo dil r, / tira s sto pide che ttcca a tt.
Sta setccia / chi ffila chi nnaspa / chi ff li maccarne / e l fijjtto se li magna
ni m boccne.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
72

Sta setla / la mamma na bbracila, / l babbo na fojjtta, / e sta fijja na ciam-


melltta.

Sta setla / la mamma na bbracila, / l babbo na ventrsca, / e Ggiggtto na


mmrda scca.

Stte quattrdece ventuno venttto, / m ccascata la mjje dal ltto, / mi s


ffatta um maritzzo, / stte quattrdece ventuno venttto.

Tira ll ch mmrto n frate, / allinfrno nun ce cape, / im paradiso n ce lo vo-


lmo, / pvero frate, che ne farmo? / Lo portermo a la mcchja, / lo carcarmo
de lgna, / se non v ccammin, / bbastonate in quantit. // Tira ll ch mmrta
na mnica, / nnata allinfrno con tutta la tnica, / co la vste de bbambacina,
/ pvera mnica cappuccina.

Tirit le tre fformiche. / Tirit ndu sno ite? / Tirit s ite al bagno. / Tirit che
ccsa fanno? / Tirit fanno la tla. / Tirit perch la fanno? / Tirit pe Mmadda-
lna. / Tirit chi ccmo a ppranzo? / Tirit ce s l facile. / Tirit quanto s bbne.
/ Tirit chi ccmo a ccna? / Tirit c llinzalata. / Tirit nun llavata. / Tirit
mmgnela tu!
Trucce cavalle, / pil piano e ppi la valle, / cu la cavalleria, / pijja Pppe e bbt-
telo via.
Tenendo il bambino sulle ginocchia.

Trucce cavallo / la cavallina zzppa / chi llha zzoppata? / La stanca de la prta.


/ Dov la prta? / Llhanno data ffco. / Dov l fco? / Llha smorzato llac-
qua. / Dov llacqua? / Llha bbevuta la vacca. / Dov la vacca? / Llhan-
nammazzata. / Dov la plle? / Channo fatto le tamburlle / pe sti fijje tanto
bblle.

Trucce trucce cavallucce, / pe la strada de Sicigliano / ncontrae na funtanlla,


/ me ce lavae le mano, / dal dito piccenllo / me casc ggi llanllo, / psca e
rripsca, / no lo pote truvare; / creno tre zzitlle, / magnveno le frittlle, / me
ne dide una, / mi sppe tanto bbna, / me ne dtte nantra, / la mise su la panca,
/ la panca ra dellupo, / nun zapva arif l ltto, / chjam la su commare, / fce
l ltto e l capezzale, / e n zorctto su ppel muro / cadde ggi e sse ruppe l culo.

Trucce trucce cavallucci, / pi la strada di Cicilliano / ci trov na funtanlla, / ci


si lav li mano, / dal dito piccinllo / li ci casc llanllo, / psca aripsca,
llanllo nun zi trva, / si trva m pesciolino, / cullbbito turchino, / chjamnno
l bbonzignre (var.: lo prta al bbonzignre), / bbonzignre chi nun cra, / ra
ito a la fira, / a la fira di li zzitlle, / chi ccocveno le frittlle, / mi nni dtte
Documenti etnolinguistici e folklorici
73

una, / mi sppe tanto bbna, / mi nni dtte nantra, / la mise su la bbanca, / la


bbanca ra cupa, / stto cra la lupa, / la lupa ra vcchja, / nun zapva arif
l ltto, / chjamnno la cummare, / fce l ltto e l capezzale.

Trucci trucci cavalli morlli, / smo arrivati a le prte de Rma / co qquaranta


campanlli, / trucci trucci cavalli morlli.

Uno due ttr / l papa nun rr, / il r nun ppapa, / la cccia n llumaca, / la
lumaca nun ccccia, / Taddo nun Ttardtta, / Tardtta n Ttaddo, / cri-
stiano n ggiudo, / ggiudo n ccristiano [- - -]
Testo incompleto.

FORMULE PER LA CONTA

Ambarabb ccicc ccocc, / tre ggalline e ttre ccapp, / che ffacveno llamre
/ co la fijja del dottre, / l dottre nu le v, / ambarabb ccicc ccocc.

Amblembl / sicuttte mbl, / pijja stu schjaffo nu lo p neg, / qusta la cnta


dei tre ssold. / Cccia e mmortadlla, / cccia e mmortadlla, / sce fri la ppi
bbella, / amblembl / sicuttte mbl.

Anghing / tre ggalline e ttre ccapp, / per annare a la capplla, / cra na re-
gazza bblla, / che ssonava l ventitr, / uno ddue e ttr.

Le culnne di sam Pitro s vventiquattro, / pe ccontalle, ci v m bl pzzo: / uno


due tre ecc.

Mi lavo le mane / per fare l pane / per uno pe ddue pe ttr pe qquattro pe ccin-
que pe sstte pe tto / bbisctto!

nne patnne patm pompanne / patite bbna pannemp.

Pariggi Pariggi la bblla citt, / dve si mngia e llamre si fa. // Hai veduto
mio marito? / S! / Che ccolre ra vestito? / Vrde. / Hai tu qqusto colre? /
S! / Vui uscire per favre? / Magari! / Quanti sldi avvi in tasca? / Dicimila.

Pimpirinlla gallina zzppa, / quante pnne prta n grppa? / Ne prto venti-


tr. / Uno ddue ttr!

Piso pisllo / cullro e ccur zibbllo, / cul zanto Martino, / la bblla mulinara,
/ chi ffila su la scala, / la scala dil pavne, / la pnna dil piccine, / la bblla zzi-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
74

tlla, / chi ggica ppiastrlla / cul fijjo dil r, / tira su l pide chi ttcca a tt.

Piso pisllo / llamre cos bbllo, / l zanto Martino, / la bblla molinara, / che
ffila su la scala, / la scala del pavne, / la pnna del piccine, / la bblla zzitlla,
/ che ggica a ppiastrlla / col fijjo del r, / tira su l pide che ttcca a tt.

Pnte ponnte pnte pp / tappe ta Pperggia; / pnte ponnte pnte pp / tappe


ta pper.

Sr dott di li ciavatte, / qui mmi dle, qui mmi sbatte, / qui mmi snto na gram
pna, / sr dottre snza cna.

Stto l pnte di Milacca / c Ggigge che ffa la cacca, / la fa ddura dura, / il dot-
tre ci la misura, / la misura trentatr, / uno due e ttr.

Stto la cappa dil cammino / cra n vcchjo cuntadino, / chi ssonava la gui-
darra, / uno due tr, sbarra!

Stto la prgola ci fa lluva, / prima nasce pp matura, / tira l vnto la fa cca-


sc, / l vignarlo nun za ccme f.

Stto la prgola ci sta llua, / prima nasce e pp matura, / quanno l vnto la fa


ccasc, / psce fritto e bbaccal.

Trucci trucci cavallucci / pe la strada de Cicigliano / incontr na fontanlla, /


me ce lav le mano, / me ce casc llanllo, / psca e rripsca, / no lo pot ttrov,
/ trovae tre zzitlle, / che ffacvano a le piastrlle / col fijjo del r, / tira s sto
pide che ttcca a tt.

Uno ddue tr quattro cinque se stte tto, / vne ggi che cch lo schjppo, /
pammazz la puzzolana, / tr ddi stppa e ttr ddi lana, / re peccatre, / chi
ddrnto e cchi ffre.

Uno due ttr, / fante cavalle e rr.

Unze, dunze, trnze, quale qualinze, mle melinze, riffe, raffe e ddice.
Documenti etnolinguistici e folklorici
75

FORMULE DI GIOCO

Appccica appccica, santAntgno, / bbutta ggi m bboccale djjo.


Gioco infant. con pezzetti di carta sulla dita umettate di saliva.

Attnte attnte, Bbarbartta, chi la mssa nun ddata, / la santssima Nunziata,


/ uno due tr vvia!
Formuletta di gioco.

C na bblla piazza / cu na bblla rigazza / cun tutte purcinlle, / chi ffanno pio
pio pio.
Facendo il solletico sulla mano aperta del bambino.

Qusta na bblla piazza, / c na bblla rigazza, / e cc na bbicca cun tutte


purcinlle, / chi ffanno pio pio pio.
Id. c.s.

Cra na vrta na riggina. Io! Chi ccacava ma la tina. Io! E la tina si


sfonn. Io! E la mmrda chi la magn? Io!
Gioco in cui laltro bambino deve sempre rispondere: io.

Cipollaro, cshai magnato stasra? / L pane e lluva nra / Dve llhae


clta? / Ne la tu vigna / E ddve se passato? / Per um buco nel cancllo
/ Adsso passo e tte rmpo m pignattllo.

Ciribbill (var.: Dindol), signr ma, pareggiate (var.: appareggiate) tutte qu!
Gioco infant. che consiste nellindovinare ad occhi chiusi il numero delle dita: si tira lorec-
chio di un compagno mentre si pronuncia la frase, finch laltro indovina il numero delle dita.

Ggira ggira rta (var.: Rta rta / ~), qual ppina e qqual vvta?
Gioco in cui si deve indovinare quale delle mani chiuse contenga qualcosa.

La frsca nzalatina, / ci llh ffrsca e ricciolina, / ci llh ffrsca e dda magn,


/ la signra la va a ccromp, / e ni crmpa m bajjocchtto, / ci lu ficco e cci lu
mtto, / ci lu mtto nfino al busto, / la signra ci snte gusto, / e lu snte pir
unra, / la signra drmancra. // la / la volata de la pezzla, / quanno ri-
passo, / la pezzla ti lasso, / m chi ss ppassato, / la pezzla th llassato.

Mazzabbubb, / quante crna s qquass? Due Se ddicve quattro, m pe-


nave tanto. Mazzabbubb, / quante crna s qquass?
Gioco infant. tra due bambini, nel quale il sorteggiato prova ad indovinare il numero indi-
cato dallaltro giocatore con le dita tese dietro la propria schiena e riceve, per penitenza,
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
76

tanti colpi inferti con la mano aperta quante sono le sillabe della filastrocca che viene can-
tilenata durante lo svolgimento del gioco. Se indovina, si invertono i ruoli.

Pgno pegnarllo, / di chi sto pgno bbllo? mmio! Fate la pinitnza


chi vvi d io Si mmi parar. Bbcia l culo de la tu m!.

Mamma chr? / latte ccaff / pizza rictta orste bbb.


Formuletta usata nel gioco che si esegue a coppie, per lo pi, di bambine. Due partecipanti,
mettendosi luna di fianco allaltra, si prendono per le mani incrociandole. In questa posi-
zione savviano verso un punto stabilito, ripetendo continuamente la cantilena. Fanno quindi
dietrofront e, sempre con le mani incrociate, ritornano al punto di partenza con la stessa mo-
dalit.

Qusto (var.: Qusto dice) ch ffame, / nun c ppane, / cme farmo, / lo rub-
bermo (var.: lo rubbarmo), / nicco nicco / si ttu rrbbe (var.: si tte trvo), tap-
picco (var.: tampicco).
Sulle dita della mano.

Evite, evite, e va!


Formuletta per iniziare a saltare con la corda.

Frulla frulla, castagnla, / pijja l zacco e vva a la mla, / se naccrge l muli-


naro / [---]
Frammento.

Frulla frulla, castagna marrne, / te far m par de carzne, / te far m par de


carztte (var.: te le f quattro scarptte), / frulla frulla, castagne marrtte.

La sdia del papa / chi cce pscia e cchi cce caca.


Declamato nel gioco delle predellucce.

Mprsta mprestarlla / si ni f na manciatlla.


Formuletta infant. sul prestito.

Papi armi!
Grido usato nel gioco.

Pitepate m buca c (var.: Pitapata e a ccasa).


Formuletta nel gioco della buca.

Pizzeddtto pizzeffatto, / a bbaratto cte fatto.


Formuletta per scambi tra bambini.
Documenti etnolinguistici e folklorici
77

Pizzeddtto pizzeffatto, a bbarratto cte fatto; chjde arichjde, sam Martino


tajje la fccia e l pide.
Id. c.s. con formula rivolta a chi richiede la restituzione del dono.

Pizzeddtto sul poggtto.


Formuletta di gioco infant.

Zzmpa, pianlla, / cullro e ccu la mrla, / la mrla e la cerasa, / zzmpa ggi,


channamo a ccasa.
Facendo saltare il bambino.

Smo ricchi e ppveri!


Richiamo usato in un gioco.

Famo l gico dillua: / ognuno a ccasa sua!


Formula di commiato al termine dei giochi.

FILASTROCCHE PER IL GIROTONDO

Bballate, bballate, vrgine, chi llngelo vi sna, / si la (nome di una bambina) si


rivoltasse, e llngelo la chjamasse, / pina di rse, pina di fire, / ngelo
bbllo, rivltete, amre.

Ggira ggira tata, / la mamma s mmalata.

Ggiro ggiro tndo, / cavallo a ppra tndo, / cavallo dargnto, / che ccsta cin-
quecnto, / cinquecnto cinquanta, / la Margherita canta, / lsciala cantare, / la
vjjo maritare, / le vjjo d cceplla, / ciplla ttrppo frte, / le vjjo d la
mrte, / la mrte ttrppo scura, / le vjjo d la luna, / la luna ttrppo bblla,
/ ci sta ddntro la mi sorlla, / che ffa le ciammelline, / pe rregalalle a ste re-
gazzine.

Ggiro ggiro tndo, / n cavallo grsso e ttndo, / l cavallo ddargnto, / che


ppsa ppi ddi cnto, / centocinquanta, / la Margherita canta, / lascitela can-
tare, / la vjjo maritare, / li vjjo d cciplla, / ciplla ttrppo frte, / li vjjo
d la mrte, / la mrte ttrppo scura, / li vjjo d la luna, / la luna ttrppo
bblla, / sle sle bbatte n trra.

Ggiro ggiro tndo, / quant bbllo l mndo, / quant bblla la trra, / tutte
ggi pe ttrra!
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
78

La bblla che ddrme sul ltto di fire, / um bcio damre a la cara bbambina,
/ e lli poverina dve sar? / Sar sar in cmmera, sicura ppettinasse, / o rric-
cettina, affccete, / ti v la tua mamm.

Maria Maria Ggiglia, / dve se venuta? / Alza llcchjal clo, / fa la rive-


rnza, / dalle un zalto, / dalle un antro, / la cara bbambina, / o ppoverina / dve
sar? // Sar sar in cmmera, / seduta ppettinasse, / o ricciolina, affcciate, /
te v la tua mamm. // nde su, / nde ggi, / dae m bcio a cchi vve tu.

O Mmaria Ggillia, / alza llcchjal clo, / fa un zomptto, / fanne un artro, /


fa la rivernza, / fa la penitnza, / nde su, nde ggi, / d m bcio a cchi
vvi tu.

Mi s pprza na cavallina / dundina dundlla / mi s pprza na cavallina / din-


dina dind. // E ddve llavte prza? / dundina dundlla / e ddve llavte
prza? / dindina dind. // Llh pprza n cimal mnte / dundina dundlla / llh
pprza n cimal mnte / dindina dind. // Di che ccolre avva l vestito? / dun-
dina dundlla / di che ccolre avva l vestito? / dindina dind. // Avva l vestito
rsso / dundina dundlla / avva l vestito rsso / dindina dind. // E cche scarpe
avva? / dundina dundlla / e cche scarpe avva? / dindina dind. // Avva le
scarpe nre / dundina dundlla / avva le scarpe nre / dindina dind. // E ccme
si chjamava? / dundina dundlla / e ccme si chjamava? / dindina dind. // E ssi
chjamava Anna / dundina dundlla / e ssi chjamava Anna / dindina dind.

O qquante bblle fijje, madama Dor, / o qquante bblle fijje. // S bblle e mme
le tngo, madama Dor, / s bblle e mme le tngo. // Me ne darste una, ma-
dama Dor? / me ne darste una? // Che ne volte fare, madama Dor? / che ne
volte fare? // La dbbo maritare, madama Dor, / la dbbo maritare. // Scejj-
teve la ppi bblla, madama Dor / scejjteve la ppi bblla.

O qquante bblle fijje, madama Dor, / o qquante bblle fijje! // S bblle e mme
le tngo, madama Dor / s bblle e mme le tngo. // L r la comanna una, ma-
dama Dor / l r la comanna una // Che ccsa ne dve fare, madama Dor? / che
ccsa ne dve fare? // La dve maritare, madama Dor. / La dve maritare //
Entrate nel mio castllo, madama Dor / Entrate nel mio castllo. // Nel vstro
castllo ci snentrata, madama Dor. / Nel vstro castllo ci snentrata. //
Scejjteve la ppi bblla, madama Dor / Scejjteve la ppi bblla. // Scjjo io,
scejjer, / la ppi bblla me caper. // Dppo av ttanto ggirato, / la pi bblla
me s ccapato.

Qusto l generale dil gran valre, / si vlta l fjjo, se vde l fire. / Qusto l
fire che vvin da la Turchia, / se vlta l fjjo, si vde Lucia. / Qusta la Lucia
Documenti etnolinguistici e folklorici
79

che ffila l lino, / se vlta l fjjo, si vde sam Martino. / San Martino che gguida
li cavalle, / vlta l fjjo, si vdono li galle. / Qusti li galle che ccntono la mat-
tina, / vlta l fjjo, si vde la gallina. / Qust la gallina che ffa le va, / se
vlta l fjjo, si vde Nicla. / Qusto Nnicla che ssna l violino, / vlta l fjjo,
si vde l cammino. / Qust l cammino che sce l fume, / vlta l fjjo, si vde l
lume. / Qusto l lume arischjara la sra, / vlta l fjjo, si vde primavra. /Pri-
mavra la ppi bblla, / vlta l fjjo, si vde la stlla. / Qust la stlla che
bbrilla la ntte, / vlta l fjjo, si vde la bbtte. / Qust la bbtte che cc l vino
bbno, / vlta l fjjo, si vde quellmo. / Qust llmo che ssna la campana,
/ vlta l fjjo, vdi la tramontana. / Qusta la tramontana che ggla l viso, /
vlta l fjjo, vdi l zorriso. / Qust l zorriso challita la trra, / vlta l fjjo,
si vde la srra. / Qust la srra pina di firi, / vlta l fjjo, qust llamre.
/ Qust llamre challita la trra, / vlta l fjjo, vde la gurra. / Qust la
gurra chammazza li ggnte, / vlta l fjjo, n zi vde ppi gnnte.

Rsa roslla, / la rs ffiorita, / bbianca la rsa / im ma le vile, / fate la


rivernza / a cchi vvolte ve.

FILASTROCCHE PER IL GIOCO DELLA PALLAMURO

Mi cingo, / mi costringo, / tcco trra, / llaritcco, / f l giro dillrco, / l giro


dillorchssa, / matrebbadssa, / jjo e ssale, / si mmi casca, num mi vale.

Rinnocernte, / la palla stto l pnte, / chi ssalta, chi bballa, / chi ggica cu la
palla, / chi sta sullattnti, / i mii complimnti, / vi dico bbongirno, / ggirn-
domi attrno, / ggira che tti riggira, / la tsta mi ggira, / no ne psso ppi, / mia
cara pallina, / cadi quaggi.

Palla dorata, / dve s stata? / Da la nonnina. / Csa tha ddato? / Una pallina.
/ Dve llhae mssa? / Falla vedre. / ccola qqua!

Tizzo tzzo, / maritzzo, / la plle dellrzo, / dellorztta, / la madrebbadssa /


[---].
Testo incompleto.

TIRITERE DILEGGIATIVE SU PERSONE O SITUAZIONI PARTICOLARI

Amre, spcchjo dajjo, / quanno ti vdo, tutto mi squajjo; / quanno pe n ti vdo


ppi, / tutto marif ss.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
80

Bastardccio passato pi Rrta, / pijja la mjje e ssi la ggica, / si la ggica pi


n quatrino, / bbastardccio bbacarino.

Bbonasra bbonasra, / sffiete l naso che cchae la cannla; / bbonasra bbo-


nantte, / che ddomane facma ccazztte.

Carzolaro, / gni punto ne cuce m paro, / quanno vne l giuvidd, / trete ll,
che vvjjo cuc.

Cristforo Colmbo, / cul naso di pimmo, / cul ptto di rame, /strilla chha
ffame.

Damme l polo e la candla: / se vva llinfrno, chi sse ne frga; / damme la can-
dla e l polo: / chi sse ne frga, se tte prta via l divolo.
Detto dal sagrestano nel corso del funerale.

Ha sposato la mjje del rccio: / panche ttvole e pajjarccio.

L gobbino va l caff, / e ddumanna si cci nn; / e cci nn n gocciolino / pir il


pvero gobbino.

La ciuvitta sul barzlo / fa llamre cul pizzicarlo; / l pizzicarlo li da m bcio,


/ la ciuvitta puzza de ccio.
Alle ragazze vanitose che accettano il corteggiamento da diversi pretendenti.

La signra Bbucodit, / apre la mjjine e l pane nun c; / apre l casstto, ce nn


n tozztto / e lo d mmal cagnoltto; / l cagnoltto nu lo v, / la signra se lo
magn.

La sra mappna / co qquel ptto largo largo, / ci se p ggioc a bbijjardo / co


le palle del cann.

L zomaro del mi parnte / prta la sma e no la snte.


Su chi porta senza avvedersene un filo derba indosso.

L mi sumaro ttrppo parnte, / prta la sma e nun ze la snte; / l mi sumaro


ttrppo cumpare, / prta la sma e nnun jje pare.
Id. c.s.

cchi de gatta, / magna la pappa, / bbve l vino, / spazzacammino.

Pecorartto magnarictta, / va a la mssa e ssingincchja, / si lo lva l cap-


pelltto, / pecorartto, pecorartto.
Documenti etnolinguistici e folklorici
81

Piagne piagne, moccolne, / ch la mamma tha ffatto l chcche, / te llha ffatte


col zapne, / piagne piagne, moccolne (var.: Piagne piagne, moccolne, / la tu
m ti f li chcche cul zapne).
Sul bambino che piagnucola.

Pinocchjtto a la stazzine / pijja l trno e sse ne va, / pijja llltimo vagne, /


pe non fasse canzon.

Pirusillo fa le fusa, / l zu patre llappizzuta, / la su matre li va vvnna, / dice


srde a la mesurlla.

Qul fi / qul fi / qul fico di somaro; // milit / milit / mi li tajji li caplli.


Gioco linguistico sui richiami: quel figlio!, militare!

Quell / quell / qullrgano che ssna; // qulla d / qulla d / qulla dr-


me ttu la svjje.
Gioco linguistico sui richiami: quelluomo!, quella donna!

Sr Csere, sr Csere, sr Csere l tromb; / tre ttole, tre ttole, tre ttole e m
matt; / um pzzeco, um mzzeco, un crcio su le cujj; / sr Csere, sr Csere,
sr Csere l tromb.

Spia spine, / prta l lampine, / prta bbandira, / centanne n galra.


Formula infant. per irridere chi fa la spia.

Succhjadto va na cantina, / attasta llvo ma la gallina, / la gallina jje fa m


pto, / Succhjadto!
Rivolto ad un bambino che succhia il dito.

Tira s cche la clla ccara: / tre bbajjcche a la cucchjara. (si dice) Man chi
ttira su ccul naso.

Zzppo zzppo nun zi vde, / va zzopp quellaltro pide; / ssonato meog-


girno, / ancra l zzppo nun zi vde.

Zzucca pelata de cnto caplle, / tutta la ntte ce cntono l grille, / e la fanno la


serenata, / zzucca pelata, zzucca pelata.
Sulla persona calva.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
82

TIRITERE DILEGGIATIVE SUI NOMI DI PERSONA

Armnio, Armnio mio adorato, / vinci vinci di mattina, / llcqua ti dna bb-
vere, / l zapr de la marina.

Ascnio bbllo, / dipnto cul pennllo, / segnato cullsso, / macchjato cullin-


chjstro.

Carlo magna, / Costantino bbve / e Ffte nom minchjna.

Cazzo Bbtta (var.: Ciao bblla), famme lume, / ch na purce (var.: prcia) mal
gricile, / mi ci snto n tenerume, / cazzo Bbtta, famme lume.

Chcco Chcco / ha ffatto la cacca e la pscia a lltto, / la su matre llha mme-


nato (var.: llha strillato), / pro Chcco s ammalato, / llhanno dato la medi-
cina, / pro Chcco ccurzo via, / llhanno dato lljjo santo, / pro Chcco al
camposanto.

Dichidne / cccia bbudlla e ccoppne!


Tiritera canzonatoria nei confronti di un noto personaggio viterbese, operaio del mattatoio,
il cui soprannome era Dichidone.

Franco prosciutto / ficca l naso dapertutto.

Ggigge bbmba / sna la trmba, / sna l campano, / Ggigge ruffiano.


Ggigge Parigge, / chi l culo li frigge, / Ggigge ruffiano, / sna l campano.

Ggiggtto ha mmagnato l rcchje, / Ggiggtto nun canta ppi.

La sra Marghirita / la cantermo dum, / si rncica la vita / cun tutte ddue li


m.
Lvara, / prta la pizza ttvala.

Luca Luca (var.: Ruca Ruca) / mtte l pane ma la bbuca, / riva l cane e cci lo
magna, / l pro Luca si mtta ppiagna.

Madalna famme lume, / ch na purce mallurcchjo, / che mme rseca l tene-


rume.

Nicolino Nicol / ne le bbrache si cac; / si nun ra l zu fratllo, / si cacava mal


cappllo.
Documenti etnolinguistici e folklorici
83

Pppe pepparujja / fa li fijje pp llintrujja; / p li bbutta pi li scale, / e li fa


mmor dde fame.

Pitro Polo cappuccino, / che mmagnava le pre ctte, / che ssapvono daci-
tino.

Pitro Pitro Pitro / co li carzni strappate de ditro, / jje ne fanno n antro


paro, / mstra la pnna e l calamaro.

Pippo Pippo, / cammina dritto, / sinn tte mtto / sul giornaltto.

Sarvatre sarva tutte / sarva llnema dil prosciutte.

Zinfarsa vin da m, / che tte pago m bl caff, / te ce mtto llacquavita, /


Zzinfarsa e Mmargherita.

Zzucutuzz la mi Ggiovanna, / mi llhae rtto lu pisciatro, / ni farmo n antro


di canna, / zzucuttuzz la mi Ggiovanna.

FILASTROCCHE E BATTUTE LEGATE AL TEMPO METEOROLOGICO E AI CORPI


CELESTI

jjo la luna, jjo la stlla, / cco llngelo chi vvennmmia.

Pive pive, / la gatta sarimve.

Pive piovccica, / la gatta sarippccica (var.: l culo se riappccica).

Tira tira tramontana, / ma li dnne li fa ppna, / e cci llarza la sottana, / tira


tira tramontana.

Vggo la luna, / vggo le stlle, / vggo Caino che ffa le frittlle, / vggo na t-
vola apparecchiata, / jjo Caino che ffa la frittata.

FILASTROCCHE LEGATE AL TEMPO CRONOLOGICO E AL CICLO DELLANNO

Quanno sna meoggirno, / tutte le vcchje vannal frno; / quanno sna lem-
mara, / tutte l vcchje vanno via; / quanno sna la Ternit, / tutte l vcchje van-
na ccac.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
84

Domnica l girno del Zignre, / sarbbe vergognso sannassi a llavor. / L


lunedd ggirno sussegunte, / nun vjjo fare gnnte, / nun vjjo lavor. / E
vvenerd ggirno di passine, / mmrto l Zignre, / nun vjjo lavor. / Sb-
bato pe me mtto sul portne, / asptto l patrne pe ffamme pag. / Abbiam la
bbcca smpre sorridnte, / a cchi cci dve nun jje damo gnnte, / penzamo slo
a cchi cce llha dda d.

Frza, corggio e vvita lsta, / gge se lavra, dumane si fa ffsta.

Dumane ffsta, / si magna la minstra; / doppodomane carnevale, / si m-


gnano li strnze mal pitale.

La bbefana rccia rccia, tutta quanta incannellata, / va ddicnno a li regazze: /


Ste bbne o sste pazze? / Pitro Polo e Nnicla, / ste state bbne a scla,
/ vi portar na trombtta, / vi portar un cavallccio, / chi ccamminar dda s.

Carnevale ra m bonmo, / la mjje ra na ggitta; / lue dicva: Bbevmo n


vo!, / la mjje dice: Bbevmone na cppia!

mmrto carnevale, chi llassotterrer? / La compagnia del ghtto far la ca-


rit. / nde su, nde ggi, / bbttelo al mare che non c ppi.

Ggira ggira, scardane, / che ddoman lla Scenzine; / e sse ttu nun girerae, l
bcio del culo tabbrucerae.
Nella sera della vigilia dellAscensione, con valenza magica, si ficca un fuscelletto nella
parte terminale del corpo di un coleottero (in genere rinoceronte o cervo volante) e gli si d
fuoco; mentre linsetto si leva in volo, si ripete ad alta voce la tiritera.

Pe le mrte e ppe le sante / pe le vigne e ppe le campe; / arispettanno llulivte,


/ pe le prate e ccastagnte.
A partire dai primi di novembre consentita la busca nei terreni di propriet altrui.

SantAndra pescatre / psca l pscio pel Zignre; / e l Zignre no lo v, / san-


tAndra se lo magn.

SantAndra pescatre / prta l pscio mal Zignre; / si l Zignre nu lu v, /


prtelo a mm chi lu magner.

L cinque, san Nicol che vva per via, sincntra cu la Vrgene Maria; l dice,
la Madnna de Lorto, l trdece ad ssanta Lucia; p a li vintuno san Tomasso
strilla, al ventiquattro se magna llanguilla; l vintuno san Tomasso canta, l ven-
ticinque la nscita santa.
Documenti etnolinguistici e folklorici
85

L ze sa Nnicol chi vva pper via, / lltto la cuncezzine di Maria, / l nve ssan
Chto Chto, / l dice la Madnna di Lorto, / l trdece santa Lucia, al vintuno
san Tumasso strilla, / l ventiquattro si magna llanguilla, / al vintuno san Tu-
masso canta, / l vinticinque la nscita santa.

Bbn natale, / famme la mncia, si tte pare!


Formula infant. per la richiesta della mancia natalizia.

Maria lavava, / Ggiusppe stennva, / e l bimbo piangva. // Sta zzitto, mio fi-
glio, / chadsso ti pglio, / ti prto n giardino, / te cglio l fiorino, / ddoman
la fsta der zanto bbambino.
Poesiola che i bambini recitano a Natale.

San Giusppe vecchjarllo / prta l fco sttal mantllo, / pi scallallo l bambi-


nllo.
Frammento di poesiola che si recita a Natale.

Stantta mmeantte nnato m bl bambino, / bbianco, rsso e rricciolino. //


La sua mamma le fa la pappa, / pe llimbcca e ppe llinfscia, / e le stringe
li piedine, / rimirtele glocchini. / In qulla msera cappannlla / che cc l bue
llasenlla, / con Giusppe cco Mmaria, / o cche bblla compagnia!
Sermone natalizio.

ORAZIONI

Signre, date la salute al babbo e a la mamma, a le nnne e ttutte de casa, a mm


ffteme bbno e ssanto, senn portteme m paradiso con ve.

INIZI E CHIUSE DI FAVOLE, FAVOLE SENZA FINE

Cra na vrta Piccino Piccino, / cu la bbarba scopava la casa, / e gni mattne tro-
vava n quatrino. / Piccino Piccino annide allrto, / bbe paura di la gran lumaca,
/ e annide a ccasa mo mrto.

Cra n gattino rsso e bbl, / chavva na pallina che ffacva su e ggi. / Riva l
cane nferocito / e jje fa bb bb, / e l gattino nun c ppi.

Ccreno tre channveno a ccccia / e cchjapprno na bbeccccia, / ra Fran-


chino, Francne e Ffrancccia.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
86

Chi pparla e pparlar, / pitra de marmo deventar.


Formula di favoletta.

Dindindilimb dindindinlimb, cuntnta la spsa! Cuntntala t!


Favoletta onomat. del suono delle campane.

Chi ccmo, chi ccmo? Facile cu la pasta, facile cu la pasta Nu li vjjo,


mgnele tu! Nu li vjjo, mgnele tu!
Scambio di battute in una favoletta onomat. sul suono delle campane.

La bbrifcola di Bbestnto, / chi ppi ddilla ci v n gran tmpo; / ve la dico o ve la


dir, / ve la dico s o nn?
Favola senza fine.

La bbrifcola di la ciucciurummlla / ppi ccrta e ppi bblla. / La bbrifcola


de la trombtta / ppi llnga e ppi strtta.

Orate fiche! Tre ppallal zrdo! Famo li cnte n zagrestia Dteme la paga
e pp v vvia
Scambio di battute tra prete e sacrestano, che chiede la paga durante la messa del 3 febbraio,
giorno in cui si celebra la festa di san Biagio.

Ride ride, p, che l zumaro magna cvole!


Battuta di favoletta del figlio al padre.

Tira su, chi mmstre l bicco! / Ha fatto bbne che mme lha ditto!
Scambio di battute tra due compari in processione, uno dei quali aveva rubato unoca, che
portava nascosta sotto la tonaca.

FORMULE INCANTATORIE

Bbestmmia bbestmmia pillnima tua!


Formula apotropaica infant., rivolta alla coda della lucertola per proteggersi dalle impreca-
zioni che secondo la credenza pop. manda quando viene staccata.

Lumaca lumachlla, / tira fre le corniclla; / lumaca lumacne, / tira fri le cor-
nicine.
Formula fascinatoria per verificare se la chiocciola viva.

Muro muro bbno, / cchete n dnte vcchjo, / e ddmmene uno nvo.


Formula pronunciata nel nascondere in un forellino del muro il dente da latte caduto.
Documenti etnolinguistici e folklorici
87

Singhjzzo, mio singhjzzo, / pijja n campo, pijja m pzzo, / pijja m pzzo, pijja
n campo, / va dda qullo che mmi staccanto.
Scongiuro contro il singhiozzo.

SCIOGLILINGUA

Pasquale pescatre nu spregne / chi ppsca bbne e pp la psca sprga.

Tre llane nre co ttre nnre lane.

Una pica sta ssul ttto / cu la spiga legata nel bcco, / casca la spiga scgne la
pica / riccjje la spiga / riv ssul ttto / cu la spiga legata nel bcco.

FORMULETTE MNEMONICHE

A, e, i, o, / che ssomaro che ss t.


Formula scolastica per ricordare le vocali in sequenza.

cchise pisolnne e zzita, / pe qquel bbjja de Nerne ch pprzo la vita.


Formula scolastica per ricordare le ultime lettere dellalfabeto.

Le fiche de la zzi Mca.


Formula scolastica per ricordare le ultime lettere dellalfabeto greco.
Avvertenza
89

AVVERTENZA AL VOCABOLARIO DIALETTALE




Lorganizzazione del vocabolario segue, grosso modo, il modello realizzato da E.


Mattesini e N. Ugoccioni per il Vocabolario del dialetto del territorio orvietano
(Opera del vocabolario dialettale umbro, 8, Perugia 1992), allo scopo sia di garantire
la fruibilit ad una pi ampia fascia di lettori, sia di facilitare confronti areali con il
testo di riferimento. E questo il motivo per cui ci siamo attenuti ad una impostazione
semplificata, evitando anche di riportare le tabelle relative alla coniugazione dei
verbi ausiliari, regolari ed irregolari di pi frequente uso, preferendo registrare
i paradigmi (in alcuni casi quasi completi) dei singoli verbi in fondo al relativo
lemma.
Per lo stesso motivo, data la sede di pubblicazione, stata adottata la grafia della
lingua standard, apportandovi poche aggiunte. Le attestazioni dai testi scritti sono state
traslitterate, correggendo refusi tipografici e sviste evidenti, come pure indicando i
raddoppiamenti sintattici.
Per quanto concerne le consonanti, si rende locclusiva prevelare sorda davanti ad
i semivocalica con chj + voc.: chjuso, acchjsa, cchje, mancchja; la corrispondente
sonora con ghj + voc.: nghjutt, ghjacci, linghjra. La fricativa palatale sonora
(sempre intensa, se intervocalica) resa con j: fijjo, procjjo, jjanna. Con rappre-
sentata laffricata apicodentale sonora di otema, iagna, gro.
Laccento grafico grave, che compare sulle vocali , , , ha esclusivamente
valore tonico; mentre, per indicarne la qualit, laccento grave segnato sulle
vocali toniche aperte (, ) e quello acuto sulle chiuse (, ), per es. in derto, erba-
rlo, erbtta, macchjne. Laccento indicato sulle parole tronche, sdrucciole e
bisdrucciole; compare su quelle piane per distinguere il grado di apertura della vocale
tonica soltanto se si tratta di una e od una o (es. maclla, marfonsco, mappamnno,
rusegnlo).
Per evitare equivoci appaiono accentate alcune parole piane (per es. gratuto, tana,
salvocisa, creda).
Le lettere maiuscole non compaiono in esponente: sono state usate soltanto per di-
stinguere i nomi propri allinterno della fraseologia.
Lordine alfabetico quello dellitaliano; ci vale anche per il gruppo interno
chj- + vocale e ghj- + vocale.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
90

Struttura del vocabolario


Le voci a lemma e loro allomorfi, in trascrizione fonetica e in neretto, sono ordi-
nate alfabeticamente. Per limpianto di ogni lemma si segue uno schema fisso cos ri-
partito: esponente (in neretto), eventuali varianti fonetiche (in corsivo), qualifica
grammaticale (in tondo), sezione semantica (in tondo), fraseologia (in corsivo la parte
dialettale, in tondo leventuale spiegazione in italiano), eventuale sezione morfolo-
gica.
Si tenga presente che, nel caso compaiano varianti, la forma ad esponente non rap-
presenta quella pi frequente nelluso, ma quella che stata inserita in computer per
prima nel lavoro di lemmatizzazione.
Poich la frequenza delluso concreto delle voci non stata indagata, le precisa-
zioni soggettive fornite al riguardo hanno soltanto valore indicativo. Le voci giudicate
poco frequenti sono seguite, tra parentesi tonda, dallindicazione: raro; quelle in di-
suso, secondo linformatore, risalenti a fine 800 o agli inizi del sec. XX, e che so-
pravvivono solo nella memoria di alcuni parlanti, da: arc.; quelle in uso fino agli
anni Cinquanta circa, da: ant.. Labbreviazione rec. indica i neologismi, ovvero le
forme entrate in uso negli ultimi decenni. Le locuzioni avverbiali registrate in espo-
nente sono seguite dalla preposizione introduttiva posta tra parentesi tonda, es.: arbo-
ltto (a), loc. avv., ad alberello.
Si precisa che altri tipi di locuzioni (nominali, aggettivali, verbali ecc.) non sono
in genere lemmatizzate a parte, ma sono riportate allinterno di lemmi sotto il primo
componente.

Omonimi e sinonimi.
Gli omonimi, in quanto riconducibili ad etimi diversi, sono trattati come voci au-
tonome e sono distinti da un numero progressivo posto ad esponente.
Per motivi pratici di composizione, i sinonimi o quasi-sinonimi, di cui per in
ogni caso indicato il significato, non sono provvisti di rinvio ad un esponente princi-
pale.
In fondo alla trattazione del lemma, dopo la fraseologia (e separate da doppia bar-
retta verticale), si registrano le forme alterate pi caratteristiche di sostantivi, aggettivi
ed avverbi, facendole precedere dalle relative abbreviazioni (dim., accr., vezz., ecc.).
In alcuni casi, compaiono ad esponente, senza qualifica grammaticale, alcune voci
italiane seguite da due punti, per introdurre significativi esempi delluso, proverbi,
modi di dire o altri formalizzati.

Varianti.

Alla voce in esponente fanno seguito in ordine alfabetico tra loro le varianti di
forma, in corsivo, separate da virgole. La variante pure registrata alfabeticamente in
neretto sotto esponente a s, seguita dal rinvio al lemma principale mediante due punti
Avvertenza
91

seguiti da una freccetta (: ). Per venire incontro alle esigenze di consultazione degli
studiosi, i rimandi sono effettuati anche nel caso in cui la variante segua o preceda im-
mediatamente la voce principale.

Qualifica grammaticale.
Viene espressa in tondo con abbreviazioni. Una doppia barretta distingue i casi in
cui ad una funzione grammaticale diversa corrisponde una variazione semantica, es.:

frte, s.m., sapore acido del vino: pijj dde ~, inacidirsi || agg., 1. di ter-
reno ricco di sostanze nutrienti. 2. rigoglioso. 3. di elevata gradazione al-
colica: ma sso li vne smpre ~ l vino | acto ~, piccante || avv., molto:
ci llha ffrte cu mm, molto irritato nei miei riguardi || ~!, inter., espr.
con cui si incita qualcuno a picchiare rudemente oppure si invita il com-
pagno di gioco a superare la carta dellavversario.

Sezione semantica.
Questo livello contiene la completa indicazione dei significati di ogni entrata dia-
lettale.
La definizione pu essere costituita da una sola parola, da una parola seguita da si-
nonimi, da una parola seguita da glossa oppure da una perifrasi descrittiva.
Abbiamo cercato di curare la chiara formulazione dei traducenti italiani, indi-
spensabili per lettori non nativi di altre zone (spesso anche per quelli di subaree spa-
zialmente vicine), ma che risultano spesso di innegabile utilit per molte persone del
luogo, specialmente appartenenti alle generazioni pi giovani.
Laccezione propria pi comune di una voce precede in genere gli usi traslati, in-
dicati con labbreviazione: (fig.). Ogni variazione semantica del lemma introdotta
da un numero cardinale progressivo e separata dalla successiva da un punto fermo. Ta-
lora si chiarisce lambito semantico con maggiore precisione (rif. a), es.:

bbese, bbise, pese, pisse, lbbise, lpisse, s.m., 1. lapis: damme qqua
n bbese! | f la pnta allpisse, aguzzare il lapis || dim. abbistto. 2.
(fig.) pne: uno cha ll~, llartra la riga (rif. ad uomo e donna con allu-
sione sessuale).
Per motivi di spazio, non abbiamo potuto sistematicamente addurre esempi di con-
testi duso per ogni accezione. Daltra parte, in molti casi seguono brevi etnotesti che
chiariscono il significato della voce, fornendo informazioni circostanziali e di inte-
resse etnografico o antropologico.
Di molti lemmi forniamo indicazioni pragmatiche o marche duso mediante ab-
breviazioni, che permettono di distinguere:
- (gerg.) voci appartenenti al lessico marginale;
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
92

- (infant.) voci appartenenti al linguaggio dei bambini o voci usate con loro;
- (citt.), voce attribuita ad ambienti borghesi, testimonianza delle sottovariet allin-
terno dellabitato;
- (rust.), voce in uso nel contado;
- (lett.) cultismi usati in opere scritte, spec. poesie.

Di altri lemmi chiariamo le connotazioni che li caratterizzano: (triv.), (scherz.),


(dispr.) (euf.).
A corredo di zoonimi e fitonimi, oltre agli equivalenti in lingua nazionale, figurano
le denominazioni scientifiche; talora seguite da sintetiche annotazioni esplicative
(edule, nocivo, velenoso, utilizzato per...).

Fraseologia
La fraseologia esemplificativa scritta in carattere corsivo e accompagnata dalla
spiegazione in lingua ove necessario alla comprensione mira a chiarire le accezioni
del vocabolo a lemma.
Pu esser costituita da frasi tipiche, modi di dire, proverbi (citati in genere sotto la
prima voce piena), wellerismi, blasoni popolari, chiapparelli.
Il segno tipografico del lineato [ ~ ] sostituisce nella fraseologia la parola a lemma
di cui si esemplificano gli usi. Ogni vocabolo che ricorre nella fraseologia (ad ecce-
zione delle voci di lingua) compare anche a lemma.
Il discorso diretto e i dialoghi di botta e risposta sono introdotti da due punti e rac-
chiusi tra virgolette.
Allinterno dei lemmi compaiono un gran numero di locuzioni di vario tipo, i cui
significati sono distinti da lettere minuscole in ordine alfabetico.

Sezione morfologica
Dopo la fraseologia, separata da doppia barra e introdotta dallindicazione Forme,
compare materiale morfologico relativo al lemma: forme verbali, forme notevoli dei
sostantivi femminili, plurali anomali.
A differenza di molti vocabolari dialettali, abbiamo ritenuto opportuno curare in
modo particolare la tipologia delle parole grammaticali, settore degno di attenzione,
corredandole di esempi delluso delle varie funzioni. In un sistema linguistico, infatti,
gli elementi grammaticali e morfologici (paradigmi verbali, articoli, preposizioni, pro-
nomi, avverbi, ecc.), costituiscono un repertorio chiuso portante e pi resistente ai
cambiamenti innovativi a differenza del lessico pi esposto alle ripercussioni degli
eventi storici.
Altre categorie ben rappresentate nel vocabolario risultano: interiezioni di vario
tipo, onomatopee (voce umana, suoni di campane, strumenti musicali, versi di animali,
ecc.), ideofoni (imitazione di rumori), insulti, imprecazioni, maledizioni, bestemmie
(per lo pi in forma eufemistica), richiami, voci di richiamo per animali.
Avvertenza
93

I termini onomastici (contrassegnati con le abbreviazioni: antrop., ipoc., sopr.,


cogn., top., microtop., idron., ecc.) sono riportati solo se attestati nel corpus. Compa-
iono inoltre alcune voci latine (specialmente del latino ecclesiastico) e battute prover-
biali rimate.
Sono omessi i confronti areali con luso di altre localit e i raffronti con altri vo-
cabolari editi. Sono escluse le etimologie.
Abbreviazioni
95

ABBREVIAZIONI

ab. = abitante/i fig. = figurato


accr. = accrescitivo filastr. = filastrocca
acr. = acronimo fonet. = fonetico
agg. = aggettivo form. = formula, formuletta
all. = allocutivo fraz. = frazione
ant. = antiquato (databile alla prima freq. = frequente
met del sec. XX) fut. = futuro
antifr. = antifrastico geogr. = geografico
antrop. = antroponimo ger. = gerundio
arc. = arcaico (anteriore al 1900) gerg. = gergale
art. = articolo, articolata H. = ettaro/i
at. = atono id. = idem
avv. = avverbio, avverbiale ideof. = ideofono
blas.pop. = blasone popolare idron. = idronimo
card. = cardinale immag. = immaginario
chiapp. = chiapparello imper. = imperativo
citt. = cittadino impers. = impersonale
cm. = centimetri impf. = imperfetto
cogn. = cognome imprec. = imprecazione
coll. = collettivo ind. = indicativo
cond. = condizionale indef. = indefinito
cong. = congiuntivo, congiunzione indet. = indeterminativo
coron. = coronimo indov. = indovinello
cred. = credenza inf. = infinito
c.s. = come sopra infant. = infantile
d. = detto inter. = interiezione
det. = determinativo intr. = intransitivo
dil. = dileggiativo inv. = invariabile
dim. = diminutivo iperb. = iperbole, iperbolico
dimostr. = dimostrativo ipoc. = ipocoristico
dispr. = dispregiativo iron. = ironico
eccl. = ecclesiastico kg. = chilogrammi
enf. = enfatico lat. = latino
epit. = epiteto lett. = letterario, cultismo
escl. = esclamazione, esclamativo loc. = locuzione/i
espr. = espressione m. = maschile
euf. = eufemismo, eufemistico m2 = metri quadrati
f. = femminile mdd. = modo di dire
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
96

microtop. = microtoponimo triv. = triviale


mt. = metro / i v. = verbo
n. = nome var. = variante
num. = numero, numerale vd. = vedi
odon. = odonimo vezz. = vezzeggiativo
onom. = onomatopea, onomatopeico voc. = vocale, vocalico
ord. = ordinale vocat. = vocativo
oron. = oronimo well. = wellerismo
p. = participio
part. = particolare | separa i singoli contesti linguistici
pass. = passato e gli elementi della fraseologia.
pegg. = peggiorativo || separa funzioni grammaticali, al-
perf. = perfetto
terati, locuzioni, proverbi, ecc.
pers. = persona, personale
: rinvio a variante fonetica o di
pl. = plurale
pop. = popolare forma
poss. = possessivo ( ) racchiude termini scientifici di
prep. = preposizione flora e fauna, chiose esplicative
pres. = presente del curatore, abbreviazioni
pron. = pronome, pronominale [---] testo frammentario
prov. = proverbio / scansione di versi
q.cosa = qualcosa
q.no = qualcuno
rec. = recente
recipr. = reciproco
rel. = relativo
rif. = riferito
rifl. = riflessivo
rust. = rustico
scherz. = scherzoso
sciogl. = scioglilingua
s.f. = sostantivo femminile
sing. = singolare
s.m. = sostantivo maschile
sopr. = soprannome
sost. = sostantivo
spec. = specialmente
ssp. = specie (pl.)
storn. = stornello
s.v. = sotto voce
tir. = tiritera
ton. = tonico
top. = toponimo
top. int. = toponimo interno allabitato
tr. = transitivo
Vocabolario dialettale
viterbese
Vocabolario
99

a1, prep., 1. a (usata nei compl. di luogo, cato a ppeparino | ~ mmutannine lavo-
di tempo e nelle loc. e modi avverbiali): rava.
2
ggiocam~ nguattavito | ~ ffrza de nzi- a , inter., voce con cui si incita una bestia
ste | duman~ tto, tra otto giorni | sb- a camminare.
bat~ mmattina | se vedm~ ssanta abbabbato, agg., molto affezionato al
Rsa, il 3 settembre | ~ ddillo n ce se padre.
crde, cosa da non credere | sta ~ abbacchjasse, v. rifl., 1. accasciarsi. 2.
ggarne, lavora come garzone | ann abbattersi, deprimersi.
~ pra, lavorare come bracciante gior- abbacchjatura, s.f., 1. macellazione di
naliero in campagna | ann ~ ffnghe, agnelli di latte. 2. (fig.) abbattimento
andare a raccogliere funghi | portt~ morale.
nnue!, poveri noi! | ~ vventanne se abbaccin, v. tr., abbacinare.
spsa, quando compier venti anni | lo abbaci, bbaci, v. tr., baciare: abbcela!
vnne ~ ppco, a buon mercato | | (iron.) te bbcia nd ppi sprco | li
mmjjo ~ stasse zzitte, meglio tacere | dava la pace al fratlle, bbacianno
bbv~ sslo, beve da solo | ha cchja- qulla ffigge (rif. ai confratelli) || v. intr.,
mato ~ Ppppe || ar (al), a la, a lo, all aderire, combaciare, di due oggetti || ab-
(m. e f. sing. e pl. davanti a voc.); pl. al, baciasse, bbaciasse, v. rifl. recipr., ba-
a le, a li: dallo al tuo de fijjo! | arissu- ciarsi.
mijja tutto ar zu nnno | s mmsso ~ la bbaco, s.m., (ant.) abbecedario.
solina | lo va ccompr ~ la bbottga, in abbad, bbad, v. tr., sorvegliare: ~ le
negozio | ann alllbere pezzute, mo- bbstie || v. intr., badare: va ~ sti cse? |
rire | sta ddurm sttallarbro, sotto abbada s! nun ci prov! | sta ttnte,
lalbero | sta dde casa ggi ~ le case po- abbada, cso ha dditto che tte sde-
polare | rrivat~ le quattro sonate, mgne! e vvard. e ssar prpio
dopo le quattro | ~ la domnica mmat- cme dice lue! | nun ce se bbada ne.
tina drme | ~ la mattina ggirno, al- abbade: bbade.
lalba | allinvrno, durante linverno | abbafato, agg., 1. sazio. 2. nauseato di un
allistate | al girno lavra, ~ la ntte cibo.
rbba | ~ la domneca nun gira | al abbaggiolato, agg., (raro) di lastre di
girno de lavro va ffra, nei giorni fe- marmo ritte in piedi, accostate luna
riali | tuttar pi, al massimo | sta ll allaltra, appoggiate ad un muro o altro
ddavante al quatre, ai quadri | piciono sostegno.
pure al vcchje, anche ai vecchi | man- abbaggi, bbaggi, s.f., (rec.) abt-jour:
nggia li pesctte! 2. in: stracco ~ accnne n~.
qqul mdo | fce ~ ttmpo ~ ttmpo, abbagn, bbagn, v. tr., 1. bagnare: l tes-
appena in tempo | parte cul frro ~ sitre bbgnono l panno mal bignzo.
spalla, con il bidente in spalla | lastri- 2. intingere.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
100

abbagnata, s.f., 1. atto di bagnare. 2. atto patr~! (bestemmia).


di intingere. bbele, bbile, agg., idoneo.
abbagnato, agg., bagnato. abbelet, s.f., 1. abilit. 2. idoneit.
abbajj1, bbajj, v. intr., 1. abbaiare || abbenanche, bbinanche, cong., bench,
prov.: cane chabbajja num mzzeca. 2. anche se: ~ se potava a llungo pa-
(fig.) gridare || Forme: Ind. perf. 6 bbaj- rcchjo, tanto llua nun cra | ~ ormae
jrno. ad ttutto assippillito | ci patscio assae,
abbajj2, v. tr., abbagliare: l zle frte pure ~ chi st m paradiso.
llabbajjava llcchje. abbened: bbened.
abbajjo1, s.m., labbaiare, verso del cane. abbenn, bbenn, v. tr., bendare gli occhi.
abbajjo2, s.m., abbaglio: mica ad vvro, abbrgo, arbrgo, s.m., 1. albergo. 2. dor-
ha cchjappato n ~. mitorio || dim. arberghtto.
abbanchettasse, v. rifl., accularsi, sedersi bbese, bbise, pese, pisse, lbbise, l-
sulle zampe posteriori (rif. ad animale): pisse, s.m., 1. lapis: damme qqua n b-
l lpro sabbanchetta, nterito, n ze bese! | f la pnta allpisse, aguzzare il
mve ppi. lapis || dim. abbistto. 2. (fig.) pne: uno
abbannon, bbandon, v. tr., abbando- cha ll~, llartra la riga (rif. ad uomo e
nare: l rumitrio m ad bbandonato. donna con allusione sessuale).
abbasato, agg., atticciato. abbet: abbit.
abbass, bbass, v. tr., 1. abbassare: ~ la abbto, s.m., abete (Abies alba Mill. e
capccia, chinare il capo | pive, l gatto Picea excelsa L.).
bbassa llorcchje | nav ppaura, li f bbeto: bbito.
bbass la crsta io a qqullo, lo faccio abbetdene, abbitdene, s.f., 1. abitu-
calmare | ha visto chabbassa la spalla?, dine. 2. (iron.) abitudine riprovevole,
hai visto che si sottomette? 2. follare la vizio.
vinaccia nel tino. 3. potare i rami alti di abbevar, bbever, v. tr., abbeverare ||
un albero || abbassasse, v. rifl., 1. chi- abbevarasse, bbevarasse, v. rifl., disse-
narsi. 2. (fig.) sottomettersi. tarsi.
abbassato, bbassato, agg., chinato. abbeveratro, bbeveratro, s.m., abbe-
abbasso: ~ la mastra! (si grida quando veratoio.
si tenta di far fermare lo sciame) | me fa abbiad, v. tr., foraggiare equini.
mmale ~, (euf.) ho dolori al basso ven- abbiff: bbiff.
tre (detto da una donna). abbijjamnto, s.m., (rec.) abbigliamento.
abbasta, bbasta, avv., stop: li dvono da bbile: bbele.
magn e bbasta, soltanto da mangiare | abbindol, v. tr., abbindolare.
riv uno e bbasta, uno soltanto || inter., abbinid: bbened.
basta!: a, abbasta! chi ppir m due s abbioccasse, v. rifl., 1. diventare chioc-
ppche e ttr ss ttrppe | famo bbasta!, cia; covare. 2. (fig.) accasciarsi: s ab-
finiamola! | punte bbasta!, (espr. dra- bioccato stracco mrto a ppomssa. 3.
stica con cui si mette fine ad una di- (fig.) scoraggiarsi.
scussione). abbicco, s.m., 1. accasciamento. 2. son-
abbast: bbast. nolenza.
abbate, s.m., abate: (euf.) mannggia l abbirell, mbirell, v. tr., tendere la corda
Vocabolario
101

con il verricello, per legare il carico sul | P. pass. abbrto.


carro. abbjje: abbjja.
bbise: bbese. abbjjese: abbojjasse (vd. abbjja).
abbisogn: gna. abbjjolo, s.m., convolvolo (Convolvulus
abbisognanno, bbisognanno, avv., even- arvensis L.).
tualmente: ce v m mtro de stffa, ~ abbol: abbul.
due ppure. abbon, v. tr., condonare un debito:
abbit, abbet, v. intr., abitare. qulle srde che mmha da d, te llab-
abbitino, s.m., scapolare. bno e vvia | mabboneranno tutte le
bbito, bbeto, s.m., abito || prov.: ll~ dbbete.
nun fa l mneco || dim. abbitccio, ve- abbonasse, v. rifl., abbonarsi.
stitino: cra la fijja chra ggiuvintta, abbonn, v. intr., abbondare: certanne la
ncra se dicva ll~ noantre. rbba abbnna (rif. al raccolto).
abbit, abbituv, bbit, v. tr., abituare; abbonnante, bbonnante, agg., 1. abbon-
le fijje llha bbitate tutte male, li ha vi- dante. 2. di misura comoda (rif. ad in-
ziati || abbitasse, bbetasse, v. rifl., dumento).
abituarsi: oramae me ce s abbitato || abbonnanza, abbonnnzia, bbonnnzia,
Forme: P. pass. abbitato, abbituvato, s.f., 1. abbondanza: chabbonnnzia! ci
bbetato, bbitato. nn ddavanzo de rbba | d ffrutte n
abbitazzine, s.f., (scherz.) abitudine. ~, in abbondanza. 2. (fig.) raccolto co-
abbitdene: abbetdene. pioso.
abbituv: abbit. abbonnnzia: abbonnanza.
abbocc, v. intr., 1. abboccare: l pscio abbno, s.m., condono.
chabbcca. 2. (fig.) lasciarsi ingan- abbord, v. tr., abbordare.
nare: c ccascato, ha abboccato cme abborrasse, v. intr. pron., gonfiarsi per
n tontolne. meteorismo del ventre delle pecore o
abboccatura, bboccatura, s.f., contenta- delle vacche.
tura: dde bbna ~, magna tutto. dde abbrta, s.f., azione di avvolgere: dalle
bbcca bbna. s n~!
abbcco, s.m., esca, allettamento: li d abbort, abburt, bbrutt (raro), v. intr.,
ll~, lo adesca. abortire: mha bbruttito la mjje, di-
abboccolato1, agg., inanellato, di capelli. cva Totorot. e ppi bbrutto de t!
abboccolato2, agg., inserito nella boccola: abbrto, s.m., 1. aborto. 2. (dispr., fig.)
la rta dil carro abboccolata, ma la persona deforme.
bbccola che sta ddntro la rta pe n abbott, v. tr., 1. gonfiare. 2. (raro) ab-
falla conzum. bottonare || abbottasse, v. rifl., 1. rim-
abbjja, abbjje, bbojj, v. tr., avvolgere: pinzarsi. 2. avere la digestione difficile
p se bbojjava n tantino da capo (il fa- per essersi rimpinzato di cibo.
scio di canapa) | abbjjolo s! || abboj- abbottato, agg., 1. gonfio. 2. pi che
jasse, abbjjese, v. rifl., 1. attorcigliarsi: sazio.
l filo sabbjje, si nu stattnte. 2. con- abbotton, abbutton, v. tr., abbottonare
torcersi per dolori intestinali. 3. avvitic- || v. intr., mettere le gemme: la vita,
chiarsi || Forme: Ind. pres. 6 abbjjono prima cccia, pe abbottna || abbotto-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
102

nasse, v. rifl., (fig.) tenere atteggia- durre uninfiammazione: mabbrcia lo


mento riservato. stmmoco sta grappa || v. intr., 1. essere
abbozz, v. intr., sopportare in silenzio, in procinto di arrivare: abbrcia, sta
senza reagire: che ppotivo f? mi tocc mmomnte. 2. sfiorare la boccia dellav-
~ e zzitto. versario (nel gioco delle bocce). 3. in-
abbraccec: abbraccic. fiammarsi. 4. (fig., gerg.) non pagare
abbraccettato, ambraccettato, agg., a debiti, essere insolvente: ~ l pajjne ||
braccetto. abbruciasse, v. rifl., ardere: (imprec.) te
abbracci: abbraccic. pssabbruciatte! || Forme: Ind. pres. 3
abbraccic, abbraccec, abbracci, v. tr., abbrcia; 6 bbrceno | impf. 6 abbru-
1. abbracciare: appna riva, abbrccica civeno | fut. 2 abbrucerae.
la su matre. 2. stringere in braccio || abbruciata, s.f., atto di abbruciacchiare
prov.: chi ttrppo abbrccia, gnnte in superficie lestremit di un palo di
strgne || abbraccicasse, v. rifl. recipr., legno, per indurirla: li d n~ al passne
abbracciarsi || Forme: Ind. pres. 6 ab- prima de piantallo || dim. abbruciatlla.
brccecheno. abbruciatccio, s.m., bruciaticcio: snto
abbraccicata, bbraccicata, s.f., atto di puzza d~.
abbracciare, abbraccio: d n~ mal- abbruciato, bbruciato, agg., 1. bruciato.
lamice prima de part. 2. troppo cotto, di pane. 3. (fig.) ingan-
abbranc, v. tr., afferrare. nato, imbrogliato: c rrimasto ~ pi
abbrancic, v. tr., afferrare. dde na vrta. 4. (fig.) reso cauto in se-
abbrancolito, imbrancolito, mbrancolito, guito ad esperienza negativa.
agg., intirizzito: ch le mano mbranco- abbrunn, v. tr., abbronzare un tessuto
lite dal frddo, n ce la f a strgnele. stirandolo || abbrunnasse, abbronnasse,
abbrennzio: abbronnzio. v. rifl., diventare bruno, bruciacchiarsi:
abbro, ebbro, s.m., ebreo: llebbre, gli quanno se stira, ce lscia l frro m p
ebrei | magn m pide cme llabbre. sspra, sabbrnna la stffa.
abbrvio, s.m., ispirazione: ha pprso abbrusc, bbrusc, v. tr., 1. tostare:
ll~. panabbruscato. 2. incendiare: ~ lo
abbro: labbro. stppio. 3. abbruciacchiare in superficie
abbronnasse: abbrunnasse (vd. ab- lestremit di un palo di legno, per in-
brunn). durirla.
abbronnzio, abbrennzio, espr. di ri- abbruscacaff, s.m., tostino da caff.
nuncia, dal lat. abrenuntio della liturgia abbruscata, s.f., atto di tostare.
del battesimo (risposta che, nel rito del abbruschino, bbruschino, s.m., tostino da
battesimo, il padrino d in vece del bat- caff.
tesimando, come rinuncia alle vanit abbrustol, v. tr., 1. tostare.
mondane e alla opere di Satana). abbrustolita, s.f., atto di tostare.
abbruci, bbruci, v. tr., 1. bruciare: pe abbrutt1, v. intr., imbruttire.
ccarta te bbrcio, pe ssanto tadro abbrutt2, v. tr., abbrutire.
(formula scaramantica che si pronuncia abbuffasse, v. rifl., rimpinzarsi: (imprec.)
bruciando unimmagine sacra, ispirata abbffete, rspo!
ad una battuta di papa Sisto V). 2. pro- abbujjasse,v. intr. impers.,1. imbrunire, an-
Vocabolario
103

nottare: sabbujja l clo, l zle singuatta. si ss ggajjarde, famo tutta na cap-


2. coprirsi di nuvole (rif. alla luna). panna.
abbul, abbol, v. tr., abolire. accappon, v. tr., castrare un galletto || ac-
abburt: abbort. capponasse, v. intr. pron., (fig.) divenire
abbus, v. intr., abusare: abbusa del db- impotente (di un uomo).
bole cme n vijjacco. accartocciasse, v. intr. pron., accartoc-
abbusc, bbusc, v. tr., 1. buscare: l zo- ciarsi: se cc n inztto, saccartccia s
mare pnno ~ ppure quarche dolr di la fjja (rif. al pampino).
panza | fra Ggllio abbuscava bbne accasasse, v. rifl., metter su famiglia, spo-
(rif. alla cerca) || prov.: chi ccrca, ab- sarsi.
busca. 2. buscarne: stattnte che cce accastellato, agg., di frutta che cresce
bbusche! unita in un mazzetto: le ncchje cresc-
abbuschjasse, v. intr. pron., adirarsi. vono tuttaccastellate.
abbuso, s.m., abuso. accatrast, accratrast, v. tr., accatastare,
abbutt: bbutt. iscrivere al catasto.
abbutton: abbotton. accatt, v. tr., prendere a prestito.
accda, v. intr., (citt.) accadere || Forme: accatto: li toccava ann all~ pi li case.
Ind. fut. 3 accadar. accausine (raro): uccasine.
accalamarato, agg., cerchiato, di occhio. accavall, v. tr., rincalzare una pianta:
accalasse, v. intr. pron., assopirsi || v. intr. saccavalla e sse fa la tazza da capo
impers., tramontare, del sole. allrdine e dda pide la spallira || ac-
accalatlla, accalatura, s.f., 1. breve dor- cavallasse, v. intr. pron., irrigidirsi,
mita. 2. pisolino pomeridiano da seduto avere una mialgia (di parte del corpo
|| dim. accalaturtta. umano): ch m mscolo accavallato
accalatura: accalatlla. chi mme dle.
accallafreddasse, v. intr. pron., esser col- accavallatura, s.f., rincalzatura di una
pito da arrabbiaticcio, alterarsi di un ter- pianta.
reno coltivato, per cui la pianta accavallon, v. tr., formare sul campo il
inaridisce prima di fiorire. cavallone del fieno falciato: saccaval-
accallasse, v. intr. pron., accaldarsi. lna ann e vven.
accallato, agg., accaldato, sudato: num accecciasse, v. intr. pron., (infant.) met-
bvo che ss accallato. tersi a sedere: accccete!
accampasse, v. rifl., accamparsi: d sac- acceciasse, v. intr. pron., fare un pisolino,
cmpono stanno l zordate? sonnecchiare.
accanisse, v. intr. pron., accanirsi. accednte: accidnte2.
accantallaccanto, s.m., terzultimo. accellar: acceller.
accantallrtemo, s.m., penultimo. accellarato, agg., celere: se fa n lavro ~,
accanter, v. intr., mandare fetore. a la svrta.
accapijjasse, v. rifl. recipr., 1. accapi- acceller, accellar, v. tr., accelerare.
gliarsi. 2. (fig.) litigare concitatamente. accendi, ncendi, v. tr., incendiare.
accappann, v. tr., 1. disporre a capanna. accnna, accnne, ccnna, v. tr., accen-
2. piegare e legare sul filare i tralci dere: ~ l fco | ~ na cannla | ~ llar-
troppo lunghi: saccappnnono le cape dio | ~ la luce lttreca | ~ l ciaro, (ant.)
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
104

accendere il fiammifero; accendere la ciacc ddu nce | mdd. se fa ~ le nce n


luce elettrica | accnne llume n zn- capo, troppo remissivo | li s acciac-
zibbu!, espr. liturgica lat. || accnnese, cata la zzinna (rif. alla mastite della
v. intr. pron., accendersi: le luce sacc- vacca). 4. pestare: n ce v gnnte a
seno tutte ni na vrta. cciaccasse quarche ddito col martllo.
accnne: accnna. acciaccabbrccia, s.m., macchina per
accnnese, vd. accnna. stritolare sassi.
accennino, s.m., accendino. acciaccato, p. pass. di acciacc || agg., 1.
accemo, eccemo, s.m., ecce homo, per- acciaccoso, malaticcio || dim. acciacca-
sona malconcia: aridutto n ~. tllo. 2. schiacciato: naso ~, naso ca-
accso, agg., illuminato. muso.
accsso, s.m., ascesso. acciaccatura, s.f., contusione, ecchimosi:
acctta: (dim.) accettla, accettlla. ~ dellgna (del cavallo).
accettato, agg., escluso, eccettuato || acciacco: ~ (all), loc. avv., a) in balia: n
prep., eccetto, tranne. ze p st ~ dellantre; b) a carico.
accezzine, ccezzine, s.f., eccezione. acciaff, v. tr., 1. sgualcire. 2. mangiare
acchnne (raro): anchnne. frutta acerba || acciaffasse, v. intr. pron.,
acchjapp: chjapp. sgualcirsi: chae l vistito tuttacciaffato
acchjappacane: chjappacane. || v. rifl., rimpinzarsi.
acchjapparlla, chjapparlla, s.f., (in- acciaffata, s.f., atto dello sgualcire.
fant.) acchiappino, gioco che consiste acciammell, v. tr., acciambellare || ac-
nel cercare di acchiapparsi. ciammellasse, v. rifl., acciambellarsi.
acchjappeffugge, avv., in fretta e furia. acciaro, s.m., acciaio: cha la pnta d~.
acchjsa: chjsa. acciata, s.f., gugliata di filo.
acchjocciasse, cchjocciasse, v. intr. pron., acciavatt, v. tr., deformare (rif. a scarpa).
diventare chioccia: lo v, la gallina s accicc, s.m., (euf.) accidente: (scherz.) te
cchjocciata. pijjasse n ~ co na ggirandoltta!
acchittasse, v. rifl., agghindarsi, vestirsi accicci, v. tr., uccidere a coltellate, am-
con eleganza. mazzare.
acchittata, s.f., agghindamento, atto accicciata, s.f., strage.
dellagghindarsi: se da ss n~, prima accicciato, agg., abortito: m pommid-
dusc dde casa. ro ~.
acchitto, s.m., acchito || ~ (de prim), loc. accicria (euf.): cicria2.
avv., a prima vista: ~ manco llh accicori, v. tr., 1. picchiare: n dubbit,
rriconosciuto. llaccicrio io quanno me cpita. 2. uc-
acchittne, s.m., elegantone. cidere.
acciacc, ccicc, v. tr., 1. calpestare: h accidmmele: accidmmole.
cciaccato na lumaca | (triv.) acciacca accidmmole, accidmmele, inter., (euf.)
sto bbacarzzo! (rif. ad un prete che accidenti! || pegg. accidemmolccio.
passa) || acciacc llva, (iron.) cammi- accidmpole, inter., (euf.) accidenti!
nare con circospezione. 2. (euf.) am- accidnte1, s.m., nulla: mo magnato n ~
mazzare (in formule deprecative): te che vve spacche, un bel nulla.
pssinacciacc! 3. schiacciare: ac- accidnte2, accednte, s.m., accidente:
Vocabolario
105

(imprec.) morite d~ vue e cchi sste! || accodasse, v. rifl., accodarsi: si tti sac-
inter., accidenti!: accidnta llue e cchi cda, nun te sarve.
cce llha mmannato! || pegg. acciden- accjje, v. tr., accogliere || accjjese, v.
tccio. intr. pron., infettarsi (di una ferita), sup-
accidrba, inter., (euf.) accidenti! purare: le firite saccjjono fcile si nu
accifr, v. tr., 1. annotare. 2. memorizzare stattnte | na firita accrta toccava
un torto ricevuto per vendicarsene. ccuralla sbboto || Forme: P. pass. ac-
accigcce, accigccia, inter., (euf.) acci- crto.
denti! accojjnte, agg., accogliente.
accigccia: accigcce. accojjnza, accujjnza, s.f., accoglienza:
accigmme, inter., (euf.) accidenti! li fce bbn~.
accijj, v. tr., tracciare i solchi per irrigare accoler, v. tr., soffocare: se snte na
lorto. puzza chaccolra || v. intr., emanare
accijjato1, agg., dalle lunghe e folte so- gran puzzo.
pracciglia. accollasse, v. intr. pron., 1. porsi in spalla,
accijjato2, agg., 1. di solco sufficiente- trasportare un peso sulle spalle. 2. for-
mente profondo per impedire che lac- marsi di un edema sul collo del bovino.
qua straripi. 2. rincalzato: v vda n 3. (fig.) assumersi, prendere a carico.
rdine bbn accijjato? co la trra bbn accollata, s.f., sovrappeso scaricato dalla
ricalzata, accostata. macchina di santa Rosa sulle spalle dei
accim, v. tr., rifinire a punta: ~ l pajjaro facchini ad ogni sua oscillazione: nu la
|| v. intr., 1. salire in cima. 2. mettere le toccate, ch le fate pijj llaccollate!
foglie, di un albero. (raccomandazione gridata agli spettatori
ccio1, s.m., pezzo di filo, quanto sinfila in finestra, che tentano di toccare la
in un ago. macchina al suo passaggio nelle stret-
ccio2, agg., cattivo: ma quanto se ~! | s toie).
acce de razza. accolmito, agg., riempito fino allorlo: nu
acciplla, inter., (euf.) accidenti! lo f ~ che ppsa trppa pportallo.
accipollato, agg., cipollato, incipollito (di accoltura, accortura, s.f., suppurazione.
legno che tende a sfaldarsi). accomed, accomid, accomod, accom-
acciprsse, acciprsso2, inter., (euf.) ac- med, accumed, v. tr., 1. mettere in or-
cidenti! dine. 2. riparare. 3. aggiungere liquore
acciprsso1, s.m., cipresso (Cupressus nel caff, correggere. 4. (antifr.) pic-
sempervirens L.). chiare: taccmodo llssa io || accome-
acciprsso2: acciprsse. dasse, accomidasse, accomodasse, v.
acciprte, inter., (euf., scherz.) accidenti! rifl., accomodarsi: sr ma, sacc-
accitt, s.f., citt: s ttutte ~ grsse. mede! | accomedteve m momnto! | e
acciuccasse, v. rifl., ubriacarsi. ll, accomidteve m plo!, un attimo |
acciuitt, v. tr., catturare. saccomidnno | saccomedvemo ||
acclam, accram, v. tr., far crescere ri- prov.: pi la strada saccmida la sma |
goglioso (di terreno adatto ad una col- strada facnno, saccmeda la sma ||
tura): sta trra la vita llacclama, ce fa Forme: Ind. pres. 3 accmeda, acc-
pprpio ch n amre. mida | impf. 4 accomedvemo | perf. 6
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
106

accomidnno | Cong. pres. 3 accmede. tr., 1. condire: dppo ctte, se conn-


accomedata, s.f., 1. atto di mettere in or- sciono | sta rbba sa ddi pco, nun ac-
dine. 2. atto di riparare alla meglio. cunnita bbne | lljjo pe cconnicce ce
accomid: accomed. llmo | tutto quanto bbnacconniscito
accomidasse: accomedasse (vd. acco- || prov.: acconnisce llanzalata, pco
med). acto, assae olliata. 2. (fig.) dar sapore
accommed: accomed. al mosto, aggiungendo vino bollito. 3.
accomod accomed. (fig.) abbellire il discorso. 4. (fig.) pic-
accomodamnto: (prov.) mjjo n cattivo chiare di santa ragione || Forme: Ind.
~ che na bbna cusa. pres. 1 acconnscio; 3 cunnisce; 4 ac-
accomodasse: accomedasse (vd. ac- connimo; 6 acconnsciono, connsciono
comed). | perf. 4 condssemo || Imper. acconnisce
accompagn, accumpagn, v. tr., 1. ac- || P. pass. acconniscito, acconnito, ac-
compagnare: attacca no stornllo ac- cunnito, connito.
cumpagnato da la guidarra. 2. seguire acconnimnto, accunnimnto, conni-
in corteo: accompagnssemo l mrto mnto, s.m., condimento || prov.: l mjjo
tuttassime. 3. tirare con la mano la ca- connimnto llappetito.
napa dalla rocca. 4. (fig.) proteggere: la acconnita, s.f., azione di condire: li damo
Madnna taccompagne! (saluto augu- n~ e la magnamo quel m.
rale a chi parte) || accompagnasse, ac- accontent, v. tr., accontentare: cerca-
cumpagnasse, ccompagnasse, v. intr. rmo daccontentalla sta cristiana || ac-
pron., 1. accoppiarsi, unirsi: qulle du contentasse, v. rifl., accontentarsi: tcca
vdove se s ccompagnate s, quei due ~ | cme state comm? accontent-
vedovi || prov.: accompgnete con chi mose! | accontntete pure tu!
mmjjo de t, e ffalle li spse! 2. convi- acconzent, acconzint, accunzent, ac-
vere more uxorio || Forme: Ind. perf. 4 cunzint, conzent, cunzent, v. intr., 1.
accompagnssemo | P. pass. accumpa- acconsentire: tutte accunzentinno snza
gnato, ccompagnato. discute. 2. aderire, combaciare, di due
accompagnasse: accompagnasse (vd. oggetti: la tvala llha mmssa ~. ac-
accompagn). conznte bbne, dajje!
accompagno, accumpagno, s.m., 1. se- acconzint: acconzent.
guito: cra lu straprto cull~ ap- accopp, v. tr., colpire in pieno.
prsso, il trasporto funebre con il corteo accoppi, v. tr., accoppiare || prov.: Dio li
al seguito | passa la spsa co ttutto ll~ fa e pp llaccppia || accoppiasse, v.
(il corteo nuziale) | (iron.) sbrghete! te rifl. e rifl. rec., accoppiarsi, unirsi.
ce v ppure ll~? 2. accompagnamento accor, ccor, v. tr., 1. uccidere: ~ l prco.
musicale. 3. (rec.) indennit governativa 2. (fig.) addolorare profondamente: na
concessa agli anziani, malati o invalidi, notzzia chaccra || accorasse, v. rifl.,
bisognosi di una persona che li assista: 1. amareggiarsi: n te caccor chi tte fa
ssa pijja ppure ll~, riscuote anche lin- mmale! 2. disperarsi.
dennit. accorata, s.f., legatura forte: dajje n~!,
accompagno: accompagno. legalo bene!
acconn, accunn, cond, conn, cunn, v. accorato, agg., 1. malato di cuore. 2.
Vocabolario
107

(fig.) profondamente addolorato, dispe- accorp, v. tr., unificare, riunire in


rato: me fae mor ~ | lo snte quanto ununica propriet (detto di lotti di ter-
piagne ~ l fijjo? reno).
accoratura, s.f., accoramento, dispiacere accortura: accoltura.
doloroso. accosciasse, v. rifl., accasciarsi.
accorci, v. tr., accorciare || v. intr., per- accos, accus, accuss, ccuss, coss, cus,
correre un cammino pi breve: passamo cuss, cong., cos: le cse stannaccus
da stto chaccorciamo armno. ccme ve dimo nue | pi dde ccus m
accordasse, v. rifl. recipr., accordarsi, pzzo | e ccus vvia! | mjjo accuss!,
mettersi daccordo: saccrdeno tra vvi- tanto meglio! | cme stae? cus
cine snza pirito. ccus | me disse: cus, cus, cus.
accordell, v. tr., comporre in file ordi- accost, v. tr., 1. avvicinare: ~ la bbccia
nate la bica con i covoni. mal pallino. 2. socchiudere: ~ la prta
accrgese, accorgsse, ccrgese, v. intr. de casa || accostasse, v. rifl., avvicinarsi:
pron., accorgersi: maccrgio eccme! | n taccost pe ccarit! | n te p accost
lue si nn ccrto sbboto | (scherz.) si da quanto s ccare le mlle.
sinnaccrgeno li bbudlla, ce vne accostallrtemo, s.m., penultimo.
llinfezzine. si dicia di uno che sse fa- accostamuro, s.m., (infant.) battimuro,
cva na firita | mi nnaccrgio s! | si gioco fatto con monete o con bottoni.
nnaccrze chi n zapo lggia | ma si sse accostarccio, agg., affabile, socievole.
naccorgva l patrne, crto che nun vo- accostata, s.f., atto di socchiudere: f l
lva | taccorgiarae n girno | lu squajj piacre, dajje n~ a qqulla prta, chi
snza fssene accrgia, lo rub || Forme: ffa ffrddo gge!
Ind. pres. 1 accrgio; 2 accrge; 4 ac- accostino, s.m., accostatore; operaio che,
corgmo; 6 accrgeno | impf. 3 accor- durante la trebbiatura, da terra porgeva
gva; 6 accorgono, accorgvono | perf. con il forcone i covoni ad un altro, che
1 accrze; 4 accorgssemo; 6 accor- stava sopra la trebbiatrice.
ginno, accrzeno | fut. 2 accorgerae, ac- accot, v. tr., affilare la lama di un at-
corgiarae | P. pass. ccrto. trezzo con la cote: la farctta saccotava
accorgsse: accrgese. gnitanto co la cta.
accormato, agg., colmo (di staio con so- accotata, s.f., affilatura: li davo na
vrappi). bbll~.
accormatura, s.f., operazione con cui si accottimato, agg., che lavora con grande
colmava il recipiente: ll~ cra su la energia.
mesurlla. accovasse, v. rifl., accoccolarsi, accovac-
accorojj, v. tr., 1. acciambellare. 2. (fig.) ciarsi.
malmenare || accorojjasse, v. rifl., attor- accozzajja, s.f., (citt.) accozzaglia.
cigliarsi: a m, co sto callo me se s ac- accram: acclam.
corojjate le mutanne. accratrast: accatrast.
accorojjata, s.f., atto di malmenare. accrsce, v. tr., far crescere: Dio ve llac-
accorojjato, p.pass. di accorojj || agg., crsca! (espr. di buonaugurio rivolta a
1. arrotolato. 2. sgualcito. 3. accovac- madre che allatta un bambino).
ciato. accricc, v. tr., sollevare con il cricco.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
108

accricco: cricche1. accuss: accos.


accrcco, s.m., 1. cosa sistemata alla me- aceteffle, s.m., bevanda amara e disgu-
glio. 2. oggetto mal ridotto. 3. congegno stosa: sto vino pare ~. agrummste!
provvisorio, arrangiato. ceto, cito, agg., 1. acido. 2. (fig.) male-
accucci, v. tr., 1. schiacciare: co no scor- volo, scortese, antipatico: na zzitellna
zne taccccio, con uno schiaffo ti ceta || s.m., 1. acido: ~ bbreco, acido
stendo a terra. 2. piegare al suolo (rif. al borico | ~ fneco, acido fenico | ~ mu-
grano colpito dal temporale) || accuc- riteco, acido muriatico. 2. acidit, bru-
ciasse, v. rifl., 1. accovacciarsi. 2. ac- ciore di stomaco, per ipercloridria: sto
quattarsi. latte mha mmsso ll~ | le vne ll~. 3.
accucciata, s.f., mossa rapida per schi- sapore acre: l latte co sto callo pijja d~,
vare un colpo rannicchiandosi. acquista sapore acre.
accuccine, avv., coccoloni. acto: quelue me sa che ppijja d~ (di chi
accujj, v. tr., annoiare. mostra tendenze omosessuali) | va ffin
accujjante, agg., noioso. che ppijja d~ pure stavrta, non riesce,
accujjnza: accojjnza. fallisce.
accumed: accomed. actone, s.m., 1. carbonchio sintomatico
accumpagn: accompagn. allapparato digerente di ovini e bovini.
accumpagnasse: accompagnasse (vd. 2. (gerg.) puzz dd~, mostrare tendenze
accompagn). omosessuali.
accumpar, compar, cumpari, v. intr., 1. achino, s.m., uncinetto.
apparire: (prov.) chi bbllo v ccompar, acitino, s.m., difetto di vino o frutta, che
quarche mmale ha dda soffr. 2. far comincia a inacidirsi: pijja d~ sta
bella figura. bbtte | le fiche sapvono d~.
accunijj, v. tr., 1. colpire sulla nuca. 2. cito: ceto.
picchiare. aco1, s.m., ago: n ~ da cuc | ~ da mata-
accunijjata, s.f., colpo inferto sulla nuca. razzi | me s sfilato ll~ || prov.: chi nun
accunn: acconn. ce mtte ll~, ce mtte l capo (per con-
accunnimnto: acconnimnto. sigliare la pronta riparazione dei vestiti).
accunzent: acconzent. aco2: laco.
accunzint: acconzent. acolne: aquelne.
accup1, v. tr., occupare. acorajjo: acoraro.
accup2, v. tr., premere in basso. acoraro, acorajjo, s.m., agoraio.
accupazzine, s.f., occupazione. acqua, s.f., 1. acqua: ~ frma, stagnante |
accurre, occrre, v. intr., occorrere, ser- ~ arta, profonda | ~ de visc, acqua ef-
vire: sto frro vaccurre? | ce lu s dda fervescente | f ddu bbagnle ~ e ssale,
m, nun caccurre che lu dite | che jj~?, di acqua bollente salata | ~ rggia, ac-
cosa gli occorre? | nom me coccrre. quaragia | ~ cetsa, acqua acidula con
accus: accos. sali minerali di ferro e solfo | ~ de
accuso, s.m., accusa, dichiarazione di guinza, (dispr.) vino o liquore scadente
possedere una particolare combina- | ~ de marva, (dispr.) caff troppo leg-
zione, in taluni giochi di carte (per es. gero | ~ ne la trippa, idropisia | ~ ra-
nel tressette). mata, poltiglia bordolese; soluzione
Vocabolario
109

neutra di solfato di rame e calce spenta brucia: sta lgna fa ll~.


diluiti in acqua, che viene irrorata, con acquactta, s.f., vivanda rustica, che si
la pompa a zaino, contro le malattie crit- prepara versando su fette di pane raf-
togamiche delle piante, spec. della vite: fermo acqua bollente condita con sale,
dumane v a dd ll~ a la vigna | ~ p- aglio, nepitella e un po dolio || prov.:
vola, (dispr.) bevanda di sapore sgrade- ll~, l pane sprca, la panza bborbtta.
vole o insipida | ~ panata, liquido, acquacottaro, s.m., gran mangiatore di
ottenuto da una fetta tostata di pane acquactta.
messo a bagno nellacqua, usato per cu- acquacottata, s.f., mangiata di acqua-
rare il mal di pancia | av ll~ ar cre, ctta.
avere un versamento pericardico | f acquapennentano, s.m., ab. di Acqua-
ccce nell~ sua, lasciare uno a cuocere pendente || agg., aquesiano.
nel suo brodo; lasciare che si comporti acquapennnte, top., Acquapendente ||
come meglio crede, senza correggerlo o blas. pop.: ~, bbm pane, bbn vino e
aiutarlo | li va ll~ pillrto, gli vanno ccattiva ggnte || (gerg., con bisticcio)
bene le cose | d ll~ a le piante, irrigare s rivato a ~, ormai sei vecchio e impo-
| mtte ll~, irrigare lorto a turno | ~ tente.
acto, bevanda dissetante estiva consu- acquarijja, acquarujja, 1. (dispr.) be-
mata in campagna | (euf.) h dda f n vanda scadente (spec. vino). 2. broda-
gccio d~, ho bisogno di orinare | glia.
(gerg.) v a ccambi ll~ al canarino, acquarino, agg., (raro) umido (rif. al tipo
vado ad orinare | mdd. ~ a le fune!, ri- di terreno) || prov.: terrno ~, o cnipe o
chiesta scherz. di acqua durante un llino.
pasto (il mdd. legato alloperazione di acquarlo, s.m., 1. acquaiolo, operaio ad-
innalzamento dellobelisco in piazza detto a rifornire di acqua potabile i brac-
San Pietro al tempo del pontefice Sisto cianti in campagna: ll~ prta l dabbve
V) | pegg. acquccia, acqua sporca di n campagna. 2. chi distribuisce lirriga-
rifiuto: nnamma bbutt ll~ || prov.: ll~ zione nei campi || agg., acquaiolo: la
chta nfrciga le pnte | pir lingi gni mrla acquarla (Cinclus cinclus).
~ curre | ~ crre, sngue strgne | ~ pas- acquarujja: acquarijja.
sata num mcina ppi. 2. pioggia || acquasantira, s.f., (fig.) bocca aperta.
prov.: ~ e ssle, la campagna va n acquastrino, agg., acquitrinoso, di ter-
amre | ~ pe ffebbraro, mpe l granaro reno imbevuto dacqua per pioggia ec-
| vale ppi n~ fra llaprile l mggio, cessiva.
chi ttutto Salamne cul zu carriggio | acquatinta, s.f., (dispr.) bevanda scadente
ll~ de ggiugno lva pane, vino e jjo | (spec. vino): qul rafacane li da dda
~, vnto, fco, Dio li dia lco, li tenga a bbve ll~ alloprajje.
freno | ~ e ffco dajje lco | ~ e ffco, acquato, s.m., vinello fatto con acqua
schrzece pco | ~ di Rma, tammlla versata sulle vinacce torchiate || dim.
e tti cujjna (di pioggia apportata da acquatllo, acquatccio, acquatzzo.
nubi provenienti dalla direzione di acquatrujja, s.f., 1. (dispr.) bevanda sca-
Roma) || dim. acquarlla, pioggerella. dente (spec. vino). 2. brodaglia.
3. umore che geme da legna umida che acquattasse, v. rifl., nascondersi, mettersi
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
110

in agguato. addasse, dasse, v. intr. pron., accorgersi:


acquavita, s.f., acquavite. si ssi nadd l gatto, addio! | si ssi nad-
acquavitaro, s.m., chi confeziona e vende danno lluclla, lo mgnono tutto l
acquavite. grano || v. rifl., gettarsi sopra: l pssere
acqutta, s.f., acqua mista a grasso che se s addate (sul campo seminato) || ad-
cola, nel recipiente sottostante, dai dssene, v. intr. pron., concludere un la-
panni bagnati messi sopra la porchetta, voro: nntte nntte e nn mme
per non far bruciare la cotenna durante naddo.
la cottura nel forno. addbbeto, s.m., addebito.
acquintalato, agg., suddiviso in quintali: addcece, v. intr. impers., addire, con-
ra na sfacchinata a pport ss l grano farsi: caddce eccme | dice che nun
~ su ppe qqulle scalinate! caddce, ma n vvro.
acquisto: (prov.) se vvi f n ~, sta zzitto; addietr, v. intr., arretrare.
quanno fatto llavarae, allra parlerae. addietratzza, s.f., arretratezza.
acquizza, s.f., 1. umore che esce dal ramo addietrato, agg., 1. ritardato. 2. in ritardo
verde, che brucia male. 2. pus (rif. ad nello sviluppo: stanno la staggine
una piaga o un eczema). 3. liquido resi- addietrata na massa. 3. (fig.) antiquato.
duo (rif. al siero del latte). 4. fanghiglia. 4. arretrato: parva csse na fame ad-
adcio, adggio (rec.), avv., adagio, len- dietrata di stte sbbete || addietrate,
tamente || mdd. ~ Bbicio! chi ccha s.m. pl., crediti non riscossi o non pa-
pprscia, vadadcio. gati alla dovuta scadenza: ncra
adacqu, v. tr., irrigare: l vellane dallra mhanno da pag ll~ de anno, ha vjja
li vedve chi scarze adacquveno aspett.
llrto. addietreggi, v. intr., arretrare.
adacquarla, s.f., annaffiatoio. addimann: domann.
adacquata, s.f., annaffiata. addio: f ~, (infant.) salutare qualcuno
adacquatile: atacquatile. muovendo la mano.
adacquatro, s.m., annaffiatoio. addiposet, v. tr., depositare.
adggio (rec.): adcio. addiricchjasse, v. rifl., 1. rannicchiarsi.
adattasse, v. rifl., adattarsi: tha 2. intirizzire. 3. (fig.) impaurirsi.
dadatt! tadatt ttu! (botta e ri- addiricchjato, agg., 1. sgualcito. 2. rat-
sposta, con gioco fonico). trappito, contratto: ra tutta addiric-
addann, dann, v. tr., dannare || addan- chjata pi la paura.
nasse, dannasse, v. rifl., 1. dannarsi, addirizz, addrizz, indirizz2, v. tr., 1.
perdere lanima: crre smpre cme n raddrizzare: ~ m pide | ~ l chjde cul
addannato (rif. a ragazzo vivace). 2. martllo. 2. accorciare il cammino: ad-
tormentarsi: ci saddannava sso a vve- dirizzave ggi. 3. tracciare il solco in
dlle n qur m. 3. rodersi, arrovellarsi. linea retta: addrizzvono co la contro-
4. disperarsi: la fannaddann la su m psta. 4. (fig.) correggere: si nu lladdi-
| me fae addann, sto fijjccio! | sto cri- rizza n tmpo, quel fijjo va ffin mmale.
stiano me fa ddann | me fa mmor ad- addisturbato, agg., disturbato: se sentva
dannato. ~.
addannato, agg., 1. avido. 2. infuriato. addobb, addubb, v. tr., adornare, parare
Vocabolario
111

a festa: ne addobbamo le fenstre co le zione.


cuprte quannha dda pass la pricis- addot, v. tr., dare la dote: vaddotato
sine. tutte ttr le fijje.
addolorata: pare llAddolorata (di donna addr, addr, inter., grido per far indie-
molto afflitta). treggiare un asino.
addom, addomm, dom, v. tr., 1. do- addrnto, avv., al corrente: ov, mte da
mare bestie. 2. abituare i buoi a tirare scus, ma nu st ~ a sti faccnne.
laratro: llattccono n quattro pad- addr: addr.
domm. 3. (fig.) insegnare la calma a addrizz: addirizz.
persona esuberante, spericolata. 4. (fig.) addubb: addobb.
indossare un vestito nuovo o infilare addubbato, agg., addobbato.
scarpe nuove, per liberarle dalla rigi- addumann: domann.
dezza. 5. (fig., infant.) indurire, masti- addurmi: addorm.
candole, le palline di stoppa da lanciare addurmisse: addormisse (vd. ad-
con la cerbottana. dorm).
addomatura, s.f., ammorbidimento di un adcco: cco.
tessuto nuovo. adjjo: jjo.
addomm: addom. adsse: sse1.
addopr, dopr, v. tr., adoperare, utiliz- adopi, v. tr., dare il sonnifero ai bambini.
zare || Forme: Ind. pres. 3 addpra; 4 ador1, v. tr., adorare || pe ssanto tadro,
dopramo | impf. 1 addopravo; 6 addo- pe ccarta tabbrcio (formula scara-
prveno | P. pass. addoprato. mantica che si pronuncia bruciando
addoprbbele, agg., utilizzabile: r~ pi unimmagine sacra, ispirata ad una bat-
ttutte lluse. tuta di papa Sisto V) || Forme: Ind. pres.
addorc, v. tr., addolcire. 4 adoramo; 6 adreno.
addorm, addurm, ddorm, v. tr., 1. ad- ador2: odor.
dormentare. 2. (fig.) ingannare: tu adorch, dorch, v. intr. impers., divenire
mmica maddrme cu sti chjcchjere! || mite, della temperatura: adorchisce
addormisse, addurmisse, v. intr. pron., ormae, n znte? | ncomncia a ddorch,
1. addormentarsi: la spsa li saddurm se sta bbne.
| appna me bbutto ggi, maddrmo | adrco, drco, agg., mite: ha ffatto n
ce saddormva ppure spra | sa quanto tmpo ~ tutto l mse.
st addormmme?, quanto tardo ad ad- adre: odre.
dormentarmi? | mdd. trov Ccristo ad- aduc, v. tr., educare.
durmito, concludere un affare con aducazzine: iducazzine.
inganno. 2. (fig.) intorpidirsi: me s ad- afa, s.f., alito mefitico (attribuito a rospi e
durmita sta mano, che m me la snto || vipere): se tte tira ll~, se mre (cred.
Forme: Ind.pres. 3 addrme | impf. 2 pop.).
addormva | perf. 6 addorminno | P. affbbele, agg., (citt.) affabile.
pass. addormito, addurmito, ddormito. affaccennasse, v. rifl., darsi da fare: ra
addos, v. tr., dosare. n tuttartre faccnne affaccennato.
addsso, ddsso, prep., in seno: se va affacci1, v. intr., mostrare lutero (rif. alla
nguatt ddsso a la matre, cerca prote- vacca che partorisce).
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
112

affacci2, v. tr., squadrare con lascia: n affier, v. tr., portare alla fiera le bestie da
travo saffccia collacctta de qqua vendere.
dde ll || affacciasse, v. rifl., affacciarsi: affiet: fita.
affccete, Nunzi! th dda parl | af- affijj, v. tr., adottare: nun l zu fijjo, llha
fcciteve! | l pnte Trme ra profnno affijjato | (iron.) che tte lo s affijjato?
na massa, chi affacciccese faciva (rif. a chi seguito sempre da qualcuno)
ggir l capo. | si llreno affijjato da ciuco.
affacciatura, s.f., squadratura di tronchi. affil, v. tr., disporre in fila, allineare || v.
affadigato, agg., affaticato. intr., iniziare e continuare senza sosta:
affare: fatte ll~ tue! si affila a ppiva, nu smtte ppi || affi-
affascett, v. tr., (raro) legare in piccoli lasse1, v. rifl., attaccarsi: li s affilato
fasci. derto.
affat, v. tr., (raro) incantare con arti ma- affilasse2, v. intr. pron., smagrire, spec.
giche, stregare con filtro amoroso. nel volto.
affattur, v. tr., fare un maleficio: li fce affin, v. tr., 1. sminuzzare le zolle. 2. as-
magn la pizzarlla affatturata. sottigliare.
affebbrasse, v. intr. pron., ammalarsi con affinata, s.f., azione di assottigliare: le
la febbre. damo n~ ch mmjjo.
affemminato, agg., effeminato: llm- affitt, v. tr., affittare: capace ppure che
mene me prono tuttaffemminate di- vve llaffitta la casa || v. intr., allacciare
ventate. una relazione amorosa: si num mettmo
ffeta, s.f., afta epizootica di ovini e bo- m mstra, naffittamo (detto da donne, a
vini, stomatite con vescicole e ulcere: proposito della maniera di vestirsi).
ll~ veniva a le bbstie, qelle collgna affizzionato, agg., affezionato.
spaccate. affoc, v. tr., incendiare: dppo metuto,
affett, v. tr., tagliare a fette: toccar ~ m nnam~ lo stppio.
p de presciutto pe ccna || affettasse, v. affog, affug, ffog, v. tr., 1. affogare:
rifl., (scherz.) tagliarsi radendosi. ffghele! | (antifr.) llha affogato la bl-
afftto: ifftto (raro). lia (di persona molto vecchia). 2. soffo-
affezzionasse, v. intr. pron., affezionarsi. care || v. intr., affogare: (d.) o bbve o
affiacchisse: nfiacchisse. affuga! || affogasse, affugasse, v. rifl., 1.
affiar, v. tr., 1. incendiare. 2. abbruciac- morire annegato: mur affugate | si n za
chiare in superficie la punta di un palo nnut, saffga | ce saffgheno gni anno
di legno, per indurirla || affiarasse, fia- quarcuno. 2. soffocare || affghete!,
rasse, v. rifl., (fig.) avventarsi con pa- inter., (triv.) detto a chi tossisce a lungo
role o atti minacciosi su q.no. | affghete, cme magne! (a persona vo-
afficasse, v. intr. pron., (triv.) eccitarsi ses- race).
sualmente (rif. alluomo): afficato pe affogato, agg., (rec.) del gelato in cui sia
qqulla rigazza, chi nun ze para. stato aggiunto liquore.
affidamnto: n ce se p ff ~ co qqullo, affonn, v. tr., 1. affondare. 2. premere,
n ce se tira n zrco dritto. follare le vinacce, mescolandole col
affien, v. tr., 1. effettuare la fienagione. mosto: ~ la vinccia pi dd ria a li fer-
2. foraggiare. mnti. 3. approfondire. 4. abbassare di
Vocabolario
113

livello: la strada llhanno affonnata pi la collottola. 2. catturare, agguantare.


ccommodit di trnzeto || affonnasse, v. aggariato, agg., afflitto.
intr. pron., andare a fondo, sprofondare: aggariatura, s.f., disperazione.
crtanne saffnna ppure m mtro ne aggavett: aggaett.
la nve. aggavozzol, v. tr., aggomitolare: pe ~ l
affnzio, antrop., Alfonso. filo, si stnne la matassa, se mtte su lo
affortunato, affurtunato, agg., fortunato. gnommeratro che ggira, se sfa ggi.
affrancasse, v. intr. pron., svilupparsi aggavozzolata, s.f., azione di aggomito-
(detto della barbatella; irrobustirsi della lare.
vite nel secondo anno di vita). aggnte, s.m., (rec.) agente.
affrigge, affrggia, v. tr., (citt.) affliggere. aggenza, s.f., agenzia.
affrggia: affrigge. aggevol, v. tr., (citt.) agevolare.
affug: affog. aggi, avv., gi: l dzzio ~ llveno pagato
affugasse: affogasse (vd. affog). | ~ ra tanto si n cascava.
affumicatccio, s.f., sapore di fumo nel aggin, v. tr., 1. gettare via. 2. cessare di
cibo: sa dd~ sta minstra, nu la vjjo. coltivare un campo. 3. lasciare libero, di
affummic, anfumec, nfumec, nfumic, bambini. 4. lasciar pascolare animali.
v. tr., 1. affumicare. 2. riempire di fumo: agginato, p. pass. di aggin || agg., 1. li-
saffummicava la valle pariparalla da bero. 2. gettato in disordine (detto di
la bbrina, co la pajja mlla | ha nfume- cose).
cato tutta la casa cu qqulla lgna aggiont, aggiunt, ggiont, ggiunt, v.
mlla. tr., unire, congiungere: aggiontamo na
affun, v. tr., legare con una lunga fune fune e lo legamo | l fijjo dice gni sra
una bestia a pascolare || affunasse, v. llorazzine a mmano gginte.
rifl., intricarsi con una fune, di bestie: si agginta, gginta, s.f., aggiunta: e vva
na bbstia se crca malamnte, rsta bb, te ce mettar n~ | mtte la gginta,
ntricata co la fune, affunata. aggiungere altre busse: nu lo d al tu p
affurtunato: affortunato. che tthanno menato, sinn te ce mtte
afre, s.m., afa estiva. la ~ || dim., ggiontarlla, aggiontina ||
frica, s.f., 1. corbezzolo (Arbutus unedo gginta (pe), loc. avv., inoltre: smo
L.). 2. bacca del corbezzolo. prepotnte e mmalandrine ~ (autoquali-
agarbo, inter., possibile? (per esprimere fica dei viterbesi).
incredulit e meraviglia): ~, ve che n aggiostrasse: ggiostrasse (vd. ggio-
ce la famo? | ~ che vvorr nnevic? | str).
mdd. savarmo da prda? ~, cul du- aggit, v. tr., 1. agitare. 2. eccitare: de sra
mann se va Bbagnajja! l caff mggita trppo || aggitasse, v.
aggadi, v. tr., 1. addolorare. 2. tormen- rifl., agitarsi: nun taggit ttanto!
tare: llaggdia gni momnto quel po- aggiunt: aggiont.
rtto. aggiust, v. tr., aggiustare: lassa st,
aggadiato, agg., 1. ammaccato (di og- llaggiusto io a qqullo, lo concio per le
getto). 2. dolente (di parte anatomica). feste || aggiustasse, v. rifl., migliorare i
3. (fig.) esacerbato (di animo). lineamenti: saggiusta col crsce, veg-
aggaett, aggavett, v. tr., 1. afferrare per garae || v. rifl. rec., venire ad un ac-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
114

cordo, combinare un affare, accordan- scontnto || aggricciasse, v. intr. pron.,


dosi sul prezzo della merce: saggiusta- raggricciare: me saggricciava la plle.
rmo n quarche mmdo. aggricchjasse, v. intr. pron., raggricciare:
aggiustata, s.f., 1. azione di riparare alla me saggricchja la plle a ppenzacce.
meglio. 2. azione di sistemare, mettere aggrinfi, v. tr., afferrare.
in ordine: dalle n~ man qulle bballe! aggrinzasse, v. intr. pron., raggrinzirsi.
|| dim. aggiustatina. aggrinzito, aggrinzolito, agg., di tessuto
aggiut, ajjut, ggiut, jjut, v. tr., aiu- con grinze: la rbba aggrinzita num me
tare: ~ pe la scnta, (mdd. iron.) pre- piace de portalla.
stare un aiuto inutile o aggrinzolito: aggrinzito.
controproducente: accus llajjuta pe la aggrofato, aggrufato, agg., 1. acciaccoso,
scsa | llajjuta a dd dde vrta | ajju- malaticcio. 2. arruffato: chae l caplle
tamme, aiutarmi || aggiutasse, ajjutasse, tuttaggrufate, n vde?
v. rifl., aiutarsi: aggiutnnose co li mano aggrufato: aggrofato.
|| prov.: chi ssaggiuta, Dio llaggiuta | aggrufulato, agg., vorace, affamato.
ajjtete, chi Ddio tajjuta || v. rifl. re- aggruvijj, v. tr., 1. aggrovigliare. 2. av-
cipr., aiutarsi a vicenda: saggiutveno a volgere in catene || aggruvijjasse, v. rifl.,
llavor fra llro || Forme: Ind. pres. 3 aggrovigliarsi.
aggiuta, ajjuta | impf. 3 ajjutava; 6 ag- agguant, v. tr., 1. agguantare, afferrare:
giutveno | perf. 1 aggiut; 3 aggiut | si ttagguanto, che tte f! 2. abbracciare,
Cong. impf. 3 aggiutasse | P. pass. jju- stringere: chasptte? agguntela! ||
tato | Ger. aggiutanno. Forme: Ind. perf. 6 agguantnno.
aggiuto, ajjuto, s.m., aiuto: li damo na agguantata, s.f., agguanto, s.m., 1. atto
mano d~, si ccoccrre || inter., aiuto! di afferrare. 2. atto di abbracciare: dalle
aggolupp: aggulupp. llagguanto! (rif. ad una donna).
aggrad: grad. agguanto: agguantata.
aggrampapijja, grampapijja, s.f., man aggubbi, gubbi, v. tr., attaccare due ca-
bassa: facveno tutte ~, arraffavano a valli da tiro ad un carro.
pi non posso. agguerci, guerci, sguerci, v. tr., 1. ac-
aggranen, v. tr., colpire le colture (rif. cecare: mmomnte co la forcina lo gur-
alla grandine): quellanno vinne tutta la cia. 2. rovinare la vista: n lavro cul
cnepe aggranenata. frre, da guerciatte || agguerciasse,
aggranfi, v. tr., afferrare. guerciasse, sguerciasse, v. intr. pron.,
aggrtisse: grtisse. sforzare la vista: la sra se guerciava pe
aggravato, agg., appesantito: me snto ~ ccuc co qqulla luctta fiacca | t,
de stmmoco, provo una sensazione di sgurcetece! (detto mostrando una pro-
nauseante saziet. va evidente a chi nega).
aggrazziato, agg., 1. di buone maniere. 2. agguerrito, agg., rigoglioso: vinne s na
gradevole al palato. pianta agguerrita, chra na bbellzza.
aggrengasse, v. intr. pron., unirsi ad un aggulupp, aggolupp, gulupp, v. tr., 1.
gruppo di persone. avviluppare: riva la fijja cul zinale ag-
aggricci, v. tr., 1. aggricciare: n frddo guluppato cu la rbba drnto. 2. avvol-
che tte fa ~. 2. arricciare: ~ l naso pe lo gere, ricoprire: llagguluppa di mistro.
Vocabolario
115

3. aggomitolare || agguluppasse, ngo- agusto, antrop., Augusto.


luppasse, v. intr. pron., avvilupparsi, ah: .
coprirsi. ajja: ajjo2.
aggust, gust, v. tr., 1. pasteggiare: si lu ajjaro, s.m., agliaio: sammartino, chi
gusta piano piano. 2. godere, gustare || bbll~!
v. intr., piacere, gradire: tavsse da d, ajjarlo, s.m., agricoltore produttore di
maggustarbbe prpio n gocctto. agli.
agnent, v. tr., annientare. ajjata, s.f., raccolto di agli.
agnusdo, s.m., Agnus Dei, espr. dallof- ajjtto, s.m., 1. lampascione (Leopoldia
ficio della messa in latino. comosa L.). 2. aglio prima che sin-
ago: laco2. grossi il bulbo: ll~ frsco. 3. (fig., iron.)
agostino, agg., dagosto. magra consolazione, illusione: arifatte
agsto: (prov.) pir ~, mjje mia n ti co- coll~! | tira ll co ste quattrajjtte!
nscio | chi zzappa la vigna d~, jjmpe ttseco, n cchha la tssa! || conzolasse
la tina de msto. coll~, accontentarsi di poco || coll~!,
agrtte, s.m. pl., barba del frate, ruscano inter., voce per negare.
(Lepidium sativum L.). ajjo1, s.m., aglio (Allium sativum L.): no
agricortura, s.f., (citt.) agricoltura. strccio d~, uno spicchio daglio | spa-
agrifjjo, s.m., agrifoglio (Ilex aquifo- ghtte ~ e jjo, spaghetti conditi con
lium L.). aglio ed olio | d.: (iron.) amre, spcchjo
agrquelo (raro), grcolo, agg., agricolo: d~, quanno te vdo, tutto me squajjo |
trppe s, li lavre grchele, a ddille (d.) dajje dajje, le ciplle divntono
tutte. ajje, basta insistere per ottenere tutto || ~
agro, agg., 1. acre, piccante. 2. acerbo: de le vpere, latte di gallina, cipollone
magn la rbba agra. 3. (fig.) avaro: ~ bianco (Ornithogalum umbellatum L.).
cme n limne. ajjo2, ajja, inter., ahi!: ~, quanto pla! |
agrondrce, agg., agrodolce: se cucina n ~!, e cciplla! (risposta scherzosa
~, in agrodolce | bbaccal n ~ (con li- pronunciata udendo lescl.).
mone e uva passa). ajjut: aggiut.
agrummste, inter., espr. scherz. di di- ajjutante, jjutante, s.m., aiutante: a bbot-
sgusto: ~! bbve zzitto! | sto vino pare tga ha mmsto no jjutante.
aceteffle, ~! ajjutasse: aggiutasse (vd. aggiut).
aguilino, agg., aquilino. ajjuto: aggiuto.
aguilne: aquelne. ala, s.f., faccia illustrata di una figurina ||
aguna: angona. ~ e ggbba, (infant.) gioco di testa e
agur, aguri, aogor, v. tr., augurare: io croce fatto con le figurine.
ci llagrio di cre chi ppssa camp alarlla, s.f., aletta (di uccellino).
ccentanne | ma io ogoro l bne man lbero pezzuto: lbero pizzuto.
tutte. lbero pizzuto, lbero pezzuto, rbero
aguri: agur. pinzuto, s.m., cipresso (spec. di cimi-
agrio, s.m., augurio: sr dott, aguri, tero) || mdd. ann lllbere pizzute,
tantagure! | (d.) aricrdete de fajje ann allrbere pinzute, andare al cimi-
llagrie e gne menzion de le cerase! tero, morire | mann lllbere pinzute,
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
116

uccidere. gasse, v. intr. pron., 1. allargarsi. 2. (fig.)


lbise (in), espr. liturgica, in Albis (do- largheggiare con i mezzi, spendere con
menica successiva alla Pasqua): la do- generosit: ra uno che vvola allar-
mneca ~. gasse | vacce piano, non te llarg
albccio, arbccio, s.m., 1. pioppo (Po- ttrppo! || Forme: Ind. pres. 4 allar-
pulus alba L., P. nigra L.) || pl. arbucce. gamo.
2. (fig., scherz.) uomo molto alto. allargata, s.f., azione di allargare: dalle
alchrmese: archmmese. n~ fatta bbne a la lana! || dim. allar-
aldill, ardill, s.m., aldil, laltro mondo: gatina.
se vedmo allardill, nellaldil. allazzisse, v. intr. pron., 1. abbattersi per
al, inter., ecco fatto! stanchezza o paura: l zomaro stracco,
aletoco: alleteco. co sto callo sallazzisce. 2. impaludarsi
alfabbta, anarfabbta, arfabbta, nar- del terreno.
fabbta, s.m., analfabeta || Forme: pl. al- allazzito, agg., esausto.
fabbti. alleteco, aletoco, leteco, s.m., 1. alea-
alimentare, limentare, s.m. pl., 1. generi tico, variet di uva nera. 2. vino rosso
alimentari. 2. negozio di generi alimen- liquoroso, ricavato dalluva omonima.
tari. alleccon, alleccun, alliccon, alliccun,
aliquta, s.f., (rec.) aliquota. v. tr., 1. adulare. 2. adescare, allettare,
allacci, v. tr., 1. allacciare: allccete le circuire.
scarpe! 2. legare: ~ le cape su le canne alleccun: alleccon.
(rif. ai tralci). alleg1, v. tr., provocare sui denti una sen-
allamasse, v. intr. pron., impaludarsi: sazione di ruvidezza: lluva agra te fa ~
crte terrne sallmono smpre. l dnte || allegasse, v. intr. pron., alle-
allampenato, agg., stordito. gare (dei denti).
allapp1, v. intr., provocare sui denti una alleg2, leg2, v. intr., allegare, avviarsi a
sensazione di ruvidezza: allappa cme maturazione (di piante).
le nspele. alleggerisse: alliggirisse.
allapp2, v. tr., ingannare, allettare: a alleggerita, s.f., atto di alleggerirsi il ve-
bbllo, tu num mallappe! | llallappa stiario: me s ddato n~, chi ffa ccallo.
cu le chjcchjere. allegnito, allignito, agg., di frutto malato
allappso, lappso, agg., di frutto acerbo (spec. rif. a patate): na bbuca de pa-
che provoca in bocca una sensazione di tatallignite.
ruvidezza: h mmagnato le crgnole, allegrtto, agg., alticcio.
ch la bbcca tutta lappsa. allenisse, v. intr. pron., crescere in ma-
allarg, llarg, v. tr., 1. allargare: ~ la pa- niera stentata (rif. a pianta).
rentla, imparentarsi. 2. spandere: l allenito, agg., 1. debole (di pianta). 2.
fino sallarga m p pasciuttallo. 3. di- spargolo, detto di grappolo con acini
sporre diritti a piramide i fasci della ca- radi.
napa, con base aperta, ad asciugare. 4. allent, v. tr., 1. lasciar andare, mollare: ~
sfoltire, potare leggermente || v. intr. im- la martincchja. 2. appioppare: m ttal-
pers., schiarire, del cielo: pare chi l lnto na papagna, si nu la piante. 3.
tmpo allarga via || allargasse, llar- togliere foglie da una pianta, sfoltire. 4.
Vocabolario
117

diradare i frutti di una pianta, togliendo allim, v. tr., 1. limare. 2. lisciare.


quelli pi piccoli || v. intr., diminuire allimata, limata, s.f., atto di limare.
dintensit (rif. alla pioggia): allnta allinato, agg., allineato.
llacqua e vvne l zle || allentasse, v. allisci, lisci, v. tr., 1. accarezzare: (d.) ~
intr. pron., sconnettersi: pi la scca se l cane pamre dil patrne (rif. alladu-
s allentate le dghe de la bbtte. latore). 2. (fig., antifr.) picchiare: tal-
allentata, s.f., 1. operazione con cui si tol- lscio l groppne, si vvngo ll. 3.
gono in parte foglie o rami di una pianta sfregare la canapa dopo scotolata, per
troppo rigogliosa. 2. sfoltita, atto di di- raffinarla. 4. levigare una superficie.
radare i frutti di una pianta, togliendo allisciata, s.f., 1. atto di lisciare una su-
quelli pi piccoli: sar mmjjo dalli n~ perficie. 2. (fig.) aspro rimprovero. 3.
man qulle mlla || dim. allentatlla. (fig.) insulto || dim. allisciatlla, alli-
allrgeco, agg., (rec.) allergico. sciatina, lisciatina.
allesandre, cogn., Alessandri: quelro di allisciatura, s.f., 1. operazione di raffi-
ll~. nare la canapa scavezzata. 2. (fig.) raf-
allet: allit. finamento: te manca ll~, n te crde
allett, v. tr., abbattere a terra (rif. alle dssa bbravo.
piante o al grano sotto leffetto della allit, allet, v. tr., 1. guadagnare: de sti
pioggia) || allettasse, v. intr. pron., 1. tmpe n zalletisce gnnte | ha vjja lla-
ammalarsi, esser costretto a letto. 2. pie- vor, m pe allit n zrdo | n allitisco
garsi a terra: quanno se corcava pil ppi n zrdo. 2. sprecare.
vnto, sallettava l grano. allizz, v. tr., aizzare.
alletterato, agg., 1. letterato. 2. (ant.) sco- alloc, allog, v. tr., dare marito: meno-
larizzato: ~, sa llggia e scriva. 3. male! pure la fijja llmo allocata || al-
istruito. locasse, v. rifl., 1. trovare impiego fisso.
allevime, s.m. coll., 1. bestiame dalleva- 2. sistemarsi in un luogo. 3. sposarsi.
mento. 2. prole. 3. giovent: mica cme allog: alloc.
st~ malavvzzo dadsso. alloggi, v. tr., appioppare: jjalloggi n
allvo, s.m., 1. allevamento: le tne p~. crcio im mal deretano.
2. redo, animale da allevamento. allong, allung, v. tr., 1. allungare. 2. ap-
allanza, s.f., alleanza. pioppare: callongava du sciacquapi-
allato, agg., alleato: llesrceto ~. gnatte l tata, nostro padre ci mollava
allibbar: libber. due ceffoni. 3. diluire: le minstre fitte
allibber: libber. sallngheno. 4. prorogare, differire || v.
alliccon: alleccon. intr., prendere il cammino pi lungo ||
alliccun: alleccon. allongasse, v. intr. pron., allungarsi:
alliggirisse, alleggerisse, v. rifl., allegge- comp, che sse s allongate le ggior-
rirsi, liberarsi dagli indumenti troppo nate? (scherz., detto incontrando chi in-
pesanti, indossando vestiario pi leg- dossa per la prima volta il cappotto al
gero. principio dellinverno).
allignita: allegnita. allongata, allungata, s.f., 1. atto di allun-
alligra, lligra, s.f., allegria: prta ~ mal gare. 2. atto di diluire. 3. (fig.) lavoro
mnno. durato molto tempo.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
118

allottasse, v. rifl. rec., azzuffarsi. nasse, v. rifl., allontanarsi: vue da de


allucc, annucc, v. tr., 1. colpire alla qqui alluntanteve l pi ppossbbele,
nuca, tramortire: si tte chjappa, tal- chad mmjjo.
lucca co na bbtta. 2. stordire: pe strada allupasse, v. intr. pron., ammalarsi di lupa
fa n callo che ttallucca | cprete la ca- (di olivo): l lgno sallupa | llolive se
pccia, che cc n zle che ttannucca. s ttuttallupate, gli olivi sono tutti ma-
3. ammazzare. 4. (fig.) gridare. lati di lupa.
allujj, v. tr., tagliare in estate i tralci allupato1, agg., 1. bramoso. 2. avido: ha
troppo lunghi, raccoglierli e legarli sul mmagnato ~, voracemente.
filare prima della vendemmia, per e- allupato2, agg., malato di lupa (di olivo):
sporre i grappoli al sole: prima de ven- n trnco de livo ~ bbisgna scoppellallo
demmi se passa ~. l mse de lujjo col maleppggio.
sabbassa l cape ma la vigna. allustr, lustr, v. tr., 1. lustrare, lucidare:
allujjatura, s.f., azione di piegare e di- le lustramo pe Ppasqua le tste, le te-
sporre a ghirlanda i tralci sul filare glie | mdd. lstreme sta sediccia d st
prima della vendemmia. a ssda!, lasciami in pace! 2. strigliare
allum, llum, v. tr., 1. illuminare. 2. (detto del cavallo).
adocchiare: allum m pro pullastrne, allustrata, s.f., azione di lucidare.
un povero ingenuo | mha llumato allustrato, agg., 1. impomatato. 2. di ca-
qulle bbucche e mme le v ffreg, ha vallo dal pelo lucido, splendente.
messo gli occhi su quei danari e vuole al, inter., 1. suvvia! 2. escl. di sorpresa.
rubarmeli. 3. abbagliare: qulla spra di 3. ecco fatto!
sle malluma llcchje || llumasse, v. alcco, alcco, lcco1, s.m., 1. allocco
intr. pron., rimanere abbagliato: me s (Strix aluco L.): rrimasto cme n ~,
llumato, n ce vggo. rimasto di stucco || mdd. s ffinite le fa-
allumen: allumin. vall~, sono finiti i bei tempi. 2. (fig.,
allumenasse, vd. allumin. dispr.) persona sciocca.
allumenato: illominato. altrri: artrre.
allumigno, s.m., alluminio. lvio: rvio.
allumin, allumen, llumen, llumin, v. alzaggino, alzaggiro, s.m., attrezzo del
tr., illuminare || allumenasse, v. intr. calzolaio.
pron., illuminarsi || Forme: Ind. pres. 3 alzaggiro: alzaggino.
allmena; 6 allmenono | P. pass. allu- alzatura: arzatura.
menato. am: um.
alluminazzine, lumenazzine, uminaz- ambbele, agg., 1. (citt.) amabile. 2. dal
zine, s.f., illuminazione. gusto leggermente dolce, amabile (rif.
allunato, agg., di animale affetto da ro- al vino).
docoroidite recidivante per infiamma- amartto, agg., amarognolo.
zione del bulbo oculare: ch na vacca ambarabb ccicc ccocc, incipit e
allunata. chiusa di conta.
allung: allong. ambasciata: imbasciata.
allungata: allongata. ambttese, v. intr. pron., imbattersi.
alluntan, v. tr., allontanare || allunta- ambiancata: imbiancata.
Vocabolario
119

ambiff: bbiff. ~? cccia di trjja e ffco de fico | (an-


amblma, s.f., emblema. tifr.) se vve fatte un ~, imprstale l qua-
amblembl sicuttte mbl, incipit di trine oppure affttele la casa || accr.
conta. amicne, a) chi ha molti amici; b) per-
ambraccettato: abbraccettato. sona cordiale, affabile; c) amante di liete
ambrcio: ambrggio. compagnie. 2. amante di donna sposata:
ambrggio, ambrcio, antrop., Ambro- qulla cha ll~ || Forme: pl. llamice, gli
gio. amici, llamiche, gli amici, le amiche.
ameczzia, s.f., amicizia || prov.: ll~ n ammagain, v. tr., immagazzinare.
cnto, llintersse n antro | ll~ da na ammggene: immggine.
parte, e llintersse da nantra | ~ con ammaggin: immaggin.
tutte, prtica co nnessuno. ammagginasse: immagginasse (vd.
amerecano, merecano, mericano, s.m., 1. immaggin).
americano: s rrivate llamerecane! 2. ammalasse, v. intr. pron., ammalarsi.
(fig.) spendaccione. v ff ll~, spnne ammalata: malata.
spanne || agg., americano: le vite mere- ammal, v. tr., (euf.) ammazzare (in for-
cane. mule deprecative): vi pssonamma-
amrica, mrica, s.f., 1. America, n. livve! | mrammalito! | che ssie
geogr. 2. (fig.) paese dove si possa vi- ammalito!
vere nellabbondanza realizzando facili ammalasse, mmaleasse, mmalasse, v.
guadagni: ha ttrvo ll~, la cuccagna, intr. pron., esser colpito da malattia
bengodi. (detto di piante): le patate s ttutte am-
americana, s.f., attrezzo da muratore, di malate.
ferro, con manico e lama sottile, per ammalato, agg., 1. che non viene a ma-
render lisci gli intonaci, dando la calce turazione. 2. colpito da malattia (di un
bianca. frutto).
amica, s.f., amante di uomo sposato. ammalicciasse, v. intr. pron., indebolirsi
amico cerasa, s.m., 1. (scherz.) baco di (di persone e animali).
frutta: ch ttrvo ll~ ma sta mlla. 2. ammalicciato, agg., 1. acciaccoso, mala-
(scherz.) persona familiare e ben nota. ticcio. 2. incitrullito.
3. furbacchione, parassita. ammalloppato, agg., infagottato.
amico, s.m., 1. amico: (iron.) ~ del cre! | ammalocchjato, agg., colpito da maloc-
(iron.) ~ bbllo, ma mm mica me chio (di pianta o persona).
frghe! | mdd. aristamo al caro ~, al ammalvito, agg., di cibo poco cotto.
punto di partenza | quelro due s amice ammammato, agg., troppo attaccato alle
pe la plle, sono amici inseparabili | (d.) gonnelle della madre.
caro ~, l mjjo frutto l fico || prov.: ammanic, v. tr., mettere il manico ad un
amice s, confidnza mae | llmice s attrezzo || ammanicasse, v. intr. pron.,
ccme le facile: prleno de ditro | (fig.) procurarsi aderenze e protezione;
llamice s qqulle de la saccccia (rif. introdursi in un ambiente.
al denaro) | chi ccha n ~, cha n tesro ammanicato, agg., (rec.) che ha molte
| dallamice me guarde Ddio, che ddal amicizie con persone autorevoli e po-
nemico me guardo io | v fa n favre a n tenti.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
120

ammannasse, v. rifl., andare a male, gua- ammattito spre pe ccapicce.


starsi prima della maturazione (detto di ammattimnto, s.m., 1. faccenda difficile
frutta od ortaggi). da risolvere. 2. lavoro che richiede
ammannell, v. tr., legare insieme i man- grande pazienza.
nelli di spighe. ammatton, v. tr., 1. ammattonare un pa-
ammann, v. tr., preparare, allestire: vimento. 2. percorrere lo stesso cam-
sammanniva pi la vennmmia (rif. ai mino molte volte: cha ammattonato le
vasi vinari) | ammannscele! scale di casa, pi qquanto li piacva (rif.
ammannito, agg., agghindato. ad innamorato insistente).
ammant, v. tr., coprire: ammntolo ammattonatre, s.m., operaio che am-
bbne l fijjo! || ammantasse, v. rifl., co- mattona pavimenti.
prirsi || v. intr. impers., annuvolarsi || ammazz, v. tr., 1. uccidere: quant
Forme: Ind pres. 6 ammnteno | P. pass. vvro Ddio, se le pijja llammazza |
ammantato. mdd. tammazzo e ppe v a Rrma,
ammantata, s.f., ammantatura, atto di che nom me trvono | pssi sse am-
coprire: toccar dalle n~. mazzato! | che vve pssin~! | te ps-
ammanto, s.m., che serve a coprire. senammazzatte! | te psson~ cme l
ammanz, v. tr., 1. rendere mansueto. 2. Capodicasa! (sopr. di un bullo) | vi ps-
calmare || ammanzisse, v. intr. pron., cal- sanammazzavve! | vatta ff ~! | stam-
marsi. mazzata! | si ammazzato! | ammzzele!,
ammapp, v. tr., (euf.) ammazzare (in ammazzali! | mdd. ammazza ammazza,
formule deprecative): ammappa, am- s ttutte na razza, in fin dei conti sono
mppalo, ammppate, ammppele, am- tutti uguali || ammzzete!, inter., caspita!
mppeme, mmppeme, inter., caspita!: || blas. pop.: ternane ppssere, d le
ammppete quanto se! trve ammzzale! || prov.: nammazza
ammarchesato, agg., malato (detto di po- ppi la lngua che la spada. 2. macel-
modoro ingiallito). lare: quanno sammazzava r majjale, la
ammarr, v. tr., smussare, rovinare il filo rbba cra (non mancava cibo in casa).
della lama || ammarrasse, v. intr. pron., 3. (fig.) superare la briscola dellavver-
smussarsi, perdere laffilatura: quanno sario: ammzzala, dajje! || ammazzasse,
sammarra l tajjo de la farce, tcca v. rifl., uccidersi || Forme: Ind. pres. 4
bbatte. ammazzamo; 6 ammzzeno, ammz-
ammarvasse, v. intr. pron., ammoscire: zono | perf. 6 ammazznno | fut. 1 am-
da quantha ch cconnita stinzalata, mazzar.
s ammarvata. ammazzacaff, s.m., bicchiere di vino o
ammarzalato, agg., marsalato (detto di di liquore, che si beve dopo il caff.
vino ossidato dal sapore dolciastro). ammazzacristiane, s.m., (scherz.) me-
ammatass, v. tr., legare in matasse. dico.
ammatassasse: impatassasse (vd. im- ammazzamnto, s.m., 1. omicidio: n ze
patass). snte artro chammazzamnte. 2. strage.
ammatt, v. tr., far impazzire || ammat- 3. azione faticosa, lavoro pesante.
tisse, v. intr. pron., 1. impazzire. 2. scer- ammazzamjje, s.f., erba spontanea
vellarsi, sforzarsi mentalmente: ce s edule, usata per frittate (Silene inflata).
Vocabolario
121

ammazzarell, mazzarell, v. tr., (euf.) le cose | ~ le razze (rif. ai pidocchi, par-


ammazzare (in formule deprecative): te lando di persone sporche in contatto).
pzza ~! ammistic, mistic, v. tr., mescolare.
ammazzatro, s.m., ammazzatoio, mat- ammisur: misur.
tatoio. ammobbijj, v. tr., ammobiliare: na cm-
ammazzatura, s.f., azione faticosa, la- mera ammobijjata a mm mabbasta.
voro pesante: s pprso n~ de gnnte. ammojjasse, v. rifl., prendere moglie: l zu
ammazzett, v. tr., legare in mazzo (di fijjo nun vde llora d~.
fiori o verdure). ammojjato, s.m., uomo sposato: ggi-
amme: mmene. cheno na partita ppallne scpole e
mmene, amme, ammnne, ammnne, ammojjate || agg., ammogliato, sposato.
inter., amen!: nu jje fa dd manco m- ammoll1, v. tr., appioppare.
mene | (d.) pass llngiolo e ddisse ~, ammoll2, v. tr., bagnare: jje sammlleno
subito fatto || ~ (all), loc. avv., a cose llcchje snza sap ccme | (scherz.) ~
finite: s rivato allammnne, quanne l bcco, bere un bicchiere di vino || am-
ffinito tutto, in grande ritardo || micro- mollasse, mollasse, v. rifl., bagnarsi: te
top.: sta ggi allammnne, molto lon- s ammollato prpio bbne co stacqua
tano, in capo al mondo. ch vvenuta ggi | se mlleno, si n ze
ammenesta: annesta. sbrgono a vven a ccasa.
ammnna, s.f., ammenda: pag ll~. ammniaco, agg., ammoniaco.
ammnne: mmene. ammonizzine, monizzine, s.f., muni-
ammerejj, ammerijj, v. intr., merig- zione: ~ de schjppo.
giare || Forme: Ind. pres. 6 ammerj- ammontin, ammuntin, mmuntin, v. tr.,
jono. ammucchiare || ammontinasse, v. intr.
ammerijj: ammerejj. pron., ammucchiarsi: li sammontneno
ammessbbele, agg., (citt.) ammissibile. li faccnne, sta per morire || Forme: Ind.
ammetr, v. tr., disporre legna tagliata in pres. 3 ammuntina; 6 ammontneno.
cataste ordinate, per misurarla e ven- ammontinata, s.f., atto di ammucchiare.
derla come combustibile. ammorgi, v. tr., rifilare.
amme, v. tr., eseguire parte del lavoro. ammorr, morr, v. intr., germogliare (di
ammeata, s.f., buona parte di una- patate, aglio, grano): l grano ammor-
zione: co ddu re llh ddato n~ al la- risce | ammorrsciono le patate ||
vro, ho compiuto una buona parte. Forme: Ind. pres. 3 ammorrisce; 6 am-
mmido, s.m., amido. morrsciono | P. pass. morrito.
amminestr: amministr. ammorved, ammorvid, v. tr., ammorbi-
amministr, amminestr, ministr, v. tr., dire: se mtta bbagno pe ffalla ~ || am-
amministrare || prov.: chi mministra e morvedisse, v. intr. pron., ammorbidirsi
nnom minstra, pijja la mazza e ddc- (di frutta) || Forme: Ind. pres. 6 sam-
cela n tsta. morvedsciono.
ammirajjo, s.m., ammiraglio. ammorvid: ammorved.
ammischj, mischj, misti, v. tr., mi- ammorzett, v. tr., applicare i morsetti
schiare: mschjeno s gnicsa | ~ le alla trave.
carte n tvola, confondere volutamente ammosciasse, mosciasse, v. intr. pron., 1.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
122

avvizzire, appassire: le piante se m- a fuoco lento: lo famo cce ~.


sciono co stasciutta. 2. (fig.) indebo- ampal: impal.
lirsi. 3. (fig.) avvilirsi, rattristarsi. 4. ampar: impar.
sgonfiarsi, di un palloncino. amparatccio, mparatccio, s.m., impara-
ammost, v. intr., produrre mosto: stua ticcio.
ha ammostato bbne, ha prodotto molto ampast: impast.
vino. ampatass: impatass.
ammostata, s.f., prima spremuta data al- amped, v. tr., impedire: mampedisce de
luva, pigiandola nella tina con un ramo parl.
a pi punte. ampicc: appicc.
ammucchj, v. tr., 1. ammucchiare. 2. ampioncino, s.m., lampioncino.
(fig.) risparmiare. amp, inter., guarda un po!
ammucciasse, v. intr. pron., (infant.) con- amprest: imprest.
tare ad occhi chiusi e faccia al muro in ampullina, s.f., ampollina da messa.
attesa che i compagni si siano nascosti ampuntasse: impontasse (vd. im-
(nel gioco del rimpiattino): tcca a tt pont).
ammucciatte. angrefe, s.f., (citt.) anagrafe.
ammuff, v. intr., muffire. anlese, nlese, s.f., analisi medica.
ammunaca, s.f., ammoniaca. nama: nema.
ammuntin: ammontin. anarfabbta: alfabbta.
ammusasse, ammusisse, v. intr. pron., 1. natra, netra, s.f., anitra, n. comune a
offendersi. 2. immusonirsi, imbron- vari uccelli acquatici, domestici o sel-
ciarsi. vatici, della famiglia degli Anatidi.
ammusato, agg., immusonito, imbron- ancaciata, incaciata, s.f., 1. atto di co-
ciato. spargere una pietanza di formaggio
ammusisse: ammmusasse. grattugiato. 2. strato di formaggio grat-
amre: vne ch n ~!, riesce ottimamente tugiato. 3. (fig.) leggero strato di neve:
| ~, strccio dajjo, quanno te vggo, stantte ha ddato n~ m montagna,
tutto me squajjo (distico scherz. rivolto nevicato leggermente.
ad un corteggiatore insistente) | ann ancarc: incarc.
dd~ e ddaccrdo | ann n ~, in vege- ancarcata: incarcata.
tazione, quando la linfa comincia a cir- ancenzire, incenzire, s.m., 1. turibolo.
colare in primavera: la vita va n ~ || 2. navicella dellincenso.
prov.: ll~ nun zi cumanna | ll~ ccco anchnne, acchnne (raro), s.m., anchina,
| ~ e ttssa n ze nascnne | ~ e ffco tessuto di cotone di color giallo-roseo.
schrzeci pco! | a ff ll~ vicino n anciancec, anciancic, ciancic, incian-
gran vantggio, se fa ll~ spsso e ccr- cic, nciancic, v. tr., 1. masticare a lun-
t l viggio | ll~ nun bbllo, si nad go. 2. sgualcire. 3. (fig.) sopportare: llan-
stizzarllo | ll~ nun bbllo, se non ciancecveno male. 4 (fig.) balbettare.
stuzzicarllo | ll~ nun bbllo, se non anciancic: anciancec.
lliticarllo || f ll~, 1. essere fidanzati: anchjod: inchjod.
s ddicanne che ffanno ll~ a ccasa. anc, nc, avv., ancora: tantanne dppo,
2. avere rapporti sessuali || ~ ~, loc. avv., ~ ccra.
Vocabolario
123

ancontr, incontr, ncontr, ncuntr, v. anelltto, s.m., anellino.


tr., 1. incontrare: ncuntrvete na spsa anllo, s.m., 1. cerchio: sul piegatre ce
grveda cu na bblla panza, in stato facvono n ~ de bbrsco (per catturare
avanzato di gravidanza. 2. trovare || an- con il vischio i bruchi che aggrediscono
contrasse, incontrasse, ncontrasse, la vite). 2. incisione anulare: se p ff
ncuntrasse, v. intr. pron., imbattersi: ci ll~ su la scrza de la vita, pe ffallal-
sincontr chi ccreno du povartte | leg mmjjo. 3. pezzo di ferro che viene
mi ci s ncontrato parcchje vrte pu- infilato a molla sul grifo dei maiali. 4.
rio || v. rifl. recipr., trovarsi luno di vertebra.
fronte allaltro: sancntreno tutte le nema de ddio, s.f., bambino (in tono
ggirne | fino che cce ncontramo, va vezz.).
ssmpre bbne! (frase di saluto) | sin- nema lnga, s.f., (scherz.) spilungone.
contrssemo m momnto || Forme: Ind. nema nnocnte, s.f., 1. bambino (in
pres. 1 ncntro; 2 ncntre; 4 ncontramo; tono vezz.). 2. (antifr.) persona colpe-
6 ancntreno | impf. 5 ncuntrvete; 6 in- vole.
contrveno, ncontrveno | perf. 1 in- nema, nama, s.f., 1. anima: d ll~ a
contrae, incontr, ncontrae, ncontr, Ddio, morire | rgge ll~ cul dnte, in
ncuntr; 3 ancontr; 4 incontrssemo; fin di vita | ad n~ m pna, una persona
6 incuntrnno | fut. 2 ncontrarae; 6 apprensiva | n cra manco n~ pi
ncontraranno | P. pass. ncontrato, ncn- strada, in strada non cera anima viva,
tro | Ger. ncontranno. nessuno | ~ santa, anima purgante |
ancrcca: incrcca. (scherz.) ll~ ce llha l zambuco! |
ancdene: ancdine. all~!, escl. di meraviglia | llanimccia
ancdine, ancdene, inctene, ncdine, sua! (formula deprecativa) || neme, s.f.
s.f., 1. incudine da fabbro || mdd. ssa pl., fuochi fatui. 2. midollo, parte cen-
tra llancdene e l martllo, trovarsi in trale del fusto delle piante (spec. di vite,
una situazione grave, tra due fuochi. 2. sambuco, fico, canna). 3. parte tenera
battifalce; piccola incudine, su cui si del carciofo. 4. rete, parte tenera della
batte la falce per rifarne il filo. zucca. 5. gheriglio della noce.
ancul: incul. anemale, s.m., animale || dim. anema-
anculata: inculata. ltto.
ancuminci: incominci. anematra, s.f., animatrice.
and: ann. anemlla, s.f., animella, glandola bianca
anderto (all): andirto (all). e molle del corpo animale: ste fettine s
andirto (all), anderto (all), loc. avv., ttnnere cme llanemlle dellagnllo.
in senso contrario: l funaro lavra ~, anestta, anictta, annistta, s.f., anisetta.
retrocedendo. anto: annto.
andvia, s.f., indivia (Cichorium endivia netra: natra.
L.). anfanato, agg., asmatico, che respira af-
andovin: indovin. fannosamente.
andovino, induvino, s.m., indovino. anfastid , enfastid, infastid, v. tr., infa-
anduvin: indovin. stidire.
anecito: annicito. anfil, nfil, v. tr., 1. infilzare: ~ l fega-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
124

tlle su lo spito. 2. infilare: n ce vggo a delle campane a mezzod.


~ llaco | nfiltele llanllo!, infilategli anghing, incipit di conta.
lanello! || anfilasse, nfilasse, v. rifl. e anginaptto, s.f., angina pectoris.
intr. pron., infilarsi: si llanfilveno a la anginocchjasse, v. intr. pron., inginoc-
mattina a ccasa prima de part (rif. alle chiarsi.
rustiche ghette, indossate dai contadini angioltto, s.m., 1. bambino morto in te-
sugli scarponi) || Forme: Ind. pres. 4 an- nera et. 2. bambino che sfila in proces-
filamo | impf. 6 anfilveno | P. pass. nfi- sione con ali dangelo. 3. bambino
lato | Ger. nfilanno. docile, esemplare: (iron.) n ~, quanno
anfinta: nfinta. drme.
anfiorata, nfiorata, s.f., 1. infiorata; tap- ngiolo, s.m., angelo || dim. angeltto, an-
peto figurato di fiori, composto sulle gioltto, angiultto || Forme: pl. ngele,
strade dove deve passare la processione ngiole: sto vino llhanno pisciato ll~,
del Corpus Domini. 2. usanza di co- squisito.
spargere nottetempo di fiori lingresso angiultto mbraco: ngelo mbraco.
dellabitazione di una ragazza: a la re- angona, aguna, s.f., 1. agonia. 2. (fig.)
gazza si facva ll~ im bne o im male, suono delle campane che annunzia la
di amore o di disprezzo. morte di qualcuno: ssonata ll~, chi
anfitatro, s.m., (citt.) anfiteatro. mmrto?
anforn: inforn. angozzata, ingozzata, ngozzata1, s.f., 1.
anfrilleccasse: infrelliccasse (vd. in- atto di deglutire. 2. atto di tracannare:
frellicc). ha ffatto ttutta n~. 3. atto di inghiottire
anfroci: infroci. cibo in fretta e con avidit.
anfumec: affummic. angrass: ingrass.
anfumecata, anfumicata, infumicata, nfu- angrugnasse, ingrugnasse, ngrugnasse,
micata, s.f., 1. affumicatura, atto di af- v. intr. pron., 1. offendersi. 2. mettere il
fumicare. 2. fumo denso. broncio || prov.: man chi ttcca nun
anfumicata: anfumecata. zangrugna. 3. adirarsi.
angarbujj, ingarbujj, ngarbujj, v. tr., anguatt: inguatt.
ingarbugliare: nun te f ~ da quelue! || anguattasse: inguattasse (vd. in-
angarbujjasse, ingarbujjasse, ngarbuj- guatt).
jasse, v. intr. pron., confondersi || v. intr. anguilltta, s.f., lampreda fluviale (Pe-
impers., annuvolarsi. tromyzon fluviatilis).
ngare, angarre, s.m., (rec.) hangar, avio- anguinajja, s.f., ipogastrio.
rimessa. anictta: anestta.
angarijje, s.f. pl. coll., 1. rigaglie, inte- animaltto, s.m., 1. bestiolina. 2. insetto.
riora del pollo. 2. (scherz.) intestini anima, s.f., anemia.
umani. nimo: (prov.) ~ risoluto nun v conzijjo.
angarre: ngare. animccia, s.f., neonato (in tono vezz.).
ngelo mbraco, angiultto mbraco, nise, nnice, s.m., anice (Cuminum cy-
s.m., (fig., scherz.) asso di spade nelle minum L. e Pimpinella anisum L.):
carte napoletane. famo le ciammlle coll~ | me ce piace
angelosdmmene, s.m., angelus, suono ll~ nel caff.
Vocabolario
125

anistisa, nestesa, s.f., (rec.) anestesia. vamo intenzione di andare altrove |


ann, and (citt.), annare (in una conta), vacce cu li bbne!, usa le buone ma-
nn, v. intr., andare: sha ddann niere! | va ssap che ffa qquelue | llor-
channamo?, vogliamo partire una lggio va nditro, ritarda | vallo a
buona volta? | volmann channamo? llggia! | tannvono tanto le gncche,
| (euf.) vttela ppijj mmuro muro!, ne avevi gran desiderio | li va apprsso,
vaffanculo! | ~ a ssomaro, andare in fre- lo segue | l vino cra quanto jje can-
gola | ~ a ttrva, andare a far visita | ~ a nava, a volont | annveno a la ma-
lltto cu le galline, andare a letto presto rmma in aprile, andavano in
| vacce! | anntece! | annmece piano! | Maremma (rif. alla transumanza delle
annmoce! | ~ dde fra, traboccare, ver- pecore) | lu vdeno a dd ddintnna
sarsi (di liquido) | mdd. va e vvne e n ze man chi vvnno | dice che cce sa-
trattine, di persona sempre in movi- rbbannato | dppo chh vvisto gni-
mento | ndu site qulle tmpe?, dove csa, me nannar | ~ dditro, seguire
sono andati quei bei tempi trascorsi? | un discorso altrui | nnata ccasa | nd
ndrete ite?, doveravate andati? | n s nnato?, dove sei andato? | lo sa nd
cannate ma la bbttala! | dppo che ttu ito?, lo sai? | ce smiti | lro ce siti | ce
annaste fra, chjama chjama nari- sitite?, ci siete andati? | mi ni v | valtre
sponnste ppi | ita!, fatta | vttala nd ste ite? | ~ dde crpo, defecare | ~
ppijja, s vvro! | annar pe qqul- a nnzze, piacere: ce v a nnzze cu sta
lnime bbenedtte!, in suffragio dei rbba, capirae | ~ n zugo, essere in fase
morti | (euf.) vttela ppijj ndu si cu- vegetativa (di piante) | ~ ggi, diminuire
mnceno l canstre! | l fijjo va ppe le | num me va ggi, non mi garba | ann-
cinquanne, sta per compiere | cman- vemo ma lu stsso psto | ~ ll (a), loc.
namo? nun comannamo prpio avv., allandata: ~ ce llh llassato | ~
gnnte (bisticcio con comann) | an- sstto, tramontare | di metitura se cer-
ntelo a vvda quant bbllo! | mdd. cava de magn la rbba channava
ann a ff la trra pil cce, morire | ggi bbne: facioltte, coralline, pure l
ann allrbere pizzute, id. | ann da pullastre (facilmente digeribile) | ~ ss,
Sartafratte, id. (lett.: andare a trovare il esser eletto | annate m p s! | annamo!,
guardiano del cimitero) | va vante, vive s, forza! | annanno avante, in futuro ||
alla meglio | ~ m bstia, adirarsi | ~ a chiapp.: annamo a Rrma col zacco
ccattanno, in rovina | ~ a mmale, andare e la corna | mdd. se ne s annate chi
a male, avariarsi | nun ce va vvia!, non a vvspro e cchi a ccompita, chi prima,
andartene, non uscire | ndo vae, a chi dopo | (d.) o la va, o la spacca! ||
nnide?, credi di sfuggirmi? | bbllo prov.: chi vva cul zppo, mpara zzop-
che ito, in fin di vita | nnato alljjo, pic | va con chi ppi dde t e ffalle li
ha perduto tutto | s ito a ddorm ssb- spse | d va, do vi, le cose si bilan-
beto, che mme sentvo stracco mrto | ciano || ann e vven, loc. avv., andata e
me cannarbbe n gelato, ho voglia di ritorno: ne la prsa se bbutta l zme ~ ||
un gelato | nd vanna ffin? mb! | me avv., in fretta: mariccomanno, fate ~! ||
snto ~ vvia, svenire | ~ m brdo, sudare Forme: Ind. pres. 1 v; 2 vae; 4 annamo,
| ne remo p~ ne n antro psto, ave- jjmo (arc.), nnamo; 5 annate, nnate |
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
126

impf. 2 annave; 3 annava; 4 annvemo, annasata, s.f., atto di annusare.


annvomo; 5 annvete; 6 annveno, an- annasato, agg., raffreddato: me snto ~
nvono | perf. 1 agnde, andae (citt.), da jjre.
anntte, anntte, annide, annidi; 2 an- annasp, v. intr., brancolare.
naste; 3 agnde, agnde, andide, annata, s.f., 1. andata: crompamo m bij-
annde, anntte, anntte, annide, an- jtto d~ e rritrno. 2. andatura: sari-
nide; 4 annmmere (arc.), annssemo, consce de lontano dall~. 3. avvio,
annssimo, annssemo; 5 annaste; 6 spinta: pijj ll~. 4. velocit: ha pprso
andidoro, annttero, anni- deno, an- via a ttutt~, partito a grande velocit.
nidero, annidono, annidono, an- 5. (fig.) verso, tendenza: h vvisto nan-
nnno, annrno | fut. 1 annar, anner; natccia. 6. (fig.) abitudine: sto fijjo sta
2 annarae, 3 annar; 4 annarmo; 5 an- ppijj na bbrutta ~, un comportamento
narte; 6 annaranno | Cong. pres. 6 v- riprovevole.
deno | impf. 1 annassi, 3 annsse, 6 annato, agg., consumato: sto vistito
annssero | Cond. pres. 1 gnirbbe; 3 bbllo ch~ ormae.
annarbbe, annarbbe | Imper. 4 an- annatura, s.f., andatura.
namo; 5 annate | P. pass. ito, annato, annavante, avv., in futuro.
nnato | Ger. annanno. annazzo, s.m., andazzo: co st~ va ssap
annacciarito, agg., indurito come acciaio. cmannama ffin.
annacqu, v. tr., 1. irrigare. 2. (scherz.) anner, annir, v. tr., annerire || annerisse,
mischiare acqua al vino (spec. rif. al vi- v. intr. pron., invaiare (delle olive) ||
naio). Forme: Ind. pres. 6 sannersciono.
annadditro, avv., a ritroso, retroce- annest, nnest, v. tr., innestare: san-
dendo. nsta l pide (rif. alla vite).
annaffiatro, s.m., innaffiatoio. annestatura, s.f., operazione dellinne-
annall, avv., 1. in quella direzione. 2. stare.
allandata. annesta, ammenesta, annista, s.f., (citt.)
annamnto, s.m., andamento. amnistia.
annamor, nnamor, v. tr., innamorare: annestino, s.m., innestatore.
se la vgghe, tannamra prpio || an- annsto, s.m., innesto: ~ a cchjo, innesto
namorasse, nnamorasse, nnamurasse, a scudetto | ~ a anllo, innesto a zufolo.
v. intr. pron., innamorarsi || Forme: Ind. annto, anto, onto, s.m., anto, finoc-
pres. 3 annamora | perf. 1 annamor. chio fetido (Anethum graveolens L.):
annamorato, nnamorato, nnamurato, fire donto (incipit di storn.).
s.m., innamorato, fidanzato. nnice: nise.
annante, agg., andante, ordinario, di annicito, anecito, agg., 1. vorace, affa-
media qualit. mato. 2. smanioso, voglioso: s ~ pe le
annanze, avv., innanzi. cerase.
annare (in una conta): ann. annidasse, v. rifl., annidarsi.
annarllo, s.m., girello con ruote entro il annir: anner.
quale si introduceva il bambino, perch anniscsto, agg., nascosto || ~ (d), loc.
imparasse a muovere i primi passi. avv., di nascosto.
annas, v. tr., annusare. annistta: anestta.
Vocabolario
127

annista: annesta. antano, s.m., ontano (Alnus glutinosa L.)


annita, antrop., Anita. || prov.: vale ppi na rdeca d~ chi
annite, s.f., (scherz.) vecchiaia. ttutto santAmbrggio di Milano | vale
anno: ra ll~ dmmene millennovecnto ppi na rdica d~ che ttutto Salomne
| s anne e anne, sono molti anni fa | ~, col zu carrggio (elogio iperbolico della
lanno scorso | qullaltr~, lanno suc- qualit del legno dellalbero).
cessivo | ~ che vvne, lanno prossimo | antartajj, intartajj, ntartajj, tartajj,
stantr~ cannarmo, lanno prossimo v. intr., balbettare.
| ~ di ll, ll~ qullaltro, due anni or- antecre, anticre, s.m., malattia car-
sono | annamo gni ~ pggio | ll~ der diaca.
cazzo, mai | ll~ der mae, id. | cha antecuniste, s.m. pl., (citt.) antagonisti.
llanne de Ticchjarllo, vecchissimo || antenar, v. tr., intenerire.
(iron.) cha vventanne snza qulle de antnne : intnna.
la bbllia | f llanne, raggiungere una antnnese: intnnese (vd. intnna).
certa et (detto quando ricorre il com- antennsse: intnnese (vd. intnna).
pleanno) | m ffa n ~, or un anno | m antnta, s.f., atto di intingere: li d n~
ss ddu anne, sono trascorsi quasi due cul cultto, con lorletto di pane.
anni | ha ppassato ll~, ha superato antenzine, entenzine, ntenzine, s.f.,
lanno di lutto (della vedova) | nha intenzione: mica llh ffatto coll~ |
spettato manco de fin ll~ (per rispo- ceva ntenzine de fallo.
sarsi). antepteco, agg., 1. antipatico. 2. sman-
annojj, v. tr., annoiare || annojjasse, v. ceroso, lezioso: nu sta ff ttanto llan-
intr. pron., annoiarsi. tepteca!
annomato, agg., soprannominato, desi- anternne, lantennne, lanternne, lin-
gnato con sopr. ternne, s.m., 1. grande fanale da pro-
annonvo, s.m., capodanno. cessione. 2. (fig.) individuo allam-
annov, v. intr., rinnovarsi: sttal zle panato. 3. (fig.) individuo noioso.
passa e annva gnicsa. anticajja, s.f., anticaglia.
annucc: allucc. anticmmera, s.f., anticamera || num me
annccia, ipoc., Anna || accr. annuccina. passa manco pill~ del cervllo, sono
annugolasse, annuvolasse, rannugulasse, ben lontano dal pensarlo.
v. intr. impers., annuvolarsi || prov.: si anticari, s.m. pl., (citt.) antiquari.
ssanngola su la bbrina, non fa nntte antcchja, entcchja, ntcchja, ntcchja,
che ppiscina. s.f., 1. piccola quantit: djjo ggiusto
annunzi, nnunzi, v. tr., annunziare: an- n~ mttecelo! | mttecene ggiusto na
nunziar la fine dil mnno. ntcchja! 2. inezia.
annus, nnus, v. tr., 1. annusare. 2. (fig.) antichiricale, agg., anticlericale.
intuire. antico, s.m., antenato: li nstre antiche |
annuvolasse: annugolasse. mdd. chi ffae cme llantiche? bbtteno
anta, s.m. pl., (scherz.) decine di anni su- la cccia e mmgneno l fiche | f ccme
perata la trentina: oramae h ppijjato llantiche: bbuttvono la cccia e mma-
llanta | quantanne chae? s anta. gnveno l fiche.
antacca: intacca. anticre: antecre.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
128

antfena: antnfena. de pggio | ~ che n ppartito, per for-


antfona: antnfena. tuna | e ~ che llancontr non tanto di-
antigasse, agg., antigas. stante.
antinato, s.m., antenato. anzecc: azzecc.
antnfena, antfena, antfona, intnfena, anzegn, inzegn, nzegn, v. tr., 1. inse-
s.f., 1. antifona. 2. (fig.) discorso allu- gnare. 2. indicare: ~ cul dto su la carta.
sivo: h bblle ccapito ll~. 3. (fig.) 3. additare: te llanzgno io quanno ce
cosa grave e sgradita. passamo davante || Forme: Ind. pres. 1
antiviggijja, s.f., antivigilia. anzgno | perf. 1 nzegn.
antgna, ntgna, antrop., Antonia. anzeppata, azzeppata, zzeppata, s.f., 1.
antgno, ntgno, antrop., Antonio: (all.) spinta. 2. operazione di premere, pi-
nt! giare. 3. (fig.) raccomandazione.
antonicato, agg., intonacato. anzert, inzert, v. tr., intrecciare insieme
antrce: trce. a ghirlanda cipolle o agli.
antost: intost. anziantta, agg., attempata: na dnna ~.
antride: intrida. anzime, assima, assime, enzime,
antro: artro. nzime, avv., 1. insieme: cammnono
antrujj, intrujj, ntrujj, v. tr., 1. im- assima | tuttassime, in una sola volta.
brattare. 2. cospargere q.cosa di liquido: 2. contemporaneamente.
llantrujjava s bbne. 3. intrugliare || anzinnte: inzinnte.
antrujjasse, v. rifl., imbrattarsi. anziste: inziste.
antrupp: intrupp. anzombi: sogn.
antruppata: intruppata. a, inter., 1. oil! (a chi si d del tu): (mdd.
antruppne: intruppne. scherz.) ~, llha visto l mi bbvo? 2.
anvecchjasse: invecchjasse (vd. in- chiss (espr. di sfiducia).
vecchj). aogor: agur.
anvent, nvent, nvint, v. tr., inventare: peca, pica, s.f., 1. impegno verbale di
quelue llanvnta lue le cse | la pota- contratto di enfiteusi o a tempo stabilito:
tura llha nventata l zomaro | llantiche ce fanno ll~ pe ttantanne. 2. accordo:
llvono nventate bbne pure lro llor- mdd. ce farbbe ll~ io!, consentirei su-
dgne! bito senza esitare.
anvit, envit, nvet, nvit, v. tr., invitare: aprto, oprto, prto, uprto, s.m., luogo
nvitmela ccna! || prov.: se ttenvteno aperto: alloprto, allaria libera || p.
de cre, magna e bbve e ffajje onre; pass. e agg., vuoto: a ffrma aprta se
se ttenvteno pe ccomplimnto, magna bbuttava la trra qqu e ll, da ambo i
e bbve pe ddisptto. lati (di fossa scavata per piantarvi le
anvitato, s.m., persona invitata. viti) | la prta adra prta.
anzalata, inzalata, nzalata, s.f., insalata || pese: bbese.
prov.: ll~ nun bblla, si nun c la aptto, s.m., autoveicolo della marca
pimpirinlla | ll~, pco acto e bbn Ape, furgoncino.
oliata || dim. nzalatina. pica: peca.
anze, cong., anzi || inter., per fortuna!: ~ pisse: bbese.
che n z ffatto male! | ~ ~, me credvo apne, s.m., autoveicolo della marca Ape,
Vocabolario
129

furgoncino a tre ruote. masse, v. intr. pron., 1. ostruirsi, riem-


apopltteco, agg., (citt.) apoplettico: jjha pirsi di detriti (del corso dellacqua, che
pprso n crpo ~. viene ostacolato in un fosso da detriti).
apstolo: bbianco e rrsso chi ppare n 2. compattarsi, di terra arata. 3. fermarsi
~! | prgono llapstele a ssda a mma- in gola, di cibo colloso: mi sappattuma
gn | ad napstela davro qulla. la gla, si n ce bbvo.
appacific, v. tr., calmare || appacificasse, appattumato, agg., cotto in modo col-
v. rifl., appacificarsi. loso: l damagn ra tutto ~.
appajjato, agg., con pochi chicchi e appazzimnto: impazzimnto.
molta paglia: sto grano ~. appecett, v. tr., 1. incollare. 2. sbattere
appallottasse, v. intr. pron., 1. aggrovi- contro il muro. 3. (fig.) affibbiare.
gliarsi. 2. raggrumolarsi, raggrumarsi appecoronasse, v. rifl., 1. sottomettersi.
(di farina o pasta durante la cottura). 3. 2. umiliarsi.
appallottolarsi (del riccio) || v. rifl. rec.: appell, v. tr., chiamare nellordine i gio-
avvinghiarsi a lottare: sappallottnno. catori, spec. nel gioco della ruzzola || v.
appanicato, agg., 1. muffo, di pane. 2. intr., iniziare a mangiare || appellasse, v.
avariato. 3. angustiato: te fanno mor ~. intr. pron., fare gli appelli nel gioco
4. mogio. della ruzzola.
appannasse, ppannasse, v. intr. pron., an- appllo, s.m., punto di partenza e di ar-
nebbiarsi: me s ppannata la vista. rivo nel gioco della ruzzola.
appanzasse, v. rifl., rimpinzarsi. appna, cong., subito dopo: ~ ggirno, se
appar, v. tr., 1. porgere: appara le mano! partiva, alle prime luci dellalba.
2. allargare, tener aperto con le mani: ~ appenasse, v. intr. pron., preoccuparsi.
la bballtta | tu appara la sacchtta e io appenicasse, v. intr. pron., appisolarsi:
mtto ggi. 3. arginare, arrestare. sappnica smpre dppo magnato.
apparecchj, v. tr., imbandire. appnne, v. tr., appendere.
appareggi, v. tr., 1. spianare la misura appennicite, pendicite, penicite, penni-
del grano: l grano sappareggiava co na cite, s.f., 1. appendice, prolungamento
tvela, si toglieva il colmo. 2. pareg- dellintestino cieco. 2. appendicite. 3.
giare un conto || v. intr., andare alla pari. operazione allappendice: h ffatto ll~
appareggiata, s.f., azione di spianare. che ss ddu mse.
appareggiato, agg., eguagliato. appenzionato, pinzionato, agg. e s.m.,
apparto, s.m., appalto: hanno vnto ll~ pensionato.
lro. appest, v. intr., emanare fetore: puzza
appass, pass, v. intr., appassire || Forme: chappsta, n ce se p st vvecino.
Ind. pres. 6 passsciono | fut. 3 appassi- appet, v. intr., riuscire gradito (di sapore).
scer. appett, v. tr., 1. intestare una propriet
appassion, v. intr., penare: llveno fatto immobiliare. 2. incolpare. 3. prendere in
~ pparcchjo. carico: me llapptto io | me s appet-
appassiunatamnte, avv., appassionata- tato sta crce, mi sono assunto questa
mente. preoccupazione.
appatentato, agg., patentato. appettata, pettata1, s.f., 1. tratto in forte
appattum, v. tr., raffazzonare || appattu- pendio: la grann~ di la salita | l fac-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
130

chine la fanno de carrira qull~ de appiccicato, agg., 1. appiccicoso, impa-


santa Rsa (rif. al trasporto della mac- stato (detto della lingua quando, per cat-
china di santa Rosa, per raggiungere il tiva digestione, vi si avverte una
santuario) | ad n~ da levatte l fiato. 2. spiacevole viscosit e sgradevole sa-
impennata: n~ di la bbstia che n ze pore). 2. invischiato.
llaspettava. 3. sforzo compiuto per sa- appiccicume, s.m., (dispr.) cosa male ap-
lire lungo una strada in forte pendenza piccicata.
(da un animale da tiro o da una persona) appiccime, s.m., esca, legna minuta che
|| dim. appettatlla, salita leggera. serve per avviare il fuoco.
appian, pian, v. tr., salire: fa pappian appiedato, agg., di chi non dispone di
li scale, ma n ce la cava || v. intr., 1. sa- unautomobile: s ~ gge: me lo dae no
lire: sappiana bbne sul ttto | cha- strappo co la mchena?
sptte? e ppiana s! 2. montare: appietr, v. tr., affilare la lama di un at-
appian a ccavallo. trezzo con la cote: appietr la frcia a
appiattasse, v. rifl., nascondersi, mettersi ccrto (sul filo da ambo le parti) | n r-
in agguato. timo pe ff l filo sappitrava a llungo.
appicc, ampicc, v. tr., 1. impiccare. 2. appiggionante, s.m., chi prende a pigione
appendere: l pommidortte pil zugo una stanza.
sappccono n cucina || appiccasse, v. appijjo, s.m., (citt.) appiglio.
rifl., impiccarsi. appinnino, oron., Appennino.
appiccec, appiccic, v. tr., 1. appicci- appinz, v. tr., appuntire.
care. 2. (fig.) appioppare || v. intr., es- appinzut, appizzut, v. tr., 1. appuntire:
sere attaccaticcio: quanno snte chap- ~ llpisse | ~ l muso, assottigliare il
pcceca, l zccoro (rif. alluva) || ap- viso per dimagrimento. 2. (fig.) driz-
piccicasse, v. rifl. recipr., venire alle zare: ~ llorcchje. 3. (fig.) aguzzare la
mani || Forme: Ind. pres. 3 appcceca. vista: ~ llcchje.
appiccecso, agg., vischioso: ~ cme la appinzutbbise, s.m., temperalapis.
clla. appinzutato, agg., appuntito.
appicci, v. tr., 1. accendere: ~ l fco | ap- appiomm, v. intr., dardeggiare con in-
picciveno l moccoltto | ~ l frno co tensit (rif. al sole): a llavor ccol zle
llappiccime, incendiare con lesca la spra chappiommava, se moriva pr-
legna | appccia la luce! | trva m p du pio | l zle appimma, sctta parcchjo
zzppe, du seccarne p~ l fco! 2. sper- sul meoggirno | Bbanc, appimma?
perare denaro || appicciasse, v. intr. (battuta iron. rivolta ad un ubriaco).
pron., incendiarsi: (d.) n zha ddac- appisolasse, v. intr. pron., assopirsi.
cost la pajja al fco, senn sappccia appitito, s.m., appetito: n cristiano d~,
(sul comportamento dei fidanzati) || buon mangiatore | bbn ~!
Forme: Ind. pres. 6 appcciono | impf. 6 appititso, agg., appetitoso.
appicciveno | Imper. 2 appccia. appittur: pittur.
appiccic: appiccec. appitturato, agg., dipinto.
appiccicasse, vd. appiccec. appizz1, v. tr., aguzzare la vista.
appiccicatccio, s.m., attaccamento vi- appizz2, v. intr., 1. bere: appizza smpre
schioso. mal fiasco dil vino | t, appizza!, bevi! 2.
Vocabolario
131

bere direttamente dal recipiente, senza cva cos | stave male, ~ nun th vvisto
bicchiere. n giro | mdd. ~ la carrzza trenicava,
appizzata, s.f., sorsata di vino: famo n~ per questo motivo non andavano bene
pir mo, quanno magnamo nzime. le cose.
appizzato, agg., fisso, di sguardo. appsto, agg., per bene: na regazza ~.
appizzut: appinzut. appovnta, s.f., luogo riparato dal vento
applveso, apprveso, prviso, s.m., ap- || ~ (all), loc. avv., al riparo del vento,
plauso: ssete ntso llapprvese! a solatio: nue stamo bbne allappo-
appoccionata, agg., colpita da mastite vnta.
(detto di una vacca). appozz, v. tr., 1. immergere: ~ la sla
appoggi, v. tr., appoggiare: appggiolo (rif. al lavoro del calzolaio) | llappz-
m p da quarche pparte! || appoggiasse, zono ma la callara e lo pleno (rif. al
v. rifl., appoggiarsi: sappggia cu le maiale ucciso) | padlla e ttijja venvono
bbracce sul tavolino, da quant stracco appozzate ne la callara che bbolliva | ~
| appggete cu li mano! la vinccia ma la tina, follare le vinacce
appoggiamano, poggiamano, s.m., corri- nel tino. 2. inzuppare: ~ l pane mal
mano della scala. piatto | tenvono m pignattllo, cap-
appoggiapide, poggiapide, s.m., tavola pozzvono le dta (le filatrici) || v. intr.,
del carro agricolo, su cui poggiare i attingere denaro: annava smpre ~ mal
piedi. cassettino | appzza appzza, s rri-
appoggiatro, s.m., corrimano della dtto snza na lira.
scala. appozzata, s.f., 1. atto di immergere la
appggio, s.m., 1. mannello di canapa, canapa nella vasca: se facvono tre
che si taglia con un colpo di falce mes- quattro appozzate. 2. follatura della vi-
soria. 2. (fig.) permesso di edificare, ad- naccia. 3. quantit di canapa messa a
dossando la fabbrica ad unaltra macerare in una volta.
contigua; diritto di appoggio: jjha appozzatura, s.f., 1. operazione con cui
ddato ll~. si immergeva la canapa nella vasca. 2.
appollacchjato, agg., appollaiato. macerazione della canapa.
appollasse, v. rifl., appollaiarsi || Forme: appradasse, appratasse, v. rifl., 1. ada-
Ind. pres. 6 sappllono. giarsi sul prato. 2. (fig.) sistemarsi co-
appllo, s.m., 1. bastoni del pollaio. 2. modamente in un luogo.
luogo dove gli uccelli passano la notte: appratasse: appradasse.
li cacciatre annveno de sra aspett apprveso: applveso.
lluclle all~. apprnne, v. tr., (citt.) apprendere.
appont: appunt. appresciol, v. tr., affrettare, metter fretta.
appontell: appuntell. appresciolato, agg., eseguito in fretta e
apport, v. tr., sostenere come candidato: alla meglio: n lavro appresciolato n
ha vvnto, perch adra apportato dal vne mae bbne.
partito del villane. appresent, prisent, prisint, v. tr., pre-
apposetamnte, positamnte, avv., appo- sentare || appresentasse, presentasse,
sitamente. prisintasse, v. rifl., 1. presentarsi: mi
appsta, avv., per questo motivo: ~ di- prisnto. 2. comparire: s ppresentato
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
132

du re dppo | si vidde ~ le gurdie. tutto ~.


apprsso, avv., dopo: a la mattina ~, il appuntell, appontell, pontell, v. tr., 1.
mattino successivo || prep., dietro: li va puntellare, mettere dei sostegni: se pon-
~, la corteggia. tlla | tcca ~ le rame, sinn sbraca. 2.
appricasse, v. rifl., applicarsi. bloccare con puntelli: prima dann
approd, v. intr., arare il campo per in- lltto, crte appuntlleno la prta co la
tero, avvicinandosi al limite. scpa.
approdato, agg., adagiato. appuntino, agg., compto, elegante.
approfitt, apprufitt, v. intr., approfit- appuschjato, agg., che ha molta sete: ma
tare: apprufittanno chi ccra nostiria, che ss ~?
magnssimo || approfittasse, profittasse, apputtanamnto, s.m., (scherz.) appun-
v. intr. pron., 1. approfittarsi. 2. (fig.) tamento.
crescere troppo: la vita se profitta, se apr, jjopr, opr, upr, v. tr., 1. aprire: a-
sfiata, mre prsto. gna tenlla ffrno || prte! | preme! | protolo!, pritelo! |
approfittssene, v. intr. pron., abusare. aprva bbottga a li cinque | apre la
approfitto, s.m., 1. abuso. 2. sopruso. bbcca e li d l fiato, parla senza riflet-
appropaggen: propaggen. tere | snza upr bbcca, in silenzio | -
appropiasse, v. intr. pron., appropriarsi. prete clo! 2. compiere unoperazione
appropiato, agg., appropriato. chirurgica: llhannoprto de prscia. 3.
approvenn, v. tr., foraggiare: li bbstie incignare, cominciare a consumare:
s approvennate. mo aprto la ventrsca. 4. inaugurare ||
apprufitt: approfitt. Forme: Ind. pres. 1 pro; 4 aprimo; 5
apprufittso, agg., (raro) che si appro- aprte; 6 preno, preno | impf. 3 a-
fitta. prva, jjoprva | perf. 6 oprinno | fut. 3
apprussimazzine, s.f., approssimazione. aprar | P. pass. aprto, oprto, prto,
appunine: oppinine. uprto | Ger. aprnno, oprnno.
appunt, appont, v. tr., 1. fissare con aprilante, s.m. pl., i primi giorni di aprile,
spilli o punti. 2. puntare in terra: l zu- solo nel prov.: si ppive pi li quattro ~,
maro appunta li zzampe. 3. racconciare pive quaranta ggirni durante.
con grappe di metallo un oggetto incri- aprile: (prov.) pi ~ n talliggir | ~, gni
nato, riparare: ~ lo schifo | ~ m bbacile. gccia m barile | ~, una gccia al dire |
4. appuntire: ~ ppcchje e scarplle. 5. ~, quattro gcce al dire | gni gcciola
mettere le gemme, germogliare: llolivo d~, vale mille lire | pi ~ canta l cucco:
appunta la trama, comincia la mignola. se l trentuno n vvenuto, o mmrto, o
6. (fig.) calmare lappetito: magno m ss pperduto.
boccne ggiusto pappuntamme lo aquelne, acolne, aguilne, s.m., (in-
stmmico || v. intr., balbettare. fant.) aquilone, giocattolo che si fa li-
appuntasse: impontasse (vd. im- brare nellaria: dalli l filo mall~!, fallo
pont). innalzare!
appuntatina, s.f., 1. ricucitura. 2. (fig.) ara, s.f., 1. aia: l grano se bbattva sull~
spuntino. cul curiato | mdd. li va la vacca pill~
appuntato, agg., 1. sostenuto, altezzoso. al compare, gli affari gli prosperano. 2.
2. compto, elegante. 3. affettato: parla spazio di terreno pianeggiante, dove era
Vocabolario
133

situata la macchina a vapore per treb- dove crescono pioppi.


biare. arbccio: albccio.
ar, v. tr., arare || prov.: ara dritto!, fila rbume, s.m., album.
dritto! arca de scnza, s.f., sapiente.
rabbo, s.m. e agg., arabo: ma che pparlo arca, s.f. (arc.) madia del pane.
~, che n capisce? arcangioltto, ipoc., Arcangelo.
ardio, s.m., apparecchio radiofonico || arcste, antrop., Alceste.
dim. araditto. archbbuse: archmmese.
arncio, s.m., arancia: st~ ttccatllo, archmmese, alchrmese, archbbuse,
nu lo vjjo || agg., color arancione. s.m., 1. alchermes. 2. liquore in genere
arastrllo: rastllo. per dolci.
arata, s.f., quantit di grano stesa sullaia, archtto, s.m., 1. tralcio piegato e pro-
che si pu battere in una volta. pagginato. 2. trabiccolo, intelaiatura di
arato, s.m., aratro di legno a due ali con legno per tener sollevate le coperte,
vomere di ferro, a trazione animale: ~ a quando si mette il bracere nel letto.
cchjdo co le bbstie vaccine || dim. archibbcio, s.m., archibugio.
aratllo. architittura, s.f., (citt.) architettura: ~
arba, s.f., 1. alba. 2. aurora. ntica.
arbagga, s.f., (citt.) boria, albagia. architravo, s.m., architrave.
arbertto, s.m., albero tutore di vite. arcine, s.m., parte in legno di forma ar-
arbrgo: abbrgo. cuata della sella o del basto.
rbero pinzuto: lbero pizzuto. arcitontolne, s.m., individuo pi che
rbero: arbro. tonto.
arbiccca, s.f., (rec.) albicocca. arco de san giujjano, s.m., arcobaleno.
rbolo: arbro. arco, s.m., arcobaleno, solo nei proverbi:
arborata, s.f., alberata di viale. ~ di sra, bbn tmpo mna | ll~ de la
arbre, s.m., chiarore dellalba: a le mattina, bbn tmpo va n rovina.
prime ~ partvono. arcobbalno, s.m., arcobaleno.
rboro: arbro. rcole, s.m., alcol.
arbro, rbero, rbolo, rboro, s.m., 1. al- arcoleato: arcoliato.
bero: llarbre de pigne, i pini | n ~ di ce- arcoliato, arcoleato, agg., alcoliz-
rase, un ciliegio | piantvono ll~ di la zato.
cuccagna | llrboro de Natale || prov.: ardnte, s.m., torcia di legna secca, in-
llarbro casca da la parte ndve pnne trodotta nel bocchino, per illuminare
| n ~ cattivo num p dd bbn frutto | linterno del forno || pl. ardnte, legna
ll~ se piga da ciuco. 2. albero tutore di secca, usata per avviare il fuoco nel
vite. 3. vite maritata a sostegno vivo || forno: mtte s na fascina d~.
dim. arboltto, arbertto | arboltto (a), ard, v. intr., ardire || s.m., tracotanza: nun
loc. avv., ad alberello (tecnica di alleva- avsse ppi ll~ da presentasse.
mento della vite senza sostegno) || ardill: aldill.
Forme: pl. rbere, arbre. ardito, agg., 1. risoluto, attivo: na don-
arbucciara, s.f., 1. (coll.) insieme di ntta ardita, tutto ppe. 2. vispo.
piante di pioppo. 2. porzione di terreno arebbomb: aribbobb.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
134

arecacci: ricacci. rimanmo; 6 aremnono, rimngheno |


arecant, aricant, v. tr., cantare di impf. 3 aremanva; 6 arimanveno, ari-
nuovo. manvono | perf. 3 aremase, ariman,
areccont: raccont. arimase, reman, remase; 4 arimans-
arecli, aricle, s.f., Ara coeli, chiesa di semo; 6 aremaninno, arimannno, ari-
Roma. maninno, arimseno | fut. 3
arecve: ricve. arimangar, arimangher; 6 rimanga-
arecidivo: ricidivo. ranno | Cong. pres. 3 aremanga, ari-
areconduce, v. tr., ricondurre. manga | Cond. pres. 3 arimangarbbe |
areconsce: ariconsce. P. pass. aremasso, aremasto, arimaso,
arecordasse: aricordasse (vd. ari- arimasto, remaso, remasto | Ger. ari-
cord). mannno.
arecuminci: rincominci. aremann, arimann, remann, ri-
ared: arid. mann, v. tr., 1. mandare di nuovo: ti
aredajje: aridajje. llarimanner. 2. rimandare, procrasti-
areddoppiato, agg., raddoppiato. nare: arimannamo sta faccnna a n
aredtto, ariddtto, aridtto, aridutto, antro ggirno ch mmjjo.
riddtto2, riddutto2, p. pass. e agg., ri- arembocc: arimbocc.
dotto. aremediato: arimediato.
arefiut: rifiut. aremtte: arimtta.
aregal: rigal. aremva, arimve, v. tr., muovere di
arggese: rggese (vd. rgge). nuovo || aremvese, arimvese, v. intr.
areggirasse: ariggirasse (vd. arig- pron., 1. avere borborigmi: me sarim-
gir). veno li bbudlla. 2. rinvigorirsi: sari-
areman, ariman, reman, riman, v. mve quel portto || marimvo!, ho
intr., 1. rimanere: mdd. ~ ccme dn pescato una bella carta (alla briscola). 3.
Farcccio, co na mano davante e nan- muoversi di nuovo.
tra de ditro, cadere in miseria | arimase arenasse, v. intr. pron., (fig.) rimanere in
come m ~ | arimaninno male na massa sospeso, di una questione.
| arimseno cu m parmo di naso | ~ pe arenchjude: arinchjude.
stampo, pe ccampine, rimanere per arenchjdese, vd. arinchjude.
perpetuare la stirpe umana | ~ a ppide arencrsce: arincrsce.
| arimase de ggsso, rimase di stucco | arencujjunito: arincojjonito.
arimase cme m baccal | mdd. smo arnga: rnga.
remaste Cricche, Crcche e Mmnico arenguattasse, v. rifl., nascondersi di
duncino (pochissimi). 2. stupire: a nuovo.
ssent ccus, aremnono | la mjje ari- arentanasse: arintanasse.
mase, stup | s arimasto, s arimaso, arentron, arintron, v. intr., risuonare:
stupii || arimancce, v. intr. pron., 1. ri- cha na vce charintrna.
manerci: carimase gram male. 2. mo- aro, s.m., aeroplano.
rire sul colpo: rbba da rimancce | ce areontica, arontica, s.f., aeronautica.
potvi riman ppure || Forme: Ind. pres. areoplano, arioplano, aroplano, lo-
2 arimanghe; 3 arimane; 4 arimanmo, prano, roplano, ruplano, s.m., aero-
Vocabolario
135

plano. aresurt: arisurt.


areoprto, s.m., aeroporto. aresvejjasse: arisvejjasse (vd. ari-
arepar: aripar. svejj).
areparbato, agg., 1. scombussolato. 2. ri- aretir: aritir.
tegnoso. aretorn: ritorn.
arepenz, aripenz, v. intr., 1. ripensare: aretratt, v. tr., riprodurre in immagine.
m me vne arepenzato, lo ricordo. 2. aretrpeco: ritrpico.
cambiare parere: mdd. caripnza cme aretrov: ritrov.
l cornute. aretrovasse: ritrovasse (vd. ritrov).
areprde, riprde, v. tr., perdere di nuovo. aretruvasse: ritrovasse (vd. ritrov).
arepijj: aripijj. arevde: arivde.
areposasse: ariposasse. areven: ariven.
arepovaneggiasse, v. intr. pron., pavo- areviscet: ariviscit.
neggiarsi di nuovo. arevisto, arivisto, p. pass. e agg., rivisto.
areppiccic: ariappiccec. arevortasse: arivortasse (vd. ari-
areppiccicasse: ariappiccecasse (vd. vort).
ariappiccec). arevultecasse: rivurticasse (vd. rivur-
areprec, aripric, repric, v. intr., 1. ri- tic).
petere. 2. ribattere. 3. insistere || arepre- arezzump, arizzomp, rizzomp, v. intr.,
cacce, aripricacce, v. intr. pron., saltare di nuovo: ~ addsso a uno.
ritornarci: chi llha vvisto na vrta, arfa, s.f., sigaretta di marca Alfa.
cariprica. arfabbta: alfabbta.
aresement, arisiment, v. tr., seminare arfabbto, s.m., alfabeto: n z mmanco
di nuovo. ll~.
aresicato: arrisicato. argnto: sto fijjo cha ll~ vivo addsso
aresiste: resiste. (di bambino molto vivace).
aresrgia, risrge, v. intr., risorgere. arg, v. intr., muoversi: a rig, volmo ~?
aresparagn: aresparammi. argi, s.m., (rec.) denaro.
aresparammi, aresparagn, arespar- argintino, agg., argentino: si sinta n zno
mi, arispammi, arisparammi, ari- ~ | li rispse cu la vce argintina.
sparmi, risparambi, risparammi, argita, s.f., (raro) gita.
sparagn, sparambi, sparami, spa- ria, s.f., 1. aria: lassamo st, n ~ gge,
rammi, v. tr., risparmiare: sparagn sono di cattivo umore | mica se campa
ppure sul furminante || prov.: risparm- d~, si vive di mezzi concreti | ~ covata,
bia risparmbia, arriva l divolo e sse ~ vizziata, che puzza di chiuso || ~ (all),
lo magna | chi arisprmia, sprga. loc. avv., con le stanghe in alto; sulla
aresparmi: aresparammi. parte posteriore del carro: a ccllo
arespir: rispir. mmale, ~ ppggio, a ccaric n carro ||
arespnne: rispnna. prov.: ~ rssa, o pive o sffia. 2. cor-
aressomijj: rassomijj. rente daria || prov: ~ de fisura, riduce
aressomijjasse: rassomijjasse (vd. prsto llmo in zepportura || pegg. a-
rassomijj). riccia, a) cattivo tempo; b) sgridata; c)
arestacce, v. intr., starci di nuovo. cattivo presagio, previsione negativa: ,
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
136

chariccia! se mtte male qqui || inter., potarbbe aribbard.


~!, via!, basta!: ~ sci, maschj! | ~ a li aribbass, v. tr., ribassare.
vnti!, ~ n campagna!, via!, vattene!, aribbatta, aribbatte, ribbatta, ribbatte, v.
andiamocene! tr., 1. rompere con la zappa le zolle
araccnne, raccnne, v. tr., accendere di dopo laratura: tcca ~ l terrno dppo
nuovo. seminato, co la zzappa. 2. zappare per
araccompagn, v. tr., accompagnare di coprire il grano seminato: ~, passest
nuovo. la smena sul zrco arato. 3. ribadire un
araffil, v. tr., affilare di nuovo. chiodo: ~ l chjde. 4. rifare il filo ad un
aragganci, v. intr., (rec.) rappacificarsi. attrezzo: aribbatte la farce a ffilo di
arallung, v. tr., allungare di nuovo: l bbarba. 5. perfezionare la cucitura dun
zartre mi llariallunga sti carzne che vestito. 6. completare la semina: ann
sse s scortate. ss annava ddstra, a vven ggi a ssi-
arammalasse, rimmalasse, v. rifl., am- nistra che rribbattva || v. intr., 1. (fig.)
malarsi di nuovo: me se rimmal la risultare esatto, quadrare: li cnte arib-
mjje. bttono. 2. (fig.) ribattere, rispondere.
arammanic, rimmanic, v. tr., fare il aribbatte: aribbatta.
manico nuovo ad un attrezzo. aribbejjne, aribbilline, ribbegline,
arann: arinn. ribbejjne, ribbijjne, s.f., ribellione.
arappiccec, areppiccic, arappiccic, aribbve, v. tr., bere di nuovo.
v. tr., 1. appiccicare di nuovo. 2. riparare aribbifer, v. intr., 1. germogliare di
un oggetto di terracotta. 3. saldare || ar- nuovo. 2. (fig.) riprendersi dopo malat-
appiccecasse, areppiccicasse, v. intr. tia.
pron., appiccicarsi di nuovo. aribbilline: aribbejjine.
arappiccic: ariappiccec. aribbobb, arebbomb, arimbomb, v.
arapr, aropr, rapr, v. tr., aprire di intr., rimbombare: parva charibbob-
nuovo || araprisse, v. intr. pron., ria- basse dntro la cantina.
prirsi. aribbjje, aribbjje, ribbjje, v. tr., av-
ararzasse, rarzasse, v. rifl., rialzarsi. volgere || v. intr., 1. vorticare: aribbjje
ariata, s.f., sfuriata. l vnto, che ffa mmolinlla | la nve rib-
arattacc, v. tr., attaccare di nuovo. bjje chaccca. 2. ribollire, di acqua
arattast, v. tr., tastare di nuovo: s stato nel tonfano || Forme: P. pass. aribbrto.
~ llvo ma la gallina. aribboll, aribbull, ribboll, ribbull, v.
arav: rav. intr., 1. borbogliare: se sentveno arib-
aribbade, v. tr., 1. battezzare di nuovo. bull la panza, brontolare gli intestini |
2. (fig.) imporre un nome nuovo. maribbllono le bbudlla | aribblle l
aribbambito, agg., 1. rimbambito. 2. a- crpo. 2. gorgogliare: llacqua del Bul-
bortito (detto di patata immatura, n licame aribblle | la sorgnte aribblle,
verde, n secca, per pioggia improv- ce nasce llacqua. 3. bollire di nuovo.
visa). 4. fermentare di nuovo: la bbtte ha rib-
aribbard, rebbard, ribbard, v. intr., ri- bollito, l vino nu ppi bbno. 5. alte-
baltare: attnto charibbardi! (scherz., rarsi di un terreno a causa della pioggia
gioco fonet. su Garibaldi) | la machina dopo caldo intenso: quanno fa ccalla-
Vocabolario
137

frdda, la trra ribblle. | caricpete, n dubbit!


aribbrivid, v. intr., rabbrividire. aricaric, v. tr., caricare di nuovo.
aribbull: aribboll. aricarz, ricalz, ricarz, v. tr., rincalzare
aribburtic, v. intr., borbogliare: marib- il filare nel mese di giugno: ricrzeme!,
brticono le bbudlle. aricrzime! (raccomanda la vite al con-
aribbuss, v. intr., dichiarare il possesso tadino) | aricarzamo, pe ppul le radi-
del due dello stesso seme al gioco del chtte | quanno se dovvaricarz, se
tressette. ggirava a ccontrosnzo cu la coltrina e
aribbusso: ribbusso. sse bbuttava la trraddsso a le vite.
aribbusto, ribbusto, agg., robusto. aricasc, v. intr., 1. cadere di nuovo: pi
aribbutt, v. tr., 1. buttare di nuovo. 2. cci ni facva e ppi ccaricascava, re-
vomitare: llaribbutt ffra, aritir ffra stava ingannato da ingenuo. 2. avere
tutto la mattina dppo. una ricaduta: caricascato cu lo stsso
aricacci: ricacci. male. 3. cadere dallalto.
arical, v. tr. e intr., calare di nuovo. aricatt, v. tr., ricattare.
aricambi, v. intr., cambiare di nuovo: aricav, ricav, v. tr., 1. ricavare. 2. in-
aricmbia tmpo, me sa ttanto che vv ventare: se llaricava sso. 3. procurare:
ppive. stavrta davro si ll rricavato pi n
aricammin, ricammen, v. intr., 1. cam- staccattnto.
minare di nuovo: l nnno aricammina. ariccam, riccam, v. tr., ricamare ||
2. funzionare di nuovo: llorloggiaro te Forme: P: pass. ariccamato, riccamato.
lo fa ~ llue llurlggio | llorlggio rri- ariccamo, riccamo, s.m., ricamo.
cammenato. ariccapezz: aricapezz.
aricamp, v. intr., tornare a star bene. ariccapezzasse: aricapezzasse (vd.
aricant: arecant. aricapezz).
aricapezz, ariccapezz, raccapezz, v. ariccatt, v. tr., raccogliere: ariccatta s
tr., 1. racimolare. 2. trovare. 3. (fig.) ri- ttutto, num manna mmale gnnte.
uscire a capire, trovare a stento la solu- ariccjja, ariccjje, raccjja, raccjje,
zione (usato spec. in frasi negative): nun reccjje, riccjja, riccjje, v. tr., 1. rac-
cariccapzzo gnnte || aricapezzasse, cogliere: cannvena rriccjje le fiche
ariccapezzasse, riccapezzasse, v. intr. co la scoptta, la paltta, l capagno o
pron., 1. riuscire a capire: n ce se ricca- la carila (rif. alle deiezioni di equini) |
pzza ppi. 2. ricordarsi: num maric- ~ le ciche | (iron.) ndu vae cul guante?
capzzo ppi, non me ne ricordo. ariccjja li strnze? | la mammana aric-
aricapicce, v. intr., capirci di nuovo: ari- cojjva l fijje (assisteva la puerpera nel
cicapscio pco. parto) | lo vanna rreccjje col cucchja-
aricapit, ricapit, v. intr., capitare di rino sttal pnte (mdd. rif. ad un sui-
nuovo: quannaricpito da qulle parte, cida) | quanno sariccjje l fino, ce se
te vngo a ttrva | se mmaricpite, va col rastrllo, l vrzo de le prse, de le
marif, alla prossima occasione riscuo- passate, sammontina da du parte, se fa
ter il tuo debito | cha daricapit stto n cavallne m mo, e ddppo qullo
sta capplla! te sistmo io, dovrai prima ce se fa l mucchjo | riccjje le grgne |
o poi ricapitarmi a tiro, allora mi rifar raccjja le castagne | ~ la spiga, spigo-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
138

lare | anntta rraccjje lste pprsto, ariccont: raccont.


sinn ppiovva (rif. al fieno) | ha rric- ariccontafvole, s.m., fandoniere.
crto m p de stracce, pe ddalle ma lo ariccontino, s.m., persona che riferisce ad
stracciarlo | riccjje lo sciamo, far en- altri, pettegolo.
trare lo sciame migrante in una nuova ariccnto: riccnto.
arnia. 2. riprendere: ~ fiato. 3. chiamare ariccrta, raccrta, riccrta, s.f., 1. rac-
a s in paradiso: Madnna mia, ariccoj- colta: chjama a rriccrta. 2. raccolto
jteme! || v. intr., porgere orecchio a pet- agrario: ll~ p sse bbna e pp sse
tegolezzi || Forme: Ind. pres. 2 riccjje; msera. 3. msse.
3 ariccjje, riccjje; 5 ariccojjte; 6 ariccudin, ariccutin, raccutin, riccu-
ariccjjono, raccjjono | impf. 3 aric- din, riccutin, v. tr., 1. mettere in or-
cojjva, raccojjva | perf. 3 ariccrze, dine. 2. riunire: ariccudin ss l branco
riccrze | fut. 5 ariccojjarte || P. pass. di li pcore. 3. raccogliere: ~ n fasctto
ariccrto, raccrto, riccrto. de frasche scche di fratta, pappicci l
ariccojjamunnzze, riccojjemonnzze, fco. 4. risparmiare. 5. procurarsi, rime-
s.m., pattumiera. diare.
ariccjje: ariccjja. ariccumannasse: ariccomannasse
ariccojjitccio, raccojjitccio, s.m. coll., (vd. ariccomann).
1. casco; frutta un po guasta, che si rac- ariccummann: ariccomann.
coglie da terra. 2. cose scadenti || agg., ariccummannasse: ariccomannasse
raccogliticcio. (vd. ariccomann).
ariccomann, ariccummann, racco- ariccunn, v. tr., condire di nuovo.
mann, raccommann, riccummann, ariccutin: ariccudin.
v. tr., raccomandare || ariccomannasse, aricle: arecli.
ariccommannasse, ariccumannasse, aricerc, ricerc, v. tr., 1. ricercare. 2. spi-
ariccummannasse, raccomannasse, ric- golare grappolini superstiti a vendem-
comannasse, ricommannasse, v. intr. mia ultimata: dppo sdivignato, ce se
pron., raccomandarsi: me raccomanno passava rricerc | dppo chvono fi-
man tutte vantre | tcca ~ man tutte nito, che l padrne de la vigna va fi-
cme la Madalna | mariccomanno, nito de raccjje lluva, venva sta
sta ttnto a le mchine! | vatta rricco- ggnte a rricerc. 3. andare alla busca
mann ma ssam Magara! | sariccum- (di castagne, olive, nocciole).
mann ma ssantAntgno | ~ llnema | aricercjjla, aricercatra, s.f., (raro)
mdd. tariccommanni a ssam Bene- spigolatrice di frutta.
dtto, se nom pijja di vrde pijja di aricercatccio, ricercatccio, s.m. coll., 1.
scco (rif. allinnesto). grappolini spigolati: l vino dell~ ce fa-
ariccomed, ariccommed, ariccomod, cvono l bignzo pe ccasa. 2. frutta rac-
v. tr., 1. accomodare di nuovo. 2. rac- colta nella busca.
conciare un oggetto rotto. aricercato, agg., 1. oggetto di indagini. 2.
ariccommannasse: ariccomannasse che ha troppe eleganze.
(vd. ariccomann). aricercatra: aricercajjla.
ariccommed: ariccomed. aricva: ricve.
ariccomod: ariccomed. aricve: ricve.
Vocabolario
139

arichjam, richjam, v. tr., 1. chiamare a ariconoscnza: aricunoscnza.


s. 2. richiamare alle armi: llarichja- ariconscia: ariconsce.
mrno stto ma llarme. aricont, v. tr., contare di nuovo.
arichjapp, v. tr., prendere di nuovo, ri- aricontata, s.f., atto di contare di nuovo.
afferrare. ariconven, v. intr., convenire di nuovo.
arichjde, richjde, v. tr., 1. chiedere nuo- ariconzol: aricunzul.
vamente. 2. chiedere la restituzione di ariconzolasse: aricunzulasse (vd. ari-
qualche cosa. 3. far richiesta. cunzul).
arichjude, richjude, v. tr., richiudere. aricopi, v. tr., 1. ricopiare. 2. imitare il
aricicci, ricicci, v. intr., 1. germogliare linguaggio altrui: lo sa ~ a la pirfiz-
di nuovo (spec. della patata). 2. spun- zine.
tare di nuovo (di vegetazione). 3. (fig.) aricopiatccio, s.m., (dispr.) ricopiatura.
ricomparire, ripresentarsi. aricopino: ricopino.
aricinfola, ariciffola, inter., dagli di aricopr: arigopr.
nuovo! aricrco, ricrco, s.m., tralcio propaggi-
aricionfol, v. intr., 1. ripetere. 2. spette- nato || p. pass. e agg., abbattuto a terra
golare. dalle intemperie: l grano ra tutto ~,
aricit, ricit, v. tr., recitare. tutta na lstra.
ariciffola: aricinfola. aricord, aricurd, ricord, v. tr., ricor-
ariclam, riclam, v.intr., 1. reclamare. 2. dare: n temporale di qulle chi ssi fan-
(fig., scherz.) borbogliare: sentva chi li naricord || aricordasse, arecordasse,
bbudlla ariclamveno. aricurdasse, recordasse, v. intr. pron.,
aricce, v. tr., cuocere di nuovo. ricordarsi: aricrdete!, bada! | recr-
aricol, v. tr., filtrare di nuovo. dete!, id. | aricrdetele! | aricordmese!
aricomenci: rincominci. | si nnaricord | ti nnaricrde? | vi
aricominci: rincominci. nnaricurdate | me sarecrda cme
aricompenz, v. tr., ricompensare: l Zi- fusse jjre, lo ricordo benissimo | famo
gnre taricompnze! daricordasse al momnto ggiusto! |
aricompne, v. tr., ricomporre || aricom- gnuno si nnaricrda, ognuno se ne ri-
pnese, v. intr. pron., ricomporsi. corda | aricrdete che sse tte caritrvo
aricompr, v. tr., comprare di nuovo. la paghe | num maricrdo manco
ariconcijj, v. tr., riconciliare. qullo chh mmagnato a ppranzo, ho
ariconsce, areconsce, ariconscia, ari- la memoria molto labile || Forme: Ind.
cunsce, riconscia, v. tr., 1. ricono- pres. 1 aricrdo; 2 aricrde; 3 arecrda,
scere: nun volvono aricunscelo. 2. aricrda; 5 aricordate, aricurdate | perf.
legittimare un figlio naturale. 3. rispet- 3 aricord | fut. 5 aricordarte | 6 ari-
tare: nariconsciono ppi gnuno || cordaranno | Imper. 2 aricrdete.
Forme: Ind. pres. 1 aricunscio; 6 ari- aricordanza: ricurdanza.
consciono | impf. 3 aricunusciva; 6 aricordatro, aricurdatro, ricordatro,
arecunuscveno | perf. 3 ariconbbe; 6 agg., 1. memorabile. 2. solenne: do-
aricunuscinno | fut. 5 ariconosciarte | mane ffsta aricordatra | la cccia se
Cong. impf. 3 ariconoscsse | P. pass. magnava na vrta llanno pe le fste ri-
aricunusciuto. cordatre. 3. (antifr.) di avvenimento
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
140

negativo che lascer brutto ricordo. aricurdatro: aricordatro.


aricrre, aricurre, ricrre, v. intr., 1. cor- aricurre: aricrre.
rere di nuovo: aricurze sbbeto a Vvi- aricurvo, agg., ricurvo.
trbo. 2. ricorrere. aricustru, ricustruv, v. tr., ricostruire.
aricorrnza, s.f., ricorrenza. arid, ared, rid, v. tr., 1. restituire: ri-
aricovar, v. tr., ricoverare: llaricova- djjele! | te llha rridate mae l qua-
rnno al cronicrio || aricovarasse, ri- trine? s, ncartate ma na fjja de
covarasse, v. rifl., 1. ripararsi, mettersi rosmarino | se p ssap qquanno me
al riparo: pive frte, toccar ~ da quar- llaredae qulle quatrine? 2. dare di
che pparte. 2. entrare in ospedale. nuovo || ~ arrto, ~ additro, v. intr., tor-
aricovarato, s.m., chi ricoverato: llari- nare indietro: li ggnte aridveno arrto
covarate dilluspzzio. | aredide additro e annide m piazza.
aricvero, aricvro, ricvro, s.m., rico- aridacapo, inter., di nuovo daccapo!
vero. aridajje, aredajje, ridajje, inter., dagli di
aricvro: aricvero. nuovo!: (scherz.) aridajje!, snte ch
aricquist, v. tr., riacquistare. ddrce.
aricram: recram. ariddiricchjasse, v. rifl., rannicchiarsi di
aricrsce, v. intr., 1. ricrescere. 2. ripren- nuovo.
dere a germogliare || Forme: Ind. pres. 6 ariddopr, v. tr., adoperare di nuovo.
aricrsciono | impf. 6 aricrescvono | ariddtta, s.f., riddtto1, s.m., 1. riunione
perf. 3 aricrisc | P. pass. aricrisciuto. chiassosa: famo ll~ de li fijji. 2. luogo
aricuc, v. tr., cucire di nuovo. di raduno: qullo l ~ del vagabbnne.
aricucita, s.f., atto di ricucire alla meglio. ariddtto: aredtto.
aricuminci: rincominci. aridduce, ariddcia, reduce, ridduce, ri-
aricunfrunt, v. tr., controllare di nuovo. duce, ridcia, v. tr., ridurre: se menava
aricunsce: ariconsce. de fianco, sallisciava, pe ff aridduce l
aricunoscnza, ariconoscnza, s.f., rico- cannaccio a ppezztte | llhannarid-
noscenza. dtta m parmo | ~ a stracca bbrache,
aricunzol: aricunzol. sfinire | ~ m pzzico, annichilire | ~ cn-
aricunzul, ariconzol, aricunzol, con- nere ppanne sprche, rendere malcon-
zol, cunzol, cunzul, riconzol, v. tr., cio | lo fa ridduce ma m brchjo de
consolare: vne qqu, te conzlo io!, nce, lo mortifica | rridtto n zal-
(antifr.) ti sistemo, ti picchio || aricun- laro (con il vestito sporco e in disor-
zulasse, ariconzolasse, conzolasse, cun- dine) || ariddcese, ariddusse,
zolasse, riconzolasse, v. rifl., consolarsi: aridcese, riddcese, ridcese, v. rifl.,
si cunzla vvdelann vvia | li tcca 1. ridursi: cme te se aridutto! | ~ pe la
conzolasse collajjtto (di magra con- carit, finire in miseria | maridduco
solazione) || Forme: Ind. pres. 1 con- smprallrtimo momnto a ff le cse
zlo; 3 cunzla | perf. 4 sariconzo- | sariddusse plle ssa, divenne ma-
lssemo | 6 saricunzolnno. grissimo | sra ariddutto male na
aricurd: aricord. massa, era ridotto malissimo. 2. rinca-
aricurdasse: aricordasse (vd. ari- sare || Forme: Ind. pres. 1 aridduco, re-
cord). duco; 3 aridduce; 6 ariddciono | perf.
Vocabolario
141

3 ariddusse | P. pass. ariddtto, arid- arsce bbne | arescito male. 3. ri-


dutto, aridtto, aridutto, riddtto, rid- sultare, fruttare: sta cccia nun rsce
dutto | Ger. riducnno. tanto (alla cottura) || Forme: Ind. pres. 1
ariddcia: aridduce. arscio; 3 arsce, rsce; 4 ruscimo |
ariddusse: ariddcese (vd. ariddce). impf. 3 aresciva | perf. 6 ruscinno | P.
arid, rid, v. tr., 1. dire di nuovo. 2. ri- pass. arescito, aruscito.
portare, spettegolare: llaridice smpre arssa: arsse.
le cse. 3. ripetere: varidico curggio! arsse, arssa, v. intr., esser di nuovo:
| si lu fce arid | sintiva li prdeche, chi arismo da capa dddece, siamo dac-
pp ssa aridiciva pare pare spiccicate. capo | arreno ll, erano daccapo ||
4. criticare: cha ssmpre da rid. arissece, esserci di nuovo: aricra |
aridivent, v. intr., diventare di nuovo. ariciaric (scherz.), c di nuovo per
aridtto: aredtto. due volte consecutive | caradra |
aridcese: ariddcese (vd. ariddce). carismo v!, siamo di nuovo daccapo,
aridun, ridun, v. tr., 1. raccogliere. 2. guarda!
riunire: aridneno l branco || aridu- arif, ref, rif, v. tr., rifare: arif l ltto,
nasse, v. rifl., riunirsi: saridunrno mal riordinare il letto | (scherz.) ten, arifa-
vcolo | gni sra saridunveno na cteve llcchje! (detto mostrando
massa di ggnte. q.cosa) | arif la fratta, infittire la siepe
aridunata, s.f., riunione, raduno. con spine | si sse rppe, n fa gnnte,
aridutto: aredtto. llarifacmo nvo | n vestito arifatto da
ari, inter., voce per cacciare le pecore. uno vcchjo, cucito con la stoffa di un
arcco, rcco, avv., ecco di nuovo: ~ altro vecchio | carne arifatta cu le patate,
questue | mdd. ~ llacqua, ecco di ripassata in padella | corcasse sul made-
nuovo quel noioso | rccheme, eccomi razzo rifatto (la cui lana stata allargata)
di nuovo | arcchete, rcchete, eccoti | se m pidcchjo rifatto e ttanto bbasta
di nuovo | arccolo, rccolo, rc- || arifasse, rifasse, v. rifl., 1. vendicarsi:
chelo, eccolo di nuovo | arccala | mha ddato na fregatura, mapr mi s
arcchece | arcchele, eccoli, eccole arifatto. 2. rimettersi alla pari, compen-
di nuovo. sarsi: mte fatto spnna trppo, vorr
arieggi, v. intr. impers., spirare leggero ddi che ssarifarmo nantra vrta. 3.
di vento. pavoneggiarsi: se narif. 4. rifarsi: sari-
arjjo, avv., ecco di nuovo: arjjolo | facveno cristiane co la crsema | ari-
arjjele. fasse la bbcca, ingerire un cibo dolce |
aremp: emp. rifasse vivo, ricomparire || arifacce, v.
arentr, arijjentr, arrijjentr, v. intr., ri- intr., ripetere: carifae? | e ccarif, snte
entrare: arntra l patre da guern l zu- ch ddrce | nu jje bbasta, carifamo ||
maro | arentrvana ccasa | arifacce, inter., ridagli!, ripeti! || Forme:
arijjentrssemo al pase. Ind. pres. 1 arif; 4 arifacmo; 6 arif-
aresc, arusc, resc, rusc, v. intr., 1. ri- ceno | impf. 6 arifacveno | P. pass. are-
uscire: ndifcele, num marsce. 2. fatto, rifatto | Ger. rifacnno.
dare buon risultato: l lavro nu llare- arifardisse, v. intr. pron., tirarsi indietro:
sciva | f rresc l lavro | l lavro n tarifard! | s arifardito allrtemo
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
142

momnto. intr., riflettere: ariflettmece bbne! |


arifatto, rifatto, agg., 1. raffermo: c rri- arifrttece spra! | a rreflttece bbne,
masto slo l pane ~ de jjre. 2. rassere- nun convne || Ger. arifrettnno.
nato: (prov.) tmpo ~ di ntte, nun dura. arifnne, v. tr., fondere di nuovo || Forme:
3. scardassato di nuovo (rif. a mate- P. pass. arifuso.
rasso). ariform, v. tr., dichiarare inabile al ser-
ariferr, riferr, v. tr., 1. fissare di nuovo vizio militare.
il pezzo dacciaio su un attrezzo. 2. ri- arifornito, agg., rifornito.
fare il filo di un attrezzo. 3. ferrare di arifreddatura, s.f., raffreddatura.
nuovo: ce llhae portata rriferr l zu- arifreg, v. tr., fregare di nuovo || ari-
maro? frga, inter., dagli di nuovo!, insisti!: ~
ariffigurasse, vd. rafficur. la tpa! | ~ l zantaro! (espr. di fastidio).
ariffil, arifil1, v. tr., 1. diminuire di arifresc, arinfresc, rifresc, rinfresc,
spessore. 2. affilare di nuovo. v. tr., 1. rendere fresco. 2. dar sollievo.
ariffreddasse, rifreddasse, v. intr. pron., 3. rinnovare: l cumpare e la cummare
raffreddarsi: s tutto sudato, tariffrdde arinfrescveno la cumparanza. 4. arieg-
| s rrifreddato. giare: mtte l vestite a ppijj llaria, pe
arifiat, rifiat, v. intr., 1. respirare: n rrinfrescalle. 5. scerbare una seconda
zarifiata gge, co sto callo. 2. parlare: volta: ce se ripassa co n lavro pi lleg-
narifiata, tace. 3. riposarsi brevemente. gro, sarifrsca || v. intr. impers., rin-
4. trovare sollievo da malattia o diffi- frescare, farsi fresco (del clima):
colt: ce llmo fatta, finarmnte sari- comncia rrinfresc || arifrescasse, ri-
fiata, si Ddio vle. frescasse, v. rifl., rinfrescarsi.
arifiatata, s.f., 1. momento di riposo. 2. arifrtte: arifltte.
sollievo. arifrgge, rifrigge, v. tr., 1. friggere di
arifil1: ariffil. nuovo. 2. (fig.) ripetere: qu s ccse
arifil2, rifil, v. tr., appioppare: te rifilo m fritte rrifritte, arcinote.
pappne si nu la smtte | l zu patre li ri- arifriggrio, rifriggrio, s.m., refrigerio:
fil na papagna | llh arifilato m pap- sto venticllo d m p de ~.
pne. arifuggiasse, v. intr. pron., rifugiarsi.
arifinito, rifinito, agg., 1. elegante: si la arifur, rifur, v. intr., 1. avere uno
volmo d ppi rrifinita, se vogliamo sbocco: qu ad na strada charifura,
esprimerci correttamente. 2. molto con uscita | qulla d, arifura sto v-
abile, esperto: n artista ~. 3. esatto: n colo?, signora, ha uno sbocco questo vi-
lavro ~. colo? 2. penetrare: le grgne s mmsse
arifinitura, s.f., rifinitura. male e llacqua rifura fino a ffnno
arifior,v. intr., rifiorire || Forme: Ind. fut. (nella bica).
6 arifiorisciaranno. arigal: rigal.
arifir, v. tr., riferire || Forme: Ind. pres. 1 arigalo: rigalo.
arifirscio | impf. 3 arifiriva. ariggett, riggett, v. tr., vomitare.
arifiut: rifiut. ariggir, riggir, v. tr., 1. interpretare:
arifltte, arifrtte, refltta, refltte, ri- ariggira smpre le cse cme li pare. 2.
fltte, rifrtte, v. tr., rispecchiare || v. girare, muovere in circolo. 3. raggirare
Vocabolario
143

|| v. intr., 1. circolare in pubblico di nuovo.


nuovo. 2. funzionare di nuovo: llurlg- arilass, v. tr., lasciare di nuovo.
gio pot ~ cme pprima || ariggirasse, arilav, v. tr., lavare di nuovo.
areggirasse, v. rifl., voltolarsi nel letto. arileg, v. tr., 1. legare di nuovo. 2. rile-
ariggiratre, s.m., ingannatore. gare un libro.
ariggistr, reggistr, riggistr, v. tr., re- arilgge, arilggia, relgge, v. tr., rileg-
gistrare. gere || Forme: Ind. pres. 1 relggio | Ger.
ariggi, inter., gi di nuovo! arileggnno.
ariggiunt, v. tr., aggiuntare di nuovo. arilggia: arilgge.
arignignolito, rignignolito, agg., 1. rim- arilegrasse: arillegrasse (vd. aril-
becillito. 2. rattrappito. legr).
arigopr, aricopr, arigrop, arigrup, v. ariltta, riltta, s.f., 1. rilettura. 2. ripasso
tr., ricoprire: ~ l zme cu la zzappa, zap- della lezione.
pando | ~ li magagne, nascondere le ma- arilev, v. tr., togliere di nuovo.
lefatte | a la sra llarigropveno l fco, arilevato, arillevato, rilevato, agg., 1.
(ricoprivano la brace con la cenere) || pronunciato, sviluppato: si la vde, na
arigoprisse, arigrupisse, v. rifl., rico- dnna cor ptto rilevato. 2. cresciuto ra-
prirsi: mdd. si v arigrup cu li pnne pidamente: n regazzo bbll~ s ffatto.
dil pavne, vuole farsi bello, attribuirsi 3. elevato. 4. ben pasciuto, florido.
meriti che non ha | (d.) gnuno sari- ariliggiso (raro), riliggiso, agg., reli-
grpe cu li su panne, ciascuno se la gioso.
cava da solo | ita male, ma ssarigpre arilquia, relchja, rilchja, s.f., reliquia:
co le su frnne || Forme: Ind. pres. 3 ari- ssa lo tne cme na rilchja l marito,
gpre, arigrpe | impf. 6 arigropveno | oggetto di ogni sua cura | ten na csa
fut. 3 arigropar | P. pass. aricoprto | pe rrelchja, (iron.) non utilizzarla.
Ger. arigoprnno. arilitec, v. intr., litigare di nuovo: se
arigrop: arigopr. snte chariltecheno nantra vrta.
arigrup: arigopr. arill arrell.
arigrupisse: arigoprisse (vd. ari- arillegr, arilligr, rillegr, v. tr., ralle-
gopr). grare || arillegrasse, arilegrasse, arilli-
ariguard, riguard, v. intr., 1. guardare grasse, v. intr. pron., rallegrarsi ||
di nuovo. 2. rispettare: la bbiffa vor- Forme: Ind. pres. 6 arillgreno.
rbbe d, la mettvono su m prato, per- arillegrata, rillegrata, s.f., 1. festa, ban-
ch dovva sse riguardata, che n ce chetto. 2. merenda tra amici.
dovsse pascol nnessuno (a proposito arillegrato, agg., 1. rallegrato. 2. (fig.,
del divieto di pascolo). 3. concernere: rec.) alticcio.
nun z ccse che llarigurdono qu || arillevato: arilevato.
riguardasse, v. rifl., aver cura di s. arilligr: arillegr.
arigulzzio: ligorzzio. arilligrasse: arillegrasse (vd. arille-
arijjemp: emp. gr).
arijjempisse: empisse (vd. emp). arillustrato, agg., lucido.
arijjentr: arentr. ariluccic, v. tr., lucidare, far splendere.
arilamp, v. intr. impers., lampeggiare di ariluce, v. intr., risplendere: carilucveno
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
144

du cchje nre | si bbllo, ma nariluce!, (prov.) a ttutto sarimdia, mno cha la


(iron.) sei bello, ma non sei trasparente! mrte || Forme: Ind. pres. 2 arimdie; 3
(si dice a chi si para davanti, impedendo arimdia; 4 arimediamo | impf. 6 ari-
la vista) | mdd. nun ttuttro qullo medivono | fut. 1 arimediar | P. pass.
chariluce, lapparenza inganna. rimediato.
arilucnte, agg., splendente. arimediato, aremediato, agg., rimediato:
arimagn, rimagn, v. tr., mangiare di ad na csa arimediata la mjjo.
nuovo: reg, ppive. arimagnamo! || arimdio, s.m., rimedio.
arimagnasse, remagnasse, v. intr. pron., arimeret, v. tr., ricompensare: san Fran-
ricredersi: ~ la parla | remgnete csco varimrete! (espr. di ringrazia-
qullo chha dtto! mento per un atto di misericordia) | Dio
ariman: areman. varimrete!
arimann: aremann. arimescol, v. tr., rimescolare.
arimargen, remargin, v. intr., rimargi- arimtta, aremtte, arimtte, remtte, ri-
nare || arimargenasse, v. intr. pron., ri- mtte, v. tr., 1. mettere di nuovo: vula
marginare. arimettllo a sssto, in sesto | ~ li cse
arimaritasse, v. rifl., maritarsi nuova- a ppsto | arimise la cannlla, infil di
mente, passare a seconde nozze. nuovo il rubinetto della botte | toccava
arimbambimnto, s.m., rimbambimento. arimttala stto, immergerla di nuovo
arimbambisse, v. intr. pron., rimbambire. (rif. alla canapa). 2. perdere: carimise
arimbarz, rimbarz, v. intr., rimbalzare. la vita | mica che ccbbia remsso a
arimbecc, rimbecc, v. tr., ribattere, re- vvnnelo | mdd. carimtte pzze on-
plicare vivacemente. gunto, tutto. 3. immagazzinare: l grano
arimbicillito, agg., rimbecillito. sarimettva drnto ma la stnzia. 4. ri-
arimbocc, arembocc, rimbocc, v. tr., mettere, rinchiudere: arimettmo la m-
1. rimboccare. 2. colmare un recipiente: china, ch mmjjo | v ~ le bbstie
llacqua di la callara saddoprava pe ~ (nella stalla). 5. raccogliere, ritirare in
la pila de li fscole (rif. al lavoro nel casa: ~ li panne stse || arimttese, v.
frantoio). rifl., 1. rimettersi: ~ a ccurra. 2. ritirarsi
arimbomb: aribbobb. allinterno: sarimsero dntro. 3. rinca-
arimbosc, v. tr., rimboscare. sare. 4. migliorare: ~ m palla, ristabilirsi
arimbott, v. tr., travasare vino. | veggarae che l tmpo se rimtte m p,
arimbrac, v. tr., mettere un palo di so- dppo arivne cme pprima || Forme:
stegno sotto i rami carichi di un albero. Ind. pres. 3 arimtte, rimtte | impf. 3
arimbrojjasse, v. intr. impers., annuvo- arimettva; 4 arimettmmo | perf. 3 ari-
larsi, guastarsi di nuovo (rif. al tempo). mise; 4 arimettssemo; 6 arimsero |
arimedi, remedi, rimedi, v. tr., 1. ri- Imper. 4 arimettmo | P. pass. remsso.
mediare, raggruzzolare: le spigarle arimtte: arimtta.
arimedivono na manciata de grano | arimir, rimir, v. tr., 1. ammirare. 2. fis-
(scherz.) arimediamo? (detto a chi va sare: ma sbrghete, chiss charimire!
alla cerca). 2. trovare: pure tu ha rime- arimmaricasse, v. rifl. pron., rammari-
diato bbne. 3. buscarne: sta ttnto carsi.
charimdie! || v. intr., portare rimedio: arimmenn1, rimmenn, v. tr., emendare,
Vocabolario
145

convertire, salvare || arimmennasse, v. far ~ | me fa ~ l magn || arimpnese,


rifl., emendarsi, pentirsi. rimpnese, v. intr. pron., andare di tra-
arimmenn2, v. tr., rammendare. verso: me s arimpsto l damagn.
arimmentasse: rimmentasse (vd. rim- arimprorito, rimprorito, agg., 1. inci-
ment). trullito. 2. infreddolito. 3. acciaccoso,
arimmteca, s.f., aritmetica. malaticcio. 4. trasognato.
arimminchjonito, agg., (euf.) rimbecil- arimprovar, rimprovar, rimprover, v.
lito, rimminchionito. tr., 1. rimproverare: llarimprovarava
arimodern, arimudern, rimodern, v. smpre la su nnna. 2. (fig.) provocare
tr., 1. rimodernare. 2. modificare un ve- rigurgiti di stomaco: ma mm l peparne
stito vecchio: li dnne sposate arimu- a ccna me rimprverono, ce lu sae.
dernveno llbbito nro. arimucin, rimucin, v. tr., 1. rovistare:
arimodernata, rimodernata, s.f., rimo- arimucnete ll ppe le sacccce! 2. per-
dernatura: li danno na rimodernata quisire || v. intr., (fig.) borbogliare: tari-
comad. mucina nel crpo dppo magnato.
arimont, v. intr., montare di nuovo: ari- arimudern: arimodern.
mont sul zomaro e ppart. arimulin, rimolin, rimulin, v. intr.,
arimorchjatre, s.m., (raro) rimorchia- vorticare.
tore. arimunito, agg., 1. striminzito. 2. dive-
arimve: aremva. nuto corto (di vestito).
arimvese: aremvese (vd. aremva). arinasce, arinscia, rinasce, v. intr., rina-
arimpatri, v. intr., rimpatriare. scere: me snto ~, me pare dssarinato
arimpenn, rimpenn, v. intr., rinvigo- | me snto rinato co sta bbevuta dac-
rire, tornare in buona salute dopo una qua frsca.
malattia: ha rrimpennato l compare, ha arinscia: arinasce.
visto? arincappell, rincappell, v. tr., correg-
arimpertic, rimpertic, v. intr., rinvigo- gere la qualit del vino: sarincapplla,
rire, tornare in buona salute dopo una quanno l vino vizziato se ripassa su la
malattia. vinccia ggivene.
arimpiagne, rimpiagna, rimpiagne, v. tr., arincar, v. tr., aumentare il prezzo di
rimpiangere: lo rimpiagneranno tutte, q.cosa || v. intr., aumentare di prezzo.
veggarae. arincarc, v. tr., pressare materiale.
arimpiazz, rimpiazz, v. tr., sostituire: arincarci, v. tr., impagliare di nuovo un
na filagna vcchja sarimpiazzava. mobile.
arimpiccol, rimpiccol, v. tr., rimpiccio- arincart, v. tr., avvolgere nella carta:
lire: va da ~ n vestito da mo e rrifallo arincrtala mjjo!
pe n fijjo. arincarzatura, s.f., rincalzatura di una
arimpinzasse, v. tr., rimpinzarsi. pianta.
arimpna: arimpne. arincas, v. intr., rincasare: a la sra nu li
arimpne, arimpna, rimpne, v. intr., pare mae ra d~.
andare di traverso (detto del cibo): co arincazzomattito, agg., strambo: cva l
sta lagna me lo fae ~ sto bboccne | mi ciarvllo m p ~, chi lu faciva raggion
llte fatta arimpna sta marnna | te la cme li pariva.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
146

arinchjuda: arinchjude. spce la sra.


arinchjude, arenchjude, arinchjuda, ren- arinfardisse, v. intr. pron., ricredersi.
chjude, rinchjude, v. tr., 1. rinchiudere. arinfortezz, v. tr., 1. rinforzare, aumen-
2. ricoverare in un ospizio: s vvcchja, tare la gradazione: llarinfortezzamo l
ma l fijje nun dcheno darinchjdeme vino, quanno lo spaccamo. 2. fortifi-
|| arenchjdese, v. rifl., rinchiudersi || care: sbboto arinfortzzano tutte l
Forme: Ind. perf. 6 arinchiudnno | P. mure || arinfortezzasse, v. intr. pron., rin-
pass. arinchjuso, renchjuso. forzarsi: l facchine sarinfortezzrno cul
arinchjuso, agg., segregato. vino e m maritzzo.
arincojjombolito: arincojjommelito. arinforz, rinforz, v. tr., rinforzare ||
arincojjommelito, arincojjombolito, arinforzasse, v. intr. pron., rinforzarsi.
arincojjommolito, agg., (euf.) rimbecil- arinfresc: arifresc.
lito, rimminchionito. arinfrescata, rifrescata, rinfrescata, s.f.,
arincojjommolito: arincojjommelito. 1. pioggerella estiva: na bblla ~ fa-
arincojjonito, arencujjunito, arincujjo- rbbe bbno pi la campagna. 2. lavora-
nito, rincojjonito, rincujjonito, agg., 1. zione superficiale con laratro. 3. atto di
stordito. 2. rimbambito. 3. arterioscle- rinfrescare || dim. rinfrescatina.
rotico. arinfrescato, agg., affrescato: c l zuf-
arincoll, v. tr., riprendere in spalla: fitto ~ ch na bbellzza.
qullo, quanto sarinclla l pacco e aringalluzzisse, v. intr. pron., riconfor-
cchjappa via. tarsi.
arincompnza, rincumpnza, s.f., ricom- aringiovan: ringiovan.
pensa. aringomm, ringomm, v. tr., cicatrizzare
arincontrasse, rincontrasse, v. tr. recipr., || v. intr., cicatrizzarsi (di taglio su ramo
incontrarsi di nuovo: tarincontrarae o di innesto).
nzime cun ssa. aringommatura, s.f., cicatrizzazione.
arincor: rincor. aringran: ringran.
arincorasse: rincorasse (vd. rincor). aringrazzi, ringrazzi, v. tr., ringraziare:
arincrre, v. tr., rincorrere. Signre, varingrzzio! | aringraz-
arincrza: rincrza. zianno, la rifiutssemo ggintirmnte |
arincrsce, arencrsce, rincrsce, v. intr., cme state? aringrazziamo Ddio! ||
dispiacere: llarincrsce a ttir ffra l Forme: Ind. pres. 1 aringrzzio; 4 arin-
quatrine | marincrsce davro, cumm, grazziamo | perf. 6 aringrazzinno |
ma num pzzo | marincrisca m p a Cong. pres. 6 aringrzzieno | Imper. 4
mmur, gna che ddiche la veret. aringrazziamo | Ger. aringrazzianno.
arincricchjasse, v. intr. pron., piegarsi. arinn, arann, rann, rinn, v. intr., 1.
arincricchjato: rincricchjato. andare di nuovo: io riv n campagna |
arincricchjol, v. intr., rattrappirsi. pe la ntte toccava ~ ff n antro fscio
arincujjonito: arincojjonito. drba | decise darinnallo a ttrva |
arincuminci: rincominci. ggi cci s stato e mm ccariv | gna
arinfacci, rinfacci, v. tr., rinfacciare, charivada al mi pase. 2. tornare: smo
rimproverare || v. intr., provocare rigur- rinnata ccasa prsto || rinnssene, v.
giti di stomaco: la ciplla rinfccia, intr. pron., andarsene di nuovo: se ne s
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
148

rinnate || Forme: Ind. pres. 1 ariv, riv; gliare: sto filo s ttutto arintorcinato |
3 ariv; 4 arannamo, arinnamo | impf. arintorcnelo, s!, (antifr.) bada di non
6 arinnveno | perf. 3 arannide; 4 aggrovigliarlo! 2. attorcigliare: rintorc-
arinnssemo; 6 arinnidono | Cong. nelo s!
pres. 1 arivada | Cond. pres. 1 ranna- arintorcinata, s.f., azione di aggrovi-
rbbe | P. pass. rinnato. gliare.
arinneg, rinneg, v. tr., rinnegare || v. arintorzasse, rintorzasse, v. intr. pron.,
intr., recalcitrare: sta bbstia nun rin- rimporsi di cibo o vino, rimanere nella
nga. strozza: jje sarintorz ma la gla,
arinnomato: arinomato. mmomnte se strzza.
arinnov, rinnov, v. tr., 1. ringiovanire arintron: arentron.
una pianta potandola: pe rrinnovalla, la arintronato, agg., rimbambito.
vita vcchja tcca tajjalla tra le du arinunzi: rinunzi.
trre, riva trppo s senn, sfugge. 2. arinvecchj, rinvecchj, v. tr., stagionare,
sostituire una vite mancante sul filare. invecchiare (rif. a vino): passato
3. imporre al proprio figlio il n. di un llanno, l vino arinvecchjato divnta pi
genitore: adsso n ze rinnvono ppi le bbno.
nme cme na vrta || arinnovasse, v. arinven, rinven, rinvin, v. intr., 1. rin-
rifl., rinnovarsi. venire: arinvinne tuttum btto. 2. am-
arin, inter., no una volta ancora!: ma che morbidirsi, riprendere freschezza: l
n ce snte? te dico ~! pane sdo, se lo riscalle m momnto,
arinomato, arinnomato, agg., rinomato, rinvne | le spighe de grano rinvn-
famoso. gheno la mattina dppo | l carzolaro
arintanasse, arentanasse, rintanasse, v. mtta mmllo la plle e rrinvne | a la
intr. pron., chiudersi in casa, isolarsi: mattina l grano ra m p rrinvenuto. 3.
nun sce mae da casa, sta ssmprarin- dilatarsi (rif. al legno di vasi vinari im-
tanato cme n romito. mersi in acqua). 4. riprendere forza ||
arinterz, rinterz, v. tr., 1. seminare il Forme: Ind. pres. 3 rinvne; 6 rinvn-
grano ogni tre anni. 2. ripetere unope- gheno | perf. 3 arinvinne | P. pass. rin-
razione: sarintrza lladacquatura d venuto.
c llacqua de sopravanzo, si effettua arinverd, v. intr., rinverdire.
unirrigazione supplementare dellorto. arinvrzo (all), loc. avv., alla rovescia:
3. effettuare laratura primaverile. la staggine va ttutta ~ (sulle cattive
arinterzata, rinterzata, s.f., 1. operazione condizioni atmosferiche).
di semina del grano ogni tre anni. 2. ir- arinvigorisse, v. intr. pron., rinvigorirsi.
rigazione supplementare: se d na ~, si arinzecchisse: rinzecchisse.
cce srve. arinzerr, v. tr., rinchiudere.
arintonac, v. tr., intonacare di nuovo: aroc, arivoc, roc, v. intr., ripetere, ri-
sarbbe ra darintonacallo l tinllo. cominciare || arocacce, roccce, v.
arintonacata, s.f., operazione di intona- intr. pron., ripetere unazione, rifarci: e
care di nuovo. mm carche, ci rifai.
arintoppol, v. intr., rintoccare. arioplano: areoplano.
arintorcin, rintorcin, v. tr., 1. aggrovi- aropr: ariapr.
Vocabolario
149

aripag, v. tr., ricompensare. sne se cmbiono, d srvono. se passa


aripar, arepar, v. tr., 1. riparare, ag- a rripezz, quarcuno che ccde prima.
giustare. 2. coprire, proteggere || aripa- la rbba vcchja se lva, ce sarimtte
rasse, v. rifl., ripararsi, proteggersi: bbna. 3. (fig.) rimediare, guarire: na
sarepreno dal frddo. malattia che n zaripzza qulla, ingua-
ariparato, agg., appartato, protetto: an- ribile.
guttala n quarche ssito ~! aripezzata, s.f., azione di arrangiare
ariparl, v. intr., parlare di nuovo: nari- q.cosa alla meglio: li d n~, ggi cche
parlarmo nantra vrta a ccmmido || cci s.
ariparlasse, v. rifl. recipr., tornare a par- aripiagne, v. intr., piangere di nuovo: ls-
larsi, rappacificarsi: srono stizzate e solo st l fijjo, sinn aripiagne.
mm ssariprlono, mno male. aripian, ripian, v. intr., salire di nuovo:
ariparo, s.m., riparo. quanno aripass qqua l trno, aripia-
ariparpasse, v. rifl., tirarsi indietro. nssemo s.
ariparpato, agg., timoroso: stava ll aripiant, v. tr., piantare di nuovo: ari-
tutt~. piantamo l brccole pi ccasa.
aripart, v. intr., partire di nuovo: aripar- aripieg, v. tr., reclinare.
tvemo pariven a ccasa. aripino, agg., ripieno, farcito: ha
aripass, ripass, v. tr., 1. rifinire un la- mmssa ff l cunijjo ~ al frno pe
voro. 2. togliere le femminelle alla vite. ccna.
3. effettuare unoperazione una seconda aripijj, arepijj, ripijj, v. tr., riprendere:
volta: la torcitura la ripassava colluva naripijja fiato, chjcchjara smpre |
vrgene, effettuava una seconda torchia- mdd. ~ ppane, cominciare un lavoro di-
tura, aggiungendovi altra uva | ~ la vi- pendente; tornare a lavorare nello stesso
nccia, versare acqua sulle vinacce, per posto di lavoro || v. intr., rinvigorire:
farne vinello | sto vino aripassato, di llrba scarapata aripijja || aripijjasse,
seconda torchiatura. 4. arare la seconda v. intr. pron., riprendersi || Forme: Ind.
volta. 5. (fig.) sgridare. 6. (fig.) criticare: pres. 3 aripijja; 4 ripijjamo; 6 aripj-
~ le ccce a uno, criticare, dire male di jano, aripjjono | perf. 6 aripijjrno | P.
qualcuno || v. intr., passare di nuovo: pass. ripijjato.
saripassa a rricerc, a spigolare. aripive, v. intr. impers., piovere di
aripassata, ripassata, s.f., (fig.) sgridata || nuovo.
dim. aripassatina. aripne, ripne, v. tr., riporre || prov.: chi
aripassatura, ripassatura, s.f., sfemmi- bbne aripne, bbne ritrva | aripne
nellatura della vite. mtte bbne, chgni csa a llco vne
aripenz: arepenz. || ripnese, v. rifl., nascondersi: ma
aripta, v. tr., ripetere || v. intr., compe- vatta rripne!, smettila!
tere: vacc~ co qquestue, si ss bbravo ariport, riport, ripurt, v. tr., 1. portare
|| Forme: Ger. aripitnno. di nuovo. 2. portare indietro, restituire:
aripezz, ripezz, v. tr., 1. rattoppare: ari- jjh ddtto dariportmmelo domane.
pzzalo sbboto sto strappo! | sto ve- 3. riferire: annvena rriport. ha ntso
stito, si llaripzzo, ncre bbno. 2. d na csa, num p ff mmno, si nu
riparare, aggiustare: ne la vigna l pas- llariccntallaltri || v. intr., 1. fare la
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
150

spia. 2. spettegolare. ariprov, riprov, v. tr., provare di nuovo.


aripos, v. tr., posare di nuovo: llarip- aripul, ripul, v. tr., 1. ripulire: ~ la casa
sono nantra vrta la mchina (rif. alle pe Nnatale. 2. sperperare: se fa pprsto
soste durante il trasporto della macchina a rripul qulle quattro bbcche. 3. vin-
di S. Rosa). cere al gioco: llaripulnno llrteme
ariposasse, areposasse, riposasse, v. rifl., srde | ha rripulito, ha ffatto assospa-
riposarsi: ariposmese m momnto, rcchja. 4. sottrarre con linganno: l
reg! | l tata saripsa mal ltto, ch quatrine mi llte aripulite tutte. 5. vuo-
stracco | si fermnno s dda capo, tare: aripul bbne bbne l capagnne
pariposasse m plo | mi s ariposato e nfino allrtemo fico. 6. mangiare gli
st mmjjo | dppo chvo cantato, avanzi: la ggnte affamata passava a ~
maripos, e ffce du chjcchjere co la tijja dil facile (al frantoio). 7. con-
qqullo che mme stava vecino || Forme: sumare, divorare || aripulisse, ripulisse,
Ind. perf. 1 aripos. v. intr. pron., 1. indossare abiti nuovi:
ariposata, riposata, s.f., il riposarsi: gge saripuliva s ccme m paino cul cllo
famo na bblla ~ || dim. riposatina. pinzo. 2.(fig.) ficcarsi nei guai: te s ari-
ariposino, s.m., sonnellino. pulito l canale, stai fresco. 3. curare la
arippiccicasse, riappiccicasse, v. intr. pulizia personale. 4. agghindarsi, ve-
pron., appiccicarsi di nuovo. stirsi con eleganza || Forme: Ind. perf. 6
arippresent, rapprisent, rippresent, v. aripulinno.
tr., 1. rappresentare: facvono sti puc- aripulimo, ripulimo, s.m., repulisti.
citte, chi arippresentveno l zullne. aripulisti, ripulisti, s.m., repulisti: famo ~
2. significare: e qqu che mmarippre- stasra.
snta?, che importanza ha? 3. simbo- aripulita, ripulita, s.f., 1. ripulitura. 2.
leggiare: rippresnta la pace. (scherz.) azione dindossare abiti nuovi.
arippresent: aripresent. aripulito, ripulito, agg., 1. rifatto: quelue
arippresentazine, rippresentazzine, ad n villano ~, nu lo vgghe? 2. incivi-
s.f., rappresentazione, recita. lito, dirozzato: la ggnte ripulita se ne
ariprnne, riprnna, riprnne, v. tr., ri- sta m p s.
prendere: li sariprse la smagna | ari- aripurificasse, v. rifl., purificarsi di
prse la strada di casa | ~ le majje, nuovo.
rimetterle sul ferro || v. intr. pron., rinvi- ariqqu arreqqu.
gorirsi: ha rriprso via l compare, si ariqullo, pron. dimostr., ancora quello.
ristabilito | mdd. ha ariprso, ha ffatto ariquis, v. tr., (citt.) requisire: rame
cme mmtta lljjo mal lume, ha ri- ffrro llariquisrono tutto, tmpo de
preso vitalit. gurra.
aripresent, v. tr., presentare di nuovo: arireprec, v. tr., ribattere, confutare nuo-
quanto si la vedmo aripresent dda- vamente.
vante || aripresentasse, ripresentasse, v. arirrotol, v. tr., arrotolare di nuovo.
intr. pron., presentarsi di nuovo. arisan, v. tr., risanare.
aripric: areprec. arisap: risap.
aripricacce: areprecacce (vd. arep- arisart, v. intr., 1. saltare di nuovo: ari-
rec). sartssemo qqu. 2. risaltare, sporgere.
Vocabolario
151

arisbruff, v. intr., sbruffare il liquido atto di sciacquare nuovamente. 2. acqua


dalla bocca: me fa schifo quanno ari- in cui si risciacquato q.cosa. 3. (fig.)
sbruffa mal bicchjre (di bevitore in- breve pioggia.
gordo). ariscijje, riscijje, v. tr., sciogliere di
ariscall, riscall, scall, v. tr., riscaldare: nuovo.
scallamo l frno pe cccia | ariscalla arisciutt, v. tr., asciugare di nuovo ||
llacqua! | mdd. a mm la minstra ri- arisciuttasse, v. rifl., asciugarsi di
scallata num me piace (per sconsigliare nuovo.
di riallacciare relazioni interrotte) || v. ariscopr, v. tr., riscoprire.
intr. impers., intiepidirsi: ariscalla ariscta: ariscte.
llria, se sta bbne || ariscallasse, ri- ariscte, ariscta, riscta, riscte, v. tr.,
scallasse, v. rifl., 1. riscaldarsi: ariscl- riscuotere: passa pi le case a rriscta.
lete! | ariscallteve ntrnal fco! 2. ariscrive, v. tr., 1. scrivere di nuovo. 2.
(fig.) immischiarsi, intervenire nella prescrivere di nuovo una medicina: me
discussione. 3. (fig.) adirarsi: ce s llariscrivar, l dottre.
ariscallato pure qullaltro || Forme: ariseguit, v. intr., continuare di nuovo.
Ind. perf. 6 ariscallnno. arisemin, v. tr., seminare di nuovo.
ariscallata, riscallata2, scallata, s.f., arisent, v. tr., sentire di nuovo || arisen-
azione di riscaldare: li damo na scallata tisse, arisentissi, risentisse, v. intr. pron.,
a la pasta de pranzo || dim. ariscalla- 1. offendersi. 2. fare uno scatto improv-
tina, scallatlla. viso. 3. reagire || v. rifl. recipr., avere un
ariscallo: riscallo. nuovo colloquio, incontrarsi di nuovo:
ariscapp, v. intr., 1. uscire nuovamente sarisentimo una de ste sre | allra ari-
fuori: ariscappe di ll. 2. risultare, deri- sentmese! || Forme: Ind. pres. 4 arisen-
vare: m nnata bbne, c ariscappato timo | impf. 1 arisentvo | perf. 3
m bn guadagno. arintse.
ariscass, v. tr., lavorare nuovamente un arisentissi: arisentisse (vd. arisent).
terreno in profondit. ariservato, agg., 1. che ha riserbo, pru-
ariscgne: ariscnne. dente. 2. esclusivo.
ariscnne, ariscgne, v. intr., scendere di arisicato: arrisicato.
nuovo || Forme: Ind. pres. 3 ariscgne | arisida, v. intr., (citt.) risiedere.
perf. 1 ariscnze. arisiment: aresement.
arischjar, arischjar, rischjar, v. tr., ri- arisista: resiste.
schiarare || v. intr. impers., schiarirsi: l arisol, v. tr., 1. risolare: h pprto ~ le
tmpo pare charischjara | cu sta tra- scarpe da Telif. 2. foderare con un
montanlla, arischjara l vino || ari- pezzo di cuoio: mo arisolato la mec-
schjarasse, v. intr. pron., diventare cnica del carrtto.
limpido. arisolf, arisorf, v. intr., ripetere la stessa
arischjarato, agg., illuminato. solfa.
arischjar: arischjar. arison, rison, v. tr., suonare di nuovo ||
arisciacqu, risciacqu, v. tr., sciacquare v. intr., risuonare, echeggiare.
di nuovo. arisorf: arisolf.
arisciacquatura, risciacquatura, s.f., 1. arisort, v. intr., uscire di nuovo.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
152

arisrto, agg., risorto. arissomijj: rassomijj.


arisrve, risrve, v. tr., risolvere || arisr- arissomijjanza: rissumijjanza.
vese, v. intr. pron., concludersi: sari- arissomijjasse: rassomijjasse (vd. ras-
sorvva smpral cntro (rif. al somijj).
carnevale). arissumijj: assomijj.
arispacc, v. tr., arare una seconda volta arissumijjanza: rissumijjanza.
in senso trasversale: dppo, c dd ~ l arist: rist.
cijjo. aristabbilisse, v. intr. pron., ristabilirsi,
arispammi: aresparammi. recuperare la salute.
arispanne, v. tr., spandere di nuovo. aristacc, v. tr., staccare di nuovo: ari-
arisparammi: aresparammi. stcchelo ggi, che mme srve!
arisparmi: aresparammi. aristagn, v. tr., stagnare di nuovo un re-
arispecchj, v. tr., riflettere unimmagine cipiente: l callarllo llhanno arista-
|| arispecchjasse, v. rifl., riflettersi. gnato, ra ra, era tempo di farlo.
arispett, rispett, v. tr., rispettare: le aristensse, ristensse, v. intr., astenersi
ggnte granne prima llarispettveno, (spec. dal vino).
mica cmadsso | lo rispttono tutte | aristenuto, agg., 1. che ha riserbo, pru-
arispettanno llulivte, vanna bbusca, dente. 2. impacciato. 3. astemio.
vanno ovunque alla ricerca di frutta ca- aristituv: ristitu.
duta, tranne che negli oliveti. aristizzasse, v. intr. pron., 1. offendersi
arispir: rispir. nuovamente. 2. rompere di nuovo i rap-
arispiro: rispiro. porti di amicizia.
arispnna: rispnna. aristograzza, s.f., (citt.) aristocrazia.
arispnne: rispnna. aristnfolece, inter., ridagli!
arisporc, v. tr., sporcare di nuovo: vo aristoppi, v. intr., seminare il grano una
pulito tanto bbne stamattina, te a- seconda volta nello stesso campo.
risporcato sbboto. aristor, ristor, v. tr., 1. ristorare. 2. dare
arisporvar, v. tr., spolverare di nuovo. sollievo: l barlzzo, sra frsco, tari-
arisposasse, risposasse, v. rifl., unirsi in storava. 3. (fig., antifr.) sgridare:
seconde nozze: sarisposveno dppo quanno li cpete, taristra l ggiubbino,
quarche mmse ppure. ti sgrida || aristorasse, v. rifl., ristorarsi
arisprnne, resplnne, risplnna, || Forme: Cong. impf. 1 aristorasse.
risprnne, v. intr., risplendere. aristorata, s.f., azione di provare sol-
arisput, risput, v. tr., sputare fuori || v. lievo.
intr., trasparire: sta vernice vcchja ari- aristorato, aristurato, ristorato, agg., 1.
sputa, n c dda f gnnte. contento. 2. sollevato, riconfortato: qur
arisquajj, v. tr., fondere di nuovo: tocc porccio si sar ntso ~, chi vvi pare.
arisquajjallo l campanne. aristrgne, aristrigne, ristrgna, ristr-
arissegnasse, v. intr. pron., rassegnarsi: li gne, v. tr., 1. stringere: tcca ~ l cer-
tocc ~ pure sso | oramae se sar aris- chjne a li rte del carrtto | se va a
segnato, che ddiche? rristrgna l parentato, quanno se com-
arisseren, v. intr. impers., rasserenarsi: bina pe le nzze. 2. riunire || v. intr.,
me sa charisserna sto tmpo. concludere: ristrgne s, che ffinimo! ||
Vocabolario
153

aristrgnese, v. intr. pron., restringersi. aritrpico: ritrpico.


aristrtto: ristrtto. aritrov: ritrov.
aristrigne: aristrgne. aritrovasse: ritrovasse (vd. ritrov).
aristurato: aristorato. aritrovato, s.m., 1. scoperta. 2. ritrovato ||
aris, inter., 1. suvvia! 2. ridagli!: (mdd. agg., 1. risparmiato: s ttutte srde ari-
scherz.) ~, la mi commare! trovate. 2. disboscato: n terrno ~.
arisuluto, agg., deciso. aritrvo, s.m., 1. luogo di ritrovo: n ~ de
arisumijjasse: rassomijjasse (vd. ras- vagabbnne. 2. riunione.
somijj). aritruv: ritrov.
arisurt, aresurt, risurt, v. intr., risul- ariturn: aritorn.
tare: risurtnno tutte bbrave. ariturutut, inter., espr. di fastidio usata
arisuscetato, arisuscitato, agg., risusci- per criticare una noiosa ripetizione.
tato. arun, v. tr., riunire || arunisse, v. rifl. e
arisuscitato: arisuscetato. rifl. recipr., riunirsi: sarunveno gni
arisvejj, risvejj, v. tr., risvegliare || ari- domneca.
svejjasse, aresvejjasse, risvejjasse, v. arunine: rugnne.
rifl., destarsi. arusc: aresc.
aritajj, ritajj, v. tr., ritagliare. arivda: arivde.
aritajjo, ritajjo, s.m., 1. avanzo: appna arivde, arevde, arivda, arived, ri-
trvo n ~ de tmpo, te le f | li fa ne le ri- vda, v. tr., 1. vedere di nuovo: n vedva
tajje de tmpo | l ritajji del carzolaro, llra de rivda l zu pase | sarividde
qulle de la sla. 2. rimasuglio. port n antro piatto di cce || prov.: chi
ariten, v. tr., trattenere: ~ l fiato (del num mre, sarivde. 2. rivedere, ri-
pianto convulso dei bambini) || arite- prendere in esame || arivedsse, v. rifl.
nsse, v. rifl., frenarsi: crcono arite- recipr., rivedersi: carivedmo, reg!,
nsse l crpo, de nann ccac. arrivederci! | sarivedmo a Nnatale!,
aritir, aretir, v. tr., estrarre di nuovo: cincontriamo di nuovo in occasione del
quannra fatta, saritirava fra || v. Natale || Forme: Ind. pres. 1 arivdo,
intr., gradire, attirare: de ste ggiornate arivggo; 3 arivde; 4 arivedmo; 6 ari-
frdde l fco aritira | maritira tanto na vdono | perf. 3 arevidde, arividde; 6
scafata || aritirasse, ritirasse, v. rifl., 1. arivddero | fut. 1 ariveggar; 5 ariveg-
restringersi, di abito. 2. nascondersi, ri- garte | P. pass. arivisto.
fugiarsi: la grpe saritira ma la tana. arived: arivde.
3. rimpiccolire, diminuire di statura. 4. arivedcce: arivedrce.
aggricciarsi. arivedlla, inter., arrivederla!
aritirato, ritirato, agg., 1. divenuto corto arivedmese, inter., arrivederci!
(di vestito). 2. rattrappito. 3. riservato, arivedrce, arivedcce, inter., arrive-
che ha riserbo. derci!
aritocc: ritcca. ariven, areven, arivin, riven, v. intr., ri-
aritorn: ritorn. tornare: primo ppe sarivne a ssap,
aritornllo, s.m., ritornello. giunge a conoscenza, diventa di pub-
aritratto, s.m., ritratto fotografico. blico dominio | llarivinne m p de frza
aritrpeco: ritrpico. | arivinvino a ccasa tarde | comad,
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
154

llarivnne frza | ra rivenuto l mo- llarivolmo!, bis!


mnto da ref qul zirvzzio | mdd. se arivomet, v. tr., vomitare: sta ll ll, ari-
chiama rivna ccasa, (scherz., detto vmeta la mmrda, in fin di vita.
dando una cosa in prestito) | ariven ss, arivrgese, v. rifl., rivolgersi: pi pprotest
rifluire del cibo in un accesso di vomito si s arivrte dal cummune | sarivrze
|| Forme: Ind. pres. 1 arivngo; 3 ari- a le gurdie.
vne, revne | impf. 3 arevenva, rive- arivort, rivort, v. tr., 1. capovolgere: ~
nva; 6 arivenveno, arivinvino | perf. la rbba col zottodispra | arivrta qul
2 ariviniste; 3 arivnne, arivinne; 4 ari- pane, chi la fccia del Zignre! (detto
venssemo, arivenssemo | fut. 1 ari- a chi pone sulla tavola la pagnotta ca-
vengar; 2 ariverrae. povolta) | ~ ppanctto, ~ la frittata, fare
arivennarlo: rivennarlo. un voltafaccia, cambiare idea. 2. cucire
arivnne, rivnne, v. tr., rivendere: cme sul lato inverso: ~ n vestito vcchjo. 3.
llh ccomprato, llarivnno (espr. di ri- cambiare il corso dellacqua in un ca-
serva pronunciata riferendo una cosa nale dirrigazione. 4. causare disgusto,
udita). nauseare: tutta rbba che ffa ~ lo st-
arivernza, s.f., riverenza. moco sla vvedlla || v. intr., volgere ||
ariver: arivir. arivortasse, arevortasse, rivoltasse, ri-
arivescit: ariviscit. vortasse, v. rifl., 1. voltolarsi, agitarsi: a
arivest, arivist, v. tr., rivestire || arive- ffrza d~ sul ltto, fce ggirno. 2. ro-
stisse, v. rifl., rivestirsi || Forme: Ind. tolarsi in terra, dellasino. 3. volgersi:
pres. 6 arivstono. rivltete! | quanno passamo, sarivr-
ariva, reva, inter., 1. via di nuovo! 2. an- teno da nantra parte. 3. ribellarsi.
cora! (per esprimere impazienza). arivortapanctto, s.m., voltagabbana.
arivin: ariven. arivortata, s.f., atto di voltare di nuovo:
arivir, ariver, v. tr., riverire. fanno nantra ~.
ariviscit, areviscet, arivescit, arrevi- arivortato, agg.,1. di vestito rifatto, uti-
scit, riviscit, v. tr., resuscitare, far ri- lizzando il rovescio della stoffa. 2. in-
tornare in vita: sto vino fa ~ l mrte (di dossato a rovescio: pi ccarnevale
vino ottimo) || v. intr., riaversi, rinvigo- annvono n giro cu la ggiaccarivor-
rire || ariviscitasse, v. intr. pron., resu- tata. 3. capovolto.
scitare: sra ariviscitato e stava a arivot, v. tr., vuotare di nuovo.
ssda mill. arivurtecato, agg., capovolto.
arivist: arivest. arivurtic: rivurtic.
arivisto: arevisto. arivurticata, s.f., azione di voltarsi nel
ariviv, v. tr., ravvivare. letto dallaltro lato.
arivive, v. intr., tornare a vivere: ariviv- arizz: rizz.
veno m pace tra di lro. arizzomp: arezzump.
arivoc: aroc. arm, v. tr., mettere in opera || v. intr., 1.
arivol, v. tr., 1. volere la restituzione: essere sessualmente valido (detto di un
(scherz.) ricrdete, se chjama llari- uomo): oramae nun arma ppi. 2. avere
vjjo! (pronunciato dando in prestito il membro turgido. 3. (gerg.) avere
q.cosa). 2. volere di nuovo: bbrave, buone disposizioni finanziarie || ar-
Vocabolario
155

masse, v. rifl., armarsi: (mdd. iron.) ar- arrabbiato, agg., alleccesso: l prisciutto
mmese ppartite! csta caro ~, costosissimo | salato ~.
armanacco, s.m., almanacco. arrabbino, rabbino, s.m., persona irasci-
armarlo, s.m., armaiolo. bile || agg., bizzoso: pprpio ~ sto fijjo
armatura, s.f., intelaiatura del filare o ~.
della pergola. arradecasse, vd. radec.
arme, s.f., croce, lato della moneta: armo arradicato, agg., radicato.
ssanto? (espr. usata nel gioco di testa o arraffne, s.m., 1. chi arraffa cose. 2. per-
croce). sona disordinata.
armellino, s.m., 1. ermellino (Mustela er- arragagnato, agg., velato di nuvole, del
minea L.). 2. (fig.) persona distinta. cielo.
armno, cong., almeno: qulle che n arragnato, agg., velato di nuvole, del
cavvono da f gnnte, bbisgna cielo.
channssero n campagna, ~ se ma- arrajj: rajj.
gnava ppure (rif. agli artigiani che par- arrajjata, s.f., ragliata.
tecipavano ai grandi lavori agricoli). arrampazzato, agg., a grappolo (di frutta,
armognso, agg., armonioso. olive, pomodori, che crescono in
armnico, s.m., solfato ammonico. gruppo).
arlo, s.m., stalletto del maiale. arrampecasse, arrampicasse, v. intr.
aromteco, s.m., agarico nebbioso, neb- pron., 1. arrampicarsi. 2. crescere in al-
biolo, variet di fungo edule (Clitocybe tezza (di piante rampicanti): sarrm-
nebularis L.). pecono su ppe le canne l facile. 3.
arontica: areontica. (euf.) esser colpito dalla rabbia: (im-
aroplano: areoplano. prec.) che ttarrmpichi!
arovscio (all), loc. avv., alla rovescia. arrampicasse: arrampecasse.
arpo, s.m., avaro. arranc, v. intr. pron., 1. arrancare. 2. ar-
arquanto, avv., (citt.) alquanto. rampicarsi.
arrabbattasse, v. intr. pron., arrabattarsi, arranciasse, v. intr. pron., 1. arrangiarsi:
darsi da fare. comha da f? tcca ~, a ff la mjjo |
arrabbiasse, rrabbiasse, v. intr. pron., 1. arranciteve s cme mjjo potte! | ar-
adirarsi, infuriarsi: sra rrabbiato rncete! 2. (euf.) esser colpito dalla rab-
cme m pcchjo | tarrbbie sbbeto, bia: te pssa arranciatte! || Forme: P.
che ddimmine! 2. esser colpito dalla pass. arranciato.
rabbia: arrbbiete le s ccio!, acci- arranciata, s.f., lavoro fatto in fretta e
denti, quanto sei cattivo! | arrabbiteve! alla meglio: dalle ll n~ e ttira via!
| che ttarrbbie! (espr. di dispetto o di arrancicasse, v. intr. pron., (euf.) esser
meraviglia) | (imprec.) pssarrab- colpito dalla rabbia: te pssinarranci-
biatte! 3. infuriare del vento. 4. seccarsi catte!
a causa del sole cocente prima della ma- arranf, v. tr., arraffare.
turazione (detto del grano o fieno): l arrapamnto, s.m., eccitazione sessuale.
grano pijja la strtta, s arrabbiato. arrapasse, v. intr. pron., eccitarsi sessual-
nvce de seccasse co na settimana, se mente; venire in fregola.
scca con du ggirne. arrapito, agg., insoddisfatto: toccar
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
156

mmor arrapite. m pide attirava llumidzza, nvce


arrasol, v. tr., tracciare nellorto i canali llumidzza la pijjava slo l primo f-
per irrigare. scio stto.
arraspasse, v. intr. pron., divenire brusco, arrest, v. tr., arrestare.
burbero. arrsto, s.m., sussulto: mha ffatto n ~.
arrauchisse, rauchisse, v. intr. pron., di- arrto, avv., 1. indietro: rrimasta ~, in
venire roco. ritardo sui tempi | nun va n avante n
arrauchito, rauchito, agg., arrochito, ~, sta ssmpre mill | annav~ da s
afono. bbenfatto | ggirne ~, giorni fa | ann~,
arrazz, v. tr., propagare, diffondere: ar- alcuni anni orsono | tantanne ~, molti
razze la gramgna, si uno trascura. anni fa | tmpo ~, tempo fa | dtte ~, ar-
arraasse, v. intr. pron., 1. eccitarsi ses- retr | dttono ~, tornarono indietro, in-
sualmente; venire in fregola. 2. diven- dietreggiarono | aridveno ~ | ha ddato
tare bramoso. ~ perch se mtte a ppiva, ritornato a
arraato, agg., 1. arrossato in viso. 2. ec- casa | cammina piano, llha llassato ~,
citato sessualmente. lha superato | f l zrco all~, in senso
arregol, v. tr., regolare || arregolasse, re- inverso | va ppart~, retrocede | m passo
golasse, v. intr. pron., 1. regolarsi: sar- ~!, un attimo! (intercalare per modifi-
regolveno pi li su faccnne. 2. care il discorso). 2. dietro || inter., voce
moderarsi: regolmese a ff li piatte, per far indietreggiare un equino.
sinn nabbasta pe ttutte! arrev: arriv.
arregolata, regolata, s.f., 1. comporta- arreviscit: ariviscit.
mento adeguato. 2. moderazione: cer- arricci, v. tr., arricciare, rinzaffare, sten-
camo de dasse na regolata! 3. calcolo dere sul muro il primo strato di calcina.
approssimativo. arricciatura , s.f., 1. operazione di met-
arregolato, agg., 1. misurato. 2. mode- tere la prima mano di calcina sul muro;
rato, parco: adra smpre ~ nil magn e rinzaffatura. 2. intonaco grezzo.
bbva. arriggid, v. intr., diventare rigido: n znte
arrell, arill, arrill, inter., voce per in- cmarriggidisce? (di persona morta).
citare bovini ed equini. arriggi, inter., grido dincitamento per
arrenasse, v. intr. pron., coprirsi di terra far avanzare lasino in discesa.
portata dalla piena: la vigna s arre- arrijjentr: arentr.
nata, co ttutta llacqua chha ffatto. arrill: arrell.
arrnnese, v. rifl., 1. arrendersi. 2. (fig.) arriqqu: arreqqu.
cedere, accondiscendere: marrnno, arrisicato, aresicato, arisicato, arresi-
facmela finita! cato, risicato, agg., 1. scarso: rbba
arreqqu, ariqqu, arriqqu, inter., voce aresicata | l pane, sibbench arisicato,
per far girare bovini ed equini sul lato ci llva | parcchje channo l damagn
destro. ~. 2. gramo: na vita risicata se facva ||
arresicato: arrisicato. avv., in gravi strettezze economiche:
arress, v. tr., ammucchiare (rif. ai fasci campava ~.
di canapa scotolata): llarressvono, arriv, arrev, riv, rriv, v. tr., 1. rag-
tuttarressata qqul mdo. avlla mssa giungere. 2. seccare: l zle frte llarri-
Vocabolario
157

vava prsto. 3. ubriacare: llarriva sb- arrobb: robb.


boto l vino || v. intr., 1. arrivare: arri- arrocchj, v. tr., 1. tagliare i rami secon-
vato dppo le fche (in gran ritardo) | dari di un tronco. 2. tagliare la legna in
mdd. riv a ffiche sfrante, in gran ri- pezzi || v. intr., 1. passare per unaccor-
tardo | fa pprima rriv cha ppart, ve- ciatoia: ann arrocchjanno. 2. seguire
locissimo | finch nun riva la sra, nu un percorso in linea retta: arrocchjamo
stacca de lavor | famo a cchi rriva m p ll m mo! | (scherz.) ce llhanno
primo! (espr. di sfida alla corsa) | (iron.) prta arrocchjanno ggi ppe strada
frza, che rrive primo! | (iron.) riva n nva (rif. alla macchina di santa Rosa).
tmpo n tmpo a smorz le cannle, in arrocchjata, s.f., lavoro fatto alla meglio.
grande ritardo | rrivato dppo llam- arrognzia, ruganza, s.f., arroganza.
mnne, id. | s rrivato!, non ne posso arrol, v. tr., arruolare || arrolasse, v. rifl.,
pi | dppo che ss rrivata ccasa, h arruolarsi.
rridatadditro, sono tornato indietro | arronchettato, agg., col corpo contratto
rivo sa ccasa tuttaffannato cor fiatne a causa di forti dolori addominali.
| nun me f ~ su la quinta crda!, non arroncijjato, agg., contorto.
mi far perdere la pazienza! | smttala, arroncinato, arruncinato, agg., 1. sgual-
s ppi arrivato che ppartito || prov.: chi cito. 2. raggomitolato: n cristiano sta ll
arriva prima, mbcca | chi ttarde ar- ttutto ~. 3. rattrappito. 4. contorto. 5. av-
riva, malallggia. 2. bastare: l zrde vizzito (di foglia). 6. (fig.) violento, di
nom marrivvano. 4. completare la fer- vento.
mentazione: quannuno penzava che arrosala, rosala, rosara, s.f., rosolia.
ffsse rivata, si spietrava m pezztto su arrosciasse, v. rifl., 1. arrossire. 2. inva-
la prda e ssattastava (rif. alla canapa iare delluva.
messa a macerare). 5. essere in fin di arrosec: rosec.
vita || arrivacce, v. intr. pron., 1. capire. arrosol, v. tr., rosolare.
2. riuscire a fare q.cosa || Forme: Ind. arrosolata, rosolata, s.f., atto di rosolare,
pres. 1 rivo; 2 rive; 6 arrveno, arrvono rosolatura: li d na ~ m momnto.
| impf. 1 rivavo; 6 arrivvano, arriv- arrosolito, agg., seccato dal sole cocente,
veno, arrivvono | perf. 1 arrevae, del grano.
rivae; 2 rivste; 3 rivtte; 4 arrevs- arross, v. intr., invaiare delluva.
semo, arrivssemo; 6 arrivnno, arri- arrsto, inter. di incitamento: quanno che
vrno, rivttero; | fut. 2 arrivarae; 3 r zasso ra rivato da capo, se dicva ~
arrivar; 6 arrivaranno | Cong. impf. 3 (rif. alle pietre poste sulla canapa messa
rrivasse | P. pass. arrivato, rivato, rivo | a macerare).
Ger. arrivanno, rivanno. arrot, v. tr., 1. affilare. 2. far stridere i
arrivadlla, arrivadllo, arrivedglielo, denti. 3. urtare, investire di lato con un
inter., (scherz.) arrivederla! veicolo: stamattina na mchena ha ar-
arrivadllo: arrivadlla. rotato n vcchjo. 4. battere (rif. al vento
arrivato, rivato, agg., 1. cotto al punto che danneggia luva) || v. intr., 1. sfio-
giusto (rif. al pane o ad una pietanza). rare con un veicolo: si nu sta ttnto, ar-
2. sfinito. 3. moribondo. rta (sfiora la superficie delle case). 2.
arrivedglielo: arrivadlla. digrignare i denti || arrotasse, v. intr.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
158

pron., 1. sfiorare una superficie spor- maggire || mdd. spojjamo n ~, pe vve-


candosi: n tarrot nel muro, quanno stinne n antro || dim. artarino.
passe! 2. palpare una donna. 3. (fig.) artarino, s.m., 1. edicola religiosa, ornata
adulare, ingraziarsi q.uno. per il mese mariano. 2. (fig.) segreto,
arrotata, s.f., 1. arrotatura, azione di affi- marachella: m se scpreno llartarine!
lare. 2. atto di investire di lato q.no con artaro (arc.): artare.
un veicolo. 3. azione di sfiorare una su- arte, s.f., 1. mestiere || mdd. non avcce
perficie: se vvae a vvde, ni la cava ci s n ~ n pparte, essere completamente
li sgne di llarrotate dil carrtte. privo di mezzi, incapace di guadagnarsi
arrotonn, v. tr., 1. dare forma rotonda. da vivere || prov.: mpara ll~ e mmttala
2. pareggiare i margini. 3. (fig.) arro- da parte | gnuno ll~ sua, e l lupo a le
tondare una somma. pcore. 2. (raro) lavoro: d pprincpio
arrotonnata, s.f., azione di arrotondare. all~.
arroventasse: arruventasse (vd. arru- artefatta, s.f., adulterazione: vino d~.
vent). artefatto, agg., sofisticato, contraffatto.
arrubb: robb. arter, v. tr., (citt.) alterare.
arrubbustisse, v. intr. pron., irrobustirsi. arterosclerse, s.f., (rec.) arteriosclerosi.
arruffianasse, v. intr. pron., cercare di artetdene, s.f., (citt.) altitudine.
cattivarsi la benevolenza e le simpatie artzza, s.f., altezza.
di qualcuno con ogni sorta di adula- artcolo, s.m., 1. tipo buffo, strano: n ~
zioni. davro. 2. poco di buono. 3. (scherz.)
arruffolato, agg., 1. scompigliato, arruf- pne.
fato, aggrovigliato (di capelli). 2. spetti- artiggiano, s.m., (rec.) artigiano.
nato. artijjre, s.m., artigliere.
arrugato, agg., arrochito, afono. artijjera, s.f., artiglieria.
arrugh, arrugol, v. intr., diventare roco. artijjo, s.m., (lett.) artiglio.
arrugol: arrugh. artquelo mrtise (coll), loc. avv., (raro)
arruicchjasse, vd. arruvicchj. dal lat. eccl. in articulo mortis: a ssan
arruncinato: arroncinato. Zisto l prte d la bbinidizzine coll~
arruvent, v. tr., arroventare || arruven- mal facchine.
tasse, arroventasse, v. intr. pron., 1. di- artssemo, agg., (raro) altissimo.
ventare rovente. 2. (fig.) eccitarsi. artista, s.m., artigiano: llartiste cleno
arruvicchj, v. tr., 1. aggrovigliare. 2. av- (diminuiscono di numero) | llartiste di-
vincere || arruicchjasse, v. rifl., aggrap- cveno sti bbjja de sti villane, l villane
parsi. sti morammazzate dillartiste (blas. pop.
arruolito, agg., rovinato dal sole co- sociocentrico).
cente: patate tutte arruolite. artitajja, s.f., regioni dellItalia setten-
arruon, arruun, v. tr., arruginire: trionale.
llacqua mha arruunito la mchena. arto, agg., 1. alto: ~ quanto n zrdo de
arruun: arruon. ccio, molto basso di statura | ~ cme la
artalna, s.f., altalena (sospesa o in bi- fame | ~ cme n arbccio, molto alto | ~
lico). cme llarbccio dAffnzio | arta la
artare, artaro (arc.), s.m., altare: llartr Pasqua! (detto a persona alticcia) |
Vocabolario
159

scarpe arte | f le scle arte, frequen- come no! (anche antifr., per rispondere
tare le scuole secondarie | me piace l negativamente a proposta sgradita).
pane ~ a mm, ben lievitato | c llac- artrse, s.f., (rec.) artrosi: coll~ dice che
qua arta, n cann!, lacqua profonda, ffa ppggio r zle.
non ti ci avventurare! | cra ncra l artura, s.f., altura.
zole ~, era pieno giorno | artarllo, arumorso, agg., (raro) rumoroso.
piuttosto alto. 2. spesso: la frittata ra aruvin: ruvin.
arta m par de dta. 3. (fig.) sdegnato: rvio, lvio, s.m., diramazione del canale
ad ~ ~ || avv., in alto: arrvono m p dirrigazione in un orto: mallrto ce s
ppi ~ | n ~, loc. avv., in alto. ttutte rvie.
artol, s.m., ultimatum: jje d ll~ || inter., arz, v. tr., 1. sollevare: m ffinisce, tcca
1. alt!, alto l!, chi va la? 2. (scherz.) arzalla la bbtte (rif. al vino) | llra
espr. usata per ordinare di arrestarsi: ~, pricisa che ssarza la mchena (rif. alla
frmo ll, ndu vae tanto de prscia? partenza della macchina di santa Rosa).
artolocato: artologato. 2. far levare in volo uccelli. 3. alzare: ~
artologato, artolocato, s.m., (citt.) altolo- la cva | ~ le carte (da gioco) | nun arza
cato. na lira, non guadagna nulla | nun arzo
artopiano, s.m., (raro) altopiano. lcco, non intendo far nulla | ~ la cr-
artrre, altrri, s.m., altro ieri. sta, pretendere pagamento migliore | ~
artrettanto, agg. e pron. indef. correla- la vce, gridare, divenire aggressivo |
tivo, altrettanto, la stessa cosa: ~ ma nun arza pajja, inattivo | ammzzelo
vvantre v ssuccsso || avv., altrettanto. quanta prvere arza!, quante arie si d!
artrimnte, avv., altrimenti. | arzamo le stanghe, reg!, andiamo-
artro, antro, pron. e agg. indef., 1. altro, cene! | ~ dde culo, a) recalcitrare, di
differente: quarchantra csa ce sar | equini; b) (fig.) reagire || prov.: chi arza
annamo m da na parte, m da nantra culo, prde psto || v. intr., 1. fermen-
| sso vrze f n ~ mdo | dmmene tare: quanno che arza, d ddi fra (rif.
nantre mmo!, unaltra met | n al mosto nel tino) | l lvito arza bbne
antro p me pijjava stto co la mchena (del gonfiarsi della pasta). 2. entrare in
ggi ppe le fbbriche, in Via delle fab- ebollizione: quanno arza l bollre, lo
briche | llantro jjre | sto bbuciardo che spgno l gasse || arzasse, v. rifl., 1. le-
n z ~!, sei proprio un gran bugiardo. 2. varsi: rzete! rzete su, lsto, sbrghete!
prossimo: cannarmo n antranno, | arzteve ch ra! | srzeno m pide |
lanno prossimo | startra settimana lo l fornaro sva darz vrzo li due, a la
crompamo. 3. successivo: quanno fu mattina a bbonra | sarzveno a
quellaltranno || s.m., m pnza antro ppunta di ggirno | s arzato col buco
cha ff l quatrine | chartro c? | se pir linz, di pessimo umore. 2. cre-
nnon artro, almeno || antre, artri, s.m. scere, svilupparsi in altezza: s arzato
pl., 1. gente. 2. estranei: n tcca fallo tanto l fijjo, fa ttutta na vrta || Forme:
sap mall~. 3. altri: tutte ll~ ce vanno Ind. pres. 4 arzamo; 6 rzeno | perf. 4
| le trre dartri, altrui || artro, inter. al- arzssemo; 6 arzrno | P. pass. arzato |
troch!: e ~ che cc! Ger. arzanno.
artroch, inter., altroch!, certamente, arzabbannira, s.f., alzabandiera.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
160

arzata, s.f., 1. atto di alzarsi. 2. parte su- menopausa: pure la su zzia sciutta. 4.
periore della cristalliera, specchiera. di vacca vicina al figliare, che non d
arzato, agg., ben lievitato: sto pane n ~, pi latte. 5. di donna che cura i bambini
nu lo vjjo. altrui senza allattarli: bbllia sciutta.
arzatura, alzatura, s.f., 1. atto di solle- asciutt, sciutt, v. tr., 1. asciugare: scit-
vare la botte, per spillare lultimo vino: tatele le mano! | se sciuttammo s a la
smo rive all~ | a la fine bbvono l vino mjjo ntrnal fco. 2. seccare: la
d~. 2. ultimo avanzo di vino tendente bbrina lloliva le sciutta || asciuttasse,
allacido, rimasto sul fondo della botte: sciuttasse, v. intr. pron., 1. asciugarsi:
ll~ sarbbe l fnno trbedo, che sse l- fanno prsto a sciuttassallria. 2. ap-
scia pe cconzrva de la bbtte. passire: co sto callo sasciutta de ppi
arzneco, s.m., arsenico. la verdura. 3. venir a mancare il latte
arznte, s.m., (ant.) brandy, cognac. per agalassia: la vacca se sciutta,
arzic, v. intr., 1. calciare, di equino. 2. quanno sta ppe ffijj. 4. inaridirsi, della
impennarsi sulle zampe posteriori. terra.
arijjlo: arilla1. asciuttamano, sciuttamano, s.m., asciu-
arill, v. intr., scalciare, di animali tor- gamano.
mentati dallassillo: le bbstie arlleno. asciuttata, s.f., asciugatura, atto di asciu-
arilla1, s.f., arijjlo, s.m., assillo, insetto gare.
dittero che tormenta con la puntura le asciutto, sciutto, agg., 1. arido, di terreno:
vacche (Tabanus bovinus L.): li si pijja trra sciutta | mggio ~, senza pioggia.
llarilla. 2. privo di umidit (di legna): n ramo
arilla2, s.f., razza chiodata (Raja clavata sciutto cme na lsca. 3. (fig.) scusso,
L.). senza companatico: tcca mmagn l
arzo, s.m., 1. applicazione di cuoio rigido, pane ~. 4. senza grasso: cha le mscole
fatta dal calzolaio per meglio modellare sciutte. 5. (fig.) solo (nel gioco del tres-
la scarpa. 2. congegno che consente di sette, detto di napoletana, asso, due o tre
alzare o abbassare il taglio di una tosa- da soli). 6. di mammella di animale che
trice: te li tajja a ~ bbattuto l caplle | non d pi latte. 7. (fig.) vuoto: cha li
carosasse a ~ bbattuto. sacccce smpre sciutte qullo, non ha
arzura, s.f., arsura. mai una lira in tasca.
ascenziato, s.m., 1. scienziato. 2. intellet- ascort, scort2, v. tr., (citt.) ascoltare:
tuale. 3. (iron.) saccente. ascrtela!
ascenzine: scenzine. sema: sima.
asciutta, sciutta, s.f., siccit: ha ppatito la sena, s.f., (raro) asina || dim. asenlla.
sciutta sta pianta | me sa chhanno pa- seno, sino, s.m., (raro) asino: (prov.) ~
tito ll~ (fig. scherz., di persone di bassa mio num pir, chi mmggio ha dda vin
statura) || prov.: stto la ~ c l pane, e | ll~ prta la pajja e ll~ se la magna.
sstto la mlla c la fame || agg., 1. sima, sema, s.f., asma.
priva di latte (rif. a femmina di ani- asimbla: assembra.
male): sta staggine le pcore s asinina, agg., di una variet di prugna.
sciutte. 2. sterile (detto di femmina di sino: seno.
animale o donna). 3. che ha raggiunto la sola, s.f., (gerg.) ferita da arma da taglio.
Vocabolario
161

asprge, s.m., asperges (dallincipit del 1. assaporare: passaporilla, sciacqua


salmo 50): l prte canta ll~. la bbcca, p sbatte l palato. 2. pasteg-
asperina, sperina, gasparina (rust.), s.f., giare: lo saporisce l vino.
aspirina. assapur: assapor.
asprto: sprto. assart, v. tr., assaltare.
aspett, spett, v. tr., aspettare: asptta sa, assatan, v. tr., far spazientire.
ccheme! (minaccia al bambino) | assatanato, agg., sfrenato, molto vivace,
chasptte, mggio che vvne? e ffallo di bambino.
sbbito! | tasptto al passtto, n dub- assaud, v. tr., esaudire.
bit!, al varco || v. intr., spettare: vjjo asseconn, v. intr., assecondare.
la parte chi mmasptta || aspettasse, assembra, asimbla, s.f., (citt.) assem-
spettasse, v. intr. pron., aspettarsi || d.: a blea.
sto mnno tcca spettasse de tutto | tutto assert, sert, v. tr., intrecciare, legare in-
vne pe cchi ssa aspett || Forme: Ind. sieme pannocchie di granturco, agli, ci-
pres. 2 asptte; 4 aspettamo; 6 aspt- polle.
teno, sptteno | impf. 6 aspettveno | P. assest, v. tr., mettere in ordine || asse-
pass. spettato | Ger. aspettanno, spet- stasse, v. rifl., mettersi in ordine nel ve-
tanno. stire.
spite, s.m., aspide (Vipera aspis L.). assestata, s.f., 1. azione di mettersi in or-
spito srdo, s.m., 1. ultimo nato del- dine. 2. azione di sistemare alla meglio
laspide, ritenuto molto velenoso. 2. || dim. assestatina.
(fig.) persona infida || Forme: pl. spete assestato, agg., ordinato.
srde. assibbito, agg., ristretto, evaporato, rap-
asprtto, s.m., sapore acidulo. preso (di pietanza o sugo cotto molto a
aspro, s.m., aspor, anticrittogamico acu- lungo): l facile a mm me piciono
prico. bbllassibbite.
asprosrdo, s.m., 1. ultimo nato del- assima: anzime.
laspide, ritenuto molto velenoso. 2. assime: anzime.
(fig.) persona infida || Forme: pl. aspre- assigge: assggia.
srde, asprisrde. assggia, assigge, v. tr., 1. assecondare. 2.
assae, avv., molto: s ~ io, che ne so | (an- soccorrere.
tifr.) me ne frga ~ de lro | ad ~ si assippillito, agg., sepolto.
vvne domane. assista: assiste.
assaggi, assajj, ssaggi, v. tr., assag- assiste, assista, v. tr., assistere: llassi-
giare: te lo fa ~ l vino suo || Forme: P. stmo noantre l nnno.
pass. assajjato. asso de bbastne, s.m., (gerg.) pne.
assaggiarla, s.f., attrezzo per assaggiare assoffug, assuffuc, assuffug, soffoc,
il vino dallapertura superiore della suffug, v. tr. e intr., soffocare: tassuf-
botte: ll~, chjamata srca. fgheno da gni parte | sassuffga pr-
assajj: assaggi. pio mecch ddrnto || soffocasse, v. intr.
assambucato, agg., di tralcio non giunto pron., soffocare: me soffco de callo,
a completa maturazione. mrasfissiato.
assapor, assapur, sapor, sapur, v. tr., assoluto, agg., puro: bbevmo l vino ~
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
162

(non mescolato ad acqua). sunzione di Maria Vergine.


assomijj, arissumijj, assumijj, so- assuppurazzine: sopporazzine.
mijj, sumijj, v. tr., riconoscere: se assurb, v. tr., assorbire.
llsse visto, llavrbbe assomijjato de assutterr: assotterr.
sicuro, se lo avessi visto, lo avrei rico- asta, s.f., 1. manfano, bastone maggiore
nosciuto || v. intr., rassomigliare: na del correggiato per battere il grano o i
csa che cce ssomijja || assomijjasse, v. legumi secchi. 2. braccio graduato della
rifl. recipr., somigliarsi || prov.: chi stadera: c ll~ co llantacca su la bbi-
ssassomijja, si pijja. lncia.
assopisse, v. intr. pron., assopirsi: strac- asti, inter., voce per arrestare un asino o
che cme s, sassopsciono sbbito ap- fargli seguire il cammino diritto.
pna se bbttono ggi. stico, lsteco, lstico, s.m., 1. elastico,
assorc, sorc, v. tr., tracciare solchi: ~ l tessuto elastico: damme m pzzo d-
campo collarato || assorcasse, v. intr. stico! | ad ddstico | (scherz.) v ll-
pron., cadere in un solco: la vacca li s stico? t! (si diceva tirando con due dita
assorcata. il gorgozzule altrui). 2. orlo elastico di
assorcatre, agg., assolcatore (di aratro a calza o indumento. 3. legaccio di tessuto
due ali, che traccia solchi). elastico per sorreggere le calze da
assorciato, nzorciato, sorciato, agg., 1. donna. 4. gomma: m ggicono co na
rosicchiato dal topo (spec. di radici e tu- palla de lsteco || dim. astichtto, lasti-
beri). 2. avariato (detto di olio di oliva, chtto.
in cui passato un topo). astinsse, v. rifl., (citt.) astenersi.
assord, v. tr., assordare: tassordsciono astrllo: rastllo.
co sti sne tutto l girno, mica n. astricato, s.m., lastricato.
assrve, v. tr., assolvere. atacquatile, adacquatile, agg., 1. irriguo:
assosparcchja, s.m., asso pigliatutto (nel le patate a ttrra sciutta s mmjjo ma
gioco della scopa): ha ffatto ~, ha vinto parcchjo de qulle ~. 2. (scherz.) di
tutto || (fig.) f ~, approfittarsi degli altri, vino mescolato con acqua.
impadronendosi di tutto. aterano, oterano, s.m., luterano: bbiasti-
assotterr, assutterr, sotterr, v. tr., 1. mava cme n ~.
sotterrare: assotterrave la propggene. atobbusse: autobbusse.
2. seppellire || Forme: Ind. pres. 6 as- atombolanza, s.f., autoambulanza.
sottrrono | fut. 3 assotterrer, assut- atombbele: autombbele.
terrar. atomobbeltte, automobbiltte, s.f. pl.,
assefasse, v. rifl., (citt.) assuefarsi. pista delle automobiline al Luna park.
assuffuc: assoffug. atnno, atunno, utunno, s.m., (lett.) au-
assuffug: assoffug. tunno.
assum, som, sum, v. tr., insaponare: li atrante, s.m., atlante.
dnne n girno dovvonann a ssum, attacc, ttacc, v. tr., 1. attaccare, legare
e n girno a sciacqu (rif. al bucato). con i finimenti: la vacca llattaccava
assume, v. tr., (raro) assumere. sttal carrtto, ra ppi ffrte de nan-
assumijj: assomijj. tra bbstia, cce se potva lavor la
assunta, s.f., ricorrenza liturgica dellAs- trra ppure. 2. appendere: n cucina sat-
Vocabolario
163

taccava l cppio duva co ttutto l lgno. stcca ppi. 3. (fig.) avaro.


3. trasmettere una malattia, contagiare: attaccato, agg., 1. affezionato. 2. secco:
jjattaccato llorecchjne || v. intr., 1. ch na tssa attaccata. 3. (fig.) avaro.
iniziare: a cche ra attaccamo? (a lavo- attacchino, s.m., 1. individuo litigioso. 2.
rare) | ~ a bbva. 2. far presa: co sto (infant.) attaccabrighe.
callo la nve nattacca. 3. convincere: attanajj, v. tr., attanagliare.
nattacca sto discurzo || attaccasse, v. attanajjato, agg., attanagliato, tormen-
intr. pron., 1. esitare, balbettare: quanno tato: cvo l cre ~ da la pna.
parla, sattacca. 2. avviticchiarsi. 3. ini- attanfato, agg., di luogo con aria irrespi-
ziare: (iron.) attccheta ppiagna! 4. rabile.
diffondersi per contagio: co m momnto attapp, v. tr., tappare: se ssattappava
sattacca sto male. 5. affezionarsi. 6. at- frte la bbtte, scoppiava l zgaro || at-
taccarsi: sattaccnno n qulla cam- tappasse, v. rifl., ostruirsi: li s attap-
pana | mdd. attcchetal tranve!, peggio pato l cacatro de casa | ch l naso
per te! || mdd. attaccasse ma la pana- attappato pel rifreddre.
tara, avanzare pretesti || v. rifl., aderire: attarino: lattarino.
s attaccato ma la zzinna cme m pol- attast, v. tr., 1. controllare il processo di
ldro | quanno bbve, sattacca al fia- macerazione (rif. alla canapa): satta-
sco | v. rifl. recipr., 1. litigare, azzuffarsi: stava si spojjva. vorrbbe d che sse
se s ttaccate bbrutto, se menvono || dava na lavata, sannava via qulla pel-
Forme: Ind. pres. 4 attaccamo | impf. 6 lcola spra, che ssra macerata che
attaccveno | perf. 4 attaccssemo; 6 at- rremanva l vlo, la fibbra bbianca | ~
taccnno | P. pass. attaccato, ttaccato | la cnapa a mmllo ne la piscina. 2.
Ger. attaccanno. palpare una donna. 3. perquisire: pass-
attaccabbuttne, s.m., attaccabottoni. vono ppure si adreno fmmene, chi li
attaccafiasco, s.m., 1. (scherz.) capo a gurdie nu attastveno. 4. tastare: at-
legno o sperone della vite tagliato in tastnnola, sentva che ccavva la ma-
maniera inesperta: ll~ sarbbe l gagna (rif. a bestia) | l dottre mattast
ralo, chra fatto male. 2. (arc.) l przo || attastasse, v. rifl., frugarsi in-
sporgenza risultante sul ramo dalla po- dosso.
tatura inesperta di un olivo. attastata, s.f., azione di palpare o perqui-
attaccapanne, s.m., attaccapanni. sire.
attaccarame, s.m., rastrelliera, formata attastira, s.f., (raro) tastiera.
da un telaio di tavole con ganci, per ap- atte: latte1.
pendervi utensili di cucina di rame o al- attediato, agg., concentrato, assorto in un
luminio. lavoro.
attaccatccio, s.m., 1. cibo bruciato. 2. attdio, s.m., 1. attenzione, cura: ce vle
(fig.) avarizia: quelue puzza d~: num ~ ne sto lavro. 2. sforzo.
magna, pi nun cac || agg., 1. infettivo: ttemo, s.m., attimo: ni n ~ lo famo.
ce llhae avute llorecchjne? sattc- attnte, ttnte, ttnto, agg., attento: sta ~,
cono. sta ttnto che tte llattacco, ~. 2. maschj, che tte fa male! | cra n ca-
noioso, importuno: ~, te frma pe rabbignre, che lu stavattnte, lo sor-
strada se mtta cchjacchjer, e n te se vegliava | cummare cummare, sttece
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
164

pi attnte nantra vrta! | ci sannava pressione. 3. di pietanza cotta in un re-


gnuno pe ccnto suo a sta ~ llua, a cipiente coperto.
sorvegliare il vigneto || inter., atten- attuffasse: tuffasse.
zione!: attnta le curve! attuito, agg., solerte.
atterr, v. tr., nascondere sotterra. attunn: attonn.
atterrato, agg., tarchiato. attura, santa immag.
atterrenato, agg., di campo con strato attur, ttur, v. tr., 1. ostruire. 2. chiudere:
profondo di terra. llatturvono dal didntro, m mdo da
attest, v. tr., porre, sistemare: l zasso lo non fallo manomtte || tturasse, v. intr.
chjappvono e llattestvono sul filo pron., ostruirsi: si l buco se ttura m po-
(rif. alle pietre messe sulla canapa al chtto, si stzzeca co m bastoncllo,
macero). ttutto fatto.
attimosfra, s.f., (citt.) atmosfera. atturata, s.f., azione di ostruire.
attizz, v. tr., 1. ravvivare la combustione, atturcin, inturcin, ntorcin, v. tr., av-
attizzare: cu lo spito attizzave l fco volgere: la crda satturcinava ditro a
stto la callara. 2. (fig.) aizzare. n quatrllo di lgno scanalato (rif. al
attizzata, s.f., azione di ravvivare il fuoco carro) | ntorcnelo su! || attorcinasse, in-
|| dim. attizzatlla. turcinasse, v. rifl., 1. attorcigliarsi. 2. av-
attizzatro, s.m., attizzatoio, arnese di viticchiarsi: le furcinlle sinturcneno
ferro usato per ravvivare il fuoco. s | le furcinlle sattorcneno su le
attoale: attuvale. canne.
attonn, attonn, attunn, v. tr., 1. arro- attuvale, attoale, agg., (citt.) attuale.
tondare. 2. ricoprire di terra: sattonn- attuzzasse, v. rifl. rec., 1. scontrarsi. 2. ve-
vono li srche (dopo seminato) || nire alle mani.
attonnasse, v. intr. pron., arrotondarsi: atubbusse: autobbusse.
m li curve li si s attonnate (di una atunno: atnno.
donna anziana). um, am, inter., (infant.) voce espressiva
attonnata, s.f., azione di arrotondare: da- onomatopeica, con cui si accompagna il
rmo n~ a la fine. porgere il boccone ai bambini, per in-
attonn: attonn. vogliarli a inghiottire una cucchiaiata di
attor, intor, v. tr., fecondare una vacca, cibo.
anche artificialmente. austrcio, ostraco, ustricio, agg., au-
attorcinasse, vd. atturcin. striaco.
attorn, v. tr., attorniare, circondare. uto, s.m., (rec.) autobus.
attorz, v. tr., colpire con forza: ha attor- autobbusse, atobbusse, atubbusse, otob-
zato, ha llevato tutte (nel gioco con le busse, s.m., autobus.
piastrelle). autombbele, atombbele, ocombbele
attrappito, agg., rattrappito. (arc.), otombbele (arc.), otonbbele
attrippasse, v. rifl., intripparsi, mangiare (arc.), tonbbele (arc.), tonbbile (arc.),
moltissimo con avidit. s.f., automobile.
attrippata: trippata. automobbiltte: atomobbeltte.
attufato, agg., 1. di luogo privo di venti- avantto, s.m., avannotto.
lazione. 2. di terreno situato in una de- avantaggiasse, avvantaggiasse, vvantag-
Vocabolario
165

giasse, v. rifl., avvantaggiarsi: tavan- i nervi | ~ le pigne, avere idee strane | ~


tagge n un lavro, si ccomince prima. no sbcco de sngue, unemottisi | ~
avantggio, s.m., 1. avvantaggiamento. 2. llargnto vivo addsso, non star fermo
vantaggio: arrivava allappllo cu ll~ un istante | ~ la fbbre magnarlla,
(rif. al gioco con la ruzzola). grande appetito | avccele pche spicce
avantasse, vantasse, v. rifl., vantarsi: que- e ppche da spicci | te da sap na
lro ce se vantvono ppure davllo csa, sappiate | ma chi hae?, cosa credi?
fatto | tu ttavante tanto. | jjelo, averglielo | avccelo, avercelo |
avante, vante, avv., 1. avanti: la vit avar ppacnza! | ca vuto a cche dd
ccara, n ce se cava ppi ann vante | sta co qqullo na vrta, ha avuto questioni
bbll~ co la scla, fa buoni progressi | | asptta asptta, ma chadae, nu llha
smo bbll~, la stagione avanzata | da vvisto ppi | n ce vjjo ~ a cche ff co
gge avante, da oggi in poi | fa ssmpre sso | che ccha cche ff?, che centra?
avante dditro, fa il pendolare | si fa | io n ch ccha vvda gnnte || prov.: ~
vante nditro | tir ~ n cane, allevare. ddel tuo, chi nun ti mancher gnnte ||
2. in anticipo: v ssa pagato ~ || inter., Forme: Ind. pres. 2 adae, ha, hae; 4
avanti! || prep.: avanta ttutte | vanta mo, cmo; 5 cte | impf. 1 vo, ivo; 2
ttutte, prima di tutti. vi; 3 ca, civa, va, iva; 4 avvomo,
avanz, vanz, v. tr., esser creditore: jje vamo, vemo, vomo, imo; 5 vete; 6
llavanza da anno, dallanno scorso | m veno, veno; 5 avvete, vete; 6 veno,
parla ppi, pare chavanza quarche vono, ono, veno | perf. 1 bbe; 2
ccsa | mavanze quarche ccsa?, ho cste; 3 bbe; 4 bbimo, mmo, ssimo;
forse debiti con te? || v. intr., rimanere: si 5 ste; 6 bbeno, bbono | fut. 1 avar;
ccavanza m p de cccia, la mettmo 2 avrae; 3 avar; 4 avarmo; 5 avarte;
ll ppe ccna || prov.: de qullo 6 avaranno, avrno | Cong. pres. 3
chavanza, num butt gnnte || Forme: bbie; 5 te; 6 bbieno | impf. 1 asse,
Ind. pres. 2 avanze; 6 avnzono | impf. avsse, sse; 3 sse; 4 avssemo, avs-
6 avanzveno. somo, ssemo; 5 avssoto, ssete; 6
avanzatccio, s.m., (dispr.) avanzo: avsseno, avssono, sseno, ssero |
qull~ de stamane lo damal cane. Cond. pres. 1 avarbbe, avari; 2 ava-
avanzo: dim. avanztto. rste; 3 avarbbe; 4 avarssete; 5 ava-
avaro: (prov.) l zrdo dell~ se lo gde lo rssemo, avrssemo, avrssimo; 6
scroccne. avarbbeno, avrbbeno | Imper. 2 av; 5
av, v. tr., avere: ~ ppacnza!, abbi pa- avte, te | P. pass. vuto | Ger. avnno.
zienza | avte pacnza!, abbiate | te pa- avemmaria, emmara, lemmara, s.f., 1.
cnza!, abbiate | nav pprscia! | nte squilla del mattino e della sera: sso-
prscia!, non abbiate fretta! | nav nata ll~, nte ntso? || prov.: quanno
ppaura!, non temere | nun avnnoce sna llemmara, chi sta ccasa dellaltre
ppi gnnte | n cvo a cchi ff gnnte, vadi via. 2. vespro, orario serale annun-
non ne avevo colpa | ccela, avercela | ciato dal suono delle campane: ll~:
civa na gran fame | ra mjjo lla ma- nnama ccasa! 3. preghiera alla Ma-
gnata, averla mangiata | cha ste?, hai donna.
sete? | ~ le frgne, ~ le bbschere, avere veto, s.m., automobile || pl. uti.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
166

avjja, inter., altroch!: ~ se cc! avvezz, v. tr., abituare || (d.) a sto mnno
avvallo, s.m., avallo. savvzza e sse sdivzza (rif. spec. ai
avvamp, v. tr., 1. illuminare. 2. bruciare bambini) || prov.: chi avvzza e cchi sdi-
(della siccit, che danneggia le colture) vzza || avvezzasse, v. rifl., abituarsi.
|| avvampasse, v. rifl., avvampare, ar- avvzzo, s.m., (raro) abitudine: bbinan-
rossire. che cra ll~.
avvantaggiasse: avantaggiasse. avvicenasse: avvecinasse.
avvecinasse, avvicenasse, avvicinasse, v. avvicennasse, v. rifl. recipr., avvicendarsi.
rifl., avvicinarsi. avvicinasse: avvecinasse.
avvedsse, v. intr. pron., accorgersi: te avvilisse: avvelisse.
navvedarae ppure tu, nav ppaura! avvilito, avvelito, agg., 1. abbattuto, de-
avvelimnto, s.m., avvilimento, scorag- presso. 2. stanco: chad? lo vdo tutto
giamento. ~. 3. indebolito (di una pianta aggredita
avvelisse, avvilisse, v. rifl., 1. abbattersi, da malattia).
deprimersi: nun tavvil ccos! 2. (fig.) avvin, v. tr., 1. avvinare, lavare le botti
indebolirsi, di pianta: se le se d spago, con vino per eliminarne il sentore di
la vita savvilisce. legno. 2. agitare un po di vino in un re-
avvelito: avvilito. cipiente, per togliere ogni traccia dac-
avvenemnto, s.m., (citt.) avvenimento. qua: qua, chavvinamo l bicchjre e
avven, v. intr., avvenire || Forme: Ind. bbevmo!
perf. 3 avvinne. avvinata, s.f., atto di sciacquare il bic-
avventasse, v. rifl., 1. avventarsi: me chiere con vino: li damo smpre n~ n
jjavvnto cntra lue. 2. gonfiarsi del cantina.
ventre di animali per meteorismo acuto. avvinato, agg., 1. di vaso vinario impre-
avventato, agg., 1. sofferente di meteori- gnato di vino. 2. sciacquato con vino (di
smo acuto (detto di persona o animale). bicchiere in cui mescere).
2. andato a male perch sbattuto dal avvis, v. tr., avvertire: llavvis de nun
vento (detto di frutto). 3. di una tavola annacce || prov.: mo avvisato, mo
che presenta fessure. 4. piegato dal sarvato.
vento (detto della canapa). avvizzi, vizzi, v. tr., viziare.
avvermato, nverminito, nvermito, agg., avvocato: (mdd. dispr.) ll~ de le cvese
aggredito dai vermi (rif. al frutto o alla prze.
canapa). avvorgbbile, s.m., (rec.) serranda.
avvermatura, s.f., malattia della canapa, aardasse, nardasse, ardasse, v. rifl.,
causata dai vermi. azzardarsi: num maard a ddjjolo,
avverz, v. tr., piegare nella stessa dire- non osai dirglielo | n te caard pi
zione: per dd ria la vigna, l cape ccarit!
savvrzono su la spaglira. aartto, s.m., lazzaretto.
avverzato, agg., 1. in ordine. 2. abile, chi azzecc, anzecc, inzecc, nzecc,
sa fare le cose nel modo pi opportuno. zzecc, v. tr., 1. colpire giusto, centrare:
3. posto nella stessa direzione: mttele trono trono e n cazzccono mae. 2. in-
bbne, avverzate le trte. dovinare: chi ccazzcca, bbravo ||
avvett, v. tr., aggiogare buoi. prov.: azzcca chi ccjje || v. intr., capi-
Vocabolario
167

tare: ste tre ffste hanno azzeccato nn ~ l fijjo | le matre azzinnvono l fijjo
nzime. pure pi strada. 2. poppare. 3. (scherz.)
azzecchino, s.m., chi indovina facil- bere vino.
mente. azzinnata, zzinnata, s.f., 1. poppata: lo
azzepp, nzepp, zzepp, v. tr., 1. inzep- snte quanto piagne? dalle na zzinnata
pare, premere: pe ffccela entr, tcca a qqulla pra cratura! 2. (scherz.) be-
zzepp | anzeppvono ggi l magn col vuta di vino.
lanzagnlo (rif. a persone ingorde) | azzitt, zzitt, v. tr., zittire, far tacere || az-
sazzeppava ll co na prteca (rif. al fa- zittasse, zzittasse, v. intr. pron., tacere:
scio della canapa spinto in avanti nella gna che vvazzittate n friccioltto, senn
vasca) | azzepp la pallina a la gasa, ma mm me fatampatass | sazzitt-
premere la sfera di vetro della bottiglia veno tutte | parle smpre tu, n tazzitte
di gassosa. 2. spingere: tcca ~ la m- mae | a ssint n qur mdo, sazzitts-
china n zalita. 3. interrare il magliolo: semo.
sazzeppava ggi col tanavllo. 4. (triv.) azzo, inter., (euf.) cazzo!
fottere. azzoppasse, v. intr. pron., divenire zoppo.
azzeppata: anzeppata. azzucc, inzucc, zzucc, v. intr., cozzare
aer, v. tr., (rec.) portare a zero: se con le corna, di due animali.
scrda smpre d~ l contachilmetre. azzupp, nzupp, v. tr., inzuppare || az-
ainna, inna, s.f., azienda agricola. zuppasse, zzuppasse, v. intr. pron., in-
azzinn, zzinn, v. tr., 1. allattare: h dda zupparsi: me sazzppeno l vistite.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
168

bbabb, inter., caspita! troppo alta. 2. chi alterca in modo ru-


bbabbalo: bbabbalne. moroso.
bbabbalne, babbalo, s.m., stupido: al- bbaccal, s.m., 1. (fig.) persona stupida,
lra rispnne qullartro ~ pure. maldestra: ~ mmerluzza mmllo! (in-
bbabbao, s.m., essere pauroso immag., sulto). 2. (fig.) frac: l ~ se pijjava a nno-
babau. lggio dal rigattire.
bbabble, s.f., confusione, caos. bbaccanata, s.f., scenata.
bbabbilgna, s.f., confusione, caos. bbaccellume, s.m. coll., bucce secche di
bbabbiccio, s.m., individuo basso e tar- leguminose.
chiato. bbacchtta, s.f., 1. stecca dellombrello.
bbabbisso: bbabbusso. 2. scamato, bacchetta per ribattere la
bbabbo: o bb! | e bb, sentte m p! || ~ lana. 3. fusto della canapa || ~ (im), loc.
mrto (a), loc. avv., a) al momento in avv., sulla pianta, sul campo (rif. alla ca-
cui si eredita (impegno giuridico); b) napa): dumila quintale ~ | prima de ma-
quando se ne avr la possibilit econo- ceralla, bbisognava se seccasse ~,
mica: pag ~. vrde.
bbabbssio: bbabbusso. bbacchettne, s.m., robusto succhione di
bbabbusso, bbabbssio, bbabbisso, vimine (usato per legare fasci): co le ~,
s.m., 1. vecchio rimbambito. 2. persona n frustne de sarcino, ce se legvono le
tonta. fasce di li canne.
bbacarino: bbagarino. bbacchittata, s.f., bacchettata.
bbacarne, bbagarne, s.m. pl., soldi, bbaccintta, bbacintta, s.f., 1. insala-
denaro. tiera, terrina senza coperchio. 2. cati-
bbacarzzo, s.m., 1. bacherozzolo || pare nella || dim. baccinettccia.
m ~ (scherz., di ragazzo paffuto). 2. bbacco: (prov.) ~ tabbacco e Vvnere,
verme di frutta. 3. insetto che aggredi- ariddciono llmo n cnnere.
sce le radici delle piante. 4. (fig., triv.) bbachico, sopr.
prete. bbachilite, s.f., bachelite.
bbacasse, v. intr. pron., essere aggredito bbaci: abbaci.
dai vermi. bbaciamadnne, sopr. m.
bbacato, s.m., pazzoide || agg., stupido. bbaciasse: abbaciasse (vd. abbaci).
bbaccajj, v. intr., baccagliare, discutere bbaciato, agg., unito (di due pagnotte a
animatamente. contatto nella cottura).
bbaccajjata, s.f., 1. scenata: ha ffatto na bbaciatura, s.f., parte laterale della pa-
~, na liticata ggi ppil vicinato. 2. scena gnotta rimasta morbida, perch a con-
satirica di carnevale. tatto con altra nella cottura.
bbaccajjne, s.m., 1. chi parla a voce bbacccia, antrop., personaggio immag.
Vocabolario
169

bbacilata, s.f., quantit contenuta in un bbagajjo, s.m., bagaglio: pijj arme bba-
bacile. gajje e ppart.
bbaciltto, s.m. dim., piccolo bacile. bbagartto, s.m., baghero, tipo di car-
bbacintta: bbaccintta. rozza a quattro ruote, con le ruote ante-
bbcio: (prov.) ~ nun fa bbcio || dim. riori pi piccole.
bbactto | (infant.) tir le bbactte | bbagarino, bbacarino, s.m., rivenditore
damme m bactto! di merci.
bbaciccola, s.f., 1. blocco di fango che si bbagarne: bbacarne.
attacca sotto la suola della scarpa. 2. in- bbagattellasse, v. intr. pron., trastullarsi:
grossatura provocata sul tronco dal ta- sta ttutto l girno a ~, nun conclude
glio cicatrizzato di un ramo. 3. gnnte.
massiccia forma sferica di materiale bbaggianllo, sopr.
duro. 4. bernoccolo. bbaggiantto, s.m., 1. variet di fagiolo
bbaciccolo, s.m., pomo dAdamo. che si consuma fresco. 2. (fig.) paz-
bbaciofrddo, s.m., 1. (fig., gerg.) coltel- zoide.
lata. 2. (fig., gerg.) fucilata: se dice ~, e bbggiolo, s.m., rialzo provvisorio di
nvce sctta. legno, che il muratore usa per appog-
bbacne, sopr. giarvi materiale.
bbacucco, s.m., costruzione in muratura bbaggi: abbaggi.
a forma di capanna circolare, con tetto a bbagn: abbagn.
volta senza tegole, usata come ricovero bbagnajja, top., Bagnaia, fraz. di Viterbo.
in campagna. bbagnajjlo, s.m., abit. di Bagnaia, fraz.
bbad: abbad. di Viterbo || agg., bagnaiolo || bbagnaj-
bbade, abbade, bbate, bbati, jla (a la), loc. avv., secondo la tecnica
v. tr., 1. battezzare. 2. (fig.) imporre il n. usata a Bagnaia per allevare le viti:
di battesimo. 3. (fig.) soprannominare. quarcuno mtte le prtiche ~.
4. (fig.) mescolare acqua nel vino da bbagnapide, s.m., lavapiedi.
vendere. 5. (fig.) colpire la testa altrui || bbagnarla, s.f., 1. recipiente oblungo di
Forme: Ind. perf. 6 bbadenno | P. ferro zincato con due manici, usato per
pass. bbadeato, bbatiato. lavare panni o per pediluvio. 2. vasca da
bbado, bbato, s.m., sacramento del bagno. 3. (fig., scherz.) automobile in
battesimo. cattivo stato || dim. bbagnaroltta.
bbadcchjo, bbatcchjo, s.m., 1. batta- bbagne, s.m. pl., stazione termale || ~ (li),
glio || dim. bbadocchjtto || bbadoc- microtop.
chjtto (a), loc. avv., a rintocchi veloci: bbagnra, bbannira, s.f., bandiera |
pe le fste la campana ciuca se sonava bbannira rscia, (scherz.) emorragia
~, fitto fitto. 2. (fig., triv.) pne. anale || dim. banniertta.
bbafasse, v. rifl., 1. saziarsi. 2. stancarsi bbailnne, cogn., Baylon: sam Pasquale
di mangiare. ~.
bbaffo, s.m., guanciale seccato e salato di bbajj: abbajj1.
maiale | pl. bbaffe, barba del granturco | bbajjcco, bbacco, bbcco, bbocco,
accr. bbaffne, uomo con grossi baffi. bbcco, bbucco, s.m., 1. baiocco. 2.
bbagajjajjo, s.m., bagagliaio. soldo (in genere): vannavante co
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
170

qquattro bbcche | mha allumato spettacolo. 2. donna di facili costumi:


qulle bbcche e mme le v ffreg || sto fijjo de na ~! (scherz., detto ad un
dim. bbajjocchtto || Forme: pl. bbac- bambino vivace).
che, bbcche, bbucche, bbcche. bbllia, s.f., balia || ~ sciutta, balia
bbajjontta, s.f., baionetta || mdd. allas- asciutta.
sarto a la ~, co la scpa e la paltta. 2. bballicchj, v. intr., ballare alla meglio.
(fig., gerg.) pungolo della fame: me bballo: f l ~ dellrzo, ballare goffa-
snto na ~ che n te dico | bbatte la ~, mente | fciono na rillegrata co ppranzo
soffrire la fame. e bballe || mdd. quanno stae sul ~ te
bbajjonettata, s.f., colpo di baionetta. tcca bball || ~ de san Vito, contrazioni
bbajjre, s.m., (lett.) bagliore. involontarie, sintomo del morbo di Par-
bbalavustra, s.f., balaustra. kinson: che cchae l ~ de san Vito, che
bbaldraccna, s.f., prostituta. n te p st ffrmo mae?
bbalna, s.f., donna molto grassa. bballna, s.f., 1. ballotta, castagna lessata
bbalstro, agg., strano: me pare n fr- con tutta la buccia. 2. (raro) caldarrosta.
gno ~. bballottne, agg., di una variet di fa-
bbaligge (arc.): valggia. giolo: facile ~.
bbalggia (arc.): valggia. bbalucano, agg., 1. miope. 2. di persona
bball, v. intr., 1. ballare || prov.: quanno con occhio semichiuso. 3. strabico.
stamo sul ballo, tcca ~. 2. (fig., bbalusco, s.m., 1. strabico. 2. miope: uno
scherz.) tremare per il freddo: se bballa ~ ce vde pco, na spce de gurcio. 3.
pel frddo gge. 3. effetto ottico, quasi persona con occhi di forma o colore dif-
un tremolio trasparente dellaria, che ferenti.
evapora destate da una superficie sur- bbalustrata, s.f., balaustrata.
riscaldata: bballa la vcchja, ~ la bbambace, s.f., bambagia: qul fijjo lo
strga. 4. sobbalzare, di veicolo. 5. sus- tne ma la ~.
sultare della terra per terremoto o di un bbambacina, s.f., bambagina, tela di
pavimento instabile: n qulla casa bambagia: na bblla vste de ~.
vcchja li bballa l piancito || Forme: bbambacine: bbombacine.
Ind. pres. 6 bbllono | impf. 6 bball- bbambinara, s.f., (citt.) bambinaia.
veno; perf. 1 bball. bbambinlla (la), sopr.
bballa1, nellespr.: sse di ~, amare star in bbambinllo, bbambinllo, s.m., bam-
compagnia. bino Ges: la Madnna cul ~ || sopr.
bballa2, s.f., 1. sacco di iuta || dim. bbal- bbambino, s.m., 1. bambino Ges: sta-
ltta. 2. sacco contenente 100 kg. di ca- ntte nasce l ~ | nu lo f mmanco se
napa. vvne l ~, per nessun motivo | chi tte lo
bballbbele, s.m., ballabile. f? l ~!, nessuno! 2. (fig.) sasso enorme
bballarina, s.f., 1. danzatrice. 2. donna utilizzato al Bulicame per tener im-
che ama il ballo. mersa la canapa nella piscina.
bballarino, s.m., danzatore. bbamboltta, s.f. dim., bambolina.
bballerina, agg., della punta della trotto- bbammenne, s.m., bambinone.
lina che gira saltellando. bbanca, s.f., panca: pijjava s na ~ de vi-
bballezzmpa, s.f., 1. ballerina di avan- naro ccos cco la bbcca, snza mano.
Vocabolario
171

bbanchtto, s.m., 1. panchetto a tre babau: sta bbno, cco l ~! | ~ sttete!


zampe, su cui siede il pastore che (detto comparendo di sorpresa o sco-
munge. 2. deschetto del calzolaio || ~ prendo la faccia coperta dalle mani, per
(a), loc. avv., ad alberello (tecnica di al- divertire i bambini).
levamento della vite senza sostegno) || bbacco, santo immag.
pl. bbanchtte, cavalletti, supporti in bbacco: bbajjcco.
metallo o legno del letto arcaico. bbaranna, s.f., baraonda.
bbanchjre, s.m., impiegato di banca. bbaraschtto (l), n. di un molino di Vi-
bbanchina, s.f., mensola davanti alla terbo.
bocca del forno, sulla quale si appog- bbaratt: sbaratt.
giano le tavole con le pagnotte e la pala bbarba, s.f., 1. barba: te fa bbarbe cca-
per infornare. plle, si tte chjappa, ti picchia | na ~
bbanco, s.m., 1. banca: cha li srde? e dmmini, uomini forti | ~ de cappuc-
nd li va a ppijj, al ~ de la scmmia? 2. cino, ~ de frate, pianta con foglie lun-
superficie di terreno su cui poggia la ghe e strette, coltivata negli orti
bica dei covoni. 3. parte basale della (Plantago serriola L.) | mdd. f la ~ de
bica, costituita dalla serie di covoni di- stppa, divorare tutto | a la ~ de chi cce
sposti, in posizione eretta, a gruppi di v mmale! | l lene hanno msso la ~,
tre. 4. scavo della fossa per piantarvi la fa molto freddo (rif. ai ghiaccioli che si
vite: f m ~ cul pcchjo. formano sulle sculture dei leoni della
bbancne, sopr. fontana) || prov.: sam Pitro prima se
bbandierina, s.f., pezzo di tela quadrata fce la ~ per z, e pp la fce mallaltre.
su asta, usato dal fornaio per inumidire 2. radice superficiale filiforme, capillare
il pane quasi cotto e dar lucentezza alla di vite: lev le bbarbe fra le du trre. 3.
crosta. mento.
bbandon: abbannon. bbarbabbita, s.f., barbabietola rossa
bbanna, s.f., 1. banda musicale di paese. (Beta vulgaris L. var. rapacea, Beta vul-
2. (dispr.) orchestra scadente. garis L. var. L. Salisb.).
bbannlla, s.f., bandella dellimposta: bbarbacane, s.m., 1. ripiano coltivabile
quelro due s ggngheno e ~, insepa- su pendio scosceso. 2. legno fissato al
rabili. muro a sostegno di una tavola.
bbannerla, s.f., banderuola. bbarbaggianne, bbarbajjanne, s.m., 1.
bbann, v. tr., bandire, proclamare nelle barbagianni (Tyto alba Scop.). 2. (fig.,
strade avvisi dinteresse pubblico. dispr.) corteggiatore, spasimante.
bbannira: bbagnra. bbarbajjanne: bbarbaggianne.
bbannita, s.f., 1. bandita, riserva. 2. re- bbarbalscia, s.m., individuo dal volto
cinto per bestiame. glabro.
bbannitre, s.m., banditore: ~ pbbreco. bbarbanra, s.m., almanacco: passvono
bbanno, s.m., bando: bbutt l ~, bandire, pi li case a vvnna l ~.
annunziare pubblicamente. bbarbarasco, s.m., tassobarbasso (Ver-
bbnnolo, s.m., (raro) bandolo: tcca bascum thapsus L.).
trov l ~ di sta matassa. bbarbarsco, s.m., (arc.) dipendente che
bbao, s.m., essere pauroso immag., aveva in custodia i cavalli.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
172

bbarbartta, sopr. (in formuletta di gioco ranno state quattro cnque bbarda-
infant.). scitte.
bbarbaro, s.m., (ant.) barbiere. bbardlla1, s.f., 1. sella larga, imbottita,
bbarbataro, s.m., superficie della vigna con alto arcione. 2. (fig.) sfacchinata. 3.
dove sono allevate le barbatelle. (fig.) sudata: mva fatta pijj na ~ chi
bbarbazzale, s.m., 1. pappagorgia, di una n vi dico, da non dire. 4. macchia di su-
persona. 2. (raro) radice superficiale fi- dore sulla schiena: ma mm pi sta fadiga
liforme, capillare di vite. 3. giogaia del mi si prse na ~ di sudre. 5. peso note-
bue || pl. bbarbazzale, bargigli di galli- vole. 6. (fig.) grande spavento.
nacei. bbardlla2, cogn., Bartella.
bbarbtta, s.m., (scherz.) uomo con la bbardria, s.f., baldoria: facvemo m p
barba a punta. di ~.
bbarbtte, s.f. pl., radici superficiali fili- bbardtto (a), loc. avv., in disordine,
formi della vite: se ppjjano l zoprav- dove capita: bbutt ll n ordgno ~.
vnto le bbarbtte, la vite prde de bbarlla, s.f., attrezzo per il trasporto a
fnno, si indeboliscono le radici princi- mano delle bigonce, composto da due
pali | spra spra vngono tutte bbar- stanghe laterali cilindriche e due assi
btte givene. poste in senso trasversale.
bbarbire: dim. bbarbiertto. bbarellne, s.m., lunga cesta di vimini
bbarbiera, s.f., (ant.) negozio da bar- poco profonda, con quattro lunghi ma-
biere. nici alle estremit, usata per trasportare
bbarbinara, s.f. coll., insieme delle radici pesi.
capillari della vite. bbarira, s.f., barriera.
bbarca, s.f., 1. barca: (d.) d va la ~, va bbarilata, s.f., liquido contenuto in un ba-
Bbacccia (sugli opportunisti) || dim. rile.
bbarchtta: l fscio facva la ~, nnava bbarile, s.f., mozzo della ruota del carro
ll (della canapa che galleggiava sul agricolo.
maceratoio). 2. (fig.) scarpa enorme: bbarizzo, sopr.
varda che bbarche! 3. (fig., dispr.) bbarlamme, s.m., 1. Balaam, personag-
donna grossa e sfatta. 4. grande quan- gio biblico: me pare la mula de ~, di
tit: cha na ~ de srde. animale che recalcitra. 2. persona tra-
bbarcara, s.f., grande mucchio di fieno. sandata. 3. persona dappoco.
bbarcarlo, s.m., barcaiolo. bbarltta, s.f., bariletto della capienza di
bbarco, s.f., bica quadrangolare di covoni alcuni litri.
|| ~ (l), microtop. bbarlzza, s.f., barilotto di legno, della
bbard, v. tr., bardare || bbardasse, v. rifl., capacit di circa 30 litri, per il trasporto
1. equipaggiarsi. 2. agghindarsi. a soma di vino || dim. bbarlozztta.
bbardacchino, s.m., 1. baldacchino. 2. bbarlozzaro, s.m., artigiano costruttore di
(dispr.) costruzione instabile. barili.
bbardasciata, s.f., ragazzata. bbarlzzo, s.m., 1. bariletto (della capa-
bbardscio, s.m., ragazzino (di 10-14 cit di 3-5 litri). 2. (fig.) bambino ro-
anni) || dim. bbardasctto. tondetto || dim. bbarlozztto.
bbardascitto, s.m., adolescente: sa- bbaronfottuto, s.m., individuo falso.
Vocabolario
173

bbarzza, bbarrzza, s.m., barroccio. bbartto, agg., 1. prossimo alla matura-


bbarratto, s.m., baratto, scambio di beni zione, di grano. 2. cucinato a mezza cot-
con altri beni. tura. 3. flaccido, di pne. 4. (fig.) di
bbarrttolo, s.m., barattolo || dim. bbar- individuo quasi adulto.
rattoltto, (fig., dispr.) individuo basso e bbscola, bbsquela, s.f., basculla, bilan-
tozzo || prov.: l velno sta mal barrt- cia a ponte.
tole ciuche. bbasleca, s.f., 1. basilica. 2. largo om-
bbarre, s.m., (rec.) bar: se vanna brello di forma conica a gheroni colo-
mmtta ssda marum ~ || dim. bbar- rati, che si porta in processione.
rtto. bbasleco, s.m., basilico (Ocymum basi-
bbarrtta, s.f., 1. berretta del prete, nic- licum L.).
chio. 2. berretto. bbsquela: bbscola.
bbarrtto, s.m., berretto: l ~ arto e ttsto bbass: abbass.
chi ppariva cme na misurlla. bbassanellse, s.m., abit. di Vasanello ||
bbarrista, s.m., (rec.) barista. agg., vasanellese.
bbarrzza: bbarzza. bbassanllo, top., Vasanello: n ce rive,
bbrtolo, ipoc., Bartolomeo. se de ~ (bisticcio sullagg. bbasso, di
bbaruffasse, v. intr. pron., litigare. statura inferiore alla media).
bbaruffata, s.f., litigio. bbassato: abbassato.
bbarurlla, s.f., (infant.) gioco consi- bbassitajja, s.f., regioni dellItalia meri-
stente nello scivolare lungo un piano in- dionale.
clinato con il deretano a terra. bbast, abbast, v. intr., essere a suffi-
bbarzano, agg., 1. balzano, di cavallo. 2. cienza: l damagn se lo farmabbast
vaiato, di cavallo con occhi di colore | abbasta e avanza, pi che sufficiente
differente. 3. strabico. 4. (fig.) strava- | qu bbasta e nabbasta, scarso, ap-
gante, matto: cha l ciarvllo mo ~ || pena sufficiente | l zale quantabbasta |
s.m., (fig.) individuo strano. ftevalabbast! | abbasta la salute,
bbarzarlo, s.m., mietitore che compone rig!, la salute il bene pi grande | j-
il legaccio per il covone. jela v, abbasta che bbutta la rbba a
bbrzimo, s.m., (raro) balsamo. ttummell!, non fa che gettare i suoi
bbarzo1, s.m., legame formato da una vestiti dove capita | ncra n vabbasta?
treccia di spighe, divelte con tutta la ra- | abbasta che ppgono davro, purch
dice, che veniva attorcigliata attorno al paghino || prov.: na campana bbasta pe
covone: quanno se metiva, cra qullo ccnto frate || Forme: Ind pres. 6 abb-
che mettva l ~ (un operaio addetto). steno, bbsteno, bbstono | P. pass. bba-
bbarzo2, s.m., balzo: pijj la pallal ~. sto.
bbarzlo, s.m., 1. luogo sopraelevato, bbasta: abbasta.
rialzato. 2. pianerottolo esterno delle bbastanza, avv., abbastanza.
scale. 3. ripiano in legno, su cui disporre bbastardo, s.m., (arc.) solco regolatore di
oggetti da caricare. 4. terrazza in vigne- acqua nel campo || bbastarde, s.m. pl.,
to: vigna a bbarzle. 5. trespolo della ci- brefotrofio: llha pprto a li ~.
vetta: me pare la ciuitta sul ~ (detto di bbastardtto, s.m., meticcio, ibrido fra
donna che ambisce a mettersi in vista). due razze.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
174

bbastaro: imbastaro. di scavo vero e proprio delladulto). 8.


bbastmento, s.m., bastimento || ~ ari- spaccare: stvono llre sane a ~ la
vortato, qullo che ddichi, tutto pe tt! bbrccia sttal zle || Forme: Ind. pres.
(espr. che ritorce insulti e contumelie 4 bbattmo; 6 bbtteno | impf. 3 bbat-
contro chi li lancia). tva, bbattiva; 6 bbattvono, bbattveno
bbastiano, ipoc., Sebastiano. | perf. 4 bbattssimo; 6 bbattinno | Ger.
bbasto (a), loc. avv., sul basto: le bbi- bbattnno.
gnze le portvomo ~. bbattajja, s.f., battaglia.
bbastoncllo, bbastoncllo, s.m., baston- bbattajjro, agg., battagliero.
cino || bbastonclle, s.f. pl., prime aste bbattajjne, s.m., battaglione.
che si fanno a scuola. bbattana, s.f., (fig.) scarpa spropositata.
bbastne: mdd. se l ~ de la vecchjara, bbatte: bbatta.
detto del nipotino || prov.: vste m ~, te bbattebbcco, s.m., battibecco.
pare n zignre | ~, fiche, przeche bbattecre, bbatticre, s.m., batticuore:
mmelne! (commento scherz. quando li mille lire facveno ven l ~ a nnome-
viene giocata una carta del seme di ba- nalle.
stoni). bbattemano, s.m., battimano || pl. bbatti-
bbatalna, s.f., donna trasandata. mane.
bbate: bbade. bbattemuro, s.m., (infant.) battimuro,
bbato: bbado. gioco fatto con monete o con bottoni.
bbati: bbade. bbattnte, s.m., vetta, bastone corto del
bbatcchjo: bbadcchjo. correggiato, che veniva usato un tempo
bbatta, bbatte, v. tr., 1. battere: ~ l dnte per battere cereali e oggi legumi secchi.
pil frddo | num pnno ~ chjdo, non bbattepalle, s.m., (infant.) cerbottana a
trovano un lavoro | ~ la migragna, sof- stantuffo, confezionata con un ramo
frire la carestia | ~ la fiacca, lavorare svuotato di sambuco, per lanciare pal-
svogliatamente | cha bbattuto l naso, line di stoppa.
s ffregato | ~ l piattine, a) tremare di bbattescpa, s.f., battiscopa.
freddo; b) stare in fin di vita | ~ le gnc- bbattesghere, s.m., mazzuolo di legno
cole (rif. alla scavezzatura della canapa) con cui si batte il sughero della botte,
| mdd. ce bbatte pure de cassa?, insisti?, per infilarlo.
protesti? || prov.: l frro tcca bbttelo bbattibbrccia, s.m., spaccapietre, ope-
quann ccallo. 2. bacchiare: bbattinno raio che rompe pietre per inghiaiare le
le nce co la prteca. 3. trebbiare: sul strade.
princpio, quanno nun crono le m- bbattibbujjo, s.m., confusione, caos:
chine, l grano se bbattva col coriato. tutta cchjacchjer, hanno fatto m ~, n
4. sgusciare legumi: nnama ~ l facile ze capiva ppi gnnte.
cul curiato. 5. colpire: llua bbattuta da bbatticre: bbattecre.
la grndene se scca. 6. frullare, per es. bbatticulo, s.m., (infant.) gioco con cui
le uova. 7. zappare: ~ l fnno avante, ef- due ragazzi afferravano un compagno
fettuare lo scavo superficiale del vi- per le gambe e per le braccia, facendo-
gneto col bidente (rif. al lavoro leggero gli pi volte battere il suolo con il dere-
di un adolescente, che precedeva quello tano: si nun finisce la csa, li facmo l ~.
Vocabolario
175

bbattifrcia, s.m., battifalce, piccola in- nomica: oddimo che ~!


cudine su cui si batte la lama della falce bbavajjo, s.m., mascherina: li toccava
messoria, per rifarne il filo. ten l ~ sul viso, pi narispiralla.
bbattilarda, s.f., tagliere. bbavajjlo (rec.): bbavarla.
bbattillcchjo (m), loc. avv., in un batter bbavarla, s.f., bbavajjlo (rec.), s.m.,
docchio, in un attimo. bavagliolo: mttete la bbavarla!
bbattillnta, bbattilnta, s.f., tagliere di bbavira, s.f., (gerg.) povert: st im ~,
legno. co le sacccce arivortate.
bbattilnta: bbattillnta. bbvoro, s.m., bavero.
bbattipanne, s.m., battipanni; arnese di bbavso, agg., 1. (fig.) povero. 2. (fig.)
vimini intrecciati, per battere o scuotere avaro || mdd. f l giro del ~, seguire un
abiti, tappeti, ecc. cammino tortuoso.
bbattira, s.f., batteria. bbaarre, s.m., 1. bazar. 2. (fig.) confu-
bbattistrio, s.m., 1. battistero. 2. (fig.) sione, caos.
scarica di busse. bbaccola, s.f., bazzecola.
bbattisgoro, s.m., mazzuolo di legno. bbazzic, v. tr., praticare, frequentare.
bbattitre, s.m., trebbiatore: vengaranno bbazzictto, s.m., sette punti che si rea-
l battitre cul curiato da fri. lizzano con tre carte uguali nel gioco
bbattitro, s.m., battitore; organo a tam- della bazzica (briscola con laccuso) ||
buro rotante della trebbiatrice, che serve tcca f a ~ forzato, fare di necessit
a separare le cariossidi dalle spighe e virt.
dai tutoli: appna entrato l grano, se bb: emb.
chjamava l battitro. bba: bbva.
bbattuta: la tribbiatura adra allrteme bbeato, bbato, agg., beato: ~ a cchi ccha
bbattute, alla conclusione | oramae po- n cchjo!, felice chi vivr | ~ a sso! |
rtto sta allrteme bbattute, ridotto agli ad ccontnto e ~, felice e spensierato |
estremi (rif. al moribondo). bbate valtre! | ad bbata e ssudisfatta
bbattuto, s.m., 1. condimento fatto con | (scherz.) ~ a tt che n capisce gnnte!
lardo tritato, erbe e spezie. 2. (fig.) sca- bbebb (a la), loc. avv., alla beb: la su
rica di busse. rigazza prta l caplle ~.
bbaubbau, s.m., (infant.) essere pauroso bbebbiccio, sopr.
immag., babau. bbecc, v. tr., 1. beccare || prov.: gallina
bbaddo, s.m., individuo stupido. chi num bbcca ha ggi bbeccato. 2.
bbaullata, s.f., contenuto di un baule. (fig.) buscare: bbcchete qu!, prendi
bballe, bbulle, s.m., baule || dim. questo! 3. catturare.
bbaulltto | accr. bbaullne. bbeccccia, s.f., 1. beccaccia: pijj le
bbulle: bballe. bbeccacce, soffrire freddo. 2. (fig.)
bbaustte, bbausttete, inter., (infant.) grosso oliatore con becco lungo, in ter-
voce scherzosa per impaurire il bam- racotta o in metallo, in uso nelle seghe-
bino. rie e officine meccaniche: la ~ delljjo.
bbausttete: bbaustte. bbeccaccine, s.m., marito tradito con-
bbava, s.f., 1. schiuma. 2. moccio della senziente.
lumaca. 3. (fig., gerg.) ristrettezza eco- bbeccacciuto, s.m., maldicente.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
176

bbeccafiasco, s.m., 1. (scherz.) capo a signare i vincitori tra concorrenti che


legno o sperone della vite tagliato in hanno raggiunto uguale punteggio: m
maniera inesperta. 2. (arc.) sporgenza ffamo la ~ | mdd. la ~ e mme la f! 2.
derivante sullolivo da potatura ine- bella copia: mtte m ~, ricopiare in bella
sperta. copia.
bbeccamrto, s.m., 1. guardiano del ci- bbellapsta (a), bbellappsta (a), loc.
mitero. 2. (fig.) babbeo. 3. (fig.) cici- avv., appositamente: llha ffatto ~.
sbeo, cascamorto. bbellappsta (a): bbellapsta (a).
bbcche, s.m., catrame. bbellarama, sopr.
bbcco, s.m., 1. becco: mtte ~, immi- bbellarbba, s.f., 1. cosa spregevole. 2.
schiarsi: sso cha ssmpre da ~. 2. (fig., antifr.) cattivo soggetto.
(fig.) pne. bbelleffatto, agg., confezionato: l vistito
bbeccuto, agg., di persona che si immi- m lo cmprano ~.
schia. bbellemmjjo, avv., alla meglio.
bbecialino, s.m., 1. miope. 2. chi porta bbellzza: ad li stte bbellzze, bellis-
occhiali da vista. simo | vinne n faciolto de li stte bbel-
bbeciamlla, s.f., besciamella. lzze, rigoglioso | (mdd. scherz.) che ~ a
bbcio, s.m., 1. miope. 2. strabico. 3. bbve l brdo ma la tazza! || prov.: vale
dagli occhi di forma o colore differente. ppi la simpatia che la ~.
4. dallocchio velato. 5. cieco. bbellssema, agg., (raro) bellissima.
bbednte, bbidinte1 (rust.), obbidinte bbllo: (chiapp.) bblla! cme l culo
(rust.), s.m., bidente. de la padlla | m vne l ~! | cco, ~
bbedovino, bbeduvino, s.m., 1. beduino. che ffatto | arranciato alla bblle
2. (fig., dispr.) persona dappoco. mmjjo, in qualche modo | ~ che ito,
bbeduvino: bbedovino. finito | lu v li s ~!, vedi quanto sei
bbefana, s.f., 1. personaggio immag. con bello | ti f ~!, (antifr.) ti aggiusto io | te
aspetto di vecchia ripugnante || mdd. ve- fanno ~! (iron., rif. alle spese proces-
dmo che cce prta la ~, come si risol- suali da sostenere) | ce crescvono du
ver la cosa. 2. (dispr.) donna nubile. 3. bbllrbere | crte bblle savojjarde! |
anziana bisbetica: che ~ quelve! 4. Epi- ad m br tsta de cazzo | llha bblle
fania: pe la ~ famo fsta. mmagnato | ~ che mmanco a ffallo cu
bbefatrfio, s.m., (raro) brefotrofio. le mano | m bellmo | che bbl fijjo!
bbefrco: bbifrco. (sviluppato, sano) | chjapp na frega-
bbgge, agg., color beige. tura bblle bbna | smo bblle!, (an-
bbeggi: bbiggi. tifr.) poveri noi! | s mmsto l vistito ~,
bbeggna, s.f., begonia (Begonia ssp.). della festa | f bbellino e bbelltto, far
bbelncia, s.f., 1. bilancia || ~ (m), loc. moine false || avv., 1. molto: ~ granne,
avv., in bilico: arimanssemo ~ cul car- abbastanza grande | na dnna ggi
rtto || dim. bbelanctta. 2. stadera. 3. bbllanziana | crte fasce bblle
mazzacavallo, congegno per sollevare grsse | lladra rivata ~ s. 2. tran-
la paglia e fare il pagliaio. quillamente: ~ di ntte, zzitto zzitto
bbelardino, antrop., Bernardino. carc ss. 3. con cura: mtte ~ da parte
bblla, s.f., 1. partita di spareggio, per de- le piante de cipccia || prov.: pssa ~ e
Vocabolario
177

ccumpar, fa la bbarba al venard | nedizione. 2. (euf.) accidente: te pijje na


chi ~ v ccompar, quarche mmale ha ~ a ppide pare! (quando giacerai mo-
dda soffr | chi ~ smpre, nun ~ mae rente sul letto) | vi pssa pijjavve na ~!
| chi nnasce bblla, nun nasce pove- bbnna, s.f., benda.
rlla. bbenn: abbenn.
bbelloll, avv., 1. molto lontano. 2. in et bbenvinuto, bbinvinuto, agg., benvenuto.
avanzata: ppure lue sta ~. bbenvol, v. tr., benvolere: llha pprso a
bbellzzo, agg., belloccio. ~, n zimpata | ad bbenvorzuto da tutte
bbenano: che sse de ~?, sei stupido? | ra l pi bbenvuluto de li mastre.
bbenarzato, inter., (iron.) forma di saluto, bbnze, s.m. pl., (infant.) bastoncini usati
che si rivolge a chi si sia da poco alzato nel gioco della lippa: ggiocama
dal letto. mmazza e ~.
bbendeddo, s.m., abbondanza. bbenina, bbinina, s.f., (fig., scherz.)
bbne, s.m., 1. bene: li vle m bn del- vino.
lnema, lo ama moltissimo | te pijje m bbeninaro, bbininaro, s.m., 1. addetto
~! | annamo di bbnim mjjo. 2. (arc.) ad un distributore di carburanti. 2. (fig.,
orazione: ve dir m p de ~ pe li pri euf.) ubriacone.
mrti || prov.: chi tti v ~, ti fa ppiagne; bbezza, bbevzza, s.f., (scherz.) vino.
chi tti v mmale, ti fa rride || avv.: va bberclla, bberglla, s.f., 1. strega. 2.
bb, cannar io | bbn arrivato! | llva prostituta.
strillate ~ ~, li aveva sgridati severa- bbergamna, s.f., pergamena.
mente. bberglla: bberclla.
bbened, abbened, abbinid, bbinid, v. bberlicche, mberlicche, s.m., 1. (scherz.)
tr., benedire: llha mmannata ffasse ~ | diavolo || f ~ e bberlcche, beffare. 2.
pzza ~!, inter. di meraviglia e augurio (infant.) essere pauroso immag., babau:
| (mdd. scherz.) l Zignre te bbenedica, si nun sta bbno, chjamo ~ (detto ad un
co la crste la mollica! || Forme: Ind. bambino).
pres. 1 bbenedscio; 4 bbenedicmo, bberlingccio, s.m., personaggio di car-
bbenedimo; 6 bbenedsciono | fut. 3 nevale: pro ~!
bbenedisciar | P. pass. bbeneditto, bbi- bberlcche, vd. bberlicche.
nidtto. bberlcco: bbrillcco.
bbenemmjjo, loc. avv., tranquillamente: bbernardne, s.m. pl., (scherz.) occhiali
camminavo ~, quanno me casc ad- da vista.
dsso | si mise a ppisci ~ addssal bbrta1: s na ~ fedle (ad un ingenuo che
muro. si fida troppo di altri).
bbenest, s.m., 1. tranquillit, benessere: bbrta2, s.f., (gerg.) tasca: mtte m ~, in-
ffinito l ~ | te puzza l ~, n te contnte tascare.
mae. 2. benestare, permesso. bbertllo, s.m., 1. antrop., Bertoldo. 2. in-
bbenevulnza, s.f., benevolenza. dividuo sciocco.
bbenfatto, agg., corretto || avv., con vi- bbrva, s.f., belva.
gore: le facile prseno l via ~, comin- bberzajj, v. tr., bersagliare.
ciarono a crescere rigogliosamente. bberzajjre, bberzallire, s.m., 1. bersa-
bbenidizzine, bbinidizzine, s.f., 1. be- gliere | bberzajjra (a la), loc. avv., alla
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
178

bersagliera, rapidamente. 2. (fig.) indi- | bbva ddiggiuno | bbva ppizzo, ac-


viduo aitante: ncra m ~ a ottan- costando alla bocca lapertura del reci-
tanne! piente | bbva ggarganlla, a ttnfo,
bberzajjo, s.m., bersaglio. bere senza accostare il recipiente alla
bberzallire: berzajjre. bocca | bbve, bbe? | si ssattacca ~, n
bberzcolo: bbirzcolo. ze finisce ppi col callo. ppggio |
bbescino: bbiscino. mdd. ha bbeuto llacqua de la Palan-
bbesogn: gna. zana (rif. a forestiero che decide di sta-
bbesgno, s.m., 1. bisogno, necessit ma- bilirsi a Viterbo) | t, bbvece n
teriale: qusto succedva prima, quanno quartino! | mann a ~ man quarcuno,
che la ggnte avva ~, channvono a burlare, dar ad intendere | dille de s e
rricerc (rif. alle condizioni economi- ddalle da bbve! || prov.: se ttu bbve m
che) | cu qqulle linzla de cnepe bicchjre de vino, stae luntano dal m-
manco cra di ~ che ssi grattsseno, deco e l becchino || Forme: Ind. pres. 2
non era necessario. 2. defecazione: ve- bbve 4 bbevmo | impf. 1 bbivivo; 3
dve l fijje tutta ff l ~ pe strada. bbeva, bbeviva; 4 bbevvomo; 6 bbiv-
bbestemmi: bbiastem. vono, bbivveno | perf. 3 bbev; 2 bbe-
bbestnto, s.m., personaggio immag. di vste; 3 bbev, bbiv; 4 bbevssemo; 6
una favola senza fine. bbevinno | fut. 1 bbevar; 2 bbevarae; 3
bbstia, s.f., animale domestico equino o bbevar; 4 bbevarmo; 5 bbevarte; 6
bovino: na ~, che mmzzeca e ttira bbevaranno | Imper. 2 bbve | P. pass.
carce. bbeto, bbuto | Ger. bbevnno || s.m.,
bbtta, ipoc., Elisabetta. vino.
bbttala, bbttela, s.f., 1. bettola: annava bbevanna, bbivanda (raro), s.f., bevanda.
ma li bbttele || dim. bbettolino. 2. (fig.) bbevarasse: abbevarasse (vd. abbe-
chiacchiericcio. 3. (fig.) confusione, var).
caos. bbevarccio, agg., 1. bevereccio. 2. bevi-
bbettalmme, bbettelmme, top., Be- bile.
tleem || s.f., (scherz.) bettola: ann m ~, bbevarllo, s.m., 1. luogo del fosso dove
allosteria, a bere. si dissetano gli uccelli: sannava ccc-
bbttela: bbttala. cia al ~ co la rte. 2. (fig., scherz.) bet-
bbettelmme: bbettalmme. tola.
bbettleca, s.f., betonica (Betonica offi- bbevarne, s.m., beverone.
cinalis L.). bbve: bbva.
bbetasse: abbitasse (vd. abbit). bbever: abbevar.
bbeta, bbta, s.f., bevuta. bbeveratro: abbeveratro.
bbva, bba, bbve, bbvere (raro), v. tr., bbvere (raro): bbva.
bere: e ddalle a bbva, che ccha sste! bbeverino, s.m., offerta di vino: al fac-
| annama ~ na fojjtta! | bbvese n chine l ~ a Ffuntana granne lo passava
quartino | vna ~ cu nnue! | bbve! | se l cnte Fane.
bbve na dga quelue, beve molto | bbevicchj, v. intr., (scherz.) sbevazzare.
bbva sslo, da solo | li dava da ~ | bbevzza: bbezza.
pass dda ~, portare da bere agli operai bbiacino, sopr.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
180

bbiacinta, antrop., Giacinta. bbicicoltta (arc.), bbicicultta (arc.),


bbicio, antrop., Biagio. bbicigltta, s.f., bicicletta: na curza de
bbiada: (gerg.) d la ~, superare, vincere. bbicigltte, una corsa ciclistica.
bbianchira, s.f., biancheria: ~ pi sstto, bbicicultta (arc.): bbicicoltta (arc.).
biancheria intima. bbicigltta: bbicicoltta.
bbianco, agg., 1. sterrato: pijja na strada bbcio, agg., 1. bigio, grigio: l frate ~. 2.
bbianca, tutta mporvarata. 2. dalla car- rosato, di vino.
nagione chiara, non abbronzata: ~ cme bbicca, s.f., bicocca.
n znnero. bbidinte1 (rust.): bbednte.
bbiancne, s.m., 1. variet di fico. 2. ca- bbidinte2, agg., ubbidiente.
stagna immatura. bbidon, v. tr., (gerg.) truffare.
bbiasimato: (prov.) cavallo ~ llariluce lu bbida, bbita, bbitala, s.f., 1. bietola
plo (le persone calunniate trionfano (Beta vulgaris L.). 2. bietola da costa
spesso con il loro comportamento cor- (Beta vulgaris cycla L.) | bbitala sar-
retto). vteca (Rumex crispus L.): la ~ cha la
bbiastem, bbestemmi, bbiastim, fjja ppi cciuca.
bbiastimi, v. tr., bestemmiare: bbiaste- bbille, n. di unantica torre di Viterbo:
mava cme naterano | bbiastima cme sam ~, san Biele.
n turco. bbita: bbida.
bbiastma: bbiastima. bbitala: bbida.
bbiastima, bbiastma, s.f., bestemmia: bbietolne, s.m., buono a nulla.
sta dd n zacco de bbiastime. bbifana, s.f., Epifania, soltanto nel prov.:
bbiastim: bbiastem. la ~, tutte le fste li prta via.
bbiastimamnto, s.m., (raro) il bestem- bbfara, bbfera, s.f., (scherz.) naso
miare. grosso.
bbiastimi: bbiastem. bbfera: bbfara.
bbato: bbeato. bbiferaro, s.m., suonatore di piffero.
bbibbar, bibber, s.m., biberon. bbiffa, s.f., 1. paletto o segnale di canne
bbibber: bbibbar. incrociate, messo come punto di riferi-
bbibbriotca, s.f., biblioteca. mento, per squadrare un terreno. 2. se-
bbica, s.f., catasta quadrangolare di co- gnale di divieto di busca (canna con
voni. tabella, piantata in terra). 3. canna in-
bbicchjre, s.m., 1. bicchiere: ll, famo l crociata posta sul campo incolto altrui
~ de la staffa!, suvvia, beviamo un ul- come segnale di derisione: passato l
timo bicchiere di commiato || prov.: venticinquaprile se piantava la ~, sab-
pco e spsso e l ~ pino || vezz.: bbic- biffava la vigna, ce se mettva na ~
chjertto: bbevmo n antro ~ nzime! 2. arta, na canna anche n cannne du ag-
isolante di maiolica che sostiene i fili giuntate, pe ccojjonlla. che navvono
della linea elettrica || bbicchjerino, sopr. ncominciato a llavor la trra chra
|| accr. bbicchjerne, portalume della tutta sda.
macchina di Santa Rosa. bbiff, abbiff, ambiff, imbiff, v. tr., 1.
bbicco, s.m., becco (solo in una battuta di picchettare il terreno, segnandolo con le
favoletta): mstre l ~. biffe. 2. piantare sul terreno incolto al-
Vocabolario
181

trui, per derisione, una canna incrociata: bbijjetteria, s.f., biglietteria.


bbiffvono le terrne, se la vigna pi bbijjtto, s.m., biglietto.
ssam Marco ra ncra sda | sambif- bbijjettne, s.m., banconota.
fava dppo l venticinquaprile pe ccoj- bbilanci, v. tr., equilibrare un carico.
jonlla. bbilanciaro, s.m., bilanciaio.
bbifrco, bbefrco, s.m., bifolco, operaio bbilancino, s.m., 1. trapelo; quadrupede
che ara la terra con i buoi || dim. bbifor- supplementare, messo a lato del princi-
chtto || agg., (fig.) rozzo, maleducato. pale || ~ (a), loc. avv., a) al seguito:
bbiforne, s.m., persona dal grosso naso. quarche ffijjo sattacca ~; b) a ufo. 2.
bbigantne, s.m., 1. vagabondo. 2. im- (fig.) persona di aiuto.
pertinente. bbilancine, s.m., 1. grande stadera per
bbiggi, bbeggi, s.m., bigi. grossi pesi, con un gancio al posto del
bbightta, s.f., calesse leggero a due piatto (durante la pesatura, due persone
ruote trainato da cavallo per trasporto di tengono sulle spalle il bastone infilato
persone. nel gancio del braccio). 2. rete quadra o
bbigna (rec.): gna. rettangolare da pesca, tenuta aperta da
bbign, s.m. inv., (fig., scherz.) deiezione due aste incrociate.
umana: crte ~ chi ancra fumveno. bblia, bbilla1, s.f., tortore; bastoncino
bbigonzggene, s.f., stupidit. torto, usato per serrare le legature delle
bbigonzaro, s.m., artigiano che confe- some sul basto: la ~ sinfilava ma la
ziona bigonce. crda di la susta.
bbigonzata, s.f., contenuto di una bigon- bbilla1: bblia.
cia. bbilla2, s.f., tacchina || imprec.: prca ~!
bbigonztto, s.m., 1. (raro) girello con bbillaro, agg., predatore di tacchini: farco
ruote entro il quale si introduceva il ~, nibbio (Milvus migrans Boddaert).
bambino, perch imparasse a muovere bbillzza, s.f., bellezza || sopr.: tranchde
i primi passi. 2. vinello fatto con i grap- di ~.
polini spigolati e pigiati nella bigoncia. bbillo, s.m., tacchino (Meleagris gallo-
bbigonzit, s.f., (raro) stupidit. pavo L.) || dim. bbilltto || ~ (l), sopr.
bbignzo, s.m., 1. bigoncia: prepar le bbilnna (la), sopr.
bbignza pi sdivign || ~ scarcarllo, bi- bbimbrul: vimbrul.
goncia dal fondo apribile per il trasporto bbinanche: abbenanche.
del letame sul campo || accr. bbigon- bbingalle, s.m. pl., bengala.
zne. 2. vinello fatto con i grappolini bbinid: bbened.
spigolati e pigiati nella bigoncia: famo l bbinidica, inter., espr. di gioia o augurio.
~ del buarro. 3. (fig.) individuo stu- bbinidizzine: bbenidizzine.
pido. 4. (fig.) individuo credulone || bbinificnza, s.f., beneficenza.
agg., (fig.) stupido || Forme: pl. bbi- bbinifcio, s.m., beneficio, vantaggio.
gnza, bbignze. bbino, antrop., nellespr.di rifiuto: la fava
bbigudino, s.m., bigodino. de ~! (vd. fava).
bbijjardino, s.m., (rec.) calcio-balilla. bbinzza (la), sopr.
bbijjardo, s.m., biliardo. bbinvinuto: bbenvinuto.
bbijjettaro, s.m., bigliettaio. bbinina: bbenina.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
182

bbininaro: bbeninaro. bbscoro, s.m., 1. zipolo che sinfila nel


bbicca, s.f., chioccia: mttelo stto la ~! rubinetto della botte. 2. (fig.) individuo
(espr. iron. rif. ad orologio, attrezzo o strano. 3. (fig.) tizio.
macchina che funziona male). bbisest, v. intr., 1. essere bisestile (del-
bbinno, agg., biondo. lanno di 366 giorni, il cui mese di feb-
bbisema, s.f., (dispr.) minestra collosa. braio di 29 giorni): stanno bbissta.
bbirbaccine, s.m., birbante, furfante. 2. esercitare influenza negativa (detto
bbirbzzia, s.f., 1. furberia. 2. malizia. dellanno bisestile).
bbirbizziso, agg., furbo. bbissto, agg., 1. bisestile. 2. poco propi-
bbirbonfuttuto, s.m., mascalzone. zio, infausto.
bbirllo, s.m., 1. verricello; rullo di legno bbisogn: gna.
dal diametro di circa 20 cm., con due bbisognanno: abbisognanno.
scanalature alle estremit, per farvi pas- bbisnto: sbisunto.
sare le corde, e con buchi dove si intro- bbisorfito, s.m, ipofosfito, usato per con-
ducono due robusti bastoni o pioli di servare il vino: sa dde ~ sto vino.
ferro con un anello in cima ( posto bbisse, s.m., bis: h ffatto l ~ da quantra
sulla parte posteriore del letto del carro bbna, ne ho preso unaltra porzione
agricolo, per tirare e stringere le corde (rif. a pietanza) || inter., bis!: ~, llarivo-
che assicurano il carico). 2. tendifilo; lmo!
piolo di legno, per tendere il filo di ferro bbistcca, s.f., 1. bistcca. 2. bestia
sul filare || dim. bbirilltto. magra.
bbiricinguela, s.f., altalena posta in bi- bbisteccne, s.m., (fig.) spilungone.
lico su un appoggio. bbistemmiatre, s.m., bestemmiatore.
bbiriccola: bbriccola. bbistiame, s.m., bestiame.
bbiriccolo: bbriccolo. bbistnno, agg., bistondo.
bbirignccolo, s.m., gonfiore. bbitrzolo: bbrotzzolo.
bbirnacca, cogn., Bernacca (meteorologo bbitorzolso, bbritozzolso, agg., 1. con
della TV). bernoccoli. 2. ruvido.
bbirra: tutta ~ (a), ad alta velocit. bbittina: vettina.
bbirrcchjo, s.m., 1. vitello di un anno bbitu: abbitu.
non castrato; torello. 2. (fig.) ragazzo bbituarmnte, avv., (citt.) abitualmente.
tarchiato. bbu, inter., voce per incitare un cavallo.
bbirzcolo, bberzcolo, bbrizzcolo, s.m., bbiulla, s.f., movimento ondeggiante || pl.
bisegolo, lisciapiante; arnese di bosso o bbiulle: f le ~, a) ondeggiare, barcol-
di altro legno duro, usato dal calzolaio lare: quanno sarza, llaquilne fa le ~;
per levigare e lucidare suole e tacchi. b) correre zigzagando; c) prendere
bbisbijj: sbisbijj. curve strettissime con un veicolo; d)
bbisbocciata, s.f., 1. baldoria. 2. festa tra procedere con andatura barcollante: ra
amici. mbraco frcio, facva le ~ pi la strada.
bbscia dacqua, s. f., vipera dacqua, bi- bbta: bbeta.
scia dal collare (Natrix natrix L.). bbivanda (raro): bbevanna.
bbiscino, bbescino, s.m., garzone del pa- bbiocggene, bbiochera, s.f., bigot-
store o del vaccaio || dim. bbiscinllo. teria.
Vocabolario
183

bbiochera: bbiocggene. bboccccia, s.f., sapore sgradevole la-


bbico: bbigo. sciato in bocca.
bbiocume, s.m. coll., (dispr.) gruppo di bboccajjne, s.m., persico trota (Microp-
bigotti. terus salmoides Lacpde).
bbiga, s.f., bigotta || accr. bbiogna. bboccale, s.m., misura di capacit pari a
bbigo, bbico, s.m., bigotto || litri 2.
bbigo farzo, ipocrita || l ~, sopr. bboccaltta, s.f., (raro) apertura nellorto
bbl, inter., puah!, espr. di disgusto. per lafflusso e il deflusso dellacqua di
bblcche, s.m., catrame: c ncra l nm- irrigazione.
mero scritto cul ~ sul muro dil casale. bboccaltto, s.m., piccolo recipiente di
bblocchtto, s.m., pezzo squadrato di tufo terracotta monoansato per vino.
per costruzione. bboccalne, s.m., nappo con cui si tra-
bb, inter., bah!, non so, chiss: ~, va vasa lolio.
ssap || onom., bum! (voce per impau- bboccanra, s.m., (arc.) fucile.
rire un bambino). bboccatne, s.m., colpo inferto a mano
bbbba, sbbba, s.f., 1. brodaglia. 2. mi- aperta sulla bocca altrui.
nestra distribuita ai poveri. bboccatura: abboccatura.
bbbbo, s.m., (infant.) essere pauroso bboccettccia, s.f., fiala.
immag., babau. bbocchjja, s.m., chi parla a voce alta.
bbobbol: bbubbol. bbcchese, s.f., boxe.
bbcca: ssa de ~ fina, schifiltoso | cha bbocchesire, s.m., pugile.
ffatto la ~, ci avvezzo | bbevmo n bbocchtta, s.f., apertura nellorto per
gocctto ggiusto pe rrifasse la ~ | rri- lafflusso e il deflusso dellacqua di ir-
masto a ~ spalangata | li scarpe a ~ rigazione: ne lo spartitre sprono le
aprta, con la suola staccata | ~ de bbocchtte || dim. bbocchettccia, pic-
mmrda! | ~ de fgna! | ~ de frgna: a) cola apertura accanto alla bocca del
bambino (in tono scherz.); b) (dispr.) in- forno, attraverso la quale silluminava
dividuo dappoco: sto ~ de frgna! | ~ linterno con un pezzo incendiato di
scrta, chi mangia poco, con ricerca- legna, per controllare il pane in cottura.
tezza | ~ spiciata, individuo schizzinoso bbocchinara, s.f., (triv.) fellatrice, donna
| n fijjio guvernato a ~ mia che vve, nu- che pratica il coito orale.
trito regalmente | ~ pina (a), loc. avv., bbocchino1, s.m., piccola apertura ac-
in grande misura: dppo s uscite fra ~ canto alla bocca del forno, attraverso la
lletrusche, sono diventati di moda | ~ quale silluminava linterno con un
bbaciata (a), loc. avv., facilmente || ~ (a pezzo incendiato di legna, per control-
mma), loc. avv., freddamente || prov.: lare il pane in cottura.
~ nta nun disse mae di n | ~ nta e bbocchino2, s.m., (triv.) fellazione, coito
cculo strappato (di chi spreca e pensa orale praticato dalla donna.
solo a mangiare) | si la ~ ride, la bbrza bbccia: (prov.) l velno sta ne la ~ pc-
piagne | m ~ chjusa n cntrono msche cola.
|| ~ de lo stmmoco, cardias || ~ de lupo, bboccino, bbuccino, s.m., 1. pallino (nel
bocca di lupo (Melittis melissophyllum gioco delle bocce). 2. (fig.) capo, cer-
L.). vello: te ggira l ~?, sei matto? | se mme
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
184

ggira l ~, ci v, se mi viene lestro | se- bbco: bbcio3.


cnno cme le ggira l ~. bbocco: bbajjcco.
bbccio, s.m., (infant.) ncciolo che si ti- bbffice, agg., 1. soffice: n drce bbllo
rava nel gioco del castllo. ~. 2. di belle forme: varda qulla re-
bbcciolo, s.m., boccio di fiore. gazza, bblla ~.
bboccine, s.m., grossa bottiglia da vino, bbjja, s.m., 1. boia. 2. (fig.) terzo ope-
della capacit di 2-3 litri: c dda d che raio di aiuto, per riuscire a caricare un
l ~ del vino num mancava mae. oggetto pesante sul basto: ce volva l ~,
bbcco: bbajjcco. ajjutava pe dd ss l bignzo. oppura-
bbccola, s.f., cappello metallico cilin- mnte se mtte um puntllo. 3. persona
drico, che protegge lestremit della te- crudele: ad pprpio m ~ || prco ~!,
stata della sala nel carro. inter., maledizione! || agg., 1. cattivo. 2.
bboccolaro, s.m., fro duscita dellacqua ingrato: n lavro ~ || pegg. bbojjccia |
in una vasca di macero per la canapa. bbojjaccine.
bbccolo, s.m., buccolo, ricciolo di ca- bbojj: abbjja.
pelli. bbojjara, bbojjera, s.f., 1. mascalzo-
bbocconcino, s.m., pasto antimeridiano nata. 2. delitto.
dei braccianti, che era costituito da bbojjata, s.f., 1. mascalzonata. 2. lavoro
zuppa di pane e vino con cipolla: se fa- male eseguito.
cva l ~ na crtora. bbojjera: bbojjara.
bboccne: magn m ~, fare uno spuntino bbojjicame: bbullicame.
| lass l ~ di la verggna, avanzo nel bblla, s.f., 1. carbonchio, malattia inte-
piatto | nun parl cul ~ ne la bbcca, stinale delle vacche. 2. occhio di pa-
sinn te strzze! | co sti discrzi li fae vone, malattia dei pomodori.
arimpne l ~ | s llevato l ~ da la bboll, v. tr., ingannare.
bbcca, pi ddallo ma sso | d l ~, av- bbollata, s.f., 1. porzione limitata di ter-
velenare | bboccnavvelenato, (fig.) reno di qualit diversa dalla circostante.
dispiacere || dim. bbocconcllo, bboc- 2. insieme di piante: na ~ drba ce cr-
concino, bbuccuncino. sce tra qulle piante.
bboccontto, s.m., 1. dispiacere: nha bblle, bboll, bbull, v. intr., 1. bollire:
ddovute mann ggi de bboccontte! 2. pi bbllono, pi sse ntsteno, l facile.
(dispr.) lavoro mediocre. 2. fermentare, di mosto: cra la tina
bbcio1, s.m., (infant.) essere pauroso pina dua, chi stava pi bbull. 3. gor-
immag., babau. gogliare: llacqua del Bbulicame lo
bbcio2, inter., bah!, non so, chiss. vde cme bblle. 4. ribollire per calura,
bbcio3, bbco, bbcio, s.m., 1. ano || f m del terreno. 5. (fig.) fremere di ostina-
~ cme nordentte a uno, superare, an- zione || Forme: Ind. pres. 3 bbullisce,
nientare lavversario | dajje mal ~! | bblle; 4 bbullimo; 6 bbllono | Ger.
(triv.) mal bco!, inter., nemmeno per bbollnno.
sogno! 2. (fig.) fortuna: (mdd. scherz.) bbolltta, s.f., bulletta.
bbcio di culo, ajjteme, famme sap bbollettaro, s.m., fabbricante di bullette.
chr! (rivolto a chi fortunato nel bboll: bblle.
gioco). bbollicchj, v. intr., bollire leggermente.
Vocabolario
185

bbolliclla, s.f., 1. bollicina daria. 2. bol- biere).


licina sulla pelle. bbonadeddio (a la), loc. avv., discreta-
bbollita, s.f., lavaggio della botte nuova mente: cme stae? ~.
effettuato con acqua salata bollente. bbonadnna, s.f., (euf.) prostituta: (im-
bbollito, bbullito, agg., bollente: lljjo ~ prec.) bbrutte fijje de bbonednne!
| acqua bbollita. bbonafccia, s.f., disinvoltura.
bbollne, s.m., bullone di ferro. bbonafattra, s.f., benefattrice.
bbollre, s.m., 1. ebollizione: pijja l ~ | bbonafde (m), loc. avv., in buona fede:
ha llevato l ~ | ~ (a), loc. avv., in ebolli- sso llavar ddtto ~.
zione: llacqua gna che ssia ~. 2. fer- bbonagnnte, s.m., persona incapace,
mentazione || pl. bollre, sensazione di inetta.
calore: (scherz.) che cchae li ~, a st a bbonamrte: la compagna de la ~.
ffinstra spalangata cu sto frddo? bbonnema, s.f., 1. persona caritatevole:
bbolzense: bborzense. quarche ~ c ssmpre che ttajjuta. 2.
bbolzica, s.f., vescica di maiale, nella defunto: llha ffatto l mi nnno, ~.
quale si conservava lo strutto. bbonantte, inter., buonanotte!: ~ a li so-
bbolzicne, s.m., tosse ostinata, profonda. natre! | ~ Gges che lljj ccaro!
bbomb, bbomm, v. tr., dare la curvatura (detto per porre fine ad una conversa-
ad un oggetto || Forme: P. pass. bbom- zione).
mato. bbonapzza, s.f., (antifr.) cattivo sog-
bbombacine, bbambacine, s.m., gras- getto.
sone. bbonasga, inter., (scherz.) buonasera!
bbombaciuto, agg., obeso. (bisticcio con sga, masturbazione).
bbombard, bommard, s.f., bombar- bbonasra, inter., buonasera!: annave ar
dare: li bbombardnno la casa || Forme: Bujjicame e ~ (era tutto risolto) || tir.: ~
P. pass. bbommardato. ~, sffiete l naso, che cchae la cannla;
bbombisgno (a), loc. avv., alloccor- ~ bbonantte, che ddomane facma
renza. ccazztte.
bbombne, s.m., bernoccolo. bbonavjja, s.f., buonavoglia.
bbmma, s.f., 1. bomba. 2. (fig.) cappello bboncostume, s.m., buoncostume: la
a cilindro. squatra del ~ lo tne dcchjo.
bbomm: bbomb. bbond, inter., buongiorno!
bbommard: bbombard. bbongico, s.m., dichiarazione nel gioco
bbommercato (a), loc. avv., a buon mer- del tressette di possedere una combina-
cato. zione di carte che d diritto a punti ag-
bbompranzo, inter., saluto di augurio e giuntivi.
di commiato prima della seconda cola- bbongirno, bbungirno, inter., buon-
zione. giorno!: bbungirno, dott! | ~, sr
bbompr, inter., prosit!: ~ tte fccia! cur!, signor curato | ~, reg! da m
bbna grzzia, s.f., gentilezza: (antifr.) cch ggirno! | d.: l ~ se vda la mat-
che ~ che cchae! | (iron.) ~ de l mi ma- tina.
rito | quant? a la ~!, Quanto bbongustajjo, s.m., buongustaio.
costa? A suo gradimento! (dal bar- bbonfeca, s.f., bonifica.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
186

bbnise (m), loc. avv., di buon accordo: bbonmo, s.m., buon uomo.
mo spartito ~. bbonra (a), avv., di buonora: ~ hanno
bbonnante: abbonnante. da sse a ccasa, di ritorno | parte a la
bbonnnzia: abbonnanza. mattina ~ | rivngo ~, rincaso presto | la
bbno, agg., 1. capace: n ~ manco a mattina ~ passvono col cmbolo, a
cccese n vo, drnto casa nun za ff svejj la ggnte pann ffra, in cam-
gnnte. 2. buono: trpp ~!, buonis- pagna | (antifr.) ~ te presnte!, cos tardi.
simo | ~, s! arrsto! (antifr.) | ~ cme n bbonrdine (m), loc. avv., in buon or-
angioltto | na cristiana bbna cme la dine: se nannamo ~.
mullica | sse ~!, sii buono! | quanto me bbonumre, s.m., buonumore.
sa bbna!, quanto mi piace! (di ragazza bbonuscita, s.f., buonuscita: ha pprso na
procace) | (inter.) bbne ssanto! (ai bblla ~.
bambini che starnutiscono) | dde bbonviggio, inter., buon viaggio! (anche
bbna abboccatura, di facile contenta- utilizzata per troncare un discorso, che
tura | num me sa ~, non mi piace | llha comincia a suscitare fastidio o per cui
ccmprato pe ~ | e llva trve bbne!, non si ha interesse).
(iron.) aveva trovato le persone migliori bbonzaraco: porzarago.
| pjjalo cu le bbne!, usa con lui le bbonznzo, s.m., buonsenso: ce v ppure
buone maniere! | vnne a bbm mer- m p de ~ ne li cse.
cato, a buon mercato | quant ~, l ge- bbonzervito, s.m., benservito: jjha ddato
lato de Pionno! (grido pubblicitario di l ~.
venditore) | bbn Natale! | bbne fste! bbonzignre, s.m., (raro) monsignore.
|| bbna (a la), loc. avv., alla buona: n bborccia, bburccia, bburrccia, s.f.,
cristiano ~ | tcca f ~ tra nnue || a Vve- borraccia.
tralla n bbno manco l vnto (blas. bborbott: sborbott.
pop.) || prov.: ne la bbtte ciuca, c l bbordllo, s.m., confusione.
vino ~ | tutte bbne le mi castagne: chi bbreco, agg., borico.
ffrace, chi sbucate e cchi ccollcchjo | bbrgo longo, odon.
chi ttrppo ~, passa pe cojjne. 3. ab- bborgon, sopr. || well.: abbzza e ssa
bondante: m mse ~ ormae. 4. propi- bbno, dicva Bborgon.
zio: ce v la luna bbna, pe ttajj bbrra, s.f., brra; miscuglio di crini e
llegname e le canne | sta ttnte quann peli animali, con cui si fanno imbotti-
bbna la luna! 5. riscaldato al punto ture.
giusto (rif. al forno a legna): l frno bborrggene, bborrggine, bburrg-
ncra n ~. 6. potabile: sar bbna gene, s.f., borragine (Borrago officina-
stacqua? 7. bonario || s.m., cosa buona: lis L.).
sul pi ~, part | ad m pco de ~ | m bborrggine: bborrggene.
vne l ~! || avv., bene: jje facva ~, gli bborripso, inter., buon riposo! (augurio
giovava | la pace dil pase mmjjo e fatto prima di andare a coricarsi).
ffa ppi ~ || ~ (di), loc. avv., per fortuna: bbrza, s.f., 1. borsa. 2. (fig.) scroto ||
~ chi l mulinare reno tutte vcchje | ~ dim. bborztta || pl. bbrze, occhiaie
chi llotombbele nun creno | c ~ nere.
che m pive, senn addio grano. bborzggene, s.f., 1. bolsaggine. 2. do-
Vocabolario
187

lore alla milza. 3. debolezza, spossa- ccincia e lo lassa qqul m (di vigna
tezza. trascurata) | mdd. na ~ e na trta, mo
bborzarlo nro, s.m., borsanerista. finito (di cosa fatta in fretta) | d na ~ a
bborzarlo, s.m., borsaiolo. lo sinale, fare cose in fretta e male | re-
bborza, s.f., bolsaggine. man pprna a la prima ~, ingravidarsi
bborzdine, s.f., bolsaggine. al primo rapporto sessuale || prov.: na ~
bborzellino, s.m., borsellino. al crchjo e nantra ma la dga (consi-
bborzllo, s.m., 1. borsellino. 2. sacchet- glio di giudicare in maniera equilibrata).
tino di stoffa che i bambini, durante il 2. detonazione: h ntso du bbtte lun-
periodo delle feste natalizie, portano ap- tano. 3. volta: sta ~ nun ce vne | qulla
peso al collo per riporvi le mance. sra fu la ~ bbna || ~ (tutta na), loc.
bborzna, top., Bolsena | s rivato a ~, avv., a) improvvisamente; b) allo stesso
detto a chi tossisce, con gioco di parole tempo || bbtte, s.f. pl., busse: ann a
con bborzggene (3). ffin a ~ | si lo chjappa, lo fa nnro de ~
bborzense, bbolzense, s.m., abit. di la su m || dim. bbottarlla, frecciata al-
Bolsena || agg., bolsenese. lusiva, ironia pungente.
bborztta, s.f., (fig., infant.) scroto. bbottccia, s.f., lavoro eseguito alla me-
bbrzica, s.f., gozzo di uccello. glio: frza, dajje m p na ~!
bborzica: bburzica. bbottccio1, s.m., vecchia botte utilizzata
bborzico, s.m., galla dellolmo. per mettervi a bagno le pelli da con-
bbrzo, agg., 1. malato di enfisema pol- ciare.
monare cronico (di cavallo). 2. asma- bbottccio1, s.m., 1. caduta rumorosa. 2.
tico, che respira affannosamente. 3. ostruzione che si forma in un tubo. 3. ri-
debole. 4. (fig.) ottuso, privo di taglio gonfiamento della pelle. 4. purulenza,
(detto di coltello o altro arnese da ta- formazione di pus in una piaga: ha
glio). 5. (fig.) arrotondato, convesso ffatto ~.
(nel taglio): la sctola dvsse bbrza, bbottagne, s.m., tonfano, punto pro-
challra non ze spacca, cha ppi fondo nel letto del fosso.
nnrbo. bbottalccio, s.m., primo getto impetuoso
bboscajja, s.f., boscaglia. di vino dalla botte.
bboscarlo, s.m., (raro) boscaiolo. bbottalne, bbuttalne, s.m., 1. getto
bbssolo, bbsselo, bbssolo, s.m., bbs- dacqua. 2. n. di un fontanile nel centro
sela (raro), s.f., bosso (Buxus sempervi- abitato.
rens L.). bbottarlla, s.f., paralisi leggera.
bbstone, s.m., boston, valzer lento. bbottaro, s.m., bottaio.
bbtala, s.f., botola. bbottatrippe, s.m., operaio pulitore di
bbtta, s.f., 1. colpo: (d.) gni ~ na tcchja trippe che lavora al mattatoio: Dichi-
(di azione decisa) | na ~ mastra, colpo dne facva l ~ allammazzatro.
sicuro | ha avuto na bblla ~ (di chi bbtte (a), loc. avv., a mo di botte: ruz-
stato colpito da malattia) | ann a ~ si- zol n rbero ~.
cura, a colpo sicuro | f na csa a ~ bbottga, bbuttga, s.f., 1. negozio (spec.
calla, senza por tempo in mezzo | dajje di generi alimentari). 2. laboratorio arti-
na ~ a la mjjo | jje d na ~ a pprpa e gianale: la ~ da carzolaro || prov.: a la ~
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
188

stacce, a la fira vacce || dim. bbutte- bbraczzio, santo immag.


gccia, bbottegccia. 3. (fig., scherz.) bbracca, s.f., muta dei cani e dei battitori.
patta dei pantaloni: va n giro cu la ~ bbracciano: (gerg.) mttece llacqua de
aprta (non abbottonata). ~!, lavora sodo!
bbottegaro, bbuttegante, s.m., bottegaio. bbraccicata: abbraccicata.
bbottijja, bbuttijja, s.f., bottiglia || dim. bbrccio, s.m., 1. braccio || dim. bbracci-
bbottijjtta, bbuttijjccia | accr. bbottij- chtto, braccino, piccolo braccio di
jna. bambino || bbrccia strnche (a), loc.
bbottijjata, s.f., colpo inferto con una avv., con grande energia, da sfinirsi:
bottiglia. toccava lavor ~, snza arz la capc-
bbottijjeria, s.f., bottiglieria. cia | bbracctto (m), loc. avv., a brac-
bbottijjne, bbuttijjne, s.m., grossa bot- cetto, sotto braccio: chjppono via ~. 2.
tiglia da vino, della capacit di 2-3 litri. misura di lunghezza di tessuto pari a
bbottino, s.m., cesso. cm. 60.
bbtto, s.m., 1. colpo || ~ (de), tutta m ~, bbraccilo, s.m., 1. spranga di ferro, an-
tutto dum ~, tutto m ~, loc. avv., im- corata al muro, che serve per chiudere
provvisamente: me svejjae de ~. 2. de- il portone dallinterno. 2. branca della
tonazione: h ssintito m ~ da rppe l vite. 3. branca dellalbero.
vtre. bbrcia, s.f., brace: carna la ~ | famo du
bbottonara, agg., di pianta ricca di patate stta la ~ | mdd. casc dda la
gemme. padlla ma la ~, di male in peggio.
bbottne, s.m., 1. bottone: ma che ggio- bbrachjre, nellespr.: jje se smveno
camo de ~ de lgno?, scherziamo? 2. tutte le ~, (iron.) ci si scomoda tutto.
germoglio di albero. 3. gemma della bbracila, s.f., 1. facciola, ciascuna delle
vite. due strisce di tela bianca inamidata, che
bbovaro, s.m., boaro, guardiano di bo- scendono dal colletto sul davanti della
vini. tunica, portate oggi dai confratelli di al-
bbvo, s.m., bue: du bbva || agg., tradito cuni ordini religiosi. 2. (fig., scherz.) ta-
dal coniuge, cornuto || ~ (l), sopr. glio fatto sul volto radendosi: co la
bbvola, s.f., 1. scala a chiocciola. 2. tur- lamtta s ffatto na bblla ~.
bine. bbracne, s.m., dolce pasquale antropo-
bbozzata, s.f., sassata: l fijje se pijjvona morfo con uovo fermato sulla pancia,
bbozzate, si lanciavano sassate. confezionato per i bambini con la pasta
bbzzeli, s.m. pl., (raro) bozzoli. della pizza pasquale.
bbzzo, s.m., 1. sasso da murare. 2. in- bbrancata: dim. bbrancatlla.
volto di stoffa. 3. protuberanza. 4. (fig.) bbranco: e pp smo m ~, chi ppaura
persona maleducata || dim. bbozztto. c? | di qulle tmpe ccreno li ggnte
bbracaltto, santo immag.: la compagna a bbranche n campagna, mica cme
de sam ~ (detto di persone trasandate). gge || dim. bbranchtto.
bbracalne, sopr. bbrando, s.m., 1. falciata: cha m ~ largo,
bbracalne (a), loc. avv., a bracaloni: ad n farciatre de mistire. 2. striscia
prta le carzne ~. derba tagliata con un colpo di falce. 3.
bbracarlla (a), loc. avv., a bracaloni. insieme di spighe di grano, che ogni
Vocabolario
189

volta si afferra nel pugno mietendo. gemme della vite) | adra cme n ucllo
bbravo: s ss, fate le bbrave! | chi cce prso mal ~.
capisce ~ | (d.) a cchjacchjar smo bbrbbeco, agg., (lett.) biblico.
tutte bbrave || bravo (l), sopr. || prov.: bbriccola, bbiriccola, s.f., albicocca.
gnuno ~ a ccasa sua (sui presuntuosi). bbriccolo, bbiriccolo, s.m., 1. albi-
bbravne, s.m., gradasso: faca tanto l ~ cocco (Prunus armeniaca L.). 2. (raro)
e nvce casc ggi. albicocca. 3. (fig.) stupidone.
bbrcce, s.f. pl., sassi, ciottoli: tsto cme bbrifcchjo, s.m., 1. ignorantone. 2. scre-
le ~. anzato.
bbrcchjo, s.m., 1. cafone, zotico. 2. vil- bbrifcola: bbrefcola.
lanzone. bbriga: bbrga.
bbrecciolino, s.m., ghiaia minuta. bbrigata: (prov.) pca ~, vita bbata.
bbrefcola, bbrefgola, bbrefquela, bbrigattire, s.m., brigadiere.
bbrifcola, profcola, s.f., 1. favola: bbrijja, s.f., briglia: curre via a ~ scirta.
sariccontveno li bbrifcole a vvjja | bbrillantino, agg., limpido, senza impu-
la sae la bbrefquela del Bestnto? 2. rit (rif. a vino).
fandonia || Forme: pl. bbrefquele, bbri- bbrillarllo, agg., 1. tremolante: se ve-
fcole, profcole. dva la luce bbrillarlla. 2. limpido,
bbrefgola: bbrefcola. senza impurit (rif. a vino).
bbrefquela: bbrefcola. bbrillcco, bberlcco, s.m., ciondolo
bbrga, bbriga, s.m., personaggio doro, portato dalla donna appeso alla
immag.: chi cce va co sto tmpo? collana.
Bbriga? | e cchi llha vvisto? ~!, nes- bbrilluccic: sbrelluccec.
suno | ce pnza ~! bbrnnese, s.m., brindisi: li ~ pe n ze
bbregnamino, antrop., Beniamino || li contvono.
bbregnamine, sopr. coll. bbrinzccola: bbrenzccola.
bbrnna, s.f., 1. (gerg.) cibo. 2. (dispr.) bbrscia, bbrscia, s.f., (rec.) brioche.
roba: pijja s qqulla p de ~ che cc | bbrscola: bbrsquela.
varda, la gram ~ che cc! bbrsquela, bbrscola, s.f., colpo vio-
bbrenzccola, bbrinzccola, sbrinzc- lento, percossa.
cola, s.f., 1. colpo. 2. buffetto inferto bbritzzolo: bbrotzzolo.
con il dito medio, fatto schioccare con- bbritozzolso: bbitorzolso.
tro il pollice: m le d na ~. bbrvedo, s.m., (lett.) brivido.
bbrescatlle, s.m. pl., panie: vicinal bbrizzcolo: bbirzcolo.
fsso ce mbrescvono frustine de vn- bbrcca: (prov.) na bbrcca ntronata, va
chjo, pe cchjapp lluclle, le ~. ccentanne pi la casa (sulla salute delle
bbrsco, s.m., 1. vischio quercino (Lo- persone malaticce) || dim. bbrocchtta:
ranthus europaeus Jacq.). 2. pania mdd. bbatte le bbrocchtte, battere i
estratta dai frutti gialli del vischio quer- denti per il freddo || bbrcche (a), loc.
cino: se uno non corrva a mmttece l avv., a catinelle, in abbondanza (di piog-
~, le ruche passveno e mmagnveno gia).
tutte llcchje. bbucveno e lluva par- bbrocchtto, s.m., brocca smaltata da ca-
tiva (rif. ai bruchi che aggrediscono le mera.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
190

bbrccolo, bbrcquelo, s.m., 1. cavolo bbronino, s.m., bronzina, campanello, a


broccolo cimoso (Brassica oleracea forma di bubbolino, per animale dome-
var. botrytis L., suv. cymosa). 2. cavol- stico.
fiore (Brassica oleracea L.): me fa rri- bbrscia: bbrscia.
ven ss le bbrcquele de Natale, mi bbrotzzolo, bbitrzolo, bbritzzolo,
disgusta || bbrccole strascinate, broc- bbrutzzolo, s.m., 1. bernoccolo. 2.
coli lessati e ripassati in padella | ann a escrescenza indurita, che si forma sul
ffin a bbrccole strascinate, a) andare punto dove stato tagliato un ramo. 3.
in rovina; b) finire alle calende greche. gonfiore.
3. (fig.) individuo sciocco e lento: m bbrotozzolso, agg., 1. bitorzoluto, no-
pzzo de ~ || dim. bbroccoltto | accr. doso, con escrescenze (di pianta vec-
bbroccolne || Forme: pl. bbrcchele, chia): na vita bbrotozzolsa. 2. con
bbrccole, bbrcquele. protuberanze: cva n naso tutto ~.
bbrcquelo: bbrccolo. bbrr, inter., 1. voce esprimente paura e
bbrda, s.m., beverone. ribrezzo. 2. voce esprimente freddo. 3.
bbrodajja, s.f., brodaglia. voce per cacciare il maiale.
bbrodajjne, bbrodijjne, s.m., 1. beve- bbru, agg., bleu, azzurro.
rone. 2. brodaglia. bbruci: abbruci.
bbrodijjne: bbrodajjne. bbruciaculo, s.m., bruciore allo sfintere.
bbrdo: ann m ~ callo, sudare copiosa- bbruciato: abbruciato.
mente. bbrucine, s.m., (gerg.) debitore insol-
bbrodobm, ideof., imitazione del ru- vente.
more fatto agitando barattoli con sassi bbrucire, s.m., infiammazione, flogosi:
allinterno, per spaventare gli uccelli me snto n gram ~ de stmmaco, di-
sulle colture. sturbo gastrico per cattiva digestione.
bbrdola, s.f., acqua dei fagioli bolliti o bbrudubm, ideof., che imita il rumore
della lavatura dei piatti. di una caduta rumorosa.
bbrodolso, agg., liquido. bbrudumb, ideof., che imita il rumore
bbrodso, agg., (fig.) di vento caldo e di una scampanata.
umido. bbrugna, s.m., susina || Forme: pl.
bbronchdine, s.f., bronchite. bbrugna (arc.), bbrugne.
bbrnco, agg., 1. monco, menomato di bbrgnala, bbrgnola, s.f., 1. susina: le
un avambraccio o di una mano. 2. (fig., bbrgnele de la reggina (variet pre-
iron.) goffo nei movimenti. 3. (fig.) ca- giata). 2. (fig.) bussa, colpo, percossa.
gionevole di salute. 3. (fig.) sbornia.
bbroncne, s.m., ceppo dalbero rimasto bbrgnola: bbrgnala.
piantato nel terreno dopo il taglio. bbrugnoltta, s.f., frutto del prunalbo.
bbrontol, v. intr., 1. brontolare. 2. (fig.) bbrugnlo, s.m., colpo dato con le noc-
rumoreggiare sordamente: bbrntola l che sul capo altrui.
trno da luntano || Forme: Ger. bbron- bbrgnolo, s.m., susino, prugno (Prunus
tolanno. domestica L.).
bbroninara, s.f., sonagliera al collo bbrumba, bbumba, s.f., 1. (infant.) be-
delle bestie. vanda. 2. (euf. scherz.) vino: quarcuno
Vocabolario
191

cha l diftto de bbva trppa ~ e jje fa tale | pi ~ ddel dbbeto | bbrutta la


mmale. Maria de Mco! (imprec.) || ~ (de), loc.
bbrunchite, s.f., (rec.) bronchite. avv., sonoramente, con forza: se men-
bbruncopormonite, s.f., broncopolmo- veno ~ || ~ grugno (a), ~ muso (a), loc.
nite. avv., a) a muso duro, con durezza; b)
bbrungilo, bbrunlo, agg., brogiotto, con impegno ed energia: s mssa lla-
variet di grosso fico: ad ggentile cme vor ~; c) con aspetto severo e torvo ||
l fico ~. dim. bbruttarllo, malaticcio || l ~, sopr.
bbrunlo: bbrungilo. bbruttomale, s.m., (euf.) malcaduco, epi-
bbrusa, s.f., blusa || dim. bbrustta | accr. lessia.
bbrustto. bbruttonculo, s.m., 1. individuo scortese.
bbrusca, s.f., carbonella leggera per scal- 2. individuo odioso.
dini. bbu, inter., bum!
bbrusc: abbrusc. bbua, s.f., 1. (infant.) malattia: pro ciuco
bbruschtta, s.f., fetta di pane tostato, su de la su m, cha la ~!, ammalato. 2.
cui stato strofinato aglio, condita con (infant.) dolore.
sale e olio di oliva. bbatta, s.f., fandonia: ariccnta smpre
bruschino: abbruschino. crte bbatte grsse cme le case.
bbruscolina, s.f., brezza, venticello fre- bbattaro, s.m., fandoniere.
sco: stamane pzzicono le mano da la ~. bbubbol, bbobbol, bbubbul, v. intr., 1.
bbruscolinaro, s.m., venditore di brusco- tremare per il freddo. 2. brontolare: sta
lini. ssmpre a ~, chiss chi vvle, cosa
bbruscolino1, bbrusculino, s.m., 1. seme cerca.
di zucca abbrustolito e salato. 2. (fig.) bbbbola, bbubbolina, bbubbulina, s.f.,
bussa, percossa: sentarae le bbrusco- (scherz.) freddo intenso: che ~ stasra!
line! || Forme: pl. bbruscoline, bbruscu- bbubbolina: bbbbola.
line. bbubbolne, bbubbulne, s.m., borbot-
bbruscolino2, s.m., (scherz.) mitra vesco- tone.
vile. bbubb, onom., voce che imita labbaiare
bbrusculino: bbruscolino1. del cane.
bbrutgnola, s.f., 1. bitorzolo, gonfiore bbbbula, s.f., fandonia: mica areccnta
da contusione. 2. ammaccatura. bbbbule | n ce crde!, s ttutte bbb-
bbrutzzolo: bbrotzzolo. bule, non crederci!
bbruttabbna, bbruttebbna, agg., di va- bbubbul: bbubbol.
riet di pera. bbubbulina: bbbbola.
bbruttale, agg., brutale: la strufin m bbubbulne: bbubbolne.
mdo ~. bbuca, s.f., 1. buca || bbuche (a), loc. avv.,
bbruttebbna: bbruttabbna. a catinelle: pive ~. 2. insieme di patate
bbrutt (raro): abbort. prodotte da una singola pianta: se cava
bbrutto: lo vggo ~ na massa, in cattivo na ~ pe ccna. 3. incavo nel mezzo del
stato, malato | st ~, fare effetto sgrade- mucchietto di farina da intridere: co la
vole, dispiacere | par ~, rincrescere | ~ farina se fa pprima na spce de ~. 4.
cme la fame | ~ cme l peccato mor- ammasso di nuvole: c na ~ nra, me
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
192

sa che ppive prsto. 5. buco lasciato crte || prov.: cu le bbuce ce sampasta


nella siepe viva per passarvi attraverso: llria e cce se frma l trno. 2. leuco-
la ~ ma la fratta llatturvono co li nichia, macchietta bianca sullunghia ||
spine. pl. bbuce, pellicine ai lati dellunghia.
bbuc, v. intr., 1. bucare. 2. frugare con bbcia, s.f., buca || ha ffatto ~, ito a
un palo nel foro duscita della vasca, per vvto.
aprirlo. 3. infilare il rubinetto nella botte bbuciarda, s.f., lanterna del fontaniere.
|| prov.: pe ssam Martino, se bbuca la bbuciardlla, s.m., bugiardo abituale no-
bbtte del vino || bbucasse, v. rifl., pun- torio.
gersi. bbuciardo, bbuciardso, bbuciso, agg.,
bbucajjne, s.m., tonchio, piccolo cole- bugiardo || dim. bbuciardllo | accr. bbu-
ottero che aggredisce leguminose e ce- ciardne.
reali (Bruchus pisorum L.). bbuciardne, sopr.
bbucata, s.f., bucato, lavatura della bian- bbuciardso: bbuciardo.
cheria, fatta con acqua bollente e ce- bbcio: bbcio3.
nere: f lla ~. bbuciso: bbuciardo.
bbucataro, s.m., 1. stanzetta dove si fa- bbuci, s.m., (infant.) gioco fatto con i
ceva il bucato. 2. orcio di terracotta per bottoni: ggiocama ~.
bucato. bbuco, s.m., 1. buco, fro: ~ de culo, ~
bbucato, agg., cariato (di dente). del culo, ano | te rde l ~?, che vuoi? |
bbucatra, s.f., (raro) orcio di terracotta s arzato cul ~ pir linz, di malumore
per bucato. | ~ de la chjave, toppa | ~ dro, a) indi-
bbucctta, s.f., 1. bottiglia: na ~ da tvela viduo molto fortunato; b) donna for-
da n litro. 2. lampadina elettrica. 3. boc- mosa | ~ di pimmo, a) individuo pigro,
cetta da biliardo. sedentario, che lavora con lentezza; b)
bbucch, s.m., (rec.) bouquet, aroma del uomo pesante dal deretano grosso; c)
vino invecchiato. ragazzo adiposo; d) individuo amante
bbuccino: bboccino. delle comodit | ~ jjtto, omosessuale |
bbucercolare, bbudelculare, bbuderco- ~ scco, individuo magrissimo | t! su
lare, bbuderculare, s.m., 1. retto del ppil ~, sinfila llaco! (formula triv. di
suino, adoperato per insaccarvi il san- netto rifiuto) || dim. bbucarllo, bbu-
guinaccio. 2. intestino retto di agnel- chtto, bugigattolo, vano angusto: cha
lo. 3. intestino retto umano. 4. (fig., m ~ de casa e uno de bbottga | attapp
scherz.) fortuna. ttutte le bbuchtte || ~ a bbuco (a), loc.
bbuchtta, s.f., 1. stretto passaggio ob- avv., a puntino | ~ (a ttutto), loc. avv., a
bligato nellovile: le pcore passveno tutta forza. 2. tubo tracheale: (scherz.)
ne le bbuchtte, d se mtte a ssda l ha sbajjato ~ (si dice quando il liquido
pecoraro. una a la vrta pssano ne sto che si beve finisce nella trachea, provo-
passtto, e mmgnono. 2. gioco infant. cando senso di soffocamento e tosse). 3.
con le biglie. fossetta: cha le bbuche ne le guance.
bbuca, s.f., 1. bugia: n dicva ~, non bbucobborz (a), bbucobburzne (a),
mentiva | dice smpre na massa de bbu- loc. avv., con il sedere allins: mttese
ce | (d.) le bbuce channo le zzampe a bbucobborz, umiliarsi.
Vocabolario
193

bbucobburzne (a): bbucobborz (a). stumato.


bbucodit, antrop. f. immag. in una tir. bbuggiar, v. tr., 1. buggerare: lo bbug-
bbucodritto (a), bbucoritto (a), loc. avv., giarnno bbne bbne man qullmo.
con il sedere allins: se n vvenuta ~, 2. (euf.) fottere.
si presentata con arroganza. bbuggiarata, s.f., imbroglio.
bbucoforzato (a), loc. avv., forzatamente. bbuggiaratura, bbuggiratura, s.f., frega-
bbucolaro, s.m., fro di uscita del va- tura.
scone di irrigazione. bbuggiarne: bbuggerne.
bbucne, s.m., 1. bellimbusto. 2. membro bbuggiratura: bbuggiaratura.
della borghesia. 3. benestante. bbujjacca, s.f., cemento molto liquido:
bbucopinzuto (a), loc. avv., con deci- cmha fatto sta ~?, come mai?
sione. bbujjaccaro, s.m., 1. pozzo nero. 2.
bbucopuzzne (a), loc. avv., con il sedere (dispr.) bettola: la ve cap? n ce vngo
allins. al ~! 3. (fig.) folla rumorosa. 4. (fig.) in-
bbucoritto (a): bbucodritto (a). sieme disordinato di cose.
bbucortto, sopr. bbujjaccata, s.f., scorpaccciata.
bbudelculare: bbucercolare. bbujjic, v. tr., rovistare.
bbudllo, s.m., 1. tubo di gomma per ir- bbujjicame: bbullicame.
rigare. 2. sifone, tubo di gomma per tra- bbujjo, agg., buio, scuro: h ll ~!,
vasare liquidi. 3. cordone ombelicale. (commento pronunciato per lamentarsi
bbudellne, s.m., 1. intestino retto del di essere senza denaro) || s.m., buio, o-
maiale, salato ed essiccato. 2. pne: scurit: cra m ~ psto, che n ze vedva
(triv.) sto pzzo de ~! (formula di nega- manco a bbestemmi.
zione recisa). 3. (fig.) individuo pingue bbujjlo, s.m., 1. bugliolo. 2. (fig.) car-
e goffo. cere: ann al ~, finire in carcere.
bbudercolare: bbucercolare. bbujjne, s.m., pietanza di carne cucinata
bbuderculare: bbucercolare. nel tegame.
bbucco: bbajjcco. bbujjsa, s.f., (gerg., raro) prigione.
bbcco: bbajjcco. bbullnte, agg., bollente.
bbufftte, s.m., (rec.) buffet, credenza. bbulltta, s.f., bolletta: quarche ggirno
bbuffo1, s.m., (gerg.) debito: ppino de ra m ~.
bbuffe || ~ (a), loc. avv., contraendo un bbullett: imbollett.
debito: pijj la rbba ~. bbull: bblle.
bbuffo2: ~ ppi ddel luma mmano, ri- bbullicame, bbojjicame, bbujjicame,
dicolo al massimo grado. s.m., 1. Bulicame, sorgente di acqua
bbggere, s.f. pl., 1. nervosismo: s ar- solfurea calda. 2. top.
zato co le ~ stamane. 2. irritazione, ma- bbullino1, s.m., bulino.
lumore, stizza: lassa prde, num me f bbullino2, s.m., francobollo: su la bbusta
ppijj le ~! cappiccicava m ~ da n zrdo.
bbggero, s.m., tizio: s ppresentato m bbullito: bbollito.
~ a cchjdemolo. bbullre, s.m., bollore: llacqua sta
bbuggerne, bbuggiarne, agg., 1. pparz l ~.
enorme: na spsa bbuggiarna. 2. sco- bbumba: bbrumba.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
194

bbumbardamnto, s.m., 1. bombarda- litri: sturava l ~ pi mmttece lljjo. 2.


mento. 2. (fig.) rumore di peti. (fig.) pancia prominente. 3. (fig.) indi-
bbumbonira, s.f., bomboniera: tu ss viduo panciuto. 4. (fig.) ripostiglio.
cme la ~: drce dntro e bblla fra. bburzica, bborzica, bburziga, s.f., 1. galla
bbumb, ideof., voce che imita il pic- dellolmo. 2. vescica di maiale, nella
chiare alla porta. quale si conservava lo strutto. 3. bolla,
bbumme, s.m., (rec.) boom economico: vescicola della pelle.
ve llaricordate vantre llanne del ~? bbrzico: bbrzeco.
bbungirno: bbongirno. bburzicne, s.m., (dispr.) uomo grosso-
bbunt, s.f., bont: ~ ssua chha ppagato, lano.
per fortuna. bburziga: bburzica.
bbura, s.f., bure dellaratro. bbusc: abbusc.
bburccia: bborccia. bbschere, s.f. pl., nervosismo: si mme
bburasca, s.f., burrasca. pjjono le ~, ve f vvde io.
bburatta (arc.), s.f., buratto, setaccio gi- bbuscchja, s.f., busecchia, budella per
revole del molino a grano. confezionare salsicce.
bbrchjo, s.m., 1. fiocine dellacino. 2. bbusllisse, s.m., busillis.
acino || ann a ~, (infant.) rubacchiare bbusi, s.m., 1. tipo di bottone. 2. (euf.)
uva nei vigneti. 3. buccia legnosa della ano. 3. (fig., euf.) fortuna.
noce. bbuss, v. tr., 1. battere con la mazza un
bburdllo, s.m., 1. bordello. 2. (fig.) con- palo, per ficcarlo in terra. 2. colpire: se
fusione. bbussa, pe ssent quant arta, si col-
bburghisa, s.f., borghesia. pisce con le nocche la botte, per verifi-
bburiana, s.f., confusione rumorosa. care il livello del vino allinterno. 3.
bburianata, s.f., tempesta improvvisa: picchiare: m tte bbusso, si nun sta
riv na ~ de vnto da portatte via. zzitto! | ~ a vvitametrna, snza rispa-
bburiname, s.m. coll., (dispr.) contadini. rmmio, picchiare di santa ragione. 4.
bburino, s.m., 1. (dispr.) contadino resi- picchiare alla porta || v. intr., dichiarare
dente in campagna. 2. (dispr.) provin- le proprie carte nel gioco del tressette,
ciale. per indicare al compagno di rispondere
bburlandtto, agg., burlone, scherzoso. con la pi alta dello stesso seme || ~ a
bburotarco, s.m., borotalco: si l fijjo cha qquatrine, chiedere un anticipo, un pre-
l riscallo, la sua m ce mtte l ~. stito || Forme: Ind. impf. 6 bbussveno |
bburre alice (a), loc. avv., ottimamente. perf. 1 bbuss; 6 bbussrno | Ger. bbus-
bburrccia: bborccia. sanno.
bburrggene: bborrggene. bbussata: dim. bbussatlla.
bburrattinaro, s.m., burattinaio. bbussatre, bbussatro, s.m., picchiotto
bburrattino, s.m., 1. burattino. 2. (fig.) del portone.
individuo ridicolo. 3. (fig.) uomo privo bbussatro: bbussatre.
di carattere. bbusse, cogn., Bussi | vcolo ~, Via Bussi,
bbrzeco, bbrzico, s.m., 1. recipiente ro- odon.: mdd. f ppass ppel vcolo ~,
tondo di ferro, a forma di fiasco con picchiare (con gioco di parole su
collo allungato, della capienza di 1-4 bbuss).
Vocabolario
195

bbssela: bbssolo. andatura) | ~ n fri || prov.: rbba nun te


bbsselo: bbssolo. ~, chio non te bbutto. 2. versare: ~ l
bbussta (le), microtop. vino sul tavolino. 3. seminare || prov.:
bbussica, s.f., vescica di maiale, nella bbutta n trra e spra n Dio || v. intr., 1.
quale si conservava lo strutto. gemere, di piante. 2. secernere pus. 3.
bbusso, s.m., colpo picchiato alla porta di germogliare. 4. procedere: le cse bbt-
casa: dmme m ~ quannarrive! || dim. tono male | cme bbutta?, come va? ||
bbusstto, colpo leggero || inter., dichia- bbuttasse, v. intr. pron., gettarsi: se
razione al gioco del tressette. bbuttssemo distto | ~ a ppscio su na
bbussoltta, s.f., cassettina fissa o porta- csa | me bbutto ggi m pochtto, mi
tile, per raccogliere offerte in chiesa. sdraio | s bbuttato ll, si adagiato per
bbssolo: bbssolo. riposarsi | ~ allimbraca, lavorare pi-
bbussoltto, s.m., 1. recipiente usato per gramente | n te bbutt ggi ttanto!, non
gettare i dadi: ma che ggiocamo a bbus- abbatterti! || Forme: Ind. pres. 1 bbutto;
soltte?, scherziamo? 2. (fig.) bordello. 3 bbutta; 4 bbuttamo; 6 bbtteno, bbt-
3. (fig.) cosa ingombrante || dim. bbus- tono | impf. 6 bbuttvono | perf. 1
solottllo. bbutt, 4 bbuttssemo, bbuttssimo; 6
bbutirro, s.m., (arc.) burro: crte prze- bbuttnno, bbuttrno | P. pass. bbuttato,
che mrvede cme l ~ || agg., morbido: bbutto | Ger. bbuttanno.
li pre bbutirre. bbuttacqua, s.m., alto secchio con ma-
bbutt, abbutt, v. tr., 1. buttare, gettare: nico in cui si getta acqua sporca.
bbtteme ggi la ggiacca! | bbttelo!, bbuttafre, s.m., buttafuori.
bbttolo! | bbuttteceme ma mm! | se bbuttalne: bbottalne.
bbutta de fri | bbutta fra, vomita | bbuttga: bbottga.
mdd. ~ avante le mano, pe nu sbatte la bbuttegante: bbottegaro.
frnte, avanzare scuse o pretesti per non bbutteghino, s.m., botteghino del lotto.
ammettere la propria responsabilit | an- bbutticlla, s.f., piccola botte.
ntte ll, pe abbuttccela via | ~ ggi, bbuttijja: bbottijja.
a) abbattere; sconfiggere; b) abortire | ~ bbuttijjne: bbottijjne.
ggi ffarina e ggrano, confondere argo- bbuttino, s.m., bottino: spartsse l ~.
menti nel ragionare | la rbba la bbutta bbutto, s.m., 1. pozzo nero: a Ttuscnnia
cme va vva, in disordine | ~ qquattro llhanno fatte tutte le bbutte, hanno sca-
pe ppijj tto (rif. ad un furbo) | bbutta vato tutti i pozzi medievali riempiti di
ll na frase cme cpeta | io bbutt la vasellame rotto e rifiuti (rif. agli scava-
fccia, smisi il riserbo, mi feci ardito a tori clandestini, dopo il terremoto) |
chiedere | ~ la prvere mallcchje de ne le case col ~ ce se facva lo stbbio,
uno | bbtteme ggi la chjave! | ~ l qua- mal distto, co m p de pajja, ljja,
trine da la finstra, sprecare soldi | ~ cannacce stto. 2. canale discendente
vvia, sprecare | ffiato bbuttato, di- esterno, dove si gettavano le acque
scorso inutile, sprecato | pre quatrine luride: l ~ di fra la finstra cul tappo
bbutte!, gettati al vento | l vistito te di lgno. 3. gettito di deiezioni e im-
bbutta bbne, ti sta bene indosso | sto mondizia dalla finestra || bbutto, p.
cavallo bbutta n dntro (ha un difetto di pass. di bbutt e agg., sprecato: ttutto
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
196

fiato ~, a pparl co ccrte (fatica inu- gioco a rincorrersi: ~ rarzato, gioco a


tile). rincorrersi da un gradino allaltro senza
bbuttne, s.m., bottone || dim. bbutton- farsi prendere: ~ rarzato, chi llr-
cino. timo acchjappa! (formula iniziale del
bbzzico, s.m., 1. recipiente rotondo di gioco).
ferro, a forma di fiasco con collo al- bbummino, s.m., (dispr.) individuo
lungato, della capienza di 1-4 litri. 2. inetto.
orcio di terracotta, per contenere lolio bbuarro, s.m., (dispr.) vinello fatto
per uso domestico. 3. oliera in terracotta con le vinacce e un po dacqua che ve-
o di latta || dim. bbuzzichtto. 4. (infant.) niva distribuito ai braccianti.
Vocabolario
197

ca: qua. propri.


cbbala, gbbala, gbbola, s.m., imbro- cacata, s.f., 1. deiezione umana: v a ff
glio. na ~, vado a defecare || qu ad ccme
cabbina, gabbina, s.f., cabina. la ~ de Bbacccia. annida ccac e nun
cac1, s.f., gag: s ffatto l caplle a la ~. tornava ppi, ra mrto (di cosa pro-
cac2, v. tr., 1. confessare. 2. partorire: te lissa). 2. sterco di animali. 3. (fig.) ine-
pijjasse n crpo man t e mman chi zia || dim. cacatlla.
ttha ccacato! | ad l zu nnno cacato e cacatlle, s.f. pl., deiezioni di ovini e ca-
spiccicato, identico. 3. defecare: (mdd.) prini.
sent, s cche li ccheno le nttole!, non cacatro, s.m., 1. cesso primitivo con se-
piovono mica dal cielo! (rif. ai soldi) || v. dile in legno e fro centrale. 2. latrina
intr., defecare: lluclla ci ccono ppure pubblica. 3. (triv.) deretano: dde ~
su lo spaurcchjo | ma va ccac ndu bbasso.
lampa!, (imprec.) al diavolo! | num cacazzepptte, s.m., 1. stitico. 2. (fig.)
magna, pe nun ~, avarissimo | ha da avaro || sopr.
~?, (triv.) che vuoi? || cacasse stto, a) cacazzto, s.m., luogo pieno di escre-
farsela addosso; b) atterrirsi: quanno menti.
spar, se cacnno stto. cacca, s.f., 1. (infant.) escremento umano
cacacazze, s.m., (triv.) saccente. || f la ~, (infant.) defecare. 2. (fig.)
cacafarro, s.m., 1. chi diffonde notizie. 2. boria: ad ttutta ~ (detto di chi si d
spia. arie).
cacafco, s.m., (ant.) fucile. caccavlla, s.f., caccavllo s.m. 1. rosa
cacalppa, s.f., 1. diarrea. 2. (fig.) paura. selvatica (Rosa canina L.). 2. coccola
cacalupo, s.m., variet di terra sterile. della rosa canina, cinorrodo || annamo
cacanido, cacandolo, s.m., 1. scria, uc- fr di prta Falle, a mmagn l cacca-
cellino ultimo nato duna covata. 2. vlle a qquattra qquattro (blas. pop.).
(fig., vezz.) figlio ultimogenito. caccavellaro, s.m., 1. venditore di cacca-
cacandolo: cacanido. vlle. 2. gran mangiatore di caccavlle.
cacapalle, s.m., (ant.) fucile. caccavllo: caccavlla.
cacapane, s.m., ano. cacchjara, s.f., 1. pianta di castagno la-
cacarlla, s.f., diarrea || ~ (a), loc. avv., sciata al taglio lanno precedente. 2.
bracaloni: port le carze ~. bosco ceduo di castagni tagliato di re-
cacarne, s.m., diarrea violenta. cente: ~ ggivine. 3. (coll.) gettoni che
cacasgo, s.m., avaro. crescono alla base di una pianta: quar-
cacastto, s.m., individuo vigliacco, pu- zase rbero che rricccia dal pide
sillanime. cchjamata na ~.
cacastrato, s.m., chi racconta a tutti i fatti cacchjata, s.f., (euf.) fesseria.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
198

cacchjtto, s.m., fogliolina tenera di gni ~ pprza.


pianta. cacciatccio, s.m., rimessiticcio, pollone:
ccchjo, s.m., 1. germoglio di vite. 2. tral- l cacciaticce de la vigna l frutto l pri-
cio giovane. 3. gettone di pianta. 4. manno nu lo dvono, pr sservvono
(euf.) cazzo: col ~!, nemmeno per paringiovan la vite.
sogno! (formula di negazione) | quanto cccola, s.f., sterco secco, che rimane at-
l ~ che llha ffatto! (di lavoro inutile) || taccato al sedere della persona.
dim. cacchjtto || inter., (euf.) caspita! caccosartro, pron. indef., qualche altra
cacchjonara, s.f., 1. (coll.) virgulti che si cosa.
sviluppano dalla ceppaia di un albero caccso, agg., borioso.
vecchio. 2. boscaglia folta di piante cacre: caciaro.
basse. cacera, s.f., caciaia, locale dove si depo-
cacchjne1, s.m., 1. rampollo, succhione sitano le forme di formaggio a stagio-
che spunta in basso: l ~ mschjo qullo nare.
che nun fa lluliva vne levato, qulla cach, s.m., frutto del cachi.
fmmina se lssa. 2. pollone che cresce caciano, sopr.
il primo anno allinterno della chioma. caciara, s.f., 1. caciaia, locale dove si de-
cacchjne2, s.m. pl., cacchioni, prime positano le forme di formaggio a sta-
penne che spuntano dei gallinacei. gionare. 2. caseificio.
cacchjtto, s.m., pugno, cazzotto. caciaro, cacre, s.m., caciaio, addetto alla
cacci, v. tr., 1. cacciare | ~ vvia, a) scac- fabbricazione del formaggio.
ciare; b) licenziare. 2. richiedere: ~ le caciarne, s.m., persona rumorosa.
carte, procurarsi i documenti per spo- cacine, personaggio immag., solo nel-
sarsi. 3. scacciare: ~ lluclle dal grano. lespr.: chi sse, ~?, chi ti credi di es-
4. emettere, mandar fuori: llrbere cc- sere? (di persona presuntuosa).
ciono llcchje || v. intr., germogliare: ccio1: ~ marctto, formaggio fermentato,
ccceno sul vcchjo, in basso (rif. a viti) con i vermi || chjda ~, a) arrendersi; b)
|| cacciasse, v. intr. pron., togliersi: ~ l chiedere perdono.
cappllo | ~ n cchjo, ferirsi in un oc- ccio2, s.m., (euf.) cazzo.
chio || Forme: Ind. pres. 6 ccceno, cc- cacitta, s.f., 1. formaggio fresco e tenero
ciono | perf. 6 caccinno. || dim. caciottlla. 2. smegma, materiale
cacciabblla, microtop. che fisiologicamente si raccoglie nel ca-
cacciafrme, s.m., attrezzo ad uncino, nale prepuziale e intorno al clitoride e
usato dal calzolaio per estrarre le sa- alle piccole labbra.
gome di legno dalle scarpe. cacne, s.m., chi non sa mantenere il mi-
caccialpre, s.m., latticrepolo, lattughino nimo segreto.
(Picridium vulgare Desf. o Reichardia cad, ca (arc.), v. intr., cadere || Forme:
picroides Roth.). Ind. pres. 6 cjjono.
cacciata, s.f., 1. germogliamento: vard, ca (arc.): cad.
che bblla ~ chha ffatto! 2. germoglio. caf: cafne.
3. rimessiticcio, pollone. 4. (fig.) occa- cafearo, caffearo, s.m., gestore di caff.
sione opportuna: ha przo na ~ gge. s cafne, caf, s.m., caff, locale di vendita:
rivato che mo finito de magn || prov.: sannava mal caf ggranne, al Gran
Vocabolario
199

caff Schenardi. ccalata parcchjo, molto diminuito il


caff: ~ ddro, caff confezionato con livello del vino allinterno || Forme: Ind.
orzo | ~ dde cicria | ~ bbno, caff pres. 2 cale; 6 cleno, clono | P. pass.
nero, espresso | ha pprso n ~ amaro, ha calato.
fatto fiasco con una ragazza || vezz. caf- calabbrse, agg., di un asino difettoso,
feccio | pegg. caffeccio. dalle orecchie lunghe e basse.
caffearo: cafearo. calabbrna, s.f., (raro) sorta di grosso re-
cagna (n), loc. avv., in cambio. cipiente di terracotta (non meglio iden-
cagn: cambi. tificato).
cagnante, s.m., boleto lurido (Boletus lu- calamaro, s.m., calamaio: nel banco a
ridus Schaeff.). scla cra l ~ de vtro.
cagnarata, s.f., 1. confusione, caos. 2. ru- calamina, s.f., asta di ferro con cui sca-
more. vare buche per porre mine.
cagnarne, s.m., persona rumorosa: mec- calamit (n), loc. avv., in gravi difficolt,
qu ste gran ~ tutte. in miseria.
cagno, s.m., 1. cambio. 2. scambio: f a ~, calandrio, calannrio, calennrio, ca-
scambiare | f a ccagnpra, scambiarsi lindrio, s.m., calendario || Forme: pl.
prestazione dopera nei lavori agricoli: calandrie, calendrie, calindrie.
tmpe de prima facveno a ~. calannrio: calandrio.
ca, onom., voce che imita il guaito del calata, s.f., 1. tramonto. 2. modulazione
cane. dialettale.
caimne, gaimne, s.m., veicolo in pes- calato, agg., smagrito.
sime condizioni. calatura, s.f., diminuzione delle maglie
cano: te f cchjam ~, ti faccio gridare (per dare alle calze la forma della
dal dolore (detto minacciando di pic- gamba).
chiare). calcalamula, carcalamula, s.m., gioco
cajjo, s.m., callo, callosit: cha l cajje, maschile di destrezza.
cha le mano cme n rspo. calcamanina, carcamanina, s.f., decalco-
cal, v. tr., 1. far scendere: ~ le bbrache, mania.
dimostrarsi troppo remissivo || (d.) a calctto, s.m., (fig.) raccomandazione: a
ccal c ssmpre tmpo. 2. diminuire scla ppassato col ~.
il numero delle maglie (nei lavori a ma- calcolo: crcolo1.
glia). 3. gettare la propria carta in tavola clece, s.m., (citt.) calice.
(nel gioco): cala llasso! | ~ n carco || calennrio: calandrio.
prov.: asse ccarzne n ze clono mae || calibbratre, s.m., calibro, attrezzo del
v. intr., 1. calare: mm mme cale prpio, fabbro.
se pparle ccos!, perdi la mia stima, mi calindrio: calandrio.
sorprendi | jj ccalata llrnia. 2. tra- calisto, sopr.
montare (detto della luna e del sole). 3. calla, s.f., azione di arroventare (rif. al
dimagrire: s ccalato quattro chile, ferro di cavallo): li d nantra ~ al frro
sono dimagrito. 4. diminuire: li conta- | ll, volmo d naltra ~?
dine cleno de ppi dellartiste, dimi- callccia, s.f., afa.
nuiscono di numero | sta bbtte callafrdda, s.f., 1. arrabbiaticcio, alte-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
200

rarsi di un terreno coltivato, per cui la piano, senn vvenvono le ~, sincrudo-


pianta inaridisce prima di fiorire: ha liva e ttoccava aretiralla fri, falla
ffatto ~, nun ze p zzapp. 2. (fig.) indi- sciutt, arilegalla, arimttela stto.
viduo rammollito. 3. (fig.) individuo calltto, s.m., scaldatina: dmece n ~!
abulico, indifferente: s na ~, se dice a callggine, s.f., 1. caligine, aria afosa, tre-
uno ch llllo, n ze la pijja. molante. 2. foschia.
callalssa, s.f., 1. ballotta, castagna les- callo, cardo2, agg., caldo: le frittlle le
sata con tutta la buccia. 2. (fig.) scoppio magno calle calle, appena sfornate |
fragoroso. 3. (fig.) percossa violenta. ann ffri sullre calle, uscire di casa
callara, s.f., 1. caldaia: ann a ttutta ~, nel primo pomeriggio | che mmano
ann a ttutta callarlla, con la massima calle che cchae! | ccallo na massa, fa
intensit; a tutta velocit || dim. calla- molto caldo | ~ cme na bbicca | se la
rtta, callarlla. 2. caldaia di alimenta- snte calla (del maiale che strilla
zione della trebbiatrice: ancra va a ~, quando lammazzano) | a ssngue ~,
a vapore. 3. (fig.) sorgente di acqua bol- loc. avv., a sangue caldo, di colpo | mdd.
lente: bbuttasse ma la ~ del Bullicame, callo callo! (al gioco delle carte, com-
suicidarsi. 4. (fig., dispr.) veicolo in cat- mento ad una presa) || s.m., calore: che
tive condizioni: sto motre na ~. stracci de ~ che sse s vvortati! (rif. a
callarare, s.f. pl., coppia di due vasche calore eccessivo) | num me fa ne ccallo
per la macerazione della canapa al Bu- ne ffrddo, mi lascia indifferente.
licame. callura, s.f., calura.
callararo, s.m., calderaio, chi fabbrica o calneca, s.f., canonica del prete.
ripara recipienti di rame. calneco, s.m., canonico.
callarllo, s.m., 1. piccolo caldaio: que- calre, s.m. pl., 1. caldana, improvvisa
lue vale pco, vale quanto n ~ arista- vampa di calore alla testa e al viso. 2.
gnato. 2. secchio rotondo, a tronco di sensazione di calore eccessivo: (iron.)
cono con un solo manico, in cui il mu- che cchae le ~? (detto a chi spalanca
ratore porta la calcina. 3. misura olearia una finestra dinverno). 3. fregola; stato
pari a circa 20 litri. di eccitazione sessuale: me va n ~ l cane
callaro, s.m., paiolo: ce potte mtte s l | sti bbardascitte vanno n ~.
~, ci potete contare || dim. callartto || calugna, s.f., calunnia.
accr. callarne. calugn, v. tr., calunniare.
callarsta: callarrsta. calugnatre, s.m., calunniatore.
callarostaro, s.m., venditore di caldarro- calzettajja: carzettara.
ste. camalinte: gammalnte.
callarostata, s.f., 1. quantit di castagne camarro, s.m., catarro.
arrostite in una volta. 2. mangiata di cal- camarrso, agg., catarroso.
darroste. cambi, cagn, cammi, v. tr., 1. cam-
callarrsta, callarsta, s.f., caldarrosta || biare: ~ mmseca, ~ rreggistro, cam-
pl. callarste, (fig.) difetto della canapa biare discorso; assumere atteggiamento
messa a macerare, causato dalla cattiva pi severo | (gerg.) v a ccambi llac-
regolamentazione del flusso di acqua qua al canarino, vado ad orinare | n
troppo calda: se dovva aremp ppiano cmbia mae colre, un falso spudo-
Vocabolario
201

rato | (scherz.) ~ ccasa, togliere le cac- cmmio1, s.m., camion || e qqu


cole dal naso con le dita. 2. lavare e cchad? n caminne? (rif. a cosa
cambiare il bambino || cambiasse, v. strana).
rifl., indossare vestiti del tempo libero: caminne (raro): cmio.
~ pi la fsta || v. intr. pron., mutare || cmmara: cmmera.
Forme: Ind. pres. 6 cmbieno, cm- cammen, cammin, v. intr., 1. cammi-
biono | perf. 6 cambinno || P. pass. ca- nare: cammina!, spicciati! | camminate!,
gnato, cagno. smettetela! | pare che ccammine sul-
cambianza, s.f., il mutare delle condi- lva. 2. svilupparsi, estendersi: le rdi-
zioni atmosferiche: sto tmpo fa mmille che cammnono. 3. avanzare galleg-
cambianze. giando: llacqua dovva sse un cin-
cambiata, s.f., 1. mutamento || prov.: gni quanta centmetre, sinn nun cammi-
~, na cascata. 2. atto del cambiare di ve- nava l fscio (di canapa al macero). 4.
stito: famme d na ~, che ss ttutto svilupparsi della vegetazione. 5. (fig.)
mporvarato. progredire: l mnno cammina. || Forme:
cambiato, agg., che indossa un vestito da Pres. ind. 4 camminamo; 6 cammnono
riposo: ndo vae stamane tutto ~? | fut. 3 camminar; 6 camminaranno |
camo, gamo, s.m., cammeo. perf. 6 cammenrno | Ger. cammi-
cameraccanna, cammorcanna, camor- nanno.
canna, s.f., controsoffitto non pratica- cammenata, s.f., 1. lungo percorso a
bile, fatto con canne coperte di gesso. piedi: s ffatto na bblla ~. 2. andatura:
camcia, s.f., 1. camicia: me fa ssud stte llariconscio da la ~.
camce | nun zra portata manco la ~, cmmera, cmmara, cmmora, s.f., 1.
quannha sposato, era poverissimo | stanza (spec. da letto) || prov.: nun c
nun capva ppi ne la ~ pe la cunten- spccio snza sale, nun c ccmmera
tzza | mdd. ssa culo e ccamcia, essere snzurinale. 2. (coll.) insieme dei mo-
amici intimi. 2. membrana amniotica: bili della camera da letto: quanno se
ssa nato co la ~, a) nascere involto sposvono, llmmene portvono la ~
nella membrana che lo avviluppava nel- (contribuivano con lacquisto del mobi-
lutero; b) (fig.) essere molto fortunato. lio). 3. tubo di gomma: ~ dria || dim.
3. rivestimento: sti zzppe arimanveno camortta, cammertta | accr. camme-
cu na ~ di srfo (rif. a fiammiferi di rne.
legno). cammerata1, s.f., camerata, ampia ca-
camiciara, s.f., donna che confeziona ca- mera.
micie su misura. cammerata2, s.m., 1. camerata, n. con cui
camicila, s.f., bottone di camicia. si chiamavano tra loro i membri del par-
camicitto, s.m., cmice di tela, in genere tito fascista. 2. fascista.
di colore azzurro, indossato dai conta- cammertta, cammortta, s.f., riposti-
dini sopra i vestiti, usato per lavorare in glio.
campagna o in magazzino. cammerire, cammorire, s.m., came-
camillnzo, sopr. riere.
cami (raro): cmio. cammerlngo, s.m., cassiere della con-
cmio, cami (raro), caminne (raro), fraternita.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
202

cammi: cambi. pres. 1 camparbbe; 2 camparste; 3


cammilla, antrop., Camilla. camparbbe; 5 camparste | P. pass.
cammin: cammen. campato | Ger. campanno.
cammino, s.m., 1. comignolo: fmono l campagnlo, s.m., coltivatore diretto che
cammine. 2. camino: mha pprso fco abita fuori del centro abitato.
l ~, si incendiata la fuliggine nel ca- campana: (prov.) chi nun znte la ~ a
mino. 3. canna fumaria: sto ~ nun tira | pprima vce, sgno chi la sonata nu li
dim. cammintto. piace | na ~ abbasta pe ccnto frate | na
cmmio1: cmio. ~ s llegata, na ~ se scijje | gni ~ cha
cmmio2, s.m., cambio: te d l ~ a le se l zu bbatcchjo.
|| ~ (a), loc. avv., in cambio: famo ~ si campanare, s.f. pl., n. di due vasche del
tte piace qu. Bulicame per la macerazione della ca-
cammionata, s.f., contenuto di un auto- napa.
carro. campanaro: l campanare appianveno
cmmora: cmmera. sul campanile pi sson || agg., sordastro.
cammorcanna: cameraccanna. campaneltto, s.m., campaniletto.
cammorlle (le), microtop. campanlla, s.f., variet di erba infestante
cammortta: cammertta. (Convolvolus arvensis L. e C. sepium
cammorire: cammerire. L.): la ~ se fa ss e rrmpeca | | le p-
camorcanna: cameraccanna. core, se ccra la campanlla, llarro-
camp, v. intr., 1. vivere: ~ a la mjjo | pe secvono le crde.
mpar ccamp al mnno quanto ce campanlle cinse, s.f. pl., caccole attac-
vle! | eppure smo campate | ~ ddi filo, cate al culo della pecora.
vivere di prepotenze | jje puzza l ~ (di campanllo, s.m., (fig., infant.) pne.
chi si espone ad un pericolo, sfida la camparccio, camporccio, agg., 1. ac-
sorte) | a ff sta vita, campa quanto Tic- cettabile. 2. campestre.
chjarllo, molto a lungo | (d.) se campa campest, v. tr., 1. calpestare. 2. pressare
na vrta sla | (d.) lu sae pirch l mi con i piedi: la pajja la campestnno
nnno camp ccentanne? perch sse bbne bbne.
facva li cazze sue || prov.: ~ narte | campestarccia, campesterccia, s.f.,
campa, cavallo mio, chi llrba crsce | calpestio.
campa n girno, e ccmpalo bbne | di campesterccia: campestarccia.
pco si campa, di gnnte si mre. 2. so- campidjjo, s.m., Campidoglio.
pravvivere: comad, se campa. 3. ve- campiggiana, s.f., campigiana, tipo di
getare: n facva ~ ppi llrbe mattone sottile per pavimentazione.
quellaltre (rif. alla canapa che soffo- campo: (prov.) ~ quanto vde, rto
cava le erbe infestanti) || Forme: Ind. quante ste, vigna quanto bbve.
pres. 4 campamo; 6 cmpono | impf. 4 campo grazziano, microtop.
campvomo; 5 campvete; 6 camp- camporccio: camparccio.
vono | perf. 1 camp; 2 campaste; 4 camposantaro, s.m., custode del cimi-
campssemo; 5 campssete; 6 cam- tero.
pnno | fut. 1 campar; 2 camparae; 4 camposanto: cha l psto al ~, possiede
camparmo; 6 camparanno | Cond. la tomba di famiglia.
Vocabolario
203

canajja, s.f., canaglia. caneptta, s.f., canapa bassa, poco svi-


canale, s.f., coppo | te s ripulito l ~, ti sei luppata: prima del mcero, la ~ cascava
conciato male; sei nei guai || ~ ~, avv., da la manciata, e allra qulla se rac-
rasente. cojjva a pparte.
canaltto, s.m., scanalatura del cavalletto canepne, s.m., 1. (coll.) stoppie della ca-
usato per scotolare la canapa. napa. 2. pianta femmina di canapa cre-
canano, s.m., figlio di un cane: sto ~! sciuta isolata.
canaparlo, caneparlo, s.m., canapaio, canepccia: canapccia.
chi lavora la canapa. canepule, s.m., (coll.) stoppie della ca-
canapccia, canepccia, canipccia, s.f., napa.
1. (coll.) seme della canapa: la ~ la cansca (a la), loc. avv., miseramente, da
bbccono lluclle || carc a ccanapc- cani: camp ~.
cia, caricare a salve un fucile. 2. (coll., canestraro, s.m., canestraio, artigiano che
fig., scherz.) gruppo di ragazze: varda confeziona canestri.
quanta ~! (detto con ammirazione al cnfera, s.f., canfora.
passaggio di una frotta di ragazze). canino1, agg., insaziabile: che cchae la
canaro, s.m., accalappiacani. fame canina? sta smpra mmagn |
canata, s.f., sfuriata. tssa canina, tosse convulsa.
canavata, s.f., grossa fatica: ha ffatto na canino2, s.m., variet di olivo.
~, s straccato bbne bbne. cnipe: cnepe.
cancarna, s.f., cancrena: la zzampa ll cnipo: cnopo.
ita n ~. canipccia: canapccia.
cancejjre, s.m., cancelliere. canit, s.f., (dispr.) azione disumana.
cncro, s.m., 1. (fig.) terreno sterile. 2. canizza, s.f., 1. branco di cani a caccia. 2.
(fig.) individuo incapace. abbaiare furioso di cani: fanno la ~. 3.
candeglire, cannelire, s.m., candeliere: (fig.) litigio rumoroso, frastuono: f
~ a jjo, dottne a qquattro bbeccucce. ccanizza cntro quarcuno.
candelra: cannelra. canna, s.f., 1. esofago. 2. tromba, canna
cane: manco a le ~!, Dio ne liberi! | na ca- fumaria: su ppe la ~ del cammino. 3.
restia da ~, terribile | mdd. sentisse unit di lunghezza pari a mt. 2,10: la ~
cme l ~ n chjsa, a disagio || dim. ca- ra divisa pparme | se pagava tanto a
gnoltto, cantto, canccio | accr. ca- la ~, n tanto a ccanna (rif. al lavoro di
nne | pegg. canccio || prov.: ~ vangatura). 4. canna usata come paletto
chabbajja, num mzzeca | ~ che mma- di sostegno della vite. 5. (fig.) voce
gna, num mzzeca. stentorea: vete da sint che ccanna!
cnepa: cnepe. cannadnnia, cannalndia, cannelndia,
caneparlo: canaparlo. s.f., bamb, canna dIndia (Calamus ro-
cnepe, cnepa, cnipe, s.f., canapa tang L.).
(Cannabis sativa L.) || pegg. canipccia cannafinna, s.f., persona smidollata,
|| prov.: la ~ a ppolverlla e l lino a rammollita.
ppantanlla (consiglio per la semina) | cannafjja, s.f., fogliame delle canne
cattiva cnipe nun fa bbn filo. usato per foraggio.
canepllo, s.m., funicella. cannajjla, s.f., 1. variet di vitigno. 2.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
204

vino amabile da dessert ricavato dal vi- laltro, che sinfilava nellanulare e nel
tigno omonimo. mignolo della mano sinistra, per pro-
cannalndia: cannadndia. teggerli durante la mietitura con la falce.
cannara, s.f., attrezzo per la pesca flu- 3. zampillo dacqua. 4. portapenne, asta
viale delle anguille, costituito da un gra- su cui sinfila il pennino. 5. segmento di
ticcio di canne. canna, che sinnesta nellapertura di un
cannarzzo, s.m., esofago. recipiente, per bere senza avvicinarlo
cannaccia, cannavccia, s.f., 1. fusto di alla bocca: ce sa bbve a ~? 6. bobina
canna. 2. cannello della pipa || pl. can- rudimentale per incannare il filo e tra-
nacce, canapule, parte legnosa della mare la tela. 7. corto pezzo di tubo da
pianta di canapa; rifiuti della canapa cui sgorga lacqua: la bbrcca la met-
usati come combustibile: venveno a tve sttal ~. 8. stelo del frumento.
ppijj l ~, lladdoprveno pel fco, che cannelltto, s.m., ghiacciolo, cannello di
mmica cra l gasse cmadsso | ~ ghiaccio, che si produce negli stillicidi
ntrugulate mal zrfo sfatto ggi mar um delle fontane.
barrttolo sul fco. cannelra, candelra, s.f., candelora,
cannavccia: cannaccia. festa della purificazione della Madonna
cnnedo: cnnido. (2 febbraio) || prov.: pi la ~, dellinvrno
cannla, s.f., 1. candela: vne a smorz le smo fra; che ffccia o cchi non fc-
cannle, gne se fa mmae ggirno (di chi cia, c llinvrno fino a Ppasqua | pe
arriva con enorme ritardo). 2. (fig.) la candelra, dallinvrno smo fra;
moccio che cola dalle narici: chae la ~, ma se ppive o ttira vnto, dellinvrno
ti cola il moccio | dim. canneltta. smo dntro | si nom pive pi la cande-
cannelire: candeglire. lra, dallinvrno smo fra; ma si
cannelndia: cannadnnia. ppive ttira vnto, dallinvrno smo
cannlla, s.f., 1. rubinetto: bbva ~, drntro | al due la cannelra, al tr sam
senza utilizzare un bicchiere. 2. corto Bicio dil fiche, al quattro llcchje di
tubo di legno tornito con rubinetto, che fra (il 3/2 vigeva lusanza di comprare
sinfila nella botte per attingere vino: le serte di fichi secchi vendute sulle
mtta ~, a) infilare nella botte il tubo di bancarelle; il giorno successivo comin-
legno; b) iniziare la vendita al minuto cia il Carnevale e compaiono in giro le
del vino dei propri fondi | da la ~ scari- prime maschere).
catra l vino veniva a ttutto rao | gge canneltto, s.m., moccio che cola dalle
~ nva! (si inaugura la rivendita) | narici: la su m lo manna n giro co le
bbutta a ttutta ~, sgorga con impeto. 3. canneltte. n ze verggna?
(fig., triv.) pne: attccheta sta ~! cannbbele, s.m., cannibale.
cannelltta, s.f., 1. rubinetto dellacqua. cnnido, cnnedo, agg., candido: tira fri
2. rivendita privata di vino. m panno ~ de bbucata.
cannellina, agg., di una variet di pera. cannocchjale, s.m., canocchiale.
cannellino, agg., 1. di gusto gradevole cannol, s.m., bordo a coste, di lavoro a
(rif. a vino). 2. di una variet di fagiolo. maglia.
cannllo, s.m., 1. meritallo della canna. 2. cannolcchje, s.m. pl., tipo di pasta ali-
pezzetto di canna, tagliato tra un nodo e mentare corta per minestroni.
Vocabolario
205

cannne, s.m., canna, particolarmente ro- cantasilna, s.f., 1. cantafera, cantilena.


busta e lunga, che veniva messa sul fi- 2. (dispr.) discorso noioso. 3. (dispr.)
lare in senso orizzontale: de le vrte ce verbosit monotona.
se mettva n ~ du aggiuntate. cantata, s.f., azione di cantare || dim. can-
cannottira, s.f., canottiera. tatlla, cantatina.
cannichi, s.m. pl., canonici. cantelna, s.f., cantafera, cantilena.
cannico, s.m., furbo. cntera: cntara.
cnopo, cnipo, s.m., canapo, grossa fune cantonata, s.f., porzione di vicolo: ll ppe
|| Forme: pl. cnepe. ste cantonate, in questi pressi.
cant, v. tr., cantare: dppo chbbe can- cantne, s.m., 1. angolo: sta ssda ma n ~
tato, maripos, mi riposai | stasra n del focolaro | llh ppiantata mal ~
ch ffantasia de ~ | la cantvono tutte llanzalata | fa ccantne qulla fb-
de qulle tmpe | si mmsseno pagato brica, situata sullangolo | quann
bbne, avrbbe cantato purio du ggattivo, la mastra lo mtte mal ~, in
ggirne | avrssemo cantato | chi castigo (rif. ad uno scolaro) | ggioc a
cchha dda ~ de ne due? | a, volva li quattro ~. 2. porzione limitata di
chio cantasse tutta la Tsca | ~ dda po- campo: n ~ de facile e uno de patate. 3.
vta, improvvisare poesie a braccio | ~ l pellicino, lembo: pe ccaric, chjappe li
Piave, (gerg.) patire la fame | ~ la vio- du ~ del zacco || dim. cantoncllo, can-
ltta, ubriacarsi | (d.) se fa pprsto a tuncllo.
ccant vvittria || prov.: n ~ vvittria cantro, solo nellespr. scla ~ (dal lat.
prima del tmpo! | canta gallo chi ddu- schola cantorum).
mattina ggirno | chi ccanta per cantutre, s.m., (rec.) cantautore.
amre e cchi ppe rrbbia || Forme: Ind. canzna, s.f., 1. canzone: mdd. cant la
pres. 4 cantamo; 6 cnteno, cntono | ~ del compare, la solita canzone. 2.
impf. 2 cantave; 4 cantvemo; 5 cant- (fig.) discorso noioso: attacca smpre la
vete; 6 cantveno, cantvono | perf. 1 stssa ~ || dim. canzonclla, canzuncina
cant; 2 cantaste; 4 cantssemo; 5 can- || tir.: qui ncumncia la canzuncina, chi
tssete; 6 cantnno, cantrno | fut. 1 sta n cmmera e cchi n cucina, chi sta
cantar; 2 cantarae; 3 cantar; 4 can- lltto a rripos, chi jje scappa da cac.
tarmo; 5 cantarte; 6 cantaranno | canzon, v. tr., canzonare, minchionare:
Cong. impf. 1 cantasse; 4 cantssemo | me canzne? th dda crda?
Cond. pres. 1 cantarbbe; 2 cantarste; canzoncine: carzonclle.
3 cantarbbe; 4 cantarmmo, cantars- cap, v. tr., 1. scegliere: ~ l nmmere
semo; 5 cantarste; 6 cantarbbero, (avuti in sogno per giocarli al lotto) | ~
cantarbboro | Imper. 4 cantamo | Ger. le compagne quanno se ggiocava | llha
cantanno. capato nel mazzo, (antifr.) lhai scelto
cntara, cntera, s.f., latrina pubblica: proprio bene. 2. mondare verdure: ~ le
appsta quanto na ~. facile | ~ la mlla | ~ llanzalata. 3.
cantar, v. tr., impuzzolire: ha ccantarato mondare lolio dalla feccia (prendere
tutta la casa. lolio sfiorando la superficie del liquido
cantarano, s.m., 1. cassa per biancheria. con il ramaiolo): mal mastellne lljjo
2. (fig.) cassa toracica. se capava a mmano co la sfjja | lljjo
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
206

se capa co la fjja de rame || Forme: gnolo! || pnte ~, (ant.) ponte Camillario


Ind. pres. 3 capa | impf. 3 capava; 6 ca- || pl. caplle, 1. capelli: cha l ~ fitte na
pvono | perf. 6 capnno, caprno | fut. massa | ~ bbinne | ~ lisce | ~ ricce | ~
3 capar | P. pass. capato. msse, ondulati. 2. barba della pannoc-
capace, agg., 1. abile: nra tanto ~, an- chia.
ntta ffin a sbico (rif. al bifolco che caprchjo: capcchjo.
arava) | f ccapace, a) convincere: llha capet: capit.
ffatto prpio ~; b) informare | fasse ~, capetale, s.f., capitale.
persuadersi. 2. probabile: ccapace || capetne, capitne, s.m., 1. capitone. 2.
avv., forse, pu darsi: si ccos, ~ pure (fig.) pne.
che lo fa. capzza, s.f., cavezza: prta l zomaro a
capacit, v. tr., 1. convincere. 2. garbare: ccapzza | l fijjo lo tna ccapzza, a
mica me capcita tanto cme raggina freno.
|| capacitasse, v. intr. pron., rendersi capezz, v. tr., 1. raccogliere. 2. (fig.) tro-
conto, convincersi: n ze p ccapacit vare a stento il significato: n ze capzza
ch ffinito. gnnte ne sti discrze che ffanno.
capagno, s.m., cavagno di vimini a un capezzagna, s.f., 1. capitagna, striscia di
manico: prtono l capagnoltto a ttra- terra che si trova alle due testate oppo-
clla co na cinta llmmini, le dnne se ste di un campo. 2. solco trasversale ri-
lo lgono ma la vita (per cogliere le spetto al pendio: tir le capezzagne,
olive) || dim. capagnoltto, capagnlo | tracciare i solchi trasversali con laratro.
accr. capagnne. capezzale, s.m., finimento dellasino.
capagnolata, s.f., contenuto di un cava- capezzina, s.f., finimento della vacca.
gno. capezzino, s.m., gombina, laccio di cuoio
capata, s.f., 1. atto di scegliere || ~ (a), o corda che unisce i due bastoni del cor-
loc. avv., a scelta. 2. qualit: la prima ~ reggiato, usato per battere cereali o le-
la mjjo | famo du capate slo. gumi secchi.
capatura, s.f., 1. sceglitura. 2. scarto. capezzlo, s.m., funicella che i muratori
capcce, v. intr., caperci: nun ce se cape m usano per legare le travi dellarmatura.
piazza da le cristiane che cce s | ce ca- capezzne, s.m., cavezzone; testiera di
pmo tutte, se cce strignmo | mica ce cuoio e corda, con due redini senza
se caper. morso, usato per la doma di cavalli in
capcchjo, caprchjo, s.m., 1. qualit di Maremma.
canapa pi grossolana, di scarto. 2. lana cap, v. intr., capire: lu v ~ s o nn?|
delle capre. 3. tessuto ruvido di canapa famme ~!, spiegamelo! | d a ccap,
poco costoso. dare ad intendere | capisce sbbito, a
capefco: capifco. vvlo | h ccapitne!, ho capito fin
capeglira, s.f., (scherz.) capigliatura troppo bne | lo capisce fra ccazzo!, non
folta e intricata. lo capisce nessuno | hae capto? | ~
capellaro, s.m., acquirente girovago di llintnfena, capire lallusione; capire a
capelli femminili: ~, i f!, oh fem- volo un discorso, rendersi conto di una
mine!, donne! situazione | nun capisce n accidnte,
capllo: va ccerc l ~?, non essere pi- manco quant llngo, portto, di
Vocabolario
207

scarso intendimento, non capisce pro- captulo, s.m., ordinamento della confra-
prio nulla | mica tutte pnno ~ a sto ternita.
mnno | ha capito, ha ca? | va ccap!, capo, s.m., 1. testa: (prov.) dal ~ vne la
chiss! || mdd. chi cce capisce bbravo tigna. 2. tralcio: allargamo le cape pi
| (d.) bbeato chi n capisce gnnte! || ca- dd ria la vita. 3. (all.) modo di chia-
pirae!, inter., (iron.) capirai! || capisse, mare un uomo di cui si ignora il n.: a ~!
v. intr. recipr., intendersi: se smo ca- sntete m p! 4. estremit: da ~ a ppide,
pite? | mica smpre se capscheno, se- da cima a fondo. 5. cosa singola, unit:
cndo cme prleno | fama ccapisse!, ~ di rbba, capo di vestiario. 6. bandolo:
intendiamoci bene! | si capimo pi li car- n ze trva l ~ de la matassa.
cagne, cintendiamo facilmente | tanto capobbanna, s.m., caporione.
pe ccapisse || capmese!, inter., inten- capobbracca, s.m., capo dei battitori di
diamoci bene! || prov.: chi ccapisce caccia.
tanto, n capisce gnnte | n c ppggio capobbrigata, s.m., caporione.
csa che pparl con chi n capisce || capocclla, s.f., capolino: f ccapocclla,
Forme: Ind. pres. 1 capscio; 4 capimo; rif. al comparire del primo germoglio.
6 capscheno, capsciono | impf. 4 ca- capcchja: f le cse a ccapcchja, senza
pvemo; 6 capveno | perf. 6 capinno, riflettere.
capiscttero | fut. 2 capisciarae; 3 capi- capccia, s.m., 1. capo duna famiglia di
sciar; 5 capisciarte | P. pass. capto, contadini. 2. sorvegliante degli operai:
capito. l ~ che jje toccava pann a mmgna e
capicllo, s.m., capocollo, salume fatto ssonava l zcchjo || s.f., 1. testa umana:
con la carne del collo del maiale. te mtto la ~ fra llorcchja! (minaccia
capifco, capefco, capofco, s.m., alare scherzosa ad un bambino) | ~ mnna,
|| Forme: pl. capefche. (dispr.) persona calva | co na sassata te
capijjatura, s.f., capigliatura. spacco la ~ | te rppo la ~ | jje dle la ~
capiscnza, s.f., 1. (scherz.) comprendo- | me ggira la ~, ho un capogiro |
nio. 2. istruzione. ssnza ~, inavveduto | crescnno, met-
capiscine, s.m., saccente. tar la ~ a ppsto pursso, metter giu-
capistrno: capostrno. dizio | n ce sta ppi co la ~ l zu nnno,
capit, capet, v. intr., 1. capitare: mhae demente | na ~ calla | na bbna ~,
da ~ a vvlo, tra le mano! | me capet intelligente | cha la ~ vta | na ~ tsta,
uno che nra tanto capace. 2. acca- capisce eccme | na ~ quadra | cha
dere: crte vrte capita de sbajj | tutta na bbna ~, buona memoria | mha fatto
sso cpitono! || Forme: Ind. pres. 2 c- la ~ cme n iro, mi hai frastornato | s
pete; 6 cpitono | impf. 6 capitveno | mmontato la ~ | fa le cse snza ~, av-
perf. 1 capitae; 3 capet; 6 capetrno | ventatamente | lavor a ccapccia
P. part. capetato | Ger. capitanno. bbassa, con energia | sbatte la ~ ll ppil
capitllo, s.m., capezzolo di vacca. muro, cercare invano una soluzione, di-
capitmmolo, s.m., capitombolo. sperarsi | nun za d bbatte la ~, co ttutto
capitne: capetne. l lavro che ccha, non sa come fare |
capitozz, v. tr., potare un albero a capi- chi lo sa che tte sarae msso ma la ~ ||
tozza. prov.: chi nun ha bbna ~, cbbia
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
208

bbne zzampe | ~ chi num parla, se ciante esoso, che vende a prezzi esorbi-
chjama cucuzza. 2. testa di animale. 3. tanti.
(fig.) parte superiore della trottolina, capolva, nellespr.: f ccapolva, solle-
alla quale si attacca la funicella. 4. (fig.) vare con una leva.
borchia || dim. capocctta | pegg. ca- capomagn, s.m., cibo prelibato, prefe-
pocciccia. rito.
capocciata, s.f., colpo dato con la testa: capomazze, s.m. pl., budellini di agnello
ha ddato na ~ al bujjo | fanna ccapoc- da latte.
ciate, scornano (di montoni). capomilla, s.f., 1. camomilla (Matricaria
capoccine, s.m., 1. personaggio impor- chamomilla L.). 2. infuso ricavato dai
tante. 2. persona stupida || agg., ostinato. fiori di camomilla.
capocciara, s.f., cincia (Parus coeruleus capne, s.m., girino.
L.). caponra, s.f., capinera (Sylvia atrica-
capoca, s.m., ultimo operaio della squa- pilla L.).
dra dei mietitori. caporala, s.f., sorvegliante delle brac-
capocco, s.m., capocuoco. cianti.
capocollcchi, s.m., orco. caporale, s.m., capo di un gruppo di brac-
capodajjo, s.m., capo daglio. cianti.
capodefitto (a), capodifitto (a), loc. avv., caporosctto, s.m., (vezz.) individuo dai
a) a capofitto; b) a testa in gi: cca- capelli rossi.
scato ggi ~; c) in rovina: de sto passo capostrno, capistrno, s.m., 1. coene-
nnama ffin ~. vrosi cerebrale degli ovini, causata da
capodicasa (l), sopr. tenia, che produce un difetto motorio. 2.
capodifitto (a): capodefitto (a). capogiro, stordimento: frmete, che
capodpra, s.m., allegrone. mme fa ven l ~ (a bambino vivace).
capofacchine: capofacchino. capotnnico, s.m., (rec.) capotecnico.
capofacchino, capofacchine, s.m., chi di- capotsta, s.m., 1. parallelepipedo di pe-
rige i facchini nel trasporto della mac- perino, messo a caposaldo del filare. 2.
china di santa Rosa. traversina di legno usata della ferrovia,
capofamijja, s.m., capofamiglia. posta a caposaldo del filare.
capofarce, capofarctta, capofrcia, s.m., capotiro, s.m., traversina di legno usata
agricoltore che guidava la squadra dei della ferrovia, posta a caposaldo del fi-
mietitori. lare.
capofarctta: capofarce. capovnara, s.f., beccafico (Sylvia borin
capofrcia: capofarce. Boddaert).
capofficina, s.m., capoofficina. capovnere, s.m., capelvenere (Adiantum
capoficco (a), loc. avv., ad arco (rif. alla capillus veneris L.).
piegatura dei tralci): lo pigo a sscco capovortasse, v. intr. pron., capovolgersi:
ggi ~. li bbignze si capovortnno.
capofco: capifco. cappanna, s.f., capanna || dim. cappan-
capogatto (a), loc. avv., ad arco (rif. alla nlla: la ~ pe ddormicce al pecoraro co
piegatura dei tralci). la stppia, se portava apprsso, leg-
capolatro, s.m., 1. ladrone. 2. commer- gra, sul basto || ~ (a), loc. avv., a pira-
Vocabolario
209

mide (tipo di intelaiatura di canne del fi- di qualcuno e malmenarlo.


lare) | cappannlla (a), capannlle (a), cappott, v. intr., (rec.) capottare, capo-
loc. avv., a guisa di tenda conica (detto volgersi (di veicolo).
dei fasci di canapa posti ad asciugare al capptto, s.m., pesante soprabito con ba-
sole). vero di pelo, usato dai mercanti di be-
cappannllo, s.m., capannello di persone. stiame.
cappanno, s.m., 1. capanno del caccia- cappuccine, s.m. pl., 1. convento dei frati
tore. 2. insieme di mannelle di canapa cappuccini in Viterbo. 2. quartiere di Vi-
poste ad asciugare || ~ (a), loc. avv., a terbo. 3. ab. del quartiere dei Cappuc-
guisa di tenda conica || dim. cappan- cini: creno tutte le ~ ma la fsta.
nllo. cappccio, s.m., anello conico di carta o
cappannne, s.m., capannone. cartone, col quale si tiene ferma sulla
capplla, s.f., 1. prepuzio. 2. risenti- rocca la materia da filare || ~ (a), loc.
mento: pijj la ~, impermalirsi, offen- avv., a foggia di cappuccio: sacchtt~.
dersi. 3. fregatura. caprarccia, craparccia, s.f., 1. sentiero
cappellccio, s.m., 1. pezzo di vecchio per capre. 2. stazzo per le capre.
cappello messo a mo di soletta nella capraro: crapraro.
scarpa. 2. (fig.) strato acido in superficie caprtto, s.m., telaio usato per tener
della vinaccia: chi non v ff l ~, jje da fermo per le zampe un equino da fer-
ggi co m bastne a fforcina. 3. prata- rare.
iolo (Agaricus arvensis Schaeff. Fr., A. caprifjjo, s.m., caprifoglio (Lonicera
campestris L. Fr., A. macrosporus caprifolium L.).
Moell. et Schaeff.-Pilt). caprino, s.m., sterco di capra.
cappellara, s.f., modista. capulavro, s.m., capolavoro.
cappellaro, s.m., cappellaio. capustpete, s.m., capostipite.
cappellata, s.f., (fig.) piccola estensione: cputte munne, s.m., (lett.) espr. lat.,
cha ggiusto na ~ de trra. caput mundi.
cappllo: ~ a ccppola | ~ de pajja | dim. carabbignre, carbegnre, carbignre,
cappelltto | accr. cappellne: ~ a s.m., carabiniere || ~ col fschjo mal culo
schjaffo, ~ a ccarcola. (figura di terracotta con fischietto) || ma
cppia, s.f., 1. legatura. 2. cappio. Vvitrbo ce s l carbignre cul bbaffe, l
cappiatjja, s.f., parte del basto nella facile cul zasse (blas. pop. che eviden-
quale sinfila la fune. zia lapertura della voc. finale in -e) | a
cppio, s.m., penzolo di uva: va ccjje ccarbignre sgrassatre, loc. avv., a
quattro bblle cppie dua, pappic- guardie e ladri (gioco infant.) || dim.
calle. carbignertto.
cappila1: coppila. caracca, s.f., percossa.
cappila2, s.f., grappa di ferro, utilizzata carach (a), garagh (a), loc. avv., a testa
dallo sprangaio, per riparare oggetti di o croce: f a ccarach, giocare a testa o
terracotta. croce, lanciando in aria due monete ac-
capp, s.m., cappone (in rima). coppiate.
capptta, s.f., mantello lungo, da campa- caramellano, s.m., calomelano, cloruro
gna || f la ~, gettare un panno sulla testa mercuroso.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
210

caratllo, s.m., vaso vinario oblungo pi nun fallo d ddi vrta. 2. randello per
della capacit di 100 litri. attorcigliare la fune, che tiene salda la
carajja, s.f., borborigmo. soma sul basto.
caraujj, v. intr., borbogliare: me ca- carcatre, s.m., 1. operaio che traspor-
rajja la panza. tava i barili dolio dal frantoio al domi-
caravana, s.f., 1. carovana. 2. (fig.) fati- cilio del cliente: l ~ caricava li
cata. bbarlzze. jjaspettava na lantrna
caravina, garavina, s.f., gravina, attrezzo djjo gni ggiornata de lavro. 2. ope-
da scavo a due tagli, a zappa e a punta. raio che trasportava i fasci di canapa,
carbegnre: carabbignre. quattro per soma, a dorso dasino.
carbignre: carabbignre. carcatccia: caricatccia.
carbonara, s.f., 1. carbonaia, catasta di carce, crcia, s.f., calce, malta: ~ spnta,
legna da trasformare in carbone. 2. calcina | ~ bbianca, pura | ~ viva | ~
(arc.) vallo difensivo: la chjsa de la ~. nra, mista a pozzolana | d na mano de
3. venditrice al minuto di carbone. 4. ~ a la cucina, imbiancare le pareti della
pietanza di pasta || agg., (scherz.) detto cucina | quattro pitre msse s snza ~.
della terza classe elementare. carci, v. intr., scalciare.
carbonaro, s.m., carbonaio: s sprco crcia: crce.
cme n ~ . carciarlo, s.m., calcinaio, operaio che
carbonchjasse, v. intr. pron., annerire a prepara la calcina.
causa del carbonchio (detto di olivi) || carcina, s.f., calcina, calce spenta.
Forme: P. pass. carbonchjato, carbun- carcinccio, s.m., calcinaccio.
chjato. carcinaro, s.m., vasca in cui viene spenta
carbonlla: ro ~, inter., niente affatto! la calce viva.
carbur, v. intr., 1. carburare. 2. (fig.) star crcio1, s.m., 1. calcio sferrato da un qua-
bene in salute: gge carbura pco, non drupede con le zampe posteriori. 2. pe-
molto in forma | sto discrzo mica li data.
carbura, non gli va a genio. crcio2, s.m., calcio, parte inferiore della
carcamanina: calcamanina. cassa del fucile.
carc1, v. tr., premere: ~ la mano, esage- carciocinmide, s.f., calciocianamide,
rare. fertilizzante chimico.
carc2: caric. carciofto: scarciofto.
carcagno, cargagno, s.m., calcagno: sto carcifolo: scarcifelo.
ccio puzza de ~ de frate. carco, creco, s.m., 1. peso. 2. carico: li
carcalamula: calcalamula. spse a ~ suo. 3. asso o tre fuori briscola
carcarlle (le), microtop. (nel gioco omonimo) || agg., 1. aggra-
carcrio, agg., calcareo: na trra carc- vato da un peso: vanno via carche de
ria. frutte | passvono li carre creche di
carcatra, s.f., 1. puntello provvisorio, fino. 2. di albero ricco di frutti. 3. di
asta messa a sostegno del basto, quando vino intorbidito a causa di movimento.
si carica in due: la ~ na spce de fur- carcolata, s.f., misura approssimativa.
cina de lgno pappuntell la sma da crcolo1, clcolo, s.m., assegnamento:
na parte, ntramnte che sse carecava, non ce se p ff cclcolo co sso, non si
Vocabolario
211

pu far affidamento su di lui. destinata alla marcia dei veicoli: an-


crcolo2, s.m., calcolo al rene. nato fri ~. 3. (fig.) via retta, giusto per-
card, v. tr., scardassare. corso: s rrimsso n ~ a la scla.
cardccio, s.m., variet di cardo selva- carejj: careggi.
tico, utilizzato per governare maiali. carestso, agg., 1. costoso. 2. esoso (di
cardalana, s.m., scardassatore. negoziante).
cardarllo, s.m., 1. screpolatura della caret, s.f., 1. carit: f npra di ~. 2.
pelle: l zasso magna la plle, venvono elemosina: ann ppe la ~, andare ele-
li cardarlle nde le dita. 2. variet di mosinando. 3. cortesia: facteme la ~ de
fungo edule, grumato (Pleurotus eryn- djjolo vue!
gii Gillet e P. ostreatus Kummer). carzze: (infant.) fajje le ~ al pupo!, ac-
cardaccio, s.m., 1. cardellino (Carduelis carezzalo! | ~ canine, graffi || ~!, inter.
carduelis L.). 2. (fig.) individuo min- per incoraggiare un bambino ad acca-
gherlino. rezzarne un altro.
cardllo, s.m., tappo del catenaccio; pic- carfagna: scarfagna.
colo ferro piatto, dentro il quale passa cargagno: carcagno.
la spranga della serratura, che serve a caric, carc2, carec, v. tr., 1. caricare:
fermare il catenaccio. ~ l carrtto | crcono l bignze pine sul
cardenale, cardinale, s.m., 1. cardinale. carrtto || prov.: carca pco e vva ccan-
2. (fig.) bidente consumato e leggero, tanno | n uno se carca, due casca, e ttr
per giovani operai principianti: ste ra- va pper trra. 2. dare la carica: ~ llur-
gazztte cveno l ~, ra n ferrtto m p lggio. 3. (fig., euf.) picchiare: te pssa
pi lleggro. l fijjo ce bbattva l fnno caricatte! || v. intr., tirare lasso o il tre
avante al patre. fuori briscola (nel gioco omonimo) ||
cardinale: cardenale. Forme: Ind. pres. 2 creche; 4 carcamo;
cardino, cardccio, s.m., 1. germoglio 6 crcono | perf. 3 carc; 6 caricrno |
del carciofo. 2. pollone edule della fut. 4 carcarmo | P. pass. carco, creco
pianta di cardo selvatico. | Ger. carcanno.
cardo1, s.m., scardasso: saddpra l ~ caricatre, s.m., (raro) operaio che tra-
fatto de frre, de chjde piegate. sportava a dorso dasino i fasci di ca-
cardo2: callo. napa.
cardccio: cardino. caricatccia, carcatccia, s.f., (infant.)
carec: caric. cartuccia per arma giocattolo.
creco: carco. caridde, sopr.
careggi, carejj, carijj (raro), v. tr., 1. carira, s.f., 1. carriera: lassaste la tu ~. 2.
carreggiare: se careggiava l grano tut- veloce andatura, corsa: l zomaro attac-
tassime l girnapprsso. a la mat- cava la ~ | co na ~ rarrveno qullo
tina, pe n fallo svag, chra m p avante, raggiungono | n cavallo a la ~,
rinvenuto. 2. trasportare: l cavallare ca- in piena corsa | scapp vvia di ~ cme
rejjveno la rbba a bbasto. la prvere, chancra curre | n ~, di
careggibbele, s.f., strada carreggiabile. corsa || dim. cariertta.
careggiata, s.f., 1. solco impresso sul ter- carijj (raro): careggi.
reno dalle ruote. 2. parte della strada carino: (antifr.) te f ccarino, si tte
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
212

chjappo!, ti sistemo, ti picchio | sinn s a due manici.


llremo carine a nnamorasse tutte carnificina, s.f., carneficina.
ddue di sta fijja!, quanto saremmo stati carnivale, carnovale (arc.), carnale
ridicoli | e ssmo carine!, (iron.) siamo (arc.), s.m., 1. carnevale. 2. (fig.,
proprio ben sistemati! || vezz. carinllo, scherz.) anno di et: ce nnha parcchje
grazioso. de carnivale l compare. 3. (fig.) avve-
carila, s.f., carriola a mano con una nimento lieto.
ruota e due stanghe. carnovale (arc.): carnivale.
cariolata, s.f., contenuto di una carriola. carnale (arc.): carnivale.
carile (li), odon., Via delle caiole. carosatura: carsa.
carilo, s.m., baroccio a quattro ruote, le caro: (infant.) fajje ~ al pupo!, accarezza
anteriori pi piccole con sterzo, per tra- il bambino!
sportare merci. cargna, s.f., 1. cargna di animale. 2. be-
carista, s.f., carestia: ~ e ggrzzia che tte stia malandata. 3. (fig.) persona vile,
llhanno fatto a tt!, fortunatamente || perfida. 4. (fig.) terza persona che aiuta
prov.: tmpo de ~, pan de vccia. a sollevare un carico sul basto || accr. ca-
carittevele, agg., caritatevole. rognne: n ~ che n te dico, un pigrone.
carlccio, agg., 1. scadente: n vistito pr- carogntta, s.f., luogo suburbano dove si
prio ~. 2. stantio, avariato: sto psce sotterravano le carogne di animali.
ccarlccio, puzzcchja, nu lo snte? 3. carsa, carosatura, s.f., tosatura delle pe-
deperito, di persona. 4. inaffidabile: sa core.
dde ~ quelue. caros, v. tr., 1. tosare: dppo carosato s
carma, s.f., calma: ~ e ssngue frddo! | bbne pe la mnta, vanna la razza (rif.
(rec.) ~ e ggsso!, calma! alle pecore). 2. (scherz.) tagliare i ca-
carm, v. tr., calmare || carmasse, v. intr. pelli.
pron., calmarsi: lassa st, che sse car- carosata, s.f., (scherz.) taglio dei capelli.
mar primo ppe | si carmnno tutte carosillo: carusillo.
ddue. carosino, s.m., tosatore professionista di
carmata, s.f., il calmarsi: dteve na ~ pecore: magna quanto n ~.
pure vue! crpene, s.m., carpine bianco (Carpinus
carmire, s.m., calmiere; prezzo mas- betulus L.).
simo, fissato dautorit, per la vendita carr, v. tr., trasportare con il carro i co-
di determinate merci. voni sullaia, per trebbiare.
carmo, agg., calmo. carrccio, s.m., 1. fosso stagionale poco
carne: sse n ~, ben nutrito || prov.: ~ chi profondo. 2. solco provocato dalla piog-
nun dle, dalla a cchi la vle | ~ cruda gia violenta in terreno scosceso.
e ppsce ctto. carrggio, s.m., carriaggio, bagaglio.
carnevaltto, s.m., carnevalino, funzione carrarccia, s.f., 1. strada carraia:
liturgica dei primi giorni di Quaresima. (scherz.) ha mmsso a ccarrarccia,
carnccia, s.f., tessuto mammario fibroso detto di chi canta felice (come un car-
della vacca. rettiere su strada agevole). 2. traccia la-
carnccio, s.m., resti di carne che il con- sciata sul terreno dalle ruote dei carri.
ciatore raschia dalle pelli con un coltello carrata, s.f., 1. contenuto di un carro: se
Vocabolario
213

cercava de f n cordllo, che cco na ~ se da parati | ~ carcante, carta calcante o


potsse caric ttutto. armno se cam- da ricalco | ~ ncatramata, guaina im-
menava de mno. 2. trasporto effettuato permeabile | ~ pajja, carta gialla, fatta
con il carro. di paglia macerata, usata per involgere
carratura, s.f., carreggio, operazione di certi prodotti alimentari | ~ smerijjo,
carreggiare i covoni dal campo sullaia: carta a smeriglio | ~ stagnla, stagnola |
co la ~ l grano se prta sullara. ~ sugante, carta assorbente. 2. docu-
carrettira (a la), loc. avv., ad usanza dei mento legale: (arc.) ~ dindennit, carta
carrettieri: caff ~, con abbondante didentit | ~ cratastale, documento ca-
grappa. tastale || prov.: ~ canta, vllan drme. 3.
carrettino: carrettina mmano. banconota: se vedvono pche de carte
carrtto, s.m., barroccio agricolo con co li puccitte. 4. carta da gioco: f le
stanghe e due ruote grandi, rinforzato, carte, mescolare e distribuire le carte ||
con cassa a sponde alte, trainato da due carte, s.f. pl., 1. complesso dei docu-
cavalli o muli. menti occorrenti per contrarre matrimo-
carrettne, s.m., (dispr.) carro funebre nio; certificato di matrimonio: ann ff
per il trasporto di defunti poveri. le ~ pe spos, a ccav le fde, richiedere
carriol, v. tr., trasportare con carretta o i documenti in Comune. 2. manifesti:
carro. attacc le ~, a) affiggere i manifesti:
carro, s.m., 1. carro agricolo con due mmrto stamane, ce s le ~ attaccate;
ruote molto grandi, trainato da buoi || ~ b) (fig.) propalare notizie riservate.
a ccroctta, carro da buoi, per traspor- cartapista, s.f., cartapesta.
tare grossi tronchi o blocchi di pietra. 2. cartaro, s.m., cartaio.
(fig.) costellazione dellOrsa maggiore. cartasciuga, cartasuga, s.m., carta assor-
carrzza, s.f., vettura a un cavallo: mdd. bente.
v ann m paradiso n ~, pretende di cartasuga: cartasciuga.
avere la vita facile | (iron.) che tte ce cartata: pijja na ~ de porchtta e la va
vle la ~? sbrghete! || ~ snza cavalle, mmagn allosteria | bbutta le cartate
(arc.) automobile. de psce da la finstra, cartate di lische
carrozztta, s.f., carrioletta a quattro di pesce || dim. cartatlla.
ruote per bambini. cartina, s.f., confezione contenente un
carrozztte, s.f. pl., 1. pista delle auto- prodotto chimico: sto vino ffatto co le
mobiline al Luna park. 2. n. sostituivo cartine.
del numero 22 nellestrazione della cartccia, s.f., 1. palo di ferro dalla lama
tombola. concava, usato per scavare buche nel
carrucol, carucol, v. tr., 1. (arc.) tra- terreno. 2. votazza; strumento di legno o
sportare i covoni a soma o col carro dal di lamiera, cilindrico e smussato nella
campo allaia: ~ col carro a la trbbia | parte anteriore, con cui i bottegai prele-
se carcola, se prta sullara. 2. car- vavano dal contenitore prodotti sfusi
reggiare legumi. (oggi soltanto farina). 3. grande vo-
carta sugante: cartasciuga. tazza, usata dai carbonai per prendere
carta, s.f., 1. carta: ~ da pacche | cartol- carbonella.
liata, carta oleata | ~ de Frncia, carta cartccio, s.m., 1. foglia secca del mais.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
214

2. fodero di cuoio, appeso con bretelle confeziona calze.


alle spalle, in cui il confratello infila la carzo, s.m., calzatoia, zeppa di legno che
pesante croce di legno per trasportarla sinfila sotto la botte per tenerla in equi-
in processione: cva l ~ co le bbretlle librio: ce se mettva l zasso chi ffacva
sul ptto, la crce nfilata dntro. da ~.
cartolare, s.m. inv., (ant.) quaderno sco- carzolaro, s.m., 1. calzolaio || dim. car-
lastico: l ~ costvono cinque a ssrdo. zolartto: (tir. dil.) ~ che ff le scarptte,
cartolina, cartulina, s.f., 1. cartolina pre- m le fa llarghe e mm le fa strtte | ~,
cetto. 2. (fig., scherz.) malore, segnale gni ggirno ni cuce m paro, quanno
premonitore di morte prossima: quanno vne l ggiuvid, trete ll che vvjjo cuc.
arriva la ~, tcca ppart, e mmanco se 2. ciabattino. 3. (fig.) individuo inca-
p dd dde n. pace.
cartulina: cartolina. carzonclle, carzoncine, s.m. pl., panta-
cartuncine, s.m. pl., cartoncini. loncini: cha l ~ curte ancra, giovane
carubba, s.f., carruba. inesperto.
carccio, agg., piuttosto costoso: bbllo carzne, s.m. pl., calzoni: ~ a la uava |
~ sto vistito. ~ a pprpa, pantaloni alla cavallerizza |
carcola, s.f., 1. telaio di legno sostenente quelue se fa mmtta l ~ da la mjje, si fa
un telone nelle cui borse, ai lati del comandare dalla moglie | prta l ~ ssa,
basto, erano posti 25 covoni da traspor- di moglie autoritaria | fssela ne le ~, es-
tare: cra l diritto di passggio co la ~. sere pauroso || pegg. carzonacce.
2. (raro) carrucola || ~ (a), loc. avv., fog- casa, s.f., 1. casa: magnamo qullo che
gia di cappello: cappllo ~ || pl. car- ppassa la ~, ci che permette lecono-
cole, (fig., scherz.) occhiali da vista. mia familiare | l pane de ~, di confe-
carucol: carrucol. zione casalinga | sse tutto ~ e cchjsa,
carusillo, carosillo, s.m., carosello. essere persona pia, morigerata: la com-
carza, s.f., 1. calza (spec. da donna) || f la mare ttutta ~ e cchjsa, una donna
~, lavorare a maglia. 2. calza che i bam- tutta dedita alla famiglia e alle pratiche
bini appendono alla cappa del camino religiose | na perzna de ~, n ce se fa
la notte dellEpifania, per trovarvi al ccaso, un amico di famiglia, in pre-
mattino i regali: ~ de la bbefana || dim. senza del quale si pu parlare libera-
carztta. mente | adra di ~ cun tutte, era in
carz, v. tr., 1. indossare abiti. 2. calzare amichevoli rapporti | nu lo s d sta dde
scarpe || v. intr., essere della misura giu- ~, dove abita | sta ssmpre ll ppe ccasa
sta: sto vistito carza bbne. || casettccia, (dispr.) catapecchia ||
carzamajja, s.f., (rec.) calzamaglia. prov.: bbeata qulla ~ nd rgna na ch-
carzante, s.m., calzatoio, calzascarpe. rica rasata | bbeata la ~ co la chrica
carztta, s.f., 1. calza (spec. da donna). 2. pelata | bbata qulla ~ ndu c la pitra
calzino da uomo: prta le carztte a bbucata e la chrica rasata | ~ sua, ri-
bbracarlla | se fa ttir la ~, si fa pre- pso suo | la ~ ha ppca pace, se la gal-
gare | li clono le carztte | tir la ~ a lina canta e l gallo tace | ~ che ha bbn
uno, annoiare. vicino, vale cnto scudi e un quatrino |
carzettara, calzettara, s.f., donna che pane cciplla a ccasa sua | chi ccasa
Vocabolario
215

nun cha, gge qqu domane ll | ~ tua, di aver sbagliato) || prov.: l zumaro dov
pace tua | ~ tua ripso tuo, magni e ccascato na vrta, n ci casca ppi ||
bbvi a mmdo tuo | ~ tua ripso Forme: Ind. pres. 2 casche, caschi; 4 ca-
tuo, cachi e ppisci a mmdo tuo | chi la scamo; 6 cscheno, cscono | impf. 6
~ daltri nutrica, la sua divnta pvera cascveno | perf. 6 cascnno | fut. 2 ca-
e nnimica | gnuno fa qqullo che li pare scarae | P. pass. cascato.
a ccasa sua | a ccasa nva, chi nom cascamrto, s.m., 1. tonchio, insetto no-
prta manco trva. 2. (fig.) guscio di civo ai legumi, come fave (Bruchus ru-
chiocciola. 3. (fig.) guscio della tarta- fimanus Boh.), fagioli (Acanthoscelidus
ruga. obsoletus Say), piselli (Bruchus piso-
casalante, s.m., coltivatore diretto che rum L.). 2. (fig.) persona indolente.
abita in casa rustica isolata. cascatro, s.m., crivello di grandi dimen-
casale, s.m., casa rustica isolata. sioni, dal fondo metallico forato, mon-
casaltto, s.m., piccola costruzione cam- tato su treppiedi di legno, usato per
pestre, usata come ricovero durante la vagliare granaglie e legumi: l ~ ppi
giornata o per conservarvi gli attrezzi. rrado del corvllo.
casamcciola, s.f., 1. (fig.) grande disor- caschemaddsso, s.m., individuo mala-
dine, caos: me pare ~ ll ddntro. 2. ticcio.
(fig.) luogo disordinato. cascherino, s.m., garzone di fornaio che
casarccio, agg., di produzione propria, consegna il pane a domicilio.
casalinga || casarccia (a la), loc. avv., cascina, s.f., cascino, cerchio di legno di
alla maniera casalinga. faggio, dove si preme il latte rappreso
casato, s.m., 1. cognome. 2. sopr. di fa- per dare la forma al formaggio.
miglia: faciva di ~Tortorate. casco, s.m., cascola precoce, frutta caduta
casc, v. intr., cadere: ~ a ppzze, in pezzi prematuramente: pijj l ~, ottenere il di-
| c ccascato cme n zalame, caduto ritto di raccolta della cascola.
nel tranello | casca e ppnne (di oggetto casngo, s.m., uomo di fiducia del pro-
in equilibrio instabile) | te pssa ~ dda n prietario, tuttofare in unazienda || agg.,
ccio! (imprec. scherz.) | ~ dda le nvole che preferisce vivere schivo in casa.
| mdd. ~ dda la padlla ne la bbrace, in- casrta (a), loc. avv., (scherz., rec.) a
cappare in una situazione peggiore della casa: io v ~, rig!
precedente | ~ ddal znno | ~ stto la casifcio, s.m., (rec.) caseificio.
capplla de uno, trovarsi a dover dipen- casinaro, s.m., 1. pasticcione. 2. persona
dere da una persona autoritaria o prepo- rumorosa.
tente | casca e nun casca, sta in bilico | casino, s.m., 1. (fig.) problema, difficolt:
ccascato bbne, stato fortunato | cme ra n gran ~ a ffccela. 2. (fig.) grande
casche, casche male, ogni scelta scon- quantit: n ~ dordgne bbuttate ll. 3.
veniente | mdd. ccascato cme l ccio (fig.) confusione. 4. (fig.) frastuono.
su le maccarne, venuto a proposito | caso: f ccaso, provocare sensazione, sor-
sto vistito casca bbne || (d.) m ~ ddal prendere | facce ~, far attenzione, osser-
pedecne che dda la cima, meglio ca- vare | ~ (pi), per caso | ~ penzato (a),
dere dal fusto che dalla cima di un al- loc. avv., con premeditazione.
bero (detto di chi si avveduto in tempo casomae, cong., caso mai, eventualmente,
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
216

semmai: ~ cte tmpo, anntece valtre! castr: crast.


cspio, inter., (euf.) cazzo! cstrica: crsteca.
cassa, s.f., 1. bara || ~ da mrto (a), loc. castrne, s.m., cavallo castrato.
avv., a) in forma di bara (rif. ad una catacmma, s.f., catacomba.
fossa); b) di forma irregolare: la ltta catafano, s.m., 1. ammaccatura. 2. buco
venva ~ (se il bifolco non arava di- provocato lanciando la propria trottolina
ritto). 2. cassa del letto del carro agri- su quella dellavversario.
colo: mettteva ssda dentra la ~! 3. catafarco: catrafarco.
cassapanca, lunga circa mt. 2, in cui si catafschjo, 1. ammaccatura. 2. buco pro-
conserva la biancheria || bbatte de ~, vocato lanciando la propria trottolina su
brontolare, protestare: ce bbatte ppure quella dellavversario.
de ~, dppo av ffregato tutto lue. 4. cal- cataltto, s.m., bara di legno dorato su cui
cio del fucile. si trasporta in processione la statua del
cassabbanca, s.f., cassapanca, lunga circa Cristo morto || grtta del ~ (microtop.).
mt. 2, in cui si conserva la biancheria. catana, s.f., 1. tascapane di cuoio con tra-
cassabbanco, s.m., (dispr.) mobile sgan- colla. 2. (scherz.) borsa. 3. cartella di
gherato. stoffa o di cartone dello scolaro. 4. car-
cassamortaro, s.m., (dispr.) impresario di niere.
pompe funebri. catanata, s.f., contenuto di un tascapane.
casslla, s.f., fossetta in cui viene piantato catapzzo, in: pzzo di ~! (insulto).
il maiolo. cataprasma, s.m., 1. cataplasma. 2. (fig.)
cassettne, s.m., cassetta per raccogliere individuo malaticcio.
in chiesa le offerte dei fedeli: ~ del- cataratta, s.f., abbattifieno, botola del fie-
lelemsine. nile, da cui si fa cadere il fieno nella
cassne, s.m., 1. contenitore di legno: n stalla.
cucina cra l ~ de la farina. 2. rimor- catarttela, s.f., cateratta: jje s ccalate
chio di trattore. le catarttele, se llha ddopr.
castagna: ~ porcina, castagna selvatica catrcio: catrcio1.
non commestibile | ~ lssa, ballotta | ca- catarcine: catrcio1.
stagne crastate, castagne su cui stata catarde, cogn., Catardi.
praticata unincisione nella scorza catarinfrangnte, s.m., catarifrangente.
prima di arrostirle | pizzic n ~, cogliere catvere, s.m., cadavere: me pajje n ~!
in fallo. catavrna, s.f., 1. ferita. 2. cicatrice.
castagnccio, s.m., farina di castagne. catna, s.f., 1. particolare della falce fie-
castgo: gastigo. naia; sbarretta di ferro saldata tra la
castellccio (l), top., Castel dAsso. parte finale del manico e quella me-
castllo, s.m., 1. camerella, casa del diana della lama. 2. catena del camino
chicco; parte della spiga dove sono i cui si appende il paiolo sopra il fuoco.
chicchi. 2. grappolino di nocciole o di catenina, s.f., catenella; catena sottile di
pomodori. 3. (infant.) gioco fatto con metallo prezioso, da portarsi come or-
noccioli di pesca. namento al collo, con attaccata una me-
castig: gastig. daglietta sacra o un crocifisso.
castssemo (l), sopr. caterinna, s.f., frutto verde del man-
Vocabolario
217

dorlo, ancora tenero, commestibile cappllo | va a ccav li fde (richiedere


prima della formazione del guscio; documenti anagrafici per sposarsi) | nun
mandorla di santa Caterina. cava n ragno dal buco | cavasse la su-
catichismo, s.m., (citt.) catechismo. disfazzine. 3. estrarre: ~ la cnepe al
catigora: catigura. Bullicame | ~ l dnte, estrarre i denti. 4.
catigura, catigora, s.f., categoria: que- raccogliere: quanno se cvono le patate,
lro adreno na ~ a pparte, dtta di li sammontneno e sse cprono co lo
signre. strame, pe se mbllano, oppuramnte
catirina, antrop., Caterina || catirinccia se mttono nel magaino | ~ le patate
(la), sopr. col frro. se cava na bbuca. se cvono
catrcio1, catrcio, catarcine, cator- pure col voltorcchjo co la mula. 5.
cine, s.m., catenaccio. catturare: annamo a ~ nnidi (rif. ad una
catrcio2, scatrcio, s.m., 1. oggetto sca- nidiata) || cavccela, v. intr. pron.,
dente, rovinato. 2. (fig.) veicolo in cat- farcela, cavarcela: io n ce la cavar a
tive condizioni. scordalle mae | nun ce se cava ann
catorcine: catrcio1. vante de ste tmpe | n ce la cava ccam-
catrafarco, catafarco, s.m., 1. catafalco. min | dajje e ddajje, a la fine ci la ca-
2. (fig.) cassa dal fondo forato posta sul vnno || Forme: Ind. pres. 6 cvono |
tino, in cui si pigiava luva con i piedi impf. 6 cavvono | perf. 6 cavnno | fut.
nudi. 3. buco provocato lanciando la 1 cavar.
propria trottolina su quella dellavver- cavaciulla (a), loc. avv., a cavalcioni.
sario. 4. (fig.) enorme quantit: (iperb.) cavadnte, s.m., (ant.) dentista: chae na
di qu io me ni magnerbbe n ~! paura, manco sve dann dal ~!
catrasta: cratrasta. cavaglire: cavajjre.
cattanno (a), loc. avv., a) elemosinando; cavajjre, cavaglire, cavallire, s.m., ca-
b) in rovina, in fallimento: s ite ~. valiere || ~ (a), loc. avv., di forma con-
cattleco, agg., (citt.) cattolico. vessa (di pertica): na filagna gbba, ~.
catubba, scatubba, s.f., 1. grancassa. 2. cavallaro, s.m., 1. guardiano di cavalli. 2.
(fig.) cappello a cilindro: portveno la trasportatore con bestia a basto. 3. ven-
~ pi ccappllo. ditore di cavalli.
casca (a), loc. avv., in malo modo, in cavallera, s.f. coll., (euf.) pidocchi.
fumo: ann ffin ~. cavalltto, s.m., 1. andana, striscia di erba
causci, s.m., 1. caucci. 2. tubo di appena tagliata. 2. tronco incavato a
gomma per irrigare. quattro zampe, su cui si scotola la ca-
cava, s.f., 1. scavo a cielo aperto: le cave napa.
de peperino. 2. (fig.) grande abbon- cavali ppla (l), sopr.
danza: e cche cchae la ~? (dei soldi), a cavallire: cavajjre.
non finire. 3. strada antica scavata pro- cavallo, s.m., 1. cavallo (Equus caballus
fondamente nella roccia: passavo pi la ~ L.): guern l cavalle, i cavalli | sse a ~,
de santAntgno || dim. cavarlla. aver superato una grande difficolt ||
cav, v. tr., 1. spillare: va ccav bbva ma prov.: chi ha bbn ~, nha ppaura
la cantina! | a, l vino cvolo ppure pe danna ppide. 2. (fig.) cordone di terra
stasra! 2. togliere: c da ~ ttanto de fatto a dorso dasino addosso alle viti:
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
218

col bednte se facva l ~, e ppe quanno ziaria: f ccvosa, intentare causa con-
saricarzava, se bbuttava de qqu e dde tro qualcuno.
ll. cavcchja, s.f., chiavarda dellaratro.
cavallcchje, cavacchi, cavacchje, ca- cavcchjo, gavcchjo, s.m., chiovolo del
vcchi, s.m., libellula azzurra (Calopte- giogo.
ryx splendens Harris). cavignale, s.m., erba infestante estiva non
cavallne, s.m., 1. (fig.) ragazzo sfrenato. identificata, alta anche 50 cm., robusta,
2. (fig.) cordone di terra fatto a dorso con grappolo di semi in cima.
dasino addosso alle viti. 3. (fig.) muc- cavcchi: cavallcchje.
chio finale di fieno, ottenuto riunendo cvola, s.f., rubinetto di legno infilato in
la passate. 4. (fig.) grande mucchio: n ~ basso nella parte anteriore della botte:
de nve, llha rradunato l vnto, sam- ha mmsto la ~ nva, ha avviato la
montina. botte.
cavallccio, s.m., 1. puledro. 2. (infant.) cavolccio, s.m., gran di serpe, gicaro
cavallo di legno, giocattolo || Forme: pl. chiaro (Arum italicum Miller): l ~
cavallucce. channvona ccerc ggi ppe le can-
cavandolo, s.m., (vezz.) figlio ultimoge- nte ma le prde, ntrna Vvitrbo, e lo
nito. facvono bboll. e n z se ccavranno
cavacchi: cavallcchje. msso ppure la smmala. le cavolacce
cavacchje: cavallcchje. se fanno pel prco, si raccolgono per
cavarc, v. tr., cavalcare. governare il maiale.
cavarcata, s.f., corteo a cavallo: pi ssan- cavolina, s.f. coll., piantine di cavoli col-
tAntgno se fa la ~ al dmo co le bbe- tivate nel semenzaio da trapiantare.
stie nfioccate. cvolo, cvelo, s.m., 1. cavolo (Brassica
cavarcatura, s.f., cavalcatura. oleracea L.): bbne, le cvele col ppe!
cavarcavia, s.m., cavalcavia. (di cibo squisito) | ~ rccio, verzotto |
cavarc, s.m., giaccone di stoffa pesante, mdd. qu ccntra cme le cvela
che arriva fino al ginocchio. mmernna, non riguarda largomento.
cavarlla (la), n. di unantica strada sca- 2. (euf.) cazzo: cul ~ channava ll |
vata nella roccia. bbrutto tsta de ~!, brutto imbecille! |
cavarllo, s.m., operaio che estrae la ca- saranno cvele!, queste sono storie!
napa macerata dalla vasca: l ~, ra uno (espr. per negare recisamente) || cvelo
che llavava e bbuttava la cnepe su la ctto!, cvele!, inter., (euf.) cazzo!
prda. sciojjva l fscio, bbuttava s le cavne1, s.m., grande quantit || avv.,
strghe ll ssu la prda. molto: llontano n ~ | ad llnga n ~.
cavatura, s.f., operazione con cui si cavne2, s.m., individuo molto abile:
estrae la canapa macerata dalla vasca. sarae n ~ se ttu ce la fae.
cvelo: cvolo. cvosa: cvesa.
cavnero, s.m., cavedano (Leuciscus ce- cavusine, s.f., (raro) eventualit: pe
phalus L.). gni ~.
cvesa, cvosa, s.f., 1. causa: pi ccvesa cazzabbicchjre, s.m., (iron.) carabiniere.
vstra ccapitato | nun zi fa ppi pir ~ cazzabbbbolo, s.m., 1. persona piccola
di llotombbele. 2. controversia giudi- e goffa. 2. persona dappoco.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
220

cazzccio, s.m., 1. minchione. 2. ingenuo. nijje || pl. cazze, 1. pretese: ma quante ~


3. presuntuoso. crche! | e sti ~ e pp n! | mdd. pi
cazzarla, s.f., 1. casseruola. 2. pietanza ccazze che qquatrine (detto a chi pre-
di pezzi di maiale (zampetti, coda, orec- tende troppo). 2. complimenti, smance-
chie, ecc.) cotti nel forno in un reci- rie: snza tante ~! 3. storie: qu
piente di terracotta || dim. cazzaroltta ssaranno ~!, sono storie. 4. affari: v
|| inter., (euf.) cazzo!, accidenti!: ~, n ca- camp ccentanne? fatte li ~ tua! 5.
pisce mae! | che ccazzarla ad qqu? guai: s ccazze da cac! | s ccazze
cazzarolata, s.f., 1. contenuto di una cas- cide!, sono guai seri.
seruola. 2. colpo inferto con una casse- cazzla (n), loc. avv., con le mani in
ruola. mano.
cazzata, s.f., 1. sciocchezza: n ze sa cazzla, s.f., 1. (raro) cazzuola da mura-
quante cazzate dice. 2. cosa da nulla || tore. 2. recipiente di ferro, usato al fran-
dim. cazzatlla. toio per raccogliere la pasta e porla nei
cazzetllo, s.m., 1. individuo di bassa sta- fiscoli.
tura: e cchad qqul ~? 2. oggetto pic- cazzomatto, s.m., individuo sciocco,
colo. scemo.
cazzett, v. intr., baloccarsi, perdere cazzuto, agg., 1. difficile. 2. complicato.
tempo, non concludere: ann cazzet- ccnna: accnna.
tanno. ccso, agg., acceso.
cazztto, s.m., individuo di bassa statura. ccezzine: accezzine.
cazzta, s.f., scenata rumorosa. cchjocciasse: acchjocciasse.
czzica, inter., caspita! cciacc: acciacc.
cazzimprio, s.m., pinzimonio: a ccna ccompagnasse: accompagnasse (vd.
h mmagnato du radictte e m p de accompagn).
sllero a ~, in pinzimonio. ccor: accor.
cazzo: e cche ccazzo!, che diamine! | se ccrgese: accrgese.
fa magn l ~ da le msche (di persona ccuss: accos.
incapace o insicura) | pare sto ~!, di chi ce1, se1, si2, pron. pers. at. di I pers. pl., ci,
si d arie | sto fccia da ~, scemo | col ~ noi, a noi: ce riccont ttutto pe ffile ppe
che te sta ssent!, non ti sta proprio a ssgno | nun ce rppe le stivale! | ce s-
sentire | a la fccia del ~!, caspita! | marzate tarde | tira via che ccmo pr-
mha rtto l ~, ma n l ~ l ~, prpio l scia! | telefontece, appna rivate! |
~!, mi hai seccato fino allesasperazione fmose mo litro! | si smo accompa-
| sta ssnza f n ~, inoperoso | sta cccia gnate bbne | s smo viste!, addio! | se
n ze dde n ~, non sa di nulla | (iron.) ha mttema ssda | sbrigmese! | si rive-
fatto m bl ~ de capolavro! | sa n ~ dmo!, arrivederci!
sso! | s, lo fa llanno del ~!, mai | mdd. ce2, ce3, avv., ci: che ccntra qu?
~ ~ ~, a dd ttre vvrte ~ nun ppeccato cntra perch cce cape | chi cce ca-
n ~ | tir.: ~ Bbtta famme lume, ch na pisce, bbravo | quanno ce v, cce v |
purce mal gricile, mi ci snto n tene- ce llhae la mchena? | cannarmo
rume, ~ famme lume || prov.: cazzin nzime | ci llve tr, ne avevi tre | ci
culo non fa ffijje, ma ffa bbrdo pel cu- nn uno pe rride, ce ne sono molti.
Vocabolario
221

ce3, ci2, pron. pers. m. f. sing. pl., gli, le, (scherz.) morire | mdd. nun zap ten
loro: ce llh ddtto man quelro | ci li cccio, non mantenere un segreto. 2.
f vvda. (fig.) punto grossolano di cucito: varda
cca, s.f., anguilla di piccole dimensioni. che ccce chha fatto! 3. (fig.) sonnel-
cec, v. tr., 1. accecare: Ddio me cche, si lino: me sa che vv a ff n ~, che ss
n vvro! (formula di giuramento) | stracco.
llha ccecato. 2. (fig.) ostruire in parte il ccio2, agg., 1. dappoco, inetto: cccio
foro duscita di un recipiente: ~ l bar- prpio quel cristiano. 2. noioso.
lzzo prima de bbva | quanno che ssi cco, agg., 1. cieco: ~ da n cchjo, orbo.
mettva la cannlla nel vino, che sser- 2. (fig.) parzialmente ostruito: se mtte
viva pi ccasa o cme sia, pe non f cca la cannlla, pe nun fa vven l bot-
vvven la cannlla a ttutto bbuco, si ce- talccio (rif. al rubinetto della botte av-
cava da la parte dntro, ce si mettva la volto nella stoppa).
cnepe. 3. (fig.) asportare le gemme su- cecolino: cicolino.
perflue (rif. al tralcio di vite) || cecasse, cda, v. intr., 1. cedere: quannha vvisto
v. intr. pron., perdere la vista. la malparata, li tocc ccda pura sso.
cecagna, s.f., fiacca. 2. indebolirsi, di pianta: ste piante van-
cecala, cicala, s.f., 1. cicala (Lyristes ple- na ccda || Forme: Ind. perf. 3 ced.
beius Scop.): se capimo pil culo cme cdo, s.m., (citt.) ceto: qulle de bbasso
le cicale, ci intendiamo a volo. 2. (fig.) ~, dimo.
fiacca. cfolo, s.m., cefalo (Mugil cephalus L.).
cecalino, agg., miope. cgna, cigna, s.f., correggia del basto.
cecalne, s.m., fannullone. cegnale: cignale.
ccca1, s.f., cilecca: ha fatto ~. celebbr: cilebbr.
ccca2, s.f., gazza (Pica pica L.). celebbrale, agg., cerebrale.
ccce (a): ccccia (a), (vd. cccia). cllofa, cellofne, s.m., (rec.) cellofan.
cccia, s.m., sedile: su n qulla ~ de cellofne: cllofa.
qulle frasche || ~ (a), ccce (a), loc. clo, s.m., 1. cielo || cr zerno (ar), loc.
avv., (infant.) a sedere: vne qqua, mt- avv., a) a ciel sereno: n frmene ~; b)
tet ~! sotto le stelle, allaperto: se dormiva ~ ||
cecciatro, s.m., (infant.) sedile. prov.: ~ a ppecorlle, acqua a ffonta-
ceccne: cercne1. nlle. 2. volta di una stanza: l ~ de la
cce: ccio1. stufa (volta del forno, sulla quale si met-
cecrchja, s.f., cicerchia (Lathyrus sati- teva la pasta a lievitare per ultima). 3.
vus L.). (fig.) velo inacidito galleggiante sul
ccia, s.f., 1. donna trasandata. 2. donna vino contenuto nella botte.
volubile. cmbolo: cmpano.
ccio1, cce, s.m., 1. cece (Cicer arieti- cempanaro, s.m., suonatore di cmpano.
num L.): stasra magnamo paste cempanlla, s.f., ragazza frivola.
ccce, una zuppa di ceci | capitate pr- cempanlle (n), nellespr. ann n ~, far-
pio a cccio, giungete al momento op- neticare, vaneggiare: la capccia li va ~
portuno | na csa che li va a cccio, a | d ~, ann ~, fare sciocchezze | sto
genio || ann ff la trra pil cce, vino manna ~, ubriaca.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
222

cmpano, cmbolo, cmpeno, cmpano, centoplle, s.m., omaso di agnello o di


s.m., tamburello || dim. cimpanelltto || bovino.
pl. cmpene, (fig., euf.) testicoli: sti ~!, centozzampe, s.m., millepiedi comune
che importa? (Pachyiulus communis).
cmpeno: cmpano. ceoc (n), nellespr.: ann ~, d ~, farne-
cemurro: ciamrro. ticare, vaneggiare: l ciarvllo jje d ~.
cenarlla, s.f., cena di magro: la ~ de la ceplla, s.f., cipolla.
viggjja (del 24 dicembre). cppa, s.f., mortaio di legno da cucina.
cncia, ipoc., Vincenza || accr., cencina. ceppicara, s.f., ceppaia, parte basale di
cncio, ipoc., Vincenzo || dim., cenctto. pianta tagliata.
cncio mllo, s.m., (infant.) gioco in cui ceppicne, s.m., grosso ceppo rimasto
si strofina il viso altrui con un cencio piantato sul terreno.
bagnato. cppo, s.m., 1. parte inferiore del tronco
cndere: cnnere. di un albero || prov.: vste n ~, smbra n
cenerttolo, s.m., chi sta sempre accanto vsco. 2. ciascuno dei pezzi massicci,
al fuoco. rotondi o quadrati, di legno che si so-
cennarccio, s.m., ceneraccio, panno in vrappongono alla colonna mobile che
cui si mette la cenere per fare il bucato. stringe la vinaccia nel torchio. 3. pianta
cennarata, s.f., acqua con cenere bollita, singola di vite. 4. tronco della vite. 5.
che serve per lavare le botti. (fig., triv.) pne: sto ~! 6. (fig.) indivi-
cennarttela, cennerntola, s.f., (dispr.) duo robusto.
donna sporca. cra, s.f., tana, nel gioco del nascondino:
cnnere, cndere, s.f., cenere: se facva ariusc a ttocc ccra.
la bbucata co la ~ nel iro | si nu z cerantgna, s.f., celidonia (Chelidonium
bbno, la bbefana te prta cnnere majus L.), pianta erbacea medicinale, la
ccarbne (avvertimento al bambino) | l cui radice era usata contro il mal dei
primo ggirno de quarsema, l prte te denti.
mtte la ~ su la capccia | mdd. rri- cerasa, s.f., ciliegia: cerase morasche
dtto ~ e ppanne sprche, in pessime (piccole) | cerase marzcche (grandi) |
condizioni. ann a ccerase, (infant.) andare rubac-
cennerntola: cennarttela. chiando ciliegie | f l fiortto de le ce-
cennerino, agg., cenerino. rase (atto irrisorio di rinuncia) | s
cnta: cinta. ccme le cerase (di cose che spariscono
centenaro, centinaro, s.m., centinaio || presto) || sopr. m.
Forme: pl. f. centenara, centinara, cen- cerasaro, s.m., rivenditore di ciliege ||
tinare: crono le ~ e ccentinare de cri- mdd. ha ffatto la fine del ~: bbuco rtto
stiane a vvda || a ccentinara, a e ssnza cerase (di chi ha perduto tutto).
ccentenara, loc. avv., a centinaia. ceraso, ciraso, s.m., ciliegio (Prunus
centsemo, cintsemo, s.m., centesimo: avium L.).
un ~ alluna costveno. ceraslo, s.m., vino di color rosso chiaro,
centinaro: centenaro. rosato.
centomillanta, num. immag., quantit cerc, v. tr., cercare: va ccerc cche ddice!
esorbitante. | ~ gguae | che vvae cercanno? crche
Vocabolario
223

rgna? io te la gratto, sa! | mdd. crca crne, crna, v. tr., setacciare: la cernva
l zumaro e cce sta a ccavallo | li va ma la mjjine la farina.
ccerc pprpio cul lanternino le bbtte certo, s.m., 1. cerotto. 2. (fig.) persona
| ~ l plo mallvo, fare il pedante | ~ malaticcia: ddiventato n ~, nsce mae
Mmaria pe Rrma | d. crca lavro e mae.
pprga ddio de nun trovallo || prov.: chi crqua, s.f., quercia comune (Quercus pe-
ccrca, trva; e cchi ccammina, ncim- duncolata Ehrh.), rovere (Quercus
pica || v. intr., tentare: crcheno de robur L.), quercia da sughero (Quercus
squajjssela || Forme: Ind. pres. 2 cr- suber L.), farnetto (Quercus frainetto
che; 4 cercamo; 6 crcheno, crcono | Ten.) | de qu ce s na ~, in quantit ||
impf. 6 cercveno | perf. 1 cerc; 6 cer- dim. cerqutta || ~ (la), top., La Quer-
cnno | Part. pass. crco | Ger. cercanno. cia, fraz. di Viterbo.
crca: ann a la ~, fare la questua | ann cerquarlo, s.m., ab. di La Quercia, fraz.
n crca de damagn, andare alla ricerca di Viterbo.
di cibo. cerquto, s.m., querceto.
cerchjatlla, s.f., giradito; infiammazione cerqune: cercne1.
intorno allunghia delle dita: se ssam- cerrastro, s.m., pianta giovane di cerro
malava llgna, li veniva la ~. li casca (Quercus cerris L.).
llgna. cerrata, s.f., 1. pungolo del bifolco, co-
crchjo, s.m., 1. alone della luna || prov.: stituito da un lungo bastone con punta
~ lontano, acqua vecino; ~ vecino, metallica. 2. ralla, raschiatoio per pulire
acqua lontano (pronostico di pioggia laratro. 3. lungo bastone ad uncino dei
tratto dallaspetto dellalone). 2. emi- mandriani.
crania: me snto n ~ || pl. crchje, cerchi cerrse, s.f., cirrosi epatica.
di ferro della botte: l bbottaro nfila l certefecato, cirtificato, s.m., certificato:
crchje ma la bbtte. ce volva l ~ di bbne custume fatto dal
cerchjne, 1. (arc.) cerchio di legno della curato.
crinolina. 2. fetta spessa di patata non certificato: certefecato.
sbucciata (da friggere per una pietanza). crto: a na certra ne annama lltto,
cercne1, ceccne, cerqune, circne, non troppo tardi || crte, agg. e pron.
s.m., vino guasto, difetto del vino: pijj indef. m. e f. pl., alcuni, certi, certuni:
dde ~, guastarsi, inacidirsi (rif. al vino) mo ncontrato ~ cristiane che vve cer-
| sto vino ha pprso de ~ | sa dde ~, n ze cvono | ~ villane la piantveno | vidde
p bbva, ha sapore di aceto, imbevi- arriv ~ sordate | ~ ve lo sanno d de si-
bile. curo.
cercne2, avv., in cerca: vanno ~ de nzoc- cersico, s.m., (arc.) chirurgo, medico.
ch. cervelltto, s.m., polpastrello.
cerifschjo: cirifschjo. cervllo, s.m., girello, fondo tenero di car-
cerigna, s.f., (rust.) grossa cesta di vimini. ciofo.
cerimgna: cirimgna. crvio, crvo, agg., acerbo: le mlle crve
crle, s.f. pl., 1. gambe storte: vard che te fanno f le vrze.
ccrle! 2. piedi piatti. cervine, s.m., cervone (Elaphe quator-
crna: crne. lineata Lacpde).
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
224

crvo: crvio. qualsiasi cosa facciano | ~ ddice dice,


crzo, ggrzo, s.m., 1. gelso (Morus alba qualsiasi cosa dica || prov.: pase ~
L.) | ~ mro, gelso nero (Morus nigra vvae, usanza ~ ttrve || cong.: stattnte
L.). 2. frutto del gelso || Forme: pl. crzi. chio te sdgo | bbllo ~ ito, quasi
csa, s.f., 1. taglio delle erbe da sovescio. morto | sta attnte, chi cc la quar-
2. fal. 3. (fig.) strage. sema!, ci sono bambini che ascoltano
cesrio, agg., cesareo: llhanno fatto l (per suggerire prudenza nel parlare di
parto ~. argomenti osceni o scabrosi) | sbrcio l
csere, antrop., Cesare || sta ccme n ~, fco, chi le manca l tirggio | che ccro
sta benone. mae a ccasa?, non cero mica mai | chi
cespadano, s.m., 1. (scherz.) persona pro- ccte n fulminante, paccnna na can-
veniente dallItalia settentrionale. 2. lin- nla?, avete per caso un fiammifero? |
guaggio incomprensibile: ma che ci sincontr chi ccreno du povartte.
pparle ~? n ti capscio. chcca, s.f., 1. gazza (Pica pica L.). 2.
cespujjo, cispujjo, s.m., (citt.) cespuglio. (fig., gerg.) vulva.
cssa, inter., (rust.) voce del bifolco, per chcche, s.f. pl., 1. (infant.) maccheroni:
far girare i buoi aggiogati allaratro. (tir.) piagne piagne moccolne, che la
cess, v. tr., vuotare lano: ~ la vacca. mamma te fa le ~ col zapne! 2. (in-
csso, s.m., ano della vacca. fant.) dolci.
cetsa, agg., di acqua acidula con sali mi- checchennina, chicchinna, nellespr.: a
nerali di ferro e solfo. le tmpe de ~, al tempo dei tempi.
cetrato, s.m., citrato. chcco, ipoc., Francesco: (tir. dil.) ~, ha
cetrlo: cetrne. ffatto la cacca e la pscia lltto || dim.
cetronata, s.f., insalata di cetrioli. checcarllo, checchino.
cetrne, cetrlo, citrilo (rec.), citrne, chenzes, agg., enorme, incredibile: fa-
s.m., 1. cetriolo (Cucumis sativus L.) || cvono na cagnara ~.
dim. cetroncino, citroncllo. 2. (fig.) chto, agg., silenzioso || ~ ~, avv., silen-
pne. 3. (fig.) individuo stupido, inge- ziosamente.
nuo. 4. (fig.) individuo goffo. chetochto, santo immag.
ch ch ch, onom., imitazione del verso chi1: che.
della tortora e del tacchino. chi2: qui.
che, chi1, pron. interr., che: chadae? | che chia, top., Chia, fraz. di Soriano nel Ci-
vvnno? | se p ssap cche vve? | n z mino, nellespr.: ma che sse de ~?, sei
cche ffacce | de ~ tte lagne? || agg. in- stupido?
terr.: chi ddottre?, quale medico? | nun chjacchjar, chjacchjer, v. tr., sgridare:
zi sa ccus cchi ppsto dalle | ~ ppiante quanno vae ll, l tu patre te chjcchjera
s qqu? || pron. rel.: qullmo ch rri- || v. intr., 1. parlare: chjacchjerate m p
vato m | r patrne ~ cce lavorava r zu piano!, adagio. 2. chiacchierare: (d.) a
marito | llrtema vrta chi llh ncon- cchjacchjer smo tutte bbrave, a pa-
trato stava bbne | ch stato ~ n role | chjcchjera vvnvara, snza sap
stato, improvvisamente | chad che qqullo che ddice. 3. (fig.) spettegolare
nad | nun zanno prpio chi ffssene || || Mdd. falle ~, che sse straccaranno! ||
agg. indef., qualsiasi: ~ ffanno fanno, Forme: Ind. impf. 6 chjacchjarvano |
Vocabolario
225

Ger. chjacchjaranno. di defecare. 3. (euf.) segnale di morte


chjcchjara, s.f., 1. chiacchiera. 2. par- prossima.
lantina: pe la ~ tcca lassalla st, chjamo, s.m., 1. zimbello, uccello di ri-
molto loquace. 3. (fig.) calunnia, maldi- chiamo. 2. chioccolo, fischio di ottone
cenza: mtte n giro le chjcchjere | usato dai cacciatori per attirare uccelli.
sadra na fmmena, sarbbe passata chjapp, acchjapp, v. tr., 1. catturare: ~
pi cchjcchjere, sarebbe stata oggetto di le ruche | ~ l pscio, pescare | mdd. ~
maldicenze || (d.) le chjcchjere le prta llucelltte a vvlo, essere sveglio | llh
via l vnto | ov, le chjcchjere stanna cchjappo | se tte chjappo, te strnco |
ro, le parole sono inutili, bisogna se tte chjappo che tti f stte chjappe
agire || Forme: pl. chjcchjere. fanno tre ccule mmo | chjppolo! |
chjacchjarata, s.f., chiacchierata. ~ a ppllo, sorprendere | chjappe le
chjacchjarato, agg., calunniato, oggetto quajje a ffrmo, (triv.) raccogli deie-
di maldicenze || na dnna chjacchja- zioni | frza rig, chjappamo llpre!
rata, che gode cattiva fama. m se chjappa l lpre! (grido dincita-
chjacchjarino, agg., ciarliero: na dnna mento, pronunciato alla conclusione
chjacchjarina. della mietitura; in genere, di altri lavori
chjacchjarne, s.m., 1. chiacchierone. 2. agricoli) | llrtimo chjappa!, (infant.,
maldicente || dispr. chjacchjaronccio. nel gioco del nascondino) || prov.: le
chjacchjer: chjacchjar. galline se chjppono a ppllo | chi
chjam, chjma, v. tr., 1. chiamare: man- ttrppo acchjappa, gnnte abbrccia. 2.
ntela cchjama! | ~ a ccppe, invitare sorprendere: se tte ce chjappa l patrne
il compagno a gettare una carta di quel na vrta o nantra, te sdga. 3. cogliere,
seme (nel gioco della briscola). 2. de- colpire: co na bboata lo chjapp ssul
nominare: ra la Rosina, cme la chja- naso. 4. pigliare: me lu sa d qquanno
mveno allra n qulla fijjarlla | chjappe a ccarte? | ~ vvia, fuggire ||
chjammela cna!, (iron.) di cena fru- Forme: Ind. pres. 2 chjappe; 3 ac-
gale | chjmolo scmo!, (iron.) non chjappa, chjappe; 4 chjappamo; 6
mica scemo || chjamasse, v. rifl., chia- chjppono | perf. 3 chjapp; 6 acchjap-
marsi: cme se chjamava qul frgno? | pnno, chjappnno, chjapprno | P.
fri me chjamo!, ho vinto! (espr. usata pass. chjappo.
a tressette e a scopa) || Forme: Ind. pres. chjappa, s.f., natica || dim. chjapptta (di
4 chjamamo; 6 chjmeno, chjmono | bambino).
impf. 6 chjamveno, chjamvono | perf. chjappacane, acchjappacane, s.m., acca-
1 chjam; 4 chjamssemo; 6 chjamnno lappiacani: attnto allacchjappacane!
| fut. 3 chjamar | Cond. pres. 3 chja- (scherz. frase di commiato rivolta ad un
marbbe | P. pass. chjamo | Ger. chja- amico).
manno. chjapparlla: acchjapparlla.
chjma: chjam. chjappata1, s.f., 1. presa alle carte. 2. gua-
chjamarino, s.m., operaio addetto alla dagno: na ~ de quatrine | tutta na ~, in
sveglia dei braccianti in campagna. una sola volta.
chjamata, s.f., 1. domanda presente in un chjappata2, s.f., sculaccione: jje le da-
questionario. 2. (euf.) urgente necessit rbbe io du chjappate, ma tste.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
226

chjarata, s.f., cataplasma di stoppa, in- | fut. 1 chjedar; 3 chjedar | Cond.


zuppata in albume battuto a neve, ap- pres. 2 chjedarste.
plicato su un arto che ha subito una chjedarino, s.m., chi ha labitudine di
distorsione. chiedere con insistenza.
chjarettnno, avv., chiaramente: llha chjde: chjda.
ddtto ~, si lo v cap. chjsa, acchjsa, s.f., 1. chiesa: visit le
chjarina, ipoc., Chiara. stte chjse | la ~ del quartaroncllo,
chjav, v. tr., (triv.) fottere. chiesetta della corporazione dei vinai
chjavccia, s.f., perno di ferro del torchio (dallo stemma allesterno) || dim. chje-
per uva. sla. 2. (fig.) osteria: (mdd. scherz.)
chjavarda, chjovarda, s.f., sorta di grosso ggir le stte chjse (andare a bere in
chiodo. varie osterie successivamente).
chjavarccia, agg., (triv.) appetibile, di chjssa, s.f., rumore che si verifica nella
ragazza che ha raggiunto let pubere. trachea per asma, singhiozzo o riso.
chjavaro, s.m., chiavaio || va n giro carco chjto (raro): quto.
cme n ~, sovraccarico. chilata, s.f., peso approssimativo di un
chjavata, s.f., (triv.) coito. chilo: nha ccrmpo na ~ bbna.
chjavatre, s.m., (triv.) donnaiolo. chilinte, s.m., (raro) cliente.
chjveca, s.f., 1. chiusino di fogna. 2. chilometrata, s.f., distanza di circa 1 km.
(dispr.) prostituta. chilne, s.m., un chilo abbondante.
chjavtta, s.f., rubinetto della botte. chilos, inter., chiss!
chjavictto, s.m., tombino. chilovatte, s.m., (rec.) chilowatt.
chica chica, inter., voce di richiamo per chinchirincra (a la), loc. avv., in ma-
le galline. niera disordinata: fa ttutto ~.
chiccar, s.m., 1. ciuffo di capelli legati china, s.f., ghinea, tipo di stoffa resi-
sulla nuca della donna. 2. fazzoletto che stente di cotone, usata per confezionare
copre il capo della donna. biancheria intima.
chcchere ppiattine (n), loc. avv., a) con chj chj, inter., verso di richiamo per la
eleganza eccessiva: se presnta tutto ~; chioccia.
b) in acquisti inutili: se ne va ttutta ~ la chjocchj, chjoccol, v. intr., 1. chiocco-
mesata. lare del merlo e di altri uccelli. 2. croc-
chicchinna: checchennina. colare dei polli.
chjda, chjde, v. tr., chiedere: chjdete, chjccia, s.f., 1. chioccia || prov.: prima
chiederti | vinna cchjdemolo, venne a de mtte la ~, bbisgna prepar la con-
chiedermelo | li chjediva artre srde m ciatura. 2. (fig.) costellazione delle Ple-
prestanza | ~ ccio, chiedere scusa | ~ iadi: la ~ co li purcine.
perdno | ~ rictta, arrendersi || filastr.: chjocci, v. intr., chiocciare.
chjde rrichjde, sam Martino tajja la chjocciata, s.f. coll., uova che la chioccia
fccia e l pide (tra ragazzi, per fissare cova.
laccordo nello scambio) || Forme: Ind. chjccio (raro): cccio.
pres. 2 chjde; 4 chjedmo; 6 chjdeno chjoccol: chjocchj.
| impf. 3 chjediva; 6 chjedveno | perf. 1 chjodarlo, s.m., chiodaio.
chjse; 3 chjed; 6 chjednno, chjseno chjdo: ~ da staccionata | scco cme n
Vocabolario
227

~, magrissimo | ~ solare, insolazione | ~ ci2, s.m., terza lettera dellalfabeto: che tte
de garfono, gemma florale del garo- pijji n ~ e un lcca! (gioco di parole sul-
fano, usata come droga: l ~ lo mettmo liniziale di crpo2) | te pijjasse n ~ e n
nel brdo | ad rrbba da chjde, cosa acca, n accidnte che tte spacca.
incredibile | mdd. l vscovo li pianta l ~ ci : ce3.
3

quanno crsema, (espr. scherz. rivolta ciabbatt, v. tr., agitare, scuotere.


ai cresimandi, cui viene fasciata la ciabbrino, nellespr.: f l ~, mettere il
fronte dopo che il vescovo lha segnata broncio.
con lolio consacrato) || prov.: ~ scccia cicchete, ideof., ciacche, imitazione del
~. rumore fatto schiacciando q.cosa.
chjtto, agg., sornione. ciaffo, s.m., 1. malloppo che occlude un
chjovarda: chjavarda. canale: ~ derbccia, pajja e ffino, ve-
chjovllo, chjuvllo, s.m., anello, in pelle niva buttato avante pe ffren lllvio
di bufalo, fissato sul giogo, in cui sin- (per frenare il flusso dacqua, che ser-
fila il timone del carro. viva per irrigare lorto). 2. piega di un
chjzzo, s.m., ghiozzo (Gobius nigricans tessuto.
Canestrini e Cottus gobio L.). ciafrgna, ciafrsca (euf.), s.m., 1. bam-
chrica, s.f., 1. chierica || ~ pelata, ~ rasa, bino (in tono scherz.). 2. ragazzo pia-
~ rasata, prete | (d.) nun ve fidate de na gnucolone (in tono scherz.). 3. (dispr.)
~ rasa! 2. inizio di calvizie. ragazzo impertinente: cha la fccia da
chirichtto, s.m., (raro) chierichetto. ciafrgna. 4. (dispr.) persona di bassa
chj, s.m., chiurlo, assiolo (Otus scops statura || dim. ciafregntta.
L.). ciafrsca (euf.): ciafrgna.
chjuda, chjude, v. tr., chiudere: chjude ciafrujj: inciafrujj.
qulla stna! | ~ l gasse, spegnere il gas ciafrujjo, cianfrujjo, s.m., 1. confusione,
| jjha cchjuso llcchje al zu patre, lo caos. 2. disordine.
ha assistito in punto di morte | (d.) ~ la ciafrujjne: nciafrujjne.
stalla, quanno s scappate le bbva || ciamarro, s.m., agnello fino ad un anno
chjdese, v. rifl., serrarsi || prov.: se det: dppo la prima carosatura le m-
chjude na prta, sapre m portne (sulla schje se chjmano ciamarre, pe a un
fiducia nella Provvidenza) || Forme: Ind. anno se sgano li crne e sse chjama
pres. 2 chjude; 3 chjude; 4 chjudmo | montne.
impf. 3 chjuda, chjudiva | perf. 4 chju- ciambrusca, s.f., vite inselvatichita.
dssemo; 6 chjseno | fut. 3 chjudar | ciammarlucco, s.m., stupidotto.
Imper. 2 chjude | P. pass. chjuso. ciammlla, s.f., ciambella: (d.) ch ttutte
chjude: chjuda. le ciammlle vngheno cul buco? || dim.
chjusa, s.f., campo recintato. ciammalltta, ciammelltta, ciammel-
chjuscchi (a), chjuscchje (a), loc. avv., lina || accr. ciammellne.
a) con gli occhi chiusi; b) facilmente, ciammrda, s.m., bambino (in tono
senza esitare: lo fare ~. scherz. o dispr.).
chjuscchje (a): chjuscchi (a). ciamrro, cemurro, s.m., 1. cimurro, ma-
chjuvllo: chjovllo. lattia contagiosa di cani e cavalli. 2.
ci1: ce2. (scherz.) rinite, forte raffreddore con ca-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
228

tarro nasale, tosse e starnuti. ~, in maniera incomprensibile (rif. a


ciampicne, s.m., inciampo. persona ubriaca).
cianmida, cianmita, cinamda, cina- cianfruci, cianfrujj, v. intr., metter con-
mde, cinamta, s.f., cianamide, compo- fusione.
sto organico azotato. cianfrujj: cianfruci.
cianmita: cianmida. cianfrujjo: ciafrujjo.
cianca, s.f., 1. gamba: st ssd a ccian- cianfrujjne: nciafrujjne.
che larghe | cha le cianche strte | cianfrusajja, s.f., cianfrusaglia: tutte ste
casc a ccianche ritte | stir le cianche, cianfrusajje, che mpcciono, le pijjo e le
morire. 2. zampa || dim. cianchtta | bbutto via.
accr. ciancna, gamba grossa. ciangott, v. intr., 1. parlare in modo in-
ciancagjja, s.m., (iron.) individuo zop- distinto. 2. borbottare. 3. ripetere: llh
picante. ntso ~ n giro da la ggnte.
ciancallria (a), loc. avv., a gambe in ciaobblla, sopr.
aria. ciao nna, inter., (scherz.) addio!: vnnela
ciancallgra, s.m., (iron.) individuo zop- e ~!, non se ne parli pi.
picante || sopr. ciaramndola: saramndola.
cianchegallina (a), cincagallina (a), loc. ciaravllo (arc.), ciarvllo, s.m., cervello:
avv., (infant.) saltellando su un solo n cristiano snza ciarvllo | cha l ~ de
piede: ggioc ~, giocare a gamba zoppa gallina | cha l ~ de patate | jje s an-
| cammin ~. nacquato l ~ | cha l ~ de na crstica |
cianchestrte, s.m., (dispr.) chi ha le cha la smmela mal ~, cha le pigne |
gambe storte. col ~ ce sta ppi ppco | n ce sta ppi
cianchtta, s.f., sgambetto: li fce la ~ e ttanto de ~ | jje dtte de vrta l ~, im-
ccasc ggi per trra. pazz | chi tte llha mmagnato l gatto, l
cianchtto, s.m., 1. zampone, tipo di sa- ~?, sei proprio stupido? || pl. ciaravlla,
lume. 2. (raro) sgambetto. (arc.) cervella.
cincia, s.f., sansa delle olive: jjo de ~. ciarfajj, v. intr., 1. balbettare, parlare in
ciancic: anciancec. maniera indistinta. 2. parlare troppo e
ciancicabbrdo, nciancicabbrdo, s.m., male.
1. chi pronuncia in maniera indistinta. ciarfajjne, ciarfajjso, nciarfajjso,
2. chi mangia con lentezza e svogliata- s.m., chi parla in maniera indistinta.
mente. ciarfajjso: ciarfajjne.
ciancicne, nciancicne, s.m., 1. balbu- ciarm, v. intr., parlare troppo: ad uno
ziente. 2. chi parla molto, senza sapersi che cciarma, n chjacchjarne.
esprimere. ciaro, s.m., 1. (ant.) fiammifero: appicci
ciancjja (a), loc. avv., a) a casaccio; b) n ~. 2. (ant.) illuminazione elettrica.
in maniera trasandata. ciarvllo: ciaravllo (arc.).
cianco, s.m., piede. ciaschiduno, pron. indef., ciascheduno.
ciancne, s.m., zampa di bue. ciatto, agg., schiacciato.
cindele, s.m. pl., (ant.) sandali. ciavarro, s.m., montone fino a due anni
cianfras (a la): sanfas (a la). di et.
cianfrse, agg., (scherz.) francese: parl ciavatta, s.f., ciabatta: cha na scarpa e
Vocabolario
229

na ~, poverissimo | bbcca a cciavatta! genio: li v ~, gli piace molto. 3. bam-


(a bambino che frigna spesso) | cha la bino (in tono vezz.): l panctto fa li
bbcca cme na ~ (penzoloni). cicce bblle.
ciavattata, s.f., 1. colpo dato con una cia- cicciobbmba, s.m., (scherz.) ciccione:
batta. 2. (fig.) cosa malfatta. (d.) ~, sna la trmba.
ciavattino, s.m., ciabattino. ciccitto, agg., grassoccio || dim. cicciot-
ciavattne, s.m., arruffone. tllo.
ciavo, inter., ciao! cicllo, sopr.
cibbasse, v. intr. pron., sopportare: se cictto, s.m., parte pi interna e tenera del
smo cibbate qulla prdeca. cespo di una pianta.
cibbrio, s.m., 1. ciborio || magnasse pure cic cic, inter., voce di richiamo per le
l ~, a) divorare tutto; b) dilapidare, sper- galline.
perare. 2. (fig., scherz.) ano. 3. (fig., ccia, s.f., 1. (gerg.) sbornia. 2. donna sve-
scherz.) fortuna. nevole: nun sta ff ttanto la ~!
cica, s.f., cicca: nun vale na ~ cicata | ciciata, s.f., svenevolezza, moina.
ann a cciche, raccogliere cicche. cicigliano, cicilliano, agg., siciliano || top.
cic, v. tr., ciccare. immag.
cicgnolo, s.m., foruncolo || dim. cica- cicllia, coron., Sicilia.
gnoltto. cicilliano: cicigliano.
cicala: cecala. ccio, agg., 1. affettato, svenevole. 2. pau-
ccchete, inter., ecc! (detto starnutando): roso alleccesso. 3. delicato.
s tu che ffa ccchete?, hai starnutato tu? cicolino, cecolino, ciculino, s.m., forun-
cccia, s.f., 1. carne: chi la crompava la colo: sul ~ se mettva n certto, che cce
~?, chi aveva il denaro per comprarla? | se facva l buco.
s dde ~ ppure lro, anche loro sono es- cicolinso, ciculinso, agg., di persona
seri umani || dim. (infant.) cicctta. 2. con molti foruncoli || prov.: qustanno
corpo umano: ~ frdda (a), loc. avv., a ~, n antranno spso.
morto, del suono delle campane || ~ cicria1, s.m., tarassaco officinale (Tara-
gnuda (a), loc. avv., sulla nuda carne. 3. xacum officinale Weber) || sopr.
pne: (triv.) pro ~ al culo! (escl. rivolta cicria2, accicria, inter., (euf.) accidenti!
a chi avanza eccessive pretese a suo cicoriara, s.m., donna che raccoglie e
vantaggio) || inter., ~ mal culo! (esp. di vende cicoria selvatica.
rifiuto) | e ssi n ce vne, cccia!, pa- cicorine, s.m., ruchetta di campagna, lin-
zienza! | ~ pi ggiunta! (detto quando si gua di cane (Cynoglossum officinale).
aggiunge il danno alla beffa). cicramino, s.m., ciclamino (Cyclamen
cicci, v. intr., 1. germogliare della patata: europaeum L. e Cyclamen repandum
le patate ccciano. 2. comparire. 3. gar- Sibt et Sm.).
bare: pco li cccia mal compare. ciculino: cicolino.
cicciafrlla, s.f., persona dappoco. ciculinso: cicolinso.
cicciaggallina, s.f., pelle doca. cifa, s.f., (rec.) Cifam, grande magazzino
cccio, s.m., 1. girello, fondo tenero di di Viterbo.
carciofo. 2. germoglio di verdura: l ~ de cifoltto, s.m., piffero.
la piantina || a ~ de sllero, loc. avv., a cfolo, s.m., viso imbronciato.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
230

cigna: cgna. cinamde: cianmida.


cignale, cegnale, s.m., cinghiale (Sus cinamta: cianmida.
scrofa L.): ~ maremmano || accr. cigna- cincagallina (a): cianchegallina (a).
ltto | dim. cignaltto. cincellina, s.f., ragazza leggera.
cijjo1, s.m., 1. ciglio. 2. sopracciglio. cincllo, s.m., persona dappoco.
cijjo2, s.m., porca, rilievo di terra tra due cincirinlla, cincirinnlla, s.f., 1. donna
solchi || spacc l ~, ripassare la terza buona a nulla, di poco giudizio. 2. ra-
volta con laratro in superficie. gazza civettuola. 3. sopr. m.
cilste, agg. inv., celeste: cha llcchje ~ cincirinllo, s.m., (dispr.) individuo ridi-
l fijjo pi cciuco. colo.
cilestiarmnte, avv., (lett., raro) cele- cincirinnlla: cincirinlla.
stialmente. cinematografaro, s.m., chi proietta film
cilibbr, celebbr, v. tr., celebrare. in un cinema.
ciliggia, s.f., (citt.) ciliegia. cinematgrefo, cimatfrego, cimenatr-
cima ffnno (da), loc. avv., da cima a foco, cinematrfego, cinematrgrofo,
fondo. cinimatfrego, s.m., cinematografo.
cimarlo1, agg., cimaiolo, di carciofo || cinematrfego: cinematgrefo.
s.m., carciofo di prima fioritura. cinematrgrofo: cinematgrefo.
cimarlo2, s.m., comignolo. cinice, s.f., cinigia.
cimata, s.f., 1. parte pi alta della chioma cnima: cmena.
della pianta. 2. parte superiore della cinimatfrego: cinematfrego.
pianta di canapa: se bbatte la ~ cu la cintte, cogn., Cinotti.
sctala. cinquale, s.m., 1. mano aperta: d l ~,
cimatfrego: cimenatgrefo. stringere la mano. 2. schiaffo.
cmena, cnima, s.m., cinema. cinquantanve: ~! bbn tmpo, si
cimenatrfoco: cimenatgrefo. num pive (botta e risposta enunciate
ciment, v. tr., coprire di cemento. dichiarando i punti al gioco delle carte).
cimnto, ciomnto, s.m., cemento. cinque, inter., ecc! (detto starnutando):
cmicia, s.f., 1. cimice, parassita del- ccinque! bbastonate! a mm ma la
luomo (Cimex lectularius): ra pino saccccia, ma tt ssu la capccia | e
de cmece drntal ltto | cimice di cam- ~! sigartte n zrdo!
pagna, parassita delle piante in genere cinquina, s.f., schiaffo: m te d na ~, si
(Eurydema ventralis Kolenati; Penta- nu la piante | ~ (a), loc. avv., contratto di
toma rufipes L.). 2. puntina da disegno lavoro, per cui il colono riceveva la
|| dim. cmictta, 1. piccolo bottone di quinta parte del raccolto: lavorveno pe
metallo. 2. oggetto piccolo. 3. distintivo na citola de fave al girno, p lavo-
portato allocchiello. rava ~.
cimiciaro, s.m., luogo infestato da cimici. cinta, cnta, s.f., cintura.
cimignra, s.f., ciminiera. cintarlo, s.m., chiodo di grandi dimen-
cimtto, s.m., il primo vino spillato dalla sioni.
botte. cintsemo: centsemo.
cmpano: cmpano. cintmetro, s.m., centimetro.
cinamda: cianmida. cintorino, s.m., 1. collo senza punte della
Vocabolario
231

camicia. 2. cinturino. che n artro! 3. (fig.) donna lenta, in-


cintrale, s.f. e agg., centrale. decisa. 4. (fig.) cosa scadente, fragile:
cinturne, s.m., cinghia di trasmissione: chad dde ~? 5. (fig.) companatico po-
~ de la trbbia. vero.
cinzimnto, s.m., censimento. cinno, s.m., individuo incapace.
ciocata, s.f., porcata. cionnol, v. intr., ciondolare.
ciocc, v. tr., tagliare una pianta alla base. cinnolo, s.m., ciondolo || dim. cionno-
cicco, s.m., 1. ceppo | ten uno al ~, sor- ltto.
vegliare strettamente, tenere sotto con- ciorcinato, ciurcinato, sorcinato, surce-
trollo severo, al lavoro | st al ~, a) nato, surcinato, agg., 1. sfortunato. 2.
restare chiusi in casa; b) lavorare con maltrattato. 3. meschino. 4. derelitto:
assiduit. 2. (fig.) individuo impacciato ra m pro ~.
nei movimenti, goffo: s n ~ prpio! 3. cirnia, sopr. m.
(fig.) stirpe: venimo tutte dal ~ dAdamo citola, s.f., scodella forata di terracotta,
|| Forme: pl. cicca, cicche. che viene messa capovolta sullapertura
ciochtto dellndia, s.m., porcellino della botte durante la fermentazione: la
dIndia (Cavia porcellus Pallas). bbtte se lasciava cuprta cur una
cico, s.m., 1. porco: annama gguern l tazza, na ~, cannvono stto a rrico-
~ | te pssa dtte mal ~! | dim. ciochtto. varasse li moscialini.
2. (fig.) individuo volgare. 3. (fig.) in- ciotol, s.m., bottone dosso, per mu-
dividuo sporco: che ~ chad qquelue! tande, maglie o cappotto || ~ (a), (in-
ciocne, ciocni, ciucne, avv., carponi: fant.) gioco fatto con i bottoni.
se bbutt ~ per trra | cammin ~. ciov, cong., cio.
ciocni: ciocne. ciovtta, ciovitta, ciutta, ciuvtta, ciu-
ciofca: ciufca. vitta, s.f., 1. civetta (Athena noctua
cila, in: f ~, v. intr., 1. scappare con la Scop.): canta la ~, prta scargna
coda tra le gambe. 2. subire. 3. staccare (cred. pop.) | mdd. fa ccme la ~: tutto-
un bottone dal vestito, per giocarci. mo tuttomo! (rif. ad un egoista) || f
cile, s.f. pl., scarpe enormi, sproporzio- cciovtta, f la ~, schivare, parare il
nate: vard che ccile! colpo con la mano: ha ffatto la ~, sso
ciomnto: cimnto. allra s scanzato. 2. (fig.) donna pro-
cionc, v. tr., 1. spezzare rami. 2. pic- vocante, ragazza civettuola || dim. ciu-
chiare di santa ragione. vittla.
cinco, agg., sfinito. ciovile, ciuvile, agg., civile: parl ccio-
ciondoltto, s.m., individuo basso di sta- vile, in corretta lingua nazionale.
tura. cioviliato, agg., civilizzato.
cionllo (l), microtop. || n. di un molino di ciovitta: ciovtta.
Viterbo. cipccia1, s.f., cispa: lvete qulle cipicce!
cionfol, v. tr., riferire. cipccia2, s.f., lattugaccio (Chondrilla jun-
cinna, s.f., 1. vulva: cha le mano de ~, cea L.): chi vv ~ e rrdiche de cicria!
di persona cui gli oggetti cadono di (richiamo della venditrice).
mano || inter., per negare recisamente: cipicciano, top., Sipicciano.
h, la ~! 2. (fig.) donna dappoco: sta ~ cipicciso, agg., cisposo || s.m., 1. bam-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
232

bino (in tono scherz.). 2. (dispr.) chi si pane unto.


comporta in modo infantile. cirimgna, cerimgna, s.f., 1. cerimonia.
cipgnolo, s.m., 1. salvadanaio: rppe l ~. 2. complimento: sta ff n zacco de ceri-
2. (fig.) denaro risparmiato, gruzzolo: mgne.
s ffatto m br ~. cirimognso, agg., cerimonioso.
cipijjo, s.m., cipiglio. cirino, s.m., individuo sfortunato: m
ciplla, s.f., 1. bulbo in genere. 2. callo pro ~.
rotondo del piede. 3. treccia di capelli cirila, s.f., anguilla di piccole dimen-
arrotolati sulla nuca della donna. 4. aria sioni.
tra i giri del legno di un albero. 5. pro- cispujjo: cespujjo.
tuberanza che cresce su di un albero. 6. cista, s.f., cesta.
(fig.) sdrucciolone: ha pijjato na ~: te s cistava, inter., voce per scacciare gatti.
fatto male?, hai inciampato, sei sdruc- cistifllia, s.f., cistifellea, vescichetta
ciolato | ad ffacile a le ciplle, nu membranosa situata sulla faccia infe-
struncicne. riore del fegato, in cui si raccoglie la
cipollaro, s.m., 1. coltivatore di cipolle. bile.
2. (scherz.) persona che inciampa cisto, s.m., cesto || accr. cistne: mha
spesso. fatto la capccia cme n ~, mi hai fra-
cipollina, s.f. coll., piantine giovani di ci- stornato di chiacchiere.
polla. citavcchja, top., Civitavecchia.
ciraso: ceraso. citavecchjse, s.m., ab. di Civitavecchia ||
circoltto, s.m., 1. cricca. 2. capannello di agg., civitavecchiese.
persone. citrilo (rec.): cetrne.
crcolo qustre, s.m., circo. citronata, s.f., fesseria.
circne: cercne1. citrne: cetrne.
circonn, circunn, v. tr., circondare. cittadino, s.m., 1. ab. del centro urbano.
circuto, s.m., (rec.) percorso. 2. membro della borghesia.
circul, v. intr., circolare. ciucctto, sopr.
circulazzine, s.f., circolazione: sparito ciucci, v. tr., 1. poppare. 2. (fig., scherz.)
da la ~ da quantha. bere vino.
circunn: circonn. ciuccianspole, s.m., schiaffo.
circunnrio, s.m., circondario. ciccico: scceco.
ciribbignccola: ciribbignccola. ciccio, s.m., 1. grumolo del carciofo. 2.
ciribbignccola, ciribbignccola, s.f., parte pi interna e tenera del cespo di
(scherz.) testa. una pianta. 3. poppatoio di gomma. 4.
ciribbill, incipit di formuletta di gioco in- crocchia di capelli || dim. ciucctto.
fant. ciucciogrillo, s.m., treccia di capelli arro-
cirifschjo, cerifschjo, s.m., vinello fatto tolati sulla nuca della donna.
con le vinacce. ciucciu, onom., imitazione del verso
cirignlo, s.m., cestino per portare la ci- della civetta.
vetta di richiamo sul posto della caccia. ciucciumlla: ciucciurummlla.
cirillo, s.m., (scherz.) carne di maiale ciucciurummlla, ciucciumlla, s.f., cia-
cotta allo spiedo, che si mangia con il ramella.
Vocabolario
233

ciuchiticc, ideof., imitazione del suono ciuffoltto, s.m., 1. grosso rigatone, tipo
del tamburello. di pasta per minestre asciutte. 2. (fig.)
ciuco, agg., 1. piccolo: ~ di statura | ha individuo grasso e goffo. 3. (fig.) cre-
ffatto llcchje ciuche cme qquanno se dulone. 4. (fig.) schiaffo.
mbraca | (iron.) pra ciuca, nun za ciutta: ciovtta.
mmanco nd se mtte l pane! (a falsa in- ciumaca, s.f., ragazza leggera || dim. ciu-
genua) | quel cristianne cha na mano machlla.
ciuca, de dnna | ciuca cme la vccia ciurcinato: ciorcinato.
(rif. alle dimensioni dellacino) | (iron.) ciurla, s.f., sbornia.
pro ~, ce llte la nnna? (a falso in- ciurlo, agg., ubriaco.
genuo) | n omtto ~ ~, piccolissimo | ciuvtta: ciovtta.
llre ~!, quanto eri piccolo! | mdd. man ciuvile: ciovile.
qullo ppi cciuco!, detto per contro- ciuvitt, v. intr., civettare.
battere minacce (rif. al pne). 2. gio- ciuvitta: ciovtta.
vane: quannromo ciuche, ra cveco, agg., (citt.) civico: la trre cveca
difernte | te ce sa mtte co sso, per- cu llorlggio.
ch cciuco | ce ggiocavamo da ciuche a civirt, s.f., (citt.) civilt.
bbzzico | la surlla pi cciuca, minore clvusola, s.f., (rec.) clausola.
|| vezz. ciucarllo, ciuchtto. clavusura: cravusura.
ciucne: ciocne. clistire: cristre.
ciucoslavo: jjuguslavo. co, cu, cun, prep., con: d vae ~ stu tmpo?
ciufca, ciofca, s.f., 1. bevanda scadente | smo stte ~ sso, lui compreso | fanno
(spec. vino), cerboneca. 2. (fig., dispr.) nve ~ qqusta | ~ m p de ggirne fi-
persona incapace. nimo, entro alcuni giorni || cor, col, cul,
ciuffe ciuffe, s.m., (infant.) treno a va- coll, cull (m. e f. sing. davanti a voc.),
pore. co la, cu la, co le, co li, cul, prep. art.,
ciuff: scioffrre. con il, con l, con la, con i, con le, con
ciuffo, s.m., 1. copricapo di cuoio, termi- gli: cor cvolo! | col zu p | srte cul vi-
nante con un cuscinetto imbottito a pro- stito bbllo | cu la scala, ce riva | parte
tezione delle spalle, che i facchini collaroplano | la pijja co le mano | co
indossano quando trasportano la mac- le sasse | co li strnze | cul quatrine se fa
china di santa Rosa: stto col ~ e ttutto | co n, co no, co na, cur una, cor
ffrme! 2. (fig.) ciascun facchino che so- un, con un, con uno, con una: co n antro
stiene con ambedue le spalle la mac- | co n zmpo | co no strillo | co na bbtta
china di santa Rosa: a cciuffo c l mi | cor un zarto | cur una curtellata.
fijjo, sta a ~ da anno. ca, cva (arc.), s.f., coda: (scherz.) pj-
ciuffol, v. tr., riferire || v. intr., 1. suonare jolo pi la ca! | tira ll sta ~!, scostati! |
lo zufolo. 2. ronzare: me ciffolono cha la ~ de pajja | cha la ~ nfarinata |
llorcchja, snto llusso. (iron.) tu sta smpravante a ttutte cme
ciffolo, s.m., 1. piffero. 2. zufolo || dim. la ~ del zomaro | tir. scherz.: chae
ciuffoltto. 3. (fig.) pne: (triv.) co sto fame? tira la ~ al cane, che tte d pane
~! (espr. di diniego) | (triv.) ~ a m buco, ssalame! chae ste? pisce bbve! ||
pne. prov.: la cva la pggio a scortec.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
234

co: cov. cccuma, s.f., cuccuma, bricco || dim.


coccio, s.m., covo di animale. coccumlla, cuccumlla, pentolino,
cca, s.f., cuoca || Forme: pl. cche. bricchetto.
ccca (a la), loc. avv., alla coque: me sa cce, ccia, v. tr., 1. cuocere: mettiva s l
che stasra magno du va ~ e bbasta. pignatto, pi cccia llacquactta | famo
cccia, s.f., 1. buccia di frutta e patate || na csa ctte mmagnata, eseguita su-
dim. cocctta, cocciarlla, buccia sot- bito | num mtte tanta rbba ccce!,
tile. 2. involucro esterno erbaceo e cam- cerca di limitarti. 2. bruciare, seccare: l
panulato, che ricopre il pericarpo zle frte la cce (rif. alla canapa) || v.
legnoso della nocciola. 3. buccia esterna intr., 1. scottare: attnte che la tjja
della castagna. 4. endocarpo legnoso di cce! 2. avere la temperatura corporea
nocciole, mandorle, noci. 5. guscio di alta: sto fijjo lo snte cme cce, cha n
uovo: magnava llva co ttutta la ~. 6. febbrne || Forme: Ind. pres. 1 ccio; 4
guscio di tartaruga. 7. guscio dei piselli. cocmo; 5 cocte; 6 cciono | impf. 1
8. pelle di pidocchio. 9. crosta di for- cocvo; 3 cocva, cociva; 6 cocvano,
maggio. 10. crosta di pane. 11. cortec- cocveno, cocvono | perf. 1 coctte |
cia: ~ drmo. 12. (fig. scherz.) testa: fut. 1 cociar | Cond. pres. 1 cocerbbe
sse de ~ tsta, un testone | ~ bbrotoz- | Ger. cocnno.
zolsa, bitorzoluta | ~ sbillunga, di ccia: cce.
forma llungata | ~ tnna, rotonda | ~ a cociculo, s.m., pepe dacqua, erba pepe
ccoczza, di forma allungata. (Polygonum hydropiper, P. persicaria
coccialscia, s.m., (scherz.) calvo. L.), erba spontanea che punge: sra pu-
cccio, chjccio (raro), s.m., 1. terracotta: lito l culo col ~.
n quartaroncllo de ~. 2. reperto ar- cocintto, s.m., piccolo sacco, ripieno di
cheologico di terracotta: ha ttrvo ma la vegetali, che i facchini mettono sulla
vigna du bblle cocctte. 3. ciascuno dei spalla, per proteggerla nel trasporto
pezzi in cui si rompe un oggetto fragile della macchina di santa Rosa.
|| pl. ccce, chjcce, cocci: ha fatto cocino: cucino.
ccce! (detto al rumore di rottura di sto- cocinne: cucinne.
viglie) || dim. cocctto || prov.: chi cociso, cuciso, agg., 1. diffidente. 2.
rrppe, paga, e l chjcce s li sui. permaloso: ~, gne se p dd gnnte. 3.
ccco1, s.m., (vezz.) bambino prediletto: pignolo. 4. schifiltoso.
(iron.) pro ~! || dim. coccarllo. cocitrice, s.f., cucitrice.
ccco2, s.m., ovolo, tipo di fungo edule cocitura, s.f., cottura.
(Amanita caesarea Scop.). coc, s.m., (infant.) regalino.
cccola, s.f., bacca dellerba mora, che cco, s.m., cuoco || Forme: pl. cche.
veniva usata per pescare di frodo. cocommeraro, s.m., cocomeraio, vendi-
coccna, s.f., 1. gallina che fa molte uova. tore di cocomeri.
2. bella ragazza. cocmmero, cocmmoro, s.m., 1. coco-
coccot, s.m., coccod, voce onom. che mero (Cucumis citrullus L.). 2. (fig.)
indica il verso della gallina, quando ha stupido.
fatto luovo || (d.) ~ ~, pijja l mnno cocommorara, s.f., superficie coltivata a
cme vi. cocomeri: la ~ se fa n un terrno frte e
Vocabolario
235

ffrsco, l cocmmere vnno pca acqua. 2. quantit di calcina contenuta nel gior-
cocmmoro: cocmmero. nello. 3. (fig.) ammaccatura. 4. (fig.)
coczza: cucuzza. ceffone.
cda de tpo, s.f., 1. lima a corpo di se- cofan, v. tr., dare un ceffone.
zione rotonda, usata per allargare buchi. cfena: cfana.
2. coda di topo o fleolo (Phleum pra- cfeno, s.m., piccolo recipiente di legno.
tense L.), variet di erba spontanea a fo- cgnacche, cugnacche, s.m., cognac.
glie allungate, dura, non edule. cognacchino, s.m., bicchierino di cognac.
cda, s.f., 1. germoglio: le cde de vitb- cjja, cjje, v. tr., 1. cogliere: ~ llulive cu
bia ce se fa la frittata. 2. (fig.) codazzo la scala, ~ le cerase, le bbrgnele |
di persone. cra na scala di qulle chi ssi cjjeno
codcchjo, cudcchjo, s.m., sottocoda di llulive | lluva bbna crta e mma-
cuoio, finimento che passa sotto la coda gnata sul momnto | se la passa in cjje
dellasino. le rse, non ha voglia di lavorare | te la
codccio, s.m. coll., (dispr.) insieme delle dae n ~ le rse || ti la pijje n ~ li rse, a)
piante basse di canapa: l ~ se scotolava (euf.) in culo; b) alla leggera. 2. colpire
a pparte. nel segno: mica cha ccrto pi gnnte ||
codarizzo, s.m., codrione, parte inferiore mdd. nun tira, si nun cjje (di persona
della colonna vertebrale di uccelli e abile che mira a fare il proprio interesse)
polli. | ~ n castagna, cogliere sul fatto, sor-
codarne, coderne, s.m., 1. coccige, ul- prendere | se tte ce cjje l patrne ma la
tima falsa vertebra della spina dorsale vigna, te fa bbllo, ti picchia di santa ra-
(di uomo e di animale): ccascato cha gione. 3. afferrare: mdd. ~ la pallal
mmomnte se spaccava l ~. 2. codrione, barzo, sfruttare unoccasione propizia ||
parte inferiore della colonna vertebrale cjjesela, v. intr. pron., andarsene: ve la
di uccelli e polli. cojjte? | cojjtevela, bblle! | me la s
codata, s.f., colpo dato con la coda. ccrta, s ito via || Forme: Ind. pres. 1
cdeca: ctica. cjjo; 4 cojjmo; 6 cjjono | impf. 1 coj-
codechino, s.m., cotechino. jvo; 6 cojjvono, cujjveno| perf. 1 coj-
coderne: codarne. jtte; 3 crze | fut. 1 cojjar | Cong.
codtta1, cotta, s.f., 1. cutrettola (Mota- impf. 3 cojjsse | Cond. pres. 1 cojje-
cilla alba L.). 2. (fig.) ragazza civet- rbbe | P. pass. crto.
tuola. cojjame, s.m., cuoiame.
codtta2, s.f., mensola situata nella parte cjje: cjja.
posteriore del carro a due ruote trainato cojjino, s.m., chi coglie sempre nel segno.
da vacche. cojjitura, s.f., azione di spiccare un frutto
cdica: ctica. dal ramo.
codiczzo, s.m., codirosso (Phoenicurus cojjmbele, cojjmmele, cojjmmere,
phoenicurus L.). s.m. pl., (euf.) coglioni.
codino, s.m., coda del suino. cojjmmele: cojjmbele.
cotta : codtta1. cojjommer, cujjommol, v. tr., (euf.)
cfana, cfena, s.f., 1. giornello, truogolo minchionare: mi cujjommolate? | mi
con due manici, per portare la calcina. cojjmmere!, mi minchioni!
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
236

cojjmmere: cojjmbele. coliciste, s.f., colecistite.


cojjon, cujjon, v. tr., minchionare: di- colistirlo, s.m., (rec.) colesterolo.
cte davro o cci cujjonate? | cojjna l clla cervine, s.f., cervona, colla cer-
ciche, mica drme lue!, un furbone | viona.
n ce stata ccrda! vha ccojjonato | ma clla, s.f., 1. calce grassa per rifinire lin-
n ve fate ~!, non dite sciocchezze! || me tonaco. 2. terzo ed ultimo strato sottile
cojjne!, inter., figurati!; davvero? dellintonaco, fatto con calce molto
cojjna, s.f., donna ingenua: ad pprpio ricca.
na cojjna. collana1, cullana, s.f., 1. collana || dim.
cojjonggene cojjonggine. cullanina. 2. collare del cane.
cojjonggine, cojjonggene, s.f., min- collana2, s.f., collare di legno o di cuoio
chioneria. del campano.
cojjonatre, s.m., chi deride altri. collarina, s.f., 1. misura scarsa, spazio
cojjonatura, s.f., canzonatura, beffa. vuoto di un paio di centimetri lasciato
cojjne, s.m., 1. testicolo: co li cojj te lo dalloste nella misura da vino, servendo
f, nemmeno per sogno | co sti cante il cliente | f la ~, rubare sulla misura
cco sti sne cte rtto li ~, ci avete an- dei liquidi: cha ffatto la ~ (rif. al vi-
noiato. 2. (fig.) minchione || dim. coj- naio). 2. sorta di lungo salame.
joncllo || prov.: tira ll ttrenttto mijja, collaro, s.m., collare di legno o di cuoio
gran cojj chi sse la pijja | l pi ccoj- del campano.
jne, prta l Cristo e l lanternne | collato, agg., (ant.) decollato: san Giovan
llra del cojj passa per tutte. ~, n. di una chiesa di Vterbo.
cojjonlla, cujjonlla, s.f., canzonatura, collazzine, cullazzine, s.m., 1. primo
beffa: strolec na ~ man quellaltro | li pasto del mattino. 2. pasto antimeri-
d la ~, li d dda f, gli d la baia | ti la diano estivo degli operai agricoli: vrzo
pijje tutto n ~ tu, alla leggera | lo dice pe le nve se facva ~, rbba cucinata se
~, per scherzare. magnava.
cojjonera, s.f., 1. minchioneria. 2. grossa collggio, cullggio, s.m., 1. collegio: lu
sciocchezza. manna n ~ l fijjo. 2. (gerg.) carcere.
cla, s.f., panno usato come colatoio per il cllo, s.m., 1. collo: pijj ppil ~, afferrare;
latte munto: la ~, saddpra na tla prestare denaro a forte usura | ten n ~,
rada. tenere in grembo | tir l ~, strozzare || ~
col, v. tr., colare. (a), loc. avv., sulla parte anteriore: ca-
colatccio, s.m., orina di vacche nella ric l carrtto ~ || ~ strto (a), loc. avv.,
stalla: ne le concimare cra l ~. con profondo rimpianto: mor ~. 2. ba-
colcasse: corcasse (vd. corc). vero. 3. (fig.) biforcazione della pianta
cleca, s.f., colica: li s pprsa na ~ de di canapa.
qulle da trcese. collchjo, cullchjo, s.m., (citt.) collo-
colra, culra, s.m., 1. colera. 2. (fig.) fe- quio.
tore. collotrto, s.m., ipocrita.
colstro, s.m., colostro, primo liquido che cologga, s.f., (rec.) ecologia.
fuoriesce dalle mammelle dopo il parto colgna, s.f., colonia: li mannvono n ~
e serve a purgare il neonato. li fijje.
Vocabolario
237

colnna, culnna, s.f., 1. colonna. 2. pa- combattuto, cummattuto, agg., che ri-
rallelepipedo di peperino, messo a ca- chiede molto lavoro: la cnepe ccom-
posaldo del filare. 3. palo di castagno battuta.
verticale della pergola: a ppiant la ~ comben: combin.
co na caravina, bbisgna f pprima la combin, comben, cumbin, cummin,
guida co la furcina || dim. culunntta. v. tr., 1. combinare: ~ l pangrattato, il
colonntta, s.f., 1. tavolino da notte. 2. fidanzamento dei figli. 2. convenire il
ciascuno dei pezzi perpendicolari posti prezzo: ~ la rbba | cumminnno na
a intervalli nelle sponde del carro || pl. crta smma || v. intr., 1. darsi il caso. 2.
colonntte, elementi verticali in rilievo, accordarsi: volmo ~? || cumbinasse, v.
che decorano la superficie esterna del intr. pron., combinarsi: te s cumbinato
bicchiere nella parte inferiore: a li fijje l prpio male || Forme: Ind. perf. 4 cum-
vino se mettva fino a le ~ del bicchjre minssemo; 6 cumminnno || Ger. cum-
|| le colonntte, top. interno. binanno.
color, culor, culur, v. tr., colorare. combinazzine, cumbinazzine, s.f., 1.
colre: culre. indumento intimo femminile, sottove-
color, culor, v. tr., colorire || v. intr., in- ste. 2. coincidenza, circostanza fortuita:
vaiare: l grano colorisce, pijja colre, lu vedte li ~? | pe ~, per caso.
pijja colr dro. combrcquela, cumbrcquela, s.f., com-
coltrina, cortrina, cultrina, s.f., aratro briccola.
leggero di ferro ad unala: coltrina a na cme, cume, cong., 1. come: ~ qquanno
tvala | qulle coltrinucce che llavrono che n ce fusse, come se non ci fosse |
da na parte sla, se ggirava ntrno, na qulla bbucata cm cch ggialla?,
vrta ddstra, na vrta ssinistra || dim. come mai | cum?, cme mmae?, come
coltrinlla, coltrinccia. mai? | ~ chi ssia, come sia. 2. appena:
colubbrina (a), columbrina (a), loc. avv., cmarriva, ce lo dico, appena giunge
in posizione prona, bocconi (rif. al glielo dico.
coito). cmeca, s.f., scena comica.
columbrina (a): colubbrina (a). cmeco, agg., comico.
comann: commann. comenci: incominci.
comannante, commannante, cumman- comra: gomra.
nante, s.m., comandante. cmido: cmmedo.
comanno, commanno, cummanno, s.m., cominci: incominci.
1. comando. 2. incarico. 3. avviso mat- comncio, cumncio, incomncio, s.m.,
tiniero, gridato lungo le strade dallaiu- principio, inizio: al ~ di sta via | lo lg-
tante della fornaia, per invitare le donne gio mjjo dal comncio | sul ~ me pa-
a preparare il pane per la cottura nel rva mjjo, allinizio.
forno a legna. commaci: combaci.
combaci, commaci, cumbaci, v. intr., commann, comann, cumann, cum-
aderire, combaciare, di due oggetti: la mann, v. tr., 1. comandare: n ze sa cchi
plle dve ~ collantra plle (dellinne- ccomanna, ttutta nanarchia | e cche
sto) | la tavoltta se mtte a ~. sse la portatra, che ccommanne?
combattimnto: commattemnto. (con bisticcio con commann, 2) | (d.)
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
238

chi ssarza primo, cummanna | nun te fa massa di tmpo pammaestrallo. 2. trat-


cummann da la mjje! | fa le cse tare: co sti fijje n ce se commatte | io n
cme Cristo cumanna, a modo | mdd. ce s ccommatte co la tu m. commt-
commanna cme l due de bbrscola, tece tu!
quanno c llasso n tvola, non co- commattemnto, combattimnto, com-
manda nulla, privo di autorit || prov.: mattimnto, cummattimnto, s.m., 1.
chi ccomanna, fa llgge | cummanna e cura. 2. lavorazione paziente: (antifr.)
ff dda t, sarae servito cme n r. 2. ad n ~ de gnnte! | l ~ cra tanto co
passare per le strade ad avvisare le la cnepe.
clienti di preparare il pane casalingo per commattimnto: commattemnto.
la cottura nel forno a legna: la furnara commedet: commodit.
va mannato la portatra a ~ | la por- commedzza, comodzza, s.f., comodit:
tatra annava a ccommann. la prima ha da spett ssmpre le comodzze sue
vrta che ppassava, strillava: ra, ar- | stae a le commedzze de tutte, si stae a
zteve! | a m, ppassata la portatra, vvde.
ha llassato la frasca ma la prta. ha commdia, cummdia, s.f., 1. commedia:
ccommannato chte da f l pane a le f la parte n ~, finge. 2. scena comica:
quattro || Forme: Ind. pres. 2 comanne; ttutta na ~ | che ccummdia! 3. fin-
3 comanna, commanna, cumanna, cum- zione: fa ccrte commdie! | fa n zacco
manna; 4 comannamo; 6 cummnneno de commdie, di storie.
| impf. 3 comannava | Imper. 2 cum- cmmedo, cmido, cmmido, cmmodo,
manna | P. pass. commannato. cmodo, s.m., comodo: se tte fa ccm-
commannamnto, cumannamnto, s.m., mido, vacce! | ha da st ssmpre a li su
comandamento, precetto religioso. cmmide | nariparlarmo a ccmmido,
commannante: comannante. in occasione opportuna | ftelo a ccm-
commannato, agg., comandato: le fste modo vstro, quando vi aggrada || prov.:
commannate, di precetto. chi ccha l cmodo e nun ze ne srve,
commanno: comanno. non trva confessre che llassrve ||
commare, cummare, s.f., 1. comare: agg., 1. comodo: nzmma la vacca ra
comm, gge nu lo facte l brdo? (in- ppi ccmmeda | se la pijja cmmeda.
vito del macellaio a comprare la carne) 2. di taglia pi grande, di indumento: sto
| mdd. f l giro attrno a la ~, seguire vistito me sta ~. 3. chi fa le cose con len-
un cammino tortuoso. 2. madrina. tezza: n cristiano ~ | quelue na per-
commarccia, cummarccia, s.f., fi- zna cmmoda, non si affretta || dim.
glioccia || (infant.) ggioc a le comma- (scherz.) comodino.
rucce. commtte, cummtte, v. tr., commettere:
commatta: commatte. cummseno l piccato || Forme: Ind. perf.
commatte, commatta, cummatta, v. tr., 3 cummise.
combattere || v. intr., 1. prendersi cura: commidit: commodit.
mica p commatta ff sto lavro | la cmmido: cmmedo.
vacca, quarcuno che cce sapva ~, ce commitato, s.m., (citt.) comitato.
llva | nra sana chi sta a ~ | n ci commitiva, s.f., comitiva: li piace de
cummatte ppi | ch ccummattuto na st n ~.
Vocabolario
239

commzzio, cumzzio, s.m., comizio. compagno, cumpagno, s.m., 1. compa-


commodet: commodit. gno. 2. appartenente ad un partito della
commodino1, s.m., (scherz.) individuo sinistra: (chiapp.) ~!, tu llavre e io
compassato: n ~, n ze la pijja. magno! || dim. cumpagntto, compa-
commodino2, commudino, s.m., tavolino gnccio || agg., uguale: sta sdia
da notte. ccompagna a la tua.
commodit, commedet, commidit, companteco, cumpanteco, cumpan-
commodet, s.f., comodit: v mtte? li tico, s.m., companatico: magn ppane
~ chi cci s adsso nantra csa. ccompanteco.
cmmodo: cmmedo. companatic, v. tr., mangiare con pane:
commva, commve, cummva, cum- toccava companaticsselo quel pezztto
mve, v. tr., commuovere: cummuv- de cccia | magnavamo n tzzo di pane,
veno llnema a ssentille || commvese, pi ccompanatic ddu frascarlle.
cummvese, v. intr. pron., commuo- comparanza, cumparanza, s.f., 1. com-
versi: sra cummsso. paratico: f ccomparanza co uno. 2. al-
commve: commva. leanza.
commudino: commodino2. compare, cumpare, s.m., 1. amico, com-
commugnne, cummignne, s.f., comu- pagno: lu disse mal cumpar Pppe |
nione, sacramento delleucaristia: f la grzzie, cump! | salute, comp! 2. pa-
~, ricevere la comunione || ~ (a), loc. drino di battesimo: jjha ffatto da ~ ma
avv., al massimo grado: pijj na la fijja | smo compare, siamo legati da
sbrgna ~, solenne, ubriacarsi fino a vincolo di comparatico || prov.: col ~ e
perdere conoscenza. la commare, si p ff quel chi li pare.
communa, s.f., (arc.) municipio. compartto, comparccio, cumparccio,
communale, cummunale, agg., comu- s.m., figlioccio.
nale. compar: accumpar.
commune, cummune, s.m., 1. comune. 2. comparccio: compartto.
municipio: piazza dil ~ || agg., comune. comparza, cumparza, s.f., 1. comparsa:
communlla, s.f., comunella. ce sta ll ppe ccumparza (di persona
communic, v. tr., 1. comunicare. 2. im- poco utile). 2. breve apparizione: ha
partire la comunione || communicasse, ffatto ggiusto la ~ e pp ito via.
v. intr. pron., comunicarsi. compat, cumpat, v. tr., compatire: se v
communista, agg., comunista. ff ccumpat da li ggnte || Forme: Ind.
communit, s.f., comunit. pres. 1 compatscio; 4 compatimo.
com, cum, s.m., com, canterano: mdd. compatto, agg., senza interruzione, senza
mttelo sul ~, falle d dde s e nn | llha aperture: m muro ~ pi qquant llungo.
mmsso sul ~ di Bbertllo, alla rinfusa, compenz, cumpenz, v. tr., compensare
dove capita | e qqu cchad, n ~? || Forme: Ind. fut. 3 cumpenzar.
comodzza: commedzza. compnzo, cumpnzo, s.m., compenso.
cmodo: cmmedo. compta, compte, cumpte, v. intr., com-
compagna, cumpagna, s.f., 1. compa- petere: num me snto di mttema ccom-
gnia || prov.: in ~ prse mjje n frate. 2. pte cu sso! | n te ce mtta ~ cu
confraternita. qquelro!
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
240

compte: compta. cmprita: cmpreta.


cmpeto, qumpeto (ant.), s.m., 1. com- compromsso, s.m., 1. contratto di matri-
pito scolastico: Llvora, llha fatto l ~?, monio firmato in Comune. 2. contratto
Laura, hai fatto il compito? 2. funzione, preliminare di vendita || agg., (scherz.)
incarico. permesso: ad ~?
cmpie, cump, v. intr., (citt.) compiere: compromtte, v. tr., compromettere ||
cumpsciono l mirquelo pi bbllo || compromttese, v. rifl., 1. compromet-
Forme: Ind. pres. 6 cumpsciono | fut. 2 tersi: lssate prde, ve volte ~? 2. chie-
compiarae. dere ufficialmente in fidanzata.
compne, v. tr., 1. comporre. 2. disporre cnca, nellespr.: d la cnca, dare leg-
in ordine: ~ la bbucata nel ziro. geri strattoni alla corda dellaquilone,
comport, v. tr., sopportare: lo comprta per farlo salire pi in alto: dajje la ~!,
bbne l compare (rif. al vino) || com- dalli cnca!
portasse, v. intr. pron., comportarsi: concalla, s.f., fermentazione: f la ~ (rif.
comportmese m p cme se dve! al letame).
compr, cmpra, cromp, v. tr., com- concallasse, v. rifl., 1. surriscaldarsi:
prare: cmprele!, comprali! | cmpre- tcca sfallo ggi e ddajje ria, se sse
celo mal fijjo! | bb, me la crmpe la concalla (rif. al fieno ammucchiato) |
fira? (rif. ai dolciumi e alla frutta secca sto ccio s cconcallato. 2. avere
in vendita) | quelue lo cmpra chi no lo uninfiammazione, unintertrigine do-
consce (di persona inaffidabile) | tha vuta a strofinio.
dda ~ chi n ti consce, puoi ingannare concallato, agg., 1. di cibo cotto male. 2.
solo chi non ti conosce | mdd. ann a ~ di letame fermentato. 3. surriscaldato. 4.
l lardo dal gatto, trattare con un avaro | affetto da un processo infiammatorio.
ndu llte crmpe? || Forme: Ind. pres. 2 concass, cuncass, s.m., macchina per
crmpe; 4 compramo | impf. 6 compr- stritolare sassi.
vono | perf. 1 cromp, compr | P. pass. conchijja, cunchllia, s.f., conchiglia.
cmpro, crmpo. conci, v. tr., 1. vagliare: l grano cncio
cmpra: compr. ad ggranito | le concivono col cor-
compravnnita, s.f., compravendita. vllo l facile | mdd. io cncio a ttutte li
compreanno, s.m., compleanno. vnte, me la cavo sempre. 2. sottoporre
cmprece, s.m., (citt.) complice. pelli alla concia. 3. (fig.) ridurre in cat-
compremnto: comprimnto. tivo stato: lo cncia pi le fste, si lo
comprendgno, s.m., comprendonio. chjappa || Forme: Ind. pres. 1 cncio; 6
comprnne, v. tr., (citt.) comprendere. cnciono | impf. 6 concivono | P. pass.
comprsso (nel), loc. avv., nel complesso. cncio.
cmpreta, cmprita, s.f., acquisto di bene cncia1, s.f., anello di cuoio di bufalo, at-
immobile. taccato sul giogo.
comprimnto, compremnto, cumplimn- cncia2, s.f., vagliatura del grano.
to, cumprimnto, s.m., 1. complimento: cncia3, s.f., conceria: e ss, a Vvetrbo
nu stata ff ccomprimnte! | senza tante creno pure li cnce.
cumprimnte, ce lo dssono dann vvia conciatre, s.m., persona che vaglia il
| llaricambi l ~. 2. regalino. grano.
Vocabolario
241

conciatura, s.f., 1. vagliatura del grano. confnna: confnne.


2. residui della vagliatura. confnne, confnna, cunfnna, v. tr., 1.
concim, cuncim, v. tr., concimare. confondere: n te f cconfnne da li
concimara, s.f., (raro) concimaia, leta- chjcchjere! | tanto, l baccal si cun-
maio. fonnva la puzza cun qulla di lro (rif.
concime, cuncime, s.m., 1. (rec.) letame. ad un gruppo di donne mestruanti) | (d.)
2. concime chimico. non confonnmo llro collottne! 2.
cncio, agg., lavorato, scolpito: pitra intrattenere: cunfonnva li nipte co ddu
cncia. bbrifcole sttal cammino || confn-
conclude: cunclude. nese, cunfnnese, v. intr. pron., 1. con-
concolina, s.f., catinella. fondersi: se va a ~ prpio co sso | n te
concrre, v. intr., concorrere. ce cunfnna cu qqullo!, non dargli
concrzio, cuncrzio, s.m., 1. consorzio, ascolto! 2. immischiarsi || Forme: Ind.
societ. 2. consorzio agrario. pres. 4 confonnmo; 6 cunfnnono |
concrzo, s.m., concorso. impf. 3 cunfonnva | Ger. cunfonnnno.
concrude: cunclude. confrme, avv., 1. conformemente. 2. a
concrusine, cuncrusine, s.f., conclu- seconda.
sione. confuso, cunfuso, agg., 1. indisposto. 2.
cond: acconn. confuso.
condojjanze, s.f. pl., condoglianze: c confusoniro, s.m., confusionario.
dda falle le ~ pi la mrte de la su m. congrca, s.f., congrega.
conduce, cundcia, v. tr., condurre. conijjara, cunijjara, s.f., conigliera.
condumigno, s.m., (citt.) condominio. conijjo, cunijjo, s.m., coniglio: ~ a ppor-
condutto1, cundtto, p. pass. e agg., (raro) chtta | ~ a bbujjne, cotto nel tegame ||
condotto: l mdeco ~. dim. conijjtto, cunijjccio || pl. cunijje,
condutto2, s.m., condotto, tubo entro il conigli, coniglie.
quale scorre un liquido. conntte, v. intr., connettere, ragionare:
confessionrio, cunfessionrio, s.m., nun conntte ppi.
confessionale. conn: acconn.
confettasse, v. intr. pron., asciugarsi: la connimnto: acconnimnto.
cicria se mtta bbagno, p seccata ne concchja, s.f., 1. rocca per filare. 2. ar-
m psto frsco, se finisce de matur l gano, sorta di tamburo in ferro o legno
zme. casca pi ffacile, quann ccon- a quattro braccia per sollevare terra o
fettata. acqua dal pozzo.
conftto, cunftto, s.m., confetto: quanno consce, conscia, cunsce, cunscia, v.
le magnamo sti conftte?, quando vi tr., 1. conoscere: ha ddtto che tte v
sposate? || prov.: l conftte nun z ffatte cconscia | nu lo d cconscia, non lo fa
pil zumare. trasparire | snza dallo a ~, senza farsi
confidenziso, agg., che si prende fami- notare | ma cchi tte consce? ma
liarit: nssa trppo ~ cu qqulle ppi chadae?, che vuoi? | nu strill, n te f
ggranne! cconsce smpre! | li lo consca?,
confido, s.m., (lat. eccl.) Confiteor. (ipercorrettismo) lo conosce? | nun cu-
confino: cunfino. nsceno ppi mma gnuno | mi pare pr-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
242

pio da cunscelo quellmo | lo con- content: cuntent.


scio e ccme! || prov.: pe cconscia na contentasse: cuntentasse (vd. cun-
bbna pzza, ce v m bm mercante | l tent).
pi consce l mno. 2. distinguere || contentino: mha ddato l ~, (antifr.) mha
prov.: dal plo se consce la bbstia || sgridato.
cunscese, v. intr. rifl. recipr., cono- contnto, cuntnto, agg., contento: lu fa
scersi: cra na dnna chi ssi cunusc- ccontnte ccojjonato | va, quanto ride!
vemo || Forme: Ind. pres. 1 conscio; 2 ccuntnto dsse nato (iron., detto a
consce; 4 conoscmo, cunoscmo; 6 chi ride con facilit) | cuntnto sso,
consciono, cunsceno, cunsciono | cuntnte tutte | tutte cuntnte nun zi ple
impf. 1 conoscivo, cunuscvo, cunu- ssa mae | ~ cme na Psqua.
scivo; 3 cunuscva, cunusca, cunu- contin, continuv, v. tr., continuare.
sciva; 4 cunuscvemo; 6 conoscvono, continuv: contin.
cunuscveno, cunuscveno | perf. 1 co- cnto: pe ccna f ddu facile de ~, un
nosc, cunusc; 2 conoscste; 4 cono- piatto di fagioli | f l ~ del grano | ha
scssemo; 6 conoscinno, cunuscinno | ffatto l cnte, i conti | quanno vna
fut. 3 cunosciar | Cong. impf. 6 cunu- ccasa, famo li cnte (minaccia ad un
scsseno | Cond. pres. 2 cunusciarste | bambino) | fa ccnto!, poni il caso, per
P. pass. cunusciuto | Ger. conoscnno. esempio | fatte ~ che llue vne e cchjc-
conscia: consce. chjera, supponi | na spcie de fatte ~,
conqubbusse, s.m., (citt.) denaro: ce qualche cosa di simile | lavor pe
manca l ~. ccnto suo, per proprio conto, da solo ||
conquilino, s.m., (citt.) coinquilino. dim. contarllo, conticino || prov.: a la
conquinquer, v. intr., (scherz.) andare a fine di li cnte, sarimane tutte tnte |
genio. chi ffa li cnte snza llste, li fa ddu
cont, v. tr., contare || Forme: P. pass. vrte | gni ~ trna a bbn ~ | bblla
cnto. ostssa, ~ caro.
cnta: f la ~, contare a chi tocca in un contrcese, v. rifl., contorcersi.
gioco | famo la ~ da per t: chi llr- cntra, prep., contro: tutte ~ lue stvono.
timo, acchjappa. contrabbanno, contabbanno, cuntrab-
contabbanno: contrabbanno. banno, s.m., contrabbando.
contadino, cuntadino, s.m., 1. agricoltore. contrabbatta, v. intr., controbattere.
2. coltivatore diretto residente in cam- contraggiro, controggiro, s.m., percorso
pagna || dim. cuntadinlla || prov.: cun- inverso; aggiramento: li fciono l ~.
tadino, scarpe grsse e cciarvllo fino. contrlio, cuntrlio, agg., contrario:
contaggire, s.m., (rec.) contagiri. passa da la parte cuntrlia di la strada
cnte, s.m., conte: (mdd. scherz.) me pare di casa || s.m., la cosa opposta: ava-
l ~ da le bbrache nte (rif. a chi si d rbbe da ssa l ~.
arie eleganti). contrria: cuntrada.
contempr, cuntempl, cuntempr, v. tr., contravenzine, cuntravinzine, cuntra-
contemplare. vizzine, s.f., contravvenzione: la guar-
contensse, v. rifl., comportarsi: nun z dia li fa ~, gli intima una con-
mmanco io cme mh dda conten. travvenzione.
Vocabolario
243

contrrea, s.f., artiglieria contraerea. venire || Forme: Ind. pres. 3 cunvne |


contribbu, v. intr., contribuire. perf. 3 cunvnne.
controbbasso, cuntrabbasso, s.m., con- convince: convncia.
trabbasso. convncia: convncia.
controbbufftte, s.m., (ant.) controbuff. convive, v. intr., (citt.) convivere.
controcambi, v. tr., contraccambiare. convojj, v. tr., (citt.) convogliare, inca-
controczze (co le), loc. avv., (triv.) coi nalare.
fiocchi. convurzione, s.f., convulsione.
controfattura, s.f., procedimento per convurzo: cunvurzo.
rompere un incantesimo. conzacr, cunzacr, cunzagr, v. tr., con-
controggiro: contraggiro. sacrare.
controimpsta, s.f., paletto di riferimento conzegn, cunzegn, v. tr., consegnare.
posto, oltre al segnale, per traguardare conzent: acconzent.
un campo. conznto: cunznto.
controplo: va ll che tte fa pple ccon- conzerv, cunzerv, v. tr., conservare ||
troplo (espr. di minaccia). Forme: Ind. pres. 6 conzrvono.
contropso, s.m., contrappeso: ce fa dda conzrva, s.f., 1. concentrato di pomo-
~. doro. 2. vino lasciato volutamente in
contropsta, s.f., paletto di riferimento piccola quantit sul fondo della botte,
posto, oltre al segnale, per traguardare per impedire che si secchi il legno. 3. ci-
un campo: pijj la ~ pann ddritto | l sterna. 4. luogo pi profondo della can-
bifrche addrizzvono co la ~. tina.
contrra, s.f., (ant.) suono serale della conzervne, s.m., grande cisterna.
campana. conzidar, cunzidar, cunzider, v. tr.,
controsnzo (a), loc. avv., in senso in- considerare: cunzidarata la situazzine
verso. | conzidarato ppure chi gni famijja, la
controstrada, s.f., percorso inverso; ag- mnima, creno quattro fijje.
giramento: vne!, li famo la contro- conzijj, cusijj (ant.), v. tr., consigliare ||
strada. conzijjasse, cunzijjasse, v. intr. pron.,
controvelno, s.m., antidoto. consigliarsi: prima de dcide, sso se
controvjja, avv., controvoglia: magna conzijja smpre cu la mjje || prov.: cun-
smpre ~. zjjete co la mjje e ppe fa ccme te
convaliscnte, s.m., convalescente. pare.
convaliscnza, s.f., convalescenza. conzijjre, s.m., consigliere: ~ commu-
convncia, convince, convncia, cunvn- nale | ra ~ di la bbanca.
cia, cunvncia, v. tr., 1. convincere. 2. conzijjo, cunzijjo, cusijjo (ant.), s.m.,
sconfiggere: n te lass cconvince dal consiglio: comp, dteme n conzijjo! |
male! (dalla malattia) | llha cconvinto l ~ cummunale | (d.) num me date cun-
vino (di un alcolizzato). 3. vincere: nun zijji, che ss sbajj dda slo! || prov.: la
ve facte ~ dal znno! || Forme: Ind. ntte prta cunzijjo | pijja ~ e pp f
pres. 3 cunvince | perf. 3 convnze, cun- ccme te pare.
vinze | P. pass. convinto, cunvinto. conziste, cunziste, v. intr., consistere.
conven, cunven, cunvne, v. intr., con- conzol: aricunzul.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
244

conzleda, conzlida1, s.f., consolida cattivi soggetti ambedue | te le d a ~ a


maggiore (Symphytum tuberosum L.), ~ fina cche devntano dspare (di
erba dai bulbi appiccicosi, che nasce ac- busse) | vanno a ~ a ~ cme l frate | van-
canto ai fossi, usata come impacco per na ~ cme l carbignre: uno sa llgge
distorsioni: la ~ ad ccme na spce la e uno sa scriva | le panfille lavorvona
spinace. ~ (di due vasche per la canapa situate
conzlida1: conzleda. vicine tra loro) | s dde ~, sono fratelli
conzlida2, s.f., consolle. gemelli. 2. pagnotta allungata di pane da
conzom, conzum, cunzum, v. tr., 1. 2-3 kg.: la ~ sbillunga.
consumare. 2. logorare: conzumar ddu coppila, cappila1, s.f., 1. due solchi ac-
para de carznallanno || Forme: Ind. coppiati. 2. (arc.) interfilare di 1 mt. di
perf. 6 cunzumnno | fut. 3 cunzumar larghezza in vigna promiscua. 3. (arc.)
|| P. pass. cunzumato. due filari posti alla distanza di 1 mt.
conzum: conzom. coppine, s.m., 1. duplicato. 2. scalciata
conzumato, agg., deperito, magrissimo. sferrata da un animale con ambedue le
conzurt, v. tr., consultare || conzurtasse, zampe posteriori: l zumaro li dtte l ~. 3.
v. rifl. recipr., consultarsi: se conzur- rotolo di carne di vacca cotta al forno.
trno fra di lro. coppne, s.m., rotolo di carne di vacca
copllo: cupllo. cotta al forno.
coperativa, s.f., cooperativa. copr, crop, cupr, grpe, grop, gropr,
copertina: cupertina. gupr, v. tr., 1. coprire: gropteve la fc-
coprto: guprto. cia! | ~ l fco dppo cena, coprire con la
copertra: cupertra. cenere || cpre e non cpre, loc. avv.,
cppa1, s.f., (rur.) misura di capacit per quasi a livello. 2. (fig.) parlare con di-
aridi, pari a 26-28 kg. screzione, per non scandalizzare o im-
cppa2, s.f., soppressata; salume da affet- paurire. 3. superare con la voce: a P, e
tare, fatto con carni cotte e pressate mm ttu ccpre man tutte, te snte tu
della testa del maiale: s bbno ggiusto sslo, canta piano n! || coprisse, gr-
pe la ~, sei un buono a nulla. pese, v. rifl., coprirsi: se gropveno s ||
coppale, s.f., copale: s ffatto le scarpe Forme: Ind. pres. 2 cpre; 4 coprimo |
de ~ e la muta nva. perf. 6 guprzero | Ger. coprnno.
cppe, inter. (pronunciata al gioco del coprifco, cropifco, s.m., coprifuoco: l
tressette o della briscola, gettando una tedsche veno msso l ~.
carta di quel seme): ~! chi cce nnha coprimisrie, s.m., (scherz.) soprabito.
ppche e cchi cce nnha ttrppe! corallina, s.f., tipo di salame a grana fina.
coppetllo, coppetllo, s.m., pianta spon- corallino, s.m. e agg., fagiolo a corallo.
tanea dalle foglie grasse, non identifi- corallo: curallo.
cata: l ~ fa nne le fratte mmide. coratlla, s.f., 1. interiora di abbacchio. 2.
saddpra pe li durne, per curare le (scherz.) cuore. 3. (fig.) sentimento: mi
callosit. s chi cch la ~ mjjo di tante e ttante.
cppia, s.f., 1. coppia: na ~ de carce (di 4. (fig., scherz.) coraggio.
un asino) | varda che bblla ~! Dio li fa corc, v. tr., 1. buttare a terra, abbattere:
e pp llaccppia | s na ~ e m paro, llha ccorcato de bbtte | te d na pa-
Vocabolario
245

pagna che tte crco! | co n cazztto ne coriato, curiato, curriato, s.m., correg-
crca cnto || prov.: grano crco rizza l giato; attrezzo costituito da due bastoni
patrne. 2. rovesciare: ~ na sdia || cor- uniti a snodo da un legaccio, che veniva
casse, colcasse, v. rifl., 1. adagiarsi: ci si usato un tempo per battere cereali ed
corc sspra. 2. accasciarsi. 3. coricarsi, oggi i legumi: l ~ saddpra pe bbatta
andare a riposare: me crco prsto | la rbba scca, pure l grano na vrta.
vatte a ~! | ssa nun vuliva annllese a corira, s.f., corriera.
~ vvicino || Forme: Ind. perf. 3 corc || P. corire: curire.
pass. clco, corcato, crco. corila, s.f., correggiola (Atriplex patula
cordalnta, s.m., indolente, chi fa le cose L.).
con estrema lentezza. corilo, curilo, s.m., stringa di cuoio per
cordllo, s.m., bica, lunga fila di covoni scarponi da lavoro.
disposta nel campo: pe ff l ~, se mett- corm, v. tr., colmare.
vono du grgne pe bbanco o pure tr cormarccio, s.m., comignolo, parte pi
anche mjjo, e sspra nantre ddue alta del tetto.
cme ccoprta, una pe n vrzo una pe n cormatura, s.f., colmatura, quanto sopra-
antro || Forme: pl. cordlle. vanza da un recipiente colmo.
cordiclla, s.f., spago. crmo, s.m., colmo: e qqu ad l ~! || agg.
cordjjo, s.m., assillo, tormento: li d l ~ cornacchjtta, s.f., (gerg.) seminarista.
al zu marito. cornetano, curnetano, s.m., ab. di Cor-
crdolo, s.m., fascia in cemento che lega neto (odierna Tarquinia) || agg., corne-
il perimetro di una costruzione. tano.
cordne, s.m., 1. parte della trippa di bo- cornto, top., Tarquinia.
vino. 2. (euf.) coglione: nu mme rppe corniciaro, s.m., corniciaio.
li ~! crno, s.m., 1. corno: attnta le crna!
cre, s.m., 1. cuore: piagne a ~ rtto, a (a battere la testa) | mtta le crna, tra-
calde lacrime | n cristiano de ~, gene- dire la fedelt coniugale | (iperb.) cha
roso | pijjssela a ~, prendersene cura | ppi ccrna lue che n capagno de lu-
li piagniva l ~ a vvdelo a qqur m | mache || dim. cornicllo | accr. corni-
magn dde ~, con soddisfazione || prov.: cine || tir. infant.: lumaca lumachlla,
mal ~ n ze commanna. 2. (fig.) corag- tira fra li corniclla; lumaca luma-
gio: nun chae ~ a ddjjolo, non hai co- cne, tira fra li cornicine || avv.,
raggio | con che ccre lo fae? | mna, si niente: bbravo n ~! (escl. con cui si nega
cchae ~! | dava ~ al ppelo, incuteva recisamente). 2. bernoccolo. 3. rebbio
coraggio. della cocca della gruccia con cui si
corecato, agg., adagiato. piantano i maglioli. 4. custodia conica,
coregne, s.m., corgono (Coregonus la- ricavata da un corno di vacca dalla
varetus L.). punta mozza, contenente acqua in cui si
corf: ma va a ~!, al diavolo! conserva la cote per affilare; bossolo per
corinnolo, curindolo, s.m., coriandolo, la cote. 5. contenitore, ricavato da un
minuscolo dischetto di carta colorata, corno di vacca dalla punta mozza, prov-
che si getta per carnevale: bbttono l cu- visto di tappo, usato dal pastore per
rindele pi ccarnevale. mettervi lolio doliva da portare in
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
246

campagna. corposdmene, corposdmmene, corpu-


cornuto: (prov.) l bvo dice ~ mal zumaro sdmmene, s.m., ricorrenza liturgica del
|| dim. cornutllo, s.m., marito consape- Corpus Domini.
vole di essere tradito, ma senza forza di corposdmmene: corposdmene.
ribellarsi. corpusdmmene: corposdmene.
corjja, s.m., 1. cercine, corona di panno corrazza, s.f., corazza.
avvolta, che si pone fra il capo ed i pesi corrazzata, s.f., corazzata.
da trasportare: pe pport la bbrcca, le corrazzire, currazzire, s.m., 1. coraz-
dnne mettvono la ~ sul capo. 2. ziere. 2. (fig.) uomo molto alto.
(dispr.) straccio per pulire. crre, curra, curre, v. intr., 1. correre:
coromiro, s.m., avaro. crre, para e ppijja! | n mo li curr-
corna, curna, s.f., 1. chioma di albero. veno derto du bbrigante | curre! | cur-
2. incisione circolare, praticata sulla rtele derto! | crrellapprsso,
corteccia di un albero per farlo seccare: rincorrerlo | crrejje apprsso |
tcca falli la ~, fargli. 3. incisione anu- crrapprsso a qqullo che sta avante
lare, praticata sui tralci per far allegare | lassamo crre!, lasciamo perdere! |
meglio luva. 4. radici radiali della vite. curre che tte curre, a furia di correre | se
5. cruna. 6. ghirlanda funebre || dim. cu- p ssap che tte curre?, perch corri? |
roncina, coroncina del rosario. curre, se p ccurre, quanto a correre |
coron, v. tr., potare una pianta in alto: ha vjja a ccrre, quanno lo rive? |
cornale ggi qellrbere! | sta pianta crre cme l vnto | crre quanto la
llha ccoronata. mnte | crre cme n pre | curre cme
crpa, s.f., colpa: n cia ~ la su sorlla | n frmene | l zcolo chi ccurre, attuale ||
de chi la crpa? | lue n cha ccrpa ~ via (a), loc. avv., in fretta: fa ssmpre
davro. le cse ~ || prov.: na vrta curre l cane,
corptto, s.m., (arc.) giacca. na vrta llpre. 2. accorrere: sta mmale
corp: curp. l tata, tcca ccrre! | currveno l pum-
crpo de sala, s.m., sala, particolare del pire. 3. scorrere: curre pe llin gi ||
carro agricolo. Forme: Ind. pres. 2 curre; 3 curre; 4
crpo, s.f., 1. ventre: cha l mal de ~ | corrmo, currmo; 6 crrono | impf. 3
dolr di ~ | ann dde ~, defecare | me currva; 4 currvemo; 6 currveno, cur-
snto l ~ scirto, avverto sintomi di rveno, currvono | perf. 1 curzi; 2 cur-
diarrea || ~ de stto (a), loc. avv., boc- rste; 3 curze, curz; 4 currssemo; 6
coni: dorm ~ || ~ de codino! (imprec.). crzeno, crzero, crzono | Imper. 2
2. busto, parte del corpo. crre, curre; 5 corrte, currte | P. pass.
crpo, s.m., 1. colpo: se roppva a ccrpe curzo | Ger. corrnno, currnno.
de sctala || ~ de sle, insolazione. 2. corrgge, currggia, v. tr., correggere.
accidente: (imprec.) te pijjasse n ~! | corrnte1, s.m., 1. palo perpendicolare
(scherz.) te pijja n corptto! | (scherz.) che fa parte della struttura conica della
te pssa pijj n corptto a ddu ptte! capanna da pastore: crono du ~ che
(con bisticcio su corptto, giacca) || ~ ddal ttto arrivvono al fco. 2. travi-
(n), inter., accidenti!: n ~ la ggnte!, ac- cello quadrangolare di legno per lordi-
cidenti quanta gente! tura secondaria del soffitto.
Vocabolario
247

corrnte2, s.f., energia elettrica: arismo ccortevato bbne, guarda la fratta!


remaste snza ~ | hanno levato la ~ da cortivazzine, s.f., coltivazione.
stamane | mal casaltto la ~ n ce crto, curto, agg., 1. corto: ad ccurto de
llhanno mssa. vista, miope | stata curta la ggiornata
corridro, s.m., corridoio. || a ffalla curta, loc. avv., in breve || ~
corrispnne, currispnne, v. intr., corri- (a), loc. avv., a) a stecchetto: l fijje le
spondere: mica mi currispnne qu. tne ~; b) tecnica di potatura che consi-
crta, s.f., (raro) scorciatoia: pijjamo ste nel lasciare poche gemme sul tral-
la ~. cio: la vita la pt~ || (d.) se ttu vv
crta, s.f., diga, chiusa in legno o ferro lluva bbna, pt~! 2. breve.
del canale dirrigazione. crtre, s.f., (lett.) coltre.
crte, s.f., terreno di grano mietuto, con cortrina: coltrina.
stoppie da bruciare: annamo a bbruci corucce, s.f. pl., (raro) grucce.
la ~, pe mmttece l facile | se sement- corvatta, curvatta, s.f., 1. cravatta: cu la
vono l facile ma la ~ dppo l grano. ~ nra da nrcheco. 2. (fig.) staffa di
cortellccio, s.m., 1. coltro, ferro tagliente ferro del cancello: la ~ pe ngravatt no
che si trova in posizione verticale da- stpito. 3. (fig.) usura: fasse mtte la ~,
vanti al vomere. 2. attrezzo del mani- esser vittima di usura.
scalco. 3. coltello di legno, usato dal corvattino, s.m., apertura del colletto
sediaio per far passare il giunco nel- della camicia: pijj uno pil ~.
limpagliatura. corvllo, curvllo, s.m., crivello a mano:
cortellata, curtellata, s.f., coltellata: reg, l ~ sirviva pe cconci l facile.
s ccurtellate stasra | curtellate da se, corvellne, s.m., crivello di grandi di-
in quantit | pe vvantre ce s le curtel- mensioni, dal fondo metallico forato,
late nte collajjo | vanna ffin a ccor- montato su treppiedi di legno, usato per
tellate, in rissa. vagliare granaglie e legumi.
cortelltta, s.f., mannaia da macellaio con corvurzo: cunvurzo.
lama quadrata larga. crza, curza, s.f., corsa: fanno le curze dil
cortllo, curtllo, s.m., 1. coltello: ~ da cavalle | annava de ~ su ppe la salita | f
bbanco, ~ da splpo, ~ da cppo (col- le cse de ~, in fretta | de tutta ~, a tutta
telli del macellaio) | cortllo nglse, ar- velocit | che ffamo le curze?, perch ci
nese del maniscalco | mdd. cha l ~ da affrettiamo tanto? | avarbbe fatto a la ~
la parte del mnico, il pi forte || ~ (n), cur un antro curritre.
loc. avv., di taglio, in foglio: tutte sasse corz, s.m., corsetto, busto femminile.
msse n ~ | muro n ~ || prov.: nom mtta corzire, curzire, s.f. pl., (infant.) corse:
l ~ m mano a um matto! 2. coltello di f le ~, correre per gioco.
legno, usato dal sediaio per far passare crzo, s.m., 1. corso. 2. odon., Corso Ita-
il giunco nellimpagliatura || dim. cor- lia.
tellino | pegg. cortellccio. cos, v. tr., cosare, verbo dal significato
cortev: cortiv. generico, usato per sostituire un altro,
cortvo: curto. che signora o non viene subito alla
cortiv, cortev, curtiv, v. tr., coltivare: mente.
si ttu vv vde m pezztto de trra, ch cscia, s.f., 1. coscia: ~ de mneca, va-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
248

riet di susina oblunga gialla || ~ (stto), ctica, cdeca, cdica, cteca, s.f., co-
loc. avv., alla leggera: pijja tutto ~. 2. tenna del maiale: se famo na magnata
branca della vite. 3. branca dellalbero de facile co le ctiche | jjha dtto ~,
tutore || pl. csce, stanghe del carro. (iron.) lhai insultato | mica th ddtto
cosciale, s.m., 1. ciascuna delle pelli con- ~, non intendevo offenderti | me dice ~,
ciate di capra o pecora, che i pastori por- ti pare poco | ~ (a), loc. avv., di capelli
tano davanti ai pantaloni, per difendersi tagliati cortissimi: se ffatto tajj l ca-
dalle spine. 2. armatura laterale del plle ~ || (fig.) cteche e ppzze de bbu-
carro. dellne, carte da scartare in alcuni
cscio, s.m., 1. coscia di animale. 2. (fig.) giochi di carte.
crociaia, biforcazione dellalbero. coticaro, s.m., (dispr.) capooperaio, che
cse, s.f. pl., (euf.) mestruazione: gge fa gli interessi del proprietario.
ch le mi ~. cotidiano, cutidiano, agg., (citt.) quoti-
cso, s.m., 1. n. sostitutivo di un altro, che diano.
si ignora o non si ricorda: llha visto cotgnela: cotgnola.
gnnte ~ n giro? 2. aggeggio, affare || cotgnola, cotgnela, cutgnela, cut-
dim. costto, a) piccolo oggetto non me- gnola1, s.f., 1. bernoccolo: p, le cot-
glio identificato; b) individuo di bassa gnele sul capo n ze contvono da fijje.
statura || cosettino. 2. (fig.) ceffone.
cosmo, s.m., omuncolo, individuo dap- cotognolato, agg., ammaccato, di og-
poco. getto.
coss: accos. cotne: cutne.
cost, v. intr., costare: csta quanto la cotzzo, s.m., 1. vertebra cervicale, col-
santolina | ~ n cchjo | mi cste ppi di lottola: perch gni tanto n te lave l ~ co
na fijja fmmena | costvono m pr- le mano? | ha fatto n ~ de gnnte!, detto
spero!, moltissimo | caro te csta! | c- a chi si molto ingrassato | llha cchjap-
stono salatarrabbiato. pato pel ~. 2. (fig.) voracit: ammzzete,
csta: ~ (n), loc. avv., sul declivio, in pen- che ccotzzo!
dio || csta csta, loc. avv., molto vi- ctta, s.f., 1. infornata di pane. 2. pietanza
cino, rasente. cotta in una volta (spec. legumi): na ~
costarlle, s.f. pl., parti residue del costato de cce cabbasta || dim. cottarlla,
del maiale. quantit di vivanda sufficiente per un
costercce, s.f. pl., particolare del basto. pasto: mettmo s na ~ de facile.
costipato, agg., infiammato, gonfio: cha cttemo, s.m., cottimo: lavor a ~, a) la-
le ghjndole costipate. vorare a cottimo; b) lavorare con grande
costrgna, custrgne, v. tr., costringere: lena.
ce llha ccustrtto l zu p. ctto, s.m., 1. uva nera pigiata e cotta, che
costud: custod. viene aggiunta nel tino come dolcifi-
costum, custum, v. intr., costumare: cante: l ~ se facva. na callara sempiva
mecch n custuma qu. de msto, se facva bbull, conzum. ce
cta, cte, s.f., cte per affilare la lama. condssemo l vino. 2. (fig.) beffa: dajje
cte: cta. l ~ sul bollito, aggiungere al danno la
cteca: ctica. beffa || agg., 1. cotto: sclala, ch
Vocabolario
249

cctta! | la pippa puzzava de na puzza ssmpre l crapicce | s vvoluta lev


ctta | ~ spappato, stracotto | llh quel ~ || dim. crapicctto, voglia amo-
mmannato via ~ e ppelato, mortificato. rosa.
2. ustionato dal sole: patate ctte dal crapicciso, agg., capriccioso.
zle, esposte alla luce solare e divenute crapila, s.f., capriola.
verdi. 3. (fig.) ubriaco: va ccasa gni crapiol, v. intr., far capriole.
sra ~ frdicio. crapilo, nellespr.: ann n ~, fenomeno
cottne: cutne. patologico per cui i germogli della vite
cottre, agg., cottoio, di facile cottura si trasformano in viticci; filatura: llua
(spec. di legumi). ita tutta n ~.
cottuttoch, cong., bench. crapolatta (la), sopr.
cva (arc.): ca. crapolatto, s.m., ab. di Caprarola | agg.,
cov, co, v. tr., covare: cvono l piccine caprolatto.
| rig, gatta ce cva! || v. rifl., crogio- crapne, s.m., becco, caprone.
larsi: rsta mal ltto a ~ na massa, in- crapraro, capraro, s.m., capraio.
dugia per pigrizia. crasse, s.f., 1. classe: lu portnno via cul
covccio, s.m., parte terminale della carrettne di prima ~ cul frate. 2. (coll.)
pianta di canapa. i soldati della stessa leva.
covatccio, s.m., cattivo odore di am- crassfeca, s.f., classifica.
biente chiuso: se snte na puzza de ~. crast, castr, v. tr., 1. castrare. 2. inci-
covato, agg., 1. viziato, consumato: c dere la corteccia, per rinforzare la vite:
naria covata qui ddntro. 2. barlaccio: quanno se crasta na vita de vitamccio,
n vo ~. vngono qulle vaghtte pccole cme
cra cra, onom., imitazione del verso di la passerina, snza granllo. 3. incidere
cornacchie ed anatre. con il coltello la buccia della castagna
cragno, s.m., 1. cranio. 2. (rec.) persona: prima di arrostirla in padella, per evitare
quanto vne a ~ sta cna? che scoppi.
cralissa, agg., clarissa: l munastro di li crastacane, s.m., (dispr.) persona inca-
cralisse. pace.
crapa, s.f., 1. capra (Capra hircus L.): crastacucchi, s.m., (dispr.) persona inca-
magna l zale cme na ~ || mdd. sarv pace.
ccrape ccvole, trovare la soluzione di crastato, s.m., maschio castrato della pe-
ogni aspetto di un problema. 2. caval- cora.
letto di sostegno sotto il piano del carro crsteca, cstrica, crstica, s.f., 1. averla
agricolo || ~ (a), loc. avv., con intelaia- piccola (Lanius collurio L.): mdd. cha
tura a piramide: cu le canne msse ~ n cervllo cme na ~, a) uno stupido;
(rif. al filare del vigneto) | dim. craptta. b) amnesico | cha na vce da ~, una
crapanichse, s.m., ab. di Capranica || voce stridula. 2. (fig.) pestatura della
agg., capranichese. pelle, quando sia stata premuta tra due
caprarcce (le), odon. corpi duri.
craparccia: caprarccia. crstica: crsteca.
craptto, s.m., capretto. crasticne, s.m., (fig.) stupidone.
crapccio, s.m., capriccio: sto fijjo fa crastictto, s.m., piccolo dellaverla.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
250

crastino, s.m., castrino professionista di | impf. 1 credo; 3 creda, crediva, cri-


porci. diva; 4 credvemo | perf. 1 crse; 3
crastne, s.m., 1. maschio castrato della cred, crse; 6 credinno| fut. 2 credarae;
pecora. 2. porco castrato da ingrasso. 5 credarte | Cond. pres. 5 credarste |
crastrazzine, s.f., incisione anulare pra- P. pass. crso | Ger. crednno.
ticata sulla vite, per impedirne la cola- crde: creda.
tura. crednza1, s.f., credito: f ccrednza, con-
cratastale, agg., catastale. cedere un credito | cromp a ~.
cratasto, s.m., 1. catasto, inventario dei crednza2, cridnza, s.f., 1. armadio da
beni immobili. 2. ufficio del catasto. cucina: la ~ a mmuro. 2. trittico dipinto
cratrasta, catrasta, s.f., catasta, mucchio: || dim. credenztta.
la ~ de le vite, il deposito dei sarmenti. credenzne1, cridenzne, cridinzne,
cratura, creatura, cratura, s.f., 1. crea- s.m., 1. armadio da camera da letto per
tura. 2. neonato: dalle na zzinnata a vestiti e biancheria. 2. (scherz.) con-
qqulla pra ~! 3. bambino: che bblle trabbasso.
crature, Dio li bbenedica! | sie pggio credenzne2, s.m., credulone.
de na ~, sei proprio infantile | nun fate cremnte, antrop., Clemente.
tanto la ~! crementina, n. di cavalla.
cravattaro, s.m., 1. cravattaio. 2. (fig.) cremre: l ~ di trtaro, na porvertta fina
usuraio. fina chi ssa ddagro | l ~ lo facvono cu
cravcola: gravcola. la racina de la bbtte.
cravusura, clavusura, s.f., clausura: s crep, v. intr., 1. scoppiare: te fa ccrep
ffatta mneca de ~. da le risate. 2. morire: faciva n callo da
cre, cr, v. tr., creare || P. pass. crato. ~ | crpa de salute, sammartino! | sta
crealino, cralino, s.m., clarino. pianta nun crsce e nun crpa, rimane
creappolo, solo nellespr.: rdeca de ~, invariata | (d.) invdia, crpe! || prov.:
pne. chi mmagna le mre, mre; e cchi nno
creatura: cratura. le magna, li crpa l cre || crepasse, v.
crda, crde, v. intr., credere: (scherz.) intr. pron., 1. screpolarsi, della pelle. 2.
crdece che ss ttrdece! | n ce se crde fendersi, spaccarsi.
a rriccontallo | chi sse lo sarbbe crso? crepacre, s.m., crepacuore: te fa mmor
| m pare de credllo | nun crde manco dde ~, per il dispiacere.
al panctto, un miscredente | che sse crepapanza (a), loc. avv., a crepapancia,
crde dsse? | la spsa si cridiva chi l smoderatamente: magnnno tutte ~.
dnte fsseno li sua (rif. alla dentiera del crepzzio, santo immag.
marito) | e cchi te credarae da ssa? | crsce, crscia, v. tr., allevare, educare:
credmece! | che sse crde de pijj? Tip- llha ccresciuto la su zzia || v. intr., 1.
petppe? | su li prime pco ci crediva | crescere: si n ze guasta cul crsce, m
rbba da nun crdece! | mica thae da ~ bravo fijjo | crsce cme la malrba stu
de fccela || mdd. credo che ppiovsse, fijjo | n vestito a ~, di taglia comoda. 2.
ma n cche diluviasse, non avrei mai aumentare di intensit, del vento. 3. svi-
potuto immaginare una cosa simile || lupparsi, della barbatella: l primanno
Forme: Ind. pres. 4 credmo; 6 crdeno crsce m pochtto. 4. lievitare: sto pane
Vocabolario
251

ccresciuto bbne || Forme: Ind. pres. 1 crettasse, v. intr. pron., 1. screpolarsi


crscio; 2 crsce; 4 crescmo; 6 cr- (della pelle o di un muro). 2. crepare,
sciono | impf. 3 cresciva | perf. 3 cresc; spaccarsi di terreno arido per il forte ca-
2 crescste; 4 crescssemo; 6 crescnno, lore estivo.
crescinno | fut. 6 cresciaranno | Cond. crtto, s.m., 1. crtto, fenditura, crepa. 2.
pres. 3 cresciarbbe | P. pass. crisciuto | rgade, screpolatura della pelle (spec.
Ger. crescnno. delle mani) || dim. crettarllo.
crescnza (a), loc. avv., di misura abbon- crettso, agg., screpolato.
dante: li fa ccuc n vistito ~. cri, ideof., rumore di un oggetto che si in-
crscia: crsce. crina.
cresciutllo, agg., abbastanza sviluppato: cr: cre.
bbllo ~ sto fijjo. craleis, s.m., kyrie eleison, espr. greca
crsema, s.f., cresima. propria della liturgia cristiana.
cresem: cresim. cralino: crealino.
cresemarino, crisemarino, s.m., rosma- crato, s.m., (lett.) creato.
rino (Rosmarinus officinalis L.). cratre, s.m., (lett.) Creatore.
cresim, cresem, v. tr., 1. cresimare. 2. cratura: cratura.
(fig., scherz.) ferire picchiando || cresi- cricche1, accricco, s.m., cricco, cric.
masse, v. intr. pron., ricevere il sacra- cricche2, antrop., personaggio immag.,
mento della cresima || v. rifl., (scherz.) nel mdd. smo rimaste ~, Crcche e
prodursi escoriazioni (spec. sulla Mmnico duncino, siamo rimasti molto
fronte). pochi.
crsta1, crista, grista, s.f., 1. cresta del cricco, s.m., 1. grillo (Gryllus campestris
gallo || ~ de gallo, s.f., ingrassabue L.). 2. (fig. infant., scherz.) pne || dim.
(Chrysanthemum segetum L.). 2. (fig.) cricchtto.
alterigia: fajje abbass la ~. cridnza: crednza2.
crsta2, s.f., agresta, uva tardiva || f la ~ cridenzne: credenzne1.
su la spsa, rubacchiare maggiorando la cridic: critic.
spesa fatta per altri || agg., immatura: cridinzne: credenzne1.
uva ~. crentla, s.f., clientela.
crta: la ~ llannvono a ccav a la mat- crif: grif.
tonara. crifo, grifo, s.m., brutta caduta: ha ffatto n
cretara, s.f., cava di argilla. ~ ggi ppi la scnta || accr. crifne, gri-
cretata, s.f., impacco di argilla fresca, che fne.
si applica sulle distorsioni e distrazioni crignra, s.f., criniera del cavallo.
tendinee del bestiame. crilla (pe), inter., (euf.), per Cristo!
cretinata, s.f., atto da cretino. crimardllo, grimardllo, s.m., grimal-
cretonato, s.m., impasto di sabbia gros- dello.
solana e cemento, su cui poggia il pavi- crin, v. tr., incrinare || crinasse, v. intr.
mento. pron., 1. incrinarsi. 2. fratturarsi.
cretso, agg., argilloso. crinatura, s.f., frattura.
crettara, s.f., zona di terreno con molte crino, s.m., crine vegetale, usato per im-
fenditure causate da siccit. bottire materassi.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
252

crppeta: critta. zioni tendinee del bestiame.


crisride, s.f., (lett.) crisalide. critta, crppeta, s.f., cripta.
crise, s.f., (citt.) crisi. crobbazza, s.f., acrobazia.
crisemarino: cresemarino. crcala, grgola, s.f., bubbola (ssp. di Le-
crispigno, crispino, grespigno, grispigno, piota, in particolare Macrolepiota pro-
s.m., crespigno o cicerbita (Sonchus cera Scop. e Lepiota procera L.).
oleraceus L.). crcche, antrop., personaggio immag.,
crispino: crispigno. che ricorre in un mdd. (vd. cricche2).
crissida, s.f., (lett.) clessidra. crocchj1, v. intr., scricchiolare.
crista (pe), inter., (euf.), per Cristo! crocchj2, v. tr., picchiare.
crista: crsta1. crocchjano, top., Corchiano: ppassato
cristalla: cristallo. pe ~, le ha buscate (bisticcio con croc-
cristallina: cristallo. chj, picchiare).
cristallo, cristalla, cristallina, inter., croccrocr, onom., imitazione del verso
(euf.) Cristo: cristallo de vtro! | della papera.
crpo de cristallina! crce, s.f., 1. segno di croce: la sra sul
cristre, clistire, cristire, s.f., clistere. lvito se facva la ~ col tajjo de la mano
cristiana, s.f., persona di sesso femmi- | mtta la ~, (in luogo della firma,
nile, donna. di analfabeti) | ce famo na ~ spra,
cristianccio, solo nellespr. di una favola: non parliamone pi | facva ~ a qqulla
che ppuzza di ~! che stava ccos, formava una croce
cristiano, s.m., 1. essere umano. 2. per- (rif. ai fasci di canapa). 2. crocevia.
sona di sesso maschile || accr. cristia- 3. catena di ferro che teneva sommersa
nne, omone | dispr. cristianccio || pl. la canapa nella vasca: mtte le ~.
cristiane, persone, gente || agg., 1. de- 4. (fig.) preoccupazione, tormento:
cente, accettabile: mttete n vistito ~! 2. che ccrce che mm ccapitata! | nun
padrone di s: nadra ppi ~, era esa- te ce f na ~!, non angustiarti! | la mjje
sperato, aveva perduto lautocontrollo. lo mtte n ~, lo assilla || ~ (a), ~ (pi),
cristire: cristre. loc. avv., tipo di intelaiatura di canne
cristo, s.m., 1. Cristo: ~ mrto, proces- del filare: mtte le canne ~ || santa ~!,
sione serale del Venerd santo || n ce s inter.
ccriste n mmadnne, nulla da fare. 2. crociale, s.m., biforcazione della vite.
(fig.) cascatone rovinoso: sguillato, ha crociata, s.f., attrezzo di legno di forma
ffatto n ~. 3. (fig.) pezzo duomo: n ~ de poligonale, intrecciato con spago impa-
du mtre || accr. cristne, omone, gi- niato, con lume al centro, usato per uc-
gante | pegg. cristccio || cristccio! cellagione notturna di frodo: ce
(imprec.). facvono la ~ mbrescata, che ccann-
critic, cridic, v. tr., criticare: (d.) a ccri- vono de ntte a cchjapp lluclle, co la
tic s bbne tutte (sulla critica sfavo- ficcola. la ~ col lume.
revole) || v. intr., spettegolare: cha crciolo, s.m., 1. strato superficiale indu-
ssmpre da ~ su ttutte. rito: l glo ha ffatto l ~ (rif. alla crosta
critonata, s.f., impacco di argilla fresca, gelata del terreno) | l pane ctto male fa
che si applica sulle distorsioni e distra- l ~. 2. sporcizia formatasi su indumenti.
Vocabolario
253

3. (fig.) debito. della macerazione.


crocine, s.m., 1. grande croce processio- crudle: na bbstia crudla.
nale di legno || ce fa sspra l ~, ripro- crudert, s.f., crudelt.
mettersi di non fare pi una cosa. cruppe, gruppe, s.m., crup, laringite dif-
2. (fig.) partito democristiano: qulle terica.
del ~. cu: co.
crocol, v. intr., croccolare: le polanche cubbo, agg., (rec.) cubo: s ttre mmtre
crcolano, sgno che stanno pe ff cubbe de lgna.
llvo. cucc, v. tr., bere: (infant.) ~ llovtto
crgnala: crgnola. (crudo) || cuccasse, v. rifl., andare a
crgnola, crgnala, s.f., 1. corniola, letto: (scherz.) vatta ccucc!
frutto del corniolo: sannava ccjje cucchjara, s.f., 1. cazzuola da muratore.
le crgnole. 2. nocca della mano: cha 2. (fig.) castagna abortita, senza frutto
l crgnole tutte sgrugnate. 3 (fig.) allinterno.
bestemmia. 4. (fig.) colpo dato con cucchjarata, s.f., contenuto di un cuc-
le nocche sul capo altrui. 5. (fig.) bussa, chiaio: ce vle na ~ de zzccoro de ppi.
colpo, percossa.: sentarae che cr- cucchjarina, s.f., (fig.) castagna abortita,
gnole! 6. (fig.) avversit. 7. (fig.) senza frutto allinterno.
sbornia || Forme: pl. crgnele, cr- cucchjarino, s.m., 1. cucchiaino | mdd. te
gnole. riccjje cul ~, sei in pessime condizioni.
crognolino, s.m., colpo dato con le noc- 2. (fig.) castagna abortita, senza frutto
che sul capo altrui || agg., 1. acerbo. 2. allinterno.
sodo di carne: na rigazza crognolina. cucchjaro, s.m., cucchiaio: sul tavolino
crgnolo, s.m., corniolo (Cornus mas L.). ce mncono da mtte cortlle ccuc-
cromp: compr. chjare || accr. cucchjarne.
crmpo, p. pass. di cromp || agg., acqui- cccia, s.f., (scherz.) letto: scall la ~ ma
stato al negozio, confezionato: qu ad li fijje ciuche.
n lenzlo ~ | pasta crmpa. cucco1, s.m., cuculo (Cuculus canorus
crneca: crnica. L.): vcchjo cme l ~ | mdd. ttutta vce
crnica, crneca, s.f., pettegolezzo: mha cme l ~ | gge h ntso cant l ~ |
ffatto na ~ de m par dra llartra sra. quantanne chae? trnta e l
crnice, s.m. pl., cronicario: llhanno por- rsto? li canta l ~! || prov.: quanno
tato a li crnice. canta l ~, a la sra mmllo e la mat-
cronmotro, s.m., (rec.) cronometro: tina sciutto | quanno l ~ canta n aprile,
gge crrono la tappa ccronmotro. primavra si fa ssentire; e sse a mmg-
crop: copr. gio non vvenuto, o mmrto o s
cropifco: coprifco. pperduto || agg., tonto.
crsta, s.f., 1. stretta striscia di terra in- cucco2, s.m., paiolo di terracotta.
colta esterna al filare di confine nella cuccotrillo, s.m., coccodrillo.
vigna. 2. guscio calcareo di conchiglia || cucc: l cucco fa ccucc | orlggio a ~.
d le crste a uno, superare qualcuno. cuccumao, s.m., persona tonta || sopr.
crucifisso, s.m., crocefisso. cuccutrillo, s.m., cocuzzolo.
cruda, agg., detto della canapa prima cuc, v. tr., cucire: cciocelo bbne!, cu-
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
254

ciglielo bene! || Forme: Ind. pres. 4 stirpe) | l pane bbno ce llha Rraga-
cucimo | perf. 1 cuc. ntto, chad n fornaro de ~. 2. (raro)
cucina, s.f., 1. mobilio della cucina. 2. ali- vulva. 3. (fig., volg.) noia: che ccujja! |
mentazione || prov.: grassa ~, magro pa- si prpio na ~!
trimgno. cujjommol: cojjommer.
cucino, cocino, s.m., cuscino: drme cu cujjon: cojjon.
la capccia su ddu cucine, tranquillo. cujjne: cojjne.
cucinne, cocinne, cuscinne, s.m., co- cujjonlla: cojjonlla.
pripiedi; coltroncino imbottito da tenere culata, s.f., (fig.) colpo di fortuna.
nel letto sui piedi. culra: colra.
cuciso: cociso. cullana: collana1.
cuculstro: gurgolstro. cullazzine: collazzine.
cucuzza, coczza, s.f., 1. zucca (Cucur- cullga, s.m., collega: l cullghe sue ce lo
bita pepo). 2. (fig.) testa || prov.: capc- sanno.
cia chi num parla, se chjama ~. 3. uno culleg, v. tr., collegare.
dei partecipanti nel gioco del cucuzzaro. cullggio: collggio.
cucuzzaro, s.m., 1. venditore di zucche. cullettivo, agg., collettivo.
2. tipo di gioco infant. 3. chi dirige il culltto, s.m., colletto || dim. cullettino.
gioco omonimo. cullezzion, v. tr., collezionare.
cudcchjo: codcchjo. cullezzine, s.f., collezione.
cue, pron., cui: con cue. cullina, s.f., collina || dim. cullintta.
cuggina, s.f., cugina || dim. cuggintta. cullocamnto, s.m., collocamento: lluf-
cugginanza, s.f., rapporto di parentela tra ficio de ~.
cugini. cullchjo: collchjo.
cugginllo, s.m., cugino di secondo o cullre: culre.
terzo grado: ~ pe pparte de dnna. culo pllido, s.m., (scherz.) individuo for-
cuggino, s.m., cugino: ~ carnale, cuggin tunato.
carnale, cugino nato da fratello ger- culo, s.m., 1. deretano: cha n ~ cme na
mano || li mi cuggine, i miei cugini, le ma, enorme | le chjappe del ~, le na-
mie cugine. tiche | cha l ppe al ~, cha l fco stto
cugnacche: cognacche. l ~ sta fijja, largento vivo addosso |
cugnata, s.f., cognata: cra pure na ~ cha la fccia cme l ~, sfrontato |
sua. pijj ppel ~, canzonare | ha ddormito a
cugnato, s.m., cognato: l tu cognato || le cculo scoprto, si svegliato di pessimo
su cugnate, i suoi cognati, le sue co- umore | mdd. quelro due s ccule cca-
gnate. mcia, molto legati || cularrto (a), loc.
cugno, s.m., gherone della camicia, sot- avv., in senso inverso, retrocedendo:
toascella a rombo. cammin ~ || ~ bborzne (a), loc. avv.,
cugnme, s.m., cognome: cme fa ddi ~?, in posizione prona: llha mmsso ~ ||
qual il suo cognome? prov.: ~ chi nun vidde mae camcia,
cujja, s.f., 1. scroto: si nu la pianta, va quanno la vidde gran fsta li fce | ~ chi
ffen che cce pijja na zzampata ma la ~ nun vidde mae camcia, quanno la
| costro s dde ~ (di discendenza, di vidde si ninnamor. 2. fondo: l ~ dil
Vocabolario
255

fiasco. 3. orletto: ch n ~ de pane slo cume: cme.


|| dim. cultto: a m, damme l ~! 4. pro- cumenci: incominci.
lungamento cilindrico, breve e sottile, cumra: gomra.
della sommit della trottolina, alla quale cumta, s.f., cometa.
si ferma la funicella per lanciarla. 5. cuminci: incominci.
(fig., triv.) fortuna: che cculo che ssari- cumncio: comncio.
trva! | ad n ~ a ddu pacche l cumpare, cumzzio: commzzio.
fortunatissimo. cummann: commann.
culmba, s.f., colomba. cummannante: comannante.
culoma: iconoma. cummannino, s.m., persona cui piace co-
culne, s.m., persona dal largo deretano. mandare.
culnna: colnna. cummanno: comanno.
culonnllo, s.m., colonnello. cummare: commare.
culor: color. cummarccia: commarccia.
culorato, culurato, agg., colorato. cummatta: commatte.
culre, colre, cullre, s.m., colore: si ne cummattimnto: commattemnto.
vdono de tutte li ~, dogni sorta || dim. cummattuto: combattuto.
colortto, a) colore leggero; b) colore cummdia: commdia.
indefinito || pegg., colorccio, colorito cummendatre, s.m., (citt.) commenda-
da malato: le conciatre de plle tore.
cvono tutte n ~. cumment, v. tr., commentare.
culor: color. cummnto, s.m., commento.
culorito, culoritto (scherz.), culurito, ncu- cummerci, v. intr., commerciare.
lorito, agg., colorito: culorita cme na cummerciante, s.m., commerciante.
melarsa. cummtte: commtte.
culurito: culorito. cummignne: commugnne.
culoritto (scherz.): culorito. cummin: combin.
culortto, s.m., furbone. cummissine, s.f., incarico: nun c, ito
culosso, culusso, s.m., 1. Colosseo. 2. m momnto a ff na ~.
(fig., euf., scherz.) deretano. cummsso, agg., commosso.
cultrina: coltrina. cummva: commva.
culuma: iconoma. cummve: commva.
culur: color. cummvese: commvese (vd. com-
culurato: culorato. mva).
culusso: culosso. cummunale: communale.
cumann: commann. cummune: commune.
cumannamnto: commannamnto. cum: com.
cumbaci: combaci. cumpagna: compagna.
cumbin: combin. cumpagno: compagno.
cumbinazzine: combinazzine. cumpanteco: companteco.
cumbltto, gumbltto, s.m., complotto: cumpantico: companteco.
fciono tutto n ~. cumparanza: comparanza.
cumbrcquela: combrcquela. cumpare: compare.
IL LESSICO DIALETTALE VITERBESE
256

cumpar: accumpar. cunclude, conclude, concrude, cuncrude,


cumparine, cogn., Comparini. v. tr., concludere: nun cuncrdono n ac-
cumparccio: compartto. cidnte || P. pass. concruso.
cumparza: comparza. cuncrzio: concrzio.
cumpassine, s.f., compassione: te sm- cuncrave: cunclave.
pre ~ dil prssemo!, abbiate compas- cuncrvio: cunclave.
sione! cuncrude: cunclude.
cumpat: compat. cuncrusine: concrusine.
cumpatimnto, s.m., compatimento. cuncurrnza, s.f., concorrenza.
cumpenz: compenz. cundanna, s.f., condanna.
cumpnzo: compnzo. cundann, v. tr., condannare.
cumpte: compta. cundizzine, s.f., condizione.
cumpetnza, s.f., competenza. cundtto: condutto1.
cump: cmpie. cundcia: conduce.
cumpiacemnto, s.m., compiacimento. cunfednza, cunfidnza, s.f., confidenza,
cumpiaciuto, agg., compiaciuto. dimestichezza: ch ttutta sta ~? | pijja
cumpiegasse, v. rifl, cedere, accondi- sbbeto ~ lue (di chi manca di rispetto)
scendere: la spsa a la fine si sar | mi dicte n tutta ~ cm stato.
ccumpiegata. cunferm, v. tr., confermare.
cumpliment, v. tr., complimentare. cunfess, v. tr., confessare || cunfessasse,
cumplimnto: comprimnto. v. rifl., confessarsi: ce s nnato a ccun-
cumpsto, agg., composto. fessatte?
cumpric, v. tr., complicare. cunfessionrio: confessionrio.
cumprimnto: comprimnto. cunftto: conftto.
cun: co. cunfi