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Centro Italiano Studi Ufologici

M a n u al e d i
m o l
Manuale di
et o d o
metodologia g i a
di indagine
id in d a
ufologicag in e
u fo lo g i c a
Edizioni UPIAR
Centro Italiano Studi Ufologici

Manuale di
metodologia
di indagine
ufologica

a cura di Edoardo Russo


III edizione

Edizioni UPIAR
Il Manuale di metodologia dindagine ufologica - lunico utilizzato in modo sistematico in Ita-
lia da pi di venticinque anni - uno strumento quotidiano di lavoro per lindagine ufologica
e ha lo scopo di fornire un orientamento generale relativo alle tecniche di intervista col testi-
mone e alle istruzioni per la stesura del rapporto di indagine. Lo completano unintroduzione epi-
stemologica ed alcune appendici.
Nel corso degli anni centinaia di appassionati e ricercatori hanno letto e applicato le indica-
zioni di questo Manuale, che stato adottato come standard di riferimento dal Centro Ita-
liano Studi Ufologici e da altre associazioni italiane di studio.
Scopo del Manuale era e rimane quello di fissare un insieme di regole comuni cui attenersi
nelle inchieste e nei rapporti, e nel contempo di gettare una base per discussioni, commenti,
critiche e proposte, nellintento di realizzare nuove e pi complete edizioni e di integrare
altre procedure quali ad esempio le tecniche di sopralluogo e il trattamento di casi speciali
(foto, tracce al suolo, entit ecc.).
La prima edizione del Manuale, curata da Edoardo Russo, venne pubblicata nel 1984 e fu
seguita nel 1993 da una seconda edizione leggermente riveduta e corretta che fu ristampa-
ta con qualche modifica nel 2000.
Questa terza edizione - realizzata con il contributo di Gian Paolo Grassino - rappresenta inve-
ce un aggiornamento pi corposo che viene incontro ad alcuni cambiamenti socio-culturali e
tiene conto dei nuovi strumenti tecnologici oggi a nostra disposizione. Sono inoltre stati inse-
riti, come allegati, il questionario per la raccolta di avvistamenti UFO e un rapporto-tipo
compilato secondo le regole del Manuale.
Per la sua stessa natura di strumento operativo il Manuale necessita di un continuo aggior-
namento, soprattutto in riferimento agli strumenti tecnici per lespletamento dellindagine.
Continuano pertanto ad essere utili osservazioni, commenti e suggerimenti da parte di tut-
ti coloro che hanno pratica di indagini che possono essere indirizzati alla segreteria del
C.I.S.U.
In caso di necessit, la struttura del C.I.S.U. sempre a disposizione per indicazioni anche
sommarie e suggerimenti su problemi non trattati nel Manuale, oltre che per procurare il
materiale necessario per lo svolgimento di indagini ufologiche a chi non fosse eventualmen-
te in grado di reperirlo.

Manuale di metodologia di indagine ufologica


III edizione - giugno 2010

A cura di Edoardo Russo

Hanno collaborato: Giorgio Abraini, Fabrizio Arcese, Andrea Bovo, Gian Paolo Grassino,
Giuseppe Stilo, Paolo Toselli.

2010 Centro Italiano Studi Ufologici


CISU - Casella Postale 82 - 10100 Torino
Tel. 011.30.78.63 - fax 011.54.50.33 - e-mail: cisu@ufo.it - www.ufo.it

Edizioni UPIAR - Corso Vittorio Emanuele II 108 - 10121 Torino


tel. 011. 53.81.25 - www.upiar.com
Manuale di metodologia di indagine ufologica

1. INTRODUZIONE

Il fenomeno UFO definito come un insieme di Semplificando al massimo, possiamo schematiz-


testimonianze relative a percezioni visive (avvi- zare un caso come segue:
stamenti) di fenomeni aerei non identificati dai te-
avvistamento: la percezione visiva di un feno-
stimoni (UFO in senso lato).
meno aereo non identificato da parte di un testi-
La ricerca ufologica ha per scopo lindividua- mone. Lo stimolo pu essere dovuto a cause con-
zione e lo studio delle cause (stimoli) degli avvi- venzionali (aerei, stelle, meteore, ecc.) non rico-
stamenti. nosciute dal testimone (IFO, ovvero oggetti volanti
identificati), oppure restare non identificato an-
Lattivit di ricerca si suddivide quindi in varie
che dopo la valutazione (UFO in senso stretto);
fasi successive, collegate fra loro, che possiamo
schematizzare come segue: racconto: il testimone riferisce ad altre persone
la sua esperienza di avvistamento;
raccolta dei dati mediante interviste con i testi-
moni di avvistamenti (indagini o inchieste); rapporto: qualcuno raccoglie il racconto e lo tra-
scrive. In senso lato rapporto ogni scritto re-
stesura di relazioni sulle inchieste effettuate
lativo a un avvistamento (al limite anche gli ar-
(rapporti di indagine);
ticoli di giornale); in senso stretto intendiamo
prima analisi dei rapporti per determinare leven- per rapporto una relazione di indagine redatta
tuale identificazione dello stimolo (valutazione); da un inquirente ufologo.
studi successivi. evidente che questo schema non sempre ap-
plicabile: non tutti gli avvistamenti vengono rac-
La raccolta di dati mediante indagini il mo-
contati; non tutti i racconti vengono raccolti e tra-
mento fondamentale, perch sulla base di esso che
scritti da qualcuno; vi un certo numero di racconti
si sviluppano le attivit successive.
cui non corrisponde nessun avvistamento (casi fal-
Assume quindi importanza il modo di rilevare i si). Lo schema comunque utile a fini illustrativi e
dati, che non pu essere lasciato al caso o allim- corrisponde in genere alla maggior parte dei casi
provvisazione, ma richiede al contrario metodolo- che vengono a nostra conoscenza.
gie ben precise che vanno scrupolosamente seguite
Dallo schema risultano alcune importanti con-
da chi effettua lindagine.
seguenze.
Questo manuale ha lo scopo di indicare i criteri
Abbiamo gi detto che loggetto della ricerca ufo-
metodologici consigliati dal Centro Italiano Studi Ufo-
logica dato dalle cause (o stimoli) degli avvista-
logici (C.I.S.U.) relativamente allinchiesta e alla
menti, con particolare attenzione per quelle cause
stesura del rapporto.
che restano non identificate dopo la valutazione
Al fine di rendere pi chiare le ragioni di certe (UFO in senso stretto). Gli stimoli non sono per di-
scelte nei criteri da seguire, forniamo ora un bre- rettamente accessibili allufologo, che fa uno studio
ve quadro epistemologico del problema. indiretto, basato sulle esperienze di avvistamento
di testimoni occasionali.
Per lesattezza tale studio si basa sui rapporti,
1.1 LE FASI DEL CASO che costituiscono i soli dati disponibili al ricercato-
re. Lattivit di raccolta e trascrizione di racconto
Limpostazione di un discorso metodologico deve testimoniale da parte dellinquirente deve quindi es-
tener conto della distinzione fra i vari momenti, fra sere organizzata in modo da ottenere ed esporre le
le varie fasi che compongono un caso ufologico. informazioni necessarie allo studio dello stimolo.

STIMOLO AVVISTAMENTO TESTIMONE

RAPPORTO INQUIRENTE RACCONTO

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Centro Italiano Studi Ufologici

Inoltre lesperienza ha mostrato che i dati si mo- sa vuole o non vuole che il suo ascoltatore pensi di
dificano ad ogni passaggio dello schema, a causa di lui. Da ci deriva unulteriore razionalizzazione mi-
vari fattori fisici, psicologici o sociali, che possono rata allesterno (perlopi consistente nellelimina-
portare a perdite o alterazioni anche rilevanti del zione di dettagli particolarmente strani e di tutto
contenuto informativo di un caso. ci che potrebbe apparire incoerente o non credibi-
le). Inoltre tra chi racconta e chi ascolta si ha una
Si tratta del problema principale fra quelli rela-
vera e propria interazione: non si ha solo un pas-
tivi allindagine ufologica, per cui utile soffermarci
saggio dinformazioni dal testimone allascoltatore,
su di esso.
ma anche una retro-azione (feed-back) dallascolta-
tore al testimone, sotto forma di commenti, doman-
de, interruzioni e anche solo di gesti, cenni ed altri
1.2 LAVVISTAMENTO comportamenti non verbali, in funzione dei quali cia-
scuno dei due interlocutori si comporta.
Una prima serie di trasformazioni avviene gi
nella prima prima fase, quella dellavvistamento, e Si noti che questa fase proprio quella su cui
pu dipendere da caratteristiche sia dello stimolo maggiormente deve lavorare linquirente, il quale
sia dellambiente, sia infine da fattori relativi alla se anche non pu eliminare gli effetti di trasfor-
percezione. mazione della fase precedente (lavvistamento), pu
invece in sede di intervista cercare di minimizza-
Le particolari condizioni di visibilit (luce, di- re la sua influenza sul racconto del testimone, o
stanza, distorsioni atmosferiche), la forma, lango- quanto meno esercitarla in modo che questa even-
lo sotto cui lo stimolo osservato, la durata dellav- tuale sua influenza possa successivamente essere
vistamento e tutta una serie di fattori fisici sono ricostruita, cos che si possa risalire il pi possibi-
una delle principali ragioni per cui quanto perce- le verso il ricordo non alterato del teste.
pito dal testimone (lo stimolo prossimale, cio
lenergia luminosa che lo raggiunge) e il fenomeno Alcune tecniche sono esposte nella parte di que-
realmente osservato (l oggetto distale) sono di- sto manuale che si riferisce appunto allintervista.
versi. Altre alterazioni possono derivare dal mez-
zo dosservazione (aria, vetro, lenti) e dal sistema
percettivo fisiologico (occhio, nervi, cervello). 1.4 IL RAPPORTO
A queste cause fisiche, si aggiungono cause psi-
Anche nella fase di stesura del rapporto di soli-
cologiche di trasformazione del dato sensoriale in
to si inseriscono deformazioni dei dati, dovute que-
sede di percezione, rielaborazione immediata e me-
sta volta soltanto allinquirente relatore. Proprio
morizzazione. Una dettagliata illustrazione di tutti
per questo possibile prestare particolare atten-
questi fattori stata fatta da Paolo Toselli e ad es-
zione a come si effettua il passaggio da racconto a
sa rinviamo per approfondimenti alle fonti biblio-
rapporto e quindi ridurre fin quasi a zero queste
grafiche.
alterazioni dellinformazione.
In pratica, linquirente viene ad essere a sua vol-
1.3 IL RACCONTO DEL TESTIMONE ta un testimone (uditivo/visivo) del racconto, per
cui si ripetono qui le possibili cause di deformazio-
Una seconda serie di trasformazioni avviene nel- ne dei dati gi citate pi sopra: le particolari con-
la successiva fase del racconto, dove intervengono dizioni in cui si svolta lintervista, il rapporto per-
innanzi tutto problemi di linguaggio, ossia di ver- sonale col testimone, una rielaborazione in funzio-
balizzazione del ricordo dellesperienza, che costi- ne delle proprie convinzioni e di come si vissu-
tuisce una vera e propria traduzione non sempre to il racconto dellavvistamento, leffetto del tem-
fedele, data la difficolt (comune a molte esperien- po trascorso fra intervista e stesura del rapporto,
ze della vita quotidiana, ma particolarmente senti- alcuni effetti tipici conosciuti in pedagogia come
ta per eventi al di fuori dellesperienza comune) di leffetto autorit (pi il ricercatore fa autorit nel-
rendere a parole il fatto. la materia, pi il suo giudizio tende a diventare se-
vero), leffetto alone(pregiudizio verso un deter-
A ci si aggiunge unulteriore rielaborazione in- minato tipo di caso, in base a precedenti esperien-
conscia dellesperienza da parte del testimone, cau- ze), leffetto contrasto(dovuto a unesasperazio-
sata in parte dallintervallo di tempo che trascorre ne del confronto con lultimo caso precedentemen-
fra la percezione e la rievocazione, in parte dal te esaminato), il cosiddetto errore logico (cio lin-
tentativo di razionalizzare il discorso adattandolo fluenza che giocano fattori soggettivi pregiudizie-
alle proprie convinzioni (cos da farlo rientrare nel- voli: istruzione, educazione del testimone, sua et,
la propria visione del mondo). condizione sociale e perfino il sesso).
Alle cause psicologiche di cui sopra si aggiunge Si tenga presente che nella pratica proprio in
in questa fase una causa sociale, dovuta cio allin- questa fase che si sono rilevate alcune delle mag-
terazione con terze persone. Il testimone si trova ad giori alterazioni dei dati, soprattutto quando non si
esporre il proprio racconto anche in funzione di co- tengono distinti e separati i dati grezzi come otte-

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Manuale di metodologia di indagine ufologica

nuti rispetto ai commenti e le opinioni di chi redi- 1.6 CONSIDERAZIONI GENERALI


ge il rapporto. Pertanto sono stati indicati partico-
lari accorgimenti nella parte del manuale che trat- Riepilogando quanto finora esposto, la ricerca
ta la stesura del rapporto. ufologica ha come obiettivo la determinazione e lo
studio delle cause dei casi UFO, cause che si trova-
no allinizio della catena informativa costituita
1.5 IL CODICE DEONTOLOGICO dalle varie fasi, partendo per dai rapporti di in-
dagine, che della catena si trovano al fondo.
Anche sul piano etico lindagine sugli avvista-
menti UFO irta di ostacoli: lemotivit, il senso del Deve quindi essere possibile al ricercatore, che
ridicolo e la mancanza di legittimazione che cir- lavora sui rapporti, risalire allindietro la succes-
condano largomento e chi se ne occupa rendono ne- sione delle fasi cercando di separare ed eliminare
cessaria ladozione di molte prudenze e di regole di le varie alterazioni e deformazioni dei dati che pos-
comportamento ben precise. sono essere introdotte in ogni fase.
Per questo motivo nel 2001 il Centro Italiano Per questo, lindagine ed il successivo rapporto
Studi Ufologici ha adottato un codice deontologico devono essere costruiti in modo da ridurre al mi-
che era stato elaborato anni prima da studiosi in- nimo le alterazioni introdotte dallinquirente (e se
glesi e che stato fatto proprio in Europa da asso- possibile anche quelle del testimone in sede di rac-
ciazioni di diversi Paesi. Il codice, che si pu tro- conto), mettendo il ricercatore che ha davanti il rap-
vare per esteso sul sito del CISU, si occupa sia dei porto in condizione di ricostruire il caso nel miglior
rapporti con i testimoni, sia di quelli con i colleghi modo possibile.
e con il pubblico in generale. Negli anni ci si venuti via via facendo unidea
Ecco solo alcuni cenni ad alcune delle norme eti- pi precisa dei dati necessari per uno studio del fe-
che cui pare bene attenersi. nomeno UFO, delle alterazioni introdotte nelle va-
rie fasi e degli accorgimenti metodologici da adot-
Non solo per adempiere le norme di legge sul-
tare sul campo.
la riservatezza, ma anche per salvaguardare co-
me bene principale la tranquillit ed il buon nome Non si tratta, come si sar capito, di un lavoro
dei testimoni, i dati personali degli avvistatori non semplice, di un passatempo per appassionati dellin-
sono divulgabili in alcun modo in pubblico e pos- solito. Al contrario, qualcosa di estremamente
sono essere trasmessi a fini di studio ad altre as- complesso e delicato, che richiede una buona pre-
sociazioni solo con il consenso scritto degli stessi parazione teorica ed una certa dose di esperienza
testimoni. Fanno eccezione gli studi di carattere pratica.
storiografico sul fenomeno, in cui possibile cita- In effetti linchiesta ufologica a suo modo ati-
re per esteso generalit derivanti da fonti del pas- pica: il compito dellufologo si avvicina in parte sia
sato. a quello del giornalista, sia a quello dello psicologo
Il mantenimento della pi rigida privacy per i sia soprattutto a quello del poliziotto.
testimoni anche la miglior garanzia per la libert
di giudizio degli studiosi, che in questo modo po- necessaria una certa scioltezza nellesprimer-
tranno esprimere riserve sullattendibilit di un si e nel trattare con gli altri senza inibizioni. Oc-
racconto senza in alcun modo ledere lonorabilit corrono poi una certa capacit di attenzione e di
di nessuno. sintesi, ed un minimo di senso critico. Ma, come si
detto, tutte queste qualit, pur se necessarie, non
Non possibile aderire a richieste della stam- sono sufficienti a formare un inquirente: solo con
pa scritta o radio-televisiva di invitare in ribalte lesperienza si acquista la capacit di fare indagi-
pubbliche testimoni di cui il CISU conosce le gene- ni e solo lesperienza pu suggerire le tecniche e i
ralit. In altri termini, lufologo etico non pu for- metodi pi adatti a ciascuna occasione.
nire per suo tramite ai mass media persone che
ritengono di aver visto un UFO, anche se fossero Abbiamo la speranza che questo manuale pos-
daccordo a farsi avanti. sa essere di aiuto per un primo inquadramento ge-
nerale.
Per statuto, tutti gli incarichi svolti nel CISU
da propri aderenti sono del tutto gratuiti e non re-
tribuibili.
A causa della natura controversa della que-
stione e dello status scientifico e giuridico di questa
pratica, il CISU respinge lesercizio della cosiddetta
ipnosi regressiva sui testimoni di presunte espe-
rienze UFO.

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Centro Italiano Studi Ufologici

NOTE BIBLIOGRAFICHE Paolo Toselli, Note metodologiche sulla raccolta dei dati per
un approccio scientifico al fenomeno UFO, Documenti UFO
Monografie n.1, febbraio 1983, pp.11-19.
Philippe Besse, Alain Esterle, Manuel Jimenez, Elements
dune methodologie de recherche, in Note technique No. 3 Paolo Toselli, Dal mito alla ricerca, UFO - Rivista di infor-
(Methodologie dun probleme), GEPAN-CNES, aprile 1981; tr. mazione ufologica, n. 1, giugno 1986, pp. 5-7.
it. Elementi di una metodologia di ricerca, Ufologia n.15,
dicembre 1983, pp.13-22 e Il metodo del GEIPAN: lo sche-
ma del tetraedro, UFO - Rivista di informazione ufologica,
n. 36, agosto 2008, pp. 8-11.
Allan Hendry, The UFO Handbook, Doubleday & Co., New
Edoardo Russo, Limportanza dellindagine nel campo della York 1979; tr.it. Guida allUfologia, Armenia, Milano 1980.
ricerca ufologica, Ufologia n.9, maggio-giugno 1980, pp.3-11.
Gian Paolo Grassino, Giuseppe Stilo, a cura di, UFO e ufolo-
Paolo Toselli, UFO: ambiguit percettive e testimoniali nei rap- gia. La guida del Centro Italiano Studi Ufologici, UPIAR, To-
porti ufologici, Ufologia n.13, dicembre 1981, pp.4-26. rino 2007.

BIBLIOGRAFIA SULLA METODOLOGIA DI INDAGINE


Il presente manuale, nella sua originaria stesura, stato in gran parte realizzato sulla base dei manuali e delle guide per
inquirenti ufologi, realizzati allestero da associazioni e studiosi dellargomento.
In particolare, sono stati preziosi i manuali adottati nella seconda met degli Anni 70 dalla British UFO Research Asso-
ciation (BUFORA) e dalla Mutual UFO Network (MUFON), ma negli anni precedenti e in quelli successivi alla pubblica-
zione del nostro manuale abbiamo raccolto unampia bibliografia di testi (monografie o singoli articoli) che sono stati
scritti in tutto il mondo su problemi e indicazioni pratiche relative alle tecniche di intervista, indagine e stesura di rap-
porti, sia nellambito ufologico sia pi in generale.
Tale materiale costituisce un corposo dossier nellarchivio tematico del Centro Italiano Studi Ufologici ed a disposizione
per consultazione (o per trarne copia) presso la sede del CISU. Alcuni di questi articoli sono gi disponibili tramite il no-
stro sito Internet (www.cisu.org/manuale.htm) ed altri verranno aggiunti in futuro.
Quello che segue invece lelenco dei manuali pubblicati allestero, che fanno parte della biblioteca del CISU.

- Adell Sabates, Alberto: Manual del ufologo, Editorial 7 1/2 ctical Guide to Researching, Identifying and Documenting
Barcelona (Spagna), 1979 Unexplained Sightings, Running Press London (Gran Bre-
tagna), 1999
- Andrus, Walt & Gurney, Joseph: MUFON Field Investiga-
tors Manual, MUFON: 1 edizione Quincy (Illinois, USA), - Gomez, Didier: Guide pratique de lenqueteur , Plante
1971 Ovni, Graulhet (Francia), 2007

- Andrus, Walt (a cura di) MUFON Field Investigators - Groupemente Nordiste dEtudes des O.V.N.I.: Le manuel
Manual, MUFON, Seguin (Texas, USA), 4 edizione, 1995 de lenqueteur, GNEOVNI, Ronchin (Francia), 1977

- Ballester Olmos, Vicente-Juan: Investigacion Ovni, Plaza - Haines, Richard F.: Observing UFOs - An investigative
& Janes, Barcelona (Spagna), 1984 handbook, Nelson-Hall, Chicago (USA), 1980

- Basterfield, Keith: Basic investigators guide, UFOR(SA), - Hendry, Allan: The UFO Handbook - A Guide to Investiga-
Prospect (Australia), 1979 ting, Evaluating, and Reporting UFO Sightings. Doubleday,
New York (USA), 1979
- Birdsall, Graham W.: Investigators guidelines, YUFOS,
Leed (Gran Bretagna), 1985 - Janosch, Heriberto & Agostinelli, Alejandro: Guia de pro-
cedimientos para recopilar datos de experiencias OVNI,
- Coomer, David: The UFO Investigators Guide, Blandford CIU, Buenos Aires (Argentina), 1987
London (Gran Bretagna), 1999
- OConnor, Bernard: How to Investigate UFOs - A Step by
- De Zan, Christian: Guide du chasseur de phnomnes Ovni, Step Guide to Professional Research Techniques, Rullin
De Vecchi, Paris (Francia), 1979 Thunder Press, New York (USA), 1979
- Esterle, Alain & Besse, Philippe & Jimenez, Manuel: - Societ Belge dEtudes des Phnomnes Spatiaux: Guide
Methodologie dun probleme - Principes & applications, de lenqueteur, SOBEPS, Bruxelles (Belgio), 1976
CNES/GEPAN, Toulouse (Francia), 1981
- Stanway, Roger & Randles, Jenny: Ufo investigation - A
- Fowler, Raymond: MUFON Field Investigators Manual, field investigators handbook, BUFORA, London (Gran Bre-
MUFON, Seguin (Texas, USA), 2 edizione 1975, 3 edi- tagna), 1 edizione 1976, 2 edizione 1979
zione 1983
- Whitaker, Trevor: Investigation procedure, BUFORA, Stoke-
- Glenday, Craig: The UFO Investigators Handbook - The Pra- on-Trent (Gran Bretagna), 1976

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Manuale di metodologia di indagine ufologica

2. LINTERVISTA

2.1 IL CONTATTO INIZIALE 2.1.1 LAPPROCCIO TELEFONICO

CON IL TESTIMONE Il primo approccio al testimone di unimpor-


tanza essenziale; si dovrebbe fare attenzione ad es-
Il contatto iniziale col testimone pu avvenire in sere rispettosi e gentili.
diversi modi. Se lufologo ha fatto un buon lavoro di Sia telefonicamente che di persona (e anche per
pubbliche relazioni, pu essere il testimone stesso a lettera) buona norma che fin dal primo momen-
contattare linquirente o qualcuno dei suoi collabo- to linquirente si qualifichi, declinando le proprie
ratori. Pi spesso linquirente a contattare il te- generalit e spiegando il motivo del suo interesse
stimone essendo venuto a conoscenza dellavvista- per lesperienza del testimone in modo sintetico e
mento tramite amici comuni o perch informato dal- sincero.
la polizia o da qualche giornalista (se si accorda-
to per farsi passare eventuali casi segnalati a tali Talvolta si incontra diffidenza da parte del te-
enti e persone), o avendo letto la notizia sui giornali stimone, specie in zone rurali. In alcuni casi, il te-
o avendola sentita alla radio o alla televisione. Esi- stimone gi stato avvicinato o comunque contat-
stono inoltre segnalazioni di avvistamento inviate a tato da altri ricercatori, da giornalisti, da semplici
siti Internet, blog, mailing list e forum di associa- curiosi o da appassionati e fanatici di vario tipo;
zioni ufologiche e di singoli ricercatori. limpressione che pu esserne derivata non sempre
positiva, e spesso in questo caso il testimone ri-
Ogni segnalazione di avvistamento che giunge fiuta di collaborare. Telefonicamente o di persona
allinquirente attraverso qualsiasi via dovrebbe es- si pu insistere con gentilezza, chiarendo la natu-
sere approfondita con unindagine e costituire log- ra di studio scientifico che sta alla base dellinte-
getto di un rapporto. resse dellinquirente, specificando di non essere gior-
Nella maggior parte dei casi importante la ve- nalisti e assicurando che linchiesta sar condotta
locit, per evitare che il ricordo dellevento venga privatamente, con tutte le garanzie della normati-
distorto, modificato, alterato col passare del tempo. va sulla privacy, a partire dallanonimato. Pu es-
Lideale sarebbe che lindagine avvenisse entro le sere utile chiarire che si disposti ad ascoltarlo sen-
24 ore successive allavvistamento. In ogni caso bi- za prenderlo per pazzo, che anzi la sua testimo-
sogna sforzarsi di non lasciar passare pi di una nianza pu essere di aiuto a chi studia seriamente
settimana. il problema. Spesso bene accetta lofferta dellin-
quirente che il testimone rimandi a lui tutti coloro
Il problema fondamentale il reperimento di al- che in seguito si facciano vivi in relazione al suo
meno uno dei testimoni. In molti casi lapprofondi- avvistamento.
mento del caso bloccato allorigine dallanonimato
assoluto della testimonianza. Nella maggior parte dei Di solito questo atteggiamento riesce a convin-
casi comunque un inquirente capace riesce a risali- cere il testimone a collaborare. Naturalmente non
re alle generalit dei testimoni in qualche modo. si pu generalizzare, ed ogni volta sta allinquiren-
te valutare le reazioni del testimone e agire di con-
Il primo contatto con il testimone pu avvenire seguenza. In ogni caso sono assolutamente da usa-
per via telefonica. Nel caso non si possieda un re- re gentilezza, educazione, cortesia, anche nel caso
capito telefonico possibile un approccio per via di un rifiuto incondizionato del testimone a colla-
epistolare oppure - ove possibile - attraverso la po- borare. In tal caso talvolta si rivelato utile non
sta elettronica. insistere, ma lasciare ugualmente al testimone re-
E bene comunque cercare un contatto diretto ticente il proprio recapito telefonico, invitandolo a
con il testimone attraverso il quale spiegare il pro- chiamare nel caso cambiasse idea o se venisse a co-
prio ruolo di ricercatori ufologici e linteresse ad ot- noscenza di altri eventi ufologici.
tenere unintervista per la raccolta dei dati relati- Se non ci sono difficolt, nel caso di una visita
vi allavvistamento. personale in genere lintervista ha inizio subito. Nel
In taluni casi linquirente pu recarsi diretta- caso di un contatto iniziale telefonico invece occor-
mente e senza preavviso presso il domicilio del te- re passare attraverso due tappe ulteriori: farsi fa-
stimone. Sarebbe comunque sempre meglio, ogni- re un breve resoconto a voce del fatto; eventual-
qualvolta possibile, un preventivo contatto telefo- mente fissare un appuntamento.
nico (sia per non indisporre il testimone sia per evi- Innanzitutto gi nel corso di questo primo con-
tare eventuali visite a vuoto, particolarmente nel tatto opportuno determinare i dati completi del te-
caso di grandi distanze). stimone e di eventuali altri testimoni (nome e co-
Pertanto, considereremo in genere le procedure gnome, indirizzo, telefono, et, occupazione, grado
da seguire telefonicamente, richiamandoci ove ne- distruzione); poi i dati dellavvistamento vale a di-
cessario agli altri casi. re: data e ora, luogo di inizio, svolgimento e con-

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Centro Italiano Studi Ufologici

clusione dellavvistamento, descrizione del fenomeno stendere per iscritto immediatamente tutto quanto
(con particolare riferimento a forma, colore, di- ricorda, al fine di preservare un ricordo quanto pi
mensioni, direzione geografica ed elevazione ango- fresco possibile dellevento, ed in ogni caso di fare
lare) e successione temporale degli eventi. subito un disegno del fenomeno [1].
Il metodo migliore di farlo senza influenzare il Sar anche bene precisare quanti inquirenti par-
testimone di seguire il medesimo procedimento di teciperanno allincontro, e chiarire che, nel caso di
cui si dir parlando dellintervista personale: pri- pi testimoni, essenziale che essi siano intervi-
ma farsi raccontare brevemente lavvistamento sen- stati separatamente e che ciascuno non sia presente
za intervenire; poi fare alcune domande: allintervista degli altri. Ci in genere non gradi-
to al testimone, il quale sospetta che si dubiti della
dimensioni apparenti delloggetto se fosse piaz-
sua testimonianza. Sta allinquirente trovare e usa-
zato accanto alla luna piena (o ad una stella, o
re le parole adatte per non indisporlo [2].
ad altri corpi noti): quanto pi grande, o pi
piccolo;
direzione approssimativa in cui il testimone ve- 2.1.3 IL CONTATTO EPISTOLARE
deva loggetto (usando come riferimento lest e
Se possibile, si dovrebbero evitare contatti ini-
lovest, ossia il sorgere e il tramontare del sole,
ziali a mezzo lettera, dato il tempo che trascorre
o meglio ancora chiedendo da che parte si tro-
prima della risposta e soprattutto lincertezza del-
vava il sole o la luna rispetto allosservatore che
la stessa.
guardasse loggetto);
Per le stesse ragioni, poco consigliabile unin-
aspetto delloggetto (forma, colore, intensit lu-
chiesta condotta esclusivamente per via epistolare.
minosa);
Nel caso per non se ne possa assolutamente fare
altezza angolare approssimativa delloggetto a meno (testimone senza telefono e residente in zo-
sullorizzonte; na lontana o difficilmente raggiungibile, oppure
quando non si possa disporre di inquirenti in loco
eventuale presenza di effetti particolari.
in grado di effettuare unintervista), consigliabi-
le luso di moduli o questionari predisposti, al fine
di assicurarsi che vengano riportate dal testimone
2.1.2 LAPPUNTAMENTO
tutte le informazioni utili per larchiviazione del ca-
Nel caso si ritenga di portare avanti linchie- so. Il questionario adottato dal C.I.S.U. riportato
sta, si deve fissare un appuntamento col testimo- in allegato. Per favorire la risposta da parte del te-
ne, lasciando scegliere a lui luogo, data e ora. Si stimone si dovrebbero predisporre buste gi indi-
tenga comunque presente quanto sopra accennato rizzate e affrancate per la restituzione del questio-
circa la velocit e lurgenza, che sono tanto mag- nario, spedito con una lettera-tipo di accompagna-
giori quanto pi strano il caso. mento.
In linea di massima preferibile incontrare il te-
stimone a casa sua, sia per metterlo a suo agio il
2.1.4 IL CONTATTO ATTRAVERSO
pi possibile, sia per cercare di comprenderne me-
POSTA ELETTRONICA
glio la personalit osservando lambiente in cui vi-
ve, i familiari, i libri che legge, ecc. Laddove si abbia a disposizione solamente il re-
capito di posta elettronica del testimone (e-mail) e ci
peraltro altrettanto utile ricostruire levento
si trovi nellimpossibilit di svolgere unindagine com-
sul luogo dove questo avvenuto. Talvolta esso coin-
pleta, possibile inviare al testimone il questionario
cide col domicilio del testimone, ma in genere ci
via posta elettronica, eventualmente chiedendogli
non avviene. Il particolare va approfondito col te-
chiarimenti o ulteriori particolari. Potr comunque
stimone in sede di contatto iniziale, cos come in ta-
essere utile richiedere - sempre con garbo - un con-
le sede si pu sondare la sua disponibilit (even-
tatto telefonico per raccogliere - ove necessario -
tualmente anche in un secondo tempo) a un so-
unintervista dalla viva voce del testimone.
pralluogo, che non comunque sempre possibile.
Circa la durata dellintervista, opportuno pro-
grammare un buon margine di tempo per non do-
verla poi interrompere a met. In linea di massima
2.2 LINTERVISTA DIRETTA
unoretta pi che sufficiente; in ogni caso meno
La puntualit nellarrivare allappuntamento pu
di mezzora non basta a svolgere uninchiesta de-
essere essenziale. In casi di ritardo occorre infor-
gna di questo nome.
mare il testimone. Un ritardo eccessivo che comporti
Specialmente quando fra il primo contatto e lin- la necessit di rimandare lintervista pu scorag-
tervista (e quindi a maggior ragione tra lavvista- giare il testimone dal collaborare ulteriormente.
mento e lintervista) intercorre un certo lasso di
Naturalmente occorre mantenersi nei limiti di
tempo (diciamo pi di 24 ore), ma preferibilmente
tempo prefissati per il colloquio. Nel caso questi non
in ogni caso, bisognerebbe pregare il testimone di

8
Manuale di metodologia di indagine ufologica

fossero sufficienti, bene assicurarsi che il testi- mone; accertare se levento si verificato o no, e
mone possa concedere ancora un po di tempo. In se s determinare che cosa il testimone ha effetti-
caso negativo, cercare di ottenere un secondo ap- vamente visto.
puntamento.
Linquirente non deve assolutamente lasciarsi
andare a valutazioni o commenti. Occorre aspetta-
re di avere tutti i dati prima di sbilanciarsi in fa-
2.2.1 PRESENTAZIONE
vore di una certa spiegazione o viceversa della na-
Alcuni ritengono che linquirente debba essere tura non identificabile del fenomeno. In ogni caso,
vestito in modo adatto al tipo di persona intervi- come regola generale, bene non esprimere al te-
stata: giacca e cravatta per testimoni intellettuali, stimone il proprio parere, anche se giusto chie-
di buona istruzione; abiti sportivi se in periferia; dergli se sarebbe interessato a essere informato di
abiti da lavoro nelle zone rurali. Ci sono casi in cui uneventuale identificazione qualora questa venis-
questo modo di vestirsi pu produrre vantaggi, con- se trovata in sede di valutazione del caso.
tribuendo a mettere a proprio agio il testimone. In
genere comunque bene essere ragionevolmente
ben vestiti [3]. 2.2.3 PROBLEMI COI TESTIMONI
in genere preferibile che ciascuna intervista Si tenga presente che il testimone pu avere
sia condotta alla presenza di due inquirenti. In ogni difficolt ad esprimersi, essere intimorito, non sa-
caso, bisogna evitare di essere pi di due, che crea per disegnare, fornire i dati in modi strani ed in-
pi confusione che altro. Compito del primo inqui- voluti, inserendo informazioni non rilevanti o sal-
rente quello di interlocutore del testimone, se- tando da una fase allaltra dellosservazione sen-
guendone con attenzione il racconto, cercando di as- za seguire lordine logico dei fatti, stimare erro-
secondarlo e metterlo a proprio agio senza n in- neamente tempi e misure, confondere i minuti con
terromperlo n incoraggiarlo in modo eccessivo, ma i secondi, ecc.: si tratta di fatti inerenti la natura
dimostrandogli (anche solo annuendo) il proprio in- umana e come tali vanno tollerati; linquirente de-
teresse o fiducia. Il primo inquirente dovrebbe pren- ve anzi cercare di mettere quanto pi possibile
der nota solo mentalmente del racconto e delle ri- il testimone a suo agio.
sposte del testimone, mentre il secondo inquirente
Alcuni testimoni possono essere turbati dallespe-
prende appunti. preferibile che le domande siano
rienza e insistere nel chiedere allinquirente cosa
fatte da uno solo dei due inquirenti, per non diso-
hanno visto. Linquirente deve fare del suo meglio
rientare o aggredire il teste. Il secondo inquirente,
per tranquillizzarli, ma senza mai sbilanciarsi in
avendo potuto seguire in modo pi distaccato lin-
giudizi di merito o discutere largomento ufologico
tervista e annotare eventuali dati mancanti o poco
e le sue idee in proposito col testimone. Si pu tuttal
chiari, pu intervenire quando il primo ha finito.
pi confermargli che molte persone segnalano daver
Nel caso linquirente sia invece solo, conviene che visto cose strane che li hanno turbati, e che spes-
prenda brevi appunti sul racconto del testimone e so si riesce a determinare una causa convenziona-
che se li rilegga rapidamente prima di passare allin- le, ma che talvolta non si riesce e si allora co-
tervista, cos da non dimenticare nulla e da non la- stretti a concludere che si trattato di qualcosa di
sciarsi trascinare dalla dialettica del testimone. non identificabile, di cui comunque non si conosce
la natura.
consigliabile nel caso che il testimone sia una
donna, che almeno uno dei due inquirenti sia di ses- Sempre essere cortesi col testimone, ringra-
so femminile o che linquirente (se maschio) si fac- ziandolo del tempo e della collaborazione prestati.
cia accompagnare da una donna, sempre al fine di in genere utile lasciare il proprio recapito chie-
mettere a suo agio il testimone. dendo di essere informati qualunque cosa di insoli-
to capitasse o relativamente ad altri avvistamenti
di cui si venisse eventualmente a conoscenza.
2.2.2 ATTEGGIAMENTO DELLINQUIRENTE
Non ci sono regole fisse, valide in ogni caso, per-
2.2.4 PI DI UN TESTIMONE
ch ogni avvistamento e ogni testimone hanno ca-
ratteristiche proprie, diverse da caso a caso. Ci so- Quando ci sono pi testimoni essenziale inter-
no per diversi principi generali da tener presenti vistarli separatamente. Pu essere utile metterli a
in ogni caso. confronto dopo, per vedere di chiarire eventuali con-
traddizioni e far venire fuori altri dettagli, ma pri-
Latteggiamento dellinquirente nel corso dellin-
ma necessario, anzi indispensabile che siano sen-
tervista deve essere aperto in tutti i sensi: non si
titi separatamente. In alcuni casi i testimoni abita-
deve manifestare scetticismo o al contrario dare se-
no distanti luno dallaltro e allora la cosa abba-
gni di assenso al racconto, e meno che mai si deve
stanza semplice, anche se richiede pi manodope-
fare riferimento ad altri casi.
ra. Quando invece i testimoni facciano parte, co-
Lo scopo dellintervista raccogliere dati sullav- me spesso accade, di uno stesso nucleo familiare,
vistamento e determinare la credibilit del testi- occorre tenerli separati ed evitare che si influenzi-

9
Centro Italiano Studi Ufologici

no luno con laltro durante lintervista. Lideale sa- dellinquirente di spalla). Lideale sarebbe regi-
rebbe interrogarli separatamente ma contempora- strare lintera intervista. Purtroppo molti testimo-
neamente (ad esempio in stanze diverse) ma non ni sono intimoriti alla vista del registratore [4]. Al-
sempre ci sono abbastanza inquirenti a disposizio- cuni rifiutano di lasciarsi registrare. In genere per
ne. In questi casi pu essere utile luso di questio- convincere il testimone basta spiegare che si regi-
nari da far compilare ai testimoni separatamente. stra per una maggior comodit e fedelt nella ri-
scrittura dei dati, anzich prendere frettolosamen-
Il modo migliore di condurre lintervista stan-
te appunti, e garantire che la registrazione rester
do seduti col testimone davanti a un tavolo, il che
in archivio e non verr divulgata. Si tenga presen-
offre lopportunit di avere una superficie per scri-
te che comunque illegale registrare di nascosto.
vere e disegnare, stendere mappe, ecc.
Lutilit di una registrazione non solo relativa al-
la comodit di trascrizione in tempi successivi, ma
anche essenziale per una valutazione ad esempio
2.2.5 CAUTELE
da parte di uno psicologo del linguaggio che pu ri-
Linquirente deve fare attenzione a non mettere cavare molto dalla terminologia, dalla fraseologia,
le parole in bocca al testimone, a non suggerirgli le dal modo di reagire e rispondere, ecc. Inoltre la re-
risposte, a non fargli domande direttive (che im- gistrazione mette qualunque ricercatore in grado di
plicano cio gi nella loro impostazione un certo ti- rivivere lintervista, il che in un certo senso forni-
po di risposta preferibile). Ad esempio bisognerebbe sce la condizione di ripetibilit di cui si far cenno
evitare di chiedere: sembrava metallico?; meglio do- trattando del rapporto. Infine, la registrazione ri-
mandare invece: che aspetto aveva? ed eventual- mane come documento, non alterabile dalla me-
mente lasciare le domande direttive indispensabili moria o da altri fattori soggettivi, e rappresenta in
per ultime, quando non se ne pu fare a meno. s la cristallizzazione di una testimonianza.
sempre preferibile fare domande che offrano
una certa gamma di possibilit, piuttosto che solo
2.3.2 USO DELLA VIDEOCAMERA
due alternative contrapposte.
In generale luso della videocamera durante lin-
tervista non pare necessario e - anzi - potrebbe crea-
re una situazione di ulteriore imbarazzo per il te-
2.3 IL RACCONTO DEL TESTIMONE stimone.
Lintervista si suddivide in due parti ben distin- Nel caso si volesse comunque usufruire di que-
te e ordinate in un certo modo: il racconto testi- sto strumento, oltre alla consueta richiesta di au-
moniale e linterrogatorio del testimone. Dal mo- torizzazione, bene porre la videocamera in posi-
mento che nonostante tutte le precauzioni linqui- zione decentrata in modo da riprendere la scena in
rente influisce sempre e comunque in una certa mi- modo discreto e senza infastidire il testimone, usan-
sura sulla testimonianza con le sue domande, lin- do un treppiede oppure lasciando lincombenza al
terrogatorio deve seguire il racconto, ossia prima secondo inquirente.
si deve lasciar parlare liberamente il testimone, poi
E infatti sconsigliabile luso della videocamera
lo si interroga.
da parte dellinquirente mentre conduce lintervi-
Dopo essersi seduti, si va direttamente al pun- sta. Anche da evitare limpostare lintervista in
to, chiedendo al testimone di raccontare con paro- stile televisivo con un uso invadente della video-
le sue e senza omettere alcun dettaglio esattamen- camera: in questo caso potrebbe addirittura venire
te quello che successo Linquirente non deve as- compromesso il buon esito dellinchiesta.
solutamente intervenire o interrompere, eccetto che
per incitare il testimone a continuare il suo rac-
conto. Nessun commento o suggerimento deve es-
sere fatto. Non bisogna mai dare il minimo segno
2.4 LINTERROGATORIO
di dubitare del racconto.
La seconda fase dellintervista costituita dallin-
Ogniqualvolta sia possibile si raccomanda di rac- terrogatorio. Questo consiste a sua volta in due di-
cogliere il resoconto testimoniale direttamente sui stinte operazioni: la raccolta di ulteriori dettagli al
luoghi dove lavvistamento si svolto. Questo par- fine di completare il quadro coi dati necessari ad
ticolare estremamente importante in quanto il ri- una valutazione (fase analitica), e la ricostruzione
trovarsi nelle stesse circostanze in cui si vissuto insieme al testimone dellesperienza da questo vis-
un evento passato pu fare tornare alla mente un suta.
flusso di ricordi altrimenti irrecuperabili.
La caratteristica distintiva dellinterrogatorio ri-
spetto al resoconto data dal fatto che in questa
seconda fase il protagonista non pi il testimone
2.3.1 USO DEL REGISTRATORE
ma linquirente, che fa adesso le domande e le os-
Durante il racconto si dovrebbero prendere ap- servazioni (magari su argomenti o punti venuti fuo-
punti (se si in due, come accennato, da parte ri, o non venuti fuori, in sede di racconto, e di cui

10
Manuale di metodologia di indagine ufologica

si preso nota mentalmente o per iscritto mentre 1) un disegno del fenomeno (oggetto o luce), dal
il testimone parlava). quale risultino la forma generale, il colore (o i colo-
ri), eventuali dettagli e particolarit (protuberan-
Come si gi accennato, preferibile che linter-
ze, macchie, aperture, zone di diverso colore, ecc.);
rogatorio sia condotto da un solo inquirente, mentre
il disegno deve indicare con una freccia lalto;
laltro continua a prendere appunti, riservandosi poi
di fare un suo giro di domande dopo il primo. 2) un disegno della scena, cio il panorama vi-
sibile dal punto di osservazione, indicando il profi-
lo dellorizzonte e in particolare punti di riferimento
2.4.1 USO DI MODULISTICA ed eventuali ostacoli alla visuale (case, alberi, pali
della luce, colline o montagne, possibili fonti lumi-
Per la fase analitica, molti inquirenti utilizzano
nose).
i gi citati moduli o questionari. Noi sconsigliamo
Se lintervista avviene sul luogo stesso del-
nel modo pi assoluto e categorico (eccezion fatta
lavvistamento, questa parte del disegno pu esse-
per casi particolari cui s fatto cenno) limpiego in
re fatta direttamente dallinquirente oppure (se si
modo vincolante di schede o moduli o questionari
dispone di una Polaroid per istantanee) sostituita
preconfezionati, per diversi motivi:
da una fotografia istantanea; se non si dispone di
a) lestrema complessit dellesperienza UFO che una macchina fotografica per istantanee, comun-
(specialmente per quel che riguarda la struttura, que utile che linquirente scatti una o pi foto dal
cio la successione temporale degli eventi) non si punto esatto di osservazione; linquirente dovr poi
presta ad essere schematizzata; chiedere al testimone di indicare (disegnare) su que-
sto disegno o sullistantanea la posizione (o la traiet-
b) la vasta gamma (aperta) di possibili detta-
toria) dellUFO, cercando di indicarne anche le di-
gli, che rendono restrittiva e per forza di cose in-
mensioni apparenti e - se osservati - la posizione
completa la riduzione dellinformazione a pochi da-
delle nuvole e dei principali corpi celesti (sole, lu-
ti frammentari e per di pi slegati;
na, stelle particolarmente luminose) visibili al mo-
c) linfluenza suggestiva che domande precon- mento dellavvistamento.
fezionate possono avere sul testimone (per sua na- Analoga procedura potrebbe essere adottata per
tura la scheda ricca di domande direttive, spe- via informatica laddove esista la possibilit di scat-
cie i modelli a risposta chiusa, gi completi delle tare unimmagine con fotocamera digitale, river-
risposte fra cui scegliere con una crocetta). sarla immediatamente su un computer portatile e
quindi intervenire sullimmagine indicando a video
Il modulo presenta peraltro due vantaggi:
posizione e dimensioni apparenti del fenomeno os-
1) funge da promemoria per linquirente di tut- servato secondo le indicazioni dirette del testimo-
te le informazioni necessarie; ne. Nel rapporto dindagine andrebbe poi inserita
una stampa di buona qualit dellimmagine ottenu-
2) costituisce una precodifica dei dati per suc-
ta secondo questa procedura.
cessive elaborazioni statistiche (in particolare, co-
stituisce uno schema di minima).
A questo proposito, il presente manuale fornisce 2.4.3 DETTAGLI SULLAVVISTAMENTO
in Appendice un sintetico promemoria per linqui-
Dopo il disegno si passa allinterrogatorio ana-
rente, riepilogando le informazioni che indispen-
litico vero e proprio, nel quale possiamo distingue-
sabile raccogliere durante lintervista, oltre al Que-
re due momenti:
stionario utilizzato dal C.I.S.U.
a) dapprima bene far luce sui punti rimasti
oscuri, cercando di arrivare ad avere ben chiara la
2.4.2 DISEGNI DEL TESTIMONE successione temporale dei fatti che compongono
lavvistamento, la sua struttura insomma: ci che
La prima cosa da fare, dopo che il testimone ha
successo prima e ci che avvenuto dopo;
finito il suo racconto, fargli disegnare ci che ha
visto su un foglio bianco (formato UNI A4: cm. 21 b) poi occorre ottenere dal testimone i dettagli
x 29,7). In ogni caso il testimone deve datare e fir- che pu aver omesso nel corso del racconto. Occor-
mare di suo pugno il disegno. Talvolta saranno ne- re che linquirente estragga dalla memoria del testi-
cessari diversi tentativi prima di ottenere un ri- mone (non dalla sua fantasia per, quindi senza in-
sultato soddisfacente. Spesso il testimone non ca- sistere per fargli dire particolari che non ricorda o
pace di disegnare o si schermisce: in ogni caso lin- non ha notato) tutte le informazioni possibili, fino a
quirente deve insistere con cortese fermezza. Solo trovarsi idealmente nella situazione di poter rivi-
dopo che il testimone ha finito il disegno linquirente vere lesperienza del testimone in tutti i particola-
pu (se il caso, ma preferibile farne a meno, ri sulla sola base dei dati raccolti, senza bisogno di
tranne nel caso di enormi difficolt nel disegno da doversi immaginare ulteriori dettagli per completa-
parte del testimone) ridisegnare lui la scena su un re il quadro.
foglio separato [5].
al termine di questa fase che viene utile il pro-
I disegni dovrebbero sempre essere almeno due: memoria per linquirente, riportato in Appendice A-

11
Centro Italiano Studi Ufologici

2 al presente manuale: scorrendolo, linquirente ve- stamento; altrettanto interessanti sono il compor-
rifica rapidamente quali informazioni sono gi emer- tamento e le impressioni subito dopo [6].
se e quali invece mancano. Se gli inquirenti sono
due, quello di spalla dovrebbe aver spuntato le
informazioni gi emerse nel corso del racconto e 2.4.6 DESCRIZIONE DEL FENOMENO
dellinterrogatorio, e quindi pu intervenire con le
Entrando poi nel merito dellavvistamento in s
sue domande per completare lintervista.
e per s, vanno chiariti tutti i dettagli relativi
allaspetto e al comportamento del fenomeno os-
servato.
2.4.4 INIZIO DELLAVVISTAMENTO
Un problema particolare concernente laspetto
Un punto che va sempre chiarito cosa stava fa-
quello della determinazione dei colori, per la quale
cendo il testimone subito prima di avvistare il fe-
la soggettivit sia della percezione sia del ricordo
nomeno. Suggeriamo di cominciare a farsi raccon-
particolarmente spiccata.
tare dettagliatamente tutto ci che il testimone ha
fatto negli ultimi 10-15 minuti prima dellavvista- Al fine di ridurre quantomeno il margine di in-
mento, avendo cura di entrare nella sua mentalit certezza in sede di indagine, diversi studiosi so-
del momento, ossia di determinare non solo cosa stengono la necessit delluso di un campionario
materialmente stesse facendo ma anche quali era- preconfezionato di colori (carta pancromatica) sul-
no i suoi pensieri e le sue preoccupazioni in quel la cui base il testimone possa indicare un colore
momento o poco prima. con una certa precisione. Pur con tutte le riserve
relative al sottoporre al teste un qualsiasi model-
Sempre in questottica, occorre determinare co-
lo di confronto, si ritiene che tale procedimento
sa ha attirato lattenzione del testimone verso il
presenti pi vantaggi che svantaggi in quanto, se
fenomeno, cosa cio lha fatto accorgersi della sua
vero da un lato che il testimone (come per i cam-
presenza.
pionari di forme di UFO) costretto ad adattare il
Intimamente connesso a questo un altro pun- suo ricordo ad un certo insieme di colori, dal-
to: come arrivato lUFO? cio era gi l, oppure tra parte minima linfluenza che egli pu subire se
venuto da una certa direzione (e allora quale?) o il campionario abbastanza vasto. Piuttosto, sa-
spuntando da dietro qualche ostacolo alla vista (co- rebbe utile verificare a priori le capacit del teste
sa?), entrato fisicamente nel campo dosserva- di distinguere i colori. A tale scopo esistono sem-
zione del testimone oppure comparso (e allora in plicissimi test per il daltonismo, che bisognerebbe
che modo?). fare prima delleventuale uso di carte pancroma-
tiche [7].
Pi importante ancora sar poi il modo di ces-
sazione dellavvistamento, come cio lUFO se n In ogni caso occorre specificare nel rapporto qua-
andato o scomparso o che altro. le campionario di colori stato utilizzato (ad esem-
pio Pantone Uncoated) perch esistono svariati ti-
pi di campionari in commercio e lo stesso codice co-
2.4.5 COMPORTAMENTO DEL TESTIMONE lore pu fare riferimento a tinte utilizzate in am-
biti diversi (ad esempio stampa tipografica, pittu-
Sempre mantenendo lattenzione sul fattore uma-
ra murale, ecc.) che a volte risultano significativa-
no dellesperienza, bene capire quali sono state le
mente differenti tra di loro.
reazioni del testimone, quale il suo comportamento
nei momenti seguenti: Circa il comportamento dellUFO, il meno che si
pu fare arrivare ad avere idee chiare sui vari
subito prima di aver avvistato lUFO
movimenti, emissioni di luci, ecc. sia analiticamen-
nel corso di tutto lavvistamento, nelle varie fa- te (dettagli di ciascuno) sia sinteticamente (quale
si avvenuto prima, quale dopo, ecc.).
subito prima della fine dellavvistamento Un ultimo appunto di rilievo la determinazio-
ne del mezzo di osservazione, se cio il testimone
subito dopo la fine dellavvistamento.
ha seguito lavvistamento da dietro un vetro (fine-
Occorre cio farsi spiegare dettagliatamente sia stra di casa, finestrino dellauto) o allaperto, ad oc-
le reazioni fisiche (es. corre a nascondersi, oppu- chio nudo o con luso di strumenti ottici (occhiali -
re chiama qualcuno) sia quelle psichiche (in par- e allora di che tipo -, binocolo, telescopio); se cera-
ticolare: cosa ha pensato che fosse quello che ve- no ostacoli alla visuale (pu essere utile, se non si
deva? e perch? quale stata la prima sensazio- pu fare un sopralluogo col testimone, farsi dise-
ne psicologica? e perch?) allatto della percezio- gnare il panorama come visto dal punto di osser-
ne iniziale. Idem quando questa iniziata, cio vazione, con i dettagli principali e un tracciato del-
quando il teste entrato nellidea della presen- la posizione dellUFO o del suo percorso).
za dellUFO.
Nel caso in cui sia possibile un sopralluogo, si
Quasi sempre trascurato, bench importante, consiglia di posizionarsi nel punto esatto da cui il
il comportamento subito prima della fine dellavvi- testimone ha effettuato lavvistamento e scattare

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Manuale di metodologia di indagine ufologica

delle foto panoramiche della zona interessata dal cologico a sovrapporre immagini su piani diversi.
fenomeno.
Si tenga inoltre presente che i testimoni hanno
tendenza a sovrastimare le dimensioni di oggetti
osservati, soprattutto se di piccole dimensioni an-
2.4.7 DATI OGGETTIVI
golari.
Bisogna infine determinare alcuni dati oggettivi,
consigliabile quindi fare domande aperte (con-
il che abbastanza complesso.
tenenti pi opzioni alternative) e multiple (pi
In particolare, le stime principali sono: confronti con pi oggetti diversi): Sembrava pi o
meno grande di una stella? e della luna? e di quel-
dimensioni apparenti del fenomeno;
la casa?
posizione del fenomeno rispetto al testimone;
Una conferma o unincongruenza dei dati cos
durata dellosservazione; raccolti verr anche dalle dimensioni indicate dal
testimone nel disegno della scena di cui si detto
condizioni di visibilit.
al precedente paragrafo 2.4.2.
In genere, per la maggior parte di queste infor-
Uno strumento di facile costruzione descritto
mazioni opportuno (se non indispensabile) effet-
in Appendice A-6.
tuare lintervista sul luogo stesso dellavvistamento.

2.4.7.2 POSIZIONE DEL FENOMENO


2.4.7.1 DIMENSIONI APPARENTI
Per quanto riguarda invece la posizione (o la
Contrariamente a quanto molti pensano, qua-
traiettoria) esatta del fenomeno, questa va indivi-
si sempre impossibile determinare le dimensioni
duata con riferimento a due parametri: laltezza an-
reali del fenomeno o la sua distanza (o la quota),
golare sullorizzonte (elevazione) e la direzione geo-
in quanto tali dati sono funzione luno dellaltro (ol-
grafica (azimut).
tre che dei dati relativi o apparenti), cos che
conoscendone uno (es. dimensioni reali) si pu de- Se si tratta di una luce o di un oggetto fermo, la
terminarne laltro (es. distanza reale) tramite il cor- posizione definita da unelevazione e un azimut.
rispondente dato relativo (es. dimensioni apparen- Se invece il fenomeno era in movimento, occorre
ti) mediante lapplicazione delle propriet geome- come minimo individuare la posizione iniziale e quel-
triche delle figure simili e con semplici calcoli tri- la finale. Se la traiettoria non stata regolare (ad
gonometrici. Ma coi soli dati apparenti, ed in as- esempio un cambiamento di traiettoria), occorre an-
senza di punti di riferimento, per distanze superiori che individuare la posizione (elevazione ed azimut)
a qualche metro la visione stereoscopica binocula- del punto di discontinuit.
re (cio la percezione della terza dimensione o
Lazimut in genere abbastanza semplice da de-
profondit grazie alluso dei due occhi) non con-
terminare, se si effettua un sopralluogo sul punto
sente di determinare dati quantitativi significativi.
esatto dellavvistamento, utilizzando una bussola
In taluni casi invece possibile, utilizzando dei (si consiglia una bussola da puntamento, fornita di
punti di riferimento (alberi, case, montagne o stra- un coperchio con finestrella): sufficiente chiede-
ti di nuvole) dei quali si pu determinare con pre- re al testimone di indicare un oggetto allorizzonte
cisione la distanza, avere stime pi precise almeno in corrispondenza della posizione del fenomeno, o
a livello di valori massimi o minimi (non pi o non meglio ancora mettere la bussola in mano al testi-
meno di tanto), a seconda che lUFO sia passato da- mone e chiedergli di tenerla davanti agli occhi e
vanti o dietro ad uno di essi. puntare la direzione esatta; lazimut espresso in
gradi di deviazione rispetto al nord (es. est = 90,
Per le dimensioni apparenti, il metodo pi obiet-
sud = 180, ovest = 270).
tivo di determinarle quello di chiedere al testi-
mone di confrontarle o paragonarle a quelle degli Se non si pu verificare sul posto, occorre chie-
oggetti visibili nella stessa scena: la luna, le stelle dere informazioni al testimone. Purtroppo, ben po-
o una casa. Non servono a nulla paragoni con le di- che persone hanno unidea anche approssimativa di
mensioni (apparenti) di aerei, che sono estrema- dove sia il nord. quindi indispensabile chiedere da-
mente variabili. Si noti che molti testimoni cercano ti aggiuntivi, ed in particolare: la posizione del sole
di fornire una dimensione reale dellUFO (o meglio (o della luna o di qualche stella particolarmente lu-
limpressione che hanno avuto), ed spesso diffi- minosa), e qualche indicazione geografica (posizione
cile far loro capire cosa si intende per dimensione di una montagna particolarmente alta, o di una val-
apparente, che in sostanza langolo visuale occu- le, o nome del paese pi vicino in quella direzione).
pato dal fenomeno.
Lelevazione angolare pi difficile da determi-
Lesperienza ha dimostrato che sono di scarsa uti- nare, a meno che si disponga di un apposito stru-
lit anche i confronti con oggetti posti ad una di- mento, il goniometro per geometri, che pu essere
stanza fissa (es. una moneta tenuta in mano alla di- acquistato in negozi specializzati, oppure facilmen-
stanza del braccio teso), per difficolt di ordine psi- te costruito come da istruzioni di Appendice A-5. I

13
Centro Italiano Studi Ufologici

principali inquirenti del C.I.S.U. ne sono forniti da fetti di distorsione; se limmagine era diversa da
anni e lo utilizzano correntemente nel corso dei so- quella visibile a occhio nudo, occorre far eseguire
pralluoghi: il testimone tiene in mano lo strumen- disegni separati, precisando le differenze;
to e lo punta nella posizione dove si trovava lUFO,
altri eventuali mezzi di osservazione: spesso
in modo che i due mirini si sovrappongano; lin-
importante determinare se losservazione avve-
quirente legge lelevazione direttamente sulla sca-
nuta attraverso un vetro (finestra di casa, para-
la graduata, in corrispondenza del filo a piombo.
brezza dellauto), per determinare possibili effetti
In assenza dello strumento o non potendo effet- di distorsioni e riflessi;
tuare un sopralluogo, lelevazione pu essere sti-
condizioni meteorologiche: linquirente deve chie-
mata solo con grande approssimazione. Se erano vi-
dere al testimone quali erano le condizioni meteo-
sibili oggetti celesti (in particolare luna e stelle),
rologiche al momento dellavvistamento: presenza
pu essere utile in prima approssimazione chiede-
(e tipo) di nubi, grado di copertura del cielo; preci-
re se lUFO si trovava nella parte di cielo pi in al-
pitazioni (pioggia, neve, nebbia); visibilit di stel-
to o pi in basso. Ma il metodo pi semplice chie-
le/luna/sole; presenza e direzione del vento (in par-
dere al testimone di immaginare di rivivere lavvi-
ticolare: direzione di movimento delle nubi).
stamento e puntare il braccio teso allaltezza in cui
si trovava il fenomeno: linquirente misurer tale
elevazione, tenendo conto comunque che si tratta
2.4.8 DATI AGGIUNTIVI
di una stima rozza.
Oltre ai dati relativi allavvistamento, oppor-
Ogni misurazione dovrebbe essere ripetuta (e an-
tuno che linquirente raccolga alcune altre infor-
notata) almeno tre volte per poter ridurre gli erro-
mazioni.
ri di misura.
In primo luogo utile chiedere al testimone la
sua opinione su ci che ha visto (cosa pensa che
2.4.7.3 DURATA DELLOSSERVAZIONE fosse), cos come le sue opinioni (e conoscenze)
sul problema ufologico (aveva gi letto dei libri
Unaltra informazione importante la durata
sullargomento, cosa ne pensava prima dellavvi-
dellavvistamento. Anche a questo proposito, molti
stamento, se tale opinione si modificata dopo lav-
testimoni hanno idee poco chiare sul trascorrere del
vistamento).
tempo. A meno che abbia controllato con lorologio
alla mano linizio e la fine dellosservazione, il te- Anche il seguito dellavvistamento deve essere ap-
stimone tipico tender a fornire indicazioni grosso- profondito: a chi il testimone ha raccontato lacca-
lanamente approssimative, di solito arrotondate (un duto? si rivolto a giornali, forze dellordine, esper-
minuto, cinque minuti) e tendenzialmente sovrasti- ti, ecc. (e quali? con che risultati?). Linquirente de-
mate. Talvolta capita addirittura di trovare perso- ve appurare se prima di lui altri ufologi (o giornali-
ne che non distinguono tra secondi e minuti primi. sti, o comunque altri) hanno intervistato il testimo-
ne e che cosa gli hanno detto, cos da poterne de-
Il metodo migliore - se la durata non supera qual-
terminare leventuale influenza sul testimone.
che minuto - quello di chiedere al testimone di far
finta di rivivere lavvistamento, descrivendone le Occorre poi chiedere al testimone i nomi di even-
varie fasi, mentre linquirente cronometra. Pu es- tuali altri osservatori dello stesso avvistamento, per
sere utile registrare o videoregistrare questa rico- procedere a intervistare anche loro.
struzione.
Una domanda da non dimenticare se il testi-
mone ha avuto altri avvistamenti di presunti UFO
(sia prima sia dopo quello oggetto di inchiesta). Se
2.4.7.4 CONDIZIONI DI VISIBILIT
la risposta affermativa, ovviamente ognuno di es-
Occorre sempre raccogliere informazioni relati- si dovrebbe essere a sua volta approfondito con
ve alle condizioni di visibilit in cui si svolto lav- unindagine).
vistamento. Queste comprendono:
infine probabile che il testimone conosca altre
la vista del testimone: occorre chiedere se por- persone che hanno avuto avvistamenti UFO: fre-
ta abitualmente occhiali o comunque gli risultano quentemente dallindagine su un avvistamento ne
difetti di vista (miopia, presbiopia, astigmatismo, nascono altre su casi del tutto indipendenti.
daltonismo, ecc.); in caso di risposta affermativa,
Se lavvistamento stato riportato sui giornali
opportuno farsi precisare qualche dato sulle len-
col nome del testimone, capita spesso che altri te-
ti (numero di diottrie) e naturalmente chiedere se
stimoni (dello stesso o di altri avvistamenti) si fac-
durante losservazione il testimone portava gli oc-
ciano vivi con lui. quindi utile che linquirente la-
chiali o no;
sci al testimone i propri dati (nome, indirizzo, te-
strumenti ottici: in caso di uso di binocoli, tele- lefono; eventualmente un biglietto da visita gi pre-
scopi o altri strumenti simili, bene rilevare i da- disposto a questo scopo), invitandolo a farlo con-
ti tecnici (costruttore, ingrandimenti e diametro len- tattare da altri testimoni di cui venisse eventual-
ti, es. 8 x 30) e verificare che non presentino ef- mente a conoscenza.

14
Manuale di metodologia di indagine ufologica

2.4.9 LE FOTO li la dinamica dellosservazione risulti particolar-


mente complessa.
Nel corso dellindagine bene costruirsi unade-
guata documentazione fotografica. Le foto posso- Nei casi di tracce od effetti al suolo utile fil-
no essere tradizionali o digitali: in entrambi i casi mare lintera zona interessata cercando di rendere
vanno allegate al rapporto delle copie di buona qua- lidea delle dimensioni e della posizione delle aree
lit. coinvolte.
E basilare che vengano riprese immagini della In sede di sopralluogo (e comunque sempre do-
scena nella quale si sono svolti i fatti nella sua in- po lo svolgimento dellintervista) possibile ri-
terezza, quindi il luogo nel quale si trovava il te- prendere eventuali descrizioni dei fatti e dei luoghi
stimone, i punti di inizio e fine dellavvistamento, riferite direttamente dal testimone, fatte salve le
la visuale dal punto di vista del testimone, le posi- precauzioni citate al punti 2.3.2 e le cautele sulle
zioni di eventuali oggetti presi a riferimento durante autorizzazioni del punto precedente.
losservazione, ecc. Copia della cassetta oppure, nel caso di videoca-
Possono poi essere interessanti - anche se non mere digitali, del supporto informatico (CD/DVD)
indispensabili - altre foto di ambiente che linqui- vanno allegati al rapporto dindagine.
rente ritenga utile allegare al rapporto. Eventuali dialoghi con il testimone ripresi solo
E possibili fotografare anche il testimone stes- con la videocamera andranno trascritti ed inseriti
so, ma in questo caso occorre chiedere il permesso nel rapporto.
richiedendo lautorizzazione ad archiviare ed even-
tualmente pubblicare tali immagini.
Nel caso di tracce o effetti secondari di qualsia- 2.5 LA SINTESI
si tipo occorre fotografare con la massima accura- Sulla base del racconto fatto dal testimone, dei
tezza le eventuali tracce, lambiente circostante ma successivi chiarimenti e dettagli raccolti nellinter-
anche gli elementi interessati dal fenomeno anche rogatorio, linquirente gi in grado di avere una
solo temporaneamente (ad esempio fronde di albe- visione globale abbastanza precisa dellesperienza.
ri mosse, arbusti piegati, ecc.).
A questo punto, bene raccogliere tutti i dati in
Se si fotografano piccole porzioni di terreno op- una operazione di sintesi dellavvistamento fatta
pure reperti di vario genere importante posizio- dallinquirente con la collaborazione del testimone.
nare vicino ad essi e fotografare una scala graduata
In pratica linquirente ripete davanti al testimo-
oppure, in mancanza di essa, un semplice righello
ne tutto il resoconto testimoniale integrandolo coi
o un metro che permettano la corretta valutazione
dati ricavati dallinterrogatorio e disponendo il tut-
delle dimensioni delloggetto ripreso.
to in ordine, seguendo la successione cronologica
dei fatti come desumibile da quanto finora detto dal
testimone.
2.4.10 LE RIPRESE FILMATE
Nel caso non si sia potuto usare il registratore
Disponendo di una videocamera possibile uti-
durante le fasi precedenti, alcuni studiosi suggeri-
lizzarla per integrare, ma non sostituire, la docu-
scono di accenderlo a questo punto, per registrare
mentazione fotografica.
se stessi che si ricostruiscono lavvistamento, cosa
Per le sue caratteristiche lo strumento pu es- che non pu infastidire il testimone e che daltra
sere utile per riprendere panoramiche della scena parte supplisce almeno in parte alla mancata regi-
dellavvistamento soprattutto in quei casi nei qua- strazione precedente.

15
Centro Italiano Studi Ufologici

NOTE forme diversissime fra loro, non per questo ci si deve senti-
re autorizzati a ricondurre la descrizione del testimone a mo-
delli preconcetti.
[1] In genere luso del termine fenomeno non gradito al
Peraltro sorge spesso il problema della difficolt del testimo-
testimone, che lo interpreta automaticamente come feno-
ne a rappresentare graficamente ci che ha visto. In genere
meno naturale. Sia in sede di primo contatto che in sede di
il problema principale la visione prospettica. Lesperienza
indagine linquirente dovrebbe comunque badare molto alla
insegna che il teste tende a rappresentare loggetto non come
terminologia che usa, evitando ad esempio di parlare di astro-
lha visto, ma come sarebbe in proiezione assonometrica (cio
nave, UFO o anche solo di oggetto. Lideale utilizzare
visto dallalto, di lato, di sotto), indipendentemente
col testimone gli stessi termini da lui impiegati, parlando di
dallangolo visuale di osservazione. Un secondo problema
cosa se il testimone lha definita cosa, di luce se lha
dato dal rapporto fra le dimensioni (altezza / lunghezza) dellog-
chiamata luce; questo anche al fine di non influenzare la
testimonianza mettendogli in bocca parole non sue che pos- getto stesso, su cui allatto grafico si fanno errori enormi.
sono suggerire uninterpretazione. Sta allinquirente saper individuare questi errori e farli cor-
reggere al teste; come farlo senza per ricadere nel richia-
[2] Si noti che anche il termine intervista, che suona un mato errore di suggerire al testimone la soluzione qualco-
po troppo giornalistico, in certi casi sconsigliabile; inter- sa che solo una lunga esperienza sul campo pu insegnare.
rogatorio troppo poliziesco. Si consiglia luso di termini ge- Ci che conta spesso il modo di porre le domande. Losser-
nerici come colloquio, incontro, discussione, chiac- vazione: era cos tanto pi lungo che alto?, nella sua appa-
chierata, qualche domanda, ecc. rente innocenza, pu gi condizionare il teste implicando un
[3] In taluni casi sarebbe bene portarsi addirittura una tuta dubbio ed una risposta attesa, quindi pi gradita, quindi pi
e degli scarponi o stivali, in quanto parte dellintervista po- credibile allinquirente, dal punto di vista di un testimone che
trebbe aver luogo nel salotto di casa del testimone e parte in ha paura di non essere creduto, il quale modificherebbe al-
campi innevati o fangosi, scavalcando recinti ecc. sul luogo lora il rapporto lunghezza-altezza per accontentare linqui-
dellavvistamento Saranno le particolari circostanze di cia- rente; il tutto, beninteso, a livello non conscio e non per in-
scun caso a determinare come vestirsi. gannare linquirente.

[4] Sarebbe preferibile luso di registratori con microfono in- [6] E naturalmente il loro perch: altro dettaglio troppo spes-
corporato; in ogni caso, se si nota che la presenza del regi- so e volentieri tralasciato in sede di indagine. Valga un esem-
stratore in funzione innervosisce il testimone, pu essere be- pio: in un caso di atterraggio presso la strada, il testimone a
ne toglierlo dalla sua vista. bordo di un furgone si ferma per vedere lUFO, ma senza spe-
gnere il motore per timore che non si riaccendesse pi. A
[5] Alcuni ricercatori sostengono lutilit di inserire nel ne- questo punto del racconto - se non si approfondito - la fan-
cessarie un foglio con le principali forme di UFO o altre cose tasia dellufologo si sbizzarrisce nelle pi fantasiose ipotesi:
analoghe. Riteniamo tale procedimento fondamentalmente er- sentiva il rischio di effetti elettromagnetici? o viceversa,
rato in quanto volendo far rientrare il fenomeno osservato aveva gi conoscenze ufologiche (il che lo renderebbe so-
in un certo insieme chiuso di forme si influenza necessaria-
spetto). Nulla di tutto ci, e per trovare la ragione di questa
mente il testimone a modificare la forma ricordata per adat-
curiosa reazione del teste bastato chiedergliene il perch.
tarla ad una di quelle presentate. Sempre restando in tema
Risposta: il furgone ha problemi di accensione, ed il testimo-
di forma, un altro tipico inquinamento della testimonianza si
ne, ovviamente impaurito, non voleva correre il rischio di
ha quando linquirente interferisce cercando, in sede di ri-
non potersi pi allontanare dalla luce.
costruzione di quanto osservato, di adattare e modificare
quanto descritto o disegnato dal testimone in funzione di cer- [7] Sia per le carte pancromatiche sia per il test per il dal-
te forme-tipo che sono pi accettabili allinquirente a secon- tonismo stiamo ancora cercando un modello di facile reperi-
da dei suoi preconcetti e delle sue convinzioni ufologiche. Se mento e di basso costo, onde poterne fornire gli inquirenti in-
vero che la soggettivit testimoniale contribuisce a creare teressati.

16
Manuale di metodologia di indagine ufologica

3. IL RAPPORTO

Il rapporto il coronamento dellattivit di in- cosa esattamente si fatto, specificando con pre-
dagine ed la base del successivo lavoro di analisi cisione tutte le operazioni compiute durante lo svol-
e studio. In altri termini, costituisce lanello di con- gimento dellindagine (contatti telefonici, lettere, in-
giunzione fra il lavoro dinchiesta sul terreno e la terviste, sopralluoghi, ricerche) in ordine cronolo-
ricerca da svolgere a tavolino, fra linquirente e il gico e indicando tempi e persone coinvolte. una
ricercatore. parte discrezionale molto importante, in quanto chia-
risce i termini, le condizioni, lo svolgimento dellin-
In quanto tale, esso deve rispondere a determi-
tera inchiesta.
nate esigenze ed essere quindi strutturato in un cer-
to modo. Dati personali dei testimoni e delle altre persone
intervistate o comunque coinvolte, precisando per
Il rapporto rappresenta il cristallizzarsi della
ciascuno: nome e cognome, indirizzo, et (meglio:
testimonianza in un dato momento. cio qualco-
data di nascita), professione, titolo di studio ed even-
sa che rimane, mentre il ricordo pu modificarsi e
tuali altri dati personali. Si noti che le generalit
lo stesso racconto pu variare. Occorre quindi che
complete dei testimoni devono figurare solo ed esclu-
chi redige un rapporto di indagine badi a come que-
sivamente in questa parte del rapporto.
sto viene steso.
Il requisito fondamentale mettere chi legger
il rapporto in condizione di sapere esattamente co- 3.1.2 RESOCONTO
sa si raccolto nellindagine e come lo si raccol-
composto a sua volta di tre parti:
to. Questo requisito corrisponde alla nota condizio-
ne di ripetibilit dellesperimento. Trascrizione letterale dellintervista con il te-
stimone, tratta dalla registrazione (o videoregi-
Un sotto-requisito, che discende da questo, che
strazione) che va comunque conservata. indi-
il rapporto sia steso dallinquirente stesso che ha
spensabile riportare lintervista parola per parola
svolto lindagine e non da altri, e che la stesura del-
fin dal suo inizio, per poter analizzare il passaggio
le parti discrezionali sia fatta al pi presto.
di informazioni e linterrelazione fra testimone e
Il rapporto pu infatti idealmente suddividersi inquirente, oltre che per ricostruire esattamente co-
in due gruppi di scritti: quelli che dipendono da chi sa stato raccontato dal teste e come. Nel caso non
li redige (per ci detti discrezionali) e quelli che si sia potuto registrare lintervista, vanno ricopia-
invece sono indipendenti dal redattore (es.: la tra- ti senza modifiche gli appunti originali stesi dallin-
scrizione del nastro su cui stata registrata lin- quirenti nel corso della stessa.
tervista).
Ricostruzione dello svolgimento dei fatti dellav-
vistamento, effettuata dallinquirente sulla base
dellinchiesta, utilizzando possibilmente gli stessi
3.1 STRUTTURA DEL RAPPORTO termini impiegati dal testimone ma riscrivendoli sot-
to forma di un racconto ininterrotto ed organico dei
La struttura logica semplificata di un rapporto fatti, nel loro ordine temporale. Si invita a predi-
data da tre parti: introduzione, resoconto e com- sporre opportunamente il testo della ricostruzione
mento. in modo che non vi figurino le generalit complete
dei testimoni ma solo le iniziali oppure il nome di
battesimo seguito dalla sola iniziale del cognome.
3.1.1 INTRODUZIONE
Rilevamenti effettuati dallinquirente in caso di
Si compone di tre parti: sopralluogo, con particolare riferimento ai dati quan-
titativi (tempi, dimensioni apparenti, elevazioni an-
Copertina del rapporto, sulla quale devono es-
golari e azimut iniziali e finali, ecc.), per ognuno
sere evidenziate la data e lora dinizio dellavvi-
dei quali va precisato come sono stati rilevati (da
stamento, il comune anagrafico e la localit preci-
chi e con quali modalit).
sa dove si trovava il testimone, il tipo di caso ed un
breve riassunto dellavvistamento, in poche righe.
inoltre indispensabile indicare a fondo pagina le
3.1.3 COMMENTO
generalit di chi ha steso il rapporto (nome, co-
gnome, indirizzo completo, eventuale appartenen- Comprende due sezioni:
za al C.I.S.U. o ad altra associazione), la data (o le
Valutazione ed impressioni dellinquirente sul
date) in cui stata effettuata lindagine, e la data
testimone, con particolare riferimento alle capacit
in cui stato ultimato il rapporto.
di osservazione e di critica. Questa parte non ha
Diario dellinchiesta, in cui si riferisce nei det- lo scopo di dimostrare la credibilit del teste o me-
tagli come si venuti a conoscenza del caso e che no, ma fornire altre informazioni altrimenti non co-

17
Centro Italiano Studi Ufologici

municabili, relative al vissuto personale dellin- gistrati in modo da garantire la maggiore compati-
quirente: le sue sensazioni sul campo e tutto quan- bilit possibile con i programmi pi diffusi.
to non risulterebbe neppure in una registrazione
dellintervista, ma che contribuisce comunque ad
una maggior comprensione dellintervista stessa e
quindi dei dati raccolti, pi che dellavvistamento
3.2 OSSERVAZIONI GENERALI
in s. difficile predeterminare il contenuto preci- SULLA STESURA
so di questa parte del rapporto, che resta allinqui-
rente stabilire. Lobiettivo quello di minimizzare essenziale che ciascuna delle parti del rapporto
o addirittura eliminare lesistenza di particolari e sia tenuta distinta dalle altre, ed in ogni caso oc-
dettagli aggiungibili a voce, anche se marginali corre separare chiaramente i dati raccolti dai com-
(ad esempio: le condizioni in cui si svolta linter- menti e le osservazioni di chi redige il rapporto. In
vista: chi cera, dove si era, come reagiva il teste). particolare, si raccomanda di dividere nettamente
Si tratta di una parte altamente discrezionale, per la ricostruzione dellavvistamento (effettuata dallin-
la quale sarebbe opportuna una stesura immedia- quirente) ed i dati grezzi raccolti (es.: trascri-
ta, subito dopo linchiesta (e comunque non oltre zione intervista).
un giorno o due).
Per ogni sezione del rapporto devono essere in-
Opinione e commenti dellinquirente sul caso: va- dicate le generalit del redattore e la data in cui
glio delle possibili identificazioni, analizzando detta- stata ultimata, se le varie parti sono state stese in
gliatamente i pro e i contro di ciascuna; conclusioni tempi diversi e/o da persone diverse.
provvisorie sulla probabilit che levento si sia ef-
Lintero rapporto deve essere dattiloscritto (in-
fettivamente realizzato nei termini del racconto; im-
terlinea 1) o stampato, se scritto a computer, su un
pressioni generali ed ogni altra annotazione o com-
solo lato di fogli bianchi formato UNI A4 (cm. 21 x
mento rilevante; risultati di ulteriori approfondimenti
29,7), numerando tutte le pagine in sequenza.
tentati (inchieste dambiente nella zona; ricerche
Leventuale file del testo del rapporto va co-
di dati meteorologici, astronomici, aeronautici; com-
munque allegato al rapporto stesso su floppy disk,
parazioni con altri casi; questioni ancora aperte e
CD o DVD, avendo cura di memorizzarlo anche sot-
eventuali azioni supplementari future).
to forma di file di testo (.txt) oppure di salvarne
una versione in formato .pdf (compatibile con Acro-
bat Reader) per garantire unampia compatibilit.
3.1.4 ALLEGATI
Ribadiamo che le generalit complete dei testi-
Oltre allintroduzione, al resoconto e al commento,
moni devono figurare solo nella sezione Dati Per-
il rapporto pu comprendere anche degli allegati,
sonali e non nelle altre parti del rapporto, dove i
che possono essere interni al rapporto oppure ester-
testimoni vanno indicati con le sole iniziali oppure
ni:
col nome di battesimo e liniziale del cognome, in
Allegati interni: eventuali disegni, fotografie, modo da consentire una libera circolazione del rap-
cartine geografiche, ecc. devono essere acclusi al porto (priva della sezione Dati Personali) senza
rapporto, di cui fanno parte integrante, e vanno nu- pregiudicare il diritto dei testimoni alla propria ri-
merati fra le pagine; opportuno che ognuno sia servatezza, conformemente alle norme deontologi-
fornito di didascalia esplicativa. che adottate dal Centro Italiano Studi Ufologici e al-
le vigenti norme di Legge.
Allegati esterni: non fanno invece parte del rap-
porto lettere, notizie di stampa, nastri di registra- Il rapporto va redatto in duplice copia. Una del-
zione, videocassette, che vanno allegati ma non nu- le copie deve essere conservata dal redattore. Lal-
merati fra le pagine, in quanto costituiscono docu- tra va inviata - completa di copia di tutti gli allega-
menti distinti e separati. ti - agli Archivi centrali del C.I.S.U. (Casella Posta-
Fanno inoltre parte di questi allegati eventuali le 82, 10100 Torino - e-mail: cisu@ufo.it). Una ter-
supporti informatici (floppy disk, CD, DVD) che con- za eventuale copia pu essere inoltrata al Coordi-
tengano parte del materiale contenuto nel rappor- natore regionale o al responsabile locale del Centro,
to (testi, immagini, filmati, ecc.) possibilmente re- ove presente.

18
Manuale di metodologia di indagine ufologica

APPENDICI

A - 1 EQUIPAGGIAMENTO PER LINDAGINE


Il materiale solitamente utilizzabile in sede di indagine dipende naturalmente dal tipo di avvistamento.
Lelenco che segue si riferisce allequipaggiamento di applicazione generale, con qualche cenno ai casi che
richiedono misurazioni sul posto o prelievo di campioni. Elenchi particolareggiati relativi a casi speciali
(tracce, foto, ecc.) verranno inclusi nelle successive edizioni del manuale.

A - 1.1 MATERIALE INDISPENSABILE A - 1.3 MATERIALE CONSIGLIATO


(SOPRALLUOGO)
Registratore a cassette o digitale
Mappa topografica (scala 1:25.000)
Cassette audio (almeno due, C-60 o C-90)
Doppio metro a nastro o da carpentiere
Blocco per appunti
Rotella metrica da 10 o 20 metri
Fogli di carta bianca formato UNI A4 (cm.
21x29,7) Corda predisposta con nodi a distanze prefissa-
te (5 o 10 mt.) lunga almeno 50-100 metri
Penne e matite
Apparecchio GPS per rilevare le coordinate di
Bussola da puntamento punti significativi (posizione del testimone, lo-
calizzazione di tracce, punti di riferimento, ecc.)
Misuratore di elevazione angolare

A - 1.4 MATERIALE CONSIGLIATO


A - 1.2 MATERIALE CONSIGLIATO
(PRELIEVO DI CAMPIONI)
(CASI GENERALI)
Guanti in plastica trasparente o lattice
Manuale di metodologia di indagine
Apparecchio per carotaggio oppure cazzuolina
Cartina geografica della zona (scala 1:50.000 o
1:100.000) Contenitori in plastica con chiusura ermetica
per campioni (in alternativa: buste di plastica
Macchina fotografica digitale o con pellicola (par-
del tipo per congelatori, da sigillare con nastro
ticolarmente utile se tipo Polaroid per poter in-
adesivo)
dicare immediatamente le posizioni dellUFO e/o
del testimone sullistantanea) Scatole di cartone o plastica di media dimensio-
ne per trasportare adeguatamente campioni di
Videocamera
dimensioni pi grandi.
Tessera associativa del CISU

Biglietto da visita o foglio predisposto con nome,


indirizzo e telefono dellinquirente (da lasciare
ai testimoni o ad altre persone contattate)

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Centro Italiano Studi Ufologici

A - 2 PROMEMORIA PER LINQUIRENTE


Quello che segue non lelenco delle domande da fare al testimone durante linterrogatorio, ma piuttosto
un promemoria dei punti che linquirente deve sincerarsi di aver sviluppato nel corso dellintervista e
del sopralluogo.

DATI SUL TESTIMONE CONDIZIONI METEOROLOGICHE


Nome e Cognome Descrizione del tempo
Indirizzo completo e telefono Nuvolosit (presenza, tipo, estensione)
Data di nascita Presenza/assenza (e posizione) di sole, luna o
stelle
Professione al momento dellavvistamento e al
momento dellintervista
Livello e tipo di istruzione VISIBILIT
Panorama dal punto di osservazione (in parti-
colare: ostacoli alla vista, possibili punti di ri-
COORDINATE DELLAVVISTAMENTO
ferimento, fonti luminose, ecc.)
Data (giorno, mese, anno, giorno della settima-
Mezzo di osservazione (occhio nudo, uso di len-
na)
ti da vista, strumenti ottici, finestre, vetri dau-
Ora dinizio e ora finale dellavvistamento, spe- to, ecc.)
cificando se antimeridiane o pomeridiane, se ora
Eventuali difetti di vista del testimone (uso abi-
solare o legale, e come stata determinata
tuale di lenti, tipo di difetto)
Comune anagrafico e localit precisa (contrada,
frazione, via e numero) dove si trovava il te-
stimone SITUAZIONE AMBIENTALE DEL TESTIMONE
Dovera e cosa stava facendo subito prima
dellavvistamento
DESCRIZIONE DEL FENOMENO
Come si accorto del fenomeno
Forma (dettagliare)
Che cosa ha pensato che fosse
Colori (dettagliare)
Cosa ha fatto durante lavvistamento
Movimenti (dettagliare)
Chi altri era presente
Dinamica (cosa successo e in che ordine)
Come terminato lavvistamento
Cosa ha fatto subito dopo
DISEGNI
Schizzo della zona (fenomeno e sfondo) dal pun-
to dosservazione DATI AGGIUNTIVI
Disegno del fenomeno di pugno del testimone, A chi si rivolto il testimone, a chi ha raccon-
firmato e datato (indicando lalto con una frec- tato dellavvistamento
cia)
Eventuali altri inquirenti precedenti
Altri avvistamenti del testimone
DATI QUANTITATIVI
Se conosce altri testimoni (anche di altri avvi-
Elevazione angolare iniziale e finale stamenti)
Azimut (direzione geografica) iniziale e finale Opinione del testimone sullavvistamento
Dimensioni apparenti (angolari e comparate) Eventuali opinioni e/o conoscenze del testimo-
ne sul problema UFO (precedenti e successive
Durata (se possibile, cronometrando una rico-
allavvistamento).
struzione dal vivo)

20
Manuale di metodologia di indagine ufologica

A - 3 I CASI SPECIALI
Le indicazioni che abbiamo offerto valgono un po per tutti i generi di casistica. Sono pi o meno utili
per ogni evenienza e, con le dovute proporzioni, per ogni tipo di interlocutore. Per si tratta di suggeri-
menti generali. La variet dellesperienza UFO, che abbiamo sottolineato spesso, comporta a volte episo-
di molto strutturati, con coinvolgimento di tecnologie, di persone specializzate, di istituzioni e di proce-
dure non ordinarie.
In questa sede possibile fornire solo un cenno ad alcune peculiarit che linquirente potrebbe incon-
trare nelle sue attivit. Nel C.I.S.U. ci sono persone che a volte possiedono decenni di esperienza in ognu-
no di questi settori casistici e dai quali potrete attingere idee ed informazioni pi precise. Non detto, co-
me in qualsiasi altra disciplina, che si possa subito fare tutto da soli. Soprattutto agli inizi potrebbe es-
sere difficile far fronte a tutte le domande che unindagine su casi speciali richiede. In questi casi con-
sigliabile fare riferimento alla struttura del Centro Italiano Studi Ufologici per consigli e suggerimenti o
per essere affiancati da personale esperto.

CASI CON EFFETTI ELETTROMAGNETICI lino diagnosi e prognosi. Appare necessario appog-
Le presunte interferenze su apparati elettrici ed giarsi a professionisti della salute autorizzati ad ac-
elettronici sono riferite spesso dai testimoni. La cedere, sia a titolo scientifico sia a titolo legale, a
grande variet di attrezzature coinvolte, vista la documenti simili. Costoro rappresentano in ogni mo-
presenza costante di esse, rende anche stavolta mol- do dei consulenti insostituibili.
to delicata la raccolta dei dati. Tipo, durata, inten-
sit, caratteristiche di guasti, interazioni, danni tran- OSSERVAZIONE DI CADUTE DI CORPI
sitori o permanenti sugli apparati dovrebbero esse- AL SUOLO O IN ACQUA
re riferiti nei dettagli pi minuti. Si sono manifestati Quando un qualcosa di non ben determinato
prima, durante o dopo le osservazioni? Come sono visto precipitare verso il basso o addirittura ab-
iniziati? Come sono terminati? Nel caso di interfe- battersia terra o in acqua, lesperienza cinsegna
renze su motori di veicoli, come sono cessati? Tutti che in buona parte dei casi sono gli stessi testimo-
i dettagli tecnici relativi agli apparati coinvolti do- ni a mettere in allarme le forze dellordine, i Vigi-
vrebbero essere desunti da libretti distruzione e si- li del Fuoco, la Guardia Costiera o le varie strut-
ture della Protezione Civile. Laspetto peculiare
mili, o ricercati pressi organismi tecnici. In questo
dellindagine ufologica in questi casi rappresen-
genere di casi assai importante cercare di deter-
tata proprio da questi aspetti. Che si riesca o me-
minare, senza naturalmente forzare il ricordo degli
no a risolvere in modo convenzionale le osserva-
osservatori, distanza e posizione dei supposti UFO,
zioni (spesso si tratta di bolidi e meteore viste scen-
dettagli delle loro eventuali emissioni luminose, mo-
dere verso il suolo o di palloni sonda di vario ge-
vimenti e rumori rilevati e cos via.
nere in caduta), il contatto con questi organismi ri-
In caso di danni permanenti (fusioni, magnetiz-
sulta spesso fondamentale.
zazioni, bruciature, incendi, ecc.) sarebbe impor-
tantissimo poter fare esaminare le parti interes- GLI INCONTRI TRA UFO ED AEROMOBILI
sate a laboratori tecnici specializzati. Le eventuali In linea generale non facile che il personale di
magnetizzazioni permanenti di parti metalliche po- volo, soprattutto i piloti, accettino di riferire a de-
trebbero essere descritte con luso di una bussola gli ufologi loro osservazioni. Il timore dellesposi-
in termini di deviazione rispetto al nord reale. La zione mediatica in una professione di responsabi-
magnetizzazione uniforme per intensit in tutte lit come la loro pu rivelarsi un ostacolo difficile
le parti interessate? Tende ad attenuarsi pi o me- da superare.
no rapidamente? Nel caso in cui si riesca ad avvicinare testimo-
ni del genere, la discrezione ancora pi necessa-
EFFETTI FISIOLOGICI SUI TESTIMONI
ria che non nel resto dei casi. Occorre acquisire tut-
O SU ANIMALI
ti i dati sul volo durante il quale avvenuta los-
Piuttosto diffuse, le testimonianze di danni pi
servazione, dati sulla rotta, sulla stima del punto
o meno lievi subiti da persone ed altri esseri vi-
esatto di avvistamento, dati meteorologici e tecnici
venti sono unaltra area delicata. In questo caso,
sul velivolo coinvolto, dati dettagliati su qualsiasi
infatti, si tocca la questione della sfera della salu-
effetto riscontrato da apparati avionici o elettrici o
te personale.
radioelettrici, dettagli sullesperienza del persona-
Ci sono persone che in concomitanza o dopo un
le coinvolto, tutti i dettagli su eventuali tracciati ra-
avvistamento UFO riferiscono emicranie, congiun-
dar ottenuti e sulle caratteristiche tecniche degli ap-
tiviti, dermatiti, disturbi gastro-intestinali, distur-
parati impiegati nelloccasione, e cos via.
bi cardiaci, danni da bruciatura, insonnia, ansia,
depressione e via discorrendo. Il problema centra- CASI CON RILEVAZIONI RADAR
le consiste nel fatto che nessuno di noi abilitato Sono forse fra i pi difficili di tutti. Le compe-
ad acquisire reperti medici che documentino queste tenze richieste sono quelle della fisica e dellinge-
condizioni, che ne analizzino le cause e che formu- gneria elettronica. Anche la valutazione dei fatti

21
Centro Italiano Studi Ufologici

in s molto delicata. Nelle poche volte in cui si tanto linformazione aggiuntiva poca o nulla. Ol-
riesce ad avere notizia di tracciati radar anoma- tre alle identificazioni comuni a tutti gli avvista-
li, il problema spesso quello di stabilire una re- menti, la casistica fotografica presenta poi delle
lazione diretta ed incontrovertibile con eventuali spiegazioni convenzionali ad essa specifiche (effet-
osservazioni ottiche di presunti UFO. Inoltre, in li- ti di rifrazione e diffrazione negli obiettivi; macchie
nea generale nel caso di apparati militari le re- o polvere sulle lenti; graffi e difetti di emulsione o
strizioni al rilascio di tracciati radar sono molto sviluppo dei negativi, ovvero in sede di stampa).
forti per motivi di segretezza, e comunque diffi- Per lanalisi da parte di un tecnico indispensabi-
cile ottenere dati dettagliati sulle caratteristiche le rilevare tutti i dati della fotocamera (marca, mo-
delle strumentazioni. dello, obiettivo) e della ripresa (apertura del dia-
framma, tempi di esposizione), oltre che acquisire
RAPPORTI CON TESTIMONI MILITARI (in prestito, dietro rilascio di una ricevuta) il ne-
E DELLE FORZE DELLORDINE gativo delle immagini su pellicola (e preferibilmen-
Il contatto con questi testimoni anchesso dif- te il negativo delle foto precedenti e successive).
ficile. I carteggi ottenuti costituiscono essi stessi Con lintroduzione e la successiva diffusione ca-
fonti documentarie preziose e spesso insostituibili. pillare delle fotocamere digitali e dei telefoni cellu-
E naturale che nei casi in cui si riuscito ad ot- lari equipaggiati con obiettivi fotografici, il numero
tenere abboccamenti con militari, pur nel pi fer- di foto ufologiche aumentato in misura esponen-
reo rispetto della riservatezza, se le osservazioni ziale, ma la risoluzione dei sensori digitali (spe-
sono state fatte in occasioni di servizio spesso sta- cialmente nei videofonini) spesso troppo bassa per
to possibile capire se siano state attivate procedu- produrre documentazione analizzabile. Inoltre le fo-
re per rapportare quanto visto ad autorit superiori to digitali presentano spesso degli artefatti di na-
o ad enti specialistici. In questo modo stata a vol- tura informatica, che costituiscono tipologie speci-
te fatta con successo una richiesta di copie degli in- fiche di identificazione di falsi UFO (orbs, blurfo,
cartamenti prodotti. artefatti JPeg, sun-burn). Nei casi di foto digitali
AVVISTAMENTI DI ASTRONOMI, ASTROFILI indispensabile ottenere copia del file originale dellim-
E METEOROLOGI magine (non ritoccato, ritagliato e neppure salvato
Queste persone sono fra quelle che almeno in li- con altro nome).
nea generale dovrebbero essere pi in grado di for- CASI CON TRACCE AL SUOLO
nire i dati oggettivi di cui lindagine ufologica ha pi La presenza di modifiche durevoli allambiente
bisogno. Dovrebbero anche essere in grado di di- (tracce fisiche) come conseguenza della presenza di
scriminare bene almeno le possibili cause di errore un fenomeno ufologico a breve distanza soprat-
che pi competono alla loro formazione. Spesso, tutto descritta come tracce al suolo. Sono stati do-
inoltre, potrebbero avere a disposizione apparec- cumentati soprattutto effetti di natura meccanica
chiature di ripresa in grado di documentare in qual- (piante piegate o spezzate, buchi o schiacciamento
che forma quanto visto. nel terreno), termica (annerimento o bruciatura di
Al di l della scontata necessit di impiegare al piante o del terreno) o chimica (presenza di sostanze
meglio le possibilit che questo genere di testimoni anomale o trasformazioni di composti presenti nel
dovrebbe offrire, per linquirente il problema po- terreno), mentre la presenza di radioattivit resi-
trebbe essere costituito dalla diffusa ostilit che co- dua stata rilevata molto raramente. Oltre ad unac-
storo hanno riguardo al nostro argomento. Non re- curata rilevazione fotografica da varie angolazioni
sta che agire con unaccorta ma discreta opera di e distanze (prima di qualsiasi intervento sulla trac-
spiegazione, volta a documentare come lappassio- cia), indispensabile procedere a tutta una serie di
nato di orientamento scientifico non sia un propa- misure delle dimensioni e distanze. I prelievi di cam-
gandista della fede nei marziani, ma una perso- pioni (del terreno o delle piante) devono avvenire
na che ritiene il loro contributo importante per una allinterno e allesterno della traccia (per consen-
migliore interpretazione di un fenomeno. In questo tire analisi comparative), cercando di evitare con-
caso le capacit di rapportarsi in modo efficace con taminazioni (e quindi con luso di guanti, strumenti
gli altri ed in specie con persone di cultura tecnico- e contenitori sterili).
scientifica risulteranno determinanti. Saranno esse
a fare la differenza tra il successo e linsuccesso di CASI CON PRESENZA DI ENTIT ANIMATE
un tentativo dindagine. Quando alla presenza di un UFO (solitamente a
distanza ravvicinata) viene associata la presenza
CASI FOTOGRAFICI di entit animate (solitamente di aspetto umanoi-
La documentazione dellavvistamento con una o de), va raccolta unaccurata e separata descrizione
pi fotografie a volte di utilit per contribuire degli esseri, con particolare riferimento allanato-
ad unanalisi dei dati raccolti, oltre che nel corro- mia, alle dimensioni, al comportamento e alla di-
borare il resoconto testimoniale. Purtroppo ra- namica. Deve inoltre essere richiesto al testimone
rissimo che vi siano foto nei casi di incontro rav- un disegno specifico.
vicinato, mentre la maggior parte delle immagini
fotografiche si riferisce ad oggetti lontani nel cielo
diurno o a luci indistinte in quello notturno, e per- Appendice a cura di Giuseppe Stilo.

22
Manuale di metodologia di indagine ufologica

A - 4 IFO: GUIDA RAPIDA DI IDENTIFICAZIONE


La tabella che segue riporta le caratteristiche di movimento e durata dellavvistamento relative ai
pi frequenti oggetti e fenomeni convenzionali (IFO) allorigine delle segnalazioni UFO. Pu essere unuti-
le base per lapprofondimento dellindagine e per la valutazione del caso, anche se bisogna ricordare
che gli stessi IFO possono avere manifestazioni diverse o comunque fortemente deformate nel racconto
del testimone.

LUCI
immobili Luna, stelle o pianeti

movimento continuo durata pochi aerei


lento minuti satelliti artificiali

durata diversi stelle, pianeti


minuti / ore palloni stratosferici

movimento continuo durata pochi meteore


veloce secondi

durata diversi aerei, bolidi


secondi / minuti rientri di satelliti

movimento durata pochi elicotteri


discontinuo lento minuti lanterne cinesi

durata diversi palloni sonda


minuti / ore lanterne cinesi

movimento durata da fari da discoteca


discontinuo veloce secondi a ore proiettori

OGGETTI
immobili palloni sonda

movimento continuo durata pochi aerei, alianti, deltaplani


lento minuti velivoli ultraleggeri

durata diversi palloni sonda, aerostati,


minuti / ore mongolfiere,
palloni giocattolo
parapendio

movimento durata pochi elicotteri


discontinuo lento minuti

durata diversi palloni sonda


minuti / ore

23
Centro Italiano Studi Ufologici

A complemento della tabella, riportiamo per esteso le caratteristiche di comportamento dei principali
tipi di IFO. Ovviamente la presenza in un avvistamento di queste caratteristiche non significa automati-
camente la spiegazione del caso, ma fornisce unindicazione della direzione verso la quale proseguire le
indagini cercando elementi per una verifica od una smentita dellipotesi di spiegazione pi probabile. Inol-
tre lo studio accurato delle possibili spiegazioni ifologiche fornisce dati e osservazioni molto importanti
per la valutazione del caso sia da parte dellinquirente, sia da parte di altri ricercatori in fasi successive
di analisi.

STELLE E PIANETI SATELLITI ARTIFICIALI


Un punto luminoso notato nel cielo dopo il tra- I satelliti artificiali solitamente si presentano co-
monto del sole probabilmente una stella o un pia- me una piccola luce fissa o sfarfallante in moto len-
neta; tuttavia esso pu non apparire nel modo cui to e rettilineo e impiegano diversi minuti per at-
siamo abituati. I pianeti in particolare sono molto traversare completamente la volta celeste, da un
pi luminosi di molte stelle, possono apparire fuo- orizzonte allaltro. Avanzando possono sembrare
ri dallordinario specialmente quando sono situati zigzagare o muoversi irregolarmente lungo la loro
in prossimit dellorizzonte. In queste circostanze orbita per lillusione ottica di autocinesi. Se il sa-
la luminosit di un pianeta osservata attraverso tellite si muove verso lalto, il cervello lo connette
densi strati dellatmosfera che, a causa della rifra- con le stelle vicine causando ci che sembra un mo-
zione e distorsione, possono creare cambiamenti di vimento in unorbita traballante quando in realt
colore cos come pulsazioni nella luce emessa se os- non lo . Inoltre lautocinesi conduce ad aggiunge-
servati nel cielo occidentale. Loggetto pu sembra- re movimenti addizionali al moto lineare e non on-
re discendere dietro lorizzonte dopo pochi minuti deggiante proprio del satellite. Talvolta un satellite
di osservazione, questo normale per ogni pianeta artificiale pu anche sembrare precipitare, cam-
e stella: il moto naturale causato dalla rotazione biando la sua luminosit.
terrestre. Alcuni tipi di satelliti (ad esempio quelli per te-
I pianeti (in particolare i pi luminosi, come Ve- lecomunicazioni Iridium) possono invece dare vita
nere e Giove) se osservati al crepuscolo quando so- a lampi particolarmente luminosi (flares) della du-
no visibili pochi pallidi oggetti celesti, possono ap- rata di pochi secondi. Di questo tipo di satellite esi-
parire dotati di movimento proprio, dovuto ad unil- stono tabelle delle orbite percorse e della visibilit
lusione ottica denominata autocinesi: quando una dei brillamenti.
fonte luminosa puntiforme vista senza punti di METEORE
riferimento fissi (altre stelle, altri oggetti alloriz- Le meteore o stelle cadenti sono piccole parti-
zonte, come per esempio pali della luce) i muscoli celle di detriti interplanetari che si inceneriscono
oculari e quelli del collo, che hanno un lento ma co- nellatmosfera a quota tra sessanta e cento chilo-
stante movimento proprio, trasmettono tale movi- metri quando precipitano sulla Terra. Spesso gene-
mento al cervello il quale li interpreta come un mo- rano dei rapporti UFO, particolarmente le pi lu-
vimento delloggetto. Cos, una stella brillante o un minose che sfrecciano attraverso il cielo e scom-
pianeta visto in un cielo crepuscolare pu assume- paiono dietro lorizzonte in pochi attimi.
re un movimento illusorio.
Un problema analogo pu verificarsi nei casi di BOLIDI E RIENTRI ATMOSFERICI
osservazione con binocoli o cannocchiali non fissi. I bolidi sono meteore particolarmente grandi e
In questo caso piccoli movimenti dello strumento vistose, causate da detriti interplanetari che oscil-
possono generare lillusione di un movimento a bal- lano in grandezza da quella di unarachide a quel-
zelli o zig-zag della luce osservata. la di un pugno o pi. Nel momento in cui entrano
In ogni caso la posizione esatta nella volta cele- nellatmosfera, talvolta a velocit superiori a set-
ste di stelle e pianeti pu essere controllata con- tanta chilometri al secondo, la loro superficie bru-
sultando mappe celesti oppure attraverso programmi cia a causa della frizione con laria. Si tratta di even-
astronomici su computer. ti celesti relativamente poco frequenti che possono
essere luminosi quasi quanto la Luna piena, ma ap-
LUNA - Bench la Luna non presenti unappa- paiono come sfere infuocate, spesso con scia, che
renza anomala in condizioni normali, si possono possono esplodere in tre o quattro oggetti separati
produrre effetti ottici particolari quando foschia o quando precipitano attraverso latmosfera impie-
nubi sono presenti nel cielo notturno. Non solo la gando a volte decine di secondi per attraversare la
Luna pu apparire come un globo luminoso diffuso volta celeste. La luce emessa da tali oggetti pu es-
dietro una densa nebbia o certi tipi di nubi, ma so- sere vista a centinaia di chilometri di distanza e
no anche male identificabili i raggi di Luna riflessi la scia pu occasionalmente rimanere visibile per
sui cristalli di ghiaccio sospesi nellalta atmosfera, diversi minuti.
anche molto lontani dal satellite, agiscono come mi- Anche se sembra scendere dietro alcuni alberi,
nuscoli prismi riflettenti la luce lunare e formano probabilmente decine di chilometri pi distante di
ci che comunemente sono chiamati cani lunari quanto possa sembrare. Ancora pi sconcertante
(moondogs). osservare un bolide durante una notte nebbiosa o

24
Manuale di metodologia di indagine ufologica

nuvolosa, quando esso appare come una luce che si PALLONI SONDA E STRATOSFERICI,
muove a scatti dietro le nubi o una luce diffusa MONGOLFIERE E AEROSTATI
nella foschia. Una o pi luci viste sia di giorno che di notte,
Un bolide che entra nellatmosfera pressoch pa- che appaiono immobili o sembrano muoversi tal-
rallelamente allorizzonte pu sembrare volare ver- volta in modo erratico, e rimangono visibili per
so lalto, sprigionare scintille e a volte emettere suo- pi tempo di quanto logicamente visibile un ae-
ni simili a tuoni distanti. Pi raramente sono stati reo, possono spesso essere attribuite a riflessi del-
segnalati fenomeni di interferenza elettromagnetica. la luce solare su parti di un pallone sonda o stra-
Molto simili ai bolidi sono le osservazioni di rien- tosferico. Un simile oggetto pu essere visto per
tri atmosferici di oggetti artificiali: satelliti o stadi mezzora e pi dopo il tramonto perch, a causa del-
di razzi vettori che ricadono nellatmosfera terre- la quota elevata del pallone, esso ancora illumi-
stre e di solito si consumano bruciando prima di toc- nato dai raggi solari, anche se viene osservato da
care terra. Sono di solito pi luminosi dei bolidi, for- una posizione relativamente in ombra. Un singolo
mati da pi luci, seguiti da scie anche persistenti e punto luminoso pu essere un riflesso dei raggi
restano talvolta visibili per dei minuti primi. solari sulla superficie del pallone. Un binocolo pu
Bolidi e rientri di oggetti spaziali possono esse- rivelare altre macchie luminose attorno alla prima,
re osservati anche in pieno giorno. e ad una ispezione pi ravvicinata queste si rive-
Anche per questo tipo di fenomeni esisto- leranno essere la sonda strumentale ciondolante dal
no elenchi e cataloghi per una loro pi sem- pallone.
plice identificazione. Palloni meteorologici di piccole dimensioni ven-
gono quotidianamente lanciati da aeroporti e sta-
AEREI DIURNI
zioni meteorologiche. Pi rari sono i palloni strato-
Uno dei pi comuni e cionondimeno sconcertan-
sferici per lo studio dei venti ad alta quota, che rag-
ti spettacoli osservare un punto luminoso com-
giungono il diametro di decine di metri e che pos-
parire improvvisamente nel cielo azzurro. La lu-
sono rimanere in vista anche per diverse ore ed es-
ce pu scomparire rapidamente cos come ap-
sere osservati da centinaia di chilometri..
parsa. Una causa comune di questo genere di os-
Analogamente ai palloni sonda si comportano le
servazione la rifrazione solare sulla parte infe-
meno numerose mongolfiere ed i palloni aerostati-
riore di un aereo. Ci che confonde losservatore
ci a volte lanciati in occasione di fiere e saghe e -
linvisibilit dellaereo dovuta alla sua distanza. So-
con dimensioni pi ridotte - alcuni modelli di pal-
lo la lucentezza delloggetto, e non loggetto di per
loncini giocattolo.
se stesso, visibile. Questi avvistamenti sono pi
Palloncini gonfiati con elio, bianchi o di vari co-
frequenti nelle prime ore che precedono il tramonto.
lori, vengono sempre pi sovente lanciati, di solito
A causa dellassenza di punti di riferimento, log-
a gruppi, in occasione di matrimoni, feste e mani-
getto pu anche avere un falso movimento - una il-
festazioni di vario tipo. Il loro volo ascensionale e
lusione ottica.
normalmente erratico pu generare confusione e
Purtroppo non possibile, per motivi di sicu-
produrre segnalazioni di oggetti in formazione di
rezza, accedere ai dati di volo di aerei ed elicotteri.
recente catalogate come flotillas.
AEREI NOTTURNI
SKY LANTERN (LANTERNE CINESI)
Una singola luce, di solito bianca, in movimen-
Negli ultimi anni hanno avuto unampia diffu-
to in cielo, anche se silenziosa e non presenta le
sione delle piccole mongolfiere (altezza da uno a due
tipiche luci di posizione degli aerei, invece, con
metri) costituite da materiale molto leggero e por-
tutta probabilt, un semplice aereo. bene infatti
tate in volo dallaria calda generata dalla combu-
ricordare che le luci degli aerei possono apparire in
stione di un piccolo bracere.
varie maniere (bianche, rosse e verdi, fisse o in-
Le lanterne cinesi hanno caratteristiche analoghe
termittenti) sia per le diverse dotazioni dei velivo-
ai palloni aerostatici quali il moto lento ed erratico,
li, sia per le condizioni di osservabilit (distanza,
limpidezza dellatmosfera, nuvole, ecc.). Aerei in senza brusche variazioni di rotta, e lassenza di
fase di atterraggio possono creare effetti particola- rumore. In genere il movimento ascensionale.
ri con il faro che viene acceso nellavvicinamento Tendono a seguire la direzione del vento ma, per
allaeroporto e che, molto luminoso se osservato la poca robustezza che le contraddistingue, sono in
frontalmente, poco visibile lateralmente e da gran- grado di volare solamente con vento nullo o molto
di distanze. debole ed in assenza di precipitazioni. La durata del
volo dipende dalla quantit di materiale bruciato e
ELICOTTERI dalle condizioni atmosferiche e possono rimanere
Pur con caratteristiche simili a quelle degli ae- visibili anche per parecchi minuti e raggiungere lal-
rei, gli elicotteri sono in grado di fermarsi, alzarsi tezza di qualche centinaio di metri .
ed abbassarsi, a volte volando a bassa quota e proiet- I colori descritti vanno dal bianco al giallo, alla-
tando fari luminosi verso terra. Bisogna sempre ri- rancione; la luce si presenta spesso tremolante e
cordare che sebbene molto rumorosi gli elicotteri con un nucleo centrale pi luminoso circondato da
possono a volte risultare silenziosi in presenza di un alone.
vento contrario rispetto allosservatore. Le Sky Lantern vengono lanciate spesso a grup-

25
Centro Italiano Studi Ufologici

pi anche di numerose unit in occasione di matri- lontanano ed avvicinano ritmicamente costituisce


moni, feste, ritrovi e manifestazioni di ogni tipo, uno dei pi imbarazzanti avvistamenti UFO. La cau-
con una prevalenza per il periodo estivo. sa pu essere con facilit il fascio di uno o pi fari
Come per i palloncini, anche il volo di lanterne contro la parte inferiore delle nubi situate a quote
cinesi a gruppi pu generare segnalazioni di luci in medio-basse. Se si sta osservando da unarea vici-
formazione scambiate per flotillas. na alla fonte luminosa i fasci possono essere visti
partire da terra, ma da una certa distanza il fascio
ALIANTI, DELTAPLANI, ULTRALEGGERI luminoso pu rimanere invisibile, mentre il rifles-
E PARAPENDIO so sulle nuvole pu essere osservato chiaramente
Si possono presentare come delle oggetti delle da una grande distanza, anche se le nubi non sono
pi svariate forme in grado di compiere strane evo- sempre visibili. In alcuni casi i fari possono illumi-
luzioni in cielo. Raramente in volo di notte, sono vi- nare pi strati di nubi sovrapposte, dando origine
sibili anche a bassissima quota. a numerose luci. I proiettori in grado di creare que-
Deltaplani e parapendio di solito hanno punti di sti effetti si trovano in corrispondenza di discote-
partenza e di arrivo prefissati ed abituali.Gli alian- che, circhi, concerti, fiere ed esposizioni.
ti, invece, vengono trainati in quota da un aereo da
turismo e quindi lasciati evolvere autonomamente
in modo assolutamente silenzioso. BIBLIOGRAFIA
Circa gli ultraleggeri occorre ricordare che pos-
sono partire ed atterrare con estrema facilit da un Scheda redatta dal Gates Planetarium di Denver, USA, su The
campo neppure particolarmente grande. Esistono APRO Bulletin, vol. 26, n. 9, marzo 1978; trad. it. Infor-
inoltre dei campi di atterraggio strutturati disloca- mazioni utili per convertire un possibile U.F.O. in un proba-
ti per tutto il territorio nazionale. bile I.F.O., su Notiziario Ufologico ACOM, n. 13, settembre
1979, pagg. 32-34.
FARI - Una luce diffusa, talvolta vista muover- Jenny Randles, A bird, a plane - or a UFO?, su The age of
si in linea retta, ma altre volte fermarsi e riparti- the UFO, Orbis, Londra 1984, pagg. 12-15.
re irregolarmente, oppure un gruppo di luci che si
muovono in cerchio in modo sincrono o che si al- Appendice a cura di Gian Paolo Grassino.

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Manuale di metodologia di indagine ufologica

A-5 MISURATORE DI ELEVAZIONE ANGOLARE

LEGENDA

1 IMPUGNATURA 7 PESO (Piombino)


2 TRAVERSA 8 GONIOMETRO
3 VITE 9 VITE
4 RONDELLA 10 ANELLO (Traguardo)
5 DADO 11 CHIODO (Tacca di Mira)
6 FILO

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Centro Italiano Studi Ufologici

A-6 STIMA DI DIMENSIONI APPARENTI (ANGOLARI E COMPARATE)

Nella maggior parte degli avvistamenti i dati ine- sempre viziata dal concetto che il testimone si fat-
renti le dimensioni apparenti delloggetto osserva- to nel frattempo del fenomeno osservato.
to sono senza dubbio quelli che presentano le pi E ovvio che tutte le stime delle misure angola-
grandi imprecisioni e che pongono le maggiori dif- ri devono essere fatte sul luogo dellavvistamento.
ficolt di stima sia al testimone, sia allinquirente.
La ragione di tale situazione che questo gene- MISURATORE DI DIMENSIONI ANGOLARI
re di stima non fa praticamente quasi mai parte Si tratta di uno strumento di semplice realizza-
dellesperienza quotidiana di un comune individuo. zione e di facile uso che pu ovviare allindetermi-
Purtuttavia, considerata limportanza della va- natezza di alcune variabili nella stima delle misu-
lutazione delle dimensioni apparenti, causa lim- re angolari.
possibilit di stimare la distanza reale di un ogget-
to sconosciuto osservato - come spesso accade - in
uno spazio visivo privo di riferimenti, esaminia-
mo alcuni procedimenti semplici per ridurre gli er-
rori pi grossolani.
Le dimensioni apparenti di un oggetto possono
essere indicate in base allangolo visivo fornito
dalla separazione angolare esistente tra i bordi estre-
mi delloggetto osservato.
Se la distanza tra losservatore e loggetto no-
ta, le dimensioni reali di questultimo sono facilmente
calcolabili con la seguente formula trigonometrica:
D = Distanza x tang LEGENDA

1 TRACCE DI MIRA
SCORREVOLI
2 DOPPIO DECIMETRO
3 IMPUGNATURA
4 CORDA LUNGA
CIRCA 80 cm.

In caso contrario ci si deve attenere alle sole di-


mensioni apparenti espresse in gradi.
Un comune riferimento angolare spesso visibile
in cielo la luna piena; il suo diametro apparente
32 darco (poco pi di mezzo grado sessagesimale).
Una volta impugnato, lo strumento va tenuto col
Allo scopo di stimare le misure angolari, utile
braccio teso e quindi occorre traguardare attraver-
ricordare alcuni esempi. Per una stima grossolana,
so le tracce di mira spostandole con laltra mano si-
langolo sotteso dal pugno della mano alla distanza
no a raggiungere le dimensioni apparenti dellog-
di un braccio teso circa 8 gradi. Lultima falange
getto osservato. A questo punto, sempre mante-
dellindice alla stessa distanza copre un angolo di
nendo lo strumento a braccio teso, si misura con la
circa un grado. Sempre nel caso di un individuo
corda in dotazione la distanza tra lo strumento stes-
adulto, la larghezza del pollice rappresenta le di-
so e locchio dellosservatore; per compiere questa
mensioni apparenti di circa 2 gradi.
operazione bene che linquirente segni la distan-
Per farsi unidea pi precisa delle misure ango-
za sulla corda per misurarla in un secondo tempo
lari, riportiamo di seguito qualche esempio:
con un metro.
- diametro apparente di 20: altezza di un uomo di
Grazie alla misura della corda e alla distanza ri-
statura media a 5 m.
levata tra le due tracce di mira si potr determi-
- diametro apparente di 10: lunghezza di unauto
nare la dimensione angolare stimata dal testimo-
a 25 metri, oppure un pallone da football a 1,5 m.
ne che data dalla distanza tra le due tracce di mi-
- diametro apparente di 2: lunghezza di un auto-
ra (l ) diviso quella tra lo strumento e locchio
carro a 250 m., oppure diametro di un piatto da ta-
dellosservatore (D) secondo la formula:
vola a 7 metri.
E bene per sottolineare che questi esempi pos- tang =l /D
sono fornire delle stime molto approssimative delle
dalla quale si pu facilmente risalire dalla tangen-
dimensioni apparenti di un oggetto. Occorre sempre
te alla misura in gradi dellangolo.
tenere a mente che una qualunque misurazione non
effettuata durante lavvistamento ma a posteriori Appendice a cura di Paolo Toselli.

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CISU Casella Postale 82 10100 Torino Tel. 011.307863 Fax 011.545033 E-mail: cisu@ufo.it www.cisu.org

QUESTIONARIO PER LA RACCOLTA DEI DATI


SULLOSSERVAZIONE DI UN PRESUNTO FENOMENO UFO

DATI PERSONALI del testimone / compilatore

Nome __________________________________ Cognome _____________________________________

Indirizzo completo ___________________________________ Citt ______________________________

e-mail ___________________________________ Telefono ____________________________________

Anno di nascita ___________ Professione ___________________________________________________

Studi effettuati __________________________________________________________________________

COORDINATE DELLOSSERVAZIONE

Data (giorno, mese, anno) ____________________________________________________________________

Losservazione ha avuto inizio alle ore __________ esatte (ho guardato lorologio)
allincirca

Se non ricordate questi dati con precisione, cercate di situare al meglio lavvistamento nel tempo
(es. inizio/fine di una stagione, giorno della settimana, festivo o feriale, mattino o sera, ecc.)

_______________________________________________________________________________________

Comune _______________________________________________ Provincia ______________________

Localit precisa (es. centro abitato, campagna, frazione, borgata ecc.) ______________________________________

DESCRIZIONE DEL FENOMENO

Di seguito cercate di descrivere con parole proprie quello che avete osservato, seguendo lo svolgimento dei
fatti dallinizio alla fine.
(Se lo spazio sottostante non sufficiente integrare con altri fogli il racconto, aggiungendo tutti i particolari
ritenuti importanti e i dati utili ad una migliore ricostruzione dei fatti)

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

_______________________________________________________________________________________

DETTAGLI

Compilare questa sezione in ogni sua parte, anche se i particolari richiesti sono gi stati evidenziati nel
racconto.

Durata del fenomeno: _______ ore, _______ minuti primi, _______ secondi

Si distingueva una forma precisa?


S No; Se s, quale? ________________________________________________________________

Sono state riscontrate delle variazioni nellaspetto?


S No; Se s, quali? _________________________________________________________________

Colori osservati: ________________________________________________________________________

Sono state riscontrate delle variazioni nel colore?


S No; Se s, quali? _________________________________________________________________

Luminosit: indicare se il tipo di luminosit del fenomeno era:


fisso, tremolava, pulsava in modo regolare, pulsava irregolarmente,
altro ________________________________________________________________________________

Dimensioni apparenti (indicare le dimensioni apparenti in termini angolari: gradi, minuti, secondi)
_______________________________________________________________________________________

Se risulta difficile la stima di cui sopra, indicare se le dimensioni apparenti erano paragonabili a:
una stella, un quarto della Luna Piena, met della Luna Piena, la Luna Piena,
superiori alla Luna Piena (quante volte?) __________ altro: _______________________________

Movimenti osservati
nessuno, era immobile si muoveva di moto uniforme,
ha effettuato movimenti complessi (quali?) _________________________________________________
_______________________________________________________________________________________

Direzione geografica in cui comparso (se possibile precisare i punti cardinali, altrimenti indicare una localit, un monte, ecc.)
_______________________________________________________________________________________
Direzione geografica in cui scomparso (vedi sopra) ____________________________________________

Altezza apparente rispetto allorizzonte (se possible stirmarla, indicare lelevazione angolare sullorizzonte in gradi: un
oggetto sullorizzonte a 0 gradi, mentre se posto in verticale sulla vostra testa a 90, valutate le misure nellintervallo fra 0 e 90)

inizio osservazione: _________________________ fine osservazione _________________________

Distanza stimata tra il fenomeno e losservatore _______________________________________________

Si sono notati suoni o altri fatti apparentemente connessi con il fenomeno osservato?
S, No; Se s, quali? ________________________________________________________________

CONDIZIONI METEOROLOGICHE

Descrizione del tempo (buono, piovoso, nebbioso, ecc.)


_______________________________________________________________________________________

Il cielo era completamente sereno, parzialmente nuvoloso, totalmente coperto;


precipitazione: ________________________________________________________________________

La Luna era presente, assente

VISIBILITA

Attraverso quale mezzo stata effettuata losservazione? (es. occhio nudo, lenti da vista o da sole, binocoli, finestre, vetri
dauto, ecc.)

_______________________________________________________________________________________

Indicare eventuali difetti alla vista (es. uso abituale di lenti, tipo di difetto)
_______________________________________________________________________________________

SITUAZIONE AMBIENTALE

Dove eravate e cosa stavate facendo subito prima dellavvistamento? ______________________________


_______________________________________________________________________________________

Come vi siete accorti del fenomeno? _________________________________________

Che cosa avete pensato che fosse? __________________________________________

Cosa avete fatto durante losservazione? _____________________________________

Come terminata losservazione? Il fenomeno :


scomparso allimprovviso, andato affievolendosi, sparito perch coperto da edifici, nuvole o
altro, scomparso in lontananza, altro: ________________________________________________

Cosa avete fatto subito dopo? ______________________________________________________________


Erano presenti altre persone che hanno osservato il fenomeno?

No, S (indicare possibilmente nome e cognome, indirizzo, telefono):


_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________

DATI DELLA FOTOCAMERA

Marca ___________________________

Modello _________________________ analogica, digitale

Se analogica, precisare:

Sensibilit della pellicola: _______ ISO Lunghezza focale: _______ mm.

Regolazione: manuale, programmata, automatica, fissa

Apertura dellobiettivo: F _____ Tempo di posa usato: ___________

Se digitale, precisare:

Megapixel: ________ Qualit impostata: bassa, media, massima

Zoom: _____ X: ottico, digitale

DATI AGGIUNTIVI

A chi avete raccontato dellavvistamento? _____________________________________________________

Avete avuto altri avvistamenti di presunti UFO? S, No


Se s, utilizzate altri questionari per descriverne i particolari.

DISEGNO DEL FENOMENO

Si prega di tracciare su un foglio separato. allegando scansione se il questionatio inviato via posta elettronica,
un disegno descrittivo (schizzo) a colori del fenomeno osservato, apponendo firma e data di esecuzione.

AUTORIZZAZIONE

Io sottoscritto/a _______________________________________ autorizzo il Centro Italiano Studi Ufologici


ad archiviare i miei dati personali dietro preciso impegno di non renderli noti a terzi, fatta eccezione sola-
mente per i responsabili del CISU stesso, a soli fini di studio, ed autorizzo il CISU ad utilizzare le immagini
della ripresa fotografica, per soli fini di documentazione analisi e pubblicazione in proprio anche online,
restando invece escluso e riservato al sottoscritto ogni eventuale utilizzo commerciale, cessione o concessio-
ne delle immagini a terzi.

Data _____________________ Firma ______________________________________


ESEMPIO DI RELAZIONE SU UN FENOMENO AEREO INSOLITO

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RIASSUNTO

Il 6 settembre 1986 una coppia di persone osserva da Roma, Piazza del Campidoglio, un gruppo di lu-
ci dal comportamento insolito.

Esse sono in numero di cinque o sei di colore bianco lampeggiante e si dirigono apparentemente verso
NW. Man mano che si allontanano, sembrano diventare sempre pi piccole finch scompaiono del tutto.

Il fenomeno, nonostante sia stato osservato in pieno centro cittadino, non ha avuto ulteriori riscontri.

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SOMMARIO

PARTE PRIMA: INTRODUZIONE

Dati personali della testimone

Diario dellinchiesta

PARTE PRIMA: RESOCONTO

Trascrizione dellintervista

Ricostruzione del caso

Rilevamenti.
PARTE PRIMA: INTRODUZIONE

DATI PERSONALI DELLA TESTIMONE

Federica XXXXXX residente a Roma in Via XXXXXXXXX

Titolo di studio: frequenta la terza classe del liceo classico.

Vista: Buona.

(N.B. Lindirizzo stato reperito tramite il Servizio Abbonati della SIP in quanto la teste si rifiutata
di comunicarlo).

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DIARIO DELLINCHIESTA

La segnalazione del caso viene resa nota dalla testimone Federica Q. che ne d comunicazione alla se-
greteria telefonica dei Centro Italiano Studi Ufologici di Roma in data 9 settembre 1986 dopo le ore
13.50, lasciando il proprio numero telefonico.

Il caso viene esaminato inizialmente da Claudio Zacchia, il quale dopo aver verificato lautenticit del
numero telefonico per mezzo del Servizio Abbonati della SIP, prende contatto telefonicamente con la
testimone verificando cos lautenticit del caso.

Zacchia comprende immediatamente la natura del fenomeno e le circostanze dellavvistamento: un grup-


po di luci lampeggianti che vengono avvistate dal punto pi centrale di Roma, Piazza Venezia.

Sul caso viene raccolto un discreto quantitativo di appunti e viene formulata alla testimone la richiesta
di invio di un disegno del fenomeno osservato.

Il caso viene successivamente riesaminato da Fabrizio Arcese in data 18/12/1986 quando questi, nellam-
bito del Progetto Catalogo Regionale, si rende conto della mancanza di qualsiasi dettaglio su di esso.

Pertanto, sempre in data 18 dicembre 1986 Arcese contatta telefonicamente la testimone alle ore 21.40
effettuando cos una breve intervista telefonica che viene registrata su nastro magnetico.

Alcuni giorni dopo, in data 23 dicembre 1986, Arcese contatta nuovamente la testimone alle ore 11.45
e, non avendola trovata, prova a ricontattarla questa volta con successo alle ore 18.06.

Le propone di effettuare unintervista maggiormente circostanziata e magari di effettuare un breve so-


pralluogo sul punto esatto da cui lei ha potuto osservare il fenomeno ma lei respinge entrambe le richie-
ste, asserendo di non ricordare quasi nulla sul caso e rifiuta anche la successiva richiesta di un disegno del
fenomeno da lei osservato, in quanto ribadisce di non ricordare il numero e la forma delle luci.

Da notare che durante il colloquio non si viene a sapere nulla sullaltro testimone dellavvistamento n
migliore sorte ha linquirente quando ne fa esplicita richiesta a Federica Q. che sembra non ne voglia
mimimamente accennare.
PARTE SECONDA: RESOCONTO

TRASCRIZIONE DELLA REGISTRAZIONE DEL COLLOQUIO TELEFONICO INTERCORSO


TRA LA TESTIMONE FEDERICA Q. E LINQUIRENTE FABRIZIO ARCESE IN DATA l8.12.86
ALLE ORE 21.40.

D - Buonasera, sono Fabrizio Arcese del Centro Studi Ufologici di Roma. Potrei parlare con Federica,
per favore?
R - Sono io. Ciao.
D - Ciao. Ti chiamo per sapere qualcosa sul tuo avvistamento di questa estate, quello che hai segnala-
to alla segreteria telefonica.
R - Si, mi ricordo. Dimmi pure.
D - Ecco, volevo sapere se potevi dirmi come si sono svolti i fatti.
R - Si, ma io ho gi
D - Lo so. ma volevo sapere qualcosa di pi dettagliato.
R - Guarda, pi dettagliato di ci che ho gi detto non credo che
D - Ho capito. Proprio non me lo puoi ripetere?
R - S.
D - Solo ci che ti ricordi, a parole tue.
R - Dimmi, fammi le domande.
D - Niente di particolare, semplicemente come si cono svolti i fatti sulla base, ovviamente, dei tuoi ri-
cordi.
R - Praticamente ho visto delle luci nel cielo; erano luci bianche, ad intermittenza; mi sembra che era-
no cinque o sei, ma non me le ricordo bene. Ma comunque non erano molte. Poi che altro vuoi sapere?
D - Allora, prima di tutto due cosette su quando avvenuto il fatto.
R - Questo proprio non me le ricordo; io quando vi ho telefonato?
D - Hai telefonato il 9 settembre.
R - Eh quindi successo... aspetta, il nove settembre ecco, circa tre giorni prima.
D - Per caso ricordi anche lora in cui hai iniziato a vederlo?
R - Era di sera.
D - Sera eh? Senti, mi dici da dove le hai visto?
R - Ehm, da Piazza Venezia.
D - Va bene. Senti, ti vorrei chiedere una cosa; sei anche libera di non rispondere; mi puoi dire che sta-
vi facendo prima dellavvistamento e come ti sei accorta del manifestarsi del fenomeno?
R - Mah, per caso; cio sai quando uno guarda, cos...
D - Ah, ho capito.
R - Non che cera nessun motivo particolare.
D - Senti, puoi dirmi quali sono state le tue impressioni subito dopo lavvistamento?
R - Cosa ho pensato?
D - S, e come hai...
R - Cio, io ho pensato che potesse essere anche un aereo, per adesso non saprei...
D - Va bene.
R - Cio penso che gli aerei non abbiano tutte quelle luci; adesso per non ti so dire...
D - Va bene, non ti preoccupare. Unaltra cosina; come mai hai pensato di telefonarci?
R - Ehm, beh! Cos.
D - Il numero come le hai avuto?
R - Perch io lho raccontato e, ecco, mi hanno detto di questo centro.
D - Ah, ho capito. Comunque, che cosa hai pensato che fosse?
R - Oddio non che abbia fatto dei lunghi... non so, beh
D - Voglio dire quando lhai raccontato dopo, come lhai raccontato?
R - Come una cosa un po strana.
D - Unaltra cosa; dove stava?
R - Eh, dove stava? Per aria.
D - O.K.: come te ne sei accorta?
R - Te lho detto, non lo so. Guardando cos, per caso
D - Hai forse alzato gli occhi al cielo?
R - Eh s.
D - O.K.; e per...
R - Quanto tempo?
D - S.
R - Cinque o sei minuti.
D - Ho capito. Dopodich?
R - Dopo si sono spente e basta!
D - Che cosa vuol dire si sono spente?
R - Niente che si sono... spente.
D - Va bene. Non hai notato altro di particolare?
R - No, poi me ne so andata, quindi...
D - Ho capito; ci hai pi ripensato in seguito?
R - Mah, ultimamente no.
D - Volevo dire... subito dopo.
R - Emb si. Certo.
D - E non ti ricordi nulla, su quali erano le tue impressioni in proposito?
R - (risata) Cio, non so beh; non che erano pensieri molto... mi chiedevo cosa potesse essere.
D - E cosa ne hai concluso?
R - Cosa ne ho concluso?
D - S.
R - Bah,niente di particolare.
D - Ah, ho capito.
R - Appunto ho telefonato, perch io non posso giudicare.
D - Hai telefonato per comunicarci lavvistamento o per che altro?
R - No, no, a titolo informativo.
D - Bene, vorrei chiederti qualche altra cosa. Ricordi comera il tempo quel giorno?
R - Emh... era bello si si,
D - Cio?
R - Era sereno.
D - Ho capito; ricordi qualcosaltro riguardo alle luci?
R - Se erano ferme?
D - No, qualcosa sul colore e sulla forma.
R - Erano bianche, ma la forma, eh no, non lo so. Penso rotonda, ma non te lo so dire.
D - Di che grandezza?
R - Ehm non lo so. Senti hai presente ad esempio quando vedi gli aerei?
D - Pi o meno
R - Beh, un po pi grandi insomma.
D - Va bene, ora dimmi in che punto di piazza Venezia ti trovavi.
R - Mah, stavo al Campidoglio.
D - Sulla piazza?
R - S.
D - Bene
R - Verso dove?
D - Esattamente
R - Eh, verso... sai le scale che vanno in gi?
D - Si
R - Da quella parte.
D - O.K.
R - Cio, io guardavo da quella parte, poi evidente che
D - Va bene. Pi o meno per quanto tempo?
R - Cinque e sei minuti penso. Per non...
D - Benone. Mi sembra che abbiamo quasi finito. Solo qualche dato personale. Nome e cognome li so;
dove abiti? Eh? Sei anche libera di non rispondere, per a noi servirebbe per completare i dati sul caso.
Mah, non
D - Fai tu.
R - Vabb, non te lo dico.
D - Data di nascita?
R - Sono dell8 marzo del 1968
D - Cosa studi?
R - Sto al ter... allultimo anno del liceo classico.
D - Va bene.
R - Non c altro?
D - Se ti ricordassi altri particolari...
R - No, altri particolari non
D - Va bene, ti ringrazio. Scusa per il disturbo.
R - Niente.
D - O.K., ciao.
R - Ciao.

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Trascritto da Fabrizio Arcese a Roma in data 19.12.86 alle ore 14.50.


Dattiloscritto dalle stesso in data 29.12.86 con lievi correzioni.
RICOSTRUZIONE DEL CASO

IL LUOGO

Il fenomeno stato osservato da Piazza del Campidoglio, celeberrima piazza michelangiolesca situata
sul colle Campidoglio (m.38 s.l.m.).

Su di essa si trova il Municipio della citt di Roma, ed posta immediatamente alle spalle di Piazza
Venezia che viene considerata il baricentro della citt.

CONDIZIONI METEOROLOGICHE

Il cielo completamente sereno e si ha una buona visibilit della volta celeste.

I FATTI

La testimone, Federica XXXXXX, si trova sulla Piazza del Campidoglio per motivi imprecisati assieme
ad unaltra persona di cui non si sa praticamente nulla (presumiamo che possa essere il proprio ragazzo).

Per puro caso, alle ore 22.30 circa, alza gli occhi al cielo in direzione della scalinata che dalla piazza
conduce alla sottostante Via del Teatro di Marcello, ed ha cos modo di osservare un gruppo di luci di
colore bianco che emettono dei lampeggi.

Esse procedono in formazione ad unaltezza non precisata, sono leggermente pi grandi delle stelle e si
dirigono (verso le scale che vanno gi) approssimativamente in direzione NW.

Federica segue il movimento delle luci, che vanno impicciolendosi man mano che si allontanano, fn-
ch non scompaiono del tutto.

Nei giorni seguenti, ha modo di parlare ad altri del proprio avvistamento venendo cos messa al corrente
dellesistenza del numero telefonico del Centro Studi Ufologici di Roma.

Pertanto in data 9 settembre 1986, tre giorni dopo il suo avvistamento, decide d prendere contatto con
il Centro.

RILEVAMENTI

Data limpossibilit ad effettuare sopralluoghi, non si sono potuti rilevare con esattezza i dati quantita-
tivi sullavvistamento: direzione ed elevazione angolare.

La direzione approssimativa del fenomeno, che stata riportata nella presente relazione, stata rileva-
ta dallinquirente sulla base delle proprie conoscenze e per mezzo di una carta topografica.
PARTE TERZA: COMMENTO

ALCUNE IMPRESSIONI SULLA TESTIMONE

Da quanto emerso dal colloquio con la testimone, questa ci appare una ragazza spigliata, con buona ca-
pacit dialettica, con una buona preparazione culturale ed una certa capacit di analisi critica; unico
neo, almeno apparentemente, sembra essere una sorta di timidezza che viene maggiormente esterna-
ta in caso di domande su cose personali.

Federica sembra essere abbastanza sicura di s; ci si pu notare dal tono della voce durante la conver-
sazione, che appare fermo e contemporaneamente pacato. Tale considerazione comunque da prende-
re con le pinze in quanto non possibile avvalorare alcuna affermazione sul profilo psicologico di un
individuo senza un minimo contatto di persona (che non comunque sufficiente).

Infine vale la pena considerare un particolare che a nostro modesto avviso appare degno di nota: men-
tre inizialmente Federica appare come impacciata nel raccontare allinquirente lavvistamento occor-
sole, nella fase finale del colloquio le proprie affermazioni sembrano pi decise, quasi con la risposta
giusta al momento giusto. Il che potrebbe far supporre una certa solerzia nel voler cessare il colloquio
stesso forse proprio per un crescente imbarazzo che riteniamo possa riferirci a due fatti in particolare:

l) la durata magari insolitamente lunga della telefonata;

2) laver cambiatoapparecchio telefonico non appena ha appurato lesatta natura della telefonata.
Probabilmente anche ci va riferito al concetto di timidezza d cui sopra (magari la ragazza ha timore
di parlare in senso molto lato, di ragazzi; probabilmente ci deriva da un non sincero rapporto con i
familiari).

Soprattutto questultima considerazione, comunque (ed bene precisarlo), deriva da impressioni es-
senzialmente epidermiche in cui magari si anche peccato di fantasia, che potrebbero addirittura fuor-
viare unattenta analisi del profilo psicologico e dellassertivit di Federica; pertanto siano interpretate
in modo rigorosamente asettico.

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Redatto da Fabrizio Arcese a Roma in data, 18.12.86. alle ore 23.30.


Dattiloscritto, con lievi correzioni, dalle stesso in data 29.12.86.
VALUTAZIONE

Il caso di Federica Q. non presenta, almeno nel suo complesso, notevoli caratteristiche dal punto di vi-
sta, della fenomenologia marcatamente ufologica. Crediamo che vale anche la pena sottolineare che,
nonostante lo stimolo-UFO che ha portato Federica a contattare il Centro, non sia stato prodotto al-
cun tipo di illazione in merito, come spesso e volentieri, invece. accade. Infatti, Federica non ha ag-
giunto alcun dettaglio di suo, limitandosi alla pura e semplice descrizione del fenomeno cos come
lei la ha osservato.

Pertanto limpressione che ne consegue che comunque esso sia stato indotto da un avvenimento rea-
le,quindi effettivamente avvenuto nei tempi e nei modi in cui lei ne ha parlate.

A nostro avviso, tale conclusione motivabile dalla evidente buona fede di Federica, di cui siamo as-
solutamente certi e dallapparente mancanza di contraddizioni durante il resoconto della propria espe-
rienza.

Purtroppo, la pressoch totale mancanza di dati ha posto un ostacolo non indifferente alla probabile so-
luzione del caso quindi, potendoci basare esclusivamente su una sommaria ricostruzione, per giunta ef-
fettuata a posteriori riteniamo che sia possibile avanzare una sola ipotesi in merito alla natura del fe-
nomeno avvistato, cio che le luci insolite fossero le luci antieollisione collocate sulla carlinga e sulla
parte posteriore di un normale aereo di linea, la cui notevole luminosit avrebbe coperto le classiche,
familiari, luci di posizione rosso-verdi.

A sostegno di tale ipotesi deporrebbero i tempi dellosservazione (anche se si ritiene che la durata dellos-
servazione, valutata in cinque o sei minuti, sia fortemente opinabile, in quanto costituisce una sorta di
discrepanza col resto del racconto che anzi appare confuso e frammentario) e anche lassenza di altri
effetti (sia pure secondari ed a cui difficilmente ci si fa caso), cosa abbastanza frequente nella casi-
stica di questo genere.

Daltronde, non sembra plausibile adottare per questo caso delle soluzioni alternative.

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La presente relazione stata realizzata da Fabrizio Arcese a Roma nei giorni 19 e 20 dicembre 86 e dat-
tiloscritta integralmente dallo stesso in data 29 dicembre 86 alle ore 15.40.

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