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Racconto di halloween

Era una notte buia e tempestosa, infatti la luce era spenta e lello aveva mangiato fagioli e peperonata e
stava lottando con i fantasmi del suo intestino. Comunque anche fuori pioveva e tuonava e
improvvisamente la stanza si illumin per il riflesso di un fulmine e a lello parve di vedere una figura ferma
nell'angolo di fronte a lui

No cara...non farmi perdere il filo. Era una figura senza volto, o meglio con un viso, ma senza lineamenti
definiti, in piedi immobile inespressivo. Lello accese la luce con impeto ma la figura era svanita e si strofin
gli occhi con le dita, poi la spense. Quando riapr gli occhi con lo sguardo rivolto alla finestra la vide di
nuovo, questa volta riflessa nel vetro e si gir di scatto in corrispondenza del punto della stanza
no tesoro, calmina...fammi andare avanti. Questa volta ne era certo il volto pallido, senza lineamenti era l
di fronte a lui, vestito di scuro. Il suo viso non aveva naso, n occhi e n bocca, ma parl con una voce che
sembrava senza tempo: Sono il Baubau..

Cara no...non ci sono cagnolini in questa storia...

Sono venuto a prenderti....Continu il Baubau

Dove andiamo? rispose lello.

Devo mostrarti una cosa seguimi.

Un attimo che mi cambio la maglietta intima e le mutande, mamma mi dice sempre che non sia mai
succede qualcosa almeno mi portano in ospedale con l'intimo pulito

Fai presto! tuon quella voce senza tempo

Lello si sofferm un secondo ad osservarlo, non aveva bocca, ma stringeva debolmente tra le dita una
sigaretta accesa
Lello lo segu in strada, il tempo sembrava fermo, la pioggia non cadeva pi, o meglio c'era, ma era sospesa
a mezzaria, immobile, come tutte le figure intorno a lui. Il Baubau si muoveva schivo davanti a lui
mantenendo sempre la stessa distanza, a un certo punto si ferm, sollev una mano e disse:

Fermo! intim inarcando un dito, la sua mano era viscida ed allo stesso tempo rugosa, l'unghia nera come
la pece, ma dal contorno bianco

No cara, era solo molto lunga...fammi continuare. Il dito indic una direzione alla destra del Baubau, che
aggiunse: da quella parte. Lello si incammin, questa volta davanti a lui. Sapeva che non aveva il naso, e la
bocca, ma sentiva ugualmente il suo fiato gelido e putrido venire fuori con un respiro rantoloso.

Fermo. disse il Baubau. Mi voltai a guardarlo e fece ancora un cenno con la mano, indicando una porta.

no...
La porta s apr ed alla tenue luce della sua vernice bianca si sostitu il nero profondo della stanza. Poi il
Baubau aggiuse: Entrerai da solo, io non posso entrare

Entr timoroso e dopo un paio di minuti i suoi occhi si abituarono al buio e fu allora che lo scorse
nell'angolo, si avvicin, era dritto immobile davanti a lui, dalle sembianze umane ma con almeno cinque
occhi, il viso deforme e dei lunghi denti che sporgevano irregolari dalle sue labbra. Mentre ancora cercava
di carpire altri particolari la luce si accese e Lello ritrov davanti a se la sua figura riflessa in uno specchio,
poi alle sue spalle ud una voce squillante