Sei sulla pagina 1di 13

IL PROGETTO DARCHITETTURA FRA

DIDATTICA E RICERCA

ATTI

A cura di Claudio DAmato

ARCHITECTURAL DESIGN BETWEEN


TEACHING AND RESEARCH

PROCEEDINGS

Edited by Claudio DAmato

POLIBAPRESS / ARTI GRAFICHE FAVIA


2011 retevitruvio.it Tutti gli autori hanno dichiarato All the authors have declared
congresso@retevitruvio.it che il loro contributo non that their contribution has never
Dipartimento ICAR mai stato pubblicato. Se alcune been published before. If any
Politecnico di Bari parti del paper sono gi state parts of the paper have already
4 via Orabona - 70125 Bari pubblicate lautore lo ha gi been published, the author has
dichiarato nelle note al testo. indicated it in the notes.
Claudio DAmato, aprile 2011 Tutti gli autori hanno dichiarato All the authors have declared
damato@poliba.it che le immagini contenute nei that the illustrations contained
loro paper sono originali e/o di in their papers are original and
loro propriet. In caso contrario / or their property. Otherwise,
essi hanno dichiarato di aver authors declare that all legal
assolto agli obblighi di legge. requirements have been fulfilled.
Comitato organizzatore: LEditore pertanto non Therefore the Publisher will
Politecnico di Bari responsabile di eventuali richieste not be liable for any claims of
Claudio DAmato di diritti dautore avanzate da copyright infringement.
Attilio Petruccioli terzi. The Authors hold the copyright
Giulia Annalinda Neglia Il copyright del paper rimane on their own paper; The Authors
Claudio Rubini dellautore, ma stato concesso grant to the Publisher the right
Adriano Spada allEditore il suo diritto di to publish their paper into the
pubblicazione negli atti del Proceedings of the Conference;
Congresso, sia nella prima the publication right is granted
In redazione: edizione che nelle eventuali for the first publication and for
Rosanna Visaggi successive ed anche in quelle on- further editions, both print and
Dottorandi XXVI ciclo line ad accesso libero. free online editions.
Francesca Barone Gli autori si sono impegnati a The authors accept not to further
Nicola Panzini non pubblicare ulteriormente il publish the paper without
Dottorandi XXV ciclo paper senza dichiarare di essere reference to the first publication
Lisa Boccardi stato pubblicato per la prima into the Proceedings of the
Frida Pashako volta negli atti del I Congresso First International Congress of
Stefania Petralla Internazionale di ReteVitruvio ReteVitruvio held in Bari in May
svoltosi a Bari nel maggio 2011. 2011.

Consulenza grafica I diritti di traduzione, di Rights of translation, electronic


Nino Perrone memorizzazione elettronica, di storage, any reproduction and
riproduzione adaptation -even partial- by
Composizione tipografica e di adattamento anche parziale, any means, are reserved for all
in Adobe Garamond con qualsiasi mezzo, sono countries.
di Peter Slimbach riservati per tutti i Paesi. Making copies is strictly
Non consentito fare fotocopie forbidden without the prior
Stampato da senza il permesso scritto written permission of the
Arti Grafiche Favia dellEditore. Publisher.
70026 Modugno (Bari)
Tutte le notizie biografiche All biographical information on
ISBN 978-88-95612-79-9 relative agli autori sono state da authors has been provided by the
1a edizione, aprile 2011 essi fornite. authors themselves.
LEditore non responsabile per The Publisher is not responsible
omissioni o errate indicazioni. for omissions or wrong
information.
4
ARCHITETTURA E
COSTRUZIONE
ARCHITECTURE
AND CONSTRUCTION

1839
Bruno Morassutti, con Aldo Favini (strutture),
Villa von Saurma a Termini di Sorrento, 1962-64

MARTINO DOIMO,
Universit IUAV di Venezia, Facolt di Architettura

Lo studio svolto sulla Baukunst miesiana - nel libro (Doimo,


2009) incentrato sul progetto per il Bacardi Administration
Building a Santiago de Cuba (1957-60) - ha consentito di met-
tere in luce un capitolo della ricerca architettonica italiana tra
gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, molto vicino alle
tematiche proprie della coeva riflessione sperimentale elaborata
da Mies van der Rohe.
Il lavoro di ricerca qui presentato riguarda unopera di Bruno
Morassutti: villa von Saurma, realizzata a Termini di Sorrento
nel 1962-64.
Lindagine si approfondita attraverso lo studio dei documenti
dellarchivio Morassutti, presso lArchivio Progetti Iuav, ove si
trovano anche le fotografie di Casali della casa, per Domus.
I primi risultati della ricerca sono stati illustrati nella mia rela-
zione al Seminario organizzato dallUnit di Ricerca Iuav Arte
del costruire, tenutosi allo Iuav nel 2009 (Doimo, inedito).
Come nel mio libro (Doimo, 2009), lanalisi viene sviluppata
attraverso tre piani di lettura - tettonica, spazio e arte muraria
- definiti in riferimento alla radicale revisione teorica in parti-
colare ottocentesca delle tradizionali categorie dellarte del co-
struire, a partire dalla teoria strutturata e organica di Gottfried
Semper.
Questi autonomi strati interpretativi sembrano trovare una
esplicita enunciazione nella composizione dei differenti ele-
menti, adottati nella costruzione della casa per vacanze sulla
penisola sorrentina, presentando forti analogie con la ricerca
miesiana, volta a definire una nuova arte del costruire, appro-
priata alla nuova epoca, nel processo di traduzione monumen-
tale delledificio archetipico pelle e ossa - definito negli anni
Venti - nel tempio pensato per Cuba, infine realizzato a Berlin.
Villa von Saurma esemplifica con estrema chiarezza i temi
essenziali della moderna Baukunst: ne distingue i differenti
elementi e li ricompone in un nuovo ordine che non ricerca
improbabili coincidenze, non nasconde le conflittualit ormai
inconciliabili, ma consente di comprendere la specifica natura e
finalit delle componenti stesse.

Bruno Morassutti (1920-2008, unico architetto italiano ad


avere frequentato la Taliesin Fellowship di Frank Lloyd Wright,
nel 1949-50) riesce qui a precisare gli elementi costruttivo-

2029
Fig 1.

Fig 2.

Fig 3. Fig 4.

2030 4. LA COSTRUZIONE: CASI STUDIO | DOTTORATO


Fig 1. Fronte sud-ovest. figurativi di una originale poetica architettonica, coniugando:
Fig 2. Pianta livello principale. - lesperienza maturata nellapprendistato wrightiano, in parti-
Fig 3. Pianta livello sottostante.
colare per limpiego di materiali e tecniche costruttive tradizio-
Fig 4. Sezione trasversale.
nali, come la muratura in pietra, ma anche ovviamente per la
concezione spaziale di ispirazione orientale (come ormai noto
fortemente influenzata dalla teoria semperiana);
- lesperienza della sperimentazione sulla chiarezza costrutti-
va della struttura in calcestruzzo armato (c.a.) - definita nel
quadro della originale ricerca sulla prefabbricazione che stava
sviluppandosi in quegli anni nella cultura architettonica ita-
liana - condotta con Angelo Mangiarotti, a partire dagli anni
Cinquanta.

In villa von Saurma, Morassutti - con lingegnere Aldo Favini


- sviluppa i temi affrontati con Mangiarotti e Favini stesso per
la realizzazione della chiesa Mater Misericordiae a Baranzate
(1956-58), in direzione di una pi complessa articolazione dei
rapporti tra lelemento del riparo tettonico - con le connesse
schermature di rivestimento spaziale - e le sostruzioni o recinti
di natura muraria.
La villa sorge su di un terreno scosceso - che presentava tratti di
terrazzamenti in muri a secco, in rovina - sistemato da Moras-
sutti tramite la riproposizione di una serie di terrazze con muri
di contenimento in pietrame ad apparecchiatura irregolare, in
stretta continuit con le tradizioni costruttive del luogo.
Su questa sorta di strato archeologico artificiale si fonda il nuo-
vo edificio.
Analogamente a molte opere di Mies - e in particolare al coevo
progetto per la sede Bacardi a Cuba - le costruzioni murarie
basamentali si estendono al di sopra del podio, a recintare e in-
cludere parzialmente due monumentali strutture tettoniche in
c.a. - come due grandi tavoli - costituite ciascuna da un gruppo
di quattro colonne, che sostengono una vela aggettante, ten-
denzialmente piana, a pianta quadrata.

La villa, affacciata a sud-ovest su una splendida veduta di Capri,


articolata in due volumi, adottando il sistema aggregativo per
piccole cellule indipendenti e topograficamente composte, che
trova ragione nella tradizione costruttiva locale delle coperture
a volte in materiali leggeri, con luci ridotte.
La tradizione delle costruzioni rurali spontanee del luogo aveva
gi ispirato Schinkel, nel suo primo viaggio in Italia del 1803-
04: si pensi al disegno di una casa di contadini a Capri.
I due volumi sono separati da una scala in pietra vesuviana, che
collega lingresso pedonale a monte, con il giardino (su quattro
terrazzamenti) e laccesso pedonale/carrabile dalla strada a valle
(dislivello m 10.25).

2031 Martino Doimo


Gli edifici veri e propri, nei quali si articola la villa, sono costi-
tuiti dallabitazione principale - pi ampia e alta, dotata di un
soppalco - e da un corpo minore per gli ospiti.
Nello spazio di distacco tra gli essenziali ripari tettonici dei due
edifici, si insinua la scala in pietra che d distribuzione ai vari
terrazzamenti e corpi edilizi, come in un tradizionale borgo
mediterraneo.
Nella versione definitiva del progetto, sul terzo terrazzamento,
al di sotto del riparo maggiore sono ospitati: il soggiorno/pran-
zo; la cucina con dispensa, camera e bagno di servizio; la came-
ra padronale connessa a uno studio (in affaccio sul soggiorno)
con un bagno, posti allammezzato e raggiungibili solo da una
scaletta in legno esterna.
Sul terrazzamento superiore, al di sotto del riparo minore si
trovano due camere per ospiti e un bagno.
Unulteriore camera per ospiti con bagno e uno studiolo sono
ricavati allinterno del terzo terrazzamento, sotto la terrazza del
soggiorno, alla quale sono collegati da una scala esterna in pie-
tra a due rampe.
Nel terrazzamento inferiore ricavato un garage.

Se le murature in pietrame non giungono mai a toccare il


tetto, a sottolineare la natura di pre-esistenza progettata delle
frammentarie costruzioni murarie, la figura elementare dei due
ripari ricorda un baldacchino semperiano, una tenda orizzon-
tale sostenuta da aste, che viene collocata nel luogo quasi senza
alterarlo:
Le colonne sono sempre indipendenti ed isolate dal perimetro
della casa, che potrebbe svolgersi anche in modo differente, e
che non le tocca mai. ([ ] 1965)
I due tetti con colonne si differenziano solo per la scala mag-
giore o minore in pianta e alzato (colonne alte m 4.54 e m
2.64, interassi di m 6.55 x 6.25 e m 5.14 x 4.80), presentando
piani di copertura che assumono una forma curva allintrados-
so, ribassandosi al centro e sollevandosi/assottigliandosi alle
estremit in aggetto, alludendo in tal modo esplicitamente alla
figura di due vele.
Le coperture a velario continuo (di m 12.40 x 11.65 e m 8.74 x
8.25, con sbalzi massimi di m 2.90 e m 1.80) occultano il rap-
porto tra colonne e travi della struttura orizzontale, ricorrendo
a una soluzione propriamente atettonica, ampiamente trattata
nel mio libro (Doimo, 2009).
Leffetto di sospensione sottolineato dal brusco assottigliarsi
delle colonne allimposta della copertura, in corrispondenza di
un piccolo giunto metallico.
Come stato rilevato (Dulio, 2007), tra le fotografie di opere
wrightiane portate in Italia nel 1951 da Morassutti presente

2032 4. LA COSTRUZIONE: CASI STUDIO | DOTTORATO


unimmagine della Walter House nello Iowa (1945), ove appare
evidente una conformazione incurvata della copertura agget-
tante molto simile al tetto di villa von Saurma: qui tuttavia la
compiuta autonoma chiarezza strutturale dei due ripari essen-
ziali comporta la forma assoluta degli stessi, mentre nella casa
di Wright la copertura si adeguava alla conformazione irregola-
re e complessa degli spazi sottostanti.

Nella casa a Termini di Sorrento, le colonne circolari in c.a.


mostrano nel fusto rastremato la sottile sfaccettatura verticale
delle casseforme, con evidente analogia con le scanalature a spi-
golo vivo dellordine dorico, come gi nella chiesa di Baranzate.
Come sappiamo dalla documentazione di archivio presentata
nella mostra su Aldo Favini al Politecnico di Milano (Barazzet-
ta, 2004), le vele a forma di vassoio concavo di villa von Saur-
ma, pensate inizialmente da Morassutti come sottili gusci in
c.a., sono state realizzate da Favini - in accordo alle possibilit
di cantiere - adottando una soletta con travi estradossate in c.a.
Il vassoio di copertura risulta quindi innervato da quattro travi
ad altezza variabile e piane allestradosso, incrociate in corri-
spondenza dei punti di appoggio, che irrigidiscono e sorreggo-
no la soletta inferiore.
Lo schema statico realizzato da Favini corrisponde quindi a
una piastra semplicemente appoggiata.

Va notato che la sezione delle travi incrociate delle coperture


di villa von Saurma aumenta di altezza verso il centro, come
avviene per le travi a doppia orditura, anchesse in c.a., previste
per la sede Bacardi a Cuba di Mies, il cui progetto strutturale
viene sviluppato da Luis Senz (Senz-Cancio-Martin Structu-
ral Engineers), con il quale Gene Summers discute differenti
soluzioni alternative.
Va sottolineato al riguardo che la concezione strutturale appare
fortemente indirizzata dallo stesso Mies, come risulta dalla cir-
costanza in cui - sentito il parere del suo ingegnere di Chicago,
Frank Kornacker - egli rifiuta decisamente alcune variazioni
che volevano introdurre gli ingeneri della Compaia Bacardi,
in quanto avrebbero comportato variazioni architettoniche.
La struttura tettonica in c.a. del Bacardi Building costituita
da otto colonne cruciformi rastremate che, tramite unarticola-
zione a cerniera in acciaio, sostengono una piastra di copertura
monolitica in c.a. precompresso in opera (con armatura di cavi
collocati allinterno delle nervature a cassettoni e delle travi
perimetrali, post-tesi e coperti da capsule simili a triglifi in
trabeazione), costituita da travi disposte secondo uno schema a
graticcio a due vie, riunificate da una soletta piana superiore, le
quali aumentano di altezza verso la mezzeria.

2033 Martino Doimo


Come noto la realizzazione berlinese nella Neue Nationalga-
lerie (1962-68), attraverso la traduzione in acciaio dello stesso
schema - ingegnere strutturale Hans Dienst - non comporter
pi una variazione di sezione delle travi della piastra di coper-
tura, riavvicinandosi al modello in acciaio originario di questa
soluzione strutturale, il progetto per la casa di 50 x 50 piedi
(1951-52), definito da Mies con la collaborazione di Myron
Goldsmith (nel periodo compreso tra il suo viaggio in Europa
del 1950-51, nel quale conosce le strutture innovative in c.a.
di Pier Luigi Nervi, e il suo arrivo come borsista Fulbright a
Roma nel 1953, per studiare e collaborare con lo stesso Nervi
fino al 1955, quando entra a far parte di SOM).

Gi nella chiesa di Baranzate si ritrovava una soluzione di co-


pertura a piastra in c.a., sostenuta da quattro colonne.
In questopera Favini, dopo unipotesi iniziale che prevedeva
pilastri alle estremit (come avviene nel tempio periptero mie-
siano, anche se le due colonne per lato sono significativamente
spostate dagli angoli), decide di spostare verso il centro i soste-
gni verticali per non creare momenti di inflessione sugli stessi e
ridurre peso e dimensioni delle travi prefabbricate: quindi una
campata centrale e due sbalzi esterni i cui massimi momenti
flettenti, pur di segno contrario, fossero uguali in valore assolu-
to (Barazzetta, 2004).
Inoltre, analogamente al progetto per Cuba di Mies - ove gli
ampi aggetti liberi angolari hanno una simile funzione di con-
trobilanciamento - Vi era la necessit di una struttura i cui
cavi di precompressione raggiungessero le estremit della coper-
tura, per operare la tesatura esterna col sistema Favini.

Tornando a villa von Saurma, la forma concava delle coperture


stata realizzata ricorrendo a una serie di centine sagomate, a
supporto di un manto continuo di tavole di legno, con una
tecnica analoga alla costruzione delle carene degli scafi.
In corrispondenza dei punti di appoggio sulle colonne la cassa-
forma presentava una svasatura per la formazione degli elemen-
ti di raccordo, derivati dal getto della soletta.
Lattacco fra colonna e copertura avviene infatti tramite un ca-
pitello a forma di basso cono rovescio, mentre il legame strut-
turale fra le due parti stato realizzato mediante una corona
circolare di otto barre dacciaio e legante cementizio, contenuta
da uno stretto anello in bronzo.
Gli intradossi delle coperture sono stati regolarizzati mediante
spatolatura con stucco sintetico bianco (Scullica, 1999); le co-
lonne sono rimaste in calcestruzzo a vista.

Riguardo al camino nel corpo principale della villa, esso si ma-

2034 4. LA COSTRUZIONE: CASI STUDIO | DOTTORATO


nifesta come elemento autonomo dalla copertura, che attraver-
sa senza toccare, allinterno di un vano rettangolare assimilabile
a un compluvio: lasola trasparente di distacco tra i due ele-
menti lascia penetrare la luce dallalto nel luogo principale della
casa, alludendo allapertura centrale del megaron-atrium italico.
Va notato che gi nella villa di pochi anni precedente (di pro-
priet di Morassutti), realizzata con Mangiarotti a San Martino
di Castrozza, un camino attraversava il tetto tramite una fo-
ratura quadrata, ancora pi ampia e immediatamente allusiva
allo spazio pi rappresentativo della casa antica.
In entrambe le case lelemento del focolare e la connessa aper-
tura nel tetto - al di l dei riferimenti wrightiani - ricordano
molto da vicino le corrispondenti figure chiave del tema della
corte coperta-atrio-megaron-Halle, che attraversa la teoria sem-
periana, per riemergere nella riflessione di Hilberseimer e Mies
sulledificio ad aula, nonch nella sperimentazione miesiana a
partire dal Padiglione di Barcelona e dai progetti di case a corte
degli anni Trenta, come trattato nel mio libro (Doimo, 2009).

La casa a Termini di Sorrento mostra inoltre significative analo-


gie con alcune esperienze internazionali contemporanee, come
la Boissonnas House II, che Philip Johnson realizza in Costa
Azzurra nel 1964, ove un sottile velarium in c.a. (rappresentato
come increspato dal vento), sospeso al di sopra di una corte e
sostenuto (tramite piccoli giunti) da quattro colonne dello stes-
so materiale, parzialmente recintato da autonome costruzioni
pi basse, che non sostengono la copertura ma ne rimangono
lievemente distaccate, lasciando emergere la monumentale
costruzione tettonica inclusa, che si configura come esplicita
evocazione di un antico megaron-sala ipostila.

Lopera di Morassutti a Termini di Sorrento - venata di raffinati


richiami archeologici ad unantichit ancestrale pre-classica
- sembra inoltre condensare una serie di tematiche arcaizzanti,
proprie in particolare del secondo dopoguerra italiano, che
paiono indicare una possibile via archeologica allintervento del
moderno nella citt storica - si pensi al tema del rapporto tra
nuova architettura e pre-esistenza artificiale, nella palazzina Il
girasole, realizzata nel 1950 a Roma da Luigi Moretti - ovvero
nel paesaggio naturale, altrettanto storicamente stratificato, che
caratterizza il nostro paese.
Come nella sede Bacardi a Cuba di Mies, la composizione
frammentaria, per strati autonomi e paralleli - come in uno
scavo archeologico che rivela il succedersi di diverse fasi stori-
che - mostra una relazione complessa tra i differenti elementi:
sostruzione-recinto di natura muraria e pareti atettoniche di ri-
vestimento degli spazi interni, si dispongono cercando rapporti

2035 Martino Doimo


articolati con la struttura tettonica, dalla quale si mantengono
sempre in chiaro distacco; intervallo nello spazio che sembra
corrispondere a una distanza nel tempo ormai storicamente
incolmabile.

Ad unanalisi degli elementi di natura specificamente muraria


presenti in villa von Saurma - gi esaminati in riferimento alla
categoria semperiana della stereotomia/arte muraria nel libro
su Mies (Doimo, 2009) - possiamo notare che essi si articolano
essenzialmente in due figure: il podio e il recinto, analogamen-
te a quanto si pu riscontrare nel progetto per la sede Bacardi a
Cuba di Mies (come nel Padiglione di Barcelona).
Il podio ospita spazi di natura propriamente muraria (residuali,
interstiziali) - scavati nei terrazzamenti in cui si articola - che
sono gli unici a presentare una coincidenza tra elementi di
sostegno e di recinzione e che mostrano tradizionali finestre
(come avveniva nelle parti in muratura delle case a corte di
Mies), aperte nel muro basamentale per dare accesso e luce alla
stanza per gli ospiti e allo studiolo retrostanti.
Le porzioni di murature libere di recinzione in pietrame, che si
elevano al di sopra dei terrazzamenti - lasciate prive di intonaco,
anche allinterno e nelle quali possono aprirsi piccoli finestrini
quadrati - non giungono mai a toccare il tetto, a sottolineare
lavvenuta perdita di ogni funzione portante rispetto alla coper-
tura.

Similmente, ad unanalisi degli elementi di natura specifica-


mente spaziale presenti in villa von Saurma - gi esaminati in
riferimento alla categoria semperiana dellarte tessile/rivesti-
mento nel libro su Mies (Doimo, 2009) - possiamo notare
come essi si articolino in due figure essenziali: la pelle di rivesti-
mento spaziale dellinvolucro e le pareti atettoniche di partizio-
ne degli spazi interni, analogamente a quanto si pu riscontrare
nelle fasi principali della ricerca miesiana.

In villa von Saurma, il rivestimento dello spazio interno una


parete atettonica e smaterializzata, costituita da serramenti tra-
sparenti in legno di rovere e vetro.
La notte linvolucro trasparente destinato a scomparire, la-
sciando visibili solo le parti murario-tettoniche della casa (rive-
lando la struttura di sostegno delle colonne interne e sottoline-
ando la totale sospensione delle coperture), grazie a un sistema
di illuminazione a faretti incassati al di sopra delle murature in
pietrame, che proiettano la luce dal basso sulle bianche superfi-
ci continue delle vele di copertura.
La parete in vetro completamente apribile in corrispondenza
del soggiorno, con ante scorrevoli che si impacchettano a libro,

2036 4. LA COSTRUZIONE: CASI STUDIO | DOTTORATO


per stabilire una totale continuit spaziale con la terrazza (con-
tinuit tra interno ed esterno sottolineata dalla soluzione omo-
genea di pavimentazione in grandi lastre vetrificate blu scuro,
di produzione locale).
Essenzialmente le schermature ligneo-vitree, appaiono ricon-
ducibili a due scatole trasparenti di puro rivestimento spazia-
le - disposte in modo indipendente e sfalsato in rapporto alle
rispettive strutture delle coperture tettoniche in c.a. - incastrate
nei frammentari recinti in pietrame delle due parti che costi-
tuiscono la casa: a volte la scatola trasparente si manifesta in
modo compiuto, divenendo parete essa stessa, a volte compare
in forma parziale, tamponata nella porzione inferiore dal muro
di pietrame.

Anche le partizioni degli spazi interni risultano del tutto indi-


pendenti: sono elementi di natura atettonica - espressa tramite
motivi formali esplicitamente tessili o tessili-tettonici (lavori di
falegnameria) - che danno luogo a specifiche figure compositive.
Come avveniva negli spazi miesiani sin dalla fine degli anni
Venti, in villa von Saurma questa autonomia compositiva si
rende possibile per ladozione di una soluzione di copertura
atettonica, che occulta lorditura strutturale orizzontale del
tetto, non condizionando la libera partizione degli spazi sotto-
stanti: il soppalco stesso si presenta come unopera di pura fale-
gnameria e rivestimento tessile, realizzata allinterno dei muri e
sotto i monumentali ripari.
Le schermature spaziali interne (in legno di noce, panno colo-
rato e juta naturale) possono divenire pareti profonde (arma-
di), ovvero pareti scorrevoli apribili come avviene tra cucina e
pranzo, o presentarsi immediatamente come tenda scorrevole
sospesa, a separare studio e camera nel soppalco, rivestito da
una stuoia giapponese.

Conclusioni

Concludendo, si pu pertanto leggere questopera di Bruno


Morassutti - nella chiara consapevolezza dellavvenuta decostru-
zione di un rapporto univoco e unitario tra gli elementi dellar-
te del costruire - come un riuscito tentativo di composizione
di almeno tre differenti tecniche costruttive elementari, che
risultano compiutamente tradotte in tre autonome strategie
figurative, che intervengono nella stessa opera su piani distinti
stratigraficamente sovrapposti, tramite distacchi, momentanee
coincidenze, slittamenti reciproci:
- gli elementi di natura muraria, che definiscono il rapporto con
il terreno e, in senso culturalmente pi ampio, con il luogo;

2037 Martino Doimo


- gli elementi di natura tettonica, fondati al di sopra delle so-
struzioni murarie e parzialmente inclusi in questa sorta di stra-
to archeologico, che si occupano del sostegno della copertura
e quindi - in senso semperiano - di fornire riparo al focolare,
allabitare;
- gli elementi di natura tessile atettonica, che definiscono i limi-
ti impalpabili dello spazio interno, nel contempo mettendo in
comunicazione lintimit della casa con lestensione infinita del
paesaggio sul quale si affaccia.

Bibliografia

[ ], 1965: Una casa senza pareti, sotto due vele. Domus, 423, pgg. 12-24.
BARAZZETTA, G., (a cura di), 2004: Aldo Favini. Architettura e ingegneria
in opera. Milano: Clup, pgg. 78-79.
DOIMO, M., 2009: Arte muraria Spazio Tettonica: Mies, Bacardi Building
Cuba. Elementi della costruzione/figure della composizione. Treviso: Canova.
DULIO, R., 2007: Modelli lontani: Taliesin attraverso Morassutti. TEGE-
THOFF, W.; ZANCHETTIN, V., (a cura di): Carlo Scarpa. Struttura e forme.
Venezia: Marsilio, pgg. 133-147.
SCULLICA, F., 1999: Bruno Morassutti. Quattro realizzazioni. Milano: Fran-
co Angeli, pgg. 17-58.
DOIMO, M., 2009: Relazione al Seminario Iuav: Architettura e innovazione
strutturale in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, 7-8 luglio 2009. Archi-
vio dellautore: inedito.

2038 4. LA COSTRUZIONE: CASI STUDIO | DOTTORATO