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Come usare bene la flessibilit sugli investimenti


28.03.17
Claudio Virno

Per stimolare leconomia europea nel breve termine stata proposta unespansione temporanea degli investimenti pubblici nei paesi con un
rapporto debito-Pil sotto il 3 per cento. per indispensabile una accurata preparazione dei singoli progetti.
84 miliardi di nuovi investimenti una tantum

Di recente stata proposta una espansione temporanea degli investimenti pubblici in Europa per gli anni 2017-2018 attraverso
uninterpretazione intelligente del Patto di stabilit e crescita, pur mantenendone il braccio correttivo. In altre parole, gli investimenti
aggiuntivi sarebbero consentiti solo ai paesi con un deficit in rapporto al Pil al di sotto del 3 per cento. In pratica, verrebbero concessi
aumenti una tantum degli investimenti per un valore pari allo 0,5 per cento del Pil nel primo anno e un ulteriore 0,5 per cento nel secondo
anno se alla fine del primo il rapporto deficit/Pil del paese ancora al di sotto del 3 per cento. Lapproccio dovrebbe stimolare leconomia a
breve termine in un periodo di finanziamenti a basso costo, favorire il raggiungimento degli obiettivi di inflazione e rappresentare una
misura complementare al piano Juncker. In quanto misura una tantum, inoltre, non dovrebbe comportare labbandono dei vincoli di bilancio
e del raggiungimento dellobiettivo di medio termine (pareggio di bilancio). Leffetto cumulativo (sul biennio) dellincremento degli
investimenti pubblici stato stimato nellordine di 84 miliardi per linsieme dei paesi UE e di 16,7 miliardi per lItalia.

Regole di programmazione

Una manovra sugli investimenti pubblici presuppone per una accurata preparazione del programma e dei singoli progetti. Occorrono
regole per la fase programmatoria e attuativa nonch una attenta programmazione pluriennale di bilancio. Lefficienza e la qualit degli
investimenti presuppongono precise regole di programmazione, tra cui luso della valutazione economica di programmi e progetti e
procedure decisionali trasparenti anche per la selezione degli interventi. La capacit di spesa dipende spesso dalla qualit degli investimenti.
Ossia, la qualit influenza la quantit. La scarsa qualit corrisponde infatti a una programmazione disordinata, allazione diffusa di lobbying,
a spinte multiple localistiche, alla difficolt di scelta dei progetti. E quindi si formano ritardi nella spesa oltre che un incremento dei costi
previsti.
Una espansione temporanea della spesa per investimenti pubblici dovrebbe presupporre quindi:

a) la costruzione di un programma o il ricorso alla programmazione per progetti sulla base di fabbisogni effettivi, evitando influenze
politiche o azioni di lobbying che comportino scelte preordinate;
b) la diffusione e luso di metodi di valutazione economica riconosciuti a livello internazionale, nonch la trasparenza dei dati utilizzati per
consentire la replicabilit dei risultati ottenuti;
c)lo stretto legame tra il processo di selezione dei progetti e il processo di bilancio;
d)la previsione realistica della fase attuativa e degli eventuali aggiustamenti e revisioni in corso dopera.

In assenza di questi capisaldi inutile o controproducente qualsiasi richiesta di attivazione di una maggiore spesa per investimenti. Come
insegnano tutte le esperienze passate, infatti, i tentativi di accelerazione della spesa per investimenti pubblici si scontrano puntualmente
contro una gran quantit di fattori inerziali tra cui la capacit di spesa di una amministrazione in un dato momento. Come esempio si pu
indicare proprio lattuazione finanziaria dei programmi relativi ai fondi strutturali. Il modo in cui sono stati costruiti e congegnati rende vano
qualsiasi tentativo di accelerazione della spesa. I programmi rappresentano una mera cornice strategica priva di qualsiasi carattere
operativo. evidente quindi che intercorre un periodo molto lungo tra la programmazione strategica e la programmazione operativa
effettiva, solo in parte attribuibile alle procedure comunitarie. In realt, la lentezza della trasformazione dei programmi in progetti
selezionati in massima parte dovuta alla incapacit gestionale, alla scarsa qualit della programmazione di molte amministrazioni nonch
alla carenza di regole programmatorie e procedurali a livello nazionale. Tutto il lavoro di costruzione dei progetti e la loro attuazione
finanziaria comunque demandata a una fase successiva con evidenti ritardi sui flussi di spesa. In conclusione, pu essere utile prevedere
un incremento una tantum degli investimenti pubblici, ma occorre un lungo lavoro di preparazione che lo renda realistico e fattibile.

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In questo articolo si parla di: claudio virno, Europa, flessibilit, governo, investimenti, virno
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BIO DELL'AUTORE

CLAUDIO VIRNO

Claudio Virno si laureato in Economia e Commercio allUniversit la Sapienza di Roma e in seguito ha proseguito gli studi di finanza
pubblica usufruendo di varie borse di studio e contratti di ricerca. Ha collaborato con numerosi centri di ricerca e ha svolto incarichi di
insegnamento presso lUniversit Bocconi di Milano. E stato componente del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici del
Ministero del bilancio (poi, delleconomia). Attualmente consulente di enti pubblici e privati (tra cui, Confindustria e la Presidenza
della Repubblica). I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la spesa pubblica, i programmi di sviluppo, la valutazione degli
investimenti e le problematiche connesse al bilancio dello Stato.
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