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Franco Sacchetti, Trecentonovelle

NOVELLA XX

Basso della Penna fa un convito, l dove, non mescendosi vino, quelli convitati si maravigliono,
ed egli gli chiarisce con ragione, e non con vino.

Questo Basso (ed la seconda novella di quelle che io proposi in queste di sopra) in questi due mesi
di sopra contati, ne' quali era gi febbricoso del male che poi moro, parve che volesse fare la cena
come fece Cristo co' discepoli suoi; e fece invitare molti suoi amici, che la tal sera venissono a
mangiare con lui. La brigata tutta accettoe; e giunti la sera ordinata, essendo molto bene
apparecchiate le vivande, postisi a tavola, e cominciando a mangiare, gli bicchieri si stavono, che
nessuno famiglio metteva vino.
Quando quelli che erano a mensa furono stati quanto poteano, dicono a' famigli:
- Metteteci del vino.
Gli famigli, come aombrati, guardano qua e l, e rispondono:
- E non c' vino.
Di che dicono che 'l dicano al Basso, e cos fanno; onde il Basso si fa innanzi, e dice:
- Signori, io credo che voi vi dovete ricordare dell'invito che vi fu fatto per mia parte: io vi feci
invitare a mangiare meco, e non a bere, per che io non ho vino che io vi desse, n che fosse
buono da voi, e per chi vuol bere, si mandi per lo vino a casa sua, o dove pi li piace.
Costoro con gran risa dissono che 'l Basso dicea il vero, mandando ciascuno per lo vino, se vollono
bere.
Il Basso fu loico anco qui, ma questa non fu loica con utile, se non che risparmi il vino a questo
convito; ma se volea risparmiare in tutto, era migliore loica a non gli avere convitati, che arebbe
risparmiato anco le vivande; ma e' fu tanta la sua piacevolezza che volle e fu contento che gli
costasse per usare questo atto.