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Ospedale S.

CAMILLO Trento
TRENTO, 20 OTTOBRE 2006

Classificazione delle sale operatorie secondo la


normativa 14644

Qualit nel blocco operatorio, verso una normativa nazionale


per il controllo della contaminazione in Sala Operatoria

Ing. Cesare Taddia Progettisti Associati Tecnarc S.r.l.


LE NORME UNI EN ISO 14644

Hanno come campo di applicazione


le aree produttive dellindustria aerospaziale, della
microelettronica, dellindustria farmaceutica e di fabbricazione di
dispositivi medici.

Queste attivit richiedono luso di camere bianche e di ambienti


a contaminazione controllata che
consentano di contenere la contaminazione dovuta a particelle
aerotrasportate entro livelli tali da consentire attivit sensibili alla
contaminazione parcellare.
(da UNI EN ISO 14644 1 Introduzione ).

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LE UNI EN ISO 14644 E LAMBIENTE OSPEDALIERO

Non esiste oggi in Italia una normativa nazionale che possa fare
da riferimento certo per tutte le problematiche di qualit
dellambiente e di controllo della contaminazione aerotrasportata in
ambiente ospedaliero e pi specificatamente in sala operatoria.
Il D.L.14 gennaio 1997, che definisce i requisiti minimi per
laccreditamento delle strutture ospedaliere, vietando luso di aria
di ricircolo, sembra escludere di fatto la possibilit di applicare alla
sala operatoria la normativa per il controllo della contaminazione
aerotrasportata.
Il D.L. tra laltro, prescrivendo solo un tasso di ventilazione di
almeno 15 v/h di aria esterna e luso di filtrazione di tipo assoluto
(HEPA) non fissa valori di soglia critica di contaminazione, da
rispettare almeno per interventi chirurgici ad alto rischio.

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LE UNI EN ISO 14644 E LAMBIENTE OSPEDALIERO

Esiste una sicura correlazione tra infezioni intra e post


operatorie e contaminazione aerotrasportata?

Quanto reale e quanto pesa il rischio di infezione da


contaminazione aerotrasportata?

Esiste una reale necessit di estendere lapplicazione di queste


norme allambiente sala operatoria?

Di quali garanzie di qualit ambientale ha realmente necessit il


team chirurgico per sentire la sua responsabilit, sul risultato del
processo chirurgico, unicamente dipendente dalla propria
capacit di gestire in qualit il suo operare?

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LE UNI EN ISO 14644 E LAMBIENTE OSPEDALIERO

Si pu affermare che lattivit chirurgica assimilabile a una attivit di


processo avendo il risultato dellattivit stessa cos grande rilevanza
sulla salute umana?
Quale e quanta importanza ha sul risultato la certezza che durante la
vita del blocco operatorio ogni avvenimento, ogni scostamento, ogni
modifica venga verificata, certificata e tracciabile?
La variabilit del numero e dei comportamenti degli operatori, della
durata degli interventi e del tipo e quantit di apparecchiature
funzionanti, limprevedibilit di eventi sconvolgenti le procedure
fissate, ecc. quanto rendono realmente attendibili e ripetibili le
verifiche microbiologiche a sala arredata e funzionante disabitata (at
rest) e, in particolare, quelle con attivit in corso (operational)?
Le normative dei vari paesi della CE a noi pi prossimi hanno recepito
le 14644?

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NORMATIVE EUROPEE
Non esiste al momento una normativa o direttiva europea.
I vari paesi hanno prodotto (dal 2000 in poi) o stanno pubblicando
normative o linee guida nazionali spesso in forte contrasto tra loro.
Principio conflittuale
Non esistono studi clinici seri che provino chiaramente la relazione
tra concentrazione di germi nellaria e il tasso dinfezioni intra e post
operatorie, con la sola possibile eccezione nel caso di trapianti
ortopedici (studio di Lidwell). Inoltre, i metodi di misurazione oggi
utilizzati per la misurazione delle concentrazioni di germi nellaria a
sala operatoria attiva non sono accettabili come metodo standard di
misurazione e le misurazioni a sala ferma non dicono nulla sulla
qualit degli impianti di ventilazione e contaminazione controllata.
A tali conclusioni sono giunti anche i Centers for Diseases Control
and Prevention degli USA (affermazione delle norme CH, ND,A)

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FLUSSI UNIDIREZIONALI MISTI
Minima Velocit T tra aria
Tutte Solo in S.O. Dimen
Paese Ricircolo portata aria dellaria immessa e
le sale classificata sione
esterna m/s ambiente

50 ric/h 6 r/h
F ISO 5 SI > 0,20
6000m3/h 720m3/h

3,20x3,20 0,18/0,25 -0,5/3K


D 1a SI 1200 m3/h
8500m3/h racc. 0,23 racc. 1K

9 m2 100 m3/hp
10 CFU/m3
CH X SI 0,20 -1K
200 CFU/m3 1000 m3/h
6500m3/h

8/9 m2 20 r/h
NL X SI 0,24/-0,30 -1/2K
8500m3/h 2400m3/h

20 m3/hm2
A X SI 0,45
800m3/h

2,80x2,80
UK 10 CFU/m3 SI 0,20-0,40
8500m3/h 8
CLASSI DI PULIZIA

Paese Tipo dintervento Tipo filtrazione Tipo di flusso Classe di pulizia

Definire nel documento di


progetto la classe di unidirezionale
rischio necessaria (LPS 48 dBA)
ISO 5
secondo ISO14644 unid/turbolento
F F6+F7+H13 ISO 7
NB: la norma individua le (LPS 45 dBA)
ISO 8
aree o zone a diverso turbolento
rischio allinterno della (LPS 40 dBA)
sala operatoria stessa

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CLASSI DI PULIZIA

Ortopedia e traumatologia
(a.e. protesi dellanca, del
ginocchio, chirurgia
spinale)
Chirurgia generale (a.e.
impianto di rete erniale)
Chirurgia vascolare (a.e.
protesi vascolari) unidirezionale 1a
Neurochirurgia
Chirurgia, urologia (a.e.
protesi del pene)
Ginecologia (a.e. protesi
D della mammella) F5+F7+H13
Trapianti di interi organi
Chirurgia oncologica con
interventi a grande campo
aperto
Altre operazioni turbolento 1b
complesse definibili a
rischio
Diagnostica artroscopica
Scopia del torace e del
mediastino
Cateterismo cardiaco
Impianto di pacemaker
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CLASSI DI PULIZIA

Impianto protesi chirurgiche unidirezionale


vascolari, ortopediche e di a Qa massima solo protezione
CH F5+F9+H13
neurochirurgia unidirezionale dinamica
Tutti gli altri interventi a Qa ridotta

Tutte le aree a rischio


solo protezione
NL (spazio operatorio e spazio F7+F9+H13 unidirezionale
dinamica
per le preparazioni sterili)

I
requisiti molto
unidirezionale
Trapianti, interventi elevati
(LPS ! 45dBA)
A cardiochirurgici e ortopedici F7+F8+H13 10 CFU/m3
non specificato
Altri interventi II
(LPS ! 40 dBA)
requisiti elevati
200 CFU/m3

unidirezionale
UK Interventi ad alto rischio G2+F9+H13
(LPS 55 dBA)

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CONTROLLI
Paese Pian Qualifica Qualifica Qualifiche Qualif Verific Documentazi Manuale
o del dellinstall igieniche ica he one dal duso
della progetto azione delle period progetto alla
quali modif iche fine ciclo
t iche vitale
F s Revisioni IQ (ISO) FQ (ISO) a s s Interventi e s
dal riposo incidenti cosa
prelimina fare e
re alla se
validazio
ne finale
D s IQ (ISO) FQ + OQ s s Registro s
Test di operational delle
tipo per classe deviazioni
1a modifiche e
verifiche
CH s Qualifica IQ OQ per la s Tutti gli s
zione protezione avvenimenti
della da carichi devono
pianifica esterni e da essere
zione carichi registrati
interni al
flusso
operational
simulato
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CONTROLLI

NL Calcolo
fluidodinam
ico per la
verifica in
fase di
progetto
della
stabilit del
flusso
unidirezion
ale in
presenza
dei carichi
interni

A s Solo verifica s
del numero
di particelle
presenti

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VERSO UNA NORMATIVA NAZIONALE

Studi americani affermano che il contributo dei contaminanti


biologici aerotrasportati sulle infezioni intra-post operatorie
solo del 2%, ma nessuno in grado ancora di garantire la sua
non influenza sulle infezioni nosocomiali.
Ci non toglie che il team chirurgico possa pretendere, anche a
fini assicurativi, di essere garantito che allinizio di un intervento
lambiente in cui lavora sia a livelli di decontaminazione noti e
certificabili.
Lattivit chirurgica assimilabile, pur con le dovute
precisazioni, a una attivit di processo da svolgere in ambienti a
contaminazione controllata.
Poich il principale veicolo di contaminazione il contatto fisico,
e il massimo produttore di particelle aerotraspotabili
lindividuo, la prevenzione lazione pi efficace.
Un progetto per una sala operatoria di qualit non ha
fondamenta se non parte da una precisa analisi del rischio.

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VERSO UNA NORMATIVA NAZIONALE

La qualit di un ambiente destinato ad attivit chirurgica dipende:


dalla capacit di controllo:
degli inquinanti chimici, metabolici, biologici
delle condizioni termoigrometriche
della velocit dellaria
dellinquinamento acustico
della qualit di illuminamento e colori

ma in particolar modo nelle zone critiche:

dallorganizzazione del lavoro


dal numero di persone presenti
dal livello di applicazione di adeguate procedure di uso, di
pulizia, di sanificazione e di manutenzione di tutte le superfici e
apparecchiature presenti.

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VERSO UNA NORMATIVA NAZIONALE

La preventiva analisi del rischio deve fissare, tra laltro:


le regole dellorganizzazione del lavoro e le procedure che lequipe
medico-infermieristica deve applicare,
il livello degli interventi e lintensit duso,
le procedure di movimentazione delle merci, della pulizia,
disinfezione e manutenzione delle superfici,
i dati di progetto e quantaltro possa avere influenza sul risultato
atteso, fissando anche i diversi livelli di criticit, di verifica e
responsabilit.

E garanzia irrinunciabile per tutti gli operatori che le verifiche e le


certificazioni siano continue e ripetibili dallinizio alla fine del
processo progettuale edificatorio e gestionale.

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VERSO UNA NORMATIVA NAZIONALE

E ampiamente dimostrato che senza il supporto del particolato


microbi, batteri, spore, funghi, virus, ecc, non si possono
muovere nellaria.
Pertanto linquinamento biologico aerotrasportato, prodotto
principalmente dalle presenze umane, ben controllabile con la
filtrazione, essendo strettamente correlato con la quantit di
polveri presenti nellaria.
Non accettare il principio del ricircolo daria, per singole aree
confinate, scelta inutile e irresponsabile nei confronti dei costi
di gestione.
Un corretto lavaggio per sostituzione dellaria delle zone critiche
richiede tassi di ventilazione di gran lunga superiori a quanto
fissato per il ricambio daria dal DL citato.

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PROGETTO DI NORMA
E prodotto da un gruppo di lavoro (GL 03) del Sotto Comitato 05
dellUNI CTI guidato da AICARR.
Il GL 03 al lavoro dal 2003 e prevede la consegna al CTI per
linchiesta pubblica a gennaio 2007.

INDICE DELLA NORMA

Scopo e campo di applicazione


Riferimenti normativi
Termini e definizioni
Requisiti generali
Progettazione, installazione e messa in funzione degli impianti
Procedure di verifica
Gestione e manutenzione
Documentazione

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Appendici

Poich la norma prescrive la scelta, il raggiungimento e il


mantenimento di livelli qualitativi specifici per ogni processo, la stessa
corredata da una serie di appendici informative di riferimento.

APPENDICE A: Concetti di controllo e segregazione della


contaminazione, (informativa)
APPENDICE B: Esempi di classificazione degli ambienti (informativa)
APPENDICE C: Test per la verifica dellimpianto (informativa)
APPENDICE D: Gli impianti VCCC: schemi e componenti
(informativa)
APPENDICE E: Controllo dei parametri ambientali e della
contaminazione dellaria (informativa)
APPENDICE F: Specificazioni aggiuntive dei requisiti
APPENDICE G: Glossario termini tecnici

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PROGETTO DI NORMA: I CONTENUTI
La definizione dei livelli di qualit e dei valori da considerare critici di
una struttura cos complessa non definibile a priori con una norma
parametrica, ma solo attraverso uno studio specialistico, caso per
caso, dellattivit chirurgica e delle sue esigenze ed
evoluzioni/variazioni nel tempo.

Accettata lesistenza di una probabile correlazione tra inquinamento


microbiologico aerotrasportato e rischio di infezione post operatoria,
definisce attivit di processo lattivit chirurgica allinterno di una Sala
Operatoria e accetta quindi il riferimento alle classi di pulizia della
normativa UNI EN ISO 14644.

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PROGETTO DI NORMA: I CONTENUTI

Gli impianti di ventilazione a servizio della Sala Operatoria sono di


processo e definiti:
Impianti di Ventilazione e Condizionamento a Contaminazione
Controllata. ( VCCC)

La normativa UNI 10339 sul comfort ambientale applicabile


quindi solo se non in contrasto con le esigenze del processo.

Accettate le classi di pulizia per gli ambienti a contaminazione


controllata, si accettano e prescrivono anche tute le attivit di
controllo e certificazione sia del progetto, sia per la costruzione che
per la gestione e manutenzione.

Non possibile accettare, per ambienti definiti a contaminazione


controllata, che si attuino solo verifiche finali di collaudo.

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PROGETTO DI NORMA: ELEMENTI ORDINATORI
IL DOCUMENTO DI PROGETTO
I requisiti generali e tecnici vanno definiti in apposito documento,
redatto dal Committente e concordato con il gruppo di progetto, e
accettato e aggiornato in seguito da tutti gli operatori, in base alla
norma e alle specifiche necessit del processo.

Esso deve contenere tra laltro:


lorganigramma delle figure professionali coinvolte e il relativo
livello di responsabilit;
la definizione delle esigenze del processo chirurgico, la tipologia
dintervento,lintensit duso,il massimo affollamento ammesso, il
tempo di ripristino delle condizioni iniziali, tutte le procedure
comportamentali e di movimentazione e manipolazione delle cose;
la fissazione dei parametri critici, sia termoigrometrici che di
contaminazione, da rispettare e le condizioni di operativit in cui
controllarli;
scelta delle norme di riferimento;
la scelta dei criteri di gestione e manutenzione dellimpianto. 23
PROGETTO DI NORMA: ELEMENTI ORDINATORI

LE CLASSI DI PULIZIA

Laver accettato la teoria che linquinamento biologico


aerotrasportato pu avere influenza sul risultato negativo di un
processo chirurgico a elevato rischio, comporta la definizione
delle classi di pulizia della sala operatoria in funzione dellanalisi
del rischio di quel determinato processo chirurgico.
Pur lasciando la scelta al documento di progetto, vengono
consigliate le classi di pulizia della normativa UNI EN ISO 14644
ISO 5 per gli interventi con protesi e trapianti
ISO 7 per la chirurgia generale
ISO 8 per piccoli interventi

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CONSIGLIATI IN CLASSE ISO 5

Trapianti di organi
Impianto di protesi ( vascolari, ortopediche,spinali, reti erniali,
urologiche, ginecologiche, ecc.)
Interventi di neurochirurgia complessa
Interventi di oncologia complessa
Interventi complessi con durata superiore ai 60 minuti.

Le sale operatorie in classe ISO 5 devono essere dotate di impianti


VCCC a flusso unidirezionale.

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Diffusori per flussi unidirezionali misti

I diffusori DFU per flussi misti, per gli ambienti classificati ISO 5, saranno di
dimensione minima atta a coprire e proteggere tutta larea critica interna
alla sala operatoria, corrispondente al tavolo operatorio, al tavolo porta
strumenti e allarea operativa chirurgica; la dimensione consigliata di
3.000 x 3.000 mm.

Laria immessa dai DFU sar sempre a temperatura di 0,5/2 C inferiore


allaria ambiente.

Nessun sistema a convezione compatibile con i flussi unidirezionali.

I sistemi a ricircolo solo eccezionalmente possono prevedere lutilizzo del


DFU come camera di miscela tra aria esterna e aria di ricircolo e solo se
non possibile la soluzione con ricircolo convogliato alla unit di
trattamento, al fine di garantire la perfetta miscelazione dellaria esterna e
dellaria di ricircolo.

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CONSIGLIATI IN CLASSE ISO 7

Le sale destinate a interventi chirurgici senza impianto di


materiali, ma richiedenti elevata protezione per interventi
vascolari,
di neurochirurgia,
di ostetricia par taglio cesareo
per cateterismi cardiaci e pacemakers
a bassa invasivit.

Le sale operatorie in classe ISO 7 possono essere dotate di


impianti a flusso turbolento.

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CONSIGLIATI IN CLASSE ISO 8

Interventi di breve durata


Interventi su campo naturalmente contaminato (chirurgia
viscerale, urologia, )
depositi sterili

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PROGETTO DI NORMA: ELEMENTI ORDINATORI

REQUISITI DI RISPARMIO ENERGETICO

Otre allaria di rinnovo legislativamente prescritta, richiedendo


gli impianti VCCC grandi masse daria per labbattimento della
contaminazione particellare, necessario ricircolare laria
ambiente nella quantit utile per lottenimento della classe di
pulizia prescritta ed una differenza di temperatura tra aria
immessa e aria ambiente non superiore a 1 / 2 C.

Con locali non operativi ammesso ridurre le portate daria ai


valori minimi necessari per mantenere i locali protetti in
sovrapressione rispetto ad altri ambienti e puliti rispetto a
possibili rilasci di contaminazione dagli oggetti presenti o da
contaminazione chimica

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PROGETTO DI NORMA: ELEMENTI ORDINATORI
LE QUALIFICHE

Accettate le classi di pulizia diventa obbligatorio procedere a verifiche


di qualit. Queste devono essere effettuate secondo Protocolli di
verifica costituiti da test di valutazione della rispondenza delle
caratteristiche tecniche, funzionali e prestazionali dellimpianto alle
specifiche di progetto ed alle normative e linee guida applicabili.
In tale protocollo devono essere previste verifiche, certificate di ente
esterno, per ciascuna fase del ciclo di vita dellimpianto
comprendente:

DQ Qualifica del progetto


Precommisioning e Commissioning
IQ Qualifica dellimpianto
FQ Qualifica Funzionale
PQ Qualifica Prestazionale
Controlli periodici / Riqualifica
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QUALIFICA DI PROGETTO - DQ
Con il termine qualifica del progetto si intendono tutte le
verifiche compiute durante la revisione del progetto, atte ad
accertare e documentare:
la conformit del progetto alla legislazione ed alle normative
tecniche vigenti
la conformit del progetto ai requisiti stabiliti allinterno del
Documento di Progetto (vedi par. 4.1)
la consistenza e la congruenza dei documenti progettuali
sviluppati
il rispetto, nello sviluppo della progettazione, di un piano di
qualit approvato e di idonee procedure di controllo dei
cambiamenti
lidoneit della documentazione alla realizzazione dellimpianto
lidoneit della documentazione a supportare le successive fasi
di verifica dellinstallazione e di qualifica.

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QUALIFICA DELLIMPIANTO - IQ

la conformit dellimpianto alla documentazione di progetto;


la corretta funzionalit dellimpianto e dei relativi componenti;
la conformit delle prestazioni dellimpianto Alle richieste e
prescrizioni del documento di progetto.

A seguito dellespletamento delle attivit di qualifica limpianto


pu essere accettato e dichiarato utilizzabile, nel rispetto delle
condizioni di progetto e degli eventuali vincoli e/o limitazioni
emersi nel corso della qualifica stessa.

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QUALIFICA FUNZIONALE - FQ

La Qualifica Funzionale deve accertare che limpianto operi


come previsto dalle specifiche di progetto, in condizioni di
funzionamento a riposo (at rest).
Il positivo completamento della fase di FQ determina
laccettabilit tecnica dellimpianto, ovvero la chiusura tecnico-
amministrativa del contratto (collaudo tecnico-amministrativo) e
di procedere alla Qualifica Prestazionale.
Devono essere effettuate verifiche di funzionalit delle logiche di
regolazione e di calibrazione degli strumenti critici, verifiche di
occlusione e di tenuta dei sistemi filtranti, verifiche del
raggiungimento delle caratteristiche prestazionali previste a
livello di ambiente.

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QUALIFICA PRESTAZIONALE - PQ

La Qualifica Prestazionale accerta che limpianto funzioni come


previsto dalle specifiche di progetto, in condizioni operative reali
o simulate come tali (operational).
Il positivo completamento della fase di PQ determina
laccettabilit igienica dellimpianto.
Devono essere effettuate verifiche delle procedure (di uso,
manutenzione, pulizia, ecc.) e verifiche del raggiungimento delle
caratteristiche prestazionali previste a livello di ambiente.
Le condizioni operative prevedono:
apparecchiature di sala e sistemi di illuminazione in funzione
(posizione delle apparecchiature conforme alluso reale,
presenza del personale (affollamento, abbigliamento e
posizione conformi ad uno schema reale o che simuli differenti
condizioni operative ritenute significative),
porte e vani di passaggio verso locali adiacenti chiusi.

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Nei blocchi operatori i sistemi VCCC possono
essere composti da:
1-1 una macchina di trattamento dellaria esterna e di ricircolo ed
espulsione dedicata alla singola sala operatoria (ed eventualmente
per i suoi locali ancillari), completata da ulteriore macchina di
trattamento per gli altri locali componenti il blocco.

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1-2 una unica macchina primaria di trattamento centralizzata per
pretrattamento dellaria esterna ed espulsione, supportata da unit di
ricircolo (interna o esterna alla sala) per ogni singola sala operatoria
(ed eventualmente per i suoi locali ancillari), completata da ulteriore
macchina di trattamento per gli altri locali componenti il blocco.

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1.4 una unica macchina primaria di trattamento centralizzata per
trattamento dellaria esterna ed espulsione, supportata da unit di ricircolo
per ogni singola sala operatoria (ed eventualmente per i suoi locali
ancillari), che climatizza anche gli altri locali componenti il blocco.

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Unit terminali interne

Tutte le unit terminali di mandata e di ripresa ed estrazione devono, ai fini


della pulizia e disinfezione, essere facili da montare e smontare, realizzate
in modo da non consentire inavvertiti spostamenti dei regolatori di portata e
direzione dellaria ed essere resistenti allabrasione e corrosione dei
detergenti e disinfettanti programmati per luso.
Il progetto di pulizia e sanificazione dovr prevedere anche le attivit da
effettuare sulle unit terminali dopo gli interventi di manutenzione
straordinaria allimpianto VCCC.
La scelta delle unit terminali deve essere conforme alle esigenze dei livelli
di pulizia scelti per i vari ambienti e del livello di pressione sonora
considerato accettabile a livello del tavolo operatorio (1,20m) in centro
stanza. le Norme europee indicano 48 dB(A) a 1,7 m di altezza.

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Il funzionamento del sistema di ricircolo deve essere
segnalato otticamente in sala operatoria.
Tutta laria immessa in sala operatoria deve transitare
attraverso la filtrazione finale HEPA.

Griglie di ripresa aria da ambienti a contaminazione


controllata

Le griglie di ripresa allinterno di una sala operatoria preferibile


vengano posizionate in modo da garantire un buon lavaggio di
tutta la sala al fine di evitare accumuli locali di inquinanti chimici e
di particolato ai quattro angoli, siano pulibili e con portata
suddivisa: 2/3 a 30 cm dal pavimento e 1/3 in alto (o a soffitto o a
parete) in funzione della migliore distribuzione interna e dotate di
griglia a maglia fine (< 0,8 mm) per trattenere fibre di tessuto,
facilmente smontabile e pulibile.

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Canali di distribuzione dellaria

Devono essere costruiti: con materiale avente resistenza meccanica idonea


allimpiego previsto, non degradabile e non infiammabile in conformit con il
DM 31marzo 2003, con perdite daria predefinite nel documento di progetto,
con riferimento a UNI 10381/1 classe B per i canali metallici ed alla
UNI EN 13403 classe B per quelli non metallici.
I canali devono essere internamente resistenti allabrasione, alla corrosione,
con giunzioni siliconate in opera o garantite a tenuta, privi di lati taglienti,
ispezionabili e lisci per essere facilmente pulibili manualmente o
meccanicamente.
Il metodo di pulizia e la strumentazione necessaria devono essere definite in
fase di progetto in modo da poter garantire la loro eseguibilit in sicurezza e
certezza.
Il collegamento tra macchina di trattamento e terminali di sala operatoria
deve essere il pi corto possibile e ispezionabile tramite opportuni sportelli
dispezione a tenuta. Questi saranno in particolare in corrispondenza di
organi non smontabili quali serrande di regolazione, valvole, serrande
tagliafuoco, batterie di scambio, silenziatori ove esistenti.
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Le aperture di ispezione devono essere sempre raggiungibili, prive di
ostruzioni o impedimenti dovuti a passerelle portatavi e o altre tubazioni,
e di dimensione 50x60 cm. Ove non fosse possibile prevedere portelli di
ispezione il tratto di canale deve risultare smontabile.
Eventuali rinforzi devono essere posizionati esternamente, se interni
devono essere arrotondati; guarnizioni e sigillanti non devono sporgere
verso le superfici interne dei canali.
Gli isolamenti termici, ove necessari, devono essere posati
esternamente e costituiti da materiale isolante in classe 1 di prevenzione
incendi; se sono necessari e non evitabili percorsi esterni alledificio,
particolare cura sar posta nella loro costruzione sia per evitare
infiltrazioni di acqua piovana, sia per evitare la formazione di condense
interne.
Tubazioni flessibili, purch di lunghezza inferiore al metro, possono
essere utilizzate solo per raccordare i canali con i terminali di diffusione.

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PROGETTO DI NORMA: ELEMENTI ORDINATORI

ALCUNI REQUISITI GENERALI

Gli impianti VCCC devono rimanere sempre facilmente


accessibili, verificabili, pulibili, sanificabili.
Ogni ambiente critico deve poter essere posto in condizioni di
isolamento sia rispetto allimpianto VCCC che rispetto gli altri
ambienti.
I canali di collegamento tra unit di trattamento aria e lambiente
devono essere a perdita predefinita.
Il livello di filtrazione deve essere costituito da tre sezioni, due
sulla macchina di trattamento e la terza in ambiente e deve
essere costituito da filtri HEPA.
Lumidificazione ammessa solo a vapore saturo o
surriscaldato privo di inquinanti chimici

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