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OEY TEOMA EU SEMA TEN, Ancora una volta, leggendo negli Annali dell’ Akasha, |"Autore rivive un'esistenza precedente, ‘Cirea 3500 anni fa gli era un sacerdote-terapeuta del ‘empio di Aleppo, Venne convocato alla oorte di Akhenaton, il Ieggendario Fardone che si accingeva a restaurae il culo, e'Uno, ¢cerava per questo won che gi fsseo vot all Uno, Gli insegnamenti del Fardone-Avatar, che Ja storia ha cercato di cancellate,rivivono per noi in un aflresco che si Jegge d'un fiato, come un romanzo, ¢ sirivelano di grande Utilita ancora ogg; essi prepararono la strada al Cristiane simo, al Buddhism, allIslam, alle attuali tendenze spi- rituali unifiatricl Akhenaton, il folle di Dio, si sarebbe reineurnato pill tardi nel!'umile trate Francesco, il giullare di Dio, autore d'un cantico della Natura ispirato da un profondo senso di ‘unione. [sen a astob-anx 9768685 38 ‘Lire 36.000 iva wevusa DANIEL MEUROIS-GIVAUDAN. Belenalon - ifeedi Ti Bizion) > AMRIT Daniel Meurois-Givaudan Akhenaton, il folle di Dio Traducione di Daniela Muggia Copertina ai Ellen Lorien Tiel lp aaa ays -mSasins ss, (19 EL Pod, Metal ab Cah HOW 0, 6198 eM ki At Ti, “Tu sna Op odui,epi com yas ew, deve ss sem aa ey, AT NOSTRILEPTON [ich publitiamo soi ost cotta un mond ce si energnda, basa il coopers pot che sla compe: ii, erie dos ua pao ches bio el proprio al, alla sz hess una comes ut lind ast ie care quanti vie psi cn un stun i rama inn mo igi. Die usb ci sono eed dior, di ierea, dcwe: cal sea cosa pbb operat di conta deta —alla tradione meizolo, leer sje hngheecivogeat della relaon, Desde che jeri ne sano consapevai, perc possano apr, ote ae 4! io, ate U're ca dedzine offer per su reiaione Gedo MASSOLEEDIION AMAIA, can deere Aun Dad MER RORSGTN UDA (ALTRO ALTO DCE Mente niet ham Bk! Mine + LESTRADE DUN IMO Mersin sna Dy ie Ds Ma iain LEESTIDELUCE ge ao cee, Ae Bl Mw va «TRS DISMERALDO imps i Oo, one Dl Yi « RACCONTID'US VIAGOINTORE ASTRALE, Ae eal Mi Cian + VIAGGIO SHAMBHALA i Amc Da MG + LINGOTROCO Ll Ae al ean + NOVESCALINY on dst name sce Dat Mews Gi \WESAK ang dl Rosaria Dl Mes Gran » CONAN DISINCARNWZONE ssa las, ime Dal Mais DILLCEINLC a demi wn me al ew Gian LPOPOLODAGLL ANIMAL Ase De Mein «DALLA SUTTOMISIONE ALA LEAT Aine ae Ne ian © ANTICHETERAVEESSENEELETTURA DELL'AURA, Ase Mesa Rice pian yp ol gmdate cn AMBUTA Capos 8 Ge To) en 1 161 -f 9 nice Pref ait snr ww TL Capito -La ote Apt een renncnmnernimnien 5 Capit - TERE sesnimasmnny 5 Capitol 0h db nn genmenn Capitola IV - «Non si un veto 2886» aecsonananmnnin 47 Cop V La i el Ra, ese a Ceptoo VL Attenson pment Ceplo VIL La ence ines $8 plo VIN -Le contest 9 Clo -Clndesiih wa ldl Cpa X- evo dle wend, Bs Cipla XI - Slain ee isl Cielo XI Gli agement di dbl 16 Cope XID rst ts 18 Cito XIV -Lo sean Copilo XV -Ast Cio XVE- Un deeran Co XVI =u ls (Capitola XVM Solar iv, Cag XIX - Sena Copiio XX Lame lS. Cayo XXI-Smenee PREEAZIONE Le porte del ‘Tempo si sono spalancate improvvisamente, nel'areo “No... o prlomeno era cid che desierva...era cid che il Faraone auspicavan. “lors Mhai conoseinto davvero! Dicono che se ne sit andato sul Ualtro versaate dela vite: & vero? Dicono ance che il nuovo re & ‘nor giovane,appena in grado di regnarel vero anche questo?» «Si, Tysa, tao quello che dici € vero. Coli ete ho conosco, amto servito & tomato sulla barca di sua Padre. Fa eausa sa che Aten, fale Dio u tutto 8 acealutoe ce tr sarebbe ancora potato accadere» «Me lo acconteral, Nagar?» ‘Ancora una volta un nodo mi sersva ka go Che ne era stato del Nagar-Teth dina tempo, cst padrone di sé e tanto orgoeliso? La sua curozza ¢ la sa serenita scmbravano essere state spazzate via dai ‘ent carichi di sabi: le scene e fe parole della mia gioventi mi veni- Yano incontto, come la rsacca dele onde sulla rvs; la loro eco ert onfusa, come un rumored pass ne Lunghi cori i piera dei fem- phi Tebe “Tyr cuoceva i pesci sila brace, ed io mi ivedevo nella bruna, mente i scerdoti di Apu mi insegnavano la natura éelluomo, ln diversi ei soi comp eimprontalaseiaa dalle Selle nel profondo della sua anima, Consent lls alla voce di Sekhmet i torare pis piano a me, per insepnaim a usae gio che curano Manima, oi pre- Partie alimentat da interminabil salmodie durant a luna piena. “Napar-Teth — mi aves detto un giom Sekhmet con aria slen- ne — vern i tempo in eu penetra il sercto del medaglione che pot al coll, dal quale riconobbi come uno dei mii. Non. fu tant 1 Sella ad atrarmi, quant il sepno molto meno visible, neso sulla faccia. Vi quest strana croc, che rstasemape coniroil poo? Non ci pensi mai ma 8 proprio questa rove in movimento® che imprimert inte un destino altettano sano, per questa croce, ¢prazie ala stl- Ta che Ta rcopre, che sono stafo messo sila ta stra; una tada che proseyuir da slo, perc io sono goltanto una pieta milare posta Sal bordo, Tuttavia, figtio mio, non dimentiare una cosa: la stradt nn tin, Sari sempre e sla. un suo servitore. Cetamente, incon- tre hi ti chiamert “maestro, ne sono certo. Ma tu saprai ci che ‘uclla parole significa davver, dl quale peso essa carci I compo, © che cos esiga dal anima, Saprai chi if Maestro.» , disse Tytsa, dstogliendomi dai miei sogat ad ‘ech apert, Mi mise in mano una focaccia di grano su eu era dsteso a pese, proftato di brace espe. “Mangia —continud con fermezra — il two corpo ne ha bisogne. Sai he @ soto un puro caso che sia venta in possess dela tavoletia con il tuo sgilo, una seitiana fa B per questo che ogi giomo, sor ‘eeliando le pecoe,resivo sl margine della sad, a cerca con to veste % NaLAzsi tnttva della vantca, ovvaro dua eroce ce f pense un movie to; simbolegziave lo niott solr, ela sia origin si pende nella note dei. temp Dita ra popol del! Hai, dell'indine del Modio Oriewe, swvismente rom svevt llr ito significa che e& tt ato mlla pian mee XX seca, a Dail Meuras-Givaudan sguardo. Non osavo immaginare che saresti tomate... Allora, per ingan- rare V'attesa e Pimpazienza, ho cominciato a rievocare il giorno in cui te ne sei andato. Sono trascorsi pid di vent’anni, Nagar! Te ne ricordi? La tua conoscenza delle piante, degli oli e di cid che i vita ai nostei corpi aveva gia vareato i confini di Alpu; la tua reputazione si era este- sa, viaggiando con le carovane, Chi fu a parlare di te in riva al Nilo? [Non lo supremo mai, ma non dimenticherd quale colpo fu per nei sape- re che il Faraone ti voleva per una delle sue Scuole. Partte per Tebe, in pena Terra Rossa! Non potevi neppure rifiutare... era un ordine form {el D'altronde non opponestialcuna resisienza, Prendesti la ua veste azaurra da sacerdote-istrutiore, un mantello, qualehe ciotole ¢ i gross aanello d’argento omato del suo sigillo; ¢ te-ne andasti all'istante, spinto dda chissa cosas, ‘eNeppure io sapevo da cosa, Tyssa..» 4B poi passarono i mesi, gi anni. Di quando in quando ci giungeva Veco della tu vita, delle tue responsabiita, Cu anche qualche fost di palma scritta di tuo pugno, con il tuo sigillo impresso.. Ma era come se te ne fossi andato in un altro mando, senza aleuna promessa di ritorno. L'abbiamo accettato con serenita perché ti amavamo e sapevaiuo anche che malgrado la distanza e il tempo non ci avresti dimenticati. Rivordo ancora le tue parole, quel mattino in cui ci lasciasti, sulla ‘porta di casa; dicesti semplicemente: “Non pao per me. Ci sono mo= ‘ment, nella vita di un uomo, in cul sentiamo che dobbiamo aifidare all"ignoto, perché cid che non conasciamo & il richiamo di un destino a cui non possiamo sfuggire. In veri, non & dal Faraone che sto andar 4o, ma verso la luce che voglio servire mogtio che passa”. E cost dicen- do tooeasti con il dito il modaglione che ponavi al collo. Poi ti volisti pian piano e raggiuagesti la carovana che ti aspettava ole i fichi, Nei primi giorni malediss i Cielo, lo maledicevo anciee perché vedevo che ‘mio padre era agitato quanto me. Per la prima volta compresi che tutto il suo sapere, il nostro sapere, era incapace di lenire un vero dolore, ‘Compresi anche che forse era per questo, pereé ne avevi avuto il pre sentimento che volevi spingerti ole quel sapere e te ne eri andato cost in fretta, delegando in quello stesso giomo tutte le tue funzioni, Soliant i nostri fratelli e pochi amici apparentemente non provarono dolore; senza che tu neppure lo sapessi, 0, il trovatello di cui non si sapeve ula, avevi preso tanto posto! Tu, che avevi imparato eos! in fetta da Sekhmet e dai sacerdoti, come se seguissi una tua traicttoria alla quale nnessuno avrebbe potuto opporsi! Tu, che avevi sempre negli oechi gual- cost che dolorasamente richiamava “qualeos'altra”? Hai trovato quelio che cereavi Nagar? Hai potuto servire quel Sole che sopnavi?» Akdenan, if ote di Dio B Mi tisisternai il mantelloe fissai Tytsa nel profondo degli och. «3, sorellina 'ho trovato.. Quello che ho trovato era cos} immen- so che mi ci sarei potuto perdere, E ho trovato cost tante sirade che portano al Carnmino, e la mia anima é volata cost in alto nell'azzurro che alla fine mi & maneato il fiato.,. cf ® mancato, Tyrsa! C’eravamo quasi riuscit, capisci? C’eravamo quastriusciti!» «Riusciti a fare cosa, Nagar? Di chi, di. cosa paul?» Gettai i esti del pesce nel Fuoco che crepitt pit: forte, poi levai lo ssguardo alla volla celeste. Ormai era notte fonda. Sopra le nostre teste il fumo dell’accampamento si perdeva in volute sotili nel velluto. nalmente sentit che la fronte ¢ le tempie si rilassavano; in quel- Vangolo di mondo regnava una dolcezza umile che non avevo pil ‘visto da tanto tempo, fino & dimenticare il profumo. Avrei aecettsto «di aprirmi ad essa, di abbandonarmici? A volte & difficile allargare la mano quando ® chiusa a pugno, anche se abbiamo assaggiato tuti gli amori, tutte le tenerezze! La Luce, non possiamo trattenerla dentro di noi: It possiamo invitare, possiamo lasciarla agire a modo suo, pud visitare anche i nostri angoli pit reconditi, seminando a volte il turbs. mento... Anzi: soprattuto il turbamento; € poi possiamo dirle: «Fai di sme cid che vuoi, sei a casa tua». Ma mai possiamo trattenerla! L’ocea xno non appartiene alle onde, Finalmente, quella sera, quella notte, mentre mi guardavo i piedi che giocavano con la sabbia alla luce delle fismme, il pugno interiore accettd di distendersi, di aprirsi. Allora mi coprii la testa con uno scialle di lana e cominciai a paclare lentameate, una parola dope Paltra, una perla dopo Valtra, come un vecchio dal euore di bambino. Fu cost che eomineiai a narsare a Tyrsa Is storia di Nagar-Teth, la vera storia di eoloro che avevana tanto amato il Sole ‘caPrToLo 1 Tebe 1 viaggio em stato lungo... Prima la traversata del deserto, poi il pereorso a bord di una nave del Faraone sulla quale mi ero imbarcato nel vecchio porto di Ur-Gheret®, Ci erano volute diverse settimane, It Dattello, con la larga vela quadrata frangiata di bla aveva Ientamente nnavigato lungo la costa, sostanda in ogni grande citta sulla sua rotta per commerciarvi uningente quantita di derrate, Per me, era come un sogno: cullato continuamente dalle onde, avevo la sensazione di non abitare pid del tutto net compo; kx mia coscienza si era come spostata ‘su quel confine della vita in cui non sappiamo pit bene chi siamo e dove andiamo, L’universo dei marinai e dei mercanti mi era talmente estraneo... In realta, & soprattutto del sole che mi ricardo, dell'azzarro profondo dell'acqua e del parapetto di legno al quale stave perenne mente appoggiat. Viaggiavo scortato da due uomini: il primo mi si era presentato ‘come un notabile con tina cesta esperienza degli affari del Tempio, ¢ il secondo era semplicemente un soldato inearicato della nostra sicurezza. miei compagni non erano chiacchieroni, il che non mi dispiaceva dal momento che sentiva il hisogna di starmene da solo con la mia anima, Un mattino apparvero finalmente le coste del pacse della Terra Rossa e lasciammo la nave per un’imbarcazione pid-modesta che s"inol- tnd progressivamente nella regione, attraversando una zona inizialmente paludosa, fra i papirie i giacint d’acqua. Vi era in quel Iuogo una strana bellezza alla quale i miei occhi non erano abitual, € sussultavo ogni volta che uno stormo d'anatr, disturbate dal nostro passaggio, prendeva il volo mumorosamente passaneoci sul capo. Alpu gia mi sembrava lon- ‘anissima nella memoria. Tutto era avwenuto cost in freta che non sape- vo nemmeno se lx mia era stata davvezo una risposta a un Appello o uns fuga, Risaire il Nilo mi sembrd incerminabile e dovemmo trascomere diverse not sul ponte della barca, avvolti nei mantel di lana grezza, NA. eel Ras Samra in Sita, 6 Davie Mearois Gvaudan Infine venne il giomo in eu, per la prim volta, msi pied sulla ‘Tena del Faraone, ra sera eo ale porte ci Tebe, su un piccolo ponte dove i pesea- tori seminndi riiegavano le ret ridendo, C'ersnel' ai un fore ere ATinoenso e un ragazzino svonsva il fleato abbandonando i pied alle piccole onde che si frangevano sulla riva, Non ssi neppure ta paro- ia, tano vivevo la magia di quel istane Un uomo, che non aveva visio arivare i foe carico del mio mode sto bagaalio ben presto fui condotio per un largo sentiro da cus vedevano, dito il Toglime dele palme, i bastion dela eit I cielo fra eolor del fuoco quando, dopo aver oltrepasseto ua prim ct, ni fecero penetrare in una casa dalle ampie stanze la cui freschezza mi offi, imamesiatamente tn gran senso denser. Sarebbe saa aria dimo- 1 por quelle noi, e sarcbero vena cerca il matin seguentc, alle prime oe, per accompagnara nels ct eal Tempio. Due domestic, vest con semplic petizomi lino, mi aspettavano aceanto alla fontana che omava il centr dela stanza principale; mi ‘deo che costoro erano si miei omni ed eran incariat ci farm sent- re a mio asio, Il piomo seguente mi avrebbera soguito nla nuo¥n dior che mi sarebbo stata assegnata. ‘Sono della Casa di Mayan — mi fu desto — come indica il mar- chi che vedi inciso sul braeciale ci metallo che portano sui bicipiti». “ «Bil maestro deel serbi del palazzo del Farsone, 8 anche i Gran Visi: una grande auton, Signore Nagar. E tui che ha organizzato i ‘uo viaggio fn quit condurrd di domsani, come mi stato oinat. (Con queste parole il mio compagno di strada si conged®, lascia- domi con i miei penser e un senso di sorprsa: “Signore Nagae" [Nessino mi aveva mai chiamato cos Era forse una consuetidine del Iuogo? Non sapevo se sentirmi imbarazzato @ onocato, mala cosa mi rise gi buon umore. due domestici mi servrono un pasto di enticche ¢ fruta inna fiato i vino al mies, poi mi addorment quasi immediatament. Alle prime lei del'alba,farono i grdi dei camellia rari dal sonno. nome di Mayan ben presto rsuond in fonda al mi torpor & fect il possibile per alzarmi subi, malgrado i muscoltindolenz dale setimane di viaggio. Per Ia prima volta dacehé ero arivato mi avcorsi della beliezza di quella camera con i lett di legno, moko ‘eso, i eu eran ineastona dei yet iu © porpora eon Ie stoic © un lngoaffrosco mural che rappresentava una scena di pesea. Ino tana giara piena d'acqua tronepgiava accanto alla porta che dava st Athena, foe Dio 0 tuna terrazea, Ebbi appens il tempo di fare qualche abluzione perché, ‘cost come mi era stato annunciafo, non tordarono a venitmi a prende- re, Erano cingue 0 sei guardie armate, vestite di un corto perizoma. ‘color della sabbia e un peitorale dai rflessi argent. ‘Senza indugio le seguii di buen passo attraverso una serie di giar- Jini, Tutto era di un’inverosimile bellezza: non avevo mai visto niente di simile, Una quantita di piccolfrutteti e giandini intern fiorti fra cui sorgevano rieche dimore. Ovungue I'acqua sembrava seorrere in abyondaza, Sulle terrazze spuntavano enormi palmie da dattero, insio- ‘me a melograni e altri albsri cle mi erano ignoti. Anche le case, appa- rentemente sobrie, qua e Ia lasciavano intravedere lunghi colonnati di pictra cipinti e giardini interni traboveanti di ibisco. Non so guante inte © quanti ponticeli cltrepassammo, né a quante sontuose dimore ovemmo girare intormo, ma compresi a un eerio punto che eravan ‘entrati nella cinta pit intema, quella riservata al palazzo ei dignitai Ful sospreso dall'intensa ativith che vi regnava gid cost di buon matti- no, Gli uomini ele donne che inerociavamo sembravano assor loro compito ben preciso, da eseguire ¢ da realizzare nella quiete, Per i miei occhi, abituati alla vita brulicante del grande mercato di Alpu, tutto era fonte di emozione e meraviglia, con quell’ordine, quel- Ja pace, quella bellezza, Infine giungemmo sulla soglia di un edificio pid grande degli altri; alla base dell'ampia scalinata di pietra che invi tava ad entrare, stava di guardia 'impressionante statua di un womo in piedi, con Is testa di leone. Di colonnat in corridoi affrescat, init per ritrovarmi in una vasta sala dove i muri e if soffito erano interamente dipinti. Ampie volute di Fun profumato salivano da un bacile sostenuto da un treppiede, accan- to alla base di una colonns. Li vieino tte uomini stavano diseutendo, ‘comodamente seduti su qualcosa che in real era pid simile a tomo. Mi condussero da loro. Vedendomi scortato, due si alzarono, mente ill terzo, impassibile, mi squad visibilmeate da capo a piedi, Feci del mio ‘meglio per salutario secondo l'ussnza del nostro popolo ed egli mi fece ceenno di avanzace ancora un po’, mentre i suoi iplerlocutori ci lasciava- no soli. ‘Maestro Nagar-Teth! — esclamd con una voce da cui emanava un*inereclbile sicurezza. — Hai fatto buon viaggio?» Impressionato dalla forza che si sprigionava da quetl’omo, bal- Dettai un si, dissi che tuto era andato per il meglio e infine Lo ringra~ zai. per la sua soliecitudine, L'uomo si alzd © mosse qualche passo verso di me, congedando ta ‘ia scorta con un cenno della mano, Ora eravamo soli 8 Donel Mecros-Givandon Sono Mayan-Hotop— posepl sul tess too, — Sano inarica- to dels irezione del Palazzo ed mot alte cose.- Ma efron f= demi dal Faraone on han snp, marr aconoscem. “Imparerai a conoscermi”... Queste parale mi risuonavano dentro in mode singolae. Non sapeve core interpreta ‘Avvicnt duaqee, Masso Neg. Sai che ita aati hapre- ced fin qui? Non sorprencert, gi emissii del Faroe sono ovun- ‘ue. B lu stesso che ha desiderato che tu venisi a Tt, Hi pensato the la conoscenza ancestral dela fea gente poteva aggungerst al ost saper,arcchendolo>. «Sono ancora troppo giovane per onorate ua tale fda — rigpo- sun po" imbartzato,— Davvero, ton So,» ‘Non insegnt forse «centr dk allicv?? Non t chiamano fons “yatta quanto mi stato ipo “No, Signore Mayan, non & cosl che mi chlamano.. Ch appare come un maestro agi occhi di ceumlresta pur sempre un noviio og ‘cchi di motissot alt. Non pote sccettre quel tol. T hanno informato males Tm intericatore sone con un angolo della bees, senza repi- care Tr quel momento stant cco: di quanto io incedere © Soi abil fossero masts. A dz il vero indosava una semplice vest Tanga di tela bianca, seta invita da un cintroneinessto dro, ma In este s'intonava perfetiainte con i eanagione sura della poll. Osservando it sto volt, incomiciato da una Tots. capiglatra, non sei potato dice quan an avesse sembrava che la vila ton Vi avesse Tacit aleua tacein Sia come ora ei qu, Maestio Nagar — riprese Mayan-Hotp. — Lascin che tdi che, se pincer al Fron a tua Tomtina® ga belle fata, ti sara facile vivere qui tra nol. Sono certo che sap comuicare con i nostalevi:troppa modesia nuoce a chi la manie- sia, on ered?» Menite pronunciava queste parole, Mayan ni piantd gli occhi audosso,peetrando ei mie come a space lt minima esltazione. «Sef rife ama modestn protocol, non posso crt con- readin in quanto & Vastuzia cept oxgogion Tutavin. non dubito che i Faraone eta stesso saplate legge in me con precision; male do i su tango, la a famigin ha sempre vssto pela sempbei, enon a cchezza che cereo>. Mayan mi squsd® ancors wo voli © NA lta moe dell it eb i Athens, fale di Dio 9 «Cosa cerchi, allora?» 1 tono della domands era cost dixeito, addiritura brutal, che rimasi interdetio per un po". «Allora, Maestro Nagar?» «Non $0 — riuscit a dire piuttosto miseramente, — Non so come chiamazlo. Non ho ancora trovato wn nome per...» EE, proprio mentre completavo la risposta, dissi a me stesso che avevo appena perso definitivamente ’opportunita di una solida catric= mia Tebe, No, non ero modesto... Restare muto o senza spiegazioni in ‘una simile circostanza era un segno di stupidita. Forse era meglio ripartie per Alpu e smettore di immaginare un “Appello”, quale che fosse, smettere di desidersrlo. ‘Ogni tanto mangeremo insieme, Nagar. Che ne dict di stasera?» Sbalordito dalla proposta di Mayan, mi limitai ad un cenno alfer- mativa con il capo, portandomi la mano sul cuore in segno di rispeto Era evidente che venivo messo alla prova, ora me ne rendevo conto, Ma noa sapevo fin dove la proya si sarebbe spinta, che cosa giustap- punto ci si aspettasse da me. IL mio primo incontro con il Gran Visir fnt eos), dopodiché venni condotto in appartamenti attigui al palazzo, non molto lontani dalla sua dimora. Li trovai ad attendermi gli stessi due domestici del giomo prima, i quali avevano gid portato i miei bagagli in quella che sarebbe diventata la mia camera. Anche questa, come la precedente, dava su tun’ampia terazza che dominava piacevolmente parte dei fruttetiattra- versa all‘alba. La vista su Tobe era fantastica: potevo abbracciare con un solo sguardo buona parte delle mura, aleune grandi dimore, diversi cedifici ufficiali e un angolo del gran Tempio. ‘Trascorsi Ia piornata passeggiando da solo per la citth alta, Le sic- cchezze accumulate entro le sue mura non finivano di stupirmi, Le case dei dignitari erano a volte grandi come piccoli villagei, con i loro ccampi coltivar. Notai che erano generalmente circondate da diverse are simili a giardini intern che separavano i vari setori della fenvta, ‘Queste corti conducevano dalle eucine alle scuderie, dal canile ai quar- tieri dei domestici. Mi persi spesso in quel dedalo ¢ fu cosi che mi ritrovai ai piedi di una delle grandi porte che davano sullesterno della it, verso la peciferia, Mi avevano raccomandato diinon prendere «quella direzione, ma ero twoppo indipendente per seguire ciecamente ‘consigli di quel genere; mi inoltral dungue nei quastiesi popolari, nel groviglio delle siradine, fra botteghe improvvisate a ridosso dei bastio- nie folle vocianti, dove la polvere si mescolava al sudore: la varietd dei prodotti esposti era impressionante. II fiume era sempre 1, onnipresen- 20 Daniel Mewro-Givadan te,¢-verie propri cortei di asinie cammelli andavane e venivano inces- santemente, carichi di pesanti fardelli provenienti da tutti gti orizzonti dll impero, Uscendo dalle mura e girando a caso per le stradine, avevo vagamente spersto di. eatrare in contatto con In gente; ma malgrado atmosfera di grande liber! cho regnava ovungue, avevo Is sensazione cche mi evitassero, Era come se qualcosa in me facesse loro paura 0 li inguictasse, Certamente exo uno straniero, chissd quanti particolari di ‘cui non ero consapevole tradivano le mie origini... Ma mi pareva che non fosse solo per quello, ¢ tomai a casa un po” turbato. ‘Un domestico di Mayan mi stave gi aspettando, © mi aveva porta- to.un dono: una veste meravigliosa di tela Ieggera, tzzurra, Mi serabro di capire che la dovevo indossare subito, © seguite immediatamente Vinviato del Visir, Fu cosi che mi ritrovai per la seconda volta davanti ‘a Mayan-Hotep, ancora frastornato dalle mie recenti scoperte, ‘An, eocoti qui esclame il mio ospite, come se mi conoscesse da sempre. Mantenni un etteggiamento riservato, temendo che quella sua fami- liarth dissimulasse una trappola, un‘altra prova per me. E certo non mi cero sbapliato, perché rapidamente il suo tono rifomd a essere molto pit ufficiale, La stanza in cu ci trovavamo, benché maestosa con i suo aff sehi azzuri, era sobria; nel centro si apriva al cielo e oftiva allo sguardo lung grande vasca piena d’acqua, in cui galleggiavano fio freschi «Accomodati, Maestro Nagar — disse cerimoniosamente Mayan, indicandomi una lunga tavola bassa carica di vivande. — Dungue, t se avventurato nella citta bass... Mi haan etto che vi hai gironzols- to.a lungo questo pomeriggio. Vuoi drm che ei trovi in un posto del sgenere? Puzza di cammello e di pesce!» ‘Ancora una volta, sentivo lo sguardo del mio ospite penetrarmi abilmente. Non ne avevo granché Voglia, ma mi sforzai di sorridere © poi quasi di rider «Ma... 8 la vita, Signore Mayan! Voglio conoscere quella del tuo ppopolo. Se mi & dato di vivere qui, voglio sapere quali sono gli uomini ele donne della Terra del Faraone!» ‘«E ctedi che siano quelli, li uomini che istmirai? Per quel che ti riguarda, tutto avid Iuogo entzo le mura, Alpu® lontana, staune cert Sai che aviei potuto sentirmi offeso, nel vederti abbandonare a tale vvelocita Ia dimora che to offerto» Inizialmente rimasi interdetto, alla disperata ricerca di qualeosa che hon Fosse una pita seus, Poi, spinto ds mon so quale forza insolente, replicai senza neppure pensare alle possibili conseguenze. ‘Signore, se questo palazzo deve significare per me una prigione, Atenaton joe Dia a per quanto dorata, ti prego di sollevarmi éallinearieo, Raggiungerd la ‘medioeritA di Alps. con la prima nave, «Sediamoei, Nagar... CContrariamente ai miei timor, il Gran Visir aveva cambiato tono e imi sospingeva con la mano verso un sofa di pelle, davanti alla tavola, Ero disorientato. Era la prima volta che Mayan-Hotep ai ch semplicemente per nome, ‘«Nagar — riprese — parliamo seriamente, Dal tuo artive ti esser= vo e ti facelo tener d'oechio, La casa ti dispiace, fo so. Dispiace anche ‘ame. Ma ho bisogno, abbiamo bisogno di uomini di un certo tipo». «Di che tipo?> chiesi, sempre sulla difensiva, Non Jo so con precisione... Non ho ancora trovato un nome per Joro!> E, pronunciando queste parole, Mayan mi rivolse un gran sorti- sodi complicit’. Infine ci sedemmo entrambi, uno di fronte all's, © una sfilza di servitori venne a portarci i bacili per lavarci le mani e a versarci nelle ‘coppe un vino limpidissimo, «Si, Nagar, abbiamo bisogno di uomini su cul poter contare.. non ccortgiani, né Sacerdot in cerea di onori, Non credo di essermi sba- listo mandandoti a chiamare... Tuttavia sappi che se mi accorgessi, ‘malgrad tutto, di essermi sbugliato, prenderesti certamente il primo batello per Ur-Gheret, Non deluderci. Annu davanti a questo moda di vedere le case. «Che cosa ti aspett? Posso sapere, giustappunto, cosa volete da me?» «Non vogliamo niente da te... Cid che oggi accade sulla Terra del Faraone non ha nulla a che fare eon la volonta. Abbiamo invece una aspettatva... Capisei la differenza? Ci sono case che non si inventano, ‘che non si impongono, che non si possono deerctarc. Abbiamo biso- _zno del tipo di uomo che riesce a comprendere questo» ‘E... di quali cose si trata?» «Tutte le cose che partono da qui e qui ritornanot» rispose Mayan, portandosi osteniatamente al petto lt mano spalancats. «L’snima del nostro paese sta soffocando — prosegul — e, con essa, @ in gran pericolo I’snima del mondo. Non si respira pid! aria di sole, Nagar, non hai notato? Vedi, io sono in primo Iuogo uno seriba © conosco gli scrbi...So di che parlo. Non sappiamo far altro, ormai, che incidere... Anche cid che non pud essere inciso, E quando non ci ‘sono pit picire per incidere, le fabbrichiamo. Un cuore pud indurirst jn modo illimitato, fino a pietiticars, ® vero?» «Temo di ston capirti appieno, Signore Mayan, Se trovi che il ‘cuore degli uomini della Terra Rosse si indurisce, in cosa pote esserti 2 Danie Meu Giveuden utile fo, uno straniro?» {ST te uno siranero, NagarcTet, Ma sai cos’? veramenté no straniero? Per il Faraone © pet me non ® colui che vie da un‘alea Contrada. soltanto cola che non parla la Hingoa dellumanit. Ela ling detPumanta.® i lingua della pace de core>. rs le pcm volia che sentivo un lnguagei tanto semplice, tanto chiar. Certaments mio pre SeKimet mi aveva parla doe ck pce, sesso insegnavo queste cose al Tempio dt Alp ma Mayan tveva rgione,ripetevamo sempre le sess parol ince sulle volte, “SE in cosa pte essere file? — pees — Tu non sulla ime: conosco il inguagy delle tlle, dele pian e det cori ma ignoro ancora di cos sia fatto i mio cuore, e on 80 se st vero apnce di parlae agai ed tocar.» ‘Non & questo ce mi sto dt dit. B poi. il Faraone e fa amiamo le seonmesse Alloa, dicamno che scommettiam su cet tomin eau cere donne, che devon cescere di numero se aon vogta- tno inate. Dict di comprendere la lingua delle stelle, delle pant © ‘di cnpi, ed & proprio la lingua che fs parte del linguageto dell'uma- rit Qui non t chedremo sempicemente di sera Tepgee, ma Fuscire a tragula. in tat modi possibl,con nim, con i 0 Cenpo...com a tua came, necesario, Ora comprenl?s In real cominciavo a comprendete, Mayan non poteva esere pit split, ‘Lascia ancora che ti diea — continud, metendost ne pato un bel pero di pose sto — che mi ha ft piaeresapert fr dalle mura, Appedzo la rustic che resi ancora ad exprimere. Non pede- re questa qualita stando con noi. E un bene prezioso di cui anch’io temo di Gimesticare a vole i sapore e le caateristiche. Tu respin Tivro, Nagar ed questa Pate cel Faraone ti chider i insegnare. Tutti esto sad. un protest. Pub darsi che siamo all'alba di un grande cambiamento. Se lege nel cel sai benissina che ci sono sega he none iagannano,e che alte siamo sospint a venti con i qual bison aecetare di mesclar Si, per non perdersi. Cloro che da que vente con quei venti sono fut aon poston neppure opporrerexstnzs perch la metamorfos & seria inesorabilmette nelle Tore vene, Uscen dalle muca di It hii fatio eid che speavo,e prima di quanto sperasi. Tra non molto bso fer uscire dale mut Ge nosto pensite © ome si sono molt pil ite e spesst Iznoriamo qua sto delv'immensofiome che sear Git quelle mura; potebbe essere un fortete capace i rascinaze via tutto al suo passare. Se capiscl qu 8 Il mio presentimento, hai Ahem fale io a ‘ito il dirito di aver paura, Nagar. Qui sei tutto fuorché prigioniero E in ogni caso avai solo Ia prigione che ti creerai da solo», Pur trovando in me una certa rispondenza, le parole di Mayan resta- vvano comunque piuttoste enigmatiche; sentivo che il mio ospite non desiderava ancora spingersi ole, ma ormai aveva aceeso la mia curio- sia, “Para di che? chiesi « ‘Questa rflessione di Mayan ci fece videre entrambi di cuore; ormai avevamo smesso di tenerci reciprocamente sotto osservazione; comin= cclammo a mangiare con un tone molto pit Iesgero, imparando a cono- scerei meglio. Gli raccontai fa mia vita, ed egli mi off in cambio aloune brieiole della sua. Lronnipotente Amenophis Ill, dio inearnsto sulla Terra Rossa, lo aaveva notato fra ali scribi reali quand’era ancora giovane. Si era affe- zionato a luj rapidamente, e gli aveva fatto salire i maggiori gradini dell"impero in barb a tutte le regole gerarchiche. Naturaimente questo lavevn generato certe inimicizie di cui Mayan era consapevole, e delle quali difidava a priori, Compresi subito che il mio ospite non era un tomo di potere, per quanto ne avesse molto; mi parve che la sua anima avesse conosciuto queste cose ¢ le loro trappole molto tempo addieiro, Bra dunque un uomo che si serviva della sua autorevolecza naturale, ¢ che certo non abusava della sua autortt.. E di autorevolez~ za, Mayan-Hotep ne aveval Le parole che gli uscivano dalla boces ‘avevano un colore ¢ uintensita che non Iasciavano indifferent, ‘A pil iprese, nel corso della serata, Mayan aveva annunciato: «ll Faraone sia creando delle basi, © ho deciso di aiutarlo qualsiasi ‘cosa accaday. “Aveva ripetuto quella frase con una solennita ¢ una determinazione che incutevano timore, e soprattutto erano in contrasto con il ton0 distesa, a volte famigliare, vohutamente dato alla cena. Questo doppio aspetto della personalith del Gran Visir non mi sfyggl e mi indusse alla prudenza, malgrado la stima che ben presto avevo provato nei confronti di quell'uomo, Per me, di natura piuttost riservato e proba. bilmente eccessivamente serio, la cosa non fu difficile. Ad ogni modo, e forse proprio per la mi riservateza, Mayan-Hotep sembrd affezionarsi a me: la mia “rusticita, come aveva deito, doveva piiacergli ¢ anche essere funzionale a quel gran cambiamento, al “piano”