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Ginevra nel maggio 1908 e vi recita Pasquale Curetti detto Baciccia1.

I
proventi vanno al giornale La Protesta umana di Milano. Lo stesso dramma
rappresentato a San Paolo del Brasile il 25 dicembre 1911, dalla
Filodrammatica Studio e Diletto2. Per gli argomenti trattati3 il dramma, messo
in scena con ampio successo in molte citt del centro nord, oggetto di
censura4 cos come laltra sua commedia Morale nuova5. Di seguito lelenco
delle sue opere teatrali pubblicate:

Gabriella, dramma sociale in 4 atti, Milano, Barlini, s.d. [ma 1890].


Morale nuova, un prologo e un atto in versi martelliani, Venezia, Nodali, 1892.
Un brutto quarto dora, scene della vita popolare veneziana in tre atti, Venezia, 1892.
Povero fio, bozzetto drammatico, Padova, Pizzetti, 1895.
Libero amore, bozzetto scenico in versi martelliani, Venezia, Stab.Tipo litografico C.
Ferrari, 1897.
Il canto dellamore, bozzetto scenico, con prologo in versi martelliani. Roma, 1910 6.

Pietro Gori [1865-1911]

La fase aurorale del repertorio drammatico anarchico di lingua italiana


coincide con la figura di Pietro Gori7. Una sua prima esperienza di scrittura
per il teatro lirico risale al 1889, quando affida a Carlo Della Giacoma,
maestro di banda, il manoscritto di Elba8. Il suo primo lavoro per il teatro di
prosa, Gente onesta, scene della vita borghese in tre atti, lo scrive, invece, tra
il giugno e lottobre del 1890, mentre ospite delle patrie galere9; lavoro che
lanno successivo sar rappresentato a Milano, nei locali del circolo dellArte
Moderna, presso la Camera del Lavoro di via Campo lodigiano, anzich a
teatro come previsto, avendo la censura preteso, per la pubblica

1
Cfr. DBAI, cit., ad nomen.
2
In La Battaglia, n. 326 (12 novembre 1911) e A Lanterna (9 dicembre 1911).
3
La trovatella Gabriella, viene adottata da una famiglia operaia. Il figlio del proprietario del
cotonificio la seduce, labbandona e infine la lascia morire.
4
A Bologna nel 1889, a Livorno nel 1890.
5
Morale nuova, nel 1889, causa censura non and in scena al teatro Manzoni di Roma [il
dramma narra lamore tra i due cugini Giorgio e Ghita, osteggiato non per ragioni eugenetiche
ma perch lui socialista. Con linganno e il ricatto la giovane viene costretta a sposare un
uomo che non ama].
6
Questi due ultimi bozzetti sono il rifacimento di Morale nuova del 1892.
7
Biografia esaustiva in DBAI, cit., ad nomen [scheda a cura di F. Bertolucci e M. Antonioli].
8
Elba, scene liriche in tre atti, musicate da Carlo della Giacoma. La sola musica del primo atto
fu eseguita a Livorno, in Piazza Grande, dalla banda del 38 Reggimento fanteria diretta dallo
stesso Della Giacoma [Cfr. Maurizio ANTONIOLI, Pietro Gori, il cavaliere errante
dellanarchica. Studi e testi, Pisa, BFS, 1995, pp. 147-186, e Antonio BELLANDI, Carlo Della
Giacoma e Pietro Gori: musica e politica nella Livorno di fine Ottocento, Comune di Livorno,
2005].
9
Nel penitenziario S. Giorgio, dove scrive anche il suo primo canto: Il canto della prigione.
Cfr. Santo CATANUTO, Franco SCHIRONE, Il canto anarchico in Italia nellOttocento e nel
Novecento, Milano, ZIC, 2001, p. 65. Nella nota delleditore a P. GORI, Opere, Bozzetti
sociali, vol. VIII, Milano, Editrice Moderna, 1947, si legge che Gente onesta fu scritto nel 1891
[anzich nel 1890] e malgrado le mutilazioni imposte dalla questura, che fece togliere tutto il
prologo e vari brani dei pi vivaci, il lavoro ebbe un successo brillantissimo.

48
rappresentazione, leliminazione del prologo e di alcuni brani ritenuti
sovversivi10. Nel 1891, firmandosi Rigo, si cimenta in una Veglia Prima11 che
sar pubblicata a puntate in LAmico del Popolo12. Nel 1892 scrive
Proximus tuus, un amaro bozzetto sociale che andr in scena alla
Commenda di Milano13 nella primavera del 1893. Nello stesso anno scrive
il dramma lirico Calendimaggio, che nellarco di circa tre anni sar musicato
dal M Giuseppe Pietri ed esordir, il 13 marzo 1910, al teatro della Pergola
di Firenze14, andando in scena, subito dopo, al Teatro Massimo di Spezia.
Questi primi lavori, attraversati da unaccentuata vena libertaria, non si
discostano molto, per, dalle esemplarit offerte al giovane Gori dal teatro
sociale allora in voga15, anche dal punto di vista stilistico16.
Con Senza Patria, scene sociali dal vero in due atti e un intermezzo in versi
martelliani, del 189317, Gori affronta una tematica sociale dai toni pi
decisamente politici e mette in scena lamarezza gi contenuta nella frase di
Heine: maledetta la patria, ove alta solo cresce lonta, linfamia e la
miseria! 18, che Gori conferma nei versi: maledetta la patria de le miseri /
plebi matrigna infame / bollata in fronte dallo stigma tragico / dei morenti di
fame19, scagliandosi contro il patriottismo agitato tra le masse popolari dalla

10
Cfr. Prefazione, a firma Leopoldo Marenco, in Pietro GORI, Opere, vol. VIII, cit.
11
Che riprende la vecchia tradizione toscana delle veglie: serate trascorse in compagnia a
conversare, ma anche ballare, cantare, giocare a carte, ecc. Qui Gori fa interagire cinque
personaggi: Carlo, Pietro, Beppe, Anna, Maria, il cui conversare, come indica lannuncio di
pubblicazione, tocca in forma semplice e succinta gli argomenti principali di critica
rivoluzionaria e gli elementi di un nuovo ordinamento sociale corrispondente ai principi
comunisti anarchici [LAmico del Popolo, a. I, n. 3 (19 dicembre 1891)]. Qui molto
probabilmente Gori si ispira allesemplarit offerta dal noto dialogo di Errico Malatesta Fra
contadini [Firenze, 1884] ampliando la forma dialogo in un colloquio tra pi personaggi, come
poi sar anche in Al Caff, sempre di Malatesta [1922]. Questa originale idea goriana del
riprendere e valorizzare le Veglie popolari, purtroppo con un solo esempio peraltro incompleto,
non , certo, operazione teatrale in senso stretto pur essendo molto vicina alla formula del
bozzettismo scenico.
12
LAmico del Popolo, a. II, n. 4 (1 gennaio 1892) e n. 5 (9 gennaio 1892). In Appendice
lindicazione al plurale: Veglie Anarchiche, e la titolazione di una Veglia prima, evidenziano
lintenzione goriana di pubblicarne una serie. A seguito dei continui, sistematici sequestri e dei
relativi processi al gerente (Arcangelo Facc) e a Gori, i redattori decidono di chiudere il
settimanale, cosicch, dopo due sole puntate lo scritto si interrompe.
13
Con lallora nota Compagnia Diligenti di Lina Diligenti.
14
Orchestra diretta dal M Giovanni Zuccani.
15
Lopera verista prolifera e la sottolineatura sociale diventa norma, anche sul fronte teatrale,
cos come la concretezza oggettiva e le sue tematiche: la cavalleria, pi o meno rusticana, le
storie di povera gente, il mondo del lavoro, le tranches de vie, le sommosse e le rivoluzioni,
lambiente rustico, i problemi sociali
16
Gori non ha mai fatto mistero di stima nei confronti dellamato teatro di Giuseppe Giacosa.
17
Rappresentata lanno dopo, sempre alla Commenda di Milano, con gli attori: Adelaide
Falconi, Ida Carloni-Talli, Ettore Paladini e Alfredo Campioni [cfr. Prefazione, a firma
Leopoldo Marenco, in Pietro GORI, Opere, vol. VIII., cit. p. 4].
18
Che sar adottata come motto dal giornale anarchico XX Settembre, Buenos Aires, n.u.
(20 settembre 1895).
19
Che costituiranno il motto del giornale anarchico La Terza Roma, S. Paulo (Brasile), n.u.
(20 settembre 1901)

49
svolta giacobina di Crispi20. Lanno dopo, a Lugano, in piene leggi
eccezionali, Gori, amareggiato ma ancora ottimista, scrive Ideale, un bozzetto
poetico che amplia il tema del suo noto canto Amore ribelle, scritto nello
stesso frangente. Ideale sar rappresentato al teatro Rossini di Lugano per
volont dei tanti estimatori di Gori poco prima della sua espulsione dal
Canton Ticino.
Gori, come egli stesso afferma nella prefazione a Senza Patria21, intendeva
scrivere una serie di drammi e bozzetti teatrali da raccogliere col titolo Teatro
del Popolo. Il primo della serie Gente onesta, il secondo Senza Patria. Si
deduce che i successivi lavori costituiscano la serie completa di tale progetto.
Anche se il successo di Gori, in ambito teatrale, era stato, a Milano, di
buona portata, cos come la rappresentazione luganese di Ideale, in
America, che il teatro goriano assume una valenza particolare, ponendosi
come esemplarit da seguire, in special modo dopo che Gori nel marzo
[1896, Barre, Vt.] pubblica il bozzetto sociale in un atto Primo Maggio22 e lo
rappresenta per la prima volta a Paterson, improvvisandosi anche attore. Da
quel momento il bozzetto si diffonde in Italia e nei gruppi anarchici sparsi
lungo le rotte dellemigrazione, diventando, con Senza Patria, uno dei testi
pi rappresentati del teatro sociale, mentre lInno cantato sullaria del coro del
Nabucco accompagna per trentanni le manifestazioni operaie, a gara con
lInno dei lavoratori di Turati23.
Primo Maggio, rappresenta, di fatto, lo spartiacque tra una drammaturgia a
sfondo sociale, genericamente libertaria che trova gi veste drammatica tra
gli internazionalisti interessati alla scrittura teatrale ed presente in Gori nei
suoi primi lavori per il teatro, cosi come anche in Cassisa e Monticelli e la
volont di portare sulla scena la specificit anarchica. Primo Maggio, nelle
particolari circostanze in cui viene pubblicata e rappresentata, diventa
unopera paradigmatica, unesemplarit che trover terreno fertile e funger
da stimolo tra quanti sentivano la necessit di esprimere la propria specifica e
autonoma voce a sostegno delle lotte sindacali, politiche e sociali in atto,
consapevoli sia della valenza educativa e comunicativa delle rappresentazioni
teatrali, sia della loro valenza coesiva in termini di ideale appartenenza a una
stessa comunit avente mente e cuore orientati ad un unico obiettivo: leman-
cipazione degli individui e della societ dallo sfruttamento e dalloppres-
sione24. Lautoeducazione dei lavoratori, la socializzazione anche in termini

20
Per gli anarchici, lesaltazione della patria un falso storico perch due sono, in realt, le
patrie: quella degli sfruttatori, dei despoti e quella sconfinata dei proletari e dei salariati. In
XX settembre, B.A., cit.
21
Pietro GORI, Ai lavoratori italiani dAmerica, in ID, Senza patria, scene sociali dal vero in
due atti ed un intermezzo in versi martelliani, Buenos Aires, 1899, p. 5.
22
Scritto nel carcere di S. Vittore, Milano, il 1892.
23
In DBAI, cit., ad nomen, p. 747.
24
A tal proposito, Giuseppe Moro, abruzzese emigrato negli USA nel primo decennio del
Novecento, racconta: Arrivato in America mantenevo lo spirito religioso e le credenze antiche
che avevo assorbito nellambiente in cui ero cresciuto. Una domenica, nel 1912 credo, gli
anarchici di Lynn organizzarono un picnic vicino a Wakefield. Io arrivai giusto in tempo per
assistere a una commedia di Pietro Gori, Calendimaggio. Mi commossi profondamente. Quella
commedia mi tocc cos tanto che in 24 ore abbandonai tutta la mia fede religiosa, tutte le mie

50
dopolavorativi, il prendere coscienza della questione sociale, anche
divertendosi e dilettandosi, sono temi che ricorreranno in molte prefazioni ai
tanti drammi e bozzetti anarchici che lo stesso movimento stamper e
divulgher, promuovendone, quando possibile, la messa in scena,
coerentemente al pensiero per cui se lideale anarchico deve essere
propagandato lo sia in profondit, continuativamente e sia piacevole
educarsi 25.
Tornato in Italia in libert condizionale, per interessamento di Bovio e
Imbriani, Gori costretto, quasi subito, a fuggire di nuovo per sottrarsi alla
repressione e alla galera dopo i moti del caro pane, lasciando in mano
questurina a ira, scene della rivoluzione26, scritto tra linverno 1897 e la
primavera 1998, il cui manoscritto, sequestrato durante una perquisizione,
andato perduto 27.
I bozzetti teatrali di Gori sono stati tutti pubblicati dalleditoria anarchica,
sia in opuscolo, sia in raccolta, sia in alcuni giornali o riviste di movimento,
come, ad esempio, in LAvvenire di Buenos Aires 28 e in Sciarpa Nera 29

antiche credenze e iniziai a leggere la letteratura anarchica, compreso Cronaca Sovversiva


[Paul AVRICH, Anarchist Voices. An oral history of Anarchism in America, Princetone
University, 1995, p. 113].
25
Jenny Salemme e suo padre Giuseppe (Joe), emigrato negli USA da Gaeta, sarto, entrambi
anarchici del Gruppo Autonomo, a East Boston partecipavano a performances teatrali
amatoriali nel loro club di Maverick Square (Joe fu lultimo a far visita a Vanzetti, nella
prigione di Charleston, prima dellesecuzione nel 1927). Jenny racconta: quando mia madre
decise di tornare in Italia, stanca di quella vita, mio padre rest. Io avevo diciotto anni e mia zia
lo convinse a lasciarmi con lei. La zia era unattrice della filodrammatica nel club di Maverick
Square, lavor in Primo Maggio, in Tempeste Sociali e in altri drammi radicali [Paul
AVRICH, Anarchist Voices, cit., p. 110].
26
Negli ultimi mesi [della sua vita, Gori] si accingeva a scrivere un nuovo libretto per la
musica del maestro Pietri: il libretto doveva essere desunto dal noto romanzo Tito Vezio del
Castellazzo. [] Mi stesero ambedue la mano [Gori e Pietri]. Poi il Maestro: Ora ci lasci a
premeditare il nostro delitto Ne so gi qualcosa: in 3 atti e sintitola Tito Vezio. [Sandro
FORESI, La vita e lopera di Pietro Gori nei ricordi di Sandro Foresi, vol. XIV (Ultime
battaglie; lettere e scritti inediti), Milano, Editrice Moderna, 1947, pp. 20 e 27]. Si annota che
dal 1880 i socialisti evoluzionisti titolavano il loro foglio Tito Vezio [sottotitolo: giornale
degli schiavi bianchi. Dir. Resp. Cesare Cova, Milano, tipografia degli editori di Battista
Colombo. 22 nn. + 3 supplementi, dal 15 ottobre 1882 al 9 aprile 1883] richiamando, in quel
titolo, la linea politica meno apertamente aggressiva, ma forse nel tempo pi efficace,
espressa dallo schiavo che, con Spartaco, si ribell allo strapotere dellimpero romano pagando
anchegli col supplizio della croce.
27
Cfr. Leopoldo MARENCO , Prefazione a Pietro GORI, Opere, vol. VIII, cit. p. 4, e Sandro
FORESI, La vita e lopera di Pietro Gori, cit. p. 20. Qui Foresi ci ricorda che Gori aveva
anche composto un dramma in 5 atti a ira - scene della rivoluzione francese - ma il
manoscritto fu sequestrato e confiscato durante lo stato di assedio di Milano nel 1898, e
disgraziatamente andato perduto. A p. 73 dello stesso libello, Luigi Fabbri elenca i lavori
teatrali di Gori e conferma che a ira [] inedito e introvabile, perch sequestrato e non pi
restituito dalla polizia nel 1898.
28
Diretto da Felice Vezzani, [pittore, scrittore e giornalista, nonch militante anarchico] tra l 1
novembre 1895 e il 20 febbraio 1904, autore anchegli di bozzetti e commedie quali: Il
viandante e leroe [1906], Demenza giustiziera [1926], Da squadrista a prefetto [1930],
Fascismo [1932]: in parentesi le date di pubblicazione.
29
Milano, aprile 1909 agosto 1910 (4. nn.)

51
di Milano. Le schede che seguono, in ordine cronologico, ne riassumono i
temi, le trame e i dati salienti:

[001] ELBA
Scene liriche in tre atti

Scritte nel 1888 e musicate da Carlo Della Giacoma nel 188930. La sola
musica del primo atto fu eseguita lanno dopo a Livorno, in Piazza Grande,
dalla Banda del 38 Reggimento Fanteria diretta dallo stesso Della Giacoma.
Pubblicazioni: in Maurizio ANTONIOLI, Pietro Gori, il cavaliere errante
dellanarchia. Studi e testi, Pisa, BFS, 1995, pp. 149-186.
Personaggi: Anselmo, sindaco del villaggio Carlo, figlio di Anselmo Arturo,
marinaro Mansueto, guardia campestre Elba, moglie di Arturo Livia, moglie di
Carlo Marinari, Pescatori, Contadini, Donne del popolo, Fanciulli. Scena: Un paese
di mare. Epoca presente (1889).

Nel passato di Elba c lamore per Carlo, che lui ha tradito. La dolorosa esperienza
ormai lontana, colmata dallamore di Arturo, da Elba riamato. Arturo ritorna, dopo
un periodo di navigazione, mentre nel villaggio fervono i preparativi per festeggiare il
matrimonio di Carlo e Livia. Quando i due amici, salutandosi, presentano le loro
spose, Arturo si meraviglia dellatteggiamento distaccato di Carlo. La notte stessa
Arturo torna in mare e Carlo va da Elba per discolparsi daverla tradita ma lei gli
chiede di non risuscitare il passato. Livia li vede, si cela nei pressi, ascolta e sente
Carlo ribadire a Elba il suo amore, di non amare Livia e daverla sposata solo per
furore erotico. Elba ha ormai chiuso col passato e ama Arturo. Carlo insiste e lei lo
scaccia. Livia fugge via affranta. Prima andarsene Carlo lancia la sua ultima sfida:
attender Elba al capanno, certo che lei ci andr come in passato.
Elba decide di svelare tutto ad Anselmo e lo invita al capanno. Lattempato sindaco
fraintende, si confida con Mansueto e si convince che unavventura amorosa, alla sua
et, non guasta. Livia fortemente scossa, Elba lavvicina per parlarle. La ragazza la
scaccia ma Elba non si scompone, le racconta tutto e di fronte al cinismo di Carlo le
due donne solidarizzano.
Albeggia. La popolazione in festa si prepara ad assistere alla regata. Arturo rientra
dalla notte in mare. Nei pressi del capanno vede Elba, si nasconde per farle una
sorpresa ma le sente dire a Livia che l verr qualcuno. Si ingelosisce e scappa via.
Mansueto, con delle rose in mano, viene sorpreso da Carlo, che gli chiede per chi
siano quei fiori. La guardia dapprima tergiversa, poi gli risponde che sono per Elba da
parte di Anselmo. Carlo glie le prende e lo congeda. Sopraggiungono Elba e Livia.
Elba lascia Livia davanti al capanno e va in cerca Arturo, intravisto tra la folla. Livia
vede Anselmo, lo mette al corrente della situazione e gli chiede di parlare con Carlo
affinch rimedi. Anselmo, fremente per linaspettata avventura, le promette
frettolosamente che lo far, entra nel capanno ma vi trova il figlio. Carlo, credendo in
una tresca tra Elba e suo padre, gli rende le rose e lo consiglia di non lasciarsi
ammaliare dalle donne alla sua et. Poi, capita la situazione, decide di salvare le

30
Il manoscritto autografo (datato 31 dicembre 1888) e lo spartito (datato 27 dicembre 1889)
sono stati rintracciati da M. Antonioli nellarchivio Della Giacoma. Cfr. Maurizio ANTONIOLI,
Pietro Gori, cit. p. 147. Si annota che il coro dei marinari e il coro dei mozzi (atto terzo,
scena prima) sono i versi che Gori, in seguito, rielaborer, con la medesima musica scritta da
Della Giacoma, nellInno dei lavoratori del mare (1895).

52
apparenze: assicura il padre di amare Livia e promette che torner da lei. Nellandare
gli ricorda di non illudersi, perch Elba ama Arturo. Lanziano sindaco finalmente
comprende lequivoco e il quadro generale si ricompone: da un lato in nome
dellipocrisia, con Carlo che finge di amare Livia, dallaltro in nome dellamore, con
Arturo che chiede perdono a Elba per averla ingiustamente sospettata di tradirlo.

[002] GENTE ONESTA


Scene della vita borghese in tre atti.

Scritte nel 1890 durante una breve prigionia.


Pubblicazioni: P. GORI, Gente onesta, Roma-Firenze, Serantoni, 1905; ID,
Roma, Libreria ed. Sociologica e libertaria,1910; ID, in Bozzetti sociali, vol.
VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale, 1911 e Milano, ed. La Moderna,
1947, 2 voll. Opere 8-9, serie I; ID, in Opere, vol. VII, Bozzetti sociali,
Milano, Editrice Moderna, 1947.
Rappresentazioni: prima volta a Milano, circolo dellArte Moderna, 1891.
Personaggi: Fabrizio Tina Armando Teresa Marcella.

Fabrizio, capitano dindustria, probo e inflessibile nei suoi principi, il tutore di


Tina, figlia del suo pi caro amico, nata da una relazione extraconiugale di questi con
Teresa, subito costretta a distaccarsi dalla figlia per non destare scandalo.
Allontanatosi per sempre dalla moglie (Marcella) e dal figlio (Armando) luomo era
poi morto, lontano da tutti e Fabrizio aveva preso con s Marcella, Armando e Tina,
curandosi di loro con affetto e lealt. Tina, tornata a casa dal collegio, viene
festeggiata in grande. Armando, ora capo tecnico nellindustria di Fabrizio, ne
innamorato. Anche Tina lama, ma la distanza sociale ed economica che li separa fa
decidere Armando di non andare oltre lamicizia. Tina, invece, desidera approfondire
il sentimento che li univa gi prima della sua partenza per il collegio e si addolora per
la decisione del giovane. Intanto nella fabbrica gli operai sono in sciopero contro il
cottimo. Fabrizio, presente Armando, accoglie i delegati e tratta con loro, convinto
che sia inutile usare la forza quando si pu essere tolleranti e abili. I delegati, per,
hanno il mandato di non trattare. Armando, esprimendo solidariet agli operai si
scontra con Fabrizio, che laccusa di seminare idee di rivolta. Lo sciopero si conclude
con larrivo della forza pubblica che arresta i lavoratori pi determinati. I rapporti tra
Armando e Fabrizio sono ormai deteriorati e questi, oltre a non comprendere
latteggiamento di Armando, gli rinfaccia la propria benevolenza. Nel frattempo Tina
riceve la visita di una sconosciuta: Teresa che, molto malata, vuol rivedere in
incognito la figlia. Saputo dalla giovane che Armando non la sposer mai, a causa del
modesto patrimonio di cui dispone, la donna incontra Marcella per comunicarle
lintenzione di intestare al giovane il ricco patrimonio accumulato in anni di
prostituzione dalto bordo. Marcella dapprima contraria, ma infine accetta e
comunica ad Armando la nuova situazione. Questi, sdegnato, si sottrae alla manovra e
decide di sposare Tina anche se non potr garantirle il tenore di vita cui abituata.
Fabrizio non concede lassenso alle nozze e laccusa di essere un vile cacciatore di
dote. I due giovani decidono di abbandonare quella casa. Di fronte alla loro
determinazione Fabrizio cede. Teresa, nel frattempo, muore. Solo allora Tina viene a
conoscenza che quella donna era sua madre e accusa Fabrizio di averglielo nascosto.
Il giorno delle nozze, Fabrizio, inquieto, non partecipa alla cerimonia e si chiude nel
suo studio. Non accetta lidea che Tina vada via con un uomo e in un crescendo
tragico realizza, con orrore, che lui, lintegerrimo tutore, ne innamorato. Mentre i

53
due novelli sposi si preparano a partire, sentono uno sparo: Fabrizio, percependosi
come un mostro immorale, s ucciso.

[003] PROXIMUS TUUS


Bozzetto sociale in un atto (1892).

Pubblicazioni: P. GORI, Proximus tuus, prefazione di Leopoldo Marenco,


collana Teatro del Popolo, vol. 1, Milano, Stabilimento Demarchi, 1898; ID,
Paterson, La Questione Sociale, 1896 e 1898; ID, Jesi, Il Pensiero, 1909;
ID, in Bozzetti sociali, vol. VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale, 1911 e
Milano, ed. La Moderna, 1947, 2 voll. Opere 8-9, serie I; ID, in Opere, vol.
VII, Bozzetti sociali, Milano, Editrice Moderna, 1947. Nella nota editoriale
che accompagna la pubblicazione in Jesi [Il Pensiero, 1909] si legge:
Ledizione prima del presente lavoro drammatico fu pubblicata nel 1898,
poco prima dei moti di maggio e delle successive repressioni []. Quasi tutta
ledizione and dispersa, travolta nei sequestri e nelle perquisizioni di quei
giorni funesti.
Rappresentazioni: la prima volta a Milano, primavera 1893, teatro della
Commenda, compagnia Diligenti di Lina Diligenti poi a New York (dicembre
189531) e S. Francisco (1896)32. Nel 1903, a San Paolo (Brasile), un gruppo di
scolari della locale Scuola Moderna (Gli Attori Infantili), aiutati dagli adulti,
lo rappresentano in lingua italiana33.

Lazione, in tredici scene, si svolge nel palazzo del Monte di Piet e coinvolge dieci
personaggi: il cassiere, lo stimatore, due mezzane del Monte, tre clienti che, spinti dal
bisogno, vi si sono recati per impegnare pochi oggetti di valore in cambio di qualche
spicciolo, Adolfo, un bellimbusto che dilapida i beni di famiglia in vizi e Antonio, un
ex galeotto che convive con Giorgina, la quale sta impegnando un medaglione per
comprare i farmaci di cui necessita la figlia gravemente ammalata. Giorgina era stata,
da ragazza, a servizio presso la famiglia di Adolfo e questi, ammaliandola e
circuendola, laveva sedotta e poi abbandonata non appena la ragazza sera accorta di
essere gravida. Sola e con una figlia da crescere sera vista costretta allunica
possibilit economica offertale dalla miseria: la prostituzione, finch non incontrer
Antonio. Intanto che si compiono le operazioni di rito e i vari personaggi
interagiscono con commenti e scambi dopinione, sopraggiunge Antonio per avvisare
Giorgina che la figlia s aggravata. Lei, disperata, affronta Adolfo per
responsabilizzarlo verso la figlia morente, ma questi assume un atteggiamento cinico
e loffende. Antonio grida, disperato, che la bambina morta e in preda allira
aggredisce Adolfo che continua a insultare la donna, nonostante il suo dolore. Gli
astanti lo bloccano, chiamano le guardie e cinicamente fanno arrestare Antonio: per
essi stata solo unoccasione di speranza in una lauta mancia.

31
Al Germany Assembly Room, a cura di Jacopo Paolini [La Questione sociale (15
dicembre 1895)].
32
In occasione degli spostamenti statunitensi di Gori nel famoso giro di conferenze.
33
Resoconto in O Amigo do Povo (25 luglio 1903). A San Paolo il bozzetto goriano stato
rappresentato almeno 8 volte tra il 1902 e il 1947. Cfr. Appendice: Lattivit teatrale degli
anarchici di lingua italiana a So Paulo (Brasile) [1902-1947].

54
[004] CALENDIMAGGIO
Dramma lirico in due parti e un intermezzo (1893).
Musicato dal M. Giuseppe Pietri 34(1896).

Pubblicazioni:
a puntate sul periodico Sciarpa Nera di Giuseppe Monanni, Milano, aprile
1909 agosto 1910 (4. nn.) quindi, in opuscolo, a La Spezia, Tipografia La
Sociale, nel 1910; nello stesso anno a Milano (Giussani editore) e nel 1911
dalla Libreria Editrice Sociale, Milano, con copertina di Carlo Carr.
presente nei Bozzetti sociali, vol. VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale,
1911 e Milano, ed. La Moderna, 1947, 2 vol. Opere 8-9, serie II; in Opere,
vol. VII, Bozzetti Sociali, Milano, Editrice Moderna, 1947; Milano,
Libreria editrice Sociale, s.d., in 16^, 31 pp.
Rappresentazioni: il 13 marzo 1910 al Teatro della Pergola di Firenze (Dir.
Giovanni Zuccani), poi al Massimo di La Spezia.
Scritto in versi, il dramma, un altorilievo di passioni veementi, su cui
domina una grande voce di folle invisibili35, si svolge in un paesino di
montagna lultimo giorno di aprile (prima parte) e il giorno del primo maggio
(seconda parte).
Personaggi: Evandro, boscaiolo Silvia, giovane contadina Il barone, signore della
terra Fosco, cantastorie [rispettivamente: soprano, tenore, baritono e basso] corali:
contadini e contadine, dame e gentiluomini, le voci dei lavoratori della terra e del
mare. Lazione si svolge in un paesello alpestre. Epoca presente.

La festa di matrimonio tra Evandro e Silvia volge alla fine. Il barone del fondo
ordina a Evandro di tenersi pronto per la battuta di caccia dellindomani. Nellintimit
serale Silvia mostra un forte turbamento: ama Evandro ma le pesa avergli taciuto che
il barone, forte della sua arroganza proprietaria, tempo prima laveva sedotta.
Evandro, pur ferito, alla fine comprende la moglie ma, disperato, fugge via, verso i
monti, portando con s la scure da boscaiolo. Silvia non riesce a trattenerlo e sviene.
Da l a poco giunge il barone, in compagnia di Fosco, il cantastorie che, insieme al
coro, aveva sarcasticamente diffuso nellaria il ricordo di quella fosca relazione.
Soccorre la giovane ma la sua intenzione approfittarne ancora. Lei lo scaccia con

34
Di Giuseppe Pietri, si occupato Claudio Santori in Setticlavio, bollettino dellAcca-
demia Musicale Valdarnese, nei numeri 1 e 2 del 1984 e n. 3 del 1985 recensiti da Giorgio
Sacche in Umanit Nova, 9 marzo 1986, il quale evidenzia la vasta influenza culturale che
ebbe il pensiero umanitario e lo stile di Gori non solo nel movimento operaio strictu sensu
[]. Ispirato al verismo, tanto in auge allepoca, Calendimaggio era nato dalla penna di Gori
nel 1893 per essere affidato al compositore brasiliano Carlos Gomez che per mor. Fra Gori e
Petri, entrambi elbani, esisteva una stretta amicizia che cost al giovane musicista anche
qualche pedinamento da parte della polizia. Sandro Foresi ricorda il Giuseppe Pietri di
Calendimaggio come un giovanissimo e vigoroso compositore da poco uscito dal
Conservatorio di Milano [Sandro FORESI, La vita e lopera di Pietro Gori, cit., p. 28].
35
Sandro FORESI, La vita e lopera di Pietro Gori, cit., p. 28.

55
sdegno e rimane sulla soglia di casa, affranta per quanto accaduto in quellultima sera
daprile.
Salza lalba e da lontano sodono i canti augurali del primo maggio. Nel barlume
del primo sole, come stregato da quei canti, Evandro riappare, chiede perdono a Silvia
e le promette che la porter con s in montagna, lontano dal fango della bassa. I
preparativi per la caccia sono intanto conclusi e il barone sollecita Evandro a
raggiungere gli altri. Lui prima rifiuta ma poi si avvia per non rischiare di essere
cacciato dal fondo. Rimasto solo con Silvia, il barone linsidia ancora, sfacciatamente,
ma lei reagisce e urla. Evandro ancora nei pressi, la sente gridare e accorre, cinge il
barone per la vita e lo sbatte fuori di casa ma questi lo prende a scudisciate. Evandro,
inferocito, afferra la scure e affronta il barone, che fugge via terrorizzato. Il giovane
linsegue scansando chi cerca di fermarlo. I due scompaiono nel bosco. Silvia
disperata. Evandro, sconvolto, riappare, lancia la scure imbrattata di sangue tra la
gente che lo sta a guardare e abbraccia Silvia, mentre dalla valle sale il canto di
maggio dei lavoratori in festa.

[005] SENZA PATRIA


Scene sociali dal vero in due atti e un intermezzo in versi martelliani 36
(1893).

Pubblicazioni: P. GORI, Senza patria, edizione italiana autoprodotta con


prefazione dellautore, Buenos Aires, Libreria Sociologica, 10 maggio 1899;
ID, bozzetto sociale in un atto, Chieti, Di Sciullo, 1902; ID, scene sociali dal
vero in due atti e un intermezzo in versi martelliani, Chieti, Di Sciullo, 1906
(terza ed. riveduta e ampliata dallautore); ID, Milano, Biblioteca Sociale
Milanese, 1906; ID, New York, Libreria sociale [s.d.]; ID, in Bozzetti sociali,
vol. VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale, 1911 e Milano, ed. La
Moderna, 1947, 2 vol. Opere 8-9, serie II; ID, Brooklyn, N.Y., Biblioteca
dellAvanti!, 1915 [terza edizione italiana per cura del Club Avanti!, 46
pp.]37; in Scritti scelti di Pietro Gori, vol. II, Cesena, Ediz. LAntistato, 1968,
pp. 329-361.
Rappresentazioni: Debutto al teatro della Commenda di Milano nel 1894, con
gli attori: Adelaide Falconi, Ida Carloni-Talli, Ettore Paladini e Alfredo
Campioni38. La seconda rappresentazione a S. Francisco (1896)39. La terza a
Buenos Aires (1898)40. Negli anni successivi il bozzetto va in scena un
numero considerevole di volte. Alcuni annunci e recensioni del periodo ci
permettono di registrare alcune date e frequenze: a S. Paolo del Brasile

36
Dal nome del poeta e commediografo Pier Iacopo Martelli (1665-1727). Verso composto da
una coppia di settenari, detto perci settenario doppio, corrispondente allalessandrino francese
risalente alla prima met del XII secolo. Usato nella pi antica poesia italiana (Cielo dAlcamo)
poi caduto in disuso. Ripreso da Goldoni, riappare nellOttocento con Giacosa, Paolo Ferrari,
Cavallotti, Carducci, Gozzano e altri.
37
Con questa edizione di Senza Patria, Gori incluso tra gli autori italiani nella lista Immigrant in
America (microformguides.gale.com)
38
Cfr. Leopoldo Marenco, Prefazione a Pietro GORI, Opere, vol. VIII, cit., p. 4.
39
Presso la Bersaglieri Hall, in occasione del noto giro di conferenze di Gori negli USA.
40
Periodo dellesilio goriano in Argentina.

56
almeno 11 volte tra il 1902 e il 1935 41. A Grignasco (Novara) nel dicembre
1903, con la compagnia filodrammatica locale legata al partito socialista, nel
teatro della Societ Operaia42 e ripetuto, sempre a Grignasco, nel luglio 1920.
Altre rappresentazioni certe il 1 maggio 1910 a Sarnico (BG)43, il 5 gennaio
1930, dalla Filodrammatica Libertaria di Long Island City (a cui seguita
una conferenza di Armando Borghi su Pietro Gori)44, il 14 gennaio 1942 a
East Boston, Mass., a cura della filodrammatica Aurora45, il 25 gennaio
1942 a Brooklyn, NY, a cura della filodrammatica Volont46. In tali annunci
il bozzetto goriano viene a volte nominato lex garibaldino oppure I senza
patria47.
Personaggi: Giorgio Anita Arturo Don Andrea.

La povera famiglia, composta da padre, madre, nonna e figlia, riceve una lettera
dellaltro figlio, emigrato in America, che li vuole con lui oltreoceano. Alla lettera
sono uniti dei biglietti di viaggio prepagati. Giorgio, orgoglioso ex garibaldino, si
sfoga, lui che lha servita a rischio della vita, contro una patria, ingrata verso i suoi
figli onesti e attivi, prodiga coi disonesti e i parassiti. Pensa ai suoi quattro fratelli
sfortunati: uno, operaio in citt, morto in miseria dopo una vita di sfruttamento, due,
entrambi marinai, dispersi in mare, laltro, mutilato di guerra. Amareggiato, decide di
partire. Sua figlia Anita ama il giovane bracciante Arturo, coscritto alla leva militare.
Arturo si dispera nel sentire che la ragazza ha deciso di partire insieme alla famiglia e
tenta di dissuaderla. Anita, per, determinata a cambiar vita e lo convince a partire
con lei. Arturo svende a uno strozzino i suoi attrezzi da lavoro e coi pochi spiccioli
ricavati compra il biglietto. La nonna decide di rimanere. Giorgio amico dinfanzia
del prete del paese, Don Andrea, che lha criticato per anni per non essersi sposato col
rito cattolico e per non essere credente. Prima di andar via per sempre, per, Giorgio
vuole accomiatarsi senza rancori dal suo amico dinfanzia e lo incontra per chiedergli
di acquistargli la casa al prezzo che vuole. Nello scambio didee il prete riconosce di
aver calcato la mano nei suoi giudizi morali, accetta di acquistare la casa e si rende
disponibile a prendersi cura della nonna. Giorgio gli dichiara di averlo sempre
rispettato pur non essendo daccordo con la sua religione. I due, al di l dalle proprie
intime convinzioni, si riscoprono legati da un antico, reciproco e sincero affetto.
Nellal-lontanarsi con la famiglia e i pochi bagagli, Giorgio esprime la propria
delusione verso i valori patri in cui ha creduto fino ad allora. Don Andrea e la nonna li
salutano commossi.

41
Per le date di rappresentazione, cfr. Appendice: Lattivit teatrale degli anarchici di lingua
italiana a So Paulo (Brasile) [1902-1947].
42
In Il Lavoratore, organo socialista delle Leghe di miglioramento fra Contadini del
Circondario di Novara, Novara, 12 dicembre 1903, dove si legge: straordinario il pubblico
accorso, tanto che lincasso superiore alle lire 100, le quali andranno a rinforzare le casse
della Societ Operaia per la quale lo spettacolo veniva dato, e 17 luglio 1920.
43
Con Alessandro Caglioni che vi recita, dopo aver tenuto il comizio ufficiale. Cfr. DBAI, cit,
vol. I, ad nomen.
44
LAdunata dei Refrattari, New York, n. 42, 1929.
45
L'Adunata dei Refrattari (gennaio 1942).
46
Ibidem.
47
Per completezza si rammenta che nel luglio 1926, nel corso di una perquisizione
nellabitazione del militante anarchico Eghiberto Caruso, a Civitavecchia, la polizia sequestra
copie di Pensiero e Volont e il monologo Lintermezzo dei senza patria, a comprova che
gli scritti di Gori, anche se solo poetici, davano molto fastidio al regime. Cfr. DBAI, vol. I,
cit., ad nomen, p. 331.

57
[006] IDEALE
Bozzetto poetico - Atto unico con prologo (1894).

Nel bozzetto, strutturato in versi, Gori riprende ed estende il tema gi


espresso nel suo noto canto Amore ribelle: dovendo scegliere tra il
matrimonio e limpegno sociale, pur a malincuore la scelta sar
inevitabilmente per limpegno sociale. Non dato conoscere se Gori abbia
scritto prima il canto e poi il bozzetto o viceversa, ma i due lavori sono coevi
e probabilmente il canto era destinato, in un primo momento, a far parte del
bozzetto nellultima scena.
Pubblicazioni: P. GORI, Ideale, Chieti, Tipografia Editr. C. Di Sciullo, 1902 e
1906, serie Biblioteca del Pensiero, n. 2, 38 pp.; ID, Milano, Il Grido della
Folla, 1906; ID, in Il Teatro Popolare, (racc. 2^), Milano, 1907, pp. 113-
146; ID in Bozzetti sociali, vol. XII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale,
1912, ID, Bozzetti sociali, vol. VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale,
1921, ID, Bozzetti sociali, vol. VII, Milano, ed. La Moderna, 1947, 2 vol.
Opere 8-9, serie II; in Opere, vol. VII, Bozzetti Sociali, Milano, Editrice
Moderna, 1947.
Rappresentazioni: al Teatro Rossini di Lugano nellagosto 189548 e almeno 8
volte a S. Paolo del Brasile tra il 1905 e il 1924 49.
Personaggi: Il signor Adorni, vecchio armatore Maria, sua figlia Ugo, cugino di
Maria Roberto, comandante in 2^ a bordo del Vindice. La scena a bordo del
piroscafo Vindice. Epoca presente.

Su un piroscafo in navigazione, il Vindice, Adorni, ricco armatore, rimasto


vedovo, non approva la scelta della figlia Maria che, venuto meno lesclusivo amore
verso la madre, vuole orientare i propri sentimenti verso i poveri e i disperati,
facendosi suora. Scontento di tale scelta Adorni chiede al nipote Ugo di aiutarlo a
dissuadere la figlia e poi sposarla. Ugo compie il tentativo ma la sua filosofia di vita,
gaudente e spensierata, non solo non convince Maria ma rafforza la sua
determinazione a prendere i voti. Roberto, secondo comandante del Vindice,
nonostante sia anarchico, quindi contrario ai valori che animano larmatore, da
questi stimato per la sua viva intelligenza e la marcata onest. Adorni, il cui unico
scopo dissuadere la figlia dal prendere i voti, coinvolge Roberto, a sua insaputa,
nellimpresa. I due giovani vengono in contatto e scoprono di nutrire uno stesso ideale
sociale: il riscatto dei miseri e degli oppressi. Se Maria intende aiutare i poveri
alleviandone le sofferenze con carit cristiana, affidandosi alla piet, Roberto, invece,
pone laccento sulle cause della miseria e considera la piet insufficiente per riscattare
la societ dallingiustizia. Maria comprende di aver trovato un senso pi concreto al
proprio desiderio damore verso gli altri e sente, al contempo, davere incontrato un
vero compagno per la propria vita. Adorni soddisfatto per aver raggiunto il suo
scopo ed pronto ad assentire che Maria sposi lo stimato Roberto, a patto, per, che
questi rinunci al proprio ideale anarchico. Roberto, offeso e rattristato, gli dichiara,
con orgoglio, che di fronte a tal ricatto morale preferisce rinunciare allamore di

48
Con in scena la sorella di Gori, Bice.
49
Per le date di rappresentazione a San Paolo cfr. Appendice: Lattivit teatrale degli anarchici
di lingua italiana a San Paolo (Brasile) [1902-1947].

58
Maria piuttosto che al proprio ideale di giustizia. Maria lapprova e si schiera con lui,
pronta a seguirlo anche senza la lauta dote di famiglia. Adorni, commosso, cede le
armi.

[007] PRIMO MAGGIO


Bozzetto drammatico in un atto, con prologo in versi e inno corale.

Scritto durante una breve prigionia nel 189250.


Pubblicazioni: P. GORI, Primo Maggio, Barre, Vt., Centro Studi Sociali,
1896; ID [solo prologo e inno corale], in LUniversit Popolare, n. 3 (1903-
1904), pp. 615-614; ID, Milano, Virgilio, 1906 (due edizioni); ID, Chieti, Di
Sciullo, 1903 e 1908; ID, Milano, Il Grido della Folla; ID in Bozzetti sociali,
vol. VII, La Spezia, Cromo-Tipo La Sociale, 1911 e Milano, ed. La
Moderna, 1947, 2 vol. Opere 8-9, serie II; in Opere, vol. VII, Bozzetti
Sociali, Milano, Editrice Moderna, 1947, in M. Antonioli, Il cavaliere
errante dellanarchia, Pisa, BFS, 19962.
Rappresentazioni: A New York e Chicago (1895)51, a S. Francisco, Paterson,
Kansas City e Pittsburg nel 189652. Successivamente a Buenos Aires (1898)53,
a San Paolo (Brasile)54 e in moltissime occasioni, a cura delle numerose
filodrammatiche anarchiche sparse un po dovunque55. La prima notizia
rintracciata di una rappresentazione italiana di Primo Maggio risale al 1
maggio 1897, a Torino, alla Barriera di Lanzo 56.
Personaggi: La vecchia signora Il giovine signore Il vecchio contadino La
giovine contadina Lo straniero Loperaio Il marinaio Coro interno. Lazione si
svolge in una campagna dellalta Italia, presso il mare. Epoca: ultimi anni del vecchio
e primi del giovane secolo.

Il senso della favola e dei suoi personaggi preannunciato nel prologo: La


vergin popolana [] , nel buio sociale, la fiaccola sublime e lo straniero il Fato che
i volenti conduce a un avvenir di Pace, di Giustizia, di Luce. Il vecchio contadino

50
Ulteriori dati in Maurizio ANTONIOLI, Pietro Gori, il cavaliere errante, cit., pp. 84-87.
51
Rispettivamente al Germany Assembly Room, insieme a Proximus tuus, a cura dellallora
noto attore anarchico Jacopo Paolini [La Questione Sociale (15 dicembre 1895)] e al North
Hall (il 16 dicembre).
52
A febbraio (insieme a Proximus tuus), a maggio e a giugno. A Pittsburg con lo stesso Gori in
palcoscenico, a declamare il prologo; cosa che rifar due anni dopo a Buenos Aires [cfr. nota
successiva].
53
Nellannuncio a stampa si legge: El precioso drama simblico social en italiano por Pietro
Gori, titulado Primo Maggio, cuyo prlogo ser declamado por su autor, estando el resto de la
ejecucin a cargo de la Academia Filodramtica Ermette Zacconi [La Protesta Humana (7
agosto 1898)].
54
Ne d conto O Amigo do Povo (21 giugno 1902). Si ha traccia che il bozzetto stato l
rappresentato almeno 16 volte tra il 1902 e il 1947. Per le date di rappresentazione a San Paolo
cfr. Appendice: Lattivit teatrale degli anarchici di lingua italiana a So Paulo (Brasile) [1902-
1947].
55
Ad esempio, Alessandro Caglioni, il 1 maggio 1910, dopo aver tenuto il comizio a Sarnico
(BG), tra gli attori che interpretano il bozzetto di Gori messo in scena nel teatro locale
(insieme a Senza patria). Cfr. DBAI, cit, vol. I, ad nomen.
56
Maurizio ANTONIOLI, Pietro Gori, il cavaliere errante, cit, p. 85.

59
preda del Pregiudizio che le catene adora, la vecchia signora figlia del Privilegio
che trova naturale che lun stia troppo bene e laltro troppo male.
Salza linno del primo maggio, sullaria del coro del Nabucco di Verdi. A quelle
note, il giovane signore, rincuorato dalla vecchia signora, soffre nel constatare
lingiustizia che la sua stirpe parassita e proprietaria ha procurato alle masse
lavoratrici, senza le quali il proprio benessere non potrebbe esistere; ma la donna non
comprende la pena del figlio.
Uno straniero chiede da bere alla giovane contadina Ida. Nel dissetarsi le dice che
sta andando verso la parte donde si leva il sole, dietro a un sogno che si realizzer
quando giunger nel paese delluguaglianza e della libert. Ida si rallegra nel costatare
che quello anche il suo sogno. Un operaio si reca al lavoro, nonostante tutti abbiano
disertato per mostrare che senza braccia le macchine non producono. Ida sorpresa
che quelluomo vada a lavorare il primo maggio e lo convince a restare da lei. Lo
stesso fa con un marinaio. Lo straniero le chiede di unirsi a lui per inseguire insieme
lo stesso sogno. Lei acconsente, ma prima vuole convincere il giovane signore, che
ama, riamata, ad unirsi a loro. Il padre della giovane, anchegli determinato a lavorare
il primo maggio, non comprende lentusiasmo della figlia, il suo negare quella vita
infame, il suo volere andar via e, schiavo del pregiudizio, si adira e la scaccia. Il
giovane signore ha deciso di seguire Ida, ma lamore tiranno della madre lo ingabbia,
fino a lacerarlo, nella disperazione assoluta di non saper prendere in mano la propria
volont. Intrappolato tra il forte desiderio di affrancarsi e la debolezza congenita della
stirpe a cui appartiene, il giovane, alla fine, soccombe e mentre Ida e lo straniero
vanno verso il loro sogno, allontanandosi sulle ultime strofe del canto di maggio, il
giovane esala lultimo respiro.

Gian Salvatore Cassisa [1862-1946]

Cassisa, di soli tre anni pi anziano di Gori, coltiva anchegli, fin da


giovane, lamore per il teatro, considerato, oltre che espressione creativa
gratificante, un potente mezzo comunicativo per diffondere coscienza sociale.
A differenza dello stimatissimo Gori 57, perennemente errante, cresciuto in un
centro-nord italiano sempre pi aperto allindustrialismo, che vive
lesperienza della galera e della persecuzione, dellesilio e dei viaggi di
missione (politica/propagandistica, sociologica, geografica), Cassisa, pi
stanziale, vive e opera in una Sicilia, ancora strutturata feudalmente, dominata
dagli agrari e dal clero. Entrambi, comunque, pur impegnati a tempo pieno
nella militanza anarchica, riescono a coltivare la loro passione per larte
drammatica58: Gori

57
Nel 1903 e nel 1905 Gori in Sicilia. A Trapani, una delle tante tappe del suo giro di
conferenze, ospite di Cassisa il quale, ricordando lamico e compagno appena scomparso,
scriver: lultima volta che fu a Trapani, cinque anni addietro, reduce dallAmerica, in un
piccolo banchetto a casa mia, noi abbiamo avuto modo di apprezzare da vicino le sue doti
intellettuali, la sua vasta cultura, la sua bont danimo, la sua convinzione nella fede anarchica
[Il Proletario, a. V, n. 2, 15 gennaio 1911].
58
Elba di Gori e Annita di Cassisa, ma anche Gabriella del pi giovane Carlo Monticelli, loro
opere prime, sono state scritte nello stesso anno (1889). Un anno particolare dal punto di vista
socio-politico (nel gennaio, presente Wilhelm Liebknecht, si svolge a Milano una grande
manifestazione per la pace e la fratellanza tra i popoli; a Roma sinaugura il monumento a
Giordano Bruno, vittima dellintolleranza clericale; a Parigi si costituisce la cosiddetta Seconda
Internazionale) ma anche dal punto di vista teatrale, se pensiamo che tre baldi giovani

60
politicizzati, dislocati in tre luoghi cos diversi e ben distanti tra loro, avvertono lo stimolo a
cimentarsi nella scrittura drammatica. Forse vale la pena ricordare che fra il 1870 e il 1890 in
Italia funzionavano ben 1.055 teatri ufficialmente censiti su 775 comuni per una popolazione
complessiva oscillante tra i 29 e i 31 milioni di abitanti ai quali vanno aggiunti i moltissimi
edifici non ufficialmente censiti come teatri ma nei quali si rappresentavano opere teatrali. Il
solo Teatro Lirico di Milano, per rimanere nellufficialit, vantava, in tale periodo, un giro
daffari oscillante tra 6.760.000 e 7.000.000 di lire, equivalenti a circa 15/30 milioni di euro
attuali. Naturalmente il mondo complessivo teatrale anche in quel ventennio era spesso in
perdita e lesempio milanese non fa testo, ma qui interessa evidenziare lalta domanda teatrale
che trovava riflesso anche nelleditoria, i cui profitti provenivano pi dai testi teatrali che dalla
narrativa. Una domanda, ma anche un interesse a fare che, parallelamente al teatro ufficiale,
vedeva sorgere e morire centinaia filodrammatiche amatoriali sparse su tutto il territorio.

61