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Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1, 3/1, 4/1, 5/1

Per l'integrazione degli alunni stranieri

La presenza di bambini e adolescenti con radici etniche e culturali diverse fenomeno non pi
episodico ma strutturale. La scuola non pu limitarsi a rilevare le differenze ma sostiene
attivamente la loro integrazione.
Essa va intesa come un processo bidirezionale, che prevede diritti e doveri tanto per gli immigrati
quanto per la societ che li accoglie.
La scuola infatti un luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni; insieme,
pu trasmettere le conoscenze storiche, sociali, giuridiche ed economiche che sono saperi
indispensabili nella formazione di una nuova cittadinanza.

La fase dell'iscrizione
Raramente l'iscrizione dello straniero avviene nei tempi previsti dalla normativa: il flusso della
vita a decidere il momento e le condizioni del suo arrivo in Italia.
Rimane fondamentale il criterio generale di inserire lalunno secondo let anagrafica (art. 45 del
D.P.R. 394/99).
Slittamenti di un anno su classe inferiore possono essere utili per dare al nuovo arrivato il tempo di
orientarsi nel nuovo contesto, senza l'immediato incombere di scadenze valutative. E utile
accertare alcuni livelli di competenze per definire lassegnazione alla classe: vi sono test idonei a
rilevare il livello di sviluppo di abilit logiche, matematiche, espressive. A volte l'inglese o il
francese costituiscono un veicolo gi presente di comunicazione.
Per lapprofondimento e la rilevazione dei dati relativi al bambino straniero ed alla sua famiglia
opportuno fissare un incontro successivo alliscrizione. Risulta utile a tal proposito che la scuola,
attraverso la commissione accoglienza o intercultura, si doti di una traccia tipo per lo svolgimento
di questo colloquio che sia utile a comunicare informazioni sullorganizzazione della scuola, sulle
modalit di rapporto scuola-famiglia che faciliti la raccolta di informazioni sulla situazione
familiare e sulla storia personale e scolastica dellalunno, nonch sulle aspirazioni della famiglia.
La presenza del mediatore culturale, ove fornita dall'Amministrazione comunale o da specifici
progetti di scuola, contribuisce a creare un clima sereno di comunicazione reale.

Linsegnamento dellitaliano
L'obiettivo prioritario nellintegrazione degli alunni stranieri lacquisizione di una minima
competenza nellitaliano scritto e parlato, nelle forme ricettive e produttive, per assicurare il
principale fattore di successo scolastico e di inclusione sociale.
Gli alunni stranieri, dal momento del loro arrivo, si confrontano con:
1- la lingua italiana del contesto concreto, indispensabile per la vita quotidiana (la lingua per
comunicare);
2- la lingua italiana specifica, necessaria per comprendere ed esprimere concetti, sviluppare
lapprendimento delle diverse discipline e una riflessione sulla lingua stessa (la lingua dello studio).
La prima pu essere appresa in un arco di tempo che oscilla da un mese a un anno.
Per apprendere la lingua dello studio, invece, sono necessari alcuni anni, considerato che si tratta di
competenze specifiche. Lo studio della lingua italiana deve essere inserito nella quotidianit

1 Copyright EdiSES 2013


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dellapprendimento e della vita scolastica degli alunni stranieri, con attivit di laboratorio
linguistico e con percorsi e strumenti per linsegnamento intensivo dellitaliano.
Occorre, quindi, che tutti gli insegnanti della classe siano coinvolti.

La valutazione
Dal 2009, con l'entrata in vigore del Regolamento per la valutazione (DPR n. 122), stato chiarito
che gli alunni stranieri vanno valutati alla stessa stregua degli alunni italiani.

Nella sua formulazione la norma appare rigida e di difficile applicazione se non la scuola non ha
promosso una vera uguaglianza di opportunit; n, del resto, elargire attestati e diplomi senza
averne costruite le competenze da essi certificate va nel senso della cittadinanza vera e attiva, n per
il singolo n per la societ nel suo insieme.

Il citato art. 45 del DPR n 394/1999 prescrive che il collegio dei docenti definisce, in relazione al
livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di
insegnamento .
Pur non essendo legittimo ricorrere, per gli alunni stranieri, agli strumenti di individualizzazione
previsti da specifiche leggi per gli alunni con handicap o con DSA, la scuola chiamata alla
personalizzazione dei Piani di studio (Legge n. 53/2003; D. Lgs. n. 59/2004).
In questo contesto, si prendono in considerazione il percorso dellalunno, i passi realizzati, la
motivazione e limpegno, le potenzialit di apprendimento dimostrate.

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