Sei sulla pagina 1di 21

Capitolo secondo

Il costituirsi degli oggetti fenomenici

il problema di come il campo visivo si articola in unit


discrete. Esso, come abbiamo visto, si pu formulare
chiedendosi: Se nei messaggi che ci provengono dall'
ambiente sotto forma di radiazioni. e negli eventi che, sotto
forma di processi retinici e di impulsi nervosi, si svolgono
all'interno del nostro organismo, va perduta l'unit degli
oggetti fisici di partenza, se cio la massa di informazioni che
ci giungono dall'ambiente costituita da una quantit
innumerevole di singoli elementi reciprocamente isolati e
indipendenti l'uno dall' altro, come mai la nostra esperienza
concreta non costituita da una miriade di sensazioni,
.
corrispondente al mosaico delle stimolazioni retiniche, ma
invece rappresentata da un numero talvolta grande ma
sempre finito di oggetti?.
In altre parole, quando apriamo gli occhi ci troviamo di
fronte il nostro solito mondo formato da case, alberi,
automobili, vediamo cio oggetti e non rimane traccia di
radiazioni, processi retinici, impulsi nervosi, sensazioni
elementari, tanto vero che per la maggior parte delle
persone non esiste a questo proposito nessun problema, non
c' niente da spiegare: per tali persone, vediamo quelle cose
intorno a noi perch quelle cose ci sono intorno a' noi, e
basta. Sul piano" scientifico sono state proposte a questo
problema varie soluzioni.
Secondo gli indirizzi psicologici ad impostazione
prevalentemente atomistica e assoiazionistica ogni
impulso proveniente da un recettore darebbe luogo a livello
dei centri corticali ad altrettante sensazioni elementari,
con una corrispondenza punto a punto fra stimoli
prossimali e sensazioni. Si postula cos l'esistenza di una
prima fase psichica, di livello interiore, quella delle
sensazioni elementari. Su queste interverrebbero poi
facolt o istanze psichiche cosiddette superiori, e cio la
memoria, il giudizio, il ragionamento, attraverso giudizi
o inferenze in gran parte inconsapevoli fondate su
esperienze passate specifiche e generiche, assocerebbero o
IL COSTITUIRSI DEGLi OGGETTI FENOMENICI 59
integrerebbero le sensazioni elementari, in modo da dar luogo moderna della psicofisica, il problema del costituirsi dell'og-
a quelle unit percettive pi vaste che sono gli oggetti della getto fenomenico stato studiato per primo dallo psicologo
nostra esperienza, con la loro forma e con il loro significato. danese Edgard Rubin [1921], ma fu impostato in modo rigo-
Wundf chiama sintetico-produttiva o appercettiva questa roso e analizzato a fondo da Max Wertheimer [1923] e dai
attivit, intendendo per appercezione appunto questa suoi collaboratori.
seconda fase, superiore, che interviene sulla prima
elementare forma di attivit sensoriale.
una teoria, apparentemente molto logica e chiara, che ha
dominato per molto tempo ed ancor oggi, adottando una ter- 1. L'articolazione figura-sfondo
minologia pi moderna, trova credito presso molti psicologi e
soprattutto presso fisiologi e neurologi. In realt i dati percettivi L'analisi fenomenologica di Rubin prende le .mosse dalla
concreti non portano tracce n delle sensazioni elementari considerazione di una situazione analoga a quella della figura
primarie, n della fase di elaborazione secondaria, che dovrebbe 1.4. Si pu dire che da un punto di vista fisico essa costi-
comunque attuarsi a velocit talmente elevata da rimanere tuita da alcune aree bianche e nere omogenee, contigue e
sempre inavvertita sotto la soglia della coscienza. Un simile collocate sullo stesso piano. Tuttavia essa non d luogo in ge-
costrutto ipotetico, per definizione non verificabile empiri- nere alla percezione di varie unit figurali. Infatti, se si
camente, se pu sembrare comodo perch spiega sempre. chiede ad un gruppo di soggetti di descrivere tutto ci che
tutto, in verit molto insoddisfacente perch blocca la ricerca vedono nella figura 1.4., nella maggior parte dei casi essi
e maschera i problemi dandoli per risolti. Senza contare che la riferiscono di vedere, su. uno sfondo rettangolare bianco, una
capacit di distinguere e di riconoscete gli oggetti e gli specie di candelabro nero con delle appendici a forma di
individui, di cogliere significati espressivi, di vedere qualit foglie, lo descrivono esattamente e, anche se vengono
globali, sono immediate e vivacissime anche nei bambini, nei ripetutamente invitati a guardare meglio, non riescono a
primitivi e persino negli animali dei pi bassi gradini della scala scorgere altri oggetti o figure. Tuttavia abbastanza facile
zoologica ai quali non si pu certo riconoscere le doti constatare che i due contorni simmetrici che danno forma al
intellettuali necessarie per compiere i ragionamenti postulati candelabro possono delimitare altrettanto bene i profili di
dalla teoria delle inferenze o giudizi inconsci. due volti umani bianchi posti uno di fronte all' altro su uno
Un approccio del tutto diverso al problema dell'articola- sfondo nero. Ma essi sono del tutto invisibili, nonostante che
zione del campo visivo in unit discrete quello proposto dalla le condizioni per la loro visibilit ci siano tutte sul foglio di
cosiddetta scuola di Berlino col nome di psicologia della carta e sulla retina come ci sono per il candelabro, tanto
Gestalt. Una delle sue caratteristiche principali l'importanza vero che tutti i soggetti, dopo gli opportuni suggerimenti
attribuita all' esperienza diretta. Prima di costruire una teoria dello sperimentatore, li vedono benissimo, pur non essendo
che spieghi le ragioni del costituirsi degli oggetti visivi, ne- le condizioni di stimolazione minimamente mutate.
cessario descrivere fedelmente il nostro mondo visivo e gli Si potrebbe obiettare che i due volti non erano in un
oggetti da cui formato. Le unit di analisi non devono essere primo tempo visibili in quanto ad essi non si era prestata
entit costruite mentalmente, come le sensazioni, ma quelle attenzione, ma va notato che non appena si vedono i due volti
che ci troviamo direttamente davanti nell' esperienza non si vede pi il candelabro, che cio non si possono
immediata. Si tratta del, metodo fenomenologico, consistente percepire contemporaneamente i due profili e il candelabro.
nel presentare a un osservatore una situazione stimolante, ben E ci non perch sia impossibile abbracciare con l'attenzione
determinata nei suoi parametri fisici, e nel variarla tre figure nello stesso tempo, ma perch il risalto assunto dai
sistematicamente, richiedendo al soggetto la descrizione delle
sue esperienze immediate e genuine, cio quanto pi possibile
libere da interpretazioni e da razionalizzazioni secondarie. Con
questa metodologia, che pu essere considerata una versione
60 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 61

tempo, ma perch il risalto assunto dai due volti fa s che il


candelabro perda il suo carattere di, figura. In questo caso la zona
corrispondente al candelabro diventa infatti sfondo e pare
estendersi dietro ai due profili per tutta la superficie del rettangolo,
nonostante che sulla retina i margini tra zone bianche e zona nera
continuino a rimanere esattamente quelli di
prima. I margini hanno cio una funzione unilaterale, servono a
delimitare solo quelle parti del campo visivo che hanno carattere di
figura, mentre la zona interfigurale, che assume fenomenicamente
carattere di sfondo, priva di forma: non ha cio margini
chiaramente distinti. Si pensi del resto al fatto che molto difficile
vedere spontaneamente, per esempio, la forma del tratto di una
parete che si scorge tra due mobili o tra due persone: i margini FIG. 1.17. La regione convessa diventa
FIG. 1.16. Figura sopra uno sfondo figura [Ruhin 1921]
appartengono alle persone o agli oggetti che stanno davanti e non
alla parete, che invece passa dietro ad essi (figura 1.15).

Un'altra condizione che influisce sulla ripartizione figura-sfondo


la convessit o la concavit dei margini: nella figura 1.17, in tutti e
... quattro i quadrati viene infatti percepita come figura
preferibilmente la zona verso la quale il margine curvilineo od
angolare volge la propria parte interna: a parit delle altre
condizioni, tende cio a diventare figura 1'area con margini
convessi piuttosto che quella con margini concavi. Cos nella figura
1.18 le colonnine panciute, a margini convessi, tendono a prevalere
sulle zone delimitate da margini concavi, le quali appaiono pi
facilmente come sfondo inarticolato.

FIG. 1.15. Lo spazio tra le figure non ha forma

Rubin ha dimostrato che l'articolazione figura-sfondo ob-


bedisce a determinate condizioni, conoscendo le quali possibile
prevedere quale zona del campo assumer con maggiore probabilit
ruolo di figura rispetto alle altre zone. Le pi importanti di tali.
condizioni sono la grandezza relativa delle parti, i loro rapporti
topologici e i tipi dei loro margini. A parit delle altre condizioni, FIG. 1.18. La convessit favorisce l'emergere della figura
tender cio ad emergere come figura la zona pi piccola (vedi
figura 1.16) e cos sar favorita nel ruolo di figura una zona inclusa Una certa influenza ha l'orientamento spaziale: tendono cio
e circondata da altre aree, le quali assumeranno piuttosto carattere ad essere figura le zone del campo i convessi coincidono con le
di sfondo (vedi ancora la figura 1.16). direzioni principali dello spazio, la verticale e la orizzontale.
62 IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 63
LA PERCEZIONE

Alle condizioni messe in rilievo da Rubin vanno aggiunti


numerosi altri fattori posti in luce da altri ricercatori. Parlare di tali
ulteriori fattori dell' organizzazione figura-sfondo significa per
parlare dei fattori che determinano il costituirsi degli oggetti
fenomenici, dei fattori cio che determinano in generale
l'organizzazione percettiva del nostro mondo: al loro esame sono
dedicati i paragrafi che seguono.

2. Le leggi della segmentazione del campo visivo o leggi della


formazione delle unit fenomeniche
FIG. 1.19. Azione dell'orientamento lungo FIG. 1.20. La zona nera e la zona grigia
gli assi principali dello spazio. si alternano nd ruolo di figura
Abbiamo visto dunque:. 1) che la realt percettiva costituita in
Nella figura 1.19, pur alternandosi nella funzione di figurala ciascun momento da un numero discreto di oggetti; 2) che tali
croce verticale-orizzontale con la croce ad assi obliqui, la prima oggetti non dipendono necessariamente dall' esistenza di
corrispondenti oggetti fisici; 3) che il segmentarsi del campo in
dimostra in genere una certa prevalenza: i periodi della sua presenza
zone con carattere di figura, cio di oggetto, e in zone con carattere
sono pi lunghi. di sfondo obbedisce a precise condizioni di stimolazione. Abbiamo
Naturalmente, quando nessuna delle condizioni menzionate gi detto che un contributo fondamentale allo studio delle
privilegia una parte del campo sulle altre, si ha una situazione di condizioni di stimolazione che determinano il costituirsi delle unit
ambiguit, nella quale domina l'instabilit e la continua reversibilit percettive stato portato da Max Wertheimer [1923] al quale
del rapporto di figura-sfondo (vedi figura 1.20). dobbiamo l'individuazione di un certo numero di fattori che
In tale caso, esercita un certo ruolo anche l'impostazione favoriscono il raggruppamento o l'unificazione degli elementi in un
tutto. A tale problema egli diede una risposta del tutto diversa da
soggettiva dell'osservatore, che mediante la direzione dell'attenzione
quella dell'associazionismo atomistico classico, rinnovando a fondo
pu influire sulla ripartizione figura-sfondo risultante. il tipo di approccio e le concezioni intorno ai fenomeni psichici e
Da un punto di vista percettivo esistono notevoli differenze dando inizio a un indirizzo di ricerca tra i pi fecondi e originali
funzionali tra la regione del campo che assume carattere di figura e nella storia della psicologia in generale e dello studio della
quella che svolge il ruolo di sfondo. La figura ha carattere percezione in particolare.
oggettuale, una cosa, mentre per lo sfondo tale carattere molto I principali fattori di unificazione o di organizzazione in unit
meno pronunciato, fino a mancare quasi del tutto quando lo sfondo del campo percettivo sono: la vicinanza, la somiglianza, la
vissuto come spazio vuoto. La figura ha un aspetto pi solido, le sue continuit di direzione, la chiusura, la pregnanza, l'esperienza
superfici hanno un colore pi compatto, anche se per caso riflettono passata.
fisicamente lo stesso tipo e la stessa quantit di luce dello sfondo. La
figura possiede un maggior risalto, attira lo sguardo, ci di cui
normalmente ci occupiamo, a cui facciamo attenzione molto pi che
allo sfondo. Come si gi detto, solo la figura ha un contorno, i 2.1. Vicinanza
margini delimitano la figura ma non servono a delimitare lo sfondo
che invece passa dietro alla figura. Anche per quanto riguarda la Nella figura 1.21, formata da 25 punti uguali posti a distanze
localizzazione spaziale vi dunque una distinzione: in genere la uguali, si potrebbero in teoria vedere un numero enorme di
possibili gruppi formati da varie combinazioni dei 25 punti.
figura sta davanti o sopra lo sfondo [Metelli 1941].
64 LA PERCEZIONE
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 65

struttura a colonne verticali o a righe orizzontali. Aitd esempi di


radicali trasformazioni strutturali e dell'instaurarsi di configurazioni
univoche e stabili ottenute con piccoli spostamenti degli elementi
sono quelli delle figure 1.24 o 1.25.

FIG. 1.21. Configurazione plurivoca

Tale numero teorico di combinazione quasi incredibile, dell'


ordine di parecchi milioni. Ed incredibile perch i rag-
gruppamenti che in realt riusciamo a vedere sono relativamente
pochi: linee orizzontali o verticali o diagonali o ad angolo, quadrati
concentrici o giustapposti, croci e cos via. Comunque anche queste
configurazioni sono estremamente labili, si tramutano cio FIG. 1.24 e 1.25 Raggruppamenti secondo la legge della vicinanza
continuamente l'una nell'altra: si pu dire che da questo punto di
vista la figura instabile, inquieta, plurivoca. Una relativa
stabilit percettiva viene immediatamente raggiunta se si fanno chiaro che nelle situazioni esaminate, poich sono rimaste
intervenire piccole modificazioni nella configurazione stimolante: immutate tutte le altre condizioni (grandezza, forma, colore), i
si veda la figura 1.22, nella quale la seconda e la quarta colonna raggruppamenti sono determinati dall'unica variabile su cui ab-
verticale di punti sono biamo agito: la distanza relativa fra gli elementi. Wertheimer
afferma perci che, ceteris paribus, tendono ad essere vissuti, come
costituenti una unit, elementi vicini piuttosto che elementi lontani.
Cos, mentre la figura 1.26a una figura tipicamente
reversibile - sono cio vissute alternativamente come figurala
croce bianca su sfondo nero oppure la croce nera su sfondo bianco-

FIG. 1.22 e 1.23 Raggruppamenti secondo la legge della vicinanza

state spostate rispettivamente a sinistra ed a destra, oppure la figura


1.23, dove la seconda e la quarta riga orizzontale sono state a b c
spostate verso l'alto o verso il basso. Ora le due configurazioni
hanno acquistato una ben definita fisionomia univoca: FIG. 1.26. Segmentazione in base alla vicinanza
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 67
66 LA PERCEZIONE

osservatori possono vedere B, C, D spostarsi verso sinistra per


nella figura 1.26 b prevale in genere la croce bianca.
occupare i medesimi posti e, /, g (in questo caso non ricompare il
su sfondo nero e nella figura 1.26 c la croce nera su sfondo bianco.
punto A). Tale ambiguit finisce non appena si modifichino le
Anche qui, dunque, agisce il fattore della vicinanza, in virt del
quale assume il ruolo di figura preferibilmente la zona delimitata posizioni in cui si accendono e, /, g. Nella disposizione di figura
da margini che sono tra loro pi vicini, anche se con un certo 1.27 b il movimento avviene coercitivamente verso sinistra e nella
situazione di figura 1.27 c il movimento si attua sempre verso
sforzo sia possibile naturalmente vedere come figura anche la zona
destra. Il fattore che determina in modo decisivo il verso del
delimitata dai margini fra loro pi lontani e percepire quindi una
movimento dunque la lunghezza del per corso. Nel primo caso il
croce a bracci pi ampi.
verso indifferente perch la distanza da percorrere uguale nei
Il fattore della vicinanza pu essere messo in evidenza molto
chiaramente impiegando il movimento stroboscopico, cio quel due sensi, negli altri due casi il verso del movimento determinato
movimento fenomenico che si ottiene presentando dalla legge della vicinanza: a parit delle altre condizioni, si attua di
preferenza il movimento lungo il percorso pi breve.
successivamente, a brevissimo intervallo di tempo, due stimoli
luminosi immobili in due posti diversi dello spazio. Se si pre-
sentano in un ambiente buio prima i punti A, B, C, D e poi, dopo
brevissimo intervallo di oscurit, si accendono i soli punti e, /, g, 2.2. Somiglianza
posti a met strada tra le posizioni occupate in un primo tempo
dagli altri (vedi figura 1.27a) , alcuni osservatori possono Se nella figura 1.21, in luogo di operare degli spostamenti,
modifichiamo il colore di alcuni punti, otteniamo di nuovo una
segmentazione ben definita dell'insieme dei punti che, pur
rimanendo perfettamente equidistanti tra di loro e della stessa
grandezza e forma, si vengono ad articolare in colonne verticali o
in righe orizzontali costituite da elementi dello stesso colore, come
si pu constatare nelle figure 1.28 e 1.29.

FIGG. 1.28 e 1.29. Raggruppamento in base alla somiglianza cromatica


FIG. 1.27. La vicinanza determina la direzione del movimento apparente
A parit delle altre condizioni, tendono dunque a unificarsi tra
di loro elementi che possiedono -un qualche tipo di somiglianza.
vedere i punti A, B, C spostarsi verso destra e fermarsi nei posti e, Nel caso esaminato, pi che di somiglianza si trattava di
f, g (il punto D in questo caso si spegne senza ricomparire), ma altri uguaglianza cromatica, ma il medesimo effetto hanno le affinit di
68 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 69

forma di grandezza e di altri attributi. Ad esempio nelle figure 1.30 e verticali, in forza dei fattori della vicinanza e della somiglianza che
1.31 l'unificazione o raggruppamento, avviene in base agiscono nella medesima direzione. Se ora si fa in modo che si
all'uguaglianza di forma: spostino solidalmente il dischetto centrale della serie bianca e i due
dischetti estremi della serie nera, rimanendo immobili gli altri tre

FIGG. 1.30 e 1.31. Raggruppamento in base alla uguaglianza di forma

Un caso particolare di unificazione per somiglianza quello


determinato dal cosiddetto destino comune o, pi semplice mente,
dalla somiglianza di comportamento. In virt di questo fattore, parti
del campo che si muovono insieme, o in modo simile, o che a b
comunque si muovono differenza di altre parti del campo che
stanno ferme, tendono a costituirsi come unit segregate: accade +
infatti che riusciamo a percepire come strutture unitarie certe parti
del campo (formate, ad esempio, da oggetti fisicamente presenti,
ma fino a quel momento non visti come qualcosa di distinto dallo
sfondo), solo quando esse cominciano a muoversi rispetto ad altre b
parti del campo che restano immobili. I sei dischetti della figura
1.32 a appaiono raggruppati spontaneamente in due colonne

c d
+

c
FIG. 1.32. Il movimento solidale determina l'unificazione [Musatti 1937] FIG. 1.33. La continuit di direzione come fattore di unificazione
70 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 71

dischetti (figura 1.32 b), la struttura del campo subir una subitanea Considerazioni analoghe valgono per la situazione di figura
trasformazione: al posto delle due unit di partenza, 1.34, dove non si vede xt + zy, e neppure xz + ty, ma molto pi
cromaticamente omogenee, avremo due nuove unit (figura 1.32 c), naturalmente xy che attraversa tz. In modo altrettanto evidente i
formate l'una dai dischi in movimento, disposti come i vertici di un punti della configurazione di figura 1.35 si articolano in segmenti
triangolo, e l'altra dal triangolo dei dischetti fermi. rettilinei e curvilinei secondo il principio della buona
continuazione.
~

2.3. Continuit di direzione


2.4. Direzionalit e orientamento
Si chiama cosi quel fattore per cui nella figura 1.33 a tutti vedono
Da non confondere con la continuit di direzione la
spontaneamente una configurazione costituita da due parti: un direzionalit, che un carattere immediato di molte totalit. Questo
segmento rettilineo orizzontale a cui si appoggia una curva molto fattore stato studiato da Bozzi [1969] il quale ha analizzato come
sinuosa, bench nulla vieti di considerarla come ottenuta dalla la direzionalit di una figura influisca sulla sua organizzazione
giustapposizione delle due linee a e b (figura 1.33 b) o anche dalla interna. Nella figura 1.36 a i punti, disposti in modo da coprire una
sovrapposizione delle linee c e d (figura 1.33 c). In questi ultimi
casi - soltanto ipotetici in quanto non si realizzano mai
spontaneamente - ogni linea, al punto di incrocio o di incontro,
continuerebbe in un'altra linea con un andamento diverso,
cambierebbe improvvisamente struttura. La configurazione che si
impone in modo coercitivo invece quella nella quale, al punto di
incrocio, si vede il segmento di retta continuare rettilineo e la linea
sinuosa unificarsi con l'altro elemento curvilineo.

FIG. 1.34. Il principio della buona FIG. 1.35. Ancora la buona FIG. 1.36. Raggruppamento secondo la direzionalit della struttura [Bozzi 1969]
continuazione continuazione

,
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETII FENOMENICI
73
72 LA PERCEZIONE

porzione quadrata della superficie del foglio, sono uguali ed


equidistanti gli uni dagli altri. In questa situazione, altrettanto 2.5. Chiusura
facile vedere una struttura a file di punti orizzontali quanto una
struttura a file di punti verticali. Se ora leviamo un certo numero di Nella figura 1.38 a i raggruppamenti fenomenicamente naturali
punti, in modo da lasciare completamente inalterati i rapporti di si realizzano secondo i principi della vicinanza e della somiglianza:
uguaglianza e di distanza dei punti che rimangono, potremmo coppie di triangoli alternate a coppie di rettangoli.
aspettarci che rimanga immutata pure la facilit di organizzarli in
file di punti tanto in senso orizzontale che in senso verticale. Invece
nella figura 1.36b i punti si organizzano a sinistra spontaneamente
piuttosto in tre file verticali che in undici righe orizzontali, mentre
a destra l'organizzazione pi spontanea quella in tre righe oriz-
zontali. I punti, cio, si allineano secondo la direzione principale
della configurazione alla quale appartengono, dal che si pu
concludere per l'esistenza di un fattore di raggruppamento
indipendente dai fattori della vicinanza e della somiglianza.
L'azione di tale fattore di direzionalit risulta particolarmente
evidente nella figura 1.36 c.
Con la continuit di direzione e con la direzionalit della
struttura non va confuso un altro fattore di unificazione:
l'orientamento nello spazio. Se si chiede a un gruppo di soggetti di
dividere con una linea in due regioni la figura 1.37, quasi tutti
tracciano la divisione lungo il confine tra la zona occupata dalle T
inclinate e quella occupata dalle T diritte, bench si tratti di forme
perfettamente uguali. Le forme L e T sono differenti, ma sono
composte da linee che hanno lo stesso orientamento nello spazio e
ci sembra sufficiente a favorire la loro aggregazione, contro il
fattore della somiglianza.

FIG. 1.38. La chiusura prevale sulla vicinanza [Kanizsa e Gerbino 1982]

Nella figura 1.38 b, nella quale gli elementi neri possono


completarsi dietro le superfici rettangolari, l'unificazione che si
impone non pi determinata dalla vicinanza e dalla somiglianza:
viene favorita la formazione di due esagoni parzialmente coperti.
il risultato dell' azione di un nuovo fattore: la chiusura.
Il medesimo principio illustrato in modo efficace nella figura
1.39. In figura 1.39 a s'impone la segmentazione a colonnine
formate dalle coppie di segmenti disegnati vicini; in figura 1.39 b di
tali unit figurali non rimane traccia: al loro posto c' lo spazio
vuoto tra le nuove figure rappresentate dai quadrati, cio dalle
FIG. 1.37. Orientamento contro somiglianza [Beck 1966] zone chiuse.
74 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGEITI FENOMENI CI 75

Altrettanto si pu dire della figura 1.41 dove la medesima


tendenza s'impone sul fattore vicinanza: nonostante le interruzioni,
le forme che tendono a chiudersi prevalgono sulle forme ad x
costituite da parti pi vicine. Qui agisce anche un altro fattore che
gi conosciamo: la tendenza a diventar figura dell' area con margini
convessi. Ritornando per un momento alla figura 1.7, si pu vedere
che la chiusura s'impone sulla familiarit, dato che riesce a rendere
invisibile una parola ben conosciuta e per la quale sembrerebbero
esistere le condizioni per una normale leggibilit.
FIG. 1.39. Chiusura contro vicinanza

a questo fattore che si deve probabilmente l'emergenza del


triangolo bianco di figura 1.1, con la conseguente costituzione di
margini quasi-percettivi ai quali non corrisponde alcun salto o
inomogeneit nella stimolazione. cio la tendenza delle tre linee
ad angolo a chiudersi in un triangolo e dei tre settori angolari a
completarsi in tre dischi che rende necessario il formarsi del
triangolo bianco, dietro al quale si possono operare in forma
amodale i completamenti.
Possiamo constatare l'importanza del fattore chiusura nella FIG. 1.41. Chiusura contro vicinanza
situazione di figura 1.40, dove le due curve della figura 1.34 sono
state completate in modo tale che la tendenza alla forma chiusa 2.6: Coerenza strutturale e pregnanza
prevale nettamente sulla continuit di direzione.
Con 1'enunciazione del principio della pregnanza, detto anche
della buona gestalt, Wertheimer ha ristabilito, secondo Metzger
[1975], l'unit tra la psicologia degli organi di senso e la psicologia
della personalit, unit che era andata perduta fin dai tempi della
famosa distinzione di Dilthey tra erklarende e verstehende
Psychologie.
Questo concetto-chiave della teoria gestaltista non agevole a
definirsi e, poich da taluni spesso usato in modo arbitrario come
una parola magica in sostituzione di una vera spiegazione, pu dare
l'impressione di una certa nebulosit e indeterminatezza. In realt
parlare semplicemente di una buona gestalt, pu essere troppo
generico ed pertanto preferibile precisare meglio, facendo ricorso
FIG. 1.40. Chiusura contro buona continuazione
ai concetti di semplicit, ordine, simmetria, regolarit, stabilit, ma
soprattutto di coerenza strutturale, di carattere unitario
dell'insieme. Il campo percettivo si segmenta in modo che ne
risultino unit e oggetti percettivi per quanto possibile equilibrati,
armonici, costruiti secondo un medesimo principio in tutte le loro
parti, che in tal modo si appartengono, si richiedono
reciprocamente, stanno bene insieme.
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI
77
76
LA PERCEZIONE

Gi nella figura 1.33 abbiamo visto attuarsi una simile tendenza:


l'articolazione avveniva in modo che le unit risultanti realizzassero
un medesimo principio costruttivo in tutte le loro parti. La buona
continuazione infatti agisce spesso (non sempre) in modo da
assicurare regolarit e pregnanza ai risultati dell' organizzazione.
In figura 1.42, a e b sono, soprattutto in virt del fattore della
chiusura, due figure distinte, ciascuna delle quali possiede una sua FIG. 1.44. Possibilit di unificazione che non si realizza
definita forma. Ma se queste due figure si fanno avvicinare nel
modo indicato in figura 1.43, al momento del contatto esse si Un caso privilegiato di coerenza strutturale rappresentato
trasformano di colpo in due altre figure e diventa quasi impossibile dalle figure geometriche regolari con un alto numero di assi di
vedere le due configurazioni di partenza. Nel nuovo insieme ogni
linea va a far parte del tutto che le strutturalmente pi congeniale: simmetria. Per questa ragione, se si esegue l'esperimento illustrato
l'arco di cerchio si congiunge con le linee curve per formare la dalle figure 1.42 e 1.'43 con parti di cerchi e di poligoni
figura tondeggiante e i segmenti rettilinei si uniscono fra di loro per regolari (figure 1.45 e 1.46), il risultato ancora pi coercitivo.
formare un poligono irregolare senza tratti curvilinei. Le figure cos
risultanti sono costruite secondo un principio coerente, le loro parti
si appartengono reciprocamente, stanno bene insieme. La tendenza
all'uniformit o coerenza strutturale ed alla continuit di direzione
collaborano in questo caso a dare al campo percettivo una
particolare articolazione, al posto delle molte altre teoricamente
possibili.

FIG. 1.45

a b c

FIG. 1.46. Unificazione per regolarit


FIGG. 1.42 e 1.43. Coerenza strutturale

La tendenza alla massima regolarit possibile sembra essere


Una di queste ultime potrebbe essere ad esempio anche quella alla base del diverso rendimento percettivo delle figure 1.47a e c
illustrata nella figura 1.44, cio una configurazione costituita da rispetto a quelle di 1.47b e d. Mentre la b appare coercitiva mente
una cornice esterna e da un nucleo centrale: una come un cubo, molto difficile vedere la a in terza dimensione,
segmentazione che ben raro che si realizzi spontaneamente. pur rappresentando anch' essa il disegno prospettico di un cubo.
78 LA PERCEZIONE
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 79

Ma la a gi regolare, simmetrica ed equilibrata nel piano


Una speciale categoria di situazioni, nelle quali la regolarit
bidimensionale, mentre la b si regolarizza se viene veduta
impone il ruolo di figura ad alcune zone del campo, quella in cui
tridimensionale: gli angoli diventano retti e le superfici si
agisce il fattore rappresentato dal parallelismo dei margini o
trasformano in quadrati. Cos la c, essendo composta da parti tutte
dalla costanza di larghezza della figura.
regolari, rimane confinata nel piano; invece la d veduta nella terza
Nella figura 1.48 diventano spontaneamente figura le linee
dimensione. Se fosse veduta come una figura piana, sarebbe
fra di loro parallele, che si uniscono per dar luogo alle cornici
composta dalle tre zone irregolari della terza fila, op pure da due
quadrate, mentre molto difficile che si veda come cornice (cio
parallelogrammi sovrapposti, mentre in questo modo i
come figura) ad esempio la zona compresa tra il quadrato esterno e
parallelogrammi diventano rettangoli e tutti gli angoli si rettificano.
il secondo quadrato. Nella figura 1.49 risaltano di preferenza come
figure le bande bianche tra i cui margini intercorre
fenomenicamente sempre la medesima distanza, mentre hanno
funzione di sfondo le zone nere. Se avvenisse il contrario,
avremmo una serie di figure nere di forma piuttosto irregolare su
sfondo bianco.
In teoria dovrebbero essere possibili ambedue le alternative,
non ci sono cio ragioni obiettive che possono spiegare o far
prevedere un rendimento percettivo piuttosto che 1'altro. Se ci
nonostante il nostro sistema percettivo sceglie di preferenza una
delle due soluzioni, le ragioni di questo privilegio vanno ricercate
nelle leggi intrinseche al sistema percettivo stesso, nel suo amore
per l'ordine, nella sua preferenza per l'equilibrio, per la stabilit,
per 1'economia.
Ci dimostrato anche dalla figura 1.50, nella quale ri-
prodotta una sola delle zone nere della figura 1.49: ora non pi
"
possibile o estremamente difficile vedere tale zona come fondo e
la zona bianca come figura. Ora la zona nera vissuta in modo
FIG. 1.47. Tendenza alla massima regolarit [Kopfermann 1930]
costrittivo come figura e le ragioni le conosciamo dall'analisi di
Rubin: minor dimensione rispetto alla zona bianca, centralit e
inclusione, prevalente convessit dei margini. Analogamente, la
figura 1.51 a descritta prevalentemente come una cornice nera su
fondo bianco, la figura 1.51 b vista pi spesso come un quadrato
bianco sovrapposto a un quadrato nero. I due diversi risultati
rappresentano ciascuno la soluzione percettiva che, nelle condizioni
date, permette un massimo di equilibrio e di semplicit.
Il confronto tra la figura 1.49 e la figura 1.50, con la loro
radicale diversit di rendimento percettivo, ci permette di fare una
considerazione di estrema importanza: il destino percettivo di una
FIG. 1.48. FIG. 1.49. FIG. 1.50. data zona del campo non dipende esclusivamente dalle
Si realizzano fenomenicamente Azione della costanza di Figura nera su sfondo bianco caratteristiche di quella zona, ma funzione anche delle propriet
le figure di larghezza costante larghezza [Morinaga 1942J
[Morinaga 1942J di altre zone del campo con essa interagenti.
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI
81
80 LA PERCEZIONE

L'assunzione del ruolo di figura da parte di un' area del campo 2.7. Articolazione senza resti
un fatto relazionale, dipende da caratteristiche translocali, che non
Nella figura 1.52 i quattro segmenti verticali tendono a rag-
interessano cio una singola zona di stimolazione.
grupparsi secondo il fattore della vicinanza, tendono cio a formare
una coppia i due elementi centrali.
Esiste per anche una forte tendenza a una diversa organiz-
zazione, ab e ed, nella quale risultano impegnate tutte e quattro le
sbarrette. In questa seconda segmentazione non rimangono resti, e
questo presenta un vantaggio che pu far superare anche l'azione, in
genere molto forte, della vicinanza. La soluzione percettiva-mente
favorita quella in cui vengono utilizzati, quando ci possibile,
tutti gli elementi.

a b
FIG. 1.51. Cornice nera o quadrato bianco su sfondo nero [Bozzi 1975]

Un'altra osservazione altrettanto importante necessario fare,


affinch non venga frainteso il significato che deve essere dato all'
azione dei fattori di unificazione finora esaminati. Quando si dice
che a parit delle altre condizioni il campo tende a segmentarsi FIG. 1.52. bc + 2 resti oppure ab + ed?
secondo i principi della vicinanza, della somiglianza, della chiusura
o della buona gestalt, questo non significa affatto che le propriet o Anche le due configurazioni della figura 1.53, pur essendo
le caratteristiche del prodotto finale dei processi di organizzazione
percettiva siano il risultato di una sommazione di caratteristiche
possedute dai singoli elementi che si unificano in un insieme
percettivo. La vicinanza o la somiglianza o la chiusura non sono
qualit di un singolo elemento: si pu dire soltanto che l'insieme
percettivo risultante formato da elementi vicini o simili tra di loro
o da elementi che presi insieme costituiscono una forma chiusa. E
cos in particolare la regolarit, la simmetria, 1'equilibrio, la
stabilit, l'armonia, la buona gestalt non sono propriet locali, di
singoli punti, ma sono propriet-del-tutto, sono qualit che vanno
perdute se si scompone il tutto nelle sue parti e che non esistevano
percettivamente prima che quelle parti si unificassero in quel tutto.

FIG. 1.53. Due soluzioni senza resti [Metzger 1975]


82 LA PERCEZIONE 83
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI

costruite con gli stessi elementi, hanno un'apparenza molto di- casi in cui due di essi sono in conflitto. Si veda a questo proposito
versa: nella prima si vedono soltanto quadrati, nella seconda come sono state costruite le situazioni illustrate nelle figure 1.18,
acquistano un certo rilievo le forme stellari. Si pu constatare che 1.39, 1.41, 1.58, 1.61.
nel primo caso tutti i quadrati sono completati, mentre sono
incomplete le stelle, e invece il contrario avviene nel secondo caso.
Lo stesso ragionamento vale per le seguenti situazioni. Le linee
della figura 1.54 si segmentano in un angolo intersecato da un arco
di cerchio e molto pi difficilmente in un settore angolare chiuso,
con due aggiunte a forma di angolo. Cos nella parte superiore della
figura 1.55, le quattro linee si unificano di preferenza in modo da
formare uno scalino, come mostrato nella parte inferiore. In tal
modo tutti gli elementi presenti vengono integrati in una
configurazione unitaria, mentre l'unificazione delle sole due linee
centrali che dovrebbe essere favorita dai fattori della vicinanza e FIG. 1.55. Ancora il principio dell'organizzazione senza resti
della continuit della direzione, lascerebbe due resti.
Quando possibile, dunque, l'articolazione figura-sfondo
avviene preferibilmente in modo che non ci siano parti incomplete,
che non ci siano avanzi o resti. Si deve tener conto di questo fattore 2.8. Esperienza passata
dell' articolazione senza resti, quando si studiano altri fattori, come Ai fattori finora esaminati - e che devono essere considerati
la vicinanza, la somiglianza o la chiusura, perch esso pu come fattori autonomi, non appresi, espressione di principi
interferire facilitando od ostacolando la loro azione, soprattutto nei strutturali inerenti al sistema percettivo - Wertheimer ha aggiunto
anche un fattore empirico: la segmentazione del campo avverrebbe
cio, a parit delle altre condizioni, anche in funzione delle nostre
esperienze passate, in modo che sarebbe favorita la costituzione di
oggetti con i quali abbiamo familiarit, che abbiamo gi visto,
'.
piuttosto che di forme sconosciute o poco familiari. Ad una prima
ispezione la figura 1.56 appare in genere costituita da un certo
numero di linee spezzate, tra di loro indipendenti. Se si fa ruotare
la pagina di 90 in senso orario, si vedr che gli elementi staccati si
unificano improvvisamente in alcune figure, nelle lettere della

FIG. 1.54. Il principio dell'organizzazione senza resti FIG. 1.56. Il fattore empirico
84 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 85

parola EFFE in rilievo e illuminate da sinistra in alto. Poich poco tuirsi degli oggetti visivi. Da vari autori sono stati proposti
probabile che per chi non conosce le lettere dell'alfabeto si attui la all'attenzione e descritti numerosi altri fattori o condizioni di tale
mede sima unificazione che si attua per noi, si deve supporre che in segmentazione. Senza contestare l'utilit di queste ulteriori
questo caso operi come agente di unificazione un fattore em- specificazioni, pensiamo di poterne prescindere in una trattazione
pirico, la ripetuta esperienza passata con le lettere maiuscole dell' come la presente, che ha il carattere di un primo approccio
alfabeto. all'argomento, tanto pi che a un esame pi attento ognuno di
Che l'azione di tale fattore non sia particolarmente intenso e che questi nuovi principi si rivela riconducibile pi o meno
comunque esso possa farsi sentire soltanto quando non entri in agevolmente a una delle leggi che abbiamo descritto.
concorrenza con altri fattori autoctoni, dimostrato dal rendimento C' stato anche chi, invece di moltiplicare i fattori strutturali,
percettivo della figura 1.57. ha tentato di ridurre il loro numero, allo scopo di semplificare la
situazione teoretica. Il i degno di nota tra questi tentativi
quello dovuto a Musatti [1931], il quale con la sua enunciazione
del principio della omogeneit massimale. ha cercato di
ricondurre tutti i fattori di organizzazione percettiva ad una unica
legge. Secondo tale principio: 1 raggruppamenti formali che si
costituiscono nei complessivo campo percettivo si realizzano in
modo che gli elementi parziali, i quali vengono a costituire una
FIG. 1.57. L'esperienza passata non riesce a prevalere [Kanizsa 1956] forma determinata, presentano fra loro una determinata specie di
omogeneit e risultano eterogenei con gli elementi che rimangono
In essa ognuno vede forme geometriche pi o meno note. Se esclusi e distinti da quella determinata forma.
per si copre la met superiore del disegno, ci si accorge che si abbastanza chiaro che la maggiore o minore somiglianza tra
tratta in realt di lettere maiuscole disposte in coppie simmetriche gli elementi equivale a una loro maggiore o minore omogeneit e
rispetto a un asse orizzontale. Eppure tali lettere, per quanto ben cos la continuit di direzione pu essere considerata un caso di
conosciute spariscono nuovamente non appena si rimuova il omogeneit in quanto si pu dire che, se le parti di una linea sono
foglio con il quale stata coperta la met superiore. Esse vengono costruite secondo un identico principio, esiste tra queste parti
riassorbite nella organizzazione a cerchi, triangoli, croci, omogeneit nel grado di curvatura. Al medesimo principio pu
losanghe, che si impone in modo talmente coercitivo che il essere ricondotta la legge della chiusura, secondo il seguente
mascheramento delle lettere avviene allo scoperto, cio senza ragionamento. In una linea aperta ci sono due punti eccezionali,
che esse vengano minimamente intersecate da altre linee. In cio i due punti terminali. Mentre tutti gli altri elementi della
questo caso, dunque, il fattore empirico viene facilmente linea si appoggiano dai due lati agli elementi vicini, gli elementi
neutralizzato dai ben pi potenti fattori della chiusura, della terminali rimangono da un lato senza tale appoggio: la linea
continuit di direzione, della simmetria e della regolarit. Ma su comincia e finisce con essi. Manca dunque a una linea aperta quel
questo argomento dobbiamo ritornare in seguito. tipo di omogeneit tra i suoi elementi che appartiene invece alle
linee chiuse. Per quanto riguarda la buona gestalt, Musatti
afferma che la simmetria omogeneit delle parti nella loro
disposizione spaziale rispetto a un punto centrale o a un asse, che
l'espressione intrinseco equilibrio sta essenzialmente a indicare
3. L'omogeneit massimale
una omogeneit delle parti nel peso o risalto di determinati
Abbiamo esaminato rapidamente i principali fattori che possono loro aspetti qualitativi, e cos via.
essere considerati responsabili dell' organizzazione del campo Per far rientrare anche la vicinanza nell' ambito di questo
percettivo visivo in unit discrete: in altre parole, i fattori del costi- principio, Musatti propone di esprimere quest'ultimo in forma
86 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENI CI
87

dove la chiusura prevale nettamente sulla vicinanza. La chiusura


negativa: i raggruppamenti formali si costituirebbero secondo un
ha ancora la meglio sulla vicinanza nelle situazioni della figura
principio della minima eterogeneit o della minima differenza fra i
1.41, dove la sua azione rinforzata dalla con-vessit delle
vari elementi che si raggruppano. Infatti, la diversa localizzazione
configurazioni risultanti. Sempre il principio della chiusura ha la
spaziale di pi elementi costituisce un carattere qualitativo
prevalenza, stavolta sulla buona continuazione, nella figura 1.40,
differenziale fra quegli elementi e la distanza fra quegli elementi
e sulla somiglianza nella figura 1.58.
stessi pu esprimere quantitativamente l'entit di questo carattere
qualitativo differenziale. Dire che prevalgono le unit che
comprendono elementi fra loro vicini, piuttosto che quelle che
comprendono elementi fra loro lontani, significa allora dire che i
raggruppamenti si costituiscono secondo il principio della minima
differenza nella localizzazione spaziale.
Una tale riduzione delle leggi di Wertheimer ad un unico
principio ha indubbiamente il merito di una maggiore semplicit e
soprattutto di una maggiore eleganza concettuale, ma d'altra parte
un po' generica e come tale forse meno idonea a promuovere
concrete ricerche empiriche.
FIG. 1.58. La chiusura prevale sulla somiglianza [Bozzi 1969]

Abbiamo visto, nell' esempio della figura 1.32, il destino


comune, rappresentato in questo caso dal movimento solidale,
4. Sinergia e rivalit tra fattori prevalere sulla vicinanza e sulla somiglianza cromatica. Nella fi-
gura 1.54 la buona continuazione, coadiuvata dalla tendenza
all'articolazione senza resti, favorisce una soluzione contro il
I fattori di organizzazione percettiva possono agire nel me-
fattore della chiusura. Anche Wertheimer, in una configurazione
desimo senso, sommandosi e potenziandosi a vicenda, oppure
analoga a quella della figura 1.59, aveva dimostrato che nella
possono agire in sensi opposti, ostacolandosi o annullandosi
sovrapposizione di due curve la buona continuazione pu risultare
reciprocamente. Pertanto l'organizzazione del campo in ciascun
momento la risultante o lo stato di equilibri dei vari fattori sinergici o in
conflitto.
Nei paragrafi precedenti abbiamo gi visto parecchi esempi sia
di sinergia che di conflitto tra fattori. In particolare si visto a
proposito della figura 1.57 che il concorso di alcuni potenti fattori
autoctoni (simmetria, buona continuazione, chiusura) riesce a
neutralizzare completamente il cosiddetto fattore empirico, cio FIG. 1.59. La continuit di direzione pi forte della chiusura
l'azione dell' esperienza passata che, nonostante tutte le convinzioni
in contrario, si rilevato essere un agente di forza organizzatrice
sorprendentemente scarsa. Cos il risultato percettivo della figura pi forte della chiusura, ma se le curve che devono intersecarsi
1.46 tanto univoco e stabile perch al fattore della regolarit e sono del tipo di quelle rappresentate in figura 1.60, il risultato sar
simmetria si aggiunge quello della buona continuazione. determinato in modo irresistibile nel senso della chiusura, come si
Una rivalit tra due o pi fattori e l'esito di tale conflitto stata vede nella figura 1.61. da notare che in questo caso concorrono a
constatata ad esempio nelle situazioni delle figure 1.38 e 1.39,
88 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 89

1.64 altrettanto se non pi facile vedere come figure le zone


conferire la particolare pregnanza al prodotto dell'organizzazione
pi grandi ed aperte che le zone nere pi piccole e chiuse.
percettiva la chiusura e la regolarit e, nel caso dei cerchi, anche la
migliore continuazione. Cos nella figura 1.65 facile vedere ruote bianche su
sfondo nero: il fattore convessit prevale sulla chiusura.

FIG. 1.60.

FIG. 1.62. Chiusura contro continuit FIG. 1.63. Vicinanza contro costanza di
larghezza

,.~

FIG. 1.61. La chiusura prevale sulla continuit di direzione

Nella figura 1.62, come del resto per i quadrati della figura
1.61, il fattore della chiusura riesce a prevalere sulla continuit di
direzione al punto che persino una linea retta si spezza in due parti
FIG. 1.64. Tendenza alla convessit [Metzger 1975)
appartenenti a due figure distinte. L'opposizione tra la vicinanza e il
fattore della costanza di larghezza si risolve spesso a favore di
quest'ultimo, ma non nel caso illustrato nella figura 1.63 dove la
segmentazione determinata di preferenza dalla vicinanza. Infine
un caso dove il principio, secondo il quale sono preferite soluzioni
percettive in cui diventano figure le zone a margini convessi, si
afferma contro il principio secondo cui diventano figure le zone FIG. 1.65. Convessit contro chiusura
del campo pi piccole e contro il fattore della chiusura: nella figura
91
90 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLi OGGETII FENOMENICI

in conflitto con tutti gli altri. I,l soggetto doveva decidere a quale di
Il conflitto tra regolarit e continuit di direzione pu risolversi
due figure manchevoli appartenesse un terzo elemento che, a
a favore di quest'ultima, che sembra essere un fattore
particolarmente efficace. Se, nella figura 1.66, si avvicinano le due rigore, poteva completare sia l'una che l'altra delle due figure
configurazioni regolari e simmetriche di a, si ottiene b, nella quale, mutilate. Un esempio dato nella figura 1.68, che riproduce la
in forza della buona continuazione, le due configurazioni di situazione impiegata per analizzare la rivalit tra regolarit e
partenza spariscono, per dar luogo a due falcettisovrapposti, che identit cromatica. Dei 25 soggetti interrogati, 18 hanno hanno
presentano un minore grado di simmetria. Altrettanto .vale per le 5 unito i due elementi di colore diverso, giustificando la loro scelta in
croci della figura 1.67a che, quando vengono avvicinate, si perdono questi termini: cos si completa il quadrato, il suo posto,
nella nuova configurazione b, dove a quattro forme meno regolari mancava proprio questo pezzetto.
sovrapposto un quadrato risultante dall'unificazione di 12 tratti dei
contorni delle croci.

FIG. 1.68. Regolarit contro identit cromatica [Wehrenfennig 1968].

La tendenza alla regolarit o al buon completamento risulta


FIG. 1.66. Buona continuazione contro regolarit avere in questo caso una forza di organizzazione maggiore di
quella dell'identit cromatica con cui si trova il conflitto. La
graduatoria stabilita dalla Wehrenfennig vede al primo posto la
regolarit seguita dalla somiglianza e dalla omogeneit di struttura
e all'ultimo posto il fattore della vicinanza. Naturalmente tale
ordine gerarchico valido soltanto per i tipi di situazioni prese in
esame dalla sua ricerca e deve quindi essere confermata da
ulteriori ricerche.
Analoghi conflitti, ma con esito diverso che nel campo visivo,
si verificano anche in altre modalit sensoriali. Le leggi di
Wertheimer sono state infatti dimostrate valide anche nella
percezione acustica [Bozzi- Vicario 1960] o in quella tattile [Becker
1935; Scholz 1957; Stopper 1961].
FIG. 1.67. La croce centrale di a sparisce in b Tuttavia la gerarchia dei vari principi si rivelata un po'
differente che nella visione. Ad esempio, nella percezione tattile la
buona continuazione gioca un ruolo molto meno importante come
Variando sistematicamente le condizioni, si pu studiare fattore di unificazione figurale di quanto non avvenga nella
l'intensit relativa dei diversi principi organizzativi. S. Weh- percezione visiva. In quest'ultima molto difficilmente una croce
renfennig [1968 J ha elaborato un metodo adatto a determinare una vista come due angoli che si toccano per la punta, mentre tale
certa gerarchia tra i fattori della vicinanza, della somiglianza, della risultato si ha nella maggioranza dei casi in campo tattile. Questi
omogeneit di struttura, della regolarit, ponendo ciascuno di essi
92 LA PERCEZIONE
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 93

Questi risultati non si riferiscono alla stimolazione tattile statica, ma a stessa importanza che nella visione degli adulti. Per esempio,
quelli ottenuti tastando, esplorando con le dita modelli in rilievo mentre nella figura 1.71 l'adulto vede in genere due linee ondulate,
(naturalmente con esclusione della vista). Ne gli esperimenti di Becker, la fra loro sfasate, che si intersecano in pi punti, il bambino vede in
figura 1.69 a che, alla visione, appare a tutti come costituita da due genere una serie di salsicciotti collegati in quei punti, il che
dimostrerebbe una certa prevalenza del fattore chiusura.

FIG. 1.69. Unificazione nella percezione tattile [Becker 1935]

cerchi sovrapposti - stata spesso vissuta al tatto nel modo


raffigurato in b o in c, cio come due specie di falcetti
giustapposti o come una cornice esterna contenente un nucleo a
forma di ellisse. E cos la figura 1.70 a, che nella visione pu essere FIG. 1.71. Modalit di unificazione nd bambino

percepita come due triangoli sovrapposti o come due clessidre,


negli esperimenti di Becker stata spesso vissuta al tatto come una 5. Campi di applicazione delle leggi di organizzazione percettiva
specie di stella con nucleo centrale e quattro appendici, come in b.
I nostri esempi sono stati scelti tutti nel campo della percezione
visiva, soprattutto perch facile presentare direttamente sulla
pagina le relative illustrazioni. Abbiamo ora detto che le medesime
leggi si possono rintracciare anche nelle altre modalit sensoriali e
che sono stati studiati particolarmente i fenomeni acustici e tattili.
Ma esse non devono essere considerate come peculiari della
percezione umana. Numerosissimi esperimenti in campo animale
dimostrano che per la maggior parte degli animali, dotati di occhi
simili ai nostri, il mondo che li circonda si segmenta in oggetti
discreti pi o meno come per noi. Naturalmente esistono grandi
differenze per quanto riguarda l'acuit visiva, le soglie assolute per
FIG. 1.70. Unificazione nella percezione tattile [Becker 1935] la stimolazione luminosa, la sensibilit cromatica, e cos via, ma
fondamentalmente le stesse leggi, che determinano l'articolazione
figurasfondo e l'emergere degli oggetti visivi per noi, sembrano
Un discorso analogo vale per la percezione visiva infantile. Anche
agire anche negli animali.
nella visione dei bambini il fattore della buona continuazione non ha la
IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI 95
94 LA PERCEZIONE

In molti esperimenti destinati a studiare l'apprendimento, con il cibo distava 10 cm dagli altri vasi disposti in linea retta.
l'animale deve imparare a reagire in modo differenziale di fronte a Evidentemente anche nella visione dell'uccello la fila di vasi
determinati stimoli visivi. Il fatto che esso dimostra in questo modo costituiva un tutto compatto in base al fattore della vicinanza, dal
di essere in grado di discriminare, ad esempio, un cerchio da un quale il vaso giusto poteva essere facilmente distinto come cosa
quadrato indica che il cerchio e il quadrato sono percepiti come a s. Persino nella situazione della figura 1. 73b, nella quale il vaso
oggetti visivi unitari distinti dal resto del campo. Gi Lashley giusto era a 6 cm dagli altri due vasi che distavano 2 cm tra loro,
[1930] aveva accertato che un topo in grado non soltanto di la struttura del raggruppamento era ancora abbastanza chiara da
distinguere un quadrato da un cerchio, ma capace di riconoscere
permettere una scelta corretta nella maggior parte dei tentativi.
la struttura o gestalt del quadrato o del cerchio quando essi gli siano
Invece nel caso della situazione di figura 1.73 c, in cui il vaso
presentati con altri colori o con diverse dimensioni. I rettangoli
della figura 1.72 determinano la medesima risposta in un topo, sono positivo era solo a 3 cm dagli altri due vasi distanti sempre 2 cm tra
cio, come si dice in linguaggio tecnico, stimoli equivalenti, il loro, le risposte tornavano ad essere casuali.
che significa che l'animale reagisce alla struttura e cio la
percepisce.

FIG. 1.72. Stimoli equivalenti nella visione di un topo [Lashley 1938]

Una serie di esperimenti particolarmente convincenti sono


quelli compiuti da M. Hertz [1928] con le ghiandaie. Venivano
collocati a terra capovolti un certo numero di piccoli vasi di fiori
vuoti. La ghiandaia, appollaiata sul ramo di un albero vicino,
assisteva dall' alto alla collocazione del cibo, da parte dello
sperimentatore, sotto uno dei vasi. Quando lo sperimentatore si
allontanava, l'uccello scendeva a terra, rovesciava il vaso e FIG. 1.73. Unificazione e segregazione nel campo visivo di una ghiandaia [Hertz 1928]
prendeva il cibo. Quando vi era un vaso solo, l'uccello reagiva
senza difficolt. Ma quando i vasi erano pi di uno, tutto veniva a Generalmente la ghiandaia non era capace di identificare il vaso
dipendere dal fatto che il vaso giusto, cio quello con sotto il cibo, giusto se non era aiutata dalla struttura del raggruppamento. Finch
fosse o non fosse un elemento rilevante e ben caratterizzato nella
per il raggruppamento risultava ben chiaro nella visione umana,
configurazione costituita dall'insieme dei vasi.
Se esso era posto in linea retta con gli altri vasi, cos da venire essa reagiva prontamente con esattezza, anche quando l'oggetto
assorbito, nella visione umana, quale membro indifferenziato positivo era a contatto immediato con uno dei vasi. Per esempio,
dell'intera serie, l'animale rovesciava i vasi a caso uno dopo l'altro. nella situazione di figura 1.73 d i vasi erano disposti in forma di
Non appena per il vaso giusto diveniva, nella visione umana, elisse e quello giusto era collocato all'esterno dell'ellisse in
qualcosa di fortemente isolato dal resto, l'uccello lo sceglieva subito contatto con uno dei vasi.
a colpo sicuro. Cos, ad esempio, avveniva nel caso illustrato dalla
figura 1.73 a, quando cio il vaso
97
96 LA PERCEZIONE IL COSTITUIRSI DEGLI OGGETTI FENOMENICI

Un'altra dimostrazione che anche gli animali percepiscono il


Nel campo visivo dello sperimentatore la situazione appariva come ruolo strutturale dei singoli componenti di un tutto, data dal
un gruppo compatto con un' appendice esterna costituita dal vaso seguente esperimento di Koehler [1918]. La parte centrale della
singolo. In questa situazione l'uccello sceglieva subito 1'oggetto figura 1.75 rappresenta due cartoni grigi di diversa chiarezza, sui
positivo. quali una gallina veniva addestrata a beccare il proprio mangime
Queste osservazioni dimostrano con evidenza che le singole sempre sul cartone pi chiaro. Questo risultato si otteneva
distanze prese in assoluto non hanno un ruolo determinante abbastanza rapidamente, dato che i chicchi di grano turco posti sul
nell'organizzazione percettiva dell'animale: infatti le sue risposte cartone pi scuro erano incollati al cartone stesso e quindi non
sono determinate dalla struttura del raggruppamento preso nel suo erano utilizzabili. Quando l'addestramento era compiuto, ciascun
complesso. Infatti, quando un elemento entrato a far parte di un cartone veniva accoppiato con un altro cartone, uno pi chiaro e
gruppo o di un tutto pi vasto, perde alcune caratteristiche che uno pi scuro, in modo da dar luogo alle due situazioni
possedeva come elemento isolato e ne acquista altre che gli rappresentate rispettivamente a sinistra e a destra nella figura 1.75.
derivano dal fatto di essere quella determinata parte del nuovo Orbene, di fronte alla situazione a la gallina sceglieva il cibo dal
tutto: in altri termini, ogni parte possiede nel tutto un determinato cartone sconosciuto, trascurando il grigio noto che precedentemente
ruolo, un significato ben preciso, una ben definita funzione era stata addestrata a considerare positivo; di fronte alla situazione
strutturale. Wertheimer [1933] esemplifica questo principio con c essa beccava il cibo dal cartone grigio che precedentemente le era
alcune situazioni semplicissime. stato proibito. L'animale cio reagiva di fronte a ciascuno dei due
grigi non in base alla sua chiarezza assoluta, ma in base al suo
rapporto col grigio con il quale era in coppia: il pi chiaro era
quello positivo, mentre il pi scuro era quello negativo.

FIG. 1.74. Determinazione contestuale del ruolo delle parti [Wertheimer 1933]

Nella figura 1.74, la prima riga formata da un gruppo centrale di


tre punti e da due punti laterali. Se si tolgono i punti c ed e (vedi FIG. 1.75. L'animale in grado di percepire il rapporto tra due chiarezze [Koehler 1918]
seconda riga), si ha una modificazione radicale del ruolo dei punti
restanti: mentre prima il punto b era simmetrico al punto d ed era
insieme ad esso limite esterno del gruppo centrale, ora ha cambiato
funzione ed divenuto punto centrale del nuovo raggruppamento.
Cos d non pi simmetrico di b, ma di a, e cos via.