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WINDOWS

10

Marco Ferrero
Apogeo - IF - Idee editoriali Feltrinelli s.r.l.
Socio Unico Giangiacomo Feltrinelli Editore s.r.l.

ISBN edizione cartacea: 9788850333547

Il presente file pu essere usato esclusivamente per finalit di carattere personale. Tutti i
contenuti sono protetti dalla Legge sul diritto dautore.
Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive
case produttrici.
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Introduzione
Che cos Windows 10

Eccovi qua: siete finalmente arrivati a casa (o in ufficio) con il vostro computer
nuovo di zecca. Qualcuno vi ha dato una mano a tirarlo fuori dallo scatolone, a
collegare i vari oggetti con i loro cavi e vi siete resi conto che un gioco da ragazzi
(infatti, ci riuscito benissimo in pochi minuti il figlio quindicenne del vostro vicino di
casa, mentre voi, illustre avvocato o insigne medico, da soli ci avreste impiegato
almeno una mezza giornata).
E adesso? Adesso si tratta di cominciare a prendere confidenza con lo strumento. Vi
hanno fatto vedere come si accende e come si spegne e poi vi hanno lasciati soli con la
creatura. Accesa, fortunatamente. Niente paura: questo libro fatto apposta per voi, che
avete poca o nessuna pratica di computer, avete ancora meno tempo da perdere, ma
proprio per questo non potete sempre chiedere al figlio quindicenne del vicino di darvi
una mano (dopotutto, lui deve anche studiare).
Qui non spieghiamo come funziona il computer, ma come si usa lo strumento base
che lo fa camminare. Questo strumento un programma particolare, chiamato Windows
10, che si avvia quando si accende il computer. Che cos un programma? Un
programma un insieme di istruzioni che dicono al computer che cosa deve fare:
mostrare un carattere sullo schermo quando si preme un tasto, riprodurre la musica di
un CD quando lo si inserisce nel cassettino per il compact disc, stampare un documento
che stato conservato in forma magnetica su un disco. Per fare una qualsiasi di queste
operazioni occorre un programma. Windows 10 un programma particolare, detto
sistema operativo, che sempre in funzione e pilota tutti i meccanismi interni della
macchina. Gli altri programmi, quelli che si utilizzano per scrivere, disegnare, stampare,
suonare musica e quantaltro, lavorano sotto la guida ferrea di Windows 10. Per
utilizzare in modo efficace ed efficiente il proprio computer bisogna avere un po di
confidenza con il suo sistema operativo.
Se la vostra macchina equipaggiata con Windows 10, questo il libro che fa per
voi. Se conoscete gi bene i sistemi operativi Windows, se avete familiarit con versioni
precedenti di Windows (per esempio Windows 7 o Windows 8.1) e cercate informazioni
approfondite su Windows 10, questo libro non fa per voi. Lasciatelo sullo scaffale
oppure tornate in libreria per farvelo sostituire con un testo pi completo, per esempio
con Microsoft Windows 10 Guida per tutte le et, scritto da Mike Davis e pubblicato
anchesso da Apogeo. Qui si fa una rapida rassegna degli aspetti pi essenziali di
Windows 10, quanto basta per rinfrancare lanimo di un neofita, aiutarlo a orientarsi e a
prendere confidenza con questo essenziale strumento di lavoro.
Il personal computer
Come manufatti industriali, i computer esistono sul mercato da una sessantina danni.
In origine venivano utilizzati soltanto da importanti imprese industriali o di servizi per
eseguire operazioni complesse su grandi quantit di dati: gestire i conti correnti di una
banca, per esempio, oppure tenere sotto controllo i magazzini di unazienda
manifatturiera.
Per merito (o per colpa?) di alcuni appassionati, stato inventato poco pi di
trentanni fa il personal computer (la data di nascita ufficiale il 1981), che ha avuto
una diffusione progressivamente sempre pi rapida, dapprima negli Stati Uniti e poi
negli altri paesi, sviluppati o no: si stima che ve ne siano un paio di miliardi in tutto il
mondo. Come mai? Forse perch sono nate negli ultimi trentanni centinaia di milioni
di banche e di imprese industriali? No, perch qualcuno ha scoperto che con un
computer si possono fare molte, moltissime cose interessanti anche per una sola
persona.
La parola computer compare per la prima volta nella lingua inglese in un testo del
XVI secolo e designa un astronomo specializzato nel calcolare le orbite dei pianeti. Il
computer, per, non fa soltanto calcoli ovvero computi, ma elabora dati ed questa sua
caratteristica che lo rende cos flessibile da farlo diventare, caso per caso, strumento per
scrivere testi (ha ormai sostituito del tutto la vecchia macchina per scrivere), per
riprodurre brani musicali o film e per comunicare con altri computer nel resto del
mondo utilizzando una comune linea telefonica oppure una connessione via radio.
I dati si caratterizzano come insiemi di caratteri, perch sono sequenze di simboli,
riconducibili ai caratteri tipografici che siamo abituati a usare: lettere dellalfabeto,
segni di interpunzione, cifre e segni particolari.
Il personal computer un sistema, cio un insieme di elementi che, raccordandosi fra
loro, formano un tutto che qualcosa di pi della semplice somma delle sue singole
parti.
Questo sistema composto da elementi per:

immettere dati (input);


immagazzinare o memorizzare dati;
elaborare dati;
estrarre dati (output).
Fisicamente, loutput, cio il risultato del lavoro del computer, pu comparire su un
monitor video, su un foglio di carta ottenuto da una stampante o essere emesso da un
altoparlante, se si tratta di una successione di suoni.
Linput nei personal computer dato prevalentemente da una tastiera e un mouse.
Tutti sanno come fatta un tastiera. Quanto al mouse, un oggetto che si sposta con la
mano per generare un segnale che entra nel computer, deve il suo nome al fatto che di
solito tondeggiante, grigio ed collegato con il corpo principale della macchina da un
lungo filo grigio, che ricorda la codina di un topo. In Italia abbiamo preferito continuare
a chiamarlo con il suo nome inglese, mentre in Spagna lo chiamano ratn e in Francia
souris.
Nei computer portatili, noti come laptop, notebook o netbook a seconda delle loro
dimensioni, le funzionalit tipiche del mouse si ottengono con un meccanismo integrato
nel corpo del computer, detto dispositivo di puntamento.
Da qualche anno stata sviluppata una tecnologia che permette di produrre monitor
per computer sensibili alla pressione di uno stilo o della punta delle dita: queste
sollecitazioni meccaniche generano segnali che possono essere rilevati dal computer e
interpretati come input, non diversamente da quelli generati dallo spostamento del
mouse su una superficie esterna. I monitor dotati di questa funzionalit, detti in inglese
touch screen e in italiano schermi tattili, sono contemporaneamente organi di output e
di input.
NOTA Linsieme di tutti i componenti fisici, tangibili, materiali che formano un computer si chiama
genericamente hardware, parola inglese composta con i termini hard, che significa duro, quindi
tangibile, e ware, che significa bene materiale, merce, elemento concreto. Affinch lhardware possa
svolgere il suo lavoro, deve essere completato da un insieme di componenti non tangibili, ma non
per questo meno reali, cio dati e programmi, che vengono detti software, un termine gergale
inventato agli albori dellinformatica per enfatizzare il loro carattere immateriale (quindi soft,
contrapposto ad hard).

I dati (e i programmi, che sono dati strutturati in una forma particolare) sono
conservati, ovvero immagazzinati o memorizzati su dischi, che possono essere di tre tipi
(magnetici, ottici o a stato solido) e predisposti per contenere grandi quantit di dati
(nellordine dei miliardi di caratteri).
I dischi magnetici si presentano in varie fogge e dimensioni, mentre quelli ottici sono
tutti fisicamente simili ai compact disc audio: sottili lamine di plastica rigida e lucente,
del diametro di 12 centimetri. Anche se laspetto fisico lo stesso per tutti, si
distinguono in dischi dal contenuto non modificabile, chiamati CD-ROM (da Compact
Disc-Read Only Memory) e dischi riscrivibili, detti CD-R o CD-RW.
A questi si aggiungono dischi ottici particolari, detti DVD (da Digital Versatile Disc),
con una capienza molto elevata (da 4 a 7 miliardi di caratteri), che possono contenere
un intero film, di quelli che si vedono al cinema o in televisione, per intenderci.
I dischi a stato solido (SSD, Solid State Disk) sono dischi solo di nome ma non di
fatto: sono costituiti da componenti microelettronici, non hanno parti in movimento,
sono molto pi veloci ma molto pi costosi (e per questo di solito meno capienti) dei
dischi magnetici. Anche se fisicamente non sono dischi, si comportano per lutente
come i dischi ottici o magnetici.
I personal computer si costruiscono in due modelli di base: da tavolo e portatili, ma
gli organi che li compongono chiamati in gergo unit sono sempre gli stessi. Nei
portatili stanno tutti insieme: tastiera, schermo, unit di elaborazione, unit di lettura e
scrittura su dischi magnetici e ottici, mouse.
Lelaborazione avviene allinterno del corpo del computer, grazie allinterazione di
una serie di circuiti, fra i quali il pi importante si chiama CPU, sigla da Central
Processing Unit ovvero unit centrale di elaborazione. Pi potente la CPU, maggiore
la potenza di elaborazione del personal computer.
Sono molto diffusi computer portatili detti tablet, formati da un contenitore piatto
delle dimensioni di un libro che alloggia tutte le componenti elettroniche e come
coperchio usa uno schermo sensibile al tocco, che funge da organo di input e di output.
Linput dei dati (caratteri) si ottiene facendo comparire sullo schermo una griglia in
forma di tastiera di macchina per scrivere, che funge da guida per digitare i caratteri che
si vogliono inserire.
Nelle macchine da tavolo di solito c un corpo principale che ospita la CPU e i suoi
circuiti, contiene al suo interno un disco magnetico di grande capienza (centinaia di
miliardi di caratteri) e ha alloggiamenti per unit di lettura di dischi ottici (CD-ROM,
CD-R e/o DVD). In molti casi, lunit che legge i dischi ottici anche in grado di
registrare dati su dischi vergini, nel qual caso si chiama masterizzatore. Le unit che
leggono (ed eventualmente masterizzano) i DVD possono anche leggere e masterizzare
i CD-R, ma non vale linverso.
Nei computer da tavolo, tastiera e mouse sono a parte e si collegano con il corpo
principale mediante un cavo.
Una classe di computer portatili, che viene identificata in genere con il nome di
ultrabook, una sorta di via di mezzo fra i portatili pi tradizionali e i tablet, incorpora
tastiera e dispositivo di puntamento, ma rinuncia al lettore/masterizzatore di CD/DVD e
offre come dispositivo di immagazzinamento un disco SSD: sono macchine potenti e
molto leggere, pensate per chi deve lavorare in mobilit.
Esistono poi altri due organi che hanno funzioni doppie, di input e output al tempo
stesso. Non tutti i personal computer ne sono dotati, ma sono importanti per Windows
10 e vanno ricordati in questa breve rassegna. Si tratta del modem e della scheda di rete.
Modulare e demodulare
Quando componiamo un numero di telefono con i tasti sentiamo un breve suono
distinto per ciascuna cifra. Questo suono viaggia lungo la linea telefonica come fa la
nostra voce e viene rilevato dalla centrale, che distingue in base al loro suono i vari
numeri e crea la connessione con il numero che stiamo chiamando. Un circuito
particolare, chiamato modem, pu collegare il personal computer con una normale linea
telefonica. Il modem riceve dal computer una serie di caratteri e li trasforma in segnali
audio, molto simili a quelli che sentiamo mentre componiamo un numero di telefono.
Questi segnali audio viaggiano lungo la linea telefonica e raggiungono allaltra
estremit della connessione un altro modem, che li riceve e li trasforma di nuovo in
caratteri, che trasferisce al computer nel quale installato. Loperazione di conversione
dei caratteri in suoni viene detta modulazione e loperazione inversa demodulazione.
Dalle prime sillabe di queste due parole viene il nome di questo apparecchio.
Se sul computer con il quale si lavora installato un modem, possibile collegarsi
con qualunque altro computer dotato anchesso di modem e raggiungibile per telefono.
Stabilita una connessione tramite modem e linea telefonica, le due macchine possono
scambiarsi dati e programmi.
Per parecchi anni i modem sono stati utilizzati insieme con le linee telefoniche
convenzionali per stabilire collegamenti a distanza fra computer e tutti i personal
computer erano dotati di modem.
Levoluzione della tecnologia ha portato al superamento dei modem telefonici, per
cui la comunicazione fra personal computer oggi si realizza mediante una scheda di
rete.
Reti di computer
Per collegare fra loro due o pi personal computer in modo permanente, senza
ricorrere a un modem e a una linea telefonica, si utilizza un circuito particolare
chiamato scheda di rete o NIC (da Network Interface Card: scheda dinterfaccia verso
la rete). La scheda di rete un circuito specializzato dotato di una presa che affiora su
uno dei bordi esterni del computer. In questa presa si inserisce un cavo particolare, che
allestremit opposta va inserito in una presa identica (integrata insieme con altre) di un
dispositivo di interconnessione chiamato genericamente punto di accesso o AP
(dallinglese Access Point). Collegando opportunamente pi computer a un AP si pu
creare una rete di computer interconnessi fra loro in modo permanente, che possono
scambiarsi dati e programmi.
Le reti di personal computer sono molto diffuse nelle aziende, perch consentono a
chi lavora di entrare in contatto con i computer dei colleghi per inviare e ricevere
messaggi e documenti di lavoro senza doversi ogni volta allontanare dalla scrivania per
raggiungere la stanza del collega con il quale intende interagire. La cosa
particolarmente comoda quando il collega non solo sta in unaltra stanza, ma quella
stanza si trova in un altro edificio, magari allaltro capo della citt o addirittura in
unaltra citt. Le reti che interconnettono computer installati in uno stesso edificio si
chiamano LAN (Local Area Network) o reti locali, mentre per raggiungere macchine
molto remote si integrano reti locali con collegamenti telefonici permanenti, creando
strutture di comunicazione dette WAN (da Wide Area Network) o reti geografiche, di
cui non ci occuperemo in questo libro.
Si possono creare reti che utilizzano flussi di segnali radio, che si diffondono senza
utilizzare cavi e per questa ragione vengono dette reti wireless, cio per lappunto
senza fili. Anche le reti wireless utilizzano un dispositivo con funzionalit di punto di
accesso che per semplicit viene spesso chiamato modem, anche se utilizza una tecnica
radicalmente diversa da quella dei modem telefonici.
Windows 10 particolarmente attrezzato per lavorare con modem wireless e schede
di rete ed per questo che abbiamo voluto ricordare questi due dispositivi di
input/output.
Internet
Tutti ormai, indistintamente, dalle vecchie zie di provincia ai preadolescenti che si
aggirano schiamazzando nei non luoghi dei centri commerciali, sanno (o credono di
sapere) che cos Internet: ne parliamo diffusamente nel Capitolo 7, ma qui
importante ricordare che la rete Internet che un gigantesco insieme di elementi
hardware e software un continuo punto di riferimento per Windows 10. Le sue
funzionalit pi significative per la gestione del computer si possono utilizzare soltanto
quando la macchina collegata con Internet, meglio se con una connessione molto
potente, a banda larga e con Wi-Fi, come spieghiamo diffusamente nel Capitolo 6.
Stampanti
Quando si utilizza il personal computer come macchina per scrivere, quasi sempre il
risultato del lavoro di scrittura va stampato su carta, per diventare una lettera da spedire
per posta o un documento pi complesso (un saggio, un romanzo, una relazione tecnica,
un contratto) da far circolare.
Per stampare documenti prodotti con il computer si utilizzano stampanti,
apparecchiature specializzate per loutput, disponibili in uninfinit di modelli e di
marche, tutti riconducibili a due diverse tecnologie: la stampa laser e quella a getto
dinchiostro.
Per poter stampare con il computer non basta avere una stampante, ma occorre un
programma particolare, detto in inglese driver (sta per pilota) che faccia sapere al
sistema operativo di che stampante si tratta e come bisogna mandarle il flusso di
caratteri da stampare. Windows 10 contiene al suo interno un vasto assortimento di
driver, predisposti per unampia gamma di stampanti, per cui piuttosto facile collegare
una stampante al personal computer e metterla allopera.
Altre periferiche
Con il termine generico di periferica si intende una qualunque macchina
specializzata per linput o per loutput che viene collegata al computer. Pu essere, di
volta in volta, un lettore di codici a barre (come quelli che si vedono alle casse dei
supermercati); una bilancia o altra apparecchiatura per misurare grandezze fisiche; uno
scanner con il quale acquisire immagini; una videocamera; una macchina fotografica
digitale e altro ancora (no, la macchina per fare il caff non una periferica per
computer, almeno per ora).
Per collegare una periferica specializzata occorre un driver, come per le stampanti. Di
solito, chi costruisce la periferica prepara anche il driver, che viene distribuito insieme
con la periferica stessa. Quando comprate una di queste apparecchiature, con
lintenzione di collegarla al vostro personal computer, dovete controllare che il driver
esista e che sia stato sviluppato per Windows 10: se cos non fosse, la periferica sarebbe
inutilizzabile con il vostro computer che lavora sotto il controllo di questo sistema
operativo.
Capitolo 1
Un po di nomenclatura

Windows ha, come tutti i sistemi operativi, il compito fondamentale di gestire il


computer, presidiando gli interscambi di input e output, coordinando laccesso ai dischi
e alle periferiche da parte dei programmi e reagendo alle richieste di servizio che
possono arrivare da altri sistemi con i quali il computer collegato in rete. Tutto questo
lavoro si svolge dietro le quinte, lutente normale non se ne accorge, n previsto che
se ne debba accorgere: si tratta di qualcosa di molto tecnico, che riguarda gli specialisti.
Windows, per, ha anche un compito di interfaccia fra utente e sistema. Per agevolare
laccesso al sistema e ai suoi componenti, utilizza una serie di forme grafiche chiamate
finestre (da cui il suo nome inglese), concepite per trasmettere informazioni allutente in
modo chiaro e coerente. Lidea generale questa: quando un utente ha imparato come
fatta e come si utilizza una finestra, ha imparato tutto quello che gli serve per fare
qualunque cosa in Windows, perch in quel contesto tutto viene presentato tramite
finestre, nelle quali ci si muove e si opera sempre nello stesso modo.
Questa lidea generale, che vale per tutte le versioni di Windows, compresa quella
che stiamo esaminando, ma con una radicale innovazione: oltre alle finestre, che
vedremo fra poco, in Windows 10 spiccano per la loro vivacit grafica una serie di
forme quadrate o rettangolari, chiamate tile in inglese e riquadri in italiano.
Quando accendiamo il computer che lavora sotto Windows 10, dopo una breve
operazione preliminare che descriviamo nel Capitolo 4, lo schermo si riempie con
unimmagine colorata, alla cui base si trova una striscia in un colore contrastato che
attraversa tutto lo schermo. Allestremit di sinistra di questa striscia (che si chiama
barra delle applicazioni) visibile un piccolo riquadro sul quale disegnato il logo di
Windows 10. Se stiamo usando un computer diciamo cos tradizionale (desktop o
portatile) dotato di tastiera, possiamo vedere sulla tastiera un tasto specializzato, detto
tasto Win, che ha laspetto che vediamo qui di seguito:
Premendo questo tasto, oppure facendo clic sul logo di Windows 10 che sta nella
barra delle applicazioni, si apre una finestra ricca di elementi strutturata come quella
che vediamo nella Figura 1.1 e che si chiama Start.

Figura 1.1 La finestra Start di Windows 10.

La posizione relativa dei riquadri pu essere agevolmente modificata: se laspetto


della finestra Start del vostro computer non coincide esattamente con quello che
illustrato nella Figura 1.1, non c da preoccuparsi.
Che cosa sono i riquadri? Sono elementi grafici sensibili ai movimenti del mouse (o
al tocco delle dita), con i quali si accede direttamente a unapplicazione che lavora sotto
Windows 10. E che cos unapplicazione? Detta anche confidenzialmente app,
unapplicazione un insieme di istruzioni organizzate in un programma con il quale si
fa qualcosa di utile con il proprio PC: si scrive una lettera e la si spedisce, si prende nota
di un appuntamento in unagenda, si scrive un documento per conservarlo nel computer
ed eventualmente stamparlo, si ascolta un brano musicale o si guarda un video
memorizzato nel computer, si fa un gioco e altre cose ancora.
Pi avanti nel libro parleremo diffusamente dei riquadri e delle applicazioni che, con
il loro aiuto, si possono attivare; in questo capitolo vediamo come sono fatte e come
funzionano le finestre di Windows, in modo da fissare alcuni concetti di base e imparare
i termini tecnici di uso pi comune e che indispensabile conoscere quando si lavora
con qualunque versione di Windows.
Possiamo per il momento chiudere la finestra Start facendo clic in una qualunque
zona libera dello schermo, ottenendo in questo modo la comparsa di una schermata
simile a quella che vediamo nella Figura 1.2, formata da unimmagine che domina lo
sfondo, sulla quale presente unimmagine pi piccola, icona nel gergo di Windows,
che rappresenta un componente del sistema che si chiama Cestino.

Figura 1.2 Il desktop di Windows 10 in una versione spartana.

Alla base della schermata si trova la barra delle applicazioni, nella quale sono
presenti numerose icone: quelle collocate allestremit destra formano un insieme
chiamato area di notifica.
Le icone sono piccoli elementi grafici che possono rappresentare un programma, un
componente del sistema o un insieme di dati, detto genericamente file. Quasi sempre le
icone sono accompagnate da un nome o una breve didascalia, come nel caso dellicona
del Cestino, che vediamo al centro del desktop. In altri casi licona non completata da
una didascalia, ma se si fa passare il puntatore del mouse su di essa compare una
descrizione del suo significato (si veda la Figura 1.3), che in certi casi identifica un
pulsante, vale a dire un elemento grafico sul quale si pu agire con il mouse allo scopo
di inviare un segnale al computer: come abbiamo visto, se si fa clic sul pulsante che si
trova allestremit di sinistra della barra delle applicazioni si apre la finestra Start.
Il mouse
Come abbiamo ricordato nellIntroduzione, il mouse una periferica di input. Per
lavorare con Windows essenziale, quindi bisogna fare un po di pratica e imparare a
usarlo correttamente.
Il mouse viene fatto strisciare sul tavolo, e ciascun movimento del mouse corrisponde
sullo schermo al movimento di unicona particolare, che di norma ha la forma di una
freccia bianca che punta verso sinistra. Quando la freccia si avvicina a unicona nel
desktop, di solito si apre una casella contenente una descrizione delloggetto
rappresentato dallicona (Figura 1.3).

Figura 1.3 Il puntatore del mouse avvicinato a unicona visualizza una descrizione delloggetto
rappresentato dallicona.
NOTA Talvolta a fianco del puntatore del mouse a forma di freccia si visualizza unicona in
movimento, un tondino luminoso in rotazione: la presenza di quellicona sta a indicare che Windows
10 impegnato a svolgere una qualche sua attivit interna, quindi bene non usare il mouse fino a
quando il tondino luminoso non scompare, unattesa di solito non superiore a un paio di secondi.

Il mouse equipaggiato con due pulsanti nella parte anteriore. Premendo


leggermente, ma in modo deciso, uno o laltro dei due pulsanti si genera un segnale che
viene recepito da Windows. Contemporaneamente, si avverte un leggero rumore, una
specie di clic, determinato da una piccola molla di richiamo che sta sotto la lamella del
pulsante. Per via di questo rumore, premere uno dei due pulsanti del mouse si dice fare
clic. Alcuni dicono cliccare, ma chi scrive non fra questi.
NOTA I mouse sono dotati anche di una rotellina zigrinata, collocata fra i due pulsanti. In determinati
contesti, che vedremo pi avanti, facendo girare questa rotellina si ottiene leffetto di far scorrere
rapidamente il contenuto che visualizzato nel monitor.

Se si fa clic con il pulsante sinistro mentre il puntatore del mouse appoggiato sopra
unicona, questa viene circondata da una cornice pi chiara, che la fa spiccare con
maggiore evidenza rispetto al resto dello schermo. La comparsa di quella cornice
segnala che loggetto selezionato. Che cosa vuol dire? Vuol dire che eventuali altri
input, dal mouse o dalla tastiera, fatti subito dopo verranno indirizzati alloggetto
selezionato (le icone sul desktop rappresentano programmi o documenti).
Che cosa succede se si fa clic con il pulsante destro in una zona qualunque del
desktop, lontano dalle icone eventualmente presenti? Si ottiene leffetto mostrato nella
Figura 1.4: la comparsa di un elenco di operazioni che possibile eseguire in quel
contesto. Questo elenco si chiama menu e siccome riferito al contesto nel quale stato
fatto apparire, quello che si vede nella Figura 1.4 un menu contestuale, detto anche
menu di scelta rapida. Il menu contestuale si pu aprire anche premendo sulla tastiera il
tasto con il simbolo che vediamo riprodotto qui di seguito e che si chiama Context
Key:

Abitualmente, per fare clic si utilizza il pulsante sinistro del mouse, quindi non lo si
specifica. Per non essere troppo prolissi, per indicare il clic con il pulsante destro
diremo clic destro.
NOTA Se si tiene premuto il tasto Maiusc mentre si fa un clic destro, nel menu contestuale compare
qualche comando in pi rispetto a quelli che compongono lo stesso menu che si apre quando si fa
un clic destro senza toccare la tastiera.

Figura 1.4 Un clic fatto con il pulsante destro del mouse apre un menu contestuale.
Con il pulsante sinistro del mouse possibile fare unaltra operazione, detta doppio
clic. Si chiama cos lesecuzione in rapida successione di due clic. Mentre un solo clic
seleziona un oggetto, un doppio clic lo apre, cio attiva il programma associato
allicona sulla quale si fatto doppio clic, oppure apre il documento rappresentato
dallicona.
Attenzione: doppio clic non significa due clic! Se invece di un doppio clic se ne
fanno due in successione lenta, si ottiene leffetto che si vede nella Figura 1.5: la scritta
associata allicona diventa accessibile ed possibile modificarla.

Figura 1.5 Un doppio clic con un intervallo troppo lungo fra i due clic attiva la funzione Rinomina.

Rinomina una funzione che permette di cambiare il nome a un oggetto. Se si tratta


di unicona, dopo averla selezionata con un clic si pu premere il tasto F2, abilitando
cos laccesso alla scritta, che pu essere modificata immettendo unaltra dicitura con la
tastiera. Lo stesso effetto si ottiene facendo un secondo clic dopo il primo.
I dodici tasti disposti sulla tastiera immediatamente sopra la riga dei tasti con i
numeri e marcati con le sigle da F1 a F12 si chiamano tasti di funzione o anche tasti
funzione. Hanno questo nome perch sono spesso associati a una funzione particolare.
Per esempio, quando aperto Windows 10 ed visibile il Desktop, premendo F1 si apre
la Guida di Windows nel World Wide Web.
Con il mouse infine possibile spostare oggetti e ridimensionare finestre. Per
spostare un oggetto, per esempio unicona sul desktop, si appoggia il puntatore del
mouse sulloggetto e poi si sposta il puntatore tenendo premuto il pulsante sinistro.
Raggiunta la posizione desiderata, si rilascia il pulsante e loggetto resta nella nuova
posizione.
Lo schermo tattile
Da parecchi anni sono stati inventati e messi sul mercato monitor particolari per PC
caratterizzati dal fatto di essere sensibili al tocco delle dita o di uno stilo con la punta
morbida e arrotondata. Questa loro caratteristica fa s che oltre a essere dispositivi di
output come tutti gli schermi video che mostrano immagini e testi, sono anche
organi di input, dal momento che toccando con un dito o con uno stilo un punto
qualunque dello schermo si genera un segnale che pu essere acquisito da un
programma e interpretato in base al contesto in cui avviene il tocco, per esempio sul
pulsante di comando di una finestra di dialogo o su un tasto di una tastiera virtuale.
Nella Figura 1.6 vediamo una finestra di dialogo pronta a ricevere input in una casella
di testo da una tastiera virtuale che occupa la parte bassa dello schermo.
Usati come periferiche dei normali personal computer da tavolo, gli schermi tattili
non hanno avuto una grande diffusione, eccetto che in applicazioni specializzate per la
grafica. Negli ultimi cinque anni, per, gli schermi tattili hanno avuto un rilancio
poderoso e sono diventati dominanti in un settore industriale molto vicino a quello
dellinformatica, vale a dire la telefonia mobile, dove la loro sensibilit al tocco ne ha
fatto lo strumento ideale per contenere in un unico componente di dimensioni ridotte le
due funzionalit fondamentali dellinput e delloutput.

Figura 1.6 Si pu scrivere nella casella di testo di una finestra di dialogo toccando i tasti di una tastiera
virtuale.
Dagli smartphone, dove si sono affermati alla grande e hanno beneficiato di notevoli
progressi tecnologici, gli schermi tattili sono passati al settore industriale dei computer,
diventando un componente essenziale di dispositivi che si collocano a met strada fra i
telefoni cellulari e i personal computer portatili, chiamati genericamente tablet
computer o, pi sinteticamente, tablet.
In quanto computer a tutti gli effetti, anche i tablet lavorano sotto la ferrea guida di
un sistema operativo, che si fa carico dellacquisizione degli input che si manifestano
come pressioni o sfioramenti dello schermo con le dita o con uno stilo.
Trattandosi di prodotti industriali presenti sul mercato in forte concorrenza fra loro, i
tablet non sono uguali per quanto riguarda il comportamento del loro schermo tattile;
alcuni hanno pi opzioni di altri e di questo Windows 10 tiene conto nellimpostazione
delle loro specifiche funzionalit.
Esiste un insieme minimo di comandi comuni a tutti i tablet e riconosciuti da
Windows 10, che elenchiamo di seguito.

1. Tocco o tap: pressione leggera esercitata con un dito o con uno stilo in un punto
qualunque dello schermo, equivale al clic fatto con il pulsante primario (o sinistro)
del mouse.
2. Tap prolungato: pressione leggera mantenuta per almeno mezzo secondo, equivale
al clic destro del mouse.
3. Trascinamento: si appoggia il dito su uno dei bordi dello schermo e lo si trascina
verso il bordo opposto, continuando ad applicare la pressione.
4. Chiusura della pinza: si appoggiano due dita divaricate sullo schermo e si
chiudono continuando ad applicare la pressione.
5. Apertura della pinza: si appoggiano due dita ravvicinate sullo schermo e si
divaricano, continuando ad applicare la pressione.

Quando aperta unapplicazione che visualizza nella sua finestra un documento


molto lungo, possibile farlo scorrere verso lalto o verso il basso puntandovi sopra un
dito e trascinandolo verso il basso o verso lalto, lo stesso effetto che si ottiene agendo
con il mouse sulla barra di scorrimento verticale. Agendo con due dita (apertura della
pinza) entro la finestra che presenta un documento si provoca un effetto zoom che
ingrandisce il corpo dei caratteri, che viene ridotto di dimensioni dando il comando
opposto (chiusura della pinza).
Una finestra tipica
Il desktop e la barra delle applicazioni sono finestre, ma con una struttura diversa da
quelle tipiche di Windows, attraverso le quali si vedono letteralmente i dati contenuti
nel computer, compresi i programmi con i quali si lavora sui dati.
La Figura 1.7 mostra una finestra tipica, composta da elementi che bisogna
conoscere.

Figura 1.7 Questa finestra ha una struttura tipica.

Le finestre di Windows 10 servono principalmente per accedere ai file contenuti in


un disco, quindi lelemento essenziale di ogni finestra lelenco dei file. Ognuna
dotata di numerosi strumenti che agevolano laccesso a quei file: ne vediamo
brevemente alcuni qui di seguito e altri in modo pi approfondito nel prossimo capitolo.

La barra del titolo


Tutte le finestre si presentano come riquadri definiti da un bordo continuo, che nella
parte superiore si ingrossa formando una specie di cornice, che funge da maniglia per
spostare la finestra: posando il puntatore del mouse su questa cornice e trascinando il
mouse mentre si tiene premuto il suo pulsante sinistro si pu spostare la finestra in una
posizione diversa da quella nella quale si aperta. Facendo doppio clic sulla cornice la
finestra si amplia fino a occupare lintero schermo. Quando si lavora con un tablet o con
uno schermo tattile, si ottengono gli stessi risultati agendo con il dito come se fosse il
puntatore del mouse. Il bordo superiore della finestra contiene una scritta, che il nome
del contenitore di file sul quale stata aperta la finestra, e per questa ragione il bordo si
chiama barra del titolo.
Quando non occupa tutto lo schermo, si possono modificare le dimensioni di una
finestra trascinando con il mouse uno qualunque dei suoi quattro bordi: loperazione
consentita quando il puntatore del mouse, nel momento in cui tocca un bordo, assume la
forma di una freccia a due punte; dopo che la finestra ha raggiunto la dimensione
desiderata, rilasciando il pulsante del mouse il puntatore riprende il suo aspetto abituale.
Se si fa un clic destro in un punto libero della barra del titolo, compare un elenco di
comandi possibili, detto menu di controllo (Figura 1.8). Lo stesso elenco si apre quando
si fa clic sullicona collocata allestremit di sinistra della barra del titolo.

Figura 1.8 Il menu di controllo.

Un menu un elenco di comandi che si possono attivare selettivamente facendo clic


sul nome che interessa. Non sempre i comandi elencati in un menu sono attivabili:
questo dipende da varie circostanze. I comandi non attivabili compaiono nellelenco
scritti in un carattere offuscato, mentre quelli attivabili sono chiaramente leggibili. Nella
Figura 1.9 il comando Ripristina non attivabile, mentre lo sono gli altri.
Lultimo comando (Chiudi) ha a lato una dicitura, Alt + F4. Per molti comandi di
menu disponibile una combinazione di tasti, la cui pressione equivale al clic sul nome
di quel comando quando aperto il menu. Alt + F4 significa Tenere premuto il tasto
Alt e premere il tasto di funzione F4. Quando la finestra che stiamo esaminando
aperta e vogliamo chiuderla, possiamo agire sul menu di controllo e fare clic sul
comando Chiudi oppure, pi semplicemente, senza aprire alcun menu, possiamo
premere la combinazione di tasti Alt + F4 (attenzione: il segno + rappresenta la
pressione contemporanea dei due tasti Alt e F4, non il tasto con il segno +).
NOTA Il tasto Alt si chiama cos perch ha il compito di dare un significato alternativo al tasto che
si preme insieme con esso. Premuto da solo, Alt non genera alcun input. Lo stesso vale per i due
tasti Ctrl (per Control) situati ai due lati della tastiera. Il tasto Alt Gr (per Alternate Graphics) si usa
insieme a uno dei tasti che portano tre simboli, per far uscire il terzo carattere (@ oppure #, per
esempio).

Allestremit destra della cornice superiore vi sono tre pulsanti, lultimo dei quali
contrassegnato da una croce di SantAndrea: premendolo si chiude la finestra.
Il primo dei tre pulsanti ha una barretta in fondo. Un clic su di esso riduce a icona la
finestra. Che cosa vuol dire? La finestra scompare dal desktop, ma resta aperta in stato
di animazione sospesa, per cos dire, in forma di icona nella barra delle applicazioni. Un
clic su questa icona riporta la finestra alla dimensione che aveva prima della sua
riduzione.
Il pulsante centrale pu avere due simboli diversi: un solo riquadro o due riquadri pi
piccoli sovrapposti. I due simboli sono in alternativa e rappresentano, il primo lintero
schermo e il secondo due finestre sovrapposte. Quando la finestra aperta in modo da
occupare lintero schermo, il pulsante centrale porta il simbolo dei due riquadri e se vi
si fa sopra un clic la finestra viene ripristinata alle dimensioni che aveva prima di essere
ingrandita a tutto schermo.
Quando la finestra non occupa tutto lo schermo, il pulsante centrale mostra il simbolo
del riquadro grande (vorrebbe rappresentare lintero schermo). Un clic su questo
pulsante massimizza la dimensione della finestra, facendole occupare lo schermo intero
(Figura 1.9).

Figura 1.9 I pulsanti di ridimensionamento.

Viene spontanea una domanda: ma perch si possono fare le stesse cose con pulsanti
diversi o addirittura (nel caso di Alt + F4) anche con la tastiera oltre che con il mouse e
il tocco?
Questa una caratteristica di Windows 10 e di tutte le versioni precedenti di questa
interfaccia utente: sempre possibile ottenere lo stesso risultato con almeno due
operazioni diverse, che in certi casi possono essere addirittura tre o quattro. Lidea di
dare allutente la possibilit di scegliere il modo di lavorare che gli torna pi comodo.
Alcuni hanno molta confidenza con il mouse e preferiscono dare i comandi con questo
strumento, altri si trovano meglio con la tastiera e ricorrono al mouse quando proprio
non possono farne a meno. Inoltre, lavorando con un PC dotato di schermo tattile le
operazioni che si possono fare con il mouse si possono fare anche con il dito; quando si
lavora con un tablet, che non ha tastiera n mouse, non si pu fare altro che dare i
comandi con il tocco delle dita.

La barra di accesso rapido


Allestrema sinistra della barra del titolo troviamo un gruppo di icone detto barra di
accesso rapido. Diversamente dal menu di controllo, il cui contenuto prestabilito e
non modificabile, quello della barra di accesso rapido pu essere personalizzato,
aggiungendo o togliendo comandi scelti in un breve elenco che compare facendo clic
sulla freccia a discesa che si trova allestremit destra del gruppo di icone: vediamo le
opzioni nella Figura 1.10.

Figura 1.10 Le opzioni che si possono scegliere per la barra di accesso rapido.

Fra le opzioni possibili si pu scegliere se questa barra deve comparire sopra o sotto
la barra multifunzione.

La barra multifunzione
La barra multifunzione uno strumento molto flessibile per aggregare comandi che
variano in funzione del contenuto della finestra che stata aperta. In inglese si chiama
Ribbon ed stata abbondantemente collaudata da Microsoft nelle versioni 2007 e 2010
dei suoi prodotti Office.
A livello di sistema operativo la barra multifunzione compare per la prima volta in
Windows 8.
dotata di molte funzionalit, ma anche piuttosto ingombrante, quindi possiamo
nasconderla se non intendiamo utilizzare i suoi servizi; per farlo, basta un clic sul
simbolo che si trova allestremit destra e che ha la forma di una punta di freccia: se la
freccia punta verso lalto la barra multifunzione aperta e attiva, un clic sulla freccia ne
inverte lorientamento e nasconde la barra.

La barra multifunzione articolata in sezioni o schede, ciascuna delle quali


raggruppa diversi comandi, individuati di norma da unicona e da una descrizione,
attivabili con il mouse o con un tocco. Ne parliamo diffusamente nel prossimo capitolo.

Strumenti di posizionamento
Sotto la barra multifunzione si collocano, uno di seguito allaltro sulla stessa riga
orizzontale, sei strumenti: si tratta dei quattro pulsanti Avanti, Indietro, Posizioni recenti
e Su, e delle caselle di testo Barra degli indirizzi e Casella di ricerca.
I due pulsanti rappresentati con licona di una freccia dentro un cerchio, una che
punta verso destra e laltra che punta verso sinistra, servono per tornare indietro o
andare avanti nella visualizzazione dei nomi dei file. A destra dei due pulsanti Avanti e
Indietro troviamo un pulsante con licona di una freccia che punta verso il basso,
chiamato Posizioni recenti, se lo si preme si ottiene giusto questo: un elenco delle
posizioni visitate pi di recente.
Subito a destra di questo pulsante ve n uno individuato dallicona di una freccia
lunga che punta verso lalto; premendo questo secondo pulsante si risale di una
posizione nella gerarchia dei file.
La barra degli indirizzi contiene unicona alla sua estremit sinistra e un nome subito
a destra dellicona: il nome d un titolo alla finestra e al tempo stesso indica in quale
posizione del disco, cio su quale indirizzo, la finestra aperta.
In una posizione separata, a destra della barra degli indirizzi, si trova un pulsante con
licona di una freccia curva che punta verso destra: un clic su di esso aggiorna il
contenuto dellarea centrale della finestra.
Trascuriamo per il momento la Casella di ricerca, che merita un approfondimento a
parte e sar descritta nel prossimo capitolo.

Menu e sottomenu
Nella terminologia di Windows si conviene di chiamare menu un riquadro con un
elenco di comandi fra i quali scegliere quello da eseguire. Nel riquadro i comandi
spesso sono raggruppati in famiglie omogenee, separate ciascuna da una sottile linea
grigia, che distingue le varie sezioni.
In molti menu sono indicate alcune combinazioni di tasti, utilizzabili in alternativa al
clic sul nome del comando da eseguire, per esempio Ctrl + A sta a indicare che il
comando al quale si riferisce si pu dare anche premendo il tasto della lettera A mentre
si tiene abbassato il tasto Ctrl.
In alcuni casi, un menu contiene numerosi comandi, che per chiarezza vengono
presentati raggruppati in sottomenu, come vediamo nella Figura 1.11.
Quando un menu si articola in sottomenu pu succedere, come nel caso che stiamo
esaminando, che siano utilizzate alcune convenzioni grafiche che importante
conoscere.

Il triangolino che punta verso destra indica che a quel comando associato un
sottomenu; un clic sul triangolino fa comparire lelenco dei comandi che
compongono il sottomenu.
Un pallino a sinistra del nome di un comando (che sia nel menu principale o in un
sottomenu non fa differenza) indica che quel comando in quella sezione attivo al
momento; un clic su un altro comando nella stessa sezione lo attiva e disattiva il
precedente.
In alcune sezioni possibile attivare pi di un comando; i comandi attivati sono
segnalati con un segno di spunta a sinistra del nome; un clic su un comando
attivato fa scomparire il segno di spunta e disattiva il comando, mentre un clic su
un comando senza segno di spunta visualizza il segno e attiva anche quel
comando.
Figura 1.11 Un menu e i suoi sottomenu.

Quando si apre un menu non obbligatorio scegliere uno dei comandi elencati. Se si
cambia idea, basta fare clic in un punto qualunque dello schermo e il menu scompare. In
alternativa, la pressione del tasto Esc produce lo stesso risultato.
NOTA Il tasto Esc il primo a sinistra in alto nella tastiera e prende il nome dalla parola escape, che
vuol dire, pi o meno, fuga. In molti programmi la pressione di questo tasto permette di uscire da
situazioni difficili o dubbie.

I comandi disponibili in genere sono individuati da unicona che ne rappresenta la


funzione. In alcuni casi licona molto chiara e intuitiva, in altri un po meno. Quando
non chiaro (o non si ricorda) a che cosa serve un pulsante, basta farvi sostare sopra per
oltre mezzo secondo, senza fare clic, il puntatore del mouse: compare un riquadro che
contiene al suo interno una descrizione del comando corrispondente al pulsante. Vi sono
pulsanti che hanno a lato una piccola freccia che punta verso il basso: un clic su questa
freccia apre un piccolo menu, nel quale si pu scegliere unopzione specifica del
comando attivato da quel pulsante.
Finestre di dialogo
Lavorando con alcuni strumenti di Windows 10 pu capitare di veder aprire una
finestra particolare, come quella della Figura 1.12. Si tratta di una finestra di dialogo,
cos chiamata perch serve per comunicare con lutente al fine di acquisire da lui dati
(informazioni o scelte), mediante elementi grafici convenzionali che bene conoscere.

Figura 1.12 Una finestra di dialogo semplice.

La finestra di dialogo della figura chiede allutente di scegliere fra diverse opzioni.
Nel riquadro di sinistra le opzioni possibili sono in alternativa fra loro: lutente pu
sceglierne una soltanto. In questi casi le descrizioni delle opzioni sono affiancate da un
cerchietto, chiamato pulsante di opzione. Un clic su uno di questi pulsanti fa comparire
un punto nero allinterno del cerchietto, attivando lopzione corrispondente. Se in
precedenza il punto nero si trovava in un altro cerchietto, questo torna a essere bianco,
perch lopzione che rappresenta stata disattivata.
Nel riquadro di destra lutente pu scegliere una o pi opzioni, che non sono in
alternativa fra loro. Questa possibilit gli viene segnalata con un elemento grafico
diverso, chiamato casella di controllo. Una casella di controllo una casella quadrata
che pu essere vuota o contenere un segno di spunta. Se contiene il segno di spunta,
lopzione corrispondente attivata.
Sia le caselle di controllo sia i pulsanti di opzione si attivano e si disattivano con un
solo clic.
Nella stessa Figura 1.13 vediamo due elementi grafici rettangolari, con le diciture OK
e Annulla. Si tratta di pulsanti di comando: un clic su uno di questi esegue il comando
richiamato dalla descrizione. Spesso nelle finestre di dialogo si trova anche un pulsante
di comando con un punto interrogativo: premendolo, si richiama una spiegazione tratta
dalla Guida di Windows o del programma del quale fa parte la finestra di dialogo. Il
pulsante OK chiude la finestra di dialogo e trasmette al programma che lha aperta le
scelte dellutente, mentre il pulsante Annulla chiude la finestra di dialogo senza inviare
informazioni al programma.
In molte finestre di dialogo di Windows 10 si usano collegamenti ipertestuali al posto
dei pulsanti di comando: i collegamenti ipertestuali sono scritte sensibili al passaggio
del puntatore del mouse, che cambia aspetto trasformandosi da freccia bianca in una
mano con lindice puntato (come vediamo qui di seguito), per segnalare che un clic
attiver la funzione descritta dal testo del collegamento.

La Figura 1.13 riporta una finestra di dialogo pi complessa, nella quale sono
presenti altri elementi grafici con cui opportuno familiarizzare.
In questa finestra di dialogo vi sono in alto tre caselle di testo, in corrispondenza
delle diciture Tipo di carattere, Stile carattere e Dimensione. Il contenuto di queste
caselle di testo pu essere selezionato soltanto scegliendo con un clic uno dei valori
contenuti nelle tre caselle di riepilogo che stanno sotto le caselle di testo. Se il valore
che interessa non fosse visibile, si pu scorrere lelenco in ciascuna casella di riepilogo
agendo con il mouse sulle barre di scorrimento verticale a lato di ciascuna casella.
In basso, troviamo due caselle combinate. In quella di destra, contraddistinta dalla
dicitura Colore carattere, la casella combinata chiusa, quindi presenta un solo valore e
una freccia che punta verso il basso. Facendo clic su quella freccia si apre lelenco dei
valori possibili.
Gli elementi grafici che abbiamo descritto fin qui, e precisamente

pulsanti di opzione,
caselle di controllo,
caselle di testo,
pulsanti di comando,
caselle combinate,
caselle di riepilogo

si chiamano controlli nel gergo di Windows 10, ed importante saperli distinguere


per poterli usare in modo corretto.
Figura 1.13 Una finestra di dialogo complessa.

Concludiamo questa panoramica sui componenti grafici delle finestre di dialogo


esaminando la finestra che presentiamo nella Figura 1.14.
Figura 1.14 Una finestra di dialogo articolata in schede.

In Windows 10 si usano di frequente finestre come questa, che possono presentare


numerosissime informazioni e controlli (pulsanti di comando, caselle di testo, pulsanti
di opzione e cos via) aggregandoli in schede separate, in modo che lingombro della
finestra rimanga contenuto: si passa agevolmente da una scheda allaltra facendo un clic
sulla linguetta che sta in alto e contiene di solito il nome dellinsieme delle informazioni
e delle opzioni che si rendono disponibili aprendola.
NOTA Nella finestra di dialogo della Figura 1.14 e in altre con la stessa struttura a schede che
vedremo nel resto del libro compaiono tre pulsanti di comando, con le diciture OK, Annulla e Applica.
I primi due si spiegano da s. Che cosa vuol dire Applica? Questo pulsante si rende disponibile (la
sua dicitura appare in nero e non in grigio) dopo che stata fatta almeno una selezione in una
scheda. Un clic sul pulsante Applica rende esecutiva quella selezione, ma lascia aperta la finestra di
dialogo per consentire eventuali altre selezioni, nella stessa scheda o in una delle altre. Premendo il
pulsante OK, invece, la selezione viene attivata, ma la finestra di dialogo si chiude subito dopo.
Capitolo 2
Dischi, cartelle, file e raccolte

Un computer serve per elaborare dati, di tanti tipi diversi: lettere private o
commerciali, poesie, scritture contabili, fotografie, disegni, brani musicali, filmati e
altro ancora, che possiamo chiamare genericamente documenti. Sarebbe molto
frustrante creare con il computer un documento complesso, per esempio un contratto
commerciale o una dichiarazione damore, digitando sulla tastiera con attenzione e
pazienza ogni singola parola e poi veder svanire quel documento quando si spegne il
computer.
Per scongiurare questa iattura e per molte altre ragioni, tutti i personal computer sono
dotati di almeno un disco magnetico di grande capienza, nel quale si conservano, sotto
forma di flussi magnetici, i documenti di qualunque natura creati con il computer.
NOTA Il disco di cui stiamo parlando si chiama disco fisso, perch alloggiato allinterno dellunit
centrale, quindi per toglierlo bisogna smontarlo fisicamente con un cacciavite, operazione che
nessun utente dotato di buon senso farebbe mai. Agli inizi della storia dei personal computer per
conservare i dati si usavano dischi magnetici di plastica morbida, racchiusi in involucri flessibili di
cartoncino. Quei dischi flessibili non si usano pi, ma per contrasto con le loro caratteristiche fisiche
il disco interno al computer detto anche disco rigido; in effetti, formato da piatti di ceramica
coperti di materiale magnetico e contenuti in un involucro sigillato, che d al tutto laspetto fisico di
una mattonella.

Un insieme di dati costituisce un documento, che viene conservato o memorizzato sul


disco fisso sotto forma di file. Che cos un file? una successione di segnali
magnetici, detti byte, ciascuno dei quali corrisponde a un carattere dellalfabeto, a un
numero o a un simbolo, che viene registrato sul disco e identificato da un nome. Uno
dei compiti principali di Windows 10 gestire il processo di registrazione (e
successivamente quello di lettura) dei file. Si tratta di un processo molto complesso dal
punto di vista elettronico e informatico, del quale lutente, per sua fortuna, non si
accorge affatto. Lunico suo ruolo, nel creare un file, scegliere un nome per il file e
indicare dove vuole che sia conservato.
Come si crea un file? Con un programma applicativo, ovvero una app, cio con
uno strumento che permette di scrivere un testo, creare un disegno o registrare un brano
musicale, magari suonandolo davanti a un microfono collegato al computer oppure
ricavandolo da un CD audio. Windows 10 viene distribuito insieme con un discreto
assortimento di semplici programmi applicativi, con i quali si possono creare documenti
di varia natura. Ne parleremo pi avanti. Per il momento restiamo sui file.
I nomi dei file
Chi crea un documento libero di assegnare al file nel quale il documento si
concretizza un nome lungo e complesso quanto gli pare: il limite di 255 caratteri, si
possono utilizzare tutti i tasti presenti sulla tastiera, compreso lo spazio, in qualunque
combinazione, a eccezione dei seguenti
\ / : * ? " < > |

che sono riservati al sistema operativo.


NOTA Se si desidera mettere una data nel nome di un documento, per esempio Contratto di
affitto del 15/3/2015, non utilizzare il carattere barra (/), quello che sta sopra il numero 7, della
tastiera normale, ma scegliere un separatore diverso per gli elementi della data, scrivendo il nome in
questo modo: Contratto di affitto del 15-3-2015.

Quando si crea un documento e lo si registra come file, il programma che si utilizza


per creare il documento aggiunge al nome del file un suffisso, detto estensione, formato
da un punto seguito da tre o da quattro caratteri. Questa estensione consente ai
programmi di riconoscere i propri documenti e non sta allutente assegnarla: lo fa
automaticamente per lui il programma applicativo. Per esempio, possiamo creare un
disegno in Windows 10 mediante lapplicazione Paint e chiedere al programma di
registrarlo sul disco fisso con il nome ProvaDisegno. Il programma applicativo Paint
crea un file corrispondente con il nome ProvaDisegno.png, dove .png lestensione che
identifica i file creati con Paint.
Registrare un documento in forma di file magnetico sul disco significa salvarlo
dalloblio, quindi questa operazione si chiama abitualmente salvare un file. Si dice
anche che il file viene memorizzato, vale a dire inserito nella memoria permanente
del computer.

Le cartelle
Dopo un po di tempo che si lavora con il PC si accumulano parecchi documenti,
ovvero file, e se non ci si organizza un po diventa difficile trovare un documento in
mezzo a mille altri. Windows 10 mette a disposizione un ottimo strumento per
organizzare i file: si tratta delle cartelle. Una cartella , come dice il suo nome, un
raccoglitore di file. Viene rappresentata in Windows 10 con unicona molto espressiva.
Le cartelle sono come i file, da un certo punto di vista: sono memorizzate in un disco
e hanno un nome, che di solito non ha unestensione. Si possono creare con un
programma applicativo o anche direttamente da Windows 10. Quando si installa
Windows 10 su un computer nuovo, vengono create automaticamente alcune cartelle
particolari, dette raccolte, chiamate Documenti, Download, Immagini, Musica e Video,
che il nuovo utente pu cominciare subito a utilizzare per salvarvi i suoi file,
distinguendoli per categoria: lettere, contratti, poesie nella raccolta Documenti; canzoni
e brani musicali nella raccolta Musica; disegni e fotografie in Immagini; film e
videoclip in Video. Oltre a queste speciali cartelle predefinite ne vengono create altre,
che descriveremo pi avanti.
Una cartella contiene file, ma pu contenere anche altre cartelle. Per esempio, un
utente ben organizzato pu creare una cartella chiamata Gennaio, una Febbraio, una
Marzo e cos via fino a Dicembre, allinterno della cartella gi predisposta da Windows
10 con il nome Documenti e utilizzare queste cartelle per raccogliere separatamente i
documenti in base al mese in cui li ha creati. Oppure, pu decidere di organizzare i suoi
documenti per grandi categorie, tipo Lavoro, Famiglia, Vacanze e cos via,
predisponendo altrettante cartelle con quei nomi. Le cartelle contenute in altre cartelle si
chiamano sottocartelle e se ne possono avere quante se ne vuole.
I dispositivi per lavorare con i dischi si chiamano nel gergo informatico unit a disco
(dallinglese disk unit) e un personal computer di solito dotato di almeno due di
queste unit: il disco fisso interno, del quale abbiamo gi parlato, e una unit per dischi
ottici: questi possono essere i classici CD audio, CD che contengono documenti, detti
CD-ROM o i DVD che contengono film. Si dicono ottici perch il loro contenuto viene
scritto e letto con un laser.
Allinizio della loro storia, i PC utilizzavano dischetti di piccolo formato, che
venivano letti e registrati in apposite unit a disco chiamate floppy. Nei computer di
oggi questi dispositivi non sono pi presenti, essendo diventati obsoleti da parecchio
tempo.
Al loro posto si utilizzano strumenti di registrazione molto pi capienti e pi facili da
usare, conosciuti colloquialmente come chiavi o penne USB e che in Windows 10 sono
chiamati unit flash USB. Sono oggetti minuscoli, a forma di mattoncino, con
unestremit metallica assottigliata, che si infila come una chiave nella serratura in
un alloggiamento predisposto nel corpo del computer chiamato porta USB. Le chiavi
USB funzionano a tutti gli effetti come i dischi, ma non hanno nulla a che fare con i
dischi magnetici, intanto perch non sono rotonde, ma soprattutto perch non hanno
parti in movimento, n registrano i dati in forma magnetica, bens mediante cariche
elettriche in microscopici condensatori.
NOTA Un personal computer costruito con un certo numero di componenti elettronici, detti
genericamente circuiti integrati. Per poter operare insieme, scambiandosi flussi di segnali
elettrici, sono tutti collegati a una linea di contatti, che in gergo si chiama bus. La sigla USB viene da
Universal Serial Bus, e designa un bus addizionale, concepito per consentire il collegamento con il
computer di un vasto assortimento di dispositivi esterni, che grazie allUSB si integrano con i
componenti interni formando un sistema unico.

Windows 10 assegna alle periferiche che lavorano sui dischi un nome convenzionale,
formato da una lettera seguita dal segno di due punti. Siccome i dischi sono identificati
da una sola lettera dellalfabeto, in teoria si potrebbero collegare a un PC fino a 26
dischi. Nella pratica, le cose stanno diversamente: le prime due lettere, A e B, vennero
storicamente riservate alle unit a disco floppy e anche se non si montano pi queste
due lettere non sono disponibili. Lidentificazione dei dischi collegati con un PC inizia
quindi con la lettera C, che il nome assegnato convenzionalmente al primo disco fisso
(pu essercene pi di uno). Se non vi sono altri dischi rigidi, il lettore di dischi ottici
viene identificato come D. Se vi sono pi dischi magnetici, questi prendono le lettere
successive alla C, fino a esaurimento, e la prima lettera libera viene assegnata allunit a
dischi ottici. Se una chiave USB inserita nellapposito alloggiamento, viene
considerata un disco rimovibile e riceve la prima lettera libera dopo quella assegnata
allultima unit a disco installata. La Figura 2.1 mostra come si distribuiscono le lettere
che identificano le varie unit a disco in una macchina che ne ha quattro.
Figura 2.1 Le lettere che identificano le unit a disco.

Quando su una macchina esistono (come nel caso illustrato dalla Figura 2.1) diverse
unit a disco e i file in questi dischi sono raccolti in cartelle e sottocartelle, Windows 10
distingue i singoli file in base al loro percorso, cio la strada che si deve percorrere,
da un disco a una cartella a una sottocartella, per arrivare a uno specifico file. Il
percorso formato da una successione di nomi, separati da una barra inclinata a sinistra
(\), detta anche barra rovesciata (non quella che nella tastiera sta sopra il numero 7,
ma quella che sta sul primo tasto della fila dei numeri, in alto a sinistra).
Il file LetteraMaria.txt, che si trova nella sottocartella LetterePersonali, contenuta
nella sottocartella Lettere, a sua volta contenuta nella raccolta Documenti del disco C ha
il seguente percorso:
C:\Documenti\Lettere\LetterePersonali\LetteraMaria.txt

Il percorso va scritto senza spazi fra le barre rovesciate (mentre sono ammessi gli
spazi nei nomi dei file e delle cartelle).
I percorsi consentono di organizzare cartelle, sottocartelle e file in una struttura
gerarchica che ha la forma di un albero rovesciato: dalla base (detta, non a caso, radice)
di un disco si diramano successioni di percorsi, che possono biforcarsi a piacere, come
nello schema grafico che vediamo nella Figura 2.2.

Figura 2.2 Lalbero delle cartelle e dei file.


NOTA Nei primi personal computer, che operavano sotto il controllo del sistema operativo MS-DOS,
gli spazi su disco che oggi chiamiamo cartelle e sottocartelle si chiamavano directory e
sottodirectory. I due termini vengono usati ancora oggi e fanno riferimento alle stesse realt fisiche.
Le raccolte
In tutti i sistemi operativi Microsoft i documenti si conservano in file e i file si
raggruppano in cartelle, che prima di Windows si chiamavano directory. Windows 10
utilizza anche uno strumento di aggregazione dei file, creato in Windows 7, che si
chiama raccolta. Una raccolta una cartella, vale a dire unarea di un disco individuata
da un nome e che contiene al suo interno uno o pi file o anche una o pi cartelle.
Mentre, per, una normale cartella contiene i file (e le sottocartelle) che stanno in uno
specifico percorso, una raccolta pu contenere file, cartelle e sottocartelle che si trovano
in percorsi diversi. Per questa loro caratteristica, le raccolte danno la possibilit di
raggruppare documenti affini, senza spostarli dai percorsi fisici nei quali sono stati
creati come file. Un esempio aiuter a capire meglio come funzionano questi strumenti.
Nel nostro computer abbiamo una cartella chiamata Ricette, che abbiamo creato nel
percorso D:\Lavoro\Autobio. Questa cartella contiene un certo numero di file
corrispondenti a documenti di testo, che descrivono ricette di cucina.
Nello stesso percorso abbiamo un gruppo di file aggregati in una cartella che
abbiamo chiamato Piani alimentari: sono tabelle con i menu per vari giorni della
settimana. Infine, sempre nello stesso percorso, abbiamo una cartella chiamata
Commensali, che contiene documenti su persone che partecipano abitualmente ai nostri
pranzi e cene, con indicazioni sulle loro preferenze alimentari, vincoli di dieta e simili.
Idealmente, le tre cartelle Ricette, Piani alimentari e Commensali formano una famiglia
omogenea, che potremmo raggruppare come sottocartelle in una sola, chiamata Cucina.
Facendo cos, ogni volta che abbiamo bisogno di consultare qualche file di questa
famiglia dovremo esplorare il disco D, individuare la cartella Lavoro, poi la
sottocartella Autobio, quindi la sottocartella Cucina e in questa scegliere il documento
che ci interessa esaminando il contenuto di una delle tre cartelle subordinate Ricette,
Piani alimentari e Commensali. Se abbiamo creato la raccolta Cucina, potremo
aggregare le tre sottocartelle Ricette, Piani alimentari e Commensali, in modo da poter
accedere direttamente ai documenti che queste contengono senza essere costretti a
individuare i loro percorsi.
Poich le raccolte sono collocate da Windows 10 in uno spazio che
immediatamente visibile quando si esegue il comando Esplora file, troveremo molto
facilmente la nostra raccolta personale, che si presenter come nella Figura 2.3.
Nel prossimo capitolo, dedicato alle operazioni sui file, vedremo come si possono
creare e gestire raccolte personalizzate.
Figura 2.3 La raccolta creata da noi compare ben visibile nellelenco delle raccolte di Windows 10.
Esplorare i dischi
Per sapere che cosa contengono le varie unit a disco di un personal computer che
lavora sotto Windows 10, si pu utilizzare unapplicazione chiamata Esplora file, con la
quale si aprono finestre che consentono di esaminare i file ed eventualmente aprirli,
cio attivare i documenti che contengono. Da queste stesse finestre anche possibile
creare copie di file e cartelle, eliminare file o cartelle esistenti. modificarne il nome e
altro ancora. Vedremo queste particolari e importanti operazioni nel prossimo capitolo;
qui ci limitiamo alle tecniche disponibili per esaminare il contenuto dei dischi e
spostarsi nei vari percorsi esistenti, vale a dire navigare allinterno del nostro
computer.
Lapp Esplora file si pu attivare aprendo la finestra Start che abbiamo visto nella
Figura 1.1 del Capitolo 1 e facendo clic sul nome dellapp.
Siccome utilizzeremo molto spesso questo comando, possiamo risparmiarci un paio
di mosse col mouse creando un riferimento a Esplora file nella barra delle applicazioni,
in modo da poter lanciare lapp con un solo clic sulla sua icona senza dover prima
passare per la finestra Start.
A questo scopo, apriamo la finestra Start, selezioniamo con un clic destro il nome
dellapp Esplora file che compare nella fascia verticale di sinistra della finestra e dal
menu contestuale che si alza eseguiamo con un clic il comando Aggiungi alla barra
delle applicazioni, come vediamo nella Figura 2.4.

Figura 2.4 Aggiunta dellapp Esplora file alla barra delle applicazioni.

Licona di Esplora file a portata di clic nella barra delle applicazioni da adesso fino
a quando non dovessimo decidere di toglierla da l.
La finestra Questo PC
Un clic su Esplora file fa aprire la finestra Questo PC, che presenta il contenuto di
una cartella di sistema: le cartelle di sistema, diversamente da quelle che abbiamo
descritto sopra, sono predefinite in Windows 10 e il loro percorso non pu essere
modificato. Servono per dare accesso a funzionalit specifiche del computer e del
sistema operativo ed essenziale prendere confidenza con alcune di queste,
particolarmente importanti, come faremo adesso e in altri capitoli del libro.
La finestra Questo PC predisposta per presentare molte informazioni sulle
caratteristiche e i contenuti dei dischi, sia di quelli installati in modo permanente nella
macchina, sia di quelli rimovibili eventualmente presenti nel momento in cui si apre la
finestra. Queste informazioni, inoltre, possono essere visualizzate in vari modi e in pi
sezioni della finestra, sezioni che, a loro volta, possono essere visibili oppure no. Per
illustrare con un minimo di chiarezza tutte queste caratteristiche dovremo procedere per
gradi, presentandole un po per volta. La Figura 2.5 mostra la finestra Questo PC nella
sua forma pi semplice.
Figura 2.5 La finestra Questo PC

La finestra Questo PC composta da tre sezioni o fasce orizzontali: in testa la Barra


del titolo, seguita dalla Barra multifunzione, che aggrega tutti i comandi per gestire la
finestra e il modo in cui questa presenta il suo contenuto; subito sotto la Barra degli
indirizzi, dove si selezionano i file e le cartelle che si vogliono visualizzare.
Il resto della finestra suddiviso in due fasce verticali, quella di sinistra detta
Riquadro di spostamento ed elenca gli elementi che compongono il sistema, che si
chiamano Accesso rapido, OneDrive, Questo PC, Raccolte, Rete e Gruppo home.
Un clic sul nome di uno di questi elementi lo seleziona e il suo contenuto viene
visualizzato nella fascia verticale che sta alla destra del Riquadro di spostamento e che
detta Elenco file, perch tutto ci che vi viene visualizzato considerato un file, anche
quando si tratta di unit a disco.
LElenco file presenta le unit a disco, servendosi di icone diverse a seconda del tipo
di disco (magnetico oppure ottico, fisso o rimovibile). Licona del disco che contiene il
sistema operativo (il disco C in questo esempio, chiamato OS) sovrastata dal logo di
Windows 10.
Tutti i nomi degli elementi che compaiono nelle due fasce verticali Riquadro di
spostamento ed Elenco file sono affiancati alla loro sinistra dallicona di una freccia,
un triangolo azzurro che punta verso destra. Un clic su quellicona, che un pulsante, la
trasforma in quella di una freccia che punta verso il basso e contemporaneamente fa
scendere sotto il nome cos selezionato lelenco degli elementi che contiene, ciascuno
dei quali pu essere a sua volta un contenitore, dotato del pulsante con la freccia
azzurra, dal quale si pu far scendere un ulteriore elenco di elementi.
Un clic sulle frecce che puntano verso il basso fa chiudere lelenco e presenta il titolo
di livello superiore, con a fianco il pulsante con la freccia azzurra.

Figura 2.6 La finestra Questo PC in visualizzazione Dettagli.

Per avere maggiori informazioni sulle caratteristiche dei dischi possiamo agire su uno
dei due pulsanti che si trovano nellangolo inferiore destro della finestra: un clic sul
primo aumenta le informazioni sugli oggetti presenti nellElenco file e un clic sul
secondo le riduce, come spiegano le scritte che compaiono quando si passa il puntatore
del mouse su questi pulsanti.
Un clic sul primo pulsante produce il risultato che vediamo nella Figura 2.6: una
visualizzazione chiamata Dettagli.
Con questa visualizzazione il contenuto dellElenco file viene riorganizzato in una
tabella e i dati sulle capienze dei dischi rigidi sono elencati in corrispondenza delle
intestazioni delle colonne (situate immediatamente sotto la barra degli indirizzi).
La barra multifunzione
Per poter lavorare sui dischi e sui file che questi contengono dobbiamo ricorrere ai
servizi della barra multifunzione: un contenitore di comandi e funzionalit, raggruppati
in schede che si rendono disponibili in base a quello che stato selezionato nellarea
Elenco file. Le schede sono presentate affiancate e sovrapposte, in modo che se ne vede
sempre una sola per intero, mentre delle altre si vede il nome scritto su una linguetta: un
clic su quella linguetta apre la scheda corrispondente e chiude quella che prima era
attiva. Ogni scheda quando attiva si estende per lintera larghezza della finestra ed
composta da un certo numero di sezioni, che varia da scheda a scheda.
Le schede sono nove in tutto e si chiamano Cerca, Computer, Condividi, Estrai, File,
Gestisci, Home, Riproduci e Visualizza.
Il nome della prima scheda, File, compare in bianco su fondo blu nella linguetta
corrispondente, mentre scritto in nero su bianco nelle linguette delle altre schede. La
linguetta della scheda File sempre visibile, mentre le linguette delle altre schede sono
visibili (e quindi le schede corrispondenti si possono aprire) soltanto in determinate
circostanze.
Un clic sulla linguetta File apre la scheda corrispondente, che vediamo nella Figura
2.7.

Figura 2.7 La scheda File della barra multifunzione.

La finestra che si apre divisa in due pannelli: quello a destra elenca le cartelle che
sono state aperte pi di frequente, mentre quello a sinistra contiene sei comandi:
lultimo serve per chiudere questa finestra e i primi cinque sono caselle di riepilogo che
danno accesso ciascuno a due comandi. A parte il primo, Apri nuova finestra, con il
quale si pu aprire una nuova finestra identica a quella gi aperta, gli altri comandi
danno accesso a funzionalit specialistiche che vanno oltre i limiti che abbiamo previsto
per questo libro.
Quando la finestra mostra i dischi nellElenco file, le schede che compaiono e sono
disponibili nella Barra multifunzione sono Computer e Visualizza: se si seleziona anche
un solo disco nellElenco file compare anche una scheda intitolata Gestisci, sulla cui
linguetta presente un riquadro colorato, con la dicitura Strumenti dischi.
Selezioniamo il disco C nellElenco file, apriamo la scheda Computer che contiene
tre gruppi di comandi (Percorso, Rete e Sistema) e nel gruppo Percorso facciamo clic
sul comando Propriet, facendo cos aprire larticolata finestra di dialogo che vediamo
nella Figura 2.8.
La finestra di dialogo Propriet riferita a un disco fisso (oltre a dare numerose
informazioni sulle sue caratteristiche fisiche) consente di eseguire svariate operazioni
sul disco stesso, quali la pulizia (eliminazione di frammenti di file inutilizzabili), il
controllo della eventuale presenza di aree difettose, lautorizzazione a condividere il
disco con altri utenti in rete e molte altre ancora: torneremo su questa finestra di dialogo
nel Capitolo 9.

Figura 2.8 Quando un disco fisso selezionato nellElenco file, un clic sul pulsante Propriet apre la
finestra di dialogo con cui gestire le propriet di quel disco.
La scheda Gestisci articolata in tre sezioni: Proteggi, Gestisci e Supporti. I comandi
disponibili entro queste sezioni variano a seconda delle caratteristiche dellunit a disco
selezionata, come si pu vedere dalla tabella che segue.
Sezione Comando Tipo di disco su cui pu agire il comando
Proteggi Bitlocker HD grande/Chiave USB
Ottimizza HD grande/Chiave USB
Gestisci Pulisci HD grande
Formatta HD grande/Chiave USB
Autoplay Chiave USB
Espelli Chiave USB/Disco ottico
Supporti
Completa masterizzazione Disco ottico
Cancella disco Disco ottico

Nella tabella, HD grande indica sia un disco fisso interno al sistema sia un disco
esterno, collegato con il computer tramite USB, di dimensioni superiori ai 15/20 GB.
Lesecuzione del comando Bitlocker avvia una procedura guidata per crittografare il
contenuto del disco selezionato e proteggerlo con una parola chiave.
Vedremo le caratteristiche e il funzionamento del comando Formatta nel prossimo
capitolo e dei comandi Ottimizza e Pulisci nel Capitolo 9. I comandi Completa
masterizzazione e Cancella disco si usano quando si crea un nuovo disco ottico (ne
parliamo nel Capitolo 3). Il nome del comando Espelli ne spiega con chiarezza il
significato e lutilizzo, mentre Autoplay, quando eseguito in riferimento a una chiave
USB, apre la finestra di dialogo che vediamo nella Figura 2.9.

Figura 2.9 Eseguendo il comando Autoplay sul disco selezionato si hanno varie opzioni per utilizzarne il
contenuto.

Facciamo un passo avanti per esaminare gli altri comandi disponibili nella varie
schede della Barra multifunzione. Un doppio clic sul nome di un disco rende visibile il
suo contenuto nellElenco file. Qui un semplice clic sul nome di un file o di una cartella
seleziona loggetto e fa comparire tre schede nella Barra multifunzione: Home,
Condividi e Visualizza.
La scheda Home si articola in cinque sezioni, chiamate Appunti, Organizza, Nuovo,
Apri e Seleziona: le funzionalit che mettono a disposizione sono molto importanti e le
approfondiamo nel prossimo capitolo.
La scheda Visualizza contiene due sezioni Riquadri e Layout e tre caselle di
riepilogo intitolate Visualizzazione corrente, Mostra/nascondi e Opzioni.
Nel prossimo paragrafo descriviamo il funzionamento dei comandi aggregati nella
sezione Riquadri.
La sezione Layout consente di scegliere fra otto comandi per impostare laspetto
degli elementi contenuti nellElenco file: basta far scorrere il puntatore del mouse su
ciascuno di questi comandi per vedere in anteprima leffetto che si avrebbe eseguendolo
e confermare poi la scelta dellaspetto preferito con un clic.
La casella di riepilogo Visualizzazione corrente offre quattro comandi per modificare
il modo in cui si vogliono visualizzare i file.

Ordina per propone nove diversi criteri di ordinamento (in base al nome, alla data
di creazione o dellultima modifica e cos via).
Raggruppa per offre la possibilit di raggruppare i nomi dei file secondo vari
criteri, analoghi a quelli disponibili per lordinamento.
Aggiungi colonne consente di aggiungere (o togliere) colonne nella tabella che
compone lElenco file.
Adatta tutte le colonne, come dice il nome, ridimensiona le colonne della tabella
Elenco file in modo che ciascuna sia larga al massimo quanto lelemento pi
grande che contiene.

La casella di riepilogo Mostra/nascondi presenta, come lascia supporre il suo nome,


alcune caselle di controllo che, se selezionate:

mostrano una casella di controllo a fianco di una voce selezionata nellelenco file
(Caselle di controllo elementi);
fanno vedere lestensione dei nomi dei file (Estensioni nomi file);
rendono visibili file o cartelle che per impostazione predefinita di Windows di
solito non sono visibili (Elementi nascosti) o che sono stati nascosti con il
comando Nascondi elementi selezionati.
Leffetto di questi comandi immediato, perch sono in pratica dei commutatori: un
clic attiva la modifica e un successivo clic la inverte. Il comando Nascondi elementi
selezionati si pu eseguire dopo aver selezionato uno o pi elementi, ma chiede, con
unapposita finestra di dialogo, una conferma della modifica richiesta.
Con la casella di riepilogo Opzioni, situata allestremit destra della scheda
Visualizza, si apre la finestra di dialogo Opzioni cartella, che esaminiamo pi avanti nel
paragrafo Opzioni cartella.
La scheda Condividi contiene due sezioni e un pulsante di comando chiamato
Sicurezza avanzata, con il quale si attivano funzionalit che non trattiamo in questo
libro.
La sezione Invia contiene cinque icone, corrispondenti ad altrettanti comandi che si
possono eseguire sul file selezionato nellElenco file.

Posta elettronica prepara un messaggio di posta elettronica nel quale predisposto


come allegato il file selezionato, lasciando allutente il compito di specificare il
destinatario e inviare materialmente il messaggio.
Zip crea una cartella compressa nella quale inserisce il o i file selezionati.
Stampa invia il file selezionato alla stampante collegata con il computer.
Fax invia per fax il documento selezionato (a condizione che il computer sia
collegato con un modem telefonico o con un servizio fax in rete).
Scrivi su disco avvia il procedimento per la scrittura su disco ottico degli elementi
selezionati nellElenco file.

Vedremo da vicino il funzionamento di questi comandi nei Capitoli 7 e 9.


La sezione Condividi con della scheda Condividi abilita funzionalit di condivisione
in rete che non trattiamo in questo libro.
Nella Figura 2.10 possiamo vedere alcune schede della barra multifunzione che
abbiamo descritto fin qui. Ne esamineremo altre nei prossimi capitoli.
Figura 2.10 Le schede Home, Condividi e Visualizza della barra multifunzione.
La barra degli indirizzi
Fra la barra multifunzione e lElenco file si colloca uno strumento che attraversa
lintera finestra, composto da vari elementi e detto barra degli indirizzi (Figura 2.11).

Figura 2.11 La barra degli indirizzi.

Allestremit sinistra di questa barra troviamo due pulsanti identificati da una freccia.
Appoggiando il puntatore del mouse sul pulsante con la freccia che punta verso destra
compare la dicitura Vai a [nome file] (ALT + FRECCIA DESTRA), indicando che un
clic su questo pulsante consente di procedere in avanti nellesplorazione del contenuto
del computer accedendo a nome file; analogo discorso vale per il pulsante con la freccia
che punta verso sinistra, che visualizza la dicitura Torna a [nome file] (ALT +
FRECCIA SINISTRA) quando vi si appoggia sopra il puntatore del mouse. Quando la
freccia contenuta entro luno o laltro di questi pulsanti offuscata segno che non
stato fatto ancora un passo di esplorazione del contenuto del disco nelluna o laltra
delle due direzioni.
Subito a destra dei pulsanti a freccia Torna a e Vai a, c un piccolo pulsante
identificato dallicona di un triangolo che punta verso il basso. Il passaggio del
puntatore del mouse fa comparire la dicitura Posizioni recenti: se non abbiamo gi
esaminato qualche file o cartella o qualche disco nella finestra Questo PC, questo
pulsante offuscato, quindi non attivo; diversamente, un clic sul triangolo visualizza
lelenco dei nomi degli elementi (dischi, cartelle o file) esaminati pi di recente. Un clic
su uno di questi nomi torna ad aprire lelemento che gli corrisponde.
Proseguendo verso destra, dopo il pulsante Posizioni recenti troviamo un altro
pulsante, con licona di una freccia che punta verso lalto: la dicitura che compare al
passaggio del mouse indica che quel pulsante serve per risalire di un livello nella
gerarchia delle cartelle, rispetto a quella sulla quale siamo posizionati.
Lelemento grafico che viene subito dopo i quattro pulsanti un contenitore la barra
degli indirizzi in senso stretto che mostra lindirizzo dellelemento che stato
selezionato nellElenco file.
Come si ricorder (si veda la Figura 2.2) i file possono trovarsi alla radice di un disco
oppure in una cartella, che a sua volta pu essere contenuta in unaltra e cos
continuando, con una logica di annidamenti progressivi che pu svilupparsi per molti
livelli. Lindirizzo di un file, quindi, vale a dire la sua posizione nel computer, lelenco
dei nomi delle cartelle e sottocartelle che necessario percorrere per arrivare a quel file,
partendo dalla radice del disco in cui si trova.
Quando si seleziona un elemento contenuto nellElenco file il suo indirizzo
completo di tutte le cartelle e sottocartelle compare nel riquadro centrale della barra
degli indirizzi, come possiamo vedere nella Figura 2.12.

Figura 2.12 La barra degli indirizzi presenta un indirizzo completo.

Se facciamo clic dentro il riquadro, subito a destra dellelenco di nomi, la


suddivisione grafica nei suoi diversi elementi scompare e al suo posto compare una
stringa di caratteri che rappresenta lindirizzo nella forma:
D:\Lavoro\Autobio\Ricette

usando le barre rovesciate per distinguere i singoli elementi. Questa stringa di


caratteri pu essere agevolmente copiata per utilizzarla poi in un qualche contesto dove
occorra usare quellindirizzo.
Come vediamo nella figura, la casella con lindirizzo elenca i nomi delle cartelle che
cumulativamente compongono lindirizzo; il nome di ciascuna cartella preceduto da
un piccolo pulsante che ha la forma di un triangolo nero che punta verso destra: un clic
su ciascuno di questi pulsanti apre una tendina pi o meno lunga con lelenco di tutte le
cartelle che fanno parte di quel livello; il nome di quella che presente nellindirizzo
evidenziato in grassetto.
Il pulsante subito a sinistra del primo nome nella barra degli indirizzi fa scendere
lelenco delle cartelle di sistema Desktop, OneDrive, Questo PC, Raccolte, Rete,
Gruppo home e Cestino, alle quali si aggiunge una cartella con il nome dellutente e un
richiamo allo strumento Pannello di controllo.
Torneremo pi avanti su OneDrive, Pannello di controllo e Cestino.
Dopo lindirizzo, nella casella che lo contiene sono presenti altri due pulsanti; il
primo quando viene premuto mostra un elenco dei percorsi esplorati in precedenza. Il
secondo pulsante, che caratterizzato dallicona di una freccia che gira su se stessa, si
chiama Aggiorna: lo si preme per aggiornare il contenuto dellElenco file nel caso si sia
fatta qualche modifica inserendovi nuovi file o nuove cartelle.
Infine, dopo la casella con lindirizzo e i vari pulsanti che abbiamo descritto,
disponibile una casella di testo separata, dove si pu scrivere qualcosa da cercare nel
contesto in cui stata aperta la finestra. Le funzionalit di ricerca disponibili in questa
casella di testo sono molto importanti e le presentiamo pi avanti nel paragrafo
Cercare un file.
Il layout della finestra Questo PC
Finora abbiamo lavorato utilizzando lintera area centrale della finestra Questo PC,
quella che contiene lElenco file. Questa finestra pu diventare pi funzionale, fornendo
altri servizi per lesame di file e cartelle, che si aggiungono a quelli che abbiamo
passato in rassegna nel paragrafo precedente.
Dopo aver selezionato la scheda Visualizza nella barra multifunzione, nella sua
sezione Riquadri troviamo tre comandi: Riquadro di spostamento, Riquadro di
anteprima e Riquadro dettagli.
Lesecuzione del comando Riquadro di spostamento inserisce sul lato sinistro
dellarea Elenco file un pannello che si sviluppa in verticale per tutta laltezza di
questarea, di fatto dividendola in due con una barra di scorrimento verticale, che pu
essere trascinata con il mouse verso destra per allargare il riquadro o verso sinistra per
restringerlo.
Nel Riquadro di spostamento che si cos aperto possono essere visualizzati tutti i
contenitori di file del sistema, con una ricchezza di dettagli che si pu specificare
attivando uno o pi degli altri comandi che integrano il comando Riquadro di
spostamento e che sono: Espandi fino a cartella aperta, Mostra tutte le cartelle, Mostra
raccolte.
Il Riquadro di spostamento aggiunge alla finestra per lesplorazione dei dischi, delle
cartelle e dei file un elemento grafico molto utile e potente: la rappresentazione in
forma dinamica della mappa completa dei dati e di come sono organizzati, che pu
diventare molto complessa, con il passare del tempo. Lo schema utilizzato quello
dellalbero, che si sviluppa con una serie di simboli grafici dallalto in basso e da
sinistra a destra, partendo da sei punti di origine diversi che si chiamano Accesso
rapido, OneDrive, Questo PC, Raccolte, Rete e Gruppo home.
Nel riquadro di spostamento si pu controllare mediante una tecnica grafica molto
intuitiva la struttura gerarchica delle cartelle e sottocartelle associate a ciascun punto
dorigine.
Se una cartella non contiene sottocartelle, quindi di primo livello, il suo nome
associato a una piccola icona, che raffigura una cartellina.
Se contiene sottocartelle, a sinistra dellicona ce n unaltra, un piccolo triangolo,
che rappresenta una freccia puntata verso destra. Un clic su questo segno fa comparire
in posizione rientrata il nome della o delle sottocartelle, che a loro volta possono avere
oppure no il triangolino che indica la presenza di sottocartelle al loro interno.
Facendo clic sul triangolino che punta verso il basso si ottiene la scomparsa delle
sottocartelle e la ricomparsa del triangolino che punta verso destra dellicona della
cartella di livello superiore.
Dei sei punti di origine che abbiamo indicato sopra, quello chiamato Accesso rapido
non corrisponde, diversamente dagli altri, a una specifica area nei dischi di
memorizzazione di file e cartelle, ma un elenco dinamico, in continuo aggiornamento
e modifica, dei nomi dei file e delle cartelle che sono stati aperti di recente e ai quali
potrebbe far comodo tornare direttamente, accedendovi in modo rapido, appunto.
Nel riquadro di spostamento, immediatamente sotto lelenco Questo PC, troviamo un
altro gruppo di collegamenti, come vediamo nella stessa Figura 2.13, che consentono
laccesso alle Raccolte, il nuovo strumento di aggregazione di file e cartelle di Windows
10 che abbiamo descritto brevemente nel paragrafo Raccolte di questo capitolo. Nella
figura sono elencate le quattro raccolte predefinite di Windows 10, che si chiamano
Documenti, Immagini, Musica e Video.
Il computer dispone di altre risorse, ovviamente, oltre ai dischi: monitor, tastiera,
mouse, modem, scheda di rete e quantaltro non compaiono per nella finestra Questo
PC, che privilegia i dischi e i loro contenuti. Vedremo in un prossimo capitolo come si
possono esaminare con Windows 10 le altre periferiche che compongono il sistema.

Figura 2.13 LAccesso rapido elenca file e cartelle utilizzati di recente, dando la possibilit di riaprirli
direttamente.
Selezionando una cartella o un file nel Riquadro di spostamento, il suo nome
compare nel pannello centrale, quello dedicato allElenco file, sul quale si pu agire nel
modo che abbiamo indicato sopra descrivendo la barra degli indirizzi.
La scheda Visualizza contiene altri due interessanti e utili comandi, che sono
Riquadro di anteprima e Riquadro dettagli. Un clic sul riquadro di anteprima
predispone un secondo pannello, sul lato opposto al riquadro di spostamento, nel quale
viene visualizzato in anteprima il contenuto del file selezionato nellElenco file. Se si
seleziona il comando Riquadro dettagli, nello stesso pannello di destra la
visualizzazione in anteprima del file selezionato si riduce di dimensioni e viene
accompagnata da alcune informazioni sulle caratteristiche del file: possiamo vedere
come funzionano tutti questi meccanismi nella Figura 2.14.
Lanteprima non disponibile per tutti i tipi di file; perlopi sono visualizzabili in
questo modo i file che contengono soltanto testi o soltanto immagini o filmati.
Quando un file selezionato, nella barra multifunzione, scheda Home, sezione Apri si
rende disponibile un comando Apri, contrassegnato dallicona del programma con il
quale il file stato creato: questo comando apre il file. indubbiamente una grande
comodit, ma nasconde una pericolosa insidia: alcuni file sono programmi, quindi un
clic sul pulsante di comando Apri quando selezionato un file di questo tipo non lo
apre per visualizzarne il contenuto, ma lo manda in esecuzione e, se non siamo pi
che sicuri di volerlo davvero eseguire, faremo bene a non provarci, perch potrebbero
esserci conseguenze imprevedibili nel funzionamento del nostro computer. Per alcuni
file, in particolare quelli che hanno estensione .dll, il clic sul pulsante di comando Apri
visualizza la finestra di messaggio che vediamo nella Figura 2.15, che saggiamente
invita lutente a desistere o a scegliere un programma specifico, se proprio vuole aprirlo
ovvero eseguirlo.
Figura 2.14 La finestra Questo PC con il riquadro di spostamento attivo, un file selezionato nellElenco file
e il suo contenuto visualizzato nel riquadro di anteprima e presentato con il comando Riquadro dettagli.

Sfortunatamente, per i file che hanno estensione .exe e che sono programmi, non
interviene questo meccanismo di protezione e il comando Apri li esegue e basta. Anche
per altri file, potenzialmente molto pericolosi se aperti con beata incoscienza, non esiste
una protezione come quella che abbiamo appena visto; in particolare, segnaliamo i file
che hanno estensione .reg. Selezionando nellElenco file un file di questo tipo, il
comando Apri attiva lEditor del registro di sistema, che un file specifico di Windows
10, sul quale si fonda tutta la sua struttura: entrando con lEditor nel Registro di sistema
lincauto utente ha la piena facolt di modificarlo, con la quasi certezza di devastarlo al
punto da dover reinstallare completamente il sistema operativo.

Figura 2.15 Se si cerca di aprire un file di sistema si viene dissuasi.

Per concludere queste annotazioni deliberatamente terroristiche, ricordiamo che non


necessario fare clic sul pulsante di comando Apri per aprire o eseguire un file che
stato selezionato nellElenco file: basta un doppio clic e il gioco fatto. Quindi:
prudenza e mai fare doppio clic sul nome di un file se non si ha chiaro quello che
succeder.
Meglio osservare la barra multifunzione e seguire le indicazioni del pulsante Apri,
che, a seconda dei casi, segnala che cosa possibile fare con quel particolare file.
NOTA Gran parte dei file di programma concentrata nelle cartelle Windows e Programmi, che
risiedono di norma nel disco C. buona regola non andare mai ad aprire quelle cartelle con il
comando Esplora file, a meno di essere veramente esperti nelluso del computer e di sapere quello
che si sta facendo.

Quando si apre una cartella che contiene file di immagini come possono essere per
esempio file scaricati da una macchina fotografica digitale o disegni acquisiti mediante
uno scanner nella barra multifunzione la scheda Gestisci mostra un riquadro colorato
intitolato Strumenti immagini. Un clic sulla scheda mostra vari comandi fra i quali
Presentazione (Figura 2.16).
Se lo si esegue, i file grafici contenuti nella cartella vengono visualizzati a schermo
pieno in una successione ordinata che si fa proseguire con un semplice clic su ogni
elemento grafico, fino a esaurimento dei file disponibili; si pu interrompere la
presentazione in qualunque momento premendo il tasto Esc (nella tastiera il primo in
alto a sinistra). Al termine della presentazione ci si ritrova esattamente nella stessa
posizione della finestra Questo PC dalla quale era stata avviata.
Se la cartella contiene file audio, si apre una scheda Riproduci nella barra
multifunzione e sulla sua linguetta compare un cartiglio con la dicitura Strumenti
musica. Si possono riprodurre i brani musicali corrispondenti ai file audio selezionando
uno dei comandi Riproduci o Esegui tutti che si rendono disponibile nella scheda
Riproduci.

Figura 2.16 La presenza di un certo numero di file di immagini nella cartella selezionata abilita il comando
Presentazione. Per i file musicali si abilita il comando Esegui tutti.

Molte volte, quello che interessa esplorare il contenuto di una cartella che contiene
molti file, eventualmente raggruppati in sottocartelle. LElenco file si presta
egregiamente a questo scopo e se i file che ci interessano sono prevalentemente
documenti e non immagini, conviene impostare la visualizzazione su Dettagli. In questo
modo il riquadro Elenco file viene organizzato come una griglia, con un certo numero di
intestazioni di colonne, nelle quali vengono presentati alcuni dati caratteristici di tutti i
file presenti nella cartella: Nome, Ultima modifica, Tipo e Dimensione. Queste colonne
sono predefinite, ma se ne possono aggiungere altre, per visualizzare ulteriori elementi
distintivi di ciascun file, quali la Data di creazione, lAutore e molti altri.
Un clic destro sullintestazione di una colonna visualizza, come vediamo nella Figura
2.17, lelenco delle principali intestazioni che si possono aggiungere. In testa allelenco
delle opzioni sono presenti due comandi: il primo adatta la larghezza della colonna
selezionata in modo che possa visualizzare per intero il dato pi lungo che contiene,
mentre il secondo, Adatta tutte le colonne, esegue la stessa operazione su tutte le
colonne dellElenco file.

Figura 2.17 Il riquadro Elenco file con le intestazioni.

Se questo modo di regolare la larghezza delle colonne non ci piace, possiamo adattare
manualmente la larghezza di una singola colonna portando il puntatore del mouse sulla
linea di separazione verticale a destra della colonna che vogliamo allargare o
restringere. Il puntatore del mouse in quel punto assume laspetto di una sottile croce
nera con le estremit del braccio orizzontale a forma di freccia: trascinando il puntatore
verso sinistra o verso destra mentre teniamo premuto il pulsante sinistro del mouse
possiamo restringere o allargare la colonna come meglio preferiamo. Il puntatore
riprende il suo aspetto normale quando rilasciamo il pulsante del mouse.
NOTA Facendo doppio clic sulla linea di demarcazione fra due colonne si porta la colonna che sta a
sinistra alla larghezza dellelemento pi lungo che contiene.

Nella visualizzazione Dettagli il contenuto dellElenco file ordinato alfabeticamente


sulla prima colonna, quella del Nome, con le cartelle in testa e i file subito dopo.
Possiamo cambiare questo ordinamento facendo un primo clic sullintestazione: in
questo modo compare un piccolo pulsante sul bordo superiore, a forma di triangolo,
mentre la casella dellintestazione si colora di azzurro.
Un secondo clic, questa volta sul triangolino, inverte lordinamento, da maggiore a
minore o da minore a maggiore, rispetto a quello in essere. Lo stesso meccanismo vale
per tutte le altre intestazioni.
Le colonne che compongono le intestazioni nellElenco file (quando attiva la
visualizzazione Dettagli) possono essere variate a piacere, sia nel contenuto sia nella
posizione, utilizzando la finestra di dialogo Scelta dettagli, che si pu aprire
selezionando il comando Altro nellelenco a discesa che vediamo nella Figura 2.17.
Nella Figura 2.18, vediamo lelenco degli otto dettagli che si possono visualizzare se
la finestra Questo PC aperta sul primo livello, quello delle unit a disco. Se la finestra
aperta su una cartella o su un file, lelenco diventa sterminato, dal momento che
contiene la bellezza di 256 possibili dettagli disponibili per caratterizzare un file o una
cartella.
I dettagli che interessano si selezionano mettendo con un clic un segno di spunta
nella casella di controllo corrispondente. Il clic evidenzia il nome del dettaglio, che pu
essere spostato verso lalto o verso il basso facendo clic ripetutamente sui due pulsanti
di comando Sposta su e Sposta gi a destra del pannello con lelenco dei dettagli. Un
dettaglio pu essere eliminato dallelenco selezionandolo e facendo clic sul pulsante
Nascondi.
Alcuni dettagli, tipo Artista, Titolo album e Numero brano, hanno senso soltanto per
file audio, mentre altri, come Modello fotocamera e Data immagine scattata, si
giustificano solo se riferiti a file ottenuti con una fotocamera digitale.
Figura 2.18 Dalla finestra di dialogo Scelta dettagli si possono scegliere altre caratteristiche dei file e delle
cartelle da visualizzare nelle intestazioni dellElenco file.
Opzioni cartella
Nella scheda Visualizza della barra multifunzione un clic sul pulsante Opzioni rende
disponibile il comando Modifica opzioni cartelle e ricerca. Lesecuzione di questo
comando apre una complessa finestra di dialogo articolata in tre schede, attraverso la
quale si possono personalizzare numerosi altri aspetti di questi strumenti.
La prima scheda, che porta la scritta Generale sulla linguetta in alto, presenta tre
gruppi di opzioni, aggregate in tre sezioni (Figura 2.19).
La prima sezione intitolata Sfoglia cartelle e consente di scegliere fra due modalit
alternative per aprire le cartelle selezionate: Apri cartelle in una sola finestra o Apri
cartelle in finestre separate. Facendo clic sul pulsante di opzione a lato di una delle due
scritte si abilita quellopzione, che in alternativa con laltra, che quindi viene
disabilitata. Scegliendo la seconda opzione, ogni volta che si fa doppio clic sul nome di
una cartella questa viene aperta in una nuova finestra, che si affianca a quella o a quelle
gi aperte sul desktop.
Per certi versi pu essere comodo, ma preferibile scegliere di aprire le cartelle in
ununica finestra, nella quale ogni volta si visualizza il contenuto di una sola cartella,
evitando cos di affollare lo schermo.
Figura 2.19 La prima scheda della finestra di dialogo Opzioni cartella.

Sfruttando i meccanismi per tornare indietro che abbiamo illustrato prima (Figura
2.11) si pu comodamente tornare ad aprire nella stessa finestra una cartella che era gi
stata visitata. Lopzione Apri cartelle in finestre separate, per, pu tornare comoda
quando si fanno operazioni di spostamento di file fra cartelle diverse, come vedremo nel
prossimo capitolo.
La seconda sezione si chiama Selezione e apertura oggetti e offre la possibilit di
scegliere in che modo il mouse debba interagire con gli oggetti per selezionarli: la
seconda opzione (Doppio clic per aprire loggetto, un clic per selezionarlo) quella
predefinita: la pi consueta ed la modalit che abbiamo spiegato nel Capitolo 1.
C chi preferisce la modalit alternativa Un clic per aprire loggetto, passaggio
del mouse per selezionarlo ma facile sbagliarsi e fare un clic in pi, aprendo
inutilmente oggetti che poi bisogna chiudere, perdendo cos pi tempo di quello che si
risparmia evitando il doppio clic.
La seconda scheda della finestra di dialogo Opzioni cartella si intitola
Visualizzazione (Figura 2.20) e presenta numerose scelte che si possono sommare fra
loro, in quanto evidenziate prevalentemente con caselle di controllo invece che con
pulsanti di opzione.
Figura 2.20 La scheda Visualizzazione della finestra di dialogo Opzioni cartella.

Possiamo scorrere per curiosit le opzioni disponibili, agendo con il mouse sulla
barra di scorrimento verticale, ma conviene accettare le impostazioni predefinite, salvo,
forse, una: deselezionare la casella di controllo a lato dellopzione Nascondi le
estensioni per i tipi di file conosciuti. Quando questa opzione selezionata, nel riquadro
Elenco file di Esplora file i nomi dei file vengono presentati senza lestensione di tre o
quattro caratteri. Lidea che possa bastare la piccola icona che sta a lato del nome per
identificarli. Non sempre cos, anche perch la stessa icona viene utilizzata per
famiglie di file, che hanno estensioni diverse; quindi, meglio non attivare questa
opzione, per avere pi informazioni sui file che si stanno esaminando.
La terza e ultima scheda della finestra di dialogo Opzioni cartella si intitola Cerca e
pu essere utilizzata per fissare obiettivi e metodi che Windows dovr seguire quando si
d il comando per la ricerca di file. Vedremo meglio questo argomento nel prossimo
paragrafo.
NOTA Nella finestra di dialogo Opzioni cartella e in altre con la stessa struttura a schede che
vedremo nel resto del libro compaiono tre pulsanti di comando, con le diciture OK, Annulla e Applica.
Le prime due si spiegano da s. Che cosa vuol dire Applica? Questo pulsante si rende disponibile
(la sua dicitura appare in nero e non in grigio) dopo che stata fatta almeno una selezione in una
scheda. Un clic sul pulsante Applica rende esecutiva quella selezione, ma lascia aperta la finestra di
dialogo per consentire eventuali altre selezioni, nella stessa scheda o in una delle altre. Premendo il
pulsante OK, invece, la selezione viene attivata, ma la finestra di dialogo si chiude subito dopo.
Cercare un file
Quando il disco fisso del computer con il quale si lavora molto capiente, con il
tempo si riempie di file al punto che a volte la ricerca di un determinato documento
esaminando le liste disponibili nella finestra Questo PC si presenta come unimpresa
disperata.
Ci pu anche capitare, poi, di non ricordare esattamente il nome che abbiamo dato al
file di un certo documento: era Vacanze2015 o InVacanzaNel2015? Come possiamo
trovarlo?
Quando abbiamo bisogno di fare una ricerca prendendo in considerazione tutto il
contenuto di un disco fisso o di una specifica cartella, ci basta aprire la finestra Questo
PC per selezionare il disco o la cartella e digitare la stringa di caratteri da cercare nella
casella di testo che sta allestrema destra della barra degli indirizzi e che contiene la
dicitura Cerca XXX, dove al posto di XXX c il nome del disco (o della cartella) che
stato selezionato.
Eseguendo una ricerca della parola esempi nella cartella Lavoro, il risultato pu
presentarsi come vediamo nella Figura 2.21. La finestra sempre strutturata come
quella dalla quale siamo partiti, il suo titolo adesso Esempi - Risultati ricerca in Data
(D:), e nella sezione Elenco file troviamo i nomi e i percorsi di tutti i file che
contengono nel nome o nel testo la parola esempi.
Nella barra multifunzione di questa finestra comparsa una nuova scheda, Cerca,
articolata in tre sezioni: Percorso, Rifinisci e Opzioni. Nella prima si pu scegliere se
eseguire la ricerca nella cartella corrente o in tutte le cartelle; la sezione Rifinisci offre
numerose opzioni per rendere la ricerca pi selettiva e nellultima sezione troviamo il
comando Salva ricerca, che ci consente di salvare i risultati della nostra esplorazione e
il criterio con il quale stata eseguita, in modo da poterli riutilizzare direttamente in
futuro senza dover ripetere loperazione.
Figura 2.21 Il risultato di una ricerca effettuata direttamente dalla finestra Computer.

Lesecuzione del comando Salva ricerca crea un file che ha per nome la parola usata
per la ricerca e lo salva in una sottocartella predefinita chiamata Ricerche. Questa
sottocartella si trova dentro la cartella [nome dellutente]. Il nome del file
corrispondente alla ricerca comparir anche come nuovo collegamento in fondo
allelenco Accesso rapido, che abbiamo descritto sopra (si veda la Figura 2.18). Un clic
su questo nome esegue di nuovo la ricerca, che dar risultati diversi se, nel tempo
trascorso dallesecuzione precedente, sar stato eliminato qualche file fra quelli che
contengono la parola esempi o se ne saranno creati altri.
Per eliminare una ricerca salvata, ma che non ci interessa pi, dobbiamo aprire la
cartella di servizio [nome dellutente], individuare la sottocartella Ricerche e in questa
selezionare ed eliminare il file con la ricerca da buttare.
Il funzionamento di questo ottimo strumento per lesplorazione dei dischi governato
dalle impostazioni definite nella scheda Cerca della finestra di dialogo Opzioni cartella,
che vediamo nella Figura 2.22.
opportuno lasciare le impostazioni predefinite che vediamo nella figura, il cui
significato sufficientemente chiaro.
Per le nostre ricerche di file abbiamo a disposizione un potentissimo meccanismo,
che funziona in questo modo: supponiamo di voler trovare un file nel cui nome compare
la parola bonifico, ma non ricordiamo altro. Digitando la stringa di ricerca cos:
*bonifico*.*
vale a dire mettendo un asterisco davanti al termine che ci interessa, un secondo
asterisco subito dopo, un punto e un terzo asterisco, formiamo un codice per la ricerca
che Windows 10 interpreta in questo modo: trova tutti i file, quale che sia la loro
estensione, che abbiano la parola bonifico nel nome, preceduta e seguita da un
qualunque numero di caratteri. In altri termini, il carattere asterisco funge da jolly. Se
ricordiamo che il documento che stiamo cercando un messaggio di posta elettronica, i
cui file hanno di norma lestensione .eml, componendo la stringa di ricerca nella forma
*bonifico*.eml, otterremo un elenco di tutti i messaggi di posta elettronica che
contengono la parola bonifico nel loro nome.

Figura 2.22 La scheda Cerca della finestra di dialogo Opzioni cartella.


Le propriet dei file
Tutto ci che si trova nel computer e che pu essere visualizzato con i comandi Cerca
ed Esplora file ha un nome e alcune propriet. Il nome, nel caso di file e cartelle, lo
scegliamo noi, salvo che per i file di sistema i quali sono gestiti direttamente dal sistema
operativo; le propriet vengono impostate automaticamente da Windows 10 e si
possono visualizzare e modificare aprendo la finestra di dialogo che le contiene, cosa
che si ottiene nel modo pi semplice con un clic destro sul nome delloggetto che
interessa (disco, cartella o file) e scegliendo lopzione Propriet nel menu contestuale
che si apre. La Figura 2.23 mostra le finestre di dialogo Propriet di due file di diverso
tipo, un documento di testo e unimmagine.

Figura 2.23 Le propriet di due file.

Un dettaglio di fondamentale importanza il Tipo, che viene individuato


automaticamente da Windows 10 in base allestensione del file. Se in una cartella
abbiamo raccolto una gran quantit di file di tipi diversi e abbiamo bisogno di trovarne
uno in particolare, del quale ricordiamo soltanto che era un documento di testo oppure
unimmagine, possiamo semplificare la nostra ricerca aprendo il menu contestuale con
un clic destro in una zona libera dellElenco file e scegliendo lopzione Tipo elemento
del comando Ordina per: i file si presenteranno ordinati in base allestensione del loro
nome, quindi al Tipo, e sar pi semplice trovare quello che ci interessa.
Nella scheda Dettagli, i valori predisposti da Windows si possono modificare
semplicemente facendo clic sulla destra del nome, come vediamo nella scheda del file
di documento: la casella di testo corrispondente si libera e possiamo scrivervi quello che
ci pare. Se impostiamo per il Tag (che poi vuol dire marcatore) il valore Bozza, per
esempio, e lo facciamo sistematicamente per tutti i documenti che salviamo come
bozze, da riprendere e perfezionare in un secondo tempo, possiamo ordinare i file di una
cartella in base al Tag e individuare subito quelli che hanno Bozza nella colonna Tag.
Capitolo 3
Copiare, spostare, aggiungere ed
eliminare

Lavorando con il computer si generano file, che vanno salvati in cartelle. I file si
creano usando un programma applicativo, con il quale si scrive un documento o si
traccia un disegno. Ma come si creano le cartelle? E dove?
Windows 10 mette a disposizione molti utili strumenti per fare ordine fra i file e le
cartelle esistenti, creare nuove cartelle e sottocartelle, spostare o copiare file e cartelle
da un disco a un altro, acquisire file dallesterno ed eliminare file e cartelle che non
servono pi. Analogo discorso vale per le raccolte, che abbiamo descritto brevemente
nel Capitolo 2. E tutto questo senza dover attivare i programmi applicativi con i quali
sono stati generati i file.
Queste operazioni si possono fare dalla finestra Questo PC, utilizzando i comandi
della barra multifunzione o di un menu contestuale che si apre facendo clic destro su
una qualunque icona (unit a disco, cartella, raccolta o file) che compare nelle aree
Elenco file o Riquadro di spostamento di questi due strumenti.
Esaminiamo prima le opzioni offerte dal menu contestuale. Un clic destro sullicona
di ununit a disco visibile nella finestra Questo PC apre un menu come quello che si
vede nella Figura 3.1.
Nellelenco dei comandi disponibili in un menu contestuale di questo tipo ce n
sempre uno evidenziato in grassetto: il comando che verrebbe eseguito se, invece di
un clic destro, avessimo fatto un doppio clic su quelloggetto. In questo caso si tratta del
comando Apri, che apre il disco e ne mostra i file e le cartelle.
Nella Figura 3.1 sono rappresentati due elenchi diversi: il primo il menu contestuale
che si apre eseguendo un clic destro sullicona del disco fisso, il secondo il menu
contestuale che si apre se, nel fare il clic destro, si tiene contemporaneamente premuto
il tasto Maiusc. Come si noter, questo secondo menu contiene due comandi in pi e
specificamente Apri in un nuovo processo e Apri finestra di comando qui. Con il primo
di questi due comandi si apre una finestra sul contenuto del disco fisso, che si
sovrappone alla finestra gi aperta, mentre il secondo comando apre una particolare
finestra di sistema della quale non ci occupiamo in questo libro.

Figura 3.1 Il menu contestuale associato a ununit a disco.

Possiamo attivare questo stesso comando Apri o uno qualunque degli altri con un
solo clic sul suo nome nel menu contestuale. Il comando Apri in una nuova finestra fa
esattamente quello che dice: mostra il contenuto del disco entro una nuova finestra di
tipo Questo PC. Vedremo il comando Condividi con quando parleremo delle reti di
computer. Il comando Formatta potenzialmente molto pericoloso e non va mai
attivato su un disco fisso, soprattutto se non si ha chiaro che cosa provoca. Oltre a
essere pericoloso, per, anche utilissimo, quindi vediamo di capire bene a che cosa
serve.
Formattazione
I supporti magnetici per i dati, in particolare i dischi rigidi, escono dalla fabbrica con
una superficie magnetizzabile libera da qualsiasi registrazione. Per poter utilizzare un
disco nuovo bisogna predisporre sulla sua superficie una serie di piste magnetiche
concentriche, che faranno da guida ai file. Questa operazione si chiama formattazione,
perch trasforma un oggetto indefinito in qualcosa che ha un formato. La formattazione
viene fatta dal sistema operativo, quindi da Windows 10 nel nostro caso, e viene
eseguita con un semplice comando.
Beh, dir qualche lettore, e dove sta il problema? Perch pericolosa questa
operazione, visto che va comunque fatta per poter utilizzare un disco?
pericolosa perch la formattazione oltre che su un disco mai utilizzato prima
pu essere eseguita anche su un disco gi formattato, che contiene file. In questo caso,
la nuova formattazione elimina drasticamente e senza possibilit alcuna di recupero tutti
i file presenti sul disco. Ecco perch non si deve mai formattare un disco fisso:
unoperazione, questa, che viene eseguita dai tecnici che in fabbrica allestiscono il
personal computer prima della vendita e vi installano sopra il sistema operativo.
Il comando Formatta va utilizzato, quindi, quando serve, esclusivamente su dischi
rimovibili, tipicamente le chiavi USB, che equivalgono a dischi rimovibili di grandi
dimensioni. Sui dischi di questo tipo si conservano soltanto dati, di norma, non file
essenziali per il funzionamento del sistema, quindi la loro formattazione non rischia di
devastare il computer.
Inseriamo una chiave USB nellapposita feritoia e facciamo uscire il menu
contestuale con un clic destro sullicona del disco rimovibile, scegliendo poi il comando
Formatta: si apre la finestra di dialogo riportata nella Figura 3.2, che contiene una sola
opzione: Formattazione veloce.
La formattazione veloce si utilizza su un disco gi formattato in precedenza, che si
vuole riutilizzare eliminando tutti i dati e senza eseguire alcun controllo sullintegrit
della superficie del disco e delle piste che incanalano i file. La formattazione normale
esegue un controllo sullaffidabilit dellintero disco e isola eventuali aree inaffidabili,
nelle quali non saranno registrabili dati.
Quando si esegue il comando Formatta, compare sempre una finestra di messaggio
che segnala una potenziale perdita di dati. Al termine delloperazione, unaltra finestra
avverte se tutto andato bene o si sono verificati inconvenienti (Figura 3.3).
Figura 3.2 La finestra di dialogo per la formattazione di un disco rimovibile esterno.

Figura 3.3 Si viene informati prima e dopo la formattazione.

Le chiavi USB vengono commercializzate gi predisposte per salvare file, quindi non
necessario formattarle prima di utilizzarle: pu essere opportuno ricorrere alla
formattazione di una chiave USB per eliminare in fretta e con un solo comando tutti i
file e le cartelle che contiene, rimettendola, per cos dire, a nuovo.
Copia (o taglia) e incolla
Quando allinterno della finestra Questo PC si seleziona il nome di un file o di una
cartella nellElenco file, tutti i comandi disponibili nelle quattro sezioni della scheda
Home della barra multifunzione passano da offuscati a visibili, segno che sono
attivabili. elencato, ma in carattere offuscato, anche il comando Incolla, che diventa
eseguibile comparendo in carattere contrastato dopo che stato eseguito un comando
Copia o Taglia. Le operazioni corrispondenti a questi tre comandi si possono eseguire
anche premendo insieme alcuni tasti.
Il meccanismo che sta alla base di questi comandi il seguente: da qualche parte del
computer per noi utenti irrilevante dove Windows 10 gestisce uno spazio chiamato
Appunti (Clipboard in inglese), nel quale viene conservata provvisoriamente una copia
dellelemento selezionato sul quale stato eseguito il comando Copia.
Questa copia pu essere successivamente incollata da qualche altra parte, con il
comando Incolla. In questo modo si ottiene una seconda copia di ci che stato
selezionato (che pu essere un singolo file, unintera cartella o il contenuto di tutto un
disco).
Con il comando Taglia si porta sempre lelemento selezionato negli Appunti, ma
contestualmente lo si elimina (lo si taglia, cio) dal punto in cui stava. Dagli Appunti
pu essere incollato in qualunque altra posizione, sempre con il comando Incolla.
Usando Taglia invece di Copia si trasferisce un elemento, eliminandolo da una
posizione e rigenerandolo in unaltra.
Ovunque in Windows possibile eseguire le operazioni di copia, taglia e incolla
senza richiamare un menu o accedere a un comando nella barra multifunzione: dopo
aver selezionato ci che interessa, si preme la combinazione di tasti Ctrl + C per copiare
o Ctrl + X per tagliare, mentre per incollare si usa la combinazione Ctrl + V.
NOTA Larea degli Appunti contiene un solo oggetto per volta: ogni comando Copia o Taglia porta
loggetto selezionato negli Appunti e ne espelle quello che eventualmente vi si trovava prima. Se si
esegue unoperazione Taglia e successivamente si d un comando Copia avendo selezionato un
altro oggetto senza aver prima incollato loggetto tagliato, questo viene irrimediabilmente perso,
perch negli Appunti viene sostituito dallultimo oggetto copiato. Per non correre il rischio di perdere
dati, conviene eseguire sempre unoperazione Copia/Incolla (invece di Taglia/Incolla) e poi eliminare
loriginale delloggetto (se non serve pi) con un comando di cancellazione.

Facciamo una semplice prova per vedere come funziona. Abbiamo su un disco
rimovibile (una chiave USB) diciotto file, ciascuno dei quali contiene limmagine di un
animale. Copiamo uno di questi file selezionandone prima il nome nel riquadro Elenco
file e quindi scegliendo il comando Copia dal menu contestuale che si apre con un clic
destro, come vediamo nella Figura 3.4.

Figura 3.4 Si copia un file negli Appunti di Windows.

Dopo che abbiamo fatto clic su Copia il menu si chiude e il file che abbiamo copiato
negli Appunti resta selezionato. Dalla sezione Appunti della scheda Home nella barra
multifunzione scegliamo ora il comando Incolla: una copia del file viene inserita nella
stessa cartella. Dal momento che non consentito avere due file con lo stesso nome
nella stessa cartella, Windows 10 intervenuto e ha creato un nome diverso,
aggiungendo al nome del file la dicitura - Copia (Figura 3.5).
Figura 3.5 Una copia del file stata incollata nella stessa cartella con un nome modificato
automaticamente.
NOTA possibile modificare il nome di un file selezionandolo e premendo il tasto F2. La casella con
il nome si apre per accettare la modifica, consentendoci di scrivere un nome qualunque.
Loperazione si conclude premendo il tasto Invio.
NOTA Quando si modifica il nome di un file bisogna stare attenti a non modificarne lestensione, la
sigla di tre o quattro caratteri preceduta da un punto che viene dopo il nome del file. Modificando
lestensione, si segnala a Windows 10 che la natura del file cambiata, cosa che potrebbe
impedirne lutilizzo corretto. Se si modifica lestensione, Windows 10 chiede una conferma prima di
procedere, segnalando il rischio (Figura 3.6).

Figura 3.6 Se si cambia lestensione di un file, Windows 10 lo segnala e chiede conferma.

Adesso che abbiamo visto come si esegue unoperazione di copia e incolla possiamo
eliminare la seconda copia del file, che non ci interessa. Per farlo, basta selezionarlo e
premere il tasto Canc.
Osserviamo che tutte le operazioni di eliminazione di dati sono protette, in Windows
10, da una segnalazione fatta con una finestra di messaggio, che chiede la conferma
delleliminazione.
Creare cartelle
Le cartelle e le sottocartelle si possono creare da un programma applicativo quando si
salva su file il documento che si creato con quel programma, specificando che si
intende salvarlo in una nuova cartella da creare al momento.
Con Windows 10, cartelle e sottocartelle si possono creare in tre modi nelle finestre
di Questo PC:

con il comando Nuova cartella, che si trova nella sezione Nuovo della scheda
Home della barra multifunzione quando la finestra aperta su un disco o su una
cartella;
eseguendo il comando Nuovo elemento nella scheda Nuovo della barra
multifunzione e scegliendo la voce Cartella, come si vede nella Figura 3.7;
aprendo il menu contestuale con un clic destro in una zona libera dellElenco file e
scegliendo il comando Nuovo; si apre un sottomenu con un elenco di oggetti nuovi
che possibile creare, elenco che varia in funzione dei programmi applicativi
installati nel computer; la prima voce di questo sottomenu Cartella.

Figura 3.7 Il sottomenu Nuovo del comando Nuovo elemento.

Un clic su Cartella genera la creazione di una cartella nella finestra aperta, che si
presenta con la dicitura generica Nuova cartella, evidenziata e pronta per essere
modificata.
Digitiamo Domestici nella casella del nome della nuova cartella e premiamo il tasto
Invio. Il nuovo nome va a sostituire quello generico. Selezioniamo la cartella appena
creata e premiamo la combinazione di tasti Ctrl + C. Poi premiamo Ctrl + V. Una copia
della nuova cartella viene creata con il nome Domestici - Copia. Selezioniamo il nome
della copia e premiamo F2 per poterlo poi modificare in Selvatici.
La visualizzazione Icone grandi un po scomoda per le prove che intendiamo fare,
quindi passiamo alla visualizzazione Elenco utilizzando uno qualunque dei comandi
disponibili per cambiare la visualizzazione.
Dopo aver fatto queste modifiche, eseguiamo nella barra degli indirizzi il comando
Aggiorna, che ridistribuisce i nomi dei file e delle cartelle secondo lo standard di
Windows. La finestra sulla quale stiamo lavorando dovrebbe presentarsi come nella
Figura 3.8.

Figura 3.8 Il disco rimovibile ora contiene venti elementi: i diciotto file che aveva prima e le due nuove
cartelle appena create.

Alcuni file, quelli i cui nomi iniziano con leone, tigre, puma o leopardo, sono
immagini di animali selvatici; tutti gli altri contengono immagini di animali domestici.
Vogliamo suddividerli nelle due cartelle che abbiamo appena creato. Si tratta di spostare
nove file nella cartella Selvatici e i restanti nove nella cartella Domestici.
Potremmo agire su un file per volta, con una serie di comandi Taglia/Incolla, ma
sarebbe un lavoro lungo e dispersivo. Windows 10 mette a disposizione un paio di
tecniche che bene conoscere.
Per selezionare un oggetto (file, cartella o altro) bisogna farvi sopra un clic. Un clic
su un altro oggetto deseleziona il precedente e seleziona laltro. Per selezionare pi
oggetti bisogna tenere premuto il tasto Ctrl mentre si fa clic su ciascun oggetto.
Facciamo questa operazione sui nomi dei nove file dei felini selvatici e scegliamo il
comando Taglia dalla sezione Appunti della scheda Home. Le icone dei nove file si
offuscano, segnalando che sono stati tagliati.
Facciamo doppio clic sullicona della cartella Selvatici per aprirla e al suo interno
possiamo fare un clic destro per far uscire il menu contestuale, dal quale scegliere
Incolla, oppure pi semplicemente possiamo premere la combinazione di tasti Ctrl + V.
I nove file sono adesso nella cartella Selvatici (Figura 3.9).

Figura 3.9 La cartella Selvatici contiene i file tagliati dalla radice del disco.
NOTA Siccome le cartelle che si creano su un disco possono contenere sottocartelle a pi livelli di
annidamento, definendo in questo modo una struttura ad albero, la parte del disco che non contiene
cartelle, ma che pu contenere singoli file non aggregati in cartelle, si chiama radice.

Per trasferire i nove file restanti nella cartella Domestici potremmo utilizzare lo
stesso procedimento, ma tanto vale sperimentarne un altro, leggermente diverso.
Per selezionare un intero blocco continuo di oggetti da un elenco (come nel caso dei
nove file con immagini di animali domestici), si pu fare clic sul primo mantenendo
premuto il tasto Maiusc e poi fare ancora clic sullultimo dellelenco, sempre tenendo
premuto il tasto Maiusc: lintero elenco risulta selezionato.
Prima, per, di fare questa operazione, dobbiamo aprire la cartella Domestici in una
nuova finestra, mantenendo aperta quella del disco rimovibile. Per farlo, ci basta fare
clic destro sul nome della cartella Domestici e dal menu contestuale scegliere il
comando Apri in una nuova finestra.
Fatto questo, apriamo la cartella Domestici, che si presenter in una sua finestra
diversa da quella del disco rimovibile. Trascinando con il puntatore del mouse la
cornice superiore di entrambe le affianchiamo e agendo sui loro bordi, sempre
trascinandoli con il mouse, ridimensioniamole in modo che si presentino come nella
Figura 3.10, allincirca. Teniamo a sinistra la finestra dellintero disco rimovibile e a
destra quella della cartella Domestici (che al momento vuota).
Selezioniamo con la tecnica appena descritta tutti i nove file visibili nella finestra di
sinistra e poi stando attenti a non toccare lesterno della selezione appoggiamo il
puntatore del mouse sullelenco selezionato e tenendo premuto il pulsante sinistro del
mouse trasciniamo il puntatore verso la finestra vuota della cartella Domestici. Notiamo
che nel riquadro di origine si compone un elemento grafico che simboleggia i file come
fogli sovrapposti, con al centro il numero 9, che quello dei file che vengono trascinati;
sotto questo elemento grafico compare la dicitura Sposta in Domestici associata a una
freccia che punta nella direzione dello spostamento.

Figura 3.10 in corso il trascinamento dei file verso la cartella di destinazione.

Quando il mouse dentro larea vuota della cartella Domestici, lasciamo andare il
pulsante: si apre una finestra dinamica che segnala lo spostamento dei file selezionati,
che uno dopo laltro vanno a finire nella cartella Domestici.
A questo punto il disco rimovibile contiene soltanto due cartelle, nelle quali sono
raggruppati i diciotto file che prima occupavano la radice del disco (Figura 3.11).

Figura 3.11 I file ora non sono pi affastellati nella radice, ma suddivisi ordinatamente in due cartelle.

La tecnica di spostamento che abbiamo appena sperimentato pu avvenire anche


allinterno della stessa finestra, se si vuole.
Creiamo una nuova cartella chiamata Animali. Selezioniamo insieme le due cartelle
Domestici e Selvatici, quindi trasciniamole con il mouse verso la cartella Animali.
Si ripete la stessa segnalazione grafica, questa volta con il numero 2 perch sono due
gli oggetti coinvolti (Figura 3.12); al rilascio del pulsante del mouse, le due cartelle
vengono trasferite in quella di destinazione.
Figura 3.12 Trascinamento diretto di due cartelle dentro una terza nella stessa finestra.

La tecnica del trascinamento e successivo rilascio (drag and drop in inglese) pu


servire anche per fare copie di file o cartelle, invece di spostarli da una posizione a
unaltra come abbiamo appena fatto.
Facciamo una semplice prova: apriamo di nuovo con Esplora file il disco rimovibile.
Apriamo la cartella unica Animali e in questa la sottocartella Selvatici. Selezioniamo il
file Tigre in agguato.jpg e trasciniamolo fuori dai bordi della finestra della cartella,
rilasciando il pulsante del mouse quando siamo sul desktop. Chiudiamo la finestra della
cartella Selvatici e poi la cartella Animali e infine la finestra del disco rimovibile. Nel
desktop (che a tutti gli effetti una cartella che pu contenere file) vedremo il contenuto
del file Tigre in agguato.jpg.
NOTA Quando nel desktop sono aperte pi finestre, una sola attiva, quella che ha il bordo
superiore evidenziato, mentre il bordo superiore delle altre ha un colore offuscato. Un clic su una
finestra la fa diventare attiva, sovrapponendola a tutte le altre. Attiva significa che quella che
ricever il prossimo comando che verr dato dalla tastiera, con il mouse o con il tocco se si lavora
con uno schermo tattile.
Collegamenti
Possono esservi molte ragioni, serie o futili, che ci fanno aprire tutti i giorni, magari
pi volte al giorno, lo stesso file. Per esempio, teniamo un diario, nel quale annotiamo
le ore dedicate a specifiche attivit professionali, distinguendole per tipo, cliente e
commessa.
Per poter accedere rapidamente, con un semplice doppio clic, al nostro documento,
che immaginiamo si chiami Diario.doc, abbiamo due possibilit: salvarlo sul desktop,
in modo che sia sempre a portata di mouse, oppure creare un collegamento nel desktop,
che richiama il documento salvato in una cartella che abbiamo denominato Lavoro e
che si trova nel disco C.
Che cos un collegamento? un piccolo file, di poche decine di caratteri, che
richiama unapplicazione o un file. I collegamenti si possono tenere sul desktop, per
comodit, oppure creare in una qualsiasi cartella.
NOTA I collegamenti che stiamo descrivendo sono diversi dai collegamenti ipertestuali che abbiamo
descritto nel paragrafo Finestre di dialogo del Capitolo 1.

Il procedimento per creare un collegamento sul desktop molto semplice. Un clic


destro in una zona libera apre il menu contestuale, nel quale scegliamo Nuovo; dal
sottomenu selezioniamo Collegamento (Figura 3.13).
Si apre una finestra di dialogo nella quale ci viene chiesto di immettere in una casella
di testo il percorso da assegnare al collegamento. Se non siamo sicuri di quale sia
possiamo farcelo dire da Windows 10 premendo il pulsante Sfoglia. Questo comando
apre una seconda finestra di dialogo, che si sovrappone alla prima, nella quale viene
presentata la struttura dellalbero delle cartelle e sottocartelle, secondo lo schema che
compare nel riquadro di spostamento della finestra Questo PC.
Figura 3.13 Si avvia la procedura per creare un collegamento partendo dal menu contestuale del desktop.

Raggiungiamo il nome del file al quale vogliamo collegarci e vi facciamo sopra clic,
poi scegliamo OK nella finestra di dialogo Cerca file o cartelle (Figura 3.14).

Figura 3.14 Windows ci aiuta a trovare il percorso del file con il quale vogliamo collegarci.

A questo punto il percorso C:\Lavoro\Diario.doc viene inserito automaticamente


nella casella di testo della finestra di dialogo Crea collegamento. Possiamo quindi
procedere con un clic su Avanti.
La finestra di dialogo successiva ci chiede di dare un nome al collegamento,
proponendo per impostazione predefinita il nome del file completo di estensione.
Possiamo modificare il nome proposto, togliendo per esempio lestensione, o scriverne
uno del tutto diverso. Fatto questo, un clic su Fine chiude la finestra di dialogo e il
collegamento pronto (Figura 3.15).

Figura 3.15 Il collegamento si presenta sul desktop con una sua icona particolare.

Osservando la Figura 3.15 possiamo notare che licona del collegamento Diario
diversa da quella del file Tigre in agguato.jpg che avevamo incollato prima nel desktop:
questultimo un file di immagine, riconoscibile come tale non soltanto per il suo
aspetto, ma anche per lestensione del nome (.jpg), che specifica di una vasta
categoria di file grafici, mentre il collegamento non un file ma unicona, che
rappresenta il file Diario.doc.
Le icone dei collegamenti si distinguono per una piccola freccia nera nellangolo in
basso a sinistra, che sta a significare: un doppio clic su questa icona apre il documento
al quale il collegamento si riferisce, che sta altrove.
Raccolte
File, cartelle e collegamenti sono sempre esistiti in tutte le versioni del sistema
operativo Windows; in Windows 10 presente uno strumento per la gestione dei file
comparso per la prima volta in Windows 7 e chiamato raccolta, che abbiamo presentato
brevemente nel Capitolo 2.
Come abbiamo visto, una raccolta una cartella virtuale che aggrega insieme pi
cartelle che possono trovarsi in percorsi diversi, addirittura su dischi diversi, se il
computer ne provvisto.
Windows 10 crea allatto della sua installazione quattro raccolte predefinite,
presentandole in un elenco incolonnato subito sotto il nome della cartella di sistema
Questo PC (si veda nel Capitolo 2 la Figura 2.13).
Possiamo creare nuove raccolte personalizzate, che si andranno ad aggiungere a
quelle predefinite; per avere una raccolta utile, dobbiamo in primo luogo individuare le
cartelle che vogliamo raccogliere. Nel nostro disco C abbiamo cinque cartelle che
contengono documenti di vario tipo creati negli ultimi cinque anni, tutti accomunati dal
fatto che si riferiscono a transazioni economiche (fatture, estratti conto e contabili di
banche, analisi di bilancio e altro ancora). Queste cartelle le abbiamo chiamate
Esercizio2011, Esercizio2012 e cos via fino a Esercizio2015. Formano un insieme
ideale per una raccolta che potremmo chiamare Gestioni.
Per passare alloperativit rendiamo visibile il riquadro di spostamento e facciamo un
clic destro sul nome Raccolte, che sta in testa allelenco delle quattro raccolte
predefinite; nel menu contestuale selezioniamo il comando Nuovo, che presenta lunica
opzione Raccolta. Un clic su questa opzione ha leffetto di creare una nuova raccolta
vuota con un nome generico che gi pronto per essere cambiato. Diamo a questa
nuova raccolta il nome Gestioni e confermiamola con un clic. Il risultato di questo
primo e semplice passo visibile nella Figura 3.16.
Windows ci segnala, giustamente, che la raccolta appena creata vuota: lo sappiamo
e adesso dobbiamo procedere a inserirvi le cartelle che ci interessano. Possiamo farlo
agevolmente restando in questa stessa finestra, dove un pulsante con la scritta Includi
una cartella ci consente di procedere subito con il passo successivo.
Figura 3.16 Una nuova raccolta creata direttamente.

Un clic sul pulsante apre una finestra strutturalmente identica alla finestra Questo PC,
intitolata Includi cartella in Gestioni, dove possiamo andare a cercare la prima cartella
effettiva che vogliamo includere nella nuova raccolta. In questa finestra ausiliaria
possiamo selezionare soltanto cartelle e una sola cartella per volta, per cui, dopo aver
individuato la cartella Eserc2008 la selezioniamo e premiamo il pulsante in fondo alla
finestra, che dice Includi cartella. La finestra ausiliaria si chiude e si apre la nostra
raccolta Gestioni, con lindicazione del suo contenuto. Ripetiamo loperazione fino a
inserire nella nuova raccolta tutte e cinque le cartelle che avevamo deciso di includere.
Il nome della raccolta che abbiamo creato compare anche nel riquadro di
spostamento, inserito in ordine alfabetico nellelenco delle raccolte esistenti.
Notiamo che nella barra multifunzione si aperta la scheda Gestisci, sovrastata da un
cartiglio con la scritta Strumenti raccolte. In questa scheda il comando Gestisci raccolta
apre la nostra raccolta in una finestra di dialogo intitolata Percorsi della raccolta
Gestioni, dalla quale possibile, con semplici e intuitive operazioni eseguite con il
mouse, aggiungere alla raccolta quello che si vuole.
Le scritte in testa alla finestra spiegano chiaramente come stanno le cose e ci
ricordano che la creazione di una raccolta non sposta i file che ne fanno parte.
Completiamo quindi il lavoro che avevamo progettato, in modo da ottenere un
risultato simile a quello che mostra la Figura 3.17. Se una cartella inserita nella raccolta
non ci interessa pi, ci basta selezionarla e premere il pulsante Rimuovi: la raccolta
viene eliminata, ma i file ai quali si riferiva restano al loro posto.

Figura 3.17 Si aggiungono o si tolgono percorsi nella raccolta personalizzata Gestioni.

Abbiamo parlato di cartelle inserite nella raccolta: in realt, come specifica bene la
finestra di dialogo qui sopra, la raccolta non contiene cartelle, ma percorsi di cartelle, le
quali rimangono, con tutto il loro contenuto, l dove le abbiamo fatte nascere:
leliminazione del nome di una cartella da una raccolta si limita a cancellare il percorso.
Il Cestino
Possiamo eliminare il collegamento Diario e il file Tigre in agguato.jpg che abbiamo
messo sul desktop trascinandoli nel Cestino con il mouse. Ma che cos il Cestino e a
che cosa serve?
Il Cestino unarea del disco fisso predisposta da Windows 10 al momento
dellinstallazione, dimensionata sul 10 percento della capienza complessiva del disco
fisso. Se il disco C ha una capienza di 500 GB, ovvero cinquecento miliardi di caratteri,
lo spazio predisposto da Windows 10 per il Cestino di 50 MB, cio 50 miliardi di
caratteri.
NOTA I dati conservati nei dischi sono formati da elementi unitari chiamati bit. Otto bit costituiscono
un byte. Un byte un carattere (lettera, cifra, simbolo, segno di interpunzione). Si utilizzano sigle
convenzionali, derivate dal greco, per indicare migliaia, milioni o miliardi di byte, rispettivamente
kilobyte (KB), megabyte (MB) e gigabyte (GB). Il poderoso sviluppo della tecnologia elettronica ha
reso commercialmente disponibili in tempi recenti dischi della capienza di mille miliardi, numero che
si esprime convenzionalmente con il nome di terabyte (TB).

Quando si elimina un file, perch non serve pi o per una qualunque ragione (anche
inavvertitamente), Windows 10 lo mette fisicamente nel Cestino. A tutti gli effetti
pratici il file non c pi, il programma Esplora file non lo vede e neppure lo vede
lapplicativo che lo ha creato. Ma il file non andato perso. Resta nel Cestino dal quale
pu essere ripristinato, volendo, se ci si accorge che leliminazione stata accidentale o
comunque non andava fatta.
Aprendo il Cestino con un doppio clic, si pu esaminarne il contenuto e decidere se
eliminarlo definitivamente o ripristinare qualcuno dei file che ha accantonato.
Possiamo eliminare i due oggetti che stanno sul desktop e che non ci servono pi
sperimentando una tecnica diversa da quelle che abbiamo visto finora per selezionare
pi oggetti. Tracciamo con il puntatore del mouse un riquadro intorno ai due oggetti:
risulteranno circondati da un riquadro pi scuro (Figura 3.18).
A questo punto agganciamo uno qualunque dei due oggetti con il puntatore del mouse
e trasciniamolo verso il Cestino. Si muoveranno entrambi in quella direzione e, arrivati
a contatto con il Cestino, ne verranno ingoiati.
Figura 3.18 La selezione di pi oggetti si pu fare anche graficamente.

Possiamo esaminare il contenuto del Cestino aprendo con un doppio clic la sua
finestra, che ha la stessa struttura delle finestre che abbiamo visto finora. La sua barra
multifunzione contiene le abituali schede File, Home, Condividi e Visualizza, alle quali
si aggiunta (ed aperta) la scheda Gestisci sovrastata dal cartiglio Strumenti cestino.
In questa scheda sono disponibili i comandi Svuota cestino e Ripristina tutti gli
elementi, il cui effetto di eliminare o ripristinare in un solo colpo tutto il contenuto del
Cestino.
Se non desideriamo eseguire unoperazione cos drastica, possiamo selezionare uno
degli oggetti presenti nellElenco file e fare un clic destro; compare un breve menu
contestuale che contiene fra altri due comandi: Ripristina, con il quale quel file viene
tolto dal Cestino e ricollocato nella posizione dalla quale era stato eliminato, ed
Elimina, che cancella definitivamente il file (Figura 3.19).

Figura 3.19 La finestra Cestino con un menu contestuale aperto e la scheda Gestisci della barra
multifunzione.
NOTA Vanno a finire nel Cestino soltanto gli elementi eliminati da dischi fissi, cio interni al
computer; i file e le cartelle eliminati da supporti rimovibili, quali per esempio le chiavi USB, non
vengono accantonati nel Cestino: se li cancellate, la loro eliminazione definitiva.
Copie di sicurezza
Il disco fisso del personal computer un componente strutturale di enorme
importanza: senza CPU (Central Processing Unit) il computer non esiste, ma senza
disco fisso, anche con la pi potente delle CPU non si fa molta strada, anzi, si rimane
praticamente fermi.
Sfortunatamente, il disco fisso un congegno meccanico che ruota velocemente (a
5000 o a 7200 giri al minuto) per tutto il tempo in cui il computer rimane acceso, e
questa sua caratteristica lo rende il componente pi vulnerabile del sistema: la
probabilit che, con il passare del tempo, si rompa non trascurabile e quando questo
dovesse accadere tutto, ma proprio tutto quello che contiene irrimediabilmente perso.
NOTA Nei tablet e in certi modelli di notebook molto leggeri, lequivalente del disco fisso non ha parti
in movimento, perch un circuito integrato di tipo Solid State Disk (SSD). Non per questo si al
sicuro da guasti; per esempio un forte sbalzo di tensione o un eccessivo accumulo di calore
potrebbero trasformare il SSD in un pezzo di carbone, con conseguente perdita dei dati senza il
minimo appello.

Nel disco fisso risiedono i file dei programmi (fra i quali quelli che compongono il
sistema operativo Windows 10) e quelli dei dati. Normalmente, i primi risiedono anche
sui CD o i DVD con i quali vengono distribuiti commercialmente, per cui, in caso di
avaria del disco fisso, dopo averlo sostituito con uno nuovo vi si possono installare
nuovamente i programmi, cominciando dal sistema operativo, per ritrovarsi poi con tutti
gli strumenti che si avevano a disposizione prima della catastrofe.
E i file dei dati? Se non abbiamo avuto laccortezza di farne una copia su un supporto
esterno, come per esempio una chiave USB o il disco fisso di un altro computer
connesso in rete con il nostro, dobbiamo ricostruire tutto il lavoro fatto in passato, cosa
che, nella maggior parte dei casi, praticamente impossibile.
buona norma, quindi, creare sistematicamente copie di sicurezza dei file dei dati,
almeno di quelli pi importanti, utilizzando una delle tecniche descritte nei paragrafi
precedenti. Con loccasione, mentre individuiamo i file da salvare su supporti esterni,
possiamo anche fare un po di pulizia, cancellando i file provvisori, i doppioni e tutto
quello che non essenziale per il nostro lavoro.
Nel fare questa operazione, che sarebbe opportuno eseguire ogni volta che si decide
di spegnere il computer alla fine di una sessione di lavoro, si potrebbe scoprire che le
dimensioni complessive dei file da salvare su un supporto diverso sono di decine di
megabyte. In casi del genere, il supporto pi adatto per archiviare le copie di sicurezza
un disco ottico o CD. Fino a qualche anno fa trasferire dati su un CD richiedeva
apparecchiature ingombranti e molto costose, ma il progresso della tecnica ha reso
ormai banale questa operazione, e tutti i personal computer che si vendono oggi sono
dotati di un dispositivo che non soltanto legge i CD, ma anche in grado di scrivervi
sopra, operazione che in gergo si chiama masterizzazione. Non solo, ma le pi recenti
unit per dischi ottici possono leggere e masterizzare anche i DVD.
NOTA Nelluso comune, vale a dire fuori dal mondo dellinformatica, si chiamano genericamente
DVD i dischi ottici che hanno sostituito le cassette VHS come supporti per i film: questi oggetti, che
per distinguerli possiamo chiamare DVD-Video, contengono dati in forma digitale, con una struttura
di file e cartelle rigorosamente prestabilita, che viene riconosciuta dai lettori di DVD-Video collegati
con il televisore domestico e consente a queste apparecchiature di far vedere il film sul televisore. I
DVD di cui parliamo qui di seguito non sono DVD-Video, ma semplici supporti ottici vuoti, di grande
capienza, che possiamo utilizzare per salvare file e cartelle, organizzandoli nel modo che pi ci fa
comodo.

Esistono in commercio molti programmi specializzati per scrivere su dischi ottici, ma


se il nostro computer dotato di un masterizzatore possiamo trasferire file su un CD o
un DVD senza ricorrere a programmi particolari, utilizzando una funzionalit intrinseca
di Windows 10.
Vediamo come si pu procedere, descrivendo passo passo la procedura. Naturalmente
per poterla eseguire abbiamo bisogno di un CD o di un DVD libero, sul quale si possa
scrivere ( detto in gergo scrivibile, dallinglese recordable), nel quale trasferire i file
che ci interessano.
Supponiamo che i file da archiviare per sicurezza siano tutti quelli contenuti in una
determinata cartella. Apriamo quella cartella con Esplora file e nella scheda Home della
barra multifunzione scegliamo il comando Seleziona tutto, che si trova nella sezione
Seleziona.
Lintero contenuto della cartella risulta cos evidenziato, in fondo allElenco file
vediamo che in questo caso i file sono 328: un clic destro sui file selezionati fa apparire
il menu contestuale. Scegliendo il comando Propriet apprendiamo che quei file
occupano un totale di 388 MB; nello stesso menu contestuale scegliamo il comando
Invia a e al suo interno il sottocomando Unit DVD RW (Figura 3.20).
Figura 3.20 Tutti i file della cartella sono stati selezionati e sono pronti per essere masterizzati su disco
ottico.

Lesecuzione di questo comando apre il cassettino scorrevole del masterizzatore e


presenta una finestra di dialogo intitolata Scrittura su disco, che contiene un invito a
inserire un disco scrivibile nellunit che stata aperta. Un collegamento ipertestuale
Informazioni sulla scelta di un disco segnala che abbiamo a disposizione una guida, se
non abbiamo chiaro quello che si deve fare. Un pulsante di comando Annulla completa
questa semplice finestra di dialogo. Se facciamo clic sul collegamento ipertestuale, si
apre una schermata della Guida di Windows 10, che presenta un elenco delle domande
pi frequenti sulla masterizzazione dei dischi, con le relative risposte.
A questo punto, abbiamo la possibilit di scegliere quale supporto ottico usare per
archiviare il nostro gruppo di file. Se i dati che vogliamo registrare sul disco scrivibile
non superano i 600 MB, come nellesempio che stiamo vedendo, possiamo usare un CD
libero di tipo R o RW; se invece sono di pi, siamo costretti a usare un DVD, che pu
essere di tipo +R, -R o RW. La scelta, per, vincolata dal dispositivo che stiamo
usando: un masterizzatore DVD RW pu scrivere indifferentemente su CD o su DVD,
mentre un masterizzatore CD RW pu masterizzare soltanto CD (come i nostri lettori
avranno capito, le sigle RW stanno per Read/Write, cio lettura e scrittura).
Nel nostro caso, siamo fortunati, in quanto il computer con il quale stiamo lavorando
dispone di un masterizzatore DVD RW, come si vede nella Figura 3.20. I file da salvare
non superano i 600 MB, quindi prendiamo un CD vuoto e lo inseriamo nel
masterizzatore, chiudendo poi il cassettino.
Windows 10 riconosce le caratteristiche del CD e presenta la finestra di dialogo
Masterizza disco, che vediamo nella Figura 3.21.
Abbiamo a disposizione una casella di testo intitolata Titolo del disco, dove possiamo
scrivere un titolo non pi lungo di 16 caratteri. Sotto lintestazione Come utilizzare il
disco, due pulsanti di opzione ci invitano a scegliere fra due alternative per il formato
della registrazione.

Come ununit memoria flash USB, il pi flessibile, salva i file come su una chiave
USB, dando la possibilit di aggiungere o cancellare file, con il vincolo, per, che i
dati salvati in questo modo potrebbero non essere leggibili da un computer che
lavora con un sistema operativo precedente a Windows XP (non un vero
problema, perch rarissimo trovare PC che usino ancora versioni di Windows
anteriori al 2001, anno di uscita di Windows XP).
Con un lettore CD/DVD, salva i dati in un formato che si pu leggere su qualsiasi
computer, ma con il vincolo di scrivere i file tutti in blocco, senza che sia possibile
eliminarne qualcuno in seguito per recuperare spazio sul disco o sostituirne
qualcuno con una versione pi aggiornata.

Un collegamento ipertestuale (Informazioni sulla scelta consigliabile) sotto i pulsanti


di opzione ci porterebbe di nuovo alla Guida in linea di Windows 10, per avere lumi sui
formati CD e DVD che abbiamo a disposizione.

Figura 3.21 Le scelte disponibili per masterizzare un CD.

Rinunciamo alla Guida, optiamo per Con un lettore CD/DVD e facciamo clic sul
pulsante di comando Avanti per proseguire.
Compare la finestra di messaggio convenzionale che viene usata sempre per mostrare
che in corso la copia di file da una cartella a unaltra, nel nostro caso dalla cartella
dorigine sul disco fisso al CD. Dopo un po che in corso il trasferimento, si apre una
segnalazione nellangolo a destra in basso del desktop, appena sopra larea di notifica:
un fumetto con sfondo nero, che porta la scritta Alcuni file sono in attesa di essere
masterizzati su disco, per visualizzare i file, fare clic su questo fumetto. Facciamo clic
sul fumetto, che si chiude; comparir una finestra come quella riportata nella Figura
3.22, che mostra il contenuto del CD in preparazione.

Figura 3.22 I file selezionati per la registrazione sul CD sono visualizzati con unicona particolare.

Vediamo lelenco dei file in attesa di scrittura, i cui nomi portano tutti sulla sinistra
unicona con una freccia blu che punta verso il basso. La barra multifunzione presenta
una scheda Gestisci sormontata dal cartiglio colorato Strumenti dischi e nella sua
sezione Supporti troviamo il comando Completa masterizzazione. Eseguiamo questo
comando, che fa comparire una finestra di dialogo intitolata Scrittura su disco, dove
troviamo il titolo che avevamo impostato prima, unindicazione della velocit di
registrazione, che modificabile (ma opportuno lasciare il valore che appare), e la
segnalazione che, se nel disco vi fossero file che hanno lo stesso nome di quelli che si
stanno per registrare, i nuovi sostituiranno i vecchi. Un clic sul pulsante Avanti avvia
lesecuzione materiale delloperazione, che non dura molto di pi della stessa
operazione eseguita fra dischi rigidi interni.
Concluso il lavoro, viene automaticamente aperto lo sportellino del masterizzatore;
nella finestra di dialogo Scrittura su disco compare lindicazione che la scrittura dei file
sul disco andata a buon fine e ci viene offerta la possibilit di scrivere gli stessi file su
un altro disco.
Ci basta una copia soltanto, quindi chiudiamo la finestra di dialogo con un clic sul
pulsante Fine; la finestra di dialogo si chiude e noi possiamo prendere il CD e riporlo,
sicuri che i nostri preziosi dati saranno difesi da possibili catastrofi che dovessero
devastare il disco fisso del computer.
Il procedimento per salvare file su un DVD anzich su un CD sostanzialmente lo
stesso, con qualche leggera differenza: una volta inserito il DVD scrivibile nel
masterizzatore, questo viene riconosciuto e, se contiene gi altri file salvati con lo stesso
procedimento, i file selezionati si possono inviare direttamente al DVD (con il comando
Masterizza oppure Invia a), dove si aggiungono a quelli esistenti, senza alcuna
segnalazione particolare.
La differenza di comportamento fra CD e DVD si ha quando si usa un DVD vergine,
che non contiene ancora dati. Dopo aver dato il comando Masterizza e aver inserito il
DVD nuovo nel cassettino del masterizzatore, il supporto viene riconosciuto e compare
la stessa finestra di dialogo della Figura 3.21. Per i DVD preferibile optare per il
formato Come ununit memoria flash USB, scelta che avvia una fase preliminare di
formattazione, che viene presentata con la finestra che vediamo nella Figura 3.23.

Figura 3.23 Il DVD nuovo viene formattato prima dellinvio dei dati.

Al termine della formattazione, i file selezionati si inviano direttamente al DVD per


trascinamento, senza passare per la fase intermedia che abbiamo descritto prima.
Conclusa la procedura, compaiono in successione nellangolo inferiore destro del
monitor i due fumetti riportati nella Figura 3.24.
Figura 3.24 Il DVD appena creato disponibile soltanto dopo la chiusura della sessione.

La chiusura della sessione unoperazione indispensabile, che dura qualche secondo


e stabilizza il formato e i file che sono stati travasati nel DVD.
Quando inserito nella sua unit di lettura, un DVD formattato in questo modo pu
essere usato come un qualunque disco esterno collegato al computer: vi si possono
aggiungere file copiandoli da cartelle del disco fisso e poi incollandoli, oppure per
trascinamento, come abbiamo mostrato nel paragrafo Creare cartelle (si veda la
Figura 3.10). Si possono inoltre eliminare individualmente, selezionandoli e dando il
comando di eliminazione da tastiera premendo il tasto Canc o dalla barra multifunzione,
scegliendo il comando Elimina nella sezione Organizza della scheda Home.
Capitolo 4
I componenti base di Windows 10

Windows 10 al tempo stesso un sistema operativo e uninterfaccia utente. In quanto


sistema operativo gestisce le operazioni che si fanno sul computer, sia quelle
dellutente, quindi gli input che vengono dalla tastiera e dal mouse (e dallo schermo
tattile, quando esiste), sia quelle dei programmi per scrivere documenti di testo,
tracciare disegni, presentare immagini, riprodurre suoni e video, comunicare con altri
computer mediante una rete.
Quando un programma ha bisogno di dati da un disco o deve salvarli su un file, deve
chiedere a Windows 10 di farlo per suo conto: in questo modo, avendo un unico agente
centrale che gestisce tutte le operazioni che coinvolgono dati, il sistema sotto
controllo e i rischi di malfunzionamento sono ridotti al minimo.
Chi non fa linformatico di professione, cio la quasi totalit degli utenti di personal
computer, fra le innumerevoli funzionalit di Windows 10 in quanto sistema operativo
utilizza occasionalmente quasi soltanto quelle che servono per esplorare il contenuto dei
dischi, come abbiamo visto nei due capitoli precedenti.
Le funzionalit di interfaccia utente di Windows 10, basate su unampia gamma di
strumenti grafici, sono utilizzate, invece, da tutti gli utenti, specialisti e no, e hanno lo
scopo di rendere semplice e intuitivo il rapporto fra chi usa il computer e gli elementi
che formano il sistema.
La finestra Start
Windows 10, come le versioni precedenti di Windows, si basa su due metafore:
quella della finestra e quella del piano di lavoro o desktop, come si conviene di
chiamarlo.
Una finestra unapertura su una parte del computer, che viene presentata in forme
grafiche per rendere pi facile linterazione fra utente e macchina. Abbiamo visto nei
capitoli precedenti come sono fatte le finestre e come si utilizzano, quindi possiamo
darle per conosciute.
Il desktop una finestra che riempie lintero schermo del monitor, ha una sua
struttura particolare ed anche una cartella che risiede nel disco fisso e nella quale si
possono salvare file. Lidea che lutente si serva del piano di lavoro (il desktop) di
Windows esattamente come utilizza la propria scrivania quando in ufficio o il tavolo
al quale si siede quando a casa, per leggere la corrispondenza, scrivere lettere o
sfogliare un album di fotografie.
Quando si accende un computer che opera sotto il controllo di Windows 10 vengono
eseguite automaticamente alcune operazioni che hanno a che fare con lautorizzazione
alluso del sistema e che vedremo pi avanti in questo stesso capitolo e nei prossimi.
Terminate queste operazioni, abbiamo di fronte una schermata che contiene
unimmagine pi o meno suggestiva, nella quale campeggia come minimo licona del
Cestino (potrebbero esservene altre, predisposte da noi). Questa la schermata del
Desktop e alla sua base presente una striscia rettangolare, la barra delle applicazioni,
che contiene un certo numero di icone che rappresentano programmi ovvero
applicazioni o app, che si possono eseguire facendovi sopra un doppio clic col mouse o
con una pressione prolungata del dito, se il computer un tablet dotato di schermo
tattile.
Non tutte le app di cui dotato il nostro computer sono rappresentate dalle icone che
troviamo nella barra delle applicazioni: lelenco completo si ottiene aprendo la finestra
Start, che abbiamo incontrato brevemente nel Capitolo 2.
Come il suo nome lascia supporre, questa la finestra dalla quale si comincia a
lavorare con le applicazioni o app: per aprirla si pu premere sulla tastiera il tasto
specializzato Win (quello con il logo di Windows 10) oppure si pu fare clic sul
pulsante con lo stesso logo che si trova allestremit di sinistra della barra delle
applicazioni, che abbiamo descritto brevemente nel Capitolo 2.
A stretto rigore, le app disponibili in Windows 10 non sono componenti del sistema
operativo vero e proprio: sono strumenti di lavoro concepiti per essere utilizzati
agevolmente sotto il controllo di Windows 10, ma non ne fanno parte.
Vediamo un possibile aspetto della finestra Start nella Figura 4.1 qui di seguito.

Figura 4.1 La finestra Start.

Abbiamo deliberatamente parlato di possibile aspetto della finestra Start perch il


suo aspetto completamente personalizzabile, a cominciare dalle dimensioni: si pu
ampliarla in verticale agganciando il bordo superiore della finestra con il mouse e
tirando verso lalto. Operando allo stesso modo, ma spingendo verso il basso, si porta la
finestra alle sue dimensioni minime, pari a circa un terzo dellaltezza del monitor.
La finestra Start presenta lelenco completo delle app disponibili nel sistema
disponendo i loro nomi in tre fasce verticali, la prima a sinistra contiene un elenco di
comandi affiancati da piccole icone e pulsanti a freccia, la fascia centrale e quella a
destra contengono una serie di riquadri colorati di varie dimensioni, alcuni quadrati e
altri rettangolari.
Che cosa sono quei riquadri che popolano la finestra Start? Detti in inglese tile (che
in italiano corrisponde pi a mattonella o a piastrella che a riquadro), i riquadri
sono pulsanti di comando per cui, quando vi si fa sopra un clic o un tocco, eseguono
unazione, in generale fanno partire lapp alla quale corrispondono, che potrebbe essere
un programma per scrivere testi, un visualizzatore di foto o di film, uno strumento per la
gestione del sistema Windows e molto altro ancora.
In alcuni casi il riquadro oltre a essere un pulsante di comando che avvia
unapplicazione quando vi si fa sopra un clic, una micro finestra che visualizza
lazione dellapplicazione stessa: il caso dei riquadri Notizie, Mappe, Store e Meteo
che compaiono nella Figura 4.1. Si tratta di app che si avviano automaticamente quando
il computer collegato con il Web.
Abbiamo accennato pi di una volta al fatto che in Windows qualunque comando si
pu dare in almeno due modi diversi e la finestra Start un esempio molto
rappresentativo di questo modo di funzionare di Windows 10: tutte le applicazioni di
qualsiasi natura installate e funzionanti nel nostro computer sono rappresentate nella
finestra Start in due modi diversi: con un nome e con un riquadro. E per buona misura,
ciascuna pu anche essere rappresentata da unicona (che funge da pulsante di comando
esattamente come un riquadro) collocata nella barra delle applicazioni.
I riquadri si possono spostare come meglio si crede, agganciandoli col mouse e
trascinandoli dove si vuole, creando in questo modo un gruppo di riquadri.
Quando si esegue questa operazione, nel momento in cui si affiancano pi riquadri
compare una casella che si estende sullintera larghezza di quel gruppo di riquadri, con
un pulsante di comando sulla destra identificato da due piccole linee disposte in
parallelo. Un clic su quel pulsante d accesso alla casella dove si pu digitare un testo
qualunque che possa servire per dare un nome al gruppo di riquadri che sta sotto quella
casella. Nella Figura 4.1 vediamo in alto a sinistra una casella che contiene il titolo
Applicazioni frequenti, a destra due caselle una con un titolo (Applicazioni di servizio) e
laltra vuota, pronta per ricevere un testo.
Nella Figura 4.2 vediamo la fascia verticale a sinistra della finestra Start, che presenta
un elenco delle app pi usate, seguito da alcuni altri comandi di cui lultimo Tutte le
app serve per avere un elenco completo di tutti i programma applicativi installati nel
computer.
Figura 4.2 La colonna di sinistra della finestra Start elenca i nomi delle app e consente di gestire la
collocazione dei loro nomi in quella finestra.

Un clic destro su uno qualunque dei nomi di app presenti in questa colonna fa uscire
il breve menu contestuale che si vede nella figura, che consente di scegliere in che
modo si vuole mostrare quellapplicazione nella finestra Start:

presentarla in forma di riquadro nelle fasce di destra della finestra Start (se gi non
presente), oppure rimuoverla,
presentarla in forma di icona nella barra delle applicazioni (se gi non presente)
oppure toglierla da l.

A questi due comandi immediatamente intuitivi si aggiungono i comandi

Apri percorso file, che fa aprire una finestra di Esplora file sulla cartella nella
quale contenuto il file del programma selezionato e
Esegui come amministratore, che abilita una modalit particolare di accedere
allapplicazione, che chiariremo pi avanti nel capitolo.

Anche i riquadri che occupano le fasce centrale e destra della finestra Start si possono
ridimensionare, selezionando una delle opzioni che si presentano nel menu contestuale
che vediamo nella Figura 4.3, attivato con un clic destro su un riquadro qualsiasi.
Sono disponibili tre opzioni per la dimensione del riquadro (piccolo, medio, grande).
Lopzione grande in alternativa a orizzontale, dando al riquadro laspetto di un
rettangolo invece di quello di un quadrato.
Il comando Disattiva riquadro animato fa quello che dice ed disponibile,
ovviamente soltanto per i riquadri che rappresentano app tipo Notizie o Meteo, che
mostrano il contenuto dellapp stessa dallinterno del suo riquadro. Se lanimazione
stata disattivata, il menu contestuale presenta il comando Attiva riquadro animato.
Nei riquadri corrispondenti ad app che sono state installate nel computer dallutente,
il menu contestuale presenta anche lopzione Disinstalla, il cui effetto , come facile
intuire, quello di eliminare lapp dal sistema.

Figura 4.3 Le opzioni per modificare dimensioni e posizione di un riquadro.

Cercare unapplicazione
Windows 10 dotato di un discreto pacchetto di app che descriviamo nel Capitolo 9.
A queste se ne possono aggiungere quante se ne vuole, in funzione delluso che si
intende fare del computer. Col tempo, quindi, il computer pu arrivare a contenere
decine di app, per cui pu essere faticoso individuare quella che ci serve in un
determinato momento. Il comando Tutte le app, che si trova al piede della colonna di
sinistra della finestra Start quello da attivare per cercare unapplicazione da eseguire.
Un clic su questo comando apre una colonna in verticale con un elenco in ordine
alfabetico di tutte le app, come possiamo vedere nella Figura 4.4. Nel caso specifico,
vediamo che alcuni nomi sono affiancati dallicona di una freccia che punta verso il
basso: un clic su quella freccia fa uscire lelenco delle app che fanno parte della
famiglia che le aggrega (nella figura vediamo le applicazioni della famiglia Accessori
Windows).
Figura 4.4 Lesecuzione del comando Tutte le app apre un elenco a scorrimento verticale con i nomi delle
applicazioni installate nel computer.

Trovata lapp che interessa in questo elenco, un clic sul suo nome la esegue, mentre
un clic destro apre un breve menu contestuale che permette di scegliere se aggiungerne
il nome ai riquadri di Start oppure inserirlo nella barra delle applicazioni.
Lelenco delle app pu svilupparsi per molte righe, che si fanno scorrere agendo sulla
barra di scorrimento verticale che si trova alla destra della colonna.
I nomi delle app sono elencati in ordine alfabetico, con un primo raggruppamento
riservato ai nomi che iniziano con una cifra da 0 a 9. Si pu semplificare la ricerca di
unapplicazione andando direttamente al gruppo di nomi che iniziano con una lettera
particolare facendo clic su una qualunque delle lettere che fanno da separatore
nellelenco alfabetico Tutte le app. Si ottiene cos una presentazione come quella che
vediamo nella Figura 4.5, dove un clic sulla lettera che interessa (se esiste: quelle
disponibili sono evidenziate in bianco) apre la lista a scorrimento dei nomi delle app dal
punto corrispondente alla iniziale cos selezionata.
Licona del mappamondo in fondo allelenco delle iniziali dei nomi fa riferimento a
un gruppo genericamente chiamato Altro, composto da app residenti nel Web.

Figura 4.5 Lelenco delle iniziali dei nomi delle app disponibili.
La barra delle applicazioni
Riprendendo la metafora del desktop, alla base del piano di lavoro c una barra
particolare, detta barra delle applicazioni, che un po come il cassetto principale della
scrivania: vi si ripongono, pronti allimpiego, gli oggetti di uso pi comune. Questi
oggetti sono icone di programmi o di file che si possono eseguire o aprire con un solo
clic. Alcuni sono, per cos dire, in dotazione, cio vengono collocati nella barra delle
applicazioni automaticamente quando si installa Windows 10, ma si possono rimuovere
o sostituire con altri. Altri oggetti ancora vanno a finire provvisoriamente nella barra
delle applicazioni quando si riduce a icona una finestra aperta sul desktop senza
chiuderla.
Quando si utilizza spesso unapplicazione pu far comodo farla partire direttamente
dal desktop invece di andare a cercarla nella finestra Start.
Se licona dellapp che ci interessa non gi stata inserita nella barra delle
applicazioni (si veda sopra, la Figura 4.2) si pu inserirla direttamente sfruttando il fatto
che, quando lapp stata avviata, la sua icona presente nella barra delle applicazioni:
un clic su questa icona fa uscire il comando Aggiungi alla barra delle applicazioni;
lesecuzione di questo comando ha leffetto di agganciare licona (e lapp stessa) alla
barra delle applicazioni.
Lesecuzione del comando di aggancio alla barra delle applicazioni fa s che un clic
successivo sullicona dellapp cos agganciata faccia uscire il comando Rimuovi questo
programma dalla barra delle applicazioni, col quale si pu sganciare lapplicazione
stessa.
Nella Figura 4.6 vediamo una barra delle applicazioni allopera: quando il puntatore
del mouse tocca licona di unapp, sale un cartiglio col nome del programma: per
eseguirlo, occorre fare un clic. Se licona quella di unapp con un file aperto, il
passaggio del mouse fa salire unanteprima del contenuto del file, che verr riportato
alla sua dimensione originale con un clic.
Quando lapp rappresentata dalla sua icona nella barra delle applicazioni in
esecuzione, compare un tratto di sottolineatura colorato al piede dellicona.
Figura 4.6 La barra delle applicazioni.

Lestremit destra della barra delle applicazioni si chiama area di notifica e contiene
alcuni elementi predefiniti, fra i quali il pi importante e utile un orologio/calendario,
associato a un orologio al quarzo interno al computer, che segna sempre lora esatta (o
quasi).
ATTENZIONE Occasionalmente il sistema operativo arresta lorologio interno al computer per
consentire lesecuzione senza interferenze di certi programmi interni. Queste interruzioni durano
frazioni di secondo, ma a lungo andare lora segnata nellarea di notifica finisce per non
corrispondere pi esattamente con lora effettiva.

Nellarea di notifica vanno a finire automaticamente altri elementi informativi, che


vengono attivati quando serve: per esempio, per segnalare che si collegati con una rete
esterna o che arrivato un messaggio di posta elettronica.
Personalizzazione
Si possono personalizzare sia il modo in cui si presenta la barra delle applicazioni sia
i servizi che offre. Per esempio, da sempre in tutte le versioni di Windows, si pu
agganciare la barra col mouse in una sua zona centrale e trascinarla verso sinistra, verso
destra o verso lalto, in modo da piazzarla su un altro lato dello schermo, diverso da
quello orizzontale in basso dove si colloca per impostazione predefinita. Agganciando
col mouse il suo bordo superiore e stirandolo la si pu ingrandire e quando ingrandita
basta procedere allinverso con lo stesso meccanismo per farla tornare alla sua
dimensione prestabilita.
Oltre agli interventi col mouse si pu far uscire unarticolata finestra di dialogo per
personalizzare la barra delle applicazioni, semplicemente facendovi sopra un clic destro
in un punto libero da icone o altri oggetti e selezionando il comando Propriet dal menu
contestuale che si apre. La finestra di dialogo, come possiamo vedere nella Figura 4.7,
composta da tre schede.

Figura 4.7 La finestra di dialogo per personalizzare la barra delle applicazioni.


Nella prima scheda si pu scegliere se tenere la barra sempre visibile, quindi
bloccata, o far s che si nasconda quando non serve, per avere maggior spazio nello
schermo; sono disponibili anche i comandi, tramite una casella di riepilogo, per
spostarla in basso, a destra, a sinistra o in alto.
Se si ha bisogno di avere parecchi pulsanti nella barra pu convenire spuntare
lopzione Usa pulsanti piccoli; premendo il pulsante Personalizza associato alla dicitura
Area di notifica si accede a una funzionalit di impostazioni che vedremo nel prossimo
capitolo.
Le altre opzioni disponibili nelle tre schede Barra delle applicazioni, Esplorazione e
Barre degli strumenti contengono opzioni irrilevanti per gli usi pi comuni di Windows
10 e possiamo trascurarle.
La personalizzazione del desktop
I progettisti di tutte le versioni di Windows hanno sempre pensato che fosse
opportuno consentire agli utenti di personalizzare laspetto del desktop, perch la
finestra che gli corrisponde occupa lintero schermo e chi usa il computer se la trova
sempre sotto gli occhi; lidea buona e le opzioni disponibili in Windows 10 per
allestire il desktop sono molte e facili da usare, col vantaggio, non indifferente, che si
possono provare tutte in pochi istanti, rendendo permanenti quelle che piacciono, per
poi tornare a modificarle in seguito, se lo si vuole, con la stessa facilit.
La schermata del desktop contiene unimmagine che la riempie tutta: se non ci piace,
possiamo sostituirla con una qualunque o scegliere uno sfondo di un colore uniforme.
Per farlo, basta un clic destro in una zona libera del desktop, che fa uscire un menu
contestuale, come accade in tutte le finestre di Windows. Scegliendo il comando
Personalizza nel menu contestuale si apre la finestra che vediamo nella Figura 4.8, che
una delle nove parti in cui si articola un importante strumento di lavoro chiamato
Impostazioni, che esamineremo approfonditamente nel prossimo capitolo.
La finestra aperta sulla sezione Sfondo della categoria Personalizzazione.

Figura 4.8 La sezione Sfondo della finestra Personalizzazione, che d accesso a una serie di opzioni per
personalizzare le schermate di Windows 10.
Nel pannello di destra della sezione Sfondo c unimmagine schematizzata del
desktop: sotto presente una casella di riepilogo intitolata Sfondo: le opzioni che si
hanno a disposizione in questa casella combinata sono Immagine, Tinta unita e
Presentazione. Lopzione predefinita Immagine.
Subito sotto questa casella combinata compaiono cinque miniature di immagini, fra
le quali si pu scegliere quella da utilizzare come riempimento dello sfondo del
desktop. Se nessuna ci sembra adatta possiamo andarne a cercarne unaltra agendo sul
pulsante di comando Sfoglia che si trova subito sotto.
Come che sia, scegliendo unimmagine, fra quelle predefinite o fra quelle che
abbiamo a disposizione nel nostro computer, fatta la scelta con un clic, immediatamente
limmagine del desktop cambia, sia nello schema che sta allinizio della finestra sia nel
desktop vero e proprio, per cui possiamo immediatamente controllare se la scelta vista
nel concreto ci piace o preferiamo cambiarla.
Non obbligatorio avere una sola immagine fissa come sfondo. Optando per
Presentazione nella casella combinata per la scelta dello sfondo e poi andando a cercare
una cartella con il comando Sfoglia dove vi sia una serie di immagini che ci piacerebbe
vedere scorrere sul desktop. Con questa scelta sullo schermo verranno visualizzate in
successione, a intervalli prestabiliti, tutte le immagini, una per volta, contenute nella
cartella che abbiamo selezionato per la presentazione.
Se scegliamo di avere unimmagine per il nostro desktop possiamo stabilire in che
modo quellimmagine verr visualizzata, selezionando unopzione fra quelle disponibili
nella casella combinata Scegli una posizione: Riempi, Adatta, Allunga, Affianca,
Centra, Estendi.
Se le immagini, come che siano, non ci stanno bene, possiamo selezionare Tinta unita
nella casella combinata Sfondo e subito sotto nel pannello di Sfondo compariranno al
posto delle immagini predefinite 24 tasselli di altrettanti colori diversi fra i quali
scegliere quello che preferiamo come sfondo in tinta unita: un clic su ciascun tassello lo
rende attivo e permette di verificare concretamente come si presenterebbe il nostro
desktop se selezionassimo quel colore come sfondo in tinta unita.
Nel pannello di sinistra troviamo il nome della sezione Colori, che se selezionata
offre alcune opzioni per il colore di sfondo da scegliere nel pannello di destra e che
possiamo trascurare accettando limpostazione predefinita.
La sezione Schermata di blocco presenta nel pannello a destra gli stessi strumenti
della sezione Sfondo e consente di personalizzare la schermata che Windows 10
presenta allaccensione del computer e che detta schermata di blocco perch blocca
laccesso al computer se prima non la si fa scomparire premendo il tasto Invio o
trascinandola via col mouse per accedere cos alla schermata iniziale vera e propria,
quella in cui si digita la password per essere autorizzati a usare il computer.
In fondo al pannello di destra della sezione Schermata di blocco vi sono quattro
collegamenti ipertestuali; i primi due, Scegli unapp di cui visualizzare lo stato
dettagliato e Scegli le app per cui visualizzare il riepilogo dello stato, sono affiancati da
pulsanti di comando che permettono di selezionare i nomi delle app da visualizzare
nelle due modalit indicate.
Il terzo collegamento ipertestuale, Impostazioni timeout schermo, se selezionato apre
la sezione Alimentazione e sospensione della categoria Sistema dello strumento
Impostazioni, nella quale si possono scegliere i tempi di attesa per disattivare lo
schermo per risparmiare energia elettrica se si sta lavorando con un computer
alimentato a batteria e varie altre opzioni dello stesso tipo.
Il quarto collegamento ipertestuale Impostazioni screen saver attiva una funzionalit
che descriviamo qui avanti nel paragrafo Screen saver.
Un clic sulla sezione Start fa aprire nel pannello di destra le opzioni per
personalizzare i contenuti del menu Start, Notiamo in questa finestra luso di un
controllo grafico nuovo tipico di Windows 10, il commutatore che ha laspetto
seguente:

Un clic su un controllo commutatore inverte la sua impostazione, da Attivato a


Disattivato e viceversa.
Le funzionalit di Start che si possono personalizzare sono elencate con chiarezza nel
pannello che vediamo nella Figura 4.9.
Figura 4.9 Il pannello Start della sezione Personalizzazione di Impostazioni elenca le opzioni possibili per
personalizzare le funzionalit del menu Start.

Il contenuto e laspetto della finestra Start si possono personalizzare nel modo che
abbiamo descritto sopra (Figure 4.2 e 4.3), le opzioni che vediamo nella Figura 4.9 sono
disponibili per personalizzare il modo di comportarsi del menu Start. Particolarmente
interessante lopzione descritta in questo modo:

Mostra gli elementi aperti di recente in Jump List in Start o nella barra delle
applicazioni.

La Jump List, come il suo nome lascia intuire, un elenco di posizioni alle quali si
pu saltare: di fatto un elenco di nomi di file aperti di recente che si pu far uscire
facendo un clic destro sullicona di unapp presente nella barra delle applicazioni:
selezionando un nome qualunque nellelenco Jump List che compare si apre
direttamente il file che vi corrisponde.
Un clic sulla voce Temi che troviamo nel pannello di sinistra della sezione
Personalizzazione dello strumento Impostazioni che stiamo descrivendo apre nel
pannello di destra alcuni collegamenti ipertestuali che danno accesso a funzionalit che
appartengono a uno storico strumento di Windows, chiamato Pannello di controllo, le
cui funzionalit sono state in gran parte assorbite in Windows 10 dallo strumento
Impostazioni, ma che comunque disponibile per un gran numero di impostazioni.
Un clic quindi su Impostazioni del tema nel pannello Temi apre la finestra del
Pannello di controllo che vediamo nella Figura 4.10.

Figura 4.10 Il Pannello di controllo presenta i possibili temi di Windows.

Nelle versioni pi vecchie di Windows, era possibile intervenire con le


personalizzazioni sui pi minuti particolari delle finestre e dei menu, modificando a
proprio gusto e separatamente colori di sfondo, caratteri dei comandi e altri elementi,
col rischio di creare guazzabugli ingestibili, che a volte rendevano impossibile lavorare
in modo agevole con linterfaccia utente. Per evitare questo genere di rischi, le ultime
versioni di Windows limitano deliberatamente larbitrio dellutente, consentendogli
soltanto di scegliere fra temi, cio insiemi predefiniti, omogenei e armonici, di
elementi grafici. Windows 10 mette a disposizione tre temi predefiniti e altri quattro
detti a contrasto elevato. Scegliendo uno qualunque fra questi sette temi si impostano
automaticamente lo sfondo del desktop, il colore delle finestre e i suoni che vengono
emessi al verificarsi di determinati eventi.
La scelta del tema si effettua con un semplice clic sul suo nome, e diventa
immediatamente operativa. Se non piace si pu sostituire con un altro tema, scelto fra
quelli elencati nella finestra di dialogo oppure andando a cercarne uno nel sito web di
Microsoft con un clic sul collegamento ipertestuale Altri temi online.

Screen saver
Il collegamento ipertestuale Impostazioni screen saver nella sezione Schermata di
blocco di Impostazioni/Personalizzazione apre la finestra di dialogo Impostazioni
screen saver, che vediamo nella Figura 4.11, con la quale si pu scegliere un salva
schermo fra quelli predisposti in Windows 10 oppure crearne uno.
Si chiama screen saver o salva schermo un programma di grafica che nei periodi
in cui il computer inattivo visualizza una serie di immagini in continuo movimento,
allo scopo di evitare che sul monitor resti troppo a lungo la stessa immagine. Questa
attivit grafica si avvia automaticamente dopo che il computer non ha ricevuto alcun
input dallutente per un determinato intervallo di tempo e si interrompe non appena si
muove il mouse o si preme un qualunque tasto.
ATTENZIONE Se il computer sta lavorando senza interagire con lutente, per esempio sta
aggiornando un programma o scaricando dati dal Web, questa attivit continua anche se una
prolungata assenza di input dellutente fa partire lo screen saver.

Gli screen saver sono un retaggio di un periodo in cui la superficie interna del
monitor, ricoperta di materiali a base di fosforo, tendeva a consumarsi se una traccia
per esempio una riga da stampare restava troppo a lungo nella stessa posizione. Col
tempo, lo schermo si riempiva di screziature sgradevoli, che ne compromettevano la
qualit. I monitor a cristalli liquidi (LCD) che hanno sostituito quelli a tubo catodico
(CRT) non hanno questo problema, per definizione, e quindi non hanno bisogno di
screen saver: per questi possono essere divertenti e molti li adottano per puro piacere
estetico.
Figura 4.11 La finestra di dialogo per scegliere e impostare lo screen saver.

Per scegliere uno screen saver, si fa scendere lelenco di quelli disponibili con un clic
sulla freccia a discesa della casella combinata che sta a sinistra, si fa clic sul nome che
interessa e nel piccolo schermo al centro della finestra di dialogo lo si vede in azione.
Se questa anteprima su scala ridotta non sufficiente per valutarne le caratteristiche, un
clic sul pulsante Prova manda in esecuzione lo screen saver a schermo pieno, fino a
quando un qualunque movimento del mouse interrompe lazione e ricompare la finestra
di dialogo Impostazioni screen saver.
Per gli screen saver Foto e Testo 3D attivo il pulsante Impostazioni, che nel caso di
Testo 3D apre una casella nella quale comporre una breve scritta, che verr poi
visualizzata dallo screen saver con vari effetti tridimensionali, mentre nel caso di Foto
si pu indicare una cartella che contiene immagini che verranno visualizzate dallo
screen saver con sequenze e velocit scelte in sede di impostazione.
Nella stessa finestra di dialogo che vediamo in figura si pu poi scegliere per quanto
tempo il computer deve restare senza input prima che lo screen saver entri in azione.
Lutente di Windows 10
Per capire chi sia lutente di Windows dobbiamo anticipare brevemente alcune
nozioni che approfondiremo nei prossimi capitoli. Windows 10, oltre alla metafora della
scrivania, utilizza quella della rete. Anche se il personal computer sul quale lavoriamo
uno solo, senza collegamenti con alcuna altra macchina, n locale n remota, viene
considerato un elemento di una rete, e chi vi lavora sopra pu farlo in quanto connesso
o collegato con questa rete (che nei casi limite una rete monadica, formata da un solo
computer). Non solo, ma il computer ha un amministratore, che ha il potere di
concedere autorizzazioni per laccesso alle risorse del computer e questo
amministratore non coincide necessariamente con chi sta usando il computer in un
determinato momento (lutente).
Insomma, per dirla francamente, un vero pasticcio.
In condizioni normali, quando esiste un solo utente/proprietario/amministratore su un
solo computer, lunica cosa che risulta dalla metafora della rete che allatto
dellinstallazione di Windows 10 viene chiesto di indicare un account utente, cosa che si
fa digitando un nome in una casella di testo. Il nome dellutente, associato per
impostazione predefinita allimmagine di un manichino, compare ogni volta che si
avvia il computer e viene anche visualizzato in permanenza nellangolo superiore
sinistro del menu Start.
NOTA La parola account in inglese vuol dire conto e nel gergo informatico si usa per riferirsi in modo
generico a chiunque sia autorizzato ad accedere a un sistema computerizzato. Il termine nacque
agli inizi della multiutenza sui grandi computer, che erano macchine costosissime: a ogni utente
corrispondeva una posizione contabile, un account, appunto, che serviva per addebitare a ciascuno i
consumi di tempo macchina e loccupazione di spazio sui dischi, cos da ripartire i costi di gestione
in modo proporzionale allutilizzo effettivo da parte dei vari utenti, che per similitudine venivano
chiamati anche loro account.

Laccount Microsoft
Per usare appieno Windows 10 necessario munirsi di un account Microsoft, che si
concretizza in un indirizzo di posta elettronica.
Durante linstallazione di Windows 10 ci chiedono di indicare un account che funga
da amministratore del sistema e ci invitano caldamente a indicare a questo scopo un
indirizzo di posta elettronica Microsoft, quindi un account Microsoft, se gi lo abbiamo
oppure anche a fornire un qualunque indirizzo e-mail attivo da far considerare come
account Microsoft.
Dal momento che sembrano esserci alcuni vantaggi nel designare un account
Microsoft, possiamo aderire tranquillamente allinvito formulato con tanta insistenza,
anche perch niente ci impedir, in un secondo tempo, di creare altri account utente
come piacciono a noi e non necessariamente riconducibili ad account Microsoft.
Quando accettiamo di registrarci con un account Microsoft possiamo crearlo al
momento fornendo alcune informazioni che Microsoft si impegna a utilizzare soltanto
per consentire il recupero dei nostri dati in caso di smarrimento della password:
opportuno fornirli perch sono determinanti non soltanto per il recupero di una
password dimenticata, ma anche e soprattutto per poter accedere a servizi particolari
che vedremo fra poco. Le informazioni richieste sono: la data di nascita, un numero di
telefono cellulare, un indirizzo di posta elettronica alternativo a quello gi fornito come
account Microsoft e non necessariamente associato a un account Microsoft e la risposta
a una domanda di controllo, scelta fra varie disponibili. La procedura per fornire e
stabilizzare queste informazioni si avvia dalla schermata che vediamo riprodotta nella
Figura 4.12.
Impostando un account Microsoft come account dellutente/amministratore del
nostro computer che lavora sotto Windows 10 riceviamo in omaggio e a titolo
completamente gratuito un utile e comodo servizio cloud di Microsoft chiamato
OneDrive: di che cosa si tratta?
Da qualche anno, nel grande sistema di reti di computer interconnesse a livello
mondiale e noto a tutti col generico nome di Internet, sono stati fatti enormi
investimenti in hardware, mettendo in linea innumerevoli nuovi server dotati di dischi
con capienze vertiginose e tutti interconnessi con cavi in fibra ottica capaci di trasferire
mostruose quantit di dati in tempi brevissimi.

Figura 4.12 La schermata del sito web dalla quale si avvia il processo di creazione o modifica di un
account Microsoft.

Questi investimenti sono stati fatti (e se ne fanno continuamente di nuovi) da


numerose imprese allavanguardia nellinformatica, fra le quali la nostra Microsoft.
Perch lo hanno fatto e continuano a farlo? Per guadagnare, naturalmente, visto che
nessuna di queste imprese un ente di beneficienza. Lidea quella di recuperare gli
investimenti e non solo, noleggiando ampi spazi sui nuovi server nei quali societ
industriali e commerciali che si servono da sempre dellinformatica per gestire i loro
business possano parcheggiare tutti i loro file in modo da accedervi soltanto attraverso
Internet.

Vantaggio per i clienti: ridurre quasi a zero gli investimenti in hardware delle loro
imprese.
Vantaggio per chi fornisce questo servizio: ottenere ricavi via via crescenti dal
noleggio dello spazio per i file dei clienti nei dischi dei loro server.

Questa concezione piuttosto nuova del business viene genericamente chiamata


cloud, parola inglese che, come noto, significa nuvola: non di una nuvola
meteorologica si tratta, ma di uno spazio di archiviazione idealmente collocato in un
mondo intangibile, che potrebbe benissimo essere in una nuvola in cielo, per quel che
ne sanno gli utenti, per i quali non importante dove siano i loro dati, ma essenziale
potervi accedere sempre, in sicurezza e senza rischiare di perderli.
Microsoft fornisce gi da tempo servizi cloud a suoi clienti industriali in tutto il
mondo e, forte della gigantesca capacit di archiviazione e di servizio web di cui
dispone, offre col nome OneDrive un posto nella sua nuvola a qualunque utente lo
desideri, a condizione che si qualifichi con un account Microsoft.
Le dimensioni della cloud offerta da Microsoft non sono trascurabili: si tratta di 25
GB a titolo gratuito, ai quali se ne possono aggiungere altri a pagamento; per un utente
privato senzaltro un ottimo affare.
Il punto di forza di OneDrive (e di tutti i servizi del genere basati su cloud) sta nel
fatto che vi si possono agevolmente depositare file ricavandoli da qualunque strumento
di lavoro informatico si abbia a disposizione computer da tavolo, notebook, tablet,
smartphone e si pu accedere a quei file dovunque ci si trovi nel mondo, quale che sia
lo strumento che si ha a disposizione in quel momento, purch, come ovvio, sia
collegabile al Web (meglio se mediante una connessione potente e veloce).
Quando si installa Windows 10 qualificandosi con un account Microsoft, a questo
account viene automaticamente assegnato uno spazio OneDrive standard, che
naturalmente allinizio vuoto, ma pu essere agevolmente utilizzato eseguendo lapp
OneDrive dal menu Start: quando si apre la sua finestra, un clic destro in un punto
qualsiasi della schermata fa comparire un elenco dei comandi disponibili (Crea, Carica,
Play, Scarica, Condividi, Incorpora, Gestisci, Cancella selezione), come si vede
nellintestazione della schermata riprodotta nella Figura 4.13.

Figura 4.13 La schermata di OneDrive con i comandi che si possono eseguire.

Il comando che interessa Carica: eseguendolo si apre una finestra Elenco file con
un elenco di file contenuti nel computer, fra i quali si possono agevolmente scegliere
quelli da caricare in OneDrive.
Per utilizzare la nostra porzione di cloud dobbiamo semplicemente accedere con un
computer di qualunque tipo, smartphone incluso, al sito web www.OneDrive.com:
allapertura della corrispondente pagina web ci chiedono, come naturale, nome
dellaccount e relativa password e una volta verificato che sia tutto a posto possiamo
lavorare con i file che abbiamo depositato nella cloud come se fossero fisicamente nello
strumento col quale siamo collegati col Web.
Particolare di notevole interesse ai fini della sicurezza: se ci si collega con un
computer diverso da quello col quale stata fatta linstallazione di OneDrive, dopo la
richiesta di nome account e relativa password una finestra di dialogo ci chiede con
cortese fermezza con quale strumento vogliamo far sapere che siamo davvero noi a
chiedere il servizio e non qualche furbone che si impossessato della nostra password.
Qui vengono buone le informazioni che ci sono state chieste allatto della creazione del
nostro account principale, vale a dire un indirizzo e-mail alternativo e il numero di un
telefono cellulare. Possiamo scegliere, quindi, fra queste due opzioni. Se scegliamo il
telefono cellulare, si apre una seconda finestra di dialogo che chiede linserimento di un
codice e di l a qualche secondo riceviamo sul cellulare che abbiamo indicato un SMS
che dice testualmente:
Usa il codice XXXXXXX per verificare il tuo account Microsoft.

Non ci resta che inserire il codice cos ricevuto nellapposita casella di testo
dellultima finestra di dialogo per poter accedere in tutta sicurezza ai nostri file nello
OneDrive.
NOTA Possiamo accedere al nostro OneDrive anche utilizzando un computer che non usa Windows
10 (e neppure Windows, se per questo): ci basta accedere con quel computer al sito web
https://onedrive.live.com/ e fornire le credenziali predisposte per il nostro specifico OneDrive.

Limmagine dellutente di Windows 10


Supponiamo che lutente/account Marco Ferrero non gradisca di essere rappresentato
da un manichino e preferisca, che so, una foto di Brad Pitt. Se dispone di un file con
questa foto, pu agevolmente fare lo scambio, facendo clic sullimmagine che lo
rappresenta nella finestra Start e che intende cambiare. Il clic o il tocco sullimmagine
fa aprire un breve elenco di comandi, fra i quali c quello che lo interessa: Modifica
impostazione account. Eseguendo quel comando viene portato nella finestra
Impostazioni sezione Account, che nel pannello di sinistra elenca le opzioni accessibili
per le impostazioni e in quello di destra mostra limmagine corrente, associata a un
pulsante Sfoglia, premendo il quale, col mouse o col dito, il nostro viene portato in una
finestra di esplorazione delle cartelle del computer, allinterno delle quali pu cercare
quello che gli serve. Se il computer dotato di una fotocamera, un pulsante con la
parola Fotocamera immediatamente sotto il pulsante Sfoglia gli consente di appagare
ancora di pi il suo narcisismo facendosi una fotografia con lautoscatto.
Se preferisce la foto del noto attore, quando lavr trovata selezioner il file con
limmagine di Brad Pitt e torner alla finestra Impostazioni/Account, che gi
visualizzer la modifica.
Quando avvier di nuovo il computer il nostro Marco Ferrero si vedr rappresentato
in modo molto pi lusinghiero (Figura 4.14).
Figura 4.14 Limmagine dellutente stata modificata.

Limmagine dellutente connesso soltanto una questione estetica. Il concetto di


utente connesso, invece, importante: vediamo perch.
I progettisti di Windows 10 hanno fatto un po di ricerche di mercato e hanno
scoperto che in molte famiglie esiste un solo personal computer, ma pi persone
lutilizzano, a volte accapigliandosi per avere il diritto a utilizzarlo pi a lungo degli
altri (un po quello che accade quando una famiglia numerosa abita in un appartamento
dove c un solo bagno o un solo televisore).
Da questa premessa, ampiamente condivisibile perch fattuale, hanno derivato lidea
che se pi persone utilizzano lo stesso computer a turno, probabilmente ciascuna di
queste ha le sue preferenze per quanto riguarda le impostazioni generali o specifiche del
sistema: c chi ama lo sfondo del desktop con le colline verdi e chi preferisce vedere
una nave spaziale; c chi abituato a usare un solo clic per aprire una finestra o avviare
unapplicazione e chi detesta rinunciare alle sue abitudini e vuole continuare a fare il
doppio clic.
Se un utente subentra a un altro e le impostazioni di chi lo ha preceduto non gli
piacciono, magari deve passare un buon quarto dora a eliminarle e a impostare le sue,
creando per lo stesso fastidio allaltro utente quando riprender la macchina e trover
che niente gli funziona pi come prima.
Tutto ci premesso, ecco la soluzione messa in opera da Windows 10.

Il computer ha sempre un amministratore, che ne ha il controllo completo.


Questo amministratore crea uno o pi account, al momento dellinstallazione di
Windows 10 o in qualunque momento successivo.
Quando lamministratore crea un account, gli assegna un nome, una password per
farsi riconoscere e un certo numero di autorizzazioni: Giovanna pu creare cartelle
soltanto in un suo spazio, pu modificare laspetto del desktop e usare una sua
connessione con lesterno tramite modem; Filippo ha le stesse autorizzazioni, ma
non pu connettersi col Web e cos via.

Quando si accende un computer che lavora sotto Windows 10 e nel quale ha operato
un amministratore assegnando account, chi ha avviato la macchina si deve connettere,
come se fosse in rete e non davanti a una macchina singola, inserendo in apposite
caselle di testo il suo nome convenzionale e la sua password. Da quel momento pu
agire sul computer nei limiti delle autorizzazioni che gli sono state date.
Naturalmente, quando il computer utilizzato da una persona sola, gli account
dellamministratore e del primo e unico utente coincidono, ma rimane sempre la
distinzione concettuale fra i due ruoli.
Resta da vedere in quale misura, in un paese di individualisti anarchici e disordinati
come il nostro, la possibilit offerta da Windows 10 di distribuire ruoli e autorizzazioni
a persone diverse sulla stessa macchina contribuir alla pace familiare.
Lavorare con pi finestre
Le funzionalit grafiche di un PC sono normalmente assicurate da un complesso
circuito specializzato, genericamente detto scheda grafica, che nelle sue forme pi
evolute e potenti un computer a tutti gli effetti, al quale il sistema operativo delega
tutte le attivit di gestione del monitor e delle immagini.
Salvo casi particolari, in genere i personal computer oggi (2015) in uso sono tutti
dotati di schede grafiche di buona potenza, quindi possono sfruttare le ricche
funzionalit grafiche consentite da Windows 10.
Per capire bene di che cosa si tratti dobbiamo ricordare che, quando si lavora col
computer, possibile aprire e tenere aperte pi finestre contemporaneamente.
Ricordiamo anche che, se sono aperte pi finestre, quella con la quale si lavora detta
finestra attiva ed quella che riceve linput dal mouse o dalla tastiera. Per passare da
una finestra a unaltra si pu fare clic su un punto qualunque della finestra che interessa,
che diventa attiva al posto della precedente. Se la presenza di pi finestre aperte
contemporaneamente sul desktop pu creare confusione o essere scomoda, perch
magari non si riesce a individuare quella da attivare, si possono mantenere aperte allo
stato latente, per cos dire, tutte quelle che non interessano, riducendole a icona con un
clic sul primo dei tre pulsanti di comando che stanno nellangolo superiore destro di
tutte le finestre.
Come abbiamo visto parlando della finestra Start, se al suo interno si seleziona con
un clic destro il nome di unapp si apre un breve menu contestuale dove disponibile
fra gli altri un comando per aggiungere quellapp alla barra delle applicazioni.
Quando licona di unapp inserita nella barra delle applicazioni, il passaggio del
mouse su quellicona fa comparire il nome dellapplicazione, per maggior chiarezza. Un
clic destro sullicona fa salire un articolato menu contestuale simile a quello che
vediamo nella Figura 4.15.
Figura 4.15 Le informazioni sullapp la cui icona stata inserita nella barra delle applicazioni.

Nellesempio, la figura mostra il pannello che sale quando si fa clic destro sullicona
dellapplicazione Paint: nella parte inferiore troviamo il nome in chiaro dellapp e due
possibili comandi; nella parte superiore compare un elenco dei documenti pi recenti
che sono stati creati con quellapp: la lunghezza di questo elenco modificabile ed la
Jump List di cui si parla nella scheda Menu Start della finestra di dialogo Propriet
della barra delle applicazioni (si veda la Figura 4.9 qui sopra).
Selezionando uno dei nomi nella Jump List compare sulla sua destra licona di uno
spillo e un clic destro su quellicona fa uscire un ulteriore menu contestuale dove fra
gli altri comandi disponibili c quello per rimuovere dalla Jump List il nome che
stato selezionato.
Le icone che si trovano sulla barra delle applicazioni rappresentano altrettante
applicazioni: quelle che risiedono in quella posizione perch vi sono state
deliberatamente depositate col comando Aggiungi alla barra delle applicazioni
evidenziano un conciso cartiglio col loro nome quando vi si passa sopra il puntatore del
mouse e lapp corrispondente si pu mandare in esecuzione con un doppio clic
sullicona.
La presenza di una barretta colorata al piede di una di queste icone segnala che
lapplicazione corrispondente aperta ed in esecuzione, ma non occupa spazio
nellarea del desktop perch stata ridotta a icona. Un clic destro sullicona cos
contrassegnata produce lo stesso effetto grafico che abbiamo descritto sopra in
riferimento alla Figura 4.12, ma il passaggio del mouse provoca un effetto diverso,
mostrando in formato ridotto lanteprima del documento aperto (o dei documenti, che
potrebbero essere pi di uno) come si vede dalla Figura 4.16.

Figura 4.16 Lapp Word ridotta a icona nella barra delle applicazioni aperta su tre diversi documenti.

Un clic su unanteprima riporta la finestra dellapp alle dimensioni che aveva prima
di essere stata ridotta a icona e consente di riprendere a lavorare sul documento o sul
file generato dallapp stessa.
Quando la barra delle applicazioni contiene pi icone di finestre ridotte a icona, si
pu passare dalluna allaltra in vari modi. Come abbiamo visto sopra, il passaggio del
puntatore del mouse sulla base di una pila di icone fa uscire le anteprime delle finestre,
rimpicciolite: un successivo clic sul nome di quella che interessa la riporta alle
dimensioni che aveva prima di essere ridotta a icona.
In alternativa a questo metodo semplice ed elementare, si pu dare un comando
premendo la combinazione di tasti Alt + Tab: al centro del desktop si apre una finestra
composta da tante piccole anteprime delle finestre che si trovano in forma di icone nella
barra delle applicazioni: vediamo questa finestra nella Figura 4.17. Tenendo premuto il
tasto Alt, ogni nuova pressione del tasto Tab seleziona lanteprima successiva
dellelenco: rilasciando il tasto Alt si apre il documento la cui anteprima selezionata in
quel momento.
Figura 4.17 Le anteprime delle finestre ridotte a icona nella barra delle applicazioni si possono visualizzare
in successione premendo i tasti Alt + Tab.

Quando ci sono pi documenti ridotti a icona, un clic destro sullicona della loro app
fa uscire un piccolo menu contestuale dove evidenziato il nome dellapp stessa ed
disponibile il comando Chiudi tutte le finestre, se sono aperti pi documenti, o il
comando Chiudi finestra se ce n soltanto uno. Un clic su quel comando chiude i
documenti e le loro anteprime spariscono.
Ancora una funzionalit grafica di Windows 10, al limite della trovata (ma pu anche
rivelarsi utile). Se abbiamo sul desktop pi documenti aperti, di qualunque tipo e
vogliamo ridurli a icona tutti meno uno, selezioniamo la finestra del documento che ci
interessa, agganciamo col puntatore del mouse la sua barra del titolo e scuotiamo
leggermente lintera finestra: istantaneamente tutte le altre finestre aperte si riducono a
icona. Divertente.
Lavorare con pi desktop
Da sempre in tutte le versioni di Windows si possono avere pi documenti aperti
nello stesso momento, eventualmente prodotti con app diverse, cos che sia agevole
passare da un documento a un altro, una prassi che ricorre molto spesso quando. per
esempio, si sta scrivendo un nuovo elenco ricavando dati da una tabella gi esistente,
che potrebbe essere un catalogo di prodotti o una rubrica di indirizzi. Niente di
eccezionale, quindi; la metafora della scrivania, il desktop, corrisponde perfettamente al
modo in cui si lavora di solito, in ufficio o a casa propria.
Avere la possibilit di mantenere aperte pi finestre per poter lavorare comodamente
su un particolare progetto che ha bisogno di molteplici fonti di dati unottima cosa.
Ma come possiamo lavorare comodamente quando abbiamo nel corso della stessa
giornata due o tre o anche quattro progetti/attivit da eseguire? Come passare dalluna
allaltra col minimo sforzo?
Lideale sarebbe poter avere pi piani di lavoro, pi scrivanie o desktop che dir si
voglia, su ciascuno dei quali tener pronto lassortimento di documenti (e quindi di
finestre) che servono per quellattivit. Quando il momento, lasciamo tutto come sta
nella scrivania sulla quale stavamo lavorando sul budget, per esempio, e passiamo al
piano di lavoro dove sbrighiamo la corrispondenza con i clienti per poi passare in un
terzo momento alla preparazione di una nota finanziaria utilizzando app specializzate a
questo scopo e acquisendo dati da una finestra aperta su un sito web. E al termine di
questa attivit possiamo tornare a occuparci del budget, ritrovando intatta la scrivania
con i documenti aperti sui quali stavamo lavorando qualche ora prima.
Una novit interessante introdotta da Windows 10 la possibilit di moltiplicare i
desktop, cio avere pi tavoli di lavoro nei quali aprire documenti diversi, potendo
passare da un tavolo a un altro con una manovra molto semplice, simile a quella che
abbiamo descritto nel paragrafo precedente per passare da un documento a un altro
nello stesso piano di lavoro.
Si ottiene un nuovo desktop premendo un pulsante che porta la dicitura
Visualizzazione attivit, collocato nella barra delle applicazioni subito a destra del
pulsante per avviare lapplicazione Cortana. Il pulsante identificato da un grafismo
formato da un quadrato sovrapposto a un rettangolo:
Premendo questo pulsante compare nellangolo inferiore destro della schermata un
nuovo pulsante di comando identificato da un segno pi e dalla dicitura Nuovo desktop:
un clic su questo pulsante e si ottiene il risultato che vediamo nella Figura 4.18.

Figura 4.18 La pressione del pulsante Visualizzazione attivit avvia la creazione di nuovi desktop.

In fondo alla schermata compaiono due miniature del desktop attuale, entrambe con
la stessa immagine di sfondo e identificate da due intestazioni Desktop1 e Desktop2;
nella figura la seconda appare evidenziata (e quindi selezionata).
I due desktop sono indipendenti luno dallaltro e vi si possono aprire finestre di
applicazioni diverse, che possibile trasferire da un desktop a un altro in due modi
diversi:

1. trascinandone le anteprime con il mouse quando sono evidenziate le anteprime dei


desktop nella barra delle applicazioni;
2. facendo un clic destro sul bordo della finestra da trasferire, ottenendo luscita di un
breve menu contestuale che consente di scegliere fra spostare la finestra in un
desktop esistente o in uno nuovo oppure chiuderla, come si vede nella Figura 4.19
Figura 4.19 Le opzioni per chiudere o spostare app da un desktop a un altro.

Quando sono stati attivati pi desktop, si pu passare da uno a un altro agendo sul
pulsante Visualizzazione attivit per visualizzarli oppure premendo la combinazione di
tasti Win + Tab.
Se si chiude un desktop virtuale che contiene finestre di applicazioni aperte, queste
passano automaticamente al primo desktop virtuale disponibile (se ve ne sono) oppure il
desktop virtuale si chiude e resta aperto quello reale, nel quale si attestano tutte le
finestre aperte.
La possibilit di avere pi desktop aperti contemporaneamente aumenta la flessibilit
operativa, consentendo di aggregare fra loro applicazioni omogenee alle quali attingere
quando si sta costruendo un documento complesso che ha bisogno di molteplici fonti di
dati, eventualmente ricavati da pi siti web oltre che da documenti memorizzati sul
computer col quale si lavora.
Questa flessibilit disponibile in Windows per la prima volta, ma esisteva gi da
tempo in altri sistemi operativi quali Linux e OS X delle macchine Mac/Apple.

Un comodo nuovo comando


Come abbiamo visto (nel paragrafo Gli accessi di questo capitolo), per spegnere il
computer o metterlo in stato di animazione sospesa o per riavviarlo abbiamo a
disposizione il comando Arresta (Figura 4.6) che una volta selezionato consente di
scegliere fra le tre opzioni possibili: Sospendi, Arresta il sistema, Riavvia il sistema.
Tutto chiaro e semplice, ma se volessimo avere un pulsante di comando a disposizione
nella barra delle applicazioni per spegnere il computer direttamente da l? Niente di pi
facile, basta creare una minuscola app che faccia proprio questo: vediamo come.
La tecnica da utilizzare quella del collegamento, che abbiamo descritto in modo
particolareggiato nel paragrafo Collegamenti del Capitolo 3, lunica differenza sta nel
fatto che mentre quel collegamento faceva riferimento a un file da aprire, in questo caso
creeremo un collegamento che esegue un comando interno di Windows.
Attiviamo quindi la procedura per creare un nuovo collegamento operando dalla
finestra Desktop: un clic destro in una zona libera della schermata fa uscire un menu
contestuale, dove scegliamo Nuovo e dal sottomenu selezioniamo Collegamento.
Nella casella di testo della finestra di dialogo che si apre digitiamo il testo seguente,
badando bene a rispettare la successione dei caratteri, compresi gli spazi:
shutdown.exe -s -t 00

Dovremmo ottenere un risultato simile a quello che si vede nella Figura 4.20

Figura 4.20 Il nuovo collegamento contiene un richiamo a un programma.

Nel passo successivo, la stessa finestra di dialogo chiede un nome da assegnare al


collegamento: optiamo, con un forte slancio di fantasia, per Spegni computer, che
digitiamo nellapposita casella di testo vuota.
Un clic sul pulsante Fine completa lopera e ci ritroviamo con il nostro collegamento,
caratterizzato dalla tipica freccia nera ricurva, piantato nel bel mezzo del desktop. Non
fa un bel vedere, e poi l ingombrante. Ancora un paio di semplici operazioni e siamo
a posto.
Eseguiamo un clic destro sul nuovo collegamento e dal menu contestuale che si apre
scegliamo Propriet. Si apre la corrispondente finestra di dialogo a schede e nella
scheda Collegamento scegliamo il comando Cambia icona. Windows 10 manda una
concisa e seccata segnalazione di allarme: una breve finestra di messaggio dove ci
ricorda che il collegamento sul quale stiamo lavorando unicona non ce lha, quindi
pensare di cambiarla sarebbe un ossimoro. Trascuriamo il lapalissiano avvertimento
chiudendo la finestra di messaggio con un clic su OK, quindi nellarticolata finestra
grafica che intitolata Cambia icona andiamo a sceglierci licona pi giusta per il
nostro collegamento, che potrebbe essere quella della Figura 4.21.

Figura 4.21 La scelta dellicona per il nuovo collegamento.

Una volta assegnata licona, il nostro nuovo oggetto pronto per essere piazzato
dove serve, per cui facciamo di nuovo clic destro dopo averlo selezionato, quindi nel
menu contestuale eseguiamo il comando Aggiungi alla barra delle applicazioni,
ottenendo il risultato che si pu vedere nella Figura 4.22.

Figura 4.22 Il collegamento Spegni computer nella barra delle applicazioni.


Adesso che abbiamo a disposizione questo richiamo alla nostra banalissima app,
quando vogliamo spegnere il computer ci basta fare clic sulla sua icona nella barra delle
applicazioni.
La stringa di caratteri contenuta nel collegamento che abbiamo chiamato Spegni
computer il nome di un programma interno a Windows, che utilizza tre parametri.
Cos come labbiamo scritto, il programma spegne il computer. Cambiando i parametri
in questo modo:
shutdown.exe -r -t 00

il programma riavvia il computer.


Se volessimo mettere il computer in stato di ibernazione, il programma da eseguire
diverso e si presenta come segue:
rundll32.exe PowrProf.dll,SetSuspendState 0,1,0

Lasciamo ai nostri attenti lettori il piacere di costruirsi da soli i collegamenti


necessari.
Capitolo 5
Gestire il sistema

Lo sviluppo di Windows 10 si basato sul principio della continuit, Continuum nel


gergo interno di Microsoft, che considera tutti i dispositivi informatici come
appartenenti a un sistema unico e continuo, che va dalle stazioni di lavoro a elevata
capacit di calcolo e dai dispositivi per giochi elettronici di fascia alta fino ai sistemi
multimediali integrati con schermi tattili e ai notebook pi sottili e leggeri per arrivare
ai tablet e agli smartphone pi snelli.
In questo vasto spazio continuo gli elementi dellinterfaccia cambiano
dinamicamente quando cambia lhardware, mantenendo comunque una loro unit e
integrit, riproponendo il principio fondatore di Windows, in base al quale quando
lutente ha imparato a usare linterfaccia di una particolare macchina ha imparato a
usare le interfacce di tutte le macchine possibili che lavorano sotto Windows.
In tutte le versioni precedenti di Windows era disponibile uno strumento di lavoro
molto articolato e ricco di funzionalit chiamato Pannello di controllo, che raggruppava
tutti gli strumenti necessari per esaminare le condizioni in cui operava il sistema ed
eventualmente modificarle.
In Windows 10 il ruolo del Pannello di controllo svolto principalmente dallapp di
sistema Impostazioni, che mette a disposizione un insieme minimo, essenziale, di
funzionalit che possono essere utili in qualunque tipo di macchina che opera sotto
Windows 10, dal desktop di elevata potenza usato in azienda al piccolo tablet tascabile
fino allo smartphone.
Nelle macchine grandi, oltre allapp Impostazioni continua a essere disponibile il
Pannello di controllo, al quale si pu accedere selezionando unopportuna opzione fra
quelle disponibili in Impostazioni oppure direttamente: un clic destro sullicona di
Windows 10 che sta allinizio della barra delle applicazioni fa uscire il menu di scelta
rapida che vediamo nella Figura 5.1.
Figura 5.1 Il menu di scelta rapida che esce con un clic destro sul logo di Windows 10.

Da questo menu si pu selezionare il comando Pannello di controllo per far uscire la


schermata principale di questo strumento, dalla quale si pu accedere a tutte le sue
funzionalit. Altri comandi in quello stesso menu, in particolare Programmi e
funzionalit, Sistema e Connessioni di rete aprono finestre specifiche del Pannello di
controllo.
Lapp Impostazioni
Impostazioni si pu aprire dal menu Start facendo clic sul suo nome nellelenco delle
app, ottenendo in questo modo lapertura della finestra che vediamo riprodotta nella
Figura 5.2.
La schermata iniziale di Impostazioni elenca nove categorie di azioni (articolate in
pi sezioni) che si possono eseguire per intervenire su altrettanti aspetti del sistema
computer.

1. Sistema: regolazione delle funzionalit del monitor, accesso ai singoli dispositivi


che compongono il sistema, quadro generale del sistema, gestione
dellalimentazione elettrica (undici sezioni).

Figura 5.2 La schermata iniziale di Impostazioni.

2. Dispositivi: gestione di stampanti, scanner e altri dispositivi collegati o collegabili


al sistema (sei sezioni).
3. Rete e Internet: strumenti per il collegamento del computer con Internet e in rete
locale con altri computer (sette sezioni).
4. Personalizzazione: opzioni e strumenti per personalizzare laspetto del desktop
(cinque sezioni; si veda nel Capitolo 4, La personalizzazione del desktop).
5. Account: strumenti per caratterizzare laccount dellutente principale e per
aggiungere o rimuovere utenti (cinque sezioni).
6. Data/ora e lingua: funzionalit per impostare data e ora, lingua e nazionalit di
riferimento, fuso orario e altro (tre sezioni).
7. Accessibilit: strumenti per attivare funzionalit che facilitano luso del computer
a utenti con disabilit fisiche (sette sezioni).
8. Privacy: strumenti per definire, circoscrivere e in generale impostare il modo di
operare di app che utilizzano informazioni sullutente (tredici sezioni).
9. Aggiornamento e sicurezza: funzionalit e strumenti per gestire gli aggiornamenti
di Windows e delle app installate, creare e gestire copie di sicurezza dei dati del
sistema, difesa da intrusioni malevole e ripristino del sistema (sei sezioni).

Ognuna di queste categorie contiene un certo numero di sezioni, da un minimo di tre


a un massimo di tredici, complessivamente sono 63. In alcuni casi, per attivare le
impostazioni disponibili nelle sezioni necessario avere ben chiaro di che cosa si tratti,
molte volte, invece, le impostazioni sono semplici e intuitive e si possono attivare
intervenendo con un clic sul commutatore associato allopzione, come abbiamo visto
nel paragrafo La personalizzazione del desktop nel Capitolo 4.
Un clic sul nome di una categoria apre una finestra articolata in due pannelli verticali,
quello di sinistra contiene un elenco pi o meno lungo di azioni e funzionalit
specifiche che si possono attivare in quella categoria e nel pannello di destra vengono
presentate le impostazioni possibili per ogni singola funzionalit o sezione selezionata
nel pannello di sinistra, come possiamo vedere nella Figura 5.3.
Figura 5.3 La finestra Impostazioni aperta sulla categoria Sistema, sezione Schermo.
NOTA Se si ha in mente un argomento relativo alle impostazioni come per esempio backup o
aggiornamento per trovarlo si pu digitare quel nome nella casella di testo Trova
unimpostazione che sta nellangolo superiore destro di tutte le finestre di Impostazioni ottenendo un
elenco di opzioni che si riferiscono al nome che interessa, come si pu vedere nellimmagine che
segue:
Nel paragrafo La personalizzazione del desktop del Capitolo 4 abbiamo presentato
la sezione Personalizzazione/Sfondo della finestra Impostazioni: l abbiamo anche
constatato che scegliendo una particolare impostazione (Temi) si passa dalla finestra
Impostazioni a una specifica finestra del Pannello di controllo.
Nelle finestre del Pannello di controllo gran parte dei comandi individuata da una
descrizione che opera come un collegamento ipertestuale. In alcuni casi questa scritta
affiancata da unicona che si presenta in questo modo:

I collegamenti cos caratterizzati sono considerati a rischio e licona che sta a fianco
del loro nome segnala che lesecuzione del comando corrispondente far intervenire una
funzionalit di protezione di Windows chiamata in inglese User Account Control (in
sigla UAC) e in italiano Controllo dellaccount utente. Ma di quale rischio si tratta?
Quello di intervenire, senza una chiara cognizione di causa, su qualche ganglio vitale
del sistema, compromettendone il funzionamento.
La protezione mediante UAC stata introdotta in Windows Vista, e in quel contesto
rappresentava, per dirla allamericana, una vera e propria pain in the ass, perch i
richiami alla sicurezza erano talmente numerosi da sfiorare la paranoia. Inoltre, quando
scatta questa protezione, la schermata si oscura e al centro compare, in forte evidenza,
una finestra di messaggio intitolata Controllo dellaccount utente, provvista di due
pulsanti di comando, S e No. Nella finestra campeggia lavvertimento Consentire a
questa app di apportare modifiche al PC? seguito dal nome del programma richiamato
dal collegamento ipertestuale, che pu essere eseguito soltanto dando una conferma
esplicita con un clic sul pulsante S; in alternativa, un clic su No chiude la finestra di
messaggio e riporta al punto dal quale si era partiti.
Nelle versioni di Windows precedenti alla 10, era possibile sottrarsi allinvadenza
petulante dellUAC soltanto disabilitandolo del tutto, passando cos da un estremo di
esasperata protezione, spesso futile, a un estremo opposto, di eccessiva vulnerabilit. In
Windows 10, la frequenza del richiamo allUAC stata ridotta di parecchio e inoltre
consentito personalizzarne lintervento, aprendo il menu di scelta rapida illustrato nella
Figura 5.1 ed eseguendo i comandi Pannello di controllo/Account utente/Modifica le
impostazioni di Controllo dellaccount utente. Cos facendo, si ottiene lapertura della
finestra di dialogo che vediamo nella Figura 5.4.
Figura 5.4 Da questa finestra di dialogo si pu impostare la sensibilit dellUAC.

Agganciando col puntatore del mouse lelemento a scorrimento verticale che si vede
sulla sinistra si pu spingerlo verso lalto o verso il basso, per impostare la sensibilit
dellUAC, scegliendo una posizione intermedia fra Notifica sempre e Non notificare
mai. La scelta consigliata quella mostrata nella figura.
Quelli, fra i nostri lettori, che sono poco esperti di computer e di sistemi operativi,
faranno bene a guardare e non toccare quando dovessero trovarsi di fronte una pagina
o una finestra di dialogo segnalata con lo scudo di protezione dellUAC.
Passiamo ora brevemente in rassegna le nove categorie dellapp Impostazioni: su
qualcuna torneremo in modo pi approfondito in questo capitolo o nei successivi.

Sistema
La prima sezione della categoria Sistema si chiama Schermo e serve per rilevare quali
e quanti schermi sono collegati col computer (potrebbero essere pi di uno) e per gestire
le caratteristiche dello schermo che hanno a che fare con la visibilit e la luminosit.
Offre anche la possibilit di impostare lorientamento (da verticale a orizzontale e
viceversa), unopzione che pu essere utile per quei tablet che non hanno un rilevatore
automatico dellorientamento.
La sezione successiva si chiama Notifiche e azioni e fa riferimento al fatto che alcune
app per le loro intrinseche caratteristiche producono occasionalmente messaggi per
lutente, segnalando eventi specifici. Tali messaggi sono detti Notifiche e nel gruppo
Notifiche e azioni si pu selezionare quali app autorizzare a emettere notifiche.
Nella stessa sezione si possono attivare o disattivare le icone di sistema, quelle che
sono visibili normalmente nellestremit di destra della barra delle applicazioni, che si
chiama area di notifica (si veda la Figura 4.6 del Capitolo 4).
Segue nel pannello di sinistra la sezione App e funzionalit, che elenca nel pannello
di destra tutte le app installate nel sistema, dando per ciascuna di queste, se selezionata,
la possibilit di scegliere se spostarla dalla posizione in cui si trova o disinstallarla,
come vediamo nella Figura 5.5.

Figura 5.5 Da questo pannello di Impostazioni si possono selezionare le app installate e gestirle.
NOTA Il comando Programmi e funzionalit, il primo che compare nel menu contestuale che si
ottiene con un clic destro sullicona di Windows 10 nella barra delle applicazioni (si veda sopra, la
Figura 5.1), apre la finestra Programmi e funzionalit del Pannello di controllo, nella quale sono
elencate le app installate nel computer in un contesto in cui possibile (e pi agevole) disinstallarle.

La sezione Multitasking rende disponibili alcune impostazioni relative allancoraggio


delle finestre sul desktop: se attivate, queste opzioni fanno s che spostando una finestra
che occupa soltanto una parte del desktop in uno degli angoli dello schermo questa
venga ingrandita fino a occupare lintera superficie del desktop.
Queste impostazioni, piuttosto banali, sono seguite da altre, pi utili, che servono per
scegliere il modo di operare dei desktop virtuali di cui abbiamo parlato nel Capitolo 4.
La sezione Modalit tablet serve per impostare modalit di funzionamento
particolarmente adatte ai tablet e si spiegano da sole.
Nelle due sezioni Risparmia batteria e Alimentazione e sospensione troviamo una
serie di opzioni per scegliere tempi e modalit di sospensione dellattivit di parti del
sistema in funzione del tipo di alimentazione (a batteria o collegato a una presa di
corrente). Le scelte possibili sono semplici e intuitive e si possono provare
singolarmente fino a trovare la combinazione che piace di pi.
Nel pannello di destra della finestra della sezione Alimentazione e sospensione
opportuno fare clic sullultima opzione chiamata Impostazioni di risparmio energia
aggiuntive: si apre una finestra del Pannello di controllo intitolata Opzioni risparmio
energia. In questa selezioniamo il comando Richiedi password alla riattivazione nella
colonna di sinistra facendo cos aprire la finestra che vediamo nella Figura 5.6. Sebbene
in questa finestra si consigli di abilitare la richiesta di password quando il computer
riparte dopo una sospensione, suggeriamo di non attivare questa opzione, perch
aggiunge unulteriore e petulante richiesta di password dopo una qualunque pausa
appena un po prolungata del lavoro.
Figura 5.6 Far richiedere oppure no la password quando il computer viene riattivato.

Il pannello di destra della sezione Archiviazione elenca i nomi dei dischi che sono
presenti nel computer (oltre ai fissi anche eventuali dischi esterni collegati in quel
momento) e la quantit di spazio totale e disponibile. Un clic su ciascuna voce di questo
elenco apre unulteriore finestra con altri particolari sulloccupazione del disco
selezionato.
Sempre nel pannello principale sono disponibili cinque caselle combinate, che
consentono di scegliere dove verranno installati i file di nuove app, nuovi documenti,
nuove immagini, nuova musica e nuovi video.
La sezione Mappe offline consente di scaricare nel computer mappe geografiche
interattive prelevandole da un sito web specializzato e gestito da Microsoft. Dal
momento che le mappe sono tendenzialmente file di un peso notevole, le opzioni
disponibili consentono di scegliere soltanto mappe che interessa avere sul proprio
computer cos da poterle utilizzare quando non si collegati col Web e di scaricare la
mappa prescelta preferibilmente quando si sta usando un collegamento con Internet per
il quale si paga una tariffa a forfait e non a consumo.
Il contenuto della sezione App predefinite del tutto irrilevante, mentre lultima
sezione, Informazioni su, contiene alcune opzioni che meritano di essere prese in
considerazione, cominciando dalla finestra Gestione dispositivi, che vediamo nella
Figura 5.7 e che si apre facendo clic sullopzione con lo stesso nome che sta nel
pannello di destra, nella sezione Impostazioni correlate.

Figura 5.7 La finestra Gestione dispositivi mostra tutto lhardware che fa parte del sistema.

Il contenuto della finestra Gestione dispositivi , palesemente, riservato agli addetti ai


lavori: quando si arrivati a questa finestra, un clic su uno qualunque degli elementi
elencati lo rende accessibile a modifiche strutturali che sono competenza esclusiva di
utenti che sanno il fatto loro.
La convenzione grafica utilizzata per presentare i dispositivi uno schema ad albero,
con nodi marcati da un segno pi (+) quando esistono pi elementi dello stesso tipo
(unit a disco, controller e quantaltro).
Gestione dispositivi anche uno strumento di diagnosi: se nellelenco delle schede
dei dispositivi che discende da ciascun ramo il nome di una scheda affiancato da un
dischetto con un punto esclamativo questo sta a indicare che quellelemento non sta
funzionando e andrebbe messo a punto. Se il cattivo funzionamento fosse tale da
compromettere quello del sistema, invece di un punto esclamativo nel dischetto ci
sarebbe un punto interrogativo e diventerebbe indispensabile intervenire cambiando
fisicamente il dispositivo.
Ancora in Impostazioni correlate troviamo Impostazioni di Bitlocker: con questa si
attiva una funzionalit con lo stesso nome, con la quale si difende mediante crittografia
e password lintero contenuto di un disco fisso di sistema oppure di un disco rimovibile.
Descriviamo questo strumento pi avanti nel capitolo.

Dispositivi
Dalla finestra della categoria Dispositivi, come il suo nome lascia intuire, si
impostano e si installano i dispositivi ovvero le apparecchiature periferiche che si
connettono fisicamente col computer.
Un certo numero di dispositivi virtuali gi installato per impostazione predefinita: si
tratta delle stampanti che vediamo elencate nel pannello di destra della finestra
Dispositivi (Figura 5.8).
Le stampanti virtuali sono programmi specializzati che possono ricevere un file da
unapplicazione di scrittura e generare in output un file in uno dei formati standard che
vediamo nella figura (PDF e XPS). Per la stampa materiale su carta necessario
disporre di una stampante fisica e nella figura ne vediamo una identificata come
Samsung-ML 1610 connessa con un computer che si chiama PC-ACER-QP.
Figura 5.8 Dalla categoria Dispositivi si possono installare nuove stampanti e scanner fisici e abilitare
stampanti virtuali.

Nel pannello di sinistra di Dispositivi, dopo Stampanti e scanner che abbiamo appena
visto, troviamo lopzione Dispositivi collegati, che quando viene attivata presenta nel
pannello di destra dispositivi che vedremo meglio nel prossimo capitolo, quando
parleremo di reti locali.
Lopzione successiva nel pannello di sinistra si chiama Bluetooth.
Precisiamo subito che Bluetooth non ha nulla a che fare con i denti e men che meno
con un improbabile dente blu, ma un protocollo per comunicazioni fra dispositivi
elettronici. Il nome nasce dallanglicizzazione di un antico nome scandinavo, Bltant,
attribuito a un leggendario re vichingo che nel decimo secolo riusc a conciliare e a
riunire sotto il suo comando le trib indigene in lotta fra loro nella regione che sarebbe
diventata la Danimarca.
Questo nome stato attribuito al protocollo dallimpresa di telecomunicazioni
svedese che lo cre e si chiamava Ericsson.
Un clic sulla sezione Bluetooth apre il pannello di destra dal quale si pu attivare o
disattivare il protocollo Bluetooth e se attivato individuare e connettere eventuali
dispositivi dotati anchessi del software adeguato per attivare e utilizzare connessioni
Bluetooth. Questi dispositivi di solito sono smartphone o apparecchiature similari, che
quando sono collegati mediante il protocollo Bluetooth possono essere usati dal
computer come modem telefonici.
La sezione successiva si chiama Mouse e touchpad e mette a disposizione nel
pannello di destra alcune opzioni per luso del mouse. Un clic sul collegamento
ipertestuale Opzioni aggiuntive per il mouse apre la finestra di dialogo che vediamo
nella Figura 5.9, affiancata alla finestra di Impostazioni/Mouse e touchpad.

Figura 5.9 La finestra di dialogo Propriet-Mouse.

La finestra di dialogo composta da sei schede; dalle prime cinque si possono


selezionare impostazioni particolari del mouse, come per esempio invertire i ruoli dei
due pulsanti, per agevolare luso del mouse ai mancini, cambiare laspetto dei puntatori
e altro ancora.
La sesta scheda per il dispositivo Touchpad, che di solito in dotazione nei
computer portatili (laptop e notebook).
Limpostazione predefinita del funzionamento del mouse prevede che si utilizzi il
pulsante sinistro, quello primario, per le operazioni che si fanno pi di frequente (un
clic per selezionare, un doppio clic per attivare loggetto selezionato) mentre al pulsante
destro, secondario, assegnata una sola funzione, che si attiva meno spesso. Tutto
questo nellipotesi che chi lavora al computer impugni il mouse con la mano destra e
prema il pulsante sinistro con lindice e quello di destra con il medio o lanulare. Ma se
lutente mancino, tender a tenere il mouse con la sinistra, trovandosi ad appoggiare
lindice sul pulsante destro invece che sul pulsante sinistro. Per un mancino, quindi,
sarebbe pi comodo usare il pulsante destro del mouse come primario e quello di
sinistra come secondario. Questo risultato si pu ottenere agevolmente aprendo la
scheda Pulsanti e selezionando con un clic la casella di controllo Inverti pulsante
secondario e primario. Un clic su OK conferma la modifica e dopo aver chiuso la
finestra di dialogo lutente mancino potr lavorare col mouse in modo per lui pi
confortevole. Nella stessa scheda Pulsanti possibile provare la velocit di esecuzione
del doppio clic ed eventualmente modificarla.
Se il computer sul quale stiamo lavorando dotato di schermo tattile, digitando
tocco nella casella di testo Trova unimpostazione di qualunque finestra di
Impostazioni compare un elenco di finestre di dialogo relative alluso dello schermo
tattile. In particolare, la Figura 5.10 mostra la finestra di dialogo Penna e tocco, che
permette in modo non molto diverso dalla finestra di dialogo Propriet Mouse di
impostare leffetto del tocco delle dita su uno schermo tattile. Nella figura vediamo, a
sinistra, la finestra per stabilire la corrispondenza fra tocco e clic e a destra i pulsanti a
trascinamento per impostare la sensibilit dello schermo al tocco e larea per collaudare
il doppio tocco corrispondente al doppio clic.
Figura 5.10 Limpostazione della sensibilit al tocco su uno schermo tattile.

Dalla sezione Digitazione si possono abilitare o disabilitare due comode funzionalit


per evidenziare ed eventualmente correggere automaticamente errori di ortografia
quando si scrive negli spazi disponibili nelle caselle di testo.
Lultima voce dellelenco nel pannello di sinistra di Impostazioni/Dispositivi si
intitola Autoplay e presenta nel pannello di destra le impostazioni che si possono dare
alla funzionalit Autoplay, che abbiamo descritto nel paragrafo La barra
multifunzione del Capitolo 2.

Rete e Internet
Qui sono raccolte tutte le funzionalit necessarie per impostare connessioni con
Internet, creare reti locali di computer e gestirne il funzionamento. Questi argomenti
sono trattati a fondo nel prossimo Capitolo 6.
Account
In questa categoria che abbiamo gi incontrato nel Capitolo 4 sono raggruppati
molti e importanti strumenti per definire chi ha accesso al sistema e con quali
autorizzazioni. Il pannello di sinistra elenca cinque sezioni i cui nomi, salvo la prima
(Il tuo account) sono piuttosto sibillini.
La sezione Il tuo account presenta nel pannello di destra il nome dellaccount
amministratore e un collegamento ipertestuale che consente di cambiare impostazione
di accesso ed entrare nel sistema qualificandosi come account locale (account che deve
essere gi stato creato per poterlo utilizzare).
Seguono poi le opzioni per cambiare limmagine dellaccount amministratore:
visualizzata quella attiva e sono presenti le ultime due immagini che eventualmente
sono state utilizzate in precedenza. Un pulsante di comando marcato Sfoglia apre una
finestra di ricerca sui dischi del computer per reperire e selezionare una nuova e diversa
immagine da utilizzare per laccount.
Se nel computer presente una fotocamera, nel pannello di destra disponibile anche
un pulsante di comando con licona di una macchina fotografica e la scritta
Fotocamera: un clic su quel pulsante crea al momento una nuova immagine che si pu
utilizzare per laccount.
La sezione Opzioni di accesso presenta nel pannello di destra una serie di scelte per
lautorizzazione ad accedere al computer. La prima di queste permette di scegliere fra
Mai e Alla riattivazione del PC dalla sospensione come risposte alla domanda Dopo
un periodo di assenza quando vuoi che Windows ti richieda di eseguire nuovamente
laccesso?. Limpostazione predefinita Mai e conviene lasciarla com.
Seguono tre pulsanti di comando da utilizzare a scelta per impostare la password, che
obbligatoria per accedere a un computer gestito da Windows 10 e pu avere come
minimo tre forme diverse.

1. Password: una password tradizionale, vale a dire una stringa di caratteri che
potrebbero essere alfabetici, numerici e speciali combinati in modo da non essere
facilmente indovinabili da un malintenzionato, ma sufficientemente semplici da
poter essere ricordati dallutente.
2. PIN: un codice breve di solo quattro cifre, facile da ricordare e da digitare (e
altrettanto facile da indovinare da parte di un malintenzionato, visto che le
combinazioni possibili sono soltanto 10.000).
3. Password grafica, vale a dire un file grafico residente nel computer e impostato
come base per unoperazione da fare col mouse sullimmagine stessa.

Un clic sul pulsante di comando associato a Password grafica fa partire una


procedura guidata della quale vediamo la prima schermata nella Figura 5.11. Nella
fascia di sinistra sono spiegate con sufficiente chiarezza le caratteristiche di questa
tecnica per la definizione di una password grafica, introdotta per la prima volta in
Windows 8.

Figura 5.11 La prima schermata della procedura guidata per impostare una password grafica.

Nel pannello di destra pu trovarsi anche una voce Windows Hello, che pu essere
seguita da opzioni. Questa voce presente quando nel computer installato un
hardware specifico per il riconoscimento facciale delloperatore, per la scansione della
sua iride o per lacquisizione di una sua impronta digitale. Questi tipi di periferiche
vengono tutti riconosciuti da Windows 10 e il loro utilizzo ai fini di abilitare laccesso
al computer senza utilizzare password convenzionali si gestisce con Windows Hello.
Il nome del gruppo di opzioni Accesso societ non molto chiaro, ma fortunatamente
sono chiare le opzioni elencate nel pannello di destra, tramite le quali si pu collegare il
computer a una rete locale che sia del proprio datore di lavoro o della scuola in cui si
insegnanti o studenti. Naturalmente le opzioni di collegamento sono soggette alle regole
della rete alla quale ci si vuole collegare.
Un clic sul titolo Famiglia e altri utenti nel pannello di sinistra presenta nel pannello
di destra i comandi per creare nuovi account che si distinguono in account per utenti che
appartengono alla nostra famiglia e account per utenti estranei a essa. Le impostazioni
possibili sono descritte nel modo seguente:
La tua famiglia Aggiungi i membri della famiglia in modo da fornire a ciascuno un accesso e un
desktop personale. Puoi garantire la sicurezza dei bambini con siti web, restrizioni di orario, app
e giochi appropriati.Altri utenti Consenti alle persone che non fanno parte della tua famiglia di
eseguire laccesso con il proprio account In questo modo non verranno aggiunte alla tua famiglia.

Scegliendo di creare un nuovo account per un membro della famiglia, scatta un


meccanismo di protezione/sorveglianza che impone di dichiarare se il familiare per il
quale si chiede un nuovo account utente un adulto o un bambino. Se un bambino
necessario assoggettare la creazione del suo account a un vincolo di subordinazione a
un altro account, dichiarato come adulto e parente, al quale viene delegata lautorit di
abilitare oppure no gli account di utenti minorenni.
Vale naturalmente anche la funzione complementare: scegliendo di creare un nuovo
account per un familiare adulto si costretti ad assegnargli compiti di tutela e censura
sullaccesso al Web da parte di eventuali altri account esistenti e definiti come bambini.
In sintesi, per evitare lungaggini laboriose e tutto sommato del tutto futili (i
bambini trovano sempre la maniera di fare a modo loro, che esista oppure no un
account utente che dovrebbe vincolare le loro scelte) se occorre creare nuovi account su
uno stesso computer (anche se si riferiscono a parenti) conviene scegliere il comando
Aggiungi un altro utente a questo PC nel pannello di destra della finestra della sezione
Famiglia e altri utenti.
Lesecuzione di questo comando avvia una serie di passi ai quali corrispondono
altrettante finestre di dialogo per definire il nuovo utente, che pu avere oppure no un
account Microsoft ed comunque opportuno che abbia un indirizzo e-mail. Se il nuovo
utente ha un account Microsoft gli viene anche assegnato un proprio spazio OneDrive,
al quale potr accedere direttamente dal nostro computer o con un proprio strumento
(altro computer di qualunque tipo).
Quando il procedimento di creazione di un nuovo utente terminato si viene invitati
a riavviare il computer per completare limpostazione e al termine del riavvio dobbiamo
scegliere quale utente con quale password vogliamo che acceda al computer. Dopo
laccesso, il menu Start si presenta come nella Figura 5.12.
Figura 5.12 Il computer stato avviato con il nome utente Marco Ferrero, ma dal menu Start si pu
passare ad altri due utenti.

Mentre si crea un nuovo utente o in qualunque momento successivo se si entrati


nel sistema come amministratore si pu circoscrivere lo spazio operativo del nuovo
utente limitandone laccesso ad alcune funzionalit essenziali o vincolandolo a
utilizzare soltanto determinate app.

Data/ora e lingua
Da questa categoria si accede ai comandi per impostare numerosi aspetti semplici
ma fondamentali per il lavoro quotidiano col computer, quali la data e lora e il modo
in cui queste informazioni vengono rappresentate, tenendo conto delle consuetudini
della nazione nella quale ci si trova o si lavora.
Le sezioni sono Data e ora, Area geografica e lingua e Riconoscimento vocale. Le
opzioni disponibili nelle prime due sono semplici e intuitive da utilizzare e permettono
di impostare data e ora, fuso orario, passaggio automatico allora legale e ripristino
dellora solare, stabilire i formati per rappresentare date e ore e cos via. Queste
impostazioni hanno effetto sul contenuto dellorologio/calendario che compare nellarea
di notifica, allestremit destra della barra delle applicazioni e, cosa pi importante,
sono utilizzate da Windows 10 per assegnare la data e lora del momento a ogni file
quando viene creato o modificato.
La sezione Riconoscimento vocale offre alcuni strumenti per impostare correttamente
la funzionalit di riconoscimento vocale, che integrata in Windows 10 e consente al
sistema operativo di capire comandi vocali espressi a voce e acquisiti dal sistema
tramite il microfono integrato nel computer: questa funzionalit essenziale per il
corretto funzionamento di Cortana, lo strumento di ricerca di cui parliamo nel Capitolo
7.
Nel pannello di destra si trovano anche i comandi per la sintesi vocale, con la
possibilit di scegliere fra due voci diverse, una maschile e una femminile, per la lettura
ad alta voce di testi selezionati nelle schermate di Windows 10. Un pulsante Anteprima
voce fa emettere una breve frase dalla voce prescelta.

Accessibilit
La categoria Accessibilit mette a disposizione numerosi strumenti che permettono di
attivare modalit particolari di visualizzazione, di output e di input che possono aiutare
a lavorare con Windows 10 anche se si hanno problemi di vista, di udito o di agilit
manuale.
Per farsi unidea di come funziona, si pu selezionare la prima voce nel pannello di
sinistra (Assistente vocale) e nel pannello di destra attivare linterruttore che si trova
sotto la dicitura Assistente vocale, ottenendo il risultato che si vede nella Figura 5.13.
Figura 5.13 Impostazione dellAssistente vocale.

Appena eseguita la scelta si riceve un messaggio vocale dalla voce predefinita (nel
nostro esempio quella della signorina Elsa Mobile) e successivamente ogni singola
operazione che si esegue, anche il semplice scorrimento del mouse su unicona, produce
lemissione di una frase che descrive al meglio possibile loggetto selezionato o
lazione eseguita.

Privacy
La privacy alla quale fa riferimento questa categoria riguarda il computer e i suoi
dispositivi, mentre gli aspetti della privacy che riguardano lutente si gestiscono e si
impostano tramite la categoria Account che abbiamo descritto sopra.
Per capire che senso ha il concetto di privacy riferito a computer e dispositivi invece
che a persone bisogna tener presente che un numero sempre pi grande di app e di
strumenti hardware in circolazione (tipicamente gli smartphone) predisposto per
esplorare (utilizzando collegamenti Internet, Bluetooth e di altro genere) il contesto nel
quale sono attivi e se individuano il nostro computer o un suo dispositivo possono
agganciarlo per farsi dare informazioni non soltanto tecniche. Sta a noi predisporre
opportune difese se non vogliamo correre rischi anche gravi. opportuno, per, che
limpostazione della nostra difesa sia selettiva, perch alcune app che usiamo sul nostro
computer hanno bisogno a loro volta di connettersi con altri dispositivi per funzionare.
Nella Figura 5.14 vediamo la prima finestra di Privacy, che elenca nel pannello di
sinistra le varie sezioni possibili e in quello di destra mostra un certo numero di
impostazioni prestabilite.

Figura 5.14 La finestra Generale della categoria Privacy.

Le opzioni disponibili in Privacy sono numerose e tutto sommato conviene accettare


le loro impostazioni predefinite. In particolare, opportuno lasciare impostato come si
trova il comando Info su di me che compare nel pannello di destra quando si seleziona
lopzione Riconoscimento vocale, input penna e digitazione nel pannello di sinistra: in
questo modo si abilitano le funzionalit per il riconoscimento della dettatura, che sono
essenziali per il buon funzionamento di Cortana.

Aggiornamento e sicurezza
Gli strumenti disponibili in questa categoria di impostazioni, che si articola in sei
sezioni, sono estremamente importanti ed opportuno conoscerne bene il
funzionamento.
La prima sezione si chiama Windows Update: un sistema operativo come Windows
10 si articola in alcune migliaia di componenti, che vengono regolarmente sottoposti a
revisione da parte di Microsoft, per farli funzionare meglio, eliminando difetti che
emergono con luso o aggiungendo nuove funzionalit. Questa sezione si attiva
automaticamente o a comando (a condizione che sia stabilita una connessione con
Internet) e accede a un centro web di Microsoft dal quale scarica gli aggiornamenti di
Windows 10. Nel pannello di destra di Windows Update un comando Opzioni avanzate
apre un altro pannello nel quale si trovano le opzioni per impostare il modo in cui
installare gli aggiornamenti ( consigliato, ma non obbligatorio, optare per lo scarico
automatico) e un comando Visualizza la cronologia degli aggiornamenti apre un
ulteriore pannello dove sono elencati in ordine cronologico gli aggiornamenti installati.
Da questo pannello anche possibile disinstallarli, ma non unoperazione
consigliabile.
La sezione Attivazione presenta il nome delledizione di Windows 10 attualmente
installata e indica se stata attivata oppure no.
Le due sezioni successive, Backup e Ripristino, consentono di impostare e avviare
due operazioni molto importanti e collegate fra loro: vediamo la prima.
La parola inglese backup ha vari significati, tutti correlati col concetto di
arretramento. Nel gergo informatico si usa per indicare una copia di uno o pi file,
creata per ragioni di sicurezza e conservata su un supporto esterno a quello dove si trova
loriginale. Se si perde un file e si dispone del backup cio, della copia di sicurezza
di quel file possibile tornare indietro e recuperare i dati usando la copia di riserva.
Anche se le macchine di oggi sono molto pi affidabili di quelle di ventanni fa, la
perdita di un file un rischio sempre presente, dovuto, pi che a guasti meccanici o
elettronici, a manovre errate delloperatore oppure, nei casi peggiori, allazione di un
virus informatico (approfondiamo il tema dei virus informatici pi avanti in questo
capitolo).
Da quando esistono i computer, quindi da molto prima della nascita dei personal
computer, sono state sviluppate numerose tecniche per creare in modo sistematico copie
di sicurezza (dette in gergo copie di backup) dei file, tecniche che di solito
includevano la totalit dei file contenuti nei dischi rigidi presenti nel sistema. Queste
tecniche si sono rivelate spesso troppo farraginose e scomode per essere usate sui
personal computer, macchine che, pur avendo molti punti di contatto con i grandi
computer usati nelle imprese e nelle banche, sono obiettivamente molto pi semplici.
Risultato: le procedure automatizzate di backup dei file (e quelle, complementari, per il
loro ripristino) non vengono quasi mai messe in opera, perch richiedono un impegno
eccessivo da parte dellutente.
Con Windows 10 viene introdotta una tecnica di backup estremamente semplice da
adottare e che non impegna per nulla lutente: una volta impostati alcuni parametri
elementari tutto si svolge in modo automatico, senza che sia necessario farsene carico.
La prima impostazione per il backup si attiva selezionando la sezione Backup della
categoria Aggiornamento e sicurezza, ottenendo lapertura nel pannello di destra di una
scheda che contiene fra altre questa dicitura:
Backup con Cronologia file

Eseguire il backup dei file in unaltra unit e ripristinarli in caso di perdita, danneggiamento o
eliminazione degli originali.

La dicitura seguita da un pulsante di comando con un segno pi e la scritta:


Aggiungi ununit. Prima di fare clic su questo pulsante necessario collegare al
computer un disco esterno di capienza adeguata: pu essere una chiavetta USB oppure
un disco presente su un altro computer, collegato in rete con quello per il quale si
intende creare una copia di sicurezza.
Una volta collegato il disco esterno, il comando Aggiungi ununit apre un secondo
pannello con le opzioni per eseguire il backup: per impostazione predefinita viene
creata sul disco esterno una copia di tutto quello che trova nelle cartelle Raccolte,
Desktop, Contatti e Preferiti. Questa impostazione modificabile a piacere utilizzando
semplici e intuitivi comandi disponibili nel pannello dal quale si attiva il backup.
Sul disco esterno selezionato per acquisire il backup viene creata automaticamente
una cartella chiamata FileHistory, dove vengono materialmente salvate copie dei file
contenuti nelle cartelle selezionate in fase di impostazione, ogni volta che uno di quei
file viene modificato o si aggiunge una nuovo file a una delle cartelle predisposte per il
backup.
Possiamo chiudere la sezione Backup, uscire da Impostazioni e proseguire col nostro
lavoro, sapendo che tutto ci che andremo a creare come nuovo o a modificare nelle
cartelle alle quali Backup fa riferimento verr diligentemente copiato sul supporto
esterno che abbiamo designato e che potremo, a computer spento, scollegare e
conservare in un luogo sicuro per eventuali ripristini in caso di disastro.
La sezione Ripristino che segue Backup nella categoria Aggiornamento e sicurezza
presenta nel pannello di destra tre opzioni, che sono descritte nel modo seguente:
Reimposta il PC Se il tuo PC presenta problemi, puoi provare a risolverli eseguendo il ripristino.
Puoi scegliere di mantenere i tuoi file o di rimuoverli prima di reinstallare Windows.Torna a una
build precedente Se questa build non funziona, prova a tornare a una precedente. Quando sar pronta
la prossima, verr installata.Avvio avanzato Esegui lavvio da un dispositivo o un disco (per
esempio ununit USB o un DVD), cambia le impostazioni del firmware del tuo PC, modifica le
impostazioni di avvio di Windows o ripristina Windows da unimmagine di sistema. Riavvier il tuo
PC.

Ciascuna opzione seguita da un pulsante di comando per attivarla.


Nel primo caso non c molto da spiegare: si tratta, molto semplicemente, di
reinstallare Windows 10 scegliendo fra due possibilit: salvare i propri file o rigenerare
la macchina da zero perdendo i file e le applicazioni che non fanno parte di Windows.
una scelta drastica, che per pu essere risolutiva.
La seconda opzione parla di build: di che cosa si tratta? Un sistema operativo come
Windows 10 composto da un elevato numero di programmi specializzati, ciascuno dei
quali risiede in uno o pi file, che vanno integrati fra loro e raccordati fino a formare un
tutto organico, anche se i singoli file rimangono separati e distinti per agevolare
eventuali interventi di manutenzione successivi. Questa fase di integrazione dei singoli
componenti in un complesso uniforme si chiama nel gergo interno di Microsoft build.
A intervalli irregolari, a volte lunghi a volte brevi, viene generata una nuova build che
sostituisce quella installata nel nostro computer. Un modo possibile per risolvere
problemi di funzionamento potrebbe consistere nel riattivare la build precedente (se il
nostro computer funzionava perfettamente prima dellinstallazione della build pi
recente). Le build vengono caricate automaticamente dalla funzionalit Windows
Update e si pu controllare qual lultima installata aprendo la finestra associata al
comando Visualizza cronologia degli aggiornamenti che abbiamo descritto qui sopra.
La terza opzione ancora pi drastica e consiste nel rigenerare completamente la
macchina utilizzando un disco esterno (chiavetta USB o disco ottico) nel quale
presente unimmagine del sistema operativo che verr reinstallato completamente
creando una macchina nuova. La differenza fra questa terza opzione e la prima sta nel
fatto che per la prima opzione la rigenerazione del sistema si basa sulla versione di
Windows installata nella macchina stessa, che potrebbe per qualche ragione essere stata
alterata, mentre la terza opzione per rigenerare il sistema parte da un disco esterno, nel
quale si suppone sia presente una copia corretta dellultima build di Windows.
Inutile dire che le tre opzioni disponibili nella sezione Ripristino sono concepite per
utenti professionalmente preparati, consapevoli delle conseguenze delle loro scelte.
Nella categoria Aggiornamento e sicurezza troviamo anche una sezione intitolata
Windows Defender.
Per capire meglio di che cosa si tratti opportuno ampliare un po il nostro orizzonte
di riferimento.
In un ufficio o studio professionale dove sono presenti pi computer questi spesso
sono collegati fra loro formando una rete, che pu essere, nei casi pi semplici, una rete
locale paritetica. In situazioni del genere ci serve un meccanismo che eriga una barriera
protettiva contro eventuali iniziative prese da altri computer collegati, che tentino di
modificare il funzionamento del nostro. Questa barriera protettiva detta,
suggestivamente, firewall, paratia antifuoco, ed uno strumento software che si
chiama Windows Firewall le cui caratteristiche e funzionalit si possono scoprire
aprendo la sezione del Pannello di controllo dalla quale lo si gestisce (per arrivare a
quella sezione basta digitare Windows Firewall nella casella di testo Trova
unimpostazione di qualunque pannello di Impostazioni). Si otterr lapertura di una
finestra del Pannello di controllo simile a quella che vediamo nella Figura 5.15.

Figura 5.15 La finestra del Pannello di controllo dalla quale si gestisce Windows Firewall.

Questo strumento pu essere soltanto attivato o disattivato, non ci sono gradualit di


impostazione. Se il computer collegato in rete con altri, quale che sia la rete,
disattivare Windows Firewall futile, perch dopo un po si riattiva da solo.
Lidea generale che quando un computer collegato con altri, si tratti di una rete
locale in un piccolo ufficio o la grande rete Internet, sta correndo dei rischi e quindi va
protetto. La protezione offerta da Windows Firewall si associa con quella dello scudo
UAC che abbiamo descritto sopra.
Va poi ricordato che incombe sempre la minaccia dei virus informatici, che si
diffondono fra i computer connessi con Internet. Ci occuperemo in modo approfondito
di Internet e anche dei virus informatici nel Capitolo 7. Per il momento, ci baster
sapere che col nome generico di virus ci si riferisce a file di piccole dimensioni, che
contengono istruzioni predisposte per fare danni al computer nel quale vengono
eseguite: quando un computer connesso con Internet corre il rischio di essere
contaminato da qualcuno di questi file, che viene surrettiziamente salvato sul computer
senza che il suo utente se ne accorga. Per difendere un computer dallattacco di virus
informatici necessario aggiungere al firewall la protezione di un programma
specializzato per queste difese, che si chiama genericamente antivirus.
Un componente specifico di Windows 10, chiamato Windows Defender, il cui nome
abbiamo visto nella categoria Aggiornamento e sicurezza, ha lo scopo di proteggere il
nostro computer dalleventuale infiltrazione di virus particolari, che sono concepiti per
spiare il contenuto delle nostre macchine mentre sono connesse con una rete, che pu
essere una rete locale o la rete Internet. Possiamo vedere il pannello relativo a questo
strumento nella Figura 5.16.

Figura 5.16 Il pannello di Windows Defender nella sezione Aggiornamento e sicurezza di Impostazioni.
Lo strumento Windows Defender diversamente dal firewall e dallo scudo UAC
dotato di funzionalit attive oltre che passive, vale a dire non si limita a erigere una
barriera protettiva ma pu, a comando esplorare il contenuto dei dischi collegati al
computer per controllare se vi sono file affetti da virus informatici, detti genericamente
malware. Per poter svolgere questa funzione Windows Defender viene costantemente
aggiornato da Microsoft tramite Windows Update con le pi recenti informazioni
raccolte nel Web in merito a nuovi virus e altri meccanismi aggressivi che potrebbero
minacciare il nostro computer.
NOTA Gli strumenti software per aggredire un computer si possono chiamare in vari modi, per
esempio in base alle loro caratteristiche funzionali. Come possiamo vedere nel pannello di Windows
Defender, in Windows 10 sono chiamati genericamente malware, termine gergale costruito
abbreviando la parola malicious in mal e sostituendola al soft di software. In inglese malicious
non vuol dire malizioso ma malvagio, malintenzionato.

indispensabile controllare periodicamente lo stato di salute dei file presenti nel


nostro computer e soprattutto controllare il contenuto di eventuali supporti che arrivano
da terze parti (chiavette USB, CD-ROM o altro) facendo eseguire da Windows Defender
una scansione delle cartelle e dei file. A questo scopo si pu avviare il programma con
un clic sul comando Usa Windows Defender che si trova in fondo al pannello di destra
della sezione Windows Defender della categoria Aggiornamento e sicurezza dellapp
Impostazioni, oppure facendo clic sullicona di Windows Defender che normalmente si
trova nellarea di notifica della barra delle applicazioni. Dalla finestra di dialogo che
vediamo nella Figura 5.17 si possono selezionare comodamente le azioni da far eseguire
al programma.
Figura 5.17 La finestra operativa di Windows Defender.

Con queste osservazioni su Windows Defender chiudiamo la rassegna delle principali


funzionalit che si possono utilizzare nellapp di sistema Impostazioni, con
loccasionale utilizzo o intervento del Pannello di controllo.
Nel prossimo paragrafo riprendiamo il tema della sicurezza da un diverso, e
probabilmente pi interessante, punto di vista.
La protezione con BitLocker
Da quando sono stati inventati, i personal computer portatili detti anche notebook
sono diventati sempre pi belli, eleganti, potenti e vulnerabili, non gi nel senso dei
rischi provocati dal cosiddetto malware al quale abbiamo accennato nel paragrafo
precedente, ma nel senso concreto e tangibile di essere esposti a furti con destrezza o a
perdite accidentali: si arriva allaeroporto in fretta e furia, con i minuti contati, si passa
il controllo partenze esasperati e infastiditi per tutte quelle invadenti procedure di
ispezione e quando finalmente si pronti per limbarco ci si accorge con desolata
costernazione che il nostro notebook con tutti i nostri archivi professionali rimasto sul
sedile del tass o forse sul tavolino del bar dove abbiamo preso lultimo caff seduti.
Oppure, pi semplicemente, siamo vittime di un furto con destrezza. Al fastidio per la
perdita di un oggetto non privo di valore economico (un buon notebook non costa meno
di 1000 euro) si aggiunge la stizza (e magari anche langoscia) per la perdita di dati
importanti, di lavoro e personali: password in chiaro, conti economici, bozze di
contratti, lettere sentimentali, insomma un bel disastro. O forse no?
Dipende da noi: in Windows 10 disponibile un servizio chiamato BitLocker che
troviamo nel Pannello di controllo, concepito per aggiungere un forte componente di
sicurezza al nostro computer: se usiamo un PC portatile che portiamo spesso in viaggio
con noi opportuno attivare questo servizio, che rende assolutamente impenetrabile il
contenuto dellintero disco fisso a chi provasse ad accedervi senza conoscere la parola
chiave.
Si badi bene, la password necessaria per sbloccare la protezione creata con BitLocker
non la stessa password che si pu impostare per abilitare un utente alluso di
Windows: questultima pu essere aggirata con vari accorgimenti, il pi semplice, per
un ladro determinato, consiste nellestrarre il disco dal computer e metterlo in un altro,
mentre se si fa la stessa cosa con un disco protetto con BitLocker ci si ritrova daccapo
con lo stesso problema: anche montato su una macchina diversa quel disco non si pu
aprire senza la password e anche se si conoscesse la password il suo contenuto sarebbe
illeggibile, perch criptato.
Tutto questo per chi possiede un notebook potrebbe sembrare troppo bello per essere
vero e in un certo senso lo perch, se abbiamo un computer portatile e vogliamo
proteggerlo con BitLocker, in teoria ci basta fare un clic destro (o un tocco con due dita)
sul nome del disco C e selezionare il comando Attiva BitLocker che compare nel menu
contestuale:
Se siamo fortunati, si avvia una procedura guidata per ottenere la protezione globale
che ci interessa, ma potrebbe comparire subito una scoraggiante finestra come quella
riprodotta nella Figura 5.18

Figura 5.18 Se il computer non ha il chip TPM non si pu attivare BitLocker sul disco fisso primario.

Dove sta il problema? Alcuni notebook di fascia alta sono dotati di un componente
circuitale integrato chiamato Trusted Platform Module (TPM) sul quale si basa il
software di sicurezza BitLocker per crittografare e difendere con una password il disco
che contiene il sistema operativo.
Fortunatamente, se il notebook che vogliamo difendere con BitLocker non dispone
del chip TPM esiste una via per rimediare, non immediatamente intuitiva e un po
laboriosa, che descriviamo qui di seguito. Lunico prezzo da pagare di natura
organizzativa: una volta attivato BitLocker sul disco che contiene Windows 10 nel
modo che vedremo, per far partire il nostro notebook dovremo sempre inserire prima
una chiave USB predisposta durante la procedura con la quale stata creata la
protezione. Naturalmente sar opportuno tenere in un luogo sicuro quella chiave USB,
averla sempre a portata di mano ogni volta che si vuole usare il notebook e soprattutto
evitare di farselo rubare o di perderlo con quella chiave USB inserita.
Vediamo ora che cosa si deve fare e come difendere con BitLocker il nostro notebook
anche quando non dotato del chip TPM.
Lassenza di questo elemento hardware pu essere compensata da un meccanismo
software, che si trova fra gli strumenti pi delicati e nascosti del nostro sistema
operativo. Per accedere a questi strumenti dobbiamo semplicemente tenere premuto il
tasto Win e contemporaneamente premere il tasto con la lettera R. Nella casella di testo
della finestra dellapplicazione Esegui che si apre digitiamo questa sequenza di
caratteri:
gpedit.msc

premendo successivamente il pulsante di comando OK.


Cos facendo otteniamo lapertura di una finestra di dialogo che ha un insieme molto
articolato di comandi e funzionalit e si chiama Editor Criteri di gruppo locali e qui
troveremo la soluzione software al problema dellassenza del circuito TPM nel nostro
portatile.
La finestra dellEditor Criteri di gruppo locali divisa in due pannelli verticali. In
quello di sinistra si seleziona la funzione o il comando che si intende eseguire e i
risultati di questa selezione compaiono nel pannello di destra.
Il pannello di sinistra ha la classica struttura ad albero molto diffusa in Windows, per
cui si passa da un nodo alle funzionalit che ne fanno parte facendo clic sul simbolo
della freccia che punta verso destra che sta alla sinistra di quel nodo: da l scende una
serie di comandi, fra i quali ve ne potrebbero essere alcuni che hanno altri sottocomandi
che si possono aprire con lo stesso procedimento e cos via.
Nellelenco di sinistra selezioniamo Configurazione computer, quindi facciamo clic
sulla freccia di Modelli amministrativi, passiamo poi a Componenti di Windows, l
individuiamo Crittografia unit BitLocker, facciamo clic sulla freccia alla sua sinistra e
scegliamo fra i sottocomandi che si sgranano verso il basso Unit del sistema operativo;
un clic su questultimo fa aprire un elenco di opzioni nel pannello di destra, dove
facciamo doppio clic sulla voce Richiedi autenticazione aggiuntiva allavvio. La Figura
5. 19 illustra tutto il percorso che non certo facile da ricordare.
Figura 5.19 Il percorso per arrivare al comando che ci interessa.

Il doppio clic apre una finestra di dialogo che porta il titolo dellopzione che abbiamo
appena scelto e in questa fra i tre pulsanti di opzione Non configurata, Attivata e
Disattivata selezioniamo Attivata e mettiamo un segno di spunta nella casella di
controllo Consenti BitLocker senza un TPM compatibile.
Confermiamo le impostazioni che abbiamo dato in questa finestra con un clic sul
pulsante di comando OK, la finestra di dialogo si chiude, chiudiamo la finestra
dellEditor Criteri di gruppo locali e adesso possiamo cercare di mettere in sicurezza il
nostro disco C tutto intero, con una crittografia molto potente, pressoch impenetrabile
e una chiave logica e fisica al tempo stesso.
Apriamo la finestra di Esplora file, in questa selezioniamo licona del disco C con un
clic destro e nel menu contestuale che si apre selezioniamo il comando Attiva Bitlocker.
Adesso la procedura non si arresta ma prosegue, chiedendoci in primo luogo di
scegliere se per quando il disco sar stato criptato e protetto preferiamo usare una
password o una chiavetta USB per accedervi allaccensione del computer.
Optiamo per la chiavetta USB e ci viene chiesto di inserirla nellapposita porta.
Diamo conferma dellavvenuto inserimento e quando la chiavetta viene riconosciuta
compare un finestra di dialogo che ci offre quattro opzioni per salvare in modo sicuro
una copia della chiave di recupero (che non la chiavetta fisica, ma una chiave di
crittografia composta da sette blocchi di cinque caratteri ciascuno); possiamo scegliere
fra salvarla sul nostro account Microsoft, su una chiavetta USB, su un file memorizzato
nel computer oppure stamparla.
Optiamo per la chiavetta USB e arriva una nuova finestra di dialogo che ci chiede di
scegliere fra crittografare tutto il disco C oppure soltanto i dati che contiene al
momento: la prima opzione comporta un lavoro pi lungo ed consigliabile soltanto per
macchine che hanno gi lavorato da tempo e potrebbero avere ampi spazi del disco
liberi, ma con segmenti di file che opportuno non lasciare indifesi, mentre la seconda
pi veloce. Quale che sia la nostra scelta, tutti i dati presenti e quelli che verranno
creati in seguito saranno difesi con la crittografia.
Fatta questa scelta, altre finestre di dialogo della procedura guidata ci conducono alla
conclusione, che comporta un riavvio del computer e la successiva crittografia di tutto il
disco.
Possiamo provare come andata spegnendo il nostro notebook, sfilando la chiavetta
USB che stata predisposta come chiave di sicurezza e tornando ad accendere la
macchina: una severa schermata blu ci ingiunge di inserire la chiavetta USB con i dati
di identificazione e fino a quando non provvediamo non c verso di andare avanti.
Soddisfatti della prova inseriamo la chiavetta e torniamo a eseguire lavvio, che a
questo punto si svolge senza intoppi.
Oltre che per proteggere lintero disco contenente il sistema operativo, lo strumento
BitLocker pu essere utilizzato, senza i vincoli e le complicazioni che abbiamo visto fin
qui, su normali unit a disco esterne, collegate direttamente col nostro computer,
tipicamente le chiavette USB.
Lo strumento per mettere sotto la protezione di BitLocker una chiavetta USB si
chiama Bitlocker To Go e pu essere attivato in vari modi, il pi semplice dei quali
consiste nel selezionare lunit disco esterna nella finestra di Esplora file, farvi sopra un
clic destro e scegliere nel menu contestuale il comando Attiva BitLocker. Si avvia in
questo modo una procedura guidata molto semplice, durante la quale viene chiesto di
inserire una password; successivamente il disco viene criptato e da quel momento tutto
quello che vi si salva risulta criptato a sua volta.
La cosa interessante che una chiavetta USB o altro disco esterno protetto con
BitLocker To Go viene riconosciuto anche da computer che operano sotto versioni
precedenti di Windows, dove lo si pu utilizzare semplicemente dopo aver inserito la
password corretta.
Notifiche
Come abbiamo visto nel paragrafo La barra delle applicazioni del Capitolo 4,
lestremit destra di questa barra si chiama area di notifica e contiene alcune icone il
cui aspetto lascia capire abbastanza bene a che cosa si riferiscono; inoltre, quando vi si
passa sopra il puntatore del mouse, compare una scritta che ne descrive la funzione,
come vediamo qui di sotto:

Un clic su ciascuna di queste icone fa uscire una piccola finestra che presenta il
valore al quale licona si riferisce: stato di carica della batteria, per esempio oppure
volume dellaltoparlante. Un clic sullicona Notifiche fa uscire un pannello sul lato
destro del monitor che elenca lo stato di una serie di organi e funzionalit di Windows
ed eventuali nuove notifiche, vale a dire segnalazioni di eventi o condizioni che
richiedono lintervento dellutente. Vediamo questo pannello nella Figura 5.20.
Figura 5.20 Il pannello delle notifiche.

Nella parte superiore del pannello possono comparire segnalazioni o avvertimenti


relativi a operazioni di aggiornamento o di altro tipo. Rimangono visibili fino a quando
non si cancellano con un clic.
Ai piedi del pannello presente un numero variabile di riquadri, ciascuno dei quali
un pulsante di comando con funzioni di commutatore, identificato dal nome di una
funzione: se limmagine del pulsante offuscata la funzione corrispondente
disattivata. Un clic su ciascun pulsante attiva la funzione corrispondente se oscurato e
la disattiva se non oscurato.
In sostanza i pulsanti/commutatori del pannello Notifiche sono scorciatoie per
eseguire direttamente operazioni specifiche che si possono attivare dallapp
Impostazioni che abbiamo descritto in questo capitolo.
Capitolo 6
Lavorare insieme in rete

Qualche tempo fa una mia simpatica amica, molto esperta di informatica, osservava:
Un computer un computer e due computer sono due computer, ma se sono uniti da
un cavo due computer sono una rete.
In effetti, non si potrebbe dire meglio, se si vuole essere sintetici e brillanti. Ma qui
bisogna dare qualche spiegazione in pi, trattandosi di un argomento non
immediatamente intuitivo e di una certa complessit.
In effetti, una rete pu essere formata da un numero qualunque di computer, da due
allinfinito. Ma perch si fanno reti di computer? Per la stessa ragione per cui si fanno
reti di telefoni: per comunicare, nel caso specifico, per agevolare lo scambio di dati fra
computer che si utilizzano in un contesto di lavoro comune (un ufficio, una fabbrica, un
laboratorio, unaula scolastica), macchine sulle quali lavorano persone che spesso
devono utilizzare documenti nati su un determinato computer e che pi agevole poter
elaborare acquisendo i file direttamente dalla macchina dove sono nati e risiedono
invece che facendosi dare una copia su una chiavetta USB.
In certe situazioni, lo scambio di file fatto in questo modo pu essere una gradevole
occasione per alzarsi dal proprio posto di lavoro, fare due passi fino al piano di sopra,
sostare alla macchina del caff e scambiare anche due chiacchiere oltre che un paio di
file. In situazioni del genere, lassenza di una rete pu essere un vantaggio. Le reti di
computer dimostrano tutta la loro utilit e convenienza in contesti diversi, quando le
distanze sono maggiori e i dati sono ingombranti e non possibile n ragionevole
travasarli con copie su supporti magnetici oppure ottici ogni volta che servono.
Quando andiamo in banca a fare unoperazione, laddetto allo sportello accede a una
rete di computer utilizzando quello che ha accanto, per controllare su una macchina
centrale della banca il saldo del nostro conto corrente, verificare se c disponibilit e
aggiornare quel valore inserendo i dati della nostra operazione. Intanto, da unaltra parte
della citt o del mondo, un nostro cliente dispone un bonifico a nostro favore dallo
sportello della sua banca e sempre tramite una rete il computer della sua banca
trasferisce il denaro sul nostro conto corrente, accedendo alla macchina centrale della
nostra banca che tiene tutti i dati dei conti correnti a disposizione di chi abilitato a
esaminarli e a modificarli.
Come si faceva quando non cerano le reti? Era un gran scrivere su foglietti e moduli
di carta di tanti tipi, che venivano raccolti in grandi uffici per lacquisizione dei dati,
dove decine e a volte centinaia di persone annoiatissime trascrivevano i dati dai foglietti
e dai moduli e li immettevano in grandi computer centrali. Un modo di lavorare che
ormai appare arcaico e primitivo, ma che fino a una decina danni fa era ancora la prassi
pi diffusa in tutte le strutture operative di grandi dimensioni: banche, imprese
industriali e commerciali e altre ancora.
Tipi di reti
Abbiamo accennato nellIntroduzione che le reti si distinguono in locali (LAN, Local
Area Network) e geografiche (WAN, Wide Area Network). Le reti si distinguono inoltre
in base al modo in cui vengono strutturate e utilizzate. Possiamo avere una rete dove
tutti i computer collegati possono parlarsi fra loro e scambiarsi dati, per cui lutente di
una macchina pu accedere a unaltra, esaminare le cartelle e i file contenuti nel disco
fisso di quella macchina e aprirli dal suo computer. In una rete di questo tipo non ci
sono gerarchie, tutti i computer collegati sono allo stesso livello e quindi sono pari, per
cui la rete detta paritetica (in gergo, si dice peer-to-peer).
Il buon funzionamento di una rete paritetica dipende in sostanza dalla buona volont,
dallo spirito di servizio e dalla cortesia di chi lavora sui singoli computer collegati (che
sono detti nodi della rete): in effetti, niente impedisce a un utente di entrare nel
computer di un altro col quale collegato in forma paritetica e devastare il contenuto
del disco fisso del malcapitato, cancellandogli i file o, pi sottilmente, cambiando loro i
nomi, in modo che i programmi applicativi non riescano pi a riconoscerli. Questa
una delle ragioni, ma non lunica, che ha fatto sviluppare un modello organizzativo e
funzionale diverso, in base al quale in una rete esiste una gerarchia, un computer il
padrone, il boss, il master, e gli altri computer che sono collegati non possono interagire
fra loro direttamente, ma devono essere autorizzati a farlo dal computer dominante.
Sono strutturate in questo modo tutte le LAN e le WAN di grandi dimensioni,
soprattutto quelle delle banche e dei grandi enti e le reti di questo tipo si dicono
client/server.
Attenzione ai termini: contrariamente a quanto afferma la saggia massima che ispira
tutti i rapporti commerciali, in queste strutture non il client ad avere sempre ragione,
ma il server. Il server il computer che d i servizi e i client sono quelli che ne
beneficiano, ma possono ottenerli soltanto alle condizioni stabilite dal server, perch se
non venissero rispettate il server non saprebbe come operare.
TERMINOLOGIA La parola inglese client corrisponde esattamente alla parola italiana cliente, ma
si preferisce non tradurla e utilizzare client, proprio per evitare il riferimento alla figura del cliente,
che come noto ha sempre ragione ed anche quello che ci d da mangiare. Inoltre, siccome
client si usa sempre in associazione con server, il tentativo di tradurre server con servente ,
fortunatamente, morto subito fra lilarit generale.

Con Windows 10 si possono costruire soltanto reti paritetiche, perch quelle


client/server hanno bisogno di meccanismi per il controllo del flusso dei dati e per la
sicurezza degli accessi molto pi complessi di quelli che possono bastare per far
funzionare una rete paritetica.
Il concetto di rete richiama quello di connessione: per creare una rete con due o pi
computer bisogna connetterli fra loro. Storicamente, le reti sono nate usando per la
connessione fra i computer cavi elettrici che potevano essere di due tipi: cavi coassiali o
doppini telefonici. Le reti di questo tipo si dicono cablate, in riferimento al fatto che
la connessione avviene mediante cavi (cable in inglese).
I cavi vengono agganciati ai computer per formare una rete usando un componente
elettronico specializzato presente in tutti i computer collegati in rete e chiamato
Network Interface Card, in sigla NIC, in buon italiano scheda di rete.
Se i computer da collegare in rete non sono dotati di una NIC necessario
procurarsela e installarla: pu essere fisicamente una scheda di espansione, da inserire
in un alloggiamento libero della scheda madre di un computer desktop, oppure un
dispositivo collegabile a una porta USB, che consente di avere le funzionalit di una
NIC senza che sia necessario inserirla nella scheda madre ( lo strumento adatto per i
portatili, che non si possono aprire per aggiungere al loro interno nuovi componenti
hardware).
Con i cavi coassiali, i primi a essere usati per creare reti di computer e oggi
completamente obsoleti, si potevano concatenare i computer fra loro tramite la presa di
contatto che sporge dalle NIC formando una specie di catena: questa configurazione
aveva un grave punto di debolezza: uneventuale malfunzionamento in un tratto della
catena isolava dalla rete tutte le macchine a valle dellinterruzione.
Si prefer quindi la soluzione basata su NIC particolari che adottavano uno standard
detto Ethernet (tuttora in uso) che consentiva di attestare tutti i computer che
componevano la rete su un elemento centrale, che formava idealmente il mozzo di una
ruota, chiamato appunto hub (che in inglese vuol dire mozzo) ottenendo una
configurazione come quella schematizzata nella Figura 6.1
Figura 6.1 Lo schema del collegamento di computer in rete mediante un hub.

Da qualche anno la tecnologia dei cavi stata superata, le reti locali si costruiscono
con un hardware particolare che non realizza la connessione con cavi fisici, ma
mediante lemissione e la ricezione di segnali radio, per cui si parla di reti senza fili,
ovvero wireless.
Il modo in cui i segnali radio vengono inviati e ricevuti stato stabilito da uno
standard accettato a livello internazionale, definito dallInstitute of Electrical and
Electronics Engineers (IEEE) col nome ufficiale di 802.11. Messo a punto alla fine
degli anni Novanta del secolo scorso, lo standard 802.11 stato oggetto di numerosi
aggiornamenti e alla versione stabilizzata nel 2000 stato attribuito il nome Wi-Fi, che
indubbiamente pi facile da ricordare e nasce da un gioco di parole basato
sullespressione Hi-Fi (che deriva da High Fidelity) per cui Wi-Fi starebbe a significare
Wireless Fidelity e quando se ne parla a voce si dice uai fai.
Costruire una rete Wi-Fi
I personal computer di pi recente costruzione, in particolare i notebook e i tablet di
tutti i tipi, sono dotati di componenti elettronici capaci di trasmettere e ricevere segnali
radio secondo lo standard Wi-Fi e questo li predispone a essere connessi in modo da
formare una rete locale paritetica in modalit wireless. Lo stesso non pu dirsi per i
personal computer di tipo desktop, cio quelli di un certo ingombro fisico costituiti da
un corpo principale al quale sono collegati una tastiera, un mouse e un monitor:
macchine di questo tipo possono sfruttare la tecnologia wireless a condizione di dotarle
delle necessarie funzionalit elettroniche con una scheda di espansione oppure con una
chiavetta USB specializzata chiamata USB Wireless Adapter.
Anche per costruire una rete wireless serve un hub, come per le reti cablate. La
funzione di hub svolta da unapparecchiatura che pu avere pi funzionalit, detta
genericamente punto di accesso, in inglese Access Point, in sigla, ovviamente, AP.
LAccess Point in una rete, cablata o wireless che sia, svolge il ruolo di mozzo o hub
ed tecnicamente uno switch, ovvero un commutatore che provvede, mediante appositi
codici detti protocolli, a soddisfare le domande di accesso di ciascuno dei computer
connessi in rete.
Si possono collegare reti distinte tra loro, in modo da poter dare un servizio pi
articolato. La connessione fra reti si ottiene con un dispositivo chiamato router, che,
come lascia capire il suo nome, instrada le richieste di dati da una rete a unaltra. Un
caso particolarmente interessante si ha quando con laiuto di un router tutti i
computer connessi con una rete locale hanno anche la possibilit di accedere alla rete
delle reti, Internet, che a sua volta connette milioni di computer in tutto il mondo
(Figura 6.2) . Pi avanti, nel Capitolo 7, approfondiamo largomento Internet.
Figura 6.2 Si possono connettere reti distinte mediante router.

Il mercato dellinformatica offre unampia gamma di prodotti utilizzabili come AP,


dotati come minimo di funzionalit di commutazione (switch) per attivare le
connessioni con i computer rilevati, a questa funzionalit quasi sempre se ne
aggiungono altre, per esempio quella di instradatore (router) per consentire la
connessione fra reti e quella di modem, per accedere alla rete telefonica e tramite questa
entrare in Internet.
La tipologia dei collegamenti in rete fra computer e dei collegamenti che sono
possibili fra reti di computer molto ricca e non il caso di passarla per intero in
rassegna, ci baster vedere come si connettono pi computer in una rete locale Wi-Fi.
Naturalmente, il risultato non dipende soltanto dalla disponibilit dellhardware
(schede di rete Wi-Fi su tutti i computer da collegare e un adeguato AP), ma anche da
opportune funzionalit software: Windows 10 per questo tipo di servizio
estremamente collaborativo e mette a disposizione una serie di funzionalit, la prima e
pi significativa delle quali sta nellapp Impostazioni, categoria Rete e Internet,
articolata nelle sezioni che possiamo vedere nella Figura 6.3.
Linformazione pi importante che ci d lapp Impostazioni in questo caso che il
computer dotato di funzionalit Wi-Fi, che questa attivata e fa riferimento a un
punto di accesso nelle vicinanze che si chiama Netgear-2, col quale connesso.
Figura 6.3 Le impostazioni per le reti.
ATTENZIONE Le schede Wi-Fi interne ai personal computer inviano e ricevono segnali su distanze
relativamente brevi, dellordine di qualche decina di metri e lo stesso vale per gli AP. La distanza
fisica fra lhub e i computer collegati in rete non deve, quindi, superare i limiti della portata di queste
apparecchiature, che di norma indicata nella loro documentazione tecnica e in tutti i casi
sufficientemente ampia da consentire il collegamento allinterno di un normale spazio per uffici.

Vogliamo collegare fra loro in modo da formare una piccola rete locale tre
computer:

1. una macchina da scrivania tradizionale, che opera sotto il controllo del sistema
operativo Windows 7,
2. un tablet gestito da Windows 8.1 e
3. un notebook che lavora sotto Windows 10.

Per poter creare il collegamento dobbiamo conoscere il nome di questi computer,


uninformazione che possiamo ottenere dal Pannello di controllo di ciascuna macchina,
col comando:
Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Sistema

che fa comparire la schermata con le informazioni di base sullintero sistema, fra le


quali il nome attribuito al computer. Nellesempio che stiamo costruendo, le nostre tre
macchine si chiamano come indicato nella tabella seguente, nella quale vediamo altri
particolari utili ai fini della rete:
Macchina Nome Sistema operativo Tipo di NIC
Computer desktop PC-ACER-QP Windows 7 Wi-Fi USB Adapter
Notebook NB-Asus-W10 Windows 10 Wi-Fi integrata
Tablet Tabby-3 Windows 8.1 Wi-Fi integrata

Se il nome del computer non ci piace, possiamo cambiarlo facendo clic sul comando
Cambia impostazioni nella finestra Sistema del Pannello di controllo, ottenendo
lapertura di una comoda finestra di dialogo come quella riprodotta nella Figura 6.4. Per
la macchina Windows 10 possiamo impostare il cambio del nome anche dalla sezione
Sistema/Informazioni su dellapp Impostazioni.

Figura 6.4 Da queste finestre di dialogo si pu cambiare il nome del computer.

Per semplicit, lasciamo i nomi come li abbiamo trovati e vediamo come possiamo
procedere per ottenere il nostro obiettivo.
Il fatto che tutte e tre le macchine siano abilitate a utilizzare collegamenti Wi-Fi e che
alla loro portata dei loro segnali radio sia presente e acceso un AP che si chiama
Netgear2, fa s che i tre computer risultino gi connessi in rete fra loro, come
dimostrano la finestra di Esplora file che vediamo nella Figura 6.5.

Figura 6.5 La rete impostata automaticamente grazie alla presenza di segnali Wi-Fi e di un adeguato
Access Point.

Arrivati a questo punto, la rete almeno formalmente pronta e unisce i nostri tre
computer.
Per fare qualcosa di utile con la rete, per, dobbiamo fare un passo avanti e indicare
che cosa vogliamo condividere in quali computer e con chi.
ATTENZIONE La condivisione delle risorse in rete si pu attivare in vari modi, come sempre in tutte
le versioni di Windows, ma non soltanto unoperazione tecnica: nel contesto della vita e del lavoro
di un ufficio va preparata ed eseguita con molta cura, perch assegnare autorizzazioni ad accedere
da un computer ai file contenuti in un altro, anche solo per leggerli, un compito delicato, che deve
tener conto oltre che delle gerarchie e dei flussi di lavoro anche delle suscettibilit individuali.

Nel Riquadro di spostamento della finestra di Esplora file che vediamo nella Figura
6.5, sotto lelenco dei tre computer che risultano appartenere a ununica rete, c un
comando chiamato Gruppo home. Un clic su quel comando fa uscire questa descrizione:
Condividi con altri PC di casa Con un gruppo home, possibile:Esplorare e cercare file condivisi
in altri computer Condividere stampanti e altri dispositivi.I gruppi home sono protetti da password
ed sempre possibile controllare quali elementi condividere.Crea un gruppo home

Questo Gruppo home sembra essere proprio quello che fa per noi, per cui facciamo
decisamente clic sul pulsante di comando con la dicitura Crea un gruppo home che sta
in fondo alla finestra. Dato che in questo libro ci occupiamo di Windows 10, scegliamo
lopzione Gruppo home che vediamo nel computer chiamato NB-Asus-W10.
Si avvia una sequenza di schermate che fanno da guida alloperazione. Dopo una
prima schermata, che ripete sostanzialmente le informazioni che abbiamo appena visto,
ne appare unaltra che presenta un quadro di comando semplice e chiaro dove possiamo
scegliere quello che vogliamo condividere (Figura 6.6).

Figura 6.6 Il quadro di ci che si pu condividere in un Gruppo home.

La schermata elenca le raccolte predefinite presenti nel sistema Immagini, Video,


Musica e Documenti pi una voce generica che dice Stampanti e dispositivi. Per
ciascuna raccolta possiamo scegliere se condividere (opzione Condiviso) o non
condividere (opzione Non condiviso) i contenuti.
Per aggiungere raccolte diverse da quelle predefinite o selezionare nelle raccolte che
cosa effettivamente condividere oppure no e con chi bisogna eseguire alcune operazioni
che descriviamo nel riquadro Personalizzare le condivisioni.
NOTA Nel Capitolo 3 abbiamo spiegato che cosa sono le raccolte e come si creano. Se abbiamo
creato raccolte personalizzate, possiamo aggiungerle al Gruppo home in modo molto semplice:
basta selezionarne il nome nellelenco delle raccolte con un clic destro, quindi scegliere il comando
Condividi dal menu contestuale e in questo comando selezionare il tipo di condivisione, come si pu
vedere dalla figura che segue.
Per il momento non abbiamo ulteriori particolari da aggiungere, n potremmo farlo a
questo stadio della preparazione, quindi passiamo oltre accettando le impostazioni
predefinite con un clic su Avanti.
La finestra di lavoro successiva, che si apre dopo una breve elaborazione, piuttosto
interessante, come possiamo vedere nella Figura 6.7:
Figura 6.7 stato creato un nuovo Gruppo home con una sua specifica password da utilizzare per
aggiungere a questo gruppo altri computer in rete.

A questo punto, annotiamo su un pezzo di carta la password, che stata


deliberatamente generata in modo che sia molto arduo ricordarla a memoria, chiudiamo
la finestra con un clic su Fine e proviamo ad aprire il Pannello di controllo degli altri
computer in rete, dando il comando Pannello di controllo > Rete e Internet > Gruppo
home. In entrambe le macchine si apre una finestra che dice testualmente:
Marco Ferrero su NB-Asus-W10 ha creato un Gruppo home nella rete

Uno degli aspetti interessanti di questa finestra che compare identica nelle
macchine connesse in rete e che viene indicato un certo Marco Ferrero come creatore
del Gruppo home: Marco Ferrero, come si sar intuito, il nome dellutente
amministratore della macchina NB-Asus-W10.
Sotto questa importante e significativa riga di informazioni viene ulteriormente
ribadito che partecipare a un Gruppo home quanto di meglio si possa fare, che non c
da preoccuparsi perch un impegno che pu essere modificato in qualunque momento
e via enumerando. Premendo un pulsante di comando in fondo alla finestra che dice
Partecipa ora si autorizza lingresso nel gruppo del computer sul quale si sta operando.
Procediamo premendo questo pulsante e nella finestra di dialogo successiva, dove ci
viene chiesta la password, digitiamo con attenzione la password che stata generata
automaticamente nella macchina NB-Asus-W10.
ATTENZIONE Tutte le operazioni che vengono descritte in queste pagine sulla creazione di una rete
sono consentite, su ciascun computer, soltanto allutente/amministratore di quella macchina.

Dopo un breve istante veniamo gratificati dalla comparsa di una finestra che ci
annuncia che ora la macchina dalla quale stiamo operando fa parte del gruppo Home e
che quindi possiamo accedere ai file e alle stampanti condivisi da altri utenti di questo
gruppo.
Chiudiamo questa finestra e proviamo a vedere come stanno in concreto le cose,
dopo che:

abbiamo collegato i computer fra loro mediante segnali radio Wi-Fi;


abbiamo creato un gruppo di lavoro chiamato Home su uno dei computer in rete;
abbiamo fatto entrare nel gruppo Home anche gli altri due computer.

A questo punto possiamo utilizzare la rete per operare sul computer NB-Asus-W10,
per esempio, e da l aprire documenti che si trovano in uno degli altri computer: PC-
ACER-QP oppure Tabby-3.
Come si pu vedere dalla Figura 6.8, creare un gruppo Home o entrare a farne parte
comporta la scelta se condividere oppure no alcune raccolte predefinite e la stampante o
altri dispositivi. Le raccolte predefinite sono quelle tipiche di Windows e si chiamano
Immagini, Video, Musica e Documenti.
Non si limitati a condividere in rete soltanto le raccolte predefinite: in una rete
locale creata in uno studio professionale o in una piccola impresa ragionevole pensare
che sia utile mettere a disposizione di tutti le cartelle che contengono i file della
corrispondenza con i clienti, per esempio, o quelli sulla situazione degli ordini. Vediamo
come si pu fare, tenendo sempre presente che le impostazioni della rete e in modo
particolare lassegnazione di diritti di accesso a componenti della rete sono consentite
soltanto allutente/amministratore di ciascun computer.
NOTA possibile condividere in rete soltanto unit a disco e cartelle, non singoli file. Se fosse
proprio necessario mettere uno specifico file a disposizione di pi utenti in computer diversi, si pu
aggirare questo vincolo creando una cartella che contenga quel particolare file ed eseguendo su di
essa le operazioni per la condivisione che descriviamo qui di seguito.

Per condividere in rete una cartella specifica che si trova in uno dei computer bisogna
come prima cosa selezionarla nella finestra Esplora file, quindi con un clic destro si fa
uscire il menu contestuale dove si esegue il comando Propriet, ottenendo la comparsa
di una articolata finestra di dialogo nella quale aprire la scheda Condivisione, che si
presenta come nella Figura 6.8.

Figura 6.8 Dalla scheda Condivisione della finestra di dialogo Propriet di una cartella si imposta la
condivisione in rete di quella cartella.

La scheda Condivisione contiene due pulsanti di comando, Condividi e Condivisione


avanzata. Il secondo ha il simbolo dellUAC e la descrizione che lo affianca fa
giustamente pensare a unoperazione di maggior complessit e impegno. Vediamo
quindi per prima cosa quel che si ottiene premendo il pulsante di comando Condividi
(Figura 6.9).
Figura 6.9 La finestra di dialogo Condivisione file che si apre premendo il pulsante Condividi nella scheda
Condivisione della finestra di dialogo Propriet di una cartella.

Si apre la finestra di dialogo Condivisione file, dove vediamo una casella di testo
destinata a contenere i nomi degli account autorizzati ad accedere a quella cartella,
ciascuno con un proprio specifico livello di autorizzazione. Se non stata data ancora
alcuna autorizzazione a condividere la cartella, il nome che si vede nellelenco quello
dellaccount/amministratore, che per definizione pu accedere a tutto.
Premendo il pulsante a freccia della casella combinata che si trova sopra la casella di
testo principale compare, come vediamo nella seconda parte della Figura 6.8, un elenco
di account fra i quali scegliere: se lelenco non sufficiente si pu selezionare lopzione
Crea nuovo utente, nel qual caso si viene rimbalzati alla sezione di Impostazioni che
contiene gli strumenti per creare nuovi utenti o modificare le autorizzazioni di utenti
esistenti (si veda il paragrafo Lutente di Windows 10 del Capitolo 4) .
Riconosciamo nellelenco dei possibili utenti da autorizzare il nome
dellaccount/amministratore, un altro nome identificato da un account Microsoft che
verosimilmente stato creato in precedenza pi due nomi standard Guest e Everyone. Il
primo un account predefinito che lamministratore pu abilitare alla condivisione,
mentre Everyone identifica, come il suo nome lascia supporre, chiunque acceda alla rete
tramite il gruppo Home.
Dopo aver selezionato laccount al quale dare il permesso di condividere quella
cartella possiamo scegliere se consentire soltanto la lettura dei file contenuti in quella
cartella oppure anche la scrittura, quindi la loro modifica, agendo opportunamente sui
comandi disponibili nella finestra di dialogo Condivisione file, come si vede nella
Figura 6.10.

Figura 6.10 Le autorizzazioni concesse per una particolare cartella condivisa in rete.

Le cartelle condivise in rete sono identificate da unicona particolare, che ha questo


aspetto.

Come si vede dalla Figura 6.7 sopra, possibile condividere in rete anche dispositivi,
per esempio stampanti, collegati con un determinato computer che fa parte della rete,
consentendo in questo modo a chi utilizza altri computer connessi in rete di stampare
propri documenti con la stampante condivisa, per esempio. Questa flessibilit si
dimostra particolarmente comoda quando nellufficio dove i computer sono collegati
con una LAN presente una macchina di qualit (e costo) piuttosto elevato, come
potrebbe essere una stampante laser a colori, che si utilizza in modo occasionale e non
continuativo: tutti gli utenti della rete potrebbero avere una loro stampante, del costo di
poche decine di euro, collegata direttamente col proprio computer e non condivisa in
rete, da utilizzare per i normali fabbisogni quotidiani di stampa, mentre la costosa laser
a colori potrebbe essere utilizzata soltanto in casi particolari, da uno qualunque dei
computer che le invia tramite la rete documenti che devono essere stampati a colori.
Quando una stampante collegata in rete, per usarla basta aprire il file del documento
che si intende stampare, dare lordine di stampa dal programma col quale il documento
stato creato e si otterr una schermata simile a quella che si vede nella Figura 6.11.

Figura 6.11 La scelta di una stampante collegata in rete.


Rete locale e Internet
Come spieghiamo diffusamente pi avanti, nel Capitolo 7, chi usa un computer pu
ricavare molti vantaggi dalla rete delle reti nota universalmente col nome Internet e
Windows 10 si dimostra un utile strumento per esplorare Internet: rinviamo quindi a
quel capitolo tutti i lettori che intendono approfondire largomento Internet, compresi
quelli che sanno a malapena di che cosa si tratti.
Dal momento che Internet una rete, sia pure molto speciale, opportuno fornire qui
qualche informazione su come ci si pu collegare con Internet da un singolo computer o
da una rete locale come quella che abbiamo descritto fin qui.
Per poter accedere a Internet necessario rivolgersi a unimpresa che svolga la
funzione di Internet Service Provider, in sigla ISP, vale a dire fornitore di servizi
Internet. Questa impresa pu essere una societ telefonica (Telecom Italia, per esempio)
o una delle miriadi di societ che offrono questo servizio facendolo sapere con annunci
pubblicitari su giornali, riviste, televisione e, naturalmente su Internet, anzi, per essere
pi precisi, sul World Wide Web, che un grande sottoinsieme di Internet.
Laccesso a Internet fornito dagli ISP pu avvenire in tre modi diversi:

1. componendo con il modem un numero telefonico prestabilito, operazione detta in


gergo dial-up;
2. agganciando con un modem particolare una linea telefonica specializzata detta
ADSL;
3. agganciando con la scheda di rete del computer una connessione diretta con
Internet, stabilita per lo pi con una fibra ottica dedicata.

La qualit del collegamento varia enormemente da una tecnica allaltra, la migliore


la terza, ma un servizio che nel nostro Paese disponibile soltanto in alcuni grandi
centri urbani, offerto da pochi e costosi ISP, quindi nella maggior parte dei casi si
ricorre alla tecnica ADSL, disponibile per soltanto a macchie di leopardo nellintero
territorio nazionale, ragione per cui sono in molti che, per cause di forza maggiore del
tutto indipendenti dalla loro volont, sono costretti a ricorrere alla tecnica dial-up il
cui unico vantaggio quello di poter essere utilizzata in tutto il Paese, dovunque ci sia
una linea telefonica tradizionale, vantaggio che ampiamente compensato dal costo
elevato delle telefonate, ma soprattutto dalla lentezza intrinseca del collegamento che
cos si ottiene.
Infatti, un collegamento realizzato con un modem su una linea telefonica tradizionale
non pu superare la velocit di 50 kbps, ovvero 50.000 bit al secondo: considerato che
occorrono 8 bit per formare un byte, ovvero un carattere, in teoria questa velocit di
trasmissione equivarrebbe a 6250 byte al secondo, per bisogna considerare che i dati
viaggiano impacchettati in blocchi di una cinquantina di byte, preceduti e seguiti da
alcuni byte che fungono da involucro e identificativo di ogni singolo pacchetto, per cui
tenendo conto di questi caratteri di servizio la velocit effettiva dellordine di circa
5000 caratteri al secondo. Possono sembrare molti, 5000 caratteri sono allincirca due o
tre pagine di un libro, ma quando si parla di Internet si tratta sempre di scambi di dati
dellordine dei milioni o delle centinaia di milioni di caratteri per volta.
TERMINOLOGIA Un byte rappresenta un carattere lettera dellalfabeto, segno di interpunzione,
cifra decimale ed composto sempre da otto bit, elementi minimi di informazione corrispondenti ai
simboli 0 e 1. I dati, che sono insiemi di byte, vengono trasmessi nelle reti informatiche aggregati in
pacchetti, di una cinquantina di caratteri circa, ciascuno dei quali preceduto e seguito da alcuni
byte di servizio, che consentono ai computer in rete di individuare e indirizzare ogni singolo
pacchetto durante il trasporto. lincidenza di questi byte supplementari che porta a conteggiare
grosso modo 10 bit per ogni carattere effettivo (byte di 8 bit) trasmesso in rete.

Un altro inconveniente non trascurabile del collegamento dial-up con Internet sta
nel fatto che non condivisibile: un computer connesso con Internet mediante modem
non pu condividere quella sua connessione con altri computer in rete locale.
La condivisione invece possibile quando si utilizza una o laltra delle due tecniche
alternative, ossia il collegamento ADSL o quello diretto con fibra ottica. Entrambi
questi due tipi di collegamento sono detti anche in banda larga: si chiama cos perch
una tecnica che offre un ventaglio (una banda, appunto) di velocit di connessione
molto ampio, che va da 2 milioni di bit per secondo fino a 20: considerando che in
media occorrono circa 10 bit per trasmettere 1 byte, cio un carattere, stiamo parlando
di velocit che vanno da 200 KB a 2 MB al secondo.
Lo strumento determinante per la condivisione in rete locale di una connessione con
Internet in banda larga il router, un dispositivo che per lo pi ha laspetto fisico che
vediamo nella Figura 6.12.
Figura 6.12 Componenti base di un router.

Quasi tutti i router in commercio incorporano anche le funzionalit di uno switch, sia
per connessioni cablate (nella figura, le porte 2) sia per connessioni Wi-Fi (nella figura,
lantenna 5). Molti modelli, inoltre, sono dotati anche di funzionalit di modem
specializzati per collegamenti ADSL.
NOTA La sigla ADSL sta per Asynchronous Digital Subscriber Line e designa una tecnica con la
quale si ottiene il passaggio simultaneo su una stessa linea telefonica in rame di due segnali: uno
per la normale comunicazione vocale e uno per la trasmissione di dati. Lo sviluppo della tecnica
ADSL ha consentito di ottenere, con interventi di ricondizionamento delle reti relativamente modesti,
elevatissime velocit di trasmissione dalle linee telefoniche tradizionali che, una volta ricondizionate
per fornire la funzionalit ADSL, offrono prestazioni che si avvicinano molto a quelle in banda larga,
che di norma si ottengono soltanto con linee specializzate formate con fibre ottiche e non con cavi in
rame tradizionali. La societ telefonica italiana Telecom Italia ha dato il nome commerciale Alice alle
sue connessioni ADSL.

Luso del router fisicamente e concettualmente molto semplice. Nellufficio (o


nellabitazione privata) di chi ha sottoscritto un abbonamento ai servizi di telefonia
digitale in banda larga, si tratti di ADSL o di fibra ottica, la linea che proviene
dallesterno si attesta su una centralina, che andrebbe collegata con un cavo alla scheda
di rete di un computer, per consentirgli di accedere a Internet.
Il dispositivo che abbiamo utilizzato fin qui come switch, per collegare fra loro
mediante Wi-Fi i singoli computer in modo da formare una LAN, anche un router e
come tale pu collegare due reti: per connettere la nostra LAN alla rete Internet ci basta
collegare la centralina invece che con la scheda di rete di un singolo computer, con la
porta specializzata del router (porta 3 nella Figura 6.12) e il gioco fatto. Lo schema
del collegamento quello che vediamo nella Figura 6.13.

Figura 6.13 Lo schema del collegamento fra rete Internet e rete locale, mediante router e switch.

Nella figura il router e lo switch sono rappresentati, per maggior chiarezza, come
elementi separati, e di fatto le due funzioni lo sono, ma il dispositivo hardware col quale
si ottiene il risultato rappresentato nella figura di solito un unico oggetto, che integra
le due funzioni, non solo, ma quasi sempre in grado di fungere da switch sia per una
rete cablata sia per una rete Wi-Fi.
Una volta effettuato il collegamento, pu essere opportuno riavviare i computer
interessati e, al termine del riavvio, se si apre la finestra di Impostazioni e in questa si
sceglie la categoria Rete e Internet, selezionando nel pannello di destra il comando
Centro connessioni di rete e condivisione si ottiene una schermata come quella riportata
nella Figura 6.14.
Figura 6.14 La nuova situazione della rete evidenzia la disponibilit dellaccesso a Internet.

In questa nuova situazione, da ciascuno dei computer connessi fra loro in rete locale
si pu accedere a Internet senza che si creino interferenze con il lavoro degli altri.
La posta elettronica
Fin dagli albori di quella che sarebbe diventata Internet, cio gi con ARPANET, a
qualcuno venne in mente di sfruttare la connessione permanente in rete per ordinare a
un computer remoto di mostrare il testo di un messaggio a un operatore umano.
A quellepoca, accanto al quadro di controllo di ogni grande computer si trovava una
telescrivente, connessa con il computer come terminale, con la quale si immettevano i
comandi del sistema operativo UNIX. I comandi potevano arrivare ai computer
connessi con ARPANET anche dalla telescrivente di un altro computer e di solito
servivano per attivare programmi salvati sui dischi del computer ricevente. Ma nulla
impediva di inviare a un computer remoto un comando (seguito da un testo) con il quale
si ordinava a quella macchina di stampare quel testo sulla sua telescrivente. Oppure di
salvarlo su disco in forma di file, dando cos la possibilit a un operatore umano di
reperire il file in un secondo tempo e leggere il documento.
Nacque cos, quasi per caso, la posta elettronica, in gergo e-mail, un servizio che con
il tempo si diffuso enormemente in Internet e che oggi diventato uno strumento di
lavoro e di comunicazione pressoch indispensabile per milioni di utenti in tutto il
mondo.
NOTA La posta elettronica utilizza un sottoinsieme della rete Internet diverso dal World Wide Web,
chiamato MailTo. La presenza del carattere chiocciola (@), detto in inglese at, in un indirizzo
Internet identifica quellindirizzo come appartenente a MailTo e quando lo si digita mentre si
connessi con il Web richiama le funzionalit dei server della posta elettronica.

Per utilizzare gli strumenti delle-mail bisogna in primo luogo configurare laccount
col quale siamo stati abilitati da un ISP ad accedere al Web. Per farlo, dobbiamo
connettere il nostro computer con Internet e avviare lapp chiamata Edge che troviamo
nel menu Start. Questa app un browser, parola inglese che deriva dal verbo to
browse che vuol dire sfogliare: dedichiamo al browser Edge lintero Capitolo 7, qui
ci limitiamo a dire che quando si apre la schermata iniziale di Edge dobbiamo inserire
nella grande casella di testo che compare sotto la scritta Prossima destinazione
lindirizzo web dellISP che ci ha abilitato ad accedere a Internet.
Veniamo portati sulla pagina iniziale corrispondente a quellindirizzo e troveremo le
opportune indicazioni che ci servono per configurare il nostro indirizzo di posta
elettronica: la configurazione consiste nellassociare allaccount che ci identifica presso
lISP un riferimento ai protocolli che servono per ricevere e inviare posta elettronica:
niente di misterioso, basta fare clic su un paio di caselle di controllo.
Non necessario fare alcun investimento in software o altro per potersi servire delle-
mail: lo strumento per inviare e ricevere messaggi con la posta elettronica pu essere lo
stesso browser. Nel sito web di quel fornitore di servizi Internet c per definizione
unarea per linvio e la ricezione di messaggi e-mail: si raggiunge quel sito con laiuto
di Edge, se il browser che stiamo usando, e da l, una volta che ci si fatti riconoscere,
si hanno a disposizione gli strumenti di base per creare messaggi, inviarli e controllare
se ne sono arrivati al nostro indirizzo e-mail da parte di utenti ai quali labbiamo fatto
conoscere.
Usare i servizi di posta elettronica in questo modo significa muoversi con un bagaglio
estremamente leggero; pu bastare un tablet di non grande potenza o persino uno
smartphone di fascia bassa, quindi il modo giusto per lavorare quando si in viaggio,
si ha la possibilit di accedere a Internet con un collegamento di tipo dial-up o magari
attraverso un hot spot Wi-Fi: ci si collega con la Rete e in pochi minuti si risolve tutto.
Facciamo un semplice esperimento. Avviamo il nostro browser Edge dove, come si
vede nella Figura 6.15, abbiamo predisposto alcune schede corrispondenti a siti che
frequentiamo abitualmente.
Figura 6.15 In questa schermata di Edge aperta in Start sono predisposte alcune schede fra le quali quella
del sito www.libero.it.

Abbiamo da tempo un indirizzo di posta elettronica basato sui servizi di Libero.it,


quindi non dobbiamo fare altro che aprire la scheda di quel sito, che gi pronta, come
si vede nella figura, e senza uscire da Edge siamo nella pagina iniziale del nostro buon
fornitore di servizi di posta. Cerchiamo fra i pulsanti di comando allineati in testa alla
schermata quello che d accesso alla mail, lo premiamo con un clic o un tocco e
apriamo cos la finestra di dialogo per laccesso ai servizi di posta elettronica, nella
quale ci qualifichiamo con nome utente e password, ottenendo il risultato riportato nella
Figura 6.16.
Figura 6.16 Il nostro server per le-mail ci d il benvenuto segnalandoci che abbiamo tre messaggi nuovi
ancora da leggere.

Eseguendo con un clic o un tocco il comando Leggi Mail (che un collegamento


ipertestuale) possiamo entrare e leggere i nuovi messaggi e, se vogliamo, rileggere
qualcuno di quelli archiviati. Da l troveremo opportuni comandi per scrivere nuovi
messaggi, in risposta a quelli ricevuti, per esempio, o a nuovi corrispondenti.
Il sito web che ci ospita ci consente anche di inviare allegati, se ne abbiamo di
disponibili nel contesto in cui stiamo operando.
Tutto molto semplice, comodo e intuitivo. Organizzandosi un po, avendo a
disposizione un tablet di fascia alta o un notebook, si possono preparare la
corrispondenza e i file eventualmente da allegare con quello strumento, stando in un
posto qualunque: casa, ufficio, treno o spiaggia. Poi, quando viene il momento di
lavorare con la posta elettronica, ci si collega nel modo che abbiamo appena indicato
per sommi capi e si pu fare un discreto lavoro inviando messaggi scritti con attenzione
e senza errori di ortografia, perch preparati prima e con calma, allegando file che
possono essere bozze di contratti, capitolati o serie di immagini tecniche, se siamo
ingegneri o architetti, oppure fotografie di eventi di cronaca se siamo giornalisti o
blogger. E quando siamo collegati con il server della nostra posta elettronica possiamo
da l scaricare sul nostro computer lettere e documenti che ci sono stati spediti come
allegati alle lettere, per poterci lavorare sopra con la calma necessaria senza essere
collegati a Internet.
Usare un client della posta
Esiste un modo alternativo per lavorare con la posta elettronica, che consiste nel
ricorrere a un programma specializzato, unapplicazione ovvero app, dedicata alla
gestione delle-mail e per questo detta anche in gergo client della posta.
NOTA La posta elettronica gestita da un sistema di server specializzati che danno servizi ai client
(programmi e/o computer) qualificati per chiederli; da qui il nome tecnico di client della posta che
si attribuisce ad app per linvio e la ricezione della posta quali Windows Live Mail, Outlook e altri.

Nel menu Start presente unapp chiamata sobriamente Posta che un client della
posta ed giusto lo strumento che fa al caso nostro. Possiamo usarla senza difficolt
perch allatto dellinstallazione di Windows 10 nel nostro computer ci siamo qualificati
con un account Microsoft che strutturalmente un indirizzo di posta elettronica e viene
utilizzato automaticamente dallapp Posta per configurarsi. La configurazione di un
client per la posta comporta anche lindicazione di un server al quale fare riferimento e
il bello delluso di un account Microsoft che il server gi impostato e il suo nome
quello che scritto nellaccount dopo il simbolo @.
Quando facciamo clic sul riquadro Posta nel menu Start, quindi, non dobbiamo fare
altro che stare a vedere, perch gi tutto definito automaticamente.
La finestra iniziale di Posta ha il sobrio aspetto che vediamo nella Figura 6.17. Il
pulsante che sta nellestremit di sinistra della barra del titolo (contrassegnato dallicona
delle tre piccole righe) serve per commutare la posizione dei pulsanti di comando dal
fondo al lato sinistro della finestra.
Possiamo fare subito una prova per capire come funziona questo strumento. Nella
barra del titolo facciamo clic sul pulsante Nuovo messaggio che si trova nellangolo
superiore sinistro della finestra di Posta.
Otteniamo lapertura di un messaggio di posta vuoto, nel quale dobbiamo inserire i
dati che ci interessano, quindi un indirizzo per il destinatario, una frase esplicative per
loggetto, il testo del nostro messaggio, il tutto distribuito come possiamo vedere nella
Figura 6.18.
Figura 6.17 La finestra iniziale dellapp Posta.
Figura 6.18 Il messaggio di posta elettronica preparato con Posta pronto per la spedizione.

Lultima riga che indichiamo come Firma predefinita del client un elemento che si
pu eliminare o sostituire con una scritta diversa. Microsoft lha inserito per
scimmiottare la firma analoga che da tempo predisposta sui client della posta
installati negli iPad e iPhone del suo concorrente Apple.
Potremmo abbellire il nostro messaggio utilizzando gli strumenti di composizione
che stanno nella fascia intitolata Formato che vediamo nella parte superiore della
finestra del messaggio, ma per la prima prova non il caso di esagerare.
Un clic sul pulsante Invia allestrema destra della barra del titolo: il messaggio parte
e veniamo riportati alla finestra iniziale.
Andiamo a vedere nel computer del destinatario che cosa accaduto e abbiamo il
piacere di vedere quel che riportato nella Figura 6.19.
Figura 6.19 Il messaggio inviato con lapp Posta di Windows 10 arrivato regolarmente a destinazione.

Approfittiamo del fatto che la casella di posta elettronica del nostro amico aperta
per rispondere al messaggio che abbiamo ricevuto dalla Posta di Windows 10. Per
impostazione predefinita i messaggi di risposta che partono da questa pagina web si
portano dietro anche il testo originale al quale rispondono.
Torniamo alla nostra Posta su Windows 10, dove nella finestra principale facciamo
clic sul pulsante Posta in arrivo e siamo gratificati dalla comparsa della risposta che
abbiamo appena ricevuto (Figura 6.20).
Figura 6.20 Il messaggio ricevuto in risposta a quello inviato.

La finestra di composizione dei messaggi in Posta dotata di parecchi comodi


strumenti per arricchire graficamente il testo dei messaggi che si compongono: pu
essere utilizzata come un word processor o elaboratore di testi a tutti gli effetti, essendo
fornita di correttore ortografico e numerosi strumenti per modificare lo stile dei testi
(grassetto, corsivo, sottolineato), selezionare caratteri di composizione diversi da quello
predefinito (che un sobrio Calibri corpo 11), scegliendo anche il colore e il corpo. Si
possono allegare file di qualunque tipo, inserire immagini direttamente nel messaggio e
scrivere richiami a collegamenti web anche molto complessi, associandoli a una o pi
parole nel testo del messaggio che dopo lassociazione col link diventano un
collegamento ipertestuale: il destinatario della lettera pu attivare il collegamento
facendo semplicemente clic sul testo evidenziato come tale. Vediamo nella Figura 6.21
la schermata di un messaggio in partenza da Posta nel quale si sono sfruttate molte
funzionalit disponibili durante la composizione.
Figura 6.21 Un messaggio creato nella finestra di composizione di Posta usando molte funzionalit
disponibili per arricchirlo.

Nel bordo superiore della finestra di composizione dei messaggi disponibile una
barra degli strumenti articolata in tre schede sovrapposte e attivabili con un clic sulla
linguetta del loro nome.

La scheda Formato contiene i menu a discesa per scegliere lo stile del carattere
selezionato (grassetto, corsivo, sottolineato), impostare elenchi numerati o puntati,
scegliere lallineamento o giustificazione di un blocco di testo (a sinistra, centrato,
a destra) e un assortimento di stili per titoli e paragrafi.
La scheda Inserisci contiene i comandi per associare un allegato al messaggio,
inserire una tabella pre-strutturata (si possono scegliere vari stili), inserire
unimmagine direttamente nel messaggio e inserire un collegamento con un
indirizzo web (detto in gergo link) associandolo a un testo in chiaro nel
documento.
La scheda Opzioni permette di stabilire la priorit da attribuire al messaggio in
partenza, scegliere la lingua di composizione e il correttore ortografico
corrispondente.

Come si vede, una dotazione di strumenti non indifferente, con i quali si possono
scrivere messaggi da inviare per e-mail molto eleganti e completi di tutto.
Contatti
Nel menu Start disponibile unapp chiamata Contatti, concepita per lavorare in
stretta collaborazione con lapp Posta che abbiamo descritto sopra.
Si tratta di uno strumento molto semplice da usare, col quale si possono tenere
ordinati in un unico file adeguatamente strutturato e facile da gestire tutti i contatti
ovvero i nomi e gli indirizzi (e-mail e geografici) delle persone e delle societ con le
quali si abitualmente in corrispondenza.
Quando sono presenti nomi nellelenco gestito con Contatti, nel momento in cui si
scrivono le prime poche lettere di un indirizzo nella casella degli indirizzi della finestra
di composizione di Posta vengono automaticamente richiamati i primi nomi nellelenco
dei contatti che corrispondono alle lettere digitate, in modo che si possa con un clic
concludere limpostazione dellindirizzo senza doverlo scrivere per intero. Vediamo
questo meccanismo in funzione nella Figura 6.22, nella quale riportato anche laspetto
della schermata di Contatti quando attivata direttamente con un clic sul suo nome nel
menu Start.
Lasciamo alliniziativa dei nostri lettori scoprire come utilizzare i semplici e intuitivi
comandi dellapp Contatti per aggiungere e modificare nomi e indirizzi.

Una comoda impostazione


Lapp Posta semplice e diretta da usare, quindi non necessario darsi da fare per
intervenire sulle sue impostazioni, a meno di essere uno specialista (caratteristica che
abbiamo fin dallinizio esclusa nei nostri lettori), tuttavia c un utile accorgimento che
si pu adottare nel caso si usi la posta elettronica con continuit.
Figura 6.22 Lapp Contatti fornisce informazioni allapp Posta mentre si inizia a comporre un indirizzo e-
mail.

Supponiamo di essere in attesa di un messaggio per noi importante, relativo al lavoro


o alla vita privata. Invece di stare ogni momento ad aprire la Posta per vedere se
arrivato quello che aspettiamo con tanta ansia, ci basta procedere in questo modo:

apriamo lapp Posta e facciamo clic sul pulsante con licona dellingranaggio, che
nelliconografia di Windows 10 significa impostazioni;
si apre un menu verticale a tendina sul lato destro nel quale scorriamo le
impostazioni disponibili e attive senza modificarle, fino ad arrivare alla voce
Notifiche, che sta in fondo;
impostiamo su S il commutatore associato alla voce Mostra nel centro operativo,
e mettiamo il segno di spunta nelle due caselle di testo che seguono, descritte come
Mostra un messaggio di notifica e Riproduci un suono.

Fatto questo chiudiamo lapp Posta e continuiamo nel nostro lavoro. Quando arriver
latteso e sospirato messaggio verremo informati da un suono e dalla comparsa di una
finestra di notifica nel lato destro della schermata principale, come possiamo vedere
nella Figura 6.23.


Figura 6.23 Limpostazione per ricevere notifiche di mail in arrivo anche quando lapp Posta chiusa e il
suo effetto.
Capitolo 7
Internet, Web e Cortana

Una quarantina danni fa, quando i computer erano strumenti di lavoro di grandi
dimensioni e molto costosi, utilizzati soltanto da grandi organizzazioni tipo ministeri,
aziende industriali, banche e universit, un ente di ricerca degli Stati Uniti, chiamato
ARPA (Advanced Research Projects Agency) decise di affrontare con un approccio
nuovo un importante problema gestionale.
Gli enti di ricerca che sviluppavano progetti su commessa dellARPA avevano spesso
bisogno di capacit di calcolo e di elaborazione superiori a quelle disponibili sui loro
computer, il che provocava continue richieste di maggiori finanziamenti per acquistare
nuovo hardware, lungaggini burocratiche per la verifica della plausibilit delle richieste
di nuovi fondi ed estenuanti battaglie per accaparrarsi i fondi disponibili e cronicamente
insufficienti.
Accadeva, per, che molte esigenze di superiori capacit elaborative e di calcolo
fossero limitate nel tempo: lente di ricerca avrebbe utilizzato la maggior potenza per
qualche settimana, un paio di mesi al massimo, poi avrebbe potuto continuare a fare il
suo lavoro con i mezzi che aveva gi a disposizione. Inoltre, nello stesso momento in
cui un laboratorio aveva bisogno di pi potenza di calcolo, cera qualcun altro, fra quelli
sotto contratto con ARPA, che utilizzava molto poco il suo computer, la cui capacit
elaborativa restava in parte inutilizzata per lunghi periodi. Insomma, sarebbe stato quasi
sempre uno spreco stanziare fondi per un nuovo computer (allora costavano centinaia di
migliaia di dollari) per soddisfare un picco di lavoro, per poi ritrovarsi con una
macchina sottoutilizzata.
Per risolvere il problema, lARPA chiese a uno dei suoi gruppi di ricerca di trovare un
modo di operare che consentisse a un computer sovraccarico di accedere tramite una
linea telefonica a un computer poco utilizzato, situato in un altro laboratorio,
passandogli dati e programmi, in modo che questo potesse eseguire i calcoli necessari e
restituire i risultati al computer che gli aveva chiesto aiuto.
Questo progetto si concluse positivamente e fu allorigine della prima rete di
computer di grandi dimensioni, che si chiam ARPANET, nome creato mettendo
insieme la sigla dellente di ricerca e la parola net, che in inglese, come tutti sanno, vuol
dire rete.
I computer che formavano la rete ARPANET erano connessi con linee telefoniche
dedicate, che tenevano le macchine in costante collegamento fra loro. Altri enti di
ricerca negli Stati Uniti e in Europa, che non lavoravano per ARPA, crearono proprie
reti con la stessa tecnologia, per bilanciare il carico di lavoro fra i loro computer e con il
tempo, per agevolare il continuo interscambio di dati e informazioni che avviene nel
campo della ricerca tecnica e scientifica, le singole reti stabilirono collegamenti
telefonici permanenti fra loro e nacque una rete di reti, chiamata Internet, che collegava
centinaia di computer sparsi in tutto il mondo.
Per molti anni Internet stata una struttura tecnica nota soltanto agli addetti ai lavori,
cio ricercatori, docenti e studenti che lavoravano nelle universit e nei centri di ricerca
i cui computer erano collegati tramite questa rete.
Una ventina danni fa, quando i personal computer avevano raggiunto un buon
sviluppo tecnologico e si erano diffusi in molti ambienti sociali diversi da quelli
specialistici, molti utenti di PC esperti delle tecniche di collegamento telefonico di
computer tramite modem provavano a collegarsi a Internet, che era accessibile a
chiunque avesse un numero di account registrato su uno dei grandi computer della rete.
Chi si collegava in quel modo lo faceva soltanto per curiosit: si poteva entrare pi o
meno liberamente in Internet e magari sbirciare lelenco dei file contenuti nei dischi
rigidi dei computer in rete, ma non si poteva fare molto di pi, anche perch il sistema
operativo UNIX, sotto il quale lavoravano quasi tutti i computer di Internet, ha
uninterfaccia molto sobria e austera, che consente di interagire con un computer
soltanto mediante comandi molto criptici digitati sulla tastiera di un terminale.
Il World Wide Web
La rete Internet sarebbe rimasta per sempre uno strumento di lavoro per specialisti se,
nei primi anni Ottanta del secolo scorso non fossero stati creati alcuni strumenti
software che hanno determinato una svolta epocale.
Su un computer che fa parte di Internet si crea un file particolare, che contiene un
documento scritto in un linguaggio chiamato HTML; questo documento detto
convenzionalmente home page, ovvero pagina iniziale. Chi crea la pagina iniziale pu
costruirla come meglio crede: il linguaggio HTML consente di inserire in un documento
testi, immagini, collegamenti ipertestuali a file audio e video, elementi grafici tipo
pulsanti di comando, caselle di testo e finestre di vario tipo.
Per collegarsi tramite Internet a un computer che contiene una pagina iniziale si
utilizza un programma particolare chiamato browser; allatto del collegamento, questo
programma rileva la presenza nellaltro computer di una pagina iniziale e la apre,
visualizzandola in una finestra di Windows.
Chi si collega pu limitarsi a leggere la pagina iniziale sul monitor del suo computer,
ma pu anche interagire con essa, nei limiti stabiliti da chi la ha creata: facendo clic su
collegamenti ipertestuali e pulsanti di comando pu attivare altre pagine HTML o nello
stesso computer o in altri, aprire file, eseguire programmi, trasferire sul proprio
computer copie di file dal computer con il quale collegato e altro ancora.
I computer che consentono questo tipo di accesso tramite pagine iniziali scritte in
HTML si chiamano server web e formano un sottoinsieme della rete Internet conosciuto
internazionalmente come World Wide Web, ovvero ragnatela estesa al mondo intero; il
nome viene spesso ridotto alla sola parola Web o alla sigla WWW.
Diversamente dai grandi computer per la ricerca scientifica, che formano tuttora il
nucleo duro della rete Internet, i server web collegati alla stessa rete possono essere
macchine di qualunque potenza e dimensione, sono centinaia di milioni in tutto il
mondo e veicolano un numero sterminato di pagine iniziali, alle quali sono associati
milioni e milioni di documenti in tutti i formati. I server web sono utilizzati soprattutto
da imprese private, che li utilizzano per mettersi in comunicazione fra loro a fini
commerciali.
Le pagine iniziali o home page che dir si voglia presenti nei server web sono
identificate ciascuna da un codice numerico chiamato Uniform Resource Locator
(URL). Agli inizi dellattivit del Web, nel 1981, questo codice venne strutturato in
quattro gruppi di numeri, da 0 a 255, separati da un punto, per cui una pagina poteva
avere il codice 65.140.12.253 oppure 54.0.125.200.
Questa codifica faceva parte di uno standard chiamato IPv4 e consentiva di ottenere
pi di quattro miliardi di combinazioni diverse (per lesattezza: 256 256 256 256
= 4.294.967.296).
Lenorme sviluppo che, dopo qualche anno dagli, inizi caratterizz il Web, fece
aumentare a dismisura il numero delle home page alle quali attribuire un URL, facendo
temere un collasso del sistema allesaurirsi dei codici disponibili (evento che accadde
materialmente il 3 febbraio 2011). Per prevenire questa potenziale catastrofe, venne
messo a punto un sistema di codifica diverso, chiamato IPv6, gi in funzione da qualche
anno, che per identificare gli URL usa valori esadecimali con i quali si possono
sviluppare 2128 valori diversi, una quantit davvero astronomica di combinazioni, pari
a un numero intero composto da trentanove cifre.
Per rendere pi agevole alle persone il riconoscimento delle pagine iniziali, a ciascun
URL numerico associato un nome in chiaro, formato da una parola pi o meno lunga,
seguita da un punto e da una sigla, non diversamente da come si fa in Windows per i
nomi dei file e le loro estensioni, per cui lURL della home page di Microsoft
rappresentato con la stringa di caratteri microsoft.com, mentre il suo URL il codice
numerico 64.4.11.37.
Una pagina iniziale in un server Web si chiama anche convenzionalmente sito. Molti
server Web gestiscono pi pagine iniziali, ciascuna delle quali costituisce un sito. La
sigla che segue il punto in fondo al nome del sito identifica un dominio, vale a dire una
categoria di siti, per cui .com il dominio dei siti di natura commerciale (imprese e
organizzazioni a fini di lucro), .edu identifica il dominio dei siti universitari e di studio,
il nome del dominio degli enti pubblici e cos via.
.gov

Inizialmente furono creati soltanto una dozzina di domini, usati per lo pi da utenti
USA. Per i siti creati in altre nazioni stata adottata una suddivisione in categorie o
domini nazionali, per cui .it identifica i domini italiani, .fr quelli francesi .de i tedeschi
e cos via. In tempi recenti sono stati creati nomi di domini articolati in quattro lettere,
quali .info e .coop.
NOTA La gestione e lassegnazione dei nomi di dominio responsabilit di un ente internazionale
chiamato Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN).

Tutte le volte che si accede a Internet con un browser bisogna specificare lURL con
il quale ci si vuole connettere. Se si indica un nome in chiaro, per esempio
www.microsoft.com oppure www.tim.it, interviene un computer specializzato, che traduce il

nome in chiaro nel codice URL corrispondente.


Accedere al World Wide Web
Per accedere al Web abbiamo bisogno di tre cose. In primo luogo, il nostro computer
deve avere un dispositivo che gli consenta di connettersi con una rete.
Tutti i personal computer che si vendono al giorno doggi sono dotati di un
dispositivo del genere, che nel caso dei portatili (notebook e tablet) una scheda di rete
che non ha bisogno di cavi perch usa connessioni wireless, mentre nelle macchine
desktop la scheda di rete spesso predisposta per collegarsi via cavo con uno
switch/router (si veda, nel Capitolo 6, la Figura 6.13 del paragrafo Rete locale e
Internet). In molte macchine di qualit (portatili e da scrivania) sono installate due
schede di rete, una per connessioni wireless e una seconda per connessioni cablate.
Questi dispositivi (schede di rete e switch/router) servono per connettersi a Internet
usando canali a banda larga.
La seconda cosa che ci serve un account adeguato per entrare nel Web, e per questo
potrebbe gi bastare laccount Microsoft del quale abbiamo abbondantemente parlato
nel Capitolo 4, lo stesso che usiamo per accedere a Windows 10.
Lultima, ma determinante, cosa che occorre lautorizzazione ad accedere a
Internet, autorizzazione che viene fornita da unistituzione pubblica o privata
specializzata a questo scopo e detta genericamente Internet Service Provider, fornitore
di servizi Internet, in sigla ISP.
Gli ISP nel nostro paese sono legioni, i principali e i pi facili da avvicinare per
ottenere laccesso a Internet sono le societ telefoniche. Diamo per scontato che i nostri
lettori dispongano di un buon servizio per laccesso a Internet mediante banda larga e
passiamo a vedere come si possono utilizzare con buoni risultati i due strumenti che
Windows 10 mette a disposizione per accedere al Web: un browser chiamato Edge e
uno strumento del tutto nuovo, a met strada fra un browser e un robot, che si chiama
Cortana e compare per la prima volta fra le risorse di Windows.
Il browser Edge
Microsoft entr in ritardo e malvolentieri nel mercato dei browser, una ventina di
anni fa: non ci credeva e lasci che il mercato allora nascente venisse dominato da una
start-up che si chiamava Netscape. Poi si rese conto di quel che stava perdendo e fece
irruzione con Internet Explorer, un browser che ebbe il suo bel da fare per crearsi uno
spazio, che non avrebbe mai avuto se non fosse stato figlio della poderosa Microsoft.
Come che sia, Internet Explorer, detto brevemente IE dagli addetti ai lavori, ha vissuto
una vita travagliata, assediato da concorrenti pi snelli e agili, molto aggressivi e
talvolta inclini ad adire le vie legali per contrastare con determinazione lespandersi di
Internet Explorer.
Uscito nel 1998 e riscritto pi volte negli anni, arrivato alla versione 11, con luscita
di Windows 10 lo storico e pachidermico Internet Explorer stato sostituito da Edge.
NOTA Internet Explorer non morto e lotta insieme a noi, potrebbe dire qualcuno: infatti, ancora
presente come app separata nellelenco delle applicazioni del menu Start, come possiamo vedere
qui di seguito.

Il nome del nuovo browser di Microsoft evoca molte cose: edge in inglese significa
bordo, con tutte le sue possibili sfumature semantiche: il bordo tagliente di una lama, il
filo di una lama, una forza, una energia, una qualit incisiva e penetrante, una tonalit
notevolmente aspra o tagliente, intensit, spigolo, limite. In breve, tutto il contrario del
buon vecchio Internet Explorer, da tutti considerato un po bolso e ingombrante.
Se non provvediamo a spostarla da l, licona di Edge, una e stilizzata in colore
azzurro, sta nella barra delle applicazioni fin dal primo avvio di Windows 10, come
possiamo vedere qui di seguito.

Un clic su quellicona fa aprire la finestra standard di Edge, che tendenzialmente


dovrebbe avere laspetto che vediamo nella Figura 7.1.
NOTA La pagina iniziale di Edge potrebbe essere diversa da quella che illustriamo e commentiamo
qui di seguito, nel caso che si usi un computer dove gi stato installato Windows 10 dal costruttore
della macchina, che ha deciso del tutto legittimamente di personalizzare la schermata iniziale del
browser.

Figura 7.1 La schermata iniziale di Edge.

Sotto una sobria barra del titolo che contiene alcune icone che esamineremo tra un
momento, campeggia lintestazione/invito
Prossima destinazione?

sotto la quale una casella di testo con la dicitura Cerca o immetti lindirizzo web fa
capire che cosa possiamo fare per usare Edge.
Subito sotto, a sinistra troviamo una dicitura Siti pi visitati: se vi si fa passare sopra
il puntatore del mouse senza fare clic compare unulteriore scritta che spiega con
maggiore chiarezza di che cosa si tratta, mentre a destra un collegamento ipertestuale
con la dicitura Personalizza d accesso alle funzionalit disponibili per personalizzare
questa schermata.
Un grande riquadro subito dopo queste diciture presenta le icone dei siti pi visitati,
un elenco che viene aggiornato ogni volta che si visitano siti nuovi o gi frequentati.
In fondo a sinistra una dicitura Notizie fa da intestazione a una serie di schermate
(non riportate nella Figura 7.1) che presentano pagine web relative a fatti di cronaca che
Edge ritiene che ci potrebbero interessare.
NOTA Edge sfrutta alcuni algoritmi di intelligenza artificiale per tendere a individuare le nostre
preferenze in fatto di notizie: agli inizi le pagine web presentate sono riprese da un elenco generico
di siti, che progressivamente vengono selezionati in base alle statistiche sulle nostre preferenze.

La finestra principale di Edge sovrastata da due barre: quella delle schede e quella
di navigazione, come possiamo vedere nella Figura 7.2

Figura 7.2 La finestra di Edge presenta due intestazioni impilate una sullaltra: la barra delle schede e la
barra di navigazione.

Dopo aver scelto un indirizzo web da visitare, selezionandolo fra le icone dei siti pi
visitati oppure digitando lURL che interessa nella casella di testo indicata sotto la
dicitura Prossima destinazione, la schermata si modifica presentando il contenuto della
pagina web e contemporaneamente compare la linguetta di una nuova scheda nel bordo
superiore della finestra, con il nome del sito affiancato da un segno per: un clic su
quel segno chiude la scheda e se ne aperta una sola chiude anche la finestra di Edge.
Naturalmente possibile tenere aperte pi pagine web contemporaneamente, che si
possono esaminare una per volta, ciascuna dentro la sua scheda. Si passa da una scheda
aperta a unaltra semplicemente facendo clic sul suo nome, la si chiude (lasciando
aperte le altre) con un clic sul segno per a destra del suo nome e si fa nascere una
nuova scheda vuota nella quale poi digitare il lindirizzo web che interessa facendo
clic sul segno pi che sta a destra dellultima scheda aperta.
A stretto rigore, il browser dovrebbe aprirsi su una pagina web soltanto se gli si
fornisce lURL completo di quella pagina. Edge, per, dotato di notevoli strumenti
interni che ne arricchiscono le funzionalit, fra questi vi sono algoritmi di analisi
lessicale che gli consentono di accettare anche indirizzi web approssimativi, che prova a
interpretare proponendo un elenco di possibili soluzioni. Vediamo nella Figura 7.3
quello che si ottiene digitando semplicemente i primi tre caratteri (nyb) dellindirizzo
web di unimportante rivista culturale americana.

Figura 7.3 Edge aiuta a individuare correttamente lURL di un sito anche sulla base di pochi caratteri
digitati.
NOTA Per spostarsi da unarea allaltra delluniverso di Internet necessario utilizzare un
protocollo, vale a dire una serie di regole di comunicazione che valgono allinterno della Rete. Il
protocollo che si usa normalmente per accedere alle pagine web si chiama HTTP, sigla composta con
le iniziali delle parole HyperText Transfer Protocol. Si chiama HTTPS il protocollo sicuro per tutte le
operazioni delicate (come le transazioni finanziarie online); abbiamo poi SMTP (Simple Mail Transfer
Protocol) che governa gli scambi di posta elettronica; FTP (File Transfer Protocol) per gestire i
trasferimenti di file; VoIP (Voice over IP) il protocollo per la trasmissione di segnali vocali su
Internet (come nelle applicazioni di telefonia, per esempio Skype, che dal 2011 di propriet di
Microsoft).

La barra di navigazione
Quando aperta almeno una scheda, diventano disponibili tutti i pulsanti di comando
presenti nella barra che sta sotto le schede, detta barra di navigazione, nella quale
troviamo i seguenti strumenti.
Tre pulsanti (Indietro, Avanti e Aggiorna) ai quali se ne pu aggiungere un quarto
(Home), ma solo se la sua visualizzazione attivata nelle Impostazioni del browser.
Una casella dellindirizzo, che contiene oltre allindirizzo della pagina web
visualizzata anche due pulsanti per eseguire le operazioni di Visualizzazione lettura e
Aggiungi a preferiti o Elenco di lettura
Tre pulsanti allestrema destra, designati come:

Hub (Preferiti, Elenco di lettura, cronologia e download),


Crea una nota Web e
Condividi.

Un ultimo pulsante Altre azioni (la cui icona rappresentata solo da tre punti) che
apre un elenco di ulteriori, possibili azioni, importanti ma di uso meno frequente.
Il funzionamento dei due pulsanti Avanti e Indietro del tutto simile a quello dei
pulsanti con lo spesso aspetto che si trovano nella barra degli indirizzi della finestra di
Esplora file: servono per spostarsi in avanti o tornare indietro nellesplorazione della
pagina web visualizzata nella finestra principale di Edge. Il pulsante Aggiorna serve per
visualizzare eventuali modifiche che sono state apportate nella pagina visualizzata
dallultima volta che labbiamo esaminata.
Il pulsante Visualizzazione lettura, identificato dallicona di un libro aperto, una
notevole e interessante novit di Edge rispetto a Internet Explorer. Quando in una
pagina web presente un elemento di spicco circondato da molto materiale di contorno
che potrebbe disturbare la lettura, un clic su quel pulsante nasconde gli elementi di
disturbo e permette di leggere pi agevolmente lelemento di maggior rilievo nella
pagina: possiamo vedere questo simpatico effetto nelle due schermate riprodotte nella
Figura 7.4.

Figura 7.4 La funzionalit Visualizzazione lettura allopera: nella prima immagine si vede la schermata
aperta su una pagina web ingombra di pubblicit che contiene un articolo che si pu leggere pi
agevolmente dopo aver attivato la Visualizzazione lettura.

Quando ci troviamo di fronte una pagina web che ci interessa possiamo leggerne
subito il contenuto oppure rinviare la lettura a un secondo tempo, senza per dover
tornare a cercare di nuovo quella particolare pagina nel Web. In questo caso possiamo
creare unannotazione in una lista particolare gestita da Edge e chiamata Elenco di
lettura, dalla quale possiamo andare a prelevare il richiamo al documento che ci
interessa quando avremo il tempo per consultarlo.
Se ci capita spesso per ragioni di lavoro o per interesse culturale di esplorare con
Edge il contenuto di un particolare sito web, possiamo annotarne automaticamente il
suo indirizzo in un elenco di Preferiti, gestito da Edge, in modo da poter agevolmente
tornare al sito che ci interessa arrivandovi direttamente con un solo clic.
Queste funzionalit si attivano e si selezionano agendo sul pulsante con licona della
stella a cinque punte che si trova subito a destra di quella del libro nella Casella
dellindirizzo. Questo pulsante presenta la dicitura Aggiungi a preferiti o Elenco di
lettura quando vi si fa passare sopra il puntatore del mouse senza fare clic.
Premendolo, compare una finestra che nella parte superiore contiene due pulsanti di
comando individuati da due icone formate con le scritte Preferiti ed Elenco di lettura.
Se si seleziona il primo, subito sotto compaiono una casella di testo col nome della
posizione selezionata nella pagina web, nome che si pu modificare a piacere; una
casella combinata contrassegnata dalla dicitura Crea in: facendo scendere lelenco delle
opzioni nella casella combinata si pu scegliere dove archiviare il riferimento (nella
Barra Preferiti o in Collegamenti).
NOTA La Barra Preferiti una barra che si aggiunge a quelle visualizzate da Edge per
impostazione predefinita nella parte superiore della sua finestra: se si salva un preferito in questa
barra e non si vede comparire nulla, perch la barra disattivata: la si pu attivare/disattivare
usando le impostazioni del browser, che descriviamo qui avanti.

Un collegamento ipertestuale individuato dalla dicitura Crea nuova cartella permette


di aggiungere una nuova cartella allelenco dei preferiti, che strutturato per cartelle
come quelle di Esplora risorse.
Selezionando Elenco di lettura, la finestra che si apre un po diversa, perch
contiene un riquadro con una parte dellimmagine selezionata nel Web (un segmento del
materiale che si vuole leggere in un secondo tempo) e una casella di testo nella quale si
pu scrivere il nome che preferiamo dare al ritaglio al posto del nome predefinito.
In fondo a entrambe le finestre, due pulsanti di comando Aggiungi e Annulla
consentono di concludere loperazione nel modo che si preferisce. Possiamo vedere due
esempi delle finestre Preferite ed Elenco di lettura nella Figura 7.5.
I riferimenti che abbiamo salvato usando una qualunque delle tecniche descritte sopra
si trovano (insieme con molto altro materiale) in una finestra che si apre agendo sul
pulsante con licona dei tre trattini che sta a destra della Casella dellindirizzo nella
barra di navigazione. Questo pulsante detto Hub e in effetti il mozzo di una ruota
ideale i cui raggi sono vari contenitori e strumenti disponibili per gestire i dati ricavati
dal Web.


Figura 7.5 Le due diverse finestre che si aprono quando si seleziona Preferiti o Elenco di lettura.

La pressione del pulsante Hub, oltre a consentire laccesso ai riferimenti salvati nelle
due modalit alternative che abbiamo descritto sopra, permette di visualizzare un elenco
chiamato Cronologia e una funzionalit detta Download.
La Cronologia lelenco degli indirizzi web che sono stati visitati in passato, disposti
in ordine cronologico inverso (dal pi recente al pi vecchio) con lindicazione della
data e dellora in cui stato fatto laccesso. Un clic su una voce di questo elenco apre il
sito corrispondente e chiude lelenco Cronologia.
Un clic destro su una voce della Cronologia fa uscire un menu contestuale che
consente di scegliere fra:
aprire la pagina web corrispondente in una nuova scheda, oppure
aprirla in una nuova finestra,
eliminare la singola voce oppure
eliminare tutte le occorrenze della voce selezionata.

In aggiunta alla possibilit di eliminare individualmente singole voci o gruppi di voci


nella Cronologia, un pulsante di comando in testa allelenco con la dicitura Cancella
tutta la cronologia permette di eliminare tutti i riferimenti in un colpo solo.
Molte volte in una pagina web disponibile materiale che si pu scaricare sul proprio
computer seguendo istruzioni contenute nella pagina web stessa. Questa operazione si
chiama scarico in buon italiano e download in gergo informatico, Alcuni dicono
daunloadare ma noi non siamo fra quelli. Come che sia, pu essere utile tenere traccia
delle operazioni di scarico che si sono fatte in passato e lultimo pulsante di comando
disponibile nel gruppo Hub una freccia che punta verso il basso: premendolo apre un
elenco dei download effettuati (se ce ne sono) che possibile tornare a fare se per una
qualunque ragione ce ne fosse bisogno, attivandoli direttamente dalla finestra Download
dellHub.

La barra grafica
A destra del pulsante Hub c ne un altro con licona di una matita inserita in un
quadrato e che visualizza la dicitura Crea una nota Web quando gli si passa sopra il
puntatore del mouse senza fare clic.
Un clic su quel pulsante apre una nuova barra di strumenti grafici che si dispone
sopra le altre due barre che inquadrano la pagina web visualizzata (la barra delle schede
e la barra di navigazione).
Nella Figura 7.6 vediamo lestremit di sinistra di questa nuova barra, che contiene
cinque pulsanti, corrispondenti ad altrettanti strumenti per agire graficamente
sullimmagine della pagina web che abbiamo davanti.

Penna: quando selezionato trasforma il puntatore del mouse in una penna con la
quale si possono tracciare scritte a mano libera sullimmagine della pagina web
attiva; un clic destro fa uscire come vediamo nella figura una tavolozza di
dodici colori e tre dimensioni che si possono selezionare per impostare colore e
spessore del tratto della penna.
Evidenziatore: funziona come la penna, offre soltanto una scelta di sei colori e tre
dimensioni.
Gomma: attivandola cancella tutti i tratti scritti con la penna o con levidenziatore.

Figura 7.6 Lestremit di sinistra della nuova barra grafica di Edge.

Aggiungi una nota digitata: apre una finestra dimensionabile nella quale si pu
digitare un testo che rimane scritto sullimmagine nel browser e pu essere salvata
insieme con limmagine stessa.
Ritaglia: consente di tracciare col mouse un riquadro intorno a un elemento che
interessa nellimmagine della pagina web. Terminata loperazione si chiude il
riquadro con un clic sulla dicitura che compare in fondo a destra del riquadro
(Contenuto copiato) e apparentemente non accaduto nulla perch limmagine
del sito web rimasta come prima. Se successivamente si apre lapp Paint e si
esegue il comando Incolla il riquadro tracciato nella immagine web viene incollato
nella schermata di Paint e da l pu essere salvata come immagine.

Allestremit destra della barra grafica tre pulsanti di comando consentono le


seguenti operazioni.

Salva nota Web: caratterizzato dallicona di un floppy, se stata creata una nota
(vedi sopra: Aggiungi una nota digitata) questo pulsante apre una finestra per
scegliere dove inviare limmagine web con la nota sovrapposta: si pu scegliere se
inviarla a Preferiti, Elenco di lettura o OneNote (unapp di Microsoft per
raccogliere e gestire annotazioni) come si pu vedere nella Figura 7.7.
Condividi: il pulsante successivo (con licona del cerchio con i tre anelli) serve per
attivare la condivisione via Web o posta elettronica del materiale grafico
selezionato.
Esci: un clic su questo pulsante chiude la barra grafica.

Figura 7.7 Il comando Salva nota Web permette di inviare a OneNote, a Preferiti o a Elenco di lettura
limmagine della pagina web con lannotazione che vi stata scritta sopra.

La barra grafica con i suoi comodi comandi una novit di notevole interesse e
contribuisce a facilitare il lavoro di molti che quando trovano una pagina web
interessante hanno bisogno di ricavarne elementi di dettaglio o di annotarvi sopra
qualcosa, operazioni che si potevano fare prima soltanto ricorrendo a software
specializzati o arrabattandosi con complesse manovre di cattura delle schermate e
successiva loro rielaborazione con vari strumenti grafici.
NOTA Lelenco di lettura al quale si riferisce questo comando non lomonimo elenco interno a
Edge, ma unapp autonoma che possiamo trovare nel menu Start, dove elencata col nome Elenco
di lettura. Lapp permette di annotare tutto quello che si vuole leggere in un secondo tempo, non
soltanto pagine web, ma anche documenti di altro tipo presenti nella macchina o in OneDrive.
Quando si seleziona uno qualunque degli elementi presenti nellapp Elenco di lettura viene avviata
lapp corrispondente e, al suo interno, viene aperto quel documento. Se stato salvato il
collegamento a una pagina web, la selezione di quel collegamento avvia Edge (o apre una nuova
scheda, se gi attivo) e visualizza la pagina selezionata.

Il pulsante Altre azioni, lultimo a destra nella barra di navigazione, fa uscire un


elenco di ulteriori azioni che si possono eseguire mentre attivo Edge. Sono azioni non
particolarmente complesse o impegnative che elenchiamo brevemente qui di seguito.

Nuova finestra: apre una nuova finestra di Edge, non una nuova scheda. Utile
quando si ha bisogno di tenere sottocchio contemporaneamente due pagine web
diverse, per esempio mentre si fa una traduzione, in una finestra si pu tenere
aperta la pagina web di un dizionario e in unaltra la pagina web col testo da
tradurre.
Nuova finestra InPrivate: InPrivate equivale a navigazione in incognito. Il
browser non comunica informazioni sullutente, al termine della sessione cancella
tutte le tracce: i siti e le pagine visitati non vengono registrati nella Cronologia, le
eventuali credenziali comunicate non vengono mai memorizzate e vengono
cancellati cookie e file temporanei.
Zoom: serve per modificare la visualizzazione nel browser. Sulla destra del
comando sono presenti pulsanti e + che permettono di ridurre o ingrandire la
visualizzazione.
Trova nella pagina: comando molto utile quando si ha di fronte una pagina
piuttosto lunga e complessa e si cerca un dato specifico. Il comando apre una sua
barra, con una casella in cui si pu inserire lespressione che si sta cercando. Un
pulsante Opzioni permette di scegliere Parole intere e Maiuscole/minuscole: la
prima opzione consente di specificare, per esempio, che se si inserita la stringa
corsi, e interessa quella parola e non altre occorrenze di quelle cinque lettere, come
percorsi o ricorsi; la seconda che si vuole trovare la stringa di ricerca con lesatta
combinazione di maiuscole e minuscole inserita, quando magari cerchiamo il
signor Leoni e non vogliamo grandi felini.
Stampa: consente di stampare la pagina visualizzata, proponendo una serie di
opzioni sulla stampante da utilizzare, che pu anche essere una stampante virtuale
per generare file di tipo PDF o XPS.
Aggiungi a Start: con questo comando si ha unalternativa ai Preferiti per
predisporre un accesso rapido a un sito, sotto forma di riquadro aggiunto alla
finestra Start. Il riquadro simile agli altri e pu essere personalizzato nello stesso
modo. In questa maniera si crea unapp minimale: un clic su quel riquadro apre
Edge visualizzando immediatamente quel sito.
Strumenti di sviluppo: la pagina web come la vediamo il risultato
dellinterazione del linguaggio HTML con un testo molto complesso scritto usando
soltanto le ventisei lettere dellalfabeto, le dieci cifre decimali e un certo numero di
segni. Lesecuzione di questo comando fa emergere, per cos dire, il vero contenuto
della pagina web che stiamo esaminando: una visualizzazione utile soltanto per
chi crea pagine web e non certo per utenti normali.
Apri con Internet Explorer: come il suo nome lascia intuire, questo comando apre
la stessa pagina web che stiamo vedendo con laiuto di Edge in una nuova finestra
usando Internet Explorer il browser storico di Microsoft.
Invia feedback: attiva una procedura per far sapere a Microsoft che cosa pensiamo
del suo prodotto e per segnalare eventuali malfunzionamenti, allegando se il caso
anche file di schermate catturate appositamente per meglio documentare il
problema.
NOTA Molti siti che scambiano informazioni con qualsiasi browser oltre a inviare i loro
contenuti in risposta a una richiesta depositano allinterno del browser piccoli file che
permettono ai loro server di identificare le macchine con cui dialogano. Cos, quando si
torna a visitarli, sapranno che non siamo nuovi visitatori e potranno magari sia pure in
minima misura personalizzare i contenuti che ci presentano, in base per esempio ai
percorsi che abbiamo seguito le altre volte al loro interno. In molti casi questo
comportamento utile: per esempio, quando mi collego ad Amazon dal mio solito
computer, Amazon mi saluta, e mi segnala di avere dei consigli per me, basati su quello
che ho acquistato in passato e sulle valutazioni che ho dato in precedenza sui miei acquisti.
I piccoli file che vengono inseriti nel browser e che rendono possibile questo
comportamento vengono chiamati cookie, letteralmente biscottini. Di per s non sono
pericolosi, ma, come la Cronologia, contengono informazioni che potrebbero essere
sfruttate anche in modo non corretto. I cookie sono anche uno dei mezzi di trasporto del
malware (virus, cavalli di Troia e altro): il vecchio consiglio, non accettare caramelle (e men
che meno biscottini) dagli sconosciuti vale anche per la Rete. Quando si visita un sito
non noto, meglio essere prudenti e attivare la navigazione InPrivate.

Le impostazioni di Edge
Lultimo comando disponibile in Altre azioni Impostazioni apre un lungo e
articolato menu a discesa che possiamo vedere nella Figura 7.8, dal quale si possono
selezionare e impostare molte caratteristiche e funzionalit di Edge.

Figura 7.8 Il menu delle Impostazioni per Edge.

Vediamo qui di seguito di che cosa si tratta.

Scegli un tema: si pu scegliere quale tema deve caratterizzare laspetto generale


di Edge. Le figure che abbiamo presentato fin qui sono state mostrate schermate
catturate nel contesto del tema Chiaro, la cui alternativa il tema Scuro:
suggeriamo di provarli entrambi usando questa impostazione e poi adottare il tema
che convince di pi.
Mostra la barra Preferiti: un commutatore, che nella Figura 7.7 disattivato; con
un clic lo si attiva con la conseguenza che Edge mostra una terza barra, che
contiene una piccola icona e il relativo nome per ciascuno dei Preferiti che sono
stati collocati in quella barra.
Importa i Preferiti da un altro browser: se abbiamo usato in precedenza un altro
browser, questo collegamento avvia la procedura per limportazione dei preferiti
da quel browser a Edge.
Apri con: limpostazione che stabilisce che cosa appare nella prima finestra di
Edge allatto dellapertura. Si pu scegliere fra le seguenti opzioni.
Pagina iniziale quella standard predisposta da Microsoft (potrebbe
cambiare nel tempo, ma al momento in cui scriviamo presenta la casella di
ricerca di Bing e alcune immagini e notizie recenti).
Pagina Nuova scheda lascia che limpostazione avvenga dopo: la pagina
iniziale uguale a una nuova scheda.
Pagine precedenti significa che il browser verr aperto con le ultime pagine
su cui era stato chiuso.
Una o pi pagine specifiche limpostazione pi interessante, perch
permette di scegliere quello che si vuole. Il primo passo scegliere la sotto-
opzione Personalizzato dallelenco a discesa; nelle caselle che compaiono,
si possono indicare uno o pi siti, che compariranno in altrettante schede
allapertura di Edge.
Apri nuove schede con: permette di stabilire che aspetto deve avere una
nuova scheda alla prima apertura. La scelta personale: dipende da quello
che si fa normalmente, cio da qual la ragione pi probabile per cui si
apre una nuova scheda. Limpostazione predefinita Siti principali, che
mostra un gruppo di icone con i siti visitati pi spesso, che ovviamente
possono variare nel tempo con le abitudini di navigazione dellutente.
Cancella dati delle esplorazioni: se decidiamo di cancellare i dati delle nostre
navigazioni, il pulsante Scegli gli elementi da cancellare consente di scegliere fra
cronologia, cookie e dati di siti web, dati e file memorizzati, cronologia download,
dati dei moduli, password, o tutti o in qualsiasi combinazione parziale.
Stile visualizzazione lettura: definisce il modo in cui si presenta la Visualizzazione
lettura.
Dimensioni carattere visualizzazione lettura: permette di avere una visualizzazione
di lettura con caratteri pi piccoli o pi grandi di quelli (medi) selezionati per
impostazione predefinita.
Impostazioni avanzate: il pulsante Visualizza impostazioni avanzate apre
unulteriore finestra, che analizziamo nel prossimo paragrafo.
Informazioni su questa app: la sezione finale della finestra non unimpostazione,
ma d una serie di informazioni su Edge e offre due collegamenti che permettono
di leggere le Condizioni per lutilizzo e lInformativa sulla privacy, documenti un
po noiosi ma importanti, che almeno una volta vale la pena leggere.
Le impostazioni avanzate
Il pulsante Visualizza impostazioni avanzate nella finestra Impostazioni apre la
finestra che vediamo nella Figura 7.9, che offre una notevole serie di ulteriori opzioni,
alcune particolarmente utili.

Figura 7.9 La finestra Impostazioni avanzate.

Mostra pulsante Home: questo pulsante consente di tornare alla pagina iniziale di
Edge, dovunque si sia arrivati nella navigazione e per impostazione predefinita non
visualizzato. Questa opzione un commutatore, che nella Figura 7.8 in
posizione Disattivato; se la si attiva, allestremit sinistra della barra degli indirizzi
compare un quarto pulsante, a forma di casetta.
Blocca popup: i popup sono le finestrelle che a volte sembrano spuntare
allimprovviso, sovrapponendosi a parte della pagina che si sta visitando. In
qualche raro caso sono usati per messaggi o funzioni importanti, ma il pi delle
volte sono noiose, invasive pubblicit indesiderate. Il blocco dei popup attivato
per impostazione predefinita e cos conviene lasciarlo. I pochi siti seri che se ne
servono avvertono se ne fanno un uso essenziale, nel qual caso si pu scegliere di
disattivare temporaneamente il blocco.
Usa Adobe Flash Player: Flash un programma di Adobe che stato molto usato
per creare animazioni da usare nei siti web. C stato un periodo in cui le
animazioni Flash erano onnipresenti, usate a proposito e anche a sproposito. una
tecnica proprietaria di Adobe, che non tutti i browser supportano (direttamente o
indirettamente): per poter visualizzare correttamente queste animazioni, il browser
deve essere corredato del player opportuno. Edge dispone del player e lo ha
attivato. Anche questa opzione un semplice commutatore.
Usa sempre la navigazione con cursore: ancora un commutatore, ma questa volta
disattivato per impostazione predefinita. Si riferisce (come viene spiegato nella
stessa finestra) alla possibilit di usare la tastiera per selezionare testo in una
pagina. Su smartphone e tablet normale selezionare con il dito o con lo stilo, ma
anche sulle macchine desktop e laptop pi comune luso del mouse o del
trackpad; se cos anche per noi, possiamo lasciare disattivato questo
commutatore. Nei casi in cui volessimo usare questa modalit di selezione,
possiamo sempre attivarla/disattivarla solo per la scheda attiva in qualsiasi
momento.

La sezione Privacy e servizi si apre con un avvertimento: pu succedere che Edge


salvi dati nella macchina che si sta usando o li invii a Microsoft, al fine di migliorare
lesperienza di navigazione. Il collegamento Altre info porta a una pagina del sito di
Microsoft che fornisce indicazioni pi dettagliate. Le impostazioni di questa sezione
sono le seguenti.

Offri la possibilit di salvare le password: grazie a questo commutatore attivato per


impostazione preferita, nel caso venga immessa una password per accedere
attraverso Edge a qualche servizio o a qualche area riservata su un sito, verr
richiesto se si vuole che il programma tenga traccia di quella password per
possibili usi futuri. La password non viene salvata automaticamente, ma sempre
una possibilit da usare con molta parsimonia: tutte le informazioni salvate
allinterno di una macchina connessa alla Rete sono potenzialmente a rischio.
Disattivare questo commutatore pu essere una buona scelta, per non cedere alla
pigrizia. Se comunque lo si mantiene attivato e si salvano effettivamente delle
password, il collegamento Gestisci password salvate permette eventualmente di
controllare che quanto contenuto nella macchina sia di scarso valore e, nel caso,
di cancellare quello che meglio digitare di nuovo solo alloccasione.
Salva i dati immessi nei moduli: un altro commutatore attivato per impostazione
preferita. Si riferisce alle informazioni che si inseriscono nei moduli dei vari
servizi web, come nome, cognome, indirizzo, codice di avviamento postale e
simili. Sono dati meno sensibili delle password, ma chi particolarmente attento
alla privacy e alla sicurezza preferir disattivare questa opzione.
Invia richieste Do Not Track: , per impostazione preferita, disattivato. Le Do Not
Track sono richieste di non monitoraggio: i siti tengono traccia delle attivit di
navigazione che vengono effettuate al loro interno (quali pagine vengono visitate,
quali azioni vengono compiute, quali prodotti vengono acquistati e cos via) e
talvolta mettono a disposizione quelle informazioni anche a terzi. Lobiettivo del
monitoraggio la personalizzazione dei contenuti, il che pu rendere la
navigazione pi interessante e utile (anche per lutente e non solo per il
proprietario del sito), ma ovviamente espone a rischi per la privacy. Si pu anche
optare per attivare le richieste Do Not Track quando si visitano siti sconosciuti per
le prime volte (o in quei casi usare lesplorazione InPrivate).
Consenti a Cortana di offrire assistenza in Microsoft Edge: richiede lattivazione di
Cortana. Se questa opzione fosse in grigio vorrebbe dire che Cortana non stata
ancora attivata.
Ricerca nella barra degli indirizzi con: permette di scegliere quale motore di
ricerca utilizzare per la barra degli indirizzi. Come abbiamo visto, nella barra degli
indirizzi si pu digitare un indirizzo o una qualsiasi stringa di ricerca: questa
opzione permette di scegliere il motore che viene chiamato in causa per produrre i
risultati. La casella sottostante d due possibilit: Bing o Aggiungi nuovo. Questa
seconda apre una finestra in cui si pu scegliere uno dei motori elencati. I motori
presenti sono pochi (al momento) perch, spiega Microsoft, sono accettati solo
quelli che supportano lo standard open search; la situazione potrebbe ovviamente
cambiare. Questo vale, si ricordi, solo per la barra degli indirizzi: nulla impedisce
di accedere in una scheda a un qualsiasi motore di ricerca e usare i suoi strumenti
(senza passare dalla barra degli indirizzi).
NOTA Si usa chiamare con questo nome uno strumento software concepito per esplorare
automaticamente grandi masse di dati alla ricerca di elementi che corrispondono a un
qualche criterio che pu essere molto restrittivo rispetto alla massa, per lo pi enorme, dei
dati da esplorare. I motori di ricerca sono parte integrante di tutti i browser e quello usato
internamente da Edge piuttosto potente. Il motore di ricerca pi noto a livello mondiale si
chiama Google e Microsoft gli contrappone ostinatamente il suo Bing.

Mostra suggerimenti per la ricerca durante la digitazione: un commutatore


attivato per impostazione preferita.
Cookie: la casella di riepilogo offre le tre possibilit Blocca tutti i cookie, Blocca
solo i cookie di terze parti e Non bloccare i cookie (lopzione predefinita). Dei
cookie abbiamo gi parlato: possono essere utili, ma anche pericolosi. Quando,
nella seconda opzione, si parla di terze parti, si intende siti che non sono quelli
di Microsoft.
Consenti ai siti di archiviare le licenze per i contenuti multimediali protetti nel
dispositivo: commutatore attivato. Questa opzione riguarda la fruizione di
contenuti multimediali protetti (con schemi di tipo DRM, ovvero Digital Rights
Management), la cui licenza viene controllata dai siti che ospitano o offrono quei
contenuti. Se disattiviamo questo commutatore e possediamo contenuti protetti,
possibile che la protezione non consenta di fruirne.
Usa la previsione della pagina per velocizzare lesplorazione, migliorare la lettura
e migliorare lesperienza nel complesso: attivato per impostazione preferita.
Quando arriviamo su una pagina mentre questo commutatore attivato, il browser
pu esaminare la pagina e in qualche modo tener conto dei collegamenti presenti e
prepararsi alleventualit che si faccia clic su uno di essi. Il risultato una
accelerazione dei passaggi da una pagina allaltra.
Proteggi il PC da siti e download dannosi con il filtro SmartScreen: attivato per
impostazione preferita. SmartScreen un filtro pensato principalmente come difesa
contro la pratica del phishing, cio i tentativi di cattura di informazioni riservate
attraverso siti che ne simulano altri. Il filtro opera in secondo piano durante
lesplorazione del Web, analizzando le pagine e verificando se presentano
caratteristiche sospette, eventualmente visualizzando un messaggio che consiglia
di procedere con cautela. unopzione che conviene lasciare attivata.
Cortana
Nei film in bianco e nero ambientati negli anni Trenta del secolo scorso si vedeva
occasionalmente una scena madre imperniata su una telefonata: il protagonista brandiva
un microfono con una mano e un auricolare con laltra, appoggiava lauricolare
allorecchio e gridava concitato nel microfono: Signorina!! Mi dia Nord-777!. Dopo
ottantacinque anni siamo tornati a una situazione per certi versi simile: appoggiando
allorecchio uno smartphone, snello e luccicante, gli mormoriamo Giovanni e parte la
chiamata telefonica per Giovanni.
Sappiamo bene che in realt cambiato assolutamente tutto nel mondo della telefonia
da allora e la composizione vocale di un numero di telefono una funzionalit
disponibile gi da molti anni su tutti i telefoni cellulari di classe medio-alta e non
stupisce ormai pi nessuno.
Quando, per, Microsoft si avvide dellenorme successo che stava avendo unapp
chiamata Siri su tutti i prodotti della sua acerrima rivale Apple, quindi non solo gli
iPhone, ma anche e soprattutto gli iPad, cio i tablet di fascia alta antagonisti diretti sul
mercato dei tablet che usavano Windows, cominci a preoccuparsi seriamente e decise
che andava fatto qualcosa.
Questo qualcosa lo troviamo in tutte le macchine che lavorano sotto Windows 10,
quindi computer da tavolo, portatili di tutti i tipi, dai laptop ai tablet, e smartphone. Fa
praticamente tutto quello che fa Siri e si chiama Cortana. Che cos?
Cortana unapp molto particolare, caratterizzata come assistente personale che
interagisce mediante comandi vocali con lutente di Windows 10 ed effettua ricerche di
dati e informazioni sul Web e anche nel computer dal quale opera.
NOTA Cortana il nome di un personaggio femminile della serie di giochi Halo, dove una robot di
gradevoli sembianze umane dotata di intelligenza artificiale. Nel sito web in cui stata sviluppata la
si definisce in questo modo: seria e diligente nello svolgere i suoi compiti, ma ha unindole allegra
e la battuta facile (http://it.halo.wikia.com/wiki/Cortana).

Su una macchina desktop lapp Cortana potrebbe non essere visibile nella barra delle
applicazioni dove risiede abitualmente, per visualizzarla basta un clic destro su un punto
libero della barra delle applicazioni per far uscire il menu contestuale dove si pu
selezionare il modo in cui vogliamo vedere Cortana. La Figura 7.9 presenta leffetto
della selezione Mostra casella di ricerca.

Figura 7.10 Scegliendo lopzione che si preferisce si possono visualizzare licona e la casella di Cortana
nella barra delle applicazioni.

Nascondere licona di Cortana nella barra delle applicazioni ha senso se il computer


col quale si lavora, pur essendo guidato da Windows 10, una macchina usata
esclusivamente per il lavoro, in un contesto aziendale e sulla quale non presente alcun
dispositivo, integrato o sotto forma di periferica aggiunta, per linput vocale, in poche
parole senza microfono. Il microfono, infatti, linput preferenziale per Cortana ed
questa sua caratteristica che la rende suggestiva, per certi versi anche divertente e lascia
intuire un presagio di imminente balzo in avanti nelle relazioni uomo-macchina.
Ma procediamo con ordine.
Definita come nostra assistente personale, Cortana per assisterci deve conoscerci e
stabilire con noi un rapporto empatico. A questo scopo, quando si fa clic per la prima
volta sul suo pulsante di comando nella barra delle applicazioni veniamo cortesemente
invitati a sottoporci a un paio di brevi test vocali parlando nel microfono del computer,
seguendo le indicazioni scritte e orali che Cortana stessa ci fornisce.
Superato il fondamentale test vocale, lapp chiede di poter utilizzare alcune
informazioni che ci riguardano, quali la posizione geografica dove ci troviamo e
lelenco dei nostri contatti. Possiamo naturalmente negare queste autorizzazioni, ma per
iniziare conviene acconsentire, sempre possibile in seguito usare gli strumenti di
impostazione di Cortana per modificare e personalizzare tutto quello che serve.
Durante la fase preliminare di impostazione dobbiamo anche indicare con quale
nome vogliamo essere chiamati da Cortana: niente impedisce, ovviamente, di scegliere
Brad Pitt o Sharon Stone, ma se poi qualche amico sente che il nostro computer ci
chiama con quel nome? Va beh, forse un sobrio Mike o Anna preferibile.
Cortana, invece, si chiama Cortana e basta, ma in fase di impostazione si pu
scegliere se per avviare lapp dobbiamo banalmente fare un clic sulla sua icona nella
barra delle applicazioni oppure dire a voce alta e decisa Ehi, Cortana!. ovvio che la
seconda scelta pi coerente con la situazione e il personaggio.
Conclusa la breve fase di avviamento, Cortana pronta per dare il suo contributo di
assistente assumendo la forma semplice e banale che abbiamo visto sopra nella Figura
7.10.
A destra della casella di testo, il pulsante di comando con licona del microfono un
commutatore, per attivare o disattivare la modalit di immissione dei comandi con la
tastiera o a voce e viceversa.
Il suo ruolo di assistente Cortana lo esercita in via preferenziale come ricercatrice: ci
viene in mente un argomento o un tema qualunque e possiamo chiederle di esplorare per
noi luniverso intero oppure, pi semplicemente, i meandri del disco fisso nel nostro
computer (la cui dimensione, nelle macchine attuali non mai inferiore a 500 GB dove
non inconsueto non raccapezzarsi pi fra nomi di file e di cartelle).
Per rispondere, Cortana utilizza i suoi algoritmi interni e ha accesso a tutte le risorse
della macchina, a tutte le risorse dellutente in OneDrive e al Web (quando il computer
connesso alla Rete, ovviamente).
Facciamo subito una prova e c da rimanere sconcertati. Abbiamo attivato Cortana
con un clic sul pulsante del microfono e quando lassistente si messa a disposizione
abbiamo scandito a voce alta: Teorema di Pitagora e nella casella in basso della
colonnina di Cortana in rapida successione si sono formate le lettere corrispondenti alla
trascrizione del nostro comando vocale, come possiamo vedere nella immagine in
primo piano della Figura 7.11. Qualche attimo dopo il testo della richiesta si
stabilizzato e, grazie alla connessione con Internet che era in corso, ci siamo trovati di
fronte la schermata con i risultati della ricerca sul Teorema di Pitagora lanciata nel Web
col motore Bing: niente male!
Figura 7.11 La ricerca con il comando vocale e il suo risultato.

Si possono fare ricerche anche digitando il testo da cercare nella casella che sta al
piede della colonnina di Cortana. possibile specificare, come si vede nella Figura
7.12, che si intende circoscrivere la ricerca al contenuto personale, cio allinterno dei
dischi (potrebbero essere pi di uno) del nostro computer.
Qualche lettore provvisto di un solido buon senso potrebbe, a questo punto, obiettare,
giustamente: Ma che cosa me ne faccio della mediazione di Cortana per fare ricerche
nel Web? Abbiamo visto in questo stesso capitolo come si usano i motori di ricerca e
per la ricerca nei contenuti del computer abbiamo visto nel paragrafo Cercare un file del
Capitolo 2 come si fa pu fare da qualunque finestra di Esplora file. Ineccepibile.
Figura 7.12 Risultato di una ricerca fatta eseguire sui contenuti locali.

Ma Cortana non soltanto ricerca. In primo luogo c la poderosa capacit di


trasformare le domande espresse vocalmente in stringhe di testo, una funzionalit che
ha richiesto anni e anni di studi e di prove sui grandi computer dedicati alla ricerca per
approdare fra gli strumenti di Windows 10 e del tutto gratuitamente.
Le funzionalit di interazione vocale si possono sfruttare non soltanto per fare
ricerche ma anche per dettare appunti, fissare appuntamenti e gestirli: al termine di ogni
immissione vocale Cortana ripete quello che ha sentito e chiede regolarmente conferma
oppure eventuali completamenti. Se le si dice Ricordami di telefonare a Mike, ci
chieder Devo ricordarti di telefonare? e, se si risponde di s (perch la richiesta
stata compresa correttamente) chieder di completare la richiesta (Quando? A che ora?).
Anche quando si segnala con un no che qualcosa non stato compreso
correttamente, le reazioni successive sono perlopi convincenti. Chiediamo, per
esempio, a Cortana di ricordarci di telefonare domani alle sei: il risultato che ci ripete
un Devo ricordarti di telefonare a Mike domani alle 18?. Lerrore anche
comprensibile (con un eccesso di zelo, Cortana deve aver pensato che chiamare Mike
alle sei del mattino non fosse un bel gesto), ma noi intendevamo proprio le sei. Se
rispondiamo no, Cortana ci chiede se siano sbagliati il giorno o lora. Rispondiamo
lora; ci chiede di ridirle lora; precisiamo le sei del mattino e a quel punto la
comprensione corretta.
Cortana , decisamente, unintelligenza artificiale da prendere sul serio. Nel caso del
nostro esempio, Cortana non dichiara nulla, ma il promemoria sulla telefonata a Mike
stato automaticamente registrato nellapp Calendario.

Gli strumenti interni di Cortana


La finestra di Cortana contiene sul bordo sinistro quattro icone, che corrispondono ad
altrettanti pulsanti di comando con i quali si aprono finestre per impostare funzionalit e
aspetti specifici di questo strumento.
La prima icona, quella a forma di casetta, d accesso alle funzionalit di base di
Cortana, la seconda apre un elenco di Appunti dove si possono inserire o modificare le
informazioni personali e le impostazioni. Fra le impostazioni personali ci sono il nome
che abbiamo scelto col quale Cortana ci dovr chiamare e i luoghi preferiti.
Il nome si pu cambiare selezionando il pulsante Cambiami nome e inserendo il
nuovo nome nella casella di testo che compare; i luoghi preferiti si possono aggiungere
selezionando il pulsante Modifica preferiti e inserendo qui i luoghi preferiti (il pulsante
+ in basso nella finestra permette di aggiungere un nuovo luogo preferito). Il
collegamento Indicazioni sotto il nome di ciascuna localit porta allapp Mappe e
chiede (la prima volta) se si consente a che il sistema utilizzi le informazioni sulla
posizione, cio se si daccordo a che lapp ottenga dati sul luogo in cui ci troviamo,
sfruttando lhardware di geolocalizzazione incorporato nel dispositivo.
La terza icona quella di un pulsante che apre il Promemoria usato da Cortana per
annotare gli impegni presi con noi (appuntamenti, sveglie, eventi o circostanze da
ricordare).
Con la quarta icona si accede a una funzionalit tipica dei social group del Web, tipo
Facebook e altri, per inviare ai realizzatori di Cortana in Microsoft un commento
favorevole (il classico Mi piace) o negativo, accompagnato eventualmente da una
nota esplicativa.

Impostazioni
Dallelenco che si apre selezionando Appunti un clic su Impostazioni fa aprire la
lunga finestra verticale che possiamo vedere nella Figura 7.13.
Laspetto e il comportamento di questa finestra sono del tutto simili a quelli delle
finestre analoghe disponibili in vari contesti di Windows 10: un elenco di commutatori
e di collegamenti ipertestuali a ulteriori opzioni e informazioni. Forse in considerazione
della novit dellassistente personale, la finestra particolarmente ricca di spiegazioni
per ciascun commutatore.

Figura 7.13 La finestra delle Impostazioni di Cortana.

La prima voce delle Impostazioni il commutatore che attiva e disattiva Cortana:


nella figura attivato e il testo sottostante spiega che cosa succede delle informazioni
raccolte da Cortana e dei suoi appunti nel caso il commutatore venga disattivato (le
informazioni raccolte vengono eliminate; gli appunti invece conservati).
Il successivo collegamento Gestisci tutto quello che Cortana sa di me nel cloud porta
a una scheda di Edge, facendo partire il browser se non gi aperto: viene visualizzata
la pagina delle impostazioni di Bing, dove si possono controllare e modificare le
informazioni che lapp raccoglie su di noi in Rete e varie altre cose, come gli interessi
che dichiariamo di avere e in base ai quali Cortana si premurer, sempre che glielo
consentiamo, di mostrarci notizie e materiali vari reperiti in Rete.
Il secondo commutatore, se attivato, fa s che Cortana risponda al comando vocale
Ehi Cortana: per impostazione predefinita disattivato, perch per poter rispondere a
quel richiamo Cortana deve essere sempre allerta, il che possibile solo con un certo
dispendio di energia, che potrebbe essere poco piacevole per i dispositivi mobili (che
peraltro sono proprio quelli per cui viene pi spontaneo pensare che il richiamo Ehi
Cortana sia pi utile). Tocca a ciascun utente scegliere dove collocare il compromesso
fra la potenziale comodit di un richiamo istantaneo e il costo energetico certo.
Il terzo commutatore riguarda le informazioni per il monitoraggio: Cortana pu avere
o meno accesso ad applicazioni come la posta elettronica, per poterci inviare messaggi
pertinenti per esempio a voli, treni e cos via. Chiaramente, quanto pi ampie sono le
informazioni a cui Cortana pu accedere, tanto maggiore la sua potenziale utilit. La
nostra servizievole assistente personale non pu avvisarci che il volo per Francoforte
delle 12:30 in ritardo se non sa che abbiamo prenotato un viaggio per quella citt.
Il quarto commutatore relativo alle notizie sulla barra delle applicazioni: per
impostazione predefinita attivato e autorizza Cortana a mostrare nella sua casella di
ricerca nella barra delle applicazioni notizie o messaggi di saluto e di invito: il normale
Chiedimi qualcosa pu quindi venir sostituito da altri messaggi. Si pu lasciare questa
opzione attivata e riservarsi la possibilit di disattivarla qualora Cortana diventasse
fonte di distrazione.
Il collegamento Impostazioni di Ricerca sicura Bing, quando selezionato, apre Edge
su una pagina in cui si possono definire le regole che Bing, il motore di ricerca
predefinito, deve seguire in merito al filtraggio dei contenuti per adulti.
Il collegamento Apri impostazioni di privacy porta a una finestra complessa, che la
stessa a cui si accede da Start con lapp Impostazioni scegliendo la categoria di azioni
Privacy. Dellapp Impostazioni (e delle sue varie categorie) si parlato ampiamente nel
Capitolo 5, si tratta chiaramente di opzioni che non riguardano soltanto Cortana, ma in
generale tutto il sistema. Lultimo collegamento, infine, Scopri di pi su Cortana e la
ricerca, apre Edge su una pagina di informazioni, che vale la pena consultare.
Lultima sezione della finestra Appunti elenca un certo numero di interessi, che
vediamo nella Figura 7.14, chiamati Alimenti e bevande, Finanza, Meteo, Notizie e
Tragitti.
Figura 7.14 Gli elenchi degli interessi percepiti e memorizzati da Cortana.

Questi interessi possono essere eliminati, sostituiti o integrati attraverso le


Impostazioni e il collegamento a Bing. Gli interessi che dichiariamo danno a Cortana
unindicazione di che cosa andare a cercare in Rete, al fine di tenerci aggiornati: su di
essi si basano le segnalazioni che compaiono nella finestra principale dellassistente. Un
clic su uno degli interessi apre la relativa finestra delle impostazioni.
Capitolo 8
Foto, musica e filmati

I personal computer che sono sul mercato oggi, anno 2015, non sembrano neppure
parenti del loro capostipite, uscito nellormai lontano 1981 e chiamato ufficialmente
IBM Personal Computer o, pi semplicemente, PC. In pi di trentanni di evoluzione
tecnologica sono accadute molte cose, non soltanto nel settore industriale dei personal
computer: per esempio, si sono perfezionati i CD audio, che allora erano analogici e
adesso sono digitali e sono entrati nel mercato dei beni di consumo anche i DVD, dischi
ottici che contengono interi film in formato digitale, con il parlato in pi lingue.
Le prestazioni video dei personal computer hanno fatto progressi enormi, grazie allo
sviluppo di nuove tecnologie elettroniche per pilotare i monitor (schede video) da un
lato e allaumento vertiginoso di potenza delle CPU dallaltro. Ci che vediamo sul
monitor dei nostri computer il risultato di una continua elaborazione di segnali
luminosi, effettuata mediante calcoli complessi che soltanto CPU molto prestanti
possono eseguire alla velocit necessaria per dare una resa video adeguata.
Una quindicina di anni fa uscirono le prime periferiche audio per personal computer,
una novit tecnologica che ebbe subito un enorme successo, al punto che oggi nessun
computer, neppure il pi scalcinato esemplare assemblato in una cantina, privo di
dignitose funzionalit audio.
Le periferiche audio e video rendono il computer multimediale, cio gli consentono
di lavorare anche con informazioni diverse dalle lettere e dai numeri, quindi immagini
fisse, immagini in movimento e suoni.
Il termine multimediale pu far pensare allutilizzo di pi supporti (media) diversi. In
realt, il supporto fisico dei suoni e delle immagini, fisse o in movimento che siano,
sempre lo stesso ed uguale a quello utilizzato per i documenti di testo: il file, salvato
in forma magnetica sul disco fisso o su chiavi USB o in forma ottica su CD o DVD.
I file che contengono suoni, immagini o filmati vengono creati e utilizzati con
tecniche diverse da quelle dei file che contengono testi, cio lettere e numeri, ed per
questo che servono periferiche specializzate. La qualit dei suoni che si possono
ascoltare e dei filmati che si possono visualizzare su un PC dipende dalla qualit e dalla
potenza delle periferiche utilizzate e la resa di queste ultime strettamente condizionata
dalla potenza della CPU, cio il circuito base che qualifica lintero PC.
Windows 10 , naturalmente, molto ben attrezzato per gestire schede video e schede
audio dei tipi pi diversi, a condizione che siano disponibili i driver adatti (su questo
argomento si veda il Capitolo 9).
NOTA I programmi che visualizzano filmati utilizzano, oltre ai driver per le periferiche, anche
strumenti software particolari, chiamati codec: il nome viene dalla contrazione dei termini
compressore/decompressore e designa un meccanismo che comprime (in registrazione) e
decomprime (in riproduzione) i flussi di immagini in movimento. I codec consentono di salvare in
dimensioni ragionevoli i file di immagini in movimento, tipicamente i filmati, nei quali, come noto,
leffetto movimento dato dalla latenza nella retina di immagini viste consecutivamente in rapida
successione, almeno 24 immagini (meglio 30) al secondo. Un minuto di filmato, quindi, composto
come minimo di 1440 (24 60) immagini: dato che unimmagine con una discreta risoluzione
corrisponde a un file grafico di almeno 500 KB, senza compressione un solo minuto di filmato
richiederebbe un file non pi piccolo di 500 1440 byte, cio la bellezza di 720 MB.

Windows 10 sfrutta nel modo migliore le funzionalit delle schede audio e video e
consente ai programmi di riprodurre grafica tridimensionale, animazioni ed effetti
sonori con elevata fedelt.
Tutto questo, beninteso, se lhardware adeguato: esistono in commercio schede
audio e video che costano meno di 50 euro e altre che costano venti volte tanto. Non
sempre la differenza di prezzo completamente giustificata da una differenza di
prestazioni, ma indubbio che un hardware di modesto livello dar prestazioni
proporzionalmente modeste. Per tutte le funzionalit multimediali, inoltre, conta
moltissimo la velocit della CPU: pi questa veloce, pi potente e migliore il
rendimento delle periferiche multimediali.
Quindi, se si utilizza il personal computer soltanto per scrivere lettere e tenere un po
di contabilit, andr benissimo una macchina con una CPU non particolarmente veloce,
mentre, se si vogliono avere funzionalit multimediali, la macchina deve essere potente
e dotata di periferiche audio e video di elevata qualit e potenza proporzionale.
Incidentalmente, ricordiamo che occorrono anche altoparlanti (o cuffie) adeguati,
altrimenti non si sente nulla.
Dal punto di vista informatico, i file multimediali vale a dire quelli con contenuti
visivi fissi (immagini e foto) e in movimento (filmati e video) e con contenuti audio
non sono in alcun modo diversi da quelli che contengono insiemi di numeri o di lettere:
sono tutti, in fondo, serie di simboli binari 0 e 1 aggregati in byte e sono tutti gestiti allo
stesso modo dal sistema operativo per quanto riguarda le operazioni di copia, taglio,
incollamento, eliminazione e spostamento che abbiamo descritto nei primi capitoli di
questo libro.
Vale per i file multimediali quello che vale per tutti i file tradizionali: per vederne il
contenuto necessario attivare unapp che sia in grado di farlo; questa importante
operazione non la fa Windows 10, che si limita a fornire qualche strumento che
potrebbe facilitare la fruizione di quel tipo di file.
Il menu Start contiene alcuni riquadri dai quali si possono attivare app di Windows
10 per lavorare con file multimediali. Nella Figura 8.1 possiamo vedere quei riquadri
ridistribuiti nella schermata per formare un gruppo coerente.
Le app pi propriamente riferibili a file multimediali si chiamano Foto, Film e TV,
Groove Musica, Windows Media Player, con le quali si accede ad altrettante
funzionalit per esaminare immagini (fotografie, ma anche disegni e immagini grafiche
di qualsiasi tipo), visualizzare filmati creati con i codec pi diffusi e reperire file audio
nel computer con il quale si lavora oppure nel Web.
Abbiamo deliberatamente aggregato nello stesso gruppo di app che si vede nella
figura anche Camera (lapp che si chiama formalmente Fotocamera ed disponibile nei
computer che hanno una fotocamera installata) e Store, strumenti che possono far
comodo quando si lavora con file multimediali.
Per un utilizzo e una gestione ottimale dei file multimediali, Windows 10 predispone
alcune raccolte, chiamate Immagini, Musica e Video, che al momento dellinstallazione
del sistema operativo sono vuote e cos potrebbero restare se lutente preferisse gestire
direttamente i suoi file multimediali salvandoli in cartelle (ed eventualmente in raccolte)
che crea e gestisce in proprio.

Figura 8.1 In questo menu Start personalizzato, i riquadri delle app multimediali sono stati aggregati
insieme.

Dal momento, per, che queste raccolte esistono e, come sappiamo dal Capitolo 3,
possono contenere virtualmente file e cartelle che si trovano ovunque nel computer pu
essere molto ragionevole utilizzarle.
Per quanto riguarda pi specificamente i file audio e video, Windows 10 fornisce uno
strumento di gestione specializzato chiamato genericamente playlist, che un
contenitore virtuale simile a una raccolta, con il quale aggregare riferimenti a file
multimediali in modo che sia comodo reperirli e fruirne il contenuto. Approfondiremo il
tema delle playlist pi avanti; ora parliamo delle app multimediali nel menu Start.
Foto
Lapp Foto esamina il contenuto del computer e delle cartelle di OneDrive associate
allaccount dellutente e tiene traccia di tutti i file di grafica che individua, vale a dire
quelli che hanno estensioni .bmp, png, .jpg, .jpeg e simili.

Quando aperta, nella barra del titolo dellapp, nellangolo sinistro, compare una
freccia orientata a sinistra: il pulsante che permette di tornare dal punto in cui ci si
trova alla visualizzazione precedente.
Foto organizza i file trovati in Raccolte e Album come vediamo nella Figura 8.2.
Le raccolte sono presentate come gallerie di immagini, suddivise per data (questa
organizzazione la stabilisce lapp). Se si fa clic su una data, la galleria scompare e viene
visualizzato lelenco delle raccolte; dallelenco, un clic su una data riporta alla
visualizzazione a galleria. In questultima, un clic sul pulsante Seleziona visualizza un
quadratino nellangolo superiore destro di ciascuna foto: il quadratino di selezione. Un
clic seleziona limmagine segnalando il fatto con un segno di spunta nel quadratino), un
successivo clic lo fa scomparire. Quando selezionata almeno unimmagine, in basso
nella finestra compaiono le due icone della condivisione e del cestino. Le possibilit di
condivisione dipendono dalle altre app installate nella macchina; il cestino
ovviamente licona delleliminazione.
La visualizzazione ad album, non mostra le singole immagini, ma solo la copertina
di ciascun album, con la relativa descrizione: nellesempio che vediamo nella Figura 8.2
Foto ha riunito le immagini in album che hanno per nome la data di creazione di quelle
immagini.
Se si seleziona un album, si ottiene una visualizzazione a galleria, dove compare a
larghezza finestra limmagine di copertina, seguita dalle altre foto dellalbum. Un
pulsante Modifica nella barra superiore permette di modificare il titolo dellalbum e di
scegliere una diversa immagine di copertina.
Figura 8.2 La schermata iniziale di Foto, presenta le due modalitdi visualizzazione: Raccolta e Album.

Foto presuppone che lutente archivi i file delle immagini nella raccolta chiamata
Immagini, e quelli dei video nella raccolta omonima, che come sappiamo sono raccolte
predefinite. per possibile aggiungere allinsieme di immagini visualizzate e gestite
da Foto altre immagini che possono risiedere in cartelle diverse del computer o su
dischi esterni collegati.
Per individuare immagini che potrebbero essere acquisite da Foto organizzandole in
raccolte o album si esegue il comando associato al pulsante Importa, che si trova
allestremit destra della barra del titolo dellapp.
Un doppio clic su una qualunque immagine che si trovi in una raccolta o in un album
la apre come unimmagine singola, che viene presentata come nella Figura 8.3.
In basso a destra nella finestra, due pulsanti e + provocano un effetto zoom
sullimmagine (riduzione e ingrandimento); sulla sinistra e sulla destra, a met altezza
dellimmagine, compaiono i pulsanti < e > che permettono di passare allimmagine
precedente o successiva della raccolta o dellalbum (a seconda del contesto nel quale
era stata selezionata limmagine).
Figura 8.3 Unimmagine visualizzata con lassortimento di strumenti per migliorarla.

Gli strumenti sono organizzati in questo modo: sulla fascia di sinistra si trovano i
pulsanti per attivare gli strumenti, i cui pulsanti di comando sono incolonnati nella
fascia destra. Ogni pulsante nella fascia di sinistra d accesso a una famiglia di
strumenti.

Correzioni di base abilita la serie di strumenti Migliora, Ruota, Ritaglia,


Raddrizza, Correggi occhi rossi, Ritocco.
Filtri presenta a destra leffetto di cinque filtri diversi che si possono adottare.
Luce abilita lutilizzo mediante i pulsanti di destra di quattro diverse modalit di
uso della luce che si possono abilitare e regolare separatamente.
Colori rende disponibili i pulsanti di comando per intervenire su Temperatura,
Tinta, Saturazione e Aumento del colore, ciascuno applicabile separatamente.
Effetti d la possibilit di agire sullimmagine cambiando langolo di messa a
fuoco.
Un clic sul pulsante con licona dellingranaggio, nella colonna di sinistra della
finestra principale di Foto fa uscire un elenco delle sue impostazioni.
Musica
Lapp predefinita da Windows 10 per la musica si chiama Groove Musica ed stata
concepita per svolgere tre funzioni distinte e separate: organizzare i file musicali
presenti nel computer, riprodurli e accedere al Web, in particolare al negozio di musiche
gestito da Microsoft, per acquistare file musicali di qualunque tipo e scaricarli sul
nostro computer a pagamento. In questa funzione, Groove Musica aspira a dare un
servizio affine a quello fornito da Apple Computers con iTunes.
Attivando Groove Musica quando il computer collegato a Internet si ottiene una
schermata simile a quella riprodotta nella Figura 8.4.
Agendo con il tocco o con il mouse si pu far scorrere il contenuto della schermata in
orizzontale e, una volta individuato un album o un cantante che interessa, un clic
sullimmagine apre sovrapposto allo sfondo la copertina dellalbum e lelenco dei brani
contenuti nellalbum, presentando due opzioni: ascoltarne una parte in anteprima o
acquistarlo.

Figura 8.4 Lapp Groove Musica conduce al negozio virtuale di musica gestito da Microsoft.
Si pu usare lapp Groove Musica per ascoltare brani presenti nel proprio computer,
ma non in grado di leggere CD audio, per cui lo strumento pi adatto per ascoltare e
gestire i file audio il programma Windows Media Player, presente con progressivi
arricchimenti nelle ultime quattro versioni di Windows e che descriviamo pi avanti.
Video
Lo strumento per visualizzare i file video disponibile in Windows 10 si chiama Film
e TV: il funzionamento di questa app del tutto simile a quello dellapp Groove Musica:
aprendola, si viene portati nel sito di Microsoft per i film e le serie TV, nel quale con
la stessa tecnica di scorrimento e selezione dellapp Groove Musica si esaminano
diversi elenchi di film che si possono noleggiare o acquistare. Il noleggio comporta
scaricare una copia nel proprio computer a fronte di un modesto pagamento: si hanno a
disposizione 25 giorni per visualizzare la copia, ma soltanto 24 ore dopo la prima
visualizzazione, scadute le quali il file diventa inservibile. Il prezzo dellacquisto in
linea con quello praticato nei grandi negozi di musica e DVD.
Lassortimento dei film disponibili non particolarmente entusiasmante, ma non
neppure una grande delusione: si trovano parecchi film usciti nelle sale da pochi mesi e
moltissimi pezzi di archeologia. Per quello che costa, si pu provare a fare un giro di
esplorazione.
Windows Media Player
Pur essendo uno strumento molto utile, lapp Windows Media Player non compare fra
le prime nel menu Start e va quindi reperita agendo sul comando Tutte le app. Una volta
trovata conviene assegnarle un posto sia nel menu Start sia nella barra delle
applicazioni.
A questo punto possiamo fare un piccolo esperimento: cerchiamo fra i CD musicali
che abbiamo in casa un CD di qualit, comprato in tempi non remotissimi (diciamo
negli ultimi cinque anni) in un serio negozio di dischi, insomma un CD che ci piace e
che siamo sicuri che non sia una copia contraffatta comprata da un volonteroso
giovanotto che tiene un banchetto allingresso della metropolitana.
Inseriamo il nostro disco nel lettore di CD del computer (questo esperimento non si
pu fare con un tablet, ma non un problema). Non appena si chiude lo sportellino del
lettore di CD avvertiamo il tipico fruscio della partenza della riproduzione et voil! ci
appare la finestra di Windows Media Player con al centro limmagine della copertina
del nostro CD, mentre le note musicali si diffondono piacevolmente intorno a noi. La
situazione visualizzata nella Figura 8.5.
Quella che vediamo nella figura una delle funzionalit di Windows Media Player:
nel momento in cui inizia la lettura di un CD legge alcune informazioni di riferimento
codificate allinizio della traccia con i dati audio che identificano commercialmente il
prodotto e le utilizza per acquisire, se le trova, altre informazioni da una banca dati
multimediale che gestisce in Rete, estraendo per esempio limmagine della copertina
dellalbum.
In termini di qualit musicale della riproduzione non cambia nulla, n in peggio n in
meglio, ma leffetto grafico che ne risulta molto gradevole. Windows Media Player
non serve soltanto per leggere e riprodurre i file audio che si trovano nei CD musicali,
ma va benissimo per una vasta gamma di file multimediali quali video, immagini e
registrazioni da TV.
Figura 8.5 Windows Media Player in esecuzione: ha riconosciuto il CD audio e ne visualizza la copertina.

Quando utilizzato, come nellesempio che abbiamo appena visto, per leggere un
CD audio o un singolo file multimediale, lapp si apre nella versione compatta
mostrata nella Figura 8.5. Questo tipo di visualizzazione viene chiamato In esecuzione.
Se, invece, la si avvia dalla barra delle applicazioni, si apre in una modalit espansa,
detta Catalogo multimediale, che possiamo vedere nella Figura 8.6.

Figura 8.6 Windows Media Player aperto nella modalit Catalogo multimediale.
Il Catalogo multimediale
Il Catalogo multimediale lo strumento base di Windows Media Player, con il quale
si gestiscono tutti i file multimediali, quindi anche file di immagini e video, oltre che
musicali, ma per non complicare troppo questa rassegna ci limitiamo a descrivere
lutilizzo di questo strumento per gestire i file audio.
Per impostazione predefinita, i servizi aggiuntivi di Windows Media Player fanno
riferimento sempre alle cartelle create da Windows 10 per archiviarvi i documenti
dellutente (o degli utenti) del computer.
Il Catalogo multimediale si compone di collegamenti ipertestuali che fanno
riferimento a file audio contenuti nella raccolta Musica e in altre raccolte nei dischi fissi
del computer.
Quando si riproduce con Windows Media Player un file audio contenuto in una
qualsiasi cartella dei dischi fissi del computer, viene creato nel Catalogo multimediale
un riferimento a quel file, per cui sar possibile in seguito tornare ad ascoltarlo
selezionandone il nome nel Catalogo multimediale invece che nella posizione effettiva
in cui si trova.
Per sapere qual questa posizione, si seleziona il nome del file audio che interessa
nel riquadro centrale del Catalogo multimediale, si fa un clic destro e si sceglie il
comando Apri percorso file dal menu contestuale: viene aperta la pagina di Elenco file
posizionata nel punto in cui si trova il file audio selezionato.
Il Catalogo multimediale viene inizialmente costruito, per impostazione predefinita,
acquisendo dati sui soli file contenuti nelle cartelle personali, ma si pu estenderne la
copertura includendo anche altre cartelle, in questo modo.
Nella barra degli strumenti di Windows Media Player si fa clic su Organizza e poi su
Gestisci cataloghi multimediali.
Si sceglie uno dei quattro comandi Musica, Video, Immagini o Registrazioni TV.
Compare una finestra di dialogo chiamata Percorsi della raccolta xxx, dove xxx uno
dei quattro comandi scelti nel passo precedente (Figura 8.7) e qui si fa clic sul pulsante
di comando Aggiungi.
Viene aperta una finestra per lesplorazione delle cartelle nei dischi rigidi; l si sceglie
la cartella da aggiungere e si chiude la finestra con un clic su OK.
Figura 8.7 La finestra di dialogo Percorsi della raccolta Musica.

Il programma esegue unesplorazione sistematica della cartella selezionata, individua


tutti i file del tipo scelto al punto 2 presenti in quella cartella e viene creato per questi
un riferimento nel Catalogo multimediale. Se, in seguito, si aggiungeranno altri file
dello stesso tipo in quella cartella, verranno referenziati automaticamente nel Catalogo
multimediale.
Come abbiamo ricordato in apertura, Windows Media Player consente di creare copie
di CD audio e di costruire CD audio personalizzati, ottenuti combinando assieme brani
musicali prelevati da CD, scaricati dal Web o presenti sotto forma di file audio nei
dischi del nostro computer.
Per ottenere questi risultati dobbiamo prima acquisire nel Catalogo multimediale i
file audio che ci interessano. Abbiamo appena visto come si fa a portare nel Catalogo
multimediale file che sono gi nel computer. Vediamo nel prossimo paragrafo come
estrarre brani musicali in forma di file audio da un CD e depositarli nel Catalogo
multimediale.

Copiare brani da CD
Per salvare sul disco del computer una copia di uno o pi brani tratti da un CD,
opportuno procedere in questo modo.
Inserire il CD nel lettore quando Windows Media Player attivo. Se la prima volta
che si ascolta questo CD con Windows Media Player, attivare la connessione a Internet
per scaricare le informazioni sullalbum, lartista e i brani. Se il CD gi stato ascoltato
almeno una volta, mentre si era connessi a Internet, queste informazioni sono gi
disponibili sul computer.
La parte centrale della finestra dellapplicazione si modifica, presentando una tabella
con lelenco dei brani, la durata di ciascuno e altre informazioni (Figura 8.8).
Selezionare i brani che interessano, facendo clic sulla casella di controllo a sinistra di
ciascun titolo.
Premere il pulsante Copia da CD nella barra degli strumenti.

Figura 8.8 Lelenco dei brani contenuti nel CD e pronti per lestrazione.

Gradualmente, con un tempo proporzionato alla durata dei brani (e quindi alla
lunghezza dei file corrispondenti), vengono estratti i file e trasferiti nel Catalogo
multimediale. possibile cambiare idea e annullare loperazione premendo il pulsante
Interrompi copia da CD, che compare al posto del pulsante Copia da CD nella barra
degli strumenti, mentre in corso lestrazione. La copia viene eseguita in base a
parametri prestabiliti per il formato, che si possono controllare e modificare
selezionando il comando Impostazioni copia da CD, prima di dare il comando Copia da
CD.
Al termine della copia possiamo verificare che i brani sono elencati nel Catalogo
multimediale e sono stati fisicamente trasferiti nella cartella Musica, in una sottocartella
con il nome dellartista. I nomi dei file corrispondono esattamente ai titoli dei brani e
sono completati dallestensione .mp3, che identifica il formato predefinito dei file
multimediali creati con Windows Media Player.
Lidentificazione dellartista e del CD, la trascrizione automatica del titolo del brano
salvato su disco si hanno soltanto a due condizioni: che si operi mentre si connessi a
Internet e che il CD che stiamo ascoltando sia un best-seller internazionale. Se stiamo
ascoltando un CD di un artista poco noto, anche se siamo connessi a Internet il CD non
viene riconosciuto e quindi dobbiamo inserire a mano tutti i dati che ci interessano
quando vogliamo trasferire qualche musica da quel CD al disco fisso.
Non unoperazione complessa. Nella finestra di Copia da CD si sceglie con un clic
il brano da salvare, poi si fa clic destro sulla colonna da modificare, si sceglie Modifica
dal menu contestuale e si digita il testo che interessa. Con i file audio che abbiamo a
disposizione possiamo farci aiutare da Windows Media Player per creare nostre raccolte
personali di brani musicali, chiamate playlist, che possiamo masterizzare su un CD o un
DVD per ascoltarle in auto o con un riproduttore domestico diverso dal PC.

Creare playlist
Loperazione per creare una playlist estremamente semplice.
Come prima cosa si deve selezionare una cartella nella quale sono stati salvati brani
musicali sotto forma di file leggibili da Windows Media Player (con la tecnica decritta
nel paragrafo precedente): non si possono creare playlist prelevando i brani musicali
direttamente da un CD.
Si sceglie il comando Crea playlist nella barra degli strumenti di Windows Media
Player.
Si scrive un nome adeguato per la playlist al posto di quello generico.
Si fa clic sulla linguetta della scheda Play, nel bordo superiore destro della finestra.
Sulla destra della schermata si apre il riquadro Elenco, che contiene lindicazione
Trascinare gli elementi qui per creare una playlist.
Dallelenco dei brani nel riquadro centrale si agganciano uno per volta con il mouse i
nomi di quelli da includere nella playlist e li si trascina nellelenco a destra, che
progressivamente visualizza i nomi e presenta un conteggio dei brani trasferiti e della
loro durata complessiva. Nel corso di questa operazione si possono eliminare brani
eventualmente inseriti nellelenco per errore facendo un clic destro sul loro nome e
scegliendo nel menu contestuale il comando Rimuovi da elenco: in questo menu ci sono
anche i comandi per spostare in su o in gi il brano selezionato (per eliminare un brano
basta anche selezionarlo e premere il tasto Canc).
Al termine delloperazione, si fa clic sul comando Salva elenco, che sta in testa al
riquadro Elenco, facendo cos comparire una casella di testo nella quale digitare il nome
della playlist che si intende creare.
Il file della playlist viene salvato nella cartella Musica (in una sottocartella Playlists
creata appositamente) con il nome che le abbiamo dato, seguito dallestensione .wpl. Se,
in seguito, vorremo aggiungere o eliminare brani dalla playlist che abbiamo creato e
salvato, baster ripetere il trascinamento dallelenco dei brani per aggiungerli o
selezionarli nella playlist e premere il tasto Canc per eliminarli, tornando poi a salvare
la playlist cos modificata.
Per ascoltare i brani che contiene la playlist non dobbiamo fare altro che un doppio
clic sul suo nome, in Windows Media Player o in Esplora file: va ricordato, per, che i
file .wpl sono collegamenti, quindi i brani musicali della playlist verranno riprodotti
soltanto se i file audio ai quali si riferisce il collegamento sono presenti sul disco fisso
nelle posizioni in cui sono stati individuati quando si creata la playlist.
Nulla ci impedisce, per, di usare la nostra playlist come elenco strutturato di file da
masterizzare su un nuovo CD. Con lelenco aperto sulla nostra playlist, un clic sulla
linguetta della scheda Masterizza nella barra delle attivit avvia il processo del tutto
automatico di trasferimento dei file audio effettivi su un nuovo CD; nella Figura 8.9
vediamo la prima fase del processo.
Il CD audio creato con Windows Media Player perfettamente fruibile su qualunque
lettore di CD musicali e non soltanto su quelli integrati nei personal computer.
Figura 8.9 Avvio della masterizzazione su CD dei brani di una playlist.
Il Visualizzatore foto di Windows
Quando, in una finestra aperta con Esplora file si seleziona con un clic destro un file
contenente un disegno o una fotografia, che quindi potrebbe avere come estensione del
proprio nome .bmp, .jpg, .gif, .png e altro ancora, scegliendo il comando Apri con
compare un breve elenco di programmi potenzialmente in grado di aprire quel file, fra i
quali Paint e Visualizzatore foto di Windows.
Di Paint parleremo nel prossimo capitolo, mentre ci occupiamo qui dellapp
Visualizzatore foto di Windows, che d un buon servizio, semplice e intuitivo, quando si
tratta di esaminare il contenuto di un file grafico, che si tratti di una fotografia o di un
disegno.
Scegliendo di aprire un file grafico con il Visualizzatore foto di Windows, si ottiene
lapertura del file selezionato in una semplice e comoda finestra, come quella mostrata
nella Figura 8.10.

Figura 8.10 Il Visualizzatore foto di Windows aperto su un file grafico.

Questo strumento intuitivo da usare ed dotato di pochi e funzionali comandi, che


sono spiegati dai richiami nella figura: in particolare il pulsante al centro del gruppo dei
comandi avvia una visualizzazione sequenziale di tutti i file di immagine contenuti nella
cartella dove si fatto partire il Visualizzatore foto di Windows con un doppio clic su
una qualunque immagine. La presentazione avanza di un fotogramma alla volta e si
interrompe premendo il tasto Esc.
Oltre ai comandi illustrati nella figura, il Visualizzatore foto di Windows ha una barra
dei menu con cinque voci.

File, con cui si pu eliminare limmagine visualizzata, copiarla (per poi incollarla
altrove), crearne una copia (duplicare cio il relativo file), visualizzare le propriet
dellimmagine e infine uscire dallapplicazione.
Stampa, per stampare il file selezionato, se al computer collegata una stampante,
o effettuare una Ordinazione stampe attraverso una delle societ che offrono
questo tipo di servizi via Internet.
Posta elettronica, per allegare limmagine a un messaggio di posta, selezionando
le dimensioni, in modo eventualmente da ridurne il peso, attraverso la finestra di
dialogo Allega file.
Masterizza, che consente di salvare limmagine o le immagini su un CD.
Apri con, che permette di scegliere un programma con cui visualizzare o
modificare limmagine; si pu scegliere di visualizzarla con lapp Foto da Start o
di aprirla e modificarla con Paint.

Con il Visualizzatore foto di Windows si lavora dentro la cartella nella quale stato
aperto: per visualizzare file che si trovano in unaltra cartella necessario chiudere il
programma, portarsi nella cartella che interessa, selezionare in questa un file grafico,
fare un clic destro e avviare Visualizzatore foto di Windows scegliendolo fra le opzioni
del comando Apri con.
Capitolo 9
Accessori e altri strumenti di Windows
10

In fondo alla colonna di sinistra della finestra Start troviamo il comando Tutte le app
che, una volta eseguito, elenca tutte le applicazioni o app che dir si voglia disponibili
nella macchina con la quale stiamo lavorando. Lelenco pu svilupparsi per molte righe
in verticale, a seconda del numero di programmi applicativi installati sul computer. I
nomi delle app sono raggruppati in base alla loro iniziale: se, dopo aver dato il comando
Tutte le app, facciamo clic su una delle lettere maiuscole che precedono un
raggruppamento di nomi otteniamo un pannello compatto come quello che riportato
qui di seguito:

Qui possiamo selezionare con un clic sulla lettera che ci interessa il gruppo di app da
visualizzare il cui nome comincia con quella lettera.
Un discreto numero di app, una trentina, forma un insieme che si potrebbe definire
storico, perch, salvo poche eccezioni, sono state disponibili in tutte le versioni di
Windows. Queste app sono aggregate in quattro gruppi, ciascuno individuato da un
nome: la tabella che segue le elenca tutte.
Gruppo Nome dellapp
Assistente vocale
Lente di ingrandimento
Accessibilit Windows
Riconoscimento vocale
Tastiera su schermo
Blocco note
Connessione desktop remoto
Fax e scanner di Windows
Internet Explorer
Mappa caratteri
Paint
Accessori Windows Pannello input penna espressioni matematiche
Registrazione azioni utente
Sticky Notes
Strumento di cattura
Windows Journal
WordPad
XPS Viewer
Dispositivi
Esegui
Esplora file
Gestione attivit
Sistema Windows Pannello di controllo
Programmi predefiniti
Prompt dei comandi
Questo PC
Windows Power Shell

Le quattro app raggruppate nel gruppo Accessibilit Windows sono strumenti per
agevolare luso del computer a persone con ridotte facolt visive, uditive o manuali e
non ce ne occupiamo in questo libro.
Fanno parte del gruppo Sistema Windows quattro app che abbiamo gi visto a vario
titolo nei capitoli precedenti Questo PC, Esplora file, Pannello di controllo e
Windows Defender e che non il caso di tornare a descriverle, mentre altre due
(Esegui e Prompt dei comandi) meritano una descrizione approfondita che daremo pi
avanti in questo capitolo; le app rimanenti sono di rilevanza quasi nulla e possiamo
tranquillamente trascurarle.
Accessori Windows
Le app di questo gruppo costituiscono, per cos dire, il patrimonio storico di
Windows, dal momento che, con qualche aggiunta o rimozione da unedizione alla
successiva, sono state sempre presenti in tutte le versioni di questo sistema operativo.
Descriviamo qui di seguito le app presenti nella versione Windows 10 di Accessori
Windows.

Blocco note
Questo uno dei pi vecchi strumenti disponibili in Windows fin dalla versione 1.0.
Nonostante let, resta uno strumento di lavoro fondamentale perch consente di
scrivere documenti di testo senza alcun elemento di stile (grassetto, corsivo e cos via)
ed una caratteristica molto apprezzata da chi scrive programmi e pagine HTML.
Per lutente comune, Blocco note quello che dice il suo nome: un blocco per
prendere annotazioni velocemente e salvarle senza alcun fronzolo estetico: un numero
di telefono, un appuntamento, un promemoria: lapp Sticky Notes, anchessa disponibile
fra gli Accessori basata su questo strumento.
Per impostazione predefinita, quando si utilizza Blocco note tutto ci che si digita
sulla tastiera compare scritto di seguito su ununica riga illimitata. Per eliminare questa
caratteristica, che pu generare non poca confusione, si deve scegliere il comando A
capo automatico dal menu Formato, come mostra la Figura 9.1.

Figura 9.1 La finestra di un documento Blocco note.


Connessione desktop remoto
Questa applicazione non tra le pi semplici da usare, anzi, diciamo pure che
piuttosto labirintica, ma pu essere molto utile in determinate circostanze. Vediamo
quali.
Come il suo nome lascia intuire, con questo strumento ci si connette a un computer
remoto, raggiungibile perch connesso in rete con quello sul quale si lavora. La
differenza sostanziale rispetto a un normale collegamento in rete locale del genere
Gruppo Home che abbiamo visto nel Capitolo 6 sta nel fatto che, una volta attivata la
connessione, sul nostro schermo compare lo schermo del computer remoto, e non solo,
dal computer col quale ci siamo collegati possiamo lavorare sui file del computer
remoto come se avessimo sottomano la stessa tastiera oltre allo stesso schermo.
Per rendere possibile questa funzionalit necessario in via preliminare abilitare il
computer col quale ci si vuole connettere in modo che sia disponibile quando con
lapplicazione Connessione desktop remoto si chiede di attivare il collegamento.
Labilitazione alla connessione si esegue dal Pannello di controllo: dopo averlo
aperto si sceglie Sistema e nella schermata che si apre si seleziona il comando
Impostazioni di connessione remota dallelenco di comandi disponibile nel pannello di
sinistra della schermata. Si ottiene in questo modo lapertura della finestra di dialogo
Propriet del sistema, nella quale aperta la scheda Connessione remota, che vediamo
nella Figura 9.2.
Questa scheda consente di scegliere fra due modi distinti per connettersi con un
computer remoto:

nella met superiore, Assistenza remota, possiamo impostare la funzionalit di


Assistenza remota al computer, che consente di abilitare un utente connesso in rete
a intervenire sul nostro computer per darci assistenza tecnica: descriveremo questa
funzionalit pi avanti in questo stesso capitolo;
nella met inferiore, Desktop remoto, possiamo scegliere se consentire oppure no
alla connessione remota con il nostro computer; in caso positivo, possiamo
selezionare la casella di controllo sottostante, in modo da consentire connessioni
remote soltanto se protette da regole della rete.

Trattandosi di concetti decisamente non intuitivi, due distinti collegamenti


ipertestuali nella fascia superiore e in quella inferiore della scheda consentono di
accedere alla Guida di Windows sui due argomenti.
Figura 9.2 La finestra di dialogo Propriet del sistema, aperta sulla scheda Connessione remota.

Optiamo per lopzione raccomandata e proseguiamo premendo il pulsante Seleziona


utenti, che ci porta in una semplice finestra di dialogo con la quale scegliere uno o pi
utenti da abilitare o disabilitare alla connessione remota. La casella di testo nella
finestra di dialogo per linserimento dei nomi probabilmente vuota, perch da qui si
possono selezionare soltanto nomi di utenti che esistono gi, lutente Amministratore
gi abilitato, ma non ci serve.
Se le cose stanno cos, dobbiamo prima creare un nuovo utente: loperazione ci viene
facilitata dalla presenza nella finestra sulla quale stiamo lavorando di un collegamento
ipertestuale identificato dalla dicitura Account utente.
Un clic su quel collegamento apre la finestra Account utente che abbiamo gi visto
(nel Capitolo 4, paragrafo Lutente di Windows 10) e si affianca alla finestra aperta in
precedenza.
Qui dobbiamo aggiungere almeno un nuovo utente, scegliendo un nome e una
password, per quanto riguarda limmagine possiamo accettare quella che verr scelta
casualmente da Windows.
Loperazione si esegue a partire dal comando Gestisci un altro account, che apre una
finestra dove si possono modificare caratteristiche e propriet degli account gi esistenti
e se ne possono aggiungere di nuovi col comando Aggiungi un nuovo utente nelle
impostazioni del PC
Lesecuzione di questo comando apre la categoria Account dellapp Impostazioni,
visualizzando la sezione Famiglia e altri utenti: nel pannello di destra abbiamo
finalmente la possibilit di aggiungere un nuovo utente.
Evitiamo lopzione di aggiungere un nuovo utente come membro della nostra
famiglia (per risparmiarci il fastidio di dover impostare regole di accesso per bambini e
minori in genere: si veda il paragrafo Account del Capitolo 5) e nella sezione Altri
utenti del pannello di destra scegliamo il comando Aggiungi un altro utente a questo
PC.
Un clic sul comando Aggiungi utente fa partire un caparbio tentativo di Windows 10
di farci creare un nuovo account utente come piace a lui, cio definito con un indirizzo
e-mail gestito da Microsoft e se ci rifiutiamo di farlo, perch non ci interessa, unaltra
schermata vagamente piagnucolosa tenta di nuovo di convincerci a fornire comunque
almeno un indirizzo e-mail, sia pure (e va be!) non Microsoft. Insistiamo per averla
vinta noi e otteniamo finalmente di poter creare un account locale, senza alcun indirizzo
e-mail, e per questo account dobbiamo fornire nome utente e password (ripetendola due
volte) e anche un suggerimento per ricordare la password.
Dopo aver creato un nuovo account possiamo tornare al punto dal quale ci eravamo
allontanati; premiamo il pulsante Aggiungi, si apre una piccola finestra di dialogo dove
scriviamo il nome del nostro nuovo account.
Dopo aver controllato che tutto sia a posto, chiudiamo le varie finestre delle
impostazioni preliminari e siamo pronti a collaudare se quelle fin qui definite
funzionano, quindi, da un altro computer, collegato in rete locale con quello dove
abbiamo fatto le operazioni appena descritte, apriamo il menu Start, facciamo uscire
lelenco completo delle app e fra queste selezioniamo Connessione desktop remota.
Eseguendola, si presenter come nella Figura 9.3.
Un clic sul pulsante Connetti apre una finestra di dialogo che presenta il nome
dellutente selezionato per la connessione e chiede, manco a dirlo, la password
corrispondente. Superiamo questultimo ostacolo e finalmente approdiamo nella
schermata Desktop del computer remoto, dove possiamo lavorare come se lavessimo di
fronte a noi (Figura 9.4).
Particolare interessante: le impostazioni che abbiamo descritto sopra valgono sia per
macchine che lavorano sotto il controllo dello stesso sistema operativo, quindi due
computer con Windows 10, sia per macchine gestite da sistemi operativi diversi, per
esempio un computer con Windows 7 e laltro con Windows 10.

Figura 9.3 La prima finestra di dialogo per la connessione col desktop di un computer remoto.
Figura 9.4 La tipica finestra del desktop di una macchina Windows 10 aperta nel centro della schermata
Desktop di una macchina Windows 7.

Per smettere di lavorare sulla macchina remota basta chiudere la sua finestra con un
clic sul pulsante di chiusura nellangolo superiore destro: comparir la finestra che
vediamo qui di seguito.

Supponiamo di aver bisogno dellassistenza di un amico smanettone, che potrebbe


aiutarci a uscire da unimpasse che ci sta impedendo di lavorare. Potremmo telefonargli,
ma lamico, come tutti i tecnici esperti, d per scontate molte cose, ci fa domande che
non riusciamo a capire, paziente e gentile, fortunatamente, ma sappiamo per
esperienza gi vissuta che telefonate del genere sono un tormento. Lideale sarebbe
poterlo far sedere davanti al nostro computer, dandogli la possibilit di vedere
direttamente dove sta il problema e trovare il modo per risolverlo.
Come abbiamo visto sopra nella Figura 9.4, oltre alla Connessione remota esiste
anche una funzionalit chiamata Assistenza remota al computer. Si tratta sempre di
accedere a distanza a un altro computer, ma lidea dellAssistenza quella di offrire o
chiedere aiuto a qualcuno di cui ci si fida, dandogli o chiedendo il controllo completo
della macchina da assistere: sembra la soluzione ideale per i nostri problemi di
incomunicabilit. Unaltra fondamentale differenza fra la Connessione e lAssistenza
remota sta nel fatto che i computer si collegano tramite Internet e non utilizzando una
rete locale.
Per attivare lAssistenza remota non basta selezionare la casella di controllo associata
alla dicitura Consenti connessioni di assistenza remota al computer nella scheda
Connessione remota della finestra di dialogo Propriet del sistema, ma necessario far
partire una procedura, unapp, chiamata msra, nome derivato dalle iniziali delle
parole Microsoft Remote Assistance.
Per procedere, premiamo la combinazione di tasti Win + R facendo cos aprire la
finestra dellapp di sistema Esegui, Nella casella di testo Apri digitiamo quindi msra
premendo poi il pulsante OK.
Otteniamo cos la comparsa della finestra di dialogo Assistenza remota di Windows,
che vediamo nella Figura 9.5.

Figura 9.5 In questa finestra di dialogo si sceglie se chiedere oppure offrire assistenza a distanza.

Siamo noi ad aver bisogno di aiuto, quindi scegliamo la prima opzione, facendovi
sopra un clic e provocando luscita di una seconda finestra di dialogo, nella quale ci
viene chiesto in che modo vogliamo invitare il nostro affidabile assistente. Possiamo
scegliere fra:

1. salvare linvito in un file, che potremo in un secondo tempo inviare come allegato
a un messaggio di posta elettronica;
2. inviare direttamente un messaggio e-mail con linvito a collaborare;
3. utilizzare uno strumento chiamato Easy Connect, che per ha senso soltanto se il
nostro assistente potenziale ha anche lui questo strumento.

Per semplicit optiamo per la seconda soluzione, e lattiviamo con un clic.


Se nel nostro computer, come presumibile, visto che abbiamo scelto questa
opzione, installato e funzionante un programma per linvio e la ricezione di e-mail,
dopo un istante si apre lo schema di un messaggio e-mail che contiene un file allegato
chiamato invitation.msrcincident, e un testo garrulo e gentile per richiedere lassistenza e
nel quale si precisa che per accettare linvito basta fare doppio clic sul nome del file
allegato: dobbiamo soltanto digitare lindirizzo e-mail del nostro amico e dare il
comando di invio delle-mail. Se non ci sta bene il testo standard dellinvito possiamo
modificarlo come meglio ci piace.
Quando lamico riceve il messaggio, se daccordo ad assisterci fa doppio clic sul
file allegato, provocando cos luscita di una finestra di dialogo dove si chiede la
password per questa operazione. Questa informazione NON viene mandata per e-mail,
per ovvie ragioni di sicurezza, quindi dobbiamo telefonargliela noi, ricavandola dalla
finestra di messaggio che comparsa nel frattempo sul nostro computer e che vediamo
qui sotto.

Lamico che abbiamo invitato ad assisterci digita sul suo computer la password che
gli abbiano telefonato e da quel momento, per un periodo prestabilito di sei ore (che
possiamo ridurre o allungare a nostra discrezione), pu aggirarsi in tutti i meandri anche
i pi riposti del nostro computer alla ricerca dei malfunzionamenti che ci hanno
disturbato ed eventualmente eliminandoli.

Fax e scanner di Windows


La posta elettronica diventata lo strumento principale per linterscambio di
informazioni sia per le imprese sia per i privati. Ciononostante, in molti uffici si
continua a usare il fax per inviare e ricevere documenti: preso atto di questa situazione,
Microsoft ha deciso di aggiungere alle app della famiglia degli accessori di Windows 10
anche gli strumenti per inviare e ricevere fax, integrandoli, per affinit, con le
funzionalit necessarie per acquisire dati da scanner.
Lo strumento ha uninterfaccia utente molto chiara e lineare: quando lo si avvia dalla
finestra Start si presenta come nella Figura 9.6.
La finestra dellapplicazione ha la struttura di quelle classiche delle edizioni
precedenti di Windows, con una barra del titolo, sotto la quale troviamo una barra dei
menu e sotto ancora una barra degli strumenti.
Figura 9.6 Linterfaccia utente dellapp Fax and Scan molto chiara.

Sotto le barre, a sinistra un pannello raggruppa le cartelle per la gestione dei fax e a
destra un pannello pi grande quello destinato a visualizzare i fax e ne contiene uno,
che appare come se fosse stato appena spedito da Microsoft: in questo fax virtuale sono
spiegate con notevole chiarezza le semplici ma essenziali operazioni da eseguire per
poter utilizzare lapp: collegare una linea telefonica diretta col modem del computer,
quindi fare clic sullicona Nuovo fax nella barra degli strumenti e seguire le istruzioni
dellattivazione guidata. Analogo discorso vale per le funzionalit disponibili per
utilizzare uno scanner.
ovvio che, per mandare e ricevere fax, necessario disporre di un modem, che nel
computer pu essere integrato oppure esterno e connesso tramite una porta USB; per
usare uno scanner bisogna averne uno e installarlo seguendo la guida fornita
dallapplicazione quando si fa clic sullicona Nuova digitalizzazione nella barra degli
strumenti.
Saggiamente, lapp consente di integrare fax e posta elettronica, per cui possibile,
dopo aver ricevuto un fax, inoltrarlo come allegato di un messaggio e-mail oppure
rispondere con un messaggio e-mail a un documento ricevuto come fax.
Ottima anche lintegrazione con lo scanner, che consente di acquisire un documento
grafico con lo scanner e poi inviare il file cos ottenuto come fax o come allegato a un
messaggio e-mail.
Lestrema chiarezza di tutte le funzionalit di questa app ci consente di non
aggiungere ulteriori commenti e spiegazioni.

Mappa caratteri
La Mappa caratteri una piccola cosa, che pu essere molto utile quando si devono
scrivere testi speciali.
Attivando Mappa caratteri si apre la finestra di dialogo della Figura 9.7, nella quale
possibile selezionare un insieme di caratteri dalla casella combinata Tipo di carattere.

Figura 9.7 La finestra di dialogo Mappa caratteri.

I caratteri vengono mostrati nella casella grande al centro della finestra di dialogo.
Qui possiamo fare clic su una qualsiasi celletta per vedere ingrandito un carattere che ci
interessa. Se vogliamo servircene, lo selezioniamo con un clic sul pulsante di comando
Seleziona, facendone comparire una copia nella casella di testo Caratteri da copiare.
Loperazione si pu ripetere pi volte, dopo di che un clic sul pulsante di comando
Copia trasferisce i caratteri dalla casella di testo Caratteri da copiare negli Appunti di
Windows.
Chiudiamo la finestra di dialogo Mappa caratteri con un clic sul suo pulsante Chiudi
e adesso possiamo incollare dagli Appunti il carattere o i caratteri speciali che vi
abbiamo copiato.
Se il programma per scrivere che stiamo utilizzando lo consente, possiamo incollare
dagli Appunti con la combinazione di tasti Ctrl + V oppure col comando Incolla del
programma col quale stiamo scrivendo: molto utile quando bisogna scrivere
occasionalmente un simbolo particolare in un documento.

Paint
Anche questa, come Blocco note e WordPad unapplicazione storica, che fa parte
di tutte le versioni di Windows. Quella di Windows 10 ha la stessa interfaccia utente
della versione per Windows 8 e continua a dare un suo ottimo servizio per semplici
operazioni di disegno a mano libera ( lideale per farci giocare i bambini in et
prescolare) ed molto usata per acquisire schermate o parti di schermate, che si
possono poi modificare con i suoi semplici strumenti di lavoro e salvare come file di
grafica in una gamma molto ampia di formati: tutte le immagini di questo libro (e di
tutti gli altri libri che ho scritto) sono state catturate negli Appunti di Windows e salvate
e rielaborate con Paint. Lo Strumento di cattura che descriviamo pi avanti, uscito con
Windows Vista, strettamente imparentato con il buon vecchio Paint.
SUGGERIMENTO Per acquisire tutto il contenuto grafico dellintero schermo si preme il tasto Stamp
(chiamato Print in certe tastiere). Limmagine della schermata viene portata negli Appunti di
Windows, da dove pu essere incollata in un nuovo file di Paint. Se si vuole acquisire soltanto la
finestra attiva, bisogna sempre premere Stamp, ma tenere premuto anche il tasto Alt. Si tenga
presente che negli Appunti di Windows non viene memorizzato lelemento grafico del puntatore del
mouse, quale che sia la sua forma. Se in una schermata che vogliamo catturare visibile un
puntatore e intendiamo acquisire anche quello nellimmagine catturata, dobbiamo ricorrere a un
programma per la grafica professionale e avanzata.

Registrazione azioni utente


Come il suo nome lascia intuire, lesecuzione di questa app registra tutto quello che
facciamo con la tastiera e il mouse, o il tocco, salvandolo in un file compresso, del
quale scegliamo nome e percorso.
Quando si avvia lapp dalla finestra Start con il consueto doppio clic sul suo nome
compare una finestra di dialogo molto sobria (prima parte della Figura 9.8) nella quale
non dobbiamo fare altro che premere il pulsante che si trova sullestremit di sinistra
con la dicitura Inizia registrazione: da quel momento tutti i comandi che diamo con la
tastiera, il tocco o il mouse vengono registrati nel file di destinazione, compresa
limmagine della schermata nella quale viene dato ciascun comando, Quando riteniamo
opportuno smettere ci basta fare clic sul pulsante Interrompi registrazione. A questo
punto compare una finestra di dialogo come quella che vediamo nella seconda parte
della Figura 9.8, che mette a disposizione tre diversi modi per esaminare il risultato
della registrazione. Dopo aver controllato il risultato, se ci soddisfa possiamo salvare il
file corrispondente con un clic sul comando Salva che si trova nella barra del titolo della
finestra di dialogo che stiamo esaminando.

Figura 9.8 Lavvio e la conclusione del lavoro dellapp Registrazione azioni utente.

Il file che si ottiene un file compresso (con estensione .zip) che pu essere molto
lungo, con la descrizione di tutti i comandi che abbiamo dato, con indicazione di data e
ora (espressa in ora, minuti e secondi) della loro esecuzione.

Sticky Notes
Lesecuzione di questa app dal menu Start incolla nel desktop un cartiglio di forma
quadrata, praticamente identico ai foglietti autoadesivi PostIt che usiamo da decenni nel
nostro lavoro dufficio. Nel foglietto possiamo scrivere una breve annotazione, come
nella Figura 9.9.
Figura 9.9 Il foglietto per annotare un appunto e il menu contestuale per modificarne laspetto.

Si pu spostare il foglietto trascinandolo con il mouse o col tocco. Un clic sulla


piccola in alto a destra chiude il foglietto (previa conferma in una finestra di dialogo
che si apre contestualmente) mentre un clic sul segno pi a sinistra crea un nuovo
foglietto. Un clic destro in un punto qualunque fa uscire il menu contestuale che si vede
nella figura, dove si pu scegliere un colore per lo sfondo diverso da quello giallo di
partenza.

Strumento di cattura
La cattura alla quale si riferisce il nome di questa applicazione lacquisizione di
unimmagine presente nello schermo, per salvarla in un file grafico.
Quando lo si avvia si presenta con la piccola finestra di dialogo che vediamo nella
parte superiore della Figura 9.10. La casella combinata con lindicazione Nuovo
consente di scegliere fra quattro diverse modalit di cattura dello schermo: formato
libero, rettangolare, finestra o schermo intero. A destra della casella combinata Nuovo
unaltra casella combinata con la dicitura Ritardo permette di scegliere un intervallo
temporale (in secondi) fra il momento in cui si seleziona la parte di schermo che
interessa e quello in cui viene effettivamente acquisita: questa funzionalit pu essere
comoda per catturare elementi di una schermata web in movimento. A destra un
pulsante Opzioni fa uscire un elenco di semplici opzioni per la cattura.

Figura 9.10 Lo Strumento di cattura.

Lutilizzo di questa app semplice e divertente: fatte le opportune scelte nelle caselle
combinate Nuovo e Ritardo si fa un clic su Nuovo e si trascina il mouse (col pulsante
sinistro premuto) in modo da incorniciare la zona dello schermo che si intende
catturare; se si seleziona lopzione Cattura finestra nella casella combinata Nuovo
allesecuzione del comando Nuovo viene automaticamente inquadrata per la cattura
lintera finestra attiva.
Fatta la selezione, un clic al suo interno fa comparire limmagine catturata entro una
finestra dellapplicazione come quella che vediamo nella parte inferiore della Figura
9.10) nella quale abbiamo a disposizione un pulsante di comando per salvare
limmagine cos acquisita in uno dei quattro formati disponibili (HTML, PNG, GIF e
JPG). Prima di farlo possiamo, volendo, utilizzare gli altri comandi che vediamo nella
barra del titolo della finestra (penna, evidenziatore, gomma) per ritoccare limmagine
appena ottenuta.

Windows Journal
Questa app concepita per essere usata con un tablet o comunque con uno schermo
tattile, sul quale scrivere con la punta di un dito, uno stilo o il puntatore del mouse.
Con un po di pazienza si pu anche scrivere un testo, come si vede nella Figura 9.11.

Figura 9.11 Nella pagina nuova di Windows Journal si pu scrivere un testo col puntatore del mouse o con
uno stilo.

Il testo scritto a mano pu essere acquisito cos com e salvato in un file immagine
oppure pu essere convertito in caratteri convenzionali selezionandolo col comando
Modifica/Seleziona tutto e dando successivamente il comando Azioni/Converti grafia in
testo, col risultato che si vede nella Figura 9.12.
Figura 9.12 Il testo scritto a mano e convertito in caratteri.

Dopo aver fatto le necessarie correzioni il testo cos convertito pu essere salvato
negli Appunti di Windows oppure inserito nella pagina del Journal al posto della
scrittura a mano.
Chi scrive non ha alcuna abilit manuale, quindi i risultati che ha ottenuto con questa
app sono eccezionalmente rozzi e deludenti. probabile, per, che una persona dotata
di notevole destrezza possa ottenere ottimi risultati scrivendo a mano con il Journal, di
certo la strumentazione che gli viene offerta con questa app ricca e ben fatta: auguri!

Pannello input penna espressioni matematiche


Questa app offre funzionalit simili a quelle del Windows Journal, ma circoscritte
alla scrittura di espressioni matematiche, che si possono scrivere nella finestra
dellapplicazione.

WordPad
Diversamente da Blocco note, WordPad unapplicazione per scrivere (fa parte della
grande famiglia dei word processor detti in italiano elaboratori di testo) molto articolata
e provvista di tutto quello che serve per scrivere lettere, documenti di lavoro e anche
libri, volendo. Non ha, ovviamente, tutte le funzionalit di un elaboratore di testi come,
per non andare tanto lontano, Word della stessa Microsoft, ma ha il vantaggio di non
costare nulla (mentre Word a pagamento).
Una caratteristica interessante della versione di WordPad disponibile in Windows 10
la scelta dei formati in cui pu essere salvato un documento scritto con questo
strumento. Come si vede nella Figura 9.13, oltre al formato testo (in due varianti) sono
disponibili i formati Unicode e Rich Text Format:

Unicode uno standard per rappresentare i caratteri, accettato in tempi recenti da


tutti gli operatori nel settore industriale dei computer e che permette di
rappresentare in forma digitale tutte le lettere di tutti gli alfabeti del mondo;
Rich Text Format anchesso uno standard e produce documenti con estensione
.rtf; le indicazioni di formato e di stile contenute in questi documenti sono

riconosciute da molti elaboratori di testo che accettano questo standard.

Figura 9.13 Si pu salvare un testo scritto con WordPad in formati (e standard) diversi.

XPS Viewer
Questa app trova la sua ragion dessere nellipotesi che possa capitare di creare un
documento destinato a una persona che non dispone del programma che abbiamo usato
per crearlo. La soluzione pi pratica potrebbe essere stamparlo, ma supponiamo di
doverlo invece consegnare al destinatario in forma di file, direttamente o come allegato
a un messaggio di posta elettronica. Come far il malcapitato a leggere il nostro
documento, visto che non pu servirsi dello stesso programma col quale lo abbiamo
creato? Se avremo usato laccortezza di stampare quel documento come file XPS, il
nostro corrispondente, che usa un computer guidato da Windows 10, trover fra gli
Accessori lo strumento per visualizzare i file in formato XPS, appunto XPS Viewer, e
potr leggere senza problemi il nostro documento.

Sistema Windows
La categoria chiamata Sistema Windows raggruppa alcune app di notevole interesse e
utilit, che presentiamo qui di seguito.

Gestione attivit
Chi ha lavorato sui personal computer MS-DOS prima di Windows ricorder che
esisteva un comando particolare, dato con la tastiera (come tutti i comandi che si
davano in quel sistema operativo), che imponeva lutilizzo di due mani, perch si
emetteva tenendo premuti due tasti con una mano e schiacciandone con laltra mano un
terzo, distante dagli altri due.
Tenendo premuti nello stesso momento i tasti Ctrl e Alt (che stanno allestremit di
sinistra della tastiera) e schiacciando il tasto Canc (che si trova allestremit destra), si
provocava il riavvio del sistema senza dover spegnere la macchina. Si ricorreva a
questo comando per uscire da situazioni di blocco del computer, senza dover spegnere
fisicamente la macchina, cosa che in determinati casi avrebbe potuto compromettere
lintegrit fisica del disco fisso.
La combinazione di tasti Ctrl + Alt + Canc era stata scelta apposta in modo che non
fosse possibile dare quel comando accidentalmente, premendo senza avvedersene due
tasti contigui: bisognava volerlo proprio fare e servivano tutte e due le mani. Il comando
di riavvio del computer dato in questo modo si chiamava riavvio a caldo,
contrapposto al pi drammatico e pericoloso riavvio a freddo, che consisteva nel
togliere la corrente e ridarla. Qualcuno lo chiamava anche il saluto a tre dita, perch
con Ctrl + Alt + Canc si salutava la macchina, che moriva e risuscitava.
Il saluto a tre dita ancora utilizzabile in ambiente Windows, di qualunque versione,
ma non provoca il riavvio del sistema, bens attiva un programma chiamato Gestione
attivit, che fa parte del nucleo duro di Windows 10.
ATTENZIONE Il comando da tastiera che abbiamo appena descritto fa preliminarmente uscire una
nuova finestra di Windows 10, che copre lintero schermo e presenta un elenco di operazioni
possibili, che sono Blocca, Cambia utente. Disconnetti e Gestione attivit. Questultima
loperazione da scegliere. La Gestione attivit si pu anche avviare, se il mouse non bloccato,
facendo un clic destro nella barra delle applicazioni e scegliendo Gestione attivit nel menu
contestuale.

Gestione attivit un programma di servizio, cio un programma che si attiva per


finalit di manutenzione e di controllo. Dalle sette schede della sua finestra di dialogo
(Figura 9.14) si possono esaminare molti aspetti del funzionamento interno del sistema
e, sapendo come operare, si pu eliminare o arrestare un programma in esecuzione,
senza dover riavviare Windows o, peggio, spegnere il computer se si verifica qualche
grave inconveniente che sembra bloccare la macchina.
Per capire quello che si vede nelle schede della finestra di dialogo di Gestione attivit
e per rendersi conto delle sue funzionalit, bisogna aver chiaro un concetto che non
molto intuitivo, ma fondamentale per i personal computer che lavorano sotto
Windows.
Come sappiamo, la macchina deve tutte le sue funzionalit a un circuito integrato
speciale chiamato CPU (da Central Processing Unit). Sui computer pi recenti la CPU
lavora con frequenze superiori a 1000 MegaHertz. Che cosa vuol dire? Vuol dire che in
un secondo una CPU di questa classe esegue un miliardo di operazioni elementari, cio
ci mette un nanosecondo per eseguirne una. Per avere unidea di che cosa questo
significhi, possiamo ricordare dalla fisica studiata alle medie che la luce viaggia alla
velocit di 300.000 km al secondo. In un nanosecondo la luce, lentit fisica pi veloce
delluniverso, percorre soltanto 30 centimetri.
Figura 9.14 La finestra di dialogo di Gestione attivit.

Unistruzione, per esempio una somma, richiede un certo numero di operazioni


elementari, variabile da caso a caso, ma supponendo che ne occorrano dieci, in un
secondo la CPU pu eseguire cento milioni di somme.
Per via di questa sua eccezionale velocit operativa, la CPU in grado di svolgere
una dopo laltra moltissime attivit in un intervallo di tempo cos breve da dare
limpressione allosservatore umano che quelle attivit si svolgano
contemporaneamente.
Il sistema operativo Windows lancia alla CPU una valanga di richieste di attivit, che
questa esegue quasi istantaneamente: risultato, in una macchina di adeguata potenza che
lavora sotto Windows sono in corso molte attivit, che sembrano svolgersi tutte
insieme, in parallelo.
Il programma di servizio Gestione attivit presenta il quadro completo delle attivit
in corso, fornendo molteplici informazioni su varie famiglie di attivit.
Nella scheda Processi che si vede nella Figura 9.14, per esempio, si segnala che sono
attive contemporaneamente tre applicazioni. Siccome in questo momento lutente uno
solo, una sola di queste star ricevendo input, emettendo output o eseguendo calcoli,
mentre le altre sono in attesa di essere richiamate. Se la macchina fosse connessa in
rete, gli utenti potrebbero essere pi di uno, naturalmente.
Portando in primo piano, con un clic sulla linguetta del loro titolo, le varie schede, si
possono esaminare altre informazioni, alcune molto analitiche e comprensibili soltanto
agli addetti ai lavori, altre in forma grafica, pi intuitive da capire, ma indirizzate, come
le altre, a chi deve fare diagnosi e manutenzione del sistema.
Per gli utenti non specialisti, la prima scheda di Gestione attivit lunica davvero
interessante. Se qualcosa sembra essere andato storto durante lesecuzione di un
programma, se il mouse sembra congelato sullo schermo o le barre dei titoli delle
finestre aperte sono tutte offuscate, come se nessuna fosse attiva, facendo uscire
Gestione attivit col comando Ctrl + Alt + Canc si vedr lindicazione Bloccato nella
colonna Stato della scheda Processi, in corrispondenza della riga col nome di una o pi
applicazioni. A quel punto si pu selezionare lapplicazione che risulta bloccata e fare
clic sul pulsante Termina attivit. Gestione attivit fa uscire una finestra di dialogo che
chiede conferma della nostra intenzione di arrestare quellapplicazione che scappata di
mano, gliela diamo e lapplicazione viene chiusa, senza danneggiare le altre, che intanto
continuano a lavorare, e senza perdita di dati (almeno nella maggior parte dei casi).

Esegui
Questo comando apre una piccola finestra di dialogo che contiene una casella di
riepilogo intitolata Apri. In questa si digita il nome, completo di percorso, di un file di
programma da eseguire (i file di programma di solito sono caratterizzati dallestensione
.exe). Se gi stato dato il comando Esegui in precedenza, si pu far scendere lelenco a

discesa dalla casella di riepilogo, con un clic sul pulsante a freccia che sta a destra, per
selezionare senza doverlo scrivere di nuovo il nome completo di un programma gi
eseguito in precedenza. In alternativa, il pulsante di comando Sfoglia apre la finestra di
dialogo per la ricerca del file di programma. Una volta ottenuto il nome del file da
eseguire, come si vede nella Figura 9.15, un clic sul pulsante OK lo esegue.

Prompt dei comandi


Nelle sue prime versioni, Windows era soltanto uninterfaccia utente grafica per una
macchina che lavorava sotto il controllo del sistema operativo MS-DOS; in quel
contesto, capitava spesso di dover uscire dallinterfaccia grafica per eseguire operazioni
tipiche di MS-DOS, digitando comandi da tastiera entro un sobrio schermo nero.

Figura 9.15 La semplice finestra di dialogo aperta dal comando Esegui.

Dopo che Windows diventato sistema operativo, oltre che interfaccia grafica, il
richiamo delle funzionalit di MS-DOS diventato pleonastico, per in tutte le versioni
di Windows sempre stato possibile aprire una finestra sul mondo MS-DOS per
operare in quel contesto e con quei comandi da tastiera.
Lapp Prompt dei comandi offre tuttora questa possibilit, aprendo una finestra MS-
DOS come quella che si vede nella Figura 9.16.

Figura 9.16 La finestra MS-DOS attivabile da Windows 10.

Linterfaccia utente di MS-DOS presentava sul monitor una schermata


uniformemente nera, nella quale era visualizzato in bianco un gruppo di caratteri: una
lettera, di solito la lettera C, seguita da un segno di due punti, una barra rovesciata, un
segno di maggiore e un carattere di sottolineatura, che insieme formavano il grafismo
che vediamo nella figura.
Il carattere di sottolineatura lampeggiava per indicare che quello che sarebbe stato
scritto sulla tastiera sarebbe stato inserito e visualizzato a partire da quel punto.
Quel grafismo era detto in gergo prompt dei comandi la parola prompt in inglese
sta per suggerimento, invito e in corrispondenza del prompt dei comandi si scriveva
usando codici a volte molto complessi quello che si voleva ottenere dal computer, un
comando, appunto, che il sistema operativo MS-DOS eseguiva immediatamente, a
condizione che fosse formalmente corretto.
Facciamo un piccolo esperimento per capire che cosa si pu fare e perch il prompt
dei comandi pu essere utile.
Avviamo lapp Prompt dei comandi e ci troviamo nella situazione rappresentata nella
figura qui sopra. Probabilmente, per, il prompt vero e proprio si presenter nel modo
seguente:
C:\Users\Marco>_

Marco in questo caso il nome dellutente attivo che ha eseguito il comando e


naturalmente sar diverso nel computer di chi ci legge.
Proviamo a dare un semplice comando, scrivendo:
dir

e premendo poi il tasto Invio. Dovremmo ottenere una schermata simile a quella che
vediamo nella Figura 9.17.

Figura 9.17 La finestra del prompt dei comandi dopo lesecuzione del comando dir.

Quelle che in Windows si chiamano cartelle in MS-DOS si chiamavano directory


e il comando dir elenca le directory e i file che si trovano nel disco a partire dalla
posizione del prompt.
La schermata prodotta dal comando dir ha una struttura fissa:

due righe danno il nome della directory dalla quale stato eseguito il comando e il
numero di serie del disco;
una riga fa da intestazione dellelenco che segue e specifica da dove parte lelenco;
per ogni directory trovata sono indicati data, ora di creazione e nome;
dopo lelenco delle directory compare quello dei file, nel caso specifico la
directory dove stato eseguito il comando non contiene file attestati su quella
directory, ma soltanto altre directory;
una riga finale indica quanti elementi sono stati trovati col comando dir e quanti
byte restano disponibili nel disco.

Interessante osservare che la schermata dichiara di aver trovato sedici directory, ma


vediamo soltanto quattordici nomi: dove sono le altre due? Sono quelle rappresentate
con un punto e con due punti in testa allelenco e rappresentano la directory corrente e
quella che la contiene, il che sta a significare che ci troviamo a due livelli sotto la radice
del disco C, come del resto lascia capire il prompt, che elenca due nomi di directory
dopo il nome del disco.
Fin qui tutto bene, ma niente di esaltante, ancora. Andiamo avanti con altri comandi.
Vogliamo vedere i file contenuti nella directory Pictures. Per farlo dobbiamo andare in
quella directory e dal suo interno dare il comando dir. Per spostarci in una directory
che sta allinterno di quella dove siamo ci serve il comando cd, che sta per change
directory seguito dal nome della directory nella quale vogliamo andare, quindi nel
nostro caso il comando sar
cd pictures

Fatto questo il prompt dei comandi diventa:


C:\Users\Marco\Pictures>_

Possiamo dare il comando dir, che verrebbe eseguito allistante, facendo scorrere
vertiginosamente righe su righe, perch quella directory contiene un centinaio di file e
la finestra Prompt dei comandi, anche se la ridimensioniamo al massimo trascinando
col mouse il suo bordo inferiore verso il basso, ci farebbe vedere soltanto la parte finale
dellelenco, che, fra laltro, potremmo vedere molto pi agevolmente con il comando
Esplora file dal menu Start di Windows 10. Ma restiamo ancora con MS-DOS, perch
pu essere istruttivo e anche utile.
Il comando dir pu essere completato da qualche parametro, che di solito si
definisce facendo seguire al comando una barra inclinata verso destra (quella che sta
nella parte superiore del tasto 7) e il nome del parametro. Ne useremo due, in questa
successione:
dir /p /o

indicando che vogliamo avere lelenco dei file contenuti nella directory, a blocchi di
righe pari alle dimensioni della schermata, cio una pagina alla volta (il parametro /p) e
per di pi vogliamo che lelenco sia in ordine alfabetico (il parametro /o). Otteniamo il
risultato che si vede nella Figura 9.18.

Figura 9.18 Lelenco dei file viene presentato una pagina alla volta, in ordine alfabetico.

Abbiamo fatto un altro passo avanti, ma anche questo risultato si potrebbe avere da
Windows 10 con il comando Elenco file. Per il buon vecchio MS-DOS ha ancora
qualche altro asso nella manica. Possiamo chiedere di creare un file che contenga
lelenco dei file in ordine alfabetico. Questo con Windows non si pu fare direttamente.
Ecco come possiamo procedere.
Sfruttiamo una caratteristica dei comandi MS-DOS che consente di inviare a un file
loutput generato da un comando: se il file di destinazione non esiste viene creato e se
esiste viene sovrascritto. Il parametro da associare al comando un intuitivo carattere
freccia che punta al nome del file di destinazione, in questo modo:
dir /o > lista.txt

Dopo che abbiamo premuto il tasto Invio per eseguire il comando apparentemente
non succede nulla, il prompt tornato quello di prima e sullo schermo non c niente di
nuovo.
Puliamo lo schermo dai residui delle nostre prove con il comando:
cls

che vuol dire clear screen e la cui esecuzione lascia lo schermo nero e senza altra
indicazione che il prompt.
Se vogliamo vedere il risultato del comando dir /o > lista.txt, sempre restando nella
finestra del prompt dei comandi, possiamo chiedere a MS-DOS di stampare il file sullo
schermo con questo comando:
type lista.txt

Il risultato sarebbe un veloce scorrere di righe bianche sullo schermo, di ben poca
soddisfazione.
A questo punto usciamo dal Prompt dei comandi, scegliendo di farlo in modo
corretto, digitando
exit

e poi premendo il tasto Invio, oppure, pi brutalmente, chiudendo la finestra


dellapplicazione con un clic sul pulsante Chiudi nellangolo superiore destro.
Tornati allinterfaccia utente di Windows 10, andiamo a vedere che cosa c nella
cartella sulla quale abbiamo lavorato col prompt dei comandi: particolare interessante,
nella sua finestra i nomi delle directory di sistema sono in inglese, mentre nella versione
italiana di Windows 10 sono in italiano, quindi dobbiamo navigare nel disco C fino a
trovare la cartella C:\Utenti\Marco\Immagini, che corrisponde alla directory
C:\Users\Marco\Pictures, nella quale abbiamo il piacere di trovare il file lista.txt:

aprendolo con Blocco note si presenta come nella Figura 9.19:


Il risultato incoraggiante: mentre aperto in Blocco note possiamo ripulire il file
che abbiamo ottenuto, togliendo le righe di intestazione e di coda ed eventualmente
stamparlo per avere una comoda lista dei nomi dei file che abbiamo nella cartella dove
sono stati eseguiti i comandi MS-DOS che abbiamo visto prima.
Figura 9.19 La parte iniziale del file di testo creato col comando MS-DOS.

interessante osservare che una funzionalit per creare un elenco di nomi di file non
mai esistita in alcuna delle molteplici versioni di Windows uscite fino a tutto il 2015.
Le apparecchiature periferiche
Dallepoca della loro primo ingresso nel mercato, nel 1981, i PC si sono evoluti
enormemente e le macchine che oggi, anno 2015, si vendono per meno di cinquecento
euro, trentanni fa erano inconcepibili quanto a potenza di elaborazione e flessibilit di
impiego.
Lo sviluppo tecnologico ha giocato ovviamente un ruolo fondamentale in questa
evoluzione, sia nel campo dellhardware, sia in quello del software: senza sistemi
operativi potenti e flessibili come Windows 10 non si potrebbero utilizzare
apparecchiature periferiche ricche di prestazioni quali videocamere digitali, stampanti
laser a colori, scanner ad altissima risoluzione e via enumerando.
TERMINOLOGIA Il termine hardware in inglese designa la ferramenta e, essendo composto da due
parole, hard che significa duro, solido e ware che significa mercanzia, si usa per estensione per
riferirsi a qualsiasi componente fisico, tangibile del computer. I computer, per, non possono
funzionare senza programmi, che sono file registrati su dischi magnetici o ottici. I file esistono, ma
non si possono toccare materialmente, per cui qualcuno ha cominciato a riferirsi collettivamente ai
componenti intangibili di un sistema computer col termine software, costruito sostituendo soft ad
hard: merce molle, se vogliamo, ovvero invisibile e intangibile, ma non per questo meno reale
dellhardware.

Il solo sistema operativo non sufficiente: ciascuna periferica ha bisogno, per


funzionare correttamente, di due componenti software specifici: un driver che metta la
periferica in comunicazione col sistema operativo e quindi col computer e un
programma applicativo che, sempre in stretta collaborazione con Windows 10, permetta
allutente di utilizzare le prestazioni della periferica.
Data la loro importanza, dedichiamo queste ultime pagine ai driver delle periferiche.

Le periferiche Plug and Play


Chiunque costruisca unapparecchiatura periferica destinata a essere collegata con un
personal computer non pu esimersi dallo scrivere almeno un driver, cio un
programma che faccia capire al sistema operativo del computer come quella periferica
invier i dati, se si tratta di macchina per linput, o come li ricever e li interpreter, se
destinata alloutput. Se il costruttore non fa anche i driver non un imprenditore, ma un
poeta, un genio bislacco o un povero scemo, scegliete voi la qualifica che preferite,
perch senza driver la sua periferica non si pu usare e quindi non ha mercato.
Prima che venisse sviluppato Windows, i PC utilizzavano un sistema operativo,
chiamato MS-DOS, con uninterfaccia spartana e senza fronzoli: per interagire con MS-
DOS bisognava digitare una serie di codici dalla tastiera e guai a omettere un carattere o
a scriverne uno diverso da quelli previsti da ciascun comando. In quel periodo, durato
una decina danni, i personal computer erano macchine per esperti appassionati e quindi
i costruttori di periferiche facevano driver concepiti per quel genere di utenti, che pur di
collegare una periferica si rassegnavano a smanettare non poco, battendo complessi
comandi MS-DOS sulla tastiera per caricare e attivare i driver e talvolta dovevano
armarsi di cacciavite per regolare ponticelli, cavallotti e micro interruttori presenti sulla
periferica e che influivano sul funzionamento del driver.
Consapevole che il perdurare di una situazione di questo genere avrebbe escluso dal
mercato dei personal computer una massa enorme di utenti potenziali, assolutamente
incapaci di caricare driver e di regolare micro interruttori, Microsoft riun intorno a un
tavolo i principali costruttori di hardware e li coinvolse in un ambizioso progetto:
costruire periferiche senza meccanismi esterni da regolare col cacciavite e dotate di
driver capaci di installarsi da soli, senza intervento umano, esclusivamente in base a un
dialogo con il sistema operativo.
Il progetto piacque, perch aveva uno sterminato potenziale economico, e
gradualmente quasi tutti i costruttori di periferiche hanno accettato gli standard definiti
con quel progetto, standard che vanno sotto il nome complessivo di Plug and Play,
ovvero, pi o meno: connetti e comincia subito a lavorare.

Le periferiche USB
Un ulteriore, grande passo in avanti verso la semplificazione del collegamento delle
periferiche stato fatto con la creazione dello standard USB, al quale abbiamo
accennato nel paragrafo Le cartelle del Capitolo 2.
La sigla USB viene da Universal Serial Bus e designa una linea di comunicazione fra
computer e periferiche appositamente concepita per supportare linstallazione di
dispositivi Plug and Play. Una porta USB sfrutta questa linea di comunicazione e
permette di collegare e scollegare una periferica anche senza dover arrestare o riavviare
il computer: oggi tutti i PC dispongono di numerose porte USB (da un minimo di due a
quattro o anche pi).
Lo standard per lUSB gestito da una societ chiamata USB Implementers Forum
(USB-IF) costituita nel 1995 senza fini di lucro da alcune autorevoli societ produttrici
di hardware e software, fra le quali Apple Computer, Hewlett-Packard, NEC, Microsoft
e Intel. Lo standard stato modificato e potenziato due volte dopo la sua prima
definizione come USB 1.0 nel gennaio 1996: lUSB 2.0 stato messo a punto
nellaprile 2000 e la versione 3.0 nel novembre 2008. Ogni nuovo standard definisce
una velocit di trasferimento superiore, per cui si va dai 12 Mbit/s della versione 1.0 ai
480 Mbit/s di USB 2.0 per arrivare ai 5 Gbit/s dello standard 3.0.
Molte periferiche si aggiungono al computer tramite una scheda circuitale, detta
scheda di espansione, che deve essere inserita in un apposito alloggiamento allinterno
del computer. Loperazione non di alta ingegneria, ma fastidiosa, perch bisogna
scollegare il computer dalla rete elettrica e aprire la scatola in cui contenuto il circuito
principale, detto scheda madre, dove si trovano gli alloggiamenti per le schede di
espansione. A volte si scopre, dopo aver raggiunto la scheda madre, che tutti gli
alloggiamenti di espansione disponibili sono gi occupati e bisogna togliere una
periferica esistente se si vuole inserire una nuova: un altro fastidio che si evita
utilizzando una periferica concepita per essere collegata tramite una porta USB.
SUGGERIMENTO I computer portatili, noti anche come notebook o netbook, sono sigillati e non
previsto che vengano aperti da un utente per inserirvi una qualche scheda di espansione, per cui si
possono collegare nuove periferiche a questo tipo di PC soltanto utilizzando le loro porte USB.
Ovviamente, lo stesso discorso, a maggior ragione, vale per i tablet.

Con la tecnica USB, quasi tutte le funzionalit addizionali, che in passato si potevano
ottenere soltanto inserendo nel PC una scheda di espansione, si possono avere
semplicemente infilando uno spinotto rettangolare in una porta USB.
Molti dispositivi USB, in particolare le unit di archiviazione, tipo dischi rigidi
esterni o chiavi USB, nel momento in cui il loro connettore viene inserito in una porta
USB lanciano un segnale che viene recepito da Windows 10 ed evidenziato con
unicona particolare nellArea di notifica della barra delle applicazioni. Licona
associata alla dicitura Rimozione sicura dellhardware ed espulsione supporti, come si
vede qui di seguito.

Anche se la funzionalit USB consente di inserire e disinserire dispositivi USB a


computer acceso, per quelli che evidenziano questa icona necessario seguire una
semplice procedura per scollegarli: un doppio clic sullicona che vediamo qui sopra fa
uscire un elenco dei dispositivi USB connessi (possono essere pi di uno); si fa clic sul
nome di quello da disattivare e dopo qualche istante compare un cartiglio sulla barra
delle applicazioni segnalando che possibile scollegare il dispositivo.
Se non si segue questa procedura, si rischia di perdere i dati conservati nellunit di
memorizzazione USB.
Altri dispositivi USB, tipicamente le stampanti, non richiedono questa procedura per
il loro disinserimento.
Una periferica progettata e costruita come Plug and Play deve essere semplicemente
collegata a un PC che lavora sotto Windows: nel momento in cui il collegamento
elettrico entra in funzione, il sistema operativo si accorge dellesistenza della nuova
periferica e carica automaticamente il driver corrispondente, con grande soddisfazione
dellutente, che pu anche essere una casalinga o un avvocato, del tutto alloscuro dei
problemi dei driver e delle periferiche.
Nel DVD di Windows 10 sono memorizzati i driver di numerosissime periferiche
Plug and Play di molti tipi e marche diverse: stampanti, modem, schede di rete, schede
audio e quantaltro. quindi molto probabile che, se comprate una nuova stampante e
la collegate al vostro computer tramite la porta USB, Windows 10 ne riconosca subito il
modello e la marca, peschi il driver corrispondente dal suo DVD e installi la nuova
stampante in modo del tutto automatico.
I costruttori di periferiche Plug and Play dichiarano questa caratteristica delle loro
apparecchiature stampando un esplicito richiamo sulla confezione, molte volte
aggiungendo anche un logo concesso dopo una formale ispezione della Microsoft, che
assicura che lapparecchiatura fatta per funzionare correttamente sotto Windows.

ATTENZIONE Esistono molte versioni di Windows e bisogna controllare sulla confezione che la
periferica sia concepita per la versione di Windows che si utilizza. Un dispositivo Plug and Play per
Windows 7 non necessariamente riconosciuto come Plug and Play anche da Windows 10.

Periferiche non USB


LUniversal Serial Bus uninvenzione relativamente recente, come abbiamo visto
nel paragrafo precedente. Che cosa cera prima? I computer erano dotati di prese
diverse per periferiche specializzate: queste prese erano integrate ciascuna sul bordo di
una specifica scheda di espansione in modo da affiorare sul retro del contenitore
dellunit centrale: cerano quindi una presa per il monitor video, una per gli
altoparlanti, una per il cavo di rete e unaltra, fisicamente identica, ma pi piccola, per il
cavo del telefono. A queste prese specializzate se ne aggiungevano altre due, chiamate
seriale e parallela, spesso integrate direttamente sulla scheda madre e concepite per
collegare vari tipi di periferiche, in particolare le stampanti, che per lo pi erano
progettate per accoppiarsi col computer inserendo un grosso cavo con un connettore a
pettine nella presa parallela.
Potrebbe capitarci di avere a disposizione una stampante concepita per collegarsi al
computer attraverso la sua porta parallela. Per poter usare questa stampante dobbiamo
installarla e, non essendo disponibile il collegamento USB, dobbiamo chiedere aiuto
allapp Impostazioni: la apriamo e selezioniamo la categoria Dispositivi. Nel pannello di
destra facciamo clic sul comando Aggiungi una stampante o uno scanner, facendo cos
avviare una ricerca che pu concludersi con la visualizzazione di una stampante o con
la dicitura La stampante desiderata non nellelenco.
Un clic su questa dicitura, che un collegamento ipertestuale, fa aprire la finestra di
dialogo che vediamo nella Figura 9.20, dove possiamo scegliere se continuare la ricerca
della stampante che ci interessa fra quelle condivise in rete, oppure aggiungere una
stampante con altri metodi.
Lultima opzione propone di aggiungere una stampante locale o di rete: che cosa
vuol dire? Si conviene di chiamare locale una stampante che fisicamente connessa a
un determinato personal computer, quello sul quale stata installata, e che verr
utilizzata soltanto da quel computer, del quale diventa (con linstallazione) una sua
periferica a tutti gli effetti, come fosse il monitor o la tastiera. Anche se questo
particolare computer fosse collegato in rete con altri, la stampante cos installata non
accessibile dalla rete e quindi resta locale.
Figura 9.20 Questa finestra di dialogo Aggiungi stampante invita a selezionare il tipo di stampante da
installare.

Una stampante di rete anchessa installata su uno specifico computer, ma durante il


processo di installazione viene resa accessibile ad altri computer collegati in rete con
quello dove viene installata, in modo tale che altri utenti della rete possano, dai loro PC,
inviare documenti a quella stampante; questa una scelta che si fa spesso negli studi
professionali, nei quali i PC sono collegati in rete fra loro: i singoli utenti hanno
ciascuno una stampante locale, economica e con prestazioni non molto sofisticate,
installata sul loro PC, che usano per stampare bozze e brevi documenti, mentre per la
stampa di documenti lunghi e complessi, magari con parti a colori, inviano i file
corrispondenti a una stampante di rete, costosa e con prestazioni molto sofisticate,
installata su un computer della segreteria dello studio.
Selezioniamo lultima opzione e passiamo alla finestra di dialogo successiva della
sequenza Aggiungi stampante, che ha come sottotitolo Scegliere una porta stampante
nella quale dobbiamo scegliere fra due opzioni: Usa un a porta esistente oppure Crea
una nuova porta. Per non complicarci la vita, scegliamo di usare la porta esistente, il cui
nome convenzionale (LPT1:) gi selezionato nellelenco a discesa che sta a destra
della prima opzione. Un clic su Avanti apre la finestra di dialogo che segue, il cui
aspetto quello che vediamo nella Figura 9.21.
Figura 9.21 La finestra Installa il driver della stampante consente di scegliere produttore e stampante.

Non difficile orientarsi in questa finestra di dialogo: nellelenco a discesa di


sinistra, intitolato Produttore, scorriamo le voci fino a trovare il nome del costruttore
della nostra stampante; a ciascun nome selezionato in questa casella di riepilogo
corrisponde un elenco dei suoi prodotti nella casella di destra, intitolata Stampanti. Se la
stampante che vogliamo installare il modello ML-2853 Series PCL6 prodotto da
Samsung, possiamo selezionare questi due valori e proseguire con un clic su Avanti.
Prima di farlo, osserviamo che accanto ai nomi delle stampanti compare unicona che
certifica che il driver corrispondente a quella stampante provvisto di firma digitale.
Chi volesse sapere qualcosa di pi su questo argomento pu fare clic sul collegamento
in basso a sinistra, Informazioni sulla firma del driver, che apre unampia ed esauriente
pagina della Guida e supporto tecnico di Windows intitolata Come individuare i driver
sicuri da installare, alla quale rimandiamo volentieri i nostri lettori.
Dopo il clic sul pulsante Avanti compare una finestra che chiede di digitare il nome
della stampante. Scriviamo un nome di nostro gradimento o accettiamo quello
predefinito, quindi proseguiamo con un clic su Avanti. Si apre brevemente una finestra
di dialogo di servizio che mostra la scritta Installazione stampante in corso,
accompagnata da una barra di avanzamento a colori.
Terminata linstallazione, la finestra di servizio si chiude e compare una nuova
finestra di dialogo della serie Aggiungi stampante, intitolata Condivisione stampante,
che ci d la possibilit di rendere la nostra stampante condivisibile in rete. Possiamo
scegliere fra Non condividere questa stampante e Condividi la stampante per consentire
ad altri utenti della rete locale di trovarla e utilizzarla.
Nel secondo caso, si aprono le caselle di testo per Nome condivisione, Percorso e un
eventuale Commento. Siccome stiamo installando una stampante locale e non di rete,
optiamo per Non condividere questa stampante e proseguiamo arrivando allultima
finestra: ci informa che linstallazione terminata con successo, una casella di controllo
intitolata Imposta come stampante predefinita ci permette di fare questa selezione, in
modo tale che la stampante appena installata sar quella alla quale verranno
preferenzialmente inviati i documenti che vorremo stampare (a un computer pu essere
collegata pi di una sola stampante). In fondo, un pulsante di comando intitolato
Stampa pagina di prova ci consente, con un clic, di fare questa utile verifica del buon
funzionamento del nostro nuovo hardware.
Che cosa succede se il nome del fabbricante della nostra stampante non compare
nellelenco dei produttori che vediamo nella Figura 9.23 o se non troviamo il nome
della stampante nellelenco delle stampanti, anche se abbiamo trovato il produttore?
Possiamo fare clic sul pulsante Windows Update (se siamo collegati con Internet) per
andare alla ricerca del driver che ci manca, oppure, se abbiamo i driver della nostra
stampante su un disco, ci baster un clic sul pulsante Disco driver per far aprire la
finestra di dialogo Installazione da disco, che riportiamo nella Figura 9.22.

Figura 9.22 Cercare il driver su un disco.

Un clic sul pulsante di comando Sfoglia ci permette di esplorare il contenuto del


disco (di solito un CD) che contiene il driver per la nostra stampante: possiamo anche
esaminare il contenuto del disco fisso interno, se abbiamo messo i file del driver (spesso
sono pi di uno) in una cartella di questo disco.
Individuata la posizione del driver, linstallazione procede in modo automatico fino
in fondo.
Indice

Introduzione Che cos Windows 10


Il personal computer
Modulare e demodulare
Reti di computer
Internet
Stampanti
Altre periferiche
Capitolo 1 Un po di nomenclatura
Il mouse
Lo schermo tattile
Una finestra tipica
Finestre di dialogo
Capitolo 2 Dischi, cartelle, file e raccolte
I nomi dei file
Le raccolte
Esplorare i dischi
La finestra Questo PC
La barra multifunzione
La barra degli indirizzi
Il layout della finestra Questo PC
Opzioni cartella
Cercare un file
Le propriet dei file
Capitolo 3 Copiare, spostare, aggiungere ed eliminare
Formattazione
Copia (o taglia) e incolla
Creare cartelle
Collegamenti
Raccolte
Il Cestino
Copie di sicurezza
Capitolo 4 I componenti base di Windows 10
La finestra Start
La barra delle applicazioni
Personalizzazione
La personalizzazione del desktop
Lutente di Windows 10
Lavorare con pi finestre
Lavorare con pi desktop
Capitolo 5 Gestire il sistema
Lapp Impostazioni
La protezione con BitLocker
Notifiche
Capitolo 6 Lavorare insieme in rete
Tipi di reti
Costruire una rete Wi-Fi
Rete locale e Internet
La posta elettronica
Contatti
Capitolo 7 Internet, Web e Cortana
Il World Wide Web
Accedere al World Wide Web
Il browser Edge
Cortana
Capitolo 8 Foto, musica e filmati
Foto
Musica
Video
Windows Media Player
Il Visualizzatore foto di Windows
Capitolo 9 Accessori e altri strumenti di Windows 10
Accessori Windows
Le apparecchiature periferiche