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Lazzarini, Qui ntarelli, Piron, Todaro.

Giotto

Gi8: biografia e affreschi di Padova e Assisi.

Biografia
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Altre opere significative

Gi8
Giotto
Gi8: biografia e affreschi di Padova e Assisi.

BIOGRAFIA

Secondo la maggioranza degli esperti Giotto


nacque nel 1267. Una minoranza della critica
tende a porre la sua data di nascita nel 1276,
secondo la cronologia che nella seconda met del
XVI secolo offr Vasari nella biografia dedicata
all'artista. La data fornita da Vasari sarebbe
inattendibile qualora si tenga per assodato che
Giotto doveva essere almeno ventenne attorno al
1290, quando dipinse le sue prime opere.

Nacque a Colle di Vespignano, in quello che attualmente il Comune di Vicchio nel Mugello
da una famiglia di contadini (Bondone era appunto il padre), famiglia che, come molte altre,
si era trasferita a Firenze. Secondo la tradizione letteraria, finora non confermata dai
documenti, la famiglia aveva affidato il figlio alla bottega di Cimabue.

I primissimi anni del pittore sono stati oggetto di credenze quasi leggendarie fin da quando
egli era in vita. Giorgio Vasari racconta come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta
circonferenza senza bisogno del compasso, la famosa "O" di Giotto. Si narra inoltre che
Cimabue avesse scoperto la bravura di Giotto mentre disegnava delle pecore con del carbone
su un sasso, altrettanto leggendario l'episodio di uno scherzo fatto da Giotto a Cimabue
dipingendo su una tavola una mosca: essa sarebbe stata cos realistica
che Cimabue tornato a lavorare sulla tavola avrebbe cercato di
scacciarla.

Giotto si spos verso il 1287 con Ciuta di Lapo del Pela. Ebbero quattro
figlie e quattro figli, dei quali uno, Francesco, divenne pittore.

Giotto aveva aperto una bottega dove era circondato da alunni e lui si
occupava di progettare le opere e di impostare le composizioni pi
importanti mentre agli alunni lasciava quelle secondarie.

R ITRATTO DI G IOTTO
Giotto | Gi8

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GIOTTO A PADOVA

LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

La cappella degli Scrovegni un luogo di culto


cattolico che si trova nel centro storico di
Padova e ospita un celeberrimo ciclo di affreschi
di Giotto dei primi anni del XIV secolo,
considerato uno dei capolavori dell'arte
occidentale. La navata lunga 20,88 m, larga
8,41 m, alta 12,65 m; la zona absidale formata
da una prima parte a pianta quadrata, profonda
4,49 m e larga 4,31 m, e da una successiva, a
forma poligonale a cinque lati, profonda 2,57 m
e coperta da cinque unghiature nervate.

Dal 2006 la Cappella degli Scrovegni candidata a diventare il secondo sito di Padova del
Patrimonio dell'UNESCO (il primo l'orto botanico del XVI sec.).

COSTRUZIONE E DECORAZIONE DELLA CAPPELLA


RIFACIMENTO DELLABSIDE

Nel gennaio del 1305, quando i lavori alla cappella stavano per concludersi, gli Eremitani, che
vivevano in un convento l vicino, protestarono con veemenza perch la costruzione della
cappella, andando oltre gli accordi presi, si stava trasformando da oratorio in una vera e
propria chiesa con tanto di campanile, creando dunque concorrenza alle attivit degli
Eremitani. Si ignora come la vicenda si sia conclusa, ma probabile che in seguito a queste
rimostranze la Cappella degli Scrovegni abbia subito l'abbattimento della monumentale parte
absidale con ampio transetto, dove lo Scrovegni aveva progettato di inserire il proprio
mausoleo sepolcrale: la datazione pi tarda degli affreschi dellabside confermerebbe questa
ipotesi.
La zona absidale, che tradizionalmente la pi significativa di un edificio sacro, presenta un
restringimento inconsueto e trasmette un senso di incompletezza, quasi di disordine. Anche
nel riquadro inferiore destro dell'arco trionfale, sopra il piccolo altare dedicato a Caterina
d'Alessandria, la perfetta simmetria giottesca alterata da una decorazione a fresco - con due
tondi con busti di sante e una lunetta che rappresenta Cristo in gloria e due episodi della
passione, la preghiera nell'orto del Getsemani e la flagellazione -, che crea un effetto di
squilibrio. La mano la stessa che affresca gran parte della zona absidale, un pittore ignoto, il
Maestro del coro Scrovegni, che opererebbe nel terzo decennio del Trecento, una ventina
d'anni dopo la conclusione del lavoro di Giotto. Il punto focale del suo intervento sono sei
grandi scene sulle pareti laterali del presbiterio, dedicate all'ultima fase della vita terrena della
Madonna, coerentemente con il programma affrescato da Giotto.
Giotto | Gi8

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STATO DI CONSERVAZIONE

La Cappella degli Scrovegni mostra uno stato di


conservazione migliore; gli sfondi realizzati con
azzurrite appaiono quindi pi intensi. Nel 2001 gli
affreschi giotteschi hanno ricevuto una serie di
interventi di restauro e conservazione che hanno
riguardato il recupero delle zone pi a rischio e della
disomogeneit cromatica. Alcuni di questi interventi
sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del
Lotto.

GIOTTO AD ASSISI

LA BASILICA MAGGIORE DI SAN FRANCESCO


La Basilica superiore di San Francesco d'Assisi una delle due strutture che compongono
la Basilica di San Francesco ad Assisi, assieme con la Basilica inferiore.

ARCHITETTURA

Esterno
L'esterno, dalla relativa semplicit romanica con qualche
elemento gotico quale il portale a sesto acuto e gli archi
rampanti, era diverso dall'interno, nel quale prevale la
vivace policromia e le slanciate forme gotiche. La
navata divisa in quattro campate con transetto e abside,
presenta una copertura con volte a crociera. Uno stretto
ballatoio corre tutto intorno alle pareti. La chiesa
superiore illuminata da grandi finestroni gotici che
corrono lungo tutta la fascia alta della navata e
dell'abside, a cui si aggiunge la luce che entra dal rosone
della facciata.

Quest'ultima ha forme di pura semplicit, tripartita orizzontalmente fra tre cornici con
mensole e coronata da timpano triangolare. Il portale gemino e il rosone doppio, decorato
da intarsi cosmateschi tra i rilievi dei simboli degli Evangelisti.
Giotto | Gi8

A sinistra della facciata si vede il prolungamento della loggia delle Benedizioni, progetto di
Valentino Martelli del 1607.

3
Linterno
L'interno caratterizzato da navata unica a
quattro campate, pi un presbiterio composto da
tre campate irregolari e abside poligonale.
Reggono le volte a crociera pilastri polistili
composti da colonnine su cui importano poi,
organicamente, i costoloni. A una certa altezza le
pareti rientrano lasciando lo spazio per un
ballatoio che gira intorno alla navata, sale nella
controfacciata fino al piano sottostante il rosone e
passa, nel presbiterio, sotto archetti trilobi.

Lo spazio della chiesa ampio e slanciato, con uno straordinario coniugarsi tra le strutture
murarie e l'apparato decorativo. I grandi finestroni delle campate, il rosone e le vetrate del
transetto garantiscono una forte illuminazione di ascendenza nordica, che contrasta con la
penombra della basilica inferiore.

IL CICLO DI AFFRESCHI

Le pareti interne della chiesa vennero interamente ricoperte da affreschi secondo un


programma iconografico organico, legato alla corrispondenza tra le storie dell'Antico, del
Nuovo Testamento e degli Atti degli Apostoli in concordanza con le storie di San Francesco,
in modo da codificarne la figura secondo l'interpretazione data da san Bonaventura.

S CHEMA AFFRESCHI DEL PRESBITERIO


Giotto | Gi8

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Le opere giovanili
Giotto | Gi8