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Biblioteca di storia
n. 12
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Sezione di Rosignano Marittimo -Li-

Comune di Rosignano Marittimo -Li-


3

Tiziano Arrigoni

NELLA TERRA
DEI LOBOS
In Patagonia
con

Pietro Gori e Angelo Tommasi


4

La Bancarella Editrice

Via Della Republica 47 - 57025 Piombino (LI)


www.bancarellaweb.it www.bancarellaweb.eu
e-mail: labancarella@aruba.it

tel 0565 221959

Collana Biblioteca di storia n. 12

In Copertina e retro: Angelo Tommasi Lobos leon 1901, olio su cartone 10,40 x 15,55 cm

Gennaio 2012

EAN 978-
88-
6615-
026-
8

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5

Patagonia, e sotto terra del fuoco con le localit citate nel testo.
6

Pietro Gori a Baha Bianca. Con lui Sunico corrispondente de La Nacion, La prensa, La Nueva Provincia;
Fernndez Pierlo Jalo, il leader degli scioperanti Ibaldi ed i caposquadra Bianchi, Perbiense e Bilbao. 7 settem -
bre 1901.

Pietro Gori durante una manifestazione in Calle Soler de Baha Blanca, 7 settembre 1901.
7

Il porto di Buenos Aires, cartolina spedita nel 1905.

N on sappiamo come fosse quel giorno del 1901, quando il vapore Guardia Na-
cional della Marina Militare salp da Buenos Aires diretto verso sud, verso la
Patagonia e la Terra del Fuoco. Era una nave lunga 120 metri, con una stazza di 7.000
tonnellate, operativa dal 1898: al comando cera il tenente di vascello Ezequiel Gutte-
ro, un brillante ufficiale argentino. Quello doveva essere il suo ultimo viaggio sul va-
pore Guardia Nacional, ma doveva essere un viaggio importante: la nave era impie-
gata per il trasporto di merci e uomini verso la Patagonia e la Terra del Fuoco, ma ser-
viva anche per dare assistenza alle basi scientifiche delle Orcadi australi e a quelle di
pesca nella Georgia del Sud. In questa occasione trasportava anche materiale per la
costruzione della linea telegrafica a Cabo Virgines.1 Sulla nave si erano imbarcati an-
che due personaggi piuttosto singolari, ma pronti ad affrontare lavventura verso terre
poco conosciute.
1
Sul Guardia Nacional e il capitano Guttero, Transportes Navales, in www.histarmar.com.ar ;
H. BRUMATTI, El Correo. Fundador de pueblos: caso Caleta Olivia, www.drault.com .
8

Si trattava di due toscani diversissimi


fra loro, ma uniti dalla frequentazione dei
medesimi luoghi in Italia, soprattutto
quel mare di Castiglioncello che era de-
stinato a divenire unimportante localit
di villeggiatura. Un altro mare rispetto al
grande oceano. Si trattava del cinquanta-
treenne AngeloTommasi, pittore, e del
trentaseienne Pietro Gori, avvocato e figu-
ra prestigiosa del movimento anarchico.
Gori era fuggito in Argentina a seguito
della repressione seguita ai moti del 1898
(era stato condannato in contumacia a 12
anni di carcere). Era riuscito ad espatriare
a Marsiglia e da qui si era imbarcato per
lAmerica del Sud e, facendo tappa a
Barcellona, Madera, Santos e Rio de Ja-
neiro, era sbarcato a Buenos Aires.
Il pittore Angelo Tommasi.
Nella capitale argentina per Gori era iniziata
una nuova vita: niente pi persecuzioni, ma una
forte attivit culturale e politica che lo porter a far
sentire la sua voce in molte citt sudamericane at-
traverso una lunga serie di conferenze che diffuse-
ro il messaggio libertario, soprattutto fra gli emi-
granti italiani, ma anche in ceti sociali che erano
pregiudizialmente contrari alle idee anarchiche e
socialiste. Nel 1898 aveva addirittura fondato una
rivista Criminologia Moderna, alla quale colla-
borarono importanti intellettuali di scuola positivi-
sta da Cesare Lombroso a Guglielmo Ferrero, da
Enrico Ferri a Napoleone Colajanni.2 Gori parlava
in favore degli odiati anarchici, degli immigrati,
dei lavoratori in affollate conferenze, a cui accor-
reva un pubblico variegato, spesso anche borghesi,
affascinati dalleloquio e dalla cultura dellavvoca-
Pietro Gori. to italiano, che non rispondeva all'immagine che
molti benpensanti si erano fatti del tipico anarchico

2
Su questo periodo argentino e su Pietro Gori in generale, Con lo sguardo rivolto allaurora. Vita e
pensiero di Pietro Gori, il poeta dellanarchia, a cura di F. Bertolucci, dossier supplemento, A- Rivi-
sta anarchica, 355, 2010; una breve raccolta antologica sui viaggi di Pietro Gori, Viaggi ed avventure
di Pietro Gori anarchico, ANPI, Rosignano Marittimo, Piombino, La Bancarella Editrice 2011.
9

europeo. In primo luogo accorreva tutta la sinistra dellemigrazione, ossia le persone


che avevano gi ideali progressisti o rivoluzionari: anarchici, socialisti, mazziniani,
garibaldini, ma anche liberali progressisti. LAvvenire del 17 dicembre 1898 de-
scriveva cos larrivo di Gori a Chasconius per una conferenza: allorquando la co-
lonna giungeva alla stazione ferroviaria, sempre preceduta dalla banda musicale suo-
nando bellissime marce, e dagli scoppi delle bombe (di carta, eh!) e arrivava da Bue-
nos Aires il treno che proseguiva per Mar del Plata, quei signori borghesi, i quali era-
no in vagone letto, si svegliavano spaventati dagli evviva di quella massa entusiasta,
inneggianti al socialismo ed alla anarchia.3
Daltra parte in Argentina cera voglia di Europa. Come ha scritto O. Bayer
Buenos Aires, citt di impronta europea e bramosa di sembrare europea, di assomi-
gliare allEuropa, fu sempre palcoscenico disposto ad acclamare politici, conferenzie-
ri, filosofi, principi, ex presidenti, ciarlatani, tenori, soprani, direttori di orchestra eu-
ropei.4
in questa citt che sbarc e fu attivo Pietro Gori a cavallo fra Ottocento e Nove-
cento: una citt che viveva nel mito dellEuropa lontana e trasformava questo mito in
modernit, tanto da essere definita la Parigi del Sud America. Daltra parte tutta
lArgentina alimentava una forte curiosit nellopinione pubblica italiana, in quanto la
nazione sudamericana era una delle mete privilegiate dagli emigranti italiani in cerca
di migliori condizioni di vita. Fra la fine dellOttocento e gli inizi del nuovo secolo
furono pubblicati in Italia vari libri che parlavano, con toni diversi, dello stile di vita e
del territorio argentino.

A Luigi Barzini, il grande inviato del Cor-


riere della Sera, tutta questa modernit non
piacque, tanto da dire che la pi grande ca-
ratteristica di Buenos Aires quello di non
avere nessuna caratteristica, se non quella di
imitare passivamente Parigi, che per i bonea-
rensi il compendio di tutto il bello e di tut-
to il buono che possegga lEuropa. Il giorna-
lista insisteva piuttosto su un quartiere come
La Boca, pieno di immigrati italiani, con ca-
supole e piccoli recinti pieni di immondizie,
depositi di vecchi cerchi di botte, di mobili a
pezzi (). In alcuni cortiletti al piede di alberi
rachitici bruciati dal sole, vegetano pomodori
Quartiere La Boca, oggi.
ed erbacce fra i quali razzolano i polli. 5

3
O. BAYER, Il viaggio di Pietro Gori, in Gli anarchici espropriatori e altri saggi sulla storia dellanar-
chismo in Argentina, Cecina, Edizioni Archivio Berneri 1996, pp. 196 200.
4
O. BAYER,, Il viaggio, cit., p. 196.
5
L. BARZINI, LArgentina vista com, Milano, Tipografia del Corriere della Sera 1902, pp. 13; 18; 19-20.
10

Era il mondo dei conventillos, le affollate abitazioni popolari dove gli immigrasti
potevano trovare un posto dove alloggiare, da soli o con le proprie famiglie, dove
gran parte della vita quotidiana si svolgeva nei cortili allaperto: ci si incontrava, si
cucinava in estate, si suonava, si ballava, anche il tango, si praticavano nuovi giochi
come il foot-ball portato dagli inglesi e che avrebbe dato vita nel 1905 alla squadra
proletaria del Boca Juniors. 6
Daltra parte Barzini era interessato soprattutto a mostrare la distanza fra le descri-
zioni idilliache dellArgentina fatte per invogliare lemigrazione (quelle che definiva
infami pubblicazioni di propaganda) e la realt del nuovo mondo, fatta non solo di
opportunit, ma soprattutto di privazioni e di discriminazioni.7
Lo stesso giudizio di sufficienza nei confronti di Buenos Aires era stato espresso
da un intellettuale come Angelo De Gubernatis nel documentatissimo libro sul suo
viaggio in Argentina nel 1896, in cui affermava che le case di Buenos Aires non
possono dirsi eleganti e di buon gusto, anche se riconosceva una notevole vivacit
della capitale, compreso un forte pluralismo dellinformazione, per cui uscivano
pure nel 1896 in Buenos Aires tre giornali anarchici scritti in italiano LAvvenire,
La questione sociale , La rivendicazione .8

Era gi diverso il giudizio su Buenos Aires


fornito pochi anni dopo, nel 1908, da Gina Lom-
broso, figlia di Cesare, che, con il marito Gugliel-
mo Ferrero, si era recata in Argentina per un giro
di conferenze e per visitare carceri e manicomi
che avevano introdotto il modello lombrosiano.
Poich impossibile pensare ad un cambiamento
cos repentino nel giro di pochissimi anni, non si
pu non considerare un diverso modo di osserva-
re la realt. Per Lombroso Buenos Aires le-
spressione della modernit e delleuropeismo pi
recente. Ogni farmacia ha i raggi Roentgen,
ogni scuola lapparato di proiezione, ogni caff il
fonografo, la pianola e magari il cinematografo.
() Neanche nei boulevards di Parigi voi vedete
esposte nelle vetrine tante novit quanto in Cor-
rientes, in Florida, in Suipacha, in Artes, le vie Gina Lombroso.
principali del centro di Buenos Aires; fiori, frutti freschi di tutte le stagioni, pesche
estive, ciliegie primaverili, grappoli dorati di uva autunnale, aranci invernali. Anche

6
Per una breve descrizione dellatmosfera dei conventillos, S. VALERIANI, Tango y tangueros, Roma,
Edizioni Mediterranee 2008, pp. 33 34.
7
L. GALLINARI, Tra discriminazione e accoglienza. Gli italiani in Argentina da Luigi Barzini a Tribu-
na Italiana, in Rivista dellIstituto di Storia dellEuropa Mediterranea, 4, 2010, pp. 639643.
8
A. DE GUBERNATIS, LArgentina. Ricordi e letture, Firenze, Bernardo Seeber 1898, pp. 290; 340.
11

il gas stato sostituito dallelettricit, lampade elettriche, cucine elettriche, stufe


elettriche, ventilatori elettrici.
In questa esaltante modernit non mancavano gli elementi oscuri come quella Que-
ma de la Basura, la grande discarica di rifiuti dove donne e bambini poverissimi re-
cuperavano tutto ci che poteva essere venduto, montagne di pane giallastro, di ossa
rosicchiate, di latte luccicanti, di scarpe ammuffite, di panni sdruciti, si vanno alzando
da ogni lato.9

Quema de la Basura, 1901.

Resta il fatto che Buenos Aires rappresentava il nuovo rispetto al vecchio delle
repressioni dell Italia crispina e si comprende quindi come un personaggio vulcanico
quale era Gori potesse ritagliarsi un ruolo di primo piano, sfruttando proprio la dina-
micit della societ bonearense, la sua voglia di idee europee innovative.
Proprio la voglia di misurarsi con una nuova realt, insieme alla ricerca di nuove
occasioni di guadagno, spinse il pittore livornese Angelo Tommasi a spingersi fino in
Argentina e a visitarne le parti pi remote, tipo libero e bizzarro comera emigr in
Patagonia anche l non solo ma con un altro tipo a guisa di lui, quel Pietro Gori, ram-
pollo anarchico di Malatesta e simili.10 Colpisce quel bizzarro unito a libero qua-
si a dimostrare lo spirito anticonformista di Tommasi nellaffrontare la realt ameri-
cana. Ma lArgentina non era solo Buenos Aires, erano anche i grandi spazi in gran
9
G. LOMBROSO, NellAmerica Meridionale (Brasile Uruguay Argentina), Milano, Fratelli Treves
1908, pp. 182 184; 192. Su Gina Lombroso (1872 1944), D. DOLZA, Essere figlie di Lombroso. Due
donne intellettuali tra 800 e 900, Milano, Franco Angeli 1990. Su Buenos Aires, si veda anche J.
WILSON, Buenos Aires, Milano, Bruno Mondadori 2005.
10
F. CAGIANELLI , Tra pittura e incisione. Antonio Antony de Wytt critico delle arti, Pisa, Istituti Edito-
riali e Poligrafici Internazionali 1997.
12

parte inesplorati del Sud, verso la Pa-


tagonia e la Terra del Fuoco (con i
confini ancora contesi con il Cile) e
del Nord, verso il Chaco e lalto baci-
no del Paran.
Si trattava di territori cosiddetti sel-
vaggi, che costituivano una frontiera
mobile, simile a quella del West ameri-
cano, ma meno conosciuta o che almeno
non ha conosciuto lepopea di quella
statunitense, che ha influenzato la nasci-
ta anche di un genere letterario e cine-
matografico noto a livello mondiale,
come , appunto, il western. Indiani Alacaluf.
La conquista di tali territori non fu meno cruenta di
quella del West nordamericano: nel 1879 il governo ar-
gentino decise di intraprendere la cosiddetta campagna
del deserto, intendendo per deserto tutti i territori
non abitati dalla popolazione bianca, ma solo dalle
popolazioni indigene. Tale concezione etnocentrica fece
s che tale campagna, che sald una forte alleanza fra
esercito nazionale e classi dominanti argentine, portasse
al massacro o comunque allemarginazione totale dei po-
poli nativi visti come un ostacolo allavanzamento della
civilt, che era poi quella dei grandi allevamenti per la
produzione di carne e lana da esportazione. Comandante
G. Boggiani, donna Caduveo. della campagna era il generale Julio Argentino Roca,
destinato a divenire presidente della repubblica, prima
nel 18801886, poi nel 18981904, nel periodo della
permanenza di Gori in Argentina. Proprio di Roca, figu-
ra prestigiosa della politica argentina, detto el conquista-
dor del deserto, ci ha lasciato un breve, ma significativo
ritratto A. De Gubernatis, che lo incontr personalmente:
il generale Roca ha laspetto marziale di un bel militare;
cammina diritto, quasi impettito; si capisce che doveva
essere un simpatico ed affascinante presidente di re-
pubblica. () rimasto amico di Edmondo De Amicis
che visit lArgentina e vi diede conferenze, nel tempo
della sua presidenza.11
Generale Julio Argentino Roca.

11
A. DE GUBERNATIS , LArgentina, cit., pp. 65 66.
13

Cosa poteva legare limpettito, ma affascinante generale,12 ad uno scrittore di idee de-
mocratiche e poi convintamente socialiste come De Amicis? Probabilmente lidea del
progresso che doveva cambiare il mondo e che non guardava per il sottile se riferito a
popolazioni che sembravano, per la mentalit ottocentesca, limmagine stessa dellar-
retratezza e della superstizione.13
Lo Stato argentino non doveva far altro che rimuovere ci che ostacolava il pro-
gresso civile, ordinare ci che appariva disordinato, trasformare ci che appariva in-
forme ossia selvaggio in argentino. Lo Stato argentino si andava quindi formando
via via che la civilt (alla quale allora non si premetteva la cosiddetta) ordinava e
costruiva i nuovi territori con la conquista militare, la creazione di un sistema di tra-
sporti e di comunicazioni, la colonizzazione agricola. 14
Strumenti indispensabili per tale colonizzazione erano considerati la spada e la cro-
ce, la repressione e la normalizzazione dei selvaggi. Significativa la presenza dei sale-
siani, cos come era significativa la presa di posizione di alcuni esponenti religiosi che
si ritenevano il braccio spirituale dellespansione bianca e propugnavano, talvolta con
spirito poco cristiano, la completa assimilazione degli indigeni. Tipica la posizione di
Lino Delvalle Carbajal che scrisse vari testi sulla Patagonia. La gi citata spedizione
militare del 18781879 era stata la vera via del progresso, distruggendo queste bar-
barie e convertendola in elementi primitivi di incivilimento in quanto non si poteva
lasciare la frontiera a circa 25.000 Indi selvaggi privi di armi moderne, senza gover-
no, n la minima idea di giustizia ed onest. 15 Un vero uomo dordine Lino Del Valle
che definiva certe popolazioni indiane miserabili e degradati abitanti della Terra del
Fuoco e compativa certe suore missionarie in quanto quale violenza dee farsi la
suora, e lo sa fare con la caritatevole dissimulazione, nel ripulire ed istruire alla mo-
dernit le sudice Yahaganes o le schifose e brutte Alacafules.16
Mancava tuttavia un elemento in questo processo di colonizzazione ed era quello
scientifico: gli studi geografici ed antropologici furono un tassello importante in tale
processo. Infatti le spedizioni erano spesso accompagnate da naturalisti ed antropolo-
gi che cercavano di documentare gli aspetti scientifici legati alle culture primitive.

12
Il mito di Roca stato messo in discussione proprio dalle pratiche di distruzione delle trib native, J.
J. CRESTO, Roca y el mito del genocidio, in La Nacion, 23 novembre 2004.
13
Nel fondo E.De Amicis depositato presso la Biblioteca Comunale di Imperia sono conservate due
lettere di Roca del884 indirizzate espressamente allo scrittore per congratularsi del triunfo ottenuto
nelle sue conferenze argentine, E. DE AMICIS, SullOceano, a cura di G. Bertone, Reggio Emilia, Fiaba-
sis 2005, p. 55 nota.
14
F. FIORANI, I paesi del Rio de la Plata, Firenze, Giunti 1992, p. 19. Sullimmagine della Patagonia,
fondamentale F. FIORANI, Patagonia. Invenzione e conquista di una terra fine del mondo, Roma, Don-
zelli 2009.
15
L. DEL VALLE CARBAJAL , La Patagonia. Studio generale, I, Storia Topografia Etnografia, San Be-
nigno Canavese, Scuola Tipografica Salesiana 1899, pp. 96; 100.
16
L. DEL VALLE CARBAJAL , Le missioni salesiane nella Patagonia e regioni magallaniche, San Benigno
Canavese, Scuola Tipografica Salesiana 1900, pp. 65; 81.
14

Una azione della Sociedad Cientifica Argentina.

Dal 1872 lArgentina aveva la sua Sociedad Cientifica e dal 1879 lInstituto Geo-
grafico: una delle principali attivit di queste istituzioni era proprio lesplorazione dei
territori del nord e del sud. La prima spedizione della Sociedad fu quella guidata da
Francisco Moreno nel 1875, a cui segu una nuova spedizione nel 1877.17
In questo contesto gli indiani erano considerati una testimonianza del passato, il
primo gradino dellevoluzione umana e quindi fondamentale oggetto di studio, anche
attraverso la sistematica raccolta di reperti, prima che tali culture si estinguessero
sotto la spinta del progresso. Lo stesso Moreno, darwinista convinto, parlava di evo-
luzione delluomo in Argentina (e proponeva altres unesposizione di reperti indigeni
nel 1884), from that humble primitive animal, physical man, who made no use of the
inctellectual spark inside his brain, all the way to the great, wise, conquering legisla-
tor, il cammino evolutivo delluomo da uno stato animale ad uno stato civile. 18
17
Sullimportanza della scienza nello sviluppo dellArgentina, J. RODRIGUEZ, Civilizing Argentina. Sci-
ence, Medicine and the Modern State, Chapel Hill, University of North Carolina Press 2006. Sulla dif-
fusione del sapere scientifico e il ruolo della Sociedad, D. CAZAUX, Historia de la divulgacin scientifi-
ca en la Argentina, Buenos Aires, Editorial Teseo 2010, pp. 83-101.
18
A. NOVOA, A. LEVINE , From Man to Ape. Darwinism in Argentina, 1870 1920, Chicago, University
of Chicago Press 2010, pp. 83-84.
15

Dal punto di vista geografico e naturali-


stico i territori della Patagonia erano noti
agli studiosi italiani di fine Ottocento, a
partire, ad esempio, dai resoconti del te-
nente di vascello piemontese Giacomo
Bove (18521887) che, navigando con la
corvetta a vela argentina Cabo de Hor-
nos, aveva esplorato i mari australi del-
lArgentina. 19
Quello che colpiva i viaggiatori era la
vastit di tali territori, in gran parte ine-
splorati, tanto che il giornalista Giuseppe
Modrich scriveva nel 1890 che laghi, fiu-
mi, monti, boschi (della Patagonia) si co-
noscono approssimativamente. Passeranno
varie generazioni di argentini, prima che il
governo di Buenos Aires sappia esattamen-
te ci che possiede laggi. Rari esploratori
si inoltrano in quei paraggi che sono oggid,
dopo lo sterminio degli indiani, quasi spo-
polati e, daltra parte, anche le risorse che
si poteva sperare di ricavare in questi deser- Giacomo Bove.
ti umani, secondo Modrich, erano poche.
Infatti, le risorse di quei paesi sono le pelli di foca, di guanaco (lama), le penne di
struzzo e la lavatura della sabbia aurifera.20
La Patagonia significava vastit infinita, una grande distesa di erbe e arbusti in cui
lo sguardo di un europeo finiva per perdersi o, come ha scritto un recente e controver-
so cantore di questa regione come Bruce Chatwin, il deserto della Patagonia non
un deserto di sabbia o di ghiaia, ma una distesa di bassi rovi dalle foglie grigie, che
quando sono schiacciate emanano un odore amaro.21
Con maggiore spirito di osservazione Angelo De Gubernatis nel 1898 aveva cos
descritto il paesaggio patagonico: nella Patagonia sono piante erbacee, arbusti ed al-
beri. Le erbe sono, in gran parte, graminacee; abbonda nellinverno lalfilerillo, spe-
cie di erodium, eccellente pascolo per i montoni; gli arbusti sono bassi, spinosi e tor-
tuosi, uno di questi detto chanar (Gowiliae decorticans), larbusto che fornisce mol-
ta cera, che gli Indii fanno fondere e quindi masticano; uno di questi arbusti dovrebbe
non differire molto dal nostro oleandro, poich chiamato matacaballo; abbondano

19
Di Giacomo Bove resta il dettagliato resoconto Patagonia- Terra del Fuoco Mari Australi, Geno-
va, Tipografia Istituto de Sordomuti 1883.
20
G. MODRICH, Repubblica Argentina. Note di viaggio da Buenos Aires alla Terra del Fuoco, Milano,
Libreria Galli 1890, pp. 434 435.
21
B. CHATWIN, In Patagonia, Milano, Adelphi 2006, p. 27.
16

nella Patagonia i cactus o tunas; nei terreni dalluvione, umidi e bassi, prosperano il
grano e la vite. 22

Queste sono le immagini della Patagonia, terra


estrema e di frontiera, che dovevano essere note a
Pietro Gori, anche attraverso la stampa argentina,
ma cera unaltra fonte fondamentale a cui lintel-
lettuale anarchico si rifaceva ed erano le opere di
Elise Rclus, il grande geografo libertario, di cui
aveva letto numerosi testi e che aveva personal-
mente conosciuto nel 1894 a Bruxelles, dopo es-
sere stato cacciato dalla Svizzera come indeside-
rabile. Per Gori, Reclus un maestro, uno dei
personaggi che conteranno di pi nella sua forma-
zione intellettuale: molto e di grande utilit per
la scienza ha scritto Eliseo Rclus, ma fra tutte le
sue opere eccelle, come monumento imperituro
della sua gloria, la colossale Geografia Universa-
le, che gli ha valso di essere proclamato il princi- Elise Rclus
pe dei geografi in tutto il mondo scientifico.

Introduzione magnifica a questopera fu La Terra, e


conclusione di intenti spiccatamente libertari, La
Terra e lUomo, che aveva finito di dare alle stampe
poche settimane or sono (nel luglio 1905). Oltre a
ci,dobbiamo alla sua penna la Storia di un ruscello
e la Storia di una montagna, la Guida del Viaggia-
tore a Londra, Un viaggio nella Sierra Nevada,
Londra illustrata, La Sicilia, Fenomeni terrestri, e
una infinit di opuscoli di sociologia, di propaganda
libertaria, memorie scientifiche, ecc..23 La lettura
dei testi di Rclus era stata rafforzata dallincontro
del 1894, che era rimasto per sempre impresso nella
mente di Gori:
Copertina del libro El Hombre Y la
era nellinverno rigidamente glaciale del 189495,
tierra (La terra e l'uomo)1905-1908. quando luragano della reazione crispina che ave-
di Elise Rclus. va trovato modo di sollevar contro noi in onde bur-
rascose perfino le tranquille acque repubblicane dei

22
A. DE GUBERNATIS, LArgentina, cit., p. 252. Per le piante citate: lalfilerillo lErodium cicutarum,
pianta foraggiera diffusisissima nelle pianure dellAmerica del Nord e del Sud; il chanar un piccolo
albero che produce frutti color arancio edibili; il matacaballo una Campanulacea estremamente tossica.
23
P. GORI, Opere, X, Pagine di vagabondaggio, Milano, Editrice Moderna 1948, terza edizione, p. 15.
17

laghi elvetici ci aveva cacciati verso il nord e fatti cadere (eravamo in quindici,
espulsi dalla Svizzera ) nella capitale belga. Nella Maison du Peuple, dove eravamo
andati in cerca di altri compagni nostri, che dovevano averci preceduto, ci incontram-
mo con Eliseo Rclus, che era venuto a chercher les camarades chasss de la libre
Suisse (comei diceva). Fummo con lui, che era particolarmente affettuoso con i gio-
vani, caratteristica comune a quasi tutti i grandi della scienza, e andammo insieme
a casa sua (una casetta linda, che ricorda curiosamente quella di Guglielmo Froment
in Parigi di Zola) e vi trovammo tutto il confort morale, di cui pi abbisognavamo in
quellora triste, in cui ci si cacciava da tutte le parti, mentre non sapevamo neppure
dove avremmo potuto essere lindomani.24
Si pu supporre che, nel momento di affrontare il viaggio in Patagonia, Gori avesse
ben presente gli scritti di Rclus su questa parte dellAmerica meridionale ed anche le
speranze libertarie che il geografo francese aveva riposto su queste aree inesplorate
della Terra.
La Patagonia era un simbolo della
terra primigenia, dove, sulle sue coste
meridionali, la face terminale des gla-
ciers se montre dans toutes les valles
proximit du rivale; dj sous la la-
titude de 46 50 correspondant la si-
tuation des collines de Poitou, dans lh-
misphre boral, les fleuves de glace at-
teignent le bord de la mer, et les frag-
ments quen dtachent les vagues vont
flotter au loin.25
Linfluenza di Rclus andava oltre
una geografia puramente descrittiva: la
sua visione della Terra vista come al-
terit vivente (e che ha fatto s che il
suo nome sia stato inserito fra i precur-
sori dellecologia scientifica ), legava-
no il geografo francese ad una visione
organica del rapporto uomo territorio
che ancora oggi conserva in gran parte
intatto il suo messaggio originario. 26 Carta della Patagonia dal libro di Elises Rclus.

24
P. GORI, Pagine di vagabondaggio, cit., pp. 16 17.
25
E. RCLUS, La Terre. Description des phnomenes de la vie du globe, I, Les continents, Paris, Ha-
chette 1868., p. 296.
26
Su Rclus, senza alcuna pretesa di completezza, rimando a Elise Rclus. Natura e societ. Scritti di
geografia sovversiva, a cura di J. R. Clark, Milano, Eleuthera 1999; Elise Rclus. Natura e educazio-
ne, a cura di M. Schmidt di Friedberg, Milano, B. Mondadori 2007. Si vedano anche F. FERRETTI, Il
mondo senza le mappe. Elise Rclus e i geografi anarchici, Milano, Zero in Condotta 2007; D.
BERGANDI, The Geography of Human Society, in The European Origins of Scientific Ecology, edited by
18

Nella sua Histoire dun ruisseau (1869), il capolavoro che Gori ammirava in nome
della massima che per conoscere necessario vedere, Rclus scriveva che la terra,
merc la vastit dei suoi orizzonti, la magnificenza de suoi panorami, la freschezza
de boschi, la limpidezza delle fonti, pur sempre lalma madre, la grande educatrice
degli uomini, e non ha cessato di ricondurre i popoli al rispetto del vero e al culto del-
la libert.27

Fiume Collon Cura Provincia di Neuquen, Patagonia, disegno di Th. Weber. (1894)

La vastit della terra e la sua bellezza erano simbolo di libert, come lo poteva es-
sere, quindi, la Patagonia, tanto che nel 1861 Rclus aveva scritto, a proposito del-
limmenso cono sudamericano, che quando la vecchia e sovrappopolata Europa
sar costretta a far emigrare i suoi figli par millions dans les solitudes de lAmrique
du Sud, le flux de lmigration troublera til cette union des races quest accomplie
dej dans les republiques ispano amricaines, ou bien la population actuelle de lA-
merique meridionale sera t-elle assz compacte pour runir en un meme corps tous
les lments qui lui viendront du dehors ? Cette dernire alternative, qui nous parait la
seule vraisemblable entrane la rconciliation finale de tous les peuples dorigine di-
verse et la naissance de lhumanit un re de paix et de bonheur. Pour un tat social
nouveau, il faut un continent vierge.28
P. ACOT, Amsterdam, Gordon and Breach Publishers 1998, pp. 525 529.
27
Ho ripreso tale citazione da E. RCLUS, Storia di un ruscello, Milano, Tipografia dellUniversit Po-
polare s.d. (copia conservata nel Fondo Librario Gori di Rosignano Marittimo), p. 13. Il testo stato
recentemente ristampato dallEditrice Eleuthera.
28
E. RCLUS,, Voyage la Sierra Nevada de Sainte Marthe, Paris, Hachette 1881, p. V. La prima edi-
zione del 1861. Su tale testo, P. USSELMAN, Colonisation and Utopie: propos du Voyage la Sierra
Nevada de Sainte Marthe dElise Reclus, in La nature americaine en dbat : identits, reprsenta-
tion, idologie, Bordeaux, Presses Universitaires 1990, pp. 85 95.
19

singolare come una visione simile dellArgentina come terra promessa e libera
fosse anche nella mente di un uomo politico liberale come Giovanni Giolitti che, nel
1927, scriveva: l (in Argentina) un popolo nuovo, senza tradizioni, in via di forma-
zione, che ha a sua disposizione un territorio che gli permette di progredire da 10 a
200 milioni di abitanti, senza pericolo di aggressioni straniere; un popolo insomma
che pu crearsi liberamente il suo avvenire. E tutto dimostra che il momento attuale
segna per quel popolo linizio di una futura grandezza specialmente economica e pa-
cifica. Si nota in questo caso la potenza evocativa delle vastit patagoniche di fronte
ad unEuropa che era stata devastata dalla guerra mondiale.29
La Patagonia poteva quindi essere considerata
la terra dellutopia, una nuova terra promessa
dove avrebbero regnato la pace e la giustizia so-
ciale, fuori dalla grettezza delle vecchie societ
europee. Non un caso che Jules Verne, attento
lettore di Rclus, abbia ambientato proprio in Pa-
tagonia, un suo romanzo Les naufrags du Jona-
than (scritto nel 1891, ma pubblicato postumo
solo nel 1909), in cui il protagonista un per-
sonaggio anarchico (forse lo stesso Rclus o
Kropotkin) che si chiama KawDjer che nella
remota Isla Hoste cerca di fondare una societ
nuova ispirata all utopia anarchica (n Dio, n
padrone) Verne e Rclus si conoscevano diret-
tamente e lo scrittore francese, che possedeva
quasi tutta lopera di Rclus, aveva attinto fre-
quentemente ai testi del geografo libertario e di
alcune (come lHistoire dun rouisseau) ne era,
giustamente, innamorato30. Les naufrags si
apre infatti con la figura del protagonista anar-
chico, immobile sugli scogli della Patagonia che Copertina del libro Les Naufrags
proclama il suo credo: du Jonathan, di Julies Verne.
ce cri, ctait celui des anarchistes de tous les pays, ctait la formule clbre
(). Ni Dieu, ni matre! proclamait il dune voix clatante, tandis que, les corps
demi pench au dessus des flots, hors de larte de la falaise, il semblait dun geste
farouche, balayer limmense horizon.31
29
Lettera di Giovanni Giolitti, da Cavour, 9 giugno 1927 al nipote Curio Chiaraviglio, in
C.CHIARAVIGLIO , Giovanni Giolitti nei ricordi di un nipote, Torino, Centro Studi Piemontesi 1981, p. 78.
30
Per riprendere il titolo dellarticolo di A. BERETTA, Rclus il geografo anarchico che fece innamorare
Verne, in Corriere della Sera, 12 ottobre 2005. Sui rapporti fra Rclus e Verne, A. DAUGUET, La nera
bandiera di Capitan Nemo, in A- Rivista Anarchica, XXVIII, dicembre 1998 gennaio 1999; L.
DUPUY, De Jules Verne Elise Rclus, in Bulletin de la Socit Jules Verne, 157, mars 2006, pp. 25
28.
31
J. VERNE, Les naufrags du Jonathan, Paris, Hetzel 1909, pp. 67.
20

Gli ultimi anni di una possibile utopia libertaria, della fede che luomo potesse co-
struire una societ giusta e pacifica, che dovevano infrangersi contro una guerra che
doveva travolgere la vecchia Europa.32
Se non proprio tutte, erano queste, almeno in parte, le suggestioni che spingevano
Gori verso la Patagonia, verso una terra nuova che ispirava idee di libert, accanto,
naturalmente, ad obiettivi pi pratici quali dovevano essere quelli della Sociedad
Cientifica, in particolare quelli che potevano essere attribuiti ad un criminologo posi-
tivista e conosciuto a Buenos Aires attraverso la sua nuova rivista Criminologia Mo-
derna.
Si poteva pensare alla Patagonia e alla Terra del Fuoco come terre da far coloniz-
zare anche ai carcerati che avrebbero cos trovato unopportunit di reinserimento so-
ciale? Il governo argentino stava pensando ad una riorganizzazione del sistema carce-
rario e, pur tra mille contraddizioni, guardava ai modelli del pensiero positivista euro-
peo, in particolare a Cesare Lombroso, che collaborava a Criminologia Moderna.
Gina Lombroso, che visit carceri e manicomi argentini nel 1907, ci ha lasciato una
testimonianza illuminante in proposito. Le nuove idee per introdurre lavoro e istruzio-
ne come pilastri del sistema carcerario e i cosiddetti open door, i manicomivillag-
gio in cui i malati potevano avere possibilit limitata di movimento e di occupazione,
costituiscono per la figlia di Lombroso una promessa per il futuro, soprattutto dopo
lincontro con il direttore carcerario Ballv vero padre spirituale, egli ci facea osser-
vare con quanta cura aveva osservato tutti i precetti che mio padre aveva dettato nei
suoi libri, e un nodo mi venne alla gola, allidea che egli fosse cos lontano e non po-
tesse venire, che egli continuasse a vivere in un paese che gli era sempre cos
ingrato.33

La pratica carceraria segu poi anche in Argen-


tina la via della pura e semplice repressione e
della spersonalizzazione del prigioniero, questo,
tuttavia, non vuol dire che non si cercassero
nuove vie. Lo stesso Ballv si serv della consu-
lenza del criminologo Jos Ingenieros (di origi-
ne palermitane, si chiamava, infatti, Giuseppe
Ingegneri), una delle figure intellettuali progres-
siste del periodo, per la progettazione del carce-
re modello di Buenos Aires, vanto del sistema
carcerario argentino, considerato allavanguardia Buenos Aires ,Penitenziario A. Ballv (Ricostr.)
in America Latina. 34

32
Si veda linteressante trasposizione teatrale dellopera di Verne ad opera di Ariane Mnouchkine con
il Thatre du Soleil dal titolo Les naufrags du Fol Espoir (Aurores), www.crdp.ac-paris.fr
33
G. LOMBROSO, NellAmerica Meridionale, cit., pp. 229 -230.
34
Si veda la voce Argentina, in M. P. ROTH, Prisons and Prison System, Westport, Greenwood Press
2006, pp. 12 -14.
21

La stessa apertura dei manicomi opendoors da parte dello psichiatra Domingo Ca-
bred (quelli che venivano popolarmente chiamati pueblos de locos) facevano del-
lArgentina un polo davanguardia nella cura della malattia mentale.35
Daltra parte se oggi nulla pi facile, un se-
colo dopo la sua morte avvenuta nel 1909, che
ridurre lantropologo, criminologo e giurista ve-
ronese (Lombroso) a una macchietta36 per le
sue teorie deterministiche, pur vero che il suo
metodo scientifico permetteva di smentire i pre-
giudizi morali in nome della ricerca delle cause
oggettive della delinquenza, che fossero quelle
dellereditariet (la parte pi contestata) o quelle
delle condizioni sociali (pi accettate dagli intel-
lettuali progressisti) che potevano essere rimosse
dallintervento politico. Lombroso fu quindi un
punto di riferimento costante per la scienza ar-
gentina del periodo (lui stesso, daltra parte, sti-
mava moltissimo alcuni scienziati argentini come
lo psichiatra Jos Mara Ramos Mea, che consi-
derava fra i migliori nel mondo). 37 Lo stesso
Gori si era occupato del sistema giudiziario- pe-
nitenziario argentino, in uno scritto apparso poi Cesare Lombroso.
nella raccolta Sociologia criminale, critican-
do la contraddizione fra teoria e prassi di tale sistema. La costituzione argentina era
infatti una delle pi ampie e liberali del mondo, ma spesso i cittadini erano sottopo-
sti a possibili errori di leggerezza, di arbitrio, o di cattiveria. Citava in tal senso il
caso degli operai di Buenos Aires in sciopero che erano stati arrestati solo per la loro
presenza davanti alla fabbrica, in quanto potevano influenzare i non scioperanti:
unaccusa tanto elastica scriveva Gori da potersi applicare al pi silenzioso e paci-
fico cittadino del mondo.
Proprio visitando le prigioni argentine denunciava altres labuso del carcere pre-
ventivo, in quanto nelle carceri delle province della Repubblica, trovai dozzine e
dozzine di cittadini e stranieri, che aspettavano da anni ed anni di essere giudicati; e
alcuni di essi col carcere gi sofferto, avrebbero, ammessa la loro colpabilit, espiato
pi che ampiamente la pena massima che si avrebbe loro potuto infliggere per i delitti
di cui erano accusati.38
35
M. L. PIVA, El Pinel Argentino: Domingo Cabred y la Psiquiatra de fines del siglo XIX, in La ciencia en
la Argentina entre siglos, compilator M. Montserrat, Buenos Aires, Manantial 2000, pp. 71- 84.
36
G. A. STELLA , Lombroso il catalogo delle assurdit, in Corriere della Sera, 28 aprile 2009.
37
Sulla presenza delle teorie di Lombroso in Argentina, le indicazioni contenute in K. RUGGIERO,
Modernity in the Flesh: Medicine, Law and Society in Turn of the Century Argentina, Stanford, CA,
University Press 2004.
38
P. GORI, Giustizia pubblica e giustizia clandestina, in Opere. Sociologia criminale, Spezia, Cromo
22

Non a caso le sue note sul viaggio in Patagonia, pubblicate su El Diario di Bue-
nos Aires sottolineeranno proprio tali aspetti, parlando addirittura di fisionomie stra-
ne.39
Vale la pena riportare per intero le brevi note di Gori sul viaggio compiuto in nave:

La Guardia Nacional.

L
a metropoli del Plata gi si perde in lontananza nella penombra crepusco-
lare, coperta dal sudario melanconico della pioggia.
Sul ponte del Guardia Nacional, il piccolo popolo cosmopolita si agita, mosso
dai naturali preparativi della partenza.
Da questo momento incomincia il mio studio psicologico, ma i soggetti in vista
sono tanto svariati nel loro insieme e tanto complessi nella loro singolare indivi-
dualit, che qualsiasi analisi a prima vista impossibile.
Con tutti mi azzardo di fare unosservazione preliminare, limpida, semplice, elo-
quente e disegno. La traccia, il bozzetto ha un idioma universale, che caratte-
rizza nazioni e razze ben diverse.
Questa agglomerazione collettiva non di quelle che io rivedo attraverso i cri-
stalli limpidi dei ricordi personali, e che formano il carattere essenziale delle
moltitudini, vagabonde dallEst allOvest, sopra i transatlantici del Nord; ag-
glomerazioni quelle di genti gi vittoriose della lotta per la vita che trasportano
piaceri favolosi dal nuovo al vecchio mondo: aggruppamenti di milionari yanc-
kes che la penna anatomica di Paolo Bourget ha sorpreso in flagrante crisi di
megalomania cronica nel suo libro di Outre Mer suggestivo e profondo. 40
Tipo La Sociale 1911, pp. 202 -203; 214.
39
P. GORI, Note di bordo, in Pagine di vagabondaggio, cit., pp. 73-76. Il miglior resoconto su tale viag-
gio la pur breve ricostruzione di G. ZARAGORA ROVIRA, Anarquismo argentino 18761902, Madrid,
Ediciones de la Torre 1996, pp. 242-243.
40
Gori fa riferimento al libro di viaggio di Paul Bourget (1852 1935), Outre mer in cui il celebre
scrittore francese raccontava il suo viaggio in America, dove era arrivato a bordo di in transatlantico
23

Le due classi che si dirigono al Sud, a bordo al Trasporto Argentino verso le re-
gioni misteriose, non hanno i caratteri delle moltitudini che giungono allAmeri-
ca latina dalla vecchia Europa.
La loro caratteristica, come De Amicis lo faceva notare nel suo Sull Oceano
e, pi saliente e pronunziata, la speranza che si legge in tutti i volti, la illu-
sione, il sogno dorato, il desiderio di una facile e pronta fortuna.41
Sul Guardia Nacional vi sono soldati, guerrieri che muteranno i loro istrumenti
di sterminio con quelli utili del lavoro, soldati che feconderanno la terra che la
sola, la unica conquista buona, la sola battaglia utile, che questo piccolo popolo
di bordo, parte integra del gran tutto Argentino, va a dare a lontani territori:
popolo che sar lAustralia di America; popolo virile che nelle sue variet di li-
neamenti e di linguaggio presenta unaffermazione patetica, unica e nitida: il vi-
rile proposito di costruirsi con le proprie mani nelle vaste solitudini della Pata-
gonia o della ultima Tule Argentina, la patria di una gente nuova.
Angelo Tommasi, il poeta delle linee, sta disegnando queste espressioni dellani-
mo collettivo.
Il secondo giorno di viaggio passa lento sotto un sole di fuoco. Nella camera di
poppa, sopra coperta, nel castello di prora, si svolge il cinematografo di tutta
questo piccolo mondo circondato dalle vaste ondulazioni delloceano.
I gruppi si formano per affinit di classi, razze e tendenze.
Non mancano le fisionomie strane che portano la nota comica nel viaggio. Qui
una coppia inglese, puro sangue che va a Camarones, 42 portandosi dietro tutto
un arsenale di mobili, utensili e animali, un piano, un pappagallo rinchiuso in
una strana cassa di bandone, dalla quale si toglie ogni mattina con religiosa e
britannica flemma, una truppa di Cotorras, infallibilmente loquaci,43 e una for-
mosa donna di servizio che suscita gran mormorio fra i marinai.

veloce della Cunard, quelli che lui stesso chiama lvriers de la mer. Bourget descrive la vita di bordo
con i suoi riti che ovviamente non potevano essere gli stessi di una nave della marina argentina come la
Guardia Nacional. Les hommes et les femmes scriveva Bourget y passaient leurs journes, li-
sant, causant, stirant, dormant, et les couleurs des plaids, tout mls de vert et de jaune, de rouge et
de noir, fassent ressortir lclat ou la fltrissure des visages () La salles manger me demeure aussi
dans les yeux, avec le luxe brutal de ses dorures neuves et la rumeur du peuple assis ses tables a di -
vorare pasti abbondanti (trois fois le jour devant cette prodigalit). P. BOURGET, Outre mer (Notes
sur lAmerique), Paris, Lemerre 1895, pp. 11 20.
41
E. DA AMICIS , SullOceano, Milano, Fratelli Treves 1889. Il libro, che riprende lesperienza dellauto-
re che si rec nellAmerica del Sud a bordo della nave Galileo insieme a 1.600 emigranti, conside-
rato uno dei capisaldi della letteratura italiana della seconda met dellOttocento, proprio perch af-
fronta, con partecipazione civile, il grande tema dellemigrazione italiana. Su tale libro e il contesto
che lo ha ispirato si veda M. ISNENGHI, Storia dItalia. I fatti e le percezioni dal Risorgimento alla so-
ciet dello spettacolo, Roma Bari, Laterza 2011, pp. 99 -112.
42
Camarones una localit patagonica (provincia di Chubut), conosciuta come porto per la spedizione
della lana di pecora.
43
Si tratta di pappagalli (Myiopsita monachus) presenti nella Patagonia settentrionali, conosciuti per
saper imitare suoni e parole.
24

Vi un parigino autentico che va a fare il gaucho a Cabo Raso, ove porter, sot-
to il poncho, leleganza del Boulevard.
E naturalmente fra questi esemplari di importazione etnologica, il pensiero sta-
bilisce analogie e differenze che si estendono alle nazioni e alle razze; si augura
da questo consorzio di forze vive e multiformi associazioni , la vera conquista
del deserto.
Intanto al giorno di fuoco si succede quello di gelo. Il vapore salta bruscamente
sulle onde infuriate.
E la popolazione della nostra casa galleggiante fraternizza in una nuova forma,
mentre il pampero fischia fra i cordami delle vele e stende le grandi braccia sul-
loceano che fiancheggia e circonda il ponte del piroscafo.44 Per il maestro di
sala si frega le mani; le tavole sono deserte.
Una volta ancora, come alla partenza, i volti prendono una espressione che di-
mostra uno stato danimo e di stomaco. Solo gli sposi inglesi, fra tanta confu-
sione, si dedicano a una operazione delicata che si presenta ai miei occhi come
lunico preparato contro i venti della Patagonia. Dalla stessa cassa di dolci sal-
ta come tutte le mattine, il solito pappagallo.
Dopo unora di lavoro paziente di quelle quat-
tro mani di giovani sposi, riescono a legare
una catenella alle zampucce delluccello, che
trascineranno nei futuri giardini dellArauca-
nia, ove sono migliaia e migliaia di questi pio-
nieri di cotesta razza privilegiata impavida.
Unaltra siluette curiosa quella del pittore
che fra i fischi terribili del vento, abbozza
tranquillamente sopra la carta gli atteggia-
menti della moltitudine, alla quale il mare ave-
va dato un brutale pugno nello stomaco. Isola-
ti completamente dai passeggeri che si dirigo-
no verso lignoto, da basso, alla prora, incate-
nati alla stessa sbarra di ferro e affratellati dallo Pietro Gori.
stesso dolore si trovano i condannati al presidio militare dellisola de los Esta-
dos,45 o alle carceri dei recidivi di Ushuaia.

44
Il pampero un vento di origine antartica che soffia in direzione nord, nord est, provocando bruschi
cali di temperatura e improvvise tempeste, come ebbe modo di osservare lo stesso Gori.
Tale vento era stato reso noto ai lettori europei da un fortunato libro di Verne, Les enfants di capitain
Grant, in cui il geografo Paganel parla proprio del pampero: le pampero est frequent dans les plaines
argentines. Cest un vent du sud ouest. () Ordinairement, lui dit il (Paganel) le pampero cre des
temptes de trois jours que la dpression du mercure indique dun faon certain. Mais quand, au
contraire, le baromtre remonte et cest le cas on en est quitte pour quelques heures de rafales fu-
rieuses. J. VERNE, Les enfants du capitain Grant, Paris, Hetzel, s.d., pp. 116 -117.
45
LIsla de los Estados unisola di 534 Kmq., ad est della Terra del Fuoco, ancora oggi disabitata (vi
si trovano di stanza temporanea solo quattro marinai della Marina Argentina). Vi si trovava, ai tempi
25

un insieme mesto e atroce di organismi anomali, in cui il delitto, prima di pre-


sentarsi nelle sue manifestazioni esterne, sta impresso coi suoi caratteri di stig-
ma biologico.
Si stacca dagli altri un giovane nord americano, che mi dicono essere epilettico,
condannato dal tribunale militare al presidio per un tempo indeterminato, per
avere ucciso la propria amante.
Al lato di questo, aspirando, si pu dire, il suo alito corrotto, vedo un giovane di
16 anni circa, biondo e simpatico, condannato a quattro anni di presidio per di-
serzione, rimesso dalle provincie, ci che fa sospettare una torbida e interessata
trama di parenti, pi premurosi della di lui fortuna che del delinquente.
Altre siluette di giovani, condannati
per diserzione o insubordinazione, si
muovono tristemente fra la famiglia
dei deportati; fra i quali vedo il bam-
bino che tent di incendiare le case
del Patronato dinfanzia, la cui con-
danna sar scontata al giungere alla
casa penitenziaria di Ushuaia.Il suo
viso poco simpatico, e il suo caratte-
re e linsieme denotano pigrizia e di-
sprezzo. Una nota simpatica, forse la
pi graziosa di questo viaggio, lancia
fasci di luce fra quelle anime nere. La vecchia prigione di Ushuaia oggi.
Il sergente Valbuena, condannato a presidio per omicidio di un altro sergente,
va pure a purgare la sua condanna nellisola delle tempeste.
Allimbarcarsi in Buenos Aires, lo aveva preceduto a bordo, la propria amante,
una giovane dagli sguardi teneri e melanconici. Temendo questa che le si impe-
disse di continuare il viaggio, si era nascosta: ma fu scoperta.
Tanto preg il comandante del Guardia Nacional, Ezechiele Guttero, una sim-
patica figura di marinaio e di gentiluomo, che le permettesse di dividere la sven-
tura dellamante, che ottenne la promessa di essere raccomandata al capo del
presidio di Porto Cooch,46 affinch questo idillio, pi potente e vittorioso della

della visita di Gori, un carcere militare aperto nel 1899 e gi dimesso nel 1902 in quanto troppo duro
per gli stessi carcerieri. Sullisola cera anche un faro, quello di San Juan de Salvamento, che ispir a
Jules Verne il romanzo Le phare du bout du monde, scritto, appunto, nel 1901. Anche in questo caso la
prosa di Verne ci soccorre: lle des Etats, nomm Terre des Etats, est situe lextrmit sud est du
nouveau continent. Cest le dernire et le plus oriental fragment de cet archipel magellanique que les
convulsion de lpoque plutonienne ont lanc sur ces parages du cinquante cinquime parallle. ()
Lle tait inhabite, mais peut tre seut elle pas t inhabitable, au moins pendant les quatre mois
de novembre, de dcembre, de janvier et de fvrier.() Lorsque lpaisse couche de neige a fondu
sous les rayons du soleil antarctique, lherbe apparat assez verdoyante. J. VERNE, Linvasion de la
mer. Le phare du bout du monde, Paris, Hetzel 1905, pp. 13 -14; 13- 25.
46
Puerto Cook, il principale scalo nellIsla de los Estados.
26

disgrazia e del delitto, non fosse troncato da un arido e crudele procedimento


amministrativo.
E poi le penne pessimiste declamino contro il romanticismo! Io penso che da
questo romanzo passionale, n antipatico n triste, messo in atto da una donna
che quantunque non bella, per tanto innamorata e cos piena di abnegazione,
potr nascere prole degna, come tra gli antichi deportati in Australia; sortir da
questa coppia esuberante di selvaggia energia, la stirpe pi adatta a dominare
lindomita violenza della natura australe.
Intanto questa povera e oscura eroina criolla ha riabilitato Manon dinanzi alla
maest dei mari antartici, rivendicando il sacrificio di Des Grieux, in omaggio
al femminismo eternamente soave e consolatore.
Qui trova lamico Sighele, una pagina di pi al capitolo sopra gli umori dei cri-
minali, nel suo libro La donna nuova .47

Colpisce in questo resoconto del viaggio in nave lattenzione verso la varia umani-
t dei passeggeri, cos come limmagine nettamente lombrosiana degli uomini crimi-
nali (verso i quali Gori usa il termine stigma biologico che richiama latavismo di
Lombroso), compreso quel bambino delinquente il cui destino appare gi segnato, e
che neanche la storia edificante (fino a che punto?) del sergente e della sua amante
riesce in qualche modo a risollevare.
Compare anche la figura di Angelo
Tommasi intento a disegnare con lo-
ceano in tempesta, sferzato dal pam-
pero, mentre gli altri passeggeri erano
stravolti dal mal di mare. Non deve
stupire la presenza di un pittore in una
spedizione che doveva avere loggetti-
vit della scienza. In realt nel passag-
gio del secolo il disegno dal vero ave-
va ancora un valore documentario,
mentre si era ormai pienamente afferma-
ta la fotografia come mezzo di documen- Angelo Tommasi Gli emigranti.
tazione oggettiva e non a caso Gori era munito di macchina fotografica, lo strumento
per eccellenza dellintellettuale positivista: le riproduzioni naturalistiche ed antropo-
logiche avevano ormai il valore delloggettivit e lo stesso Gori si serviva di diaposi-
tive nelle sue conferenze.
Un altro mezzo si andava affermando ed, infatti, Gori parlando del movimento dei
passeggeri sulla nave faceva riferimento al cinematografo, ma era ancora presto per
una sua diffusione significativa nelle spedizioni scientifiche verso regioni misterio-
47
Scipio Sighele (18681913) autore de La folla delinquente (1891), uno dei primi testi in Italia a stu-
diare la psicologia delle masse. Il testo a cui Gori fa riferimento invece La donna nova, Roma, E. Vo-
ghera 1898.
27

se. La fotografia riusciva, comunque, a colmare almeno in parte quella voglia di rea-
lismo e di fiducia nella possibilit delluomo dellopinione pubblica di fine Ottocen-
to-inizio Novecento,
Tommasi cercava nello stesso tempo di documentare quello che vedeva: citt, pae-
saggi naturali, animali, uomini, come nel caso del gruppo dei marinai della Guardia
Nacional intenti ad una manovra a bordo della nave.
Daltra parte Tommasi aveva presente la vicenda di un pittore-esploratore italiano
in Argentina, che proprio in quel 1901 doveva andare incontro ad un tragico destino:
si trattava di Guido Boggiani (Omegna 1861Gran Chaco 1901).48
Allievo di Filippo Carcano allAccademia di Brera,
pittore non fra i maggiori, ma di un certo successo, nel
1887 Boggiani si era recato in Argentina affascinato
dai racconti che giungevano in Europa sulle popolazio-
ni e sugli ambienti naturali dellAmerica del Sud. Nel
1888 inizi il suo viaggio nel Gran Chaco, dove studi
e ritrasse le popolazioni locali e ritorn poi in Italia
portando con s una collezione di reperti di grande va-
lore antropologico. Amico di DAnnunzio, nel 1895
fece con lui un viaggio in Grecia sullo yacht Fantasia
e nello stesso anno pubblic Viaggi di unartista nel-
lAmerica meridionale: i Caduvei con disegni originali
dellautore. Sicuramente Tommasi doveva essere a co-
noscenza della produzione di Boggiani e della sua atti-
vit di artista-etnografo. Guido Boggiani, Indio Caduveo..

Il mal dAmerica, la nostalgia dei grandi spazi selvaggi non doveva, tuttavia, ab-
bandonare Boggiani che nel 1896 ritorn in America Latina, accompagnato questa
volta da un apparecchio fotografico e da tutto il necessario per sviluppare le lastre.
Proprio la sua formazione eclettica gli permetteva di affrontare la complessit del
Gran Chaco senza i paraocchi del colonizzatore interessato. Numerose le sue foto di
carattere antropologico che raffigurano la popolazione indigena o meglio del corpo
dellindigeno non ancora civilizzato.
Fu visto lultima volta ad Asuncion il 24 ottobre 1901, poi se ne persero le tracce
nel Chaco dove si era recato per una spedizione fra gli indiani che i colonizzatori
chiamavano moros.
48
Su Boggiani, A. VIVIANI, Guido Boggiani. Alla scoperta del Gran Chaco, Torino, Paravia 1951; M.
LEIGHEB, Lo sguardo del viaggiatore. Vita e opere di Guido Boggiani, Novara, Interlinea 1997; F.
LAMENDOLA, Ricordo di Guido Boggiani,pittore esploratore, (2007), Arianna Editrice (www.ariannae-
ditrice.it ). Un giudizio positivo sullattivit di Boggiani nel Chaco, M. BLASER, Storytelling Globaliza-
tion from the Chaco and Beyond, Durham, Duke University Press 2010, pp. 52 54. Sulluso della
macchina fotografica da parte di Boggiani, A. ALEXANDER, El arte de robar el alma a los indios, in Cla-
rn, Buenos Aires, 17 novembre 2002. M. GIORDANA, El ombre de la cmara, in Pagina/12, Buenos
Aires, 10 novembre 2002 e H. PESIS, El tragico final del fotografo, in Leedor, 13 ottobre 2005
28

Solo nel 1902 una spedi-


zione partita da Asuncion
scopr che Boggiani era sta-
to ucciso da un gruppo di
indiani. Il suo corpo fu re-
cuperato solo nel 1904 e se-
polto nel cimitero italiano di
Asuncion. Con lui gli indi-
geni avevano sepolto anche
la macchina fotografica per
paura che potesse rubare
Asuncion, cartolina dei primi del '900. loro lanima.
Con la consapevolezza di viaggiare in territori non proprio sicuri, Gori e Tommasi
viaggiarono sul Guardia Nacional (sulla nave Gori riusc addirittura a commemorare
Giuseppe Verdi, della cui scomparsa era giunta notizia, con un discorso in cui colle-
gava le idealit del Risorgimento democratico a quelle di un futuro cambiamento so-
ciale).49

Il viaggio si present subito


problematico per gli sbarchi a
causa dei forti venti: una prima
tappa fu a Puerto Pirmides, un
desolato villaggio nella Penisola
di Valdez. In seguito fecero tap-
pa nella zona solitaria di Cabo
Raso, a circa 200 km. a sud di
Puerto Madryn, dove i due viag-
giatori ebbero modo di osservare
le colonie di lobos di mare
(otarie) sugli scogli e Tommasi
ne rimase cos affascinato da ri-
trarli in uno dei suoi dipinti, du-
rante unescursione piuttosto fa- Puerto Pirmides oggi.
ticosa e pericolosa lungo la costa.
Cos la racconta Tommasi in una lettera al figlio Ugo: i continui e impetuosi venti
distruggono tutto meno i sassi che volano nei giorni burrascosi come palle di schiop-
po e non avendo precauzioni in tali momenti, c da rovinarsi la faccia. A Cabo
Raso, Gori e Tommasi sbarcarono insieme ad un capitano di cavalleria, un ingegnere
ed altri due viaggiatori e mentre il nostro pittore dipingeva, Gori ne approfittava per

49
Proprio durante questo viaggio (non sappiamo se allandata o al ritorno) il capitano Guttero pose le
basi per la fondazione della citt di Caleta Olivia (dal nome della moglie del capitano).
29

raccogliere reperti naturalistici (conchiglie, ossa di animali ecc.). Improvvisamente


si alz una terribile tempesta che imped loro di poter tornare a bordo e dovettero rifu-
giarsi per due giorni in una capanna, nutrendosi di qualche galletta e di una pecora
che avevano catturato e che a Tommasi fece semplicemente ribrezzo. 50

Isla De Los Estados.

Probabilmente toccarono lo scalo di Puerto Cook nellIsla des Estados per sbarcare
i prigionieri, per poi arrivare ad Ushuaia, che Gori defin fiaccola ardente nel buio e
Tommasi descrisse come una vera bellezza. Montagne altissime e cariche di neve
formano il golfo grande e sicuro. Boschi vergini grandissimi cascate dacqua incan-
tevoli violette profumate fra la neve. Fravole saporitissime ortaggi frutta.
I due viaggiatori furono accolti dal governatore Felix A. Carri, che ricordava an-
cora con orgoglio la visita del presidente Roca nel 1899, in questo remoto avamposto
della Repubblica Argentina, che contava allora circa 250 abitanti, di cui venti erano
50
Tommasi raccont il viaggio in due lettere, una allamico Beppe (Giuseppe) Mazzini di Livorno, da
Santiago del Cile, Hotel Milan, Calle Estado n.380 il 17 aprile 1901; laltra al figlio Ugo Tommasi, da
Buenos Aires, 18 maggio 1901. Le due lettere sono state riportate in G.L.MARINI, P. STEFANI, Angelo
Tommasi. Con i diari dellAmerica del Sud ed altri inediti,Firenze, IL Torchio 1979, pp. 105 125 (co-
pia presente nell Archivio Dini, Montecatini Terme), da cui traggo tutte le citazioni di Tommasi, salvo
diversa indicazione. Su Tommasi si veda ora anche I Tommasi. Pittori in Toscana dopo la macchia, a
cura di F. Dini, Milano, Skira 2011.
30

gendarmi. Bruce Chatwin sintetizzer la


breve storia di Ushuaia in poche righe:
Ushuaia era sorta nel 1869, quando il re-
verendo W. H. Stirling aveva fatto costrui-
re vicino alle capanne degli indios Ya-
ghan, ledificio prefabbricato della missio-
ne. Per sedici anni anglicanesimo, orti e
indios avevano prosperato. Poi arriv la
Marina Militare argentina e gli indios mo-
rirono di morbillo e di polmonite. 51 In
realt quella del reverendo Waite H. Stir-
ling era solo una missione che era riuscito
a creare in una terra difficile alla fine del
mondo (lui stesso si definiva Gods Lo-
nely Sentinel), tanto che la Chiesa angli- Ushuaia cartolina, sec. XX.
cana proprio nel 1869 lo nomino vesco-
vo delle Falklands con una diocesi che
era la pi grande del mondo, in quanto
comprendeva tutto il Sudamerica, ma con
il pi piccolo numero di ecclesiastici in
servizio.52 Invece il nucleo abitato nac-
que proprio con larrivo dei militari ar-
gentini negli anni Ottanta e divenne sede
di un importante penitenziario (probabil-
mente visitato dallo stesso Gori) che do-
veva sostituire quello dellIslas de los
Estados che stava per essere definitiva-
Il golfo di Ushuaia al tempo di P. Gori.
mente smantellato. Il modello doveva es-
sere in prospettiva quello australiano con la permanenza di ex prigionieri da trasfor-
mare in coloni, come auspicava lo stesso Gori. A conferma abbiamo una testimonian-
za, proprio del 1901, del reverendo John Lawrence su Ushuaia, che seems quieter
now than of old, both at the Mission station and the Government settlement. There are
more prisoners and ex prisoners here than any other class of people. Natives are few.
Lunica certezza era quella che le popolazioni indigene nel giro di pochi decenni era-
no quasi scomparse dal territorio di Ushuaia. 53
51
B. CHATTWIN, In Patagonia, cit., p. 160.
52
Ancora oggi alle Falklands ricordano questo primato del vescovo Sterling, P. J. MILLAM, The Fal-
klands The Worlds Largest Diocese, in Falklands Islands Newsletter, n. 70, August 1997 (www.-
falklands.info/history).
53
Notizie storiche sulla Terra del Fuoco si possono trovare nel sito, www.tierradelfuego.org.ar. La
testimonianza di Lawrence ed altre informazioni su Ushuaia in A. CHAPMAN, Europeans Encounters
with the Yamama People of Cape Horn bifore and after Darwin, New York, Cambridge University
Press 2010, pp. 590 591.
31

In questo avamposto i due compagni di viaggio rimasero quindici giorni (Tommasi


ebbe occasione anche di guadagnare 500 pesos per realizzare un ritratto della madre
del governatore)54, accolti con grande cortesia dalle autorit locali, date anche le cre-
denziali del governo argentino, in particolare del ministro della Marina Rivadavia:
non a caso, poich nel porto si trovava la squadra navale argentina, furono invitati a
bordo dellammiraglia San Martin dallo stesso ammiraglio Solier, che forn loro an-
che un vaporetto per esplorare i dintorni di Ushuaia. Io e Gori scrisse Tommasi
fummo invitati a pranzo dallammiraglio del quale diventammo buoni amici, tanto
che lalto ufficiale lo prese anche in giro per le tempeste che il pittore aveva dovuto
affrontare (dunque, Tommasi, mi diceva ad Ushuaia lammiraglio Solier, in que-
sta settimana 4 giorni di pittura e 3 di naufragi).
Daniel de Solier (18451903) era una delle figure pi
prestigiose della Marina argentina, al comando della Di-
vision Bahia Blanca che stava conducendo manovre nel-
lAtlantico meridionale fino, appunto, ad Ushuaia. Chiss
se Gori e Tommasi avranno saputo che sulla San Mar-
tin cera anche un pezzo di Livorno, in quanto la nave
era stata varata appena cinque anni prima nei cantieri Or-
lando. Collegamento fra i due e il prestigioso ammiraglio
era un ufficiale di stato maggiore, imbarcato sul San
Martin, il capitano che Tommasi chiama nelle sue lette-
re Dubourg, ma che in realt era Felix Dufourq (1860
1909), anchegli importante figura della Marina ed uno
dei fondatori dellattuale Puerto Militar, il primo nel pae-
se.55 Da Ushuahia inizi per i due compagni uno dei tratti
pi interessanti del percorso, lungo il canale di Beagle, in
quei territori che Jules Verne chiamava Magellanie. Felix Dufourq.
Si trattava di arrivare a Punta Arenas dove dovevano aspettare, per alcuni giorni, la
nave per Valparaiso. Punta Arenas, in territorio cileno, sede di un importante peniten-
ziario nazionale, era, prima dellapertura del canale di Panama nel 1914, il principale
punto di transito fra Atlantico e Pacifico.
La piccola nave che li trasportava fece calare i due personaggi in un mondo qua-
si irreale, fatto di coste deserte, di mari profondi, di imponenti ghiacciai che lambiva-
no le acque delloceano: questi ambienti primigeni ispireranno a Tommasi dipinti di
rocce brune e ghiacciai cerulei, picchi innevati irraggiungibili per loro: il ghiacciaio
che riproduce in un suo quadro probabilmente il Romanche Glaciar che scende sul
canale di Beagle con un imponente cascata, il cui rumore si avverte da lontano. Le-
54
Tommasi riusc anche a ricavare qualche centinaio di pesos, durante il viaggio, realizzando almeno
un paio di ritratti e vendendo due quadretti a Diego Alvear, giovane della grande aristocrazia argenti-
na, che aveva incontrato a bordo della nave.
55
Su Solier e la San Martin, la scheda documentatissima in www.histarmar.com.ar/Armada. Su Du-
fourq larticolo comparso sul n. 24 della rivista dellArchivio Histrico Municipal de Rosales, www.ar-
chiviodepunta.com.ar/revista/revista_n24.htlm
32

mozione di Tommasi si avverte nella lettera al figlio: vedere a 50 metri da noi che si
passa i ghiacciai eterni grandi montagne strane, piene di vegetazioni e tra una e laltra
una di ghiaccio profondamente screpolato e nellinterno di queste spaccature un colo-
re bleu violaceo. La parte esteriore cambia di colore in un modo strano. In certi punti
prende il gialliccio in altri il roseo o il celestognolo a seconda della luce e tutta que-
sta enorme massa di ghiaccio scende fino allacqua del canale che in punti largo in
altri stretto, sempre variato di linea, di colori insomma una cosa veramente sor-
prendente. Non si sa dove guardare, tanto tutto maestosamente bello,incantevole.
Mi ricordo che in un punto rimasi tanto colpito dammirazione che senza accorgerme-
ne cominciai a muover le braccia e ad urlare come un forsennato. Volli tentar qualche
studio. Il comandante, per ordine superiore ricevuto, due volte fece fermare a mio
profitto la macchina ma ben poco potei fare a causa del freddo tremendo.
Questa profonda emozione per un ambiente cos estremo si avverte anche in Gori, al
quale questi paesaggi ispireranno nuovi versi poetici, proprio mentre stanno dirigen-
dosi verso il Polo Australe.

Gi disparve Ushuaia
sotto laguzzo e cerulo
picco de lOlivaia:
ecco di Darwin i monti,
che lAnglo, da le fonde
pupille daquila, vide
nei tempestosi tramonti
popolarsi di larve
umane sui confini
de le caverne (gli apparve
laspra lotta infinita
degli esseri per la vita
sul tumulto dellonde)
di cateratte e di fonti
argentee scintillan le sponde
del Beagle, che si confonde
lontano con gli orizzonti.
Il Canale Beagle.
33

Poi descriveva lattraversamento della baia tragica della Desolazione


enorme visione
tutta di spume bianca
per la mareggiata,
gola denorme ciclone
nel gran buio urlante
innanzi a la prua flagellata
la baia ululante
de la Desolazione.
Infine i grandi monti,
e i ghiacciai australi
Poi, culmine cinto
di ghiacci perpetui e denormi
nuvole doro, il monte Sarmiento,
pi l dei selvosi
dirupi di Brenock, a fronte
de loceano glaciale,
che mugghia sotto il pampero, Monte Sarmiento.
ne la notte invernale.
E riporta anche la voce di Tommasi, estasiato di fronte a tanta bellezza, tanto da urla-
re di meraviglia e stupore nel gelido vento australe:
Oh, amico, la voce
che ti sfugg sul tramonto
di questo giorno, da gli attimi brevi
tutti meravigliosi
di bellezza! Che io possa, dicevi
dipingere una sola
di quelle gemme, di quelle
luci ed ombre, che niuna parola
pu ridire!.56
Purtroppo la traversata non and nel migliore dei modi, infatti la nave fu investita
da una tremenda tempesta, perse entrambe le ancore ed inizi ad andare alla deriva.
Gori aveva gi avuto esperienze di navigazione, invece Tommasi era smarrito: io e
Gori sand in cabina e ci attaccammo alla bottiglia del cognac. Sebbene al buio vidi
luminosamente tutta la mia famiglia e mi sentii stringere il cuore. Guardai Gori e gli
dissi: questa non si scampa. Finch siamo vivi mi disse stiamo insieme . () La
56
P. GORI, Verso il Polo Australe (al pittore Angelo Tommasi), Punta Arenas, estate australe 901,in
Canti desilio, Spezia, Tipografia Sociale 1912, parzialmente riprodotto in Viaggi ed avventure di Pie-
tro Gori, cit., pp. 49 -50.
34

notte oscurissima, la pioggia, ogni tanto una raffica tremenda, la confusione, lo spa-
vento a bordo Il capitano che urlava dando ordini nel buio Erano le 10 e doveva-
mo aspettare il giorno. A questo punto Tommasi ebbe uno scatto di nervi: Tutti so-
pra ! tutti sopra ! Mentre mi alzavo scende Gori e Tommasi vieni sopra e stiamo uniti
in questo momento . Io ho famiglia e tu mi hai condotto alla morte gli dissi brusca-
mente. C qui ancorato un vaporino cileno forse ci salviamo Coraggio! e andai
su con lui.
Ritornarono ad Ushuaia e da qui partirono nuovamente per Punta Arenas dove arri-
va rono dopo tre giorni: qui attesero sei giorni il vapore inglese Ovissa che li dove-
va portare verso nord, verso Valparaiso.
Da Punta Arenas inizi la risalita
lungo le coste cilene: da questo pun-
to il viaggio divenne politico, nel
senso che divenne un giro di propa-
ganda libertaria nelle principali citt
cilene.
Dopo alcuni giorni di navigazio-
ne, Gori e Tommasi arrivarono a Co-
ronel (dove Gori prese contatti tele-
grafici con il gruppo anarchico di
Santiago), da qui proseguirono per
Talcahuano (dove tenne una confe-
renza) ed infine arrivarono a Valpa- Talcahuano inizi sec. XX.
raiso, dove tenne vari incontri. 57
Mentre Gori era preso dallattivit politica, Tommasi ebbe modo di osservare Val-
paraiso citt emintemente artistica, piena di luce e di colore clima ottimo mol-
to movimento. Gli piacque meno la popolazione cittadina: nel popolo c gran ca-
naglia. Uccidono luomo con la massima indifferenza per toglierli di tasca un pesos o
2 per andarselo a bere e bevono spaventosamente un vino cotto che chiamano cic-
cia (chicha, fermentato di uva, pi rustico del vino che si usa in abbondanza nel Cile
centrale) in certi bicchieri da un litro. La sera, e specialmente di domenica, difficile
incontrare un popolano che non sia indecentemente ubriaco.
Da Valparaiso i due si recarono a Santiago dove Gori tenne due importanti confe-
renze, una alla Sociedad de Artesanos (la prima societ di mutuo soccorso fondata in
Cile nel 1861)58 su Il presente ed il futuro economico dei lavoratori, laltra al Tea-
tro Lirico sopra La guerra e la missione storica del XX secolo, un intervento contro
il militarismo e a favore di una pacifica convivenza fra i popoli. La visita di Gori non

57
Sulla visita di Pietro Gori in Cile, J. A. GUTIERREZ, La visita de Pietro Gori en Chile, (2001) in
www.anarkismo.net/article/14210 oppure in www.ainfos.ca/ca/ainfos10677.htlm.
58
Sulla genesi di questa ed altre societ cilene, S. GRERZ TOSO, De la regeneracion del pueblo a la
huelga general. Genesis y evolucin del movimento popular en Chile (1810 1890), Santiago, RIL
Editores 2007.
35

poteva passare inosservata e i giornali conservatori ne approfittarono per scatenare su


di lui la macchina del fango che coinvolse lo stesso Tommasi. Infatti in quel perio-
do si era verificato al Salone delle Belle Arti un furto di quadri: come resistere alla
tentazione di collegare il fatto alla presenza in citt di un pericoloso soggetto anar-
chico e del suo strano amico pittore?
Aldil di queste noie, il viaggio and benissimo da tutti i punti di vista e, arrivato
il momento del ritorno in Argentina, Gori e Tommasi presero la via della Cordillera
delle Ande, sicuramente pi breve rispetto al periplo della Patagonia. La traversata
non present eccessive difficolt: allinizio usarono addirittura il treno di una piccola
ferrovia della Compania Transportes Unidos, che li port, come scrisse Tommasi,
fino ad un paesetto sconosciuto, dove si lascia il treno, si mangia. Da qui presero
una piccola ferrovia dentata un solo trabiccolo della societ Ferrocarril andino,
affogati nel polverone. Il paesetto di Tommasi era Los Andes, stazione di partenza
del treno andino, che permetteva di arrivare al Salto del Soldado, dove si risaliva la
stretta e rocciosa valle dellAconcagua.59 Gori e Tommasi si erano attrezzati con ca-
miciole, mutande e calze di lana che li misero a dura prova, nonch occhiali scuri
contro il riverbero della roccia e della neve. Dal Salto si proseguiva su carri a cinque
cavalli che correvano come pazzi (quei figliacci di cani di conduttori si lamenta il
nostro pittore). Infine, dopo Las Cuevas, era necessario salire sui muli per spingersi
fino al Portillo, a quasi tremila metri, al passo della Combre (3842 metri), percorren-
do tratturi franosi e con il costante pericolo della puna, le difficolt di respirazione
per chi saliva ad alte quote.
Il percorso era stato compiuto alcuni anni
prima da Angelo De Gubernatis che ave-
va fatto tappa al rifugio cileno di Juncal
(lo stesso percorso di Gori e Tommasi) e
ricordava un percorso difficile, molesta-
to talora da un gelido vento che sollevava
al mio passaggio turbini di neve. Lo
studioso italiano aveva fatto il percorso
in direzione inversa arrivando in ferrovia
a Mendoza, la Cordigliera scriveva
saffacciava superba innanzi a noi, col
suo lungo strascico di neve. 60 La cosa
non poteva mancare di impressionare
Tommasi: le bellezze di quelle monta-
gne non si possono descrivere. Il sole il-
luminava le creste color doro e macchia-
te di neve dun bianco che acceca. L'Acacongua.

59
Il percorso descritto da M. P. ALLENDE, Historia del Ferrocaril en Chile, Santiago, Pehun Editores
1993, pp. 84 86.
60
A. DE GUBERNATIS, LArgentina,cit. p. 143; 160; 201.
36

I paesaggi maestosi delle Ande ispirarono a Pietro Gori, alcuni anni dopo, una poesia
che fu in seguito inserita fra gli autografi degli scrittori italiani illustri nellalbo doro
donato alla Repubblica Argentina nel centenario della sua indipendenza:

I vertici e labisso! LAconcagua


saderge sul cielo aurorale ()
La carovana sale
silenziosa La gi, dopo i limpidi
corsi dellacqua che si frange e va;
ben pi ad imo de le ghiacciaie
eterne, pi gi de le ripide balze,pi lunge de laspre giogaie,
oltre i fumanti refugi, pi l
de villaggi e de pascoli, nel fondo
a questa minacciosa maest
andina, giganteggia al tremolo
de primi raggi il fortunoso oceano
sol di nome, Pacifico,
che di rupestri e di marine tmpere
sui golfi e de le sierre sul pendio
cresce dal tuo vecchio ceppo, Araucaria,
o estrema Tule del civilt
latina un popolo nuovo.() 61

Rientrati in territorio argentino,


dopo una discesa a cavallo che,
come scrive Tommasi, fa girar
lanima, si fermarono a San Mar-
tin de los Andes, un paese di mon-
tagna che era stato fondato appena
tre anni prima, tanto che, quando
vi passarono Gori e Tommasi la-
rea era ancora militarizzata, in
quanto contesa fra Cile e Argenti-
na, che lanno precedente vi aveva
inviato le truppe del Terzo Caval-
leria che avevano occupato il terri-
torio ad ovest dellinsediamento.62 Pietro Gori e Angelo Tommasi sulle Ande.
Da questo avamposto andino, attra-
61
P. GORI, Sulle Ande (Portoferrio, 1910), in Canti desilio, cit., parzialmente riprodotto in Viaggi ed
avventure, cit., pp. 51 52.
62
G. V. RAUCH, Conflict in the Southern Cone. The Argentine Military and the Boundary Dispute
with Chile. 1870 1902, Westport, Conn., Praeger 1999, p. 181.
37

verso, Punta Vacas, Santiago del Estero, Rafaela e Mendoza, rientrarono a Buenos
Aires. 21 agosto 1901. Serata sociale alla prestigiosa Prince Georges Hall di Bue-
nos Aires organizzata dalla Sociedad Cientifica. Parteciparono il musicista Cattelani e
el doctor Gori, el primero ejecutando en el violin numeros escogidos de musica y el
segundo presentando 130 proyecciones de fotografias sacades en su reciente viaje al sud
insieme al pintor Angel Tomassi (sic). Ferruccio Cattelani (18671932) era un ac-
compagnatore di grande qualit: violinista e compositore, aveva operato in varie loca-
lit del Sudamerica e dal 1897 si era stabilito a Buenos Aires (vi compose lopera liri-
ca Atahualpa).63 Gori fece unintroduzione sui luoghi visitati davanti ad una concor-
rencia () numerosa y distinguida, poi proiett le 130 diapositive, aiutato dallinge-
gner Juan Abella e como de costumare, se hizo aplaudir por se facil decir y su claro
mtodo de exposicion, segno che Gori era gi ampiamente conosciuto ed apprezzato
dal pubblico bonaerense.64
Tommasi, invece, espose i quadri che documentavano il suo viaggio australe nella
pi importante galleria darte di Buenos Aires, la Galleria Freytas y Castillo. 65 Aveva
compreso benissimo cosa volevano il governo e lopinione pubblica argentina, ossia
pubblicizzare le nuove terre, farne vedere la bellezza anche come soggetto artistico,
perch tutti gli Argentini sono orgogliosi di possedere la Terra del Fuoco le cui bel-
lezze ammirano specialmente tutti i pezzi grossi cominciando dal Presidente, che fa-
voriva sicuramente viaggi come quello di Gori e Tommasi. Tanto da far dire allo stes-
so Tommasi, un po rudemente, io sono stato il primo pittore a sverginare quei
luoghi deliziosi.

Buenos Aires Il teatro Prince Georges Hall,cartolina dei primi del '900.
63
E. ZUCCARINI, Il lavoro degli italiani nella Repubblica Argentina, Buenos Aires, La Patria degli Italiani
1910, p. 451; C. ZORINI, La musica italiana a Buenos Aires e il Teatro Colon, in www.tribunaitaliana.it.
64
Movimiento Social, in Anales de la Sociedad Cientifica Argentina, Buenos Aires, entrega III, tomo
LII, septembre 1901.
65
Su tale galleria darte, A. M. FERNANDEZ GARCIA, Arte y Emigracion. La pintura espanola en Buenos
Aires. 1880 1930, Oviedo, Universidad de Oviedo 1997, pp. 78 79.
38

Il 1901 fu un anno intenso per Pietro Gori: dopo il viaggio australe, nel settembre
del 1901 si rec a Montevideo per una conferenza e per porre la prima pietra del mo-
numento a Garibaldi e poco dopo risal il fiume Paran, il placido corso del Paran
con le sue acque fangose, con le navi della compagnia Mihanovich, questa volta in
compagnia del poeta Cesare Pascarella. che far di lui questo breve ed ironico ritratto:
lavv. Gori, il socialista criminologista etc. etc. un simpatico giovinotto un po
fanfarone. Fuggito dallItalia dopo i fatti di maggio venuto qui, si dato attorno, ha
ottenuto un posto alluniversit, ha dato non so quante mila conferenze e vive. 66
Anche in questo caso Gori un curiosit scientifica e attivit politica: document la
vita delle popolazioni indigene, ma and anche ad Asuncion e a Concepcion, dando
un notevole impulso alla diffusione dellanarchismo in Paraguay.67
Ma il tempo dellArgentina doveva finire ben presto anche per Gori: amnistiato dal
governo italiano, nel 1902 riusc a rimpatriare, lasciando una realt che per lui era sta-
ta ospitale e produttiva dal punto di vista intellettuale e politico. La fama delle sue im-
prese argentine lo aveva accompagnato anche al suo ritorno in Italia, tanto che fu in-
vitato a tenere conferenze, con proiezione di diapositive, in varie localit, talvolta con
lo scopo di raccogliere fondi per la causa. Nellestate del 1902 la stampa locale regi-
stra, ad esempio, alcune sue conferenze scientifiche nelle Marche sul viaggio in Pata-
gonia.68
Grazie anche a queste conferenze ed alla fama che si portava dietro dal suo esilio
nacque la leggenda delle avventure di Gori in Sudamerica che finirono per alimentare
il suo mito, sia fra i semplici militanti che fra gli intellettuali. Quello che colpiva lim-
maginazione era anche lincontro con personaggi particolari in terre assolutamente
sconosciute, come lepisodio dellincontro con il calzolaio marchigiano, ex studente
di ingegneria, che era andato a cercare fortuna nella Terra del Fuoco, portandosi die-
tro gli attrezzi del mestiere e che conosceva tutte le canzoni proletarie, comprese
quelle scritte da Gori, o quando lo stesso Gori nel 1902 incontr i braccianti ravennati
impegnati nelle campagne di Ostia e con loro ricord lepopea della Pampa.69
Ancora nel 1974 un testimone a Portoferraio ricordava limpresa di Gori nella Ter-
ra del Fuoco e la raccontava, ammantata di leggenda:
una volta si trov in questa Terra del Fuoco isolato. Si fece notte e dovette chie-
dere asilo a un convento; si presenta alla porta del convento, e cera il padre guardia-
no. Questo frate alla vista di Gori e dun balzo domand: Chi ? Io sono lavvo-
cato Gori. Sa, Pietro Gori! Questo frate dette un balzo indietro: sa, la figura di Gori
era messa un po anche nellAmerica Latina, figurava come una bestia feroce, che in
66
C. PASCARELLA , Taccuini, Milano, Mondadori 1961, p. 204.
67
R. JACKSON, A History of Organizated Labor in Uruguay and Paraguay, Westport, Conn., Praeger
2005, p. 95.
68
Il Messaggero del Metauro, 31 luglio 1902; Concordia, 2 agosto 1902; Il Messaggero del Me-
tauro, 14 agosto 1902, in www.bibliotecaliberopensiero.it
69
Lepisodio del calzolaio narrato da V. EMILIANI, Gli anarchici, Milano, Bompiani 1973, p. 160; lin-
contro con i braccianti ravennati, L. MADEO, Gli scariolanti di Ostia antica. Storia di una colonia so-
cialista, Brescia, Camunia 1989, p. 182.
39

realt non lo era. E allora disse lui se gli davano alloggio per quella notte; questo frate
disse: Bene, io domandiamo al padre superiore e gli disse che cera Pietro Gori
che voleva alloggiare per quella notte. Il padre superiore dette lordine di farlo passa-
re ed ebbe una lunga conversazione con Pietro Gori. Dice nelle sue memorie questo
frate disse che una bellissima conversazione come aveva avuto con Gori non laveva
mai avuta con nessunaltra persona.70

Il tema del viaggio australe ritornava anche nella memoria colta, soprattutto nel-
le poesie a lui dedicate dopo la sua morte: Virgilio Mazzoni ricordava

Lanima mia irrequieta e sospirosa


ti segua dai Congressi al tribunal,
sulle Ande, nella vita avventurosa
oltre il Ciaco, lIgnasso e il Polo Austral.71

Giuseppe Cartella Gelardi, in occasione della morte di Gori, scriveva:

Solo nel mondo, in fino a le remote


Terre del Fuoco a ricantar la gloria
del Divenir, su le pallide gote
baciando i vinti da la torva Istoria. 72

E Angelo Tommasi? Anche lui era rientrato in Italia, dove aveva continuato con la
sua attivit artistica. Resta, come testimonianza di questo periodo, una singolare lette-
ra di Giovanni Fattori del 1902 che dice di aver incontrato il pittore a Firenze, in via
Cavour,: cosa certa fortuna non lha fatta, nessuno ne parla e nessuno si occupato
se tornato, o se sempre fuori, ed anche come artista che si credeva avesse portato
quadri e studi di quelle localit dove stato alla terra del foco; nulla di nulla (invece,
come vedremo in seguito, qualcosa Tommasi doveva averlo portato). Il vecchio pitto-
re macchiaiolo aggiungeva anche una piccola coda velenosa, non sappiamo se riporta-
ta da Tommasi o da altri, ma certamente falsa: il viaggio lo fece con un certo Avvo-
cato Gori anarchico (e che ora ha pensato bene lasciare lanarchia e approssimarsi
pian piano alla monarchia) per questo avvocato Gori nelle sue conferenze di quei
viaggi fatte qui, niente ha parlato di Tommasi.73

70
Testimonianza di Leo Tesei (nato nel 1900), Portoferraio, 1 marzo 1974, in P. PISCITIELLO , S. ROSSI,
tornato Pietro Gori. Frammenti della vita di un anarchico raccontati dalla gente dellElba, Portoferra-
io, Elbareport 2008, p. 28.
71
V. S. MAZZONI, Al Mausoleo di Pietro Gori in Rosignano Marittimo l8 gennaio 1921, citato in M.
ANTONIOLI, Pietro Gori. Il cavaliere errante dellideale, Pisa, Biblioteca Franco Serantini 1996, p. 76.
72
G. CARTELLA GELARDI, In morte di Pietro Gori, citato in M. ANTONIOLI, Pietro Gori, cit., p. 80.
73
Citato in F. DINI, I Tommasi e leredit dei macchiaioli, in I Tommasi, cit., p. 31.
40

Del viaggio di Tommasi non si era certamente di-


menticata una brillante scrittrice e giornalista, Anna
Franchi (Livorno 1867 Milano 1954), singolare figu-
ra di socialista e femminista ante litteram, che si batte-
va per lemancipazione femminile attraverso il suffra-
gio e soprattutto per lintroduzione del divorzio in Ita-
lia: proprio nel 1902 aveva pubblicato un libro che do-
veva far discutere, intitolato, significativamente, Avan-
ti il divorzio. In attesa di una legge sul divorzio, che in
Italia arriver solo quasi settanta anni dopo, Anna
Franchi si interessava anche di arte contemporanea, in
particolare dei macchiaioli, e aveva pubblicato per i
Fratelli Alinari di Firenze, Arte e artisti toscani dal
1850 fino ad oggi (1902).74
Anna Franchi.
la stessa Franchi a cercare Tommasi
nel suo ritiro di Quercianella, sulla tran-
quilla costa livornese, per fargli rievocare i
giorni del viaggio nei mari australi, per con-
to di una elegante rivista illustrata,Il Seco-
lo XX. Ne venne fuori un bellarticolo, che
voleva conservare un po della spontaneit
del parlato di Tommasi, e che rievocava,
dal punto di vista dellartista, alcuni mo-
menti del viaggio.75 Lo scritto era corredato
da alcune fotografie, sicuramente scattate
da Gori stesso, che illustravano aspetti natu-
ralistici ed antropologici (oltre al paesaggio
con i lobos dipinto da Tommasi) ed anche
unimmagine di Gori e Tommasi a cavallo
sulle Ande.
Il testo cos interessante che vale la pena
riportarlo per intero.

Copertina della Rivista Il secolo XX.

74
Su Anna Franchi, L. GIGLI, La passione politica di una scrittrice. Appunti per una biografia di Anna
Franchi, in Vivere da protagoniste, a cura di P. Gabrielli, Firenze, Carocci 2001, pp. 83 -105.
75
A. FRANCHI, Un pittore toscano alla Terra del Fuoco, in Il Secolo XX, Milano, 1903, pp. 310 -320.
41

Un pittore toscano alla Terra le; e in una dolce mattina di novembre,


tutta piena di sole, sono partita da Firen-
del Fuoco. ze per commettere a tradimento la mia
prima cattiva azione premeditata.

D al pittore Angelo Tommasi


....
Da Livorno a Quercianella la passeggia-
ta incantevole; dimenticavo quasi il mio
truce proposito; lazzurro Tirreno sotto i
raggi doro brillava allegramente, incre-
spando in mille ondulazioni le sue acque
limpidissime.
Londa immensa da un lato; verdeggianti
campagne tepide e profumate dallaltro;
boschetti, olivi, fiori e il mormoro lieve
delle onde che si confondeva con larmo-
nia degli alati cantori... Una poesia uni-
ca, la poesia forte della natura!
Non mi ero nemmeno accorta che ero
giunta e che il mio pittore da aggredire
stava l sugli scogli, davanti al cavalletto,
mentre la sua bellissima figliuola, ritta
tra i massi, coi piedi quasi nellacqua, i
capelli al vento, posava.
M i aveva scritto da Quercianella,
lamico gentile, Angelo Tommasi,
invitandomi; ed in verit mi piaceva la vi-
sita e la passeggiata; la superba riva tir-
rena mi affascinava.
Poi unaltra idea mi era entrata nel cer-
vello: intervistarlo parola duso.
Glielo scrissi, ed egli mi rispose una im-
pertinenza; e mi disse che dagli amici bi-
sogna sempre aspettarsi delle cattive
azioni. Del resto non era gi stato al Polo,
o nel centro della Terra, e il suo viaggio
in Patagonia e nella Terra del Fuoco non
meritava di essere narrato.
Io gli risposi, che un artista a cui non fan
paura dei veri pericoli, e che tutto sfida
per amore dellarte, sempre ammirevo-
42

Eccola qua! venuta! Brava! del Fuoco, ove risiede il governatore.


Ma che idee ha ? Fu una gita combinata per lei ?
Esclamazioni pi che espressive, doman- Non precisamente. Il governo manda
da da ghiacciare. spesso dei vapori i quali portano una
Ma la giornata lunga, pensai, e trover quantit di oggetti, che lasciano nei pic-
il modo di strappargli lintero racconto coli porti, lungo tutto il percorso: filo di
del suo viaggio. ferro, utensili da lavoro e tante altre
Angelo Tommasi, di una famiglia di ar- cose; favoriscono la colonizzazione.
tisti; cugino di Adolfo e fratello maggio- molto abitata la riva ?
re di Lodovico; tre pittori noti. Egli, vago Ho capito. Lei vuol sapere tutto
di nuovo, desideroso di avventure e di Ed egli fin per narrarmi tutto con una
nuova gloria, erasi recato a Buenos Ai- buona volont della quale non lo avrei
res. creduto capace. Lasciamo a lui la
Ma la citt cos grande e difficile non era parola
per la sua natura; ben altro, ben altro
era andato a cercare.
Tutto questo mi era noto.
In quella mattina dolce dipingeva il Tir-
I n Patagonia con un famoso.anar-
chico.........................

reno che sinfrangeva stanco sugli scogli Il mio non stato un viaggio grande-
della riva. mente avventuroso, ma non privo di peri-
Bel mare ! dissi. coli per. Che vuole, quelle terre non
Mare che par dolio, rispose. sono ancora delle citt, n, quasi direi,
Pi bello quello l? dei villaggi; la Patagonia ha delle im-
Pi bello nei suoi grandi furori, lim- mense praterie, che il governo vende a
menso Atlantico, pi imponente nelle sue poco prezzo a degli argentini, o anche a
calme, quando dorme sulle rovine della degli europei, i quali se ne servono per
inghiottita Atlantide. pasture; le pecore aumentano presto; essi
Ha sofferto dei suoi furori ?... vendono la lana, poi lintero gregge, ed
Nella traversata, no; ma appunto allor- in breve diventano ricchi. Hanno delle
ch mi recavo in Patagonia: appena mos- capanne di legno, fasciate di bandone;
so da Buenos Aires, o quasi. dormono alla peggio Gli indigeni si di-
Era su di una nave argentina ? vidono in due razze; quei della spiaggia,
Sul Guardia Nacional; il governo ar- che vivono di conchiglie, e quei dellin-
gentino, per mezzo del ministro Rivada- terno che vestono di pelli di guanaco, e
via,1 mi favor molto. Ero il primo artista vivono di caccia. Non mi sono inoltrato
che desiderasse ritrarre quelle terre qua- troppo nellinterno, poich forse avrei
si ignote ed alle quali tiene molto il go- fatto la fine del povero Boggiani, e vera-
verno mi dettero libero passaggio mente non avrei dovuto scendere, perch
fino ad Oshuia2 capoluogo della Terra i vapori debbono percorrere in breve la
costa, ed anche perch non si sa mai, in
1
Martin Rivadavia (1852 1901) ammiraglio quei mari se da unora allaltra non ci
argentino, ministro della Marina dal 1898. travolger qualche bufera infernale.
2
Ushuaia.
43

Ma per fortuna il nostro capitano, signor tano, volendo soddisfare il nostro deside-
Guttero, era un marinaro astuto, ed an- rio, ci permise di scendere. Eravamo in
che una gentilissima persona, io deside- tre. La lancia ci lasci sulla spiaggia, pres-
ravo troppo lavorare a terra, mi sentivo so a Caboraso; camminammo un buon
lansia di ritrarre un primo ricordo. Egli tratto su di un terreno sgretolante, che il
lo aveva compreso; Pietro Gori, il famoso secondo, venuto con noi, disse essere com-
anarchico mio compagno di viaggio, ar- posto appunto di qui piccoli molluschi che
deva pi di me intendiamoci, non per servono a nutrire gli Indi della riva; qua e
far della propaganda fra i pelle rosse. l delle vere montagnole, che sembrano
Daltra parte in quel momento lo spetta- pure di sabbia, e che non sono se non i gu-
colo era troppo avvincente per potervi sci dei molluschi, ammucchiati, ivi lasciati
pensare. Il tempo era splendido; e il capi- da qualche generazione di indigeni.
44

F ra i pelle-rosse
.....................................
Ci guardammo impensieriti.
In lontananza qualche capanna di guaci,
poi la prateria e il mare che urlava...
Non molto lungi, le grandi praterie; io Le lance tentavano lapprodo ancora,
dipingevo, Gori faceva delle fotografie; ma inutilmente.
erano scorse forse due ore, quando ad un Si faceva notte lo spavento e la fame ci
tratto, come se una furia invisibile si fos- davano noia, e non poca. Inutile tentare il
se scatenata, le onde erano salite, il vento ritorno sul mare tutto era cupo; da lon-
aveva portato via quadro e cavalletto; il tano i lumi di bordo pareva che ci canzo-
mare urlava, cupo di collera uno spa- nassero della nostra fame. Cinternam-
vento! Dal vapore si partiva una lancia mo. Alcuni Indi, di quei che, pi civili,
per prenderci ma londa la capovolse; aiutano i coloni, ci offrirono della gallet-
unaltra, unaltra, e tutte erano travolte ta, che ci sembr squisita e che pagam-
dalla furia dellacqua. Era impossibile ri- mo cara; poi ci adattammo a dormire su
tornare a bordo. dei sacchi di lana...
45

Il puzzo, lappetito e lansiet, cruda pure, tendevano man mano che avanzavano
ci tennero ben desti; aspettammo lalba verso di noi, con lacqua che li ricopriva,
come si pu aspettare la speranza di una che minacciava di travolgerli. Uno di
liberazione. Ma il vento non cessava; altre loro ci fece dei segnali, ci avvicinammo il
lance furono capovolte, e la giornata scor- pi possibile
reva cos tra il muggito delle onde, e lim- Il capitano ordina di ritornare a bordo
possibilit di ritornare a bordo. vivi o morti, bisogna partire, dovrebbe la-
Presi dalla fame, comperammo una peco- sciarli a terra.
ra, che un guaco cucin a sua usanza; Non cera da discutere; camminando tra
squartata, senza spellare, infilata in un gli scogli, talvolta aggrappandoci alle
ferro piantato a terra e arrostita al fuoco punte aguzze, per lasciar passare londa-
di sterco di pecora. Una tale porcheria ta che c investiva, raggiungemmo i mari-
da non potersi digerire nemmeno con la nari, sorreggendoci alle funi che ci por-
fame che avevamo. Gori e laltro compa- gevano, camminando quasi sott acqua,
gno ne mangiarono un poco, a me fu as- nemmeno incoraggiati dalle voci, che lu-
solutamente impossibile. Si avvicinava la lulo del vento e del mare assordavano, ci
seconda notte, il vento non cedeva; una gettammo nella lancia sfiniti In quanto
lancia si era staccata ancora dalla nave; al quadro non ne seppi pi nulla.
si ancor ad una certa distanza, alcuni
uomini ne discesero portando delle funi,
che dopo avere attaccato alla lancia, dis-
46

L a caccia dei lobos marinos Questi, grossissimi e di una forza straor-


Unavventura tragicomica dinaria, si difendono benissimo; urlando,
sospingono il nemico in modo che retro-
Non fu questa la sola volta che corsi il cedendo debba forzatamente cadere nel-
rischio di rimanere sulle coste della Pata- lacqua, o meglio sugli scogli; per poco
gonia. Vi scesi ancora per la caccia dei non perdevamo un uomo cos
Lobos Marinos, detti anche Lobos Leon Portava alcuni utensili, ci seguiva da
(Otarie) altrettanto interessante quanto lungi; noi gi avevamo oltrepassato il
pericolosa. una caccia proibita perch grosso masso ove le otarie godevano del
questi grossi anfibii danno gran rendita sole: egli non fu in tempo; dietro a lui
dolio e di pelli. Ma sempre per la corte- era lacqua che sinfrangeva su delle
sia del capitano, ancorammo in una pic- punte; la massa degli animali gli si schie-
cola rada, presso la quale i Lobos erano r di fronte: impossibile passare
usi venire al sole. Quando riposano sulle
pinne hanno laltezza di
un uomo; una testa di
leone con una criniera
meravigliosa
Luomo dovette retroce-
deretir delle fucilate
poi perdette terreno per
fortuna non cadde sugli
scogli e tutto si ridusse
ad uno spavento che poi
non fu lunico. Ma la cac-
cia era troppo interessan-
te, non solo, io volevo an-
che abbozzare uno studio,
e questa volta vi riuscii.
Ne ho fatto un quadro,
che mi cost caro, poich
il pericolo corso fu tre-
mendo.
La marea bassa lascia scoperti dei grandi Avevamo cacciato quattro Lobos splendi-
scogli simili a coni immensi la cui super- di; innamorati di quelle localit cos bel-
ficie forma un altipiano; i Lobos Marinos le, volevamo girare attorno ad unaltissi-
vengono a frotte, a centinaia, e si disten- ma roccia, che si ergeva su di un precipi-
dono su questi massi. Il capitano, pratico zio spaventoso, in fondo al quale il mare
della caccia, aveva disposto in modo da entrava ad infrangersi con una furia gran-
poter girare attorno alle rocce prima che de. Lalta roccia sulla quale eravamo sali-
si presentassero gli animali, poich pe- ti, da un lato non aveva discesa, n pote-
ricolosissimo aggredirli di fronte. vamo discendere dalla stessa parte poi-
47

ch sarebbe stato pericoloso, causa lu- Ad un tratto, mentre il terreno cedeva a


midit. Di fronte eravi un masso pi age- poco a poco, sento qualche cosa che face-
vole; bisognava fare un salto da uno sco- va resistenza; comprendo: un oggetto che
glio allaltro. Il capitano pass spedita- avevo nel taschino... era rimasto a con-
mente, Gori pure; io dovevo far come trasto con una punta appena uscente dal
loro; spicco il salto, ma mi sdrucciola un terreno... Fu un lampo con la mano li-
piede Che momento !... Per fortuna ri- bera afferro il cava cartucce, e senza far
mango con un gomito ad una specie di movimenti con la persona, scavo scavo
piccola viuzza che correva attorno al attorno a quella punta finch non ne fu
masso; ma una sabbia molle e sdruccio- tanta fuori dalla terra da potervisi affer-
levole mi faceva capire che nessuna resi- rare Mi sentivo gi salvo e mentre il
stenza seria mi avrebbe sostenuto; infatti corpo era preso dalla grande stanchezza
sentivo mancare il terreno a poco a poco; della posizione nel vuoto, la mia mano af-
il piede che avevo appoggiato su di una ferr il piccolo sasso liberatore Mi sol-
lieve sporgenza gi sdrucciolava, lap- levai, posai un ginocchio, poi laltro
poggio era caduto. Il capitano, Gori, ac- ero salvo!
corsero mi volevano porgere la mano Guardai sotto di me! Non posso nar-
io capivo che li avrei trascinati nellabis- rarle limpressione Per molti, molti
so con me Tommasi, Tommasi, mi giorni ne fui commosso, tanto che mi ri-
porga laltra mano; si sorregga un mo- svegliavo sempre sotto lincubo di quello
mento coraggio spavento.
Andate via ! gridavo mentre mi sentivo Per fortuna che questa volta mi era rima-
drizzare i capelli sulla testa. sto il mio quadro Pochi giorni dopo ap-
prodammo a Oshuai, il capoluogo della
Terra del Fuoco.
48

L a Terra del fuoco, del ghiaccio e Rimasi nella Terra del Fuoco diversi
dei fiori. giorni, volli addentrarmi un poco e cono-
scere un po da vicino gli indigeni. Una
razza un po pi cattiva dei Patagoni,
una regione assai interessante. della Pampa; predoni, e, se ubriachi, pe-
Grandi boschi, un freddo intenso, la neve ricolosissimi. Hanno delle frecce che mai
sempre. Dei ghiacciai grandissimi, e in fallano. Dovetti alla sveltezza di un mio
mezzo a tanto freddo, a tanto gelo, una compagno che mi spinse dietro un albero,
vegetazione lussureggiante, dei fiori, dei se me ne liberai; ne sentii il fischio presso
fiori, sempre e ovunque dei fiori, i quali alla testa.
crescono belli e rigogliosi tra la neve. Si fanno delle capanne bellissime. Piega-
Forse ci dovuto a delle correnti sotter- no i tronchi pi bassi degli alberi senza
ranee di acqua calda.. La signora del go- distaccarli, e con quelli fanno lossatura
vernatore, allorch giunse la Squadra Ar- della capanna che poi ricoprono con pelli
gentina per la prima volta a Oshuai, di guanaco. Tutto intorno rimane la ricca
inondava di fiori le navi. Vi sono delle vegetazione. Per la razza degli Indi fuei-
mammole gialle, deliziose, e che invano si guini (cos li chiamano) si va perdendo.
tentato di far vegetare altrove. Non cre- Sono quasi distrutti dalle guerre e da
da per che sieno luoghi disabitati. Vi una terribile malattia, che avvelena il
sono gi delle grandi segherie a vapore. sangue Lei mi capisce.
Una compagnia tedesca manda dei vapo- Si vedono a frotte i bambini rachitici.
ri pel trasporto dei legnami; i terreni bo- Una delle pi terribili malattie, che trava-
schivi gi costano pi cari. gli lumanit, avvelena il loro sangue.
49

Destan piet. Quasi


tutti hanno gli occhi
ammalati. una razza
destinata a scompari-
re bench sia su-
scettibile di civilizza-
zione. Conosco un gio-
vane tenente di mari-
na, della razza degli
Indi. Fu rubato picco-
lo, educato e adesso
un distintissimo gio-
vanotto. Per il go-
verno spera una mi-
glior riuscita nella co-
lonizzazione, che nella
educazione degli indi-
geni, tanto che qual-
che malevolo arriva-
to persino a dire che la grave malattia la, pesta, vorticosamente, disperatamente.
sia stata inoculata apposta per distrugge- Se lammalato guarisce, labilit del me-
re pi presto la razza. dico portata alle stelle Ma la guari-
Mi chieder come vivono i governatori gione assai rara.
Non del tutto bene, ma nemmeno male:
eppoi sono molto ben compensati con
questo si dice tutto.
Io mi sono presto addomesticato coi luo-
ghi. Dir che non sono poi molto frequen-
l l paradiso di un artista ..................
................

ti i pericoli. Ho visto delle scenette gra- E sempre per cortesia del governatore,
ziose, per gentilezza del governatore, ap- il quale ci favor il suo vaporino, potem-
punto, il quale volle farmi conoscere un mo vedere i canali del Beagle. Mai nulla
medico in piena funzione del suo mini- di pi bello si pu immaginare. Mai il
stero. I medici curano assai stranamente. Creatore fu pi artista del momento in cui
Immagini: si distende per terra lammala- cre quella natura meravigliosamente or-
to: attorno alla sua testa si raduna la fa- rida, e piena di fascino. Immensi ghiac-
miglia inginocchiata, che prega il me- ciai, scogli, massi, declivi ricchi di bo-
dico mormora le sue parole magiche schi, di fiori, di piante strane, profonde
poich non che uno stregone mentre caverne, montagne alte, tutte candide, e
comincia a ballare sulla pancia del pove- lacqua che scorre spumante attraverso
ro paziente. E la famiglia orante aspetta quellorrore, quella bellezza Il pericolo
che dalla bocca del disgraziato esca lo grande. Noi ne sfuggimmo per miraco-
spirito maligno - e il medico balla, bal- lo. Il vento che viene dall'alto fa mulinello
50
51

piomba dun tratto, travolge.


La notte non si pu viaggiare; impossi-
bile evitare gli scogli. In una notte per-
demmo tre ancore; eravamo in bala del-
la bufera. Il capitano si era trovato per-
duto per ore e ore non si udiva altro
che:
Capitano, uno scoglio. Macchina avan-
ti. Macchina addietro. Uno scoglio !
Avanti !...
Poi un lume ci fu guida.
Era un vaporino cileno Chiedemmo
unancora che perdemmo pure.
Allalba filammo per Oshuia; il vento ci
fu propizio; giungemmo avanti notte. A
Puenta Arenas imbarcammo per Valpa-
raiso. Volevamo tornare dalla Pampa per
le Cordigliere. A Valparaiso fu che potei
ritrarre quel Cacique mulato: lultimo re Il viaggio attraverso la Pampa fu bello e
della Pampa. quieto; la Cordigliera fu superata facil-
mente.

L ultimo re della Pampa


......mpaa...............
..... . .....................
I l povero Boggiani
Boggiani.........................................

Era venuto in cerca di un avvocato, per Per via pensavamo molto al povero Bog-
difendersi da un vicino che lo depredava. giani. Speravamo di poterlo incontrare.
Era con la moglie. La vidi al mercato; Egli, il poveretto, erasi troppo addentra-
tutta vestita di bianco;, con degli enormi to, gi supponevamo sarebbe stato vitti-
fasci di ortaggi. Aveva seco la figlia: ma degli Indi. Del resto sono paesi desti-
Una ragazzina ben fatta, come tutte quel- nati a venir presto conquistati dalla civil-
le donne. Per tutto il giorno ho corso die- t. Gi vi sono delle ferrovie, gi il filo te-
tro a quel re, con la cassetta dei colori in legrafico agisce il governo aiuta quanto
mano, sperando di trovare un minuto da pu la colonizzazione; gi vi sono dei por-
poter fissare sul cartone quella fisiono- ti di una certa entit
mia strana, quella figura di vecchio, in Chi sa che belli studi avrebbe fatto Bog-
cui pareva vibrassero ancora tutte le giani ! Non rimase nulla di ci che certo
energie della razza che si spegne. Fu una avr fatto in quei luoghi
lotta pazza. Ei si fermava, io tentavo, egli
sfuggiva Finalmente fu persuaso.. e
pos per unora
52

I quadri del Tommasi


Tommasi......................

In quanto ai miei qua-


dri, sono a Buenos Aires.
Ne ho fatti ottanta. Li
vender al Governo, for-
se, poich hanno un inte-
resse massimo per lAr-
gentina. Fra non molto,
tenter una esposizione
di arte italiana a Buenos
Aires. Avr laiuto del
governo italiano. Ma bi-
sogna lasciar passare
questo momento di crisi.
AllArgentina vi sono mol-
ti europei, e molti sventu-
rati... Il Governo favori-
sce gli emigranti purch
sinternino nelle Pampe,
ma non li aiuta per ritor-
nare in patria.
Tutto quanto si dice di male non che Non ha i lobos marinos i ghiacciai
troppo vero. Grande illusione lAmerica, del Beagle
e specialmente lAmerica del sud! E Un sospiro di rimpianto forse, poich
grande disillusione anche! Occorrereb- gli artisti rimpiangono sempre il bello, lo
bero serii provvedimenti. Chi va in Ame- strano.
rica per far fortuna non torna pi se
una mano pietosa non si distende a lui da
una parte allaltra delloceano. ***
A questo punto interruppi il narratore.
Ella ritorner ? Si fatto un bel nome. Anna Franchi.
Si, vero; ma per guadagnar molto bi-
sogna spender molto, molto La fortuna
arriva in America come in Europa Tor-
ner forse, se potr combinare questa
esposizione per poco poich la mia
villetta a Quercianella mi piace assai
ho il mare davanti a me il bosco.
53

Angelo Tommasi, Canale del Beagle Terra del Fuoco. Olio su tela 16,2 x 22,8 cm

Angelo Tommasi, Baia di Ushuaia. Olio su cartone 10,4 x 15,5 cm.


54

Angelo Tommasi, I ghiacciai della Baia di Fedenzaia , Terra del Fuoco. Olio sui tela 18x 34,2 cm.

Angelo Tommasi, Lobos Leon (studio), 1901. Olio su cartone 10,4x 15,5.
55

Pensare alle coste solitarie della Patagonia sferzate dal pampero o ai ghiacciai del
canale di Beagle da Quercianella era certamente difficile: restavano i quadri e le foto-
grafie. Sicuramente Tommasi fece dono a Gori, la cui abitazione si trovava nella vici-
nissima Rosignano Marittimo, di alcuni dipinti, cos come Gori doveva aver regalato
alcune foto a Tommasi: ormai erano divenuti quasi vicini di casa.
Gori mor prematuramente pochi anni dopo nel 1911 e tutta la sua eredit materiale
rimase nelle mani della sorella Bice, che si premur di conservare la memoria della-
mato fratello nella casa di famiglia a Rosignano.1 Bice (che era nata ad Ancona nel
1868) divenne, suo malgrado, un personaggio, vestendo nella memoria popolare
ruoli diversi da amorevole presenza a fianco del fratello, a donna borghese pragmati-
ca, con i piedi per terra, di fronte alle stravaganze dellamatissimo Pietro. Le testi-
monianze dei paesani ricordavano, ancora quarantanni fa, latmosfera di casa Gori
come quella di una famiglia borghese benestante (aspetto che esaltava ancora di pi
lazione di Pietro in favore delle classi oppresse): una testimone che era bambina agli
inizi del secolo ricorda le feste di casa Gori, il primo dellanno lui faceva fa' la festa
proprio, il veglione si diceva noi () oh, si mascheravano loro, la sora Bice, quelle
che andavano l in casa con lei, cera certe belle maschere, vestiti grandi, tutto scialli:
ce nho uno io su, delli scialli, di seta e c tutti, sembrano brillantini, ma lunghi eh!
Della sora Bice che me lo regal.2 La Bice conserv la sua tempra di benestante
borghese in un piccolo paese toscano come Rosignano e partecip attivamente alla
vita sociale (dal 1914 era presidentessa del locale Asilo infantile finanziato dal Co-
mune e dalla nuova fabbrica della Solvay). Difender sempre la memoria di Pietro,
anche quando, dopo laffermazione del fascismo, nel 1926 una squadra di fascisti di-
strusse la statua di Gori (realizzata dallo scultore Arturo Dazzi) nel cimitero del pae-
se.3 Latto provoc una certa riprovazione (fu visto pi come uno sfregio, che come
un azione politica sia pure violenta) e la stessa Bice intervenne direttamente. Coinvol-
se anche il maestro elbano Giuseppe Pietri, il popolare compositore delloperetta
Lacqua cheta, che intervenne sul fratello del duce, Arnaldo Mussolini, allora diretto-
re de Il Popolo dItalia, che lo ricevette personalmente.4
Dopo la morte di Bice nel 1932 (i funerali furono controllati dalla polizia per im-
pedire laffluenza di vecchi compagni anarchici)5, non avendo eredi diretti la proprie-
1
Sul ricordo e sulle celebrazioni di Pietro Gori a Rosignano, A. PORCIANI, F. TAMBURINI , Le celebrazioni
di Pietro Gori nella nostra comunit tra passato e presente, in Il fondo Pietro Gori. Opere, libri, cime-
li, Rosignano Marittimo, Amministrazione Comunale 2004.
2
Testimonianza di Eugenia Chellini Marianelli (nata nel 1900), raccolta da S. Liberovici, Rosignano
Solvay, 12 marzo 1974, in Documenti, testimonianze orali, interventi critici riguardanti Pietro Gori,
raccolti da M. Castri, E. Jona, S. Liberovici, L. Panti, Rosignano Marittimo, 19 aprile 1974, secondo
fascicolo, dattiloscritto.
3
M. ANTONIOLI, Pietro Gori, cit., pp. 52 -53.
4
Testimonianza di Giovanna Pietri Saladino (moglie di Giuseppe Pietri, nata nel 1900), raccolta da S.
Liberovici, Portoferraio, 24 agosto 1973, in Documenti, cit, primo fascicolo dattiloscritto.
5
Secondo quanto scrive Ugo Fedeli, la polizia non permise a Pasquale Binazzi e a Luigi Galleani di
partecipare ai funerali di Bice Gori a Rosignano, U. FEDELi, Luigi Galleani. Quarantanni di lotte rivo-
luzionarie, Cesena, LAntistato 1956, p. 192.
56

t ed anche i documenti e gli oggetti di Gori, passarono ad alcuni parenti, cosa che,
con il passare degli anni, ha portato alla dispersione di quasi tutti i reperti goriani. An-
che i piccoli dipinti di Tommasi sul viaggio sudamericano, di cui tutti ignoravano le-
sistenza a Rosignano.
Gennaio 2011. Lamministrazione comunale di Rosignano ricorda il centenario
della morte di Gori e viene anche presentato un piccolo libro illustrato sui viaggi di
Pietro Gori, vero cittadino del mondo. 6 Sono due gentili signori di Rosignano, che,
dopo aver letto le brevi note riguardanti il viaggio di Gori e Tommasi nelle terre au-
strali, credono di riconoscervi i soggetti di alcuni piccoli quadri che conservano da
decenni: sono sicuramente di Tommasi, ma non riuscivano ad associare a Rosignano
questi strani soggetti di ghiacciai e foche distese sulle scogliere. Ecco che riprende, in
modo fortunoso, come spesso accade, il filo di una storia che ci riporta direttamente
alle solitarie terre australi di inizio Novecento. Pieranna Chiellini e Pierluigi Nocchi
(questo il nome dei miei interlocutori) mostrano i quadri e raccontano il frammento di
storia che mancava. 7
I quadretti di Tommasi racconta Pierluigi Nocchi - furono ritrovati nel 1960 in
un coppaio (che serviva anche come dispensa) di casa Pieri a Rosignano Marittimo.
Sotto i recipienti cerano dei cartoni che dovevano servire a proteggere il legno
dalleventuale caduta di olio: non erano altro che i quadri inseriti in cartoni e che
erano stati messi l per protezione.
Pierluigi, appassionato di arte, si accorse della validit di tali quadretti e li salv da
sicura distruzione; sicuramente la fattura era quella di pittori livornesi post macchia-
ioli:
alla fine degli anni Sessanta feci fare una perizia ad uno dei massimi inten-
ditori di pittura macchiaiola, Mario Borgiotti, che aveva la galleria a Firenze in
piazza Signoria e che attribu questi quadri ad Angiolino Tommasi, in particola-
re al periodo da lui trascorso in Sud America.
Naturalmente Borgiotti riconobbe la fattura, ma non seppe spiegare il perch si
trovassero a Rosignano. Noi invece sappiamo che i Pieri e i Gori, ambedue famiglie
benestanti, oltre che vicini di casa, erano amici e i quadri potrebbero essere stati rega-
lati da Bice alle sue amiche Giulia e Lorenza Pieri. Una storia di donne sole, come
racconta Pieranna Chiellini, in una vicenda in cui gli uomini sono morti o restano sul-
lo sfondo:
la casa Pieri era una delle pi importanti di Rosignano Marittimo, era una
vera e propria casa fattoria: aveva anche un frantoio. La mia famiglia era in
ottimi rapporti con i Pieri. Mia zia, Anna Chiellini, era una sorta di loro fidatis-
sima governante, era considerata una di famiglia. Poich io e mia sorella mag-
giore eravamo spessissimo dalla zia, abbiamo potuto frequentare le due signore
Pieri, che mi hanno voluto molto bene: Giulia e Lorenza, rispettivamente sorella
e nipote del notaio Antonio Pieri.
6
Il gi citato Viaggi ed avventure di Pietro Gori, cit.
7
Intervista a Pieranna Chiellini e Pierluigi Nocchi, resa allautore, Rosignano Marittimo, 4 aprile 2011.
57

Da bambina ero spesso in casa Pieri, una casa bellissima ai miei occhi: belle
stanze, una cucina immensa e soprattutto un bagno lussuoso che mi rimasto
molto impresso. Noi a casa non potevamo certo permetterci una stanza simile e
ricordo soprattutto la vasca con i piedini a zampa di leone, le piastrelle bianche
ed una grande stufa di rame rotonda che arrivava fino al soffitto. Poi il salone al
primo piano con il pavimento a mattoni rossi tirati a cera ed il pianoforte, il sa-
lottino, lo studio, la cucina grandissima e sopra le camere. A lato strada il cop-
paio (dove poi sono stati ritrovati i quadri). Era un ambiente che colpiva la mia
immaginazione di bambina.
La famiglia Pieri e la famiglia Gori si frequentavano (erano, daltra parte, fra le
famiglie pi benestanti di Rosignano). Il notaio Antonio era il notaio di casa
Gori ed era anche amico di famiglia.
Ho sentito spesso rammentare Bice Gori come amica di famiglia, soprattutto per
quanto riguarda la gestione della cappella di famiglia che Bice aveva fatto assu-
mere al Comune dopo la sua morte e le Pieri volevano seguire il suo esempio.
Per anni mia zia ha continuato a portare i fiori ogni primo novembre nella cap-
pella Pieri, una splendida cappella in marmo, che abbiamo seguitato a curare.
Dopo la morte di Bice leredit di Gori pass a certi cugini Paradossi di Lucca,
che per non si vedevano mai, in quanto lusufruttuaria era Annetta Camisa di
Milano, che veniva a Rosignano solo destate e alloggiava in casa Pieri e che
aveva una nipote che abitava in Israele. Casa Gori quindi, dal momento della
morte di Bice, rimase chiusa e vi si andava solo una volta allanno per le puli-
zie: anchio vi sono entrata da piccola, ma non ho ricordi cos nitidi, anche se
era rimasta comera. Una volta scomparsa la Camisa, la casa fu poi venduta dai
Paradossi e divisa in appartamenti.

Un ultimo frammento di una storia che ci porta lontano nel tempo e nello spazio:
dalle case borghesi di un paese toscano alle vastit dei mari australi, da questo inizio
del XXI secolo con la sua dimensione globale ad un uomo che agli inizi del Novecen-
to aveva ben compreso che la dimensione globale era quella dei diritti delle masse su-
balterne e che si augurava un futuro fatto di giustizia. Infatti, prima di partire per il
viaggio nelle terre australi, allinizio del nuovo secolo, Gori scrisse un articolo che
guardava molto avanti e si intitolava Verso il Duemila.8
Col primo gennaio del 1901, si apre lultimo secolo del secondo millennio. Che
dramma imponente, attraverso queste mille e novecento evoluzioni del nostro pianeta
attorno allastro centrale, la evoluzione delle societ umane, questa pure dominata da
una misteriosa forza di gravitazione morale!. Purtroppo il bilancio di questi dician-
nove secoli di storia pu riassumersi in poche parole: un delirio universale di rapina e di
sopraffazione, con i falsi idoli della guerra e dello sfruttamento delluomo sulluomo.
Quale sar il destino dellumanit nei prossimi cento anni ? Gli uomini di buona
volont, dopo 19 secoli di menzogna, anelano lavvento di unaltra civilt, che non sia
8
P. GORi, Verso il Duemila, Buenos Aires, dicembre 1900, in Pagine di vagabondaggio, cit., pp. 68-72.
58

un palazzo incantato accanto a fetide capanne. () Non riuscir a scoprire linfatica-


bile famiglia delluomo il segreto semplice e sublime della sua felicit ?.
Il secolo XX doveva essere per Gori la speranza della costruzione di una nuova so-
ciet umana, un secolo che si getti nella immensit del duemila misterioso, il cui
nome a noi delle vecchie genti risuona come lansimare lontano dun oceano scono-
sciuto, senza vele, senza terre, senza confini.

Pietro Gori, al centro in prima fila con la sorella alla sua sinostra-
59

Indice illustrazione del volume.

pag. 5 Carta geografica da: http://www.cifr.it/Carta-AmericaSUD3SMALL.jpg


pag. 6 Pietro gori a Baha da: http://lasgrietasdelrelatohistorico.blogspot.com/2007/07/pietro-gori-en-baha-bla
nca.html (Fonte Cara y Caretas
pag 7 Porto di buenos Aires Archivio editore
pag. 8 Tommasi e Gori
pag. 9 Quartiere La Boca
pag 10 Gina Lombroso da:http://www.google.it/imgres q=gina+lombroso&um
pag. 11 Quema de la Basura : da: http://defensorecologico.ecoportal.net/info/licitabasura1.htm
pag 12 Indiani Alacaluf da: http://indigenousboats.blogspot.com/2010/06/random-boats-of-chile-and-peru.html
pag. 12 Donna Caduveo, Rio Nabilque. Da: http://www.mpnews.it/index.php?
section=articoli&category=51&id=5467/cultura/arte-e-libri/Viaggiatori-italiani-dell%27America-Latina
pag. 12 Generale Julio Argentino Roca. Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Julio_Argentino_Roca
pag. 14 Sociedad cientifica argentina da: http://centenariorhv.blogspot.com/2010/04/sociedad-cientifica-argenti
na.html
pag. 15 Giacomo bove da: http://www.planetalatinoamerica.com/RivistaOnLine/index.phpoption=com _
content&view=article&id=377:mostra-esploratori-italiani-in-america-latina&catid=48:cultura&Itemid=70
pag. 16 Elisee Reclus da: http://it.wikipedia.org/wiki/File:EliseeReclusNadar.jpg
pag. 16 Copertina libro EL HOMBRE DE LA TERRA DA: http://geoburan.blogspot.com/2011/06/extracto-de-e
-l-hombre-y-la-tierra-de.html
pag 17 Carta Patagonia da. Archivio Editore
pag. 18 Fiume Collon Cura da : http://www.ebay.com/itm/1894-Reclus-print-COLLON-CURA-RIVER-NEU
QUEN-PROVINCE-PATAGONIA-ARGENTINA-47-/250895655277
pag. 19 Le naufrages du Jhonathan da: http://vernehetzel.free.fr/resume_titre.php?numero=61
pag. 20 Museo Ballv da: http://www.minube.com/rincon/museo-penitenciario-antonio-ballve-a475541
pag. 21 Cesare Lombroso da: http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Lombroso
pag. 22 Guardia Nacional provenienza ignota.
pag. 24 Pietro Gori Archvio Editore
pag. 25 La vecchia prigione di Ushuahia da:http://www.cisonostato.it/page.php?id=2075
pag. 26 Angelo Tommasi gli emigranti Galleria arte moderna Roma da:http://u1.ipernity.com/2/79/29/4057929.a11
-fae40.560.jpg
pag. 27 Guido Boggiani, Indio Caduieu. da: http://www.geheugenvannederland.nl/?/en/items/VKM01:A221-36
pag. 28 Asuncion; da una cartolina dei primi del '900. Archivio editore.
pag. 28 Puerto Pirmides oggi. Archivio Editore
pag. 29 Isla Dos Estados da:http://3.bp.blogspot.com/_eagYRHOMhIo/S70geixJrKI/AAAAAAAAAX8/EVqnW
-BhVIo/S748/isla+de+los+estados+mapa.jpg
pag. 30 Ushuaia cartolina da: http://www.cifr.it/forum46b.html
pag. 31 Felix Duforgue da:http://www.histarmar.com.ar/Armada%20Argentina/ArsenalPtoBelgrano/dufourq.htm
pag. 32 Canale Beagle Archivio Editore
pag. 33 Monte Sarmiento da: http://4.bp.blogspot.com/_6jbPa4jghE/THb3EdDCiZI/AAAAAAAAADM/O1f
-P6MMBy5M/s1600/clip_image002.jpg
pag. 34 Talcahuano Archivio Editore,
pag. 35 L'Acogangua da: http://aconcaguaexpedition2009.blogspot.com/
pag. 37 Prince Georges Hall Buenos aires da: http://www.marceloloeb.com/img/1000/pc519.jpg
pag. 40 Anna franchi da: http://geco.blog.rai.it/2011/09/06/anna-franchi-la-combattivita-in-una-penna/
pag. 41 Il pittore Angelo Tommasi foto dalla rivista Il secolo XX. Milano 1903.
pag. 41 Angelo Tommasi foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
Pag. 43 Golfo di Ushuaia foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 43 Accampamento in Patagonia, foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 43 La nave del Tommasi con altre nel golfo di Ushuaia, foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 44 In Patagonia, Fra le gole dei monti Salto del soldato, foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 45 In Patagonia,via al Junca, foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 46 In Patagonia, Lobos Leon , Quadro di Angelo Tommasi foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 47 Pietra Pendula del Tendil , (Patagonia), foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 48 Passo della Ilesia, foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
60

pag. 49 Indiani Alacaluf foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem


pag. 50 Angelo Tommasi e Gori, durante un escursione...foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 51 L'ultimo re della Pampa, Quadro di Angelo Tommasi foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 52 Un guerriero indigeno della Patagonia foto dalla rivista Il secolo XX, ibidem
pag. 53 Angelo Tommasi, Canale del Beagle, Olio su Cartone di Angelo Tommasi Gentilmente concesso
Per Questa Pubblicazione. Da Pieranna Chiellini e Pierluigi Nocchi.
pag. 53 Angelo Tommasi, Baia di Ushuaia Olio su cartone di Angelo Tommasi Gentilmente concesso p.q.p.
pag. 54 Angelo Tommasi, I ghiacciai della Baia... di Fedenzaia Olio su tela di Angelo Tommasi Gentilmente
concesso p.q.p.
pag. 54 Angelo Tommasi, Lobos Leon (studio ) Olio su cartone di Angelo Tommasi Gentilmente concesso
p.q.p.

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Minto Antonio: POPULONIA, La necropoli arcaica, pp. 169 12,90 ill. br. coll. Reprints di storia ean
978-88-89971-19-2
Venturelli Aurelio, Cura Tiziano Arrigoni: IL NONNO GARIBALDINO, pp. 50 anno 2011 6,00, Colla-
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Sguazzi Vinicio: SUVERETO. I conti di Suvereto e gli Aldobrandeschi in Val di Cornia e Maremma, pp.
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BIBLIOTECA DEL '900


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Arrigoni Tiziano (Cura): Divorzio italiano, Andrea Viglongo e il divorzio, pp. 98 9,00 br. anno 2008
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Arrigoni Tiziano: Sulle tracce di Mazzini Nell'Europa del '900, pp. 40 6,00 br. anno 2007 coll. Biblio-
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D'Annunzio Gabriele, Cura Tiziano Arrigoni: La rosa e il cardo. Lettere da Fiume e dintorni, pp. 94
9,90 br. anno 2008 coll. Biblioteca del '900 n. 13 anche in formato Pdf o Doc
Andrea Gaggero:Mauthausen il dovere della memoria, pp. 75 9,00 br. anno 2007 coll. Biblioteca del
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Elvio Barlettani: Lampo cane viaggiatore, (Illustrazioni di Massimo Panicucci) pp. 159 19,90, Cartona -
to, Rileg. Anno 2009 coll. Infanzia n. 4 ean 978- 88-89971-66-6
Aldo Zelli: Sinforiano Gatto Vegetariano, (Illustrazioni di Massimo Panicucci) pp. 182 anno 2010 19,90
coll. Infanzia n. 5 ean 978-88-89971-94-9
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finito di stampare
nel gennaio 2012
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