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UN TV ER SUT A DI NAPOLI FaCcCOLTA DI INGEGNERIA IRS Se HEH eT eae EEE 1 DRAULICH GUIDO BRANCA - PASQUALE D’ELIA - LUIGI MENDIA ESPERIENZE SULLA SOLIDIFICAZIONE DI FANGHI CONTAMINATI DA RADIOATTIVITA MEDIANTE INGLOBAMENTO IN CALCESTRUZZO CEMENTIZIO 164 ESPERIENZE SULLA FANGHI MEDIANTE CONTAMINATI INGLOBAMENTO SOLIDIFICAZIONE DI DA RADIOATTIVITA IN CALCE- STRUZZO CEMENTIZIO”® GUIDO BRANCA (**) PASQUALE D'ELIA (***) LUIGI MENDIA (****) ESTRATTO DA resista a tempo indeterminato: @ sufficiente che essa duri finché la maggior parte della radioat- tivita iniziale sia scomparsa per naturale decadimento. Quanto alla localita in cu! operare Iaffondamento, ‘oceorre che essa possegga caratteristiche tali da risul- tare atta a ricevere determinate quantita di rifutl radioattivi, Gli elementi di cui bisogna tenere conto nella scelta sono molteplici; tra essl la profondita Ja distanza dalla costa, la presenza di centri abitati costieri, la natura del'fondo, le correnti marine, la diffusione turbolenta ec. Ma sono soprattutto 1 fat- tori di natura biologica a condizionare lo smaltimento in mare delle scorie radioattive, in quanto sussiste fl pericolo che elementi introdotti nel mare possano, dopo un certo tempo, ritornare all'uomo, attraverso Ja catena alimentare marina, E’ pereid molto impor- tante lo studio del sistema ecologico marino, cioé la ‘conoscenza del rapporti che intercorrono tra organi- ‘smi marini ed il mezzo ambiente in cui questi vivono. E’ anche evidente che le diffcolt& di ordine econo- ‘mico e psicologico ricordate a proposito dell’accanto- namento def rifluti in miniere o gallerie. aequistano luna importanza ancora maggiore nel caso della im- ‘mersione in mare. 2 - Scopi e programma della ricerca In base a tutto cid che siamo venuti esponenda ap- pare chiaro quanto sia desiderabile, per ragioni or- mai evidenti, che I fanghi vengano insolubilizzati in modo da impedire che i nuclidi radioattivi presenti possano migrare nell'ambiente esterno. Occorre per- cid trasformare i fanghi in una massa solida, stabile dal punto di vista chimico-fisico, che, posta acciden- talmente 0 intenzionalmente in contatto con Tacqua, non ne sia che molto lentamente dilavata. Le sostanze pli adatte per operare la insolubilizzazione dei fanghi sembrano essere il cemento ed il bitume, benché non siano mancate ricerche utilizzanti aleuni tipi di resine sintetiche e di leganti organici [16], [17] Con Ia riverea di cui si espongono qui le premesse ed i primi risultati, si @ preso appunto in esame il cemento, quale legante in calcestruzzi opportunamen- te confezionati, La possibilita di un impiego di pasta di cemento @ stata esclusa a priori, in considerazione della copiosa ed inaccettabile fessurazione che si sa- rebbe verifcata nella pasta, come conseguenza dei fenoment di ritfro, ¢ cid a meno ai non ridurre a Gimensiont piccolissime gli elementi entro cui inglo- bare il fango. Liindagine @ stata quindi rivolta a verificare se, ¢ con quali risultati, sia possibile impiegare i fanghi nella confezione di blocehi di calcestruzo cementizio, utilizzando T'acqua in essi contenuta come acqua di impasto cosi da trasformare i fanghi stessi in una massa solida, stabile ¢ sufficientemente resistente al dilavamento, T fanghi presi in considerazione sono dello stesso tipo di quelli derivanti dal trattamento di acque di searico di laboratori radiochimici e di acque prove- nienti dal lavaggio di pavimenti e da una lavanderia «calda >. Si sono percid realizzati dei riffuti sintetici aggiungendo ad acqua di rubinetto saponi, detergenti, idrossido di sodio, acido cromico, acido tartarico, ver” Tali rifuti sono stati pol trattati in un implanto i chiarificazione pilota del tipo a bacino unico, ado- perando come reattivi solfato di alluminio ed idros- sido di calcio. Le esperienze sono state eseguite in due cicli, nel primo dei quali si sono implegati fanghi provenienti direttamente dal chiarificatore, con una umidita del 975% e nel secondo fanghi sottoposti a filtrazione a vuoto, con un contenuto in acqua ridotto all’ 85% circa. In entrambi { cieli i fanghi sono stati contami- nati mediante una soluzione attiva di cloruro di co- balto. Il legante adoperaio per i calcestruzzi & stato il cemento 550 d’alto forno. Quale inerte, si & im- legato materiale caleareo proveniente da frantoio, 3 © eid allo scopo di ottenere una maggiore regolarita di fornitura (2) Definito i campo di indagine ¢ fissati 1 materiali a usare, lo. studio @ stato diviso in due parti: la pri ma riguardante 1 caleestruzzi in sb (e In tale fase sono stati naturalmente utilizzati fanghi non attivi, a seconda rivolta a misurare la perdita di radioat- tivita di provini di caleestruzzo confezionati con fan- ghi radioattivi ed immersi in aequa. Di entrambe si dara ora separatamente notizia, 8 - Studi ed esperienze sul calcestruzz0 Nello stabilire 4 requisiti del caleestruzzo, non ci si & preoecupati di conferire ai blocchi il massimo potere di assorbire le radiazioni. Per soddisfare tale osigenza 8 infatti necessario Timplogo di caleestruzzi ad alta densita, con aumento notevole dei costi; tale aggravio ct & sembrato inglu- stificato, dato che la destinazione finale dei blocehi sara in ogni caso tale che la protezione contro le ra- Giaziont restera affidata soprattutto al Toro confina- mento In zone Iontane dall'uomo (sotterramesito, stoc~ caggio in galleria, affondamento in mare ecc.). Con tali premesse e attesi gli scopi da raggiungere, o studio & stato rivolto: 2) alla determinazione dellinfluenza che Vaggtunta dei, fanghi esercita sulle caratteristiche del legante © quindi del caleestruzzo: 2) alla ricerca di un calcestruzzo che, oltre a pos- sedere una buona resistenza meccanica, presentasse una elevata compattezza e quind! scarsa permeabilita.. Per rilevare Influenza del’aggiunta dei fanghi so- no state confezionate, con il cemento preseelto, te serie di provini ai malta normale, in conformita’ del- le Norme di cui al R:D. 16-11-1939, n, 2228, per la determinazione del tempo di presa, della deformabilita @ del carichi di rottura a trazione ed a compressione, Per una delle serie @ stata impiegata acqua normale; in clascuna delle due altre serie si sono invece usat I due diversi tipi di fangh! (contenuto in acqua del 91.5% © dell’ 85% rispettivamente). La. presenza del fango, dell'uno o dell'altro tipo, non ha dato luogo ad alcun inconveniente nella prova di indeformabilita ed ha solo aumentato leggermente i tempo di presa, Nessuna influenza si é avuta sui carichi di rottura’ a trazione ed a compressione dei provini confezionati con fanghi, sia a 7 che a 28 giorni di stagionatura, Quanto alla composizione del calcestruzzo, va notato che per realizzare un’alta resistenza meccanica si ren- de necessario un dosaggio di cemento piuttosto elevato (e cfd consente anche di inglobare, attraverss Yacqua i eristallizzazione, una maggior quantita di radioatti- vita), Dialtra parte, per un doterminato assortimento i Inert, 1 caleestruzzi a maggior dosaggio non sono quelli che posseggono 1a maggior compattezza (18) (2) Si @ riservato ad un prosiegtuo delle sperimentaxiont Vimpiego dl roece siliege, particolarmente aaatte al caso in cui blocehi di caleestrumzo debbano essere affondali In mare, @ al cerento pozzbtanteo. 4 equisito questo occorrente, come si @ detto, per ren- dere 1 calcestruzzi scarsamente permeabill. Si sono ungue dovute contemperare raglonevolmente, attra- verso un opportuno studio, due opposte esigenze, Per rendere pit completa la sperimentazione si & operato su due diverse granulometrie di inerti, en- wambe discontinue e binarie, Nella prima le dimen- sioni dell'inerte maggiore erano comprese tra 30 mm © 20 mm e quelle dell'inerte minore tra 5 mm e 25 mm; nella seconda Je dimensioni dell'inerte mag- giore e di quello minore variavano, rispettivamente, tra 5 mm e 2,5 mm e tra 0,59 mm ¢ 0,237 mm. Il do- saggio in cemento @ stato fissato in 420 kg/m? di cal- ccestruzzo fresco per il primo tipo ed in 500 kg/m* per 4 secondo. Lo studio di entrambe Ie composizioni stato per- soguito con il metodo del Vallette © cio’ in base al ‘concetto fondamentale di ottenere un calcestruzzo che, allo stato fresco, abbia un volume di vuoti nullo, Tale condizione si raggiunge proporzionando gli inert ed M1 cemento in maniera che la malta (cemento 4 Incr- te pit piccolo 4 acqua) abbia un volume pari a quel- Yo degli intersticl esistent! tra gli elementi dt dimen- sioni pid grosse. Alle composizioni teoriche cos) de- terminate sono state apportate, dopo i necessari im- pasti di prova, le opportune variazioni per ottenere tuna buona lavorabilit Si @ cos! giunti alle seguenti composizioni definiti- ve, valevoli per 1 litro di calcestruzzo fresco in opera: Composiione m. 1 (ad inerti pitt grossi) inerte 30-20 mm kg 0,980 > 5.25 > » 0,900 ‘comento » 0,420 acqua 1 0,50 rapporto acqua/cemento 087 dosaggio cemento kgjm* 420 Composizione m. 2 (ad inerti pits piccoli) Inerte 5. kg 1,346 > 0,59-0,207 mm. » 0372 ‘comento » 0,500 acqua 1 0,97 rapporto acqua/cemento 094 dosaggio cemento kg/m! 500 Per il primo ciclo di prove sono stati confezionati, 4 ciascuna composizione, 16 cubi di lato em 16 e pit precisamente 6 cubi con acqua, 6 cubl con fanghi non attivi al 97,5% dl umidita, 4 cubl con fanghl radioat- tivi al 97,5% di umiditi: questi ultimi sono stati uti- lizzati per le esperienze di cui al successive n. 4. Lim- pasto, immesso nelle forme metalliche, @ stato accu- ratamente vibrato, sempre con le stesse modalita, con apparecchio @ 6000 pulsazioni al minuto primo. Si precisa che tanto in questo ciclo che nel succes- sivo si @ adoperato un quantitativo di fanghi tale che Yacqua presente nei fanghi fosse, da sola, sufficiente come acqua di impasto Diminuendo pereid Tumfdita dei fanghi se ne aumentava proporzionalmente la quantith da aggiungere all’impasto. T cubi confezionati con acqua ¢ quelli confezionati con fanghi non attivi sono stati sottoposti a prova di rottura a compressione dopo 28 gg. di stagionatura (tre per ciascuna scadenza). Si riportano qui di seguito 1 risultati delle prove: Composizione n. 1 carico di rottura a compressione - stagionatura 28 gg. eubi confezionati con acqua fanghi > dem - stagionatura 90 gg.: kg/em? 308 (media » > > Baz cubl confezionati con acqua kg/em? 382 (media) fanghi > 415 Composizione n. 2 carico di rottura a compressione - stagionatura 28 ge: cubi ccnfezionati con acqua kg/em? 396 (media) » * fanghi > 413 idem - stagionatura 90 gg. ccubi confezionati con acqua fanghi > gem? 462 (:nediay 44> I risultati delle prove di rottura per compression gla potevano ritenersi sufficienti ad assicurare della compattezza dei calcestruzzi confezionati, Una con- ferma diretta, comunque, si @ avuta quando, dopo le misure della ‘perdita aj ‘radioattivita, aleuni provini sono stati ridott! dimensloni 10 x 1010 asportando con la sega uno spessore di 3 em da ciascuna delle sel facee. Nelle figg. 1, 2, 3, sono riprodotte rispettivamente le fotografle del provini di ambedue le composizioni, prima e dopo fl taglio. Le figg. 4 e 5 mostrano la su- perfieie dei provinl, dopo il taglio. Dati i soddisfacenti risultati ottenuti, anche per i caleestruzzi del 2° ciclo di prove (nel quale, come si Fig.2 & detto sono stati utilizzati fanghi con I’ 85% di umi- ) si sono impiegate le stesse composizioni del 1" ciclo. Tenute presenti le prove effettuate su malta, si & reputata superflua questa volta la confezione di pro- Fig. 3 vini di caloestruzzo con acqua o con fanghi non attivi; i ciascuna composizione sono stati percid eseguiti s0- To due provini di calcestruzzo con fanghi radioattivi, che sono serviti per le misure di cul si dir in ap- presso. Circa la preferenza da dare all'una o alfaltra com- posizione, nessun elemento emerge da quanto finora esposto ¢ sull'argomento si ritornera nelle considera- zioni di cui al n, 5. Va solo ricordato che, in relazione all'acgua di impasto necessaria, Ie composizioni 1 ¢ 2 ‘con fanghi all’ 5% di umidita’ consentono ai esitare, rispettivamente, kg 26 e kg 35 di fango secco per m? i caleestruzzo (rapporto 1: 1,3). Quanto al costo dei caleestruzzl, si pud dire che, in sostanza, essi diferiscono da quelli normalmente-usati solo per una miglior selezione degli inerti e per la maggiore accuratezza con cul vanno effettuati I getti nelle casseforme. Tali oneri comportano un aumento del costo di produzione di clrea il 10% e quindi, in complesso, il costo dei calcestruzzi delle confezioni 3 Fig. 5 1 © 2 pub mediamente fissarsi, in relazione ai prezzi correnti, rispettivamente in L, 11.450 € L. 12,750 er m?, In queste cifre non @ compreso il maggior one- re derivante dai dispositivi di sicurezza da adottare per Ia protezione del personale, 4 - Risultati delle prove di liseiviazione I fanghi attivi utilizzati nel 1° ciclo sono stati otte- uti aggiungendo alle torbide de! chiarificatore una soluzione di CoMCl, in modo da realizzare una concen- trazione di radioattivita di 4.10-" ye per em? di fan- ghi umidi. Con tali fanghi sono stati confezionati, come si @ detto, 8 cubi: 4 secondo la composizione n, 1, ¢ clo? ad inerti pitt grossi, e 4 secondo la composizione n. 2, ad inerti plit piccoli, . Allo scopo di indagare sullefficacia di un rivestimen- to protettivo dei provini, una meta di questi, cio’ 2 per ‘ogni composizione, sono’ stati sottoposti, dopo 28 gior- ni di stagionatura, ad una ricopertura con ftuosilicati i calcio, magnesio e zinco. Queste sostanze, per ret zone con la calce, danno Iuogo alla formazione di aeido silicico che, a sua volta, da silicati di calcio, ma- gneslo e zinco, tutte sastanze neutre, quasi completa- 6 ‘mente insolubili in acqua e assai difficiimente attac- ccabilt dagli acidi e dalle soluzioni saline. Gli otto cubi sono stati pot immersi in-altrettanti recipienti di plastica contenent! un volume noto € co- stante di aequa, rinnovata di tempo in tempo, L’ac- qua di clascuna immersione veniva sottoposta a mi- sure per poter determinare la radioattivita da essa asportata nel confronti del calcestruzzo, Le misure sono state condotte nel modo seguente, Per ogn! campione si evaporava, entro un cristal- lizzatore, mediante bagno @ sabbia, un volume di 500 em? di acqua. TI residuo solido, essiccato sulle Pareti del cristallizzatore, veniva posato ed una parte i esso era trasferito su un piattello di lega leggera sottile, realizzando uno strato uniferme, di spesso- re ~ 20 mg/cm?. Come contatore delle radiazioni beta emesse dal preparato si é adoperato un contatore Geiger tipo 2B2 a finestra terminale di mica, dello spessore di 2,1 mg/em*, avente un rendimento del 10%. Questo rendimento é stato determinato per con- fronto con uno Standard di cui si conosceva con esat= ‘tezza la quantita di radioattivita, misurata con il me- todo delle coincidenze beta-gamma, In base allatti- VINA specifica iniziale dei ealcestruzzo (24 m ye/gram- mo di calcestruzzo, per la composizione ad elementi grossi e 33 m ye/grammo di caleestruzzo, per la com- posizione ad elementi fini) ed in base alla attivita tro- vata nell'acqua, si & calcolata la quantita teorica di caleestruzzo asportata e, da questa, il tasso di dilava mento, in grammi di calcestruzzo asportato per em? ti superficie del provino. I risultati delle misure relative af cubt non rico perti da fluosilicati sono rappresentati graficamente Jn fg. 6, la quale mostra fl modo di variare del tasso i dilavamento nel corso delle successive immersion! ciascun punto rappresentando la media di due misure, Come si vade dal grafico, riesce difficile stabilire una Aiversitd di comportamento fra le due composizioni studiate. E° anche difficile evidenziare una dipenden- za del tasso di dilavamento dalla durata delle immer sioni, Per riscontrare un aumento significative della Tisecivazione @ stato necessario effettuare una immer- sione di circa tre mesi; tuttavia tale aumento non & risultato proporzionale alla durata della immersione, La maggior parte delle immersion sono state ef- fettuate in acqua di rubinetto avente una durezza di 270 mg/l di CaCO,; Ie rimanenti in acqua distillata, L’andamento del fenomeno non & apparso influenzato, entro i limiti suddetti, dal contenuto salino dell'acqua. Analoghe determinazioni sono state condotte sul cubi ricoperti con fluosilicati, con risultati del tutto ‘uguali a quelli relativi ai cubi privi di rivestimento. Cid @ senza dubbio dovuto ad una migrazione ionica di sostanza attiva attraverso il fluosilicato. Dopo la immersione durata 3 mest, { cubi sono stati sottoposti, su ciascuna faccia, al taglio di uno strato dello spessore di 3 cm ed immersi ancora in acqua i rubinetto rinnovata ogni due giorni. Tl tasgo di dilavamento é diminuito stavolta in ma- niera rapidissima, poiché dal valore di 3,4+3,6.10~* grjem? relativo alla prima immersione, @ sceso dopo solo 3 immersioni a valori nulli, almeno entro i Limiti i sensibilita delle misure effettuate. A conclusione del 1° ciclo di esperienze, si & ope rata un‘uniea immersione dei cubi in acqua di mare della durata di 8 mesi, In tal modo si é voluto racco- gliere qualche informazione preliminare circa il pos- sibile comportamento del blocchi affondati nelle pro- fondita marine, nella ipotesi, peraltro molto contro- versa [19], che ivi l'acqua sia praticamente immobile, Il tasso ‘di dilavamento, per il periodo considerato @ risultato essore 4,7. 10-9 e 2,4. 10S grammi di cal- cestruzzo per cm? di superficie, rispettivamente per le due composizioni, ad inerti pid grossi e pid. piecoli Si intende che una climinazione dei blocehi me- dlante affondamento in mare non potrebbe essere de- isa soltanto sulla scorta di tale dato, dovendosi te- ner conto altresi della degradazione de! calcestruzzo, dovuta all'azione deleteria della salsedine con conse- guente probabile aumento della lsciviazione da una parte ¢ della diminuzione di radioattivita dovuta al naturale decadimento dall'altra, Complessivamente il primo ciclo di esperienze @ du- rato cltca 14 mes T fanghi utilizzati nel 2° clelo di esperienze sono stati ottenuti aggiungendo ai fanghi provenienti dal filtro vyuoto, € presentanti un contenuto in acqua dell’ 85% circa, una soluzione Co®Cl, in modo da realizzare’ una ‘concentrazione di radioattivita quasi tripla di quella presentata dai fanghi del 1° ciclo, @ clod 11,3. 10! ye/em*, Con tali fanghi sono stati conferionati 4 cubi e cloé 2 secondo elascuna compo- sizione, con un’attivita specifica iniziale di 91 ¢, rispet- tivamente, 65 m ic/grammo di caleestruzzo, Questa volta, prima di dare inizio alle immersioni, ‘ogni cubo @ stato accuratamente lavato sciacquato eon acqua di rubinetto e con una spazzola di nylon, 11 controllo radiometrico eseguito sull’acqua di risulta hha mostrato che tali operaziont hanno da sole aspor- ‘tato una quantita ai radioattivita maggiore di quella, che & stata poi lisciviata in tutto il corso delle suc- cessive immersion: precisamente il 57% in media del totale. T 4 cubi sono statl immersi in 4 recipienti di pla- stica plent di acqua di rubinetto, mantenuta in lento movimento 2 mezzo di agitator Liacqua & stata rinnovata ogni glorno per le prime due settimane, in seguito ogni due giorni ed ogni tre giorni. La fig. 7 mostra come varia il tasso di dilavamento {in funzione del succedersi delle immersioni, Anche que- sta volta ogni punto é la media di due misure ed an- ‘che ora non appare un diverso comportamento fra i cubi delle due composizioni. Le immersioni del 2 ciclo sono state in totale 56 ‘con una durata complessiva di cirea 4 mesi. Confrontando la curva di fig. 7 con quella di fig. 6, ‘sl vede come il tasso di dilavamento iniziale, nel se- condo ciclo di esperienze, sia leggermente pid elevato ‘che nel primo. Poiché il confezionamento dei‘ cubi nel due cicli é stato realizzato con le stesse composizioni e con la medesima tecnica, questa diversita dipende probabilmente dalla maggior quantita di solidi pre- senti nell'acqua di impasto dei 2” ciclo, rispetto a quella del 1° ciclo, oppure dal maggior contenuto di Tadioattivita di quella rispetto a questa [20], o infine da_ambedue le cose. Entrambe le curve tendono a stabilizzarsi intorno ad un valore del tasso di dilavamento che te misuré pill numerose eseguite nel secondo ciclo di immersioni, consentono di fissare intorno a 3. 10-3 g/em’, Un altro parametro che permette di caratterizzare le prove eseguite ¢ di confrontame i risultati @ la per- dita percentuale di attivita. Le curve di fig. 8 danno appunto il percento della attivita asportata nel corso delle successive immer- sioni. Come si osserva da tali curve, le perdita per- centuale di attivita é in entrambi { cicli, minore per { cubi della composizione n. 2, e ciod quella ad inerti pid plecoli, come era da attenders! dato che, mentre fl tasso di dilavamento @ praticamente lo stesso per entrambe le composizion! studiate, nei cubi della com- posizione n. 2 @ stata inglobata inizialmente, insieme con i fanghi, una quantita di radioattivita 1,3 volte maggiore di quella incorporata net cubl della ‘compo- sizione n, 1. Tale Infattl i rapporto tra le quantita af acqua'di impaste occorrenti per confezionare uno stesso volume dei due tipt di caleestruzzo, 5 - Considerazioni finali Benché sia ovviamente prematuro formulare delle conclusion! generali sulla scorta delle esperienze fin qui condotte, & tuttavia possibile trarre un primo orien- tamento dai principall risultat! conseguit LD La perdita ai attivita non ha raggtunto nel ¥" ciclo lo 0,1% dell'attivita inizialmente contenuta nel ealeestruzzo ed ha superato di poco lo 02% nel 2° ciclo. 2) Per tutti { cubi la perdita di radioattivita dimt- hnuisce rapidamente net corso delle successive immer- sioni. Praticamente pid della met’ dell'attivita global- mente rilasclata da clascun provino durante M'intero ciclo di immersiont viene asportata dalla prima acqua che lambisce il provino stesso. Tt fenomeno di lisciviazione sembra quindi interes- sare essenzialmente Io strato superficiale del provino. Cid & forse dovuto al rilascio, da parte del calcestruz: zo, di quegli atomi radioattivi che rimangono sulla superficie a seguito della evaporazione che ivi ha Iuo- g0 di parte dell’acqua di bagnatura degli inerti, op- ure che sono contenuti entro particelle minutissime @i pasta di cemento formatesi in superficie e facil- mente distaccabili. 8) Le prime esperienze di ricopertura dei provini con fluosilicati di calcio, magnesio e zinco non hanno dato finora aleun vantaggio immediato, benché que- sta ricopertura potrebbe rivelarst egualmente ut sima per prolungare Ia vita dei cubi quando questi dovessero venire immersi in un ambiente particolar- ‘mente, sfavorevole, come ad esempio nell'acqua ma- rina, T grandi vantaget ottenibili da un rivestimento va- Udo af fini di una diminuizione del tasso ai dilave mento giustificano peraltro la ricerea di altre e pit efficaci teeniche protettive. 4) Mt coefficiente di accrescimento det volume, € cio’ il rapporto fra il volume del caleestruzzo ed il volume del fanghi, @ risultato in media di 68 per 1a 1 composizione ad inerti grossi e di 5,1 per la compo sizione ad inerti plecoll, () Tl confronto fra i risullati ottenuti permette di de- cidere favore della composizione ad inerti pitt pi coli, perché essa consente di incorporare una mag- giore quantita di radioattivita a parita di tasso di dilavamento, e quindi di realizzare una duplice eco- nomia: nella spesa di produzione (contro il prezzo tunitario, leggermente maggiore di quella relativo al Ta composizione ad inerti pili grossi, sta perd il mi- nore coefficiente di acerescimento del volume) e natu ralmente nelle spese di trasporto ¢ di eventuale de- posito. Nulla ancora pud dirsi cirea influenza che ha il tipo di nuclide radioattivo sulla perdita di radioatti- vita, Si pud pensare che la magglor parte dei nuclidi entrl, in un modo 0 nell’altro, a far parte della costl- tuzione intima del comento, data la ben nota com- plessita dei fenoment chimlco-fisiei connessi con la presa e l'indurimento del cemento stesso, ma @ oi ‘che solo T'esperienza permettera di trarre delle con- clusion! precise. A tal fine le prove sperimentali ver ranno prosegulte con Vimpiego di altri nuclidi e di altri caleestruzzi, tra cui quelli confezionati con ce- menti pozzolanicl e con Vimpiego di inerti di natura silicea, per confermare ed estendere i risultati gla acquisit. Bibliografi [11 G.P, Stave, R,J. Monron and O.R. PLacas, Studies fon the removal of ‘radioactive coutaminante from twater, J. Am. Water Works Assoc, 48, 778, (1951) [2] R.A. Lavoenpats Jr Studica on the removal of ra Giotsoropee from Taguid wastes by coagulation, Rex pore ORNL — 842 (1961)? 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