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Dagli scritti

Forse che tu scaglierai fulmini ed essi partiranno, e poi ritornando ti diranno: Eccoci? (Gb
38,35). I fulmini partono dalle nubi, e cos anche dai santi predicatori si manifestano opere
mirabili. Partono i fulmini quando i predicatori brillano con il fulgore dei miracoli. Per
ritornando dicono: Eccoci!, quando attribuiscono a Dio, e non alle proprie capacit,
qualunque cosa riconoscano di aver compiuto di grande. Oppure anche, vengono mandati e
vanno, quando dal segreto della contemplazione escono per svolgere la loro missione in
pubblico; poi ritornano e dicono a Dio: Eccoci!, perch dopo la missione pubblica tornano di
nuovo alla contemplazione.

Il contemplativo infatti, quando si alza alle sfere superiori, non ha una via stabilita o diritta,
perch la contemplazione non in potere del contemplativo, ma dipende dalla volont del
creatore, il quale elargisce la dolcezza della contemplazione a chi vuole, quando vuole e come
vuole. Dice infatti Geremia: Lo so, o Signore, che luomo non padrone della sua via, e non
in potere di chi cammina dirigere i propri passi (Ger 10,23).

Considera che alcuni uccelli hanno delle lunghe zampe, e quando volano le tengono distese
allindietro. E ce ne sono altri che hanno le zampe molto corte, e quando volano le tengono
strette al ventre per non esserne impediti nel volo, e la cortezza delle zampe non impedisce il
volo.

Ci sono due categorie anche nei contemplativi. Ce ne sono alcuni che si dedicano agli altri e si
prodigano per essi. Ce ne sono altri che non si dedicano n al prossimo n a se stessi e si
privano perfino delle cose necessarie. I primi hanno le estremit lunghe, i secondi le hanno
corte. I primi, quando si dedicano alla preghiera, si innalzano subito alla contemplazione; essi
distendono allindietro le estremit, cio i sentimenti e gli affetti con i quali provvedono alle
necessit del prossimo, per non essere impediti nel loro volo. O fratello, quando servi al tuo
fratello, stendi i tuoi piedi davanti a te e impegna con lui tutto te stesso. Quando invece ti
rivolgi a Dio, stendi i tuoi piedi allindietro, perch il tuo volo sia libero. Incurante di ci che
sar, del servizio e delle opere buone, di ci che hai fatto e di ci che farai, lascia da parte ogni
fantasticheria quando sei in preghiera: proprio in quel momento infatti che sopraggiungono
tutti i pensieri inutili che ostacolano lanimo del contemplativo.

I secondi invece, che hanno le gambe corte, che non attendono n agli altri n a se stessi,
tengono i piedi stretti al ventre, riducono e attenuano nella mente i propri sentimenti, si
raccolgono in se stessi affinch la mente, concentrata in una cosa sola, possa spiccare il volo
con pi facilit e fissare locchio dellanima nellaureo splendore del sole, senza restare
abbagliata. Giustamente quindi detto.

Nel costato di Cristo il giusto trover il pascolo, e quindi pu dire: La mia delizia stare con il
Figlio delluomo (cf. Pro 8,31), sospeso sul patibolo della croce, confitto con i chiodi,
abbeverato di fiele e di aceto, trafitto al costato. O anima mia, queste sono le tue delizie, di
queste devi godere, in queste devi trovare la tua gioia. Anche Isaia ti dice: Allora vedrai, sarai
nellabbondanza, palpiter e si dilater il tuo cuore (Is 60,5). Vedrai, o anima, il Figlio di Dio
appeso al patibolo, e allora sarai inondata di delizie e di lacrime, palpiter il tuo cuore per la
misericordia del Padre che, pur vedendo il suo Figlio appeso alla croce, non lo deponeva. O
Padre, come hai potuto trattenerti. Perch non hai squarciato i cieli e non sei disceso a liberare
il tuo Figlio diletto? E nello stupore per tutto questo, il tuo cuore si dilater nellamore del
Padre, il quale ci ha dato il Figlio che ci ha redenti, e lo Spirito Santo che ha operato la nostra
salvezza.

Inoltre il giusto trova i suoi pascoli nella sofferenza del cuore e nel disprezzo del mondo.
Giobbe, parlando dellnagro (asino selvatico), cio del penitente, dice: Gira intorno gli occhi
ai monti del suo pascolo e cerca tutto ci che verdeggia (Gb 39,8). I monti del pascolo
raffigurano la contemplazione delle cose eterne, che nutrimento interiore, e quando le
considera preso da afflizione e pianto. proprio di questo penitente ricercare tutto ci che
verdeggia, sprezzando le cose transitorie e bramando solo quelle che durano per leternit.
Tutte le cose poste quaggi temporaneamente e destinate a finire, sono aride e riarse, e sono
disseccate dai godimenti della vita presente come dal sole in estate. Al contrario, sono dette
verdeggianti quelle cose che nessuna temporaneit pu disseccare. Giustamente quindi dice
il Signore: Il Padre celeste li nutre.

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in
aggiunta (Mt 6,33). Il regno di Dio il bene supremo: per questo dobbiamo cercarlo. Lo si
cerca con la fede, con la speranza e con la carit. La giustizia (la santit) di questo regno poi
consiste nel mettere in pratica tutto ci che Cristo ha insegnato. Cercare il regno di Dio, vuol
dire praticare questa giustizia con le opere. Cercate, quindi, prima di tutto il regno di Dio, vale
a dire ponetelo al di sopra di tutte le cose: tutto devessere fatto in vista di esso, nulla
devessere cercato allinfuori di esso, e ad esso devessere ordinato tutto ci che cerchiamo. E
fa attenzione che nel vangelo detto vi saranno date in aggiunta, perch tutte le cose
appartengono ai figli, e quindi tutte queste cose saranno date anche a coloro che non le
cercano. E se a qualcuno vengono negate, si tratta di una prova; e se vengono elargite, ci
viene fatto perch siano rese grazie a Dio, poich tutto concorre al loro bene (cf. Rm 8,28).

Vigilate diligentemente, approfittate del tempo e non siate sconsiderati. Chi aspira alle
nozze dellincarnazione del Signore cammina con cautela, perch cammina nella luce, e chi
cammina nella luce non inciampa. Dice infatti Isaia: I popoli cammineranno alla tua luce, e i
re nello splendore del tuo sorgere (Is 60,3). Coloro che partecipano alle nozze della Sapienza
incarnata, non sono stolti, ma diventano veramente saggi; infatti la stessa Sapienza dice: A
me appartiene il consiglio e la giustizia, mia la prudenza e mia la fortezza (Pro 8,14). Sono
queste le virt che rendono luomo sapiente e saggio: il consiglio, per fuggire il mondo; la
giustizia, per rendere a ciascuno il suo; la prudenza per guardarsi dai pericoli e la fortezza per
mantenersi saldo nelle avversit.

Va alle nozze della penitenza colui che rimedia al tempo male impiegato, approfittando del
tempo presente, perch i giorni sono cattivi (Ef 5,16). E Agostino commenta: A motivo della
malvagit e della miseria delluomo i giorni sono detti cattivi. Guadagna chi perde, cio chi ci
rimette di suo, per essere libero di occuparsi di Dio, perch come desse un soldo (un
nonnulla) per il vino. Dice infatti il vangelo: A chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la
tunica, tu lascia anche il mantello (Mt 5,40). Questo per aver il cuore tranquillo e per non
sciupare il tempo.

Parimenti, colui che brama le nozze della gloria celeste, non stolto ma prudente. Prudente
come dire porro videns, che vede lontano. Infatti gusta e vede quanto buono il Signore (cf.
Sal 33,9), e nella dolcezza di quella visione comprende quale sia la volont di Dio.
Ti preghiamo dunque, Signore Ges Cristo, di farci giungere alle nozze della tua incarnazione
con la fede e con lumilt; di farci celebrare le nozze della penitenza, in modo da essere degni
di partecipare poi alle nozze della gloria celeste.
Accordacelo tu, che sei benedetto nei secoli. Amen.

Il camaleonte figura del contemplativo, che vive solo di aria, vale a dire della dolcezza della
contemplazione. Dice infatti con lApostolo: La nostra patria nei cieli (Fil 3,20). E in Giobbe
leggiamo: La mia anima ha scelto la sospensione (Gb 7,15). La sospensione simboleggia
lelevazione dello sguardo interiore al Signore.

Il giusto si solleva dalla terra con la fune dellamore divino e resta come sospeso in aria per la
dolcezza della contemplazione, ed allora si trasforma, per cos dire, tutto in aria, come non
avesse pi il corpo, non fosse pi oppresso dalla carnalit. detto infatti di Giovanni Battista
che era voce di uno che grida nel deserto (Mt 3,3; Gv 1,23). La voce aria, e Giovanni era
aria e non carne, perch non aveva pi il gusto delle cose terrene ma solo di quelle celesti.

detto nellEsodo che sotto i piedi del Signore cera come un lavoro di pietra di zaffiro (cf. Es
24,10). Sotto i piedi di Cristo, cio sotto la sua umanit, sono poste, come sgabello, le menti
dei giusti. Infatti sta scritto che Maria [di Magdala] sedeva ai piedi del Signore (cf. Lc 10,39). E
ancora: Le donne si avvicinarono e gli cinsero i piedi (Mt 28,9). E nel Deuteronomio: Coloro
che si avvicinano ai suoi piedi, riceveranno il suo insegnamento (Dt 33, 3). Lo zaffiro color
del cielo. La mente dei giusti, sottomessa allumanit di Ges Cristo con la fede e con lumilt,
come un prezioso lavoro di pietra di zaffiro.

Di lass aspettiamo come salvatore il Signore nostro Ges Cristo, che trasfigurer il nostro
misero corpo, per conformarlo al suo corpo glorioso (Fil 3,20-21). Ecco in che modo la moneta
sar contrassegnata con leffigie del nostro Re. Chi vive nel mondo, ma non secondo la vita del
mondo, ma secondo quella del cielo, pu attendere con sicurezza il Salvatore.

E il profeta Amos, per contrasto, dice: Guai a coloro che attendono il giorno del Signore! Che
cosa sar per voi il giorno del Signore? Quel giorno sar tenebre e non luce (Am 5,18), cio
tribolazione e non prosperit. In quel giorno vedranno che le loro opere, che adesso sembrano
loro luminose, sono invece tenebrose. Molti superbi, come commenta la Glossa, per sembrare
giusti, dicono di aspettare anche loro il giorno del giudizio, o il giorno della morte, per
incominciare ad essere con Cristo. Ma a costoro il profeta rivolge le sue minacce, perch
nessuno senza peccato, e proprio per il fatto di non temere per se stessi, sono degni
delleterno supplizio.

Aspettano dunque il Signore Ges con sicurezza e tranquillit, solo coloro che conducono
quaggi una vita degna del cielo.

ormai tempo che noi ci destiamo dal sonno (Rm 13,11).


Come nellultimo avvento suoner la tromba e i morti risorgeranno (1Cor 15,52), cos in
questo primo avvento suona la tromba della predicazione: ormai tempo, ecc. Questo
tempo lanno della benignit (cf. Sal 64,12), la pienezza dei tempi, in cui Dio mand il Figlio
suo, nato da donna, nato sotto la legge (Gal 4,4). Svegliamoci dunque dal sonno, cio
dallamore delle cose temporali, delle quali Isaia dice: Vedono cose vane, dormono e amano i
sogni (Is 56,10), cio le cose temporali che chiudono gli occhi del cuore alla contemplazione
delle cose eterne.

Le vane immaginazioni sulle cose di questo mondo, che illudono i dormienti nelle prime ore del
giorno, vengano fugate dal sorgere del sole. Il sacco fatto di crine, il cilicio, il misero pannicello
nel quale Ges fu avvolto, lumile luogo del presepio nel quale fu adagiato, ci invitano a
svegliarci dal sonno e a scacciare le vane fantasie. veramente tempo di svegliarsi dal
sonno.

Ma guai a noi che neppure in questunica ora possiamo vegliare con il Signore, perch non lo
vogliamo. Il Signore ha vegliato, poich dice Geremia: Vedo una verga vigilante (Ger 1,11).
Ges Cristo fu la verga, flessibile per la sua obbedienza e umilt, sottile per la povert: egli
vegli con queste virt, ma noi non vogliamo vegliare con lui. Gli uomini, schiavi delle
ricchezze dormirono il loro sonno (cf. Sal 75,6); invece le ricchezze [vere] degli uomini, cio
lumilt e la povert dei giusti, vegliano con il Signore e quindi possono dire in tutta sincerit:
Adesso la nostra salvezza pi vicina di quando diventammo credenti (Rm 13,11).

E questo ci che dice anche Salomone: La via dei giusti simile alla luce che incomincia a
risplendere, e cresce fino a pieno giorno (Pro 4,18). Luce che risplende, cio quando
diventammo credenti; fino a giorno pieno, cio la nostra salvezza pi vicina. La luce
splendente si ebbe nellincarnazione del Verbo, dalla quale scatur la fede; il giorno pieno si
verific nella passione, con la quale fu pi vicina la salvezza. Che cosa ci sarebbe servito
lessere nati, se non fossimo stati redenti?

Sulla maest del Signore concorda sempre ci che dice Isaia: Il Signore sar per te luce
sempiterna e saranno finiti i giorni del tuo lutto (Is 60,20), perch le sofferenze di prima sono
dimenticate e sono ormai nascoste allo sguardo di coloro che in questa vita hanno aspettato
nella santit e nella giustizia il Signore, che sarebbe venuto per il giudizio. Di questi si dice
nellintroito della messa: Tutti coloro che ti aspettano non saranno delusi (Sal 24,3).

vero, vero, Signore, non saranno delusi: anzi esulteranno per leternit. Della gloria dei
buoni e del castigo dei cattivi, tu prometti con le parole di Isaia: Ecco che i miei servi
mangeranno, e voi patirete la fame; ecco che i miei servi berranno, e voi patirete la sete; ecco
che i miei servi saranno nella gioia e voi nella delusione; ecco che i miei servi, nella felicit del
loro cuore, canteranno lodi, e invece voi griderete per il dolore del cuore e urlerete per la
tortura dello spirito(Is 65,13-14).

Fratelli carissimi, preghiamo il Signore Ges Cristo perch, quando verr nel giorno dellultimo
giudizio per rendere a ciascuno secondo le sue opere, quando verr con grande potenza e
maest, non voglia esercitare la sua potenza verso di noi, mettendoci con coloro che saranno
dannati, ma ci renda beati, di fronte alla sua maest, insieme con coloro che saranno salvati:
possiamo anche noi con loro mangiare e bere, esultare ed essere felici nel regno dei cieli.

Ce lo conceda lui stesso, che benedetto e glorioso per i secoli eterni. E ogni anima beata
dica: Amen. Alleluia.

Sguimi, dunque, perch io conosco la strada giusta per la quale condurti. Leggiamo nei
Proverbi: Ti mostrer la via della sapienza; ti condurr per i sentieri della rettitudine; quando
vi sarai entrato non saranno intralciati i tuoi passi, e se corri non inciamperai (Pro 4,1112). La
via della sapienza la via dellumilt: ogni altra via della stoltezza e della superbia. Le vie
giuste ci ha mostrato quando ha detto: Imparate da me (Mt 11,29).

Il sentiero largo solo due piedi (circa mezzo metro), di modo che una persona non pu
affiancarsi allaltra; ed chiamato in lat. semita, quasi a dire semis iter, mezza strada,
da semis, met, e iter, strada.

I sentieri della rettitudine sono la povert e lobbedienza, e per essi Cristo, povero e
obbediente, ti guida con il suo esempio. In essi non c alcuna tortuosit, ma tutto diritto e
chiaro. Ma cosa meravigliosa! , pur essendo cos stretti, si afferma che in essi il cammino
non intralciato. Invece la via del mondo larga e spaziosa; ma per i secolari, che vi
camminano come ubriachi, essa non mai abbastanza larga: per lubriaco la via sempre
stretta, per quanto larga sia. La malizia, la perfidia trovano tutto stretto; invece la povert e
lobbedienza, proprio per il fatto che sono strette danno la libert: perch la povert rende
ricchi e lobbedienza rende liberi. E colui che corre dietro a Ges in questi sentieri non trova
linciampo della ricchezza e della propria volont.

Sguimi, dunque, e ti mostrer ci che occhio non vide, n orecchio ud, n mai entr in
cuore di uomo (1Cor 2,9). Sguimi, e ti dar come detto in Isaia tesori nascosti e
ricchezze ben celate (Is 45,3); e ancora: Allora vedrai e sarai raggiante, si meraviglier e si
dilater il tuo cuore (Is 60,5). Vedrai Dio faccia a faccia, comegli (cf. 1Cor 13,12; 1Gv 3,2);
sarai ricco di delizie e delle ricchezze della duplice stola dellanima e del corpo; il tuo cuore
sar estasiato di fronte ai cori degli angeli, ai troni dei beati, e cos si gonfier di gioia e
proromper nel canto dellesultanza e della lode. Dunque sguimi!.