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Flessione 4

4.1 Introduzione

Nei precedenti capitoli si sono analizzati gli sforzi e le deformazioni in ele-


menti prismatici soggetti a carichi assiali e coppie torcenti. In questo capito-
lo viene invece analizzato un elemento prismatico a cui sono applicate due
coppie M e M' uguali e opposte, agenti nello stesso piano longitudinale (Fi-
gura 4.1); si dice allora che l'elemento soggetto a flessione.
Nella prima parte del capitolo vengono analizzati gli sforzi e le deformazio-
ni presenti in un elemento omogeneo, sollecitato a flessione, che possiede un
piano longitudinale di simmetria. Dopo aver dimostrato che durante una defor-
mazione flessionale le sezioni trasversali rimangono piane (Paragrafo 4.4),
vengono determinate le formule da utilizzare nella valutazione degli sforzi
normali e del raggio di curvatura per elementi infiessi in campo elastico (Pa-
ragrafo 4.5).
Nel Paragrafo 4.7 si analizzano gli sforzi e le deformazioni negli elementi
composti, realizzati con pi materiali, e si determina la sezione equivalente
che corrisponde alla sezione di un elemento costituito da un materiale omo-
geneo. La sezione equivalente utilizzata per calcolare sforzi e deformazio-
ni nell'elemento originale. Nel Paragrafo 4.8 si discutono le concentrazioni
di sforzo che si manifestano in corrispondenza di brusche variazioni della se-
zione trasversale di un elemento inflesso.
Nell'ultima parte del capitolo si considera la flessione di elementi realizzati
con un materiale che non segue la legge di Hooke (Paragrafo 4.9). In parti-
colare si analizzano gli sforzi e le deformazioni in elementi costituiti da ma-
teriale elastoplastico. Partendo dal massimo momento elastico My, corri-

M'

Figura 4.1
184 Capitolo 4

spandente all'inizio dello snervamento (Paragrafo 4.1 0), si considerano gli ef-
fetti di un momento che cresce fino al raggiungimento del momento plastico
Mp, che corrisponde alla situazione in cui l'elemento completamente pla-
sticizzato. Vengono poi determinate le deformazioni permanenti e gli sforzi
residui che derivano da un tale processo di carico (Paragrafo 4.12).
Nel Paragrafo 4.13 si sovrappongono gli sforzi dovuti alla flessione e quelli
dovuti al carico assiale centrato (Capitolo l) per analizzare il caso del carico
assiale eccentrico agente in un piano di simmetria longitudinale. Lo studio
della flessione degli elementi prismatici si conclude con l'analisi dellafies-
sione deviata (Paragrafo 4.14) e con lo studio del caso pi generale di cari-
co assiale eccentrico (Paragrafo 4.15). L'ultimo paragrafo del capitolo de-
dicato alle analisi degli sforzi negli elementi curvi (Paragrafo 4.16).

M'

Figura 4.1 (ripetuta)

4.2 Elementi prismatici sollecitati a flessione


Se un elemento sollecitato da due coppie uguali e opposte, agenti nello stes-
so piano longitudinale, si dice che soggetto a flessione. Si osservi che se si ta-
glia trasversalmente l'elemento AB di Figura 4.1, l'equilibrio della porzione AC
dell'elemento richiede che le forze elementari esercitate su AC dalla porzione
restante siano equivalenti alla coppia M (Figura 4.2). Quindi, le forze interne
agenti in ogni sezione dell'elemento inftesso sono equivalenti a una coppia. Il
momento di questa coppia detto momento flettente nella sezione. Nel seguito
verr utilizzata la convenzione che assegna segno positivo a M quando l'ele-
mento inflesso come mostrato in Figura 4.1; il segno di M sarebbe negativo
se i versi di M e M' fossero opposti a quelli evidenziati in figura.

M'

c c
Figura 4.2
Flessione 185

Un esempio di elemento soggetto a sola flessione dato dalla porzione BC 30 kN 30 kN l


della trave AD rappresentata in Figura 4.3a. Sezionando l'elemento in un ar- 1.2 m
bitrario punto E, situato tra B e C, e tracciando i diagrammi di corpo libero ~
per AD e AE (Figura 4.3b e c), si verifica che le forze interne agenti in ogni ::::J:==l
81 C1
sezione situata tra B e C devono essere equivalenti a una coppia di intensit
36 kN m.
Il numero relativamente piccolo di applicazioni ingegneristiche in cui si in-
Bm
contra la sola flessione non giustifica, di per s, un intero capitolo dedicato a (a)
questo tipo di sollecitazione. In realt i risultati che si otterranno potranno es-
sere utilizzati nelle analisi di altri tipi di carichi, come quelli assiali eccen-
30 kN 30 kN
trici e quelli trasversali alla linea d'asse. Come si visto nel Paragrafo 1.3,
le forze interne nella generica sezione di un elemento soggetto a un carico ec-
centrico sono equivalenti a una forza P, applicata nel baricentro della sezio-
ne, e a una coppia M (Figura 4.4). Utilizzando il principio di sovrapposizio- Bj l c,
ne allora possibile combinare gli sforzi dovuti al carico assiale c entrato con A
quelli che si ricaveranno successivamente dall'analisi della flessione per ot- E
tenere la distribuzione di sforzi generata dal carico eccentrico. L'analisi del-
la flessione assume un ruolo importante anche nello studio delle travi, cio
(b)
tOkN 30kNr
nello studio degli elementi prismatici soggetti a carichi trasversali. Si consi-
deri, per esempio, una trave incastrata AB con un carico concentrato P appli-
30 kN
cato all 'estremit libera (Figura 4.5a). Sezionando in C, a distanza x dal pun- 1.2 m

~
to A, si pu desumere, dal diagramma di corpo libero di AC (Figura 4.5b),

l )um
che le forze interne nella sezione sono equivalenti a una forza P' uguale e op-
posta a P e a una coppia M di intensit M = Px. Come si vedr nel Capito-
lo 5, la distribuzione degli sforzi tangenziali nella sezione dipende da P', men-
J ai E
m

LN
tre la distribuzione degli sforzi normali conseguenza di M ed la stessa che
si otterrebbe se la trave fosse soggetta a sola flessione.
(c)

Figura 4.3

pl Cl
l

M
A 8

(a)

L. t.
PB t.)M
A
(a) (b) (b)

Figura 4.4 Figura 4.5

-----
186 Capitolo 4

4.3 Discussione preliminare sugli sforzi prodotti


dalla flessione
Le relazioni che devono risultare soddisfatte dagli sforzi agenti su una gene-
rica sezione di un elemento prismatico soggetto a flessione vengono derivate
attraverso i metodi della statica. Indicando con O'x lo sforzo normale in un da-
to punto della sezione e con rxy e -z:u le componenti dello sforzo tangenziale 1,
si impone al sistema di forze elementari interne, agenti sulla sezione, di es-
sere equivalente alla coppia M (Figura 4.6).

y y

--
x x

y
Figura 4.6

noto, dalla statica, che una coppia M costituita da due forze uguali e op-
poste. La somma delle componenti di queste forze secondo una qualunque di-
rezione quindi nulla. Inoltre, il momento della coppia lo stesso rispetto a
un qualunque asse ortogonale al suo piano ed nullo rispetto a un generico
asse contenuto in quel piano. Scegliendo arbitrariamente l'asse z, ad esempio
come mostrato in Figura 4.6, l'equivalenza delle forze elementari interne e
della coppia M si esprime come segue:

componenti x: JcrxdA = O (4.1)

momento rispetto all'asse y: JZO'xdA = O (4.2)

momento rispetto all 'asse z: f(- ycrx dA)= M (4.3)

Si potrebbero poi aggiungere altre tre equazioni, che per risulterebbero inu-
tili poich sono relative alle sole componenti di sforzo tangenziali.
Due osservazioni sono necessarie a questo punto: la prima che il segno ne-
gativo nell'Equazione (4.3) dovuto al fatto che uno sforzo di trazione ( O'x >O)
d luogo a una forza normale O'x dA avente momento negativo (orario) rispetto
all'asse z. Inoltre l'Equazione (4.2) diviene banale se l'elemento prismatico
simmetrico rispetto al piano contenente la coppia M e se l'asse y appartiene
a questo piano, come nel caso rappresentato in Figura 4.6: la distribuzione

1 Come verr evidenziato nel prossimo paragrafo, le componenti tangenziali dello sforzo sono,

nel caso trattato, entrambe nulle.


- - - -- -

Flessione 187

delle forze normali sulla sezione sar chiaramente simmetrica rispetto ali' as- c
se y. Ancora una volta si nota che l'effettiva distribuzione degli sforzi in una
data sezione non pu essere determinata tramite sole considerazioni di equi-
librio. Essa staticamente indeterminata e pu essere ottenuta solo analiz-
zando le deformazioni prodotte nell'elemento.

4.4 Deformazioni in un elemento simmetrico


soggetto a flessione

Si consideri un elemento prismatico, dotato di un piano di simmetria, solle-


citato da due coppie M e M' uguali e opposte, applicate alle sue estremit e
agenti nel piano. L'elemento si inflette sotto l'azione delle coppie ma rimane Figura 4.7
simmetrico rispetto allo stesso piano (Figura 4.7). Inoltre, poich il momen-
to flettente M lo stesso in ogni sezione, l'elemento si inflette uniformemen-
te. In questo modo la linea AB, data dall 'intersezione della superficie supe-
riore dell'elemento con il piano delle coppie, ha una curvatura costante. In al-
tri termini, la linea AB, originariamente rettilinea, viene trasformata in un ar-
co di circonferenza di centro C; questo succede anche per la linea A'B' (non
indicata in figura) , ottenuta dall'intersezione della superficie inferiore dell'e-
lemento con il piano di simmetria. Si noti inoltre che, come mostrato in fi -
gura, la lunghezza della linea AB diminuisce quando l'elemento inflesso,
cio quando M> O, mentre A'B' si allunga.

$
Di seguito si dimostra che qualunque sezione perpendicolare all'asse dell'e- D

lemento si mantiene piana durante la deformazione e il piano che la contiene Al Ef E' 18


passa per C. Difatti, se cos non fosse, esisterebbe un punto E della sezione
originalmente passante per D (Figura 4.8a) che, dopo l'inflessione dell'ele- (a)
mento, non apparterrebbe al piano, ortogonale a quello di simmetria, conte-
nente la linea CD (Figura 4.8b). Ma, a causa della simmetria dell'elemento, l, \
l \
esisterebbe un altro punto E' che verrebbe trasformato esattamente nello stes- l \
l \
so modo. Si assuma allora che, una volta avvenuta l'inflessione della trave, l \
l \
entrambi i punti siano posizionati a sinistra del piano definito da CD, come l \
l \
indicato nella Figura 4.8b. Poich il momento flettente M lo stesso in tutto l
l \
\
l'elemento si avrebbe una situazione analoga in tutte le altre sezioni e i pun- l
l \
\
l \
ti corrispondenti a E e E' si muoverebbero anch'essi verso sinistra. Cos un l \ ~M
osservatore in A concluderebbe che questo tipo di carico provoca uno spo- l
\ 8 J
stamento dei punti E e E' delle varie sezioni verso di lui. Ma un osservatore
in B, che vede i carichi nello stesso modo e i punti E e E' nelle stesse posi-
zioni (eccettuato il fatto che essi ora appaiono invertiti), perverrebbe a con-
(b)
clusioni opposte. Questa incongruenza porta a concludere che E e E' appar-
tengono al piano definito da CD e, quindi, che la generica sezione rimane pia- Figura 4.8
na e passa per C. Si noti comunque che questa discussione non esclude l'esi-
stenza di deformazioni nel piano della sezione (Paragrafo 4.6).
Si supponga di dividere la trave in un numero elevato di piccoli elementi cu-
bici con facce rispettivamente parallele ai tre piani coordinati. La planarit
delle sezioni richiede che, quando la trave soggetta alle coppie M e M', que-
sti elementi siano trasformati come mostrato in Figura 4.9. Poich tutte le fac -
ce rappresentate nelle due proiezioni di Figura 4.9 sono perpendicolari l'una
188 Capitolo 4

y con l'altra si conclude che y;xy = y;.


AZ
= O e, quindi, che r. y = r'-., = O. Per le tre
c componenti di sforzo che non sono state ancora discusse, cio aY, 0'2 e r yz' si
l
l \
\
nota che sulla superficie laterale dell'elemento queste devono essere nulle.
l
l \
\
Poich, d'altra parte, le deformazioni coinvolte non implicano alcuna intera-
l \
l \ zione tra gli elementi di una data sezione, si assumer che queste tre compo-
l \
l \ nenti di sforzo siano nulle in tutta la trave. Questa assunzione supportata sia
l \
l \ da evidenze sperimentali sia dalla teoria dell 'elasticit, limitatamente al caso
l \
l \ di elementi snelli soggetti a piccole deformazioni. 2 Si conclude che l' unica
l \
l \ componente di sforzo non nulla, esercitata su ciascuno degli elementi cubici
l \ 8
qui considerati, la componente normale a,. Quindi, in ogni punto di una tra-
ve snella soggetta a sola flessione si ha uno stato di sforzo uniassiale. Ricor-
A'
dando che, per M> O, i segmenti AB e A'B' manifestano rispettivamente un
accorciamento e un allungamento, si nota che la deformazione Ex e lo sforzo
ax sono negativi nella parte superiore della trave (compressione) e positivi in
(a) Sezione longit udi nale verticale quella inferiore (trazione).
(piano di simmetria)
Ne consegue che deve esistere una superficie, parallela alle facce superiore e
inferiore della trave, in cui e,, e ax sono nulli. Questa superficie detta su-
M' perficie neutra e interseca il piano di simmetria secondo un arco di circonfe-

LU
x
renza DE (Figura 4.10a) e la generica sezione (trasversale) secondo una linea
retta detta asse neutro della sezione (Figura 4.10b). D' ora in avanti l'origine
del sistema di riferimento verr scelta sulla superficie neutra, invece che sul-
la superficie all'estremit inferiore della trave come si fatto finora, cosicch
la distanza di ciascun punto dalla superficie neutra sar misurata dalla sua
T coordinata y.
M
z Indicando con p il raggio dell'arco DE (Figura 4.10a), con e l'angolo al cen-
(b ) Sezione longitudinale orizzontale tro corrispondente a DE e osservando che la lunghezza di DE uguale alla
lunghezza L dell'elemento in deformato, si pu scrivere
Figura 4.9

L = p8 (4.4)

Considerando ora l'arco JK, posto a una distanza y dalla superficie neutra, si
nota che la sua lunghezza L'

L' =(p- y)8 (4.5)

asse
neutro

z --

(a) Sezione longitudinale verticale (b ) Sezione t rasversale


(piano di simmetria)

Figura 4.10 2 Si veda inoltre il Problema 4.34.


Flessione 189

Poich inizialmente la lunghezza dell'arco JK era uguale a L, l'allungamen-


to di JK dato da
8 = L' - L (4.6)
o, sostituendo le (4.4) e (4.5) nella (4.6), da
8 = (p - y) () - p() = - y () (4.7)

La deformazione longitudinale Ex negli elementi di JK ricavata dividendo


l'allungamento 8per l'originaria lunghezza L di JK. Si ottiene
8 - y()
Ex = L = pe

cio

E x =- -y (4.8)
p

Il segno meno dovuto al fatto che si assunto come positivo il momento


flettente applicato e, quindi, anche la curvatura della trave con la concavit
rivolta verso l'alto.
Per effetto della planarit delle sezioni, si avranno deformazioni identiche in
tutti i piani paralleli al piano di simmetria. Cos il valore della deformazione
dato dall'Equazione (4.8) valido ovunque; ne consegue che, in tutto l'ele-
mento, la deformazione normale longitudinale E.r varia linearmente con la di-
stanza y dalla superficie neutra.
La deformazione E.r raggiunge il suo massimo valore assoluto quando mas-
simo quello della y. Indicata con c la massima distanza dalla superficie neutra
(che corrisponde o alla superficie di estradosso o a quella di intradosso dell'e-
lemento) e con Emax il massimo valore assoluto della deformazione, si ha

Emax =pc (4.9)

Ricavando p dall'Equazione (4.9) e sostituendo l'espressione ottenuta nella


(4.8), si pu anche scrivere

- y
Ex - - - Emax (4.10)
c

Si conclude l'analisi delle deformazioni in una trave soggetta a flessione os-


servando che non si ancora in grado di valutare la deformazione o lo sforzo
in un dato punto della trave, poich non si ancora determinata la posizione
della superficie neutra. Per individuare la posizione di questa superficie ne-
cessario fornire la relazione sforzo-deformazione del materiale utilizzato.3

3
Si pu comunque notare che se l'elemento possiede un piano di simmetria verticale e uno oriz-
zontale (per esempio un elemento con sezione rettangolare) e se la curva sforzo-deformazione
la stessa a trazione e compressione, la superficie neutra coincider con il piano di simmetria oriz-
zontale (cfr. Paragrafo 4.9).
190 Capitolo 4

4.5 Sforzi e deformazioni in regime elastico

Si considera ora il caso in cui il momento flettente M tale che gli sforzi nor-
mali nell ' elemento rimangono al di sotto della tensione di snervamento O"y.
Questo significa che, ai fini pratici, gli sforzi nell'elemento rimangono al di
sotto del limite di proporzionalit e anche del limite elastico; non si attivano
deformazioni permanenti e si pu applicare la legge di Hooke per sforzo unias-
siale. Assumendo che il materiale sia omogeneo e indicato con E il suo mo-
dulo di elasticit, si ha nella direzione longitudinale x

O"x = EEx (4.11)

Se si richiama l'Equazione (4.10) e se ne moltiplicano entrambi i membri per


E, si ottiene

o, utilizzando la (4.11),

y (4.12)
(Jx = --(Jmax
c
superficie neutra
in cui CJmax denota il massimo valore assoluto dello sforzo. Questo risultato
mostra che, in campo elastico, lo sforzo normale varia linearmente con la di-
Figura 4 .11 stanza dalla superficie neutra (Figura 4.11 ).
A questo punto occorre evidenziare che non ancora nota la posizione della
superficie neutra e neppure il valore massimo CJmax dello sforzo. Entrambi pos-
sono essere determinati utilizzando le Equazioni (4.1) e (4.3) ottenute prece-
dentemente dalla statica. Sostituendo prima CJ< ottenuto dalla (4.12) nella (4.1 ),
si ricava

da cui segue che

f ydA = O (4.13)

Questa equazione mostra che il momento statico, o momento del primo ordi-
ne, della sezione rispetto all'asse neutro deve essere nullo. 4 In altri termini,
per un elemento soggetto a flessione e finch gli sforzi rimangono in campo
elastico, l'asse neutro passa per il baricentro della sezione.

4
Si veda l'Appendice A per una discussione sui momenti di area.
Flessione 191

Si considera ora l'Equazione (4.3) derivata nel Paragrafo 4.3 rispetto a un ar-
bitrario asse z orizzontale,

Jc- YCJx dA)=M (4.3)

Scegliendo l'asse z coincidente con l'asse neutro della sezione, e sostituendo


O:r ricavato dalla (4.12) nella (4.3), si ottiene

J(- Y) ( - ~ (J max) dA = M

o
(Jmax Jy2 dA= M (4.14)
c

Ricordando che nel caso della flessione l' asse neutro passa per il baricentro
della sezione, ne consegue che I il momento d'inerzia, o momento del se-
condo ordine, della sezione rispetto ali' asse baricentrico perpendicolare al pia-
no della coppia M. Ricavando (Jmax dalla (4.14), si pu quindi scrivere5

Mc (4.15)
(Jmax - I

Sostituendo CJmax dalla (4.15) nella (4.12), si ottiene lo sforzo normale CJx a
distanza y dall'asse neutro:

CJ x =- -My (4.16)
I

Le Equazioni (4.15) e (4.16) sono dette formule dellaflessione elastica e lo


sforzo normale CJ, provocato dalla flessione dell'elemento generalmente det-
to sforzo jlessionale. Si noti che al di sopra dell ' asse neutro (y > O) lo sforzo
di compressione (O:, < 0) quando il momento flettente M positivo, mentre
di trazione quando M negativo.
Ritornando all 'Equazione (4.15), si nota che il rapporto I/ c dipende solo dal-
la geometria della sezione. Questo rapporto detto modulo di resistenza del-
la sezione ed indicato con S. Si ha

modulo di resistenza della sezione = S = !_ (4.17)


c

5Si ricorda che il momento flettente assegnato stato assunto come positivo. Se lo si assumes-
se come negativo, neli ' Equazione (4.15) M dovrebbe essere sostituito dal suo valore assoluto IMI.
192 Capitolo 4

Sostituendo I/c con S nell'Equazione (4.15), si ottiene la seguente espressio-


ne alternativa

M (4.18)
(J'max = S

Poich il massimo sforzo O'max inversamente proporzionale al modulo di re-


sistenza S, evidente che le travi dovrebbero essere progettate con un valo-
A= 9600 mm 2 re di S il pi grande possibile. Per esempio, nel caso della trave in legno con
sezione rettangolare di larghezza b e altezza h, si ha

l _l_bh 3
S -- - -- -12- - -- 6..Lbh 2 .l Ah
- 6
- (4.19)
c h/ 2

in cui A l'area della sezione. Questo mostra che date due travi aventi ugua-
le area A della sezione (Figura 4.12), quella con l'altezza maggiore ha un mo-
dulo di resistenza pi elevato ed quindi pi efficace in termini di resistenza
b = 80 mm
b =60 mm alla flessione secondo un asse orizzontale. 6 Nel caso dell'acciaio strutturale,
le sezioni standard americane (tipo S) e le sezioni ad ali larghe (tipo W) so-
Figura 4.12
no preferite ad altri tipi di sezione poich gran parte della sezione posta
"lontano" dall'asse neutro (Figura 4.13). Cos, per assegnate area e altezza
della sezione, la loro forma porta a elevati valori di I e, di conseguenza, di S.
I valori del modulo di resistenza, nel caso delle travi che si trovano normal-
mente in commercio, possono essere ricavati da tabelle che riportano le pro-
priet geometriche delle sezioni di tali travi. Per determinare il massimo sfor-
zo O'max in una data sezione di una trave standard, l'ingegnere necessita solo
A. N.
del valore del modulo di resistenza S, riportato in una tabella, e del momen-
to flettente M nella sezione.
La deformazione dell'elemento causata dal momento flettente M misurata
dalla curvatura della superficie neutra. Tale curvatura definita come il reci-
(a) Sezione tipo S (b) Sezione tipo W proco del raggio di curvatura p e pu essere ottenuta dall'Equazione (4.9):
Figura 4.13
_!_ = Emax (4.20)
p c

In campo elastico, si ha Emax = O'maJE; sostituendo emax nella (4.20), e ri-


chiamando la (4.15), si ottiene

l O'max l Mc
- = --=--
p Ec Ec I
ovvero
l M
(4.21)
p El

6 Valori elevati del rapporto h/b possono per portare all'instabilit laterale della trave.
Flessione 193

Esempio 4.01 20mm


Una barra d'acciaio con sezione rettangolare di 20 x 60 mm sog- M' M l r
getta a due coppie uguali e opposte agenti nel piano verticale di
simmetria della barra (Figura 4.14). Determinare il valore del mo-
mento flettente M che causa l'inizio dello snervamento della bar-
(l
Figura 4.14
l) D:tm
ra. Si assuma ay = 250 MPa.

Poich l'asse neutro deve passare per il baricentro C della sezione,


risulta c =30 mm =3 x 10-3 m (Figura 4.15). Inoltre, il momento 20mm

d'inerzia rispetto all'asse neutro della sezione rettangolare H


I= -l2bh 3 = -12(20 x 10-3 m) (60 x 10- 3 m) 3 = 360 x

Ricavando M dall'Equazione (4.15) e sostituendo i valori ottenuti,


10-9 m4

ooLI; ~~m
LU ~N
si ottiene

I - 360 x
M =-amax- 30x10
w-9m4
m
(250 x 106 N/m2)
3
c
'-
M = 3000 N m = 3 kN m
Figura 4.15

Esempio 4.02 L'ordinata y del baricentro C della sezione semicircolare

Un'asta in alluminio con sezione semicircolare di raggio r = 12 mm _ 4r _ 4(12 mm) = 5.093 mm


Y = 3n- 3n
(Figura 4.16) inflessa secondo un arco circolare di raggio medio
p= 2.5 m. Sapendo che la faccia piana dell'asta rivolta verso il L' asse neutro deve passare per C (Figura-4.17) e la distanza c tra
centro di curvatura dell'arco, determinare gli sforzi massimi di tra- quest' asse e il punto della sezione pi distante da esso
zione e compressione nell ' asta utilizzando E= 70 GPa.
c= r- y = 12 mm-5 .093 mm = 6.907 mm

QJm
Figura 4.16
Utilizzando l'Equazione (4.9) si ha

emax =pc = 6.907xl0-


2.5 m
3
m =2.763x10- 3

ed applicando la legge di Hooke


Si potrebbe utilizzare l'Equazione (4.21) per determinare il mo-
mento flettente M corrispondente al raggio di curvatura p assegnato
amax =Eemax =(70 x10 9 Pa)(2.763x10- 3 ) = 193.4MPa
e successivamente l'Equazione (4.15) per determinare amax Per,
risulta pi semplice utilizzare l'Equazione (4.9) per determinare Essendo questa superficie dell'asta rivolta dalla parte opposta ri-
emax e la legge di Hooke per amax spetto al centro di curvatura, lo sforzo ottenuto di trazione. Il mas-
simo sforzo di compressione si ha in corrispondenza della superfi-
cie piana dell'asta. Utilizzando la proporzionalit dello sforzo con
c la distanza dall 'asse neutro, si ottiene
A. N.

y
(Jcomp = - - ()max 5.093 mm 093 .4 MPa) = -142.6 MPa
Figura 4.17 c 6.907mm